Un nuovo fronte nel Mediterraneo orientale
Come già scritto qui a proposito del Patto della Mecca fra Arabia, Pakistan e Turchia la guerra contro l’Iran promossa da Israele e Stati Uniti sta inevitabilmente ridelineando la geografia politica mediorientale. Lasciando intravedere sullo sfondo un nuovo e preoccupante terreno di scontro, quello fra Israele e Turchia.
È soprattutto – anche se non solo – attraverso questa lente che va letto l’accordo concluso lo scorso 31 agosto fra Israele e Grecia prontamente chiamato lo “Scudo di Achille”, un complesso e sofisticato sistema di difesa aerea esteso a unità navali che Tel Aviv fornirà ad Atene e che coprirà una zona strategica del Mediterraneo orientale già oggetto di forte interesse russo e, naturalmente, israeliano.
Grecia e Turchia, la frattura dentro la NATO
La Grecia è membro NATO al pari della Turchia, con la quale è in storica competizione da sempre e con la quale non ha mai sanato la frattura che divide ancora oggi l’isola di Cipro, paese membro UE pesantemente infiltrato da finanze di varia natura provenienti dalla Federazione russa.
Non è difficile comprendere come questo nuovo accordo riguardante il quadrante orientale del Mare Nostrum sia un ulteriore tassello che precostituisce una alternativa, o meglio dire una integrazione al sistema di sicurezza garantito dall’Alleanza Atlantica. La cui affidabilità piena, a causa dell’atteggiamento ambiguo e anche schizofrenico assunto dagli USA da quando il Commander in Chief è Donald Trump, è stata ormai messa in dubbio e sta lentamente ma costantemente interrogando ogni suo paese membro.
Atene con Israele, Ankara guarda al mondo musulmano
Ponendo le premesse per l’insorgere al suo interno di possibili, enormi problemi. Grecia e Turchia, ad esempio, sono entrambi paesi membri, peraltro con capacità militari molto squilibrate in favore della seconda. Con questo accordo Atene si schiera definitivamente con Israele trascinando Cipro con sé proprio nel momento nel quale Ankara acuisce la sua ostilità nei confronti di Tel Aviv nutrendo l’evidente ambizione di guidare, almeno in parte, il mondo musulmano nella sua rinnovata ostilità verso quello ebraico.
C’è però un ulteriore elemento da considerare, ed è l’appartenenza europea. Grecia (e Cipro) sono parte dell’Unione mentre, come noto, la domanda di adesione della Turchia giace ormai semisepolta dalla polvere sin dal lontano 2005 e non pare che al punto in cui stanno le cose a Erdogan la cosa interessi granché.
Lo Scudo di Achille e il nodo del riarmo europeo
Questo dato – va da sé – inserisce lo Scudo di Achille nel più vasto tema del riarmo europeo, questione fondamentale ma di assai complessa soluzione operativa per motivi politici e finanziari. Eppure, se non altro per le mosse che altri attori stanno effettuando, il tema deve essere affrontato politicamente prima ancora che finanziariamente. La nuova condizione geopolitica mediterranea lo impone.

