Home GiornaleMassimo dell’arroganza, massimo della debolezza

Massimo dell’arroganza, massimo della debolezza

Gli attacchi scomposti di Donald Trump contro Papa Leone XIV rivelano una fragilità politica crescente, con effetti negativi sull’immagine degli Stati Uniti e sui delicati equilibri geopolitici internazionali.

Quel delirio di parole insultanti e senza senso che il presidente Donald Trump ha scagliato contro Papa Leone XIV tornerà addosso al provvisorio inquilino della Casa Bianca. Ma non senza aver fatto un serio danno anche a quel che resta dell’egemonia americana. Non è la prima volta che il presidente Usa fa un gran danno a se stesso, al suo paese e a quella parte di mondo che gli Stati Uniti hanno sempre cercato di tutelare e rappresentare. E di questo passo non sarà certo l’ultima.

In simili circostanze il buonsenso richiederebbe di chiamare un’ambulanza e di portare via il paziente. Impresa che riuscì perfino a Vittorio Emanuele III all’indomani del Gran Consiglio del fascismo.

In questo caso non succederà, ovviamente. Ma il secondo mandato di Trump ci consegna già a metà del suo mandato un monito che faremmo bene a non dimenticare (cercando nel frattempo di tenerci per quanto possibile al riparo dei danni che ne derivano). E il monito è questo. Laddove c’è il massimo dell’arroganza c’è anche il massimo della debolezza.

Così Trump si è giocato, per il gusto di fare il bullo, il consenso dell’elettorato cattolico che assai probabilmente gli volterà le spalle questo autunno nelle elezioni di medio termine. E la stessa cosa, a ben vedere, sta accadendo con l’Iran. Laddove un’altra tempesta di azioni minacciose e belliciste ha solo sortito l’effetto paradossale di rafforzare quel regime che si voleva addirittura cancellare dalla faccia della terra.

Come a dire che il re è nudo, non più in grado di tutelare i propri interessi geopolitici. E neppure la dignità del suo stesso mandato di governo.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 16 aprile 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]