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Il Papa: per i migranti rotte legali e soccorso. Non abituarci a contare i morti

Roma, 11 giu. (askanews) – “La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra. Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguín sull’isola di Gran Canaria.

“Da quest’isola – ha detto ancora – vorrei che la voce di coloro che hanno parlato oggi raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?”, ha domandato concludendo.

Auto, la mobilità elettrica nel mosaico italiano delle Ztl

Roma, 11 giu. (askanews) – Su circa 500 zone a traffico limitato attive in Europa, ben 446 si trovano in Italia. E’ un vero e proprio mosaico quello descritto dal nuovo report dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, presentato oggi a Roma, nel quale lancia una sfida: passare dalla confusione normativa a una mobilità tecnologicamente avanzata. Su questi temi si sono confrontati l’ANCI in rappresentanza dei Comuni Italiani, i gestori delle infrastrutture per la mobilità elettrica e i costruttori di auto estere.

“Unrae si è posta a disposizione per la realizzazione di una cabina di regia nazionale – dichiara Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae – sarebbe importante fornire al conducente di un’auto X, esattamente con tempo reale, le informazioni veloci, facili, necessarie per sapere in quella città a che ora posso accedere, come posso accedere, se posso accedere e se, per accedere, devo pagare qualcosa. Ecco, Unrae è a disposizione. Ha dichiarato anche collaborazione con l’Anci a tale scopo. Già forniamo un servizio limitato a centri urbani più grossi. Sarebbe bello poter avere una copertura totale nazionale”.

Un ruolo chiave per superare queste sfide è quello della tecnologia. “Noi come Toyota stiamo sviluppando oltre, diciamo, a tutte le tecnologie elettrificate di cui Toyota è sicuramente oggi una azienda leader, stiamo sviluppando anche tutti quelli che sono i sistemi di sicurezza attiva – spiega Alberto Santilli, CEO di Toyota Motor Italia – sistemi di sicurezza attiva che rendono le nostre automobili sempre più sicure e rendono sempre più sicure le nostre città in cui le nostre automobili si muovono. Sistemi di sicurezza che hanno come obiettivo quello, come dire, di supportare il guidatore in tutte quelle che possono essere le manovre e in tutti quei momenti in cui il guidatore compie, diciamo, delle manovre errate o ha delle disattenzioni. I nostri sistemi di sicurezza hanno proprio questo obiettivo, quello di entrare in funzione nel momento in cui il guidatore non compie determinate, diciamo, determinate azioni”.

E le case automobilistiche fanno la loro parte sulla transizione energetica, con nuove soluzioni per i consumatori. “Noi come Honda stiamo seguendo un approccio step by step nella transizione energetica, dando dei prodotti affidabili e accessibili con tecnologie low-emission – dice Simone Mattogno, direttore generale auto di Honda Italia – quindi a basse emissioni ma ad alte prestazioni, passando per un approccio step by step, come detto prima, quindi iniziando con powertrain full-hybrid e powertrain plug-in hybrid che uniscono i vantaggi del dell’elettrico a una motorizzazione endotermica, soprattutto al di fuori delle aree metropolitane. Quindi ciò significa che nelle aree metropolitane il cliente viaggia praticamente al 95% in elettrico e al di fuori dell’area metropolitana viaggia in una modalità mista a seconda delle condizioni di della strada e del traffico”.

Il Papa alle Canarie: se guardiamo i migranti come nostri figli la coscienza non ha più scuse

Roma, 11 giu. (askanews) – La “conversione dello sguardo” inizia “quando il migrante smette di essere ‘uno dei tanti’, smette di essere una categoria e una cifra. Solo allora comprendiamo che quella bambina potrebbe essere nostra figlia, quei volti parte della nostra famiglia. E allora, la coscienza non ha più scuse”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguín sull’isola di Gran Canaria.

“La misericordia – ha ricordato – inizia con piccoli gesti: a volte con qualche biscotto e un po’ di latte; altre volte, con cinque pani e due pesci. Non si tratta di risolvere tutto, ma di mettere tutto nelle mani di Dio e di essere presenti là dove l’essere umano soffre, dove le risorse non bastano e non c’è una lingua comune, ma dove ancora possono parlare i gesti. Grazie di cuore a tutti coloro che si uniscono ai soccorsi, all’accoglienza e all’accompagnamento, testimoniando che la misericordia concreta può salvare e cambiare molte vite”, ha concluso Prevost.

ENGIE ed Heineken, ad Assemini nasce il nuovo parco fotovoltaico

Cagliari, 11 giu. (askanews) – Ad Assemini, alle porte di Cagliari, è entrato in funzione il nuovo parco fotovoltaico realizzato da ENGIE Italia per HEINEKEN Italia all’interno dello storico birrificio Ichnusa. Oltre 15 mila pannelli solari installati su una superficie di 137 mila metri quadrati, una potenza complessiva di 8,6 megawatt e una produzione attesa di circa 15 gigawattora all’anno. Numeri che consentiranno di coprire il 100 per cento del fabbisogno elettrico diurno dello stabilimento, facendo del sito uno dei principali esempi italiani di produzione rinnovabile integrata direttamente in un impianto industriale. Alla base dell’operazione c’è un accordo di fornitura energetica di lungo periodo, un Power Purchase Agreement della durata di quindici anni, che punta a garantire energia rinnovabile e maggiore stabilità dei costi. Abbiamo parlato con Monica Iacono – CEO ENGIE Italia:

“La partnership di ENGIE con Heineken è un esempio molto concreto di come supportiamo la transizione energetica dei nostri clienti industriali, con soluzioni che riescono a coniugare sostenibilità e competitività. Attraverso la combinazione tra impianti di energia rinnovabili sul sito delle aziende, e strumenti contrattuali di fornitura di lungo periodo possiamo garantire, non solo energia pulita, ma anche una maggiore stabilità dei prezzi nel lungo periodo, raggiungendo importanti risparmi. È un modello che replichiamo con tante aziende su tutto il territorio nazionale. Abbiamo l’obiettivo di raggiungere 200 MW di capacità installata, entro il 2030. Il valore di progetti come quelli realizzati nel birrificio Ichnusa è proprio questo: accelerare la decarbonizzazione, rafforzare la resilienza energetica delle imprese e, allo stesso tempo, migliorare l’efficienza riducendo i costi operativi”.

Quello di Assemini è un investimento che si inserisce nel più ampio percorso di ammodernamento dello stabilimento Ichnusa, avviato negli ultimi anni. Per HEINEKEN Italia il nuovo impianto rappresenta una tappa strategica nel percorso di crescita sostenibile dell’azienda e uno dei progetti più significativi sviluppati dal gruppo in Europa. È poi intervenuto Alexander Koch – Amministratore Delegato Heineken Italia:

“È un progetto sviluppato insieme ad ENGIE che ci permette di produrre energia elettrica pulita localmente. Questo ci permette di coprire il 100% del nostro fabbisogno diurno. È un passo importante nel percorso di crescita sostenibile della nostra azienda e, soprattutto, un punto di riferimento tra i progetti fotovoltaici del gruppo Heineken in Europa. Il sole della Sardegna accompagna da sempre i momenti in cui si beve una Ichnusa, e da oggi questo sole accompagna anche il modo in cui la produciamo”.

Con l’avvio del nuovo parco fotovoltaico, il birrificio Ichnusa compie dunque un passo importante verso una produzione sempre più sostenibile. Un progetto che unisce innovazione industriale, sicurezza energetica e riduzione delle emissioni, confermando il ruolo crescente delle energie rinnovabili nei processi produttivi delle grandi aziende e indicando una possibile strada per la competitività dell’industria italiana nei prossimi anni.

Mondiali, il pallone che racconta il mondo

Un secolo di storia e potere

I Mondiali di calcio non sono soltanto il più importante evento sportivo del pianeta. Da quasi un secolo rappresentano uno straordinario osservatorio geopolitico, capace di raccontare i cambiamenti della società, delle relazioni internazionali e dei costumi collettivi.

Dalla prima edizione del 1930 ai tornei del XXI secolo, la Coppa del Mondo ha accompagnato guerre, ricostruzioni, globalizzazione e rivoluzioni tecnologiche. Ospitare un Mondiale è diventato uno strumento di prestigio internazionale, come dimostrano il Qatar nel 2022 e il prossimo torneo del 2026 organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, simbolo di una nuova dimensione continentale dello sport.

 

La Partita del Secolo” e lItalia davanti alla tv

Per l’Italia, i Mondiali rappresentano una parte importante della memoria nazionale. Prima ancora dei quattro titoli conquistati nel 1934, 1938, 1982 e 2006, c’è una partita entrata nella leggenda: il 4-3 contro la Germania Ovest nella semifinale di Messico ’70.

La cosiddetta “Partita del Secolo” fu molto più di una vittoria sportiva: diventò un evento capace di unire milioni di italiani davanti alla televisione e di consegnare all’immaginario collettivo una delle pagine più emozionanti dello sport mondiale.

 

Da Pertini alle Notti Magiche”

Dodici anni dopo arrivò il trionfo del 1982. L’Italia di Bearzot e Paolo Rossi vinse il Mondiale in Spagna, regalando al Paese un momento di orgoglio e riscatto in anni segnati da tensioni politiche e sociali. Indimenticabile l’esultanza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini nella finale di Madrid.

Nel 1990 furono invece le “Notti Magiche” a conquistare il cuore degli italiani. Pur senza vincere il torneo, il Mondiale organizzato in casa rappresentò uno dei momenti di maggiore partecipazione popolare della storia repubblicana. Infine, nel 2006, la vittoria di Berlino contro la Francia riportò il Paese sul tetto del mondo in uno dei momenti più difficili per il calcio italiano.

 

Un torneo che fotografa il presente

Oggi i Mondiali continuano a essere molto più di una competizione sportiva. Raccontano l’ascesa di nuove potenze economiche, l’evoluzione delle identità nazionali, il ruolo dei social media e la crescente influenza dello sport nelle relazioni internazionali.

Le nazionali sono sempre più multiculturali, i calciatori diventano figure globali e il calcio si intreccia con temi come diritti, sostenibilità e inclusione.

Per questo, ogni Mondiale rappresenta qualcosa di più di un torneo. È una fotografia del mondo in un determinato momento storico. E per l’Italia resta soprattutto un patrimonio di emozioni condivise, capace di attraversare generazioni diverse, dalla “Partita del Secolo” del 1970 alle notti trionfali di Madrid e Berlino.

Anche per questi motivi la mancata qualificazione della nostra nazionale ci farà vivere questo evento come spettatori esterni e non da protagonisti, dentro e fuori dal campo.

Non si ferma la caccia allo straniero in Irlanda del Nord

Roma, 11 giu. (askanews) – Dopo due notti di tensione e violenze nell’area di Belfast, il segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha accusato alcuni utenti dei social media di alimentare i disordini e ha lanciato un appello a fermare quella che ha definito una spirale di odio e intimidazioni, riferisce il Guardian.

Le proteste sono esplose dopo l’accoltellamento di Stephen Ogilvie, avvenuto lunedì nella capitale nordirlandese. Per l’aggressione è stato incriminato il trentenne sudanese Hadi Alodid con l’accusa di tentato omicidio. Da quel momento manifestazioni contro l’immigrazione hanno preso piede in diverse aree della città, degenerando in alcuni casi in scontri e vandalismi.

La seconda notte di proteste ha visto nuovi episodi di violenza nell’area di Newtownabbey, a nord di Belfast, dove crica 300 persone hanno dato vita a nuovi scontri con la polizia. Sono stati incendiati veicoli e cassonetti, mentre contro gli agenti sono volati mattoni e bombe molotov. La polizia ha risposto utilizzando anche i cannoni ad acqua. Il bilancio è di 12 poliziotti feriti e 16 arresti. Secondo le autorità, alcuni gruppi avrebbero inoltre cercato di dirigersi verso una struttura alberghiera ritenuta destinata a ospitare migranti.

Benn ha puntato il dito contro la diffusione online di informazioni personali e contenuti incendiari legati ai disordini. Il ministro ha definito “completamente inaccettabile” la pubblicazione di indirizzi privati di persone che potrebbero diventare obiettivo di intimidazioni o aggressioni e ha ricordato che le piattaforme social hanno la responsabilità di rimuovere i contenuti illegali.

Il ministro ha anche riferito di segnalazioni riguardanti persone appartenenti a minoranze etniche fermate per strada e interrogate sulla propria nazionalità: “abbiamo ricevuto segnalazioni di persone fermate nelle loro auto e interrogate sulla propria nazionalità mentre andavano al lavoro, ed è qualcosa di completamente inaccettabile”, ha affermato.

Interpellato a Bbc sulla natura delle violenze, Benn non ha usato mezzi termini: “Se si prendono di mira le persone in base al colore della loro pelle, come altro si possono definire? È teppismo razzista”. Pur condannando con fermezza gli episodi degli ultimi giorni, ha sottolineato che si tratta delle azioni di “un piccolo numero di teppisti” e non dell’immagine reale dell’Irlanda del Nord.

Anche la famiglia di Ogilvie ha preso le distanze dalle proteste e ha invitato a fermare la disinformazione che si sta diffondendo online attorno all’accoltellamento.

Taormina, da Campion a House of the Dragon: si accende il red carpet

Taormina (Me), 11 giu. (askanews) – Tanti i fan a Taormina per il primo red carpet di questa 72esima edizione del Taormina Film Festival. A dare il via alle passerelle vista mare, alcuni dei protagonisti di “House of the Dragon”, Tom Glynn-Carney, Harry Collett, Bethany Antonia, Phoebe Campbell e Steve Toussaint, che si sono concessi a foto e autografi prima di presentare l’anteprima del pimo episodio della terza stagione dell’attesa serie Hbo al Teatro Antico.

Sul tappeto rosso hanno sfilato tra gli altri Francesca Archibugi, Clotilde Courau, Romana Maggiora Vergano, Paola Minaccioni, Emile Hirsch, Paola Egonu, la madrina Anna Valle, Malika Ayane e la giuria di questa edizione, capitanati dalla regista Jane Campion e formata da Miyako Bellizzi, Francine Maisler, Akinola Davies Jr., Holly Hunter, Sue Kroll e Pietro Castellitto.

Iran, Mattarella: auspico riapertura completa Hormuz

Roma, 11 giu. (askanews) – L’auspicio per la riapertura completa dello stretto di Hormuz anche per evitare che diventi un precedente quello di bloccare le vie del libero commercio. È una delle considerazioni condivise da Sergio Mattarella con il presidente Coreano Lee Jae Myung in visita di stato in Italia.

“Abbiamo parlato di Hormuz per cui auspichiamo una soluzione e la riapertura completa anche per evitare un precedente – ha spiegato – che le popolazioni lungo la costa utilizzino la paralisi della rete del commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni”.

“Abbiamo parlato delle varie crisi: Ucraina, Medioriente, Libano, Gaza, e abbiamo parlato del sostegno all’Ucraina e della necessità di raggiungere una pace giusta e duratura e delle conseguenze di queste crisi sulle persone più deboli”.

Romana Maggiora Vergano: donne mia generazione hanno tanto da dire

Taormina (Me), 11 giu (askanews) – “Io sono riuscita ad emergere in un momento in cui le donne registe soprattutto stanno prendendo sempre più piede, quindi ho avuto la fortuna di lavorare praticamente con più donne registe che con uomini registi e sento che la mia generazione, non solo di giovani attrici ma anche di giovani registe, ha tanto da dire, tanta voglia di sperimentare, quindi io vedo onestamente un futuro luminoso”.

Così Romana Maggiora Vergano, sul primo red carpet del Taormina Film festival. L’attrice di “Portobello”è tra le protagoniste del panel “Donne oltre lo sguardo” al festival e ha sfilato nella serata d’apertura.

“C’è ancora tanto da fare, la disparità è ancora purtroppo molto evidente, soprattutto mi viene da dire da esperienze che mi vengono raccontate ad alti livelli, anche salariale e anche di occupazione dei reparti tecnici forse, è più facile vedere ancora le donne coprire reparti come costume, trucco e meno nella fotografia, ancora meno nella regia, però ci sono under 35 pazzesche, mi vengono in mente la Samani, Carolina Cavalli, insomma io vedo una luce bella” ha aggiunto.

Taormina Film Festival, Jane Campion: giudicherò i film con il cuore

Taormina (Me), 11 giu. (askanews) – “Sono venuta in Italia quando avevo 21 anni a Perugia, a imparare la lingua, mi piace tanto l’Italia” ha detto Jane Campion, la regista premio Oscar presidente di giuria del Taormina Film Festival, parlando sul red carpet della serata d’apertura della 72esima edizione.

“Giudicherò con tutto il cuore, rispetto davvero questi registi. Quindi è davvero bello portare tutta la nostra attenzione e comprensione al loro cinema e la giuria è entusiasta di approfondire i film perché penso che sia stata la cultura del cinema ad avermi fatto desiderare di essere viva da bambina” ha aggiunto.

La dj e producer Georgia Mos torna a far ballare con "Pasaporte"

Milano, 11 giu. (askanews) – L’energia contagiosa e la carica esplosiva di Georgia Mos, una delle donne dj e producer più seguite d’Italia con migliaia di followers, nonché uno dei volti di spicco della scena dance ed house mondiale inserita anche nella classifica tra le migliori dj al mondo, torna a farci ballare con “Pasaporte”, il nuovo singolo in collaborazione con Kanu già disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, pronto ad accendere il dancefloor di quest’estate alle porte. L’artista si prepara anche alla partenza del “Georgia Mos summer tour” nuovo tour estivo che la vedrà protagonista nei principali club e festival d’Italia e d’Europa.

La dj dal carattere cosmopolita e globale che ha saputo conquistare le folle dei palchi più prestigiosi al Mondo grazie allo straordinario carisma delle sue performance si prepara così a far scatenare il pubblico per un’estate in costante levare e dal sapore indimenticabile.

“Sono davvero contenta di tornare in musica con questa nuova produzione – dichiara Georgia Mos – “Pasaporte” racconta una realtà che conosco molto da vicino: quella di chi vive costantemente in viaggio. Tra aeroporti, valigie sempre pronte e passaporti consumati da timbri e partenze, il brano è una fotografia perfettamente autentica della vita di chi attraversa il mondo inseguendo esperienze, musica e nuove ispirazioni. Un brano che rispecchia tutta la mia grinta, positività, e personalità in vortice di energia ed emozioni allo stato puro che fuoriescono soltanto con le good vibes della musica. “Pasaporte” è anche Una dedica a tutti coloro che hanno sempre una valigia pronta e un passaporto in mano.

“Pasaporte” è una traccia Afro House dal forte carattere internazionale, impreziosita dalla voce della stessa Georgia Mos, che interpreta il brano interamente in spagnolo. Le sue sonorità evocano scenari estivi e destinazioni iconiche come Mykonos, Ibiza e Miami, trasformando il viaggio in uno stato mentale prima ancora che in una destinazione. Il risultato è una produzione coinvolgente e solare, pensata per accompagnare chi è sempre in movimento e considera il mondo la propria casa.

Con “Pasaporte”, Georgia Mos e Kanu firmano così una traccia che unisce groove Afro House, influenze internazionali e un messaggio universale: vivere senza confini, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla voglia di scoprire cosa c’è oltre la prossima partenza.

L’impatto del destination wedding sul settore turismo in Italia

Napoli, 11 giu. (askanews) – La filiera del turismo è da sempre trainante nell’economia italiana: anche nel 2025, il settore si conferma in crescita con un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul PIL nazionale. Ad aver contribuito in maniera significativa sui dati è stato lo sviluppo del turismo internazionale, segmento nel quale il ‘destination wedding’ ricopre un ruolo chiave. L’Italia, infatti, è sempre di più una meta di riferimento per i matrimoni stranieri: solo nel 2025 sono stati registrati 16.700 eventi celebrati da coppie straniere in Italia, per un fatturato complessivo superiore a 1,1 miliardi di euro. La Costiera Amalfitana, in questo mercato, rappresenta una delle cornici italiane più richieste in assoluto.

Stefano Miranda, Wedding Planner operante in Campania ed in particolare in costiera amalfitana e sorrentina, ha dichiarato: “La richiesta sicuramente è sempre quella di intercettare delle postazioni geografiche di grande impatto scenografico. Il cliente che proviene da fuori Italia tende tantissimo al concetto del mare, dei panorami, delle viste che ci sono ad esempio su Ravello, Amalfi, Positano e Sorrento”.

Fattori chiave nella scelta della destinazione sono la ricerca di unicità, esclusività e la personalizzazione dell’evento. In questo scenario il contesto naturalistico italiano, riconoscibile e apprezzato in tutto il mondo, assume un ruolo cardine nello storytelling richiesto dal mercato di settore.

Sebastiano Longano, CEO dello Studio fotografico Longano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Gli sposi che provengono dall’estero vogliono vivere il matrimonio in maniera diversa, senza regole e formalità, preferiscono vivere quella giornata in modo libero. Di conseguenza, le figure professionali che prestano servizio durante il matrimonio, come ad esempio il fotografo, non devono imporre regole. Noi, come studio fotografico, garantiamo un servizio di reportage, come se l’evento fosse un racconto. Il contesto scenografico gioca un ruolo principale in questo settore. In Campania, nello specifico, sono presenti dei posti magnifici, alcuni sono tra i più belli in Italia”.

Il destination wedding si conferma pertanto come un segmento fondamentale per la filiera del turismo italiano: oltre al fatturato strettamente collegato agli eventi, è l’indotto generale a riportare importanti benefici per il sistema Paese e, soprattutto, per i tessuti economici locali.

Ucraina, Meloni: Ue stia al tavolo, fissi obiettivo e nomini inviato

Roma, 11 giu. (askanews) – L’Europa ha il dovere di stare al tavolo con la Russia, evitare la “cecità diplomatica” o “l’autoesclusione”, ma per farlo in maniera efficace bisogna smetterla di “procedere a tentoni” e con formati “variabili” ma al contrario stabilire “in maniera univoca l’obiettivo del negoziato” con Mosca, e poi “individuare chi possa rappresentare gli interessi europei”, ovvero individuare una figura autorevole, investita della fiducia degli Stati membri”. Nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni critica l’attivismo di Francia e Germania che sulla crisi ucraina stanno promuovendo riunioni ristrette insieme alla Gran Bretagna. “Procedere a tentoni, con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza”, è l’accusa di Meloni, per la quale “il tema non è chi faccia o meno parte di questo formato, ma il fatto che allo stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa”.

Per “contribuire a costruire le condizioni della pace” occorre “costruire solide garanzie per l’Ucraina” e “un’architettura di sicurezza di lungo periodo. Preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, non è facile ma necessario”. E tuttavia “coordinamento non significa delega. Diverse condizioni dipendono dall’Europa, impattano sull’Europa ed è l’Europa a doverle negoziare. La Ue deve essere pronta a guidare questo dialogo, farebbe un errore a subirlo”.

Meloni frena invece sul percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue, che “deve proseguire nel rispetto del merito e della parità di tutti i paesi candidati”. E dunque senza corsie preferenziali. Ma assicura che “la nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta”.

Parole che però alimentano dubbi di chi – dall’opposizione – chiede un sostegno più convinto a Kiev: “A mia memoria – accusa il dem Filippo Sensi in un tweet – da Meloni la più blanda, mesta, burocratica, recalcitrante difesa delle ragioni del sostegno italiano alla Ucraina. L’effetto Vannacci comincia a mordere eccome (bastava la faccia di Salvini accanto alla premier)”. Anche sull’adesione di Kiev all’Ue “la premier risponde in modo burocratico, quando invece si dovrebbe gettare il cuore oltre l’ostacolo e riconoscere che l’Ucraina sta difendendo i nostri valori e la nostra libertà dall’aggressione imperialista di Mosca e che serve accompagnare l’allargamento dell’UE con una profonda riforma democratica e federale dei suoi meccanismi decisionali e delle sue istituzioni. La timidezza della premier su Kiev è d’altronde la dimostrazione che Meloni è ormai ostaggio del suo vicepremier filo russo Salvini e del suo diretto competitor a destra, il putiniano Vannacci. Una morsa che aumenta la sua pressione ogni giorni di più con l’avvcinarsi delle elezioni”, osserva il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Sace, al via il Piano Strategico 2026-2028, impegni per 150 mld

Roma, 11 giu. (askanews) – Sace, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, presenta “SACE50”, il Piano Strategico 2026-2028 che definisce le priorità e il ruolo a supporto della competitività del Sistema Paese per il prossimo triennio. Approvato dal Cda e frutto di un percorso di ascolto di oltre 400 imprese, secondo quanto riporta un comunicato nasce in un contesto globale in rapida trasformazione, caratterizzato da elevata incertezza.

Sace, si legge supporterà le imprese mettendo a disposizione circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni per il periodo 2026-2028, articolati in circa 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028. Il livello complessivo degli impegni si colloca in continuità rispetto al triennio precedente ma con una diversa composizione, coerente con le nuove priorità strategiche individuate: rafforzamento del ruolo di SACE a supporto della proiezione internazionale delle imprese italiane e maggiore capacità di intervento su iniziative nazionali ad alto impatto sistemico.

Il Piano Strategico 2026-2028 mira a rafforzare il ruolo di SACE come leva di politica industriale ed economica del Paese e accompagnare l’Export Credit Agencyverso il 50° anniversario della sua fondazione (1977-2027). “Il Piano Strategico 2026-2028 accompagnerà SACE verso il suo cinquantesimo anniversario, valorizzando appieno la missione originaria della società a supporto dell’export e della proiezione internazionale delle imprese italiane, da sempre motori della crescita del Paese. In un contesto in cui economia e geopolitica sono sempre più connesse, rafforziamo il nostro impegno per sostenere il Made in Italy nel mondo e contribuire alla competitività dell’Italia, lavorando in sinergia con le istituzioni, il sistema finanziario e tutti gli attori del Sistema Paese”, ha dichiarato Guglielmo Picchi, Presidente di SACE.

“Presentiamo oggi con orgoglio il Piano Strategico 2026-2028 che oltre a valorizzare la missione storica di SACE a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione segna anche un cambio di passo nel supporto pubblico alle imprese italiane. In uno scenario globale sempre più complesso, SACE evolve verso un approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile per accompagnare le aziende nei mercati internazionali, rafforzare la competitività delle filiere e indirizzare la garanzia pubblica a sostegno di nuovi investimenti nel Paese, valorizzando l’effetto leva e il coinvolgimento di capitali privati, coerentemente e in raccordo con gli strumenti europei di garanzia, al fine di concentrare risorse pubblico su mercati, filiere e progetti d’investimento in grado di produrre ricadute tangibili sulla crescita del Paese”, ha dichiarato Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE.

Meloni: inaccettabile Ben Gvir ma isolare Israele è pericoloso

Roma, 11 giu. (askanews) – “Io non credo che isolare Israele possa essere un obiettivo o una strategia europea. L’isolamento di Israele è un fenomeno pericoloso che allontana la pace la rende più difficile e finisce per rafforzare le posizioni più estremiste, tanto in Israele quanto tra i nemici di Israele che a quell’isolamento hanno sempre lavorato lo dico soprattutto in relazione all’ipotesi di sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. Unire la società civile israeliana con misure restrittive sarebbe non soltanto sbagliato, sarebbe controproducente, tra le altre cose metterebbe a rischio la presenza europea sul terreno in Cisgiordania in un momento in cui invece io credo che l’Europa debba cercare di essere più presente e fare di più tanto per sostenere la popolazione civile quanto per preservare la soluzione dei due stati”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio Ue, dopo aver definito “inaccettabili” per l’Italia le parole di Ben Gvir.

La guerra in Ucraina ha superato in durata la Prima Guerra Mondiale

Roma, 11 giu. (askanews) – La guerra in Ucraina ha superato la durata della Prima guerra mondiale. Il conflitto, iniziato con l’invasione russa del febbraio 2022, ha raggiunto oggi 1.569 giorni, oltre quattro anni e tre mesi, superando una soglia che all’inizio sembrava impensabile.

Quando il presidente russo Vladimir Putin ordinò l’ingresso delle truppe in Ucraina, Mosca riteneva che il paese sarebbe caduto in pochi giorni. Dopo la resistenza ucraina e il ripiegamento russo da Kiev, il conflitto si è invece trasformato in una lunga guerra di logoramento.

I colloqui di pace restano bloccati e la guerra non mostra segnali di una conclusione imminente. I sondaggi indicano che circa la metà degli ucraini ritiene che il conflitto non finirà prima del prossimo anno, avvicinandosi così a un’altra soglia simbolica: la durata della Seconda guerra mondiale, sei anni. Anche se molti ucraini sostengono inoltre che la guerra sia iniziata già nel 2014, con l’occupazione russa della Crimea.

Gli storici avvertono che i paragoni con le due guerre mondiali hanno limiti evidenti, per scala globale, numero di fronti e dimensione degli eserciti coinvolti. Ma, come la Prima guerra mondiale, il conflitto ucraino è destinato a rientrare tra le guerre più decisive della storia europea moderna, perché ha trasformato gli equilibri geopolitici, ridisegnato le alleanze militari e spinto a un riarmo che in Europa non si vedeva da decenni.

“Per molti aspetti, questa guerra in Ucraina è quella che più assomiglia alla Prima guerra mondiale”, ha detto Michel Goya, ex colonnello francese e storico militare, secondo quanto riporta oggi il New York Times.

Il parallelo riguarda innanzitutto la fase iniziale. Nel 1914 la Germania lanciò una rapida offensiva verso Parigi nella speranza di ottenere una vittoria fulminea. Nel 2022 le forze russe puntarono allo stesso modo su Kiev. In entrambi i casi, gli attaccanti arrivarono vicino all’obiettivo, ma furono respinti.

Poi entrambe le guerre si sono stabilizzate lungo fronti in gran parte immobili. Dalla fine del 2022, le trincee e i bunker del campo di battaglia ucraino hanno richiamato direttamente la guerra di posizione del 1914-1918. “In generale, quando il fronte si congela, si torna alla Prima guerra mondiale”, ha osservato Goya.

A imporre le trincee, allora come oggi, è stata l’intensità del fuoco, soprattutto dell’artiglieria. “Ci si seppellisce per proteggersi”, ha spiegato lo storico francese. In Ucraina, però, questa logica è stata modificata dall’arrivo massiccio dei droni, che sorvegliano il campo di battaglia in modo costante e colpiscono con precisione superiore ai proiettili d’artiglieria.

Le grandi reti di trincee sono diventate più vulnerabili. I soldati cercano oggi rifugi più piccoli e profondi, bunker per pochi uomini, difficili da individuare dall’alto e abbastanza robusti da resistere agli attacchi.

Il dominio dei droni ha trasformato anche la linea del fronte. Le trincee contrapposte separate da una stretta terra di nessuno hanno lasciato il posto a una vasta zona contesa, larga diversi chilometri, disseminata di rifugi. In questa “zona di uccisione”, qualsiasi movimento viene rapidamente individuato e colpito.

Le grandi offensive di fanteria del secolo scorso sono diventate quasi impossibili. Gli assalti vengono spesso condotti da uno o due soldati. Anche i carri armati, temuti nei primi anni della guerra, sono oggi usati molto meno, perché le loro dimensioni li rendono bersagli facili per i droni.

Il campo di battaglia moderno assomiglia sempre meno a quello di un secolo fa nelle tattiche, ma resta simile nella distruzione: alberi spezzati, villaggi devastati, case in rovina, campi segnati dai crateri.

Le perdite sono difficili da confrontare. Nella Prima guerra mondiale morirono tra nove e 11 milioni di soldati su più fronti europei. In Ucraina, le vittime militari sarebbero finora circa mezzo milione. Tuttavia, secondo analisti e funzionari Nato, i droni hanno reso il campo di battaglia ucraino letale a livelli paragonabili a quelli del 1914-1918.

Il logoramento è tale che alcune avanzate russe sono state più lente di quelle registrate nelle battaglie più bloccate della Prima guerra mondiale. Secondo un’analisi del Center for Strategic and International Studies, l’offensiva russa su Pokrovsk è avanzata in media di circa 69 metri al giorno, meno che nella battaglia della Somme.

La domanda, ora, è se una delle due parti riuscirà a rompere lo stallo. Nella Prima guerra mondiale, gli alleati prevalsero combinando la pressione economica del blocco navale contro la Germania con la pressione militare di offensive continue. La strategia ucraina richiama in parte quel modello: gli attacchi con droni contro gli asset petroliferi russi mirano a ridurre la capacità di Mosca di finanziare la guerra, mentre Kiev cerca di infliggere perdite insostenibili all’esercito russo con l’uso massiccio di piccoli droni d’attacco.

Guterres (Onu): il mondo ha bisogno di un cessate il fuoco completo

Roma, 11 giu. (askanews) – “Il mondo ha bisogno di un cessate il fuoco completo, con il ripristino dei diritti e delle libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale”: lo ha affermato il Segretario generale dell’Onu, António Guterres, sul suo profilo di X. “Le restrizioni ai diritti e alle libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti stanno causando difficoltà e instabilità in tutto il mondo. Anche nello scenario migliore, questi shock si faranno sentire per molti mesi, con i paesi in via di sviluppo che ne subiranno le conseguenze maggiori”, ha concluso.

Istat: nel I trim maggiori rialzi di export al Sud (+13,1%) e Centro (+7,2%)

Roma, 11 giu. (askanews) – Sul primo trimestre 2026, l’Istat stima una crescita congiunturale dell’export per tutte le ripartizioni territoriali. L’aumento congiunturale è più ampio per il Sud e Isole (+13,1%) e per il Centro (+7,2%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,5%) e per il Nord-est (+0,8%), secondo quanto riporta un comunicato.

Nello stesso periodo, riporta un comunicato dell’istituto, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore (+1,3%) è sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13,8%) e per il Sud (+7,1%), più contenuto per il Nord-ovest (+1,3%), mentre si rileva una flessione per il Nord-est (-2,4%) e una decisa contrazione per Isole (-19,0%).

Nel primo trimestre del 2026, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono: Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%); quelle che registrano le flessioni più ampie, Friuli-Venezia Giulia (-35,4%), Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%), Valle d’Aosta (-13,3%) e Lazio (-11,4%).

Nei primi tre mesi del 2026, dice ancora l’Istat, l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana spiega per 2,7 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale; ulteriori contributi positivi, entrambi pari a 1,1 punti percentuali, derivano dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Abruzzo e Lombardia. All’opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio fornisce un contributo negativo di 2,0 punti percentuali.

I contributi positivi maggiori all’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%).

Nell’analisi provinciale dell’export, l’Istat segnala le performance positive di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara; i contributi negativi più ampi derivano da Trieste, Roma, Frosinone, Palermo e Lodi.

“Le stime territoriali prodotte per il primo trimestre 2026 recepiscono il nuovo assetto delle province della Sardegna. Nel primo trimestre 2026, l’export registra una dinamica congiunturale positiva per tutte le ripartizioni territoriali, seppure con intensità diverse. Su base annua – commenta l’istituto – l’export si conferma in forte crescita per il Centro, trainato dalla performance ampiamente positiva della Toscana per effetto principalmente delle maggiori vendite di metalli e di articoli farmaceutici”.

Bce, fari su nuove previsioni e possibile stretta anti inflazione

Roma, 11 giu. (askanews) – Fari dei mercati puntati sulle decisioni della Banca centrale. Alle 14 e 15, al termine del Consiglio direttivo, l’istituzione di Francoforte comunicherà le sue mosse e l’attesa prevalente è che venga operato un primo rialzo dei tassi di interesse in risposta all’ondata di rincari dell’energia e rafforzamenti dell’inflazione, innescata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Contestualmente verranno pubblicate le previsioni aggiornate dei tecnici della Bce su crescita economica e inflazione. In particolare, queste ultime saranno determinanti per la scelta che verrà operata dai banchieri centrali e anche per l’orientamento nei mesi successivi.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Sarà anche il debuto a un direttorio del nuovo vicepresidente, il croato Boris Vujcic. Nelle ultime settimane ha ripetutamente ribadito che le decisioni vengono prese volta per volta, sulla base dell’evolversi dei dati, senza vincolarsi ad alcun percorso predeterminato, ma il persistere delle tensioni in Medioriente, in particolare sullo stretto chiave per le forniture globali di greggio, con tentativi di tregua che regolarmente si infrangono in nuove tensioni, alimenta l’aspettativa di un intervento sui tassi.

Risulta infatti sempre più scomodo, per la Bce, il mantenimento di un livello del costo del denaro ritenuto neutrale a fronte di un quadro di pressioni inflazionistiche in aumento. A metà mattina l’euro è poco mosso a quota 1,1542 sul dollaro.

I mercati danno per scontato da tempo una mossa rialzista: già ad aprile si sono verificati netti aumenti dei tassi di interesse sui prestiti bancari in Italia, proprio in attesa degli aumenti dei livelli di riferimento che (domani) potrebbe decidere la Bce.

Ad aprile, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, i mutui si è collocato al 3,91 per cento, dal 3,81 nel mese precedente). Il Tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,41 per cento (10,34 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,56 per cento, dal 3,38 nel mese precedente. (fonte immagine: ECB 2026).

Ucraina, Meloni: Ue individui rappresentante autorevole

Milano, 11 giu. (askanews) – “Una volta stabilito in maniera univoca l’obiettivo del negoziato” con Mosca, “occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei. Procedere a tentoni, con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Il tema non è chi faccia o meno parte di questo formato, ma il fatto che allo stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole, investita della fiducia degli Stati membri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo.

La premier ha ricordato che per “contribuire a costruire le condizioni della pace” occorre “costruire solide garanzie per l’Ucraina” e “un’architettura di sicurezza di lungo periodo. Preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, non è facile ma necessario. Coordinamento non significa delega. Diverse condizioni dipendono dall’Europa, impattano sull’Europa ed è l’Europa a doverle negoziare. La nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o autoesclusione. Continuo a porre il tema che l’Europa avvii una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. La Ue deve essere pronta a guidare questo dialogo, farebbe un errore a subirlo”.

Meloni: nostra linea non cambia, sostegno a Ucraina e pressione su Mosca

Roma, 11 giu. (askanews) – “La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia: sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi a nostro avviso l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale per questo sosteniamo il 20º pacchetto di sanzioni europee perché fino a quando la Russia rifiuterà un cessato il fuoco e l’avvio di trattative reali sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio Ue.

Sindacati “amici” del Governo? Una frase di Donzelli chiama in causa la CISL

Una frase che pesa

Ieri, nel corso della trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Giovanni Donzelli, nel confronto con l’esponente del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, ha affermato che le misure del Governo sul modello salariale, alternative al salario minimo legale, avrebbero raccolto il consenso di tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della CGIL, «compresa la UIL, che non è certo amica del Governo».

Una frase che merita qualche riflessione.

 

Il nodo dellautonomia sindacale

Se infatti la UIL viene esplicitamente esclusa dal novero degli “amici del Governo”, la domanda sorge spontanea: gli altri sindacati che hanno condiviso quelle stesse misure dovrebbero forse essere considerati tali?

Naturalmente sarebbe una conclusione sbagliata. Il sindacato non dovrebbe essere amico né nemico di alcun Governo. Dovrebbe semplicemente essere autonomo e giudicare i provvedimenti nel merito, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

Se un autorevole esponente della maggioranza lascia intendere che la UIL non è “amica” del Governo, mentre altri sindacati sembrerebbero esserlo, ci aspettiamo una pronta e chiara precisazione in particolare da parte della CISL.

 

Una percezione pericolosa

E ciò non per alimentare polemiche, ma per difendere appunto un principio fondamentale: l’autonomia sindacale non può essere oggetto di interpretazioni politiche.

Il rischio, altrimenti, è quello di rafforzare una percezione già diffusa nell’opinione pubblica: che esistano organizzazioni più vicine al Governo di turno e altre più indipendenti. Una rappresentazione che non fa bene né al sindacato né al confronto democratico.

La storia della CISL, come quella della UIL e della CGIL, è fondata sull’autonomia dai governi e dai partiti. Proprio per questo sarebbe utile che la stessa CISL ricordasse con chiarezza che il dialogo con le istituzioni non equivale alla vicinanza politica e che la condivisione di alcuni provvedimenti non trasforma nessuno in un “amico” dell’Esecutivo.

 

La domanda a Daniela Fumarola

Certo, le parole di Donzelli possono essere state infelici o semplicemente formulate male; ma quando non vengono smentite da chi ne sarebbe indirettamente coinvolto, finiscono inevitabilmente per alimentare interrogativi, dubbi o sospetti.

Dunque, se la UIL non è “amica del Governo”, come ha certificato a modo suo Donzelli, sarebbe interessante sapere se la CISL ritiene di esserlo. Per storia e tradizione, nulla autorizza a crederlo. Proprio per questo, allora, sarebbe opportuno ascoltarla direttamente dalla Segretaria Generale, Daniela Fumarola.

La parodia del “partito dei sindaci” domani in scena a Roma

A pochi giorni dal 2 giugno, Roma tornerà a ospitare un’onorata squadra di amministratori locali. Ma tra i due appuntamenti esiste una differenza sostanziale.

Il 2 giugno oltre seicento sindaci, in rappresentanza delle comunità italiane, hanno aperto la Festa della Repubblica. Erano lì come espressione delle istituzioni territoriali, salutati con affetto dal Presidente della Repubblica e dai cittadini per il ruolo di raccordo che svolgono tra Stato e comunità locali.

Domani, invece, un altro gruppo di amministratori locali — nel solco del “partito dei sindaci”, evocato più volte negli ultimi trent’anni — si riunirà con l’obiettivo di dare vita a una nuova formazione politica al fianco di Schlein e Conte (sembra più di quest’ultimo). Non più rappresentanti di un limpido disegno politico, bensì di logiche strumentali.

 

Il limite strutturale del partito dei sindaci”

In effetti, la prima domanda è stringente: quali istanze politiche nuove porterebbe questa formazione che non trovano già spazio nei partiti presenti in Parlamento?

La Costituzione incoraggia la partecipazione politica, ma qui emerge una peculiarità: il quasi “partito dei sindaci” sarebbe composto da persone che esercitano una funzione istituzionale temporanea. E proprio la temporaneità rappresenta il suo limite principale.

Ogni anno le elezioni amministrative modificano profondamente la composizione degli enti locali. Chi oggi entra nel progetto potrebbe uscirne nel giro di pochi mesi o alla fine del mandato. Una quota significativa della classe dirigente sarebbe dunque destinata a un ricambio continuo.

È difficile immaginare, in queste condizioni, la costruzione di una visione politica stabile, con un chiaro indirizzo politico nazionale. Più realistico pensare, a sprezzo del ridicolo, a una forma di rappresentanza corporativa degli amministratori locali.

 

Governare un Comune non significa governare il Paese

Vale la pena ripeterlo. Amministrare bene una città è certamente un merito, non implica automaticamente la capacità di interpretare gli interessi generali della nazione.

La comunità nazionale non coincide con la semplice somma delle comunità locali. Governare il Paese richiede una visione complessiva: politica estera, economia, coesione sociale, rapporti internazionali, equilibrio istituzionale.

Per questo il rischio è che il cosiddetto “partito dei sindaci” o degli amministratori locali si trasformi soprattutto in uno strumento di selezione elettorale: sindaci popolari che cercano nel Parlamento una naturale prosecuzione della propria carriera amministrativa.

Il meccanismo non è nuovo. In passato anche organizzazioni economiche e associazioni di categoria hanno cercato una rappresentanza diretta nelle assemblee legislative per presidiare i propri interessi.

 

Un cartello elettorale più che un nuovo soggetto politico

Se si osservano le finalità dichiarate del progetto, invero molto esile, appare evidente la natura prevalentemente elettorale dell’operazione.

Più che un nuovo partito nazionale, sembra delinearsi un cartello politico-amministrativo costruito attorno alla notorietà -locale dei suoi aderenti.

Resta allora un interrogativo finale: questa nuova offerta politica riuscirà davvero a parlare a quel vasto elettorato che da anni diserta le urne? Oppure interesserà soprattutto chi già vive dentro i circuiti della rappresentanza istituzionale, in specie quella del proteiforme campo largo?

La risposta, naturalmente, spetta ai lettori. Ma sarà interessante capire quanti dei sindaci applauditi il 2 giugno come simboli delle autonomie locali sceglieranno ora di trasformare quel consenso civico in una personale prospettiva politica nazionale. Non siamo ai tempi di Rutelli o Bassolino.

Libertà e caso

Capita di sentirsi in balia del caso; di eventi rispetto ai quali non abbiamo alcun controllo. Eppure è proprio nella casualità che si annidano la libertà e la possibilità.

Se il filosofo Martin Heidegger scorge il massimo della libertà proprio nella necessità e nel destino, io mi ritrovo con il compianto Salvatore Veca che citava Marx, a proposito di Epicuro: “infelicità è vivere nella necessità; ma non è necessario vivere nella necessità”.

Il caso è un guizzo, un’occasione, un invito. È esso a caratterizzare gli incontri, quelli veri.

Si tratta, in definitiva, della dimensione creativa, originale, inedita. Non tutto è riducibile alla ripetizione di una sorta di copione. Non tutto è riproposizione del già visto, del già vissuto.

Il caso è come uno squarcio rispetto alla stanca trama del non-senso. È un po’ così anche in politica: l’imprevisto, l’imponderabile possono essere alleati e promotori della libertà. Lì è l’evento.

La mistica della pietra: Leone XIV e la torre di Cristo di Gaudí

Il Papa davanti alla torre del Cristo

Alle 19.30 di ieri sera, nella Basilica della Sagrada Família di Barcellona, Papa Leone XIV ha inaugurato la torre di Gesù Cristo, la più alta dell’intero complesso progettato da Antoni Gaudí e oggi la più alta chiesa del mondo. La cerimonia, culminata con la benedizione della nuova torre e con lo svelamento della targa commemorativa della visita papale, si è svolta nel giorno esatto del centenario della morte del grande architetto catalano.

Con questo gesto simbolico si chiude anche la tappa barcellonese del viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna, prima della partenza per le Canarie. Ma ciò che resterà non sarà soltanto la cronaca di una visita pastorale. Alla Sagrada Família il Papa ha voluto parlare il linguaggio della verticalità, della trascendenza e della speranza.

 

Gaudí, il mistico della luce

Antoni Gaudí non concepì mai la Sagrada Família come un semplice monumento. La immaginò come una “Bibbia di pietra”, un organismo vivente capace di raccontare il mistero cristiano attraverso luce, geometrie, simboli naturali e slancio verso l’alto.

Negli ultimi anni della sua vita l’architetto catalano abbandonò ogni altro incarico per dedicarsi esclusivamente al tempio espiatorio. Dormiva nel cantiere, viveva quasi da asceta e considerava il proprio lavoro una missione religiosa. Non a caso Papa Francesco lo dichiarò venerabile, riconoscendo il carattere spirituale della sua opera.

La nuova torre di Gesù Cristo rappresenta il culmine di questa visione: 172 metri e mezzo d’altezza, volutamente inferiori di pochi metri alla collina del Montjuïc, perché — secondo Gaudí — l’opera dell’uomo non deve superare quella di Dio.

 

Una cattedrale contro il vuoto

La Sagrada Família nasce nel pieno della modernità industriale, ma sembra parlare soprattutto al nostro tempo. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla frammentazione e dall’individualismo, Gaudí costruisce lentamente un’opera destinata a superare la vita del suo autore. È il contrario della cultura dell’immediato.

Per questo la torre inaugurata da Leone XIV assume oggi un significato che va oltre l’architettura religiosa. Essa ricorda all’Europa che una civiltà non vive soltanto di mercati, algoritmi e tecnica, ma anche di simboli condivisi, di memoria spirituale e di desiderio dell’infinito.

La verticalità della torre non è un’esibizione di potenza. È una domanda rivolta all’uomo contemporaneo: verso cosa stiamo andando?

 

La fede come costruzione paziente

La storia stessa della Sagrada Família contiene una lezione civile. Il tempio è stato edificato grazie a offerte popolari, attraversando guerre, crisi economiche e mutamenti politici. È un’opera incompiuta che continua a crescere nel tempo, quasi un’immagine della Chiesa e forse dell’Europa stessa.

Leone XIV, sostando davanti alla tomba di Gaudí e inaugurando la torre centrale del tempio, ha voluto probabilmente indicare proprio questo: il cristianesimo non è nostalgia del passato, ma costruzione paziente di un ordine umano capace di elevare senza schiacciare.

Nel cuore della Catalogna, tra pietra, luce e preghiera, il Papa ha ricordato che esiste ancora un linguaggio capace di unire bellezza e fede. E che perfino una torre può diventare una professione di speranza.

Berlinguer, Meloni: si può fare politica senza demonizzare avversario

Roma, 11 giu. (askanews) – “Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, voglio ricordare con rispetto una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la sinistra italiana e uno dei protagonisti della storia politica della Repubblica, Enrico Berlinguer. Ricordo anche il gesto di Giorgio Almirante, che volle rendere omaggio al feretro del suo avversario politico. Un segno di rispetto umano e istituzionale che ancora oggi richiama il valore di un confronto politico fermo negli ideali ma rispettoso delle persone. Perché si può fare politica secondo visioni diverse, anche diametralmente opposte, senza per forza demonizzare l’avversario”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda Enrico Berlinguer, segretario del Pci dal 1972 fino alla sua morte avvenuta l’11 giugno 1983.

“Senza rinunciare al confronto, anche acceso, e allo stesso tempo alla consapevolezza di appartenere tutti alla stessa comunità nazionale. Il nostro compito è servire l’Italia e gli italiani. L’ho sempre pensato e sostenuto: le idee forti non temono il confronto”, conclude la premier.

Iran, gli Stati Uniti tornano alla "diplomazia coercitiva"

Roma, 11 giu. (askanews) – La nuova ondata di attacchi statunitensi annunciata ieri sera dal presidente Donald Trump ha seguito il copione delle precedenti, così come la reazione iraniana: in attesa di vedere se il tutto avrà qualche effetto positivo sui negoziati che la stessa casa Bianca definisce ormai da giorni come sul punto di concludersi con un accordo.

Lo stesso Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha del resto definito i raid come “un atto di diplomazia coercitiva”, dopo che Teheran aveva affermato di voler valutare lo stato delle trattative – un atteggiamento che la Casa Bianca aveva criticato come uno “stallo” voluto di cui l’iran avrebbe dovuto pagare il prezzo.

Sul campo, il Centcom ha lanciato nella notte una serie di attacchi lungo la costa iraniana e su altri obbiettivi quali “sistemi di sorveglianza, sistemi di comunicazione e postazioni di difesa aerea iraniani in tutto il Paese” e altri “obiettivi iraniani che rappresentavano una minaccia per le forze statunitensi e le navi mercantili internazionali in transito nelle acque regionali”, prima di dichiarare concluse le operazioni.

L’Iran da parte sua ha risposto annunciando di aver colpito diciotto obbiettivi statunitensi nelle basi di Ali Al-Salem e Ahmad Al-Jaber in Kuwait e nella base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, oltre al quartier generale della Quinta Flotta e altre due basi militari americane in Iraq e Giordania; soprattutto, Teheran ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz, notizia peraltro successivamente smentita dagli Stati Uniti.

Sul piano diplomatico, le trattative in Qatar sarebbero ancora in corso e un punto che lo stesso Trump ha tenuto a sottolineare è che Israele non ha partecipato alle operazioni militari. La Casa Bianca sembra avere fretta di arrivare ad un’intesa che permetta la riapertura dello Stretto senza scontentare troppo l’alleato israeliano – per trattare sul nucleare, il vero nodo del contendere, ci sarà tempo dopo; se la “diplomazia coercitiva” servirà allo scopo lo si vedrà nelle prossime ore.

Achille Lauro show all’Olimpico: lo sogno da 25 anni, magia bellissima

Roma, 11 giu. (askanews) – “L’Olimpico? Sono contentissimo. E’ un po’ che aspettavamo questo momento. E’ un cosa che sogni per 25 anni e poi accade. Io scrivo canzoni da quando ho 15 anni e ora, dopo tanti concerti suonati in ogni dove, arrivo all’Olimpico. E dire che i primi concerti a Roma… mi affittavo i locali, pagavo ….e mi mettevo in scaletta”. Achille Lauro incanta la ‘sua’ Roma, e l’Olimpico è il punto di partenza. E’ emozionato, si dice “felice”, e annuncia il raddoppio, sempre all’Olimpico, per il 2027. “Dopo il 30 giugno, apriamo la data dell’1 luglio”, dice incontrando la stampa alla vigilia dello show nella Capitale.

“Lo spettacolo – racconta l’artista – ripercorre a livello narrativo una rappresentazione del paradiso dell’Eden, degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla terra. È questo il filone narrativo che lega lo spettacolo. E’ una figata… La mia fortuna in questi anni – prosegue – è di aver avuto tanti brani diventati parte della storia della mia fan base, della mia storia personale. Questo show si regge sulle canzoni e si crea una magia bellissima. Dopo i 15 palazzetti e la data zero a Rimini, ora siamo all’Olimpico. È un anno particolarmente fortunato”.

Sul palco anche Antonello Venditti, con cui suona “Notte prima degli esami”. “Per me, da romano, è un grande onore – dice – sono cresciuto con lui. Se c’era un ospite da avere all’Olimpico era lui, perché rappresenta l’adolescenza ed è un simbolo per questa città”.

Dopo Roma, lo show si sposta a San Siro, a Milano, dove Lauro ha invitato anche i familiari e i giovani coinvolti nel rogo di Crans-Montana. Il suo brano “Perdutamente” è diventato una sorta di simbolo in ricordo delle vittime, dopo che la mamma di Achille Barosi la cantò al funerale del ragazzo. “Lontano dai riflettori, da Sanremo, a luci spente sono andato a trovare i ragazzi in ospedale e la famiglia di Achille. È una tragedia che ha colpito tutto il Paese, c’è poco da aggiungere. Ma se la musica è riuscita a fare del bene anche solo per un minuto, ha avuto un senso”.

Parlando di possibili progetti in tv, dopo l’esperienza di X Factor (“sono stati due anni bellissimi e molto positivi”, dice), Achille Lauro precisa: “Ho tante idee, ma niente di sicuro. Mi piacerebbe entrare in qualcosa in cui non sono entrato prima, per portare la mia visione. Uno spettacolo d’autore, ben scritto e coinvolgendo personalità che interessano a me. Ma per ora è solo nebbia nella mia testa, ci sono tante idee ma nulla di confermato”. E la direzione artistica del Festival di Sanremo? “Mi piacerebbe, dopo tutto quello che ho fatto: l’ho trattato come fosse il mio spettacolo, sempre, mai entrati in un format ma uno spettacolo nello spettacolo. Dopo Carlo (Conti, ndr), che per me è un colosso, adesso c’è Stefano De Martino, immagino che farà un grandissimo lavoro”. 

Poi la ‘nuova’ passione, la moda. “La moda è stato un grandissimo strumento per me per raccontare la mia musica. È stata sempre una mia grandissima passione e oggi avere la fiducia di un brand d’abbigliamento per fare quello che desideri non è cosa da poco”. Infine, il cinema. “Non penso di essere un tuttologo. Voglio cercare di fare il massimo nella musica e ora aprire questa finestra nella moda, queste ora sono le mie due grandi passioni e voglio portarle oltre la mia immaginazione. Poi se un giorno nascesse qualcosa nel cinema legato alla musica, vedremo… ma al momento voglio fare questo”.

In 60mila per Achille Lauro all’Olimpico: "Roma sei uno spettacolo"

Roma, 10 giu. (askanews) – Achille Lauro incanta i 60mila fan dell’Olimpico nella prima data negli stadi del 2026. “Finalmente a casa, Roma”, esordisce l’artista che apre lo show con “Amor”, il brano dedicato alla ‘sua’ città. “Roma sei uno spettacolo infinito, sei incredibile”.

Si susseguono nuovi e vecchi successi, fino a Perdutamente, diventato brano simbolo-omaggio alle vittime di Crans Montana, e a Cristina, con una dedica alla madre. Ma anche a “tutte le mamme, a chi non è diventata mamma, a chi ha cresciuto i figli da sola”, dice.

Ed ancora Amore disperato, “lo dedico a quella persona che mi ha salvato la vita”, fino a “16 marzo”, passando per “Me Ne frego”, “Rolls Royce”, “Domenica”.

Pensato come un’opera in più atti, lo show “Comuni Immortali” si sviluppa attraverso un filo narrativo che accompagna il pubblico tra le molteplici incarnazioni artistiche di Achille Lauro. Ogni capitolo dello show racconta una diversa fase della sua evoluzione creativa, attraversando i generi che ha saputo esplorare e reinventare nel corso degli anni e riportando sul palco i brani che hanno contribuito a costruire un immaginario unico nel panorama italiano.

Federale agitato, ma riorganizzazione Lega ancora in stand by

Milano, 10 giu. (askanews) – Servirà un altro Consiglio federale già convocato per la prossima settimana, per provare a trovare un accordo nella Lega sulla riorganizzazione del partito. Il confronto di oggi, (“Franco”, lo definiscono tutti, per non dire che di stracci ne sono volati parecchi), non è bastato a raggiungere un punto di incontro tra Matteo Salvini e i ‘nordisti’ guidati da Luca Zaia.

Che la riunione non fosse di routine lo dimostrano le presenze: tutti fisicamente a Roma, anche i governatori delle Regioni del Nord. E anche la durata: tre ore piene. Ma ancora nessun passo avanti. Da quanto viene riferito, gli interventi che si sono susseguiti sono serviti solamente a ribadire le posizioni in campo. Salvini che non intende ‘splittare’ la Lega: per non rischiare di vedersi sfilare il partito nel Nord, ma anche perchè la legge elettorale rende non conveniente l’opzione. E Zaia, i governatori e i capigruppo che insistono sulla necessità di un cambio di rotta, di un ritorno alle origini, alla Lega “sindacato dei territori”.

Il risultato è che al Federale oggi non si è proceduto ad alcuna nomina, nè si è deciso alcunchè sul possibile congresso per le modifiche allo Statuto, su cui è al lavoro con una ipotesi di mediazione Roberto Calderoli. Ci si rivedrà dunque la prossima settimana, per capire come rilanciare il partito. Matteo Salvini parla di squadra, di organizzazione, di temi da cavalcare nell’anno che manca alle Politiche. E al termine della riunione si limita a far sapere di essere “determinato a rafforzare sempre di più la Lega, valorizzando il grande impegno degli amministratori (apprezzati in tutti i territori) all’interno del partito”. Come e chi sarà valorizzato, è ancora tutto da decidere.

Per parte sua Zaia ribadisce la sua convinzione che “più identità c’è, più consenso c’è”, e spiega che “c’e solo una Lega, non ne esistono due”. Intanto oggi “abbiamo fatto un bellissimo federale, ciascuno ha potuto esporre le proprie idee. Penso sia stato anche costruttivo visto e considerato che poi molti interventi sono stati assolutamente in linea con l’idea di essere vicini ai cittadini. Si va in questa direzione e ci incontreremo ancora”, ha assicurato.

Ma in attesa della quadra e del ‘ritiro’ in programma a Treviso a inizio luglio, resta il nervosismo per i sondaggi favorevoli a Vannacci, cui fanno da corollario le voci di nuove uscite. ‘Il Foglio’ parla addirittura della vice segretaria Silvia Sardone, che però smentisce. Ma intanto l’ex generale prosegue la sua marcia, e stasera torna in tv per una intervista con Lilly Gruber in cui vuole presentare il suo progetto.

Mondiali, Trump: faremo entrare negli Usa solo gli stranieri "giusti"

Roma, 10 giu. (askanews) – Le autorità statunitensi stanno lavorando per garantire che solo gli stranieri “giusti” possano entrare negli Stati uniti in occasione dei Mondiali di calcio del 2026. Lo ha detto oggi il presidente Usa Donald Trump, rispondendo ai giornalisti alla Casa bianca.

“Ci stiamo lavorando molto attentamente per assicurarci che le persone giuste entrino nel nostro paese”, ha dichiarato Trump, interpellato sulle preoccupazioni dei visitatori dei Mondiali per i rigidi requisiti sui visti.

Ieri la Fifa ha confermato che l’arbitro somalo Omar Artan non potrà dirigere partite ai Mondiali del 2026, dopo che gli è stato vietato l’ingresso negli Stati uniti.

La Federcalcio iraniana ha inoltre dichiarato che gli Stati uniti hanno annullato le quote destinate ai tifosi della Repubblica islamica, mentre alcuni membri della delegazione della nazionale iraniana non hanno ottenuto il visto.

Meloni in Parlamento in vista del Consiglio Ue (e G7). Il Centrodestra lima la risoluzione

Roma, 10 giu. (askanews) – Il supporto all’Ucraina e l’allargamento, il bilancio a lungo termine dell’Unione europea (MFF), le sfide connesse all’economia e alla competitività globale, comprese le richieste dell’Italia, ad esempio sulla revisione del meccanismo ETS. E naturalmente la situazione in Medio Oriente, con la crisi in Iran che sembra vivere una nuova fiammata, con Donald Trump che oggi ha annunciato che “attaccheremo molto duramente” Teheran. Sono questi i temi principali su cui ruoterà l’intervento che Giorgia Meloni terrà domani prima alla Camera e poi al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Per quanto riguarda l’allargamento, Meloni (che la settimana scorsa non è andata, all’ultimo momento, al vertice di Tivat in Montenegro) deve fare i conti con una maggioranza che ha posizioni diversificate, con la Lega che pochi giorni fa ha ribadito un secco “no” a un’accelerazione dell’ingresso di Kiev nell’Ue. Sì all’Ucraina, ma al termine della guerra, la posizione espressa da Fdi, con la premier che ha spesso ripetuto come la “priorità” sia la “riunificazione” con i Balcani Occidentali.

Per quanto riguarda la competitività e la risposta alla crisi energetica, dopo la flessibilità ottenuta nei giorni scorsi (anche se per investimenti ‘verdi’ e non per gli sconti carburante), Meloni continua a chiedere una revisione drastica del meccanismo ETS, lasciando anche capire di essere pronta a intervenire ancora sui carburanti, in particolare per l’autotrasporto. “Quando si parla di sostenibilità – ha sottolineato questa mattina a Confcommercio – noi certo dobbiamo parlarne in chiave ambientale ma dobbiamo anche ampliare il concetto alla qualità della vita complessiva esattamente come quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale e qui voi sapete che dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo: la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nordafrica senza alcun beneficio tra l’altro in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello stretto di Hormuz: se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi quella del covid ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”.

C’è poi la situazione in Medio Oriente – Iran ma anche Israele e Palestina – e, più complessivamente, dei rapporti con Donald Trump. Secondo alcune fonti governative, Meloni starebbe lavorando a un ‘blitz’ a Washington prima della pausa estiva, per cercare di riallacciare un rapporto sfilacciato. I due dovrebbero vedersi comunque al G7 in programma a Evian dal 15 al 17 giugno, anche se non è detto che il tycoon sia presente per tutte le giornate del summit (anche l’anno scorso, in Canada, se ne andò prima della fine). Sarà comunque un vertice, quello francese, molto complesso proprio nell’ottica dei rapporti tra il presidente Usa e gli alleati europei, anche in vista del summit Nato di luglio. A proposito di rapporti, i due appuntamenti a distanza ravvicinata – G7 e Consiglio europeo – potrebbero essere anche l’occasione per un chiarimento tra Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz dopo l’incrinatura causata dall’incontro a quattro (anche con Keir Starmer) di domenica scorsa con Vladimir Zelensky a Londra.

Per quanto riguarda maggioranza e opposizione, il centrodestra sta ‘limando’ la propria risoluzione per tenere insieme tutti i partiti da Forza Italia alla Lega, che ha posizioni divergenti rispetto agli alleati su alcuni temi (ad esempio sull’Ucraina, come detto).

Il centrosinistra, invece, si presenta diviso con ogni componente che porterà il proprio testo. “In materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell’ordine mondiale – ha detto oggi il leader M5s Giuseppe Conte -. Poi per quanto riguarda specificamente la questione dell’Ucraina c’è una diversità di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Partito democratico in particolare, non con AVS; perché riteniamo che la svolta è l’unica possibile”. Questa, ha assicurato, “è una questione che chiariremo all’interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma su tutto il resto c’è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all’interno della maggioranza di governo”.

Padel, Fip Silver Palermo: da giovedì il via al main draw

Roma, 10 giu. (askanews) – Dopo la fase di qualificazione, prende il via giovedì al Country Time Club di Palermo il main draw del Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo della Federazione Internazionale Padel. L’evento, giunto alla terza edizione, rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento del circuito internazionale FIP e mette in palio punti preziosi per il ranking mondiale.

Ancora una volta – si legge in una nota – Palermo si conferma crocevia del padel azzurro. Tra i protagonisti più attesi ci sono gli azzurri Marco Cassetta e Lorenzo Di Giovanni, medaglia di bronzo l’Italia agli ultimi Europei. Cassetta farà il suo esordio in coppia con lo spagnolo Pedro Melendez nell’ultimo incontro di giornata sul Campo Centrale contro una coppia proveniente dalle qualificazioni. Esordio in serata anche per Di Giovanni, che insieme a Federico Galli affronterà gli olandesi Du Pree e Hazebroek.

Accanto ai big, spazio anche alla nuova generazione del padel italiano. Riflettori puntati sull’agrigentino Matteo Platania, in campo con Matteo Sargolini contro una coppia proveniente dalle qualificazioni, e su Giuseppe Fino, che farà il suo debutto al fianco di Juan Manuel Lasgoity contro i francesi Basso-Biron. In gara anche Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, due dei giovani più promettenti del panorama nazionale, che hanno debuttato la scorsa settimana all’Italy Major Premier Padel di Roma.

Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani siciliani Stefano Indomenico e Gabriele Laurino, entrambi appena convocati per gli Europei juniores, e al settore femminile, rappresentato da atlete già inserite nel percorso delle nazionali giovanili come Aurora Buscaino, Giulia Di Battista. Sarà la palermitana Emanuela Dolce ad aprire il programma del tabellone principale in coppia con Martina Mantova contro le spagnole Del Rio-Martinez.

Mondiali calcio, Allianz: torneo vale 9,1 mld per Pil Nord America

Milano, 10 giu. (askanews) – I Mondiali di calcio 2026 saranno i più grandi di sempre, ma l’impatto macroeconomico per Stati Uniti, Messico e Canada resterà relativamente contenuto. Secondo un report di Allianz Research, il torneo, allargato per la prima volta a 48 squadre (fra cui l’Iran), 104 partite e 16 città ospitanti, genererà nei mesi di giugno e luglio un impulso al Pil nordamericano stimato in 9,1 miliardi di dollari.

Il beneficio maggiore andrà agli Stati Uniti, che ospiteranno 78 partite su 104, inclusa la finale nell’area di New York: l’effetto sul Pil è stimato in 6,1 miliardi di dollari, pari a circa 0,1 punti percentuali di crescita trimestrale. Più contenuto in valore assoluto, ma più rilevante rispetto alla dimensione dell’economia, l’impatto in Messico, pari a 1,7 miliardi di dollari e 0,3 punti percentuali di Pil. Per il Canada il contributo atteso è di 1,3 miliardi, pari a 0,2 punti.

Allianz stima circa 6,5 milioni di presenze negli stadi durante le sei settimane del torneo, di cui 2,6 milioni di visitatori internazionali e 4 milioni di spettatori domestici. La spesa turistica complessiva legata all’evento dovrebbe raggiungere circa 8 miliardi di dollari, al netto degli effetti di sostituzione, con 6,8 miliardi di esportazioni turistiche e 1,2 miliardi di consumi interni.

Il torneo sarà però più un forte shock temporaneo di domanda che un vero motore strutturale di crescita. A differenza di Qatar 2022 o di altri grandi eventi, Nord America 2026 non richiederà nuovi stadi: tutte le sedi erano già operative e gli investimenti riguarderanno soprattutto ristrutturazioni, adeguamenti e infrastrutture di accoglienza. Questo rende l’evento più efficiente dal punto di vista del capitale investito, ma riduce l’effetto moltiplicatore degli investimenti.

I benefici si concentreranno soprattutto su turismo, trasporti, alberghi, ristorazione, retail e intrattenimento. Il settore alberghiero è indicato da Allianz tra i principali vincitori, con tassi di occupazione attesi tra il 90% e il 95% nelle città più esposte e aumenti delle tariffe del 15-20% in alcune sedi dopo il sorteggio. Le pressioni maggiori sono previste a Vancouver e Toronto, dove la capacità ricettiva è più limitata rispetto alle grandi città statunitensi.

Anche le compagnie aeree dovrebbero trarre vantaggio dal torneo, grazie alla domanda aggiuntiva su rotte domestiche e internazionali e a una capacità ancora vincolata. Secondo Allianz, la crescita programmata dei posti nel secondo trimestre 2026 è pari a circa l’1% negli Stati Uniti, allo 0,4% in Messico e al 2,1% in Canada, un contesto che potrebbe sostenere tariffe e ricavi unitari.

Non mancano però i rischi. L’evento si svolgerà su tre Paesi, con sistemi di visti, controlli di frontiera e procedure di ingresso differenti. Per Allianz, le barriere amministrative, in particolare negli Stati Uniti, potrebbero frenare parte dei flussi internazionali e ridistribuire la domanda verso Canada e Messico. Pesano anche possibili congestioni negli aeroporti, capacità alberghiera limitata in alcune città e costi di sicurezza.

Il report sottolinea infine che i ricavi commerciali della Fifa saranno molto superiori alle precedenti edizioni. Per il ciclo 2023-2026 il potenziale giro d’affari è stimato in 13 miliardi di dollari, contro 6,6 miliardi nel ciclo 2019-2022, grazie soprattutto a diritti tv, biglietti, hospitality, marketing e licensing. Per le economie ospitanti, invece, il Mondiale 2026 consegnerà vincitori settoriali chiari, ma un impatto complessivo limitato rispetto alla dimensione dei tre Paesi.

Banche, Conte: accumulano profitti mentre il Pil è quasi a zero

Bruxelles, 10 giu. (askanews) – Le banche italiane continuano a fare extraprofitti mentre il Paese ha un Pil vicino alla crescita zero e le condizioni dell’accesso al credito per le famiglie e le imprese non migliorano; occorre dunque una tassa sui profitti straordinari con effetto redistributivo. Lo ha affermato il leader del M5s, Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti oggi a Bruxelles, a margine della seconda edizione di “Parlami d’Europa”, l’incontro dei giovani del Movimento con i deputati al Parlamento europeo.

Alla richiesta di dare un giudizio sulle grandi manovre in corso tra le banche italiane (e che coinvolgono Mediobanca, Intesa San Paolo, Mps e le Generali, Banco Bpm), Conte ha risposto: “Il giudizio nostro, innanzitutto, è che sia fatto tutto secondo le regole di mercato. Però sicuramente c’è una prospettiva di più ampio respiro che ci riguarda e ci preme molto: noi abbiamo ormai – ha rilevato – una crescita prossima allo zero, grazie a questo governo, che addirittura con 209 miliardi che gli abbiamo lasciato (con riferimento al Pnrr, ndr), è stato capace di riportare l’Italia agli ultimi posti, addirittura nelle proiezioni del 2027 ultima tra i paesi del G20 e ultima in Europa per crescita del Pil. Allora ci chiediamo: com’è possibile che il Paese sia prossimo allo zero per la crescita del Pil, e invece le banche continuino ad accumulare profitti addirittura straordinari rispetto anche alla media degli ultimi anni? C’è qualcosa che non va”.

“C’è qualcosa che non va – ha ripetuto il leader del M5S – perché è tutta una remunerazione degli azionisti del capitale investito, ma non c’è un miglioramento del credito in Italia. Non vediamo assolutamente un accesso facile al credito per quanto riguarda gli artigiani, per quanto riguarda le famiglie, le famiglie monoreddito in difficoltà, per quanto riguarda le imprese, per quanto riguarda i cittadini. Ecco, questo è un problema che dobbiamo risolvere”, ha sottolineato Conte.

Insomma, “stiamo andando verso concentrazioni bancarie sempre più stringenti, diciamo; ma nello stesso tempo a noi, che guardiamo all’economia reale e guardiamo con grande diffidenza a quella che potrebbe essere la speculazione finanziaria, a noi preme molto il fatto che ci sia un credito agevolato. E soprattutto – ha aggiunto -, oggi abbiamo l’urgenza di recuperare risorse: dall’industria delle armi, dalla tassa sugli extra profitti delle banche, questi utili straordinari che sono al di fuori di una regolamentazione ordinaria del mercato. Non siamo nell’ambito della fisiologia del mercato, ma siamo di fronte a eventi straordinari, profitti straordinari”. E perciò, ha argomentato Conte, “è giusto un intervento redistributivo che ci potrebbe consentire su questi vari fronti, pensiamo anche alle industrie energetiche, di recuperare decine e decine di miliardi, che oggi servono assolutamente per famiglie e imprese”.

A un giornalista che ricordava come la tassa sugli extraprofitti delle banche voglia farla anche Matteo Salvini, il leader dei M5S ha replicato: “Salvini vuole fare tante cose, ma vediamo che se le cose poi non si studiano, come per il Ponte sullo Stretto, se non si fanno sulla base della competitività, con regole, leggi e regolamenti, poi alla fine che cosa succede? Che ti trovi con un progetto ormai fallato, un progetto vecchio del 2005 che è stato riesumato in barba a tutte le regolamentazioni europee”.

“A questo punto poi, c’è anche l’ombra della corruzione che si allunga su questo progetto, e buttiamo soldi… Dobbiamo recuperare quei tredici miliardi e mezzo; è la cosa più seria che si possa fare per rafforzare il tesoretto, anzi il tesorone, che serve per rilanciare questo paese, per rilanciare e far crescere questo paese a beneficio delle famiglie, delle imprese e dei giovani”, ha concluso Conte.

Bce, domani nuove previsioni e possibile stretta tassi anti inflazione

Roma, 10 giu. (askanews) – Fari dei mercati sulle decisioni della Banca centrale europea domani, al termine del Consiglio direttivo. L’istituzione di Francoforte comunicherà le sue scelte alle 14 e 15, l’attesa prevalente è che venga operato un primo rialzo dei tassi di interesse in risposta all’ondata di rincari dell’energia e rafforzamenti dell’inflazione, innescata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Sempre domani, verranno pubblicate contestualmente le previsioni aggiornate dei tecnici della Bce su crescita economica e inflazione. In particolare, queste ultime saranno determinanti per la scelta che verrà operata dai banchieri centrali e anche per l’orientamento nei mesi successivi.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane ha ripetutamente ribadito che le decisioni vengono prese volta per volta, sulla base dell’evolversi dei dati, senza vincolarsi ad alcun percorso predeterminato, ma il persistere delle tensioni in Medioriente, in particolare sullo stretto chiave per le forniture globali di greggio, con tentativi di tregua che regolarmente si infrangono in nuove tensioni, alimenta l’aspettativa di un intervento sui tassi.

Risulta infatti sempre più scomodo, per la Bce, il mantenimento di un livello del costo del denaro ritenuto neutrale a fronte di un quadro di pressioni inflazionistiche in aumento. In serata l’euro risale lievemente a quota 1,1552 sul dollaro.

I mercati danno per scontato da tempo una mossa rialzista: già ad aprile si sono verificati netti aumenti dei tassi di interesse sui prestiti bancari in Italia, proprio in attesa degli aumenti dei livelli di riferimento che (domani) potrebbe decidere la Bce. Ad aprile, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, i mutui si è collocato al 3,91 per cento, dal 3,81 nel mese precedente). Il Tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,41 per cento (10,34 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,56 per cento, dal 3,38 nel mese precedente.

Taormina, Tiziana Rocca: donne possono fare sinergia, serve equal pay

Taormina (Me), 10 giu. (askanews) – Alla 72esima edizione del Taormina Film Festival donne protagoniste, spiega la direttrice artistica Tiziana Rocca, poco dopo la conferenza inaugurale.

“Tante donne protagoniste, ci sarà anche un panel ‘Donne oltre lo sguardo’ per fare il punto con tante donne importanti per capire che forse possono fare sinergia e bisogna sensibilizzare attraverso la comunicazione che è importante raggiungere anche una parità di budget nei film, per le donne registe, equal pay per le donne protagoniste e i loro colleghi, quindi è molto importante” ha dichiarato.

“Jane Campion – presidente di giuria di questa edizione – mi ha ringraziata dicendomi che ha fatto anche lei questa battaglia da giovane e che è importante per le nuove generazioni. Io sono un direttore donna ma c’è ancora molto da fare; è giusto che un festival del cinema parli dell’attualità, le donne possono dare un grande contributo nel cinema. Infatti nella nostra giuria di sette elementi cinque sono donne”, ha concluso Tiziana Rocca.

Iran, Trump: "Attaccheremo molto duramente"

New York, 10 giu. (askanews) – Dopo essersi lamentato della lentezza dell’Iran nei negoziati con gli Stati Uniti e dopo avere detto che Teheran dovrà “pagare il prezzo”, il presidente americano Donald Trump ha risposto oggi a richieste di chiarimento della stampa dichiarando: “Li attaccheremo. Li attaccheremo molto duramente”.

Parlando dallo Studio Ovale, un giornalista gli ha chiesto se intendesse riprendere i bombardamenti. Trump ha risposto che sulla base di quanto successo all’elicottero Apache abbattuto lunedì al largo dell’Oman “abbiamo il diritto di farlo”. “Hanno abbattutto una macchina incredibile. Prima hanno detto di non averlo fatto, poi lo hanno ammesso”, ha aggiunto.

Ucraina, la risoluzione del M5S: stop aiuti militari, Ue spinga diplomazia

Roma, 10 giu. (askanews) – Stop aiuti militari e verifica approfondita dei requisiti dell’Ucraina per l’adesione all’Unione europea: sono questi alcuni dei passaggi chiave del dispositivo della risoluzione che il M5S proporrà al voto delle aule parlamentari domani, in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Il M5S propone, al punto 3 del dispositivo finale, che il Parlamento impegni il Governo, “a fronte del perdurante conflitto bellico russo-ucraino e preso atto dell’ormai consolidato posizionamento delle parti, a promuovere un inedito protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l’immediato cessate il fuoco, affinché l’Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sul rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale”.

Al punto 4, propone di vincolare l’esecutivo “a interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa”. Al punto 5 del dispositivo della risoluzione M5S si impegna il Governo “nell’ambito dell’accelerazione per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, ad adottare le opportune iniziative in sede europea volte a verificare e garantire il principio merit-based che subordina la membership al rispetto dei criteri di Copenaghen e all’adozione dell’acquis comunitario”.

Taormina Film Festival, Anna Valle madrina: la Sicilia mi appartiene

Taormina (Me), 10 giu. (askanews) – Anne Valle, madrina del 72esimo Taormina Film Festival, alla vigilia della serata d’apertura al Teatro Antico ha parlato del suo ruolo in questa edizione, della Sicilia, a cui “sente di appartenere”, ha raccontato e di una regista che ama e che è protagonista al festival in veste di presidente di giuria, Jane Campion.

“Visto che la sicilianità è un tema importante di questa edizione hanno pensato a me – ha detto – io sono siciliana di adozione fin da adolescente, essendo figlia di una siciliana questa terra mi appartiene e sento di appartenerle in qualche modo”. “In questa edizione porterò sì lo sguardo di una addetta ai lavori ma anche di una persona che ha voglia ancora di guardare a un film o a un corto con stupore, come una tavola bianca su cui scrivere ancora delle emozioni” ha aggiunto l’attrice.

E parlando delle star in arrivo a Taormina: “Ho avuto l’opportunità di incontrare e spero di poter ancora parlare con la presidente di giuria, la regista Jane Campion, che ha saputo creare dei personaggi femminili indimenticabili, almeno tre che io ho amato tantissimo, basta pensare a ‘Lezioni di piano’ o a ‘Il potere del cane’, il suo modo di fare cinema mi è sempre piaciuto” ha detto ad askanews.

Il Papa: la dignità della persona umana è sacra, non dipende da ricchezze o ruoli

Roma, 10 giu. (askanews) – “E’ una gioia incontrare questa sera tutti voi che, in modi diversi, siete concretamente legati all’assistenza, all’accompagnamento e alla promozione di coloro che ne hanno più bisogno, soprattutto nei tempi che stiamo vivendo, nei quali sembra essersi perso il senso della sacra dignità della persona umana. Come cristiani siamo chiamati al compito di rendere presente l’amore di Dio per ogni uomo e ogni donna, nel tessuto della storia”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nel suo discorso durante l’incontro nella Chiesa di Sant Agustí a Barcellona.

“Il libro della Genesi – ha ricordato – ci narra che ‘Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò’. In ciò risiede la dignità inalienabile di ogni essere umano, che non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze che accumula o dal ruolo che svolge, ma dal dono che lo precede e lo eccede, dato da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno”.

“Il Signore ci invita ad accogliere ogni donna come sorella e ogni uomo come fratello. Vi incoraggio affinché, uniti ai vostri pastori, continuiate ad animare questi apostolati, dando testimonianza del Vangelo e mostrando al mondo la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno perfette nel Regno di Dio. Siate, quindi, testimoni credibili della speranza cristiana nel servizio sollecito ai fratelli e alle sorelle che, in una condizione di vita precaria, segnata dalla privazione, dalla fragilità o dalla marginalizzazione, oltre all’aiuto materiale e al sostegno morale, necessitano di Dio, della sua amicizia, della sua benedizione, della sua Parola, dei suoi Sacramenti e della proposta di un percorso di crescita e di maturazione nella fede”, ha concluso Papa Leone.

Iran, Trump: potrei ordinare nuovi attacchi a ponti e centrali energia

New York, 10 giu. (askanews) – Il presidente americano, Donald Trump, ha segnalato la possibilità di nuovi attacchi contro i ponti e le centrali elettriche dell’Iran già da oggi. Lo riferisce Trey Yingst di Fox News secondo cui il presidente Usa ha detto “potrei continuare” a colpire l’Iran dopo gli attacchi di ieri sera in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache Usa al largo dell’Oman. “Hanno avuto una possibilità di siglare un accordo e sopravvivere”, ha aggiunto il leader Usa secondo cui Teheran ha continuato a “spingere gli Stati Uniti avanti” nei colloqui di pace ma con pochi progressi.

Start Up, Urso verso testo unico per il settore

Roma, 10 giu. (askanews) – “Noi abbiamo assoluto bisogno di rendere il nostro Paese più efficiente e la strada che stiamo percorrendo è sicuramnete importante soprattutto per sostenere le sturt up. Per questo stiamo incalzando la commissione europea a rendere immediatamente esecutiva la riforma del 28esimo regime che consente di registrare in 24 ore/48 ore in sede europea la propria attività in un sistema armonizzato tra i Paesi dell’Unione Europea. Di fatto un grande incentivo di sostegno e supporto alle start up perché possano crescere e diventare delle imprese innovative”. Così il ministro delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso intervenendo al Forum delle PA a Roma.

“Nel contempo – ha spiegato – abbiamo deciso di realizzare il testo unico sulle start up. Abbiamo incentivato gli investimenti delle casse previdenziali delle start-up, processo che dobbiamo completare e che può diventare anche un modello in Europa. E’ nostra intenzione perfezionare questi elementi innovativi dal punto di vista legislativo in un testo unico sulle start up in modo tale che sia più facile poi per chiunque voglia iniziare la propria attività, poterlo fare in maniera più organica comprensiva, appunto disponendo di un testo unico sulle start up”.

Stabilità di governo. Parole o fatti?

La stabilità come strumento e non come slogan

Da più di qualche tempo si sente parlare di garantita “stabilità”  di governo, come se fosse un obiettivo e non lo strumento pratico del progetto di governo finalizzato alla trasformazione del Paese. Lo scopo di ricordarla – la stabilità – consiste nel sottolineare che siamo sempre  alla solita ‘vulgata’ di quei governi che poi la storia civile del Paese ha spazzato via. Per l’ uomo della strada (o per quel ceto medio che non c’è più), da sempre, “stabilità “ ha un significato preciso: diminuire le distanIze ‘sociali’  tra le aree del Paese, che abbisognano di soluzioni pratiche e di tempi determinati preventivamente.

Tutti gli strati sociali ambiscono alla “stabilità” come sistema in cui esercitare un’operosa attività che abbia almeno un medio termine, per poter concretizzare e ‘misurare’ gli obiettivi raggiunti. Diversamente, sarebbe un’altalena di caotiche iniziative senza sugo né prospettiva. Insomma un ‘juste mileu’ che sia argine e sponda di un liberalismo aperto e creativo. Quindi, una sorta di restituzione di coraggio per chi vuole rischiare economicamente e, allo stesso tempo, un contesto che eviti avventurismi approssimativi. In più, la stabilità creerebbe il clima degli studi analitici che, per poter essere portati a termine, hanno bisogno di comprensibili spazi temporali. Con il conseguente risultato di ‘costruire’ un’opinione pubblica sedimentata e non frammentaria.

 

Il cittadino medio e il bisogno di speranza

L’ uomo della strada, cioè il cittadino medio o comune, ne sarebbe il primo fruitore: comincerebbe a recuperare il sogno della speranza e si sentirebbe ‘coinvolto’ anche “da e nel” progetto politico di un governo alternativo. Si aspetta, anzi egli pretende dopo tanta attesa, soprattutto da chi ha demonizzato i suoi predecessori, perché il nuovo governo prometta e “spieghi come” :

:

  1. intervenire rapidamente a rimuovere la disoccupazione;
  2. promuovere una sanità che davvero funzioni;
  3. riavviare il sistema giudiziario che, in tempi ragionevoli, elimini l’arretrato e restituisca ai Comuni le preture e gli organici giudiziari;
  4. riqualificare e “proteggere economicamente” la scuola  pubblica sia per le strutture sia per un normale e condiviso “lavoro didattico”, senza ostacolare (con il pressappochismo) chi tenta autonomamente la strada di un sistema educativo “paritario” e legalmente riconosciuto negli standard culturali statuali;
  5. aggiornare il sistema di reclutamento delle forze lavoro (trasparente e ridefinito a livello nazionale), in accordo con i sindacati, per un diverso e molto più umano sistema retributivo, equiparando le tabelle stipendiali (senza distinzioni pubblico-privato a tutti i livelli);
  6. elaborare una nuova politica dei trasporti pubblici, cui possono accedere, con notevole sconto, tutti i lavoratori pendolari e prevedere per tutti i cittadini dello Stato un abbonamento annuale per l’intera rete regionale e nazionale. In più, per tutti i pensionati una ‘carta ferroviaria’ gratuita per la regione di residenza, ‘quota forfettaria’ annuale per tutta la rete nazionale;
  7. ridefinire gli stanziamenti nei ministeri, con la riduzione degli esperti esterni, che non devono eccedere l’ 1% del personale di ruolo;
  8. ridefinire il numero dei parlamentari regionali (almeno riducendone il 5O %, (salvo iper le piccole regioni al 20%). Gli stipendi tabellari uguali a quelli degli altri dipendenti;
  9. trasformare tutti i consorzi (provinciali, regionali) restituendone la gestione allo Stato/Enti locali di competenza; etc…,eliminando stipendi da capogiro.

 

Il cittadino medio e il bisogno di speranza

Insomma, quel “ceto medio”, che nell’ultimo quarto di secolo ha visto perdere più del 50% del suo potere d’acquisto, potrebbe rendersi conto che finalmente il nuovo governo  enumererebbe concretamente ‘poche cose’ (si fa per dire), per le quali, grazie alla stabilità potrebbe realizzare, impegnandosi anche a continuare e/o migliorare iniziative pregresse, portandole a conclusione, monitorandone – settimana per settimana –  i risultati, onde evitare sprechi e negligenze.

Quando, quindi, si parla e discute di ‘stabilità’, quello che interessa ai cittadini non è il suo significato semantico, bensì la sostanza, cioè i risultati che essa ha prodotto. Se, di conseguenza, la ‘stabilità’ è soltanto un ‘feticcio’ che riproduce – assimilandolo – il pregresso tempo (cioè, della “cagnara fuori” e del “nullismo o quasi dentro”), allora questo lemma ha il sapore della menzogna e della falsità. Esso è soltanto un ‘refrain’, che non interessa né entusiasma più nessuno. Quell’uomo della strada non è  tanto sciocco, perché è in grado di misurare ogni giorno il suo portafogli con quello di coloro che lo rappresentano. Si accorgerebbe subito della magagna e che il conto non torna. Perciò si sente defraudato. Ma se i ‘suoi’ conti tornano, sarebbe il primo a ritornare al voto, a sostenere la squadra di governo perché “finalmente” realizzatrice del programma o di sue parti consistenti

Dunque, quando ci avventuriamo in parole come “stabilità”, l’uomo della strada (ora ex-ceto medio) si farebbe serio e prodigo di entusiasmo, perché il governo dice “pane al pane…”,  restituendo alla parola “stabilità”  la sua sostanza ‘operativa’. Per l’ uomo della strada, insomma,  “stabilità”  significa far funzionare il “corpo” del Paese, in modo tale che la salute, il lavoro e la cultura possono migliorare,  con interventi strutturali, per ottenere concreti risultati, se i mezzi usati siano concepiti con uno sguardo alle nuove trasformazioni geopolitiche nelle quali ci muoviamo, consapevoli, come qualche tempo fa, della nostra “missione equilibratrice e non offensiva” nel mondo. Solo riagganciando ai valori portanti della nostra storia costituzionale tutti gli altri popoli cointeressati ad uno sforzo comune, (senza sudditanze e senza affrettati allarmismi), si può evitare la crisi sociale: perciò, l’uomo della strada chiede di tentare di essere più pratici, partendo, fin da subito, da una premessa imprescindibile: riduciamo i costi del personale politico, applichiamo un sistema fiscale progressivo, prendiamo dagli extra profitti bancari ciò che spetta allo Stato, gettando il tutto sulla  bilancia di chi sta diventando sempre più povero. Quindi, anche l’economia ritornerebbe nell’ingranaggio della politica.

Il valore autentico della stabilità

La “stabilità” riacquisterebbe, perciò, il suo autentico valore. Giustizia. In ultima analisi, se non ci riallineiamo alle nostre tradizioni di fattività, che mettano al primo posto sicurezza e lavoro, di questo passo anche i pochi giovani rimasti decideranno prima o poi di orientarsi per litorali più lontani, ove il merito e la normalità sono sinonimi di civiltà. All’ uomo della strada (ancora più ex ceto medio) non resterebbe che contare le aumentate sconfitte, che non è detto che dureranno in eterno. Perciò, quel ceto “medio” si aspetta un nuovo “centro” politico non inteso soltanto come posizionamento tra due ali, ma come strumento equilibratore, come “focus” dinamico, cioè di autentica trasformazione della società, in cui tutti i cittadini si sentano protagonisti. Rivoluzione sociale di un percorso condiviso. I Maritain o i Morin o i La Pira sarebbero finalmente rasserenati nel loro sonno eterno, perché una nuova società di pace e di giustizia sociale è capace di tracciare il proprio orizzonte politico con una visione filosofica della politica.

Taormina Film Festival, arriva il cast di “House of the Dragon”

Taormina, 10 giu. (askanews) – Le prime star internazionali accendono il Taormina Film Festival. Una folla di fan ha accolto il cast della terza stagione di “House of the Dragon”, presentata in anteprima al festival: in tanti sono arrivati al Palacongressi per vedere da vicino e scattare una foto a Steve Toussaint, Harry Collett, Bethany Antonia e Phoebe Campbell prima della conferenza stampa.

Al festival l’anteprima del primo episodio della terza stagione della serie apre la 72esima edizione del Festival, con la proiezione al Teatro Antico.

Ed è solo l’inizio, fino al 14 giugno sono attesi molti ospiti, italiani e internazionali, da Helen Mirren a Russell Crowe.

Petra Hedorfer resta ceo Ente Nazionale Germanico Turismo fino al 2031

Roma, 10 giu. (askanews) – Il consiglio di amministrazione dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo (German National Tourist Board – GNTB) ha riconfermato Petra Hedorfer nel ruolo di amministratrice delegata per i prossimi 5 anni. Con il rinnovo del mandato di ceo fino al 31 ottobre 2031, il GNTB riafferma il proprio impegno a favore della continuità, dell’esperienza e di una leadership internazionale di successo del marchio Germania per i prossimi cinque anni.

Brigitte Goertz-Meissner, presidente del Consiglio di Amministrazione del GNTB, ha dichiarato: “Petra Hedorfer gode di un’eccellente reputazione sia in Germania sia a livello internazionale come una delle figure di riferimento del turismo incoming. Coniuga chiarezza strategica, leadership globale del brand e una trasformazione guidata dall’innovazione. Sotto la sua guida, il GNTB si è evoluto da tradizionale organizzazione di marketing a forza pionieristica nel turismo internazionale. Da oltre vent’anni, insieme al suo team, analizza gli sviluppi dei mercati globali, i potenziali di crescita, le tendenze emergenti e i temi orientati al futuro, posizionando con successo la Destinazione Germania tra i protagonisti del turismo internazionale. In particolare, alla luce delle attuali sfide geopolitiche, il Consiglio di Sorveglianza del GNTB continua a riporre la propria fiducia nell’esperta leadership di Petra Hedorfer per rafforzare la competitività della Germania e il suo posizionamento di lungo periodo nel mercato turistico globale”.

Dopo aver completato gli studi in economia e scienze sociali, Petra Hedorfer ha iniziato la propria carriera professionale nei settori del commercio al dettaglio e del management culturale. Nel 1998 ha assunto la responsabilità del marketing globale del GNTB, diventando Chief Marketing Officer nel 2000 e Amministratrice Delegata nel 2003.

In questo ruolo ha rafforzato il posizionamento della Germania come destinazione turistica innovativa, orientata al servizio e di alta qualità, in un mercato internazionale sempre più competitivo. È stata tra le prime sostenitrici dei mercati emergenti ad alto potenziale dell’Europa sud-orientale e dell’Asia e ha promosso con costanza la trasformazione digitale sia all’interno dell’organizzazione sia lungo l’intera filiera turistica. Inoltre, Petra Hedorfer ricopre numerosi incarichi e ruoli consultivi nel settore turistico, nel mondo accademico e nell’ambito delle politiche pubbliche.

Ucraina, Conte: col Pd impostazioni diverse, serve svolta negoziale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Se voi fate con molta onestà una valutazione per quanto riguarda la situazione attuale politica del centrodestra, voi vedrete che su ogni questione loro non solo si dividono, ma litigano più o meno furiosamente e ormai più o meno platealmente. Per quanto riguarda noi, lei ha parlato della risoluzione: in materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell’ordine mondiale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5S, rispondendo ai cronisti che a Bruxelles gli hanno chiesto conto delle divisioni nel centrosinistra sulla politica estera e in particolare sulla guerra in Ucraina.

“Poi – ha proseguito l’ex presidente del Consiglio – per quanto riguarda specificamente la questione dell’Ucraina c’è una diversità per quanto riguarda di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Partito democratico in particolare, non con AVS; perché riteniamo che la svolta è l’unica possibile. Riteniamo che continuare a scommettere sulla vittoria militare è una follia, visto il fallimento di questi anni. E riteniamo e siamo ancora più convinti che ci avevamo visto giusto sin dall’inizio che se avessimo investito su quel che costa nulla, zero, cioè dialogo e diplomazia, anziché continuare a buttar soldi per un’escalation militare che ha comportato oggettivamente anche per la popolazione ucraina tantissime distruzioni di città, devastazioni e centinaia, migliaia di morti. E allora a quel punto lì riteniamo che sia improcastinabile oggi essere protagonisti di una svolta negoziale”.

“Purtroppo l’Italia non è invitata, non partecipa ormai neppure al vertice di Londra, non ha partecipato al vertice dei Balcani con l’Unione europea, ma da questo punto di vista questa è una questione che chiariremo all’interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma ripeto su tutto il resto c’è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all’interno della maggioranza di governo”.

Ponte sullo Stretto, Morelli: “Il percorso va pienamente avanti

Roma, 10 giu. (askanews) – “Stiamo ad osservare cosa valuterà la magistratura. È chiaro che dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti”. Lo ha affermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, interpellato sull’indagine annunciata ieri dalla Procura di Roma sul Ponte sullo stretto di Messina a margine di un panel al Forum PA.

“L’obiettivo – ha spiegato – è di realizzare la più grande infrastruttura del secolo, non per il Meridione ma per il Paese e l’Europa. Quindi contrasto con grande forza chi ha sostenuto che vi siano divergenze tra Italia ed Europa su questa infrastruttura”, che è stata inserita nelle direttrici infrastrutturali chiave della Unione europea.

“Quindi l’obiettivo comune è di ottenere il risultato – ha concluso Morelli – fare il Ponte. Chiaro che ci sono criticità in fase di discussione e soluzione. Ne abbiamo affrontate tante, affrontiamo anche questa e andiamo avanti”.

Commissione Covid, bagarre in Aula alla Camera, M5s grida "onestà"

Roma, 10 giu. (askanews) – Bagarre in aula alla Camera sulla vicenda della commissione Covid. Lo scontro nasce dopo l’intervento della deputata di Fdi Alice Buonguerrieri che critica la richieste delle opposizioni di chiedere lo scioglimento della commissione. “Conte annuncia querele per tutti – ha detto -, trovo molto singolare che voglia denunciare chi ricerca la verità ma non abbia ancora denunciato chi ha speso il suo nome su queste gravi vicende. Noi non accettiamo lezioni di coraggio da chi parla di gestione della pandemia dappertutto ma non ha avuto il coraggio di riferire in commissione. Noi non abbiamo nulla da nascondere e lei presidente Conte?”.

Alfonso Colucci del M5s ha ribadito che la “commissione è completamente delegittimata e abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato per denunciare le gravi irregolarità che avvengono continuamente: i commissari esercitano pressione verso i cittadini auditi, urla, minacce, perfino il presidente che stacca il microfono. Cinque cittadini sono stati auditi in un commissariato di polizia da soggetti che non sono parlamentari ma consulenti nominati da Fdi. Non abbiamo paura di nulla, non abbiamo nulla da nascondere” ha urlato Colucci. Quindi il collega Aiello è stato richiamato dal vicepresidente Sergio Costa.

La seduta è stata sospesa quando i deputati del M5s hanno cominciato a gridare “onestà, onestà”. Alla ripresa dopo qualche minuto Colucci ha ribadito: “Chiediamo la rimozione del presidente Lisei perchè inadatto e la riconduzione della commissione in un perimetro di legittimità parlamentare”.

“E’ inaccettabile che ogni volta che si pone una questione sulla comissione Covid si risponde accusando per far diventare quest’aula un megafono per opportunità politica mentre parliamo di temi che sono istituzionali”, ha detto Gian Antonio Girelli del Pd sollecitando “i presidenti di Camera e Senato a rispondere nel merito perchè quanto accaduto è davvero grave e lesivo del ruolo del Parlamento. Se si vuole parlare di scandali dovremmo parlare di Regione Lombardia. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma non lo abbiamo mai fatto. E’ intollerabile che chi ha le maggiori colpe faccia il maestrino”.

Il vicepresidente Costa ha concluso il dibatitto assicurando che “so che il presidente Fontana è in contatto con il presidente La Russa su questa vicenda”.

Governo, Conte: Meloni dice "faremo" ma la legislatura è in scadenza

Roma, 10 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda Meloni, oggi intervento all’assemblea di Confcommmercio ha dichiarato che per lei è come se fosse il primo giorno, se avesse appena iniziato. È proprio così: non ci siamo accorti di quattro anni di governo e zero proposte”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a Bruxelles, a margine di una iniziativa del suo partito con i giovani sul futuro dell’Europa.

“Il problema – ha aggiunto – è che ormai la legislatura è in scadenza e quindi oggi può semplicemente dire agli italiani ‘faremo, diremo’, ma probabilmente non sarà più lei a Chigi. Potrà dire dall’opposizione, ma a fare semmai saranno i prossimi governi, speriamo siamo noi”.

“Veramente abbiamo perso una grande opportunità, perché la longevità può essere assolutamente una premessa per far bene, ma se non fai nulla diventa addirittura una aggravante di responsabilità”, ha concluso l’ex premier.