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Aepi, a Roma Stati Generali dei professionisti e delle imprese

Roma, 20 mag. (askanews) – Si tenuto a Roma il “6 MEETING MADE IN ITALY – Unire le eccellenze per avere l’eccellenza”, gli Stati Generali dei professionisti e delle imprese organizzati dalla Confederazione AEPI, presieduta da Mino Dinoi, a Palazzo Wedekind (Piazza Colonna). Una giornata di confronto nel corso della quale si sono avvicendati nei vari panel i rappresentanti delle principali forze politiche, delle istituzioni e dell’imprenditoria e suddivisa in due sessioni, una mattutina moderata dal giornalista e conduttore di Mi Manda Rai3 Federico Ruffo e una pomeridiana moderata dal Direttore di Affari Italiani Marco Scotti.

Tra i vari interventi, quello del Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Sottosegretario al Ministero degli Interni Wanda Ferro, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri (in collegamento da Bruxelles), del Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, dell’europarlamentare PD Dario Nardella, dei Direttori Claudio Cerasa (Il Foglio) e Piero Sansonetti (L’Unit), del Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Walter Rizzetto, del Presidente del Gruppo Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi, del Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Simona Bonaf, del Segretario Confederale CISL Giorgio Graziani e del Segretario Gen. CONFSAL Angelo Raffaele Margiotta.(programma completo in allegato).

“L’evento di oggi vuole ribadire che le piccole e micro imprese non intendono pi concedere deleghe in bianco, ma essere protagoniste di una pianificazione che tenga conto delle loro esigenze e delle loro priorit” ha spiegato il Presidente AEPI Mino Dinoi. “Parliamo di un comparto che cuore e motore economico del Paese, dietro il quale ci sono migliaia e migliaia di famiglie che lavorano tra mille difficolt e lungaggini burocratiche. Alla politica chiediamo di ascoltare queste istanze e di istituire tavoli di lavoro composti da quanti vivono ogni giorno sulla propria pelle le tante problematiche del fare impresa”.

Welfare, sicurezza, export e made in Italy: questi i principali temi discussi nel corso della giornata, che ha visto l’intervento in collegamento da Osaka anche dell’Amb. Mario Vattani. “Il Padiglione Italia un avamposto strategico per la promozione del Sistema Paese in mercati importanti, come quello giapponese e asiatico” ha dichiarato il Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025. “Lavoriamo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e gi nel primo mese abbiamo organizzato oltre 80 eventi che hanno coinvolto pi di 120 aziende italiane e giapponesi”.

Il meeting stato anche l’occasione per presentare i risultati del sondaggio “Unire le eccellenze per avere l’eccellenza”, commissionato da AEPI alla Lab21 del Prof. Roberto Baldassari, dal quale emerge, ad esempio, che il 56,5% delle micro imprese ritiene di non essere adeguatamente rappresentato nelle scelte del governo. E se il 54,7% afferma che il programma economico dei partiti influenzer “abbastanza” il proprio voto alle elezioni del 2027, solo il 34,7% lo considera determinante. Le priorit sono chiare: accesso pi semplice al credito (38,7%),semplificazione burocratica (27,8%), agevolazioni per l’assunzione (14,3%) e riduzione del carico fiscale (13,4%).

In collaborazione con Aepi

Mattarella a italiani Bruxelles: vita Ue-Italia sempre più intrecciata

Bruxelles, 20 mag. (askanews) – “Voi siete uno spaccato dell’Italia qui a Bruxelles, dalla vostra presenza così diffusa e ampia emerge quanto sia ormai strettametne intrecciata, sotto ogni profilo, la vita del nostro paese e l’Ue”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando a Bruxelles la delegazione italiana.

“Siete il punto di collegamento più importante, il vostro ruolo qui, sia come rappresentanti che come cittadini europei in questa capitale dell’Europa, è estremamente prezioso – ha proseguito il capo dello Stato – dimostra quanto sia crescente l’interlocuzione tra il nostro paese e l’Ue, di conseguenza cresce anche l’impegno degli italiani qui in missione, in questa straordinaria avventura di integrazione che stiamo continuando a vivivere di anno in anno”.

“Svolgete con abnegazione, dedizione e impegno e anche con fatica il vostro lavoro ai tanti livelli diversi da quelli apicali a quelli di collaborazione, ma tutti preziosi in questo tessuto connettivo che lega l’Italia alla Ue. Grazie e auguri per il vostro lavoro”, ha concluso Mattarella sottolineando che anche il clima lo ha accolto bene: “Poche volte ho visto un sole così a Bruxelles, siamo stati fortunati anche in questo. Questa città accoglie dentro di sè, ospitandola, una quantità di presenze da tutti i 27 paesi dell’Unione e questo è in sè un ulteriore pregio e bagaglio e patrimonio che voi vivete ogni giorno”, qualcosa “che apre l’orizzonte e dimostra come sia sempre di più il futuro delle nostre interlocuzioni”.

Doppio live per Francesco Cavestri a Piano City Milano 2025

Milano, 20 mag. (askanews) – Francesco Cavestri sar protagonista della XV edizione di Piano City Milano, in programma dal 23 al 25 maggio 2025. L’artista si esibir in due concerti: sabato 24 maggio presso lo Spazio Vitale Barberis e domenica 25 maggio al Portrait Milano, due delle location pi suggestive del festival.

Sabato 24 maggio alle ore 18 presso lo Spazio Vitale Barberis (Via Solferino 23) andr in scena un concerto prodotto da De Amicis Music School in collaborazione con Griffa Pianoforti e Vitale Barberis Canonico.

In uno spazio dove ogni tessuto racconta una storia di precisione, cura e creativit, la musica si intreccia come un filo invisibile. Il repertorio scelto da Francesco Cavestri per lo Spazio Vitale Barberis Canonico nasce dallo stesso spirito: unire mondi sonori diversi in un’unica, raffinata narrazione.

Domenica 25 maggio alle ore 19.00 presso Portrait Milano (Corso Venezia 11) sar la volta del concerto prodotto da Steinway & Sons.

Nel suggestivo chiostro rinascimentale di Portrait Milano, Francesco Cavestri propone un concerto concepito come un dialogo intimo con l’atmosfera del luogo: elegante ma accessibile, raffinato ma con un’anima leggera e riconoscibile.

Il giovane pianista e produttore stato inserito nella lista Forbes Under 30 Italia per il suo impatto nel mondo musicale.

Piano City Milano il primo festival musicale diffuso della citt, nato nel 2011. Ogni anno, per un intero fine settimana, Milano si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto, con centinaia di concerti gratuiti che animano teatri, piazze, cortili, musei, giardini e spazi non convenzionali, dal centro alle periferie. Piano City Milano diventato un simbolo della vitalit culturale milanese, offrendo un’esperienza musicale unica e accessibile a tutti.

Ucraina, Schlein: altro che Meloni pontiera, Italia ha perso treno

Roma, 20 mag. (askanews) – Giorgia Meloni “altro che pontiera, l’Italia con lei ha perso il treno”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la registrazione della puntata di ‘5 minuti’ che andrà in onda questa sera su Raiuno.

“Io – ha ricordato la leader Pd – ho criticato la presidente Meloni per non essere stata insieme alla Francia, alla Germania, al Regno unito su quel treno la settimana scorsa verso Kiev, per portare supporto a un popolo ingiustamente invaso e per parlare finalmente e con estremo ritardo di pace, di una pace giusta da negoziare e di un cessate il fuoco incondizionato”.

Per Schlein “non si può piegare la politica estera di questo paese alle simpatie o antipatie personali, così come è successo anche qualche giorno dopo a Tirana. Devo dire che in questi ultimi giorni la premier ci ha dato ascolto e ha partecipato alle telefonate con Trump e gli altri leader europei per dare il contributo dell’Italia alla pace. Dove si parla di pace l’Italia ci deve stare”.

High School Game, vince l’istituto Pascal di Pompei

Roma, 20 mag. (askanews) – La 3D dell’istituto Pascal di Pompei si aggiudicata il primo posto sul podio della finalissima di High School Game, il concorso didattico gratuito ideato da Planet Multimedia e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Gli studenti dell’istituto Pascal hanno vinto il premio in palio: un viaggio di 3 giorni a Barcellona per tutta la classe e un docente accompagnatore. Emanuele Gambino, CEO di Wicontest & Planet Multimedia, ha spiegato: “Imparare divertendosi possibile e noi con High School Game lo facciamo ormai da 13 anni. High School Game un concorso didattico gratuito che coinvolge oltre 150mila studenti di 400 scuole di tutta Italia”.

L’evento stato ospitato a bordo della nave Cruise Roma a Civitavecchia, che ha accolto i 400 studenti finalisti che si sono qualificati tramite l’app gratuita Wicontest dopo settimane di sfide multimediali su argomenti di educazione civica, ambientale e sociale. Tutto anche grazie al supporto dei cortometraggi a tema messi a disposizione da Rai Cinema Channel, media partner del concorso insieme a Rai Pubblica Utilit.

Durante la finale, condotta da Alessandro Greco e Federica Bertoni, gli studenti si sono sfidati in una competizione multimediale sui cinque pilastri del progetto: educazione ambientale, sicurezza stradale, bullismo e cyberbullismo, sport e sana alimentazione, violenza contro le donne. “E’ un’occasione stupenda per stare in maniera particolare con questi ragazzi e vedere come sta evolvendo questa consapevolezza delle difficolt del mondo, come ci sono sempre state, ma di come loro vogliono, singolarmente e insieme, dare un contributo profondo per migliorarlo” ha detto Greco.

Quest’anno al secondo posto del concorso di High School Game si classificata la 4C dell’istituto Cassandro Fermi di Nervi mentre il terzo posto stato conquistato dalla 3A dell’istituto Caravaggio di San Gennaro Vesuviano di Napoli.

Confindustria, nasce PROM Confindustria Professioni e Management

Roma, 20 mag. (askanews) – Confindustria presenta ufficialmente “Prom, Confindustria Professioni e Management”, la Federazione dei Servizi Intellettuali che riunisce 4 sigle gi esistenti: Consulenti (Assoconsult), Architetti e Ingegneri (Oice), Comunicatori (UNA) e Avvocati (Asla) insieme per valorizzare l’Head Made Italiano. Prom nasce dall’esigenza di rappresentare le tante realt, che operano nel settore dei servizi a Capitale Intellettuale, fondamentali per l’economia del Paese. Abbiamo parlato con Giorgio Lupoi presidente PROM, Confindustria, Professioni e Management:

“PROM nasce dall’esigenza di trovare una casa comune ai servizi ad alto valore aggiunto. Ci sono stati diversi tentativi e PROM l’occasione dove c’ un minimo comune denominatore tra le associazioni che ne fanno parte, dove il valore aggiunto il progetto e il centro. Tutte le nostre professioni partono dall’idea di un progetto e lo sviluppo di un progetto. Siamo il primo pezzo di qualunque filiera e quindi importante che venga riconosciuta questa casa”.

Un settore che conta pi di un milione di addetti, oltre 100 miliardi di fatturato e 54 di valore aggiunto. Tra gli obiettivi, la definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoroadeguato, la valorizzazione del capitale umano per generare altro valore aggiunto e un dialogo con il sistema bancario e finanziario:

“I primi tre obiettivi principali di PROM sono ottenere un contratto collettivo nazionale adeguato ai servizi ad alto valore aggiunto, far riconoscere l’importanza degli investimenti nel capitale umano. Abbiamo tante misure negli ultimi anni per rientrare i cervelli, ma dobbiamo stabilizzare alcune di queste misure per valorizzare il capitale umano del nostro paese. E il terzo un dialogo con il sistema bancario e finanziario che cominci a capire la diversit del nostro comparto industriale rispetto a un comparto industriale classico dove i macchinari, i beni sono al centro. Da noi sono al centro le persone e il valore la capacit delle persone”.

Il capitale intellettuale italiano ha finalmente una casa comune, che riunisce il settore dei servizi in una piattaforma multidisciplinare dove incrociare sinergie e nuove idee per crescere insieme.

A Vicenza Jazz 2025 l’omaggio a Rosa Parks con Celeste Dalla Porta

Roma, 20 mag. (askanews) – A 20 anni di distanza dalla sua scomparsa, la XXIX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz presenta, mercoledì 21 maggio al Teatro Comunale di Vicenza, il progetto “In the name of Rosa Parks”, firmato da uno dei musicisti che hanno segnato la storia del jazz degli ultimi 40 anni, l’americano William Parker, con il suo trio Circular Pyramid composto dalla chitarrista statunitense di origini boliviane Ava Mendoza e da uno dei protagonisti del jazz contemporaneo, Hamid Drake.

Con loro, sul palco del Teatro Comunale salirà l’attrice Celeste Dalla Porta, protagonista dell’ultimo film di Paolo Sorrentino, Parthenope, nelle vesti di voce recitante dei testi, delle poesie e delle lettere scritte e dedicate da William Parker a Rosa Parks (oltre a essere un musicista di assoluto livello, l’artista è anche poeta, scrittore e prolifico compositore di opere, oratori, balletti e colonne sonore).

Grazie anche alle diverse formazioni ed esperienze di Ava Mendoza (in grado di passare con disinvoltura dal punk no-wave al free jazz) e Hamid Drake (esperto di ritmi caraibici e percussioni orientali, vanta collaborazioni con grandi nomi come Archie Shepp, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Pharoah Sanders), il trio capitanato dal contrabbassista cresciuto nel Bronx è un organico capace di parlare molti linguaggi musicali, attingendo tanto dal rock e dalla psichedelia quanto dalla tradizione jazz e blues e dalla musica incentrata sul groove.

In questo composito universo sonoro si articolerà il concerto recitato per Rosa Parks, un appuntamento imperdibile, dal forte valore simbolico. Perché se è vero che oggi il mondo è cambiato, l’attuale, drammatica e profonda crisi delle democrazie liberali sia negli Stati Uniti che in Europa, non ci fa sembrare poi così distante l’Alabama degli anni ’50.

Il concerto è preceduto – alle 19.30 nel foyer – dal dialogo fra il direttore artistico del festival Riccardo Brazzale e Ludmilla Faccenda con Celeste Dalla Porta, Ava Mendoza, William Parker e Hamid Drake.

"Nemiche. Le parole che temiamo", nuova immagine per Passaggi Festival

Roma, 20 mag. (askanews) – Una vecchia macchina da scrivere Olivetti Studio 44, imbavagliata da diversi giri di nastro adesivo, pronta per essere riposta e dimenticata, rappresenta la tredicesima edizione di Passaggi Festival, in programma a Fano dal 25 al 29 giugno, organizzata da Passaggi Cultura col contributo di Comune di Fano, Regione Marche, Librerie Coop e il sostegno di sponsor privati.

La nuova immagine del festival è stata presentata dal direttore di Passaggi Giovanni Belfiori, insieme con i grafici Andrea Zaccone e Luca Guerra. Alla presentazione hanno partecipato Alberto Santorelli, Assessore Grandi eventi Comune di Fano; Lucia Tarsi, Assessore alla cultura Comune di Fano; Claudio Benvenuti, Presidente BCC Fano; Giacomo Mattioli, Presidente ASET; Massimo Ciabocchi, Direttivo provinciale Coop Alleanza 3.0; Barbara Marcolini, Presidente Confcommercio Fano, Matteo Radicchi, Direttore Confesercenti Fano.

“Passaggi è il luogo dei libri e del confronto – dichiara l’amministratore Alberto Santorelli, il cui assessorato al Turismo e ai Grandi Eventi finanzia la manifestazione – è il festival della parola che riesce a trasformare Fano nella città del libro, attirando turisti e residenti. Credo che il nostro ruolo di amministratori sia quello di sostenere eventi che rafforzino il turismo culturale e che diano al territorio un valore aggiunto non solo in termini di ricaduta economica, ma anche di crescita sociale e di coinvolgimento dei tanti giovani volontari”.

La realizzazione del visual dell’evento anche quest’anno è stata affidata dall’Associazione Passaggi allo studio grafico fanese Zaccone Guerra che ha ideato la significativa immagine per declinare il tema 2025: “Nemiche. Le parole che temiamo”. La macchina da scrivere, quale strumento obsoleto e ormai in disuso ma che in passato ha prodotto tante pagine di libri, riviste, e documenti, diventa simbolo di quelle parole che oggi non sono più usate o sono sotto accusa perché considerate “nemiche” della morale oppure perché ritenute lesive della dignità di alcuni gruppi sociali o della parità di genere.

“Per questa edizione – spiegano i creativi – c’è un’altra novità a livello grafico, pur mantenendo il colore rosso che è ormai diventato un segno identitario della manifestazione. Un nuovo logo studiato ad hoc per l’unico festival nazionale di libri dedicato alla saggistica. Non più solo ‘Passaggi Festival’ quindi, composto in Avenir tutto maiuscolo, ma ‘Passaggi’ con sotto il payoff ‘Festival della saggistica’. Il nome ‘Passaggi’ è stato composto come un tipografo che allinea i caratteri mobili pescando distrattamente dalla cassa tipografica; così dopo le maiuscole compaiono le lettere minuscole ‘p’ e ‘gg”, allineate alla linea di base, e un punto esclamativo ‘alla spagnola’ per la ‘i’ finale che conferisce forza e vivacità. Infine, il logo contiene un effetto ottico, una pagina di un libro che non c’è, ottenuto attraverso il taglio diagonale delle lettere ‘ssa’ insieme all’ombra sulla seconda ‘S'”.

Lo studio grafico, fondato a Fano nel 1996 con il nome di Zagù Associati, diventa Zaccone Guerra studio associato nel 2012. Al suo attivo ci sono innumerevoli progetti, realizzazioni e collaborazioni avviate soprattutto per aziende private del settore industriale, enti e società del territorio, ma anche fuori regione. Tanti anche i riconoscimenti ottenuti dallo studio in vari concorsi in Italia e all’estero: tra i più recenti la selezione nel 2022 della corporate identity per il city brand di Fano come una tra le più significative d’Italia.

“Nemiche. Le parole che temiamo”, Il tema di Passaggi Festival 2025 è “Nemiche. Le parole che temiamo”. Un argomento di estrema attualità per riflettere sul linguaggio e sul corretto uso delle parole nella società di oggi, alla luce del “politicamente corretto” e di quella che si definisce la cultura “woke”. Il termine risale già agli anni ’30-’40 del Novecento e si riferiva alle problematiche della popolazione afroamericana. Nel nuovo millennio si è ampliato per indicare qualsiasi forma di discriminazione identificando chi si sente consapevole delle ingiustizie legate a razzismo, disuguaglianze economiche e sociali, minoranze etniche e di diversità di genere. La parola “temuta” è quella che può offendere, ma basta cambiare o vietare una certa parola perché cambi anche la realtà? Esistono parole corrette e altre non corrette oppure, citando il filosofo Raoul Vaneigem, “niente è sacro, tutto si può dire?”. Vietare un linguaggio scorretto è un’operazione di restituzione della dignità oppure è solo un’ipocrisia di una società incapace di eliminare le cause dei suoi mali? I quesiti si moltiplicano: c’è un linguaggio lesivo cui dobbiamo opporci? Dobbiamo cambiare la narrazione della storia degli esseri umani? Il risultato sarà una società più giusta ed equilibrata o un mondo orwelliano dominato da un Grande Fratello che cambia la storia per farla aderire ai principi ideologici del Potere?

Le “parole temute” non sono solo quelle a forte impatto sociale, ma possono essere anche le parole d’amore che ci fanno paura o quelle della superstizione che condizionano i nostri comportamenti; temute sono le parole che ci mettono a nudo o quelle che diciamo per nascondere la verità; le parole segrete della politica e dei misteri di Stato; le parole che oggi i giovani respingono. Di queste parole e di altre ancora, parleranno gli autori presenti a Passaggi Festival 2025. www.passaggifestival.it

E’ morto Nino Benvenuti, leggenda del pugilato italiano

Roma, 20 mag. (askanews) – Nino Benvenuti, leggenda dello sport italiano, campione del mondo dei pesi medi di pugilato e medaglia d’oro a Roma ’60 è morto. Tante le imprese in carriera: campione olimpico dei pesi welter nel 1960, campione mondiale dei pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1967, campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970. Nel 1968 ha vinto il prestigioso premio di Fighter of the year, unico italiano ad aver conseguito tale riconoscimento Pochi nomi risuonano nel pantheon dello sport italiano con la stessa risonanza e affetto di Nino Benvenuti. Non solo un pugile, ma un’icona, un uomo che ha incarnato l’eleganza sul ring, la potenza nei colpi e un carisma innato che lo ha reso amato da milioni. La sua carriera, costellata di trionfi epici e sfide memorabili, lo ha proiettato nell’Olimpo della boxe mondiale, cementando la sua leggenda ben oltre i confini del quadrato.

Nato a Isola d’Istria il 26 aprile 1938, Giovanni “Nino” Benvenuti ha iniziato il suo percorso nel pugilato con una precoce e inequivocabile dimostrazione di talento. Il dilettantismo è stato un trampolino di lancio glorioso: la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 nei pesi welter leggeri, conquistata con uno stile impeccabile e una determinazione ferrea, ha segnato il suo ingresso trionfale sulla scena internazionale. Quella vittoria non fu solo un alloro personale, ma un momento di orgoglio nazionale, che lo proiettò immediatamente nell’immaginario collettivo come il simbolo di una nuova generazione di atleti italiani. Il passaggio al professionismo nel 1961 fu altrettanto fulminante. Benvenuti scalò rapidamente le classifiche, affinando la sua tecnica e dimostrando una versatilità rara. Era un pugile completo: abile nel muoversi, capace di boxare dalla distanza ma anche di sferrare colpi devastanti al corpo e al volto. La sua guardia era impeccabile, la sua difesa efficace, ma ciò che lo rendeva veramente speciale era la sua capacità di trasformare ogni match in uno spettacolo. Non era solo un combattente, ma un artista del ring. Il 18 giugno 1965, a Milano, Nino Benvenuti conquistò il suo primo titolo mondiale professionistico, quello dei pesi superwelter WBA e WBC, battendo lo sfidante Sandro Mazzinghi in un derby italiano che divise e appassionò l’intero paese. Fu una battaglia epica, un confronto di stili e personalità, che vide Benvenuti prevalere con la sua classe cristallina. Questa vittoria lo consacrò definitivamente come uno dei pugili più forti del mondo.

Ma è nella categoria dei pesi medi che Benvenuti raggiunse l’apice della sua fama. Il 17 aprile 1967, al Madison Square Garden di New York, affrontò Emile Griffith per il titolo mondiale dei pesi medi. Fu un match leggendario, uno dei più emozionanti della storia della boxe. Benvenuti, con la sua combinazione di eleganza e potenza, riuscì a sconfiggere l’ostico avversario ai punti, conquistando il titolo mondiale. La rivincita, disputata a New York pochi mesi dopo, vide Griffith riprendersi la cintura, ma la trilogia con Benvenuti si concluse con un’altra vittoria per l’italiano l’anno successivo, dimostrando la sua superiorità e la sua incrollabile resilienza. Era un uomo di grande fascino, con un sorriso disarmante e una presenza scenica magnetica. La sua popolarità trascendeva l’ambiente sportivo, rendendolo un’icona di stile e un volto riconoscibile anche per chi non seguiva assiduamente il pugilato. La sua umiltà, nonostante i successi, e la sua capacità di comunicare lo hanno reso un beniamino del pubblico, un “bravo ragazzo” che portava alto il nome dell’Italia nel mondo. Dopo il ritiro dal pugilato nel 1971, Benvenuti non è scomparso dai riflettori. Ha intrapreso una carriera televisiva e cinematografica, dimostrando ancora una volta la sua versatilità e il suo carisma. La sua presenza in programmi di successo e in film ha consolidato la sua immagine di personaggio pubblico a tutto tondo, amato e rispettato. Nino Benvenuti è molto più di un pugile campione; è un pezzo di storia italiana, un esempio di dedizione, talento e integrità. La sua figura continua a ispirare generazioni di sportivi e non, a testimonianza di come l’eleganza, la forza e un carattere indimenticabile possano lasciare un’impronta indelebile nella memoria collettiva. La sua leggenda vive, brillante e intramontabile, come i suoi pugni che hanno incantato il mondo.

FT: Ue punta a dazio fisso di 2 euro su piccoli pacchetti importati

Roma, 20 mag. (askanews) – La Commissione europea ha elaborato una bozza di proposta che prevede un dazio fisso di 2 euro su beni di valore contenuto che entrano nella Unione europea, prevalentemente dalla Cina, tramite vendite dirette; per i grossisti il dazio fisso sarà di 0,50 euro per ogni unità. Lo riporta il Financial Times, che cita la bozza della proposta, secondo cui alcuni dei proventi di questa tariffa fissa servirebbero a coprire i costi dei controlli supplementari alle frontiere, mentre il resto del gettito andrebbe al bilancio dell’Unione europea.

Il quotidiano riferisce che il commissario europeo responsabile del commercio, Maros Sefkovic ha spiegato al Parlamento europeo di aver proposto quella che Bruxelles chiama “commissione di gestione” o “handling fee”, relativamente ai beni importati nell’Ue mediante vendite dirette che ammontano a 4,6 miliardi di euro l’anno. (fonte immagine: European Union, 2025).

Difesa, da Commissione Camera ok ad acquisto tecnologia militare Israele

Roma, 20 mag. (askanews) – La commissione Difesa della Camera ha dato parere favorevole allo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale che prevede l’acquisto di sofisticati velivoli Gulfstream G550, allestiti con tecnologia militare israeliana per missioni di guerra elettronica e spionaggio. Le opposizioni, che avevano chiesto una sospensione dell’esame del provvedimento, hanno votato contro e hanno protestato per l’assenza di un rappresentante del ministero della Difesa. A fare le veci dell’esecutivo c’era infatti Antonio Iannone, sottosegretario ai Trasporti.

“Il Pd – dichiarano i componenti democratici della commissione Difesa della Camera – ha votato contro il provvedimento del governo che autorizza l’acquisto di tecnologie militari da Israele. Si tratta di una scelta che riteniamo sbagliata e politicamente miope, soprattutto alla luce della drammatica escalation in corso nella Striscia di Gaza. Nel corso dell’esame in Commissione, abbiamo evidenziato la necessità di una riflessione politica più ampia su questo tema, in considerazione del contesto internazionale e della gravità degli sviluppi in Medio Oriente. Purtroppo, il governo ha ignorato completamente questo aspetto, scegliendo di non inviare nemmeno un rappresentante del Ministero della Difesa. Un’assenza che consideriamo grave e che dimostra un atteggiamento di preoccupante superficialità su un dossier tanto delicato. Come Partito Democratico abbiamo espresso con fermezza la nostra contrarietà, chiedendo che il Parlamento sia messo nelle condizioni di valutare con piena consapevolezza le implicazioni politiche, etiche e strategiche di decisioni di questo tipo”.

Marco Grimaldi, deputato di Avs, ha raccontato in aula che “un vicepresidente della Camera mi ha appena detto ‘stiamo acquistando da Israele tecnologia che però non ammazza bambini’. Ha detto che serve per la nostra sicurezza. Immaginate di comprare anche solo una vite da chi commette crimini di guerra?L’apartheid, l’occupazione, il genocidio è diventato il biglietto da visita per dire che compriamo quella tecnologia perché a noi conviene? Ma non ci facciamo schifo? Possiamo continuare a tenere rapporti commerciali con chi si è macchiato di questi crimini? Bisogna interrompere quelle relazioni, non acquistare più nulla da chi vuole lo sterminio di un popolo”.

Ucraina, Zelensky: colloquio con Meloni sui negoziati, stiamo coordinando le posizioni

Roma, 20 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito su X di aver avuto oggi “un’ottima conversazione” con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “sempre grandi idee”, ha scritto, precisando che di aver “discusso dei colloqui di ieri con il presidente Trump e i leader europei” e delle “possibili piattaforme per i colloqui con i russi”.

“Stiamo coordinando le nostre posizioni. L’Italia sostiene tutti gli sforzi volti a raggiungere una vera pace – ha scritto il leader ucraino – abbiamo concordato di rimanere in contatto per quanto riguarda i nostri prossimi passi”.

“Abbiamo discusso anche delle possibili piattaforme per i colloqui con i russi – ha proseguito Zelensky – per salvare vite umane è necessario un cessate il fuoco. Serve una diplomazia onesta. L’Ucraina è pronta ed è essenziale garantire che la Russia sia pronta a porre fine davvero alla guerra”.

Mosca: pronti a contatti con l’Ucraina, ora tocca a Kiev

Roma, 20 mag. (askanews) – La Russia è pronta a contatti con l’Ucraina, ma ora tocca a Kiev mostrare la sua disponibilità: lo ha precisato la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova.

“Come più volte affermato dalla parte russa, la Russia non si è mai rifiutata di negoziare ed è pronta a continuare tali contatti con la parte ucraina… Ora tocca a Kiev, si avvicina un momento importante per il processo decisionale, visti i passi e le azioni isterici e contraddittori che abbiamo osservato”, ha dichiarato Zakharova in un briefing alla stampa.

La Russia non conta sul buon senso a Kiev, ma “vorrebbe sperare che almeno l’istinto di preservare i resti dello Stato e della statualità prevalga”, ha affermato la portavoce.

Commentando le dichiarazioni di Kiev e degli stati europei che intendono rafforzare le sanzioni contro la Russia, Zakharova ha quindi sottolineato che Mosca non ha mai risposto agli ultimatum.

Starmer: inorriditi da escalation di Israele. Non possiamo permettere che a Gaza si muoia di fame

Roma, 20 mag. (askanews) – Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato oggi davanti alla Camera dei Comuni che i leader di Regno Unito, Canada e Francia sono “inorriditi dall’escalation da parte di Israele”.

All’indomani della nota congiunta in cui i tre paesi hanno avvertito che non resteranno a guardare le “azioni scandalose” del governo israeliano di Benjamin Netanyahu a Gaza, minacciando “misure concrete” se non fermerà l’offensiva militare e non sbloccherà gli aiuti umanitari, Starmer ha ribadito che un cessate il fuoco è “l’unico modo per liberare gli ostaggi” ancora in mano ad Hamas, sollecitando di nuovo un incremento dell’assistenza umanitaria nell’enclave palestinese dopo che ieri il governo israeliano ha annunciato di aver autorizzato “un livello minimo di cibo e medicine per la popolazione civile di Gaza”.

“Non possiamo permettere che la popolazione di Gaza muoia di fame”, ha aggiunto il premier britannico, Keir Starmer, definendo “totalmente e assolutamente inadeguata” la quantità di aiuti autorizzata dalle autorità israeliane nell’enclave palestinese dopo 11 settimane di blocco.

Parlando davanti alla Camera dei comuni, Starmer ha rimarcato la necessità di “coordinare la nostra risposta, perché questa guerra dura da troppo tempo”.

Calderone: confronto su sicurezza proseguir con tavoli settoriali

Roma, 20 mag. (askanews) – Il confronto sui temi della sicurezza sul lavoro, dopo le riunioni di oggi a Palazzo Chigi con le organizzazioni datoriali “proseguir congiuntamente con sindacati e imprese con tavoli settoriali al Ministero del Lavoro”. Lo ha annunciato la ministra Marina Elvira Calderone a margine degli incontri.

In particolare, ha proseguito, “sar convocato presto un tavolo per quella che sar l’emergenza caldo, in pi parleremo di formazione, edilizia, agricoltura, patente a crediti. Perch gli strumenti che abbiamo messo in campo sono da potenziare ma allo stesso tempo ci stanno dando risposte importanti anche sul fronte dei controlli e della prevenzione dei rischi”.

La gelosia è il nuovo singolo estivo dei Coma_Cose

Milano, 20 mag. (askanews) – Esce il 23 maggio, in radio e in digitale (pre-save), La gelosia il nuovo singolo estivo dei Coma_Cose. L’annuncio arriva ad un mese dall’inizio del loro tour che prenderà il via il 19 giugno da Azzano Decimo (PN) e con la certificazione del successo di Cuoricini come Disco di Platino. La gelosia è come il sale, un pizzico non guasta mai, ma troppo non può fare altro che rendere il piatto immangiabile. E’ un sentimento spontaneo, un termometro che sa dirci da dentro quanto sia unica e importante la persona con cui stiamo. Il problema è quando la gelosia prende il sopravvento sulla razionalità e diventa oppressiva sia per chi la prova che per chi la riceve. Questo brano è un inno all’accettazione di questo sentimento ma allo stesso tempo vuole disinnescare ogni deriva malsana. Tutti siamo o siamo stati gelosi, perché è un sentimento atavico insito nello spettro umano ma bisogna sempre ricordarsi che i princìpi su cui fondare un rapporto sentimentale restano la fiducia e la libertà reciproca.

Con La gelosia, i Coma_Cose inaugurano l’estate con un brano che ricalca le sonorità pop che hanno caratterizzato i loro ultimi successi e un testo che mescola malinconia e leggerezza con la loro inconfondibile poetica. La canzone è stata anticipata da un video pubblicato sui social con cui il duo ha annunciato simbolicamente la chiusura dell’era di Cuoricini, la hit sanremese certificata disco di platino che ha conquistato il primo posto nella classifica EarOne.

I Coma_Cose faranno ascoltare il nuovo singolo La gelosia dal vivo in occasione del tour estivo in partenza tra un mese, che li porterà ad esibirsi sui palchi dei principali festival della penisola. Un calendario fitto di appuntamenti che termineranno in autunno con due speciali date evento per celebrare i 10 anni di carriera nei palasport di Milano (27 ottobre, Unipol Forum) e Roma (30 ottobre, Palazzo dello Sport). Per la prima volta protagonisti in due delle venue più importanti d’Italia, i Coma_Cose compiono un nuovo importante passo nella loro carriera, festeggiando un decennio di musica che ha saputo raccontare con autenticità e poesia il sentire di un’intera generazione.

Il tour estivo partirà il 19 giugno da Azzano Decimo (PN, Fiera della Musica) in Piazza Libertà, per poi continuare il 29 giugno alla Trentino Music Arena di Trento (Trento Live Fest), il 3 luglio all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze, il 4 luglio all’Arena del Mare di Ancona (Ulisse Fest), il 16 luglio in Piazza Alfieri per Asti Musica, il 20 luglio all’Este Music Festival presso il Castello Carrarese, il 22 luglio a Bisceglie (BT) alla SvevArena per il Dolmen Summer Fest, il 24 luglio a Napoli all’EX Base Nato, il 25 a Fasano (BR) in Piazza Ciaia (Luce Festival) e il 27 luglio a Zafferana Etnea (CT) all’Anfiteatro Falcone e Borsellino (Sotto il Vulcano Fest). Ad agosto, il tour farà tappa il 2 a Cattolica (RN) all’Arena della Regina, il 10 a Brescia per la Festa di Radio Onda d’Urto, il 17 a Francavilla al Mare (CH) in Piazza Benedetto Croce, 22 agosto al Teatro dei Ruderi di Diamante (CS, Tirreno Festival) e si concluderà il 30 agosto al Gubbio DOC Fest (PU).

Il tour dei Coma_Cose è organizzato e prodotto da Magellano Concerti e Palace Agenzia. I biglietti sono disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali, a questo link. Per info: www.magellanoconcerti.it

Il tour estivo e i concerti nei palasport saranno inoltre l’occasione per i Coma_Cose di esibirsi dal vivo con il loro nuovo album “VITA_FUSA” – il quinto in studio – un progetto intimo che, tra ballad e brani dalle varie sfaccettature sonore, racchiude i molti colori che caratterizzano il percorso dei Coma_Cose, raccontando un nuovo capitolo molto personale. “VITA_FUSA” è sperimentazione, una raffinata psichedelia di matrice 60’s, un disco molto suonato, è poesia e ironia insieme. È un disco che rimarca la capacità del poliedrico duo di fotografarsi per fotografare anche la contemporaneità. Nel titolo dell’album si ritrova la vena polisemica dei Coma_Cose e si dispiega il concept stilistico ed estetico che gioca con la parola fusa: quelle feline che accompagnano la vita dei due gattari, la fusione artistica e affettiva ma anche vita fusa intesa come burnout emotivo.

Su impulso di Xi Jinping, Cina accelera sull’autosufficienza

Roma, 20 mag. (askanews) – La guerra commerciale e tecnologica con gli Stati uniti e la concorrenza regionale sta spingendo la Cina a rafforzare la sua spinta verso l’autosufficienza. Il presidente Xi Jinping sta rafforzando questa tendenza e, oggi, visitando una fabbrica nella provincia di Henan, ha lanciato un’ulteriore indicazione in questo senso.

Visitando una fabbrica di cuscinetti, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, Xi ha sottolineato che la Cina dovrà mantenere il principio-guida del “progredire sulla base della stabilità”, approfondire integralmente le riforme e l’apertura, puntare sulla costruzione di un moderno sistema industriale e su una forte agricoltura, migliorare il benessere della popolazione e rafforzare la governance sociale, promuovere la protezione ambientale e spingere per la fioritura della cultura. “Con uno sviluppo di qualità elevata e una governance efficiente, lo Henan dovrà contribuire con vigore a scrivere un nuovo capitolo di modernizzazione in stile cinese nella regione centrale della Pianura Centrale”, ha detto ancora il presidente.

Le osservazioni di Xi arrivano a meno di una settimana dall’accordo tra Stati uniti e Cina su una tregua di 90 giorni nella loro guerra commerciale. Le due parti hanno convenuto di ridurre i dazi, che erano arrivati fino al 145%, mettendo a rischio gli scambi tra le due maggiori economie del mondo.

Xi ha difeso – secondo quanto riporta il Financial Times – la scelta della Cina di puntare sull’output industriale. “Da Paese che in passato dipendeva dalle importazioni di fiammiferi, sapone e ferro, siamo diventati la principale potenza manifatturiera mondiale”, ha dichiarato, aggiungendo: “Dobbiamo continuare a migliorare il nostro settore manifatturiero, insistere sull’autosufficienza e sull’auto-miglioramento, e padroneggiare le tecnologie chiave e fondamentali.”

L’accento sull’autosufficienza precede le attuali tensioni con l’amministrazione Trump. Già nel 2015 Xi aveva lanciato il programma “Made in China 2025”, mirato a espandere la quota di mercato interna in settori strategici tramite sussidi e politiche di sostegno. Tale impulso si è intensificato durante il primo mandato di Trump, quando gli Stati uniti hanno avviato la guerra commerciale e hanno introdotto controlli all’esportazione di tecnologie avanzate, in particolare nel settore dei semiconduttori. Questo trend è continuato nel mandato di Joe Biden e si è inasprito con il ritorno alla Casa bianca di Trump.

Le camere di commercio occidentali in Cina hanno lamentato negli ultimi anni che le politiche industriali e di approvvigionamento favoriscano sistematicamente i produttori locali, riducendo le opportunità per le imprese straniere.

Trump ha avvisato i leader Ue, le sanzioni a Mosca non sono una buona idea

Roma, 20 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe detto ai leader dell’Ue e al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo la sua telefonata con il presidente russo Vladimir Putin, di non ritenere opportuno imporre sanzioni alla Russia, poiché quest’ultima desidera raggiungere un accordo per porre fine alla guerra contro Kiev: lo riferisce oggi il sito di notizie Axios.

Ieri, Putin e Trump hanno avuto una telefonata durante la quale hanno discusso, tra le altre cose, della soluzione in Ucraina.

L’Oms approva il primo Accordo Pandemico Globale, l’Italia si astiene

Roma, 20 mag. (askanews) – L’Assemblea Mondiale della Sanità, organo legislativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha formalmente adottato oggi il primo Accordo Pandemico Globale, nato per rafforzare la preparazione e la risposta collettiva a future pandemie. L’accordo arriva dopo tre anni di intensi negoziati avviati a seguito delle lacune emerse durante la pandemia di COVID-19.

Nel voto in commissione che ha preceduto l’adozione formale, 124 Paesi si sono espressi a favore, nessuno ha votato contro, mentre 11 Paesi si sono astenuti: tra questi l’Italia, che ha ribadito la centralità della sovranità nazionale nelle decisioni in materia di salute pubblica.

“Il mondo è oggi più sicuro grazie alla leadership, alla collaborazione e all’impegno dei nostri Stati membri nell’adottare questo accordo storico”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “È una vittoria per la salute pubblica, per la scienza e per l’azione multilaterale”.

Il nuovo Accordo stabilisce principi, strumenti e meccanismi per rafforzare la cooperazione internazionale in caso di future emergenze sanitarie, con particolare attenzione all’accesso equo e tempestivo a vaccini, terapie e diagnostica.

Secondo il testo approvato, l’OMS non potrà in alcun modo imporre agli Stati misure specifiche come lockdown, obblighi vaccinali o restrizioni ai viaggi. L’accordo riafferma il rispetto della sovranità nazionale nelle politiche sanitarie, un punto chiave emerso durante le trattative.

Il presidente dell’Assemblea di quest’anno, Teodoro Herbosa, Segretario alla Salute delle Filippine, ha sottolineato come l’accordo rappresenti “un’opportunità unica per garantire che le lezioni apprese dal COVID-19 non vadano sprecate”. Tra i prossimi passi previsti, l’avvio dei negoziati per definire il sistema globale di condivisione dei patogeni e dei benefici derivanti (PABS), che sarà discusso nella prossima Assemblea Mondiale. Questo sistema dovrebbe garantire che una parte della produzione globale di strumenti sanitari – almeno il 20% – venga destinata rapidamente ai Paesi in base a rischio e necessità, con priorità a quelli in via di sviluppo.

L’accordo prevede inoltre la creazione di un Meccanismo Finanziario di Coordinamento e di una Rete Globale per la Logistica e la Catena di Fornitura, con l’obiettivo di superare le disuguaglianze nell’accesso ai prodotti sanitari durante le emergenze.

Si tratta del secondo accordo vincolante negoziato sotto l’articolo 19 della Costituzione dell’OMS, dopo la Convenzione quadro per il controllo del tabacco del 2003. Una volta ratificato da almeno 60 Paesi, l’Accordo Pandemico entrerà ufficialmente in vigore.

Nek saluta gli artisti della Bravehop

Roma, 20 mag. – In un panorama musicale sempre pi dominato dalle apparenze, c’ chi continua a scegliere la sostanza. questo il caso della Bravehop Records, etichetta indipendente friulana con sede a Pordenone, fondata da Lucia Castellano e Tommie Odorico, che sabato 17 maggio 2025 ha portato sul palco del Capitol una serata vibrante, capace di unire novit ed esperienza della scena indie e alternative italiana. Un evento pensato per chi non si piega ai compromessi e crede ancora che la musica debba scuotere, risvegliare, raccontare qualcosa di vero. La serata, condotta con energia e passione da Lucia Castellano, affiancata da Tommie Odorico, ha regalato al pubblico molte sorprese: dal discorso finale dei Break Out Of Mind, che ha chiuso l’evento con parole intense e coinvolgenti, alla partecipazione straordinaria di Marco Castellano, modello e studente universitario dal curriculum internazionale, noto anche per aver preso parte al videoclip “The Loneliest” dei M neskin.

Ma le sorprese erano iniziate gi nel pre-evento, con i saluti speciali di alcuni grandi nomi della musica italiana. La leggenda Edoardo Bennato, vera icona del rock nazionale, ha ricordato con affetto lo spirito punk di Pordenone e incoraggiato gli artisti della line-up. Anche Davide Toffolo, voce dei Tre Allegri Ragazzi Morti, ha inviato un videomessaggio direttamente dalla Colombia, esprimendo la sua vicinanza alla scena indipendente e al lavoro della Bravehop. A sorprendere tutti, stato poi il videomessaggio di Filippo Neviani, in arte Nek, tra gli artisti italiani pi amati in Italia e all’estero, con milioni di dischi venduti e oltre trent’anni di carriera. L’aveva annunciato in un reel sui social, e cos stato: Nek ha inviato un saluto carico di stima e incoraggiamento, proiettato in sala per gli artisti, gli organizzatori e il pubblico presente: “So che siete al Capitol di Pordenone e allora che sia una grande festa, in qualche modo volevo esserci anch’io con voi, quindi eccomi qua con questo semplice video messaggio. Un abbraccio a tutti quanti, uno speciale a coloro che salgono sul palco e si esibiscono. Viva la musica indie, viva la musica alternative, viva tutta la musica e un saluto agli amici di Bravehop che hanno organizzato questa bellissima iniziativa. Chi sale sul palco ha il compito delicatissimo e fortunatissimo di trasmettere le emozioni e poi c’ chi le riceve, quindi 50-50. Il concerto un po’ del pubblico, un po’ di chi canta e suona per il pubblico. L’importante esserci e farle queste cose. Quindi in bocca al lupo a tutti, un grande abbraccio”. Parole che hanno emozionato e dato ulteriore forza a una serata gi carica di energia e autenticit.

Dopo il saluto di Nek, ogni band ha suonato tre brani e, a seguire, si spostata nell’area divanetti per un originale talk-show in stile interviste dal vivo: un vero e proprio momento di dialogo, confronto e condivisione con il pubblico. Non solo un live, dunque, ma un format nuovo e coinvolgente. La Bravehop Records ha confermato ancora una volta il proprio impegno nel dare voce a chi coltiva un’attitudine davvero alternativa: libert d’espressione, sincerit, ribellione, spirito critico. Sul palco del Capitol si sono alternate le voci e le sonorit di una nuova generazione musicale. Artisti che rifiutano l’omologazione e portano avanti una ricerca sonora e poetica autentica: Alessandro Zappulli, Take Death, Bisanzio, Luca Salmaso, FerryLife. Lucia Castellano ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l’evento: “Grazie a chi ha aiutato e sostenuto questa serata con impegno e cuore: Sara Sonego, Giada Sonego, Giulia Faranda, Giorgia Macor, Patrizio Antoniacomi, Alessandro Liccardo di Wideline Radio, Sandro Amenta, Marcello Grillo, Alexandra e Dieg, Alberto Igne, Federico Stagetti, Musicura, un media magazine indipendente che sostiene con grande passione e professionalit anche i nostri Artisti del roaster e l’Altoparlante Ufficio Stampa. Un grazie speciale anche ad Ingrid Catalano per la grafica della locandina e a Sea John per aver curato con professionalit le foto e le riprese della serata.” Un evento da ricordare per chi vuole continuare a respirare la vera aria dell’indie e dell’alternative. Maggiori info sui canali social di Bravehop Records. Un primo evento per un nuovo percorso con ottime premesse.

Papa Leone XIV, Amirante: studiamo sue parole bellissime

Roma, 20 mag. – “Con il cuore ricolmo di gioia ringraziamo insieme a tutta la chiesa il Cielo per il dono di Papa Leone XIV, studiamo le sue parole bellissime, “il male non prevarr”, essere insieme, costruttori di pace, costruttori di ponti, in un tempo in cui tutti si fa la guerra. Non c’ solo la guerra che rischia di esplodere ancora di pi in tutto il mondo ma c’ una guerra che ogni giorno viviamo, di competizione, di guerre relazionali. Allora questo essere costruttori di ponti e di pace un impegno che vogliamo prendere e vogliamo chiedere al Cielo che lo ricolmi di tutti i doni possibili per poter vivere questa missione di servizio in un tempo cos importante, tempo in cui abbiamo proprio bisogno di unit, di essere uno, di comunione, di essere fratelli tutti, famiglia, unit in Cristo per le sfide di questa umanit”.

Da Lourdes, in occasione del Festival dei Giovani – Luce e musica nel cuore del pellegrinaggio, promosso dalla Comunit Nuovi Orizzonti, con la partecipazione di don Davide Banzato e la conduzione di Francesca Fialdini, Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti, ha voluto mandare con un video una testimonianza di luce e speranza per l’avvio di Pontificato di Papa Leone XIV

Lourdes, il mondo militare si ritrova sotto lo sguardo di Maria

Roma, 20 mag. – Sessantacinque anni di cammino, sessantacinque anni di pace invocata insieme. Dal 1958 a oggi, il Pellegrinaggio Militare Internazionale (PMI) rappresenta uno dei pi straordinari segni di fraternit tra i popoli. Anche quest’anno, dal 15 al 18 maggio 2025, ol-tre 15.000 militari provenienti da 40 nazioni si sono ritrovati a Lourdes per testimoniare che possibile unire le divise alla fede, la disciplina all’interiorit, la difesa alla speranza.

In un tempo segnato da fragilit e conflitti, questo 65 anniversario ha assunto un valore ancor pi profondo. Il cammino dei militari verso la Grotta di Massabielle ha voluto essere un atto collettivo di pace, un pellegrinaggio di popoli che, attraverso i propri rappresentanti in uniforme, chiedono con umilt un mondo riconciliato.

Il tema del Santuario di quest’anno, “Con Maria, pellegrini di speranza”, stato declinato nello slogan “Militari pellegrini di speranza”, a richiamare la chiamata giubilare che at-traversa l’intera Chiesa. E proprio nella luce dell’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, che ha esortato i cristiani a “diventare seminatori di speranza in ogni ambito della vi-ta, anche nei luoghi segnati dal dolore e dal conflitto”, il PMI si fatto risposta concreta e visibile a questa chiamata universale. Tra i protagonisti di questa edizione, l’Italia ha portato 4.000 militari, tra cui numerosi giovani delle scuole militari, guidati per la prima volta dal nuovo Ordinario Militare, Mons. Gian Franco Saba, che far ufficialmente il suo ingresso nella Diocesi Castrense il 30 maggio. Oltre 80 cappellani militari hanno accompagnato il pellegrinaggio. L’organizzazione italiana, complessa e strutturata, stata coordinata da don Pasquale Madeo, che ha guidato con cura ogni aspetto del viaggio e delle celebrazioni.

In un messaggio video carico di significato, Mons. Gian Franco Saba ha affermato:

“Il pellegrinaggio non un semplice spostamento fisico, ma un moto dell’anima. un atto di fede che apre la strada al rinnovamento della coscienza e all’impegno per il bene comune. A Lourdes, con Maria, ci mettiamo in cammino come popolo militare, portando sulle spalle il peso del mondo ma nel cuore la speranza di un’umanit riconciliata. Che la Madre di Dio accompagni i nostri passi”.

Terzo mandato, Zaia: da Governo impugnativa temeraria

Venezia, 20 mag. (askanews) – “La sentenza De Luca della Corte Costituzionale dice che le Regioni a statuto ordinario hanno il limite dei mandati a due. Le Regioni a statuto speciale possono però definire il loro numero di mandati e questo lo scrive nella sentenza la Corte costituzionale. Detto questo a me sembra che questa impugnativa del governo sia temeraria, visto e considerato che poi ho dubbi che la Corte riesca a smentire se stessa, quindi la Provincia autonoma di Trento è pur libera per legge e per Costituzione di definire i suoi mandati”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a proposito della decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Provincia autonoma di Trento che consente il terzo mandato.

Intervenuto a margine del Festival delle Regioni Zaia ha aggiunto che i ministri della Lega “hanno fatto bene” a votare contro l’impugnativa in Consiglio dei ministri.

Salvini “ha detto che è una questione locale, aggiungerei che sta diventando un problema nazionale, visto e considerato che è ovvio che si decide localmente il numero dei mandati, ma è altrettanto vero che se finisce in Corte costitizionale ci sarà dibattito e immagino che la Corte non possa smentire se stessa”.

Nato: buon segno call Putin-Trump, cruciale sentire europei e Kiev

Milano, 20 mag. (askanews) – “Penso che la cosa positiva sia che il presidente Donald Trump ha iniziato ad aprire linee di comunicazione con il presidente russo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in merito alla telefonata che si è tenuta tra Donald Trump e Vladimir Putin ieri. “Innanzitutto, vorrei dire che sono davvero lieto che il Presidente Trump assuma questo ruolo di leadership. Ha praticamente sbloccato la situazione sin dal primo giorno, quando è entrato in carica a gennaio” ha aggiunto.

“Penso che la cosa positiva sia che il presidente Trump ha iniziato ad aprire canali di comunicazione con il presidente russo. E naturalmente, si spera che questi problemi si risolvano il prima possibile, ma non è sempre possibile nella vita reale, perché questo è un conflitto complesso. Quindi, ancora una volta, penso che ciò che gli americani stanno facendo sia molto importante, molto fondamentale che si consultino con gli europei, con l’Ucraina, e dobbiamo procedere passo dopo passo. E vediamo cosa succede questa settimana e la prossima”, ha aggiunto.

“Siamo grati del fatto che gli americani stiano assumendo questa posizione, questo ruolo di leadership, e non credo che aiuti se io dalla NATO, faccio un commento in diretta su ogni fase del processo, ma penso che sia un buon segno che quella telefonata sia avvenuta ieri sera. È positivo che il Presidente americano abbia subito seguito con una telefonata con il Presidente ucraino e i leader europei, incluso il Presidente della Commissione Europea, e partiamo da lì” ha detto, recandosi al EU Foreign Affairs Council.

Nato, Rutte: buon segno la telefonata Putin-Trump

Milano, 20 mag. (askanews) – “Penso che la cosa positiva sia che il presidente Donald Trump ha iniziato anche ad aprire linee di comunicazione con il presidente russo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte. “Siamo grati del fatto che gli americani stiano assumendo questa posizione, questo ruolo di leadership, e non credo che aiuti se io dalla NATO, faccio un commento in diretta su ogni fase del processo, ma penso che sia un buon segno che quella telefonata sia avvenuta ieri sera. È positivo che il Presidente americano abbia subito seguito con una telefonata con il Presidente ucraino e i leader europei, incluso il Presidente della Commissione Europea, e partiamo da lì” ha aggiunto recandosi al EU Foreign Affairs Council.

Ucraina, la Cina: vogliamo svolgere un ruolo costruttivo nei negoziati

Roma, 20 mag. (askanews) – La Cina ha ribadito oggi il suo sostegno al processo negoziale per arrivare alla pace nel confitto ucraino. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, rispondendo a una domanda sulla possibilità che Pechino partecipi ai negoziati, ha usato una formula di prammatica che indica la volontà di svolgere un “ruolo costruttivo” per la soluzione della crisi.

“Siamo disposti, nel rispetto della volontà delle parti interessate e insieme alla comunità internazionale, a continuare a svolgere un ruolo costruttivo per una definitiva risoluzione della crisi e il raggiungimento di una pace duratura”, ha detto Mao.

Trigno vince la categoria canto e il secondo porto ad Amici 2025

Roma, 20 mag. (askanews) – Il vincitore della categoria canto e secondo classificato ad Amici 2025 il cantante Trigno, 23 anni, nato ad Asti, che vive a Milano. Grande interprete, dotato di una notevole presenza scenica, il 23 maggio pubblicher il suo primo EP “A un passo da me” pubblicato con Warner Music Italy. “Questo il giorno dopo aver vinto la categoria Canto ad Amici. Le sensazioni non so ancora bene decifrarle, devo ancora sistemarle. Non me lo aspettavo minimamente e penso e spero che questo obiettivo raggiunto mi porti a vivere di musica. Mi sento cresciuto sotto tanti punti di vista. Auguro a tutti quanti di provare le emozioni che sto provando io adesso perch sono veramente contento” racconta con l’emozione del giorno dopo. “Non so bene cosa succeder in futuro, ma so che ho due live pronti il 20 novembre a Milano e il 26 novembre a Roma e so che ci saranno le firma a copie e abbiamo po’ di date live quindi non vedo l’ora di vedere tutte le persone che mi hanno votato e che compreranno il disco”.

La danza torna protagonista ad “Amici”, trionfo del ballerino Daniele

Roma, 20 mag. (askanews) – Ha impressionato il pubblico per le sue incredibili doti atletiche e interpretative, il vincitore assoluto della 24esima edizione di “Amici”, il ballerino Daniele. Diciotto anni, compiuti durante il programma, ballerino di modern, nato ad Aversa e vive a Roma, come insegnante di riferimento ha avuto Alessandra Celentano. Nel suo percorso ha rischiato di uscire dal programma a causa di un infortunio, che lo ha costretto a uno stop, ma con determinazione arrivato alla finale. Alzando la coppa che lo scorso anno era stata di Sarah Toscano, ha ringraziato la famiglia e ovviamente Maria De Filippi.

“Sono ancora sbalordito e totalmente in bolla, ancora non ci credo, stato davvero tanto emozionante anche perch comunque per me questa vittoria ha significato tante cose. Prima di tutto l’impegno, e la dizione, che ci ho messo per quanto riguarda questo percorso ma in generale il percorso della mia vita e della mia crescita. Questa vittoria la dedico alla mia famiglia che mi sempre supportato, mi sempre stata vicina, che ha fatto tanti sacrifici, per permettermi di realizzare tutti i miei sogni”, ha commentato a caldo dopo la vittoria.

“Adesso, e poi in generale, non so cosa succeder, mi auguro che succedano tante cose belle e poi colgo l’occasione che mi stata offerta con la borsa di studio per New York. Sono molto, molto felice di questa cosa perch era un altro sogno che avevo nel cassetto”.

Daniele si affermato nella categoria Ballo superando il ballerino classico Francesco e la ballerina di danze latino americane Alessia. La danza dunque torna protagonista del talent di Maria De Filippi, l’ultima ad aggiudicarsi la vittoria nella danza era stata Giulia Stabile nel 2021.

Venezia, Tuymans dove c’era Tintoretto a San Giorgio Maggiore

Venezia, 20 mag. (askanews) – Due opere contemporanee al posto di due capolavori del Tintoretto, ora in restauro. La Basilica di San Giorgio Maggiore di Venezia ha commissionato due grandi dipinti al pittore belga Luc Tuymans per i lati dell’altare, che ora, con tutta la potenza del luogo e del lavoro dell’artista, creano un’atmosfera inedita e sospesa, che genera meraviglia.

“Ci si offerta dopo praticamente due, tre, quattrocento anni la possibilit di una nuova commissione per la Basilica di San Giorgio Maggiore – ha spiegato ad askanews Carmelo Grasso, direttore della Benedicti Claustra Onlus, ramo no profit della comunit benedettina della basilica- come un tempo si faceva ed era abituale fare con gli artisti contemporanei di quegli anni, quindi una selezione, una scelta, un dialogo, un cammino percorso insieme. Anche qui, questa volta, grazie al restauro che in corso per i Tintoretto, abbiamo potuto incontrare un artista, dialogare con lui, scegliere i soggetti, avere noi il ruolo di committenti”.

Da tempo i monaci benedettini di San Giorgio stanno dialogando con l’arte contemporanea e il lavoro con Tuymans viene dopo, per esempio, quelli con Berlinde De Bruyckere o AI Weiwei. E naturalmente queste collaborazioni si muovono intorno anche alla dimensione del sacro. “Tuymans – ha aggiunto Grasso – ha esattamente ripercorso questo cammino. Si messo in dialogo con lo spazio sacro, ha capito le dimensioni che doveva affrontare, parliamo di due dipinti di sei metri per quattro, sono le misure delle opere del Tintoretto bene o male, centimetro pi, centimetro meno, per ha capito che per far passare questa dimensione spirituale delle opere doveva prima di tutto dialogare con lo spazio sacro della Basilica”.

difficile immaginare di poter eguagliare la forza dell’Ultima cena del Tintoretto, in dialogo con Il popolo d’Israele nel deserto, ma i due dipinti di Tuymans, che scelgono naturalmente di battere una strada che non vuole imitare in nessun modo il pittore rinascimentale, creano una tensione e una dialettica forti, uno scambio diverso, avvolgente e carico di mistero. Quello stesso mistero che pu anche rimandare allo spirituale e al mistico.

Due cicloni in arrivo: piogge e temperature sotto la media

Milano, 20 mag. (askanews) – Il mese di maggio non si vuole calmare, altri due cicloni in arrivo sul nostro Paese. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma un mese piovoso e con temperature sotto media, specie al Nord dove sembra di tornare al maggio 2019 quando un’irruzione polare portò fenomeni quasi invernali.

Nelle prossime ore un ciclone di provenienza iberica causerà, intanto, altre piogge al Nord e al Centro, specie tra Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud vivremo ancora uno spiraglio di vera Estate con punte di 32-35°C in Sicilia e 28°C tra Sardegna, Calabria e Puglia.

Questo ciclone sarà il meno intenso dei due in arrivo e comunque porterà qualche fenomeno forte e con possibile grandine, più probabile al Nord-Ovest e in Toscana. Nella giornata di mercoledì, il primo ciclone spagnolo si sposterà verso i Balcani provocando ancora dei rovesci su Nord-Est e regioni centrali adriatiche. Altrove vivremo una tregua nell’attesa del ciclone polare.

Ebbene sì, un lobo del vortice polare si staccherà dal Polo Nord e si fionderà velocissimo dentro il cuore dell’Europa nella giornata di giovedì: non si escludono nevicate in Baviera fino ai 1000 metri e fino ai 1900 metri anche sulle nostre Alpi di confine. La nota più rilevante di questo schiaffo polare, atteso giovedì anche sul nostro Paese, è la possibilità di fenomeni violenti al settentrione, quali grandine, supercelle e tornado non esclusi.

Vista l’importanza della previsione, dovremo aspettare quantomeno le prossime emissioni modellistiche per avere tutti i dettagli e le conferme, ma l’irruzione dal Polo Nord sembra decisamente eccezionale per la terza decade di maggio. Siamo quasi in Estate e ancora arrivano masse d’aria di stampo invernale. La nota più importante non sarà comunque il calo delle temperature (localmente sotto i 20 gradi di massima), ma la possibilità di fenomeni violenti a causa dello scontro di masse d’aria quasi invernali con quelle quasi estive che tentano di impossessarsi dell’Italia.

Monitoriamo dunque il passaggio del ciclone spagnolo in queste ore, poi per giovedì controlleremo bene la potenza e la modulazione di questo schiaffo polare in probabile arrivo nel cuore del Continente e in parte anche in Italia.

Naruhito e Masako a Hiroshima: una visita di memoria e riconciliazione

La prima visita imperiale a Hiroshima dal 2019. L’imperatore del Giappone, Naruhito, e l’imperatrice Masako si recheranno a Hiroshima il mese prossimo per commemorare le vittime della Seconda guerra mondiale. Sarà la loro prima visita nella città colpita dalla bomba atomica da quando sono saliti al trono, nel 2019. Lo ha annunciato l’Agenzia della Casa Imperiale, precisando che la visita si inserisce nel calendario delle celebrazioni per l’80° anniversario della fine del conflitto.

Il programma prevede la deposizione di fiori e un momento di silenzio presso il cenotafio nel Parco del Memoriale della Pace, un passaggio al museo che conserva resti e testimonianze della tragedia nucleare e un incontro con i sopravvissuti.

Una memoria che attraversa il Giappone

Il giorno successivo, la coppia imperiale visiterà una struttura residenziale per hibakusha, i sopravvissuti alla bomba, e farà tappa in un’area colpita da una frana nel 2014, per osservare i lavori di ricostruzione.

Naruhito aveva già visitato Hiroshima nel 2006, quando era ancora principe ereditario; Masako vi era stata nel 2000.

La commemorazione dei caduti della guerra prosegue anche in altri luoghi simbolici: lo scorso mese l’imperatore e l’imperatrice hanno visitato l’isola di Iwo To, teatro di una delle battaglie più cruente del Pacifico. Sono inoltre attesi a Okinawa nei prossimi giorni, accompagnati dalla figlia Aiko, mentre una visita a Nagasaki è prevista per settembre.

Una coppia sobria, seguita con rispetto

L’imperatore Naruhito e l’imperatrice Masako incarnano uno stile sobrio e riservato, coerente con la tradizione imperiale giapponese, ma con tratti di maggiore empatia e vicinanza alla società civile. Naruhito, primo imperatore a essere cresciuto in epoca postbellica, ha più volte richiamato l’importanza della memoria e della pace. Masako, ex diplomatica e figura colta ma segnata da anni di fragilità legati al rigido protocollo di corte, è tornata progressivamente a svolgere un ruolo attivo al suo fianco.

Pur mantenendo un basso profilo, la coppia è stimata e rispettata dalla popolazione, che ne apprezza la dignità, la discrezione e la coerenza con i valori costituzionali del Paese, a cominciare dal ripudio della guerra. La loro presenza nei luoghi della memoria rafforza, senza clamori, un messaggio di riconciliazione e umanità.

 

A Gaza almeno 60 morti negli attacchi notturni di Israele (secondo Hamas)

Roma, 20 mag. (askanews) -Almeno 87 palestinesi sono stati uccisi e altri 290 feriti nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Due attacchi nel nord della Striscia hanno colpito un’abitazione e una scuola trasformata in rifugio, uccidendo almeno 22 persone, più della metà delle quali donne e bambini, ha riferito il ministero gestito da Hamas.

Un attacco nella città centrale di Deir al-Balah ha ucciso invece 13 persone, mentre un altro nel vicino campo profughi di Nuseirat ha provocato 15 morti, secondo l’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa. Inoltre, due attacchi nella città meridionale di Khan Younis hanno ucciso almeno 10 persone, secondo l’Ospedale Nasser.

Sale così a 53.573 il numero dei morti dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023, e a 121.688 quello dei feriti, stando a quanto riferito oggi dal ministero della Sanità dell’enclave palestinese

A Gaza almeno 60 morti negli attacchi notturni di Israele (secondo Hamas)

Roma, 20 mag. (askanews) – E’ di almeno 60 vittime l’ultimo bilancio degli attacchi compiuti dalle forze di difesa israeliane, nella notte, sulla Striscia di Gaza, secondo quanto riferito dal ministero della Sanità locale.

Due attacchi nel nord della Striscia hanno colpito un’abitazione e una scuola trasformata in rifugio, uccidendo almeno 22 persone, più della metà delle quali donne e bambini, ha riferito il ministero gestito da Hamas.

Un attacco nella città centrale di Deir al-Balah ha ucciso invece 13 persone, mentre un altro nel vicino campo profughi di Nuseirat ha provocato 15 morti, secondo l’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa. Inoltre, due attacchi nella città meridionale di Khan Younis hanno ucciso almeno 10 persone, secondo l’Ospedale Nasser.

Ucraina, Rubio: l’Europa vuole guerra, gli Usa la pace, il mondo sottosopra

Roma, 20 mag. (askanews) – Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che, durante il suo viaggio a Roma, ha raccolto opinioni secondo le quali l’Europa vorrebbe la guerra, mentre gli Stati uniti desiderano la pace, in un rovesciamento della situazione più consueta. Il capo della diplomazia Usa ne ha parlato durante la cena del consiglio del Kennedy Center alla Casa Bianca, organizzata dal presidente Donald Trump.

“Uno dei cardinali che ho incontrato, signor Presidente, il giorno prima della Messa papale, mi ha detto: ‘Sa, per noi è molto insolito avere un presidente americano che vuole la pace, mentre alcuni europei parlano sempre di fare la guerra’. Quindi, nella loro mente, è un po’ il mondo sottosopra”, ha detto Rubio.

Rubio ha aggiunto che Trump non vuole rendere necessario un forte aumento della spesa per la difesa: gli stessi fondi potrebbero essere investiti nello sviluppo economico.

1975–2025. La legge che cambiò la famiglia e la società

Sono passati cinquant’anni da quando, il 19 maggio 1975, veniva approvata la legge n. 151: una riforma profonda e coraggiosa del diritto di famiglia. Non un semplice aggiornamento normativo, ma un vero cambio di paradigma nella società italiana. Da quel giorno, marito e moglie non sono più soggetti a una gerarchia giuridica, i figli diventano tutti eguali davanti alla legge, la donna non è più considerata “minore” da tutelare. La famiglia si trasforma da struttura patriarcale a luogo fondato sull’uguaglianza e sul reciproco riconoscimento.

La legge ha rappresentato una svolta: l’attuazione concreta dei principi costituzionali nei rapporti familiari. Frutto di un lungo impegno culturale e politico, fu il punto di arrivo di un confronto parlamentare vivace, sostenuto dall’azione dei movimenti delle donne e di una generazione politica capace di tradurre in legge le spinte più avanzate della società civile.

A cinquant’anni da quella riforma, diverse iniziative si propongono di rilanciarne il significato e aggiornarne lo spirito. Tra queste, si distingue l’impegno dell’Associazione degli Ex Parlamentari, promotrice del progetto “In Parlamento con le donne”, un percorso di ricerca volto a raccogliere testimonianze di chi fu protagonista – nelle istituzioni e nei partiti – dell’approvazione della legge.

Il progetto, ancora in corso, ha già prodotto 16 video-interviste a parlamentari attive negli anni Settanta, accompagnate da una ricca documentazione sugli atti legislativi. Uno strumento prezioso per riscoprire il valore della memoria politica e per capire come la Costituzione, attuata con coerenza, possa incidere profondamente nella vita concreta delle persone.

L’Associazione intende estendere il confronto alle sedi parlamentari, ma anche coinvolgere energie della società civile e del mondo culturale. Perché la riforma del 1975 non è solo un anniversario da celebrare, ma un carico di responsabilità da vivere alle luce delle odierne sensibilità sociali. Oggi come allora, serve un diritto di famiglia all’altezza della dignità di tutte e di tutti, capace di accompagnare l’evoluzione sociale con intelligenza, rispetto e visione.

Il governo approva la delega per i LEP: tutto chiaro?

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il disegno di legge recante delega al Governo per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP).

Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale, i LEP rappresentano “la soglia costituzionalmente necessaria” per rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale e garantire prestazioni sociali di natura essenziale. La loro definizione, si precisa, è strumentale anche a “un’equa ed efficiente allocazione delle risorse” e al superamento dei divari territoriali nel godimento dei diritti civili e sociali.

Il disegno di legge si compone di 33 articoli, suddivisi in tre titoli. L’articolo 1 descrive i contorni della delega e il procedimento per il suo esercizio. Il Governo avrà nove mesi di tempo, a partire dall’entrata in vigore della legge, per adottare uno o più decreti legislativi che definiscano i LEP in riferimento alle funzioni oggi previste dalla normativa, ad eccezione della materia “tutela della salute”.

Nel Titolo II vengono elencati i principi e criteri direttivi da seguire nella determinazione dei LEP in ciascun ambito materiale. Il provvedimento si chiude con l’articolo 33, il quale stabilisce che dall’attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Nel disegno governativo, la definizione dei LEP si presenta dunque come la condizione di legittimità e coerenza del regionalismo differenziato previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Tuttavia, se la cornice normativa si irrobustisce, non si dissipano del tutto i dubbi sull’effettiva sostenibilità economica e gestionale del sistema. I LEP, per essere strumenti reali di equità, dovranno dimostrare nei fatti di poter garantire livelli uniformi di diritti su tutto il territorio nazionale, e non rimanere una formula di equilibrio solo teorico. 

Insomma, con quali risorse garantire il riequilibrio finanziario per avvicinare, grazie appunto ai LEP, gli enti meno datati a quelli finanziariamente più forti? È in grado la finanza pubblica di garantire la perequazione? Non si rischia, alla fine dei giochi, di attirare l’attenzione sulla luce di una stella morta? Sono quesiti da non archiviare con spicchia o superficialità.

Due mandati bastano. Anche a Trento

Le parole del professor Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Pd, confermano ciò che in molti ritengono scontato: la legge approvata dalla Provincia autonoma di Trento, che consente al presidente della Provincia (Maurizio Fugatti) di candidarsi per un terzo mandato consecutivo, appare costituzionalmente poco difendibile. E infatti, secondo Ceccanti, “ci sono altissime probabilità che la Corte Costituzionale possa accogliere il ricorso del governo”.

Il riferimento, spiega il professore, è alla giurisprudenza già consolidata della Consulta, che in una recente sentenza contro la Regione Campania ha ribadito l’irrinunciabilità del principio di omogeneità nella disciplina dei diritti politici fondamentali. Anzi, nel motivare quella decisione – riguardante le Regioni a statuto ordinario – la Corte ha persino richiamato un precedente relativo ai Comuni della Sardegna, quando fu bocciato un analogo tentativo di allungare a tre i mandati consecutivi per i sindaci.

L’alternanza è garanzia democratica

In genere, nei sistemi che prevedono l’investitura popolare del vertice esecutivo è fissato il principio dell’incandidabilità oltre i due mandati. Negli Stati Uniti la norma si applica a partire dall’inquilino della Casa Bianca. È un esempio che guidò anche il legislatore italiano, per il quale il limite doveva costituire un elemento di equilibrio nella forma di governo locale e regionale. Vale la pena ricordare che l’elezione diretta di Presidenti di Regione e Sindaci ha trasformato la natura del potere esecutivo in chiave ampiamente monocratica: un’accelerazione istituzionale che per forza richiedeva una formula anticesaristica.

Due mandati consecutivi rappresentano una durata sufficiente per attuare un programma di governo e lasciare spazio alla piena condendibilità della carica più rappresentativa e soprattutto più incisiva nel procedimento amministrativo. Oltre, si rischia una deriva personalistica e una compressione del principio di ricambio, che è invece uno degli architravi di ogni democrazia liberale. Anche a Trento, il buon senso – e la Costituzione – devono prevalere.

P.S. Il voto contrario della Lega in Consiglio dei Ministri sul ricorso contro la legge della Provincia autonoma di Trento avrebbe in sltri tempi determinato la crisi di governo. Oggi, indebolita la dignità di gesti e parole della politica, ci si limita a un fugace cenno di disappunto. Fine della trasmissione.

Nicea 325: il Concilio che cambiò la storia del cristianesimo

È nel maggio del 325 d.C., nella città di Nicea, in Bitinia (oggi İznik, Turchia), che si tenne un evento destinato a segnare un punto di svolta nella storia del cristianesimo e dell’Occidente: il primo Concilio ecumenico della Chiesa. Convocato dall’imperatore Costantino, il Concilio aveva un obiettivo ambizioso — risolvere una disputa teologica che rischiava di dividere la relativamente giovane comunità cristiana, da poco uscita dalla clandestinità.

Le cronache del tempo, come quelle di Eusebio di Cesarea, ci restituiscono un’immagine potente dei padri conciliari: molti di loro portavano sul corpo i segni delle persecuzioni appena finite (grazie a Costantino). Erano vescovi, presbiteri e teologi sopravvissuti alle torture e alle condanne inflitte durante i secoli di ostilità imperiali. Mutilazioni, cicatrici, arti amputati: i loro corpi raccontavano la fedeltà a una fede che ora si ritrovava sotto i riflettori del potere imperiale.

Al centro del dibattito c’era una questione esplosiva: chi è veramente Gesù Cristo? Per Ario, un presbitero di Alessandria, il Figlio era una creatura, per quanto sublime, ma non Dio in senso pieno. Una visione che faceva tremare le fondamenta della dottrina cristiana: se Cristo non è Dio, può davvero salvare l’umanità? La tensione era altissima.

Costantino intuì la portata della crisi. E per la prima volta un imperatore romano si dispose a convocare un’assemblea di vescovi da tutto l’Impero, oltre 300 partecipanti, per discutere e decidere insieme.

Dopo settimane di confronti, pressioni e preghiere, il Concilio prese una decisione destinata a diventare dogma. Il Figlio — proclamò il Credo di Nicea — è “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”. Una sola parola greca, òμοούσιον, ovvero “stessa sostanza”, racchiudeva l’intero verdetto: Gesù Cristo è vero Dio, non inferiore né subordinato.

Ario fu condannato come eretico e le sue tesi escluse dalla dottrina ufficiale. Tuttavia il suo pensiero non scomparve: nei decenni successivi continuò ad affascinare vescovi, imperatori e intere popolazioni, soprattutto tra i popoli germanici. La battaglia per l’ortodossia era appena cominciata.

Il Concilio di Nicea non fu solo un dibattito dottrinale: fu anche un momento di svolta istituzionale. Per la prima volta, la Chiesa si trovava a definire se stessa in stretta collaborazione con l’autorità imperiale. Iniziava così una lunga e complessa relazione tra “trono e altare”, che avrebbe plasmato la storia europea (ed extra europea) per secoli.

Tra l’altro, il Concilio stabilì la data unificata della Pasqua e varò norme disciplinari per vescovi e clero. Ma ciò che lo rese davvero storico fu la sua capacità di offrire una visione unitaria della fede, in un’epoca segnata ancora da frammentazioni e incertezze nel popolo dei fedeli.

Il Credo niceno, completato oltre mezzo secolo dopo a Costantinopoli (382), resta al cuore della dottrina: la domenica è recitato da tutti i cristiani del mondo. In effetti, fu proprio il Concilio di Costantinopoli, convocato dall’imperatore Teodosio I, a chiarire in modo definitivo il dogma della Trinità, affermando la piena divinità dello Spirito Santo. Questa formula di fede è quindi diventata il fondamento dottrinale condiviso dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e da molte confessioni protestanti.

A distanza di 1700 anni, il Concilio di Nicea resta anche il simbolo di come fede pensiero e politica possano intrecciarsi e, preservando  l’autonomia della chiesa, disegnare il volto di una civiltà. E di come, a volte, una parola — òμοούσιον — possa costituire uno spartiacque e riorientare il cammino dell’umanità.

M.O., Schlein: ministro israeliano ha chiarito disegno criminale

Roma, 19 mag. (askanews) – Le dichiarazioni del ministro israeliano Bezalel Smotrich su Gaza “chiariscono il disegno politico, che è un disegno criminale di deportazione forzata dei palestinesi da casa loro. Sì, ha detto Smotrich ‘il mondo non ci fermerà'”. Lo ha detto la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ospite di Tg2 Post.

Sono “parole gravissime”, ha sottolineato, “io penso che il mondo li debba fermare, perché quel massacro di civili deve finire. Abbiamo visto lì la violazione ogni diritto internazionale umanitario. I nostri deputati sono ancora lì, provavano a entrare con gli aiuti umanitari a Gaza ma non è passato per mesi né acqua né cibo né medicine ed è inaccettabile”.

A giudizio di Schlein “l’Italia, il governo italiano è stato molto timido sul dramma di Gaza e da quando c’è Trump si è ammutolito ancora di più e questo io lo trovo inaccettabile”

Ucraina, Meloni sente Trump e leader Ue: si lavora a negoziati

Roma, 19 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una nuova conversazione telefonica insieme al presidente francese Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco Friedrich Merz, al presidente finlandese Alexander Stubb, alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al presidente ucraino Volodymyr Zelensky con il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, al termine della telefonata tra quest’ultimo e il presidente russo Vladimir Putin.

“Si lavora – si legge in una nota di Palazzo Chigi – per un immediato avvio dei negoziati tra le parti che possano condurre il prima possibile ad un cessate il fuoco e costruire le condizioni per una pace giusta e duratura in Ucraina. Al riguardo, è stata considerata positivamente la disponibilità del Santo Padre ad ospitare i colloqui presso il Vaticano”.

Gaza, Tajani: da Sa’ar impegno a far entrare gli aiuti italiani

Genova, 19 mag. (askanews) – “Di Gaza me ne occupo pi di loro, stiamo portando a casa dei risultati concreti. Ho concluso la telefonata con il ministro degli Esteri israeliano poco fa e mi ha assicurato che si far tutto il possibile per fare entrare anche gli strumenti che fornisce l’Italia attraverso Food for Gaza”. Cos il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato gli attacchi del Pd della Liguria sulla sua presenza a Genova per la campagna elettorale mentre la situazione aggrava a Gaza.

“Ricordo – ha aggiunto Tajani – che proprio qua a Genova abbiamo donato 15 tir della Iveco carichi di beni alimentari e sanitari al programma alimentare mondiale, abbiamo curato 130 bambini palestinesi negli ospedali pediatrici italiani e anche nel penultimo consiglio dei ministri abbiamo prorogato lo stato di emergenza finanziando ancora la popolazione palestinese, il resto soltanto propaganda, non vale neanche la pena di rispondere. Quali sono le idee per riportare la pace? Se sono in grado di farlo lo facciano”.

“E’ mio dovere come segretario del partito – ha concluso il leader di Forza Italia – stare in mezzo alla gente, stare in giro per l’Italia, perch le cose internazionali si possono fare anche al telefono, la telefonata con il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa’ar si pu fare anche da Genova, non serve stare a Roma chiuso nel Ministero. Io credo che sia pi giusto andare a spiegare ai cittadini di Genova cosa stiamo facendo per loro, per la pace, come costruiamo bene il loro futuro, il resto propaganda, sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano, noi siamo pragmatici, vogliamo stare in mezzo alla gente, guai a non stare in mezzo alla gente”.

Fiorello è tornato con "Radio2 Radio Show. La pennicanza"

Milano, 19 mag. (askanews) – Fiorello è tornato! Dopo settimane di voci, smentite, spoiler e fake news rimbalzate come palline da flipper tra social, radio e tv, lo showman è andato in onda poco fa, dalle ore 13.45 alle 14.30, su Rai Radio2 con uno spettacolo “Radio2 Radio Show. La pennicanza”.

Fiorello non era solo: al suo fianco, come nella migliore delle alchimie, Fabrizio Biggio, attore, sceneggiatore e volto amatissimo della tv. Insieme per un programma basato sull’improvvisazione, un ‘work in progress’. Fiorello torna ai fondamentali della radio, al fascino della voce. E, da domani, con un crescendo di crossmedialità tutta da scoprire.

“Non abbiamo un’idea, siamo qui a fare… nulla, non lo so!”, le prime parole di Fiorello in un debutto all’insegna del caos creativo e dell’ironia più feroce. “Che facciamo, un programma con i personaggi? Ci sono 26 Cannavacciuoli in giro per la tv, gli Achilli Lauri, le Ferragni… Non c’è nessuno libero!”.

Come ci è arrivato lì Fiore? Ce lo spiega direttamente la “fake?” Giorgia Meloni: “Ciao Rosà, so Giorgia! Ti ho trovato un posticino lì a Radio2… lo so, ti devi accontentare. Mi raccomando, unica cosa non nominare mai quello lì con il naso lungo…”. Fiore svela subito l’identità del proibito: “Avete capito, non bisogna nominare Amadeus!”.

In studio, giù di fulmini e saette che non fermano però lo showman: parte subito la telefonata anche all’amico di sempre. E non può mancare l’ironia sui programmi tv da lui condotti: “Sappi che mercoledì su Canale 5, quando andrai in onda tu, torna Mina in televisione e sulla Rai danno la partita di tennis tra Sinner e Papa Leone! Hai poche speranze…”

Ogni programma che si rispetti, poi, deve avere una sigla: “L’ho fatta fare all’Intelligenza Artificiale!”, rivela lo showman siciliano. Ma squilla subito il telefono: è Jovanotti! “Io sarei il siglista, mi licenzi così? Dammi un minuto e te la faccio”. E l’intro musicale è così prontamente servita.

Le notizie del giorno? Non mancano: si parla, ad esempio, della presunta censura della Rai su Michelle Hunziker all’Eurovision. “Ha un’età biologica molto inferiore a quella che ha – commenta Fiorello – e la Rai, antica come un papiro egiziano, ha visto che cantava dopo mezzanotte e ha detto: ‘Oddio, è minorenne!’ e l’ha tagliata”. Per rimediare, quindi, lo showman chiama anche lei e in diretta, insieme, cantano ‘Volare’.

Finale con una polemica ‘sportiva’: “Ieri c’era la finale degli Internazionali, avevo il biglietto ma mi hanno cacciato dalla Tribuna! Ho chiamato Malagò e mi ha detto: ‘Li ho dovuti dare a Renzi, ordine dall’alto’…”.

Insomma, con Fiorello nulla è mai come sembra. Per le puntate di “Radio2 Radio Show. La pennicanza” è prevista anche la messa in onda la mattina successiva su Rai Radio2 dalle ore 7.00 alle ore 7.30 (orario prime time radiofonico) della puntata in versione ridotta con “Il meglio di” che si intitolerà “La sveglianza”. Inoltre, saranno disponibili su RaiPlay tutte le puntate on-demand. I social di @rairadio2 seguiranno lo show e il backstage del programma.

Fiorello è tornato. Ma non come ve lo aspettavate. “Radio2 Radio Show. La pennicanza” è un programma che non ha format, l’idea di non avere un’idea. È Fiorello.

“Radio2 Radio Show. La pennicanza” è un programma di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Pigi Montebelli, Federico Taddia, e con Fabrizio Biggio, Enrico Nocera, Edoardo Scognamiglio. Le musiche sono di Enrico Cremonesi. Regia di Piergiorgio Camilli. Regia radiofonica Marco Lolli.

Un nuovo podcast ripercorre l’offensiva alleata sulla Linea Gotica

Roma, 19 mag. (askanews) – Esattamente 80 anni fa, l’offensiva della Linea Gotica fu condotta da una forza alleata che comprendeva soldati provenienti da più di 17 Paesi, fra le più multinazionali e multirazziali della storia, in cui erano presenti in gran numero – come parte dell’Ottava armata britannica e della Quinta armata americana – soldati neri dagli Stati uniti e da paesi del Sud America come il Brasile, ma anche dall’Africa e dall’India, inclusi soldati Sikh.

“80 years on, WWII Gothic Line ghosts haunt modern day Italy”, un nuovo podcast in più episodi del giornalista americano Joe Kirwin – un “veterano” della copertura economica e politica dell’Unione europea da Bruxelles – esplora a fondo quella che è una pagina quasi bianca in molti libri di storia, soprattutto in Italia. Eppure quell’offensiva, senza la quale la Liberazione non sarebbe avvenuta, proprio oggi ha un importante riflesso politico, nel momento in cui l’amministrazione del presidente americano Donald Trump sta ridiscutendo apertamente il ruolo e l’importanza dell’Alleanza transatlantica che da allora è stata il pilastro della sicurezza europea e americana.

Kirwin ha trascorso l’ultimo anno viaggiando lungo la Linea Gotica da una costa all’altra dell’Italia lungo gli Appennini intervistando storici, accademici, autori e curatori di musei. Secondo lui, la scarsa consapevolezza della portata di quell’offensiva – che assieme alla Resistenza partigiana dette il colpo finale all’occupazione nazista dell’Italia del Nord e a quel che restava del regime fascista – sarebbe fra le cause della presenza oggi a destra come a sinistra di rilevanti settori dell’opinione pubblica che sono tiepidi, se non apertamente contrari alla solidarietà anche in termini militari con gli alleati europei del fronte orientale nel momento in cui la minaccia del regime dittatoriale di Vladimir Putin si è fatta concreta con l’invasione dell’Ucraina. “Questa mancanza di solidarietà con gli alleati europei e con l’Ucraina ha molto a che fare con i fantasmi della Seconda Guerra Mondiale che ancora perseguitano l’Italia”, ha spiegato Kirwin durante la presentazione del podcast, avvenuta presso la sede della Stampa Estera a Roma.

Alla presentazione alla stampa è intervenuto anche Guido Molinari, alla guida del un nuovo Allies Museum (“Museo degli Alleati”) che aprirà virtualmente a settembre prima di diventare un museo fisico a Roma nel 2030. “Quello che sta accadendo ora rende evidente l’importanza di quello che stiamo facendo”, ha dichiarato Molinari. “Nel cercare di spiegare come le persone provenienti da tutto il mondo, di ogni razza, etnia e religione, abbiano potuto unirsi e liberare l’Italia, siamo certi che la storia sarebbe stata molto diversa se quelle decine di migliaia di giovani uomini e donne non avessero pagato l’estremo sacrificio. Dobbiamo lavorare anche in questi tempi difficili per onorare la loro memoria”.

Terzo mandato, Schlein: nel Governo si sono spaccati sulle poltrone

Roma, 19 mag. (askanews) – “Oggi il governo si è spaccato sulle poltrone, che peraltro erano l’unica cosa che li teneva insieme”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, arrivando alla maratona oratoria della Cgil a sostegno dei referendum.

“E intanto – ha aggiunto – anche oggi non hanno parlato dei problemi degli italiani nel consiglio dei ministri: mentre i ministri della Lega non votavano sul terzo mandato, non si è parlato dei salari, non si è parlato della sanità pubblica… Anzi, sulla sanità si è aperta una crisi nel governo di destra in Friuli, perché evidentemente continuano a rimpallarsi le responsabilità a vicenda tra il governo nazionale e le regioni”.

“Ma – ha concluso la Schlein – di fondo anche lì c’è la questione del terzo mandato e della prosecuzione del proprio potere. Quindi anche oggi la destra dà la dimostrazione che non ha interesse a occuparsi dei problemi concreti degli italiani ma soltanto del futuro dei propri esponenti”.

Terzo mandato, Tajani: no divisioni, è dibattito splo giuridico

Genova, 19 mag. (askanews) – “Il problema era se impugnare o meno una legge regionale che fissava la possibilità di avere un terzo mandato. Il problema è di tipo giuridico non di tipo personale: se una legge regionale, sia pure di una Regione a statuto speciale, possa scavalcare la legge nazionale. Io credo che prevalga sempre la legge nazionale. Non c’è nessuna divisione, è un dibattito giuridico, non c’è nulla di politico e nulla di personale. Siamo tutti tranquilli”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani commentando il voto contrario della Lega sull’impugnazione da parte del Cdm della legge trentina sul terzo mandato, a margine di un incontro elettorale a Genova.

“Il centrodestra – ha aggiunto Tajani – a differenza della sinistra, è dal 1994 che si presenta unito come qui a Genova. E’ la nostra forza perché la nostra non è un’alleanza elettorale ma è una coalizione politica, con le diverse sfumature e con le diverse identità. Noi siamo diversi dai nostri alleati, siamo il partito popolare europeo in Italia, ma siamo leali fino alla fine della legislatura a questo governo. Quindi si mettano l’anima in pace e non sperino in divisioni nel centrodestra che non ci saranno”.

Dall’economia all’ambiente, l’impatto di INWIT per il settore telco

Roma, 19 mag. (askanews) – Condividere infrastrutture consente di massimizzare l’utilizzo della capacit dell’infrastruttura esistente, evitandone la duplicazione, con importanti effetti economici e sulla crescita dell’occupazione, ma significa anche ridurre l’impatto ambientale e le esternalit negative, migliorando l’accessibilit e la capillarit dei servizi. E’ quanto emerge dallo studio “Il valore di INWIT per l’Italia”, condotto da The European House Ambrosetti, che conferma i benefici economici per il settore telco apportati da INWIT, il primo tower operator italiano e tra le principali digital infrastructure company, che realizza e gestisce infrastrutture digitali, condivise e multi-operatore, a supporto della connettivit wireless su tutto il territorio nazionale. Lo studio multidimensionale – presentato nel corso del Sustainability Day 2025, l’evento organizzato da INWIT per confrontarsi con i propri stakeholder sul ruolo delle infrastrutture digitali e condivise e sul valore che queste generano per l’Italia – sottolinea gli impatti economici, sociali, ambientali e di innovazione apportati da INWIT.

Diego Galli, Direttore Generale INWIT: “A partire da circa 10 anni fa emerso un nuovo modello di separazione tra infrastrutture e servizi che poi ha dato seguito anche al consolidamento delle reti infrastrutturali passive, con il rafforzamento di INWIT e la creazione del leader delle torri di telecomunicazione in Italia. un modello che funzione perch si basa sulla condivisione delle infrastrutture aperte a tutti gli operatori: questo crea efficienza economica, cos come efficienza ambientale. Nel periodo di 10 anni si creato un valore di 15,8 miliardi nel mercato di valore condiviso”.

Secondo lo studio, il modello di business di INWIT, fondato sulla condivisione e basato su infrastrutture digitali mobili e multi-operatore, genera un impatto positivo sulla filiera e nel Paese.

Emiliano Briante, resp. Area Business & Policy Impact ed European Affairs The European Huose-Ambrosetti: “Due numeri su tutti che riguardano l’impatto di INWIT: 1.3 miliardi di contributo alla generazione di Pil per il Paese, che diventano oltre 5 nel quinquennio, e una capacit di sostenere occupazione per oltre tremila persone dal punto di vista diretto-indiretto indotto, con un moltiplicatore molto rilevante di 9.7”.

Sotto il profilo ambientale, INWIT ha perseguito con continuit obiettivi di efficienza energetica, riducendo i propri consumi e contribuendo alla transizione ecologica del Paese: tra il 2015 e il 2024 la condivisione di torri di telecomunicazione mobili ha, infatti, consentito di risparmiare suolo e risorse materiali ed energetiche, limitando la costruzione di infrastrutture digitali aggiuntive e, con esse, di evitare l’emissione di oltre 2,5 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti a quelle di 1,7 milioni di voli intercontinentali Roma-New York.

Con oltre 25mila torri, grazie a un modello infrastrutturale diffuso e collaborativo, INWIT attualmente ha almeno una torre nell’82% dei Comuni italiani, con una densit media di una torre ogni 3 km nelle aree rurali e ogni 500 metri nei centri urbani ad alta densit abitativa.

Diego Galli, Direttore Generale INWIT: “Questo modello si basa su molti ed ingenti investimenti: INWIT nel 2024 ha investito il 30% dei ricavi proprio per creare infrastrutture digitali a supporto degli operatori di telecomunicazione per abilitare la digitalizzazione”.

Digitale, 5 mln per progetti congiunti su formazione e inclusione

Roma, 19 mag. (askanews) – Annunciata dall’Impresa sociale Fondo per la Repubblica Digitale l’attivazione di un canale di cofinanziamento da 5 milioni di euro, destinato a sostenere progetti ed iniziative congiunte orientate allo sviluppo delle competenze digitali e all’inclusione sociale, economica e lavorativa dei cittadini.

L’iniziativa, parte del Piano Strategico 2025-2026 approvato dal Comitato di Indirizzo Strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, rappresenta uno strumento innovativo per attivare collaborazioni strategiche tra enti pubblici, privati e del Terzo Settore, con l’obiettivo di amplificare l’impatto delle azioni formative sul territorio.

Il canale di cofinanziamento, che mira ad attrarre risorse supplementari coerenti con le finalità del Fondo per la Repubblica Digitale, vuole inoltre favorire un confronto positivo con le esperienze di altri soggetti, portando avanti collaborazioni strategiche per arricchire reciprocamente la conoscenza, le pratiche e le esperienze sui temi relativi alla formazione e all’inclusione digitale. Questo approccio permette di amplificare l’impatto delle iniziative sostenute e di rafforzare la consapevolezza sul valore dell’investimento e della collaborazione per promuovere la formazione digitale e il reinserimento sociale delle categorie più fragili. Oltre a generare un effetto leva sulle risorse economiche messe in campo dal Fondo per la Repubblica Digitale e dagli interlocutori coinvolti, l’apertura del canale di cofinanziamento mira anche a sperimentare forme di innovazione, sia negli ambiti di intervento sia nelle modalità operative o metodologiche scelte.

Per Daria Perrotta, Ragioniere generale dello Stato e Presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale: “L’attivazione del nuovo canale di cofinanziamento segna un passo significativo nell’attuazione del Piano Strategico 2025-2026 del Fondo per la Repubblica Digitale. Il Comitato di Indirizzo Strategico prosegue così nel percorso di promozione delle competenze digitali anche a fini di inclusione, valorizzando la collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore. Il nuovo canale, in linea con la missione del Fondo, incoraggia investimenti congiunti e alleanze progettuali capaci di generare valore condiviso e risposte efficaci alle sfide della transizione digitale. In tale quadro, la collaborazione tra il Governo e le Fondazioni di origine bancaria continua a essere fondamentale per garantire continuità, visione strategica e capacità di attivare risorse utili allo sviluppo digitale del Paese.”

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: “La nuova linea d’azione di cofinanziamento del Fondo per la Repubblica Digitale rappresenta un’opportunità concreta per moltiplicare le risorse disponibili e generare maggiore impatto. Oltre al valore economico, questa modalità favorisce l’efficienza, l’innovazione nei modelli di intervento, l’attrazione di competenze complementari e l’ampliamento della rete degli attori coinvolti. Significa costruire partenariati più ampi, tra Pubblico, Privato e Terzo settore, orientati a garantire l’accesso alle competenze digitali di base a coloro che rischiano di rimanere esclusi dalla transizione in atto. In questo contesto, le Fondazioni di origine bancaria confermano il proprio ruolo di infrastruttura abilitante e aperta, al servizio dello sviluppo digitale e della coesione sociale”.

Per Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con l’apertura del canale di cofinanziamento, l’Impresa sociale mette a disposizione 5 milioni di euro per attivare progetti ed iniziative congiunte sui temi della formazione e dell’inclusione digitale, con l’obiettivo di attrarre risorse aggiuntive da soggetti pubblici e privati. Attraverso le tre modalità di partecipazione previste, il Fondo offre strumenti concreti per attivare alleanze strategiche, valorizzare approcci innovativi e generare impatto sui territori. Il canale di cofinanziamento, oltre a mettere in sinergia le risorse economiche, rappresenta anche un’opportunità per sperimentare soluzioni innovative, sia nei contenuti che nei metodi di intervento. L’iniziativa è quindi un invito a collaborare per rafforzare le competenze digitali della popolazione, soprattutto per le persone e i territori che rischiano di restare esclusi. Investire oggi in formazione e inclusione digitale significa contribuire a una società più preparata, equa ed orientata all’innovazione, capace di affrontare al meglio le sfide della trasformazione digitale.”

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE. Il canale di cofinanziamento è aperto a soggetti pubblici e privati, con o senza scopo di lucro. Le iniziative e le progettualità promosse dovranno focalizzarsi su tematiche di interesse condiviso, attraverso tre modalità operative:

1. bandi pubblici elaborati e promossi congiuntamente dal Fondo con uno o più cofinanziatori in funzione di enti erogatori; 2. progetti proposti direttamente da enti del Terzo Settore e sostenuti, almeno al 50%, da risorse interne e/o esterne provenienti da uno o più cofinanziatori; 3. iniziative elaborate e promosse congiuntamente dal Fondo con uno o più cofinanziatori per la realizzazione di opportunità rivolte alla collettività in linea con la mission del Fondo per la Repubblica Digitale. Il processo di selezione si articola in due momenti: una prima fase, in cui i soggetti interessati presentano la propria idea progettuale e una seconda fase, riservata esclusivamente alle idee ritenute idonee, in cui si procederà con la progettazione esecutiva. I criteri di selezione includono: coerenza con la missione del Fondo, originalità della proposta, assenza di contenuti già sottoposti o respinti, e assenza di interventi per l’acquisto e la costruzione di infrastrutture o esclusivamente finalizzate alla ricerca. Le proposte potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2025, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili. Per informazioni e per candidarsi: cofinanziamento@fondorepubblicadigitale.it

COS’È IL FONDO. Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

Rugby, Italia-Scozia apre il Sei Nazioni 2026

Roma, 19 mag. (askanews) – L’edizione 2026 del Guinness Sei Nazioni Maschile ripartirà dove si era conclusa la precedente edizione del Torneo, in Francia, dove i Campioni in carica della Francia ospiteranno l’Irlanda in un big-match inaugurale in calendario la sera di giovedì 5 febbraio.

La Francia giocherà tre incontri interni nel 2026, ospitano l’Italia alla terza giornata e l’Inghilterra nel quinto e conclusivo appuntamento, con “Le Crunch”, la tradizionale sfida tra i Bleus ed il XV della Rosa, appuntamento finale del Guinness Sei Nazioni 2026.

L’Italia di Gonzalo Quesada, con due appuntamenti interni allo Stadio Olimpico di Roma e tre trasferte lontano dalla Capitale, debutterà davanti al pubblico di casa sabato 7 febbraio alle 15.10 ricevendo al Foro Italico la Scozia, in una delle grandi classiche del Torneo.

Dopo due appuntamenti in trasferta alla seconda ed alla terza giornata, sabato 14 febbraio in Irlanda e domenica 22 febbraio per il derby latino contro la Francia che assegna il Trofeo Garibaldi, gli Azzurri torneranno a Roma sabato 7 marzo, ospitando l’Inghilterra alle 17.40.

La trasferta in Galles alla quinta e ultima giornata offrirà al pubblico un’altra classicissima del Guinness Sei Nazioni, con l’Italia che tornerà nella capitale gallese dopo averla espugnata nei Super Saturday tanto nel 2022 che nel 2024.

Sempre più competitivo e imprevedibile anno dopo anni, con un crescente numero di fans collegati per non perdere un momento delle quindici appassionati sfide del Torneo, nel 2025 il Guinness Sei Nazioni ha attirato quasi 130 milioni di telespettatori nei sei mercati televisivi principali, con una crescita del 6.3% rispetto all’anno precedente: numeri che il calendario e l’offerta di grandi sfide dell’edizione 2026 puntano a incrementare ulteriormente.

Il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026 I giornata – sabato 7 febbraio, ore 15.10 Italia v Scozia

II giornata – sabato 14 febbraio, ore 15.10 Irlanda v Italia

III giornata – domenica 22 febbraio, ore 16.10 Francia v Italia

IV giornata – sabato 7 marzo, ore 17.40 Italia v Inghilterra

V giornata – sabato 14 marzo, ore 17.40 Galles v Italia

Il giovane Agrippa ai Capitolini, mostra prorogata fino all’8 giugno

Roma, 19 mag. (askanews) – Nella suggestiva Sala degli Arazzi, nel Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini, sarà possibile ammirare fino all’8 giugno, grazie ad una proroga, il ritratto della Fondazione Sorgente Group, recentemente identificato con Agrippa Postumo, giovane erede di Augusto, designato alla successione imperiale e vittima delle lotte di potere. Lo accompagnano altri due ritratti di Agrippa, per la prima volta riuniti insieme: uno proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’altro dalle Collezioni Capitoline.

“La collaborazione con i Musei Capitolini anche in quest’occasione ha portato alla realizzazione di un’importante mostra offerta al pubblico dopo un periodo di studi e di ricerche – sostiene Valter Mainetti, presidente Fondazione Sorgente Group -. La proroga conferma l’interesse di pubblico e studiosi per la qualità della mostra e l’importanza delle collaborazioni tra pubblico e privato per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico”.

I tre ritratti raffiguranti il giovane Agrippa Postumo, figlio di Agrippa e di Giulia, sono databili tra l’adozione del 4 e la condanna del 7 d.C., nel periodo in cui Agrippa Postumo ricevette onorificenze e dediche statuarie a Roma e in tutti i territori soggetti all’impero. Il tipo ufficiale del ritratto di Agrippa Postumo della Fondazione Sorgente Group fu realizzato verosimilmente in occasione della sua adozione da parte di Augusto nel 4 d.C., quando Agrippa Postumo aveva 16 anni, e utilizzato per le onorificenze dedicategli in quanto erede designato, con il nome di Agrippa Iulius Caesar, almeno fino al suo allontanamento dalla famiglia e all’esilio nel 7 d.C. Il nome “Agrippa” fu scelto dallo stesso Augusto, in quanto era nato poco tempo dopo la morte del padre, da cui il cognomen Postumus. Al momento dell’adozione, il giovane cambiò il suo nome in Agrippa Iulius Caesar, poiché era entrato nella famiglia di Augusto, la Iulia, ed era così divenuto uno degli eredi designati (Caesar) alla successione.

Visitando la mostra sarà possibile conoscere meglio la vita e il destino del giovane principe designato da Augusto alla successione imperiale, ma anche l’intricata e complessa genealogia della gens giulio-claudia, padrona indiscussa dell’Impero romano fino alla metà del primo secolo dopo Cristo.

UnArchive Found Footage Fest, cinema d’archivio, ospiti e masterclass

Roma, 19 mag. (askanews) -Dal 27 maggio al primo giugno 2025, torna a Roma ‘UnArchive Found Footage Fest’, giunto alla sua terza edizione. Diretto da Marco Bertozzi e Alina Marazzi e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, il festival è un punto di riferimento internazionale dedicato alle pratiche di riuso creativo delle immagini d’archivio. L’ispirazione di quest’anno è la rigenerazione, intesa come capacità delle opere audiovisive di vivere molteplici esistenze attraverso il recupero, l’innovazione tecnologica e il gesto artistico. Il festival abbraccia l’idea che l’archivio non sia un contenitore statico, ma un organismo vivo che evolve e ispira.

In un immaginario fatto di fiori che si aprono e materia in trasformazione, UnArchive si presenta come una fioritura culturale che coinvolge una rete articolata di spazi nel cuore di Trastevere e oltre: dal Cinema Intrastevere alla Real Academia de España, dalla Casa Internazionale delle Donne all’Orto Botanico, dalla libreria Zalib allo Spazio Scena, dal Live Alcazar fino all’eccezionale sede dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Nasce così una vera e propria cittadella del riuso creativo.

Fulcro del festival è il Concorso Internazionale, che accoglie venti opere realizzate negli ultimi tre anni, dieci lungometraggi e dieci cortometraggi, tutte incentrate su forme libere e innovative di riuso d’archivio. I premi assegnati saranno tre: il riconoscimento generale UnArchive Award, il premio per il miglior lungometraggio e quello per il miglior cortometraggio. La giuria internazionale, composta da Federica Foglia, Costanza Quatriglio e Eyal Sivan, e la giuria studenti guidata dal regista Agostino Ferrente, assegneranno i premi valutando le opere non solo per la qualità artistica, ma anche per la forza del gesto di ri-significazione del materiale esistente.

Le opere in concorso raccontano un mondo variegato e profondamente connesso alla memoria collettiva. Tra i lungometraggi si segnalano il viaggio meditativo sui treni di Trains di Macie J. Drygas, la ricerca identitaria e intima di I’m Not Everything I Want to Be di Klára Tasovská, la potente operazione di recupero della memoria palestinese di A Fidai Film di Kamal Al Jafari, e l’ode al cinema perduto delle Filippine di Nitrate di Khavn. Si passa dall’analisi del linguaggio propagandistico in Eight Postcards from Utopia di Radu Jude al racconto sulla diaspora armena di My Armenian Phantoms di Tamara Stepanyan, fino alla riflessione storica e personale in A Year in the Life of a Country di Tomasz Wolski.

I cortometraggi propongono percorsi altrettanto ricchi e originali. In Razeh-del, Maryam Tafakory rievoca un “film immaginato” nell’Iran degli anni ’90. In Siluman di Paula Albuquerque, il cinema coloniale è messo in crisi dal punto di vista delle lavoratrici invisibili. L’immersione nella memoria familiare e culturale avviene in In the Flanders Field di Sachin, mentre il dilemma etico della rappresentazione digitale è affrontato in Man Number 4 di Miranda Pennell. Tra i grandi nomi in competizione tra i cortometraggi, Leos Carax che presenterà la sua riflessione artistica-personale It’s not me.

Accanto al concorso, tornano sezioni che hanno caratterizzato le passate edizioni. In Frontiere si ragiona sui limiti simbolici e geografici del found footage, con opere da Cina, Iran, Palestina, Algeria, Portogallo e Bosnia. In Panorami Italiani, trovano spazio autori nazionali come Parenti-D’Anolfi, Sara Fgaier e Samuele Rossi, quest’ultimo con un toccante lavoro sugli ultimi giorni di vita di Enrico Berlinguer. Una fiorente generazione di cineasti italiani è inoltre protagonista della selezione ‘short’, che dimostra l’attenzione crescente verso il riuso d’archivio come pratica artistica viva.

Tra gli ospiti attesi spicca il ritorno di Bill Morrison con il suo cineconcerto darker scritto assieme al premio oscar David Lang accompagnato da un ensemble di archi dell’Auditorium Parco della Musica diretto da Tonino Battista; mentre la sezione Eventi Speciali si apre con un omaggio a Andrei Ujica, che presenta il suo ultimo lavoro Twst – Things We Said Today, accompagnato dalla sua opera, Out Of the Present. A raccontare il lavoro di Ujica, anche lo spazio per una sua masterclass in collaborazione con CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, moderata dallo storico e critico del cinema Emiliano Morreale. Torna sullo schermo anche Eyal Sivan con la proiezione del suo film Jaffa – La meccanica dell’arancia, una riflessione sul conflitto israelo-palestinese e sul potere politico della memoria.

Tra le altre live la partecipazione di Federica Foglia, che porta i suoi innesti di film orfani in una versione espansa, in dialogo sonoro con il trio Faravelli-Malatesta-Ratti. Anche altri artisti animano le serate con progetti di cineperformance, come Luca Maria Baldini e Cosimo Terlizzi, Davide Minotti e Valeria Miracapillo, Rossella Catanese e Piero Fragola.

La nuova sezione Best of Fest propone una selezione di film presentati nei più importanti festival o premi internazionali dedicati al found footage, tra cui IDFA, Festival of (in)Appropriation, Memorimage.

Uno spazio d’onore è dedicato a Ken Jacobs, maestro del cinema d’avanguardia americano, con la proiezione di due sue opere fondamentali curata da Philippe-Alain Michaud, direttore del dipartimento di cinema sperimentale del Centre Pompidou: Tom, Tom, the Piper’s Son e Star Spangled to Death, che sarà presentato per la prima volta in Italia integralmente, con un intervento del regista in collegamento.

Al di fuori delle sale cinematografiche, la sezione Expanded porta il found footage negli spazi urbani e naturali, con installazioni site-specific di Virginia Eleuteri Serpieri, Ausra Lukosiuniene e un programma alla Real Academia de España che raccoglie lavori realizzati da artisti borsisti ed ex borsisti.

Non mancano i momenti di riflessione e approfondimento con panel e masterclass. Tra questi, “Animare gli archivi” analizza il rapporto tra animazione e materiali preesistenti, mentre “A.I. – Archive Intelligence” affronta le sfide poste dall’intelligenza artificiale al riuso delle immagini. Le masterclass (oltre ad Andrei Ujica anche Federica Foglia) offrono ancora agli studenti e al pubblico un’occasione unica di confronto diretto.

Una collaborazione con la Cinémathèque Québécoise porta a Roma la prima internazionale del programma “Les archives dans les mains des cinéastes”, in cui cinque artisti lavorano su materiali sovietici per dar loro nuova forma e senso attraverso il montaggio e la manipolazione.

In occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione, il festival presenta in collaborazione con Home Movies il progetto La Liberazione, un film di famiglia, costruito con immagini amatoriali che raccontano la caduta del fascismo e i giorni della libertà.

Nasce infine una nuova rassegna autonoma e collaterale, Riuso di classe, spin-off delle precedenti edizioni, che raccoglie film prodotti in ambito universitario e accademico da autori under 35. Un segnale chiaro della vitalità e dell’interesse che il cinema d’archivio suscita tra le nuove generazioni.

La chiusura del festival, domenica primo giugno, sarà affidata all’opera di Edgar Reitz, autore fondamentale della memoria cinematografica europea, che insieme a Jörg Adolph presenta Subject: Filmmaking, un film costruito sui materiali dei laboratori scolastici da lui condotti. Un’opera, introdotta dallo storico del cinema Giovanni Spagnoletti, che riflette sul senso della vita, del tempo e del cinema, in perfetta sintonia con lo spirito trasformativo di UnArchive.

UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti del Comune di Roma, con il riconoscimento del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.

Con il sostegno di: Real Academia de España en Roma, Ambasciata Spagnola in Italia, American Academy in Roma, Delegazione del Québec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Ambasciata del Portogallo a Roma, Camões – Instituto da cooperaçao e da língua Portugal.

Partner formativi: John Cabot University, Università IULM, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

Festival Partner: IDFA – International Documentary Film Festival of Amsterdam, MUTA Festival Internacional de Apropiación Audiovisual, Family Film Project, Festival of (In)Appropriation, Memorimage International Film Festival.

Con la collaborazione di: Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Fondazione Musica per Roma, Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, Scena, Spazio della Regione Lazio, Lazio Terra di Cinema, Lazio Crea, Zalib, Live Alcazar, moroni1art, Cinémathèque québécoise, Consulta Universitaria Cinema, Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo – Università degli Studi Roma Tre. DAMS – Università degli Studi Roma Tre, Accademia di Belle Arti di Roma, Università Iuav di Venezia, UNINT Università degli Studi Internazionali di Roma, RUFA Rome University of Fine Arts, SudTitles, Home Movies – Archivio Nazionale del film di Famiglia di Bologna.

Si ringraziano: Harry Smith Archives, Cineteca di Bologna, Archivio Aperto, Alpe Adria Cinema-Trieste Film Festival, Eye Filmmuseum Netherlands.

Partnership: InterContinental Rome Ambasciatori Palace

Media partner: RAI Radio Tre, RAI Cultura, Taxi Drivers.