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Festival Popolare Italiano, a Roma il 22 novembre Moni Ovadia

Roma, 17 nov. (askanews) – Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk, che mettono in dialogo artisti, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto, 6 euro, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30).

Il viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico, è un’atmosfera, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro, serbo, greco, ladino, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna, Nord Africa, Grecia e arriva fino ai Balcani.

Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi, fondono musica, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale.

Il programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia, son, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. Giovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam, un concerto che intreccia suono, danza e poesia della tradizione persiana, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene, spagnole e mediterranee.

Giovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace, un incontro tra musiche arabe, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen, Canzoniere tunisino, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea.

La settimana successiva, giovedì 18 dicembre, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse, dal Mediterraneo all’Asia, dal Sudamerica all’Europa, in un autentico mosaico di suoni e storie.

Chiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino, Gabriella Aiello e Barbara Eramo, insieme a Gabriele Coen, Mario Rivera, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune, dalla Puglia ai Balcani, dalla Grecia al Maghreb, cantato in Sabir, la lingua franca del Mediterraneo, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli.

Ogni concerto sarà preceduto, alle ore 19.30, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari, world e folk, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).

Il ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. Giovedì 4 dicembre, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre, Le tre R: Rom, Rumena, Romana, incontro con Roxana Ene, voce del Nubras ensemble, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre, Le scale, gli strumenti e gli stili del Maluf, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre, alle ore 19.30, L’incontro possibile tra culture, religioni e tradizioni differenti, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine, sabato 20 dicembre, alle ore 19.30, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze.

Anche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che, con la cura di Elisabetta Malantrucco, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna.

Il progetto Migrazioni Sonore, promosso da Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

IL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music), il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music, un’associazione che riunisce operatori, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo, e quindi fonte di innovazione.

Alice ed Elen Kessler, per Bild "Suicidio assistito"

Roma, 17 nov. (askanews) – “Il nostro desiderio è andarcene insieme, lo stesso giorno. L’idea che a una delle due capiti prima è molto difficile da sopportare”. Alice ed Elen Kessler lo avevano detto il giorno del loro 88esimo compleanno. Oggi sono state ritrovate morte a Gruenwald, vicino a Monaco di Baviera, entrambe lo stesso giorno. Secondo il quotidiano tedesco “Bild”, avevano optato per il suicidio assistito. La polizia della capitale bavarese è intervenuta sul posto quando le due erano già decedute. È stata avviata un’indagine, ma la morte non sarebbe “attribuibile a terze persone”.

Roma, il Mausoleo di Sant’Elena risplende ed pi accessibile

Roma, 17 nov. (askanews) – Nell’anno giubilare finalmente pi fruibile e accessibile a romani, visitatori e pellegrini, un luogo simbolo del V Municipio di Roma e di Tor Pignattara, il Mausoleo di Sant’Elena con il suo Antiquarium, grazie all’intervento di restauro, valorizzazione e messa in sicurezza, un progetto curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del PNRR Caput Mundi, e dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, competente per le Catacombe Cristiane di Roma e d’Italia.

Il Mausoleo venne edificato nel IV secolo dall’imperatore Costantino e qui venne sepolta sua madre Elena che secondo molti influ sulla conversione del figlio e sulla promulgazione dell’editto di Milano del 313 che diede libert di culto ai cristiani. Il nome del quartiere romano di Tor Pignattara deriva da qui, quando un crollo di parte della volta mise in luce le anfore-pignatte incorporate nella muratura per alleggerirla.

La Soprintendente Speciale Daniela Porro: “In questo Antiquarium sono raccolti e presentati dei reperti che provengono da questa zona, quindi sono reperti che sono rimasti vicini al loro contesto e questo un valore aggiunto. L’intervento PNRR oltre ad aver migliorato questo luogo, la sistemazione esterna, la pavimentazione, la sistemazione del verde, ha reso questo monumento e quest’Antiquarium pi accessibile sia per i disabili motori che per i disabili cognitivi e sensoriali. Non solo, ma rende possibile una fruizione pi ampia per il pubblico”.

Oltre a pannelli tattili, video guide in Lis, ricostruzioni 3D e nuove illuminazioni, stato anche inaugurato un nuovo ingresso alle Catacombe dei santi Marcellino e Pietro da cui si accedeva all’esterno. In realt, stato riaperto l’antico passaggio che risale al 1769, che le collegava direttamente all’interno del Mausoleo.

Monsignor Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra: ” stato laborioso ma ci siamo riusciti, volevamo realizzarlo nell’anno del Giubileo, per creare un nuovo circuito pi semplice, un valore aggiunto per la visita al Mausoleo e alle Catacombe e un modo per renderle pi fruibili e accessibili a tutti”.

Le catacombe si estendono su una superficie di circa 18mila metri quadri con preziosi reperti paleocristiani e il nuovo accesso ha permesso di rendere visitabili nuove spazi. Un progetto che punta anche a valorizzare sempre di pi le periferie, coinvolgendole nei circuiti turistici con proposte inclusive. “Roma non soltanto i grandi attrattori turistici, il Colosseo, Fontana di Trevi, Castel Sant’Angelo, anche il suburbio con i suoi luoghi straordinari e questo in particolare importante sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista spirituale”, ha aggiunto la Soprintendente Porro.

Cybersecurity, Fondazione Serics: lascito specializzazione giovani

Milano, 17 nov. (askanews) – La Fondazione SERICS, nata nel 2022 nell’ambito del Partenariato Esteso su “Cybersecurity, nuove tecnologie e tutela dei diritti” (Missione 4 del PNRR), ha chiamato a raccolta tutti i suoi protagonisti, comprese aziende e istituzioni, per raccontare i risultati raggiunti e tracciare un percorso che guardi al futuro. Tre anni di attivit, 23 enti partner tra universit, centri di ricerca e grandi aziende, oltre mille esperti di cybersicurezza coinvolti, 1450 partecipanti ai percorsi di formazione erogati a soggetti pubblici e privati, 113 milioni di euro di investimento del PNRR: questi i numeri pi rilevanti dell’attivit svolta, nell’ambito del sistema nazionale della sicurezza digitale, realizzando un modello di collaborazione che unisce accademia, impresa e istituzioni.

SERICS ha sviluppato una rete interdisciplinare che ha prodotto prototipi, brevetti, piattaforme e strumenti destinati a imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini. Tra questi, la piattaforma Ida – Information Disorder Awareness, che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare e prevenire la disinformazione online; CallTrust, sistema innovativo per autenticare le comunicazioni telefoniche e contrastare le truffe di tipo vishing; CryptoAC, framework di crittografia distribuita per la protezione dei dati nel cloud; e CyberTour, il percorso formativo che ha portato la cultura della sicurezza digitale in nove regioni italiane, coinvolgendo amministratori pubblici, Pmi e studenti. A questi si aggiungono soluzioni che stanno contribuendo al rafforzamento della sicurezza aerea e della fiducia digitale.

I risultati sono stati esposti al SERICS Final Event del 12 e 13 novembre a Roma: due giornate di dialogo e approfondimento dedicate al futuro della cybersicurezza nazionale e internazionale, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e del sistema produttivo, cui sono state illustrate le risultanze dei 10 spoke che hanno avuto per oggetto: Aspetti umani, sociali e legali; Disinformazione e Fake News; Attacchi e difese; Sicurezza dei sistemi operativi e della virtualizzazione; Crittografia e sicurezza dei sistemi distribuiti; Sicurezza del software e delle piattaforme; Sicurezza delle infrastrutture; Gestione del rischio e governance; Messa in sicurezza della trasformazione digitale; Governance e protezione dei dati.

La cybersicurezza – ha sottolineato il professor Vincenzo Loia, presidente della Fondazione SERICS – non pi solo una questione tecnica, ma una dimensione della cittadinanza digitale. Significa tutelare i diritti, la libert e la fiducia dei cittadini nello spazio informativo. SERICS ha lasciato un segno importante, costruendo un metodo di collaborazione vincente tra ricerca e industria, capace di generare conoscenza e soluzioni concrete. La Fondazione Serics ha lasciato un’eredit significativa, avendo creato una categoria di giovani altamente specializzati e una filiera nazionale/europea di professionisti nel campo della cybersicurezza. Questa rete di competenze rappresenta una risorsa preziosa per il Paese, che pu essere sfruttata sia nel settore pubblico che in quello privato. Data l’importanza crescente della cybersicurezza a livello globale, fondamentale continuare a investire e valorizzare questa filiera di professionisti altamente qualificati .

Alessandro Armando, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI e docente all’Universit di Genova e all’IMT di Lucca: Grazie a SERICS stato possibile orientare l’ecosistema nazionale della ricerca in cybersecurity su aree tematiche strategiche, sperimentando un modello di lavoro integrato e interdisciplinare che non ha precedenti neppure a livello internazionale. SERICS non solo un progetto di ricerca: un modo nuovo di organizzare la ricerca, valorizzarla e indirizzarla verso i bisogni del sistema produttivo e della pubblica amministrazione. Abbiamo messo a punto un programma molto importante di formazione avanzata, pensato per gli operatori di cybersecurity che operano nelle infrastrutture critiche nel nostro Paese, che sta ricevendo un ritorno molto interessante da parte appunto di enti e organizzazioni, sia pubbliche che private. Abbiamo dato una grande attenzione all’aspetto del trasferimento tecnologico, ovvero come migrare e trasformare queste idee che sono sviluppate dai nostri ricercatori nei laboratori, in soluzioni che possono essere usate nel mercato e potenziare quindi le difese rispetto alla minaccia cibernetica.

Rocco De Nicola, vicepresidente Fondazione SERICS: “Il progetto SERICS si affermato come il punto di riferimento per la cybersecurity italiana nella ricerca e nella formazione. L’ampio materiale prodotto dalla Cyber Academy sar sfruttato al meglio per supportare questa missione formativa”.

Con il completamento del triennio, la Fondazione SERICS consegna dunque al Paese una rete di eccellenze e un patrimonio di competenze che continueranno a rafforzare la capacit italiana di proteggere infrastrutture, imprese e cittadini in un cyberspazio sempre pi complesso e interconnesso.

Ucraina, indagini anti-corruzione: arrestati 15 funzionari

Roma, 17 nov. (askanews) – Le autorità ucraine hanno arrestato quindici ufficiali e funzionari militari accusati di gravi episodi di corruzione. Lo ha reso noto l’Ufficio del Procuratore Generale, precisando che le tangenti, pari a circa 1,5 milioni di grivne (oltre 35mila dollari), erano legate a nomine, trasferimenti tra unità, esenzioni e pratiche di arruolamento. Parallelamente, nelle ultime tre settimane 22 persone sono state fermate per il sospetto coinvolgimento in reti che organizzavano l’espatrio illegale di cittadini, per eludere la leva.

Maltempo, allerta arancione in Friuli Venezia Giulia

Roma, 17 nov. (askanews) – Un fronte perturbato di origine atlantica, dopo aver interessato l’Italia settentrionale e la Toscana, prosegue il suo transito scendendo sulle regioni del Centro-Sud, portando precipitazioni sparse, anche a carattere temporalesco, che nella giornata di domani risulteranno più intense e abbondanti fra il basso Lazio, il Molise e i settori tirrenici meridionali della Penisola.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, martedì 18 novembre, precipitazioni a carattere di rovescio o temporale su Lazio meridionale, Molise e Campania, in successiva estensione a Basilicata e Calabria, specie sui relativi settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, martedì 18 novembre, allerta arancione su parte del Friuli Venezia Giulia; allerta gialla sull’intero territorio di Calabria, Molise e su settori di Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Sicilia.

Concerto di Natale al Senato con esibizione di Claudio Baglioni

Milano, 17 nov. (askanews) – Si terrà domenica 21 dicembre nell’Aula del Senato della Repubblica il tradizionale Concerto di Natale. Quest’anno i protagonisti saranno l’Orchestra e il Coro del Teatro San Carlo di Napoli che si esibiranno in un programma di grandi classici della tradizione natalizia. Durante il concerto alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e delle più Alte cariche dello Stato, verrà dedicato un tributo alla città di Napoli che proprio quel giorno celebra i 2.500 anni dalla sua fondazione.

In questa occasione sarà eccezionalmente Ospite d’Onore il M° Claudio Baglioni, in una esibizione inedita e speciale accompagnato dall’Orchestra e dal Coro del Teatro San Carlo, che riceverà in dono la Martinella, simbolo storico del Senato, quale riconoscimento per la sua prestigiosa carriera e per l’ideazione del “GrandTour LA VITA È ADESSO”, che conferma il suo costante impegno nel portare la musica nei luoghi più rappresentativi del patrimonio culturale italiano.

In ben sessant’anni di prestigiosa carriera, grazie a un linguaggio sempre ispirato, poetico, intenso, Baglioni è divenuto interprete e portavoce, tra i più raffinati e amati, di importanti valori morali, umani, civili e sociali, riuscendo a coinvolgere e appassionare generazioni, culture e visioni esistenziali.

Per questa stessa motivazione a marzo 2024 gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.

L’evento sarà trasmesso in diretta da Rai 1. Lo comunica una nota di Palazzo Madama.

Maltempo in Friuli: 300 persone evacuate, due disperse

Roma, 17 nov. (askanews) – Dramma maltempo in Friuli Venezia Giulia. A causa delle forti piogge delle ultime ore una frana ha travolte alcune abitazioni a Brazzano di Cormons, in provincia di Gorizia, e due persone risultano disperse. Per l’esondazione del fiume Torre, invece, 300 persone sono state evacuate. Ed in tanti si sono rifugiati sui tetti delle case a Versa, frazione di Romans d’Isonzo.

Il sindaco di Cormons ha disposto la chiusura di tutte le scuole del territorio, inclusi gli asili nido. L’assessore alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha reso noto che è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale. “Chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto di altre Regioni”, ha detto.

“A seguito dell’ondata di maltempo che ha investito la Regione e in particolare i comuni di Cormons e di Romans d’Isonzo proroghiamo l’allerta la cui scadenza era fissata alle 12 di oggi, dichiariamo l’emergenza regionale e chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone, con i due dispersi a Brazzano di Cormons, che speriamo di poter ritrovare al più presto e in buone condizioni, e i trecento residenti di Versa” dove è esondato il Torre. Così l’assessore del Friuli Venezia Giulia alla Protezione civile Riccardo Riccardi dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova.

“La situazione è impegnativa – così l’assessore -: le trecento persone di Versa devono trovare una sistemazione per le prossime ore e per questo siamo in contatto con i sindaci e stiamo allestendo palestre con brandine in spazi riscaldati e con pasti che vengono organizzati in questi minuti dall’Ana”. Riccardi ha aggiunto: “Ci attendevamo il maltempo, ma non con questo impatto e con queste conseguenze e ciò è dovuto allo scirocco: ha trattenuto la velocità e lo spostamento della perturbazione”.

L’assessore è decollato poco prima di mezzogiorno con l’elicottero della Protezione civile regionale per una verifica diretta nelle aree più colpite.

Alice ed Ellen Kessler, le "gambe della nazione"

Roma, 17 nov. (askanews) – Alice ed Ellen Kessler, nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, sono state tra le coppie gemellari più iconiche della storia dello spettacolo europeo. Fin da bambine mostrarono un talento naturale per la danza e, dopo gli studi all’Opera di Lipsia, entrarono giovanissime nel corpo di ballo. La fuga dalla Germania Est nel 1952 segnò la svolta: una scelta coraggiosa che aprì loro le porte dell’Europa occidentale e di una carriera luminosa.

Negli anni Cinquanta si imposero rapidamente come simboli di eleganza e perfezione coreografica, approdando al celebre Lido di Parigi, dove divennero star internazionali. Il loro stile impeccabile, la sincronia quasi magica e una presenza scenica inconfondibile affascinarono il pubblico francese e, presto, quello mondiale. L’Italia le accolse come vere e proprie protagoniste dell’intrattenimento televisivo: apparizioni al Musichiere, a Canzonissima e in molti altri varietà le trasformarono nelle “gambe della nazione”, un soprannome destinato a entrare nell’immaginario collettivo.

Parallelamente svilupparono carriere come cantanti e attrici, registrando dischi, partecipando a film e animando spettacoli che portarono in TV una sofisticata combinazione di classe tedesca e calore mediterraneo. Sempre insieme, sempre speculari, costruirono una fama che attraversò decenni, mantenendo intatto il loro status di icone dello showbiz.

Pur vivendo lontane dai riflettori negli ultimi anni, rimasero figure amatissime e rispettate, esempio di professionalità, disciplina e dedizione assoluta all’arte. Legatissime alla famiglia e l’una all’altra, avevano espresso il desiderio di essere sepolte insieme, accanto alla madre Elsa e al cane Yello: un ultimo gesto di un’unione che era stata il centro della loro vita e della loro leggenda.

Morte Alice ed Ellen Kessler, indagini della Polizia sulle cause

Roma, 17 nov. (askanews) – Sono scomparse Alice ed Ellen Kessler, le gemelle che hanno segnato decenni di spettacolo in Germania e non solo. La notizia è stata confermata da diversi media tedeschi. Nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, avevano 89 anni. Il quotidiano “Bild” riferisce che la polizia criminale bavarese ha aperto un’indagine per chiarire le cause del decesso, mentre “Spiegel” segnala un’operazione delle forze dell’ordine in corso a Gruenwald, vicino a Monaco. Icone del palcoscenico, celebri in Italia come cantanti, ballerine, attrici e soubrette, Alice ed Ellen erano conosciute anche come le “gambe della nazione”, un soprannome nato nel 1959 e rimasto nel tempo. Indivisibili nella vita e, come avevano espresso, anche nella morte. Le due sorelle desideravano essere sepolte insieme, in un’unica urna, accanto alle ceneri della madre Elsa e del loro cane Yello. “È ciò che abbiamo stabilito nel nostro testamento”, aveva raccontato Ellen in un’intervista a “Bild” nell’aprile 2024.

Usa, Ford-Amazon: Partnership per vendere auto usate online

New York, 17 nov. (askanews) – La casa automobilistica Ford Motor ha annunciato una nuova collaborazione con Amazon per consentire ai concessionari in franchising di vendere veicoli usati certificati (CPO) direttamente tramite la piattaforma del colosso dell’e-commerce. Il programma, attivo inizialmente a Los Angeles, Seattle e Dallas, permetterà ai clienti di ottenere finanziamenti, avviare le pratiche online e prenotare il ritiro in concessionaria.

L’accordo rappresenta un’estensione della strategia di Amazon nel settore automotive, dopo le partnership con Hyundai per i veicoli nuovi e con Hertz per l’usato. A differenza di queste, l’intesa con Ford riguarda auto usate ispezionate e garantite, con tre livelli di certificazione e una garanzia di rimborso entro 14 giorni.

Secondo Ford, oltre 160 concessionari hanno già aderito al programma, con una dozzina di veicoli già disponibili su Amazon Autos e altri in arrivo. “È un’espansione entusiasmante che offre ai clienti accesso a veicoli di qualità con la comodità dell’esperienza Amazon”, ha dichiarato Fan Jin, responsabile globale di Amazon Autos. L’iniziativa sarà estesa ad altre città nei prossimi mesi.

Ponte Stretto, la Corte dei Conti nega il visto a convenzione Mit-SdM

Roma, 17 nov. (askanews) – La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, al termine della Camera di consiglio seguita all’adunanza di oggi, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione il decreto del primo agosto 2025, n. 190, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, recante “Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”. Approvazione III Atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina spa. Lo comunica la Corte dei conti in una nota.

Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita deliberazione.

Macron-Zelensky firmano intesa per piano forniture militari

Roma, 17 nov. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato oggi un memorandum di understanding che prevede un piano decennale a sostegno delle forze armate ucraine. L’acquisto di 100 caccia da parte ucraina è il fulcro dell’accordo proiettato sino al 2025, ma il capo dell’Eliseo ha sottolineato che “già quest’anno inizieranno progetti congiunti tra i nostri settori della difesa: produrremo insieme droni intercettori e lavoreremo allo sviluppo di tecnologie e componenti critici che potranno essere integrati nei droni ucraini”, ha specificato il leader ucraino.

L’intesa, siglata sulla pista della base militare di Villacoublay, promette l’acquisizione da parte di Kiev di fino a 100 aerei da combattimento Rafale e di ulteriori equipaggiamenti militari, presentato dall’Eliseo come un impulso significativo per l’Ucraina nella sua lotta contro l’invasione russa.

Questo accordo, raggiunto durante la nona visita di Zelensky in Francia dall’inizio della guerra, arriva in un momento in cui le truppe russe continuano a esercitare una pressione incessante sulle città ucraine, prendendo di mira in particolare le infrastrutture energetiche.

“UN ACCORDO STORICO” Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato stamattina un accordo strategico volto a rafforzare l’Ucraina. L’accordo è stato siglato in seguito ad un vertice, a porte chiuse, avvenuto sulla pista della base militare di Villacoublay, con i principali produttori di armi francesi.

Nel corso della conferenza stampa a Parigi insieme al presidente francese Emmanuel Macron, Zelensky ha sottolineato che l’accordo firmato oggi è “storico” e che pone le basi per una partnership strategica “per dieci anni”.

“Oggi è un momento speciale, davvero storico per entrambe le nazioni – Francia e Ucraina”, ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram, annunciando l’accordo per “100 aerei Rafale F4 entro il 2035”.

“Abbiamo firmato insieme a Emmanuel Macron una dichiarazione d’intenti sulla cooperazione per l’acquisizione da parte dell’Ucraina di equipaggiamento difensivo. Un documento che offre al nostro Paese la possibilità di acquistare equipaggiamento militare dalla base industriale e tecnologica francese, in particolare 100 aerei Rafale F4 entro il 2035 per l’aviazione da combattimento ucraina, sistemi di difesa aerea SAMP-T, radar per i sistemi di difesa aerea, missili aria-aria e bombe aeree”, ha annunciato Zelensky.

“Già quest’anno inizieranno progetti congiunti tra i nostri settori della difesa: produrremo insieme droni intercettori e lavoreremo allo sviluppo di tecnologie e componenti critici che potranno essere integrati nei droni ucraini”, ha specificato il leader ucraino.

MACRON: È UN GRANDE GIORNO Il presidente Macron, commentando l’accordo raggiunto con il presidente Zelensky, ha dichiarato che oggi “è un grande giorno”.

Durante la conferenza stampa, il presidente francese ha delineato i termini dell’accordo, menzionando la fornitura di “droni, intercettori di droni, bombe guidate e impegni di produzione ” e “l’acquisizione di nuovi sistemi di difesa aerea”. L’accordo prevede il loro dispiegamento sul suolo ucraino a partire dal 2026.

“Questo accordo dimostra l’impegno della Francia nel porre la sua eccellenza industriale e tecnologica al centro dell’Ucraina e dell’Europa”, ha sottolineato Macron, invitando ad agire a favore di una pace “giusta e duratura”.

PACE PRIMA DEL 2027 “Spero che la pace venga raggiunta prima del 2027. E penso che gli ultimi mesi siano stati segnati da decisioni che hanno rappresentato veri e propri punti di svolta” nella guerra, ha affermato Emmanuel Macron durante la conferenza stampa.

Il presidente francese ha citato in particolare le sanzioni contro la Russia come elementi cruciali, sottolineando che stanno iniziando a entrare in vigore o a essere rafforzate, soprattutto da parte degli Stati Uniti, “contro i principali finanziatori dello sforzo bellico russo”.

“Da parte mia, resto altrettanto determinato a raggiungere questa pace”, ha proseguito il presidente francese. “Penso che dobbiamo continuare ad aumentare la pressione, come stiamo facendo attraverso le sanzioni e la lotta contro la flotta ombra”, che consente alla Russia di vendere il suo petrolio e raccogliere fondi.

“Abbiamo bisogno di un esercito ucraino in grado di scoraggiare qualsiasi nuova incursione e di dotare l’esercito ucraino di capacità di difesa proprie per proteggere il proprio spazio aereo”, ha aggiunto il capo di Stato francese.

L’UCRAINA APPARTIENE ALLA FAMIGLIA EUROPEA “L’Ucraina appartiene alla famiglia europea, non solo geograficamente ma anche per i suoi valori, la sua storia e il suo coraggio”, ha specificato il presidente Macron, ragionando sulla futura adesione di Kiev all’Unione europea.

“Il percorso verso l’Unione europea sarà impegnativo e richiederà profonde riforme in materia di trasparenza, governance, lotta alla corruzione e stato di diritto”, ha proseguito Macron, aggiungendo che confida “pienamente nel presidente Zelensky e nel popolo ucraino affinché soddisfino queste condizioni”.

Dal canto suo, il presidente ucraino ha affermato che non sono state adottate misure sufficienti per liberare il sistema di governance dalla corruzione, e tali sforzi continueranno.

“Se sia sufficiente o meno? No, non lo è”, ha risposto Zelensky ad un giornalista che ha chiesto, durante la conferenza stampa, se le misure adottate fossero abbastanza per contrastare la corruzione in Ucraina. “Continueremo a prendere le misure appropriate”, ha concluso il presidente ucraino.

Ue: crescita Italia "modesta", ma si avvicina fine procedura deficit

Roma, 17 nov. (askanews) – Luci e ombre per l’Italia nelle ultime previsioni economiche della Commissione europea. Bruxelles ha rivisto al ribasso le già non esaltanti stime di crescita del Pil, che quest’anno salirebbe meno di mezzo punto percentuale, con un più 0,4%, per poi accelerare al più 0,8% nel 2026 e mantenere questo ritmo anche nel 2027.

Valori “modesti”, secondo il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, mentre come altri paesi Ue la Penisola risente di una congiuntura internazionale con vari problemi, dai dazi, alle tensioni geopolitiche, che si ripercuotono su consumi e investimenti.

Più sfumata la situazione sul mercato del lavoro. Bruxelles continua a prevedere miglioramenti dell’Italia, con una dinamica che andrà però rallentando sui prossimi due anni. Per l’occupazione si attende una crescita dell’1% quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 0,5% il prossimo e un più 0,4% nel 2027. Il tasso di disoccupazione è atteso calare al 6,2%, dal 6,5% del 2024, e poi ancora al 6,1% nel 2026 al 6% nel 2027.

Le stime di disoccupazione sono lievemente più elevate di quelle indicate a maggio (5,9% su 2025 e 2026). Tuttavia se i dati si evolveranno come da attese, per la prima volta da molti anni nel 2027 il tasso di disoccupazione italiano si ritroverebbe a un valore inferiore a quello della media dell’area euro, stimato al 6,1%.

E poi ci sono i dati più nettamente positivi, che riguardano i conti pubblici. Qui la Commissione europea ha rivisto in meglio le previsioni e ora si attende a sua volta che il deficit di bilancio torni già quest’anno alla soglia limite del 3% del Pil, quella prevista dal Patto di stabilità e di crescita. Poi calerebbe ulteriormente, al 2,8% nel 2026 e al 2,6% del 2027.

Per il debito pubblico ora l’Ue prevede che salga al 136,4% del Pil quest’anno, dal 134,9% del 2024, e poi al 137,9% nel 2026, per poi limarsi al 137,2% nel 2027. Il proseguire del rialzo del debito-Pil riflette sia l’aumento dei differenziali per le spese sugli interessi, sia gli aggiustamenti di flussi dovuti ancora al superbonus sull’edilizia.

La questione rilevante è che con queste cifre, in particolare sul disavanzo, l’Italia potrebbe uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo già dalla prossima primavera.

“Alla commissione, per abrogare la procedura di deficit eccessivo, ci serve vedere che i dati di autunno del 2025 siano verificati da Eurostat. Saranno disponibili ad aprile e se il deficit è confermato sotto il 3% del Pil potrebbe avvenire nel prossimo pacchetto europeo”, ha spiegato Dombrovskis.

Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil dell’Italia di quest’anno, “la Commissione europea prevede che sia al 3,0% – ha poi puntualizzato -. Le autorità italiane hanno varie volte confermato che vogliono assicurare che saranno leggermente al di sotto di questa soglia, che serve per abrogare la procedura per deficit eccessivo”. (fonte immagine: Europea Union).

Ucraina, Macron-Zelensky: "storico" accordo per le forniture militari

Roma, 17 nov. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato oggi un memorandum di understanding che prevede un piano decennale a sostegno delle forze armate ucraine. L’acquisto di 100 caccia da parte ucraina è il fulcro dell’accordo proiettato sino al 2025, ma il capo dell’Eliseo ha sottolineato che “già quest’anno inizieranno progetti congiunti tra i nostri settori della difesa: produrremo insieme droni intercettori e lavoreremo allo sviluppo di tecnologie e componenti critici che potranno essere integrati nei droni ucraini”, ha specificato il leader ucraino.

L’intesa, siglata sulla pista della base militare di Villacoublay, promette l’acquisizione da parte di Kiev di fino a 100 aerei da combattimento Rafale e di ulteriori equipaggiamenti militari, presentato dall’Eliseo come un impulso significativo per l’Ucraina nella sua lotta contro l’invasione russa.

Questo accordo, raggiunto durante la nona visita di Zelensky in Francia dall’inizio della guerra, arriva in un momento in cui le truppe russe continuano a esercitare una pressione incessante sulle città ucraine, prendendo di mira in particolare le infrastrutture energetiche.

“UN ACCORDO STORICO” Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato stamattina un accordo strategico volto a rafforzare l’Ucraina. L’accordo è stato siglato in seguito ad un vertice, a porte chiuse, avvenuto sulla pista della base militare di Villacoublay, con i principali produttori di armi francesi.

Nel corso della conferenza stampa a Parigi insieme al presidente francese Emmanuel Macron, Zelensky ha sottolineato che l’accordo firmato oggi è “storico” e che pone le basi per una partnership strategica “per dieci anni”.

“Oggi è un momento speciale, davvero storico per entrambe le nazioni – Francia e Ucraina”, ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram, annunciando l’accordo per “100 aerei Rafale F4 entro il 2035”.

“Abbiamo firmato insieme a Emmanuel Macron una dichiarazione d’intenti sulla cooperazione per l’acquisizione da parte dell’Ucraina di equipaggiamento difensivo. Un documento che offre al nostro Paese la possibilità di acquistare equipaggiamento militare dalla base industriale e tecnologica francese, in particolare 100 aerei Rafale F4 entro il 2035 per l’aviazione da combattimento ucraina, sistemi di difesa aerea SAMP-T, radar per i sistemi di difesa aerea, missili aria-aria e bombe aeree”, ha annunciato Zelensky.

“Già quest’anno inizieranno progetti congiunti tra i nostri settori della difesa: produrremo insieme droni intercettori e lavoreremo allo sviluppo di tecnologie e componenti critici che potranno essere integrati nei droni ucraini”, ha specificato il leader ucraino. MACRON: È UN GRANDE GIORNO Il presidente Macron, commentando l’accordo raggiunto con il presidente Zelensky, ha dichiarato che oggi “è un grande giorno”.

Durante la conferenza stampa, il presidente francese ha delineato i termini dell’accordo, menzionando la fornitura di “droni, intercettori di droni, bombe guidate e impegni di produzione ” e “l’acquisizione di nuovi sistemi di difesa aerea”. L’accordo prevede il loro dispiegamento sul suolo ucraino a partire dal 2026.

“Questo accordo dimostra l’impegno della Francia nel porre la sua eccellenza industriale e tecnologica al centro dell’Ucraina e dell’Europa”, ha sottolineato Macron, invitando ad agire a favore di una pace “giusta e duratura”.

PACE PRIMA DEL 2027 “Spero che la pace venga raggiunta prima del 2027. E penso che gli ultimi mesi siano stati segnati da decisioni che hanno rappresentato veri e propri punti di svolta” nella guerra, ha affermato Emmanuel Macron durante la conferenza stampa.

Il presidente francese ha citato in particolare le sanzioni contro la Russia come elementi cruciali, sottolineando che stanno iniziando a entrare in vigore o a essere rafforzate, soprattutto da parte degli Stati Uniti, “contro i principali finanziatori dello sforzo bellico russo”.

“Da parte mia, resto altrettanto determinato a raggiungere questa pace”, ha proseguito il presidente francese. “Penso che dobbiamo continuare ad aumentare la pressione, come stiamo facendo attraverso le sanzioni e la lotta contro la flotta ombra”, che consente alla Russia di vendere il suo petrolio e raccogliere fondi.

“Abbiamo bisogno di un esercito ucraino in grado di scoraggiare qualsiasi nuova incursione e di dotare l’esercito ucraino di capacità di difesa proprie per proteggere il proprio spazio aereo”, ha aggiunto il capo di Stato francese.

L’UCRAINA APPARTIENE ALLA FAMIGLIA EUROPEA “L’Ucraina appartiene alla famiglia europea, non solo geograficamente ma anche per i suoi valori, la sua storia e il suo coraggio”, ha specificato il presidente Macron, ragionando sulla futura adesione di Kiev all’Unione europea.

“Il percorso verso l’Unione europea sarà impegnativo e richiederà profonde riforme in materia di trasparenza, governance, lotta alla corruzione e stato di diritto”, ha proseguito Macron, aggiungendo che confida “pienamente nel presidente Zelensky e nel popolo ucraino affinché soddisfino queste condizioni”.

Dal canto suo, il presidente ucraino ha affermato che non sono state adottate misure sufficienti per liberare il sistema di governance dalla corruzione, e tali sforzi continueranno.

“Se sia sufficiente o meno? No, non lo è”, ha risposto Zelensky ad un giornalista che ha chiesto, durante la conferenza stampa, se le misure adottate fossero abbastanza per contrastare la corruzione in Ucraina. “Continueremo a prendere le misure appropriate”, ha concluso il presidente ucraino.

"White Entropy". la montagna ci osserva: mostra di Jacopo Di Cera

Roma, 17 nov. (askanews) – Oltre lo sport, oltre la vetta, oltre il gesto di conquista: la montagna che ci osserva, rovesciando lo sguardo, ci restituisce l’immagine del nostro tempo. È da qui che nasce “White Entropy”, nuova mostra di Jacopo Di Cera – a cura di Massimo Ciampa – e inedita tappa di un percorso di ricerca sociale e poetico riconoscibile, che il fotografo ha avviato da tempo portando le sue fotografie zenitali da Dubai a Roma, da Parigi a Milano.

Ed è proprio qui, nell’area PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa – il contemporaneo spazio espositivo dell’aeroporto lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno — che dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 l’artista invita a rallentare e osservare, con una mostra e un’installazione site specific che trasforma il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Protagonista assoluta: la montagna, immortalata e raccontata in un dialogo tra arte, fotografia e sostenibilità.

Dall’Alpe di Siusi al Monte Bianco, dalla Val di Fassa alla Val Badia, passando per Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio con “White Entropy” – iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 – Di Cera propone una lettura inattesa della montagna che nasce dall’incontro tra due forze opposte e complementari: il bianco come simbolo di purezza, silenzio e immobilità apparente, e l’entropia come principio fisico e metafora del tempo, della perdita e della trasformazione.

Non più soltanto destinazione dello sport, ma luogo di ascolto e consapevolezza, gli scatti zenitali di Di Cera ribaltano il punto di vista, trasformano la montagna in un corpo vivente, testimone silenzioso del passaggio umano. Dall’alto, la montagna osserva l’uomo che la attraversa e, camminandoci sopra, ne accelera la dissoluzione.

Si parte dai paesaggi inviolati per arrivare all’impatto dell”impronta umana. Dall’alto, la montagna appare prima come corpo puro, modellato solo dal tempo e dal vento; poi, lentamente, la figura umana incide, fino a quando la folla invade, consuma, trasforma il bianco in trama e la neve in superficie percorsa. È qui che, attraverso un’opera site specific immersiva di grande impatto, Jacopo Di Cera coinvolge il passante e il visitatore, dedicando una riflessione alla testimonianza dei ghiacciai del Monte Bianco dove, letteralmente, la nostra azione lascia quotidianamente l’impronta. Nel percorso espositivo, l’installazione rappresenta un momento di sintesi e consapevolezza: il punto di vista zenitale, lo stesso usato nelle fotografie della mostra, qui si ribalta. Dall’alto la montagna ci osserva, ma è l’uomo, ora, a calpestare il suo volto camminando sulla monumentale riproduzione su carta fotografica del letto del ghiacciaio.

Ogni passo lascia un segno, altera e consuma l’immagine, come il ghiacciaio che si scioglie sotto il peso delle nostre azioni. Lo spazio di passaggio dell’aeroporto, spesso veloce e disattento, si trasforma così in spazio di riflessione lenta, che attraverso l’occhio fotografico dell’artista, impone una sospensione: un invito a guardare, a ricordare, a lasciare che lo sguardo torni ad avere peso.

Inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media Partner Artuu Magazine. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.

Jacopo Di Cera. Nato a Milano nel 1981, dopo una lunga esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma dedicandosi alla fotografia e studiando con maestri internazionali. Nel 2010 è tra i vincitori del concorso del National Geographic. Nel 2016 elabora il “Fotomaterismo”, un linguaggio che unisce fotografia e materia, con il progetto Fino alla Fine del Mare dedicato alle barche dei migranti di Lampedusa. L’opera ottiene ampio successo ed è esposta in importanti sedi come il PAN di Napoli, Paris Photo, MIA Fair, Les Rencontres d’Arles, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia e presenta le sue opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Prosegue con i progetti Il Rumore dell’Assenza, dedicato al terremoto di Amatrice, e MiRo, indagine sul pendolarismo tra Milano e Roma. Dal 2017 sperimenta l’uso dei droni nel progetto Sospesi, dedicato alle relazioni umane viste dall’alto. Nel 2020 si avvicina all’arte digitale con Infinity e altre opere, esposte in mostre a Roma, Milano e in eventi internazionali a Miami, New York, Dubai, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair, dove nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat sul tema del cambiamento climatico. Le sue opere, tra fotografia e arte digitale, sono oggi presenti in gallerie e collezioni private in Italia e all’estero.

Dossier Meloni su Liberation: miracolo economico? Non suo merito

Roma, 17 nov. (askanews) – Il quotidiano francese Libération oggi dedica un ampio dossier di tre pagine (più apertura) alla Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, contestando la lettura del “miracolo economico” evidenziato dall’estrema destra francese.

Il titolo di apertura, a tutta pagina, è “Giorgia Meloni, o il miracolo economico italiano… “, seguito dal sommario: “Vantata dalla destra e dall’estrema destra francesi per i suoi risultati, la presidente del Consiglio italiana naviga in realtà sulle riforme dei suoi predecessori e approfitta degli aiuti massicci dell’Unione europea”.

In sintesi, secondo Libération, il “modello Meloni” celebrato anche in Francia è un abile gioco di facciata, sostenuto dai fondi europei e dall’eredità dei governi che l’hanno preceduta, piuttosto che da un’autentica svolta economica.

Il principale articolo – “L’inganno della gloria di Giorgia Meloni” – sostiene che il successo economico di Meloni è un’illusione. La crescita è anemica (+0,5% nel 2023) e senza i 194 miliardi di aiuti del piano Next Generation EU, l’Italia sarebbe in recessione. Si evidenzia l’assenza di riforme strutturali e come il governo si sia limitato a “non fare grossi errori”, beneficiando delle misure dei governi precedenti.

In terza pagina, “In Francia, la fascinazione della destra non conosce confini”, un pezzo che analizza l’ammirazione della destra francese (da Les Républicains al leader di Reconquête Zemmour) per Meloni, nonostante i risultati economici che Libération definisce “ingannevoli”. Meloni per il quotidiano francese è un modello di “abilità politica” per aver ammorbidito le sue posizioni su Ue e Usa, rendendola più presentabile. Poi articoli di Approfondimenti, che completano il quadro parlando dell’interventismo statale nel settore bancario e del “decreto sicurezza” che sindacati e diversi giuristi denunciano come una deriva autoritaria, volta a “governare con la paura” criminalizzando il diritto di manifestare.

Clementino torna dal vivo con due date evento a Milano e Napoli

Milano, 17 nov. (askanews) – Clementino torna dal vivo con due date evento. Sale l’attesa per il suo ‘Live Tour 2025’ che chiuderà la fortuna annata della “Iena White” e “Rapper Showman” più amato d’Italia con due date nelle città simbolo del rap italiano: il 20 novembre al Fabrique di Milano e il 28 dicembre al Palapartenope di Napoli.

Tanti gli ospiti d’eccezione che saliranno sul palco con lui per queste due serate speciali: Serena Brancale, Ensi, Nerone, Ste Young Hash e Ugo Crepa il 20 novembre al Fabrique di Milano e Gigi D’Alessio, Rocco Hunt, Negrita, Settembre e Ugo Crepa il 28 novembre al Palapartenope di Napoli.

Al centro dei due live, oltre ai suoi grandi successi del passato riarrangiati e rivisitati, ci sarà “Grande Anima” (https://epic.lnk.to/grandeanima; Epic Records Italy/Sony Music Italy), l’ultimo progetto discografico di Clementino: un percorso profondo e personale che unisce musica, spiritualità e consapevolezza, e che ha dato vita al disco più cantautorale della sua carriera.

Sul palco insieme a lui, durante gli show, ci saranno i breaker Gino Rota e Salvatore Deflow e una band d’eccezione, composta da sette elementi e quattro ballerini: Pj Gionson (consolle), Greg Rega (voci), Francesco Varchetta (batteria), Raffaele Salapete (chitarra), Silvestro Saccomanno (tastiere), Luigi “Calmo” Ferrara (basso), Saverio Giuliano (violino) e Stella Manfredi (violino).

Le due date, prodotte da Promomusic Italia, saranno un’esperienza unica e porteranno dal vivo uno show che riassume al meglio tutta l’energia e lo stile che da sempre contraddistinguono uno dei rapper più amati e poliedrici del panorama musicale.

Le prevendite sono disponibili su Ticketone.it (www.ticketone.it/artist/clementino/) e nei punti vendita e di prevendita autorizzati.

Come nello stile inconfondibile del giudice di ‘The Voice Italia’, lo show sarà un concentrato di colori, sfumature, costumi spettacolari e grande interazione con il pubblico. In scaletta anche sorprendenti cover dei classici della musica italiana e internazionale, in un viaggio che fonde rap, cantautorato, teatro e spettacolo a 360°.

Eclettico e poliedrico come pochi, alterna la sua carriera artistica con quella televisiva, dopo il successo dello show musicale ‘Suzuki Jukebox – La notte delle hit’ in onda su Rai1, torna nel ruolo di coach a ‘The Voice Senior’ dal 14 novembre, mentre nel 2026 con la versione Kids.

Clemente Maccaro, in arte Clementino, è un maestro cerimoniere per eccellenza, capace di arrivare trasversalmente a qualsiasi tipo di ascoltatore, grazie a una spiccata attitudine underground che riesce a fondersi perfettamente alla sua verve da showman. Un unicum nel panorama musicale italiano, un marchio di fabbrica riconosciuto e stimato da pubblico, critica e colleghi, nato da un mix esplosivo di punch line, comedy e intrattenimento.

Merano, un dessert celebra l’atmosfera dei mercatini di Natale

Merano, 17 nov. (askanews) – Un dessert ispirato all’atmosfera dei mercatini di natale di Merano: lo ha ideato lo chef Andreas Lindner del Ristorante Terz, dell’Alpine Hideaway MONDI Hotel Cermes. L’idea del nuovo dolce, chiamato “Magia di Natale”, quella di unire i profumi e i colori dell’Avvento: ispirato alle luci scintillanti, agli aromi speziati di cannella, ai chiodi di garofano, alla frutta candita e alle forme tradizionali dell’artigianato natalizio, questo dessert vuole “Invitare i cinque sensi ad abbandonarsi al periodo delle feste”.

La composizione di chef Lindner unisce ingredienti come succo e polpa di mandarino, panettone essiccato e frutta candita. Con attenzione ai dettagli, la creazione intende riflettere il calore e la convivialit, e rappresenta la conclusione di un men di Natale del ristorante Terz, che gli ospiti del MONDI Hotel Cermes potranno degustare dal 5 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026.

“Magia di Natale ” stato pensato per essere un piatto d’impatto, ma semplice, che chiunque possa preparare comodamente a casa, magari dopo una visita proprio ai mercatini di Natale della zona di Merano, come a Lana o a Castel Tirolo, per riprodurre la giusta atmosfera anche sulla propria tavola. Il dessert, infatti composto da un parfait al mandarino e Grand Marnier e da un gelato al panettone.

Cinema, "C’è ancora domani" trionfa ai Golden Rooster Award in Cina

Roma, 17 nov. (askanews) – Sabato 15 novembre, nella città di Xiamen, in occasione della 38esima edizione del Golden Rooster Award, il più autorevole e ambito riconoscimento cinematografico della Cina (da loro considerato l’equivalente dell’Oscar), “C’è ancora domani” ha ricevuto il premio come migliore film in lingua straniera. La giuria, presieduta dal Maestro Zhang Yimou, ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “Il film contempla con profondità le cicatrici di un’epoca. Decostruendo la violenza domestica come una metafora corporea ciclica, l’opera segue, con uno sguardo singolare, il percorso che conduce dal risveglio individuale femminile a una partecipazione collettiva, compiendo una raffinata metamorfosi della sensibilità del tempo in un equilibrio poetico e sospeso e formula una critica contemporanea alle strutture di potere familiare”.

Combinato con il Golden Panda Award conseguito a settembre, “C’è ancora domani” è il film straniero più celebrato dell’anno in Cina. Sulla più autorevole piattaforma di rating in Cina, Douban, il film raggiunge 9,3/10 rendendolo uno dei film del 2025 più amati dal pubblico per il suo impatto culturale e sociale.

Il film ha superato una competizione di altissimo livello. Tra i nominati figuravano infatti, alcune delle produzioni internazionali che hanno riscosso più successo nell’anno, come F1: The Movie e Here (Usa), How to Make Millions Before Grandma Dies (Thailandia) e il film premio Oscar e I’m Still Here (Fra-BrA).

Il Golden Rooster Awards, celebrato in un gala tra i più imponenti e fastosi dell’intero panorama asiatico, si è svolto alla presenza di 2500 invitati, trasmesso in diretta da CCTV channel e dalle principali piattaforme streaming del paese. Questo nuovo traguardo conferma la straordinaria risonanza del film a livello globale. Nel corso degli ultimi due anni “C’è ancora domani” è stato distribuito in 126 paesi e ha ottenuto uno stupefacente successo di pubblico oltre a riconoscimenti in tutto il mondo.

Durante la cerimonia Paola Cortellesi ha ringraziato la giuria, i distributori cinesi, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution, e dedicato un caloroso omaggio al pubblico cinese: “Un pubblico stimolante e coinvolgente, pronto a ridere ed empatizzare; ragazze e ragazzi, così giovani ma già così saggi, e capaci in ogni domanda e commento di andare in profondità” ha detto.

Ucraina, Macron: "Tutto è pronto per la pace", solo Mosca non vuole

Roma, 17 nov. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oggi a Parigi, ha dichiarato che “tutto è pronto per la pace”, ma “solo la Russia ha scelto di continuare questa guerra”.

Il presidente francese ha deplorato la Russia che “da sola”, ha scelto “oggi di continuare questa guerra”.

“Tutto è pronto per la pace”, ha assicurato il presidente Macron. “Nessuno crede alla Russia quando dice di volere la pace”, ha aggiunto il presidente francese.”La Russia persegue l’obiettivo di prendere il controllo dell’Ucraina. Di fronte a questa ostinazione, a questa intransigenza, rimaniamo determinati e fermi nel nostro impegno per la pace”, ha affermato Macron.

Maltempo, in Liguria frane e disagi: evacuate 3 abitazioni

Genova, 17 nov. (askanews) – Frane e disagi in Liguria dopo il maltempo che ha colpito il territorio nel fine settimana. La zona più colpita è stata la provincia di Genova dove tra sabato e domenica sono caduti 300 mm di pioggia a Isoverde, 283 mm sul Monte Penello e 245 mm a Pegli.

Nel quartiere genovese di Marassi sono in corso in queste ore le operazioni di messa in sicurezza di un muro crollato nella notte in salita dell’Orso. Anche a Bogliasco nella notte è franata una fascia in via Sessarego ed è stata evacuata un’abitazione in via precauzionale. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e questa mattina si è svolto un sopralluogo dei tecnici comunali per la messa in sicurezza prevista nelle prossime ore.

Nel Comune di Ceranesi uno smottamento ha invece interrotto la strada provinciale tra le frazioni di Vaccarezza Superiore e Inferiore ma non risultano abitazioni isolate. A Cogorno è ancora interrotta la Sp 34 tra la frazione Monticelli e il bivio per Galle, dove interverranno i tecnici di Città Metropolitana.Chiusa anche la Sp26 nel Comune di Ne, tra Pian di Fieno e Botasi. La viabilità viene al momento dirottata sull’unica strada sterrata alternativa.

Disagi anche a Rapallo, dove è interrotta via Fratelli Betti, interdetta sia per i pedoni che per i veicoli. La chiusura è 50 metri a monte del viadotto autostradale, che non risulta coinvolto. Il traffico è deviato sulla Sp 58. Nel savonese ad Alassio permane il senso unico alternato sulla Sp 18, un chilometro a valle della frazione Moglio. Dopo l’intervento dei tecnici comunali, oggi è previsto il coinvolgimento dei privati proprietari dei muri da cui si è verificato il distacco di materiale.

Nello spezzino, intanto, sono ancora fuori casa due famiglie, che sono state evacuate dopo che una frana sulla comunale ha provocato l’isolamento delle loro abitazioni in frazione Bruscarolo. Le quattro persone interessate hanno trovato autonoma sistemazione da familiari e questa mattina è previsto un sopralluogo del geologo incaricato dal Comune. Nell’imperiese, a Cipressa, è stato istituito il senso unico alternato sulla statale Aurelia a seguito di una frana.

“In Liguria, chiusa l’allerta meteo – afferma l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone – sono in corso le verifiche da parte dei tecnici incaricati dai Comuni su tutto il territorio. Dopo due giorni di piogge intense, il terreno è saturo d’acqua e per questo è indispensabile la prudenza negli spostamenti. Voglio anche esprimere la mia vicinanza ai soccorritori impegnati nel goriziano dove due persone risultano disperse dopo che una frana ha travolto la loro abitazione. Il mio pensiero è rivolto a chi con preoccupazione attende l’esito delle ricerche”.

Tennis, 7 milioni per Sinner in tv, finale più vista della storia

Roma, 17 nov. (askanews) – La finale delle Atp Finals è stata la partita di tennis più vista nella storia della tv. Sinner batte se stesso. Sì, perché la sfida contro Alcaraz, andata in onda su Raidue e Sky, ha catturato 7 milioni di spettatori (36,6% di share), superando la finale 2023 di Torino, quella tra Jannik e Djokovic, che si fermò a 6,7 milioni.

Nel dettaglio, su Raidue l’evento di Torino, dalle 18.15 alle 20.29, ha registrato 5,5 milioni di spettatori, con il 29% di share. In pay tv il match è stato trasmesso da Sky, titolare dei diritti tv integrali della manifestazione: 1,5 milioni, con il 7,6%. Entrambi i dati, elaborati da Studio Frasi, sono in total audience, cioè includono la visione dei contenuti da pc, smartphone e tablet. Va ricordato, infatti, che Auditel ha introdotto a fine 2024 un nuovo metodo di rilevamento, in linea con le mutate abitudini dei consumatori. Sinner-Alcaraz di ieri ha fatto leggermente meglio della finale di due anni fa considerando solo i “big screen”: 6.789.000 contro 6.686.000. Con la “total audience” ha preso il largo: 7.008.000.

A conferma dell’eccezionalità dell’audience sinneriana, sottolineiamo come nella stessa domenica, in prima serata, la partita di calcio tra Italia e Norvegia abbia totalizzato 7,5 milioni di spettatori su Raiuno, in total audience. Tennis a distanza ravvicinata dal calcio (e share superiore: 36,6% contro 34%). È vero che il match degli azzurri di Gattuso, cominciato poco dopo la fine delle Finals, era ininfluente ai fini del risultato, ma è altrettanto vero che godeva della vetrina della prima serata e del traino della rete ammiraglia.

Tiro a segno, Italia d’argento mondiale nel Target Sprint

Roma, 17 nov. (askanews) – Prosegue il momento d’oro dello sport azzurro ai Campionati Mondiali del Cairo, dove l’Italia continua a imporsi come una delle nazioni più competitive nelle discipline del tiro. Dopo il risultato storico ottenuto dal team nella pistola ad aria compressa, la squadra italiana di target sprint aggiunge oggi un nuovo e significativo traguardo al proprio percorso internazionale.

A distinguersi è stato il giovane Elia Sidoni, protagonista di una prestazione di altissimo livello nella categoria juniores. L’atleta azzurro ha conquistato la medaglia d’argento con il tempo di 04:01,0, confermando la crescita costante mostrata nel corso della stagione agonistica. Sidoni ha lottato fino all’ultimo per il gradino più alto del podio, chiudendo alle spalle del tedesco Lukas Volker Buerki, autore di una prova brillante conclusa in 03:52,9. Terzo posto per un altro rappresentante della Germania, Moritz Kellner, fermatosi sul tempo di 04:15,3.

Il risultato del giovane italiano non solo arricchisce il medagliere, ma rappresenta un ulteriore segnale della solidità della scuola italiana del target sprint, una disciplina che combina corsa e tiro e richiede resistenza, precisione e grande controllo mentale.

Prestazioni incoraggianti sono arrivate anche dalla rappresentativa seniores, impegnata anch’essa nelle finali odierne. Marco Ammirati, autore di una gara ritmata e tecnicamente pulita, ha chiuso al quinto posto con il tempo di 04:02,9, dimostrando di poter competere stabilmente con i migliori specialisti internazionali. Buona prova anche per Georg Unterpertinger, che ha ottenuto l’ottava posizione con un tempo di 04:23,4, confermando l’affidabilità del team italiano in tutte le categorie.

Lo staff tecnico ha espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando come l’impegno, la preparazione meticolosa e la coesione del gruppo stiano portando a traguardi sempre più significativi. L’Italia si prepara ora alle prossime gare con rinnovato entusiasmo e consapevolezza delle proprie potenzialità.

Polonia, Tusk: atto di sabotaggio sulla linea ferroviaria Varsavia-Lublino

Roma, 17 nov. (askanews) – Il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato, questa mattina, un atto di sabotaggio sulla linea ferroviaria Varsavia-Lublino.

“Purtroppo si sono confermate le peggiori supposizioni”, ha dichiarato sul proprio profilo X il primo ministro Tusk.

“Sulla linea Varsavia-Lublino (nel villaggio di Mika) si è verificato un atto di sabotaggio. L’esplosione di un ordigno ha distrutto il binario ferroviario. Sul posto stanno operando i servizi competenti e la procura. Sulla stessa linea, più vicino a Lublino, è stato inoltre riscontrato un altro danneggiamento”, ha rappresentato il leader polacco.

Esce "Bon The Last Highway", il giallo rock sul primo frontman AC/DC

Roma, 17 nov. (askanews) – “Bon The Last Highway, La storia mai raccontata di Bon Scott” è il titolo della più recente biografia firmata da Jesse Fink e dedicata al primo frontman degli AC/DC.

Tradotto in tutto il mondo, il volume viene pubblicato per la prima volta in Italia da Il Castello collana Chinaski mercoledì 19 novembre.

L’approccio è quello dell’investigatore, più che dello scrittore. Così Jesse Fink affronta gli ultimi 32 mesi di vita di Bon Scott, restituendo al pubblico quella che viene definita dalla stampa internazionale come la bibbia sul primo cantante degli AC/DC.

Fink viaggia per il mondo rintracciando compagni di tournée, conoscenti, giornalisti, amici di bevute, fidanzate e addetti ai lavori, tutti più o meno disponibili a raccontare le informazioni in loro possesso. Tra sesso, droga, alcol e rock’n’roll, l’autore ricostruisce questa figura tanto complessa quanto controversa. Retroscena mai raccontati, leggende sfatate, personaggi nell’ombra, costellano questa biografia che vuole innanzitutto fare luce sulla morte del cantante avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite.

Un vero e proprio giallo rock, alimentato dalle testimonianze di chi gli fu accanto negli ultimi giorni: da Paul Chapman e Pete Way (UFO) a Alistair Kinnear, Silver Smith e Leslie Loads. Le indagini approssimative, chiuse frettolosamente con la causa imputata all’intossicazione da alcool, non contemplano invece l’overdose di droghe dimostrata nel libro. Un racconto che non manca di lanciare frecciate al clan degli Young, che non solo hanno sempre negato le loro testimonianze allo scrittore, ma pare abbiano anche impedito ad ex membri della band o dell’entourage degli AC/DC di rilasciare interviste.

Le ipotesi di Fink, partorite dopo aver scandagliato decine di testimonianze più o meno dirette, riaccendono anche quelle voci secondo cui Bon avrebbe scritto i testi di “Back In Black”, l’album della svolta pubblicato appena sei mesi dopo la sua morte. L’autore dipinge inoltre un ritratto intimo e profondo di Bon, lontano dall’immagine stereotipata della rockstar autodistruttiva: un uomo sensibile, tormentato, in costante conflitto con sé stesso. Le pagine del libro rivelano anche le tensioni interne alla band, suggerendo che Bon si sentisse emarginato e, a tratti, desideroso di lasciare il gruppo. Fink costruisce così una sorta di sliding door: cosa sarebbe accaduto se Bon non fosse morto? Come sarebbe cambiato il corso della musica mondiale, e quale volto avrebbe oggi quel marchio globale che è diventato sinonimo degli AC/DC, attualmente di proprietà del solo Angus Young? “Bon: The Last Highway” include anche una sezione fotografica con immagini e documenti inediti, che arricchiscono ulteriormente il racconto di una delle figure più carismatiche e misteriose della storia del rock.

Calcio, Italia ora ai playoff, sorteggi giovedì

Roma, 17 nov. (askanews) – L’Italia deve passare dai playoff per qualificarsi ai Mondiali 2026.

Ai playoff, che si giocheranno a marzo, parteciperanno tutte le seconde classificate dei dodici gironi di qualificazione più le quattro migliori vincitrici dei gironi della Nations League 2024/25. Le 16 squadre saranno divise in quattro distinti percorsi di spareggio (A, B, C e D) e si sfideranno in semifinale e finale, entrambe in gara secca. Le quattro vincitrici voleranno in Messico, Canada e Stati Uniti. Giovedì 20 novembre i sorteggi.

Le sedici nazionali dei playoff vengono divise in quattro fasce: le dodici seconde dei gironi vengono classificate in base al ranking Fifa di novembre 2025 (l’Italia sarà in prima fascia) nelle prime tre fasce, mentre le quattro “ripescate” tra le migliori vincitrici della Nations League andranno in quarta fascia. Per le semifinali il sorteggio abbinerà le squadre della prima fascia con quelle della quarta e quella della seconda con le nazionali della terza (le squadre di prima e seconda fascia giocheranno la semifinale in casa). Poi la vincitrice della sfida tra prima e quarta fascia affronterà la vincitrice della sfida tra seconda e terza fascia.

La squadra di Gattuso (in prima fascia) disputerà la semifinale playoff in casa contro una delle quattro ripescate dalla Nations League, che al momento sono: Romania, Svezia, Irlanda del Nord e una tra Galles e Macedonia del Nord (decisiva la sfida di martedì: ai macedoni, che hanno la miglior differenza reti, basterebbe un pari per arrivare secondi. La terza qualificata potrebbe trovare gli Azzurri). L’eventuale finale si giocherebbe invece con una delle squadre in seconda o terza fascia, che a oggi sono: Scozia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Albania (seconda fascia) e Macedonia del Nord (se chiude seconda nel girone e vince la sua semifinale), Islanda, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo (terza fascia).

Tennis, Sinner: "Non penso al Grande Slam"

Roma, 17 nov. (askanews) – Un bis, dopo il successo del 2024, ma ogni anno è diverso. Jannik Sinner comincia così la conferenza stampa post vittoria delle Atp Finals: “Onestamente non voglio fare paragoni – dice – È stata una stagione incredibile. L’anno scorso è stata una stagione incredibile. Quest’anno ho raggiunto quattro finali del Grande Slam, sono venuto qui, ho vinto qui, ho avuto questa grande striscia di vittorie a fine anno, è fantastico. Ma soprattutto sento di essere un giocatore migliore rispetto all’anno scorso, e credo che questo sia l’aspetto più importante. Fa tutto parte del processo. Dico e credo sempre che, se continui a lavorare e cercare di essere un giocatore migliore, i risultati arriveranno. Quest’anno è andata così. Sinceramente, stagione incredibile, no? Tante, tante vittorie e non molte sconfitte. In tutte le sconfitte che ho avuto, ho cercato di vedere gli aspetti positivi e di evolvermi come giocatore”, ha raccontato in conferenza.

Un rapporto di grande rispetto tra lui e Alcaraz, nonostante una rivalità feroce in campo: “Ne abbiamo parlato un po’ anche con Darren (Cahill, ndr.). Ai suoi tempi i giocatori uscivano insieme a cena perché i team non erano così grandi. Era magari il giocatore più una persona. Si tendeva a stare più insieme. Ti aprivi di più, raccontavi storie negli spogliatoi. Credo che Carlos abbia grandi amici e anche io ho grandi amici fuori dal campo. Tendi ad avvicinarti un po’ di più alla squadra nazionale perché è normale. Passi più tempo con gli italiani. Ho anche altri giocatori con cui mi sento molto vicino: Jack Draper, Reilly Opelka, questo tipo di amicizie. Sento che sono amicizie sincere e che ci si trova molto bene insieme. Ma con Carlos è anche un po’ diverso per ragioni legate al campo. Abbiamo un ottimo rapporto, rivalità, chiamatela come volete. Sento che possiamo parlare di tutto comunque. Penso sia fantastico. Siamo buoni amici fuori dal campo. Ci rispettiamo in un modo molto sano. Anche i team, il mio team, va molto d’accordo con il loro. Credo ci sia una bella armonia. Nello stesso tempo, c’è anche il lavoro e tutto il resto dietro, ed è tutta una questione di equilibrio”.

Rivalità con Carlitos alla base della sua costante crescita tecnica: “Lui è un giocatore incredibile. Enormemente talentuoso. È difficile. Ogni punto te lo devi guadagnare nel modo giusto. Devi spingere oltre i limiti. Però sì, credo che il lavoro che abbiamo fatto sia stato molto positivo. Ovviamente, se non fosse così, non raggiungeresti questi risultati. Come dico sempre, dicembre è molto importante per me come giocatore e per il team perché ci si connette meglio, senza la pressione dei tornei, senza la fretta di andare da una parte all’altra. È molto importante non solo per l’etica del lavoro, ma per connettere ancora meglio tutto il team e capirci ancora meglio”.

Si è parlato di obiettivo Grande Slam nel 2026, ma Sinner frena: “Secondo me già si sbaglia a pensare a questa cosa. Inizi l’anno e subito c’è uno Slam e cerchi di andare il più lontano possibile. Ci sono le motivazioni, ma vai giorno dopo giorno. Pensare al grande slam al massimo puoi pensarci a fine stagione, se arriverà il momento. Non puoi pensarlo dall’inizio, è proprio un approccio sbagliato. Il tennis è anche un gioco, dobbiamo divertirci. Non ci penso, non ci voglio nemmeno pensare. L’obbiettivo è dare il mio meglio, il 100%, ma mettersi questa pressione addosso dall’inizio non ha senso. Non l’ho mai pensato e mai lo farò”.

E sulla Coppa Davis a cui non prenderà parte: “La seguirò, ma da lontano. Ho avuto tanto da fare. È impegnativa non solo in campo, ma anche fuori. Servirà un po’ di tempo per staccare”.

Dombrovskis: possibile fine procedura dedficit Italia in primavera

Roma, 17 nov. (askanews) – L’Italia potrebbe uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo già dalla prossima primavera. Lo ha riferito il commissario europeo all’Economia, Valdis Domrosvkis nella conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche.

“Alla commissione, per abrogare la procedura di deficit eccessivo, ci serve vedere che i dati di autunno del 2025 siano verificati da Eurostat. Saranno disponibili ad aprile e se il deficit è confermato sotto il 3% del Pil potrebbe avvenire nel prossimo pacchetto europeo”, ha detto.

Roma, Verdone in Campidoglio con Gualtieri: ora prendo il comando

Roma, 17 nov. (askanews) – “Adesso prendo il comando”. Il sindaco per un giorno di Roma Capitale Carlo Verdone è arrivato in Campidoglio, tra gli applausi di fan e giornalisti. Nel giorno del suo 75esimo compleanno l’attore e regista Carlo Verdone viene accolto a Palazzo Senatorio, all’ingresso di Sisto IV, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, e riceve la fascia tricolore con il tappeto sonoro dalla banda della Polizia locale che suona la colonna sonora del suo blockbuster Un sacco bello, creata del maestro Ennio Morricone. Dopo un passaggio in Aula Giulio Cesare, si parte per le periferie, stampa al seguito, per il taglio del nastro inaugurale dell’area ludica per bambini in via Olevano Romano, ripristinata dopo l’esplosione e l’incendio del distributore di Gpl di via dei Gordiani. “Devo ringraziare Roberto per un regalo del genere: ho amato talmente tanto questa città che improvvisamente adesso mi abbraccia. Roberto che ha avuto questa intuizione, questa sensibilità e devo dire che mi ha fatto il più bel regalo che uno può ricevere”, ha detto all’arrivo in Campidoglio. L’onorificenza è stata concessa in precedenza solo a Alberto Sordi, in occasione del suo 80esimo compleanno, dall’allora sindaco Francesco Rutelli il 15 giugno 2000. “Sordi mi ricordo che lo incontrai alle due a Cinecittà, dove aveva fatto una grossa iniziativa, e lui mi disse ‘andiamo via,,via’. Mi portò in un ristorante di fronte Cinecittà e mi disse ‘ma io il sindaco manco per tre ore, è una cosa tremenda. Non potevo andare a dormire, mangiamo e portateme a letto. Abbiamo mangiato in fretta ed è stato portato a casa a dormire, poi la sera c’è stato il rinfresco con Rutelli e Berlusconi, ma era morto non so che giro gli hanno fatto fare”. I due sindaciási fermeranno a pranzo presso il Centro anziani “Cassia”á in zona La Storta, in XV Municipio e, successivamente,áeffettuano un sopralluogo all’interno delácantiere dei lavori sulla rete fognaria di Tragliatella, e a seguire incontreranno i cittadini presso il Centro Sociale di via Zubiena. La giornata sarà conclusa, dopo le 17.30, da un intervento in una seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina, in corso in Aula Giulio Cesare, a Palazzo Senatorio. A chi gli chiedeva se sarebbe stato stanco come Sordi al termine del giro Verdone ha risposto: “ho scelto di andare nelle periferie perché mi sembra sono i luoghi più interessanti, sono i luoghi più creativi. Bisogna dargli una bella spinta di speranza, soprattutto puntando sui giovani che possono avere delle idee. Sono quelli che guardano meglio il quartiere”.

Frana nel Goriziano, crollano tre edifici: ci sono due dispersi

Milano, 17 nov. (askanews) – Sono tre gli edifici coinvolti dalla frana dovuta al forte maltempo che si è abbattuto sulla provincia di Gorizia. Sono in corso le operazioni di ricerca di un ragazzo e di un’anziana, segnalati come dispersi. Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe stato travolto da una colata di fango mentre aiutava la donna imprigionata nel crollo. Sul Friuli Venezia Giulia caduti 200 millimetri di pioggia in poche ore. Impegnate squadre USAR (Urban Search And Rescue), cinofili dei vigili del fuoco ed elicottero del reparto volo di Venezia.

L’Istat: l’inflazione a ottobre cala all’1,2%, il carrello spesa a +2,1%

Roma, 17 nov. (askanews) – Ad ottobre l’inflazione registra una variazione del -0,3% su base mensile e del +1,2% su base annua, da +1,6% nel mese precedente. Lo ha reso noto l’Istat confermando la stima preliminare.

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,6% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

“A ottobre 2025 l’inflazione rallenta sensibilmente, scendendo a +1,2%, leggermente al di sotto del valore di fine 2024. La decelerazione risente del marcato ridimensionamento del ritmo di crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,9% da +4,8%) e del calo di quelli degli Energetici regolamentati (-0,5% da +13,9% a settembre)”, è il commento dell’Istat.

In rallentamento la crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+2,1% da +3,1%) e dell’inflazione di fondo (+1,9% da +2%).

In Bangladesh l’ex premier Sheikh Hasina è stata condannata a morte

Roma, 17 nov. (askanews) – Un tribunale speciale del Bangladesh ha condannato a morte la ex primo ministro Sheikh Hasina per la repressione delle proteste antigovernative nell’estate del 2024.

Hasina, condannata per vari crimini contro l’umanità, è stata processata in contumacia, in quanto vive in esilio in India.

La BBC riporta che, mentre veniva annunciata la pena di morte per Hasina, si sono scatenati applausi sia all’interno che all’esterno dell’aula.

Trump: i repubblicani approvino la pubblicazione dei file di Epstein

Roma, 17 nov. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha invitato i repubblicani ad approvare la pubblicazione dei documenti su Jeffrey Epstein, il finanziere predatore sessuale morto suicida in carcere nel 2019.

“I repubblicani della Camera dovrebbero votare per la pubblicazione dei documenti su Epstein, perché non abbiamo nulla da nascondere, ed è ora di voltare pagina con questa bufala democratica lanciata da pazzi della sinistra radicale per distogliere l’attenzione dal grande successo del Partito Repubblicano, tra cui la nostra recente vittoria sullo shutdown democratico”, ha scritto Trump su Truth Social.

Ue taglia stime crescita Pil Italia 2025 +0,4%, 2026 e 2027 +0,8%

Roma, 17 nov. (askanews) – La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’Italia, stimando ora un limitato più 0,4% del Pil quest’anno cui dovrebbe seguire un più 0,8% sia nel 2026, sia nel 2027. I dati sono contenuti nell’ultimo aggiornamento, le “previsioni autunnali”, pubblicato dall’organismo comunitario, che nelle stime precedenti, risalenti al 19 maggio, indicava per l’Italia una crescita dello 0,7% quest’anno e dello 0,9% il prossimo.

Ue migliora stime conti Italia e vede deficit 2025 al 3% del Pil

Roma, 17 nov. (askanews) – La Commissione europea ha rivisto in meglio le previsioni sui conti pubblici dell’Italia e ora si attende a sua volta che il deficit di bilancio torni alla soglia limite del 3% del Pil – quella prevista dal Patto di stabilità e di crescita – già da quest’anno. Questo consentirebbe all’Italia di uscire con un anno di anticipo, nel 2026, dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Guardando alle cifre, ora l’esecutivo comunitario si attende che il disavanzo si attesti appunto al 3% del Pil nel 2025 e poi che cali ulteriormente, al 2,8% nel 2026 e al 2,6% del 2027. Nelle stime precedenti, risalenti a maggio, prevedeva un deficit di bilancio al 3,3% del Pil quest’anno e al 2,9% il prossimo.

Per il debito pubblico ora lUe prevede che salga al 136,4% del Pil quest’anno, dal 134,9% del 2024, e poi al 137,9% nel 2026, per poi limarsi al 137,2% nel 2027. Lo scorso maggio prevedeva un rapporto debito/Pil 2025 al 136,7% e sul 2026 al 138,2%.

Secondo la Ue, “dopo una linea di bilancio restrittiva nel 2024-2025, lci si attende che la politica economica diventi ampiamente neutrale nel 2026 grazie al supporto supplementare dei sussidi del Fondo di resilienza”, quello legato al Pnrr. Nel capitolo sull’Italia contenuta nel rapporto, Bruxelles aggiunge che per il 2027 è atteso il ritorno di una linea di bilancio restrittiva anche a seguito del venir meno dei fondi del Pnrr.

Il debito-Pil, poi, continuerà a crescere fino al 2027 anche a causa degli effetti del superbonus sull’edilizia. “Il rapporto debito/Pil è atteso a raggiungere il 337,2% per la fine del 2027. Gli attesi surplus primari di bilancio – secondo la Ue – restano insufficienti a abbassare la traiettoria del debito, a causa dell’aumento dei differenziali per le spese sugli interessi, così come per gli aggiustamenti di flussi dovuti ai bonus sull’edilizia”.

The Flower Requiem Whistling Vases alla Fondazione Elpis

Milano, 17 nov. (askanews) – Fondazione Elpis in collaborazione con Threes presenta la terza edizione di Basement, piattaforma di sperimentazione sonora che propone un’installazione site specific pensata appositamente per il piano seminterrato della Fondazione.

Da gioved 13 novembre 2025 a domenica 1 febbraio 2026 Vica Pacheco la protagonista di questa nuova edizione con un intervento installativo interattivo dal titolo The Flower Requiem Whistling Vases: l’artista invita a ristabilire un legame di empatia e cura verso la natura, sensibilizzando sulla necessit di proteggerla. I suoni e le melodie dei vasi che compongono l’opera, danno corpo a una sorta di requiem che accompagna i fiori verso la fine della loro vita.

Ruggero Pietromarchi fondatore e direttore artistico di Threes ha raccontata ad Askanews il progetto: “Threes un’associazione culturale nata nel 2012 a Milano che vuole investigare la relazione tra il suono, l’arte e lo spazio. Qui abbiamo invitato l’artista messicana di base a Bruxelles, Vica Pacheco, che ha portato un’installazione site specific per il seminterrato di Fondazione Elpis. Questa installazione si compone di una serie di vasi che sono anche degli strumenti musicali, dei flauti nella fattispecie. The Flower Requiem for Whistling Vases nasce da un’esperienza personale dell’artista, quando sin da ragazzina vivendo a casa della madre vedeva questi vasi adornati di questi bellissimi fiori: una composizione meravigliosa, ma allo stesso tempo l’artista si interrogava sulla sua violenza per certi versi di estrattivit, di estrazione di questi fiori che venivano tolti dal loro contesto naturale per adornare questa bella casa. Vica ha deciso di portare proprio questo tipo di riflessione e di condividerla con noi: su quanto sia evocativo e allo stesso tempo effimero questo rapporto con la natura, questo momento temporaneo che tutti noi condividiamo su questo pianeta.

All’interno della mostra ci sono dodici vasi, il primo dei quali attivato attraverso una composizione sonora che avviene attraverso l’acqua. l’acqua che attiva il vaso e lo fa diventare uno strumento armonico. Questa seconda stanza invece non ha un elemento sonoro, proprio una pausa, come se l’intera installazione fosse una composizione e questo il momento di pausa, di silenzio fra i vari interventi. Nell’ultima stanza che raccoglie la coralit, il momento corale, ci sono nove vasi e l presente l’audio di una composizione realizzata dall’artista suonando i vasi e poi ricomponendoli attraverso un sistema di composizione che si chiama sintesi granulare.

Vica Pacheco arriver a Fondazione Elpis a gennaio per una performance che attiver l’installazione andando a suonare i vasi e creando una composizione ad hoc che potr essere partecipata dal pubblico”.

I vasi sono strumenti a fiato che, attraverso l’acqua contenuta e degli appositi fischietti praticabili, emettono un suono che accompagna i fiori sino alla loro morte naturale. Quando la colonna d’aria colpisce l’acqua all’interno del vaso, si generano vibrati e trilli. Queste opere acustiche sono ispirate ai richiami degli uccelli: i fischietti imitano infatti il canto di diverse specie e la loro forma irregolare richiama l’anatomia dei vari uccelli piumati.

Mattarella, no alla guerra: “nie wieder” è l’orizzonte morale dell’Europa

«Signore e Signori Deputati, con questo spirito mi sento pienamente partecipe della Giornata del lutto nazionale. Le ferite del passato dell’umanità non possono essere eliminate, ma da esse deriva l’impegno comune per l’avvenire».

Con queste parole, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso il suo discorso ieri al Bundestag, nel corso della cerimonia tedesca dedicata al ricordo delle vittime della guerra e della violenza. Un intervento denso di storia, filosofia politica e richiamo all’impegno europeo che non ha mancato di suscitare commozione e riflessione nella platea istituzionale berlinese.

“Mai più”: la lezione del Novecento

Mattarella ha scandito con forza il filo rosso del suo intervento: dalla trincea della Prima guerra mondiale a Gaza, da Hiroshima alla condizione dei rifugiati contemporanei. La guerra come annientamento dell’umano, non solo dello Stato nemico.

«È quanto accade oggi – ha ammonito – a Kiev, a Gaza… La guerra totale non esige la sconfitta del nemico, ma il suo annientamento». Una diagnosi severa ma necessaria, che riconnette passato e presente, responsabilità giuridica e responsabilità umana.

Il cuore della denuncia del Presidente è rivolto alla complicità passiva nel degrado del rispetto dei diritti umani: «Oggi, secondo le Nazioni Unite, oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili. Questo non può rimanere ignorato e impunito».

Il multilateralismo: vocazione europea, non burocrazia

Di fronte a una comunità internazionale in crisi di fiducia, Mattarella difende senza riserve la cornice multilaterale, definendola «l’utensile che raffredda le divergenze» e «il linguaggio della comune responsabilità».

La sovranità popolare — ricorda con nettezza — appartiene ai popoli, non agli Stati armati: «Va ribadito con risolutezza: la sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino».

E rivolgendosi idealmente all’Europa, aggiunge: «L’Unione Europea, nata dalle rovine della guerra, ha saputo farsi portatrice del multilateralismo al servizio della pace».

Una chiamata all’unità del destino europeo

L’intervento evocativo, percorso da immagini dolorose e forti richiami storici (da Norimberga a Theodor Heuss), sfocia in un appello all’unità politica e morale: “Tocca anche a noi”.

Non è solo l’Italia, non è solo la Germania: sono insieme chiamate a «riabbracciare la causa dell’unità europea», oggi messa in discussione da tentazioni autoritarie, nuovi armamenti e una crescente disuguaglianza.

Tuttavia, osserva Mattarella, «a ogni generazione il suo compito». L’Europa che fu un tempo un teatro di guerra è oggi un presidio di pace. Ma questa identità va continuamente difesa.

Lo dobbiamo ai nostri giovani

Un ultimo passaggio chiude il discorso come un testamento morale: «Lo dobbiamo ai caduti che ricordiamo. Lo dobbiamo alle pietre d’inciampo delle nostre città. Lo dobbiamo ai giovani, che hanno diritto a un mondo diverso da quello di guerra e dopoguerra».

“Nie wieder” non è solo l’imperativo storico del popolo tedesco: è l’orizzonte morale dell’Europa intera. E il richiamo risuona attuale proprio nel tempo dell’incertezza.

👉 Leggi il testo integrale dell’intervento sul sito del Quirinale

Simón Bolívar tradito dalla “rivoluzione bolivariana” del Venezuela

L’eredità politica di Bolívar

Simón Bolívar (1783-1830), icona della libertà in Sudamerica, fu plasmato dagli ideali dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese. Il suo scopo era l’indipendenza dell’America Latina e la creazione di una Grande Colombia unificata, capace di confrontarsi con le grandi potenze mondiali.

Il suo modello era uno Stato centralizzato e forte e un presidenzialismo robusto, in grado di garantire stabilità. Il suo pensiero era repubblicano, orientato verso l’uguaglianza e la libertà: Bolívar fu sostanzialmente un liberale.

Chávez e Maduro: il tradimento del progetto repubblicano

Hugo Chávez, autore della cosiddetta “Rivoluzione bolivariana”, prese il potere nel 1999 dopo aver vinto le elezioni del 1998. Alla sua morte gli è succeduto Nicolás Maduro nel 2013, che tuttora governa e ha proseguito la stessa linea politica.

Le politiche chaviste hanno trasformato il paese — un tempo definito “la Svizzera del Sudamerica” — in un regime ibrido fra democrazia e autoritarismo, coltivando un forte culto della personalità e accentrando il potere, marginalizzando le istituzioni repubblicane: esattamente ciò che Bolívar voleva arginare.

Corruzione, crisi economica e isolamento internazionale

Il livello di corruzione è aumentato e le dissennate nazionalizzazioni, fondate sull’uso delle abbondanti risorse naturali — specialmente il petrolio — hanno finanziato un’enorme spesa sociale sfociata in una crisi economica e umanitaria senza precedenti. L’inflazione è salita alle stelle e si è verificato un massiccio esodo della popolazione in cerca di maggiore libertà e sicurezza economica.

Il decantato “socialismo del XXI secolo” di Chávez e Maduro è servito più che altro come scudo per politiche populistiche volte a rafforzare l’egemonia del leader, anziché a risolvere i reali problemi del paese. I principi repubblicani sono stati traditi e si è instaurato un autoritarismo populista segnato da continui brogli elettorali. A ciò si aggiunge una forte connotazione anti-statunitense che ha favorito l’influenza della Russia.

Queste politiche hanno isolato il Venezuela dal contesto internazionale, aumentando la distanza anche rispetto ad altri paesi latinoamericani.

La denuncia di Mario Vargas Llosa

Tra i più critici verso il regime vi è stato lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la Letteratura (2010), che a più riprese ha definito il Venezuela “un paese che praticamente va a disintegrarsi, va a disfarsi”. Celebri i suoi interventi contro Maduro nel 2019 e nel 2020, nei quali lo definisce “un dittatore mediocre” e “l’uomo che ha distrutto il Venezuela”.

Un’opposizione debole e divisa

L’opposizione, in tutti questi anni, non è riuscita a coagulare un fronte credibile né a esprimere un pensiero unitario, anche perché il governo può contare sul controllo delle forze armate, sostenuto da strumenti corruttivi difficili da scardinare.

Quest’anno la principale leader dell’opposizione, Corinne Machado, ha vinto il Premio Nobel per la Pace e, forte della sua amicizia con Marco Rubio, segretario di Stato del governo Trump, ha tentato di ottenere dagli Stati Uniti non solo legittimazione, ma anche pressioni su Maduro per costringerlo a lasciare il potere.

Le mosse del presidente Trump, ad oggi, appaiono confuse: accuse al Venezuela di narcotraffico, dispiegamento di mezzi militari nelle zone caraibiche, ma senza che si intraveda una chiara strategia né un obiettivo finale.

Il sogno infranto del Libertador

Resta il fatto che il Venezuela — ricco di risorse naturali, in primis petrolio, ma stremato economicamente e socialmente da più di vent’anni di politiche autoritarie — è ben lontano dal Paese sognato da Simón Bolívar.

Il “Libertador” voleva Repubblica, libertà e progresso: i suoi successori hanno costruito un regime populista che ha svuotato quelle stesse parole del loro significato.

Perché serve una nuova forza democratica di ispirazione cristiana

Una diagnosi lucida dell’opposizione

Ho letto con molta attenzione l’intervista di Elisa Calessi a Lucio D’Ubaldo apparsa su “Libero” del 12 novembre scorso.

In estrema sintesi, il direttore di questa testata ha sicuramente colto i limiti di ciascuna proposta dell’opposizione attualmente sul tappeto: la confusa deriva “radicale” della Schlein, l’astratto e contraddittorio ulivismo di Ruffini, la “protesi dem” di Renzi e l’insufficiente (anche se lodevole) posizione liberale di Calenda.

I loro difetti – come D’Ubaldo giustamente mette in evidenza – fanno sorgere la necessità di riesumare una forza di matrice democratico cristiana, quella stessa forza che, sotto la irrepetibile fattispecie della Dc, per mezzo secolo ha governato il Paese con perizia e lungimiranza.

Meloni e il voto cattolico

Non è un caso che Giorgia Meloni abbia raggiunto un pressoché stabile livello di consensi maggioritario, poiché dà a vedere che l’azione di governo è ispirata a molti di quei principi. Una ulteriore espansione elettorale le è probabilmente preclusa per il “peccato d’origine missino” che la perseguita e sul quale l’opposizione (che fa il suo mestiere) non perde occasione, a proposito ed a sproposito, di rivangare.

Ecco pertanto la necessità di intercettare il voto dei seguaci del cattolicesimo popolare, che si nascondono probabilmente in quell’ampia porzione di astensionismo elettorale.

Tre quesiti aperti

A questo punto però occorrerebbe introdurre un caveat circa la reale dimensione di questa forza politica basato su tre quesiti:

  1. Quanto influisce sull’astensionismo il grave degrado etico e morale in cui è gradualmente caduta la nostra società?
  2. Quanto pesa la minore capacità di attrazione della Chiesa tra i fedeli che contano?
  3. A quanto, infine, ammonta il tasso di crescente indifferenza verso la politica e addirittura di diffidenza nei confronti di chi la pratica?

Mi sembra trattarsi di tre domande fondamentali che sorgono dalla semplice lettura giornaliera della stampa, dalla visione dei sempre più numerosi dibattiti televisivi (troppo spesso faziosi) nonché da semplici conversazioni anche con occasionali interlocutori di ogni età e ceto sociale.

Il dovere di non arrendersi

Ciò detto, l’impegno dei cattolici non può e non deve mai mancare perché, come diceva Don Luigi Sturzo: “…lo scopo è quello di creare un programma sociale, economico e politico di libertà, di giustizia e di progresso nazionale, ispirato ai principi cristiani”.

La semplice ipotesi di rilancio o ricostruzione di un soggetto a vocazione popolare mi sembra già più che sufficiente per concepire ed attuare una piattaforma politica in grado – come afferma D’Ubaldo – “di dare rappresentanza a chi non ce l’ha”.

Credenze, fede, fiducia

Laicità e linguaggio

La laicità, intesa come attitudine a distinguere gli ambiti, è fra le conquiste più alte dell’umanità. Eppure il vocabolo “credenze”, volto a indicare convinzioni o opinioni in ambito soprattutto religioso, mi è sempre parso inadeguato a esprimere i miei vissuti in merito.

Assai di più sento mio il termine “fede”, intesa principalmente come fiducia. Ecco, la mia religiosità – come quella di tanti altri e altre – consiste nel “fidarmi”, ad esempio, dei profeti, di Gesù, delle donne e degli uomini dei quali ci narrano le Scritture.

Non è un atto acritico

Potrebbe sembrare un atteggiamento acritico. Non è così, e non solo in quanto, al contrario, lo studio biblico può seguire un metodo storico-critico, ma soprattutto perché non mi baso sul “principio d’autorità” (l’ipse dixit, riferito originariamente, naturalmente in greco, a Pitagora, in seguito ad Aristotele). E neppure mi baso su una vaga “interiorità”, su un vago sentire interno.

Mi orienta, piuttosto, una sorta di “confidenza” con il mondo, con le cose, con gli altri e le altre. Quasi che mi affidassi a un rapporto e a un moto di simpatia interumana. Nulla di dogmatico, dunque, nulla di granitico; piuttosto carne, sangue, ossa, cervello.

La cattiva fede e il male

E dove collochiamo, però, la cattiva fede, la disonestà, il male? Non lo so. Del resto, il cristianesimo è quasi per definizione “controfattuale” (quanti porgerebbero davvero l’altra guancia, ad esempio?). Il mondo, l’ho scritto mille volte, è governato da Polemos, dalla discordia, dalla contesa.

Il pericolo maggiore: la perdita di fiducia

Tuttavia scorgo il pericolo maggiore, l’insidia più grande nella perdita di “confidenza” con l’altro/a, nella sospettosità che fa di ogni “altro” un potenziale nemico. È la “paranoia”, in senso antropologico, la peggior nemica della convivenza.

Paranoia troppe volte alimentata proprio dalle “credenze” religiose. Mentre l’armonia, l’aveva intuito, tra gli altri, il filosofo David Hume, si nutre della fiducia. Fiducia nell’altro/a per molti, anche nell’Altro/a per alcuni.

Tennis, Sinner: "Stagione incredibile, Torino uno stadio"

Roma, 16 nov. (askanews) – “E’ incredibile… una stagione incredibile. Venire e vincere qua a Torino, davanti al pubblico italiano, è stato fantastico. Prima del torneo non vedevo l’ora. Per me è molto speciale”. Jannik Sinner commenta così a fine partita la sua vittoria alle Atp Finals di Torino. “Senza un team non sarebbe possibile. Celebrare questo torneo dopo due mesi intensi è incredibile – spiega – Con Carlos bisogna giocare al meglio: ho servito bene in certi momenti. Lui è uno di quelli con la migliore risposta nel circuito. È stata una partita durissima. Significa tanto chiudere così la stagione”. E rivolto al pubblico di Torino: “Sembrava di giocare in un campo da calcio. Spero di avervi ridato un pochino di quello che avete dato a me”.

Alcaraz: "Per Sinner trofeo meritato, ci vediamo l’anno prossimo"

Roma, 16 nov. (askanews) – “Sono contento del livello che ho avuto, ho giocato contro qualcuno che non perde mai a livello indoor” così Carlos Alcaraz nelle interviste sul campo dopo la finale delle Atp Finals a Torino. “Ha meritato con il suo team – continua – ogni volta torna più forte. Complimenti per il livello, se perde una partita è sempre più forte. E’ stato un grande anno, ora è il momento di riposarti. Prepariamoci bene per il 2026, ci vediamo l’anno prossimo”. Le ultime parole sono per Torino: “Eravate in gran parte per Jannik ma non mi avete mai mancato di rispetto”

Sinner batte Alcaraz e trionfa alle Atp Finals

Roma, 16 nov. (askanews) – Jannik Sinner conferma il suo dominio a Torino, battendo Carlos Alcaraz 7-6, 7-5 nella finale che tutti aspettavano. Un match intenso, pieno di colpi spettacolari e momenti di grande tensione, che regala all’azzurro il bis alle ATP Finals e il 24esimo titolo in carriera.

Il primo set scorre in equilibrio quasi perfetto. Entrambi i giocatori difendono il servizio con attenzione, alternando accelerazioni e variazioni di ritmo. Alcaraz mostra la sua potenza, ma Sinner risponde sempre con freddezza e precisione. Il set si accende nel tie-break: Alcaraz va 4-3, ma Jannik rimane glaciale, annulla il set point con una prima vincente e risponde con colpi millimetrici. Il punto che resterà nella memoria è un pallonetto “alla Alcaraz” di Sinner, perfetto e millimetrico, che fa esplodere il pubblico. Dopo un’ora e 19 minuti, con un set point conquistato e un altro annullato, Jannik chiude 7-4 e porta a casa il primo set, nonostante la pausa di 11 minuti per un malore sugli spalti e un medical time-out richiesto dallo spagnolo per un problema alla coscia destra.

Il secondo set è un’autentica battaglia punto a punto. Alcaraz parte aggressivo e conquista subito il break grazie a due doppi falli di Sinner, ma l’azzurro reagisce immediatamente: nel terzo game restituisce il break con una palla corta perfetta che manda in delirio l’Inalpi Arena. Il match continua tra scambi lunghi e tensione crescente: nel settimo game Sinner salva una palla break in uno scambio infinito di 24 colpi, dimostrando grande lucidità e sangue freddo. La partita si gioca anche sui servizi, con Jannik ingiocabile quando sale in battuta e Alcaraz costretto a forzare. Nel finale, Sinner sale 6-5, con Alcaraz che deve servire per rimanere nel match: dopo qualche punto combattuto, l’azzurro chiude 7-5, conquistando la vittoria e il bis alle ATP Finals.

Allarme Mattarella su "dottor Stranamore" e contro guerre d’aggressione

Berlino, 16 nov. (askanews) – “Nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’. Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran, Egitto, Stati Uniti, Russia” si rifiutano di mettere al bando gli esperimenti sul nucleare e questo rende “la minaccia incombente. Si odono dichiarazioni di altri Paesi su possibili ripensamenti del rifiuto dell’arma nucleare. Emerge, allora, il timore che ci si addentri in percorsi ad alto rischio, di avviarsi ad aprire una sorta di nuovo vaso di Pandora”. Sergio Mattarella non nasconde tutta la sua preoccupazione per lo scenario globale sempre più fosco e questa volta lo fa in un luogo e in una circostanza particolarmente solenne, qualcuno direbbe “storica”, cioè “La giornata del lutto nazionale” in Germania, la cerimonia nata nel 1952 su proposta della Commissione tedesca per le tombe di guerra commemora oltre ai soldati anche le vittime civili della guerra: donne, bambini e uomini che sono caduti vittime della guerra e della violenza nei paesi occupati e in Germania. Una dichiarazione che quest’anno il presidente federale Frank Walter Steinmeier ha voluto estendere anche a chi fu perseguitato per motivi sessuali e agli agenti della polizia.

Il presidente della Repubblica prende la parola davanti all’aula del Bundestag e alle massime cariche istituzionali tedesche, e chiede: “Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che se ne faccia uso per l’arbitrio di voler dominare altri popoli?”. Dopo la seconda guerra mondiale si disse Mai più, “Nie wieder”, lo pronuncia in tedesco il capo dello stato ma lo sguardo sui conflitti in corso lo spinge a dire “wieder”, “di nuovo. Di nuovo guerra. Di nuovo razzismo. Di nuovo grandi disuguaglianze. Di nuovo violenza. Di nuovo aggressione”.

“È quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza” dice dove assistiamo ad un “accrescimento di crudeltà. Con l’era atomica, un solo gesto può cancellare una città e l’innocenza stessa del mondo”, avverte. E quello che l’attualità ci mostra è che la guerra continua a colpire gli innocenti, i civili: il 90% delle vittime secondo le Nazioni Unite, ma questo “non può rimanere impunito o ignorato” insiste Mattarella. “Nessuna ‘circostanza eccezionale’ può giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale. La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità”.

Ma questo “scenario di dolore” per il capo dello Stato ha anche degli “antidoti”: “la pace” che non è frutto di rassegnazione ma di coraggio e va costruita e preservata dagli organismi internazionali, tra questi l’Unione europea, che è stata quella che in questi decenni vi ha contribuito di più, e poi “le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, le missioni di pace, le agenzie umanitarie”. Non bisogna dimenticare che “la sovranità popolare appartiene, appunto ai cittadini. La sovranità è dei cittadini e non appartiene a un Moloch impersonale che pretenda di determinarne i destini”.

Mattarella ricorda che “la sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino. La volontà di avere successo di una nazione non si traduce nel produrre ingiustizia. La guerra di aggressione è un crimine”. Il Presidente cita poi l’insegnamento di Norimberga con le parole di Robert Jackson, procuratore di quel tribunale: “‘se riusciremo a imporre l’idea che la guerra di aggressione è la via più diretta per la cella di una prigione e non per la gloria, avremo fatto un passo per rendere la pace più sicura’”. Rinnova l’appello che a più riprese ha lanciato in questi anni di conflitti: “tocca a noi, tocca anche a noi”. All’Italia, Alla Germania, all’Europa: “I Paesi europei hanno dimostrato di avere coraggio. I leader europei hanno dimostrato di avere coraggio. Non lasciamo che, oggi, il sogno europeo – la nostra Unione – venga lacerato da epigoni di tempi bui. Di tempi che hanno lasciato dolore, miseria, desolazione”. La “democrazia vivente è la chiave fondamentale nel rapporto tra principio di autorità e principio di democrazia – ricorda -. È, infatti, la democrazia che sorregge l’autorità e la legittima. Superando le tentazioni di totalitarismi che pretendono di essere e rappresentare il tutto”.

Piantedosi pro-condono attacca sinistra: sanatorie solo per immigrati?

Roma, 16 nov. (askanews) – E’ bufera sulle parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a favore della norma proposta da Fdi per riaprire il condono del 2003 che il candidato del centrodestra alle elezioni Regionali in Campania Edmondo Cirielli si è detto pronto a recepire in caso di vittoria. A margine di una conferenza stampa sul tema della sicurezza a Napoli, accanto a Cirielli, il titolare del Viminale ha respinto “questa visione così negativa quando tutta Italia ha fatto ricorso a quel condono che fu stabilito più di venti anni fa: condonare significa, a determinate condizioni, mettere in regola vecchie procedure, resettare, ripartire”.

“Non capisco – ha poi attaccato il Ministro – perché la parte politica che si contrappone a quello che Cirielli ha detto, a quello che il governo vuole fare, perché poi propone sanatorie in materia di irregolarità della posizione di soggiorno degli immigrati? I condoni, le sanatorie, le regolarizzazioni valgono solo se servono a perseguire obiettivi ideologici? Credo che sia un’operazione di buonsenso consentire anche ai cittadini campani di fare qualche cosa che fu consentito ai cittadini di altre 19 regioni in tutta Italia”.

Insorgono le opposizioni: “Le parole del ministro Piantedosi sui condoni lasciano esterrefatti. Quando si arriva ad equiparare la vita delle persone alle cose che si possiedono, vuol dire che si è persa la bussola dei valori o che ci si consegna al cinismo assoluto. Come si fa a dire che al centrosinistra vanno bene i condoni per i migranti irregolari ma non i condoni in materia di casa, senza cogliere la gravità di quel che si dice? C’è di che essere molto preoccupati del sistema valoriale che ispira le politiche di questo governo”, osserva la senatrice del Pd Sandra Zampa.

Per l’esponente di Avs Angelo Bonelli “Piantedosi oggi ha pronunciato parole inaccettabili: per difendere l’ennesimo condono edilizio di Fratelli d’Italia arriva a paragonare l’abusivismo edilizio – che devasta territori, causa vittime e alimenta interessi criminali – alle sanatorie sui permessi di soggiorno dei migranti. Un paragone indegno di un ministro dell’Interno. Il ministro sa bene che le sanatorie sul soggiorno servono a tutelare diritti, garantire legalità nel lavoro e combattere lo sfruttamento, e che una delle più grandi fu fatta proprio dal centrodestra nel 2002: 646.000 colf e badanti regolarizzate dal governo Berlusconi-Bossi-Fini. Eviti dunque lezioni ipocrite. Il punto politico è enorme: Piantedosi difende un condono edilizio come “atto di buon senso”, quando è l’ennesima misura criminogena che incentiva l’abusivismo e mette a rischio la sicurezza. Altro che legalità: Meloni e Piantedosi trasformano lo Stato in un distributore di impunità e usano la manovra come strumento di consenso. Meloni aveva promesso “mai più condoni”, ma oggi il suo governo ne produce uno dopo l’altro: abbiamo perso il conto. Con queste dichiarazioni Piantedosi piega il Viminale alla propaganda, distorce la realtà e finisce per legittimare l’illegalità edilizia. Una deriva gravissima, indegna del ruolo che ricopre”.

Critico anche M5s: “Il ministro dell’Interno del governo Meloni appare un po’ confuso. Nell’ennesima intemerata sulla campagna elettorale in Campania, in cui ancora una volta si piega il ruolo istituzionale alla propaganda politica, Piantedosi scambia gli immobili con gli esseri umani. Ed è ancor più ipocrita fare la morale sulla regolarizzazione degli immigrati a pochi giorni dal voto sul ‘decreto flussi’ alla Camera. Questa campagna elettorale sta tirando fuori il peggio dalla compagine di governo, un pessimo spettacolo per tutti i cittadini italiani”, afferma la deputata e vicepresidente vicaria del M5S alla Camera Carmela Auriemma.

Golf, Matt Fitzpatrick trionfa a Dubai

Roma, 16 nov. (askanews) – Matt Fitzpatrick ha conquistato il DP World Tour Championship e Rory McIlroy ha sigillato la sua settima Race to Dubai al termine di un’ultima giornata spettacolare negli Emirati. Una finale di stagione che ha premiato il coraggio dell’inglese e la resilienza del nordirlandese, capaci di trasformare il round conclusivo in un duello da ricordare. Fitzpatrick si è imposto per la terza volta in carriera nel torneo, decidendo tutto alla prima buca di play-off dopo che i due ex compagni di squadra alla Ryder Cup di Bethpage avevano chiuso i 72 regolamentari a -18.

La vittoria dell’inglese è maturata grazie a una rimonta furiosa: “birdie alla 14, 15 e 18 per ridurre drammaticamente il distacco” dopo essere scivolato a tre colpi dal leader con una serie di otto par consecutivi. Il birdie finale sembrava aver messo la parola fine, staccando dal gruppo i vari Ludvig Åberg, Tommy Fleetwood, Rasmus Neergaard-Petersen e Laurie Canter, tutti a -17. Ma Fitzpatrick non aveva ancora fatto i conti con McIlroy, capace di riaprire tutto all’ultimo respiro: “un colpo d’approccio spettacolare a 4,8 metri dalla buca sulla 72ª buca, da dove ha realizzato l’eagle per raggiungere Fitzpatrick in testa”.

Nel play-off la svolta è arrivata subito: McIlroy ha trovato “il ruscello in mezzo al fairway” con il tee shot, compromettendo la buca. Fitzpatrick, solido attorno ai green per tutta la settimana, ha chiuso con un chip perfetto dopo essersi salvato dal rough, costringendo il nordirlandese a un improbabile par da sei metri che non è arrivato. L’inglese ha poi imbucato il suo par per il titolo. Con questo successo, Fitzpatrick sale al terzo posto della Race to Dubai. Per McIlroy arriva comunque un traguardo storico: è numero uno d’Europa per la settima volta, superando definitivamente Seve Ballesteros e avvicinandosi al record di Colin Montgomerie. A Dubai erano in palio anche dieci carte per il PGA TOUR 2026: le hanno ottenute Marco Penge, Laurie Canter, Kristoffer Reitan, Adrien Saddier, Alex Noren, John Parry, Haotong Li, Keita Nakajima, Rasmus Neergaard-Petersen e Jordan Smith. (foto DP World Tour)

MotoGp, Bezzecchi vince a Valencia, fuori Bagnaia

Roma, 16 nov. (askanews) – Super Bezzecchi chiude in trionfo: vittoria a Valencia nell’ultima gara della stagione Il pilota Aprilia domina l’ultimo GP dell’anno davanti a Raul Fernandez e Di Giannantonio. Primo giro da incubo per Bagnaia, out dopo un contatto con Zarco. Martedì si torna subito in pista per i test ufficiali.

Marco Bezzecchi saluta il Mondiale 2025 nel modo migliore: con una vittoria netta e mai in discussione sul circuito Ricardo Tormo di Valencia. Il pilota Aprilia, già in testa dal via, ha tenuto un ritmo imprendibile per tutti, resistendo nel finale al ritorno di Raul Fernandez e chiudendo davanti al compagno di marca per una splendida doppietta. Terzo un brillante Fabio Di Giannantonio, autore del sorpasso decisivo su Acosta al penultimo giro.

Gara da dimenticare invece per Pecco Bagnaia: il campione è finito nella ghiaia al primo giro a causa di un contatto con Zarco, poi penalizzato con un long lap. Tra i ritiri eccellenti anche Morbidelli (frattura al 5° metacarpo), Ogura, Martin, Quartararo, Vinales e Aleix Espargarò, al termine di un pomeriggio ricco di colpi di scena.

Bezzecchi firma così la sua sesta vittoria in top class, la terza dell’anno, e regala ad Aprilia l’ottavo successo nella massima categoria, con numeri che confermano il momento magico della casa di Noale. Lo stesso Bezzecchi è ora il pilota Aprilia con più gare vinte in una singola stagione, eguagliando i record di Aleix Espargarò.

La MotoGP non si ferma: martedì, sempre a Valencia, i piloti torneranno in pista per una giornata di test ufficial

Libano, carro armato israeliano apre il fuoco contro truppe Unifil. L’idf si giustifica: incidente

Roma, 16 nov. (askanews) – Truppe israeliane hanno aperto il fuoco contro degli osservatori dell’Unifil nel sud del Libano, senza causare feriti: lo ha reso noto la stessa forza internazionale in un comunicato.

Secondo quanto reso noto dall’Unifil dei colpi di mitragliatrice sparati da un carro armato israeliano hanno colpito il terreno “a circa cinque metri dai peacekeepers, che hanno dovuto mettersi al riparo”.

“I Caschi blu hanno chiesto alle forze amate israeliane di interrompere il fuoco attraverso i canali di collegamento dell’UNIFIL, e sono riusciti a lasciare la posizione in sicurezza trenta minuti dopo, quando il carro armato Merkava si è ritirato all’interno delle posizioni delle IDF”, conclude il comunicato.

Gli spari contro i militari dell’Unifil da parte di un carro armato istraeliano nel sud del Libano sono stati un incidente causato “dalle cattive condizioni meteorologiche”: lo hanno reso noto le forze armate dello Stato ebraico. L’Idf, in un comunicato, ha parlato di “colpi di avvertimento”: “Dopo un’analisi, è stato stabilito che si trattava di militari delle Nazioni Unite che stavano effettuando un pattugliamento nella zona ed erano stati classificati come sospetti a causa delle cattive condizioni meteorologiche”.

Il comunicato conclude sottolineando come non sia stato sparato “alcun colpo deliberato contro i soldati dell’UNIFIL e la questione è stata gestita attraverso i canali ufficiali di collegamento militare”; l’incidente non ha causato alcun ferito.

Mattarella: colpire civili è contro il principio di umanità, senza eccezioni

Berlino, 16 nov. (askanews) – “Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che ne faccia uso per l’arbitrio di voler dominare altri popoli?”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Reichstag alla commemorazione della Giornata del lutto nazionale.

Il capo dello Stato ha ricordato che “la Prima guerra mondiale lasciò sul terreno almeno 16 milioni di morti, la metà dei quali civili, oltre a venti milioni di feriti e mutilati. La Seconda guerra mondiale, estesa al fronte del Pacifico, si calcola che abbia visto settanta milioni di morti. Le vittime, Paese per Paese, sono impressionanti. E va ricordato che non di numeri si tratta ma di persone.Come è possibile che tutto questo sia potuto accadere e pretenda di ripresentarsi?”. “Oggi, secondo le Nazioni Unite, oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili. Questo non può rimanere ignorato e impunito”, sottolineato Mattarella, parlando al Reichstag a Berlino in occasione della Giornata del lutto nazionale.

“Il numero di persone costrette ad abbandonare le proprie case, la propria terra, non ha precedenti. Secondo il rapporto reso noto ad aprile dall’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, questi erano 122 milioni, in aumento di anno in anno” ha ricordato il capo dello Stato sottolineando che “non si tratta di statistiche. Sono volti, persone in cammino, famiglie cancellate, alle quali viene sottratto il futuro che preparavano”.

E “nessuna ‘circostanza eccezionale’ può giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale. La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità” “E’ l’applicazione sistematica della ignobile pratica della rappresaglia contro gli innocenti. Colpisce l’ordine internazionale, basato sul principio del rispetto tra i popoli e del riconoscimento dell’orrore della guerra, oggi aggravata dal continuo irrompere di nuove armi”, ha sottolineato Mattarella.

“Nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’. Il Trattato che mette al bando gli esperimenti nucleari (1997) non ha visto ancora la ratifica da parte di Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran, Egitto, Stati Uniti, mentre la Russia ha ritirato, nel 2023 la sua. Il rispetto, sin qui, delle prescrizioni che contiene, non attenua la minaccia incombente” h aproseguito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Reichstag a Berlino in occasione della Giornata del lutto nazionale.

“Si odono riflessioni su possibili ripensamenti, emerge il timore che si intraprendano percorsi ad alto rischio e che si apra nuovo vaso pandora”, ha ammonito il capo dello Stato ma tutto questo “porta soltanto a sofferenze e a divisioni rottamare i trattati, le istituzioni edificate per porre riparo a violenze che nelle nostre società nazionali consideriamo reati e censuriamo severamente, mentre taluno pretende siano legittime nei rapporti internazionali”.