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Giorno memoria, Meloni: disegno diabolico per cancellare ebrei da Europa

Roma, 27 gen. (askanews) – “Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione del Giorno della memoria.

“Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità – aggiunge – mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche”.

Giorno memoria, Meloni: antisemitismo morbo che torna a diffondersi

Roma, 27 gen. (askanews) – “Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”. Lo afferma in una dichiarazione la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in occasione del Giorno della Memoria.

Giorno memoria, Meloni: condanniamo complicità regime fascista in persecuzioni

Roma, 27 gen. (askanews) – “Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938”. Lo afferma in una dichiarazione la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Ue, Urso: 2026 anno delle riforme, sia pragmatica e senza ideologie

Roma, 27 gen. (askanews) – “Il 2026 sarà l’anno delle riforme in Europa e l’Italia può assumere un ruolo da protagonista nelle scelte che determineranno il futuro del nostro Continente. Serve una linea chiara e pragmatica, senza rigidità ideologiche, che l’Italia è pronta a indicare per coniugare transizione e competitività industriale”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo quanto riporta un comunicato in occasione della sua missione istituzionale a Bruxelles.

La missione va avanti due giorni, si legge, in un passaggio cruciale per il futuro dell’agenda industriale e della competitività dell’Unione europea. Urso incontrerà innanzitutto la delegazione italiana al Parlamento europeo per un confronto sui principali dossier in discussione a Bruxelles – automotive, Cbam, competitività, semplificazione normativa e autonomia strategica – con l’obiettivo di favorire la definizione di una posizione italiana condivisa sui temi più rilevanti dell’agenda europea. Un momento di dialogo volto a rafforzare il coordinamento tra il Governo italiano e la rappresentanza parlamentare europea in una fase decisiva per il futuro dell’Unione.

La missione proseguirà con una fitta agenda di incontri bilaterali. Urso si confronterà con cinque Commissari europei sui principali dossier di politica industriale, tecnologica, energetica e di coesione. Sono previsti colloqui con il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto sui temi delle riforme, della politica di coesione e dell’attuazione del PNRR. Urso incontrerà inoltre i vicepresidenti esecutivi Henna Virkkunen per un confronto su sovranità tecnologica, intelligenza artificiale e semiconduttori, Stéphane Séjourné su atto per l’accelerazione industriale, automotive, materie prime critiche e filiere strategiche, e Teresa Ribera su clima, decarbonizzazione e competitività delle industrie europee. In programma, infine, l’incontro con il commissario Andrius Kubilius sui dossier spazio e difesa.

Xi Jinping: Cina ed Europa siano partner, non rivali

Roma, 27 gen. (askanews) – Le grandi potenze devono dare l’esempio in un mondo che affronta “rischi e sfide multiple”. Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping incontrando a Pechino il primo ministro finlandese Petteri Orpo, sottolineando che “soprattutto i grandi paesi devono guidare la promozione di uguaglianza, stato di diritto, cooperazione e integrità”. Inoltre, il numero uno di Pechino ha sottolineato come Cina ed Europa debbano essere “partner, non rivali”.

Secondo quanto riferito dall’emittente statale Cctv, Xi ha ribadito che “Cina ed Europa sono partner, non rivali, con la cooperazione che supera la competizione e il consenso che è maggiore delle differenze”, auspicando che Helsinki svolga “un ruolo costruttivo nel promuovere uno sviluppo sano e stabile delle relazioni tra Cina e Unione europea”. Il leader cinese ha inoltre detto che Pechino è pronta a lavorare con la Finlandia per “difendere fermamente il sistema internazionale con le Nazioni unite al suo centro e l’ordine basato sul diritto internazionale”, sostenendo allo stesso tempo “un mondo multipolare equo e ordinato” e una “globalizzazione economica inclusiva”.

Orpo, in visita di quattro giorni in Cina, ha espresso a sua volta l’importanza di relazioni costruttive tra Pechino e Bruxelles, definendole “molto importanti” e confermando il sostegno finlandese all’autonomia strategica europea e al libero scambio. Ha assicurato la disponibilità di Helsinki a contribuire alla soluzione delle frizioni commerciali e a rafforzare i rapporti bilaterali, osservando che la Finlandia attribuisce valore al ruolo della Cina negli affari internazionali.

Prima dell’incontro con Xi, Orpo ha avuto colloqui con Zhao Leji, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo. Secondo il quotidiano Helsingin Sanomat, il premier finlandese ha detto che “la cooperazione economica è stata al centro delle nostre relazioni fin dall’inizio” e si è detto soddisfatto per la firma di 11 accordi e sei memorandum d’intesa durante la visita. Orpo ha anche richiamato la necessità di affrontare lo squilibrio commerciale tra Ue e Cina, osservando che “le relazioni devono basarsi su reciprocità e accesso equo ai mercati”, e ha sollevato il tema della guerra in Ucraina, sostenendo che “la Cina ha una posizione unica per influenzare la Russia”.

Lunedì, imprese dei due paesi hanno firmato una serie di accordi su innovazione, sviluppo verde e digitalizzazione in un forum economico bilaterale. In quell’occasione, il ministro cinese del Commercio Wang Wentao ha invitato l’Unione europea a usare “con prudenza” gli strumenti restrittivi in ambito commerciale e a collaborare con Pechino contro il protezionismo, chiedendo un contesto politico “equo, aperto e prevedibile” per le imprese. Orpo ha accolto positivamente gli investimenti cinesi e ha definito la Cina un partner commerciale cruciale e un importante mercato di sbocco, affermando che le aziende finlandesi vedono “un enorme potenziale” nel paese.

Giorno della Memoria, Herzog: "L’odio antiebraico è ancora vivo"

Roma, 27 gen. (askanews) – In apertura della seconda Conferenza Internazionale annuale sulla lotta all’antisemitismo, sponsorizzata dal governo d’Israele, il presidente israeliano Isaac Herzog ha avvertito che, 81 anni dopo la fine dell’Olocausto, l’odio antiebraico è ancora vivo.

“L’Olocausto è stata la più grande catastrofe nella storia dell’umanità e nella storia del nostro popolo”, ha detto Herzog ai partecipanti alla conferenza in occasione della Giornata Internazionale della Memoria. “Lo stesso antico veleno… ha sempre portato lo stesso nome: antisemitismo. Chiamiamolo con il suo nome”.

Tra i relatori previsti figurano il primo ministro albanese Edi Rama; l’ex primo ministro australiano Scott Morrison; l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz; il ministro della Giustizia argentino Mariano Cuneo Libarona; il ministro ungherese per gli Affari Ue Janos Boka; il senatore brasiliano e candidato alla presidenza Flavio Bolsonaro; e l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee.

Maltempo senza tregua, settimana di piogge e venti di burrasca

Milano, 27 gen. (askanews) – Nelle prossime ore, ed in particolare da martedì pomeriggio, un nuovo carico di precipitazioni raggiungerà Sardegna e Liguria. È la previsione di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, che conferma l’arrivo attraverso il Mediterraneo di un flusso umido oceanico. In altre parole, immaginando una teorica barriera sullo Stretto di Gibilterra, quando questa barriera è aperta le piogge arrivano a più riprese dalla Penisola Iberica verso l’Italia. È quello che succederà almeno fino a fine mese.

Sulla Liguria i fenomeni saranno a tratti anche intensi, specie sul Ponente, poi dalla serata il maltempo interesserà tutto il Nord-Ovest, la Toscana e ancora la Sardegna. Nella notte tra martedì e mercoledì nevicherà fino a quote di bassa collina sul Piemonte meridionale (localmente in pianura) poi avremo l’ingresso completo del fronte atlantico e vivremo un “mercoledì da leoni”, bagnati.

Mercoledì, infatti, sarà la giornata peggiore della settimana con piogge anche forti da Nord a Sud, in particolare sul settentrione e dalla Toscana alla Campania: come avviene spesso con i flussi umidi atlantici provenienti da ovest, i fenomeni più persistenti si hanno infatti al settentrione e sul versante tirrenico.

Mercoledì soffieranno anche venti di burrasca in particolare su Mare, Canale di Sardegna e Sicilia, con interessamento di tutto il versante tirrenico e con raffiche in estensione comunque anche al versante adriatico e persino in Pianura Padana.

Da giovedì, infine, il maltempo insisterà maggiormente sul Centro-Sud: tra sabato 31 e domenica 1 febbraio si prevedono altre nuove precipitazioni su questo settore dove anche la neve farà di nuovo la comparsa anche se a quote medio-alte sugli Appennini.

Si prevedono dunque almeno 5-6 giorni in fotocopia: perturbazioni atlantiche, piogge più frequenti al Nord e sul versante tirrenico, interessamento saltuario delle Isole Maggiori, fasi relativamente miti ed asciutte sul versante adriatico. Un meteo autunnale nel cuore dell’inverno.

Nel dettaglio martedì 27 al Nord: peggiora dal pomeriggio/sera dal Nordovest, neve a bassa quota. Al Centro: peggiora sulle tirreniche in serata. Al Sud: poco nuvoloso, peggiora in Sardegna. Mercoledì 28 al Nord: maltempo e neve in collina al Nord-Ovest. Al Centro: piogge e temporali diffusi. Al Sud: instabile, forti piogge sulle tirreniche. Giovedì 29 al Nord: piogge sparse sul Triveneto. Al Centro: piogge in Toscana. Al Sud: instabile sulle regioni peninsulari. La tendenza è di un weekend con piogge su medio tirreno e Sud.

Milano-Cortina, "Fiamma Olimpica unisce storie e territori"

Roma, 27 gen. (askanews) – “Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è un percorso che parla di connessione reale: unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza che appartiene a tutti. Uno straordinario viaggio per far vivere all’intero Paese i valori Olimpici”: così Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola.

“Anche grazie agli appuntamenti che animeranno l’Italia in queste settimane, e ai tedofori che abbiamo contribuito a scegliere, vogliamo renderlo un momento di partecipazione attiva, vicino alle persone, alle città e alle loro comunità. Dal 1928 al fianco del Movimento Olimpico, Coca-Cola continua a credere nel potere dello sport come linguaggio universale capace di avvicinare le comunità e ispirare le nuove generazioni. Vogliamo che ogni tappa sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, positività e un senso collettivo di appartenenza”.

Il Truck Coca-Cola è tra gli elementi più iconici del Viaggio della Fiamma Olimpica: un’esperienza itinerante di luce, suono e movimento che accompagnerà i tedofori lungo il percorso, accendendo l’entusiasmo del pubblico e trasformando ogni tappa in un momento di festa condivisa. Ispirato al design delle auto italiane vintage, unisce stile, eleganza e artigianalità. Schermi LED dinamici, installazioni luminose e un sistema audio di grande impatto trasformeranno ogni arrivo della Fiamma in una celebrazione collettiva, animata da oltre 80 persone tra Brand Ambassador, DJ e MC.

Tennis, Zverev in semifinale a Melbourne

Roma, 27 gen. (askanews) – Sascha Zverev torna in semifinale agli Australian Open per la quarta volta in carriera. Il tedesco, numero 3 del mondo e finalista lo scorso anno quando venne battuto da Jannik Sinner, ha superato il 20enne statunitense Learner Tien (29 del seeding) con i parziali di 6-3, 6-7, 6-1, 7-6. Buona prova di Sascha, che ha lasciato per strada il secondo set perso al tie-break, per poi risalire di livello specialmente con il servizio, dove ha messo a segno 24 ace. Per Zverev si tratta della 10^ semifinale a livello Slam. Venerdì attende il vincente di Alcaraz-De Minaur.

Afghanistan, La Russa: enorme bugia italiani lontani dal fronte

Roma, 27 gen. (askanews) – “Il concetto che sta dietro quelle parole, per come l’abbiamo interpretato, è che erano degli imboscati. Invece il loro desiderio era di fare persino di più di quello che veniva loro richiesto”. Lo afferma il presidente del Senato ed ex ministro della Difesa Ignazio La Russa in una intervista a Repubblica, tornando sulle parole del presidente americano Donald Trump a proposito dell’impegno dei soldati italiani in Afghanistan. “E’ un’enorme bugia – aggiunge La Russa – che qualcuno possa solo immaginare che gli italiani rimasero lontano dal fronte”.

La Russa premette che “il Parlamento e il governo avevano stabilito di aumentare il contingente. E comunque sulle mie spalle sono passate più di trenta bare di soldati, che sono andato uno a uno a prendere agli aeroporti quando tornavano. E’ stato un peso non indifferente, la cosa più dolorosa di tutto il periodo in cui ho fatto il ministro della Difesa”. “Non ho letto bene quello che ha detto Trump – riprende -. Posso solo dire, a prescindere da quello che ha detto il presidente degli Stati Uniti, che conosco bene il modo con cui i nostri soldati si sono impegnati in Afghanistan”.

Trump ha sostenuto che i soldati alleati stavano al riparo nelle retrovie… “Una volta andai a trovare il contingente in un avamposto a Bala Murghab, piccolissimo e circondato da alture. C’era un gabbiotto dicemento armato dove dovevano infilarsi, perchè dalle montagne continuavano a piovere razzi: quel gabbiotto era l’unico posto sicuro finchè non cessava l’allarme. Era talmente pericoloso che stavano lì solo 2 o 3 settimane e poi ruotavano”, spiega.

“I nostri – aggiunge – lavoravano in stretta sinergia con gli americani, tutto quello che hanno fatto loro lo abbiamo fatto noi. E i comandanti americani mi hanno sempre fatto i complimenti per come si impegnavano”, “i nostri la consideravano una missione contro il terrorismo e quindi di pace. Era una missione militare, non voglio dire di guerra perchè sarebbe sbagliato, ma una missione che comportava l’uso della forza in continuazione, sia pure in funzione difensiva, per debellare il pericolo in un contesto difficilissimo. E loro non si sono mai tirati indietro, mai, da nessuna missione”.

“Trump è il presidente eletto e siamo convinti dell’indissolubilità dell’alleanza. Io credo che Giorgia stia facendo un’operazione di equilibrio che solo i grandi statisti riescono a compiere, quella di non fare un passo indietro quando bisogna mettere dei punti fermi e nello stesso tempo essere sempre un ponte tra l’Europa e gli Stati Uniti di Trump, o di chiunque altro” conclude.

Giorno memoria, La Russa: guardia alta contro rigurgiti antisemiti

Roma, 27 gen. (askanews) – “In occasione del Giorno della memoria rendiamo omaggio alle vittime della Shoah, la più grande tragedia del Novecento, causata da un odio cieco e barbaro contro il popolo ebraico”. Lo afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Una data importante che non può e non deve ridursi alla sola commemorazione, ma diventare occasione di riflessione e responsabilità, capace di tenere viva, ogni giorno, la memoria e tramandare alle nuove generazioni i valori di tolleranza e rispetto – osserva -. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico e continuiamo a tenere alta la guardia davanti al riaffacciarsi di vergognosi e inaccettabili rigurgiti razzisti, antisemiti e antisionisti”.

Nordcorea lancia missile verso mar del Giappone

Roma, 27 gen. (askanews) – Il ministero della Difesa giapponese ha annunciato che la Corea del Nord ha lanciato un oggetto che potrebbe essere un missile balistico, aggiungendo che sono in corso verifiche per stabilire se vi siano conseguenze per il Giappone.

In una comunicazione separata, lo Stato maggiore congiunto delle forze armate sudcoreane ha riferito che Pyongyang ha sparato almeno un proiettile non identificato in direzione del Mare dell’Est, noto in Giappone come Mare del Giappone, precisando che il lancio è stato individuato senza fornire ulteriori dettagli.

Secondo Seoul, l’ultimo episodio analogo risaliva al 4 gennaio, quando la Corea del Nord aveva lanciato missili balistici verso la stessa area alla vigilia della partenza del presidente sudcoreano Lee Jae-myung per Pechino, dove era previsto un vertice con il presidente cinese Xi Jinping.

Le autorità giapponesi hanno confermato che quello odierno rappresenta il secondo lancio nordcoreano di un missile balistico o di un oggetto sospetto dall’inizio dell’anno e il primo dal 4 gennaio, mentre prosegue la raccolta di informazioni sull’accaduto.

Usa, violenta tempesta di neve: almeno 27 morti in tutto il Paese

Roma, 27 gen. (askanews) – Una violenta tempesta di neve, che nel fine settimana ha colpito vaste aree degli Stati uniti orientali, nordorientali e meridionali, ha provocato almeno 27 morti, secondo autorità locali e media.

A New York otto persone sono state trovate senza vita all’aperto, esposte alle temperature polari, ha riferito in conferenza stampa il sindaco Zohran Mamdani. In Pennsylvania l’ufficio del medico legale della contea di Leigh ha comunicato che tre persone, tra i 60 e gli 84 anni, sono decedute per cause naturali mentre spalavano la neve.

In Texas una ragazza di 16 anni è morta quando la slitta sulla quale veniva trainata insieme a un’amica si è schiantata contro un albero, secondo quanto riferito dalla polizia di Frisco. Nello stesso Stato una persona è stata trovata morta nel parcheggio di una stazione di servizio abbandonata ad Austin, apparentemente per ipotermia.

L’abbondante accumulo di neve, che in alcune località ha raggiunto i 50 centimetri, ha causato numerosi incidenti, tra cui due decessi in Massachusetts e Ohio dopo che mezzi spazzaneve hanno investito le vittime. In Arkansas è morto anche un diciassettenne in seguito a un impatto con un albero mentre era su una slitta, mentre in Kansas la polizia ha rinvenuto il corpo di una donna, scomparsa da venerdì, sepolto sotto la neve. Altre quattro vittime sono state segnalate in Tennessee, tre in Louisiana, due in Mississippi, una in Carolina del Sud e una in New Jersey, secondo quanto riportato dai media locali.

Il maltempo ha avuto forti ripercussioni anche sul traffico aereo: quasi 5.000 voli sono stati cancellati in tutto il Paese e migliaia hanno registrato ritardi. Centinaia di migliaia di persone risultavano ancora senza elettricità lunedì pomeriggio, mentre le compagnie energetiche hanno assicurato di essere al lavoro per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile.

Il Servizio meteorologico nazionale ha avvertito che le temperature resteranno intorno allo zero in gran parte della fascia orientale degli Stati uniti. Anche il nord della Florida, area solitamente caratterizzata da clima mite, dovrebbe registrare valori sotto lo zero, secondo le autorità statali. Per molti Stati del sud è stata emessa un’allerta per freddo estremo, mentre Washington ha prorogato l’emergenza neve fino a mercoledì mattina.

Discipline Stem e social in Italia, quasi un miliardo di visualizzazioni

Roma, 27 gen. (askanews) – Negli ultimi 12 mesi il dibattito online sulle discipline STEM in Italia ha generato 7.3 milioni di post, 260 milioni di interazioni social e 985 milioni di visualizzazioni video con un sentimento positivo all’80% suscitando, tra gli utenti, interesse, entusiasmo e orgoglio. I temi più citati nei post sono lavoro/recruiting (21%), formazione (19%), aziende (17%) e istituzioni (16%), seguiti da innovazione (14%), donne nelle STEM (7%) e ricerca e sviluppo (6%). Se si guarda invece alle interazioni, il peso della formazione cresce (24%), seguita da lavoro/recruiting (20%) e dal tema delle donne nelle STEM (14%). È quanto emerge dalla ricerca SocialCom, realizzata con la piattaforma SocialData, che ha fotografato gli interessi e le opinioni degli utenti italiani sul tema e che viene presentata stasera dalle 19 apiazza Montecitorio 116 a Roma, presso la CEOForLIFE ClubHouse.

Un confronto tra dati, istituzioni, università e aziende, con un focus sulla questione di genere, analizzando la presenza e il ruolo delle donne in questi settori.”Il futuro è STEM? Ricerca e genere le chiavi del domani” è il titolo del dibattito organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, attraverso il quale si discuterà sui dati, percezione e dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale, in un contesto di confronto tra professionisti e decisori politici. L’evento si inserisce nel progetto degli “Aperitivi digitali”, un ciclo di incontri di confronto e dialogo tra istituzioni, giornalisti e opinion leader sui temi chiave per il futuro dell’Italia.ll panel di relatori prevede figure di spicco del panorama politico, istituzionale e giornalistico: il direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa, la giornalista Maria Latella, la Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti, la prima firmataria del ddl sull’istituzione della settimana STEM Marta Schifone, il Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane Tommaso Tanzilli, mentre Luca Ferlaino, presidente di SocialCom, presenterà la ricerca sulla quale si articolerà il dibattito. Giancarla Rondinelli, giornalista del TG1, modera l’incontro.

“Le discipline STEM rappresentano una chiave per comprendere le sfide future e promuovere l’uguaglianza di genere nei settori strategici del Paese”, spiega Luca Ferlaino, presidente di SocialCom.

“Un momento di confronto e analisi per istituzioni e opinione pubblica, mostrando come il dibattito digitale rifletta e influenzi la partecipazione, anche femminile, in ambito scientifico e tecnologico”. La ricerca completa sarà disponibile sul sito www.socialcomitalia.com, SocialData e Italiavanti a partire da domani.

Uccisione Pretti, agenti ICE cominciano oggi a lasciare Minneapolis

Roma, 27 gen. (askanews) – Il sindaco di Minneapolis ha annunciato che a partire da oggi alcuni agenti federali dispiegati dal presidente degli Stati uniti Donald Trump per operazioni contro l’immigrazione lasceranno la città del Minnesota, dopo che due residenti regolari sono stati uccisi.

“Alcuni agenti federali inizieranno a lasciare l’area domani e continuerò a lottare affinché il resto di quelli coinvolti in questa operazione se ne vada”, ha scritto su X il sindaco democratico Jacob Frey, che nelle scorse ore ha avuto un colloquio telefonico con Trump.

Auschwitz, ricordare per non ripetere: la memoria contro i nuovi totalitarismi

L’ingresso ad Auschwitz e la geografia dello sterminio

Il 20 maggio del 1940 faceva il suo ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, il primo prigioniero ebreo. Insieme a Chelmno, Belzec, Sobibor, Treblinka, Majdanek, Buchenwald, Dachau, Jasenovac, Varsavia, il complesso di Auschwitz-Birkenau rappresenta nella memoria storica tramandata il più grande campo di raccolta e di sterminio del Terzo Reich.

La macchina concentrazionaria e i numeri della Shoah

Dal giorno della sua apertura fino al funzionamento a saturazione della sua capienza, Auschwitz ospitò stabilmente una media giornaliera compresa tra i 15 e i 20 mila prigionieri, tra militari fatti prigionieri e popolazione civile: uomini, donne, bambini e anziani.

Al termine del secondo conflitto mondiale le cifre della Shoah ci riferiscono di oltre 6 milioni di vittime nei campi di concentramento nel periodo compreso tra il 1933 e il 1945, di cui circa un milione e mezzo nel solo punto di internamento di Auschwitz, passato alla storia come il simbolo dello sterminio del regime nazista.

Oltre Auschwitz: l’Europa dei massacri

Calcolando anche le centinaia di migliaia di ebrei uccisi tra la popolazione inerme nelle città e nei villaggi di Polonia, Ucraina, Bielorussia, Russia, nonché i morti del ghetto di Varsavia, il conto delle vittime dell’Olocausto sale a 7-8 milioni.

Si stima che tra campi di lavoro, di transito, di internamento e di sterminio furono almeno 55 i punti di raccolta dei prigionieri del regime nazista.

“Arbeit macht frei”: la menzogna elevata a sistema

Arbeit macht frei: il lavoro rende liberi. Questo il monito che accoglieva i prigionieri nei campi di internamento. Dovremmo ricordarcene oggi, a 86 anni di distanza dall’apertura di Auschwitz, proprio nel momento in cui nel mondo il tema della libertà sta diventando il perno su cui dovrà innestarsi ogni progetto di autodeterminazione dei popoli.

Le parole e il loro uso strumentale

Per rappresentare alla nostra epoca – specie in questo travagliato e drammatico periodo di crisi planetaria – come le parole possano avere significati diversi se usate in modo strumentale, e come la realtà e l’evidenza dei fatti spieghino invece assai bene il sinistro senso retorico e aberrante che se ne può fare, richiamando principi e valori che si collocano totalmente al di fuori della civiltà e del rispetto dell’essere umano.

Quando le parole nobili coprono fatti disumani

Che in fondo vuol dire che a parole in sé nobili e condivisibili possono corrispondere fatti diversamente dolorosi, nelle alterne vicende della vita e nei corsi e ricorsi della storia. Come quelle pronunciate il giorno precedente l’apertura del campo di sterminio di Auschwitz, inteso dai suoi gestori come luogo di redenzione e libertà in nome del lavoro.

Il contesto politico: il discorso di Ciano

Il 19 maggio di quel 1940, a Milano, il ministro degli Esteri del regime fascista, conte Galeazzo Ciano – in occasione del primo anniversario del Patto d’Acciaio – ebbe a pronunciare tra le altre queste parole:

“Questa solenne adunata (…) assume un significato e un valore che a nessuno potrà sfuggire. Essa si compie mentre vicende di singolare grandezza creano, ora per ora, il nuovo destino dell’Europa e del mondo (…). Quali siano questi compiti voi lo sapete al pari di me, essi sono dettati dalla difesa dei nostri diritti di Stato sovrano in terra, aria e sul mare, dalla necessità di realizzare le nostre aspirazioni che sono naturali perché eque e indispensabili alla vita stessa del Paese”.

Un monito che non si esaurisce

Sfogliando le pagine della storia sappiamo oggi come andò a finire. Queste vicende e queste date sono parte della storia del Novecento: esse costituiscono un monito perenne che abbiamo il dovere di non dimenticare, specie in questa epoca in cui si manifestano rigurgiti di antisemitismo e nuovi totalitarismi.

Donald Trump e il capitalismo della finitudine

La finitudine come categoria economica

Il concetto di “capitalismo della finitudine” è stato elaborato da Arnaud Orain, professore all’Università di Parigi. Secondo il suo paradigma, per affrontare le attuali crisi climatica ed energetica è necessario riscoprire il pensiero economico del XVIII secolo e abbandonare l’illusione della crescita infinita.

Orain sostiene che gli economisti preindustriali — come, ad esempio, i Fisiocratici — concepissero la Terra come un sistema chiuso, caratterizzato da risorse limitate. Il termine finitudine si riferisce infatti alla consapevolezza che risorse naturali e materie prime non siano espandibili all’infinito. La Rivoluzione industriale, al contrario, ha introdotto l’idea di uno sviluppo potenzialmente illimitato; per Orain, tuttavia, questa fase rappresenta una parentesi storica ormai in via di chiusura: l’abbondanza è stata un’eccezione, non la regola.

Dalla crescita alla manutenzione

Da tale impostazione derivano alcuni assunti fondamentali. Le risorse sono intrinsecamente limitate e, di conseguenza, l’attenzione deve spostarsi dalla crescita alla manutenzione e alla conservazione. La tecnologia deve adattarsi ai limiti biofisici del pianeta e non può pretendere di superarli sistematicamente. Infine, è necessario puntare sull’economia circolare per garantire una stabilità duratura.

Per Orain non si tratta di un ritorno al passato, bensì di un cambiamento nella logica del valore: il capitalismo può sopravvivere solo se accetta di operare entro confini rigidi e si trasforma in un sistema di gestione della scarsità.

Il confronto con la “Crescita Verde”

Questa visione si scontra apertamente con il paradigma della Crescita Verde (Green Growth), poiché i due modelli propongono concezioni opposte della sostenibilità. La Crescita Verde sostiene che, grazie all’innovazione tecnologica — energie rinnovabili, cattura della CO₂, maggiore efficienza estrattiva — l’economia possa continuare a crescere riducendo al contempo l’impatto ambientale. Essa punta inoltre sulla crescita del PIL, avvertendo che, in assenza di espansione economica, il sistema rischierebbe il collasso.

Per Orain, al contrario, una volta raggiunta una soglia soddisfacente di benessere, l’economia dovrebbe smettere di espandersi quantitativamente e concentrarsi sulla manutenzione di ciò che già esiste. Il sistema deve essere riprogettato per risultare stabile anche in assenza di crescita, dando priorità alla redistribuzione. In sintesi, per Orain la Crescita Verde è “una rincorsa per restare fermi”, mentre la finitudine significa “imparare ad abitare il mondo così com’è”. In questo quadro, lo Stato assume un ruolo centrale, trasformandosi in un vero e proprio amministratore della scarsità.

La lettura trumpiana della finitudine

Donald Trump si è appropriato di questo concetto, ma ne ha fornito un’interpretazione radicalmente diversa. Per lui, il capitalismo della finitudine consiste nell’accaparrarsi rapidamente le ultime risorse disponibili — gas, petrolio, terre rare — al fine di garantire la supremazia nazionale, attraverso un nazionalismo energetico sintetizzato dal motto “Drill, baby, drill”.

In netto contrasto con la prospettiva di Orain, Trump lavora per smantellare i vincoli ambientali e promuovere uno Stato deregolatore; utilizza tariffe e protezionismo come strumenti per assicurare agli Stati Uniti la fetta più ampia delle risorse globali, anche a discapito di alleanze e accordi internazionali.

Un punto di contatto inatteso

Esiste tuttavia un punto di contatto tra la concezione di Orain e quella di Trump: la consapevolezza della fine del libero scambio fondato sull’illusione di risorse infinite e di trasporti a basso costo.

Nell’interpretazione trumpiana della finitudine, il mondo è finito e, pertanto, occorre assicurarsi ciò che resta prima degli altri. Se Orain cerca una via d’uscita pacifica e sostenibile dalla “parentesi fossile”, le politiche di Trump mirano invece a prolungarla, pur nella consapevolezza della finitezza delle risorse, attraverso la forza economica e politica.

Questo contribuisce a spiegare il momento storico che stiamo attraversando e rende evidente la necessità di proporre strategie per uno sviluppo realmente sostenibile che, pur senza aderire integralmente alla teoria di Orain, sappiano promuovere modelli più equi di redistribuzione sociale.

Quando l’uomo torna misura delle istituzioni

Nel pensiero di Emmanuel Mounier la persona è il principio guida di ogni progetto umano: dignità non negoziabile, libertà responsabile, capacità di tendere alla pienezza di sé e apertura al trascendente. Non è un io autosufficiente, ma una soggettività incarnata che matura nelle relazioni, nelle scelte e nelle prove condivise.

Una lente per il presente: crisi dei riferimenti e appartenenze rigide

Questa prospettiva parla con forza al presente, segnato dall’indebolimento dei riferimenti etici, dai conflitti fra saperi e credenze e da appartenenze che talvolta si irrigidiscono in regole di gruppo, anche spietate.

Negli ultimi anni la fragilità dei legami su scala globale è emersa con particolare evidenza. In tale scenario, la diagnosi della modernità «liquida», le letture teologiche del relativismo e le elaborazioni giuridiche di una societas strutturalmente «incompiuta» convergono nel registrare un diffuso senso di scissione.

Oltre il rituale: una democrazia aperta e leale

Quando ideologie e impianti istituzionali entrano in crisi, riemerge l’urgenza di rendere effettiva la proclamata centralità dell’umano. Mounier spinge verso una democrazia aperta e leale, non ridotta a rituale, capace di coniugare l’unità del mondo interdipendente con il rispetto delle identità. La diversità, qui, non è minaccia ma ricchezza reciproca: la società personalista è una comunità di «persone tra persone», non una somma di individui né una massa omologata.

Tra individualismo e collettivismo: la via personalista e comunitaria

La critica all’individualismo borghese non scivola nel collettivismo: Mounier propone una via personalista e comunitaria, in cui la persona è al centro di una presenza spirituale e, insieme, è chiamata all’impegno storico. Da qui la condanna dei totalitarismi, che negano la libertà e fanno arretrare l’uomo. Il suo invito a «rifare il Rinascimento» mira a rifondare l’umanesimo oltre i due estremi del Novecento: l’adorazione dell’io e l’assolutizzazione del sistema. Il personalismo, dunque, non coincide con un modello politico unico: è criterio di giudizio, profezia e prassi.

Una “cassetta degli attrezzi” per l’impegno: punti fermi operativi

Sul piano operativo, i punti fermi sono netti: dissociare lo spirituale dal reazionario e da una politica senza respiro profetico; rompere l’alleanza fra valori cristiani e culto del denaro, denunciando l’imborghesimento e l’idolatria della ricchezza; cercare una verità che sostenga l’agire morale anche nel tragico; smascherare una vita democratica solo apparente e lavorare per una democrazia sostanziale.

Vocazione, incarnazione, comunione: il realismo del personalismo

L’essere persona si comprende nell’intreccio di vocazione, incarnazione (come esercizio dell’impegno) e comunione (come prova del dono e del decentramento). Poiché il male riemerge sempre, il personalismo resta realista: denuncia e lotta, costruzione di una «città dell’uomo» accogliente. Oggi, contro scientismi e anti-umanesimi che dissolvono limite e dignità, la categoria di soggettività sostiene battaglie giuridiche, sociali e culturali e può offrire un terreno comune fra discipline diverse sulle grandi questioni scientifiche, biomediche, teologiche, culturali e sociali.

Testimonianza e bene comune: una sfida per politica e cattolici

Contro l’idea sartriana della persona come «passione inutile», Mounier ricorda che l’uomo resta protagonista della storia e che la testimonianza vale più del successo. Per chi si riconosce cristiano, ciò significa non restare nei porti sicuri, ma prendere il largo anche nella notte, orientando la rotta verso stelle più lontane.

È una sfida decisiva anche per la politica e per i cattolici impegnati: sottrarsi tanto al moralismo quanto al pragmatismo cinico, ricostruire mediazioni credibili, assicurare la traduzione operativa dei diritti nelle periferie della vita, custodire i fragili senza assistenzialismo e preferire il bene comune alla rendita del consenso. Solo così la persona torna misura delle istituzioni.

Nel 2025 immatricolazioni di auto nuove nell’Ue +1,8%, balzano le ibride

Roma, 27 gen. (askanews) – Le vendite di auto nuove nel 2025 nella Unione europea sono cesciute dell’1,8% rispetto all’anno precedente, a 10.822.831 immatricolazioni. A dicembre rispetto allo stesso mese del 2024 l’incremento è stato del 5,8%, a 963.319 nuove immatricolazioni. Lo rileva l’Acea, l’associazione europea delle case automobilistiche. Guardando all’Unione europea+Efta+Uk, a dicembre l’incremento è stato del 7,6% mentre sull’intero 2025 le immatricolazioni sono cresciute del 2,4% a 13.271.270 autovetture.

“Tuttavia, i volumi complessivi rimangono ben al di sotto dei livelli pre-pandemia”, rileva Acea.

La quota di mercato delle auto elettriche a batteria ha raggiunto il 17,4%, con 1.880.370 nuove auto (+29,9%), in linea con le proiezioni per l’anno, in aumento rispetto al livello di riferimento del 13,6% dell’anno precedente, “ma comunque un livello che lascia spazio alla crescita per mantenere il passo con la transizione”. I veicoli ibridi-elettrici sono la scelta di alimentazione più popolare tra gli acquirenti, con gli ibridi plug-in che consolidano la loro posizione nel mercato.

Le immatricolazioni di auto ibride elettriche hanno conquistato il 34,5% del mercato, rimanendo la scelta preferita dai consumatori nell’Ue. Nel frattempo, la quota di mercato combinata delle auto a benzina e diesel è scesa al 35,5%, rispetto al 45,2% del 2024.

I quattro mercati più grandi dell’Ue, che insieme rappresentano il 62% delle immatricolazioni di auto elettriche a batteria, hanno registrato una crescita: Germania (+43,2%), Paesi Bassi (+18,1%), Belgio (+12,6%) e Francia (+12,5%).

I dati da gennaio a dicembre 2025 hanno anche mostrato che le nuove immatricolazioni di auto ibride elettriche nell’Ue sono aumentate a 3.733.325 unità (+13,7%), trainate dalla crescita nei quattro mercati più grandi: Spagna (+23,1%), Francia (+21,6%), Germania (+8%) e Italia (+7,9%). I modelli ibridi elettrici rappresentano il 34,5% del mercato totale dell’Ue.

Le immatricolazioni di auto elettriche ibride plug-in continuano a crescere, raggiungendo 1.015.887 unità nel 2025 (+33,4%). Questo risultato è stato trainato dall’aumento dei volumi in mercati chiave come Spagna (+111,7%), Italia (+86,6%) e Germania (+62,3%). Pertanto, le auto elettriche ibride plug-in rappresentano ora il 9,4% delle immatricolazioni di auto nell’Ue, in aumento rispetto al 7,2% dell’anno scorso.

Il Pentagono e la difesa dell’Occidente: alleanze salde, Europa sotto esame

La nuova National Defense Strategy del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non segna una rottura, bensì una riaffermazione: la sicurezza dell’Occidente resta il perno dell’architettura strategica americana. In un contesto internazionale segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, Washington conferma che la difesa collettiva, fondata su alleanze consolidate, rimane la principale garanzia di stabilità globale.

L’Occidente come spazio strategico unitario

Il documento del Pentagono individua in Cina e Russia i principali fattori di pressione sistemica sull’ordine internazionale, ma lo fa ribadendo che la risposta non può essere solitaria. NATO e partner transatlantici restano il riferimento strutturale della strategia statunitense. Non c’è, nel testo, alcuna tentazione isolazionista né un ridimensionamento del legame con l’Europa: al contrario, l’Occidente è descritto come uno spazio politico e strategico unitario, da preservare e rafforzare.

L’Europa: alleata imprescindibile, ma politicamente fragile

Se la lealtà verso gli alleati storici non è in discussione, il Rapporto lascia tuttavia emergere un interrogativo di fondo: quanto incide oggi l’Europa sulle grandi decisioni politiche mondiali? Il tema non è la sua affidabilità militare – riconosciuta e valorizzata – bensì la sua capacità di esprimere una visione politica autonoma e coerente sulle grandi crisi globali. L’Europa appare partner necessario, ma spesso più come spazio di coordinamento che come soggetto strategico pienamente definito.

Difesa comune e responsabilità politica

La strategia americana sollecita implicitamente gli alleati europei a colmare il divario tra integrazione economica e incidenza geopolitica. L’aumento degli investimenti nella difesa è indicato come condizione necessaria, ma non sufficiente: ciò che manca, nella lettura del Pentagono, è una responsabilità politica proporzionata al peso economico e istituzionale dell’Unione.

Un messaggio chiaro, senza strappi inutili

Nel complesso, il Rapporto del Pentagono mantiene un linguaggio fermo ma rispettoso. Non delegittima l’Europa, non ne riduce il ruolo, ma ne registra i limiti attuali. Il messaggio è chiaro: la difesa dell’Occidente resta una priorità condivisa, ma la credibilità dell’alleanza dipenderà sempre più dalla capacità europea di essere non solo alleata, ma protagonista.

Calcio, Risultati serie A, l’Udinese inguaia il Verona

Roma, 26 gen. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Verona-Udinese 1-3

Ventiduesima giornata: Inter-Pisa 6-2, Como-Torino 6-0, Fiorentina-Cagliari 1-2, Lecce-Lazio 0-0, Sassuolo-Cremonese 1-0, Atalanta-Parma 4-0, Genoa-Bologna 3-2, Juventus-Napoli 3-0, Roma-Milan 1-1, Verona-Udinese 1-3.

Classifica: Inter 52, Milan 47, Napoli, Roma 43, Juventus 42, Como 40, Atalanta 35, Bologna 30, Lazio, Udinese 29, Sassuolo, 26, Cagliari 25, Torino, Parma, Cremonese e Genoa 23, Lecce 18, Fiorentina 17, Pisa e Verona 14.

Ventitreesima giornata: Venerdì 30 gennaio ore 20.45 Lazio-Genoa, sabato 31 gennaio ore 15 Pisa-Sassuolo, ore 18 Napoli-Fiorentina, ore 20.45 Cagliari-Verona, domenica 1 febbraio ore 12.30 Torino-Lecce, ore 15 Como-Atalanta, ore 18 Cremonese-Inter, ore 20.45 Parma-Juventus, lunedì 2 febbraio ore 20.45 Udinese-Roma, martedì 3 febbraio ore 20.45 Bologna-Milan.

Sma, presentato il primo libro scritto con il puntatore oculare

Roma, 26 gen. (askanews) – Un progetto pensato per dare voce alla SMA che finisce paradossalmente per toglierle spazio: è “Famiglie SMA in cerca di EMOZIONI”, il primo libro scritto con il puntatore oculare da giovani adulti con atrofia muscolare spinale di tipo 1, la forma più severa di una patologia che colpisce le capacità motorie e rende progressivamente difficili gesti quotidiani come sedersi e stare in piedi, in alcuni casi – come chi ha scritto il testo – parlare e muoversi.

Presentato al centro clinico NeMo di Milano, è stato realizzato da Famiglie SMA con il contributo di Fondazione Roche ed è scaricabile gratuitamente dal sito dell’associazione (https://www.famigliesma.org/libri-scaricabili-di-famiglie-sma/).

Nasce dall’amore per le storie e parla di emozioni, avventure e sfide. Temi particolarmente importanti perché a “parlarne” è chi vive una forma di invalidità che limita pesantemente la fisicità. Nessun altro progetto ha mai provato a coinvolgere sul filo della creatività professionale persone affette da SMA 1, riconducendo poi tali sforzi a una pubblicazione inclusiva.

Le attività sono state coordinate dal responsabile del progetto, il dr. Jacopo Casiraghi, i contenuti emotivi esplorati e gestiti dalla psicologa dr.ssa Simona Spinoglio; mentre Elena Peduzzi è la scrittrice (autrice di libri per ragazzi) che ha accompagnato i giovani autori nel processo creativo.

I cinque scrittori hanno tra i 20 e i 25 anni e sono Silvia Gaiotto, Giulia Menni, Nicola Crisci, Denisa Lushaj e Sara Pavan. Ogni capitolo ha esplorato un’emozione: dalla fantasia allo stupore, dalla meraviglia alla gioia, passando per la rabbia, la paura, l’irritazione.

“Volevamo dare voce alla SMA1”, spiega Jacopo Casiraghi, “ma non riuscivamo a concretizzare l’idea giusta. I progetti di Famiglie SMA valorizzano il vivere quotidiano, certo, ma, per alcune vite ed esperienze, vivere la quotidianità è una sfida ancora maggiore. Comunicare con il mondo attraverso un puntatore oculare è un atto che richiede, fra le altre, volontà, desiderio e pazienza. Costruire un progetto che potesse raccontarlo in modo degno sembrava impossibile. Eppure, ce l’abbiamo fatta”.

“Ciascuno ha scelto le emozioni da trattare nei diversi capitoli, a volte erano quelle che sentivano più vicine, altre quelle che per vari motivi li respingevano, o spaventavano”, prosegue Elena Peduzzi, “la scrittura è un mezzo straordinario per mettere in ordine quello che si agita dentro di noi. E loro sono riusciti perfettamente a farlo. Non ho fatto loro alcuno sconto, hanno lavorato come si lavora a un vero libro. Hanno accolto spunti, correzioni, suggestioni e anche critiche, per portarsi, a ogni frase, un po’ più avanti”.

Simona Spinoglio sottolinea la peculiarità del progetto: aver dato voce alla SMA togliendole allo stesso tempo spazio, perché se in alcuni capitoli le emozioni sono condizionate dalla disabilità, in altre sono semplicemente emozioni, uguali in tutto e per tutto a quelle di chiunque non conviva con una patologia così complessa: “È difficile raccontare le emozioni a parole: precisa. Normalmente le “sentiamo” con il corpo, non con la testa. Il bello di questo libro è averle messe nero su bianco ma soprattutto aver realizzato un progetto dove non c’erano persone disabili e non disabili. Eravamo semplicemente noi”.

Maltempo, Musumeci: 1.500 abitanti Niscemi coinvolti nella frana

Milano, 26 gen. (askanews) – “È salito a 1.500 unità il numero degli abitanti di Niscemi coinvolti nella cosiddetta zona rossa della frana che da oltre 24 ore tiene impegnata la protezione civile locale, regionale e nazionale. Per precauzione, la fascia di rispetto è passata da 100 a 150 metri mentre la linea di frana ha raggiunto i quattro chilometri. Ho voluto, dalla Unità di crisi di Roma, rivolgere un sincero ringraziamento anche da parte della premier Giorgia Meloni a quanti, dal prefetto agli amministratori comunali, Forze dell’Ordine, Vigili del fuoco, tecnici, volontari si stanno prodigando per mettere in sicurezza i cittadini e ridurne i disagi. Ho assicurato che il governo nazionale farà la sua parte fino in fondo”. Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, al termine della riunione della Unità di crisi alla Protezione civile a Roma, alla quale ha partecipato assieme al capo dipartimento Fabio Ciciliano.

Pd, campagna non solo su giustizia. Riformisti chiedono direzione

Roma, 26 gen. (askanews) – I prossimi mesi, per il Pd, non saranno solo di campagna referendaria, i democratici non parleranno solo di giustizia ma batteranno anche sui temi economici e sociali. La linea è quella che Elly Schlein aveva già spiegato all’assemblea dei parlamentari in autunno e che è stata ribadita anche durante la segreteria della scorsa settimana: il Pd è schierato nettamente per il no al referendum, ma la leader democratica è convinta da tempo che Giorgia Meloni userà la campagna sulla separazione delle carriere per ‘parlare d’altro’ ed evitare i temi economici, sui quali fatica come ha dimostrato anche durante la conferenza stampa di inizio gennaio.

La ‘campagna d’ascolto’ del Pd, che parte ufficialmente da Milano e da Napoli il prossimo fine settimana nasce proprio con questo obiettivo, allargare il dibattito delle prossime settimane alle questioni che la premier vuole evitare: il lavoro povero, le tasse, il caro-energia, le pensioni. A Milano sarà Gianni Cuperlo a condurre la due giorni di confronto, a Napoli sarà Stefano Bonaccini, ormai ufficialmente in maggioranza, a rivendicare il profilo dei ‘riformisti di governo’ insieme ad una nutrita pattuglia di amministratori Pd, da Eugenio Giani a Antonio Decaro, fino a Michele De Pascale.

La linea sul referendum è chiara, anche oggi il profilo Instagram del Pd ha pubblicato un post netto: “Lo ammette anche lo stesso ministro Nordio: questa riforma è inutile per i cittadini. Il 22 e il 23 marzo vota no!”. E Debora Serracchiani dice “no a un’idea di Stato che indebolisce i contrappesi, svuota le tutele e mette a rischio le libertà fondamentali”.

Ma, appunto, la leader Pd non intende fare alla Meloni il favore di parlare solo di questo. La Schlein vuole stare sui problemi quotidiani e domani sarà nelle zone colpite dal maltempo la scorsa settimana.

Francesco Boccia attacca sul Pnrr: “Il Mezzogiorno doveva essere il cuore del Pnrr. Questo governo lo ha trasformato in una periferia amministrativa”. E il capogruppo al Senato incalza il governo anche sull’ex Ilva.

Antonio Misiani rilancia l’allarme degli industriali: “I dati diffusi oggi dal centro studi Confindustria restituiscono un quadro preoccupante: l’economia italiana è quasi ferma proprio nella fase in cui il Pnrr dovrebbe esprimere il massimo della sua capacità di spinta”. Chiara Braga, poi, alza la voce sulle pensioni: “Quello che ha fatto il governo sulle pensioni è il più alto tradimento consumato a scapito degli elettori”. E sulle pensioni arriva anche la mozione unitaria di Pd-M5s-Avs.

Una strategia sulla quale, però, la minoranza vorrebbe un confronto, a cominciare dal referendum. I riformisti chiedevano una direzione già lo scorso novembre, ma tutto era stato rimandato all’inizio del nuovo anno. A dicembre si è tenuta l’assemblea, dove però – lamentano – non si è svolto un vero dibattito sulle questioni centrali dell’agenda politica.

Stamattina è stato Graziano Delrio sulla Stampa a lamentare la mancata convocazione della direzione su temi politici da quasi un anno, nel pomeriggio si è fatto sentire Filippo Sensi: “Da un anno il mio partito non si riunisce in una direzione ‘politica’. Con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa, Italia, credo ci sia bisogno di confronto. È tempo”. Qualcuno, nelle chat della minoranza, ha ipotizzato anche una raccolta di firme per chiedere la convocazione della direzione.

Governo prende distanze su Ice. E prova a chiudere ‘caso’ Milano-Cortina

Roma, 26 gen. (askanews) – Prendere le distanze da certi metodi, anzi da certi “abusi” perché “tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza”, come dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Evitando però di aprire pubblicamente un fronte sul concetto di sicurezza by Donald Trump. Palazzo Chigi, dopo giorni di polemiche, prova a chiudere il caso sulla possibile presenza in Italia per i giochi di Milano-Cortina dei famigerati agenti dell’Immigration and costums enforcement, responsabili tra l’altro dell’uccisione di due attivisti a Minneapolis. “Un caso mai esistito”, è la linea che viene stabilita. Non a caso il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parla di “polemica sul nulla” e assicura che “di sicuro Ice sul territorio nazionale italiano non opererà”.

Smentite già arrivate nei giorni scorsi quando erano cominciate a circolare notizie di stampa, corredate però anche da dichiarazioni che sembravano sminuire la questione, come quella dello stesso responsabile del Viminale secondo cui, nel caso, non si intravedeva un problema. A rinfocolare la polemica oggi, però, sono state anche le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo cui agenti dell’Ice avrebbero potuto essere in Italia ma “soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio” dunque “in misura difensiva”. Dichiarazioni che hanno poi costretto il Pirellone a una correzione in corsa: il Governatore – la precisazione – non ha confermato la presenza ma solo fatto un commento “in via ipotetica”.

Insomma, il tentativo è quello di porre la questione su due piani diversi: da una parte negare, e ci mancherebbe, che in Italia l’Ice possa venire a fare qualcosa di simile a quello che fa negli Stati Uniti (“L’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano lo garantisce lo Stato Italiano”, dice Piantedosi), dall’altra contemplare che qualche agente si occupi dell’incolumità di personalità dell’amministrazione americana. “Semmai dovesse essere, ma parliamo veramente di una ipotesi, che singole unità di personale” dovessero arrivare in Italia “espleteranno misure di protezione ravvicinata” ma “nessuno finora ha comunicato niente e non è dato di presumere che questo accada”, ha detto sempre il responsabile del Viminale.

Da qui, la linea del “polemica sul nulla” che palazzo Chigi detta per evitare che la narrazione sfugga di mano, soprattutto in una fase in cui il tema della sicurezza nelle nostre città è diventato così centrale per Giorgia Meloni, che ne ha fatto una priorità per il 2026. “Ritengo che l’Ice manifesti un approccio molto duro e censurabile, per niente in linea con quello che viene adottato dalle nostre forze dell’ordine”, ha detto il ministro Tommaso Foti in un’intervista al Quotidiano nazionale. Il tutto cercando però di non aggiungere un nuovo distinguo rispetto a Donald Trump dopo quelli a cui la presidente del Consiglio è stata costretta nelle ultime settimane: dalla Groenaldia ai dazi fino al ruolo dei militari italiani in Afghanistan.

Non abbastanza per l’opposizione che, dal Pd al M5s, da Calenda ad Avs, per tutto il giorno ha chiesto all’esecutivo di chiarire. “Arrivati a questo punto il Governo non può non sapere”, se Trump mandasse agenti dell’Ice in Italia “si tratterebbe di una vera e propria provocazione al nostro Paese”, dice il dem Matteo Mauri.

Euro ai massimi dal 2021 mentre l’oro sfonda quota 5.000 dollari

Roma, 27 gen. (askanews) – Il dollaro continua a calare, con l’euro che in questo avvio di settimana è salito fino a superare brevemente quota 1,19 sul biglietto verde, sui massimi dall’estate del 2021. Successivamente la valuta condivisa ritraccia in parte e modera i guadagni portandosi a 1,1881 dollari.

Questi sviluppi potrebbero aggiungere ostacoli alle esportazioni dei paesi dell’area valutaria in una fase già non semplicissima (giovedì verranno pubblicati dall’Istat i dati sul commercio con l’estero di dicembre e dell’intero 2025, venerdì la stima preliminare sul Pil del quarto trimestre). Ma il calo del dollaro non rigaurda solo l’euro: è generalizzato e risente delle precedenti pressioni sui titoli di Stato del Giappone e sullo yen, che da giorni hanno spinto diversi analisti a ipotizzare un possibile intervento congiunto Stati Uniti-Giappone a sostegno della valuta nipponica.

Il tutto in un quadro di persistenti tensioni geopolitiche che, complici precedenti fattori di fondo in azione da diverso tempo – tra cui i forti acquisti delle banche centrali dei paesi ex emergenti – hanno visto ulteriori rialzi di diversi beni rifugio, a cominciare dall’oro che oggi ha infranto un ennesimo record, superando per la prima volta la soglia psicologica dei 5.000 dollari.

Nel pomeriggio il metallo prezioso per eccellenza resta nettamente rialzista guadagnando oltre il 2% 5.080 dollari. Un rally ancora più esuberante continua a coinvolgere l’argento, che guadagna oltre il 12% a 113,95 dollari l’oncia. Il platino sale del 3,66% 2.842 dollari l’oncia.

Era stata appena superata la fase più acuta del nuovo braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione Europea sulla Groenlandia, che subito è sembrato riaprirsi un nuovo fronte con l’Iran, dopo che tra venerdì e il fine settimana sono giunte indicazioni di spostamenti di mezzi militari Usa potenzialmente verso l’area, in particolare il gruppo navale della portaerei Lincoln.

Il dollaro poi potrebbe accusare un supplemento di volatilità questa settimana in occasione del direttorio della Federal Reserve, il Fomc che comunicherà le sue decisioni sui tassi di interesse mercoledì alle 20 italiane.

Ma soprattutto i riflettori saranno puntati sulla successiva conferenza stampa del presidente, Jerome Powell, in particolare per lo scontro ormai aperto con l’amministrazione Trump, dopo che il Dipartimento di Giustizia Usa gli ha fatto recapitare un mandato di comparizione presso il grand jury, per sospetti illeciti sui costi degli appalti per il rinnovo della sede della Fed.

Una mossa che stavolta ha spinto il capo della Banca centrale degli Stati Uniti a reagire con un duro comunicato, in cui afferma che si sta cercando di mettere a repentaglio l’autonomia dell’istituzione monetaria. Intanto l’economia Usa appare su una dinamica più esuberante di quella Ue, i dati del Pil del terzo trimestre sono stati rivisti al rialzo, al +4,4% su base annua, ai massimi da due anni, mentre a dicembre l’inflazione è rimasta stabile al 2,7%.

Mercosur, Lollobrigida: vogliamo più controlli sulle importazioni

Bruxelles, 26 gen. (askanews) – “Che cosa vogliamo come Italia? Che ci siano controlli puntuali sufficienti. Non è un problema di numeri, è un problema di efficacia. In Europa non deve entrare nulla che non corrisponda agli standard che noi abbiamo imposto ai nostri agricoltori, ai nostri allevatori, ai nostri pescatori”, in termini di divieti d’uso di pesticidi e altre sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Lo ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, incontrando i giornalisti nel pomeriggio a Bruxelles, a margine del Consiglio Agricoltura dell’Ue, in risposta a una domanda sulla proposta della Commissione europea di istituire una task-force per rafforzare i controlli di frontiera sulle importazioni di prodotti agroalimentari, in particolare in vista dell’accordo commerciale con il Mercosur e ora anche di quello con l’India, che sarà firmato domani.

“Abbiamo discusso oggi di questo – ha riferito il ministro – con il commissario europeo Olivér Vßrhelyi”, responsabile per la Salute, “che ha fatto alcune proposte concrete che seguono in maniera puntuale quello che ci è stato garantito il 7 gennaio”, nella riunione straordinaria del Consiglio Agricoltura a cui hanno partecipato “il commissario al Commercio, il commissario all’Agricoltura e lo stesso commissario alla Salute”.

Gli agricoltori europei, ha continuato Lollobrigida, “sono costretti spesso a avere una concorrenza di prodotti che hanno un prezzo inferiore, non perché ci sia un efficientamento delle imprese a monte” che esportano i prodotti agroalimentari in Europa, “ma semplicemente perché non rispettano le regole che noi stessi ci siamo dati. E allora la task-force che viene prevista serve a verificare che ognuno faccia il suo proprio dovere, anche come Stati nazionali a cui è attribuita la facoltà dei controlli nelle vie di accesso”.

“E diciamocelo con chiarezza, non tutti – ha osservato il ministro – hanno l’attenzione che merita un problema come questo. L’Italia si è contraddistinta in questi anni per aver aumentato in maniera esponenziale non solo i suoi controlli, ma l’efficientamento tra tutti i player del settore, le forze dell’ordine, le dogane, le agenzie, gli ispettorati, migliorando le performance non solo dei controlli, ma di verifiche che arrivano all’obiettivo: fermare ciò che non deve entrare”.

“Questa – ha ricordato Lollobrogoda – è la base della ‘reciprocità’ che abbiamo richiamato in tutti gli accordi di carattere commerciale, e certamente il Mercosur. Ma è un’occasione incidentale, nel senso che è uno dei trattati che si profilano per il futuro, per un’Unione europea che giustamente deve essere aggressiva sui mercati, per entrare in un quadro di concorrenza con gli altri ambiti economici organizzati del pianeta. E questo, però, non può entrare in concorrenza con la legittima necessità di alcuni settori di continuare ad essere resilienti. Questi vanno protetti, non con regole eccessive, ma al contrario con il controllo di quello che ci siamo dati”.

A un giornalista che chiedeva a chi si riferisse, il ministro ha risposto che è un problema che “è stato anche sollevato da alcuni colleghi: se tu chiudi, magari ti arrivano merci che vengono considerate unionali da luoghi in cui ci sono meno controlli; non credo che sia utile qui imputarlo all’uno o all’altro: il problema esiste, va trovata la soluzione”.

La “reciprocità” degli standard produttivi, in particolare rispetto ai prodotti agroalimentari importati dal Mercosur (una delle richieste più pressanti da parte degli agricoltori e dell’Italia), presuppone che ci sia in questi prodotti lo “zero tecnico”, nelle analisi di laboratorio, di residui delle sostanze vietate in Europa. A che punto è, è stato chiesto a Lollobrigida, la proposta che la Commissione ha fatto in questo senso, per le sostanze più pericolose?

“Siamo appena intervenuti su questo e abbiamo assunto una posizione molto decisa, come Italia, nel chiedere al commissario competente di attuare tutte le modalità per impedire” l’importazione di “prodotti mettono a rischio la logica di concorrenza di cui ho parlato, la salute delle imprese, ma in questo caso anche la salute dei cittadini, e questo non è sostenibile”, ha replicato il ministro.

E alla domanda se l’imposizione dello “zero tecnico” nei residui riguarderà tutte le sostanze vietate o solo quelle più pericolose, Lollobrigida ha risposto: “Su questo si sta lavorando, la tollerabilità dal punto di vista della salute non spetta dal ministro della agricoltura, ci sono ovviamente ministri che hanno una competenza specifica”.

Quanto al nuovo accordo commerciale che domani l’Ue firmerà con l’India, e di cui non si conoscono ancora i contenuti, il ministro ha osservato: “Non siamo in condizione di lavorare sui se e sui ma; siamo però in condizione di giudicare il lavoro che l’Italia ha fatto quest’anno sul Mercosur, che serve anche per gli altri accordi di carattere internazionale. Oggi l’impostazione dei regolamenti sui residui (delle sostanze proibite nei prodotti agroalimentari, ndr) e dei regolamenti sui controlli, non serve solo per il Mercosur, serve per il Mercosur e per gli accordi che verranno. Grazie in particolare all’Italia, ma anche ad altre nazioni che hanno tenuto la stessa posizione, è finita l’epoca nella quale venivano fatti accordi senza tener conto di alcuni settori strategici, e a volte anche della salute dei cittadini che acquistano e consumano. È cambiata l’impostazione, c’è maggiore attenzione. Adesso verificheremo se quanto ci è stato garantito verrà davvero messo in campo, e su questa base faremo anche le scelte per dare il via ad accordi futuri”, ha assicurato Lollobrigida.

Rispondendo a un’altra domanda, il ministro ha poi aggiunto che “esistono già i presupposti per l’applicazione” provvisoria dell’Accordo interinale col Mercosur. “Credo ci sarà un ulteriore passaggio di natura politica per confermare questo indirizzo, che il Coreper (l’organismo tecnico dei rappresentanti degli Stati membri presso l’Ue, ndr) aveva già dato prima del voto” con cui il Parlamento europeo ha ritardato la ratifica dell’Accordo, chiedendo un parere alla Corte europea di Giustizia.

“A noi interessa – ha spiegato Lollobrigida – non tanto e non solo che gli accordi internazionali per una nazione esportatrice come la nostra siano essenziali, funzionino, ma che funzionino anche parallelamente tutti gli strumenti di protezione del nostro sistema, che spesso corrisponde, con quello agricolo, alla protezione non solo degli interessi legittimi degli imprenditori, ma anche della nostra salute, del nostro benessere alimentare, e dell’ambiente, che sarebbe impossibile da manutenere oggi senza un’agricoltura che dia un reddito corretto, e quindi resiliente in termini di presenza sul territorio anche nelle aree più difficili”.

Può confermare, gli è stato chiesto a questo punto, che l’Italia è favorevole alla messa in vigore dell’Accordo provvisorio col Mercosur da parte della Commissione europea, senza aspettare il parere dalla Corte di Giustizia chiesto dal Parlamento europeo, che potrebbe prendere un anno e mezzo di tempo?

“Lo dicevo prima – ha replicato Lollobrigida – e lo sottolineo: è già stata votata l’eventualità di un’applicazione provvisoria; quindi questo fatto qui ha visto già le nazioni esprimersi. Adesso ci sarà un secondo passaggio di natura politica che analizza anche il voto parlamentare. Se ne discuterà nel Coreper; non spetta al ministro dell’Agricoltura dare un’indicazione in merito”.

A chi chiedeva, infine, se anche per l’accordo con l’India l’Italia abbia chiesto delle garanzie alla Commissione, il ministro ha riposto: “Le chiediamo sempre, le garanzie alla Commissione. Però vedremo quello che emerge e scaturisce nell’ambito di un trattato che, come prima si ricordava, non è ancora conosciuto”.

Lega, nodo Vanancci ancora irrisolto, incontro con Salvini in stand by

Milano, 26 gen. (askanews) – “Non prima di venerdì, più probabile tra sabato e lunedì…”. L’incontro tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci non sembra imminente, almeno ad ascoltare gli uomini del generale. “Oggi è partito per Bruxelles, tornerà giovedì e avrà subito un impegno a Mendrisio, poi venerdì ha un impegno già programmato da tempo ad Abano”. Insomma, “più probabile che avvenga tra sabato e lunedì prossimi”. Del resto, una soluzione delle tensioni interne alla Lega appare ancora lontana. Nè Salvini sembra intenzionato a dare eccessiva pubblicità all’incontro.

Sul tavolo, sempre la questione del tesseramento per la Lega degli iscritti al Mondo al Contrario: “Ci avevano promesso che sarebbero potuti diventare militanti a pieno titolo nel giro di tre mesi, invece hanno tradito la promessa”, dicono gli uomini vicini a Vannacci. “Siamo 5mila iscritti, almeno la metà erano pronti a prendere la tessera della Lega. E invece – accusano – vogliono i nostri voti ma non riconoscono al generale agibilità politica: non può dire la sua, non può intervenire sulle nomine, si vorrebbe che partecipasse ai congressi senza avere la possibilità di far votare i suoi sostenitori… Sembra fatto apposta per farglielo perdere, il congresso…”.

Un clima che gli uomini vicini a Vannacci non ascrivono a Salvini: “Non ci sono problemi tra Roberto e Matteo – assicurano – sono quelli che hanno paura di perdere potere sul territorio che cercano di bloccarlo”. E allora, la previsione è che la possibilità di trovare un accordo che eviti la rottura sia remota: “Mi pare difficile”, dice uno degli uomini di Vannacci.

Intanto i vannacciani confondono le acque sulla data del possibile annuncio della scissione: “Non c’entra niente il direttivo del Mondo al Contrario convocato per il 16 febbraio. Il generale non ne fa neanche parte, non è iscritto…”. E non c’entra neanche l’appuntamento a Montecatini a metà marzo, da tempo oggetto di un battage sui social: “. È uno spettacolo in un teatro, non il lancio di un nuovo partito…”, glissano.

Milano-Cortina, Piantedosi: Ice non opererà mai sul suolo italiano

Roma, 26 gen. (askanews) – “La discussione è fondata sul nulla perché le delegazioni straniere, compreso quella americana, non hanno assolutamente comunicato ancora quelli che saranno i componenti delle delegazioni che contribuiranno alla cornice di sicurezza delle rispettive delegazioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine della presentazione del libro “Dalla parte delle divise” di cui è coautore.

“Quindi, non sappiamo, nessuno ha comunicaro nulla – ha ribadito Piantedosi -. Preciso che qualunque sarà la comunicazione, Ice in quanto tale non opererà mai sul suolo italiano, perché siamo sufficientemente padroni della gestione dell’ordine pubblico, della sicurezza e del controllo dell’immigrazione”.

Crans Montana, P.Chigi: rientro ambasciatore se autorità giudiziarie collaborano

Roma, 26 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma, d’intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla luce della decisione del Tribunale delle Misure coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti. E’ quanto si legge in una nota.

All’incontro, cui hanno anche partecipato il sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, è stato deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’ambasciatore all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026.

Sanremo, Carlo Conti racconta il suo Festival: Tanti generi diversi

Milano, 26 gen. (askanews) – Trenta brani, tanta musica diversa ma soprattutto brani nel segno dell’amore e del racconto dei sentimenti. Ci sono molte ballad ma anche tantissimi generi diversi in gara al Festival di Sanremo. Agli ascolti in anteprima per la stampa Carlo Conti chiarisce subito che la cosa più difficile è stata scegliere i brani di portare in riviera.

‘Nella scelta delle canzoni ogni anno è come andare al mercato e comporre questo bouquet di fiori, sapete che mi piace fare il paragone di un bouquet di fiori, che si cerca di fare il più variegato possibile. Gli artisti si propongono e c’è di tutto, dal pop al rock, dal country al rap, poi il direttore artistico deve scegliere. Lo scorso anno è stato un anno particolarmente fortunato, ha poi dimostrato come la classifica sarmenese fosse giusta rispetto a quello che è successo successivamente con le classifiche con degli exploit irripetibili’ ha detto Conti introducendo gli ascolti.

Maltempo, Meloni: Stato vicino a territori, Italia unita in emergenze

Roma, 26 gen. (askanews) – “Nel Consiglio dei ministri di oggi il governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, regioni maggiormente colpite dal maltempo di questi giorni. Abbiamo contestualmente stanziato 100 milioni di euro per i primi interventi urgenti. Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Le Regioni, con i loro presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo. Vorrei ringraziare ancora una volta il ministro Nello Musumeci, la Protezione civile, le amministrazioni locali e tutti gli operatori dedicati al settore. Nelle emergenze, l’Italia sa essere una comunità ancora più unita”, aggiunge.

Pan di Stelle porta i sogni tra i banchi di scuola

Torino, 26 gen. (askanews) – A Torino prende il via la seconda edizione del progetto educativo “Sogna e credici fino alle stelle”, promosso da Pan di Stelle, love brand del Gruppo Barilla, alla vigilia della Giornata Mondiale dei Sogni. Un’iniziativa che riporta il tema del sognare tra i banchi di scuola, coinvolgendo migliaia di bambini delle scuole primarie di tutta Italia. Il progetto, che nel 2026 raggiungerà circa 3.000 classi, nasce per accompagnare bambine e bambini nella scoperta delle proprie aspirazioni, offrendo strumenti educativi gratuiti a docenti e studenti. Al centro del percorso c’è l’idea che i sogni siano una bussola per la crescita personale, capaci di guidare anche nei momenti di difficoltà e di fallimento. Durante l’evento di lancio, Pan di Stelle ha presentato i risultati della prima edizione del progetto: oltre 5.700 sogni raccolti nel 2025, che raccontano un immaginario ricco e sorprendentemente maturo, fatto di desideri professionali, affetti familiari, valori sociali e attenzione per il futuro del pianeta. Abbiamo parlato con Chiara Pisani, Marketing Director Pan Di Stelle:

“L’obiettivo rimane lo stesso per cui l’anno scorso abbiamo lanciato questo progetto. Il nostro obiettivo è quello di evolvere il sogno di Pandistelle da missione di marca a impegno concreto e a esperienza educativa per i bambini. Questo è il nostro progetto, confermato anche per quest’anno. I dreamers scelti per quest’anno sono due, si tratta di Alice D’Amato e di Mattia Zenzola, due volti giovani, sicuramente che porteranno ai bambini la propria testimonianza sui valori dello sport. Sappiamo infatti quanto entrambi, fin da piccoli, siano fortemente impegnati in queste attività”.

Volti di questa nuova edizione sono Alice D’Amato, campionessa di ginnastica artistica, e Mattia Zenzola, ballerino e coreografo. I due ambassador incontreranno i bambini nelle scuole che hanno frequentato da piccoli, inaugurando le nuove Aule dei Sogni: spazi dedicati alla creatività, al confronto e all’espressione personale.

Abbiamo parlato con Alice D’amato: “Guardando il mio percorso, il lavoro che ho fatto da piccola, oggi mi rendo conto che è stato davvero importante, soprattutto, credere nei miei sogni, in quello che stavo facendo, nei mezzi che avevo a disposizione e nelle persone che avevo di fianco a me. Crearci un grande rapporto di fiducia, perché a quei tempi rappresentavano praticamente la mia famiglia, e quindi vuol dire essere cresciuti insieme verso il più grande sogno e averlo raggiunto insieme”.

È poi intervenuto Mattia Zenzola: “Beh, sicuramente avrei voluto studiare più stili prima, da piccolo, perché noi da piccoli siamo sempre più facilitati nell’apprendere, e quindi sicuramente questo, perché serve sempre essere versatili e saper fare tutto, soprattutto al giorno d’oggi, e mi sto impegnando tanto in questo”.

La seconda edizione di “Sogna e credici fino alle stelle” conferma così l’impegno di Pan di Stelle nel sostenere l’educazione come esperienza emotiva e relazionale, capace di valorizzare l’unicità di ogni bambino. Un progetto che trasforma la scuola in un luogo dove immaginazione, fiducia e futuro possono crescere insieme, sotto lo stesso cielo di stelle.

Olimpiadi, i 196 azzurri per Milano-Cortina 2026

Roma, 26 gen. (askanews) – Saranno nel complesso 196 (103 uomini + 93 donne) gli atleti dell’Italia Team impegnati ai Giochi di Milano Cortina 2026, che partirà ufficialmente nella serata di venerdì 6 febbraio con la Cerimonia d’Apertura. Agli 87 azzurri (47 uomini + 40 donne) dei cinque sport sul ghiaccio già selezionati una settimana fa, infatti, si sono aggiunti i 109 (56 uomini + 53 donne) delle 11 discipline invernali, le cui gare si andranno ad articolare tra Anterselva (biathlon), Cortina (bob, skeleton, slittino e sci alpino femminile), Val di Fiemme (combinata nordica, sci di fondo e salto con gli sci), Livigno (freestyle e snowboard) e Bormio (sci alpino maschile e sci alpinismo).

La cifra consente al nostro Paese di superare il precedente primato stabilito nell’ultima edizione casalinga di Torino 2006 (184 atleti di cui 109 uomini e 75 donne). La più giovane in assoluto è la sedicenne Giada D’Antonio, giovanissima promessa dello sci alpino che compirà 17 anni il prossimo 28 maggio. Il più longevo, invece, è il quarantacinquenne Roland Fischnaller che, gareggiando nello slalom gigante parallelo di snowboard alpino, vivrà la settima Olimpiade consecutiva (azzurro uomo o donna con il numero maggiore di presenze nella storia dei Giochi Invernali). Davanti all’altoatesino (con otto partecipazioni) c’è solamente il poker formato dai fratelli Piero e Raimondo d’Inzeo (sport equestri – 1948/1976), Josefa Idem (canoa – 1984/2012), che però prese parte a Los Angeles 1984 e a Seoul 1988 difendendo i colori della Germania Ovest prima di inanellare sei presenze consecutive con l’Italia, e Giovanni Pellielo (tiro a volo – 1992/2016, 2024).

Per quanto riguarda il biathlon, le cui competizioni si svolgeranno sul tracciato dell’Anterselva Biathlon Arena, il quintetto maschile sarà formato da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Patrick Braunhofer, Elia Zeni e Nicola Romanin mentre quello femminile da Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Rebecca Passler, Michela Carrara ed Hannah Auchentaller.

Al Cortina Sliding Centre invece, sulla pista intitolata all’olimpionico azzurro Eugenio Monti (oro nel bob a Grenoble 1968 sia nella gara a due sia in quella a quattro), andranno in scena le prove di ben tre discipline. Nel bob sono stati convocati cinque uomini ed altrettante donne: Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini, Alex Verginer, Giada Andreutti, Simona De Silvestro, Anna Costella, Alessia Gatti e Noemi Cavalleri. Nello skeleton spazio per il poker composto da Amedeo Bagnis e Mattia Gaspari al maschile e da Valentina Margaglio ed Alessandra Fumagalli al femminile mentre nello slittino saranno 11 (sette uomini e quattro donne) gli azzurri al cancelletto: Dominik Fischnaller, Leon Felderer, Alex Gufler, Ivan Nagler, Fabian Malleier, Emanuel Rieder, Simon Kainzwaldner, Andrea Voetter, Marion Oberhofer, Verena Hofer e Sandra Robatscher.

Ddl antisemitismo, Delrio (Pd): dibattito nel Pd partito molto male

Roma, 26 gen. (askanews) – “Il problema delle diversità di vedute nel Pd” sul ddl antisemitismo “sono tutte legittime: c’è chi nel Pd pensa che non sia giusto legiferare, c’è chi pensa che sia giusto legiferare sul discorso d’odio, c’è chi pensa sia giusto legiferare specificamente sull’antisemitismo. Sono punti di vista rispettabili. Purtroppo il dibattito è partito male, molto male”.

Così il senatore del Pd, Graziano Delrio, uno dei firmatari di un testo in discussione alla Commissione Affari Costituzionali in Senato, a margine del convegno “Antisemitismo. Una tragedia che non finisce. Quando la storia riaffiora e interroga il presente”, organizzato dalla Fondazione Italia Protagonista, su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri.

I testi sull’antisemitismo “sono tutti punti di vista rispettati. Io rispetto i colleghi che la pensano diversamente. Credo che sia mio dovere mantenere un punto su queste misura specifica, perché il mio contributo è nato dall’incontro con dei giovani ebrei, dei giovani ragazzi universitari, dei giovani del liceo che, come la gran parte degli ebrei in tutta Europa, il 97% degli ebrei in tutta Europa, non può manifestare la sua religione, la sua religiosità, la sua cultura. È un fatto che dovrebbe interrogarci, perché è così che sono partite le esperienze peggiori totalitarie in Europa”, ha spiegato Delrio.

“Nel mio disegno di legge c’è un articolo apposta per favorire il dialogo, lo scambio di idee, il confronto, non i boicottaggi, nonimpedire di parlare alle persone, ma proprio perché abbiamo bisogno, la qualità della democrazia vive della capacità di stimolare il dialogo, specialmente nei luoghi come l’università o in generale nei luoghi come la cultura. Perché? La cultura e il dialogo non hanno, non devono avere barriere né limiti”, ha detto ancora.

A Ramallah due carabinieri fatti inginocchiare sotto la minaccia di un fucile (fonti)

Roma, 26 gen. (askanews) – I due carabinieri fermati illegalmente ieri da un colono israeliano in Cisgiordania sono stati fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore e “interrogati” dal colono. E’ quanto si apprende da fonti di governo.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta sull’episodio che ha visto coinvolti ieri 2 carabinieri in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. Lo comunica la Farnesina.

I due militari sono stati bloccati in territorio palestinese, vicino Ramallah, probabilmente da un “colono” sotto la minaccia di un fucile mitragliatore. L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha già rivolto una protesta formale al Governo israeliano rivolgendosi al Ministero degli Affari Esteri, al COGAT, allo Stato maggiore delle IDF, la polizia e allo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi).

Maltempo, da Cdm primo stanziamento 100 mln. Governatori commissari

Roma, 26 gen. (askanews) – Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e un primo stanziamento complessivo di 100 milioni di euro per le tre regioni colpite nei giorni scorsi dal maltempo (Calabria, Sicilia e Sardegna). Lo hanno annunciato i governatori lasciando palazzo Chigi al termine della riunione.

“Oggi stesso si farà una ordinanza della Protezione civile per nominare come soggetti delegati i presidenti di Regione”, ha spiegato Roberto Occhiuto. “Sono stati stanziati 33 milioni a Regione per i lavori di somma urgenza. Poi è prevista una puntuale ricognizione dei danni e la copertura dei danni con un provvedimento interministeriale”, ha aggiunto.

Sanremo, Conti: "Il mio Festival è un bouquet di fiori in musica"

Milano, 26 gen. (askanews) – Trenta brani, tanta musica diversa ma soprattutto brani nel segno dell’amore e del racconto dei sentimenti, anche quelli che a volte restano nascosti e chiedono di uscire. Ci sono tante ballad ma anche tantissimi generi diversi in gara al Festival di Sanremo. Agli ascolti in anteprima per la stampa Carlo Conti chiarisce subito che la cosa più difficile è stata scegliere i brani di portare in riviera. ‘Nella scelta delle canzoni ogni anno è come andare al mercato e comporre questo bouquet di fiori, sapete che mi piace fare il paragone di un bouquet di fiori, che si cerca di fare il più variegato possibile. Gli artisti si propongono e c’è di tutto, dal pop al rock, dal country al rap, poi il direttore artistico deve scegliere. Lo scorso anno è stato un anno particolarmente fortunato, ha poi dimostrato come la classifica sarmenese fosse giusta rispetto a quello che è successo successivamente con le classifiche’ ha detto Conti introducendo gli ascolti. Ecco i trenta artisti in gara con le loro canzoni e qualche prima impressione, tutta da confermare sul palco dell’Ariston dal 24 al 28 febbraio.

1 – Tommaso Paradiso – ‘I romantici’ Parte tra i favoriti, Tommaso Paradiso porta al Festival ‘I romantici’, una ballad intensa dedicata alla figlia, fortemente autobiografica. Il brano scritto da Tommaso Paradiso e Davide Petrella e prodotto da Simonetta ha un ritornello accattivante, da cantare. ‘I romantici guardano il cielo’… un testo per cuori teneri, molto da social. Con 12 dischi di platino all’attivo, il cantautore romano, per la prima volta in gara sul palco dell’Ariston spiega di aver scritto il brano pensando a tutte le persone a cui vuole bene e l’ha dedicato a chi ama. Per lei è l’undicesima volta al Festival.

2 – Malika Ayane – ‘Animali notturni’ Una sorprendente Malika Ayane per la sua sesta partecipazione al Festival spariglia le carte e presenta un brano che non ti aspetti. ‘Animali notturni’ è una canzone energica, un po’ funky e ritmata, in cui le sue ottime doti vocali trovano spazio per esprimersi. ‘Animali notturni’ è un omaggio a un mondo spesso invisibile, ma non per questo meno importante.

3 – Sayf – ‘Tu mi piaci tanto’ Debutto assoluto all’Ariston per Sayf con ‘Tu mi piaci tanto’ di cui è anche l’autore. Un brano rap ma con sonorità pop, quasi country, con cambi di ritmo molto netti, e con un ritornello facile da ricordare. Una fotografia del suo stato d’animo che racconta il suo sguardo sulla società.

4 – Patty Pravo – ‘Opera’ ‘La Divina’ Patty Pravo è la veterana di questo Festival, con ben 10 partecipazioni all’attivo dal lontano 1970; anche se non ha mai vinto il suo nome è strettamente legato a Sanremo. Torna in gara e si mette in gioco con un brano intenso melodico, che alterna note alte a note più profonde, caratteristica della cantante. Si tratta di un brano, con testo e musica di Giovanni Caccamo, molto adatto a essere suonato con l’orchestra.

5 – Luchè – ‘Labirinto’ Il rapper Luchè, uno dei più promettenti artisti della scena napoletana con un palmarès di 35 dischi di platino, si presenta a Sanremo co ‘Labirinto’ un brano scritto con Davide Petrella che ha un ritornello molto forte. Nella canzone il ‘Labirinto’ è una metafora dei pensieri ossessivi ma anche della ricerca di una via di uscita. Il rapper si propone con un brano intenso, che punta a essere una delle sorprese per chi non lo conosce, e una conferma per chi già lo ama.

6 – Mara Sattei – ‘Le cose che non sai di me’ Una ballad ambientata a Trastevere, autobiografica, per la seconda partecipazione di Mara Sattei a Sanremo anche se l’artista vanta ben 18 dischi di platino. Il brano è in perfetto stile Sanremo romantico, con una buona orchestrazione e un crescendo che ci porta alla scoperta del vortice di emozioni, che genera l’amore.

7 – Francesco Renga – ‘Il meglio di me’ Anche per l’altro veterano del Festival l’undicesima partecipazione, Francesco Renga, quest’anno canta ‘Il meglio di me’. Renga che vinse con Angelo nel 2005, non esce dalla sua confort zone e si impone con la sua vocalità; è in gara con una ballad romantica ma molto ritmata, in cui si racconta e affronta le sue fragilità. Un brano decisamente nelle sue corde, da cantare con Orchestra.

8 – Ditonellapiaga – ‘Che fastidio’ Ditonellapiaga torna per la seconda volta al Festival, ma è la sua prima da solista. Un brano interessante dove rappa, incalza, parlando di cose fastidiose. Ma è anche capace di cambiare ritmo, in una alternanza tra parti sincopate e liriche più aperte, dove i synt sono presenti e usati in modo divertente. Da ascoltare con attenzione. Il testo è scritto da lei insieme a Edoardo Castroni.

9 – Leo Gassmann – ‘Naturale’ Terza partecipazione per Leo Gassmann, dopo la prima volta tra i giovani e la seconda tra i big quest’anno è in gara col brano ‘Naturale’. Romantico e sognante, Leo racconta l’amore che va altre le apparenze. Voce calda mescolata con l’autotune, riesce a dare al brano una sonorità classica e moderna contemporaneamente. Buono il ritornello che è ‘un grido d’amore e un invito ad andare oltre le apparenze’.

10 – Sal Da Vinci – ‘Per sempre sì’ Ritmato, pop con accenni funk, Sal Da Vinci, torna a Sanremo a 17 anni dalla sua prima volta. ‘Per sempre sì’ è un brano da cantare e ballare, un po’ anni ’80 in salsa neomelodica che chiude con una frase in napoletano ‘Accussì, sarà pe semp sì’. La voce riempie la musica di energia e mette allegria.

11- Levante – ‘Sei tu’ Levante, con la sua voce molto bella e limpida torna a Sanremo per la terza volta e lo fa con ‘Sei tu’ una ballad, potente che racconta il bisogno di dichiararsi e di esprimere l’amore, attraverso una serie di sensazioni fisiche. Levante vuole mostrare una lei diversa, probabilmente non quello che si aspetta il suo pubblico, con un brano non nato per Sanremo ma che si è imposto come quello giusto per tornare in gara, perfetto per essere cantato con l’orchestra.

12 – Tredici Pietro – ‘Uomo che cade’ Per il suo debutto all’Ariston, il giovane Tredici Pietro sceglie il rap, suo genere di origine, ma riesce ad andare oltre, lasciando spazio a sonorità più pop. ‘Uomo che cade’ parla di un tema universale, del cadere e del rialzarsi’. Un brano molto vario con cui vuole parlare a tutti e con un ritornello molto cantabile. La domanda che tutti si pongono: sceglierà di duettare con padre Gianni Morandi nella serata delle cover, o resterà fedele alla sua volontà di essere cosa diversa dal celebre genitore?

13 – Enrico Nigiotti ‘Ogni volta che non so volare’ Enrico Nigiotti, alla sua quarta volta al Festival propone una ballad romantica, scritta dallo stesso cantautore toscano insieme con Pacifico, dove pianoforte e orchestra dialogano. Un racconto intimo, con la voce che narra di come si tocca il fondo e si cerca la forza per risalire. Un flusso di coscienza che attraversa la vita con una punta di rabbia e malinconia.

14 – Samurai Jay – ‘Ossessione’ Rap e autotune, per un reggaeton, molto ballabile che sa di estate e di feste in spiaggia, Samurai Jay per la prima volta all’Ariston si candida, con un brano scritto da lui insieme a Salvatore Sellitti a diventare tormentone dal sapore caraibico. Il suo brano, ‘Ossessione’ racconta la passione che ti fa correre e mettere in modo: quella per la musica, per la vita e ovviamente per l’amore.

15 – Serena Brancale – ‘Qui con me’ Per Serena Brancale è la terza partecipazione, la seconda consecutiva, ma è molto molto diversa da quella dello scorso anno. Dimenticate il tormentone allegro con cui si è fatta amare dal grande pubblico, la cantautrice barese ha scelto di portare la parte più autentica di se. ‘Qui con Me’ è una canzone poetica e struggente dedicata alla madre, un brano capace di emozionare anche grazie alle ottime doti vocali fondate nel jazz di Serena. Vocalità top che ricorda e non farà rimpiangere Giorgia.

16 – Arisa – ‘Magica favola’ Dopo alcuni anni di assenza, e sette Festival all’attivo sempre con ottimi risultati, Arisa torna sul palco che l’ha consacrata. ‘Magica favola’ è una canzone romantica, lirica e melodica, Arisa si racconta con una voce cristallina, un brano da colonna sonora di un film di principesse Disney sulla vita che si evolve, della bambina ai momenti più complessi per tornare poi all’innocenza infantile.

17 – Nayt – ‘Prima che’ Debutto all’Ariston anche per Nayt, il giovane rapper racconta la sua generazione, tra luci e ombre, desiderio e paure. Un brano di rap morbido, che può essere ascoltato da tutti. Forte di due dischi di platino, vuole farsi conoscere affrontando il tema di grande attualità tra i giovani e non solo, quello della distanza nell’era digitale.

18 – Dargen D’Amico – ‘Ai Ai’ Il mondo digitale è parte anche del brano che Dargen D’Amico ha scelto per la sua terza partecipazione a Sanremo. ‘AI AI’ titolo gioca con il tema dell’intelligenza artificiale ma non è l’argomento centrale del brano, ha un testo decisamente originale e coinvolgente, su una musica molto ballabile; un pop rap intelligente e interessante. Dargen propone uno dei brani più cantabili tra quelli in gara, sicuramente tra quelli che restano in mente.

19 – Raf – ‘Ora e per sempre’ Per Raf sarà la quinta partecipazione. Uno dei veterani del Festival, che arriva a Sanremo dopo aver festeggiato i 40 anni della sua hit immortale Self Control. Non ha nulla da dimostrare al pubblico. Ora e per sempre’ è un pezzo che lui definisce ‘molto autobiografico’ una ballad romantica, che si fonda sulle sonorità anni ’80, un po’ Ramazzotti, po’ un Tozzi, ma sicuramente ben scritta.

20 – LDA e AKA 7even – Poesie clandestine Prima volta in coppia per LDA e AKA 7even, che portano ‘Poesie clandestine’. Ritmo latino- napoletano, giovane e fresco. Anche in questo caso un brano estivo, perfetto per stacchetti e video social, ben cantato che si può dedicare a tanti.

21 – Bambole di pezza – ‘Resta con me’ Le Bambole di Pezza, definite da Carlo Conti ‘il rock al femminile’ debuttano al Festival con un brano che ha il respiro lirico di una ballad rock molto suonata. La canzone ha un messaggio forte che richiama alla sorellanza e al girl power, è una bella finestra sulla società, un brano potente e coinvolgente.

22 – Fulminacci – ‘Stupida sfortuna’ Fulminacci presenta ‘Stupida sfortuna’ per la sua seconda volta a Sanremo. Il brano inizia come ballad romantica e malinconica, ma ha un ritornello accattivante e poetico. Fulminacci si presenta con una sonorità retrò che strizzano l’occhio alla generazione X e racconta la ricerca di qualcuno attraverso il ricordo di qualcun altro.

23 – Ermal Meta – ‘Stella stellina’ Unico brano politico in gara, Ermal Meta alla sua settima partecipazione al Festival, porta ‘Stella stellina’, una canzone che inizia come una ninna nanna e racconta una storia di speranza e di resistenza. Incalzante e potente, con i bassi e le percussioni che ne sostengono la poetica. Il ritmo ci porta in un mondo onirico e arabeggiante. Un brano da Mille e una Notte.

24 – Elettra Lamborghini – Voilà Seconda partecipazione in gara per Elettra Lamborghini, regina delle hit con ben 15 dischi di platino all’attivo. Resta nel suo seminato con un pezzo allegro e da ballare, Elettra Lamborghini fa quello che sa fare meglio: un tormentone ‘furbo’ che sicuramente andrà forte in radio e nelle feste del ‘Pride’.

25 – Chiello – ‘Ti penso sempre’ Il debuttante al festival Chiello ha scelto per la sua prima volta in gara ‘Ti penso sempre’. Un brano romantico ma up tempo, con la cassa dritta, molto fresco, che si apre in bel ritornello da cantare. Un brano che si muove nel sentiero tracciato lo scorso anno da Achille Lauro.

26 – Eddie Brock – ‘Avvoltoi’ Un altro debuttante al Festival è Eddie Brock. La sua ‘Avvoltoi’ è una ballad romantica e struggente, con un buon ritmo, che varia ma resta coerente con il testo. Un brano ben cantato con la chitarra rock molto presente in un assolo anni ’90-2000. Una canzone su un amore totalizzante e sulla capacità di riconoscerlo’.

27 – Maria Antonietta e Colombre – ‘La felicità e basta’ Prima volta al Festival anche per la coppia formata da Maria Antonietta e Colombre. Insieme presentano un brano allegro e spensierato, giocando su registri diversi vocali e musicali. Un inno alla felicità che tutti desideriamo perché ‘La felicità è un diritto di tutti’.

28 – Fedez e Marco Masini – ‘Male necessario’ Sono tra i super favoriti: Fedez e Marco Masini puntano molto sulla loro ‘Male necessario’. La strana coppia che si è imposta lo scorso anno nella serata delle cover, quest’anno propone una ballad, che è una sorta di mantra. Il timbro inconfondibile di Masini si intreccia con le rime di serrate di Fedez, un brano pungente e pieno di voglia di rivalsa. Il rancore cantato lo scorso anno con ‘Bella stronza’ sembra superato per andare alla ricerca della felicità. Un brano convincente che farà un buon festival.

29 – Michele Bravi – ‘Prima o poi’ Michele Bravi, per la terza volta al Festival propone al pubblico ‘Prima o poi’, una ballad dolce, lirica e malinconica, molto sanremese, ma che non spicca per originalità anche se ben cantata. Parla con dolcezza di chi si sente inadeguato e fuori posto.

30 – J-Ax – ‘Italia Starter Pack’ Per la sua prima volta da solista all’Aristion J-Ax porta un divertente e coinvolgente country folk. ‘Italia Starter Pack’ si candida a fare ballare tutti: con testi ruvidi, rime serrate riesce a raccontare la società meglio di un discorso forbito. J-Ax con ironia pungente (ti passo la canna… del gas) e giochi linguistici, porta un brano da spot e da social, destinato a spopolare.

Di Alessandra Velluto

Maltempo, Musumeci: dichiarata l’emergenza nazionale per 3 regioni

Milano, 26 gen. (askanews) – Il governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi. La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, presenti anche i presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile.

Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’art. 25 lettere a, b, c del Codice di protezione civile, si legge in una nota, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.

Netanyahu: il "disarmo di Hamas" è la prossima fase dell’accordo

Roma, 26 gen. (askanews) – “La prossima fase non è la ricostruzione” di Gaza, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo a una sessione speciale della Knesset in onore dell’omologo albanese Edi Rama. “La prossima fase è il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza”, ha ribadito Netanyahu.

“E’ nell’interesse di Israele anticipare questa fase, non ritardarla”, ha aggiunto. “Accadrà nel modo più facile, o nel modo più difficile. Ma accadrà”, ha concluso.

Milano-Cortina, il Viminale: l’ICE Usa non opererà in Italia

Roma, 26 gen. (askanews) – “Si smentisce che ICE USA opererà in Italia. Non ci sono ad oggi accordi di collaborazione sottoscritti per le Olimpiadi. Ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita, senza possibilità di deroghe, dal Ministero dell’Interno e dalle articolazioni territoriali: prefetture e questure”. E’ quanto si apprende da fonti qualificate del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

Secondo quanto si apprende inoltre “non risulta, al momento, che agenti di ICE USA vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla. La composizione della scorta USA, infatti, non è stata ancora comunicata dalle loro autorità”.

Camera omaggia Maroni, Fontana: testimone confronto democratico

Roma, 26 gen. (askanews) – A tre anni dalla scomparsa, avvenuta il 22 novembre 2022, la Camera dei Deputati rende omaggio alla figura di Roberto Maroni con una pubblicazione che raccoglie alcuni suoi discorsi politici e parlamentari.

Il volume sarà presentato giovedì 29 gennaio 2026, alle ore 11.00, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Agli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, seguiranno gli interventi dell’ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, del Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti e del già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, con le conclusioni del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini.

I testi raccolti coprono il periodo che va dal 1992, anno in cui risulta eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, al 2017, con l’intervento svolto in qualità di Presidente della Regione Lombardia al Meeting per l’amicizia fra i popoli. Nel volume, a cura della Biblioteca della Camera dei deputati, la sua lunga attività politica e istituzionale è raccontata anche attraverso fotografie, a partire dalla copertina, fornite dalla famiglia Maroni.

Askanews pubblica alcuni passaggi della prefazione al volume a firma del Presidente Lorenzo Fontana.

“(…) Questo volume offre un’opportunità preziosa per approfondire la conoscenza di un importante testimone del confronto democratico, il cui radicato senso dello Stato e il rigore morale costituiscono un esempio straordinario di impegno al servizio delle Istituzioni repubblicane.

(…) Orgoglioso della propria identità e attento al bene comune, Roberto Maroni, ha arricchito il dibattito pubblico con la sua capacità di analisi lucida e razionale, frutto di una solida preparazione culturale e di un’autentica passione civile.

(…) Il principio dell’autogoverno delle Regioni settentrionali in un’Italia federale fu il fulcro della sua azione politica. Strenuo oppositore di una politica divenuta, con il passare del tempo, sempre più chiusa e autoreferenziale, Maroni ricercò costantemente momenti di dialogo con le forze parlamentari e la società civile (…) Con un solo punto fermo: il categorico rifiuto di qualsiasi estremismo ideologico e di soluzioni prive di legittimazione democratica.

Il tema dell’ascolto, del resto, conservò per Maroni una posizione di assoluta centralità anche in seguito alla sua nomina a segretario federale della Lega. In tale veste, egli convocò a Torino gli Stati Generali del Nord, sul presupposto che soltanto dal confronto diretto con le imprese, le famiglie e i giovani e gli anziani fosse possibile elaborare nuove idee capaci di dare risposta ai bisogni di tutti.

Nella sua visione, una volta istituito, il federalismo avrebbe avvicinato i cittadini al potere, rafforzato lo Stato e accresciuto la coesione sociale. L’auspicata riforma era concepita quale strumento in grado di meglio tutelare le specifiche esigenze delle comunità locali, elemento indispensabile per dare concreta attuazione al più autentico concerto di democrazia e delineare un’architettura istituzionale maggiormente solidale ed equilibrata.

L’urgenza di procedere in tale direzione, d’altronde, era avvertita anche in relazione a un ulteriore aspetto di fondamentale importanza: la crescita del Mezzogiorno. Da questo punto di vista, l’opzione federalista avrebbe apportato notevoli benefici alle regioni meridionali, dando slancio al loro potenziale economico e culturale mediante la formazione di classi dirigenti più responsabili e attente alle necessità del territorio.

La selezione dei discorsi (…) intende restituire la profondità del pensiero di Maroni anche sugli altri temi che hanno interessato la sua attività: dalle politiche del lavoro a quelle sociali, dalla sicurezza all’immigrazione, passando per il rapporto con il mondo produttivo e la battaglia per un’Europa dei popoli e delle regioni, maggiormente sensibile alle questioni relative all’occupazione e al welfare.

(…) La sua morte prematura ha lasciato un vuoto incolmabile in quanti ne hanno apprezzato le eccezionali doti umane, rappresentando una grave perdita per il mondo della politica, che oggi più che mai ha bisogno di ispirarsi al suo esempio”.

Trovato il corpo dell’ultimo ostaggio israeliano

Roma, 26 gen. (askanews) – A seguito di perquisizioni in un cimitero nella parte orientale di Gaza City, l’Idf annuncia che il corpo del sergente maggiore Ran Gvili è stato localizzato e identificato. L’esercito aggiunge che la famiglia di Gvili è stata informata da rappresentanti militari e che il suo corpo verrà riportato in Israele per la sepoltura.

Gvili era l’ultimo ostaggio ancora da riconsegnare a Israele dopo l’invasione e il massacro del 7 ottobre 2023, guidati da Hamas, nel sud di Israele, in cui sono stati rapiti 251 ostaggi.

Ciò significa che nessun ostaggio rimarrà nella Striscia per la prima volta in oltre un decennio.

Gvili, poliziotto di 24 anni, è stato ucciso mentre difendeva il kibbutz Alumim durante l’assalto guidato da Hamas del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra a Gaza.

Bregovic in Italia, evento Roma e tour "The Wedding and Funeral Band"

Roma, 26 gen. (askanews) – Goran Bregovic annuncia il suo ritorno in Italia con due progetti live profondamente diversi e complementari, una data evento speciale a Roma a luglio e la tournée con “The Wedding and Funeral Band” da aprile in diverse città della penisola.

L’appuntamento speciale, con orchestra sinfonica, coro e la Wedding and Funeral Band, è in programma l’8 luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma: “Goran Bregovic – The Belly Button of the World”. Un progetto sinfonico in cui Bregovic riassume la sua idea di convivenza tra i popoli e le religioni, ispirandosi alla storia di Sarajevo, città simbolo d’Europa e crocevia di culture. Sul palco, tre violini solisti, un coro di voci maschili e l’Orchestra Sinfonica di Sanremo danno vita a un racconto musicale potente e allegorico, in cui ogni violino rappresenta una delle tre grandi tradizioni religiose attraverso la prassi musicale occidentale, orientale e klezmer. A questa prima data se ne aggiungeranno presto di nuove, ampliando il percorso live di “The Belly Button of the World” nei prossimi mesi.

Accanto a questo appuntamento, il tour “Goran Bregovic and The Wedding and Funeral Band”, una vera e propria tournée che attraverserà l’Italia portando sui palchi l’energia travolgente della sua formazione più iconica. Un rito collettivo in cui fiati balcanici, percussioni, voci bulgare e pulsazioni rock si fondono in un’esplosione sonora senza confini. Ogni concerto diventa una festa popolare e ancestrale insieme: un viaggio musicale che attraversa il folklore slavo, le polifonie sacre e il celebre “turbo folk” di Bregovic, con una scaletta che unisce i brani più amati del suo repertorio alle composizioni più recenti. Queste le prime date confermate: 16 aprile Bergamo, Chorus Life Arena, 18 aprile Aosta, Teatro Splendor, 19 aprile Cremona, Gran Teatro Infinity 1, 20 aprile Trieste, Teatro Politeama Rossetti, 21 aprile Bologna, Teatro Duse, 22 aprile Firenze, Teatro Cartiere Carrara.

The wedding and funeral band è composta da: Goran Bregovic Chitarra, Sintetizzatore, Voce; Band gitana di fiati: Muharem Redžepi – Goc (Grancassa tradizionale), Voce; Bokan Stankovic – Prima Tromba; Dragic Velickovic – Seconda Tromba; Stojan Dimov – Sax, Clarinet; Aleksandar Rajkovic – primo Trombone, Glockenspiel; Milos Mihajlovic – Secondo Trombone; Aleksandar Jovic – Tuba; Voci bulgare: Ludmila Radkova Trajkova – Voce Daniela Radkova – Aleksandrova – Voce.

Entrambi gli spettacoli sono organizzati da IMARTS – International Music And Arts.

Pioggia di stelle al "Marostica Summer Fest": il 6 luglio John Legend

Roma, 26 gen. (askanews) – Una star del pop-soul sul palco del Marostica Summer Festival Volksbank. John Legend il 6 luglio si esibirà in Piazza Castello per la dodicesima edizione della rassegna firmata DuePunti Eventi, in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Volksbank e Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.

Con David Byrne (26 giugno), Legend è l’ospite internazionale del festival, che vedrà sul palco anche Il Volo (1 luglio), Negramaro (3 luglio), Claudio Baglioni (4 luglio), Europe (5 luglio), Fiorella Mannoia (7 luglio), Francesco Gabbani (9 luglio) e Luca Carboni (11 luglio).

John Legend, uno degli artisti più influenti e trasversali della musica contemporanea, torna in Italia con “A Night of Songs & Stories”, uno spettacolo intimo e coinvolgente che attraversa oltre vent’anni di carriera, tra musica e racconto personale. Lo show propone versioni intime dei più grandi successi di John Legend, da All of Me a Ordinary People, fino a Tonight, insieme a brani amati dal pubblico e a storie personali, aneddoti e riflessioni che accompagnano il suo percorso artistico e umano.

Vincitore di 13 Grammy Awards, John Legend fa parte del ristrettissimo gruppo di artisti EGOT, avendo conquistato anche un Oscar, un Golden Globe, un Tony Award e quattro Emmy Awards.

Israele, colono armato contro i carabinieri del consolato. Tajani protesta

Roma, 26 gen. (askanews) – Due carabinieri del consolato di Gerusalemme sono stati affrontati da un colono armato in Cisgiordania. Lo fanno sapere fonti della Farnesina aggiungendo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha protestato con Israele per l’accaduto.L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv – si legge in una nota della Farnesina – ha indirizzato una “nota verbale” di protesta formale al Governo israeliano per l’episodio. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv sta presentando proteste presso varie amministrazioni israeliane, preannunciando interventi diretti dell’autorità politica italiana.

I due militari – spiega la Farnesina – erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, in territorio della Autorità Nazionale Palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati “interrogati” dal civile; seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali. L’uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all’interno di un’area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.

Il personale militare dei Carabinieri è rientrato incolume in Consolato e ha riportato all’Ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti.

Considerata la gravità dell’episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare Nota Verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il Ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi). La Farnesina già prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico.

Torna a Milano Book Pride: messaggio di speranza poetico e piumato

Milano, 26 gen. (askanews) – La speranza è la cosa con le piume: un’immagine semplice e potentissima, affidata da Emily Dickinson alla poesia nel 1861. Questo è il tema della X edizione della fiera nazionale dell’editoria indipendente – organizzata dal Salone Internazionale del Libro di Torino – che torna a Milano dal 20 al 22 marzo 2026 presso il Superstudio Maxi (Via Moncucco 35, Milano – Metropolitana Linea M2 Famagosta). Tre giorni dedicati ai libri, alle idee e alle storie che interrogano il presente e immaginano il futuro: Book Pride si conferma appuntamento centrale per l’editoria indipendente e di progetto italiana, rivendicandone con orgoglio la qualità, la cura e la pluralità.

Con il coordinamento editoriale di Francesca Mancini e la rinnovata curatela di Marco Amerighi e Laura Pezzino, il programma dell’edizione 2026 è nuovamente affidato a una squadra di lavoro che unisce continuità e visione. Torneranno anche le speciali sezioni Book Young e YA, Book Comics e Book Sport, affidate rispettivamente alla curatela di Valentina De Poli e Federico Vergari. Per il 2026 Book Pride sceglie di camminare ancora una volta con la parola delle donne – l’anno scorso era stata Ursula K. Le Guin a dare ispirazione per il tema di edizione – e affida il proprio titolo alla poeta Emily Dickinson.

‘Abbiamo deciso di mettere al centro di questa edizione la parola ‘speranza’ e l’abbiamo fatto con le parole di una delle più grandi poete della libertà e della forza del pensiero: Emily Dickinson. Perché è di questa speranza che resiste di cui oggi abbiamo bisogno. La speranza di un mondo migliore, un mondo in cui guerre, ingiustizie e sofferenze smettano di colpire le persone più fragili e indifese. La speranza di una società più inclusiva per le nuove generazioni, in cui nessuno sia lasciato indietro e in cui la dignità non sia un privilegio, ma un diritto. Quella speranza che oggi ci chiama alla responsabilità, all’azione e alla cura’ hanno dichiarato la coordinatrice editoriale Francesca Mancini e i curatori Marco Amerighi e Laura Pezzino.

‘Book Pride nasce e cresce come luogo di ascolto, visibilità e dialogo, pensato per accompagnare un settore che contribuisce in modo decisivo alla vitalità e alla pluralità del panorama editoriale contemporaneo. Come Salone Internazionale del Libro di Torino, continuiamo ad affiancare e sostenere i piccoli e medi editori: quell’editoria autonoma, di ricerca e sperimentazione, che ha un ruolo fondamentale anche nella scoperta di nuove voci. In un tempo segnato da trasformazioni profonde, crediamo che la letteratura resti uno spazio essenziale di responsabilità, confronto e immaginazione. Book Pride 2026 sarà un’occasione di incontro, capace di interrogare il presente e di continuare a guardare al futuro’ le parole di Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, la Città del Libro.

Durante i giorni di Book Pride arriveranno a Milano tantissimi ospiti dall’Italia e dal mondo: tra loro la scrittrice catalana Clara Usón autrice de Le belve (Sellerio Editore) che ripercorre la storia di una delle più sanguinarie terroriste dell’Eta mostrando come nazionalismi e terrorismo di Stato contaminino vita e affetti; la scrittrice inglese Claire Lynch, a partire dal suo fortunato romanzo d’esordio Una questione di famiglia (Fazi Editore), parlerà di rapporti intergenerazionali e familiari nella società moderna. A Book Pride anche la giornalista britannica Phoebe Greenwood con il suo Avvoltoi (Edizioni e/o), una narrazione satirica ambientata nella Gaza del 2012 dove, nella tragedia mediorientale, una reporter ambiziosa rischia tutto per uno scoop.E ancora, dalla critica letteraria Sara De Simone che farà un omaggio inedito e vitale a Emily Dickinson e al suo talento per la felicità, alla scrittrice e filosofa Silvia Grasso che, a partire dal suo libro Le differenze che stiamo attraversando (Mimesis Edizioni) si confronterà con la scrittrice Carolina Capria sul concetto di differenza sessuale nella storia della filosofia. Molto atteso anche l’incontro con la pensatrice femminista Lea Melandri che, con il suo Preistorie (Prospero Editore), ripercorre attraverso fatti di cronaca la storia delle relazioni – amorose e civili – in un mondo in cui i confini tra privato e pubblico si sono profondamente modificati. Alla manifestazione parteciperanno anche le scrittrici Daria Bignardi e Chiara Alessi, protagoniste di un confronto sui vecchi e nuovi modi di abitare il corpo e le solitudini femminili nel presente. Davanti alle notizie drammatiche che arrivano dagli Stati Uniti, tante persone si chiedono: come se ne esce? Con i giornalisti Francesco Costa e Luciana Grasso parleremo di una delle vicende politiche più significative prodotte dai Democratici dopo la rielezione di Donald Trump, come l’ascesa di Zohran Mamdani, e del possibile futuro dei progressisti americani. Lo scrittore Daniele Mencarelli, autore di Quattro presunti familiari (Sellerio Editore), ci condurrà in una storia nera intrisa di violenza e nostalgia per il potere. Christian Raimo presenterà il suo nuovo romanzo, L’invenzione del colore (Nave di Teseo), un racconto che intreccia memoria privata e storia collettiva, formazione sentimentale e immaginario cinematografico.

In occasione della X edizione della fiera dell’editoria indipendente debutta ‘Acrobate’, un nuovo spazio di incontri letterari dedicato a scrittrici che hanno trasformato il vuoto e la paura in parola, facendo della scrittura un esercizio di equilibrio tra fragilità e potenza, corpo e pensiero: tra gli e le ospiti di questo spazio la giornalista e scrittrice Nadeesha Uyangoda che ci mostrerà l’universo letterario di Toni Morrison, premio Nobel per la letteratura nel 1993; lo scrittore Marco Missiroli invece entrerà nell’opera della grande scrittrice ungherese, naturalizzata svizzera, Ágota Kristóf, e la regista e attrice pluripremiata Daria Deflorian farà un reading dal romanzo Atti Umani della premio Nobel Han Kang. I tre giorni saranno anche l’occasione per celebrare alcuni importanti anniversari letterari che segnano l’anno. Dai duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, padre del burattino più famoso del mondo, al centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda, fino al cinquantesimo anniversario della morte di Agatha Christie: la fiera proporrà uno sguardo rinnovato su autori e autrici che hanno attraversato il canone, interrogandone l’eredità e la capacità di parlare ancora al presente.

Non mancheranno le consuete sezioni speciali: sarà una fiera capace di raccontare l’editoria indipendente in tutte le sue forme e linguaggi. Grande attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni con Book Young e Book YA, con la proposta di un programma articolato di incontri, laboratori e momenti di partecipazione attiva per bambini, bambine, ragazze e ragazzi, in dialogo costante con scuole, biblioteche, librerie e realtà educative del territorio. Con l’associazione Wikimedia Italia parleremo di come riconoscere le fake news al tempo dell’intelligenza artificiale, mentre con la onlus Insieme nelle Terre di Mezzo ODV scopriremo chi si nasconde dietro un libro con il laboratorio di scrittura creativa per bambini e bambine. A Book Young torna anche il Centro Formazione Supereroi, con la sua missione di diffondere la scrittura come superpotere per affrontare il mondo. Tantissimi anche gli autori e autrici che porteranno le loro storie ai lettori e alle lettrici in erba, come la scrittrice e illustratrice Roberta Ragona con Fossili viventi (Aboca Kids), il libro dedicato alle creature del passato che vivono ancora accanto a noi; e la scrittrice Anna Vivarelli con la storia di Adele (Sinnos Editrice), un racconto sul valore della determinazione e sulla possibilità di cambiare senza perdere se stessi. Tra gli ospiti di Book Young anche il vincitore del Gran Guinigi 2025 Giuseppe Ferrario con il fumetto Al di là del Fiume (Terre di Mezzo Editore) e molti altri. Torna Book Comics, lo spazio dedicato alla nona arte con incontri e workshop che esplorano il fumetto come linguaggio espressivo capace di interrogare il presente e raggiungere pubblici sempre più ampi e trasversali. Molti gli ospiti che arriveranno al Superstudio Maxi: attesissimo l’incontro con il fumettista Silver e l’illustratore Spugna che racconteranno delle nuove (dis)avventure di Cattivik (Gigaciao). A Milano anche Loputyn con il suo nuovo libro Forget me not (Rebelle Edizioni), un’opera sospesa tra fiaba dark, introspezione e romanticismo. Ci sarà l’occasione anche di esplorare le possibilità di interazione tra il fumetto e il dibattito sulla salute con il fumettista Tito Faraci e l’associazione culturale Graphic Medicine.

Infine, Book Sport assumerà nel 2026 un significato particolare: nell’anno di Milano-Cortina, la sezione dedicata allo sport diventerà occasione per riflettere sulle storie sportive come racconti di corpi, comunità e percorsi collettivi. Molto atteso l’incontro con lo scrittore Giuseppe Pastore che porterà a Book Pride il ricordo della leggenda dello sci Alberto Tomba a partire dal suo libro La Bomba (66thand2nd).

Ucraina: la Russia ha iniziato a usare droni Shahed pilotati tramite Starlink

Roma, 26 gen. (askanews) – Le forze russe hanno probabilmente utilizzato per la prima volta un drone kamikaze di tipo Shahed, comandato a distanza tramite Starlink, durante un attacco nei pressi della città di Kropyvnytskyi.

Serhi Beskrestnov, consigliere del ministro della Difesa ucraino per le questioni tecnologiche, ha scritto su Telegram che droni Shahed sono stati impiegati per colpire elicotteri in quella zona. Secondo questo esperto di tecnologie radio militari, l’integrazione di terminali Starlink consente alle forze russe di guidare i droni manualmente tramite un flusso video, anche a lunga distanza, invece di basarsi esclusivamente su coordinate Gps preprogrammate. Questi droni diventano così molto più difficili da neutralizzare con i tradizionali sistemi di guerra elettronica, che di solito prendono di mira le frequenze radio o i segnali dei sistemi di navigazione satellitare. L’esperto ha precisato che questi droni volavano quasi a livello del suolo per sfuggire al rilevamento radar. “Me lo aspettavo e avevo avvertito, ma nessuno mi ha ascoltato”, ha aggiunto, sottolineando le sfide che le forze ucraine dovranno ora affrontare.

Il 15 gennaio, l’esperto aveva già segnalato la scoperta di un drone russo BM-35 controllato tramite Starlink, osservando che fino ad allora questo tipo di connessione era stato riscontrato solo su droni russi di tipo Molniya. Secondo lui, la comparsa di Shahed dotati di questo sistema era “soltanto una questione di tempo”.

Nuova indagine Ue sul social X e l’AI Grok di Elon Musk

Roma, 26 gen. (askanews) – La Commissione europea ha avviato una nuova indagine formale a carico di X, il social controllato da Elon Musk, riguardo al sistema di intelligenza artificiale Grok. La procedura, precisa la Ue con un comunicato “estende l’indagine in corso lanciata nel 2023 in merito all’attuazione di X” riguardo alle normative del Digital Services Act (Dsa).

La nuova inchiesta “valuterà se la piattaforma consideri adeguatamente e mitighi i rischi associati allo sviluppo delle funzionalità di Grok su X nella Ue. Questo include i rischi collegati alla disseminazione di contenuti illegali nella Ue, come immagini sessualmente manipolate o che possano equivalere a materiale su abusi su minori”, si legge.

Secondo la commissione europea “questi rischi sembrano essersi materializzati”. Parallelamente la Commissione ha prolungato la sua indagine già aperta per verificare se X abbia valutato e mitigato in maniera appropriata tutti i rischi sistemici previsti dalla Dsa.

Testimonianza. Crans-Montana e la giustizia svizzera: vicende analoghe di molti anni fa

Le vicende di Crans-Montana, tra responsabilità evidenti e decisioni giudiziarie controverse, riattivano una memoria storica dolorosa sui rapporti tra istituzioni elvetiche, giustizia e comunità italiana emigrata.

Una decisione che suscita perplessità

Le modalità della recente tragedia a Crans-Montana, i ritardi e le lacune delle indagini locali, le gravi responsabilità dei proprietari del ritrovo subito emerse e, soprattutto, la decisione del tribunale di Syon di lasciarli a piede libero con una cauzione per uno soltanto dei due coniugi (peraltro modesta in relazione alla gravità dei fatti) non possono che suscitare serie perplessità.

Del resto – come ricordato da Gian Antonio Stella in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera – le periodiche controverse relazioni tra istituzioni elvetiche e comunità italiana residente sono note e ben documentate e non lasciano bene sperare.

Mattmark 1965: una tragedia annunciata

Al riguardo, ho personali ricordi di due clamorosi accadimenti in materia: il cedimento del ghiacciaio di Allalin nell’agosto del 1965, nei pressi della diga di Mattmark, dove perirono 88 lavoratori, di cui 55 italiani, e il brutale omicidio del connazionale Alfredo Zardini, avvenuto a Zurigo nella primavera del 1971.

Quando, nel 1970, ero appena arrivato a Ginevra per occupare il posto di V. Console presso il Consolato Generale d’Italia, incontrai un connazionale sopravvissuto alla tragedia di Mattmark. Egli, ancora visibilmente commosso, rievocò l’evento, affermando che l’intero ghiacciaio era franato addosso alle squadre di lavoro, sterminandone buona parte.

Si trattava – mi disse – di una tragedia per molti versi annunciata, poiché da vari mesi si erano registrate in quell’area frequenti slavine senza che la società committente decidesse di spostare gli alloggiamenti degli operai in una zona sicura, ossia più distante dalle pendici del ghiacciaio. Egli si era salvato per pura casualità, trovandosi in un’area appena sfiorata dalla massa di ghiaccio e pietre staccatasi dal massiccio sovrastante.

Le condizioni degli emigranti e l’assenza di tutela

L’uomo mi descrisse le inumane condizioni di lavoro degli emigranti, a grande maggioranza italiani, impiegati in quella costruzione: turni di lavoro fino a sedici ore giornaliere anche con temperature proibitive, alloggi sovraffollati, condizioni igieniche precarie ed assistenza sanitaria quasi inesistente.

Gli incidenti sul lavoro, anche gravi, raramente erano pubblicati sulla stampa locale e, comunque, le autorità li ignoravano sistematicamente, evitando di effettuare le necessarie ispezioni. Quanto alla magistratura elvetica, al termine di due processi, non soltanto assolse tutti gli imputati, ma arrivò a sentenziare il pagamento delle spese processuali a carico dei famigliari delle vittime (sic!).

L’omicidio Zardini e l’odio verso gli italiani

Pochi mesi dopo, mi occupai dell’omicidio del connazionale Alfredo Zardini avvenuto a Zurigo ad opera di un energumeno elvetico, che lo aveva per futili motivi selvaggiamente aggredito a calci e pugni, procurandogli fatali lesioni al fegato.

Fu un atto di inaudita ed ingiustificata violenza che portava in superficie l’odio nutrito dai locali nei confronti dei lavoratori italiani, sentimento che la rapida scarcerazione del colpevole sembrò confermare. Grande fu lo sdegno della comunità italiana, alimentando in Italia un clima di accresciuto odio verso il Paese limitrofo. Si arrivò ad auspicare uno stato di belligeranza, invocando immediate azioni di rappresaglia. Il clima politico tra i due Paesi si fece ancora più teso.

Divisioni interne e giustizia controversa

Ricordo, per inciso, che soltanto pochi mesi prima del mio arrivo a Ginevra una sessione della “Commissione Mista per l’Emigrazione” era stata bruscamente interrotta per notevoli divergenze emerse fra le due delegazioni.

In Svizzera, sul caso Zardini, i francofoni auspicavano una punizione esemplare per il colpevole, mentre gli svizzeri tedeschi erano favorevoli al riconoscimento delle attenuanti per un presunto stato di ebbrezza dell’assassino al momento del diverbio.

Una risposta civile: la solidarietà italo-svizzera

Pensai che questa divaricazione di pareri avrebbe finito per ostacolare la ricerca di un giusto componimento e che occorresse al più presto intervenire anche per effettuare un gesto concreto a favore della famiglia Zardini.

Mi rivolsi allora al direttore dell’autorevole quotidiano ginevrino La Suisse, Claude Richoz, convincendolo sull’opportunità di lanciare una grande campagna stampa per diminuire il clima di tensione creatosi e, al tempo stesso, ricostruire senza ipocrisie quanto avvenuto.

Il 4 aprile del 1971 La Suisse creava il “Movimento di solidarietà Italo-Svizzero”, allo scopo di raccogliere fondi mediante la vendita di uno speciale adesivo di solidarietà. L’iniziativa, sostenuta dalla stampa di altri Cantoni, ebbe l’appoggio di dieci ex presidenti della Confederazione Elvetica e di importanti figure della politica e della cultura nazionali.

Ciò detto, alla fine, il Tribunale locale condannò il colpevole… ad un anno e mezzo di prigione.

Tenere alta la guardia

Molti anni sono passati dai fatti evocati ed ovviamente la situazione della manodopera straniera in Svizzera sembrerebbe essersi normalizzata, come pure le relazioni fra le due capitali. Eppure, penso che lo svolgimento di quanto sta accadendo a Crans-Montana dovrebbe indurre tutti coloro che invocano giustizia a tenere alta la guardia.

 

Giorgio Radicati è stato Console generale a New York all’epoca dell’attacco alle Torri Gemelle. Ambasciatore a Praga, successivamente ha prestato servizio fuori ruolo presso l’OSCE con l’incarico di Capo della Missione a Skopje.

 

La biografia diplomatica di Giorgio Radicati è consultabile qui.