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A Circolo la Beirut contemporanea di Shifting Crossroads

Milano, 26 mar. (askanews) – Saikalis Bay Foundation presenta a Circolo in Via della Spiga 48 a Milano fino al 3 luglio 2026 la collettiva Shifting Crossroads Beirut Contemporary, dedicata all’esplorazione di Beirut come crocevia umano del Mediterraneo: le opere di Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud e Akram Zaatari sono una mappa viva di connessioni in cui gli artisti tracciano traiettorie fra passato e presente, fra Oriente e Occidente, fra l’esperienza personale e la dimensione collettiva di un popolo e di una città attraversata dalla Storia.

Nicole Saikalis e Matteo Bay hanno raccontato ad askanews la progettualità dell’esposizione, la cui idea è nata a novembre durante un viaggio a Beirut, ben prima della situazione attuale della città. La guerra ha poi consegnato a chi visiterà mostra nuovi risvolti interpretativi delle opere esposte: gli artisti con strumenti e materiali diversi cercano di narrare le loro storie personali della città libanese intrecciate con la Storia.

Nicole Saikalis, nata a Beirut, città che ha però dovuto abbandonare da bambina: “Quello che volevamo veramente fare è un riconoscimento di questi artisti molto bravi, molto conosciuti ovunque nel mondo. Sicuramente ci sono dei nomi come Simone Fattal, Mona Hatoum, Akram Zaatari e Rabih Mroué che sono le persone più conosciute. Ci siamo accorti che c’erano tanti amici del Libano a Milano preparando questa mostra. Nomino solo Marco Scottini che ha portato Omar Mismar a Milano e Omar è uno dei protagonisti della nostra mostra. Un’altra coincidenza è che Mona Hatoum espone alla Fondazione Prada. Era molto contenta di partecipare con Witness, una scultura che è la riproduzione di quella che si trova a Beirut in Piazza dei Martiri e presenta i martiri libanesi durante la caduta dell’Impero Ottomano che vediamo nelle opere di Lamia Joreige. Questa stessa scultura nella piazza è stata colpita dai proiettili durante la guerra civile: Witness doveva essere in questa mostra. È stata anche posizionata in un punto principale della mostra, dal quale sembra stia guardando questo Libano e la sua storia con le mappe di Akram Zaatari del Mediterraneo, ma sono delle mappe con lettere dell’alfabeto fenicio; poi la nascita della nazione con la caduta dell’Impero Ottomano nelle opere di Lamia Joreige e poi ci sono tutte le sfumature del Libano nelle altre stanze: dalla guerra civile con i disegni il video di Rabih Mroué alle opere di Catherine Cattaruzza, che sono molto forti nei paesaggi, ma soprattutto il video di Joana Hadjithomas & Khalil Joreige di questa Beirut che si trasforma con Bernard Khoury, grande architetto libanese, che recita questa poesia di Cavafy Waiting for the Barbarians. Questa Beirut che si muta di sequenza in sequenza all’alba e i suoni della città. E penso che se mi chiedi cosa mi manca di più di Beirut sono questi suoni che la città vive”.

Matteo Bay: “Perché questa mostra? Il perché profondo della mostra è la passione di Nicole che credo si sia capita, vista, intuita, sentita dalle sue parole, da come parla di questi artisti, da come parla del Libano”.

Nicole Saikalis specifica poi perché è stato importante esporre in Italia: “Questo Shifting Crossroads è anche un grande crocevia con Venezia e Firenze, con l’Italia e questo mi ha ancora più incoraggiato a farla in Italia per raccontare una storia”.

Fondata nel 2024 da Nicole Saikalis e Matteo Bay, la Fondazione Saikalis Bay ETS nasce dalla convinzione che l’arte sia un mezzo per costruire ponti tra luoghi, culture e persone. Per i suoi fondatori le cui origini spaziano tra Beirut, Parigi, Londra e Milano il collezionismo si è evoluto da una passione personale a un impegno condiviso: sostenere e amplificare le voci di chi crea. Circolo è la sede espositiva che promuove artisti emergenti e affermati.

Meloni assume interim ministero del Turismo. Meloni: grazie a Santanchè, che ha lavorato con grande dedizione

Roma, 26 mar. (askanews) – “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Daniela Garnero Santanché dalla carica di Ministro del turismo e si affida l’interim del dicastero al Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Giorgia Meloni”. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.

Meloni, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per proporre l’assunzione dell’interim del Ministero del Turismo. Il Capo dello Stato ha poi firmato il decreto per il conferimento dell’interim.

Meloni, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “rivolge un ringraziamento al Ministro Santanchè, che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano”.

Il Governo, prosegue il comunicato, “continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia”.

Prime dimissioni anche in Fi, Gasparri lascia per Craxi. Plauso di Marina

Roma, 26 mar. (askanews) – Stefania Craxi capogruppo al Senato al posto di Maurizio Gasparri: a tre giorni dalla sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia, storico cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, anche in Forza Italia arrivano le prime dimissioni. “Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico”, dichiara l’ex presidente dei senatori. Ma il passo indietro va proprio nella direzione di quel rinnovamento auspicato dalla famiglia Berlusconi da tempo.

Ambienti vicini a Marina Berlusconi fanno trapelare che l’avvicendamento è un’iniziativa del gruppo parlamentare ma ribadiscono che la presidente di Finivest da tempo sostiene una sempre maggiore apertura della classe dirigente. Stando a quanto viene raccontato, sarebbe stata proprio lei a volere una donna alla guida dei senatori e la scelta sarebbe ricaduta su Stefania Craxi verso la quale la figlia del Cavaliere nutre da sempre grande stima, ribadita anche oggi, la stessa, sottolinea la nuova capogruppo, che legava i rispettivi genitori.

La neo eletta parla di “un avvicendamento normale, in cantiere da prima del referendum”. Bolla come “ricostruzioni fantasiose” le indiscrezioni stampa secondo cui ci sarebbe stata una raccolta firme su un testo, promosso da Claudio Lotito, contro Gasparri, con ben 14 adesioni su 20 senatori, comprese quelle di due Ministri, Casellati e Zangrillo. Ai cronisti che le domandano perché Gasparri – che con ogni probabilità sarà eletto presidente della commissione Esteri al posto di Craxi – si sia dimesso la nuova presidente dei senatori replica che “fare il capogruppo è logorante” anche se poi non nega si tratti di “un segnale di discontinuità” di cui, ripete, si “parlava da tempo”. Discontinuità che per ora non sembra interessare il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, altro fedelissimo di Tajani. “Non mi risulta”, si schermisce Craxi. E lui le augura buon lavoro garantendole “collaborazione”.

“Marina non ha mai messo in discussione la leadership di Tajani”, spiega la neo presidente dei senatori confermando un’indiscrezione fatta trapelare anche da fonti vicine alla figlia del Cav. Ma appare evidente che la linea di procedere senza scossoni assunta da Tajani nel giorno della sconfitta e anche all’indomani, mentre la premier Giorgia Meloni regiva facendo un repulisti tra i suoi al governo, vacilla parecchio.

Sotto accusa è anche la sua volontà di procedere da subito, da aprile, con i congressi regionali di Forza Italia. Volontà ribadita tra i malumori in una riunione ieri, in una segreteria questa mattina riunita prima di volare al G7 dei ministri degli esteri a Cernay-la-Ville, in Francia. E anche nel post su X in cui, oltre un’ora prima dell’elezione avvenuta per acclamazione in una riunione pomeridiana del gruppo al Senato, augura buon lavoro a Craxi. “Con i prossimi congressi regionali – scrive Tajani – lavoriamo per allargare sempre di più i nostri orizzonti, abbracciare tutte quelle forze che condividono il nostro percorso. A radicarci sul territorio, a valorizzare la nostra base e i nostri militanti. Non abbiamo paura della democrazia”.

“Quando incontro le persone per strada, mi chiedono quando abbasseremo le tasse, non quando faremo i congressi. Abbiamo bisogno di capire perché abbiamo perso voti, perché i ragazzi hanno scelto il no. Dobbiamo fare un esame di coscienza utilizzando il referendum”, spiega la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. Una linea condivisa anche dalla neo presidente dei senatori: “Adesso la priorità è rilanciare l’azione politica del partito occupandoci della prima emergenza che è quella economica anche per i riflessi dei conflitti che abbiamo quindi lavoreremo su questo. Io sono alla ricerca non di tessere ma di idee, non cerco adepti ma confronti, idee, dialogo”.

Per Tajani “Forza Italia è un partito vivo, un punto di riferimento per tutti quegli italiani che si ritrovano nei valori della libertà e del popolarismo. Continueremo ad affermarci sempre come il centro della politica italiana”.

Iran, Lagarde: stiamo fronteggiando un vero shock, va oltre quel che immaginiamo

Roma, 26 mar. (askanews) – “Stiamo fronteggiando un vero shock, che probabilmente va oltre di quello che riusciamo a immaginare al momento. Forse (i mercati) sono eccessivamente ottimisti e determinati a restare ottimisti, nella speranza che uno scenario positivo si materializzerà e che si tornerà alla normalità in tempi relativamente brevi. Non è quello che quello che ci stanno dicendo gli esperti in termini di capacità, di estrazione, di raffinamento e distribuzione, perché è stato già danneggiato già troppo e non non è una questione che possa essere ripristinata in mesi, qui si parla di anni”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde in una intervista al settimanale The Economist, secondo un limitato estratto video reso disponibile dalla testata britannica, a proposito delle conseguenze della guerra in Iran.

Urso: nessun problema di tenuta, maggioranza di legislatura

Bologna, 26 mar. (askanews) – “Questo è un governo di legislatura che ha una salda maggioranza parlamentare consacrata dal voto degli elettori e ha il dovere di rispondere a queste aspettative, come sta facendo con consapevolezza, responsabilità e determinazione”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine della cerimonia di apertura di Cosmoprof Worldwide 2026 a Bologna, risponde a chi gli chiede se ci siano problemi di tenuta dell’esecutivo.

Sulle dimissioni dei colleghi, tra cui quella del ministro Santanchè, Urso è netto: “Hanno fatto bene a rispondere alla richiesta del presidente del Consiglio”. “Ora dobbiamo affrontare i provvedimenti necessari per fronteggiare la situazione economica alla luce delle conseguenze che vi possono essere dal perdurare del conflitto nel grande Medio Oriente – aggiunge il ministro – con la consapevolezza che anche per quanto riguarda il tasso di inflazione l’Italia oggi ha le carte in regola”.

Zerocalcare e Cecilia Randall tra i super ospiti di Romics 36

Roma, 26 mar. (askanews) – È tutto pronto per la 36esima edizione di Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, organizzato da Fiera Roma e ISI.URB, in programma alla Fiera Roma dal 9 al 12 aprile.

Tra gli ospiti più attesi di questa edizione, italiani e internazionali: Zerocalcare, il fumettista che ha rivoluzionato il graphic novel in Italia; Cecilia Randall (pseudonimo di Cecilia Randazzo), protagonista indiscussa del Fantasy Storico in Italia; Jérémie Almanza, il maestro delle atmosfere gotico-fiabesche, Liang Azha e JingJiang, due delle voci più luminose del fumetto asiatico contemporaneo.

L’incontro dal titolo “Zerocalcare – ieri, oggi, domani”, vedrà Michele Rech incontrare il pubblico sabato 11 aprile assieme al giornalista Riccardo Corbò. L’incontro racconta il percorso artistico di Zerocalcare, dal fumetto indipendente alle celebri serie animate, analizzando con ironia e sincerità il suo impatto culturale e artistico. Per l’occasione, l’autore incontrerà i fan con una sessione esclusiva di Meet&Greet e dediche a numero chiuso su prenotazione.

Sempre sabato 11 aprile in programma “Kitsune – Il potere della volpe”, con l’autrice fantasy Cecilia Randall, che presenta in anteprima assoluta “Kitsune – Il potere della volpe” (Gribaudo), nuovo capitolo del suo affascinante fantasy ucronico tra mitologia giapponese, azione e magia. L’autrice guiderà il pubblico nel dietro le quinte del romanzo, svelando le ispirazioni nate tra i viaggi di Marco Polo e l’immaginario di anime e manga.

La magia del mondo Disney incontra il fascino del dialetto romano nel volume “Il romanesco nelle storie di Topolino”, presentato in anteprima sabato 11 aprile in collaborazione con Panini Disney. Il protagonista assoluto è Paperugantino, impegnato in una divertente commedia in due atti scritta e disegnata da Marco Gervasio, accompagnata da un’avventura “fuori porta” tutta da gustare. Durante l’incontro l’autore si confronterà con il professore Daniele Baglioni, che ha curato la traduzione in dialetto e Barbara Garufi, redattrice Disney per Panini Comics.

Domenica 12 aprile è la volta di Liang Haza, che racconta i suoi numerosi progetti in corso e futuri: Le Love Letters, Fortune Kitten’s, Soul Sealer su Webtoon, nuovi volumi usciti in Italia e tutti gli altri numerosi lavori. L’evento è in collaborazione con Jundo Editore, che pubblica in Italia anche un’altra amatissima artista di BL, JingJiang, che incontrerà i suoi lettori nei giorni di manifestazione.

Un evento speciale dedicato al secondo volume della serie GreenWood (Tunué) – Il concorso, incentrato su ecologia e magia. Protagonista sarà lo straordinario disegnatore Jérémie Almanza, che svela i segreti della sua arte. Un’occasione imperdibile per scoprire dal vivo lo stile unico di Almanza e l’universo pedagogico creato da Barbara Canepa e Anaïs Halard.

Una performance live dedicata ai grandi successi di Pokémon, Dragon Ball e One Piece, è prevista sabato 11 aprile, un appuntamento tra nostalgia e cultura pop, capace di unire fan di ogni età in un viaggio nel cuore dell’animazione con Giorgio Vanni.

Un incontro dedicato al fenomeno globale “Stranger Things” è in programma sabato 11 aprile: le voci italiane che hanno reso famosi i protagonisti della serie cult si confronteranno con il pubblico per svelare i segreti del doppiaggio e il dietro le quinte delle avventure più amate di Netflix. Con Alessandro Budroni (voce del Capo Jim Hopper), Davide Perino (Henry Creel/Vecna) e Sofia Fronzi (Holly Wheeler).

Domenica 12 aprile altro incontro speciale, dedicato al lungometraggio animato, premiato ai recenti Oscar come miglior film d’animazione e per la migliore canzone originale, con i doppiatori ufficiali Giorgia Brunori (Rumi), Beatrice Maruffa (Zoey), Camilla Marcucci (Mira) e Danny Francucci (Abs Saja Boys) che sveleranno i segreti del dietro le quinte di K-Pop Demon Hunters tra curiosità tecniche e aneddoti inediti.

Due i manifesti della campagna ufficiale della 36esima edizione di Romics con l’omaggio a Spider-Man Miles Morales e a Space Jam. L’arte di Sara Pichelli, tra i Romics d’Oro dell’edizione, viene celebrata con il manifesto che cattura il volto dinamico di Miles Morales, personaggio che ha co-creato, in una delle pose più belle di Spider-Man.

In occasione del 30esimo anniversario del film Space Jam, Romics celebra i campioni della Tune Squad, con i volti di Bugs Bunny e Daffy Duck in rappresentanza dei mitici Looney Tunes. In collaborazione con Warner Bros. Entertainment Italy i visitatori troveranno divertenti experience, contenuti speciali e una mostra dedicata.

Insigniti del prestigioso Romics d’Oro durante la 36esima edizione del Festival Lorenzo Mattotti, Victor Perez, Sara Pichelli, Bill Plympton e Rhianna Pratchett.

Il Premio Romics Special, che rende omaggio ad artiste, artisti e professionisti che si siano distinti nell’esplorazione di nuovi mondi e personaggi, aprendo nuove frontiere creative al mercato e sperimentando linguaggi espressivi innovativi viene assegnato a Cassandra Calin, Gigi Cavenago e Alexis Wanneroy.

Nella trentaseiesima edizione di Romics la superficie dedicata alle grandi esposizioni cresce ancora: dalle personali agli approfondimenti sugli artisti premiati fino alle mostre “collettive” dedicate a temi e curiosità dell’entertainment contemporaneo, dal fumetto all’animazione, dal cinema ai games.

Oltre a Space Jam, Lorenzo Mattotti, l’arte di Sara Pichelli, Gigi Cavenago, Ironia e fumetti di Cassandra Calin, e “Superheroines – Pop, Cult & Imagination”.

Teatro, "Amor ch’ a nullo amato": al Tirso de Molina di Roma

Roma, 26 mar. (askanews) – L’11 aprile 2026, il Teatro Tirso de Molina di Roma ospiterà “Amor ch’ a nullo amato”, un avvincente racconto teatrale scritto, diretto e interpretato da Pierluigi Di Clemente. Lo spettacolo esplora uno dei canti più celebri e affascinanti della Divina Commedia, il V canto dell’Inferno, e la sua riflessione sulla doppiezza dell’amore, sospeso tra il vortice della passione e la luce della redenzione.

Attraverso un intreccio di narrazione e musica, il pubblico sarà guidato alla scoperta delle emozioni e dei significati nascosti dietro le parole di Francesca e le lacrime di Paolo, lasciandosi trasportare dal fascino eterno della poesia dantesca. Una celebrazione della grandezza di Dante Alighieri che diventa anche una riflessione sull’amore nell’epoca contemporanea.

Ad accompagnare Pierluigi Di Clemente in scena, un cast d’eccezione composto dalle attrici Arianna Capparella e Sarah Nicolucci, l’arpista Valeria Caprì, la violoncellista Francesca Lovotti, il flautista Flavio Musillo e la danzatrice Annalisia Falciglia, che si esibirà su coreografie firmate Tiziano Di Muzio.

Lo spettacolo fa parte del più ampio progetto ItineDante, ideato e diretto da Pierluigi Di Clemente, che dal 2021 ha portato in scena oltre quaranta canti della Divina Commedia, con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al capolavoro dantesco e ai suoi profondi significati.

Cashback, SS Morelli: grande opportunità ma senza obblighi

Roma, 26 mar. – I pagamenti digitali rappresentano una leva strategica per rafforzare la sovranità economica, contrastare l’economia sommersa e sostenere la competitività del sistema Italia. Lo ha affermato il sottosegretario Alessandro Morelli intervenendo al Forum Community Cashless Society 2026, organizzato da TEHA – The European House Ambrosetti. Nel suo intervento, Morelli ha sottolineato come le infrastrutture di pagamento siano ormai elementi chiave della sicurezza economica e della resilienza del Paese, richiamando la forte crescita dei pagamenti digitali registrata negli ultimi anni. “La crescita è un processo di transizione: da un lato aumenta l’uso dei pagamenti digitali, dall’altro è evidente che esistono generazioni più giovani maggiormente predisposte ad approcciarsi a questi strumenti e generazioni che, invece, possono incontrare più difficoltà”, ha osservato Morelli. “Vogliamo andare in una direzione chiara: mettere questi strumenti a disposizione di tutti, senza imporre obblighi, accompagnando il cambiamento con consapevolezza e inclusione”. Il sottosegretario ha ribadito il ruolo del cashless nel contrasto all’evasione fiscale, grazie a maggiore tracciabilità e trasparenza, sottolineando anche la necessità di rafforzare integrazione e interoperabilità dei sistemi di pagamento a livello europeo. “È un percorso di transizione che, anche attraverso una sana educazione finanziaria nelle scuole, potrà accompagnare un cambiamento ormai già tracciato”, ha concluso Morelli, richiamando infine l’attenzione anche sul divario territoriale tra Nord e Mezzogiorno.

Per Trump l’Iran è "un piccolo detour", ma come finirà? I negoziati ci sono ma nessuno si fida

Roma, 26 mar. (askanews) – Dopo averla chiamata una “escursione” ora il presidente americano, Donald Trump, definisce la guerra in Iran un “detour piccolo” che “non durerà molto, finirà presto”. Lo ha fatto durante la prima riunione di gabinetto dallo scoppio guerra contro l’Iran il 28 febbraio scorso. Una riunione in cui Trump, dopo aver ribadito di essere “deluso dalla Nato”, ha rivendicato che è Teheran a implorare adesso un accordo. I negoziati ci sono, ma nessuno si fida. E non sono l’unico piano sul tavolo. Di nessuno dei due, anzi tre, contendenti.

Tra negoziato o intervento di terra, infatti, la Casa Bianca non ha ancora chiaro in che modo risolvere la crisi iraniana, e al momento le iniziative diplomatiche, per quanto indirette, appaiono lontane da garantire una soluzione. Che i negoziati indiretti siano effettivamente in corso lo ha confermato il ministro degli Esteri pachistano, Ishaq Dar, che ha precisato come l’iniziativa goda del sostegno di Turchia ed Egitto – e dei Paesi del Golfo, che a detta del Segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) vorrebbero anzi essere coinvolti direttamente.

Dall’Amministrazione Trump arrivano segnali discordanti: mentre il Presidente minaccia di nuovo un’intensificazione del conflitto e invita Teheran a “impegnarsi sul serio prima che sia troppo tardi” – e il Segretario alla Guerra Pete Hegseth parla di “negoziare con le bombe” – lo speaker della Camera Mike Johnson esclude la possibilità di un intervento terrestre nel momento in cui convergono nell’area migliaia di Marines e paracadutisti.

Trump ha anche ribadito che la vittoria militare è totale, che ci vorranno poche settimane per mettere fine alla guerra e che Teheran sta “implorando” Washington per raggiungere un’intesa: “Ma non so se vogliamo farlo, dovevano farlo quattro settimane fa”; il suo negoziatore Steve Witkoff ha parlato invece di “segnali positivi” da parte iraniana alla proposta statunitense in quindici punti presentata nei giorni scorsi.

Al momento tuttavia Teheran ha affermato di aver respinto la proposta: fonti governative iraniane sottolineano come rappresenti una soluzione “di parte”, vale a dire nell’interesse esclusivo di Stati Uniti e Israele, e che non offra alcun appiglio realistico per un’intesa.

Il regime ha quindi confermato attraverso l’agenzia Tasnim di aver inviato ieri una controproposta che si articola in cinque punti, nessuno dei quali menziona né i programmi nucleari né quelli balistici; difficile quindi che possa venire accolta da Washington così com’è. Inoltre, ha annunciato di aver mobilitato una forza di un milione di combattenti per contrastare qualsiasi tentativo di invasione terrestre.

A dettare i tempi rimane la crisi economica creata dalla chiusura di Hormuz, la cui riapertura è ora l’obbiettivo primario di Trump e parte integrante dei negoziati: di fatto, è la carta migliore nelle mani del regime iraniano, con cui potrebbe forzare la mano di Washington per un’intesa che salvi la faccia a entrambe le parti – ma che difficilmente andrà a genio ad Israele, che ha interesse a mantenere gli Stati Uniti nel conflitto il più a lungo possibile.

Francesco Renga annuncia le prime date di "Live Estate 2026″

Milano, 26 mar. (askanews) – Dopo la partecipazione al 76° Festival di Sanremo con il brano “Il meglio di me”, Francesco Renga annuncia le prime date di “Live Estate 2026”, il tour estivo in partenza il 9 maggio 2026.

Gli appuntamenti estivi anticiperanno “Live Teatri 2026”, la tournée nei principali teatri italiani prevista tra ottobre e novembre. Le date – prodotte da Friends & Partners – vedranno Francesco Renga protagonista di “Live Estate 2026”: si parte il 9 maggio 2026 da Piazza Milite Ignoto a Pratola Peligna (AQ), per poi proseguire l’11 maggio a Melilli (SR), al Festival Terrazza degli Iblei in Piazza San Sebastiano. Il tour continuerà il 4 luglio a Palermo, il 5 luglio a Catania, il 10 luglio a Mirano (VE) per il Mirano Summer Festival, il 18 luglio nella località TancaIdda di Orosei (NU) e il 25 luglio a Carovigno (BR), all’Arena 30/40. Dopo la tappa del 15 agosto a Gioiosa Marea (ME), in occasione del Ferragosto Gioiosano in Piazza Cavour, il calendario si concluderà il 18 settembre ad Arzachena (SS), nella località Tanca di Lu Palu.

I biglietti delle date di Palermo, Catania, Mirano (VE) e Carovigno (BR) saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 18:00 di oggi, giovedì 26 marzo. Info su www.ticketone.it e www.friendsandpartners.it.

Francesco Renga è stato tra i protagonisti della 76esima edizione del Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026) con il brano “Il meglio di me”, una fotografia sincera e intensa di un momento significativo dell’artista, che attraverso un’intima riflessione sul proprio percorso di crescita si confronta con fragilità e paure per imparare a gestirle senza trasferirle sugli altri. Nella serata dedicata alle cover, il cantautore si è esibito insieme a Giusy Ferreri in “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione del capolavoro di “Space Oddity”, cantata in italiano da David Bowie con testo riscritto da Mogol e pubblicata nel 1970, in un emozionante omaggio a Bowie, a dieci anni dalla sua scomparsa, e al grande paroliere della musica italiana, Mogol. Con questa partecipazione al Festival, si è aperta una nuova fase nella storia del cantautore, che ha da poco firmato con Atlantic Records Italy/Warner Music Italy.

Il day after della Consulta: giustizia vuole risposte, riannodare fili spezzati

Roma, 26 mar. (askanews) – In qualche modo, anche quello nel super panoramico salone Belvedere, al quinto piano del Palazzo della Consulta, è un altro day after: prima uscita pubblica, dopo il referendum costituzionale e la lunga scia di conseguenze politiche che si sono abbattute sul governo e sulla maggioranza, dei presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che molto, invano, si è speso per il Sì al referendum. Tutti nel salone, accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ad ascoltare la relazione annuale del presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.

Ma non è solo per questo che l’appuntamento, seguito da conferenza stampa fitta di domande, anche sul referendum, per il presidente Amoroso, si può considerare un day after: è che la Consulta, organo di rango costituzionale, tramite il suo presidente, tira un po’ le somme – sempre con sobrietà istituzionale e senza considerazioni di parte – di quello che è accaduto nelle ultime settimane. Dopo le tensioni che hanno scosso e contrapposto i poteri dello Stato ora c’è la necessità, quasi l’urgenza, di “riannodare i fili di qualcosa che si è spezzato durante la campagna referendaria” che “è stata vivace e anche con toni eccedenti rispetto al contenuto del referendum”. Perchè, sottolinea Amoroso, “i problemi della giustizia ci sono e richiedono risposte”, il Paese ne ha bisogno.

C’è il problema della rapidità della giustizia perchè, ragiona il presidente della Consulta, “una giustizia che arriva troppo tardi è già ingiustizia” e, poi, la risposta deve essere “efficace” e concreta per il cittadino che ha deciso di rivolgersi a un giudice.

C’è il problema dei vuoti legislativi – Amoroso richiama, ad esempio, i tanti appelli, inascoltati, della Consulta al Parlamento a legiferare sul fine vita -, c’è la situazione “allarmante” per il sovraffollamento e il dramma dei suicidi delle carceri. Ci sono, certo, anche le questioni bocciate dal referendum, la stessa “separazione definitiva delle carriere” che però, osserva, può essere affrontata “con leggi ordinarie”. Ci sono gli strumenti anche per arginare l’influsso delle correnti sull’attività della magistratura, ma tutto questo deve avvenire nel rispetto di “tutto quello che sta dietro, cioè l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”.

Quindi, da dove ripartire? I giornalisti, nel porgli le domande, parlano di macerie e di rovine lasciate dalle lacerazioni della campagna referendaria, ma Amoroso non usa parole così definitive. Oggi, spiega, si deve fare “qualcosa di simile” a quanto i padri costituenti fecero nel 1946 con l’assemblea costituente, riprendendo lo stesso metodo di dialogo e concertazione: insomma, “i problemi ci sono e vanno affrontati con spirito di confronto e di dialogo e non di contrapposizione”. La Costituzione stessa, dice, “non è immodificabile”, si può modificare, ma va fatto “con saggezza e con prudenza” e con quell’atteggiamento di ascolto che è ‘naturale’ quando si va a toccare la Carta: non si scappa, l’essenza della “materia costituzionale” è il confronto e non certo l’imposizione di una parte sull’altra. Parole che devono essere suonate come musica alle orecchie del Capo dello Stato seduto in prima fila.

L’altissima affluenza al referendum ha voluto dire proprio questo, secondo Amoroso: “Quando è in gioco il patto fondativo del nostro ordinamento c’è una sensibilità diffusa”, fermo restando che i principi supremi o fondamentali della Costituzione “non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali”. Stesso dicasi dell’insofferenza mostrata, in tutto il mondo, dalle forze sovraniste rispetto ai limiti posti al potere esecutivo dalle Carte costituzionali: “C’è un nucleo, quello dei principi supremi che costituisce lo zoccolo duro della nostra Costituzione”, risponde Amoroso ai cronisti. C’è spazio, infine, anche per una domanda sulla nuova legge elettorale, che la maggioranza di governo ha confermato di voler modificare, calendarizzando l’avvio dell’iter in commissione Affari costituzionali alla Camera per il prossimo 31 marzo. Amoroso ricorda che la Corte ha già espresso in passato “principi che riguardano sia il premio di maggioranza, che un eventuale ballottaggio, sia le candidature che le liste bloccate”. Con questo metro, con questo “riferimento”, avverte, sarà valutata la nuova legge.

Musica, Prosseda e Ammara aprono la stagione di "Piano italiano" 2026

Roma, 26 mar. (askanews) – Il 27 marzo alle ore 20.30 l’Auditorium del Goethe-Institut di Roma ospiterà il concerto “Buon compleanno, M. Lombardi”, un evento speciale dedicato al compositore Luca Lombardi in occasione dei suoi 80 anni.

L’iniziativa apre la rassegna Piano Italiano, diretta da Roberto Prosseda e ideata nel 2025 per rappresentare l’eccellenza del pianismo italiano in tutto il Paese, e rappresenta un tributo collettivo a una delle figure più significative della musica contemporanea.

Il concerto vedrà protagonisti i pianisti Alessandra Maria Ammara e Roberto Prosseda, che eseguiranno alcune composizioni pianistiche di Luca Lombardi, affiancati dai due giovani pianisti emergenti, Matteo Carnuccio e Filippo Tenisci, a cui è affidata l’esecuzione in prima assoluta di numerosi omaggi musicali scritti appositamente per l’occasione da compositori provenienti da diversi paesi: Samuel Adler, Francesco Antonioni, Tzvi Avni, Josef Bardanashvili, Matteo D’Amico, Giordano De Nisi, Fabrizio De Rossi Re, Peter Michael Hamel, Marcello Panni, Yuval Shaked, Stefano Taglietti, Roberta Vacca.

L’evento sarà introdotto da due Laudatio, affidate a Sandro Cappelletto e a Matthias Theodor Vogt.

Il programma alternerà importanti pagine pianistiche di Lombardi, tra cui Wiederkehr, Mendelssohn im jüdischen Museum Berlin e Novembernacht (in prima esecuzione italiana), ad una serie di brani composti come tributo al Maestro da autori internazionali contemporanei.

Il concerto sarà anche un’occasione per celebrare il ruolo del compositore come punto di riferimento della musica contemporanea, docente, saggista e promotore del dialogo tra diverse culture musicali.

A latere del concerto, il 27 e 28 marzo avrà anche luogo il convegno “Quo vadis, impegno? Tendenze e idee della musica impegnata dagli anni ’60 ad oggi” – simposio in onore dell’ottantesimo compleanno di Luca Lombardi; un progetto realizzato in collaborazione tra l’Istituto Storico Germanico di Roma, il Seminario di Musicologia dell’Università di Heidelberg, L’Università “La Sapienza” di Roma e il Goethe-Institut di Roma.

Il concerto del 27 marzo rappresenta anche l’apertura ufficiale della rassegna “Piano Italiano” 2026, organizzata da Associazione Mendelssohn, con la direzione artistica di Roberto Prosseda. Si tratta della seconda edizione di questa stagione, che si distingue per la presenza di musica pianistica italiana in tutti i 20 concerti, che sono distribuiti in diverse città e regioni italiane nel corso dell’intero anno.

“Sono davvero felice di annunciare la seconda edizione di Piano Italiano – ha commentato Roberto Prosseda – in occasione di un evento davvero speciale: il 27 marzo celebriamo uno dei massimi compositori viventi, Luca Lombardi, a cui mi lega anche una profonda amicizia più che ventennale, e che sarà festeggiato con una vera e propria festa musicale: 12 compositori hanno scritto nuovi brani pianistici in suo onore, e li ascolteremo tutti in prima esecuzione assoluta, accanto ai principali lavori pianistici di Luca Lombardi. Questo è lo spirito di ‘Piano Italiano’: promuovere la musica pianistica italiana di qualità, con particolare attenzione alle voci artistiche più autentiche e meno commerciali, e al contempo dare spazio anche alle nuove generazioni di pianisti e compositori, come accade anche in questo concerto, grazie alla presenza dei giovani talenti Filippo Tenisci e Matteo Carnuccio”.

La stagione Piano Italiano proseguirà con concerti al Palazzo delle Culture a Velletri, ad Asolo all’Auditorium San Gottardo, poi Rovigo, Torino, Firenze ed altre città italiane. Tra i pianisti che si esibiranno quest’anno, sempre in programmi incentrati sul repertorio pianistico italiano, ci saranno Maurizio Baglini, Bruno Canino, Alberto Chines, Emanuele Delucchi, Massimiliano Génot, Benedetto Lupo, Alessandro Marangoni, Ruben Micieli, Marco Scolastra.

A Roma la mostra "Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese"

Roma, 26 mar. (askanews) – Dal 27 marzo al 29 giugno 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospita la più grande esposizione mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai (1760-1849), il più celebre artista giapponese, una delle figure più potenti e influenti della cultura visiva universale.

Oltre 200 le opere esposte, provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, molto noto in Giappone, che presta eccezionalmente per la prima volta le sue opere in Italia e che, per la prima volta al mondo, presenta a Palazzo Bonaparte la prima grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia.

Hokusai è il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603-1868), l’epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale.Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.

Il pubblico si muoverà tra capolavori senza tempo e invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tokaido alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli straordinari album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.

La mostra offre anche una chiave di lettura affascinante delle opere del maestro: al centro delle sue immagini non c’è soltanto la natura monumentale, ma l’essere umano. Tra le vedute del Giappone e la presenza costante del sacro Monte Fuji, Hokusai osserva la vita con straordinaria sensibilità. Spesso il Fuji arretra sullo sfondo, mentre in primo piano emergono gesti e dettagli del quotidiano: una capanna costruita dall’uomo, il dorso di un cavallo lungo la strada, il profilo di un tetto che dialoga con quello di una collina.

Accanto alla centralità dell’uomo emerge un altro grande protagonista dell’opera di Hokusai: l’acqua. Non soltanto nella celebre Onda, qui presentata in una delle prime tirature, ma nelle infinite variazioni con cui l’artista la osserva, la studia e la reinventa.

L’acqua scorre impetuosa nella serie Un viaggio tra le cascate di varie province (Shokoku taki meguri), si frantuma in vortici e spruzzi, si distende in superfici silenziose o diventa pura energia visiva. In ogni immagine il movimento nasce da una precisione del segno straordinaria, capace di trasformare la natura in ritmo e armonia.

La mostra mette in luce anche aspetti meno noti ma irresistibili della personalità di Hokusai, come l’umorismo e la leggerezza. Emblematica, in questo senso, è la raffinata stampa surimono Autoritratto come pescatore, in cui l’artista gioca con la propria immagine con ironia e libertà.

Con il medesimo humor ha riassunto la sua ricerca artistica lasciandoci testimonianza della sua forte curiosità: “…Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato… A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un artista meraviglioso. A centodieci anni tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me, prometto di mantenere la mia parola”.

Parole che raccontano bene la straordinaria idea che aveva di se stesso e dell’arte: un cammino infinito di studio, osservazione e perfezionamento, in cui l’artista non smette mai di imparare. Fu infatti proprio dopo i settant’anni che realizza alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra questi proprio la sua immagine più nota: la Grande Onda presso Kanagawa.

Negli ultimi anni firmava spesso le sue opere “Gakyo rojin”, il “Vecchio Pazzo per la Pittura” un nome che racconta bene l’energia inesauribile con cui continua a osservare il mondo e reinventarlo attraverso il disegno.

Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasce obi) accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.

Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti.

Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, radio partner Dimensione Suono Soft e sponsor tecnico Ferrari Trento. Il catalogo è edito da Moebius.

The Boys of Dungeon Lane è il nuovo album solista di Paul McCartney

Milano, 26 mar. (askanews) – “The Boys of Dungeon Lane” non è solo il diciottesimo album solista di Paul McCartney: è una raccolta di sguardi rari e rivelatori su ricordi mai condivisi prima, insieme ad alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, firmate da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo.

Con “The Boys of Dungeon Lane”, Paul McCartney rivolge lo sguardo verso l’interno, rivisitando gli anni di formazione che hanno plasmato non solo la sua vita, ma le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. In una carriera caratterizzata da narrazioni senza tempo e personaggi indimenticabili, Paul racconta ora la storia più personale di tutte: la sua. “The Boys of Dungeon Lane” è il suo album più introspettivo fino ad oggi e riporta l’ascoltatore alle origini.

Queste straordinarie nuove canzoni ritraggono Paul in maniera sincera, vulnerabile e profondamente riflessiva, mentre scrive con rara franchezza della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori e delle prime avventure condivise con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della “Beatlemania”. Sono stati quegli anni che gli storici continuano a studiare, quei giorni tranquilli e spensierati che, inconsapevolmente, hanno gettato le basi per una rivoluzione culturale. Paul li rivisita non come miti o folklore, ma come propri ricordi.

L’album prende il titolo dalla canzone, disponibile da ora, “Days We Left Behind”, un brano essenziale e profondamente intimo che cattura il nucleo emotivo del progetto. Dungeon Lane è un luogo che Paul vede ancora quando torna a casa e che funge da porta d’accesso simbolica a un mondo prima della fama: i pomeriggi trascorsi sul Mersey, il libro di birdwatching in mano, “bar pieni di fumo e chitarre economiche” e sogni non ancora vissuti.

“Per me questa canzone è davvero un ricordo. Il titolo dell’album, *The Boys of Dungeon Lane*, deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool. C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto.” – racconta Paul McCartney.

Oltre a essere ricco di riflessioni toccanti di un artista la cui influenza è intessuta nelle nostre vite, *The Boys of Dungeon Lane* include anche nuove canzoni d’amore nello stile inimitabile e immediatamente riconoscibile di Paul McCartney. È impossibile immaginare un mondo senza Paul McCartney, anche se qui gli ascoltatori possono viaggiare in un mondo che esisteva prima che tutto cambiasse, scoprendo ricordi mai condivisi prima e rivelando, con straordinaria onestà, la storia umana che si cela dietro un’icona mondiale. Questa è la storia che precede la Storia.

“The Boys of Dungeon Lane” ha visto la luce cinque anni fa, quando Paul ha incontrato il produttore Andrew Watt per una tazza di tè e uno scambio di idee. Mentre strimpellava la chitarra durante l’incontro, Paul si è imbattuto in un accordo che nemmeno lui – il cantautore vivente di maggior successo al mondo – riusciva a riconoscere. Imperterrito e spinto dalla sua natura sperimentale, Paul ha continuato a cambiare una nota, poi un’altra, fino a ottenere una sequenza di tre accordi, che Watt ha suggerito di registrare.

Da quella sessione è nato il brano di apertura dell’album, “As You Lie There”. Incoraggiato dal suo nuovo produttore, Paul ha dato vita al nuovo brano, suonando la maggior parte degli strumenti – proprio nello spirito del suo album di debutto da solista del 1970, “McCartney”. È così iniziato il viaggio che ha portato al 18° album in studio di Paul.

A causa dei numerosi impegni di Paul, l’album è stato registrato in sessioni intense ma efficienti tra una tappa e l’altra di un tour mondiale durato cinque anni, tra Los Angeles e il Sussex. Senza pressioni da parte della casa discografica né scadenze da rispettare, i due hanno potuto realizzare l’album secondo i propri tempi e con piena soddisfazione.

Proprio come la carriera di questo straordinario artista, “The Boys of Dungeon Lane” è musicalmente eclettico e vede Paul cimentarsi con una vasta gamma di strumenti e stili diversi, mettendo in mostra la sua ampia musicalità. Ci sono il rock nello stile dei Wings, le armonie in stile Beatles, i groove in stile McCartney, un’intimità sobria, una narrazione guidata dalla melodia, canzoni caratterizzate da personaggi distinti ma il filo conduttore è Paul.

Tracklist:

As You Lie There Lost Horizon Days We Left Behind Ripples in a Pond Mountain Top Down South We Two Come Inside Never Know Home to Us Life Can Be Hard First Star of the Night Salesman Saint Momma Gets By

Cultura, dal 14 luglio il 52esimo Festival della Valle d’Itria

Roma, 26 mar. (askanews) – Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie: questo il tema del 52esimo Festival della Valle d’Itria che si terrà a Martina Franca (Ta) e in alcuni luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, il Festival è curato per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti che prosegue il percorso intrapreso nella precedente edizione: la musica riflette sul proprio presente e diviene strumento prezioso per leggere la realtà.

Un impegno premiato recentemente anche con il Premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” che ha scelto Owen Wingrave, allestito nell’edizione passata, come “migliore iniziativa musicale” del 2025. Fra opere, riscoperte, rarità, concerti e incontri, valorizzando nella scelta dei luoghi il ricco patrimonio storico-artistico e paesaggistico della Valle d’Itria, il Festival spazierà dal Settecento ai giorni nostri: un viaggio musicale nel Mare nostrum, scenario di miti, luogo di migrazioni e di incontri in cui si si intrecciano destini, culture e tradizioni. La musica sarà la voce che racconta queste storie e il Festival un’opportunità di crescita per il territorio che lo ospita e le persone che lo vivono.

Tre le nuove produzioni liriche che segnano l’edizione n. 52 del Festival. Nella cornice di Palazzo Ducale martedì 14 luglio (ore 21, repliche il 26, 29 luglio e il primo agosto) inaugura il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij / La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura. Regia e coreografia saranno di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, promettente talento classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre la danza sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project. Le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Una driade/Mezzosoprano), Matteo Falcier (Orfeo/Tenore) e Roberto Lorenzi (Plutone/Basso).

Ancora a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) la Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 come prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Barenreiter. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti. Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet: regia, scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri) saranno di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre il soprano moldavo Natalia Tanasii sarà Micäela; nel cast principale ritroviamo anche il tenore Matteo Lippi (Don José) e il baritono Alessandro Luongo (Escamillo).

Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la terza, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (ore 21, repliche il 27 e 30 luglio). Confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri del musicista napoletano del Seicento, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco, da lui fondato, Cappella Neapolitana. Il cast sarà formato dagli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” che approfondiranno lo studio dell’opera nel loro percorso di perfezionamento; firma la regia Rita Cosentino, già apprezzata nella regia di due produzioni degli ultimi anni, nonché curatrice dei laboratori didattici del Festival, mentre i costumi sono di Carla Galleri.

Alle tre produzioni liriche, si affianca un altro progetto ispirato al tema del Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Con Baliani ritroviamo la voce di Vincenzo Capezzuto, artista a tutto tondo, affiancato da Luciano Orologi (sax), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), per uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.

Parte integrante saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione del Festival valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio pugliese. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone. Il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino (17 luglio, ore 21) vedrà protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia (viola solista Francesco Peverini) con musiche di Stravinskij, Britten e la prima assoluta di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro; il 19 luglio all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala (che torna a Martina Franca dopo essere stata nel 2025 l’orchestra di due produzioni del Festival) spetta il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, diretta dal trentenne Diego Ceretta, solista l’affermata violinista Francesca Dego (musiche di Stravinskij, Schubert e Castelnuovo-Tedesco).

I tre Concerti del Sorbetto fra Chiostro di San Domenico e Chiostro delle Agostiniane (ore 18), ospitano il Quartetto Adorno (18 luglio) e il giovane violinista Paride Losacco (1° agosto) in un percorso nel Novecento storico italiano ed europeo, presentando pagine di Casella, Stravinskij e Ravel per quartetto d’archi e Petrassi, Stravinskij, Prokof’ev e Kurtág per violino solo. Gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con il pianista Francisco Manuel Soriano approfondiranno invece il ricco repertorio della musica vocale francese di Otto-Novecento, ruotando intorno alla celebre Habanera di Bizet (25 luglio).

Quattro infine gli appuntamenti (ore 21) di “Mediterraneo in musica” fra chiostri e masserie del territorio della Valle d’Itria: si inizia il 15 luglio a Cisternino, nella Chiesa Madre San Nicola, con il violoncellista Danilo Squitieri in un viaggio di più secoli che parte dalla Prima Suite di Bach fino ad Alone di Giovanni Sollima; il 16 luglio al Leonardo Trulli Resort di Locorotondo il Concerto del Mediterraneo e gli allievi dell’Accademia “Rodolfo Celletti”; il 22 luglio alla Masseria Palesi di Martina Franca Notturno Adriatico un concerto sul tema del mare nella musica del XX e XXI secolo con Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte; infine il 23 luglio Pino De Vittorio sarà protagonista di Tarantelle del rimorso al Chiostro di San Domenico, una serata dedicata al repertorio di tarantelle del Gargano e di canti del Sud Italia di cui De Vittorio, accompagnato dal chitarrista Marcello Vitale, è fra i maggiori interpreti.

In programma il 18 e 19 luglio il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in collaborazione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica.

Anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini con cui la Fondazione Paolo Grassi rinnova la collaborazione: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno il pubblico che diventa parte dello spettacolo, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio, Villa del Carmine), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Verdi e Mozart, sinfonie e valzer, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto, o con una mano sola.

Medicina 2026, primo semestre aperto divide studenti e famiglie

Roma, 26 mar. (askanews) – “Si è diffusa l’idea che il test di ingresso a Medicina sia stato eliminato, ma in realtà con il ‘semestre aperto’ la selezione non scompare: viene semplicemente spostata in avanti. Il numero chiuso resta e, di conseguenza, resta anche la pressione sugli studenti”. È quanto afferma Sergio Arcuri, presidente del Centro Studi MedCampus, commentando i risultati del sondaggio realizzato tra studenti e famiglie a un mese dalla pubblicazione delle graduatorie del primo “semestre aperto” di Medicina. Secondo l’indagine, il nuovo sistema di accesso continua a generare livelli molto elevati di stress. Il 78% degli studenti ammessi a Medicina dichiara di aver sperimentato un livello di pressione psicologica molto alto, pari o superiore a 7 su una scala da 1 a 10. Tra coloro che non sono riusciti ad accedere al corso di laurea, invece, la principale preoccupazione riguarda il rischio di perdere un anno accademico, timore indicato dal 58% degli intervistati. “Il dibattito sul nuovo modello di selezione – aggiunge Arcuri – resta quindi aperto. Se da un lato il ‘semestre aperto’ consente agli studenti di confrontarsi direttamente con le materie universitarie prima della graduatoria finale, dall’altro non elimina la competizione determinata dal numero limitato di posti disponibili”. Tre esami nello stesso giorno Uno degli elementi che ha inciso maggiormente sul livello di stress riguarda l’organizzazione delle prove finali. Gli studenti hanno dovuto affrontare tre esami nello stesso giorno, dopo appena due mesi di preparazione. Molti partecipanti al sondaggio hanno dichiarato di aver percepito fin dall’inizio la difficoltà di affrontare un programma così ampio in un tempo così ridotto. Un altro fattore critico è stato il fatto che molti candidati si sono preparati in autonomia, senza avere un confronto diretto con il livello richiesto dalle prove universitarie. Questo ha portato numerosi studenti a capire se la propria preparazione fosse realmente adeguata solo nel momento dell’esame conclusivo. Il timore di perdere un anno Per chi non ha superato la selezione, la preoccupazione più forte resta quella di dover rimandare di dodici mesi il proprio percorso accademico. Il timore di perdere un anno rappresenta infatti il principale elemento di incertezza per oltre la metà degli studenti esclusi. Secondo Arcuri, questa situazione dimostra come il nuovo sistema non abbia ridotto la pressione sugli aspiranti medici, ma abbia semplicemente cambiato la fase in cui la selezione avviene. Prepararsi con largo anticipo Alla luce dei risultati del sondaggio, il Centro Studi MedCampus suggerisce agli studenti interessati al corso di laurea in Medicina di iniziare la preparazione con largo anticipo, idealmente già all’inizio del quarto anno di scuola superiore. Superare la selezione richiede infatti una preparazione specifica sugli esami universitari a risposta multipla nelle discipline chiave: chimica, fisica e biologia. “Non si può pensare – spiegano il numero uno del Centro Studi – che l’università riesca a colmare in pochi mesi eventuali lacune accumulate negli anni precedenti. Le lezioni del semestre aperto vedono infatti la partecipazione di migliaia di studenti, rendendo difficile un recupero individuale delle basi scolastiche. Proprio queste lacune finiscono spesso per trasformarsi nell’ostacolo principale negli esami che determinano l’accesso definitivo al corso di laurea”. Un sistema ancora in fase di assestamento Il primo anno di sperimentazione del semestre aperto evidenzia quindi un sistema ancora in fase di assestamento. La possibilità di confrontarsi con lo studio universitario prima della selezione rappresenta una novità importante, ma la competizione per entrare a Medicina rimane molto elevata. Per studenti e famiglie, la strategia più efficace resta quella di programmare la preparazione con largo anticipo, costruendo solide basi nelle materie scientifiche e familiarizzando con il formato delle prove universitarie. Solo così, secondo gli esperti, sarà possibile affrontare con maggiore serenità una selezione che continua a essere tra le più impegnative del sistema universitario italiano.

Iran invia controproposta al piano Usa, Trump rilancia minacce

Roma, 26 mar. (askanews) – Negoziato o intervento di terra: la Casa Bianca non ha ancora chiaro in che modo risolvere la crisi iraniana, e al momento le iniziative diplomatiche, per quanto indirette, appaiono lontane da garantire una soluzione.

Che i negoziati indiretti siano effettivamente in corso lo ha confermato il ministro degli Esteri pachistano, Ishaq Dar, che ha precisato come l’iniziativa goda del sostegno di Turchia ed Egitto – e dei Paesi del Golfo, che a detta del Segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) vorrebbero anzi essere coinvolti direttamente.

Dall’Amministrazione Trump arrivano segnali discordanti: mentre il Presidente minaccia di nuovo un’intensificazione del conflitto e invita Teheran a “impegnarsi sul serio prima che sia troppo tardi” – e il Segretario alla Guerra Pete Hegseth parla di “negoziare con le bombe” – lo speaker della Camera Mike Johnson esclude la possibilità di un intervento terrestre nel momento in cui convergono nell’area migliaia di Marines e paracadutisti.

Trump ha anche ribadito che la vittoria militare è totale, che ci vorranno poche settimane per mettere fine alla guerra e che Teheran sta “implorando” Washington per raggiungere un’intesa: “Ma non so se vogliamo farlo, dovevano farlo quattro settimane fa”; il suo negoziatore Steve Witkoff ha parlato invece di “segnali positivi” da parte iraniana alla proposta statunitense in quindici punti presentata nei giorni scorsi.

Al momento tuttavia Teheran ha affermato di aver respinto la proposta: fonti goevrnative iraniane sottolineano come rappresenti una soluzione “di parte”, vale a dire nell’interesse eslcusivo di Stati Uniti e Israele, e che non offra alcun appiglio realistico per un’intesa.

Il regime ha quindi confermato attraverso l’agenzia Tasnim di aver inviato ieri una controproposta che si articola in cinque punti, nessuno dei quali menziona né i programmi nucleari né quelli balistici; difficile quindi che possa venire accolta da Washington così com’è. Inoltre, ha annunciato di aver mobilitato una forza di un milione di combattenti per contrastare qualsiasi tentativo di invasione terrestre.

A dettare i tempi rimane la crisi economica creata dalla chiusura di Hormuz, la cui riapertura è ora l’obbiettivo primario di Trump e parte integrante dei negoziati: di fatto, è la carta migliore nelle mani del regime iraniano, con cui potrebbe forzare la mano di Washington per un’intesa che salvi la faccia a entrambe le parti – ma che difficilmente andrà a genio ad Israele, che ha interesse a mantenere gli Stati Uniti nel conflitto il più a lungo possibile.

Calcio, addio a Savoldi: "Mister due miliardi" aveva 79 anni

Roma, 26 mar. (askanews) – È morto a 79 anni Giuseppe Savoldi, tra i centravanti più prolifici della sua generazione e simbolo del calcio italiano degli anni Settanta. Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, si è spento a Bergamo dopo una lunga malattia.

In Serie A ha collezionato 405 presenze e 168 reti, entrando tra i migliori marcatori di sempre del campionato italiano. Capocannoniere nella stagione 1972-73 e tre volte miglior realizzatore della Coppa Italia, detiene anche il primato delle presenze nella top ten dei cannonieri stagionali, ben dodici.

Cresciuto nell’Atalanta, esordì giovanissimo in Serie A nel 1965. Dopo le prime stagioni a Bergamo si impose definitivamente con il Bologna, dove visse gli anni migliori, vincendo due Coppe Italia e affermandosi come uno dei bomber più affidabili del campionato.

Nel 1975 il trasferimento al Napoli per una cifra record che gli valse il soprannome di “Mister due miliardi”, primo grande trasferimento milionario del calcio italiano. In azzurro segnò 77 gol in quattro stagioni, contribuendo alla crescita del club negli anni precedenti all’era di Diego Armando Maradona.

Rientrato poi al Bologna, la carriera fu segnata dalla squalifica per il caso Totonero. Tornò in campo nel 1982 con l’Atalanta prima del ritiro. In nazionale collezionò quattro presenze e un gol.

Dopo aver lasciato il calcio giocato intraprese la carriera di allenatore nelle serie minori, guidando diverse squadre tra C1 e C2 e ottenendo una promozione con il Saronno a metà anni Novanta. Resta il ricordo di un attaccante completo, forte nel gioco aereo e dotato di straordinario senso del gol.

Il Parlamento europeo approva nuova direttiva Ue anticorruzione

Bruxelles, 26 mar. (askanews) – Il Parlamento europeo ha approvato in sessione plenaria oggi a Bruxelles, con una larghissima maggioranza (581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni), una proposta di direttiva che definisce un primo quadro di diritto penale armonizzato a livello Ue contro la corruzione nell’Unione.

La direttiva, che era stata concordata provvisoriamente con il Consiglio Ue nel dicembre 2025, contiene norme minime, definizioni e sanzioni armonizzate per tutta una serie di reati, richiede delle strategie nazionali anticorruzione e la condivisione dei dati a livello Ue, e prevede un rafforzamento della cooperazione tra le autorità nazionali e le agenzie e gli organismi dell’Unione come l’Ufficio antifrode Olaf, la Procura europea, Europol ed Eurojust.

Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle attuali norme, in particolare nei casi transfrontalieri, allineando le definizioni giuridiche. In particolare, il testo stabilisce le fattispecie dei reati di corruzione che devono essere qualificate come tali da tutti gli Stati membri, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, appropriazione indebita, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato. Per ogni fattispecie di reato è prevista anche una armonizzazione minima delle sanzioni e pene detentive, che dovranno essere “effettive, proporzionate e dissuasive”.

Gli Stati membri dovranno adottare e aggiornare regolarmente le strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile. Dovranno anche effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici, dovranno istituire, infine, degli organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione.

La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio Ue, ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla nel proprio ordinamento (e 36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali).

Migranti, Meloni: Europa segue la linea sostenuta dall’Italia

Roma, 26 mar. (askanews) – “Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri: l’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni su facebook.

“Con i return hubs – prosegue – si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi. È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile”.

Cio: cambiano le regole, test genetico per le donne alle Olimpiadi

Roma, 26 mar. (askanews) – Una decisione destinata a generare polemiche a livello globale. Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha stabilito che la partecipazione alle gare femminili delle Olimpiadi di Los Angeles 2028 sarà subordinata all’esecuzione di un test cromosomico, seguendo una linea già adottata da federazioni internazionali di atletica, pugilato e sci.

Si tratta di un ritorno al passato: una condizione simile era già in vigore nel mondo olimpico tra il 1968 e il 1996. La nuova politica di ammissibilità si allinea anche all’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sullo sport femminile in vista dell’Olimpiade americana.

L’ammissibilità alle competizioni femminili sarà dunque riservata “alle persone di sesso biologico femminile che non hanno il gene SRY”. Una decisione che, di fatto, esclude le atlete transgender e una parte significativa delle atlete intersex, senza però riguardare le attività di base e ricreative.

La presidente del Cio Kirsty Coventry ha precisato che la norma sarà applicata a partire dai Giochi del 2028 e non avrà effetto retroattivo. Non sarà quindi revocata, ad esempio, la medaglia d’oro conquistata a Parigi nel pugilato da Imane Khelif, il cui caso aveva suscitato ampio dibattito internazionale.

Calcio, Gattuso: "Paura? Mai, se ne parli la trasmetti"

Roma, 26 mar. (askanews) – A poche ore dalla sfida contro l’Irlanda del Nord nei playoff per il Mondiale, il commissario tecnico Gennaro Gattuso predica attenzione ma anche fiducia. “Paura? Non ne abbiamo mai parlato. Se ne parli la trasmetti, e non è una cosa positiva”, ha spiegato ai microfoni Rai, invitando i suoi a dare “il 100%, anzi il 150%” dopo le recenti delusioni negli spareggi.

Il ct azzurro sottolinea la necessità di conquistare il pubblico: “Dobbiamo essere bravi a portare la gente dalla nostra parte. Ci sarà grande atmosfera, ma dovremo dimostrare di essere vivi, ribattendo colpo su colpo”.

Sul piano tecnico, Gattuso riconosce un vantaggio degli azzurri: “Sulle dinamiche di gioco abbiamo qualcosa in più, ma sui calci piazzati si azzera tutto. Loro credono molto in quello che fanno e dobbiamo rispettarli”. Parole di stima per l’Irlanda del Nord, definita “una squadra tosta, vera, che non ti riempie gli occhi ma è compatta”.

In attacco spazio a Moise Kean e Mateo Retegui, con alternative come Raspadori e Pio Esposito. “Gli attaccanti devono partecipare alla manovra: è fondamentale per arrivare bene negli ultimi sedici metri”, ha aggiunto il ct.

Infine, un messaggio agli italiani: “Siamo un po’ pessimisti prima delle partite, ma sono convinto che la gente ci sosterrà con grande passione. Sta a noi dare una gioia”.

Igiene orale e salute sistemica: “Possibili risparmi da 25 mln per il SSN”

Roma, 26 mar. (askanews) – La salute orale è un fattore chiave per modificare i comportamenti per mitigare il rischio di sviluppo di potenziali patologie sistemiche e tutelare in particolare le fasce vulnerabili e i pazienti con patologie croniche già in essere. Informazione, sensibilizzazione e rafforzamento delle buone pratiche, attraverso percorsi e raccomandazioni, sono le leve da attivare, puntando su una igiene orale domiciliare quotidiana e su una gestione precoce delle condizioni infiammatorie del cavo orale. Su queste premesse, sta proseguendo il lavoro del Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica con il progetto “In bocca alla salute – Scegli la salute, inizia dalla bocca”: dopo aver portato a conoscenza del Ministero della Salute le proprie attività, suscitando vivo interesse, il Comitato sta continuando a riscuotere consenso istituzionale.

Enrico Gherlone, membro Consiglio Superiore di Sanità, Major Advisor del Comitato Scientifico: “E’ un problema che è importante, poco sentito, poco conosciuto. La bocca è la sentinella dell’organismo e dipendono tantissime malattie sistemiche, veramente tante, da malattie del cavo orale. Si scoprono appunto con una buona visita dell’apparato orale e quindi danno delle prime indicazioni sullo stato generale dell’organismo. Gli odontoiatri sono tantissimi e sfruttare la loro capillarizzazione nel territorio come sentinella della salute è una cosa che per la tutela della salute del cittadino è fondamentale”.

Le malattie della bocca rappresentano un problema sanitario ed economico rilevante, con impatti seri e di lungo periodo sulla vita delle persone e per la spesa pubblica nazionale. Secondo alcune stime, ipotizzando un grado di coesistenza del 20% tra patologie connesse alla scarsa igiene orale ed eventi analizzati, si potrebbe arrivare ad un risparmio annuo per il Servizio Sanitario Nazionale di 25,7 milioni di euro, 25 volte il valore previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per le attività di sensibilizzazione volte alla prevenzione.

Antonio Gasbarrini, prof. ordinario Medicina Interna Università Cattolica del Sacro Cuore: “La bocca è l’inizio dell’apparato digerente. Si è aperto un mondo nella medicina. Si è capito che attraverso la bocca si possono diagnosticare malattie del cavo orale, ma soprattutto malattie che possono venire alla persona, si è capito che conoscendo la composizione del microbiota orale, del microbiota che vive sulle nostre gengive, sulla superficie dei denti, si possono anche curare alcune malattie, quindi una rivoluzione vera e propria. Un mondo che si è aperto, che ha a che fare con l’ecosistema in cui viviamo, col cibo che mangiamo e con la igiene della mucosa orale”.

I problemi gengivali possono aumentare il rischio di problemi gravi per la salute generale. E’ dunque di centrale importanza rispettare le linee guida ministeriali per la promozione dell’igiene orale: lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno, meglio se con uno spazzolino elettrico; utilizzare dentifricio fluorato e strumenti per detersione interdentale ogni giorno; effettuare visite di controllo specialistiche con periodicità.

Maria Teresa Agneta, presidente Comitato Scientifico, Associazione Igienisti Dentali Italiani: “Diffondere la cultura e la consapevolezza dell’importanza dell’igiene orale nella popolazione è fondamentale, perché forse non arriva al cittadino quanto sia importante dedicare quei due minuti, almeno due minuti, allo spazzolamento dei denti e quanto questo gesto semplice in realtà possa influire sulla salute orale e generale”.

Il Ministero della Salute, ha sottolineato il deputato Francesco Maria Salvatore Ciancitto, si è sentito pienamente investito del valore e della responsabilità dell’iniziativa del Comitato Scientifico, confermandone l’importanza strategica per una visione integrata della salute dei cittadini.

Perquisizioni Gdf, Difesa: pieno supporto all’attività della magistratura

Roma, 26 mar. (askanews) – In merito alle perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Roma, il Ministero della Difesa ha assicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti. Eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità, dichiara la Difesa, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria.

Ultimo, bruciati 250mila biglietti mega evento "La Favola per sempre"

Roma, 26 mar. (askanews) – Mancano 100 giorni a “Ultimo 2026 – La Favola per sempre” (4 luglio 2026), che con 250.000 biglietti esauriti in tre ore si appresta ad essere uno degli eventi musicali più grandi della Capitale. La macchina operativa e produttiva – fanno sapere gli organizzatori – è al lavoro da oltre un anno grazie a una cooperazione istituzionale unica che coinvolge tutte le istituzioni di Roma e non solo.

Prodotto e organizzato da Vivo Concerti, il progetto nasce grazie a una collaborazione strutturata e multidisciplinare con Roma Capitale, grazie al supporto del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, che hanno sostenuto fin dall’inizio la costruzione di un evento che nasce con un carattere di unicità per complessità, dimensioni e ricadute sul territorio.

Indispensabile la collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, che metterà a disposizione l’area, configurandosi come uno degli attori principali per la riuscita del progetto. Fondamentale anche il supporto della Prefettura e della Questura di Roma.

Il Concerto di Ultimo sarà l’occasione per Roma di dimostrare come i grandi eventi concertistici di questa portata non solo siano sostenibili per la Città, ma che creino enormi vantaggi sociali ed economici sul territorio. Questo lavoro congiunto ha anche l’obiettivo di garantire massima efficienza operativa e mostrare un modello che possa essere replicabile per i grandi eventi del futuro, per l’intero settore live italiano e per la Capitale.

L’avvio della fase operativa prevede ora il lavoro congiunto pubblico e privato di un sistema integrato di competenze che unisce produzione, venue management, progettazione scenografica, safety & security, mobilità, logistica, relazioni istituzionali e comunicazione e che coinvolgerà oltre 3mila professionisti.

La governance del progetto sarà affidata a figure di riferimento di Vivo Concerti e a team tecnici di profilo internazionale.

Dalla progettazione degli spazi alla gestione del pubblico, dalla sicurezza ai trasporti, ogni area sarà presidiata da professionisti con esperienza maturata in Olimpiadi, Expo, Ryder Cup, Giubilei, grandi eventi sportivi e live show globali.

Grazie al pubblico, inoltre, emerge il dato di adesione al completamento del check-in richiesto da Vivo Concerti: un breve questionario volto a raccogliere le informazioni logistiche necessarie per gestire al meglio l’organizzazione e offrire a tutti la migliore esperienza possibile il giorno dell’evento, tenendo conto della provenienza e dei mezzi di trasporto che si intende utilizzare.

Grazie a questi dati l’organizzatore lavorerà per proporre un piano di percorsi, mobilità e parcheggi per provare a garantire a ognuno l’esperienza migliore possibile con un occhio attento alla città e all’impatto dell’evento sulla stessa. E questo sarà possibile grazie al supporto della mobilità, afflusso, deflusso, accoglienza e permanenza nell’area evento, con Roma Capitale, Roma Mobilità, Roma Servizi, ATAC, Trenitalia e BusForFun oltre a partner privati di Mobilità, anche dolce.

“‘Ultimo – La Favola per sempre’ è un esempio unico di collaborazione multidisciplinare – ha dichiarato Clemente Zard, managing director di Vivo Concerti – Progetti di questa portata nascono solo quando visione artistica, istituzioni e competenze tecniche convergono. È un maxi-evento che mette in dialogo produzione, territorio e innovazione, con l’obiettivo di definire nuovi standard per l’industria live italiana”.

“Da oltre un anno – ha dichiarato Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale – siamo al lavoro per il concerto di Ultimo, un evento unico che richiede uno sforzo enorme da parte di tutti. Ringrazio gli enti coinvolti per l’importante lavoro che stanno facendo, è una grande sfida organizzativa che vogliamo vincere. Il concerto a Tor Vergata di Ultimo sarà fondamentale per Roma. Non solo perché è un grande artista, nostro concittadino, che ha battuto ogni record con 250 mila spettatori, ma anche perché lascerà a Roma una legacy concreta e straordinaria: l’area di Tor Vergata diventerà la location per la musica live più grande in Europa, tra le più importanti al mondo”.

Formula1, Leclerc: "La Mercedes è avanti, ma possiamo batterla"

Roma, 26 mar. (askanews) – Charles Leclerc lancia la sfida alla vigilia del GP del Giappone, pur riconoscendo la superiorità attuale della Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. Il pilota della Scuderia Ferrari non si nasconde: “La Mercedes è avanti, ma possiamo batterla. Non siamo qui per il secondo o terzo posto”.

Dopo le prime due gare del Mondiale 2026, il Cavallino si presenta come seconda forza, ma con un gap evidente soprattutto sulla power unit. “L’ottimizzazione e la potenza pura sono la principale differenza rispetto a Mercedes – ha spiegato – mentre sul telaio la nostra vettura è forte ed è questo il nostro punto di partenza”.

Leclerc sottolinea come la stagione sarà decisa dagli sviluppi: “Stiamo lavorando duramente a Maranello, arriveranno aggiornamenti importanti. Non so se basteranno, perché anche gli altri non staranno fermi, ma l’obiettivo è tornare al vertice il prima possibile”.

Sulle prospettive a Suzuka, il monegasco resta prudente: “Non vedo caratteristiche che possano cambiare drasticamente i valori visti finora. La nostra chance è restare vicini nei primi giri e provare a metterli sotto pressione, ma quando hanno aria libera mostrano un passo superiore di quattro-cinque decimi”.

Il pilota ha poi commentato le nuove monoposto 2026: più complesse in qualifica, dove “è difficile spingere al massimo come in passato”, ma più spettacolari in gara. “Sono rimasto positivamente sorpreso: ci sono sorpassi più artificiali, ma anche tanti duelli veri, al limite, che rendono le corse divertenti”.

Direttiva anticorruzione dell’Europarlamento, Libera: smacco per Nordio

Milano, 26 mar. (askanews) – “La nuova direttiva sulla lotta alla corruzione approvata presso il Parlamento Europeo rappresenta un nuovo, ulteriore smacco per il ministro della giustizia Nordio. L’altra riforma simbolo della sua esperienza ministeriale, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, viene infatti anch’essa vanificata da una specifica disposizione della direttiva europea, alla quale l’Italia dovrà adeguarsi entro due anni, pena l’avvio di una procedura di infrazione”. Così in una nota l’associazione antimafia Libera sull’approvazione della nuova direttiva sulla lotta alla corruzione presso il Parlamento Europeo.

“Stavolta non è il voto popolare, ma quello dell’assemblea di Bruxelles ad affossare la legge che quasi due anni fa ha cancellato tale fattispecie, di fatto garantendo piena impunità agli amministratori pubblici che realizzano abusi di potere, prendono decisioni arbitrarie in flagrante conflitto di interesse, elaborano forme più sofisticate di corruzione. Una misura pienamente coerente con quella che sembra essere una priorità nascosta dell’agenda governativa, ossia la progressiva cancellazione dei crimini dei potenti. Anche se la direttiva europea imporrà la reintroduzione in Italia di una fattispecie di reato analoga all’abuso d’ufficio, i danni prodotti dalla legge Nordio si sono già realizzati” ha aggiunto l’associazione.

“Equivalente a un’amnistia nascosta dei potenti, la sua approvazione ha reso infatti nuovamente immacolata la fedina penale dei condannati, ha impedito di perseguire condotte eticamente disdicevoli e socialmente nocive, e soprattutto ha contribuito ad alimentare la sfiducia dei cittadini verso l’integrità di chi gestisce la cosa pubblica” ha conlcuso Libera.

Calcio, Lukaku resta in Belgio: Napoli irritato

Roma, 26 mar. (askanews) – Napoli in fibrillazione. Romelu Lukaku ha comunicato al club che non prenderà parte alle ultime due sedute di allenamento settimanali a Castel Volturno, scegliendo di restare in Belgio per proseguire il lavoro di recupero fisico e programmare il finale di stagione.

Una decisione che, secondo quanto filtra, non sarebbe in linea con le indicazioni concordate con la società, che aveva chiesto al centravanti di rientrare per coordinare lo staff medico e monitorare da vicino il problema fisico accusato nelle scorse settimane durante la riabilitazione. Una divergenza che avrebbe generato irritazione negli ambienti azzurri.

Dal canto suo, il giocatore avrebbe già iniziato a pianificare anche in ottica Mondiale con il Belgio, concordando un programma personalizzato che esclude le amichevoli negli Stati Uniti e privilegiando una gestione più prudente dei carichi di lavoro.

A spiegare la posizione della nazionale è stato il direttore tecnico dei Diavoli Rossi: “Lukaku ha valutato attentamente cosa fosse meglio per il resto della sua stagione. Visti i voli e i trasporti necessari, ha logicamente concluso che non sarebbe stato ideale per lui continuare ad allenarsi con ritmo sostenuto. La buona notizia è che non ci sono problemi di salute. Si tratta piuttosto di capire come prepararsi al meglio negli ultimi mesi: sia per il finale di stagione con il Napoli che per i Mondiali”.

Cinema, si gira "La città dei vivi" ispirato al libro di Lagioia

Roma, 26 mar. (askanews) – Sono in corso a Roma le riprese de “La città dei vivi”, diretto da Edoardo Gabbriellini. Nel cast Valerio Mastandrea insieme al protagonista Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei.

Il film, che sarà distribuito nelle sale da Eagle Pictures nell’autunno 2026, è liberamente ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia, edito da Giulio Einaudi editore, e ripercorre la tragica vicenda di Luca Varani, il ventitreenne ucciso a Roma la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016. Partendo dal romanzo e dal fatto di cronaca che lo ha ispirato, la sceneggiatura assume l’accaduto come origine narrativa per esplorare il ritratto di una generazione in bilico, interrogandosi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che possono aver condotto due giovani verso un gesto di inaudita violenza, spostando lo sguardo dall’evento alle sue radici.

Luca ha ventitré anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.

La sceneggiatura è firmata da Damiano e Fabio D’Innocenzo, che partecipano al progetto anche in qualità di executive producers. Le riprese si svolgono a Roma e hanno una durata di sei settimane.

“Questo film – ha dichiarato il regista Edoardo Gabbriellini – tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco”.

“È per me emozionante sapere che sono iniziate le riprese de ‘La città dei vivi’ ha aggiunto Nicola Lagioia – la storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi. Auguro buon lavoro a lui e a tutti quelli che si sono messi in gioco perché questo film si faccia”.

“Abbiamo scelto di partire da una vicenda di cronaca che ha segnato profondamente la coscienza collettiva del nostro Paese, provando ad affrontarla con lo sguardo del cinema sociale e con la necessaria delicatezza e responsabilità, andando oltre la cronaca stessa per capire se rivela qualcosa del nostro presente. Il film prova a indagare come il male possa nascere non necessariamente dall’eccezionalità o dalla mostruosità, ma anche dal vuoto, dall’isolamento e dall’incapacità di riconoscere il valore della vita. Come per Il ragazzo dai pantaloni rosa e 40 secondi, l’uscita del film sarà accompagnata da un percorso di proiezioni e incontri nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo di aprire uno spazio di confronto con i ragazzi sui delicati temi che il film solleva”, hanno spiegato i produttori Roberto Proia per Eagle Pictures, Olivia Musini per Cinemaundici e Maurizio Piazza e Andrea Calbucci di Lungta Film.

Gasparri si dimette da capogruppo Fi al Senato

Roma, 26 mar. (askanews) – Maurizio Gasparri si dimette dalla presidenza del gruppo parlamentare di Forza Italia al Senato. Al suo posto Stefania Craxi. La lettera di convocazione dell’assemblea dei senatori azzurri, giunta dopo l’avvio di una raccolta di firme per le sue dimissioni che secondo fonti parlamentari avrebbe superato la maggioranza, indica all’ordine del giorno le sue dimissioni e il voto per l’elezione del nuovo capogruppo. “Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro”. Così Maurizio Gasparri.

“Ringrazio Maurizio Gasparri per l’impegno profuso in questi anni alla guida dei senatori di Forza Italia. La sua dedizione e lealtà verso la nostra bandiera è un esempio che tutti dovrebbero seguire e apprezzare. A Stefania Craxi, neo Presidente del Gruppo di Forza Italia al Senato, rivolgo i migliori auguri di buon lavoro”. Così su X il leader di Forza Italia Antonio Tajani.

Giustizia, Conte: abuso d’ufficio, dall’Ue batosta per Meloni-Nordio

Roma, 26 mar. (askanews) – “È arrivata un’altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia. Il Governo italiano sarà costretto a fare retromarcia sulla cancellazione dell’abuso di ufficio. È stata appena approvata dal Parlamento europeo la direttiva anticorruzione che impone agli Stati membri di punire la condotta dei pubblici ufficiali che commettono abuso d’ufficio. In pratica, Meloni e Nordio che avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, adesso dovranno reintrodurlo”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Il governo italiano ha provato sino all’ultimo – ha aggiunto – a contrastare l’iter di questa direttiva, ma si è trovato isolato in Europa. Sono orgoglioso che il Movimento 5 stelle, al contrario del Governo, abbia combattuto questa battaglia dalla parte giusta in Europa con il nostro europarlamentare Giuseppe Antoci, unico relatore italiano della direttiva, che ha lottato durante i negoziati europei contro l’ostruzionismo di Meloni e soci. È una vittoria delle persone perbene e di chi vuole equità e giustizia”.

“Dopo i 15 milioni di voti che hanno cancellato la riforma salva-casta e mandato a casa Santanchè, Delmastro e Bartolozzi un altro fallimento, un’altra figuraccia. Nordio dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze, visto che è una riforma che ha voluto lui. E Meloni anziché continuare a fare leggi per salvare politici e potenti dopo 4 anni dovrebbe battere un colpo per le vere emergenze del Paese, per le difficoltà delle famiglie e delle imprese. Il tempo è scaduto!”, ha concluso Conte.

Amoroso (Corte costituzionale): no spirito di contrapposizione sulla Giustizia

Roma, 26 mar. (askanews) – “Oggi si deve fare qualcosa di simile” a quanto è avvenuto nel 1946 con l’assemblea costituente, “i problemi ci sono, c’è il problema della rapidità della giustizia”, “separazione delle carriere e Csm sono due tracce che possono essere al centro di una riflessione, i problemi ci sono e vanno affrontati con spirito di confronto e di dialogo e non di contrapposizione”. Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa alla Consulta.

Migranti, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sui rimpatri

Bruxelles, 26 mar. (askanews) – Il Parlamento europeo ha approvato oggi, in sessione plenaria a Bruxelles, l’avvio dei negoziati con il Consiglio Ue per passare alla fase successiva del processo legislativo sul nuovo regolamento per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi presenti irregolarmente nell’Unione, e che non hanno il diritto di soggiornarvi.

Il testo è stato approvato con 389 voti a favore (una maggioranza composta da Ppe, Conservatori ed estrema destra), 206 contrari e 32 astensioni La votazione in plenaria si è svolta a seguito di tre richieste separate presentate dai gruppi politici S&D, Verdi e Sinistra, che avevano contestato una precedente approvazione del testo del regolamento, il 9 marzo 2026, da parte della commissione per le Libertà civili (in mancanza di contestazioni, il voto della commissione europarlamentare competente è sufficiente per adottare il mandato negoziale, senza dover ricorrere a un successivo passaggio in plenaria).

Il testo approvato dal Parlamento europeo prevede, in sostanza: l’obbligo per i cittadini di paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio di cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell’Ue; la possibilità di detenzione fino a 24 mesi per i migranti da rimpatriare che non rispettano quest’obbligo di cooperazione; la possibilità di deportare le persone da rimpatriare verso un paese terzo, nei cosiddetti centri di rimpatrio (“return hubs”) sulla base di un accordo tra questo paese e gli Stati membri, o la stessa Ue.

Inoltre, il regolamento prevede norme più rigorose riguardo alle persone presenti illegalmente nell’Ue che rappresentano un rischio per la sicurezza, e un sostegno finanziario e operativo da parte dell’Unione e delle sue agenzie agli Stati membri nella gestione dei rimpatri.

Meloni: sui fondi coesione Ue ottenuto un risultato molto significativo

Milano, 26 mar. (askanews) – “L’Italia ha chiesto e ottenuto in Europa, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, un risultato molto significativo: la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee. Obiettivo portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio – conclude Meloni – per sostenere lo sviluppo e la crescita della Nazione”.

Ue, Meloni: su fondi coesione ottenuto risultato molto significativo

Milano, 26 mar. (askanews) – “L’Italia ha chiesto e ottenuto in Europa, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, un risultato molto significativo: la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico”. Lo dichiara la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee. Obiettivo portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio – conclude Meloni – per sostenere lo sviluppo e la crescita della Nazione”.

Su Rai 1 "Qualcosa di lilla", una 15enne e i disturbi alimentari

Roma, 26 mar. (askanews) – È stato presentato nella sede Rai di via Alessandro Severo il film tv “Qualcosa di lilla”, prodotto da Rai Fiction e Master Five Cinematografica in associazione con Ambrosia Italia, che andrà in onda giovedì 2 aprile in prima serata su Rai 1.

Il film è ispirato al libro omonimo (edito da Solferino e in uscita il 27 marzo) scritto da Maruska Albertazzi, che è autrice del soggetto con Christian Bisceglia e Fabrizio Bettelli, e affronta il delicato tema dei disturbi alimentari attraverso la storia di Nicole.

Nicole ha 15 anni, i genitori separati, la passione per la matematica e il peso di un’adolescenza che la fa sentire “non abbastanza”. La bulimia diventerà la stampella su cui reggersi mentre tutto fuori sembra crollare.

Alla conferenza stampa di mercoledì 25 marzo hanno partecipato la regista Isabella Leoni, Maruska Albertazzi. Con loro, gli interpreti Federica Pala, Alessandro Tersigni, Raffaella Rea, Margherita Buoncristiani e Miguel Bonini.

Presenti anche i produttori Davide Tovi di Master Five Cinematografica e Francesco Romeres ed Emanuele Cadeddu di Ambrosia Italia. Per Rai Fiction: Ivan Carlei, Laura Massacra e Amelia Pollicino.

Scuola, "L’Inferno Dentro", teen-drama ispirato alla Divina Commedia

Roma, 26 mar. (askanews) – Virgilio Scuola, il verticale di Italiaonline dedicato al mondo della Scuola, e SkillShake Originals, casa di produzione di contenuti audiovisivi, annunciano il lancio de L’Inferno Dentro, nuova serie educational disponibile dal 25 marzo su Virgilio Scuola, sui canali social ufficiali (Instagram, TikTok e YouTube) e sul canale tematico TV Trailers, prodotto da Love TV Channels e distribuito gratuitamente in streaming sulle Smart TV di alcuni tra i più importanti brand internazionali.

Per il debutto è stato scelto il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri e al giorno in cui la tradizione colloca l’inizio del viaggio della Divina Commedia. L’Inferno Dentro si compone di 11 episodi da dieci minuti ciascuno, ambientati in una villa isolata dove sei adolescenti si ritrovano per un progetto scolastico. Quando la polizia irrompe nel cuore della notte, la verità comincia a emergere a frammenti: testimonianze contraddittorie, flashback rivelatori e lettere anonime che citano terzine della Divina Commedia. In breve tempo, la villa si trasforma in un moderno girone infernale, dove ciascuno dei protagonisti — che incarna un peccato dantesco tra invidia, accidia e lussuria — è costretto a fare i conti con la propria colpa.

La serie affronta, attraverso una rilettura della Divina Commedia in chiave contemporanea e con un linguaggio lontano da ogni approccio didascalico, temi quanto mai urgenti: bullismo, ossessione per l’immagine, crudeltà silenziosa dei gruppi, identità digitale e bisogno di ascolto. Un racconto che si rivolge a studenti delle scuole secondarie (13-18 anni) ma che ha molto da dire anche a insegnanti e genitori, offrendo uno strumento narrativo per aprire conversazioni difficili.

I dati confermano quanto il tema sia centrale nella vita dei ragazzi: secondo l’Istat (2023), circa un adolescente su 5 tra gli 11 e i 17 anni dichiara di aver subito episodi di bullismo. Save the Children segnala una crescita del cyberbullismo soprattutto nella fascia 14-17 anni.

La serie non si limita a fotografare il fenomeno, ma ne esplora le responsabilità diffuse: le complicità silenziose, i giudizi di gruppo, le reputazioni distrutte in pochi clic. Nessun personaggio è un colpevole assoluto, nessuno è del tutto innocente — e questa è la sua forza narrativa più autentica. L’Inferno Dentro segue il successo di Sei un mito – la precedente produzione Virgilio Scuola-SkillShake Originals dedicata alla riscoperta dell’epica attraverso una narrazione moderna e coinvolgente – ma rappresenta una netta evoluzione di formato: se il primo progetto aveva un taglio divulgativo e leggero, la nuova serie introduce una dimensione narrativa più cinematografica e seriale, con un impianto thriller psicologico capace di tenere alta la tensione episodio dopo episodio. La regia, firmata da Fabio Stabile, punta su camere a spalla, luce naturale, riprese con smartphone e microcamere di sorveglianza per restituire autenticità e immediatezza.

La collaborazione con la Scuola Mohole di Milano ha coinvolto studenti-attori e filmmaker in formazione, trasformando il progetto in una vera partnership educativa attiva. Nel cast figurano anche content creator con ampio seguito social — tra cui Edoardo Nicoletti (442mila follower) e Lada Zagudaeva (92mila) — che garantiranno una promozione organica e mirata tra il pubblico giovanile.

“L’Inferno Dentro è una sfida, inedita e affascinante: prendere in prestito uno dei classici più rilevanti della letteratura italiana utilizzandolo come specchio per raccontare l’adolescenza di oggi. Siamo convinti che il bullismo si possa affrontare e combattere anche attraverso le emozioni, l’empatia, il riconoscersi in una storia”, ha commentato Barbara del Pio, Responsabile Editoriale Italiaonline.

L’Ocse taglia le previsioni di crescita dell’Italia

Roma, 26 mar. (askanews) – L’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica sull’Italia, nell’ambito di un taglio generalizzato delle attese di espansione per tutta l’area euro e una parziale riduzione di quelle sulla crescita globale. In un aggiornamento di interim del suo Economic Outlook, ora l’ente parigino prevede un più 0,4% di crescita quest’anno e un più 0,6% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime che aveva diffuso lo scorso dicembre.

Per l’area euro l’Ocse prevede 0,8% di crescita quest’anno e 1,2% il prossimo, rispettivamente 0,4 e 0,2 punti percentuali in meno. Per la Germania 0,8% quest’anno e 1,5% il prossimo, un taglio di 0,2 punti su quest’anno. Per la Francia 0,8% di crescita quest’anno e 1% il prossimo, anche in questo caso un taglio di 0,2% sul dato 2026.

L’Ocse ha invece confermato al più 2,9% la previsione di crescita economica globale di quest’anno mentre ha tagliato di 0,1 punti percentuali l’attesa sul 2027, al più 3%. Per l’ gli Stati Uniti, ha rivisto al rialzo di 0,3 punti l’espansione attesa quest’anno, al più 2%, e ha tagliato di 0,2 punti la crescita 2027 al più 1,7%.

Ocse taglia previsioni di crescita Italia, Pil 2026 +0,4%, 2027 +0,6%

Roma, 26 mar. (askanews) – L’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica sull’Italia, nell’ambito di un taglio generalizzato delle attese di espansione per tutta l’area euro e una parziale riduzione di quelle sulla crescita globale. In un aggiornamento di interim del suo Economic Outlook, ora l’ente parigino prevede un più 0,4% di crescita quest’anno e un più 0,6% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime che aveva diffuso lo scorso dicembre.

Per l’area euro l’Ocse prevede 0,8% di crescita quest’anno e 1,2% il prossimo, rispettivamente 0,4 e 0,2 punti percentuali in meno. Per la Germania 0,8% quest’anno e 1,5% il prossimo, un taglio di 0,2 punti su quest’anno. Per la Francia 0,8% di crescita quest’anno e 1% il prossimo, anche in questo caso un taglio di 0,2% sul dato 2026.

L’Ocse ha invece confermato al più 2,9% la previsione di crescita economica globale di quest’anno mentre ha tagliato di 0,1 punti percentuali l’attesa sul 2027, al più 3%. Per l’ gli Stati Uniti, ha rivisto al rialzo di 0,3 punti l’espansione attesa quest’anno, al più 2%, e ha tagliato di 0,2 punti la crescita 2027 al più 1,7%.

Tedros (Oms): a Cuba la situazione è "profondamente preoccupante"

Roma, 26 mar. (askanews) – Il Direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la situazione sanitaria a Cuba è “profondamente preoccupante”, poiché il blocco petrolifero statunitense aggrava la crisi energetica dell’isola. “La salute deve essere protetta a tutti i costi e non deve mai essere alla mercé della geopolitica, dei blocchi energetici e dei blackout”, ha sottolineato Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. “La situazione a Cuba è profondamente preoccupante, poiché il Paese lotta per garantire l’erogazione dei servizi sanitari in un momento di immensa turbolenza, che porta a carenze energetiche con ripercussioni sulla salute”, ha aggiunto.

Colpo di coda invernale: temperature giù di 10°C, vento e neve

Milano, 26 mar. (askanews) – Pochissimi giorni dopo l’Equinozio di Primavera, la configurazione barica europea impone un drastico e violento ritorno a condizioni invernali per almeno 3-4 giorni. Il fronte artico norvegese ha rispettato le tempistiche previste dai modelli, scendendo di latitudine con notevole intensità.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, nelle prossime ore, questa massa d’aria fredda scivolerà dal Nord Italia verso le regioni centrali e meridionali. A guidare questa traiettoria sarà una figura meteorologica tanto rara quanto straordinaria: la “ciclogenesi esplosiva”.

Pur essendo consapevoli che, nell’attuale e delicato contesto internazionale, l’uso di termini bellici possa risultare stridente, in meteorologia l’espressione “Ciclone Bomba” (o Bomb Cyclone) identifica un fenomeno preciso e rigoroso. Esso si verifica quando la pressione atmosferica al livello del mare subisce un crollo medio di almeno 1 millibar all’ora per 24 ore (più di 24 millibar in 24 ore).

È esattamente ciò che sta accadendo sull’Alto Adriatico: all’alba di mercoledì la pressione registrata era di 1015 millibar, mentre il minimo si assesterà a breve su un profondissimo valore di 985 millibar. Parliamo di un tracollo di ben 30 punti in appena 24 ore.

Questo violento e rapido tracollo della pressione innescherà una ventilazione estrema su quasi tutta la Penisola, un brusco calo delle temperature massime stimato intorno ai 10°C con la sensazione di freddo ulteriormente acuita dal wind-chill (l’indice di raffreddamento corporeo legato all’esposizione al vento).

Vediamo nel dettaglio la cronologia degli eventi attesi: giovedì avremo venti di burrasca e raffiche di tempesta, Foehn al Nord-Ovest, Bora inizialmente sull’Alto Adriatico, Maestrale altrove; sulla Sardegna il Maestrale solleverà onde imponenti, classificate come mare “Grosso”, con altezze comprese tra i 7 e i 10 metri (Scala Douglas). La neve cadrà fino a quote collinari specie sul versante adriatico, le temperature massime crolleranno anche di 10°C. Venerdì vivremo condizioni ancora più spiccatamente invernali: sono attese gelate notturne al Nord-Ovest fin sulle pianure, con minime sui -2°C. Abbondanti nevicate interesseranno l’Appennino centro-meridionale a quote di bassa collina. Persisteranno venti di burrasca e mareggiate sulle coste del Medio Adriatico, del Basso Tirreno e della Sardegna occidentale.

Durante il weekend delle Palme si assisterà, invece, ad un graduale miglioramento seppur in un contesto termico freddo. Il vento e il maltempo, ancora vivaci sabato specie su adriatiche e Sud, tenderanno a cessare domenica. L’Appennino si presenterà diffusamente innevato, richiamando scenari tipici di almeno due mesi fa.

La Domenica delle Palme risulterà, dunque, nel complesso asciutta richiamando il noto proverbio contadino “Sole sulle palme, acqua sulle uova”: la saggezza popolare suggerirebbe, quindi, pioggia per la Santa Pasqua. Dal punto di vista dell’analisi modellistica (il cosiddetto fantameteo, data la distanza temporale), si profila effettivamente una complessa lotta sinottica tra l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre da ovest e le correnti fredde balcaniche da est.

Al momento, lo scenario per la Pasqua rimane incerto, con maggiore instabilità sui settori orientali e meridionali. Tuttavia, le proiezioni attuali indicano una Pasquetta prevalentemente soleggiata. Trattandosi di una tendenza a quasi 10 giorni, saranno necessari ulteriori aggiornamenti per confermare o smentire i dati attuali (e il proverbio).

Terremoto a nord di Pistoia, scossa di magnitudo 4.1

Milano, 26 mar. (askanews) – Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è stata registrata questa mattina nell’area a nord di Pistoia. Secondo i dati forniti dalla Sala Sismica dell’INGV, il sisma si è verificato alle 08:40 del mattino con epicentro una profondità di 52 chilometri.

“A seguito dell’evento sismico registrato alle 9.40 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Pistoia di magnitudo ML 4.1, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, in seguito all’evento non risulterebbero danni a persone o cose”. Lo riferisce il Dipartimento della Protezione Civile.

L’Istat: a marzo brusco calo per la fiducia dei consumatori

Roma, 26 mar. (askanews) – A marzo l’indicatore di fiducia dei consumatori cala da 97,4 a 92,6 mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale (da 97,4 a 97,3). Lo ha reso noto l’Istat, Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico cade da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2 e il clima corrente diminuisce da 100,7 a 98,0.

Quanto alle imprese, l’indice di fiducia aumenta in tutti i comparti indagati ad eccezione del commercio al dettaglio: nella manifattura e nelle costruzioni il clima sale, rispettivamente, da 88,5 a 88,8 e da 103,1 a 103,6, nei servizi di mercato aumenta da 102,1 a 102,7 e nel commercio al dettaglio cala da 104,9 a 100,6.

Guardando alle componenti degli indici di fiducia, nell’industria manifatturiera gli imprenditori giudicano in miglioramento l’andamento del livello degli ordini ma si attendono una diminuzione del livello della produzione; le scorte di prodotti finiti sono giudicate in diminuzione. Nelle costruzioni tutte le componenti sono in miglioramento.

Nei servizi di mercato emerge una dinamica positiva dei giudizi sugli ordini mentre le relative attese sono in calo; le valutazioni sull’andamento degli affari sono improntate all’ottimismo. Nel commercio al dettaglio tutte le componenti peggiorano.

In base alle valutazioni fornite dagli imprenditori del comparto manifatturiero sulla variazione degli investimenti rispetto all’anno precedente, nel 2026 emerge un minore ottimismo rispetto all’analoga variazione rilevata per il 2025, rispetto al 2024.

Bce, De Guindos: monitoriamo i dati, decisioni tassi volta per volta

Roma, 26 mar. (askanews) – Alla Bce “stiamo monitorando attentamente le informazioni che pervengono per valutare l’evolversi degli effetti della guerra sulle prospettive di crescita economiche e di inflazione. Manterremo un approccio basato sui dati e in cui le decisioni vengono prese volta per volta, per determinare l’appropriata linea monetaria e ci atterremo in maniera indefessa al nostro impegno di assicurare che l’inflazione si stabilizzi al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”. Così il vicepresidente della Bce, lo spagnolo Luis de Guindos intervenuto questa mattina a Tallinn, ad una conferenza organizzata dalla Banca centrale lettone.

Mons. Savino: “Gli italiani hanno chiesto riforme serie, non scorciatoie”. Intervista

Dietro il risultato del referendum non c’è soltanto una somma di percentuali, ma un’indicazione politica e civile che chiede di essere ascoltata. Mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della CEI, interpreta il voto come un richiamo alla prudenza istituzionale, alla chiarezza delle riforme e alla necessità di non leggere il Paese con categorie troppo rigide, come mostrano anche il ruolo dei giovani, il nodo dei fuori sede e il comportamento dell’elettorato meridionale.

Al di là del dato, comunque alto, della partecipazione, quale messaggio politico e civile arriva da questo voto?

A mio avviso, gli italiani hanno espresso un orientamento molto chiaro: quando entrano in gioco gli equilibri delicati della Costituzione, chiedono prudenza, trasparenza e un’ampia condivisione. Il dato del No, fermo al 53,74%, insieme a un’affluenza del 58,93%, restituisce l’immagine di un elettorato tutt’altro che passivo.
Non leggo, in questo risultato, una chiusura pregiudiziale verso qualsiasi ipotesi di riforma. Colgo piuttosto la richiesta di interventi più ponderati, meglio spiegati e costruiti entro un perimetro più ampio di consenso. In passaggi così sensibili della vita democratica, il metodo conta quasi quanto il merito: i cittadini sembrano averlo ricordato con chiarezza.

Quanto hanno inciso le nuove generazioni in questo esito? E che cosa rivela, invece, la questione dei fuori sede?
Le prime analisi del voto indicano che i giovani hanno inciso in modo significativo, con una presenza non marginale e, soprattutto, con un orientamento piuttosto marcato verso il No, in particolare nella fascia compresa tra i 18 e i 34 anni. È un dato da non sottovalutare, perché smentisce l’idea di una generazione soltanto distante o disillusa: quando percepisce la posta in gioco, il mondo giovanile sa esserci e sa prendere posizione.
Quanto ai fuori sede, questo referendum ha riportato in primo piano una questione che non può essere derubricata a un semplice dettaglio organizzativo. Molti studenti e lavoratori che vivono lontano dal comune di residenza hanno incontrato ostacoli concreti nell’esercizio del voto, dovendo rientrare nel luogo di iscrizione elettorale. È un punto che interpella direttamente la qualità della nostra democrazia. Partecipare non deve trasformarsi in un percorso a ostacoli: rendere il voto più accessibile significa rafforzare la cittadinanza, non banalizzarla.

Nel Mezzogiorno si è parlato di una scarsa mobilitazione dell’elettorato di centrodestra. È una lettura che condivide?
Preferirei adottare un linguaggio cauto e analitico. Parlare di diserzione in termini generalizzati rischia di essere una semplificazione eccessiva. Mi pare più corretto dire che si è registrata una mobilitazione meno lineare e meno compatta di quanto qualcuno avesse previsto.
Le analisi dei flussi richiamate in queste ore suggeriscono due elementi: da una parte, una quota significativa di astensione nell’elettorato di centrodestra; dall’altra, soprattutto in alcune realtà urbane del Sud, una parte di consenso orientata verso il No. È un dato interessante, perché mostra che, su questioni come la giustizia e gli equilibri costituzionali, gli elettori non rispondono sempre in modo meccanico alle appartenenze politiche. Talvolta prevale una valutazione più libera, più personale, persino più esigente. È un segnale che tutte le forze politiche dovrebbero leggere con umiltà, senza forzature propagandistiche.

USA, verso l’appuntamento elettorale di midterm. Un voto a rischio intimidazioni?

Un possibile ribaltamento politico

Il terremoto distruttivo che Trump ha provocato nelle relazioni internazionali potrebbe travolgerlo all’interno del suo Paese. Tutti i sondaggi sono concordi nel ritenere, allo stato, largamente vincente il Partito Democratico nelle prossime elezioni di midterm, a novembre. Dopo le quali il Presidente perderebbe il controllo del Congresso e – a fronte di una iniziativa parlamentare democratica che sarebbe senz’altro assai battagliera – si avvierebbe così a un biennio da “anatra zoppa” nel quale non potrebbe più (come ha fatto sinora) evadere sistematicamente il confronto con il Parlamento attraverso l’uso sistematico degli executive orders e gestire l’istituto presidenziale con il piglio autocratico che lo contraddistingue.

“Ci siamo liberati dagli inglesi due secoli e mezzo fa perché non volevamo un re che ci comandasse, e non lo vogliamo neppure oggi”: NO KINGS è il motto che campeggia le manifestazioni anti-trumpiane che si svolgono sistematicamente nei diversi Stati dell’Unione.

Segnali dal territorio e fattori economici

Le elezioni locali che si sono svolte nei mesi scorsi, a cominciare da quelle tenutesi a New York, in Virginia e nel New Jersey hanno indicato una tendenza che successivamente i sondaggi hanno confermato. E che si sta rafforzando in queste settimane, confermata clamorosamente l’altro ieri dalla vittoria della candidata democratica per il seggio alla Camera nel distretto, nientemeno, di Mar-a-Lago.

Trump comincia a pagare la crescita dei prezzi della benzina alla pompa, e non solo di quella, innescata dall’improvvida azione militare in Iran, da lui decisa su input del primo ministro israeliano senza aver valutato a fondo tutte le incognite e i rischi che una simile decisione avrebbe comportato.

Pericoli e perplessità che senz’altro la CIA e le altre fonti di intelligence USA avranno evidenziato nei loro dossier. Che però, probabilmente, Trump non avrà letto in quanto, sostiene, lui si fida solo del proprio istinto. Affermazione ridicola, se non fosse tragica, visto che proviene dalla persona a capo delle Forze Armate più potenti al mondo.

Il precedente del 2020 e l’ombra dell’insurrezione

E però, a questo punto, è prudente frenare l’ottimismo che genera entusiasmi eccessivi perché bisogna pur sempre ricordarsi che stiamo parlando di un Presidente che non ha mai riconosciuto la sconfitta subita ad opera di Joe Biden nel 2020 e che, assai ambiguamente, ha sostenuto un tentativo insurrezionale il 6 gennaio 2021.

Tanto è vero che, tornato alla Casa Bianca, ha quasi subito amnistiato tutti i protagonisti del gravissimo assalto al Congresso in quella disgraziata giornata. Per di più minacciando di punizioni i funzionari amministrativi che avevano correttamente presieduto alle operazioni di voto del novembre 2020.

I timori di intimidazioni elettorali

E infatti una serie di segnali hanno acceso l’allarme rosso presso i democratici e fra i più attenti osservatori (quelli che possono consentirsi ancora il lusso della libertà d’espressione: ad esempio, non più i giornalisti, ormai pochi, rimasti in forza al Washington Post).

Il più eclatante, poi ridimensionato dopo gli eccessi che hanno causato la morte a Minneapolis di due persone, è stato il lasciar intendere che i seggi elettorali verranno presidiati dagli uomini dell’ICE: una chiara intimidazione volta a impaurire e tener lontani dal voto le persone delle comunità più invise al mondo MAGA (anche se una di esse, quella dei latinos ha votato in prevalenza Trump, l’ultima volta).

In gennaio il Presidente ha detto in una intervista concessa a Dan Bongino, ex vicedirettore dell’FBI, che i repubblicani dovrebbero “prendere il controllo del voto in almeno 15 aree”: un invito a nazionalizzare il sistema di voto laddove il Partito Democratico è in maggioranza, superando così la Costituzione federale che attribuisce ai singoli Stati la competenza sulle modalità di svolgimento delle elezioni. Non si sa bene cosa abbia esattamente in testa, ma già solo queste affermazioni hanno preoccupato e non poco.

Il rischio sistemico e la tenuta democratica

Il timore – un incubo, da un punto di vista democratico – di taluno è che un qualche organismo federale si arroghi il diritto di sequestrare le schede elettorali in alcune contee decisive prima che i voti siano conteggiati procedendo poi alla convalida del risultato successivamente emerso (con un rischio-broglio assoluto, evidentemente).

Altri temono che la minaccia di una inquietante presenza dell’ICE vicino ai seggi, al momento rientrata, torni a manifestarsi per poi concretizzarsi davvero nel giorno elettorale. Gli uomini dell’ICE potrebbero ad esempio provocare ingorghi stradali in zone predefinite delle città così da impedire di fatto a molti elettori di raggiungere i seggi.

Sotto tiro, per diretta ammissione di Trump, è anche il voto per corrispondenza e in contemporanea ha chiuso l’agenzia che garantiva la corretta operatività e la protezione dagli attacchi informatici dell’infrastruttura elettorale ad esso adibita.

Insomma, qualche preoccupazione c’è, e non completamente campata in aria. Giusto che vi sia, sostengono molti osservatori, ma il sistema democratico americano è in grado di garantire in ogni caso la regolarità del voto. Speriamo.

Torna la gioiosa macchina da guerra

Il ritorno di un modello politico noto

Carlo Calenda l’ha detto con la consueta chiarezza e trasparenza. E cioè, dopo il voto sul referendum costituzionale, dopo il risultato emerso e, soprattutto, dopo i noti festeggiamenti di piazza, possiamo dire tranquillamente che nel nostro paese è ritornata in grandi stile la “gioiosa macchina guerra” di occhettiana memoria. Una osservazione semplice, ma vera e realistica. Seppur al netto della diversità dei rispettivi contesti politici e storici.

Al riguardo, è appena sufficiente osservare il palco festante dei protagonisti e dei veri detentori del nuovo cartello politico delle sinistre di piazza Barberini a Roma per rendersene conto. Sono i leader, ovviamente legittimi, della sinistra radicale, populista, estremista, sindacale e giudiziaria che adesso dettano l’agenda politica, culturale e programmatica alla intera coalizione di sinistra e progressista.

Il profilo della nuova alleanza

Un progetto che si è manifestato in tutta la sua ampiezza e naturalezza appena le urne hanno confermato la vittoria del NO. E, ieri come oggi, il profilo e la natura politica e culturale dell’alleanza è quella. Cambiano i protagonisti, come ovvio, ma la cifra decisiva della coalizione è sempre la stessa.

Il filo rosso che unisce e compatta l’alleanza resta il massimalismo, l’estremismo e il giustizialismo. L’unico elemento che varia leggermente rispetto alla stagione di Occhetto e della “gioiosa macchina da guerra” è che adesso la coalizione è politicamente e fortemente condizionata anche e soprattutto dai magistrati.

E l’immagine dei festeggiamenti “militanti” al Tribunale di Napoli – fatto anomalo ed unico nella storia democratica del nostro paese – lo ha confermato in modo persin troppo plastico che non richiede neanche ulteriori commenti ed approfondimenti.

La radicalizzazione del conflitto

Ora, è di tutta evidenza che in un quadro del genere la radicalizzazione del conflitto politico, anche violenta e senza esclusione di colpi, diventa la regola e non l’eccezione. Una radicalizzazione che contempla, come del resto è capitato concretamente in quella stagione del nostro paese, la criminalizzazione politica dell’avversario che è solo e sempre un nemico da distruggere e da annientare e, al contempo, un ostacolo da delegittimare anche sotto il versante etico e morale.

Un quadro che, seppur mutatis mutandis, ripropone i vari tasselli di un mosaico già sufficientemente noti e conosciuti dalla politica italiana. È persin inutile ricordare che non si tratta più di una coalizione di centro sinistra ma, com’è evidente credo a quasi tutti, si tratta di una coalizione di sinistra e progressista dove le componenti centriste sono del tutto assenti e se esistono sono drasticamente e strutturalmente irrilevanti e politicamente ininfluenti.

La necessità di un nuovo centro

Ecco perchè il progetto di rilanciare uno spazio politico centrista, riformista, democratico, costituzionale e autenticamente di governo oggi, e più di ieri attraverso quel famoso “Patto per l’Italia” del 1994 di Marini, Martinazzoli e Segni, può giocare un ruolo importante se non addirittura decisivo per l’intera politica italiana.

E, senza alcuna forzatura e senza piegare la storia alla situazione contemporanea, possiamo tranquillamente arrivare alla conclusione che si ripropone quella medesima situazione. Ovvero, di fronte ad un centro destra non sempre unito al proprio interno e con forti accenti radicali e massimalisti, si contrappone un’alleanza di sinistra e progressista fortemente estremista, massimalista e radicale. Appunto, una “gioiosa macchina da guerra”.

Ed è per queste ragioni che il progetto politico, culturale e programmatico di Carlo Calenda va adesso rafforzato e consolidato. Perchè è un progetto politico che non è solo centrista, moderato o riformista ma, semmai, contribuisce a rafforzare l’obiettivo di una vera e propria cultura di governo.

La pedata di Giorgia e la posa garibaldina della Santanchè

Una regola semplice (e definitiva)

Su una cosa non si può discutere: quando a Giorgia non vai più a genio, qualunque sia il ruolo che svolgi, affrettati a fare le valigie prima che lei ti cacci a suon di pedate. Non esistono scusanti, non esistono perdoni. Fai le valigie e basta.

Negli ultimi tre giorni – da domenica, per intenderci – la premier Giorgia e la capo del partito Giorgia si sono ricongiunte in un “altolà” definitivo per due componenti del governo e per un alto funzionario. Una convergenza plastica: la doppia natura si ricompone sempre quando c’è da decidere chi resta e chi no.

Le due Giorgie

Per mesi la Giorgia di governo aveva tenuto a bada le intemperanze della Giorgia di partito, che premeva per liberarsi in fretta di chi costituiva un problema politico. Problema che, essendo il governo popolato da dirigenti dello stesso partito, equivaleva a convocare un Consiglio dei ministri e distribuire una “bella strigliata” generale, alleati compresi.

Ma la Giorgia premier era presa dalla consueta girandola istituzionale: voli di qua, presenze di là, agende fitte e tempi sempre più stretti. Le settimane scorrevano senza lasciare spazio alla riflessione. E senza riflessione, si sa, le crepe si allargano.

Se avesse dato ascolto alla sua controparte politica, la premier si sarebbe accorta che la situazione si incancreniva giorno dopo giorno, che la sua leadership di capo politico rischiava di farsi evanescente – “la premier è all’estero, in Italia ci pensiamo noi” – e che sarebbe servito un intervento rapido, persino spiccio: “te ne devi andà”. Metodi ruvidi, ma risolutivi.

Il risveglio tardivo

La vocina della Giorgia politica, nel frattempo, si era fatta sempre più flebile. Fino a quando, una quindicina di giorni fa, i sondaggi sul referendum sulla giustizia hanno segnalato una rimonta della sinistra. A quel punto, la voce è tornata squillante: non si può perdere, la riforma è nel programma di governo, bisogna scendere in campo.

Peccato che quindici giorni di campagna elettorale siano una coperta troppo corta per coprire mesi di inerzia. Le due Giorgie, riunite per l’occasione, si sono messe di buona lena: tour televisivi, interviste radiofoniche, incursioni sui social. Determinate, presenti, combattive.

Inutile. La sconfitta arriva puntuale nel primo pomeriggio di domenica.

La decisione: fuori tutti

Ed è qui che la scena cambia tono. La Giorgia politica alza la voce, urla contro se stessa e contro i suoi, si fa passare i fogli dalla Giorgia premier e detta la linea: questi tre vanno fuori dal governo. Subito. Con una pedata.

“Scrivi il comunicato. Svelta, scrivi!”

La premier, non esattamente ferrata nelle sottigliezze della prassi istituzionale, esegue: comunicato ufficiale in cui si chiede a un ministro di dimettersi, mentre gli altri due hanno già annunciato l’uscita. Un piccolo primato nella storia politica italiana.

Resistenze e “obbedisco”

Il ministro designato, però, resiste. Non molto: ventiquattr’ore. Poi capitola. E dire che era considerata una figura forte, di carattere, con un certo peso politico. La chiamavano “la pitonessa”: per la capacità – si diceva – di stringere gli avversari e per presunte doti profetiche, tutte ancora da verificare.

La vicenda si chiude con una lettera alla premier che suona come un “obbedisco” di garibaldina memoria. Ma sotto la superficie epica si intravede un più ordinario compromesso di partito, negoziato con la Giorgia politica.

Calcoli e salvataggi

Del resto, la politica ha sempre una via di fuga. Il ministro è stato eletto in un collegio blindato, una sorta di assicurazione sulla vita in caso di tempesta. Le elezioni sono tra un anno: il tempo necessario per rientrare in gioco, magari a scapito di qualcun altro che resterà fuori.

Calcolo elettorale, distribuzione dei seggi, equilibri interni: la matematica del potere non perdona.

Per gli altri due, invece, la sorte è già segnata. E le due Giorgie, una volta chiuso il capitolo, difficilmente se ne occuperanno ancora.

Morale provvisoria

Resta il metodo. Rapido, diretto, inequivocabile. Una pedagogia politica basata sulla semplificazione estrema: quando qualcosa non funziona, si elimina il problema. Letteralmente.

È la politica ridotta a gesto. O, se si preferisce, a movimento del piede.

La resa dei conti nel governo Meloni

Un esito che pesa più del previsto

Il nervosismo che sta animando la vita del governo nel post-referendum è dovuto a diverse motivazioni. Tra queste, di non secondaria importanza, vi è il fatto che il risultato della consultazione ha ricordato in modo brusco alla presidente del Consiglio di trovarsi alla guida di un esecutivo che non rappresenta la maggioranza degli italiani.

E questo fin dal settembre 2022, quando il centrodestra vinse le elezioni politiche non perché avesse ottenuto la maggioranza dei voti espressi, ma per la divisione del centrosinistra al nastro di partenza. Il referendum, dunque, ha avuto anche la funzione di riportare alla luce una verità politica che era rimasta sullo sfondo.

Una “pulizia” tardiva e poco convincente

L’operazione di parziale pulizia che la premier tenta di mettere in campo in queste ore rischia di apparire quantomeno tardiva. La tempistica – peraltro successiva all’ulteriore tentativo di difesa portato avanti dal ministro Nordio ad urne chiuse – conferma che l’abborracciata difesa d’ufficio sostenuta fino al giorno prima del voto non era altro che una goffa arrampicata sugli specchi.

Ne deriva il legittimo dubbio che dimissioni e defenestramenti siano stati dettati da ragioni di opportunità politica, suggerite dal risultato referendario, più che da una valutazione autonoma e tempestiva della gravità delle vicende che hanno coinvolto Delmastro e la Bartolozzi.

Si dirà: “meglio tardi che mai”. Ma non è così. Decisioni di questo tipo, per essere credibili, avrebbero dovuto maturare in tempi non sospetti, indipendentemente dal voto e dal suo esito.

Scaricare le responsabilità non basta

Va inoltre osservato che il tentativo della presidente del Consiglio di scaricare su altri la responsabilità della sconfitta non è destinato a produrre grandi risultati. Gli esponenti oggi messi sotto accusa sono infatti il frutto diretto delle sue scelte politiche o di rapporti fiduciari consolidati.

È il caso di Delmastro, da anni legato anche professionalmente alla famiglia Meloni. Questo rende poco convincente ogni tentativo di rappresentare tali figure come corpi estranei rispetto alla linea e alla responsabilità della leadership.

Il caso Santanchè e le dimissioni inevitabili

A segnare simbolicamente questo passaggio è la vicenda della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Dopo settimane di resistenza e di difesa “senza se e senza ma”, la pressione politica e giudiziaria – aggravata dal contesto post-referendario – ha infine condotto alle sue dimissioni.

Un epilogo che tutti i giornali registrano come inevitabile, ma che arriva al termine di una gestione esitante e contraddittoria. La premier è passata dalla piena copertura politica alla richiesta di un passo indietro, fino all’uscita di scena della ministra: una sequenza che rafforza l’impressione di una leadership più reattiva che proattiva.

Il caso Santanchè diventa così emblematico: non solo per il merito delle contestazioni – dal rinvio a giudizio per truffa ai danni dell’INPS – ma per il modo in cui la vicenda è stata affrontata, cioè sotto la pressione degli eventi e non per autonoma scelta politica.

Una lezione che va oltre la riforma

Il referendum è servito a bocciare una riforma percepita come insufficiente e pasticciata, ma il suo significato politico va oltre. Ha inciso sugli equilibri interni al governo, ha messo in discussione la tenuta della leadership e ha imposto scelte che si è cercato di rinviare il più possibile.

In questo senso, più che chiudere una fase, il voto sembra averne aperta un’altra: più incerta, più esposta e segnata da una crescente difficoltà nel tenere insieme consenso politico e credibilità istituzionale.

Salis: primarie divisive, parliamo di programmi e obiettivi

Milano, 26 mar. (askanews) – “Quei 14 milioni e mezzo che hanno votato No, non chiedono come scegliamo il leader, ma una proposta su lavoro, sanità, sicurezza, pressione fiscale”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, la sindaca di Genova Silvia Salis.

“Le primarie in sé sono uno strumento di partecipazione popolare – prosegue Salis – ma in questo caso le ritengo divisive. Darebbero alla destra argomenti per attaccarci sulle nostre differenze. Ci può essere un percorso interno di scelta del leader, o ognuno va alle elezioni col proprio leader e poi si decide chi meglio può rappresentare l’alleanza. Ma le primarie credo abbiano senso quando servono a celebrare un percorso politico”. Ribadisce quindi che lei non sarà della partita? “Sono la sindaca di Genova e non parteciperò a una gara per andare via dalla mia città. Né farò campagna per le primarie”. Non sosterrà nessuno? “No, per lealtà alla coalizione che mi sostiene, che va da Azione fino ad Avs. Non sarebbe opportuno né elegante da parte mia schierarmi. Ma io penso davvero che, davanti alla confusione del governo, dovremmo parlare di progetti e obiettivi. Esiste un campo ampio che deve trovare un programma unificante. E va scritto sui disastri del governo, dal costo della vita al sistema di welfare”. E poi “bisogna trovare una linea di principio sui conflitti internazionali. Trovata quella, al governo cambia il modo in cui si guardano le cose”.