Grazie al Tg1 e ai social ho ascoltato parte del nuovo singolo della cantautrice Angelina Mango, in uscita il 16 ottobre: Vita da adulti.
Come capita spesso con le poesie, anche il testo di questa canzone sembra proporre una sorta di «mondo alla rovescia», tale da cogliere, in verità, l’essenza delle cose. La vita da adulti non si identifica con «i discorsi da adulti». Adulto non è, non può essere sinonimo di arido. Anzi, l’artista si lascia commuovere da tutto; non è indifferente, apatica o cinica, come alcuni stereotipi, persino filosofici, esigono dall’adulto o dal saggio.
Si lascia attraversare, al contrario, dalla passione, anche e soprattutto da quella per l’altro. Attraversare, non solo lambire.
La cifra del suo essere adulta sembrano anzi i capelli lunghi, che «volano come stormi», rappresentazione mirabile di una leggerezza profonda e incarnata. Un’anima leggera, un corpo leggero e, a motivo di ciò, belli.
«Vita» e «adulti» non sono un ossimoro, bensì compimento reciproco e promessa di felicità.

