Home GiornalePremio Tina Anselmi a Daniela Fumarola: quando la fantasia va al potere

Premio Tina Anselmi a Daniela Fumarola: quando la fantasia va al potere

Il riconoscimento assegnato dalla CISL Puglia alla propria ex segretaria regionale e attuale leader nazionale riapre il dibattito sul confine tra legittima valorizzazione e autoreferenzialità organizzativa.

Dallo slogan del Sessantotto alla realtà sindacale

Lo slogan «La fantasia al potere» (più spesso nella formulazione originale francese «L’imagination au pouvoir») nacque durante il Maggio francese del 1968, comparendo sui muri della Sorbona occupata e nelle manifestazioni studentesche di Parigi. All’epoca significava immaginare un mondo nuovo, andare oltre gli schemi, sfidare le convenzioni e sorprendere la realtà con idee inedite.

A distanza di quasi sessant’anni, qualcuno deve aver deciso di prendere piuttosto alla lettera — si fa per dire — l’ultima parte di quelle suggestioni.

Succede infatti che la CISL Puglia abbia conferito il Premio “Tina Anselmi” a Daniela Fumarola, attuale segretaria generale della CISL nazionale ed ex segretaria generale proprio della CISL Puglia. Un riconoscimento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole premiare «chi dedica la propria vita agli altri» e valorizzare percorsi umani e sindacali di particolare rilievo.

L’arte dell’autoreferenzialità creativa

Fin qui nulla di strano, se non fosse che il premio arriva dalla stessa organizzazione regionale che Daniela Fumarola ha guidato per anni. Una scelta che apre scenari innovativi nel vasto campo dell’autoreferenzialità organizzata.

D’altra parte, perché limitarsi ai tradizionali criteri di terzietà che dovrebbero caratterizzare iniziative di questo tipo? La modernità richiede coraggio e disponibilità all’innovazione. E allora via libera a nuove formule.

Del resto, se Hollywood assegna gli Oscar agli attori, perché un’organizzazione non dovrebbe premiare una propria dirigente? Questa modalità potrebbe perfino suggerire ulteriori sviluppi: il “Premio Miglior Presidente” assegnato da un consiglio di amministrazione al proprio presidente uscente oppure un prestigioso “Trofeo dell’Obiettività” attribuito da una giuria a sé stessa.

Il paradosso del nome di Tina Anselmi

Nel caso specifico, la scelta appare particolarmente originale perché Tina Anselmi rappresentò nella storia italiana un esempio di indipendenza, rigore istituzionale e autonomia di giudizio.

Proprio per questo, probabilmente, la CISL Puglia ha deciso di interpretarne il messaggio in modo creativo, dimostrando che l’autonomia può essere esercitata anche nel decidere di premiare chi appartiene alla propria casa.

Qualcuno potrebbe osservare che sarebbe stato forse più lineare individuare una figura esterna all’organizzazione: una donna impegnata nel sociale, nella ricerca, nel volontariato o nelle istituzioni. Ma questa sarebbe una visione tradizionale, quasi conservatrice. Oggi il progresso corre veloce e impone nuove categorie interpretative.

La fine della distanza tra premiatore e premiato

Va comunque riconosciuto che la vicenda presenta almeno un vantaggio: elimina ogni rischio di errore nella selezione. Chi meglio di una struttura conosce una propria dirigente? Nessuno. E chi potrebbe contestare una valutazione formulata da chi ha condiviso anni di percorso comune? Nessuno, o quasi.

Del resto, anche nel 2024 fu premiato Luigi Sbarra. Momenti di maggiore libertà nella scelta dei destinatari si possono rintracciare nell’edizione 2022, con il riconoscimento assegnato all’Associazione Ucraini Puglia e Basilicata e a don Alessandro Mayer, e in quella del 2025 all’Associazione Volontari di Bethesda.

In fondo, la vera innovazione consiste proprio nel superare l’antica separazione tra premiatore e premiato. Una barriera culturale che apparteneva al secolo scorso e che oggi appare decisamente superata.

«Fantasia al potere», appunto.

E forse, osservando certe scelte, il vecchio slogan del Sessantotto continua a vivere. Solo che qualcuno, lungo il percorso, deve aver smarrito le istruzioni per l’uso.