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Orsini: “Per aumentare salari servono produttivit e investimenti”

Bologna, 22 set. (askanews) – “Per aumentare i salari bisogna fare una cosa semplice” ovvero “contratti che vanno verso la produttivit” ma “per fare questo servono incentivi e investimenti” perch “dall’altra parte del mondo sono rapidi, veloci e investono. E noi da soli non ce la possiamo fare”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Cersaie di Bologna.

“Noi abbiamo detto che la politica giusta quella a lungo termine – ha spiegato Orsini – noi non entriamo nella parte politica, ma entriamo nel fatto che comunque se c’ uno sviluppo c’ anche capacit di distribuzione. Spesso si parla di salari bassi e per aumentare i salari bisogna fare una cosa semplice: stiamo dialogando con il sindacato, abbiamo gi avuto diversi incontri, ne avremo un altro il 30 settembre. Si possono fare contratti che vanno verso la produttivit, incrementare la produttivit delle nostre imprese, ma per fare questo servono incentivi e investimenti. Non ci dobbiamo dimenticare che dall’altra parte del mondo sono rapidi, veloci e investono. E noi da soli non ce la possiamo fare”.

Il presidente di Confindustria ha concluso auspicando che “l’Europa si ridimensioni e pensi di mettere al centro l’industria”.

Italia in piazza per Gaza. Migliaia intorno a Roma Termini, porto di Genova bloccato

Roma, 22 set. (askanews) – Italia in piazza per Gaza e in sostegno alla Sumud Flotilla. Sono previste manifestazioni e presidi in un’ottantina di città, per lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di base.

La stazione Termini a Roma è piena di manifestanti, tra cui molti studenti, i treni procedono a rilento e la metropolitana risulta chiusa. Intono a piazza dei Cinquecento ci sono circa 20mila persone, in attesa di partire in corteo verso piazza Vittorio. Cortei anche a Pisa, Palermo, Bologna, Firenze, Cagliari e in molte altre città. A Bari c’è una manifestazione di fronte al consolato israeliano. A Torino alcuni manifestanti hanno occupato i binari.

A Genova il porto è fermo. Qui nonostante le forti piogge di queste ore con l’allerta arancione che proseguirà fino alle 15, centinaia di persone stanno bloccando dalle 8 di questa mattina i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno nell’ambito dello sciopero generale nazionale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb. In piazza anche studenti e insegnanti con due cortei partiti verso le 9:30 da via Balbi e piazza Montano che raggiungeranno la zona di San Benigno per unirsi ai lavoratori e ai cittadini che stanno bloccando i varchi portuali. Al corteo partito da via Balbi, aperto da un lungo striscione con scritto “Blocchiamo tutto, con la Palestina, con la Flotilla e contro il sionismo”, partecipano oltre mille persone. Un terzo corteo, composto da antagonisti e antifascisti, si è mosso invece dal quartiere di Oregina ed è diretto a sua volta verso i varchi portuali di San Benigno. Nel pomeriggio, verso le 14:30, è prevista poi la partenza di un corteo cittadino che raggiungerà il centro del capoluogo ligure.

Incontro a piazza Mancini per poi raggiungere il centro. È questo il percorso del corteo organizzato a Napoli, nel giorno dello sciopero indetto da diversi sindacati per Gaza. Alla manifestazione stanno partecipando anche tanti studenti. Alcuni partecipanti al corteo, con bandiere di Potere al Popolo, Si Cobas e USB sono entrati all’interno della stazione Centrale, senza però bloccare i treni. La situazione è tornata quasi subito alla normalità senza particolari criticità. Da quanto si apprende oggi pomeriggio è previsto un altro corteo con sindacati, studenti, movimenti, nell’area dell’ex Base Nato, a Bagnoli, a poca distanza dall’istituto scolastico Rossini, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella inaugurerà l’anno scolastico.

Maltempo a Milano, auto e moto galleggiano nelle strade allagate

Milano, 22 set. (askanews) – Vaste aree della zona nord di Milano sono completamente allagate a causa del maltempo, con pioggia e temporali che hanno anche provocato l’esondazione del fiume Seveso. Le immagini amatoriali riprese dagli studenti liceali dell’Istituto Freud mostrano auto e moto galleggianti nell’acqua nella zona nord, in viale Fulvio Testi.

Kirk, Meloni: da funerali messaggio contro odio e violenza

New York, 22 set. (askanews) – “Le immagini del funerale di Charlie Kirk parlano da sole: le parole di perdono della moglie, la reazione composta di una comunità in preghiera, i canti, le decine di migliaia di persone presenti. Un messaggio potentissimo al mondo intero: contro l’odio e la violenza politica si può rispondere con la forza dell’amore, della fede e della libertà”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, postando un video con alcune immagini della cerimonia.

“E Charlie continuerà a vivere come simbolo di ciò che ha sempre difeso: il confronto e la libertà”, conclude.

M.O., Conte: Meloni senza coraggio, preferisce parlare di pastarelle

Milano, 22 set. (askanews) – “Questo fine settimana vari altri Stati hanno riconosciuto lo Stato della Palestina, compresa la Gran Bretagna, mentre la nostra Meloni era in tv a parlare di pastarelle. Poi si è presentata dai giovani del suo partito invitandoli ad avere coraggio, quello che lei non ha quando si tratta di fare scelte doverose e necessarie come in questo caso. Lo fa per non scontentare il suo alleato e amico Netanyahu e non dispiacere Washington”. Lo ha detto il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte, a margine di una iniziativa elettorale a Fabriano.

Regionali, Donzelli: Toscana terra difficile ma ci crediamo

Firenze, 22 set. (askanews) – “Noi ovviamente sappiamo che la Toscana una terra difficile per il centrodestra, ma se Fratelli d’Italia si fosse dovuta arrendere ai pronostici o non non a fare mai le battaglie difficili, non saremmo al primo partito Italia”. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di FdI, a margine di un’iniziativa elettorale a Firenze a sostegno di Alessandro Tomasi per le Regionali.

“Ci davano per spacciati quando eravamo all’1%, ci abbiamo creduto e siamo arrivati a governare bene l’Italia. Quindi -ha continuato Donzelli- non ci spaventano certamente n i sondaggi n i pronostici, anzi, per noi sono il miglior incoraggiamento a fare quello che sappiamo fare. Essere sinceri, mantenere la parola data e portare avanti i progetti che servono al territorio. Se vinceremo? ovviamente e noi auspichiamo di s, dipende dai cittadini, fino all’ultimo istante ogni voto utile per provare a cambiare davvero questa regione”.

Gaza, a Genova porto bloccato per sciopero Usb e migliaia ai cortei

Genova, 22 set. (askanews) – Genova, 22 set. (askanews) – A Genova, nonostante le forti piogge di queste ore con l’allerta arancione che proseguir fino alle 15, centinaia di persone stanno bloccando dalle 8 di questa mattina i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno nell’ambito dello sciopero generale nazionale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb.

In piazza anche studenti e insegnanti con due cortei partiti verso le 9:30 da via Balbi e piazza Montano che raggiungeranno la zona di San Benigno per unirsi ai lavoratori e ai cittadini che stanno bloccando i varchi portuali. Al corteo partito da via Balbi, aperto da un lungo striscione con scritto “Blocchiamo tutto, con la Palestina, con la Flotilla e contro il sionismo”, partecipano oltre mille persone.

Un terzo corteo, composto da antagonisti e antifascisti, si mosso invece dal quartiere di Oregina ed diretto a sua volta verso i varchi portuali di San Benigno. Nel pomeriggio, verso le 14:30, prevista poi la partenza di un corteo cittadino che raggiunger il centro del capoluogo ligure.

Baselitz e Fontana per inaugurare la galleria Ropac a Milano

Milano, 22 set. (askanews) – La galleria Thaddaeus Ropac apre a Milano e inaugura il proprio spazio a Palazzo Belgioioso con una mostra che vuole essere anche un dialogo intellettuale tra due grandi artisti come Georg Baselitz e Lucio Fontana, L’esposizione si intitola “L’aurora viene” e presenta dipinti e sculture realizzati da Baselitz nell’ultimo decennio, accanto a lavori di Fontana datati dagli anni Trenta agli anni Sessanta. Con anche l’idea di essere un omaggio a Milano.

“Abbiamo avuto un grandissimo supporto da parte della citt – ha detto Elena Bonanno, amministratore delegato di Thaddaeus Ropac Milano – dei grandissimi prestiti e non sarebbe stato possibile senza l’appoggio e l’aiuto della Fondazione Lucio Fontana a cui voglio veramente ringraziare di cuore e a tutto un team che ha creduto in questo progetto”.

A spiegare la scelta di aprire nel capoluogo lombardo stato lo stesso gallerista austriaco, da decenni protagonista sulla scena internazionale. “Non possibile creare la galleria europea definitiva – ci ha detto – senza l’Italia. Questo Paese stato una delle pi grandi ispirazioni per chi fa arte e guardando tra Roma, Napoli, Firenze e Venezia abbiamo pensata che Milano fosse il luogo pi rilevante negli ultimi 60-70 anni”.

L’idea del dialogo tra artisti sar al centro anche della successiva esposizione negli spazi della galleria. “In seguito a questa mostra – ha concluso Elena Bonanno – avremo un’altra conversazione intellettuale tra due artisti, un’artista austriaca con cui lavoriamo da 40 anni, Valie Export, insieme a un’artista italiana che ammiro tantissimo, Kathy La Rocca”.

Nomi di primo piano, cos come apprezzata sulla scena dell’arte contemporanea si conferma essere proprio la citt di Milano, capace ancora di esercitare attrattivit e investimenti culturali.

Istat: il Pil è in aumento (e anche la pressione fiscale)

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,7%, invariato rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2023 il Pil in volume è aumentato dell’1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Lo ha reso noto l’Istat nella revisione dei conti nazionali annuali relativa al biennio 2023-2024, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dall’Istituto successivamente alla stima pubblicata lo scorso marzo. Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.199.619 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 7.437 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2023 il livello del Pil è stato rivisto verso l’alto di 11.212 milioni di euro.

Nel 2024 la pressione fiscale è cresciuta di oltre un punto percentuale, attestandosi sui valori registrati nel 2020-2021. Secondo i dati diffusi dall’Istat la pressione fiscale complessiva è risultata in crescita e pari al 42,5%, da 41,2% del 2023, a seguito di un aumento delle entrate fiscali e contributive (5,8%) superiore rispetto a quello del Pil a prezzi correnti (+2,7%).

Droni sulla Flotilla la notte scorsa

Milano, 22 set. (askanews) – “Ieri sera a poco più di duecento miglia dalla costa di Porto Palo si è manifestata in maniera visibile una presenza di droni costante sopra le imbarcazioni della Global Sumud Flottilla. Li abbiamo visti chiaramente anche dalla nostra imbarcazione, la Karma. Non è noto che origine abbiano e per quale motivo abbiano volato per diverse ore della notte sopra le nostre teste. Possiamo solo auspicare che non si tratti di una forma di avvertimento o intimidazione per rallentare o addirittura fermare la missione umanitaria. Facciamo appello ai governi europei affinché viglino perché questo non accada. Nessuno tocchi la Flotilla”. Lo affermano in una nota i parlamentari Pd Arturo Scotto e Annalisa Corrado che sono a bordo della Flotilla.

Salvini: va bene diritto di sciopero ma normativa da rivedere

Milano, 22 set. (askanews) – Lo sciopero di oggi è stato indetto “da un sindacato di base, di estrema sinistra. L’ultima adesione è sotto al 7%”, sull’alta velocità “un solo treno è stato soppresso” mentre sui regionali c’è un “25% dei blocchi del servizio”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102,5.

“La prossima settimana – ha ricordato – sono in programma 44 scioperi, 23 nazionali sui quali non possiamo intervenire, 21 a livello locale”. Ma comunque, ha ribadito, “i numeri sono in calo rispetto a tutte le ultime condizioni di sciopero. Vigiliamo – ha detto ancora – che tutto sia proclamato secondo la normativa vigente” ma serve “ragionare tutti assieme, in senso propositivo, sulla revisione della normativa. Nessuno vuole toccare il diritto allo sciopero, ma va fatta una riflessione”.

Ucraina, Vannacci: intervento Nato ci porterebbe sul baratro

Pontida (Bg), 22 set. (askanews) – “Io attacco qualsiasi persona che vuole continuare la guerra, e siccome questa guerra non pu essere vinta a meno di un intervento diretto dell’Unione Europea o della Nato, che ci porterebbe di fronte al baratro di una distruzione termonucleare, io sto dicendo che meglio la pace ragionevole di oggi, che ci coster meno della pace di domani”.

Lo ha detto il vicesegretario ed europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, parlando con i cronisti a Pontida sabato pomeriggio.

“Io ho sempre ripudiato la guerra”, sul conflitto fra Russia e Ucraina “ho detto sempre che dobbiamo cercare una pace. E quindi io sono contrario alla guerra ad oltranza, che invece questa Europa a trazione socialdemocratica ci sta propinando. Ho sempre detto che l’aggressione della Russia all’Ucraina non giustificata, l’ho sempre detto. Ma attenzione: nella guerra i fatti superano la morale e il diritto, e questa la storia dell’umanit. Se qualcuno non si vuole arrendere a questa storia dell’umanit, continui a inseguire le utopie”, ha aggiunto.

Istat: nel 2024 deficit-Pil cala al 3,4%

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari a -3,4% da -7,2% del 2023. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari a +0,5% del Pil (-3,5% nel 2023). Lo ha reso noto l’Istat.

Nel 2024 il valore dell’indebitamento è di -73.937 milioni di euro, in miglioramento per circa 79,4 miliardi rispetto all’anno precedente.

Il rapporto debito-Pil sale a 134,9%.

Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle AP) è stimato pari a 36.176 milioni di euro, in miglioramento rispetto a quello registrato nel 2023, pari a 17.730 milioni. Tale risultato è dipeso da un crescita di circa 56,7 miliardi di euro delle entrate correnti, superiore a quella delle uscite correnti (pari a circa 38,3 miliardi).

Pil, Istat: +0,7% nel 2024, crescita 2023 rivista al rialzo a +1%

Roma, 22 set. (askanews) – Nel 2024 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,7%, invariato rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2023 il Pil in volume è aumentato dell’1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima di marzo. Lo ha reso noto l’Istat nella revisione dei conti nazionali annuali relativa al biennio 2023-2024, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dall’Istituto successivamente alla stima pubblicata lo scorso marzo.

Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.199.619 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 7.437 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2023 il livello del Pil è stato rivisto verso l’alto di 11.212 milioni di euro.

Leonora Carrington a Palazzo Reale: arte, mistica e femminismo

Milano, 22 set. (askanews) – Un’artista potente e impossibile da chiudere in una sola definizione, che negli ultimi anni stata riscoperta e rivalutata, anche alla luce della perdurante forza contemporanea dei suoi lavori. Palazzo Reale a Milano dedica una retrospettiva a Leonora Carrington, nata in Inghilterra nel 1917 e morta in Messico nel 2011, per provare a esplorare i suoi mondi creativi.

“Leonora Carrington – ha detto ad askanews il curatore Carlos Martn – un’artista non solo che ha vissuto gli anni del Surrealismo, una parte importante della sua storia, ma anche perch il suo vissuto riflette molti aspetti contemporanei. Diciamo che una donna migrante che ha dovuto esiliarsi in Messico dalla guerra, che una donna alla ricerca della spiritualit, ma da un punto di vista molto eterodosso, alla ricerca di spiritualit, diciamo cos, fuori dalla norma e di modi di conoscenza che non sono gli abituali. Che una donna che vissuto anche la malattia psichica, che qualcosa che molto nel momento presente, e che una donna che stata anche una delle pi interessanti artiste femministe dagli anni 20, anni 30 in poi”.

Le visioni di Carrington, che stata pittrice e scultrice, ma anche scrittrice e drammaturga, brillano per il loro mistero, ma un mistero che si trasforma spesso in rivelazione, in occasione per ampliare gli spazi dell’arte e del pensiero, alla luce di una libert creativa che usciva da ogni schema. “Molti dei suoi lavori – ha aggiunto la curatrice Tere Arcq – sono mappe molto complesse dalla sua continua ricerca di comprendere se stessa, di trovare un suo posto nel mondo, la sua identit. Per molti anni ha studiato e praticato discipline spirituali ed esoteriche, per esempio era molto interessata al Buddismo tibetano, alla Cabala, al Sufismo e allo Gnosticismo. Ma studiava anche antiche tradizioni come quelle dei tarocchi, dell’astrologia e diverse forme di divinazione che ha usato in modi molto particolari per trasformare la coscienza”.

La mostra di Palazzo Reale segue la vita cosmopolita e in continuo movimento di Leonora Carrington e prova a raccontare i diversi periodi con dei nuclei di opere nello spirito di ricostruire il viaggio, fisico e spirituale, di un’artista unica.

L’esposizione promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei ed Electa e ha il Gruppo Unipol come Main partner.

L’installazione video di Davide Quayola a Palazzo Citterio

Milano, 22 set. (askanews) – A Milano, all’interno di Palazzo Citterio prosegue il programma espositivo sviluppato dalla Pinacoteca di Brera insieme al Museo nazionale dell’Arte digitale (MNAD), dedicato a indagare il rapporto tra patrimonio e nuove tecnologie. Fino all’11 gennaio 2026 il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio ospita Strata 1 di Davide Quayola, installazione video che reinterpreta la volta della Chiesa del Ges a Roma attraverso variazioni algoritmiche. L’opera, recentemente acquisita per il MNAD, trasforma i codici cromatici e geometrici del barocco romano in configurazioni astratte non-umane. In questa continua metamorfosi, il patrimonio storico diventa materia viva per esplorare la tensione tra memoria e futuro, figurazione e astrazione. Il ledwall si offre come superficie di traduzione: da un lato la tradizione, dall’altro le possibilit infinite aperte dalla computazione. Si tratta di attraversare il passato con nuovi strumenti, come se lo sguardo digitale fosse in grado di svelarne ulteriori strati, invisibili all’occhio umano.

Davide Quayola, riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali interpreti dell’arte digitale, propone cos una riflessione radicale: nel cuore di Brera, luogo di memoria e conoscenza, L’opera celebra l’instabilit come forma di bellezza. un invito a contemplare la tradizione non come icona immobile, ma come campo aperto a nuove genealogie visive. “A partire da un accurato studio della volta barocca della Chiesa del Ges a Roma – afferma Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell’Arte digitale – Quayola con Strata 1 ci invita a rileggere l’opera come palinsesto che si compone e si arricchisce continuamente, attraverso nuovi sguardi, strumenti e nuove forme di interrogazione e creativit, delineando una linea di continuit fra patrimonio storico e arte digitale”.

Strata 1 fa parte di una serie di opere selezionate per il Museo da Maria Grazia Mattei, direttrice del MEET – Digital Culture Center ed stata acquisita dal Museo nazionale dell’Arte digitale grazie al PAC/MIC 2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creativit Contemporanea del Ministero della Cultura.

Libertà sindacale e caso Lauria: una brutta storia per la Cisl

“È una storia da dimenticare, è una storia da non raccontare, è una storia un po’ complicata, è una storia sbagliata.” Così cantava Fabrizio De André nel 1980 in un brano dedicato a Pasolini, poeta che “urlava la libertà”, per citare Angelo Avagliano. Parole che sembrano calzare bene a proposito di una vicenda che sta segnando la vita interna della Cisl e che riguarda Francesco Lauria, formatore del Centro Studi confederale di Firenze. Per anni responsabile della formazione dei contrattualisti privati e animatore di altri corsi nella storica sede di via della Piazzuola, Lauria è anche autore di varie pubblicazioni su figure che hanno segnato la storia dell’Organizzazione.

Dalle dimissioni al procedimento disciplinare

Già da settimane Lauria aveva annunciato le proprie dimissioni dal lavoro in Cisl, accompagnandole con una riflessione critica sulla linea politica del sindacato e sull’involuzione dei metodi nei rapporti interni. Il 15 settembre, tuttavia, a conferma di come oggi viene intesa la libertà di pensiero in via Po, gli è stata consegnata una lettera di contestazione disciplinare. Un atto che, con ogni probabilità, rappresenta il preludio a un licenziamento.

Tra le obiezioni mosse figurano valutazioni tratte da conversazioni registrate all’insaputa dell’interessato e persino la condivisione di una foto di un calcio balilla, interpretata come una violazione delle direttive relative alla riorganizzazione degli spazi del Centro Studi.

Un sindacato non è un’azienda

Un simile atteggiamento ricorda quello di una direzione aziendale tutt’altro che illuminata. Ma la Cisl non è, o non dovrebbe essere, un’azienda. È sconcertante constatare un simile scivolamento autoritario in un’organizzazione che ha fatto della libertà il pilastro della propria identità valoriale. Questa vicenda evidenzia una crisi di autorevolezza della segreteria generale e del gruppo dirigente: chi non è autorevole finisce per difendersi con l’arma della disciplina. 

Difendere la libertà di opinione

Molti intellettuali, giuristi, docenti ed ex sindacalisti hanno già firmato appelli contro il possibile licenziamento di Lauria. Anche noi ci uniamo a queste voci. Si potranno non condividere le opinioni di Francesco, ma in un’organizzazione democratica si ha il diritto di esprimerle senza temere ritorsioni. Speriamo che nella Cisl possa tornare presto la giusta libertà di parola, senza la mannaia di provvedimenti disciplinari.

“Lo spirito della libertà non si può uccidere!”, proclamava Pietro Gobetti, giovane liberale perseguitato dai fascisti. Attendiamo, con preoccupazione e speranza, l’evoluzione – o l’involuzione – del caso Lauria.

Difesa della Nato e quindi dell’Occidente

Le recenti mosse sempre più spregiudicate del dittatore russo Putin in Polonia, Romania e in paesi che non sono formalmente in guerra con Mosca hanno ricordato – a chi l’avesse dimenticato – che il ruolo concreto della Nato resta decisivo. Non solo per difendere i paesi democratici e liberali, cioè l’Occidente intero, ma per garantire la sopravvivenza stessa della libertà e della democrazia.

L’ambiguità italiana

In Italia persiste una lettura singolare del ruolo dell’Alleanza. Un filo rosso lega settori del cosiddetto “campo largo” e parti dell’attuale maggioranza – in primis la Lega di Salvini – a un’antica attrazione per la Russia e a una diffidenza verso la leadership americana. In questo modo si arriva, spesso senza dirlo apertamente, a mettere in discussione la missione della Nato. E quando vacilla l’idea stessa dell’Alleanza, vacilla anche la concezione dell’Occidente come baluardo dei sistemi democratici.

Fedeltà euro-atlantica

La fedeltà alla Nato, il legame con l’Europa e l’alleanza con gli Stati Uniti sono i tre pilastri di una stessa architettura politica e culturale. Indebolirne uno significa intaccare l’intero sistema che ha garantito stabilità e progresso al nostro Paese. Per questo motivo la chiarezza sul progetto di politica estera sarà sempre più decisiva per la credibilità e la sicurezza dell’Italia nello scacchiere internazionale.

Centro, chi lo rilancia e chi lo affossa

Quando oggi parliamo del Centro dobbiamo anche essere un po’ onesti a livello intellettuale. Almeno un po’. Ovvero, e nel pieno rispetto di tutte le opinioni, c’è chi il Centro cerca disperatamente di rilanciarlo e chi punta, direttamente o indirettamente, ad affossarlo.

Due modelli a confronto

Da un lato Forza Italia, dentro la coalizione di governo, e Azione, con Carlo Calenda, rappresentano due tentativi di restituire protagonismo politico al Centro. Entrambi i progetti individuano nella cultura centrista un riferimento chiaro, senza cedere al populismo, al radicalismo e al massimalismo.

Le derive del campo largo

Sul fronte opposto, il cosiddetto “campo largo” – con Pd, 5 Stelle, Avs e Cgil – continua a dettare l’agenda politica con un’impronta che lascia al Centro solo spazi accessori. In questo schema, la presenza centrista si riduce al diritto di tribuna, utile più alla rappresentazione che alla sostanza.

L’alternativa centrista

La vera sfida è distinguere tra chi vuole costruire un Centro protagonista, capace di contribuire alla qualità democratica del Paese, e chi lo usa come semplice strumento per strappare qualche seggio. La tradizione e il pensiero centrista meritano ben altro destino, per la credibilità e l’autorevolezza della politica italiana.

Al via Assemblea Onu, guerra a Gaza e Stato palestinese al centro

Roma, 22 set. (askanews) – Si apre oggi a New York, l’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, Unga80, con la guerra a Gaza e la questione del riconoscimento al centro dei lavori dei delegati. Nel consenso globale andrà in onda lo scontro tra Stati Uniti e Israele da una parte e una maggioranza di Paesi guidata dalla Francia e dal Regno Unito, decisi a confermare al Palazzo di Vetro il riconoscimento della Palestina e affiancate da un gruppo in via di allargamento, che a sua volta annuncia la volontà di procedere al passo tanto simbolico quanto diplomaticamente pesante: oltre a Malta, ci sono in lizza Australia, Canada, Belgio, Lussemburgo e Portogallo. Per un riconoscimento effettivo serve l’ok del Consiglio di Sicurezza, dove gli Stati Uniti si opporrebbero. Ma intanto si configura uno scontro tra amministrazione americana e un drappello nutrito di Paesi europei e di alleati americani in tensione con Washington.

Oggi è prevista la cerimonia di apertura e una Conferenza di alto livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita e che dovrebbe vedere la formalizzazione del riconoscimento della Palestina da parte di Francia, Gran Bretagna e Malta.

Il dibattito dell’Assemblea generale inizia domani, senza i delegati palestinesi, dato che il governo statunitense ha negati i visti. Tuttavia, una risoluzione approvata il 19 settembre permette ai rappresentanti dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) di partecipare a distanza, e il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) andrà in onda al dibattito generale con una dichiarazione preregistrata. La Palestina è dal 2012 stato non membro a cui è riconosciuto il ruolo di osservatore permanente, anche questo di grande valore simbolico ma senza riscontro nella realtà della sanguinosa guerra a Gaza. Sul conflitto che continua a mietere vittime e vede il governo israeliano respingere ogni pressione internazionale, l’Assemblea generale ha votato il 12 settembre la dichiarazione di New York per una risoluzione pacifica della questione palestinese e l’implementazione della soluzione a due Stati, che prevede una road map per l’immediato cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi israeliani ancora in mano a Hamas, e la creazione di uno Stato sovrano palestinese: 142 i voti a favore, 10 i contrari e 12 i paesi astenuti.

Per Israele, il riconoscimento della Palestina è inaccettabile e favorisce il terrorismo di Hamas, per gli Stati che hanno abbandonato gli indugi è un modo per tentare di ridare slancio alla soluzione diplomatica e anche di rispondere alle tensioni interne delle proprie opinioni pubbliche. Secondo lo Stato ebraico, il riconoscimento di uno Stato sovrano palestinese inficia la possibilità di raggiungere un accordo con Hamas, è tornato a ribadire oggi il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein. “Israele respinge categoricamente la dichiarazione unilaterale di riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Regno unito e di diversi altri Paesi. Questa dichiarazione non promuove la pace, ma al contrario destabilizza ulteriormente la regione e mina la possibilità di ottenere in futuro una soluzione pacifica”, ha scritto Marmorstein sul suo account X.

L’Italia è favorevole alla soluzione “due popoli due Stati”, assieme ad altri 141 paesi che siedono nell’ONU, ma non vuole procedere al riconoscimento dello Stato palestinese prima che sia avviato un concreto processo diplomatico. La premier Giorgia Meloni interverrà mercoledì e nel palazzo di Vetro ci sarà anche il vice premiere ministro degli Esteri Antonio Tajani, per una serie di iniziative che gravitano attorno alla questione palestinese e alla necessità di porre fine alla guerra. Sull’agenda di Tajani, il briefing del Consiglio di Sicurezza su Ucraina e Gaza, colloqui bilaterali ma anche la riunione ministeriale del Gruppo Amici dei Balcani Occidentali.

La guerra in Ucraina rischia di essere oscurata dall’urgenza sulla questione palestinese e il presidente Volodymyr Zelensky cercherà di riportare l’attenzione e accrescere il sostegno al suo Paese in una fase di aumentate tensioni tra Russia e Nato e di stallo dei tentativi negoziali. Zelensky, che a margine della riunione Onu incontrerà il presidente Usa Donald Trump, parlerà mercoledì, mentre per la Russia il ministro degli Esteri Sergei Lavrov interverrà sabato. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU terrà inoltre un incontro di alto livello sull’Ucraina.

Il discorso di Trump dalla tribuna Onu è previsto per domani.

La rigenerazione di batterie esauste al servizio della libertà di movimento

Quando parliamo oggi di innovazione sostenibile, progettazione inclusiva e economia circolare insieme, è raro trovare un progetto che le unisca con efficacia concreta. Avathor One è uno di questi: un dispositivo di mobilità elettrica – pensato per persone su sedia a rotelle o con mobilità ridotta – che utilizza esclusivamente batterie EV “Second Life” provenienti da Stellantis. Grazie alla rigenerazione compiuta da Intent e al design evoluto di Italdesign, il concept WheeM-i, presentato nel 2019, diventa oggi realtà. Il progetto è stato lanciato ad aprile, esposto a Osaka in agosto per Expo 2025, e si vedrà presto anche al Salone Auto di Torino.

Dal concetto alla realtà industriale

Stellantis, attraverso la sua divisione SUSTAINera dedicata all’economia circolare, raccoglie batterie ad alto voltaggio che hanno già servito nei veicoli elettrici e ne verifica lo stato. Quelle idonee vengono rigenerate da Intent S.r.l., che disassembla i moduli originali da 15 kWh per riconfigurarli in unità più piccole da 1,4 o 2,8 kWh, adatte all’utilizzo nel dispositivo Avathor One. Un sistema di gestione batteria (BMS) su misura garantisce sicurezza, affidabilità, compatibilità con le esigenze mobili e uso quotidiano.

Mobilità inclusiva, limiti reali ma concreti

Avathor One non è un’automobile: si muove in contesti non stradali, ideale per spazi urbani, aree private, strutture dedicate. La versione con batteria da 2,8 kWh permette un’autonomia fino a 50 km, con velocità limitata (intorno a 10 km/h) per garantire sicurezza e semplicità d’uso. Ha componenti aggiuntivi utili: rampa per sedia a rotelle, sensori per evitare urti, benché la progettazione abbia dato priorità a facilità di uso piuttosto che performance estreme.

Impatto ambientale e valore sociale

Il progetto Avathor One dimostra quanto il riutilizzo delle batterie EV – termine “Second Life” – possa essere non solo un modo per ridurre rifiuti, ma per creare valore sociale. Estendere la vita utile delle batterie ritardando il ricorso al loro riciclo riduce l’impronta ambientale del loro ciclo produttivo. SUSTAINera, inoltre, sta sperimentando in altri contesti progetti come ENEL X Pioneer a Fiumicino — impianti di accumulo energetico che usano batterie rigenerate per immagazzinare energia rinnovabile, contribuendo a ridurre fino a 16.000 tonnellate di CO₂ nei prossimi dieci anni.

Avathor One rappresenta una “bella notizia” nel panorama della mobilità sostenibile: un’idea che coniuga tecnologia, inclusione e responsabilità ambientale, che parte da Torino ma può diventare modello ripetibile altrove. In un’epoca in cui l’innovazione spesso soffre di divari fra la promessa e la concreta applicazione, questa collaborazione fra Stellantis, SustaiNera, Intent e Italdesign dimostra che un’economia circolare ben progettata può generare autonomia, libertà e rispetto per il pianeta.

Calcio, risultati e classifica. Questa sera Napoli-Pisa

Roma, 22 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Sassuolo 2-1. Questa sera Napoli-Pisa chiude il programma

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, Fiorentina-Como 1-2, Inter-Sassuolo 2-1, ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari, Como 7, Bologna, Inter 6, Torino 4, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Calcio, risultati e classifica. Como aggancia Bologna e Cagliari

Roma, 21 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Fiorentina-Como 1-2

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, Fiorentina-Como 1-2, ore 20.45 Inter-Sassuolo, lunedì 22 settembre ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari, Como 7, Bologna 6, Torino 4, Inter, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Calcio, risultati e classifica. Cremonese e Atalanta quinte

Roma, 21 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Atalanta 0-3, Cremonese-Parma 0-0.

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, ore 18 Fiorentina-Como, ore 20.45 Inter-Sassuolo, lunedì 22 settembre ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari 7, Bologna 6, Torino, Como 4, Inter, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Gran Bretagna, Canada e Australia riconoscono lo Stato palestinese

Roma, 21 set. (askanews) – Gran Bretagna, Australia e Canada hanno riconosciuto uno Stato palestinese “indipendente e sovrano”, in cui Hamas non avrà alcun ruolo di governo. “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina”, ha affermato il premier britannico Keir Starmer in un videomessaggio. “Questa soluzione non è una ricompensa per Hamas, perché Hamas non potrà avere futuro, nessun ruolo nel governo, nessun ruolo nella sicurezza. Abbiamo già sottoposto Hamas a delle sanzioni e andremo oltre nelle prossime settimane”, ha concluso.

Secondo il premier canadese Mark Carney “l’Autorità Nazionale Palestinese ha assunto impegni diretti con il Canada e la comunità internazionale su riforme tanto necessarie, tra cui una riforma radicale della sua governance, l’organizzazione di elezioni generali nel 2026, in cui Hamas [il movimento palestinese] non potrà svolgere alcun ruolo, e la smilitarizzazione dello Stato palestinese”.

Musica, Chiara Civello lunedì sera a Cagliari con "Acustica"

Roma, 21 set. (askanews) – Rinviato a nuova data, per un’improvvisa indisposizione dell’artista, il concerto di Simona Molinari che era in programma domenica 21 settembre, la voce di Chiara Civello sarà la protagonista della serata di lunedì 22 a Cagliari, che chiude la sezione centrale del 28esimo festival Forma e Poesia nel Jazz. “Acustica” è il progetto che la cantautrice e polistrumentista romana proporrà al Teatro Massimo accompagnata da Marco Aquerelli alle chitarre e Livia De Romanis al violoncello.

Lo stile di Chiara Civello trascende i generi, fondendo lo spirito improvvisativo del jazz, la profondità emotiva del soul, l’appeal del pop e la poesia della musica brasiliana. “Acustica” si presenta come un viaggio intimo nell’impermanenza, dove la musica si trasforma in meditazione, sospesa tra canzone e improvvisazione. Pochi strumenti e leggere incursioni elettroniche disegnano paesaggi sonori che emergono e svaniscono, seguendo ritmi non lineari, simili a pensieri che affiorano e si dissolvono; la voce dell’artista romana, fragile e intensa allo stesso tempo, racconta la vulnerabilità come porta di accesso alla nostra essenza più autentica, guidando l’ascoltatore in uno spazio di intimità e presenza, dove ogni brano diventa un rifugio emotivo.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk. Evoca la Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk. Evoca la Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

Meloni in modalità elettorale nel nome di Kirk ed evoca Br: "Non abbiamo paura"

Roma, 21 set. (askanews) – Il registro è quello già sperimentato più volte negli ultimi giorni, prima alla festa nazionale dell’Udc, poi nel comizio per Francesco Acquaroli e ancora ieri, nel videomessaggio inviato a un evento Ecr. Ma, complice anche la platea – quella dei militanti di Gioventù nazionale – i toni di Giorgia Meloni si fanno ancora più identitari. Una modalità che appare sempre più da campagna elettorale, non tanto in vista della tornata di regionali che si apre la prossima settimana con le Marche (e alla quale la premier non fa nessun riferimento), ma già con un occhio alle Politiche della primavera del 2027.

Il suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la quattro giorni organizzata dal movimento giovanile di Fdi al laghetto dell’Eur, si gioca tutto su una costante contrapposizione tra “noi” e “loro”, usato spesso in maniera generica, talvolta in riferimento alla sinistra non solo italiana ma anche mondiale, oppure a “sedicenti intellettuali” o “antifascisti: da questa parte – è lo schema della premier – chi agisce mosso dall’amore e rispetta chi la pensa diversamente, dall’altra, chi alimenta il clima d’odio e demonizza l’avversario.

Lo spartiacque è l’uccisione di Charlie Kirk, che, dice Meloni, era considerato “pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica”. L’attivista americano ‘maga’, di cui proprio oggi si celebrano i funerali, viene evocato più volte da queste parti, alimentando l’impressione di una sorta di gara a distanza con il raduno leghista che si è svolto quasi in contemporanea a Pontida. La presidente del Consiglio se la prende con i “moralizzatori” che “hanno riempito le pagine di commenti” sul movimento giovanile di Fdi (risale a circa un anno fa l’inchiesta di Fanpage) ma non hanno detto “mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta ‘meno uno'”. “Noi – scandisce – non ci facciamo fare la morale da questa gente”, “non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”.

La presidente del Consiglio fa anche un elenco delle misure messe in atto dal governo che, osserva, a cominciare dalla coraggiosa” abolizione del reddito di cittadinanza e dalla creazione di un milione di posti di lavoro, dimostrano che “siamo sulla strada giusta”. Difende i decreti sicurezza, la priorità data alla lotta alla mafia e le politiche scolastiche basate sul merito in contrapposizione “ai disastri del ’68, del 6 politico, della demeritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza”, perchè “le scuole e le università – sostiene – devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”.

Ed è proprio a causa del suo buon governo, dice Giorgia Meloni, che “loro” alimentano il clima d’odio. Lo fa in un passaggio in cui, parlando dell’uccisione di Sergio Ramelli, la leader di Fratelli d’Italia evoca gli anni di piombo. “Le minacce – afferma – si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare questa nazione, ma non abbiamo paura. Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse. Non abbiamo paura oggi, non avremo paura domani”.

Lo stesso tono usato dalla premier resta grave e teso per quasi tutto il tempo, si concede di fatto una sola battuta, quando – a causa dell’incombente derby – si avvia a conclusione per non “fare la fine di Fantozzi con la corazzata Potemkin e le radioline”.

In platea è un tripudio di magliette bianche, quelle indossate dai militanti di Gioventù nazionale con su impressa la frase di Baudelaire “Estrarre l’eterno dall’effimero”. A loro la premier dedica l’inizio e la fine del suo intervento. Rigetta la dicitura di ‘gioventù meloniana’ perché, spiega, “voi combattete per i vostri valori e io non sono un valore ma sono un’altra persona che combatte al vostro fianco per le stesse cose”. E in chiusura, ancora una volta, torna a evocare i tempi difficili che si starebbero apparecchiando. “Levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite. Buon vento ragazzi, ci vediamo nella tempesta”.

"Remigrazione" e difesa dell’Occidente, a Pontida la Lega di Salvini-Vannacci

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Via chi non si integra”, “Remigrazione”. Da Matteo Salvini a Roberto Vannacci e Silvia Sardone, i dirigenti nazionali della Lega usano le stesse parole d’ordine: la linea del Carroccio è quella della destra estremista, e nel Pantheon leghista entrano non solo Charlie Kirk, ma anche gli olandesi Pym Fortuin e Theo van Gogh, uccisi a inizio millennio da estremisti islamici. I temi del territorio rimangono nella prima parte della manifestazione, quella che vede i governatori leghisti insistere con l’Autonomia, con Maurizio Fugatti che rivendica anche i valori dell’antifascismo.

A sancire la linea, l’annuncio di una grande manifestazione “per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”, che Matteo Salvini convoca per il 14 febbraio prossimo. Bisogna “tornare a blindare i confini italiani, sempre che qualche magistrato politicizzato non ci fermi” e al tempo stesso “abbiamo il dovere di rimandare a casa i migranti che non si vogliono integrare”. Ovvero i musulmani integralisti: “Fanatismo islamico, integralismo islamico, applicazione letterale del Corano, non sono compatibili con le nostre leggi”, scandisce Salvini.

Concetti del tutto simili a quelli dei vice segretari che avevano preso la parola prima di lui: Roberto Vannacci e Silvia Sardone parlano esplicitamente di “remigrazione”, tra gli applausi dei militanti che riempiono il prato di Pontida. “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”, dice Vannacci. Prima di lui, Sardone: “È in atto una vera e propria sostituzione, ma io non voglio che gli uomini e le donne di Pontida vengano sostituiti da quattro ‘mao-mao’ con la barba lunga, o da donne che vanno in giro con un sacco della spazzatura addosso”.

Insomma, nel gruppo dirigente nazionale non c’è alcun dualismo sulla linea da seguire. Che invece emerge dagli interventi dei governatori: tutti centrati sull’Autonomia da ottenere, sul centralismo romano da sradicare. Per Zaia “in Italia è innegabile ci sia una questione settentrionale”, per Fontana bisogna sconfiggere “la palude romana”, anche Fedriga denuncia “il bieco centralismo”. E addirittura Maurizio Fugatti scandisce: “I principi dell’autogoverno e dell’autonomia sono principi anticomunisti e antifascisti. Sono questi i principi di chi ama il suo territorio”.

Ma da Salvini sull’autonomia arriva solo una frase: “Finalmente unirà l’Italia nel nome del merito e della responsabilità”. A rassicurare i governatori e i militanti che la aspettano ci pensa Roberto Calderoli: “Ora il bicchiere è mezzo pieno, ma a dicembre sarà tutto pieno: Meloni e Tajani si sono impegnati a firmare le intese entro dicembre, e abbiamo accettato a condizione che ci fosse anche il federalismo fiscale”.

Due Leghe diverse, dunque? Uno scenario che Zaia sembra evocare ispirandosi al modello tedesco, con la Cdu che in Baviera cede il passo alla Csu: “Il modello del partito bavarese, della Csu, dovrebbe essere un modello anche per il nostro Paese, anche nei partiti”, dice dal palco, con sotto di lui una enorme bandiera del Leone di San Marco: “In Veneto se il candidato non sarà leghista, sarà un problema”.

Tennis, Paolini: "Vittoria diversa rispetto all’anno scorso"

Roma, 21 set. (askanews) – “È incredibile, non so cosa dire. Grazie a tutto il team, ai giocatori, ai fan, alla capitana, a chiunque sia in panchina da noi e non solo, la gente, il pubblico italiano presente qui, il pubblico cinese”. Così Jasmine Paolini dopo il punto del successo che vale per le azzurre la sesta Billi Jean King. “È stata davvero una settimana straordinaria – continua – è bellissimo giocare questa competizione, voglio ringraziare anche Conchita Martinez, direttrice del torneo, e la stessa Billie Jean King. È stata un’organizzazione perfetta, incantevole stare qui a Shenzhen”.

La tennista ha poi chiosato: “Oggi siamo state brave contro una squadra fortissima: è stato difficile. Non so se sia più speciale questa vittoria oppure quella dello scorso anno, ma è stato certamente diverso. Onestamente, non me l’aspettavo così”.

Formula1, Verstappen: "Tornare subito alla vittoria è fantastico"

Roma, 21 set. (askanews) – Si conclude con la vittoria di Max Verstappen il Gran Premio di Azerbaijan 2025, diciassettesimo appuntamento del Mondiale F1. L’olandese, dopo la pole position di ieri, ha oggi condotto una gara perfetta, non perdendo mai la testa della corsa e controllando il distacco con i suoi avversari. Seconda vittoria consecutiva per il quattro volte campione del mondo, la quarta in stagione. Il vincitore del GP, ai microfoni di F1 Tv, ha dichiarato: “È stato un weekend incredibile per noi. Anche lo scorso fine settimana è stato favoloso ma tornare subito alla vittoria è fantastico. Anche in gara la macchina ha funzionato benissimo con entrambe le mescole, avevamo sempre pista libera e strada pulita davanti, siamo riusciti perciò anche a gestire le gomme. È stata una gara lineare, non era semplice con il vento”.

“In gara bisogna sempre andare un po’ più piano rispetto alle qualifiche anche per le gomme e per la strategia. Oggi le mescole medie e dure non erano state tanto usate fino ad ora. Sono contento che non ci sono state tante safety car. Difficile dire se questo momento continuerà, le ultime due gare sono state incredibili per noi. Singapore è una sfida diversa, vedremo cosa riusciremo a fare lì”, ha poi concluso il pilota Red Bull.

Formula1, Vasseur: "Frustrante, oggi avevamo un grande passo"

Roma, 21 set. (askanews) – Frederic Vasseur prova a predicare ottimismo al termine del Gran Premio dell’Azerbaijan, diciassettesimo appuntamento del Mondiale di Formula Uno 2025. Sul tracciato cittadino di Baku la scuderia di Maranello ha messo in mostra una delle domeniche più opache del proprio anno. Lewis Hamilton ha chiuso all’ottavo posto, con Charles Leclerc nono. “Oggi c’è molta frustrazione perchè il passo c’era, anzi era forte. Lo avevamo fatto vedere venerdì. Poi, come spesso ci capita, non riusciamo a mettere tutte le cose insieme. Oggi abbiamo sofferto per colpa del traffico. Siamo rimasti a lungo dietro Norris, Tsunoda, Lawson. Non è facile risalire con 25-30 giri così” le parole di Vasseur. “Abbiamo perso la gara ieri in qualifica, non oggi – prosegue – Come mai non siamo andati bene? Il motivo non lo so è difficile da dire. Abbiamo compiuto diverse ottime gare, specialmente quando le McLaren dominavano. Evidentemente abbiamo caratteristiche simili. Quando Red Bull e Mercedes vanno bene, invece, noi soffriamo”. Frederic Vasseur spiega poi cos’è successo a Charles Leclerc: “Il monegasco ha avuto un problema a livello di recupero di energia, che non era costante. Diciamo che ci mancava qualche kilowatt, anche per quello non è stato in grado di passare Lawson”. Ultima battuta su un aspetto particolare. Al venerdì le Ferrari sono brillanti, poi spariscono al sabato e alla domenica. Come mai? “Non abbiamo mappature differenti. Siamo in linea con gli altri. So solo che abbiamo fatto un bel passo in avanti a Spa, ma fatichiamo a mettere le cose insieme. Tra errori, scelte sbagliate, incidenti. Non siamo opportunisti. Il team? Sono sicuro che sia vincente”.

Formula1, Verstappen domina anche a Baku: Russell e Sainz podio

Roma, 21 set. (askanews) – Quarta vittoria stagionale per Max Verstappen, che dopo Suzuka, Imola e Monza si impone con autorità anche nel Gran Premio dell’Azerbaigian. L’olandese della Red Bull parte forte e conduce la gara senza mai concedere spazio agli avversari, tagliando il traguardo da padrone assoluto.

Alle sue spalle si conferma un solidissimo George Russell, che porta la Mercedes al secondo posto, mentre la grande sorpresa è Carlos Sainz: lo spagnolo, partito dall’esterno della prima fila con la Williams, disputa una prova impeccabile e conquista un prestigioso terzo gradino del podio.

Appena fuori dal podio chiude Andrea Kimi Antonelli, quarto con l’altra Mercedes, a tre mesi di distanza dal terzo posto centrato a Montreal. Brilla anche Liam Lawson, che con la Racing Bulls strappa un quinto posto di grande valore.

Giornata difficile per McLaren e Ferrari. Oscar Piastri, leader del Mondiale, rovina la sua corsa già allo start con una partenza anticipata che lo costringe a inseguire dal fondo. Dopo pochi secondi il pilota australiano finisce a muro, replicando l’errore commesso in qualifica, e deve abbandonare tra la delusione generale. Lando Norris prova a salvare il bilancio McLaren ma non va oltre il settimo posto, preceduto da Yuki Tsunoda con la Red Bull.

Amare anche le Ferrari SF-25, mai competitive: Lewis Hamilton chiude ottavo davanti a Charles Leclerc, con entrambe le rosse incapaci di risalire dopo una partenza a centro gruppo. A completare la zona punti è Isack Hadjar, decimo con la seconda Racing Bulls.

Tennis, le azzurre vincono la Billie Jean King Cup

Roma, 21 set. (askanews) – L’Italia vince la Billie Jean King Cup per il secondo anno consecutivo. Straordinaria finale da parte delle azzurre guidate da Tathiana Garbin che hanno sconfitto 2-0 gli Stati Uniti. Nella prima sfida di giornata una super Elisabetta Cocciaretto ha battuto Emma Navarro con un doppio 6-4 dominando dall’inizio alla fine, con una grande prova nel secondo set in cui ha dovuto recuperare anche un break di svantaggio. Dopo Cocciaretto, è toccato a Jasmine Paolini che ha sconfitto Jessica Pegula 6-4, 6-2. Prestazione magnifica di Jasmine, che nel primo parziale ha annullato ben 4 palle break (di cui tre nello stesso game). L’Italia conquista così la sesta BJK Cup/Fed Cup della sua storia e sale al quarto posto all-time in solitaria per trionfi nella competizione.

"Remigrazione" e difesa Occidente, a Pontida la Lega di Salvini-Vannacci

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Via chi non si integra”, “Remigrazione”. Da Matteo Salvini a Roberto Vannacci e Silvia Sardone, i dirigenti nazionali della Lega usano le stesse parole d’ordine: la linea del Carroccio è quella della destra estremista, e nel Pantheon leghista entrano non solo Charlie Kirk, ma anche gli olandesi Pym Fortuin e Theo van Gogh, uccisi a inizio millennio da estremisti islamici. I temi del territorio rimangono nella prima parte della manifestazione, quella che vede i governatori leghisti insistere con l’Autonomia, con Maurizio Fugatti che rivendica anche i valori dell’antifascismo.

A sancire la linea, l’annuncio di una grande manifestazione “per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”, che Matteo Salvini convoca per il 14 febbraio prossimo. Bisogna “tornare a blindare i confini italiani, sempre che qualche magistrato politicizzato non ci fermi” e al tempo stesso “abbiamo il dovere di rimandare a casa i migranti che non si vogliono integrare”. Ovvero i musulmani integralisti: “Fanatismo islamico, integralismo islamico, applicazione letterale del Corano, non sono compatibili con le nostre leggi”, scandisce Salvini.

Concetti del tutto simili a quelli dei vice segretari che avevano preso la parola prima di lui: Roberto Vannacci e Silvia Sardone parlano esplicitamente di “remigrazione”, tra gli applausi dei militanti che riempiono il prato di Pontida. “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”, dice Vannacci. Prima di lui, Sardone: “È in atto una vera e propria sostituzione, ma io non voglio che gli uomini e le donne di Pontida vengano sostituiti da quattro ‘mao-mao’ con la barba lunga, o da donne che vanno in giro con un sacco della spazzatura addosso”.

Insomma, nel gruppo dirigente nazionale non c’è alcun dualismo sulla linea da seguire. Che invece emerge dagli interventi dei governatori: tutti centrati sull’Autonomia da ottenere, sul centralismo romano da sradicare. Per Zaia “in Italia è innegabile ci sia una questione settentrionale”, per Fontana bisogna sconfiggere “la palude romana”, anche Fedriga denuncia “il bieco centralismo”. E addirittura Maurizio Fugatti scandisce: “I principi dell’autogoverno e dell’autonomia sono principi anticomunisti e antifascisti. Sono questi i principi di chi ama il suo territorio”.

Ma da Salvini sull’autonomia arriva solo una frase: “Finalmente unirà l’Italia nel nome del merito e della responsabilità”. A rassicurare i governatori e i militanti che la aspettano ci pensa Roberto Calderoli: “Ora il bicchiere è mezzo pieno, ma a dicembre sarà tutto pieno: Meloni e Tajani si sono impegnati a firmare le intese entro dicembre, e abbiamo accettato a condizione che ci fosse anche il federalismo fiscale”.

Due Leghe diverse, dunque? Uno scenario che Zaia sembra evocare ispirandosi al modello tedesco, con la Cdu che in Baviera cede il passo alla Csu: “Il modello del partito bavarese, della Csu, dovrebbe essere un modello anche per il nostro Paese, anche nei partiti”, dice dal palco, con sotto di lui una enorme bandiera del Leone di San Marco: “In Veneto se il candidato non sarà leghista, sarà un problema”.

Calcio, Lazio-Roma 0-1: il derby è deciso da Pellegrini

Roma, 21 set. (askanews) – La Roma vince il derby della Capitale superando la Lazio 1-0 grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini al 37′. All’Olimpico, davanti a un clima rovente e a oltre 60mila spettatori, i giallorossi trovano tre punti pesanti in una sfida che resta equilibrata fino al termine. Lazio che chiude in 10′ per l’espulsione di Belahyane all’85’

La partita si accende già nel primo tempo: la Lazio crea la prima grande occasione con Zaccagni, il cui destro a giro è deviato in angolo da Svilar. Poco dopo Romagnoli svetta di testa senza inquadrare lo specchio, quindi è Dia a impegnare la retroguardia giallorossa con inserimenti profondi. La Roma risponde e passa: errore in uscita di Nuno Tavares, Rensch recupera e serve Soulé, rifinitura per Pellegrini che dal limite batte Provedel con un destro preciso. Nel recupero è ancora il portiere biancoceleste a tenere in partita i suoi, respingendo il diagonale ravvicinato di Rensch.

Nella ripresa la Lazio alza i ritmi. Clamorosa l’occasione al 54′: Cataldi verticalizza per Dia che, a tu per tu con Svilar, calcia incredibilmente alto. Al 64′ Castellanos, appena entrato, impegna il portiere romanista con un destro potente, poi al 76′ sfiora il pareggio con un tiro a giro che lambisce il palo. Nel finale la Roma difende con ordine, affidandosi ai cambi di Gasperini e alla solidità della coppia Mancini-Ndicka.

Un derby combattuto ma corretto, con una sola ammonizione (Ndicka all’83’). Vince la Roma di misura, grazie alla freddezza del suo capitano Pellegrini e alle parate decisive di Svilar. Lazio che chiude in 10′ per l’espulsione di Belahyane all’85’. Nel finale palo di Cataldi che fallisce il pareggio.

Calcio, risultati e classifica. Roma seconda con Milan e Napoli

Roma, 21 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Roma 0-1.

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, ore 15 Cremonese-Parma, Torino-Atalanta, ore 18 Fiorentina-Como, ore 20.45 Inter-Sassuolo, lunedì 22 settembre ore 20.45 Napoli-Pisa.

Classifica: Juventus 10, Napoli, Milan, Roma 9, Udinese, Cremonese, Cagliari 7, Bologna 6, Atalanta 5, Torino, Como 4, Inter, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina 2, Pisa, Lecce, Parma 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Salvini a Pontida: i capetti Ue vogliono la guerra per coprire i fallimenti

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Non asseconderemo la voglia di guerra di capetti e mezzi leader europei che parlano di guerra per nascondere i loro fallimenti”. Lo ha detto Matteo Salvini, dal palco di Pontida, annunciando che “domani depositeremo una mozione in tutti i comuni per vedere come la pensano i partiti e per dire che l’Italia è contro la guerra e che non manderemo mai i nostri figli e nipoti a combattere in Ucraina, non siamo in guerra contro nessuno”.

Si era aperto con un video in ricordo di Charlie Kirk l’intervento di Matteo Salvini dal palco di Pontida. Il segretario ha chiesto “a questa immensa determinata e pacifica folla di dedicare un pensiero a colui che, dipinto come un bersaglio, è stato ammazzato a fucilate”. E al termine del video ha aggiunto: “Vi chiedo non un minuto di silenzio ma un minuto di applauso che arrivi fino in Arizona”.

Bisogna “tornare a blindare i confini italiani, sempre che qualche magistrato politicizzato non ci fermi” e al tempo stesso “abbiamo il dovere di rimandare a casa i migranti che non si vogliono integrare”. Così anche Salvini, dal palco di Pontida. “Ci sono immigrati che portano lavoro, cultura e rispetto: siete i benvenuti. Il problema sono quelli che non si vogliono integrare: abbiamo il dovere di rimandarli a casa. Il problema non sarà mai il colore della pelle o la vita privata, io divido il mondo tra persone per bene e delinquenti che vogliono campare alle spalle del prossimo. Non tutti si vogliono integrare: fanatismo islamico, integralismo islamico, applicazione letterale del Corano, sono compatibili con le nostre leggi? Non penso”, ha concluso.

Ha poi annunciato: “Non prendete impegni per sabato 14 febbraio. L’amore per la nostra famiglia, per le nostre radici, per le nostre terre” darà luogo alla “più grande manifestazione che si ricordi per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”.

Lega, Salvini: 14 febbraio grande manifestazione per civiltà occidentale

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Non prendete impegni per sabato 14 febbraio. L’amore per la nostra famiglia, per le nostre radici, per le nostre terre” darà luogo alla “più grande manifestazione che si ricordi per i valori, i diritti, i confini e le libertà della civiltà occidentale”. Lo ha annunciato Matteo Salvini ai militanti leghisti radunati a Pontida: “A testa alta, chiedo il vostro impegno, in cambio vi offro la mia vita: non dovete cambiare mai, liberi, forti e senza paura”, ha concluso Salvini, chiudendo questa edizione di Pontida.

Il vicesegretario della Lega Vannacci senza freni a Pontida

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”. Lo ha detto il vice segretario della Lega Roberto Vannacci, dal palco di Pontida.

“Ce ne freghiamo se ci chiamiano estremisti, perché diciamo che chi delinque deve finire in galera, perché non giustifichiamo il reddito di cittadinanza e il pane ce lo guadagnamo col sudore e il sacrificio. I veri estremisti sono loro, che giustificano la criminalità con la scusa della redistribuzione e della giustizia sociale, o che vogliono impedirci di servire il prosciutto nelle scuole, che chiamiamo risorse persone che non pagano le tasse e si appropriano dello Stato sociale o che attribuiscono un valore diverso alla vita delle persone, sulla base delle idee come hanno fatto con Charlie Kirk”, ha proseguito Vannacci. Che ha poi concluso con un attacco alle istituzioni europee: “Le leggi approvate dal Parlamento italiano non possono essere stravolte da quattro giudici che poggiano le loro naticucce sulle poltrone comode di Bruxelles: padroni a casa nostra”.

Vannacci: no alla società meticcia, il futuro è remigrazione

Pontida (Bg), 21 set. (askanews) – “Non ci rassegniamo alla società multiculturale, alla società meticcia, alla islamizzazione delle nostre città. Non regaliamo nulla a chi non rispetta le nostre norme, le nostre leggi, per questi signori c’è solo un futuro: remigrazione”. Lo ha detto il vice segretario della Lega Roberto Vannacci, dal palco di Pontida.

“Ce ne freghiamo se ci chiamiano estremisti, perchè diciamo che chi delinque deve finire in galera, perchè non giustifichiamo il reddito di cittadinanza e il pane ce lo guadagnamo col sudore e il sacrificio. I veri estremisti sono loro, che giustificano la criminalità con la scusa della redistribuzione e della giustizia sociale, o che vogliono impedirci di servire il prosciutto nelle scuole, che chiamiamo risorse persone che non pagano le tasse e si appropriano dello Stato sociale o che attribuiscono un valore diverso alla vita delle persone, sulla base delle idee come hanno fatto con Charlie Kirk”, ha proseguito Vannacci. Che ha poi concluso con un attacco alle istituzioni europee: “Le leggi approvate dal Parlamento italiano non possono essere stravolte da quattro giudici che poggiano le loro naticucce sulle poltrone comode di Bruxelles: padroni a casa nostra”.

Lewis Capaldi svela il nuovo singolo "Something In The Heavens"

Milano, 21 set. (askanews) – Dopo settimane di anticipazioni e un ritorno trionfale con un tour dopo due anni di assenza, la superstar mondiale Lewis Capaldi ha svelato il suo nuovo singolo “Something In The Heavens”, un inno emozionante che arriva dritto al cuore.

Scritta insieme ai cantautori Connor & Riley McDonough, “Something In The Heavens” descrive la perdita in tutte le sue forme, ma anche i barlumi di speranza che rimangono, ed è l’ennesimo esempio mozzafiato dello straordinario dono di Lewis di arrivare dritto all’anima degli ascoltatori. “Ti amerò fino al mio ultimo respiro, te ne sei andata ma qualcosa in Cielo mi dice che saremo di nuovo insieme”, canta Capaldi, mentre ancora una volta riesce a scovare senza sforzo le emozioni più profonde di ogni ascoltatore, catturandolo e non lasciandolo andare via.

Il nuovo singolo arriva accompagnato da un’emozionante performance live registrata agli Abbey Road.

Un teaser del brano è stato pubblicato proprio prima dell’attuale tour di 17 date nel Regno Unito di Lewis, che ha registrato il tutto esaurito e mandato i fan in delirio. Da quando ha debuttato dal vivo, la canzone è stata accolta con entusiasmo dal pubblico di Sheffield, Aberdeen, Glasgow e Londra, che già ne cantava il testo, a testimonianza del forte legame che Lewis ha saputo creare con i suoi fan. La risposta al tour è stata elettrizzante, con i critici unanimi nelle tessere le lodi, assegnando recensioni a quattro e cinque stelle su tutta la linea. Il tour farà tappa stasera con l’ultimo dei tre concerti sold-out all’O2 di Londra. Lo show sarà trasmesso in streaming su TikTok LIVE.

Dopo il tour in corso che ha venduto oltre 200.000 biglietti, Lewis ha annunciato i suoi più grandi concerti da headliner nel Regno Unito e in Irlanda previsti per la prossima estate. Partendo dal Marlay Park di Dublino, che può ospitare fino a 24.000 persone il 24 giugno 2026, Lewis terrà otto grandi concerti all’aperto, tra cui quello di sabato 11 luglio all’American Express presents BST Hyde Park di Londra, che può ospitare fino a 65.000 persone.

Il ritorno di Lewis Capaldi lo ha già portato in cima alle classifiche, conquistando per la sesta volta la n.1 in classifica con “Survive”, diventato il singolo più venduto del 2025. “Survive” ha registrato anche le vendite più alte di sempre di Capaldi nella prima settimana di uscita, superando sia Sabrina Carpenter che Lady Gaga quest’anno. Lewis Capaldi entra ora a far parte di una cerchia prestigiosa di artisti del calibro di Beyoncé, Britney Spears, Drake, Lady Gaga e Queen, con sei singoli al numero 1 nel Regno Unito e superando David Bowie, Katy Perry, The Police e altri. È tornato anche negli Stati Uniti, esibendosi in performance speciali del brano al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon e al Good Morning America.

Il pubblico del Pyramid Stage ha accolto con entusiasmo il ritorno di Lewis – uno dei momenti culturali dell’anno – per un potente set di mezz’ora a Glastonbury. “Volevo solo venire e finire quello che non ero riuscito a finire l’ultima volta”, ha detto Lewis. E lo ha fatto con enfasi, con la sua voce potente che ha guidato il pubblico attraverso i suoi classici, oltre alla prima esibizione dal vivo di ‘Survive’ e una performance di “Someone You Loved”.

Meloni da domani all’Onu, focus su Gaza e riforma Nazioni Unite

New York, 21 set. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa per la serata di domani a New York, dove parteciperà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La premier sarà martedì alla cerimonia di apertura del dibattito generale. Il summit prevede gli interventi, tra gli altri, del segretario generale Antonio Guterres, della presidente dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock, del presidente del Brasile Ignacio Lula e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’intervento di Meloni in Assemblea Generale è fissato per il 24 settembre alle 20, le due di notte in Italia. La presidente del Consiglio avrà anche alcuni incontri bilaterali, ancora in via di definizione.

Quest’anno l’Assemblea Generale dell’Onu si apre all’insegna delle celebrazioni dell’80/esimo anniversario delle Nazioni Unite, istituite a San Francisco il 26 giugno 1945. Il tema scelto dalla neoeletta presidente Baerbock, è “Better together: 80 years and more for peace, development and human rights”. La ricorrenza costituirà anche un momento per individuare i settori in cui è necessario un rinnovamento delle Nazioni Unite, al fine di preservarne la rilevanza e l’adeguatezza in un contesto geopolitico globale sempre più complesso e polarizzato.

Guterres ha voluto infatti legare questo anniversario ad un progetto di riforma, denominato “UN80”, con l’obiettivo di ripensare la struttura delle Nazioni Unite e renderla più agile, meno costosa e più capace di fronteggiare le sfide globali. In questo quadro, si inserisce anche il tema della riforma più generale della governance del Palazzo di Vetro. In questo percorso – ricordano fonti diplomatiche – l’Italia aderisce al Gruppo “Uniting for Consensus”, coalizione di nazioni che propone di rendere il Consiglio di Sicurezza più democratico, trasparente, inclusivo e rappresentativo, in particolare aprendo all’Africa e alle nazioni del Sud del mondo. In concreto, le nazioni che aderiscono al Gruppo ritengono che la creazione di nuovi seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza ostacolerebbe il raggiungimento di questi obiettivi.

Al centro degli interventi, naturalmente, ci saranno anche le principali questioni internazionali a partire dalla guerra in Ucraina e dal conflitto a Gaza. A questo proposito, a margine dei lavori, domani è in programma una conferenza, indetta dal presidente francese Emmanuel Macron, a cui parteciperanno i Paesi pronti a riconoscere lo stato di Palestina: oltre alla Francia ci saranno Andorra, Australia, Belgio, Canada, Lussemburgo, Portogallo, Malta, Gran Bretagna e San Marino. L’Italia, lo scorso 12 settembre, ha votato a favore della Risoluzione dell’Assemblea Generale Onu che chiede la creazione di uno Stato di Palestina libero da Hamas. Il governo non è però intenzionato a procedere da subito al riconiscimento. “Io – ha spiegato in Parlamento il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sarà presente a New York – non sono mai stato contrario allo Stato palestinese. Ho detto che noi non possiamo riconoscere uno Stato palestinese che non riconosca Israele o non sia riconosciuto da Israele, che è una cosa ben diversa” e “non possiamo avere Hamas come interlocutore perché è un’organizzazione terroristica”.

L’Italia – che celebra i 70 anni dalla propria adesione all’Onu – ospita uno dei maggiori poli delle Nazioni Unite dopo New York e Ginevra, è il settimo contributore sia al bilancio ordinario sia alle operazioni di pace.

Pallavolo, Italia-Argentina 3-0: azzurri ai quarti mondiali

Roma, 21 set. (askanews) – Straordinaria prova di maturità per gli azzurri di De Giorgi che travolgono l’Argentina 3-0 ai Mondiali di volley con i parziali di 25-23, 25-20 e 25-22 e staccano il pass per i quarti di finale. Inizio complicato, ma i muri e Michieletto invertono l’inerzia del match. Dopo un secondo parziale vinto in scioltezza, il terzo set si gioca punto a punto e viene indirizzato da tre ace di Romanò nel finale. Ai quarti di nuovo il Belgio o la Finlandia (Foto Fipav)

Meloni elogia Kirk: smontava la narrazione mainstream

Roma, 21 set. (askanews) – “Ho visto gente che ha fatto stampare delle magliette con la foto di Kirk, il sangue che scorre dal collo e la scritta ‘vinci questo dibattito’. Era pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica. E andava fermato perché era libero, coraggioso e capace, le persone così fanno paura a chi pensa di poter imporre con la forza le proprie convinzioni”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, nel suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la festa di Gioventù nazionale.

Kirk, Meloni: pericoloso perché smontava narrazione mainstream

Roma, 21 set. (askanews) – “Ho visto gente che ha fatto stampare delle magliette con la foto di Kirk, il sangue che scorre dal collo e la scritta ‘vinci questo dibattito’. Era pericoloso perché smontava la narrazione del mainstream con la logica. E andava fermato perché era libero, coraggioso e capace, le persone così fanno paura a chi pensa di poter imporre con la forza le proprie convinzioni”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, nel suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la festa di Gioventù nazionale.

Meloni da domani all’Onu, focus su Gaza e riforma delle Nazioni Unite

New York, 21 set. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa per la serata di domani a New York, dove parteciperà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La premier sarà martedì alla cerimonia di apertura del dibattito generale. Il summit prevede gli interventi, tra gli altri, del segretario generale Antonio Guterres, della presidente dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock, del presidente del Brasile Ignacio Lula e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’intervento di Meloni in Assemblea Generale è fissato per il 24 settembre alle 20, le due di notte in Italia. La presidente del Consiglio avrà anche alcuni incontri bilaterali, ancora in via di definizione.

Quest’anno l’Assemblea Generale dell’Onu si apre all’insegna delle celebrazioni dell’80/esimo anniversario delle Nazioni Unite, istituite a San Francisco il 26 giugno 1945. Il tema scelto dalla neoeletta presidente Baerbock, è “Better together: 80 years and more for peace, development and human rights”. La ricorrenza costituirà anche un momento per individuare i settori in cui è necessario un rinnovamento delle Nazioni Unite, al fine di preservarne la rilevanza e l’adeguatezza in un contesto geopolitico globale sempre più complesso e polarizzato.

Guterres ha voluto infatti legare questo anniversario ad un progetto di riforma, denominato “UN80”, con l’obiettivo di ripensare la struttura delle Nazioni Unite e renderla più agile, meno costosa e più capace di fronteggiare le sfide globali. In questo quadro, si inserisce anche il tema della riforma più generale della governance del Palazzo di Vetro. In questo percorso – ricordano fonti diplomatiche – l’Italia aderisce al Gruppo “Uniting for Consensus”, coalizione di nazioni che propone di rendere il Consiglio di Sicurezza più democratico, trasparente, inclusivo e rappresentativo, in particolare aprendo all’Africa e alle nazioni del Sud del mondo. In concreto, le nazioni che aderiscono al Gruppo ritengono che la creazione di nuovi seggi permanenti nel Consiglio di Sicurezza ostacolerebbe il raggiungimento di questi obiettivi.

Al centro degli interventi, naturalmente, ci saranno anche le principali questioni internazionali a partire dalla guerra in Ucraina e dal conflitto a Gaza. A questo proposito, a margine dei lavori, domani è in programma una conferenza, indetta dal presidente francese Emmanuel Macron, a cui parteciperanno i Paesi pronti a riconoscere lo stato di Palestina: oltre alla Francia ci saranno Andorra, Australia, Belgio, Canada, Lussemburgo, Portogallo, Malta, Gran Bretagna e San Marino. L’Italia, lo scorso 12 settembre, ha votato a favore della Risoluzione dell’Assemblea Generale Onu che chiede la creazione di uno Stato di Palestina libero da Hamas. Il governo non è però intenzionato a procedere da subito al riconiscimento. “Io – ha spiegato in Parlamento il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sarà presente a New York – non sono mai stato contrario allo Stato palestinese. Ho detto che noi non possiamo riconoscere uno Stato palestinese che non riconosca Israele o non sia riconosciuto da Israele, che è una cosa ben diversa” e “non possiamo avere Hamas come interlocutore perché è un’organizzazione terroristica”.

L’Italia – che celebra i 70 anni dalla propria adesione all’Onu – ospita uno dei maggiori poli delle Nazioni Unite dopo New York e Ginevra, è il settimo contributore sia al bilancio ordinario sia alle operazioni di pace.

Governo, Meloni: non siamo come loro. E’ amore a muoverci, non odio

Roma, 21 set. (askanews) – “Qualche giorno fa nessuno dei moralizzatori che hanno riempito le pagine di commenti su di voi ha ritenuto di dover dire mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta meno uno. Una minaccia di morte, perché le cose vanno chiamate con il loro nome, tutti zitti. Ma non ci facciamo fare la morale da questa gente, siamo fieri, profondamente orgogliosi di essere alternativi tanto per parlare di cultura dell’odio”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, nel suo intervento di chiusura di ‘Fenix’, la festa di Gioventù nazionale.

“Non siamo come loro e non lo diventeremo mai e non cadremo nella loro trappola perché sarà sempre l’amore, non sarà mai l’odio, a muovere quello che facciamo”, “l’amore per l’Italia, l’amore per le persone, il coraggio di difendere le nostre convinzioni sempre con il sorriso sulle labbra, con rispetto verso chi non la pensa come noi. Perché in fondo noi siamo persone che credono in qualcosa, abbiamo sempre avuto tanto rispetto per chiunque creda in qualcosa anche quando crede cose molto diverse dalle nostre. A me ha sempre spaventato molto di più il nichilismo, mi spaventa molto di più chi non crede in niente, combatto molto di più chi non crede in niente”, ha aggiunto.

Meloni ricorda Livatino: un eroe che non piegò mai la testa

Roma, 21 set. (askanews) – “Ho sempre creduto che raccontare alle giovani generazioni il sacrificio di chi ha messo legalità e giustizia davanti alla propria vita, non sia solo un dovere e un modo per onorarne la memoria ma anche per proseguire nell’impegno che questi eroi hanno intrapreso senza paura. Il giudice Rosario Livatino è tra questi eroi. Un servitore dello Stato che con rigore e fermezza ha portato avanti la battaglia contro la criminalità organizzata. Un uomo di profonda fede cattolica, beatificato nel 2021, a dimostrazione della sua importante opera”. Lo scrive sui social la premier, Giorgia Meloni.

“Oggi, nell’anniversario della sua uccisione, voglio ricordare il suo sacrificio e la sua azione compiuta senza piegare mai la testa, affinché la nostra generazione e quella futura non dimentichino e possano proseguire nel cammino di lotta contro ogni forma di mafia”, conclude.