La morte di Abderrahim Fakir in quel di Bologna ha scatenato un vocabolario degno di uno scenario di guerra. Si parla di regole di ingaggio eventualmente trasgredite, di linee guida sul contenimento a terra dei soggetti esagitati, di una circolare in cui raccomanda “qualora il soggetto mostri segno di malessere, di allentare la presa immediatamente, di mettere sul fianco la persona verificando che sia nella condizione di respirare”. La notizia naturalmente è passata subito in secondo piano perché la scena è stata conquistata da Lepore, il Sindaco di Bologna, che ha inteso promuovere all’istante una manifestazione, per così dire, di solidarietà verso la vittima dell’azione di fermo della Polizia che ha portato purtroppo alla sua morte.
Tutti pazzi per la piazza
La magistratura farà le sue indagini e accerterà eventuali responsabilità. Il fatto di oggi è il richiamo alla piazza che ha registrato una settantina di poliziotti feriti e devastazioni varie per la città. Salvini richiama l’esigenza che chiunque promuova delle manifestazioni versi una cauzione a garanzia di eventuali danni prodotti dall’evento in programma. I promotori dovrebbero in questo caso probabilmente attrezzarsi con assicurazioni a tutela e servizi d’ordine per premunire squassi vari in giro per le strade. Non sarà semplice.
Lepore ha dichiarato, in sostanza, che non bisogna fare di tutta un’erba uno sfascio, che bisogna saper distinguere, di essere prudenti nelle analisi dei fatti e che a Bologna ci sono state due piazze ma solo una rappresenta la città. I malfidati commenterebbero un quasi a dire che ho una moglie ed un’amante ma la seconda faccio finta non ci sia. Qualcuno altro direbbe che stessa accortezza e attenzione avrebbe dovuto essere applicata prima di promuovere marce per la città, insomma di non essere avventati. Ci sono profili di opportunità che forse avrebbero suggerito di non dar luogo, sull’onda di una possibile emotività, a nessun richiamo al popolo per protestare ancor prima che la giustizia verifichi l’andamento dei fatti.
La cultura del sospetto
Se si accertasse in futuro l’assenza di ogni responsabilità delle agenti di Polizia, la manifestazione di lunedì scorso non avrebbe avuto alcun senso ed anzi sarebbe ingiustificabile ed anche dal sapore di ridicolo. Di tenore e forma diversa allora avrebbe dovuto essere la sacrosanta costernazione e il cordoglio per la morte del povero Fakir, avvenuta in quel della zona Pilastro.
Forse, prima di dare vita a cortei per chiedere la verità sull’accaduto e la revoca dello scudo a tutela dei poliziotti, si dovrebbe attendere l’esito delle indagini. Così non facendo, si percepisce un pregiudizio nei confronti della verità ed anche di chi la debba sentenziare. Ciò non è bene: istituzioni come Magistratura e Polizia sono un “pilastro” da non far traballare. Sembra peraltro siano previste altre iniziative di massa nei prossimi giorni.
La lezione della Storia e la legge della giungla
La cronaca racconta dunque invece di un letto a due piazze che ha provocato, gioco forza, conflitti e tensioni così che gli amministratori di una città non possono far finta di non aver potuto prevederne i rischi. Nel film “Nell’anno del Signore” il Cardinale Rivarola con cinico pragmatismo ricorda ad un frate che invocava giustizia per due patrioti carbonari che “Il popolo non è cattivo, soltanto bisogna capirlo, povera gente. Roma è diventato un mortorio, non succede mai niente, tutti a sbattersi il petto, tutti a piangere. E allora anche una esecuzione di giustizia perlomeno è una cosa nuova, uno spettacolo, un divertimento…In tutti i tempi, la ferocia è sempre stata il sollazzo del popolo e se uno gliela nega, la manda per le lunghe, si capisce che il popolo si ribella. Per cui mi sembra arrivato il momento di accontentare il popolo…”.
Insomma ogni tanto far sfogare il popolo può essere un utile stratagemma per tenerlo sopito, trovare subito a monte un capro espiatorio per una morte di cui non sono ancora chiare le cause è strategia che può dare i suoi frutti. Quello corrente non è il tempo dell’attesa ma di un click sui social. Lepore è stato istantaneo, il lemure si muove agile nella giungla anche cittadina ed è un animale da apprezzare, il bradipo non fa per Bologna la grassa.
