Home Blog Pagina 191

Israele ha ucciso il capo dei Basiji iraniani Soleimani

Roma, 17 mar. (askanews) – L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in un raid mirato a Teheran il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani.

Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, l’operazione è stata condotta dall’aeronautica sulla base di informazioni di intelligence e ha colpito il comandante, in carica da circa sei anni.

Le Basij fanno parte dell’apparato di sicurezza iraniano e, secondo Israele, hanno avuto un ruolo centrale nella repressione delle proteste interne, con operazioni caratterizzate da arresti di massa e uso della forza contro i civili.

L’uccisione di Soleimani si inserisce in una serie di operazioni che, secondo Israele, hanno portato all’eliminazione di numerosi alti comandanti iraniani, con l’obiettivo di indebolire la struttura di comando e controllo del sistema di sicurezza di Teheran.

L’esercito israeliano ha affermato che continuerà le operazioni contro i vertici militari iraniani.

Mattarella: Costituzione autentico presidio dei diritti

Roma, 17 mar. (askanews) – “La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione della Giornata dell’unità nazionale.

Grandi piattaforme tecnologiche e democrazia: enigma Peter Thiel

Un protagonista del nuovo capitalismo tecnologico

Si avverte una tendenza a interpretare la tecnologia come nuovo ordine del mondo. L’arrivo in Italia di Peter Thiel in questi giorni, per dialoghi culturali riservatissimi, ci fa comprendere che non si tratta solo di governare le innovazioni ma che dietro le architetture digitali ed il modello economico predatorio delle Big Tech c’è una visione del mondo e dell’uomo.

Peter Thiel, grande sostenitore di Trump dal 2016 e promotore del fenomeno politico J.D. Vance, suo vice, ha fondato PayPal con Elon Musk e poi Palantir, impresa che sviluppa software avanzati per incrociare dati utili all’intelligence e alla Difesa degli USA e di altri Governi occidentali.

Thiel porta a Roma una visione. Non si tratta di un semplice miliardario della Silicon Valley. È un interprete importante del passaggio d’epoca. L’intreccio tra tecnologia digitale, mercato, finanza e potere politico rappresenta un nuovo ordine del mondo. Non è solo una dimensione del capitalismo che genera ricchezza. È un sistema che usa il denaro per trasformare istituzioni, diffondere valori e disvalori, antropologie, per generare autocrazie sia pure elettive. È il capitalismo della sorveglianza che stabilisce quali libertà sacrificare per il primato tecnologico e politico nel mondo. È una forza pedagogica e quindi politica per plasmare un nuovo mondo.

Lo stratega della nuova destra americana

Scacchi, Stanford, Big Data, appoggio al Movimento Maga: perché Thiel è uno stratega dai lati ancora oscuri? Egli è un sostenitore della teoria dell’Anticristo biblico, che si oppone al libero sviluppo tecnologico. È uno dei cento uomini più ricchi del mondo, primo finanziatore di Facebook e di molte startup che hanno fatto la Silicon Valley. È uno dei grandi sponsor intellettuali della nuova destra americana.

Ha curato l’ascesa di J. D. Vance, prima professionale poi politica, fino a pensare ad una sua candidatura alla Presidenza USA nel 2028. L’idea di fondo è che nel mondo tocchi agli Stati Uniti, al più forte, affermare la propria potenza per evitare la decadenza quasi certa dell’Occidente, rispetto soprattutto alla Cina.

Tolkien, Silicon Valley e la mitologia del potere tecnologico

Non è facile capire un libertario californiano, strenuo difensore della libertà di parola, che aiuta i governi a sorvegliare piazze e persone fino a chiudere siti di informazione. Figlio di cristiani evangelici conservatori tedeschi, poi trasferiti negli Stati Uniti, da studente legge e rilegge Tolkien.

Dai suoi fantasy trae una lente per guardare la realtà fino a dare i suoi nomi alle aziende, come ad esempio Palantir, richiamando le pietre veggenti che consentono agli elfi di sorvegliare da lontano. Così Anduril, la spada di Aragorn, la fiamma dell’ovest, nome dell’impresa che sviluppa sistemi di difesa autonomi, droni e torri di sorveglianza. Così Erebor, la montagna dove il drago accumulava immensi tesori, che diventa il nome di una banca attiva in tecnologie e criptovalute.

Il paradosso della libertà sorvegliata

Per comprendere Thiel dobbiamo osservare la fondazione di Stanford Review nella sua università, nel 1987. È un giornale studentesco per narrare ciò che crea disagio. Da qui parte l’attacco al politicamente corretto, all’ortodossia dominante nelle università americane.

In particolare si contestano le affirmative action, le ammissioni preferenziali delle minoranze. La rivista sostiene che fanno abbassare gli standard accademici. È un rifiuto del multiculturalismo senza reale emancipazione. La non selezione distorce il merito.

Con queste idee incrocia Elon Musk della Space X. Nel 2007 Fortune li individua come la PayPal Mafia. Thiel riesce a sfruttare l’onda lunga dei cambiamenti tecnologici con una visione precisa del mondo e del futuro. Entra in una rete di miliardi, algoritmi e politica, in un laboratorio distopico che ridisegna il potere negli Stati Uniti e che quindi ci riguarda tutti.

Il capitalismo della sorveglianza e la sfida europea

Thiel si presenta come un difensore dell’umano contro il rischio di una tecnologia senza volto e contro il conformismo ideologico. È un paradosso: per difendere la libertà si affida potere crescente a strutture di controllo.

La complessità della vita va semplificata in informazione leggibile in sofisticate banche-dati. Emerge una concezione hobbesiana della convivenza. Se l’uomo è una minaccia serve un ordine più forte. Se il caos ci minaccia, la libertà deve arretrare rispetto alla sicurezza. La politica si irrigidisce in chiave autocratica, il mercato seleziona, la tecnologia sorveglia.

L’uomo è ridotto ad un comportamento da prevedere? Il capitalismo della sorveglianza diventa antropologia della sorveglianza in attesa dell’Anticristo. Il nuovo umanesimo europeo non può sottovalutare questo fenomeno distopico emerso nel cuore dell’Occidente.

La guerra, che bella!

Un mondo che non si riconosce più

Sembra che di questi tempi qualcosa non giri per il verso giusto. Non si tratta propriamente di versi poetici a cui ricorrere per dire della bellezza del mondo e neppure dell’originaria traccia dell’aratro tirato dai buoi impegnatnel lavoro dei campi. C’è un sostantivo che ormai si può declinare solo al plurale.

Ne deriva che “guerra” può essere espresso solo in “guerre”, e forse — a dirla così — è ancora una fortuna. Se si tornasse alla sua forma singolare vorrebbe dire che l’intero mondo, ogni suo angolo, si è infiammato e sarebbero dolori seri.

Per adesso il Medio Oriente la fa da padrone: un intreccio di etnie e di interessi impossibile da sgrovigliare, un caleidoscopio di sfumature di poteri dove ciascuno sta contro l’altro, ma sotto sotto non del tutto, perché bisogna intanto guardarsi anche dall’alleato di oggi.

Il tempo di una ristrutturazione globale

Resta fermo che la terra si è guardata allo specchio ed evidentemente non si è più piaciuta. Ha pensato bene che fosse giunta l’ora di un restyling, e lo stile che si è dato sarebbe quello “proattivo” a cui sembra essersi ispirata.

Quindi muovere lo scenario: una sorta di ripresa di movimento per dimagrire dal peso eccessivo di una pace che sta diventando tossica. L’importante è sparigliare gli equilibri attuali, che sanno di stantio, e mettersi in corsa per rimettersi in sesto.

Ad onor del vero, un po’ di esercizio — dal dopoguerra ad oggi — la terra l’ha sempre fatto, ma tutto sommato al minimo dei giri, una sbandata sempre controllata. Ora non è parso più sufficiente e il nostro caro pianeta ha deciso di rimettersi in sesto, pur a costo di sudare sangue e polvere da sparo in modo assai più massiccio.

Lifting si traduce in un sollevare, forse anche le sorti di un umore contrariato da troppa inerzia.

Ghiotti di futuro

Qualche scellerato potrebbe rimpiangere il bel mondo antico, ma c’è chi ricorda che la nostalgia non è una buona strategia. Siamo chiamati al futuro al pari del canto di Circe.

Si è attratti fatalmente verso il precipizio del “dopo”, senza prevederne gli effetti, ed è forse proprio questa ignoranza ad essere la molla che seduce e che giustifica un passo in avanti a digiuno di mappe da seguire.

L’imprevisto è la molla da montare a cavalcioni per lanciarsi incontro a nuovi orizzonti.

Più dei politologi o dei militari esperti di conflitti mondiali, i leader del mondo potrebbero chiedere suggerimenti alle grandi multinazionali di prodotti cosmetici, e non soltanto per migliorare il proprio outfit. Chissà che non verrebbe proprio da quelle aziende, esperte di ringiovanimento, qualche indicazione utile per abbellire un pianeta dalla faccia stanca — e forse perfino per vincere una guerra.

Se lo fanno gli umani, ne avrà diritto anche la terra che li ospita, almeno per un elementare principio di omogeneità.

L’importanza di una nuova cosmesi

Anche gli animali non sono esenti da un trend che sollecita un cambiamento dello status quo, un adeguarsi a canoni più confacenti all’attualità del momento.

È sulla cronaca dei giornali la notizia che al Camel Beauty Show Festival in Oman sono stati squalificati una ventina di cammelli a cui avevano pompato le labbra con filler e la gobba con silicone. Anche lì si è avvertita l’esigenza di mettere mano alle proprie bestie per dare una spinta maggiore alla loro presenza.

Accettarsi per come si è e per quanto si ha è una pratica ardua ed ormai intesa come sterile.

L’Oman e il Medio Oriente oggi sono l’ombelico del mondo, la scuola a cui guardare. Anche la morte dovrà tenerne conto e darsi una incipriata, per non correre il rischio di annoiare chi un giorno vi si imbatta.

Carlo Donat-Cattin, una lezione che non tramonta

Ci sono delle lezioni, degli insegnamenti e dei magisteri che non tramontano. Senza sacrificarli o beatificarli, semplicemente conservano una bruciante attualità e modernità nella loro essenza di fondo. Tra questi non possiamo non citare il magistero politico, culturale e sociale di Carlo Donat-Cattin, scomparso 35 anni fa. Leader della sinistra sociale della Democrazia Cristiana e qualificato uomo di governo, parliamo di uno statista che si è ritagliato un ruolo decisivo nella politica italiana per oltre 30 anni. Nella Dc innanzitutto, all’interno del cattolicesimo sociale, nel centrosinistra dell’epoca e, soprattutto, nel contributo che seppe dare alla cultura riformista e democratica del nostro paese.

La scuola della sinistra sociale

Un uomo che, attraverso il suo concreto esempio e comportamento politico, ha saputo “allevare” generazioni — tra cui chi scrive — all’impegno politico e culturale diretto nella società. Generazioni di cattolici che provenivano dall’associazionismo di base culturale e sociale, di matrice cattolico-popolare, che sono approdati alla politica non in modo casuale ed estemporaneo, ma con una precisa preparazione culturale ed ideale e con un profilo politico altrettanto chiaro e definito. Era la grande comunità della sinistra sociale di ispirazione cristiana — la storica corrente di Forze Nuove — che, partendo proprio da Torino e dal Piemonte, ha saputo con uomini come Donat-Cattin e Bodrato e con molti altri esponenti e leader provenienti da tutto il paese, come ad esempio Franco Marini, diventare un luogo politico decisivo per la Dc e per l’intera politica italiana in quella lunga stagione della prima Repubblica.

Il governo come responsabilità politica

Un uomo, quindi, che ha sempre giocato un ruolo politico da protagonista, al di là delle vicissitudini umane che ha dovuto faticosamente attraversare. Ma un uomo che, comunque sia, ha lasciato una pesante e ricca eredità politica, culturale e sociale e anche e soprattutto di governo. Cioè sul come si gestisce, si affronta e si governa un ministero. Dall’Industria al Lavoro e previdenza sociale alla Sanità, Donat-Cattin ha sempre saputo imprimere una spiccata e ben visibile direzione politica alla sua azione di governo senza mai rinunciare alla sua cultura politica di fondo. E la storica riforma dello Statuto dei lavoratori del maggio 1970 lo ha confermato in modo persino plateale.

Tutto ciò non gli risparmiò di essere uno dei leader e statisti Dc più violentemente contestato dalla sinistra comunista dell’epoca. Forse con Cossiga è stato il leader democristiano più vilipeso, più ferocemente attaccato ed insultato da parte del vecchio Pci.

Una sfida ancora aperta

Malgrado ciò, Donat-Cattin con la sua coerenza politica di fondo e il suo carattere indomito e coraggioso ha saputo fronteggiare da un lato la pesante e massiccia offensiva comunista e, dall’altro, l’ostracismo della classe imprenditoriale. E questo perché la specificità della sinistra sociale di ispirazione cristiana è sempre stata quella di restare fedele alle ragioni del cattolicesimo sociale e popolare senza mai rinunciare a rappresentare nelle dinamiche politiche i ceti popolari e del mondo del lavoro all’interno della Democrazia Cristiana.

Un terreno, questo, che vedeva la diretta concorrenza proprio dei comunisti. Soprattutto nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. E non è un caso che fu proprio Aldo Moro a richiamare più volte il ruolo decisivo di Donat-Cattin e della sua corrente di Forze Nuove affinché “la Democrazia Cristiana continui a conservare la sua natura popolare e sociale”.

Ecco perché, seppure in una stagione politica profondamente diversa rispetto a quella vissuta da Carlo Donat-Cattin, è indubbio che oggi i valori, i principi, la cultura e la concreta prassi politica interpretati e declinati dallo statista piemontese nel suo tempo continuano ad essere fortemente attuali e moderni anche nella società contemporanea. E proprio la riproposizione, seppur con una veste aggiornata e rivista, di una sinistra sociale di ispirazione cristiana continua ad essere una delle sfide decisive per i cattolici italiani che non accettano di continuare a giocare un ruolo puramente ornamentale e del tutto ininfluente nella cittadella politica contemporanea.

Giornata unità, Fontana: custodire e difendere pace e libertà

Roma, 17 mar. (askanews) – “Il 17 Marzo richiama i principi su cui si fonda il nostro Paese: libertà e pace. Questa giornata, nel rinnovare il ricordo dei fatti storici, invita tutti a sentirsi parte della comune responsabilità di custodire e difendere i valori costituzionali che rimangono una guida e un indirizzo sicuro per affrontare le difficili sfide del nostro tempo. Lavoriamo ogni giorno per tutelare la libertà e la pace per il nostro Paese, valori oggi a rischio e da difendere con la massima determinazione”. Lo afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

La Dc cilena cerca una nuova guida, soprattutto una nuova linea politica

Un partito storico alla ricerca di identità

Il prossimo 12 aprile gli iscritti al Partido Demócrata Cristiano (PDC) saranno chiamati a eleggere la nuova direzione nazionale. Quattro liste si sono presentate in questa competizione, segnando una fase di confronto interno che va ben oltre il semplice ricambio della leadership.

La Democrazia cristiana cilena è stata una delle grandi esperienze del cattolicesimo politico del secondo Novecento. Con la presidenza di Eduardo Frei Montalva negli anni Sessanta rappresentò un modello originale di riformismo cristiano in America Latina. In quegli anni il partito cercò di tradurre nella realtà cilena l’ispirazione umanista e personalista che aveva trovato nel pensiero di Jacques Maritain una delle sue principali fonti culturali.

Oggi, tuttavia, la situazione è molto diversa. Dopo decenni di centralità nella politica nazionale e un ruolo decisivo nella transizione democratica seguita alla fine del regime di Augusto Pinochet, il partito si trova a fare i conti con un forte ridimensionamento elettorale e con la trasformazione del sistema politico cileno.

Le quattro candidature

La competizione interna vede confrontarsi quattro candidati alla presidenza del partito.

Il deputato Álvaro Ortiz, già sindaco di Concepción, propone di rilanciare la Dc come forza autonoma di centro riformatore, capace di dialogare con diversi interlocutori politici senza perdere la propria identità.

Il parlamentare Jorge Díaz rappresenta invece una linea più vicina alla tradizione della Concertación, la grande coalizione di centrosinistra che guidò il Paese dopo la dittatura, e vede nella collaborazione con le forze progressiste un passaggio necessario.

Accanto a queste due figure parlamentari si collocano altre due candidature: quella di Humberto Salas, espressione di una corrente che chiede una profonda riorganizzazione del partito e un maggiore radicamento territoriale, e quella di Ana María Luksic, che insiste soprattutto sul rinnovamento generazionale e sull’apertura alle istanze di modernizzazione.

Il nodo politico

Dietro la competizione tra le quattro liste si intravede una questione più profonda: la collocazione della Democrazia cristiana nel nuovo scenario politico cileno.

Negli ultimi anni il sistema politico del Paese è stato attraversato da profondi cambiamenti. Le proteste sociali del 2019 hanno accelerato la crisi dei partiti tradizionali e favorito l’emergere di nuove forze politiche, culminate con l’elezione alla presidenza di Gabriel Boric.

In questo contesto la Dc ha progressivamente perso peso elettorale, oscillando oggi su percentuali modeste rispetto al passato (3-5%). Il partito deve quindi decidere se restare stabilmente nell’area della sinistra democratica oppure  tentare di ricostruire uno spazio autonomo di centro riformatore.

Una scelta strategica

La decisione che uscirà dal voto interno di aprile non riguarderà soltanto la guida del partito.

Riguarderà soprattutto il modo in cui la Democrazia cristiana cilena intende reinterpretare la propria tradizione nel XXI secolo: come componente del campo progressista oppure come forza autonoma di centro popolare. Soprattutto ora che la destra radicale, con il Presidente José Antonio Kast, si è insediata al vertice dello Stato.

Per un partito che ha segnato profondamente la storia politica del Cile, la posta in gioco non è soltanto organizzativa. È, prima di tutto, una questione di identità e di futuro.

Famiglia nel bosco, La Russa: i giudici dell’Aquila inventano il reato di speranza

Roma, 17 mar. (askanews) – “I giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé”. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in una intervista al Centro nella quale ribadisce, quanto all’incontro con la famiglia in Senato, che “è vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l’avevo promosso da tempo”.

“La sinistra è impaurita di vedere questo tema portato all’attenzione generale”, aggiunge osservando che “c’è qualcuno che si innervosisce appena si parla di una vicenda in cui si può lecitamente criticare un provvedimento giudiziario. Per quanto mi riguarda io critico questo provvedimento senza venir meno al mio rispetto per i magistrati che è proverbiale”. “La verità è che, in nome del No, qualcuno è pronto a giustificare qualunque sentenza – prosegue La Russa -. Ciò che mi ha stupito è questa difesa senza entrare nel merito di un provvedimento. Che questo sia strumentale è evidente”.

Nell’incontro a Palazzo Madama il 25 marzo, La Russa anticipa che darà “vicinanza” e “solidarietà” alla famiglia invitandoli “a cercare qualunque via di uscita senza irrigidirsi in posizioni prevenute”. “Ricorderò che, se ritengono che la cosa più importante sia riabbracciare e tenere i loro figli, dovranno andare in questa direzione. Dimostrerò grande solidarietà, per quel poco che posso rappresentare. E se ne facciano una ragione quelli di sinistra: non saranno le loro parole a impedirmi di incontrarli”, conclude.

Iran, le notizie più importanti del 17 marzo sulla guerra

Roma, 17 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti del 17 marzo riguardo alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo con ripercussioni sull’economia globale.

-07:14 Gb: Usa non hanno usato nostra base a Cipro per attacchi

-07:10 Una nave cisterna è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” mentre si trovava all’ancora nel Golfo dell’Oman, nei pressi dell’ingresso dello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l’agenzia marittima britannica Ukmto.

-07:06 Raid israeliani hanno colpito all’alba tre quartieri di Beirut e diverse località nel sud del Libano. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Ani.

-07:03 Esplosioni sono state udite questa mattina a Dubai, negli Emirati arabi uniti, e a Doha, capitale del Qatar, nel 18mo giorno di guerra in Medio Oriente. Lo riferisce Le Figaro.

-07:02 L’Iran ha colpito una base militare statunitense in Qatar e infrastrutture di difesa missilistica in Israele. Lo ha riferito il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc), citato dall’agenzia Fars.

Calcio, Iran, pressing sulla Fifa per il Mondiale in Messico

Roma, 17 mar. (askanews) – La federazione calcistica iraniana apre un confronto con la FIFA per trasferire in Messico le partite dei Mondiali inizialmente previste negli Stati Uniti, sullo sfondo delle tensioni geopolitiche legate al Medio Oriente.

A rendere nota la posizione di Teheran è stata l’ambasciata iraniana in Messico, che ha riferito delle trattative in corso. Decisive, secondo la federazione, le dichiarazioni dell’ex presidente statunitense Donald Trump sulla sicurezza della nazionale iraniana.

“Poiché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza della Nazionale iraniana, certamente non andremo in America”, ha dichiarato il presidente della federazione, Mehdi Taj.

“Stiamo attualmente negoziando con la FIFA affinché le partite dell’Iran ai Mondiali si svolgano in Messico”, ha aggiunto Taj.

Baseball, Italia sconfitta, Venezuela in finale

Roma, 17 mar. (askanews) – Si ferma in semifinale il cammino dell’Italia al World Baseball Classic. Al loanDepot Park di Miami il Venezuela vince 4-2 in rimonta e conquista la finale contro gli Stati Uniti.

Gli azzurri partono meglio e sbloccano il risultato al 2° inning approfittando di tre basi ball consecutive concesse dal partente venezuelano Montero: Zach Dezenzo firma il punto dell’1-0. Poco dopo arriva il raddoppio con Jac Caglianone, spinto a casa da una volata di sacrificio di Jon Berti.

Il Venezuela reagisce al 4° inning con il fuoricampo di Eugenio Suárez, che riapre la partita. Il momento decisivo arriva però al 7°, quando l’Italia crolla: sul monte Lorenzen perde controllo e la squadra sudamericana piazza tre punti con le valide in serie di Ronald Acuña Jr., Maikel García e Luis Arráez, completando la rimonta.

Gli azzurri non riescono più a reagire e vedono sfumare il sogno finale, chiudendo comunque un torneo storico. La squadra guidata dal manager Francisco Cervelli, imbattuta fino alla semifinale, aveva ottenuto quattro vittorie nel girone – tra cui quella prestigiosa contro gli Stati Uniti – e il successo nei quarti contro Porto Rico.

Nonostante la sconfitta, l’Italia eguaglia il miglior risultato europeo nella competizione, entrando tra le prime quattro del World Baseball Classic. Il Venezuela si giocherà ora il titolo contro gli Usa.

Basket, Nba verso 32 squadre: voto su Las Vegas e Seattle

Roma, 17 mar. (askanews) – La NBA si prepara a discutere l’espansione a 32 squadre con l’ingresso di Las Vegas e Seattle. Il primo passo sarà il voto dei proprietari delle franchigie previsto nella riunione del Board of Governors della prossima settimana.

Secondo quanto riportato da Espn, si tratta di un passaggio preliminare per valutare le due città come nuovi mercati, con eventuale ingresso delle franchigie a partire dalla stagione 2028-2029. L’ultima espansione della lega risale al 2004 con Charlotte.

Per l’approvazione definitiva serviranno più votazioni e almeno 23 voti favorevoli su 32 proprietari. Le nuove squadre avrebbero una valutazione compresa tra 7 e 10 miliardi di dollari ciascuna. Seattle rappresenta uno dei mercati più grandi senza una squadra Nba dopo il trasferimento della storica franchigia nel 2008 a Oklahoma City, mentre Las Vegas ha visto negli ultimi anni l’arrivo di squadre professionistiche di Nfl, Nhl e Wnba.

Nel corso del Board sarà affrontato anche il tema del progetto Nba Europe, destinato a ridisegnare la presenza della lega sul mercato europeo, anche se non è previsto un voto definitivo nell’immediato.

Trump: penso che avrò l’onore di prendere Cuba

Roma, 17 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi “l’onore di prendere Cuba”, mentre l’isola è alle prese con un blackout totale legato alla crisi energetica. Lo riferiscono i media Usa.

Parlando con i giornalisti alla Casa bianca, Trump ha affermato: “Credo che avrò l’onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia”.

Il presidente ha sottolineato che gli Stati uniti sono in trattativa con L’Avana sul futuro del paese, definendo Cuba “una nazione molto indebolita in questo momento”. Secondo quanto riportato, durante i colloqui funzionari statunitensi avrebbero chiesto la rimozione del presidente Miguel Diaz-Canel.

Washington ha intensificato la pressione sull’isola dopo aver interrotto le forniture di petrolio dal Venezuela e minacciato misure contro i paesi che esportano energia verso Cuba, contribuendo alla crisi della rete elettrica.

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

I Pasdaran: abbiamo colpito base Usa in Qatar

Roma, 17 mar. (askanews) – L’Iran ha colpito una base militare statunitense in Qatar e infrastrutture di difesa missilistica in Israele. Lo ha riferito il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc), citato dall’agenzia Fars.

“La 57ma fase dell’operazione Vera Promessa 4 è stata condotta con successo contro obiettivi nel cuore dei territori occupati”, si legge nella dichiarazione, che menziona infrastrutture di comando, comunicazione e difesa missilistica. L’Irgc ha aggiunto di aver attaccato anche la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar, utilizzando missili Zolfaghar e Qiam, oltre a droni.

Teheran ha intensificato gli attacchi contro obiettivi israeliani e militari statunitensi nella regione in risposta all’operazione militare avviata da Stati uniti e Israele il 28 febbraio.

Esplosioni sono state udite questa mattina a Dubai, negli Emirati arabi uniti, e a Doha, capitale del Qatar, nel 18mo giorno di guerra in Medio Oriente. Lo riferisce Le Figaro.

Il ministero della Difesa emiratino ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico.

A Dubai le esplosioni sono state precedute da un’allerta sui telefoni cellulari che invitava la popolazione a “trovare immediatamente riparo” a causa di “potenziali minacce missilistiche”.

Referendum, Meloni: se non passa? Io resto e giustizia non funziona

Roma, 16 mar. (askanews) – “Invito i cittadini ad andare a votare guardando il merito della riforma – ha detto la Premier – perché questa non è una riforma di destra non è una riforma di sinistra è una riforma di buonsenso e tutte le persone di buonsenso che siano di destra o di sinistra devono cogliere l’occasione di modernizzare questa nazione. Io intendo arrivare alla fine della legislatura e farmi giudicare dagli italiani sul complesso del lavoro che ho fatto quindi non avrebbe senso che io mi dimettessi anche nel caso di vittoria del No”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4.

“Questo a maggior ragione – sottolinea – dovrebbe convincere chi è d’accordo con la riforma, e la sinistra cerca di convincere dicendo andate a votare no contro la Meloni: che non ha senso farlo perché tra un anno puoi andare a votare contro la Meloni e mandare a casa la Meloni, se hai la maggioranza, ovviamente. Ma intanto oggi non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. E se tu oggi voti no per mandare a casa la Meloni, ti ritrovi la Meloni che rimane al suo posto, e pure una giustizia che continua a non funzionare. Non mi sembra un grande affare. Conviene andare a votare intanto per portare a casa una riforma della giustizia e migliorare lo stato della giustizia in Italia, indipendentemente da chi dovesse andare al governo fra un anno. Perché a me basta lasciare questa nazione in condizioni migliori di come l’ho ereditata, indipendentemente da quello che gli italiani sceglieranno fra un anno”.

Energia, von der Leyen ai 27:ecco le opzioni per ridurre prezzi

Bruxelles, 16 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha inviato una lettera ai capi di governo degli Stati membri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 19 e 20 marzo, con un focus particolare sulla questione del caro energia, uno dei fattori più importanti che influisce negativamente sulla competitività delle imprese, aggravatosi a seguito dell’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, e del conseguente blocco dello stretto di Hormuz.

A parte l’emergenza, comunque, l’Ue ha bisogno di trovare delle soluzioni strutturali che diminuiscano in modo permanente i costi dell’energia, e in particolare dell’elettricità, e su questo von der Leyen propone agli Stati membri una serie di opzioni possibili.

“La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è quella energetica, in particolare riguardo al petrolio e al gas”, afferma la presidente della Commissione all’inizio della lettera. “Dal 2021 l’Ue ha compiuto progressi significativi nella diversificazione dell’approvvigionamento energetico e nell’aumento della capacità di energia rinnovabile”, la cui parte nel mix energetico “è passata dal 36% nel 2021 al 48% nel 2025”. Con le rinnovabili “insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio”, anche se ancora “diversi settori, e in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”.

“Attualmente – assicura von der Leyen -, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia – rileva -, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili: un chiaro monito sul prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”. E avverte: “Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”.

Iniziative urgenti per mitigare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sono già in corso, ricorda la presidente della Commissione, e tra queste in particolare “il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai effettuato, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, per attenuare gli effetti dell’interruzione fino alla ripresa del traffico regolare attraverso lo Stretto di Hormuz”, e “il coordinamento multinazionale per prepararsi al ripristino della libertà di navigazione nella regione”.

Ma, a parte l’emergenza, servono soprattutto “misure che riducano i costi energetici in modo più duraturo affrontando le cause strutturali degli alti prezzi dell’energia, con un focus sull’elettricità”. Per farlo, indica von der Leyen, “dobbiamo agire sui quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’energia elettrica: il costo dell’elettricità stessa; i costi di rete; le imposte e i prelievi e infine i costi del carbonio”, ovvero delle quote di CO2 che si acquistano sul mercato europeo dei permessi di emissione Ets.

Innanzitutto, bisogna diminuire il costo di produzione dell’elettricità, “che da solo rappresenta più della metà del prezzo” dell’energia elettrica pagato dai consumatori. “Ridurre questi costi richiede rapidi progressi verso gli obiettivi dell’Ue per l’energia pulita entro il 2030, con investimenti tempestivi”, e questo sarebbe “il modo migliore per limitare le ore in cui il prezzo del gas naturale, più elevato, determina il prezzo all’ingrosso” dell’elettricità, in base al sistema marginale del Merit Order” (l’assetto del mercato elettrico europeo).

Referendum, Meloni: correnti magistratura strumento potere

Roma, 16 mar. (askanews) – “Le correnti servono, come servono i partiti politici, a nominare i propri responsabili e poi, diciamo, difendere i propri interessi”, “la corrente è fondamentalmente uno strumento di potere”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4, parlando della riforma della giustizia.

“Nel momento in cui tu non hai più la facoltà di nominare i tuoi responsabili e non puoi più garantire che chi si aggrega alla corrente avanzerà più facilmente di carriera, o comunque avrà un occhio di riguardo quando ci sono le valutazioni per quello che riguarda il piano disciplinare, perché la gente si dovrebbe aggregare alle correnti?”, aggiunge.

Iran, Meloni: missione a Hormuz sarebbe passo verso coinvolgimento

Milano, 16 mar. (askanews) – “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, la missione nel Mar Rosso”, mentre un interventocon navi militari nello Stretto di Hormuz “chiaramente è più impegnativo perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento” nel conflitto con l’Iran. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata a “Quarta Repubblica” su Retequattro.

“Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner, ma intervenire insomma, significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”, ha ribadito la premier.

Renaissance Tuscany Il Ciocco: la vecchia Toscana conquista il mondo

Lucca, 14 mar. (askanews) – “Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa è diventato un punto fermo. Tutti vogliono venire qui perché è la Toscana pura, la vecchia Toscana: la Garfagnana è proprio quella, dove si vive ancora come 50 anni fa, più rallentata rispetto alle grandi città, e il Renaissance Tuscany offre quella fotografia autentica, la cartolina della vecchia Toscana”. Così Georges Midleje, Regional Managing Director.

A raccontarci la storia di una struttura immersa nel paesaggio e nella tradizione italiana, eppure ambita dal turismo internazionale, è Georges Midleje, regional managing director.

Il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa appartiene alla famiglia Marcucci, ci spiega, ed è stato il primo hotel Marriott in Toscana, nonché il primo Renaissance Hotel nella regione e primo Renaissance Resort d’Europa. Dispone di 180 camere – incluse suite, Presidential e Penthouse – ristrutturate con una fusione tra stile italiano classico e modern chic tipico di Renaissance Hotels, brand di Marriott International: una collezione di alto livello con 173 proprietà in 39 Paesi.

“Al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa abbiamo scelto Renaissance perché evoca il Rinascimento toscano; è stato ristrutturato totalmente nel 2011 con circa 17 milioni di euro: un albergo grande, con 180 chiavi”, afferma Midleje. La struttura offre anche esperienze esclusive come wine tasting e show cooking, per un’immersione autentica nella cultura locale. Anche grazie alla vicinanza di luoghi come il Podere Concori (a 15 minuti dal resort), una cantina locale con vini da agricoltura biologica che ha ricevuto anche riconoscimenti importanti.

A gestire l’hotel è Shaner, “preferred manager” di Marriott, spiega Midleje: un’azienda americana specializzata in sviluppo, proprietà e gestione di hotel, partner e franchisee autorizzato di Marriott International. Gestisce diverse proprietà Marriott, incluso il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, premiata nel 2025 e 2026 come top performing management company negli USA e Canada per l’eccellenza operativa.

Sia al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa immerso nella campagna, sia a Lucca nei Grand Universe Lucca e Grand Universe La Residenza, l’atmosfera è internazionale nonostante le radici italiane. Nei fatti, americani e indiani scelgono queste strutture. “Il 68% della clientela arriva da Marriott Bonvoy, con quasi 300 milioni di iscritti in corsa per punti e benefit; Lucca ha altissime percentuali di americani, oltre al 19-20% di italiani: in alta stagione, diventa marcatamente straniero”, conclude Midleje.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio e immagini askanews

Iran, Conte: attacco illegittimo, Italia non mandi navi e non dia basi

Roma, 16 mar. (askanews) – L’Italia ovviamente non deve mandare le navi, non è coinvolta in questa guerra”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando a ‘4 di sera’ su Rete4. Il presidente Usa, ha aggiunto, ha anche “minacciato Sanchez, dobbiamo dare solidarietà al premier spagnolo. Non perché è socialista, lui è il vero sovranista in Europa oggi”.

L’attacco è “assolutamente illegittimo”, ha aggiunto, e l’Italia non deve nemmeno concedere l’uso delle basi sul proprio territorio, nemmeno per “attività di supporto logistico”

Libano, detriti di razzi sulla base Unifil con gli italiani a Shama

Roma, 16 mar. (askanews) – Nel tardo pomeriggio di oggi, sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal ministero della Difesa.

Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio ma non presenta ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze (COVI) e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.

Referendum, Mantovano: non si vota su governo. Vittoria no ipoteca su futuro

Roma, 16 mar. (askanews) – “Voglio ribadire quello che a cominciare da Giorgia Meloni, ma tutti gli esponenti del governo, la maggioranza hanno detto il lungo e in largo: il 22 e il 23 marzo non si vota sul governo Meloni. Alle prossime elezioni politiche chi non ha gradito o non gradisce quanto stiamo facendo avrà modo di esprimerlo col massimo della libertà, come avviene in democrazia”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“L’oggetto del referendum – aggiunge – è una riforma della giustizia attesa da 40 anni e se dovesse passare in no per odio al governo di turno, questo rischia di rappresentare una seria ipoteca, nel senso che nessun governo in futuro farà una riforma della giustizia per non rischiare di essere mandato a casa dal no sulla riforma stessa”.

Referendum, Salvini: preoccupano toni minacciosi di alcuni procuratori

Milano, 16 mar. (askanews) – “Io rispetto chi voterà No” al referendum sulla giustizia, ma “sono preoccupato che alcuni procuratori capo della Repubblica ripetano in questi giorni che sanno che per il Sì voteranno mafiosi, indagati o massoni. Mi sa tanto del minaccioso… io rispetto chi voterà No, chiederei lo stesso rispetto per i milioni di italiani persone perbene che hanno scelto di votare Sì”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di Cinqueminuti in onda stasera su RaiUno.

Russia, Governo costretto a difendere Cirielli: normale vedere ambasciatore

Milano, 16 mar. (askanews) – Una polemica “inutile”, per un “incontro avvenuto alla luce del sole”. Tocca ad Antonio Tajani provare a sgonfiare il caso sollevato dal Corriere della Sera, che ha rivelato l’incontro avvenuto in febbraio tra il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovich Paramonov. E la parola d’ordine è manzoniana: ‘Sopire, troncare’, avrebbe detto il conte zio. Perchè l’irritazione di Giorgia Meloni per l’episodio viene confermata, ma l’esito non può che essere quello di compattare tutto il governo a difesa di Cirielli. Che infatti nel pomeriggio può dire: “Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo: ho agito a nome del governo”. Sopire e troncare dunque, per non prestare ulteriormente il fianco alle critiche delle opposizioni, derubricate a “polemiche strumentali”.

Tajani minimizza dunque la rilevanza dell’incontro: “Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa” e quindi Cirielli “ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana”. Soprattutto, “l’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa. La posizione è quella, gliel’ha ribadita anche Cirielli, quindi non c’è nulla dascandalizzarsi”. Concetto ribadito dallo stesso Cirielli: “Il fatto che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l’ambasciatore”.

Spiegazioni che non convincono le opposizioni, anche perchè sullaposizione del governo pesa l’atteggiamento della Lega. Matteo Salvini non ha nulla da eccepire sull’incontro di Cirielli, “se ha incontrato l’ambasciatore russo avrà avuto i suoi motivi per farlo”. Ma approfitta dell’occasione per rilanciare la richiesta di allentare le sanzioni verso la Russia: “Una proposta di buon senso. Ho letto che questa mattina il presidente di Federpetroli chiede di rimuovere le sanzioni sul petrolio e il gas russo e secondo me ha ragione. Non perchè sia amico di Putin, ma perché le famiglie e le imprese italiane rischiano di non farcela a spendere di più”, dice il leader del Carroccio e vice premier.

Ecco allora che il Pd insiste nel chiedere un chiarimento: “Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sapere cosa sta succedendo: se il governo sta riaprendo le relazioni con la Russia si allontana dalla posizione unitaria europea”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, per la quale “Meloni deve fare chiarezza su quali siano le cose che hanno discusso in questo incontro”.

Referendum, Mantovano: non sottopone magistratura a politica

Roma, 16 mar. (askanews) – “Io invito il presidente Monti, nei cui confronti ho grandissimo rispetto, e il segretario Landini a indicare un solo articolo, un solo comma, una sola parola, una sola virgola della riforma oggetto del Referendum di domenica e lunedì prossimi, da cui si può ricavare in qualche modo la sottoposizione della magistratura alla politica e l’alterazione della Costituzione”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“Mi permetto di ricordare, non soltanto a loro, che da circa 27 anni nella Costituzione – aggiunge – c’è una modifica introdotta nel 1999, quella all’articolo 111, con la quale si dice nel modo più chiaro possibile che il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, e tra le parti ovviamente c’è anche il pubblico ministero, davanti a un giudice terzo e imparziale. Allora, questa riforma è nient’altro che il completamento di quella riforma, oltre che di un quadro riformatore iniziato 40 anni fa col codice di procedura penale di Vassalli e Pisapia”.

“Segnalo anche, non certo al presidente Monti e neanche al segretario Landini che lo sanno bene, che nella Costituzione c’è un articolo, il 138, che saggiamente fu previsto dai costituenti, i quali non immaginavano se stessi come Mosè che scende dal monte Sinai con le tavole della legge, ‘quelle sono e se non vi piacciono le rompo’. Dissero i padri costituenti: ‘Noi non siamo Mosè, ma con l’articolo 138 permettiamo fra 50 anni, fra 80 anni, fra 100 anni, alla Costituzione più bella del mondo di adeguarsi alla modernità e alle esigenze di efficienza che riguardano anche il sistema giudiziario”, conclude.

Parma, arriva il grande padel: dal 17 al 22 marzo torneo Fip Silver

Roma, 16 mar. (askanews) – Una nuova settimana di sfide e spettacolo per il padel internazionale: dal 17 al 22 marzo arriva a Parma il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo del Cupra Fip Tour, circuito professionistico della Federazione Internazionale Padel. Al Pro Parma Sport Center, dove sono in palio 20mila euro di montepremi e 80 punti per il ranking mondiale Fip, sono attese protagonisti e protagoniste di livello mondiale: tra queste, la numero uno italiana Carolina Orsi – oro ai Giochi Europei di Cracovia 2023 e bronzo agli Europei 2025 e Mondiali 2024 – con le compagne di Nazionale Martina Parmigiani ed Emily Stellato. In evidenza, sottolinea una nota, anche Lucia Sainz, già numero 1 del mondo e pluricampionessa europea e mondiale con la Spagna, insieme alla giovane Raquel Eugenio, classe 2008 e numero 23 del ranking.

Tra gli uomini spiccano Simone Iacovino e Lorenzo Di Giovanni, bronzo agli Europei 2025, i veterani Daniele Cattaneo e Riccardo Sinicropi e i giovani talenti della NextGen internazionale, tra cui il 19enne Francisco “Curro” Cabeza, il più giovane vincitore di un torneo Premier Padel. Domenica ci sarà poi spazio per quattro ospiti d’eccezione: Alessandro Melli, Mark Iuliano, Alessio Tacchinardi e Nicola Amoruso scenderanno in campo per una sfida a colpi di racchetta, anche questa aperta al pubblico. Il Cupra Fip Tour di cui fa parte il Fip Silver di Parma, lo scorso hanno visto in campo più di 5.000 atleti per un totale di oltre 300 tornei.

Per il 2026 sono previsti più di 200 tornei che complessivamente ospiteranno 400 competizioni in cinque continenti.

Kallas: l’Ue non ha interesse ad allargare la missione navale Aspides a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea non hanno mostrato “alcun interesse” ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell’Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri Paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l’Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell’Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

“Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c’è interesse a modificarne il mandato”, ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles.

Poste Italiane supera 2.600 colonnine ricarica veicoli elettrici

Roma, 16 mar. (askanews) – L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto Polis, che coinvolge i Comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di incentivare l’inclusione sociale e la mobilità sostenibile dei cittadini nei piccoli centri. Entro l’anno è prevista l’installazione di 5 mila colonnine complessive in 3.500 Comuni tra Nord, Centro, Sud e isole. Il servizio del TG Poste.

Carceri, Mattarella: suicidi sconfitta dello Stato. Pesano sovraffollamento e carenza del personale

Roma, 16 mar. (askanews) – “Vi sono tanti problemi il primo dei quali è la piaga dei suicidi dei detenuti che non si attenua e che è una sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e una rappresentanza della polizia penitenziaria in occasione del 209esimo anniversario della sua Costituzione.

“Ci sono diversi problemi in questo importante reparto della vita della Repubblica: il corpo penitenziario che ha compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà, talvolta di difficoltà insostenibile per le condizioni di sovraffollamento e per le condizioni strutturali degli edifici penitenziari, non essendo adeguati ai compiti, vi si aggiunge la carenza di personale che, non da oggi, continua a pesare fortemente anche sul lavoro degli agenti chiamati a moltiplicare gli sforzi, a questo si aggiunge la carenza di professionalità come quelle sanitarie e di formatori che sono essenziali nel mondo carcerario”, ha detto Mattarella.

Insomma una “condizione complessiva che richiede a tutti voi un sovrappiù di impegno professionale – ha evidenziato il capo dello Stato – vi ringrazio per la dedizione con cui vi dedicate”. Quindi Mattarella ha rivolto un saluto ai “familiari dei caduti in servizio, medaglie d’oro, desidero esprimere loro la riconoscenza della Repubblica. Auguri a chi lascia il servizio dopo anni di impegno intenso e sovente faticoso nella loro attività e auguri agli allievi che si preparano a un compito così delicato”.

“La finalità di reinserimento e del recupero dei detenuti particolarmente per i più giovani è non solo un obbligo costituzionale ma una scelta di civiltà e un investimento per la cittadinanza perchè il recupero conduce a una recidiva estremamente bassa e quindi è una responsabilità della Repubblica da coltivare il più possibile”, ha detto Mattarella. “Per questo sono importanti le attività ‘trattamentali’, termine non felicissimo – ha aggiunto il capo dello Stato – ma, essenziali per il reinserimento, per rendere più alta la speranza di recupero per il futuro. Questa è una finalità prevista dalla Costituzione che la Repubblica ha l’obbligo di coltivare”.

UniCredit, Orcel sfida Berlino e lancia Ops su Commerzbank

Milano, 16 mar. (askanews) – UniCredit torna all’attacco su Commerzbank, di cui già detiene una partecipazione del 26% (più un ulteriore 4% tramite derivati), annunciando il lancio un’offerta pubblica di scambio. Nonostante la ferma opposizione del governo tedesco, che resta il secondo azionista con una quota del 12%, del board di Commerzbank e dei suoi dipendenti, Andrea Orcel tenta di uscire dallo stallo, aumentando il pressing sulla seconda banca tedesca con l’Ops, ultimo tassello di un’operazione avviata a settembre 2024.

Se ufficialmente le ragioni dell’operazione sono principalmente di natura tecnica – l’offerta è finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di acquisizioni -, strategicamente, la mossa per UniCredit ha l’obiettivo di aprire un dialogo e favorire un confronto costruttivo con Commerzbank e coi suoi principali stakeholder, partendo da un maggior potere negoziale. “Il nostro messaggio a Commerzbank è: ora è il momento di parlare”, ha spiegato il Ceo di UniCredit nel corso di una conference call, assicurando di non mirare ad acquisirne il controllo, non prevedendo di superare in modo significativo la soglia del 30% (con il concambio atteso il premio è solo del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo). Ma Orcel vuole garantirsi flessibilità: se l’Ops consente subito di evitare di aggiustare costantemente la propria quota per rimanere al di sotto della soglia del 30% per evitare che scatti l’Opa obbligatoria, considerato il buyback in corso da parte di Commerzbank, allo stesso tempo permette a UniCredit, una volta conclusa l’offerta, di poter incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità, senza alcun vincolo o limite.

Un’operazione “ragionevole e pragmatica” secondo il cda del gruppo italiano, “priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore”. Non la pensa così Commerbank. “Le comunicazioni di UniCredit sull’offerta, non concordata, non includono informazioni aggiuntive sui termini chiave di creazione di valore dell’operazione, informazioni necessarie per eventuali discussioni”, ha scritto la banca in una nota. “Il rapporto di cambio previsto nell’annuncio non include un premio per i nostri azionisti”, ha sottolineato a sua volta la Ceo Bettina Orlopp che domattina è attesa alla Morgan Stanley European Financials Conference. “Siamo convinti della solidità e del potenziale della nostra strategia, incentrata sull’indipendenza e sulla crescita redditizia”.

Le mire di UniCredit – già presente in Germania attraverso HVB, acquisita nel 2005 – su Commerbank risalgono a settembre 2024 con l’acquisizione di una quota del 9%. Il blitz aveva colto di sorpresa il governo tedesco che aveva messo all’asta una parte delle sue azioni nella banca, rilevate durante la crisi finanziaria del 2008. Oggi come allora, politica, board e dipendenti si sono sempre mostrati contrari all’operazione, trattandosi di un istituto chiave per i finanziamenti alle piccole e medie imprese tedesche. L’annuncio “riguarda le due banche coinvolte”, ma “la posizione politica del governo tedesco sulla questione è chiara: vogliamo mantenere l’indipendenza di Commerzbank”, ha affermato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. In mattinata, il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Maximilian Kall aveva detto: “un’acquisizione ostile sarebbe inaccettabile, soprattutto perché Commerzbank è una banca di importanza sistemica.Il Governo continuerà a sostenere la sua strategia volta a mantenere l’indipendenza dell’istituto”. Anche il gruppo parlamentare dell’Spd ha ribadito la sua opposizione al tentativo di acquisizione, sottolineando come Commerzbank sia “una banca di importanza sistemica che ha dimostrato ripetutamente la sua capacità di operare con grande successo in autonomia”.

L’Ops “è il livello successivo di oltraggio. Non solo non è coordinata, è ostile”, ha commentato Sascha Uebel, presidente del consiglio di fabbrica di Commerzbank, nonchè vicepresidente del Consiglio di sorveglianza della banca. “Ci difenderemo con tutte le nostre forze e i nostri mezzi”.

Sul fronte del Governo italiano è la Lega a commentare, attraverso il deputato e capogruppo in commissione Finanze, Giulio Centemero. “Troppo spesso alcuni governi europei invocano integrazione e mercato unico quando gli investimenti arrivano da loro, ma alzano barriere politiche quando sono imprese italiane a crescere e a proporsi come aggregatori”, ha detto in una nota. “Se davvero si vuole parlare di mercato dei capitali e di integrazione economica allora le regole devono valere per tutti. Le operazioni industriali transfrontaliere non possono essere ostacolate per meri interessi nazionali quando l’iniziativa arriva da società italiane. Serve coerenza: o il mercato unico vale sempre, oppure diventa soltanto uno slogan utile quando conviene ad altri”.

Dalla Commissione Ue è arrivato un sostegno indiretto. Pur non commentando, come prassi, i singoli casi, Bruxelles ha evidenziato come il consolidamento del settore bancario attraverso fusioni nazionali e transfrontaliere contribuirebbe a migliorare l’efficienza e la redditività delle banche, che andrebbe a vantaggio dei consumatori e dell’economia nel suo complesso. “Ciò di cui abbiamo bisogno per il successo dell’Unione del risparmio e degli investimenti a beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese è avere banche solide, perché sono intermediari chiave nei mercati dei capitali”, ha dichiarato Siobhan McGarry, portavoce della Commissione europea per i servizi finanziari. “Nella Ue abbiamo un settore bancario forte e diversificato, ma le nostre banche non si sono ancora espanse a sufficienza per essere competitive sul palcoscenico internazionale”.

In Borsa il titolo UniCredit ha chiuso in rialzo dello 0,54% a 63,84 euro, balzo per Commerzbank (+8,62% a 32,14 euro). Il rapporto di cambio dell’offerta, il cui avvio è previsto all’inizio di maggio, sarà determinato dalla BaFin nei prossimi giorni, ma il concambio atteso è pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank. (fonte immagine: UniCredit)

Carceri, Mattarella: pesano sovraffollamento e carenza personale

Roma, 16 mar. (askanews) – “Ci sono diversi problemi in questo importante reparto della vita della Repubblica: il corpo penitenziario che ha compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà, talvolta di difficoltà insostenibile per le condizioni di sovraffollamento e per le condizioni stutturali degli edifici penitenziari, non essendo adeguati ai compiti, vi si aggiunge la carenza di personale che, non da oggi, continua a pesare fortemente anche sul lavoro degli agenti chiamati a moltiplicare gli sforzi, a questo si aggiunge la carenza di professionalità comne quelle sanitarie e di formatori che sono essenziali nel mondo carcerario”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della sua costituzione.

Insomma una “condizione compolessiva che richiede a tutti voi un sovrappiù di impegno professionale – ha evidenziato il capo dello Stato – vi ringrazio per la dedizione con cui vi dedicate”.

Quindi Mattarella ha rivolto un saluto ai “familiari dei caduti in servizio, medaglie d’oro, desidero esprimere loro la riconoscenza della Repubblica. Auguri a chi lascia il servizio dopo anni di impegno itenso e sovente faticoso nella loro attività e auguri agli allievi che si preparano a un compito così delicato”.

Trump: l’Iran ora è una tigre di carta. Gli alleati aiutino a liberare Hormuz, serve più a loro

Roma, 16 mar. (askanews) – Gli attacchi americani contro l’Iran continuano “con piena forza” e “in ogni direzione”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante una conferenza stampa al ribattezzato Trump-Kennedy Center a Washington in cui ha sostenuto che gli iraniani “sono stati letteralmente obliterati”. Il leader Usa ha spiegato che “dall’inizio del conflitto sono stati lanciati oltre settemila target, principalmente militari e commerciali. Abbiamo ottenuto il 95% di riduzione di attacchi missilistici e il 95% di droni. Ora i missili vengono lanciati molto lentamente perché non ne hanno molti”. Stando a Trump, oggi sono stati colpiti tre siti manifatturieri di missili. Secondo lui “oltre 100 navi sono state distrutte o affondate. Deve essere un record”. “Abbiamo colpito, per quanto ne sappiamo, tutte le loro navi posa-mine”, ha dichiarato inoltre Trump, riferendosi alla capacità dell’Iran di bloccare lo Stretto di Hormuz. “Ora, immagino, potrebbero mettere le mine su altri tipi di navi e lasciarle cadere. Ma non sappiamo che ne sia stata lanciata alcuna. Non siamo sicuri che ne sia stata lanciata alcuna”. “Noi abbiamo colpito tutte e 30 le loro navi e le abbiamo distrutte. Sono tutte sul fondo del mare”, ha specificato Trump. “L’Iran l’ha sempre usata come arma economica, e non potrà continuare a farlo a lungo”, ha osservato ancora Trump, in merito alla militarizzazione di Hormuz, annunciando che “numerosi paesi mi hanno detto che stanno arrivando”. “Incoraggiamo fortemente altre nazioni le cui economie dipendono dallo Stretto molto più della nostra”, ha dichiarato oggi il presidente statunitense Donald Trump in conferenza stampa, spiegando che gli Usa vogliono “che vengano ad aiutarci con lo Stretto” di Hormuz.

“Noi otteniamo meno dell’1% del nostro petrolio dallo Stretto, mentre alcuni paesi ottengono molto di più: il Giappone il 95%, la Cina il 90%. Molti europei ne ottengono una quota considerevole, la Corea del Sud il 35%”, ha osservato Trump, affermando che gli Stati Uniti hanno messo lo Stretto di Hormuz “in ottime condizioni”.

Quindi, l’Iran è diventata una “tigre di carta” dopo gli attacchi di Usa e Israele, ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante la conferenza stampa in cui è tornato a incoraggiare “altre nazioni che dipendono dallo Stretto di Hormuz ad aiutare gli Stati Uniti rapidamente e con grande entusiasmo”. Trump avrebbe voluto fare i nomi dei paesi disposti ad aiutare “ma non so se vogliono che lo faccia o meno perché forse non vogliono essere presi di mira ma direi che non importa se siete presi di mira o no perché abbiamo a che fare con una tigre di carta. Non lo era due settimane fa ma ora lo è”. Nella stessa conferenza ha definito “fantastica” la relazione con il Venezuela (dove a inizio anno gli Usa hanno rimosso il presidente Nicolas Maduro), da cui ora arrivano “milioni di barili di petrolio”.

Trump in generale ha detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno dello Stretto di Hormuz né del petrolio che passa attraverso di esso. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump. In conferenza stampa, il leader Usa ha dichiarato: “Non abbiamo bisogno di petrolio. Il petrolio è uno degli asset migliori che abbiamo. La nostra produzione è più che doppia rispetto a quella di ogni altro Paese”. Trump ha spiegato che già prima della guerra l’uso dello Stretto era basso, ora è a zero.

Dopo aver detto che l’aiuto degli alleati Nato nello Stretto di Hormuz è “una necessità”, il presidente americano ha detto di aver chiesto quell’aiuto “non perché ne abbiamo bisogno ma per vedere come si comportano”. In riferimento agli alleati stessi, Trump ha aggiunto: “Lavoriamo con loro sull’Ucraina ma non abbiamo bisogno di farlo”. Secondo lui “alcune nazioni ci deluderanno. Vi farò sapere quali sono”.

Infine, il presidente americano ha negato che Israele possa lanciare un attacco nucleare contro l’Iran. “Israele non lo farebbe mai” ha detto Trump. Secondo varie stime, Israele ha 100 testate nucleari mentre l’Iran nemmeno una.

MotoGp, rinviato il Gp del Qatar all’8 novembre

Roma, 16 mar. (askanews) – Cambia il calendario del Motomondiale 2026. A causa della crisi geopolitica e del conflitto in corso in Medio Oriente, gli organizzatori della MotoGP hanno deciso di rinviare di cinque mesi il Gran Premio del Qatar, inizialmente previsto ad aprile. La gara sul circuito di Lusail si disputerà ora l’8 novembre.

La decisione è stata ufficializzata domenica 15 marzo, dopo le recenti cancellazioni dei Gran Premi di Formula 1 in Bahrain e Arabia Saudita. Il rinvio del round qatariota ha comportato anche uno slittamento delle ultime due tappe del mondiale: il Gp del Portogallo, a Portimao, è stato posticipato al 22 novembre, mentre il tradizionale finale di stagione di Valencia si correrà il 29 novembre.

“La priorità è sempre la sicurezza di tutte le persone coinvolte nella MotoGP e garantire che ogni Gran Premio si svolga secondo i più alti standard possibili”, ha spiegato l’amministratore delegato della MotoGP Carmelo Ezpeleta. “Sappiamo che è importante chiarire ai tifosi la possibilità di utilizzare i biglietti per il nuovo evento e ringraziamo anche Portimao e Valencia per la collaborazione e la flessibilità”.

Sulla stessa linea gli organizzatori qatarioti. “Rispettiamo e sosteniamo la decisione di rinviare il Gp del Qatar – ha dichiarato Abdulrahman bin Abdullatif Al Mannai, presidente della federazione motociclistica del Qatar – e ringraziamo tifosi, team e partner per la comprensione. Non vediamo l’ora di accogliere tutti a novembre”.

Il nuovo calendario porterà anche a una “triple header” finale con tre gare consecutive: Australia, Malesia e Qatar in tre fine settimana di fila. Se confermata, la stagione 2026 diventerebbe la più lunga nella storia del Motomondiale, che dal 1949 non si era mai concluso così tardi, alla vigilia di dicembre. Restano tuttavia le incognite legate alla situazione nel Golfo e alle condizioni climatiche di fine novembre, soprattutto a Valencia.

Trezzano sul Naviglio, inaugurato il Sentiero dei Campioni di P&G

Trezzano sul Naviglio, 16 mar. (askanews) – A Trezzano sul Naviglio viene inaugurato il nuovo “Sentiero dei Campioni”, un percorso di circa un chilometro immerso nel verde del Parco del Centenario. Un progetto promosso da Procter & Gamble insieme a Carrefour e Corepla, con la consulenza tecnica di AzzeroCO2, pensato per unire sport, natura e sostenibilità.

Abbiamo intervistato Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione Procter & Gamble Italia:”Ha un significato molto importante il Sentiero dei Campioni, perché si inserisce all’interno di un programma che si chiama P&G per l’Italia con il quale già dal 2021 stiamo realizzando azioni concrete nell’ambito della sostenibilità ambientale e sociale. Mi fa piacere inaugurare proprio il Sentiero dei Campioni di Trezzano, che ricordiamo è il terzo perché dopo quello di Cerni e di Villafranca di Verona mi fa piacere inaugurarlo nel periodo delle Paralimpiadi proprio perché è un sentiero accessibile, accessibile a tutti e che quindi può rientrare anche nel nostro impegno nel favorire l’avviamento allo sport dei ragazzi con disabilità che stiamo portando avanti con un programma proprio pensato per i giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 che si chiama “campioni ogni giorno”.

Un nuovo spazio che arricchisce il Parco del Centenario e offre ai cittadini di Trezzano sul naviglio un luogo in più per vivere la natura.

Abbiamo sentito Giuseppe Morandi, Sindaco di Trezzano sul Naviglio: “Per la nostra comunità trezzanese il Sentiero dei Campioni rappresenta un’opportunità molto interessante che l’amministrazione ha voluto cogliere per dotare la nostra cittadina di un percorso che è un percorso vita e salute ma non solo corporeo per esercizi fisici ma anche per esercizi mentali e psicologici. I nostri cittadini potranno così passeggiare nell’ambiente e nella natura facendo questi esercizi e rilassando la loro psiche.”

Secondo AzzeroCO2, il Sentiero dei Campioni dimostra come tutela dell’ambiente e benessere delle persone possano andare di pari passo, grazie anche alla realizzazione di un Orto-Frutteto Solidale che rafforza la biodiversità del parco.

Ecco le parole di Sara Palliccia, Project Manager Progetti Innovativi AzzeroCO2:” La sostenibilità ambientale non è un tema ambientale, è prevalentemente un tema umano, perché l’ambiente in cui viviamo determina la nostra vita. Fenomeni atmosferici estremi sono in grado di cambiare l’economia dei paesi e quindi la vita delle persone. È fondamentale che aziende come ad esempio Procter & Gamble si impegnino a supporto di progetti che siano sia ambientalmente sostenibili che con un occhio molto attento alla vita delle persone. “

Il Sentiero dei Campioni si sviluppa in cinque tappe tematiche dedicate a respiro, acqua, bosco, panorama e movimento, per riscoprire il rapporto tra attività fisica, natura e benessere.

Carceri, Mattarella: reinserimento obbligo costituzionale e scelta civiltà

Roma, 16 mar. (askanews) – “La finalità di reinserimento e del recupero dei detenuti particolarmente per i più giovani è non solo un obbligo costituzionale ma una scelta di civiltà e un investimento per la cittadinanza perchè il recupero conduce a una recidiva estremamente bassa e quindi è una responsabilità della Repubblica da coltivare il più possibile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della sua costituzione.

“Per questo sono importanti le attività ‘trattamentali’, termine non felicissimo – ha aggiunto il capo dello Stato – ma, essenziali per il reinserimento, per rendere più alta la speranza di recupero per il futuro. Questa è una finalità prevista dalla Costituzione che la Repubblica ha l’obbligo di coltivare”.

Formula1, Kimi Antonelli a Bologna, accoglienza trionfale

Roma, 16 mar. (askanews) – Accoglienza da vincitore per Andrea Kimi Antonelli, atterrato questa mattina all’aeroporto Marconi di Bologna dopo il successo nel Gran Premio di Formula Uno in Cina. Il giovane pilota italiano ha raccontato ai giornalisti l’emozione per i tanti messaggi ricevuti dopo la vittoria.

“Sono stato sorpreso dalla dedica di Jannik Sinner dopo Indian Wells, l’ho apprezzata molto, è stato molto carino e l’ho ringraziato”, ha spiegato Antonelli, visibilmente soddisfatto per l’affetto ricevuto anche dal mondo dello sport italiano.

Tra gli attestati di stima anche quello di un’altra icona bolognese, Alberto Tomba, che ha espresso il desiderio di conoscerlo. “Lui è una leggenda – ha commentato Antonelli -. I miei genitori mi parlano spesso delle sue imprese e ovviamente sarebbe bello poterlo incontrare”.

Il pilota Mercedes ha poi parlato anche del rapporto con Lewis Hamilton, ora in Ferrari, soffermandosi su una foto scattata insieme dopo la gara. “Credo che quella con Lewis sia la foto dell’anno – ha detto -. Il suo entusiasmo nei miei confronti è stato davvero bello. Mi ha sempre supportato da quando sono arrivato in Mercedes e lui in Ferrari. Abbiamo un bellissimo rapporto ed è speciale con un campione come lui. La Ferrari è la Ferrari ed è immensa, ma anche tifare Mercedes per me… non sarebbe male”.

Sean Penn salta gli Oscar e va a Kiev. Zelensky: grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico

Roma, 16 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ringrazia l’attore americano premio oscar Sean Penn per il suo supporto. “Sean, grazie: grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico dell’Ucraina. Sei stato al fianco dell’Ucraina fin dal primo giorno della guerra su larga scala”, ha scritto il presidente ucraino sul proprio profilo X.

“Questo è vero ancora oggi”, ha aggiunto Zelensky, specificando che “sappiamo che continuerai a stare al fianco del nostro Paese e del nostro popolo”. Penn non ha presenziato alla cerimonia di premiazione della notte degli Oscar 2026 preferendo recarsi in Ucraina. Penn ha comunque vinto la sua terza statuetta, come miglior attore non protagonista per “Una battaglia dopo l’altra”, il film che ha trionfato all’edizione numero 98 a Los Angeles. Non è la prima volta: l’attore 65enne si è già recato in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. Nel 2023 Penn ha anche co-diretto un documentario su Zelensky, un ritratto che ripercorre la sua carriera da comico a leader, presentato in anteprima al Festival del cinema di Berlino nel 2023.

Russia, Pd: Governo chiarisca contenuti e modalità incontro Cirielli

Milano, 16 mar. (askanews) – “Il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza urgente al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per chiedere chiarimenti su un incontro avvenuto tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia. L’iniziativa promossa dai deputati democratici della commissione Esteri della camera impegna il Governo a chiarire in modo puntuale tre questioni fondamentali. In particolare si chiede “se il Governo, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, possa fornire una ricostruzione puntuale dell’incontro avvenuto tra il viceministro Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa Aleksej Vladimirovic Paramonov, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio”. I Democratici chiedono inoltre “se e con quali modalità il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro degli Affari esteri siano stati informati dell’incontro e dei suoi contenuti. E se il Governo ritenga che l’incontro con l’ambasciatore della Federazione Russa, pur rientrando nelle normali prassi diplomatiche, sia coerente con la linea politica ufficiale dell’Italia nei confronti della Russia e con gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’Unione europea, e se intenda assumere iniziative volte a garantire una piena trasparenza parlamentare in merito a tali interlocuzioni future”.

Ucraina, Schlein: errore gravissimo acquistare gas e petrolio da Russia

Roma, 16 mar. (askanews) – Tornare ad acquistare gas e petrolio dalla Russia sarebbe “un errore gravissimo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a ‘Tagadà’ su La7. “Sarebbe errore drammatico allentare la pressione economica sulla Russia, perché Putin se ne avvantaggerebbe per continuare la sua invasione criminale in Ucraina. Il governo su questo è diviso, infatti non è riuscita a esprimersi in modo forte e chiare contro questa proposta di t di allentare le sanzioni sul petrolio. Invece l’Europa deve invece rimanere compatta”.

Paralimpiadi, Mattarella chiama per congratularsi con presidente Cpi

Roma, 16 mar. (askanews) – Congratulazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e saluto in videochiamata della premier Giorgia Meloni ai medagliati a Casa Paralimpica, arrivati al termine dei XIV Giochi paralimpici di Milano Cortina

“Grande orgoglio per i risultati ottenuti dalla squadra italiana ai Giochi Paralimpici Invernali, un’edizione che ha segnato un risultato storico per il nostro Paese con il superamento del numero di medaglie mai raggiunto prima dall’Italia in questa manifestazione”, si legge in un comunicato del Comitato paralimpico.

Il Presidente della Repubblica Mattarella, viene detto, “ha telefonato al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, per esprimere le sue congratulazioni per l’edizione da record della delegazione azzurra e per i risultati ottenuti dagli atleti italiani. Il Capo dello Stato ha sottolineato il grande valore sportivo e umano delle prestazioni della squadra, ringraziando atleti, tecnici e tutto il movimento paralimpico per aver portato ancora una volta prestigio e orgoglio al Paese”.

Al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi, a Casa Paralimpica si è svolta inoltre una videochiamata con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che “ha voluto salutare direttamente alcuni dei medagliati presenti. Alla chiamata hanno partecipato, insieme agli atleti, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il Presidente del CIP”. La Presidente Meloni “ha rivolto parole di grande apprezzamento e gratitudine agli atleti azzurri, complimentandosi per i risultati raggiunti e per l’esempio di determinazione, impegno e passione che rappresentano per tutto il Paese”.

Per il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, quella appena conclusa “è stata un’edizione straordinaria per lo sport paralimpico italiano. I nostri atleti hanno scritto una pagina importante, raggiungendo un risultato storico e dimostrando ancora una volta talento, determinazione e spirito di squadra. Il sostegno e la vicinanza delle istituzioni rappresentano un segnale molto importante per tutto il movimento».

"Barefoot Walk", madri israeliane e palestinesi insieme per la pace

Roma, 16 mar. (askanews) – Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma martedì 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace”, l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A guidare il cammino simbolico saranno Reem Al-Hajajreh e Yael Admi, candidate al Premio Nobel per la Pace, che attraverseranno la città a piedi nudi in un gesto potente e universale. Il percorso partirà alle 17 dall’Ara Pacis e si concluderà alla Terrazza del Pincio, trasformando Roma in un palcoscenico internazionale di dialogo e speranza.

La Barefoot Walk, patrocinata da Roma Capitale, lancia un messaggio chiaro ai leader mondiali: i bambini hanno diritto a un futuro di sicurezza, dignità e pace duratura. La campagna chiede ai governi di includere donne e comunità nei processi decisionali e di trasformare la richiesta collettiva di pace in azioni politiche concrete.

L’evento sarà impreziosito da una performance a capella esclusiva di MILCK, cantautrice vincitrice del primo posto nella classifica Billboard, la cui voce accompagnerà l’appello delle madri al mondo.

Questa camminata darà il via a una serie di eventi di solidarietà in tutto il mondo, in concomitanza con importanti appuntamenti internazionali, tra cui il Vertice del G7 di Evian, previsto per giugno.

La Barefoot Walk for Peace è un invito aperto: chiunque desideri partecipare può farlo, a titolo individuale o insieme ad associazioni.

"Ossessione" di Samurai Jay è certificato disco d’oro

Milano, 16 mar. (askanews) – Ossessione di Samurai Jay conquista oggi il disco d’oro. Il brano è il primo tra quelli in gara al 76º Festival di Sanremo ad aver ottenuto la certificazione, segnando un ulteriore traguardo per l’artista.

La certificazione arriva in un momento di grande successo per Samurai Jay, che continua a dominare le classifiche e gli streaming con Ossessione: il singolo ha conquistato il primo posto della classifica FIMI/NIQ per due volte consecutive, nella settimana #10 e #11 del 2026, è stabile al primo posto della Top 50 Italia di Spotify ed è entrato anche nella Top 200 Global (#164, la posizione più alta raggiunta). Con oltre 1,5 milioni di stream giornalieri e più di 25 milioni di stream complessivi su tutte le piattaforme, Samurai Jay è inoltre il primo artista della kermesse a superare i 10 milioni di ascolti con il proprio brano.

Il successo si riflette anche sulle altre piattaforme: Ossessione è #1 nella Apple Top: 100 Italy, nella Top Songs Amazon Music e nella Top 200 Shazam Italia, oltre alla #94 posizione nella Top 200 Global Shazam. Anche il videoclip ufficiale è tra i più visti su YouTube, è il #3 video musicale più visto con 4,8 milioni di visualizzazioni. Sui social il brano continua a crescere: su TikTok il suono di Ossessione è diventato virale superando i 170mila video creati dagli utenti, confermando Samurai Jay come uno degli artisti più influenti del momento anche sui social media.

Tra i traguardi più recenti dell’artista c’è inoltre il disco di platino di Halo, il singolo pubblicato lo scorso giugno per Island Records (Universal Music Italia). Con oltre 70 milioni di streaming complessivi su tutte le piattaforme, il brano si è imposto come uno dei successi più rilevanti dell’ultimo anno.

Samurai Jay, che si è esibito per la prima volta al Festival di Sanremo, si è distinto per il suo sound sperimentale e ricco di contaminazioni, che fonde rap e sonorità elettroniche e urban, arricchite da influenze latine, riscontrando grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico.

Esce "Agonia", il nuovo album di Chiello

Milano, 16 mar. (askanews) – Da venerdì 20 marzo sarà disponibile in digitale e nei formati CD (standard e autografato) e vinile (standard, autografato e colorato trasparente) “Agonia”, il nuovo album di Chiello. Attivo il pre-order https://island.lnk.to/AGONIA.

L’album contiene “Ti penso sempre” (Island Records/Universal Music Italia), il brano con cui ha partecipato al 76° Festival di Sanremo, scritto da Chiello e composto da Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni.

La copertina di “Agonia” è una fotografia di Todd Hido, tratta dalla raccolta “House Hunting”, un corpus di immagini a colori e in bianco e nero che attraversa i sobborghi americani. Gli scenari di Hido sono solitari, misteriosi, sospesi tra conforto e inquietudine. Le sue fotografie ritraggono interni di case a schiera e vedute notturne di abitazioni simili, in cui la presenza umana è solo suggerita, il bagliore di un televisore acceso, una lampadina, una finestra illuminata nel buio. Immagini, capaci di evocare una malinconia silenziosa e persistente, in cui il quotidiano diventa qualcosa di intimo e poetico. Restituendo una bellezza fragile, discreta e profondamente emotiva. AGONIA dialoga con questo immaginario e scava nelle venature più profonde dell’essere umano, esplorando fragilità, solitudine, desiderio e introspezione emotiva.

Chiello presenterà il nuovo album al pubblico con un instore tour: – 20 marzo – Milano – Mondadori Duomo – ore 16.00 – 24 maro – Roma – Discoteca Laziale – ore 16.00

Il cantautore, con la sua cifra stilistica unica e il suo immaginario poetico, si conferma tra i nomi rivelazione del 2025. Dopo l’uscita del suo ultimo album “Scarabocchi” (Island Records/Universal Music Italia) e il successo del primo live show nei principali club italiani, torna sul palco con “Chiello Club Tour 2026”, sei date ad alta intensità.

Questo il calendario, organizzato e prodotto da Trident Music:

16 Aprile 2026 – gran teatro geox – Padova 19 Aprile 2026 – atlantico – Poma 21 Aprile 2026 – teatro cartiere carrara – Firenze 22 Aprile 2026 – estragon – Bologna 28 Aprile 2026 – alcatraz – Milano 29 Aprile 2026 – teatro concordia – Venaria reale (Torino)

I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.it, su Ticketmaster.it e nei punti vendita abituali. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://bit.ly/chielloclubtour2026.

JULI torna con il nuovo brano "Quelli come me" con Coez

Milano, 16 mar. (askanews) – La sua “firma” musicale è la più riconoscibile della scena attuale, ha all’attivo 34 dischi di PLATINO e 28 dischi d’ORO e un totale di oltre 1 miliardo di stream globali: JULI torna con il nuovo brano “Quelli come me”, prima collaborazione con Coez, in uscita venerdì 20 marzo in radio e in digitale. Il brano, che arriva a due anni di distanza dal successo di “Ho voglia di te” con Emma e Olly, è disponibile da ora in pre-save qui: link

“Quelli come me” è un brano spontaneo, nato chitarra e voce e naturalmente rimasto tale. Una canzone semplice e delicata, dove il contrasto con il testo crea una distorsione quasi agrodolce. Un inno generazionale dove l’ascoltatore può facilmente ritrovarsi, un flusso di pensieri che ci ricorda che il fatto di sentirsi soli viene annullato dall’avere accanto qualcuno di simile, la persona giusta.

“Questo è un brano che nasce dopo due giorni di studio – racconta Juli. Il ricordo più bello è stato che dopo averlo scritto siamo andati a cena anche con altri amici e con un giro in macchina ce lo siamo goduto al massimo allo stereo. Tutto il pezzo è un “sono come te e tu sei come me”, un tu che si riferisce ad un’altra persona ma che in realtà parla anche a sé stessi.”

JULI, pseudonimo di Julien Boverod, è un producer, autore e musicista classe ’98 originario di Aosta ma cresciuto artisticamente a Torino. Sin da giovanissimo si fa largo nel panorama musicale riuscendo ad emergere a livello nazionale, raggiungendo certificazioni d’oro e di platino per le sue produzioni e composizioni. Dal 2018 produce per Shade, Boro Boro, Oliver Green e successivamente allarga il campo delle collaborazioni lavorando anche insieme a Mambolosco, Fred De Palma, Alfa, Dargen D’Amico, Baby K. A partire dalla fine del 2020 collabora con Olly, artista con il quale si instaura una speciale intesa artistica che porta alla produzione dell’album “Il mondo gira”, pubblicato a dicembre 2022, e alla partecipazione a Sanremo 2023 con il brano “Polvere”. Nel 2024 JULI ritorna al Festival di Sanremo in qualità di autore, arrangiatore e produttore dei brani “Apnea” di Emma e “Il cielo non ci vuole” interpretata da Fred De Palma. È anche tra i compositori e produttori del singolo multiplatino “L’ultima poesia” di Ultimo e Geolier. A maggio 2024 entra a far parte del roster di EMI Records (Universal Music) e pubblica subito dopo il singolo “Ho voglia di te” con Emma e Olly, che conta 60 milioni di streams sulle piattaforme digitali e già disco di platino. Sul finire del 2024 esce il secondo album di Olly, “Tutta vita”, interamente co-scritto e prodotto da JULI, che esordisce alla #1 in classifica FIMI e già certificato disco di platino. A Sanremo 2025 JULI è autore e produttore del brano vincitore del Festival: “Balorda nostalgia” di Olly. Ad aprile esce il brano “Bella davvero”, scritta da Ultimo e prodotta da Juli e ad ottobre esce “Tutta vita (sempre)”, il repack dell’album di Olly. Parallelamente parte il tour di Olly nei palasport, di cui Juli cura la direzione artistica.

Tra “Anticristo” e neo-con, messa in latino a Roma (ma senza Thiel)

Roma, 16 mar. (askanews) – Sono giovani, molti sono stranieri, devoti ma soprattutto ultra conservatori: sono i selezionatissimi partecipanti ai seminari sull'”Anticristo” del controverso tecno-guru trumpiano Peter Thiel, co-fondatore di Paypal con Elon Musk e fondatore dell’azienda Palantir Technologies, in questi giorni a Roma. Domenica, dopo il primo incontro di circa due ore, hanno seguito una messa in latino nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, in pieno centro storico, tra via Giulia e Piazza del Monte di Pietà. Al termine delle funzione Davide Quadri, responsabile internazionale Lega Giovani, ha detto ai giornalisti presenti:

“Molti più giovani rispetto ad altre situazioni della Chiesa, penso che questo sia un fatto” probabilmente “perché la liturgia tradizionale è molto più rigorosa e più bella e quindi la gioventù è sicuramente ispirata a qualcosa di bello. La messa tradizionale è assolutamente bellissima, anche per gli stranieri. Il fatto che questo rito (in latino) sia uguale da New York a Hong Kong penso che aiuti nella Chiesa universale ad avvicinarci”, ha dichiarato al termine della funzione parlando con i giornalisti fuori dalla chiesa.

Alcuni di loro ancora con il pass al collo per prendere parte ai prossimi due incontri previsti di Thiel, che, nonostante le voci dei giorni precedenti e la grandissima attenzione mediatica prodotta dalla sua visita a Roma, non si è presentato in Chiesa. Inizialmente, per sviare i giornalisti e i curiosi, ma anche gli stessi partecipanti, era corsa voce che la funzione religiosa si sarebbe tenuta nella chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, a una decina di minuti a piedi di distanza.

Iran, la Casa Bianca: Trump chiede all’Europa e ai Paesi del Golfo di fare di più per riaprie lo Stretto di Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta chiedendo agli alleati europei, ai partner del Golfo e ai Paesi arabi di fare di più per riaprire lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

“Il presidente sta parlando con i nostri alleati in Europa e anche con molti dei nostri partner nel Golfo e nel mondo arabo per incoraggiarli a fare di più per aprire lo stretto di Hormuz”, ha dichiarato. “Anche i nostri alleati della Nato devono fare di più”, ha aggiunto.

La portavoce ha sottolineato che gli Stati uniti stanno realizzando le operazioni militari non solo per proteggere le proprie basi e risorse nella regione ma anche per difendere Europa, Medio Oriente e la comunità internazionale: “Gli Stati uniti stanno operando non solo per sostenere e proteggere le nostre risorse e basi in Medio Oriente, ma anche per difendere l’Europa, il Medio Oriente e il resto del mondo dal regime iraniano che cerca di ottenere una bomba nucleare”.

Illumina, nuova visione sport per Italia parte da Cologno Monzese

Roma, 16 mar. (askanews) – Un’Italia dove lo sport non è più un privilegio, ma un diritto. Dove ogni piazza, ogni quartiere, ogni città diventa un palcoscenico di energia, inclusione e futuro. Sono i presupposti alla base di Sport Illumina, il progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi con un finanziamento di 31,8 milioni di euro e ideato da Sport e Salute.

Illumina – sottolinea una nota – è la rivoluzione italiana che non solo trasforma gli spazi, ma accende la vita delle persone. Non si tratta di sogni, ma di possibilità concrete: campi da basket che ricordano il Madison Square Garden, campi da tennis con le stesse superfici degli Australian Open, tornei sotto le stelle, attività scelte dai cittadini stessi. Dalla prima scintilla di Cologno Monzese nascerà un’onda che attraverserà l’Italia, portando accessibilità, divertimento, salute e comunità in ogni angolo del Paese. Lo sport smette di essere osservato e diventa vissuto, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, guidato da tutor pronti a supportare ogni cittadino. Questa è la nuova visione dello sport italiano, e chiunque voglia partecipare potrà finalmente farlo.

Quello di Cologno Monzese – il primo Illumina, degli 85 in fase di realizzazione – è realtà grazie anche alla visione del Comune che ha creduto nel progetto. Qui lo sport è da sempre un punto di riferimento per la comunità e per molti giovani. Il nuovo spazio nasce nel parco di via Neruda, dove per anni un campetto da basket è stato luogo di incontro spontaneo per i ragazzi del quartiere. Da quell’esperienza prende forma oggi un’area sportiva rinnovata e aperta a tutti. Uno spazio multifunzionale con campo da basket 3×3, area calisthenics e parete per l’arrampicata.

Ad arricchire la giornata, la presenza dei ragazzi delle scuole, delle Asd locali, dei cittadini oltre agli Ambassador del Team Illumina: i campioni Filippo Magnini e Giacomo Galanda, l’artista Silvia Salemi, gli atleti Sara e Paolo Vargetto e il freestyler Swan Ritossa. L’inaugurazione si è distinta per uno show musicale curato da Warner Music Italy, media partner del progetto, con l’esibizione del vincitore di Sanremo Giovani, Nicolò Filippucci.

“Il nostro Progetto Sport Illumina – sottolinea Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani – ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria, perché abbiamo il dovere di intervenire tanto più dove emergono o hanno addirittura il sopravvento disagi sociali e fenomeni criminali, come abbiamo fatto a Caivano, non solo con il ricostruito centro sportivo Pino Daniele, ma anche con il playground che abbiamo realizzato e dedicato a Fortuna e Antonio, bambini lanciati da due balconi tredici anni fa, applicando il principio dello sport come indispensabile difesa immunitaria sociale. Con questo spirito e con queste consapevolezze il Governo Meloni sta investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica, mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche, a partire dai 1.543 spazi attrezzati nei Comuni del Sud sotto i 10.000 abitanti, ai quali si aggiungono ora le 85 progettualità di Sport Illumina, come questa di Cologno Monzese, con un investimento finanziario complessivo di quasi 32 milioni”.

Secondo Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, “questa è la risposta concreta di Sport e Salute ad una domanda sempre crescente di spazi e luoghi dove poter svolgere attività fisica e sportiva in maniera libera, gratuita e accessibile. Abbattiamo così alcune delle barriere d’accesso allo sport. Un impegno concreto che non si conclude al taglio del nastro ma si consolida nella gestione quotidiana di questi spazi”.

“Illumina – osserva Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute – nasce da un’idea semplice ma dirompente: il buio si deve trasformare in opportunità e il silenzio nel battito di una comunità. La nostra missione è generare valore sociale. Accendiamo i territori con l’arma più potente che abbiamo: la bellezza dello sport praticato, libero e accessibile a tutti, perché lo sport è vita e illumina tutto!”.

Secondo Stefano Zanelli, sindaco di Cologno Monzese, “il progetto Sport Illumina ci ha permesso non soltanto di riqualificare un’area sportiva nel nostro territorio, nel contempo è una opportunità per un percorso di condivisione sportiva con la popolazione cittadina ed in particolare i nostri giovani. Siamo certi che il coinvolgimento delle associazioni sportive e la presenza di tutor faranno di questo playground un punto di riferimento importante per tutti, con la consapevolezza che lo sport, soprattutto quello praticato all’aperto, è fonte di benessere, amicizia e vita”.

Energia, Vannacci: riaprire i rubinetti con la Russia

Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) – È necessario “riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell’energia”. Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo “Il mondo al contrario – Remigrazione” al Teatro Verdi.

“Io l’ho detto ma qualcuno l’ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell’impianto sanzionatorio”, ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia “non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani” ha detto ancora Vannacci. È d’accordo con Salvini? “Forse Salvini e d’accordo con me” ha concluso Vannacci.

Via Fani, Meloni: pagina dolorosa, ricordiamo servitori Stato uccisi

Milano, 16 mar. (askanews) – “Il 16 marzo 1978 gli agenti Giulio Rivera, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Domenico Ricci e Francesco Zizzi, furono vigliaccamente uccisi nel tragico agguato in via Fani a Roma che portò al rapimento di Aldo Moro, il cui corpo fu poi ritrovato senza vita il 9 maggio successivo. Un giorno difficile per tutti, che aprì una pagina dolorosa della nostra storia repubblicana. Oggi desidero ricordare questi servitori dello Stato che hanno dato la vita per proteggere e difendere con coraggio e sacrificio le Istituzioni e la Repubblica. A loro va la nostra eterna gratitudine, insieme al ringraziamento che desidero inviare a tutti gli uomini e le donne in divisa per il quotidiano lavoro a difesa della Nazione e dei cittadini”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Formula1, Antonelli: "Due giorni di festa poi testa al Giappone"

Roma, 16 mar. (askanews) – “Sono contento di aver riportato il Tricolore sul gradino più alto del podio. Quindi spero di poter continuare così perché comunque siamo sulla strada giusta, però non sarà facile”. E’ la soddisfazione di Kimi Antonelli raccontata a RaiNews 24 il giorno dopo la fantastica vittoria in CIna. La dedica “sicuramente alla mia famiglia, al mio team e a tutti quelli che mi seguono e che mi hanno supportato sin da quando ero piccolo, perché comunque questo è anche il frutto di tutto il lavoro e del percorso che è stato fatto fino ad oggi”. Sulle partene dice: “Non è che siano state delle migliori per me, soprattutto in Australia, quindi in Cina ieri diciamo che non ero non ero molto confidente e sulla partenza, però è andata meglio del previsto e sono riuscito a sfilar secondo. Dopo da lì sono stato in testa e sono riuscito a fare un buon passo”. Sui complimenti ricevuti: “Ne ho avuti un sacco. Sono rimasto molto sorpreso dalla dedica di Yannick a Indian Wells, quindi infatti ho scritto un messaggio perché l’ho apprezzato moltissimo è stato veramente carino”. Anche Alberto Tomba ha detto che vuole conoscerlo presto. “Sì, beh, lui ovviamente una leggenda e i miei genitori mi parlano molto spesso di Alberto, quindi sarebbe bello poterlo conoscere. Sicuramente adesso la prima cosa che farò arrivo a casa mi mangerò un po’ di pasta, un po’ di tagliatelle perché è da un po’ che non che non le mangio. Però farà una roba tranquilla con i miei amici con la mia famiglia, perché comunque è un momento molto speciale per me per la mia famiglia, per i miei amici e quindi lo cercherò di divertirmi e comunque di godermi anche questo momento e poi una volta fatto ciò il focus andrà su Suzuka.