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Referendum, Marina Berlusconi: voto sì, mercato nomine vergognoso

Roma, 10 feb. (askanews) – “Al referendum del 22-23 marzo prossimi voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. E’ quanto afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in un’intervista al Corriere della sera.

“A questo dovrebbero servire i referendum – spiega – a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera ‘terzietà’ dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”. “E’ vero mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa – aggiunge -, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”.

“Il problema non sono i magistrati, ma le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici. Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un ‘pagherò’. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”, conclude.

Governo, Marina Berlusconi: bene Meloni, ma rischio di scivolare c’è

Roma, 10 feb. (askanews) – Nella maggioranza “è normale che ci siano punti di vista diversi, ma nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista al Corriere della Sera. Che medaglia per Giorgia Meloni? Oro, argento o bronzo? “Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”.

Se Roberto Vannacci se ne andasse dal centrodestra “per come la penso io, non sarebbe una gran perdita…anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali”. Gli eccessi, osserva “fanno male a destra come a sinistra. E comunque questa maggioranza ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere”.

Governo, Marina Berlusconi: bene Meloni, ma rischio di scivolare c’è

Roma, 10 feb. (askanews) – Nella maggioranza “è normale che ci siano punti di vista diversi, ma nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista al Corriere della Sera. Che medaglia per Giorgia Meloni? Oro, argento o bronzo? “Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”.

Se Roberto Vannacci se ne andasse dal centrodestra “per come la penso io, non sarebbe una gran perdita…anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali”. Gli eccessi, osserva “fanno male a destra come a sinistra. E comunque questa maggioranza ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere”.

Milano-Cortina, il CIO vieta il casco con commemorazione delle vittime ucraine

Roma, 10 feb. (askanews) – Il Comitato Olimpico Internazionale ha vietato l’uso del casco con le immagini degli atleti morti durante l’invasione russa dell’Ucraina. “Una decisione che mi spezza il cuore”, riferisce sui social il portabandiera ucraino Vladyslav Heraskevych.

“La sensazione è che il CIO stia tradendo quegli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico, impedendo loro di essere onorati nell’arena sportiva dove non potranno mai più mettere piede”, ha scritto l’atleta ucraino.”Nonostante i precedenti, sia recenti sia passati, in cui il CIO aveva consentito omaggi simili, questa volta hanno deciso di stabilire regole speciali solo per l’Ucraina”, ha aggiunto Heraskevych, annunciando che “stiamo preparando una richiesta ufficiale al CIO e lotteremo per il diritto di gareggiare proprio con questo casco”.

Milano-Cortina, il programma di domani, mercoledì 11 febbraio

Roma, 11 feb. (askanews) – Questo il programma delle Olimpiadi di Milano-Cortina di oggi, mercoledì 11 febbraio

10:00 – Trampolino piccolo, Val di Fiemme Combinata nordica – Trampolino piccolo uomini – Gare da medaglie

11:30 – Val di Fiemme, Trentino Sci alpino – Super-G uomini – Gare da medaglie

14:15 – Antholz-Anterselva, Alto Adige Biathlon – Individuale donne – Gare da medaglie

18:30 – Torino Oval, Torino Pattinaggio di velocità – 1000 m uomini – Gare da medaglie

18:48 – Cortina Sliding Centre, Cortina Slittino – Doppio donne – Gare da medaglie

19:37 – Cortina Sliding Centre, Cortina Slittino – Doppio uomini – Gare da medaglie

23:05 – Milano Palavela, Milano (ipotetico) Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio mix – Gare da medaglie

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 10 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi a Milano-Cortina:

09:15 – 09:45 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC qualificazioni donne Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno

09:55 – 10:45 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC qualificazioni uomini Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino

10:30 – 11:00 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m donne qualificazioni Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel

10:30 – 13:00 – Tofane Alpine Skiing Centre Sci alpino – Combinata a squadre donne discesa Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

11:10 – 11:45 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m uomini qualificazioni Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

11:45 – 12:10 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC quarti di finale donne

11:59 – 12:30 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista quarti di finale Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

12:15 – 12:40 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC quarti di finale uomini

12:34 – 13:00 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista semifinali

12:45 – 12:55 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC semifinali donne

12:57 – 13:07 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC semifinali uomini

13:03 – 13:35 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista finali

13:13 – 13:20 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC finale donne

13:27 – 13:35 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC finale uomini

13:30 – 15:25 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Individuale uomini Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Elia Zeni

14:00 – 15:15 – Tofane Alpine Skiing Centre Sci alpino – Combinata a squadre donne slalom Giada D’Antonio, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Anna Trocker

14:05 – 16:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Finale 3°/4° posto doppio misto: Italia-Gran Bretagna Stefania Costantini, Amos Mosaner

14:15 – 15:10 – Livigno Aerials & Moguls Park Freestyle – Gobbe donne qualificazioni Manuela Passaretta

16:40 – 19:10 – Milano Ice Park Hockey su ghiaccio – Girone B: Italia-Germania Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin, Martina Fedel, Laura Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Nicolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri, Justine Reyes, Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino, Amie Fielding Varano

17:00 – 18:00 – Cortina Sliding Centre Slittino – Singolo donne Heat 3 Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:30 – 22:45 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Corto singolo uomini Daniel Grassl, Matteo Rizzo

18:34 – 19:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Singolo donne Heat 4 Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:45 – 21:00 – Predazzo Ski Jumping Stadium Salto con gli sci – Squadra mista Giovanni Bresadola, Alex Insam, Annika Sieff, Martina Zanitzer

Milano-Cortina, le medaglie di domani

Roma, 10 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

0:00 – Trampolino piccolo, Val di Fiemme COMBINATA NORDICA – TRAMPOLINO PICCOLO UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

11:30 – Val di Fiemme, Trentino SCI ALPINO – SUPER-G UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

14:15 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE DONNE – GARE DA MEDAGLIE

18:30 – Torino Oval, Torino PATTINAGGIO DI VELOCITÀ – 1000 M UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

18:48 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – DOPPIO DONNE – GARE DA MEDAGLIE

19:37 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – DOPPIO UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

23:05 – Milano Palavela, Milano (ipotetico) PATTINAGGIO ARTISTICO – DANZA SU GHIACCIO MIX – GARE DA MEDAGLIE

Milano-Cortina, il medagliere

Roma, 10 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 18 di martedì 9 febbraio

1 Norvegia oro 3 argento 1 bronzo 2 totale 6 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 1 totale 5 3 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 3 totale 7 4 Germania oro 2 argento 1 bronzo 1 totale 4 5 Stati Uniti oro 2 argento 0 bronzo 0 totale 2 6 Austria oro 1 argento 3 bronzo 0 totale 4 7 Italia oro 1 argento 2 bronzo 6 totale 9 8 Francia oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Paesi Bassi oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Repubblica Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Svezia oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 12 Cina oro 0 argento 1 bronzo 1 totale 2 12 Corea del Sud oro 0 argento 1 bronzo 1 totale 2 14 Nuova Zelanda oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 14 Polonia oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 14 Slovenia oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 17 Canada oro 0 argento 0 bronzo 2 totale 2 18 Bulgaria oro 0 argento 0 bronzo 1 totale 1

Milano-Cortina, le medaglie di oggi

Roma, 10 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE DONNE

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE UOMINI

12:56 – Torino Oval, Torino (ipotetico, sede Short Track) SHORT TRACK – STAFFETTA A SQUADRE MIX

13:13 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT DONNE

13:25 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT UOMINI

13:30 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE UOMINI

14:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX 3° POSTO

18:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX FINALE

18:41 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – SINGOLO DONNE

18:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – SALTO A SQUADRE MIX

Milano-Cortina, il programma di oggi, martedì 10 febbraio

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il programma delle Olimpiadi di Milano-Cortina di oggi, martedì 10 febbraio

09:15 Sci di fondo, Sprint (D) – qualificazioni 09:55 Sci di fondo, Sprint (U) – qualificazioni

10:30 Sci alpino, Combinata a squadre (D) – GARE DA MEDAGLIE 10:30 Short track, 500 m (D) – 1° preliminare 10:32 Short track, 500 m (D) – 2° preliminare 10:34 Short track, 500 m (D) – 3° preliminare 10:36 Short track, 500 m (D) – 4° preliminare 10:38 Short track, 500 m (D) – 5° preliminare 10:40 Short track, 500 m (D) – 6° preliminare 10:42 Short track, 500 m (D) – 7° preliminare 10:44 Short track, 500 m (D) – 8° preliminare

11:08 Short track, 1000 m (U) – 1° preliminare 11:12 Short track, 1000 m (U) – 2° preliminare 11:14 Short track, 1000 m (U) – 3° preliminare 11:15 Sci freestyle, Gobbe (U) – 1ª qualificazione 11:16 Short track, 1000 m (U) – 4° preliminare 11:18 Short track, 1000 m (U) – 5° preliminare 11:20 Short track, 1000 m (U) – 6° preliminare 11:22 Short track, 1000 m (U) – 7° preliminare 11:24 Short track, 1000 m (U) – 8° preliminare

11:45 Sci di fondo, Sprint (D) – 1° quarto di finale 11:50 Sci di fondo, Sprint (D) – 2° quarto di finale 11:53 Short track, Staffetta a squadre (X) – 1° quarto di finale 11:55 Sci di fondo, Sprint (D) – 3° quarto di finale 11:59 Short track, Staffetta a squadre (X) – 2° quarto di finale 12:00 Sci di fondo, Sprint (D) – 4° quarto di finale 12:05 Sci di fondo, Sprint (D) – 5° quarto di finale 12:05 Short track, Staffetta a squadre (X) – 3° quarto di finale

12:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo B: Giappone-Svezia

12:15 Sci di fondo, Sprint (U) – 1° quarto di finale 12:20 Sci di fondo, Sprint (U) – 2° quarto di finale 12:23 Short track, Staffetta a squadre (X) – 1ª semifinale 12:25 Sci di fondo, Sprint (U) – 3° quarto di finale 12:29 Short track, Staffetta a squadre (X) – 2ª semifinale 12:30 Sci freestyle, Slopestyle (U) – finale 12:30 Sci di fondo, Sprint (U) – 4° quarto di finale 12:35 Sci di fondo, Sprint (U) – 5° quarto di finale

12:45 Sci di fondo, Sprint (D) – 1ª semifinale 12:48 Short track, Staffetta a squadre (X) – finale B 12:50 Sci di fondo, Sprint (D) – 2ª semifinale 12:56 Short track, Staffetta a squadre (X) – finale 12:57 Sci di fondo, Sprint (U) – 1ª semifinale 13:02 Sci di fondo, Sprint (U) – 2ª semifinale

13:13 Sci di fondo, Sprint (D) – FINALE 13:25 Sci di fondo, Sprint (U) – FINALE

13:30 Biathlon, Individuale (U) – GARE DA MEDAGLIE

14:05 Curling Misto – FINALE 3° posto 14:15 Sci freestyle, Gobbe (D) – 1ª qualificazione

16:40 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo B: Italia-Germania

17:00 Slittino, Singolo (D) – 3ª manche

18:05 Curling Misto – FINALE 18:30 Pattinaggio artistico, Individuale (U) – programma corto 18:41 Slittino, Singolo (D) – GARE DA MEDAGLIE 18:45 Salto con gli sci, Salto a squadre (X) – GARE DA MEDAGLIE

20:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo A: Canada-Stati Uniti 21:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo A: Finlandia-Svizzera

Macron: di fronte alle minacce Usa, l’Europa sia più sovrana

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato oggi l’idea di un’Europa più sovrana, a due giorni da una riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea prevista giovedì a Bruxelles. In un’intervista concessa a diversi giornali europei, tra cui Le Monde, The Economist e Sueddeutsche Zeitung, Macron ha affermato che le “minacce” commerciali e le “intimidazioni” provenienti dagli Stati Uniti non sono “finite” e che i Ventisette “saranno spazzati via” se non introdurranno una “preferenza europea” nei settori strategici di fronte alla concorrenza americana e cinese.

Convinto della necessità di rafforzare la potenza europea, il capo dell’Eliseo ha sostenuto la proposta di “lanciare una capacità comune di indebitamento per queste spese future, degli eurobond d’avvenire”, difendendo il ricorso a un nuovo prestito comune dei Ventisette per finanziare investimenti strategici e consentire all’Ue di “attaccare l’egemonia del dollaro”.

“Oggi abbiamo tre battaglie da combattere: nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantistico. In tutti questi ambiti investiamo molto meno di Cina e Stati Uniti. Se l’Ue non farà nulla nei prossimi tre-cinque anni, sarà spazzata via da questi settori”, ha spiegato Macron, che ha invocato “un investimento congiunto”. Secondo il presidente, per preservare il mercato interno e non frammentarlo ulteriormente “non bisogna rinviare tutto alle nazioni”. Macron ha stimato i bisogni di investimenti pubblici e privati nell’Ue in “circa 1.200 miliardi di euro all’anno”, sommando le necessità nelle “tecnologie verdi e digitali” e nella “difesa e sicurezza”.

Interpellato sul tema di un maggiore protezionismo europeo, Macron ha risposto che “bisogna proteggere la nostra industria”. “I cinesi lo fanno, anche gli americani. L’Europa oggi è il mercato più aperto al mondo. Non si tratta di essere protezionisti, ma di essere coerenti, cioè di non imporre ai nostri produttori regole che non imponiamo agli importatori non europei”, ha aggiunto, richiamando la sua opposizione all’accordo commerciale tra Ue e Mercosur, definito “un cattivo accordo”. Ha poi ricordato che alcuni settori iniziano già a essere protetti, “imponendo tasse sui veicoli elettrici cinesi sovvenzionati” o “introducendo clausole di salvaguardia sull’acciaio”, e ha citato infine il piano per l’automobile presentato di recente dalla Commissione europea, che “mostra anch’esso una preferenza europea”.

Epstein Files, verso le dimissioni il segretario di gabinetto britannico

Roma, 10 feb. (askanews) – Il segretario di gabinetto britannico e capo della funzione pubblica Chris Wormald potrebbe dimettersi nei prossimi giorni nel quadro dello scandalo legato ai rapporti tra l’ex ambasciatore del Regno unito negli Stati uniti Peter Mandelson e il finanziere Jeffrey Epstein. Lo riporta il Guardian citando proprie fonti.

Secondo il quotidiano, Wormald starebbe negoziando le condizioni della sua uscita da Downing Street e l’annuncio potrebbe arrivare a breve, mentre il primo ministro Keir Starmer cerca di rafforzare il controllo sul partito laburista e sull’esecutivo alla luce delle polemiche.

La vicenda è riesplosa dopo la pubblicazione di una nuova tranche di documenti sul caso Epstein da parte del Dipartimento di giustizia statunitense.

I media britannici hanno riferito che Mandelson, quando nel 2009 ricopriva l’incarico di ministro per le imprese nel governo guidato da Gordon Brown, avrebbe inoltrato a Epstein un documento interno del governo. La polizia britannica ha avviato un’indagine penale sul suo conto per la trasmissione del materiale.

In Giappone forti nevicate: 46 morti e oltre 600 feriti

Roma, 10 feb. (askanews) – Le forti nevicate che hanno colpito il nord e il nord-ovest del Giappone hanno causato 46 morti e 604 feriti, secondo un’analisi dei dati delle agenzie di protezione civile nipponiche.

Circa un terzo dei feriti, pari a 193 persone, avrebbe riportato lesioni gravi. Il numero più alto di vittime si registra nella prefettura di Niigata, con 17 decessi.

L’ultima ondata di maltempo, che interessa il paese dal 20 gennaio, ha raggiunto anche Tokyo l’8 febbraio.

Nella capitale è caduta neve per la prima volta dopo diversi anni, con un accumulo di circa cinque centimetri.

Lavrov: i negoziati per la soluzione del conflitto in Ucraiana continuano, ma strada è lunga

Roma, 10 feb. (askanews) – Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che i negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina proseguono e che il percorso resta lungo.

In un’intervista all’emittente NTV, Lavrov ha dichiarato che “abbiamo già detto più volte che non dobbiamo lasciarci andare a una percezione entusiastica di ciò che sta accadendo, cioè che il presidente degli Stati uniti Donald Trump abbia ‘messo in riga’ gli europei e Volodymyr Zelensky pretendendo che obbediscano”.

Il capo della diplomazia russa ha aggiunto che “è positivo se vogliamo arrivare alla pace in Ucraina, ma non ci siamo ancora. I negoziati continuano, il secondo round si è tenuto ad Abu Dhabi e c’è ancora molta strada da fare”.

Il Principe Andrea voleva aprire una società con Epstein in Cina

Roma, 10 feb. (askanews) – Il principe Andrew Mountbatten-Windsor, fratello del re britannico Carlo III, avrebbe pianificato segretamente con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein l’apertura di un’attività commerciale in Cina diversi anni dopo la condanna di quest’ultimo per reati sessuali su minori. Lo riporta il quotidiano The Telegraph, citando email contenute nei documenti sul caso Epstein recentemente resi pubblici.

Secondo la ricostruzione del giornale, Andrew avrebbe discusso con Epstein la creazione di una società di consulenza a Pechino e i contatti d’affari tra i due sarebbero proseguiti per oltre cinque anni dopo la scarcerazione del finanziere. La circostanza, aggiunge il quotidiano, smentirebbe le affermazioni del principe secondo cui avrebbe interrotto ogni rapporto con Epstein nel 2010.

Il Telegraph riferisce inoltre che Andrew avrebbe sostenuto l’iniziativa anche durante viaggi in Cina compiuti nel ruolo di rappresentante commerciale del Regno unito, incontrando potenziali interlocutori d’affari.

Il principe è da anni al centro di polemiche per i suoi legami con Epstein e nel 2025 il sovrano gli ha revocato tutti i titoli.

Franco Casavola, l’eredità civile e spirituale di un assertore della politica “educata”

Una figura a tutto campo

Franco Casavola è stato una delle figure più belle e più alte di questi nostri anni, un punto di riferimento fondamentale per la vita civile e per la vita ecclesiale nel nostro Paese. Una figura a tutto campo. Professore di diritto romano a Bari e a Napoli dove fu anche preside della Facoltà di Giurisprudenza, giudice e poi presidente della Corte costituzionale, Garante per l’editoria e per la radiodiffusione, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana, presidente del Comitato nazionale per la bioetica, per ricordare solo alcuni degli incarichi più salienti, fu anche impegnato molto significativamente nell’associazionismo cattolico, da giovane nella Fuci, luogo importantissimo della sua formazione, poi presidente nazionale del movimento ecclesiale di impegno culturale.

Cultura umanistica e centralità della persona

Uomo delle istituzioni, fu contemporaneamente capace di esplorare in profondità i più diversi ambiti del sapere e del vivere. Autore di una poderosa mole di volumi, saggi e articoli, nei suoi testi, come nei suoi interventi, sempre lasciava trasparire il valore di una profondissima cultura umanistica, mai d’occasione, mai astratta, sempre alimentata dall’imprescindibile riferimento alla persona umana e alla sua dignità da rispettare e valorizzare.

Fede, storia e apertura al futuro

Ci ha insegnato cosa significa vivere il tempo e avere pienamente il senso dell’eternità, ha ricordato ai credenti e non solo, in modo tangibile, cosa significa provare a far incontrare fede e storia, infinito e finito. Ci ha insegnato che l’ascolto reale della storia implica sempre l’apertura al futuro.“La vita – così scriveva – vale la pena di essere vissuta, se lascia memoria, se il futuro si fa intellegibile come storia, se il quotidiano si illumina di speranza nella implorazione dell’Adveniat (Regnum tuum). Perciò l’appello del futuro è una chiamata a ricordare non meno che immaginare” (L’appello del futuro, Roma, Studium, 1994, pp. 9-10).

Politica educata e coscienza civile

Nasce, in questi decisivi incroci di vita e pensiero, l’insistenza di Casavola sulla necessità di una nuova coscienza civile. L’appello del futuro schiude infatti prospettive di incontro e di impegno. Non bastano le leggi né la forza imparziale del potere per garantire la convivenza. “Quando gli uomini non sentono più il legame vitale con tutta intera la comunità, non ricordano i doveri inderogabili di solidarietà sociale, non riescono a discernere il bene comune” si determina una crisi radicale nel nesso tra l’esperienza del mondo personale e privato e quella del mondo politico. Ma è questo “il momento in cui dall’esterno si muove un appello all’uomo interiore, alla sua coscienza” (ivi, p. 20).

No alla politica maleducata

Ci è chiesto di “imparare a dire no alla politica maleducata e diseducante della propaganda demagogica, della lotta faziosa per il potere, delle egemonie autoritarie e intolleranti, se vogliamo realizzare la politica ‘educata’ del buon governo rappresentativo, che agevola, correggendosi e non reprimendo, l’autogoverno sociale”. Si tratta di “rifiutare l’antipolitica di gruppi e privati, che rivendicano la cattiva libertà dei propri egoismi localistici, corporativi, individuali” per “perseguire invece quella politica che si fa senso comune del bene comune, tavola di valori di solidarietà e di eguaglianza, comportamento giusto e sa costruire dal basso, dall’interno di ciascuna casa e famiglia, la società e lo Stato, non in antagonismo, ma in alleanza”.

Per Casavola la politica è stata e resta anche in tempi di vertiginoso cambiamento, “aristotelicamente, l’arte stessa di vivere la vita buona, nella comunità degli uomini” (introduzione in La politica educata. Per la formazione della coscienza civile in Italia, Casavola Salvatori (ed.), Roma, Ave, 1989, p. XXXVI).

Una lezione da non dimenticare, una speranza da coltivare in tempi di disperazione.

Prof. Francesco Miano

Presidente dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain

De Rita: “Lo sviluppo nasce dal basso, nella vitalità della società”. Intervista

Caro Presidente Giuseppe De Rita, vorrei inizialmente riprendere il tema dellautopropulsione sociale e del suo personale, tenace continuismonellesplorarla. Rileggendo il suo saggio su Sviluppo e diveniresi comprende come curiosità e meraviglia sono stati due fantastici sentimenti di una sorta di innamoramentoche ha accompagnato e assecondato la naturale propensione ad utilizzare lo sviluppo come chiave di lettura dappertutto e rasoterra”, entrando nei meandri più reconditi della dimensione economica, culturale, istituzionale del Paese. La spinta autopropulsiva conserva dunque una forza che spinge verso la conservazione e il progresso, nonostante emergano tendenze negative sottotraccia?

 

Da quando, esattamente 70 anni fa, ho cominciato a lavorare sui temi dello sviluppo, io mi sento emotivamente legato al divenire, spesso spontaneo, delle società. Allora mi occupavo di programmare lo sviluppo, di pianificare i conseguenti interventi, di esaltare lo Stato come “soggetto generale dello sviluppo”; ed è stato, lo confesso, un periodo bellissimo.

Mi son reso però conto anno dopo anno, che lo sviluppo non è il frutto di processi e soggetti esterni alla società ma nasce dal basso, dall’intima vitalità di ogni società. Non a caso l’unico libro che ho scritto sullo sviluppo italiano ha come titolo “Dappertutto e rasoterra”.

Non è stato facile far passare nella cultura collettiva questo primato della società che cresce su sé stessa. Ricordo una dura polemica negli anni ’70 con Emanuele Severino che sosteneva che lo sviluppo non viene dall’interno della società, ma dalla spinta congiunta di tre sottosistemi (quello della ricerca scientifica, quello della dinamica finanziaria, quello delle armi) che con la loro potenza di autogenerazione trainano tutto il resto, più inerte, della società. Io andavo per altre strade, studiavo allora l’economia sommersa, l’occupazione occulta, la piccola impresa, il localismo industriale e mi convincevo ogni giorno che è tutta la società che si sviluppa e si muove in avanti. Mi sono cioè sempre più convinto che aveva ragione il mio Padre Lebret nel dire che lo sviluppo è “montée humaine”, cioè fenomeno di massa.

Molti mi accusano che sono troppo ottimista e che sottovaluto le “tendenze negative che emergono sottotraccia”. Conosco questa critica, ma rispondo che professionalmente ho riscontrato in tanti anni che lo sviluppo porta continuato squilibrio, e che questa semplice verità dobbiamo accettarla. Solo società statiche non prevedono squilibri. Tale mia convinzione professionale si lega ad una fede religiosa profonda, visto che riconosco la verità intima di una frase di Teillard de Chardine “Dio non è ancora stanco di creare”, una frase che apre sempre al futuro.

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Schlein, Meloni e l’arte del battibecco

Un PD a corto di idee

A novembre dello scorso anno, nel mese dei morti, in un suo articolo Luigi Bisignani ha commentato la crisi del PD sotto regime della Schlein. Se ben si è compreso, ne ha sottolineato spietatamente la mancanza di proposte concrete, l’assenza di posizioni sui temi della difesa europea, sulla Alleanza Atlantica, sulla NATO, Ucraina e Mediterraneo. Insomma un PD che vive di slogans da campus e che si è trasfigurato in un movimento di idee senza idee.

Siamo prossimi al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura e lo scontro tra la Schlein e la Meloni è prevedibile alzerà i toni con il costrutto che ne seguirà. C’è il rischio che il referendum consenta di buttare in caciara non solo i problemi della giustizia ma anche tutti gli altri di cui si dovrebbe occupare la politica in campo nazionale ed internazionale.

 

Il ricorso alla rissa

Si dovrebbe comunque essere attenti a non precipitare nel burrone confusionario di attacchi e risposte, da una parte dall’altra. La confusione non giova alla gravità delle questioni spinose da affrontare oggi e nel futuro.

Robert Musil ricordava che “Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell’alcol, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo”. Non è nello sparare all’impazzata contro l’avversario politico, confondendo le acque, la soluzione dei problemi. Il prossimo Festival di Sanremo è già servito tristemente a darsi remate da orbi tra governo ed opposizione.

La rinuncia del comico Pucci, criticato per le sue battute sulla Schlein, è servita al Pd che ha colto l’occasione per scatenare una bagarre accusandola Meloni di preoccuparsi di Sanremo piuttosto che puntare l’attenzione sugli sfollati di Niscemie sulle altre angosce del mondo. Le due vicende andrebbero distinte e non connesse ad uso strumentale tanto per inveire contro un nemico.

Se ogni poeta è un politico dimenticato è vero anche per l’inverso che ogni politico non deve essere dotato di poesia ma dovrebbe essere sostenuto comunque dalla sapienza o almeno dalla misura.

 

Schlein contro Giorgia

La Schlein, per criticare la Giorgia nazionale, potrebbe dunque ricorrere alle parole di una villanella napoletana di un anonimo del ‘600 che recita così Tu sai che la cornacchia ha chest’ausanza: ca quando canta sempre dice crai (domani).Crai crai crai crai crai crai, tu perzì (anche) accusì me fai, tu perzì accusì me fai donna, donna scortese, che dai belli parole e tristi attese…Auciello(uccello) ca prumitt’a la speranza e le promesse sue nun tene mai…

Resta il fatto che quell’animale, la cornacchia, piaccia o no, suscita assai scarsa simpatia. Neppure se ne vanta la bellezza ma è noto che abbia intelligenza da vendere.

 

Giorgia contro Schlein

Tra una rintuzzata e un batti e ribatti la Meloni, di rimando, potrebbe commentare che Eddy è stata “la svolta della mia via” considerando la percentuale di consensi che ancora può esibire, malgrado abbia l’onere del governo del paese,che più facilmente produce disaffezione piuttosto che gradimenti.

Ne è tanto più compiaciuta quando Eddy dichiara che il referendum “permetterà al PD per ritornare a parlare con le persone, nelle piazze…“. C’è chi potrebbe porle la domanda perché attendere il confronto referendario e non essersi attivati anche precedentemente con azioni più incisive a difesa di un programma politico che appare ancora troppo sfumato.

 

Che ciascuno si assolva

La Schlein del resto, tutta giustificandosi, potrebbe difendersi, a chi giudica negativa la sua gestione del partito, con le lapidarie parole del grande allenatore Liedholm “Io schiero la mia squadra in modo perfetto. Il problema è che quando l’arbitro fischia, i miei giocatori si muovono”.

A loro volta, detrattori di sponda avversaria potrebbero sostenere che la squadra di Giorgia si è distinta per manifesta incapacità. Senza di lei a reggere la maggioranza sulle spalle sarebbe il diluvio. Chi ne è parte potrebbe consolarla dicendole, guardando a Primo Levi, “Abbi pazienza, mia donna affaticata. Abbi pazienza per le cose del mondo, Per i tuoi compagni di viaggio, me compreso, Dal momento che ti sono toccato in sorte” e così via.

C’è da augurarsi che le forze politiche in campo non siano alla ribalta solo per l’arte di cantarsele addosso a squarciagola e di santa ragione, correndo il rischio di ulteriori steccate fuori arpeggio. Almeno per la circostanza, la politica dovrebbe applicarsi allo studio del contrappunto invece dell’esibizione del battibecco. Tutti cantano Sanremo ma più spesso è opportuno un po’ di silenzio.

Giappone, la svolta conservatrice che interroga l’Asia e l’Occidente

Una vittoria che ridisegna il quadro politico

Nelle ultime ore il Giappone ha consegnato una vittoria schiacciante nelle elezioni anticipate alla premier Sanae Takaichi. Quello che sarà quasi certamente il nuovo volto della politica giapponese lascia l’opposizione in frantumi, con risultati record, e divide profondamente l’opinione dei Paesi esteri.

Ma come è riuscita Takaichi, con il suo programma, a neutralizzare qualsiasi avversario? In Occidente la sua figura può apparire nuova, quasi inattesa; in realtà la sua carriera politica è stata lunga e di alto profilo, fino a renderla una delle personalità più influenti della destra conservatrice giapponese.

Il partito di cui Takaichi fa parte, l’LDP (Partito Liberal Democratico), di cui ha assunto la guida dopo gli scandali dei “fondi neri” e la morte di Shinzo Abe – sua guida politica e punto di riferimento – governa il Paese quasi ininterrottamente dal 1955. Un dato che rende il controllo del partito sul sistema politico giapponese solido e difficilmente scalfibile.

 

Lideologia ultraconservatrice come fattore di consenso

Il successo di Takaichi non può tuttavia essere ridotto a una combinazione di fortuna e reti di potere. Il futuro primo ministro giapponese rivendica apertamente l’ideologismo della destra ultraconservatrice: revisionismo storico, conservatorismo sociale, linea dura su immigrazione e lavoro, rafforzamento militare del Paese, con un progressivo allontanamento dai principi pacifisti del dopoguerra.

In una società strutturalmente conservatrice come quella giapponese, questa impostazione trova un consenso non marginale. A pesare sono anche il bassissimo tasso di natalità, il diffuso disinteresse politico delle giovani generazioni e una propaganda dell’LDP che, per decenni, ha attribuito le responsabilità delle crisi strutturali del Paese non alla rigidità del sistema politico e sociale, ma alla presenza – peraltro limitata – di stranieri o alle politiche progressiste sui diritti civili sostenute dalla sinistra.

 

Politica estera, tra stabilità e nuove fratture

Sul piano internazionale, l’approccio ultraconservatore di Takaichi ha reso più stabili i rapporti con Paesi politicamente affini, come l’Italia e gli Stati Uniti. Al tempo stesso, ha aggravato relazioni già tese con la Cina, sfociate ormai in un conflitto politico aperto, e ha riacceso dissapori con la Corea del Sud, soprattutto a causa della sua posizione sui crimini di guerra commessi dal Giappone nell’Asia orientale.

Nonostante la vittoria elettorale, Takaichi resta una figura divisiva anche all’interno del Giappone. Emblematico è il caso di Okinawa, dove una parte significativa della popolazione, stanca della presenza delle basi militari statunitensi installate dal dopoguerra, la percepisce come subalterna agli interessi strategici ed economici americani, poco attenta alle esigenze reali dei residenti.

Crisi interna e polarizzazione globale

Quello che per decenni è stato osservato dall’esterno come il laboratorio del futuro asiatico rivela oggi problemi sociali profondi, rimossi a lungo sotto il tappeto. Il Giappone sembra entrare in una fase politica che guarda con inquietante favore a idee e linguaggi riconducibili tanto ai movimenti neofascisti giapponesi quanto a quelli stranieri.

Alla luce dei risultati elettorali, solo il tempo dirà se Sanae Takaichi riuscirà davvero a risollevare il Paese dalla crisi, come promette, o se, ignorando nodi strutturali come il crollo demografico e l’impoverimento dello yen, verrà ricordata come il punto di non ritorno della storia giapponese recente.

Una cosa, tuttavia, appare già evidente: il mondo politico si sta nuovamente dividendo lungo una linea netta, tra sinistre socialiste e destre ultraconservatrici, spesso indulgenti verso pulsioni neofasciste. Una polarizzazione che restituisce alla politica globale una logica binaria che credevamo superata.

Calcio, risultati di serie A: Roma quarta

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Cagliari 2-0

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, Atalanta-Cremonese 2-1, Roma-Cagliari 2-0. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Como 41, Atalanta 39, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Calcio, risultati di serie A: Atalanta settima

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Cremonese 2-1

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, Atalanta-Cremonese 2-1, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus 46, Roma 43, Como 41, Atalanta 39, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Crazy for Football riparte da Roma, e guarda a Mondiale in Marocco

Roma, 9 feb. (askanews) – Dal 9 al 13 febbraio Roma ospiterà il primo raduno ufficiale dell’anno della Nazionale italiana Crazy for Football, che segna l’avvio del percorso di preparazione verso il prossimo Campionato del Mondo, in programma in Marocco e organizzato in collaborazione con la Fifa. La Nazionale di calcio a 5 per persone con problemi di salute mentale arriva all’appuntamento forte dei risultati ottenuti sul campo: Campione d’Europa 2025 e Campione del Mondo della Dream World Cup 2018.

Il raduno assume un valore particolarmente significativo perché si inserisce nell’anno che celebra i dieci anni di attività di Crazy for Football, interamente dedicata alla promozione dello sport come strumento di salute mentale e alla lotta allo stigma. Il programma prevede allenamenti, partite, incontri e momenti di networking, rappresentando una tappa fondamentale nella costruzione del gruppo che affronterà il Mondiale.

Le attività si concluderanno venerdì 13 febbraio alle ore 12 con una partita amichevole presso il Pala To Live di Roma, in cui Crazy for Football affronterà la Nazionale giornaliste e giornalisti.

Nel corso del raduno verrà inoltre presentata e avviata la campagna “Io prescrivo sport”, un’iniziativa rivolta ai medici psichiatri che punta a riconoscere l’attività fisica come parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione in ambito psichiatrico. I professionisti che aderiranno alla campagna si impegneranno a inserire nelle prescrizioni farmacologiche una raccomandazione esplicita all’esercizio fisico, attraverso la dicitura: “Si suggerisce esercizio fisico da intenso a moderato per 45 minuti almeno tre volte a settimana.” “La campagna – spiega Santo Rullo, psichiatra e Presidente del Comitato Scientifico di ECOS – promuove un approccio scientifico e integrato alla salute mentale, in cui lo sport non si pone come alternativa alle terapie farmacologiche o psicologiche, ma come strumento complementare capace di rafforzare il benessere mentale, favorire la socializzazione e migliorare la qualità della vita”. “Io prescrivo sport” è sostenuta a livello europeo da EASMH – European Alliance for Sport and Mental Health, la prima alleanza europea dedicata alla promozione del dialogo tra sport e salute mentale. Promossa da ECOS, la rete conta attualmente 28 organizzazioni aderenti in 19 Paesi europei.

“Nell’anno del Mondiale e del decennale di Crazy for Football – prosegue Rullo – il progetto si fa portavoce in Italia e in Europa di questa iniziativa, con l’obiettivo di estenderla progressivamente anche a livello internazionale, anche grazie alla visibilità e alla collaborazione con la FIFA in occasione del Campionato del Mondo”.

Sul sito ufficiale di Crazy for Football e sul sito di ECOS è disponibile una manifestazione di interesse per i medici psichiatri che desiderano aderire alla campagna. Nel mese di giugno è inoltre previsto un evento nazionale dedicato ai professionisti partecipanti, finalizzato a consolidare la rete e a sviluppare ulteriormente il progetto.

Calcio, Atalanta-Cremonese 2-1: a segno Krstovic e Zappacosta

Roma, 9 feb. (askanews) – L’Atalanta torna alla vittoria anche in campionato, batte la Cremonese per 2-1 e si avvicina alla zona Europa. Il tutto senza De Ketelaere e Scamacca, entrambi fermati da problemi fisici poco prima della partita.

Notte fonda invece per la squadra di Davide Nicola che dopo un ottimo inizio di stagione ora non vince da dal 7 dicembre e si ritrova con soli cinque punti di vantaggio sulla Fiorentina terzultima.

Gli uomini di Palladino dominano la partita dall’inizio e la sbloccano quasi subito con un goal da vero bomber di Krstovic, poco dopo Zappacosta trova l’angolo giusto sul secondo palo. In mezzo anche una traversa di Samardzic. Nella ripresa l’Atalanta abbassa il ritmo e si limita a gestire il risultato rischiando solo nel finale, quando Carnesecchi dice di no a Djuric ed in pieno recupero Thorsby trova la rete.

Prende forma il partito di Vannacci, l’idea di quattro sedi nazionali

Roma, 9 feb. (askanews) – A una settimana dall’addio di Roberto Vannacci alla Lega, “Futuro Nazionale” piano piano prende forma. Sabato a Querceta, in provincia di Lucca, è stato firmato l’atto costitutivo del nuovo partito. I fondatori sono quattro: lo stesso Vannacci; Massimiliano Simoni, unico consigliere regionale eletto dalla Lega in Toscana, fedelissimo dell’ex generale, che lo ha seguito nell’addio al partito di Salvini; Roberto Sasso e Edoardo Ziello, deputati ex leghisti passati al gruppo misto.

Da presidente del partito, Vannacci ha anche individuato le figure chiave dell’organigramma: a Simoni l’incarico di coordinatore nazionale, a Ziello quello di responsabile dell’organizzazione e di tesoriere, Sasso sarà referente per il Sud. Responsabile del tesseramento sarà una donna, Annamaria Frigo: ex Fdi, candidata alle Regionali in Toscana con la Lega, passata con Vannacci è consigliere comunale a Bagni di Lucca. “Chiunque è diffidato dall’utilizzare il nome o il simbolo del Partito” di Futuro Nazionale, “senza preventiva autorizzazione”, ha avvertito oggi Simoni aggiungendo che “nessuno è autorizzato a parlare o comunicare in nome o per conto di Futuro Nazionale senza formale mandato del sottoscritto”. Una nota diffusa perché la mossa del generale, riferiscono i suoi, sta suscitando entusiasmo da Nord a Sud, dalla Calabria alla Valle d’Aosta: “C’è una provincia che ha voglia di dire la sua”. Ma appunto le richieste vanno vagliate dai vertici.

Con lo stesso spirito si svolgerà lunedì 16 la riunione di Mondo al contrario, l’associazione nata per sostenere le idee di Vannacci, ormai arrivata a 6mila iscritti che dovranno scegliere: “Se hai la tessera di un altro partito Mdc non è più casa tua”, viene spiegato.

Risolte le questioni burocratiche (apertura del conto corrente, codice fiscale ecc.) si potrà anche concretamente individuare una sede nazionale. L’idea dei vannacciani in realtà è di averne quattro: Milano, Firenze, Roma, Napoli. Quanto alla raccolta firme per presentare la lista alle politiche viene ostentata tranquillità: “C’è tempo e comunque il problema delle firma non esiste. Siamo riconoscibili, una struttura ce l’abbiamo. Servono 38mila firme alla Camera e 18500 al Senato”.

Bambina di due anni trovata morta in casa a Bordighera: arrestata la madre

Genova, 9 feb. (askanews) – La madre di una bimba di 2 anni trovata morta questa mattina nella sua abitazione di Bordighera, in provincia di Imperia, è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

La donna, sottoposta nel pomeriggio ad un lungo interrogatorio, avrebbe negato ogni responsabilità, spiegando che la piccola sarebbe caduta nei giorni scorsi ma stava bene e che solo questa mattina avrebbe chiamato l’ambulanza perché le sue condizioni sarebbero peggiorate.

A smentire la sua ricostruzione, secondo la Procura di Imperia, sarebbe la relazione del medico legale che avrebbe rinvenuto sul corpicino della bimba diversi traumi volontari, alcuni dei quali causati da oggetti contundenti, ma anche le analisi delle immagini riprese da alcune telecamere sui suoi spostamenti.

Dl Ucraina, governo verso fiducia dopo mossa vannacciani con emendamento

Roma, 9 feb. (askanews) – Si va verso il voto di fiducia sul dl Ucraina, domani nell’aula della Camera, per sterilizzare la ‘mossa’ dei tre vannacciani, Emanuele Pozzolo, Rossano Rosso ed Edoardo Ziello che con un emendamento soppressivo del provvedimento che invia armi a Kiev, puntano a far emergere i mal di pancia nella Lega.

Il decreto legge è in prima lettura e gli emendamenti depositati sono solo una manciata (quattordici delle opposizioni oltre a quello di Pozzolo-Rosso-Ziello). Tra l’altro, i tempi non sono stretti: la conversione del decreto deve avvenire entro i primi giorni di marzo e il Senato avrebbe circa un mese intero per esaminare un testo di soli tre articoli. La contromossa della maggioranza mira però a stringere i ranghi, di fronte all’esordio parlamentare di Futuro nazionale con l’atto di nascita di una destra alla destra della coalizione di centrodestra. Salvo che Vannacci non decida, all’ultimo, di dare l’indicazione ai ‘suoi’ di votare contro il provvedimento ma a favore della fiducia al governo. Riflessioni, secondo quanto si apprende, sono in corso.

Intanto, i tre vannacciani mettono il dito nella piaga: “vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore”. Non appena circolano le indiscrezioni sulla fiducia, Ziello sottolinea: è la “prima vittoria di Futuro Nazionale con Vannacci” e Salvini scappa per “paura del voto”. Poi ricorda che restano comunque sul tavolo “i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno e il voto finale del decreto stesso”.

Nella Lega, in occasione del voto sulla risoluzione a sostegno del decreto, si erano contati sette parlamentari che non avevano partecipato al voto (tra cui il Domenico Furgiuele che aveva ospitato la conferenza stampa sulla remigrazione, poi annullata) e proprio sui ‘malpancisti’ spera Futuro nazionale. Sembra difficile tuttavia che dopo la rottura conclamata tra Salvini e Vannacci, qualche deputato nella Lega possa sottrarsi agli ordini di scuderia. Ma questo si vedrà alla prova del voto. Proprio oggi, da Trieste, il leader leghista ha ribadito che quello con l’ex generale è un “capitolo chiuso, non può essere un alleato della coalizione”.

Sull’ipotesi fiducia vanno a testa bassa contro il governo Meloni le opposizioni. La maggioranza è “divisa”, “sempre più commissariata dalla Lega, che a sua volta appare sotto lo scacco di Vannacci”, afferma il dem Peppe Provenzano, il quale aggiunge: “la verità è che in politica estera, su questioni delicate, la maggioranza non c’è più e il governo appare paralizzato dalle proprie contraddizioni”. Per il leader Avs Angelo Bonelli si tratta della “ennesima fiducia usata dal governo come una forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire” una “profonda spaccatura”. Fonti del M5S invitano a non confondere i piani e tengono a marcare le differenze con i vannacciani e si smarcano da eventuali “strumentalizzazioni” di chi mira ad un “restyling della propria immagine su Kiev e pacifismo dopo 4 anni di legislatura passati a votare la linea Meloni”. Riccardo Magi definisce “soldatino di Putin” l’ex generale e la fiducia il “segnale che la maggioranza non è compatta sul sostegno a Kiev e che le sirene vannacciane sono più forti di quelle meloniane”. Poi guarda nel campo largo: “Spiace che oltre all’emendamento filo-russo dei vannacciani ci siano anche quelli di forze di opposizione”. Come Carlo Calenda, che ironizza: “Avs, M5s e Vannacci votano contro gli aiuti all’Ucraina. Continuerete a fingervi morti Pd, Italia Viva e altri associati del Campo largo? Il 21 io parto per l’Ucraina per onorare chi combatte da quattro anni per la libertà. Se non avete judo o pilates cari amici Matteo Renzi Elly Schlein e co, potreste aggiungervi”.

Milano-Cortina, Cecchini: per atleti italiani emozione speciale

Milano, 9 feb. (askanews) – “Sicuramente è una grande gioia, anche perché abbiamo seguito da vicino tutti i lavori dietro le quinte per queste Olimpiadi e avendo partecipato a due Olimpiadi so cosa vuol dire partecipare a questo tipo di evento per uno sportivo, è la massima espressione. Soprattutto penso che per i ragazzi avere delle Olimpiadi in casa, per i nostri ragazzi italiani, sia un’emozione speciale, quindi siamo qua per supportarli e tifare per loro e sperare che sia un grandissimo evento riconosciuto a livello mondiale. Penso che l’atmosfera significhi molto per i nostri atleti e sicuramente si spingono anche da lontano. Sono Olimpiadi diffuse ma credo che lo spirito italiano, lo spirito olimpico, sia più forte che mai”. Lo ha detto la ciclista su strada Elena Cecchini, che ha partecipato ai Giochi di Rio 2016 e Parigi 2024, durante una visita a Casa Italia in occasione dei Giochi invernali di Milano Cortina.

Dl sicurezza alla Ragioneria. Governo lavora a ddl migranti

Roma, 9 feb. (askanews) – In attesa della firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto sicurezza (attualmente in esame alla Ragioneria e non ancora arrivato al Quirinale), il governo lavora al ddl sull’immigrazione che dovrebbe arrivare mercoledì prossimo in Consiglio dei ministri.

Nella conferenza stampa al termine del Cdm la settimana scorsa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva spiegato che quello allo studio è un “ampio e complessivo pacchetto di norme che riguardano l’immigrazione, ispirato a dare supporto all’entrata in vigore entro giugno delle nuove norme europee. In questo ambito ci sarà anche la misura che prevede in casi ben precisi l’interdizione delle acque territoriali, che nella semplificazione giornalistica è chiamata ‘blocco navale'” garantendo – secondo l’esecutivo – che sia legittimo “dove ci sono accordi con Paesi terzi sicuri, trasferire le persone in luoghi diversi dal territorio nazionale per far effettuare lì le procedure di richieste di asilo”. In pratica, secondo il governo, questo – tra le altre cose – dovrebbe far finalmente decollare i centri in Albania.

Il nuovo Patto dell’Ue sulla migrazione e l’asilo, adottato dal Consiglio europeo il 14 maggio 2024, prevede procedure più rapide e stringenti per l’esame e la valutazione delle domande di richiesta di asilo. Nell’ambito del nuovo sistema, il 18 dicembre 2025 il Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla normativa Ue che rivede il concetto di paese terzo sicuro e amplia le circostanze in cui una domanda di asilo può essere respinta in quanto inammissibile. Consiglio e Parlamento hanno inoltre concordato il primo elenco Ue di paesi di origine sicuri. Grazie a tale elenco, gli Stati membri saranno in grado di trattare le domande di protezione internazionale più rapidamente. Nell’elenco sono quindi inseriti Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Inoltre sono designati paesi di origine sicuri a livello dell’Unione anche i paesi candidati all’adesione (quindi anche l’Albania) a meno che nel paese candidato si riscontri una situazione di conflitto armato internazionale o interno; l’UE abbia adottato misure restrittive nei confronti del paese candidato per questioni relative ai diritti e alle libertà fondamentali o la proporzione di decisioni positive adottate dalle autorità degli Stati membri in risposta a domande di protezione internazionale presentate da cittadini provenienti dal paese candidato in questione superi il 20%. Proprio il concetto di Paese terzo sicuro ha, sin qui, bloccato l’operatività dei centri in Albania: infatti, diversi giudici italiani avevano annullato il “trattenimento” di migranti nelle strutture per la loro provenienza da Bangladesh ed Egitto. Adesso con le nuove norme e con il “blocco navale” che – se sarà approvato il ddl – sarà introdotto, secondo il governo, non ci dovrebbero essere più ostacoli alla piena operatività.

Intanto nel giorno di un nuovo naufragio nel Mediterraneo in cui ci sarebbero almeno 53 vittime secondo le Ong, oggi Piantedosi era in Libia, dove ha incontrato il suo omologo Imad Trabelsi per un confronto sui principali dossier di comune interesse, con particolare riferimento al contrasto dell’immigrazione illegale e al potenziamento della cooperazione bilaterale in materia di sicurezza. “Il dialogo costante e la cooperazione con le autorità libiche rappresentano un elemento fondamentale per affrontare in modo efficace e responsabile le sfide comuni legate innanzitutto alla gestione dei flussi migratori – ha dichiarato il titolare del Viminale -. L’Italia continuerà a sostenere, in raccordo con l’UE e gli altri partner internazionali, iniziative orientate al consolidamento della cooperazione con particolare riferimento ai programmi di rimpatri volontari assistiti e alle iniziative per il controllo delle frontiere terrestri e marittime”.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, martedì 10 febbraio alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

09:15 – 09:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni DONNE (Tesero) Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno

09:55 – 10:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni UOMINI (Tesero) Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino

10:30 – 11:00 Short track – 500 m DONNE Qualificazioni (Milano) Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel

10:30 – 13:00 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Discesa (Tofane) Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

11:10 – 11:45 Short track – 1000 m UOMINI Qualificazioni (Milano) Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

11:45 – 12:10 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale DONNE (Tesero)

11:59 – 12:30 Short track – Staffetta mista Quarti di finale (Milano) Betti, Confortola, Fontana, Nadalini, Sighel, Spechenhauser

12:15 – 12:40 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale UOMINI (Tesero)

12:34 – 13:00 Short track – Staffetta mista Semifinali (Milano)

12:45 – 12:55 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali DONNE (Tesero)

12:57 – 13:07 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali UOMINI (Tesero)

13:03 – 13:35 Short track – Staffetta mista FINALI (Milano)

13:13 – 13:20 Sci di fondo – Sprint TC FINALE DONNE (Tesero)

13:27 – 13:35 Sci di fondo – Sprint TC FINALE UOMINI (Tesero)

13:30 – 15:25 Biathlon – Individuale UOMINI (Anterselva) Braunhofer, Giacomel, Hofer, Zeni

14:00 – 15:15 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Slalom (Tofane) D’Antonio, Della Mea, Peterlini, Trocker

14:05 – 16:05 Curling – Finale 3°/4° posto doppio misto Italia-Gran Bretagna (Cortina) Constantini, Mosaner

14:15 – 15:10 Freestyle – Gobbe DONNE Qualificazioni (Livigno) Manuela Passaretta

16:40 – 19:10 Hockey su ghiaccio DONNE – Girone B: Italia-Germania (Milano)

17:00 – 18:00 Slittino – Singolo DONNE Heat 3 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:30 – 22:45 Pattinaggio di figura – Programma corto UOMINI (Milano) Daniel Grassl, Matteo Rizzo

18:34 – 19:30 Slittino – Singolo DONNE Heat 4 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:45 – 21:00 Salto con gli sci – Squadra mista (Predazzo) Annika Sieff, Martina Zanitzer

Referendum, Pd accelera: "Governo politicizza, dobbiamo giocarcela"

Roma, 9 feb. (askanews) – Mercoledì scorso a Pescara, ieri ai banchetti del quartiere Testaccio – di mattina – e poi di pomeriggio a Padova, giovedì sarà la volta di Palermo. Elly Schlein cambia passo sul referendum, la leader sta organizzando un tour che la porterà in tutta Italia da qui al voto sulla riforma Nordio ed è una mobilitazione che va oltre il sostegno che era stato pensato fino a qualche settimana fa. “Noi vogliamo raggiungere e superare il 50% degli aventi diritto”, ha spiegato ieri in Veneto. Perché se fino a Natale il ‘sì’ sembrava in netto vantaggio, gli ultimi sondaggi raccontano una rimonta del ‘no’ e con uno scarto ridotto il referendum lo vincerà chi riuscirà a motivare e mobilitare di più il proprio ‘zoccolo duro’.

Per riuscire a motivare gli elettori di centrosinistra la leader Pd, in autunno, durante un’assemblea con deputati e senatori, aveva illustrato una linea diversa, cioè evitare di cadere nella trappola di Giorgia Meloni che, a suo giudizio, vuole usare il referendum per evitare di parlare di altri temi, a cominciare da quelli economici. Proprio i temi che ‘scaldano’ di più l’elettorato di sinistra.

Anche per questo la campagna referendaria del Pd è stata affiancata da un percorso “di ascolto” nel Paese per insistere su salari, liste di attesa, pensioni, politiche industriali. Per la Schlein l’obiettivo della premier è quello di usare la giustizia come “arma di distrazione di massa”, per distogliere l’opinione pubblica dagli scarsi risultati ottenuti dal governo sui temi che riguardano la vita di tutti i giorni.

Ma la Schlein aveva anche invitato i parlamentari dem ad evitare una “politicizzazione” del referendum, perché – era stato il ragionamento – questo approccio rischierebbe di mobilitare anche i sostenitori della Meloni a ‘difesa’ della premier. Meglio, era stato il ragionamento, puntare sulla difesa della Costituzione, altro argomento molto sentito dall’elettore di sinistra e che, invece, lascia abbastanza indifferente i militanti di destra. “La politicizzazione cercherà di farla Meloni”, aveva avvertito la leader Pd.

Da qualche settimana, però, la linea è stata aggiornata. Come previsto la politicizzazione è nei fatti, con il governo che ha scelto di attribuire ai magistrati la colpa di qualsiasi cosa accada – dallo stop al Ponte di Messina all’assalto al furgone portavalori di questa mattina – e a questo punto il modo migliore per motivare l’elettorato di centrosinistra è proprio alzare i toni sul referendum, denunciando la volontà di mettere le briglie ai magistrati.

“Noi stiamo spiegando le ragioni di merito – ha detto la Schlein oggi in una intervista ai giornali del gruppo Nem – ma ci sta pensando per prima Giorgia Meloni a politicizzare questo voto”. E Debora Serracchiani ha aggiunto: “Ormai non si nascondono più”, “durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, Nordio lo ha detto senza giri di parole: questa riforma serve a controllare la magistratura”.

La “campagna di ascolto” resta, per la leader Pd è di fatto una prova generale della mobilitazione per le politiche, ma lo scontro sulla giustizia diventa centrale. “E’ inevitabile che il referendum diventi un voto politico”, dice un parlamentare dem. “E se questo è il gioco, devi giocare…”.

Milano-Cortina, Santanchè: successo pazzesco, figura meravigliosa

Milano, 9 feb. (askanews) – “Le Olimpiadi sono un successo pazzesco, l’Italia e gli italiani stanno facendo una figura meravigliosa in tutto il mondo, abbiamo l’Italia al centro del mondo, quindi siamo assolutamente soddisfatti e speriamo di continuare così nei prossimi giorni, che il medagliere si possa arricchire. Ieri abbiamo avuto la Goggia medaglia di bronzo e tante altre medaglie quindi direi tutto bene”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, a margine di una visita a Casa Italia a Milano. “Nel momento in cui abbiamo l’Italia al centro del mondo chi è che non sta indossando la casacca della nazionale? Quelli che trovano qualsiasi spunto per poter criticare, combattere, denigrare non il Governo, l’Italia, perché le Olimpiadi non sono del Governo, ma sono dell’Italia e degli italiani, quindi ce l’hanno contro il Governo? Ma non sono mica nostre le Olimpiadi” ha aggiunto a proposito delle manifestazioni di protesta contro i Giochi.

Salvini: staneremo i sabotatori, contrasteremo chi li difende. Evviva le Olimpiadi

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

Parlando, inoltre, con i giornalisti a Trieste, Salvini ha sottolineato che “quello che abbiamo visto anche in strada a Torino era un’operazione di terrorismo organizzata e pianificata a tavolino, perché quando studi come accerchiare le forze dell’ordine con mazze, bombe carta, martelli e pietre, quello non è qualche disobbediente o qualche infiltrato, è un’azione terroristica premeditata”.

E la manomissione dei cavi della pista da bob a Cortina? “Io con tanti altri stiamo lavorando giorno e notte perché l’Italia faccia bella figura nel mondo. La cerimonia di apertura è stata vista da miliardi di persone, è stata apprezzata dagli atleti. Questa mattina ero al villaggio olimpico di Cortina, ho parlato con gli atleti, anche lì i signori del No non lo volevano: è bellissimo, è sostenibile, la pista di Bob è fantastica. E quindi mentre l’Italia si presenta al mondo con il suo bello, il suo saper fare, la sua abilità e qualcuno invece rema contro, è grave”, è “un brutto clima”.

Treni, Salvini: staneremo sabotatori, contrasteremo chi li difende

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

L’Italia acquista l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Giuli: operazione di altissimo livello culturale

Milano, 9 feb. (askanews) – “Il Ministero della Cultura conferma l’acquisizione del quadro ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d’aste Sotheby’s. È un’operazione di altissimo livello culturale: abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto. L’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, confermando l’acquisizione, tramite la Direzione generale Musei, per 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s – storica casa d’aste internazionale attiva nel mercato dell’arte – di un eccezionale dipinto a tempera su tavola di Antonello da Messina.

L’opera, di rarità e qualità uniche, è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, dall’altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata anche dalle tracce d’uso legate alla sua lunga storia come oggetto di culto.

Sanremo, La Russa: Rai chieda a Pucci di tornare sui suoi passi

Milano, 9 feb. (askanews) – “Andrea Pucci io lo conosco da trent’anni. Chi può dire che Pucci faccia comicità politica? Pucci fa comicità sulla quotidianità di noi italiani. Fa morire dal ridere senza offendere mai nessuno. Io invito la Rai a chiedergli di cambiare idea. Invito ufficialmente la Rai a chiedere a Pucci di ritornare sui suoi passi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Milano in memoria di Pinuccio Tatarella, dopo la rinuncia del comico a partecipare al Festival di Sanremo.

Milano-Cortina, il medagliere alle ore 18

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 18 di martedì 9 febbraio

1 Norvegia oro 3 argento 1 bronzo 2 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 0 3 Stati Uniti oro 2 argento 0 bronzo 0 4 Austria oro 1 argento 3 bronzo 0 5 Italia oro 1 argento 2 bronzo 6 6 Giappone oro 1 argento 2 bronzo 1 7 Germania oro 1 argento 1 bronzo 1 8 Francia oro 1 argento 1 bronzo 0 Rep. Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 Svezia oro 1 argento 1 bronzo 0

Bce, Lagarde: euro sibolo di quello che l’Europa riesce a realizzare

Roma, 9 feb. (askanews) – “L’impegno della Bce è chiaro: restiamo focalizzati sulla stabilità dei prezzi e sul sostegno a una Europa più forte. L’euro è un’ancora di stabilità e un simbolo poderoso di quello che l’Europa può compiere quando lavoriamo assieme”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel testo del suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo.

“Mentre entravamo nel 2026 davamo anche orgogliosamente il benvenuto alla Bulgaria quale 21º membro della famiglia dell’euro. L’adesione all’area euro è quasi raddoppiata dal 1999 e questa crescita – ha proseguito – testimonia l’attrattività della valuta unica e dei persistenti benefici dell’integrazione europea”.

“Una valuta solida è alla basi di istituzioni forti. Una Bce indipendente e che renda conto ai cittadini europei, tramite il Parlamento europeo, è centrale per questa architettura istituzionale”, ha detto ancora Lagarde.

“I nostri scambi preservano il collegamento tra la Bce, i rappresentanti eletti e i cittadini. Manteniamo il dialogo e perseguiamo, ognuno nell’ambito dei suoi compiti, una Europa più forte e più resiliente”.

Presentata la collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana

Roma, 9 feb. (askanews) – Presentata la Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, emessa dal ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

All’evento, che si è tenuto nella Sala Ciampi di Via XX Settembre, è intervenuto il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente e l’ad di IPZS Paolo Perrone e Michele Sciscioli. Presenti, tra gli altri, i sottosegretari Lucia Albano e Federico Freni e il Comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro. La cerimonia di presentazione è stata moderata dalla conduttrice e scrittrice Andrea Delogu, con Matteo Taglienti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

La Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, sottolinea il MEF in una nota, “si conferma un vero e proprio racconto dei valori, della storia e delle eccellenze del Paese. Dai grandi protagonisti della cultura e dell’arte alle bellezze del patrimonio storico-artistico, dalle espressioni più alte del Made in Italy – imprenditoriali ed enogastronomiche – ai grandi appuntamenti internazionali, ogni emissione restituisce identità, memoria e visione, rinnovando l’interesse di collezionisti e appassionati”.

“Queste monete ogni anno raccontano come il genio italico interpreti la nostra storia e bellezza. Sono sicuro anche questa collezione non deluderà le aspettative: le monete non sono soltanto uno strumento di pagamento, ma un vero mezzo di comunicazione. E oggi raccontano un Paese vivace, forte, consapevole delle proprie radici e dei propri mezzi” ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti in apertura di cerimonia.

Tra le principali novità di quest’anno, riferisce il MEF, figurano le prime monete da 2 euro Reverse Proof (soggetto specchiato e fondo sabbiato) dedicate al 200° anniversario della nascita di Carlo Collodi con il suo intramontabile Pinocchio, e all’800° anniversario della scomparsa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Spiccano la prima moneta d’oro da 100 euro dedicata a Ferrari, simbolo di innovazione tecnologica, fascino e competizione e le due preziose monete in oro da 20 e 50 euro dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Omaggio a Riccardo Muti, maestro d’orchestra e ambasciatore dell’eccellenza musicale italiana nel mondo e agli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e al primo voto alle donne.

Tra le altre, nella collezione è presente anche la moneta del Cornetto Algida, icona dell’estate italiana, evocativa di emozioni e ricordi, e la nuova emissione da un chilo d’argento dedicata al Colosseo.

Ue, Von der Leyen: dobbiamo rivedere linee guida su fusioni imprese

Bruxelles, 9 feb. (askanews) – La Commissione europea sta rivedendo le sue “Linee-guida sulle Concentrazioni” delle imprese, con l’obiettivo di “consentire alle aziende europee di raggiungere la dimensione necessaria per competere efficacemente a livello internazionale. Pur mantenendo un’efficace tutela dei consumatori, le concentrazioni aziendali saranno pertanto valutate per i loro effetti sulla concorrenza, l’innovazione e la resilienza nei mercati europei e globali”.

Lo annuncia la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in una lettera che ha inviato oggi ai capi di Stato e di governo dell’Ue, in vista del Consiglio europeo informale convocato giovedì prossimo nel castello di Alden Biesen, a 100 km da Bruxelles, e dedicato alla competitività economica dell’Unione e al completamento del mercato unico.

“Faremo in modo che una più profonda integrazione del mercato unico migliori la concorrenza effettiva in condizioni convergenti in tutta Europa, facilitando così anche la crescita su larga scala a livello globale”, spiega ancora von der Leyen.

M.O, don Biallo (ORP): il Papa vuole visitare la Giordania

Wadi Rum (Giordania), 9 feb. (askanews) – “Abbiamo la certezza che Papa Leone ha un desiderio molto grande e molto profondo di venire in questa terra. Tutti i Papi, da Paolo VI in poi sono venuti in Giordania e hanno dato testimonianza del valore e del significato profondo che questa terra giordana, insieme a Israele e Palestina, ha per il popolo cristiano”. Ad auspicare che Papa Prevost possa recarsi in Giordania è don Giovanni Biallo, assistente spirituale dell’Opera romana pellegrinaggi, che si trova in Giordania per accompagnare un gruppo di giornalisti e sacerdoti nel Paese arabo.

“La sicurezza in Giordania – dice – è sempre stata grande, totale. Siamo venuti continuamente anche nei momenti più difficili e di maggiore tensione in Israele e Palestina. La Giordania è un paese che persegue la pace, e quindi è ricercato dai pellegrini, dai visitatori di tutto il mondo per la bellezza dei luoghi e per noi pellegrini, per noi persone di fede, per noi cristiani, per il significato profondo che questi luoghi hanno nel contesto della tradizione cristiana”.

“La Giordania è terra santa, se la intendiamo come quei luoghi in cui si sono realizzati i racconti della scrittura – prosegue il sacerdote incontrando i giornalisti del deserto di Wadi Rum, durante il pellegrinaggio organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi (in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism) -. Inoltre, se chiamiamo Terra Santa la Terra del Santo, cioè dove Gesù è passato, anche la presenza di Gesù in questa terra, il suo battesimo a Betania ad esempio, è testimonianza che questa terra è stata percorsa dai passi del Signore”.

L’onda dello scandalo Epstein potrebbe travolgere il premier britannico Starmer (ecco perché)

Roma, 9 feb. (askanews) – L’onda lunga dello scandalo Epstein potrebbe finire per travolgere anche il premier britannico Keir Starmer, malgrado non sia coinvolto personalmente nella vicenda: a trascinarlo nella caduta rischia di essere la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del Labour di Tony Blair.

Al contrario di Starmer infatti Mandelson appare coinvolto in pieno nello scandalo, comprese foto compromettenti, e il Primo ministro ha ammesso in Parlamento di essere stato a conoscenza del fatto che fra l’ex ambasciatore ed Epstein vi fossero stati dei rapporti.

Una dichiarazione che ha scatenato non solo le critiche dei Conservatori, ma soprattutto la fronda interna del Labour a partire dal leader del partito in Scozia, Anas Sarwar, che – tenendo a mente le elezioni locali in programma fra qualche mese – ha chiesto formalmente le dimissioni di Starmer.

Quello scozzese non è un fattore politico che possa venire ignorato facilmente: nelle ultime tornate elettorali sono stati i voti che il Labour è riuscito a sottrarre allo Scottish National Party a fare la differenza e a permetterne il ritorno a Downing Street.

Di contro, la macchina dei fedelissimi di Starmer si è messa in moto per cercare di limitare i danni: due dei principali collaboratori del premier, Tim Allan e Morgan McSweeney, si sono addossati la reponsabilità della nomina di Mandelson e hanno presentato le proprie dimissioni, mentre i Ministri del governo hanno ribadito la loro fiducia nel Primo ministro.

La sorte di Starmer – la cui gestione non è fin qui apparsa troppo brillante, a dispetto del forte mandato elettorale dopo gli ultimi disastrosi esecutivi a guida Tory – appare tuttavia incerta: non mancano i possibili successori (anche se Sarwar non ha indicato alcun nome) ma la lezione del recente passato è che un partito troppo disunito verrà punito alle urne, il che con lo spettro dell’ultradestra nazionalista di Nigel Farage alle porte rischia di trasformarsi in una pessima notizia e non solo per la Gran Bretagna.

Indagine sulla scalata di Mps a Mediobanca, dirigente del ministero Economia indagato per insider trading

Milano, 9 feb. (askanews) – Un dirigente del ministero dell’Economia, e attuale consigliere di amministrazione di Mps, Stefano Di Stefano, è indagato a Milano nell’ambito dell’indagine sulla scalata di Mps a Mediobanca. Il manager, a capo della direzione “Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici” del Mef, è accusato di insider trading.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti milanesi, il dirigente del Mef avrebbe acquistato azioni dei due istituti di credito nel periodo a cavallo dell’Ops (Offerta pubblica di scambio) totalitaria lanciata da Rocca Salimbeni su Piazzetta Cuccia.

La disfida Calenda-Fratoianni sul capitale. Fedez: ma fate un featuring!

Roma, 9 feb. (askanews) – Cosa c’è più di sinistra del capitale, della critica del capitale. Cosa c’è di più liberista del capitale, seppur nella variante liberale e riformista. E poi la patrimoniale, le armi, l’Ucraina e, alla fine, anche il presepe. Gli opposti, Nicola Fratoianni, deputato di Avs, uomo di sinistra, e Carlo Calenda, leader di Azione, ex manager Ferrari e Sky e in avvicinamento al centrodestra, si incontrano nell’arena di Pulp podcast condotto da Fedez e Mr.Marra. Sono diversi, diversissimi, ma, commento di Fedez, hanno anche qualcosa in comune: “Raga ma siete d’accordo su un sacco di cose, dovete fare un featuring”. Calenda chiede lumi chiedendo cosa sia “sto feauturing”, Fedez glielo spiega citando Francesca Michielin, ma “Carlo” non sa chi sia: “Ma chi è?” sbotta, incrociando lo sguardo del portavoce, “oddio mi guarda male”. Fedez lo striglia: “Ma vedi il paese reale, caz….”.

Si discute di capitale, di patrimoniale, di tassa di successione. “Sapete che c’è? Se governiamo noi, senza punire nessuno, senza invidie, facciamo un po’ di redistribuzione” annuncia Fratoianni. Fedez lo punge: “E’ uno dei motivi per cui non vincerete mai”. “Ma penso che sbagli – risponde Fratoianni – perchè tutte le rilevazioni statistiche dicono che la netta maggioranza degli italiani è d’accordo. E sapete perchè? Il 99% degli italiani non ha neanche il benessere di una media classe agiata. Patrimoniale, tassa di successione, scegliete voi ma questo tema va posto”. “Nicola ma c’è un piccolo particolare – ribatte Calenda -, il capitalismo sta distruggendo le democrazie per questo, perchè il capitale si muove, il lavoro è fisso, il guadagno va sempre al capitale e non va al lavoro e la tecnologia aumenta questo aspetto. Questo sta facendo crollare il capitalismo democratico, quello che aumentava la classe media” e “proprio perchè il capitale è mobile nel momento in cui tu provi a tassarlo – è la spiegazione di Calenda -, l’effetto che hai è lo spostamento del capitale e quindi hai perdita di posti di lavoro”. “Ma si dice così da un’eternità e l’esito è che non si fa mai niente, intanto io ci provo, non mi rassegno”, insiste Fratoianni incontrando una disponibilità parziale dell’avvesario: “Ci sono cose che si possono fare, ad esempio lo squilibrio tra la tassazione della rendita e la tassazione del lavoro è una cosa che va messa a posto, l’Irpef deve essere totalmente progressiva come in Gran Bretagna”, concede Calenda ma “no” alla patrimoniale che provoca “un movimento istantaneo delle cose fuori”. “Ma pensi che il capitale se ne va via così, tutto, pensi che non esistano meccanismi di incentivazione o di punizione rispetto all’uscita? Negli Stati Uniti, non in un paese dell’economia reale – racconta Fratoianni – esiste una forma di tassazione che se tu americano sposti il capitale da un’altra parte continui a pagare da contribuente americano”. “No, non esiste, te lo dico io che non esiste. Io vengo da quel lavoro lì, Nicò (“da quale lavoro Carlo, portare in giro capitali?” ironizza Fratoianni). Non si possono mettere limiti alla circolazione dei capitali, se la metti due minuti dopo non c’è più nessuno, sono tutti in Svizzera”.

Sulle armi all’Ucraina le posizioni sono ancora più distanti come sul riarmo dell’Europa, per non parlare del campo largo da cui Calenda ha preso nettamente le distanze. La sua critica è che nel campo largo non ci sia accordo su niente tra i partiti che lo compongono e che ambirebbero a governare insieme, nemmeno sul presepe. “Ogni volta che c’è una polemica sul presepe terrorizza tutti” attacca Calenda. “Ma chi la fa la polemica sul presepe? La fanno solo Salvini e Meloni”, risponde Fratoianni.

Olimpiadi, a Milano un’opera interattiva celebra le vittorie invisibili

Milano, 9 feb. (askanews) – Si chiama Shades of Gold, sfumature di oro, ed è una grandissima medaglia olimpica costruita come se fosse un mosaico di arte bizantina con tanti tasselli d’oro. L’installazione interattiva presentata in piazza Cairoli a Milano è opera dello street artist Greg Goya. “Quello che ho fatto è dipingere su quest’opera la domanda: qual è la tua più grande vittoria e chiedere alle persone di raccontarmi quelle che sono le loro più grandi vittorie all’interno dei tasselli del mosaico”.

Passanti incuriositi, dagli anziani ai bambini, hanno iniziato a scrivere ciascuno la propria risposta. Un progetto che invita a celebrare ciò che spesso resta invisibile: le vittorie personali, grandi o piccole, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di condivisione, energia e ispirazione collettiva.

E ne esce un mosaico di vittorie personali molto intimiste e, alcune, anche commoventi.

A proposito di Olimpiadi, il rapporto di Greg Goya coi Giochi è molto importante nella sua vita: “Due anni fa alle Olimpiadi di Parigi è stata la prima volta che sono stato chiamato a fare arte fuori dal mio paese e quindi ha rappresentato un punto d’inizio anche per il mio percorso artistico che poi si è sviluppato anche molto fuori oltre confine e quindi ho un rapporto di affetto proprio con questo evento ed è bellissimo che oggi siano qui in Italia”.

Alla domanda sulle più grandi vittorie non può mancare la risposta dell’autore dell’opera: “La mia più grande vittoria probabilmente è riuscire a vivere della mia arte, a fare arte insieme alle persone”.

Ferrari: l’elettrica si chiamerà Luce, svelati gli interni

Milano, 9 feb. (askanews) – La prima Ferrari elettrica si chiamerà Luce. Lo ha svelato la casa del Cavallino Rampante a San Francisco in occasione della presentazione degli interni realizzati insieme alla LoveForm, fondata dell’ex designer Apple Jony Ive e da Marc Newson e che da cinque anni lavora sul design della nuova vettura.

“Luce è molto più di un nome. È una visione. Quando Ferrari parla di Luce non sta definendo una tecnologia, bensì una filosofia: elettrificazione come mezzo, non come fine – una nuova era in cui design, progettazione ingegneristica e immaginazione convergono in qualcosa che prima non esisteva”, spiega Ferrari.

La decisione di Ferrari di ideare questa vettura insieme a LoveFrom è una chiara espressione della visione del marchio per il futuro: una vettura che celebra la leggendaria eredità Ferrari, sfidando le convenzioni e reimmaginando ogni dettaglio, dai materiali e l’ergonomia all’interazione tra il pilota e la vettura fino all’esperienza complessiva. A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall’inizio la direzione del design del progetto, spiega la casa di Maranello.

Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, elaborando il concept nel rispetto del suo intento originale e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target Ferrari, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.

La tecnologia alla base della vettura è stata svelata a ottobre 2025 nell’e-building di Maranello. La terza e ultima fase del lancio, che vedrà la presentazione degli esterni, si terrà in Italia a maggio 2026.

L’abitacolo della Luce è un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida. Hardware e software sono stati sviluppati all’unisono, ottenendo così un comportamento armonioso di architettura fisica e interfaccia tra pilota e vettura. Gli elementi essenziali, come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono autonomi.

Il team ha dato priorità ai comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione. Sfidando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate da touchscreen di grandi dimensioni, molti dei comandi della Ferrari Luce sono meccanici e progettati per essere funzionali e di facile utilizzo. L’interfaccia, ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, è organizzata in modo chiaro e ridotta alle funzioni essenziali.

Per il volante il team ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l’iconico volante Nardi in legno a tre razze degli anni 50 e 60. I controlli sul volante sono organizzati in due moduli di comando analogici che richiamano il layout delle monoposto di Formula 1.

L’avviamento ha inizio con l’inserimento della chiave, oggetto dal design in vetro speciale Corning Fusion5. I tre display a bordo della Ferrari Luce – il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore – sono stati progettati per garantire chiarezza e funzionalità. Il Binnacle si muove insieme al volante ottimizzando la visibilità della strumentazione. Gli schermi sono progettati insieme a Samsung.

La principale fonte di ispirazione per il quadro strumenti è da ricercarsi negli indicatori automobilistici storici e nella grafica chiara e funzionale tipica dell’aviazione, e in particolare di elicotteri e aerei. La grafica del Binnacle si ispira ai quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Il selettore del cambio in vetro Corning Fusion5 è realizzato utilizzando processi di produzione del vetro innovativi e mai impiegati prima nel design degli interni di una vettura.

"Ovunque Proteggi" 20 anni dopo: live Capossela a Pompei il 13 luglio

Roma, 9 feb. (askanews) – Lunedì 13 luglio 2026 Vinicio Capossela porta dal vivo uno dei suoi lavori discografici più amati, “Ovunque Proteggi”, a vent’anni dalla sua pubblicazione, in un concerto unico e imperdibile e nel solo posto possibile, emblema di fine e di permanenza: l’Anfiteatro degli Scavi del Parco Archeologico di Pompei.

“Pompei è una città sottratta al tempo e restituita alla visione. Un corpo sepolto, una memoria intatta. Un luogo dove la fine non ha cancellato la forma. Qui, sotto il cielo aperto dell’Anfiteatro, all’interno della rassegna B.O.P – Beats of Pompeii, Ovunque Proteggi suonerà nuovamente e verrà attraversato integralmente. Non una celebrazione, ma una convocazione”, afferma Capossela.

“Abbiamo deciso di eseguire ‘Ovunque Proteggi’ a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale – racconta – Non è un’operazione museale, ma un intervento a cuore aperto. Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. La sede scelta per questa convocazione di prodigi è l’anfiteatro romano dell’area archeologica di Pompei. La scelta è dovuta più alla colata lavica terminale che all’emulazione dei Pink Floyd”.

“È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale. Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Pompei è il luogo in cui l’havel havalim… il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare. Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno”, aggiunge l’artista.

“Ovunque Proteggi” è il sesto album di Capossela, pubblicato nel 2006 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto; una pietra miliare del cantautorato in Italia e della discografia di Capossela e uno dei suoi lavori più apprezzati da pubblico e critica, nazionale e internazionale. Un disco “dal linguaggio biblico e visionario, che raccoglie e scaglia parole di pietra, di carne, dolore e sangue” (Marco Mangiarotti, QN ), in cui Capossela “canta come Tom Waits e scrive come Ovidio (Sunday Times): “un album che ha rappresentato un passaggio fondamentale per la musica italiana del nuovo millennio, indicando la strada a una generazione di cantautori. Un album arrivato a sorpresa al primo posto in classifica in un’epoca in cui non c’era Spotify e i dischi si vendevano ancora per davvero” (Giovanni Ansaldo, “La strada di Vinicio Capossela” Nottetempo, 2026).

(Credits photo: Valerio Spada)

M.O, Madre Nazzaro (Orp): torni la pace in Terra Santa

Amman, 9 feb. (askanews) -“La Giordania è Terra Santa e siamo qui al Monte Nebo dove Mosè, come ci racconta la Scrittura, ha visto da lontano la Terra Promessa. Anche noi ci troviamo qui con questo segno, per vedere da lontano una pace che deve ritornare”. Madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi, guida un pellegrinaggio di giornalisti e sacerdoti in Giordania per dare un messaggio di pace e di speranza, e per esortare la ripresa dei pellegrinaggi nel Paese arabo, crocevia di culture e religioni.

La guerra in Medio Oriente, qui in Giordania, non è arrivata direttamente, ma i riflessi, in termini di calo di pellegrinaggi e di turismo si fanno sentire. E il messaggio di pace passa anche da qui. “Questa Terra Promessa – ha aggiunto Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”. La madre superiora delle missionarie della Divina Rivelazione visita la Giordania per la prima volta. “È significativo stare qui in questo momento e dare una dimostrazione che niente è perduto, se noi ci proponiamo anche come pellegrini, come strumenti di pace e di trasmissione della buona novella, che qui ha avuto la sua preparazione attraverso Mosè, attraverso i profeti, attraverso poi la venuta di Gesù, di San Giovanni Battista”.

L’invito è a visitare i luoghi del Vecchio e Nuovo Testamento ma anche ad incontrare le “pietre vive” senza temere. “Noi italiani a volte siamo un po’ paurosi – aggiunge la responsabile dell’Orp – ma non dobbiamo temere. Noi siamo qui proprio per dimostrare questo, l’abbiamo fatto anche due settimane fa andando in Terra Santa, siamo andati anche in Turchia”. Il pellegrinaggio è organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism.

Maltempo, Schlein: governo dica cosa intende fare per persone colpite

Roma, 9 feb. (askanews) – “Mi chiedo se oggi Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dopo aver passato il fine settimana a occuparsi della scaletta del Festival di Sanremo, trovino almeno cinque minuti per spiegare come intendono sostenere le oltre 1500 persone sfollate di Niscemi, che hanno perso tutto, e come vogliono far fronte ai due miliardi e mezzo di euro di danni provocati dal ciclone Harry al Sud”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

Per la leader Pd “servono prospettive chiare per chi ha perso casa e lavoro. Servono più risorse per gli interventi immediati. E serve urgentemente un piano di messa in sicurezza del territorio, l’allarme lanciato oggi dal Corriere del Mezzogiorno in cui si segnalano almeno 7 milioni di abitanti e 1.2 milioni di edifici a rischio frane, è preoccupante”.

“Finora – aggiunge – di fronte a un’emergenza drammatica, il governo ha risposto con qualche tour in elicottero sopra le zone colpite e con risorse del tutto insufficienti rispetto alla reale entità dei danni”.

Conclude la Schlein: “Abbiamo chiesto di utilizzare le risorse del Ponte, quel miliardo stanziato per il 2026 che comunque non potrà essere utilizzato per lo stop della Corte dei Conti. Aspettiamo risposte, il Sud aspetta risposte”.

Teatro, al via da Roma lo spettacolo de "Il Piccolo Principe"

Roma, 9 feb. (askanews) – Parte da Roma “Il Piccolo Principe”; lo spettacolo teatrale (prodotto da Razmataz Live) e diretto da Stefano Genovese, andrà in scena da mercoledì 11 a domenica 22 febbraio al Teatro Olimpico di Roma in una versione rinnovata e ancora più spettacolare.

Un ritorno per uno spettacolo giunto ormai alla sua quarta edizione e che dal 2023 ad oggi ha venduto oltre 150.000 biglietti in tutta Italia. Nel 2026 lo show approderà anche al Teatro Augusteo di Napoli dal 27 febbraio, al Teatro Celebrazioni di Bologna dal 6 marzo, al Teatro Verdi di Firenze dal 13 marzo, al Teatro Galleria di Legnano dal 20 marzo, al Teatro Lyrick di Assisi dal 24 marzo, al Palatour di Bari dal 27 marzo, al Teatro Alighieri di Ravenna dall’11 aprile, al Teatro Rossini di Civitanova Marche dal 14 aprile, al PalaUbroker di Bassano del Grappa dal 17 aprile e al Teatro Lac di Lugano dal 25 aprile.

Lo spettacolo si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione, la musica, il canto, la scenografia e, più in generale, la performance offrono. In equilibrio tra prosa, musical, nouveau cirque e installazione, ogni significato, ogni personaggio, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore.

Nel cast Stefano Genovese (regia), Carmelo Giammello (scene), Paolo Silvestri (direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (costumi). Fedele allo stile dell’opera originale, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire.

Ad interpretare quest’anno il Piccolo Principe sarà Nicholas Ori, (9 anni), che ha già partecipato allo spettacolo teatrale “Il Babysitter” con Paolo Ruffini, a cui è seguito anche il podcast “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”.

Cinema, "Nella gioia e nel dolore" di Ozpetek nelle sale a Natale

Roma, 9 feb. (askanews) – Mentre il pattinaggio italiano di figura a Milano-Cortina 2026 emoziona sulle note di “Diamanti”, con l’omonima canzone guida del film nella performance olimpica della coppia di danza azzurra, Charlene Guignard e Marco Fabbri, Ferzan Ozpetek annuncia il suo nuovo lavoro dal titolo “Nella gioia e nel dolore” che sarà nelle sale italiane a Natale 2026.

L’autore di “Diamanti”, dopo l’enorme successo italiano e internazionale del film, venduto in oltre cento paesi nel mondo, inizierà a giugno le riprese del nuovo progetto.

Prodotto da Marco Belardi Production, Faros Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, “Nella gioia e nel dolore” sarà distribuito in Italia e nel mondo da Vision Distribution.