Home GiornaleUna bella pellicola ricorda Valarioti, partigiano della lotta alla ‘ndrangheta.

Una bella pellicola ricorda Valarioti, partigiano della lotta alla ‘ndrangheta.

Il documentario di Gianluca Palma - “Medma non si piega”, - ricostruisce con rigore e partecipazione civile la figura di Peppe Valarioti: insegnante, sindacalista e dirigente politico ucciso dalla ’ndrangheta nel 1980.

Ho assistito, presso il Cinema Italia di Cosenza, alla proiezione del film documentario “Medma non si piega” del regista cosentino Gianluca Palma, prodotto dalla casa cinematografica Ugly Films.

Si tratta di un’opera bellissima e ben realizzata, capace di ricostruire in modo preciso ed emotivamente coinvolgente la vita, l’impegno e la tragica morte di Giuseppe “Peppe” Valarioti, ucciso a soli trent’anni nel giugno del 1980.

 

Un intellettuale organico contro la ndrangheta

Peppe Valarioti è stato un giovane professore, oltre che un valido dirigente della CGIL e del PCI nella Piana di Gioia Tauro e Rosarno. Con i suoi studenti coltivava un rapporto aperto e non formale, caratterizzato dalla stessa stima e apprezzamento che lo univano ai compagni di partito e del sindacato.

Come è stato giustamente notato, citando Gramsci, Valarioti può essere considerato un intellettuale organico, capace di unire cultura e lotta politica e sindacale nella difesa appassionata dei braccianti e degli operai di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro. Valarioti seppe impegnarsi con coraggio e passione contro la criminalità organizzata, alimentando sempre la partecipazione politica e sindacale, applicando la sinergia tra “Teoria e Prassi”.

Valarioti ha testimoniato nel concreto quotidiano, partendo da solide premesse culturali, il celebre pensiero gramsciano: “Vivo, sono partigiano”. Ha lottato per l’affermazione della giustizia sociale e per contrastare l’indifferenza e l’abulia, anticipando il concetto attuale di cittadinanza attiva e stimolando la comunità a prendere posizioni politiche nette per contrastare seriamente la criminalità organizzata.

È stato osservato, subito dopo l’uscita del film a Roma e prima della proiezione cosentina, che Peppe Valarioti rappresenta un partigiano moderno per la sua lotta contro la ’ndrangheta, le ingiustizie e le diseguaglianze, e anche contro l’apatia e l’indifferenza.

 

Il valore civile della memoria

L’opera cinematografica di Gianluca Palma costituisce un forte richiamo alla memoria, essenziale per indicare — soprattutto ai giovani, e non solo calabresi — l’itinerario civile da seguire, anche per rendere giustizia, sebbene purtroppo “a posteriori”, a persone come Valarioti che hanno lottato per la giustizia, lo sviluppo e la solidarietà.

Spesso è stato rilevato, anche per il film di Gianluca Palma, che attraverso le “indagini, i processi, le inchieste, possiamo conoscere tutto o quasi tutto dei killer sanguinari e delle trame criminali, ma poco o nulla si conosce delle vittime”.

Anche per questo motivo il film “Medma non si piega” assume maggiore valenza, per non relegare nell’oblio una storia di impegno civile forte e nobile, testimoniato coerentemente e, purtroppo, pagato col tributo della vita.

La storia di Valarioti era una storia “quasi sommersa”, prima di “Medma non si piega”. Il film di Palma ha quindi il merito, tra l’altro, di riproporla con forza e a ragione alla pubblica attenzione, come esempio di impegno civile.

 

Cultura, scuola e riscatto sociale

Nel film, Valarioti viene descritto e raccontato per come effettivamente è stato: docente appassionato di archeologia e della storia della Magna Grecia, che da Locri a Rosarno, l’antica Medma, contribuì allo sviluppo di una grande civiltà diffusasi in tutte le regioni dell’Italia Meridionale.

Valarioti era infatti convinto che la cultura, il sapere e l’insegnamento fossero elementi fondamentali per contrastare la criminalità organizzata, per fare affermare una cultura civile basata sulla solidarietà e sul criterio della mutualità come regola cooperativa, non lasciando spazio alle violenze, ai soprusi e alle ingiustizie, quasi immaginando “l’istruzione come strumento di riscatto sociale” sia a livello individuale che di comunità-collettività.

Diverse le testimonianze presenti nel film: dalle sorelle agli alunni, dagli amici ai dirigenti politici e sindacali del PCI e della CGIL. Particolarmente incisiva sul piano emotivo la testimonianza della fidanzata e del parroco, quest’ultima importante anche per quanto concerne il rapporto tra Fede, Ideologia e Chiesa.

 

Un cinema di testimonianza autentica

In conclusione, “Medma non si piega”, oltre a essere leggibile come atto di giustizia verso la memoria di Peppe Valarioti, è anche un’operazione cinematografica di alto livello e di grande spessore storico.

La regia di Palma dimostra come il cinema di realtà possa essere al tempo stesso impegno civile e ricerca artistica, consegnandoci un’opera che brilla per equilibrio, sensibilità visiva e per la rara capacità di far parlare fatti, luoghi e persone.

Un esempio sincero di cinema di testimonianza che sarà ulteriormente sviluppato con il film con “attori veri”, prossimo obiettivo del regista Gianluca Palma, al quale auguro che possa essere raggiunto presto.

Francesco Capocasale ha iniziato a fare politica nel Movimento giovanile della Dc. È stato sindaco di Dipignano (Cs). Nel 2025 ha pubblicato “Pagine d’impegno meridionalistico” (Editoriale Progetto 2000).