Home GiornaleTrump ipoteca l’America: altro debito prima del voto di Midterm

Trump ipoteca l’America: altro debito prima del voto di Midterm

La Casa Bianca valuta un nuovo aumento del tetto federale prima delle elezioni di metà mandato. Una scelta tattica che rinvia lo scontro con un’eventuale Camera democratica, Un’assicurazione politica contro la possibile sconfitta

L’amministrazione Trump starebbe valutando di alzare il tetto del debito federale dagli attuali 39.700 a 41.100 miliardi di dollari prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. L’obiettivo è abbastanza trasparente: evitare che, nel 2027, una Camera eventualmente riconquistata dai Democratici possa usare l’autorizzazione all’indebitamento come strumento di pressione sulla Casa Bianca.

Non si tratterebbe di autorizzare nuove spese, almeno formalmente. Il debt ceiling stabilisce infatti quanto il Tesoro possa prendere in prestito per pagare impegni già approvati dal Congresso. Ma la decisione avrebbe un evidente significato politico: Trump e i repubblicani, dopo avere a lungo denunciato l’irresponsabilità fiscale dei Democratici, vorrebbero neutralizzare preventivamente una delle più delicate scadenze finanziarie della prossima legislatura.

Il progetto non sembra tuttavia ancora definito. Nelle stesse ore, Axios ha riferito che la Casa Bianca sta premendo per una nuova legge di bilancio repubblicana da approvare prima del voto, precisando però che il provvedimento, allo stato attuale, non comprenderebbe l’innalzamento del tetto. 

I Democratici: debito per finanziare l’agenda di Trump

Non risultano ancora prese di posizione democratiche circostanziate sull’ipotesi specifica dei 41.100 miliardi. La linea politica dell’opposizione è però già chiara. Il capogruppo democratico nella commissione Bilancio della Camera, Brendan Boyle, accusa i repubblicani di aggravare il deficit per finanziare sgravi fiscali, spese militari e misure elettorali, mentre trascurano il costo della vita e i servizi sociali. Di fronte all’ultima manovra repubblicana, Boyle ha denunciato un ulteriore aumento del disavanzo senza risposte ai problemi economici delle famiglie. 

I Democratici sottolineano inoltre che lo stesso bilancio repubblicano prevede 16.700 miliardi di deficit complessivi fra il 2027 e il 2036, con il debito detenuto dal pubblico destinato a salire da 34.000 a 48.500 miliardi.  La loro accusa, in sostanza, è che Trump voglia prima ampliare lo spazio per indebitarsi e poi lasciare al futuro Congresso il problema del risanamento.

Il tetto non cura la malattia

Gli economisti distinguono nettamente fra due questioni. Alzare il tetto è necessario per evitare un default tecnico, che potrebbe scuotere i mercati e compromettere l’affidabilità dei titoli del Tesoro. Ma aumentarlo non rende sostenibile il debito: permette soltanto di continuare a finanziarlo.

Il Congressional Budget Office prevede per il 2026 un deficit di 1.900 miliardi di dollari, pari al 5,8 per cento del Pil, destinato a raggiungere i 3.100 miliardi nel 2036. La causa principale del peggioramento sarà l’aumento degli interessi.  Nel solo 2026 il loro costo netto dovrebbe superare i mille miliardi di dollari. 

Anche la crescente emissione di titoli a breve termine preoccupa gli analisti: consente al Tesoro di finanziarsi con maggiore flessibilità, ma espone più rapidamente i conti pubblici all’aumento dei tassi e alla necessità di continui rifinanziamenti. 

L’eventuale operazione della Casa Bianca eviterebbe dunque una crisi immediata e toglierebbe un’arma ai Democratici. Ma confermerebbe anche un paradosso: il partito che ha fatto del rigore fiscale una bandiera sceglie di “giocare” con il tetto, mentre il debito continua a crescere senza una strategia condivisa per contenerlo.