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BBVA celebra quarto anno in Italia: obiettivo 1 mln di clienti entro 2026

Milano, 3 dic. (askanews) – BBVA celebra il quarto anniversario della sua banca digitale in Italia, che ha già superato gli 800mila clienti, ponendosi l’obiettivo di raggiungere il milione nel 2026. L’annuncio oggi a Milano nel corso di un evento per celebrare il quarto anniversario della presenza del colosso bancario spagnolo nel settore del digital retail banking in Italia, alla presenza del Ceo del gruppo BBVA Onur Genç.

“Stiamo andando benissimo in Italia e siamo veramente felicissimi, siamo due anni in anticipo sul business plan. Siamo entrati quattro anni fa nel mercato italiano e abbiamo avuto talmente successo che abbiamo deciso di celebrarlo”, ha sottolineato Genç che ha escluso qualsiasi interesse di M&A nel nostro Paese. “Siamo qui oggi come banca digitale e nel futuro solo digital banking, digital banking”, ha detto.

Da novembre dello scorso anno, BBVA Italia ha aumentato la propria base clienti del 35% e ha visto il volume dei finanziamenti erogati crescere di otto volte, arrivando a erogare un totale di 1.800 mutui. Per raggiungere questi obiettivi potenzierà la propria offerta di mutui e carte di credito e amplierà il catalogo di prodotti d’investimento, finora limitato ad alcuni fondi. All’inizio del prossimo anno lancerà una gamma di Etf e potenzierà il proprio team locale con nuovi consulenti specializzati. “L’obiettivo è di raggiungere un milioni di clienti il prossimo anno, ma soprattutto diventare la banca principale di buona parte di questi clienti”, ha affermato Walter Rizzi, responsabile della banca digitale di BBVA in Italia. “Vogliamo crescere non solo in termini numerici, ma anche accompagnare in modo più completo la vita finanziaria di chi ci ha già scelto. Perchè oggi il 31% dei clienti italiani ha una banca digitale ma solo l’8% degli italiani utilizza la banca digitale come banca principale di riferimento. Cosa manca? Fiducia nella controparte e percezione di sicurezza, gamma di prodotti completa e servizi facilmente accessibili – ha spiegato -, e queste tre cose sono i nostri punti di forza rispetto alle altre banche digitali. BBVA è una banca che ha 80 milioni di clienti al mondo, siamo secondi in Europa per capitalizzazione, siamo una banca sicura per affidare i propri risparmi e bisogni”.

Guardando al 2026, la strategia della banca prevede lo sviluppo di un modello di consulenza accessibile a tutti i clienti, che combinerà supporto personale e tecnologia, con un ruolo centrale dell’IA nelle prossime versioni dell’app. “Con quest’anno – ha spiegato Rizzi – cominceremo a dare un supporto nella scelta, nella comprensione del prodotto di investimento, ma non abbiamo un piano di aprirci a una rete di consulenti sul territorio, non è nei nostri programmi in questo momento, vogliamo rimanere una banca digitale”.

Manovra, la Bce all’Italia: riconsiderare le misure sull’oro di Bankitalia

Roma, 3 dic. (askanews) – “Non è chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione. Per questo motivo, e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione, le autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione, anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al Sebc della Banca d’Italia ai sensi del trattato”. E’ la posizione espressa dalla Banca centrale europea, in un parere pubblicato sul portale Ue (lex-europa) in merito alle ipotesi che circondano le riserve di oro della Banca d’Italia.

Pietrangeli, Onorato: ambasciatore di Roma, gi renderemo omaggio

Roma, 3 dic. (askanews) – “Nicola Pietrangeli non solo per Roma ma per il Paese stata un’icona sportiva e di stile, di simpatia, anche le sue critiche hanno dimostrato sempre grande intelligenza; per tutti noi stato anche un amico, si occupato a Roma di sport, abbiamo potuto prendere spunto da un tennis grande che tornato grande”.

Cos l’assessore capitolino al Turismo, Grandi Eventi e Sport Alessandro Onorato ha ricordato Nicola Pietrangeli, alla camera ardente al Foro Italico a Roma.

” stato un ambasciatore di Roma nel mondo, gli renderemo omaggio come giusto che sia, per noi una persona eterna, non ci abitueremo all’idea di non incontrarlo per le strade, agli Internazionali di tennis, una gigantesca perdita” ha aggiunto. E su eventuali altre iniziative del Comune di Roma in suo onore, ha affermato: “Il Comune far di sicuro ogni passo per renderlo ancora pi eterno, anche per le nuove generazioni, io stesso non ero nato quando vinceva, per ho avuto la possibilit di crescere anche nel suo esempio, si deve trasmettere l’eredit di questo grande campione” ha aggiunto.

Meloni: a Gaza tregua fragile, ma opportunità irripetibile, sostegno deciso dell’Italia al piano di Trump

Roma, 3 dic. (askanews) – “Sappiamo tutti che questa proposta di pace” per il Medio Oriente “è un’opportunità che potrebbe non ripetersi, ed è per questo che l’Italia intende sostenerla con decisione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo in corso a Manama in Bahrein.

“Il piano presentato dal presidente Trump – ha aggiunto – offre una reale possibilità di costruire un quadro stabile e duraturo di pace e sicurezza, sappiamo bene quanto fragile sia la tregua e quanto lavoro sarà necessario per trasformare questa opportunità in una realtà di lungo periodo. Ma siamo tutti impegnati a sostenere e coltivare l’unità d’intenti dimostrata dalla comunità internazionale a Sharm el-Sheikh, raggiungendo un livello inusuale di condivisione e partecipazione. L’Italia sta facendo la sua parte, sia formando le forze di sicurezza palestinesi sia fornendo il pacchetto di aiuti per la loro conferenza di ricostruzione”.

Resto “convinta che per garantire al Medio Oriente la sicurezza e la stabilità che merita, dobbiamo lavorare per raggiungere la soluzione strutturale dei due Stati. E sappiamo tutti che questo richiede il riconoscimento, da parte di Israele, del diritto dei palestinesi ad avere il proprio Stato, e il riconoscimento definitivo del diritto dello Stato di Israele all’esistenza e alla sicurezza”, ha detto Meloni, durante il suo intervento.

“Sono pienamente consapevole che non si tratta di un percorso facile. Tuttavia, quando guardo ai leader seduti attorno a questo tavolo, sono convinta – ha sottolineato – che tutti noi desideriamo la stessa cosa: un futuro di pace, un futuro di prosperità, un futuro di stabilità. Essere in grado di concentrarci sullo scambio e non sugli atti umanitari, sulla strategia e non sull’emergenza, sulla stabilità e non sulla precarietà”.

Pietrangeli, Malag: giorno meno triste perch ne rispettiamo volont

Roma, 3 dic. (askanews) – “Una grande giornata di tristezza, forse l’unica cosa che rende meno triste questo momento che siamo qui rispettando proprio le sue volont, che aveva raccontato anche pubblicamente”.

Cos il presidente della Fondazione Milano-Cortina ed ex presidente del Coni, Giovanni Malag, alla camera ardente di Nicola Pietrangeli al Foro Italico, parlando proprio della commemorazione studiata nei dettagli dal grande tennista.

“Negli ultimi giorni addirittura volevo fare un ripasso, parlandone sia con i figli, con il suo collaboratore domestico, sbagliata solo l’ora delle esequie, perch voleva farle a mezzogiorno, per ovviamente un luogo laico e quindi bisognava incastrare questa cerimonia che stata organizzata per nel pieno di quelle che erano le sue volont”.

“Lui aveva un desiderio che era un’opportunit, era un privilegio, ma se l’era strameritato sul campo, sembra un gioco di parole, aveva avuto sacrosantamente l’intitolazione di questo luogo in vita, quindi se l’era costruito, poi diceva sempre, anche ultimamente quando faceva un po’ di fatica a muoversi, a camminare, andare a un funerale diceva che era un problema perch non si trova parcheggio, e diceva: qui c’ sicuramente, pi che mai se succede di giorno feriale’…, ecco mi sento di dire che esattamente questo secondo me Nicola, un fenomeno come giocatore, come atleta ma anche scanzonato, ironico, divertente uno che per amore della battuta, paradossamente, avrebbe sacrificato anche qualcosa di pi importante, era questo” ha concluso.

Pietrangeli, Tathiana Garbin: ha portato la luce nel tennis

Roma, 3 dic. (askanews) – Commosso il ricordo di Nicola Pietrangeli di Tathiana Garbin, capitana della nazionale femminile di tennis, che alla camera ardente del campione al Foro Italico ha espresso “l’emozione di vederlo qui nel suo stadio, che lo ricorder per sempre”; “custodiamo un ricordo bellissimo di una persona che sapeva portare il sorriso anche nei momenti pi difficili, riusciva a farci vivere tutto anche in modo pi leggero, dovremmo imparare da lui” ha detto.

“Ha portato la luce nel tennis, con Lea Pericoli ha dimostrato quanto il tennis possa entrare nel cuore delle persone e questo vale solo per chi diventa un mito del tennis internazionale, lui era amato ovunque, non solo in Italia, anche se noi lo proteggiamo come idolo di casa” ha aggiunto.

X Factor 2025-La finale: sfida tra eroCaddeo, PierC, DELIA, rob

Milano, 3 dic. (askanews) – Ore di attesa che chiudono un percorso lunghissimo e appassionante, carico di emozioni e sorprese, ma adesso è arrivato il momento decisivo. Giovedì 4 dicembre, da Piazza del Plebiscito a Napoli, c’è la finalissima di X Factor 2025. Selezioni serrate, 6 puntate dei Live Show, e ora arriva l’ultimo atto, il più bello e il più importante, la notte in cui verrà proclamato il vincitore di quest’anno: dalle ore 21:00, in diretta su Sky, in streaming su NOW, e in simulcast anche in chiaro su TV8 avrà inizio l’ultimo capitolo della gara di quest’anno. Ai nastri di partenza quattro artisti, in una situazione di perfetto equilibrio tra i giudici: DELIA, della squadra di Jake La Furia; eroCaddeo, il cui mentore è Achille Lauro; PierC, seguito da Francesco Gabbani; rob, supportata da Paola Iezzi. Tra loro, solo uno sarà eletto vincitore di #XF2025. A condurre lo show la straordinaria Giorgia, che per tutta la stagione è stata una perfetta padrona di casa, sempre empatica e impeccabile nel suo ruolo di conduttrice.

Per la seconda volta consecutiva la finale si svolgerà ‘in esterna’, nel cuore di Napoli, in Piazza del Plebiscito, per un grande evento gratuito e co-organizzato con il Comune di Napoli. Stretto nell’abbraccio del colonnato della piazza, l’enorme palco a forma di X accoglierà i protagonisti di questa edizione dello show Sky Original prodotto da Fremantle. Un’edizione che rimarrà indimenticabile, nella quale si sono registrati risultati positivi su tutti i fronti, a partire dagli ascolti: complessivamente la fase dei Live Show segna nei primi sette giorni di messa in onda una media di 2 milioni di spettatori in Total Audience (tra pay e free-to-air), sui valori più alti dal 2020 a oggi e in linea rispetto all’edizione di successo dello scorso anno; in particolare, nel giovedì sera i dati sono in crescita sia su pay (media di 780mila spettatori in Total Audience, +3% rispetto a un anno fa) sia su free-to-air (media di 697mila spettatori, in aumento del +4%). In più, considerando le puntate specifiche, in questa edizione ci sono stati il miglior episodio di Last Call e la miglior semifinale delle ultime 5 annate. La crescita dell’edizione sospinge anche gli altri appuntamenti legati allo show: il giovedì sera, l’Ante Factor condotto da Mariasole Pollio – che traghetta gli spettatori verso il Live Show – sale del +14% rispetto a quello dell’anno scorso; invece, nei sette giorni sale del +5% il The Road to X Factor, che il mercoledì sera riassume il lavoro durante la settimana dei concorrenti; in crescita rispetto alla precedente edizione anche il Daily, l’appuntamento quotidiano che segue il lavoro giorno per giorno dei cantanti in gara. In più, i quattro finalisti sono arrivati a questo punto spinti da un volume record di voti: nel corso dei 6 Live, infatti, sono stati espressi oltre 20,2 milioni di voti, circa il 21% in più rispetto alla scorsa stagione (di questi, oltre 5,3 milioni solo nel corso della semifinale, che è risultata la semifinale più votata di sempre nella storia di X Factor). A questi record negli ascolti e nel voting corrisponde anche una conversazione social dai volumi davvero importanti: ad oggi, alla vigilia della finalissima, le interazioni Social TV Audience sono state oltre 5 milioni in Linear e 5,4 milioni in Same Day, numeri in crescita del 34% rispetto a un anno fa.

È possibile ascoltare gli inediti di X Factor 2025 firmati Warner Records e Atlantic Records su tutte le piattaforme digitali.

La finale – che giovedì 4 dicembre avrà inizio alle 21:00 e sarà su Sky Uno e in streaming su NOW, in simulcast anche in chiaro su TV8, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – si svolgerà in tre manche: ‘ la prima sarà libera, dal titolo ‘My Song’, e ogni artista porterà un pezzo che lo rappresenta al meglio: DELIA proporrà uno dei brani napoletani più intensi e conosciuti della tradizione partenopea, Cu’mme, brano scritto nel 1992 da Enzo Gragnaniello ed interpretata da Roberto Murolo e Mia Martini; eroCaddeo presterà la propria voce a L’emozione non ha voce, uno dei brani più conosciuti di Adriano Celentano, che nel 1999 rimase per mesi nelle classifiche di vendita; per PierC invece è il momento di Shallow, la hit resa celebre in tutto il mondo da Lady Gaga e Bradley Cooper; infine, rob sarà alle prese con Città vuota, tra i brani più leggendari di Mina; ‘ a seguire, seconda manche con i quattro Best Of delle proprie esibizioni a X Factor 2025: quattro energici e velocissimi medley che riassumeranno il percorso nello show di ciascuno di loro; ‘ infine, nella terza e ultima manche gli artisti rieseguiranno il proprio inedito. Solo a questo punto arriverà la busta più pesante, più attesa, più importante: quella con il verdetto decisivo del vincitore di #XF2025.

Per votare durante la finalissima, restano valide le modalità usate già durante i Live Show. I canali di voto sono 4, e tutti permettono di esprimere la propria preferenza in modo totalmente gratuito: ‘ WEB: accedendo al sito xfactor.sky.it da desktop o da mobile, loggandosi con il proprio Sky ID oppure registrandosi oppure loggandosi con Facebook, Apple o Google; ‘ App X FACTOR 2025: scaricando gratis l’App X Factor 2025 da Apple Store o, per i dispositivi Android, da Google Play e accedendo alla sezione di voto. Per procedere al voto è necessario fare login con Sky ID o Facebook; Apple Id, Google; ‘ Decoder Sky Q: tasto verde del telecomando; ‘ Sky Glass: tasto interattività del telecomando.

Super ospite della finale di X Factor 2025 sarà Laura Pausini, autentica ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Cantautrice dei record, icona pop a livello globale, più di 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, più di 6 miliardi di streaming, riconosciuta come artista italiana donna più ascoltata all’estero, prima e unica artista italiana a vincere un Grammy Award, Laura – già attesissima sul palco di Piazza del Plebiscito – vanta anche un Golden Globe, una candidatura agli Emmy Awards e agli Oscar. Recentemente ha ricevuto il Billboard Icon Award e il Global Icon Award di Billboard Women in Music, consegnatole al cospetto di Sua Santità Papa Leone XIV.

In Piazza del Plebiscito ci sarà anche Jason Derulo, famoso in tutto il mondo come cantante e autore di canzoni multi-platino, imprenditore visionario, autore di best seller e filantropo impegnato. Con decine di miliardi di stream, le vendite globali di Jason superano i 250 milioni di singoli, con decine di certificazioni multi-platino e platino e canzoni riprodotte in streaming oltre 1 miliardo di volte ciascuna. Alcuni dei suoi successi più noti sono: ‘Wiggle’ [feat. Snoop Dogg], ‘Take You Dancing’, ‘Talk Dirty’ [feat. 2 Chainz], ‘Whatcha Say’, ‘Swalla’ [feat. Nicki Minaj & Ty Dolla $ign], ‘Want To Want Me’ e ‘Savage Love (Laxed – Siren Beat)’ [con Jawsh 685]. Dopo il tour nelle arene del 2004 in cui ha venduto – con la grande richiesta del pubblico – oltre 200.000 biglietti, Jason torna con un tour europeo di 25 date che inizierà alla fine di gennaio e proseguirà fino all’inizio di marzo 2026.

La finale live di X Factor 2025 tornerà quindi a illuminare Piazza del Plebiscito davanti a un pubblico di oltre 16mila spettatori. Una serata spettacolare che rappresenta il culmine di un percorso lungo mesi, frutto del lavoro congiunto non solo di giudici e concorrenti, ma anche dell’intera squadra del programma, guidata dalla capo progetto Paola Costa e dagli autori Giacomo Carrera, Laura Mariani, Lorenzo Campagnari, Elaine Henri, Carlotta D’Ambrosio, Anna Ferrajoli, Alessandro Caruso e Nadia Forini, con la produzione esecutiva di Barnaby Boccoli, Barbara Gerli e Paolo Scarbaci, e la direzione musicale affidata ad Antonio Filippelli. Per la finale 2025, Sky e Fremantle mettono in campo ancora una volta un imponente sforzo produttivo, che coinvolgerà oltre 650 professionisti. L’allestimento prevede 1.000 mq di palco, 500 mq di videowall e 1.000 corpi luminosi. Ben 20 telecamere saranno a disposizione del regista Luigi Antonini, affiancato dal direttore della fotografia Ivan Pierri. La direzione artistica è firmata dai fuoriclasse Laccio e Shake del Modulo Project, che porteranno sul palco 60 artisti, tra cui un corpo di ballo composto da 50 ballerini, impegnati in oltre 20 performance, ciascuna con un proprio visual e una scenografia dedicata. La scenografia è curata da Paola Spreafico, i costumi del corpo di ballo sono firmati da Maria Sabato, mentre lo styling dei concorrenti è affidato a Susanna Ausoni. In totale, saranno utilizzati oltre 200 costumi. A rendere il tutto ancora più spettacolare, anche quest’anno non mancheranno fuochi d’artificio ed effetti speciali a cura di Luca Toscano, che realizzerà una coreografia pirotecnica con 20 postazioni distribuite tra il palco e le terrazze della Basilica.

Prima di salire sull’enorme palco di Piazza del Plebiscito, ad aprire il collegamento con Napoli sarà Mariasole Pollio alla guida dell’ultimo appuntamento con il suo Ante Factor: a pochi metri dalla Piazza, con ospiti, anticipazioni e incursioni speciali, Mariasole sarà in diretta già dalle 20:00 in diretta su Sky Uno, NOW e in simulcast su TV8 per condurci verso lo show e per vivere appieno l’immediata vigilia della finalissima. Sarà un appuntamento speciale e imperdibile in cui verranno raccolte tutte le emozioni e la tensione degli ultimi minuti prima dello show, oltre a svelare un po’ di sorprese della grande notte della finalissima napoletana di X Factor 2025.

Ma lo spettacolo di X Factor non si ferma alla finale. La produzione dello show Sky, infatti, apre le porte a tutti, in particolare alle nuove generazioni che sognano di lavorare nel mondo della musica e della televisione. Il 6 dicembre il Comune di Napoli e l’Assessorato alle Politiche Giovanili e al Turismo, insieme a Fremantle e con la partecipazione di Warner Music, partner del programma, presentano X Factor – La Masterclass, in programma presso l’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli. L’iniziativa è rivolta a giovani cantanti, aspiranti producer e a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alle professioni dell’industria musicale e televisiva. Una giornata di formazione che offrirà ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con i professionisti dei reparti editoriale, musicale, creativo e produttivo di Fremantle e Warner: un’occasione concreta di orientamento, crescita e ispirazione per le nuove generazioni di talenti.

M.O., Meloni: tregua fragile, sostegno deciso Italia a piano Trump

Roma, 3 dic. (askanews) – “Sappiamo tutti che questa proposta di pace” per il Medio Oriente “è un’opportunità che potrebbe non ripetersi, ed è per questo che l’Italia intende sostenerla con decisione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo in corso a Manama in Bahrein.

“Il piano presentato dal presidente Trump – ha aggiunto – offre una reale possibilità di costruire un quadro stabile e duraturo di pace e sicurezza, sappiamo bene quanto fragile sia la tregua e quanto lavoro sarà necessario per trasformare questa opportunità in una realtà di lungo periodo. Ma siamo tutti impegnati a sostenere e coltivare l’unità d’intenti dimostrata dalla comunità internazionale a Sharm el-Sheikh, raggiungendo un livello inusuale di condivisione e partecipazione. L’Italia sta facendo la sua parte, sia formando le forze di sicurezza palestinesi sia fornendo il pacchetto di aiuti per la loro conferenza di ricostruzione”.

Pietrangeli, Zugarelli: Nicola sfid politica, vittoria merito suo

Roma, 3 dic. (askanews) – “Nicola stato l’artefice di quella vittoria, grazie a lui abbiamo avuto la possibilit di andarla a giocare, ha vinto la battaglia politica, contro chi non voleva che si andasse a giocare quella finale”.

Cos Antonio Zugarelli, Tonino per tutti, ha raccontato la vittoria della Coppa Davis nel 1976, in Cile, ricordando il ruolo in quell’occasione di Nicola Pietrangeli, alla sua camera ardente al Foro Italico, che spinse per andare a giocare contro la politica che era contraria a mandare la squadra nel paese governato dal dittatore Augusto Pinochet.

Pietrangeli, Volandri: ci ha insegnato a amare Davis e maglia azzurra

Roma, 3 dic. (askanews) – “Nicola ci ha insegnato ad amare la Davis, il valore di indossare la maglia azzurra, un po’ tutto partito da lui e cos lo vogliamo ricordare” ha detto Filippo Volandri capitano dell’Italtennis, alla camera ardente di Nicola PIetrangeli al Foro Italico.

“Lo abbiamo sempre visto attaccato a questa coppa, mi piace pensare che abbia voluto aspettarci in questa terza vittoria, fa parte di lui” ha detto. “Un’icona, con un tennis elegante, come era lui, lo ricordiamo cos” ha concluso Volandri.

Violenza donne, Schlein: Meloni faccia rispettare accordo

Roma, 3 dic. (askanews) – E’ fondamentale aggiungere il principio del libero consenso per gli atti sessuali nel codice penale codice penale. Lo ribadisce la leader Pd elly Schlein rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni: “Faccia rispettare l’accordo”. Parlando all’evento organizzato da Legacoop sulla violenza contro le donne la leader Pd ha sottolineato: “Abbiamo aggiunto il principio del consenso libero e attuale. Vuol dire che ogni atto sessuale fatto senza consenso è stupro, quindi è reato. E’ importante perché vuol dire che la società non tollera gli atti sessuali non consensuali”.

Per la Schlein “non c’è nessuna inversione dell’onere della prova, al di là delle becere fake-news che abbiamo visto e che evidentemente hanno influenzato la destra. Dicono che serve firmare carte… Non è mai esistito nulla del genere, ma la differenza culturale è enorme”.

Inserire questo principio, ha insistito, è “importante” perché “si sancisce il principio che non basta che la vittima non abbia reagito, urlato, per dire che c’era il consenso”. E il consenso deve essere “attuale, una donna può dire no anche durante un rapporto iniziato consensuale”.

Dunque, ha concluso, “spero che Giorgia Meloni faccia rispettare questo accordo. A noi interessa portare avanti questo risultato molto importante per il paese. Sancire quel principio aiuta le donne. Il reato, per come è scritto ora, parla di violenza e minaccia, come se lo misurasse in base alla forza dell’aggressore e non in base alla libertà della vittima”.

Meloni: pronta a ospitare in Italia vertice Golfo-Mediterraneo

Roma, 3 dic. (askanews) – “Sappiamo tutti che l’importanza del nostro spazio condiviso è destinata solo ad aumentare e che abbiamo bisogno di un dialogo più strutturato, capace di portare a una cooperazione rafforzata, se vogliamo che tutti noi possiamo sfruttare appieno le opportunità offerte dalla nostra centralità geopolitica. Per questo motivo, se l’idea vi piace, vorrei lavorare con voi a un Gcc-Med Summit che, ovviamente, sono pronta a ospitare in Italia, una nazione storicamente e geograficamente al centro di questi spazi, per creare questo nuovo e ambizioso formato di dialogo tra le nazioni del Golfo e del Mediterraneo. Un formato che non intende competere con altre iniziative o forum internazionali né porsi come alternativa ad essi, ma che sappia invece lavorare su complementarità, sinergie e punti di forza reciproci”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo in corso a Manama in Bahrein.

Il Sipario Storico di Spoleto torna a splendere grazie ad AgriEuro

Roma, 2 dic. (askanews) – Ha riportato dopo 25 anni sul palcoscenico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto il suo Sipario Storico, opera realizzata nel 1861 dal maestro Francesco Coghetti. Per questo l’azienda AgriEuro ha conquistato il primo posto al Concorso Art Bonus 2025 indetto dal Ministero della Cultura. Grazie alla donazione di 130.000 euro di AgriEuro srl e al cofinanziamento del Comune di Spoleto di circa 80.000, il capolavoro artistico stato oggetto di un importante intervento di restauro che ha consentito di fermare i gravi problemi conservativi che compromettevano il Sipario – dall’umidit alle deformazioni della tela, fino alle scuciture – restituendo alla comunit un bene culturale dal forte valore identitario.

“Abbiamo sempre sentito questo legame profondo con il nostro territorio, con le nostre radici – ha sottolineato Filippo Settimi, CEO di AgriEuro – cercavamo un modo per provare a restituire qualcosa per il nostro territorio e all’insegna della responsabilit sociale”. “Data la bella esperienza che abbiamo fatto – ha aggiunto – c’ l’intenzione di guardarci intorno, cosa che stiamo gi facendo, di cercare un altro progetto simile che possa valorizzare e restituire qualcos’altro alla nostra citt o alla nostra regione, al nostro territorio; quando troveremo l’occasione giusta, potremo dedicarci nuovamente al restauro”.

La grande tela, realizzata nel 1861 dal maestro Coghetti (11,90 metri in altezza per 13,92 metri in larghezza) raffigura la scena storica di Annibale sconfitto sotto le mura di Spoleto. Nei 25 anni in cui il Sipario stato lontano dalla scena, lo spettatore non ha potuto godere della funzione principale dello stesso: intrattenere artisticamente e culturalmente il pubblico in attesa dello spettacolo.

Oltre alla premiazione, il Ministero della Cultura ha ospitato la tavola rotonda “Valori e prospettive dell’Art Bonus”, per fare il punto sull’utilizzo dell’art bonus e capire cosa richiesto e opportuno fare per sviluppare ulteriormente questo importante strumento fiscale. “L’art bonus va nella direzione che condividiamo, ovvero di creare un rapporto, un’alleanza tra pubblico e privato – ha sottolineato Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla Cultura – perch siamo convinti che per sostenere la cultura in Italia – questo immenso patrimonio che abbiamo – occorre fare in modo che i soldi pubblici, le risorse pubbliche, facciano da innesco alle risorse private. Questo garantirebbe e garantisce anche una maggiore partecipazione alla cultura, che il nostro obiettivo”.

Pietrangeli, il figlio Filippo: tennis stato motore della sua vita

Roma, 3 dic. (askanews) – ” stato un padre esemplare, un campione anche con noi”, cos Filippo Pietrangeli ricorda il padre, Nicola, scomparso a 92 anni, alla camera ardente al Foro Italico. “Un momento emozionantissimo che ricordo quando nel 2023 lo ho accompagnato a Malaga, quando abbiamo rivinto la Coppa Davis” ha raccontato.

“Il tennis era la sua vita – ha aggiunto – stato il motore trainante per tutto quello che ha fatto anche fuori dal campo, nella vita sociale, gli ha dato la possibilit di esprimersi come il grande uomo che era anche in tutto il resto”.

Pietrangeli, Binaghi: scomparso dopo mesi pi belli del nostro tennis

Roma, 3 dic. (askanews) – “Abbiamo pensato a lui in quei giorni, era la prima volta in 25 anni che non era con noi, singolare perch io l’ho conosciuto 25 anni fa, nel momento pi buio forse del tennis italiano, e lui ora ha deciso di andarsene in punta di piedi dopo i due mesi pi belli del tennis italiano, in cui i suoi ragazzi e ragazze hanno vinto tutto”. Cos Angelo Binaghi presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp), ha ricordato Nicola Pietrangeli alla camera ardente del grande tennista al Foro Italico a Roma, parlando della sua assenza a Bologna alla finale della Davis pochi giorni fa.

“Girare il mondo con lui per me ha significato essere orgoglioso di essere italiano, difficile da spiegare come fosse a chi non lo conosceva bene, Nicola era semplicemente Nicola, irripetibile” ha aggiunto.

Pietrangeli, il testamento: "Se piove, rimandiamo il funerale"

Roma, 3 dic. (askanews) – Aveva scritto tutto, nei minimi dettagli: l’ingresso dal tunnel dei campioni, la camera ardente sul campo a lui intitolato, e se piove “rimandiamo al giorno dopo”, perché “noi del tennis sappiamo che dobbiamo fare i conti con il meteo”. La leggenda del tennis, Nicola Pietrangeli, aveva indicato come voleva il suo funerale e l’omaggio del mondo del tennis.

Al campo Pietrangeli si è svolta la cerimonia in ricordo di Nik. A leggere le sue ultime volontà, Roberto Ciufoli, contenute nel libro “Se piove, rimandiamo”. “Ho chiesto già al presidente del CONI, Giovanni Malagó, di fare la camera ardente sul campo Pietrangeli, c’è ampio parcheggio così le persone non avranno la scusa di non trovarlo”.

Per l’ultimo saluto sono arrivi il ministro dello Sport, Andrea Abodi, l’attuale presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, i capitani delle squadre azzurre Filippo Volandri e Thatiana Garbin.

Sospetta frode nell’uso dei fondi Ue, Mogherini "ha risposto in modo puntuale e sereno" all’interrogatorio

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – La rettrice del Collegio d’Europa ed ex Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, ha risposto in modo “eccellente, puntuale, sereno, chiaro e completamente trasparente a tutte le domande” durante l’interrogatorio a cui è stata sottoposta, ieri a Bruges (sede del Collegio d’Europa) dalla Polizia giudiziaria federale belga delle Fiandre occidentali, su mandato dell’Ufficio del procuratore europeo (Eppo) di Bruxelles.

Lo ha detto questa mattina ad askanews l’avvocatessa italiana Mariapaola Cherchi, dello studio Cherchi & De Vos Law Firm, che assicura la difesa legale di Mogherini insieme all’avvocato Massimo Merola, specialista in diritto europeo. Cherchi, che fa parte del Foro di Bruxelles da più di 30 anni, ha difeso recentemente anche l’ex direttore generale dell’Olaf, l’Ufficio antifrode dell’Ue, Giovanni Kessler, in una vicenda giudiziaria conclusa un anno fa.

Le accuse dell’Eppo, rivolte a Mogherini e ad altre due persone (tra cui l’ambasciatore italiano Stefano Sannino, ex direttore del Servizio di azione esterna dell’Ue), riguardano presunti casi di frode e corruzione in gare di appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Dopo essere stati ascoltati dagli inquirenti, i tre accusati sono stati tutti rilasciati, in quanto non considerati a rischio di fuga.

Dopo una perquisizione della casa di Federica Mogherini cominciata alle cinque del mattino, “il suo interrogatorio – ha riferito Cherchi – è durato dalle ore 14 di ieri fino alla mezzanotte e mezza, ed è stato un interrogatorio a 360 gradi, in cui lei ha risposto in modo puntuale, sereno, chiaro, e completamente trasparente a tutte le domande che le sono state poste. E’ grazie a questo che effettivamente abbiamo saputo che sarebbe stata rilasciata”.

“Quindi adesso – ha aggiunto la legale di Mogherini -, chiaramente l’inchiesta seguirà il suo corso. Però quello che è molto importante è evitare un polverone di accuse, che non porta che discredito alle istituzioni, e lasciar fare agli inquirenti il loro lavoro. Da parte mia, ho una cliente che risponde in modo eccellente, in modo più che esauriente a quanto le viene chiesto, agli approfondimenti che le vengono richiesti. L’interrogatorio è stato particolarmente sereno, non ci sono stati momenti di tensione: un colloquio sereno, insomma”, ha concluso Cherchi.

Via libera dalla Camera: sì al consenso informato preventivo per l’educazione sessuale a scuola

Roma, 3 dic. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato con 151 voti a favore e 113 contrari il ddl sul consenso informato in ambito scolastico.

Il disegno di iniziativa governativa approvato oggi dall’Aula della Camera, il cosiddetto ddl Valditara, prevede il consenso informato preventivo, in forma scritta, dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione alle attività scolastiche extracurricolari che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità, acquisito previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico che si intende utilizzare per le attività di educazione sessuale.

Il provvedimento impone che il consenso informato preventivo debba essere richiesto entro il settimo giorno antecedente alla data prevista per lo svolgimento delle attività. La richiesta di consenso deve inoltre esplicitare le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti, i temi e le modalità di svolgimento delle attività di cui al primo periodo, oltre che l’eventuale presenza di esperti esterni o di rappresentanti di enti o di associazioni a vario titolo coinvolti, che deve comunque essere sottoposta all’approvazione del Consiglio d’Istituto.

Il testo prevede anche che, in caso di mancata adesione alle attività, l’istituzione scolastica garantisca, mediante i propri strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa, la fruizione di attività formative alternative, comunque comprese nel Piano triennale dell’offerta formativa. Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono infine escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità.

L’educazione sessuale, ha osservato più volte Valditara, “è importante per una corretta conoscenza del corpo e della sua evoluzione biologica, per una protezione dai rischi di malattie sessualmente trasmissibili e per una consapevole gestione della sessualità”. Per questo, a suo parere, è falso affermare che il ddl sul consenso informato abbia eliminato l’educazione sessuale. Al contrario, ha evidenziato che il testo precisa proprio: “Fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali”.

La legge sul consenso informato “ha piuttosto lo scopo di non creare confusione nei bambini insegnando le cosiddette teorie gender, cioè teorie secondo cui accanto ad un genere maschile e femminile ci sarebbero altre identità di genere che non sono né maschili né femminili” ha aggiunto. Critica invece l’opposizione che bollato il provvedimento come “ideologico” e “oscurantista”.

Sospetta frode Ue, Mogherini "ha risposto in modo eccellente"

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – La rettrice del Collegio d’Europa ed ex Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, ha risposto in modo “eccellente, puntuale, sereno, chiaro e completamente trasparente a tutte le domande” durante l’interrogatorio a cui è stata sottoposta, ieri a Bruges (sede del Collegio d’Europa) dalla Polizia giudiziaria federale belga delle Fiandre occidentali, su mandato dell’Ufficio del procuratore europeo (Eppo) di Bruxelles.

Lo ha detto questa mattina ad askanews l’avvocatessa italiana Mariapaola Cherchi, dello studio Cherchi & De Vos Law Firm, che assicura la difesa legale di Mogherini insieme all’avvocato Massimo Merola, specialista in diritto europeo. Cherchi, che fa parte del Foro di Bruxelles da più di 30 anni, ha difeso recentemente anche l’ex direttore generale dell’Olaf, l’Ufficio antifrode dell’Ue, Giovanni Kessler, in una vicenda giudiziaria conclusa un anno fa.

Le accuse dell’Eppo, rivolte a Mogherini e ad altre due persone (tra cui l’ambasciatore italiano Stefano Sannino, ex direttore del Servizio di azione esterna dell’Ue), riguardano presunti casi di frode e corruzione in gare di appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Dopo essere stati ascoltati dagli inquirenti, i tre accusati sono stati tutti rilasciati, in quanto non considerati a rischio di fuga.

Dopo una perquisizione della casa di Federica Mogherini cominciata alle cinque del mattino, “il suo interrogatorio – ha riferito Cherchi – è durato dalle ore 14 di ieri fino alla mezzanotte e mezza, ed è stato un interrogatorio a 360 gradi, in cui lei ha risposto in modo puntuale, sereno, chiaro, e completamente trasparente a tutte le domande che le sono state poste. E’ grazie a questo che effettivamente abbiamo saputo che sarebbe stata rilasciata”.

“Quindi adesso – ha aggiunto la legale di Mogherini -, chiaramente l’inchiesta seguirà il suo corso. Però quello che è molto importante è evitare un polverone di accuse, che non porta che discredito alle istituzioni, e lasciar fare agli inquirenti il loro lavoro. Da parte mia, ho una cliente che risponde in modo eccellente, in modo più che esauriente a quanto le viene chiesto, agli approfondimenti che le vengono richiesti. L’interrogatorio è stato particolarmente sereno, non ci sono stati momenti di tensione: un colloquio sereno, insomma”, ha concluso Cherchi.

Carceri, La Russa: farei mini-indultino Natale per chi sta per uscire

Roma, 3 dic. (askanews) – Un “mini-mini-mini indultino” di Natale per i detenuti a fine pena: è l’auspicio che il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affidato ai cronisti a palazzo Madama.

“Da presidente del Senato, nessuno può contestare, lo dico da sempre, non solo – ha spiegato – perché me lo chiede un amico come Gianni Alemanno, ma perché ho fatto l’avvocato, è un tema che ho sempre sostenuto: però io l’ho detto anche ieri, le speranze sono modeste, e non bisogna però dimenticare quello che sta facendo il Governo. Non bisogna sottovalutare i grandi passi avanti nel progetto di creare 10mila nuovi posti di detenzione entro l’anno prossimo”.

“Personalmente, lo ribadisco, un’azione legislativa tesa a far uscire qualche mese prima, a Natale, chi uscirebbe a febbraio, se lo facciamo uscire a dicembre si fa Natale a casa, mi sembra una bella cosa. Facciamogli fare il Natale a casa, questa è la mia proposta, non mi arrabbio se non può essere accolta. Capisco benissimo le ragioni di chi dice ‘ma questo può significare un incentivo a commettere reati’, capisco il ragionamento, non capisco per la verità la logica ma comunque penso che una cosa del genere sia giusto proporla. Poi se non è possibile realizzarla per mille motivi, me ne faccio una ragione naturalmente. Però immaginare di potere, anche attraverso un diverso modo di operare della stessa magistratura, perché i giudici di sorveglianza se vogliono in questo periodo possono concedere più permessi, il Governo può dire facciamo una specie di mini-mini-mini indultino non per tutti, ma solo per chi gli manca pochissimo a uscire…”

La sua proposta, ha precisato La Russa, non vale “per chi ha commesso azioni di violenza contro gli agenti di polizia penitenziari”.

Ue, Gualmini: sistema ETS punitivo per aziende della ceramica

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – “Revisione assoluta dell’ETS, un sistema ad oggi assolutamente insopportabile e punitivo per le aziende” che “si apre nel 2026”. Ma “gi tardi”, per questo occorre subito una “dilazione dei termini sulla cancellazione delle quote gratuite”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, presidente del Forum Europeo della Ceramica, a margine della 31esima edizione dei Ceramic Days a Bruxelles, dove una delegazione di Confindustria Ceramica ha incontrato i decisori delle istituzioni europee per spiegare i rischi di crisi sistemica per un settore che conta 248 imprese, 26.000 dipendenti e 6,3 miliardi di export.

“Noi chiediamo sicuramente una dilazione dei termini sulla cancellazione delle quote gratuite, un eventuale collegamento, se conviene, per i settori export con la CBAM e poi misure per rispondere alla competizione aggressiva e del tutto squilibrata da parte di paesi terzi, in particolare dell’India” ha spiegato Gualmini.

“Abbiamo discusso oggi anche con i rappresentanti della DG Clima e della DG Grow – ha proseguito l’europarlamentare -. Il messaggio pensiamo sia arrivato, ma certo non possiamo deindustrializzare tutta l’Europa, trasformarla in un’economia turistica, per cui bisogna darsi da fare”.

Luciano Ligabue scelto per aprire l’era dell’Arena Milano a Santa Giulia

Milano, 3 dic. (askanews) – C’è una data da cerchiare in rosso sul calendario della musica live italiana: il 6 maggio 2026. Quella sera, sarà “La prima notte – Music Opening Ceremony”, non solo un concerto, ma un vero e proprio inizio storico per l’entertainment nel nostro Paese. Luciano Ligabue, icona del rock italiano, è l’artista scelto per aprire l’era dell’Arena Milano nel quartiere Santa Giulia.

Per la prima volta le note risuoneranno in questo spazio e la prima volta il pubblico potrà varcare la soglia di quella che è, a tutti gli effetti, la venue più moderna e capiente d’Italia.

Ogni live di Luciano Ligabue è un evento imperdibile, ma vederlo il 6 maggio significherà essere parte della storia. Il rocker porterà la sua energia in uno spazio totalmente nuovo. Non una data qualsiasi, ma uno show unico per ascoltare i grandi classici e le hit più recenti con una resa sonora e visiva mai sperimentata prima e di vivere la prima serata che inaugura una nuova stagione di grandi eventi a Milano.

“Aprire il nostro palco con Ligabue è una dichiarazione d’intenti” dichiara Luca Martinazzoli, Managing Director di ARENA MILANO. “La sua energia e il suo impatto culturale rappresentano alla perfezione ciò che ARENA MILANO vuole essere: momenti straordinari, identità forti e live entertainment di livello internazionale. Questa première mostrerà tutto il potenziale della venue e la collocherà in modo definitivo sulla mappa come nuovo punto di riferimento per il live entertainment in Europa”.

“Sono felice e onorato di poter inaugurare con la mia musica ARENA MILANO – dichiara Ligabue. Voglio che sia un concerto speciale e faremo di tutto perché sia così”.

Il 6 maggio 2026 non sarà solo musica. Sarà la scoperta di un nuovo modo di vivere i concerti. Esserci significa poter dire: “Io, alla prima, c’ero”.

Situata nel cuore del quartiere in piena evoluzione di Santa Giulia, Arena Milano, progettata da David Chipperfield Architects and Arup, non è solo un’arena indoor ma un nuovo landmark urbano, simbolo di architettura contemporanea e tecnologia all’avanguardia. che si apre agli spazi pubblici circostanti. Insieme alla sua piazza di 12.000 m², progettata per ospitare grandi eventi all’aperto di livello internazionale, l’arena incarna perfettamente il futuro dell’intrattenimento live:

· Acustica di nuova generazione: progettata per garantire un suono pulito e potente in ogni ordine di posto.

· Comfort totale: servizi premium, un’offerta food & beverage all’avanguardia – dalle postazioni self-service interattive ai ristoranti gourmet – e una visibilità perfetta da ogni settore che azzera la distanza tra artista e pubblico.

· Design iconico: una struttura che ridefinisce lo skyline milanese, con la più grande facciata video di questo tipo in Europa, e che eleva l’esperienza “live”.

ARENA MILANO, che sarà completata nei tempi previsti per lo svolgimento delle Olimpiadi Invernali e delle competizioni di hockey su ghiaccio maschile, porterà a Milano un nuovo standard di hospitality per il live entertainment. In occasione di questo concerto – e di tutti quelli che seguiranno – il pubblico potrà scegliere non solo i biglietti tradizionali, ma anche soluzioni Premium acquistabili con un semplice click. I biglietti Premium offrono posti a sedere a ridosso del palco, un ingresso dedicato per rendere l’arrivo più fluido e l’accesso a servizi di bar esclusivi per tutta la serata. Per chi desidera un’esperienza ancora più riservata, suite private, lounge dedicate, skybox e il Premium Club offriranno spazi ideali per accogliere ospiti e gruppi, inaugurando un nuovo modo di vivere gli eventi live in Italia.

I biglietti per “LA PRIMA NOTTE – Music Opening Ceremony” saranno disponibili dalle ore 11.00 di lunedì 8 dicembre su Ticketone.

Per gli iscritti al Barmario presale dalle ore 11.00 di venerdì 5 dicembre fino alle ore 11.00 di sabato 6 dicembre.

Per i clienti Unicredit presale dalle ore 11.00 di sabato 6 dicembre fino alle 11.00 di domenica 7 dicembre.

Presale per chi è già in possesso del biglietto per lo Stadio San Siro: dalle ore 11.00 di domenica 7 dicembre fino alle 11.00 di lunedì 8 dicembre.

UniCredit è Official Preseller Partner de la “LA PRIMA NOTTE – Music Opening Ceremony”, grazie al supporto strategico di Synapsy Company.

Pietrangeli, Buonfiglio (Coni): le storie come la sua non muoiono

Roma, 3 dic. (askanews) – “Se ne va la storia. Ho avuto il piacere di conoscerlo da vicino, chiacchierarci tante volte, le sue erano parole piene di esperienza e di ironia, sempre stato disponibile, ti metteva a tuo agio, non facendo mai pesare quello che ha fatto”. Cos il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, alla camera ardente di Nicola Pietrangeli al Foro Italico di Roma. “E’ una storia, e le storie come la sua non muoiono, vanno avanti”, ha aggiunto.

Commentando le parole del figlio di Pietrangeli, sul fatto che per il padre la maglia azzurra fosse tutto, Buonfiglio ha dichiarato: “Quando raggiungi la maglia azzurra per molti sportivi raggiungi tutto, ti senti immortale, vuol dire che hai superato qualche limite, con capacit, passione e fortuna, lui ha avuto una vita piena, una bella famiglia, e il mondo dello sport qui a salutare una grandissima persona e un grande amico”.

Pietrangeli, Amato: con lui tennis era stile e bellezza, nessuno cos

Roma, 3 dic. (askanews) – “Ne ho troppi di ricordi di Nicola, sono quasi suo coetaneo, ci separavano cinque anni, ma il pi grande ricordo per me che nessuno come lui ha fatto vivere il tennis come bellezza, aveva un grande senso della bellezza, i suoi colpi la portavano dentro, non erano mai senza stile”. Cos il presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, ha ricordato la leggenda del tennis Nicola Pietrangeli alla camera ardente a Roma al Foro Italico.

“C’ il ricordo di un grande uomo – ha aggiunto – severo e simpatico allo stesso tempo, che ci ha dato qualcosa che in pochissimi altri hanno saputo dare”.

Pietrangeli, Casini: ” il ricordo della nostra giovinezza”

Roma, 3 dic. (askanews) – ” il ricordo della nostra giovinezza, di quando eravamo bambini, di lui come capitano, poi ricordo il suo rapporto fantastico con Lea Pericoli, sono stati una grande coppia, un uomo magari scomodo, ma molto simpatico e ironico”.

Cos Pier Ferdinando Casini ricordando la leggenda del tennis Nicola Pietrangeli, scomparso a 92 anni, alla camera ardente al Foro Italico a Roma.

La ceramica a Bruxelles lancia l’allarme: Ue regala settore all’Asia

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – Non una visita di cortesia, una missione di salvataggio. Nel cuore dell’Europa, la ceramica italiana lancia il suo ultimatum. Un’eccellenza da oltre 6 miliardi di export che rischia di spegnersi. Il paradosso servito: le aziende italiane sono le pi pulite ed efficienti al mondo, ma le regole di Bruxelles le stanno mettendo fuori mercato.

“Con questa soluzione dell’ETS – spiega il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi – noi stiamo dando su un piatto d’argento una tecnologia e un design, una qualit che gli altri se la sognano. A questo e noi insomma gliela cediamo ben volentieri a questo punto”.

Sotto accusa c’ l’ETS, il sistema di scambio delle emissioni. Nato per proteggere l’ambiente, dopo vent’anni diventato, dicono gli industriali, una tassa che prosciuga gli investimenti. Mentre l’Europa sogna un futuro a zero emissioni, la realt industriale rischia di essere “rasa al suolo” da costi energetici fuori controllo e meccanismi mai verificati. Come denuncia il Delegato di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina: “Se dopo 20 anni la Commissione non si posta il problema di dire ‘scusate, verifichiamo che impatto c’ stato’, qual l’impatto dell’ETS, per capire se i costi sono direttamente proporzionali ai benefici che noi abbiamo avuto. Nemmeno un’analisi”.

E mentre le nostre fabbriche pagano il conto della transizione, dai confini entrano concorrenti spietati. India e Cina crescono a doppia cifra. Non grazie all’innovazione, ma grazie a un dumping feroce: zero diritti, carbone a volont e, denuncia il direttore generale di Confindustria Ceramica Armando Cafiero, un’assoluta mancanza di trasparenza sull’origine della merce. “Stiamo chiedendo, ad esempio, di inserire almeno la dichiarazione di origine prodotti. Voi non so se sapete, ma l’Europa l’unica area dove non obbligatorio dichiarare da dove vengono i prodotti. Quindi uno che compra ceramica dall’India, dumping ambientale e sociale, neanche sa da dove arriva”.

“Non vengono pagati i contributi, lavorano dei bambini nelle fabbriche oppure si produce ancora carbone – rincara la dose il presidente della federazione europea CET, Graziano Verdi – ovvio che i costi di produzione sono diversi. L’India nel 2021 non esisteva praticamente come produttore. Adesso hanno gi il 9% delle quote del mercato europeo, hanno fatto pi del 70% di crescita in 4 anni, a fronte di un settore che ha avuto una crescita media del 2%”.

Una battaglia in cui le imprese non sono sole. In prima linea a Bruxelles c’ anche il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale. lui a portare sul tavolo politico la richiesta di un “piano Marshall” per la manifattura, per evitare che il Green Deal si trasformi in una desertificazione industriale. Sospendere l’ETS fino al 2030 e regole uguali per tutti. La ceramica italiana avvisa: senza correttivi immediati, la transizione ecologica sar solo un regalo ai competitor pi inquinanti.

Ucraina, annullato il vertice di Zelensky con Witkoff e Kushner. La delegazione di Trump rientra negli Usa

Roma, 3 dic. (askanews) – Il vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy e la delegazione del presidente statunitense Donald Trump, guidata da Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner è stato annullato. A riferirlo è il giornale ucraino Kyiv Post.

L’incontro, che avrebbe dovuto svolgersi a Bruxelles, è stato annullato, stando a quanto si apprende da Alex Raufoglu, corrispondente capo del Kyiv Post a Washington. Il motivo della cancellazione non è ancora stato reso noto. Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando con i giornalisti ha sottolineato: “Apprezziamo molto la volontà politica del presidente Trump di continuare, per così dire, a cercare una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina. E, naturalmente, siamo grati per questi sforzi da parte dell’amministrazione Trump”. Mosca è pronta a incontrare l’amministrazione Trump per tutto il tempo necessario a risolvere la situazione in Ucraina, ha aggiunto il portavoce, specificando che “una conversazione telefonica è possibile in qualsiasi momento (tra il presidente Putin e il presidente Trump, ndr)”. “È possibile organizzarne una rapidamente”, ha aggiunto il portavoce.

Inoltre Peskov ha sottolineato la necessità che la parte statunitense rispetti il principio del silenzio durante i colloqui per un accordo, ha affermato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Noi rispetteremo questo principio e speriamo che anche le nostre controparti americane lo faranno”, ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto degli aspetti tecnici dei colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff. Mosca non è una sostenitrice della diplomazia del megafono e anche gli Stati Uniti la pensano così, ha affermato il portavoce, aggiungendo che più silenziosi saranno i negoziati sulla soluzione ucraina, più produttivi saranno.

“Partiamo dal presupposto che in questo caso è meglio che i negoziati si svolgano in silenzio”, ha affermato Peskov.

Disabilità, Di Maolo (Serafico): ora svolta culturale su cura

Roma, 3 dic. (askanews) – Il “progetto di vita” per le persone con disabilità rappresentano la vera “chiave” per abbattere le barriere e non solo quelle strutturali. E questo si può fare anche attraverso “una svolta culturale sulla cura”. Proprio in questa direzione un giudizio positivo si può, quindi, esprimere sulla riforma dei caregiver, anche se “servono correttivi”. Questa la posizione della presidente del “Serafico” di Assisi, Francesca Di Maolo, in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità.

La presidente dell’Istituto, un centro di eccellenza in Italia per la cura e la riabilitazione di persone con disabilità grave e gravissima, analizza i principali cambiamenti introdotti dalla riforma della disabilità: dalle nuove tutele per i caregiver al ruolo centrale del progetto di vita, nella quale, tra passi avanti e criticità, emerge una trasformazione che chiama in causa istituzioni e società.

D. Presidente Di Maolo, quando si parla di disabilità si pensa subito alle barriere architettoniche. Ma quanto pesano ancora oggi le barriere burocratiche?

Di Maolo – “Sono molto pesanti. Chi vive la disabilità come condizione quotidiana sa bene che queste barriere invisibili a volte feriscono più di una rampa mancante, perché costringono le persone ad accumulare certificazioni e a giustificare ogni richiesta. Ogni pratica può voler dire mesi di attesa, ma nel frattempo il bisogno resta. Per un genitore, un caregiver, un familiare, significa vivere sotto uno stress costante. Ma su questo tema il decreto legislativo n. 62 del 2024 incide fortemente, a partire dell’accertamento della condizione di disabilità che sarà gestito da un’unica procedura: la cosiddetta ‘valutazione di base’, affidata all’INPS, che sostituisce il vecchio sistema multi-commissione. La riforma prevede anche che, in caso di condizioni stabilizzate o ingravescenti, non ci siano più le revisioni periodiche, che oltre a essere inutili erano fortemente umilianti. Si supera finalmente la frammentazione tra risposte sanitarie, socio-sanitarie e sociali: non più percorsi separati per invalidità, riabilitazione, sostegni, scuola, inclusione, ma un unico approccio multidimensionale e integrato”.

D. – A che punto siamo, concretamente, con l’attuazione del progetto di vita introdotto dalla riforma 62/2024 (che introduce una definizione di disabilità introducendo nuovi elementi)?

Di Maolo – “Siamo in una fase delicata, quella in cui le norme devono essere messe a terra e trasformate in procedure, servizi e strumenti che le persone possano davvero utilizzare. I provvedimenti attuativi stanno accompagnando le Regioni, ma ora si gioca la partita vera, quella dell’organizzazione dei servizi e della formazione degli operatori. Il progetto di vita non è solo una procedura, è un cambio di sguardo: la persona con disabilità non è più un destinatario passivo, ma il protagonista del proprio percorso. È una trasformazione culturale prima ancora che amministrativa”.

D. – Un altro tassello importante è l’annunciata riforma dei caregiver familiari. Che segnale rappresenta per il Paese?

Di Maolo – “È un passaggio storico: per la prima volta si riconosce giuridicamente il ruolo di milioni di persone che da anni garantiscono cure essenziali spesso in solitudine. I limiti esistono – una platea ristretta, soglie ISEE molto basse per accedervi – ma si è avviato un percorso irreversibile: la cura familiare entra finalmente in un quadro strutturale di diritti e tutele. Ora la sfida è rafforzare questo primo impianto, ampliandolo e rendendolo più equo”.

D. – Che cosa dicono queste riforme, nel loro insieme, sul modo in cui l’Italia guarda oggi alla disabilità?

Di Maolo – “Che stiamo superando lentamente un modello assistenzialista per avvicinarci a un approccio che mette al centro la persona e i suoi diritti. Si riconosce sempre più che la disabilità non riguarda solo chi la vive, ma l’intera comunità. È un cambiamento importante, che però va accompagnato con risorse, continuità politica e attenzione alle disuguaglianze territoriali, altrimenti rischia di restare incompiuto”.

Pietrangeli, il figlio Marco: per lui la maglia azzurra era tutto

Roma, 3 dic. (askanews) – Tra i primi ad arrivare al Foro Italico di Roma alla camera ardente di Nicola Pietrangeli, il figlio Marco, che ne ha ricordato l’amore per la maglia azzurra: “Se non fosse stato cos attaccato alla Coppa Davis magari avrebbe guadagnato qualcosa in pi, ma lui era malato di questa cosa, per lui la maglia azzurra era tutto, indossarla era importantissimo. Rendiamoci conto che era un signore di 92 anni che ha amato il suo sport e che vedeva il tennis di oggi come una cosa di ‘mostri’ e marziani, nel senso di forti fisicamente”. Accanto al feretro sul campo di Pietrangeli, spicca la Coppa Davis vinta nel ’76 con Pietrangeli capitano.

Giornata delle persone con disabilità, Mattarella: l’inclusione arricchisce tutta la comunità

Roma, 3 dic. (askanews) – “La Costituzione garantisce a ogni donna e uomo, senza eccezioni, l’esercizio dei propri diritti. È, sovente, un percorso arduo, specie per troppe persone con disabilità, che vivono condizioni di solitudine ed emarginazione. Accade nella vita di ogni giorno, nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città, nelle famiglie, nella scuola, nei servizi pubblici, nei luoghi di lavoro. Pregiudizi e stereotipi ostacolano la piena partecipazione alla vita della comunità e la messa in valore dei loro talenti”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

“Le famiglie affrontano sfide enormi. Ritardi, dinieghi, complicazioni irragionevoli, aggravano il peso economico, organizzativo ed emotivo della cura delle persone con disabilità, talvolta afflitte da abusi e maltrattamenti oltre che da discriminazioni”, osserva il Capo dello Stato.

“È una ferita per l’intera collettività e a essa va posto riparo con politiche e scelte appropriate. L’inclusione arricchisce l’intera comunità, contribuisce a un progresso sociale autentico e condiviso, in cui le persone con disabilità non vengono considerate un peso, bensì membri a pieno titolo della vita comune, alla quale sono chiamati a prendere parte con le capacità di cui sono dotati”, conclude Mattarella.

Il potere che opprime (sempre), Fabio Mauri in Triennale Milano

Milano, 3 dic. (askanews) – Le immagini di Goebbles alla Biennale di Venezia, i numeri malefici che generano gli errori della storia, gli oggetti che si fanno carico del dolore e della memoria. La Triennale Milano ospita una retrospettiva su Fabio Mauri, artista che ha saputo guardare in faccia il Novecento con lucidit e profondit. In particolare la mostra, presentata dall’Associazione Genesi, si concentra sul tema dell’oppressione.

“Il focus del pensiero dell’artista – ha detto ad askanews la curatrice della mostra, Ilaria Bernardi – quello di rivelare e metterci in guardia sui vari tipi di oppressione, appunto, cio di come il potere, la sua struttura ideologica, politica e sociale pu imprimere volontariamente, involontariamente, in maniera chiara o maniera suddola, sulle menti delle masse. In mostra questo sviluppato attraverso una serie di dieci grandi installazioni, dagli anni Settanta fino agli anni 2000, che contestualizzano l’oppressione in differenti contesti geografici e temporali”.

Non solo un ragionamento sul periodo del nazifascismo, ma un pi ampio e drammatico discorso sull’ideologia e sul modo in cui il potere entra nelle nostre vite e spesso le devasta. Di questo parla il lavoro di Mauri, capace di fornire una cornice interpretativa anche al presente iper-digitalizzato. “Non solo ha anticipato la potenza del quarto potere della comunicazione, che oggi si declina nello schermo, nel filtro dello screen – ha aggiunto la curatrice – ma ha anticipato anche tutta la tematica dell’oppressione legata alla manipolazione dell’informazione, quindi alla manipolazione della cultura”.

Fondamentali anche gli oggetti: schedari, valige, candelabri. Tutto concorre a creare la sensazione di una storia che, come diceva De Gregori, brucia le stanze e ci svela la natura profonda della violenza. Una lezione che per il presidente della Triennale Stefano Boeri oggi estremamente viva: “Ci rendiamo conto – ci ha spiegato l’architetto – di essere in fronte a un artista che intercetta un tempo della vita, un tempo del mondo che contemporaneo a noi oggi che guardiamo i suoi lavori. E’ questo suo sguardo cos acuto e profondo sulle tragedie della geopolitica e anche sul modo con cui queste si incrociano con la vita personale e individuale, con la sfida emotiva. un messaggio fortissimo oggi per i giovani e siamo felici che Triennale possa ospitare questa retrospettiva straordinaria”.

La mostra “Fabio Mauri – De Oppressione” aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2026.

Pietrangeli, il figlio Filippo: per lui la maglia azzurra era tutto

Roma, 3 dic. (askanews) – Tra i primi ad arrivare al Foro Italico di Roma alla camera ardente di Nicola Pietrangeli, il figlio Filippo, che ne ha ricordato l’amore per la maglia azzurra: “Se non fosse stato cos attaccato alla Coppa Davis magari avrebbe guadagnato qualcosa in pi, ma lui era malato di questa cosa, per lui la maglia azzurra era tutto, indossarla era importantissimo. Rendiamoci conto che era un signore di 92 anni che ha amato il suo sport e che vedeva il tennis di oggi come una cosa di ‘mostri’ e marziani, nel senso di forti fisicamente”.

Accanto al feretro sul campo Pietrangeli, spicca la Coppa Davis vinta nel ’76 con Pietrangeli capitano.

Al Foro Italico camera ardente di Pietrangeli, il feretro sul campo

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30 del mattino: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: cos si aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

La bara, adornata da fiori bianchi e celesti, stata posizionata al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Su un maxischermo, le immagini del campione e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Nomine e appalti in Sicilia, domiciliari per Cuffaro e altri 2 indagati

Milano, 3 dic. (askanews) – Nel corso della mattinata il Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri, con il supporto del Comando provinciale carabinieri di Palermo, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Palermo su richiesta della Procura, al termine degli interrogatori preventivi delle persone sottoposte alle indagini.

Il provvedimento del Tribunale, accogliendo in modo parziale le richieste formulate dalla Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per Salvatore Cuffaro, Antonio Iacono e Roberto Colletti. Per Mauro Marchese e Marco Dammone è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, assieme alla misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo, per la durata di un anno, di esercitare attività imprenditoriali e incarichi direttivi in persone giuridiche. Nei confronti di Vito Raso è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sempre da quanto spiegato dall’Arma in una nota, l’attività rientra nell’ambito dell’indagine che coinvolge Salvatore Cuffaro e che, secondo l’ipotesi accusatoria, riguarda l’ingerenza nelle nomine di dirigenti e funzionari degli enti amministrativi regionali impegnati nei settori della sanità, degli appalti e delle opere pubbliche, oltre al suo presunto coinvolgimento nella conclusione di accordi corruttivi legati a gare e concorsi pubblici, in particolare nel comparto sanitario.

Disabilità, Mattarella: pregiudizi e stereotipi ostacoli partecipazione

Roma, 3 dic. (askanews) – “La Costituzione garantisce a ogni donna e uomo, senza eccezioni, l’esercizio dei propri diritti. È, sovente, un percorso arduo, specie per troppe persone con disabilità, che vivono condizioni di solitudine ed emarginazione. Accade nella vita di ogni giorno, nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città, nelle famiglie, nella scuola, nei servizi pubblici, nei luoghi di lavoro. Pregiudizi e stereotipi ostacolano la piena partecipazione alla vita della comunità e la messa in valore dei loro talenti”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

“Le famiglie affrontano sfide enormi. Ritardi, dinieghi, complicazioni irragionevoli, aggravano il peso economico, organizzativo ed emotivo della cura delle persone con disabilità, talvolta afflitte da abusi e maltrattamenti oltre che da discriminazioni”, osserva il Capo dello Stato.

È una ferita per l’intera collettività e a essa va posto riparo con politiche e scelte appropriate. L’inclusione arricchisce l’intera comunità, contribuisce a un progresso sociale autentico e condiviso, in cui le persone con disabilità non vengono considerate un peso, bensì membri a pieno titolo della vita comune, alla quale sono chiamati a prendere parte con le capacità di cui sono dotati”, conclude Mattarella.

Roma, al Foro Italico aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: così si è aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

Il feretro, adornato da fiori bianchi e celesti, posizionato al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Presente un maxischermo con le immagini del campioni e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Museo Diocesano, il presepe di carta si arricchisce di nuove figure

Milano, 3 dic. (askanews) – Come da tradizione natalizia, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano riallestisce nelle sue sale il “Presepe del Gernetto”, composto da circa sessanta figure dipinte a tempera su carta e cartoncino, e realizzato da Francesco Londonio, artista lombardo del Settecento. Il presepe di carta si arricchisce quest’anno di nuovi elementi, dalla donazione di Raffaello Pini, restaurati per l’occasione grazie al supporto di PwC Italia, che ha offerto l’ingresso gratuito per tutti i visitatori il 2 dicembre, primo giorno di apertura.

“Oltre al presepe che tutti gli anni mostriamo – ha spiegato Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano – abbiamo avuto in dono da un privato che ha trovato alcune figure sul mercato antiquario queste cinque figure, in realt due scenografie, due paesaggi, due figure umane e un animaletto, e quindi possiamo presentarle al pubblico, ma possiamo presentarle al pubblico non come accaduto in passato, quando abbiamo dovuto fare molta fatica anche per trovare qualcuno che ci aiutasse per l’intervento di restauro che assolutamente necessario, ma li presentiamo gi restaurati grazie al generoso contributo di PWC”.

Eseguito probabilmente fra il settimo e l’ottavo decennio del Settecento ed entrato a far parte della collezione del Museo Diocesano nel 2018 con la donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi, il presepe costituisce l’ultimo esemplare settecentesco lombardo ad essere giunto pressoch integro ai giorni nostri. “Il presepe – ha aggiunto Chiara Carotenuto, Communication, Engagement and Branding Director di PwC Italia – al centro delle tradizioni delle festivit natalizie del nostro Paese e quindi aver contribuito con PWC al restauro e all’apertura, alla cittadinanza del presepe per noi veramente un orgoglio. Mette insieme i valori che contraddistinguono la nostra organizzazione, quindi attenzione al territorio, valori, cultura e tradizione e applicazione anche della tecnologia al restauro”.

Oltre a restauro del Presepe del Gernetto, PwC Italia porta avanti regolarmente azioni a sostegno e a promozione della cultura. “La cultura – ha concluso Alessandro Grandinetti, Clients and Markets Leader PwC Italia – collante, l’arte la bellezza, la bellezza serve per ritrovare la nostra umanit all’interno di questa trasformazione digitale. Noi siamo molto convinti che l’umanesimo sia l’anello mancante in questo momento che va recuperato nei confronti di una progressione tecnologica che tende a isolare”.

Il presepe di carta sar visitabile al Museo Diocesano fino al 25 gennaio 2026.

Sospetta frode nell’uso dei fondi Ue, Mogherini rilasciata dopo formalizzazione accuse

Roma, 3 dic. (askanews) – L’ex Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea Federica Mogherini e altri due funzionari europei sono stati formalmente accusati di uso improprio di fondi Ue e sono stati rilasciati. Non si trovano in custodia cautelare. Lo ha dichiarato l’Ufficio europeo del pubblico ministero (Eppo).

L’Eppo ha confermato ieri perquisizioni presso la sede del Servizio europeo per l’azione esterna (Eeas) e la detenzione di tre persone. I media belgi hanno segnalato che tra i fermati figurano l’ex numero uno della politica estera Ue – ed ex ministra degli Esteri italiano – Federica Mogherini e l’ex direttore dell’Eeas Stefano Sannino. Con loro era stato fermato il cittadino italo-belga Cesare Zegretti.

“Dopo essere stati interrogati dalla Polizia giudiziaria federale belga (Fgp West-Vlaanderen), a queste tre persone sono state formalmente notificate le accuse a loro carico. Le accuse riguardano frode negli appalti e corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Sono stati rilasciati, perché non sussiste il rischio della fuga”, si legge in un comunicato dell’Eppo.

Pietrangeli, al Foro Italico aperta la camera ardente

Roma, 3 dic. (askanews) – L’arrivo del feretro, accompagnato dal picchetto d’onore, sul campo Pietrangeli al Foro italico di Roma, come da lui voluto, intorno alle 8.30: l’ingresso della bara dal tunnel dei campioni: così si è aperta la camera ardente di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano, scomparso a 92 anni.

Il feretro, adornato da fiori bianchi e celesti, posizionato al centro del campo; al lato la Coppa Davis da lui vinta come capitano nel ’76. Presente un maxischermo con le immagini del campioni e in sottofondo la musica di Aznavour suo autore preferito.

Tra i primi ad arrivare, il figlio Filippo, la campionessa di nuoto Novella Calligaris, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

Garman, ceo Aws: la nuova era degli agenti AI, dirompenti come Internet

Las Vegas, 3 dic. (askanews) – Da Las Vegas il ceo di Amazon web services, Matt Garman, ha dichiarato aperta la nuova era dell’intelligenza artificiale guidata dagli agenti Ai.

Nel suo keynote inaugurale all’evento Aws re:Invent, organizzato ogni anno dalla piattaforma di servizi cloud e a cui partecipano oltre 60mila persone, Garman ha sottolineato il fatto che l’avvento degli agenti rappresenta un vero e proprio punto di svolta.

“Siamo ancora agli albori di ciò che l’intelligenza artificiale offrirà, la tecnologia sta evolvendo più velocemente di qualsiasi cosa abbiamo mai visto prima. Non è passato molto tempo da quando tutti testavamo e sperimentavamo con i chatbot e ora sembra che ci sia qualcosa di nuovo ogni giorno”, ha detto, prima di presentare le principali novità in termini di servizi e soluzioni di Aws, pensate per dare a partner e clienti infrastrutture e mezzi per facilitare la creazione di agenti Ai, in vista di un mondo in cui miliardi di questi sistemi, alimentati dall’intelligenza artificiale e in grado di portare a termine compiti specifici autonomamente, lavoreranno insieme.

Secondo Garman, nonostante i continui progressi, le imprese non hanno ancora visto un ritorno che “corrisponde realmente alle promesse dell’intelligenza artificiale”, ed è proprio qui che gli agenti faranno la differenza. “Credo che l’avvento degli agenti ci abbia portato a un punto di svolta nella traiettoria dell’intelligenza artificiale. Si sta trasformando da una meraviglia della tecnologia a qualcosa che ci offre un valore reale. Questo cambiamento avrà un impatto sul vostro business pari a quello di Internet o del cloud. In futuro ci saranno miliardi di agenti in ogni azienda e in ogni campo immaginabile”, ha spiegato.

Uno scenario il cui impatto sociale e occupazionale è ancora tutto da capire, e da affrontare, ma che, secondo il ceo di Aws, vedrà questi sistemi non solo “accelerare le scoperte in ambito sanitario, migliorare il servizio clienti, rendere più efficiente l’elaborazione delle buste paga”, ma anche dare alle persone “più tempo per inventare di più”.

Garman ha poi elencato le principali novità di Aws, diventata “un’azienda da 132 miliardi di dollari, con una crescita del 20% su basa annua”, data center in 38 paesi, più altri tre in arrivo, e una rete aumentata del 50% negli ultimi 12 mesi: oltre 9 milioni di chilometri di cavi terrestri e sottomarini, “sufficienti per coprire la distanza Terra-Luna e ritorno oltre 11 volte”.

Fra le novità presentate Amazon Nova 2, con 4 nuovi modelli di intelligenza artificiale fra cui Omni, in grado di elaborare testo, immagini, video e parlato in input e produrre sia testo che immagini; Nova Forge, che consente ai clienti cloud di creare la propria versione personalizzata dei modelli Aws Nova; una nuova classe di agenti di intelligenza artificiale, frontier agent, in grado di gestire progetti complessi lavorando sempre più a lungo senza necessità di intervento umano; Ai Factories, offerta che porta i servizi Aws nei data center esistenti dei clienti; una nuova versione dei chip proprietari per l’addestramento della Ai chiamata Trainium 3 a cui seguirà, già in fase di sviluppo, Trainium 4.

Usa, Trump: tutti i documenti firmati con l’autopen da Biden sono "nulli"

Roma, 3 dic. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che tutti i documenti e gli ordini firmati dall’autopen al posto dell’ex presidente Joe Biden sono nulli e privi di effetto.

“Tutti i documenti, proclami, ordini esecutivi, memorandum o contratti firmati per ordine dell’ormai famigerato e non autorizzato ‘AUTOPEN’, all’interno dell’amministrazione di Joseph R. Biden Jr., sono nulli, privi di effetto e privi di ulteriore validità o effetto. Chiunque riceva ‘Grazie’, ‘Commutazioni’ o qualsiasi altro documento legale così firmato, è pregato di essere informato che tale documento è stato completamente e definitivamente annullato e non ha alcun effetto legale”, ha scritto Trump su Truth Social.

Ucraina, Putin e Witkoff a colloquio 5 ore: nessun accordo su territori. Ancora "molto lavoro da fare"

Roma, 3 dic. (askanews) – E’ durato quasi cinque ore l’incontro al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato spaciale americano Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner. Il direttore del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) e inviato speciale presidenziale russo per la cooperazione economica con l’estero, Kirill Dmitriev, presente ai colloqui, ha definito la riunione “produttiva”. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato invece di colloqui utili e costruttivi, sebbene le parti abbiano affrontato solo “l’essenza” del piano statunitense per l’accordo di pace e non proposte specifiche, discutendo i documenti sulla possibile intesa ricevuti dalla Russia.

Putin ha fatto presente ai suoi interlocutori che Mosca potrebbe accettare solo alcuni aspetti del piano statunitense per l’Ucraina, mentre altri susciterebbero alcune perplessità da parte russa. “Potremmo accettare alcuni punti, e il presidente lo ha confermato ai suoi interlocutori. Altri punti hanno suscitato critiche da parte nostra riguardo a una serie di proposte”, ha spiegato Ushakov. In particolare, nessun compromesso è stato raggiunto sui territori occupati dalla Russia in Ucraina. “Non è stata ancora scelta una soluzione di compromesso (sui territori), ma alcune proposte americane possono essere discusse”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti, precisando: “resta ancora molto lavoro” per raggiungere un accordo.Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un paese europeo domani, 3 dicembre, secondo il sito di notizie Axios, che cita fonti. I delegati americani intendono discutere con Zelensky i risultati dei loro negoziati con Putin. Axios non ha precisato il luogo esatto dell’incontro. Secondo il consigliere di Putin, comunque, i rappresentanti statunitensi non hanno promesso alla parte russa di recarsi a Kiev, ma hanno affermato che sarebbero tornati a casa, a Washington. “Per quanto ne so, i colleghi americani si sono recati all’ambasciata, poi andranno a Washington… Non hanno promesso di recarsi a Kiev, hanno promesso di tornare a casa, a Washington”, ha detto Ushakov ai giornalisti.

Da parte sua, la Russia ha concordato, a livello di collaboratori e rappresentanti, di proseguire i contatti con gli Stati Uniti, ha confermato Ushakov, facendo riferimento in particolare a “queste due persone arrivate oggi al Cremlino”. Tanto più che, le discussioni su “questioni territoriali” avvenute oggi hanno prodotto “soluzioni che non preannunciano la fine della crisi”, ha insistito il consigliere russo, confermando che Russia e Stati Uniti hanno concordato di non divulgare l’essenza dei colloqui al Cremlino.

Il segretario di stato americano, Marco Rubio ha dal canto suo affermato che sono stati compiuti “alcuni progressi” nei negoziati con la Russia per mettere fine al conflitto con l’Ucraina. “E quindi quello che abbiamo cercato di fare e credo di aver fatto qualche progresso è capire con che cosa gli ucraini potrebbero convivere che dia loro garanzie di sicurezza per il futuro”, ha detto Rubio ai microfoni di Fox News, aggiungendo che gli Stati Uniti sperano che il compromesso “permetta loro non solo di ricostruire la loro economia, ma di prosperare come Paese”.

Cara Bologna… Bersani la benedice, Ferrara la denuda

Il canto di Bersani: Bologna come reliquia civile

Ieri sera a Otto e mezzo, Bersani ha descritto la questione bolognese, ovvero l’attacco sferrato dalla Presidente del Consiglio al mito del buongoverno emiliano, come un sacrilegio compiuto da mani profane. L’Università di Bologna, “la prima nella storia europea”, diventa un totem: non disturbare, non toccare, non discutere. Il problema, secondo l’ex segretario Pd, non è l’ateneo in sé ma il simbolo: Bologna è il Fort Apache della sinistra italiana, quella “cittadella rossa” che risveglia gli istinti aggressivi della destra.

Da qui il salto al referto psichiatrico: “Fatevi curare da uno bravo”. Il Bersani oracolare parla di un Paese “da non smontare” e di centri antiviolenza come linee Maginot morali, mentre la premier viene dipinta come predatrice di roccaforti rosse — toghe, consultori, università. Zero merito, solo territorio e appartenenza, come se la città fosse la protesi sentimentale di un’intera area politica.

L’altra Bologna di Giuliano Ferrara

Invece stamane, sul Foglio, Giuliano Ferrara parte dalla stessa materia e la ribalta: non la città-simbolo da difendere, ma il corpo reale da diagnosticare. Bologna non è ferita da Meloni – suggerisce – ma dal proprio declino: la resa agli invasati anti-israeliani, la rinuncia “pacifista fino al disdoro” ad insegnare filosofia agli ufficiali dell’Esercito.

La sua Bologna — “calda e umida e fredda nel cuore delle stagioni estreme” — non è la mitica “cittadella rossa”, ma una città che ha perso il senso di sé. Non la grande madre della cultura italiana, ma un organismo che inciampa sui propri anticorpi. Ferrara non canta, incide in modo caustico: non santifica, mette a nudo l’ipocrisia.

Due sguardi disallineati sulla città

Bersani parla in nome della memoria e dell’identità: Bologna come capitale morale. Ferrara parla di tessuti e organi: Bologna come corpo vulnerabile. Uno teme l’invasione, l’altro registra la resa.

L’ex segretario Pd denuncia CasaPound a “150 metri dalla stazione della strage”. Ferrara evoca Marco Biagi e una bicicletta abbandonata: non l’assedio, ma la fragilità interna. Uno difende il mito (rosso). L’altro seziona il cadavere di questo mito.

 

Il caustico Ferrara

Bersani ammonisce la Meloni: “Non toccare quei tasti ideologici”. Ferrara rovescia la questione: e se quei tasti non fossero ideologici ma nervi, stati dell’anima?

Bologna scivola nel culto dell’identità, si mette in posa davanti allo specchio della storia e non sa più che volto questo specchio rifletta. La prima università d’Europa, certo — o “la città civile e ben messa”, come dice Bersani. Ma anche la città che rifiuta la filosofia proprio a chi la filosofia potrebbe tornare utile nel servizio alla Patria, vale a dire i militari.

Insomma, non è la Meloni che “tocca Bologna”. È Bologna che non sa più dove farsi toccare. E qui, ahimè, l’Emilia di Ferrara taglia più netto del peana televisivo di Bersani.

L’Alma senza anima. Università, informazione e Nato: tre facce della stessa paura

Università di Bologna, mater o matrigna

Forse non solo il nostro Paese ma è la doppiezza che la fa sempre da padrone. Si dice una cosa ma di fondo non si esclude anche un’altra, è l’eterno conflitto tra conciliazione e ambiguità di ogni eventuale compromesso. Si fa mezzo passo in avanti pronti a riguadagnare però la posizione di iniziale partenza. Accade che l’Esercito abbia chiesto alla Università di Alma Mater in quel di Bologna di poter procedere alla istruzione per alcuni suoi allievi ufficiali in materia di filosofia. L’Università, che da madre nutre di sapere i suoi figli, si è rifiutata di accoglierli e di allattarli di conoscenza in un campo che apre la mente ben oltre le competenze armigere. Forse si è temuta una militarizzazione della istruzione. Da subito è partito il richiamo alla parola d’ordine e di salvezza della situazione, rivendicandosienfaticamente ”l’autonomia ” delle scelte.

Viceversa, dovrebbe essere ambizione di ogni centro di cultura offrire il proprio prodotto a chiunque voglia cibarsene. Alma è in latino ciò che nutre ma in altra lingua significa anche l’anima, proprio quella che è mancata nel gestire il fatto di cui si discute. Nella vita, è bene rassegnarsi, non c’è mai solo un senso per definire un significato. Si è dunque dovuto scomodare il Governo per garantire che il corso ai militari comunque si farà mentre, se si fosse ben compreso, il Rettore dell’Università, non proprio un estraneo alla vicenda, munito di sprezzante coraggio, pare abbia dichiarato come la decisione del gran rifiuto sia in capo al Dipartimento di Filosofia, così che lui non abbia nessuna responsabilità in merito. Laviamocene le mani da Pilato in poi è la lezione da seguire.

Autonomi, non automi

Occorre agire da autonomi e non da automi è la regola che si sbandiera spostando la riflessione dalla primaria esigenza di chi vorrebbe irrobustire il patrimonio della propria cultura anche se munito di gradi e stellette.

Si legge, se vero, che gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo abbiano criticato l’iniziativa essendo la: “Riprova del fatto che i nostri atenei si stanno piegando sempre più alle logiche della guerra e del riarmo”. Se, oltre agli slogans di maniera, studiassero davvero un briciolo di filosofia dando maggior respiro al pensiero, forse tornerebbe loro utile prendere esempio da quei scriteriati ragazzi in divisa chehanno l’ardire di andare oltre il solo perimetro del mestiere che hanno scelto.

Quando si cade in inciampo la via d’uscita è sempre la stessa per cui la faccenda è quindi derubricata a difficoltà logistiche e carenza di docenti da destinare al corso. Tra un po’ non se ne parlerà più, possiamo stare tranquilli, restando irrisolto il dilemma tra ispirazione antimilitarista o mancanza di mezzi per l’insegnamento.

 

Le parole della Albanese, unallarme senza sale

Nel paese del detto e non detto anche Francesca Albanese ci ha messo la sua. All’alba di un nuovo giorno, dopo l’irruzione di un gruppo Pro-Palnella sede del giornale “La Stampa”, ha fatto o ricordato la scoperta dell’acqua calda. Propalare la sua lettura della storia sembra esserle irrinunciabile. Da quando gli uomini sono sulla terra si aggregano per gruppi di interesse per chi mangia per primo la preda catturata a chi realizza l’affare più grosso o a chi gestisce maggior potere in questo o quel settore. Il mondo presenta sempre una eterna competizione al suo interno, a volte sfociando addirittura in scontro bellico. Ogni libertà è sempre di carattere relativo ed è inutile raccontarsi il contrario. “In un mondo che, prigioniero è…” cantava senza inganni e inconsistenti astrazioni l’eccelso Battisti, fotografando la realtà per come essa è.

Dire che dietro ogni centro di informazione ci siano poteri economici organizzati che spingono in un senso o nell’altro è una banalità che non dovrebbe procurare nessun senso di meraviglia. “È la stampa, bellezza, e tu non ci puoi far niente”, disse il grande Bogart alla battuta finale del film a titolo “L’ultima minaccia”. Non a caso ci sono giornali con sensibilità politiche assai diverse. Sta a ciascun lettore regolarsi per come gli pare scegliendo o facendosi abbindolare da questo o da quello.

La Albanese ha sollecitato l’informazione ad essere più onesta nel riportare i fatti del pianeta e in particolare della Palestina. Ne conseguirebbeche il condizionamento delle linee editoriali,esaltando o sfumando o annebbiando notizie,produrrebbe negli scontenti reazioni anche violente. Sul nesso di causa ed effetto si potrebbe discutere per millenni. Denunciare le regole che da sempre muovono il mondo, al pari di un inedito che irrompe d’improvviso nella vita della società, è perlomeno infantile o serve furbescamente da esca per il gonzo che abbocca.

 

Il timing della Nato

Da ultimo oggi l’Ammiraglio Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della Nato, ha detto in sostanza che non abbozzerà più di frontea provocazioni o ai vari attacchi con mezzi ibridiche vengono da Putin e compagni e che, a difesa, potrebbe agire anche preventivamente, di rimando a quanto fin ora sopportato. Mi faccio cavo ma non fino al punto di soccombere. Ha sputato fuoco dalle fauci ed è da stabilire perché strategicamente abbia parlato adesso e non in passato o in futuro. La nitidezza non può essere reclamata in una materia così complessa.

Da Bologna alla Albanese, fino a Dragone, non ci resta altro rimedio, per ora, che prenderla con filosofia.

Violenza, archiviare il passato? No. Capirlo per difendere il presente

Il ritorno di un odore stantio del passato

È vero, la storia non si ripete mai. O meglio, quasi mai. Eppure proprio in questi giorni abbiamo risentito un profumo maleodorante di passato che stenta ad essere del tutto archiviato. Anche se non può e non deve essere affatto dimenticato. Mi riferisco, nello specifico, allo storico slogan che campeggiava all’inizio della drammatica stagione del terrorismo rosso nel nostro Paese. E cioè, moltissimi “cattivi maestri” dell’epoca lanciavano uno slogan, accompagnato da massicce adesioni di esponenti di primo piano della sinistra di quella stagione, riconducibile all’ormai storico “né con lo Stato né con le Br.”.

Cioè si trattava di una sensibilità culturale e politica che individuava sostanzialmente nei deliranti messaggi dei brigatisti rossi una domanda che non poteva essere banalmente archiviata. Un concetto delirante ed agghiacciante che faceva seguito ad un altro concetto molto popolare in quegli anni tristi e bui. Perché alla fine, e sempre sull’onda di quel comune sentire, si trattava solo “di compagni che sbagliano”.

La svolta del Pci: la condanna della lotta armata

Dopodiché, e anche e soprattutto alla luce della svolta dichiaratamente terroristica e criminale dei “compagni che sbagliano”, il gruppo dirigente del Pci assunse una posizione netta, inequivoca, chiara e coraggiosa contro tutti coloro che avevano intrapreso la strada della lotta armata.

Ma questo è il passato, sufficientemente noto e conosciuto.

Lassalto a La Stampa e i nuovi cattivi maestri

Veniamo all’oggi, soprattutto dopo l’agguato di impronta squadristica alla redazione del quotidiano La Stampa di Torino. È noto chi siano i protagonisti di questo gesto. Lo hanno confermato gli inquirenti. Ma quel che impressiona, e ancora di più del gesto squadrista, sono le reazioni dei “cattivi maestri” di oggi. Che, guarda caso, sono straordinariamente simili a quelli di ieri.

Certo, è cambiato radicalmente il contesto politico, culturale, ideologico e sociale del nostro Paese. Come, del resto, non c’è — almeno sino ad oggi — alcun pericolo di marca terroristica per come l’abbiamo tristemente conosciuta e sperimentata negli anni ’70 e ’80 nel nostro Paese. Ma, al contempo, non possiamo ingenuamente sottovalutare i germi di violenza — e sempre più estrema — che ormai si respirano a piene mani nel tessuto del Paese. E non solo nella conclusione di quasi tutti i cortei di protesta che si moltiplicano nel nostro Paese e che registrano la convinta e forte aggregazione di quasi tutte le frange più violente presenti oggi nel nostro Paese.

Il pericoloso però”: dissociarsi a metà è un ritorno al passato

Ora, e di fronte a un quadro sempre più preoccupante ed inquietante, assistiamo a comportamenti — e soprattutto a dichiarazioni, come quella espressa da Francesca Albanese dopo l’atto squadristico torinese e condivisa, come ovvio, da moltissimi esponenti della sinistra politica, culturale ed ideologica italiana — che sottolineano ed evidenziano distinzioni che riportano indietro le lancette della nostra storia democratica.

In sintesi: “siamo contro la violenza, però”; “ci dissociamo da gesti violenti, ma”.

La lezione di ieri, lurgenza di oggi

Morale della favola. Ieri, come oggi, di fronte alla violenza politica occorre essere chiari. Auspicabilmente prima che la situazione degeneri in una deriva che, purtroppo, è nota anche nei suoi particolari. “Né con lo Stato né con le Br” e, comunque sia, sono soltanto “compagni che sbagliano”, sono slogan non più riproponibili, seppure sotto sembianze diverse. Sempre ché vogliamo ancora conservare, rafforzare e consolidare i principi e i valori democratici, liberali e costituzionali.

La demografia non è un’arma. Musk e l’estinzione della razza bianca     

La profezia che non regge ai fatti

La narrativa rilanciata da Elon Musk — la “quasi estinzione” della popolazione bianca su scala mondiale — si affida a un postulato fragile. Secondo un post circolato sui social, la percentuale di “bianchi” sarebbe scesa dal 35% di un secolo fa all’8% nel 2021. Il punto è che nessuna istituzione statistica internazionale produce dati coerenti e omogenei che classificano l’umanità in “razze” globali: né Nazioni Unite, né banche dati demografiche avanzate. Il concetto stesso è metodologicamente inconsistente. Parlare di “declino dei bianchi” significa aggregare categorie etniche eterogenee, frutto di storie, culture e auto-identificazioni che cambiano nel tempo. La scienza sociale lo definirebbe un costrutto, non un parametro universale.

La demografia reale, non quella immaginaria

Le dinamiche demografiche esistono, ma richiedono rigore. In alcuni Paesi occidentali, l’invecchiamento della popolazione e la bassa natalità sono fattori evidenti. Tuttavia, questi fenomeni non autorizzano l’idea di una “estinzione” globale. La popolazione mondiale cresce nelle aree con tassi di fertilità più elevati, mentre migrazioni e mescolanze ridisegnano continuamente identità ed appartenenze. L’idea di un colore dominante che scompare è una semplificazione che ignora la storia umana: nessuna civiltà, nessun gruppo, si conserva identico a sé stesso mentre i popoli si incontrano, si mischiano, costruiscono nuovi spazi culturali.

Il pericolo delle metriche identitarie

Trasformare la demografia in un contatore razziale è un gesto politico, non scientifico. Alimenta paure profonde: minoranze minacciate, culture sotto assedio, identità da difendere contro un “altro” indefinito. È la grammatica dei movimenti sostituzionisti, che predicano la scomparsa di interi popoli per giustificare protezionismi etnici o discriminazioni preventive. La storia insegna che queste retoriche anticipano esclusione e conflitto. Parlare di “bianchi estinti” significa rovesciare il senso della convivenza democratica: la persona diventa cifra biologica, non soggetto di diritti.

Il compito di chi informa

Il punto è respingere l’uso ideologico dei numeri. Sostenere che l’umanità debba contenersi dentro “recinti cromatici” significa dimenticare che l’Europa ha costruito la sua forza nella commistione. La democrazia liberale regge quando riconosce che la dignità umana è indisponibile: non si misura, non si pesa, non si classifica. Musk ha il diritto di provocare. Ma chi vive di responsabilità pubblica — media, istituzioni, comunità politiche — ha il dovere di smontare le scorciatoie. La scienza non annuncia estinzioni, piuttosto chiede maturità. La civiltà occidentale non si difende contando pigmenti, bensì garantendo libertà, uguaglianza e giustizia.

Ucraina, Putin-Witkoff a colloquio 5 ore: nessun accordo su territori occupati

Roma, 3 dic. (askanews) – E’ durato quasi cinque ore l’incontro al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato spaciale americano Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner. Il direttore del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) e inviato speciale presidenziale russo per la cooperazione economica con l’estero, Kirill Dmitriev, presente ai colloqui, ha definito la riunione “produttiva”. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato invece di colloqui utili e costruttivi, sebbene le parti abbiano affrontato solo “l’essenza” del piano statunitense per l’accordo di pace e non proposte specifiche, discutendo i documenti sulla possibile intesa ricevuti dalla Russia.

Putin ha fatto presente ai suoi interlocutori che Mosca potrebbe accettare solo alcuni aspetti del piano statunitense per l’Ucraina, mentre altri susciterebbero alcune perplessità da parte russa. “Potremmo accettare alcuni punti, e il presidente lo ha confermato ai suoi interlocutori. Altri punti hanno suscitato critiche da parte nostra riguardo a una serie di proposte”, ha spiegato Ushakov. In particolare, nessun compromesso è stato raggiunto sui territori occupati dalla Russia in Ucraina. “Non è stata ancora scelta una soluzione di compromesso (sui territori), ma alcune proposte americane possono essere discusse”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti, precisando: “resta ancora molto lavoro” per raggiungere un accordo.

Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un paese europeo domani, 3 dicembre, secondo il sito di notizie Axios, che cita fonti. I delegati americani intendono discutere con Zelensky i risultati dei loro negoziati con Putin. Axios non ha precisato il luogo esatto dell’incontro. Secondo il consigliere di Putin, comunque, i rappresentanti statunitensi non hanno promesso alla parte russa di recarsi a Kiev, ma hanno affermato che sarebbero tornati a casa, a Washington. “Per quanto ne so, i colleghi americani si sono recati all’ambasciata, poi andranno a Washington… Non hanno promesso di recarsi a Kiev, hanno promesso di tornare a casa, a Washington”, ha detto Ushakov ai giornalisti.

Da parte sua, la Russia ha concordato, a livello di collaboratori e rappresentanti, di proseguire i contatti con gli Stati Uniti, ha confermato Ushakov, facendo riferimento in particolare a “queste due persone arrivate oggi al Cremlino”. Tanto più che, le discussioni su “questioni territoriali” avvenute oggi hanno prodotto “soluzioni che non preannunciano la fine della crisi”, ha insistito il consigliere russo, confermando che Russia e Stati Uniti hanno concordato di non divulgare l’essenza dei colloqui al Cremlino.

Mediaworld passa ai cinesi: JD.com si assicura l’85% della tedesca Ceconomy

Milano, 2 dic. (askanews) – JD.com, gigante cinese dell’ecommerce, si è assicurato l’85,2% del capitale di Ceconomy – azienda leader in Europa nel settore dell’elettronica di consumo proprietaria di MediaMarkt, MediaWorld e Saturn – al termine dell’offerta pubblica di acquisto.

Al termine, infatti, del periodo di accettazione supplementare, JD.com ha annunciato oggi che sono state consegnate 290.228.196 azioni nell’ambito della sua Opa volontaria in contanti lanciata su tutte le azioni in circolazione di Ceconomy. JD.com si è quindi assicurata il 59,8% del capitale e dei diritti di voto che, unitamente alla quota mantenuta dal futuro partner, Convergenta, si traduce in una partecipazione totale dell’85,2%. Convergenta, azionista della famiglia fondatrice di Ceconomy, manterrà una partecipazione del 25,35% dopo l’Opa.

“Apprezziamo la forte risposta degli azionisti che hanno scelto di accettare l’offerta di JD.com sulla base della nostra raccomandazione”, ha commentato Kai-Ulrich Deissner, Ceo di Ceconomy. “Questo traguardo ci avvicina alla creazione dell’azienda che vogliamo essere in futuro, a vantaggio dei nostri clienti e dipendenti. Con JD.com come nostro partner, saremo in grado di accelerare l’attuale traiettoria di crescita di Ceconomy e rafforzare ulteriormente la nostra posizione di piattaforma omnicanale leader in Europa per l’elettronica di consumo”.

La chiusura dell’Opa è ancora soggetta alle consuete condizioni dell’offerta, ovvero alle autorizzazioni per gli investimenti esteri in sospeso e all’autorizzazione per i sussidi esteri dell’Ue, che dovrebbero avvenire nella prima metà del 2026. Una volta completata l’Opa, JD.com potrebbe procedere alla revoca dalla quotazione di Ceconomy.

Slitta approdo in Cdm del decreto Ucraina. I dubbi della Lega

Roma, 2 dic. (askanews) – Appare e scompare nel giro di qualche ora. Il decreto per prorogare l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina diventa un caso ancora prima di essere presentato all’esame del governo. Alle nove di mattina a tutti i ministeri viene recapitata la convocazione del pre Consiglio, in vista della riunione dell’esecutivo prevista per giovedì pomeriggio: un ordine del giorno decisamente corposo, 18 punti in tutto, tra i quali svetta proprio il provvedimento che riguarda Kiev. Intorno alle 16, però, un nuovo invio: a scomparire dall’elenco dei testi in esame è proprio il decreto Ucraina.

La cessione di armi fu decisa dopo l’invasione russa con un decreto legge del 25 febbraio 2022 dall’allora governo Draghi che la autorizzava fino al 31 dicembre di quell’anno, ed è stata poi prorogata ogni anno anche dall’attuale esecutivo, da ultimo il 23 dicembre del 2024.

Un terreno che si è fatto via via più scivoloso per l’attuale maggioranza, con i dubbi della Lega che sono diventati sempre più insistenti. Ancora questa mattina, nel suo intervento all’assemblea generale di Alis, Matteo Salvini ha messo in chiaro le sue perplessità. “Io – ha detto – parteggio per l’Italia, mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina è un bene per chi sta morendo al fronte, per l’economia italiana ed europea. Chi si mette di mezzo per impedire l’accordo tra Russia, Ucraina e Stati Uniti non fa bene all’Italia e all’Europa”. Nè mancano esponenti del suo partito, come Claudio Borghi, che da tempo hanno messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di votare una nuova autorizzazione quando tornerà in Parlamento a gennaio.

Uno scenario da maneggiare con cura per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che proprio oggi è volata in Bahrein dove è ospite del vertice dei Paesi del Golfo (domani è previsto il suo intervento). Per questo, alla fine, si è optato per un rinvio. Il ragionamento fatto recapitare dai leghisti è che non ci fosse alcuna urgenza di esaminare già giovedì il provvedimento, anche in virtù dell’attesa dell’esito dei colloqui in corso a cominciare da quello odierno tra il presidente russo, Vladimir Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff. “Scommettiamo sulla pace”, è il ragionamento attribuito al leader del Carroccio che, secondo alcuni boatos, ne avrebbe parlato anche direttamente con la premier. Lo stesso ministro della Difesa, che la settimana scorsa ha presentato al Copasir il dodicesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina, avrebbe argomentato che non era necessario esaminare il decreto con così tanto anticipo. Peraltro proprio Guido Crosetto potrebbe non partecipare alla prossima riunione del Consiglio dei ministri perché impegnato in un altro appuntamento pubblico. Il delicato passaggio per la maggioranza è solo rinviato.

Ucraina, Zelensky: non esistono soluzioni semplici a questa guerra

Roma, 2 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sul proprio canale Telegram, ha dichiarato che, in questa guerra, “non esistono soluzioni semplici”.

“Sappiamo bene che cosa sta accadendo. Sappiamo con chi abbiamo a che fare. Il problema non è la difficoltà nel prendere decisioni: io sono in grado di prenderle. È fondamentale che tutto avvenga in modo giusto e trasparente. Che non ci siano giochi alle spalle dell’Ucraina. Che nulla venga deciso senza l’Ucraina riguardo a noi, al nostro futuro”, ha chiarito il presidente ucraino.

“Le questioni più sensibili e più complesse riguardano i territori e i beni congelati”, ha osservato Zelensky.

“Non posso parlare a nome dei leader europei per quanto riguarda i fondi congelati in Europa. Posso solo condividere la mia visione, e sta a loro sostenerla. E poi ci sono le garanzie di sicurezza. Contiamo su solide garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti, dell’Europa e anche di alcuni altri leader. Questo è uno dei temi della Coalizione dei Volenterosi. Ci stiamo lavorando”, ha scritto Zelensky.”Ritengo che questi tre temi siano i più delicati e i più importanti. Le nostre squadre continueranno a lavorarci”, ha concluso il leader ucraino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto sul proprio profilo Telegram che, in merito ai negoziati di pace con la Russia, gli ucraini chiedono “certezza”.

“I russi hanno iniziato la guerra, e non esiste alcuna alternativa a questa formulazione. Testimone – il mondo intero. Sono venuti con aggressione per distruggerci. Noi li abbiamo fermati. L’Europa ha aiutato, l’America ha aiutato. La Russia non è riuscita a occupare l’Ucraina soprattutto grazie alla forza del popolo ucraino – dei soldati, dei civili – e, certamente, grazie ai nostri partner”, ha scritto pochi minuti fa sul proprio canale Telegram il presidente ucraino.

“Gli Stati Uniti dicono che basta spargimento di sangue. E noi li sosteniamo pienamente”, ha chiarito Zelensky, specificando però che “dobbiamo finire questa guerra in modo tale che tra un anno la Russia non torni di nuovo, con una terza invasione”.

“Non hanno raggiunto l’obiettivo di occupare il nostro Stato. Ma non sono sicuro che i loro obiettivi siano cambiati. Possono essere rimandati, e per questo abbiamo bisogno di protezione”, ha puntualizzato Zelensky. “Cosa accadrà domani, quando i nostri soldati torneranno a casa, torneranno a essere insegnanti, ingegneri, persone di varie professioni? Torneranno, mentre la Russia continuerà a rafforzare la propria forza militare, preparandosi a un’altra invasione”, si è chiesto il leader ucraino, tornando a chiedere “certezza”, questo è “ciò di cui gli ucraini hanno bisogno”.