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Ciclismo, Pogacar vince gli europei su strada

Roma, 5 ott. (askanews) – Tadej Pogacar ha vinto, per la prima volta in carriera, la prova su strada dei Campionati europei di ciclismo su strada. Il fenomenale sloveno, che il 28 settembre si è confermato Campione del mondo durante la rassegna iridata di Kigali 2025, ha staccato tutti i rivali – per ultimo Remco Evenepoel – a 75 chilometri dall’arrivo e si è involato verso la 106ª vittoria della sua straordinaria carriera.

Pogacar, che ha compiuto 27 anni il 21 settembre, è il ciclista professionista che ha vinto di più in questa stagione. Anche nei 202,5 km tra Privas e Guilherand-Granges, con circa 3.500 metri di dislivello, durante i Campionati europei di Drôme-Ardèche 2025, Pogacar ha lasciato le briciole ai propri rivali. Al via c’erano alcuni dei migliori interpreti delle salite nel ciclismo contemporaneo, tra cui Juan Ayuso, Jonas Vingegaard, João Almeida e Remco Evenepoel. Non sono partiti invece due possibili outsider come Mads Pedersen e Giulio Ciccone.

La corsa, vibrante e piena di avvenimenti e sorprese fin dai primi chilometri, si è svolta in una bella cornice di pubblico. I dipartimenti del sud-est francese Drôme e Ardèche hanno ospitato il Campionato europeo dal livello forse più alto di sempre (il primo Campione europeo fu Peter Sagan nel 2016). Ecco com’è andata la gara di domenica 5 ottobre ai Campionati europei 2025 in Francia.

A Roma "C’è da Ridere", primo spettacolo teatrale su salute mentale

Roma, 2 ott. (askanews) – La terza tappa di C’è da Ridere approda al Teatro Brancaccio di Roma, che diventa palcoscenico d’eccezione per il primo tour teatrale italiano interamente dedicato alla salute mentale. Un progetto ideato da Paolo Kessisoglu e promosso dall’associazione non profit C’è Da Fare (cedafare.org), fondata dallo stesso Kessisoglu insieme a Silvia Rocchi per integrare il sistema sanitario nazionale con iniziative di sostegno psicologico e neuropsichiatrico rivolte ai giovani.

Lo spettacolo inizierà alle ore 18, con gli attesissimi ospiti – le comiche Alice Mangione e Marta Filippi, i comici Andrea Perroni e Paolo Kessisoglu, il cantautore Daniele Silvestri e la giovane cantautrice IAMOLLIE – che saliranno sul palco assieme al neuropsichiatra infantile Prof. Stefano Vicari – Responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza presso IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nonché referente del progetto CDF Safe Teen appena lanciato a Roma – per dar vita a un confronto diretto con il pubblico sull’attuale e importantissimo tema della salute mentale, seguendo il format già apprezzato durante le prime due tappe del tour alla Versiliana di Marina di Pietrasanta e al Teatro Coccia di Novara. Il tutto secondo la conduzione del presentatore, autore e speaker radiofonico Marco Maccarini.

Prima dello spettacolo sarà inoltre possibile incontrare gli ospiti durante un momento dedicato ai Meet and Greet delle ore 17: un accesso esclusivo prima dello show, che darà modo a chi sceglierà il biglietto dedicato “Meet and Greet UPGRADE C’è da Ridere” di incontrare e scattare fotografie con i propri artisti del cuore.

Si ringrazia Dils, donor di questa tappa, da tempo sostenitore di diverse iniziative di C’è Da Fare. Una realtà di real estate all’avanguardia che, nell’ambito del proprio programma di Give Back, supporta associazioni come C’è Da Fare, attive sul territorio e che operano nel mondo della cultura, dello sport, dell’inclusione sociale e della formazione.

CDF Safe Teen: l’impegno sul territorio romano

Per la prima volta l’associazione C’è Da Fare (impegnata in iniziative per favorire il dialogo, combattere lo stigma e sensibilizzare su temi cruciali come la salute mentale degli adolescenti) porta a Roma un’iniziativa culturale, nello stesso anno in cui, proprio nella capitale, è stato attivato il progetto “C’è Da Fare Safe Teen”: un protocollo terapeutico innovativo nato dalla collaborazione di C’è Da Fare con l’Ospedale Niguarda di Milano, e attivo in un sempre maggior numero di strutture sanitarie italiane. Con 50.000 euro già donati dalla non profit all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dall’inizio della collaborazione a maggio 2025, CDF Safe Teen è oggi al fianco di 10 giovani beneficiari a Roma, offrendo spazi di ascolto e sostegno sia individuali sia familiari, attraverso percorsi ambulatoriali costruiti su misura.

Grazie a CDF Safe Teen, decine di adolescenti in Italia e le relative famiglie oggi possono ricevere l’aiuto psicologico e neuropsichiatrico di cui necessitano sempre più, secondo un approccio integrato e personalizzato e con il coinvolgimento di neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti ed educatori. L’obiettivo è compensare le carenze dei servizi ambulatoriali tradizionali e dei percorsi residenziali o semiresidenziali (comunità o centri diurni) – che purtroppo spesso non riescono a dare una risposta adeguata a chi ha bisogno di questo tipo di supporto – con interventi multidisciplinari ad alta intensità, per individuare tempestivamente le criticità e ridurre sofferenza e rischio di cronicizzazione.

L’intero ricavato dello spettacolo al Brancaccio sarà devoluto proprio a CDF Safe Teen all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Dietro le risate e gli applausi, C’è da Ridere rappresenta dunque molto più di uno show comico: mentre il pubblico vivrà un’occasione per emozionarsi e sorridere, lo spettacolo diverrà sostegno concreto per ragazze e ragazzi che, grazie ai fondi raccolti, potranno contare su uno spazio di cura pensato per accogliere le loro fragilità.

C’e Da Fare rivolge un ringraziamento particolare al personale dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma coinvolto nel progetto: il Prof. Stefano Vicari (Responsabile dell’Unità Operativa, nonché Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), la Dott.ssa Maria Pontillo (Dirigente Psicologo di I livello), il Dott. Gino Maglio (Dirigente Medico e Psichiatra dell’età evolutiva), e il Dott. Massimo Apicella (Neuropsichiatra Infantile).

Dopo il debutto estivo a Marina di Pietrasanta e l’inizio del tour autunnale a Novara e Roma, il tour continuerà a percorrere lo stivale vedendo come protagonisti i teatri di:

Milano, Teatro Lirico, venerdì 17 ottobre 2025 Genova, Teatro Politeama, lunedì 3 novembre 2025 Varese, Teatro di Varese, venerdì 7 novembre 2025

Renzi alla Leopolda lancia Casa riformista: 10% o Quirinale diventa casa sovranista

Firenze, 5 ott. (askanews) – Non è, ovviamente, la Leopolda dei tempi d’oro del governo e nemmeno quella in cui il Pd “delle tasse” e dei “signori delle tessere” era spesso tirato in ballo negli interventi sul palco dell’ex stazione ferroviaria a Firenze: questa è la Leopolda della Casa riformista, nuovo “contenitore” dei riformisti renziani, insieme ai sindaci e alla società civile, e in alleanza, nella compagine del centrosinistra, con un Pd “sempre più a sinistra”.

Obiettivo non è solo battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni Politiche, ma molto di più: evitare che “fra due anni il Quirinale diventi Casa sovranista” con l’elezione dell’attuale premier a presidente della Repubblica. Matteo Renzi chiude la Leopolda numero 13 – diversa per sua stessa ammissione, non c’è più, per dire, nemmeno la saletta vip dietro il palco che è più piccolo e spostato verso l’ingresso della struttura – con due proposte operative in vista della legge di bilancio (Start tax per i giovani e tetto della pressione fiscale al 40%, più “facile” da realizzare la prima che costa “4 miliardi”, più difficile la seconda) e un avvertimento.

Il monito è questo: se Casa riformista non raccoglie il 10% dei voti e non aiuta il centrosinistra non solo a “tenere la barra dritta” sui temi riformisti per non andare troppo a sinistra, ma anche ad avere i consensi necessari per vincere sullo schieramento di centrodestra Meloni conquista anche il Quirinale.

Lui, assicura l’ex premier, “non vuole mettere il cappello” su Casa riformista ma certo “senza Iv non c’è Casa riformista” e, smentendo alcune voci, ribadisce che Italia Viva “resterà come partito”. Con i riformisti ci sarà la società civile e soprattutto i sindaci: ne sono passati diversi dalla Leopolda 13, da Beppe Sala (Milano) a un applauditissimo Gaetano Manfredi (Napoli), alla molto attesa Silvia Salis (Genova) che ha sottolineato “l’unione” – dalle parti del centrosinistra la sola parola suscita ancora nostalgie e rabbie – delle classi dirigenti del campo progressista che “non” appartiene, dice lei, al centrodestra, ma si è tenuta lontana dalle suggestioni di chi la vorrebbe federatrice dello schieramento. Anche Renzi l’ha detto: non sarà un sindaco a salvare il centrosinistra. La partita delle Politiche è tutta da giocare e Renzi sfida i numeri: “Saremo anche al 2% ma gli facciamo una paura da matti” al centrodestra visto che “la Meloni ha deciso di cambiare la legge elettorale un minuto dopo che noi abbiamo deciso di andare con il centrosinistra, cercando così di cambiare le regole del gioco ma porta sfiga Giorgia, fidati”. Toni molto più duri, da una Leopolda che ha accolto i tre ministri del governo ospiti – Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara – tra gli applausi all’indirizzo di Meloni che si lamenta di essere bersaglio dell’odio: “La leadership non è cavalcare l’odio”, “voglio dire alla presidente del Consiglio che un leader non è colui che cavalca l’odio per estremizzare il Paese, un leader è chi rispetta chi non la pensa come lei, un leader è quello che fa dimettere un ministro che paragona un partito di opposizione alle Brigate Rosse”.

Il ministro, come noto, è Luca Ciriani, Da parte sua anche la capogruppo a Montecitorio Maria Elena Boschi attacca la premier: Meloni che con Fdi è “campione di vittimismo” “ha un po perso lucidità”, dice, perchè “se in questi anni c’è qualcuno che ha seminato odio contro gli avversari politici o organizzato manifestazioni sotto le nostre case quelli sono quelli di Fratelli d’Italia”.

Giù il sipario, dunque, sulla Leopolda 13 con il ricordo di Sammy Basso “vero modello per i ragazzi” e l’invocazione, a proposito della longevità (“stiamo entrando nell’era della longevità”), argomento di cui discutevano anche Putin e Xi Jinping, suggerita dal finale di “Blade Runner”, film molto amato da Renzi: “Dammi più vita, padre”.

Tennis, Rune attacca l’ATP: volete che un giocatore muoia in campo?

Roma, 5 ott. (askanews) – A Shanghai, Holger Rune conquista la vittoria contro Ugo Humbert (6-4 6-4), ma la notizia non è solo il risultato. È il suo sfogo, furioso e diretto, contro l’ATP. Durante un medical time-out, piegato dal caldo e dall’umidità soffocante, il danese ha lanciato un’accusa durissima: “Perché l’ATP non ha una regola sul calore? Volete che un giocatore muoia in campo?”.

Parole pesanti, pronunciate dopo 31 minuti di gioco in condizioni al limite della sopportazione. Rune, visibilmente provato, ha chiesto l’intervento dei medici mentre l’arbitro lo osservava preoccupato. È solo l’ultimo episodio in una settimana segnata da malori e ritiri: nei giorni scorsi, Francisco Comesana e Yunchaokete Bu erano stati costretti a fermarsi, e anche Medjedovic e Atmane avevano mostrato segni di cedimento fisico.

Dopo il match, Rune ha spiegato meglio la sua posizione a TV2: «Stavo davvero soffrendo, ma non è durato a lungo e sono migliorato. I fisioterapisti mi hanno detto di concentrarmi sulla respirazione e mi hanno mantenuto calmo. Fa parte del gioco, ma il caldo era insopportabile. Siamo europei, non siamo abituati a queste condizioni, e mi sono detto che sarebbe stato difficile anche per lui (Humbert, ndr)».

Un grido condiviso anche da altri tennisti. Arthur Rinderknech, intervistato da L’Équipe, ha confermato: «È difficile persino respirare. Non so se in TV si capisce, ma in campo è come giocare in una sauna. Non è più una partita di tennis, è sopravvivenza».

Schlein: solidarietà e vicinanza agli attivisti Meaan scampati ai raid russi

Roma, 5 ott. (askanews) – “Voglio esprimere la mia vicinanza e solidarietà ai 110 attivisti italiani scampati stanotte ai raid russi su Leopoli. Partiti da Kiev si sono trovati sotto il massiccio attacco russo, di ritorno dalla decima missione Mean, Movimento europeo di azione non violenta. A loro va anche la mia gratitudine, e quella della comunità dem, per tutta l’opera di volontariato, cooperazione e aiuto che continuano a svolgere, sostenendo la forte volontà della popolazione ucraina di continuare e a vivere e riscostruire. Tra loro c’erano anche alcuni amministratori e attivisti del Partito Democratico che ho sentito e che abbraccio e ringrazio per l’impegno costante per la solidarietà e la pace”. Lo ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein.

Formula1, Russell trionfa a Singapore: dominio Mercedes

Roma, 5 ott. (askanews) – George Russell conquista il Gran Premio di Singapore con una gara impeccabile dall’inizio alla fine, firmando la sua seconda vittoria stagionale dopo una prova di forza senza sbavature. Partito dalla pole, l’inglese della Mercedes scatta perfettamente al via, resiste all’attacco di Max Verstappen e costruisce giro dopo giro un margine di sicurezza che nessuno riesce mai davvero a mettere in discussione. Dietro di lui, l’olandese della Red Bull si difende con mestiere dagli assalti delle due McLaren, con Lando Norris e Oscar Piastri protagonisti di un duello acceso e non privo di tensione interna. Gara regolare ma completamente priva di acuti per la Ferrari: un ottimo spunto al via permette a Charles Leclerc di candidarsi alla top five ma Andrea Kimi Antonelli gliela soffia a otto giri dalla bandiera a scacchi. Noie ai freni rallentano negli ultimi due giri Lewis Hamilton che salva in volata il settimo posto su Fernando Alonso.

Governo, Conte: aumento dazi e sbarchi smascherano propaganda Meloni

Roma, 5 ott. (askanews) – “Prometteva falsamente un “blocco navale subito” invece gli sbarchi di migranti aumentano rispetto all’anno scorso, anche nel mese di settembre. E il blocco navale illegale lo ha fatto Israele contro gli italiani della Flotilla a Gaza, senza una mezza condanna di Meloni a Israele. Garantiva che avrebbe fatto da ponte con Trump per tutelare gli interessi dell’Italia, invece sui dazi abbiamo preso una batosta con un 15% a carico di imprese e lavoratori e ora anche il rischio di dazi al 107% sulla pasta italiana. Meloni farebbe meglio a fare meno propaganda per sé e a lavorare di più a difesa degli italiani e dei loro interessi”. Lo afferma via social il presidente M5s Giuseppe Conte.

Rubio: c’è ancora molto da fare prima della finalizzazione dell’accordo su Gaza

Roma, 5 ott. (askanews) – Il conflitto a Gaza non è ancora finito e c’è ancora molto lavoro da fare prima che Israele e Hamas finalizzino un accordo basato sul piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine ai combattimenti e liberare gli ostaggi. Lo ha affermato il segretario di stato di Washington, Marco Rubio. “Sapremo molto presto se Hamas fa sul serio o no da come andranno questi colloqui tecnici in termini logistici”, ha detto Rubio a “Meet the Press” su Nbc News, parlando dei colloqui che si terranno domani, volti a definire la logistica di uno scambio immediato di ostaggi in cambio di prigionieri.

12X12-Impatti: l’Italia che cambia negli scatti di fotografi contemporanei

Milano, 5 ott. (askanews) – La rielaborazione dell’identità visiva del Sud Italia, la crisi industriale di Taranto e la denuncia dell’inquinamento in Veneto. Sono alcuni dei progetti vincitori di “12X12 – Impatti”, il concorso fotografico promosso da at, autolinee toscane, e dal Festival internazionale di fotografia Cortona on the move. L’edizione 2025, la quinta, ha dato voce a 11 fotografi emergenti che hanno saputo interpretare il tema degli “Impatti”, intesi come le tracce che ogni movimento, sia di una persona che di un’idea, lasciano nel mondo.

I progetti vincitori incarnano il concetto del cambiamento del territorio a causa della presenza dell’uomo: dalla denuncia dell’inquinamento da Pfas in Veneto con Water Mother di Michele Cardano, al racconto della crisi industriale ed ecologica di Taranto con Taranto non vuole morire di Maria Pansini; dal progetto Inshallah di Nicolas Brunetti che dà voce ai giovani musulmani cresciuti nella città spagnola Ceuta, all’indagine di Valentina De Santis sulla conformazione urbanistica di Artena in I fought the law and the law won.

Non mancano progetti che esplorano dimensioni culturali e sociali: il diario visivo delle sottoculture punk e rap bolognesi in (BO)yz N The Hood di Tommaso Palmieri; l’intimo racconto di Loredana Denicola sull’impatto della malattia con L’oscurità, ma io ho una luce; il lavoro di Leonardo Bocci, Paesaggio Temporaneo, che documenta paesaggi in trasformazione nell’era dell’Antropocene; e Lascia la luce accesa di Claudia Deganutti, che celebra l’autonomia quotidiana di due ragazzi con sindrome di Down. Infine, Viola di Mauro Curti racconta la dismissione delle stazioni sciistiche come simbolo della crisi climatica, Parallel Eyes di Alessia Rollo rielabora l’identità visiva del Sud Italia oltre stereotipi e pregiudizi, e Mestieri nei quartieri di Anna Sagramola racconta le attività di quartiere come baluardi di identità e spazi di resistenza ai profondi mutamenti urbani di Milano.

“Con questa edizione di 12×12 abbiamo voluto premiare fotografi e fotografe che hanno saputo raccontare il tema degli impatti con coraggio, efficacia e uno stile unico – dichiara Tommaso Rosa, responsabile Marketing, brand e comunicazione di at – autolinee toscane. “Le loro opere ci ricordano che la sostenibilità non è solo una tematica ambientale, ma anche sociale e culturale: significa cambiare il nostro sguardo sul presente, generare nuove consapevolezze e stimolare comportamenti più responsabili. È lo stesso impegno che guida ogni giorno noi di autolinee toscane, perché anche un gesto semplice come scegliere di salire su un autobus non è soltanto una soluzione di mobilità, ma un atto concreto di attenzione verso il territorio e chi lo vive”.

Con “12×12 – Impatti”,autolinee toscane prosegue nel suo impegno di costruire una cultura del trasporto pubblico che va oltre la dimensione dello spostamento, abbracciando ambiente, società e cultura. Ogni progetto vincitore sarà pubblicato, uno al mese, a partire da settembre, sul profilo Instagram di at, oltre a essere inserito sui canali di comunicazione aziendali e replicati sui canali di Cortona On The Move. Inoltre, i fotografi e le fotografe vincitori prenderanno parte a un percorso di tutoraggio e formazione guidato da Simone Donati, curatore del progetto, con l’obiettivo di sviluppare e completare al meglio i propri percorsi fotografici.

Renzi a Meloni: leader non è chi cavalca odio per estremizzare Paese

Firenze, 5 ott. (askanews) – “La leadership non è cavalcare l’odio”, “voglio dire alla presidente del Consiglio, da un luogo che ha accolto i ministri con un applauso, un leader non è colui che cavalca l’odio per estremizzare il Paese, un leader è chi rispetta chi non la pensa come lei, un leader è quello che fa dimettere un ministro che paragona un partito di opposizione alle Brigate Rosse”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel suo discorso di chiusura della Leopolda 13 a Firenze.

Renzi: senza Casa riformista tra due anni Quirinale è Casa sovranista

Firenze, 5 ott. (askanews) – “L’obiettivo di Casa riformista non è fare la somma dei vari partiti”, “dei sindaci si sono trovati qui perchè la Leopolda si è messa a disposizione, senza voler mettere il cappello” per costruire la Casa riformista. “Senza Casa riformista il Quirinale tra due anni diventa Casa sovranista con la Meloni al Quirinale: o facciamo il 10% o succede questo”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel suo discorso di chiusura della Leopolda 13 a Firenze.

Giornata mondiale degli insegnanti, Unicef: il mondo investa nell’istruzione

Roma, 5 ott. (askanews) – Oggi, in occasione della Giornata mondiale degli Insegnanti, l’UNICEF ricorda che gli insegnanti sono il cuore di un’istruzione di qualità; eppure, nel 2024 solo il 31% dei paesi disponeva di sistemi efficaci di sviluppo professionale degli insegnanti, meno della metà rispetto all’obiettivo del 64%. “A livello globale, il numero di bambini e giovani che non frequentano la scuola (OOSC) si aggira intorno ai 265 milioni da un decennio, ma le ultime stime mostrano che nel 2023 gli OOSC erano 272 milioni. Si prevede che gli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (ODA) destinati all’istruzione diminuiranno di 3,2 miliardi di dollari USA, con un calo del 24% rispetto al 2023. Tale diminuzione farebbe aumentare il numero di bambini non scolarizzati in tutto il mondo da 272 milioni a 278 milioni. Nessun bambino dovrebbe essere privato del diritto a imparare e a costruirsi un futuro: garantire insegnanti formati, motivati e sostenuti significa non solo offrire conoscenza, ma anche protezione, speranza e opportunità di vita”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. In contesti di crisi, 234 milioni di bambini necessitano di sostegno per accedere a un’istruzione di qualità, con un aumento stimato di 35 milioni negli ultimi tre anni. Di questi 234 milioni di bambini, 85 milioni non frequentano affatto la scuola: il 52% sono bambine, il 17% sono rifugiati o sfollati interni e oltre il 20% sono bambini con disabilità. A Gaza, a luglio 2025, 1.466.000 bambini si trovano ad affrontare difficoltà nella loro istruzione. A giugno 2025, erano stati colpiti 588 edifici scolastici, di cui 538 nella Striscia di Gaza (95,4%) e altri 50 nella Cisgiordania. In Sudan, più di 17 milioni dei 19 milioni di bambini in età scolare sono rimasti fuori dalla scuola. Ad Haiti, l’escalation della violenza delle bande e i disordini civili hanno lasciato oltre 1,4 milioni di bambini con un urgente bisogno di sostegno all’istruzione. Mentre il mondo si avvicina alla scadenza dell’Agenda 2030, la scheda di valutazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) per l’Obiettivo 4 sull’istruzione mostra risultati contrastanti: alcuni paesi stanno procedendo troppo lentamente per raggiungere gli obiettivi SDG, mentre molti altri stanno compiendo buoni progressi. Ad esempio, mentre il 25% dei paesi registra una stagnazione nella frequenza dell’istruzione della prima infanzia, il 34% sta compiendo rapidi progressi verso il raggiungimento dei propri obiettivi nazionali.

A livello globale, l’UNICEF lavora per rafforzare l’accesso degli insegnanti a uno sviluppo professionale continuo e di alta qualità, adattato al loro contesto e alle loro esigenze locali. Inoltre, l’UNICEF sostiene e investe nel tutoraggio e nel sostegno, nell’accesso alle risorse, nei gruppi di sostegno tra coetanei e nella leadership di supporto. “Investire negli insegnanti significa investire nel futuro. L’UNICEF continuerà a lavorare perché ogni insegnante sia sostenuto, ogni aula sia inclusiva e ogni bambino, ovunque nel mondo, possa avere l’opportunità di imparare. In questa Giornata mondiale degli Insegnanti, desideriamo esprimere la nostra gratitudine a tutte le insegnanti e a tutti gli insegnanti che, con coraggio e dedizione, continuano a guidare i bambini nel loro percorso formativo, anche nei contesti più difficili. È fondamentale che i governi e la comunità internazionale investano con urgenza nell’istruzione, perché ogni bambino, ovunque si trovi, possa contare sulla presenza di un insegnante al suo fianco”, ha concluso Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia.

MotoGp, Marquez: "Rotti i legamenti della clavicola"

Roma, 5 ott. (askanews) – “Non posso dire di stare molto bene, ma tutto sommato è andata bene”. Così Marc Marquez diopo la caduta in Indonesia che ha determinato il suo ritiro. “Sembra che i legamenti della clavicola siano rotti – continua – ma è solo una supposizione. Stasera volerò a Madrid e mi sottoporrò a un controllo approfondito per vedere cosa c’è che non va. Bezzecchi? Sono cose che capitano nelle corse. È venuto a chiedermi scusa. Ci riprenderemo nel tempo che diranno i medici. Poteva andare peggio.” “Dobbiamo capire cosa c’è alla clavicola a Madrid. Sembra che sia il legamento, o una rottura o una lussazione. Certamente non è il miglior modo dopo aver vinto il campionato, ma così sono le gare e Marco è già venuto a chiedere scusa. Sono comunque contento, perché sì parliamo del braccio destro, ma la clavicola non sarà un problema per quanto successo negli anni scorsi. Stanotte volerò a Madrid e sentiremo cosa dirà il dottore e cercherò di tornare il prima possibile, ma rispettando quello che diranno i dottori.”

MotoGP, Aldeguer guarda avanti: "Obiettivo Phillip Island"

Roma, 5 ott. (askanews) – Fermin Aldeguer conquista il primo successo in MotoGP con una prestazione da incorniciare, in cui prende possesso del primo posto dopo otto giri e va in allungo fino alla bandiera a scacchi. Prestazione dominante del pilota del team Gresini, che tuttavia dimostra una maturità ben superiore a quella dei suoi 20 anni, quasi da pilota navigato.

“È stata una bella sensazione, anche se con questo caldo non me la sono goduta al massimo. È stata una gara lunga e anche in parco chiuso faceva molto caldo”, queste le sue parole a Sky Sport MotoGP. “Sicuramente questo weekend mi dà fiducia e motivazione per credere di più in me. Penso che tante persone non se l’aspettassero, e forse neanche io mi aspettavo di vincere così presto”.

“Non voglio rilassarmi, voglio andare avanti. Phillip Island è una pista che mi piace tantissimo, sono sempre andato forte anche in Moto2, lì ho vinto la mia ultima gara prima di questa. Proverò a fare il massimo, noi vorremo essere competitivi, continuare a imparare e avere sempre la velocità. Poi il risultato arriverà di conseguenza”, ha aggiunto.

Fondamentale anche il lavoro eseguito nella mattinata indonesiana: “A livello di elettronica e nel modo di scaldare le gomme abbiamo fatto qualche cambiamento dopo il warm up. Penso che abbiamo fatto un bel passo avanti, mi sta aiutando a essere più pronto nei primi giri”.

Tennis, da Pechino a Pechino: Errani e Paolini dominano il doppio

Roma, 5 ott. (askanews) – Da Pechino a Pechino, Sara Errani e Jasmine Paolini confermano il loro dominio nel doppio. Un anno dopo, le azzurre si laureano campionesse al China Open, conquistando il quarto titolo del 2025 e superando in finale la coppia composta dalla giapponese Kato e dall’ungherese Stollar con il punteggio di 6-7, 6-3, 10-2 in un’ora e 34 minuti. Una finale che ha visto le italiane crescere col passare dei giochi, diventando praticamente ingiocabili per le avversarie al loro primo torneo insieme.

L’inizio è equilibrato. Kato e Stollar partono meglio, creando subito occasioni per strappare il servizio, ma le azzurre restano in partita. Errani e Paolini, però, sbagliano nei momenti decisivi: sul 4-3 non sfruttano tre palle break consecutive e sul 5-4 non concretizzano due set point concessi dalle avversarie. Il tiebreak è un monologo di Kato e Stollar, che chiudono 7-1 dopo 50 minuti.

Dal secondo set, però, cambia tutto. Errani e Paolini ritrovano il loro copione migliore: Jasmine manovra da fondo e Sara si fa sentire a rete. Subito il break iniziale, poi le italiane confermano il vantaggio, concedendo solo due punti al servizio e chiudendo con un secondo break. Nel super tiebreak finale Kato e Stollar non hanno più armi: le azzurre dominano e chiudono 10-3 con una volée risolutiva di Errani.

Con questo successo, Errani e Paolini conquistano il nono titolo di coppia e il quarto del 2025: tre WTA 1000 (Doha, Roma e Pechino) e uno Slam (Roland Garros), oltre alla seconda Billie Jean King Cup consecutiva. Il trionfo al China Open vale anche il primo posto nella Race WTA di doppio, con le azzurre già certe di un posto alle Finals di Riyadh e davanti a Townsend/Siniakova.

Attivista turco flotilla: Greta Thunberg picchiata davanti a noi

Roma, 5 ott. (askanews) – “Hanno trascinato la piccola Greta (Thunberg) per i capelli davanti ai nostri occhi, l’hanno picchiata e costretta a baciare la bandiera israeliana. Le hanno fatto cose inimmaginabili, come monito per gli altri”. Lo ha dichiarato Ersin Celik, giornalista e attivista turco a bordo della Sumud Global Flotilla diretta a Gaza. Confermando i maltrattamenti subiti dalla giovane attivista svedese, su cui erano già sabato emerse indiscrezioni.

Arrestato insieme ai 437 attivisti, parlamentari e avvocati che facevano parte della flottiglia – una coalizione di oltre 40 navi che trasportavano aiuti umanitari con l’obiettivo di rompere il blocco marittimo su Gaza – anche lui, come molti altri attivisti rilasciati dopo una breve detenzione nello stato ebraico, ha descritto le angherie e i duri trattamenti subiti dagli israeliani.

E secondo gli attivisti, la più colpita è stata proprio Greta Thunberg. Quest’ultima stessa ha descritto i duri trattamenti subiti, secondo un funzionario svedese che ha visitato lei e altri otto svedesi reclusi. La donna di 22 anni “ha riferito di disidratazione. Non le è stata data acqua e cibo a sufficienza. Ha anche riferito di aver sviluppato eruzioni cutanee che sospetta siano state causate dalle cimici”, ha dichiarato il ministero degli Esteri svedese in un’e-mail ai suoi parenti, visionata dal Guardian. L’attivista ha anche “parlato di trattamenti duri e ha affermato di essere rimasta seduta per lunghi periodi su superfici dure”.

Lorenzo D’Agostino, giornalista e attivista italiano, ha dichiarato, dopo essere stato trasferito a Istanbul, che Greta Thunberg è stata “avvolta nella bandiera israeliana e portata in giro come un trofeo”. Un’altra detenuta avrebbe riferito a un’altra ambasciata di aver visto l’attivista svedese costretta a reggere bandiere – la cui nazionalità non è stata specificata – mentre era fotografata. Greta Thunberg, per questo, si è chiesta se fossero state diffuse sue foto.

Lo stesso trattamento avrebbe riguardato un altro membro della flottiglia, secondo il quotidiano britannico, che sostiene che queste accuse siano state confermate da almeno altri due membri della flottiglia.

Il team legale italiano della flottiglia ha affermato che i detenuti sono stati lasciati senza cibo né acqua per ore, fatta eccezione per un “pacchetto di patatine consegnato a Greta (Thunberg) e mostrato alle telecamere”.

L’ambasciata israeliana in Svezia ha respinto le accuse di maltrattamenti, definendole “totali bugie”. A “tutti i detenuti coinvolti nella provocazione Hamas-Sumud è stato concesso accesso ad acqua, cibo e servizi igienici; non è stato negato loro l’accesso a un avvocato e tutti i loro diritti legali, incluso l’accesso alle cure mediche, sono stati pienamente rispettati”. La sede diplomatica ha aggiunto: “Israele è e rimarrà uno stato di diritto, impegnato a tutelare i diritti e la dignità di tutti gli individui in conformità con gli standard internazionali”.

Zelensky: attacco russo con più di 50 missili e 500 droni, 5 morti

Milano, 5 ott. (askanews) – “Questa notte l’Ucraina è stata nuovamente sotto un attacco combinato russo: più di 50 missili e circa 500 droni d’attacco. Hanno colpito con missili da crociera, Shahed e Kinzhal. Le regioni di Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zaporizhzhia, Chernihiv, Sumy, Kharkiv, Kherson, Odessa e Kirovohrad sono state colpite. Al momento sono circa 10 le persone ferite a causa dell’attacco. Purtroppo, cinque sono morte”. Lo scrive sul suo canale Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Oggi i russi hanno nuovamente colpito la nostra infrastruttura, tutto ciò che garantisce una vita normale per le persone. Serve più protezione, una realizzazione più veloce di tutti gli accordi di difesa, specialmente per quanto riguarda la difesa aerea, per privare di senso questo terrore aereo – ha aggiunto – Un cessate il fuoco unilaterale nello spazio aereo è possibile, e proprio questo potrebbe aprire la strada a una vera diplomazia”. “L’America e l’Europa devono agire per costringere Putin a fermarsi”, ha concluso.

In Ucraina un raid russo nei pressi di un treno con 110 attivisti italiani

Milano, 5 ott. (askanews) – “Durante il nostro viaggio di solidarietà alle popolazioni ucraine in guerra, mentre eravamo in transito nella zona ovest dell’Ucraina, a circa tre ore da Kiev nell’area di Zythomir, sono iniziati i bombardamenti. Siamo stati testimoni di raid russo che ha colpito la zona vicina al passaggio del nostro treno. A bordo con me i 110 attivisti italiani che hanno preso parte a questa decima missione nel Paese del Mean, Movimento europeo di azione nonviolenta. Abbiamo capito subito che si trattava di droni, il treno si è fermato per sicurezza e ci siamo preparati a evacuare il convoglio”. Lo fa sapere in una nota Paolo Della Rocca, attivista del Movimento di volontariato italiano che ha preso parte alla missione iniziata lo scorso primo ottobre, rassicurando sulla sicurezza sua e dei volontari lui in viaggio.

“Ora siamo appena arrivati al confine polacco. Per noi in ogni caso è importante essere qui, come Movimento di volontariato italiano vogliamo rompere l’isolamento, restituire speranza e costruire legami duraturi – prosegue – La pace non si costruisce a distanza, ma con la presenza e la corresponsabilità. È fondamentale per noi che questo episodio che ci ha visto protagonisti non distolga ma anzi accentui l’attenzione su ciò che gli ucraini vivono ogni giorno” ha concluso.

Leighton dava fastidio, per questo l’«internazionale nera» voleva farlo fuori

Tre giorni prima dell’attentato del 6 ottobre, Bernardo Leigthon aveva partecipato a un convegno organizzato dai giovani dc di Roma sull’onda dello sdegno per la condanna a morte in Spagna di cinque oppositori di Franco. Prima e dopo l’esecuzione, le proteste internazionali accentuarono l’isolamento del regime fascista di Madrid. Erano gli ultimi colpi di coda della diffatura, il Caudillo sarebbe deceduto due mesi dopo. Invece un’altra dittatura, quella di Pinochet, nello stesso frangente storico provava a consolidarsi lungo l’asse di una “internazionale nera” che vedeva all’opera movimenti di estrema destra e figure del terrorismo neofascista.

Il leader cileno era pericoloso per Pinochet

Leigthon era il leader prestigioso di una Dc che aveva rotto i ponti con la giunta militare cilena, dopo le prime incertezze nei giorni del golpe contro Salvador Allende. Esule a Roma, testimoniava la speranza che maturassero in tempi brevi le condizioni per il ritorno alla democrazia nel suo Paese. Fu messo nel mirino perché costituiva agli occhi di Pinochet un vero pericolo: poteva essere lui il punto di riferimento dell’opposizione, saldando in una nuova alleanza le forze popolari, in primo luogo democrisiani e comunisti. La vicenda cilena aveva lasciato sul campo le scorie radioattive del massimilasmo socialista. In fondo gli articoli di Berlinguer su Rinascita, da cui scaturiva alla luce del dramma cileno la proposta di compromesso storico, erano la piena dissociazione dalla politica di Altamirano, segretario del partito socialista cileno.

I giovani dc scesero in piazza

La voce dell’attentato ad Anita e Bernardo Leighton giunse in serata, a qualche ora di distanza dall’accaduto: non c’erano i cellulari, né i social, contavano solo le agenzie di stampa e le notizie di radio e tv. Partì dai giovani la spinta alla mobilitazione, mentre a Piazza del Gesù non era chiaro quale risposta dare al gesto criminale. La manifestazione del 10 ottobre, con il grande corteo dal Colosseo a Piazza Santi Apostoli, fu promossa dal partito ma gestita dal Movimento giovanile. Grazie a D’Alema, segretario nazionale della Fgci, furono coinvolti gli Inti Illimani, rifugiati anche loro in Italia (ai Castelli Romani).

La defezione di Zaccagnini

Salirono sul palco in un clima di commozione generale e quando presero ad intonare “El pueblo unido” uno sventolio di bandiere bianche sommerse la piazza. Uno spettacolo difficilmente immaginabile solo qualche mese prima: a fine luglio, inaspettatamente, alla segreteria del partito era stato eletto Zaccagnini a seguito di un dibattito lacerante in Consiglio nazionale, il “parlamentino dc” al quale Fanfani, logorato oltremodo, aveva rimesso il mandato.

Qui si apre però una pagina ancora tutta da scrivere per l’ombra di mistero che circonda nella memoria di molti la defezione di Zaccagnini. Il segretario, infatti, si limitò a inviare un messaggio che il sindaco Darida lesse dal palco. Non fu ambiguità, ma prudenza. Ma prudenza per cosa?

Si terrà domani (14.30-17.30), nella Sala Regina di Palazzo Montecitorio, un convegno promosso da Anna Ascani e coordinato da Daniela Preziosi per ricordare la vicenda dell’attentato, egregiamente raccontato da Patricia Mayorga (Condor nero. L’Internazionale fascista da Pinochet a Roma, Paesi edizioni, 2025).

L’europeismo democratico cristiano inconciliabile con quello di marca neofascista

Dopo la guerra, l’idea d’Europa divenne il campo di prova di due concezioni politiche radicalmente diverse. Da un lato, il filone democratico-cristiano, animato da De Gasperi, Schuman e Adenauer, che vedeva nel progetto europeo un atto di riconciliazione morale e di rinascita civile. Dall’altro, una corrente neofascista e “terzaforzista”, che sognava un’Europa unita sotto il segno dell’autorità, contro il liberalismo occidentale e contro il comunismo.

La Terza forza contro la Comunità

Per la cultura neofascista emersa negli anni ‘70, l’Europa non era una comunità di popoli, ma una potenza da ricostruire in chiave imperiale. L’obiettivo non era la pace, bensì l’autonomia strategica: un continente-nazione da contrapporre a Stati Uniti e URSS. Teorici come Jean Thiriart e Adriano Romualdi esaltarono il mito dell’“Europa Nazione”, rigettando la democrazia parlamentare e i principi egualitari. L’unità andava fondata su gerarchia, disciplina e identità etnica.

All’opposto, i democratici cristiani concepirono l’Europa come risposta morale alle tragedie del secolo. Il vincolo sovranazionale era garanzia di pace e di libertà, frutto di un’ispirazione cristiana che faceva della dignità della persona il punto di partenza di ogni costruzione politica.

LEuropa di De Gasperi

De Gasperi fu il più coerente interprete di questo europeismo morale, radicato nella cultura cattolica e nella tradizione del personalismo. Per lui la comunità europea non era un espediente diplomatico, ma la forma politica di una nuova civiltà cristiana capace di superare le divisioni ideologiche e di fondare la pace sul rispetto reciproco fra i popoli.

Nel suo pensiero l’Europa coincideva con la democrazia organizzata della solidarietà, dove libertà e responsabilità si sostenevano a vicenda. È questo il tratto distintivo dell’europeismo democratico cristiano: l’unione non come potenza, ma come progetto morale.

Imperium contro solidarietà

Nel modello neofascista prevaleva un europeismo imperiale, fondato sull’idea di élite combattenti e sull’ostilità verso il pluralismo. In quello democratico-cristiano si affermava invece un europeismo solidarista, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa e al principio di sussidiarietà.

Il primo esaltava la forza come principio ordinatore, il secondo la cooperazione come strumento di pace. È la differenza, ancora oggi decisiva, tra chi crede nella supremazia e chi nella fraternità.

Laddove il neofascismo cercava nell’unità continentale una rivincita storica delle nazioni sconfitte, i partiti democratici cristiani vi vedevano la via per superare i nazionalismi stessi.

Nel contrasto fra queste due Europe — l’una autoritaria e identitaria, l’altra libera e solidale — si misura ancora oggi la distanza tra un’ideologia della potenza e un’idea di civiltà fondata sulla persona umana e sulla pace.

È questa la vera eredità dell’europeismo democratico cristiano: aver promosso un’Europa che non teme la libertà, perché sa che la libertà, senza la dignità dell’uomo, non è che un’altra forma di dominio.

Dov’è finito il federatore Onorato?

Eravamo molto curiosi di conoscere il peso politico, reale e non virtuale, della neonata “casa riformista” studiata, pianificata e gestita a tavolino dal duo Bettini/Renzi. E la ghiotta occasione, come ci hanno detto gli stessi protagonisti per molti mesi, era il voto per il rinnovo della Regione Marche. Che, almeno sino a lunedì prima dell’inizio dello spoglio, e sempre secondo i capi della coalizione di sinistra e progressista, doveva essere la rampa di lancio per abbattere il centrodestra alle future elezioni politiche nel 2027. E, all’interno di questa vittoria annunciata, non poteva mancare la performance della cosiddetta “tenda riformista”.

Un’operazione che conteneva la presenza di molte forze civiche della Regione Marche, coordinate e promosse anche dall’assessore di Roma ai grandi eventi Alessandro Onorato. Cioè di un personaggio, l’ennesimo, inventato dal diabolico Bettini, che avrebbe dovuto – almeno nelle intenzioni – farsi carico di un progetto civico e politico nazionale da ricondurre alla nascita della “casa riformista” pianificata, appunto, negli uffici romani dell’ex dirigente comunista.

 

Un risultato disastroso per la tenda riformista”

Purtroppo, le cose sono andate diversamente dagli auspici. Il presidente uscente Acquaroli ha stravinto le elezioni, il “campo largo” – anzi, larghissimo – ne è uscito stravolto e, per restare alla “casa riformista”, ha rimediato un miserissimo 1,9%.

E, dulcis in fundo, del coordinatore del nuovo e rinnovato civismo politico centrista nazionale, appunto l’assessore romano Onorato, si sono perse le tracce. Cioè, non è più stato intercettato dai radar della comunicazione politica. Né, tantomeno, almeno per quanto ci risulta, ha commentato l’esito del voto marchigiano, dove c’era una grande attesa dopo l’attivismo dell’assessore capitolino con la convocazione di un’assemblea pubblica con centinaia e centinaia di amministratori locali in attesa del nuovo leader giovane, innovativo e aggregante benedetto dai capi della sinistra romana.

Quando il leader si costruisce dal basso

Insomma, per farla breve, il leader giovane inventato da Bettini non è decollato. Il risultato elettorale è stato una sonora batosta e il civismo riformista di centro è rimasto al palo.

Morale della favola: i progetti politici non nascono a tavolino e, tantomeno, possono essere il frutto e il prodotto di scelte estemporanee di esponenti della antica e mai dimessa nomenklatura.

E, soprattutto, i leader – come ci insegnava molti anni fa Carlo Donat-Cattin – sono il frutto della battaglia politica concreta nella società e non il prodotto della decisione di strateghi decisi dall’alto. Anche perché, per dirla con Sandro Fontana, “il carisma in politica o c’è o non c’è ed è inutile darselo per decreto”.

 

Una lezione per il futuro del centro

Ma non vorremmo che, dopo questi semplici richiami, il nostro simpatico Onorato mollasse definitivamente la presa. Il suo contributo, come quello di molti altri, è indubbiamente importante.

Ma per fare il leader di uno schieramento centrista e riformista – soprattutto in una coalizione dominata, gestita, pianificata e guidata dalla sinistra radicale, massimalista, populista, demagogica, estremista e ideologica – ci vuole veramente un leader e non una figurina sfornata dalla casa madre.

È una lezione che può e deve valere anche per il prossimo leader centrista, dopo Onorato, che si deciderà a casa Bettini.

Sudan, guerra senza fine. Nel silenzio del mondo

La terza grande guerra in corso, quella civile in Sudan, continua ad essere trascurata dai grandi media occidentali e conseguentemente dalle loro opinioni pubbliche, rimanendo sostanzialmente dimenticata. Oscurata dalle due principali, ma pure dalla persistente e ingiusta (oltre che incomprensibile, considerando l’impatto anche solo demografico del continente africano) sottovalutazione di quanto accade in Africa.

Il massacro di Al Fashir e lallarme dellONU

Qualcosa però, forse, comincia a muoversi. Il recente eccidio di Al Fashir, capoluogo del Darfur settentrionale, regione nel sudovest del Sudan tristemente nota ai più anziani fra noi nel ricordo della terribile carestia da cui venne aggredita negli anni Ottanta del secolo scorso, ha acceso le luci sul conflitto.

L’autorevole quotidiano britannico The Guardian ne ha parlato come di una vicenda che già ora si può definire come una delle “pagine più buie” del XXI secolo. Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha chiesto ai contendenti un cessate-il-fuoco immediato, naturalmente disatteso, ma per lo meno ha posto in primo piano mondiale anche quel conflitto.

La città assediata e la tragedia dei bambini

Lo scorso 20 settembre un massiccio attacco condotto con droni – ormai ovunque la nuova e più micidiale arma dei tempi attuali, in quanto la più economica – dai paramilitari delle Forze di Supporto Rapido (RSF) del generale Dagalo, detto Hemetti, che combattono da quasi tre anni contro le Forze Armate nazionali del generale al-Burhan, ha colpito i fedeli in preghiera presso la moschea Al Safiya, uccidendo oltre 70 persone, fra cui diversi bambini.

Al Fashir è sotto assedio da mesi, ultima città del Darfur ancora formalmente sotto controllo statale, ed è quindi diventata un obiettivo imprescindibile per Hemetti. La popolazione, come quella palestinese a Gaza, è intrappolata dentro la città. Più di 250 mila persone, oltre la metà delle quali sono bambini, che non possono essere neppure aiutate dalle organizzazioni umanitarie internazionali, impossibilitate a raggiungere la zona. Altre migliaia, non si sa quante, bloccate nei campi per gli sfollati approntati in un qualche modo nei dintorni della città, che è stata circondata dalle RSF con un muro costruito tutto intorno ad essa, avente solo due varchi per la possibile, ma sottoposta a molti limiti, evacuazione dei civili.

L’UNICEF riferisce di drammatiche conseguenze per i bambini: privati spesso dei loro genitori, a volte rapiti e, i più grandi, forzatamente reclutati nei gruppi paramilitari; in altri casi, ancora peggiori, uccisi o mutilati. Una tragedia che amplifica quella più generale di una guerra tra fazioni e tra due ignobili generali che ha causato – secondo stime “per difetto” – oltre 150 mila vittime, 12 milioni di profughi, 25 milioni di esseri umani ridotti alla fame. Dal che si comprende la nera valutazione di questa guerra proposta dal Guardian.

Il conflitto dimenticato e i mercanti darmi

La nota giornalista Anne Applebaum ne ha scritto in un articolo apparso sullo statunitense The Atlantic come del “più nichilista conflitto sulla Terra”: una guerra civile dominata da “anarchia e avidità”. Senza che nessuno cerchi davvero la via per una trattativa, per far cessare la carneficina.

Anzi, come sempre in questi casi, i mercanti di armi, ovvero i mercanti di morte, hanno avuto occasione di arricchimento facendo pervenire alle parti in conflitto dotazioni sempre più micidiali, sempre più sofisticate. E pure alcuni Stati sovrani hanno finanziato questa insulsa guerra. Nonostante le smentite, pare accertato il sostegno degli Emirati Arabi a Hemetti e per contro di Egitto e Arabia a al-Burhan.

Non si intravedono al momento spiragli per una conclusione del conflitto fratricida. Soverchiato dagli altri due e dunque privo di quello spazio mediatico che, forse, potrebbe imporre un impegno della comunità internazionale per trovare le condizioni per una vera tregua.

Almeno una tregua. Ma per ora non si può sperare neppure in quella.

Milano Premier Padel P1, subito derby azzurro Cassetta-Dominguez

Roma, 4 ott. (askanews) – Dall’argento europeo conquistato con l’Italpadel maschile nel 2024, alla sfida da avversari che aprirà uno dei tornei di padel più importanti del mondo. Marco Cassetta e Facundo Dominguez stavolta si troveranno uno di fronte all’altro, nel primo turno dell’Oysho Milano Premier Padel P1. Il sorteggio all’Allianz Cloud – che ha visto proprio Cassetta protagonista del draw e degli accoppiamenti – regala al primo turno una sfida affascinante tra due giocatori che hanno segnato la storia azzurra del padel. Cassetta, torinese, giocherà con l’argentino Federico Chiostri; Facundo – nato a Mar Del Plata ma con il nonno di origine italiana – scenderà in campo con lo spagnolo Javi Martinez. Un derby, sottolinea una nota, che per Cassetta è quasi diventato un’abitudine: era successo nel primo turno del Milano P1 2022, quando con Simone Cremona vinse contro Di Giovanni/Cattaneo, e lo scorso anno, quando ha ritrovato Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, passati poi al secondo turno.

Sarà proprio Lorenzo Di Giovanni un altro degli azzurri vicecampioni d’Europa in campo a Milano. Per l’abruzzese – ora in coppia con Simone Cremona, altro pilastro della Nazionale – ci sarà subito una sfida al massimo livello contro Jose Diestro e Victor Ruiz. Nella parte alta del tabellone spicca poi Flavio Abbate, grande talento siciliano convocato da poco in Nazionale in vista della Final 8 degli Europei 2025 in programma dal 21 al 25 ottobre. Il siracusano giocherà in coppia con il giovanissimo spagnolo Manuel Castaño, classe 2008, e al primo turno troverà una coppia di qualificati. Dalla Nazionale a Milano anche Aris Patiniotis, in coppia con Jesus Moya contro Jose Jimenez e Maxi Sanchez Blasco. Infine Alvaro Montiel, nato a Barcellona ma con sangue italiano da parte di madre e da due anni torinese d’adozione: anche lui farà parte della spedizione azzurra in Spagna, come Di Giovanni, Cremona, Abbate e Cassetta e come quest’ultimo ha un derby che lo attende: insieme a Juan Belluati, ‘Alvarito’ affronterà l’amico Enzo Jensen, che giocherà con Emilio Sanchez.

Nel tabellone femminile è in arrivo un esordio da urlo per Giulia Dal Pozzo, rivelazione del Milano P1 dello scorso anno, quando – con Caterina Baldi – partì dalle qualificazioni per arrivare agli ottavi di finale. L’italosammarinese, ufficialmente un’azzurra dopo le convocazioni del mese scorso, avrà al suo fianco Sandra Bellver per l’esordio contro le spagnole Tamara Icardo e Marta Ortega, quest’ultima un’istituzione del padel al femminile. Più morbido sulla carta il debutto di Carolina Orsi, top player italiana, che con l’argentina Martina Fassio troverà Sofia Saiz e Marta Talavan.

Secondo round Regionali in Calabria, centrodestra ‘vede’ il 2-0

Roma, 4 ott. (askanews) – E’ il secondo round della tornata di regionali che si chiuderà a fine novembre e di certo, sia maggioranza che opposizione, ci arrivano con meno tensione di quanto sia accaduto per le Marche. Perché la Calabria, in cui Roberto Occhiuto cerca la riconferma, sembra decisamente meno contendibile per il centrosinistra. E se si considera che la scorsa settimana il super meloniano Francesco Aquaroli ha vinto con ben 8 punti di distacco, ben si comprende quanto la strada si presenti in salita per il ‘campo largo’ che anche in questo caso è riuscito a compattarsi su un unico candidato: Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e attualmente europarlamentare del M5s.

Questo turno elettorale ha poi una genesi a sé, visto che la Calabria è l’unica che non arriva al voto per la scadenza della legislatura ma a seguito della decisione del governatore in carica di dimettersi dopo essere stato indagato per corruzione. “Siano gli elettori a giudicarmi”, ha ribadito ancora ieri in un’intervista a Repubblica nella quale ha spiegato anche di non essere scaramantico e di essere sicuro che si possa “moltiplicare per due” l’effetto Marche. Più irta la strada del candidato del centrosinistra, uno dei ‘padri’ del reddito di cittadinanza, sebbene sul suo nome la convergenza dei partiti del campo largo sia avvenuta in tempi abbastanza rapidi, considerando anche l’inattesa chiamata alle urne.

Insomma, il centrodestra si avvicina all’appuntamento con un deciso ottimismo e la netta convinzione di portare sul due a zero parziale il risultato della partita per le regionali che si completerà con Toscana (prossimo fine settimana) e poi, il 23 novembre, con Puglia, Campania e, soprattutto, Veneto.

Se dunque la sfida tra i due principali contendenti (c’è anche un terzo candidato, Francesco Toscano, presidente di Democrazia sovrana popolare) potrebbe lasciare poca soddisfazione agli amanti della suspense, più interessante potrebbe essere la ‘conta’ dei voti di lista dei singoli partiti della coalizione. Sopratutto nel centrodestra. Al netto delle varie liste collegate, infatti, pressoché scontato è il buon risultato di Forza Italia, essendo il partito che esprime il candidato presidente: quattro anni fa il consenso era stato del 17,3%. Per Occhiuto, poi, la ‘sfida’ personale è quella di confermare, se non superare, il 54 per cento dei voti ottenuti nel 2021.

Nella precedente tornata in Calabria, invece, Lega e Fratelli d’Italia erano arrivate sostanzialmente appaiate con la prima all’8,3% e la seconda all’8,7%. Matteo Salvini ha fatto sapere di essere convinto che il partito supererà il 10%, i meloniani dal canto loro hanno schierato anche pezzi grossi come la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro.

In totale sono 1,9 milioni i cittadini chiamati al voto in Calabria. Le urne saranno aperte domani dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.

Gaza, marea umana invade Roma: "Siamo un milione". Tensione in serata

Milano, 4 ott. (askanews) – La tensione sale in serata, quando la manifestazione nazionale “Stop al genocidio” organizzata dai movimenti palestinesi a sostegno della popolazione di Gaza è già approdata a Piazza San Giovanni. E’ buio quando un gruppo di manifestanti decide di deviare improvvisamente dal percorso prestabilito nel tentativo di raggiungere Santa Maria Maggiore, venendo a contatto con le forze dell’ordine intorno a Piazza dell’Esquilino. Qui alcuni giovani incappucciati lanciano fumogeni contro gli agenti che rispondono con lacrimogeni e l’idrante. “Circa 200 individui travisati, appartenenti ai collettivi antagonisti, hanno tentato a più riprese e in ogni modo di raggiungere il centro storico” e “sono stati isolati, bloccati ed identificati a piazza Santa Maria Maggiore ed in via Lanza”, fa sapere la Questura, sottolineando che si è trattato di episodio isolato “a fronte di un complessivo svolgimento dell’iniziativa che è risultato regolare”.

Fino a quel momento il corteo nazionale promosso dai movimenti filopalestinesi per chiedere lo “stop al genocidio” a Gaza si svolge in modo tutto sommato pacifico. Roma è invasa da una marea umana – un milione secondo le stime degli organizzatori, 250 mila per la Questura – per una manifestazione colorata, partecipata e decisamente rumorosa. Nessun incidente durante il pomeriggio, soltanto cori e slogan contro la premier (“Meloni fascista, sei tu la terrorista”) da parte dei manifestanti che espongono cartelli prendendo di mira Meloni (“Giorgia donna madre cristiana sionista”) e il premier israeliano (Netanyahu criminale di guerra”). Non mancano bandiere di Hamas ed Hezbollah, sventolate dagli attivisti proPal, mentre dietro la testa del corteo spunta uno striscione con scritto “7 ottobre giornata della Resistenza Palestinese”. Ma a scatenare le polemiche più feroci da parte del mondo politico è stato l’atto di vandalismo compiuto in mattinata sulla statua di Papa Giovanni Paolo II davanti alla stazione Termini, imbrattata con una scritta ingiuriosa contro Wojtyla e con il simbolo della falce e martello.

Al grido di “siamo tutti antisionisti” i manifestanti, partiti da Piramide, sfilano lungo le vie del centro della Capitale passando dal Colosseo per raggiungere piazza San Giovanni. Al corteo, accanto agli organizzatori, partecipano anche Cgil, sindacati di base, associazioni come Anpi e Arci e diversi movimenti studenteschi ma anche migliaia di cittadini comuni. A Roma si riuniscono anche centinaia di antagonisti, anarchici e militanti dei centri sociali provenienti da tutta Italia. Imponente il piano per l’ordine pubblico messo a punto da Questura e Prefettura: lungo il percorso sono stati schierati migliaia di agenti in tenuta antisommossa, blindati e idranti, con presidi anche nei luoghi considerati più sensibili come le vie di accesso al quartiere ebraico.

La macchina per la sicurezza scatta di prima mattina, con controlli a tappeto su pullman e veicoli in arrivo nella capitale. La Questura fa sapere che a bordo di una macchina e due pullman sono state sequestrate maschere antigas, indumenti usa e getta utilizzati per scongiurare il rischio di identificazione da parte delle Forze di polizia, alcune aste metalliche ed in legno. Tutti “materiali non compatibili con un approccio pacifico alla manifestazione”, secondo la polizia: così una sessantina di persone finiscono in Questura anche per eventuali misure di prevenzione come il foglio di via obbligatorio dalla provincia di Roma e divieto di ritorno nella Capitale.

Il corteo si conclude in una piazza San Giovanni gremita di manifestanti, lasciandosi dietro un fiume umano lungo le vie del centro di Roma. Quando la testa della manifestazione è già giunta a destinazione, la coda si trova ancora al punto di partenza, con decine di migliaia di persone disseminate lungo il percorso. E’ un gruppo di 200 antagonisti a creare le uniche problematiche sul fronte dell’ordine pubblico nell’ambito di una manifestazione condotta in maniera pacifica e ordinata da decine di migliaia di persone.

Una marea umana a Roma per Gaza: “Siamo un milione”

Roma, 4 ott. (askanews) – Una marea umana ordinata e composta sta attraversando Roma per Gaza e la Palestina. “Siamo un milione”. l’annuncio trionfante degli organizzatori della manifestazione nazionale “Stop al genocidio” organizzata dai movimenti palestinesi a sostegno della popolazione di Gaza stato a bordo di un furgone della Cgil. “Roma bloccata. Siamo al fianco della causa palestinese e della giustizia per il popolo palestinese”, hanno aggiunto. Il corteo pacifico sta ancora sfilando tra bandiere, kefiah e striscioni contro Israele ma anche contro il presidente Usa Trump e la presidente del Consiglio Meloni.

Aapprezzamento di Trump per stop Israele a bombardamenti a Gaza. Ma raid uccide 10 persone

Roma, 4 ott. (askanews) – Mentre rimbalza la notizia di un attacco aereo israeliano che avrebbe ucciso 10 persone, tra cui bambini, a Gaza City, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso apprezzamento per il fatto che “Israele abbia temporaneamente interrotto i bombardamenti per dare la possibilità di liberare gli ostaggi e di concludere l’accordo di pace”.

“Hamas deve agire rapidamente, altrimenti tutto andrà perso”, ha scritto Trump su Truth Social, “Non tollererò ritardi, che molti pensano si verificheranno, o qualsiasi situazione in cui Gaza rappresenti di nuovo una minaccia”. “Facciamolo, VELOCEMENTE. Tutti saranno trattati equamente!” ha aggiunto, ribadendo una promessa apparentemente avanzata per mantenere entrambe le parti vincolate al fragile accordo.

Mentre è di dieci vittime, tra le quali figurano dei bambini, il bilancio di un attacco aereo israeliano nel quartiere di Tuffah a Gaza City. Le Idf non hanno per il momento rilasciato commenti a riguardo.

Flotilla, Greta Thunberg detenuta in dure condizioni in Israele

Roma, 4 ott. (askanews) – L’attivista svedese Greta Thunberg, imprigionata in Israele dopo aver viaggiato a bordo della Global Sumud Flotilla per spezzare il blocco di Gaza, è detenuta in condizioni difficili in un carcere israeliano. È quanto emerge dalla corrispondenza tra il ministero degli Esteri svedese e i collaboratori dell’attivista, visionata dal Guardian.

“L’ambasciata ha potuto incontrare Greta”, si legge in un’e-mail inviata dal ministero a persone vicine a Thunberg. “Ha riferito di disidratazione. Ha ricevuto quantità insufficienti sia di acqua sia di cibo. Ha anche affermato di aver sviluppato eruzioni cutanee, che sospetta siano state causate dalle cimici. Ha parlato di trattamenti duri e ha affermato di essere rimasta seduta per lunghi periodi su superfici dure”.

“Un’altra detenuta avrebbe riferito a un’altra ambasciata di averla vista [Thunberg] costretta a reggere bandiere mentre venivano scattate foto. Si è chiesta se fossero state distribuite sue immagini”, ha aggiunto il ministero.

li attivisti della flottiglia arrestati questa settimana sono detenuti nella prigione di Ketziot nel Negev.

Il Servizio Penitenziario Israeliano, le Forze di Difesa Israeliane e il Ministero degli Esteri israeliano non hanno risposto alla richiesta di commento del Guardian.

Boom Parmigiano Reggiano: caseifici aperti ed export da record

Noceto (Parma), 4 ott. (askanews) – Un viaggio nel cuore della Food Valley, dove da quasi mille anni si ripete un rito immutato: la nascita del Re dei Formaggi. Sono 45 i caseifici che aprono le porte per “Caseifici Aperti”, l’iniziativa del Consorzio del Parmigiano Reggiano che dopo il boom primaverile – con un +50% di visitatori – accoglie migliaia di appassionati tra caldaie fumanti, rottura del caglio ed estrazione della cagliata.

“Il Parmigiano Reggiano per sua natura molto di pi di un pezzo di formaggio – ricorda il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli -. Quindi chi compra Parmigiano Reggiano lo compra perch vuole comprare non solo un pezzo di formaggio ma tutta la cultura, il territorio, le storie, le persone e le esperienze che si possono vivere con il Parmigiano Reggiano. Perch il Parmigiano Reggiano diventi quello che la sua natura, un love brand, necessario visitare i luoghi di produzione, conoscere i casari, parlare agli allevatori. Allora quando approccio quel pezzo di formaggio capisco e vivo l’emozione, rivivo l’emozione che ho vissuto”.

E le emozioni non mancano tra i visitatori che affollano i caseifici delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Nel 2024 oltre 180mila accessi, con il 50% di turisti stranieri: americani, tedeschi, francesi e inglesi. Tra loro anche volti noti come David Rocco, conduttore canadese del programma “Eating Dirty”, in tour nella Penisola alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche: “Qui in Italia siamo stati a Milano, Parma, scenderemo a Livorno, Napoli, Costiera Amalfitana e Sicilia: un bel tour. Stare qui nel caseificio, vedere questi muri di Parmigiano Reggiano un sogno”.

Un successo che si riflette anche nei numeri dell’export: nei primi otto mesi del 2025, per la prima volta nella storia, le esportazioni del Parmigiano Reggiano hanno superato le vendite in Italia, attestandosi al 53,2% – oltre 49mila tonnellate – con una crescita del 2,7%. Performance straordinarie su USA, Regno Unito e Canada, mentre consolidano le posizioni Francia e Germania.

“Mentre l’Italia sta soffrendo un po’ nei volumi, in conseguenza dell’aumento del prezzo del prodotto, del calo del reddito e del potere d’acquisto delle famiglie – spiega Bertinelli – l’internazionale sta proseguendo una crescita importante, in modo particolare determinati mercati, tra cui gli Stati Uniti. Oggi gli Stati Uniti sono il 24% del mercato totale del Parmigiano Reggiano, ma sono la grande traiettoria di sviluppo perch, fatto 100 il mercato di formaggi a pasta dura che l possono chiamare Parmesan, il Parmigiano Reggiano appena all’8%. Quindi si capisce la potenzialit di crescita”.

Ancora troppo pochi americani sanno distinguere il Parmigiano Reggiano dal “Parmesan” con la bandierina italiana. Per questo il Consorzio ha siglato una partnership pluriennale con i New York Jets, portando il Re dei Formaggi nel cuore dello sport pi popolare d’America.

Calcio, Torino-Lazio 3-3, pari Cataldi al 103’

Roma, 4 ott. (askanews) – Finale Thrilling all’Olimpico di Torino con la Lazio che beffa i granata e raggiunge il pari al 103′ dopo un lunghissimo check al Var che manda Cataldi sul dischetto: il centrocampista non sbaglia e firma il pari. La partita era stata aperta dal gol di Simeone (16′), poi ecco la doppietta di Cancellieri (24′ e 39′) a rianimare i biancocelesti prima dell’uno-due granata: pari di Adams (73′) e rete di Coco al 92′. Il match, però, finisce in parità.

Gaza, Vendola al corteo: Meloni penosa, in piazza l’alternativa

Roma, 4 ott. (askanews) – “Giorgia Meloni penosa fino all’ultimo istante, penosa dall’inizio alla fine anche riuscendo a superare se stessa in venalit. Questa piazza un valore per la societ italiana, il cuore dell’Italia migliore ha riempito tutte le piazze per dire no a quel genocidio che lei non ha neanche saputo nominare, che non ha saputo vedere n contrastare come era suo dovere. Questa Italia l’alternativa all’Italia volgare di chi va a rendere omaggio ai carnefici”. Lo ha detto Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia ed esponente di Sinistra Italiana, che partecipa alla manifestazione in corso a Roma per Gaza.

Il ritorno di Ricky Martin con la riedizione di "A Medio Vivir"

Milano, 4 ott. (askanews) – È uscito l’attesissimo singolo “A Medio Vivir”, uno dei brani più iconici della superstar portoricana e icona internazionale Ricky Martin, qui in una nuova e intensa versione in collaborazione con Carín León, una delle voci più importanti della scena musicale messicana! Il singolo è accompagnato dal video ufficiale disponibile alla pagina YouTube dell’artista.

Senza tradire l’essenza che ha reso il brano originale un classico intramontabile della musica latin, questa nuova versione di “A Medio Vivir” acquista una veste attuale e moderna, impreziosita da una produzione raffinata firmata da Casta e Andrés Saavedra. Insieme, Ricky Martin e Carín Leòn restituiscono tutta l’intensità emotiva del testo scritto dal cantautore venezuelano Franco De Vita: un racconto profondo di dolore, solitudine e delle cicatrici lasciate dalla fine di un grande amore.

Il singolo è accompagnato dal video musicale ufficiale, diretto da Carlos Pérez, direttore creativo di Elastic People, che firma un’opera visivamente potente e dal taglio cinematografico. Ricco di simbolismi e metafore visive, il video esalta le intense interpretazioni dei due artisti, dando vita a un racconto poetico e suggestivo, che esplora i temi della separazione e della speranza.

Il singolo segna anche l’inizio di un nuovo capitolo musicale per Ricky Martin, che si prepara a riprendere il suo acclamato tour internazionale “Ricky Martin Live”. Il tour ripartirà con due date sold-out alla Claro Arena in Cile, il 4 e 5 ottobre, per poi proseguire in Australia, Europa, Messico, Stati Uniti e Emirati Arabi Uniti, con date ancora in aggiornamento.

Inoltre, il mese scorso Ricky Martin è stato premiato con il primo storico “Latin Icon Award” durante gli MTV Video Music Awards 2025. Per celebrare il prestigioso riconoscimento, Ricky ha infiammato il palco con una performance medley travolgente dei suoi più grandi successi, facendo ballare e cantare tutto il pubblico presente! Confermandosi una leggenda vivente e ambasciatore della cultura latin a livello globale, che continua a influenzare e lasciare il segno nel mondo della musica, dell’arte e dell’intrattenimento.

Gaza, Fratoianni al corteo: Meloni si vergogni, piazze le fanno paura

Roma, 4 ott. (askanews) – “Giorgia Meloni si dovrebbe vergognare, dovrebbe solo guardarle queste piazze che gli fanno paura. Le scritte si cancellano, lei che continua a dividere questo paese si cancella con pi difficolt”. Lo ha detto il leader Avs Nicola Fratoianni, parlando alla manifestazione per Gaza commentando la dichiarazione della premier sull’imbrattamento della statua di Papa Giovanni Paolo II.

Con al collo una kefiah il leader di Sinistra Italiana sottolinea come la premier continui “a cercare i nemici. Ma il problema non l’insulto a me, ma a un popolo intero che ha dimostrato di essere un popolo pieno di dignit, di indignazione, di sapersi mobilitare con una forza e una generosit che rompe ogni confine, le organizzazioni sindacali e politiche. Invece fa i conti solo con confine quello dell’umanit a questo Giorgia Meloni dovrebbe guardare. Magari con Un po di rispetto”.

“Siamo di fronte – ha concluso – a manifestazione che ha dimensioni enormi, alla fine sar difficile contarli tutti e sar difficile anche per chi tenter di ridurne il valore e la dimensione”.

Formula1, Russell imprendibile a Singapore: è sua la pole

Roma, 4 ott. (askanews) – Colpo a sorpresa nelle qualifiche del Gran Premio di Singapore: George Russell conquista la pole position firmando un capolavoro in Q3 e stampando il nuovo record del tracciato di Marina Bay in 1’29″158. Per il pilota inglese della Mercedes è la settima pole in carriera, ottenuta al termine di una sessione tiratissima, dominata nel finale con due giri perfetti.

Alle sue spalle Max Verstappen, nervoso dopo aver commesso un errore decisivo nell’ultimo tentativo, che gli è costato una pole sembrata a lungo alla sua portata. Terza posizione per Oscar Piastri, leader del Mondiale, mentre a sorprendere ancora è Kimi Antonelli, quarto con una prestazione di grande maturità al volante della seconda Mercedes.

Solo quinto Lando Norris, apparso meno brillante rispetto alle ultime uscite, davanti a Lewis Hamilton, sesto. Settima posizione per Charles Leclerc, in evidente difficoltà con una Ferrari SF-25 nervosa e instabile, come già mostrato nelle prove libere. Ottavo Isack Hadjar, poi Oliver Bearman e Fernando Alonso, che completano la top ten.

L’appuntamento è ora per domani alle 14:00, quando scatterà il Gran Premio di Singapore, con Russell che proverà a difendere la prima posizione dall’assalto di Verstappen e Piastri.

Bertinelli (Parmigiano R.): dazi al 15% come dal 1964, no impatti

Noceto (Parma), 4 ott. (askanews) – “I dazi non inficiano il Parmigiano Reggiano oltre quanto da sempre accaduto” perch “paga un 15% come dal 1964” ma preoccupano “un dollaro molto debole che sta facendo male alle esportazioni italiane” e “un’inflazione che raggiunger il 4%”. Lo ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, in occasione di Caseifici Aperti a Noceto (Parma).

“I dazi non inficiano il Parmigiano Reggiano oltre quanto da sempre accaduto infatti il Parmigiano Reggiano paga un 15% quanto oggi si paga con i nuovi accordi dal 1964 – ha spiegato Bertinelli -. E’ stato tanto il lavoro che si fatto perch la filiera del Parmigiano Reggiano non avesse impatti superiori a quanto dal 1964 accade”. Che cosa ci preoccupa? “Un dollaro molto debole – ha aggiunto il presidente – che sta facendo in realt male alle esportazioni italiane tutte, e preoccupa anche un’inflazione che in seguito ai dazi su tutti i prodotti mondiali che vengono importati negli Stati Uniti raggiunger si stima un 4%, ecco allora che un dollaro debole, un’inflazione del 4% avr sicuramente degli impatti sui consumi delle famiglie americane”.

Piero Pelù scrive "SOS" sulla vicenda della Global Sumud Flottilla

Milano, 4 ott. (askanews) – “Ho scritto una canzone che mi è venuta dal cuore e che parla del nostro fiato sospeso per gli amici della Global Sumud Flottilla e per il genocidio palestinese. Ho deciso di metterla scaricabile gratuitamente sul mio sito perché non voglio usare piattaforme coinvolte in armi e propagande di dittatori e per questo ringrazio il presidente della mia etichetta Andrea Rosi (Sony Music) per avermelo concesso. Ringrazio Valerio Recenti con il quale ho registrato e “prodotto” il brano in 10 ore. Ringrazio voi “per i download” e per le condivisioni perché sarete voi a diffonderlo. Ci vediamo in tour. Palestina libera! La pace è l’unica vittoria sempre!” Con queste parole Piero Pelù ha annunciato ai suoi fan l’uscita di un brano inedito dal titolo “SOS”, una canzone nata non per logiche discografiche o di promozione ma per una urgenza umana prima di tutto: Dire no a quanto sta accadendo in Palestina. Pelù, da sempre coinvolto in attività sociali a tutela dei dimenticati del mondo e delle vittime delle guerre e dell’ambiente, ha voluto regalare al pubblico “SOS” rendendola disponibile sul suo sito ufficiale, https://www.pieropelu.net/sos/, una scelta in coerenza con le sue idee. Questo il testo del brano:

Per quanto tempo ancora Mangeremo pane e violenza E quante volte ancora saremo bambini in mano ai vampiri Tra quanti anni ancora La pace sarà per tutti e di tutti i colori Di tutti i colori, per tutti e di tutti i colori? E ora…basta! Questa è la fine dell’umanità della libertà O quel che ne resta Ora basta! Quando i bambini non mangiano, non giocano, Non ridono, questa è la fine dell’umanità Questa è la fine dell’umanità Esse o esse voglio diritto alla felicità E far esplodere i colori Esse o esse voglio diritto alla felicità E l’odio puoi tenerlo fuori Per quanto tempo ancora useremo le armi Per salvare la pace! E alzeremo muraglie per nasconder menzogne Matrigne con facce di legno? Esse o esse voglio diritto alla felicità E far esplodere i colori Esse o esse voglio diritto alla felicità E l’odio puoi tenerlo fuori La la la la fuori! La la la la Ora basta! Quando i bambini non mangiano, non giocano, Non ridono, questa è la fine dell’umanità Questa è la fine dell’umanità Esse o esse voglio diritto alla felicità E far esplodere i colori Esse o esse voglio diritto alla felicità E l’odio puoi tenerlo fuori…fuori…fuori

Meno di un mese fa il rocker fiorentino ha riunito artisti amici a Firenze per il concerto S.O.S. PALESTINA!, concerto che verrà replicato il prossimo anno sempre per raccogliere fondi per le attività di Medici Senza Frontiere in Palestina. Appuntamento alla Visarno Arena di Firenze il 20 giugno 2026 (biglietti già disponibili su https://www.ticketone.it/event/sos-palestina-ippodromo-del-visarno-20694025/).

Martedì 6 ottobre PELÙ e i suoi Bandidos arriveranno a Milano (Magazzini Generali Via Pietrasanta 14) per l’ultima parte del tour, il suo personale Giubileo del Rock, l’occasione per festeggiare 4 importanti anniversari: 40 anni di “Desaparecido”, 35 anni di “El Diablo”, 30 anni di “Spirito”, 25 anni di “Né buoni né cattivi” e 5 anni di “Pugili Fragili”.

Dopo Milano (dove sono disponibili gli ultimi biglietti) gli appuntamenti sono il 10 ottobre al Viper Theatre di BAGNO A RIPOLI (FI – Piazza Umberto I 14) e il 12 ottobre a ROMA (Largo Venue Via Biordo Michelotti 2). I biglietti per Firenze e Roma sono esauriti. Per info https://www.friendsandpartners.it.

E’ partito il grande corteo a sostegno di Gaza e della Flotilla a Roma

Roma, 4 ott. (askanews) – E’ partita da piazzale Ostiense il corteo di Roma a sostegno della Flotilla e di Gaza, decine di migliaia di persone hanno iniziato a muoversi in direzione di Porta San Giovanni sventolando la bandiera palestinese, mostrando cartelli pro Gaza e contro Israele al grido di ‘Palestina libera’.

Sui grandi striscioni in testa alla manifestazione le scritte:

“Stop complicit con Israele contro occupazione e genocidio, con la resistenza Palestinese”. E ancora: “Stop al genocidio, stop accordi con Israele, libert per Anan, Ali e Mansour -Palestina libera”. Gli organizzatori hanno chiesto di non esporre bandiere di partiti o sindacati ma solo la bandiera della Palestina.

Le forze dell’ordine sono dispiegate in massa e si temono scontri.

Mattarella: la lotta alla mafia è lotta per democrazia e libertà

Roma, 4 ott. (askanews) – “La lotta alla mafia e alle diverse forme di criminalità organizzata è lotta per la democrazia, per consentire alla società di operare e vivere liberamente, senza l’oppressione di poteri occulti condizionanti lo sviluppo”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Cesare Parodi, in occasione dell’incontro ‘Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo: giustizia è democrazia’.

“Il Maxiprocesso di Palermo – prosegue il capo dello Stato – costituisce una tappa fondamentale nella storia della giustizia italiana e della lotta alla criminalità organizzata. Il contributo di Falcone e Borsellino fu determinante, con l’opera instancabile di magistrati e forze dell’ordine, per dimostrare l’esistenza di Cosa Nostra come organizzazione unitaria, dotata di una propria struttura gerarchica e aberranti canoni. Il coraggio e l’abnegazione di quanti resero possibile tale risultato sono un’indelebile testimonianza di fedeltà ai valori costituzionali. La memoria del loro esempio è motivo di ispirazione per ogni cittadino”.

Flotilla, Scuderi e Corrado raccontano degli insulti ricevuti in aereo

Roma, 4 ott. (askanews) – Le deputate Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado che hanno preso parte alla missione della Global Sumud Flotilla, hanno raccontato di aver subito insulti durante il volo di rimpatrio da Israele. “Era prevalente la gente che ci insultava ma c’era anche l qualcuno dalla nostra parte” hanno raccontato-. “Un paio di membri dell’equipaggio avendo capito che non avevamo mangiato da un po’ ci hanno portato dei tarallini” hanno aggiunto. “Alcuni invece venivano a farci le foto parlando in ebraico con area di disprezzo che non era difficile da interpretare, altri ci hanno insultato in inglese” hanno concluso.

Meloni: imbrattata statua Giovanni Paolo II, atto indegnoo

Roma, 4 ott. (askanews) – “A Roma hanno imbrattato la statua dedicata a San Giovanni Paolo II scrivendo ‘fascista di merda’ e disegnando una falce e martello. Dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore. Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Meloni: imbrattata statua Giovanni Paolo II, atto indegnoo

Roma, 4 ott. (askanews) – “A Roma hanno imbrattato la statua dedicata a San Giovanni Paolo II scrivendo ‘fascista di merda’ e disegnando una falce e martello. Dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore. Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Tutto pronto a Roma per la grande manifestazione per Gaza

Roma, 4 ott. (askanews) – E’ tutto pronto a Roma per la grande manifestazione per Gaza, dopo la larghissima adesione ai cortei di venerd in tutta Italia che ha bloccato molte citt. La Cgil ha parlato di “oltre due milioni di persone in 100 piazze” e oggi si replica nella capitale. In piazza, oltre alle sigle pro-Pal, ci saranno sindacati, collettivi studenteschi e societ civile. A piazzale Ostiense tutto pronto per il via, il corteo dovrebbe arrivare a piazza di Porta San Giovanni, percorrendo viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana.

In migliaia in piazza a Roma per Gaza

Milano, 4 ott. (askanews) – Sono migliaia i manifestanti riuniti a Roma in Porta San Paolo per il corteo nazionale “Stop al genocidio” organizzato dai movimenti palestinesi a sostegno della popolazione di Gaza. Alla manifestazione partecipano anche Cgil, sindacati di base, associazioni come Anpi e Arci e movimenti studenteschi. “Blocchiamo tutto” e “Palestina vincerà”, si legge su alcuni degli striscioni esposti dai manifestanti che sventolano bandiere della Palestina scandendo il coro “Siamo tutti antisionisti”.

Su fronte dell’ordine pubblico l’allerta è massima: al corteo, che attraverserà il centro della Capitale passando per il Colosseo per poi concludersi in piazza san Giovanni, partecipano infatti centinaia di antagonisti, anarchici, militari dei centri sociali arrivati a Roma da tutta Italia. Imponente il piano della sicurezza messo a punto da Questura e Prefettura: lungo il percorso sono stati schierati migliaia di agenti in tenuta antisommossa, blindati e idranti, con presidi anche nei luoghi considerati più sensibili come le vie di accesso al quartiere ebraico.

Tennis, Sinner parte bene a Shanghai, battuto Altmaier

Roma, 4 ott. (askanews) – Jannik Sinner parte bene al Masters 1000 di Shanghai. L’azzurro ha superato all’esordio Daniel Altmaier, n. 49 al mondo, con un doppio 6-3 in poco più di un’ora e mezza di gioco. Un debutto senza difficoltà per Sinner che ritrovava il tedesco per la prima volta dalla sconfitta al Roland Garros 2023. Stavolta tutto è andato nel verso giusto per Jannik, supportato da un’ottima resa al servizio. Entrambi i set sono stati indirizzati dal break in apertura per Sinner che ha cambiato l’inerzia del match dall’ottavo game del primo set. Prima ha cancellato due palle del controbreak (le uniche concesse nel match) e poi ha vinto cinque game consecutivi. Jannik tornerà in campo già domenica (2° match dalle 12.30) per il match di terzo turno con Griekspoor.

Perugia – Roma in bici per dire no al divieto aromi nelle e-cig

Roma, 4 ott. (askanews) – Si conclusa a Roma, davanti al Ministero della Salute, la sesta edizione della “Ride 4 Vape”, il viaggio simbolico in bicicletta nato nel 2020 per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui danni del fumo tradizionale e sul principio della riduzione del rischio legato alla sigaretta elettronica. Protagonista Umberto Roccatti, Presidente di ANAFE Confindustria e Vicepresidente di IEVA, Associazioni che rappresentano il comparto dei prodotti da svapo a livello nazionale ed europeo.

“Mi andata molto bene, sono molto soddisfatto, 201 chilometri, 6 ore e mezza, una buona media. Devo dire, quest’anno anche il tempo stato clemente, quindi sono molto soddisfatto. Ride 4 Vape porta con s due messaggi, secondo noi molto importanti. Il primo che un ex fumatore come me, da 30 sigarette al giorno per 15 anni, smettendo di fumare grazie alla sigaretta elettronica e ai liquidi nell’azione, soprattutto con i flavor, sono riuscito a rinormalizzare il mio corpo, di diventare anche sportivo e fare sport di endurance a un certo livello. Quindi il messaggio che il rischio di ridotto funziona, non solo con me, ma con milioni di italiani”.

Un recente sondaggio Euromedia Research, condotto su un campione di 4.000 italiani, ha evidenziato il ruolo centrale degli aromi per favorire un abbandono efficace e duraturo della classica sigaretta: il 77% degli utilizzatori adulti di sigarette elettroniche considera i gusti diversi dal tabacco decisivi per abbandonare le vecchie bionde, mentre il 92,2% di chi utilizza l’e-cig un ex fumatore e il 4,7% della popolazione ha smesso di fumare grazie a questi dispositivi.

Gaza, Meloni: primo sì anche da Hamas, dobbiamo impegnarci tutti

Roma, 4 ott. (askanews) – “Il piano di pace statunitense, già approvato da Israele, condiviso dagli Stati europei, da molti Stati islamici e dall’Autorità Nazionale Palestinese, grazie alla mediazione dei Paesi arabi e in particolare del Qatar, che desidero ringraziare per i suoi sforzi, ha ricevuto una prima risposta positiva anche da parte di Hamas che si è anzitutto detta disposta a rilasciare tutti gli ostaggi nel quadro di un cessate il fuoco. Dobbiamo impegnarci tutti affinché questa straordinaria occasione sia colta”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Migranti, Renzi: Cpr in Toscana? Mandino pi poliziotti. Meno bandierine

Firenze, 4 ott. (askanews) – “Il Cpr in Toscana? Su questi temi la nostra posizione stata sempre la stessa: siamo assolutamente a disposizione della collaborazione istituzionale col governo. Ieri ho scherzato con Piantedosi perch trovo che i suoi argomenti quando si parla di migranti siano poco convincenti. Se devono fare le cose sul serio, inizino a portare pi poliziotti e carabinieri alla stazione di Firenze, dove sta tornando a girare la droga”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando con i giornalisti a margine della Leopolda 13 a Firenze a proposito della realizzazione di un centro per i rimpatri in Toscana.

“Portiamo pi forze dell’ordine sul territorio, se mi devono raccontare, invece, la bandierina del Cpr come accaduto per la bandierina del centro per i migranti in Albania con 800 milioni buttati via e 500 poliziotti e carabinieri a contare i gatti randagi, io dico questi poliziotti e carabinieri mandateli nelle periferie di Firenze, alla stazione dove tornata a girare l’eroina”, ha ribadito.

“A Piantedosi dico meno bandierine e totem ideologici, come il centro migranti in Albania, e pi forze dell’ordine sulla strada.

Su questo siamo disponibili e pronti a sfidarlo e sono convinto che il presidente Giani sicuramente si far latore di questa richiesta di maggiore sicurezza”, ha concluso.

Zelensky: i russi hanno colpito un treno passeggeri alla stazione, vittime

Roma, 4 ott. (askanews) – Un treno passeggeri è stato colpito da un attacco aereo delle forze russe alla stazione ferroviaria di Shostka, nell’oblast’ di Sumy, nell’Ucraina settentrionale. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. “Tutte le informazioni relative ai feriti sono in fase di verifica”, ha dichiarato, “A oggi, sappiamo di almeno 30 vittime”.

Il suo messaggio era accompagnato da un video che mostrava i rottami carbonizzati di un vagone ferroviario e di altri vagoni con i finestrini rotti. “I russi non potevano ignorare di aver preso di mira i civili”, ha aggiunto Zelensky, “Questo è un atto terroristico che il mondo non deve ignorare”.

Il treno era partito da Shostka ed era diretto a Kiev, la capitale: lo ha affermato il governatore regionale Oleh Hryhorov, che ha pubblicato l’immagine di un’auto in fiamme su Telegram, aggiungendo che i soccorritori erano sul posto.

Centrosinistra, Renzi: “Non lo salva una Sindaca ma una Casa riformista”

Firenze, 4 ott. (askanews) – “Il centrosinistra fatto da storie diverse, c’ il Pd di Elly Schlein, che molto pi a sinistra, ci sono il Movimento Cinque Stelle e Avs che sono molto pi a sinistra, c’ bisogno di una casa riformista che tenga insieme storie diverse, tante storie, non una, non c’ solo Italia Viva, che da sola non basta: Non c’ un sindaco o una sindaca, ieri c’era il sindaco di Milano, oggi ci saranno la sindaca di Genova e quello di Napoli… non ci salver una persona o un partito ma soltanto una grande casa riformista”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando con i giornalisti a margine della Leopolda 13.

“La Casa riformista c’ se Italia Viva la costruisce, senza Italia Viva non c’ Casa riformista, con Italia Viva soltanto non basta la Casa riformista. E’ importate che non ci siano protagonismi, anche da parte nostra” e “degli altri” “ed interessante quello che ha detto ieri Beppe Sala quando ha detto costruiamo una convenzione riformista” ha aggiunto Renzi.

Sciopero, Renzi: nessuno ha difeso violenti, normale idee diverse su piazze

Firenze, 4 ott. (askanews) – “Nessuno ha difeso i violenti e chi difende i violenti sbaglia, se c’. E’ normale che si abbiano idee diverse sulle piazze, ma quando ci sono migliaia e migliaia di persone che hanno voglia di gridare la loro indignazione bisogna averne rispetto. Ieri il ministro dell’Interno qui ha espresso parole di grande civilt”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi parlando con i giornalisti a margine della Leopolda 13.

“Io trovo importante che Elly Schlein abbia comunque deciso di non votare contro la mozione” renziana sul piano Trump per il Medioriente, ha concluso Renzi”.