Home Giornale«Ovunque è il centro»: in arrivo il nuovo libro di Giuseppe Fioroni

«Ovunque è il centro»: in arrivo il nuovo libro di Giuseppe Fioroni

La politica oltre il narcisismo, per tornare a “credere” nell’impegno pubblico. Da settembre nelle librerie per i tipi di Rubbettino Editore il volume nato dal dialogo con il sociologo Angelo Palmieri.

Non è una semplice autobiografia, né la cronaca di stagioni politiche ormai alle spalle. Ovunque è il centro. Delle cose, della vita, della politica (Rubbettino Editore, in libreria da settembre) è il nuovo libro di Giuseppe Fioroni, frutto di un intenso e articolato dialogo con il sociologo Angelo Palmieri.

Attraverso le domande di Palmieri, l’ex ministro e storico esponente del cattolicesimo democratico si interroga su cosa resti della politica quando la si spoglia dal narcisismo, dalla propaganda e dalla tentazione proprietaria del potere. Il titolo stesso ribalta la visione tradizionale: il centro non è una collocazione tattica, una posizione geometrica o una rendita da difendere. È, piuttosto, il luogo in cui la dignità umana esige di non essere trattata come scarto. Ovunque ci sia una persona da ascoltare o una comunità da custodire, lì si sposta il vero centro della politica.

Il volume attraversa le radici profonde della formazione dell’autore – dallo scoutismo alla Dottrina Sociale della Chiesa – e si confronta con i grandi maestri della Repubblica (da Sturzo a De Gasperi, da Aldo Moro a Maritain), per poi misurarsi con le sfide più urgenti del presente. Senza scadere nella retorica, il libro affronta la frattura tra istituzioni e cittadini, il logoramento del noi”, la necessità di ricostituire un campo degasperiano e, soprattutto, il rapporto con i giovani: generazioni che non chiedono di essere blandite, ma di non essere lasciate in panchina, esigendo una politica autentica, credibile e abitabile.

Un messaggio chiaro e controcorrente chiude il cerchio del libro: la politica deve tornare a essere una forma esigente di servizio. Un invito, rivolto soprattutto alle nuove generazioni e a chi ha a cuore il bene comune, a non servirsene, ma a mettersi a disposizione per ricostruire il legame democratico e custodire la casa comune.