7.4 C
Roma
giovedì, 22 Gennaio, 2026
Home Blog Pagina 12

Calcio, Udinese-Pisa 2-2: Meister firma il pari al Friuli

Roma, 10 gen. (askanews) – Finisce 2-2 una partita ricca di colpi di scena al Bluenergy Stadium, con Udinese e Pisa che si dividono la posta dopo novanta minuti intensi. A sbloccarla è Tramoni nel primo tempo con un destro all’incrocio, ma i friulani reagiscono subito: Kabasele pareggia di testa su corner e Davis, dal dischetto, completa il sorpasso prima dell’intervallo.

Nella ripresa il Pisa cresce e trova il meritato 2-2 con Meister (67′), il più rapido ad avventarsi sulla respinta di Okoye. Da lì in poi è un susseguirsi di occasioni: palo di Meister, Udinese a un passo dal colpo con Atta (legno) e Davis che spreca da pochi passi. Nel finale nervosismo e recupero prolungato, ma il risultato non cambia.

Un punto a testa per Runjaic e Gilardino al termine di una gara vibrante, con continui ribaltamenti e occasioni clamorose da entrambe le parti.

Calcio, Como-Bologna 1-1: Baturina firma il pari al 94’

Roma, 10 gen. (askanews) – Beffa nel finale per il Bologna, ripreso 1-1 dal Como al 90’+4′ al termine di una gara segnata da episodi e nervosismo. A decidere è Baturina, appena entrato, che trova il pari con un destro sotto l’incrocio dopo aver controllato il pallone sul vertice destro dell’area.

I rossoblù erano passati in vantaggio a inizio ripresa con Cambiaghi (49′), bravo a sfruttare un errore in costruzione dei padroni di casa. Lo stesso Cambiaghi, però, al 60′ lascia il Bologna in dieci dopo il Var: inizialmente ammonito, viene poi espulso per reazione su Van der Brempt. Poco prima, Abisso aveva anche concesso e poi revocato un rigore al Como dopo review.

In superiorità numerica, la squadra di Fabregas spinge fino alla fine: Nico Paz colpisce un palo al 67′, Ravaglia resiste fino al recupero, quando Baturina trova la giocata decisiva. Nel primo tempo occasioni da entrambe le parti, con Butez e Ravaglia protagonisti. Finisce in parità dopo sei minuti di recupero.

Iran, il procuratore generale: chi protesta rischia la pena di morte

Roma, 10 gen. (askanews) – Il procuratore generale iraniano, Mohammad Movahedi Azad, ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste nella repubblica islamica sarà considerato un “nemico di Dio”, reato punibile con la pena di morte.

La dichiarazione, trasmessa dalla televisione di stato iraniana, ha affermato che anche chi “ha aiutato i rivoltosi” sarà accusato dello stesso reato. “I procuratori devono preparare con attenzione e senza indugio, mediante l’emissione di atti d’accusa, le basi per il processo e per un confronto decisivo con coloro che, tradendo la nazione e creando insicurezza, cercano la dominazione straniera sul Paese”, si legge nel comunicato, “I procedimenti devono essere condotti senza indulgenza, compassione o clemenza”.

Maltempo non molla la presa, attesi ancora vento e neve a bassa quota

Roma, 10 gen. (askanews) – È in arrivo sull’Italia una nuova fase di instabilità meteorologica dovuta all’afflusso di correnti fredde provenienti dal Nord Europa, che favoriranno la formazione e l’approfondimento di un ciclone sui nostri mari. Lo conferma il meteorologo de iLMeteo.it, Mattia Gussoni, secondo il quale il peggioramento interesserà soprattutto il Centro-Sud, con piogge battenti e il rischio di veri e propri nubifragi specie tra Campania e Calabria.

Il vero protagonista della giornata sarà il vento di Maestrale, che soffierà con intensità crescente fino a raggiungere raffiche di burrasca. I colpi di vento più forti interesseranno in particolare le coste di Toscana, Lazio e Campania, i settori appenninici e le due Isole Maggiori, dove localmente si potranno superare anche gli 80-100 km/h, con possibili disagi e criticità soprattutto lungo le aree costiere.

Il calo termico riporterà inoltre la neve fino in collina su Marche, Abruzzo, Molise e Sardegna. Al Nord l’attenzione sarà rivolta alle Alpi di confine, dove l’afflusso di aria fredda e umida potrà determinare nevicate abbondanti e accumuli significativi. Altrove prevarranno schiarite, ma in un contesto climatico piuttosto freddo. Domenica 11 Gennaio avremo un miglioramento grazie all’avanzata di un timido campo di alta pressione. Tuttavia, sul versante adriatico e all’estremo Sud, non mancheranno gli ultimi rovesci, specie su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia. Visto il freddo in ingresso non escludiamo la possibilità di nevicate con fiocchi fin verso i 2/300 metri sulla fascia adriatica ed oltre i 700 metri sui rilievi calabresi e siciliani, anche a causa dei venti molto forti dai quadranti settentrionali. Le temperature si manterranno ancora piuttosto basse al Centro Nord con estese gelate fino in pianura.

Nel dettaglio oggi al Nord: neve sulle Alpi di confine, soleggiato altrove. Al Centro: piogge e neve oltre i 600 metri. Al Sud: piogge diffuse. Ventoso. Domenica al Nord: nubi sulle Alpi di confine, soleggiato altrove. Al Centro: peggiora sul Medio Adriatico con neve a bassissima quota. Al Sud: qualche acquazzone sparso. Ventoso. Lunedì al Nord: piovaschi in Liguria, sole altrove, clima freddo. Al Centro: prevalenza di sole. Al Sud: stabile e soleggiato. Ventoso. Da mercoledì tornano piogge e nevicate.

Cancellato il musical Immensamente Giulia, l’amarezza di Sarcina

Milano, 10 gen. (askanews) – Con un post sui social, Francesco Sarcina ha annunciato che Immensamente Giulia, l’opera rock che avrebbe dovuto andare in scena al Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni dal 14 al 22 marzo 2026, con la partecipazione speciale di Germano Lanzoni, non si farà.

«Immensamente Giulia, lo spettacolo teatrale che sarebbe dovuto andare in scena a marzo a Milano e che racconta la storia di Giulia, una persona che è stata molto importante per me e per tanti e che ci ha lasciato prematuramente circa due anni fa, lasciando un vuoto incolmabile, non si farà.

Non si farà perché mi hanno comunicato che, a venti giorni dalla conferenza stampa, non ha venduto abbastanza biglietti e quindi non si inizierà neanche la promozione. Questo mi fa capire che oggi bastino 20 giorni per decretare la fine di un progetto che coinvolge tante persone e rappresenta più di un anno di lavoro. Venti giorni sono sufficienti per uccidere il lavoro di più di venti persone, di ragazzi provenienti da tutta Italia che ci hanno messo l’anima.

Mi auguro che la produzione si responsabilizzi nel tutelare e pagare le maestranze e nell’onorare l’impegno preso. A me resta solo il dispiacere di non poter portare in scena questo spettacolo meraviglioso» ha spiegato il cantante de Le Vibrazioni con un Reel su Instagram in cui racconta la vicenda con grande amarezza.

Il progetto ideato e scritto dallo stesso Sarcina aveva come protagonista Giulia della famosa canzone “Dedicato a Te” ed doveva essere ambientata in una Milano degli anni ’90, esplosiva, piena di fermento, dove Francesco e Giulia, giovanissimi, si incontrano e si innamorano. Il soggetto di Immensamente Giulia era nato da fatti realmente accaduti, in parte romanzati. Un racconto pensato per attraversare una quotidianità di connessioni e umanità, ma anche di dolori e difficoltà, superati grazie alla forza dell’amore, della passione e del sogno che diventa realtà, che non vedrà la luce, almeno per il momento.

Sci, Odermatt vince ad Adelboden e supera Tomba

Roma, 10 gen. (askanews) – Lo svizzero Marco Odermatt ha vinto lo slalom gigante di Adelboden. È il suo quinto successo consecutivo in questa gara e il n.51 in carriera superando cosi Alberto Tomba al quarto posto nell’albo degli sciatori più vincenti della storia. Sul podio con lui il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen e, per la seconda volta in carriera, il francese Leo Aguenod. L’azzurro Alex Vinatzer, settimo nella prima discesa, per un errore da troppa foga è invece fuori subito dopo il via della seconda manche. Ha voluto però comunque portare a termine la gara chiudendo inevitabilmente 26° ed ultimo. Domani nella località delle Alpi bernesi tocca allo slalom speciale con Alex Vinatzer ancora nei panni dell’azzurro più quotato.

Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti ammette: l’uscita di emergenza del bar era chiusa a chiave

Roma, 10 gen. (askanews) – La voce circolava da tempo, adesso è confermata secondo la stampa svizzera. L’uscita di emergenza situata nel seminterrato del Le Constellation – il locale nell’esclusiva stazione sciistica di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana – era chiusa a chiave. A dirlo non sono né testimoni né dipendenti del locale (che aveva la licenza solo come bar), ma lo stesso proprietario.

Secondo le informazioni incrociate dai cronisti di Rts (Radio televisione svizzera), Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di aver constatato, la notte della tragedia, che la porta di emergenza era chiusa dall’interno. Sempre secondo Rts, il titolare del locale, arrivato sul posto dopo l’incendio, ha affermato di aver sbloccato personalmente la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta.

Moretti, da ieri in custodia cautelare a causa del pericolo di fuga, ha inoltre dichiarato di non sapere perché quella uscita fosse stata bloccata. Spetterà ora all’inchiesta penale, condotta da quattro procuratrici, stabilire se dice la verità.

Una cosa è certa, sottolineano i media svizzeri: questo elemento è determinante per l’indagine. E il motivo è semplice: diversi avventori del bar hanno tentato di fuggire da quella uscita di emergenza quando è scoppiato l’incendio, ma si sono trovati bloccati dietro la porta e quindi condannati a morte. Nel caso in cui il pm dovesse ritenere che Jacques e la moglie Jessica Moretti – finita ai domiciliari con braccialetto elettronico – abbiano una parte di responsabilità nel fatto che la porta fosse chiusa, questo potrebbe riqualificare i reati contestati nei loro confronti.

Attualmente, gli imputati devono rispondere di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Ma se le procuratrici dovessero ritenere che i sospettati sapessero che la porta era chiusa, che questo fosse estremamente pericoloso e che abbiano accettato di correre questo rischio, le pm potrebbero allora configurare l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

In tal caso, Jacques e Jessica Moretti rischierebbero fino a venti anni di reclusione. Rts è venuta inoltre a conoscenza di un altro elemento fondamentale del dossier, che riguarda la schiuma del soffitto. Interrogato dagli inquirenti, Jacques Moretti ha dichiarato di aver sostituito lui stesso la schiuma all’epoca. Ha spiegato di aver rimosso la vecchia schiuma acustica e di averla sostituita con una schiuma acquistata nel negozio di bricolage Hornbach. La schiuma acustica è un materiale infiammabile che potrebbe aver favorito la rapidissima propagazione delle fiamme e lo sviluppo di fumi tossici che hanno reso l’aria irrespirabile in pochi minuti.

Come già rivelato da Rts, i dipendenti del bar erano consapevoli dei rischi legati a questa schiuma. Durante il Capodanno 2019-2020, come testimoniato da alcuni video circolati sui social network, un cameriere aveva infatti messo in guardia alcuni clienti dal rischio di incendiare le protezioni fonoassorbenti del soffitto. Anche questo elemento potrebbe indurre le pm incaricate dell’inchiesta a contestare agli imputati l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

Biathlon, straordinario Giacomel: doppietta ad Oberhof

Roma, 10 gen. (askanews) – Straordinario, storico, epico Tommaso Giacomel che completa la doppietta sprint e inseguimento ad Oberhof (Germania): è il quarto successo stagionale per il venticinquenne trentino, vincitore delle ultime tre gare disputate: mass start di Annecy, sprint ed inseguimento di Oberhof. Per la prima volta un biatleta italiano ha saputo confermare il successo di una sprint nell’inseguimento, un risultato riuscito allargando lo sguardo alla sola Lisa Vittozzi, in due occasioni.

La quinta vittoria nella carriera di Giacomel arriva in rimonta: in una giornata complicata dal vento, sei errori al tiro (due in ciascuna delle prime tre sessioni) sembravano poter essere un fardello troppo pesante per il finanziere primierotto di Imer, ma nel poligono conclusivo Tommaso ha estratto dal coniglio un numero di alta classe che gli ha consentito di risalire dalla settima piazza e di imboccare davanti a tutti il giro finale.

Ucraina, Kiev colpita da blackout dopo i bombardamenti russi

Roma, 10 gen. (askanews) – All’indomani dei massicci bombardamenti russi su Kiev, che hanno provocato la morte di almeno quattro persone, molti abitanti della capitale dell’Ucraina sono rimasti senza elettricità e quindi senza riscaldamento, mentre imperversa in città un freddo glaciale.

Poco prima delle 11, l’amministrazione militare della città di Kiev ha indicato un’interruzione d’emergenza dell’elettricità, su richiesta del gestore energetico nazionale Ukrenergo. “I sistemi di approvvigionamento idrico, di riscaldamento e di trasporto elettrico sono stati fermati”, ha spiegato, aggiungendo che erano in corso lavori di riparazione. Il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, ha precisato che,a oggi, “il riscaldamento è stato ripristinato nella metà degli edifici che ne erano rimasti privi dopo i bombardamenti”.

Successivamente, intorno alle 11.30, Ukrenergo e il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, hanno annunciato che i problemi sulla rete erano stati risolti e che la fornitura era stata ripristinata. “I consumatori di Kiev, delle regioni di Kiev, di Zytomyr e di Poltava tornano progressivamente alle interruzioni programmate e abituali dell’elettricità a fasce orarie. Nella riva sinistra di Kiev e in alcuni quartieri della città, le interruzioni d’emergenza continueranno a essere applicate”, hanno aggiunto.

Tennis, Musetti: "Top 5 mi spinge a fare ancora meglio"

Roma, 10 gen. (askanews) – Lorenzo Musetti entra in Top 5. Grazie al successo Andrey Rublev nella semifinale dell’ATP 250 di Hong Kong, dunque, l’Italia avrà per la prima volta due giocatori tra i primi 5 del mondo in singolare dal 1973, quando l’ATP ha introdotto il ranking computerizzato. “Faccio ancora fatica a metabolizzare questo traguardo, è una sensazione incredibile – ha spiegato Musetti -. Per me è un punto di partenza e questo mi spingere a fare ancora meglio in futuro”.

Debutta il 15 gennaio AAS, l’Arbitro Assicurativo per risolvere le controversie con le compagnie

Roma, 10 gen. (askanews) – Sarà operativo dal 15 gennaio l’Arbitro Assicurativo, organismo indipendente e imparziale a cui i cittadini e le imprese possono rivolgersi per risolvere, in via stragiudiziale, le controversie di natura assicurativa che sorgono con le compagnie e gli intermediari assicurativi.

Il ricorso, si legge sul sito dell’AAS, può essere presentato senza l’assistenza di un avvocato, è deciso entro 180 giorni (prorogabili una sola volta fino ad ulteriori 90 per le controversie particolarmente complesse) e costa 20 euro, che verranno restituiti al ricorrente se il ricorso viene accolto. Il ricorso è deciso da un Collegio composto da 5 componenti che rappresentano i diversi soggetti coinvolti nella controversia. La segreteria tecnica dell’AAS, istituita presso l’Ivass, gestisce la procedura ma non partecipa alle decisioni.

Si può presentare ricorso all’AAS solo dopo aver presentato reclamo alla compagnia o all’intermediario, se non si è ricevuta risposta trascorso il termine di 45 giorni o se si è ricevuta una risposta non soddisfacente. Il reclamo nei confronti della compagnia o dell’intermediario costituisce un presupposto per l’ammissibilità del ricorso all’Arbitro.

La decisione dell’AAS sul ricorso non è vincolante; se, tuttavia, l’impresa o l’intermediario non la rispettano, la notizia dell’inadempimento è pubblicata sul sito dell’AAS per un periodo di 5 anni e resta in evidenza per 6 mesi sul sito internet dell’impresa o dell’intermediario (o affissa nei locali in assenza di un sito internet). Se la decisione dell’AAS è insoddisfacente, sia il cliente sia l’impresa e l’intermediario possono comunque sempre rivolgersi all’Autorità giudiziaria.

(foto dal sito dell’AAS)

Referendum, Conte: parole Meloni su giudici fanno accapponare pelle

Roma, 10 gen. (askanews) – “Ieri Meloni ha detto una cosa che fa accapponare la pelle quando ha detto che governo e giudici devono lavorare nella stessa direzione”. Lo ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, intervenendo a Roma alla presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia. “Cosa significa? Che domani mattina un report, una segnalazione da parte delle forze di polizia deve essere raccolta e non discussa da chi è giudice? Allora non c’è un contropotere. Allora volete il potere sottomesso al potere”, ha spiegato.

Il Papa: la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato

Roma, 10 gen. (askanews) – “In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura” San Francesco d’Assisi “continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato”. Lo ha evidenziato Papa Leone XIV in una lettera inviata ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana in occasione dell’apertura dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

“Francesco, che chiama il sole ‘fratello’ e la luna ‘sorella’, che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale” ha aggiunto il Santo Padre. (Segue) Papa Leone ha auspicato che il messaggio di pace di San Francesco “possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società” e ha consegnato ai Ministri Generali una preghiera con questo testo: “San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore”.

“Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro. Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini. In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo” prosegue la preghiera del Papa.

Tennis, Sinner: "A Seul un’esibizione, ora gli Australian Open"

Roma, 10 gen. (askanews) – “Siamo stati accolti molto bene, da tanta gente appassionata. Per me e Carlos è stata un’opportunità giocare qui in Corea, dove il pubblico non aveva mai avuto la possibilità di vederci”. Così Jannik Sinner dopo il match esibizione giocato a Seul contro Carlos Alcaraz e vinto dallo spagnolo. “Era un’esibizione – continua – ma con l’obiettivo di andare in Australia e preparare al meglio tutta la stagione. Tornare qui? Perché no, ho trovato una certa connessione con il pubblico di Seul, confido di poter tornare”.

Alcaraz ha sottolineato la sintonia con gli spettatori dell’incontro: “Cerco sempre di dare il meglio, qui in Corea del Sud ho sentito l’amore del pubblico. Sono stato qui solo pochi giorni, è stato breve, ma mi sono reso conto dell’affetto delle persone qui. Non so se tornerò qui a giocare o in vacanza, ma lo farò sicuramente”.

Referendum, Conte: riforma Governo va contrastata in ogni modo, è ritorno casta politici

Roma, 10 gen. (askanews) – “Dobbiamo contrastare in tutti i modi questo disegno. E’ il ritorno della casta dei politici e il ritorno degli intoccabile, è il ritorno di chi vuole avere le mani libere per poter agire e non risponde a nessun contropotere che si tratti della magistratura ordinaria che si tratti della Corte dei Conti, che si tratti delle autorità indipendenti Anac quant’altro. Ergo li dovremmo contrastare e far capire che i cittadini saranno diventeranno tutti di serie B invece ai privilegiati della giustizia che sono i politici, che sono i colletti bianchi e imprenditori amici: per noi vale il principio la legge è uguale per tutti”. Lo ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, intervenendo a Roma alla presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

Referendum, Schlein: Governo dissemina bugie, non c’è riforma giustizia

Roma, 10 gen. (askanews) – Sul referendum sul,la separazione delle carrire dei magistrati “il governo sta disseminando bugie per fare pura propaganda”. Lo ha affermato la segretaria del PdElly Schlein, intervenendo a Roma alla presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

Per Schlein “non è una riforma della giustizia perché non migliora in alcun modo l’efficienza del sistema di giustizia di questo Paese. E’ una riforma che non renderà più veloci i processi, non assumerà l’organico che manca, non stabilizzerà i 12.000 precari della giustizia che rischiano a giugno di rimanere a casa” e “non inciderà purtroppo sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri nel nostro Paese, che sono arrivate a un tasso di sovraffollamento del 138,5%, con un tasso record di suicidi sia tra i detenuti che tra gli agenti di polizia penitenziaria”, ha sottolineato l’esponente Dem.

Tennis, Musetti nella storia: batte Rublev ed è numero 5 al mondo

Roma, 10 gen. (askanews) – Lorenzo Musetti vola in finale nell’Atp 250 di Hong Kong e l’Italia da lunedì avrà ufficialmente due giocatori in top 5 per la prima volta nella sua storia. Il toscano infatti battendo Andrey Rublev nella semifinale del torneo asiatico (6-7 (3) 7-5 6-4) ha scavalcato Alex de Minaur in classifica, diventando così numero 5 al mondo. Musetti è il quarto miglior italiano di sempre in classifica, dove ovviamente Sinner (arrivato fino a n.1), Panatta (ex numero 4) e considerando anche Pietrangeli, che prima dell’era del computer era arrivato al 3° gradino mondiale.

L’attore Can Yaman arrestato in Turchia, le accuse: traffico e consumo di droga

Roma, 10 gen. (askanews) – L’attore turco Can Yaman è stato arrestato oggi in Turchia nell’ambito di un’indagine legata al consumo e al traffico di sostanze stupefacenti che coinvolge personaggi noti del mondo dello spettacolo e dell’informazione a Istanbul.

Yaman, molto popolare anche in Italia grazie alle sue interpretazioni in diverse serie televisive di successo, tra cui la nuova serie Rai Sandokan, è stato arrestato insieme ad altre sei persone, tra cui l’attrice Selen Gorguzel. Tutti sono stati accompagnati presso l’Istituto di medicina legale per accertamenti volti a stabilire l’eventuale assunzione di droghe e il periodo in cui sarebbe avvenuta.

Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni notturne in nove locali notturni della città, portando all’arresto di alcuni spacciatori e del gestore dei club nei quali le sostanze sarebbero state distribuite.

L’indagine, avviata da settimane, aveva già portato all’identificazione di oltre venti tra vip, celebrità e giornalisti, finiti sotto osservazione nell’ambito dello stesso filone investigativo.

L’attore Can Yaman arrestato in Turchia, le accuse: traffico e consumo di droga

Roma, 10 gen. (askanews) – L’attore turco Can Yaman è stato arrestato oggi in Turchia nell’ambito di un’indagine legata al consumo e al traffico di sostanze stupefacenti che coinvolge personaggi noti del mondo dello spettacolo e dell’informazione a Istanbul.

Yaman, molto popolare anche in Italia grazie alle sue interpretazioni in diverse serie televisive di successo, tra cui la nuova serie Rai Sandokan, è stato arrestato insieme ad altre sei persone, tra cui l’attrice Selen Gorguzel. Tutti sono stati accompagnati presso l’Istituto di medicina legale per accertamenti volti a stabilire l’eventuale assunzione di droghe e il periodo in cui sarebbe avvenuta.

Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni notturne in nove locali notturni della città, portando all’arresto di alcuni spacciatori e del gestore dei club nei quali le sostanze sarebbero state distribuite.

L’indagine, avviata da settimane, aveva già portato all’identificazione di oltre venti tra vip, celebrità e giornalisti, finiti sotto osservazione nell’ambito dello stesso filone investigativo.

Referendum, Bonelli: mobilitazione Paese a difesa della democrazia

Roma, 10 gen. (askanews) – “Noi invitiamo a una grande mobilitazione del Paese in difesa della democrazia perché c’è una destra che non vuole i contrappesi che ci sono in tutte le democrazie. Chi vuole creare impunità, sottoporre al controllo del governo la magistratura che è un organo indipendente da parte nostra ci sarà un secco no per difendere la democrazia e la nostra Costituzione”. Lo ha affermato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde arrivando all’evento a Roma di presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.secco no per difendere democrazia

Ucraina, Fazzolari: Mario Draghi può essere l’inviato speciale Ue

Roma, 10 gen. (askanews) – L’ex premier già presidente di Bce e Governatore di Bankitalia Mario Draghi può essere l’inviato speciale della Ue in Ucraina auspicato ieri dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa annuale, in appoggio alla riapertura del dialogo Ue-Russia venuta dal presidente francese Emanuel Macron. “Sì, se fosse per noi, sì”, risponde al Foglio.it su Draghi inviato speciale Ue per l’Ucraina con appoggio Meloni, Macron, von der Leyen il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Fdi Giovanbattista Fazzolari

“Credo sia il momento in cui anche la Ue parli con la Russia. Penso – ha risposto ieri Meloni sulla guerra in Ucraina- che su questo Macron abbia ragione. Ma se l’Europa decide di parlare solo con una delle due parti in campo temo che il contributo sia limitato. Il problema è chi deve farlo. Sono favorevole all’indicazione di un inviato speciale della Ue sull’Ucraina”.

Referendum, Schlein: Pd fianco a fianco al Comitato per no: supporto massimo

Roma, 10 gen. (askanews) – “Questa campagna per il referendum ci vedrà fianco a fianco. Sono qui per offrire tutto il nostro supporto, tutta la nostra disponibilità. Sappiate che potete contare sulla comunità democratica in tutto il territorio nazionale per organizzare iniziative, per fare volantinaggio, per fare il porta a porta, per fare tutto ciò che occorre per informare le persone su questa pessima riforma e sul perché votiamo contro”. Così Elly Schlein, segretaria del Pd intervenendo a Roma alla presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

Referendum, Fratoianni (Avs): Meloni ha confessato di volere scalpo Magistratura

Roma, 10 gen. (askanews) – “Ieri la conferenza stampa di Giorgia Meloni è stata un lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione” delle toghe. Lo ha affermato il leader Avs Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, arrivando all’evento a Roma di presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

“La delegittimazione della magistratura è l’ossessione della destra italiana da 30 anni e con questa controriforma vogliono portarne a casa lo scalpo”, ha aggiunto.

Si tratta di “una controriforma – ha detto ancora Fratoianni- che non migliora in nessun modo i problemi della giustizia italiana, non interviene sulla lettezza del processo, sulla carenza degli organici, ha un unico obiettivo, quello di demolire la separazione dei poteri, di colpire l’autonomia della magistratura, di controllarla”, ha detto ancora.

Questa riforma “rivela un altro dei problemi di questa destra: l’allergia cronica nei confronti di ogni forma di controllo, vale per la magistratura, vale per la magistratura contabile”, ha concluso il leader Avs.

Referendum, Landini: è in gioco la democrazia, andremo quartiere per quartiere

Milano, 10 gen. (askanews) – Per vincere la campagna per il No al referendum sulla giustizia “bisogna porsi l’obiettivo di parlare con tutte le persone. Quanti sono i comuni in Italia? 8.000? Abbiamo bisogno che in ogni Comune ci siano i comitati, che in ogni seggio ci siano dei rappresentanti”. Lo ha spiegato il leader della Cgil, Maurizio Landini, nel suo intervento all’evento del Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No al referendum sulla giustizia.

“Il lavoro che dobbiamo fare è proprio un lavoro organizzativo e capillare che ha questa dimensione – ha sottolineato -. Abbiamo bisogno di un lavoro Comune per Comune, quartiere per quartiere, territorio per territorio, parlando con le persone e rendendo evidente quella che è la posta in gioco che abbiamo di fronte: il futuro della nostra democrazia”.

Referendum, Bonelli (Avs): chiediamo mobilitazione Paese a difesa democrazia

Roma, 10 gen. (askanews) – “Noi invitiamo a una grande mobilitazione del Paese in difesa della democrazia perché c’è una destra che non vuole i contrappesi che ci sono in tutte le democrazie. Chi vuole creare impunità, sottoporre al controllo del governo la magistratura che è un organo indipendente da parte nostra ci sarà un secco no per difendere la democrazia e la nostra Costituzione”. Lo ha affermato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde arrivando all’evento a Roma di presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.secco no per difendere democrazia

Esibizione a Seoul, Alcaraz batte Sinner in due set nella prima sfida del 2026

Roma, 10 gen. (askanews) – Carlos Alcaraz si aggiudica il primo match del 2026 con Jannik Sinner. Lo spagnolo trionfa nell’esibizione di Seul superando l’altoatesino con il punteggio di 7-5, 7-6, al termine di una partita durata poco meno di due ore. È stato uno spettacolo vero e proprio: colpi di altissimo livello, scambi prolungati da fondo campo, ma anche sorrisi, gag e grande complicità tra i due, che hanno infiammato il pubblico con giocate spettacolari e momenti di puro divertimento. Alcaraz ha mostrato i progressi fatti al servizio, con un movimento molto più fluido e una resa più alta; Sinner, di contro, non è riuscito a sfruttare le quattro palle break offerte nel match dallo spagnolo. Ora l’attenzione si sposta sugli Australian Open, il primo impegno ufficiale per entrambi.

Continuano le proteste in Iran, decine di morti. Rubio: Usa sostengono il coraggioso popolo iraniano

Roma, 10 gen. (askanews) – Venerdì sera si sono svolte nuove proteste contro il governo in Iran, in particolare a Teheran, dove i residenti hanno marciato lungo diverse strade principali, secondo un video verificato dall’Afp e le immagini che circolano sui social media, nonostante il blackout nazionale di internet.

Al tredicesimo giorno di un movimento di protesta che sta guadagnando slancio nonostante la repressione, i residenti hanno battuto pentole e padelle e scandito slogan ostili al governo, tra cui “Morte a Khamenei”, riferendosi alla Guida Suprema dell’Iran. In questo quartiere di Sadatabad, nel nord-ovest di Teheran, sono stati sostenuti da una cacofonia di clacson, secondo il video autenticato.

Altre immagini pubblicate sui social hanno mostrato manifestazioni simili in altre parti di Teheran. E canali televisivi in lingua persiana con sede all’estero hanno trasmesso video di numerosi manifestanti a Mashhad, nell’Iran orientale, e a Tabriz, nel nord, e nella città santa di Qom.

Un medico di Teheran che non ha reso noto la sua identità ha dichiarato alla rivista TIME che 217 manifestanti sono morti in soli sei ospedali della città dopo le manifestazioni anti-regime di giovedì sera, “la maggior parte a causa di proiettili veri”.

Il numero di morti segnalate nella capitale è molto più alto rispetto alle almeno 51 vittime confermate dai gruppi per i diritti umani durante le manifestazioni anti-regime, iniziate il 28 dicembre.

TIME sottolinea di non essere in grado di verificare in modo indipendente i dati forniti dai gruppi per i diritti umani. Un “blackout di internet a livello nazionale” imposto dalle autorità iraniane mentre i manifestanti scendono in piazza è ormai in atto da 36 ore, afferma il monitor Netblocks.

“Dopo un’altra notte di proteste accompagnate da repressione, i dati mostrano che il blackout di internet a livello nazionale è in vigore da 36 ore”, si legge in un post su X. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha diffuso una breve dichiarazione su X a sostegno dei manifestanti iraniani. “Gli Stati Uniti sostengono il coraggioso popolo iraniano”, ha scritto.

Intanto, l’esercito iraniano ha promesso di salvaguardare gli interessi nazionali, le infrastrutture strategiche e la proprietà pubblica del Paese, nel contesto delle diffuse proteste antigovernative.

In una nota, ha esortato inoltre i cittadini a essere vigili per sventare quelli che definisce “i complotti nemici” mentre le proteste continuano.

Landini: Governo vuole cambiare Costituzione, va difesa democrazia

Roma, 10 gen. (askanews) – “Siamo qui oggi perché quello che sta facendo il governo con questo intervento non c’entra nulla con la riforma della giustizia. La divisione delle carriere non c’entra assolutamente nulla ed è evidente il disegno politico di questo governo di mettere in discussione e di cambiare radicalmente la nostra Costituzione”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’evento Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No al referendum sulla giustizia.

“In questo caso – ha spiegato – mettendo in discussione l’indipendenza della magistratura, ma poi questa cosa va collocata dentro quello che più in generale questo governo sta facendo. Da tutto il tentativo fatto con l’autonomia differenziata, che non è ancora finito, se pensiamo ai provvedimenti fatti, i decreti sulla sicurezza che mettono in discussione anche il diritto di sciopero, se pensiamo ai tagli che si stanno facendo per mettere in discussione il diritto vero del lavoro. Quindi è evidente che in questo caso, per quello che ci riguarda, difendere e applicare la nostra Costituzione è un punto fondamentale. Per questo diciamo che è importante andare a votare, è importante affermare la centralità della libertà e della democrazia reale nel nostro Paese”.

“Far funzionare meglio la giustizia vuol dire far riassumere i 12.000 giovani precari che invece a luglio rischiano di essere a casa – ha sottolineato Landini -. Significa fare quegli investimenti che sono necessari per far funzionare meglio, ridurre i tempi e garantire la certezza”.

Governo, Landini: noi parte sbagliata storia? Per loro democrazia non ci sarebbe

Milano, 10 gen. (askanews) – “Noi siamo di fronte a un disegno politico esplicito di questo governo che vuole mettere in discussione l’esistenza stessa della Costituzione e della democrazia così come la Costituzione l’ha disegnata”. Lo ha dichiarato il leader della Cgil, Maurizio Landini, nel suo intervento all’evento del Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No al referendum sulla giustizia.

“Perché mi ha colpito un’affermazione che ieri la presidente del Consiglio ha fatto dicendo che ci sarebbe una parte del paese che quando manifesta si mette dalla parte sbagliata della storia”, ha proseguito Landini riferendosi alla conferenza stampa di inizio anno della premier Meloni. “Io ci ho pensato un attimo e la riflessione che ho fatto è: ‘ma chi è che ci spiega qual è la parte giusta della storia?’ No, perché se fosse per la storia da cui proviene buona parte di questo governo la Costituzione, la democrazia non ci sarebbe. Quale sarebbe la parte giusta della storia? Perché se oggi loro sono al governo – ha concluso Landini – è grazie alla sconfitta del fascismo e del nazismo e della Costituzione, altrimenti non ci sarebbe”.

Strage di Crans Montana, interrogato anche chi ispezionò il bar Le Constellation

Roma, 5 gen. (askanews) – La polizia sta effettuando interrogatori che riguardano non solo i proprietari del bar Le Constellation, ma anche i soggetti che hanno condotto le ispezioni sul locale andato a fuoco a Capodanno, in cui sono morti 40 ragazzi, tra i quali sei di nazionalità italiana. Lo ha segnalato l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, intervistato il 5 gennaio da RaiNews.

Cornado ha detto di aver avuto oggi contatti con le forze di polizia che “sono impegnate a condurre interrogatori” con “l’obiettivo di fare a più presto chiarezza per sapere la verità e poi naturalmente adottare le misure che si imporranno a seguito degli accertamenti che verranno fatti in occasione di queste indagini”.

L’inchiesta, secondo il diplomatico, “richiederà tempo”, ma la polizia sta procedendo con gli interrogatori “che non riguardano soltanto il bar, ma riguardano anche altri soggetti, altre istituzioni, inclusi coloro che hanno condotto le ispezioni e firmato i rapporti di queste ispezioni dal quale non emergeva nulla” in contrasto con le norme id sicurezza.

Cornado ha anche osservato come i proprietari francesi del bar siano rimasti inizialmente a piede libero perché non ci sarebbe stato pericolo di fuga. “Se la stessa cosa fosse avvenuta in Italia, trattandosi di cittadini stranieri, perché i gestori del locale sono cittadini francesi, molto probabilmente sarebbero state adottate misure cautelari, proprio perché essendo cittadini stranieri si sarebbe ritenuto che il pericolo di fuga esistesse”, ha segnalato, oltre a fatto che per l’ordinamento italiano si sarebbe dovuto tener conto anche del pericolo di inquinamento delle prove.

Referendum, Schlein: il governo vuole assoggettare i magistrati. Landini: va difesa la democrazia

Roma, 10 gen. (askanews) – Le parole della premier sulla magistratura e sulla campagna referendaria dell’Anm per il no alla separazione delle carriere dei magistrati, pronunciate nel discorso di inizio anno, rappresentano “l’ennesimo attacco deliberato contro i giudici, una costante che utilizzeranno nella campagna referendaria, ma pure l’ammissione di un fallimento proprio su uno dei loro cavalli di battaglia”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein, intervistata da la Repubblica. “Vogliono solo assoggettare i magistrati”, denuncia.

“Nordio – sottolinea la leader Pd – ha già spiegato che questa riforma non incide sul funzionamento della giustizia per i cittadini né accelera i processi. E Meloni stessa ha chiarito a cosa serve attaccando la Corte dei conti: al governo che, siccome ha vinto le elezioni, si considera al di sopra della legge e dei controlli. Anche su come usa i soldi degli italiani”.

Intanto si apre la campagna per il no al Referendum. “Siamo qui oggi perché quello che sta facendo il governo con questo intervento non c’entra nulla con la riforma della giustizia. La divisione delle carriere non c’entra assolutamente nulla ed è evidente il disegno politico di questo governo di mettere in discussione e di cambiare radicalmente la nostra Costituzione”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’evento Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No al referendum sulla giustizia.

“In questo caso – ha spiegato – mettendo in discussione l’indipendenza della magistratura, ma poi questa cosa va collocata dentro quello che più in generale questo governo sta facendo. Da tutto il tentativo fatto con l’autonomia differenziata, che non è ancora finito, se pensiamo ai provvedimenti fatti, i decreti sulla sicurezza che mettono in discussione anche il diritto di sciopero, se pensiamo ai tagli che si stanno facendo per mettere in discussione il diritto vero del lavoro. Quindi è evidente che in questo caso, per quello che ci riguarda, difendere e applicare la nostra Costituzione è un punto fondamentale. Per questo diciamo che è importante andare a votare, è importante affermare la centralità della libertà e della democrazia reale nel nostro Paese”.

“Far funzionare meglio la giustizia vuol dire far riassumere i 12.000 giovani precari che invece a luglio rischiano di essere a casa – ha sottolineato Landini -. Significa fare quegli investimenti che sono necessari per far funzionare meglio, ridurre i tempi e garantire la certezza”.

“Ieri la conferenza stampa di Giorgia Meloni è stata un lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione” delle toghe. Lo ha affermato il leader Avs Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, arrivando all’evento a Roma di presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

“La delegittimazione della magistratura è l’ossessione della destra italiana da 30 anni e con questa controriforma vogliono portarne a casa lo scalpo”, ha aggiunto.

Referendum, Landini: Governo vuole cambiare Costituzione, va difesa democrazia

Milano, 10 gen. (askanews) – “Siamo qui oggi perché quello che sta facendo il governo con questo intervento non c’entra nulla con la riforma della giustizia. La divisione delle carriere non c’entra assolutamente nulla ed è evidente il disegno politico di questo governo di mettere in discussione e di cambiare radicalmente la nostra Costituzione”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell’evento Comitato Società Civile che dà il via alla campagna per il No al referendum sulla giustizia.

“In questo caso – ha spiegato – mettendo in discussione l’indipendenza della magistratura, ma poi questa cosa va collocata dentro quello che più in generale questo governo sta facendo. Da tutto il tentativo fatto con l’autonomia differenziata, che non è ancora finito, se pensiamo ai provvedimenti fatti, i decreti sulla sicurezza che mettono in discussione anche il diritto di sciopero, se pensiamo ai tagli che si stanno facendo per mettere in discussione il diritto vero del lavoro. Quindi è evidente che in questo caso, per quello che ci riguarda, difendere e applicare la nostra Costituzione è un punto fondamentale. Per questo diciamo che è importante andare a votare, è importante affermare la centralità della libertà e della democrazia reale nel nostro Paese”.

“Far funzionare meglio la giustizia vuol dire far riassumere i 12.000 giovani precari che invece a luglio rischiano di essere a casa – ha sottolineato Landini -. Significa fare quegli investimenti che sono necessari per far funzionare meglio, ridurre i tempi e garantire la certezza”.

Referendum, Fratoianni (Avs): Meloni ha confessato volere scalpo Magistratura

Roma, 10 gen. (askanews) – “Ieri la conferenza stampa di Giorgia Meloni è stata un lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione” delle toghe. Lo ha affermato il leader Avs Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, arrivando all’evento a Roma di presentazione del Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia.

“La delegittimazione della magistratura è l’ossessione della destra italiana da 30 anni e con questa controriforma vogliono portarne a casa lo scalpo”, ha aggiunto.

Si tratta di “una controriforma – ha detto ancora Fratoianni- che non migliora in nessun modo i problemi della giustizia italiana, non interviene sulla lettezza del processo, sulla carenza degli organici, ha un unico obiettivo, quello di demolire la separazione dei poteri, di colpire l’autonomia della magistratura, di controllarla”, ha detto ancora.

Questa riforma “rivela un altro dei problemi di questa destra: l’allergia cronica nei confronti di ogni forma di controllo, vale per la magistratura, vale per la magistratura contabile”, ha concluso il leader Avs.

Tennis, Alcaraz batte Sinner in due set nella prima sfida 2026

Roma, 10 gen. (askanews) – Carlos Alcaraz si aggiudica il primo match del 2026 con Jannik Sinner. Lo spagnolo trionfa nell’esibizione di Seul superando l’altoatesino con il punteggio di 7-5, 7-6, al termine di una partita durata poco meno di due ore. È stato uno spettacolo vero e proprio: colpi di altissimo livello, scambi prolungati da fondo campo, ma anche sorrisi, gag e grande complicità tra i due, che hanno infiammato il pubblico con giocate spettacolari e momenti di puro divertimento. Alcaraz ha mostrato i progressi fatti al servizio, con un movimento molto più fluido e una resa più alta; Sinner, di contro, non è riuscito a sfruttare le quattro palle break offerte nel match dallo spagnolo. Ora l’attenzione si sposta sugli Australian Open, il primo impegno ufficiale per entrambi.

Sci, GranPremio Giovanissimi: il calendario delle finali regionali

Milano, 10 gen. (askanews) – L’Associazione Maestri Sci Italiani (Amsi) ha annunciato il calendario ufficiale delle Finali Regionali del “48esimo GranPremio Giovanissimi Kinder Joy of Moving – Trofeo KIA”, uno degli appuntamenti centrali della stagione invernale dedicata allo sci giovanile. La manifestazione si svolgerà tra gennaio e marzo e accompagnerà migliaia di giovani atleti nel percorso che conduce alla Finale Nazionale.

Il GranPremio Giovanissimi coinvolge bambini nati negli anni 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 e rappresenta da quasi cinquant’anni un punto di riferimento per lo sci italiano e per la Scuola Italiana Sci. Il cammino verso la Finale Nazionale prende avvio all’interno delle Scuole Italiane Sci, considerate il cuore del progetto. Tra dicembre e gennaio vengono organizzate gare dedicate a bambini dagli 8 ai 12 anni, pensate come momenti di confronto sportivo inseriti in un clima di festa e divertimento. Le competizioni si svolgono nella specialità dello slalom gigante e consentono ai primi 10 classificati di ogni categoria, cinque maschili e cinque femminili, di accedere alle successive Finali Regionali, tappa fondamentale di un percorso progressivo sia dal punto di vista sportivo sia educativo.

Ogni anno il GranPremio Giovanissimi coinvolge oltre 50mila bambini e si articola nelle fasi di Scuola, Finali Regionali e Finali Nazionali. Per molti partecipanti rappresenta la prima esperienza agonistica e, in alcuni casi, l’inizio di un cammino che conduce allo sci di alto livello, come testimoniano i numerosi campioni presenti nell’Albo d’oro della manifestazione.

Per quanto riguarda il calendario delle Finali Regionali, nel mese di gennaio sono previste diverse tappe. In Toscana la data e la località sono in fase di definizione. In Emilia Romagna la finale si svolgerà il 18 gennaio a Corno alle Scale (Bologna). La Valle d’Aosta per lo sci nordico ospiterà la competizione il 21 gennaio a Flassin, nel Comune di Saint-Oyen (Aosta). Il Trentino sarà protagonista il 23 gennaio a Folgaria (Trento). Il 26 gennaio Roccaraso (L’Aquila) accoglierà le finali di Basilicata, Calabria e Sicilia, mentre il 31 gennaio la Lombardia per lo sci nordico farà tappa a Valdidentro (Sondrio).

Nel mese di febbraio le finali regionali proseguiranno con l’Abruzzo e la Valle d’Aosta, entrambe in programma il 1 febbraio rispettivamente a Roccaraso (L’Aquila) e a Pila (Aosta). Nella stessa giornata la Basilicata per lo sci nordico gareggerà a Terranova di Pollino (Potenza). Il 2 febbraio sarà la volta della Campania, ancora a Roccaraso (L’Aquila). Il Lazio scenderà in pista il 7 febbraio a Campocatino (Frosinone), mentre la Lombardia ospiterà le competizioni il 7 e l’8 febbraio a Borno (Brescia). Il Piemonte gareggerà il 21 e 22 febbraio a Bardonecchia (Torino) e il Veneto il 22 febbraio ad Auronzo di Cadore (Belluno).

Nel mese di marzo sono previste le finali regionali dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, per le quali date e località sono ancora in fase di definizione. Le Marche chiuderanno il calendario regionale l’8 marzo a Monte Piselli (Teramo). Il percorso culminerà con la Finale Nazionale del GranPremio Giovanissimi, in programma dal 23 al 26 marzo a Ponte di Legno – Tonale, appuntamento conclusivo che riunirà i migliori giovani sciatori provenienti da tutta Italia.

Dottrina Monroe? Trump la rovescia

La dottrina Monroe, proclamata nel 1823 dal presidente James Monroe, nasceva in un contesto storico preciso e con una pretesa che non era soltanto strategica, ma anche morale. 

Le Americhe — secondo quella visione — dovevano essere sottratte alle ambizioni coloniali europee per diventare uno spazio autonomo, nel quale le giovani repubbliche potessero consolidare la propria indipendenza. Dietro la formula “America agli americani” vi era l’idea, certo interessata ma non priva di coerenza ideale, di tutelare le spinte anti-colonialiste e di favorire la nascita di un grande spazio di libertà politica.

Era questa pretesa morale — più ancora che la strategia — a fondare la legittimità dell’egemonia americana. Ed è proprio questo elemento che oggi viene meno.

Lo sguardo critico dell’America latina

E tuttavia, fin dall’inizio, quella pretesa morale non è mai stata accettata senza riserve. Una parte rilevante della storiografia e del pensiero politico latino-americano ha guardato alla dottrina Monroe con profondo sospetto, interpretandola già dal 1823 come una forma di imperialismo mascherato. In questa lettura, la dottrina non sostituiva l’ingerenza europea con una reale autonomia continentale, ma con una nuova egemonia, meno visibile e più pervasiva. L’elemento morale appariva dunque ambiguo: più che garantire la libertà dei nuovi Stati, fissava una gerarchia continentale con Washington nel ruolo di arbitro ultimo.

Roosevelt, guerra fredda e sicurezza continentale

Nel corso del Novecento quella dottrina venne progressivamente reinterpretata. Con Theodore Roosevelt e il suo celebre corollario, gli Stati Uniti si attribuirono il diritto di intervenire negli affari interni dei Paesi latino-americani per prevenire instabilità e ingerenze esterne. Durante la guerra fredda, la dottrina Monroe si saldò poi con la dottrina della sicurezza nazionale: l’America latina divenne il fronte avanzato del contenimento del comunismo, spesso al prezzo di gravi compromissioni democratiche. E tuttavia, anche in queste fasi più controverse, l’egemonia americana continuava a rivendicare una giustificazione superiore: ordine, stabilità, libertà contro un’alternativa totalitaria. La maschera morale, pur logora, restava indossata.

La rottura dell’era Trump

È proprio questo elemento che si dissolve nella postura assunta dall’America dell’era Donald Trump. Qui non siamo di fronte a una nuova dottrina, ma a una logica di controllo diretto dell’emisfero occidentale. Non c’è più alcun riferimento alla tutela dei processi politici locali o alla promozione di valori condivisi. L’orizzonte è quello della subordinazione: sicurezza, commercio e scelte interne devono allinearsi agli interessi immediati degli Stati Uniti. In questo senso, parlare di “dottrina Trump” è improprio: non è un’evoluzione della dottrina Monroe, ma il suo annichilimento finale.

La caduta della maschera e la sfida europea

Se per molti osservatori latino-americani quella maschera era sempre stata fragile, oggi essa cade definitivamente. L’egemonia americana non pretende più di apparire tutela o guida: si presenta come dominio esplicito, privo di giustificazione morale. Ed è qui che entra in gioco l’Europa. Per decenni beneficiaria dell’ombrello americano, oggi si trova davanti a un vuoto che non è solo strategico, ma valoriale. Se gli Stati Uniti rinunciano a spiegare il proprio ruolo nel mondo, spetta all’Europa decidere se limitarsi a subire questa trasformazione o se provare a colmarla con una propria visione: fondata sul diritto internazionale, sul multilateralismo e su una leadership che non coincida con la sola imposizione della forza. In caso contrario, il rischio è confermare l’irrilevanza politica di un continente che, proprio mentre perde le sue protezioni storiche, non riesce ancora a pensarsi come soggetto autonomo della storia.

Amintore Fanfani, lo statista che affrontò la modernità italiana

Nell’immagine diffusa che si ha della vicenda politica italiana del secondo dopoguerra prevale l’attenzione su alcuni passaggi cruciali della storia del paese. Il referendum costituzionale del 2 giugno e la stesura della Carta costituzionale, la rapida crescita economica che caratterizza la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, il terrorismo degli anni Settanta e la crisi del sistema dei partiti dei primi anni Novanta. Rispetto a questa scansione restano molto spesso sullo sfondo o quasi dietro le quinte le biografie di quelle donne e di quegli uomini che hanno costituito le classi dirigenti che hanno portato la responsabilità delle scelte politiche affrontate dall’Italia in quei decenni.

Si tratta di un punto di vista affatto secondario per comprendere cosa sia stato il processo di uscita dalla dittatura fascista e dalla tragedia della guerra e la costruzione della democrazia repubblicana non solo come fatto istituzionale. Indagare il vissuto di quelle persone significa infatti entrare all’interno delle dinamiche delle forze politiche che animano la vita italiana e però misurarsi anche con alcuni snodi fondamentali sul piano storiografico: il rapporto fra politica e cultura, gli elementi peculiari della democrazia italiana, l’intreccio fra la vicenda italiana e il quadro delle relazioni internazionali.

Questa pluralità di piani si ritrova nei contributi del volume Amintore Fanfani Storico dell’Economia e Statista, (Franco Angeli, 2013), a cura di Angela Maria Bocci Girelli, frutto di un lavoro di ricerca iniziato con un convegno tenutosi nel marzo 2009 all’Università La Sapienza dedicato alla figura di Fanfani. Figura centrale nella storia repubblicana oltre che in quella della Democrazia Cristiana, lo statista di Pieve Santo Stefano non è riducibile all’abile e deciso uomo di governo che eredita la guida del partito dei cattolici da Alcide De Gasperi. La dimensione intellettuale e scientifica del professore di Storia economica si rivela come centrale per capire l’orientamento dell’uomo politico, soprattutto perché Fanfani emerge, nel panorama degli studi economici nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta per alcuni caratteri specifici.

È fra quanti si interrogano sul capitalismo come fatto economico e sociale, ma forte è la convinzione che una sua più chiara comprensione passi per una storicizzazione di come si siano venute delineando tanto le strutture quanto le idee di fondo di questo regime economico-sociale. La sensibilità cristiana e cattolica, modellata sul magistero sociale che prende le mosse da Rerum Novarum, diviene così stimolo ad uno studio accurato della realtà delle cose, che porta Fanfani a confrontarsi criticamente con i grandi modelli di analisi storica e sociologica del capitalismo, soprattutto con le letture di Max Weber e Wener Sombardt.

Pur nel netto distanziarsi da quegli autori, di cui critica la tesi di fondo sul rapporto fra capitalismo e protestantesimo e sulla collocazione storica della nascita del capitalismo nel XVI secolo, Fanfani è fra i primi che nel panorama intellettuale italiano coglie come discutere la questione del capitalismo significhi misurarsi con il cuore della modernità storica. Si coglie qui il risvolto politico di una ricerca intellettuale che continua anche negli anni della militanza politica e dell’impegno come parlamentare e uomo di governo.

Nella sensibilità di Fanfani, infatti, i caratteri problematici del capitalismo, se letti in una prospettiva storica, mostrano come questo non sia una forma di rapporto naturale o spontaneo, ma sia determinato da precise scelte e dunque ricada nella sfera di competenza propria della politica. La modernizzazione del paese di cui il capitalismo è un potenziale portatore emerge allora come possibile solo dentro il perimetro di una chiara consapevolezza delle responsabilità di governo delle cose che sono in gioco. Atteggiamento, questo, che consente di cogliere l’evoluzione della sensibilità di Fanfani stesso, che dalla vicinanza al modello corporativo degli anni Trenta, sposa poi l’orientamento keynesiano nel secondo dopoguerra. Tale approccio è al cuore di quella sensibilità per la questione sociale che diviene fondativa della «Repubblica democratica fondata sul lavoro», secondo la formulazione dell’art. 1 della Costituzione che si deve proprio a Fanfani. E in termini operativi è questa stessa sensibilità politica che muove l’agire dell’uomo politico come Ministro del Lavoro e poi come Presidente del Consiglio.

Sono scelte che si riflettono anche al di là delle politiche e della legislazione. Informano il modo in cui viene concepito lo Stato, che proprio negli anni in cui Fanfani è fra i protagonisti maggiori della vita istituzionale, si modernizza nelle sue strutture di fondo: si pensi all’impianto economico dello “Schema Vanoni”, allo sviluppo delle strutture di ministeri e della pubblica amministrazione, al ruolo centrale assunto da realtà come Eni. La biografia di Fanfani è intrecciata a questi passaggi e alla loro motivazione politica e più in generale ad un passaggio storico nel quale l’Italia si inserisce dentro un orizzonte internazionale più ampio nel quale lo sviluppo economico è inteso anche e soprattutto come funzionale ad uno sviluppo di ordine sociale e dunque visto come fatto eminentemente politico. Questo comporta anche un modo di concepire le relazioni internazionali che non è riducibile ad una semplice adesione incondizionata alla divisione in due blocchi della Guerra Fredda.

I rapporti di Fanfani non solo con gli Stati Uniti e i paesi dell’Europa Occidentale non esauriscono il perimetro della visione di politica estera dell’Italia di quegli anni. Questa si muove certo entro i limiti di un ordine internazionale ben definito, ma diviene capace di ritagliarsi un punto di vista che apre a un dialogo tanto con l’Unione Sovietica quanto con i cosiddetti “non allineati”, come la Jugoslavia o i paesi che intraprendono il percorso della decolonizzazione.

In questo sforzo di guardare alla modernità, che segna la figura di Fanfani e ne mette in luce il ruolo la problematicità, entra anche il rapporto con la Democrazia Cristiana, che proprio sotto la spinta della sua guida politica si struttura come partito di massa. La Dc si dota allora di un’organizzazione interna che la rende capace di radicarsi in un paese plurale sul piano cultura e sociale e di dare corpo ad una ricca elaborazione politica che accompagna la costruzione della democrazia italiana.

La figura di Fanfani emerge come un punto di vista da cui riconsiderare alcuni caratteri genetici dell’Italia contemporanea, del suo assetto politico, della sua vicenda storica.

Giustizia, ci sono anche i Popolari per il Sì

Un voto che divide gli schieramenti

Il referendum, di per sè, è un voto politico trasversale. Lo è sempre stato e continua ad esserlo. È appena sufficiente ricordare lo storico referendum che ha cambiato definitivamente ed irreversibilmente la percezione che noi cattolici ed ex democristiani avevamo della geografia politica e cultuale del nostro paese sino a quel momento per rendersene conto. E del profondo pluralismo di opinioni che c’era anche al nostro interno. E cioè, il referendum del 1974 sul divorzio. Per non parlare della scelta fra la monarchia e la repubblica del giugno del 1946.

Ora, e per fermarsi al referendum costituzionale sulla giustizia che si terrà nei prossimi mesi, noi prendiamo atto che, come da tradizione, gli stessi schieramenti politici sono frantumati al loro interno. Certo, il centro destra, almeno formalmente, è granitico nel votare Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Una unità che, del resto, è il frutto e la conseguenza di un progetto essenziale e decisivo del programma del centro destra in questa legislatura.

Le posizioni nella sinistra e nell’area popolare

Diversa, molto diversa, è la concreta situazione che si presenta nello schieramento alternativo, cioè la coalizione di sinistra e progressista. Tra le molte iniziative, è sufficiente ricordare quella di Firenze che si terrà nei prossimi giorni organizzata della sinistra per il Sì guidata da molti esponenti di primo piano del Partito democratico e che vede la partecipazione di un illustre ed autorevole giurista, nonché politico, di estrazione progressista come Augusto Barbera.

Ma anche nell’area Popolare o ex democristiana c’è un vivace e del tutto fisiologico dibattito e confronto tra i sostenitori del No e quelli che invece appoggiano il Sì al referendum costituzionale. L’amica Rosy Bindi è tra i principali protagonisti nella battaglia per il No e con il comitato che la vede in prima linea ci sono molti esponenti dell’ara cattolico democratica come, ad esempio, Giovanni Bachelet. Un fatto del tutto legittimo, naturale e anche corretto.

Al contempo, però, ci sono dei Popolari che invece si riconoscono nel Sì. E proprio nei prossimi giorni in una conferenza stampa a Roma verranno spiegate le ragioni politiche, culturali e storiche che portano molti Popolari ed ex democristiani a condividere le ragioni di questa riforma.

Un richiamo alla coerenza storica

Al riguardo, non si può non ricordare, come mi ha suggerito tempo fa l’amico Stefano Ceccanti, che nelle tesi programmatiche del Ppi fondato nel 1994 alla Fondazione Sturzo da Mino Martinazzoli, Franco Marini, Rosa Russo Iervolino, Gerardo Bianco, Gabriele De Rosa e da molte altre donne e uomini che si riconoscevano nel filone del cattolicesimo popolare e sociale, contenevano al loro interno anche l’adesione al progetto della separazione delle carriere e, di conseguenza, dell’impianto della riforma della giustizia disegnata dal Ministro Vassalli.

Ricordo questo aspetto, peraltro non marginale, perchè si tratta anche di essere coerenti con quello che si è detto, e soprattutto si è scritto, su questi temi delicati e decisivi anche per la qualità della nostra democrazia. E le posizioni politiche storiche di fondo, di norma, non possono cambiare a seconda delle simpatie – o delle antipatie – che si nutrono nei confronti di chi governa momentaneamente. Perchè se così fosse il pensiero, la tradizione, la cultura e il progetto politico sarebbero del tutto sacrificati sull’altare della convenienza e del tatticismo. E sul tema della giustizia, seppur in mezzo a molte difficoltà e contraddizioni, è bene conservare una coerenza politica, e storica, di fondo. Ameno per noi Popolari ed ex democristiani.

Il neoliberismo ha disgregato la sinistra?

Il fallimento politico del neoliberismo

Gli avvenimenti degli ultimi anni, segnati dall’avanzata dei populismi e delle destre estreme che minacciano i fondamenti delle democrazie occidentali e delle istituzioni internazionali poste a loro tutela, sono anche il risultato di un processo sviluppatosi nel corso di diversi decenni. Una chiave di lettura utile è offerta dalle analisi di Petros Markaris e Yanis Varoufakis sulla crisi greca, che ha avuto profonde ripercussioni sull’intera Europa.

Secondo questi autori, il neoliberismo non rappresenta soltanto un fallimento economico, ma un vero e proprio progetto politico che svuota la democrazia e rende irrilevante la sinistra storica.

La sinistra tra subalternità e perdita di identità

Invece di tentare di governare e imbrigliare le politiche neoliberiste, la sinistra ha finito per subirle, lasciando spazio alla rabbia intercettata dalla destra radicale e apparendo sempre più indistinguibile dalla destra tradizionale.

La nascita del cosiddetto “tecnofeudalesimo” – lo spostamento del potere dalla politica all’economia dominata dai grandi colossi tecnologici – ha reso il voto dei cittadini progressivamente irrilevante. I governi non hanno saputo adottare in tempo strumenti adeguati per regolamentare il capitale.

Austerità e distruzione del ceto medio

Le politiche di austerità hanno aggravato le condizioni di vita dei cittadini, favorendo una lenta ma costante distruzione del ceto medio. La disperazione delle classi meno abbienti ha alimentato l’avanzata delle autocrazie, mentre l’ultimo baluardo rimasto – la libertà di stampa – è oggi oggetto di continui attacchi, anche a causa della scarsa volontà politica di difenderla.

Solitudine sociale e dominio del denaro

I valori della società occidentale, che avevano prodotto sviluppo economico e senso di comunità, sono stati progressivamente sostituiti dal denaro come unico criterio di valutazione del valore umano. La scomparsa dei negozi di prossimità, sostituiti da catene globali e commercio online, e lo svuotamento dei quartieri a favore di piattaforme come Airbnb hanno reso l’individuo sempre più solo e privo di identità.

Social media, disinformazione e intelligenza artificiale

L’esplosione dei social media ha favorito una parziale democratizzazione dell’informazione, ma anche la diffusione massiccia di fake news capaci di influenzare profondamente le scelte collettive. L’irruzione dell’intelligenza artificiale, se non adeguatamente regolata, ha ulteriormente aggravato questa fragilità, mettendo a rischio l’idea stessa di informazione libera e veritiera.

Giovani, anziani e apatia democratica

La sinistra non ha saputo rispondere alla rabbia delle giovani generazioni né alla solitudine degli anziani, generando un’apatia diffusa che si riflette nell’aumento dell’astensione elettorale e nella sfiducia verso la possibilità di un cambiamento reale.

Un progetto politico per non scomparire

Di fronte a queste minacce, la sinistra e le forze progressiste devono elaborare rapidamente un progetto politico capace di riscoprire i valori comuni e i diritti conquistati, ponendo al centro la difesa dell’informazione e dell’educazione delle giovani generazioni, elementi indispensabili per contrastare i processi in atto.

L’Europa, se vuole continuare a essere protagonista, deve assumere posizioni chiare e definite di fronte alle sfide che incombono, modificando innanzitutto i propri meccanismi decisionali, sburocratizzando le istituzioni e riaffermando senza esitazioni il valore della democrazia, oggi messo in discussione persino da alcuni dei suoi tradizionali alleati, primo fra tutti gli Stati Uniti d’America.

Referendum, Schlein: il Governo vuole assoggettare i Magistrati

Roma, 10 gen. (askanews) – Le parole della premier sulla magistratura e il sostegno dell’Anm alla campagna referendaria per il no alla separazione delle carriere dei magistrati rappresenta “l’ennesimo attacco deliberato contro i giudici, una costante che utilizzeranno nella campagna referendaria, ma pure l’ammissione di un fallimento proprio su uno dei loro cavalli di battaglia”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein, intervistata da la Repubblica. “Vogliono solo assoggettare i magistrati”, denuncia.

“Nordio – sottolinea la leader Pd- ha già spiegato che questa riforma non incide sul funzionamento della giustizia per i cittadini né accelera i processi. E Meloni stessa ha chiarito a cosa serve attaccando la Corte dei conti: al governo che, siccome ha vinto le elezioni, si considera al di sopra della legge e dei controlli. Anche su come usa i soldi degli italiani”.

Video – Il robot che balla “Billie Jean” imitando Michael Jackson

Las Vegas, 9 gen. (askanews) – Al CES 2026 sta rubando la scena Booster K1, il robot umanoide leggero che balla imitando le mosse di Michael Jackson. A passi di danza il robot dimostra come l’AI e la robotica stiano diventando sempre più fluide, espressive e vicine al movimento umano. Un mix di spettacolo e tecnologia che racconta il futuro dell’interazione uomo-macchina. Prodotto da Booster Robotics, startup specializzata in robot umanoidi AI-driven, il robot combina 22 gradi di libertà e intelligenza incorporata per movimenti fluidi e performance spettacolari.

Corto "Astronauta" selezionato anche Clermont-Ferrand e Santa Barbara

Roma, 9 gen. (askanews) – “Astronauta”, il cortometraggio d’esordio alla regia di Giorgio Giampà, è stato selezionato in Competizione Internazionale al Clermont-Ferrand International Short Film Festival e in Competizione Internazionale al Santa Barbara International Film Festival (festival Oscar qualifying), dove il film farà la sua première statunitense.

Il cortometraggio prosegue così il suo percorso nei principali contesti internazionali, dopo essere stato presentato ad Alice nella Città e al Cambridge International Film Festival, (Bafta qualifying).

Nei primi tre mesi di distribuzione, infatti, il film conta 20 selezioni festival, con première nazionali in decine di Paesi, tra cui: Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Norvegia, India, Bangladesh, Belgio e Guatemala.

Sul fronte dei riconoscimenti, Astronauta ha ricevuto la Menzione Speciale ad Alice nella Città, il premio per il Miglior Cortometraggio al Linea d’Ombra Festival, il premio per il Miglior Cortometraggio al Festival de Cine Ícaro de Guatemala e una Menzione Speciale al Capri Hollywood.

I premi in denaro ricevuti dal cortometraggio vengono interamente versati in un fondo destinato a sostenere il percorso di studi delle protagoniste minorenni del film.

Girato nella giungla del Guatemala e interpretato da attori non professionisti formati in un laboratorio condotto da Giorgio Giampà e Graciela Villanueva (collaboratrice di Cuarón, Reygadas, Huezo), la storia di Astronauta nasce da eventi biografici dei protagonisti per poi perdersi in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione.

Audely, 39 anni, è un taglialegna nella giungla guatemalteca. A casa sua, sua figlia Carol, 11 anni, sogna di entrare in quella stessa foresta. Quando lo scopre, Audely riflette, poi decide di andare sulla luna…

Un racconto poetico e sospeso, che esplora il rapporto tra padri e figli, tra sacrifici quotidiani e desiderio di futuro, tra durezza sociale e aspirazione alla gentilezza umana.

Il film è il prequel del lungometraggio di finzione in sviluppo Isabel Hernández, che ha vinto il fondo per lo sviluppo della Regione Campania Film Commission ed è stato selezionato all’EAVE Producers Workshop 2025.

Astronauta è una coproduzione internazionale tra Italia (Zoe Films), Guatemala (Cineconcepción, già produttore di Nuestras Madres, vincitore della Caméra d’Or a Cannes), Messico (Fiasco con Elena Fortes, produttrice di A Cop Movie, premiato alla Berlinale) e Francia (Salt for Sugar, vincitore del Torino Film Lab 2024).

Giorgio Giampà sta preparando anche un nuovo cortometraggio dal titolo El Capitán, che verrà girato in Guatemala, sempre con attori non professionisti, ancora una volta con la collaborazione della acting coach Graciela Villanueva.

“Donne in Emigrazione” è tema del Premio Italia Radici nel Mondo 2026

Roma, 9 gen. (askanews) – “Donne in emigrazione”: è il tema del Premio Italia Radici nel Mondo-Toto Holding 2026, di cui è stato presentato nella Sala Stampa della Camera dei deputati il Bando della Seconda edizione. Il concorso di racconti inediti rivolto agli italiani e alle italiane residenti all’estero e agli/alle italodiscendenti è stato definito “un tributo alle tante radici italiane sparse nel mondo”, che quest’anno vuole dare voce a storie di donne emigrate che hanno contribuito in modo significativo e con passione alla costruzione delle nostre società, secondo gli ideatori.

Il deputato del Pd eletto in America meridionale, Fabio Porta,(oltre che membro della Commissione Affari esteri e comunitari e vice presidente Comitato italiani all’estero) ricordando che nel 2026 cade anche l’ottantesimo anniversario del suffragio universale, ha affermato:

“Il ruolo che le donne hanno avuto nella storia della nostra immigrazione è fondamentale, quindi è giusto che il premio si occupi di cosa hanno fatto, di cosa fanno e di cosa potranno ancora fare le donne nell’immigrazione italiana”, ha detto ad askanews.

Il premio nasce dalla sinergia tra il John Fante Festival e il Piccolo Festival delle Spartenze (con il patrocinio di: gruppo di ricerca L&gend Letteratura & Identità di Genere dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, Società Dante Alighieri e MAECI). Cresciuta tra il Canada e la Svizzera l’ideatrice Giovanna di Lello, direttrice del John Fante Festival di Torre Peligna (in provincia di Chieti), all’interno del quale il premio è inserito, ha spiegato:

“Abbiamo voluto fortemente parlare di donne perché le donne sono poco rappresentate nella storia dell’emigrazione mondiale e soprattutto le scrittrici non emergono”, ha spiegato ad askanews.

“I racconti finalisti saranno raccolti in un volume che presenteremo come abbiamo fatto per la prima edizione, in Italia e all’estero. Per noi è importante raccogliere queste storie e sicuramente avremo delle bellissime sorprese”.

Giuseppe Sommario, co-ideatore e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Piccolo Festival delle Spartenze che si tiene ogni anno dal 2016 a Paludi (Cosenza), ha aggiunto:

“Un tributo alle tante storie, anche quelle poco note, ai tanti che sono partiti, a coloro soprattutto che non sono arrivati o non sono riusciti a tornare, queste storie sono radici italiane sparse nel mondo che ci parlano di noi”, ha spiegato ad askanews.

“Anche i nostri festival sono un tributo e un modo di ritornare. Penso sia arrivato il momento che la nostra storia delle emigrazioni sia raccontata, che si capisca quanto gli italiani nel mondo possano essere una risorsa per questo Paese”, ha concluso l’ideatore del premio.

Il Premio è organizzato dal Comune di Torricella Peligna (CH), ente organizzatore del John Fante Festival, con la partnership di Toto Holding, la collaborazione della Fondazione Pescarabruzzo e del Piccolo Festival delle Spartenze.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Carmine Ficca, sindaco del Comune di Torricella Peligna, Nicola Di Pietrantonio, consigliere del Comune di Torricella Peligna, Toni Ricciardi, Deputato eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, Paolo Masini, Presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova (MEI). Ha moderato l’incontro Gianni Lattanzio, Direttore editoriale di “MeridianoItalia”.

La giuria del premio è composta da Vito Teti (presidente), Giovanna Di Lello, Giuseppe Sommario, Antonio Bini, Maria Concetta Costantini, Giovanna Chiarilli, Roberta Sibona, Toni Ricciardi, Gianni Lattanzio.

Tutte le opere finaliste saranno raccolte e pubblicate in un volume, le opere vincitrici riceveranno un premio in denaro per le due categorie previste: “Nuova Emigrazione” e “Italodiscendenti”.

La categoria “Nuova Emigrazione” è dedicata a riconoscere e valorizzare le storie, le esperienze e i contributi degli italiani che, in tempi recenti, hanno scelto di stabilirsi all’estero.

La categoria “Italodiscendenti”, invece, celebra i discendenti di italiani emigranti, che, pur vivendo in contesti culturali differenti, continuano a mantenere vive le radici italiane. Entrambe le categorie mirano a promuovere l’importanza della diaspora italiana e a rafforzare i legami tra l’Italia e le comunità italiane nel mondo.

Per maggiori informazioni https://www.johnfante.org

Crans Montana, Tajani: in Italia titolare sarebbe stato arrestato subito

Roma, 9 gen. (askanews) – L’arresto del titolare del bar Le Constellation a Crans Montana è il primo atto di giustizia? “È quello che aveva sempre detto l’ambasciatore, in Italia sarebbero stati arrestati da subito, adesso vediamo che cosa succederà, è giusto che si faccia giustizia e che la magistratura vada fino in fondo insieme alla polizia. Ci sono ovviamente delle responsabilità. I responsabili, ovviamente al termine di un processo e se sono colpevoli, vanno puniti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, rispondendo a una domanda dei cronisti al termine della messa in suffragio delle vittime italiane del rogo di Crans Montana.

“Io credo che sia giusto che l’Italia si costituisca parte civile perché questa è stata una ferita inferta a tutto il nostro paese, avete visto quanta commozione c’è stata in Italia quindi credo che sia giusto che l’Italia si costituisca parte civile nel procedimento penale nei confronti di chi ha commesso dei reati perché è ovvio che ci sono delle responsabilità, non è stata una fatalità”, ha aggiunto il ministro.

Meloni sfida Schlein su l.elettorale. Fdi vuole primo sì entro estate

Roma, 9 gen. (askanews) – La sfida è lanciata e il timing già abbozzato. L’intenzione della maggioranza di riformare la legge elettorale esce dal novero delle ipotesi e delle suggestioni e arriva ufficialmente sul tavolo. E a collocarla tra le priorità del 2026 è direttamente Giorgia Meloni. La premier, durante l’annuale conferenza stampa organizzata dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare, ammette di “non essere un tecnico della materia” e spiega che “ci sono interlocuzioni anche se non necessariamente al mio livello”, negando nella sostanza di aver già affrontato il tema personalmente con i leader dell’opposizione. Ma affida alla sua maggioranza un mandato ben preciso: cercare sì il dialogo in Parlamento sulle cosiddette regole del gioco ma a patto che la riforma del sistema di voto vada in porto, anche a costo di approvarla con i soli voti della maggioranza. L’idea è quella di arrivare al primo sì entro l’estate.

Meloni respinge al mittente l’idea che la proposta di cui si parla, quella di un proporzionale con premio di maggioranza da assegnare a chi abbia ottenuto almeno il 40 (o il 42%) dei consensi, sia fatta su misura per far rivincere il centrodestra. E, anzi, si dice convinta che sarebbe interesse del “campo avverso”, a cominciare dalla segretaria del Pd Elly Schlein, collaborare a un siffatto restyling. “E’ – sostiene – una riforma che consente a chi prende più voti di governare per cinque anni con una maggioranza solida: sarebbe un vantaggio per tutti e potrebbe rappresentare un vantaggio ancora più importante per l’opposizione che per la maggioranza”.

Sul fronte dell’opposizione si fanno calcoli completamente diversi, soprattutto alla luce dei risultati dell’ultima tornata delle Regionali. E non a caso, si sottolinea come il primo rilancio sulla legge elettorale da parte del responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, sia coinciso esattamente con quel momento. Con il sistema attuale, infatti, è possibile che si determinino maggioranze diverse tra Camera e Senato soprattutto se, a differenza che nell’ultima tornata elettorale, il centrosinistra dovesse presentarsi unito nei collegi uninominali.

Nella stessa maggioranza restano alcuni nodi tecnici ancora da sciogliere: le preferenze, gradite a Meloni, non sono ben viste dalla Lega che già dovrebbe rinunciare ai collegi uninominali che le potrebbero assicurare una rappresentanza superiore alle percentuali elettorali. Poi c’è da decidere come assegnare il premio di maggioranza al Senato, che per la Costituzione si basa su una rappresentanza regionale. Si ragione sull’ipotesi di listini del presidente o su un calcolo effettuato su base nazionale ma con assegnazione regionale. Inoltre, Fratelli d’Italia vorrebbe l’indicazione del leader della coalizione già sulla scheda, opzione non gradita a Forza Italia.

Dal partito della premier, tuttavia, ci tengono a sottolineare che l’intenzione non è quella di fare forzature e si dicono pronti ad avviare delle consultazioni con le opposizioni prima di depositare un testo. Ma, viene spiegato, il Pd a differenza degli altri partiti, ancora non ha indicato un referente. Per questo, in caso l’impasse continuasse, non si esclude intanto di partire con la presentazione in Parlamento della proposta ed eventualmente procedere a colloqui formali con le forze di opposizione. Cosa che potrebbe avvenire a inizio febbraio. “La maggioranza conferma di seguire una linea di arroganza istituzionale. Non c’è nessuna proposta sul tavolo, hanno mille contraddizioni interne da risolvere. Quando avranno una proposta seria ce la spieghino, la valuteremo”, spiega il senatore dem, Dario Parrini. Nessuna presa di posizione, al momento, dal M5s mentre Filiberto Zaratti di Avs sottolinea che “così è come discutere con una pista posata sul tavolo, se davvero vogliono costruire un testo condiviso lascino da parte minacce e si aprano ad un confronto”. Per Riccardo Magi di +Europa, l’unica notizia della conferenza stampa è proprio che “il governo è pronto ad andare avanti a colpi di maggioranza sulla legge elettorale”.

Venezuela, Tajani: lavoriamo per la liberazione di tutti gli italiani

Roma, 9 gen. (askanews) – “Stiamo lavorando perché anche gli altri italiani” ancora detenuti in Venezuela “possano essere liberati tutti, ho parlato con il primo che è stato liberato”, Biagio Pilieri, “questo pomeriggio, che era al nostro consolato, è in buone condizioni, ha ringraziato il governo e la nostra diplomazia per tutto quello che ha fatto, adesso speriamo che ne escano il più possibile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, parlando con la stampa al termine della messa in suffragio delle vittime italiane del rogo di Crans Montana.

Meloni, Schlein: nemmeno una parola su sanità e scuola

Roma, 9 gen. (askanews) – “In tre ore di conferenza stampa da Giorgia Meloni nemmeno una parola sulle principali preoccupazioni degli italiani: la sanità pubblica e il carovita e nemmeno sulla scuola”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

Aggiunge la Schlein: “Prometteva di abolire le accise e invece le ha aumentate, prometteva di ridurre le tasse e invece siamo ai massimi da 10 anni. Promettevano di anticipare le pensioni e invece hanno ritardato l’età pensionabile. Davanti alla sua incoerenza toccherà a noi costruire un’Italia più giusta”.

Porta (Pd): momento di insegnare storia emigrazione italiana a scuola

Roma, 9 gen. (askanews) – “Sarebbe il momento che l’Italia, i giovani italiani, le scuole italiane, studiassero di più, conoscessero di più la storia dell’emigrazione italiana nel mondo. La mia proposta di legge è già in commissione Cultura, speriamo che presto arrivi in aula. Il ministero dell’Istruzione e del Merito quest’anno ha già diramato una circolare che chiede l’introduzione per l’anno scolastico in corso di questo insegnamento. La legge fa diventare permanente, obbligatorio, questo insegnamento”:

così ad askanews Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America meridionale, oltre che membro della Commissione Affari esteri e comunitari e vice presidente Comitato italiani all’estero, che ha presentato una proposta di legge per insegnare la storia dell’emigrazione italiana nelle scuole.

“Credo che sia un contributo non soltanto alla storia dell emigrazioni, quindi al riconoscimento di questa pagina di storia, ma anche a un’Italia che ancora oggi deve molto ai suoi connazionali all’estero”, ha concluso, a margine della presentazione nella sala stampa della Camera del bando per la II edizione del Premio Italia Radici nel mondo-Toto Holding.

Crans Montana, Meloni ai familiari vittime: fate Comitato

Roma, 9 gen. (askanews) – Al termine della messa di suffragio per le vittime dell’incendio di Crans Montana, la premier Giorgia Meloni si è nuovamente avvicinata ai familiari presenti e ha presentato loro l’avvocata dello Stato Gabriella Palmeri Sandulli designata per occuparsi della vicenda. La presidente del Consiglio ha invitato i familiari a costituirsi in Comitato e a fare riferimento all’avvocata per ogni evenienza.

Anche Salvini, Tajani e Mantovano hanno salutato i familiari al termine della funzione, così come il leader M5s Giuseppe Conte e la segretaria Pd Elly Schlein. A quest’ultima la mamma di Achille Barosi, stringendole la mano, ha rivolto un appello: “Non litigate più, Mi raccomando, promesso. Dovete stare uniti, Vi tengo d’occhio”.

Prima di lasciare la basilica Meloni ha salutato con stretta di mano e baci sulla guancia tutti i leader delle opposizioni presenti: Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni.

Storie di emigrazione femminile al Premio "Italia Radici nel Mondo"

Roma, 9 gen. (askanews) – Presentato oggi 9 gennaio presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati il Bando della seconda edizione del Premio “Italia Radici nel Mondo-Toto Holding”, concorso di racconti inediti rivolto agli italiani e alle italiane residenti all’estero e agli/alle italodiscendenti, nato dalla sinergia tra il John Fante Festival “Il dio di mio padre” e il Piccolo Festival delle Spartenze. Migrazioni e Cultura, con il patrocinio di: gruppo di ricerca L&gend Letteratura & Identità di Genere dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Società Dante Alighieri e MAECI. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Donne in emigrazione”.

Il Premio – organizzato dal Comune di Torricella Peligna (CH), ente organizzatore del John Fante Festival, con la partnership di Toto Holding, la collaborazione della Fondazione Pescarabruzzo e del Piccolo Festival delle Spartenze – intende dare voce alle tante radici italiane sparse per il mondo, a quanto gli autori italiani e italodiscendenti abbiano contribuito alla vita culturale e artistica delle nuove patrie, al modo in cui hanno fatto i conti con le radici italiane. Il Premio è anche un modo per valorizzare scrittori e scrittrici italiani che vivono all’estero, alla ricerca di nuovi talenti.

Dopo i saluti e l’introduzione di Fabio Porta, Commissione Affari esteri e comunitari – vice presidente Comitato italiani all’estero, di Carmine Ficca, sindaco del Comune di Torricella Peligna, e di Nicola Di Pietrantonio, Consigliere del Comune di Torricella Peligna, sono intervenuti: Toni Ricciardi, Deputato eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, Giovanna Di Lello, ideatrice del premio e direttrice del John Fante Festival, Giuseppe Sommario, ideatore del premio e direttore del Piccolo Festival delle Spartenze e Paolo Masini, Presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova (MEI). Ha moderato l’incontro Gianni Lattanzio, Direttore editoriale di “MeridianoItalia”.

“È per me motivo di grande orgoglio presentare la seconda edizione del Premio ‘Italia Radici nel Mondo’, un’iniziativa nata nell’ambito del John Fante Festival, presso la Camera. Questo premio rappresenta un ponte vivo tra l’Italia e le comunità di italiani e discendenti di italiani nel mondo, valorizzando storie, percorsi e contributi che rafforzano il legame profondo con le nostre radici culturali e identitarie. Torricella Peligna, terra di emigrazione ma anche di cultura e di visione, continua così a farsi promotrice di un dialogo internazionale fondato sulla memoria, sulla creatività e sull’appartenenza. Il John Fante Festival, che da anni racconta con autorevolezza il tema delle radici e dell’emigrazione attraverso la letteratura, è il contesto ideale per dare voce a questo bando, che vuole essere non solo un riconoscimento, ma anche un invito a riscoprire e raccontare l’Italia nel mondo. Ringrazio tutti coloro che rendono possibile questa prestigiosa ed importante iniziativa”, ha dichiarato il sindaco di Torricella Peligna, Carmine Ficca.

“La II edizione del Premio Italia Radici nel mondo-Toto Holding si propone di dare voce a storie di donne che, attraverso le loro esperienze di emigrazione, hanno contribuito in modo significativo alla costruzione delle nostre società. Il tema di quest’anno, Donne in Emigrazione è un invito a riflettere su un aspetto spesso trascurato della storia migratoria: il ruolo centrale delle donne, che con il loro coraggio, resilienza e creatività, hanno saputo affrontare sfide immense, portando con sé non solo le loro speranze, ma anche un enorme bagaglio culturale che ha arricchito le comunità che queste hanno abbracciato”, ha dichiarato Giovanna Di Lello, ideatrice del premio.

“Sono molto contento di presentare la seconda edizione del Premio Italia-Radici nel Mondo. Una seconda edizione direi quasi inevitabile dopo le risposte avute alla prima edizione che ci dicono dell’urgenza degli italiani all’estero, sia di prima seconda o terza generazione, di raccontare la propria versione, di cementare il legame fortissimo che ancora li unisce all’Italia e ai valori che ad essa rimandano. Dedicare la seconda edizione alle donne è un atto necessario: troppo spesso sono narrate come figure ancillari al seguito di mariti, padri, fratelli. Invece, hanno avuto un ruolo decisivo nella storia dell’emigrazione italiana, anzi i numeri ci dicono che oggi sono più le italiane ad emigrare, seguendo spesso un percorso migratorio autonomo e di successo”, ha affermato Giuseppe Sommario, ideatore del premio.

La giuria del premio è composta da Vito Teti (presidente), Giovanna Di Lello, Giuseppe Sommario, Antonio Bini, Maria Concetta Costantini, Giovanna Chiarilli, Roberta Sibona, Toni Ricciardi, Gianni Lattanzio.

Tutte le opere finaliste saranno raccolte e pubblicate in un volume, le opere vincitrici riceveranno un premio in denaro per le due categorie previste: “Nuova Emigrazione” e “Italodiscendenti”. La categoria “Nuova Emigrazione” è dedicata a riconoscere e valorizzare le storie, le esperienze e i contributi degli italiani che, in tempi recenti, hanno scelto di stabilirsi all’estero. La categoria “Italodiscendenti”, invece, celebra i discendenti di italiani emigranti, che, pur vivendo in contesti culturali differenti, continuano a mantenere vive le radici italiane. Entrambe le categorie mirano a promuovere l’importanza della diaspora italiana e a rafforzare i legami tra l’Italia e le comunità italiane nel mondo.

Per maggiori informazioni https://www.johnfante.org