Home GiornaleNon sono tutti uguali: politica, responsabilità e interesse nazionale

Non sono tutti uguali: politica, responsabilità e interesse nazionale

Le reazioni trasversali agli attacchi di Trump al Papa mostrano che la politica può ancora distinguere tra propaganda e responsabilità, ricostruendo un terreno comune fondato sul rispetto istituzionale.

Il mito corrosivo del “tutti uguali”

Il luogo comune che in questi ultimi anni ha demotivato una parte dell’opinione pubblica ed allontanato l’elettorato dall’esercizio del voto affonda le radici, in buona parte, nel qualunquistico pensiero secondo il quale “i politici son tutti uguali”. Poi arriva un qualunque Trump e anche le menti meno illuminate si rendono conto che non è affatto vero che i politici sono proprio tutti uguali, come peraltro le persone non sono tutte uguali, perché ognuno di noi è un essere unico e irripetibile.

Il caso Trump e le ambiguità della destra italiana

Le ultime strampalate sortite del presidente Usa su papa Leone hanno provocato uno sdegno che ha attraversato tutto lo schieramento politico, anche se la destra italiana fatica a riconoscere i propri gravi errori di valutazione su Trump, elogiato fino al punto di immaginarlo candidato al premio Nobel per la pace; un’iniziativa incomprensibile per un presidente che ha cambiato il nome del “Dipartimento della Difesa” in “Dipartimento della Guerra”. Si può ben dire che c’era più di un indizio sulle reali intenzioni di Trump, ma ciò non ha impedito a Meloni e Salvini di lanciarsi da quasi due anni in una gara per stabilire chi è il più “trumpiano” tra loro. Ma in questi giorni anche la premier italiana è finita nella lista dei cattivi per aver fatto l’unica cosa che poteva fare in quella situazione, ovvero esprimere il proprio disappunto per gli attacchi al Papa; in molti hanno pensato “chi è causa del suo male, pianga sé stesso”.

Una solidarietà istituzionale che segna un punto

Ma bene ha fatto invece la Segretaria del Partito Democratico ad esprimere una solidarietà istituzionale alla Presidente del Consiglio, generando una standing ovation di tutti i deputati e riaffermando il principio che, aldilà della funzione di maggioranza o di opposizione svolta in Parlamento, minacce e attacchi indirizzati a chi rappresenta il paese nel contesto internazionale sono assolutamente inaccettabili e come tali da respingere al mittente.

Interesse nazionale e cultura del rispetto

Una solidarietà importante che testimonia una volontà di mettere realmente l’interesse del paese al centro di una incisiva azione politica, fondamentale per poter costruire un’alternativa all’attuale governo. Senza incorrere in un eccesso di enfatizzazione possiamo comunque dire che è stato un episodio che ha mostrato come anche nella diversità di idee sui problemi del paese, ci possano essere occasioni di confronto secondo canoni di civile e reciproco rispetto. E molto probabilmente una buona parte di opinione pubblica ha apprezzato il gesto soprattutto in questo delicato momento, dove chi ha del buonsenso ha il dovere di utilizzarlo per il bene comune, non concedendo nulla alla retorica qualunquistica che vorrebbe “tutti uguali”.