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Schlein: iniziativa meravigliosa con nostri amministratori

Bologna, 15 nov. (askanews) – “Una iniziativa meravigliosa con i nostri amministratori e le nostre amministratrici che ogni giorno realizzano quello che diciamo”. Lo ha affermato la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, tracciando un bilancio della due giorni di lavoro della prima assemblea nazionale degli amministratori locali e dei sindaci democratici promossa a Bologna dal Pd nazionale.

“Le cose in cui crediamo, a partire dalla cura delle nostre comunit, dagli asili nido gratuiti, dal trasporto pubblico locale gratuito per gli studenti, lo stiamo gi facendo – ha spiegato Schlein -. Le nostre citt sono un esempio di inclusione, sono un esempio in cui si porta avanti la creazione di opportunit di lavoro e si cerca di incentivare gli investimenti, attirare le imprese, sostenere anche le piccole botteghe artigiane che fanno fatica”.

“Siamo soprattutto nelle aree interne su cui abbiamo fatto una proposta di legge dedicata – ha proseguito la segretaria -. Sappiamo che per contrastare lo spopolamento bisogna portare i servizi, ma bisogna anche avere il coraggio di dire che l se si perde un posto di lavoro vale doppio. Quindi sostenere le attivit economiche produttive nelle aree interne anche con proposte di defiscalizzazione temporanea come quelle che stanno nella nostra legge” ha concluso Schlein.

Atp Finals, Bolelli e Vavassori fuori in semifinale

Roma, 15 nov. (askanews) – Si ferma in semifinale il cammino di Simone Bolelli e Andrea Vavassori alle Atp Finals. Prima coppia italiana di sempre ad aver superato il round robin del torneo, gli azzurri hanno perso contro i numeri 2 al mondo Harri Heliovaara ed Henry Patten con il punteggio di 6-4, 6-3 in un’ora e 16 minuti. Un match sempre di rincorsa per Bolelli e Vavassori che in entrambi i set hanno pagato il break subito nel terzo gioco. Tanti meriti a Heliovaara e Patten che hanno disputato una partita impeccabile, sia al servizio (24 su 27 con la prima) che in risposta. Per Bole e Wave il torneo si chiude a testa alta, ma la stagione non è ancora finita: la prossima settimana ci sarà per loro la Coppa Davis

La madre di Alberto Trentini: il governo si è speso poco per mio figlio

Milano, 15 nov. (askanews) – “Abbiamo contattato politici, diplomatici, artisti, giornalisti e negoziatori” mentre “fino ad agosto il nostro governo non aveva ancora avuto alcun contatto telefonico con il governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio”. Lo ha detto Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, il cooperante veneto Alberto Trentini detenuto da 365 giorni in Venezuela, in un passaggio della conferenza stampa tenuta a Palazzo Marino, sede del comune di Milano.

“Voglio ricordare che mio figlio è stato tolto un anno di vita – ha aggiunto – . E’ un’ingiustizia di cui non sappiamo darci pace”.

Trasporti, sindacati contro emendamento FdI in manovra: inaccettabile obbligo di dichiarare adesione a scioperi

Roma, 15 nov. (askanews) – “Esprimiamo ferma contrarietà all’emendamento proposto in Manovra da FdI che impone ai lavoratori di comunicare con sette giorni di anticipo, in forma scritta e irrevocabile, la propria adesione a uno sciopero. Una misura che snatura il diritto stesso di sciopero garantito dalla nostra Costituzione, crea di fatto liste di scioperanti e apre la strada a discutibili pressioni e potenziali discriminazioni inasprendo le relazioni industriali”.

Lo dichiarano in una nota unitaria i sindacati del settore trasporti Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, sottolineando che “il sindacato ha avuto da sempre un approccio molto responsabile nei confronti del ricorso allo sciopero”.

“La legge 146/90, unitamente alle innumerevoli regole di settore, già assicura pienamente il rispetto del diritto alla mobilità attraverso la garanzia dei ‘servizi minimi’. Questo nuovo obbligo è quindi inutile quanto pericoloso” proseguono. “I problemi della mobilità italiana non possono risolversi limitando il diritto di sciopero, ma occorre un intervento costruttivo e migliorativo. É necessario – proseguono le sigle sindacali – investire sulle infrastrutture, sulla forza lavoro e adoperarsi per rimuovere le cause del conflitto riconducibili al mancato rispetto, da parte delle aziende, dei contratti collettivi di lavoro vigenti, degli accordi liberamente sottoscritti fra le parti e, peggio ancora, al mancato pagamento delle retribuzioni a fronte delle prestazioni di lavoro rese”.

“Una attenzione particolare – spiegano ancora le tre organizzazioni sindacali – va riservata alle inefficienze aziendali, in molti casi croniche, che quotidianamente si ripercuotono negativamente sull’efficienza e sulla qualità del servizio pubblico reso agli utenti. Inoltre, a fare da detonatore a proclamazioni di sciopero c’è l’escalation di aggressioni e di violenze ai danni delle operatrici e degli operatori della mobilità e degli utenti”.

“Comprimere ulteriormente l’esercizio di un diritto costituzionale già fortemente privato della sua forza di creare le condizioni per risolvere le criticità e tutelare i diritti e gli interessi legittimi delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti, non è la strada giusta per garantire una mobilità di qualità”.

“Chiediamo – concludono Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – il ritiro immediato dell’emendamento annunciando che, se del caso, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti, dei servizi accessori e complementari ai trasporti e del loro legittimo diritto di sciopero”.

Centrosinistra, Ruffini: facciamo politica senza chiedere il permesso

Roma, 15 nov. (askanews) – “Facciamo politica senza chiedere il permesso a nessuno. E lo facciamo insieme, perché la politica che ci piace non è quella delle comfort zone in cui si sono rifugiati oggi i partiti, ma deve nascere dall’impegno di ognuno”. Lo ha detto Ernesto Ruffini, nel suo intervento introduttivo all’assemblea dei Comitati Più Uno.

“Unire – ha sottolineato l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, secondo la sintesi del discorso diffusa dagli organizzatori dell’evento – è un atto politico di coraggio e di responsabilità. Serve parlare a tutti per ricostruire quella comunità che il nostro Paese sembra avere perso. L’Italia deve ritrovare il coraggio di guardare in faccia i problemi e di confrontarsi senza dividersi per partito preso. Perché il Paese in cui desideriamo vivere è quello che tutti sentono proprio e di cui tutti si prendono cura. Un Paese diviso è un Paese più debole, più fragile dove finisce per vincere la destra, che è più brava a radicalizzare e non è interessata a una comunità”.

Per Ruffini l’astensionismo è il primo avversario da battere: “Non basta andare a votare. Partecipare è molto di più: significa esserci, proporre, discutere, costruire. Nessuno è inutile e soprattutto nessuno è sostituibile. Ognuno di voi è insostituibile”, ha proseguito, definendo questo “il tempo delle scelte. Non si tratta di scegliere fra diversi programmi di governo, come fossero il menu del giorno. Da una parte c’è chi alimenta un racconto fondato sulla paura. Un racconto che guarda e riconosce solo le paure delle persone. Le amplifica. Le isola. Dall’altra parte ci saremmo noi, se lo vogliamo, che crediamo che la politica non debba spaventare o alzare muri, ma aprire strade – ha concluso – guardando avanti e scegliendo la speranza”.

Il Papa: l’arte del cinema è in pericolo, le istituzioni riconoscano il suo valore culturale e sociale

Città del Vaticano, 15 nov. (askanews) – “Strutture culturali come i cinema e i teatri sono dei cuori pulsanti dei nostri territori, perché contribuiscono alla loro umanizzazione. Se una città è viva è anche grazie ai suoi spazi culturali: dobbiamo abitarli, costruirci relazioni, giorno dopo giorno. Ma le sale cinematografiche vivono una preoccupante erosione che le sta sottraendo a città e quartieri”. A denunciarlo è stato stamane Papa Leone XIV che ha incontrato in Vaticano il mondo del cinema. Il pontefice ha ricordato che “non sono in pochi a dire che l’arte del cinema e l’esperienza cinematografica sono in pericolo”. Da qui il suo “invito” alle “istituzioni a non rassegnarsi e a cooperare per affermare il valore sociale e culturale di questa attività”.

“La nostra epoca ha bisogno di testimoni di speranza, di bellezza, di verità: voi con il vostro lavoro artistico potete esserlo”,ha aggiunto il Papa, invitanto a “recuperare l’autenticità dell’immagine per salvaguardare e promuovere la dignità umana è nel potere del buon cinema e di chi ne è autore e protagonista”. “Non abbiate paura del confronto con la ferite del mondo. La violenza, la povertà, l’esilio, la solitudine, le dipendenze, le guerre dimenticate sono ferite che chiedono di essere viste e raccontate” ha, quindi, aggiunto il pontefice. “Il grande cinema non sfrutta il dolore: lo accompagna, lo indaga. Questo hanno fatto tutti i grandi registi”, ha poi detto il pontefice rivolgendosi proprio ai protagonisti del grande schermo ricordando loro che “dare voce ai sentimenti complessi, contraddittori, talvolta oscuri che abitano il cuore dell’essere umano è un atto d’amore”. “L’arte – ha quindi concluso – non deve fuggire il mistero della fragilità: deve ascoltarlo, deve saper sostare davanti ad esso. Il cinema, senza essere didascalico, ha in sé, nelle sue forme autenticamente artistiche, la possibilità di educare lo sguardo”.

Stamane in Vaticano si è tenuta l’udienza di Papa Leone con il mondo del cinema: attori, registi e maestranze, giunte da tutto il mondo per il Giubileo. Al termine del suo discorso il pontefice ha salutato e stretto la mano a molti di loro. La prima a recarsi dal pontefice è stata l’attrice e produttrice australiana-statunitense Cate Blanchett, subito dopo il regista Spike Lee che gli ha donato una maglietta di basket con su scritto il nome di Pope Leo.

A Monza la #BlueBalloonChallenge di Medtronic

Monza, 15 nov. (askanews) – In occasione della giornata mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre, parte la #BlueBalloonChallenge, la campagna internazionale promossa da Medtronic Diabete, per accrescere la consapevolezza di vivere con il diabete di tipo 1 e a combattere lo stigma associato a questa malattia.

La Hot Air Balloon, ogni anno fa tappa in uno dei Paesi dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) e quest’anno il turno dell’Italia. Una mongolfiera, che rappresenta un gigantesco palloncino blu, sorvolata sul parco presso l’ex Ippodromo del Mirabello, fungendo da potente simbolo visivo per catturare l’attenzione del pubblico, ed evidenziare il delicato equilibrio necessario nella gestione del diabete, incoraggiando una maggiore comprensione e consapevolezza della malattia. Ne ha parlato cos Alberto Andolina, vicepresidente marketing Europa Medtronic: “Un’iniziativa che gi abbiamo lanciato per 5 anni, questa la quinta edizione, e che in qualche modo crea un parallelo tra vivere con diabete e costantemente mantenere un palloncino blu sempre in aria. Quest’anno si d tutta l’attenzione ai genitori di bambini con diabete tipo 1”.

“Altre iniziative che Medtronic segue, che hanno l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sono Unstoppable, che un progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie, che mette a disposizione degli insegnanti dei materiali formativi che vogliono spiegare con parole semplici, ai bimbi e ai ragazzi, cos’ il diabete. Un’altra iniziativa che Medtronic sponsorizza e appoggia Diabetable. Parliamo alle istituzioni e a chi prende le decisioni in sanit per agevolare il pi possibile l’equit di accesso alle tecnologie” ha aggiunto Daniela Simonte, OU Diabetes Marketing Director Italy, Greece and Israel.

L’edizione 2025 dedicata ai genitori, che ogni giorno offrono supporto emotivo e concreto, permettendo ai bambini con diabete di vivere una vita quanto pi possibile normale. Gestire questa patologia cronica richiede attenzione e resilienza, in modo particolare per i pi piccoli. Nel mondo, circa 9,5 milioni di persone convivono con il diabete di tipo 1, tra cui circa 1,2 milioni di bambini e adolescenti sotto i 19 anni, mentre in Italia colpisce circa 300.000 persone. Ha parlato cos la paziente Carla Corvino: “Io ho il diabete da 22 anni e la quotidianit senza dubbio un po’ complicata, ma assolutamente gestibile grazie soprattutto alla tecnologia da qualche anno a questa parte. Per il resto diciamo che, anche chi ha il diabete di tipo 1 pu vivere esattamente tutte le esperienze e tutte le attivit che fanno tutte le persone, comprese le feste, comprese le cene, il divertimento, lo sport, tutto quanto”.

Un’edizione, quella del 2025 della #BlueBalloonChallenge, che cresce e che si contraddistingue anche per l’impegno verso la sostenibilit ambientale. Medtronic, infatti, ha adottato palloncini in materiali biodegradabili e soluzioni a basso impatto, in continuit con le buone pratiche introdotte negli anni precedenti.

Tajani sull’Ucraina sta con Crosetto (e non con Salvini): non c’entra niente la corruzione, aiutiamo un popolo

Napoli, 15 nov. (askanews) – “Non c’entra niente la corruzione, bene hanno fatto le autorità ucraine a far dimettere i due ministri corrotti, noi aiutiamo un popolo che non può essere considerato corrotto perché ci sono dei delinquenti e degli imbroglioni, i corrotti ci stanno purtroppo in tutto il mondo”. Così il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, rispondendo a Napoli a una domanda sugli episodi di corruzione in Ucraina.

“Proprio ieri a Roma si è svolta questa importante manifestazione dedicata alla lotta alla corruzione internazionale, voluta dal mio Ministero che abbiamo organizzato insieme ai ministri della Giustizia e dell’Interno, con la presenza anche di autorità messicane, quindi figuriamoci, noi siamo in prima fila – ha ribadito il titolare della Farnesina – Siamo pronti anche a fornire tutto il nostro saper fare, sia magistratura sia Guardia di finanza, per combattere la corruzione”. Tajani ha poi concluso: “Abbiamo fatto molto di questo lavoro con la guardia di finanza in Albania e lo stiamo facendo anche in Montenegro, quindi l’Italia è pronta e farà la sua parte, ma questo non significa che non si debba continuare ad aiutare l’Ucraina perché ci stanno due corrotti, condivido il pensiero del ministro Crosetto”.

Una presa di posizione che allinea il vicepremier forzista a l ministro di Fdi Crosetto, che da Berlino aveva respinto le obiezioni dell’altro vicepremier Salvini e del suo partito sull’invio di armi all’Ucraina sostenendo che “condannare” l’Ucraina per i casi di corruzione equivarrebbe a “condannare” la Sicilia per la presenza della mafia.

Frattura nella maggioranza? Ecco cosa è successo. Dopo la visita saltata di Guido Crosetto negli Stati Uniti, per ragioni ancora non chiarite ma che potrebbero avere a che fare con i malumori leghisti, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha frenato sulle armi all’Ucraina tirando in campo l’inchiesta sulla corruzione che ha scosso Kiev.

“Mi sembra che stiano emergendo gli scandali legati alla corruzione, poi coinvolgono il governo ucraino, quindi non vorrei che con quei soldi dei lavoratori, dei pensionati italiani si andasse ad alimentare ulteriore corruzione”, aveva detto ieri il leader del Carroccio rispondendo ai giornalisti in merito alla richiesta Usa di acquisto di armi per Kiev. Linea poi rilanciata da tutta la Lega che chiedeva chiarezza prima di qualsiasi decisione sull’acquisto e invio di armi all’Ucraina.

Tranchant era stata la replica del ministro della Difesa Crosetto: “Capisco le preoccupazioni di Matteo Salvini ma io non giudico un paese per due corrotti esattamente come gli americani e gli inglesi sbarcati in Sicilia non hanno giudicato l’Italia per la presenza della mafia ma sono venuti ad aiutare gli altri italiani, quelli onesti”. Il ministro che, al termine della Riunione dei ministri della Difesa in formato E5 (Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Polonia), ieri a Berlino, ha ribadito che “l’Europa e l’Occidente sono al fianco dell’Ucraina”, ha inoltre riferito di aver parlato con il ministro della Difesa ucraino dello scandalo, “dicendo – ha aggiunto Crosetto – che la corruzione andava combattuta anche perché poteva essere utilizzata dalla controinformazione russa per dare una lettura sbagliata che avrebbe avuto un effetto nelle piazze occidentali. L’arresto in sé dimostra che l’Ucraina ha gli anticorpi per combatterla”.

Il governo ucraino è stato investito dall’inchiesta “Midas”, avviata dalle agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAPO. Le indagini coinvolgono figure di primo piano vicine al presidente Volodymyr Zelensky, tra cui l’ex ministro della Difesa Rustem Umerov. La prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko ha annunciato la sospensione del ministro della Giustizia German Galushchenko, sospettato di essere implicato nello scandalo delle tangenti che sta scuotendo il settore energetico del Paese. I detective hanno arrestato 5 persone, mentre 7 membri dell’organizzazione sono stati formalmente informati del sospetto a loro carico, tra cui: un imprenditore, capo dell’organizzazione criminale (Timur Mindich,ndr); un ex consigliere del ministro dell’Energia (Ihor Mironyuk,ndr); il Direttore Esecutivo per la Protezione Fisica e la Sicurezza della JSC ‘NAEK Energoatom’ (Dmytro Basov,ndr); quattro individui – ‘dipendenti’ dell’ufficio di back office responsabile della legalizzazione dei fondi”.

La giornata dei premiati Balzan: quando la ricerca parla al presente

Berna, 15 nov. (askanews) – A Berna, nel Palazzo federale, sono stati consegnati i Premi Balzan 2025, riconoscimenti da 750 mila franchi ciascuno – circa 800 mila euro – assegnati ogni anno a studiosi che hanno dato un contributo decisivo nei loro campi.

I quattro premiati sono stati presentati da Marta Cartabia, presidente del Comitato Generale Premi: “Il Balzan – ha detto – un premio che cambia disciplina ogni anno. Non vengono premiate sempre le stesse discipline, quindi gi la scelta, la selezione delle materie un segnale sull’importanza di un determinato ambito di studi. E poi c’ una caratteristica importante: non soltanto un riconoscimento a una carriera gi avvenuta, ma anche un investimento con dei giovani per sviluppare progetti futuri”.

Il premio per la Terapia genica e le cellule geneticamente modificate stato assegnato allo statunitense Carl H. June, pioniere delle cellule CAR-T: una terapia rivoluzionaria che ha permesso di curare tumori ematologici mortali e che apre nuove possibilit in ambito autoimmune.

Per la Storia dell’arte contemporanea, il Balzan andato alla statunitense Rosalind E. Krauss, figura centrale negli studi sul modernismo e nella definizione dell’arte contemporanea come campo autonomo di ricerca.

Il premio per le Scienze dell’antichit stato attribuito all’americano Josiah Ober, per le ricerche che hanno ridefinito la comprensione della democrazia ateniese e il suo confronto con le sfide politiche attuali.

Per la fisica, il Balzan per Atomi e misura ultraprecisa del tempo stato assegnato al francese Christophe Salomon, tra i protagonisti della rivoluzione degli orologi atomici basati su atomi ultrafreddi.

Per Maria Cristina Messa, presidente della Fondazione Balzan “Premio”, il “ruolo del premio Balzan quello di dare risalto, visibilit a quanto la ricerca fa, pu fare e quanto ha fatto e, nel fare questo, di coinvolgere tutti a livello internazionale e generazionale”.

Met di ogni premio verr destinata dai vincitori a progetti di ricerca portati avanti da giovani studiosi: una scelta identitaria della Fondazione Balzan, nata nel 1957 per sostenere scienza, cultura e iniziative umanitarie.

La cerimonia stata preceduta dal Forum interdisciplinare, che ha messo in dialogo in pubblico medicina, fisica, storia dell’arte e scienze sociali.

Dall’immunoterapia ai nuovi orologi atomici, da Proust ad Atene, il Balzan premia idee che cambiano il modo in cui leggiamo il mondo e che investono nel futuro della ricerca.

Trump ha abbassato i dazi su alcuni alimenti (carne bovina, pomodori, caffè e banane)

Roma, 15 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha abbassato i dazi su carne bovina, pomodori, caffè e banane, tra le altre importazioni agricole. Ne dà notizia la Cnn, secondo cui l’ordine firmato da Trump esclude tali prodotti dalle tariffe doganali “reciproche”, che partono dal 10% e arrivano fino al 50%. Tuttavia, l’ordine non esenta completamente i prodotti in questione.

Ad esempio – spiega il sito dell’emittente Usa – i pomodori provenienti dal Messico, uno dei principali fornitori degli Stati Uniti, continueranno ad essere soggetti a un dazio del 17%. La mossa del tycoon alla guida degli Usa – osserva Cnn – arriva dopo che gli elettori hanno espresso la loro frustrazione per lo stato dell’economia nei sondaggi effettuati all’uscita dalle urne all’inizio di questo mese, votando per i democratici nelle elezioni di medio termine in diversi stati.

Il Brasile, principale fornitore di caffè degli Stati Uniti, è soggetto ad esempio a dazi del 50% da agosto e secondo i dati dell’indice dei prezzi al consumo, a settembre i consumatori hanno pagato il caffè quasi il 20% in più rispetto all’anno precedente.

Ieri l’amministrazione Trump e il governo svizzero avevano già annunciato un nuovo accordo commerciale che prevede la riduzione delle tariffe sui beni provenienti dalla Svizzera dal 39% al 15%, un tasso che era tra i più alti tra tutti i paesi con cui gli Stati Uniti intrattengono rapporti commerciali.

Mario Biondi canta il Natale con "A Very special Mario Christmas"

Milano, 15 nov. (askanews) – Nel 2026 Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, festeggerà un traguardo straordinario: i 20 anni di una carriera internazionale, costellata di concerti in tutta Europa e nel mondo, con un record di 50 Paesi in cui si è esibito, cominciata con l’esplosione del singolo “This Is What You Are”, contenuto in “Handful of Soul”.

Da quel 2006, la carriera del crooner non si è più fermata con live in Italia e all’estero e con certificazioni Oro e Platino dei suoi album. Non solo interprete, ma anche autore, produttore e arrangiatore dei suoi brani, Mario Biondi ha ricevuto la stima di musicisti e band di fama internazionale, collaborando con artisti del calibro di Gregory Porter, Incognito, Earth Wind & Fire, Dap-Kings, Chake Khan, Burt Bacharach, All Jarreau, Sarah Jane Morris, Till Brönner oltre a collaborazioni con grandi artisti italiani come Pino Daniele, Pooh, Renato Zero, Il Volo e molti altri. In questi anni si è esibito in location prestigiose, tra cui la Royal Albert Hall di Londra, e nei più importanti Festival Jazz Soul del mondo.

Tra i suoi grandi successi, il fortunato album “Mario Christmas” del 2013, contenente una raccolta dei più celebri brani natalizi reinterpretati dal cantante. Quell’album indossa una nuova veste in occasione delle feste con la riedizione “A Very special Mario Christmas” in uscita il 12 dicembre per Sony Music Italia.

Oltre ai classici del Natale rivisitati al tempo, conterrà anche il brano “Cool Yule (feat. Antonio Faraò)”, una raffinata rivisitazione della canzone scritta da Steve Allen e resa celebre nel 1953 da Louis Armstrong, un’artista che Mario Biondi ha sempre citato come fonte d’ispirazione fondamentale per la sua carriera. La collaborazione con il pianista jazz Antonio Faraò aggiunge al brano un tocco di sofisticatezza strumentale. Per la prima volta sarà disponibile in versione fisica anche il brano del 2020 “This Is Christmas Time”.

La riedizione di “A Very Special Mario Christmas” sarà disponibile in CD ed LP. Il pre-order è attivo da oggi, 14 novembre, al seguente link https://bio.to/mariobiondi.

Centrosinistra, Manfredi (Anci): dobbiamo parlare di sicurezza



Roma, 15 nov. (askanews) – Non serve un partito dei sindaci ma “servono dei partiti che ascoltino i sindaci perché noi dobbiamo accorciare la distanza della politica dai problemi concreti di tutti i giorni”. Lo dice Gaetano Manfredi, primo cittadino di Napoli e presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), intervistato dalla Stampa di Torino.

In vista dell’incontro di oggi a Bologna di amministratori e sindaci con la segretaria del Pd, Elly Schlein, Manfredi spiega che “il nostro contributo è quello di indurre la politica a parlare dei problemi concreti delle persone. Questo è il compito degli amministratori, spostare l’asse della discussione politica verso la concretezza e le esigenze reali ai cittadini. In più, il fronte progressista deve parlare di sicurezza, noi sindaci stiamo spingendo in questa direzione”.

Confcommercio: entro 2035 a rischio scomparsa un quinto dei negozi

Roma, 15 nov. (askanews) – Negli ultimi dodici anni l’Italia ha registrato una riduzione di oltre 140mila attività di commercio al dettaglio, tra negozi e attività ambulanti, con cali particolarmente accentuati nei centri storici e nei piccoli comuni. Un trend che, senza nuove ed efficaci politiche di rigenerazione urbana e senza interventi per riutilizzare gli oltre 105mila negozi sfitti, un quarto dei quali da oltre un anno, è destinato ad aggravarsi ulteriormente con il rischio di perdere, da qui al 2035, altre 114mila imprese al dettaglio. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio in vista dell’iniziativa nazionale “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, dedicata al futuro delle città e delle economie urbane, organizzato dalla Confederazione che si terrà a Bologna, a Palazzo Re Enzo, il 20 e 21 novembre prossimi.

In pratica, oltre un quinto delle attività oggi esistenti sparirebbe con gravi conseguenze per l’economia urbana, la qualità della vita e la coesione sociale. Questo è confermato anche dall’analisi della densità commerciale, cioè il rapporto tra numero di negozi e abitanti, che evidenzia come molte città medio-grandi del Centro-Nord sarebbero quelle più esposte a questo fenomeno, mentre per alcuni Comuni del Mezzogiorno il calo sarebbe più contenuto, soprattutto per la riduzione dei residenti e il minor ricorso agli acquisti online. Confcommercio, anche attraverso il progetto Cities, propone un’Agenda Urbana Nazionale da definire insieme a Governo, Regioni e Comuni, per rigenerare i centri urbani valorizzando le economie di prossimità e le imprese del terziario di mercato.

L’obiettivo è creare un quadro stabile e integrato delle politiche urbane, armonizzando i Distretti Urbani dello Sviluppo Economico e promuovendo strumenti condivisi contro la desertificazione commerciale e per una logistica urbana sostenibile.

Sudan, la posizione ufficiale degli Emirati Arabi Uniti: nessun coinvolgimento.

Con riferimento all’articolo dal titolo “Sudan, dopo il massacro di Al Fasher il mondo si sveglia?” pubblicato in data 13 novembre 2025 (leggi l’articolo qui), l’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti in Italia intende fornire chiarimenti in merito ad alcune dichiarazioni contenute nell’articolo per assicurare che i lettori della vostra spettabile testata giornalistica abbiano accesso a informazioni accurate e fondate, che consentano loro di avere una prospettiva veritiera sui fatti.

A tale scopo l’Ambasciata intende condividere con la vostra testata giornalistica la posizione ufficiale degli Emirati Arabi Uniti in merito all’atroce conflitto in corso in Sudan:

“Since the onset of the civil war, the UAE has consistently supported regional and international efforts to achieve an immediate ceasefire, protect civilians, and ensure accountability for violations committed by all warring parties.

The UAE is part of the Quad which in September issued a joint statement calling for a three-month humanitarian truce to enable the swift entry of humanitarian aid to all parts of Sudan and to lead immediately to a permanent ceasefire. That statement also underlined that there is no military solution to the conflict in Sudan. Only a transition not controlled by the warring parties, leading to an independent civilian-led government, can secure Sudan’s future.

We categorically reject any claims of providing any form of support to either warring party since the onset of the civil war, and condemn atrocities committed by both Port Sudan Authority and RSF.

Furthermore, we refer you to the latest UN Panel of Experts report released on 17 April 2025 which makes clear that there is no substantiated evidence that the UAE has provided any support to RSF, or has any involvement in the conflict”.

Alleghiamo il rapporto finale del Gruppo di Esperti sul Sudan del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel quale non si fa alcun esplicito riferimento al coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti nella questione.

Restiamo a disposizione per fornire eventuali informazioni aggiuntive o chiarimenti sulla questione.

Distinti saluti

Ambasciata Emirati Arabi Uniti

 

Allegato Rapporto finale del Gruppo di Esperti sul Sudan. Per accedere al documento fare clic su questo link

 

 

Traduzione:

«Dallo scoppio della guerra civile, gli Emirati Arabi Uniti hanno sostenuto con coerenza gli sforzi regionali e internazionali volti a ottenere un cessate il fuoco immediato, proteggere i civili e garantire l’accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse da tutte le parti in conflitto.

Gli Emirati fanno parte del Quad, che nel mese di settembre ha diffuso una dichiarazione congiunta chiedendo una tregua umanitaria di tre mesi, al fine di consentire l’ingresso rapido degli aiuti in tutte le regioni del Sudan e di avviare immediatamente un cessate il fuoco permanente. Tale dichiarazione sottolineava inoltre che non esiste una soluzione militare al conflitto sudanese. Solo una transizione non controllata dalle parti in guerra, che conduca a un governo civile indipendente, può garantire il futuro del Sudan.

Respingiamo categoricamente ogni genere di affermazione secondo cui avremmo fornito, dall’inizio della guerra civile, una forma di sostegno quale che sia a una delle parti in conflitto e condanniamo pertnto le atrocità commesse sia dalla Port Sudan Authority sia dalle RSF.

Richiamiamo inoltre l’attenzione sull’ultimo rapporto del Panel of Experts delle Nazioni Unite, pubblicato il 17 aprile 2025, dal quale emerge chiaramente che non vi è alcuna prova documentata che gli Emirati Arabi Uniti abbiano fornito sostegno alle RSF o siano in alcun modo coinvolti nel conflitto».

Nuova era atomica, futuro inquieto

L’ombra lunga delle minacce atomiche

Le insistite e velate minacce di ricorso all’arma nucleare che in questi anni di guerra in Ucraina i vertici politici russi hanno rivolto all’Occidente sono sin qui state derubricate a veicoli mediatici utili nel conflitto psicologico, che come tutti gli esperti di queste cose sanno bene è importante quasi quanto quello militare. Resta il fatto, però, che ove si faccia mente locale sul loro potenziale distruttivo si rimane terrorizzati. Perché si sta parlando, né più né meno, della distruzione del pianeta. Anche quando il riferimento è alle c.d. “armi nucleari tattiche”, limitate a circoscritte porzioni di territorio, in realtà non si può negare che il loro primo utilizzo provocherebbe una inevitabile reazione almeno di pari impatto, e quando una guerra la si comincia non si sa mai come e quando sia destinata a finire…

Trump, Putin e la spirale dei test

Ecco allora che la recente dichiarazione di Trump relativa ad una probabile ripresa da parte statunitense dei test nucleari, indipendentemente dalle vere ragioni per le quali è stata fatta alla vigilia del suo incontro con Xi Jinping, ha ri-allarmato chiunque segua con un minimo di attenzione un tema così delicato e inquietante.

Probabilmente – questa la tesi più accreditata – Trump ha voluto reagire al muscolare annuncio di Putin sul positivo risultato dei test effettuati dalla Russia con i nuovi missili da crociera Burevestnik dotati di testate nucleari e soprattutto col siluro sottomarino a propulsione atomica Poseidon, che sarebbe in grado di attaccare direttamente gli Stati Uniti dopo aver attraversato tutto l’Oceano Pacifico. E ha voluto altresì inviare un messaggio pure alla Cina, che negli ultimi anni non solo ha accresciuto in modo esponenziale la propria dotazione militare, soprattutto navale, ma pure ha incrementato significativamente il proprio arsenale atomico, del quale ha in previsione un’ulteriore crescita.

Trattati fragili e nuovi rischi geopolitici

Al momento si sta agendo sulle dotazioni nucleari – e questo, come vedremo fra poco, comporta seri rischi per il Trattato di Non Proliferazione Nucleare – ma non si sta intaccando il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari firmato nel 1996 (CTBT, Comprehensive Nuclear-Test Ban Treaty) del quale la Russia nel 2023 (l’anno non è casuale, come si evince con facilità) ha revocato la ratifica, però. Un trattato sottoscritto da 187 paesi ma notoriamente non ratificato da 9 di questi (fra cui USA, Cina, Iran, Israele) e invece non firmato da Corea del Nord, India e Pakistan.

Ora, non è chiaro se Trump alludesse a test su sistemi d’arma con potenzialità nucleari, senza esplosioni, oppure a test completi, abbandonati sin dal 1992 dagli Stati Uniti e dal 1998 da qualunque paese al mondo, con l’unica eccezione della solita Corea del Nord. Ma è perfettamente chiaro che se davvero Washington riprendesse i test nucleari in modo “completo”, Russia e Cina non starebbero a guardare. Con le implicazioni ambientali inevitabili e con la ripresa di una escalation propedeutica all’abbandono anche del New Start, il trattato sulla riduzione delle armi nucleari strategiche firmato da Russia e Stati Uniti nel 2010 che è in scadenza il prossimo febbraio.

La lenta erosione dell’architettura del disarmo

Purtroppo da quando gli USA, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, si ritirarono nel 2002 dal trattato anti-missili balistici del 1972 (Anti Balistic Missile – ABM) nell’ambito della politica del presidente Bush contro gli “stati canaglia”, è stato sancito il principio per il quale è possibile abbandonare unilateralmente questi accordi tanto importanti per il destino dell’umanità. Ed infatti successivamente gli Stati Uniti durante il primo mandato di Donald Trump si ritirarono prima dal Joint Comprehensive Plan of Action (JcpoA), l’accordo con l’Iran, e dopo dal Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio del 1987 (Intermediate-Range Nuclear Forces – INF) che per la verità già la Russia non rispettava.

Insomma una condizione generale che rischia di mettere in discussione perfino il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Non-Proliferation Treaty – NPT) sottoscritto nel mitico 1968 e poi entrato in vigore nel 1970. L’intesa prevedeva (e tuttora prevede) che i paesi non dotati dell’arma nucleare si impegnano a non provvedere in tal senso a patto che gli altri (solo i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU al tempo della firma, ora qualcuno di più come è noto) controllino e riducano le loro dotazioni, oltre ad abolire i test.

Stiamo entrando, c’è da temere, in una nuova era atomica.

Il grande equivoco del centro nel campo largo

La coalizione egemone della sinistra

Diciamocelo con franchezza. È persino divertente registrare sulla stampa compiacente la galassia dei centristi – o sedicenti tali – che affollano il cosiddetto “campo largo”. Cioè l’alleanza della sinistra progressista saldamente guidata dalle quattro forze politiche che compongono ed esauriscono la coalizione, e che ne sono oggettivamente egemoni:

la sinistra sempre più radicale e massimalista del Pd della Schlein; la sinistra spiccatamente estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis; la sinistra populista e trasformista dell’ineffabile capo dei 5 Stelle Conte; e la sinistra di piazza e di classe, quella pan-sindacale guidata dal segretario della Cgil Landini.

I “centristi” che bussano alla porta del campo largo

Quel che incuriosisce, in questa fase politica liquida, confusa e contraddittoria, è la volontà dei centristi – o sedicenti tali – di far parte a tutti i costi di questa coalizione. Ovviamente guardando la partita dalla tribuna, perché in campo i giocatori titolari, e protagonisti, sono altri.

Non è facile censire tutte queste sigle, partiti e movimenti ai nastri di partenza. Ma si può tentare.

Renzi e la “Casa riformista”

Si comincia da Matteo Renzi, che ha sciolto il suo partito personale, Italia Viva, per dar vita a una fantomatica “Casa riformista”. L’obiettivo è noto: ottenere una manciata di seggi gentilmente elargiti dall’azionista di maggioranza della coalizione, cioè il Pd della Schlein.

I civici di Bettini e Onorato

Seguono i “civici” guidati dall’assessore romano Alessandro Onorato, operazione nata e organizzata dall’ex comunista e dirigente dem Goffredo Bettini, con la presenza di amministratori Pd o di area Pd. Un classico meccanismo da “porte girevoli”: un prestito di uomini e donne per costruire la cosiddetta “gamba moderata e civica” della coalizione di sinistra, sempre sotto l’egida del Pd.

Il movimento dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate

Terzo, il movimento dell’ex capo dell’Agenzia delle Entrate Ruffini: un progetto che ricorda l’espressione di Mino Martinazzoli sui “cattolici professionisti”. Un’operazione che ambisce a rappresentare una sorta di “crema” del mondo cattolico impegnato, sul modello prodiano: i famosi “cattolici adulti”.

I centristi del Pd

Poi ci sono i centristi interni al Pd, accucciati – modello Delrio/Guerini – in attesa di qualche riconoscimento in vista del 2027, nonostante il partito sia ormai spostato in modo radicale e organico a sinistra.

L’inevitabile candidatura dei 5 Stelle

Infine, la novità più significativa: la possibile candidatura del partito populista per eccellenza, i 5 Stelle, guidati dal principe del trasformismo politico italiano, Giuseppe Conte. Per dirla con Donat-Cattin: “capace, capacissimo, capace di tutto”. Inclusa – perché no – la rappresentanza dell’area moderata e centrista.

Un progetto alternativo alla Margherita

Scusandosi per non aver citato decine di gruppi locali che si autocandidano a rappresentare il centro nel “campo largo”, l’autore giunge alla conclusione: tutti questi tentativi sono radicalmente, strutturalmente e scientificamente alternativi al progetto che, nei primi anni Duemila, prese il nome di Margherita. Un progetto autonomo, autenticamente riformista, democratico, con una chiara cultura di governo, nato non per concessione della sinistra ma per una vocazione riformista propria.

L’elettorato centrista guarda altrove

Ecco perché l’elettorato centrista e moderato continuerà a guardare altrove o, purtroppo, astenersi.

Ecco perché è sempre più necessaria una iniziativa politica seria, credibile e coerente, capace di raccogliere le istanze dell’universo centrista e moderato per trasformarle in un progetto politico altrettanto credibile.

FareRete. Verso un nuovo umanesimo dell’agire

L’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS celebra il proprio decennale pubblicando un importante contributo programmatico: l’articolo “Verso un Umanesimo dell’Agire: costruire una società che cura, include e innova”, redatto dal Direttivo dell’Associazione.

L’orizzonte: la persona al centro

Occorre individuare nella centralità della persona la chiave per leggere le trasformazioni del nostro tempo. Innovazione tecnologica, fragilità sociali, nuove disuguaglianze impongono – si legge nel documento – un cambiamento culturale profondo: ritrovare la dimensione relazionale della vita sociale e orientare lo sviluppo verso il Bene Comune.

Dalla visione all’azione

Nel testo, FareRete propone un “umanesimo dell’agire”: un approccio che integra etica e tecnologia, visione e competenza, capacità progettuale e cura dei legami. Le reti territoriali, la co-progettazione, la partecipazione civica e professionale rappresentano il metodo operativo attraverso cui l’Associazione ha costruito, in questi anni, un ecosistema vivo e inclusivo.

Le frontiere dell’umanizzazione

Sanità, educazione, economia civile, rigenerazione urbana: il Direttivo mostra come ogni ambito sociale richieda scelte orientate alla dignità della persona. “La salute è un investimento e non un costo”, ricorda il documento richiamando Giuseppe Assogna; così come Leonardo Becchetti torna a indicare nel lavoro un luogo di crescita, creatività e responsabilità, non solo di produzione.

Una comunità che si fa rete

La versione integrale, ricca di riferimenti a Marie Curie, Paola Pisanti ed Emmanuel Mounier, culmina nel Manifesto per l’Umanizzazione della Società: non una dichiarazione teorica, ma un atto collettivo che invita a costruire comunità solidali, intelligenti, capaci di orientare l’innovazione al servizio della vita.

Dunque, FareRete chiama a raccolta istituzioni, imprese, associazioni e cittadini: umanizzare significa cooperare, innovare, condividere responsabilità. È un cammino che continua e che si rinnova oggi con questo contributo di forte valore culturale e civile.

 

Leggi qui l’articolo integrale del Direttivo

Manovra, Meloni: chiesto a banche e assicurazioni corposo contributo

Roma, 14 nov. (askanews) – “Con l’ultima legge di bilancio, ancora una volta, abbiamo concentrato le poche risorse che avevamo a disposizione sulle priorità che dall’inizio del governo abbiamo individuato: la famiglia, natalità, difesa del potere d’acquisto dei cittadini, aumento dei salari, sostegno alle aziende che investono e assumono il rafforzamento della sanità”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Napoli al comizio a sostegno di Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Campania. “Per coprire quei provvedimenti anche quest’anno abbiamo chiesto un corposo contributo a banche e assicurazioni”, ha aggiunto sottolineando che “questo racconta di una stagione molto diversa rispetto a quando i soldi venivano presi dalle tasse dei lavoratori e regalati alle banche”.

Al Centro Studi Americani il libro di Pagliara "L’Imperatore"

Roma, 14 nov. (askanews) – Il Centro Studi Americani, per la IV° Edizione del Festival della Cultura Americana, ha ospitato la presentazione del libro “L’Imperatore” di Claudio Pagliara, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, già Responsabile dell’Ufficio di Corrispondenza della Rai per gli Stati Uniti.

Oltre all’autore sono intervenuti ospiti di livello come Luigi Mattiolo, Ambasciatore, già consigliere diplomatico di Mario Draghi e Ambasciatore in Germania, Turchia e Israele e Francesco Talò, già Consigliere Diplomatico di Giorgia Meloni, ambasciatore alla NATO e in Israele, e Console Generale a New York. Ha moderato l’incontro, Flavia Giacobbe, Direttore rivista Airpress.

Al centro del dibattito temi di geopolitica attuale, partendo dalla figura del Presidente USA Donald Trump, alla sua amministrazione, fino alle sanguinose guerre in corso, nell’auspicio di una collaborazione verso una possibile risoluzione, il tutto riassunto in una domanda: cosa vuol dire lo slogan “Make America Great Again?”.

Governo, Meloni: siamo squadra affiatata e comunità politica

Roma, 14 nov. (askanews) – “Il vostro affetto ed entusiasmo è energia e benzina, e c’è bisogno di tantissima energia per governare una nazione come l’Italia come merita di essere governata che è quello che stiamo facendo con Matteo e Antonio e Maurizio. Voglio ringraziarli perché non siamo semplicemente una squadra affiatata, siamo una comunità umana e politica. Siamo persone che stanno insieme per scelta con orgoglio qui a Napoli in Campania per sostenere la candidatura di un altro grande militante politico che si chiama Edmondo Cirielli”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Napoli al comizio a sostegno di Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Campania.

Terna, quarta edizione master Tyrrhenian Lab: boom di candidati

Roma, 14 nov. (askanews) – Successo di adesioni per il master promosso da Terna, “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, a dimostrazione del crescente interesse dei giovani per le materie Stem e il settore energetico. Per questo il corso di studi giunto alla sua quarta edizione inaugurata in contemporanea in collaborazione con le universit degli studi di Cagliari, Palermo e Salerno, un master prorogato di ulteriori due anni che rientra nell’ambito del progetto Tyrrhenian Lab.

Articolato in 11 moduli, ha visto l’adesione di circa 400 candidati contro i 170 della prima edizione. Tra gli iscritti al bando, 57 sono stati selezionati per accedere al percorso che, una volta terminato, porter all’assunzione da parte di Terna nelle tre regioni coinvolte, Sardegna, Sicilia e Campania, contrastando cos l’abbandono delle aree del Sud per motivi professionali.

Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato Terna: “Il master del Tyrrhenian Lab non semplicemente un corso di studi, un investimento sulle competenze nell’evoluzione del settore energetico. Il Tyrrhenian Lab rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa e universit. Insieme stiamo creando una rete di professionisti che lavoreranno sul territorio, contribuendo alla progettazione e alla gestione delle infrastrutture per la realizzazione della transizione ecologica e digitale”.

L’elevato numero di iscrizioni ha permesso di delineare il profilo dei giovani candidati che hanno meno di 30 anni e provengono da percorsi di studio Stem, in particolare da Ingegneria energetica e nucleare, elettrica, meccanica e gestionale. Interessante il forte aumento delle candidature femminili, +27% rispetto alla scorsa edizione.

Il master strettamente connesso al progetto Tyrrhenian Link, il collegamento elettrico sottomarino lungo circa 970 chilometri che unir Campania, Sicilia e Sardegna. L’opera consentir di incrementare la capacit di trasporto di energia, contribuendo a migliorare la sicurezza e l’efficienza della rete elettrica nazionale.

Il rapporto sulla povertà della Caritas: in Italia crescono disuguaglianze e disagi

Roma, 14 nov. (askanews) – In occasione della Giornata mondiale dei poveri di domenica prossima, la Caritas italiana ha reso noto la nuova edizione (la 29.ma) del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia. Un Rapporto, quello di quest’anno, che sceglie, spiega lo stesso organismo caritativo della Chiesa italiana, “di portare al centro del dibattito pubblico quei fenomeni che restano spesso ai margini dello sguardo: disuguaglianze economiche, povertà multidimensionali, azzardo industriale di massa, violenza sulle donne, povertà energetica”. Insomma, tutti quelli che vengono definiti i fenomeni “fuori campo” della società italiana.

Secondo gli ultimi dati Istat, si rammenta, in Italia la povertà assoluta riguarda il 9,8% della popolazione: oltre 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie (8,4% dei nuclei) vivono in condizioni di indigenza. Accanto alla povertà economica, il Rapporto mette a fuoco la crescita delle disuguaglianze. In Italia il 10% delle famiglie più ricche detiene circa il 60% della ricchezza complessiva. Almeno 10 milioni di adulti dispongono di risparmi liquidi inferiori ai 2.000 euro, insufficienti per reggere uno shock come la perdita del lavoro o una malattia.

Nel 2024 i Centri di Ascolto Caritas hanno sostenuto 277.775 famiglie, pari a circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta, con un aumento del 3% rispetto al 2023 e del 62,6% rispetto al 2014. Più di una famiglia su due seguita da Caritas presenta almeno due ambiti di disagio, una su tre ne manifesta tre o più. “La povertà si manifesta sempre più come nodo multidimensionale di fragilità intrecciate, non riducibile alla sola mancanza di reddito.

Per leggere meglio questa complessità, Caritas Italiana ha avviato uno studio pilota che ha portato alla costruzione di un indice sintetico di vulnerabilità individuale. Oltre il 67% delle persone con bisogni in tre o più ambiti rientra in una fascia di vulnerabilità medio-alta o alta. Gli interventi puramente assistenziali non bastano più, serve un cambio di paradigma verso politiche integrate e percorsi “capacitanti” che restituiscano alle persone autonomia, dignità e possibilità di futuro. Tra i “fuori campo” analizzati, il Rapporto dedica attenzione particolare alla deriva nazionale dell’azzardo industriale di massa: nel 2024 in Italia sono stati spesi 157 miliardi di euro, con perdite per 20 miliardi e oltre. 835 milioni sono le ore di vita spese in questa pratica. Un tempo e un denaro che pesano soprattutto sulle famiglie più fragili, in particolare nel Mezzogiorno. Altre pagine sono dedicate al legame tra violenza sulle donne e impoverimento, oltre 60.000 donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza nel 2023, spesso senza autonomia economica, e alla povertà energetica, che nel 2023 ha coinvolto 2,36 milioni di famiglie (9% del totale), il valore più alto mai registrato. La povertà energetica rappresenta, inoltre, una delle frontiere più nuove e preoccupanti di ingiustizia sociale.

“Il ‘fuori campo’ è ciò che non si vede, ma che pure dà senso a tutto il resto”, ha sottolineato don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. “È la parte invisibile, laterale, – ha poi aggiunto – quella che sfugge allo sguardo immediato, ma che sostiene la scena e che, se non ci fosse, anche ciò che generalmente osserviamo perderebbe il suo senso più profondo”.

Astra Make-Up porta a Milano il Luna Park della bellezza

Milano, 14 nov. (askanews) – Un luna park per gli amanti del make up. Sbarca a Milano, nella cornice sempre suggestiva di Piazza Gae Aulenti, Astra Playland-Welcome to the Cloud Fair. Un modo innovativo e immersivo per vivere al massimo l’esperienza del brand Astra Make-Up, come spiegato da Giulia Gunnella, Marketing Manager & Art Director: “Non vedevamo l’ora di presentarvi Astra Playland- Welcome to the Cloud Fair, il primo evento aperto al pubblico di Astra Make-Up per presentarvi la nostra nuova collezione Cloud Fair. Benvenuti in un mondo di leggerezza, divertimento e ovviamente make up. Qui in piazza Gae Aulenti, dal 12 al 16 novembre, troverete un’esperienza immersiva per scoprire la nostra nuova collezione”.

Giochi, risate, divertimento. Un modo spensierato per provare i prodotti della nuova linea Cloud Fair. Ne ha parlato cos Daniele Batella, Global Senior MUA & Art Director: “Con Cloud Fair abbiamo voluto riscrivere il concetto di finish opaco, trasformandolo in un’esperienza sensoriale. Un finish leggero, sospeso, vellutato, che non appesantisce, senza tempo. Un finish che abbiamo voluto declinare in tre prodotti, a partire dall’ombretto liquido mat, perfetto per essere utilizzato come base per look pi composti, oppure da solo. Abbiamo poi creato un rossetto liquido in mousse, leggerissimo e dall’effetto soft focus e un mascara dall’effetto volume panoramico, che lancia le ciglia fino al cielo”.

Dal digitale al reale. Astra Playland anche un momento per connettersi materialmente alla propria comunit digitale. Per vivere di persona tutte le novit.

“Astra Make-Up nasce nel 1988 nel cuore dell’Umbria. Oggi siamo in quasi 3800 punti vendita, tra cui OVS, Marionnaud e, piccolo spoiler, da inizio dicembre anche in DM. Tra i nostri valori sicuramente ci sono la libert d’espressione e l’accessibilit. Infatti creiamo prodotti Made in Italy con un altissimo rapporto qualit-prezzo, accessibili a tutti e molto inclusivi. Infatti per noi la bellezza per tutti” ha proseguito Gunnella.

Un luogo sognante e coinvolgente in uno dei luoghi pi iconici d’Italia. Un’esperienza tra le nuvole targata Astra Make-Up.

Justin Bieber ha conquistato quattro nomination ai Grammy Awards

Milano, 14 nov. (askanews) – Justin Bieber, popstar di fama mondiale, cantautore multiplatino e volto di un’intera generazione, ha conquistato quattro nomination ai Grammy Awards 2026 per il suo ultimo album “Swag”, pubblicato a luglio e di cui a settembre è uscita la seconda parte “Swag II”. Da oggi sono finalmente disponibili i formati fisici doppio LP e CD di “Swag” sullo Shop Universal. Inoltre, è già acquistabile lo speciale 45 giri del singolo “Daisies”.

Justin Bieber conclude il 2025, che ha segnato il suo ritorno sulla scena musicale internazionale, con due nomination ai Grammy Awards 2026 per l’album “Swag” – Album of the Year e Best Pop Vocal Album – una nomination per il singolo “Daisies” come Best Pop Solo Performance e una per il brano “Yukon” nella categoria Best R&B Performance.

“Swag” è stato il grandioso ritorno alla musica di Justin Bieber dopo quattro anni dal suo ultimo album “Justice”, successo planetario certificato disco di platino in Italia e contenente hit come “Peaches” feat. Daniel Caesar & Giveon” (doppio disco di platino in Italia), “Ghost” (disco di platino in Italia), “Holy” feat. Chance The Rapper, “Lonely” feat. Benny Blanco, “Anyone” e “Hold on”, tutte certificate disco d’oro in Italia. Debuttato al secondo posto della classifica Billboard 200, “SWAG” ha piazzato ben 16 delle 21 tracce nella classifica Billboard Hot 100, diventando l’album più ascoltato a livello globale nel giorno di rilascio fino a quel momento. L’album ha sorpassato i 200 milioni di stream nella sola settimana di uscita, risultato migliore della carriera dell’artista, e si è posizionato al primo posto delle classifiche Billboard Top Streaming, Top Pop e Top R&B Album, diventando così il decimo progetto di Justin Bieber a ottenere un posto in Top 5 nella Billboard 200. Il singolo estratto “Daisies” è diventato subito una hit, arrivando al primo posto delle classifiche Billboard Streaming Songs, Spotify U.S. e Spotify Global Song e Apple Music Top 100 Global. Con “SWAG II”, Justin Bieber ha proseguito il suo slancio artistico in un corpus di 23 brani audaci, amplificando l’energia, la creatività e l’impatto culturale del suo predecessore. Il nuovo album è un approfondimento dei temi già anticipati in “SWAG”, nello specifico la sua nuova vita da marito e padre e la sua profonda e fortissima fede.

Justin Bieber è uno degli artisti più famosi e riconosciuti al mondo, con alle spalle una carriera di quasi vent’anni. Solo in Italia il suo catalogo musicale ha ottenuto 15 dischi d’oro e 56 dischi di platino, grazie anche a brani pietre miliari del pop internazionale quali “Love Yourself”, “Sorry”, “What Do You Mean?” e “Let Me Love You”, tutti singoli detentori di sei dischi di platino ciascuno. Con oltre 86 miliardi di stream totali, più di 150 milioni di album venduti tra copie fisiche e digitali, 10 vittorie ai Billboard Music Awards, 7 vittorie agli American Music Awards, 9 vittorie agli MTV Europe Music Awards e 18 Teen Choice Awards, Justin Bieber si è imposto come uno dei nomi più amati e riconosciuti degli anni Duemila. Nel corso della sua carriera artistica ha dimostrato di saper spaziare abilmente tra vari generi musicali e di potersi rivolgere a un pubblico vastissimo, grazie a testi che si sono evoluti con lui e a una sperimentazione costante. Il ritorno alla musica nel 2025 segna l’inizio di un nuovo capitolo ed è al contempo l’ennesima conferma di una carriera monumentale.

Dolore cronico, quadro e soluzioni nel dibattito a Milano

Milano, 14 nov. (askanews) – Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione. Solo grazie a questi due elementi si pu provare ad affrontare il tema del dolore cronico lieve e moderato negli adulti. Di questo si parlato a Milano nell’incontro organizzato da Motore Sanit con il contributo incondizionato di Angelini Pharma: uno dei tavoli macro-regionali di confronto tra esperti e istituzioni sul tema del dolore cronico che in Italia colpisce circa 13 milioni di persone. Una malattia vera e propria, che impatta non solo i cittadini italiani, ma anche la gestione ospedaliera di questi pazienti e apre valutazioni sul corretto utilizzo dei farmaci antinfiammatori non steroidei, i FANS. Secondo una recente analisi Real World, l’84% delle prescrizioni dei FANS sono inappropriate e in met dei casi vengono prescritti a chi presenta chiare controindicazioni all’utilizzo. Anche l’uso occasionale, con il 51,3% dei pazienti che riceve una sola prescrizione all’anno, dimostra l’inappropriatezza dei FANS.

Nella tavola rotonda moderata da Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanit, importante in questo senso anche l’intervento di Marco Alparone, vicepresidente di regione Lombardia: “Ci vuole una rete assistenziale specializzata nel dolore cronico che prima di tutto intercetti il bisogno all’inizio. Spesso, questi pazienti arrivano tardi a persone che hanno una competenza specifica e li possano accompagnare nella cura a questa malattia. Regione Lombardia partita riconoscendo il dolore cronico, adesso bisogna costruire una rete sul territorio per rispondere ad un bisogno molto diffuso sul territorio e spesso non conosciuto”.

Le parole di alcuni consiglieri regionali di Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia, hanno poi lasciato spazio all’analisi dei dirigenti del settore, fra cui Roberto Venesia, Segretario FIMMG Regione Piemonte: “In un mondo che va sempre pi verso la specializzazione, la figura del medico di medicina generale assume ancora pi significato in una posizione di presa in carico della complessit. In collaborazione, ovviamente, con gli specialisti, in una gestione integrata delle patologie croniche. Solo in questo modo possiamo garantire appropriatezza e sostenibilit dei servizi”.

Infine, la tavola rotonda si chiusa con un confronto sulla comunicazione indirizzata al paziente, fra internet, fake news e la necessit di dare credibilit ai servizi regionali e nazionali offerti dal mondo della sanit.

Formazione e sicurezza, nuovo volto dell’Accordo Stato-Regioni

Bologna, 14 nov. (askanews) – Un pomeriggio di confronto e innovazione, per dire che la sicurezza non nasce solo dalle regole, ma dalle persone. E che la formazione, quando diventa esperienza, pu davvero cambiare il modo di lavorare. Non solo obblighi normativi, ma un’opportunit per ripensare la sicurezza sul lavoro. questo lo spirito del seminario “Formazione e nuovo Accordo Stato-Regioni: soluzioni tecniche ed esperienziali di successo”, promosso dal gruppo Bureau Veritas, che sceso in campo con il suo Dipartimento dedicato alla Formazione Comportamentale e con le sue societ specializzate sul tema della sicurezza sul lavoro, Bureau Veritas Nexta e Contec AQS e ospitato al Teatro di Granarolo, alle porte di Bologna. L’incontro, gratuito e aperto al pubblico, propone un approccio inedito alla formazione aziendale, dove la teoria lascia spazio all’esperienza concreta: dall’aula ai cantieri, gli adempimenti si trasformano in momenti di apprendimento partecipativo.

Ispirato a un vero procedimento giudiziario, l’incontro ha trasformato la formazione in uno spettacolo teatrale: sul palco si sono alternati pubblico ministero, avvocati della difesa e testimoni, mentre il pubblico stesso ha partecipato attivamente nei panni di giurato. Al centro del dibattito, temi chiave come la formazione comportamentale, la sicurezza nei cantieri, il benessere organizzativo e la responsabilit sociale. Tutti elementi che contribuiscono a costruire una cultura della sicurezza condivisa, considerata un vero valore strategico per la crescita delle aziende.

Abbiamo parlato con Claudia Strasserra, Chief Reputation Officer Bureau Veritas Italia: “Vorremmo parlare di sicurezza, sdoganando questa parola: divertimento. Con il safety appeal, che la proposta di formazione di sicurezza, di implementazione che che facciamo, vogliamo proprio portare un modo nuovo di ingaggiare le persone sui temi della sicurezza. Lo abbiamo chiamato proprio safety appeal, il fascino della sicurezza. Noi siamo fortemente convinti che, solo coinvolgendo le persone, mettendo in gioco anche la parte pi emotiva e non solo quella razionale, potremmo cambiare un po’ l’approccio. La sicurezza non come un peso, come un obbligo, ma come la prima forma di responsabilit nei confronti di s stessi e delle persone che ci stanno intorno”.

E in un contesto in continua trasformazione, la formazione resta il primo vero strumento per costruire un futuro del lavoro pi consapevole, pi sicuro ma soprattutto pi umano.

Kruk Italia, giornata senza debiti

Milano, 14 nov. (askanews) – Il 14 novembre la Giornata Senza Debiti, un’iniziativa promossa da Kruk a livello internazionale 16 anni fa e giunta in Italia alla seconda edizione, che mira a sensibilizzare sulla delicata tematica del debito. L’obiettivo dell’azienda, ancora di pi nel mese dell’educazione finanziaria, quello di creare maggiore consapevolezza e incoraggiare le persone a parlarne apertamente, per poter sdoganare il tab attorno ai debiti e affrontare la situazione attraverso l’aiuto di esperti: il 70%, infatti, eviterebbe di parlarne per vergogna. Abbiamo parlato con Simona Scarpa, Field Manager – KRUK Italia:

” importante parlare di debiti. Dalla ricerca Ipsos emerso che il 41% degli italiani ha contratto un debito. Debiti che sono aperti per varie motivazioni, per progetti pi o meno importanti, come pu essere un mutuo, l’acquisto di una macchina. emerso anche dalla ricerca Ipsos che alcuni di questi clienti non riescono per a onorare la rata mensile con regolarit. Quindi che saltano una rata oppure che addirittura interrompono i pagamenti”.

Del 41% degli italiani indebitati, al 13% capitato di non pagare una rata, e il 16% del campione ha rischiato di saltarne una. La Giornata Senza Debiti, oltre a sensibilizzare le persone sul tema, ha il ruolo di fornire a chi vive il debito una guida esperta verso soluzioni sostenibili, riducendone il carico mentale dal punto di vista emotivo e psicologico. poi intervenuto Saverio Costabile, Contact Center Manager – KRUK Italia:

“Il dato preoccupante che il 47% degli italiani non conosce che esistono societ specializzate nel recupero crediti oppure ne hanno solo sentito parlare senza sapere effettivamente il modo in cui operano. Ed strano perch il nostro paese si fonda sul debito. assolutamente fondamentale mettere pi persone a conoscenza del fatto che societ come la nostra sono fortemente regolamentate da codici di condotta etica e che hanno tutto l’interesse a trovare delle soluzioni personalizzate sulla base sempre dei bisogni delle persone”.

Alla base del problema risiede senz’altro la mancata preparazione degli italiani sulle tematiche economiche finanziarie che porta le persone ad associare al debito emozioni come ansia (33%), vergogna (26%) e paura (21%). Ha cos concluso Simona Scarpa, Field Manager – KRUK Italia:

“Il 35% degli italiani dichiara di non avere alcuna preparazione in economia e finanza personale”.

Kruk Italia, si pone quindi l’obiettivo di informare i privati sulla gestione corretta di un debito, attraverso consigli pratici da parte degli esperti del settore.

Casalasco, inaugurato l’Innovation Center a Fontanellato

Fontanellato, 14 nov. (askanews) – Casalasco guarda al futuro e punta allo sviluppo del Made in Italy agroalimentare con il nuovo Innovation Center inaugurato nella sede di Fontanellato, in provincia di Parma. Per il gruppo leader nella filiera integrata del pomodoro, ecco un nuovo polo di eccellenza dedicato alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione sostenibile.

Ad accogliere gli ospiti nel nuovo edificio in chiave contemporanea, circa 1000 metri quadrati fra laboratorio, cucina sperimentale, sala degustazione e un moderno auditorium, stato il padrone di casa Costantino Vaia, Amministratore Delegato di Casalasco: “L’innovazione sempre stata uno dei driver fondamentali dello sviluppo di Casalasco, da piccola cooperativa a prima filiera nella trasformazione del pomodoro d’industria a livello nazionale e fra le prime a livello internazionale”.

Per questa tappa importante e strategica, ospite in casa Casalasco anche Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Ci troviamo in un polo di innovazione e di ricerca, che mi auguro diventi un esempio e un modello da seguire di Made in Italy, di eccellenza italiana, di qualit e della nostra capacit riconosciuta da tutti di puntare sull’innovazione che la vera forza della competitivit globale”.

Per una nuova fase del gruppo Casalasco, che pu contare anche sul sostegno del Fondo Strategico Italiano, rappresentato dall’Amministratore Delegato FSI, Maurizio Tamagnini, che pensa in grande: “Desideriamo fare un investimento che possa far crescere le aziende e sia simbolo anche per altre filiere del settore alimentare. Per far s che queste aziende, grandi per l’Italia, medie per l’Europa e piccole per il mondo, diventino medie-grandi per l’Europa e per il mondo”.

Qualit e sostenibilit dalla filiera all’Innovation Center, che apre all’arte anche grazie all’archivio sensoriale e a un murale-manifesto realizzato dall’artista Marianna Tomaselli, cos come il parco dell’area esterna, ideato per favorire relazioni e benessere.

Tennis, Sinner batte Ben Shelton e va imbattuto alla semifinale delle Atp finals

Roma, 14 nov. (askanews) – Jannik Sinner fa tre su tre alle Nitto Atp Finals. L’azzurro chiude a Torino il round robin da imbattuto, superando anche Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6 in poco più di un’ora e mezza di gioco. Una partita sempre in controllo per il n. 2 al mondo che non ha mai forzato contro una buona versione di Shelton, già eliminato dalle Atp Finals, che ha provato delle soluzioni nuove, soprattutto in risposta. Il primo set si chiude in 39 minuti, con i break in favore di Sinner nel primo e nell’ultimo game. Equilibrato e punto a punto il secondo parziale. Shelton annulla un match point sul 5-4 e trascina il set al tiebreak, ma qui Jannik alza il livello e risolve senza difficoltà. Sinner centra la 29esima vittoria consecutiva su cemento indoor ed eguaglia i 29 successi consecutivi di Roger Federer su questa superficie tra il 2010 e il 2012. Si tratta della quinta “streak” più lunga nell’Era Open. L’azzurro tornerà in campo sabato alle 14.30 per la semifinale con Alex De Minaur.

Dazi, accordo Usa anche con la Svizzera: 15% sulle importazioni

New York, 14 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti e la Svizzera hanno raggiunto un accordo commerciale, ha dichiarato venerdì alla CNBC il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer.

I dazi saranno ridotti al 15%, ha dichiarato il governo svizzero in un post su X, aggiungendo che ulteriori dettagli saranno annunciati alle 16 ora locale.

A luglio, il presidente Donald Trump aveva annunciato che la Svizzera sarebbe stata colpita da un dazio del 39%: tariffa entrata in vigore quando una delegazione svizzera non è riuscita a raggiungere un accordo con i funzionari statunitensi durante i colloqui a Washington.

Disponibile in digitale "Il Dolore Delle Macchine" di Anastasio

Milano, 14 nov. (askanews) – È disponibile in tutti gli store digitali “Il Dolore Delle Macchine” (https://wdwrm.lnk.to/lemacchine), il brano che Anastasio aveva pubblicato a sorpresa ad ottobre sui suoi canali social in occasione del tour nei club. “Il Dolore Delle Macchine” si aggiunge ora ai 12 brani contenuti nell’album “Le macchine non possono pregare”, pubblicato lo scorso 11 aprile da WOODWORM/Universal Music Italia.

“Il dolore delle macchine” potrebbe essere la chiusura come l’introduzione di “LMNPP” e ne ricalca le due domande subliminali dell’album: “E se le macchine soffrissero?” “E se le macchine fossimo noi?” Il brano non vuole apparire infatti come la conclusione di un percorso iniziato ad aprile, ma approfondisce l’intero concept del disco.

Parlando di “Le Macchine Non Possono Pregare” Anastasio aveva dichiarato: “Quest’album è qualcosa di diverso: è una storia, un’epopea, io lo chiamerei “un’opera rap”. Soprattutto è un sogno, è l’album che renderebbe fiero il ragazzino che ero. L’ho scritto in totale libertà, ci ho messo quattro anni” Il disco di Anastasio ha fatto parte di un progetto più ampio che includeva anche un fumetto, o come lo aveva descritto lo stesso artista campano, “una graphic novel pubblicata da Edizioni BD”, uscito in libreria, fumetteria e in tutti gli store online.

Secondo corso specialistico dell'”Accademia Trapianto di Polmone”

Roma, 14 nov. (askanews) – Una due giorni per affrontare temi di carattere tecnico ma soprattutto per alimentare una rete territoriale che possa essere al fianco dei pazienti. A Padova, per il secondo anno consecutivo, l'”Accademia Trapianto di Polmone” ha organizzato un corso che, promosso dalla SITO, la Societ Italiana per il Trapianto d’Organo e Tessuti, rivolto, fra gli altri, a pneumologi, chirurghi, anestesisti-rianimatori, internisti e fisioterapisti che si pone l’obiettivo di intercettare le esigenze delle persone trapiantate non costringendole a viaggi lunghi e costosi: “I Centri trapianti -spiega il professor Marco Schiavon, associato di Chirurgia Toracica presso l’Universit patavina- non sono in tutte le Regioni e per eseguire un intervento necessario spostarsi anche di migliaia di chilometri dalla propria residenza. Un disagio che spesso viene acuito nel periodo della convalescenza. I pazienti, all’insorgere di qualsiasi dubbio, hanno il diritto di poter ottenere risposte sul proprio territorio da una rete di specialisti preparati e aggiornati”.

Il corso si propone come un’occasione formativa d’eccellenza per approfondire le pi avanzate conoscenze in ambito trapiantologico. Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti provenienti da tutta Italia, la seconda edizione si conferma un appuntamento imprescindibile per favorire l’aggiornamento scientifico, garantire elevati standard di assistenza sanitaria e migliorare i risultati clinici per i pazienti: “Il Trapianto di Polmone -afferma il dottor David Bennet, dirigente medico di Pneumologia presso l’Ospedale di Siena- rappresenta una terapia salvavita per pazienti affetti da gravi patologie polmonari, come la fibrosi cistica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la fibrosi polmonare idiopatica e l’ipertensione polmonare, per le quali non esistono alternative terapeutiche. Da qui, l’importanza di riconoscere in tempo se ci sono i presupposti per ricorrere a un trapianto”.

La rete che l’Accademia vuole costruire ha dunque un duplice obiettivo: accompagnare sul territorio i pazienti nella convalescenza ma, anche e soprattutto, intervenire rapidamente laddove si pu effettuare il trapianto: “Le segnalazioni ai Centri -sottolinea Schiavon- spesso non arrivano o, nel migliore dei casi, arrivano in ritardo, quando intervenire diventa decisamente pi complicato. Se riusciamo a formare specialisti sul territorio cui affidarsi, questo significa, diciamocelo con chiarezza, salvare vite umane”. “Fra il 6 e l’8 per cento delle persone in attesa di trapianto -aggiunge il dottor Bennet- muoiono prima dell’intervento per l’aggravamento della patologia di cui soffrono o per la mancanza di donatori. Un dato che il sintomo di un’emergenza ormai non pi rinviabile: ridurre i tempi della diagnosi”.

Da qui l’idea del corso: il percorso trapiantologico richiede, del resto, un’approfondita valutazione dei candidati, una gestione intraoperatoria meticolosa e un monitoraggio post-trapianto accurato. Le complicanze principali, come il rigetto acuto e cronico, le infezioni e gli effetti avversi da farmaci immunosoppressori, necessitano di un approccio integrato e aggiornato. Il corso offre, proprio per questo motivo, una panoramica completa su tutte le fasi del trapianto polmonare, dalla selezione dei donatori e riceventi alla gestione delle principali complicanze chirurgiche, immunologiche e infettive. Particolare attenzione sar dedicata

ai pi recenti protocolli diagnostico-terapeutici e ai risultati delle ricerche pi innovative.

Senato, La Russa: siamo in un sistema quasi monocamerale

Roma, 14 nov. (askanews) – Il disegno di legge delega per la riforma della professione forense è all’esame della Camera “quindi io devo aspettare che la Camera esaurisca questa fase complessa, ma ragionevolmente non tale da superare qualche mese, insomma, per poi averlo al Senato”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato a margine del suo intervento al congresso dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati).

“Il nostro sistema che, sapete, è monocamerale, in realtà negli ultimi anni, ma ormai da diversi anni quasi sempre – ha osservato – finisce per l’essere quasi monocamerale; nel senso che i cambiamenti al testo originario avvengono in prima lettura e in seconda lettura, nell’80 per cento dei casi e forse anche più, ci si limita a verificare che non ci siano storture grossolane o che non ci siano cambiamenti di opinione, nel caso in cui sia stato il Governo a proporlo, a riproporceli. Per cui, per quanto posso anticiparvi, non appena arriverà al Senato sarà mia cura farlo camminare spedito perché quell’obiettivo si raggiunga e si raggiungerà certamente”, ha concluso La Russa.

Ecosistemi che dialogano in Visioni Diacroniche 2025

Milano, 14 nov. (askanews) – Il 12 novembre 2025 si concluso il terzo ciclo di Visioni Diacroniche, il progetto dedicato all’arte contemporanea che la Fondazione Riccardo Catella con BAM Biblioteca degli Alberi Milano e Volvo Studio Milano hanno iniziato insieme nel 2023: curato da Francesca Colombo, Direttrice Generale Culturale di BAM Biblioteca degli Alberi Milano e da Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova, e sviluppato a partire da un’idea di Volvo Car Italia con la Direttrice Commerciale Chiara Angeli responsabile delle attivit di Volvo Studio Milano. Gli artisti internazionali protagonisti dell’arte contemporanea che quest’anno hanno preso parte alla programmazione sono stati Marzia Migliora, Olympia Scarry, Matteo Nasini e Mario Air, presenteranno ciascuno la propria visione sul tema portante di quest’anno: la teoria del Possibile Adiacente. La teoria diventa un filtro utile agli artisti di arte contemporanea per analizzare nuove forme di interazione e per verificare come l’interazione tra l’opera d’arte e il pubblico, influenzandosi a vicenda in un determinato contesto e in un determinato momento, si trasforma.

Le tre figure al centro del progetto hanno colto l’occasione dell’ultimo incontro per fare un bilancio sul terzo ciclo di attivit.

Francesca Colombo: “Con questo incontro chiudiamo la terza edizione di Visioni Diacroniche. Abbiamo selezionato quattro artisti che interagissero col pubblico nel raccontare il loro sguardo verso l’arte, il loro sguardo verso il contemporaneo”. Ha proseguito poi Chiara Angeli: “Un artista che ti spiega, che ti d la possibilit di capire che cosa c’ dietro un suo lavoro, crediamo che sia una cosa unica per la persona che venga al Volvo Studio”.

Ilaria Bonacossa ha presentato l’artista dell’incontro che sta esponendo anche a Palazzo Ducale nella mostra Moby Dick – La Balena: “L’ultimo incontro del terzo anno di Visione Diacroniche, un incontro con Mario Air. Quest’anno il tema del ciclo stato l’incontrarsi di diversi mezzi espressivi, questo contatto tra natura ed essere umano. Mario Air un artista che conosco da molti anni, un artista che lavora col niente, in qualche modo la sua poetica fatta di catturare delle immagini esistenti. un artista che cambia materia molte volte, che per ha questa capacit di mettersi in gioco e una generosit di scendere dal piedistallo e ogni volta ripartire da zero quando inizia un nuovo ciclo di lavori”.

Chiara Angeli: “Abbiamo intrapreso questo 2025 con grande entusiasmo. Basandoci su quello che era poi il concept che ha guidato tutto l’anno del Volvo Studio: questo discorso del possibile adiacente, la forma dell’arte pu essere polivalente”.

Francesca Colombo ha concluso: “Questo spazio lo sentiamo molto casa, un po’ perch siamo sempre accolti veramente a braccia aperta, un po’ perch c’ una mente che anima questo spazio e che ci stimola sempre pi. La volont stata quella di offrire momenti per affrontare la complessit che ci circonda oggigiorno con delle grandi alleanze, con dei grandi ecosistemi che dialogano fra di loro. Questo un esempio dove il dialogo tra un’azienda che crede nel valore della sostenibilit, un player culturale come la Biblioteca degli Alberi che porta la cultura con impatto sociale a tutti e gli artisti con il loro linguaggio forte e trasformativo, quindi un grande ecosistema, tanti ecosistemi che dialogano tra di loro”.

Visioni Diacroniche costituisce un highlight nella proposta artistica della stagione 2025 di Volvo Studio Milano, rafforzando cos la partnership fra BAM e Volvo, Park Ambassador di BAM sin dagli esordi.

Euro digitale, Cipollone: aiuta sistemi pagamento settore privato

Roma, 14 nov. (askanews) – L’euro digitale non creerà ostacoli a soluzioni digitali di pagamento del settore privato in Europa, ma anzi le favorirà, dando a banche e operatori nuove possibilità di erogare servizi. Lo ha sostenuto Piero Cipollone, l’esponente del Comitato esecutivo della Bce, che ha la delega sui sistemi di pagamento ed è l’uomo di punta, dell’Eurosistema delle Banche centrali, sul progetto per la valuta digitale di Banca centrale (Cbdc) Ue.

No comment invece sulle proposte presentate dal relatore al Parlamento europeo, Fernando Navarrete Rojas, al progetto di legislazione Ue per l’euro digitale della Commissione europea, proposte che ridimensionerebbero nettamente l’euro digitale. In questo caso, durante una intervista autoprodotta da Bce e Commissione Ue, trasmessa sul blog della stessa istituzione di Francoforte, Cipollone si è limitato a rilevare che la discussione parlamentare sulla normativa è all’inizio, che altri componenti della squadra dei negoziatori “potranno presentare emendamenti” e che la Bce spera che – trovando una posizione in primavera – il trilogo possa portare al varo della legislazione per la fine dell’anno.

Il mese scorso la Bce ha avviato la fase di sviluppo del progetto. “Non è l’ultima fase”, ha precisato Cipollone: l’ultima sarà quella di emissione, che sarà possibile solo una volta che sarà stata approvata la suddetta legge.

Parallelamente al rapporto Navarrete, diversi giganti bancari di Francia, Olanda e Germania, che hanno in corso un progetto su un sistema di pagamento digitale pan europeo (Wero) hanno espresso critiche ai piani sull’euro digitale, temendo che vada a sostituirsi a iniziative del settore privato.

Alla Bce “pensiamo assolutamente che l’euro digitale sosterrà soluzioni (di pagamento) del settore privato in Europa. E questa non è solo un’idea della Bce, è qualcosa che pensano le stesse banche – ha sostenuto Cipollone -: abbiamo scritto un rapporto con le banche in cui riconosciamo, con le banche, che avranno benefici dall’euro digitale”.

Questi benefici riguarderebbero tre livelli. Il primo è che al momento molti sistemi di pagamento nazionali devono appoggiarsi ad altri per funzionare. “Ma queste alternative sono davvero costose, mentre l’euro digitale ti consentirebbe di fare lo stesso ovunque in Europa e costando meno – ha proseguito Cipollone – quindi le banche risparmierebbero. Secondo, l’euro digitale creerà una infrastruttura pubblica comune libera per altre soluzioni di pagamento”.

“C’è una terza dimensione importante: oggi l’offerta che abbiamo è molto limitata su una dimensione, quella dei pagamenti condizionati”. Che riguardano unicamente variabili come tempo del pagamento e beneficiario. Con l’euro digitale “possiamo fare molto meglio”. Cipollone ha ripetuto l’esempio del biglietto del treno che viene pagato solo se il treno arriva in orario. “Queste sono innovazioni che potrebbero essere attuate dalle banche che verrebbero remunerate per farlo”.

Quanto agli sviluppi al Parlamento europeo, finora “lavoro è stato un po’ ritardato” da elezioni e formazione dei vari organi “ma ora finalmente il relatore ha emesso le sue proposte, che sono l’inizio del processo. Gli altri componenti della squadra di negoziatori faranno i loro emendamenti e speriamo che potranno finalmente votare la loro posizione per, diciamo, maggio del 2026”, ha detto Cipollone. Questo dovrebbe consentire di far partire il “trilogo” Parlamento Ue-Commissione-Consiglio “nell’estate del 2026 e ci sta una buona possibilità che nel prossimo anno avremo finalmente la legislazione. È l’assunto su cui lavoriamo”.

Su questa base la Bce potrebbe avviare le sperimentazioni pilota sull’euro digitale da metà 2027 e procedere all’emissione a metà 2029, ha ripetuto. (fonte immagine: ECB).

Donne e gravidanza, quella “dolce attesa” da sfatare

Milano, 14 nov. (askanews) – “Dolce attesa”, una concezione idealizzata da rimettere in discussione. Questo uno dei temi centrali dell’evento “Dal corpo alla Mente”, un momento per parlare della gravidanza e del benessere della futura mamma in un periodo cos complesso e di cambiamento. Abbiamo parlato con Nicola Colacurci, Past President SIGO:

“Il benessere della donna in gravidanza ci sembra fondamentale perch solo se la donna vive in pieno benessere della gravidanza riuscire anche a diminuire il rischio di complicazioni materne e fetali durante lo sviluppo della gravidanza”.

Nausea e vomito in gravidanza (NVP) non sono solo un disagio fisico, ma possono arrivare – se non trattati adeguatamente – a influire in maniera decisa sul benessere emotivo della donna. poi intervenuta Irene Cetin, Professore Ordinario Ginecologia Ostetrica Universit degli Studi di Milano:

“La gestione possibile adesso perch esiste un farmaco che un’associazione di una vitamina e di un antistaminico, un farmaco che stato utilizzato gi da diversi anni in Italia e anche nel mondo da milioni di donne, che assolutamente sicuro ed molto efficace nel ridurre questi sintomi. Vi riduce nel 99 per cento dei casi e porta veramente a un miglioramento della qualit di vita”.

stata questa anche l’occasione per presentare lo studio PURITY-Extended, promosso dalla SIGO – Societ Italiana di Ginecologia e Ostetricia – con il contributo non condizionato di Italfarmaco che ha approfondito le dinamiche della NVP e la sua evoluzione durante i tre trimestri della gravidanza. Abbiamo parlato con Mario Mangrella, Direttore Medico Scientifico Italfarmaco:

“Italfarmaco che da tanti anni coinvolta e impegnata, con grande orgoglio, nella raccolta di dati clinici sulla nausea e vomito in gravidanza. In particolare lo studio Purity Extended la conclusione di una vasta piattaforma di studi clinici, la pi vasta mai effettuata a livello internazionale su questo problema, con l’obiettivo di raccogliere per la prima volta dati su centinaia di donne in Italia e siamo particolarmente orgogliosi di aver supportato l’eccellenza della ginecologia italiana, in questo caso la Societ Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che ha portato avanti questo studio documentando che sette donne su dieci soffrono di questo problema e che il 40% di loro continuano a soffrire anche nel terzo trimestre di gravidanza”.

Il tutto per arrivare a definire i contorni del benessere della donna, nel percorso che con la gravidanza la porta a diventare madre. Infine ecco le parole di Elsa Viora, Presidente eletto SIGO:

“La nausea un sintomo spesso presente nelle donne in gravidanza, soprattutto nei primi mesi, alcune donne vanno anche avanti di pi, ma fondamentale accogliere la richiesta delle donne che segnalino il loro disagio, non lo considerino solo un impatto fisiologico che va accettato, inevitabile, perch abbiamo delle possibilit di intervenire migliorando la qualit di vita delle donne”.

Obiettivo chiaro quindi. Abbattere il tab della “dolce attesa” e dare alle donne gli strumenti per gestire al meglio un periodo unico della propria vita.

L’ ambasciatrice della Palestina: l’Italia può mediare con gli Usa per il piano di pace

Roma, 14 nov. (askanews) – L’Italia può fungere “da intermediario” tra l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e gli Stati Uniti per favorire un “coinvolgimento palestinese” nel piano di pace del presidente Donald Trump e fare in modo che questo piano, che “non è un piano di pace, ma un piano di cessate il fuoco per Gaza”, diventi più chiaro. Lo ha detto l’ambasciatrice palestinese in Italia, Mona Abuamara, in un’intervista rilasciata ad askanews dopo la recente visita a Roma del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Una visita definita “proficua” con “incontri molto lunghi, molto amichevoli e calorosi” che hanno permesso di avere “una discussione molto approfondita” sulla situazione nei Territori palestinesi. E’ vero che il presidente auspicava il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia in occasione della visita, che “purtroppo non c’è stato, ma credo siano emerse cose che hanno chiarito e reso più semplice, spero, per il governo italiano procedere verso questa decisione”, ha detto l’ambasciatrice, rimarcando che per l’Anp “adottare quella decisione significa assicurare la soluzione dei due Stati e procedere con la discussione della sua attuazione, quindi con la fine dell’occupazione, del sistema di apartheid e della risoluzione delle questioni ancora in sospeso”.

Nell’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è quindi discusso “dell’amicizia dell’Italia con Israele e Stati Uniti” e del “ruolo molto proficuo che l’Italia può svolgere” perché il piano di pace di Trump “sia più trasparente, per poter vedere una tabella di marcia, per definire meglio alcune parti che sono ancora molto vaghe”.

“L’Italia può discutere con l’amministrazione Trump per rendere queste parti del piano più realistiche, può fungere da intermediario, alla luce dei suoi stretti legami con gli Stati Uniti, e può trasmettere il messaggio dell’importanza di un coinvolgimento di noi palestinesi nel nostro futuro e che siano i palestinesi a guidare la Palestina”, ha sottolineato l’ambasciatrice. A questo proposito, il presidente Abu Mazen “ha apprezzato molto” la dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’Anp quale “interlocutore assolutamente fondamentale per l’Italia e per la comunità internazionale”.

Per quanto riguarda la ricostruzione della Striscia di Gaza “abbiamo discusso di molti ambiti in cui sarà possibile cooperare” e se anche “non è stato deciso nulla, è stato importante che l’Italia abbia dichiarato di voler essere parte degli sforzi per arrivare a una soluzione”.

Riguardo all’attuale situazione umanitaria nell’enclave palestinese, Abuamara ha espresso “grande apprezzamento per l’aiuto che sta fornendo l’Italia” attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’, ma ha aggiunto che “non può sostituire” l’Agenzia Onu per rifugiati palestinesi (Unrwa) che “bisogna sostenere, perché è importante non solo per i rifugiati palestinesi in Palestina, ma anche per i rifugiati fuori la Palestina”.

“Sarebbe molto più efficace ricorrere all’unica organizzazione capace di raggiungere anche le comunità più vulnerabili”, anche perchè “in questo momento speriamo che aumentino gli aiuti che entrano a Gaza, che la popolazione possa avere un riparo, e che tutti i valichi vengano aperti per far entrare non solo una goccia degli aiuti, ma tutti gli aiuti necessari per mettere fine a fame e malnutrizione”, ha concluso Abuamara.

(di Simona Salvi)

Gli Usa lanciano operazione Southern Spear contro il "narco-terroristi"

Roma, 14 nov. (askanews) – Il segretario alla Guerra degli Stati uniti Pete Hegseth ha annunciato sul social X il lancio dell’operazione Southern Spear, un’iniziativa militare volta a colpire quelli che definisce “narco-terroristi” nel continente americano, in attuazione di una direttiva del presidente Donald Trump.

Nel messaggio, Hegseth ha spiegato che l’operazione sarà guidata dalla Joint Task Force Southern Spear insieme al Comando meridionale statunitense. L’obiettivo dichiarato è difendere il territorio nazionale, neutralizzare i gruppi criminali operanti nell’emisfero occidentale e contrastare il traffico di droga verso gli Stati uniti.

Sebbene non siano stati forniti dettagli operativi, l’agenzia Associated Press riporta che la portaerei USS Gerald R. Ford, la più moderna della Marina USA, si avvicinerà alle coste del Venezuela nei prossimi giorni. Questa si unirà a una forza militare significativa già presente nella regione, composta da navi da guerra, sottomarini nucleari e velivoli, segnando il più grande dispiegamento statunitense in America Latina e nei Caraibi dai tempi dell’invasione di Panama del 1989.

L’amministrazione del presidente Donald Trump accusa il governo venezuelano di inazione contro il narcotraffico. Da settembre 2025, gli USA hanno già lanciato attacchi missilistici contro navi venezuelane sospettate di trasportare droga. Secondo fonti della CNN, Trump valuta anche attacchi diretti sul territorio venezuelano come parte di una strategia per indebolire il presidente Nicolßs Maduro.

La Casa Bianca starebbe valutando l’impiego di forze speciali d’élite come la Delta Force o i Navy SEAL Team 6, con l’obiettivo di colpire i vertici del regime venezuelano, incluso il possibile rapimento o assassinio di Maduro.

Il presidente venezuelano ha definito le azioni statunitensi un “assedio ostile” e ha chiesto a Washington di rinunciare ai tentativi di cambio di regime nella regione. Secondo il Washington Post, Maduro avrebbe anche chiesto al presidente russo Vladimir Putin il potenziamento della difesa aerea venezuelana, inclusa la riparazione dei caccia russi Su-30. Mosca non ha esplicitato l’intenzione di offrire sostegno militare e si è limitata a parlare di aiuti economici. Nei circoli più conservatori afferenti al sistema di potere russo da mesi si discute uno scenario in cui la Russia potrebbe dislocare missili in Venezuela, ma l’opzione è ritenuta a eccessivo rischio di scontro diretto con gli Usa.

Gli studenti in piazza in tutta Italia: la protesta per la scuola, la Palestina e il clima

Milano, 14 nov. (askanews) – Decine di migliaia di studenti stanno manifestando in tutta Italia in occasione dello sciopero nazionale organizzato dall’Unione degli Studenti, Link – Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza. “Una mobilitazione diffusa – spiega in una nota la Rete – per rivendicare una scuola e un’università pubbliche, libere e capaci di costruire un futuro migliore”.

Sotto lo slogan “Un’altra scuola, un altro mondo è possibile”, studentesse e studenti denunciano l’assenza di una reale visione per il futuro dell’istruzione, e pongono una profonda critica all’attuale modello di scuola. “Le scuole che attraversiamo ogni giorno non ci appartengono – spiega Tommaso Martelli, coordinatore dell’Unione degli Studenti – viviamo quotidianamente disagi relativi ad un sistema di didattica e valutativo obsoleto, veniamo mandati ad essere sfruttati nelle aziende a causa dei PCTO, e mentre si investono miliardi in armi, c’è chi non riesce a permettersi neanche i libri per studiare. Immaginare un’altra scuola è necessario” Scende in piazza anche l’università: negli ultimi mesi il Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato dalla ministra Bernini, ha mostrato un chiaro indirizzo politico: dal richiamo alla CRUI per reprimere le voci critiche di studenti e docenti, al tentativo di porre l’ANVUR sotto controllo governativo; dal silenzio sui legami tra università e industria bellica, fino alla riforma dell’accesso a Medicina e al progressivo definanziamento del sistema universitario. Tutti segnali, secondo le organizzazioni studentesche, di una strategia volta a smantellare l’università pubblica, fingendo di riformarla. “Rivendichiamo un’università libera dal controllo politico, realmente finanziata e al servizio della collettività,” dichiara Arianna D’Archivio, coordinatrice di Link Coordinamento Universitario.

Le piazze del 14 novembre esprimono anche una ferma condanna contro il genocidio in corso a Gaza e contro la complicità del governo italiano, che continua a sostenere la guerra e a tacere di fronte ai bombardamenti che colpiscono scuole, ospedali e università. “Mentre la nostra generazione vive precarietà, tagli e assenza di prospettive, questo governo investe miliardi nel riarmo e nella repressione,” dichiara Francesca Cantagallo, coordinatrice della Rete della Conoscenza. “Ogni euro speso per la guerra invece che per la conoscenza è un pezzo di futuro che ci viene tolto. Difendere la scuola e l’università pubbliche significa difendere la possibilità stessa di immaginare un mondo diverso, libero da guerra, disuguaglianza e sfruttamento.”

(foto d’archivio)

Ostensione spoglie San Francesco ad Assisi: oltre 150mila prenotazioni

Milano, 14 nov. (askanews) – La prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di san Francesco ha raggiunto un traguardo straordinario: oltre 150mila prenotazioni da pellegrini che arriveranno da ogni angolo del mondo tra il 22 febbraio e il 22 marzo 2026. Un risultato che testimonia l’universalità del messaggio del Santo di Assisi e l’attrattiva senza tempo della sua figura.

“È sempre un grande stupore – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – vedere quanto le persone amino Francesco. È proprio vero che è un fratello universale ed è per noi, suoi discepoli e figli, un grande onore poter favorire attraverso il nostro impegno e il nostro lavoro l’incontro con lui, che ha ancora tanto da condividere e da donare agli uomini e alle donne del nostro tempo”.

Un evento aperto a tutti Le prenotazioni gratuite per partecipare all’ostensione – che si terrà nella chiesa inferiore della Basilica – sono ancora aperte e possono essere effettuate esclusivamente tramite il sito ufficiale, dove è possibile trovare tutte le informazioni relative all’evento e al Centenario Francescano del 2026 presso la Basilica di San Francesco, in cui si celebreranno gli 800 anni dalla morte del Santo. All’interno del sito, inoltre, i pellegrini hanno la possibilità di iscriversi alla newsletter per ricevere aggiornamenti costanti e informazioni utili.

Contenuti e aggiornamenti digitali La comunità dei frati sta offrendo informazioni e sussidi sui social della Basilica e sui canali web ufficiali per accompagnare i pellegrini nel loro cammino spirituale. Vengono pubblicati contenuti settimanali – il martedì di tipo informativo, il sabato di carattere più culturale e spirituale. Anche nell’app “San Francesco digitale” è possibile accedere a tutte le informazioni necessarie per vivere al meglio l’esperienza dell’ostensione e del centenario francescano.

L’ostensione si inserisce appunto nel contesto delle celebrazioni per il Centenario Francescano del 2026, un’occasione per ricordare non tanto la morte di san Francesco, ma soprattutto la sua vita e il suo messaggio, che continua a ispirare milioni di persone. Da qui nasce il claim “San Francesco vive”. L’immagine evangelica utilizzata per accompagnare questa esperienza è quella del seme caduto in terra che muore per portare frutto: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24).

A Genova "Testimonianze ricerca azioni": teatro, danza, ricerca

Roma, 14 nov. (askanews) – Centinaia di bambini delle scuole primarie di Sestri Ponente hanno sfilato oggi per le vie del quartiere in una performance collettiva ispirata a “Moby Dick”, guidati dal capitano Achab all’inseguimento della Balena Bianca. L’azione corale, che rientra nella sedicesima edizione del festival “Testimonianze ricerca azioni” di Teatro Akropolis, ha trasformato le strade del ponente genovese in un grande racconto urbano, confermando la vocazione del festival a fare della ricerca artistica un’esperienza condivisa e non separata dal reale.

Da oltre dieci anni Teatro Akropolis lavora con le scuole di Sestri Ponente per promuovere l’arte come strumento di crescita e inclusione, soprattutto tra i più giovani. La performance “Moby Dick”, che ha visto coinvolte oggi centinaia di bambine e bambini, è uno degli esiti più evidenti di questo percorso, in cui le pratiche della scena diventano occasione di educazione allo sguardo e al rapporto con lo spazio pubblico.

L’edizione 2025 di “Testimonianze ricerca azioni” è dedicata proprio alla ricerca, intesa non come percorso isolato ma come invito a esplorare, interrogarsi e superare i propri limiti. Non si tratta di trovare una verità assoluta, spiegano gli organizzatori, ma di navigare tra le pieghe del presente e della tradizione, affrontando il conflitto tra ciò che è dato e l’inconsistenza del tempo. Gli artisti sono intesi come “ricercatori intrepidi” che lasciano opere effimere e potenti, non risposte ma passaggi verso l’ignoto.

Il festival abita diversi luoghi di Genova – dal Teatro Akropolis a Sestri Ponente a Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano, fino a Palazzo Ducale – tracciando un percorso che porta il pubblico alla scoperta tanto delle frontiere della ricerca artistica quanto del cuore industriale della città.

Nel cartellone trovano spazio spettacoli, danza, cinema, musica, incontri e seminari. Tra gli appuntamenti, la rassegna “Dissolvenza in nero”, che indaga il dialogo fra linguaggi visivi e performativi e propone, tra gli altri, “Sado” di Davide Palella, dedicato all’isola giapponese dove lo shogunato confinava artisti, monaci e politici. Masque Teatro è presente con il monologo “Oh, Spirito!” e con “Perché passi un po’ di caos libero e ventoso”, mentre C&C Company porta ad Akropolis “Strangers in the Night” e “Assonanze, risonanze, riverberi”. Il gruppo nanou indaga il tema dell’identità con “Arsura” e “Specie di spazi”.

Uno dei poli del festival è anche l’archivio digitale “Heliopolis”, che si arricchisce dell’acquisizione del fondo “Antonio Attisani”, figura centrale della ricerca teatrale contemporanea, a testimonianza della volontà di coniugare pratica artistica e approfondimento teorico.

Un capitolo specifico è dedicato alla danza buto, con uno speciale che vede protagonisti Imre Thormann e Natsuko Kono e culmina in una prima assoluta al Teatro Akropolis il 28 novembre. La presenza del buto, legato alla tradizione giapponese e alla radicalità di una ricerca estrema sul corpo, si inserisce nel quadro di un festival che intreccia culture e linguaggi in un dialogo continuo.

“Testimonianze ricerca azioni” è organizzato da Teatro Akropolis con la direzione artistica di Clemente Tafuri ed è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, del Comune di Genova, della Società per Cornigliano, di Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura, della Fondazione Nuovi Mecenati e dell’Institut Français di Parigi, con il patrocinio di Regione Liguria, Consolato generale del Giappone a Milano, Japan Foundation Roma e Rai Liguria, oltre alla collaborazione di numerosi partner culturali nazionali e internazionali.

La BBC si scusa con Trump, ma rigetta la richiesta di risarcimento

Roma, 14 nov. (askanews) – La BBC ha inviato una lettera di scuse al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il montaggio distorto del suo discorso del 6 gennaio 2021, ma ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla Casa Bianca.

“Il presidente della BBC, Samir Shah, ha inviato una lettera personale alla Casa Bianca chiarendo al presidente Trump che lui e la corporation sono dispiaciuti per il montaggio del discorso del 6 gennaio 2021 inserito nel programma”, si legge nella nota diffusa oggi dal servizio pubblico britannico.

La BBC ha tuttavia negato categoricamente che vi siano i presupposti per una causa di diffamazione e ha rifiutato di soddisfare la richiesta di compensazione economica formulata da Washington. Domenica si sono dimessi il direttore generale Tim Davie e la responsabile di BBC News Deborah Turness, travolti dalle critiche per la rappresentazione ingannevole del discorso di Trump in un documentario del 2024. Secondo il Telegraph, il montaggio aveva alterato le sue parole dando l’impressione che avesse incitato all’assalto al Campidoglio.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aveva definito la BBC “notizie false al 100%”, mentre Trump aveva accusato il servizio pubblico di corruzione giornalistica e di leadership disonesta. Martedì lo stesso Trump aveva dichiarato che si sente obbligato a intentare un’azione legale per diffamazione contro il servizio pubblico britannico.

M.O., ambasciatrice Palestina: Italia può mediare con Usa

Roma, 14 nov. (askanews) – L’Italia può fungere “da intermediario” tra l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e gli Stati Uniti per favorire un “coinvolgimento palestinese” nel piano di pace del presidente Donald Trump e fare in modo che questo piano, che “non è un piano di pace, ma un piano di cessate il fuoco per Gaza”, diventi più chiaro. Lo ha detto l’ambasciatrice palestinese in Italia, Mona Abuamara, in un’intervista rilasciata ad askanews dopo la recente visita a Roma del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Una visita definita “proficua” con “incontri molto lunghi, molto amichevoli e calorosi” che hanno permesso di avere “una discussione molto approfondita” sulla situazione nei Territori palestinesi. E’ vero che il presidente auspicava il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia in occasione della visita, che “purtroppo non c’è stato, ma credo siano emerse cose che hanno chiarito e reso più semplice, spero, per il governo italiano procedere verso questa decisione”, ha detto l’ambasciatrice, rimarcando che per l’Anp “adottare quella decisione significa assicurare la soluzione dei due Stati e procedere con la discussione della sua attuazione, quindi con la fine dell’occupazione, del sistema di apartheid e della risoluzione delle questioni ancora in sospeso”.

Nell’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è quindi discusso “dell’amicizia dell’Italia con Israele e Stati Uniti” e del “ruolo molto proficuo che l’Italia può svolgere” perché il piano di pace di Trump “sia più trasparente, per poter vedere una tabella di marcia, per definire meglio alcune parti che sono ancora molto vaghe”.

“L’Italia può discutere con l’amministrazione Trump per rendere queste parti del piano più realistiche, può fungere da intermediario, alla luce dei suoi stretti legami con gli Stati Uniti, e può trasmettere il messaggio dell’importanza di un coinvolgimento di noi palestinesi nel nostro futuro e che siano i palestinesi a guidare la Palestina”, ha sottolineato l’ambasciatrice. A questo proposito, il presidente Abu Mazen “ha apprezzato molto” la dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’Anp quale “interlocutore assolutamente fondamentale per l’Italia e per la comunità internazionale”.

Per quanto riguarda la ricostruzione della Striscia di Gaza “abbiamo discusso di molti ambiti in cui sarà possibile cooperare” e se anche “non è stato deciso nulla, è stato importante che l’Italia abbia dichiarato di voler essere parte degli sforzi per arrivare a una soluzione”.

Riguardo all’attuale situazione umanitaria nell’enclave palestinese, Abuamara ha espresso “grande apprezzamento per l’aiuto che sta fornendo l’Italia” attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’, ma ha aggiunto che “non può sostituire” l’Agenzia Onu per rifugiati palestinesi (Unrwa) che “bisogna sostenere, perché è importante non solo per i rifugiati palestinesi in Palestina, ma anche per i rifugiati fuori la Palestina”.

“Sarebbe molto più efficace ricorrere all’unica organizzazione capace di raggiungere anche le comunità più vulnerabili”, anche perchè “in questo momento speriamo che aumentino gli aiuti che entrano a Gaza, che la popolazione possa avere un riparo, e che tutti i valichi vengano aperti per far entrare non solo una goccia degli aiuti, ma tutti gli aiuti necessari per mettere fine a fame e malnutrizione”, ha concluso Abuamara.

(di Simona Salvi)

La rivoluzione di Jovanotti: nel 2026 nuova musica e nuovi live

Milano, 14 nov. (askanews) – Nel 2026 Jovanotti rimette il mondo in moto. Pedala, canta, sogna, attraversa paesi e città come un esploratore del presente. Ogni viaggio è diverso dal precedente, perché per lui la regola è una sola: non ripetersi mai. Lorenzo inventa nuove rotte, cambia prospettiva, mescola le carte e ogni volta trasforma la musica in un esperimento di felicità, un modo per ricordarci che muoversi è vivere, e che la musica serve a farlo meglio. Dopo i 600.000 spettatori del PalaJova, Lorenzo finalmente riparte e ancora una volta reinventa ancora una volta l’idea stessa di tournée. Il nuovo progetto è L’Arca di Loré, un viaggio musicale e simbolico, una festa itinerante che nel 2026 porterà Jova in tutto il mondo fino a Roma, dove il viaggio si concluderà — o forse ricomincerà — con Jova al Massimo , al Circo Massimo, nella sua città natale approdo finale dell’Arca. È un progetto che unisce musica nuova, pedalate, incontri, avventura, gioia, balli, feste ed è pensato come un racconto collettivo di tutti coloro che saliranno sull’Arca e lo vorranno scrivere. Un giro del mondo, e poi dell’Italia, come un nuovo Cantagiro, ma in bicicletta: una carovana di ruote e canzoni, di ritmo e respiro. Dopo il PalaJova, Lorenzo torna nel centro della musica scegliendo, tra i tanti, una serie di festival internazionali che rappresentano il cuore creativo della scena musicale contemporanea: luoghi dove la programmazione è viva, curiosa e sorprendente, e dove la musica si mescola a cultura, tecnologia e immaginazione. Non torna nei luoghi dove tutto è già scritto, ma in quelli dove ogni sera può accadere qualcosa di nuovo. Non cerca le grandi arene, ma gli spazi dove la musica è vera, si genera e si rigenera, dove la regola è l’imprevisto e il gioco è ricominciare ogni volta da capo. È un viaggio che nasce dal desiderio di tenere acceso il fuoco della scoperta, di guardare la musica da prospettive diverse, di non dare mai per scontato il proprio posto nel mondo della musica . Di stare sempre sul crinale, che è il posto che a Lorenzo è sempre suonato più congeniale. È un ritorno alla musica come linguaggio universale, come incontro, come libertà che, per Lorenzo, coincide con l’arte di restare vivi, curiosi e in movimento. Dopo il giro estero l’Arca approda in Italia per un a nuova avventura. Un tour che nasce dall’esperienza unica e meravigliosa dei Jova Beach Party, che ora si apre a nuove geografie e nuovi spazi, scelti per la loro energia e per la possibilità di trasformarsi in luoghi di incontro e di festa. Il Jova Summer Party 2026, prodotto e organizzato da Trident Concerts, toccherà diverse zone al sud rimaste fuori dal giro del PalaJova 2025, che si era spinto fino a Roma. Anche questa volta il viaggio avrà come traguardo la Capitale, ma il percorso sarà inverso: dalla Sardegna all ‘ Abruzzo, passando per la Puglia, la Calabria, la Campania e fino alla Sicilia , dove Lorenzo torna dopo otto anni, dall ‘ ultima volta nel 2018. Un itinerario che diventa racconto, attraversamento, festa in movimento fino ad arrivare a Jova al Massimo, al Circo Massimo . I luoghi sono stati immaginati, progettati a volte inventati per allestire una grande festa, in un evento che unisc a la potenza di un concerto all’atmosfera libera di un festival. Una giornata intera di festa. Una vera esperienza di avventura e scoperta per chi parteciperà. Gli spostamenti tra una tappa e l’altra per Lorenzo saranno in bici. È il JOVAGIRO, la versione contemporanea e sostenibile del leggendario Cantagiro degli anni ’60, che portava la musica in ogni piazza d’Italia. Oggi quell’idea torna, con un ritmo diverso: su due ruote, a energia umana, con la musica come motore e la meraviglia come destinazione.

Ma ovviamente Lorenzo ci mette tanta nuova musica. Dentro l’Arca viaggia anche un disco nuovo: “NIUIORCHERUBINI”, in uscita da Island Records in uscita il 20 novembre prossimo su tutte le piattaforme digitali e qualche settimana dopo su supporto fisico e che sceglie una sua strada precisa, non codificata. Un album nato in soli sei giorni di jam session a New York, nell’ottobre 2025, registrato in presa diretta su nastro analogico, senza sovraincisioni e senza correzioni. Un disco libero, urgente, istintivo. Un gesto d’amore verso la spontaneità, verso il suonare insieme, verso quella parte imprevedibile della musica che oggi rischia di perdersi tra algoritmi e produzione digitale. Per Lorenzo una vera immersione nella sua passione più grande. L’album, il cui titolo è un omaggio a dallamericaruso, è prodotto da Jovanotti con Federico Nardelli, con la collaborazione del maestro Oscar Hernandez – figura di culto della scena latina newyorkese – per la versione “salsa dura” di Senza se e senza ma, incisa al Mozart Studio di Hoboken (New Jersey), l’album è un viaggio sonoro e sentimentale dentro la città madre della musica: New York. Ogni brano è nato da un incontro, da un’idea lanciata e catturata in tempo reale, in uno studio di Brooklyn dove la parola chiave era “suonare, non pensare”. Le canzoni sono nate da appunti nel cellulare, frasi appuntate per strada, ritmi improvvisati, linee di basso scoperte in un pomeriggio e diventate brani interi in due take. È un disco che racconta la ricerca della musica più vera, un ritorno alle origini istintive del ritmo e della parola, un viaggio dentro la metropoli e la mente. Ogni take era una fotografia emotiva: se funzionava, restava così com’era. È la colonna sonora naturale dell’Arca di Loré: viva, imperfetta, vera, energetica e… in movimento!

Massiccio attacco russo contro Kiev, centinaia di missili e droni: ci sono morti e feriti

Milano, 14 nov. (askanews) – Nella notte tra il 13 e il 14 novembre la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili e droni contro la capitale Kyiv e i suoi sobborghi. Secondo l’edizione on-line del “Kyiv Independent” le prime esplosioni sono state registrate intorno alle 00.45 locali, seguite da altre due ondate tra l’1 e l’1.30.

Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito al giornale ucraino che i detriti di un drone hanno colpito un edificio residenziale di cinque piani nel distretto di Dniprovskiy, mentre un incendio è divampato al dodicesimo piano di un altro palazzo. Altri roghi sono stati segnalati dall’esercito al decimo piano di un edificio nel distretto di Podilskyi e un altro sul tetto di un immobile di cinque piani nel distretto di Solomianskyi. Si sono registrati blackout in diversi quartieri.

Il vasto attacco russo con missili e droni ha provocato danni in otto dei dieci distretti della capitale. Il capo dell’amministrazione militare della città, Timur Tkatchenko, ha denunciato “colpi contro edifici residenziali” e “numerosi palazzi danneggiati in quasi ogni distretto”, parlando inizialmente di dodici feriti, fra cui una donna incinta.

Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato i cittadini a rifugiarsi nei bunker, parlando di “un attacco massiccio contro la capitale”. Incendi sono scoppiati in più quartieri e alcune zone sono rimaste temporaneamente senza riscaldamento per danni alla rete.

Situazione difficile anche nell’area metropolitana: il sindaco di Irpin, Oleksandr Markoushyn, ha descritto una “notte difficile” con “molteplici shahed e missili” in sorvolo sulla città.

Sul fronte militare, la Russia continua ad avanzare nell’est del Paese, in particolare nella regione di Donetsk dove si concentrano i combattimenti, e prosegue da settimane con bombardamenti contro infrastrutture civili, energetiche e ferroviarie mentre le temperature scendono con l’arrivo dell’inverno.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha comunicato che quattro persone sono state uccise nel vasto attacco russo contro Kiev. Su X, ha precisato che decine di persone sono state inoltre ferite. “Circa 430 droni e 18 missili sono stati utilizzati durante questo attacco”, ha indicato.

“Si è trattato di un attacco deliberatamente calcolato per infliggere il massimo danno alle persone e alle infrastrutture civili”, ha aggiunto, specificando che decine di edifici residenziali sono stati danneggiati.

Municipia ad Anci: IA al centro della digitalizzazione dei comuni

Bologna, 14 nov. (askanews) – Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e come essa possa intervenire nell’ambito della trasformazione digitale dei comuni. stato questo uno dei temi principali con cui Municipia – Engineering Group si approcciata all’Assemblea ANCI 2025, partecipando a due panel nel corso della manifestazione. Un evento in cui Municipia intervenuta portando la prospettiva di chi affianca quotidianamente oltre 500 Comuni italiani nella trasformazione digitale, come sottolineato da Stefano De Capitani, Amministratore Delegato dell’azienda.

“L’intelligenza artificiale dirompente nel momento in cui va a effiicentare i processi quindi un tema organizzativo di lavoro, diciamo, umano oserei persino dire prima che tecnologico e per diventare sistemico e portare davvero dei benefici deve diventare una leva strategica dell’amministrazione ai pi alti livelli deve essere un tema su cui il sindaco, la giunta, i dirigenti sono sensibilizzati e orientano la ricerca e lo sforzo che viene fatto all’interno alla soluzione dei problemi di efficienza ed efficacia dell’amministrazione”.

Queste infrastrutture digitali permettono agli enti locali di superare la frammentazione storica dei sistemi e di sviluppare capacit predittive utili per migliorare la qualit dei servizi. Il tutto, per, ponendo al centro il tema dell’uso etico e responsabile dei dati nei Comuni e nella PA.

“Sul tema dei dati abbiamo fatto dei grandi progressi, i comuni hanno fatto grandi progressi oggi direi non c’ comune che non abbia basi dati di buona qualit, integrate spesso e volentieri e che non usi, non sia consapevole, non usi il dato per prendere decisioni. Quello che manca appunto la capacit di utilizzare il dato e l’informazione che ne deriva in ottica predittiva, vuol dire sostanzialmente prevenire determinati fenomeni sociali, economici, territoriali e mettere in atto politiche che anticipino, in qualche modo prevengano il problema”.

Stefano De Capitani e Natale Di Giovanna, Direttore Commerciale di Municipia, hanno illustrato come le informazioni raccolte sul territorio, organizzate e messe in relazione attraverso tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, permettano agli Enti di passare da una postura “reattiva” a una “predittiva”, capace di anticipare bisogni e rischi in ambiti cruciali come ambiente, sicurezza e mobilit.

“Abbiamo la fortuna per un certo verso di lavorare in un ambito molto regolato, non esiste la possibilit che un algoritmo processi una determinata informazione e produca un determinato risultato che impatta su un cittadino al di fuori di quelle che sono norme, regole, regolamenti, procedure”.

L’obiettivo di Municipia, dunque, quello di aiutare i Comuni a passare dal “governo dei dati” al “governo attraverso i dati”, attraverso una data governance federata e sostenibile.

Alibaba.com: le PMI scelgono l’AI per l’innovazione di prodotto

Milano, 15 nov. (askanews) – Quasi la met delle piccole e medie imprese italiane prevede di aumentare gli investimenti nell’innovazione di prodotto nei prossimi dodici mesi. Questo quanto emerge da una nuova ricerca avanzata da Alibaba.com, una delle principali piattaforme di e-commerce B2B al mondo. Nonostante l’aumento dei costi, il 47% delle imprese italiane punta su ricerca e sviluppo, e oltre il 90% considera l’innovazione di prodotto un fattore chiave per la crescita. Abbiamo parlato con Luca Curtarelli – Country Manager di Alibaba.com Italia, Spagna e Portogallo:

“Abbiamo intervistato diverse migliaia di imprese europee e in particolar modo oltre 1000 decisori di piccole e medie imprese italiane e ci hanno raccontato come nel 50% dei casi queste imprese siano fortemente orientate all’innovazione e abbiano nei loro piani un continuo investimento in innovazione di prodotto e trasformazione digitale nei prossimi 12 mesi. In questo senso Alibaba.com si vuole porre al fianco delle imprese continuando ad offrire marketplace ed e-commerce altamente evoluti, consentendo alle imprese di entrare in contatto con centinaia di migliaia di fornitori internazionali in maniera facile ed efficace, e da ultimo continuare a dotarsi di tecnologie in particolar modo alimentate da intelligenza artificiale”.

La ricerca conferma che molte PMI guardano con fiducia all’intelligenza artificiale: il 60% la utilizza gi per supportare lo sviluppo di nuovi prodotti. Queste tendenze sono al centro di CoCreate Europe, il grande evento B2B di Alibaba.com che il 14 novembre, a Londra, riunisce PMI, produttori e investitori per celebrare la forza dell’innovazione e costruire nuove opportunit di business.

“Nel 44% dei casi le PMI italiane raccontano come un aumento dei costi e una riduzione di risorse siano i principali elementi frenanti in questo percorso innovativo. Alibaba.com si vuole porre al fianco delle imprese offrendo sia opportunit di business, come nel caso di CoCreate Europe: il primo evento fisico legato a tematiche di ecommerce e commercio internazionale B2B che per la prima volta sbarca in Europa e consente alle imprese di raccontare i propri prodotti a un audience internazionale. Dall’altra parte la volont quella di continuare ad offrire soluzioni tecnologiche come nel caso dell’agente AI all’interno di Accio, motore di ricerca B2B alimentato da intelligenza artificiale, che oggi gi consente alle imprese di automatizzare fino al 70% dei processi di approvvigionamento che attualmente sono gestiti manualmente”.

CoCreate Europe dunque l’occasione per trasformare le idee in collaborazioni concrete e guardare insieme al futuro dell’innovazione.

Uso inappropriato dei farmaci FANS: “Urgenza sanitaria e sociale”

Roma, 14 nov. (askanews) – Un report di Osmed ha confermato i dati di inappropriatezza dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e ha messo in evidenza la crescita della spesa sostenuta direttamente dai cittadini, aumentata del 2,7% annuo, a fronte di un incremento dei consumi dell’1,2%. Per quanto attiene, invece, alla spesa SSN il report ha indicato una riduzione rispetto al precedente rapporto del 3,9% in termini di spesa e del 5,7% in termini di consumi. Questi dati per non risolvono la situazione: una recente analisi real world condotta su oltre 12 milioni di assistiti ha infatti mostrato che nell’84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate e che nella met dei casi questi farmaci vengono prescritti a persone che presentano chiare controindicazioni al loro utilizzo, con potenziale rischio di importanti effetti collaterali. Un ulteriore elemento considerato di inappropriatezza dei FANS risiede nel loro uso occasionale: il 51,3% dei pazienti riceve una sola prescrizione/anno.

Sulla base di queste evidenze Motore Sanit, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha promosso dei tavoli macro-regionali di confronto tra esperti e istituzioni su appropriatezza prescrittiva e corretta informazione, fattori chiave nella gestione del dolore cronico. In Italia questo colpisce 13 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, con forti ricadute in ambito sanitario, compromettendo la qualit della vita dei pazienti, generando isolamento sociale e lavorativo, oltre a determinare un peso economico importante sia per il singolo che per il sistema sanitario. La gestione di questi pazienti, stato evidenziato, richiede un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolga il medico di medicina generale, lo specialista, gli infermieri, i fisioterapisti, gli psicologi e i terapisti occupazionali. In Italia esistono da anni le Reti di Terapia del Dolore, strutture che ancora oggi a causa della carenza di risorse, sono inadeguate. Proprio per questo motivo, il ministero della Salute ha emanato Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico ribadendo la necessit di garantire accesso alle cure attraverso il potenziamento delle reti e la continuit assistenziale tra territorio e ospedale.

Cinema, arriva "La camera di consiglio", sul maxiprocesso di Palermo

Roma, 14 nov. (askanews) – Dopo essere stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, uscirà al cinema il 20 novembre distribuito da Notorious Pictures, “La camera di consiglio”, il nuovo film di Fiorella Infascelli con protagonisti Sergio Rubini e Massimo Popolizio accanto a un cast corale.

Il film (prodotto da Armosia e Master Five Cinematografica con Rai Cinema), racconta la camera di consiglio più lunga della storia giudiziaria italiana: 36 giorni in cui 8 giurati, blindati in un appartamento-bunker nel carcere dell’Ucciardone, dovettero decidere condanne e assoluzioni per 470 imputati del maxiprocesso di Palermo.

Il maxiprocesso, celebrato alla fine degli anni ’80, rappresenta una delle pagine più decisive della storia della Repubblica: per la prima volta lo Stato riuscì a infliggere una condanna collettiva a Cosa Nostra, riconoscendo l’esistenza dell’organizzazione mafiosa come struttura unitaria. Un momento di svolta giudiziaria e civile che ha cambiato per sempre la storia del Paese.

Un racconto corale con al centro il presidente della giuria (Sergio Rubini) e il giudice a latere (Massimo Popolizio), affiancati da Betti Pedrazzi, Roberta Rigano, Anna Della Rosa, Stefania Blandeburgo, Rosario Lisma e con Claudio Bigagli. La sceneggiatura, firmata da Fiorella Infascelli e Mimmo Rafele con la collaborazione di Francesco Licata, è stata sviluppata con la consulenza di Pietro Grasso, giudice a latere del Maxiprocesso.

Girato interamente in interni, “La camera di consiglio” adotta un’impostazione scenica teatrale, che restituisce la tensione e l’isolamento di quei giorni. L’opera si distingue inoltre per l’utilizzo dei materiali di repertorio, capaci di collocare le vicende dei giurati dentro un quadro storico e civile più ampio. Non semplicemente un film “sulla mafia”, ma un’opera che riflette sul concetto di legge e giustizia, sull’esperienza umana e civile di chi fu chiamato a decidere il destino di centinaia di imputati, in una delle prove più alte e drammatiche della democrazia italiana.

Centrosinistra, Prodi: serve riformismo concreto, coalizione più ampia

Roma, 14 nov. (askanews) – Il centrosinistra ha bisogno di “un riformismo concreto che impasti insieme realismo e coraggio” da realizzare “con idee e leader credibili”: dice Romano Prodi in una intervista al Corriere della sera, aggirando la domanda sui leader attuali della coalizione progressista, Giuseppe Conte ed Elly Schlein: “I leader – precisa – possono nascere. O farsi”.

Dopo le sue critiche al centrosinistra, spiega l’ex presidente della Commissione europea, “Schlein mi ha chiamato. Ci siamo sentiti spesso nelle ultime settimane”, aggiunge, “la mia preoccupazione è che una parte dell’elettorato si allontani dal centrosinistra perché ritiene che dall’opposizione arrivi una lettura troppo ristretta della società, non sufficiente per un’alternativa concreta di governo. Ed è già tardi perché siamo oltre metà legislatura. Le ho anche spiegato che a me non interessano i partiti, ma le coalizioni di governo. C’è tanto da cambiare, ma a dire il vero molti anche nel Pd vogliono semplicemente conservare il proprio ruolo”.

Secondo Prodi, la vittoria delle due governatrici democratiche n Virginia e New Jersey “è quello che serve a noi: un riformismo coraggioso, ma concreto, che punti al cambiamento”, in contrapposizione alla ricetta del neosindaco di New York Mamdani. Quanto al centrosinistra italiano, il professore punta il dito sul leader del Movimento 5 stelle: “Nella mente di Conte”, afferma “non è ancora definito quello che lui pensa sia il suo ruolo. Se il centrosinistra uscirà vincitore dalle Politiche auguriamoci che non gli prenda la bertinottite. Alla fine uno dei due leader, tra Schlein e Conte, dovrà riconoscere che l’altro ha vinto. Ma prima, ben prima, occorre un modello di coalizione ampia, con un programma capace di intercettare una platea che vada oltre gli attuali confini”. È un riferimento implicito anche al progetto politico dell’ex direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini? “Ruffini – replica Prodi – lo conosco da molti anni, lo stimo e non posso che parlarne bene. Lo seguo con interesse e so che proprio in questi giorni riunirà i suoi comitati. Seguo lui come ho seguito con interesse ciò che è accaduto a Milano qualche settimana fa nel Pd (la convention dei riformisti, ndr)”.