Nel primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV al Soglio di Pietro, desidero rivolgere al Santo Padre un pensiero di filiale gratitudine e di sincero augurio.
In questo primo anno di pontificato, il suo magistero ha mostrato una forza mite e, proprio per questo, profondamente evangelica. È stata la forza di una parola che non cerca la ribalta, ma la verità; che non insegue il consenso immediato, ma custodisce l’essenziale; che indica alla Chiesa e al mondo la via esigente della pace, del bene comune, della fraternità concreta.
Nel tempo lacerato che abitiamo, segnato da guerre, solitudini, disuguaglianze e smarrimento spirituale, la voce di Leone XIV ha ricordato a tutti che la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma conversione dello sguardo, responsabilità verso l’altro, coraggio di disarmare i cuori prima ancora che tacciano le armi. È questo uno dei tratti più alti del suo ministero: tenere insieme contemplazione e storia, Vangelo e ferite del mondo, speranza cristiana e dovere pubblico.
Da uomo impegnato nelle istituzioni e nel servizio al bene comune, sento particolarmente prezioso il suo richiamo a un’umanità che non misuri tutto con il criterio dell’efficienza, ma torni a riconoscere la dignità irriducibile di ogni persona.
In questa prospettiva, l’attenzione ai giovani, alla loro inquietudine e al loro desiderio di futuro appare oggi come una delle urgenze decisive della Chiesa e della società. Le nuove generazioni non chiedono parole facili, ma adulti credibili; non retorica, ma fiducia; non spazi concessi con condiscendenza, ma responsabilità condivise. Hanno bisogno di una Chiesa e di istituzioni capaci di ascoltarle, accompagnarle e restituire loro la possibilità di credere che il futuro non sia soltanto minaccia, ma promessa.
Il pontificato di Leone XIV ci invita così a ricostruire alleanze: tra generazioni, tra popoli, tra istituzioni, tra fede e cultura, tra cura e giustizia. Ci ricorda che il bene comune non è una formula consumata, ma il nome concreto della speranza quando diventa opera, scelta, servizio.
Al Santo Padre giunga, dunque, in questo anniversario, il mio augurio più deferente: che il Signore sostenga il suo ministero, renda feconda la sua parola e accompagni ogni suo passo nel confermare i fratelli nella fede, nella pace e nella carità.
