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Cinema, finite le riprese di "L’eterna luce del giorno" di Giovenga

Roma, 31 mar. (askanews) – Si sono appena concluse a Sabaudia (Latina) e Anguillara (Roma) le riprese di “L’eterna luce del giorno”, film drammatico/post-apocalittico diretto da Lorenzo Giovenga (Daitona) con Claudio Amendola, Anna Mangiocavallo, Dagmara Brodziak, Edmond Budina e Viktorie Ignoto.

Ispirato a una storia vera, sceneggiato dal regista insieme a Giuliano Giacomelli, con Heidrun Schleef come script editor, il film è una co produzione Italia – Albania – Polonia, prodotto per l’Italia da Pier Francesco Aiello per PFA Films e da Lorenzo Lazzarini, Lorenzo Giovenga e Valentina Signorelli per Daitona, mentre per l’Albania è prodotto da AB Film e per la Polonia da Wonder Woman Production.

L’eterna luce del giorno racconta di Luce (Anna Mangiocavallo), una bambina di 8 anni, curiosa come tutti i bambini della sua età. Sin da quando è nata, è affetta da SCID, una rarissima malattia delle difese immunitarie. Basterebbe un raffreddore per ucciderla. Proprio per questo motivo, la piccola è costretta a vivere all’interno di una camera di vetro asettica. A prendersi cura di lei c’è suo padre, Renato (Claudio Amendola), disposto a ogni cosa pur di veder crescere sua figlia. Una storia come tante, se non fosse che questa storia comincia lì dove le altre terminano: con la fine di quel mondo che tutti noi conosciamo. Quando Luce era appena nata un misterioso evento ha decimato la popolazione mondiale e ora si ritrova a essere tra i pochi superstiti. I due conducono una umile esistenza tra cibo in scatola e qualche anguilla pescata nello stagno vicino alla dimora in cui risiedono, un vecchio casale sperduto nell’Agro Pontino. Lei non ha mai conosciuto il mondo esterno e, a causa di quella misteriosa Apocalisse, non potrà più conoscerlo. Tutto quello che sa del mondo, lo sa soltanto dai racconti del padre, che vive solo e tormentato dal fantasma dell’ex moglie Helena (Dagmara Brodziak) … Poi, un giorno, un misterioso biglietto alla loro porta: “Finisce qui, non siete più al sicuro” …

Il film ha ottenuto il contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – nell’ambito del bando dedicato alle opere di autori under 35 ed è beneficiario del fondo Lazio Cinema International. Sul versante tecnico, la direzione della fotografia è affidata a Marina Kissopoulos, la scenografia a Silvia Struglia, i costumi sono firmati da Andrea Sorrentino, le musiche da Bartosz Chajdecki e il montaggio sarà firmato da Emma Viali. (Foto Vittorio Penna)

#UniversitàperGiulio, ciclo di eventi a 10 anni da scomparsa Regeni

Roma, 31 mar. (askanews) – Ben 76 università e 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca: è l’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca”, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, presentata nella sala Caduti di Nassirya del Senato dalla senatrice a vita e docente dell’Università Statale di Milano Elena Cattaneo.

L’iniziativa consiste in un ciclo di eventi che, fra aprile e maggio 2026, vede ben 76 Università in tutta Italia organizzare ciascuna una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca e alla riflessione sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali, in ambito accademico e sociale, a partire dalla proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh. Prima della conferenza, il documentario è stato proiettato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

Alla conferenza stampa in Senato hanno preso parte Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio; Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Regeni; Riccardo Ricciardi, presidente del gruppo M5S alla Camera dei Deputati; Simone Manetti, regista del documentario; Emanuele Cava e Matteo Billi, autori del documentario; il produttore Domenico Procacci per Fandango e il produttore Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni; Gianluigi Greco, Rettore dell’Università della Calabria, e Menico Rizzi, Rettore dell’Università del Piemonte orientale.

Il ciclo di eventi universitari, che conta di raggiungere un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, si aprirà all’Università Statale di Milano, il 13 aprile. L’hashtag scelto per i social è #UniversitàperGiulio.

“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ricorda la Senatrice Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.

“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui”.

L’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

Locker in Italia: così si semplifica la vita delle persone

Cremona, 31 mar. (askanews) – InPost continua la sua crescita in Italia e raggiunge un traguardo significativo: 10.000 punti di ritiro fuori casa tra locker e InPost Point, rafforzando la propria presenza su tutto il territorio nazionale. Un risultato simbolico segnato dall’installazione del locker numero 5.000, a Cremona, all’esterno di un punto vendita MediaWorld.

“InPost non è solo un’azienda di logistica, noi cerchiamo di semplificare la vita delle persone. Avere un locker vicino casa, vicino il tragitto di lavoro, permette di poter ritirare i propri acquisti con maggiore flessibilità e questo è un risultato importante per noi. Abbiamo raggiunto 10.000 punti in Italia, sono 5.000 locker e 5.000 punti di ritiro. Quest’anno puntiamo ad essere la prima rete di locker in Italia e questo è possibile anche grazie alla collaborazione di partner come Mediaworld, che ci offrono i loro spazi per installare i nostri locker e ci affidano i loro prodotti per le spedizioni ai loro clienti” ha dichiarato Nicola D’Elia, Managing Director InPost Italia.

Il successo italiano si inserisce in un 2025 molto positivo per il gruppo, con ricavi in forte crescita e oltre 1,4 miliardi di pacchi gestiti a livello globale. In espansione anche la rete Out Of Home, che supera i 94 mila punti in Europa.

“Il gruppo InPost è nato in Polonia. Adesso operiamo in 9 paesi e l’Italia è uno dei mercati più strategici e che cresce più rapidamente, proprio perché stiamo rispondendo alle esigenze dei consumatori finali. Avere un locker vicino casa, permette di poter gestire il proprio tempo con maggiore flessibilità e andare a ritrovare i propri acquisti senza dover aspettare il corriere a casa. I vantaggi dei locker sono quindi legati a dare più tempo, più libertà, flessibilità e le consegne ai locker sono anche le più sostenibili” ha aggiunto D’Elia.

In Italia, dove i volumi crescono del 40%, InPost punta su capillarità, prossimità e partnership strategiche. I locker diventano così parte integrante dell’esperienza d’acquisto, offrendo soluzioni sempre più flessibili e sostenibili per consumatori e retailer.

“Il locker 5000 installato a Cremona oggi è per noi un punto di partenza, per continuare a crescere la nostra rete. Noi ci aspettiamo che, entro 4 anni, un pacco su 3 verrà gestito nei locker. E’ per questo che stiamo creando la rete e l’infrastruttura logistica, per rispondere alle esigenze e ai desideri dei clienti finali” ha concluso D’Elia.

Un modello che guarda al futuro della logistica e che conferma il ruolo sempre più centrale dell’out-of-home nell’e-commerce.

Cultura, tecnologia e impresa per nuovo modello sviluppo Calabria

Roma, 31 mar. (askanews) – Valorizzare ciò che esiste e lavorare in maniera sinergica tra pubblico e privato per trasformare le potenzialità di una regione come la Calabria – in possesso di istituzioni impegnate, università in fermento, imprese presenti e collaborative, percorsi di innovazione attivati – in un sistema capace di generare sviluppo. Un lavoro che non è automatico ma, al contrario, necessita di visione, strumenti, capacità di coordinamento e, soprattutto, responsabilità condivise. E’ il messaggio che arriva dall’evento “Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria”, organizzato da Associazione Civita, realtà che opera da oltre 35 anni nel mondo della cultura e si propone come laboratorio e incubatore di progetti per valorizzare il patrimonio culturale italiano, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, espressione del ruolo che i grandi attrattori culturali possono assumere nei processi di sviluppo territoriale, e con Philip Morris Italia.

L’incontro è stato dedicato al rapporto tra trasformazione digitale, formazione delle competenze e sviluppo dei territori ed è stato introdotto e moderato da Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita. Sono intervenuti Roberto Occhiuto Presidente Regione Calabria, Fabrizio Sudano, Direttore Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria e Direttore Regionale Musei Nazionali, Mario Nobile, Direttore Generale dell’ AgID -Agenzia per l’Italia Digitale, Giuseppe Zimbalatti, Rettore Università Mediterranea, Elvira Brunelli, Prorettrice per il Centro Residenziale con delega per le pari Opportunità e il Benessere, Aldo Ferrara, Presidente Unindustria Calabria, Andrea Guglielmo Direttore delle Relazioni Esterne e della Comunicazione di Philip Morris Italia.

Sullo sfondo anche il ruolo del PNRR che rappresenta per la Calabria un’opportunità molto importante. Infatti, per la missione 1 dedicata a “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” sono destinati alla regione 3,277 Mld € di progetti totali di cui 692 quelli specificamente destinati alla cultura in un territorio che vanta un patrimonio storico-culturale di grande pregio e oggetto negli ultimi anni di importanti investimenti.

Tra gli argomenti affrontati nel corso dell’evento, la transizione digitale e tecnologica che sta ridefinendo i modelli di sviluppo dei territori, incidendo sui processi produttivi, sulla formazione delle competenze e sulle modalità di valorizzazione del patrimonio culturale. In questo scenario, si è sottolineato che la sfida per il Mezzogiorno non è soltanto accompagnare il cambiamento, ma la costruzione di un ecosistema capace di tenere insieme istituzioni, università, ricerca, patrimonio artistico e sistema produttivo rafforzando le infrastrutture digitali e rendendo più efficace l’azione pubblica, a livello nazionale e regionale. Una sfida che non riguarda solo l’attrazione di investimenti, ma la capacità di creare connessioni durature e di trattenere competenze e talenti.

“Stiamo lavorando perché la Regione sviluppi un rapporto sempre più intenso con fondi di investimento e investitori che, insieme al sistema territoriale calabrese, possano potenziare per esempio l’offerta turistica. Stiamo crescendo molto sul numero di turisti, ma l’offerta ha ancora molto potenziale da esprimere”, ha dichiarato Roberto Occhiuto, Presidente Regione Calabria: “I giacimenti culturali della Calabria sono un motore straordinario di sviluppo, purtroppo spesso sottoutilizzato e poco conosciuto. Stiamo lavorando ad una operazione di rebranding della Calabria anche dal punto di vista turistico. Molti calabresi sono convinti che questa regione non si possa sviluppare, dobbiamo invece raccontarla per quello che è: una regione con i suoi problemi, sì, ma con persone impegnate ad affrontarli e soprattutto con risorse straordinarie. Vorrei che i calabresi fossero più orgogliosi di raccontare questa regione bellissima”.

“L’Associazione Civita crede da sempre nella contaminazione, nella collaborazione tra pubblico e privato, tra mondo delle imprese, cultura, istituzioni, territori, enti del terzo settore e l’evento che abbiamo promosso oggi ne è una dimostrazione concreta”, ha affermato Simonetta Giordani, Segretario Generale di Associazione Civita: “In Calabria abbiamo avvertito un nuovo dinamismo, una nuova vitalità e siamo convinti che solo utilizzando il nostro passato senza nostalgia potremo parlare di innovazione in un momento storico in cui questa è fondamentale per ridurre i divari esistenti fra i territori. Le grandi aziende italiane che operano in Calabria hanno fatto dell’innovazione legata alla responsabilità culturale una mission strategica, perché hanno capito che investire nei territori, anche con iniziative culturali o di inclusione sociale, può essere un modo per avvicinarsi a quegli interlocutori fondamentali per lo svolgimento della propria attività e per il raggiungimento dei risultati aziendali”.

Per Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, “il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si conferma oggi non solo come luogo di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, ma anche come piattaforma attiva di confronto tra cultura, innovazione e sviluppo territoriale. La Calabria dispone di un patrimonio culturale straordinario; la sfida che abbiamo davanti è compiere un ulteriore salto di qualità, trasformandolo in un autentico motore di sviluppo sostenibile, capace di generare valore economico, sociale e occupazionale. In questo contesto, iniziative come questa rappresentano un contributo significativo per alimentare una riflessione concreta e operativa sulle traiettorie di crescita del Mezzogiorno. Solo attraverso una visione condivisa e una responsabilità diffusa sarà possibile valorizzare appieno le potenzialità della Calabria, rendendola protagonista di un modello di sviluppo fondato sull’integrazione tra cultura, tecnologia e impresa”.

Genova, Salis: cabinovia? È solo uno studio, abbassiamo i toni

Genova, 31 mar. (askanews) – “Sono davvero molto stupita dai toni perché questa era la presentazione di uno studio, non un progetto, non un’imposizione a una valle. È chiaro che il Politecnico in uno studio preliminare non può coinvolgere il territorio. Il territorio verrà coinvolto ora che abbiamo lo studio nella valutazione di questa come alternativa, ma non c’è niente di definito”.

Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis commentando le critiche dei comitati di cittadini sullo studio del Politecnico di Milano che ha individuato la cabinovia come soluzione ottimale per la mobilità in Valbisagno.

“I toni – ha aggiunto Salis – mi hanno molto stupito perché abbiamo portato un ingegnere qualificatissimo del Politecnico a spiegare uno studio che ha fatto in questi mesi una delle realtà europee più importanti di ingegneristica dei trasporti. È uno studio che, oltre a proporre un’alternativa, ne boccia delle altre. Anche questo va tenuto in considerazione perché lo studio è servito anche a dimostrare quanto lo Skymetro fosse inutile e sovradimensionato, e quante criticità avrebbe il tram. Il Politecnico è un soggetto terzo, non ha nessun interesse politico o economico nel sostenere una variante rispetto a un’altra”.

“Lo studio – ha ribadito la sindaca – non è un progetto, non è un cantiere che parte domani. La condivisione avviene con lo studio in mano, non può avvenire prima che ci sia lo studio. Non è che il Politecnico abbia detto che non si può fare lo Skymetro o non si può fare il tram, ha detto quali sono le ricadute strutturali e finanziarie, gli impatti sulla mobilità di tutti i progetti”.

Dl bollette, il governo incassa la fiducia alla Camera. Ecco cosa prevede

Roma, 31 mar. (askanews) – Il governo incassa la fiducia alla Camera sul decreto bollette, la prima dopo la consultazione referendaria, con 203 voti favorevoli e 117 contrari. Il provvedimento, da circa 5 miliardi di euro, contiene una serie di interventi a sostegno di famiglie e imprese contro il caro energia, definiti già prima del conflitto in Iran.

Tra le principali misure contenute nel decreto il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica a favore dei titolari del bonus sociale (315 milioni la dotazione finanziaria). Previsto anche un bonus volontario da parte delle aziende venditrici di elettricità chi non rientra nel bonus sociale ma ha un’Isee inferiroe ai 25mila euro.

Nel corso dell’esame in commissione è stato introdotto per le famiglie titolari del bonus elettrico anche il diritto alla compensazione per la fornitura del teleriscaldamento. Arrivato anche il divieto di sollecitazioni commerciali telefoniche verso i consumatori che riguarda non solo le chiamate ma anche l’invio di messaggi. Introdotte dal decreto anche una serie di misure per aumentare la trasparenza nelle forniture di energia e gas ai consumatori, tra cui l’obbligo per le aziende venditrici di comunicare periodicamente all’Arera i dati relativi ai propri margini di profitto e la definizione di un accordo quadro sulel modalità di cambio del fornitore.

Cambiano anche i meccanismi di incentivazione degli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW. I titolari che beneficiano di incentivi dei quattro meccanismi del Conto energia con scadenza dal 2029, possono scegliere volontariamente di ridurre del 15% o 30% i premi tariffari previsti tra il 2026 e il 2027, in cambio di un’estensione della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi.

Arrivano poi una serie di misure per incentivare, soprattutto da parte delle le PMI, la stipula di contratti di compravendita di energia elettrica da fonti rinnovabili a lungo termine (i cosiddetti Power Purchase Agreements) e per sostenere gli impianti a bioliquidi sostenibili, biogas e biomasse.

Nel corso dell’esame del decreto in commissione è stato aggiunta una norma che proroga al 2038 la graduale dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il Piano nazionale per l’energia revede la cessazione della produzione elettrica da carbone entro il 2025 per le centrali del continente ed entro il 2028 per quelle ubicate in Sardegna.

Col decreto viene introdotto un rimborso di alcuni oneri sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica. Tra questi il costo per l’acquisto dei permessi di emissione secondo l’Emissions Trading Scheme europeo che viene ridistribuito negli oneri sui prelievi di energia elettrica.

Per ridurre il costo del gas viene previsto che che GSE e Snam vendano il gas stoccato nel 2022 nell’ambito del servizio di riempimento di ultima istanza, versando il ricavato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Questo verrà usato per ridurre gli oneri e le componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale per gli ‘energivori’.

Previsto nel dl anche un procedimento unico per autorizzare centri dati e relative connessioni elettriche. Il via libera dura fino a 10 mesi prorogabili e comprende tutte le autorizzazioni necessarie.

Tra le misure per il finanziamento del provvedimento arriva un incremento di 2 punti percentuali (dal 3,9 per cento al 5,9 per cento) dell’aliquota IRAP applicabile ai soggetti operanti nel comparto energetico per i periodi d’imposta 2026 e 2027.

M5s, Beppe Grillo avvia la causa per riprendere simbolo

Roma, 31 mar. (askanews) – “Simbolo M5s: Beppe Grillo ha avviato la causa per riprenderselo”. Lo scrive su Facebook Marco Bella, già parlamentare pentastellato e vicino al fondatore.

“In un mondo normale – afferma Bella – se io Beppe Grillo ti concedo a te Giuseppe Conte, di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo. In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno Presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo. In un mondo normale, se tu, parlamentare M5S, hai firmato un impegno e ti sei presentato agli elettori dicendo che avresti fatto solo due mandati, non ti dovrebbe nemmeno passare per l’anticamera del cervello che puoi cacciare chi ti ha permesso di sedere su quelle comode poltrone perché semplicemente ti dice che gli impegni si rispettano. In un mondo normale, nessuna forza politica cancella 70.000 iscritti (mai fatto prima) solo per cacciare chi la ha fondata. Purtroppo, non viviamo in un mondo normale. Viviamo in un mondo ove il lavoro per i cittadini, la parola data, gli impegni presi…. purtroppo per qualcuno, non contano nulla. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che li useranno esclusivamente per proprio tornaconto personale? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento in una coalizione dove c’è Matteo Renzi, uno che in piena pandemia ha fatto cadere il governo Conte II sostenuto da PD e M5S, e lo rivendica pure? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che hanno rinnegato la propria storia per una poltrona? Ovviamente no, perché nemmeno Salvini con Bossi è arrivato a tanto. La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa. E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento la ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. É una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta. Se vi rimane ancora un po’ di dignità, ridate il simbolo e il nome del MoVimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo. Loro, purtroppo, non credo molleranno. Noi nemmeno. Forza Beppe!”, conclude.

Cinema, Cinecittà torna in utile con +1,1 milioni, nuovi set in arrivo

Roma, 31 mar. (askanews) – Bilanci, nuove produzioni, set in arrivo e prospettive per il futuro. Con l’evento dal titolo “Cinecittà Interno Giorno”, Cinecittà si è raccontata a una platea di rappresentanti dell’industria audiovisiva insieme ai lavoratori dell’azienda. L’amministratrice delegata Manuela Cacciamani ha illustrato i dati di bilancio e i risultati del 2025, caratterizzati da segno positivo. Il bilancio dell’esercizio di Cinecittà chiuso al 31 dicembre 2025 vede un ritorno di profittabilità per l’azienda. L’utile netto si attesta a 1,1 milioni dopo le imposte, rispetto alla perdita di oltre 11 milioni del 2024 (pari a circa 7 milioni al netto di svalutazioni straordinarie). L’ebitda risulta positivo per 5 milioni rispetto al dato negativo del 2024 di -3 milioni, registrando un + 250%.

L’azienda torna a registrare utili, dopo le rettifiche dei bilanci degli anni 2022 e 2023. Questi risultati – spiega l’azienda – sono frutto principalmente di due fattori: l’aumento dei ricavi dell’attività caratteristica (passati da 21.5 milioni del 2024 a 30.5 milioni del 2025 con un +43%) e la riduzione dei costi di produzione di oltre 10 milioni (con un significativo -5 milioni di costi di gestione).

Il consuntivo 2025 segna un andamento positivo anche rispetto al budget previsionale: rispetto a una perdita prevista di 3,3 milioni, l’utile netto di 1,1 milioni evidenzia un miglioramento complessivo di quasi 4,5 milioni. Anche in questo caso ascrivibile a un superamento del target dei ricavi commerciali (29 milioni rispetto ai 25,5 stimati) e una riduzione dei costi operativi (-0,5 milioni). Sono stati superati i risultati del 2024 e superate le previsioni rispetto al piano industriale. Il piano industriale ipotizzava ricavi dell’area commerciale per 25 milioni, arrivati invece a oltre 30,4milioni di euro. Il fatturato commerciale è cresciuto di 8,9 milioni di euro rispetto al 2024.

È stato accresciuto il patrimonio netto. A metà 2024 (quando si è insediata la nuova governance) le previsioni portavano a perdite di 24 milioni di euro, poi limitati a una perdita di 11 milioni. Partendo da questi dati, era stata prevista prudenzialmente una perdita di periodo 2025 di circa 3,2 milioni. Cinecittà chiude il bilancio 2025 a 1,1 milioni di utile netto.

Ed è un’impresa portata a termine con successo quella del PNRR di Cinecittà, che si chiude a giugno 2026 e che ha visto l’azienda raggiungere, in molti casi in anticipo sulle scadenze assegnate dall’Europa, i punti programmati: l’edificazione di 5 nuovi teatri di posa (tra cui i 2 nuovi più grandi teatri di Cinecittà), la ristrutturazione di 4 teatri, 21.000 metri quadri di spazi dedicati alle produzioni, 10 ettari di backlot per riprese esterne, l’acquisizione di una porzione del quadrante di Cinecittà, il ripristino della piscina di 2000 mq. La riqualificazione completa del sito a livello di infrastrutture, backlot, tecnologie, connettività, servizi. Il risultato complessivo di una aumentata capacità produttiva del 60% e la spesa dei 232 milioni di euro investiti nel Piano, completata nei tempi previsti. Il piano ha investito fortemente nella valorizzazione dell’Archivio Luce, filmico e fotografico, un patrimonio culturale inestimabile gestito da Cinecittà.

Per le produzioni in arrivo, sono stati appena annunciati il ritorno del sodalizio di Denzel Washington con Antoine Fuqua per il nuovo spettacolare racconto di Annibale, che gli Studi di via Tuscolana accoglieranno prossimamente, e Assassin’s Creed, la nuova serie Netflix tratta dal videogame bestseller da 230 milioni di copie, una produzione che sta già occupando i teatri e le maestranze artigiane di Cinecittà. Produzioni ad alto livello artistico e spettacolare che seguono quella di Mel Gibson per il sequel di The Passion, The Resurrection of the Christ, e vedono Cinecittà impegnata con tutte le sue professionalità.

Il 2025 ha portato anche importanti produzioni nazionali, come l’acclamata serie Portobello di HBO, diretta da Marco Bellocchio, e Sicilia Express di Ficarra e Picone. E ancora una coproduzione come Roma elastica di un talento visionario come Bertrand Mandico con Marion Cotillard. I laboratori di post-produzione audio e video di Cinecittà hanno visto sfilare nei mesi lavori firmati da Tim Burton, Luca Guadagnino, Ridley Scott, Giuseppe Tornatore, Luc Besson, Park Chan-wook, Abdellatif Kechiche, e serie di successo come The Beauty, e Nord Sud Ovest Est.

È stato un anno importante anche per l’Archivio Luce, l’immenso patrimonio cinematografico e fotografico di memorie conservato e curato da Cinecittà. Sono continuate le celebrazioni del lungo centenario della fondazione dell’Istituto Luce con progetti espositivi e editoriali. Soprattutto l’Archivio ha continuato l’opera di digitalizzazione prevista dal PNRR, che sta portando il patrimonio alla più ampia fruizione per il pubblico. Sono stati digitalizzati oltre 2500 rulli cinematografici, 429 ore di contenuti cinematografici, e quasi 3.400 colonne audio per 600 ore di contenuti cinematografici.

Nel 2025 il Dipartimento di Promozione del Cinema Contemporaneo ha accompagnato in selezioni festivaliere 75 titoli; 90 sono i film italiani presentati nei Festival di Cinema italiano organizzati nel mondo da Cinecittà. Gli Italian Screenings hanno radunato 100 buyers da 25 Paesi, 30 sales agent, e fatto siglare 230 contratti di distribuzione all’estero. Importante per la conoscenza del nostro cinema l’attività del Dipartimento di Cinema classico, che raccoglie oltre 4.000 titoli nella propria cineteca, in pellicola e digitale, e ha visto organizzare 55 rassegne in 24 paesi esteri e 47 città, con una fondamentale attività di restauro del nostro patrimonio filmico: 6 quest’anno i restauri presentati in anteprima mondiale.

L’area di Internazionalizzazione infine, che coordina gli Italian Pavilion nei festival di Venezia, Cannes e Berlino e organizza gli Italian Screens, ha promosso 40 eventi in paesi come Brasile, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Messico, promuovendo il nostro tax credit internazionale, i fondi per distribuzione, sviluppo e produzione e le possibilità offerte da Film commission italiane e dall’ecosistema delle nostre location.

Luce-Cinecittà è da sempre un marchio storico del cinema di qualità, lanciando opere prime di talenti che si affermano nel tempo, e con una produzione documentaristica di massimo livello, spesso fondata sull’utilizzo del grande Archivio Luce, alimentando la programmazione di festival, sale, tv e piattaforme. Il 2025 ha visto la coproduzione di 31 documentari, di cui 7 distribuiti nelle sale, e tra questi ben 5 film hanno ottenuto il Nastro d’argento, e un Globo d’oro. Un marchio di qualità che per festeggiare i 100 anni del Luce ha portato, col progetto ’10 e Luce’ dieci capolavori della propria library nei cinema in versione restaurata. Nel 2025, con la sua esposizione permanente ‘Cinecittà si Mostra’ e con il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, Cinecittà ha portato 65.000 visitatori dentro le sue mura, coinvolgendo 30.000 studenti, di cui moltissimi stranieri.

Raiz, annunciate le prime date del nuovo spettacolo "Montecalvario"

Roma, 31 mar. (askanews) – “Montecalvario” è il nome del nuovo spettacolo di Raiz, che partirà da Bari (Teatro Comunale Piccinni) con una doppia data, il 16 e 17 aprile. Accompagnato sul palco dai Radicanto, unisce musica suonata e reading; un viaggio fra le canzoni che hanno segnato la carriera di Raiz, dai grandi cantanti della tradizione napoletana, Sergio Bruni in testa – cui l’artista ha dedicato un bellissimo album, “Si ll’ammore è ‘o ccuntrario d”a morte” (Visage Music 2023) – ad alcuni dei grandi successi degli Almamegretta.

Raiz farà poi tappa a Napoli (Teatro Trianon) il 25 e 26 aprile, il 31 maggio a Castelnuovo Bocca d’Adda (LO) per il Borghilenti Festival (in Duo); il 5 luglio sarà a Udine (Piazzale Castello), il 20 luglio a Civitella in Val di Chiana (AR) in Piazza Don Alcide Lazzeri; il 24 luglio Sanremo (Auditorium Franco Alfano) e il 10 dicembre Lecce (Teatro Apollo).

Fra le pieghe di Montecalvario (nome ufficiale di quelli che sono universalmente conosciuti come i “Quartieri Spagnoli”), scorre una narrazione fatta di storie, reali e inventate, che traggono ispirazione dalla vita e dall’arte di Raiz ma anche di Gennaro Della Volpe (il suo vero nome) dove salite e discese, vittorie e sconfitte, dolore e rinascita camminano e si alimentano a vicenda.

Fra i brani presenti nel repertorio di Montecalvario anche “Rosa”, brano scritto da Raiz nel 2024 per la quarta stagione di Mare Fuori, la fortunata serie tv nel quale ha interpretato il ruolo di Don Salvatore Ricci; nella trasposizione fatta dalla regista e coreografa Alessandra Sorrentino per il videoclip inedito della canzone uscito lo scorso 20 marzo, il cantante asseconda i passi di sua figlia Lea, muovendosi fra i saloni del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Sayf ha annunciato l’uscita del suo primo album "Santissimo"

Milano, 31 mar. (askanews) – Dopo tanta attesa, oggi Sayf ha finalmente annunciato che il suo primo album ufficiale, “Santissimo”, sarà disponibile da venerdì 8 maggio in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali per La Santa Srl/Atlantic Records Italy/Warner Music Italy.

“Santissimo” è il progetto che l’artista ha iniziato a raccontare già da qualche tempo, condividendone il nome in molte occasioni e regalando ai suoi fan diversi indizi a riguardo, sia attraverso i social, sia sul palco del Festival di Sanremo 2026, dove durante la serata delle cover ha lasciato trapelare ciò che oggi si prepara a diventare realtà. Anche durante i suoi live, Sayf non ha mai nascosto l’arrivo di questo album (Che bomba, randa baraonda: il disco “Santissimo” è fuori prestissimo!): ora quel momento è finalmente arrivato, anticipato da qualche curioso spoiler.

Infatti, sabato Sayf ha sorpreso i suoi fan con un freestyle su Instagram ironico e dissacrante, in cui ha ricordato l’arrivo del disco, in uscita nei pressi del giorno che cantava Liberato, aggiungendo un altro dettaglio importante: la data del 2 aprile e un titolo “Buona domenica”, accompagnato da uno spoiler pubblicato su TikTok nei giorni successivi, la cui caption è proprio “Buona domenica ??”.

“Santissimo” si preannuncia come il capitolo più completo e rappresentativo della musica di Sayf fino ad ora, un primo lavoro che raccoglie e amplifica tutte le sfumature della sua identità artistica: il racconto personale, l’energia dei live, la contaminazione tra generi e culture, e quella capacità naturale di passare da barre dirette a melodie apertissime con autenticità e leggerezza.

L’annuncio dell’album arriva in un momento particolarmente significativo: “Tu mi piaci tanto”, il brano con cui Sayf ha partecipato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo classificandosi al secondo posto, ha ottenuto la certificazione oro e continua la sua corsa grazie alla conquista della 1ª posizione della classifica EarOne Airplay nella settimana #13 (dal 20/03/2026 al 26/03/2026), confermandosi tra i brani più trasmessi del momento. Il singolo si mantiene, inoltre, stabile ai vertici della Top50 di Spotify, dove ha già superato i 20 MLN di stream. A questo si affianca l’attività live, con il “Santissimo Tour Estivo”, che lo vedrà protagonista sui palchi dei principali festival italiani. Oltre alla Santissima Fest 2026, che il 18 luglio lo porterà per la prima volta sul palco dell’Arena del Mare di Genova, dopo le tre date sold out del 2025, la tournée estiva vedrà Sayf esibirsi il 20 giugno a Bologna (Oltre Festival), il 16 luglio ad Assisi (Assisi Summer Festival), il 31 luglio a Bari (Sottosopra Festival), il 6 agosto a Lignano Sabbiadoro (Arena Alpe Adria), il 15 agosto a Olbia (Red Valley Festival), il 28 agosto a Montesilvano (Marea Festival), il 4 settembre a Empoli (Beat Festival) e il 5 settembre a Trento (Trento Live Fest).

I concerti continueranno in autunno, con il “Santissimo Tour” nei principali club italiani: il 14 ottobre al Concordia di Torino, il 17 ottobre al Teatro Geox di Padova, il 21 ottobre all’Alcatraz di Milano già sold out, a cui si aggiunge un secondo appuntamento il 22 ottobre, e il 27 ottobre all’Atlantico di Roma.

Sayf, artista italo-tunisino classe 1999, porta nella sua musica il racconto della sua identità, delle sue radici e delle sfide vissute tra due culture, trasformandole in una narrazione autentica e contemporanea.

Astro nascente della nuova scena genovese, è l’unico artista italiano selezionato da VEVO per l’esclusivo e prestigioso programma “DSCVR Artists to Watch 2026”, che quest’anno ha riunito 19 talenti del panorama mondiale, tra cui spicca il suo nome (Video Egoista Live Acoustic | Video UNA CAN Live Acoustic). Inoltre, è stato scelto da Spotify Italia per “RADAR 2025”, il programma dedicato agli artisti emergenti da tenere d’occhio.

Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune.

Biennale Arte, artisti partecipanti: no a Russia, Israele e USA

Milano, 31 mar. (askanews) – Settantatre tra artisti e curatori invitati a partecipare alla 61esima Biennale d’Arte di Venezia hanno scritto una lettera nella quale chiedono all’istituzione veneziana, sulla base anche di precedenti storici dettagliati, di ritirare l’invito a Paesi che si sono resi responsabili di “crimini di guerra”. I firmatari della lettera indicano Russia, Israele e Stati Uniti come gli Stati ai quali andrebbe ritirato l’invito. “C’è una soglia – si legge – oltrepassata la quale la partecipazione alla Biennale non deve essere normalizzata”.

Crosetto ha spiegato che sulle basi Usa sono stati rispettati gli accordi

Roma, 31 mar. (askanews) – Iran/ *Iran, Crosetto: non abbiamo sospeso uso basi a Stati uniti Dopo notizia Corsera su stop a Sigonella per alcuni aerei Usa

Roma, 31 mar. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato che l’Italia non ha deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti statunitensi, dopo le polemiche seguite alla notizia sul mancato via libera all’atterraggio a Sigonella per alcuni velivoli poi diretti verso il Medio Oriente di cui ha dato notizia oggi il Corriere della Sera.

In un messaggio pubblicato su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scritto che “qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”, ma che si tratta di una ricostruzione “semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”.

Crosetto ha aggiunto che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.

Secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, “gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”, ha aggiunto.

Il ministro ha infine escluso attriti con Washington. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, ha scritto.

Secondo quanto riferito oggi dal Corriere della Sera, l’Italia avrebbe negato agli Stati uniti l’uso della base di Sigonella per alcuni bombardieri diretti in Medio Oriente perché il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già in volo e senza la consultazione preventiva prevista dagli accordi.

Il quotidiano scrive che la decisione sarebbe stata presa da Crosetto dopo essere stato informato dal capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Le verifiche avrebbero inoltre accertato che non si trattava di voli ordinari o logistici e che quindi l’operazione non rientrava in quanto stabilito nei trattati.

Sempre secondo il Corriere, Portolano, su mandato di Crosetto, avrebbe quindi informato il comando Usa che i velivoli non potevano atterrare a Sigonella perché privi di autorizzazione.

Italia, Gattuso: "Abbiamo un Paese sulle spalle"

Roma, 31 mar. (askanews) – Il commissario tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso, carica l’Italia alla vigilia della sfida decisiva contro la Bosnia per l’accesso ai Mondiali. “Gli occhi dei ragazzi che ho incrociato sono buoni, l’ambiente è positivo. Ci giochiamo una partita importante e l’abbiamo preparata bene”, ha detto alla Rai.

Gattuso ha sottolineato la difficoltà dell’avversario: “La Bosnia è forte, ha tecnica e fisicità. Dovremo tenere botta nei primi 10-15 minuti e ribattere colpo su colpo. Bisognerà saper soffrire”. Il ct ha poi richiamato l’attenzione anche sull’aspetto disciplinare, invitando i suoi a non reagire alle provocazioni e a mantenere lucidità.

Non manca la componente emotiva: “I ragazzi vogliono andare al Mondiale e, quando i risultati non arrivano, soffrono in silenzio. Ti posso assicurare che faranno di tutto: c’è gente che darebbe la vita e l’anima per questo obiettivo”.

Infine il peso della responsabilità: “Ti senti un Paese sulle spalle, è diverso rispetto a quando ero calciatore. Anche la mia famiglia vive queste emozioni: mi sono sempre vicini”.

Vannacci inaugura la sede FnV a Roma: “Piccolo ufficio a Caput Mundi”

Roma, 31 mar. (askanews) – Dopo la sede provinciale di Firenze, l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha inaugurato la sede nazionale del partito a Roma in via in Lucina 17. Al suo arrivo qualcuno gli fa notare che l’appartamento preso in comodato d’uso è centrale, ma piccolo e si trova nello stesso palazzo romano (e allo stesso piano) dove ha sede Forza Italia: “Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei vicini di casa e coinquilini, non vedo perché non dovrei averli anche con Forza Italia”, ironizza il generale.

Magari un caffé per parlare della legge elettorale? “Perché no, un caffé, un prosecco”, risponde ai giornalisti.

“Come dice il vecchio proverbio? Il buon vino sta nella botte piccola e questo è un ufficio piccolo a Roma, Caput Mundi”, ha aggiunto.

“Se il premier è uno credo che sia Vannacci e basta, non c’è dubbio”, afferma il leader di Futuro nazionale rispondendo alla domanda di una cronista sul possibile candidato premier di FnV.

“Qualora si dovesse decidere di andare a elezioni anticipate Futuro Nazionale è pronto ad esprimere le proprie posizioni in maniera chiara, chiarissima come ha fatto sino ad adesso”, ha concluso.

Pirateria, I-Com: truffe digitali costano in media 1.200 euro a vittima

Roma, 31 mar. (askanews) – In Italia, coloro che utilizzando servizi “pirata” si ritrovano vittime di furti di dati personali e truffe digitali subiscono, in media, una perdita economica di circa 1.200 euro a persona, che supera i 1.500 euro nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Il danno economico complessivo è passato da 1,24 miliardi di euro nel 2022 a 1,32 miliardi nel 2023, fino a superare 1,42 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 14,5% nell’arco di tre anni. Sono le cifre chiave dalla ricerca I-Com “Il prezzo nascosto della pirateria”, presentata oggi alla Camera dei deputati.

Secondo l’analisi, che parte dalle evidenze dei principali studi italiani e internazionali sul tema, chi accede a contenuti pirata spesso si espone inconsapevolmente a gravi rischi. Dati coerenti con quanto rilevato anche nel Regno Unito, dove una ricerca di BeStreamWise del 2025 ha evidenziato che il 40% degli utenti di servizi pirata ha subito una perdita media pari a 1.680 sterline. A presentare lo studio il presidente I-Com Stefano da Empoli, alla presenza Ylenja Lucaselli, membro della Commissione Bilancio della Camera, di Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, del Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio e di Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il fenomeno, riporta un comunicato, assume dimensioni particolarmente rilevanti, se si pensa che secondo i dati FAPAV/Ipsos, la pirateria interessa il 40% della popolazione adulta italiana. Soggetti che, oltre a possibili sanzioni amministrative, si espongono inconsapevolmente a numerose minacce informatiche. Questi rischi sono evidenziati anche a livello internazionale da uno studio condotto nel Regno Unito da Corsearch e The Industry Trust for IP Awareness che mostra come il 76% dei siti pirata più visitati esponga gli utenti a frodi economiche.

“Con questo studio vogliamo offrire un contributo concreto al dibattito sulla pirateria, portando l’attenzione su un ambito ancora poco esplorato: i rischi per la sicurezza digitale degli utenti che accedono a contenuti illegali”, commenta da Empoli, presidente di I-Com. “Si tratta di un fenomeno allarmante, anche perché le piattaforme illegali sono uno dei principali veicoli di diffusione di malware, attacchi di phishing e di sottrazione dei dati personali sensibili degli utenti, poi rivenduti sul dark web. È quindi fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria, in particolare tra i giovani che, oltre a essere tra i soggetti più esposti ai rischi digitali, sono anche i più penalizzati dagli effetti sempre più rilevanti in termini di perdita di posti di lavoro”.

Lo studio I-Com, infatti, stima che entro il 2030 la pirateria potrebbe costare all’Italia oltre 34 mila posti di lavoro nell’industria creativa, di cui circa 27.000 concentrati nella produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva. Secondo la ricerca, nel solo 2025 la pirateria sarebbe già costata 3.400 posti di lavoro in questo comparto industriale, con un trend in crescita del +47% rispetto all’anno precedente.

Vannacci: non mi voglio svegliare con preghiera Allah in Piazza Duomo

Roma, 31 mar. (askanews) – “Io non mi voglio svegliare domani con una moltitudine di persone che pregano Allah in piazza del Duomo, non mi voglio svegliare domani con le scuole italiane che chiudono in occasione del Ramadan o con le moschee ricavate dentro le aule delle scuole”. Lo ha affermato il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di una conferenza stampa, a proposito delle linee rosse del suo partito rispetto alle quali “non si può transigere”.

“Non mi voglio svegliare domani con una legge che non è uguale per tutti, perché un reato è più o meno grave in base al colore della pelle, alla religione o all’orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce. Queste sono delle linee rosse che non sono travalicabili, per quanto ci riguarda”, ha sottolineato il generale

Futuro Nazionale si allarga, entra Indipendenza di Gianni Alemanno

Roma, 31 mar. (askanews) – “A lui va la mia stretta di mano, va il ringraziamento, e per quanto non fosse qui con noi in persona, lo era con il cuore, la passione e il pensiero. Grazie a Gianni Alemanno. Sono già stato in carcere a trovarlo e probabilmente tornerò a trovarlo”: lo ha affermato il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine di una conferenza stampa a Roma, in merito all’adesione del movimento Indipendenza di Gianni Alemanno in FnV.

Vannacci: voto fiducia? è il credito alla moglie che cucina la trippa

Roma, 31 mar. (askanews) – “Non siamo d’accordo su questo decreto. Abbiamo già presentato degli emendamenti che si sono trasformati in ordine del giorno. Sul voto di fiducia lo scopriremo domani (oggi 31 marzo, ndr)”. Lo ha affermato lunedì 30 marzo il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a proposito della posizione di FnV sul decreto bollette e sulla fiducia chiesta dal governo.

“Volevo anche per chiarezza spiegare che cosa vuol dire votare la fiducia e che cosa vuol dire esprimersi invece nel merito del provvedimento: la fiducia, non so se lei sia sposato, è come il credito che lei dà a sua moglie anche se le cucina un piatto che a lei non piace, per esempio la trippa: non è che se sua moglie le cucina la trippa lei divorzia da sua moglie, le dà comunque credito e fiducia. Poi si esprime in merito quando la trippa non la mangia e dice a sua moglie ‘la trippa non farmela più’. Non votare la fiducia al governo o votarla, non vuole dire esprimersi specificatamente su quel provvedimento, poi è la votazione sul provvedimento che chiarisce qual è la posizione di Futuro nazionale”, ha spiegato Vannacci.

“Si ricordi, la moglie e la trippa, così sicuramente non confonde con la fiducia e con l’entare in merito con il provvedimento del governo”, ha aggiunto.

Spazio, Urso firma accordo con Nasa sul modulo abitativo lunare italiano

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia rafforza il proprio ruolo nella nuova corsa alla Luna. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, con delega alle politiche spaziali e aerospaziali del governo italiano, Adolfo Urso, ha firmato a Washington con l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, uno Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare. Presente alla cerimonia di firma, secondo quanto riporta un comunicato, anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.

“È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese, che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna. La ‘casa’ degli astronauti sarà ‘Made in Italy’, realizzata con tecnologie italiane e da imprese italiane”, ha dichiarato Urso in una cerimonia in residenza dedicata al centenario della nascita di Petrone. “Partecipiamo da protagonisti anche a questa nuova fase dell’esplorazione lunare, nel solco di una tradizione di cooperazione spaziale che lega Italia e Stati Uniti fin dai tempi di Rocco Petrone, direttore del programma Apollo, grande protagonista della prima conquista della Luna”.

Lo Statement firmato da Urso e Isaacman prevede la collaborazione tra Italia e Stati Uniti su moduli abitativi, sistemi di comunicazione e attività scientifiche sulla superficie lunare, con l’obiettivo di una presenza umana stabile e duratura sulla Luna. L’intesa, si legge, si inserisce nel perimetro del programma spaziale Artemis e punta allo sviluppo di una base lunare sostenibile a guida statunitense, con un contributo centrale dell’Italia quale partner tecnologico.

“Torneremo sulla Luna, e questa volta per restarci. Lo faremo grazie alla tecnologia italiana e con un astronauta italiano in una delle prossime missioni del programma Artemis. Le imprese dei nostri distretti aerospaziali, a partire da quello di Torino, hanno le capacità per consentire il successo di queste prossime missioni di lungo periodo”, ha aggiunto il ministro.

L’intesa rafforza una cooperazione storica tra Italia e Stati Uniti nel settore spaziale, avviata con il programma “San Marco”, che portò l’Italia a essere il terzo Paese al mondo ad accedere allo spazio con un proprio vettore, consolidandone il ruolo nelle tecnologie strategiche del futuro e confermando la presenza di almeno un astronauta italiano nelle future missioni lunari del programma Artemis, opportunità di volo che si aggiungeranno a quelle maturabili nell’ambito dei rapporti NASA-ESA, come annunciato dal Direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, durante l’ultima Ministeriale di Brema, presieduta lo scorso novembre dal Ministro Urso.

La Ue commemora l’eccidio a Bucha in Ucraina, "i responsabili pagheranno"

Roma, 31 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea e dell’Ucraina hanno visitato Bucha per commemorare le vittime dei crimini di massa commessi durante l’occupazione russa di alcune zone della regione di Kiev nel 2022 e per riaffermare il loro incrollabile impegno a garantire la piena responsabilità della Federazione Russa per qualsiasi violazione del diritto internazionale in Ucraina o contro l’Ucraina, comprese le aggressioni in violazione della Carta delle Nazioni Unite, esprimendo la propria vicinanza a Kiev attraverso un comunicato stampa congiunto dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, con Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ucraina.

“Oggi ci siamo riuniti a Kiev e a Bucha per commemorare le vittime delle atrocità di massa commesse a Bucha durante l’occupazione temporanea russa di alcune zone della regione di Kiev nel 2022, e per riaffermare il nostro incrollabile impegno a garantire la piena responsabilità della Federazione Russa per qualsiasi violazione del diritto internazionale in Ucraina o contro l’Ucraina, comprese le aggressioni in violazione della Carta delle Nazioni Unite”, si legge nella nota.

“Onoriamo la memoria di tutte le vittime del massacro di Bucha e di altre città, paesi e villaggi in tutta l’Ucraina, dove i civili sono stati sottoposti a uccisioni di massa, torture, violenze sessuali, deportazioni forzate e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Le prove raccolte dopo il ritiro delle forze russe sottolineano l’imperativo di garantire una piena e completa assunzione di responsabilità”, osserva il comunicato congiunto.

“Riaffermiamo il nostro impegno a garantire la piena responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini gravissimi commessi in relazione alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. In questo contesto, accogliamo con favore i recenti progressi compiuti nell’ambito del Consiglio d’Europa, con il sostegno dell’Unione europea, per la messa in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e per l’istituzione della Commissione internazionale per i reclami relativi all’Ucraina. Esprimiamo inoltre il nostro sostegno alle indagini della Corte penale internazionale sulla situazione in Ucraina e sollecitiamo la piena cooperazione di tutti gli Stati parte”, continua la nota.

“Sottolineiamo che la responsabilizzazione è un elemento indispensabile per una pace globale, giusta e duratura, nonché per il rispetto del diritto internazionale. In questo quinto anno della guerra di aggressione della Russia, ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, conclude il comunicato congiunto.

Il Pd: dopo l’ok alla pena di morte la Ue sospenda l’accordo con Israele

Milano, 31 mar. (askanews) – “La decisione della Knesset di estendere la pena di morte ai palestinesi accusati di terrorismo rappresenta una scelta gravissima, che segna un punto di rottura definitivo rispetto ai principi fondamentali del diritto internazionale e dei diritti umani”. Lo dichiara in una nota Sandro Ruotolo, europarlamentare e membro della segreteria del Partito Democratico.

“Non si tratta di una misura qualsiasi – prosegue Ruotolo – ma di un provvedimento che introduce una discriminazione evidente, colpendo una parte specifica della popolazione e configurando, di fatto, una giustizia differenziata su base etnica o nazionale. È una deriva pericolosa che mina lo stato di diritto e i valori su cui si fonda la convivenza civile”. Secondo l’esponente dem, “di fronte a questo, l’Europa non può restare in silenzio. Non possiamo continuare a mantenere rapporti politici e commerciali ordinari con il governo di Benjamin Netanyahu mentre si consumano violazioni dei diritti fondamentali. Il Consiglio europeo deve agire subito, valutando la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele, come previsto dalle clausole sul rispetto dei diritti umani”.

Futuro Nazionale si allarga, confluisce Indipendenza di Alemanno

Roma, 31 mar. (askanews) – “Oggi Futuro nazionale c’è, è presente e si arricchisce di professionalità, di passione, di volontà, di desiderio, di futuro. Ci sono persone che hanno masticato politica da anni e che daranno un valore aggiunto a quello che noi stiamo creando”. Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, nel corso di una conferenza stampa per l’adesione del movimento Indipendenza di Gianni Alemanno, con Massimo Arlechino, presidente del Movimento, Felice Costini, vice segretario e Massimiliano Simoni, coordinatore Nazionale di FnV e consigliere Regionale Toscana.

“Futuro Nazionale si ramifica, mette le proprie radici sul territorio, ieri abbiamo aperto la prima sede nazionale a Roma oggi diamo l’annuncio di questa confluenza in Futuro Nazionale. Si tratta di un arricchimento reciproco in vista di una battaglia che porteremo avanti insieme. Futuro Nazionale rappresenta proprio la destra autentica, la destra pura, una destra orgogliosa, una destra che vuole fare la destra e che è assolutamente convinta che ci sia bisogno di questa nuova offerta politica”, ha aggiunto il generale.

Da parte sua, Arlechino ha sottolineato “la scelta virtuosa e rara” fatta da Indipendenza. “Ci siamo spogliati del nostro vestito e ne abbiamo indossato uno più ampio mantenendo la nostra essenza. Per questo stiamo rinunciando a qualcosa, a partire da un simbolo, e oggi con il generale iniziamo una battaglia comune e lo facciamo con entusiasmo”.

Cinema, 25 anni dal primo film di Harry Potter: al via la festa

Roma, 31 mar. (askanews) – Il 2026 segna il 25esimo anniversario di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, il primo film della celebre saga che debuttò al cinema il 16 novembre 2001 conquistando milioni di spettatori in tutto il mondo. Da quel momento, Harry Potter è diventato un fenomeno globale all’insegna dell’avventura, dell’amicizia e della magia, conquistandosi un posto speciale nell’immaginario collettivo e nella storia della cultura pop e continuando ad appassionare generazioni di fan.

Nato dalla penna di J. K. Rowling, Harry Potter ha fatto il suo debutto nel 1997 con il romanzo “Harry Potter e la Pietra Filosofale”; la storia di un giovane mago che scopre il proprio destino si è rapidamente trasformata in un fenomeno editoriale senza precedenti, capace di accendere l’immaginazione di intere generazioni e di dare forma a uno dei mondi fantastici più amati della cultura contemporanea.

Il successo dei libri ha poi aperto le porte al grande schermo con la saga cinematografica prodotta da Warner Bros. Pictures: nel corso degli otto film, infatti, le avventure di Harry Potter e dei suoi amici alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts hanno conquistato il pubblico globale, trasformando la franchise in un vero e proprio fenomeno culturale. Questo anniversario celebra non solo l’eredità del primo film, anche l’impatto straordinario che ha dato vita a un universo in continua espansione: dai parchi a tema allo spettacolo teatrale “Harry Potter e la Maledizione dell’Erede”, dai videogiochi ai prodotti, fino ai tour degli studi cinematografici. Tra amicizia, coraggio e la lotta tra bene e male, il mondo magico continua ancora oggi ad appassionare milioni di fan attraverso esperienze immersive, nuovi progetti e produzioni televisive, tra cui l’attesissima serie HBO Original Harry Potter, che debutterà durante le prossime festività natalizie, in esclusiva su HBO Max.

L’anniversario sarà il tema centrale di tutte le attività e le celebrazioni dedicate a Harry Potter durante l’anno, a partire dalla Stagione della Burrobirra (marzo-maggio), continuando per il Compleanno di Harry Potter (31 luglio) e fino al Back To Hogwarts (agosto-settembre).

Sarà possibile vivere l’emozione di Harry Potter e la Pietra Filosofale anche al cinema: nel corso dell’anno è infatti previsto il ritorno sul grande schermo del primo capitolo della serie, diretto da Chris Columbus, per permettere agli spettatori di riscoprire l’inizio della straordinaria storia.

Ma il 25esimo anniversario sarà l’occasione per i fan per riscoprire l’intera avventura di Harry Potter: attraverso tutti gli 8 film dalla saga cinematografica, disponibili sulla piattaforma streaming HBO Max, recentemente lanciata in Italia, e che è presto diventata un punto di ritrovo per i fan di Harry Potter.

I fan potranno inoltre continuare a divertirsi con Hogwarts Legacy, il celebre videogioco ambientato proprio tra le mura della scuola di magia e stregoneria, che consente ai giocatori di vivere in prima persona la magia e l’atmosfera dell’universo di Harry Potter. (PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC e Nintendo Switch 1 e 2).

In concomitanza con l’importante ricorrenza, Warner Bros. Discovery Global Consumer Products ha collaborato con prestigiosi brand per offrire agli appassionati una serie di prodotti ispirati a Harry Potter. Tutte le novità e le iniziative sul 25esimo Anniversario di Harry Potter si potranno seguire anche sui canali social di Harry Potter Italia (@harrypotterit).

Controlli dei Nas nelle mense ospedaliere: irregolari quasi metà

Roma, 31 mar. (askanews) – A Taranto c’è stata l’interdizione della produzione di pasti per celiaci a causa dell’assenza di spazi e attrezzature dedicate e per carenze igienico-strutturali; a Napoli e a Brescia, la sospensione immediata dell’attività di due mense ospedaliere entrambe per gravi condizioni igieniche e infestazione da insetti, con l’irrogazione di sanzioni amministrative; a Salerno, il riscontro di contaminazione microbiologica (enterobatteri e coliformi) su vassoi destinati alla distribuzione dei pasti, con conseguenti prescrizioni correttive; a Catania, la denuncia del responsabile della preparazione dei pasti e il sequestro di circa 60 chili di alimenti in cattivo stato di conservazione; a Parma, l’accertamento di diffuse carenze igienico-strutturali nei locali di deposito bevande.

Questi i provvedimenti adottati, el periodo compreso tra il 19 febbraio e il 22 marzo 2026, dai carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) nell’ambito di una campagna straordinaria di controlli sulle mense ospedaliere e sui servizi di ristorazione sanitaria, finalizzata alla verifica del rispetto delle normative igienico-sanitarie e della sicurezza alimentare all’interno delle strutture destinate a pazienti.

Nel corso dell’attività ispettiva sono state complessivamente controllate 558 strutture su tutto il territorio nazionale, di cui 525 operanti nel settore della ristorazione collettiva e 31 afferenti direttamente all’ambito sanitario. Gli accertamenti hanno evidenziato 238 strutture non conformi, pari al 42,7% del totale, confermando un livello di criticità significativo nel comparto, con oltre quattro strutture su dieci risultate non in linea con gli standard previsti.

Le principali irregolarità riscontrate hanno riguardato carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e deposito degli alimenti, criticità strutturali e manutentive, inadeguata applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP), nonché irregolarità nella gestione e conservazione dei prodotti alimentari, con particolare attenzione alle diete speciali destinate a soggetti vulnerabili.

Il Nas dei carabinieri, nel corso dei controlli nelle mense ospedaliere, ha adottato numerosi provvedimenti, tra cui sospensioni immediate delle attività in presenza di situazioni di rischio per la salute, interdizioni mirate di specifiche linee produttive, sanzioni amministrative, denunce all’Autorità giudiziaria e sequestri di alimenti non idonei al consumo, oltre all’imposizione di prescrizioni correttive a carico degli operatori.

L’attività svolta conferma l’importanza di mantenere elevata l’attenzione su un ambito particolarmente sensibile quale quello della ristorazione ospedaliera, in considerazione della vulnerabilità dei soggetti destinatari del servizio. I controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, con ulteriori verifiche mirate e azioni di monitoraggio finalizzate a garantire il rispetto degli standard di sicurezza e la tutela della salute pubblica.

Cinema, "Giuseppe Tucci, sulle strade dell’Est" su Rai 3 il 7 aprile

Roma, 31 mar. (askanews) – Andrà in onda martedì 7 aprile alle ore 15.25 su Rai 3, “Giuseppe Tucci, sulle strade dell’Est”, documentario dedicato al più grande orientalista italiano del Novecento.

Esploratore, studioso, viaggiatore instancabile, Tucci ha attraversato l’Himalaya e il Tibet quando quei territori erano ancora lontani e quasi inaccessibili all’Occidente. A partire dalla fine degli anni Venti, le sue spedizioni hanno portato in Italia testi antichi, opere d’arte, manoscritti e testimonianze fondamentali per la conoscenza del buddhismo e delle civiltà dell’Asia. Il documentario, diretto da Massimo Ferrari e prodotto da Mad Entertainment in collaborazione con Rai Documentari, è arricchito dalla voce narrante di Giuseppe Cederna e dalle animazioni realizzate da Mad Entertainment sotto la supervisione di Alessandro Rak e propone un viaggio tra ricerca, esplorazione e dialogo interculturale.

Tucci non si è limitato a studiare l’Oriente: lo ha vissuto. Ha imparato le lingue, ha abitato nei monasteri, costruendo relazioni dirette con le comunità locali. Per lui il buddhismo non era un oggetto esotico, ma un pensiero da comprendere dall’interno. Le sue ricerche hanno contribuito a fondare la tibetologia moderna in Europa e a trasformare lo sguardo occidentale sull’Asia.

Attraverso immagini d’archivio delle Teche Rai e dell’Istituto Luce, fotografie originali custodite dall’ISMEO – da lui fondato – e un articolato lavoro visivo che integra animazione e materiali storici, il documentario ricostruisce le missioni in Tibet, Nepal, India e Asia centrale, restituendo il ritratto di una personalità complessa e visionaria.

La voce di Giuseppe Cederna accompagna lo spettatore nelle atmosfere rarefatte delle carovane himalayane, tra passi oltre i cinquemila metri, monasteri isolati e biblioteche custodite per secoli. “Giuseppe Tucci, sulle strade dell’Est” è il racconto di un uomo che ha messo il sapere in cammino: la storia di un ponte culturale tra mondi lontani, costruito passo dopo passo lungo le strade dell’Himalaya.

Il film restituisce il ritratto di uno dei più grandi orientalisti ed esploratori del Novecento anche attraverso il contributo di studiosi e accademici, tra cui docenti dell’Università L’Orientale di Napoli, istituzione da sempre centrale negli studi sull’Asia e luogo simbolico nella conservazione e valorizzazione dell’eredità scientifica, culturale e artistica di Tucci. Napoli emerge così come snodo culturale fondamentale del racconto, città che custodisce e tramanda il patrimonio di conoscenze raccolto lungo le rotte dell’Oriente. Il 30 marzo c’è stata un’anteprima a CasaCinema, alla presenza del regista.

L’Istat: a marzo l’inflazione sale all’1,7%, il carrello della spesa al 2,2%

Roma, 31 mar. (askanews) – A marzo l’inflazione registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua, da +1,5% nel mese precedente. E’ la stima provvisoria dell’Istat.

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione: da +2% a +2,2%.

L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non regolamentati (da -6,2% a -2,4%), ma anche dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%). In rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (da
+2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%).

Per quanto riguarda il settore energetico regolamentato, a mostrare una netta risalita sono i prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (con un’inversione di tendenza da -15,2% a +11,1%; +18,6% su febbraio), mentre quelli dell’Elettricità mercato tutelato restano stabili (a -10,4%; nullo il congiunturale). Tra i Beni energetici non regolamentati, accelerano in modo marcato i prezzi del Gasolio per mezzi di trasporto (da -1,5% a +12,5%; +12% su febbraio), del Gasolio per riscaldamento (da -4,6% a +9,7%; +13% su febbraio) e della Benzina (da -9,1% a -2,9%; +4,8% su febbraio); al contrario si amplia moderatamente la flessione dei prezzi dell’Elettricità mercato libero (da -4,1% a -5%; +0,6% su febbraio) e del Gas di città e gas naturale mercato libero (da -12,1% a -12,7%; +3,9% su febbraio).

Nel mese di marzo l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%). A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 punti percentuali.

La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

Bankitalia, chiude bilancio 2025 con ritorno all’utile per 3 mld

Roma, 31 mar. (askanews) – Lo scorso anno il bilancio della Banca d’Italia è tornato in utile “per circa 3 miliardi di euro”, dopo che nel 2023 e nel 2024 aveva riportato perdite lorde pari, rispettivamente, a 7,1 e 7,3 miliardi. “Già nel presentare il bilancio del 2022 avevamo tuttavia anticipato un ritorno all’utile a partire da quest’anno” e “il miglioramento, di oltre 10 miliardi, riflette soprattutto gli effetti della politica monetaria. Il calo dei tassi ufficiali e delle consistenze di bilancio si è infatti tradotto in un forte miglioramento del margine di interesse”. Lo ha riferito il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nella sua relazione oggi all’Assemblea annuale dei partecipanti.

L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 1,7 miliardi, praticamente raddoppiato rispetto 0,8 miliardi registrati nel 2024.

“Negli esercizi precedenti la redditività era stata penalizzata dall’aumento del costo delle passività in euro determinato dal rialzo dei tassi ufficiali, eccezionale per intensità e rapidità, necessario per contrastare il forte aumento dell’inflazione. Dinamiche simili hanno interessato l’intero Eurosistema – ha proseguito Panetta – anche se i tempi del ritorno all’utile variano significativamente tra le diverse banche centrali, poiché i bilanci presentano differenze in termini di dimensione, composizione e rendimento”.

L’obiettivo primario dell’Eurosistema delle banche centrali “è il mantenimento della stabilità dei prezzi” e “non il perseguimento del profitto”. Quindi “le decisioni di politica monetaria sono assunte per adempiere a tale mandato, anche quando ciò può comportare un temporaneo peggioramento dei risultati economici delle banche centrali. È pertanto essenziale che queste ultime dispongano di un adeguato livello di patrimonializzazione, così da poter fronteggiare con efficacia l’eventuale manifestarsi di risultati economici negativi”. “Con questo obiettivo, il fondo rischi generali, che negli ultimi due esercizi è stato utilizzato per oltre 11 miliardi per far fronte alle perdite lorde, è stato alimentato quest’anno per 0,9 miliardi, raggiungendo una consistenza pari a 24,7 miliardi”, ha aggiunto.

L’attuale politica di distribuzione dei dividendi “prevede che le somme destinate ai Partecipanti siano comprese tra 340 e 380 milioni. Considerando che nel 2025 il risultato lordo è tornato positivo, propongo di attribuire ai Partecipanti un dividendo di 340 milioni a valere sull’utile netto di 1.652 milioni”, ha detto ancora Panetta. “Negli ultimi dieci anni ai Partecipanti sono stati complessivamente riconosciuti 2,9 miliardi; nello stesso periodo le risorse destinate allo Stato hanno raggiunto 41,3 miliardi, di cui 34,8 a valere sull’utile netto e 6,5 versati a titolo di imposte correnti”, ha concluso.

Panetta: Bce fronteggia nuovo shock offerta, monitorare attentamente

Roma, 31 mar. (askanews) – Per la politica monetaria della Bce nei mesi a venire il rischio chiave da prevenire è quello che si inneschi “un circolo vizioso tra prezzi e salari”. E nel quadro attuale è “essenziale monitorare attentamente le aspettative e prevenire effetti di retroazione sui salari, assicurando al contempo che l’azione di politica monetaria resti proporzionata e coerente con il mandato”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nella sua relazione oggi all’Assemblea annuale dei partecipanti.

Con le ricadute della guerra in Iran sulle forniture di energia e sui prezzi di petrolio e gas, la Bce “si trova nuovamente a fronteggiare uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza, come già avvenuto nel 2022”. Le previsioni di base della stessa istituzione indicano una inflazione 2026 superiore all’obiettivo del 2%, ma “con un graduale rientro nell’anno successivo”, mentre “la crescita economica sarebbe più contenuta”. Tuttavia “se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente mentre la crescita risulterebbe più debole”.

Rispetto al 2022, ha però messo in rilievo Panetta “la politica monetaria è oggi in una posizione più favorevole per salvaguardare la stabilità dei prezzi: i tassi ufficiali sono in linea con il livello stimato del tasso neutrale; le aspettative di inflazione di medio e lungo termine sono ancorate; le condizioni del mercato del lavoro risultano meno tese. Inoltre, il sistema bancario nel suo complesso mostra un’elevata redditività e una solida posizione patrimoniale”.

Secondo il banchiere centrale “significativi rincari delle materie prime potrebbero derivare da danni alle infrastrutture energetiche; inoltre, eventuali interruzioni delle catene globali del valore – ha avvertito – potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo”.

L’intensità di queste ricadute “dipenderà in misura cruciale dalla trasmissione degli shock alle retribuzioni e dalle ripercussioni sulle aspettative, con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari”, ha detto Panetta.

“In questo quadro, il Consiglio direttivo della Bce in marzo ha deciso di mantenere invariati i tassi ufficiali, ribadendo che le sue decisioni continueranno a essere guidate, di volta in volta, da una valutazione complessiva dei dati disponibili. Resta ferma la determinazione del Consiglio a mantenere l’inflazione al 2 per cento nel medio termine. In un contesto così incerto e in costante evoluzione – ha concluso – sarà essenziale monitorare attentamente le aspettative e prevenire effetti di retroazione sui salari, assicurando al contempo che l’azione di politica monetaria resti proporzionata e coerente con il mandato”.

Panetta: da guerra Iran incertezza, pressioni inflazione e meno crescita

Roma, 31 mar. (askanews) – L’effetto più immediato del conflitto in Iran “è stato un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nella sua relazione oggi all’Assemblea annuale dei partecipanti.

Anche nel caso di una rapida cessazione delle ostilità, “il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi”, ha avvertito.

Lo scorso anno “la discesa dell’inflazione ha consentito il progressivo allentamento delle condizioni monetarie in molte economie avanzate”. Ora “questo scenario si è però rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026. Le tensioni con l’Iran, acuitesi nella primavera del 2025, si sono trasformate in un confronto militare di ampia portata che oggi coinvolge il Medio Oriente, un’area cruciale per l’approvvigionamento globale di energia e di materie prime essenziali. Le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte e stanno emergendo danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione”.

La Banca d’Italia pubblicherà venerdì 3 aprile un aggiornamento delle sue previsioni su crescita economica e inflazione della Penisola.

Calcio, la Bosnia accusa: "L’Italia spia il nostro allenamento"

Roma, 31 mar. (askanews) – La posta in palio è altissima e, inevitabilmente, veleni, sospetti e polemiche hanno accompagnato la vigilia di Bosnia-Italia per i playoff Mondiale. Ieri, durante l’allenamento della Bosnia, la security ha sorpreso un intruso in mimetica intento a filmare la sessione oltre i 15 minuti aperti al pubblico. Dopo l’identificazione, si è scoperto trattarsi di un soldato italiano di stanza in Bosnia per la missione europea Eufor. I media bosniaci hanno subito parlato di “spia”, ma la Federcalcio italiana non era coinvolta: il militare, incuriosito dagli allenamenti, avrebbe filmato solo per interesse personale. La Bosnia ha inviato una nota di protesta all’Eufor, che ha confermato l’estraneità della Nazionale italiana alla vicenda.

L’Italia avrebbe negato ad aerei Usa l’utilizzo della base di Sigonella

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia avrebbe negato agli Stati uniti l’uso della base di Sigonella per alcuni bombardieri diretti in Medio Oriente perché il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già in volo e senza la consultazione preventiva prevista dagli accordi. Lo scrive oggi il Corriere della Sera.

Secondo il quotidiano, la decisione è stata presa dal ministro della Difesa Guido Crosetto dopo essere stato informato dal capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano. Le verifiche avrebbero accertato che non si trattava di voli ordinari o logistici e che quindi l’operazione non rientrava in quanto stabilito nei trattati.

Portolano, su mandato di Crosetto, avrebbe quindi informato il comando Usa che i velivoli non potevano atterrare a Sigonella perché privi di autorizzazione.

Vendita stadio di San Siro: 9 indagati per turbativa d’asta

Milano, 31 mar. (askanews) – Ci sono 9 indagati nell’inchiesta sulla vendita dello stadio di San Siro avviata dalla procura di Milano per rivelazione del segreto d’ufficio e turbativa d’asta. Tra loro figurano gli ex assessori del comune di Milano, Giancarlo Tancredi e Ada Lucia de Cesaris, e il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative, sono in corso perquisizioni dei militari della Guardia di Finanza al Comune di Milano e alla M-I Stadio (società partecipata pariteticamente al 50% da A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano incaricata della gestione dell’impianto intitolato a Giuseppe Meazza) oltre che nelle abitazioni e negli uffici dei principali indagati.

Russia, Putin l’invisibile: 24% di apparizioni pubbliche in meno

Roma, 31 mar. (askanews) – Vladimir Putin partecipa a meno eventi pubblici, ha ridotto le trasferte fuori Mosca e frequenta meno anche la sua amata residenza di Sochi, secondo un’analisi di Faridaily, newsletter dell’esperta di questioni del Cremlino e del sistema di potere russo Farida Rustamova. La minore presenza pubblica del presidente russo è sotto gli occhi di tutti, ma Faridaily ha fatto i calcoli, e sono suggestivi: nei primi tre mesi del 2026 il capo del Cremlino ha partecipato solo a 54 eventi pubblici, contro i 71 dello stesso periodo nel 2025, quindi un calo del 24%. Rispetto al 2019, prima dell’invasione dell’ Ucraina e prima della pandemia, il calo è ancora più netto, visto che allora Putin appariva in pubblico 87 volte solo nel primo trimestre.

La contabilità è frutto dell’analisi dei comunicati stampa e delle trascrizioni sul sito del Cremlino. Non sono inclusi gli incontri bilaterali preregistrati (i cosiddetti “eventi in scatola”), spesso diffusi a distanza di settimane o mesi. Ma anche se vengono messi nel conto, il calo rimane significativo, con un -20% di eventi pubblici rispetto al 2025.

Putin inoltra viaggia sempre meno fuori Mosca. Nel primo trimestre 2026 è uscito dalla capitale una sola volta (per un evento a San Pietroburgo), contro le tre trasferte del 2025 (Murmansk, Togliatti, San Pietroburgo) e le tredici del 2024.

Le ragioni della realativa assenza sono oggetto di speculazioni. Da più parti si citano preoccupazioni per la sicurezza del capo dello Stato anche alla luce dell’intensificarsi degli attacchi con droni ucraini sulla Russia. Secondo fonti vicine al Cremlino di cui dispone Rustamova, “Putin non è malato, né vi sono prove di minacce alla sicurezza dopo l’assassinio di Khamenei”. L’eliminazione della Guida Suprema iraniana nel primo giorno di guerra contro l’Iran sarebbe altro fattore – secondo diverse fonti – che ha traumatizzato il leader russo e messo in ulteriore allerta l’ampio dispositivo di sicurezza che lo circonda. “Semplicemente, un numero crescente di riunioni viene tenuto a porte chiuse, quindi “chi ha bisogno di vederlo… può raggiungerlo”, dice invece l’interlocutore di Faridaily.

Il presidente russo diventa meno visibile in un momento di crescente malcontento popolare, in particolare per le continue interruzioni di internet mobile. Il depotenziamento dell’app Telegram continua a fare molto discutere ed è al centro di rare esternazioni da parte di funzionari e politici, ma Putin si è sottratto a domande al riguardo la settimana scorsa, poste dal capo dell’Associazione imprenditori Shokhin. Allo stesso modo, non ha dato seguito agli appelli degli agricoltori siberiani che protestano per la macellazione di massa di bestiame motivata dalla pasteurellosi.

Simest, dal 31 marzo ristori per le imprese colpite da “Harry”

Roma, 31 mar. (askanews) – Un contributo a fondo perduto per aiutare le aziende di Calabria, Sicilia e Sardegna ad affrontare i danni subiti a gennaio a causa dell’uragano Harry: è la misura messa in campo da Simest, la società del gruppo Cassa depositi e prestiti, per sostenere le imprese dei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteo, per i quali il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza.

Simest ha strutturato un intervento a valere su un plafond di 130 milioni di euro, che rientra nell’ambito del fondo per la promozione integrata istituito al ministero degli Esteri. I ristori saranno disponibili a partire dal 31 marzo e fino all’esaurimento delle risorse. Sono destinati alle imprese di tutte le dimensioni, quelle che esportano e quelle che, pur non operando direttamente sui mercati esteri, fanno parte di filiere produttive a vocazione internazionale o che hanno realizzato transazioni dirette con clienti esteri. L’importo massimo per ogni richiesta è pari a 5 milioni di euro. Per i beni non assicurati, Simest copre fino all’80% dei danni accertati. Invece, per quelli assicurati fino al 100%.

“I danni che vengono ristorati sono danni a beni mobili, immobili o scorte di magazzino. Danni accertati – dice Francesco Corvasce, corporate finance senior specialist di Simest – l’erogazione avviene in un’unica soluzione e il contributo arriva entro 10 giorni dalla comunicazione di esito positivo”.

Negli ultimi anni Simest ha profondamente evoluto i propri strumenti per affiancare le imprese nei processi di cambiamento. Tra il 2023 e il 2024 sono stati attivati interventi straordinari e ristori a sostegno delle attività economiche colpite da eventi calamitosi, in particolare in Toscana ed Emilia-Romagna.

L’Unicef: a oltre un mese dall’escalation, oltre 330 bambini uccisi in Medio oriente

Roma, 31 mar. (askanews) – A più di un mese dall’escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo le notizie, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia feriti. Il bilancio comprende 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran, 124 uccisi e 413 feriti in Libano, 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 bambino ucciso in Kuwait, 4 bambini feriti in Bahrein e 1 bambino ferito in Giordania. L’evento con il maggior numero di vittime tra i bambini si è verificato il primo giorno di guerra, in seguito a un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. Lo afferma in un comunicato l’Unicef.

Gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e danneggiando le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari.

Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50. “I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco”, ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell’Unicef. “È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini”. In tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione che hanno svuotato intere comunità. Questo sconvolgimento è spesso accompagnato dall’esposizione a eventi traumatici e dalla perdita di tutto ciò che un tempo faceva sentire i bambini al sicuro. È noto che l’esposizione prolungata alla violenza e all’instabilità ha effetti duraturi sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione emotiva e sulla salute mentale a lungo termine.

Le ostilità in corso stanno avendo un impatto sempre maggiore sui bambini in Medio Oriente e oltre. L’Unicef stima che le interruzioni nell’approvvigionamento, nella produzione e nei trasporti causate dai conflitti potrebbero comportare ritardi fino a sei mesi nella consegna di aiuti essenziali ai paesi di tutto il mondo. L’aumento dei prezzi globali del petrolio, che secondo le previsioni potrebbe arrivare fino al 20%, potrebbe portare a un ulteriore aumento dei costi di produzione di beni essenziali, tra cui vaccini e prodotti alimentari, nonché dei costi di trasporto. Inoltre, le difficoltà logistiche, come la congestione dei porti e l’allungamento delle rotte di spedizione, stanno aggravando questi problemi, con deviazioni marittime che aggiungono fino a quattro settimane di ritardo ai tempi di transito. In risposta alle interruzioni delle catene di approvvigionamento a livello globale, l’Unicef sta garantendo un flusso costante di aiuti essenziali per i bambini di tutto il mondo attivando rotte alternative per via aerea, terrestre e marittima, diversificando le fonti di aiuti strategici salvavita e anticipando gli acquisti per far fronte a tempi di consegna più lunghi. Inoltre, l’UNICEF sta negoziando attivamente con i vettori per limitare i sovrapprezzi eccessivi e dare priorità agli aiuti umanitari, assicurando che le regioni colpite continuino a ricevere il sostegno essenziale da cui dipendono i bambini.

In Iran, a seguito delle richieste del Ministero della Salute, l’UNICEF sta fornendo aiuti sanitari preposizionati, tra cui unità sanitarie mobili, tende per l’assistenza sanitaria di base e kit sanitari di emergenza, per ripristinare l’accesso ai servizi essenziali per circa 226.000 persone nelle aree colpite. Questo sostegno comprende la fornitura di vaccini, ulteriori aiuti per l’assistenza sanitaria di base e supporto per la salute mentale e psicosociale (MHPSS) a favore di bambini, adolescenti e comunità.

Analogamente, in Libano, di fronte alle crescenti difficoltà, l’Unicef ha potenziato la propria risposta di emergenza per fornire assistenza umanitaria urgente a bambini e famiglie. Ciò comprende il raggiungimento delle persone sfollate più vulnerabili in alloggi collettivi, nelle comunità ospitanti e in zone di difficile accesso. Insieme ai suoi partner, l’UNICEF ha ampliato i servizi sanitari per sostenere le famiglie sfollate con un pacchetto di risposta integrato – che comprende servizi di vaccinazione, assistenza neonatale e terapia intensiva pediatrica – in oltre 290 rifugi e per più di 480.000 persone nelle comunità ospitanti. Inoltre, l’UNICEF ha riparato 20 sistemi idrici e igienico-sanitari in tutto il Paese, ripristinando servizi idrici e fognari affidabili per oltre 1,2 milioni di persone.

L’Unicef ribadisce gli appelli del Segretario Generale per una cessazione immediata delle ostilità e una reale riduzione della violenza. Tutte le parti devono esercitare la massima moderazione. Secondo il diritto internazionale umanitario, i civili, compresi e in particolare i bambini, e gli oggetti civili devono essere sempre protetti.

A Milano Marco Fusinato fa vibrare un PAC in bianco e nero

Milano, 31 mar. (askanews) – Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta fino al 7 giungo 2026 la prima grande monografica europea di Marco Fusinato: THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER. L’esposizione, promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta dal PAC e Silvana Editoriale e curata da Diego Sileo, segna il ritorno in Italia dell’artista che ha rappresentato l’Australia alla 59esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2022 con DESASTRES.

Ogni giorno, a fine giornata, Marco Fusinato si esibirà dal vivo all’interno del PAC. In un padiglione quasi completamente in bianco e nero, l’artista ripropone in una nuova configurazione DESASTRES la performance-installazione presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia 2022 per 200 giorni consecutivi. La performance vede l’artista improvvisare blocchi di rumore e intensità dissonanti grazie a una chitarra elettrica e amplificatori di massa che innescano un flusso di immagini sincronizzate, eterogenee e sconnesse, proiettate su uno schermo di grande formato nel parterre del PAC, per l’occasione con le finestre completamente oscurate a nero. Il suono è sempre improvvisato, le immagini senza ordine provengono da un archivio costruito attraverso ricerche effettuate su diverse piattaforme online oppure dalle fotografie scattate dallo stesso Fusinato con il proprio cellulare. Solo un terzo dell’immagine è proiettata nel parterre, a volte la parte superiore, a volte quella centrale, altre quella inferiore. L’intento è creare una sorta di allucinazione: un’euforia che nasce dallo smarrimento e dalla confusione.

In parallelo alla performance, la mostra presenta una serie di dipinti serigrafici sperimentali realizzati a partire dalle immagini selezionate dalla libreria di DESASTRES. Il percorso espositivo prosegue con il progetto MASS BLACK IMPLOSION, una serie di disegni che riproducono partiture d’avanguardia preesistenti, che l’artista ha trasformato in composizioni noise. In questa serie, Fusinato spinge al limite il linguaggio della composizione musicale, selezionando partiture per poi riprodurle in scala 1:1. Da ogni nota originale viene tracciata una linea verso un punto arbitrariamente scelto sullo spartito, come proposta per una nuova composizione. L’idea e l’obiettivo alla base del lavoro è che tutte le note vengano eseguite simultaneamente, dando luogo a un momento di condensazione e a un impatto sonoro unico. Completa la mostra una selezione di pubblicazioni in vinile in formato LP da 12 pollici dell’artista, contenenti registrazioni realizzate dal vivo e in studio.

La mostra è realizzata grazie a Tod’s e con il supporto di Arsenalia.

The Horizon is a Razor è l’ultimo LP solista di Marco Fusinato, commissionato dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e prodotto da Soundohm specificamente per questa esposizione.

Tajani: una pace giusta in Ucraina resta l’obiettivo da raggiungere

Roma, 31 mar. (askanews) – Una “pace giusta” resta l’obiettivo e occorre continuare a fare pressione sul presidente russo Vladimir Putin perché comprenda che l’aggressione contro un paese vicino è “inaccettabile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai microfoni di Rainews24 da Bucha, in Ucraina, dove si trova per la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea a quattro anni dal massacro.

Secondo il ministro degli Esteri bisogna far capire a Mosca, “con le sanzioni, con tutte le iniziative che abbiamo preso”, che “non si può violare il diritto internazionale”. Tajani ha insistito sulla necessità di mantenere fermezza, indicando come obiettivo quello di ottenere risultati concreti sul terreno diplomatico e politico.

Il ministro ha anche sostenuto che la Russia non può vantare un vero successo militare, visto che “ha conquistato meno del 20% del territorio ucraino, quindi vuol dire che non c’è stato neanche un grande successo” sul terreno.Tajani ha poi espresso l’auspicio che la mediazione americana possa aiutare a raggiungere “l’obiettivo di una pace giusta”. “Naturalmente sosteniamo tutte le iniziative di pace ma siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina all’Ucraina”, ha aggiunto.

Il capo della diplomazia italiana ha quindi ribadito che “è difficile negoziare con Putin” e che, a suo giudizio, il presidente russo “non vuole la pace” e “spera di vincere una guerra che però non riesce a vincere”, ha detto Tajani.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha quindi espresso l’auspicio che Mosca comprenda che “questa carneficina non serve a nessuno” e che non solo l’Ucraina, ma anche “il popolo russo possa vivere in pace”, denunciando il numero elevato di morti e parlando di soldati russi “mandati al macello”.

Un attacco Usa distrugge depositi di munizioni in Iran

Roma, 31 mar. (askanews) – Le forze armate americane hanno compiuto nella notte massicci attacchi contro depositi di munizioni iraniani nei pressi di Isfahan, secondo quanto mostrano filmati circolati online e rilanciati dal presidente Usa Donald Trump su Truth Social.

Le immagini mostrano forti esplosioni secondarie dopo l’impatto dei raid. Secondo il Wall Street Journal, il bersaglio era un grande deposito di munizioni colpito con bombe penetranti da 2.000 libbre (oltre 900 kg).

Danimarca, lo spirito della democrazia negoziale aleggia sul confronto tra sinistra e centro

Un Parlamento senza maggioranza

Le recenti elezioni in Danimarca hanno consegnato un quadro privo di una maggioranza autosufficiente. I socialdemocratici della premier uscente Mette Frederiksen si confermano primo partito con circa il 27,5% dei voti e 50 seggi; i liberali si attestano attorno al 13% con poco più di venti deputati; i Moderati, guidati dall’ex primo ministro ed ex segretario generale della Nato Lars Løkke Rasmussen, superano il 9% con una quindicina di seggi. Nel Folketing (il Parlamento danese), composto da 179 membri, la soglia della maggioranza è fissata a 90 seggi: nessuna forza politica, né alcuna coalizione omogenea, è in grado di raggiungerla.

Il sistema elettorale danese è di tipo proporzionale, con una soglia di sbarramento al 2%, e garantisce a sufficienza una rappresentanza ampia e articolata. Non vige dunque un meccanismo premiale che trasformi una maggioranza relativa in maggioranza assoluta. La formazione del governo avviene necessariamente dopo il voto, attraverso un confronto tra le forze parlamentari chiamate a individuare una base comune di sostegno.

Il ruolo decisivo dei Moderati

In questo quadro, il partito centrista dei Moderati (nato da una scissione dello storico partito liberale “Verste”) assume un ruolo determinante. La formazione guidata da Rasmussen risulta infattii indispensabile per la costruzione di un’intesa a maglie larghe, anche senza un coinvolgimento diretto nel governo. Ad oggi, la premier uscente Frederiksen ha le carte in regola per restare alla guida dell’esecutivo, ma all’esito di un negoziato ancora aperto. Il confronto con l’area centrista procede su basi pragmatiche e riguarda i principali dossier dell’azione di governo. Non emergono alternative credibili al di fuori di un accordo con Rasmussen. Si consolida così uno scenario in cui la governabilità è affidata a intese puntuali più che ad accordi organici.

Una prassi di responsabilità politica

Come si vede, il funzionamento del sistema danese si fonda su una prassi consolidata. La stabilità dipende dal senso di responsabilità delle forze politiche, chiamate a favorire e preservare la governabilità attraverso gli strumenti della democrazia negoziale. Ne deriva una forma di autodisciplina che coinvolge gli attori parlamentari e, nella fattispecie reale, le componenti del riformismo democratico.

In questo contesto, il centro non è un elemento residuale ma una componente essenziale del sistema. Un dato che smentisce il querulo discorso che in Italia continua a circondare il centro con l’idea della sua inutilità, se non della sua nocività.

Il travaglio del campo largo: leadership senza programma

L’esito referendario sembra aver rinforzato l’attuale opposizione del campo largo. Sin dal giorno della vittoria del NO, i leader hanno iniziato a discutere e dibattere su chi debba guidare questa compagine.

Ancora non è chiaro quale programma unirà le varie anime, quale agenda porterà avanti una potenziale maggioranza progressista, per quali proposte chiederanno il voto di noi cittadini, però si preoccupano subito di capire chi potrà coprire la poltrona più ambita.

In questo scenario, il più lesto e furbo a muoversi è stato il leader dei 5 stelle, l’on. Giuseppe Conte. Non sorprende certamente, infatti il personaggio pur di garantirsi la poltrona più ambita è solito stringere accordi con chiunque. Nel lontano 2019, solo pochi giorni aver firmato insieme all’allora ministro degli interni Salvini i decreti Sicurezza, riuscì a farsi benedire dal PD come punto di riferimento di tutti i progressisti.

Oggi, come allora, dalle parti del centrosinistra si prende ancora in considerazione la medesima ipotesi, farsi guidare dall’avvocato del popolo contro Giorgia Meloni. Se ieri però il peccato era umano, oggi, dopo aver vissuto ben due esecutivi Conte, possiamo dire che è un errore diabolico.

Giuseppe Conte può essere considerato il peggior Presidente del Consiglio che la storia repubblicana abbia mai avuto. Durante i suoi governi sono stati firmati i già citati decreti sicurezza, le leggi giustizialiste del ministro Bonafede sulla prescrizione, il più grande buco del debito pubblico italiano di tutta la seconda Repubblica il “superbonus”, il suo governo nel periodo del covid accettò l’aiuto di “sanitari” russi e ci fece arrivare alla vigilia della campagna di vaccinazione completamente impreparati.

Negli anni più recenti, poi, ha adottato una politica estera più affine alla dittatura iraniana e alle altre autocrazie che alle principali democrazie Europee. Ancora oggi molti esponenti del suo partito sostengono che, in caso di vittoria del campo largo, saranno fermati tutti gli aiuti militari alla coraggiosa resistenza Ucraina e che il campo largo si impegnerà solamente a sostenere una soluzione diplomatica del conflitto.

Ora, sia chiaro una cosa, tutti vogliamo la fine del conflitto e la pace in Ucraina. Ciò si potrebbe verificare in pochissimo tempo e senza spargimento di altro sangue, basterebbe che chi ha avviato questa insensata e tragica guerra ritiri tutte le sue truppe dentro ai confini russi. Se oggi l’Occidente smettesse di fornire aiuto e supporto militare al popolo ucraino, non si otterrebbe la pace ma la Russia riuscirebbe ad occupare l’intero territorio ucraino, negando ad una intera popolazione la sua libertà e il suo diritto alla autonomia. Non ci possiamo lavare le mani di fronte al martirio di un popolo che si è sollevato per essere libero.

Oggi l’alleanza del campo largo non garantisce che l’Italia continui a sostenere l’Ucraina e, a maggior ragione, se Giuseppe Conte dovesse guidare questa alleanza e non Elly Schlein, il Presidente del Consiglio avrebbe posizioni più vicini alla Russia che all’Ucraina.

Per questi motivi, se Giuseppe Conte dovesse guidare il campo largo, nessun elettore centrista e riformista oggi potrebbe votare per questa coalizione. Anzi, pur di non far tornare Giuseppe Conte a Palazzo Chigi sarebbe pronto a votare Giorgia Meloni.

Nostalgie democristiane: ben vengano se ci riportano al ‘mito’ di Zaccagnini

Un ritorno che nasce dalla crisi

Nell’attuale situazione politica, segnata dalla crisi dei partiti e dalla netta insufficienza delle classi dirigenti, ritornano forti le nostalgie per la vecchia e cara Democrazia Cristiana. 

Avevamo cominciato noi che, con Silvio Lega e Clelio Darida, sollecitati dall’amico On. Publio Fiori, dal 2011 avevamo tentato di riattivare il partito della DC “mai giuridicamente sciolto”.

Non ci siamo riusciti, se alla fine si sono attivate una decina di Democrazie Cristiane, l’ultima delle quali, guidata sino a pochi mesi fa da Cuffaro e oggi da un certo Samorì, decisamente schierata a destra, contro la migliore tradizione politica del partito di De Gasperi e Moro, ossia quella di un partito di centro che guarda a sinistra.

Tra memoria e nuove aggregazioni

Da un lato, gli amici della primavera DC o area degasperiana sono pronti a ritrovarsi attorno ai valori del leader trentino; dall’altro, a sinistra, gli amici di Più Uno, guidati da Ernesto Ruffini con il sostegno del Centro Democratico di Bruno Tabacci, lavorano all’organizzazione di un centro ampio, democratico, liberale e riformista, capace di aggiornare l’esperienza dell’Ulivo nel campo largo della sinistra.

È interessante l’iniziativa assunta nei giorni scorsi a Roma dagli amici Casini e Franceschini, che hanno riunito, nel ricordo di Benigno Zaccagnini, molti ex dc protagonisti di quella stagione.

Non ero presente a quell’incontro, del quale ho avuto notizia da una telefonata dell’On. Gilberto Bonalumi, mio delegato del MG DC negli anni ’70. Nella successiva riflessione pubblica ho ricordato come, insieme all’amico Angelo Sanza, proprio al Congresso dell’Eur raccogliemmo i voti per la candidatura a segretario politico di Zaccagnini. Una figura a me cara anche per i frequenti incontri personali, nelle tratte Bologna-Roma, durante i quali abbiamo avuto modo di confrontarci sulla DC e sulla politica italiana e internazionale.

Il limite della nostalgia

È tutto un fiorire di iniziative che, se da un lato esprimono un sentimento diffuso di nostalgia, dall’altro non sono ancora sufficienti a far maturare qualcosa di concreto nella direzione di una ricomposizione politica della nostra area.

Chi ha seguito i miei interventi sul tema sa bene come questo progetto sia stato il filo conduttore del mio impegno politico: dalle note di don Chisciotte degli anni ’80 fino alle recenti pubblicazioni, Demodissea e Scuola di Democrazia Cristiana, cui seguirà un nuovo saggio sull’ultimo biennio segnato dall’ascesa della destra meloniana e dall’attuale assetto di governo.

La necessità di una nuova classe dirigente

Se le iniziative dell’area degasperiana, rilanciate anche dall’incontro degli ex parlamentari dc a Roma, dovessero trovare uno sviluppo credibile, non potrei che accoglierle con favore e unirmi ai sostenitori.

L’Italia ha bisogno di una classe dirigente più preparata di quella espressa fin qui dai “nominati” del rosatellum: una classe dirigente ispirata ai valori del cattolicesimo democratico, popolare, liberale e cristiano-sociale, capace di sostenere programmi politico-economici e sociali fondati sulla dottrina sociale cristiana.

Programmi che, come nella migliore esperienza della DC, sappiano coniugare gli interessi dei ceti medi produttivi e delle classi popolari: in una parola, quelli che Giorgio La Pira definiva “gli interessi della povera gente”.

Tor Bella Monaca in mano al narcotraffico

Oltre la cronaca

Tor Bella Monaca non si comprende inseguendo soltanto la cronaca delle retate. Si chiarisce, piuttosto, osservando la struttura che quelle retate rende necessarie e, nello stesso tempo, insufficienti. Il narcotraffico, qui, non è un fattore esterno: è la forma più redditizia assunta da un abbandono pubblico stratificato nel tempo, tra fragilità abitativa, povertà educativa, scarsità di lavoro legale e debolezza dei servizi di prossimità.
Per questo ridurre Tor Bella Monaca al cliché del “quartiere dello spaccio” è una semplificazione pigra. Lo spaccio non esaurisce il problema: ne è il sintomo più evidente. Quando l’economia criminale offre denaro rapido, ruoli riconoscibili e perfino una parvenza di protezione, smette di apparire soltanto come devianza e comincia a presentarsi, soprattutto agli occhi di molti giovani, come una possibilità concreta.

Il limite della politica

Ed è qui che la politica rivela tutta la sua insufficienza. Roma Capitale colloca, tra PINQuA e PUI, un programma da circa 135 milioni di euro: 1.267 appartamenti coinvolti, circa 4.500 abitanti interessati, 112 nuclei da movimentare. Le fonti ufficiali attestano cantieri aperti e cronoprogrammi distribuiti tra il secondo e il quarto trimestre del 2026; per una parte del PINQuA, nel gennaio 2026, l’amministrazione indicava un avanzamento superiore al 75 per cento. E tuttavia, proprio perché il processo resta in corso, è ancora troppo presto per dire se la riqualificazione materiale saprà diventare vera ricucitura sociale.

Sono numeri rilevanti. Ma, sindaco Gualtieri, i cantieri non bastano se questo lembo di città continua a trascinarsi addosso la medesima solitudine, come una ferita antica che nessuna impalcatura riesce a fasciare.

A poco serve contare gli alloggi recuperati se il narcotraffico continua a occupare i vuoti della vita quotidiana. Non basta evocare la rigenerazione urbana se quella civile resta fragile, discontinua, rinviata. Il rischio, allora, è fin troppo chiaro: rifare i muri e lasciare intatta la ferita. 

Servizi, non parole

Sul fronte dei servizi sociali non bastano dichiarazioni di principio. Il Ministero del Lavoro ha ribadito che il livello essenziale di assistenza sociale prevede un assistente sociale ogni 5.000 abitanti, con l’obiettivo di arrivare a uno ogni 4.000, e ha confermato la natura strutturale del contributo economico agli Ambiti territoriali che rispettano questi parametri.

Ma in questa periferia il problema non si esaurisce in uno standard numerico. Ciò che manca è una rete stabile, visibile, quotidiana, capace di raggiungere il disagio prima che lo raggiunga la criminalità. Se lo Stato arriva quasi solo con la repressione, abbandona tutto il resto: i minori esposti, le famiglie disgregate, la dispersione scolastica, le dipendenze, la sofferenza psichica, la povertà che passa di generazione in generazione.

Una parola netta

Qui non servono pose muscolari, ma verità. Una periferia non si trasforma con i sopralluoghi: si trasforma con una presenza pubblica continua. Con scuole solide, educatori, assistenti sociali, lavoro dignitoso, presìdi culturali, spazi comuni restituiti alla vita. Altrimenti il narcotraffico continuerà a occupare un ruolo che non dovrebbe mai avere: quello di supplenza sociale nel vuoto dello Stato.

Ma guai a consegnarsi alla rassegnazione. È qui che torna attuale il monito attribuito a don Pino Puglisi: solo il pessimismo vede ovunque deserti. La speranza, però, per non farsi parola vuota, deve farsi prossimità, responsabilità, ostinazione civile.

Perché il dramma delle periferie non sta solo nel frastuono delle sirene. Sta anche in questo silenzio spossato: la miseria è davvero muta, non ha nemmeno la forza di gridare.

Presidiare civicamente

Quest’angolo di Roma, allora, non ha bisogno di compassione, né di una sorveglianza soltanto intermittente. Ha bisogno di un autentico presidio civico: delle istituzioni, certo, ma anche delle scuole, delle parrocchie, dell’associazionismo, dei comitati, delle reti culturali, dei cittadini che non vogliono più lasciare questo territorio in balìa della paura e dell’abbandono.

Questo quartiere chiede di essere abitato nella sua verità pubblica, custodito da una presenza quotidiana, visibile, tenace. Perché i clan avanzano dove la comunità si ritrae. E ogni spazio restituito alla vita civile è, insieme, uno spazio sottratto al potere criminale.

L’Ue proroga le sanzioni all’Iran per violazioni dei diritti umani

Roma, 31 mar. (askanews) – L’Unione europea ha prorogato fino al 13 aprile 2027 le sanzioni contro l’Iran per presunte gravi violazioni dei diritti umani. Lo ha reso noto il Consiglio dell’Ue.

“Il Consiglio ha deciso oggi di prorogare fino al 13 aprile 2027 le misure restrittive dell’Ue adottate in risposta a gravi violazioni dei diritti umani in Iran”, si legge in una nota diffusa oggi.

Nel quadro della revisione del regime sanzionatorio, il Consiglio ha inoltre deciso di non rinnovare l’inserimento in lista di una persona deceduta. L’elenco comprende ora complessivamente 262 individui e 53 entità. Le misure includono il divieto di ingresso nell’Unione europea e il congelamento dei beni, oltre al divieto di esportare verso l’Iran apparecchiature per il monitoraggio delle telecomunicazioni.

La nota aggiunge che cittadini e aziende dell’Ue non possono mettere fondi a disposizione delle persone e delle entità inserite nella lista delle sanzioni.

L’Unione europea ha iniziato a imporre sanzioni contro l’Iran nel 2011 e da allora le ha rinnovate ogni anno. Questa volta, secondo quanto riferito, la proroga è motivata da presunte violazioni dei diritti umani da parte di Teheran nella repressione delle recenti proteste.

Hormuz, Trump potrebbe chiudere la guerra anche se resta semi-chiuso

Roma, 31 mar. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha comunicato ai suoi consiglieri di essere disposto a porre fine all’operazione contro l’Iran anche se lo stretto di Hormuz dovesse restare di fatto quasi chiuso. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari dell’amministrazione statunitense.

Il 28 febbraio gli Stati uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro obiettivi in Iran, compresa Teheran, causando danni e vittime civili. L’Iran ha risposto colpendo il territorio israeliano e installazioni militari americane in Medio Oriente. L’escalation attorno all’Iran ha portato al blocco di fatto dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito di petrolio e gas naturale liquefatto dai paesi del Golfo persico verso il mercato mondiale, con ricadute anche sui livelli di esportazione e di produzione energetica nella regione.

Di conseguenza, i prezzi dei carburanti stanno aumentando nella maggior parte dei paesi del mondo.

Tajani è a Kiev per la riunione dei ministri degli Esteri Ue

Roma, 31 mar. (askanews) – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a Kiev per prendere parte alla riunione dei Ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha.

Prima dell’avvio dei lavori, i Ministri degli Esteri Ue parteciperanno alle commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022. Secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani sono 73 i civili rimasti uccisi durante il breve periodo di occupazione russa dell’area, cui si aggiungono le segnalazioni di ulteriori 105 omicidi. L’agenda della riunione prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La terza sessione si focalizzerà sulla situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra sarà infine l’oggetto della quarta e ultima sessione che sarà dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’UE può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.

La missione rappresenterà per il Ministro Tajani anche l’occasione per portare il suo sostegno ai connazionali residenti in Ucraina, attraverso una serie di incontri organizzati con il personale dell’Ambasciata a Kiev, oltre che con le comunità di funzionari presso le organizzazioni internazionali e imprenditori italiani che lavorano nel Paese.

Iran, le notizie più importanti del 31 marzo sulla guerra

Roma, 31 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 31 marzo sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale.

-07:00 Almeno 10 esplosioni sono state udite sopra Gerusalemme. Lo riferisce l’Agence France-Presse citando un suo giornalista sul posto. In precedenza le Forze di difesa israeliane avevano dichiarato di avere rilevato lanci di missili dall’Iran e che i sistemi di difesa aerea erano in azione per intercettarli.

Al via ‘conclave’ del campo largo, tra primarie e ‘papa straniero’

Roma, 30 mar. (askanews) – Il ‘conclave’ nel centrosinistra è iniziato e chissà se anche in questo caso varrà la regola che vuole sconfitto chi entra già ‘papa’. La scelta del leader è ormai il tema che domina la discussione tra le opposizioni, l’affondo di Giuseppe Conte fatto quando ancora venivano scrutinate le schede del referendum ha imposto il tema delle primarie al primo punto dell’agenda, tanto più che con l’ipotesi di voto anticipato diventa pressante chiarire chi guiderà la coalizione e ormai diventa di dominio pubblico anche il lavorio per eleggere un ‘papa straniero’ che risolva la sfida tra Elly Schlein e il leader M5s ormai alla luce del sole.

L’ex premier sabato scorso ha stupito tutti presentandosi all’evento di Più Europa, aprendo alla difesa comune e dicendo che non si può comprare gas russo finché c’è la guerra in Ucraina. “Ha indossato di nuovo l’abito da primo ministro…”, è stato il commento di un parlamentare Pd. Conte sa di essere ben visto dalla sinistra Pd e Paolo Mieli, sul Corriere della sera, oggi addirittura suggerisce alla Schlein di restare al Pd e lasciare al leader M5s il ruolo di candidato premier. Ma proprio questo rafforza i ‘cardinali’ che dentro e fuori il Pd lavorano per il ‘papa straniero’: troppo divisive queste primarie, si rischia di farsi male, è il ragionamento, cerchiamo un terzo nome condiviso che metta tutti d’accordo.

E’ lo scenario che la Schlein non intende nemmeno prendere in considerazione. La scorsa settimana ha detto chiaramente che le opzioni sono due: “Si può fare l’accordo come fa la destra e scegliere che guida chi prende un voto in più alle elezioni. Oppure ci sono altre modalità, come le primarie a cui sono disponibile”. La ‘terza via’, cioè l’accordo politico a tavolino, non l’ha nemmeno citata. La segretaria democratica lavora da tre anni per preparare la sfida a ‘Giorgia’ alle politiche e non intende farsi da parte dopo aver preso il 24% alle europee, contribuito alla vittoria del centrosinistra in diverse regioni e – ora – anche al referendum sulla giustizia.

Alla leader Pd non sfugge, ovviamente, il crescendo di sondaggi che darebbero Conte in vantaggio, sa bene cosa significa tutto questo. Un tam-tam che finisce per preparare il terreno a chi appunto pensa che sia meglio evitare una conta “lacerante” come delle primarie dall’esito incerto. Finora i gazebo sono serviti di fatto a ‘incoronare’ un leader già scelto da un’alleanza già solida. In questo caso la sfida tra Conte e la leader Pd non è decisa in partenza, molto dipenderà anche dagli altri candidati in pista e dalle regole del gioco. Con più ‘pretendenti’ sarebbe necessario prevedere un ballottaggio, come si fece nel 2013 tra Bersani e Renzi, ma allora il risultato era comunque abbastanza scontato. In questo caso non è da escludere che il vincitore possa non essere riconosciuto da tutta la coalizione, perlomeno a livello di militanti.

L’idea del ‘papa straniero’ poggia proprio su questo ragionamento: meglio scegliere a tavolino un nome condiviso che imbarcarsi in primarie a suon di colpi bassi che finirebbero per allargare ancora di più le distanze tra gli elettori del ‘campo largo’, anziché ridurle. Lo pensano in tanti, pubblicamente solo Rosy Bindi ha osato dirlo finora: “Un ‘papa straniero’? Non è un’eventualità da escludere”, ha spiegato, consigliando alla Schlein di “non essere troppo assertiva” quando chiude la porta a questa ipotesi.

L’ex ministra non fa i nomi dei possibili ‘federatori’, ma ne girano diversi, da Silvia Salis (che ha frenato sulle primarie) a Franco Gabrielli, passando per Pier Luigi Bersani, Gaetano Manfredi, Beppe Sala, Roberto Gualtieri e tanti altri ancora. Ma un ex ministro, in una chiacchierata con un parlamentare, ha assicurato: “Né la Schlein né Conte faranno un passo indietro, poco ma sicuro”. Stessa opinione di Matteo Renzi: “Se Giuseppe Conte e Elly Schlein si mettono d’accordo su un papa straniero ce lo faranno sapere. Io non vedo questa ipotesi”.

Ma il ‘conclave’ del ‘campo largo’ è appena iniziato e molto dipenderà anche dalle scelte della Meloni. Un eventuale voto anticipato potrebbe rendere impossibile fare le primarie, mentre una legge elettorale con l’indicazione del leader al contrario escluderebbe l’ipotesi ‘comanda chi prende più voti’ citata dalla Schlein.

Governo, Salvini esclude le urne e si sfila dal rimpasto

Milano, 30 mar. (askanews) – Niente rimpasto, nessun nuovo ministero per la Lega, e no a ogni ipotesi di voto anticipato. Matteo Salvini esclude da parte della Lega scossoni sul governo e lo fa ribadendo – al termine della segreteria politica nella Lega – “piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”. Con lui in via Bellerio c’è anche Luca Zaia, indicato dai retroscena come possibile nuovo ministro. Possibilità che non si concretizzerà: non al Turismo (“Sarà un esponente di Fdi”, dicono i leghisti), nè tanto meno alle Imprese: “Con poco più di un anno a disposizione non si può incidere in un ministero così importante. Soprattutto se non ci sono risorse”, spiegano fonti del Carroccio.

In precedenza Salvini aveva smentito l’ipotesi del voto anticipato: “Leggo tante cose in questi giorni, ma il governo tira diritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e alcun tentennamento”, dice in collegamento con un convegno a Milano. Anche perchè, preciserà dopo la segreteria politica, non sarà certo lui a fare sgambetti: “La Lega è e sarà sempre leale e responsabile”. Dunque il Carroccio non minaccia “Vietnam” in Parlamento e – pur non considerando la questione una priorità – non mette in mora l’accordo sulla riforma della legge elettorale. Aavanti fino al prossimo anno, con l’idea di rilanciare i consensi del partito sfruttando la diversa collocazione in Europa e cavalcando i temi dell’immigrazione. A partire dalla manifestazione del 18 aprile con i Patrioti a Milano.

Bosnia-Italia, Donnarumma: "Daremo tutto per il Mondiale"

Roma, 30 mar. (askanews) – “Sappiamo quello che ci giochiamo e che rappresentiamo tutti gli italiani: abbiamo il dovere di mettere tutto in campo e dare il massimo”. Così Gianluigi Donnarumma alla vigilia della sfida decisiva contro la Bosnia per l’accesso al Mondiale.

Il portiere azzurro ha sottolineato l’importanza dell’approccio mentale: “Sarà una partita difficile, da affrontare con serenità ma anche con durezza. Hanno grandi campioni e individualità, ma siamo pronti: ho visto gli occhi giusti nel gruppo e sappiamo che i tifosi saranno con noi a spingerci”.

Donnarumma ha poi evidenziato la gestione delle energie in una gara ad alta tensione: “Siamo esseri umani e queste partite le sentiamo anche noi. Bisogna saper gestire le emozioni e conservare le energie per domani. Dare il 100% è fondamentale, perché quando lo fai poi hai l’anima pulita. L’importante è restare concentrati su ciò che dobbiamo fare senza sprecare energie in altro”.

Ripensando al recente passato, il numero uno azzurro ha aggiunto: “Sono orgoglioso del mio percorso in Nazionale, fatto di gioie e dolori. Abbiamo mancato due Mondiali e solo noi sappiamo cosa abbiamo passato. Dobbiamo ripartire da lì per riportare l’Italia dove merita e dare una grande gioia a tutti”.

Infine, sul clima della vigilia: “C’è la tensione giusta, siamo carichi e dobbiamo pensare solo a noi e a quello che sappiamo fare. L’esperienza dell’Irlanda del Nord ci è servita: siamo un gruppo giovane, è normale un po’ di nervosismo. Domani dovremo partire meglio e non ripetere gli errori del primo tempo”.

Caso Delmastro, Elena Chiorino si dimette dalla giunta della Regione Piemonte

Roma, 30 mar. (askanews) – “Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia”. Così Elena Chiorino, assessore della Regione Piemonte, coinvolta nella vicenda scaturita dalle indagini sul ristorante “Bisteccheria d’Italia” e sulla società Le 5 forchette srl” che ha portato alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. “Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee”, aggiunge Chiorino che figurava come azionista de Le 5 Forchette insieme all’ex Sottosegretario Delmastro e altri esponenti politici dell’area di riferimento dell’ex sottosegretario legata al territorio biellese.

“L’ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge. Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni”, prosegue.

“Continuerò a difendere le mie idee dal Gruppo di Fratelli d’Italia e la mia onorabilità sociale e personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi”, conclude Chiorino che aveva lasciato la vicepresidenza della giunta regionale lo scorso 25 marzo.

Nella società di Mauro Caroccia e della figlia Miriamo è stato “trasferito e reinvestito” capitale frutto delle attività illecite del clan malavitoso dei Senese. Questa l’ipotesi che stanno seguendo gli inquirenti della Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sulla società ‘Le 5 Forchette’, di cui è stato azionista anche l’ormai ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove.

Mauro e Miriam Caroccia, che sono indagati per riciclaggio e intestazione fittizia dei beni, con l’aggravante aver commesso quest’ultima fattispecie “al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso” facente capo al gruppo camorristico, saranno interrogati in settimana dagli inquirenti. Secondo chi indaga, nel dicembre 2024, è stato ‘investito’ nell’impresa al fine di “permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche”.

“E’ urgente che Giorgia Meloni venga in Parlamento a chiarire al Paese l’intera vicenda. È inaccettabile il silenzio in cui si è trincerata, ritenendo chiusa la questione con le dimissioni di Delmastro”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Appare evidente – aggiunge – che le dimissioni di Delmastro e il tentativo di relegare a una ‘leggerezza’ il fatto che un membro del governo fosse nella stessa società in cui un clan della Camorra riciclava denaro non siano sufficienti”.

Conclude la leader Pd: “Il quadro, anche alla luce di quanto emerge in queste ore, si fa sempre più grave. Delmastro, che fino a pochi giorni fa era sottosegretario alla Giustizia con delega al Dap, deteneva quote in una società legata ad ambienti mafiosi: una circostanza preoccupante e allarmante che mina la credibilità dell’intero governo”.