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Bce conferma al 2% i tassi nell’area euro, "rischi si sono intensificati"

Roma, 30 apr. (askanews) – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.

La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran.

Nel comunicato sulle decisioni, la Bce rileva che appaiono “intensificati i rischi al rialzo sull’inflazione e quelli al ribasso sulla crescita” per l’eurozona.

Secondo la Bce, la guerra in Medioriente ha innescato una impennata dei prezzi che sta pesando sull’inflazione sul clima di fiducia. “Le implicazioni della guerra per l’inflazione nel e per l’attività economica nel medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più prosegue la guerra – dice la Bce – più a lungo resteranno alti prezzi dell’energia, maggiore è la probabilità di un impatto sull’inflazione e sull’economia”.

1 maggio, sindacati quest’anno insieme a Marghera ma divisi sul decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

1 maggio, sindacati insieme a Marghera ma divisi su decreto lavoro

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.

Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.

Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.

Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.

Levante, Michielin e Vicario sono le tre Roma Pride Ambassadors 2026

Roma, 30 apr. (askanews) – Il Roma Pride 2026 annuncia con orgoglio le sue ambassadors: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario. Tre artiste, tre voci autorevoli e sensibili del panorama culturale italiano, che scelgono di attraversare il Pride non da spettatrici, ma da alleate: lo annunciano gli organizzatori in un comunicato. “Perché il Pride è, prima di tutto, di chi lo attraversa: uno spazio politico, culturale e umano che si costruisce insieme, passo dopo passo, corpo dopo corpo, voce dopo voce”, aggiungono.

La loro presenza – si legge nel testo – rappresenta un segnale forte in un momento storico in cui i diritti civili vengono messi in discussione e gli spazi di libertà rischiano di restringersi. Levante, Michielin e Vicario porteranno in parata il loro impegno, la loro arte e il loro sguardo, contribuendo a rendere il Roma Pride uno spazio ancora più inclusivo, visibile e necessario.

Le tre artiste sfileranno insieme alla comunità LGBTQIA+ durante la parata del Roma Pride 2026 di sabato 20 giugno.

“Essere al Pride significa scegliere da che parte stare», dichiara Levante. “E io scelgo di stare accanto a chi lotta ogni giorno per essere semplicemente se stesso, senza paura”, sottolinea.

“La libertà non è mai un fatto individuale. O è di tutte e tutti, o non è”, aggiunge Francesca Michielin. “Per questo il Pride è una responsabilità collettiva, oltre che una festa meravigliosa”, afferma.

Per Margherita Vicario, “scendere in piazza sta tornando a rivelarsi salutare, salvifico, necessario. Soprattutto in questo momento storico è un’esigenza collettiva a cui prendo parte con entusiasmo e responsabilità. Sono da sempre ‘amica del pride’ ancora più bello esserlo in via ufficiale”.

A sottolineare il valore di questa scelta è anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, che a nome dell’organizzazione dichiara: “Vogliamo ringraziare Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario per aver scelto di essere al nostro fianco come ambassadors. La loro presenza è fondamentale perché ci permette di portare le nostre istanze ancora più lontano. Con la loro voce e la loro visibilità riescono ad arrivare anche dove, con i nostri canali, facciamo più fatica. È questo il senso più autentico dell’alleanza: condividere spazio, responsabilità e possibilità”.

MotoGP Bagnaia-Aprilia: Romagnoli verso il ruolo di capotecnico

Roma, 30 apr. (askanews) – In attesa dell’ufficialità, prende forma il nuovo corso di Francesco Bagnaia in Aprilia Racing: dal 2027 il due volte campione del mondo MotoGP dovrebbe iniziare l’avventura con la Casa di Noale affiancato da Daniele Romagnoli nel ruolo di responsabile tecnico. Come scrive la gazzetta dello sport online, Una decisione condivisa tra pilota e team, orientata su una figura di grande esperienza e già centrale nello sviluppo della moto veneta.

Per Bagnaia si apre così un capitolo nuovo dopo l’esperienza con Ducati Corse, con cui ha conquistato i titoli iridati 2022 e 2023 sotto la guida tecnica di Cristian Gabarrini, destinato a restare in Ducati. Il passaggio in Aprilia comporterà quindi anche un cambio profondo nello staff, con l’obiettivo di ritrovare competitività e sensazioni di guida dopo una stagione 2025 complicata e un avvio 2026 in salita, soprattutto nelle fasi di frenata e ingresso curva.

Romagnoli, classe 1966, marchigiano di Gallo di Petriano, è uno dei tecnici più stimati del paddock, soprannominato “Radar” per la sua capacità di lettura strategica e analisi dei dati. La sua carriera nel Motomondiale attraversa tutte le categorie: dagli inizi negli anni ’80 fino all’approdo in MotoGP, dove ha lavorato tra Yamaha Factory Racing e Ducati per oltre due decenni, collaborando con piloti come Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Cal Crutchlow e Danilo Petrucci.

Determinante è stato il sodalizio con Jorge Martín, seguito dal 2021 e portato al titolo mondiale 2024, prima del passaggio condiviso in Aprilia. Anche in assenza prolungata del pilota spagnolo nella stagione 2025, Romagnoli ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della RS-GP, lavorando con il collaudatore Lorenzo Savadori per migliorare stabilità, erogazione e percorrenza della moto.

Il tecnico marchigiano ha inciso soprattutto sull’evoluzione della moto nella seconda parte del 2025, rendendo l’Aprilia un riferimento per inserimento in curva e stabilità. Un lavoro basato su raccolta e interpretazione dei dati, ma anche su una visione complessiva del box, qualità che potrebbero rivelarsi decisive per un Bagnaia alla ricerca del miglior feeling sull’anteriore e della velocità di percorrenza che ne aveva caratterizzato le stagioni vincenti.

Non meno rilevante la componente umana. Romagnoli è considerato una figura capace di creare empatia e stabilità psicologica con i piloti, come dimostrato proprio nel rapporto con Martín. Un aspetto che Aprilia e Bagnaia valutano centrale per rilanciare il rendimento del pilota italiano, in un contesto tecnico e personale rinnovato.

Israele: dietro la Flotilla c’è Hamas

Roma, 30 apr. (askanews) – “La forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi”, ha scritto oggi su X il ministero degli Esteri israeliano, in seguito all’arresto dei 175 attivisti arrestati dalla Marina israeliana.

“Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa del gran numero di imbarcazioni che partecipano alla Flotilla, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco legale, è stato necessario intervenire tempestivamente in conformità con il diritto internazionale”, ha specificato il ministero, precisando che “l’operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza vittime”.”Un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi. Questa Flotilla è un altro stunt mediatico, privo di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociere di piacere”, ha aggiunto ancora il ministero, concludendo: “‘Una Flotilla di preservativi'” – niente di più, niente di meno”.

Flotilla, ActionAid condanna intercettazione navi e arresto attivisti

Roma, 30 apr. (askanews) – ActionAid condanna con fermezza l’intercettazione da parte della Marina israeliana delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuta nella notte in acque internazionali e l’arresto delle attiviste e attivisti a bordo.

L’organizzazione sin dalla prima missione del 2025 ha espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla e sostiene pubblicamente la nuova missione salpata pochi giorni fa.

ActionAid, ribadendo il valore civile e politico della missione della Global Sumud Flotilla, si unisce alle richieste della società civile affinché sia garantita la sicurezza degli attivisti e delle attiviste e il loro immediato rilascio, assicurando piena trasparenza e il rispetto del diritto internazionale.

“Questa operazione rappresenta un grave attacco contro civili e una violazione del diritto internazionale”, dichiarano Katia Scannavini e Lorenzo Eusepi, Co-Segretari Generali di ActionAid Italia. “Chiediamo protezione diplomatica e il rilascio immediato delle attiviste e attivisti coinvolti, una chiara condanna dell’accaduto e il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario”, aggiungono.

Iniziative come la Global Sumud Flotilla sono oggi fondamentali per mantenere alta l’attenzione globale e contrastare la narrazione di una normalizzazione della situazione di conflitto a Gaza, che non trova alcun riscontro nella realtà quotidiana, si legge nel comunicato di ActionAid, che ribadisce di sostenere le manifestazioni pacifiche che si stanno svolgendo in queste ore in tutta Italia. E ricorda: “Non esiste alcun reale cessate il fuoco: a Gaza la violenza continua senza sosta e, negli ultimi mesi, si è intensificata anche in Cisgiordania, con un’escalation sempre più grave che si allarga a macchia d’olio nella regione, investendo il Libano ed altri Paesi”.

A Gaza e nei Territori occupati della Palestina in Cisgiordania, ActionAid è impegnata a garantire aiuti, beni di prima necessità come acqua, cibo, kit igienici salvavita, supporto a donne e bambini, difesa dei diritti fondamentali con il suo staff palestinese, insieme ad associazioni di donne, di giovani e di attivisti. “Ancora oggi il nostro intervento umanitario all’interno della Striscia è portato avanti da donne e uomini colpiti da fame, lutti e sfollamenti forzati come tutta la popolazione civile”, conclude l’organizzazione.

P. Chigi: condanna sequestro Flotilla, liberare immediatamente italiani

Roma, 30 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla.

In questo quadro, si legge in una nota di palazzo Chigi, “il governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.

Il Governo “ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.

Migranti, Mattarella: usare razionalità e saggezza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

Oltre 20.000 prenotazioni per Kérastase Society

Milano, 30 apr. – A Milano, durante il Salone del Mobile, Kérastase rivoluziona il concetto di haircare trasformando un hotel in una vera e propria destinazione di bellezza. Nasce così Kérastase Society, il primo format immersivo del brand che unisce lusso, esperienza sensoriale e cura dei capelli in un unico spazio. Un progetto innovativo che punta a coinvolgere il consumatore in modo diretto e immersivo. Ha parlato così Valerio Vecchio, General Manager Kérastase Italia : “Il nostro consumatore viene qui ingaggiato in un’esperienza multisensoriale, che parte dal nostro Glazed cafè, quindi con il gusto, l’olfatto e tutti i sensi più legati a tutto quello che si può offrire in un caffè parigino. E poi l’esperienza continua fino alla nostra penthouse, in cui si riesce a entrare in contatto con la professionalità di Kérastase, ad avere un hairstyle che è basato sia sulla dimensione artistica dei nostri pro, che sulla tecnologia, grazie ad una diagnosi tecnologica e aumentata dalla intelligenza artificiale con le nostre K-Scan”.

Al centro dell’esperienza restano i parrucchieri e la consulenza professionale, insieme alle novità prodotto e ai servizi personalizzati: “la K-Scan analizza il cuoio capelluto e suggerisce le routine hair care più adatte in base ai bisogni della persona. E questa è proprio l’esperienza che i visitatori del nostro evento Kérastase Society hanno potuto vivere, affidandosi proprio alle mani esperte dei nostri acconciatori, che hanno fatto provare loro anche le ultime novità in casa Kérastase, come ad esempio Gloss Absolu Cream e l’ultima linea Chronologiste che si ispirano alla longevity hair care” ha aggiunto Federica Scolaro, Marketing Manager Kérastase.

Dalla lobby alle suites, tra consulenze beauty tech, ritocchi styling e spazi dedicati alla socialità e alla creatività, un nuovo modo di vivere la bellezza: non solo da scoprire, ma da indossare e condividere. Un concept destinato a viaggiare nel mondo, con prossime tappe già previste a Parigi, Madrid, Amsterdam e New York.

1 maggio, Mattarella: morti e incidenti su lavoro piaga inaccettabile

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi. Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera.

“Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita, rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”, ha osservato Mattarella.

1 maggio, Mattarella e il lavoro delle donne: colmare gap di genere

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo della Piaggio a Pontedera.

“L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea – ha sottolineato il presidente -. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.

1 maggio, Mattarella: in Ue tempo di visione, no misure corto respiro

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Museo Piaggio a Pontedera e sottolineando che è “tempo di visione” e non di “misure di corto respiro”.

“Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita. E’ una consapevolezza diffusa fra i membri dell’Unione, tanto è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in EU. E’ tempo di visione. Non di misure di corto respiro. E’ tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”, ha sottolineato il presidente.

1 maggio, Mattarella: lavoro presidio società, messaggio Costituenti

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Il lavoro è presidio della società. E’ espressione della libertà della persona e delle comunità. E’ dignità. E’ strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“E’ il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse “fondata sul lavoro” proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo”, ha sottolineato.

1 maggio, Mattarella: lavoro fondamento essenziale nostra convivenza

Pontedera (Pi), 30 apr. (askanews) – “Siamo a Pontedera per celebrare, oggi, il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’auditorium del Museo Piaggio a Pontedera.

“Domani, Primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. E’ una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda. Anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa” ha sottolineato il presidente.

Su Sky Arte due documentari degli studenti di Luiss Business School

Roma, 30 apr. (askanews) – Alla seconda edizione di “Luiss Business School Creative Productions: dall’aula al set” sono stati presentati i progetti audiovisivi realizzati dagli studenti e dalle studentesse del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali, major in Art Management, Writing School for Cinema & Television e Gestione della Produzione Cinematografica e Televisiva della Luiss Business School.

Il progetto, che per l’edizione 2026 si avvale della partnership con Sky, ha visto gli studenti e le studentesse di questi percorsi ideare, progettare e realizzare due documentari, “SA.L.A.D. – San Lorenzo Art District”, sul grande distretto artistico spontaneo nato nel quartiere romano di San Lorenzo, e “Ultramoderni”, che racconta la nascita di un’associazione culturale (La Conventicola degli Ultramoderni) di varietà e burlesque (sempre a San Lorenzo), prodotti da Luiss Business School con la collaborazione di Nikada Film e Indaco Studios. La Luiss Business School si riconferma laboratorio avanzato di formazione e sperimentazione:

“Noi abbiamo come scuola un nostro modus operandi che è quello del fare, poi quando questo fare si arricchisce con delle partnership straordinarie come quelle di Sky ovviamente è tutto più ‘ingaggiante’ per i nostri studenti – ha spiegato Luca Pirolo Associate Dean for Multi-Hub strategy e Head of Specialized Masters Luiss Business School.

I Master della Scuola permettono ai partecipanti di confrontarsi con tutte le fasi dello sviluppo di un progetto audiovisivo, dall’ideazione alla produzione, fino alla distribuzione. La collaborazione con partner di primo piano come Sky Italia rappresenta un elemento chiave di questo percorso:

“Andranno in onda su Sky Arte il 3 e 5 maggio, siamo contenti di arricchire la nostra offerat per i n ostri abbonati con due prodotti effettivamente unici, non soltanto per il racconto che ne fanno ma anche per come sono stati realizzati”, ha rivelato Omar Schillaci, Director Sky Content Factory e vice-direttore di Sky Tg24.

Presentato inoltre Giulia, il progetto di fine Master che ha visto gli studenti cimentarsi con la scrittura e realizzazione del pilot di una serie TV.

Commissario UE Cultura: bene Giuli per posizione chiara su Russia

Roma, 30 apr. (askanews) – Durante il dibattito sul rischio di normalizzazione delle relazioni con la Russia, nella seduta plenaria del Parlamento europeo il Commissario UE alla Cultura Glenn Micallef ha ringraziato il ministro della Cultura Alessandro Giuli per la sua posizione chiara sul tema.

“Desidero esprimere il mio pieno sostegno al ministro della Cultura Alessandro Giuli – ha detto Micallef intervenendo in italiano – per la sua posizione chiara e di principio: è una posizione che io condivido pienamente e per questo devo dire grazie Alessandro”.

Alla Pinacoteca Agnelli in buona compagnia di Walter Pfeiffer

Torino 30 apr. (askanews) – La Pinacoteca Agnelli presenta dal 30 aprile al 13 settembre 2026 la prima mostra istituzionale in Italia dedicata all’opera fotografica di Walter Pfeiffer a cura di Nicola Trezzi e Simon Castets.

Ne ha parlato ad askanews Nicola Trezzi: “Walter Pfeiffer. In Good Company, in buona compagnia, è una mostra fotografica con più di 100 opere dagli anni Settanta agli anni Venti del Duemila e raccoglie fotografie a colori e in bianco e nero scattate da Walter Pfeiffer, questo artista e fotografo svizzero. La mostra si concentra su come il desiderio, l’erotismo, ma anche il formalismo, il modernismo e la storia dell’arte sono stati catturati da questo artista in maniera unica, in maniera molto peculiare e in una maniera che ha preceduto moltissimi linguaggi, uno fra tutti i linguaggi della moda contemporanea. La foto che vediamo è un ritratto di Eva Herzigovà, la fotomodella, in realtà qua è irriconoscibile perché è completamente camuffata, questo fa parte un po’ del modo giocoso di Walter Pfeiffer di creare le sue immagini. La fotografia è parte di un servizio che l’artista ha fatto per l’edizione francese di Vogue nei primi anni Duemila: quando aveva sessant’anni e senza agente, senza una minima esperienza, diventa immediatamente una star della fotografia di moda. Lui racconta come si trovò in questo campo che lui aveva studiato tantissimo già dai tempi in cui era studente e sognava di fare le fotografie di moda e arriva a sessant’anni creando queste immagini che fondono di nuovo il desiderio, la bellezza ma anche questo spirito giocoso che lo contraddistingue”.

Il titolo della mostra In Good Company è una giocosa allusione al casting dei soggetti e al processo collaborativo e performativo messo in atto da Pfeiffer: amici, passanti, gatti, top model, oggetti e se stesso mascherato, travestito e in posa. Il fotografo si muove liberamente fra soggetti e generi, fra temi e stili. Enciclopedia visiva del desiderio, dell’erotismo, dell’ironia e dell’autoritratto, ma anche del formalismo e della storia dell’arte, la mostra non segue un ordine cronologico nelle sei sale tematiche: Glamour Elvetico, Tra le righe, El Dorado, Centro di ispirazione, Atlante del desiderio e Anti eroe super model. Walter Pfeiffer è un pioniere della fotografia contemporanea.

L’Istat: ad aprile l’inflazione balza al 2,8%, pesa l’energia

Roma, 30 apr. (askanews) – Balzo dell’inflazione ad aprile. Secondo le stime provvisorie dell’Istat, l’indice registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua, da +1,7% del mese precedente. L’aumento è sostenuto essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (+9,5% da -2,1%) e degli Alimentari non lavorati (+6,0% da +4,7%) Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,3%).

Inflazione media eurozona balza al 3% ad aprile, energia +10,9% annuo

Roma, 30 apr. (askanews) – Ad aprile l’inflazione media nell’area euro è balzata al 3%, dal 2,6% annuo di marzo. Lo riporta Istat con la stima preliminare. In un mese i prezzi sono saliti dell’1%, secondo l’ente di statistiche Ue.

Gli sviluppi riflettono innanzitutto l’impennata dei prezzi dell’energia: più 3% su mese e più 10,9 per cento su anno. E rendono problematico per la Bce il mantenimento dello status quo sui tassi di interesse, che al 2% sono coniderati ad un livello neutrale. Oggi si tiene il Consiglio direttivo da cui sono attese le decisioni proprio sui tassi.

L’Istat: a marzo la disoccupazione cala al 5,2%

Roma, 30 apr. (askanews) – A marzo il tasso di disoccupazione scende al 5,2% (-0,1 punti), mentre quello giovanile sale al 18,1% (+0,6 punti). E’ la stima dell’Istat.

Il calo delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali i disoccupati risultano in lieve crescita.

La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a +46mila unità) si riscontra per entrambi i sessi, tra i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età; gli inattivi risultano invece stabili tra i 25-34enni e in diminuzione tra i 35-49enni. Il tasso di inattività sale al 34,1% (+0,1 punti).

Al Castello di Rivoli il ghiacciaio scomparso di Cecilia Vicuna

Torino 30 apr. (askanews) – Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta nella Manica Lunga Cecilia Vicuna: El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso), la prima mostra personale dell’artista in un museo italiano: un importante ritorno dell’artista nell’istituzione che ha presentato per la prima volta il suo lavoro in Italia nel 2000, nell’ambito della mostra collettiva Quotidiana. Artista, poetessa e attivista, il pensiero femminista ed ecologico di Vicuna si focalizza su tematiche legate alla difesa della democrazia, alla libertà d’espressione e a pratiche decoloniali volte alla tutela dell’eredità culturale delle popolazioni indigene e del territorio. Il processo di preparazione della mostra ha incluso un’azione collettiva che ha coinvolto le comunità locali in passeggiate e nella raccolta di piccoli materiali residui provenienti dalle sponde dei vicini corsi e bacini d’acqua, come il fiume Dora Riparia e i laghi di Avigliana.

Marcella Beccaria, curatrice della mostra ha raccontato ad askanews: “Quando Cecilia è venuta qua effettivamente una delle prime cose che ha notato è stato che dalle finestre della Manica Lunga si vedono vette di montagne innevate. Questa mostra nasce dall’incontro di Cecilia Vicuna con questo luogo e il suo territorio, guardando innanzitutto alla memoria geologica di questo luogo e al paesaggio che è stato modellato da queste varie fasi glaciali, un paesaggio fatto di colline moreniche. Il Castello di Rivoli siede su una collina morenica e quindi per sua natura su una collina fatta di detriti e di sedimenti. La mostra continua una lunga relazione tra l’artista e la fisicità dell’acqua, del ghiaccio, delle montagne: lei come dice è una creatura delle montagne, in molti suoi lavori effettivamente acqua, montagna e ghiaccio sono fortemente presenti. Questa è una mostra che parla chiaramente anche di quanto è preziosa oggi l’acqua, di quanto sono drammatiche le varie tipologie di attentati al paesaggio e all’ambiente naturale che noi continuamente facciamo.

In mostra sono presenti le parole, i suoni, la voce dell’artista che in accordo con lei possono essere esperiti man mano che ci si muove nello spazio e alla fine re-incontrati poi sotto forma di alcuni video che sono presenti in mostra e sono ovviamente anche delle altre opere poetiche profondamente connesse appunto con acqua, montagne, ghiacciai e con la sensibilità ecologica, poetica e politica che connota il lavoro dell’artista.

L’arte di Cecilia Vicuna è fatta di ciò che si vede ma è anche fatta di ciò che non si vede ed è fatta di esperienza. È fatta del tempo che passa e di gesti minimi, non è un’arte che si può vedere e basta: questa è una mostra che in un certo senso non si vede. Bisogna venire qua, bisogna esperirla, bisogna passarci del tempo, bisogna avere anche voglia di capire e di ricordarsi che il nostro corpo conosce il mondo non solo attraverso gli occhi, ma attraverso molteplici sensi, attraverso anche l’incredibile capacità che noi come esseri umani abbiamo di conoscere lo spazio nel momento in cui ci muoviamo, nel momento in cui molteplici sensi si attivano”.

Appositamente progettata per gli spazi longitudinali dell’edificio, l’opera è immaginata dall’artista come un quipu acostado, installazione orizzontale sospesa a più altezze di corda, bambù e lana grezza: una presenza evocativa dello scorrere del tempo, umano e geologico, del movimento di elementi naturali, come vento e acqua, e della transitorietà della presenza umana rispetto all’ambiente. Come la stessa Cecilia Vicuna ha raccontato: “Quando dissolviamo questo lavoro, il lavoro ritorna alla terra. Quindi non si tratta solo di parlare della circolarità, ma di incarnarla, praticarla e gioire del fatto che questa morirà. Ed è la morte ed è ancora più bello della vita. Questo è il concetto di rigenerazione. La morte è parte della vita e la vita è parte della morte”.

Mattarella: iniziative La Torre ancora oggi fondamento norme contro mafia

Roma, 30 apr. (askanews) – “L’uccisione, il 30 aprile 1982, di Pio La Torre e Rosario Di Salvo mise in evidenza ancora una volta la pericolosità della criminalità organizzata, nemica della comunità. Pio La Torre, intensamente impegnato sul versante sociale, profuse la sua azione anche nella lotta alla mafia. Deputato, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, offrì un decisivo contributo alla causa della legalità, con interventi legislativi che ancora oggi costituiscono le fondamenta dell’impianto normativo di contrasto alle mafie”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al Presidente del Centro di Studi e iniziative Culturali Pio La Torre, Emilio Miceli.

“La Legge “Rognoni-La Torre” – continua Mattarella – fu approvata nei mesi successivi alla sua morte e oggi costituisce parte della preziosa eredità civica ed etica che, anche attraverso le iniziative promosse dal Centro a Lui intitolato, viene trasmessa alle giovani generazioni, come con il Progetto Educativo Antimafia, volto a sensibilizzare gli studenti sul tema della legalità. In questa giornata di commemorazione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, la Repubblica rende omaggio alla loro figura e al loro impegno”.

Cotec Italia, Fabiola Giannotti nuova presidente

Roma, 30 apr. (askanews) – L’Assemblea dei Soci della Fondazione Cotec ha nominato Fabiola Gianotti nuova Presidente. Fisica italiana riconosciuta a livello mondiale, secondo quanto riporta un comunicato dal 2016 al 2022 è stata Direttore Generale del CERN di Ginevra, prima donna in questo ruolo e unica ad essere stata nominata per due mandati completi.

“Una nomina di grande valore per la Fondazione, che avviene in vista del prossimo Summit COTEC Europa – si legge – appuntamento centrale per il dialogo tra Italia, Spagna e Portogallo sui temi dell’innovazione e delle grandi trasformazioni in atto, che si terrà a Venezia il prossimo 17 giugno”.

“La Fondazione esprime alla nuova Presidente la più profonda gratitudine per aver accolto questo incarico. La sua autorevolezza – prosegue il comunicato – la sua visione e il suo straordinario percorso scientifico e istituzionale rappresentano un riferimento prezioso per il proseguimento delle attività di Cotec e per il rafforzamento della cultura dell’innovazione nel nostro Paese”.

Lavrov: la Russia è interessata a riprendere i negoziati sull’Ucraina

Roma, 30 apr. (askanews) – La Russia intende rirpendere i negoziati per risolvere il conflitto ucraino sulla base degli accordi raggiunti con gli Stati Uniti: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov.”Restiamo interessati a riprendere il processo negoziale sulla base degli accordi esistenti tra Russia e Stati Uniti, e ieri, in una conversazione telefonica con il presidente [Donald] Trump, il presidente [Vladimir] Putin ha confermato questa posizione”, ha proseguito Lavrov.

Il ministro ha tuttavia avvertito che una pace durevole sarà impossibile se non si risolvono le cause profonde del conflitto, e si è augurato che gli accordi raggiunti fra Trump e Putin ad Anchorage vengano infine applicati.

M.O., Schlein: illegale abbordaggio Flotilla, Ue e governo condannino

Roma, 30 apr. (askanews) – “L’esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari. Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa. Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo. L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali. Questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Israele: arrestati 175 attivisti della Flotilla

Roma, 30 apr. (askanews) – La Marina israeliana ha fermato circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza per protestare contro il blocco navale israeliano. In un post su X, il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video che mostra alcuni attivisti “che si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane”, aggiungendo che “circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 imbarcazioni della flotilla dei preservativi stanno ora raggiungendo pacificamente Israele”.Ieri sera il ministero aveva pubblicato un video che mostra “preservativi e droga” rinvenuti su una delle imbarcazioni.

In totale, secondo il Times of Israel, la Marina israeliana ha intercettato 21 delle 58 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla durante la notte, vicino all’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. Le altre imbarcazioni sono state avvertite di cambiare rotta, altrimenti saranno a loro volta intercettate.

Volkswagen: utile netto -28% nel I trim, pesano Cina e dazi Usa

Milano, 30 apr. (askanews) – Il gruppo Volkswagen chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto in calo del 28,4% a 1,56 miliardi di euro, penalizzato dalla contrazione dei volumi in Cina e Nord America, dall’impatto dei dazi Usa e da voci stroardinarie, ma conferma la guidance per l’intero esercizio e indica progressi sul fronte dei costi e della generazione di cassa. Il gruppo tedesco ha registrato ricavi per 75,66 miliardi di euro, in calo del 2,5%, mentre il risultato operativo è sceso del 14,3% a 2,46 miliardi.

Il margine operativo si è attestato al 3,3%, dal 3,7% di un anno prima. Le consegne ai clienti sono calate del 4% a 2,05 milioni di veicoli, le vendite di veicoli del 6,9% a 1,95 milioni e la produzione dell’1,7% a 2,16 milioni.

Il gruppo ha segnalato una dinamica positiva in Europa, dove il portafoglio ordini è aumentato di circa il 15% rispetto a fine 2025, sostenuto dai nuovi modelli, fra cui Volkswagen T-Roc, Cupra Terramar, Skoda Elroq, Audi Q3 e Porsche Cayenne Electric. Gli ordini Bev sono cresciuti del 4%. Sul piano geografico, tuttavia, la crescita in Sud America (+3%), Europa occidentale (+1%) ed Europa centro-orientale (+7%) ha compensato solo in parte i cali in Cina (-20%) e Nord America (-9%).

Nel trimestre Volkswagen ha ridotto i costi generali di quasi 1 miliardo di euro e ha generato un net cash flow positivo per 1,99 miliardi nella divisioen Auto, contro un assorbimento di 828 milioni un anno prima. La liquidità netta della divisione automotive resta solida a 34,24 miliardi di euro, poco sotto i 34,5 miliardi di fine 2025.

Per il 2026 Volkswagen conferma ricavi attesi tra stabili e +3% rispetto all’anno precedente, un margine operativo tra il 4% e il 5,5%, un net cash flow automotive tra 3 e 6 miliardi e liquidità netta tra 32 e 34 miliardi. La guidance si basa sull’ipotesi che il livello dei dazi Usa resti invariato, mentre non incorpora l’eventuale impatto di un’escalation in Medio Oriente, che il gruppo afferma di non poter valutare in modo affidabile.

Tra le divisioni, il Brand Group Core ha migliorato il risultato operativo a 1,54 miliardi di euro, +38%, con un margine del 4,4%, grazie a costi prodotto ottimizzati e controllo deii costi che hanno più che compensato i dazi Usa e la svalutazione della ID.4 negli Stati Uniti. Il Brand Group Progressive, che include Audi, ha visto i ricavi scendere dell’8,1% a 14,18 miliardi, ma il risultato operativo è salito del 9,5% a 588 milioni, con margine al 4,2%.

Più debole la performance del Brand Group Sport Luxury, cioè Porsche, con ricavi in calo del 5,6% a 7,38 miliardi e risultato operativo sceso a 517 milioni da 678 milioni, per minori volumi e dazi Usa; il margine è sceso al 7%. Pesante flessione anche per la divisione Trucks, con ricavi -5,3% a 9,78 miliardi e risultato operativo crollato a 40 milioni da 640 milioni, per minori volumi, dazi e oneri legati a progetti elettrici e alla vendita di un impianto negli Stati Uniti. Cariad ha invece ridotto la perdita operativa a 420 milioni da 755 milioni, grazie agli effetti del piano di ristrutturazione.

Nel ricordo del beato Giuseppe Toniolo

Ricordare il beato Giuseppe Toniolo non significa soltanto rendere omaggio a una grande figura del cattolicesimo sociale italiano. Significa, piuttosto, tornare a una sorgente viva del pensiero cristiano dentro la storia, là dove la fede non si separa mai dalla responsabilità pubblica, dalla giustizia sociale, dalla dignità del lavoro, dalla formazione delle coscienze.

Toniolo comprese con straordinaria lucidità che una società non si custodisce solo attraverso le istituzioni, ma attraverso un tessuto morale, culturale e comunitario capace di tenere insieme libertà e solidarietà, sviluppo e giustizia, economia e persona. Il suo pensiero conserva oggi un’importanza decisiva, perché ci ricorda che il bene comune non è un principio disincarnato, ma il nome concreto di una convivenza più umana.

In un tempo segnato da solitudini crescenti, disuguaglianze profonde e smarrimento educativo, Toniolo continua a parlarci con sorprendente attualità. La sua lezione ci chiede di non rassegnarci a un’economia senza volto, a una politica senza popolo, a una cultura senza anima. Ci invita, al contrario, a ricostruire legami, a formare classi dirigenti responsabili, a mettere la persona al centro dei processi sociali.

Il suo pensiero economico resta, in questo senso, di grande modernità. Per Toniolo l’economia non poteva essere ridotta a pura tecnica, a calcolo impersonale, a meccanismo separato dalla vita reale delle persone. Doveva essere, invece, un’economia umana, ordinata alla dignità del lavoro, alla giustizia nei rapporti sociali, alla cooperazione, alla responsabilità dei corpi intermedi. Anche la sua riflessione sulla pace nasceva da qui: non da un sentimento astratto, ma dalla convinzione che non vi possa essere pace autentica senza giustizia, senza diritto, senza un ordine internazionale fondato sulla dignità della persona e sulla fraternità tra i popoli.

Tra le sue intuizioni più grandi vi è quella che preparò spiritualmente e culturalmente la nascita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: non come semplice istituzione accademica, ma come luogo in cui sapere, fede, ricerca e servizio al Paese potessero incontrarsi fecondamente. In quella visione c’era già l’idea che l’università dovesse essere non un luogo separato dalla vita, ma un laboratorio di pensiero, responsabilità e futuro.

Per questo la memoria di Giuseppe Toniolo non appartiene al passato. È una consegna. È un compito. È una bussola per quanti credono che la democrazia abbia bisogno di cultura, che la politica abbia bisogno di coscienza, che l’economia abbia bisogno di giustizia, che la fede abbia bisogno di incarnarsi nella storia.

Nel suo nome, siamo chiamati ancora oggi a servire l’Italia con intelligenza, con sobrietà, con passione civile e con quella speranza cristiana che non evade dal mondo, ma lo ama abbastanza da volerlo più giusto.

 

* Testo pubblicato dal sito web dell’Istituto Toniolo

https://www.istitutotoniolo.it

Irresponsabile violare le regole di bilancio

L’idea che l’Italia possa alleviare le pene della sua economia e indurre al sorriso i suoi elettori violando allegramente le regole di bilancio europee e rimettendo in movimento la spirale della spesa pubblica è un atto di pura irresponsabilità. Si tratta di un peccato che magari abbiamo già commesso in altri tempi (e noi democristiani dobbiamo dircelo senza troppa indulgenza per noi stessi). Ma che ora, in tempi di euro, diventerebbe devastante, finendo col minare assai seriamente la credibilità del nostro paese.

Non si tratta, infatti, di adempiere a un odioso obbligo contabile. Si tratta piuttosto di decidere se intendiamo stare sulla scena globale forniti di un attestato di affidabilità, o se invece vogliamo riproporci come un luogo di allegra disinvoltura. Sapendo che l’indomani ci troveremmo inevitabilmente a fare i conti con le severe leggi del mercato globale.

Non c’è bisogno di ricordare che le conseguenze di questi giri di valzer sarebbero assai severe e che a pagarle finirebbero per essere proprio “le imprese e le famiglie”. Quelle imprese e quelle famiglie a cui la demagogia politica ed elettorale ammicca ogni sera, sempre più vanamente, dagli schermi dei nostri telegiornali.

Molto probabilmente, nulla di tutto questo avverrà. Ma appunto per questo si vorrebbe suggerire a quanti teorizzano lo sfondamento delle linee di bilancio di evitare i loro proclami. Poiché quei proclami non arrecano nessun sollievo ai cittadini e nessun vantaggio ai suoi cantori. Mentre rischiano di aggiungere, questo sì, altri oneri a spese dei loro destinatari.

 

Fonte – La Voce del Popolo – 29 aprile 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

L’affare Minetti, un solito caso italiano

Minetti o non Minetti, questo è il problema

Il caso Minetti primeggia nei titoli di testa dei giornali con la stessa caratura dei conflitti in Iran e in Ucraina. Si tratta di una guerra interna al nostro paese che potrebbe lasciare sul campo il buon Nordio e comunque sta sollevando un polverone tossico da cui guardarsi per il sano respiro della nostra politica. La faccenda è singolare perché da ex igienista dentale la Minetti potrebbe essere proprio lei a compromettere la salute del Governo e forse anche della opposizione mettendo in luce una carie nella procedura del rilascio della grazia concessa dal Capo dello Stato a quella che è stata una delle donne caduta, al tempo, nelle simpatie di Berlusconi. La Minetti sta conoscendo una rinnovata fama liberandosi dall’oblio per le sue gesta di un tempo e che non hanno lasciato neanche tracce esaltanti come Consigliera regionale in quel della Lombardia un vissuto, del quale è inutile scomodare la memoria alla ricerca di un segno da conservare.

La giustizia e un possibile inciampo

Oggi costituisce una mina per la Meloni e la conduzione del Dicastero della Giustizia, pur dovendosi attendere se corrisponda al vero la falsità degli elementi che hanno indotto la Corte d’Appello della Procura di Milano ad esprimere un parere favorevole per il decreto con cui Mattarella ha levato il peso di una condanna alla Minetti in questione. Destino vuole che dalle parti di Milano accada sempre qualcosa che metta in croce Berlusconi e i suoi futuri eredi politici.

Si è attivato subito un sistema di scarica barile in virtù del quale l’ufficio della “grazia” del Quirinale non ha fatto che prendere atto di quanto rappresentato da Nordio che a sua volta si è fidato della istruttoria e delle indagini della Procura meneghina che oggi dice di essere stata “ingenua” nel considerare i fatti. In proposito sembra che abbia rilasciato una dichiarazione che non è di gran conforto: “…Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche”. Se la Mnetti avesse effettivamente preso in giro la giustizia, non si sarebbe avuto uno sguardo acuto ma nello stesso tempo ci sarebbe il vanto di non essere stati vittime di pregiudizio verso una persona pur munita di una storia non proprio esemplare.

Smanie di contrapposizioni

Quindi ora ci si affida al superiore salvagente dell’Interpol per ulteriori verifiche e accertamenti e subito i costituzionalisti cominciano a dibattere se comunque si possa revocare la grazia anche in assenza di un nuovo reato, ferma l’eventuale mendacia dei fatti di cui la Minetti si è fatta forte nel sostenere la sua causa relativa ad una adozione di un bambino che avrebbe dovuto restare riservata e che invece è adesso sulla pubblica piazza, commettendosi almeno per questo un male certo.

Un triste clamore mediatico

Resta adesso di dover correre velocemente per uscire dai pasticci, il caso Minetti richiede una giustizia veloce come su un percorso di Minneapolis e mettere fine alla baraonda che ne è venuta fuori. Forse sarebbe stato più opportuno non farne materia di contenzioso politico perché c’è pur sempre un minore da tutelare e che pesa di più di tutte le diatribe in corso. Che gli avversari del Governo ne facciano un motivo per sperare su questo di metterlo in crisi non lascia tranquilli. Occorrerebbero altri argomenti ed altre proposte per candidarsi ad essere alternativa alla guida del Paese. Dalla nobile disfida di Barletta a uno scontro dal sapore di burletta il passo è breve.

Tutto questo trambusto prima poi passerà, forse la Minetti avrà ragione a lamentarsi di essere stata messa alla gogna o forse le si potranno aggiungere nuove critiche ed altre accuse per un procedere che anche in passato non è stato del tutto luminoso. Prima poi tutto questo passerà, ci sono fatti più importanti a cui guardare e un giorno si potrà dire finalmente “Minetti chi?”.

Accoglienza sotto sequestro: quando l’emergenza fabbrica abbandono

Partendo dall’articolo di Franz Baraggino pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 28 aprile 2026, che riprende il rapporto ActionAid La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026, emerge un quadro severo del sistema italiano di accoglienza.

Il dato da cui partire è netto: la crisi non sembra dipendere da una pressione migratoria ingestibile. Al 31 dicembre 2024, le persone accolte erano 134.549, pari appena allo 0,23% della popolazione residente. Non un’invasione, dunque, non un assedio, non una massa fuori controllo. Piuttosto, una presenza numericamente governabile, che però continua a essere amministrata come emergenza permanente.

Prevale la logica di  contenimento

Il problema, allora, non è solo quantitativo. È politico, amministrativo e culturale. L’accoglienza, che dovrebbe essere un percorso di tutela, orientamento e progressiva autonomia, viene sempre più ridotta a una logica di contenimento. I CAS, Centri di Accoglienza Straordinaria, ospitano la maggioranza delle persone, mentre il sistema SAI, più vicino ai Comuni, ai territori e a un’idea di integrazione diffusa, resta marginale. Così l’accoglienza smarrisce la sua funzione educativa e sociale e rischia di diventare semplice gestione dei corpi: vitto, alloggio, attesa.

Particolarmente grave è la denuncia del cosiddetto “sovraffollamento artificiale”. Alcune strutture superano la capienza prevista, mentre altrove risultano disponibili posti liberi. Questo significa che il disordine non nasce sempre dalla mancanza di spazi, ma da scelte organizzative che concentrano, comprimono, allontanano.

La frontiera, come suggerisce ActionAid, non è più soltanto una linea geografica, ma diventa un dispositivo diffuso di selezione, attesa e contenimento: attraversa i centri, le procedure amministrative e le biografie sospese di chi resta bloccato tra riconoscimento negato e integrazione mancata.

A rendere ancora più fragile il quadro ci sono i tagli ai servizi: meno mediazione linguistica, meno orientamento legale, meno supporto psicologico, meno accompagnamento reale. Ma una persona che arriva da guerre, torture, povertà estrema o viaggi traumatici non ha bisogno soltanto di un letto. Ha bisogno di essere ascoltata, compresa, orientata. Senza questi presìdi, l’accoglienza non produce integrazione: genera marginalità.

Controllare davvero significa garantire umanità

Qui si apre una questione decisiva, anche scomoda. In alcune aree del Paese non possono mancare controlli severi, continui, non puramente formali, capaci di verificare che nei centri tutto avvenga secondo criteri di legalità, trasparenza e umanità. Vigilare non significa criminalizzare l’accoglienza, ma impedire che essa diventi un affare opaco, una gestione al ribasso, un parcheggio di vite fragili.

Servono ispezioni reali sulle condizioni materiali delle strutture, sulla qualità dei servizi, sulla presenza effettiva di figure professionali, sul rispetto delle capienze, sulla tutela sanitaria e psicologica, sulla mediazione culturale, sull’accompagnamento legale. E serve rigore anche nel rilascio delle autorizzazioni, negli affidamenti, nelle proroghe, nei capitolati, nelle verifiche prefettizie. Perché se l’accoglienza viene affidata senza presidio pubblico, se i centri restano privi di controlli adeguati, se i servizi vengono tagliati e la dignità diventa una variabile di bilancio, allora lo Stato non governa il fenomeno: lo abbandona.

La parte più dolorosa riguarda i minori stranieri non accompagnati. L’articolo segnala, sulla base del rapporto ActionAid, il passaggio di centinaia di ragazzi soli in centri per adulti. È un dato che dovrebbe inquietare profondamente. Un minore senza famiglia non può essere trattato come un problema logistico. È una responsabilità pubblica, educativa, morale. Quando un ragazzo scompare dal sistema, non scompare dalla realtà: diventa più esposto allo sfruttamento lavorativo, al lavoro nero, alla criminalità, alla solitudine.

Il tema vero, allora, non è soltanto come “contenere” i migranti. È decidere che idea abbiamo della società. Un’accoglienza povera di servizi non rende i territori più sicuri. Li rende più fragili. Produce invisibilità, non ordine. Alimenta rancore, non responsabilità pubblica. Genera zone grigie, non legalità.

Percorsi seri

L’emergenza, quando viene fabbricata dalla politica, non passa: mette radici, diventa paesaggio, insegna alle istituzioni a scambiare l’attesa per governo e l’abbandono per ordine.

Ma una democrazia matura non dovrebbe trasformare l’accoglienza in abbandono organizzato. Dovrebbe pretendere percorsi seri, controlli rigorosi, responsabilità diffuse e strumenti reali di autonomia: perché ogni vita lasciata in sospeso diventa una ferita aperta nel corpo della Repubblica.

Perché accogliere non significa semplicemente aprire una porta. Significa evitare che, una volta varcata quella soglia, le persone vengano lasciate sole in un corridoio senza uscita.

Inzaghi: "Inter penalizzata, sarei rimasto"

Roma, 30 apr. (askanews) – “Giù le mani dall’Inter: siamo stati penalizzati, non favoriti”. A quasi un anno dall’addio ai nerazzurri, Simone Inzaghi rompe il silenzio e ripercorre senza filtri la fine del suo ciclo con l’Inter e la nuova esperienza all’Al Hilal in una intervista alla Gazzetta dello sport. Alla vigilia dello scudetto che incorona l’erede Cristian Chivu, il tecnico difende il lavoro svolto e respinge le polemiche sugli arbitri: “Mi ha scioccato l’inchiesta. Abbiamo perso parecchi punti per errori arbitrali. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati. Non accuso nessuno, ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa”.

Il riferimento è alla stagione conclusa con uno scudetto sfumato per un punto: “È doloroso, ma nello sport non si possono avere rimpianti. In quattro anni ho vinto tanto e raggiunto due finali di Champions. Accetto le critiche, ma solo su di me: i giocatori mi hanno sempre dato tutto”. E proprio il cammino europeo resta il ricordo più vivo: “Le serate contro Bayern e Barcellona valgono più dei trofei, sono state vittorie forse irripetibili”.

Decisiva, però, la finale di Monaco persa contro il Paris Saint-Germain: “Siamo arrivati senza energie fisiche e mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato. Il Psg ha indirizzato la partita e noi ci siamo disuniti”. Una sconfitta che ha segnato anche il futuro: “Se avessimo vinto la Champions sarei rimasto. Ho deciso due giorni dopo, a casa di Marotta, con Ausilio e Baccin. Sentivo che si era chiuso un ciclo”.

Nessun addio programmato, quindi: “Non avevo comunicato nulla alla squadra prima della finale. È successo tutto molto velocemente”. E sulla scelta dell’Arabia Saudita, Inzaghi respinge le critiche: “Non sono andato per i soldi ma per conoscere una nuova realtà e mettermi in discussione. Non mi è mai mancato nulla dal punto di vista economico”.

A Riad il tecnico rivendica i risultati: “Non abbiamo ancora perso una partita in stagione. Siamo in corsa per il titolo e in finale di Coppa del Re”. E sul futuro non si sbilancia: “Ho ancora un anno di contratto e grande entusiasmo. Quando sarà il momento vedremo”.

Uno sguardo resta comunque all’Inter, capace di ripartire subito: “Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. Il merito è anche di Chivu”. E sui rapporti con lo spogliatoio chiarisce: “Con Dimarco c’è un ottimo rapporto, fui io a trattenerlo. Anche su Zielinski si dimentica che lo volli io”.

Infine, una riflessione sul calcio italiano: “Bisogna ripartire dalla base, dai vivai, con più coraggio e qualità. Ridurrei anche il format della Serie A e valorizzerei gli istruttori dei bambini. Senza di loro non sarei mai diventato Simone Inzaghi”.

Stellantis torna in utile nel I trim, bene Usa ma margini giù in Europa

Milano, 30 apr. (askanews) – Stellantis chiude il primo trimestre 2026 con ricavi netti in crescita del 6% a 38,1 miliardi di euro, consegne consolidate in aumento del 12% a 1,36 milioni di veicoli e un utile operativo rettificato, Aoi, di 960 milioni, quasi triplicato rispetto ai 327 milioni di un anno prima. Il margine Aoi è salito al 2,5%, dallo 0,9% del primo trimestre 2025, mentre l’utile netto è tornato positivo per 400 milioni di euro.

Il miglioramento è stato trainato soprattutto dal Nord America, dove le consegne sono aumentate del 17% a 379mila unità, sostenute dal Ram 1500 Hemi V-8, dal Jeep Grand Wagoneer aggiornato e dal nuovo Jeep Cherokee. I ricavi dell’area sono cresciuti dell’11% a 16,1 miliardi di euro, grazie a maggiori volumi, mix più favorevole e pricing netto positivo, pur in presenza di effetti cambi negativi. Il Nord America è tornato in utile operativo rettificato per 263 milioni, rispetto alla perdita di 542 milioni del primo trimestre 2025, con margine Aoi all’1,6% dal -3,7%.

In Europa allargata le consegne sono salite del 12% a 637mila unità, spinte dai maggiori volumi di Citroën C3 e C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera, Fiat Grande Panda e dai modelli Leapmotor, in particolare la T03. I ricavi sono però cresciuti solo dell’1% a 14,4 miliardi, perché l’aumento dei volumi è stato in larga parte compensato da pricing netto negativo e da un mix sfavorevole. L’Aoi dell’area è sceso a 8 milioni, dai 292 milioni di un anno prima, con margine allo 0,1% rispetto al 2,1% del primo trimestre 2025.

Nel resto del gruppo, Medio Oriente e Africa ha mantenuto margini a doppia cifra, con Aoi di 282 milioni e margine dell’11,8%, mentre il Sud America ha registrato un Aoi di 393 milioni e un margine del 10,8%. L’Asia Pacifico resta in perdita, con Aoi negativo per 30 milioni e margine al -6,9%, nonostante il progresso dei volumi, in particolare in India.

Stellantis ha intanto ridotto da 1,6 a 1,3 miliardi di euro la stima dell’impatto dei dazi Usa per il 2026, dopo un effetto positivo di circa 400 milioni legato ai rimborsi attesi in seguito alla bocciatura delle misure da parte della Corte Suprema. L’impatto dei dazi è stato neutrale nel trimestre, anche se il gruppo, come gli altri costruttori che ne hanno fatto richiesta, non ha ancora ricevuto i rimborsi.

Il gruppo ha confermato la guidance finanziaria per il 2026: ricavi netti attesi in aumento a una cifra percentuale media, “mid-single digit”, margine Aoi a una cifra percentuale bassa, “low-single digit”, e flusso di cassa industriale in miglioramento anno su anno, includendo circa 2 miliardi di pagamenti legati agli oneri straordinari del reset operativo contabilizzati nel secondo semestre 2025. Stellantis prevede inoltre un ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027.

“I primi tre mesi del 2026 riflettono i risultati delle azioni intraprese per riportare Stellantis su un percorso di crescita sostenibile e profittevole”, ha dichiarato il ceo Antonio Filosa. I prodotti lanciati nel 2025, ha aggiunto, “sono stati accolti con favore” e i 10 nuovi veicoli previsti nel 2026 dovrebbero consolidare lo slancio. “La nostra priorità è chiara: mettere i clienti al centro”, ha detto Filosa, rinviando all’Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills per ulteriori dettagli.

Playoff NBA: Houston resta viva, ok Pistons e Cavs

Roma, 30 apr. (askanews) – Notte intensa nei playoff NBA, con tre gare-5 che ridisegnano gli equilibri delle serie e tengono aperti diversi scenari alla vigilia delle decisive gare-6. Colpo esterno degli Houston Rockets sul campo dei Los Angeles Lakers, vittoria interna dei Detroit Pistons contro gli Orlando Magic e successo casalingo dei Cleveland Cavaliers sui Toronto Raptors.

A Cleveland i Cavs difendono il fattore campo imponendosi 125-120 e portandosi sul 3-2 nella serie. Dopo un avvio favorevole ai canadesi, avanti anche di 12 punti tra primo tempo e inizio ripresa, la squadra di casa cambia marcia nel secondo tempo, limitando Toronto a percentuali molto basse nell’ultimo quarto. Decisivo il contributo dalla panchina di Dennis Schröder, autore di 19 punti di cui 11 nel periodo finale, mentre James Harden ed Evan Mobley chiudono con 23 punti a testa e Donovan Mitchell ne aggiunge 19. A Toronto non bastano i 25 di RJ Barrett e la prova completa di Scottie Barnes (17 punti, 8 rimbalzi e 11 assist), condizionata anche dall’uscita per infortunio di Brandon Ingram nel secondo quarto.

A Detroit i Pistons superano 116-109 Orlando e accorciano sul 2-3, rinviando il verdetto della serie. Protagonista assoluto Cade Cunningham, che firma una prestazione storica da 45 punti, record di franchigia ai playoff, trascinando i suoi in una gara sempre condotta ma rimasta aperta fino agli ultimi secondi. Dall’altra parte Paolo Banchero risponde con altri 45 punti, massimo personale nella postseason, ma i suoi errori dalla lunetta e l’assenza di Franz Wagner pesano nel finale. Detroit trova anche il supporto di Tobias Harris (23 punti), mentre Orlando resta comunque in controllo della serie con la possibilità di chiudere in gara-6 davanti al proprio pubblico.

Colpo di carattere infine per Houston, che passa 99-93 a Los Angeles e diventa la 16ª squadra nella storia dei playoff NBA capace di forzare gara-6 dopo essere stata sotto 0-3 nella serie. I Rockets costruiscono il successo con la difesa e un grande equilibrio offensivo: cinque uomini in doppia cifra guidati dai 22 punti di Jabari Smith Jr. e dai 18 di Tari Eason. Ai Lakers non bastano i 25 punti di LeBron James e i 22 dalla panchina di Austin Reaves, con percentuali basse dall’arco e troppe palle perse che compromettono la gestione del finale. La serie torna ora a Houston, con i californiani chiamati a chiudere per evitare una pericolosa gara-7.

Flotilla: "Attacco contro civili in acque internazionali"

Roma, 30 apr. (askanews) – L’operazione lanciata dalle forze israeliane contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso la Striscia di Gaza è “un vero e proprio attacco contro i civili in acque internazionali”. Lo ha denunciato ad Al Jazeera l’addetto stampa della Flotilla, Gur Tsabar, sollecitando “un intervento immediato” da parte dei governi di tutto il mondo per “garantire la sicurezza della Flotilla e per assicurare che il corridoio umanitario verso Gaza possa essere aperto.” “Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di miglia da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi”, ha denunciato Tsabar, sottolineando che “Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un sequestro in alto mare”. “Ogni governo ha l’obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio in questo momento è totale complicità – ha aggiunto l’addetto stampa – è necessario un intervento immediato per garantire la sicurezza della flottiglia e per assicurare che il corridoio umanitario verso Gaza possa essere aperto”.

Gli Usa propongono una coalizione internazionale per Hormuz

Roma, 30 apr. (askanews) – L’amministrazione Trump sta proponendo di aderire a una nuova coalizione internazionale per consentire la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui l’iniziativa, denominata “Maritime Freedom Construct”, è stata illustrata in un cablogramma interno del dipartimento di Stato inviato martedì scorso alle ambasciate, in cui si chiede ai diplomatici americani di fare pressione sui governi stranieri perchè vi aderiscano.

Secondo il cablogramma, la coalizione guidata dagli Stati Uniti si occuperebbe della condivisione di informazioni, del coordinamento diplomatico e dell’applicazione delle sanzioni.

“La vostra partecipazione rafforzerà la nostra capacità collettiva di ripristinare la libertà di navigazione e proteggere l’economia globale – recita il cablogramma – un’azione collettiva è essenziale per dimostrare una determinazione unitaria e imporre costi significativi al blocco del transito attraverso lo Stretto imposto dall’Iran”.

Nel cablogramma si afferma che i diplomatici americani dovrebbero chiedere ai loro interlocutori stranieri se i loro paesi desiderano essere un “partner diplomatico e/o militare”, precisando che la missione sarà gestita dal dipartimento di Stato e dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) e che “sarebbe complementare ad altre task force marittime per la sicurezza”, tra cui quella lanciata da Regno Unito e Francia”.

Iran, le notizie più importanti del 30 aprile sulla guerra

Roma, 30 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di giovedì 30 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. La fragile tregua tra Israele e Libano è stata prorogata. Trump ha respinto la proposta dell’Iran e ha confermato la linea del blocco nello Stretto di Hormuz.

-07:19 L’amministrazione Trump sta proponendo di aderire a una nuova coalizione internazionale per consentire la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui l’iniziativa, denominata “Maritime Freedom Construct”, è stata illustrata in un cablogramma interno del dipartimento di Stato inviato martedì scorso alle ambasciate, in cui si chiede ai diplomatici americani di fare pressione sui governi stranieri perchè vi aderiscano.

-07:00 Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricevere oggi dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, un briefing sui nuovi piani per una possibile azione militare in Iran. E’ quanto riporta il sito Axios, citando due fonti, secondo cui all’incontro dovrebbe partecipare anche il Capo di stato Maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Stando a quanto appreso dal sito, Centcom ha preparato un piano per una serie di attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran, che probabilmente comprendono obiettivi infrastrutturali, con l’intento di sbloccare lo stallo negoziale.

Fed conferma i tassi, Powell: resto nel Board anche dopo fine presidenza

Roma, 29 apr. (askanews) – Alla sua ultima conferenza stampa da presidente della Federal Reserve, Jerome Powell ha ribadito in maniera risoluta la difesa dell’indipendenza della Banca centrale. E nella misura in cui questo lo coinvolge a livello personale, con il tentativo di incriminazione che è stato portato avanti, e poi ritirato, dal Dipartimento di Giustizia Usa, ha confermato che anche dopo la scadenza del suo mandato da presidente, il 15 maggio, resterà nel direttorio in qualità di governatore, fino a quando questa disputa non sarà definitivamente conclusa.

Peraltro il suo mandato da governatore scade molto più in là: il 31 gennaio del 2028. Powell ha subito messo le mani avanti, chiarendo che non intende interferire con il presidente designato, Kevin Warsh, al quale ha fatto gli auguri e i complimenti per i passi avanti nella procedura parlamentare di ratifica della sua nomina. E’ stato scelto dal presidente Usa Donald Trump e viene osteggiato da diversi esponenti democratici, che tuttavia non dovrebbero essere in grado di impedire la nomina.

Tutto questo mentre la Fed ha, come da attese, mantenuto i tassi di interesse sul dollaro ad una forchetta del 3,50%-3,75%. La decisione è stata presa con quattro componenti dissenzienti, il numero più elevato dal 1992. Uno, Stephen Miran, perché avrebbe voluto un taglio dei tassi da 25 punti base. Gli altri tre – Beth Hammack, Neel Kashkari, e Lorie K. Logan – perché all’opposto avrebbero voluto una linea più restrittiva, togliendo dal comunicato del Fomc il riferimento che lascia aperta la porta a ulteriori riduzioni dei tassi.

Dopo il nuovo shock sull’offerta innescato dai conflitti in Iran e Medioriente, “la situazione è inusualmente difficile” per qualunque Banca centrale, ha spiegato Powell. Alla riunione di oggi “nessuno ha parlato di rialzi” dei tassi, ma se la situazione dovesse evolversi in un modo che li richiedesse “lo faremo senz’altro e lo segnaleremo. Se invece dovremo tagliare lo faremo senz’altro”, ha detto, a rimarcare di quanto sia incerta la linea futura per la Fed.

Buona parte della conferenza stampa è stata invece dedicata allo scontro “senza precedenti” con la Casa Bianca. E che spinge Powell a restare: “precedentemente prevedevo di andarmene”. Ma le iniziative intraprese, l’indagine penale a suo carico rappresentano “una azione senza precedenti che temiamo metta a rischio la capacità di condurre la linea monetaria senza dover prendere in considerazione fattore politici, che è un elemento così importante per la gente che serviamo”.

“Penso che l’indipendenza della Federal Reserve sia a rischio. Penso che questi attacchi legali hanno maltrattato l’istituzione. Ci hanno costretto ad andare nei tribunali per difendere la nostra capacità di fare politica monetaria senza influenze di natura politica. Abbiamo dovuto farlo – ha detto – abbiamo avuto successo ma non è finita. Ed è davvero importante avere una banca centrale che prende le decisioni sulla base di analisi, piuttosto che per aiutare politici”.

Lo stabilisce la legge ed è così in tutte le economie avanzate, ha detto ancora Powell. “E sono fiducioso che la Fed continuerà a prendere decisioni sulla base di analisi rigorose, ma abbiamo dovuto combattere (per difendere questo-ndr) e spero che usciremo da quest’era e torneremo a quello che dice la legge”.

Infine, una battuta per congedarsi dai giornalisti in sala: “Grazie a tutti. Non ci vediamo la prossima volta”. (I won’t see you next time).

Archiviata come da attese la decisione della Fed, ora l’attenzione si sposta su quelle che saranno domani le decisioni del Consiglio direttivo della Bce. In questo caso l’incertezza è elevata. Perché i tassi attuali dell’eurozona, al 2%, sono considerati neutrali. E in un quadro in cui l’inflazione è orientata a rialzo e il petrolio continua a spingere, oggi il barile di Brent ha lambito i 120 dollari, il mantenimento di questa linea potrebbe risultare molto scomodo per la Bce. Tenuto anche conto del fatto che se dovesse lasciare fermi i tassi domani, la prossima riunione operativa del consiglio sarà solo l’11 giugno. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: Federal Reserve).

Salvini motiva i suoi: possiamo vincere, serve legge con premio

Milano, 29 apr. (askanews) – Matteo Salvini prova a motivare i leghisti, in un contesto internazionale difficile, con una crisi sistemica alle porte, e con un anno da qui alle elezioni che si preannuncia sempre più complicato. Eppure, è la convinzione che il segretario leghista prova a trasmettere ai suoi, “possiamo vincere” perchè “stiamo governando bene”. Per riuscirci però, il leader leghista concorda sulla necessità di modificare la legge elettorale: “Con la legge attuale il risultato più probabile è un pareggio”. Dunque, “serve una legge con un premio di maggioranza”, avrebbe detto Salvini secondo quanto riferito da alcuni dei presenti.

Un ragionamento che tra le righe si legge anche nella piccola frase diffusa dalla Lega: “Siamo qui per vincere. La mia intenzione è portare la Lega al governo con il centrodestra anche nella prossima legislatura”. “Con il centrodestra”, è la sottolineatura. Tradotto, una legge con il premio serve anche a “blindare” le coalizioni, ad evitare che la situazione di pareggio si traduca in un rompete le righe delle tradizionali alleanze con la Lega che a quel punto rischierebbe di essere tagliata fuori. Insomma, “l’accordo in maggioranza c’è, e noi ci atteniamo a quello”.

Ma oltre alla legge elettorale, bisogna costruire le condizioni per sperare in un bis. E la questione principale per il vice premier è “dare risposte alle imprese e alle famiglie in crisi”. Un tema su cui ha dato man forte anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha ribadito che l’Europa dovrà utilizzare una deroga al patto. Riferisce un parlamentare: “Il Mes non è gestibile in quei termini servono gli stessi strumenti utilizzati per la spesa militare. O si autorizza uno scostamento o sarà una tragedia, ma purtroppo c’è ancora una sottovalutazione della crisi da parte dei Paesi Ue. Ad esempio si rischia una carestia in Africa, con quel che ne consegue in termini umanitari e migratori”. Quanto a Forza Italia che sul tema è più cauta, dalla Lega non hanno dubbi: “Se le cose continueranno così, lo chiederanno anche loro…”.

Calenda: se Salis sarà leader del centrosinistra pronti al dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) -“Penso che se il centrosinistra, invece di parlare di primarie, scegliesse una persona che mette insieme la capacità di mediazione, la determinazione e la capacità di parlare un linguaggio che le persone capiscono come Silvia Salis, Azione potrebbe iniziare un dialogo col centrosinistra. Purtroppo questa cosa la vedo piuttosto lontana”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, a margine della presentazione del suo libro “Difendere la libertà” al cinema Sivori di Genova.

“È un auspicio nel senso che noi non faremo mai parte di cose che producono primarie governate dai signori delle tessere. Se domani il centrosinistra avrà una botta di coraggio e prova a investire su una figura nuova e dinamica, se Silvia Salis sarà la leader del centrosinistra, noi saremmo disponibili ad aprire un’interlocuzione”.

Fed, Powell scherza con i giornalisti: "Non ci vediamo la prossima volta"

Roma, 29 apr. (askanews) – “Grazie a tutti. Non ci vediamo la prossima volta”. (I won’t see you next time). È la battuta con cui il presidente uscente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha salutato i giornalisti presenti alla sua ultima conferenza stampa prima della scadenza del suo mandato alla guida dell’istituzione, che termina il 15 maggio.

Nella stessa conferenza stampa Powell ha confermato che resterà nel direttorio come governatore (in questo caso il suo mandato scade a gennaio 2028) fino a quanto le recenti dispute legali con il Dipartimento di Giustizia Usa non saranno definitivamente chiuse.

Centrosinistra, Salis: spero che Azione apra a dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) – “E’ un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

“Devo dire – ha aggiunto Salis – che non è mai mancato l’appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l’appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un’assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo”.

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: “Io sono per l’unione, sono per l’unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme”.

Calcio, Gravina: "Fango sugli arbitri senza prove"

Roma, 29 apr. (askanews) – “Sul caso arbitri stiamo buttando fango senza sapere nulla. Perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c’è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti”. Così Gabriele Gravina interviene sul tema arbitrale nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La7, richiamando a maggiore prudenza nel giudizio pubblico e mediatico su una vicenda ancora priva, a suo dire, di elementi definitivi.

Il presidente uscente della Federcalcio affronta anche il tema della Nazionale e delle ipotesi circolate nelle ultime settimane: “Il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali mi sembra un’idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai Mondiali”. Gravina respinge con decisione qualsiasi scorciatoia, ribadendo la necessità di conquistare sul campo la qualificazione.

Sulle dinamiche interne al sistema sportivo e federale, il dirigente chiarisce la propria posizione rispetto ai possibili scenari futuri: “Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno”. Un passaggio che sottolinea la volontà di non influenzare equilibri e successioni all’interno della governance sportiva.

Gravina difende poi le scelte tecniche recenti, in particolare quella legata alla guida della Nazionale: “Gattuso era assolutamente l’uomo giusto. In quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l’attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo”. Un giudizio che distingue tra bontà del progetto e mancanza dei risultati.

Forte la presa di posizione contro l’ipotesi di un commissariamento della Federazione: “Assolutamente no. È contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura istituzionale”. Gravina sottolinea il delicato equilibrio tra politica e sport: “Il rapporto è più stretto di quanto si possa immaginare. Lo sport è economia, identità, cultura, ma c’è bisogno di autonomia”. Nel mirino anche alcune prese di posizione istituzionali: “Chiediamo rispetto per il calcio”.

Infine, il dirigente torna sulle proprie dimissioni e sul bilancio della sua gestione: “Non sono stato costretto a dimettermi, è stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso i tifosi di andare ai Mondiali e non l’ho mantenuto. È stato giusto fare un passo indietro”. Gravina respinge però l’etichetta di fallimento: “Se guardiamo a singoli episodi, certo, ma nel complesso la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa”. E aggiunge: “Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha. Esistono leghe, campionati, regole. Non si possono fare riforme senza l’accordo di tutti”.

Ucraina, Mosca: Putin pronto a cessate il fuoco il 9 maggio

Roma, 29 apr. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha informato il presidente statunitense Donald Trump della sua disponibilità a dichiarare un cessate il fuoco durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria, ovvero il 9 maggio. Lo ha annunciato il consigliere del leader russo, Yuri Ushakov.

“Vladimir Putin ha informato la sua controparte americana della sua disponibilità a dichiarare un cessate il fuoco durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria”, ha osservato Ushakov.

“Trump ha sostenuto attivamente questa iniziativa, sottolineando che la festività commemora la nostra vittoria comune sul nazismo nella seconda guerra mondiale”, ha osservato Ushakov.

Giustizia, Nordio incontra Anm e Cnf: clima costruttivo

Roma, 29 apr. (askanews) – Si è svolto oggi, presso il Ministero della Giustizia, un incontro del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Tango, e del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco.

Nel corso dell’incontro, l’ANM e il CNF hanno illustrato le rispettive proposte, formulate da ciascuno in un clima di cordialità.

Il Ministro ha ascoltato con attenzione le posizioni rappresentate, apprezzando il carattere costruttivo degli interventi e riservandosi ogni opportuno approfondimento.

L’incontro si è concluso con l’espressione del comune intento di calendarizzare in tempi brevi un nuovo incontro.

La difesa di Nicole Minetti: trasmessi gli atti alla Procura Generale

Roma, 29 apr. (askanews) – I difensori di Nicole Minetti hanno reso noto che è stata trasmessa alla Procura Generale l’intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile rispetto alla loro assistita “al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia, anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva”.

Gli avvocati Emanuele Fisicaro ed Antonella Calcaterra aggiungono poi che “il procedimento di adozione è stato avviato nel 2020 presso l’Istituto uruguaiano per l’infanzia e l’adolescenza (INAU) e si è concluso il 15 febbraio 2023 con la definizione dell’iter giudiziario e l’affidamento definitivo del minore, a seguito del completamento delle procedure previste”.

Quindi – sottolineano i legali – “dagli atti giudiziari risulta che il minore è stato abbandonato al momento della nascita. La richiesta formale di adozione risale al marzo 2020; in data 28 dicembre 2020 l’INAU ha autorizzato la convivenza mediante affidamento temporaneo. Successivamente, all’esito delle valutazioni tecniche e delle verifiche previste, il Tribunale ha adottato i provvedimenti necessari alla conclusione dell’iter, fino alla decisione definitiva del 15 febbraio 2023”.

Poi si spiega che “sono stati inoltre indicati tutti i consulti eseguiti in Italia ed all’estero con deposito della documentazione sanitaria delle visite. Di ciascun profilo vi è puntuale riscontro nella documentazione trasmessa alla Procura Generale, in spirito di piena collaborazione, per ogni opportuna valutazione”.

Federal Reserve giudica l’inflazione elevata e lascia tassi al 3,50%-3,75%

Roma, 29 apr. (askanews) – Con una inflazione giudicata “elevata”, mentre sull’economia pesa una alta incertezza la Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha confermato come da attese i tassi di interesse sul dollaro ad una forchetta del 3,50%-3,75%. La decisione è stata comunicata al termine della due giorni di riunione del direttorio (Fomc).

“L’inflazione è elevata – rileva la Fed – in parte a riflesso dei recenti incrementi nei prezzi globali dell’energia”. Al tempo stesso “gli sviluppi Medioriente stanno contribuendo a un elevato livello di incertezza rispetto alle prospettive economiche”. E il direttorio “ripone attenzione ai rischi su entrambi i versanti del suo mandato duale”.

La Federal Reserve, infatti, oltre a dover mantenere un tasso di inflazione sotto controllo attorno al 2% di riferimento, punta anche a ottenere i massimi livelli di occupazione per l’economia.

La decisione di oggi è stata presa ad ampia maggioranza. Solo Stephen Miran ha votato contro, secondo quanto riporta il comunicato, preferendo un taglio ai tassi di 25 punti base. (fonte immagine: Federal Reserve)

Schlein: “Non esistono comuni montani di seria A o di serie B”

Roma, 29 apr. (askanews) – La nuova classificazione dei comuni montani è “fatta con arroganza, senza ascoltare questi territori e le loro voci. Ed è fatta senza mettere un euro in più. Come già era stata l’autonomia differenziata, ignorando le disuguaglianze territoriali che il Sud, le aree interne e la montagna di questo Paese hanno già purtroppo pagato fin troppo”: lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo alla conferenza stampa organizzata da Ali, Autonomie locali italiane.

“Noi chiediamo al Governo di ritirare questa scelta, di ridiscuterla, non con noi, con loro, con questi sindaci che ci hanno raccontato storie di essere rimasti fuori dalla classificazione, cioé declassificati, non più montani, secondo un pezzo di carta partorito in un palazzo romano, se questo è un criterio per fare una riforma…”, ha aggiunto la segretaria Dem.

“Ciò vuol dire avere meno accesso a fondi, a strumenti, a investimenti per le proprie comunità e per il proprio territorio. Tra l’altro se si vuole contrastare lo spopolamento bisogna agevolare il fare squadra tra i comuni, mon metterli in competizione tra loro mentre gli tagli le risorse, non esistono comuni montani di serie A o di serie B, serve equità”, ha concluso.

Petrolio si infiamma, rialzi superano 7%, Brent vicino 120 dollari

Roma, 29 apr. (askanews) – Si infiammano ulteriormente in serata i prezzi del petrolio, superando il 7% con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, che si avvicina alla soglia psicologica dei 120 dollari. Le quotazioni vengono sospinte dalla possibilità di un protratto blocco ai traffici dello stretto di Hormuz, sulla base delle ultima dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump riportate dai media Usa. Il Brent guadagna il 7,28% a 119,36 dollari. A New York il West Texas Intermediate balza del 7,26% a 107,18 dollari.