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Ex Ilva, Landini: Meloni convochi subito tavolo a Palazzo Chigi

Roma, 4 dic. (askanews) – “La presidente del Consiglio deve convocare subito i sindacati a Palazzo Chigi, fermare il piano di chiusura degli impianti ex Ilva e mettere le risorse necessarie per dare continuità agli impianti produttivi”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nella giornata dello sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici proclamato oggi a Genova dai sindacati per la vertenza ex Ilva.

“Dal ministro Urso – prosegue il leader della Cgil – non sono arrivate risposte adeguate. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono solamente di poter continuare a lavorare e il nostro Paese non può permettersi di perdere un altro pezzo d’industria in un settore, peraltro strategico, come quello siderurgico”.

“Oggi – conclude Landini – dai metalmeccanici e dalla città di Genova è arrivata una risposta straordinaria in termini di partecipazione allo sciopero generale e di solidarietà. La Cgil è al loro fianco e sostiene tutte le iniziative di mobilitazione in corso in tutti i territori del gruppo dell’ex Ilva e andremo avanti insieme per impedirne la chiusura”.

Gianluca Grignani torna live nel 2026 a Milano e Roma

Milano, 4 dic. (askanews) – Nel 2026 Gianluca Rrignani tornerà sulle scene live con Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll, due imperdibili concerti in programma il 25 maggio 2026 all’Alcatraz di Milano e il 27 maggio 2026 all’Atlantico di Roma.

I biglietti saranno disponibili in prevendita su Ticketone.it e su Ticketmaster.it dalle ore 14.00 di domani, venerdì 5 dicembre.

Info su www.tridentmusic.it.

L’elettrico cantautore torna a calcare le scene live con l’energia e la grinta che da sempre lo contraddistinguono per presentare per la prima volta dal vivo i brani che saranno contenuti nell’album di inediti di prossima uscita.

In scaletta non mancheranno anche le canzoni che hanno segnato la sua trentennale carriera e la storia della musica italiana, da “La mia storia tra le dita” a “Destinazione Paradiso”, da “La fabbrica di plastica” a “Quando ti manca il fiato”, da “Falco a metà” a “Cammina nel sole”.

Ad ospitare i live saranno due dei più importanti club italiani che consentiranno agli spettatori di stare a stretto contatto con uno dei protagonisti più originali e carismatici del panorama musicale italiano, un cantautore pluripremiato, con 5 milioni di dischi venduti e che oggi vanta oltre 5.700.000 ascoltatori mensili su Spotify.

I live Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll sono prodotti e organizzati da Trident Music, la stessa agenzia che nel 1996 accompagnò gli esordi di Grignani curando il suo primo tour, Fabbrica di plastica tour. A trent’anni di distanza, il ritorno dell’artista in Trident assume il valore di un passaggio simbolico e di forte significato storico: una nuova collaborazione che riprende un percorso iniziato insieme e che oggi, con rinnovata visione ed energia, si apre a un nuovo capitolo della sua carriera. La società fondata e diretta da Maurizio Salvadori è orgogliosa di tornare al suo fianco per dare forma a questa nuova fase artistica.

Formula1, Hamilton: "Prego perché le cose migliorino nel 2026″

Roma, 4 dic. (askanews) – Un’ultima chance per evitare di chiudere il campionato senza un podio all’attivo nei GP: Lewis Hamilton si appresta a chiudere un primo anno da pilota Ferrari a dir poco avaro di soddisfazioni. Il sette volte iridato di fronte alla scarsa competitività della SF-25 ha supportato la decisione del team principal Frederic Vasseur di fermare presto lo sviluppo della vettura 2025.

“Avevamo messo in conto di essere in difficoltà a fine stagione, ma sta andando peggio del previsto – ha spiegato Hamilton – io comunque ero tra quelli che ha spinto Vasseur a interrompere presto lo sviluppo della SF-25 perché non potevamo permetterci di rimanere indietro sulla vettura 2026 dato che non eravamo nella posizione di poterci giocare il campionato”.

Il pilota della Ferrari non si è sbilanciato su chi vincerà il titolo: “Essere il cacciatore è sempre più facile rispetto a essere la preda perché hai un riferimento e non hai nulla da perdere”. La speranza di Hamilton in ottica 2026 è trovarsi tra le mani una vettura lontana parente da questa generazione che lo ha visto faticare oltremodo sin dal 2022: “Questa generazione di vetture è stata la peggiore che io abbia mai guidato, sto pregando perché le cose migliorino nel 2026”.

Milano-Cortina, Fiamma Olimpica a Roma accompagnata da Paolini

Roma, 4 dic. (askanews) – La Fiamma Olimpica dei Giochi di Milano-Cortina 2026, custodita in una lanterna protettiva, è in Italia. È arrivata a Roma, all’aeroporto Fiumicino, a bordo di un charter Ita Airways. È stata la campionessa di tennis, oro olimpico nel doppio a Parigi 2024, Jasmine Paolini a prendere il simbolo olimpico per eccellenza questa mattina, ad Atene, allo stadio Panathinaiko, durante la cerimonia per il passaggio della fiamma da Atene a Roma.

Ed è stata Paolini a scendere le scalette del volo charter sulla pista di Fiumicino per presentare alla stampa la Fiamma Olimpica, accompagnata dal presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giavanni Malagó, insieme al Sindaco di Milano, Beppe Sala, il Sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, dall’amministratore delegato di Milano-Cortina, Andrea Varnier, e dal presidente del CONI, Luciano Buonfiglio.

Ora la Fiamma raggiungerà il Quirinale per la consegna ufficiale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La lanterna riposerà questa notte nel palazzo presidenziale mentre domani mattina, alle 11 si terrà la cerimonia ufficiale di accensione del sacro fuoco che rimarrà tutto il giorno in piazza aperta al pubblico. Sarà presente anche la premier Giorgia Meloni.

Nel momento esatto dell’accensione dal braciere alla torcia, le Frecce Tricolori sorvoleranno i cieli della Capitale.

Sabato, 6 dicembre, alle 9.20 partirà ufficialmente il viaggio della Fiamma Olimpica, dallo Stadio dei Marmi. Il primo tedoforo sarà il nuotatore Gregorio Paltrinieri. Nella capitale viaggerà per 33 km, attraversando i luoghi più iconici di Roma, da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro, Colosseo e Campidoglio accompagna da circa 160 tedofori. Tra gli altri anche Matteo Berrettini, Max Biaggi, Achille Lauro e Andrea Bargnani. L’arrivo per la tappa di Roma è in programma a piazza del Popolo, la sera di sabato, alle 19.30.

Sostenibilit MRO, confronto tra RS, Schneider Electric e Adare Pharma

Milano, 4 dic. (askanews) – In uno scenario in cui le aziende italiane stanno trasformando la gestione degli acquisti indiretti da funzione operativa a leva strategica, anche in vista del raggiungimento degli obiettivi ESG, la scelta del distributore di servizi MRO (Manteinance, Repair and Operations) diventa un fattore rilevante per supportare la decarbonizzazione, ottimizzare la supply chain e garantire trasparenza lungo tutta la catena del valore. Questo il tema al centro dell’evento “Il Futuro Sostenibile: pi valore nella filiera, pi attrattivit per i clienti”, organizzato a Milano da RS Italia, distributore di prodotti e soluzioni MRO per l’industria.

“Il mondo MRO, ossia il mondo del procurement dei materiali indiretti – ha detto ad askanews Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia – un mondo molto complesso, variegato come bisogno di servizi e di prodotti, e quindi un mondo che genera anche molte inefficienze nell’accedere a questa offerta. Il nostro ruolo come RS anche quello di consolidare la domanda di MRO e servire in maniera pi efficiente, pi efficace le nostre aziende riducendo anche quello che l’impatto ambientale”.

La tavola rotonda ha rappresentato un momento di confronto sul ruolo della distribuzione industriale come abilitatore della sostenibilit, e ha visto la partecipazione di Schneider Electric, azienda globale attiva nell’automazione e nella gestione dell’energia, e Adare Pharma Solutions, impresa specializzata nella produzione farmaceutica.

“Noi – ci ha detto Giancarlo Terzi, Vice President Power Products di Schneider Electric – offriamo soluzioni, offriamo software, offriamo sistemi che supportano la lotta contro il cambiamento climatico. E lo facciamo con un ecosistema di partner, partner che sono fornitori, partner che sono utilizzatori, partner che realizzano i sistemi che sono propedeutici a far funzionare la nostra vita quotidiana e tutto quello che gira intorno a noi. Questo lo facciamo con questo ecosistema, trasformiamo la nostra visione in realt. Siamo una ditta che impatta sulla sostenibilit”.

“Per noi – ha aggiunto Armando Pedoto, Senior Vice President Italy di Adare Pharma Solutions – fondamentale ridurre l’impatto ambientale del nostro business e creare una cultura sostenuta da valori etici legati all’inclusione. Per noi il procurement sostenibile una parte essenziale della nostra strategia per ridurre i consumi, ridurre le emissioni in atmosfera e rendere il nostro business pi sostenibile”.

L’evento stato inoltre l’occasione per presentare il nuovo Rapporto di Sostenibilit 2024/2025 di RS Italia, che documenta l’impegno all’insegna di una strategia ESG articolata su quattro pilastri chiave: promuovere la sostenibilit, dare pi potere alle persone, sostenere i giovani e le comunit e fare impresa in modo responsabile.

Elicottero precipita in Valtellina: un morto e tre feriti

Milano, 4 dic. (askanews) – Un elicottero privato è precipitato questa mattina in Valtellina. Il bilancio dell’incidente, avvenuto alle 8:40 di questa mattina nel territorio comunale di Lanzada, in Valmalenco, è di un morto e tre feriti tra le persone a bordo. Lo riferiscono i vigili del fuoco intervenuti sul luogo dell’incidente, evidenziando che le persone rimaste ferite sono state soccorse e affidate al personale sanitario, mentre sono in corso del operatori di recupero del corpo della persona deceduta.

L’Inail: in 10 mesi infortuni sul lavoro +1,2% e 896 casi mortali

Roma, 4 dic. (askanews) – Le denunce di infortunio sul lavoro, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail nei primi dieci mesi dell’anno sono state 497.341 in aumento dell’1,2% rispetto alle 491.439 di gennaio-ottobre 2024. I casi mortali denunciati sono stati 896 contro 890 (+0,7%). Il confronto con i primi 10 mesi del 2024, al netto degli studenti, evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni pari allo 0,2% e un aumento dei decessi dello 0,5%. Per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+2,8%) e dei casi mortali (+3,9%).

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento ottobre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), l’Inail evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.688 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di ottobre 2019 alle 1.449 del 2025, con un calo del 14,2%. Rispetto a ottobre 2024 la riduzione è dello 0,8% (da 1.460 a 1.449). In aumento del 10,2% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 81.494.

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail tra gennaio e ottobre sono state 350.849 rispetto alle 350.074 dello stesso periodo 2024 (+0,2% e dello 0,4% rispetto al 2020); in riduzione del 2% rispetto al 2023, del 25,9% sul 2022, del 2% sul 2021 e del 9,9% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica. L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,8% del 2019 all’81% del 2025 (è stata dell’81,4% nel 2024). L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-2%) e un aumento al Centro (+3%), nelle Isole (+1,5%), nel Nord-Est (+0,2%) e al Sud (+0,1%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro ottobre sono state 652, tre in più rispetto alle 649 registrate nel 2024 e una in più rispetto al 2019; 17 in meno sul 2023, due in meno sul 2022; 163 in meno sul 2021; 206 in meno rispetto al 2020. Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 135 a 152) e nel Nord-Est (da 143 a 149) e decrementi nel Nord-Ovest (da 171 a 163), al Centro (da 125 a 122) e nelle Isole (da 75 a 66). Aumentano le denunce dei lavoratori italiani (da 500 a 507), in calo quelle degli stranieri (da 149 a 145).

Per quanto riguarda gli infortuni in itinere, tra gennaio e ottobre sono stati 82.101 in aumento del 2,8% rispetto ai 79.842 del 2024. Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) sono state 237, nove in più rispetto alle 228 del 2024. Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro ottobre sono state 64.391, in aumento del 4,7% rispetto alle 61.523 del 2024. Delle oltre 64mila denunce di infortunio, 1.512 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,9% rispetto al 2024.

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 12,9% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+4,6% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+4,7%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale, +7,1% sul 2024). I casi mortali denunciati all’Inail sono sette contro i 13 del 2024.

Spiegel rivela la call dei leader Ue: non lasciamo Zelensky solo con questi tizi Usa

Roma, 4 dic. (askanews) – “Non dobbiamo lasciare l’Ucraina e Volodymyr (Zelensky, ndr) da soli con questi tizi” Usa: sarebbero le parole pronunciate durante una conference call dei leader Ue, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, rivelate dal settimanale tedesco Der Spiegel, che ha ottenuto una trascrizione inedita dell’evento, la quale “dimostra quanta poca fiducia l’Europa abbia in Washington”.

Secondo un verbale di una conference call ottenuto da Der Spiegel, Merz e Macron avrebbero entrambi usato parole non lusinghiere verso gli Usa in una conversazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e diversi altri importanti leader europei per avvertire che gli Stati Uniti potrebbero tradire l’Ucraina e l’Europa.

“C’è il rischio che gli Stati Uniti tradiscano l’Ucraina sul territorio senza chiarezza sulle garanzie di sicurezza”, avrebbe affermato Macron secondo le annotazioni in lingua inglese della call ottenute da Der Spiegel. C’è, ha detto, “un grande pericolo” per Zelensky.

Secondo il documento, Merz avrebbe affermato inoltre che Zelensky dovrà stare “molto attento” nei prossimi giorni. “Stanno giocando con voi e con noi”, avrebbe detto Merz, probabilmente riferendosi ai due negoziatori statunitensi Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. Il documento dimostrerebbe che, oltre a Merz e Macron, anche altri partecipanti alla call non si fidano dei due inviati statunitensi.

Anche il presidente finlandese Alexander Stubb, uno dei pochi europei ad avere buoni rapporti con Trump, avrebbe messo in guardia contro la coppia di negoziatori. “Non dobbiamo lasciare l’Ucraina e Volodymyr da soli con questi tizi”, ha detto a un certo punto della conversazione. Anche il segretario generale della Nato Mark Rutte, avrebbe affermato: “Sono d’accordo con Alexander sul fatto che dobbiamo proteggere Volodymyr” La conference call tra i capi di Stato e di governo europei si è tenuta lunedì. Le consultazioni degli europei con Zelenskyy sono state precedute dai colloqui avvenuti nel fine settimana tra il massimo funzionario della sicurezza ucraina Rustem Umerov e i negoziatori di Trump – Witkoff e Kushner, a cui si è unito il segretario di Stato Marco Rubio – in Florida.

Usa, Zuckerberg pianifica tagli al settore del Metaverso

New York, 04 dic. (askanews) – Il Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, sta pianificando tagli significativi in termini di risorse, anche economiche, alla creazione del cosiddetto Metaverso. I dirigenti di Meta stanno valutando potenziali tagli al budget fino al 30% per il gruppo, già nel 2026, ai mondi virtuali Meta Horizon Worlds e alla realtà virtuale Quest. A dichiararlo è l’agenzia di stampa Bloomberg che annuncia anche possibili licenziamenti a partire da gennaio, anche se una decisione definitiva non è ancora stata annunciata.

L’intero progetto Metaverso è stato oggetto di attenzione da parte degli investitori, che lo hanno visto come un drenaggio di risorse, nonché degli organismi di controllo, che hanno affermato che la privacy e la sicurezza dei bambini sono state compromesse nei mondi virtuali. Gli investitori di Meta hanno suggerito alla società di concentrarsi maggiormente sui suoi progetti di intelligenza artificiale, tra cui Llama, Meta AI e gli occhiali AI. In apertura di Wall Street, il titolo guadagnava oltre il 4%.

Tajani rivoluziona la Farnesina, più servizi a cittadini e imprese

Roma, 4 dic. (askanews) – A partire dal 1° gennaio 2026, con l’entrata in vigore della nuova riforma, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale adotterà una struttura organizzativa rinnovata e più moderna. La Farnesina sarà articolata su due pilastri fondamentali – uno politico e uno economico – guidati ciascuno da un Vice Segretario Generale. L’obiettivo è rendere l’azione diplomatica italiana più efficace, coordinata e orientata alle sfide globali.

Oggi, a Villa Madama, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presentato la riforma della nuova Farnesina. ‘Una vera rivoluzione’, ha affermato il capo della diplomazia italiana, ‘una rivoluzione per dare risposte al mondo produttivo italiano’ e ispirata a semplificazione e innovazione, con una rinnovata attenzione ai servizi ai cittadini e alle imprese, affinché la crescita del Paese sia sempre di più al centro della politica estera.

‘Dal primo di gennaio, esaurito l’iter di riforma, ci sarà un’altra Farnesina’ ha illustrato il ministro degli Esteri. Con la riforma, ‘ottenuta a costo zero’ come sottolineato dalla presidente della Commissione Esteri e della Difesa Stefania Craxi intervenuta durante la presentazione, la nuova Farnesina avrà due anime, una politica ed una economica, cui corrisponderanno due Vice Segretari Generali. Accanto alla Direzione per gli affari politici e la sicurezza internazionale verrà istituita la nuova Direzione per la crescita e la promozione delle esportazioni.

Sarà un ministero bicapite, ‘che avrà una testa politica, il nostro compito è quello di fare politica estera, ma avrà anche una testa economica’, ha specificato Tajani presentando la riforma della nuova Farnesina. ‘L’obiettivo è che le due teste del ministero si concentrino in maniera coordinata su politica ed economia’, ha chiarito Tajani.

Il ministro degli Esteri Tajani ha spiegato che ‘il mondo è cambiato’ e, pertanto, è stato necessario riformare la Farnesina, tenendo presente che il ministero ha anche la ‘responsabilità del commercio estero’.

L’obiettivo della Farnesina, ha proseguito Tajani, è quello di essere vicini agli imprenditori italiani all’estero, in quanto Roma non può non avere ‘un’organizzazione efficiente ed efficace che accompagni le nostre imprese nel mondo’. Per questa ragione, ha annunciato Tajani, ‘ci sarà la diplomazia della crescita, gli imprenditori avranno punti di riferimento precisi nel ministero’.

‘Tutte le Ambasciate saranno piattaforme per sostenere imprenditori nel mondo’, gli imprenditori non saranno mai soli fuori dai confini italiani ha dichiarato Tajani, ricordando il ruolo dell’Italia nel mondo.

Oltre a queste novità, oggi è stata presentata anche la nuova Direzione per la cybersicurezza, che risponde all’esigenza di far fronte alle crescenti minacce informatiche, e un potenziamento della Direzione per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie.

Nel corso del suo intervento, il ministro Tajani ha rappresentato che il mondo contemporaneo propone delle nuove minacce alle quali la pubblica amministrazione deve saper guardare con attenzione e prontezza di risposta. Per questo, ha spiegato il vertice della diplomazia nazionale, la costituzione di questa Direzione punterà a rendere il ministero ‘all’avanguardia contro gli attacchi cibernetici’, rendendo la Farnesina pronta ‘a proteggere i nostri dati sensibili’.

‘Abbiamo il dovere di proteggerli’, ha proseguito il ministro, specificando che ‘ci sarà una direzione generale dedicata a questo: sicurezza cibernetica, guerra ibrida’. ‘Avremo una sala operativa per garantire, nel modo migliore, la sicurezza del nostro sistema’, ha aggiunto Tajani, informando che la Farnesina si avvarrà ‘dell’esperienza del ministero della Difesa, che ha uomini particolarmente esperti per contrastare attacchi cibernetici’. ‘Non solo teoria, ma anche pratica’, ha precisato il capo della diplomazia italiana.

Sulle competenze della sicurezza informatica della Farnesina e delle ambasciate, il ministro ha spiegato ai cronisti a margine della presentazione che la Farnesina si occupa della sicurezza delle ambasciate e, quindi, non c’è nessun conflitto con gli altri ministeri. ‘Siamo responsabili della politica estera e ci occupiamo anche delle minacce’ cibernetiche che coinvolgono il ministero degli Esteri e le ambasciate italiane nel mondo ha affermato Tajani, spiegando che l’azione della Farnesina è ‘in perfetta sintonia’ con il Viminale e la Difesa.

‘Attraverso le nostre ambasciate, i nostri consolati, i nostri istituti italiani di cultura si può entrare nelle segrete stanze delle informazioni delicate’, quindi – ha proseguito Tajani – ‘abbiamo il dovere’ di difendere i nostri dati e le nostre realtà.Nel corso della presentazione è stato annunciato, altresì, che la riforma interverrà anche sul concorso diplomatico e sulla formazione di tutto il personale della Farnesina. Tajani, dal podio, ha spiegato che la scelta di aprire la carriera diplomatica a tutti i corsi di laurea magistrale è figlia della volontà di ampliare la base di reclutamento e di attrarre i talenti migliori, attraverso un potenziamento delle assunzioni che è già iniziato in questi ultimi anni. ‘La carriera diplomatica è una bella carriera, interessante, può dare molte soddisfazioni’, ha illustrato Tajani, sottolineando che la volontà del ministero è quella di ampliare la ‘cantera’.

In un mondo in costante cambiamento, il ministro Tajani ha osservato che lo spettro delle competenze si è ampliato, ‘servono tecnici’, ha specificato Tajani, aggiungendo che ‘se un laureato in matematica è diventato Papa’, potrà sicuramente essere anche un ottimo diplomatico.

Infine, rappresentando l’attenzione che il ministero pone per i connazionali all’estero, Tajani ha affermato che questa riforma punta a facilitare la vita degli italiani che vivono fuori dalla Penisola. Per fare un esempio delle semplificazioni previste dalla Farnesina, Tajani ha affermato a margine dell’evento che ‘ci sarà un’app con la quale ci si potrà prenotare e iscriversi all’AIRE’, per avere ‘un rapporto diretto con il consolato’.

‘Stiamo cercando di abbattere tutte le barriere’, ha proseguito Tajani, ‘che rendono difficile il rapporto con l’amministrazione pubblica’.

Gli italiani all’estero, grazie al ‘turismo delle radici’, ha aggiunto Tajani, avranno maggiori possibilità di tornare in Italia per riscoprire i territori ‘dai quali sono partiti i loro famigliari’. Un’iniziativa importante, sottolinea Tajani, in quanto per la prima volta la Farnesina ‘ha la possibilità di gestire fondi del Pnrr e della coesione, per valorizzare aree interne del centro-sud’.

Una rivoluzione, ha spiegato Tajani, anche per tutta la ‘pubblica amministrazione’, per questo l’invito al ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, il quale, intervenendo durante la presentazione, ha affermato che questa è una ‘riforma sistemica’. ‘Questa riorganizzazione è una riforma sistemica, è una riforma che come Dipartimento della Funzione Pubblica abbiamo condiviso’, ha dichiarato il ministro Zangrillo. ‘Lo abbiamo fatto con grande convinzione perché stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti. Un’epoca di cambiamenti epocali’, ha sottolineato Zangrillo.

‘Il contesto geopolitico sta mutando, le ricadute sull’economia sono profonde e saremmo superficiali se pensassimo di agire come nel passato’, ha osservato il ministro, sottolineando che la pubblica amministrazione ha ‘bisogno di amministrazioni resilienti, servono leader non solo dirigenti’.

Oltre agli interventi già citati, nel corso della presentazione sono intervenuti per illustrare la riforma anche il Vice Segretario Generale, Carlo Lo Cascio; la Vice Segretario Generale e Direttrice Generale per gli Affari Politici, la Ministra plenipotenziaria Cecilia Piccioni; la Ministra plenipotenziaria Francesca Santoro, Capo dell’Unità per la semplificazione e il coordinamento; il Ministro plenipotenziario Mauro Battocchi, Direttore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni; il Ministro plenipotenziario Alessandro De Pedys, Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale; la Ministra plenipotenziaria Patrizia Falcinelli, Direttrice Generale per le risorse e la formazione; la Ministra plenipotenziaria Silvia Limoncini, Direttrice Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie e Nicandro Cascardi, Direttore Generale per il Patrimonio e l’Amministrazione.

Ha concluso l’evento il segretario generale Riccardo Guariglia sottolineando quanto ‘la riforma fosse veramente necessaria’. ‘La Farnesina a partire dal primo gennaio’, ha esposto il segretario generale, ‘guarderà in modo molto più concreto, in modo più focalizzato al futuro in chiave moderna’. ‘Del resto questa è una delle tradizioni della diplomazia’, ha concluso Guariglia, ‘saper guardare al futuro e questo rispondendo sempre di più agli interessi nazionali e, dunque, contribuendo a tenere sempre più alta del nostro Paese in tutto il mondo’.

L.elettorale, Schlein: premierato premessa sbagliata

Roma, 4 dic. (askanews) – Elly Schlein sarà disposta a discutere di legge elettorale solo nel momento in cui la destra presenterà una proposta, ma non se si proverà ad introdurre una forma di premierato in via surrettizia. Lo ha detto la leader Pd parlando al convegno ‘Curare la democrazia’.

“Le cose si discutono quando la destra anziché chiacchierare porta una proposta”, ha premesso. “In questo momento la discussione la fanno tra di loro. Se arriva una proposta la valuteremo nel merito, ma mi pare che partano da due presupposti sbagliati. Perché ne parlano il giorno in cui perdono in Campania e Puglia?”. Per la leader Pd non si può cambiare la legge elettorale solo per provare ad evitare una sconfitta nelle urne alle prossime elezioni.

Inoltre, ha aggiunto, “la seconda premessa sbagliata è il premierato”, un sistema che “accentra ancora di più il potere nelle mani di chi guida il governo”.

Neffa annuncia le sei date del Club Tour 2026 – Universo Neffa

Milano, 4 dic. (askanews) – Dopo il grande successo del concerto sold out all’Unipol Forum di Milano, un evento memorabile che lo ha visto protagonista di un live arricchito dalla presenza di numerosi ospiti, Neffa annuncia oggi Club Tour 2026 – Universo Neffa (Vivo Concerti), il nuovo tour nei principali club italiani, che partirà la prossima primavera.

La prima data sarà il 5 marzo 2026 a Torino @Teatro Concordia, e si proseguirà l’8 marzo a Firenze @ Teatro Cartiere Carrara, l’11 marzo a Roma @ Atlantico Live, il 13 marzo a Napoli @ Casa della Musica, il 16 marzo a Milano @ Alcatraz, il 22 marzo a Bologna @ Estragon Club.

Neffa porterà sul palco un viaggio attraverso la sua discografia, dai brani dell’ultimo album Canerandagio (Numero Uno/Sony Music Italy) fino ai brani cult del suo repertorio. I fan potranno scatenarsi tra l’energia funk, le vibrazioni hip hop e le inconfondibili sonorità groove soul che hanno reso Neffa uno degli artisti più influenti della scena musicale italiana. Club Tour 2026 – Universo Neffa sarà un’occasione unica per celebrare un artista che ha saputo mescolare e reinventare generi, lasciando un’impronta indelebile nella cultura musicale rap, soul e pop.

I biglietti per le nuove date saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da domani, venerdì 5 dicembre, alle ore 14:00, e nei punti vendita autorizzati da mercoledì 10 dicembre alle ore 11:00. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Per le festività natalizie 4 milioni di stranieri in arrivo negli aeroporti

Roma, 4 dic. (askanews) – L’Italia si conferma meta preferita dei viaggiatori stranieri per trascorrere le festività natalizie. Dalle città d’arte alla montagna, c’è chi si concede anche qualche giorno sulla costa, il Belpaese richiama visitatori da tutto il mondo. Secondo le ultime stime Enit risultano già prenotati 4 milioni di turisti aeroportuali stranieri tra dicembre e gennaio, per una spesa pari a 3,5 miliardi di euro (a questi viaggiatori si aggiungeranno poi coloro in arrivo con altri vettori). Numerosi anche gli italiani che già hanno prenotato un volo per spostamenti interni, oltre 400 mila.

Nel dettaglio, a dicembre saranno 2,4 milioni gli arrivi aeroportuali dall’estero, registrando così una crescita pari al 6,1% rispetto al Natale 2024; trend di crescita che proseguirà anche a gennaio 2026 quando si contano già 1,9 milioni di arrivi prenotati negli scali italiani (+4,4% in confronto a gennaio ’25). Risultati che posizionano il nostro Paese davanti a realtà quali Francia e Turchia, seconda solo alla Spagna.

L’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo scatta la fotografia di un’Italia che, all’insegna di una saturazione Ota media nazionale del 35,7% tra il primo dicembre 2025 e l’11 gennaio 2026, si dimostra policentrica e diversificata per le imminenti festività invernali: la montagna traina la domanda di fine anno, con un tasso di prenotazione pari al 46,6%, grazie soprattutto alla performance di Trentino-Alto Adige (48,36%), Valle d’Aosta (45,7%) e Umbria (40,18%); le città d’arte e le grandi Regioni culturali – su tutte Lazio (oltre 1,6 milioni di prenotazioni Ota), Lombardia e Veneto (oltre 1 milione) – restano essenziali per i volumi; il Sud guadagna terreno, mostrando segnali di consolidamento, segnatamente con Calabria (+6,7% del tasso di saturazione Ota sullo stesso periodo del 2024), Molise (+5,7%) e Basilicata (+4,2%) che guidano la crescita e il riequilibrio dei flussi.

Ucraina, Tajani ribadisce: Salvini? Politica estera di competenza mia e di Meloni

Roma, 4 dic. (askanews) – “La posizione del governo è quella indicata dal presidente del consiglio Meloni che io condivido. Prima della fine dell’anno si approverà il testo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani parlando del decreto sulla proroga degli aiuti all’Ucraina a margine di un convegno sulla giustizia civile organizzato da Forza Italia nell’aula dei gruppi di Montecitorio.

Sulle posizioni critiche di Salvini, Tajani ha ribadito: “Ognuno è libero di dire quello che vuole, ma la politica estera è competenza del premier e del ministro degli Esteri”.

Formula1, Leclerc: "Soddisfatto solo sul piano personale"

Roma, 4 dic. (askanews) – Alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, Charles Leclerc ha fatto un bilancio chiaro della sua stagione in Ferrari. Il pilota monegasco ha spiegato di essere soddisfatto del proprio rendimento individuale, pur riconoscendo che il livello complessivo mostrato in pista non è stato sufficiente. “Sul piano personale soddisfatto della mia stagione – spiega il ferrarista – anche se le prestazioni non sono mai state all’altezza, specie dopo che lo scorso anno siamo arrivati qui ancora in lotta per il titolo costruttori. Certo, abbiamo reagito rispetto alle difficoltà, ma trovare una soluzione è un’altra storia”

La Ferrari chiuderà il Mondiale al quarto posto tra i costruttori, ben lontana dagli obiettivi dichiarati a inizio anno. “Abbiamo reagito in alcuni momenti difficili, ma trovare la soluzione definitiva è un’altra storia”, ha ammesso Leclerc, sottolineando come il potenziale della vettura non sia mai stato pienamente espresso.

Sulle ultime battute della lotta al titolo tra i rivali, Leclerc ha scelto di restare equidistante: “Non mi inserisco nella loro sfida. Il mio obiettivo è provare a vincere la gara”.

Il monegasco guarda già al futuro, con l’intenzione di trasformare una stagione complessa in una base per ripartire.

Ex Ilva, a Genova lavoratori occupano la stazione Brignole

Genova, 4 dic. (askanews) – La stazione Brignole di Genova stata occupata dai lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Genova che protestano contro il piano del ciclo corto presentato dal governo e il possibile fermo degli impianti del Nord. I manifestanti, oltre 3 mila, hanno occupato prima l’atrio della stazione, per poi spostarsi nei pressi dei binari bloccando la circolazione ferroviaria.

Calcio, "Quella notte all’Heysel", convegno a Roma

Roma, 4 dic. (askanews) – A quarant’anni dalla tragedia dell’Heysel, il ricordo resta una ferita aperta. Trentanove vittime e un 29 maggio 1985 che ha cambiato per sempre il calcio europeo. Da allora Juventus-Liverpool è indissolubilmente legata a quella notte in cui un sogno si trasformò in dramma.

Oggi, nella Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, si è svolto l’evento “Quella notte all’Heysel e la manutenzione della memoria”, titolo che richiama il libro di Emilio Targia pubblicato nel 2015. Un’opera con prefazione di Sandro Veronesi e postfazione di Antonio Cabrini, che ha ricordato: «I cori sull’Heysel sono assurdi e vengono da gente che non sa di che cosa parla. La violenza di quella serata è alimentata da gesti vergognosi che vanno combattuti. La memoria è uno strumento fondamentale».

Tra i presenti, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, Marco Osnato, lo stesso Targia, il presidente della Juventus Gianluca Ferrero, Andrea Lorenzini (Associazione familiari delle vittime), Giorgio Chiellini, Fabrizio Comba e Sergio Brio. Nel corso dell’incontro è stato anche presentato un disegno di legge per istituire una Giornata della memoria dedicata alle vittime dell’Heysel.

Fontana ha aperto la cerimonia: «Sono un grande tifoso, non della Juventus ma del Verona. A maggio ho visto un documentario sull’Heysel che non mi ha fatto dormire. Mi sono immedesimato in quei ragazzi che volevano vivere un sogno. Anche io porto mia figlia allo stadio, e l’idea che non ci fosse una giornata per ricordare questa tragedia non mi sembrava giusta. Nel ricordo c’è la speranza che non accada mai più».

Ha poi preso la parola il presidente bianconero Ferrero: «Quella che doveva essere una festa sportiva si trasformò in un trauma per le famiglie e per la Juventus. Il club ha sempre lavorato per non dimenticare. Il tema della sicurezza resta centrale: l’Allianz Stadium è costruito per evitare che fatti simili possano ripetersi».

Commosso e diretto l’intervento di Sergio Brio, in campo quella sera: «Arrivammo a Bruxelles convinti di vincere la nostra prima Coppa dei Campioni. Il riscaldamento si prolungava, vedevamo gente piangere. Poi ci fu la riunione Uefa: Boniperti disse che non voleva giocare con 39 morti, ma ci fu imposto di scendere in campo per evitare ulteriori vittime e perché, in caso di annullamento, avremmo perso 3-0 a tavolino. Ci dissero che era morto un solo tifoso juventino e che dovevamo vincere per lui. Non ci fu cosa più giusta che giocare quella partita».

Brio ha aggiunto: «Andammo sotto la curva per calmare i tifosi. Vincemmo meritatamente per onorare quel supporter. Solo in albergo scoprimmo che le vittime erano 39. È stata una serata che non auguro a nessuno. I nostri nemici parlano di coppa insanguinata: non dovrebbero permettersi. Giocare quella partita fu la scelta più giusta».

In chiusura è arrivato il videomessaggio del Presidente del Coni Luciano Buonfiglio: «Fu un giorno in cui lo sport venne sconfitto. Ricordare quella notte significa ribadire che la memoria è un dovere».

Anche il presidente Figc Gabriele Gravina ha inviato un messaggio da una riunione Uefa all’estero: «’mai piu’ tragedie come l’heysel, e’ nostro dovere impedirle”

Olimpiadi, ad Atene consegnata la fiaccola all’Italia

Roma, 4 dic. (askanews) – Da Atene a Roma, nuovo passo verso i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. È il giorno dell’arrivo in Italia della torcia, destinata a raggiungere il Palazzo del Quirinale nel secondo pomeriggio (ore 17). Stamane il passaggio della fiamma dal Comitato Olimpico greco a Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. Presenti anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il segretario generale Carlo Mornati. Protagonisti anche due olimpionici tricolori, Jasmine Paolini e Filippo Ganna. Da sabato 6 dicembre allo Stadio dei Marmi, dove prenderà il via un viaggio lungo 63 giorni con 60 tappe e 12mila km attraverso 110 province e oltre 300 comuni attraversati. Il percorso si concluderà nella serata del 6 febbraio 2026 a Milano con la cerimonia d’apertura allo stadio San Siro.

“Milano-Cortina – le parole di Giovanni Malagò presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 – è la prima edizione dei Giochi assegnata a più di una città e sarà ospitata da diverse regioni e culture unite dalla loro passione e dalle loro profonde radici negli sport invernali”, ha ricordato Malagò. “Milano-Cortina sarà anche l’edizione dei Giochi Olimpici invernali più equilibrata nella storia dal punto di vista del genere, sottolineando l’impegno del Movimento olimpico a promuovere il cambiamento e la diversità”. Il presidente della Fondazione Milano-Cortina ha poi evocato la lunga staffetta della Fiamma sul suolo italiano: “Sarà un’incredibile avventura di 63 giorni, che toccherà 60 città, 300 paesi, 110 province, 20 regioni e tutti i siti italiani patrimonio dell’Unesco. Coprirà 12.000 km e vedrà la partecipazione di 10.001 tedofori. Mentre la fiamma olimpica si farà strada dal Colosseo di Roma alle vette del Monte Rosa e dall’isola di Lampedusa ai canali di Venezia, porterà con sé un messaggio di unità e resilienza che trascenderà i confini e le generazioni”. Malagò ha concluso: “Dopo due decenni di attesa, la fiamma olimpica torna in Italia e non vedo l’ora di dare il benvenuto a voi e al mondo intero a Milano-Cortina il prossimo anno”

“Quando entri qui sei dentro la storia, dove tutto è cominciato: questa cerimonia fa parte di una forma laica di religione dello sport”: così il presidente di Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha commentato con i giornalisti l’emozione della cerimonia di consegna della Fiamma olimpica che si è svolta nello stadio Panathinaiko di Atene. “Viste le previsioni meteo siamo stati fortunati”, ha detto, nonostante fosse prevista pioggia, le prime gocce sono cadute solo dopo la consegna della Fiamma olimpica che sta ora per spiccare il volo verso Roma. “Questa fiamma andrà in tutta Italia, la staffetta sarà come un grande giro d’Italia, una maratona per fare conoscere e apprezzare tutte le bellezze del Paese”, ha concluso

Calcio, Gatti operazione riuscita: rientro a gennaio

Roma, 4 dic. (askanews) – Operazione riuscita per Federico Gatti, che questa mattina è stato sottoposto a intervento chirurgico al menisco del ginocchio destro. Il difensore della Juventus si era infortunato martedì sera, nel secondo tempo della partita di Coppa Italia giocata e vinta dai bianconeri contro l’Udinese. Gatti si era presentato il giorno dopo al J Medical con le stampelle, per gli esami, da lì la decisione di operarsi. Intervento effettuato questa mattina a Nantes, in Francia, e percorso di riabilitazione già iniziato. Spalletti non potrà contare su di lui per almeno un mese: il rientro è previsto a gennaio inoltrato.

“Questa mattina -si legge nella nota pubblicata dal club bianconero -Federico Gatti è stato sottoposto a intervento chirurgico di meniscectomia artroscopica selettiva del menisco mediale del ginocchio destro. L’intervento eseguito dal dott. Bertrand Sonnery-Cottet e dal dott. Loïc Geoffroy, alla presenza del responsabile sanitario del Club dott. Luca Stefanini, presso la Clinique Santé Atlantique di Nantes, è perfettamente riuscito e il calciatore ha da subito iniziato il programma riabilitativo”.

Meta, indagine dell’Antitrust Ue sulla IA integrata in WhastApp

Roma, 4 dic. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato l’avvio di una indagine antitrust sul gruppo Meta, la holding che controlla una molteplicità di social tra cui Facebook, in particolare per l’integrazione dei suoi sistemi di intelligenza artificiale nell’app di messaggistica WhatsApp. Con un comunicato, l’esecutivo comunitario spiega che si vuole accertare l’ipotesi che questo possa prevenire che terzi fornitori di sistemi di IA possano offrire i loro servizi tramite WhatsApp.

La replica del gigante informatico Usa non si è fatta attendere. “Le accuse sono prive di fondamento”, ha affermato un portavoce di WhatsApp, secondo quanto riporta una nota. “La crescente diffusione di chatbot di intelligenza artificiale sulla nostra Business API genera un sovraccarico dei nostri sistemi, che non sono stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo”.

“Tuttavia, il settore dell’IA è altamente competitivo e le persone possono accedere ai servizi che preferiscono in molti modi diversi: tramite app store, motori di ricerca, servizi email, integrazioni con terze parti e sistemi operativi”, ha aggiunto il portavoce.

La Commissione europea ha puntualizzato che la sua indagine coprirà lo spazio economico europeo con l’eccezione dell’Italia. Questo allo scopo di evitare una sovrapposizione con una indagine già avviata dall’antitrust della penisola sempre sul gruppo Meta.

Calcio, Italia-Irlanda del Nord il 26 marzo a Bergamo

Roma, 4 dic. (askanews) – Sei mesi dopo la goleada (5-0) con l’Estonia dello scorso settembre, nel giorno del debutto da Ct di Gennaro Gattuso, lo Stadio di Bergamo tornerà ad ospitare la Nazionale in occasione della semifinale dei play-off mondiali che giovedì 26 marzo (ore 20.45) vedrà gli Azzurri opposti all’Irlanda del Nord. A Bergamo l’Italia è imbattuta: quattro i precedenti, con due vittorie per 5-0 (l’altra nel primo incontro con Malta disputato nel gennaio del 1987) e due pareggi per 1-1 (nell’amichevole con la Turchia del novembre 2006 e nel match di Nations League con i Paesi Bassi dell’ottobre 2020).

Sono 11 invece i precedenti con l’Irlanda del Nord, con un bilancio di 7 successi per gli Azzurri, 3 pareggi e una sola sconfitta, il 2-1 che il 15 gennaio 1958 a Belfast costò alla Nazionale la mancata partecipazione al Mondiale svedese. Si è giocato a Belfast anche il più recente confronto tra le due nazionali, lo 0-0 nell’ultimo incontro di qualificazione al Mondiale di Qatar 2022 che costrinse gli Azzurri ai play-off.

Meta, indagine dell’Antitrust Ue sulla IA integrata in WhastApp

Roma, 4 dic. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato l’avvio di una indagine antitrust sul gruppo Meta, la holding che controlla una molteplicità di social tra cui Facebook, in particolare per l’integrazione dei suoi sistemi di intelligenza artificiale nell’app di messaggistica WhatsApp. Con un comunicato, l’esecutivo comunitario spiega che si vuole accertare l’ipotesi che questo possa prevenire che terzi fornitori di sistemi di IA possano offrire i loro servizi tramite WhatsApp.

La replica del gigante informatico Usa non si è fatta attendere. “Le accuse sono prive di fondamento”, ha affermato un portavoce di WhatsApp, secondo quanto riporta una nota. “La crescente diffusione di chatbot di intelligenza artificiale sulla nostra Business API genera un sovraccarico dei nostri sistemi, che non sono stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo”.

“Tuttavia, il settore dell’IA è altamente competitivo e le persone possono accedere ai servizi che preferiscono in molti modi diversi: tramite app store, motori di ricerca, servizi email, integrazioni con terze parti e sistemi operativi”, ha aggiunto il portavoce.

La Commissione europea ha puntualizzato che la sua indagine coprirà lo spazio economico europeo con l’eccezione dell’Italia. Questo allo scopo di evitare una sovrapposizione con una indagine già avviata dall’antitrust della penisola sempre sul gruppo Meta.

Calcio, risentimento muscolare per Lobotka: salta Napoli-Juve

Roma, 4 dic. (askanews) – Altro infortunio in casa Napoli: si ferma Lobotka. Risentimento muscolare alla gamba sinistra che lo costringerà a saltare la sfida contro la Juve. Nel VIDEO, Francesco Modugno fa il punto sulle condizioni del centrocampista che si è infortunato durante il riscaldamento pre Napoli-Cagliari di Coppa Italia, gara a cui non ha preso parte. L’obiettivo del calciatore è quello di ritornare disponibile per la sfida di Supercoppa contro il Milan, in programma il prossimo 18 dicembre.

Tajani: “Ultimo pacchetto” di aiuti per l’Ucraina “in partenza”

Roma, 4 dic. (askanews) – “L’ultimo pacchetto” di aiuti per l’Ucraina ” in partenza” ha dichiarato oggi ai giornalisti il ministro degli Esteri Tajani, in seguito alla presentazione della nuova Farnesina a Villa Madama.

“Abbiamo deciso di andare avanti” ha spiegato Tajani, sollecitato sulla posizione della maggioranza in merito agli aiuti militari per l’Ucraina.

“Entro la fine dell’anno” il governo aiuter l’Ucraina, poich, per Tajani, “finch c’ la guerra indispensabile continuare ad aiutare l’Ucraina”.

“Questo non significa che queste armi debbano essere usate nel territorio russo”, ha chiarito Tajani, aggiungendo che “ripeto per l’ennesima volta: non siamo in guerra con la Russia, ma vogliamo soltanto permettere all’Ucraina di difendersi, di difendere i propri territori”.

L’Italia lavora “soprattutto per la pace” e l’azione diplomatica “mia” e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne una testimonianza, ha aggiunto.

“L’azione per la pace l’attivit principale del presidente del Consiglio e mia”, ha spiegato Tajani, aggiungendo che questo avviene su “tutti i tavoli internazionali”.

“Lei era nel Golfo, io alla Nato”, ha proseguito Tajani specificando che l'”obiettivo dell’Italia portare la pace in Ucraina e in Medio Oriente”. Inoltre, il ministro ha sottolineato che Roma lavora “per portare la pace in Sudan, perch l c’ una guerra di cui si parla di meno” e “questo inaccettabile”.

Ex Ilva, la sindaca Salis incontra i metalmeccanici in corteo a Genova

Milano, 4 dic. (askanews) – La sindaca di Genova Silvia Salis ha incontrato una delegazione di metalmeccanici in corteo davanti alla Prefettura. Salis ha spiegato al megafono ai lavoratori: “Domani andiamo dal ministro a Roma come sapete. Attendiamo delle risposte. Al ministro chieder nuovamente cosa succeder ss non ci saranno offerte dai privati”.

Ue, Federica Mogherini si dimette da rettore del Collegio d’Europa

Roma, 4 dic. (askanews) – “In linea con il massimo rigore e la massima correttezza con cui ho sempre svolto i miei compiti, oggi ho deciso di dimettermi dalla carica di Rettore del Collegio d’Europa e di Direttore dell’Accademia Diplomatica dell’Unione Europea”. Così la rettrice del Collegio d’Europa ed ex alto rappresentante Ue per la Politica estera Federica Mogherini ha annunciato le sue dimissioni. “Sono certa che la comunità del Collegio, nei nostri tre campus, proseguirà il percorso di innovazione ed eccellenza che abbiamo tracciato insieme in questi ultimi cinque meravigliosi anni”, sottolinea Mogherini in un comunicato.  “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo realizzato insieme e sono profondamente grata per la fiducia, la stima e il supporto che
studenti, docenti, personale e Alumni del Collegio e dell’Accademia mi hanno dimostrato e mi stanno dimostrando”, ha aggiunto. “È stato un onore e un piacere per me servire la comunità del Collegio e la sua missione”. L’ex Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea è stata formalmente accusata di uso improprio di fondi Ue, secondo l’Ufficio europeo del pubblico ministero (Eppo).

(foto di archivio)

La Santa Sede: no al diaconato femminile ma il giudizio non è definitivo

Roma, 4 dic. (askanews) – “Lo status quaestionis intorno alla ricerca storica e all’indagine teologica, considerati nelle loro mutue implicazioni, esclude la possibilità di procedere nella direzione dell’ammissione delle donne al diaconato inteso come grado del sacramento dell’ordine. Alla luce della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero ecclesiastico, questa valutazione è forte, sebbene essa non permetta ad oggi di formulare un giudizio definitivo, come nel caso dell’ordinazione sacerdotale”. È questo il risultato, come riferisce Vatican News, al cui è pervenuta la seconda Commissione presieduta dal cardinale arcivescovo emerito di L’Aquila Giuseppe Petrocchi, che su mandato di Papa Francesco aveva preso in esame la possibilità di procedere con l’ordinazione delle donne diacono e che ha concluso i suoi lavori lo scorso febbraio. Lo si legge nella relazione di sette pagine che il porporato ha inviato a Leone XIV lo scorso 18 settembre e che ora viene resa pubblica per volere del Papa.

Con 9 voti favorevoli e uno contrario, spiega ancora Vatican News, è stato formulato l’auspicio che venga ampliato “l’accesso delle donne ai ministeri istituiti per il servizio della comunità (…) assicurando così anche un adeguato riconoscimento ecclesiale alla diaconia dei battezzati, in particolare delle donne. Questo riconoscimento risulterà un segno profetico specie laddove le donne patiscono ancora situazioni di discriminazione di genere”.

Nelle sue conclusioni, il cardinale Petrocchi sottolinea come esista “una intensa dialettica” tra due orientamenti teologici. Il primo afferma che l’ordinazione del diacono è per il ministero e non per il sacerdozio: “questo fattore aprirebbe la via verso l’ordinazione di diaconesse”. Il secondo invece insiste “sull’unità del sacramento dell’ordine sacro, insieme al significato sponsale dei tre gradi che lo costituiscono, e respinge l’ipotesi del diaconato femminile: fa notare, inoltre, che se fosse approvata l’ammissione delle donne al primo grado dell’ordine risulterebbe inspiegabile la esclusione dagli altri”.

Per questo, secondo il porporato, è indispensabile, per procedere nello studio, “un rigoroso e allargato esame critico condotto sul versante del diaconato in sé stesso, cioè sulla sua identità sacramentale e sulla sua missione ecclesiale, chiarendo alcuni aspetti strutturali e pastorali che attualmente non risultano interamente definiti”. Ci sono infatti interi Continenti nei quali il ministero diaconale è “quasi inesistente” e altri dove è operante con attività spesso “coincidenti con ruoli propri dei ministeri laicali o dei ministranti nella liturgia”.

Tronchetti Provera: abbiamo bisogno della libert dell’arte

Milano, 4 dic. (askanews) – “Io credo che l’impresa abbia un legame naturale con la societ in senso lato. Avere un legame con la societ senza avere un legame con la cultura come trovarsi in un deserto, perch alla fine vede ogni giorno la stessa immagine. Se la filtra attraverso la cultura allora l’impresa non fa solo prodotti, non vende solo prodotti in giro per il mondo, ma vede anche l’evoluzione della societ, quindi il mondo dell’impresa e il mondo della cultura crescono insieme”. Lo ha detto ad askanews Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo del gruppo Pirelli e presidente della Fondazione Pirelli HangarBicocca, in occasione della presentazione del programma biennale 2026-27 del museo milanese. “Il mondo della cultura – ha aggiunto Tronchetti – sempre pi uno spazio di libert, lo sempre stato nella storia, ma in una fase come quella che noi viviamo, in un mondo che sempre pi piccolo, con 8 miliardi di persone, uno spazio di libert che va valorizzato sempre pi proprio quello della cultura. Cultura anche strumento fondamentale per leggere lo sviluppo tecnologico. Senza cultura molto difficile governare i processi. Noi come impresa abbiamo bisogno di questo: abbiamo bisogno di libert, abbiamo bisogno di scambio, abbiamo bisogno di comprensione, e l’artista aiuta a capire”.

A Genova tensione al corteo lavoratori ex Ilva: polizia usa lacrimogeni

Genova, 4 dic. (askanews) – Momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova all’arrivo del corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. I manifestanti hanno trovato la strada chiusa da alcuni alari della polizia e hanno iniziato a battere contro le griglie metalliche con i caschi da lavoro lanciando fumogeni, petardi e uova verso le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. In piazza anche una pala meccanica e altri mezzi da lavoro. I lavoratori dello stabilimento ex Ilva da luned sono in sciopero per chiedere il ritiro del piano a ciclo corto.

Ponte Stretto, Salvini: Ue non cambia linea e vuole l’opera

Roma, 4 dic. (askanews) – Dialogo bilaterale tra il vicepremier e ministro di Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini e il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas. Al centro del colloquio, anche il dossier-Ponte sullo Stretto. Secondo quanto riporta una nota, Salvini ha appreso con grande soddisfazione che l’orientamento di Bruxelles non è cambiato e c’è totale interesse e determinazione affinché l’opera possa partire quanto prima.

Salvini, si legge, ha confermato al Commissario l’impegno del Governo ad andare avanti fornendo tutte le risposte richieste dalla Corte dei Conti.

Energia, Pichetto: su Ets2 la Ue rischia un nuovo errore ideologico

Roma, 4 dic. (askanews) – In Europa “non si può continuare a far salire i prezzi dell’energia come fossero azioni di Borsa”, bisogna correggere l’Ets2, il meccanismo di tassazione delle emissioni alle frontiere altrimenti si rischiano “autogol” e di far risultare questo sistema “un errore ideologico”, come accaduto con il programma “Fit-for-55”. Lo ha spiegato il ministro dell’Ambiente della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo oggi alla conferenza su indipendenza energetica e Ets organizzata alla Camera dei deputati da Forza Italia.

“Venti anni fa il sistema Ets ha fatto fare un percorso, ha dato uno stimolo rilevante, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, per stimolare quello che è il cambiamento. Ed è parte integrante di quello che è il sistema delle leggi clima a livello europeo”, ha detto. Ma ora è al centro di “una discussione anche abbastanza accesa, dove da parte italiana io ho portato avanti una parte di ragionamento, che riguarda in particolare la sfida degli Ets2. Il punto fondamentale – ha spiegato – è che, partendo da un concetto che possiamo riconoscere come giusto, dobbiamo stare attenti a non cadere su quelli che sono stati denunciati anche dall’ex premier Mario Draghi come gli autogol, nel senso di essere noi a tirarci il freno a mano”.

Si rischia infatti “di cadere in una situazione esattamente opposta” a quella per cui i meccanismi Ets erano stati ideati, e “di scoraggiare il tutto”. Si tratta quindi di giocare questa “partita Ets” facendo leva sui “tanti meccanismi che possiamo avere a disposizione – ha proseguito il ministro – da quello del nostro ruolo in ambito europeo e quindi automaticamente nel trovare gli equilibri più giusti anche sul prezzo delle quote. Su questo c’è tutta una discussione”.

“Non possiamo continuare a far lievitare” i prezzi dell’energia come fossero azioni di borsa. Dobbiamo riuscire a creare qualcosa che sia omogeneo a livello europeo”. E tenendo conto delle diverse realtà nazionali “dobbiamo tenere i piedi per terra. Il sistema Ets è un sistema che ha dato dei frutti, che può dare dei frutti ma che con l’attuale impostazione corre il rischio di dare tanti guai. Questa è la sostanza del pensiero che mi permetto di trasferire” agli altri ministri Ue. “Altrimenti – ha concluso Pichetto – andiamo a cadere in quelli che sono stati gli errori del ‘fit-for-55’, che, finalmente, si stanno accorgendo in molti paesi europei che è stato un errore ideologico”. (fonte immagine: WebTV Camera dei Deputati).

Tronchetti Provera: abbiamo bisogno della libertà dell’arte

Milano, 4 dic. (askanews) – “Io credo che l’impresa abbia un legame naturale con la società in senso lato. Avere un legame con la società senza avere un legame con la cultura è come trovarsi in un deserto, perché alla fine vede ogni giorno la stessa immagine. Se la filtra attraverso la cultura allora l’impresa non fa solo prodotti, non vende solo prodotti in giro per il mondo, ma vede anche l’evoluzione della società, quindi il mondo dell’impresa e il mondo della cultura crescono insieme”. Lo ha detto ad askanews Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo del gruppo Pirelli e presidente della Fondazione Pirelli HangarBicocca, in occasione della presentazione del programma biennale 2026-27 del museo milanese.

“Il mondo della cultura – ha aggiunto Tronchetti – è sempre più uno spazio di libertà, lo è sempre stato nella storia, ma in una fase come quella che noi viviamo, in un mondo che è sempre più piccolo, con 8 miliardi di persone, uno spazio di libertà che va valorizzato sempre più è proprio quello della cultura. Cultura è anche strumento fondamentale per leggere lo sviluppo tecnologico. Senza cultura è molto difficile governare i processi. “Noi come impresa abbiamo bisogno di questo: abbiamo bisogno di libertà, abbiamo bisogno di scambio, abbiamo bisogno di comprensione, e l’artista aiuta a capire”.

Pirelli HangarBicocca, le mostre 2026-27: da Tiravanija a Vicuña

Milano, 4 dic. (askanews) – Otto nuove mostre per proseguire un percorso di ricerca che, attraverso le diversità, racconta delle possibilità del contemporaneo e della relazione con uno spazio museale unico. Pirelli HangarBicocca a Milano ha presentato le esposizioni del programma biennale 2026-2027. Ce le ha introdotte il direttore artistico Vicente Todolì. “Continuiamo sulla strada delle mostre personali – ha detto ad askanews – retrospettive site-specific concepite per lo spazio; nello Shed come sempre abbiamo artisti più giovani, ma già con un corpo di opere solido, nelle Navate invece gli artisti più storicizzati, ma con punti di vista che non si sono visti fino alla nostra mostra. Tutte le mostre, come ho detto, partono dall’esperienza dello spazio industriale di Pirelli HangarBicocca”.

Nel 2026 sono in programma mostre dedicate a Benni Bosetto, Rirkrit Tiravanija, Aki Sasamoto e Luciano Fabro. Nel 2027, invece, sarà il turno di Carlos Bunga, Janet Cardiff & George Bures Miller, Hicham Berrada e Cecilia Vicuña. Artisti molto diversi, che però sono stati scelti per raccontare storie che nascono da una visione, riassunta dal presidente della Fondazione Pirelli HanagrBicocca, Marco Tronchetti Provera. “La base – ci ha detto – è sempre la libertà dell’artista di esprimersi. Quando viene un artista in Hangar, che sia nello spazio dello Shed o delle navate, quello che ha di fronte è una sfida con se stesso e quindi esprime quello che lui vuole, lo esprime in piena libertà. La libertà dell’artista ci permette di guardare, permette a noi tutti, a tutti quelli che visitano il museo, di avere un’apertura sul mondo con un occhio diverso che credo sia qualche cosa da rendere disponibile a tutte le persone, perché è importante”.

Disponibilità che si manifesta nella gratuità del museo, ma anche nella continua ricerca di nuovi modi per mettere in relazione il lavoro degli artisti con la natura dello spazio espositivo. “Le mostre sono molto diverse, con linguaggi molto personali – ha aggiunto Todolì – e speriamo che ogni mostra faccia ci faccia vedere lo spazio come se fosse uno spazio diverso”.

E proprio alla luce del modo in cui Pirelli HangarBicocca ha pensato se stesso e il proprio ruolo culturale, abbiamo chiesto a Tronchetti Provera se ha un sogno per il museo. “Il sogno si già realizzato adesso – ci ha risposto – perché le nuove generazioni che oggi si stanno occupando di Hangar, il mondo che è stato costruito da Todolì con un mondo di artigiani e di giovani appassionati, è un mondo che durerà nel tempo. Quindi il sogno deve dare una vita a qualcosa che durerà, per me è realizzato, perché le energie che ci sono sono energie che dureranno nel tempo”.

Tutte le mostre del biennio 2026-27 nascono da un’interrogazione critica sul presente ed esplorano forme di conoscenza collettiva: per restituirci un’idea mobile e plurale del contemporaneo, ma anche per ricordarci a cosa può servire, se mai deve servire davvero a qualcosa, e non è detto che sia così, l’arte oggi. (Leonardo Merlini)

Rossi (Rai): show Benigni su San Pietro un regalo all’Italia

Roma, 4 dic. (askanews) – La serata evento tv “Pietro – Un uomo nel vento” con protagonista Roberto Benigni, rappresenta “un’altra grande pagina che la Rai regala all’Italia. C’ un grande artista, Roberto Benigni un cantore del nostro tempo, un grande interprete della complessit dei tempo che viviamo e soprattutto lo fa raccontando la figura di San Pietro che una delle pi emblematiche perch non solo il fondatore della Chiesa, ma anche l’uomo delle grande contraddizioni, un uomo che caduto e si rialzato”. Lo ha detto Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, a margine dell’anteprima al Maxxi di “Pietro – Un uomo nel vento” in onda in prima serata il 10 dicembre su Rai1.

Come stato convinto Benigni? “Non c’ stato un convincimento – ha risposto Rossi – l’incontro tra Benigni e la Rai un riconoscersi a vicenda tra un grande artista e il servizio pubblico”.

Ex Ilva, a Genova migliaia in piazza. Tensione davanti alla prefettura: la polizia usa i lacrimogeni

Genova, 4 dic. (askanews) – Momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova all’arrivo del corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

I manifestanti hanno trovato la strada chiusa da alcuni alari della polizia e hanno iniziato a battere contro le griglie metalliche con i caschi da lavoro lanciando fumogeni, petardi e uova verso le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. In piazza anche una pala meccanica e altri mezzi da lavoro.

A Genova sono migliaia i lavoratori scesi in piazza per lo sciopero generale cittadino dei metalmeccanici indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb in solidarietà con le proteste degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano contro il piano per il ciclo corto presentato dal governo.

Secondo gli organizzatori, sarebbero circa 5 mila i lavoratori che stanno partecipando alla manifestazione diretta in prefettura. In piazza anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma.

“Chiediamo a Giorgia Meloni – ha detto De Palma – di convocare un tavolo a Palazzo Chigi, che venga cancellato il piano di chiusura di fatto di tutti gli stabilimenti ex Ilva in Italia. Per fare questo è necessario che ci sia il piano dì decarbonizzazione e di continuità produttiva e occupazionale. Questo si fa con una partecipata pubblica che consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di difendere i lavoratori e il futuro dell’industria nel nostro Paese”.

Satispay compete sempre più con banche: Iban per gestire portafoglio

Milano, 4 dic. (askanews) – Satispay si veste sempre di più da banca. La app per i pagamenti ha iniziato a offrire agli utenti la possibilità di assegnare al proprio portafoglio digitale un Iban, il codice univoco internazionale che permette lo scambio di denaro. Satispay ha ottenuto l’autorizzazione in Lussemburgo, dove ha sede la società che ha in pancia la licenza di istituto di moneta elettronica: per questo il codice, che si può ottenere senza costi, è targato ‘LU’.

Dopo aver attivato l’Iban, sulla app ci si potrà far accreditare lo stipendio oltre a ricaricare più facilmente il proprio portafoglio digitale. L’unicorno guidato dal co-fondatore Alberto Dalmasso fa sapere che “presto” si potrà inviare denaro ad altri conti bancari fuori dal circuito Satispay e sarà prevista la possibilità di impostare addebiti diretti.

Il documento con il quale Satispay annuncia agli utenti la novità è datato 13 ottobre, anche se nulla è stato comunicato al mercato da parte del gruppo. “Non sono previste commissioni per l’utilizzo del servizio Iban, né per effettuare né per ricevere bonifici”, scrive la società nell’addendum alle condizioni generali di utilizzo.

La disponibilità di un Iban avvicina ancor di più Satispay al mondo bancario, anche se il codice non è associato a un conto corrente tradizionale. Solo pochi mesi fa Satispay ha infatti iniziato a sviluppare il ‘salvadanaio remunerato’ che consente agli utenti di investire anche piccole somme con un tasso di rendimento stimato al 2,18%. L’arrivo dell’Iban può essere funzionale ai nuovi prodotti di investimento a cui la società sta lavorando e che potrebbero richiedere maggiore fluidità nella gestione delle proprie risorse finanziarie, sia in entrata che in uscita.

Quella dell’Iban è solo l’ultima delle novità lanciate da Satispay. A novembre la società, ormai da anni attiva nel welfare aziendale con i buoni pasto e i buoni acquisto, ha annunciato il via al suo servizio di ‘buy now, pay later’ che permette di portare anche nel mondo fisico i pagamenti dilazionati in tre rate.

Lavoro, Cna: un’impresa su tre non trova dipendenti, è un’emergenza

Roma, 4 dic. (askanews) – E’ sempre più difficile per le imprese trovare lavoratori. “E’ una vera emergenza – ha detto il presidente della Cna, onfederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Dario Costantini, all’assemblea annuale – da Nord a Sud. Nel 2021 soltanto il 13% delle aziende trovava profili idonei alle proprie necessità. Quest’anno la percentuale scende all’11%. Invece, il 33% non riesce a trovare alcun candidato”.

Secondo la Cna occorre un intervento forte in quanto “nei prossimi cinque anni le piccole imprese avranno bisogno di 750mila lavoratori – ha aggiunto Costantini – e l’inverno demografico non è una prospettiva ma una realtà”.

“Costi energetici insostenibili e la burocrazia sono i due principali ostacoli allo sviluppo e alla competitività delle imprese”, ha poi evidenziato il presidente della Cna, Dario Costantini, nel corso dell’assemblea annuale, sottolineando che “il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è tornato ai livelli pre-crisi, ma le piccole imprese pagano bollette che mostrano un incremento del 50% rispetto al 2021”.

Costantini ha lamentato che la legge di bilancio non ha affrontato il tema energia: “Gli oneri di sistema in Italia sono oltre il doppio rispetto ai concorrenti europei e non possiamo continuare a pagare bollette dove la componente energia non arriva al 50% del totale”. Oltre a riformare la composizione della bolletta “è necessaria più concorrenza – ha aggiunto – la liberalizzazione ha prodotto benefici soltanto per gli operatori”. Sulla burocrazia “abbiamo presentato 100 proposte di semplificazioni a costo zero per lo Stato – ha concluso – ma che farebbero risparmiare 7miliardi alle imprese e 50 ore di lavoro”.

Ex Ilva, a Genova tensione in prefettura: polizia usa lacrimogeni

Genova, 4 dic. (askanews) – Momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova all’arrivo del corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

I manifestanti hanno trovato la strada chiusa da alcuni alari della polizia e hanno iniziato a battere contro le griglie metalliche con i caschi da lavoro lanciando fumogeni, petardi e uova verso le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. In piazza anche una pala meccanica e altri mezzi da lavoro.

Ex Ilva, a Genova in migliaia in piazza contro il "ciclo corto"

Genova, 4 dic. (askanews) – A Genova sono migliaia i lavoratori scesi in piazza questa mattina per lo sciopero generale cittadino dei metalmeccanici indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb in solidarietà con le proteste degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano contro il piano per il ciclo corto presentato dal governo.

Secondo gli organizzatori, sarebbero circa 5 mila i lavoratori che stanno partecipando alla manifestazione diretta in prefettura. In piazza anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma.

“Chiediamo a Giorgia Meloni – ha detto De Palma – di convocare un tavolo a Palazzo Chigi, che venga cancellato il piano di chiusura di fatto di tutti gli stabilimenti ex Ilva in Italia. Per fare questo è necessario che ci sia il piano dì decarbonizzazione e di continuità produttiva e occupazionale. Questo si fa con una partecipata pubblica che consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di difendere i lavoratori e il futuro dell’industria nel nostro Paese”.

Crosetto: lo scudo spaziale per l’Italia è irrinunciabile e non più rinviabile, costa 4,4 miliardi

Roma, 4 dic. (askanews) – Le minacce alla sicurezza arrivano dal da attacchi aerei, droni, dal dominio dello spazio, e dalla cyberguerra, dalla guerra cognitiva, dalla guerra ibrida che mina le istituzioni democratiche: è il quadro tracciato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, illustrando il documento programmatico pluriennale per la Difesa alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera, che rilancia anche il progetto dello scudo spaziale nazionale.

“Il contesto globale in cui ci muoviamo segna una crescente e diffusa instabilità. Il Mediterraneo allargato è un’area di priorità mentre il Mediterraneo in senso stretto è cruciale per l’approvvigionamento energetico e interscambio commerciale”: lo ha ricordato il ministro della Difesa. E “la resilienza nazionale assume un ruolo fondamentale soprattutto nella protezione delle infrastrutture critiche vulnerabili ad attacchi ibridi e fisici”.

“Gli Stati Uniti stanno accelerando sul sistema Golden Dome, mentre l’Europa e la Nato comprendono più che mai come sia la terza dimensione quella da cui attenderci una minaccia fisica”, ha sottolineato Crosetto, illustrando il documento che punta l’attenzione sulla terza dimensione nel settore Difesa, ovvero l’aria e lo spazio. Ma “minacce e attacchi arrivano senza soluzione di continuità nel dominio cibernetico, della disinformazione e della guerra cognitiva e ibrida per minare le istituzioni democratiche”, ha proseguito il ministro.

“Il dominio spaziale – ha avvertito Crosetto – è sempre più centrale nello sviluppo tecnologico e presenta rischi legati allo spionaggio e al sabotaggio che possono compromettere servizi ormai indispensabili”. Il conflitto ucraino è divenuto “una ‘war of drones’ caratterizzato da un sempre più rapido ciclo di innovazione tecnologica”, ha ricordato il ministro della Difesa, sottolineando che “le tecnologie emergenti e dirompenti assumono un ruolo chiave nelle dinamiche strategiche e militari industriali e la crescente accessibilità a nuove tecnologie consente anche a soggetti ostili di acquisire strumenti avanzati a basso costo difficili da identificare e contrastare, come droni e minidroni”. Quindi, una delle priorità del programma di rinnovamento della Difesa è il “Dome nazionale, lo scudo: non è singolo sistema ma un’architettura protettiva” che garantisca “superiorità aerospaziale, difesa missilistica e in prospettiva, ma non oggi, antidrone”, ha ribadito il ministro della Difesa, aggiungendo: “È un sistema che non abbiamo mai avuto e ormai irrinunciabile, per cui è previsto un investimento di 4,4 miliardi di euro” ha proseguito, ricordando come si tratti di “una necessità che nasce dall’esperienza di quello che vediamo succedere in Israele e ogni giorno in Ucraina”.

Anche “il dominio cyber rappresenta una delle dimensioni più strategiche”, in particolare, il Ministro ha sottolineato “tre pilastri fondamentali”: la valorizzazione del dato come risorsa operativa e strategica; la connettività avanzata; e la sicurezza cyber intesa in senso pieno, con un investimento di 500 milioni di euro l’anno in parte già avviati.

“Oggi non sappiamo se l’evoluzione tecnologica quantistica non renda le attuali possibilità di difesa cyber inutili o non dia una sicurezza tale da rendere inutili gli attacchi, e questo dà l’dea del mondo in cui viviamo e la velocità che dobbiamo affrontare nel pensare alla Difesa”, ha concluso.

“L’esigenza odierna è chiara: costruire uno strumento in grado di operare in quello che si chiama multidominio, mantenendo un equilibrio nella delicata alchimia tra forze convezionali e alta tecnologia”, ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, illustrando il documento programmatico pluriennale per la Difesa.

La tecnologia “deve stare nei nostri sistemi d’arma e rappresenta l’unico vantaggio possibile nei confronti dei nostri competitor; la tecnologia non sostituisce l’uomo ma ne amplifica le capacità di forza, e ci consente di dominare i nuovi terreni di confronto”, ha concluso il ministro della Difesa.

Poste Italiane, premio giornalistico Tg Poste a una 29enne romana

Roma, 4 dic. (askanews) – Bianca Michelangeli, giornalista romana di 29 anni, è la vincitrice della seconda edizione del Premio giornalistico TG Poste. La proclamazione, riporta un comunicato, è avvenuta nel corso di una serata che si è svolta alla Casina Poste di Roma alla presenza dei vertici di Poste Italiane e di una vasta rappresentanza di Direttori di testate nazionali e locali di stampa, tv e web.

Michelangeli riceverà una borsa di studio per un corso di alta formazione alla London School of Journalism e vivrà un’esperienza professionale nell’area Comunicazione di Poste Italiane insieme agli altri finalisti: Alessio Garzina, (28 anni, Roma) e Francesco Gaudiosi (29 anni, Napoli).

Il Premio TG Poste è stato lanciato da Poste Italiane per valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano interpretare la professione sperimentando tecniche nuove, linguaggi narrativi inediti e punti di vista originali. Secondo la Giuria dei Direttori la vincitrice si è distinta “per aver raccontato con chiarezza e sensibilità il divario digitale attraverso tre generazioni, mostrando come gli strumenti di Poste Italiane possano favorire inclusione, consapevolezza e opportunità per tutti”. I primi tre classificati sono stati premiati dai vertici di Poste Italiane e vivranno un’esperienza di lavoro nell’area Comunicazione del Gruppo.

“Faccio le mie congratulazioni alla vincitrice e ai finalisti di quest’edizione – ha commentato la Presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere – Sono molto soddisfatta del gran numero di candidati, soprattutto donne, che anche quest’anno ha voluto concorrere al Premio, segno della credibilità e del prestigio che quest’iniziativa ha ottenuto nel campo giornalistico”.

“Poste Italiane è impegnata a investire nell’eccellenza e a porre i giovani talenti al centro della propria strategia di innovazione. L’eccellenza per noi non è solo un obiettivo, ma uno degli elementi cruciali della nostra cultura aziendale. La comunicazione, in particolare, è un’area chiave e con soluzioni narrative originali informiamo tutti i giorni i cittadini, gli azionisti e gli stakeholder con la massima trasparenza e chiarezza” ha dichiarato l’AD di Poste Italiane, Matteo Del Fante.

TG Poste, prosegue il comunicato, il telegiornale di Poste Italiane, apre ogni giorno in diretta alle 12 una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti avvenimenti italiani e internazionali, approfonditi grazie al contributo di esperti, proponendo poi in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana. Il TG Poste è visibile negli uffici postali di tutta Italia, sul sito poste.it, sul sito, l’app del TG Poste e sui canali social di Poste Italiane.

All’evento di premiazione è stato presentato anche il calendario filatelico del 2026 dedicato agli sport invernali con l’obiettivo di valorizzare atleti e discipline che rappresentano l’eccellenza italiana. Poste Italiane conferma così il proprio impegno a sostegno dello sport come strumento di inclusione, partecipazione e sviluppo.

Putin: la Russia avrà il Donbass, per negoziato o con le armi

Roma, 4 dic. (askanews) – La Russia assumerà il controllo di tutto il Donbass, che sia per via negoziale o con le armi: lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin, intervistato da India Today.

“O liberiamo questi territori con la forza delle armi, oppure le truppe ucraine si dovranno ritirarsi e smetteranno di uccidere la gente”, ha avvertito.

Il presidente russo ha in ogni caso definito “assai utile” l’incontro tenuto martedì con gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner. È stata una conversazione molto necessaria: non avevamo ancora visto quello che gli americani ci hanno portato ora, quindi abbiamo dovuto esaminare quasi ogni punto, ecco perché ci è voluto così tanto tempo” ha spiegato Putin, nell’intervista di India Today.

Putin ha infine precisato che le proposte portate dagli Stati Uniti a Mosca si basavano, in un modo o nell’altro, sui suoi accordi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Alaska. I rappresentanti statunitensi sono attualmente impegnati nella diplomazia della navetta, mantenendo i contatti con Russia, Europa e Ucraina, ha inoltre spiegato Putin: “Cosa stanno facendo? Diplomazia della navetta. Hanno parlato con il rappresentante ucraino, poi hanno parlato con gli europei, poi sono venuti da noi e poi hanno un altro incontro con ucraini ed europei”.

Il presidente venezuelano Maduro: colloquio cordiale con Trump, avanti con la diplomazia

Roma, 4 dic. (askanews) – Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha confermato di aver avuto un colloquio telefonico con l’omologo statunitense Donald Trump, aprendo la possibilità di un dialogo fra i due Paesi.

“Ho ricevuto una chiamata e ho parlato con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump; posso dire che la conversazione è stata rispettosa, persino cordiale. Inoltre, se questa chiamata significa che si stanno compiendo passi verso un dialogo rispettoso tra Stati, tra Paesi, allora benvenuti al dialogo, benvenuti alla diplomazia, perché cercheremo sempre la pace”, ha concluso.

Trump da parte sua ha dichiarato in conferenza stampa alla Casa Bianca che per quanto riguarda i raid contro i narcotrafficanti “molto presto inizieremo a svolgere operazioni via terra, perché conosciamo ogni strada, ogni casa. Sappiamo dove producono questa spazzatura (…) e penso che presto li vedrete anche via terra”.

Ucraina, Trump: Putin vuole mettere fine alla guerra

Milano, 4 dic. (askanews) – “Putin vuole mettere fine alla guerra” con l’Ucraina, “questa è stata la loro impressione”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump riportando oggi alla Casa Bianca quanto gli hanno riferito Steven Witkogg e Jared Kushner dell’incontro che hanno avuto a Mosca con il presidente russo. “Un incontro molto buono, vediamo quello che succede, quello che è venuto fuori non posso dirlo”, ha poi aggiunto, sottolineando che i suoi inviati hanno avuto la sensazione che il presidente russo “vorrebbe finire la guerra”.

“Io penso – ha aggiunto Trump – che gli piacerebbe tornare a una vita normale, penso che vorrebbe fare affari con gli Stati Uniti, sinceramente, invece di perdere migliaia di soldati ogni settimana”.

Gli inviati speciali della Casa BInaca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, oggi incontreranno il caponegoziatore ucraino Rusten Umerov a Miami: è quanto riporta l’agenzia di stampa Associated Press.

Malgrado l’ottimismo espresso alla vigilia dallo stesso Trump il vertice fra Witkoff, Kushner e il presidente russo Vladimir Putin si è chiuso senza che siano stati registrati progressi verso una soluzione pacifica del conflitto.

Europa disunita, un regalo a Trump. E a Putin

Lillusione del ritorno alla normalità”

Sono in molti, fra gli europei, a considerare la nuova presidenza Trump come un periodo transitorio di difficoltà nel rapporto fra alleati sancito, ormai 80 anni fa, dalla Carta Atlantica. E a immaginare che alla sua conclusione, o finanche un poco prima, tutto tornerà come una volta. Ma non sarà così, anche nella sospirata ipotesi del ritorno di un democratico alla Casa Bianca. Anche nell’eventuale approdo a Pennsylvania Avenue di Marco Rubio, un repubblicano iper-conservatore ma ancora tradizionale, e quindi affezionato all’alleanza occidentale. Certamente no se dovesse vincere le elezioni del 2028 l’attuale vicepresidente, avversario dichiarato del Vecchio Continente.

Qualcosa di grosso è accaduto negli Stati Uniti d’America e i suoi effetti negativi per gli europei possono senz’altro dispiacere, molto, a quanti di noi hanno sempre mostrato riconoscenza per il contributo decisivo che i soldati a stelle e strisce fornirono per sconfiggere il nazismo, orrendo cancro incistato sul corpo del nostro continente. E hanno sempre visto negli USA un presidio di libertà e democrazia, oltre che di inarrestabile voglia di futuro e di capacità di costruirlo: nelle scienze, nella tecnologia, nello sport, nelle arti. Anche a costo di non vederne, o di sottovalutarne – sbagliando – gli eccessi capitalistici o le profonde cicatrici non rimarginate del tutto dovute alla questione razziale.

UnEuropa sociale più avanzata ma militarmente dipendente

Cantori e amanti dell’American Way of Life in realtà noi qui in Europa abbiamo saputo costruire un modello sociale più avanzato e più equo, invidiabile da chiunque nel mondo. Ma per riuscirci ci siamo avvalsi in misura non certo irrisoria delle risorse americane poste attraverso la NATO nel comparto Difesa. Un investimento – redditizio per altri versi, ma comunque obiettivamente anche oneroso – che gli Stati Uniti avevano tutto l’interesse a garantire sintanto che il confronto mondiale fosse rimasto quello con l’Unione Sovietica ma che si sarebbe mostrato troppo pesante nel momento in cui le cose fossero cambiate.

Dalla fine dell’URSS all’emersione della Cina come player planetario di primaria potenza sono trascorsi vent’anni – i Novanta dello scorso secolo e gli Zero di questo – che hanno completamente mutato lo scenario, convincendo nel tempo gli americani che l’onere atlantico era divenuto eccessivo. A maggior ragione dopo la decisione strategica denominata “Pivot to Asia”, che mutò le priorità oceaniche di Washington, spostandole nel Pacifico.

Da Obama a Trump: lo scacco di Bruxelles

Così, fu già Obama a reclamare un contributo europeo maggiore di quello, minimo sin lì, versato per garantire il funzionamento dell’Alleanza Atlantica. Il primo Trump e così pure il suo successore Biden rinnovarono la richiesta. Senza ottenere molto, però. Ora il secondo Trump non solo l’ha ribadita con tono ultimativo, ma l’ha quasi triplicata nell’importo. Portando a casa il risultato, questa volta.

Gli europei hanno dovuto chinare il capo, consapevoli di non essere in grado di difendersi da soli. Colpevolmente non hanno affrontato il tema per tutti questi anni di pace. Hanno compreso solo dopo mesi di eroica difesa del popolo ucraino che les cose dal febbraio 2022 erano cambiate. Forse per sempre, certamente ora e per un bel po’. È stato Putin a dircelo, con le parole, alla Conferenza di Monaco del 2012 e poi con una lunga intervista al Financial Times nel 2019; e con i fatti, in Crimea nel 2014 e nel Donbass appunto nel 2022.

Putin e Trump: la convergenza dellanti-Europa

Sia Putin sia Trump detestano l’Europa. Non la vogliono vedere unita, for ragioni prevalentemente di business il primo, soprattutto di natura geopolitica il secondo. Preferiscono rapporti bilaterali con le singole nazioni, evidentemente più deboli, meno competitive.

Per gli USA di oggi i singoli paesi sono ancora degli alleati, ai quali far pagare la partecipazione alla NATO, con i quali realizzare buoni affari (“buy American”), ma tutto sommato ancora alleati. La UE no, la UE è un avversario.

Per la Russia l’Unione è un nemico, mentre le singole nazioni potrebbero essere se non amiche almeno buoni partner commerciali. E per questo favorisce con i mezzi oggi resi possibili dalla tecnologia digitale il crescere del sovranismo populista ovunque possibile. Individuando le realtà più permeabili, e l’Italia è una di queste.

Un vuoto di leadership che costa caro

In questa condizione occorrerebbe un sussulto di dignità, unito alla consapevolezza che per troppo tempo si è delegata la nostra sicurezza agli americani e che dunque bisogna ora provvedere da soli, unitariamente.

Ma paiono assenti leader in grado di innescare un cambio di passo. E l’unico che forse potrebbe riuscirci, Mario Draghi, è confinato ai margini, autorevole relatore in qualche convegno e nulla più.

In questa assenza cresce lo spazio per i cantori del nazionalismo antiunitario. Con grande soddisfazione di Trump. E di Putin.

Il nuovo Leviatano è l’algoritmo: democrazia, mercato e il dominio dei dati

Oltre la vendita di prodotti: la merce siamo noi

Il concetto di capitalismo della sorveglianza è stato coniato dalla studiosa Shoshana Zuboff, professoressa della Harvard Business School. Questa nuova forma di capitalismo non si basa sulla vendita di prodotti per ottenere profitti ma, nell’era digitale, si concentra sull’estrazione e sull’analisi dei dati comportamentali umani generati dalle attività online, allo scopo di renderli profittevoli.

Il processo inizia con l’estrazione dei dati raccolti attraverso le interazioni con la tecnologia. Anche se grezzi, questi dati vengono poi combinati con tecniche di intelligenza artificiale e machine learning per produrre previsioni sui futuri comportamenti di acquisto o addirittura per misurare la propensione politica degli utenti. Questi “prodotti” vengono quindi venduti ad acquirenti come aziende — inserzionisti, banche, assicurazioni, ecc. — che, in questo modo, possono influenzare i nostri comportamenti. L’obiettivo ultimo non è soltanto rendere più efficiente il processo di vendita dei beni, ma, attraverso l’ingegneria del comportamento, esercitare un controllo sociale.

Zuboff osserva che il problema non è soltanto una violazione della privacy, ma rappresenta una minaccia esistenziale per la democrazia e per l’autonomia umana.

E-commerce e algoritmi: il libero arbitrio aggirato

Un esempio concreto è l’e-commerce: l’estrazione dei dati personali avviene in ogni ricerca. Ogni parola chiave digitata, anche se non porta all’acquisto, rappresenta una preferenza; il tempo di permanenza su un determinato prodotto comunica un interesse; il cestino e la lista dei desideri segnalano incertezze o bisogni non soddisfatti.

Attraverso queste tecniche il libero arbitrio del consumatore viene sistematicamente bypassato. L’acquisto viene analizzato in termini di comportamento futuro e venduto come previsione; il sistema lavora affinché tale previsione si avveri.

Questa nuova forma di capitalismo non si limita ai siti web o ai social media.

LIoT come strumento di estrazione: il caso dellaspirapolvere robot

Un altro esempio tangibile è l’aspirapolvere robot, che non è un semplice elettrodomestico ma un dispositivo IoT (Internet of Things) che raccoglie dati fondamentali per le aziende.

Dotato di strumenti sofisticati, estrae informazioni che vanno oltre la semplice navigazione. Eccone alcune:

  • mappatura dettagliata della casa
  • posizionamento degli oggetti
  • contesto economico e sociale (ad esempio, lo status economico degli abitanti)

Con questa varietà di informazioni è possibile dedurre valori immobiliari, rischio assicurativo e possibilità di pubblicità mirata (per arredi, detergenti, soprammobili, ecc.).

Si può quindi affermare che, mentre il robot pulisce i pavimenti, la sua vera missione economica è mappare e sorvegliare la vita privata per alimentare il mercato dei comportamenti futuri.

 

Lunica difesa possibile: regolazione e democrazia

Come si può contrastare questa nuova modalità di intendere il capitalismo, che nella sua essenza dovrebbe rappresentare la concorrenza tra diversi soggetti e dunque la libera scelta del consumatore, e non una sua perdita di autonomia?

La risposta è che, di fronte ai giganti della tecnologia, l’unica vera arma è la regolamentazione che la politica riesce a produrre, pur lasciando al mercato la capacità di agire.

Le recenti polemiche tra USA e UE mostrano che, da parte dei primi, vi è la volontà di una totale deregolamentazione di questo mercato, sposando pienamente il capitalismo della sorveglianza e accusando gli europei di un eccesso di burocrazia.

Ma se vogliamo mantenere salda la democrazia — soprattutto considerando che questi strumenti possono influenzare pesantemente i comportamenti politici della comunità — dobbiamo proseguire senza tentennamenti sulla strada delle normative e della sorveglianza (quella politica) su aziende che perseguono non solo il profitto, ma anche il controllo futuro della società.

Inclusione senza motore: il nuovo Piano Disabilità e la politica delle buone intenzioni

Un meta-piano che non distribuisce responsabilità

Sul suo sito, Carlo Giacobini legge il documento approvato dall’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità (Bozza del “Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l‘inclusione delle Persone con Disabilità“), come un “meta-piano”: un testo elegante, ricco di tavoli e articolazioni, ma povero di leve operative.

La promessa di realizzare il “Progetto di Vita” — cuore delle riforme recenti — si scontra con la clausola di invarianza finanziaria: tutto va fatto “con le risorse già previste a legislazione vigente”. Un ossimoro, perché l’inclusione intensiva richiede investimenti aggiuntivi; se non arrivano, si ricorre al gioco a somma zero: dare di più a qualcuno sottraendo a qualcun altro.

La conseguenza è politica, non tecnica: i diritti vengono tradotti in procedure, mai in obblighi.

Il vocabolario che accarezza, non governa

Nel Piano prevalgono verbi gentili: “promuovere”, “favorire”, “sostenere”. Quasi assente il verbo che conta: garantire.

Nessun vincolo, nessun principio sanzionatorio. Ed è qui che Giacobini inserisce la critica più tagliente: il testo ignora il Decreto Legislativo 222/2023, che impone alle Pubbliche Amministrazioni di inserire obiettivi di accessibilità nel Piano della Performance e lega la retribuzione dei dirigenti al loro raggiungimento.

Siamo, nota l’autore, di fronte a un arretramento: esiste già uno strumento fortissimo, ma il Piano sceglie la via delle “buone pratiche”, senza impegni vincolanti.

Linee guida e progetti pilota sostituiscono doveri, target, responsabilità.

Indicatori di processo, non di impatto

Il sistema di monitoraggio fotografa la stessa fragilità: gli indicatori misurano azioni, non risultati.

Conta se è stato aperto un tavolo, non se si riducono tempi di attesa, esclusione sociale, abbandono scolastico. Nessun target numerico: né aumento dell’occupazione, né accesso alle cure, né sostegni personalizzati.

Manca perfino un punto zero statistico. Senza conoscere lo stato di partenza, ogni monitoraggio diventa autocelebrativo: il Piano valuta l’attuazione di se stesso, non l’effetto sulla vita delle persone.

Le tre voragini: giovani adulti, lavoro, segregazione

Il capitolo sulla transizione alla vita adulta è, per Giacobini, un vuoto programmatico.

Non compaiono servizi ponte 16–24 anni, né équipe dedicate, né protocolli stabili di continuità educativa e sanitaria. Persino i temi dell’autonomia, dell’affettività, della sessualità — diritti concreti, non accessori — sono tabù istituzionali.

Sul lavoro, il Piano ignora il buco nero: l’enorme quota di Pubbliche Amministrazioni inadempienti nel Prospetto Informativo Disabili.

Senza quel dato, la Legge 68/1999 è sostanzialmente paralizzata: le assunzioni obbligatorie restano potenziali.

E sulla segregazione, parola proibita, il documento evita di prendere posizione.

Nulla sulla chiusura di strutture segreganti, nulla sulle regole per “abitare inclusivo”, nessun riferimento al Commento Generale n. 5 del Comitato ONU. Il problema è strutturale, ma trattato come una mera “area tematica”.

Una riforma alla porta

La lettura di Carlo Giacobini è severa: il Piano non ha i muscoli per essere politica pubblica. Non vincola, non sanziona, non misura.

Così la riforma che prometteva un cambio di paradigma rischia di rimanere confinata nelle slide: la vita quotidiana di milioni di persone continua a dipendere dal grado di fortuna burocratica, dal comune di residenza, dall’ufficio competente.

Per leggere il testo di Carlo Giacobini clicca qui 

Dentro il carcere, oltre il pregiudizio

Il carcere come soglia

Nell’immaginario collettivo la prigione resta luogo di esclusione, punizione, annientamento. Dionisi rovescia il paradigma: le celle diventano stanze di consapevolezza, in cui il tempo non serve solo a espiare, ma a comprendere e a ricostruirsi. Non c’è improvvisa redenzione né retorica della seconda possibilità: ci sono percorsi lenti, talvolta incerti, che restituiscono alla persona la capacità di nominare sé stessa, studiare, imparare a convivere con la propria storia. È un ribaltamento che interpella lo Stato e, soprattutto, la società civile: se la pena è solo reclusione, diventa vendetta; se è anche educazione, torna a essere giustizia.

Le voci dietro le sbarre

Il valore del libro sta nelle testimonianze. Operatori, detenuti, volontari, cappellani: un microcosmo che la politica cita spesso ma ascolta raramente. Dionisi — ideatore dei programmi radiofonici “Il Vangelo dentro” e “I Cellanti” — non osserva da lontano: entra nelle carceri, registra sentimenti, paure, resistenze. C’è chi commette errori gravissimi, chi tenta di rialzarsi, chi fallisce. Eppure ciascuno conserva una dignità inviolabile. È il cuore della Costituzione: la pena deve tendere alla rieducazione, non alla demolizione morale. Non è un dettaglio giuridico, ma un imperativo umano.

Una domanda che ci riguarda

La prefazione di Antonio Tajani richiama la responsabilità collettiva: il carcere non è un recinto da dimenticare, ma uno specchio della società. Come trattiamo chi ha sbagliato rivela ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. La risposta non può essere delegata solo alle istituzioni: occorrono politiche, professionalità adeguate, programmi seri di reinserimento. Ma occorre anche una cultura della comprensione, capace di restituire nome e volto a chi vive “dietro”. In questo saggio, Dionisi ci invita a non voltare lo sguardo, ricordando che le prigioni più difficili da aprire sono spesso quelle interiori.

Calcio, Coppa Italia, Inter-Venezia 5-1 nerazzurri ai quarti

Roma, 3 dic. (askanews) – L’Inter travolge il Venezia e vola ai quarti di finale di Coppa Italia: a San Siro finisce 5-1, con i nerazzurri che sfideranno ora Roma o Torino. La squadra di Chivu vola sul 2-0 nel giro di pochi minuti con Diouf (18′) e Pio Esposito (20′), poi Thuram tra fine primo tempo (34′) e inizio ripresa (51′) chiude i conti. Per i lagunari c’è la soddisfazione della rete di Sagrado (66′), poi il gran gol di Bonny (76′) completa il tabellino.

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0, qual. Atalanta Napoli-Cagliari 10-9 dcr (1-1 reg.), qual. Napoli Inter-Venezia 5-1, qual. Inter Bologna-Parma (giovedì 4 dicembre ore 18) Lazio-Milan (giovedì 4 dicembre ore 21)

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna/Parma-Lazio/Milan Juventus-Atalanta

Inter- Roma/Torino Napoli – Fiorentina/Como

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.

Farmaci, Senato: tavolo per nuovo modello di accesso precoce

Roma, 3 dic. (askanews) – Garantire ai pazienti italiani un accesso tempestivo alle nuove terapie, colmando la distanza tra i tempi che separano l’approvazione europea dei trattamenti dalla loro effettiva disponibilit, senza costi aggiuntivi per il Servizio Sanitario Nazionale. questo l’obiettivo del Tavolo di lavoro istituzionale sull’accesso precoce ai nuovi farmaci che si apre oggi al Senato della Repubblica su iniziativa del Sen. Francesco Zaffini, Presidente della 10 Commissione permanente (Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale).

In particolare, a margine dell’evento, il Sen. Zaffini ha dichiarato: “Ci sono due temi da approfondire, in termini di giustizia e di economicit. Garantire le nuove terapie in tempi rapidi e tempestivi non vuol dire soltanto gestire il progredire della patologia, ma comporta anche dei risparmi sensibili in termini di spesa corrente per il SSN”.

Durante il confronto tra Istituzioni ed esperti dal titolo “Nuova policy di accesso ai farmaci: una svolta per il Servizio sanitario nazionale” sono stati presentati i risultati di un nuovo studio realizzato dal prof. Fabrizio Gianfrate, economista sanitario e docente presso diverse universit italiane e sostenuto da argenx Italia: “Ad oggi AIFA impiega, dall’approvazione alla disponibilit effettiva del farmaco, circa 17 o 18 mesi. Grazie alla nostra proposta, questo arco temporale pu ridursi fino a 15 giorni. Adottando uno schema che viene impiegato in Francia ed in Germania, i tempi vengono abbreviati a costo zero”.

In merito si espresso anche Fabrizio Celia, Amministratore Delegato argenx Italia: “La nostra proposta di policy nasce dalla consapevolezza che oggi l’innovazione farmacologica fondamentale, ma non sufficiente. Infatti, necessario prevedere tempi pi rapidi per la messa a disposizione delle innovazioni a favore dei pazienti che, ad oggi, a causa del carico delle loro patologie, non hanno la possibilit di attendere”.

Una giornata di confronto che ha permesso di mettere in luce problemi e soluzioni per accelerare l’accesso ai nuovi farmaci.