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Nato: Consiglio atlantico riunito, discute droni russi in Polonia

Milano, 10 set. (askanews) – “Numerosi droni sono entrati nello spazio aereo polacco durante la notte e sono stati accolti dalle difese aeree polacche e della Nato”. Lo scrive la portavoce dell’Alleanza Allison Hart sui social. “Il segretario generale della Nato Mark Rutte è in contatto con la leadership polacca e la Nato si sta consultando strettamente con la Polonia” ha aggiunto nel post.

Il Consiglio atlantico si è appena riunito. In base a quanto anticipato dalla stessa Hart nella prima mattina si tratta di “una sessione regolare e si discute, tra gli altri elementi, di come la NATO ha risposto ai droni che sono entrati nello spazio aereo polacco durante la notte”. Il Consiglio atlantico come di prassi si riunisce tutti i mercoledì.

Una fonte citata dall’agenzia Reuters e ripresa da diversi media internazionali, sostiene che nell’operazione notturna sono stati coinvolti caccia F-16 polacchi, F-35 olandesi, aerei da sorveglianza AWACS italiani e velivoli da rifornimento in volo gestiti congiuntamente dalla Nato.

I sistemi di difesa aerea Patriot della NATO nella regione – a quanto riferito dalla stessa fonte – avevano rilevato i droni con i loro radar ma non li avevano intercettati.

Ue, von der Leyen: è l’ora di lottare per l’indipendenza dell’Europa. Sanzioni a Israele

Strasburgo, 10 set. (askanews) – “L’Europa difenderà ogni centimetro quadrato del suo territorio”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione, davanti alla plenaria del Parlamento europeo stamattina a Strasburgo. Difesa europea, indipendenza, libertà, difesa della democrazia, unità e scelta del proprio destino: sono le parole d’ordine al centro della prima parte del discorso di von der Leyen.

“In questo momento – ha ricordato la presidente della Commissione – si stanno delineando le linee di battaglia per un nuovo ordine mondiale basato sul potere. L’Europa deve lottare: per il suo posto in un mondo in cui molte grandi potenze sono ambivalenti o apertamente ostili all’Europa, un mondo di ambizioni imperiali e guerre imperiali. Un mondo in cui le dipendenze vengono spietatamente trasformate in armi. Ed è per tutte queste ragioni che deve emergere una nuova Europa”.

“Questo – ha sottolineato – deve essere il momento dell’indipendenza dell’Europa. Credo che questa sia la missione della nostra Unione: essere in grado di prendersi cura della propria difesa e sicurezza. Assumere il controllo delle tecnologie e delle energie che alimenteranno le nostre economie. Decidere in che tipo di società e democrazia vogliamo vivere. Essere aperti al mondo e scegliere i nostri partenariati con alleati, vecchi e nuovi. In definitiva, si tratta di avere la libertà e il potere di determinare il nostro destino”.

“Sappiamo di potercela fare. Perché insieme – ha rilevato von der Leyen – abbiamo dimostrato che cosa è possibile quando abbiamo la stessa ambizione, unità e urgenza. E ho perso il conto delle volte in cui mi è stato detto che l’Europa non poteva fare questo o quello, come durante la pandemia, per la ripresa, sulla difesa, sul sostegno all’Ucraina, sulla sicurezza energetica. La lista è lunga. Ma ogni volta, l’Europa è rimasta unita e ce l’ha fatta. E dobbiamo fare lo stesso ora.

“Dunque, la domanda centrale per noi oggi è semplice: L’Europa – ha chiesto la presidente della Commissione – ha il coraggio di combattere? Abbiamo l’unità e il senso di urgenza? Abbiamo volontà politica e la capacità politica di scendere a compromessi? O vogliamo solo combattere tra noi stessi, essere paralizzati dalle nostre divisioni? Questa è la risposta a cui tutti noi dobbiamo rispondere: ogni Stato membro, ogni deputato di quest’Assemblea, ogni commissario, tutti noi”.

“Ai miei occhi la scelta è chiara: il mio discorso di oggi è un discorso per l’unità. Unità tra gli Stati membri, unità tra le istituzioni dell’Ue. Unità tra le forze democratiche europeiste in quest’Aula. Sono qui, e l’intera Commissione è qui, pronta a fare in modo che questo accada insieme a voi. Siamo pronti a rafforzare la maggioranza democratica europeista, perché è l’unica che può dare risultati per gli europei”, ha concluso von der Leyen.

Von der Leyen ha annunciato anche le iniziative nei confronti di Isrele. “Sospenderemo il nostro sostegno bilaterale a Israele. Bloccheremo tutti i pagamenti in questi settori, senza compromettere il nostro lavoro con la società civile israeliana o con Yad Vashem. In secondo luogo,proporremo sanzioni contro i ministri (israeliani, ndr) estremisti e contro i coloni violenti. E proporremo anche una sospensione parziale dell’Accordo di associazione sulle questioni commerciali. Sono consapevole che sarà difficile trovare la maggioranza. E so che qualsiasi azione sarà eccessiva per alcuni, e troppo poco per altri. Ma dobbiamo tutti assumerci le nostre responsabilità: Parlamento europeo, Consiglio Ue e Commissione”, ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione, davanti alla plenaria del Parlamento europeo stamattina a Strasburgo.

“Ciò che sta accadendo a Gaza – ha sottolineato von der Leyen – ha scosso la coscienza del mondo. Persone uccise mentre chiedevano cibo. Madri che tengono in braccio bambini senza vita. Queste immagini sono semplicemente catastrofiche. Quindi voglio mandare un messaggio molto chiaro: la fame provocata dall’uomo non potrà mai essere un’arma di guerra. Per il bene dei bambini, per il bene dell’umanità, questo deve finire”.

Industria, Istat: +0,4% produzione a luglio, su anno +0,9%

Roma, 10 set. (askanews) – A luglio l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,4% rispetto a giugno. Corretto per gli effetti di calendario, a luglio l’indice generale è cresciuto, in termini tendenziali, dello 0,9% con i giorni lavorativi di calendario che sono stati 23 come a luglio 2024. Lo ha reso noto l’Istat.

Nella media del periodo maggio-luglio si registra un aumento del livello della produzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Ue, von der Leyen: proporremo sospensione accordo con Israele, sanzioni a ministri estremisti e coloni

Strasburgo, 10 set. (askanews) – “Sospenderemo il nostro sostegno bilaterale a Israele. Bloccheremo tutti i pagamenti in questi settori, senza compromettere il nostro lavoro con la società civile israeliana o con Yad Vashem. In secondo luogo,proporremo sanzioni contro i ministri (israeliani, ndr) estremisti e contro i coloni violenti. E proporremo anche una sospensione parziale dell’Accordo di associazione sulle questioni commerciali. Sono consapevole che sarà difficile trovare la maggioranza. E so che qualsiasi azione sarà eccessiva per alcuni, e troppo poco per altri. Ma dobbiamo tutti assumerci le nostre responsabilità: Parlamento europeo, Consiglio Ue e Commissione”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione, davanti alla plenaria del Parlamento europeo stamattina a Strasburgo.

“Ciò che sta accadendo a Gaza – ha sottolineato von der Leyen – ha scosso la coscienza del mondo. Persone uccise mentre chiedevano cibo. Madri che tengono in braccio bambini senza vita. Queste immagini sono semplicemente catastrofiche. Quindi voglio mandare un messaggio molto chiaro: la fame provocata dall’uomo non potrà mai essere un’arma di guerra. Per il bene dei bambini, per il bene dell’umanità, questo deve finire”.

Conte: stare insieme non basta, progetto serio o finirà come l’Unione

Roma, 10 set. (askanews) – “L’unità è la migliore condizione per vincere, però non può essere una semplice invocazione. È un percorso non facile, paziente, di confronto tra diversi sulle cose da fare e i valori da difendere. Stando semplicemente uniti si vince, ma non si governa”. E’ quanto afferma il leader M5s Giuseppe Conte parlando del campo progressista in una intervista al Corriere della Sera.

“Non basta arrivare a Chigi. Dobbiamo assicurare stabilità con un progetto serio, evitando un governo che si sfaldi poco dopo le elezioni come accadde con l’Unione di Prodi – spiega Conte -. Noi siamo al lavoro con umiltà per costruire un progetto autenticamente progressista, indicando le soluzioni migliori su sanità, ambiente, infrastrutture, classi disagiate, piccola e media impresa”. “Sono orgoglioso – aggiunge – del contributo di idee e unità offerto con responsabilità dall’intero M5S in queste regionali. Io stesso ho lavorato intensamente quest’estate, all’interno della mia comunità e con le forze di coalizione, per individuare in tutte le regioni i candidati e i contenuti più competitivi per andare a vincere. Ho lavorato molto anche con Goffredo Bettini, che voglio ringraziare per il grande contributo offerto con generosità e autorevolezza”.

Chi sarà il candidato premier del campo largo? “Fatte le debite proporzioni, a livello nazionale sarà un po’ come per le regionali. Dovremo prima definire un programma autenticamente progressista, poi individueremo l’interprete che offre maggiori garanzie di competitività”, conclude Conte.

Edison: accordo con Shell per l’acquisto di Gnl dagli Stati Uniti

Milano, 10 set. (askanews) – Edison ha firmato un accordo con Shell International Trading Middle East Limited per la vendita e l’acquisto di gas naturale liquefatto. In base ai termini del contratto, Edison riceverà circa 0,7 MTPA di Gnl dagli Stati Uniti, a partire dal 2028 e per un periodo fino a 15 anni.

Edison acquisterà il gas su base FOB (Free on Board), utilizzando la propria flotta di navi metaniere, occupandosi del ritiro del GNL alla fonte, del suo trasporto e dello scarico a destinazione, spiega una nota del gruppo italiano.

“L’apertura di questo secondo canale dagli Stati Uniti è un altro tassello della nostra strategia industriale, finalizzata a incrementare la sicurezza di approvvigionamento del Paese e a rafforzare nel lungo termine la competitività e flessibilità del nostro portafoglio long-term”, ha dichiarato Fabio Dubini, Executive Vice President Gas&Power Portfolio Management&Optimisation di Edison. “Il nostro obiettivo è continuare a diversificare, come abbiamo sempre fatto, inaugurando nuove rotte. Cosa che ha permesso di contribuire alla sicurezza energetica nazionale, fornendo risposte rapide nei recenti momenti di crisi, grazie ai solidi rapporti costruiti negli anni con i venditori. Il nostro obiettivo è di mantenere una quota sul mercato italiano di almeno il 20% al 2030, continuando a costruire un portafoglio in grado di adeguare tempestivamente l’offerta alla richiesta dei mercati internazionali e dei clienti, riducendo al contempo i rischi geopolitici connessi”.

Oggi Edison importa in Italia circa 14 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, con contratti di importazione dal Qatar (6,4 miliardi di metri cubi), dalla Libia (4,4 miliardi di metri cubi), dall’Algeria (1 miliardo di metri cubi), dall’Azerbaigian (1 miliardo di metri cubi) e dagli Stati Uniti (1,4 miliardi di metri cubi), soddisfacendo il 23% della domanda nazionale.

Caos in Nepal, interviene l’esercito. Esteso il coprifuoco

Roma, 10 set. (askanews) – L’esercito nepalese, che ha assunto il controllo della sicurezza dopo le violente proteste che hanno fatto precipitare il paese himalayano nel caos, ha prorogato il coprifuoco generale fino alla sera di oggi, con la possibilità di estenderlo fino a domani sera. Lo ha riferito Khabarhub.

“L’esercito nepalese ha annunciato un coprifuoco a livello nazionale fino alle 17.00 (12.15 in Italia) di mercoledì, seguito da un’estensione del coprifuoco fino alle 18.00 di giovedì”, ha riportato il portale citando la Direzione delle Relazioni Pubbliche e dell’Informazione dell’esercito.

Le truppe dell’esercito si sono dispiegate a Katmandu e in altre città dalla mattina di oggi, facendo rispettare gli ordini restrittivi e ristabilendo la calma, il giorno dopo le violente proteste antigovernative che hanno attraversato il Nepal e che hanno portato alle dimissioni di K. P. Sharma Oli da primo ministro.

L’esercito nepalese ha imposto restrizioni in diverse aree del Paese, comprese le città di Katmandu, Lalitpur e Bhaktapur, per contenere i disordini che sono proseguiti anche dopo le dimissioni di Oli.

Il primo ministro del Nepal, KP Sharma Oli, si è dimesso a seguito dell’indignazione pubblica per l’uccisione di 21 persone durante gli scontri tra la polizia e i manifestanti anti-corruzione.

Il suo ufficio ha dichiarato che ha lasciato l’incarico per spianare la strada a una soluzione costituzionale alle massicce proteste guidate dai giovani, scaturite da diffuse accuse di corruzione e innescate dalla messa al bando dei social media, che nel frattempo è stata revocata.

Le proteste sono degenerate in violenza quando migliaia di persone – molte delle quali si identificavano come appartenenti alla Generazione Z, come indicato su cartelli e striscioni – sono scese in piazza a Kathmandu due giorni fa.

Si ritiene che quasi 200 persone siano rimaste ferite negli scontri con la polizia, che ha usato gas lacrimogeni, idranti e proiettili veri mentre i manifestanti scavalcavano le mura del parlamento e di altri edifici governativi. Le proteste sono continuate ieri, con i manifestanti che hanno dato fuoco alla sede del Partito del Congresso Nepalese e alla residenza dell’ex primo ministro Sher Bahadur Deuba. Anche le abitazioni di diversi altri politici sono state vandalizzate.

I social media sono una parte importante della vita in Nepal. Infatti, il Paese ha uno dei tassi di utenti più alto dell’Asia meridionale.

Le manifestazioni sono state innescate dalla decisione del governo, presa la scorsa settimana, di vietare 26 piattaforme di social media, tra cui WhatsApp, Instagram e Facebook, per non aver rispettato una scadenza per la registrazione.

I critici hanno accusato il governo di voler soffocare una campagna anti-corruzione con il divieto, che è stato già revocato. Sebbene il divieto sia stato il catalizzatore dell’attuale agitazione, i manifestanti esprimono anche un malcontento più profondo nei confronti delle autorità del Paese.

Le manifestazioni successive sono diventate violente a Kathmandu e in altre città del Nepal.

Tensione in Francia, manifestazioni di protesta in tutto il Paese

Roma, 10 set. (askanews) – Giornata di tensione a Parigi e in Francia, all’indomani della mossa del presidente Emmanuel Macron che ha nominato Sebastien Lecornu nuovo primo ministro. Sono attese manifestazioni in tutto il paese e nella capitale sono già in corso stamani le prime azioni di protesta. Lo riferisce Le Figaro.

Il blocco di un deposito autobus è iniziato alle 5 del mattino in rue Belliard, nel 18,p arrondissement, secondo le immagini di un reporter indipendente presente sul posto e diffuse su X. Manifestanti hanno inoltre bloccato la strada all’altezza di Porte de la Chapelle, secondo altre immagini che circolano sui social.

Nel 13mo arrondissement, all’altezza di Porte d’Italie, le forze dell’ordine hanno impedito a un gruppo di una trentina di giovani di bloccare una strada, mentre la Brav-M è stata dispiegata all’altezza di Porte de Bagnolet, segnala BFM TV.

Prime manifestazioni si sono verificate anche a Marsiglia e ci sono movimenti anche a Lille. In tutto il paese, circa 40mila gendarmi sono stati mobilitati per tenere sotto controllo i siti sensibili.

Gaza, la Global Sumud Flotilla: un altro drone ha attaccato una nostra nave nel porto di Tunisi

Roma, 10 set. (askanews) – Gli attivisti della Global Sumud Flotilla (GSF), che tenta di trasportare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, hanno denunciato sui canali social un nuovo attacco con drone contro una delle loro imbarcazioni nel porto di Tunisi.

“Non sono stati riportati feriti a bordo”, ha scritto su Instagram la flottiglia, affermando che l’attacco è avvenuto alle 23.21 della notte. A essere stata colpita, è stata la nave spagnola Alma. Sui canali social della Flotilla un video mostra l’attacco del drone e le fiamme sull’imbarcazione, spente dagli attivisti.

(in foto un frame del video dell’attacco diffuso dalla Global Sumud Flotilla sui social).

Attacco israeliano a Doha, Trump: non sono stato informato prima

Roma, 10 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato di non essere “entusiasta” del tentato assassinio dei leader di Hamas a Doha da parte di Israele, ribadendo di non essere stato informato in anticipo dell’attacco.

Il presidente ha risposto alle domande dei giornalisti mentre si recava a una cena vicino alla Casa Bianca. Trump ha affermato che rilascerà una dichiarazione completa oggi, ma ha aggiunto: “Sono molto insoddisfatto di ogni aspetto. Dobbiamo riportare a casa gli ostaggi, ma sono molto insoddisfatto di come è stato condotto”.

La Russia ha violato lo spazio aereo della Polonia, 10 droni abbattuti. Varsavia "in contatto" con la Nato

Roma, 10 set. (askanews) – La Polonia ha denunciato oggi “molteplici violazioni” del suo spazio aereo da parte russa con almeno dieci droni, che sarebbero stati abbattuti.

“Nel corso dell’attacco condotto oggi dalla Federazione Russa contro obiettivi situati sul territorio ucraino, il nostro spazio aereo è stato violato più volte da droni”, ha dichiarato il centro di comando dell’esercito polacco in un messaggio su X. “Si tratta – ha continuato – di un atto di aggressione che ha creato una minaccia reale per la sicurezza dei nostri cittadini”.

Si sono alzati in volo aerei, che hanno mirato ad almeno dieci droni. Gli aerei hanno sparato contro “oggetti ostili” dopo delle “violazioni” dello spazio aereo polacco durante un attacco russo contro l’Ucraina occidentale, ha affermato il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. “Gli aerei – ha scritto – hanno utilizzato le loro armi contro gli oggetti ostili. Siamo in contatto permanente con il comando della Nato”, ha dichiarato il ministro in un messaggio su X, che parla di “droni abbattuti”.

In un altro messaggio pubblicato su X, il primo ministro Donald Tusk ha affermato di essere in “contatto permanente” con il ministero della Difesa e di aver ricevuto un rapporto diretto dal comandante operativo. Il capo di governo ha convocato una riunione d’emergenza del governo.

Anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato di essere stato avvertito della situazione. Durante lo sconfinamento, quattro aeroporti polacchi sono stati chiusi.

Delitto Matteotti: Barbero si dimentica della battaglia di Giuseppe Donati

Per l’onore d’Italia

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Tutti i giornali hanno commentato e commentano il delitto feroce, orrendo di cui è rimasto vittima il deputato Matteotti.

Noi invece non facciamo commenti.

Confessiamo che il silenzio, ci pare il solo atteggiamento dignitoso per chi sente – come noi sentiamo profondamente – il disonore che è caduto sul nostro Paese.

Ormai è chiaro che l’onorevole Matteotti è stato soppresso per ragioni che dipendono dall’esercizio del mandato politico; e questo delitto ne richiama alla memoria altri, meno gravi materialmente ma in realtà non meno significativi, consumati per le stesse ragioni contro membri del Parlamento, e rimasti, come ognuno sa, impuniti.

Ebbene, quando norma della lotta politica diventa il crimine, non è più tollerabile il contatto dei galantuomini con chi nella lotta stessa ha indotto la minaccia e la violenza come mezzo lecito e comune per aver ragione del propri avversari.

Due parole soltanto abbiamo da rivolgere ai custodi della legge: luce e giustizia, luce e giustizia su tutte le responsabilità.

Non domandiamo questo – si badi! – per dar soddisfazione ad una parte contro l’altra: lo domandiamo semplicemente per l’onore d’Italia.

N.B. Parlando dell’Aventino, Barbero dimentica anche di citare De Gasperi (aventinista mai pentito).

Resilienza Brics: un multipolarismo che l’Occidente non può più ignorare

Il vertice straordinario online dei Paesi Brics, tenutosi ieri l’altro, 8 settembre 2025, su iniziativa della presidenza di turno brasiliana, costituisce una conferma, una settimana dopo il vertice Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) di Tianjin, del ruolo globale assunto con continuità da organizzazioni internazionali non occidentali. Più che stupirci, o addirittura allarmarci, probabilmente dobbiamo metterci in un ordine di idee più aderente alla realtà del mondo attiale, per il quale sembrano rivelarsi inadeguate molte categorie tradizionali, come quelle di nord-sud, est-ovest. Siamo entrati in un mondo dove. in qualche modo, tutto il mondo si proietta e si fa sentire in ogni angolo particolare del pianeta, con una interdipendenza fra il tutto e le parti oramai irreversibile.

In questa luce si può cogliere il messaggio poliedrico di questo vertice virtuale. Intanto, si deve esser consapevoli che quando si riuniscono e si consultano con regolarità i rappresentanti di quasi la metà della popolazione mondiale, con circa il 30% del pil globale, un quinto del commercio mondiale, e con la mggior concentrazione di risorse naturali ed energetiche, si è di fronte a una iniziativa politica che va considerata nella sua giusta importanza. Altrimenti chi minimizza le iniziative degli altri sulla scena globale, espone la propria parte al rischio dell’auto isolamento.

Per la cronaca al Vertice Virtuale hanno partecipato i numeri  uno di Brasile, Cina, Egitto, Indonesia, Iran, Russia e Sudafrica, nonché il Principe Ereditario degli Emirati Arabi Uniti, il Ministro degli Esteri dell’India e il Vice Ministro degli Esteri dell’Etiopia.

In una nota della Presidenza Brics, detenuta dal Brasile, al termine del summit, si ribadisce l’impegno dei dieci Stati Brics a preservare e rafforzare il multilateralismo, nonché a riformare le istituzioni internazionali di fronte alla crescente instabilità globale, sia economica che politica.

La riunione ha anche offerto l’opportunità di condividere opinioni su come affrontare i rischi associati alla recrudescenza di misure unilaterali, anche nel commercio internazionale, pur senza un esplicito riferimento alla politica dei dazi di Trump, e su come ampliare i meccanismi di solidarietà, coordinamento e commercio tra i paesi Brics.

Quest’ultimo punto è stato sviluppato in particolare dal presidente cinese Xi Jinping nella convinzione che il rafforzamento della collaborazione fra Paesi Brics possa avere delle ricadute positive sul mondo intero. D’altra parte, ha osservato il leader cinese, ricorrendo a un antico proverbio cinese, “i venti forti rivelano l’erba resistente” – risalente a un dialogo tra l’Imperatore Guangwu (5 a.C. – 57 d.C.) della Dinastia Han e uno dei suoi generali, Wang Ba – sono proprio le sfide di un mondo turbolento che forgiano la cooperazione dei Brics.

Da non sottovalutare anche il fatto che nel vertice online, i dieci Brics si sono scambiati opinioni in preparazione dell’80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite ( del 23 settembre), della COP-30 (Belém, a partire dal 6 novembre) e del Vertice dei leader del G20 (22-23 novembre a Johannesburg). Insomma, vi è stato un confronto e, dove possibile, un coordinamento sui principali dossier globali.

Aspetti da tener presenti per impostare nel modo giusto le relazioni sia con i singoli Paesi membri che con il Coordinamento Brics. Aspetti che suggeriscono che non è più il tempo di disporre, ordinare, esigere (come purtroppo  continua ad accadere sfiorando l’autolesionismo quando non anche il ridicolo) ma è il tempo piuttosto di un confronto franco, a schema dritta, in piena autonomia, con tutti gli interlocutori significativi che si occupano del bene comune della comunità umana.

Trump, Netanyahu, Khamenei: figure della paura

Su un bollettino interuniversitario sulle discriminazioni di genere (e non solo), ho trovato due notizie di apertura: il taglio dei fondi, deciso dal presidente Donald Trump, all’Università di Harvard e, in prospettiva, ad altri atenei, e il fidanzato virtuale, creato tramite l’intelligenza artificiale, di Zhong, una ragazza cinese. Una tendenza destinata a estendersi, probabilmente: dinanzi alle difficoltà e alle incomprensioni che scaturiscono dagli incontri con persone in carne e ossa, si preferisce sostituirle con creature concepite “su misura”.

Ecco, ad accomunare le due notizie, mi son detto, è la paura: la paura del diverso, dell’altro/a, si tratti del mondo della ricerca e del sapere (dei saperi) o delle relazioni interumane.

Netanyahu e linsicurezza esistenziale di Israele

Proprio lo stato d’animo della paura, poi, ha caratterizzato le scelte del Premier israeliano Benjamin Netanyahu e, più in generale, la logica degli “attacchi preventivi”. L’insicurezza esistenziale di Tel Aviv si è sposata con i timori di Netanyahu sul proprio futuro e sulla sua stessa sopravvivenza politica.

 

LIran dei bunker e la scena primaria

Proprio la paura, del resto, lega la classe di governo israeliana a quella iraniana: non a caso, l’ayatollah Ali Khamenei si è trovato in un bunker e avrebbe ceduto parte dei poteri operativi ai pasdaran, i fedelissimi Guardiani del regime. Un regime, quello della Repubblica islamica di Teheran, contrassegnato da quella sorta di “scena primaria” rappresentata dalla deposizione e dall’esilio a Parigi di Abol Hassan Banisadr, nel 1981, il primo presidente del nuovo Stato, appena due anni dopo il ritorno dallo stesso esilio francese. In quel momento gli ayatollah fecero prevalere la paura, soffocando la speranza suscitata dall’evento.

Speranza e paura come discriminanti

Più in generale – lo scrivo soprattutto grazie alla lezione dell’indimenticato Salvatore Veca – speranza e paura possono esser considerate, nel XXI secolo, le nuove (non inedite) discriminanti. Di fronte all’incertezza e al caos, si può provare a suscitare e a costruire speranza o, al contrario, ci si può ritrarre nei bunker, materiali e soprattutto metaforici.

Ritorna il linguaggio extraparlamentare

C’è un elemento che spiega perché la sinistra italiana, il cosiddetto “campo largo”, non si schioda dai consensi elettorali che ormai conta da svariati mesi. Questo malgrado gli annunci quotidiani di sfracelli imminenti ad opera del centrodestra: dalla fine della democrazia al regime illiberale ormai alle porte, dalla crisi sociale giunta all’ultimo stadio a un’economia al capolinea, fino all’occupazione sistematica delle istituzioni e alla palese violazione della Costituzione.

Eppure, nonostante questa martellante narrazione, i sondaggi non crescono. Anzi, diminuiscono.

Il linguaggio che non convince

Una delle ragioni – se non la ragione decisiva – di questo immobilismo politico è il linguaggio usato dalla sinistra: radicale e massimalista con Schlein, populista e demagogico con altri, estremista e ideologico con il trio Fratoianni–Bonelli–Salis.

Un linguaggio sempre più simile a quello dell’universo extraparlamentare degli anni ’70 e ’80, fatto di accuse, attacchi personali, promesse di vendette, contestazioni anche violente. Episodi come la difesa del centro sociale Leoncavallo a Milano o le manifestazioni per Gaza e la Palestina lo confermano. È un linguaggio che non evoca cultura di governo, ma contestazione perenne e radicalismo. Persino diverso, in fondo, da quello usato dallo stesso Pci durante la lunga opposizione alla Dc.

Dal fisiologico al patologico

L’ultima dimostrazione è arrivata al meeting di Cernobbio. Qui la promessa di un ribaltone politico, legittima in sé, è apparsa patologica nelle parole usate per annunciarla. Altroché ciò che osservava Carlo Galli, politologo di sinistra, quando descriveva Giorgia Meloni come una Premier rassicurante, “una sorta di garanzia per tutti”, simile a “una Dc molto conservatrice dei tempi passati”.

Una lezione per la sinistra

Gli strateghi della coalizione progressista dovrebbero ricalibrare il linguaggio. Non tanto i contenuti politici, dove ciascuno resta libero di proporre, ma il tono del messaggio. Perché quando è troppo virulento, infiamma i tifosi ma allontana la maggioranza degli italiani. Che non è rivoluzionaria, neppure a intermittenza: è composta, per lo più, da persone di buon senso.

Francia, Lecornu l’imperturbabile: ecco perché Macron lo ha scelto

Milano, 10 set. (askanews) – Abile, imperturbabile eppure non ancora quarantenne: i compiti che aspettano il nuovo primo ministro francese sono molto complessi, ma le sue capacità sono ampiamente riconosciute a Parigi. In passato ha ammesso un certo gusto per le missioni impossibili Sébastien Lecornu che è un ex LR (Les Républicains), che non dispiace alla destra (nonostante le dichiarazioni a caldo di Marine Le Pen) e che dalla sinistra viene considerato un abile manovratore: basti ricordare che per la sua legge sulla programmazione militare, qualche mese fa, ha avuto successo ed è riuscito con i voti del blocco centrale, LR, ma anche con quelli di Rassemblement National e del Partito Socialista.

“Dal 2017, ho avuto l’onore di servire la Francia in sei governi successivi, sotto l’autorità e con la fiducia di Emmanuel Macron”: così scriveva alla vigilia di Natale 2024 il ministro dimissionario delle Forze Armate Lecornu, ora scelto per diventare il nuovo Primo Ministro francese dopo la caduta del governo di François Bayrou, alla quale ha assistito imperturbabile. E proprio oggi ha postato: “Il Presidente della Repubblica mi ha affidato il compito di costruire un Governo con un obiettivo chiaro: la difesa della nostra indipendenza e del nostro potere, il servizio del popolo francese e la stabilità politica e istituzionale per l’unità del Paese. Vorrei ringraziarlo per la fiducia che ha dimostrato in me nominandomi Primo Ministro”.

Vicinissimo al Presidente della Repubblica, sembra che la sua lealtà sia stata finalmente ricompensata: il trentanovenne è l’unico ministro ad aver prestato servizio nel governo da quando Macron è salito al potere. “Rendo omaggio a François Bayrou per il coraggio dimostrato nel difendere le sue convinzioni fino alla fine”, ha aggiunto.

Ex LR, apprezzato dalla sinistra e da Rassemblement National, Lecornu ha ricoperto inizialmente l’incarico di Segretario di Stato presso il Ministro per la Transizione Ecologica e Inclusiva (2017-2018), Ministro Delegato per gli Enti Locali (2018-2020) e Ministro per i Territori d’Oltremare (2020-2022), prima di essere nominato Ministro delle Forze Armate. Una carica che ha ricoperto per tre anni, nonostante i successivi cambi di governo (con i premier Élisabeth Borne, Gabriel Attal, Michel Barnier e da ultimo Francois Bayrou”.

Sempre nel 2024, con un’attualità che sembra quella odierna, Lecornu aveva scritto: “Il nuovo Governo dovrà trovare compromessi, ma anche e soprattutto scelte coraggiose da fare. Ricordiamo questa frase del generale de Gaulle: ‘Difesa! È la ragione primaria dell’esistenza dello Stato. Non può non farlo senza autodistruggersi’. Contano solo i nostri risultati nel servire i francesi. La loro sicurezza richiederà coraggio politico”.

Da notare che oltre alla sua lealtà verso Macron, l’ex ministro è stato scelto sia per i suoi noti legami con la sinistra, sia per la simpatia del Rassemblement National nei suoi confronti.

Prima di unirsi a La République en Marche nel 2017, infatti Sébastien Lecornu apparteneva ai Repubblicani, dai quali fu espulso lo stesso anno. È stato anche membro del gabinetto di Bruno Le Maire e gli rimase vicino per diversi anni.

In queste ore la sua nomina ha scatenato diverse reazioni politiche e una tempesta di proteste, in particolare a sinistra. Il Partito Socialista ha messo in guardia dal rischio di una rivolta sociale nel Paese, nonché dal rischio di un blocco istituzionale. L’opposizione, in particolare ha criticato la scelta presidenziale alla vigilia della mobilitazione del 10 settembre ed è molto scettica sulla possibilità di un accordo sul bilancio. “Questa nomina è uno scandalo”, secondo La France Insoumise, “una provocazione”. E le reazioni lasciano intendere che i negoziati saranno probabilmente duri e difficili. Ma Lecornu, secondo quanto si dice, ama le sfide impossibili.

(di Cristina Giuliano)

Francia, Crosetto a Lecornu: "Buona fortuna mon ami"

Milano, 9 set. (askanews) – “Buona fortuna mon ami”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto commentando il fatto che “il presidente francese, Emmanuel Macron, ha scelto Sébastien Lecornu, ministro della Difesa, 39 anni, come successore di François Bayrou”. Crosetto ha avuto modo di lavorare a strettissimo contatto con Lecornu, anche negli ultimi mesi.

“Ora Lecornu dovrà formare il Governo e trovare una maggioranza all’Assemblea Nazionale”, scrive Crosetto sui social. “Non voglio entrare nelle vicende politiche di un’altra nazione ma ci tengo a dire che considero Sebastien Lecornu un amico. L’ho conosciuto all’inizio del mio mandato e con lui ho lavorato per quasi tre anni con serietà, correttezza, rispetto e, con il tempo, amicizia”.

“Ci siamo sempre confrontati con lealtà anche quando avevamo idee diverse ed in lui ho riscontrato la rara dote di saper mantenere sempre fede alla parola data e di saper essere un partner leale e realistico nella collaborazione europea e multilaterale. Abbiamo saputo sfidare, quando è stato necessario, anche le diffidenze delle nostre organizzazioni che tendevano a chiudersi a riccio e non abbiamo sbagliato. Sebastien è un uomo delle istituzioni ed un fedele servitore della Francia. Non so se riuscirà in questo compito difficile ma non posso che augurargli tutto il bene possibile. Buona fortuna mon ami”, ha chiosato.

Francia, Macron nomina Lecornu nuovo primo ministro

Roma, 9 set. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha nominato Sebastien Lecornu come nuovo primo ministro, dopo le dimissioni di Francois Bayrou. Lecornu è stato ministro della Difesa nel governo Bayrou. Macron ha “incaricato” il nuovo primo ministro, Sebastien Lecornu, di “consultare” le “forze politiche rappresentate in Parlamento”, ha dichiarato l’Eliseo.

Il mandato esplorativo è stato assegnato, ha continuato l’Eliseo, “in vista dell’adozione del bilancio nazionale e della costruzione degli accordi indispensabili alle decisioni dei prossimi mesi”.

Attacco a Doha, Tajani: Italia lavora per cessate il fuoco

Roma, 9 set. (askanews) – “L’Italia lavora intensamente, perch si possa raggiungere un accordo per il cessare il fuoco. Noi sosteniamo la proposta americana e ogni azione che provoca un’escalation rischia di allontanare la possibilit del cessare il fuoco mentre ci si sta avvicinando al cessate il fuoco. Per quanto riguarda gli italiani abbiamo parlato con la nostra ambasciata. Non ci sono problemi per i circa trecento italiani che vivono nel paese e quindi buone notizie per quanto riguarda i nostri connazionali”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda sull’attacco a Doha a margine della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”.

Teatro Olimpico, stagione con Elio, Lillo e Greg, tanta danza, musica

Roma, 9 set. (askanews) – Dalla comicit alla musica, dal balletto all’attualit, passando per l’intrattenimento per le famiglie. Oltre 40 gli spettacoli nella nuova stagione del Teatro Olimpico di Roma, al via dal 14 settembre, anche quest’anno in sodalizio con l’Accademia Filarmonica Romana. Obiettivo, raggiungere il pi ampio pubblico possibile spaziando tra i generi, toccando anche cronaca e capolavori Disney. La direttrice artistica Lucia Bocca Montefoschi:

“Abbiamo un programma sterminato con delle cose che tornano sempre e che amiamo, tipo Maurizio Battista (dal 17 dicembre all’8 febbraio con “Uno…Nessuno… Centomila) nelle feste di Natale, Lillo e Greg (dall’11 al 29 marzo), gli Stomp (14-19 aprile) e i Momix (con “Botanica – Season 2″ dal 28 aprile al 10 maggio”) e gli spettacoli che chiamiamo ‘unici’, che restano una o due sere e che spaziano in tutti i campi dello scibile (Riccardo Rossi, Mauro Calabresi, Silvia Mezzanotte tra i tanti), molta musica e moltissima danza”.

Danza classica, che parte con “Coppelia” (dal 10 al 12 ottobre), con i giovani talenti del Balletto di Roma. La direttrice artistica Francesca Magnini.

“Siamo molto felici di portare qui la danza, sta tornando l’interesse per questa forma d’arte che un po’ l’ancella, difficile da agganciare ma il pubblico sempre pi numeroso e ci accoglie con sempre pi entusiasmo”.

In cartellone “Il Lago dei cigni”, “Lo schiaccianoci”, acrobazie e magie con “Titiz – A Venetian Dream” e “Fellini Dream” di Nogravity Theatre con immagini e movimenti che sfidano la gravit. Musical come “Saranno Famosi-Fame”, spettacoli dedicati a Michael Jackson (“Legend The Show”), Mina e c’ anche Elio con (il 9 dicembre) “Quando un musicista ride”, con una band di giovani.

Tra i comici pi attesi, Lillo e Greg che riportano “MOVIe ERCULeO”, lo show che stravolge i generi del cinema, sold out l’anno scorso. Lillo: “Si ride molto, molto divertente ed originale, perch sono sketch dedicati al mondo del cinema, oggi ci sono pi monologhisti e stand-up comedy, quindi facciamo una cosa un po’ diversa, che manca”.

Chiara Francini (12-14 maggio) porta “Forte e Chiara”: ” un po’ un tuffo nel passato per chi tra i 30 e i 55-60 anni, viene dal mio penultimo romanzo che stato un best seller, divertente, malinconico, a tratti amaro, come l’ironia toscana, un monologo che fa ridere ma che porta anche a riflettere che credo sia la cosa principale quando si va a teatro”.

Elio a teatro: il palco mi esalta, come i piccoli club in cui iniziai

Roma, 9 set. (askanews) – Elio torna a teatro, partendo dal suo grande amore per Jannacci. Parlando dello spettacolo “Quando un musicista ride”, alla presentazione della nuova stagione dell’Olimpico di Roma dove andr in scena il 9 dicembre durante il suo tour, il cantante ha spiegato: ” uno spettacolo che parte da Enzo Jannacci, che un po’ un mio pallino, e su cui ho gi fatto uno spettacolo che andato benissimo, quindi ho pensato di partire da lui e di esplorare il suo mondo, con canzoni di Gaber, che era suo grande amico, Cochi e Renato,… c’ quel mondo l, di quegli anni, un po’ la Milano degli anni ’60-’70 portata sul palcoscenico, che ha un effetto sul pubblico come se io stessi cantando canzoni nuove, talmente surreali da essere scomode, invece roba di 50 anni fa”.

E sull’esibirsi a teatro, Elio ha detto: “Essere sul palco di un teatro la cosa che attualmente mi piace di pi, la stessa sensazione che provavo quando mi esibivo le prime volte nei piccoli club, hai il pubblico di fronte a te, un mondo lontano da quello dei concertoni, in cui il pubblico un’entit unica, in teatro senti quasi il respiro degli spettatori, mi esalta il rapporto col pubblico quasi uno a uno”.

M.O., Tajani su flotilla Gaza: Altri modi più sicuri per aiutare

Roma, 9 set. (askanews) – Su Flotilla “abbiamo sempre detto che ci sono modi più sicuri per far arrivare aiuti alimentari alla popolazione civile di Gaza, che sono i modi seguiti dalle vie istituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della seconda giornata dello Sport Italiano nel mondo, a Villa Madama.

“L’Italia porta avanti il progetto ‘Food for Gaza’ abbiamo distribuito migliaia e migliaia di tonnellate di farina oltre ad alimenti di diverso tipo, anche alimenti per gli animali e per il sostentamento della popolazione civile, d’accordo con i palestinesi, con Israele e con il sostegno delle Nazioni Unite attraverso il Word Food Program. Questa è la strada migliore – ha aggiunto – se si vuole far arrivare in sicurezza l’aiuto alla popolazione palestinese; altre iniziative sono iniziative private e individuali – ha concluso Tajani – noi abbiamo già dato mandato a tutte Le nostre sedi diplomatiche in Israele, a Tel Aviv e a Gerusalemme, di assistere gli italiani che dovessero essere accusati di aver violato la legge israeliana in tutti i modi possibili già da diversi giorni. È partita una direttiva molto chiara già da diversi giorni, dirò al ministro degli esteri Sa’ar di avere particolare riguardo e rispetto per il ruolo che i parlamentari svolgono, perché se ci sono parlamentari a bordo si deve tenere conto anche del loro ruolo istituzionale”.

Lillo: guerra a Gaza particolarmente sbagliata per la ferocia

Roma, 9 set. (askanews) – “Questa guerra particolarmente imbarazzante per la ferocia che vediamo…. Purtroppo le guerre ci sono sempre state, in tutto il mondo, questa particolarmente sbagliata, secondo me”.

Cos Lillo, a margine della presentazione della nuova stagione del Teatro Olimpico a Roma, in cui torna in scena, insieme a Greg, con la spettacolo “MOVIe ERCULeO”, rispondendo a una domanda su quanto sia difficile al giorno d’oggi, in particolare con quanto sta accadendo a Gaza, far ridere.

” importante andare avanti, anche facendo spettacoli di intrattenimento – ha detto Lillo – secondo me ridere importante sempre perch la positivit ti porta ad avere un’energia migliore anche per affrontare le cose negative, avere il buon umore comunque una medicina a mio avviso; al di l dei periodi storici, ridere sempre importante, rilassarsi, serve la leggerezza” ha aggiunto il comico.

Mps-Mediobanca: exploit in Borsa dopo successo Opas, sciolto accordo soci

Milano, 9 set. (askanews) – Exploit in Borsa per i titoli Mps (+6,26%) e Mediobanca (+5,9%) all’indomani della conquista di Siena di Piazzetta Cuccia, con le adesioni all’Opas che hanno raggiunto il 62,3% del capitale. Un risultato oltre le aspettative per Luigi Lovaglio che ora, dopo il successo dell’offerta, si appresta, assieme ai soci forti Caltagirone e Delfin, a definire la successione in Mediobanca. Sembra scontato, ormai, che l’AD, Alberto Nagel, – al timone dell’istituto milanese da 18 anni – e l’intero cda, preso atto del cambio di controllo, si presenteranno dimissionari alla prossima riunione del board, già fissato per il 18 settembre per l’approvazione del bilancio e la convocazione dell’assemblea dei soci, che tradizionalmente si svolge il 28 ottobre.

La lista per il nuovo board deve essere presentata 25 giorni prima dell’assise. Nel mentre, la presa di Mps su Mediobanca potrebbe ulteriormente rafforzarsi, considerato che dal 16 al 22 settembre si riapriranno i termini di adesioni all’Opas e il traguardo della soglia del 66,67% – che permetterebbe al Monte di controllare l’assemblea straordinaria e procedere a una fusione – sembra a portata di mano.

Con il successo dell’Opas, che segna una svolta nel panorama finanziario italiano, si è sciolto anticipatamente l’accordo di consultazione tra soci di Mediobanca. “I partecipanti ne hanno unanimamente convenuto lo scioglimento, con efficacia dall’8 settembre”, ha annunciato questa mattina una nota. L’accordo – che dal 2019 ha preso il posto dello storico patto di sindacato di blocco – si era via via assottigliato negli ultimi mesi dopo l’annuncio dell’offerta di Mps con le uscite di alcuni dei principali soci privati italiani, fino ad arrivare a rappresentare il 5,97% del capitale.

"Ma io sono fuoco", il nuovo album di Annalisa esce il 10 ottobre

Milano, 9 set. (askanews) – “Ma io sono fuoco”, il nuovo album di Annalisa esce il 10 ottobre ed è già in preorder da oggi.

Il titolo dell’album, che suona come una risposta, ma anche come una dichiarazione di identità, è stato annunciato a fine luglio con una frase sui social:

“Quando è tutto da rifare, io mi posso trasformare, pensi che mi faccia male, ma io sono fuoco”

Fuoco come scintilla creativa quindi, ma soprattutto come trasformazione. E anche la copertina, svelata oggi, racconta molto di questo cammino. La tigre, infatti, rimanda direttamente alla metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges, così come il titolo dell’album e i colori: il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, divora, consuma, così come anche noi facciamo con lui, o ci imponiamo di fare.

Torniamo in qualche modo quindi anche al vortice, quello della vita, dove ci ritroviamo a girare, ma in questo viaggio non c’è nulla di puramente passivo, c’è anzi un equilibrio tra accadimenti e opportunità, e il titolo dell’album, “Ma io sono fuoco”, si inserisce proprio in questa linea di pensiero.

Con questa affermazione, Annalisa rivendica la propria appartenenza a quella forza inesorabile del tempo che brucia e trasforma, reagisce, distrugge per evolvere.

Sulla scia di “Maschio”, che ha dato il via al nuovo percorso artistico, e del suo lavoro precedente, nell’album coesistono il pop contemporaneo con le sonorità anni ’80 con elementi elettronici di matrice internazionale, creando un sound nostalgico ma incredibilmente attuale.

“Maschio” (certificato Oro) si è mantenuto stabile nella Top 10 della classifica FIMI per settimane, facendole raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 della classifica FIMI e tra le tre artiste femminili più ascoltate su Spotify, e il recente “Piazza San Marco” che vede per la prima volta la collaborazione con Marco Mengoni: un incontro artistico che unisce due delle voci più amate e iconiche del panorama musicale italiano in un intenso viaggio emotivo.

Annalisa, dopo il successo tutto sold out di Palasport e Arene con oltre 250 Mila biglietti venduti solo nel 2024, tornerà live dal 15 novembre nei principali palasport italiani con il “CAPITOLO I” del suo nuovo viaggio (organizzato da Friends & Partners).

Questo il calendario completo, info friendsandpartners.it:

sabato 15 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo (data zero)

Domenica 16 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo

martedì 18 novembre @Padova – Kioene Arena

venerdì 21 novembre @Roma – Palazzo dello Sport

Sabato 22 novembre @Roma – Palazzo dello Sport

lunedì 24 novembre @Firenze – Nelson Mandela Forum

venerdì 28 novembre @Milano – Unipol Forum SOLD OUT

Sabato 29 novembre @Milano – Unipol Forum

martedì 2 dicembre @ Eboli (ASA) – Palasele

venerdì 5 dicembre @Bari – Palaflorio

Sabato 6 dicembre @Bari – PalaFlorio

mercoledì 10 dicembre @Bologna – Unipol Arena

sabato 13 dicembre @Torino – Inalpi Arena

Emis Killa torna live a Milano con EM16!

Milano, 9 set. (askanews) – Emis Killa torna live con EM16! L’esclusivo concerto si terrà il 10 settembre 2025 a Fiera Milano Live, una data evento prodotta da Friends and Partners e Vivo Concerti. Emis Killa ha svelato i nomi degli ospiti speciali che lo raggiungeranno sul palco per celebrare insieme il mondo hip hop: Guè, Lazza, Gemitaiz, Jake La Furia, Massimo Pericolo, Neima Ezza, Nerissima Serpe, Papa V, Nicky Savage, Baby Gang, Paky, Vegas Jones, Flaco G, 22 Simba e Promessa. La lineup annunciata è ricca di rappresentanti della vecchia e della nuova scuola rap, che apporteranno ciascuno la propria cifra personale allo show; ma le sorprese non sono finite e si aggiungeranno altre novità.

Durante EM16 avrà luogo la grande finale di Cypha Killa, la battle freestyle organizzata da Emis Killa e Mastafive in cui 16 MC (Master of Ceremonies) si sfideranno per incoronare il vincitore. Dieci dei partecipanti sono stati selezionati direttamente durante ritrovi spontanei per freestyler in 10 diverse Regioni italiane, mentre sei arrivano dal vivaio in cui è cresciuto Emis Killa: il muretto di San Babila a Milano. Ai piatti ci sarà DJ DOUBLE S, già dj ufficiale del torneo italiano di Freestyle Tecniche Perfette, vinto nel 2007 dallo stesso Emis Killa.

EM16 è una data evento grazie alla quale Emis Killa tornerà a Fiera Milano Live, circondato dai suoi fan e da ospiti speciali, tutti in qualche modo significativi per la carriera dell’artista. Icone del rap italiano e nuove leve della scena si daranno il cambio sul palco, affiancando Emis Killa che sarà il protagonista di tutta la serata, dimostrando il carisma e la dedizione che lo hanno portato a diventare uno dei nomi più iconici e riconoscibili della scena hip-hop del nostro paese.

Il legame tra Emis Killa e la città di Milano è oramai indissolubile, da sempre imprescindibile per la sua carriera: il capoluogo lombardo è dove la scena rap italiana ha messo le sue radici fin dall’inizio, creando un ambiente in cui sono fioriti alcuni dei nomi più importanti dell’hip-hop nostrano, fra cui Emis Killa stesso, che ha esordito con le battle freestyle allo storico muretto di San Babila. Di lì in poi la sua carriera ha spiccato il volo, un’evoluzione che ha coronato Emis Killa come uno degli esponenti più affermati del rap italiano, che però non ha mai perso il contatto con le sue radici da freestyler e con le sue origini dalla scena underground milanese.

Emis Killa ha iniziato il suo 2025 con la pubblicazione di “Demoni” lo scorso febbraio, per poi tornare a maggio con il singolo “In auto alle 6:00”, collaborazione con l’artista e amico di lunga data Lazza, prodotto da Takagi & Ketra, brano struggente in cui i due rapper si alternano su una base strumentale dai bassi profondi e un beat trascinante. EM16 sarà la continuazione di quest’anno all’insegna della musica, una celebrazione dell’hip-hop e della carriera di Emis Killa, dopo il successo da oltre 25mila persone presenti di EM15 nel 2024.

Tutti coloro che erano presenti al “No Phone Party” del 15 dicembre 2024 al Fabrique di Milano hanno diritto a un prezzo speciale per i biglietti di EM16. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali. Per qualsiasi informazione: https://www.friendsandpartners.it

Attacco israeliano a Doha, Conte: è terrorismo di Stato

Roma, 9 set. (askanews) – “Apprendiamo adesso dalle agenzie dell’attacco di Israele alla delegazione di Hamas a Doha. Fermo restando che su Hamas abbiamo già detto tutto quello che dovevamo dire: l’attacco del 7 ottobre è stato orrendo, un attacco assolutamente terroristico, è una formazione di fatto terroristica. Però attenzione, attenzione: falcidiare la delegazione che era lì per il confronto, che cercare una soluzione negoziale in un Paese terzo, significa che siamo al terrorismo di Stato, e quindi allora vuol dire che non si vuole nessun canale di soluzione diplomatica, si vuole andare avanti e riscrivere il diritto internazionale coi rapporti di forza e con la capacità delle proprie armi”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a Fermo.

Export, Di Maio incontra i vertici di Antica Tenuta Palombo

Roma, 9 set. – Si svolto presso la sede di MsDesk a Roma, un incontro strategico tra l’On. Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo e i vertici di Antica Tenuta Palombo, storica realt dell’agroalimentare ciociaro, nota per la qualit delle sue produzioni vinicole e gastronomiche. L’iniziativa, organizzata da MsDesk e da Antica Tenuta Palombo, si inserisce in un percorso di dialogo strutturato tra le eccellenze imprenditoriali italiane e le istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Made in Italy sui mercati esteri.

Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati temi centrali come la valorizzazione dell’identit territoriale nei processi di internazionalizzazione, le sfide burocratiche affrontate dalle imprese agroalimentari e la necessit di strumenti diplomatici pi incisivi per sostenere l’export di qualit. Particolare attenzione stata dedicata alle opportunit che si stanno aprendo nei mercati del Golfo, in particolare a Riyad, dove la domanda di prodotti agroalimentari di alta gamma in crescita. In questo contesto, Di Maio ha evidenziato la necessit di una presenza italiana pi strutturata e continuativa, per intercettare le trasformazioni in atto e rispondere in maniera efficace alle richieste del mercato. A margine dell’incontro, intervenuto anche Francesco

Mastrantoni, rappresentante di Antica Tenuta Palombo, che ha dichiarato: “Per noi esportare non significa solo vendere un prodotto, ma trasmettere un valore culturale. Siamo convinti che un dialogo continuo con le istituzioni sia indispensabile per affrontare i mercati esteri con maggiore consapevolezza e forza.”

(Comunicato Stampa)

Autonomia e Regionali, domani vertice da Meloni a Palazzo Chigi

Roma, 9 set. (askanews) – Autonomia e (probabilmente) regionali. Sono questi i temi al centro del vertice di governo che dovrebbe tenersi domani pomeriggio alle 15.30 a Palazzo Chigi. Con la premier Giorgia Meloni sono attesi i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro Roberto Calderoli. Con il titolare degli Affari regionali sarà affrontato il tema dell’Autonomia.

Sul tavolo, però, ci sarà quasi sicuramente anche la questione delle Regionali, con i nodi delle candidature ancora da sciogliere, a partire dal Veneto. Non è detto, però, che si arrivi a una soluzione già domani.

“C’è un incontro ma non so se parleremo di Regionali. Dovremmo vederci su altre questioni, credo che dovremmo parlare di autonomia con il ministro Calderoli”, aveva detto questa mattina Tajani.

Tennis, Alcaraz: "Dopo Miami avevo pensato di smettere"

Roma, 9 set. (askanews) – Settecentoventinove giorni. Tanto è durato l’esilio di Carlos Alcaraz dal vertice del tennis mondiale. L’8 settembre 2025 segna la data del suo ritorno al numero 1, un traguardo conquistato grazie al trionfo agli US Open che lo ha riportato davanti a Jannik Sinner nel ranking ATP. Per lo spagnolo è il sesto titolo negli ultimi otto tornei disputati, a cui si aggiungono due finali a Barcellona e a Wimbledon. Ma soprattutto, quello di New York è il suo sesto Slam in carriera: una cifra che a soli 22 anni certifica il suo status di fuoriclasse. Eppure, il 2025 non era iniziato sotto i migliori auspici. La clamorosa eliminazione a Miami contro David Goffin, preceduta dal ko con Jack Draper a Indian Wells, aveva aperto un periodo di crisi che lo stesso Alcaraz non ha nascosto. In un’intervista a Marca, dopo il Masters di Montecarlo, aveva confessato di aver persino pensato di smettere: «Si può dire che a Miami ho toccato il fondo. Non sapevo nemmeno cosa dire in conferenza stampa. La sconfitta con Draper mi aveva già fatto male, poi quella con Goffin è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dovevo fermarmi, sedermi e capire cosa stava succedendo». La pausa messicana -Il momento di riflessione è arrivato in Messico, nella Riviera Maya, dove Alcaraz si è rifugiato con la famiglia per allontanarsi dalle pressioni. «Mi sono venuti tanti pensieri in testa, anche quello di fermarmi. Prendermi alcuni giorni di riposo è stata una delle cose migliori che potessi fare: mi ha dato l’opportunità di pensare con chiarezza e vedere le cose con prospettiva». Non è stato però un semplice stacco dalle fatiche del circuito. «Durante le vacanze ho chiesto al mio team un piano di allenamento, volevo restare in forma. Anche se erano solo cinque giorni, non volevo fermarmi del tutto. Già negli ultimi giorni dicevo di voler tornare a casa. Lì ho capito che mi era servito: quando gioco con voglia nei tornei mi diverto davvero». Rinasce il campione -Da quella parentesi in Riviera Maya, il percorso di Alcaraz ha cambiato marcia. Il giovane spagnolo è tornato in campo con rinnovata energia, determinazione e soprattutto leggerezza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sei trofei, due finali e un dominio ritrovato che lo riporta sul trono del tennis mondiale dopo due anni. La sua parabola del 2025 è un racconto di caduta e rinascita, un esempio di come i momenti più bui possano trasformarsi in opportunità. Oggi Carlos Alcaraz è di nuovo numero 1 al mondo. E, per come sta giocando, sembra avere tutta l’intenzione di restarci a lungo.

"Soli E Disperati Nel Mare Meraviglioso" nuovo album di Tropico

Milano, 9 set. (askanews) – “Soli E Disperati Nel Mare Meraviglioso” è il nuovo album di Tropico, disponibile da venerdì 26 settembre su tutte le piattaforme digitali e in fisico nei formati cd e lp standard, cd e lp autografati per Island Records – Universal Music Italia.

Tra le voci e le penne che più hanno contribuito a disegnare il suono della musica italiana contemporanea, Davide Petrella “in arte Tropico”; è una figura che unisce sensibilità autoriale e visione artistica. La sua scrittura ha trovato spazio in alcuni dei successi più importanti degli ultimi anni, ma è nei suoi progetti personali che la sua voce diventa più intima, fragile e potente allo stesso tempo.

Due anni di vita dell’artista sono scivolati dentro le 18 tracce di “Soli E Disperati Nel Mare Meraviglioso”, tra persone incontrate e perdute, certezze abbandonate per far spazio a nuove strade, la curiosità come unica bussola. Perché senza quest’ultima, come afferma Tropico, “la musica smette di respirare”.

L’album nasce da un’esperienza di perdita e di rinascita: imparare a lasciare andare, affrontare lo spazio vacuo che resta quando qualcuno se ne va, sentirsi soli “comme a nu strunz qualunque” e allo stesso tempo ritrovare nella musica la forza di andare avanti. In questi due anni per il cantautore le persone della vita e quelle della musica si sono confuse, si sono dovute salutare, ma altre sono arrivate, portando nuova energia. È un disco che sviscera il senso di vuoto e l’abbandono, il progetto più personale e diretto di Tropico, quello in cui ha guidato di più da solo, producendo in prima persona, ma anche quello in cui ha collaborato con più persone. All’interno ci sono canzoni che sanno di casa e altre che portano in luoghi nuovi, perché al centro di tutto restano sempre le relazioni, le persone, i rapporti che ci formano e ci distruggono.

“Soli E Disperati Nel Mare Meraviglioso” è un approdo e una partenza insieme, in cui convivono mondi diversi ‐ cantautorato, rap, scrittura pop, poesia, orchestrazioni, distorsioni, dialetto e silenzi. È un progetto che non teme la fragilità né l’inquietudine. Un disco che nasce dal bisogno di non smettere mai di amare le canzoni, di difendere quello spazio sacro dove la musica resta rifugio e respiro. Con “Soli e disperati nel mare meraviglioso” Tropico non cerca solo di raccontarsi, ma di stringere un patto con chi ascolta: condividere paure e bellezza, restare a galla insieme in quel mare che è la vita.

“Questo disco è stato quello più sofferto da realizzare da quando faccio musica, ma anche quello che mi ha insegnato di più. È un disco che mi ha fatto capire in maniera fortissima cosa vuol dire lasciare andare e cosa vuol dire sentirsi abbandonati. Sono tempi complicati, complessi, per tutti, per tutto quello che ci succede intorno e per tutto quello che viviamo più a sfioro sulla pelle. Sento che c’è un’inquietudine di fondo che ci lega un po’ tutti in questo periodo. E questa inquietudine mi prende in pieno come un treno, e non avevo voglia di nasconderlo. Volevo che fosse un disco sincero. Quindi alcune parole di questo disco sono fragili come una richiesta di aiuto, altre sono crude come uno schiaffo quando hai fatto una cazzata.”

Ad amplificare la voce di questo “mare” ci sono compagni di viaggio d’eccezione, ciascuno dei quali porta una traiettoria inattesa: Achille Lauro, con la sua teatralità fragile e feroce, Ghali, con il suo respiro cosmopolita, Calcutta, con la sua penna profonda e sempre sorprendente, Bresh, con la sua leggerezza poetica, e nayt, lama affilata di parole e introspezione.

L’artista ha annunciato, inoltre, le date del Tropico Tour 2025 prodotto da Magellano Concerti che vedrà Tropico esibirsi nelle principali città italiane. A seguire il calendario in continuo aggiornamento:

29 novembre 2025 – Roma @ Atlantico 04 dicembre 2025 – Molfetta(BA) @ Eremo Club 09 dicembre 2025 – Milano @ Fabrique 14 dicembre 2025 – Bologna @ Estragon 22 dicembre 2025 – Napoli @ Palapartenope.

Le prevendite sono disponibili su https://magellanoconcerti.it/tour/177/tropico-tour-2025

TRACKLIST

01. Soli E Disperati Nel Mare Meraviglioso 02. Per Te Per Sempre (feat. Achille Lauro) 03. Felicità Non Andartene 04. A Vita Pe Mme 05. Naufragare 06. Sabato Sera (feat. Calcutta) 07. Nun Ce Pensà Chiù 08. Cancellare (feat. nayt) 09. Vita 10. Pink Floyd (feat. Ghali) 11. Demolirsi Al Bar 12. Morricone 13. Tornare A Casa (feat. Bresh) 14. Cose Ca Nun Saje 15. Perchè Mi Sono Innamorato Di Te 16. Si Nun Me Vuo Bene Cchiù 17. Per Te Per Sempre 18. Infiniti Modi Di Rovinare Tutto

Esplosioni a Doha, ucciso capo negoziatore di Hamas: attacco attribuito a Israele

Roma, 9 set. (askanews) – Il capo negoziatore di Hamas, Khalil al Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano a Doha, in Qatar. Lo ha reso noto l’emittente saudita al Arabiya.

Fonti vicine al movimento integralista islamico palestinese avevano affermato che l’ultima proposta di cessate il fuoco e accordo sugli ostaggi a Gaza avanzata dagli Stati Uniti era un “inganno mirato a indurre i membri di Hamas a discutere per poi attaccarli”.

Diverse esplosioni sono state avvertite a Doha, la capitale del Qatar. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Reuters, che cita testimoni oculari, secondo cui le esplosioni, simultanee, sarebbero state almeno sei. Immagini sui social mostrano fumo sollevarsi in aria nel quartiere Katara della capitale.

La Luiss Guido Carli ha dato il benvenuto alle matricole

Roma, 9 set. (askanews) – Come da tradizione, circa 4.000 studentesse e studenti hanno varcato le porte della Luiss Guido Carli in occasione della cerimonia di benvenuto alle matricole, che segna l’ingresso ufficiale dei nuovi iscritti nella comunit dell’Ateneo.

“Si rinnova il patto formativo con una nuova classe di giovani – ha detto ad askanews il rettore Paolo Boccardelli – ai quali noi promettiamo uno sviluppo personale, di competenze, di attitudini, di skill e soprattutto di quello che noi chiamiamo il software per comprendere le sfide del tempo. Questo quello che facciamo, ogni giorno apriamo le nostre aule a dei ragazzi, a una faculty che ha il compito di dare le chiavi di lettura per la complessit e fornire gli strumenti per una crescita costante”.

A fare da filo conduttore dell’edizione 2025 stata l’Intelligenza Artificiale, con le sue opportunit, ma anche con le questioni etiche con cui siamo chiamati a confrontarci quotidianamente. Una sfida anche per le matricole che si affacciano all’universo accademico. “Non dimentichiamo – ha aggiunto il presidente della Luiss, Giorgio Fossa – che sugli dodici mila studenti che abbiamo, 3800 sono matricole, per cui sono un 33 % e un 33 % che si ripete ogni anno per noi una indicazione di un futuro sicuramente positivo”.

Tra i temi affrontati anche quello delle competenze del futuro pi richieste dal mercato del lavoro. “Il gruppo Intesa Sanpaolo – ha detto Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs della banca – ha definito nel 2023 questa importante partnership con questo ateneo di eccellenza e insieme alla Luiss Guido Carli abbiamo sviluppato questo asset che diventato un asset strategico che il nostro gruppo ha messo a disposizione del Paese”.

Nel corso della cerimonia c’ stata anche la premiazione delle tesi di eccellenza che hanno reso omaggio ai lavori di maggiore impatto prodotti dai laureati Luiss, che registrano nel 2025 un tasso di occupazione del 95% a un anno dal conseguimento del titolo.

Tv, l’11 settembre il docufilm "The Oratorio" con Martin Scorsese

Roma, 9 set. (askanews) – Il documentario “The Oratorio” con Martin Scorsese arriva in esclusiva l’11 settembre (alle 21.30) su History Channel e su NOW e racconta una storia poco conosciuta ma cruciale per la cultura di New York: l’esecuzione di un oratorio nel 1826 nella Basilica di San Patrizio (oggi Old St. Pat’s, a Nolita), che segnò l’arrivo dell’opera italiana nella città.

Rimasto nel dimenticatoio per quasi due secoli, il programma dell’oratorio è stato riscoperto nell’ambito del progetto “Un ponte di musica” tra Italia e Stati Uniti, ideato da Claudio Orazi e Francesco Zimei, il quale ha poi ricostruito la partitura. L’esecuzione è avvenuta con l’Orchestra e il coro del Teatro Lirico di Cagliari, di cui Orazi è stato sovrintendente, sotto la direzione del maestro Donato Renzetti e con la partecipazione di solisti internazionali.

L’iniziativa non solo ha restituito vita a un capitolo dimenticato della storia culturale della città, ma ha permesso di raccogliere fondi per il restauro dell’organo storico della chiesa. Il progetto “Un ponte di musica” è proseguito con la partecipazione a New York dell’Opera Carlo Felice di Genova e si svilupperà fino al 2030.

Scorsese, nato e cresciuto in Elizabeth Street, a pochi passi dalla Basilica, ha un legame profondo con quel luogo. Alcune scene dei suoi film come “Mean Streets” e “Il Padrino” sono state girate lì. Nel documentario, il regista ripercorre i ricordi della sua infanzia, quando la musica – da quella sacra a quella popolare – riempiva i cortili, le finestre e i juke box del quartiere.

Il cuore del documentario ruota attorno alla figura di Lorenzo Da Ponte, celebre librettista di Mozart e personaggio dal destino avventuroso. Nato a Venezia in una famiglia ebraica, si convertì al cattolicesimo e divenne sacerdote, ma la sua vita anticonformista e l’amicizia con Casanova lo portarono all’esilio per condotta scandalosa. Rifugiatosi a Vienna, conobbe Mozart e scrisse per lui alcune delle opere più celebri della storia dell’opera, tra cui “Le nozze di Figaro”, “Così fan tutte” e “Don Giovanni”. Dopo nuovi problemi e altri esili, si trasferì negli Stati Uniti, dove, grazie alla sua cultura e alla sua tenacia, divenne il primo professore di letteratura italiana alla Columbia University. Profondamente legato alle sue radici artistiche, fu instancabile promotore della cultura italiana e vide nella Basilica di San Patrizio di New York il luogo ideale per organizzare nel 1826 il grande oratorio che avrebbe portato l’opera italiana nel cuore della città.

Al suo fianco, una stella nascente: Maria Malibran, giovane cantante lirica dalla voce straordinaria, considerata la prima diva dell’opera. Il pubblico, oltre 2.300 persone, ne fu stregato. L’esibizione lasciò un segno profondo nella città: da quel momento, sempre più ragazze vollero studiare musica e canto. Quel concerto fu un evento fondativo per New York, che da lì in avanti si avviò a diventare un centro culturale moderno, vibrante e aperto alla musica europea. Come dice Scorsese: “La musica dà un’anima all’universo e vita a ogni cosa.

Festa di Roma, la 20esima edizione omaggia Franco Pinna

Roma, 9 set. (askanews) – La Festa del Cinema di Roma 2025 celebra Franco Pinna (1925-1978), fotografo italiano fra i più importanti del secolo scorso, con alcune iniziative in occasione del centenario della sua nascita.

L’immagine ufficiale della 20esima edizione della Festa, in programma dal 15 al 26 ottobre, proviene infatti dalla sua produzione. Si tratta di una ripresa effettuata sul set del film Giulietta degli spiriti, di cui ricorre il sessantenario dall’uscita, capolavoro di Federico Fellini, con cui Pinna stabilisce il rapporto umano e professionale più rilevante. La scena, onirica e divertente, si riferisce al ricordo di Giulietta (Masina) relativo alla fuga in biplano del suo amato nonno (Lou Gilbert) insieme a un’affascinante circense (Sandra Milo), inseguiti vanamente da parenti e conoscenti benpensanti che vorrebbero evitare lo scandalo. Una sequenza, al limite fra realtà e fantasia, che si conclude in una memorabile corsa verso la libertà e contro le convenzioni sociali, dove appare Federico Fellini di spalle, con il megafono in mano, pronto a dare il via alle riprese. La Festa del Cinema 2025 ricorda inoltre Franco Pinna attraverso un programma di tre mostre parallele (Franco Pinna Fotografo. Omaggio per un centenario), ideate e realizzate da Archivio Franco Pinna e OfficinaVisioni, a cura di Paolo Pisanelli. Le mostre, in collaborazione con Cinema del reale, Erratacorrige, Big Sur, saranno esposte in alcuni fra i luoghi più emblematici della manifestazione. La prima, dal titolo Franco Pinna – Mondocinema, sarà aperta dal 15 al 27 ottobre presso il foyer della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, presentando una selezione di un centinaio di immagini in rappresentanza del formidabile repertorio cinematografico sviluppato dal fotografo nel glorioso ventennio fra i Cinquanta e i Settanta del secolo scorso. In mostra, molti dei protagonisti del periodo, italiani e stranieri, con esponenti del cinema più popolare così come di quello d’avanguardia.

La seconda esposizione, Franco Pinna e Pier Paolo Pasolini – Viaggio al termine del Mandrione, si terrà presso la Casa del Cinema dal 10 ottobre al 30 novembre. Per la circostanza, il noto reportage realizzato da Pinna a contatto con la popolazione d’origine Rom e le prostitute della borgata romana del Mandrione (1956), capolavoro assoluto della fotografia neorealistica che per la prima volta viene presentato attraverso una cinquantina di immagini, si ritrova abbinato, con attinenza anche sorprendente per comunanza di visione, ad alcuni testi di Pasolini, tratti da una sua inchiesta giornalistica, Viaggio per Roma e dintorni, pubblicata sul settimanale “Vie Nuove” (1958).

La terza mostra, Franco Pinna – Fellini in scena!, si svolgerà all’aperto lungo Via Veneto, la leggendaria strada de La dolce vita di Fellini, in collaborazione con il I Municipio, l’Associazione Via Veneto e il sostegno di Molinari – la sambuca italiana che proprio quest’anno celebra l’80° anniversario. In Via Veneto tutta l’attenzione sarà rivolta alla figura di Fellini, colto nei momenti di lavoro e di pausa durante le riprese di film quali, fra gli altri, Fellini. A Director’s Notebook/Block-notes di un regista, Fellini Satyricon, I clowns, Roma, Amarcord, Il Casanova di Federico Fellini, oltre il già citato Giulietta degli spiriti. Ne viene fuori un Fellini di strabordante personalità e di meticolosa professionalità, secondo modi imprevedibili anche per i suoi più devoti ammiratori, istrionico nell’ammaestrare gli attori e nel governare la troupe, ma anche scanzonato nel prendersi gioco del fotografo, bravissimo a simboleggiarne il carisma in immagini folgoranti, facendo leva sulla profonda amicizia con lui stabilita.

Claudia Conte presenta l’XI edizione del Women in Cinema Award

Roma, 9 set. (askanews) – Durante la 82 Mostra del Cinema di Venezia, in un gremitissimo Italian Pavillon dell’Hotel Excelsior, grande successo per l’XI edizione di Women in Cinema Award, il premio ideato e promosso dalla giornalista e attivista culturale Claudia Conte, che celebra ogni anno le eccellenze femminili del mondo del cinema, della cultura e dell’impegno sociale, con l’obiettivo di valorizzare il talento e favorire la parit di genere nella cultura.

“Felici di aver presentato questa undicesima edizione di Women In Cinema Award, alla Mostra del Cinema di Venezia. Tante le premiate, ma anche una dedica speciale al sociale, dedicata a tutti bambini vittime delle guerre. Anche il mio personale omaggio, al maestro Giorgio Armani, che pi di ogni altro ha saputo valorizzare la forza delle donne. Noi oggi, tutti qui, a Venezia abbiamo voluto ribadire anche un messaggio forte contro la violenza sulle donne. Tutti insieme possiamo fare il vero cambiamento. “, ha sottolineato Claudia Conte

Durante la cerimonia, guidata dalla stessa Claudia Conte, sono state premiate da una prestigiosa Academy tutta al femminile protagoniste d’eccezione che, con il loro lavoro e la loro visione, hanno saputo lasciare un segno nel panorama artistico internazionale, diventando simboli di eccellenza e ispirazione.

Tra le premiate di questa edizione, che si aperta con i saluti del Direttore Artistico della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera, le attrici Anna Foglietta e Romana Maggiora Vergano, Julia Ducournau, regista Palma d’oro a Cannes, Presidente di giuria Nuovi Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, Silvio Soldini, premiato per il suo sguardo attento e sensibile nei confronti delle tematiche femminili e il costante sostegno alla parit di genere nel cinema. Premio speciale per l’impegno sociale alla Fondazione Francesca Rava che quest’anno compie 25 anni.

” sempre molto emozionante ricevere un premio poi quando viene dalle donne ancora pi importante e impattante. – questo il commento di Anna Foglietta- Questa l’undicesima edizione del Woman Cinema Award e devo dire averlo ricevuto dalle giornalisti che si occupano di cinema un riconoscimento non soltanto a quello che si come artista ma anche quello che si come donna nel mio caso donna impegnata nel laboratorio artistico della Fondazione Una nessuna centomila, con la quale cerchiamo di portare avanti un lavoro per sovvertire i paradigmi culturali contro la discriminazione di genere ai danni della donna appunto.”

“Siamo grati per questo premio per noi importantissimo soprattutto perch avviene in questi giorni che hanno visto la liberazione di 8 persone rapite ad Haiti dalla casa orfanotrofio. Tra queste noi vorremmo in modo specifico e particolare dedicarlo a Gena ,- il commento emozionante di Chiara Del Miglio ( Responsabile progetti educativi e volontari della Fondazione Francesca Rava) – una donna irlandese che dedicato e sta dedicando la sua vita agli ultimi degli ultimi. Gena da trent’anni lavora in Haiti occupandosi dei bambini e dei ragazzi disabili. La sua liberazione e quella degli altri 7 ostaggi per noi veramente la pi grande felicit che potessimo provarla e il fatto che sia venuta in questi giorni in cui questo importante premio ci viene dedicato risalta ancora di pi il ruolo fondamentale e delle donne nella societ, quindi grazie Gena e grazie per questo importantissimo premio.”

Durante l’evento si tenuto anche un panel di approfondimento sulla violenza di genere, con la partecipazione del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e della Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Femminicidio Martina Semenzato.

Presente Valeria Mantovan assessore regionale a Istruzione, Lavoro, Formazione e Pari Opportunit della Regione Veneto, Eros Mannino, il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Senatore Pietrantonio Zanettin e l’eurodeputato Francesco Torselli.

Il confronto ha posto l’accento sulla necessit di unire cultura, politica e comunicazione per combattere stereotipi, prevenire la violenza e sostenere concretamente le vittime. Un momento di alto valore civico che ha evidenziato il ruolo fondamentale del cinema e dei media nel sensibilizzare l’opinione pubblica.

WiCA stato realizzato grazie ai partner culturali: Fondazione Francesca Rava, L’Age d’or, ICFF (Italian contemporary film festival), ITTV International Forum; A2030-Social Innovation Designers; ai partner tecnici: Agatho Parfum, C10 Studios, D-STYLE, Hair Exprience – Adriano Carnovale, Eleonora Beni Couture, Veronica Parwin Milano e Silvia Zangari Beauty Studio; ai media partner: Cinecitt News, Rivista del cinematografo, FRED Film Radio, Fortune Italia, Mymovies.it, Pink Society, Global Event Magazine.

Caso Almasri, indagata la capo gabinetto del min. della Giustizia Bartolozzi

Roma, 9 set. (askanews) – Gli inquirenti della Procura di Roma hanno iscritto sul registro degli indagati il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi nell’ambito del procedimento relativo alla vicenda dell’ufficiale libico Osama Njeem Almasri, arrestato e poi rimpatriato dall’Italia. L’accusa ipotizzata è quella prevista dall’articolo 371 bis del codice penale, ovvero “false informazioni al pubblico ministero”. Il Tribunale dei ministri, nelle scorse settimane, ha inviato per la stessa vicenda alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere per il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Matteo Piantedosi e il guardasigilli Carlo Nordio.

La Spagna impone il divieto di accesso ai ministri Ben Gvir e Smotrich

Roma, 9 set. (askanews) – Il ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha annunciato oggi che il governo di Madrid ha deciso di negare l’accesso al territorio spagnolo a due membri del gabinetto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

José Manuel Albares lo ha spiegato nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, durante la quale ha indicato che il governo ha deciso di includere il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich nell’elenco ufficiale delle persone sanzionate da Israele per aver promosso l’offensiva a Gaza.

Così il governo risponde alla decisione di Israele di imporre sanzioni alla Vicepresidente del Governo e ministra del Lavoro Yolanda Díaz e alla ministra della Gioventù e dell’Infanzia Sira Rego. A entrambe sarà vietato l’ingresso in Israele.

(fonte Servimedia)

Manovra, Tajani: aiuteremo il ceto medio con il taglio dell’Irpef

Roma, 9 set. (askanews) – “Abbiamo fatto una prima riunione per valutare le cose da fare per aiutare il ceto medio a restare ceto medio. Sono due i temi: in particolare la riduzione dell’Irpef da 35 al 33% allargando la base fino a 60mila euro, detassazione degli straordinari, dei festivi e dei premi di produzione e anche delle tredicesime cosa che riguarda anche i pensionati. Poi sostegno alle imprese che reinvestono partendo dall’Ires premiale. Pensiamo che si possano trovare i soldi per la copertura della manovra attraverso un’azione forte di contrasto alla evasione e al suo recupero”. Lo ha detto il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, al termine della riunione con i vertici del partito sulla manovra.

Per il ministro degli Esteri, “un’operazione fondamentale dovrebbe essere fatta dalla Banca Centrale Europea: se abbassa il costo del denaro si abbassa anche il tasso di interesse che l’Italia paga sul debito pubblico e si tratta di diversi miliardi”.

Altro tema importante per Tajani sono i “salari” che “devono diventare più ricchi. Si sta andando nella giusta direzione e a voglio ringraziare il ministro Zangrillo per il rinnovo dei contratti nel settore della sanità con aumenti per il personale, nonostante l’ostruzionismo della Cgil”.

Da mercoledì Mattarella è in visita ufficiale in Slovenia

Roma, 9 set. (askanews) – Sergio Mattarella sarà domani e dopodomani a Lubiana per una visita ufficiale. Il Presidente della Repubblica si reca in Slovenia per la prima visita ufficiale nel Paese dopo l’elezione della presidente NataÜa Pirc Musar, incontrata già in diverse occasioni: l’ultima in febbraio, tra Gorizia e Nova Gorica, per l’inaugurazione della Capitale europea della Cultura, lo scorso dicembre a Roma e prima ancora a Brdo nell’aprile del 2024 per celebrare i 20 anni dell’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea.

La visita del Capo dello Stato inizierà domani alle 15 nella capitale Lubiana dove arriverà insieme alla figlia Laura. Alle 15.30 il primo incontro a due con la sua omologa nel Palazzo presidenziale seguito dai colloqui con le delegazioni ufficiali e da una conferenza stampa. Alle 17 l’incontro con il primo ministro Robert Golob, a seguire quello con la presidente dell’assemblea nazionale Zupancic.

La mattina seguente Mattarella incontrerà il personale dell’ambasciata d’Italia a Lubiana e i rappresentanti di altre istituzioni e della collettività italiana, quindi si sposterà a Capodistria dove il primo appuntamento del nostro capo dello stato sarà nel Collegio dei Nobili, un complesso scolastico di lingua italiana oggetto di una lunga ristrutturazione che sarà inaugurato dai due presidenti.

Dopo la cerimonia, entrambi, intorno alle 12, si recheranno nella sede della comunità italiana per incontrarne i principali rappresentanti. Nel pomeriggio, dopo il pranzo a villa Tartini e la visita in municipio, Mattarella parteciperà a una solenne riunione del Consiglio comunale di Capodistria. Ultimo appuntamento prima di partire per Roma dall’aeroporto di Ronchi, la visita alla cattedrale e l’incontro con il vescovo.

L’ultima visita di Mattarella in Slovenia risale al giugno 2016 nel corso del suo primo mandato al Quirinale. Ma l’avvenimento più rilevante nei rapporti tra i due paesi è stato nel 2020 quando il presidente della Repubblica insieme al suo omologo sloveno Borut Pahor si è recato alla foiba di Basovizza e poi al monumento dei caduti sloveni davanti al quale si sono tenuti per mano per simboleggiare la fine di quel tragico capitolo della storia.

Roma e Lubiana hanno oggi una cooperazione diversificata in molti settori, incluso quello militare e di polizia con una interazione non solo tra le Istituzioni, ma anche tra i sistemi produttivi, le organizzazioni accademiche, culturali, scientifiche. Senza considerare l’adesione comune all’Unione Europea e alla NATO. Dal rinnovo dei vertici istituzionali sloveni nel 2022 ci sono stati incontri con il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e la prima visita ufficiale a Roma della Presidente della Repubblica di Slovenia, NataÜa Pirc Musar, che è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questi incontri hanno rilanciato e rafforzato in maniera significativa le relazioni bilaterali tra Roma e Lubiana.

Casa, Fimaa protagonista del Re Key Italy 2025

Roma, 9 set. (askanews) – Fimaa Italia sarà uno dei protagonisti del Re Key Italy 2025, la tre giorni dedicata al real estate globale, investimenti strategici e potere istituzionale, con cui Fiabci vuole rafforzare il confronto tra leader immobiliari, innovatori tecnologici, investitori istituzionali e decisori pubblici. L’evento prende il via domani a Roma e Maurizio Pezzetta – delegato Fimaa, presidente di Fimaa Roma e Lazio e Vicepresidente di Fiabci Italia – interverrà al panel di apertura dal titolo Cross-Border Business: The Role of Associations che si svolgerà a partire dalle 15 presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

Il panel è moderato dal presidente della Fiabci, Antonio Campagnoli. Assieme al vicepresidente vicario di Fimaa Italia, parteciperanno Paulo Barros Trindade, Presidente di Tegova; Federico Filippo Oriana, Presidente di Aspesi; Giuseppe Gabriele Mazzetta, Presidente di Assogentile; Laura Rocca, presidente di Cobaty Italia; Massimiliano Pulice, presidente di Rics Italia; Luke Brucato, presidente di Isivi; Angelo Donato Berloco, Presidente di & Co-Founder E-Valuations.

Per l’impegno svolto all’interno della Fimaa e della Fiabci, Maurizio Pezzetta verrà quindi insignito del premio “Leadership & Support” 2025, l’onorificenza verrà conferita nel corso della Networking Dinner che si terrà giovedì 11 settembre alla Lanterna di Roma.

“Fimaa è convinta che il mercato immobiliare sia, oggi più che mai, globale – commenta Pezzetta. – Per questo, sosteniamo la cooperazione internazionale e promuoviamo standard professionali condivisi, indispensabili per creare fiducia e trasparenza. Intendiamo costituire ponti tra professionisti e mercati diversi, in modo che ciascun operatore possa muoversi a livello internazionale con competenza e sicurezza. Grazie alla partnership con FIABCI – prosegue il Presidente Pezzetta, – come FIMAA abbiamo creato connessioni dirette tra operatori italiani e investitori stranieri, in particolare nei settori del residenziale, del turistico e della rigenerazione urbana. Ma non ci limitiamo a facilitare operazioni immobiliari, vogliamo intensificare lo scambio di esperienze e visioni, per arricchire le competenze dei nostri professionisti e rafforzare il ruolo dell’Italia come destinazione privilegiata per gli investimenti internazionali”.

Fondata a Parigi nel 1951, Fiabci è una federazione internazionale presente oggi in 83 nazioni e riconosciuta con status consultivo presso le Nazioni Unite. Con la sua attività, promuove lo sviluppo sostenibile delle città, l’adozione di standard internazionali e il dialogo tra real estate, finanza, istituzioni e mondo accademico. Riunisce oltre 180 membri e rappresenta migliaia di professionisti, imprese e associazioni del settore immobiliare a livello globale. In Italia, Fiabci è rappresentata dal Capitolo Italiano, di cui Fimaa è Principal Member ed è stata tra i fondatori sin dagli anni ’50, rafforzando il legame storico e istituzionale tra la Federazione e la rappresentanza italiana degli agenti immobiliari.

Caffo (Telefono Azzurro): l’AI una sfida, va governata per bambini

Reggio Emilia, 9 set. (askanews) – L’arrivo prepotente dell’intelligenza artificiale ” in parte una grande occasione, ma va governata”. Per questo “credo che gli adulti e i ragazzi insieme debbano affrontare questa sfida”. Lo ha detto il neuropsichiatra e presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unit a Reggio Emilia, parlando dell’intelligenza artificiale.

“L’arrivo prepotente dell’intelligenza artificiale in parte una grande occasione, ma va governata. Va governata pensando anche allo sviluppo di questo strumento che va non solo conosciuto, ma gestito con molta attenzione”, ha spiegato Caffo. “Da una parte occorre evitare che i bambini troppo piccoli accedano a questo strumento. Bisogna far s che i ragazzi possano avvicinarsi a questo strumento, conoscerlo, gestirlo e anche costruire insieme al mondo degli adulti delle proposte”.

Il presidente di Telefono Azzurro ha messo in guardia sui rischi: “Come il cambiamento delle immagini, creare talvolta degli scherzi e forme di bullismo che possono danneggiare dei ragazzi e bambini adolescenti. C’ da fare un gran lavoro educativo. Occorre avere delle regole nuove costruite tra istituzioni e mondo delle aziende, perch certi limiti vanno definiti”, ha aggiunto.

Sul divieto del cellulare a scuola, Caffo ha precisato: “Il nostro sforzo quello di far s che i ragazzi possano usare questi strumenti, essere responsabili di loro stessi, usarli per quello che necessario, non essere attratti dagli algoritmi. Il problema di governare questi processi con grandissima attenzione del mondo degli adulti”.

Zelensky: un raid russo ha ucciso 20 persone in fila per la pensione

Roma, 9 set. (askanews) – “Un brutale e selvaggio” attacco aereo russo sull’insediamento rurale di Yarova, nella regione di Donetsk, ha provocato la morte di oltre 20 persone. Lo rende noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. “Direttamente sulla gente. Persone comuni. Proprio nel momento in cui venivano erogate le pensioni. Secondo le prime informazioni, più di 20 persone sono state uccise. Non ci sono parole… Le mie condoglianze a tutte le famiglie e ai cari delle vittime”, scrive Zelensky.

“Attacchi russi di questo tipo non devono essere lasciati senza una risposta adeguata dal mondo. I russi continuano a distruggere vite umane, evitando nuove sanzioni severe e nuovi duri colpi. Il mondo non deve rimanere in silenzio. Il mondo non deve rimanere inerte. È necessaria una risposta dagli Stati Uniti. È necessaria una risposta dall’Europa. È necessaria una risposta dal G20. Sono necessarie azioni forti per far sì che la Russia smetta di portare morte”.

FT: "La Francia è la nuova periferia, secondo gli investitori"

Roma, 9 set. (askanews) – “La Francia è la nuova periferia”. E’ una delle frasi di analisti citati dal Financial Times – in questo caso Kevin Thozet, del gruppo di gestione patrimoniale Carmignac – sugli aumenti dei tassi di interesse sul debito pubblico dell’Esagono, che hanno accompagnato le tensioni sulla tenuta del governo fino alla bocciatura al voto di fiducia ieri.

Al 3,49%, i rendimenti sui titoli pubblici decennali della Francia sono ben al di sopra del 3,37% di quelli della Grecia e si avvicinano al 3,52% dei Btp analoghi dell’Italia, rileva il quotidiano, Paesi tradizionalmente indicati come periferia dell’area euro, appunto, in termini di tassi di mercato, come Spagna o Portogallo. Gli sviluppi di politica interna e l’apparente stallo potrebbero sfociare in nuovi declassamenti di rating. Lo scorso dicembre Moody’s ha abbassato le sue valutazioni sulla Francia. Venerdì un possibile aggiornamento è atteso da Fitch – che attualmente le assegna un valore ‘AA-‘ con orientamento negativo – e successivamente anche S&P potrebbe rivedere le sue valutazioni.

“La Francia sarà il ‘ragazzo difficile’ sul mercato obbligazionario per i prossimi 18 mesi”, secondo David Zahn, della Franklin Templeton, pronosticando volatilità. Un riferimento al fatto che il mandato dell’attuale presidente francese, Emmanuel Macron, scadrà nella primavera del 2027. Saltato Bayrou, sarà sempre lui a scegliere il nuovo premier, ben il quinto della sua seconda presidenza.

“Quello che oggi vediamo è la migrazione della Francia nella categoria periferia, a meno che la politica di bilancio non venga aggiustata in tempi brevi”, sostiene Tomasz Wieladek, di T Rowe Price citato sempre dal FT. “Difficile vedere un esito positivo”, osserva Maya Bhandari, di Neuberger Berman.

Il problema (che non viene menzionato dal Ft) è che il piano di risanamento che era stato approntato dal governo appena sfiduciato faceva leva in ampia misura su correzioni che avrebbero dovuto essere sobbarcatate da esecutivi futuri. Prevedeva misure particolarmente impopolari, tra cui l’eliminazione di due festività nazionali. E non avendo i macronisti la maggioranza, si fatica a capire come cambiando semplcemente timoniere possano cambiare gli esiti.

Peraltro il risanamento dovrebbe avvenire mentre si aumentano le spese su difesa e armamenti al 5% del Pil, come previsto dagli accordi del patto Atlantico. Intanto i valori chiave del bilancio francese continuano ad appesantirsi. All’inizio del primo mandato di Macron, nel 2017, il rapporto tra debito pubblico e Pil era al 101%, sul 2026 è atteso al 118%. E secondo le stime del Fmi raggiungerebbe il 130% nel 2023.

Finora la bocciatura del governo Bayrou ha ricevuto una accoglienza senza strappi sui mercati. A metà seduta la Borsa di Parigi guadagna lo 0,40% mentre i tassi sugli Oat decennali sono poco mossi al 3,48%, pagando un differenziale (spread) di 74 punti base rispetto ai Bund tedeschi equivalenti.

Tommaso Paradiso torna dal vivo e porta nuova musica

Milano, 9 set. (askanews) – Tommaso Paradiso sorprende il suo pubblico con un doppio annuncio che segna l’inizio di un nuovo importante progetto: il ritorno dal vivo con un attesissimo tour nei palazzetti in programma ad aprile 2026 prodotto da Live Nation, e nuova musica con il singolo “Lasciamene un po’” da questo venerdì 12 settembre su tutte le piattaforme digitali e in radio accompagnato dal videoclip su YouTube per Columbia Records – Sony Music Italy, già disponibile in presave.

A distanza di due anni dal suo ultimo progetto discografico, “Lasciamene un po’” – prodotto da Simonetta – arriva di petto e conferma lo stile inconfondibile di Paradiso: una scrittura unica, sempre attuale con una vena nostalgica, capace di trasformare scene quotidiane in immagini universali. Le sonorità, estremamente identitarie, uniscono il calore degli anni ’80 a un pop contemporaneo diretto e immediato tra synth, chitarre e ritmi incalzanti, per un brano romantico, incisivo ed estremamente coinvolgente.

Il tour nei palasport – occasione per ascoltare dal vivo nuova musica e grandi successi di Tommaso Paradiso – toccherà tutta Italia nella primavera del 2026: in partenza dal Palazzo dello Sport di Roma il 18 aprile, arriverà poi all’Unipol Forum di Milano il 22 aprile, all’Inalpi Arena di Torino il 23 aprile, all’Unipol Arena di Bologna il 25 aprile, alla Kioene Arena di Padova il 26 aprile, al Mandela Forum di Firenze il 28 aprile e al Palapartenope di Napoli il 30 aprile.

Conte: il governo chiarisca sui soldati israeliani in vacanza in Italia

Roma, 9 set. (askanews) – “Noi abbiamo chiesto dei chiarimenti al Governo che devono essere assolutamente forniti in trasparenza”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a San Benedetto del Tronto, commentando la notizia dei soldati israeliani in vacanza nelle Marche.

A giudizio dell’ex presidente del Consiglio “la cosa più importante è sapere se c’è stato un accordo, canali diplomatici, se sono state attivate le vie governative, di contatto fra governi, per ospitare questi soldati, che sarebbe del tutto inopportuno. Quindi bisogna vedere a che titolo sono venuti, privatamente, senza voler perseguitare nessuno, singoli cittadini stranieri. Ma ecco, è importante il ruolo del nostro governo giocato in questa partita”, ha concluso Conte.

Marche, Conte: non faccio pronostici, spero buon risultato coalizione

Roma, 9 set. (askanews) – “Io pronostici non ne voglio fare, voglio semplicemente invitare ai cittadini ad andare a votare, comunque: la cosa più importante è la partecipazione, per dare una buona qualità della nostra democrazia. Mi auguro sicuramente un buon risultato, non tanto per il Movimento quanto per l’intera coalizione”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a San Benedetto del Tronto.

“Noi abbiamo lavorato tantissimo – ha rivendicato l’ex presidente del Consiglio – con grande generosità anche per questo progetto. Come sapete abbiamo sostenuto Ricci anche quando c’è stata la notizia sopravvenuta dell’avviso di garanzia, l’abbiamo valutata con grande serenità, con grande linearità e lealtà. Abbiamo assunto una corresponsabilità in questo progetto, ci sentiamo pienamente partecipi e siamo convinti di poter fare un buon risultato”.

Per Conte “quel che conta sono i progetti per i cittadini. Qui c’è tanto da fare, abbiamo 150mila marchigiani che hanno rinunciato alle cure. Pensate: i soldi che abbiamo portato del Pnrr, un capitolo così importante com quello della sanità, delle prestazioni sanitarie, hanno speso soltanto il 20 per cento. Stanno buttando soldi e ormai siamo in dirittura finale. C’è tanto da fare anche per le infrastrutture viarie e tantissimi altri progetti, nel segno sempre della giustizia sociale. Perché una comunità non può andare avanti se si presta ossequio, omaggio, e si fanno sempre gli interessi dei soliti noti: gruppi imprenditoriali amici, gruppi di potere, banche. Dobbiamo pensare a tutti i cittadini”, ha concluso il leader del M5S.

Reclutamento con finalità di terrorismo, arrestato un estremista islamico

Milano, 9 set. (askanews) – All’alba di questa mattina la Polizia di Stato, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, ha eseguito una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari ristretti disposta dal GIP presso il Tribunale di Brescia nei confronti di un trentasettenne cittadino del Bangladesh residente nella Provincia mantovana, ritenuto responsabile del compimento di attività, penalmente rilevanti ai sensi dell’art. 270 quater co. II del c.p., di arruolamento per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo.

L’attività investigativa, condotta dalle D.I.G.O.S. di Brescia e di Genova, con la collaborazione della DIGOS di Mantova, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione / U.C.I.G.O.S., discende dalle articolate evidenze investigative emerse dall’analisi del dispositivo dell’indagato effettuata dalla DIGOS di Genova nel contesto di altra attività di indagine, culminata nella recente condanna in via definitiva di un giovane per il delitto di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo, segnatamente l’associazione terroristica Tehrik e Taliban Pakistan (TPP), ramificazione di Al Qaeda.

In particolare, grazie alle evidenze investigative, si è rilevato come tale giovane fosse stato indottrinato proprio dall’odierno indagato, che ne carpiva la fiducia, interessandosi della sua storia personale, della sua fede e della sua cultura in materia; nonostante il ragazzo gli avesse confessato di non avere frequentato una scuola Coranica ma di leggere testi dello scrittore Ali Jaber al Fayfi (già attivista di Al Qaeda), l’indagato gli assicurava di disporre di tanti “libri religiosi” per i ragazzi giovani, offrendosi di spedirglieli.

Riparte l’avventura musicale di X Factor: da giovedì 11 settembre

Milano, 9 set. (askanews) – Riparte l’avventura musicale di X Factor: da giovedì 11 settembre, su Sky e in streaming su NOW, prende ufficialmente il via X Factor 2025. Come da tradizione, si parte con la fase dei casting e con le Audizioni degli aspiranti concorrenti: il primo step di un percorso lungo e appassionante che si concluderà anche quest’anno con una finalissima che sarà nuovamente un grande show di piazza, in diretta da Piazza del Plebiscito a Napoli: dopo il grande successo di un anno fa, con la straordinaria e indimenticabile festa per la finale della scorsa stagione che ha incoronato Mimì Caruso, anche l’atto decisivo di #XF2025, il prossimo 4 dicembre, sarà un evento gratuito e co-organizzato con il Comune di Napoli, in uno dei luoghi più scenografici, incantevoli e ammirati d’Italia.

A guidare la nuova edizione dello show Sky Original prodotto da Fremantle sarà ancora una volta Giorgia, artista tra le più amate della scena italiana, riconfermata alla conduzione dopo la sua applauditissima prima stagione. Con la sua sensibilità, la sua empatia e la sua presenza costante in backstage, sarà ancora una volta il punto di riferimento per tutti quelli che si affacceranno per la prima volta a un palco tanto importante. La sua voce non sarà solo quella delle canzoni, ma anche quella che incoraggia, sostiene, raccoglie emozioni.

Il tavolo dei quattro giudici di questa edizione – che come sempre si pone come obiettivo quello di scoprire, nutrire fino ad “accendere il talento”, proprio come recita il claim di quest’anno – ha una formazione inedita e accoglie Achille Lauro, Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi. Novità di stagione è Francesco Gabbani, al suo esordio assoluto in un talent show: cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, sei album in studio, 13 dischi di platino e 4 d’oro; ha trionfato due volte al Festival di Sanremo (primo artista nella storia del Festival a vincere per due anni consecutivi prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Big); con oltre 700 milioni di visualizzazioni su YouTube, ha firmato canzoni per icone come Mina, Adriano Celentano e Ornella Vanoni, ha composto colonne sonore originali e il prossimo 1° ottobre sarà protagonista con un atteso live all’ Arena di Verona. Con lui i tre che avevano fatto il loro esordio assoluto nella giuria dello show a #XF2024: Achille Lauro, una delle personalità più interessanti della scena artistica italiana di oggi con la sua inconfondibile identità, da protagonista del mondo urban-street è diventato rapidamente icona glam, punk-rocker, pop star e autore capace di smantellare ogni stereotipo, sempre pronto a rinnovarsi e a muoversi con naturalezza tra generi ed epoche nel mondo della musica, del fashion e dell’arte; Jake La Furia, artista sorprendente e multicanale, rapper dalla carriera lunga quasi 25 anni, con i Club Dogo prima e da solista poi, prima di un’attesissima reunion – avvenuta proprio nel gennaio 2024 dopo 10 anni – che ha portato il gruppo a riempire palazzetti e stadi in un tour di straordinario successo; Paola Iezzi, cantautrice, musicista, produttrice discografica e deejay, nota per i suoi successi nel duo Paola & Chiara, con cui ha pubblicato 8 album in studio, 4 album internazionali e 3 raccolte, tornato – dopo Sanremo 2023, dove erano in gara con la hit Furore – protagonista assoluto della scena pop italiana, che continua oggi a dominare classifiche e dancefloor.

A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara a cui dovranno trasmettere quel qualcosa in più, un vero “X Factor Touch”, per accendere il talento. E lo faranno – proprio a partire dall’11 settembre tutti i giovedì su Sky e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; dal 16 settembre ogni martedì in chiaro alle 21:30 su TV8, al tasto 8 del telecomando – tramite un percorso di selezione, sempre sul palco dell’Allianz Cloud di Milano, che quest’anno si rinnova profondamente. Si parte con le tre serate di Audition che saranno, come sempre, uno spaccato di musica, sogni e prime volte. I concorrenti dovranno conquistare almeno tre sì per accedere alla fase successiva. Poi sarà il momento dei Bootcamp, due serate ad alta tensione e dal meccanismo totalmente modificato: i giudici – che saranno ancora tutti e quattro al tavolo insieme – ascolteranno nuovamente i concorrenti selezionati al primo step e, per farli avanzare, da quest’anno dovranno trovare un accordo unanime. Niente maggioranze: solo quattro sì netti potranno aprire le porte del turno successivo; se l’accordo non si trova, si apre la possibilità di confronti, decisioni in standby e colpi di scena. In più ogni giudice, anche all’ultimo, può decidere di giocarsi la potentissima carta dell’X Pass per cambiare il destino di un concorrente e portarlo con sé: indipendentemente dall’esito del giudizio al tavolo, infatti, con l’X Pass il concorrente sarà sicuro di accedere al livello successivo e di poterlo fare nella squadra di quello stesso giudice. Gli artisti che avranno ricevuto i 4 giudizi favorevoli oppure l’X Pass arriveranno quindi allo step decisivo delle Last Call, l’ultima e la più dura delle fasi prima dei Live. Anche qui il meccanismo cambierà completamente, e torneranno per questo step le iconiche sedie e i temutissimi switch: ogni giudice dovrà scegliere solo tre artisti per comporre la propria squadra definitiva, e ognuno dei cantanti che promuoverà post esibizione potrà sedersi su una delle tre sedie presenti sul palco fino a quando non saranno occupate tutte, perché in tal caso inizieranno gli switch e ogni posto sarà “in bilico” fino all’ultimo. Anche in questo caso, il margine per i ripensamenti sarà minimo: si entra ai Live o si esce definitivamente.

A questo punto, terminato il percorso di selezione, i quattro giudici avranno formato le rispettive squadre formate da tre concorrenti ciascuno che, a partire da giovedì 23 ottobre sempre su Sky e NOW, saranno pronti ad affrontare i Live Show, le puntate in diretta dal Teatro Repower di Milano. Manche dopo manche gli artisti in gara potranno farsi conoscere dal pubblico e giudicare dalla giuria, creando un appassionante e spettacolare percorso lungo 7 settimane che si concluderà anche quest’anno in Piazza del Plebiscito a Napoli, dopo il successo dello scorso anno in termini di partecipazione all’evento in piazza che ha fatto da corollario al successo di ascolti (la finale più vista delle ultime quattro stagioni). Proprio lì, in quella che è una delle piazze più grandi d’Italia nonché la suggestiva e magica sede di eventi di livello internazionale, giovedì 4 dicembre verrà proclamato il vincitore di questa edizione.

A raccontare tutto questo ci sarà come sempre una narrazione immersiva che abbraccia palco e retroscena, audizioni e confessionali, urgenze artistiche e fragilità umane. Non si ascolta solo la musica: si ascoltano i percorsi, le trasformazioni, le prese di coscienza. Si assiste, passo dopo passo, alla nascita di un’identità. X Factor 2025 è pronto a tornare. E con lui, torna il palco che può cambiare tutto. Perché da quest’anno più che mai, X Factor accende il talento.

EssilorLuxottica: accordo coi sindacati, accelera su settimana corta

Milano, 9 set. (askanews) – EssilorLuxottica sigla un nuovo accordo con i sindacati in Italia e accelera l’adozione delle settimane corte in azienda con un test su un intero sito produttivo. Al via anche le sperimentazioni delle prime produzioni di componenti per dispositivi wearable in Italia.

EssilorLuxottica e le segreterie nazionali, i coordinatori nazionali e il coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno, infatti, firmato un accordo programmatico per coordinare azioni e risorse volte allo sviluppo e alla competitività delle fabbriche italiane. Tra le principali novità introdotte dal nuovo accordo è l’ulteriore evoluzione del modello di organizzazione del lavoro a settimane corte introdotto con successo più di due anni fa dal contratto integrativo aziendale 2024-26, che prevede 20 giorni di riposo aggiuntivi l’anno, tipicamente i venerdì, a parità di stipendio. L’obiettivo, a partire dal 1 gennaio 2026, è estendere per la prima volta il modello a un intero sito produttivo, permettendo a tutto il personale di beneficiare di 20 settimane di quattro giorni lavorativi senza alcuna riduzione retributiva. Il nuovo modello permetterà una maggiore efficienza produttiva, un’ottimizzazione dei tempi di lavoro e un positivo impatto ambientale in particolare nei consumi energetici.

In questo contesto, l’accordo prevede il comune intento tra le parti di rafforzare la componente legata all’eccellenza della produzione nei meccanismi di incentivazione dei lavoratori e nel calcolo del premio di risultato annuale, per rendere condivisa e partecipata la strategia di sviluppo industriale del gruppo nel Paese. Le parti hanno infine concordato la possibilità di avviare progetti pilota per la produzione in Italia di componenti per dispositivi wearable e di avviare percorsi di stabilizzazione a tempo indeterminato di lavoratori potenzialmente impiegati anche in questo innovativo settore.

“Crediamo nell’importanza di sviluppare nuovi modelli che, attraverso una diversa gestione del tempo, favoriscano contemporaneamente la qualità della vita e la qualità del lavoro”, ha commentato Francesco Milleri, presidente e AD di EssilorLuxottica. “Lo facciamo valorizzando le competenze straordinarie già presenti nelle nostre fabbriche italiane e favorendo al tempo stesso la nascita di nuove professionalità. È un impegno che va oltre l’azienda e rappresenta un contributo al sistema di innovazione dell’intero Paese”.