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Jeremy Pelt inaugura la nuova stagione dell’Alexanderplatz Jazz club

Roma, 27 ott. (askanews) – Dopo il grande successo della rassegna estiva Jazz and Image al Parco del Celio al Colosseo, riapre il 29 ottobre con il concerto del Jeremy Pelt Quintet l’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, con la direzione artistica di Eugenio Rubei, inserito dai critici tra i 100 club di jazz più importanti al mondo.

Jeremy Pelt, in concerto con il suo quintetto (Jalen Baker vibrafono; Misha Mendelenko chitarra; Leighton McKinley-Harrell basso; Jared Spears batteria) anche giovedì 30, è considerato tra i migliori trombettisti della scena jazz contemporanea, acclamatissimo dal grande pubblico statunitense e votato “Rising Star” della tromba negli ultimi anni dalla prestigiosa testata Downbeat Magazine. Nella sua carriera si è esibito accanto a mostri sacri come Jimmy Heath, Frank Foster e Ravi Coltrane, fino a incidere con il grande Wayne Shorter e ha prestato il prezioso sound della sua tromba alla Roy Hargrove Big Band, alla Village Vanguard Orchestra e alla Duke Ellington Big Band.

Venerdì 31 ottobre è in programma Letizia Onorati con Paolo Di Sabatino Trio, che presenta il nuovo album dal titolo “Americas”. Sabato primo novembre, la cantante brasiliana Rosalia De Souza torna sul palco dell’Alexanderplatz, mentre domenica 2 novembre è di scena Stefano Rossini BR5 Brasilian Jazz Quintetto.

Nel corso della stagione si alterneranno sul palco dell’Alexanderplatz grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale: Sarah Jane Morris, Wayne Escoferry ,Joe Locke, Jimmy Greene, Guy Mintus, Alex Sipiagin, Jim Porto, Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, Giovanni Tommaso, Ada Montellanico, Pippo Matino col suo Bass Collective, Cinzia Tedesco, Riccardo Del Fra.

Cinema, per "La vita va così" miglior partenza italiana a box office

Roma, 27 ott. (askanews) – “La vita va così” di Riccardo Milani ha incassato oltre 1.600.000 in 4 giorni di programmazione, segnando la miglior partenza al box office per un film italiano da agosto, inizio della stagione cinematografica 2025.

Ieri, domenica 26 ottobre, il film, uscito nelle sale il 23 ottobre dopo l’anteprima alla Festa di Roma, ha ottenuto un incremento relativo agli incassi di quasi il 500% in più (485%) rispetto al primo giorno di programmazione.

Prosegue il tour del cast del film, che dopo aver salutato il pubblico in Sardegna, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, nei prossimi giorni proseguirà gli incontri con gli spettatori in Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia.

“Sono veramente felice per l’affetto con cui il pubblico ha accolto La Vita Va Così. Ciò che cerco di fare è raccontare il mio Paese con passione e rispetto e vedere che questo arriva alle persone è la soddisfazione più grande” ha commentato Riccardo Milani.

Il film, con protagonisti Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Giuseppe Ignazio Loi e con la partecipazione di Geppi Cucciari, è stato presentato come film d’apertura alle 20esima Festa del Cinema di Roma.

Alla soglia del nuovo millennio, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna. Efisio Mulas è un pastore solitario, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre, tra il mare e i suoi animali, nella piccola casa dove è nato. Dall’altra parte c’è Giacomo, presidente di un potente gruppo immobiliare, simbolo di un’Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso. Al suo fianco Mariano, capo cantiere e uomo pratico, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell’ultimo lembo di terra. Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra le sirene del cambiamento e l’appartenenza alla propria terra.

Gigliola Cinquetti torna sul palco, al via il nuovo tour teatrale

Roma, 27 ott. (askanews) – Dopo oltre dieci anni di intensa attività televisiva, Gigliola Cinquetti torna finalmente alla musica dal vivo con una tournée teatrale che segna il suo grande ritorno sulla scena concertistica.

Il debutto è fissato per il 28 novembre 2025 a Levico Terme (Trento), con la “data zero” di un progetto musicale raffinato, emozionante e profondamente autentico.

In questo nuovo spettacolo, Gigliola ripercorre sessant’anni di carriera intrecciando passato e presente: una narrazione in musica che rende omaggio ai brani che l’hanno resa un’icona della canzone italiana – e non solo – con arrangiamenti moderni ma sempre rispettosi del suo stile unico e della sua inconfondibile eleganza.

Sul palco risuoneranno successi intramontabili come: “Alle porte del sole”, “Dio come ti amo”, “La pioggia”, “Sì”, “Non ho l’età” e tante altre perle del suo repertorio, accanto ad originali riletture come una travolgente versione di “Chiquitita” degli ABBA e “La Bohème” di Charles Aznavour, che Gigliola ha contribuito a rendere celebre in Italia.

Ad accompagnarla una band d’eccezione, elegante e pop al tempo stesso: Stefano Pisetta – direzione musicale e batteria (Claudio Baglioni, Mina, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni), Luca Baldessari – pianoforte e tastiere (session man e docente di musica), Alessandro Biasi – chitarre (chitarrista de La Corrida e del progetto “band + orchestra” di Gigliola Cinquetti), Giulio Molteni – basso (formatosi al Conservatorio di Trento e al CPM, già al fianco di Stewart Copeland).

Queste le prime date confermate: 28 NOV 2025 – LEVICO TERME (TN) | PalaLevico – Data Zero 10 DIC 2025 – MONZA | Teatro Villoresi 19 DIC 2025 – BORGOMANERO (NO) | Teatro Rosmini 23 GEN 2026 – BASSANO D.G. (VI) | Teatro Remondini 3 FEB 2026 – VERONA | Teatro Camploy 7 FEB 2026 – CAVA DE’ TIRRENI (SA) | Teatro Siani 13 FEB 2026 – PERGINE | Teatro Concordia

Prevendite aperte su TicketOne

Seguiranno altre date nei mesi di marzo ed aprile 2026 per poi riprendere la tournée estiva nelle piazze italiane.

Teatro, prima stagione di Roberta Torre al Pirandello di Agrigento

Roma, 27 ott. (askanews) – Un progetto che combina teatro, musica, cinema, arti visive, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione, dove il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali, artisti emergenti e pubblico internazionale. Con una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana, integrata con multimedialità, periferie culturali e voci marginali. Così il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la direzione artistica di Roberta Torre.

“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – ha raccontato Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi, attori, registi o semplicemente amanti del teatro, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca, con spettacoli molto importanti. Come Prima Facie, lo spettacolo di apertura”. Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della prosa il 15 e 16 novembre. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.

A seguire, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con Il vedovo, regia di Ennio Coltorti, tratto dal celebre film di Dino Risi, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A Christmas Carol – Musical, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena, grandi effetti, musiche originali e 150 costumi, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniello saranno protagonisti di Vasame – L’Amore è rivoluzionario, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con Otello di Shakespeare, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasotti e con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini, con Giacomo Giorgio, Giorgio Pasotti, Claudia Tosoni.

In programma anche I Ragazzi Irresistibili diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio), mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di Rosa Cunta e Canta, canto-racconto su Rosa Balistreri, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I Corpi di Elizabeth di Ella Hickson con Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini, per la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche Vicini di casa, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli, Gigio Alberti, Alessandra Acciai, Alberto Giusta, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo).

A seguire, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne Il piacere dell’onestà, con la regia di Guglielmo Ferro, che esplora i temi dell’identità, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena Fata Morgana, un viaggio teatrale tra miraggio, musica e ironia, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni, speranze e memorie (9 e 10 maggio).

La stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta La sagra del signore della nave, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana, tra religione popolare e potere, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”, ha detto Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare, meno conosciuto di quello borghese e metafisico, ma non meno affascinante”.

Un progetto speciale di questa stagione sarà il Pirandello Fringe Festival, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni. L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia, a titolo gratuito, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo Cinque personaggi in cerca di palco, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista, un direttore della fotografia, un attore, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso.

I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello, ovvero la casa natale dello scrittore, Il complesso chiaramontano di S. Spirito, la scala monumentale della Cattedrale, Piazza Kennedy di Porto Empedocle, il Palazzo delle Poste.

I giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025, inviando un video della durata massima di un minuto, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore, scelto da una Giuria Popolare, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027.

FT: il debito-Pil Usa supererà quello dell’Italia prima del 2030

Roma, 27 ott. (askanews) – Il rapporto tra debito pubblico e Pil degli Stati Uniti è destinato a superare quello dell’Italia per la prima volta da un secolo a questa parte. Lo sottolinea il Financial Times, tornando sulle recenti previsioni del Fondo monetario internazionale, secondo cui l’indebitamento Usa salirà di 20 punti percentuali in termini di Pil per la fine del decennio, raggiungendo il 143,4%.

Questo dopo anni in cui due dei paesi europei maggiormente sotto i fari per le finanze pubbliche, l’Italia appunto e la Grecia, al centro della crisi dei debiti pubblici nel 2010-2012, ora hanno entrambi i rispettivi debiti-Pil instradati su percorsi discendenti.

Il rapporto debito-Pil degli Usa invece continuerà a lievitare, per quanto, osserva il FT, disponendo della principale valuta globale di riserva, il dollaro, gli Usa godono di maggiore capacità di reperire finanziamenti rispetto ai Paesi europei.

Liam Neeson Goodwill Ambassador dell’Unicef in missione in Sud Sudan

Roma, 27 ott. (askanews) – Il Goodwill Ambassador dell’Unicef Liam Neeson ha effettuato una missione in Sud Sudan la scorsa settimana per vedere gli effetti degli shock economici, dei cambiamenti climatici, della povertà e dell’insicurezza sulla vita dei bambini, in particolare delle bambine, in un contesto di gravi tagli globali agli aiuti pubblici allo sviluppo. Lo riferisce il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia in un comunicato.

Nel corso della missione durata sei giorni – prosegue Unicef – l’attore britannico ha incontrato le madri di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave e ha ascoltato storie sull’importanza dei servizi di trattamento salvavita.

Nel Sud Sudan – ricorda l’agenzia Onu – 2,3 milioni di bambini sono attualmente a rischio di malnutrizione grave e quasi la metà di essi rischia di morire senza cure immediate. È un aumento del 10,5% rispetto allo scorso anno, una cifra che probabilmente aumenterà nei prossimi mesi. In tutto il Paese, i tagli ai finanziamenti hanno già portato alla chiusura di 186 centri di cura nutrizionale, lasciando le madri e i bambini piccoli vulnerabili senza servizi essenziali.

“Ho visitato il principale ospedale di riferimento nella capitale Juba e sono rimasto profondamente rattristato nel vedere così tanti bambini malnutriti. Sono silenziosi in modo inquietante quando dovrebbero ridere, dormono quando dovrebbero giocare, piangono quando dovrebbero sorridere”, ha detto Neeson. “Con la chiusura dei centri di cura in tutto il Paese, mi chiedo cosa ne sarà di quei bambini”, ha aggiunto.

L’Unicef ricorda di operare in tutto il Sud Sudan sia per curare i bambini affetti da malnutrizione grave, sia per prevenirla, migliorando l’alimentazione e fornendo integratori alle donne incinte e ai bambini sotto i cinque anni.

Durante la missione, Neeson ha anche incontrato giovani uomini e donne che erano stati costretti a sposarsi da bambini o reclutati nelle bande, i quali hanno condiviso le loro storie di povertà e infanzie difficili.

Nel Sud Sudan – secondo Unicef – il 50% delle ragazze è a rischio di matrimonio precoce e il 75% delle ragazze e delle donne subirà violenza di genere nel corso della propria vita.

Oltre a offrire servizi completi alle donne e alle ragazze sopravvissute alla violenza, l’Unicef, con l’aiuto dei donatori, sostiene i centri giovanili che offrono ai bambini ed ai giovani opportunità di acquisire competenze professionali e creative come percorso verso l’istruzione formale.

Negli ultimi mesi, i programmi di protezione dell’infanzia nel Sud Sudan hanno subito tagli significativi ai finanziamenti, lasciando meno di cinque assistenti sociali ogni 100.000 bambini, rispetto ai 25 precedenti. Più di 500 assistenti sociali qualificati in tutto il Paese sono ora senza lavoro, lasciando i bambini vulnerabili senza sostegno né rete di sicurezza.

“La missione di Liam Neeson è avvenuta in un momento critico in cui abbiamo un disperato bisogno di far luce e attirare l’attenzione sui bambini di questa giovane nazione, che ha solo 14 anni”, ha detto Noala Skinner, Rappresentante dell’Unicef in Sud Sudan. “In un contesto di calo degli aiuti esteri che ha avuto un profondo impatto sui servizi per l’infanzia qui, l’Unicef è grato ai donatori e ai partner che continuano a sostenere i bambini del Sud Sudan e i programmi che abbiamo visto questa settimana. Ora più che mai abbiamo bisogno di investimenti sostenuti per i bambini, attraverso un aumento delle risorse interne, la continuazione degli aiuti esteri e l’accesso per tutti i bambini, ovunque si trovino”.

La missione di Neeson è avvenuta in un momento in cui molti governi in tutto il mondo stanno riducendo gli aiuti esteri. L’Unicef – che prevede un calo minimo del 20% delle entrate nei prossimi quattro anni – avverte che questi tagli mettono a rischio la vita e il futuro dei giovani.

“Il mondo non può voltare le spalle a bambini come quelli che ho incontrato in Sud Sudan”, ha affermato Neeson. “I tagli ai finanziamenti stanno minacciando programmi salvavita per i bambini di tutto il mondo. Investire nei bambini affinché siano sani, al sicuro e possano imparare rende le società più forti, più sane, più stabili e pacifiche. I bambini non dovrebbero essere costretti a cavarsela da soli. O li sosteniamo ora o vedremo il loro futuro svanire”, ha concluso.

(Credits foto UNICEF/UNI885626/Prinsloo)

Tennis, Cobolli al secondo turno a Parigi

Roma, 27 ott. (askanews) – Flavio Cobolli brilla all’esordio al Masters 1000 di Parigi. Il romano è al secondo turno grazie alla netta vittoria su Tomas Machac, liquidato con un 6-1, 6-4 in soli 54 minuti. Una partita impeccabile di Cobolli che ha dominato dall’inizio alla fine, mostrando un tennis scintillante. Grande resa al servizio (solo 7 punti persi complessivamente nei turni di battuta), tanti colpi vincenti (17) e il controllo totale contro un Machac falloso e in confusione soprattutto nel primo set. Alla prima vittoria in carriera nel Masters 1000 parigino, Cobolli affronterà al 2° turno Ben Shelton, n. 5 del tabellone. Sarà la quinta sfida tra l’azzurro e l’americano: il bilancio è 2-2 nei quattro precedenti, con Shelton che ha vinto le sfide giocate quest’anno sul cemento di Montreal e Acapulco

Orban a Roma: vorrei il Papa e Meloni in una coalizione contro la guerra

Roma, 27 ott. (askanews) – Il premier ungherese Viktor Orbßn in visita ufficiale in Italia ha annunciato che discuterà la creazione di una “coalizione contro la guerra in Europa” con Papa Leone XIV e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Se vogliamo preservare la pace in Ungheria, non possiamo seguire le correnti di Bruxelles. Vogliamo stare lontani dalla febbre della guerra che si sta diffondendo in tutto il mondo, ed è per questo che, fin dall’inizio del conflitto russo-ucraino, abbiamo organizzato una coalizione contro la guerra. Oggi riferirò di questi sforzi ungheresi a Sua Santità e poi al primo ministro italiano”, ha dichiarato Orbßn sui social media. “Ampio spazio” alle “questioni europee, con particolare attenzione al conflitto in Ucraina e alla situazione in Medio Oriente”. Questi i temi trattati oggi nel corso della visita del Primo Ministro d’Ungheria, Viktor Orbßn, in Vaticano nel corso della quale è stato ricevuto in udienza da Papa Leone e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin ed il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, mons. Paul Richard Gallagher.

“Nel corso del cordiale colloquio in Segreteria di Stato – riferisce al termine della visita il Vaticano in una nota – sono state sottolineate le solide relazioni bilaterali e l’apprezzamento per l’impegno della Chiesa cattolica nel promuovere lo sviluppo sociale e il benessere della comunità ungherese, con particolare attenzione al ruolo della famiglia, alla formazione e al futuro dei giovani, nonché all’importanza della tutela delle comunità cristiane più vulnerabili”.

Calcio, Serie A. Domani torna il campionato con la nona giornata

Roma, 27 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Juventus 1-0

Nona giornata: martedì 28 ottobre ore 18.30 Lecce-Napoli, ore 20.45 Atalanta-Milan, mercoledì 29 ottobre ore 18.30 Como-Verona, Juventus-Udinese, Roma-Parma, ore 20.45 Bologna-Torino, Genoa-Cremonese, Inter-Fiorentina, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 18, Milan 17, Inter 15, Bologna 14, Como 13, Juventus, Udinese, Atalanta 12, Cremonese, Torino, Lazio 11, Sassuolo 10, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Report, Conte(M5s): membro Garante Privacy in sede Fdi è episodio inquietante

Roma, 27 ott. (askanews) – “Ci troviamo con un provvedimento” del Garante della privacy nei confronti di Report “molto pesante ma soprattutto con un episodio inquietante: un membro del Garante della privacy che il giorno prima si ritrova guarda caso nella sede di Fdi dove incontra anche Arianna Meloni”. Così il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, parlando della multa comminata alla trasmissione di Sigfrido Ranucci, a margine della presentazione di un libro alla Camera.

E’ “un mondo alla rovescia ed è scandaloso il fatto che da un anno sia stata paralizzata l’operatività della commissione di vigilanza sulla Rai. Quindi invoco ancora una volta i presidenti di Camera e Senato perché intervengano per porre rimedio a questo scandalo”, ha sottolineato.

Manovra, Conte: è contro italiani e nel governo volano stracci su banche

Roma, 27 ott. (askanews) – “Nel governo volano stracci perché non hanno il coraggio di imporre una tassazione vera di fronte a 100 miliardi di euro di utili delle banche. Anzi, hanno favorito anche il risiko bancario con cordate amiche”. Così il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, parlando della manovra di bilancio, a margine della presentazione di un libro alla Camera.

“La realtà nel paese è ben diversa perché nei confronti dei cittadini, del ceto medio, delle fasce deboli si scarica la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni, si definanzia la sanità e si taglia il Welfare. Poi, in compenso, si trovano 20 miliardi di euro nel triennio per investire in armi. Ditemi voi se questa è una manovra a favore o contro gli italiani”, ha spiegato.

Siete pronti alla piazza sulla manovra? “Innanzitutto adesso abbiamo presentato quattro proposte e confidiamo che non solo ci sia l’unione delle opposizioni ma che il governo ci ripensi. Dobbiamo alzare la no tax area, aumentare l’assegno unico per i figli, favorire misure di competitività per le imprese e finanziare la sanità. Lavoriamo su questo e cerchiamo di batterci ora con grande forza e determinazione”, risponde Conte.

Cinema, a Firenze la diciassettesima edizione di France Odeon

Roma, 27 ott. (askanews) – Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, con pre-apertura speciale il 29 ottobre, Firenze accoglie la diciassettesima edizione di France Odeon, il festival del cinema francese contemporaneo diretto da Francesco Ranieri Martinotti, organizzato con il sostegno del MiC, Regione Toscana e in collaborazione con l’Ambasciata di Francia in Italia e Institut francais Italia e di Firenze, è parte del cartellone della rassegna di festival internazionali, ’50 Giorni di Cinema a Firenze’. Le proiezioni si svolgeranno presso il cinema La Compagnia, cuore pulsante della manifestazione, con appuntamenti speciali anche a Palazzo Medici Riccardi.

Questa edizione segna i quarant’anni della presenza ufficiale del cinema francese a Firenze, dalle origini di France Cinéma nel 1986 fino all’attuale France Odeon. Un cammino che ha contribuito a rinsaldare un legame storico e culturale profondo tra Italia e Francia, come ha sottolineato il direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti: ‘Quella di quest’anno è un’edizione speciale, che vuole rendere omaggio a tutti coloro che, nel corso del tempo, hanno dedicato la propria intelligenza, la propria passione e le proprie energie a rinsaldare un legame antico tra i nostri due Paesi. È grazie a loro se oggi siamo apprezzati non solo dal nostro pubblico, ma anche dai registi, dalle attrici, dagli attori, dai produttori e distributori che scelgono France Odeon come luogo privilegiato per presentare le proprie opere’ ha detto.

Il presidente Enrico Castaldi ha voluto sottolineare il valore affettivo e partecipativo del festival: ‘Ho amato da subito questo festival, la sua cornice, il suo pubblico, tutti coloro che ogni anno lavorano all’organizzazione. Per France Odeon abbiamo anche realizzato Passion Cinéma, un documentario sui rapporti tra il cinema italiano e francese per raccontare proprio i profondi legami artistici ed estetici che sono sempre esistiti tra i due Paesi e per dare continuità al lavoro svolto qui a Firenze da persone e istituzioni che anno dopo anno, ha conquistato i cuori del pubblico’.

La pre-apertura del festival è prevista per mercoledì 29 ottobre, con una serata dedicata alle grandi figure della cinematografia francese: I Miti. Alle ore 19.00 si inizierà con il documentario Louis Malle, le révolté di Claire Duguet, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, qui introdotto dallo storico del cinema Steve Della Casa. Un ritratto inedito e intimo di un cineasta fuori dagli schemi, raccontato attraverso la sua stessa voce e la memoria viva dei suoi film più iconici.

A seguire, alle 20.30, un omaggio a Claudia Cardinale con la proiezione di Les pétroleuses di Christian-Jaque, un western tutto al femminile che ribalta i codici del genere con ironia e libertà, interpretato da un’esuberante coppia Cardinale-Bardot. Presentano Steve Della Casa e il presidente di France Odeon Enrico Castaldi.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione, giovedì 30 ottobre alle ore 17.00, presso la Sala Giordano di Palazzo Medici Riccardi, si terrà la presentazione del libro Carnets d’Ukraine di Michel Hazanavicius. Una serie di testimonianze e disegni raccolti dal regista sul fronte ucraino nel 2023, il cui ricavato è destinato a sostenere la ricostruzione del Paese attraverso l’organizzazione UNITED24. Hazanavicius sarà presente all’incontro per condividere la genesi e il significato profondo del suo carnet di guerra.

La serata inaugurale, alle 18.45 al Cinema La Compagnia, sarà l’occasione per accogliere in sala Michel Hazanavicius, Stéphan Ly-Cuong, l’Ambasciatore di Francia Martin Briens e la giuria composta dal regista Antonio Piazza, l’attrice Celeste Dalla Porta e il compositore Colapesce. In programma, in anteprima italiana, il film La venue de l’avenir di Cédric Klapisch, presentato al Festival di Cannes: una commedia dal sapore corale, malinconica e brillante, che riflette sulla trasformazione dei linguaggi dell’arte, dall’impressionismo all’immagine digitale, intrecciando legami familiari generazionali e la memoria collettiva. Il film uscirà in Italia il 13 novembre con il titolo I colori del tempo.

Alle 21.30, sempre alla Compagnia, sarà proiettato fuori concorso Vie privée di Rebecca Zlotowski, un thriller psicologico sofisticato con Jodie Foster, che scava nella relazione tra una psichiatra e la sua paziente scomparsa, attraversando i confini sottili tra empatia, colpa e responsabilità.

Venerdì 31 ottobre alle 11.15, si terrà il convegno dedicato alla I.A. generativa e al suo impatto sul diritto d’autore e sulla sostenibilità della produzione artistica. L’incontro è curato da Murmuris con il sostegno di SIAE e SACD, e vedrà la partecipazione di esperti del settore tra cui Matteo Fedeli (direttore generale della SIAE) e Pascal Rogard (direttore generale della SACD), la dottoressa Juana Torres, ricercatrice al LaborIA (INRIA), il professore di diritto costituzionale e pubblico UniFi Erik Longo e il regista Michel Hazanavicius.

Nel pomeriggio, alle 17.00 in anteprima nazionale, Dans la cuisine des Nguyen di Stéphane Ly-Cuong, una commedia musicale dolceamara che racconta il conflitto tra sogni personali e aspettative familiari all’interno della comunità vietnamita in Francia. Seguirà un Q&A con il regista in sala.

Alle 19.00, la regista Princia Car presenterà in anteprima nazionale il suo Les filles désir, film vincitore del premio di France Odeon di quest’anno Premio Regards Méditerranéens – Sguardi Mediterranei 2025, un racconto potente, frutto di un laboratorio teatrale di periferia, girato con i ragazzi dei centri ricreativi di Marsiglia. Chiude la giornata, alle 21.00, la proiezione di Dalloway di Yann Gozlan, un’opera ambientata in un futuro distopico che riflette sui limiti dell’intelligenza artificiale nel processo creativo. Il film è un’altra delle anteprime italiane di France Odeon.

Sabato primo novembre alle 11.00, Marcel et Monsieur Pagnol di Sylvain Chomet incanterà grandi e piccoli con un’animazione che omaggia la figura di Marcel Pagnol, narrata con delicatezza e accompagnato dalla musica originale di Stefano Bollani. Presenti in sala Marco Luceri e lo stesso Bollani. La proiezione è realizzata in collaborazione con Lucca Comics and Games 2025. Alle 16.00, in anteprima nazionale, L’inconnu de la Grande Arche di Stéphane Demoustier ci farà scoprire l’incredibile storia dell’architetto danese Otto Von Spreckelsen e della costruzione del monumento simbolo della Défense a Parigi. Interverrà l’architetto Massimiliano Fuksas, che terrà un incontro subito dopo la proiezione del film in dialogo con Valerio Barberis. La proiezione è realizzata in collaborazione con Ordine e Fondazione Architetti di Firenze.

Alle 18.45, C’est quoi l’amour ? di Fabien Gorgeart, presentato in anteprima mondiale, porterà in sala il regista e Laure Calamy, protagonista di una commedia raffinata sulle seconde possibilità, i sentimenti che ritornano e la complessità e rigidità del matrimonio religioso. In chiusura di giornata, alle 21.15, sarà la volta di Nouvelle Vague di Richard Linklater, una dichiarazione d’amore al cinema francese degli anni Sessanta e ai suoi protagonisti, con una cura maniacale nella ricostruzione storica e stilistica.

Domenica 2 novembre alle 11.00, sempre presso il cinema La Compagnia, si svolgerà l’incontro Scritture – Le Mage du Kremlin: dal romanzo al film, un dialogo tra Emmanuel Carrère e Olivier Assayas, moderato da Ritanna Armeni, incentrato sull’adattamento cinematografico del romanzo di Giuliano da Empoli. Nel pomeriggio, alle 15.00, sarà proiettato Grand Ciel di Akihiro Hata, film in concorso che affronta con realismo il tema delle morti bianche nei cantieri. Seguirà la cerimonia di premiazione.

Alle 18.00, la proiezione di Le Mage du Kremlin di Olivier Assayas — scritto a quattro mani con Emmanuel Carrère — offrirà uno sguardo affilato e spietato sul potere nella Russia contemporanea, con Jude Law e Paul Dano in ruoli memorabili. Entrambi gli autori saranno presenti in sala. Il festival si concluderà alle 21.00 con On ira di Enya Baroux, una delicata commedia drammatica, in anteprima nazionale, sulle scelte esistenziali finali e legami familiari, interpretata da una straordinaria Hélène Vincent.

Come da tradizione, la cloture del festival sarà l’occasione per l’assegnazione dei premi ufficiali di France Odeon. Il premio, la prestigiosa Foglia d’Oro, viene conferito dalla giuria ufficiale e dalle Giuria Giovani del festival al miglior film in concorso.

Altro riconoscimento è il Premio Sguardi Mediterranei – Regards Méditerranéens, assegnato al film che, all’interno della selezione ufficiale, restituisce uno scorcio originale e vitale del Mediterraneo come spazio di dialogo, scambio e modello possibile di convivenza tra culture.

Appendice del festival sarà l’evento in programma sabato 8 novembre alle ore 12:00 al Teatro del Sale, con la presentazione del libro Valentina Cortese, un breve secolo (1923-2023) di Alfredo Baldi (Edizioni ETS). Ad accompagnare l’autore ci saranno il critico cinematografico Marco Luceri e Francesco Ranieri Martinotti. Un appuntamento speciale che vuole rendere omaggio ad una delle più affascinanti interpreti del cinema italiano e internazionale.

Manovra, M5s: Governo aumenta di 4,5 miliardi impegni spesa per riarmo

Roma, 27 ott. (askanews) – “Tutto si tiene. Mentre il governo Meloni vara una manovra di austerità e tagli studiata solo per centrare i parametri che consentiranno di spendere 23 miliardi in più in difesa nel prossimo triennio, le commissioni Difesa del Parlamento sono inondate di nuovi programmi di riarmo da autorizzare per un impegno di spesa pluriennale complessivo di 4,5 miliardi.Lo dichiarano i capigruppo M5S nelle Ccommissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton.

A Montecitorio domani è previsto il via libera definitivo, dopo quello del Senato, per l’acquisto della prima di due navi-spia per la Marina (con un impegno finanziario pluriennale per 770 milioni) e di simulatori e altri 12 elicotteri Aw-169 per la nuova scuola di volo militare di Viterbo (271 milioni), mentre giovedì si esaminerà la richiesta di acquisto di nuovi blindati dell’Esercito per la guerra chimica, batteriologica e nucleare (115 milioni) e nuovi mezzi e attrezzature per il genio militare (185 milioni).

A Palazzo Madama invece mercoledì si vota un pacchetto di quattro programmi: l’acquisti degli ultimi 29 elicotteri da attacco Aw-249 ‘Fenice’ (1,2 miliardi), dei nuovi siluri leggeri per i sommergibili della Marina (60 milioni), di una prima tranche di oltre 200 nuovi mezzi per le forze speciali dell’Esercito (39 milioni) e dei primi esemplari dei 160 nuovi cingolati da trasporto su neve (71 milioni).

Già trasmessi alle commissioni nelle ultime settimane ma ancora in attesa d’esame ci sono altri programmi di riarmo per la Marina (1,3 miliardi di impegno finanziario per ammodernare – di già?! – i nuovi pattugliatori Ppa e la nuovissima portaerei Trieste, 206 milioni per una prima tranche degli 83 nuovi blindati anfibi, 110 milioni per nuovi mezzi e armi degli incursori del Comsubin) e per l’Esercito (80 milioni per i cannoni antiaerei della Rheinmetall e 30 milioni per proiettili da obici a lunga gittata).

“E’ giusto – concludono i parlamentari Cinque Stelle- che i cittadini italiani a cui si chiedono sacrifici siano informati della silenziosa ma costante corsa al riarmo che va in scena in Parlamento, lontano dai riflettori, della lista di spese militari per cui verranno impiegati i soldi dei contribuenti, non con i consenso del Movimento 5 Stelle”.

Calcio, Juve, ufficiale l’esonero di Tudor: Brambilla in panchina

Roma, 27 ott. (askanews) – E’ arrivata anche l’ufficialità da parte della Juventus: Tudor non è più l’allenatore dei bianconeri: “Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci. La Società comunica inoltre di aver affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimiliano Brambilla che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese. Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale.”

Calcio, Juve, Brambilla in panchina, poi si pensa a Spalletti

Roma, 27 ott. (askanews) – In attesa dell’ufficializzazione dell’esonero di Igor Tudor emergono le mosse della dirigenza bianconera sul futuro: immediato e di prospettiva.

Per il match contro l’Udinese, la squadra dovrebbe essere affidata temporaneamente a Massimo Brambilla, attuale allenatore della Next Gen, chiamato a traghettare la squadra in attesa della nomina del sostituto definitivo di Tudor. Brambilla rappresenta una soluzione interna e di continuità, capace di mantenere equilibrio in un momento delicato.

Il casting per il post Tudor è già avviato: tra le opzioni italiane spicca il nome di Luciano Spalletti anche se c’è da tener conto che la Juventus ha a libro paga già Thiago Motta ed ora anche Tudor.

Conio con Ferrari porta la blockchain sulle quattro ruote d’eccellenza

Milano, 27 ott. (askanews) – La blockchain al servizio dell’esperienza esclusiva Ferrari. E’ il progetto di Conio che si è alleato con il Cavallino Rampante, in una iniziativa che apre nuove strade per la proprietà digitale e la tokenizzazione.

Il progetto entrerà nel vivo in concomitanza con l’inizio della stagione 2027 del World Endurance Championship (WEC), grazie all’integrazione di una sofisticata infrastruttura digitale in quella che già Ferrari offre ai propri clienti: un token digitale concede il diritto di partecipare in via esclusiva ad un’asta digitale privata per l’acquisto dell’iconica Ferrari 499P, modello che si è imposto per tre volte consecutive nella 24 Ore di Le Mans.

Elemento chiave dell’innovazione è il wallet digitale sviluppato da Conio, che sarà integrato direttamente nell’app MyFerrari. Questo wallet, costruito su un’infrastruttura tecnologica proprietaria di Conio, permette la custodia dei token in piena sicurezza grazie a un sistema multi-firma e protocolli avanzati di protezione crittografica. Oltre a visualizzare e conservare i token, il wallet abilita transazioni peer-to-peer tra i membri, senza passaggi intermedi, rendendo lo scambio dei token immediato e sicuro.

“La collaborazione con Conio rappresenta per Ferrari un’opportunità per esplorare nuove modalità di relazione con i nostri clienti”, ha detto Enrico Galliera Chief Marketing and Commercial Officer di Ferrari. Per Christian Miccoli, CEO e Founder di Conio, “questa collaborazione è la prova che la blockchain può essere molto più di uno strumento tecnico: può essere un linguaggio per raccontare storie di valore, passione e futuro”.

Gian Maria Mossa ceo di Banca Generali, azionista di Conio con il 9,3%, ha sottolineato che “Conio rappresenta una delle realtà più innovative del nostro Paese con un impegno costante nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia che rispondono alle esigenze del mercato. Banca Generali al fianco di Conio per l’evoluzione dei pagamenti e le monete digitali, supporta e stimola la tensione all’innovazione promuovendo il confronto continuo con l’esperienza delle imprese per dar vita a soluzioni uniche all’avanguardia, utili al progresso a favore del sistema. Siamo convinti che questi sforzi contribuiranno a plasmare il futuro della finanza digitale Made in Italy”.

Poste celebra 10 anni dall’Ipo: valore triplicato e 7mld di dividendi

Milano, 27 ott. (askanews) – Poste Italiane festeggia i dieci anni dalla sua quotazione in Borsa, arrivata al termine di quella che fu la più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) d’Europa. Poste Italiane, dall’ottobre del 2015, ha più che triplicato il proprio valore: la capitalizzazione è salita da 8 a oltre 26 miliardi, al termine di un percorso nel quale il gruppo ha distribuito più di 7 miliardi di euro di dividendi.

“In questo decennio abbiamo scritto una pagina indelebile della storia economica nazionale e stiamo dimostrando che un’azienda con radici profonde può essere anche un motore di innovazione, crescita e sostenibilità per il Paese”, ha dichiarato la Presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere. “Oggi Poste Italiane è una realtà solida, moderna e proiettata verso il futuro, capace di creare valore economico e sociale, confermando il proprio ruolo di infrastruttura strategica per l’Italia”.

Il decimo anniversario della quotazione, ha detto l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, “sigilla il percorso che ha trasformato Poste Italiane nella prima Platform Company del Paese. Abbiamo concentrato la nostra azione sull’innovazione e sulla realizzazione di strategie sostenibili di business che si sono dimostrate vincenti, mantenendo in ogni caso la nostra identità di azienda a forte vocazione sociale radicata sul territorio. Gli effetti – ha ricordato l’ad – si sono visti sul valore del titolo. Ogni 100 euro investiti 10 anni fa dagli azionisti che ci hanno dato fiducia, sono oggi diventati 540 tra dividendi e crescita del titolo; a conclusione di un decennio contrassegnato da una crescita media annua del 15% del risultato operativo, del 14% del dividendo e, nello stesso tempo, da una gestione del bilancio prudente e responsabile”.

La crescita di Poste Italiane è stata sostenuta da una trasformazione che ha permesso all’azienda di affermarsi come la ppiattaforma di pagamenti in Italia, con oltre 3 miliardi di transazioni annue, e come il primo emittente di carte di pagamento con oltre 30 milioni di carte in circolazione. Poste Italiane ha, inoltre, consolidato la leadership assicurativa, con masse gestite per 165 miliardi di euro e ha rafforzato il ruolo di porto sicuro del risparmio, con oltre 450 miliardi di attività garantite dallo Stato.

Manovra, Meloni: soddisfatti se banche ci danno 5 mld su 44 di profitti

Roma, 27 ott. (askanews) – “Non vogliamo tassare la ricchezza prodotta dalle aziende, perché daremmo un segnale sbagliato. Vogliamo un contributo sulla rendita accumulata per condizioni di mercato che la politica del governo ha fortemente contribuito a creare”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo nel nuovo libro di Bruno Vespa “Finimondo” in uscita giovedì 30 ottobre per Mondadori-Rai Libri.

“Ho spiegato – continua Meloni secondo le prime anticipazioni sul volume – che per mantenere i conti in ordine, occorrono delle risorse e le abbiamo chieste a chi, grazie a questa politica, ha avuto dei grandi benefici: se cresce lo spread, se sale il rating dell’Italia, se le banche hanno potuto approfittare dei 200 miliardi messi a disposizione dal governo Conte per rinegoziare con la garanzia dello Stato prestiti che avevano già erogato, o dei crediti del superbonus, sempre grazie a Giuseppe Conte, è giusto che quelle stesse banche ci diano una mano a continuare in una politica così profittevole. Se su 44 miliardi di profitti nel 2025 ce ne mettono a disposizione circa cinque per aiutare le fasce più deboli della società, credo – conclude la premier – che possiamo essere soddisfatti noi e che in fin dei conti possano esserlo anche loro”.

Canottaggio, Tas restituisce bronzo pararowing a Perini

Roma, 27 ott. (askanews) – Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e da Giacomo Perini, annullando la decisione della Federazione Internazionale Canottaggio (World Rowing) che aveva escluso l’atleta dalla finale PR1 M1x dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024. La squalifica era stata inflitta a causa del ritrovamento di un telefono cellulare a bordo dell’imbarcazione, sebbene Perini non lo avesse utilizzato durante la gara. Con questa pronuncia, il TAS ha ripristinato ufficialmente il terzo posto dell’azzurro.

Calcio, Juve, Igor Tudor verso l’esonero

Roma, 27 ott. (askanews) – Ore contate per Igor Tudor alla Juventus. Secondo Sky il tecnico bianconero starebbe per essere esonerato nelle prossime ore e si attende solo l’ufficialità. La sconfitta contro la Lazio avrebbe compromesso irreparabilmente l’avventura di Tudor alla Juve. Tre vittorie, cinque pareggi e tre sconfitte tra campionato e Champions avrebbero fatto decidere la dirigenza sull’esonero. La Juve che non vince più dal 13 settembre, data del derby d’Italia vinto contro l’Inter per 4-3. E se la prestazione contro Il Real Madrid aveva fatto intravedere dei segnali positivi nonostante la sconfitta, quella contro la Lazio ha mostrato nuovamente tutti i limiti di questa squadra. Inizia così il toto-nomi per il possibile sostituto, con quelli di Spalletti e Palladino che sono i più frequenti. Ma attenzione anche al possibile e clamoroso ritorno di Thiago Motta, esonerato lo scorso 23 marzo proprio per far spazio a Tudor e ancora sotto contratto con i bianconeri.

Mattarella: sconclusionate teorie antiscientifiche e chiusure regressive

Roma, 27 ott. (askanews) – “E’ un paradosso che, in presenza di così tante evidenze, e nel pieno di una sfida che coinvolge intelligenze tra le migliori di ogni Continente, si propaghino – in parallelo a grandiosi progressi – anche sconclusionate teorie anti-scientifiche. E che facciano presa su parti, per quanto ridotte, della società. Un fenomeno che non risparmia le società più avanzate, le più beneficate dai progressi della scienza. Chiusure regressive che, avversando la scienza, si traducono in autolesionismo e in sfiducia nella vita e nel futuro”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella alla cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca” al Quirinale.

“La strada maestra è quella di continuare nella ricerca. Maria Curie diceva che proprio nel ‘comprendere di più’ sta la chiave per ‘temere di meno'”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Libano, drone israeliano attacca pattuglia dell’Unifil e viene abbattuto

Roma, 27 ott. (askanews) – Un drone israeliano ha sganciato una granata su una pattuglia della missione Unifil delle Nazioni Unite nei pressi dell’insediamento di Kfar Kila, nel Sud del Libano. Nessun militare è rimasto ferito, ha riferito la forza di pace in una nota.

“Nel pomeriggio, intorno alle 17:45 ora locale, un drone israeliano si è avvicinato a una pattuglia Unifil che operava vicino a Kfar Kila e ha sganciato una granata. Pochi istanti dopo, un carro armato israeliano ha sparato un colpo verso i caschi blu. Fortunatamente non ci sono stati feriti né danni a personale o mezzi Unifil”, si legge nel comunicato.

Secondo la missione, l’incidente è avvenuto dopo un altro episodio nella stessa area, quando un drone israeliano aveva sorvolato la pattuglia delle Nazioni Unite. “I peacekeeper hanno adottato le necessarie contromisure difensive per neutralizzare il drone”, ha precisato Unifil.

La forza di pace ha aggiunto che tali azioni da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) costituiscono una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della sovranità del Libano.

Giovedì summit Trump-Xi: svolta o temporanea schiarita?

Roma, 27 ott. (askanews) – La cornice del prossimo vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto per giovedì in Corea del Sud a margine del summit Apec, si è delineata nelle ultime ore con l’annuncio di un accordo preliminare sui dazi raggiunto a Kuala Lumpur. L’intesa, ancora da ratificare a livello politico, evita l’entrata in vigore dei dazi del 100% sulle importazioni cinesi minacciati da Washington e riapre un canale di dialogo diretto tra le due maggiori potenze economiche del pianeta.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che i colloqui “costruttivi” con la delegazione cinese hanno portato a un “quadro sostanziale” di accordo, grazie al quale Pechino avrebbe accettato di rinviare di un anno le restrizioni sull’export di terre rare, un settore vitale per l’industria americana. “Il presidente Trump mi ha dato un grande margine di manovra con la minaccia dei dazi, e credo che abbiamo raggiunto un’intesa significativa che li eviterà e ci permetterà di discutere molte altre questioni con la Cina”, ha dichiarato Bessent.

Il compromesso, raggiunto dopo intense trattative con il vicepremier cinese He Lifeng e il negoziatore Li Chenggang, prevede anche l’allentamento del blocco cinese all’acquisto di soia americana e un’intesa definitiva sul caso TikTok, che sarà ristrutturato sotto controllo di investitori statunitensi per evitare il divieto imposto dal Congresso per motivi di sicurezza nazionale. Tra i temi concordati figura inoltre una cooperazione rafforzata per contrastare il traffico di fentanyl, che Trump ha definito “un’emergenza nazionale”.

L’accordo, praticamente un cessate il fuoco temporaneo, ha di fatto spianato la strada all’incontro di giovedì, il primo faccia a faccia tra Trump e Xi del secondo mandato del presidente americano. Trump ha confermato inoltre a bordo dell’Air Force One che si recherà in Cina “all’inizio del 2026”, un viaggio che sarà seguito da una visita del presidente Xi negli Stati uniti, “probabilmente a Washington o Palm Beach”. Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, dal canto suo, non ha dato informazioni sull’annuncio di Trump: “Non informazioni da rendere pubbliche”.

Le delegazioni di Washington e Pechino hanno presentato il risultato dei colloqui in toni prudenti. “I risultati sono stati duramente conquistati e devono essere salvaguardati congiuntamente”, ha detto il vicepremier He Lifeng, auspicando che “Cina e Stati uniti si incontrino a metà strada e gestiscano le differenze”. Da parte americana, il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha chiarito che “solo i leader potranno decidere quando avremo un accordo definitivo”.

Il summit di Gyeongju arriva in un momento di fragile distensione, ma le divergenze strategiche restano profonde. Sul dossier nordcoreano, la posizione americana si mantiene ferma: Washington chiede una denuclearizzazione definitiva, irreversibile e verificabile. Per quanto Trump si sia detto anche disponibile a prolungare il suo viaggio in Asia per vedere Kim Jong Un, i padroni di casa sudcoreani considerano un tale incontro “molto improbabile” in occasione del vertice Apec, anche se si dicono pronti a ogni evenienza. In fondo, anche l’altro summit Trump-Kim avvenuto nella Zona demilitarizzata fu deciso all’ultimo istante. Pechino, dal canto suo, continua a invocare “dialogo e moderazione” e si oppone a un inasprimento delle sanzioni contro Pyongyang, considerata un elemento chiave della stabilità regionale.

Altrettanto sensibile è la questione di Taiwan. Trump, a differenza del suo predecessore Joe Biden, ha scelto di non impegnarsi esplicitamente nella difesa militare dell’isola, mantenendo la tradizionale “politica dell’unica Cina” e respingendo l’idea di una visita ufficiale del leader taiwanese negli Stati uniti. Xi Jinping, dal canto suo, ha ribadito che la riunificazione resta “un obiettivo storico” e ha messo in guardia contro qualsiasi interferenza esterna.

Le tensioni si estendono anche al Mar cinese meridionale, dove gli Stati uniti continuano a condurre operazioni di “libertà di navigazione” (FON, Freedom of Navigation) e Pechino rivendica la sovranità sulle isole contese. Gli incidenti navali con le Filippine e il crescente rafforzamento militare americano a Manila e a Guam alimentano un clima di sospetto reciproco.

Il vertice tra Trump e Xi assume quindi un valore che va oltre il commercio, rappresentando un test sulla possibilità di stabilire nuovi equilibri tra le due superpotenze. Nella sua seconda presidenza, Trump sembra orientato verso un approccio pragmatico e meno ideologico nei confronti della Cina, volto a ridurre l’escalation e a concentrarsi su risultati economici concreti. Per ottenerli, la ricetta è sempre quella di ventilare dazi insostenibili per spingere a un tavolo e ottenere il massimo possibile. Tuttavia, al fondo permangono divisioni profonde, strategiche e quindi non risolvibili facilmente, sull’intelligenza artificiale, i semiconduttori e la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali.

Trump, tra l’altro, è arrivato oggi in Giappone, dove incontrerà la nuova premier Sanae Takaichi, la prima donna alla guida del governo nipponico, nota per le sue posizioni fortemente anticinesi e per il sostegno a un rafforzamento delle capacità difensive del Giappone. L’incontro con Takaichi, che precede quello con Xi, rischia di riaccendere le tensioni regionali proprio alla vigilia del vertice in Corea del Sud.

Il summit di Gyeongju sarà dunque un banco di prova decisivo: da un lato, l’opportunità di trasformare la tregua commerciale in un dialogo strategico più ampio; dall’altro, il rischio che le rivalità geopolitiche su Taiwan, Corea del Nord e Indo-Pacifico tornino a prevalere, riportando Washington e Pechino sul sentiero di una nuova guerra fredda. (di Antonio Moscatello)

Benessere animale, finalmente un riferimento unico nazionale

Roma, 27 ott. (askanews) – Benessere animale, allevamento virtuoso, certificazione, garanzia per chi va a consumare carne o latte. Nella semplicit di questa equazione sintetizzato il significato e il valore della certificazione che Qcertificazioni – societ del gruppo Bureau Veritas – fra i primi del settore che in queste settimane si sono attrezzati per farlo, rilascia su base volontaria agli allevamenti di bovini e di suini, attestando un Sistema Qualit Nazionale Benessere Animale.

Con l’accreditamento da parte di Accredia che ha riconosciuto i primi Organismi di Certificazione, tra cui Qcertificazioni, il SQNBA (Sistema di Qualit Nazionale per il Benessere animale) ufficialmente entrato in opera con bovini allevati al pascolo e suini allevati al pascolo. E’ finalizzato a valorizzare il trattamento con cui vengono allevati gli animali fornendo alla fine della catena garanzie ai consumatori finali di carne o latte.

I fattori chiave in base ai quali viene riconosciuta la certificazione riguardano l’uso dei farmaci, la gestione dell’ambiente, la biosicurezza determinata ad esempio dalla presenza di roditori nelle stalle, il controllo e la gestione delle emissioni nell’ambiente, oltre che ovviamente l’alimentazione e i controlli sulla salute degli animali.

E proprio la certificazione consente agli allevatori virtuosi di accedere a finanziamenti per la loro attivit. Considerando che al giugno scorso risultavano presenti in Italia 5.200.000 capi bovini la certificazione del benessere animale destinata ad assumere caratteristiche vincolanti determinate dal mercato pi che dall’obbligatoriet della stessa.

Obiettivi finali (perseguiti da Qcertificazioni e da Bureau Veritas) sono quelli di favorire un’informazione chiara e trasparente nei confronti del consumatore, per uniformare diversi e numerosi “claims” sul benessere animale presenti sul mercato, rispondere all’interesse internazionale sulla sostenibilit, sostenere la valorizzazione e la crescita della filiera zootecnica in linea con gli obiettivi PNRR Piano nazionale di ripresa e resilienza; e infine fornire all’operatore uno strumento efficace per il monitoraggio e il controllo del livello di qualit degli allevamenti su aspetti di benessere animale.

Medtronic celebra l’innovazione del defibrillatore extravascolare

Milano, 27 set. (askanews) – A poco pi di un anno dal lancio, il defibrillatore impiantabile extravascolare di Medtronic si dimostra prodotto sicuro, efficace e innovativo per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa (MCI). La conferma dai dati degli studi Enlighten, ma anche dagli esperti medici che da oltre un anno impiantano il dispositivo, dopo 12 anni di ricerche e dell’efficacia delle tecnologie transvenose combinata con la sicurezza dell’approccio extravascolare. I punti di forza nell’affidabilit terapeutica e nell’attenzione al vissuto fisico e psicologico del paziente, oltre al confort superiore ai dispositivi tradizionali. Temi ribaditi anche dal dottor Patrizio Mazzone, direttore della cardiologia 3 dell’ospedale Niguarda di Milano: “Dovremmo cercare di impiantare sempre pi dispositivi che non siano impattanti sulla prognosi del paziente. Il defibrillatore extravascolare risponde a questa necessit: un dispositivo con un impatto estetico minimo, quindi accettabile anche per i pi giovani, e possiede una serie di meccanismi che permettono di evitare una scarica forte e fastidiosa ai pazienti. In questo modo, si pu trattare in maniera poco sintomatica un’aritmia potenzialmente pericolosa, portando un grande vantaggio al paziente”.

Un tema molto importante e sottovalutato la morte cardiaca improvvisa di cui ne ha parlato l’elettrofisiologo Mauro Biffi:

“Si sottolinea una tematica che colpisce frequentemente una popolazione, sia nella fase avanzata della vita. Persone che soffrono di malattie cardiovascolari, sia persone che sono nella fase giovanile della propria esistenza e non sono ancora consapevoli di avere una malattia che spesso non si ancora espressa sul piano strutturale e quindi rilevabile attraverso metodiche diagnostiche di screening semplici”.

Possibilit di intervento aperte anche a pazienti con complesse anatomie toraciche e in ogni caso ampliate le categorie che possono beneficiare del defibrillatore extravascolare, come spiega il professor Antonio Curnis, direttore del servizio di elettrofisiologia ed elettrostimolazione degli Spedali Civili di Brescia: “Sicuramente questo sistema ha aiutato una serie di pazienti che prima sarebbe stato complicato trattare. Questa evoluzione tecnologica non fa altro che aiutare il nostro lavoro, oltre a garantire maggiore efficacia e sicurezza anche per il paziente”.

Siamo di fronte ad un percorso tracciato verso una cardiologia sempre pi personalizzata, minimamente invasiva e orientata alla qualit della vita dei pazienti.

Formula1, GP del Messico: dominio Norris, nuovo leader

Roma, 27 ott. (askanews) – Il Mondiale cambia volto all’Hermanos Rodriguez. Lando Norris vince da dominatore il GP del Messico e balza in testa alla classifica iridata, completando un fine settimana perfetto: pole, gara condotta dall’inizio alla fine, e decima vittoria in carriera. Dietro di lui, un grande Charles Leclerc che riporta la Ferrari sul podio per la settima volta nel 2025, resistendo nel finale alla rimonta furiosa di Max Verstappen, terzo dopo una gara nervosa e ricca di duelli. Alle loro spalle brilla la Haas di Oliver Bearman, quarto al traguardo dopo una prestazione maiuscola, concreta e senza sbavature, davanti alle McLaren di Piastri e all’italiano Antonelli, ancora una volta convincente e sesto con la Mercedes dopo un bel duello interno con Russell. Settimo proprio il britannico, mentre chiude ottavo Lewis Hamilton, penalizzato di 10 secondi per un taglio di pista durante il corpo a corpo con Verstappen.

Caotica la partenza, con Verstappen e Hamilton protagonisti di un duello al limite in curva 4 e diverse escursioni sull’erba. Problemi tecnici hanno invece fermato Alonso, Hulkenberg e Lawson, costretti al ritiro. Una Virtual Safety Car nel finale – per lo stop della Williams di Sainz – ha congelato la gara e consegnato a Norris un successo che può valere tantissimo in chiave iridata.

Per Lando è la sesta vittoria stagionale, la terza gara condotta interamente al comando, e il sorpasso in classifica generale sul compagno di squadra Piastri, ora staccato di un solo punto. La F1 tornerà in pista dal 7 al 9 novembre per il GP del Brasile.

“Una grande gara – le parole di Norris – Ho cercato di essere sempre concentrato, su quello che dovevo fare. È stato GP lineare ed è quello che volevo. Sono rimasto tranquillo e ho avuto un ottimo start. Quella è stato molto importante per la mia strategia. È la mia prima vittoria in Messico e sono felicissimo di averlo fatto davanti a questo pubblico fantastico”, ha raccontato a caldo Lando.

Leclerc contento del secondo posto: “Sono molto felice di questo podio. Ad Austin era andata bene ma qui non sapevano bene cosa aspettarci: il podio è stata una grande sorpresa. La Virtual Safety Car alla fine mi ha salvato da Verstappen perché le mie gomme erano completamente andate. Al via ho fatto il meglio per me stesso, Lewis non sapeva che a sinistra c’era Versteppan, sono andato fuori, poi ho ridato la posizione avanti e per il resto ho pensato a me stesso. Oggi McLaren era su un altro pianeta e la Red Bull era più veloce di noi ma abbiamo finito davantri. Qui e ad Austin siamo stati perfetti, dobbiamo continuare così fino alla fine”.

Frederic Vasseur commenta: “La penalità di Hamilton è stata eccessiva ed è costata molto molte posizioni a Lewis. La strategia ad una sola sosta per Leclerc era quella decisa all’inizio ma in realtà tutti l’avevano scelta, poi alcuni l’hanno cambiata quando si è creato il trenino di Bearman e delle Mercedes, ma con Charles siamo rimasti al piano iniziale. La partenza è sempre un’incognita, la puoi pianificare quanto vuoi ma poi al momento si creano tante opportunità e ognuno cerca di trarne un vantaggio. Detto questo, Leclerc non ha fatto la partenza della vita. Quanto a Bearman, Oliver oggi ha fatto un gran lavoro. Ha tenuto dietro per venti giri le Mercedes e nel finale anche Piastri. Aveva già fatto dei weekend molto buoni ma faceva qualche errorino qua e là, mentre stavolta è stato impeccabile dall’inizio alla fine”.

Calcio, Lazio-Juve 1-0, Basic punisce i bianconeri, Tudor rischia

Roma, 27 ott. (askanews) – All’Olimpico decide un gol del croato al 10′. Juventus al quarto match senza segnare e all’ottavo senza vincere: è crisi nera. Sarri sorride, Tudor si chiude nel silenzio amaro di chi non trova più la chiave del gol. La Juventus non segna, non vince, non convince: otto partite senza successi, quattro consecutive senza reti. Numeri da brivido per una squadra che sembra avere smarrito sé stessa. All’Olimpico la Lazio di Maurizio Sarri torna invece a respirare, soffrendo ma colpendo al momento giusto grazie a un sinistro deviato di Basic dopo appena nove minuti. Finisce 1-0, con la Juve che accumula possesso sterile, errori e frustrazione, e con la panchina di Igor Tudor che scricchiola pericolosamente. Il primo tempo è un concentrato di occasioni sprecate e nervosismo crescente. La Juve, disegnata da Tudor con un 3-5-2 iniziale, parte bene ma si inceppa presto. L’errore da matita rossa di David regala a Cataldi la palla del vantaggio, rifinita per Basic che trova la deviazione decisiva di Gatti e manda in visibilio l’Olimpico. Da lì in avanti, i bianconeri si perdono nei propri limiti: Vlahovic non incide, David è in giornata no, e i pochi sprazzi di Conceição si spengono contro il muro biancoceleste. La Lazio, pur con l’infermeria piena, gioca con organizzazione e compattezza, lasciando ai rivali solo la consolazione di un lungo possesso palla senza sostanza.

Nella ripresa Tudor cambia modulo e filosofia, passando a un 4-2-3-1 super offensivo con Yildiz dentro per accendere la manovra. Ma il film non cambia: la traversa (su azione poi annullata per fuorigioco) è l’unico lampo in una serata stregata. Provedel para tutto il parabile, Gila e Romagnoli fanno muro, e la Juve affonda nella confusione. Gli ingressi di Kostic, Thuram e Openda non cambiano la trama: tanta volontà, poca precisione. Nel finale, Sarri si gode i fischi che diventano applausi, e il colpo di reni dei suoi che resistono fino al triplice fischio. Igor Tudor prova a tenere i nervi saldi: “Se mi sento sicuro? Tutti mi fanno queste domande, ma io non penso a me stesso. Non me ne frega niente del futuro, cerco di essere lucido di fronte a tutti i problemi che ci sono. È un momento difficile, ma la squadra deve reagire. Manca il gol, manca un po’ di fiducia, ma non dobbiamo mollare.” Sotto la superficie, però, l’amarezza è evidente. Otto partite senza vittoria, l’attacco più sterile degli ultimi trent’anni e una panchina che traballa: lo scenario è cupo. Maurizio Sarri, invece, ritrova il sorriso di chi ha saputo fare di necessità virtù: “Abbiamo sofferto ma anche limitatamente, esclusi un paio di momenti. Abbiamo giocato con sacrificio ma anche con qualità. Sono contento per il pubblico. Basic? Si era un po’ perso, era finito fuori lista. L’ho visto cresciuto in personalità, ci sta dando una grande mano. È un ragazzo con una grande componente umana, oltre che tecnica.” Poi una carezza a Isaksen, sorpresa di giornata: “Era in crescita già in allenamento, ma non pensavamo così tanto. Ha fatto una grande partita.” E sul presunto vertice con Fabiani e Lotito, Sarri taglia corto: “Un incontro normalissimo. Se è stato scritto qualcosa è fake. Ho un ottimo rapporto con entrambi.”

Rubio: il raid di Israele a Gaza non è una violazione della tregua

Roma, 27 ott. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che Washington non considera una violazione del cessate il fuoco il raid condotto da Israele sabato scorso a Gaza con l’obiettivo, secondo lo Stato ebraico, di colpire un membro del gruppo militante palestinese Jihad Islamica.

Secondo Israele, il militante stava pianificando un attacco contro le forze israeliane. La Jihad Islamica ha negato l’accusa.”Non riteniamo che si tratti di una violazione del cessate il fuoco”, ha detto Rubio parlando a bordo dell’aereo presidenziale Air Force One durante il viaggio di Donald Trump in Asia. Il presidente Usa è giunto stamane in Giappone.

Droni ucraini sul territorio russo provocano un morto e cinque feriti

Roma, 27 ott. (askanews) – Le difese aeree russe hanno abbattuto nella notte 193 droni ucraini, ha riferito il ministero della Difesa di Mosca. Una persona almeno è morta e cinque sono ferite nella regione di Bryansk.

“Nella notte appena trascorsa, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 193 velivoli senza pilota ucraini”, si legge nel comunicato del ministero.

Secondo la stessa fonte, 47 droni sono stati abbattuti nella regione di Bryansk, 42 in quella di Kaluga, 40 nella regione di Mosca, 32 in quella di Tula, dieci nella regione di Kursk, sette in quella di Oryol, quattro nelle regioni di Rostov e Voronezh, due nelle regioni di Orenburg e Tambov, e uno ciascuno nelle regioni di Belgorod, Lipetsk e Samara.

In Argentina il partito di Milei vince le elezioni di medio termine

Roma, 27 ott. (askanews) – Il presidente argentino Javier Milei ha celebrato la sua vittoria nelle elezioni di medio termine, affermando che, grazie alla nuova composizione del Congresso che entrerà in carica a dicembre in seguito all’affermazione del suo partito alle elezioni parlamentari di domenica, il Paese potrà avviare “le riforme più profonde della storia argentina”. Ha inoltre dichiarato che, con le elezioni appena concluse, inizia la costruzione della “grande Argentina”.

“A partire dal 10 dicembre avremo il Congresso più riformista della storia dell’Argentina”, ha dichiarato Milei davanti ai suoi sostenitori nel quartier generale di La Libertad Avanza a Buenos Aires.

Il partito di governo, che si è imposto in 15 delle 24 province del Paese con un vantaggio di quasi nove punti sulla coalizione peronista Fuerza Patria, passerà da 37 a 101 seggi alla Camera e da 6 a 20 al Senato.

Secondo Milei, con il sostegno di altre forze alleate sarà possibile “difendere le riforme già approvate e promuovere quelle ancora necessarie”, ponendo le basi “per un’Argentina diversa”.

“Abbiamo superato il punto di svolta e inizia la costruzione della grande Argentina”, ha dichiarato il presidente, accompagnato dal consigliere presidenziale Santiago Caputo e dalla sorella Karina Milei, segretaria generale della presidenza.

Milei ha ringraziato diversi ministri del suo governo, citando in particolare l’ex titolare degli Esteri Gerardo Werthein, che – ha detto – “ha ottenuto qualcosa di inedito, perché mai prima d’ora gli Stati Uniti avevano offerto un sostegno di tale portata”, in riferimento all’assistenza finanziaria del governo di Donald Trump.

Il presidente ha inoltre sottolineato che “due argentini su tre non vogliono tornare al passato”, rivendicando la vittoria del suo partito anche nella provincia di Buenos Aires, dove La Libertad Avanza si è imposta per quasi un punto percentuale sul peronismo guidato dal governatore Axel Kicillof

Ranucci: solidarietà ipocrita, ripresa l’opera di delegittimazione di Report

Roma, 27 ott. (askanews) – “Se si volesse affrontare il tema dell’informazione bisognerebbe avere la coscienza e la mappatura di cosa sta accandendo in questo momento: noi abbiamo editori omologati, editori politicizzati, addirittura un senatore, uno dei più assenteisti della storia, gestisce dei giornali che usa come un manganello. Oggi tre quattro articoli contro di me, e dopo tutta questa solidarietà sono contento mi stavo annoiando, anche perché è una solidarietà ipocrita non nascondiamolo” e “hanno ricominciato a deleggittimare Report”. Così Sigfrido Ranucci, intervenendo alla Camera, alla presentazione del libro di Rula Jebreal dal titolo ‘Genocidio’.

Se però, ha sottolineato Ranucci, c’è un “dato inoppugnabile, lo dicono tutti i tribunali d’Italia” è che “nella sua storia trentennale” Report “ha detto la verità, continueremo a fare il nostro e continueremo a impegnarci per consegnare alle nuove generazioni un futuro migliore”.

Parlando di guerra, di propaganda, di libertà di stampa, del diritto dei cittadini ad aessere informati e di leggi che, in tempo di pace, puntano a cancellare la memoria nel futuro, Ranucci ha evidenziato: “negare la libertà significa negare la realtà, negare alla gente di essere informata, cancellare con queste azioni nel presente la memoria del futuro” e questo, ha proseguito, è “il tentativo che si sta facendo con tutta una serie di leggi che ci stanno consegnando verso l’oblio di Stato. In un contesto di guerra usano le bombe, in un contesto di pace usano le querele temerarie”.

“Io – ha sottolineato – ho alle spalle un’azienda importante, la Rai, dal punto di vista della tutela legale. Ma coloro che non hanno la stessa difesa e sono sotto le pressioni o le minacce di un imprenditore, criminale, politico del posto che magari ricatta le testate con la pubblicità…E guardate che le tre persone spesso, nel nostro sistema malato, convivono con un una stessa figura che può essere magari l’editore del giornale locale stesso”.

Trump: Putin ponga termine alla guerra in Ucraina, non faccia test di missili

Roma, 27 ott. (askanews) – A bordo dell’aereo presidenziale diretto in Giappone, il presidente statunitense Donald Trump ha definito “inappropriato” l’annuncio del suo omologo russo Vladimir Putin sul test finale riuscito di un missile da crociera a propulsione nucleare. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa France Presse.

“E’ inappropriato da parte di Putin dire questo. Dovrebbe piuttosto porre fine alla guerra in Ucraina”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, ricordando che “questa guerra che doveva durare una settimana entrerà presto nel suo quarto anno”.

Il presidente americano si trova in Asia per una tournée che lo porterà in Giappone e poi in Corea del Sud, dove è previsto un incontro con il presidente cinese Xi Jinping a margine del vertice Apec.

Neurodivergenze e intelligenza artificiale, un Hackathon inclusivo

Roma, 27 ottobre 2025 – “IA e Neurodivergenze: potenziare l’efficacia sul lavoro con l’intelligenza artificiale”, questo il titolo del primo Hackathon italiano interamente dedicato allo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale applicate al miglioramento dell’esperienza lavorativa e all’inclusione dei profili neurodivergenti. Organizzato da Fondazione Specialisterne ETS, AssoSoftware, Skilljob, Universit degli Studi Link e Confprofessioni, l’Hackathon si svolto il 25 e 26 ottobre 2025 presso l’Universit degli Studi Link di Roma, trasformando per due giorni l’ateneo in un laboratorio di idee, tecnologie e collaborazioni.

“Un hackathon – ha detto ad askanews Roberto Bellini, direttore generale di AssoSoftware – alla fine produrre una soluzione software. In questo caso, l’intelligenza artificiale e la neurodivergenza anche un campo assolutamente innovativo attuale, quindi produrre software con l’intelligenza artificiale al servizio della neurodivergenza sicuramente una finalit di grande valore”.

“Siamo veramente lieti di ospitare questo evento – ha aggiunto Sara Pellegrini, delegata del rettore alle Politiche di inclusione della Link Campus University – poich esprime il concetto di evoluzione, innovazione e sistematicit della capacit di gestire insieme persone diverse per scopi forti come quelle di innovare, conoscere e comunicare”.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di 66 persone tra giovani sviluppatori, designer, professionisti e studenti impegnati in 17 team nella creazione di soluzioni digitali innovative, accessibili e ad alto impatto sociale, con l’obiettivo di valorizzare le competenze delle persone neurodivergenti e migliorare la produttivit e il benessere nei contesti di lavoro. ” importante che anche le persone neurodivergenti – ha spiegato Alvise Casanova, CEO di Specialisterne in Italia – possano dare il loro contributo nello sviluppare dei modelli inclusivi totalmente e che quindi anche i nuovi motori di intelligenza artificiale non siano creati soltanto per le persone neurotipiche”.

Durante le due giornate, i team partecipanti hanno potuto confrontarsi con esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e mentor provenienti dai diversi settori coinvolti, lavorando con strumenti open source di ultima generazione e affinando i propri progetti in un ambiente collaborativo e formativo di eccellenza. “La nostra idea – ci hanno raccontato Emma Lombardi e Marco De Angelis, partecipanti all’Hackathon – nasce nel valorizzare queste persone che vengono assunte, non come una semplice spunta su un modulo, ma per sfruttare le loro caratteristiche, che possono veramente portare una miglioria nell’azienda”.

La competizione si distinta non solo per la qualit dei prototipi sviluppati, ma anche per la forte attenzione ai temi della neuroinclusivit e della trasformazione digitale del lavoro. Ha inoltre rappresentato un’importante occasione di connessione tra mondo accademico, imprese e terzo settore.

Petrolio, l’Aie prevede un eccesso di offerta "incontenibile"

Roma, 27 ott. (askanews) – Sul mercato del petrolio sta continuando a lievitare un eccesso di offerta che il prossimo anno raggiungerà a livelli “incontenibili”. Ad affermarlo è l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), secondo cui i livelli di domanda stanno aumentando a valori limitati e questa dinamica proseguirà così sia quest’anno che sul prossimo, con una media di 700.000 barili al giorno in più.

Invece l’offerta sta salendo di più, tanto che secondo il rapporto mensile dell’Aie tra gennaio e settembre del 2025 in media il surplus di greggio sia è attestato a 1,9 milioni di barili al giorno. E sul 2026 questo eccesso di offerta è stimato raggiungere 4 milioni di barili al giorno.

Come se non bastasse, “gli annunci della scorsa settimana di nuove sanzioni sui sulle maggiori compagnie petrolifere russe aggiungono ulteriore complessità la situazione”, prosegue l’Aie. Poco mosse oggi le quotazioni. Il barile di Brent, il greggio del Mare del Nord sale marginalmente a 66,03 dollari. Nell’afterhours il West Texas Intermediate si attesta a 61,58 dollari.

Il contemporaneo come sguardo attivatore: Chiharu Shiota e il MAO

Torino, 24 ott. (askanews) – La retrospettiva sull’artista giapponese Chiharu Shiota al Museo di arte orientale di Torino un grande viaggio dentro una delle pratiche pi affascinanti del contemporaneo. Ed una mostra che si muove dentro e insieme all’architettura, in una dinamica che alla fine genera una nuova idea di spazio.

“Questa mostra, su cui abbiamo lavorato per quasi tre anni, perch stata un’operazione estremamente complessa e era gi una mostra che avevo previsto all’inizio del percorso al MAO – ha detto ad askanews Davide Quadrio, direttore del museo torinese e co-curatore della mostra – era proprio stata pensata come coronamento di una serie di avvicinamenti che sono stati fatti in questi anni attraverso tutta una serie di operazioni che hanno a che fare sia con la museologia che con il contemporaneo. Quando parlo di contemporaneo non parlo di arte contemporanea ma parlo di uno sguardo e una attivazione delle collezioni attraverso artisti, filosofi, musicisti, performer contemporanei. Quindi di questo museo, che museo comunque ottocentesco nella sua formazione e nel suo essere, quello che noi abbiamo cercato proprio di fare stato progressivamente di destrutturare proprio il significato tra la relazione tra l’opera, lo spazio e il visitatore”.

In questa relazione, nelle sensazioni reali che genera, l’esposizione gioca la sua vera partita, che la porta a diventare qualcosa di pi grande, qualcosa di pi denso, come struttura, ma anche come significati. “Le grandi installazioni – ha aggiunto la co-curatrice Mami Katatoka – sono sempre delle risposte agli spazi che le ospitano, e nel caso del MAO abbiamo usato spazi differenti. In questo modo le opere pi grandi sono state integrate nell’architettura pi antica, ma hanno interagito anche con la collezione, che soprattutto di arte asiatica. Per esempio c’ una stanza che ospita delle armature giapponesi, che sono senza il corpo, ne rappresentano solo la copertura. Queste le abbiamo messe in relazione con i vestiti di Chiharu Shiota, che sono una sorta di seconda pelle dopo la pelle umana. Questo il tipo di dialoghi che abbiamo creato”.

Dialoghi che si susseguono, cos come si susseguono le grandi domande sul senso dell’esistenza e sulla nostra relazione con il tempo e la morte. Ma che poi possono pure uscire dall’ambito specifico della mostra per abbracciare un’idea di museologia che ha le sue basi nel passato, ma ragiona con lo sguardo sul futuro. (Leonardo Merlini)

La visione politica di Misasi attraverso le lenti del municipalismo democratico

Nel 1998 Riccardo Misasi, ormai molto lontano dalle vicende politiche che per molti anni lo avevano visto grande protagonista, pubblica un documentato volume dedicato alla storia del Libero Comune di Orvieto. Da questa storia Misasi ricava una serie di “insegnamenti” per leggere i temi dell’attualità, offrendo una sorta di testamento intellettuale che potrebbe essere di grande aiuto in una stagione politica nella quale il riferimento ideale-culturale sembra annacquato e la politica ridotta a mera gestione del potere.

Una politica con respiro spirituale

La prima considerazione da fare è che, come ha notato acutamente Giuseppe De Rita nella prefazione al volume, la riflessione politica di queste pagine si muove in una prospettiva che richiama a un’esigenza di tipo “spirituale”. Collocandosi in un momento particolare della sua vita, caratterizzato dalla necessità di ripensare profondamente (forse anche autocriticamente) il senso della politica, queste riflessioni vanno al di là della centralità “demitiana” dell’autonomia della politica (dal sociale, dall’economico, dal religioso) per volgersi verso la dimensione metapolitica e spirituale della politica stessa.

Per uscire dalla crisi sociale e politica di quei tempi, che sono i nostri tempi (che Misasi analizza con l’intelligenza che amici e avversari gli hanno sempre riconosciuto e con appropriati riferimenti alla storia e alla storia del pensiero), la soluzione proposta è quella del recupero di una dimensione politica capace di esaltare il primato della persona, come soggetto autonomo e responsabile, e delle formazioni sociali, o delle società intermedie, in cui la persona sviluppa se stessa. E, oggi, nell’epoca del dominio della tecnica e del rischio delle derive post-umane e, peggio, transumane, la riflessione sulla persona, sulla sua identità e sul suo valore, diventa di conturbante emergenza.

Verso uno “Stato della sussidiarietà”

Un’altra considerazione da fare è che nel pensiero di Misasi si delinea chiaramente uno “Stato della sussidiarietà”, anche se l’espressione sussidiarietà non viene utilizzata (ma anche in Sturzo, che è una delle matrici del suo pensiero, manca l’uso del termine, così come manca nel dibattito in Assemblea Costituente).

L’idea di sussidiarietà (Misasi utilizza il concetto di autonomia) si arricchisce di motivi spirituali perché si parte dalla consapevolezza che il tema dell’autonomia non si risolve solo nella predisposizione di strumenti tecnico-giuridici, per la distribuzione verticale delle competenze o il coinvolgimento orizzontale delle formazioni sociali, ma rimanda soprattutto a un’esigenza ineludibile, perché costitutiva, della persona umana.

Da qui la sua interessante ricostruzione storica sulle ragioni teoriche e politiche della mancata attuazione di un ordinamento basato sulle autonomie; l’individuazione di una serie di coordinate essenziali di uno stato della sussidiarietà, riprendendo l’idea di “comunità delle comunità”; la rilettura completa del principio federalistico. Da qui, infine, la particolare attenzione a un altro aspetto della dimensione politica della sussidiarietà, e cioè la riflessione sul tema della partecipazione e sulla necessità, non di una terza via più o meno intermedia, ma di una via altra rispetto a liberalismo e socialismo, e quindi la rilettura del popolarismo e di Sturzo.

Per leggere il testo completo del prof. Sirimarco clicca qui

📌 Iniziativa pubblica

Riccardo Misasi sarà ricordato giovedì 30 ottobre a Roma, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, in occasione del 25º anniversario della scomparsa.

Politica, giornalismo e non solo: perché tanta ipocrisia?

In un’epoca dominata da una persin violenta radicalizzazione del conflitto politico da un lato e da un’altrettanto inquietante polarizzazione ideologica dall’altro, stupisce che esista tanta ipocrisia in circolazione. Stupisce perché i cittadini normali capiscono prima e meglio di ogni altra categoria organizzata come stanno realmente le cose.

L’informazione che dice di essere neutrale…ma non lo è

Fuor di metafora, ci sono giornalisti, testate di quotidiani, talk televisivi, commentatori, opinionisti, associazioni di settore e di categoria che continuano a predicare e a spiegare che sono imparziali, super partes, oggettivi e distinti e distanti dalla politica mentre, come tutti sanno – ma proprio tutti – sono dichiaratamente e platealmente di parte. Oltre a essere pure faziosi, settari e moralisti.

Del resto, per fare solo alcuni esempi che sono sotto gli occhi di tutti e tutti i giorni dell’anno, ci sono conduttori di talk televisivi che hanno trasformato, del tutto legittimamente, le loro trasmissioni in megafoni di permanente e strutturale propaganda politica. Cancellando addirittura il principio del “contraddittorio” che resta uno dei pochi ed ultimi tasselli che giustificano un pallido pluralismo dell’informazione televisiva nel campo dell’approfondimento politico.

Altrochè programmi plurali, imparziali e legati esclusivamente alla notizia. È inutile stendere l’elenco dei nomi e cognomi perché li possiamo tranquillamente osservare ogni sera. Dopodiché ci sono conduttori di talk – penso a Del Debbio, Berlinguer, Porro, Vespa, Pancani e pochi altri – che mantengono rigorosamente un profilo plurale nelle loro trasmissioni.

Ma molti talk sono ormai persino divertenti perché riflettono quello che capita allo stadio nelle rispettive curve: tifo aperto per la propria squadra e delegittimazione totale e radicale per l’altra squadra. Cioè l’avversario/nemico.

L’impegno “di parte” che finge di non esserlo

È persin inutile citare alcuni programmi di approfondimento del servizio pubblico radiotelevisivo – che vengono denominati “giornalismo di inchiesta” – perché sono manifestamente di parte e confezionati contro il “nemico” politico.

Dopodiché ci sono associazioni di categoria che, quotidianamente, sostengono sempre e solo le tesi di una parte politica – nel caso specifico della sinistra – e contestano apertamente e scientificamente sempre e solo le tesi del campo politico avverso. Dall’Usigrai all’Anm, dall’Anpi al variegato mondo pacifista è un bombardamento quotidiano di appoggio a uno schieramento politico e sistematicamente contro il campo avverso. Sono imparziali, super partes ed oggettivi come ripetono ogni giorno? Mah…

Del sindacato è inutile parlarne perché ad esercitare realmente l’azione sindacale sono rimasti nel nostro paese la Cisl e la Uil – per citare solo le organizzazioni più diffuse e radicate – in quanto la Cgil è ormai da molto tempo la quarta gamba dell’alleanza di sinistra e progressista. Dopo il Pd, i 5 Stelle e Avs. È organicamente e scientificamente un partito in quanto partecipa tutti i giorni al dibattito politico. Ovviamente di parte. Insomma, l’esatto opposto di quello che dovrebbe caratterizzare la mission e la funzione di un sindacato.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, ci sono una miriade di associazioni culturali, para culturali, categoriali, sociali e politiche che sostengono, anche loro, di essere rigorosamente imparziali ma dove tutti sanno, anche qui, che sono saldamente ancorati ad un partito e ad uno schieramento politico.

Per non parlare delle testate giornalistiche – i vari quotidiani – ma dove il quadro è molto più semplice perché ci sono i giornali che appoggiano il Governo e quelli che lo contestano apertamente perché sono legati alla coalizione del “campo largo”. Qui, però, è tutto molto più trasparente perché non si recita la solita finzione.

Basta ipocrisie

Ora, e senza scivolare nel solito moralismo di maniera, forse è arrivato anche il momento per archiviare definitivamente ed irreversibilmente la categoria dell’ipocrisia. Si dica apertamente quello che ormai tutti sanno e si prenda atto che, proprio perché siamo in un contesto di atavica e profonda radicalizzazione politica, anche chi dice di essere super partes semplicemente non lo è. O non lo è più.

Basta ammetterlo senza enfasi e senza alcuna finzione, ma per onestà intellettuale. Anche perché, e lo ripeto ancora una volta, nel frattempo lo hanno già capito tutti ed è perfettamente inutile, nonché ingeneroso, continuare a negarlo.

La Cisl licenzia per dissenso: rotta una tradizione di libertà sindacale

L’avevamo definita, citando De André, “una storia sbagliata”. E così si è rivelata. La Cisl ha licenziato Francesco Lauria utilizzando un metodo fondato sul “sentito dire”, al limite del pettegolezzo, con possibili violazioni della privacy e sbagliando praticamente tutto nella gestione del caso.

Una tradizione che si incrina

Chi ha conosciuto la Cisl nel passato sa bene che una situazione del genere non sarebbe mai accaduta: la Confederazione è sempre stata una palestra di libertà, una fucina di idee, e l’autorevolezza dei gruppi dirigenti di “un tempo che fu” — peraltro neppure troppo lontano — avrebbe evitato ogni degenerazione.

Oggi, invece, il clima interno appare segnato dal timore di esprimere opinioni in libertà, secondo testimonianze dirette — ovviamente anonime — che abbiamo raccolto. E poi querele, affermazioni contraddittorie, illazioni, mentre svaniscono politica e confronto democratico.

Una ferita alla storia della Cisl

La gloriosa storia confederale non merita un simile capitolo. È difficile accettare che un limpido caso di dissenso interno — poi disfatto in altre motivazioni — debba finire davanti a un Tribunale della Repubblica.

La scelta di licenziare un collaboratore secondo logiche quasi padronali pesa e peserà nell’opinione pubblica. Una macchia difficile da cancellare.

Neppure i recenti tentativi della Segretaria generale di prendere le distanze — seppur timidamente — dalle politiche del Governo riusciranno ad avere effetto. Il marchio ormai è impresso: sindacato filogovernativo e sindacato che licenzia chi dissente. E non basterà qualche giornalista amico per invertire la tendenza e restituire all’Organizzazione il suo ruolo originale e peculiare nel panorama sindacale e politico.

Fondazione Marini: a che punto è?

In questo contesto, rinnoviamo anche l’appello per avere informazioni sull’attività della Fondazione Franco Marini, figura centrale del cattolicesimo democratico e sociale. Informalmente sappiamo dell’esistenza di una sede molto poco frequentata: Franco avrebbe meritato ben altro.

Siamo sempre stati sostenitori della storia e delle scelte decisive della Cosl nella vita democratica e sociale del Paese. Assistere a questa involuzione ci rende tristi e molto preoccupati.

L’auspicio è che si possa andare oltre questa fase, ritrovando un ruolo oggi disperso e condizionato da rendite personali.

Dall’Europa alle rive del Nordafrica: un destino comune da costruire

L’interessante convegno promosso da Il Domani d’Italia e Andc, svoltosi giorni addietro con il titolo “Ripensiamo l’Europa”, mi ha fatto riprendere in mano una copia di Avvenire che avevo messo da parte. È da un po’ di tempo che il venerdì compro Avvenire, per il suo buon inserto culturale settimanale: “Gutenberg”.

Un patto per il Mediterraneo

Lo scorso venerdì, proprio nelle pagine del quotidiano, ho trovato un articolo avvincente, firmato dal corrispondente da Bruxelles, Giovanni Maria Del Re: “Un patto per il Mediterraneo: un mare, un patto, un futuro”, teso ad avvicinare Unione Europea e Nordafrica.

Un tema che, da meridionale nato a cento metri da questo mare, meridionalista per scelta — con le dovute attenzioni all’“eterna questione meridionale”, come la aggettiva Sabino Cassese — ed europeista convinto sin dai tempi di De Gasperi, mi ha sempre appassionato.

Un mare chiave contro i nuovi muri

Si tratta del ruolo culturale, politico ed economico che può svolgere questo storico mare, sul quale è scivolata la flottiglia armata tesa a invadere e occupare Gaza, per capovolgere antichi e intolleranti pregiudizi razziali, uniti ai recenti pericoli di “sostituzioni etniche” — tutti legati agli emergenti sovranismi nazionalistici e patriottici — e per avvicinare l’Europa al Nordafrica.

Tenendo anche conto che nel Sub-Sahara ci sono oltre 400 milioni di poveri pronti a migrare.

Un’Europa finalmente politica

Un’Europa che ormai in molti auspichiamo, nei prossimi anni, unita politicamente e federata, come è stato ricordato durante l’incontro di Il Domani d’Italia e ANDC. Capace di affrontare le sfide e i radicali “cambiamenti d’epoca” da tempo iniziati, sui quali si è spesso soffermato Papa Bergoglio.

E, pensando all’Africa, previsti con lungimiranza da Umberto Eco — Valencia, 1998 — sulle “Prospettive del Terzo Millennio” cristiano:

“Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo…nel prossimo millennio l’Europa sarà un continente multirazziale…se vi piace… e se non vi piace”.

Le cifre della denatalità

L’intelligente umorismo di Eco non poteva ancora fare i conti con alcuni dati Istat:

  • 576.659 nati in Italia nel 2008
  • 370.000 nati nel 2024
    = – 206.659 in soli 14 anni

E nel 2040, gli addetti al lavoro diminuiranno di 5 milioni.

Ma l’Africa subsahariana — oltre 400 milioni di persone in condizioni di povertà estrema — preme verso il Nord dell’emisfero, pronta a mettersi in mare per “raggiungere l’Europa, con un soggiorno in Albania”.

Sturzo, un’anticipazione profetica

Il progetto europeo di fare del Mediterraneo uno “spazio comune” si intreccia con la visione di don Luigi Sturzo, che nel 1923 definì questo mare “zona naturale di commercio, di comunicazione e di naturale sviluppo”. Parole pronunciate a Napoli, prima dell’esilio per il suo antifascismo irriducibile.

Serve un’Europa politica unita, oltre gli schieramenti e oltre il presente, per costruire il futuro che è già cominciato.

Barbara Hannigan debutta alla Scala dirigendo e cantando

Milano, 26 ott. (askanews) – È il debutto al Teatro alla Scala per Barbara Hannigan, direttrice e soprano, da poco nominata accademica onoraria anche a Santa Cecilia: l’artista canadese dirige questa sera l’Orchestra Filarmonica in “Metamorphosen” per 25 archi solisti di Richard Strauss, e ne “La voix humaine”, tragedia in un atto di Francois Poulanc. In prova, la sua voce riempie il teatro, si fonde e si scioglie con il dramma del testo di Jean Cocteau, una donna che al telefono affronta l’abbandono dell’amante, di cui il pubblico può solo intuire le parole – qui con l’aiuto di una versione multimediale con regia e video firmati dalla stessa Hannigan con Denis Guéguin e Clemens Malinowski.

Ci dice: “La Filarmonica è fantastica, adoro fare musica con loro. Dal primo giorno, l’orchestra ha un suono e un respiro bellissimo, ascoltano profondamente, è stata una settimana molto positiva”. Hannigan ha cominciato a studiare musica a 5 anni, si è dedicata alla voce, ha lavorato nei più grandi teatri del mondo soprattutto con un repertorio contemporaneo, e da 15 anni ha cominciato anche a dirigere. Una formazione eterodossa, che, dice, l’ha aiutata: “se avessi cominciato studiando direzione d’orchestra non so se avrei avuto il coraggio di andare avanti. Invece ho cominciato a dirigere in teatri e con orchestrali che già mi conoscevano. Questo mi ha dato sul podio la sicurezza che ho anche come cantante”.

“Scelgo tutto quello che eseguo. Quando un’orchestra mi invita, invita solo me, e io scelgo il programma”. Le orchestre sono Santa Cecilia, adesso la Scala, ma anche i Berliner Philharmoniker, i Mnchner Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Prague Philharmonic Orchestra. Con un repertorio che la porta a dirigere Haydn e a cantare il jazz come anche Alban Berg e Debussy, e tanta musica contemporanea ‘classica’ scritta per lei.

In Strauss, in prova gli archi della Filarmonica della Scala sono caldi, avvolgenti, la direzione minuziosa e trascinante assieme. Ma è “La voix humaine” che il pubblico aspetta con più ansia, perché Hannigan canta, e questo spettacolo con cui gira da qualche anno (anche a Spoleto, e dopo la Scala lo porterà alla New York Philharmonic) è in versione multimediale con regia e video firmati da lei stessa con Denis Guéguin e Clemens Malinowski. “E’ un capolavoro” spiega, “perché l’unione del testo di Cocteau e della musica di Poulenc è un movimento continuo e non sappiamo quale sia la verità. Come cantante d’opera, come attrice, so che noi essere umani non diciamo sempre la verità, anzi quasi mai. Non sappiamo se la conversazione avvenga in tempo reale, o se sia frutto dell’immaginazione, o se sia una summa di tante storie diverse”. L’arte è trasmettere il pensiero che è dietro le parole esplicite; per questo i video che accompagnano lo spettacolo immaginano “una Elle in uno spazio di fantasia dove la protagonista può pensare anche di essere alla direzione di un’orchestra”.

Com’è dirigere e cantare insieme? Complesso. “Dico ai musicisti: dovete seguire la mia mano, non la mia voce. Anche io devo seguire la mia mano, così possiamo andare insieme. Si, è molto difficile. Super divertente!”.

Hannigan, 54 anni, con questa storia e questa vita così poco convenzionale (anche se lei insiste, “io faccio repertori tradizionali, quest’anno ho cominciato la stagione con la Quarta di Beethoven, poi “Così parlò Zaratustra” di Strauss, due settimane fa al Concertgebouw “Morte e trasfigurazione” sempre di Strauss”), è conscia di avere delle responsabilità: perché i giovani seguono i suoi concerti, e perché “devo accettare di essere un esempio, per i musicisti in genere, per qualunque persona creativa perché non sto nelle regole, e anche per il mio genere. Devo sapere come usare il potere che deriva da questo ruolo. Imparo mentre vado avanti”.

“Ho già diretto opere ma sulla scena, per esempio il Rake’s Progress di Stravinsky” dice infine. “Sto aspettando l’occasione giusta per dirigere un’opera dalla buca d’orchestra… quando le condizioni giuste si presenteranno, lo capirò”.

“Tornerò in Italia in maggio a Vicenza per un festival jazz”, promette, e gli occhi le brillano di anticipazione. “Adoro l’Italia, la sua bellezza, il cibo, e il pubblico”.

M5s, Conte confermato presidente del Movimento con l’89,3% dei voti

Roma, 26 ott. (askanews) – Giuseppe Conte confermato presidente di M5s. Alle ore 18 di oggi si sono concluse le votazioni degli iscritti per l’elezione del presidente del MoVimento 5 Stelle.

Su 101.783 iscritti aventi diritto al voto hanno votato in 59.720 pari al 58,67%.

Al quesito: “Sei favorevole all’elezione di Giuseppe Conte quale presidente dell’associazione MoVimento 5 Stelle?” hanno votato SI: 53.353; hanno votato NO: 6.367.

Pertanto, ai sensi dell’art. 12 lett. h) dello Statuto, Giuseppe Conte è proclamato eletto presidente del MoVimento 5 Stelle con una percentuale di 89,3% voti favorevoli.

Mattarella: oggi spesso violenza verbale che sfocia in teppismo

Roma, 26 ott. (askanews) – Violenza verbale e atteggiamenti teppistici. Lo sottolinea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo ad un evento organizzato da S. Egidio.

“Come ha ricordato Sua Santità Leone XIV, “serve disarmare gli animi e disarmare le parole per poter realmente favorire la pace”. Faccio mio il suo appello di pochi giorni fa, in occasione della visita al Quirinale, affinché – sottolinea il capo dello Stato – si “continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli, che ne sono irrinunciabilmente alla base””.

Di fronte a queste parole, rileva Mattarella, e “osservando l’instabilità, le tensioni, i conflitti, la violenza – anche verbale – che caratterizzano la nostra contemporaneità, si registra la diffusione di atteggiamenti che, se applicati alla convivenza all’interno delle nostre società nazionali, meriterebbero l’appellativo di teppistici”.

Per il presidente “risulta oscuro come comportamenti ritenuti generalmente riprovevoli, se non severamente censurabili, se relativi alle normali relazioni umane, abbiano la pretesa, nelle relazioni internazionali, di essere considerati fatti politici. Mentre, alla parola “dialogo”, viene attribuito, anziché il carattere della fortezza, il segno di una debolezza, di una remissività”.

Ue, Mattarella: costruita per far tacere le armi per sempre

Roma, 26 ott. (askanews) – “Abbiamo costruito, con l’Unione Europea, una condizione – sin qui realizzatasi tra i suoi membri – per cui le armi avrebbero taciuto per sempre. E questo per volontà democratica dei suoi popoli liberi, non per imposizione imperiale o di uno dei dittatori, protagonisti di disumani esperimenti del secolo scorso. Una condizione e valori che hanno pesato, influenzando tante altre aree del mondo, avviando una fase destinata a globalizzazione dei diritti e a colmare gradualmente il divario tra popoli del Nord e del Sud del mondo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a S. Egidio.

Per il capo dello Stato “non è stata una stagione priva di tensioni e di prezzi pagati duramente dalle popolazioni civili, come nei vicini Balcani. A fronte delle crisi sono stati apprestati, tramite l’Organizzazione delle Nazioni Unite, gli strumenti per una ricerca perseverante di percorsi di pace, come antidoto alla tentazione del ricorso all’uso della forza e della prevaricazione. Protagoniste sempre più significative, nel tempo – aggiunge Mattarella -le opinioni pubbliche, i movimenti popolari per la pace, le comunità, come quella di Sant’Egidio che hanno sviluppato percorsi in direzione della pace. Un impegno prezioso che, nell’attuale scenario geopolitico, appare più che mai indispensabile”.

Mattarella: i processi di pace hanno bisogno di pazienza e responsabilità

Roma, 26 ott. (askanews) – “Oggi il tema della forza sembra essere quello per misurare le relazioni e i rapporti internazionali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo all’assemblea “Osare la pace” organizzata dalla comunità di S. Egidio. Ma “i processi di pace hanno bisogno di pazienza e responsabilità”, ha sottolineato Mattarella. “Lo spirito di Assisi che viene riproposto in questi incontri – continua Mattarella – rammenta a tutti noi che la pace non è mai un risultato destinato senza dedicarvisi con costanza. La pace va cercata, coltivata e osata”.

Nave da guerra Usa arriva a Trinidad e Tobago, vicino al Venezuela. Maduro: inventate una guerra

Roma, 26 ott. (askanews) – La nave da guerra americana USS Gravely, il cui arrivo è stato annunciato giovedì dal governo di Trinidad e Tobago, ha attraccato nella capitale, Port of Spain, vicino al Venezuela. Lo riporta Afp.

Rimarrà nella piccola nazione caraibica fino a giovedì per condurre un addestramento congiunto con le forze di difesa locali. Le esercitazioni si inquadrano in una crescente campagna militare del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro le organizzazioni dedite al narcotraffico in America Latina, che ha preso di mira in particolare il suo acerrimo nemico, il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Le forze statunitensi hanno già fatto saltare in aria almeno 10 imbarcazioni di narcotrafficanti, secondo loro, uccidendo almeno 43 persone, e Trump ha anche minacciato attacchi di terra contro presunti cartelli in Venezuela.

Maduro, storico avversario di Trump, ha accusato gli Stati Uniti di “aver inventato una guerra” per rovesciarlo. La situazione si è inasprita bruscamente venerdì, quando il Pentagono ha ordinato il dispiegamento nella regione della portaerei più grande del mondo, la USS Gerald R. Ford. Trump ha anche autorizzato le operazioni della Cia contro il Venezuela.

Calcio, Verona-Cagliari 2-2: Felici al 92′ chiude rimonta rossoblù

Roma, 26 ott. (askanews) – Un pareggio dal sapore di vittoria per il Cagliari al “Bentegodi”. La squadra di Fabio Pisacane, sotto di due reti, trova nel finale la forza di reagire e strappa un 2-2 in rimonta al Verona grazie ai gol di Idrissi e Felici. Un punto che vale tanto per spirito e carattere, dopo un primo tempo difficile.

Il match si sblocca al 23′ con il colpo di testa di Gagliardini, bravo a sfruttare la punizione battuta da Giovane. Gli uomini di Baroni insistono e al 59′ raddoppiano: azione manovrata da Belghali, assist ancora di Giovane e tocco facile di Orban da distanza ravvicinata. Il Verona sembra in controllo, ma il Cagliari non molla.

Al 77′ Idrissi accorcia con un sinistro preciso sotto la traversa, servito da Obert, e all’inizio del recupero arriva il pareggio firmato Felici, al termine di una bella combinazione con Pavoletti. L’esterno entra in area e batte Montipò con un tiro sul palo lontano, facendo esplodere la panchina sarda.

Pisacane, che aveva scelto Borrelli come punta centrale con Gaetano alle spalle e Prati in regia, trova così una risposta importante dal gruppo e dai cambi: proprio i subentrati Idrissi e Felici firmano la rimonta. Il Verona, invece, spreca una grande occasione per allungare in classifica dopo un’ora di dominio.

Calcio, Sassuolo-Roma 0-1: Dybala firma il colpo

Roma, 26 ott. (askanews) – La Roma vince di misura al Mapei Stadium e porta a casa tre punti preziosi grazie al ritorno al gol di Paulo Dybala che gli valgono l’aggancio al Napoli in testa alla classifica. L’argentino, al 16′, firma l’1-0 dopo una bella combinazione con Cristante, ribadendo in rete la respinta di Muric. È la prima rete in Serie A 2025/26 per la Joya, che sale a quota 130 in carriera nel massimo campionato, e la numero 50 da quando veste la maglia giallorossa.

Il Sassuolo di Gattuso parte forte con Fadera e Thorstvedt, ma Svilar tiene la porta inviolata. Dopo il vantaggio, la Roma prende campo e controlla con ordine fino all’intervallo, sfiorando il raddoppio su punizione ancora con Dybala.

Nella ripresa Gasperini ridisegna la squadra: fuori Tsimikas, dentro Hermoso e poi Dovbyk, che dà nuova linfa all’attacco. Pellegrini colpisce un palo al 68′, mentre Wesley e Celik sprecano due buone occasioni per chiudere il match. Nel finale, Muric salva i neroverdi sul destro del capitano giallorosso, ma la Roma tiene fino al 95′ e porta via una vittoria importante che vale la testa della classifica

Tennis, Sinner: "È stata una grande performance"

Roma, 26 ott. (askanews) – “Questa vittoria mi fa sentire benissimo. La finale era cominciata malissimo: avevo palle break e invece sono partito indietro – così Jannik Sinner dopo la vittoria del Torneo Atp 500 di Vienna – “Ho provato a rimanere incollato alla partita dal punto di vista mentale. Il terzo set è stato un su e giù. Sono molto contento di aver vinto un altro titolo. La cosa più importante è cercare di non mollare e di rimanere lì. Ho cercato di fare le scelte giuste nei momenti giusti. La chiave è stata servire bene e risparmiare le energie nei miei turni di battuta. È stata una grande performance”.

Sinner trionfa a Vienna: Zverev battuto in tre set

Roma, 26 ott. (askanews) – Jannik Sinner vince l’Atp 500 di Vienna. L’azzurro batte il tedesco e numero 2 del seeding Alexander Zverev con il punteggio di 3-6, 6-3, 7-5 dopo due ore e 28 minuti di gioco. Una partita molto bella e soprattutto equilibrata: nel primo set Zverev ha strappato la battuta a Jannik nel quarto gioco, con Sinner che non ha sfruttato due palle del controbreak nel game successo, e chiuso 6-3 in 44 minuti. Nel secondo parziale è arrivata la reazione di Sinner, che ha allungato la partita vincendo 6-3 con il break nel secondo game. Nel terzo e decisivo set, Sinner (dopo aver accusato qualche leggero problema alla gamba sinistra) ha conquistato la palla break decisiva nell’undicesimo game. Per Sinner arriva il 22° titolo Atp, il quarto di questa stagione. Con questa vittoria, Jannik si porta a 840 da Carlos Alcaraz nel ranking Atp.

Il Torino rimonta e vince contro il Genoa 2-1

Roma, 26 ott. (askanews) – Il Torino ritrova carattere e punti, ribaltando una gara che sembrava maledetta. Al “Grande Torino”, i granata si impongono 2-1 sul Genoa al termine di una partita piena di episodi, di errori e di reazioni nervose.

La squadra di Juric (o dell’attuale tecnico granata, a seconda del contesto) era andata subito sotto al 7′, tradita da una scivolata di Asllani che ha aperto la strada al vantaggio rossoblù: Ekhator serve da destra, Thorsby approfitta dell’indecisione e batte Paleari in uscita. Una mazzata che avrebbe potuto piegare il Toro, ma la gara cambia dopo l’intervallo.

Al 63′ arriva il pareggio, fortuito ma meritato: Pedersen crossa da destra, Sabelli anticipa Adams e, nel tentativo di allontanare, infila clamorosamente la propria porta. L’autogol rimette in corsa i padroni di casa, che spingono fino alla fine.

Il sorpasso si materializza al 90′: corner di Lazaro, la difesa del Genoa resta immobile e Guillermo Maripán calcia con freddezza battendo Leali per il definitivo 2-1. È l’esplosione di gioia del “Grande Torino”, che saluta una rimonta costruita con pazienza e spirito.

Per il Genoa, invece, è notte fonda: appena tre punti raccolti in otto giornate, un ritmo da incubo che segna il peggior inizio di sempre nella storia rossoblù nell’era dei tre punti. I liguri dovranno ritrovare fiducia e gioco, mentre il Torino può finalmente respirare, aggrappandosi alla solidità ritrovata e alla forza dei suoi difensori goleador.