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Sci, Sofia Goggia terza nella discesa di St. Moritz

Roma, 13 dic. (askanews) – E’ arrivato il primo podio stagionale – il 63° in carriera – per l’azzurra Sofia Goggia, terza in 1.30.79 nella seconda discesa di St. Moritz. Subito davanti a lei, sul secondo gradino del podio dopo lo strepitoso successo di ieri, la straordinaria Lindsey Vonn in 1.30.74. La vittoria – la terza in carriera per una ragazza di grande talento e di soli 22 anni – è andata alla tedesca Emma Aicher in 1.30.50. Per l’Italia – ancora con condizioni meteo e di neve perfette – c’è ancora la bella prova della trentina Laura Pirovano 6^ in 1.31.26. Più indietro Roberta Melesi in 1.32.23, Elena Curtoni in 1.32.50 , Nicol Delago in 1.32.69 e sua sorella Nadia in 1.32.778. Domenica la tappa di St. Moritz si chiude con il superG, altra grande occasione per Sofia Goggia, Elena Curtoni e le altre ragazze jet azzurre.

Parma Food Valley all’Onu, prodotti a 250 corrispondenti

Bologna, 13 dic. (askanews) – La Parma Food Valley protagonista all’ONU con una vetrina d’eccezione durante la 29esima edizione degli UNCA Awards a New York, dove Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy ha servito agli ospiti i prodotti delle 6 filiere d’eccellenza: Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, alici, latte, pasta e pomodoro. L’evento è stato ospitato nello storico palazzo di vetro di New York per celebrare gli 80 anni dell’ONU e ha visto la partecipazione dell’attore Javier Bardem, premiato “Cittadino globale dell’anno”.

“Rappresentare la Parma Food Valley all’ONU è stato un grandissimo onore – ha dichiarato Alessandra Foppiano, portavoce di Fondazione ed executive manager di Parma Alimentare -. Abbiamo accolto con grande piacere l’invito della giornalista Valeria Robecco, in un evento che rappresenta perfettamente il focus di Fondazione: promuovere il territorio anche e soprattutto a livello internazionale”.

L’evento ha rappresentato l’occasione per celebrare la recente nomina della Cucina Italiana a patrimonio culturale immateriale Unesco, candidatura che Fondazione ha sempre sostenuto dal 2020. “Non posso che gioire per la nomina – ha proseguito Foppiano – La cucina è l’anima viva di una cultura che unisce territori, saperi e persone e in questo scenario le filiere agroalimentari di Parma sono un pilastro fondamentale”.

Il fatturato delle 6 filiere nel 2024 è stato di 11,5 miliardi di euro, di cui 5,1 derivanti dall’export. L’alimentare parmense rappresenta il 5% dell’intero valore italiano, con Parma al terzo posto sulle 110 province italiane per fatturato export alimentare.

Energia, Cattaneo (Enel): incentivare solo ciò che genera valore e Pil

Roma, 13 dic. (askanews) – “Non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil”. Secondo, “dare energia a costo più basso alle imprese” Tarzo, “fare investimenti sugli impianti, che possono essere potenziati”, ad esempio l’idroelettrico: è la ricetta per contenere i costi dell’energia spiegata da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel durante un intervento ad un dibattito ad Atreju.

“Enel – ha ricordato – oggi ha una quota di produzione di poco superiore al 10% dell’energia in Italia. Per individuare soluzioni al problema del prezzo dell’energia dobbiamo ragionare senza demagogia e fare alcune distinzioni”.

“È vero che ci sono settori energivori a rischio di delocalizzazione, e vanno aiutati, perché per loro l’energia rappresenta il 30/35% dei costi, ma si tratta di aziende che pagano il prezzo all’ingrosso. Per le famiglie, grazie al costo delle reti che è una voce della bolletta che in Italia è più bassa, la differenza con gli altri paesi europei è contenuta. Va capito cosa è successo ai prezzi – ha proseguito il manager -: fino al 2015 la differenza tra Italia e Spagna era di 25/30 euro al megawattora, poi per un quinquennio il prezzo si è allineato, fino al 2020, quando il divario si è accentuato”.

“Questo è successo perché tra il 2015 e il 2020 il gas costava tra 16 e 18 euro e l’Ets era molto inferiore al prezzo attuale; poi entrambe queste voci sono cresciute. Dove va fatta una scelta allora? Dobbiamo agire su tre leve – ha detto Cattaneo -: non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil; dare energia a costo più basso alle imprese, con misure importanti come quelle messe in campo dal Governo; fare investimenti sugli impianti, che possono essere potenziati, come ad esempio nel settore idroelettrico”.

M.O., Schlein incontra Abu Mazen: per parlare di pace serve riconoscimento Palestina

Roma, 13 dic. (askanews) – “Tutte le parti devono rispettare quell’accordo, ma non si potrà parlare di pace finché non ci sarà un pieno riconoscimento dello stato palestinese”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein dopo l’incontro con Abu Mazen.

“E’ stato un incontro molto positivo – ha spiegato – per ribadire tutto il supporto del Pd al popolo palestinese e alla sofferenza che ha ingiustamente subito. La prima questione è l’autodeterminazione del popolo palestinese senza cui non ci può essere la pace”.

Poi, ha aggiunto la Schlein, “altra questione affrontata è la situazione umanitaria: non arrivano ancora tutti gli aiuti umanitari indispensabili alla popolazione palestinese. Serve anche porre fine alle occupazioni illegali in Cisgiordania. Sono passi necessari per cui tutta la comunità internazionale e il governo italiano devono fare la loro parte”.

Le Olimpiadi al polso, due modelli a cinque cerchi per Swatch

Milano, 13 dic. (askanews) – Due nuovi modelli per essere parte dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026: Swatch ha lanciato i suoi orologi per la festa a cinque cerchi che l’Italia sta per vivere. E come per le tante aziende coinvolte, anche per la maison svizzera le Olimpiadi sono sempre un grande palcoscenico. “Per Swatch – ha detto ad askanews Carlo Giordanetti, CEO dello Swatch Art Peace Hotel Shanghai – grazie al fatto che Omega il timekeeper ufficiale dei giochi olimpici ormai dal 1932, diciamo che un bell’esercizio entrare nel mondo degli olimpici con degli orologi che sono anche al polso dei volontari, che sono una delle forze importanti della struttura olimpica”.

I due orologi olimpici li abbiamo scoperti nello store Swatch di Corso Vittorio Emanuele II nel capoluogo lombardo. “Per Milano-Cortina – ha aggiunto il manager – abbiamo pensato innanzitutto, ovviamente, a un cronografo, perch siamo nel mondo dello sport e perch Swatch forse il marchio che pi di altri ha tanti cronografi all’interno del suo mondo. In particolare poi per il mercato italiano un orologio che parla molto, un orologio bello che si esprime, che racconta di essere dinamico, che racconta di essere sportivo anche se poi magari come me non lo sei, ma comunque un orologio che comunica emozioni, quindi il cronografo era fondamentale per noi”.

Sportivo e con un piacevole mix di bianco e colore, il cronografo “Snowy Slopes” dialoga con un modello che vira sul blu, il “Chasing Peaks”. “Accanto al cronografo quasi direi come opposto, mi viene da dire – ha concluso Giordanetti – abbiamo un Gent, quindi quello Swatch che diventato un’icona a partire dal 1983, che tutti riconoscono come uno Swatch per la sua forma, per la sua dimensione, per i suoi dettagli e anche in questo caso forse la cosa che lo distingue maggiormente l’utilizzo del numero 26, quindi naturalmente il 2026, esattamente naturalmente come nella grafica delle Olimpiadi, proprio al centro del quadrante”.

In attesa di viverle, queste Olimpiadi italiane che arrivano vent’anni dopo Torino, si possono per ora gi mettere al polso e, volendo, usare anche per scandire il tempo che ci separa dall’inizio delle gare.

Ucraina, Lega: su dl ci attendiamo cambiamenti, governo non rischia

Roma, 13 dic. (askanews) – “In merito ad un eventuale rinnovo del decreto per l’invio di armi all’Ucraina la posizione della Lega è molto semplice: abbiamo sempre appoggiato le decisioni del Governo senza rinunciare ad esprimere le nostre idee e, come detto già l’anno scorso, la Lega non voterà una semplice ennesima riproposizione del vecchio decreto armi. Ci attendiamo un cambiamento che ravvisi una discontinuità che tenga conto della situazione attuale e dei negoziati in corso”. Lo afferma in una nota il senatore della Lega, Claudio Borghi.

“Nessuna intenzione di mettere a rischio un Governo che con la sua stabilità è l’unica salvezza per l’Italia in uno scenario mondiale pericolosissimo: si tratta di una semplice richiesta di buonsenso, peraltro diffusissima fra i cittadini, solida e ben motivata. La Lega, come tantissimi italiani, vuole solo la pace e le idee belliciste della Ue, prima dell’intervento di Trump, hanno fatto di tutto per allontanare la fine delle ostilità anziché avvicinarla”, conclude.

L’appello del Papa: la pace è il dovere che unisce l’umanità

Roma, 13 dic. (askanews) – “Rievoco con voi l’accorato appello che San Paolo VI rivolse all’Assemblea delle Nazioni Unite esattamente sessant’anni fa. Quel che unisce gli uomini, notava il mio venerato Predecessore, è un patto suggellato ‘con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!’. Sì, la pace è il dovere che unisce l’umanità in una comune ricerca di giustizia”. Così Papa Leone XIV ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti al Giubileo della Diplomazia Italiana.

“La pace è l’intento che dalla notte di Natale accompagna tutta la vita di Cristo, fino alla sua Pasqua di morte e risurrezione. La pace è il bene definitivo ed eterno, che speriamo per tutti. Al fine di custodire e promuovere la pace vera, siate dunque uomini e donne di dialogo, sapienti nel leggere i segni dei tempi secondo quel codice dell’umanesimo cristiano che sta alla base della cultura italiana ed europea”, ha concluso Prevost.

Il Wall Street Journal: blitz di forze militari Usa su una nave cargo in viaggio dalla Cina all’Iran

Roma, 13 dic. (askanews) – Una squadra di forze speciali statunitensi avrebbe effettuato un raid su una nave cargo in viaggio dalla Cina all’Iran nell’Oceano Indiano il mese scorso: lo rivela il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi sotto condizione di anonimato, i quali precisano che sarebbero stati sequestrati articoli di natura militare. I militari statunitensi sarebbero saliti a bordo della nave a diverse centinaia di miglia dallo Sri Lanka.

Il carico consisteva in componenti potenzialmente utili per le armi convenzionali iraniane, secondo le fonti; la spedizione è stata distrutta e alla nave è stato poi permesso di proseguire.

Bollette, Scornajenchi (Snam): ecco come potranno calare i prezzi

Roma, 13 dic. (askanews) – In Italia i prezzi delle bollette dell’energia scenderanno “se saremo in grado di diversificare e di guardare senza paura alle regole di sistema, che sono state definite trent’anni fa e che oggi, forse, non sono più attuali. E va dato merito a questo governo di aver posto al centro della discussione un ragionamento su queste regole”. Lo ha affermato l’amministatore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, intervendo ad un dibattito ad Atreju. Se così sarà “si” le bollette scenderanno, “altrimenti no”, ha avvertito.

La Russia attacca "Ursula Pfizer": vuole rubare le riserve sovrane russe, ci saranno conseguenze

Roma, 13 dic. (askanews) – I tentativi della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di sequestrare i beni statali congelati della Russia minano il sistema finanziario globale: lo ha affermato Kirill Dmitriev, ceo del Fondo russo per gli investimenti diretti russi e inviato speciale di Putin, dopo che i paesi dell’Ue hanno concordato di congelare i beni della Russia a tempo indeterminato.

“La burocrate non eletta dell’Ue Ursula ‘Pfizer’ von der Leyen cerca di rubare le riserve sovrane russe, minando l’intero sistema finanziario globale guidato dagli Stati Uniti. Forse ha ricevuto troppi booster dalla Pfizer”, ha scritto Dmitriev su X, ironizzando sui rapporti con il colosso farmaceutico Pfizer della presidente della Commissione Ue. “I funzionari dell’Ue dovranno affrontare le conseguenze dei loro tentativi illegali di rubare i beni russi”, ha affermato ancora Dmitriev, commentando un articolo di Politico sulla decisione dell’Italia di sostenere il Belgio nella sua resistenza al piano dell’esecutivo dell’Ue di consegnare i fondi russi sequestrati all’Ucraina.

“L’Italia dice no al piano sconsiderato dell’Ue di utilizzare, rubare le riserve russe. Non si tratta solo della Russia: si tratta di distruggere la fiducia nel sistema globale delle riserve, nello stato di diritto e nella credibilità finanziaria dell’Europa. I burocrati dell’Ue in preda al panico dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni illegali”, ha affermato Dmitriev.

Energia, Orsini (Confindustria): problema di sicurezza nazionale

Roma, 13 dic. (askanews) – “L’energia è un problema di sicurezza nazionale, di salvaguardia nazionale delle imprese. Dobbiamo rimanere competitivi: e uno degli elementi più importanti e ovviamente l’energia. E’ ovvio che questo è un tema di attrazione e per mantenere le imprese”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini intervenendo ad un dibattito ad Atreju.

“Diventa per forza un problema di sicurezza nazionale e quindi è ovvio che, anche qui, quello che stiamo dicendo con forza è che serve costruire un percorso per incrementare le forze, con un mix energetico. Ricordiamoci – ha detto – che ancora oggi noi abbiamo 130 GW da mettere a terra e che ancora i comuni stanno aspettando e non ci danno le concessioni per fare nuovi impianti. Se dall’altra parte abbiamo necessità di energie, e stiamo aspettando di mettere a terra le fonti rinnovabili, credo che sia un problema, che non si è ancora capito dove si vuole arrivare”.

“E anche vero che noi dobbiamo prendere atto che oggi serve avere una politica industriale italiana per il percorso dell’energia, perché senno noi saremo fuori mercato. Oggi non è solo un problema europeo, ma è un problema internazionale perché con un’Europa che purtroppo non sta facendo l’Europa del mercato unico, delle energie, per noi diventerebbe un problema. E noi dobbiamo risolverlo velocemente”, ha concluso.

Abi: a novembre prestiti bancari +1,9% annuo, il livello più elevato da fine 2022

Roma, 13 dic. (askanews) – Si è rafforzata a novembre la dinamica della crescita dei prestiti bancari in Italia, mentre sui tassi di interesse l’andamento è risultato sostanzialmente stabile, con un calo a favore delle imprese. E’ la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

Secondo i calcoli dell’associazione bancaria, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a novembre è cresciuto dell’1,9% su base annua, il livello più elevato da fine 2022, secondo l’associazione, e più di quanto era cresciuto ad ottobre (+1,7%), quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,2% e quelli alle imprese dell’1,2%.

Per le famiglie, osserva l’Abi, è l’undicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il quinto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

Sempre a novembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni, i mutui, si è limato al 3,30%, dal 3,31% del mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è calato al 3,44%, rispetto al 3,52% nel mese precedente. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,96%, come nel mese precedente, dice l’Abi.

Nel frattempo il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a novembre 2025 è stato il 2,14%. A ottobre tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell’area dell’euro (Italia 2,08%; area dell’euro 1,88%). Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a novembre 2025 è stato il 2,42%, con un incremento di 111 punti base rispetto a giugno 2022 quando era l’1,31%. A novembre 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,63%, come nel mese precedente. Il tasso sui conti correnti è rimasto invariato allo 0,28%.

Sempre secondo l’Abi, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 98,6 miliardi tra ottobre 2024 e ottobre 2025 (30,8 miliardi famiglie, 18,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a novembre 2025 è risultata in aumento del 2,4% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024.

A novembre 2025 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,4% su base annua (+2,7% il mese precedente). Infine, riporta ancora l’associazione, la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a novembre 2025 è aumentata del 2,5% rispetto ad un anno prima (+4,1% nel mese precedente).

Caso Albanese, Valditara: no indottrinamento nelle scuole, non mi lascio intimidire

Roma, 13 dic. (askanews) – “Se siamo veri democratici, se amiamo veramente la Costituzione, non possiamo dividerci: le scuole non sono e non dovranno mai essere luoghi di indottrinamento, di propaganda politica, devono abituare lo studente allo spirito critico, al confronto plurale. La scuola delle dittature impone una visione e dice ‘sei obbligato ad accettarla senza nessun confronto’. A leggere alcune reazioni di ieri, temo ci sia ancora una mentalità totalitaria in alcuni esponenti dell’opposizione: quando mi si contesta il fatto che io voglia fare chiarezza se effettivamente Francesca Albanese durante più lezioni curriculari, cioè lezioni obbligatorie, abbia veramente detto che questo governo è costituito da fascisti, è complice di genocidio e abbia veramente incitato ad occupare le scuole, se mi si contesta la necessità di fare chiarezza su un punto dirimente per quanto riguarda la correttezza della formazione dei nostri giovani, vuol dire che non si ha maturità democratica”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenendo a Roma ad Atreju è tornato sul caso delle ispezioni inviate in alcune scuole in Toscana dove ha tenuto degli incontri la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese.

“Il ministro – ha proseguito – non si lascia intimidire da nessuno, ha il dovere di far sì che la legge, la Costituzione, il pluralismo vengano rispettati e nelle scuole non si faccia propaganda o indottrinamento. Dopodichè, io non parto con alcun pregiudizio, accerteranno gli ispettori e vedranno se eventualmente si sono violate alcune regole e se c’è una responsabilità degli organi scolastici”, ha concluso Valditara.

Ancora scontri Cambogia-Thailandia, nonostante l’annuncio di Trump della tregua

Roma, 13 dic. (askanews) – I combattimenti tra le forze thailandesi e cambogiane sono continuati nelle prime ore di sabato, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i due paesi hanno concordato un cessate il fuoco. Lo scrive la Bbc.

Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha dichiarato di aver detto a Trump che un cessate il fuoco sarà possibile solo dopo che la Cambogia ritirerà tutte le sue forze e rimuoverà le mine antiuomo. La Thailandia continuerà a compiere azioni militari finché non avvertiremo più danni e minacce alla nostra terra e al nostro popolo. Voglio essere chiaro. Le nostre azioni di stamattina hanno già parlato” ha scritto il premier thailandese sui social.

Entrambe le parti hanno riferito di continui bombardamenti e scontri a fuoco oltre confine sabato.

Manovra, Fumarola: in piazza per unire e cambiare il domani

Roma, 13 dic. (askanews) – La Cisl oggi è in piazza per “cambiare il domani” e per dire “una cosa semplice: un tempo in cui tanti strappano, noi vogliamo cucire. In un tempo in cui tanti dividono, noi vogliamo unire”. Lo ha detto il segretario generale Daniela Fumarola concludendo la manifestazione in piazza Santi Apostoli.

“In un tempo in cui tanti urlano no a tutto – ha aggiunto – noi vogliamo costruire dei sì concreti per il lavoro, le famiglie e il Paese. Questa non è una piazza contro, ma è la piazza della responsabilità”.

Auto, Pichetto: "Togliere idiozia politica" di stop Ue motori termici

Roma, 13 dic. (askanews) – “Era ora!” sulla possibile revisione della messa al bando Ue dei motori endotermici dal 2035. “Io mi sono occupato in passato tanto di automotive. Si tratta di togliere quella che è stata un’idiozia politica”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervenendo ad un dibattito ad Atreju.

“L’idiozia politica – ha rimarcato – era quando un politico ha deciso lo strumento che doveva esserci 15 anni dopo. E che ha portato a uccidere o comunque massacrare quello che è il più grande sul sistema manifatturiero europeo”, l’auto.

Governo, A.Meloni: le priorità del 2026 saranno le riforme

Roma, 13 dic. (askanews) – “La parola chiave del 2026? Riforme”. Lo assicura la responsabile della segreteria politica Fdi, Arianna Meloni, in una intervista a Il Giornale. Questo perchè, spiega, “il segnale più importante lanciato dal governo è la stabilità, un valore che ha risvegliato l’Italia. La certezza economica è fondamentale e va assicurata con riforme solide. Non ha pagato quella lunga stagione con decine di partiti al governo che ha creato storture economiche. Gli elettori devono essere garantiti: dalle urne deve uscire vittorioso un governo e non un esecutivo scelto al ribasso dai partiti per trovare un punto in comune. Vogliamo evitare il rischio del passato, quando governi colabrodo svuotavano le casse dello Stato”.

“La nuova legge elettorale – continua Arianna Meloni – anticiperà il premierato, la madre di tutte le riforme. Significa che i partiti non potranno più sperare in intese dopo il voto. È un progetto chiaro che noi immaginiamo condotto da una coalizione di centrodestra che governa bene anche con un processo dialettico interno molto accentuato”.

“Immaginiamo – spiega Meloni – una legge per gli italiani che hanno il diritto di godere di certezza economica. Per capirci, oggi l’Italia è la nazione più stabile d’Europa. Per questo perseguiremo una regola netta: chi vince le elezioni governa per cinque anni. Basta davvero con l’ipotesi di governo tecnici che ci sono costati tantissimi soldi”.

La responsabile della segreteria politica di FdI sottolinea “il riconoscimento delle grandi agenzie di rating, compresa Moody’s, dopo anni di ostilità verso l’Italia. Anche il Fondo monetario internazionale e la presidente Bce Lagarde hanno preso ad esempio l’Italia sui conti pubblici. Oggi lo spread è a 67, mentre nel 2022 il governo si era insediato a quota 250. Abbiamo il record dell’attuazione del Pnrr, superato il Giappone nell’export. E i conti in ordine ci hanno consentito di abbassare le tasse ad aziende, lavoratori e famiglie”.

Sulle critiche della sinistra in merito alla legge elettorale dice: “La sinistra? Sono ottantadue partiti che non riescono neppure mettersi d’accordo sul come confrontarsi ad Atreju con la presidente del Consiglio. Per forza sono attaccati a questo sistema elettorale: dal 2008 non hanno più vinto le elezioni e sperano sempre che alle urne si verifichino le condizioni per un inciucio”.

Trump invia Witkoff a Berlino per incontrare Zelensky e i leader Ue

Roma, 13 dic. (askanews) – L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei riuniti a Berlino questo fine settimana: lo ha confermato la Casa Bianca. Il presidente Usa Donald Trump invia il suo inviato Steve Witkoff a Berlino questo fine settimana per incontrare Zelensky e i leader europei, riferiscono fonti ufficiali, mentre gli Stati Uniti fanno pressione sull’Ucraina per fare importanti concessioni alla Russia e porre fine alla guerra. Già ieri Bild aveva rivelato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà lunedì a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre sono previsti colloqui nel cosiddetto formato E3 con i Paesi europei Germania, Gran Bretagna e Francia.

Intanto il presidente Usa ha rilanciato l’idea di creare una zona economica libera nel Donbass: “Funzionerebbe”, ha detto Trump durante un evento nello Studio Ovale. “Ora la situazione è molto complessa, ma (l’idea) funzionerebbe, e molte persone vogliono vederla funzionare”, ha dichiarato Trump. Il quotidiano statunitense Politico ha riferito venerdì che l’ultimo piano di pace dell’Ucraina “propone una ‘zona libera’
demilitarizzata nella regione del Donbass, dove gli interessi commerciali americani potrebbero operare”.

Abi, a novembre prestiti bancari +1,9% annuo, massimo 2 anni e mezzo

Roma, 13 dic. (askanews) – Si è rafforzata a novembre la dinamica della crescita dei prestiti bancari in Italia, mentre sui tassi di interesse l’andamento è risultato sostanzialmente stabile, con un calo a favore delle imprese. E’ la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

Secondo i calcoli dell’associazione bancaria, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a novembre è cresciuto dell’1,9% su base annua, il livello più elevato da fine 2022, secondo l’associazione, e più di quanto era cresciuto ad ottobre (+1,7%), quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,2% e quelli alle imprese dell’1,2%.

Per le famiglie, osserva l’Abi, è l’undicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il quinto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

Sempre a novembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni, i mutui, si è limato al 3,30%, dal 3,31% del mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è calato al 3,44%, rispetto al 3,52% nel mese precedente. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,96%, come nel mese precedente, dice l’Abi.

Nel frattempo il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a novembre 2025 è stato il 2,14%. A ottobre tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell’area dell’euro (Italia 2,08%; area dell’euro 1,88%). Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a novembre 2025 è stato il 2,42%, con un incremento di 111 punti base rispetto a giugno 2022 quando era l’1,31%. A novembre 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,63%, come nel mese precedente. Il tasso sui conti correnti è rimasto invariato allo 0,28%.

Sempre secondo l’Abi, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 98,6 miliardi tra ottobre 2024 e ottobre 2025 (30,8 miliardi famiglie, 18,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a novembre 2025 è risultata in aumento del 2,4% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024.

A novembre 2025 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,4% su base annua (+2,7% il mese precedente). Infine, riporta ancora l’associazione, la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a novembre 2025 è aumentata del 2,5% rispetto ad un anno prima (+4,1% nel mese precedente).

La tradizione del “J a J” a Corato: il grande fal per Santa Lucia

Corato (Bari), 13 dic. (askanews) – Ogni anno, alla vigilia di Santa Lucia, la tradizione del “J a J” si ripete a Corato. Dal Duomo del Comune pugliese parte la processione con la statua di Santa Lucia, che si conclude con l’accensione di un grande fal in Piazza Cesare Battisti. Il “Jo a Jo”, che in dialetto ricorda i bambini in festa per il fal, simbolo di luce e calore e parte di un’antica tradizione legata ai riti contadini. L’evento accompagnato da musica e performance artistiche, con degustazione di prodotti tipici presso gli stand enogastronomici allestiti per l’occasione. Una festa che da quest’anno vanta anche una novit: il varo di “Corato Cultivar Bellezza”, un progetto manifesto di identit e innovazione, un invito a scoprire la Puglia pi autentica, dove la cultura diventa esperienza, l’olio arte, e la comunit bellezza condivisa.

Carabinieri a Gibuti per la cerimonia chiusura corsi gendarmi locali

Roma, 13 dic. (askanews) – Il capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri Generale Andrea Taurelli Salimbeni, accompagnato dal comandante della MIADIT Somalia 23, colonnello Antonio Dibari, dal colonnello Giuseppe Mazzullo, il 3 dicembre è andato a Gibuti al centro d’Istruzione “Cheik Moussa” per incontrare il comandante della gendarmeria nazionale, colonnello Hassan Aden Zakaria, e partecipare alla premiazione dei gendarmi che si sono distinti in tutte le attività didattiche svolte dai carabinieri della missione addestrativa e alla cerimonia di chiusura dei corsi “Formed Police Unit” (rivolto a 91 militari e sviluppato nell’ambito della dottrina d’impiego delle Nazioni Unite in operazioni di peacekeeping), “Diritti Umani e Tecniche di Polizia per il personale femminile”, “Guida avanzata per motociclisti”, “Incidentistica stradale”, “Falso documentale”, “Rilievi dattiloscopici e “CQB” e un’esercitazione di ordine pubblico.

In questa occasione il vertice dell’Arma ha elogiato l’impegno della gendarmeria gibutina, grazie al supporto dei Carabinieri, nel diffondere la conoscenza nel campo della polizia scientifica ai componenti delle Polizie dell’Africa centrale.

Subito dopo la cerimonia, ricevuto dal comandante della Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), comandante colonnello AM Francesco Sassana, Salimbeni ha incontrato tutto il personale dell’Arma in servizio a Gibuti e, il giorno successivo, accompagnato dal Comandante della MIADIT Somalia 23, ha preso parte, presso l’Accademia di Polizia “Idriss Farah Abaneh” di Gibuti, alla cerimonia di chiusura dei corsi “Darwish” destinati a ufficiali e agenti della polizia somala, alla presenza del ministro dell’Interno di Gibuti, Said Nouh Hassan, e delle autorità civili, militari e di polizia gibutiane e somale.

A margine della cerimonia, l’alto ufficiale ha consegnato al direttore generale della polizia nazionale colonnello Abdourah Ali Kahin la “Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri”, dopodiché, rientrato alla BMIS, ha partecipato ai briefing del comandante della base, colonnello Francesco Sassara (che ha illustrato le attività di supporto logistico e operativo fornito dalle Forze Armate italiane ai contingenti militari impegnati nelle missioni nel Corno d’Africa e nel Mar Rosso) e del Comandante della MIADIT Somalia 23 Colonnello Antonio Dibari (che ha riferito sulle numerose attività di formazione e addestramento condotte in favore delle Forze Armate e di Polizia di Gibuti e della Polizia somala).

Alla visita ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia in Etiopia, accreditato presso Gibuti, Sem Fabrizi.

Prima di rientrare, il capo di Stato Maggiore dell’Arma ha presieduto infine gli incontri bilaterali con i vertici della Polizia Somala e Gibutiana.

I Kings Of Leon tornano in Italia il 20 giugno 2026

Milano, 13 dic. (askanews) – I Kings Of Leon tornano finalmente a Milano per la prima volta dal 2017. L’appuntamento, prodotto da Vivo Concerti, è previsto sabato 20 giugno 2026 a Fiera Milano Live di Milano. I biglietti per uno dei più grandi gruppi alternative rock degli ultimi vent’anni a livello mondiale, sono disponibili online su www.vivoconcerti.com da venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 10:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da mercoledì 17 dicembre 2025 alle ore 10:00. Riconosciuti come uno dei più grandi gruppi alternative rock degli ultimi 20 anni a livello mondiale, la ricca storia dei tour dei Kings of Leon include festival da headliner come Coachella, Glastonbury, Roskilde e numerosi Lollapalooza a Berlino, San Paolo, Chicago e Santiago.

Dal loro debutto nel 2003, i Kings of Leon, band composta da Caleb (chitarra/voce), Nathan (batteria), Jared (basso) e Matthew Followill (chitarra), hanno pubblicato nove album: Youth & Young Manhood (2003), Aha Shake Heartbreak (2004), Because of the Times (2007), Only by the Night (2008), Come Around Sundown (2010), Mechanical Bull (2013), WALLS (2016), When You See Yourself (2021), Can we please have fun (2024), hanno venduto oltre 20 milioni di album e quasi 40 milioni di singoli in tutto il mondo. I riconoscimenti includono otto nomination ai Grammy Award, tre vittorie ai Grammy, tre NME Awards, due Brit Awards e un Juno Award. Nel 2025 i Kings of Leon hanno pubblicato un EP di 4 canzoni, intitolato EP#2, il singolo Live in Jersey feat Zach Bryan e Bruce Springsteen e We’re Onto Something, con la voce ospite di Zach Bryan, che aveva contribuito anche alla sua canzone Bowery.

In radio una versione inedita di Mia Martini "Di tanto amore"

Milano, 13 dic. (askanews) – E’ già in radio “Di tanto amore” una versione inedita di Mia Martini del brano, scritto da Ivano Fossati, tratto da “Tarab” l’album con canzoni inedite e interpretazioni alternative di brani già noti proposti con nuovi arrangiamenti disponibile in digitale, in cd e in doppio Vinile Crystal (Nar International/Warner Music Italy).

Per il lancio del brano è stato realizzato un Video lyrics per “Di Tanto Amore”. Si conclude con questo singolo la promozione del progetto nato, nel 2024, per celebrare in questo 2025 il trentennale della scomparsa di Mia Martini, prodotto da Massimo Massagrande che ha voluto ci si concentrasse su brani inediti, rarità e performance vocali rare, ascoltabili solo attraverso registrazioni dal vivo o prove in studio.

Maurizio Piccoli, produttore artistico, spiega “il lavoro si è diviso tra l’uso delle registrazioni originali delle voci e la creazione di nuovi arrangiamenti moderni per valorizzare la sua voce. L’obiettivo è stato quello di offrire a Mimì una “nuova primavera”. Il risultato è stato un confronto quotidiano con la sua musica, la sua voce, includendo circa quaranta brani selezionati con il contributo di Franco Canuto, per rappresentare le diverse sfaccettature musicali e interpretative di Mia Martini, che da oltre cinquanta anni continua a regalarci grandi emozioni.”

Tarab deriva dall’arabo tarabi (???) che significa “agitarsi”, “danzare” o “divertirsi con la musica”. È una parola che incarna lo stato d’estasi che si vive quando si ascolta una musica che ci piace molto, che ci emoziona e ci permette un distacco dal luogo in cui siamo, per trasportarci altrove. È una delle dieci parole al mondo che non possono essere tradotte con un unico termine in un’altra lingua, ma che devono essere spiegate utilizzando più parole.

Questa la tracklist dell’album con importanti informazioni sulle versioni presenti: “TARAB (Soffio d’anima)” composizione inedita datata tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Si tratta di un brano di soli vocalizzi molto suggestivo; “Madre e Figlia”, inedito del 1982 che grazie a questo progetto vede la luce, composto dalla stessa Mia per quanto riguarda il testo e da Guido Guglielminetti per la musica, tratta del rapporto tormentato tra una madre e una figlia.

“Il fiume dei profumi” brano all’origine pubblicato nell’album “Lacrime” del 1992. La versione contenuta in questa raccolta è una prova registrata nello studio di casa di Biagio Antonacci nel 1991. “Il Pescatore” canzone dell’amatissimo Fabrizio De Andrè, già presente live nel disco “Miei compagni di viaggio” (1983), viene rispolverata dall’artista negli anni ’90 con un cantato completamente diverso dal precedente e con un arrangiamento del tutto inedito. “Di tanto amore”, venne pubblicata nell’album “Danza” del 1978.

Mimì amava rispolverare qualche suo brano del passato con l’intenzione di inserirlo in un nuovo progetto. Questa versione è un cantato del 1992 del brano composto da Ivano Fossati. “Almeno tu nell’universo” uno dei brani più rappresentativi del repertorio dell’artista, sicuramente quello che la riportò al successo dopo un periodo di silenzio. Scritto da Bruno Lauzi sulle musiche di Maurizio Fabrizio, qui nel cantato del provino che fu fatto ascoltare alla commissione esaminatrice del festival di Sanremo del 1989.

“Stiamo come stiamo” fu presentato a Sanremo 1993 dalla coppia Mia Martini – Loredana Bertè. Questa versione, nell’interpretazione da solista, fu provinata in studio. Il brano, di Maurizio Piccoli e Loredana Bertè, piaceva particolarmente a Mimì, tanto da inserirlo nella scaletta del tour dello stesso anno. “Io e la musica” di Amedeo Minghi e Antonio Coggio, descrive il rapporto simbiotico che ogni artista vive con la musica. Questa versione inedita doveva far parte di un progetto a supporto del singolo “Spaccami il cuore”. Verrà poi ripresa e inserita nell’album “La mia razza” pubblicato nel 1990.

Quando il potere non è dominio. Benedetto XVI e la misura della politica

Le parole che restano

I Pontefici passano. Per fortuna restano le loro parole di cui sarebbe bene avere memoria. Benedetto XVI in tre diverse occasioni ha ben descritto quale deve essere il profilo a cui deve ispirarsi chi voglia impegnarsi in politica. Disegna una linea assai chiara che i leaders mondiali e di ogni nazione, intanto di fede cristiana e non solo, che non sembrano siano capaci da seguire. Non si tratta soltanto di modi e di stile rispetto ad una sobrietà di atteggiamenti e dichiarazioni che peraltro non stonerebbe. È purtroppo questione di sostanza, da qui un allarme che non dovrebbe lasciare indifferenti.

Il potere come servizio

In occasione dell’incontro con le autorità della città di Milano il Santo Padre ebbe a ricordare come Sant’Ambrogio dicesse che l’amministratore pubblico deve essere tale da suscitare l’ammirazione dei suoi cittadini per la sua dedizione al bene comune. Secondo il Santo “l’istituzione del potere deriva così bene da Dio, che colui che lo esercita è lui stesso ministro di Dio”. Benedetto XVI commentò al riguardo che nessun potere dell’uomo può considerarsi divino, quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo. Il politico deve dotarsi della qualità della giustizia e dell’amore per la libertà che diventa elemento discriminante tra i buoni e cattivi governanti.

Gratuità, misericordia, comunione

Ne deriva che la “città dell’uomo non è promossa solo da rapporti tra diritti e poteri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione”. Tant’è che, secondo il Santo di Milano, “quello che fa l’amore, non potrà mai farlo la paura. Niente è così utile come farsi amare”. Su questa traccia, al tempo, Re Salomone chiese a Dio: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male”.

Successo e tentazione

Benedetto XVI insegnò che per un politico, il suo criterio ultimo e la motivazione per il suo lavoro non deve essere il successo e tanto meno il profitto materiale. La politica dove essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace. Naturalmente il politico cercherà il successo senza il quale non potrebbe mai avere la possibilità di una azione politica effettiva.

Avvertì però che il successo può anche essere una seduzione e così aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. “Togli il diritto – allora cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” ha sentenziato una volta Sant’Agostino.

Il limite del principio maggioritario

Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e la umanità, il principio maggioritario non basta: nel processo di formazione del diritto ogni persona che ha la responsabilità deve cercare lei stessa i criteri del proprio orientamento. Benedetto fa riferimento a quelle esperienze storiche dove i regimi usavano un diritto disumano per perseguire un prossimo oppresso.

La ragione senza finestre

Nel corso della sua visita al Parlamento della Repubblica federale tedesca sottolineò come sia una minaccia per l’umanità allorché la ragione positivista si ritenga la sola cultura sufficiente. La ragione positivista che si presenta in modo esclusivista non è in grado di percepire qualcosa che sia al di là di ciò che è funzionale, assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre, in cui ci diamo il clima e la luce da soli e non vogliamo più ricevere ambedue le cose dal mondo vasto di Dio. Da qui la domanda: come può la ragione ritrovare la sua grandezza senza scivolare nell’irrazionale?

Lanima dellEuropa

Il discorso vale oggi più che mai anche o soprattutto per l’Europa. Al riguardo Benedetto XVI rammentò che “la cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro tra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo incontro ha fissato dei criteri del diritto, difendere i quali è il nostro compito in questo momento storico”.

La forza del diritto, non il diritto della forza

A questo proposito è più che mai attuale la riflessione di Mons. Vincenzo Paglia quando ci dice che i governanti del mondo dovrebbero impegnarsi per far valere la forza del diritto piuttosto che il diritto della forza e che secondo lo spunto della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate le religioni del mondo dovrebbero proporre il tema della fratellanza tra gli uomini ancor prima di premettere l’identità del loro credo. Una autentica rivoluzione rispetto al convincimento che per secoli ha improntato la Chiesa per cui “Extra ecclesiam, nulla salus”.

La domanda che resta aperta

Molto e di più ci sarebbe da dire riportando le riflessioni di Papa Benedetto nel suo incontro con le autorità civili del Regno Unito e con il Corpo diplomatico della Repubblica Ceca. Resta ferma la domanda: i leaders del mondo di oggi, semmai ne avessero uno, chiedono ancora al loro Dio, al pari di Salomone, di avere un cuore docile, la capacità di distinguere il bene dal male e di stabilire cosa sia un vero diritto, di servire la giustizia e la pace? Si ha l’impressione che le cose non stiano esattamente così.

Ucraina, Mattarella invoca la responsabilità dell’Europa

Il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla guerra in Ucraina va ben oltre il richiamo, pur drammatico, a un conflitto che continua a insanguinare il continente europeo. Quando il capo dello Stato mette in guardia dal rischio di un “nuovo ordine mondiale basato sulla sopraffazione”, indica una linea di frattura profonda che attraversa il sistema internazionale e chiama direttamente in causa l’Europa, la sua identità politica e la sua capacità di agire come soggetto responsabile sulla scena globale.

 

Non è solo una guerra regionale

L’aggressione russa all’Ucraina non rappresenta soltanto la violazione della sovranità di uno Stato indipendente. Essa mette in discussione un principio cardine dell’ordine internazionale nato dopo il 1945: il rifiuto della forza come strumento legittimo di regolazione dei rapporti tra Stati. Accettare, anche tacitamente, che la legge del più forte torni a imporsi significherebbe riaprire una stagione che l’Europa conosce bene, segnata da guerre di conquista, revisionismi territoriali e instabilità permanente.

Il richiamo al diritto come scelta politica

Nel linguaggio misurato di Mattarella non c’è retorica bellicista né automatismo geopolitico. Difendere l’Ucraina non viene presentato come un atto di schieramento ideologico, ma come una conseguenza necessaria della fedeltà al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite, all’idea che la convivenza tra Stati debba poggiare su regole condivise e non su rapporti di forza. È una posizione che richiama la responsabilità politica delle democrazie, chiamate a scegliere se stare dalla parte delle regole o dell’arbitrio.

LEuropa davanti al suo bivio

È qui che il discorso del capo dello Stato assume una portata pienamente europea. L’Unione non può limitarsi a essere un contesto economico o un semplice spazio di coordinamento tra governi nazionali. La guerra in Ucraina ha mostrato che senza una vera Europa politica, capace di assumere decisioni comuni e di sostenerle nel tempo, il rischio è quello di un progressivo arretramento, mascherato da realismo o da stanchezza.

Le tentazioni di una “pace qualsiasi”, purché immediata, rischiano di tradursi in una resa strategica: un ordine fondato sulla sopraffazione non produce stabilità, ma moltiplica i conflitti, legittima nuovi imperialismi e rende strutturale l’insicurezza. Per l’Europa significherebbe rinunciare al ruolo storico che l’ha resa, pur tra mille contraddizioni, una riserva di civiltà fondata sul diritto e sul multilateralismo.

Pace e legalità non sono separabili

Nel pensiero di Mattarella, pace e diritto internazionale sono inseparabili. Non esiste una pace duratura che nasca dalla negazione della giustizia, né una sicurezza costruita sull’abbandono dei principi. È una lezione che affonda le radici nella tradizione costituzionale italiana e nell’europeismo dei padri fondatori, per i quali la pace non era assenza di conflitto, ma costruzione paziente di regole comuni.

Una voce che interpella lEuropa

In un tempo segnato dal ritorno delle guerre e dalla crisi del multilateralismo, la voce del presidente della Repubblica riafferma una verità scomoda ma essenziale: la neutralità di fronte alla sopraffazione non è prudenza, ma complicità. Difendere l’Ucraina significa difendere l’idea stessa di Europa come soggetto politico, capace di scegliere, di assumersi responsabilità e di non arretrare di fronte alla fatica della storia.

Se l’Europa rinunciasse a questo compito, il “nuovo ordine mondiale” evocato da Mattarella non sarebbe una minaccia astratta, ma una realtà già in atto. E sarebbe un mondo più ingiusto, più instabile, più pericoloso per tutti.

Taranto, con Amalfitano l’economia civile ancora al centro del dibattito culturale e politico

L’economia non è una dimensione separata dalla vita delle persone, né un ambito neutrale riservato agli addetti ai lavori. È uno spazio decisivo di scelta politica, che incide sugli equilibri sociali, sulle opportunità concrete e sulla qualità della democrazia. Da questa consapevolezza prende le mosse il percorso promosso dal Centro di Cultura per lo Sviluppo “Giuseppe Lazzati” di Taranto, guidato da Francesco Amalfitano, che continua a collocare l’economia civile al centro del dibattito culturale e politico del territorio  .

Tra il già fatto” e il non ancora”

L’assetto economico e istituzionale non è qualcosa di estraneo alla vita della società. Ci si può dire non responsabili solo rinunciando a incidere sulla realtà. Altrimenti, le conseguenze delle scelte – o delle non scelte – finiscono per presentarsi come inevitabili. È su questo crinale che si colloca l’economia civile, così come viene riproposta nell’ultima pubblicazione di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, Introduzione all’economia civile. Tra il già-fatto e il non-ancora. Non una teoria consolatoria, ma una visione capace di tenere insieme critica, complessità e trasformazione.

Un pensiero che assume la realtà

A quasi venticinque anni dalle prime elaborazioni italiane su questo filone, l’economia civile viene riletta come un atlante concettuale, una mappa e insieme una prospettiva culturale viva. Un pensiero che non rinuncia a confrontarsi con la realtà concreta – sociale, produttiva, istituzionale – senza ridurla a schemi ideologici o puramente tecnici.

In questa prospettiva si colloca il ruolo del Centro Lazzati, che Amalfitano intende rafforzare come luogo stabile di animazione culturale e civile, capace di mettere in dialogo università, istituzioni e mondo associativo. Un impegno non episodico, ma parte di un percorso che mira a orientare lo sviluppo del territorio secondo criteri di responsabilità, partecipazione e coesione sociale.

Un hub culturale per Taranto: lincontro con Zamagni

Il prossimo appuntamento pubblico è l’incontro del 16 dicembre, presso la Biblioteca della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, con Stefano Zamagni, riconosciuto caposcuola dell’economia civile. Accanto a lui, Francesco Moliterni, Vincenzo Pacelli e Maria Antonietta Brigida, in un confronto che intreccia ricerca accademica, esperienza economica e impegno sociale. L’iniziativa è promossa dalla Camera di Commercio, dal Centro Lazzati e dal Dipartimento Jonico dell’Università di Bari.

Una continuità che guarda avanti

Più che un singolo evento, quello proposto dal Centro Lazzati è un indirizzo politico-culturale: riaffermare che l’economia è sempre una scelta di campo, perché produce effetti sociali, distribuisce potere, determina inclusioni ed esclusioni. L’economia civile, in questa prospettiva, non è un’alternativa marginale ma una critica esplicita al riduzionismo tecnocratico che ha spesso deresponsabilizzato la politica e impoverito il dibattito pubblico.

A Taranto, città simbolo delle contraddizioni dello sviluppo italiano, questo richiamo assume un valore ancora più netto. Continuare a tenere insieme etica, istituzioni e mercato significa rifiutare la logica dell’inevitabilità e riaffermare la possibilità di governare i processi, non solo di subirli. È qui che il lavoro del Centro Lazzati, sotto la guida di Amalfitano, si colloca come presidio culturale e civile: non per offrire ricette, ma per riaprire uno spazio di decisione consapevole, in cui lo sviluppo torni a essere una responsabilità politica condivisa.

Quando Omero torna in campo: l’epica come atto di insubordinazione

Evocare l’epica oggi è un chiaro atto di insubordinazione: è un gesto che sfida la velocità del presente e il consumo compulsivo dei fatti. E anche se niente e nessuno sembra più in grado di contrastare il quotidiano logorio degli eventi, l’uomo continua a cercare comunque vicende luminose ed eroiche in grado di elevargli lo spirito. Storie che non passino, volti che resistano all’inesorabile incedere dei giorni.

I nuovi campi di battaglia

Però adesso i campi di battaglia di un tempo si sono spostati altrove. Non più eserciti in marcia, non più eroi con elmi e corazze, ma corpi elastici in maglietta e scarpe da ginnastica, su superfici lisce illuminate da riflettori. È nei rettangoli di gioco, nelle piste da corsa, nel recinto di un ring che l’epica ricomincia a vibrare. Qui non si tratta più di conquistare regni o fondare civiltà: si tratta di provare a cogliere — o forse piuttosto a sfiorare —, davanti a un pubblico incantato, il confine stesso dell’umano. Ogni record, ogni match, ogni gara è una parabola che certo non cambia la storia del mondo, ma che racconta in forma simbolica lo sforzo eterno dell’uomo: provare a spostare un po’ più in là i propri limiti.

Il volto necessario delleroe

Non in tutti gli sport, però, l’epica riesce a fiorire con la stessa forza. Quelli di squadra, pur se molto seguiti, tendono a disperdere l’eroismo nella coralità. Perché lì una vittoria è sempre la somma dei gesti di tanti e si stempera nella trama collettiva. E anche la sconfitta è condivisa. L’epica, invece, esige un volto riconoscibile, singolare; un eroe con cui identificarsi, capace di sopportare da solo il peso del destino.

Larena delluno contro uno

L’epica contemporanea trova quindi il suo spazio privilegiato negli sport individuali: nel tennis, nella boxe, nell’atletica. Qui l’arena è essenziale: due corpi, due volontà contrapposte, due intelligenze che si affrontano senza mediazioni, senza vie di fuga, senza eserciti a proteggere i compagni dagli assalti o a disperdere i nemici.

Un poema in diretta

Il pathos non si diluisce anzi, si concentra fino a farsi bomba. Si pensi agli incontri-scontri tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, due giovani scolpiti nel mito. Quando entrano in campo con borsoni e racchette, non sono soltanto ragazzi che giocano a tennis ma dei duellanti epici: specchi e nemesi l’uno dell’altro, avversari destinati a confrontarsi e a definirsi a vicenda. Non ci sono lance né scudi, ma palline che fendono l’aria e corpi che scivolano veloci sul campo da gioco; c’è il respiro trattenuto di uno scambio infinito, la tensione che si carica come un verso omerico. E noi spettatori — dagli spalti o dal divano di casa — non guardiamo semplicemente un incontro sportivo: assistiamo a un poema in diretta, a un duello che ci restituisce il brivido dello scontro glorioso.

La fragilità dellepica moderna

Certo, la nostra epica non ha più la solidità del mito antico. Non vive per secoli, non ha la forza di plasmare l’immaginario collettivo delle generazioni future. È fragile, effimera, racchiusa nel tempo breve di un tie-break o in un record del mondo che sarà presto superato.

Leco che non si spegne

Ma proprio questa fragilità le dona una potente intensità, incarna la fiammata dell’attimo assoluto: quell’attimo sufficiente a farsi memorabile epifania. Nel silenzio irreale che precede una palla break, nell’urlo liberatorio che spezza l’aria dopo un colpo vincente, si avverte una vibrazione che ci riporta lontano. È la voce degli aedi che non si è mai spenta del tutto, è l’eco di Omero che risuona ancora, trasfigurata, nei campi illuminati delle metropoli globali. E questa voce risuona ancora perché l’uomo, per sentirsi vivo, ha bisogno di raccontarsi come eroe, anche solo per la durata di una partita.

Lapplauso come ultimo canto

E allora, quando il respiro dell’arena si ferma e il tempo sembra non scorrere più e poi l’applauso esplode in un grido corale di gioia, non stiamo soltanto vivendo il momento culminante di un gioco: stiamo ascoltando per l’ennesima volta la voce di Omero che si traveste da applauso. E in quell’atto fragile e irripetibile, c’è tutta la clamorosa grandezza dell’epica che possiamo ancora permetterci.

N.B. L’impaginazione, con titolo e titoletti, risponde a criteri redazionali de “Il Domani d’Italia”.

Chalamet è il rapper virale EsDeeKid? Il "ni" dell’attore

Roma, 13 dic. (askanews) – Ci sono molte voci sul rapper virale, che ha pubblicato a giugno il suo primo album, “Rebel”, ha 11,5 milioni di ascoltatori mensili su Spotify ed è noto per esibirsi indossando un passamontagna. “I tuoi fan sono impazziti e dicono che sei EsDeeKid”, ha detto giovedì a Timothée Chalamet Amanda Holden, la conduttrice del programma radiofonico Gb “Heart Breakfast”. Il co-conduttore, Jamie Theakston, – fa sapere la Cnn – ha poi chiesto all’attore: “È vero?” “Non ho commenti in merito”, ha risposto Chalamet. Ma dopo le insistenze, la frase che lascia uno spiraglio: “Tutto sarà rivelato a tempo debito”.

Fonti Chigi: sui beni russi discussione politica no fughe tecniche in avanti

Roma, 12 dic. (askanews) – Insieme a Belgio, Bulgaria e Malta, l’Italia ha deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi, senza tuttavia stabilirne l’utilizzo, sino a che Mosca non cessi la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcisca per i danni causati dalla sua guerra. Lo ha fatto perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all’Ucraina. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando però che l’Italia, tramite una dichiarazione aggiuntiva, ha però voluto sottolineare la necessità che decisioni di una tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale siano sempre precedute da una discussione a livello politico e non vi siano fughe in avanti a livello tecnico.

Cybersecurity, IISFA ha riunito a Roma i protagonisti del settore

Roma, 12 dic. (askanews) – In un contesto geopolitico sempre pi caratterizzato da minacce ibride e attacchi informatici di matrice criminale e statuale, l’Associazione Italiana Digital Forensics (IISFA) ha riunito a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, i massimi vertici della cybersecurity italiana per un confronto su criminalit informatica, intelligenza artificiale e investigazioni digitali.

“Oggi – ha detto ad askanews Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia postale e per la Sicurezza cibernetica – viviamo un momento di complessit particolare, la complessit dovuta all’ingresso di nuove tecnologie, a strumenti di intelligenza artificiale che in qualche modo favoriscono attacchi sempre pi performanti, ma che rendono ancora pi difficoltose le attivit di raccolta probatoria e soprattutto di analisi, di interpretazione. Bisogna in qualche modo oggi essere aggiornati su quelle che sono le nuove tecnologie e per l’appunto confronti come questo riescono a guidare poi quelle che sono le scelte strategiche che reparti come quelle della Polizia postale sono venuti a fare costantemente”.

L’evento stato un momento di incontro e di confronto, con una prospettiva a 360 gradi. ” importante un confronto continuo – ha aggiunto il Gen. Antonio Mancazzo, Comandante del Nucleo speciale Tutela privacy e Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza – anche perch la formazione in questo campo molto molto complessa, molto molto difficile, quindi occasioni come quella odierna rappresentano la possibilit di evidentemente mettere sul tavolo quelle che sono le problematiche”.

Aspetto centrale del confronto organizzato dal’IISFA la collaborazione tra settore pubblico e privato, nell’ottica di pensare a una difesa ibrida, capace di affrontare pi minacce. “Oggi – ha concluso Gerardo Costabile, presidente di IISFA – si parla molto di attacchi ibridi, guerra ibrida anche a volte senza comprenderne esattamente la portata. Io credo molto nella difesa ibrida, la nostra associazione, l’associazione No Profit che riunisce molti addetti ai lavori, vuole incentivare questa collaborazione e questo dialogo tra istituzioni e modo del privato perch solo questa unione ci pu rendere pi forti e porsi sempre in un modo di difesa proattiva per le nostre istituzioni, ma anche per i nostri cittadini”.

La giornata si articolata in diverse tavole rotonde su temi di attualit che hanno animato un dibattito ricco di spunti operativi.

Mario Biondi, fuori la riedizione "A Special Very Mario Christmas"

Roma, 12 dic. (askanews) – É uscito “A very special Mario Christmas” per Sony Music Italia, riedizione del fortunato album “Mario Christmas” del 2013, contenente una raccolta dei più celebri brani natalizi reinterpretati da Mario Biondi.

Oltre ai classici del Natale rivisitati al tempo, comprende anche il brano “Cool Yule (feat. Antonio Faraò)”, una raffinata rivisitazione della canzone scritta da Steve Allen e resa celebre nel 1953 da Louis Armstrong, un’artista che Mario Biondi ha sempre citato come fonte d’ispirazione fondamentale per la sua carriera. La collaborazione con il pianista jazz Antonio Faraò aggiunge al brano un tocco di sofisticatezza strumentale. Per la prima volta è disponibile in versione fisica anche il brano del 2020 “This Is Christmas Time”.

La riedizione di “A Very Special Mario Christmas” è disponibile in CD ed LP.

Nel 2026 Mario Biondi festeggerà i 20 anni di carriera, cominciata con l’esplosione del singolo “This Is What You Are”, contenuto in “Handful of Soul”.

Sono state annunciate le prime date del tour del prossimo anno nei teatri delle più importanti città italiane: 5 maggio dal Teatro EuropAuditorium di Bologna; 8 e 9 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano; 11 maggio al Teatro Colosseo di Torino; 13 maggio al Teatro Verdi di Firenze; 16 maggio al Teatro Team di Bari; 17 e 18 maggio al Teatro della Conciliazione di Roma; 19 maggio al Teatro Augusteo di Napoli; 21 maggio al Teatro Metropolitan di Catania.

Il tour è prodotto da Friends & Partners. Le prevendite sono disponibili su TicketOne e sui circuiti di prevendita abituali. Radio Monte Carlo è la radio partner del tour.

I Paesi Ue approvano la proroga indefinita del congelamento degli asset russi

Bruxelles, 12 dic. (askanews) – E’ terminata questo pomeriggio con un’approvazione, a maggioranza qualificata, la procedura scritta con cui gli Stati membri dell’Ue dovevano pronunciarsi sulla proposta di prorogare indefinitamente il congelamento degli asset della Banca centrale russa detenuti in Europa, come sanzione contro l’aggressione di Mosca all’Ucraina. Lo hanno riferito fonti del Consiglio Ue. Solo due paesi (probabilmente l’Ungheria e la Slovacchia, ma questo non è stato ancora confgermato) si sono espressi contro la misura.

La decisione, presa in base all’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue (che si può invocare in situazioni di emergenza con un forte impatto negativo sull’economia europea), permetterà ora di mantenere gli asset congelati per un tempo indefinito, sottraendo questa misura all’obbligo di rinnovarla ogni sei mesi (“roll over”) all’unanimità.

Politecnico di Milano, nuovo campus di Cremona in piena attivit

Cremona, 12 dic. (askanews) – Dopo pi di due anni di lavori entrato pienamente in funzione da poche settimane il nuovo campus di Cremona del Politecnico di Milano. il frutto della ristrutturazione di un’ex caserma, finanziata dalla Fondazione Arvedi Buschini, che tra edifici antichi e nuove costruzioni offre oggi, agli oltre 800 studenti attuali, 35 aule didattiche, un’aula magna, laboratori, una biblioteca e uno studentato da 143 posti letto ricavato all’interno dell’ex convento dell’Annunciata.

“La vocazione di questa struttura – ha detto Gianni Ferretti, prorettore del polo di Cremona del Politecnico di Milano – non soltanto quella di offrire un ambiente confortevole per quanto riguarda l’erogazione della didattica, ma anche far vivere ai ragazzi una vera esperienza di campus. Un ambiente accogliente quindi non soltanto per le attivit didattiche, ma anche per vivere in universit a 360 gradi. Per quanto riguarda poi le strutture di ricerca sono quelle pi collegate alla vocazione del territorio che sono la musica e l’acustica, e l’agritech, quindi con i laboratori di ricerca legati appunto alle innovazioni nel settore nel settore agroalimentare”.

Un campus dunque legato alle specificit del territorio che si pone come centro di gravit attorno a cui ruotano didattica, ricerca, cultura, socialit e trasferimento tecnologico. “Il corso in music and acoustic engineering, una laurea magistrale, abbastanza nuovo – ha ricordato Alice Marazzi, neolaureata in music and acoustic engineering – e quando l’ho scoperto mi ha permesso di accomunare la mia passione per la musica all’ingegneria informatica che ho studiato durante la triennale, stata l’occasione perfetta”.

Un’eccellenza accademica associata ai vantaggi di un’esperienza molto diversa da quella degli atenei delle grandi citt. “Ho sempre cercato una realt universitaria pi ristretta – ha detto Vittoria Casati, studentessa del terzo anno di ingegneria informatica – e Cremona offriva questa possibilit di avere un rapporto diretto con i professori, di fare gruppo con i colleghi pi facilmente e ho trovato che fosse molto vantaggioso. Quest’anno stato istituito nel campus lo studentato, un’opportunit in pi anche per gli stranieri”. tudenti da tutto il mondo che dal prossimo anno accademico potranno contare anche su un corso di laurea triennale interamente in inglese, in Process Engineering, fortemente improntato a tecnologie emergenti come l’automazione avanzata, l’industria 5.0 e l’intelligenza artificiale.

144 progetti per il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso

Roma, 12 dic. (askanews) – Con tanta musica di Ezio Bosso – eseguita da alcuni fra i suoi più cari amici e collaboratori – la sua voce indimenticabile e una carrellata di video anche inediti, si terrà il 15 dicembre la grande festa per premiare anni di dedizione alla divulgazione musicale da parte delle istituzioni vincitrici, vere protagoniste di questa prima edizione del Premio. Un’occasione unica per attirare l’attenzione del pubblico generalista verso il tema della divulgazione musicale attraverso i media più popolari, la radio e la televisione, con ben 144 progetti candidati da tutta Italia. Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso diventa così uno spettacolo Rai3, RadioRai2 e Raiplay. Quattro i premi, per un ammontare complessivo di 22.000 euro.

Per la sensibilità dimostrata da ogni angolo dell’Italia, Tommaso Bosso, Presidente di Associazione Ezio Bosso, ideatrice e promotrice del Premio insieme a Regione Puglia e Puglia Culture, ringrazia “tutti coloro che ci hanno creduto e ci hanno lavorato, a partire dal Comitato Scientifico presieduto da Michele dall’Ongaro, ma anche i 3.000 votanti da tutt’Italia, la dirigenza di Rai Radio che ha subito capito il valore del progetto, tutti i soci dell’Associazione che hanno attivamente aiutato la nostra piccola struttura, Regione Puglia e Puglia Culture e infine le 144 istituzioni che da decenni investono tempo, risorse e creatività per sostenere il futuro della ‘musica libera’, quella medicina che ha permesso a mio zio di vivere felice, nonostante tutto”.

La festa di premiazione si svolge nel periodo dell’anno più amato da Ezio Bosso, il Natale e la sua attesa, di cui era vero maestro di cerimonia, nonché nel cuore del mese a lui dedicato da Opéra National de Paris a Palais Garnier con il balletto Anima Animus di David Dawson, dall’1 al 31 dicembre ’25.

“L’assegnazione del Premio intitolato a Ezio Bosso porta a compimento un percorso che la Regione Puglia ha voluto dedicare alla divulgazione della musica da camera, un campo nel quale Bosso era un talento indiscusso – ha dichiarato Michele Emiliano, presidente Regione Puglia – un percorso che consacra il rapporto speciale di Bosso con la Puglia, che tante volte lo ha accolto, applaudito e amato. Nel segno di questo amore per l’arte e per la bellezza, ci auguriamo che i vincitori del Premio Bosso possano riuscire nel compito di avvicinare il maggior numero di persone alla musica, specialmente le più giovani. Perché un’educazione alla musica è sempre un’educazione alla libertà”.

Caso Epstein, nuove foto foto con Trump, Clinton, Bannon, Gates e Allen

New York, 12 dic. (askanews) – Quasi 100.000 foto ottenute dalla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti dagli eredi del noto finanziere e abusatore sessuale Jeffrey Epstein, sono state rese pubbliche venerdì mattina. Alcune includono immagini del presidente Donald Trump, dell’ex presidente Bill Clinton, del fondatore di Microsoft Bill Gates, del regista Woody Allen, dell’ex consigliere di Trump alla Casa Bianca Steve Bannon e di molti altri personaggi politichi e imprenditoriali ritratti con Epstein e la sua complice Glislaine Maxwell, assieme ad altre ragazze, i cui volti sono stati oscurati per proteggerle.

Trump era un amico di lunga data di Epstein prima che i due uomini litigassero all’inizio degli anni 2000. “Queste foto inquietanti sollevano ancora più interrogativi su Epstein e sulle sue relazioni con alcuni degli uomini più potenti del mondo. Non ci fermeremo finché il popolo americano non scoprirà la verità”, ha dichiarato il deputato Robert Garcia, esponente democratico di spicco della Commissione della Camera.

Caso Epstein, nuove foto foto con Trump, Clinton, Bannon, Gates e Allen

New York, 12 dic. (askanews) – Quasi 100.000 foto ottenute dalla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti dagli eredi del noto finanziere e abusatore sessuale Jeffrey Epstein, sono state rese pubbliche venerdì mattina. Alcune includono immagini del presidente Donald Trump, dell’ex presidente Bill Clinton, del fondatore di Microsoft Bill Gates, del regista Woody Allen, dell’ex consigliere di Trump alla Casa Bianca Steve Bannon e di molti altri personaggi politichi e imprenditoriali ritratti con Epstein e la sua complice Glislaine Maxwell, assieme ad altre ragazze, i cui volti sono stati oscurati per proteggerle.

Trump era un amico di lunga data di Epstein prima che i due uomini litigassero all’inizio degli anni 2000. “Queste foto inquietanti sollevano ancora più interrogativi su Epstein e sulle sue relazioni con alcuni degli uomini più potenti del mondo. Non ci fermeremo finché il popolo americano non scoprirà la verità”, ha dichiarato il deputato Robert Garcia, esponente democratico di spicco della Commissione della Camera.

Olimpiadi, Fiamma a Livorno. Tommaso e Federico tedofori per un giorno

Roma, 12 dic. (askanews) – Prosegue il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, che oggi conclude il suo tour in Toscana con la tappa a Livorno. Tra i protagonisti, tedofori per un giorno, ci sono anche Federico Berrugi e Tommaso Papi, selezionati da Coca-Cola all’interno della campagna “Entra nella storia. Porta la magia della Fiamma Olimpica”, che ha invitato le persone a candidarsi per diventare tedofori e diffondere i valori olimpici.  

Di Rosignano Marittimo (LI), Tommaso Papi da atleta e volontario ha vissuto in prima persona l’importanza di creare spazi in cui persone di età, generi e abilità diverse possano muoversi insieme. A 15 anni gli viene diagnosticata una retto colite ulcerosa che lo accompagna per anni, fino alla scoperta di un tumore al retto, superato grazie a un intervento complesso che comporta l’asportazione del colon e l’adozione di una ileostomia definitiva. Nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di praticare sport, che resta per lui un pilastro di normalità, energia e libertà. La passione per lo sport e il valore dell’inclusione rendono il suo ruolo di tedoforo un momento di profonda emozione.    “Correre con la Fiamma Olimpica per Coca-Cola è, per me, molto più di un onore – ha raccontato – è la prova che la vita può sorprenderti ancora, anche dopo le battaglie più dure. Lo sport mi ha insegnato a rialzarmi ogni volta, a credere nell’inclusione e nella forza delle comunità. Portare la Fiamma significa trasformare le difficoltà in luce, e condividere con gli altri un sogno che non ho mai smesso di inseguire”.

Federico Berrugi è dirigente e capitano della Wheelchair Libertas Livorno 1947, realtà unica in Italia che riunisce in un’unica società Serie A2 maschile e femminile, basket in carrozzina, baskin e un’Academy dedicata ai più giovani. La sua vita cambia nel 2023: un grave infortunio in campo – la rottura totale del tendine d’Achille – dà inizio a un percorso complesso fatto di interventi, complicazioni, infezioni, trapianti e lunghi mesi di terapie, fino alla diagnosi definitiva di perdita della sensibilità e della funzionalità della gamba sinistra dal ginocchio in giù.   Dopo 25 anni di basket in piedi, Federico decide di non fermarsi. Inizia a giocare a basket in carrozzina e scopre una nuova dimensione sportiva e personale, che diventa la sua passione e la sua forza vitale. Oggi guida la squadra, si allena, progetta e lavora per far crescere lo sport paralimpico sul territorio.   Il suo obiettivo è portare il basket in carrozzina nelle scuole, mostrando ai ragazzi che lo sport è un mezzo potente per ritrovare coraggio, socialità e possibilità. Il suo percorso lo ha trasformato in atleta professionista e in attivista nel sociale, impegnato a costruire una comunità inclusiva dove la disabilità non sia una prigione, ma un trampolino.    “Essere tedoforo Coca-Cola nella mia Livorno – ha detto – è un sogno che si avvera. Portare la Fiamma nella città in cui vivo ogni giorno il mio impegno da atleta paralimpico e attivista è per me un onore immenso. Questo momento ripaga la fatica, la resilienza e la passione che metto nello sport e nel sociale. Correre con la Fiamma è più di un simbolo: è un nuovo inizio, un messaggio di forza e inclusione che voglio condividere con tutta la comunità”.   Storie che incarnano i valori olimpici della resilienza, inclusione e ispirazione. Con Coca-Cola, il Viaggio della Fiamma Olimpica diventa un percorso che celebra sport, comunità e impegno sociale, trasformando l’attesa dei Giochi in un’esperienza partecipata e inclusiva.

Brignone alle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Roma, 12 dic. (askanews) – “Federica Brignone dai test fatti sarà in gara, me lo ha confermato ieri sera”. Lo annuncia Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, dopo aver annunciato i portabandiera di Milano Cortina. “Quando mi ha detto penso di farcela, ero emozionato”, ha aggiunto. “Lei ha deciso di provare a esserci com’è caduta, questo dimostra la differenza tra una persona normale e una eccezionale”, ha concluso. Il presidente del Coni ha poi commentato la scelta dei portabandiera: “Oggi sono felice ma non felicissimo, perché avrei voluto individuare in Goggia una gratificazione che merita per la sua storia. Ma alla fine devi scegliere in base al momento e alla storia degli atleti – ha aggiunto -. Mi farebbe piacere che portasse la bandiera a Cortina per consegnarla a chi deve poi issarla. Mi auguro che chi scelga questo segua questo mio suggerimento”.

Formula1, Vasseur: Leclerc e Hamilton devono spingerci a crescere

Roma, 12 dic. (askanews) – Con soli sette podi in 24 GP, peraltro portati tutti da Charles Leclerc, la Ferrari chiude mestamente il bilancio del 2025. Un’annata da dimenticare per il Cavallino sotto tutti i profili. Dall’entusiasmo di febbraio il morale della squadra è via via calato, ma il team principal Frederic Vasseur assicura che l’impegno in fabbrica è massimo. E anche i piloti fanno la loro parte, con critiche che il francese ritiene costruttive e necessarie alla crescita della squadra in ottica 2026. “Continuiamo ad andare avanti. Sarei distrutto se i piloti mi dicessero che stiamo facendo un buon lavoro. Il riassunto della stagione per un pilota è sempre trovare dove possiamo migliorare. Non sono qui per dire che stiamo facendo un buon lavoro. È nel loro e nel mio DNA lottare con la squadra per fare un lavoro migliore. Devono venire da noi e spingere la squadra al limite ovunque”, questo il commento del francese ai giornalisti.

“Le loro reazioni in tv? Non ci presto attenzione, parlano cinque minuti dopo la sessione e a volte vengono fuori le emozioni. La cosa più importante per me è avere un pilota che spinga la squadra a fare un lavoro migliore, a lavorare tutti insieme e a cercare di ottenere risultati migliori. Penso che Max e Lando stiano spingendo la squadra al limite: come team di F1, è quello che ci aspettiamo, fa parte del loro lavoro. Non importa se sei in prima posizione o in decima, penso che il debriefing in Alpine, Williams, Red Bull o da noi sia lo stesso. Stiamo solo cercando di fare un lavoro migliore su ogni pilastro della performance: tutti noi dobbiamo spingere”.

Sisal presenta il quarto appuntamento con FutureS

Roma, 12 dic. (askanews) – Si tenuta oggi a Roma presso Palazzo N nez-Torlonia la quarta edizione di FutureS, l’evento organizzato da Sisal per favorire il confronto tra istituzioni, aziende e stakeholder e discutere delle sfide e delle opportunit legate all’innovazione digitale. L’appuntamento ha evidenziato la necessit di un ecosistema digitale fondato su interoperabilit, fiducia e collaborazione in un contesto segnato da rapide innovazioni tecnologiche e nuovi equilibri geopolitici. Abbiamo parlato con il Prof. Carlo Alberto Carnevale Maff, Professor of Strategy, SDA Bocconi School of Management:

“La sfida non mettere un po’ pi di tecnologia dentro i processi esistenti, ma di riprogettare le imprese partendo dalla tecnologia. Io insegno i miei studenti a progettare nuove imprese senza esseri umani all’inizio, aggiungendoli, ma strada facendo, per controllare le tecnologie. Quindi un processo di sostanziale inversione del modo in cui abbiamo, fino adesso, pensato al fare impresa. un’innovazione radicale, che parte dalla organizzazione, e non bisogna concepire la tecnologia come un elemento aggiunto, ma come una parte costitutiva, diventa un pezzo del fare impresa. E qui servono nuove culture, serve un’apertura mentale. Si aderiranno tanti giovani, anche se la tecnologia paradossalmente oggi premia gli anziani perch esalta le capacit tacite, le esperienze. Quindi i giovani dovranno reinventare il proprio ruolo, non tanto essere quindi garzoni di un nuovo processo, ma innovatori di una nuova organizzazione”.

Al centro dell’iniziativa l’innovazione intesa come identit, ambizione e responsabilit delle aziende, una tensione che permette di trasformare il cambiamento in opportunit trasformative per l’impresa e la Societ. poi intervenuta Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Sisal e Flutter SEA:

“Definire la propria identit, definire chi si . Il futuro cambia in maniera cos radicale, cos veloce, con un’accelerazione che l’artificial intelligence sta facendo diventare propulsiva. Serve anche creare il contesto adatto. Il contesto adatto una governance dell’innovazione, dell’artificial intelligence, in modo da creare il contesto, non semplicemente una roadmap di casi d’uso”.

L’appuntamento, inoltre, ha celebrato anche gli 80 anni di Sisal, confermando il ruolo dell’azienda come protagonista della trasformazione tecnologica e culturale del Paese.

Mattarella: respingere nuovo ordine mondiale basato su sopraffazione

Roma, 12 dic. (askanews) – “Alcuni protagonisti della comunità internazionale propongono un nuovo ordine basato su sorpraffazione e violenza, guerra di conquista e competizione tra stati per l’accaparramento di risorse, va respinta l’ipotesi che possano essere questi i valori per un nuovo ordine mondiale con il ritorno a soldati di ventura, mercenari in paesi lontani senza motivazione se non la prepotenza verso i civili e verso paesi meno capaci di difendersi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico al Quirinale.

Mattarella: ordine internazionale vacilla, logiche potenza e sopraffazione

Roma, 12 dic. (askanews) – “L’ordine internazionale che conoscevamo vacilla senza che si intraveda nell’immediato una alternativa. Logiche di potenza e sopraffazione cercano di prevalere mentre i valori di dignità personale, diritti umani, uguaglianza tra i popoli, solidarietà, sono accantonati”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico al Quirinale. “Alcuni protagonisti della comunità internazionale propongono un nuovo ordine basato su
sopraffazione e violenza, guerra di conquista e competizione tra stati per l’accaparramento di risorse, va respinta l’ipotesi che possano essere questi i valori per un nuovo ordine mondiale con il ritorno a soldati di ventura, mercenari in paesi lontani senza motivazione se non la prepotenza verso i civili e verso paesi meno capaci di difendersi”.

Manovra, Timpone: Rottamazione 5.0, un patto tra Fisco e imprese

Roma, 12 dic. (askanews) – L’estensione della “Rottamazione 5” anche ai ruoli derivanti da avvisi di accertamento può diventare un vero e proprio “contratto” di fiducia tra Fisco e contribuente. “Un’occasione per le imprese di voltare pagina e per lo Stato di garantire la riscossione, favorendo al contempo la ripresa economica e la compliance fiscale. La Legge di Bilancio di prossima approvazione potrebbe essere il banco di prova per questa innovativa visione”. Lo scrive ad askanews Gianluca Timpone, commercialista e tributarista, commentando il dibattito sulla manovra.

“Il dibattito sulla prossima Legge di Bilancio si arricchisce di una proposta audace, destinata a incidere profondamente sul rapporto tra Fisco e imprese: l’estensione della ‘Rottamazione 5’ (che, ricordiamo, è il nome che verrà dato alla definizione agevolata contenuta nella legge di bilancio di prossima approvazione) anche ai ruoli derivanti da avvisi di accertamento. Una mossa attesa da tempo – rileva – ma che finora si è scontrata con il muro delle ‘coperture finanziarie’. E se la soluzione arrivasse proprio da un “patto” tra Stato e contribuente? L’ultima rottamazione-quater ha rappresentato un’importante boccata d’ossigeno per molte imprese, permettendo la definizione agevolata di debiti affidati all’Agente della Riscossione”.

“Tuttavia – prosegue il tributarista – una palese limitazione è stata l’esclusione dai benefici dei carichi derivanti da avvisi di accertamento. Un’omissione significativa, considerato che una parte consistente del contenzioso fiscale e del debito delle imprese nasce proprio da questi atti. L’inclusione di tali somme nella prossima Rottamazione 5 è vista come una necessità impellente per dare un’opportunità di risanamento a un tessuto imprenditoriale spesso soffocato dal pregresso”.

“Il nodo cruciale resta sempre lo stesso: come garantire le risorse necessarie senza compromettere gli equilibri di bilancio? Una proposta che sta prendendo piede negli ambienti economici e fiscali punta a superare l’impasse finanziaria con un meccanismo innovativo di responsabilizzazione e garanzia. L’idea è quella di consentire l’adesione alla Rottamazione 5 anche per i ruoli derivanti da avvisi di accertamento, a condizione che l’impresa sottoscriva un patto biennale su un reddito pre-concordato e si impegni al conseguenziale pagamento puntuale delle imposte correnti. Questo significa che l’azienda che aderisce alla definizione agevolata del pregresso dovrà, contestualmente, impegnarsi a: primo, sottoscrivere un Concordato Preventivo Biennale: Similmente a quanto già previsto per il Concordato Preventivo Biennale, l’azienda si accorderebbe con il Fisco su un reddito stimato per i due esercizi successivi all’adesione alla Rottamazione. Secondo – dice Timpone – pagare puntualmente le imposte correnti: Tutte le imposte derivanti dal reddito concordato e quelle dovute per le attività correnti, liquidate successivamente alla presentazione della domanda di definizione agevolata, dovranno essere saldate entro i termini previsti”.

“Questo meccanismo trasforma la Rottamazione da un semplice strumento di recupero a una leva per la regolarizzazione complessiva e prospettica delle imprese. L’azienda dimostra la volontà non solo di sanare il passato, ma anche di mantenere una piena compliance fiscale nel prossimo futuro. I benefici di una tale impostazione sarebbero significativi e di vasta portata. Per le imprese, finalmente libere dal peso del contenzioso e dal rischio di azioni esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti) da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La regolarizzazione del passato, unita a una pianificazione fiscale chiara per il futuro biennio, consentirebbe alle aziende di investire, crescere e operare con maggiore serenità. Un’impresa ‘in bonis’ – avverte il tributarista – è un motore per l’economia, in grado di creare occupazione e valore”.

“Per lo Stato, questa soluzione garantirebbe entrate certe e programmabili. Il pagamento puntuale delle imposte correnti, ancorato a un reddito concordato, rappresenterebbe un flusso costante di risorse. Inoltre, il recupero (anche se agevolato) di debiti da accertamenti, che altrimenti difficilmente verrebbero riscossi da imprese in difficoltà o fallite, andrebbe a rafforzare le casse pubbliche. L’esperienza dimostra che è più facile incassare da un’azienda che è stata rimessa in carreggiata e che produce, piuttosto che inseguire crediti da realtà in crisi irreversibile”.

“Per assicurare l’efficacia del sistema – spiega Timpone – è fondamentale prevedere sanzioni severe in caso di mancato rispetto del patto. Se l’azienda non dovesse adempiere al pagamento delle imposte correnti o violare le condizioni del patto biennale. Perderebbe immediatamente tutti i benefici della Rottamazione 5, con il debito che tornerebbe a essere dovuto per intero, incluse sanzioni e interessi originari”. Inoltre “andrebbe incontro a sanzioni aggiuntive e specifiche, che potrebbero includere la sospensione di licenze, autorizzazioni o altre misure restrittive, al fine di scoraggiare comportamenti opportunistici e garantire la serietà dell’impegno”.

“Questa proposta non è un mero condono, ma un vero e proprio ‘contratto’ di fiducia tra Fisco e contribuente. Un’occasione per le imprese di voltare pagina e per lo Stato di garantire la riscossione, favorendo al contempo la ripresa economica e la compliance fiscale. La Legge di Bilancio di prossima approvazione – conclude – potrebbe essere il banco di prova per questa innovativa visione”.

Presentata a Roma la Fondazione Infermieri

Roma, 12 dic. (askanews) – Su impulso della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche, nasce la Fondazione Infermieri un progetto strategico pensato per sostenere l’evoluzione della professione in Italia. La Fondazione stata presentata durante un evento che ha raccontato i percorsi e le iniziative della professione infermieristica.

La Presidente della Fondazione Barbara Mangiacavalli ha dichiarato: “Abbiamo voluto fortemente la nascita della Fondazione Infermieri per affiancarla alla Federazione come ente sussidiaria dello Stato perch la riforma degli ordini ha definito un perimetro rigoroso per l’esercizio della funzione sussidiaria dello Stato. Abbiamo ritenuto opportuno affiancare una realt come la Fondazione affinch quest’ultima potesse diventare un contenitore privilegiato per lo sviluppo e l’innovazione della professione infermieristica”.

Il Servizio sanitario nazionale vive un momento storico delicato: chiamato a trasformarsi per far fronte a sfide complesse come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicit e l’inserimento dell’intelligenza artificiale nei processi assistenziali. In questo scenario l’infermiere assume un ruolo centrale come professionista evoluto, competente nella gestione dei bisogni di salute.

Antonella Celano, Presidente APMARR, ha dichiarato: “La Fondazione Infermieri rappresenta un’occasione importante non solo per la figura infermieristica, ma risulta cruciale anche per le associazioni dei pazienti che da sempre collaborano con la federazione”.

” stato un momento di confronto interessante per la nascita della Fondazione in un momento in cui la professione infermieristica sta diventando strategica nell’attuazione della riforma del territorio e nella necessit di rafforzare la presa in carico del cittadino. Una figura, ad esempio, come l’infermiere di famiglia e di comunit che serve per assistere il cittadino ed orientarlo in tutte le scelte”, ha affermato Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del SSN del Ministero della Salute.

Si prospetta cos una nuova figura di professionista autonomo e responsabile, centrale nei percorsi di cura costruiti sui bisogni della persona. Una figura chiave nella prevenzione e nell’assistenza per portare l’Italia nel futuro della sanit.

Meloni: Abu Mazen ad Atreju fa giustizia delle falsità sul mio governo

Roma, 12 dic. (askanews) – La presenza di Abu Mazen sul palco di Atreju “fa anche giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano in questi due anni. Quindi vi prego di aiutarmi a far sentire tutto il benvenuto della paltea di Atreju al presidente dell’Anp”. Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha invitato Abu Mazen sul palco della festa di Atreju dove il presidente della Palestina svolgerà un intervento.

“Sono molto contenta del fatto che sia stasera qui ad Atreju, la sua presenza dimostra quanto l’Italia sia stata centrale e protagonista pur nella difficile crisi mediorientale, quanto possa ancora essere centrale e protagonista nel difficile percorso verso la pace, la stabilizzazione, la costruzione della prospettiva dei due stati”, ha aggiunto.

“Ci ho tenuto molto a venire qui su questo palco”, ha detto Meloni. Quella di Abu Mazen “è una partecipazione alla quale tengo particolarmente perché la questione della quale ci occupiamo ora è stata ovviamente una delle questioni sulle quali abbiamo lavorato di più negli ultimi anni, soprattutto come governo italiano: la questione mediorientale. Sapete quanta energia, sapete quante difficoltà, sapete quanto lavoro, sapete quanto dibattito, quanta sofferenza c’è stata intorno alla crisi in Medio Oriente”.

Sciopero Cgil, Landini: piazze piene. Salvini: adesioni basse

Roma, 12 dic. (askanews) – “Piazze piene, fabbriche vuote”, ha detto Maurizio Landini parlando a Firenze dello sciopero generale della Cgil contro una manovra giudicata ingiusta e inadeguata per risolvere i problemi del Paese e rivendicare un cambio di rotta su salari, pensioni, sanità, scuola e politiche industriali. La protesta ha coinvolto sia i settori pubblici che privati per l’intera giornata di lavoro, nel rispetto delle fasce di garanzie. Nei trasporti i disagi sono tuttavia stati limitati. A Roma, a differenza della Cotral, non ha aderito allo sciopero l’Atac.

Secondo il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, le adesioni sono state basse: “E’ il venerdì classico di sciopero. Stiamo però garantendo, per esempio, sulla tratta Roma-Milano il 100% della percorrenza dell’alta velocità. Abbiamo appena rinnovato il contratto a 90.000 ferrovieri, con un aumento medio di 230 euro al mese. I lavoratori vedono cosa sta cambiando e poi agiscono. Le bassissime percentuali di adesione sono la risposta migliore”. Nel pubblico impiego, ha sottolineato il ministro Paolo Zangrillo, l’adesione è stata dell’8,2%. La confederazione ha però contestato questi dati e in una nota ha riferito che mezzo milione di lavoratori, pensionati e cittadini avrebbe partecipato alle 50 manifestazioni organizzate sul territorio (100mila a Firenze), mentre l’adesione media nei settori pubblici e privati sarebbe stata del 68%.

Per il leader della Cgil le piazze dimostrano che la maggioranza del Paese, “cioè quella parte che lo tiene in piedi con il proprio lavoro, non condivide e non accetta la manovra economica di questo Governo. Non ci fermeranno, andremo avanti fino a quando vinceremo la battaglia. La grande partecipazione chiede un cambio di rotta, le piazze non si rassegnano all’idea che le disuguaglianze siano inevitabili. Rappresentano lavoratori, pensionati, studenti, persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che non trovano nella legge di bilancio risposte adeguate ai loro bisogni”.

Landini ha chiesto nuove politiche industriali, investimenti nel lavoro stabile e sicuro, risorse per sanità e istruzione. “Non chiediamo privilegi – ha affermato – ma scelte giuste che rimettano al centro il lavoro e la coesione sociale”. Ha poi accusato l’esecutivo di voler mettere in discussione il diritto di sciopero: “Non solo lo attaccano se lo fai di venerdì. No, stanno attaccando un diritto. Non giriamoci attorno”. Ha ripetuto la sua lettura dei dati sull’occupazione (“Stanno raccontando un mondo di balle”) e ribadito le critiche a chi, in campagna elettorale, aveva promesso l’abolizione della legge Fornero: “La manovra porta l’età pensionabile a 70 anni, altro che superamento della Fornero”.

Il numero uno della Cgil ha rilanciato anche l’idea di una patrimoniale sulle ricchezze oltre i 2 milioni di euro. Una tassa dell’1,3% che riguarderebbe 500mila italiani per un gettito complessivo di 26 miliardi: “Per poter investire nella sanità e nella scuola, fare le assunzioni di medici e infermieri, e stabilizzare i precari c’è bisogno di investimenti pubblici. I soldi devi andarli a prendere dove sono”.

Landini ha inoltre proposto una legge di iniziativa popolare per la sanità pubblica e annunciato che la Cgil costituirà un comitato per il referendum costituzionale sulla riforma delle carriere dei magistrati, un’operazione “fatta semplicemente per ridurre l’autonomia della magistratura e aumentare il potere politico”. In questo modo, ha concluso, “si sta mettendo in discussione la democrazia, si vuol far prevalere una logica autoritaria che mette in discussione la stessa nostra Costituzione”.

Il fronte sindacale resta diviso sia nel merito che nel metodo. La Uil, dopo mesi a braccetto con la Cgil, ha cambiato strategia privilegiando un dialogo costruttivo con il Governo e incassando misure per la detassazione degli aumenti contrattuali. Per migliorare le ombre della manovra su sanità, fisco e pensioni ha organizzato una manifestazione il 29 novembre scorso. Domani sarà la volta della Cisl scendere in piazza, a Roma, per sollecitare un nuovo patto sociale fondato sulla responsabilità di istituzioni, sindacati e imprese.

Ucraina, il Cremlino: "La Russia vuole lavorare per la pace, non per la tregua"

Roma, 12 dic. (askanews) – La Russia vuole lavorare per la pace, non per una tregua con l’Ucraina: lo ha dichiarato venerdì il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov.

“Vogliamo lavorare per la pace, non per una tregua”, ha dichiarato Peskov all’emittente televisiva Channel One, aggiungendo che è necessaria una pace a lungo termine, con garanzie affidabili. In merito alle dichiarazioni di Volodymyr Zelensky di indire referendum sulle questioni territoriali, il portavoce ha affermato che se questa iniziativa diventa un pretesto per un cessate il fuoco temporaneo, “non funzionerà”.

“Un cessate il fuoco è una tregua, un altro inganno, un altro rinvio, un altro lavaggio del cervello. Abbiamo bisogno di pace: garantita, a lungo termine e comprensibile a tutti”, ha detto Peskov.

Abu Mazen: ringrazio l’Italia per il sostegno al nostro popolo

Roma, 12 dic. (askanews) – “Ringrazio l’Italia che ha sempre supportato i nostri sforzi per la costruzione delle nostre istituzioni, per gli aiuti umanitari offerti al nostro popolo, le cure mediche ai bambini, per l’addestramento della polizia palestinese e per aver partecipato alla forza di monitoraggio europea al valico di Rafah”: lo ha detto il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), all’inizio del suo intervento ad Atreju.  Abu Mazen ha tenuto a rimarcare anche “quella che è stata la postura dell’Italia anche a livello di popolazione, che ha sempre espresso una grande solidarietà a livello umano, soprattutto nei confronti delle sofferenze della nostra gente nella Striscia di Gasa e soprattutto per il sostegno forte, stabile che è stato dato al diritto del nostro popolo di ottenere libertà e autonomia”.

“Noi crediamo che la Palestina possa ottenere la sua indipendenza sui territori definiti dai confini del 1967, con Gerusalemme est come capitale, uno Stato che possa vivere a fianco dello Stato di Israele in piena pace e con rispetto reciproco. Questa è l’unica via per garantire la sicurezza e la stabilità permanente della nostra regione” ha poi detto rimarcando che “gli ultimi eventi hanno dimostrato che l’assenza di uno Stato palestinese non rappresenta soltanto un’ingiustizia storica verso il nostro popolo, ma è anche uno dei motivi dell’instabilità di tutta la regione”, alimentando “il circolo vizioso della violenza”.  Poi ha aggiunto: “Auspichiamo con fiducia che l’Italia
possa proseguire verso questo tracciato” per il riconoscimento dello Stato palestinese che “andrebbe a rafforzare il principio dei due Stati e le fondamenta della pace nella regione, andrebbe a rafforzare il concetto di uguaglianza e a diminuire il ricorso alla forza” rimarcando nel suo intervento ad Atreju che “ad oggi sono 160 i paesi” che lo riconoscono, nella “convinzione che questa decisione sia per loro un investimento positivo in quello che è il processo di pace e stabilità del futuro”.

Meloni: Abu Mazen ad Atreju fa giustizia delle falsità sul mio governo

Roma, 12 dic. (askanews) – La presenza di Abu Mazen sul palco di Atreju “fa anche giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano in questi due anni. Quindi vi prego di aiutarmi a far sentire tutto il benvenuto della paltea di Atreju al presidente dell’Anp”. Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha invitato Abu Mazen sul palco della festa di Atreju dove il presidente della Palestina svolgerà un intervento.

“Sono molto contenta del fatto che sia stasera qui ad Atreju, la sua presenza dimostra quanto l’Italia sia stata centrale e protagonista pur nella difficile crisi mediorientale, quanto possa ancora essere centrale e protagonista nel difficile percorso verso la pace, la stabilizzazione, la costruzione della prospettiva dei due stati”, ha aggiunto.

Libri, "Parabole moderne" di Amedeo Romeo: Vangelo raccontato ai ragazzi

Roma, 12 dic. (askanews) – TS Edizioni pubblica, anche in edizione e-book, un nuovo libro della Collana “Gli Aquiloni – Grandi autori per piccoli lettori”: Parabole moderne. Storie di Vangelo raccontate dai ragazzi, di Amedeo Romeo, con illustrazioni di Roberta Notarangelo, libro ad alta leggibilità. Due gemelli opposti: uno compiacente, l’altro ribelle.

Quando il nonno scopre chi ha davvero mantenuto una promessa, tutto cambia… Andrea abbandona i suoi amici per unirsi ai “fighi” della scuola, ma scopre troppo tardi di aver perso un tesoro: la loro amicizia… Emanuela sogna il palcoscenico, ma in un gruppo caotico e svogliato imparerà che anche chi sembra “fuori posto” può brillare…Scrivono nel preambolo i protagonisti di questo libro, Emanuela, Andrea, Francesco, Roberto, Asia, Stefano, Anna: «Cioè, vuoi dire che siamo finiti in un libro? Davvero? Dai! Noi abbiamo raccontato le nostre storie, piene di litigi, sogni, errori, figuracce, risate, momenti tosti e scelte difficili. La vita, insomma. E qualcuno ha pensato che potessero essere interessanti da leggere? Oh, non vogliamo fare i modesti, siamo contenti di questa cosa, perché siamo convinti che le nostre storie possano essere utili anche ad altri. Un sacco di nostri amici hanno avuto storie simili, sono finiti nei guai e hanno sofferto, ma poi in qualche modo se la sono cavata. Non tutti però, qualcuno ci è rimasto sotto. Capita. Ma capita soprattutto a chi è solo, oppure non ha il coraggio di parlare con gli altri. Magari non sempre con i genitori o i prof, lo sappiamo che è difficile, ma almeno con gli amici”.

In queste scoppiettanti storie, che divertono e fanno pensare, troverai litigi tra fratelli, amicizie messe alla prova, sogni inseguiti con ostinazione, paure che bloccano e scelte difficili che fanno crescere. A raccontarle sono ragazzi e ragazze come te, con le loro passioni, le loro incertezze e la voglia di trovare un posto nel mondo. Non troverai prediche né risposte pronte, ma spunti per farti domande vere e imparare a guardare la realtà con occhi curiosi.

Continuano i protagonisti: “Non dateci dei presuntuosi, ma alla fine mi sa che in questo libro troverete delle parabole moderne, ispirate a quelle antiche. Racconti ambientati nel nostro tempo, con protagonisti ragazzi e ragazze come noi. Vi parleranno di amicizia e famiglia, di errori e perdono, di sogni e paure, di scelte difficili e di piccole vittorie quotidiane. Non ci sono risposte già pronte – perché ognuno ha la sua strada – ma ci sono tante domande che potranno aiutarci a scoprire qualcosa in più su noi stessi e sul mondo che ci circonda”.

“Gli Aquiloni, grandi autori per piccoli lettori” è una collana narrativa di libri per bambini firmati dai più accreditati autori per l’infanzia del panorama italiano e internazionale e racconta emozioni, avventure, misteri e mondi fantastici in una collana di racconti a misura di bambino accompagnati dalle tavole a colori di famosi illustratori per un primo approccio alle questioni importanti del “diventare grandi”. Grandi firme di ieri e di oggi raccontano storie emozionanti, curiose, fiabesche, storie che, sulle ali della fantasia, aiutano i piccoli a vivere meglio la loro realtà. Oltre al rigore dei contenuti, la collana si caratterizza per l’attenzione alla qualità dell’illustrazione e per l’impegno educativo attento alle problematiche sociali.

Il testo è stato impaginato con TestMe, una font «libera», work in progress, basata sui principi del Design for All e sulle ricerche nell’ambito della dislessia a cura dei professori Luciano Perondi e Leonardo Romei.