Youtuber, delitti, castighi e un possibile rimedio

Ci sarebbe un modo semplice per evitare che uno youtuber non si sbizzarrisca in imprese pericolose. Dare pubblica notizia - una messa alla berlina - delle aziende che sostengono questi geni del web.

Di queste ore la morte di un bimbo a causa di un incidente tra una Smart e una Lamborghini Urus, guidata da unoyoutuber impegnato in una gara di resistenza in auto per oltre cinquanta ore. Urus è nome di origine di una specie bovina utilizzata nel mondo delle corride, qualcosa di poco attuale per le vie delle nostre città. Lo youtuber è quello che fa il tube, che fa insomma la televisione autonomamente e mette il prodotto del suo genio in rete così che possa essere apprezzato da un branco di seguaci.

Il nome del nostro youtuber si legge sia quello di Borderline, uno che insomma straborda di intelligenza e fa fatica a contenersi nei limiti comuni, uno che è lì sul filo per non andare a manetta fuoribordo, ma che questa volta ha debordato, facendo fuori una creatura che nulla sapeva di queste faccende. Sembra peraltro che ci sia però abbastanza mestiere per ingannare i followers perché non corrisponderebbe sempre a verità leffettiva prestazione messa in bella mostra per gli ammiratori del genere.

Idiota proviene dal greco e vuol dire privato, cioè che non ha la competenza per gestire la cosa pubblica. In questo caso, privato di ogni acume, lo youtuber ha avuto la fregola di mettersi in pubblico con una impresa dalle conseguenze che sappiamo. Imbecille in origine designava chi era malfermo e senza bastone. E forse di un bastone o di un tutore ci sarebbe bisogno per questi ragazzi a digiuno di ogni sostanza che pure guadagnano la pagnotta vendendo le proprie bravate, sostenute da aziende ansiose di farsi pubblicità.

Senza cadere in analisi sociologiche che rinviano a modelli di educazione fallimentari, ciascuno ricorderà lo scandalo di noti marchi di abbigliamento che facevano profitti sfruttando il lavoro di povera gente con paghe da miserabili. Così anche torturavano animali per ricavarne quanto occorreva per acconciare i loro prodotti. La difesa era di negare ogni responsabilità rinviando ai fornitori limputazione del malfatto.

Ci sarebbe un modo semplice per evitare che uno youtuber non si sbizzarrisca in imprese pericolose. Potrebbe farlo lo Stato o qualche autorità competente in materia. Dare pubblica notizia delle aziende che sostengono questi geni del web, una messa alla berlina che non farebbe comodo alle loro tasche. Più ruvidamente lo Stato potrebbe vietare di dare pubblicità a youtuber di questa risma, spacciatori di possibile pericolo per il prossimo. Tutto più facile che attendere un rinsavimento che presenta tempi più lunghi del necessario. Se lo Stato c’è, si faccia avanti.