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Venezia 83, Chernobyl ed emigrazione tra i premiati Bookciak, Azione!

Roma, 11 set. (askanews) – È nel segno dello “Scambio tra Generazioni” il palmarès della XV edizione di Bookciak, Azione!, il premio cine-letterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi. Con Luciana Castellina in veste di presidente onoraria e la giuria tutta al femminile presieduta dalla regista Costanza Quatriglio, con Aurora Palandrani ed Elisabetta Giannini, la più giovane regista al festival, il premio torna alle Giornate degli Autori con la proiezione dei bookciak vincitori e la premiazione al Lido di Venezia.

L’edizione 2026 di Bookciak, Azione!, in collaborazione con le Giornate degli Autori e con SNGCI, annuncia i vincitori del concorso cine-letterario che mette in dialogo cinema e letteratura attraverso i bookciak: corti sperimentali di massimo tre minuti ispirati ai libri e realizzati, da quest’anno, da filmmaker under 40. Al centro della XV edizione, due storie capaci di attraversare il tempo e rimettere in circolo la memoria: quella dell’emigrazione italiana raccontata da “Il sapore di armellina” di Oriano Campini (LiberEtà, 2025) e quella di Chernobyl restituita dal reportage fotografico “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica (Gost Books, 2024).

Tra i vincitori c’è Andrea Defronzo, giovane regista e sceneggiatore nato a Terlizzi (BA) nel 1999, con il corto “Gli altri nomi del nostro addio”, liberamente ispirato a “Il sapore di armellina” di Oriano Campini (LiberEtà, 2025), storia dell’emigrazione italiana della fine degli anni Cinquanta raccontata attraverso gli occhi degli scolari del Ferrarese.

L’altro riconoscimento va a Nicolò Grasso, regista indipendente nato a Verona nel 1997 e fondatore della casa di produzione Enjoy The Movies, con “The Sadness of the World”, liberamente ispirato a “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica, il reportage fotografico che, a quarant’anni dal disastro nucleare, racconta le comunità e le vite nella zona di esclusione.

Una menzione speciale è andata a “Parzialmente abitabile per ciò che resta”, firmato da Bernadette Vespaziani Reginato e Francesco Di Fiore, anch’esso liberamente ispirato a “Chernobyl” di Pierpaolo Mittica. Entrambi classe 1998 e formatisi nel cinema documentario, i due giovani autori firmano insieme il corto scelto dalla giuria per la menzione della XV edizione.

Novità dell’edizione 2026 è “L’istante Bookciak”, sezione nata da un’idea di Giorgio Gosetti e dedicata a corti di massimo due minuti capaci di cogliere “l’attimo fuggente” di una storia e trasformarlo in cinema. Il primo esperimento, realizzato in collaborazione con il Polo di formazione San Servolo – CSC Immersive & Performing Arts, ha portato sullo schermo tre opere letterarie attraverso altrettanti corti diretti da Simone Marino: “Venezia 1945”, da Il segreto del naso di Riobadi Vichi De Marchi (Emons Libri 2025); “Malefica”, dall’omonimo libro di Nicole Trevisan (Fandango Libri, 2026); e “Via Carlo Alberto, 26”, da Armadio di famigliadi Gianni Denaro (minimum fax, 2026).

Anche la storica sezione dedicata alle ragazze detenute di Rebibbia si è ampliata quest’anno attraverso il progetto “Bookciak.Visioni Fuori Luogo: il corto Quando meno te lo aspetti”, ispirato al graphic novel “Ma siamo ancora qui a parlarne?” di Cleo Bissong (Coconino Press 2025), è nato dal percorso realizzato con le ragazze detenute della Casa Circondariale femminile di Roma e con il Liceo Artistico “Enzo Rossi” capofila del progetto.

I bookciak vincitori sono stati proiettati in Sala Laguna, in occasione dell’incontro Il tempo passa parola – riflessioni a più voci su donne, cinema, diritti e intelligenza (speriamo non artificiale), con Luciana Castellina, presidente onoraria del premio, le giurate e, tra le altre, Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori, Laura Delli Colli, presidente SNGCI, e Gabriella Gallozzi, direttrice di Bookciak.

Sabato 12 settembre a La Villa, al Lido di Venezia, invece la tradizionale premiazione-picnic, con i vincitori, le giurate e gli scrittori dei libri che hanno ispirato i corti.

Nella stessa occasione è assegnata anche la seconda edizione del Premio Collaterale Bookciak al miglior film da opera letteraria della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, dalla giuria composta da Steve Della Casa, Camillo De Marco, Teresa Marchesi, Flavio Natalia e Barbara Sorrentini.

MotoGp, pre-qualifiche a Misano: guida Bezzecchi

Roma, 11 set. (askanews) – Marco Bezzecchi firma il miglior tempo nelle pre-qualifiche del Gran Premio di San Marino e si prende il primo posto davanti ai fratelli Marc e Alex Marquez. Il pilota Aprilia ha chiuso in 1’30″144, a un soffio dal record della pista, precedendo di poco la Ducati di Marc Marquez e l’altra Ducati di Alex.

Quarto tempo per Fabio Di Giannantonio, quinto Franco Morbidelli, sesto Pedro Acosta. Accedono direttamente al Q2 anche Luca Marini, Johann Zarco, Pol Espargaro e il leader del Mondiale Jorge Martin, decimo.

Giornata invece ancora difficile per Francesco Bagnaia. Il pilota Ducati ha chiuso al 19° posto e sarà costretto a passare dal Q1 per conquistare l’accesso alla fase decisiva delle qualifiche. Bagnaia ha incontrato difficoltà per tutta la sessione, compreso un errore alla curva 6.

Bezzecchi, già protagonista di un ottimo ritmo anche sul passo gara, ha progressivamente migliorato i propri riferimenti fino a scendere sotto l’1’31. Nel finale ha firmato il tempo che gli è valso la vetta, dopo che un precedente giro gli era stato cancellato per track limits.

Sabato la MotoGP torna in pista alle 10.10 per le FP2, quindi alle 10.50 sono in programma le qualifiche e alle 15 la Sprint Race.

Formula1, George Russell il più veloce nelle libere di Madrid

Roma, 11 set. (askanews) – George Russell è stato il più veloce nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna, sul nuovo circuito del MadRing di Madrid. Il pilota della Mercedes ha chiuso in 1’34″077, precedendo il compagno di squadra Kimi Antonelli. Terzo tempo per Charles Leclerc con la Ferrari, quarto per l’altra Rossa di Lewis Hamilton. Quinto Max Verstappen con la Red Bull.

Russell ha preso il comando nella parte finale della sessione, confermando il buon passo della Mercedes, mentre Antonelli è riuscito a portarsi alle sue spalle. Leclerc, dopo aver inizialmente guidato la classifica, ha chiuso al terzo posto. Hamilton era stato a lungo al comando nelle fasi centrali delle prove.

La sessione si è svolta su un asfalto che ha progressivamente aumentato il proprio livello di grip, dopo il trattamento con idrolavaggio ad alta pressione effettuato per rimuovere i residui oleosi e la polvere del bitume fresco. Da segnalare un lungo senza conseguenze per Leclerc e un problema allo sterzo per Yuki Tsunoda, richiamato ai box.

Alle 17 è in programma la seconda sessione di prove libere

Trump: non dimenticheremo mai l’11 settembre, ecco perché oggi combattiamo

New York, 11 set. (askanews) – “Non dimenticheremo mai, ecco perché oggi combattiamo”. Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, intervenendo al Pentagono per il 25esimo anniversario degli attacchi terroristici. L’11 settembre del 2001 “il nostro Paese si trovò faccia a faccia con il Male”, ha detto.

“In giorni come l’11 settembre, capiamo di che pasta è davvero fatto un Paese. In questo momento, stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti”, ha affermato il presidente statunitense.

“Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all’inferno”, ha detto. “Stiamo facendo in modo che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”, ha insistito.

“Proteggeremo questo Paese e le sue libertà per ogni generazione futura, lo proteggeremo come mai prima d’ora. Per chiunque l’abbia vissuto, nessuna parola potrebbe rendere giustizia all’angoscia di quel giorno”, ha dichiarato.

Banche, Lagarde: "Ci servono dei campioni europei, è evidente"

Roma, 11 set. (askanews) – In Europa sulle banche “ci servono dei campioni: è evidente. Certamente significa avere un’attività trans frontaliera, significa avere una presa di mercato molto più ampia e combinare le economie di scala con operazione trans frontaliere, che consentano di aumentare la mole dei gruppi”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata al Banque Populaire Caisse d’Epargne Group Executive Summer University, a Parigi.

“Ho sentito dire così tante volte da parte delle banche che se vogliono essere in grado di competere con i 3-4 grandi campioni americani e cinesi serve assolutamente una mole sufficiente”, ha aggiunto.

Lagarde: c’è uno shock di offerta, eravamo obbligati ad alzare i tassi

Roma, 11 set. (askanews) – In Europa “siamo di fronte a uno shock di offerta rilevante che arriva, ma non solo, dalla situazione in Medioriente, e che viene aggravato perché riguarda anche la questione del raffinazione. Quando si guarda tutto questo e si guarda all’impatto della crisi dell’energia sui prezzi, ma anche all’impatto della crisi dell’energia sulle prospettive di crescita, siamo obbligati ad operare un rialzo dei tassi. Era un evidenza totale, al punto che dentro il Consiglio direttivo della Bce, che racchiude 27 persone, è stata una decisione unanime che non è stata messa in discussione da nessuno”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine La Gardin, intervistata al Banque Populaire Caisse d’Epargne Group Executive Summer University, a Parigi.

Lagarde ha nuovamente evitato di dare qualsivoglia indicazione che pregiudichi le decisioni future. “Continueremo a operare in questo modo nelle prossime riunioni monetarie, esaminando il maggior numero possibile di dati. Ci servono sufficientemente elementi fattuali di previsioni, di dati su inflazione, crescita, occupazione e risultati delle indagini. Sulla base di tutto questo – ha detto – alle nostre prossime riunioni, prenderemo le nostre decisioni”.

Ex Ilva, Meloni: presumo tavolo riconvocato immediatamente

Vercelli, 11 set. (askanews) – Sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto “lavoriamo con il materiale che abbiamo e con decisioni che non dipendono da noi. Però sicuramente continuiamo a fare del nostro meglio, c’era un tavolo già aperto che verrà riconvocato, presumo, immediatamente per andare avanti a capire. È uno dei file sui quali stiamo spendendo il maggior numero di ore”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde ad una domanda sulla sentenza della magistratura che ha confermato lo spegnimento dell’area a caldo delle acciaierie entro il 28 ottobre.

In radio "A Different Kind of Happiness" dei Nothing But Thieves

Milano, 11 set. (askanews) – È in radio da oggi, venerdì 11 settembre, “A Different Kind of Happiness”, il nuovo singolo della rock band britannica Nothing But Thieves che dopo aver celebrato lo scorso anno i loro primi dieci anni di carriera, sta per tornare con il nuovo album “Stray Dogs”, in uscita il 25 settembre.

“A Different Kind of Happiness” è una sorta di lettera a loro stessi, un brano che parla sia di riflessione sia del reinventarsi. Caratterizzato da un crescendo di emozione che sfocia in un ritornello epico e coinvolgente, il brano mette in luce il lato più intimo e delicato dei Nothing But Thieves, mantenendo comunque la loro energia rock grazie al potente sound della chitarra. È online anche il visualiser del singolo (LINK).

«Una chiamata dal tuo io futuro, una dal tuo passato. È come essere perseguitati da entrambe le direzioni. È come una versione di te stesso che ti è stata promessa ma che non si è mai concretizzata e al suo posto hai avuto qualcos’altro. Stiamo ancora cercando di imparare a conviverci», ha dichiarato la band.

Nel corso degli ultimi dieci anni, i Nothing But Thieves si sono esibiti in centinaia di show sold out in giro per il mondo, ma la prossima settimana affronteranno alcuni dei loro più importanti live di sempre, esibendosi in tre spettacoli in tre paesi diversi in un solo giorno, con show a Utrecht, Bruxelles e Londra, sabato 19 settembre. Questi show vedranno la band esibirsi davanti a 300-500 persone e sarà un’occasione unica e speciale per vedere il gruppo in una location intima prima del tour del prossimo anno.

I tre concerti precedono l’uscita di “Stray Dogs”, un album che celebra il potere della comunità, il senso di appartenenza e le esperienze collettive che uniscono gli “outsider”, compresi quei “cani randagi” (Stray Dogs) che popolano il mondo della band e la loro fedelissima schiera di fan. Questi tre show rappresentano perfettamente lo spirito dell’album, con la sua struttura che assomiglia all’atmosfera di una serata passata sul palco, catturando un momento autentico e l’energia travolgente dei concerti dei Nothing But Thieves.

La band ha commentato: «Tre show, tre paesi, UN giorno. È una cattiva idea? Forse. Riusciremo a fare tutti gli show? Ci speriamo. Finirà col creare un casino alla dogana? Quasi sicuramente. Ma “Stray Dogs” è un album che parla del branco e della forza che ci anima, quindi quale modo migliore per onorarlo se non tornando a suonare in quei locali dove tutto è iniziato. Ci vediamo lì».

Dal 16 al 21 novembre il Rare Disease International Film Festival

Roma, 11 set. (askanews) – Il principale Festival Cinematografico Internazionale, dedicato a cortometraggi e documentari, che abbiano come tema centrale quello delle malattie rare e della disabilità, Uno Sguardo Raro – Rare Disease International Film Festival, è giunto quest’anno alla XI Edizione e si svolgerà in forma diffusa dal 16 al 21 novembre 2026.

Il Bando di concorso per far partecipare i propri lavori, cortometraggi o documentari della durata massima di 20 minuti, è stato prorogato eccezionalmente per permettere l’invio di altre candidature entro il 5 ottobre 2026.

Il concorso mantiene la sua vocazione internazionale ed è dedicato alle opere che affrontino il tema delle malattie rare e, più in generale, della disabilità, dell’inclusione, dell’empatia e della resilienza. Le sezioni sono Play, dedicata alle opere cinematografiche, Lab, dedicata alla scrittura, e Patient Advocacy, rivolta ai progetti audiovisivi di sensibilizzazione. Le iscrizioni avvengono tramite FilmFreeway.

Le malattie rare riguardano milioni di persone, ma queste restano spesso invisibili nel dibattito pubblico. Uno Sguardo Raro – Rare Disease International Film Festival nasce nel 2016 per cambiare questo sguardo. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il festival porta alla luce storie ed esperienze che difficilmente trovano spazio nei canali tradizionali, creando un ponte tra cultura, salute e società. Non è solo un evento culturale,ma uno spazio reale di incontro e riflessione che coinvolge pubblico, professionisti del settore cinematografico, sanitario e Istituzioni. Un progetto che genera consapevolezza, empatia e impatto sociale.

I lavori saranno pre-selezionati da una Giuria tecnica che terrà conto di: aderenza alle tematiche e al bando di concorso; qualità narrativa, tecnica e capacità divulgativa.

Una Giuria di Qualità, formata da professionisti del cinema e della televisione insieme a membri della comunità dei malati rari, del mondo della comunicazione, dello sport, della sanità e dell’Istruzione, selezionerà, tra le opere pre-selezionate dalla Giuria tecnica, i finalisti e i vincitori per ogni categoria.

Brics, a Nuova Delhi il vertice che misura ambizioni e divisioni

Roma, 11 set. (askanews) – Non è più soltanto il club delle grandi economie emergenti nato per chiedere maggiore spazio nelle istituzioni dominate dall’Occidente. Il vertice dei Brics che si apre domani a New Delhi mette alla prova un gruppo ormai allargato a undici Paesi, più influente ma anche molto più eterogeneo, mentre guerre, tensioni commerciali, prezzi dell’energia e competizione tecnologica stanno ridisegnando gli equilibri internazionali. E dietro la ricerca di una posizione comune emerge anche una questione di leadership: quale ruolo vogliono giocare Cina e India nel cosiddetto Sud globale?

Il 18mo vertice dei Brics si terrà il 12 e 13 settembre sotto la presidenza indiana di Narendra Modi. Accanto ai cinque membri originari – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – siedono ora Egitto, Etiopia, Iran, Emirati arabi uniti, Indonesia e Arabia saudita. L’allargamento ha aumentato peso demografico, economico ed energetico del formato, ma ha anche reso più difficile trasformare interessi spesso divergenti in una linea politica comune.

La crisi iraniana è il test più immediato. Il conflitto che coinvolge Stati uniti, Israele e Iran ha contribuito a spingere il petrolio oltre i 100 dollari al barile e ha quasi paralizzato il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma soprattutto ha aperto una frattura all’interno degli stessi Brics: l’Iran è membro del gruppo dal 2024, mentre gli Emirati arabi uniti, anch’essi membri, hanno sospeso in agosto gli scambi commerciali e finanziari con Teheran dopo essere stati colpiti da missili iraniani. Trovare una formulazione sul conflitto accettabile per entrambi sarà quindi uno dei passaggi più delicati della dichiarazione finale.

Sul vertice incombe però soprattutto la relazione tra le due maggiori potenze asiatiche. Il presidente cinese Xi Jinping torna in India per la prima volta da sette anni. I rapporti tra Pechino e New Delhi erano precipitati dopo gli scontri di frontiera del 2020, costati la vita a 20 soldati indiani e quattro cinesi, e solo dal vertice Brics di Kazan del 2024 è cominciato un lento disgelo. Cina e India stanno organizzando un bilaterale tra Xi e Modi a margine del summit. Pechino ha fatto sapere di voler affrontare la relazione “da una prospettiva strategica e di lungo periodo”, rafforzando comunicazione e cooperazione e gestendo le divergenze.

Il riavvicinamento, tuttavia, non cancella la competizione. Come osserva il New York Times, Cina e India incarnano due concezioni differenti dei Brics. Pechino ha favorito l’allargamento e vede nel gruppo uno strumento per ridurre il peso degli Stati uniti e delle istituzioni occidentali. New Delhi si è mostrata più prudente e tende invece a presentare i Brics come un ponte tra Occidente e Paesi in via di sviluppo, evitando che diventino un blocco apertamente antiamericano.

Per Modi, padrone di casa e presidente di turno, è anche l’occasione per rilanciare l’ambizione indiana di rappresentare il “Sud globale”, già al centro della presidenza indiana del G20 nel 2023. Il tema scelto per il 2026 è “Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability”, costruire resilienza, innovazione, cooperazione e sostenibilità. La diplomazia indiana insiste sulla riforma della governance globale, su una maggiore rappresentanza dei Paesi emergenti e sulla cooperazione economica e tecnologica.

Ma l’India deve confrontarsi con una Cina che parte da una posizione di forza nettamente superiore: seconda economia mondiale, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e potenza dominante in settori strategici come minerali critici e terre rare. Nuova Delhi contesta però la pretesa di Pechino di presentarsi ancora semplicemente come un Paese in via di sviluppo e l’ha esclusa dai propri summit della “Voice of the Global South”.

Anche sul piano economico-finanziario il vertice può offrire indicazioni sulla direzione del gruppo. L’India vuole portare avanti una proposta per collegare le valute digitali emesse dalle banche centrali dei Paesi Brics, facilitando i pagamenti transfrontalieri. L’iniziativa incontra ostacoli tecnici e politici e Nuova Delhi ha chiarito di non voler costruire un sistema destinato a sostituire il dollaro. Anche Mosca, alla vigilia del summit, ha negato di perseguire una “de-dollarizzazione”, pur sostenendo la necessità di ampliare gli strumenti e le valute utilizzabili negli scambi internazionali.

Il vertice offrirà inoltre a Modi una sequenza di incontri bilaterali di alto profilo. Oltre a Xi, a Nuovs Delhi è arrivato il presidente russo Vladimir Putin, con il quale il premier indiano si è incontrato a fine agosto e ha discusso di energia, innovazione, spazio e cooperazione economica.

Armstrong Redwoods: la cattedrale verde delle sequoie millenarie

Sonoma (California), 11 set. (askanews) – Nel cuore della contea di Sonoma, in California, a circa due miglia dalla cittadina di Guerneville, si trova la Armstrong Redwoods State Natural Reserve, una delle più suggestive foreste di sequoie costiere dello Stato. La riserva protegge la Sequoia sempervirens, una specie famosa per raggiungere le maggiori altezze tra tutti gli alberi viventi sulla Terra.

Entrare nella riserva significa lasciarsi alle spalle il rumore della vita quotidiana e inoltrarsi in una vera cattedrale naturale. Le chiome delle sequoie filtrano la luce del sole, l’aria rimane fresca e umida grazie alla nebbia costiera e il sottobosco è popolato da felci, muschi, felci arboree e piante come l’acetosella delle sequoie.

Il simbolo della riserva è il Colonel Armstrong Tree, l’albero più antico del bosco, avrebbe oltre 1.400 anni. Il suo nome ricorda James B. Armstrong, un imprenditore del legname che, a differenza di molti suoi contemporanei, comprese il valore di quella foresta e si impegnò a proteggerla.

Un altro gigante imperdibile è il Parson Jones Tree, che raggiunge circa 94 metri, un’altezza paragonabile a quella di un edificio di oltre trenta piani.

Armstrong Redwoods è anche un importante esempio di natura accessibile, consigliato da Brand Usa, Visit California e Visit Sonoma.

Federcardio: Nuove tariffe penalizzano cardiologia e pazienti

Roma, 11 set. (askanews) – “Occorre intervenire subito per tutelare i cittadini, ridurre le liste d’attesa e garantire la sostenibilità economica delle imprese sanitarie, anche in Campania”. È l’allarme lanciato da Leonardo Di Maggio, presidente di Federcardio e vicepresidente di Confesercenti Salute, al termine della manifestazione nazionale promossa a Roma dall’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata insieme alle associazioni del comparto. Al centro della protesta il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica. Le organizzazioni contestano tariffe considerate insufficienti a coprire i costi effettivi delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, chiamate a investire in personale qualificato, tecnologie, apparecchiature e sicurezza. Tra i comparti maggiormente penalizzati, secondo Federcardio, figura quello della cardiologia. “È inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo venga remunerata appena 5,85 euro – sottolinea Di Maggio -. In queste condizioni diventa estremamente difficile garantire qualità, continuità e sicurezza delle prestazioni”. Federcardio chiede, in particolare, l’eliminazione dal nomenclatore tariffario della prestazione 89.01.3, relativa alla “Visita cardiologica di controllo, incluso ECG (89.52)”, e la modifica della prestazione 89.7A.3, “Prima visita cardiologica, incluso ECG (89.52)”, attraverso la cancellazione della parola “Prima”. Richieste che si inseriscono nella più ampia mobilitazione promossa dall’Uap contro il nuovo “Decreto Tariffe”. Nel corso dell’iniziativa nella Capitale, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, i rappresentanti della sanità privata accreditata hanno denunciato le criticità del provvedimento, contestandone anche le modalità istruttorie. Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l’entrata in vigore fissata per il 21 settembre, secondo le associazioni molte delle tariffe previste non rispecchiano i costi reali delle prestazioni. Il rischio è che numerose strutture non siano più nelle condizioni di garantire gli attuali livelli di assistenza, con il conseguente trasferimento di milioni di pazienti verso il sistema pubblico e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa. “Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture, ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta – ha evidenziato Giorlandino -. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica”. Dal presidente di Federcardio arriva anche un nuovo appello alla Regione Campania. L’associazione aveva già proposto una collaborazione finalizzata ad abbattere i tempi di attesa, senza tuttavia ricevere finora un riscontro. “I cardiologi sono pronti a collaborare con la Regione per affrontare concretamente il problema – ribadisce Di Maggio -. I nostri ambulatori potrebbero assicurare prestazioni cardiologiche per le classi di priorità Urgente e Breve, contribuendo così a evitare il ricorso improprio ai Pronto soccorso”. Il modello proposto prevede che le visite siano prescritte dal medico di medicina generale e prenotate attraverso il Cup regionale, verificando le prime disponibilità presenti nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate. Una soluzione che, secondo Federcardio, consentirebbe di utilizzare in maniera più efficiente l’intera capacità assistenziale presente sul territorio. “Serve una programmazione integrata – conclude Di Maggio – che consideri il privato accreditato una componente essenziale del servizio sanitario. Correggere le tariffe e valorizzare tutte le strutture disponibili significa difendere il diritto alla salute, assicurare risposte più rapide ai pazienti e salvaguardare migliaia di imprese e posti di lavoro”.

Su Rai 2 il documentario "Cronaca di un crimine"

Roma, 11 set. (askanews) – Sarà trasmesso venerdì 11 settembre, alle 23.25 su Rai 2, il documentario Cronaca di un crimine. Prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari, il progetto è diretto da Fabrizio Silvestri , autore anche del soggetto, e sceneggiato dallo stesso Silvestri insieme a Walter Garibaldi. La fotografia è firmata da Bruno Cascio , vincitore del David di Donatello nel 1996, il montaggio è di Fabio Pisterzi , mentre le musiche sono composte da Ciro Vinci e Gianluca Zanna e la supervisione legale è dell’Avv. Silvia Morescanti.

Al centro del documentario, che sarà poi disponibile anche su Rai Play, vi è una tragica vicenda di cronaca nera che si dipana tra La Spezia, Napoli e Roma, e che sconvolse l’opinione pubblica dell’Italia fascista degli anni Trenta: il ritrovamento nelle stazioni della capitale e del capoluogo campano di tre valigie contenenti i resti smembrati di una donna. Le indagini portarono alla luce la tragica fine di Paola Gorietti, una donna nubile di 39 anni, impiegata come cameriera presso una famiglia borghese. Nel disperato tentativo di trovare un riscatto affettivo e sociale attraverso il matrimonio, Paola aveva risposto a un annuncio matrimoniale pubblicato su un giornale, finendo purtroppo nella rete di Cesare Serviatti, un freddo serial killer, che approfittava sistematicamente della vulnerabilità e della solitudine di giovani donne sole, seducendole, derubandole e infine uccidendole.

L’opera non si limita alla minuziosa ricostruzione storico/giornalistica del caso o all’analisi delle prime moderne tecniche investigative dell’epoca, ma si spinge oltre, proponendo una riflessione profonda e necessaria su temi di bruciante e purtroppo perenne attualità: la violenza di genere e la condizione della donna. Il documentario analizza come i pregiudizi e le convenzioni del tempo abbiano isolato la vittima, facilitando l’azione del suo carnefice. Un parallelismo potente con le dinamiche di violenza di genere che continuano a insanguinare la nostra cronaca contemporanea.

Ad analizzare il contesto storico, psicologico e sociale del delitto vi è un autorevole panel di esperti e studiosi che arricchiscono il documentario con i loro interventi: Liliosa Azara, sociologa; Mauro Canali, storico; Armando Palmegiani (criminologo), Fabio Sanvitale (giornalista investigativo) e Vincenzo Maria Mastronardi (psichiatra criminale), autori del libro “Sangue sul Tevere” (Armando Editori). Il documentario si avvale inoltre delle preziose testimonianze e contributi di Dalila Ranalletta, Manuela Saccente e Don Lucio Boldrin.

“Cronaca di un crimine” rappresenta un tassello fondamentale per comprendere non solo una tragica pagina di storia italiana, ma anche le radici culturali e sociali della violenza di genere, offrendo uno strumento di analisi importante per il pubblico di oggi.

Lazio, Gattuso: "Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno"

Roma, 11 set. (askanews) – Gennaro Gattuso guarda avanti dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e parla del suo inizio sulla panchina della Lazio. “È un orgoglio essere qui”, dice il tecnico in un’intervista a Dazn, ribadendo la volontà di costruire a Formello un ambiente positivo e una mentalità precisa.

Gattuso torna anche sulla delusione vissuta con la Nazionale: “Fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita”. Ora però c’è la Lazio, un club del quale dice di percepire ogni giorno “tanta gente che ama”. La sconfitta con il Mantova, sottolinea, “ci sta in un percorso”: non è cambiato nulla nella sua convinzione, anche se uscire al primo turno “fa male e brucia”.

L’obiettivo, più che fissare un piazzamento, è dare un’identità alla squadra. “Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità”, spiega Gattuso, che ha scelto un calcio più aggressivo e fisico rispetto a quello della precedente gestione Sarri. Un cambiamento che richiede tempo. “Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre”, ammette, indicando nell’attacco uno dei principali margini di crescita, soprattutto negli ultimi 20-25 metri.

Tra i nuovi arrivati c’è Gudmundsson, che potrà essere utilizzato da falso nove o da esterno. Gattuso parla anche di Frattesi, giocatore che aveva convocato in Nazionale e che ora ritrova alla Lazio: “È un ragazzo intelligente che ha voglia di imparare”. Per il tecnico, comunque, il modulo conta relativamente: “Non è importante il modulo ma lo spirito e la mentalità, di come ti vuoi far riconoscere in campo”.

Il pensiero finale è per l’Olimpico e per i tifosi, assenti per la protesta in questo avvio di stagione. “Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno”, confessa Gattuso, ricordando la sensazione vissuta durante il Covid, quando anche lui era sulla panchina del Napoli. “Il calcio senza tifosi non è calcio”. Il tecnico rispetta la scelta della tifoseria e spera che “un giorno tutto questo finisca”: sarebbe anche il segnale che lui sarà ancora alla guida della Lazio.

Usa, inflazione Cpi +0,4% su mese ad agosto, +3,4% annuo, come da stime

New York, 11 set. (askanews) – Ad agosto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti si sono dimostrati in linea con le attese. L’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è cresciuto, su base annuale, del 3,4%, come a luglio e come previsto dagli esperti. Su base mensile, registrato un rialzo dello 0,4%, anche in questo caso in linea con le attese.

I dati ‘core’, esclusi quindi energia e generi alimentari, sono cresciuto dello 0,3% (contro lo 0,2% delle attese) e del 2,4% annuale (come da consensus), dopo il 2,5% del mese precedente. L’indice dei prezzi dell’energia è cresciuto del 2,1%, per un rialzo annuale del 16,3%. L’indice dei prezzi degli alimenti è aumentato dello 0,1% nel corso del mese e del 2,7% in un anno.

Trasformare l’innovazione in valore concreto per i territori

Padova, 11 set. (askanews) – La XIII Summer School di Motore Sanità dal titolo “La Salute ‘Glocal’, in programma a Gallio dal 16 al 18 settembre 2026, sarà un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti per ripensare le modalità di introduzione delle innovazioni globali all’interno del sistema sanitario locale. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi a Padova, è emersa la necessità di ripensare organizzazione, percorsi di cura e modalità di presa in carico per trasformare il progresso scientifico e tecnologico in valore concreto per i cittadini.

Sul rapporto tra innovazione e capacità di tradurla in servizi concreti per le persone è intervenuto Andrea Costa, Esperto in strategie di attuazione PNRR Missione 6 Salute: “Siamo di fronte a una grande sfida. L’innovazione ci offre quotidianamente nuove opportunità. Responsabilità e compito della politica è creare le condizioni affinché queste opportunità possano essere colte. C’è bisogno di un percorso condiviso, che ognuno si senta protagonista nel fornire un contributo laddove ci sono già buone pratiche che devono rappresentare un esempio, ma l’obiettivo si raggiunge se ognuno farà la sua parte. Solo così riusciremo a vincere questa sfida e garantire il diritto alla salute scritto nella nostra Costituzione”.

Il tema del confronto assume particolare rilevanza anche nel contesto delle trasformazioni che interessano il Servizio Sanitario Nazionale e i sistemi regionali, come sottolineato dall’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Gino Gerosa: “La capacità di poter rispondere alle sfide che ci vengono presentate oggi per riuscire a mantenere un sistema sanitario che sia pubblico, equo e solidale, risiede nell’impegnarsi nella ricerca di soluzioni, che qualcuno definisce quelle del “modello veneto”. È un modello fortemente radicato sul territorio ma soprattutto che può garantire appropriatezza ed equità”.

L’obiettivo della XIII Summer School è arrivare a una visione condivisa su come rendere l’innovazione realmente accessibile, sostenibile, appropriata e sicura nei territori, mettendo a confronto esperienze e prospettive diverse. “La Summer School affronterà il tema di compatibilizzare il modello esistente con l’innovazione dirompente dei servizi sanitari nei farmaci, nei dispositivi, nella diagnostica e nella capacità di presa in carico del paziente. Abbiamo per esempio la necessità di garantire cure nuove ma lo facciamo con modelli organizzativi vecchi.” ha spiegato Luciano Flor, Osservatorio Innovazione Motore Sanità.

Il 17 settembre, nel corso della Summer School, ricorrerà inoltre la Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno alle cure sicure per le malattie non trasmissibili.

“Ricostruire valore”: il ruolo dello pneumatico rigenerato

Roma, 11 set. (askanews) – Una strategia univoca per risollevare la ricostruzione dello pneumatico. Presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato si è tenuto un incontro tra istituzioni, stakeholders e associazioni per discutere delle potenzialità di un’attività strategica come quella degli pneumatici rigenerati. Promosso dal Sen. Antonio Trevisi, la giornata ha visto presenziare anche associazioni quali AIRP e aziende come Bridgestone e Michelin, con l’obiettivo comune di fissare la rotta per sfruttare al meglio la possibilità collegata alla ricostruzione degli pneumatici. A moderare l’evento è stato il Prof. Fabio Orecchini, che nella sua ricerca “Ricostruire valore” espone come il processo di rigenerazione sia, storicamente, tra i modelli più efficaci di economia circolare.

Le parole del Prof. Fabio Orecchini, Professore ordinario di sistemi per l’energia e l’ambiente, Direttore Osservatorio Auto e Mobilità Luiss Business School e Università Guglielmo Marconi: “Quando parliamo di pneumatici ricostruiti parliamo di qualcosa che sfugge alla percezione della maggior parte delle persone. Lo pneumatico non gode mai di grande attenzione quando invece dovrebbe averne: è l’unico punto di contatto sul terreno dei nostri veicoli e soprattutto dei veicoli pesanti, infatti quando parliamo di ricostruzione parliamo soprattutto di pneumatici per questo tipo di veicoli. Il settore della ricostruzione è visto da tutti gli studi internazionali come un settore in crescita nei prossimi decenni arrivando addirittura a 18 miliardi di fatturato al 2035 con una crescita annua stimata dell’8%, quindi parliamo di un settore che ha prospettive rosee”.

Benefici ambientali, economici e sociali. La ricostruzione dello pneumatico garantisce valore aggiunto sotto diversi punti di vista.

l commento di Stefano Carloni, Presidente AIRP: “Le associazioni dovrebbero puntare innanzitutto sull’informazione, perché lo pneumatico ricostruito è conosciuto ma non è conosciuto in maniera approfondita. Sia la nostra associazione, quella dei dei ricostruttori, sia le associazioni dei trasportatori devono approfondire questo tema. È inoltre importante proprio il cambio di paradigma: lo pneumatico non deve essere acquistato come un pezzo di ricambio qualsiasi ma deve essere acquistato come un asset per generare più chilometri possibili, e ciò è necessario perché questo risponde anche a un discorso di esigenze ambientali. D’altra parte l’attività del trasporto è un’attività invasiva e uno dei modi per ridurre questa invasività è proprio il ricorso alla ricostruzione.”

La ricostruzione degli pneumatici può, e deve, contribuire alla competitività del sistema produttivo italiano e allo sviluppo dell’economia circolare. Nonostante il trend negativo avviatosi nel 2007 riguardante la produzione di pneumatici rigenerati, un cambio di rotta è possibile. Ma sarà necessario che tutti gli stakeholders agiscano prima che il settore subisca una frenata decisiva e irrimediabile.

Hol4All, a Madonna di Campiglio la montagna si apre a tutti

Madonna di Campiglio (TN), 11 set. (askanews) – Una parete di roccia, una bici speciale, un sentiero verso il lago Nambino. Per cinque giorni Madonna di Campiglio è la vacanza di venti famiglie con figli con disabilità complesse o malattie rare. Si chiama Hol4All, vacanza per tutti, ed è il progetto della Fondazione Allianz UmanaMente.

“Sono famiglie per le quali, a volte, andare in vacanza può essere più uno stress che un’opportunità. Hol4All, invece, è pensato per loro nei minimi dettagli – spiega il segretario generale Nicola Corti -. C’è un intero percorso dedicato ai fratelli e alle sorelle, i siblings, che fanno davvero gruppo tra loro, si capiscono al volo, e così tutto cambia per tutti”.

Tempo di riposo, di divertimento e anche l’occasione per nuove relazioni. “Si vive l’esperienza qui, ma poi dura nel tempo, ed è questo che fa la differenza in questo progetto – continua Corti -. Le famiglie magari arrivano un po’ isolate, convinte che ‘questi problemi li abbiamo solo noi’, ‘nessuno ci capisce’; e poi, magicamente, si ritrovano con famiglie che hanno problemi più o meno simili, si uniscono, magari nasce anche un legame di amicizia e da lì dicono: ‘Non siamo più soli'”.

Bici da Patascoss, passeggiata a Malga Zeledria, trekking, arrampicata in falesia, joelette per chi non cammina. Un accesso agevolato agli impianti per ammirare il panorama in alta quota. E una struttura, il TH Golf Hotel, che per l’occasione ha formato tutto lo staff. “Abbiamo fatto più di due ore di formazione con tutto il personale il giorno precedente all’arrivo di Hol4All – ricorda il direttore di TH Golf Hotel Madonna di Campiglio, Gerardo Telini -. Poi proseguiamo con una formazione continua sul campo: tutti i giorni, dai ragazzi della sala a quelli della cucina, per tutti coloro che sono a contatto con le persone è una formazione costante e un’esperienza unica”.

In palestra arrivano anche gli atleti dell’Allianz Power Volley Milano. Tra loro il palleggiatore Simone Porro: “L’inclusività è uno dei punti fermi dello sport, soprattutto della pallavolo, quindi siamo molto felici di partecipare a questi eventi per regalare un sorriso ai bambini e alle famiglie che vengono a guardarci e, se vogliono, a darci una mano”.

Una lezione anche per la squadra, come spiega il direttore sportivo Fabio Lini: “Forse, più che aiutare i ragazzi con disabilità, egoisticamente aiuta i miei ragazzi, i miei atleti, a capire e ad approfondire dentro di sé il concetto di quanto siano fortunati a fare questo lavoro”.

Mentre i figli scalano, i genitori respirano: spa, massaggi, una cena a lume di candela, con educatori, psicologi e volontari a prendersi cura di tutto il resto. “Abbiamo fatto un sacco di attività – racconta Katiuscia Franchi, in Trentino con il marito e due figlie -. Siamo andati a scalare, cosa che credo non avrei mai fatto in vita mia perché pensavo di non esserne capace; e invece abbiamo scalato io, mia figlia Anna e anche la più piccola, e mio marito, pur soffrendo di vertigini, ha fatto più pareti”.

Riccardo Noccioletti è qui con la moglie e tre figli. E ricorda il ruolo fondamentale dello staff e dei volontari: “Persone gradevoli, che erano qui perché volevano esserci. Questa è la differenza. Al di là della struttura e dell’organizzazione, quello è un po’ il cuore: dove c’è passione e c’è volontà, vivere la situazione diventa bello per tutti”.

Salute e prevenzione, il benessere scende in strada

Monza, 11 set. (askanews) – E’ attiva in Lombardia la campagna itinerante “Forever20 Tour”, il progetto di Dr. Max, volto a promuovere uno stile di vita sano e attivo attraverso diverse iniziative dedicate alla prevenzione, al benessere e al movimento. Dal 7 al 30 settembre, infatti, Dr. Max sarà presente in 10 città lombarde con un caravan concepito come uno spazio aperto ai cittadini, attrezzato con postazioni per servizi dedicati.

Il caravan ospita fino a due postazioni per screening individuali dedicati ad analisi come il test dell’occhio secco, mappatura della pelle del viso e il longevity assessment, un percorso clinico di valutazione globale della salute e dell’età biologica della persona.

“L’obiettivo di Forever20 è portare quello che è il tema della prevenzione e del benessere al di fuori dei normali ambienti della salute, per avvicinarlo alla gente. In questo caso, con il tour del caravan che toccherà 10 città della Lombardia, portiamo una serie di servizi di screening per capire effettivamente qual è la nostra età metabolica e cosa possiamo fare, invece, per essere più giovani a lungo termine” ha dichiarato Francesco Ghibaudo, Chief Marketing & Customer Officer di Dr. Max Italia.

Dalla strada alla farmacia, Forever20 rafforza così il ruolo della farmacia come punto di riferimento non solo per la cura, ma anche per la prevenzione e il benessere.

“La missione di Dr. Max è rendere la cura accessibile a tutti e lo facciamo attraverso due leve fondamentali, che sono convenienza e servizio. Il farmacista gioca un ruolo fondamentale nell’attivare questo meccanismo, creando una relazione di fiducia con i pazienti e i clienti, capendone le esigenze e cercando di dare risposte alle loro necessità di cura nella maniera più conveniente possibile. In questo senso, Forever20 gioca un ruolo fondamentale perché racconta l’impegno di Dr. Max a supporto dello sviluppo della farmacia e dei servizi e dà anche un’occasione ai nostri clienti e pazienti di testare e provare i nostri servizi” ha aggiunto Alessandro Urbani, CEO di Dr. Max Italia.

E la sfida, ora, è trasformare la prevenzione in un’abitudine: più vicina, più semplice e parte della vita di tutti i giorni.

Emma Bonino, Mattarella: profondo dolore, è stata un punto di riferimento

Roma, 11 set. (askanews) – “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente. Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Parlamentare, leader di partito, Ministra delle Politiche europee e poi degli Esteri, Commissaria europea, Emma Bonino è stata un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Negli ultimi anni la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno – ricorda il capo dello Stato -. Ai familiari e a quanti le sono stati vicini rivolgo un intenso pensiero di vicinanza e solidarietà”.

(foto d’archivio)

A Milano torna la grande festa della Danza con On Dance e Roberto Bolle

Milano, 11 set. (askanews) – Dopo il successo delle edizioni precedenti, dall’11 al 13 settembre 2026 Milano torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto per OnDance, la festa della danza ideata e diretta da Roberto Bolle, che per la sua nona edizione invita i cittadini, appassionati e professionisti a vivere tre giorni di spettacoli, lezioni, incontri ed eventi gratuiti all’insegna della partecipazione e della condivisione.

Roberto Bolle racconta tutte le novità di questa edizione. “Sì siamo alla nona edizione e torna a On Dance con qualche novità molto importante. Innanzitutto torna al Castello Sforzesco e in Piazza Duomo dove per la prima volta avremo due serate danzanti molto speciali di swing e di tango, non l’abbiamo mai fatta in Piazza Duomo. Al Castello ci saranno tutte le open class, anche queste aperte, gratuite per tutti i ragazzi, in 30 stili di danza diverse per venerdì, sabato e domenica. E poi c’è la grande festa finale che è questa grande marcia collettiva che unisce tutti gli stili, tutti i gruppi, tutti i ballerini in un unico momento, in unica, diciamo, coreografia collettiva. Abbiamo una playlist di tanti brani, ogni gruppo avrà preparato una propria coreografia e poi c’è una coreografia collettiva che faremo tutti insieme marciando intorno al Castello Sforzesco e arrivando al Parco Sempione qua dietro. Per me questo è l’emblema di On Dance proprio perché vuole unire, mettere insieme le diverse anime della danza che per la prima volta si parleranno e condivideranno questo momento”.

Il ballerino che tutto il mondo ci invidia poi spiega l’importanza della coralità della danza che va oltre il protagonismo dei singoli. “Soprattutto la danza e veramente coralità per me. È importante far vedere quante persone possono amare la danza e possono ritrovarsi insieme a ballare insieme. La forza di tantissime persone che ballano insieme è veramente unica. Un messaggio molto potente. Lo abbiamo visto l’anno scorso con il ballo rosso. Lo vediamo con il ballo in bianco che quest’anno abbiamo fatto a Torino, quindi anticipato,

On dance in questo caso e secondo me lo vedremo anche con la marcia. Tante persone insieme unite da una passione perché veramente c’è il primo ballerino ma soprattutto ci sono le migliaia di persone che amano la danza e sono travolte dalla passione e in questo caso spero dalla felicità che è l’elemento che unisce il sentimento di quest’anno”.

Bonino, Mattarella: profondo dolore, è stata punto di riferimento

Roma, 11 set. (askanews) – “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente. Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Parlamentare, leader di partito, Ministra delle Politiche europee e poi degli Esteri, Commissaria europea, Emma Bonino è stata un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Negli ultimi anni la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno – ricorda il capo dello Stato -. Ai familiari e a quanti le sono stati vicini rivolgo un intenso pensiero di vicinanza e solidarietà”.

Galleria Borghese oltre il museo con la performance "Le Metamorfosi"

Roma, 11 set. (askanews) – Lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 settembre, in occasione della mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” dedicata al poeta latino, la Galleria Borghese amplia il racconto oltre lo spazio espositivo trasformando il giardino retrostante la palazzina in un grande teatro a cielo aperto con una performance immersiva site-specific dal titolo “Le Metamorfosi”, ideata e diretta dal regista e direttore artistico di fama internazionale Giuliano Peparini, prodotta e realizzata dall’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico.

L’iniziativa rappresenta il momento culminante di un articolato programma di attività che ha accompagnato la mostra: incontri, approfondimenti, spettacoli, percorsi di mediazione e iniziative dedicate a pubblici diversi hanno costruito un’esperienza culturale ampia e partecipata, pensata per offrire una lettura multidisciplinare dell’opera di Ovidio e celebrare pienamente il poeta proprio nella Galleria Borghese, luogo in cui le sue Metamorfosi trovano una delle loro più straordinarie traduzioni artistiche nelle sculture e nei capolavori della collezione.

Lo spettacolo è stato interamente ripensato per dialogare con gli spazi monumentali di Villa Borghese. Non si tratta di una rappresentazione tradizionale, ma di un’esperienza artistica e sensoriale nella quale teatro, danza, musica e video mapping accompagnano il pubblico lungo un percorso immersivo in cui il giardino diventa esso stesso scenografia e protagonista del racconto.

Prodotta dall’INDA, la performance riunisce artisti professionisti e giovani interpreti dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico e della Peparini Academy, dando vita a una creazione corale che prosegue idealmente il percorso della mostra e ne amplia il significato.

Le grandi figure delle Metamorfosi prendono vita tra i sentieri, le statue e le alberature della Villa. Dafne rivive nella sua trasformazione in alloro, in un dialogo diretto con la natura circostante; Narciso restituisce il tema dell’identità e del riflesso attraverso il linguaggio del corpo e delle immagini; Orfeo ed Euridice raccontano il confine tra amore e perdita in una partitura scenica di intensa forza emotiva. Attorno a loro, gli altri protagonisti del poema emergono nello spazio come apparizioni, coinvolgendo gli spettatori in un racconto senza soluzione di continuità nel quale il paesaggio diventa parte integrante della narrazione e le trasformazioni immaginate da Ovidio sembrano compiersi davanti agli occhi del pubblico. La creazione nasce dall’esperienza maturata a Siracusa, dove, in coproduzione con il Parco Archeologico della Neapolis, è stata presentata dal 21 giugno al 5 luglio nella Grotta dei Cordari alle Latomie del Paradiso.

Le ventidue repliche hanno registrato il tutto esaurito, confermando il grande successo del progetto, che per la Galleria Borghese si è rinnovato in una nuova versione site-specific, concepita appositamente per gli spazi storici di Villa Borghese.

“Mettere in scena le Metamorfosi di Ovidio nei giardini della Galleria Borghese significa prolungare naturalmente l’esperienza dei visitatori”, ha dichiarato Giuliano Peparini. “Volevo creare uno spettacolo immersivo in cui fosse il giardino stesso a raccontare la storia. In Ovidio la natura è un personaggio a tutti gli effetti. Gli esseri umani diventano alberi, fiori, pietre o stelle. Qui gli alberi, i sentieri, le statue e la luce raccontano già le Metamorfosi. Noi abbiamo semplicemente rivelato il teatro che esisteva già”, ha aggiunto.

Per la direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti, “la mostra sulle Metamorfosi di Ovidio alla Galleria Borghese e l’intervento di Isaac Julien nell’Uccelliera, dal titolo ‘All that changes you. Metamorphosis’, ci spingono già a riflettere sul concetto stesso di mito e trasformazione e sul testo di Ovidio come straordinaria miniera di idee e ispirazioni per gli artisti, non solo per il grande numero di storie che vengono raccontate, ma anche per le modalità del racconto, che intrecciano vicende e personaggi con pochissima sosta per il lettore, che viene avvolto da immagini potenti. Quando la sosta avviene, in genere ci troviamo immersi in uno spazio naturale, in una quiete temporanea che immediatamente si riempie di presenze umane e divine, di forze universali, di voci e di movimento. La collaborazione con l’INDA, di cui siamo veramente entusiasti, contribuisce a rendere vivo lo spirito del poema nello spazio della Villa”.

Lo spettacolo, della durata di 45 minuti, va in scena il 28, 29 e 30 settembre alle ore 20.00 e 21.15 Disponibilità fino ad esaurimento posti, biglietti su galleriaborghese.it

In occasione delle tre serate il museo sarà aperto e visitabile, anche con un biglietto integrato.

Carburanti, Meloni: fiduciosa settimana prossima nuovo provvedimento

Roma, 11 set. (askanews) – “Per quello che riguarda le accise, noi abbiamo prorogato per qualche altro giorno. Stiamo lavorando su un provvedimento che vorremmo più targettizzato verso i consumatori che hanno maggiormente bisogno. Però vorremmo anche un provvedimento facile, immediato, per i cittadini che non crei confusione, che è la parte più difficile di questo lavoro e quindi ha richiesto qualche altro giorno. Sono ottimista che prima della settimana prossima o all’inizio della prossima arriveremo con il provvedimento”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine del Festival internazionale del Riso, che si inaugura oggi a Vercelli.

Lavoro, occupati saliti dello 0,6% nel secondo trimestre (+155mila)

Roma, 11 set. (askanews) – Occupazione in crescita nel secondo trimestre, in Italia a ritmi più sostenuti della media europea, pur restando a livelli inferiori a quello dell’insieme dell’Unione. Secondo i dati dell’Istat, nella Penisola il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, è salito a 24 milioni 363 mila, 155 mila rispetto al primo trimestre, pari al più 0,6%.

Questo a riflesso della crescita dei dipendenti – sia a tempo indeterminato (+120 mila, +0,7%) sia a termine (+18 mila, +0,7%) – e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%); aumenta anche il numero di disoccupati (+31 mila, +2,2% in tre mesi) e diminuisce quello degli inattivi di 15-64 anni (-185 mila, -1,5%).

Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1% (+0,4 punti in tre mesi), quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1 punti) e il tasso di inattività scende al 33% (-0,5 punti). Nei dati provvisori di luglio 2026, rispetto al mese precedente, il numero di occupati e il relativo tasso risultano stabili, il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività 15-64 anni rimane invariato.

Guardando all’insieme dell’Unione europea, secondo Eurostat nello stesso periodo il tasso di occupazione è flebilmente salito, al 76,4% nella fascia 20-64 anni, dal 76,3% del primo trimestre.

Il sottoutilizzo della forza lavoro inclusi i disoccupati si è attestato all’11% della forza lavoro Ue allargata nella fascia 20-64 anni nel secondo trimestre 2026, stabile rispetto al primo trimestre.

L’Ue approva 6,1 miliardi per la difesa dell’Ucraina, via libera per l’acquisto dei Patriot per Kiev

Roma, 11 set. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato l’approvazione di ulteriori 6,1 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi di difesa aerea, missili e altri armamenti destinati a Kiev, inclusi i sistemi di difesa aerea Patriot, completando così l’allocazione di tutti i 28,3 miliardi di euro destinati al sostegno della difesa dell’Ucraina nel 2026. Lo ha reso noto la Commissione europea.

“Oggi la Commissione europea ha approvato ulteriori 6,1 miliardi di euro a favore dell’Ucraina per l’acquisizione di vari prodotti per la difesa nei settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei droni e della guerra elettronica. Questi fondi essenziali sosterranno la capacità dell’Ucraina di resistere alla continua intensificazione degli attacchi russi condotti con missili balistici e droni… Tali risorse finanzieranno l’acquisto di equipaggiamenti per la difesa sia da aziende dell’Ue che da aziende ucraine. A seguito dell’accordo raggiunto lunedì dagli Stati membri dell’Ue, la decisione consente inoltre all’Ucraina di acquistare missili PAC-3 per i sistemi Patriot”, ha dichiarato l’organo dell’Ue in un comunicato.

MotoGp, Marquez davanti a Bezzecchi nelle libere 1 a Misano

Roma, 11 set. (askanews) – Marc Marquez comincia davanti a tutti il weekend del GP di San Marino. Nella prima sessione di prove libere a Misano lo spagnolo della Ducati ha chiuso in 1’31″468, precedendo di appena 60 millesimi Marco Bezzecchi, secondo con l’Aprilia e subito competitivo sulla pista di casa. Terzo Raul Fernandez con l’Aprilia Trackhouse, a 133 millesimi, davanti ad Alex Marquez, quarto a 180 millesimi dal fratello.

Quinto tempo per Johann Zarco con la Honda LCR, mentre Pedro Acosta, nonostante una caduta, ha chiuso al sesto posto. Alle sue spalle Luca Marini. Solo ottavo Jorge Martin, leader del Mondiale, apparso per ora un po’ più in difficoltà rispetto ai principali rivali. Decimo Fabio Di Giannantonio, mentre è più indietro Pecco Bagnaia, soltanto 18°.

La sessione è iniziata con qualche chiazza di umido sull’asfalto, residuo della pioggia caduta nella notte, ma la pista si è progressivamente asciugata sotto il sole. Jack Miller è stato tra i primi a scivolare, poco dopo l’ingresso in pista. Caduta anche per Acosta, che è però riuscito a riprendere la sessione e a chiudere con un buon sesto tempo.

Ex Ilva, Corte d’appello conferma spegnimento area a caldo dal 28/10

Milano, 11 set. (askanews) – La Corte d’Appello civile di Milano ha confermato il provvedimento con cui, a fine luglio, è stato disposto il blocco entro 90 giorni dell’area a caldo (cokerie e altoforni) dello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto che dovrà essere quindi messo in atto entro il 28 ottobre. Lo riferiscono fonti legali, spiegando che i giudici hanno respinto l’istanza di sospensiva dello stop delle attività presentata dai legali di AdI e dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria.

Bonino, Schlein: ciao Emma, grazie per tutto quello che ci hai insegnato

Roma, 11 set. (askanews) – “La scomparsa di Emma Bonino ci addolora moltissimo e ci stringiamo ai suoi familiari, ai suoi amici e a tutta la sua comunità politica. Emma Bonino ha incarnato tutte le qualità che dovrebbero caratterizzare chi è impegnato in politica: rigore, serietà, competenza, determinazione, coraggio, passione. Durante l’intera sua vita si è spesa senza sosta e senza risparmio per l’affermazione e la difesa dei diritti delle persone e dei popoli. Ci ha insegnato che la libertà di tutti e di ciascuno è il fondamento di ogni convivenza che sia davvero civile. Ci ha insegnato a guardare oltre i nostri confini, ai popoli che soffrono e hanno bisogno di essere tutelati. Ci ha insegnato che l’Europa, impegnandoci per la sua reale unità e per la sua missione per il mondo, è la nostra casa comune da preservare dagli attacchi cui è sottoposta. Ci ha insegnato che la democrazia è tanto necessaria quanto fragile e ha bisogno di tutte le nostre cure. Con lei se ne va un pezzo della storia politica e civile del nostro Paese. Ciao Emma, grazie per tutto quello che ci hai insegnato. Che la terra ti sia lieve”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Emma Bonino, una vita spesa per la libertà

Se ne va oggi, a 78 anni, una delle figure più libere e scomode della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Emma Bonino, nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, è stata radicale prima ancora di essere politica.

Eletta alla Camera dei deputati nel 1976 nelle file del Partito Radicale, Bonino ha attraversato quasi mezzo secolo di vita pubblica italiana ed europea senza mai abbandonare lo stile che l’ha resa riconoscibile: diretto, combattivo, insofferente verso le mediazioni di palazzo. Le sue battaglie hanno toccato i diritti civili nella loro accezione più ampia — dall’autodeterminazione delle donne alla lotta contro la pena di morte, dalla contraccezione alla liberalizzazione delle droghe, fino all’impegno contro l’infibulazione e per i diritti umani nei contesti di guerra e genocidio.

Il suo percorso istituzionale è stato tanto lungo quanto trasversale: parlamentare europea, Commissaria europea per la Salute e la tutela dei consumatori dal 1995 al 1999, Ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale nel governo Prodi, e infine Ministra degli Affari Esteri dal 2013 al 2014 nel governo Letta. Ha inoltre ricoperto per due mandati il ruolo di senatrice, eletta prima in Piemonte e poi a Roma.

Convinta europeista, Bonino ha fatto dell’integrazione del continente una delle cause più costanti della sua vita politica. Nel 2017 ha fondato +Europa, movimento che porta nel nome stesso la sua visione, e nel 2024 ha promosso insieme a Matteo Renzi la lista Stati Uniti d’Europa per le elezioni europee, coerente fino alla fine con l’idea di un’Europa politicamente unita, non solo economica.

Dal 2015 conviveva con un tumore al polmone, contro cui aveva combattuto per anni continuando comunque un’intensa attività pubblica; nel 2023 aveva annunciato di averlo superato, salvo poi affrontare negli ultimi mesi un nuovo aggravarsi delle condizioni respiratorie che l’ha portata al ricovero d’urgenza a Roma nei giorni scorsi.

Con la scomparsa di Emma Bonino l’Italia perde una delle voci più lucide e libere del proprio dibattito pubblico, una protagonista che ha saputo tenere insieme, per tutta la vita, la radicalità delle battaglie civili e la tenacia di chi crede nelle istituzioni come strumento di cambiamento.

A questo Link troverete l’incontro,  che nel 2019, abbiamo avuto con l’Onorevole Bonino “La nostra Europa” 

Petrolio, Aie: nel 2026 domanda giù di 2,5 mln barili al giorno

Roma, 11 set. (askanews) – Cala di 2,5 milioni di barili al giorno la domanda mondiale di petrolio prevista per il 2026, una flessione di 940mila barili al giorno superiore rispetto alle stime del mese scorso, a causa dello stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran che rinvia la normalizzazione dei flussi. Lo rende noto l’Agenzia internazionale per l’energia nel suo rapporto mensile sul mercato petrolifero, spiegando che le perdite si concentreranno soprattutto nei distillati medi e nei prodotti petrolchimici in Asia. Per il 2027 l’Aie prevede un recupero della domanda di 2,6 milioni di barili al giorno.

Le scorte petrolifere osservate a livello globale sono scese di altri 95 milioni di barili in agosto, portando il calo cumulato da febbraio a 507 milioni di barili, pari in media a 2,8 milioni di barili al giorno.

11 settembre, Mattarella: prevalga la convivenza pacifica, non cedere alla logica della guerra

Roma, 11 set. (askanews) – “Il doloroso ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti rimane impresso nella coscienza di ciascuno come una pagina abietta nella storia recente dell’umanità. Una giornata che ha colpito nel profondo ogni sentimento di umanità. La Repubblica Italiana rinnova sentimenti di profondo cordoglio per le vittime di quei tragici fatti, punto di svolta nel corso della stessa storia contemporanea, che aprì a nuovi successivi drammi”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario dell’attentato dell’11 settembre.

“Gravoso fu il tributo di morte e sofferenza pagato a quella tragedia anche dalla comunità italo-americana a New York e negli altri luoghi coinvolti nel folle disegno criminale degli attentatori – ricorda il capo dello Stato -. Un pensiero commosso va anzitutto rivolto, in questo anniversario, ai familiari, a tutte le persone care di quanti ingiustamente perirono negli attacchi terroristici o in loro conseguenza, e ai soccorritori che si prodigarono senza sosta per salvare quante più vite possibili, operando in condizioni proibitive.

L’unanime condanna per quanto accadde l’11 settembre del 2001 sollecitò una forte coesione della comunità internazionale contro il terrorismo in qualunque forma si manifestasse.
All’indomani di quella ignobile e inammissibile aggressione, il richiamo ai valori di difesa dei diritti di ogni persona, trovò nell’Italia e nei partner europei una risposta ferma, immediata e corale. Il valore della pacifica convivenza tra i popoli deve ispirare gli odierni comportamenti, senza cedimenti alla logica della guerra che sembra, invece, prevalere in troppi teatri.
Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli. Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni”, conclude.

Tecnologia, innovazione e passione per la cucina

Milano, 11 set. (askanews) – Innovazione e passione per la cucina si incontrano con l’arrivo ufficiale di HexClad in Italia. Il brand americano di cookware premium, nato a Los Angeles nel 2016, ha costruito il proprio successo intorno a un approccio innovativo al cookware, combinando le caratteristiche dell’acciaio inox e delle superfici antiaderenti in una tecnologia ibrida pensata per offrire performance e versatilità.

L’ingresso in Italia, con l’e-commerce dedicato per l’acquisto di tutti i prodotti della linea, rappresenta quindi, un nuovo importante capitolo per il brand, che ha scelto proprio il nostro Paese – e uno degli chef italiani più riconosciuti al mondo – per raccontare il proprio approccio all’innovazione in cucina: Massimo Bottura.

Una collaborazione che nasce da una visione condivisa: continuare a mettere in discussione le certezze, sperimentare e cercare nuove soluzioni per migliorare l’esperienza in cucina, senza perdere il legame con la tradizione culinaria e il piacere del cibo.

Daniel Winer, CEO e Co-Founder di HexClad: “Mia nonna era originaria della Sicilia e arrivò in America circa cento anni fa. Eravamo molto legati e, come accadeva in tante famiglie siciliane dell’epoca, ogni domenica ci si riuniva con cugini, zii e parenti per cucinare e stare insieme. È anche per questo che mi sono sentito legato alle mie origini fin dalla nascita. Crescendo, ho iniziato a visitare l’Italia sempre più spesso, fino a decidere di viverci per una parte dell’anno, cosa che faccio ancora oggi. Per me era quindi particolarmente importante portare HexClad in questo Paese. Questo è stato uno dei primi mercati europei in cui abbiamo deciso di lanciarla. Gli italiani hanno un rapporto speciale con il cibo: per loro non si tratta semplicemente di mangiare, ma di sedersi a tavola con le persone che ami, condividere un momento e celebrare il piacere di stare insieme. Per questo, alla prima occasione, ci è sembrato naturale dedicare a questo mercato un lancio speciale, pensato appositamente per il pubblico locale.”

Le parole dello chef Massimo Bottura: “La cosa fondamentale è non avere mai certezze e avere sempre dei dubbi. Se entri in cucina con i dubbi, ti poni delle domande e quindi la tua cucina deve continuare a evolversi. Per me è esattamente quello che sta facendo HexClad. Si sono chiesti: come possiamo creare delle padelle da condividere con il mondo intero, ma che siano all’altezza delle grandi cucine? Le hanno fatte provare a grandi chef, come Gordon Ramsay, Dominic Randle e me, cercando non solo la qualità, ma anche un approccio etico. E soprattutto con un’ossessione: l’ossessione per la qualità.”

La collaborazione con Massimo Bottura si estende anche al suo impegno sociale: HexClad sosterrà infatti Food for Soul, l’organizzazione non profit fondata dallo chef insieme alla moglie Lara Gilmore, che promuove un sistema alimentare più inclusivo e combatte lo spreco alimentare.

Bonino, Meloni: voce forte e riconoscibile della politica italiana

Roma, 11 set. (askanews) – “Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Stiamo predisponendo le esequie di Stato per Emma Bonino”, ha detto successivamente la presidente del Consiglio a margine del Festival internazionale del Riso, che si inaugura oggi a Vercelli. “L’ho sempre rispettata anche se le nostre posizioni erano molto distanti sui contenuti, questo non mi ha mai impedito di rispettare la persona, la sua autorevolezza e la sua capacità di capire che il ruolo delle donne nella società e nella politica non è mai una cosa che devi aspettare che ti concedano ma una cosa che devi fare la tua parte per prendere, non viverla come una concessione ma come una conquista, su questo eravamo d’accordo”, ha concluso.

Bonino, le lotte, il cuore Radicale e la via senza sbocco per il Colle

Roma, 11 set. (askanews) – Femminista, europeista, antiproibizionista, laica, più volte ministro, Radicale da sempre, al di là delle alleanze e dei ‘patti’ (sempre con molti distinguo) con il centrodestra o con il centrosinistra nel sentiero obbligato del bipolarismo. Prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, a ventotto anni, e poi, ancora, per varie legislature, con qualche parentesi al Parlamento europeo, per tornare di nuovo a Montecitorio e, infine, l’ultima volta, eletta al Senato con il centrosinistra, tra il 2018 e il 2022. Raccontare l’esperienza di vita politica, pubblica, ma anche privata per le poche, centellinate, confidenze, di Emma Bonino è quasi impossibile: troppi gli incarichi, le vicissitudini, le svolte, le alleanze con le forze politiche – partendo sempre dalla casa Radicale e poi, dal 2019, dalla costola di +Europa -, ma anche troppe le amicizie e le militanze condivise e complicate, prima tra tutte quella con Marco Pannella.

Con Pannella il sodalizio politico, iniziato negli anni Settanta, è durato decenni, condividendo tante battaglie a fianco della società civile, ma si è andato via via sfilacciando fino a incrinarsi irreparabilmente nel 2015 per volere di Pannella, secondo il quale la compagna di tante lotte non operava “più da militante ed esponente radicale”. Bonino ha sempre sostenuto di non essere stata espulsa dal partito, senza però nascondere il dispiacere per quella rottura con una figura importante della propria vita, con cui, ha più volte smentito, non c’è mai stata una relazione nè “sentimentale” nè “sessuale”. Alla galassia radicale appartengono, comunque, i due grandi amori di Emma Bonino – che negli anni Settanta, ha rivelato molti anni dopo, ha avuto anche in affido due bambine -, i militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere. E anche qui, dopo tante parole spese per la politica, non sono mancate anche alcune considerazioni personali: il “dolore” per una storia che finisce e la fatica e la bellezza di amare chi “non è all’altezza delle proprie contraddizioni”.

La sua carriera ha toccato quasi tutte le assemblee. Commissaria europea dal 1995 al 1999 (indicata dal primo governo Berlusconi), ministra del commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, vice presidente del Senato tra il 2008 e il 2013 e poi di nuovo ministro in un altro governo di centrosinistra, quello di Enrico Letta che le affida la guida degli Esteri tra il 2013 e il 2014. Ma, anche, unica donna candidata presidente della Repubblica, nel 1999, da una amplissima mobilitazione d’opinione, con gazebo nelle piazze, raccolta di firme e un vero e proprio comitato elettorale come per un’elezione popolare. Ai tempi i manifesti lanciavano uno slogan che è restato negli annali: “Emma, finalmente l’uomo giusto”. Ma non andò e fu eletto Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2013, in vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, riaffiora il suo nome per il Quirinale, viene sostenuta dai socialisti, inclusa nella “rosa” dei Cinquestelle, appoggiata da un vasto arco bipartisan di forze parlamentari, ma il sogno sfuma ancora.

Nella lunga carriera di impegno politico e civile non sono mancati gli esperimenti nè le sfide. Alle Politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel pugno, un nuovo partito nato dall’unione dei Radicali con i socialisti democratici di Enrico Boselli, ma l’esperienza non decolla e raccoglie un modesto 2,6%. Nel 2010 è di nuovo in pista per la corsa alla Regione Lazio, appoggiata dai Radicali e successivamente dal Pd e dai partiti del centrosinistra, ma viene sconfitta, con una differenza del 2,8% di voti, dalla candidata del centrodestra Renata Polverini.

Nel 2017 nasce la lista elettorale +Europa, formazione europeista nata dalla convergenza con la lista di Benedetto Della Vedova, il tesseramento del nuovo partito parte in estate ed è il congresso di inizio 2019 a sancire il passaggio da cartello elettorale a soggetto politico. Le Europee, nonostante le oltre 48mila preferenze raccolte da Bonino come capolista, non premiano il nuovo partito che non supera la soglia minima d’accesso.

E’ di nuovo in lista alle Politiche del 2022, dove viene candidata con il centrosinistra al Senato, ma non viene eletta perchè sconfitta nel collegio uninominale dalla candidata del centrodestra Lavinia Mennuni. Alle Europee del 2024, nonostante le molte preferenze raccolte, si ripete lo stesso copione: i consensi della lista di scopo Stati Uniti d’Europa risultano inferiori alla soglia di sbarramento del 4% e Bonino resta fuori dal Parlamento europeo. Pochi mesi dopo viene eletta presidente di +Europa. L’impegno politico non viene mai meno, neanche quando il corpo è provato dalla lunga malattia, nè viene meno una capacità di intessere relazioni e rapporti anche con interlocutori molto distanti da lei. Storica la visita a sorpresa con cui Papa Francesco la omaggia il 5 novembre 2024, nella sua casa di Trastevere, poco dopo le dimissioni della leader radicale dall’ospedale.

E’ morta Emma Bonino, storica leader radicale

Roma, 11 set. (askanews) – E’ morta oggi a Roma all’età di 78 anni Emma Bonino. La leader radicale nei giorni scorsi era stata ricoverata in terapia intensiva a seguito di una crisi respiratoria. Ieri era stata poi trasferita in una struttura privata.

“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera”, si legge in una nota di +Europa.

Mattarella: riemergono logiche sopraffazione, Italia contro terrorismo

Roma, 11 set. (askanews) – “Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli. Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario dell’attentato terroristico dell’11 settembre.

Ia usata per armi biologiche? Anthropic: Bloccati casi a rischio

Roma, 11 set. (askanews) – Ricercatori impegnati su virus ad alto rischio, tossine e studi “gain-of-function”, volti a modificare o potenziare determinate caratteristiche biologiche di un virus, hanno utilizzato i modelli di intelligenza artificiale Claude per attività che potrebbero teoricamente contribuire allo sviluppo di armi biologiche. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto di Anthropic, che ha individuato cinque casi di possibile uso pericoloso dei propri sistemi e ha bloccato gli account coinvolti. La società precisa tuttavia di non avere elementi per affermare che gli scienziati avessero effettivamente intenzione di produrre armi biologiche.

Il rapporto, “Detecting and countering misuse of AI: September 2026”, individua nel possibile uso dell’Ia in campo biologico uno dei rischi più gravi legati ai modelli di frontiera. Secondo Anthropic, i sistemi di ultima generazione sono ormai in grado di assistere attività scientifiche complesse a un livello tale che non è più possibile escludere che possano fornire un contributo significativo anche a ricerche pericolose.

Il problema è soprattutto quello del “dual use”: le stesse conoscenze utili per sviluppare vaccini e terapie possono essere impiegate per rendere un agente patogeno più pericoloso. “Non è che qualcuno, come in un fumetto, dica: ‘Ehi, voglio costruire un’arma biologica per uccidere tutti'”, ha spiegato al New York Times Jacob Klein, responsabile della threat intelligence di Anthropic. “E’ una situazione incredibilmente sfumata”.

Il caso considerato più preoccupante risale a maggio. I sistemi di sicurezza di Anthropic hanno bloccato una richiesta di assistenza per preparare una domanda di finanziamento relativa a uno studio “gain-of-function” che puntava a modificare determinate caratteristiche biologiche del virus chikungunya. La ricerca mirava a individuare mutazioni capaci di modificarne la trasmissibilità e la capacità di eludere la risposta immunitaria, per poi selezionare in animali vivi le varianti più virulente.

Un’attività che può avere finalità legittime, per esempio nello sviluppo di vaccini e terapie, ma che può anche produrre conoscenze utili a rendere un virus più pericoloso. A destare particolare preoccupazione è stato il fatto che gli esperimenti erano destinati a essere condotti presso un istituto militare di ricerca. “Quello che non sappiamo è se la ricerca fosse destinata a essere trasformata in un’arma”, ha detto Klein. “Ma un’istituzione militare che conduce ricerche gain-of-function è motivo di preoccupazione”.

Anthropic ha inoltre scoperto che i ricercatori avevano aggirato i controlli destinati a impedire l’accesso ai suoi modelli da regioni sottoposte a restrizioni e avevano cercato di mascherare la finalità delle loro attività per eludere le protezioni della società. Gli account coinvolti sono stati chiusi.

Un secondo caso riguarda un ricercatore che per diverse settimane ha utilizzato Claude per progettare studi sull’influenza aviaria altamente patogena e sull’adattamento del virus ai mammiferi. Il lavoro comprendeva anche approcci di ingegneria genetica diretti a introdurre mutazioni associate all’adattamento ai mammiferi e alla trasmissione per via aerea in modelli animali.

Nel terzo caso Claude Opus 5 è stato utilizzato attraverso una rete di accesso anonima per preparare in circa un’ora una domanda di finanziamento per ricerche sugli orthopoxvirus, famiglia che comprende anche il virus del vaiolo. Il modello ha contribuito alla formulazione dell’ipotesi scientifica, al disegno sperimentale e ai piani statistici. Anche in questo caso Anthropic sottolinea che si tratta di ricerche che possono avere finalità legittime, ma che le conoscenze sui meccanismi di evasione immunitaria possono avere applicazioni dual-use.

Gli ultimi due casi riguardano invece veleni e tossine. In uno, un ricercatore sostenuto da un programma statale ha usato Claude per costruire un archivio di peptidi derivati da veleni e un sistema capace di ottimizzarne le caratteristiche, anche verso bersagli paralizzanti. Nell’altro il modello è stato impiegato nella riprogettazione computazionale di diverse tossine nell’ambito di un programma nazionale di ricerca. In quest’ultimo caso, secondo Anthropic, il ricercatore chiese al modello di mantenere volutamente vaghe nei rapporti periodici le identità di una tossina batterica e di una proteina virale coinvolte nel lavoro.

Susan Monarez, microbiologa ed esperta di sanità pubblica che ha esaminato il rapporto prima della pubblicazione, ha affermato al Nyt che i casi forniscono prove concrete a sostegno del timore che soggetti ostili stiano cercando di utilizzare in modo occulto sistemi avanzati di Ia “per aumentare le loro possibilità di costruire agenti patogeni biologici capaci di causare danni significativi”.

L’Ia, ha osservato Monarez, offre enormi possibilità per lo sviluppo di nuove terapie e per il progresso della medicina; allo stesso tempo, però, le medesime capacità potrebbero “consentire a soggetti ostili di nascondersi in piena vista, utilizzando ricerche apparentemente legittime per creare agenti patogeni che potremmo non vedere arrivare e che potremmo non essere in grado di fermare una volta rilasciati”.

Andrew Weber, senior fellow del Council on Strategic Risks ed ex responsabile dei programmi di difesa nucleare, chimica e biologica del Pentagono, ha definito i casi descritti da Anthropic “esempi agghiaccianti di sviluppatori di armi biologiche sponsorizzati da Stati che attingono alle capacità in rapido progresso” dei modelli di Ia più avanzati.

Secondo Weber, proprio l’esistenza di programmi di armamento biologico rende necessario limitare l’accesso agli strumenti di Ia più potenti nel settore biologico a ricercatori affidabili. “Il fatto che Russia, Cina e Corea del Nord continuino a sviluppare armi biologiche proibite rende imperativo negare ai loro ricercatori l’accesso a questi modelli straordinariamente capaci”, ha affermato.

Anthropic avverte comunque che i cinque episodi non dimostrano l’esistenza di imminenti attacchi biologici facilitati dall’Ia e che non è stato possibile stabilire se le ricerche avessero realmente una finalità militare offensiva. Mostrano però, secondo la società, che la crescente capacità dei modelli di assistere ricerche scientifiche complesse rende sempre più difficile distinguere tra attività legittime e attività potenzialmente pericolose, imponendo controlli più severi sull’accesso agli strumenti più avanzati.

11 settembre, Meloni: preservare democrazia e sicurezza

Roma, 11 set. (askanews) – “11 settembre. 25 anni fa il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero. Un mondo libero che seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta. L’anniversario di oggi ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate. Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme”. Così su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“L’Italia – conclude – è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre Nazioni. Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo”.

Sfide all’intero impianto delle nostre democrazie

Le armate del populismo che cingono sempre più strettamente le sempre più deboli roccaforti liberal-democratiche pongono un grande problema strategico. E cioè se quegli assalti debbano essere fronteggiati prendendoli di petto oppure cercando di riassorbirli all’interno di una strategia, diciamo così, più inclusiva.

Ora, si dirà che c’è populismo e populismo. E che quello che stiamo vedendo all’opera in Germania appare tra i più insidiosi. Sia per la forza espansiva che ha appena mostrato nelle elezioni in Sassonia-Anhalt. Sia per quei chiarissimi e inquietanti riferimenti al passato nazista da cui ha preso in appalto argomenti e parole d’ordine.

Dunque, in questo caso lillusione di riassorbire la protesta dovrebbe essere preclusa dalla gravità del fenomeno in questione. Ma il problema, se vogliamo, è più ampio.

E riguarda cioè la possibilità che, attraverso un gioco più sottile – «romanizzare i barbari», come si usa dire – si possano gradualmente riassorbire fenomeni politici che si presentano come sfide allintero impianto delle nostre democrazie.

Con i loro difetti, s’intende. Ma anche con quella loro cultura del limite che ha segnato un grande balzo di civiltà all’indomani della Seconda guerra mondiale.

E dunque: fare il viso dellarme, non avendone la forza, oppure indossare la maschera del sorriso, non avendone la convinzione?

Sta tutto qui il nostro dilemma. E forse, tra i custodi del nostro vecchio e glorioso «sistema», sarebbe il caso di aprire una discussione più esplicita. Si para infatti davanti a noi uno di quei casi in cui le mezze misure non portano da nessuna parte.

Fonte: La Voce del Popolo – 10 settembre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

11 settembre, venticinque anni dopo: l’America ferita e il mondo che cambiò

New York trasformata in un gigantesco formicaio

A distanza di venticinque anni dalla tragedia delle Torri Gemelle, ricordo ancora con chiarezza quei drammatici giorni durante i quali New York si trasformò in un gigantesco formicaio umano impazzito, “Ground Zero” divenne una spaventosa bolgia dantesca e le centinaia e centinaia di soccorritori sembravano anime in pena, condannate a frugare affannosamente, senza sosta, fra enormi cumuli di macerie fumanti e polverose, alla disperata ricerca di qualche segno di vita.

Mi risuona nelle orecchie il fragore assordante dei velivoli che penetrano con oscena violenza nelle due imponenti torri e l’immane esplosione di smisurate nuvole di fuoco, polvere e detriti che si addensano rapidamente verso la sommità dei due colossi in cemento e acciaio.

All’interno dei due grattacieli, centinaia di persone scendono precipitosamente in cerca di una via di fuga attraverso le interminabili rampe di scale, scontrandosi e ostacolando le squadre dei pompieri in salita, gravati dal peso di grossi sifoni idrici, mandati a spegnere le fiamme. Moriranno tutti.

Coloro che hanno scelto di utilizzare gli ascensori sono rimasti intrappolati: per tutti costoro la sorte è subito segnata.

Vedo decine di persone appese alle finestre per sfuggire al fumo tossico che ha invaso i locali, nella vana attesa di essere salvate dagli elicotteri, che volteggiano impazziti attorno agli edifici fumanti come enormi calabroni preistorici.

Altre scelgono deliberatamente di gettarsi, fluttuando come fantocci nell’aria per poi, dopo un folle disperato volo, schiacciarsi sull’asfalto, dove già annaspano terrorizzati centinaia di esseri umani emergenti da una spessa coltre di fuliggine, soffocati da tonnellate di detriti.

Sono immagini apocalittiche nelle quali emerge, agghiacciante, il panico incontrollato della popolazione che il destino ha fatto trovare in quel momento al World Trade Center, incapace di spiegare la causa di quel cataclisma da cui tenta in ogni modo di salvarsi.

 

Immagini destinate a entrare nella storia

Oggi, per assurdo, ancora più di ieri, quell’evento a volte assume ai miei occhi connotati biblici, come il diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra, la caduta della Torre di Babele, il terremoto di Pompei e le grandi epidemie mortali. La tradizione, la leggenda, le credenze popolari e la religione hanno fornito via via chiavi di lettura rimaste poi in maniera indelebile nella storia dell’uomo e senza possibilità di contraddittorio.

Ecco perché il crollo delle Torri Gemelle e le circostanze entro le quali è maturato potranno, con il passare degli anni e dei secoli, assumere significati imprevedibili.

Tra questi, molto probabilmente, l’affannoso barcollare del Polifemo americano colpito nell’unico occhio dall’Ulisse islamico.

In qualità di testimone privilegiato, a me resta il compito di riveder passare dinanzi agli occhi e rievocare il combattivo sindaco Giuliani, gli eroici pompieri e poliziotti, l’indomito presidente George W. Bush che arringa il Congresso e incoraggia i connazionali, esortandoli a una decisa reazione, nonché le migliaia di anonimi volontari di vario sesso, età ed estrazione, tutti estremamente impegnati a prestare una generosa e disinteressata assistenza, nel quadro di una interminabile catena di solidarietà.

Non posso, infine, dimenticare l’angoscia struggente impressa sul volto dei familiari delle vittime, anche quando soltanto potenziali, che mi avvicinano per ottenere informazioni in grado di alimentare le loro speranze.

 

La forza morale di un popolo colpito al cuore

Tutto concorre a tracciare un affresco umano irripetibile destinato, con lo scorrere del tempo, a prendere sempre più forma e caratterizzato dall’enorme forza morale di un popolo chiamato a cimentarsi, per la prima volta nella sua storia, con un attacco devastante portato direttamente nel cuore della “capitale dell’impero”.

Dal timore di nuovi attentati si passerà poi a quello del bioterrorismo per l’improvvisa apparizione nel Paese del Bacillus anthracis, sotto forma di una strana polverina inviata con crescente, inquietante frequenza da anonimi spedizionieri ai principali centri di potere nazionali.

A volte risulterà letale per chi la riceve e incautamente la maneggia.

L’effetto psicologico sulla popolazione è devastante, ma l’imperativo è sempre quello: resistere e reagire.

In quei drammatici giorni, il Consolato Generale d’Italia ricevette migliaia di richieste d’informazioni alle quali fu spesso possibile dare seguito anche grazie alla preziosa collaborazione fornita dalle principali associazioni italiane e italo-americane di New York, così come dai numerosi connazionali che operavano nelle strutture amministrative e sanitarie della città. A tutti loro va ancora oggi la mia più sentita gratitudine.

Come pure tengo ancora a ringraziare i rappresentanti dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane che in gran numero visitarono la metropoli per portare la loro solidarietà alla popolazione.

Dedico un rinnovato grato ricordo all’allora ministro degli Esteri Renato Ruggiero, al ministro Mirko Tremaglia, all’Unità di Crisi della Farnesina e a tutto il personale del Consolato Generale per il pieno e incondizionato sostegno prestatomi.

Rendo, infine, onore a tutti coloro – membri di istituzioni pubbliche e private – per la perdurante, instancabile e meritoria attività volta, ancora oggi, a tenere vivo il ricordo delle centinaia di italiani e italo-americani periti in quel terribile criminale attentato.

 

Dalla memoria alla domanda: che cosa resta dell11 settembre?

Ciò detto, al di là di questa spontanea, doverosa commemorazione, penso che il venticinquesimo anniversario di quella immane tragedia debba costituire anche motivo di riflessione per tentare di capire, tra l’altro, se i motivi che la provocarono siano stati rimossi o, ancor meglio, se la frattura tra mondo islamico e imperialismo americano – punta più avanzata della civiltà occidentale, fondata su profonde differenze etniche, politiche e religiose – sia stata, seppur in parte, ricomposta.

In realtà, dall’11 settembre 2001 l’America non ha mai cessato di considerarsi in guerra con l’estremismo islamista, in un conflitto definito comunemente a bassa intensità.

Nel 2001, di fronte a una gravissima emergenza, il presidente Bush adottò decisioni che rafforzavano tendenze unilaterali e neoconservatrici già presenti all’interno dell’Amministrazione. Dopo l’attacco all’Afghanistan, per la mancata consegna di Osama bin Laden, fu la volta dell’Iraq, considerato dall’ala più integralista del Partito repubblicano il necessario completamento della reazione.

Di fatto, l’America doveva continuare a dare una forte risposta alla gravissima e cruenta provocazione, anche se la produzione di armi di distruzione di massa in Iraq, all’origine dell’intervento, si rivelò poi un autentico stravolgimento della realtà.

 

Afghanistan e Iraq, la potenza militare non è bastata

Eppure, sia in Iraq sia in Afghanistan la strapotenza militare americana non è servita a cambiare il corso degli eventi locali né tantomeno a trasformare i rapporti esistenti tra Washington e quei governi in rassicurante collaborazione.

In ambedue i Paesi i principi dei vecchi regimi – soprattutto quello talebano – perdurano e il sentimento antiamericano resta profondo.

Di sicuro, Atta e i suoi diciotto complici, autori suicidi del terribile attentato, e il diabolico organizzatore Osama bin Laden, le cui spoglie furono sepolte in mare dagli americani, sono ancora oggi rimpianti in quelle terre e, altrettanto sicuramente, numerosi emuli sarebbero pronti a ripetere il loro gesto criminoso.

Il fatto è che fino a oggi l’America, mentre ha continuato a predisporsi contro eventuali nuove, improbabili offensive islamiste, ha sottovalutato non poco la politica espansionista di Putin, con il risultato che oggi l’Occidente – soprattutto europeo – deve fare i conti sia con il pericoloso “neo-imperialismo russo” sia con la minacciosa invadenza del regime estremista di Teheran, basata sull’acquisizione della forza nucleare.

 

Venticinque anni dopo, un mondo non più sicuro

In altri termini, il venticinquesimo anniversario delle Torri Gemelle non può che registrare la sostanziale scarsa efficacia della politica estera americana, incapace di creare le condizioni idonee per instaurare nel mondo un maggior grado di sicurezza collettiva, fondato anche – ma non solo – sulla creazione di un reale pluralismo globale, che consenta alle masse più diseredate di acquisire decorose condizioni di vita e il riconoscimento di diritti civili fondamentali.

In tal senso, i predecessori di Trump non possono certamente vantare un migliore curriculum.

Troppo spesso e volentieri ci si dimentica, infatti, che politica, religione ed economia sono sempre più frequentemente indissolubili l’una dall’altra nel “villaggio globale” che ci caratterizza.

La memoria del perdono: il martirio di don Bonifacio

«No so… no me ricordo…»

«No so… no me ricordo… iera bruti tempi.» In Istria, ottant’anni dopo, chi ancora sa qualcosa risponde così. Quella non è memoria consumata dal tempo, è paura.

Oggi, 11 settembre, sono esattamente ottant’anni da quando don Francesco Bonifacio è stato fatto sparire.

Era nato a Pirano nel 1912, secondo di sette figli. Il padre Giovanni faceva il fuochista sui vaporetti della linea Istria-Trieste e morì a quarantotto anni per la malattia ai polmoni presa sul lavoro. La madre Luigia portava l’acqua alle famiglie benestanti: riempiva la mastella alla fontana di piazza Tartini e se la caricava sulla testa. Quando sulla tavola non c’era abbastanza per tutti quei figli, mandava Francesco con il fratellino Nino dai frati francescani a chiedere quello che allora si chiamava il pane dei poveri. Povertà dignitosa, e una fede semplice tenuta in piedi da lei. Alla mamma che si preoccupava dei soldi per gli studi il figlio scriveva quasi rimproverandola: «Voi non dovete mai dubitare della Provvidenza». Le sorelle, ancora ragazzine, andarono a servizio nelle case, perché, diceva la madre, «Checco deve diventare prete».

A dodici anni entrò nel piccolo seminario di Capodistria, dove stavano insieme ragazzi italiani, croati e sloveni. Lo chiamavano «el santin», e a chiamarlo così erano perfino i professori. Da seminarista fece la professione nel Terz’Ordine francescano. Ordinato prete a San Giusto il 27 dicembre 1936, mandato a Cittanova, dove il suo confessionale cominciò a riempirsi al punto da dare fastidio, dopo due anni lo spedirono a Villa Gardossi, oggi Crassiza: due case, la chiesa, il campanile, il cimitero e una canonica senz’acqua e senza luce. Aveva ventisette anni.

 

Un prete in mezzo alla sua gente

Andava a piedi o in bicicletta per le borgate sparse, con qualsiasi tempo, a fare catechismo nelle frazioni lontane, a trovare i malati e le persone sole. Mise su un coro, i chierichetti, una piccola biblioteca circolante per ragazzi contadini più abituati alla zappa che ai libri. Introdusse l’adorazione quotidiana, con un quaderno in fondo alla chiesa dove ciascuno segnava il proprio turno. Quello che riceveva dalle famiglie più agiate lo passava ai più poveri, e spesso restava lui con poco da mettere in tavola. In sette anni fece di una dozzina di villaggi distanti una comunità vera. Quando lo trasferirono da Cittanova, i suoi ragazzi dissero di lui una cosa sola: «Parlava con il Vangelo nel cuore e sulle labbra».

I suoi quaderni li scriveva in italiano ma con l’alfabeto greco, perché nessuno leggesse. «Advena ego sum», sono un forestiero su questa terra. Si esaminava con domande che fanno male: ho provato dispiacere nel fare l’elemosina? Ho mangiato e bevuto fuori del bisogno? Portava il cilicio alle caviglie. Il suo confessore, il parroco di Verteneglio dal quale andava ogni settimana in bicicletta, di lui diceva: «Quello sì che è un santo».

 

L11 settembre 1946

L’11 settembre 1946 si inginocchiò in chiesa davanti al Santissimo. Il suo nome è l’ultimo scritto su quel quaderno dell’adorazione. Alle quattro del pomeriggio uscì di casa, salutò due ragazze che rammendavano i paramenti con il suo «sia lodato Gesù Cristo», poi si voltò a guardarle e disse: «Voglio proprio vedere cosa mi faranno i drusi». Sapeva. Un ragazzo di sedici anni, Andreino, aveva già pedalato di notte per avvisare i preti della zona che era stata presa la decisione di toglierli di mezzo.

Andò lo stesso a Grisignana, da un confratello di dieci anni più giovane, appena arrivato, spaventato. Ci andò per consolare lui. Pregarono insieme davanti al Santissimo e volle confessarsi. Gli disse che voleva restare con la sua gente qualunque cosa gli fosse successa, perché non aveva mai fatto del male a nessuno. Prima di uscire si tolse il cilicio dalle caviglie e lo lasciò in quella stanza. Lo ritrovarono decenni dopo, alla morte di quel prete, in una busta con scritto sopra «Reliquia».

Poi il ritorno a casa, al tramonto, un quarto d’ora di sentiero. Dal cimitero di San Vito escono due uomini e lo seguono a distanza. Al bivio tra Danielisi e Radanici lo trascinano nella vigna e poi nel bosco. Una donna e la figlia sedicenne, che rientravano con gli animali dal pascolo, vengono cacciate via a male parole. Un bambino guarda dalla finestra e la madre lo strappa via perché non veda il resto.

Poco prima, mentre mangiava un boccone in una casa che credeva amica, qualcuno gli aveva detto a mezza voce, in dialetto: «Magna, magna, Checo, per l’ultima volta».

«Ecco la mia fronte»

In macchina don Francesco prega sottovoce con il breviario in mano. L’ufficiale gli ordina di piantarla con quelle scemenze e lui risponde: «Che Dio ti perdoni». Arrivano gli schiaffi, gli rinfacciano il male fatto, e chiede perdono a Dio. Quelli ridono di un perdono chiesto a un Dio che non esiste invece che a loro. Per la terza volta chiede perdono a Dio per tutti. Lo buttano giù dall’auto, in ginocchio sulla terra, e continua a pregare.

«Se non smetti di dire stupidaggini, ti do questa pietra sulla fronte.»

Don Francesco si toglie le mani dal viso: «Ecco la mia fronte».

Uno degli assassini, per tutto il resto della sua vita, non riuscì a scrollarsi di dosso quella scena: «Questo prete non ha mai smesso di essere prete sino alla morte».

La sua colpa? Radunava i ragazzi attorno alla chiesa. I bambini servivano all’altare invece di iscriversi ai pionieri, le ragazze seguivano lui e non il partito. In una riunione di partito lo decisero citando la Scrittura mentre preparavano un omicidio: percutiam pastorem, et dispergentur oves, colpisci il pastore e le pecore si disperderanno. Don Rocco, l’ultimo che lo vide vivo, se l’è chiesto per tutta la vita e la risposta gli tornava sempre uguale: un prete seguito più del capo partigiano era intollerabile.

 

«Rimanga a difendere le sue pecorelle»

A fine luglio era andato a Trieste dal vescovo Santin a raccontargli le minacce, le corde delle campane tagliate, gli uomini del Comitato seduti in chiesa a prendere nota delle prediche. Chiedeva che cosa doveva fare. Santin gli rispose che al suo posto sarebbe rimasto a difendere le sue pecorelle: continuasse il ministero, tenesse catechismo e riunioni in chiesa, a porte aperte, sotto gli occhi di tutti, senza lasciarsi intimidire da nessuno. Se ne andò sereno, disse, perché ora era sostenuto dall’obbedienza.

Sette anni prima, arrivando in quella canonica, sua madre si era lasciata scappare: «Ma dove ti hanno mandato?». Lui le aveva risposto che obbedire al vescovo è il primo atto di fede verso Dio.

Dieci giorni prima del bosco, domenica 1° settembre, aveva predicato per l’ultima volta. Vale la pena rileggere oggi quell’omelia: «Oggi ci siamo fabbricati un Cristianesimo come ci si fa fare un vestito, ossia su misura: e la misura sono i nostri comodi e i nostri interessi». Un battesimo, una prima comunione, un funerale: fin lì passi. Ma amare Dio sopra ogni interesse e il prossimo come te stesso, ah, quella è un’altra questione, e comincia il distinguo, fin che mi torna conto.

Quel vestito su misura ce l’hai anche tu nell’armadio. Io per primo. Lo tiriamo fuori le domeniche buone e lo rimettiamo via appena la fede ci chiede qualcosa che costa davvero.

 

«Di cuore perdono a tutti»

Nella stessa omelia diceva che Gesù ama persino i propri crocifissori e per loro domanda perdono al Padre. Dieci giorni dopo lo ha fatto anche lui, con la faccia rotta. Nel testamento spirituale, scritto due anni prima, aveva già messo per iscritto la stessa cosa: «Di cuore perdono a tutti». E una richiesta sola, quasi una supplica: pregate Dio che faccia sentire la sua voce a qualche ragazzo, perché venga a coprire il posto lasciato da me.

Il corpo non è mai stato ritrovato. Al vescovo che cercava notizie risposero che era meglio seppellire ogni cosa nel segreto. Si cerca ancora, tra archivi e cimiteri, e si deve cercare, perché a un martire si deve una tomba. Ma il posto lasciato da lui non è un buco nella terra istriana: è il posto della fedeltà di ogni giorno, e tocca a noi.

Beatificato a San Giusto il 4 ottobre 2008, nella stessa cattedrale dove era stato ordinato prete. Suo fratello Giovanni salì all’altare e gli parlò come si parla a uno di casa, ricordandogli il pane dei poveri che da bambini andavano a chiedere ai frati di Pirano. Accanto al suo nome si mette sempre quello di don Miroslav Bulešić, prete croato, ucciso pochi mesi dopo dalla stessa furia. Il sangue dei martiri tiene unite le Chiese che i confini avevano separato.

C’è ancora chi, in quei paesi, e non solo, dice di non ricordare. Noi ricordiamo, per continuare a vivere la memoria dell’amore e del perdono, gli unici capaci di demolire l’odio ideologico che genera mostruosità.

Scardinare il bipolarismo per battere i populismi

Il bipolarismo non garantisce più una cultura di governo

Anche alla luce del risultato tedesco, è indubbio che la rigida ingessatura bipolare nel nostro Paese non favorisca il recupero di una politica autenticamente democratica, schiettamente riformista e palesemente liberale. Sono ormai troppe le spinte estremiste, populiste, massimaliste e radicali dei due schieramenti maggioritari, che difficilmente possono garantire una credibile e trasparente cultura di governo.

E questo per una ragione persino troppo semplice da spiegare. Le due coalizioni, ovvero la destra e la sinistra – centrodestra e centrosinistra fanno ormai parte di un passato che oggi non trova più cittadinanza nella vita politica italiana – hanno al loro interno forze politiche e partiti che esprimono in modo plastico una postura estremista e populista, con cui la rispettiva alleanza deve fare i conti.

 

Lillusione di poter contenere le ali estreme

È inutile pensare di poter ridimensionare queste forze. La logica del «testardamente unitaria» della segretaria del Pd Schlein, per fare un solo esempio concreto, è dettata dalla semplice motivazione che, per vincere la battaglia finale, occorre unire tutti i soggetti che vogliono distruggere – o annientare – definitivamente il nemico politico.

Un nemico con cui non si può e non si deve né dialogare né, tantomeno, confrontarsi, in virtù del fatto che ci troviamo di fronte non a una normale democrazia dell’alternanza ma, molto più semplicemente, a una sorta di riedizione di quella deriva degli «opposti estremismi» che, purtroppo, ha caratterizzato gli anni peggiori della storia democratica del nostro Paese.

 

Dagli «opposti estremismi» agli «opposti populismi»

Una stagione degli «opposti estremismi» che oggi, con un linguaggio più contemporaneo, possiamo tranquillamente definire come una fase dominata dagli «opposti populismi».

Ora, se non vogliamo consolidare questa pericolosa e nefasta deriva per la stessa conservazione della qualità della nostra democrazia, c’è una sola iniziativa politica concreta da mettere in campo, pur senza conoscerne, almeno all’inizio, quale possa essere l’epilogo finale.

 

Riunificare tutto ciò che è riconducibile al Centro

Ovvero, un’iniziativa che sia in grado di riunificare tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro, alla politica di centro, a un progetto centrista e autenticamente riformista e democratico.

Anche perché proprio questa sensibilità politica, e queste culture politiche, sono destinate quasi scientificamente a essere sacrificate sull’altare degli «opposti estremismi».

Al di là della legittima e anche comprensibile propaganda, è di tutta evidenza che queste forze, soprattutto nella futura «gioiosa macchina da guerra» di occhettiana memoria, siano relegate a giocare un ruolo del tutto marginale e periferico. E, per dirla in termini calcistici, ad avere un semplice e banale «diritto di tribuna».

 

La galassia centrista deve diventare un progetto politico

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, l’unica vera, credibile e coerente alternativa al trionfo dei populismi e degli estremismi oggi risiede nella capacità di saper riunificare e ricomporre l’intera galassia centrista e riformista nel nostro Paese.

Attorno a questa sfida, difficile e impervia ma non impossibile, capiremo se la prassi riformista, democratica e di governo avrà ancora un futuro – o meno – nel nostro Paese.

Suicidio assistito, il piano inclinato della politica verso la morte

Osservando le notizie della cronaca politica recente, ciò che colpisce è la trasversalità con cui avanzano le politiche per la morte.

Perché tali sono. Si passa dal segretario della Lega Nord, che snocciola il rosario in campagna elettorale, a Zaia che si fa portavoce del suicidio assistito, portandolo nel Servizio sanitario nazionale.

Il piano inclinato è sotto i nostri occhi. Basta osservare la deriva di alcuni Paesi del Nord Europa, quelli che si dice siano «molto più avanti di noi», per cogliere verso quale oblio della ragione possano tendere gli ordinamenti e, con essi, le società.

La cultura dello scarto, il concepire anziani, malati e disabili come un peso di cui liberarsi, è dietro l’angolo, se non già qui e ora.

La trasversalità di tutto questo, che nel nostro Paese parte da sinistra ma ora – occorre dirlo con forza – permea anche le cosiddette forze liberal” del centrodestra, a mio giudizio sorge da una deriva ipercapitalistica che raccoglie consenso ovunque.

L’efficientismo bieco diventa strumentale a un economicismo privo di etica.

La valorizzazione dell’essere umano quale mero produttore o consumatore, la sua misurazione in base al reddito e alla capacità di produrne altro, sempre di più, generano l’idea che chi non sia più nella condizione o nell’età per produrre capitale, ricchezza, PIL, o alimentare qualsivoglia indicatore, finisca per essere considerato soltanto uno scarto di cui disfarsi il prima possibile e al minor costo possibile.

Le società di rating, assurte a entità misuratrici del benessere, sembrano così diventare una sorta di pietra angolare della nuova umanità”.

E così il Servizio sanitario nazionale, che ha nei propri atti fondativi concetti quali efficacia ed efficienza, rischia di oggettivare queste categorie economiche in una deriva disumana conferitagli dalla politica della morte.

Una disumanità evidente, che va contrastata senza infingimenti.  Nella speranza di non sentirsi soli, ma avendo il coraggio di rischiare di esserlo.

Perché, se non si ha il coraggio almeno su questi principi fondamentali, siamo condannati a essere intesi meccanicisticamente come parte di un ingranaggio nel quale il nostro essere, il nostro spirito, si annullano a favore di dinamiche esclusivamente economicistiche.

Carburanti, lo sconto sul diesel prosegue fino al 17 settembre

Roma, 10 set. (askanews) – Arriva un altra proroga dello sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio, questa volta di una settimana, in attesa del pacchetto di misure più organico contro il caro-energia che slitta alla prossima settimana.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto sui carburanti che proroga di una settimana lo sconto, fino alla mezzanotte del 17 settembre, e le norme a favore dell’autotraspprto. La misura costa circa 12-13 milioni al giorno quindi l’onere si aggira intorno agli 86 milioni di euro.

Il taglio delle accise “è stato ancora prorogato oggi per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana” ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video diffuso dopo la riunione del Cdm.

Prosegue quindi il lavoro sulle misure per fronteggiare il caro carburanti. Si ipotizza una sorta di carta benzina da riconoscere ai lavoratori dipendenti ma la Lega ne chiede l’estensione agli autonomi. Da sciogliere anche il nodo delle coperture con gli interventi sugli extraprofitti di banche e imprese energetiche che non trovano consenso nella maggioranza.

Il decreto contiene anche delle norme per ridurre i tempi e snellire le procedure poer il rilascio di concessioni e permessi per la ricerca di idrocarburi in Italia con la possibilità di nominare dei commissari ad acta in coordinamento con le regioni.

“Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi”, ha sottolineato Giorgia Meloni.

Sensualità e incanto muliebre, è “Frank Horvat” a Terme di Caracalla

Roma, 10 set. (askanews) – Tra sensualità e incanto muliebre, “Frank Horvat” alle Terme di Caracalla celebra il lavoro del grande fotografo, noto per essere il “fotografo intellettuale”, pioniere nella sperimentazione delle nuove tecnologie digitali – si dice sia stato il primo a usare photoshop – scomparso a 92 anni nel 2020, che sarebbe stato senz’altro felice di vedere 72 suoi scatti esposti nel complesso termale, grazie alla mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma su organizzazione di Electa, che resterà aperta dall’11 settembre al 10 gennaio 2027.

Tra i curatori la figlia dell’artista, Fiammetta Horvat, affiancata dall’ultima assistente del fotografo, Mathilde Oudin, (Studio Frank Horvat), che conserva e gestisce il suo archivio completo, rimasto intatto nella sua casa vicino a Parigi:

“È un po’ un sogno essere qui. Abbiamo scelto tre serie, che erano già curate da lui, era un progetto di ritratti, in cui siamo ora, che è molto legato alla storia dell’arte, un omaggio alla bellezza delle donne attraverso la storia dell’arte, della pittura”, ha spiegato ad askanews.

“Tutta la sua vita, sua madre era molto importante, era psicologa, tutta la sua vita ha fatto un dialogo con sua madre, anche attraverso le altre donne”, ha aggiunto Fiammetta Horvat.

Fiammetta Horvat compare anche in un ritratto da bambina che rimanda a una damigella di Velazquez:

“Era un progetto di passione, io ricordo ore di attesa, parliamo di un’epoca, nel 1983, in cui non c’era photoshop è un lavoro di luce di stoffe, un lavoro teatrale”, ha affermato la curatrice.

Nel corso della sua carriera lunga oltre 70 anni, Horvat, nato in Istria nel 1928 (nella città di Abbazia, oggi Croazia), è passato dalla moda, che lo ha reso celebre, al reportage sociale e di viaggio, dai ritratti al rapporto con l’arte. È di un bianco e nero “pittorico” la sezione “Goethe e la Sicilia”. Il curatore ed editor di Electa, Nunzio Giustozzi:

“Lui va nell”81 in Sicilia con il libro Viaggio in Italia sotto il braccio, e vede che alcuni luoghi sono rimasti intatti, pensa addirittura che la mafia abbia fatto questo miracolo”, ha spiegato.

E poi i servizi per Harper’s Bazaar: “C’è anche un Mastroianni, ci sarebbe stato anche un Fellini e un Barzini, perché nei primi anni ’60 lui è Roma, è chiamato da Irene Brin e Gaspare del Corso per costruire dei servizi di moda nella Roma che era diventata eterna per il cinema. Questi personaggi si prestano a dialogare in modo anche civettuolo, e anche davanti a un piatto di maccheroni, con le grandi modelle internazionali”, ha spiegato.

La mostra di Horvat si aggiunge a una serie di fotografi che le Terme di Caracalla hanno ospitato negli ultimi anni. La soprintedente di Roma, Daniela Porro:

“Prosegue la fortunata serie delle iniziative dedicate alla fotografia contemporanea, abbiamo avuto Letizia Battaglia e Narciso allo Specchio e ora Frank Horvat, è un artista straordinario, forse poco conosciuto al grande pubblico, questa è un’occasione per farlo conoscere ancora meglio”.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carlo Molinari

L.elettorale, Schlein: Meloni perde la faccia per non perdere la legge

Roma, 10 set. (askanews) – Giorgia Meloni “per non perdere la legge ha perso la faccia”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della festa dell’Unità a Reggio Emilia. “Ce la ricordiamo – ha aggiunto – quando qualche anno fa diceva ‘va bene qualsiasi legge elettorale purché abbia le preferenze’. Le opposizioni unite hanno presentato un emendamento sulle preferenze per tutti per tutti i parlamentari e la destra ha votato contro”.

Ha concluso la Schlein: “Questi sono i fatti, il resto è propaganda di Giorgia Meloni, che ha votato con la sua maggioranza un emendamento che invece reintroduce i capilista bloccati. Traduco: comunque la maggioranza dei parlamentari sarà eletto con liste bloccate”. Inoltre “è una legge incostituzionale che continueremo a contrastare. Insieme alle altre opposizioni faremo muro, perché è una legge che ha un premio abnorme ed è una legge che fa l’antipasto del premierato”.

Meloni: ok Cdm a norma per accelerare estrazione idrocarburi in Italia

Roma, 10 set. (askanews) – Di fronte alla crisi energetica “serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi dal Cdm per permettere allo Stato di nominare dei commissari che aiutino le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio”. Così in un video la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Perché l’Italia – aggiunge – non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori”.

“E ai professionisti del no che già annunciano barricate – conclude – voglio dire una cosa semplice: andremo avanti fino in fondo perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale”.

Bce alza i tassi mentre il caro petrolio torna a sferzare i mercati

Roma, 10 set. (askanews) – Proprio nel giorno in cui la Bce è tornata ad alzare i tassi di interesse di riferimento per tutta l’eurozona, il caro petrolio – che in serata vede il barile superare quota 106 dollari – ha messo a segno nuovi balzi rialzisti. Uno altro shock, che stavolta ha proiettato al rialzo tutti i tassi di mercato sull’obbligazionario pubblico nel mondo, nella prospettiva che sia l’istituzione europea, sia le Federal Reserve statunitese, sia altre banche centrali siano costrette a muovere ulteriormente verso l’alto il costo del danaro.

Questo ha finito per favorire letture più aggressive e restrittive anche delle comunicazioni direttorio Bce, che altrimenti avrebbero mantenuto una linea abbastanza cauta e prudente. La presidente Christine Lagarde ha accuratamente evitato di sbilanciarsi verso qualsivoglia indicazione sulle mosse future.

“I mercati fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro – ha detto, rispondendo ad una domanda sulle aspettative degli operatori di mercato sul futuro dei tassi Bce -. E vi posso assicurare che tutta la discussione di oggi è stata focalizzata sulla decisione che abbiamo preso. Non abbiamo per nulla discusso di alcun tipo di percorso futuro, perché siamo assolutamente seri” sulla procedura decisionale che prevede di non vincolarsi su alcuna decisione futura.

Peraltro se dul breve termine le aspettative di inflazione restano “a livelli elevati”, sul lungo periodo la maggior parte degli indicatori restano vicini all’obiettivo del 2% di inflazione della Bce, ha notato. D’altra parte, secondo il comunicato del Consiglio, ora ci si attende che l’inflazione resti “ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato”.

L’istituzione monetaria ha infatti rivisto al rialzo le previsioni di inflazione, ma anche quelle di crescita economica. Ora si attende più 3 percento dei prezzi al consumo per la media dell’eurozona quest’anno, più 2,3 percento nel 2027 e più 2,1 percento nel 2028. Per il Pil aggregato dei Paesi, più 0,9 percento sul 2026, più 1,4% nel 2027, mentre ha confermato l’attesa di un più 1,5% sul 2028.

Tuttavia, la peculiarità stavolta è che le stime vedono una gamma molto dilatata di possibili scenari, con implicazioni contrapposte nei due estremi per la politica monetaria. Nello scenario più negativo, quest’anno la crescita economica dell’eurozona si fermerebbe allo 0,8%, ma soprattutto il prossimo anno sarebbe ridotta allo 0,4%, laddove nel 2028 risalirebbe all’1,4%. All’opposto per lo scenario meno negativo si stima 0,9% di crescita quest’anno, 1,5% il prossimo e 1,6% nel 2028.

Per l’inflazione nello scenario più avverso quest’anno raggiungerebbe il 3,3%, nel 2027 salirebbe al 5,4% e nel 2028 si attesterebbe 3,2%. Nello scenario meno negativo, invece, segnerebbe 2,9% quest’anno, 1,9% il prossimo e 1,8% nel 2028.

E questo divario potrebbe spiegare l’attuale prudenza della Bce: in un caso, quello dello scenario avverso, dovrebbe muoversi in senso più restrittivo, mentre anche al 2,5% i tassi dell’area sono ritenuti in una zona di “neutralità”. Nell’altro dovrebbe evitarlo, perché rischierebbe di ritrovarsi nella situazione opposta, con l’inflazione sotto il livello obiettivo e la crescita verso lo zero.

Quindi, più che mai, le decisioni verranno prese “volta per volta”, in base all’evolversi dei dati e delle prospettive, che come ha detto Lagarde “possono cambiare totalmente da un giorno all’altro”. Il prossimo direttorio sarà il 28 ottobre.

L.elettorale, Conte: inserita vergognosa norma proteggi-casta

Roma, 10 set. (askanews) – “Incredibile ma vero. Fratelli d’Italia ha appena presentato al Senato una modifica alla legge elettorale per impedire a nuovi formazioni politiche di potersi presentare alle prossime elezioni politiche”. Lo scrive sui social il leader di M5s, Giuseppe Conte.

“Partono avvantaggiate solo le forze politiche che hanno già parlamentari di riferimento. Mentre chi oggi dà vita a una nuova formazione politica che non ha rappresentanti nell’attuale Parlamento non avrà nessuna possibilità di presentarsi alle prossime elezioni politiche. Questo perché il sub-emendamento di FdI eleva irragionevolmente il numero di firme da raccogliere per ogni collegio elettorale: 9.000, una soglia impossibile da raggiungere anche per molti partiti già consolidati”, sottolinea.

“Con questa norma palesemente incostituzionale Fratelli d’Italia costruisce uno scudo per proteggere la casta che è in Parlamento e soffocare qualsiasi tentativo della società civile di esprimere nuove formazioni politiche. Complimenti cari Fratelli d’Italia: nella ‘legge truffa’ inserite adesso anche una vergognosa norma proteggi-casta”, conclude.