Home Blog Pagina 3

MotoGp Fernandez il più veloce in Indonesia, Aprilia domina

Roma, 9 ott. (askanews) – Raul Fernandez è il più veloce nelle prequalifiche del Gran Premio d’Indonesia di MotoGP. Lo spagnolo dell’Aprilia Trackhouse firma il record della pista di Mandalika in 1’28″725 e precede le Aprilia ufficiali di Marco Bezzecchi, secondo in 1’28″944, e Jorge Martin, terzo in 1’29″206. Quarto tempo per Pedro Acosta con la KTM in 1’29″394, davanti alla Ducati di Marc Marquez, quinto in 1’29″426.

Aprilia piazza così tre moto nelle prime tre posizioni, confermando la competitività sul circuito indonesiano. Alle spalle dei primi cinque c’è Fabio Di Giannantonio, sesto con la Ducati del team VR46, seguito dalla Yamaha di Fabio Quartararo. Ottavo Alex Marquez, mentre Franco Morbidelli è nono e Francesco Bagnaia decimo, entrambi su Ducati.

I primi dieci accedono direttamente alla Q2 delle qualifiche. Nelle prove libere del mattino era stato Bezzecchi a ottenere il miglior tempo in 1’30″132, davanti a Marc Marquez e al leader del Mondiale Jorge Martin, terzo a 266 millesimi. Quarto Acosta.

Banche, Dombrovskis: pacchetto competitività nel I trimestre

Roma, 9 ott. (askanews) – “Presenteremo il pacchetto sulla competitività delle banche nel primo trimestre del prossimo anno. Coprirà gli aspetti legati al completamento dell’Unione bancaria, all’integrazione bancaria e alla semplificazione”. Lo ha riferito il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis, precisando nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin che l’esatta struttura di questo pacchetto è ancora da definire.

In generale in Europa sulle banche “bisogna rimuovere le complicazioni e le duplicazioni normative non necessarie”, ha detto, puntando anche a “dare priorità all’innovazione”.

Acqua, de França Doria (WWAP): ispirati da paesaggi italiani

Roma, 9 ott. (askanews) – “In un momento dove il mondo si confronta con diverse sfide collegate all’acqua siamo grati al Governo italiano e alla Fondazione Univerde per questa opportunità di poter presentare nuove soluzioni ma anche di essere ispirati da queste belle immagini di paesaggi di territori italiano per proteggere l’acqua e averne cura come risorsa per tutti noi”.

Lo ha affermato Miguel de França Doria (Direttore UNESCO WWAP) in occasione del orso espositivo multimediale promosso da UNESCO WWAP, Fondazione UniVerde e One Water Committee Italy nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 a Roma.

La sfida di finanziare l’energia del futuro, il punto alla Giornata del credito

Roma, 9 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Banche, tassi nuovi mutui a massimi 2 anni e su credito al consumo record

Roma, 9 ott. (askanews) – Il 3,9891% raggiunto in Italia ad agosto dal Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, è il livello più elevato da due anni a questa parte: per trovare un valore superiore nelle statistiche della Banca d’Italia bisogna infatti risalire al 4,0962%, registrato su questa stessa voce nell’agosto del 2024.

Per quanto riguarda invece il tasso sui nuovi prestiti al consumo, che ha raggiunto il 10,7789%, apparentemente si tratta di un nuovo massimo storico: nelle tabelle, che risalgono fino al 2003, non risulta un valore superiore sebbene a più riprese il tasso abbia superato il 10%.

I rialzi dei tassi di mercato riflettono – e spesso anticipano – le mosse effettuate dalla Banca centrale europea sui livelli ufficiali per tutti i Paesi che adottano l’euro. Lo scorso settembre la Bce ha effettuato un nuovo aumento di 0,25 punti percentuali dei tassi, portando il principale riferimento al 2,50%.

Onu: l’esecuzione pubblica di Hasan negli Usa è tortura

Roma, 9 ott. (askanews) – La diretta televisiva annunciata negli Stati Uniti dell’esecuzione tramite fucilazione di Nidal Hasan, che nel 2009 uccise 13 persone in una base militare in Texas, costituirebbe una forma di “tortura”, ha denunciato oggi l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

“Come ha sottolineato l’Alto Commissario in risposta alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e in Iran, le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. La trasmissione in diretta di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”, ha dichiarato l’Ufficio dell’Alto Commissario in un messaggio all’Agence France-Presse.

Nidal Hasan, che nel 2009 uccise 13 persone nella base militare di Fort Hood in Texas, “sarà fucilato dai soldati, come è giusto che sia, e faremo in modo che il pubblico possa assistere all’esecuzione”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth.

Jovanotti torna con "Le foglie di te" feat. Samurai Jay

Milano, 9 ott. (askanews) – A pochi giorni dalla presentazione alla Festa del Cinema di Roma di “Lorenzo”, Jovanotti torna alla musica con “Le foglie di te”, nella nuova versione feat. Samurai Jay, in uscita per Universal Music da venerdì 9 ottobre in radio e su tutte le piattaforme digitali.

“Le foglie di te” nasce dentro Il corpo umano VOL. 1 ed è una canzone d’amore piena di immagini, desiderio e movimento. Dentro ci sono la strada, la musica, il sole, la luna, la natura, le cose piccole e quelle enormi. Tutto finisce nello stesso flusso, con quella scrittura di Lorenzo che parte da un dettaglio e in poche righe apre un paesaggio.

C’è il tempo che passa, quello che cresce, quello che resta. Un seme che può diventare una foresta, un’immagine che si allarga fino a contenere una storia intera. Nella nuova versione Samurai Jay aggiunge un’altra direzione al brano: entra nella canzone con la sua voce, il suo flow e la sua sensibilità, senza spostarne il centro. Il suono si fa più fisico, più ritmato, più immediato e si accende un’ulteriore energia.

Nel video “Le foglie di te” Jovanotti porta Samurai Jay alla scoperta di New York. Per Samurai è la prima volta in città; Lorenzo, invece, la frequenta da sempre, ci ha vissuto pezzi importanti della sua storia musicale, ci ha lavorato e registrato dischi. Diventa così la sua guida, con una missione in più: trovargli una fidanzata. Tra strade, incontri e ragazze incrociate lungo il percorso, Lorenzo si improvvisa una specie di Cupido newyorkese e i due attraversano la città come una coppia complice e divertita. Un piccolo gioco sentimentale dentro il movimento continuo di New York, che porta anche nelle immagini lo spirito leggero e vitale della nuova versione del brano. Il videoclip sarà disponibile su YouTube dal 16 ottobre.

“Le foglie di te” arriva dopo “Buon Vento” con Alfa e dopo l’estate del Jova Summer Party, che ha attraversato Olbia, Montesilvano, Catanzaro, Palermo, Napoli e Bari, culminando il 12 e 13 settembre con due grandi notti al Circo Massimo di Roma.

È un autunno che tiene insieme musica e immagini. Appena passato il suo compleanno più tondo e dopo un’estate vissuta sul palco, Lorenzo torna con un nuovo brano e dal 26 novembre arriverà poi al cinema con “LORENZO – L’incredibile avventura di Jovanotti”, il film diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti.

Premio Nobel per la pace 2026 al giudice della Cpi Navanethem Navi Pillay

Roma, 9 ott. (askanews) – Il Comitato per il Nobel ha assegnato il premio per la pace del 2026 alla giudice della Corte Penale Internazionale Navanethem Navi Pillay, per i suoi sforzi per promuovere la pace e la legalità internazionale.

Pillay “ha ampliato in modo significativo la portata e l’impatto del diritto internazionale. Ha ricoperto il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. È stata Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e, fino a poco tempo fa, ha presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati”, prosegue la motivazione: “Attraverso procedimenti giudiziari internazionali di importanza storica, ha dimostrato che le misure giuridiche possono contribuire a prevenire atti di guerra e violenza. Navi Pillay ha inoltre contribuito a rafforzare le istituzioni del diritto internazionale. La sua indipendenza, la sua competenza e la sua fermezza l’hanno resa una delle giuriste internazionali più stimate del nostro tempo”. “Nell’assegnare il Premio Nobel per la Pace di quest’anno, il Comitato Nobel norvegese intende ricordare al mondo che lo Stato di diritto – sia a livello nazionale che internazionale – costituisce il fondamento del sistema creato per garantire la pace e risolvere i conflitti in modo non violento. La pace richiede giustizia. La storia ha dimostrato che un mondo privo dello Stato di diritto è ingiusto, sconsiderato e disumano. I giudici – custodi di quel sottile confine tra ordine e caos – meritano dunque il nostro più vivo apprezzamento. Tuttavia, oggi, mentre questi stessi giudici subiscono sanzioni e le loro istituzioni vengono attaccate, abbiamo bisogno di persone dotate di coraggio, lungimiranza e determinazione: qualità che Navi Pillay dimostra costantemente nel suo operato. Navi Pillay ha chiamato Stati e leader nazionali a rispondere delle proprie azioni, infondendo speranza nelle vittime di violenze e conflitti. In tutti gli incarichi ricoperti, ha sottolineato la responsabilità di individui e Stati nel rispettare lo Stato di diritto, contribuendo inoltre a definire le norme e i principi giuridici in materia. La sua influenza è stata determinante quando il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha stabilito che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire crimini contro l’umanità – oltre che genocidio. Nel medesimo procedimento, Navi Pillay ha svolto un ruolo chiave in un’altra importante svolta giuridica: per la prima volta, un imputato è stato accusato di istigazione al genocidio sulla base della sola diffusione di propaganda”, conclude la motivazione.

Mattarella: Parlamento luogo vivo in cui si misura qualità democrazia

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il Parlamento è luogo vivo di prassi, procedure e responsabilità, nel quale si misura quotidianamente la qualità della democrazia”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione, Giorgio Giovannetti, in occasione della Giornata di studio, organizzata dall’Associazione Alunni del Seminario di Studi Parlamentari “Silvano Tosi”.

“La giornata di studio ‘La clinica della Costituzione’. Il ruolo del Parlamento alla soglia della XX Legislatura nel ricordo di Silvano Tosi a 100 anni dalla nascita, rappresenta un’importante occasione di confronto sul ruolo del Parlamento e offre l’opportunità di riflettere sulle procedure che ne scandiscono l’attività, fulcro del dialogo democratico attraverso cui si attua il mandato rappresentativo affidato dai cittadini”, osserva il Presidente.

“Nel centenario della sua nascita, Silvano Tosi rimane un punto di riferimento fondamentale per leggere, con sguardo rigoroso e ancora attuale, l’evoluzione delle istituzioni rappresentative – ricorda il capo dello Stato -. Formatosi presso l’Istituto di Scienze politiche ‘Cesare Alfieri’ di Firenze, illustre studioso del diritto parlamentare, egli conferì piena dignità accademica alla disciplina, divenendone il primo titolare di cattedra. Docente e giornalista, osservatore attento e commentatore lucido delle vicende istituzionali del Paese, Tosi portò la sua competenza anche nelle istituzioni: fu infatti componente del Consiglio Superiore della Magistratura. A Silvano Tosi, insieme a Giovanni Spadolini, Paolo Barile e Alberto Predieri, si deve inoltre l’ideazione del Seminario di studi e ricerche parlamentari, realizzato nel 1967 come metodo didattico innovativo fondato sulla sinergia tra ricerca universitaria ed esperienza tecnico-istituzionale. Il Seminario, oggi intitolato alla sua memoria, attesta la perdurante vitalità del suo insegnamento. Agli autorevoli relatori e a quanti partecipano a questa giornata di studio, formulo gli auguri di un proficuo lavoro”.

Bankitalia, ad agosto tassi sui nuovi mutui saliti quasi al 4%

Roma, 9 ott. (askanews) – Nuovi rialzi dei tassi su mutui e credito al consumo ad agosto. Il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,99 per cento, secondo l’ultima rilevazione della Banca d’Italia, dal 3,81 nel mese precedente. Il tasso sui nuovi prestiti al consumo è salito al 10,78 per cento, dal 10,38 di luglio.

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie si sono invece limati al 3,71 per cento, dal 3,79 nel mese precedente.

Nel frattempo, secondo la statistica “Banche e moneta” ad agosto i prestiti al settore privato sono aumentati del 3,7 per cento su base annua, in lieve accelerazione dal più 3,5 per cento di luglio. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,9 per cento (2,6 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,2 per cento (4,1 in luglio).

Infine, depositi del settore privato sono aumentati dell’1,8 per cento, in frenata dal più 2,4 annuo nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 5,9 per cento (5,6 nel mese precedente).

Cinema, torna l’appuntamento Ring! a Ottobre Alessandrino

Roma, 9 ott. (askanews) – Ad Alessandria, nel programma di Ottobre Alessandrino, torna Ring!, momento dedicato alla critica cinematografica all’interno del festival diretto da Luca Ribuoli e Roberto Lasagna.

Nato nel 2002, nel corso di oltre 20 anni di storia, ha visto la partecipazione di ospiti illustri come Nanni Moretti, Mimmo Calopresti, Gianni Amelio, Morando Morandini, Elisabetta Sgarbi. Ideato da Alberto Barbera, Bruno Fornara e Lorenzo Pellizzari e curato da Giulio Sangiorgio, Ring! si interroga sul ruolo, sul linguaggio e sul futuro di chi il cinema lo guarda, lo interpreta e lo racconta, ponendo al centro una domanda: a cosa serve, oggi, la critica cinematografica?

Si parte oggi (9 ottobre), con la Masterclass di critica cinematografica condotta da Giulio Sangiorgio, critico cinematografico, direttore di Film Tv e direttore artistico di Ring!. L’incontro (ingresso gratuito su prenotazione) propone una riflessione sul linguaggio del grande schermo attraverso un percorso formativo rivolto a partecipanti selezionati tra le promesse della critica cinematografica di domani.

Alle 18.00, a Palatium Vetus, sarà invece il momento di “Come eravamo – La storia di Ring!”. Sul palco il direttore artistico della Biennale del Cinema di Venezia Alberto Barbera, i critici Bruno Fornara e Nuccio Lodato per ripercorrere la nascita, la storia e le idee di un’esperienza che ha segnato il rapporto tra cinema, festival e critica. Un appuntamento per ricordare da dove veniamo e chi ha contribuito a costruire quella storia, senza dimenticare le figure che non ci sono più, come Giuliana Callegari, alla quale sarà dedicata, a seguire, la proiezione di L’ultimo spettacolo – Appunti e frammenti per Giuliana Callegari di Angelo Barco (1999, 60′).

Alle 21.00, sempre a Palatium Vetus, spazio a un nuovo confronto con “A cosa serve la critica? – Critici a duello”. Da una parte Paolo Mereghetti, dall’altra Giulio Sangiorgio. Due critici, due generazioni, due sensibilità e due modi di guardare al cinema si confronteranno sui massimi sistemi del mestiere, in un vero e proprio duello di idee sul senso e sulla necessità della critica cinematografica. A seguire, la proiezione di Le siège de l’Alcazar di Luc Moullet (Francia, 1989, 57′) per continuare a giocare sul confronto tra scuole e visioni divergenti.

La seconda giornata si apre alle 15.00, a Palatium Vetus, con “Uno contro tutti – In difesa della commedia italiana”, con la presentazione del numero 613 di Bianco e nero, la storica rivista di studi cinematografici del Centro Sperimentale di Cinematografia, dedicato a “La commedia italiana 2000-2025”. Che cosa è successo alla commedia italiana? Ce lo meritiamo Checco Zalone? E perché Angelo Duro è diventato una star anche sul grande schermo? Che cosa resta davvero oggi di quella che un tempo chiamavamo la “commedia all’italiana”? A provare a rispondere sarà il critico Rocco Moccagatta, pronto ad interrogarsi su ciò che racconta questo genere del nostro Paese, dei nostri gusti e del nostro tempo.

Ring! continua alle ore 16:30 interrogandosi su cosa significhi oggi scrivere di cinema e recensire in un panorama mediale profondamente cambiato, sempre più vasto, veloce e frammentato. Ne parleranno Emanuela Martini (Cineforum), Carlo Valeri (Sentieri selvaggi) e Roy Menarini, critico cinematografico e curatore di Scrivere di audiovisivi. Ambiti, forme, strumenti (Carocci), volume di prossima pubblicazione che sarà presentato in anteprima proprio durante l’incontro.

Alle ore 18:00 protagonista l’Odissea di Nolan. Amato, discusso, celebrato o guardato con perplessità: a confrontarsi ci saranno: Maria Sole Colombo, archivista, critica e programmatrice cinematografica, e Roberto Silvestri, giornalista e critico cinematografico. Un confronto senza rete, tra entusiasmo e dubbi, passioni e riserve.

A chiudere le due giornate, l’assegnazione del Premio Ring! a Fuori orario – Cose (mai) viste, il programma di Rai 3 che incarna un’idea di critica che ha segnato la storia della televisione e della cultura cinematografica italiana. La serata conclusiva sarà arricchita dal dialogo tra Roberto Turigliatto, critico cinematografico, e Fulvio Baglivi, attore, regista e sceneggiatore, ed entrambi autori di Fuori orario – Cose (mai) viste, a seguire la proiezione di Parola (su una) data [Estratti] di Enrico Ghezzi, opera che interroga registi e filosofi, tra cui Jacques Derrida e Slavoj Žižek, sul tema dell’11 settembre.

All’orizzonte le primarie del malumore

Rischiano di essere le primarie del malumore. Mano a mano che si avvicina il traguardo della fine della legislatura, il centrosinistra, o campo largo che dir si voglia, sperimenta tutti i modi per presentarsi al voto nel modo migliore.

Inevitabilmente, si trova a fare i conti col dilemma della leadership, immaginando che l’unico modo di risolverlo sia quello di andare alla conta tra i due leader più gettonati (Schlein e Conte), i quali si avviano a quell’appuntamento con un alto, altissimo grado di fiducia nel metodo scelto e, soprattutto, nel loro stesso carisma.

Impresa che potrà anche riuscire loro, ma che si presenta accompagnata da un rumore di sottofondo che non promette molto di buono. Infatti non c’è nessun entusiasmo da parte di tutti gli altri. Anzi, i più hanno cercato di inventare mille modi per evitare di trovarsi davanti a quel bivio.

Nel suo insieme, l’opposizione sembra non amare più di tanto il modello di sfida a cui si sta preparando. Se per la destra l’enfasi sul(la) leader somiglia a un ballo a corte, dalla parte opposta appare, invece, come una sorta di doloroso sacrificio.

Ora, può darsi che, cammin facendo, gli umori possano cambiare e forse perfino capovolgersi, ma celebrare le primarie accompagnati da uno stato d’animo così evidentemente scettico non promette molto.

A meno che il carisma nascosto dei candidati non possa fare la differenza strada facendo, ipotesi che tuttavia non appare probabilissima in un contesto in cui, però, il gioco delle previsioni somiglia ormai a una roulette russa.

Fonte: La Voce del Popolo – 8 ottobre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Vannacci, Cerno e il gusto perduto del rispetto

Sbatti ogni giorno un mostro in prima pagina

Sembra che, in un tempo in cui si rispolvera San Francesco, voci della Chiesa suggeriscano più che mai l’urgenza di riscoprire il sentimento dell’amore, che si rende concreto nel perdono e che esige, ancor oltre, la stima verso chi si perdona. Passaggi non semplici, su cui quotidianamente esercitarsi. Si fa prima a dire: una fatica improba, ma necessaria.

È in questo clima che il buon Vannacci ha sentenziato che, a suo dire, Tommaso Cerno, il direttore de Il Giornale, ha «gusti invertiti». Quest’ultimo ha replicato che il Generale patisce un serio deficit di contenuti. Il commento è venuto fuori a proposito di fasce protette in TV e dell’eventuale divieto, per mano dello stellato militare, di propaganda gender e omosessualista quando l’utenza è composta anche da bambini. Si è aperta per l’ennesima volta la cerniera alla sgradevolezza dei costumi e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

 

La truculenza al comando

Tralasciando il merito della questione, c’è un modo di fare osservazioni o di proporre il proprio credo che non dovrebbe mai trascurare la delicatezza dei modi e la gentilezza del cuore. C’è sempre un porgersi come se si fosse in guerra e l’altro fosse un nemico.

In questo senso la stima perde immediatamente un già arido valore economico e si fa, più pericolosamente, immediato giudizio, con il rischio che chi si muove in questo modo «si stima un grand’uomo; / Ma così va, chi sopra ’l ver s’estima». In politica corre un’eccessiva stimolazione del lancio dei pesci in faccia e non pare proprio che sia un grande, godibile spettacolo.

Un possibile opposto

Che sia in versi o in prosa, sarebbe consigliabile, almeno nella comunicazione, invertire le forme e smettere di andare contro il divieto di senso della civiltà. A questo punto della faccenda dovremmo sperare tutti di essere invertiti, di saperci rivolgere verso l’altro con desiderio di incontro e di comprensione, di abbandonare i facili istinti e mettere in campo un sangue che canti parole ben intonate.

Sarebbe il più felice ribaltamento della regola per cui, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato potrebbe mutare in positivo. «In altre circostanze, avrebbe riso, proprio di gusto, d’una richiesta simile», qualcuno potrebbe replicare a una proposta di tal fatta.

Del resto, Flaiano insegna che gli amici servono innanzitutto a ridarci il gusto della verità, quella che di questi tempi si impiglia sempre nel nostro primo, peggior pensiero, tutto istinto, e da lì non si muove oltre. E poi ancora, prima di reagire alle parole altrui, sarebbe utile darsi il tempo giusto, così: «Ché se la voce tua sarà molesta / nel primo gusto, vital nodrimento / lascerà poi, quando sarà digesta».

Se tutto questo riuscisse, sarebbe roba da far venire le vertigini, da far accapponare la pelle al frasario corrente.

Non è solo Vannacci ad avere difficoltà di vocabolario politico. Un consigliere del Comune di Pontedera, tal Floriano Della Bella, ne ha fatte di belle: ricco d’impeto, incespica sulla parola e, invece di appellare la Meloni come «caciarona», gli viene fuori «ciociara» a mo’ d’insulto. Si è forse confuso anche l’inconscio. Seguiranno i chiarimenti, le scuse e nuove accuse, perché tutto torni ad avvilupparsi nel solito teatrino.

 

Cose dell’altro mondo

Si legge che a Bologna c’è la nuova edizione del festival «C’è + gusto a Bologna». Ecco che si potrebbe provare tutti a resettare i palati e ad assaggiare un alfabeto umano. Se proprio indispensabile, ci si potrebbe affidare anche al soccorso di un’intelligenza artificiale per trovare la combinazione vincente per un traguardo del genere.

I leader dei grandi partiti, non solo in Italia, potrebbero stilare un documento in cui si stabiliscono nuove regole di confronto, un codice di comportamento che stia nel perimetro dell’educazione e del rispetto. Sarebbe cosa buona e ragionevole ma, come insegnava Andreotti, il problema non è avere ragione, quanto piuttosto farsela dare dagli altri.

Un tale passo sarebbe assai più che disarmare gli arsenali atomici sparsi per il mondo. Per adesso San Francesco dovrà ancora armarsi di santa pazienza.

Ora i centristi dicano cosa vogliono fare

Il centro non può restare ai margini

È ormai abbastanza evidente che adesso i centristi devono dire apertamente e chiaramente cosa vogliono fare e come si vogliono comportare nella dialettica politica italiana contemporanea. Al riguardo, ci sono due concrete considerazioni che non possono non essere evidenziate.

Innanzitutto, il centro, e di conseguenza i centristi, non possono più limitarsi a giocare un ruolo residuale, marginale e periferico. Il dibattito a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi è abbastanza deprimente per il futuro e la prospettiva del centro.

Quando una coalizione come quella del campo largo è egemonizzata, sotto il versante politico, culturale e programmatico, dalla sinistra populista, radicale, massimalista ed estremista, è di tutta evidenza che l’apporto delle potenziali ed eventuali forze centriste è semplicemente irrilevante.

 

Nel campo largo, un apporto irrilevante

È appena sufficiente, al riguardo, osservare concretamente il peso reale di tutto ciò che non è riconducibile al campo della sinistra progressista per rendersi conto che il centro, da quelle parti, è sostanzialmente ridotto al peso che avevano i «cattolici indipendenti di sinistra» eletti nelle liste del Pci negli anni Settanta e Ottanta. Cioè, politicamente, nulla.

E non è un caso, del resto, che la frammentazione delle mille sigle centriste nella coalizione di sinistra e progressista sia solo funzionale alla richiesta di avere qualche seggio parlamentare gentilmente offerto dagli azionisti di maggioranza dell’alleanza.

 

Nel centrodestra domina Meloni

Sul versante del centrodestra, specularmente, la situazione è leggermente diversa, ma non granché, perché il peso, l’autorevolezza e il carisma della premier Giorgia Meloni sono talmente forti ed oggettivi che indeboliscono, se non oscurano del tutto, l’apporto e il contributo delle forze centriste.

Il ruolo e il peso di Forza Italia, nello specifico, non sono in grado né di rappresentare un autentico luogo politico centrista né, al contempo, di condizionare adeguatamente il progetto politico complessivo della coalizione stessa.

Insomma, due situazioni che evidenziano, di fatto, l’impotenza e la sostanziale irrilevanza politica e progettuale della politica di centro, del progetto di centro e della stessa cultura politica di centro. Una situazione che, come ovvio, non può essere la via più gettonata per chi continua a individuare nella politica di centro una risposta positiva e concreta alle difficoltà della politica contemporanea.

 

Tornare politicamente protagonisti

In secondo luogo, e specularmente, il centro assolve al suo ruolo se è in grado di ritornare politicamente protagonista. O all’interno della coalizione di riferimento oppure dando vita a un centro autonomo e sganciato dai due poli maggioritari. In entrambi i casi, però, non può ridursi a giocare un ruolo puramente ancillare e, di conseguenza, del tutto irrilevante.

Certo, nessuno pensa di ritornare a una stagione, quella della Prima Repubblica, in cui il centro ha giocato un ruolo decisivo e determinante sotto il profilo politico e progettuale e della stessa cultura di governo.

Un ruolo, seppure meno incisivo, che comunque è stato praticato anche durante la prima fase della Seconda Repubblica, quando le forze centriste hanno saputo giocare una parte decisiva. Non a caso si parlava ancora di centrosinistra e di centrodestra.

 

Una scelta che non si può rinviare

Ecco perché, al di là di molte chiacchiere, la posta in gioco è abbastanza semplice da descrivere: o si ha il coraggio di ritornare politicamente protagonisti oppure ci si riduce a essere del tutto marginali e periferici.

Un epilogo, va pur detto, che sarebbe triste e anche un po’ decadente per una nobile e gloriosa cultura politica che ha caratterizzato e accompagnato la crescita e il consolidamento della nostra democrazia.

Svezia, a Stoccolma prende forma una nuova maggioranza, oltre i blocchi

La crisi dopo il voto

A qualche settimana dalle elezioni, la Svezia non ha ancora trovato una maggioranza di governo. Il centrodestra, uscito sconfitto dalle urne, ha perso il controllo del Parlamento, ma il campo alternativo fatica a trasformare i suoi 176 seggi su 349 in una coalizione.

Magdalena Andersson, leader dei Socialdemokraterna (Socialdemocratici), è nuovamente incaricata di cercare una soluzione. Oggi è previsto un incontro fra i quattro partiti potenzialmente maggioritari, ma le distanze restano considerevoli.

 

Il nodo della Sinistra

Il problema riguarda soprattutto il rapporto fra Centerpartiet (Partito di Centro) e Vänsterpartiet (Partito della Sinistra). Elisabeth Thand Ringqvist, leader del Centro, esclude l’ingresso della sinistra radicale nel governo. Nooshi Dadgostar, al contrario, rivendica una partecipazione ministeriale.

È una controversia che investe gli indirizzi politici, non soltanto la distribuzione degli incarichi. E rischia di compromettere la nascita dell’esecutivo Andersson.

 

La novità viene dalla capitale

Proprio mentre la politica nazionale appare prigioniera dei veti, nella Regione di Stoccolma prende forma un esperimento di notevole interesse.

Cinque partiti hanno avviato negoziati per una nuova maggioranza: Socialdemocratici, Centro, Kristdemokraterna (Democratici Cristiani), Liberalerna (Liberali) e Miljöpartiet (Partito dell’Ambiente, i Verdi).

Insieme disporrebbero di 80 seggi su 149, una maggioranza assoluta. Non è dunque una semplice suggestione giornalistica, ma una formula politicamente e numericamente praticabile, ancora sottoposta alla verifica dei negoziati.

 

Il Centro come cerniera

La novità è nella composizione dell’alleanza. I Democratici Cristiani, tradizionalmente collocati nel centrodestra, siederebbero accanto ai Socialdemocratici. Il Centro assumerebbe una funzione di raccordo, mentre Liberali e Verdi contribuirebbero a definire un equilibrio programmatico.

Resterebbero fuori sia Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi), la destra nazionalista, sia Vänsterpartiet.

Si delinea così una maggioranza che non nasce dall’aggregazione delle ali, ma dalla convergenza delle forze moderate appartenenti a tradizioni politiche differenti.

 

Un possibile modello nazionale

Naturalmente una regione non è il Parlamento nazionale. Ebba Busch, leader dei Democratici Cristiani, continua a escludere un governo nazionale guidato da Andersson, salvo circostanze eccezionali.

Ma Stoccolma introduce un elemento nuovo nel dibattito svedese: la possibilità di costruire maggioranze attraverso il centro, anziché cercare continuamente compromessi fra gli estremi.

Se il negoziato regionale avrà successo, non sarà soltanto un accordo amministrativo. Potrà diventare un laboratorio politico, mostrando come il centro possa tornare a essere il luogo in cui si costruiscono le maggioranze, non semplicemente quello in cui si raccolgono i voti decisivi.

A Roma la prima monografica su Pontormo, visionario dal colore acceso

Roma, 8 ott. (askanews) – La prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo, detto Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557) è stata inaugurata alle Scuderie del Quirinale a Roma e sarà aperta al pubblico dal 9 ottobre al 7 febbraio 2027. Innovatore originale e visionario, la cui opera ha ispirato artisti del Novecento, come Bill Viola o Pasolini, Pontormo è tra i grandi protagonisti del Cinquecento fiorentino, artista inquieto e fondatore del manierismo in pieno Rinascimento.

La mostra, promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi – in conferenza stampa è intervenuto anche il direttore Simone Verde – prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica anche il catalogo), è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino (quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani) ed è l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956. La curatrice Acidini:

“Il percorso di Pontormo viene qui raccontato dagli esordi, nelle imprese collettive sotto l’egida di Andrea del Sarto, poi l’autonomia degli anni della maturità, con le grandi pale d’altare e i disegni che evocano la lunetta di Poggio a Caiano per Leone X de’ Medici. E poi attraverso queste sue fasi, come l’avvicinamento alla grafica di Albrecht Duerer e il conseguimento di una sua maniera totalmente autonoma, visionaria, all’insegna di un colore acceso e ravvivato da forti contrasti”, ha spiegato ad askanews la curatrice Cristina Acidini.

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo, 1525-1528), di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, mentre dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, viene l’opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), che si può ammirare nell’ultima sala.

“E poi le grandi opere della maturità: i ritratti in particolare, sia per personaggi importanti della Firenze del Tempo e sia per la dinastia dei Medici che si insedia definitivamente nel 1530 e lo prende come primo pittore di corte”, ha ricordato Acidini.

L’esposizione è resa possibile grazie a prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l’Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora), insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi: “La prima mostra monografica dedicata a Pontormo, non era stata fatta neanche nella città di Pontormo, cioé Firenze. Le Scuderie del Quirinale ci sono riuscite, grazie anche alla partnership con le Gallerie degli Uffizi, straordinario prestatore della mostra e simbolo istituzionale di garanzia per la credibilità rispetto a tutti i prestatori internazionali che hanno riconosciuto questa come un’opportunità incredibile per partecipare”.

Occhiuto: errore includere Vannacci, nulla a che fare con centrodestra

Milano, 8 ott. (askanews) – “Se si alleasse con Vannacci qualcuno pensa che forse il centrodestra vincerebbe più facilmente. Io penso che non riuscirebbe poi a governare”, insiste il governatore della Calabria, per il quale “sarebbe un grave errore da parte del centrodestra se includesse Vannacci. Vannacci non ha nulla a che fare con la storia del centrodestra che ha governato con stabilità in questi anni, quando ha governato. I governi più longevi sono i governi del centrodestra”. “In politica non sempre l’aritmetica funziona: Vannacci in coalizione significherebbe snaturare il centrodestra che invece aprendosi ai riformisti può davvero vincere e soprattutto governare”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, arrivando a Milano per presentare il suo libro “Il coraggio di governare”.

Attesa OK – Giornata del credito: la sfida di finanziare l’energia del futuro

Roma, 8 ott. (askanews) – Energia, sostenibilità e il contributo che la finanza può dare al percorso verso fonti più pulite sono stati i temi al centro della 58esima Giornata del credito, alla Camera di Commercio di Roma. La sfida è trovare le risorse per la transizione: un impegno che coinvolge il settore pubblico e la finanza privata, come spiega Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia.

“I numeri sono decisamente imponenti perché le stime della Commissione Europea parlano appunto di investimenti per 660 miliardi l’anno dal ’26 al ’30 sul tema proprio della transizione energetica. È evidente che investimenti di queste dimensioni non possono essere gestiti solamente attraverso il sistema pubblico, quindi è necessario un intervento del sistema finanziario anche privato, ma direi che soprattutto è importante creare un ecosistema in cui tutti gli stakeholder, tutti i protagonisti poi svolgano un ruolo complementare”.

Energia e finanza sono quindi i temi scelti per questa edizione della Giornata del credito. Il presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, Ercole Pellicanò, spiega il legame tra i due settori.

“Diciamo che la Giornata del Credito come concetto di base tende, ormai da 58 anni, a diffondere la cultura economico-finanziaria, fare cultura. Oggi abbiamo naturalmente un tema principale per il Paese, che è il problema dell’energia. L’energia è enorme, non solo per il nostro Paese, ma per noi in particolare. E l’energia va sostenuta attraverso un supporto finanziario, le banche, il sistema finanziario, le assicurazioni e così via. Quindi riflettendo sull’argomento di quest’anno, ho messo insieme le due cose: energia e finanza, perché si completano e sono indispensabili insieme. Comunque l’energia è l’argomento principale di oggi ed il supporto delle banche e del sistema finanziario”.

Per sostenere questi investimenti serve anche un maggiore impegno europeo. È la richiesta di Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l’Energia.

“Uno studio che abbiamo realizzato come Confindustria negli anni scorsi indicava in 1100 miliardi di euro l’impegno, diciamo, economico come Sistema Paese per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea ha condiviso con gli Stati membri. Sono una mole ingente che nessun Stato né singolarmente, né a livello di singoli investimenti privati può sopportare. Quindi occorre davvero un grande sforzo comune, un grande sforzo anche da parte dell’Unione Europea; in questo io credo che debba mettere a disposizione delle imprese e degli Stati membri, diciamo, una capacità di finanziamento ulteriore oltre quella dello singolo Stato”.

Occhiuto: riconoscente a Tajani, ora Fi recuperi sua carica innovativa

Milano, 8 ott. (askanews) – “Forza Italia è il mio partito, il partito che amo, il partito del quale sono vice segretario nazionale. Molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche a Forza Italia, non è così: io non critico il mio partito anzi vorrei stimolarlo, perché tutti insieme dobbiamo recuperare quella carica innovativa che Forza Italia aveva quando Berlusconi la fondò. Dobbiamo aprire il partito alle esperienze migliori della società civile, del mondo produttivo, del ceto intellettuale, come fece Berlusconi.

Dobbiamo essere più smart anche per recuperare il voto, il consenso, l’interesse dei giovani, perché Forza Italia nacque come un partito molto apprezzato dai giovani di allora”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, a Milano per presentare il suo ultimo libro.

Quanto al segretario Tajani, “è l’uomo al quale tutti quanti dobbiamo riconoscenza perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe: nessuno avrebbe puntato un euro su Forza Italia qualche anno fa” e invece Forza Italia oggi è ancora in campo anche se “ha bisogno di essere maggiormente liberale, riformista anche per attrarre nell’interesse del centrodestra quelli che prima votavano magari per il centro-sinistra, perché nel centro-sinistra avevano cittadinanza i riformisti. Oggi nel campo largo i riformisti sono reietti, per cui se noi riusciamo a essere il partito che Berlusconi volle, il partito delle riforme liberali, il partito che che raccoglie l’interesse dei riformisti, oggi ancor più di allora, riusciamo ad allargare il centrodestra e a farlo vincere senza avere la tentazione di inseguire la destra populista”.

Quanto alla necessità di gestire “in squadra” il partito, sollecitata più volte da Occhiuto, il presidente della Calabria spiega: “Ci sono già quattro vicesegretari, io sono uno di questi, ci sono i due capigruppo e quindi il mio è uno stimolo a fare in modo che tutti noi, tutti quelli che condividono degli incachi di responsabilità in Forza Italia sappiano raccogliere la lezione di Berlusconi. Io dico spesso che a noi di Forza Italia non basta più parlare soltanto di Berlusconi, bisogna saper attualizzare quella lezione perché forse è il modo migliore per onorarlo. E questo sono convinto che lo sappia bene anche il segretario”.

Fi, Occhiuto: rispetto per M. Berlusconi, ma non agisco sotto dettatura

Milano, 8 ott. (askanews) – “Ho veramente rispetto per Marina Berlusconi, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice segretario di Forza Italia, arrivando a Milano per presentare il suo ultimo libro, in risposta alla domanda se incontrerà in questi giorni Marina Berlusconi.

“Io sono fra quelli che incontrano di meno Marina Berlusconi, credo di aver dimostrato il coraggio di dire le cose e quando dico che nel paese bisogna avere il coraggio di fare le cose senza dettatura non immagino che la mia attività nel partito debba essere sotto sotto dettatura di qualcuno. Ho grande rispetto di Marina Berlusconi che rappresenta un riferimento culturale importantissimo per noi perché porta il nome del fondatore di Forza Italia e peraltro assomiglia moltissimo al padre, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso”, ha spiegato.

Ex-Ilva, dopo Genova e Novi Ligure l’azienda ferma anche Taranto

Roma, 8 ott. (askanews) – Acciaierie d’Italia ha annunciato lo stop a tutte le attività anche nello stabilimento ex-Ilva di Taranto, dopo la fermata degli impianti di Genova e Novi Ligure, seguita alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Lo riferiscono fonti sindacali a margine dell’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi.

Intanto il governo è intenzionato a portare già nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori dell’ex Ilva e che punti a una cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di continuità. Allo stesso tempo, l’esecutivo sta approfondendo ulteriori tutele sociali, da inserire in sede di conversione del Dl. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, aprendo l’incontro con i sindacati sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.

Resta ferma, ha aggiunto Mantovano, secondo quanto si apprende, l’intenzione del Governo di puntare alla produzione di acciaio green con impianto Dri e forni elettrici, purché nell’ambito di un piano industriale credibile. Le risorse per il Dri ci sono, ha spiegato, anche quelle che potrebbero sembrare parzialmente distolte possono in realtà rientrare in quanto destinate alla decarbonizzazione, quindi sostanzialmente all’area di Taranto che è l’unica interessata a questo processo.

Il Governo, ha continuato Mantovano, sta approfondendo ulteriori semplificazioni e incentivi per i progetti di investimento nell’area di Taranto che puntino, previa riqualificazione professionale dei lavoratori, ad assorbire quanti dovessero restare senza lavoro per la vicenda Ilva, con una struttura tendenzialmente unitaria di coordinamento che avrà il compito di finalizzare e accelerare la loro attuazione.

Mantovano, ha ripercorso anche gli ultimi sviluppi dell’iter giudiziario che interessa l’ex Ilva, ricordando come le richieste del Pg della Cassazione, sebbene non vincolanti per le Sezioni unite, critichino i decreti di sospensione della Corte d’Appello di Milano, sia sui rischi da amianto sia sulle polveri Pm10. Un passaggio, quello del Pg della Cassazione, ha detto Mantovano secondo quanto si apprende, che sostanzialmente attesta la correttezza del lavoro svolto dal Governo attraverso l’istruttoria approfondita del ministero dell’Ambiente e dell’Istituto superiore di sanità, così come gli sforzi degli amministratori per adattarsi alle prescrizioni.

Tuttavia, ha sottolineato il sottosegretario, le richieste del Pg non fermano ovviamente l’efficacia del decreto della Corte d’Appello di Milano, il che impone agli amministratori dell’ex Ilva di seguire le sue prescrizioni, pena il rischio di incappare nella violazione di norme ambientali e penali. Uno dei punti che l’esecutivo sta approfondendo, ha concluso, non è tanto quello di sterilizzare del tutto il decreto della Corte d’Appello con una nuova norma, il che sarebbe giuridicamente impossibile, quanto evitare il rischio che la piena e totale esecuzione dell’ordine di spegnimento degli altoforni renda vana un’eventuale decisione della Cassazione – il 20 ottobre – che dovesse consentire ai forni di restare in attività.

A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica

Sassuolo (Modena), 8 ott. (askanews) – Un grande pannello di tre metri e sessanta, con le silhouette e le parole di chi lavora in fabbrica. A Sassuolo Marinella Senatore firma la sua prima opera in ceramica, realizzata con i dipendenti di Marca Corona, l’azienda più antica del distretto. Lo spiega l’amministratore delegato Lelio Poncemi: “Il senso originario sta nella partecipazione, nel coinvolgimento, nel chiedere a un’artista di vederci con i suoi occhi e aiutarci a valorizzare la nostra storia e il nostro modo di stare insieme”.

Marca Corona per l’arte arriva alla quinta edizione: ogni anno un artista entra in azienda e lavora con i dipendenti. Con Senatore laboratori di scrittura collettiva e movimento, e sul retro dell’opera le frasi di tutti i partecipanti. A raccontarlo è Katia Canuri, che in azienda segue comunicazione ed eventi. “Quando viene svolto qui in azienda funziona perché mette in connessione dipendenti che altrimenti si saluterebbero al mattino e alla sera scambierebbero solo due battute. Quando invece affrontiamo questi workshop ciò che nasce e che ne esce sono esperienze diverse”.

L’opera è in mostra fino al 4 dicembre alla Galleria Marca Corona, il museo d’impresa del distretto, accanto alle luminarie dell’artista. A febbraio sarà a Bologna per Arte Fiera, nell’autunno 2027 al Palazzo Ducale di Sassuolo. “E’ una comunità che ama la propria materia e dimostra creatività nel proprio lavoro – spiega Marinella Senatore -. Il fatto che si siano raccontati per creare quest’opera è una manifestazione della loro dignità, generosità e coesione come comunità. La terra e la ceramica sono elementi attorno ai quali si creano legami affettivi profondi”.

Fdi ‘apre’ finestra elettorale a giugno. Porte chiuse a Vannacci

Roma, 8 ott. (askanews) – Per Giorgia Meloni si tratta di un dibattito “surreale” al quale al momento non intende partecipare. Eppure, incassato il via libera con voto segreto alla riforma del sistema di voto, la grande domanda che aleggia in Parlamento è soltanto una: quando si terranno le elezioni Politiche? Ufficialmente, la premier ribadisce che l’intento è andare avanti fino alla fine della legislatura. “Manca un anno, sono concentrata sul lavoro”, spiega infatti ad Ascoli dove si è recata per partecipare all’inaugurazione del parco restaurato di Palazzo Saladini Pilastri. In cima alle preoccupazioni, d’altra parte, ora c’è il caro energia, una manovra da costruire con poche risorse a disposizione e la trattativa con Bruxelles perché si tenga conto della spirale inflattiva nei limiti di spesa consentita. Tutti temi che riguardano direttamente le tasche degli elettori e che, di conseguenza, non possono che essere determinanti nella campagna elettorale ormai inesorabilmente avviata.

E, tuttavia, più di un indizio dimostra che l’ipotesi che ci sia un voto anticipato alla fine della primavera del prossimo anno è seriamente presa in considerazione dal partito di via della Scrofa. Qualche giorno fa era stato il capogruppo al Senato, Lucio Malan, a evocarla, salvo poi fare una correzione di rotta. Oggi a rilanciare la suggestione sono le parole al Foglio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e braccio destro di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari. Che spiega: la scelta di quando andare a nuove elezioni “non dipende solo da noi”, ma “ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”.

Nessuna spinta per l’una o per l’altra opzione, spiegano dal fronte dei meloniani, semplicemente la constatazione che gli scenari sul piatto restano due. Tanto è bastato, però, perchè nei conciliaboli si cominciasse a ragionare di date specifiche. L’ipotesi di un voto a primavera inoltrata sembra puntare su fine maggio o, appunto, inizio giugno. Anche in virtù di una considerazione molto precisa: uno dei motivi per anticipare la fine della legislatura in assenza di problemi in maggioranza – viene spiegato – sarebbe quello di optare per un election day con le prossime elezioni amministrative che, per legge, devono essere svolte (almeno per quanto riguarda il primo turno) tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Se invece si decidesse di arrivare a scadenza naturale, il mese cerchiato in rosso non sarebbe in realtà settembre ma novembre. C’è anche chi ipotizza un week end preciso, quello di metà mese. Uno scenario che prevede però anche che ci sia un anticipo di manovra.

Trovare qualcuno che è pronto ad accettare una scommessa su questa opzione non è tuttavia facile. Intanto perché, con i deputati costretti ad andare a caccia di preferenze, in molti prefigurano un Parlamento che, archiviata la manovra, sarà sempre meno frequentato. Ma c’è un altro evento spartiacque, ed è il congresso della Lega fissato per il 24-25 ottobre di quest’anno. Prima di quella data – ragiona un alto esponente di Fratelli d’Italia – è difficile che si possa concretamente parlare di voto anticipato perchè significherebbe far arrivare Matteo Salvini all’appuntamento molto indebolito visto che tra i ‘ribelli’, a cominciare da Massimiliano Romeo, c’è già chi ha ricordato che prima bisogna portare a casa l’autonomia differenziata. Ma perplessità su elezioni anticipate albergano anche in casa dell’altro alleato. “Io credo che si debba votare a fine legislatura, l’opinione di Forza Italia è questa”, ribadisce ancora una volta Antonio Tajani. C’è anche chi maliziosamente fa notare che congelare per ora la data delle urne contribuisce anche ad agitare il centrosinistra, impegnato in una faticosa discussione sulla questione.

Un tema su cui invece le posizioni sono decisamente meno sfumate è quello che riguarda l’eventuale apertura di un canale con Roberto Vannacci. Quei voti potrebbero essere essenziali al centrodestra per raggiungere la fatidica soglia del 42% che consentirebbe di accedere al premio di maggioranza. Proprio durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, il capogruppo di Fururo nazionale, Edoardo Ziello, ha aperto all’ipotesi di un dialogo con il centrodestra nell’ottica di “non far tornare a guidare la nazione ai vari Bonelli, Fratoianni, Conte”. La replica di Francesco Lollobrigida è stata però gelida. “Non abbiamo bisogno di aprire a ragionamenti con chi sta all’opposizione e ci vuole mandare a casa tutti i giorni”.

Un accordo chiuso in vista delle prossime elezioni Politiche è invece quello che Fratelli d’Italia ha siglato con ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca e che sarà ufficializzato nel corso di una conferenza stampa martedì. Intesa che consentirà alla formazione del sindaco di Taormina di avere a breve una componente parlamentare grazie a un paio di ‘prestiti’: tra questi, quello di Manlio Messina che contestualmente dovrebbe tornare nel partito di Giorgia Meloni, lasciato in polemica circa un anno fa.

Dombrovskis: non possiamo creare continuamente nuove flessibilità sui conti

Roma, 8 ott. (askanews) – I rialzi inflazionistici “sono già presi in considerazione nella valutazione complessiva, tra i fattori rilevanti”, quando la Commissione Ue giudica il rispetto dei Paesi delle regole del Patto di stabilità e di crescita. E su queste regole nella Ue “non possiamo tirare fuori nuove flessibilità ogni volta. Farebbe insorgere dubbi sul nostro impegno a rispettare le regole, in una fase in cui la credibilità dei nostri propositi sulla sostenibilità di bilancio è un asset cruciale. Non possiamo metterlo a rischio”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Sui conti pubblici “è necessaria la prudenza – ha affermato -. Gli Stati membri devono attenersi ai loro obiettivi dei piani strutturali di bilancio di medio termine. E l’utilizzo della flessibilità ampliata, sulla base delle clausole di salvaguardia nazionali, va utilizzata con cautela”.

“È anche opportuno notare che le nostre regole di bilancio contengono già diversi elementi di flessibilità per intervenire sulla situazione attuale in una maniera equilibrata. Un elemento chiave delle nostre regole è la contro ciclicalità. Questo significa, per esempio, che le mancate entrate di bilancio a causa del rallentamento dell’economia non devono essere compensate – ha notato -. E che anche gli aumenti delle spese per i maggiori tassi di interesse non vanno compensate nei piani attuali”.

Gioco pubblico, Cardia: Misure ponte vitali

Roma, 8 ott. – Le restrizioni sul gioco hanno ridotto gli apparecchi sul territorio, ma non hanno ridotto la domanda. È il paradosso indicato da Geronimo Cardia, presidente di ACADI-Confcommercio, al Forum ACADI 2026 di Roma sull'”Impatto sociale delle regole”. Tra il 2018 e il 2025, infatti, la raccolta complessiva è salita da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella degli apparecchi è scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso periodo il settore ha perso il presidio di 662 Comuni e circa 9.500 addetti.

“La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità”, afferma Cardia. È su questa distanza tra obiettivi ed effetti che ACADI chiede di misurare le regole. Distanze dai luoghi sensibili e limiti orari hanno ristretto l’offerta autorizzata in parte del territorio senza impedire alla domanda complessiva di crescere, con conseguenze anche su legalità, gettito e occupazione. Con i termini della delega per il riordino del gioco fisico scaduti, Cardia chiede quindi interventi immediati. “Oggi che sono spirati i termini per il riordino, le misure ponte sono vitali”. Tra le proposte ci sono il riequilibrio del PREU, il Prelievo erariale unico, e del payout, la quota delle giocate restituita in vincite, la sperimentazione delle AWP e VLT di nuova generazione e proroghe che non diventino un costo ulteriore per gli operatori. “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole, ma regole migliori”, afferma Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, indicando nella tutela delle persone, nel contrasto all’illegalità e nella sostenibilità delle imprese gli obiettivi da tenere insieme.

Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ricorda che il testo per il riordino predisposto con il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato e arrivato a Palazzo Chigi era equilibrato e dovrebbe essere ripreso nella prossima legislatura. La frammentazione delle regole territoriali resta uno degli ostacoli alle gare: chi concorre per una concessione deve sapere dove e a quali condizioni potrà esercitarla. Per predisporre ed espletare una gara occorre circa un anno, da qui la necessità delle proroghe. La riduzione degli apparecchi, aggiunge Lollobrigida, non ha diminuito il gioco complessivo, ma ne ha spostato una parte verso l’online. Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, richiama invece il rapporto tra Stato e territori. Le esigenze statali ed erariali talvolta non convergono con le esigenze dei territori e questa è una criticità irrisolta . La scadenza della delega non chiude tuttavia il dossier: Nulla esclude che si possa ancora intervenire o nei decreti correttivi della delega fiscale o in un’altra sede . Loiero considera inoltre probabile un intervento sulle proroghe nella prossima legge di Bilancio. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè invita ad aggiustare le storture della regolamentazione, superare le disomogeneità territoriali e garantire stabilità fiscale, indicando la primavera 2027 come obiettivo per una nuova definizione delle regole.

Al Forum hanno partecipato anche SAPAR, STS-FIT, EGP-FIPE e LOGiCO. Il tavolo politico-istituzionale è stato moderato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Per Cardia il punto resta quello indicato dai numeri: se la domanda continua a crescere mentre gli apparecchi autorizzati arretrano, occorre intervenire sugli effetti delle regole e impedire che l’attesa del riordino indebolisca ulteriormente la rete fisica.

Consumi, Carozza: dati non rivelano che italiani comprano

Roma, 8 ott. – In Italia chiudono diciotto negozi di moda e abbigliamento ogni giorno: oltre 23mila attività e 35mila posti di lavoro perduti negli ultimi cinque anni, secondo Federazione Moda Italia -Confcommercio. Numeri dietro cui, per Abbigliamento Vincente Agenzia di marketing fondata da Michele Carozza e specializzata esclusivamente nel settore moda non c’è soltanto la crisi dei consumi.

“Il punto non è che gli italiani spendono meno – spiega Michele Carozza – è che hanno smesso di comprare come compravano dieci anni fa. La passeggiata in centro, la vetrina che intercetta chi passa, l’acquisto d’impulso davanti al negozio era il modello su cui i punti vendita si reggevano. Oggi quell’impulso si è spostato online: una persona vede un prodotto, due tocchi con modalità di pagamento online e l’ordine arriva a casa. È comodo, immediato, senza attrito, e contro quella comodità il negozio fisico, da solo, non può competere”.

Eppure, sottolinea l’agenzia, il punto vendita ha un vantaggio che l’online non potrà mai avere.

“Un negoziante con dieci anni di attività, quando parla con un cliente in negozio, è un vero esperto di abbigliamento: sa consigliare, sa leggere la persona che ha davanti. Il problema è che quella competenza la conoscono solo i clienti che entrano; tutti gli altri non la vedono. Il digitale serve esattamente a questo: con un tocco di editing, mostrare a tutti l’esperto che quel negozio ha già dentro. Non costruiamo un personaggio finto, raccontiamo una competenza che esiste davvero. E oggi le persone si fidano molto di più di un brand con un volto riconoscibile che di un marchio anonimo. Noi lavoriamo solo sulla moda, esclusivamente con negozi di abbigliamento, accessori e calzature. Un’agenzia che dice di fare tutto, in realtà non fa bene niente: il marketing cambia da settore a settore. Lavorare solo nel fashion ci permette tre cose concrete: conoscere la stagionalità, sapere come ruota la merce, capire chi entra in negozio e perché compra. Parliamo la stessa lingua dei nostri clienti, ed è la sola lingua con cui oggi un negozio di abbigliamento può tornare a crescere”.

Ue, Dombrovskis: flessibilità sui conti? E’ necessaria prudenza di bilancio

Roma, 8 ott. (askanews) – Sulle richieste di Italia e Grecia di maggiore flessibilità di Bilancio alla luce dell’elevata inflazione, “quello che sto mettendo in rilievo è la necessità di prudenza di bilancio, specialmente alla luce degli sviluppi attuali sui mercati dei titoli di Stato. Ci sono elementi nelle regole di bilancio che già aiutano”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

“Ovviamente avremo un esame approfondito sulle richieste di Italia e Grecia, per discutere questa situazione. E ovviamente avremo maggiori analisi; e come ho detto in precedenza, seguiremo gli sviluppi da vicino e siamo pronti a proporre misure di risposta necessarie. Ma bisogna anche notare che buona parte di queste risposte riguardano il funzionamento dei mercati dell’energia. Questione – ha concluso – che è stata toccata nelle discussioni oggi”.

Carburanti, raffinerie disponibili a valutare aumento produzione

Roma, 8 ott. (askanews) – Il settore della raffinazione ha manifestato la disponibilità a verificare i margini per ulteriori incrementi della produzione tecnicamente realizzabili, attraverso una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei singoli siti e del quadro ambientale e normativo vigente.

È quanto hanno comunicato i rappresentanti delle raffinerie attive in Italia, rispondendo alla richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, come riporta un comunicato nel corso del tavolo convocato al Mimit.

Nel dettaglio, Unem (Unione Energie per la Mobilità), che riunisce le principali imprese del settore, ha evidenziato che ulteriori incrementi della produzione potrebbero essere favoriti anche da eventuali modifiche, a livello europeo, alle specifiche tecniche dei prodotti, purché tecnicamente e ambientalmente percorribili.

Le raffinerie italiane dispongono attualmente di una capacità di raffinazione di circa 83,3 milioni di tonnellate all’anno. Nel 2026, il tasso medio di utilizzo è stato stimato da Unem intorno all’80%, con un picco dell’86% registrato nel mese di agosto. L’Italia è oggi, infatti, tra i Paesi europei che mantengono una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di carburanti come benzina e gasolio. Per il jet fuel, riporta il Mimit, permane invece un significativo deficit produttivo, nonostante nel 2026 la produzione sia aumentata di circa il 30%. In questo quadro, il sistema industriale nazionale potrebbe contribuire a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti non solo dell’Italia, ma anche dell’Europa.

Piazza del Popolo si apre alla città con il Forum “Aperti”

Roma, 8 ott. (askanews) Per sei giorni, dal 9 al 14 ottobre, Piazza del Popolo diventa la piazza di tutti. Confesercenti porta nel cuore di Roma “Aperti” Forum 2026, con l’obbiettivo di creare uno spazio utile al confronto e al dibattito aperto a tutti. Non solo un appuntamento per le imprese o le istituzioni bensì uno spazio cui chiunque può accedere senza alcuna distinzione.

La sera la piazza si accende con la musica e lo spettacolo. Ci saranno The Kolors, Noemi, Rocco Hunt e tanti altri artisti, fino alla serata con Enrico Brignano, tutti con ingresso libero e con la conduzione di Rudy Zerbi, che del Forum è anche il direttore artistico.

L’intervista a Rudy Zerbi, conduttore e direttore artistico del Forum: “Abbiamo pensato di alternare momenti di confronto con quelli istituzionali e politici, tutto sotto il grande tema della cultura. A proposito di cultura, c’è anche la musica. La sera ci saranno degli spettacoli con cantanti molto popolari, amati dai giovani, che saranno lì proprio per cercare di far arrivare più gente possibile e condividere momenti di felicità e di gioia. L’immagine che abbiamo voluto dare al forum è la stessa immagine che si potrebbe trovare in qualsiasi borgo o paese di cui stiamo parlando. Quindi un’immagine popolare, dove ci sono persone che vivono la vita di tutti i giorni e che possano popolare Piazza del Popolo come se fosse un borgo”.

Durante il giorno, invece, si parla di futuro e ci si confronta sui temi che stanno a cuore a commercianti e cittadini: Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, incontra i leader politici Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico, Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle, Antonio Tajani, Segretario Nazionale di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste della Repubblica Italiana, Marina Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Galeazzo Bignami, Membro della Camera dei deputati, Carlo Calenda, Segretario di Azione, Maurizio Lupi, Leader di Noi Moderati, Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana e leader di AVS, Angelo Bonelli, Portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, e Paolo Barelli, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento.

A seguire Aldo Cazzullo presenta il suo nuovo libro “Quando l’Italia rinacque – Il nostro Rinascimento”. Spazio anche alla sfida-opportunità dell’intelligenza artificiale: i laboratori di Confesia accolgono chiunque voglia imparare a utilizzare l’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Non mancano i momenti per le famiglie con le performance domenica pomeriggio di talent e performers straordinari da tutto il mondo

Tradizione e innovazione, confronto e divertimento: una piazza davvero aperta.

Il Consumer Electronics Show debutta a Milano il 21 ottobre

Roma, 8 ott. (askanews) – Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese innovative, attrazione di capitali esteri e sviluppo delle tecnologie di frontiera. Sono questi i temi al centro della conferenza stampa svoltasi oggi a Palazzo Piacentini per la presentazione del “CES Unveiled Milan”, l’evento che il prossimo 21 ottobre porterà per la prima volta in Italia, negli spazi dell’Allianz MiCo, l’edizione europea del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini (in videomessaggio), il vicepresidente di Confindustria Fausto Bianchi, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, la President & CEO di CTA Kinsey Fabrizio (in videomessaggio) e la senior director Global Programs Janenne Remondino.

Promossa da Agenzia ICE e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e Fondazione Fiera Milano, in collaborazione con la Consumer Technology Association (CTA) americana, l’iniziativa si inserisce in un percorso strategico volto a posizionare l’Italia tra i principali hub tecnologici mondiali.

“Portare il grande appuntamento del CES in Italia è motivo di orgoglio e rappresenta la certificazione di come il nostro Paese sia sempre più attrattivo. Il CES è un grande palcoscenico dell’innovazione che ci consentirà di dimostrare come l’Italia sia la sede ideale dove investire nella grande sfida del futuro, con le sue startup, con le sue imprese innovative, con la sua rete di distretti industriali vocati all’economia digitale”, dichiara Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Dichiara Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICE: “Portare il CES in Italia significa avvicinare le nostre imprese alle frontiere dell’innovazione mondiale. Grazie alla collaborazione con ICE, il CES di Las Vegas, punto di riferimento globale per le tecnologie più avanzate di prodotto e di processo, avrà un’edizione anche nel nostro Paese. Un’opportunità strategica per il sistema produttivo italiano: confrontarsi con le migliori tecnologie del mondo, valutare l’adozione di soluzioni innovative, per aumentare produttività e competitività e conquistare nuove opportunità sui mercati internazionali. Ma c’è anche un’altra grande opportunità: per startup e PMI espositrici, entrare nell’ecosistema internazionale del CES significa poter accedere a una vetrina globale, creare connessioni con grandi gruppi industriali, attrarre l’interesse degli investitori e aprire nuove prospettive di crescita”.

“In un mondo che cambia rapidamente, innovazione, ricerca e nuove tecnologie sono le condizioni indispensabili per difendere e rafforzare la nostra competitività. Non possiamo limitarci a utilizzare o regolamentare le tecnologie del futuro. Dobbiamo essere capaci di svilupparle, produrle e industrializzarle in Italia e in Europa”, dichiara il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervenendo in videomessaggio.

“In passato il CES di Las Vegas è stato molto utile per dare alle nostre PMI una spinta concreta verso l’innovazione. Averlo per la prima volta in Italia è un riconoscimento importante per la nostra industria e per le nostre piccole e medie imprese, che stanno dimostrando di saper competere nel mondo: nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro e nel primo semestre 2026 è cresciuto del 4,5% in valore. Dobbiamo continuare su questa strada investendo in innovazione, ricerca e tecnologie e accompagnando le imprese, a partire dalle più piccole, sui mercati internazionali. Per le PMI l’innovazione è essenziale per trasformare le competenze in crescita, produttività e nuovi posti di lavoro”, dichiara Fausto Bianchi, Presidente della Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria.

“Portare per la prima volta CES Unveiled in Italia rappresenta una grande opportunità per il sistema Paese: significa mettere le nostre imprese e startup in contatto con uno dei principali ecosistemi internazionali dell’innovazione e, allo stesso tempo, mostrare al mondo le competenze che l’Italia esprime nella tecnologia, nella ricerca e nell’industria. Il 21 ottobre, ad Allianz MiCo, Milano entrerà nel circuito internazionale del CES, creando un collegamento diretto con Las Vegas e con una rete globale di imprese, investitori e innovatori”, dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano. “È un risultato costruito grazie a un grande lavoro di squadra, a partire da Agenzia ICE e dal Presidente Matteo Zoppas, che ringrazio, e reso ancora più significativo dal sostegno del Ministro Adolfo Urso. Il CES arrives in un territorio che esprime un ecosistema dell’innovazione particolarmente forte: la Lombardia concentra il 27% delle startup innovative italiane e mette in relazione tecnologia, ricerca, università, industria e manifattura avanzata. È questa capacità di costruire connessioni tra competenze diverse che oggi rende competitivi i territori e rafforza il sistema Paese. Come Fondazione Fiera Milano abbiamo voluto fare un passo ulteriore: fare in modo che l’arrivo del CES producesse un impatto che andasse oltre la giornata del 21 ottobre e oltre Allianz MiCo. Per questo abbiamo coinvolto istituzioni, università, imprese e associazioni in un programma diffuso di iniziative in città. Le fiere sono piattaforme nelle quali l’innovazione incontra il mercato, si costruiscono relazioni e si aprono nuove opportunità internazionali. Un grande evento come CES Unveiled deve lasciare al territorio nuove relazioni per le imprese, occasioni per le startup, connessioni con università e ricerca e una maggiore capacità di attrarre investimenti, competenze e innovazione. È così che un grande evento diventa valore per il territorio e per il Paese”.

L’appuntamento del 21 ottobre all’Allianz MiCo vedrà la partecipazione di 100 aziende e startup italiane altamente qualificate, in rappresentanza di 20 differenti ambiti tecnologici. Il comparto con la presenza più consistente è l’Intelligenza Artificiale, rappresentato da 28 realtà, affiancato da settori strategici come l’Aerospazio (13 imprese), l’Internet delle Cose (IoT), la Digital Health e i nuovi sistemi di mobilità connessa e autonoma. L’evento offrirà alle imprese un’area espositiva dedicata e sessioni strutturate di incontri B2B e pitching con grandi gruppi industriali, incubatori e 200 investitori internazionali provenienti da 25 Paesi.

Musica e impresa: grande partecipazione al MEI 2026

Roma, 8 ott. – Ha registrato un’ottima affluenza di pubblico, artisti e addetti ai lavori il debutto ufficiale di “Musicista Imprenditore?”, il progetto ideato e fondato da Elisa De Matteis, presentato in anteprima nel corso della kermesse del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) 2026 a Faenza.

Nel corso del talk ufficiale, seguito da numerosi operatori del settore, è stato acceso il faro su un tema cruciale per la scena indipendente contemporanea: la necessità di unire il talento artistico a competenze manageriali solide, strategie di marketing mirate e a un business plan strutturato, superando la fase del “fai-da-te” improvvisato.

Al centro dell’incontro vi è stata la presentazione del videocorso “Diventa Imprenditore della tua musica”, un percorso formativo completo in 19 moduli progettato per fornire agli artisti gli strumenti concreti indispensabili per valorizzare la propria professionalità nel mercato odierno.

“Siamo estremamente soddisfatti dell’accoglienza ricevuta qui al MEI 2026”, dichiara Elisa De Matteis. “La risposta di artisti, band e operatori del settore conferma che c’è una forte e reale esigenza di cambiamento: i musicisti non vogliono più affidarsi al caso, ma cercano metodi concreti, competenze digitali e strumenti di business plan per trasformare la propria passione in una professione solida e duratura. Questo debutto a Faenza rappresenta solo il primo passo di un autunno ricco di appuntamenti”.

(Comunicato stampa)

Tumore al polmone: in Italia il primo Policy Paper

Roma, 8 ott. (askanews) – Oltre la metà dei pazienti con microcitoma polmonare (57%) considera la diagnosi il momento più critico del proprio percorso. È quanto emerge dall’indagine di Elma Research su 60 pazienti affetti da questa forma aggressiva di tumore al polmone (4.000-6.000 nuovi casi all’anno in Italia). I dati sono alla base di “Microcitoma polmonare in Italia: verso nuovi scenari”, il primo Policy Paper promosso da PharmaMar Italia con clinici, associazioni e Istituzioni per rendere l’assistenza più tempestiva e omogenea.

Dal report emergono forti criticità come sintomi iniziali sottovalutati (42%), lunghi tempi d’attesa (37%) e difficoltà di accesso agli esami (38%).

“Il tumore polmonare a piccole cellule è la forma più aggressiva di neoplasia polmonare e si presenta spesso con segni e sintomi invalidanti per il paziente: servirebbero percorsi dedicati per facilitare l’accesso alle cure e l’ingresso negli studi clinici” ha dichiarato Silvia Novello, Professoressa Ordinaria di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Torino.

Resta elevato anche il peso psicologico della malattia, avvertito dal 90% dei pazienti, mentre solo il 23% riceve un supporto specialistico. Un carico emotivo che pesa direttamente anche sui caregiver familiari.

“WALCE Aps è un’associazione di pazienti affetti da tumore del polmone che dal 2006 offre supporto informativo e psicologico. Proprio dall’indagine Elma Research emerge infatti come una parte degli intervistati dichiari di non aver potuto accedere al servizio psico-oncologico, pur sentendone la necessità” ha aggiunto Stefania Vallone, Segretaria Generale di WALCE Aps.

“È un passo importante per noi come azienda, perché siamo riusciti a mettere insieme, in un confronto molto proattivo, le associazioni dei pazienti, la comunità scientifica e le istituzioni, con l’obiettivo di definire un documento programmatico in grado di favorire azioni concrete per i pazienti con microcitoma polmonare” ha concluso Davide Roccato, Country Manager Oncology di PharmaMar Italia.

Per rispondere a queste sfide, il documento individua cinque azioni prioritarie: promuovere la diagnosi precoce fin dalla medicina generale; garantire percorsi multidisciplinari uniformi sul territorio; accelerare l’accesso ai farmaci innovativi e alle sperimentazioni; integrare l’assistenza psicologica riconoscendo il ruolo del caregiver; ridurre le disuguaglianze territoriali e i disagi logistici per le famiglie. Un impegno condiviso per trasformare la gestione di una patologia complessa in una presa in carico realmente integrata e centrata sulla persona.

Trump: con l’Iran colloqui "produttivi", fino a mid-term no attacchi

Roma, 8 ott. (askanews) – Gli Stati Uniti non lanceranno nuovi attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, che ha riferito di colloqui “produttivi” con la Repubblica islamica, pur confermando il mantenimento del blocco navale imposto a Teheran. Le dichiarazioni del presidente trovano un parziale riscontro nelle fonti iraniane, che confermano l’esistenza di contatti diplomatici indiretti attraverso i mediatori regionali, ma non hanno finora annunciato progressi concreti verso un accordo per porre fine al conflitto iniziato lo scorso febbraio.

“Stiamo avendo discussioni produttive con la Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto Trump sulla piattaforma Truth Social. “Voglio chiarire a tutti che, sebbene l’Iran si trovi in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente, e sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore, non attaccheremo l’Iran in alcun momento prima delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati uniti il 3 novembre”. Il presidente ha concluso ribadendo che “l’Iran non avrà un’arma nucleare”.

L’esistenza di un negoziato trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, Teheran ha già esposto “in maniera chiara e decisa” le proprie condizioni per porre fine alla guerra su tutti i fronti e ripristinare la sicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Baghaei ha precisato che la risposta iraniana alle proposte della controparte sarà trasmessa attraverso i mediatori. Il portavoce ha inoltre annunciato un’intesa con l’Oman sulla delimitazione geografica delle rotte sicure per la navigazione attraverso lo Stretto.

Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato, secondo l’agenzia ufficiale Irna, che l’Iran ha presentato ai mediatori un piano operativo per un’intesa, richiamando la proposta iraniana per il ripristino della sicurezza a Hormuz nell’arco di sette giorni. Il presidente Masoud Pezeshkian aveva a sua volta ribadito la disponibilità di Teheran a proseguire il percorso diplomatico, senza rinunciare alla difesa degli interessi nazionali.

Un’ulteriore conferma arriva dal Qatar, che svolge un ruolo centrale nella mediazione. Il 6 ottobre il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Ibrahim bin Sultan Al Hashmi, aveva dichiarato che gli sforzi per avvicinare Washington e Teheran proseguono senza interruzioni, con uno scambio di messaggi fra le parti. Nessuno dei protagonisti della mediazione ha tuttavia confermato che sia stata raggiunta un’intesa sulle questioni principali.

Resta aperto il confronto sullo Stretto di Hormuz. Trump ha sostenuto che nella sola notte precedente sarebbero transitati attraverso il passaggio marittimo 22 milioni di barili di petrolio, senza che un solo barile fosse diretto verso l’Iran o provenisse dal paese. La cifra non trova per il momento conferme indipendenti. Secondo i dati della società di monitoraggio Kpler, citati da Reuters, il 6 ottobre il transito di greggio attraverso Hormuz era sceso a circa 10,1 milioni di barili al giorno, pari al 74% dei livelli precedenti alla guerra. Lo stesso giorno erano transitate soltanto sette navi commerciali cariche di materie prime, contro una media di circa 125 grandi navi commerciali al giorno prima del conflitto.

Le autorità iraniane continuano peraltro a rivendicare il controllo dello Stretto e hanno minacciato nuove restrizioni alle rotte marittime utilizzate per aggirare i blocchi. Washington contesta questa ricostruzione, sostenendo che il traffico petrolifero sta progressivamente tornando ai livelli precedenti alla guerra. Il blocco americano ha comunque provocato un drastico ridimensionamento delle esportazioni iraniane, soprattutto verso la Cina.

L’annuncio di Trump interviene mentre negli Stati uniti erano emerse indiscrezioni su possibili nuovi attacchi militari contro l’Iran, anche prima del voto di novembre. Il presidente ha ora escluso esplicitamente questa eventualità nell’immediato, senza tuttavia annunciare la fine del conflitto né un alleggerimento del blocco economico. La prospettiva di una soluzione diplomatica resta quindi legata alla possibilità di conciliare le richieste iraniane sulla sicurezza di Hormuz e sulla revoca delle misure americane con le condizioni poste da Washington, a cominciare dal programma nucleare della Repubblica islamica.

Lagarde: forti rincari energia ma finora non c’è allargamento inflazione

Roma, 8 ott. (askanews) – I prezzi dell’energia stanno aumentando marcatamente “ma finora non ci sono segnali di un allargamento dell’inflazione”. Lo ha rilevato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante le riunioni di oggi dell’Eurogruppo, secondo quanto riferiscono fonti vicini alle discussioni.

Al tempo stesso i rialzi dei tassi di mercato sui titoli di stato a lunga scadenza “stanno comportando un inasprimento delle condizioni di finanziamento che peserà sulla crescita e tenderà a frenare le spinte inflazionistiche”, ha aggiunto Lagarde, sempre secondo le fonti.

L.elettorale, diventa legge tra cartelli, colonnelli e ‘svelamenti’ voto segreto

Roma, 8 ott. (askanews) – Il via libera definitivo alla legge elettorale, con voto segreto, arriva alla Camera con tutti i deputati in piedi nell’emiciclo: il centrodestra esplode in un applauso mentre le opposizioni, in particolare Pd-M5S-Avs, espongono cartelli con le scritte “NO all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”.

Lo ‘Stabilicum’, ‘Melonellum’, ‘Vampirellum’ o ancora il ‘Machellum’ (da macho per il taglio sulle quote di genere) o anche la ‘legge infame’ o addirittura, per contro, il ‘Paradisium’, troppe le versioni del nome per ricordarle tutte, è stato approvato e ora le attenzioni saranno tutte rivolte alla Consulta – che dovrà esprimersi su ricorsi già ‘confezionati’ – e alla data delle elezioni, che potrebbero tenersi tra maggio-giugno e la scadenza naturale della legislatura.

I ricorsi non sembrano impensierire particolarmente i padri della riforma che già rispetto alla prima versione sono intervenuti a correggere alcune storture sottolineate da diversi costituzionalisti nelle varie audizioni. A rischio di incostituzionalità sicuramente la norma che aumenta in modo esponenziale il numero minimo di firme da raccogliere per consentire la presentazione di liste ai partiti che sono fuori dal Parlamento. Tuttavia, ragiona uno degli sherpa, seppure la consulta dovesse cassarla la legge starebbe in piedi. A suscitare i dubbi di qualche costituzionalista anche l’abolizione dell’alternanza di genere dei capilista. Secondo le considerazioni dell’opposizione invece sotto la lente della Consulta finirebbe soprattutto il premio di maggioranza al Senato: un premio nazionale per una Camera che la Costituzione prevede essere eletta su base regionale. La convinzione diffusa nel centrodestra tuttavia è che a tutelare la riforma approvata oggi su questo punto siano le sentenze della Corte costituzionale del 2014 e del 2017, rispettivamente sul Porcellum e sull’Italicum, in cui è stata sottolineata l’importanza dell’omogeneità dei sistemi per l’elezione della Camera e del Senato.

La mattinata nell’aula di Montecitorio, durante le dichiarazioni di voto, fila via senza forti emozioni pur scaldandosi quando cominciano a prendere la parola i big (la segretaria dem Elly Schlein e il presidente M5S Giuseppe Conte che mostra la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino, seguite da quelle di Delmastro con Caroccia e Colosimo con Ciavardini). A quel punto l’aula si è riempita. Ci sono il vicepremier Antonio Tajani e gli altri ministri-deputati (manca Giorgetti impegnato in Lussemburgo), sottosegretari e parlamentari. Ma è con l’intervento del fedelissimo della premier Giorgia Meloni, il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, che il clima si scalda, in particolare quando replica a Conte: “Anche nei dipinti dell’Ultima cena Giuda è accanto a Gesù”. Brusii dai banchi delle opposizioni che esclamano ‘Ohhhhhhhhh!’ e poi ‘Ma che dici???’ quando cita la crescita di posti di lavoro (“un milione e 300mila posti di lavoro”) e respinge la tesi di chi parla di “svolta autoritaria”.

Quando arriva il momento di votare, il presidente Lorenzo Fontana è costretto a richiamare all’ordine (“seduti”) mentre riprende forma la ‘militarizzazione’ dell’aula che si era palesata sulle pregiudiziali la scorsa settimana con i colonnelli Fdi sugli scranni più alti dell’emiciclo a ‘vigilare’. Donzelli stesso, che aveva parlato dal suo posto, si posiziona come in occasione delle pregiudiziali in cima, insieme alle ‘sorelle d’Italia’ Sara Kelany e Augusta Montaruli. Un posizionamento rilevato dalla Schlein che attacca sulla “fiducia che mi pare non ci sia, a giudicare dai cinque colonnelli che avete piazzato nell’ultima fila: vi siete cambiati di posto per controllare dove metteva il ditino il vicino”.

Colpisce l’attenzione, e desta curiosità, il fatto che alcuni deputati di Fi abbiano inserito nelle pulsantiere, che si usano per garantire il voto segreto, dei fogli arrotolati posizionati già sul sì. L’azzurro Andrea Caroppo, interpellato in proposito, sostiene di votare “sempre così per tenere premuto il pulsante”. E a chi gli fa notare che in questo modo il voto segreto si palesa risponde: “Tutti sanno come votiamo, quindi…”. “Il voto è segreto per chi intende avvalersi della segretezza”, puntualizza il collega Giovanni Arruzzolo.

Salute mentale, rompere il silenzio delle donne

Milano, 8 ott. (askanews) – Una donna su tre sperimenta ansia o depressione nel corso della propria vita. Eppure parlare apertamente del proprio benessere mentale resta difficile: secondo un’indagine Lanc me-Ipsos, l’80% delle donne ammette di dire “sto bene” anche quando non è così. È da questa realtà che nasce “I’m Fine”, il progetto globale di Lanc me per sensibilizzare sulla salute mentale femminile e favorire una maggiore attenzione ai primi segnali di disagio.

In Italia, Lanc me ha scelto Telefono Amico come partner per portare avanti questo messaggio, puntando sull’ascolto e sulla possibilità di trovare uno spazio libero dal giudizio in cui esprimere ciò che si prova.

“Avere uno spazio è fondamentale per fare chiarezza nei propri pensieri, riordinarli e dare l’opportunità di esprimere il proprio malessere. Senza che sia una mera questione di genere, la donna affronta nella vita molte fasi particolarmente delicate, anche dal punto di vista biologico: dall’adolescenza al ciclo mestruale, fino alla maternità, all’allattamento e alla menopausa. In questo senso, si trova ad affrontare una complessità maggiore rispetto al resto della popolazione” ha dichiarato Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.

Una collaborazione che nasce dalla volontà di affrontare il tema non soltanto attraverso la sensibilizzazione, ma anche con strumenti concreti di prevenzione e di consapevolezza: nell’ambito del progetto viene infatti messo a disposizione di tutte le donne un test di autovalutazione clinicamente validato – disponibile sul sito della campagna IMFINE.COM – che aiuta a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.

“Lanc me è un marchio globale che si occupa di bellezza. Ma la bellezza non è soltanto come appariamo, dipende soprattutto da come ci sentiamo. Per questo abbiamo deciso di avviare una partnership negli Stati Uniti con l’associazione ADAA, specializzata nei disturbi d’ansia e depressione femminile, e di affiancarla a livello locale con Telefono Amico Italia. Vogliamo declinare questo grande progetto sul territorio per stare vicini alle donne e affrontare un tema sempre più urgente come la salute mentale, che rappresenta la naturale estensione dei nostri valori” ha aggiunto Letizia Galeotti, General Manager di Lanc me Italia.

“I’m Fine” invita così a prestare maggiore attenzione al proprio benessere mentale, superando il silenzio e la difficoltà di mostrarsi vulnerabili. Un percorso che parte da un gesto semplice: riconoscere quello che si prova e trovare il coraggio di parlarne.

"Faccia a faccia con Putin", l’incontro con lo "zar" di Stefano Polli

Roma, 8 ott. (askanews) – Osservare Vladimir Putin da vicino, coglierne gli sguardi, i gesti, le reazioni alle domande. Ma soprattutto comprendere il modo in cui il leader del Cremlino costruisce il proprio racconto della realtà, attraverso un linguaggio misurato, un’ironia sottile e una straordinaria capacità di governare il confronto, facendo della comunicazione uno strumento di potere. È questa l’esperienza che Stefano Polli, giornalista e analista di politica internazionale, già vicedirettore dell’ANSA, racconta nel suo nuovo libro “Faccia a faccia con Putin”, pubblicato da Rubbettino Editore nella collana La Nuova Europa (pp. 132, euro 15) in libreria dal 23 ottobre.

Il volume nasce da un’esperienza giornalistica straordinaria: Polli è stato l’unico giornalista italiano a intervistare Vladimir Putin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

È il 5 giugno 2024. Nella sede della Gazprom a San Pietroburgo, affacciata sul Golfo di Finlandia, il presidente russo incontra un ristretto gruppo di giornalisti delle principali agenzie di stampa internazionali. Tra loro c’è Polli, seduto esattamente di fronte a Putin, a poco più di un metro di distanza dall’uomo che ha deciso l’invasione dell’Ucraina e che, con le sue scelte, ha contribuito a sconvolgere gli equilibri internazionali.

Non è soltanto il resoconto di un’intervista eccezionale. È un viaggio dentro il sistema di potere russo, un tentativo di comprendere il pensiero di Vladimir Putin attraverso le sue parole, i suoi atteggiamenti, le sue strategie e le contraddizioni della narrazione con cui il Cremlino giustifica la guerra.

Polli racconta un Putin freddo, lucidissimo, capace di parlare per ore senza consultare appunti, di alternare l’ironia alle minacce, di ricostruire con precisione la propria versione della storia e di riportare continuamente il confronto sul terreno che gli è più favorevole.

Ma che cosa vuole davvero Putin? Qual è il disegno che si nasconde dietro l’invasione dell’Ucraina? E fino a dove è disposto a spingersi nello scontro con l’Occidente? Sono alcune delle domande intorno alle quali si sviluppa il libro.

Durante l’intervista Polli affronta direttamente uno dei temi più delicati del conflitto: la decisione di alcuni Paesi occidentali di consentire all’Ucraina di utilizzare i propri missili per colpire obiettivi in territorio russo. La risposta di Putin è un avvertimento all’Occidente e apre uno degli scenari più inquietanti del confronto tra Mosca e la NATO.

Il presidente russo risponde anche a una domanda dell’ANSA sui rapporti con l’Italia, distinguendo la posizione italiana da quella di altri Paesi europei e lasciando intravedere, nelle sue dichiarazioni, la possibilità di una futura ripresa delle relazioni tra Roma e Mosca.

Ma la parte forse più significativa del libro è quella che va oltre le parole pronunciate durante l’intervista.

Polli osserva da vicino il metodo comunicativo di Putin, la sua capacità di costruire una narrazione coerente e persuasiva e la visione di una Russia chiamata, secondo il Cremlino, a riconquistare un ruolo centrale nell’ordine mondiale. Il giornalista cerca di individuare le ragioni più profonde della guerra, oltre le giustificazioni ufficiali diffuse dalla propaganda russa.

Il racconto si allarga poi ai cinque giorni trascorsi a San Pietroburgo: la vita quotidiana in un Paese in guerra, le conseguenze delle sanzioni, l’economia russa, il rapporto con la Cina e con il Sud globale. Fino a interrogarsi sulla trasformazione della guerra moderna e sulla possibilità che il conflitto tra Russia e Ucraina possa estendersi al continente europeo.

L’esperienza diretta del giugno 2024 diventa così il punto di partenza di un’analisi che arriva fino all’estate del 2026, affrontando il controverso rapporto tra Putin e Donald Trump, le difficoltà della diplomazia, l’evoluzione del conflitto e il ruolo di un’Europa chiamata a confrontarsi con un ordine internazionale profondamente cambiato.

Con lo sguardo dell’inviato e l’esperienza dell’analista di politica internazionale, Polli offre al lettore qualcosa di diverso da una semplice ricostruzione geopolitica: la testimonianza di chi ha potuto osservare personalmente uno dei protagonisti centrali della politica mondiale contemporanea.

“Faccia a faccia con Putin” è anche una riflessione sul giornalismo, sulla necessità di interrogare il potere senza diventarne il megafono e sull’importanza di distinguere i fatti dalla propaganda, soprattutto quando l’informazione stessa diventa uno strumento di guerra.

Stefano Polli, scrittore e analista di politica internazionale, ha legato la sua carriera all’ANSA, di cui è stato inviato speciale e vicedirettore. Ha seguito i maggiori conflitti dagli anni Novanta a oggi e i più importanti summit mondiali. Tra i pochi a entrare in Corea del Nord, ha intervistato Fidel Castro ed è l’unico giornalista italiano ad aver incontrato Vladimir Putin dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Giovani e sostenibilità, il peso del digitale

Milano, 8 ott. (askanews) – Il digitale non è senza impatto. Per il 46% degli Under 30 italiani, quello delle nuove tecnologie è ormai paragonabile all’impatto ambientale dei combustibili fossili o della deforestazione. È uno dei dati che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità di Angelini Industries, presentato a Milano presso il Salone della CSR, che fotografa una generazione sempre più attenta anche alla dimensione sociale della sostenibilità.

Un’indagine nata per ascoltare e comprendere l’evoluzione delle aspettative dei giovani, anche davanti alle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e al cosiddetto “bioma digitale”. Per Angelini, conoscere queste sensibilità significa anche orientare il proprio percorso di sostenibilità e responsabilità sociale.

“Questo ci dimostra alcuni elementi: il primo è che c’è una grandissima consapevolezza che porta anche a delle piccole-grandi azioni e poi, di conseguenza, nell’utilizzo più saggio di queste nuove tecnologie. Il secondo è che, accanto alla consapevolezza sui temi ambientali, sta emergendo una consapevolezza sugli impatti sociali delle attività delle imprese” ha dichiarato Isabella Falautano, Group Chief Sustainability & Communication Officer di Angelini Industries.

Ma il rapporto con le nuove generazioni passa anche dalla formazione e dalla possibilità di trasformare le competenze in opportunità professionali. È questa la direzione di Angelini Academy, che ha aperto i propri programmi anche all’esterno, creando nuovi collegamenti tra università e imprese.

“Il nostro sistema scolastico produce dei perfetti professionisti, molto bravi e con competenze tecniche che, magari, noi che lavoriamo in azienda da più tempo abbiamo anche un po’ in obsolescenza. Sono fantastici nell’utilizzo delle tecnologie emergenti. Quello che magari manca, e che non permette ai ragazzi e alle ragazze giovani di esprimere al meglio subito il loro potenziale, è capire il contesto in cui si trovano” ha aggiunto Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy.

Dalla consapevolezza sull’impatto della tecnologia alla formazione, il messaggio che arriva dai giovani è chiaro: la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche le persone e il loro futuro. E proprio su questo terreno si gioca la sfida tra competenze, innovazione e mondo del lavoro.

Calcio, Ceferin si ricandida alla presidenza Uefa

Roma, 8 ott. (askanews) – Aleksander Ceferin accoglie la richiesta unanime delle 55 federazioni nazionali Uefa e annuncia la candidatura per un ultimo mandato alla presidenza dell’organizzazione. La decisione è stata comunicata a Berlino durante un incontro con i presidenti e i segretari generali delle federazioni europee. Ceferin punta così a proseguire la sua guida oltre il 2027: la rielezione sarà sottoposta al 51esimo Congresso Ordinario Uefa, in programma ad Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027.

Negli ultimi mesi tutte le 55 federazioni avevano chiesto al presidente di rivedere la precedente decisione di non ricandidarsi. “Desidero ringraziare le federazioni nazionali per la fiducia che hanno riposto in me. Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide straordinarie e lo abbiamo fatto come un’unica squadra”, ha detto Ceferin. “C’è ancora molto lavoro importante da portare avanti e, per questo, ho accolto la loro richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: continuare a mantenere unito il calcio europeo, rafforzare il nostro movimento e lasciare una Uefa pronta ad affrontare le sfide della prossima generazione”.

Nel suo intervento il presidente ha ringraziato anche la famiglia per il sostegno alla scelta: “Questa decisione richiede molto anche a loro e non avrei potuto prenderla senza la loro comprensione e il loro sostegno”.

L’incontro di Berlino ha affrontato anche il tema della governance della Fifa. Uefa e tutte le federazioni nazionali, con l’eccezione dell’Associazione delle Federazioni Calcistiche dell’Azerbaigian, hanno concordato una linea comune sulle riforme necessarie nell’organizzazione mondiale. Le federazioni hanno ribadito di aver perso la fiducia nell’attuale leadership della Fifa, sostenendo che una riforma istituzionale debba essere accompagnata anche da un cambiamento ai vertici.

Per il calcio europeo serve una leadership “rispettata e capace di unire”, radicata nel mondo del calcio, con esperienza e visione, in grado di ottenere la fiducia delle diverse regioni e impegnata su sviluppo, riforme, integrità e indipendenza.

Le discussioni sulla riforma e sul futuro della leadership della Fifa proseguiranno nelle prossime settimane tra le federazioni Uefa e con le federazioni delle altre confederazioni. Un nuovo incontro delle 55 federazioni nazionali europee è previsto entro il 17 novembre 2026.

Terravision: appello per la parità d’accesso nell’UE

Roma, 8 ott. (askanews) – Un messaggio chiaro e diretto quello mandato da Giovanni Fabi, Presidente di Terravision Electric S.p.A. ai vertici delle autorità italiane e straniere. Il tema in questione è l’apertura a marchi esteri come Flibco per quanto riguarda la gestione di stalli di servizi di linea, in direzione aeroporto, presso la stazione di Milano Centrale e il contemporaneo blocco ricevuto dal gruppo da parte dell’aeroporto di Bruxelles-Charleroi.

Sulle scrivanie del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo Matteo Ricci è arrivata una lettera che richiede gli stessi principi di trasparenza, non discriminazione e parità d’accesso sia in territorio nazionale che in territorio UE.

Nel 2006 Terravision ha presentato l’interesse di avere uno stallo da e per l’aeroporto Bruxelles-Charleroi vedendosi però chiudere la porta a favore di una sub-concessione a Flibco fino al 2034, azienda già subentrata alla società italiana all’aeroporto di Londra Stansted nel 2024.

La volontà non è quella di alzare barriere commerciali, ma di mettere la tutela dei passeggeri al primo posto grazie a regole trasparenti e uguali per tutti.

Ok della Ue all’Italia sulla clausola di salvaguardia per spese in difesa ed energia

Roma, 8 ott. (askanews) – Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il 19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

Mps, Credit Agricole: non aderiremo a Ops su Banco Bpm

Milano, 8 ott. (askanews) – Credit Agricole gela Mps e respinge ufficialmente l’Ops su Banco Bpm, di cui i francesi sono i primi azionisti con una quota a ridosso del 30%. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Credit Agricole, Olivier Gavalda. “Abbiamo deciso” di non offrire le azioni nell’ambito dell’offerta, ha affermato durante una conferenza stampa a Francoforte, secondo quanto riportano le agenzie internazionali.

Un’altra “gelata” sui piani dell’AD del Monte, Luigi Lovaglio, di rispondere all’Opas di Intesa Sanpaolo con le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Dopo l’appoggio di Delfin e di Edizione dei Benetton all’offerta di Ca’ de Sass, questa mattina il gruppo Caltagirone ha dichiarato che non voterà a favore delle operazioni straordinarie all’ordine del giorno all’assemblea del Monte del 29 ottobre, portando il fronte del “no” a circa un terzo del capitale.

Calcio, Gasperini: "Scudetto in tre anni, magari anticipiamo".

Roma, 8 ott. (askanews) – “Scudetto entro tre anni? Magari anche prima”. Gian Piero Gasperini si gode l’ottimo avvio di stagione della sua Roma e non nasconde le ambizioni in vista della sfida di domenica contro il Como. In un’intervista al Corriere di Bergamo, il tecnico giallorosso parla anche del suo passato e del legame mai interrotto con Bergamo.

“Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”, dice Gasperini parlando dello scudetto.

Il tecnico torna poi sul suo passato all’Atalanta e sul 3-4-3, modulo che ha segnato la sua carriera: “Il punto più alto l’ho raggiunto con l’Atalanta. È il mio modo di vedere il calcio, ma i numeri contano fino a un certo punto. L’aspetto fondamentale è giocare da squadra: credere in un lavoro collettivo, nel quale gli attaccanti difendono e i difensori attaccano”.

Gasperini ricorda anche il difficile periodo all’Inter: “L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano”.

Bergamo, però, resta nel cuore dell’allenatore: “È stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo”. E sul futuro non chiude la porta: “Un mio ritorno? Non lo escludo, ho sempre casa lì”.

Capossela, esce oggi "Oltre il bosco", primo estratto da Milk Wood Bar

Roma, 8 ott. (askanews) – Un villaggio addormentato, il vento di sale che arriva dal mare, le vite che nel sonno si spogliano delle loro difese e lasciano affiorare desideri, paure e ricordi. È dalla notte di primavera nel “bosco di latte” immaginato dal poeta gallese Dylan Thomas, che prende forma “Oltre il bosco”, il primo brano estratto da Milk Wood Bar, il nuovo album di Vinicio Capossela in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG.

“Oltre il bosco” apre le porte all’immaginario che attraversa il nuovo disco: quello di Under Milk Wood, il poema per voci di Dylan Thomas che ha ispirato il progetto artistico sviluppato da Capossela prima nel radiodramma Sotto il bosco di latte, poi nella sua prima “Ballad Opera” E morte non avrà dominio e che a gennaio 2027 approderà nell’album Milk Wood Bar.

“Dorme il bosco / e dal mare / soffia un vento di sale”. Il testo di “Oltre il bosco” riprende la descrizione iniziale dei sogni degli abitanti di Llareggub, il villaggio immaginario in riva al mare in cui è ambientato Under Milk Wood. È il sonno a riportare il mondo a una condizione d’infanzia, innocente. Dal villaggio lo sguardo poi si allarga fino a comprendere chi ascolta: siamo sonnambuli nella vita / e muoviamo a tentoni / la parte è scritta / ma non la sappiamo. Il bosco di latte diventa così anche una rappresentazione della condizione umana, popolato da esistenze che procedono senza conoscere fino in fondo la propria parte.

Le due strofe finali fanno riferimento a due dei protagonisti principali di questo lavoro, Dylan Thomas, che anima le esistenze di Llareggub come guardandole da dietro il buco della scrittura, e Renato Striglia, il dj radiofonico e amico di Capossela prematuramente scomparso che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood e alla cui memoria è dedicato l’intero progetto.

A uno dei versi più celebri di Thomas, l’immagine della palla lanciata nel cielo e mai più ricaduta, Capossela affianca quella di Renato, che amava tuffarsi: il tuffo che un giorno facesti / Renato / quel volo / non è terminato. La palla e il tuffo restano entrambi sospesi, due voli che non toccano più terra. Un’immagine che ritorna anche nella copertina di Oltre il bosco, dove Renato, giovanissimo, è ritratto durante un tuffo, nell’aria.

Oltre il bosco contiene così le coordinate di Milk Wood Bar: chi abita quel mondo, chi lo ha scritto e chi lo ha sognato.

Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare in anteprima dal vivo “Oltre il bosco” insieme alle altre 14 canzoni che comporranno il nuovo album, durante la tournée di “E morte non avrà dominio” che dopo il debutto al Romaeuropa Festival arriverà il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, il 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il primo e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, l’8 e il 9 novembre al Teatro Massimo di Cagliari, l’11 novembre al Teatro Comunale di Sassari (nuova data), il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 e il 3 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze. Lo spettacolo è una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.

Durante la tournée teatrale, gli spettatori riceveranno una cartolina attraverso cui potranno accedere ad un portale esclusivo che gli consentirà di preordinare l’album e di ricevere in omaggio due oggetti speciali: la locandina del concerto autografata con un testo inedito dell’artista e un sottobicchiere del Milk Wood Bar.

Calcio, Inter, infortunio per Curtis Jones: stop di tre settimane

Roma, 8 ott. (askanews) – Tegola per l’Inter a due giorni dalla sfida contro il Parma, valida per la sesta giornata di campionato. Cristian Chivu dovrà fare a meno di Curtis Jones, fermatosi durante l’allenamento.

Gli esami diagnostici hanno evidenziato un risentimento muscolare all’adduttore. Per il centrocampista inglese, arrivato in estate dal Liverpool, si prospetta uno stop di circa tre settimane.

Jones sarà quindi costretto a saltare le prossime cinque partite dell’Inter: la gara con il Parma, l’impegno di Champions League contro il Club Brugge e successivamente le sfide di campionato contro Bologna e Fiorentina, oltre alla gara europea con lo Shakhtar Donetsk.

Bce: "Piena discrezionalità" su mosse future data l’alta incertezza

Roma, 8 ott. (askanews) – Al Consiglio direttivo della Bce del 9 e 10 settembre, in cui è stato deciso un nuovo rialzo dei tassi, con cui il riferimento per l’eurozona è stato portato al 2,50%, i componenti del direttorio hanno concordato che resta importante “evitare di dare qualsivoglia indicazione sul futuro dei tassi e mantenere la piena discrezionalità per le prossime riunioni”.

Le decisioni dovranno continuare a essere basate sui dati e su una ampia valutazione del quadro, “prendendo semplicemente atto dell’elevata incertezza e delle incognite sulle prospettive di inflazione, con diversi scenari possibili: il Consiglio direttivo in reagirà in base alle circostanze”. Lo riportano i verbali della riunione, pubblicati oggi dalla Bce.

I banchieri cebtrali hanno concordato sul fatto che “la comunicazione deve restare neutrale, senza suggerire che il rialzo dei tassi sia stato un passo in una determinata direzione, né che sia stato l’ultimo rialzo”. Bisogna “mantenere alta la vigilanza”, spiega il documento.

I componenti del direttorio “hanno ampiamente concordato sul fatto che le prospettive di inflazione si sono deteriorate”. Ci si attende che i rincari dell’energia si trasferiscano gradualmente all’inflazione di fondo e ai prezzi dei beni alimentari. E il miglioramento delle prospettive economiche potrebbe a sua volta contribuire a far salire l’inflazione di fondo.

Tuttavia “l’incertezza resta elevata”. I rincari dell’energia, peraltro, sono legati a fattori geopolitici “che potrebbero rapidamente invertirsi”. E finora gli effetti indiretti del caro energia sono stati contenuti, mentre la moderazione del mercato del lavoro potrebbe frenarne effetti più ampi. Ad ogni modo “tutti concordano sul fatto che i rischi sull’inflazione sono rialzo”.

Ma il documento rileva anche come “non tutti i rischi” sull’inflazione “vadano nella stessa direzione”.

È stato notato che la risposta monetaria “deve restare proporzionata e che il tasso dei depositi, al 2,50%, resta nell’ambito della fascia di neutralità secondo le stime dei tecnici. Un altro rialzo era opportuno anche per cementare la credibilità del direttorio nel suo impegno sulla stabilità dei prezzi”.

Oggi, intervenendo a una conferenza di Societe Generale, il capo economista della Bce, Philip Lane ha rilevato che l’attuale shock sull’energia è considerato “uno shock di medie dimensioni e che quello che ci serve è una risposta misurata”, ha detto.

Il Nobel per la letteratura è andato a Anne Carson

Roma, 8 ott. (askanews) – Il premio Nobel per la Letteratura 2026 è stato assegnato all’autrice canadese Anne Carson, “per la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea”. Lo ha annunciato il comitato Nobel riunito a Stoccolma.  Anne Carson è una poeta e traduttrice dal greco classico. La sua opera più nota in Italia è “Autobiografia del rosso”, edita dalla Nave di Teseo.

Anne Carson è nata nel 1950 a Toronto, in Canada. Nel 1981 ha pubblicato la sua tesi di dottorato in Studi Classici intitolata Odi et Amo Ergo Sum e, nel corso di tutta la sua carriera, ha coniugato la scrittura poetica con la traduzione e l’insegnamento in diverse università.

“Quasi tutta la sua produzione letteraria si è concentrata sull’intersezione tra l’ossessione del filologo per le parole e il desiderio del poeta di nuovi significati. Lei stessa ha identificato l’etimologia delle parole come punto di partenza di tutto il suo lavoro”, ha osservato Anders Olsson, il presidente del Comitato Nobel.

Tra le sue opere principali ci sono: Eros the Bittersweet (1986), saggio sull’amore e sul desiderio ispirato a Saffo; The Glass Essay (1995), poema lungo che intreccia poesia, autobiografia e riflessione su Emily Brontë; Autobiography of Red (1998), originale riscrittura del mito di Gerione in forma di romanzo in versi; The Beauty of the Husband (2001), racconto poetico e ironico sul tradimento; Nox (2010), elegia dedicata al fratello Michael che combina immagini, testi e la traduzione di Catullo; Float (2016), raccolta di ventidue libretti sperimentali e Wrong Norma (2024), opera ibrida e performativa. Tra le sue reinterpretazioni dei classici spiccano inoltre If Not, Winter (2002), Elektra (2001), Antigonick (2012) e Bakkhai (2015).

Tennis, Djokovic: "Jannik e il team faranno delle scelte sagge"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Pensare a lungo termine è una scelta intelligente: è importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”. A dirlo è Novak Djokovic che, arrivato a Shanghai dopo il trionfo all’Atp 500 di Pechino, ha commentato la decisione di Jannik Sinner di chiudere in anticipo la stagione 2026 per l’infortunio al ginocchio. Ragionare sul futuro – come aveva sottolineato l’altoatesino quando ha annunciato la sua decisione – è una scelta saggia secondo Nole, che in carriera ha fatto i conti con diversi problemi fisici. “Non ho sentito Sinner da quando si è infortunato, lo contatterò per sapere come sta – ha spiegato il serbo in conferenza stampa – In carriera ho attraversato diversi infortuni importanti, so quanto sia difficile”.

Djokovic, che ha ricordato anche il lungo infortunio di Rune, ha evidenziato quanto sia complesso soprattutto il rientro in campo, tra la gestione fisica e mentale: “Quando sei lontano così a lungo, per tornare devi affrontare molte più cose rispetto a quelle che normalmente devi gestire. Soprattutto dal punto di vista mentale. Dal punto di vista fisico sai quando sei pronto, ma poi c’è l’aspetto mentale. Se in campo e pensi: “Sono davvero completamente guarito e libero di fare questo movimento?”. Per lui, se si tratta del ginocchio, ovviamente questo condiziona tutto. Ogni singolo movimento. Sono sicuro che lui e il suo team stiano facendo scelte sagge. E, da quel che ho visto, ha detto che sta pensando a lungo termine. È una scelta intelligente, sostengo pienamente questo pensiero perché ho sempre cercato di avere una visione di insieme. È importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi”.

MotoGp, Marquez: "Il format 2027 accorcia le carriere? Io sono alla fine"

Roma, 8 ott. (askanews) – “Il format 2027 accorcia le carriere? È vero. Ma tanto io sono già alla fine”. Marc Marquez scherza sul nuovo formato della MotoGP, che dal prossimo anno introdurrà una seconda sessione di qualifiche dedicata alla gara Sprint, aumentando ulteriormente gli impegni per i piloti nel fine settimana. A 33 anni e con nove titoli mondiali alle spalle, lo spagnolo della Ducati guarda con ironia a un cambiamento che potrebbe rendere ancora più intenso il calendario.

La battuta arriva alla vigilia del Gran Premio d’Indonesia, con Marquez in piena corsa per il titolo insieme al compagno di marca Jorge Martin e a Marco Bezzecchi. In classifica Martin precede Marquez di appena due punti, mentre il pilota Aprilia resta in agguato. Mandalika, secondo le indicazioni della vigilia, potrebbe essere un circuito favorevole proprio all’Aprilia: “Sembra una pista adatta all’Aprilia e ai suoi piloti, quindi cercheremo di restare il più vicino possibile a loro”, ha spiegato Marquez.

Lo spagnolo arriva in Indonesia con maggiore fiducia rispetto allo scorso anno: “Adesso sto meglio e anche la moto è migliorata molto”. L’obiettivo è quindi rimanere agganciato ai rivali e sfruttare ogni occasione per raccogliere punti.

Martin, dal canto suo, non considera il GP indonesiano più importante degli altri appuntamenti: “Tutte le gare hanno la stessa importanza, dobbiamo cercare di fare punti”. Il leader del Mondiale si dice però soddisfatto del livello raggiunto dalla sua Aprilia: “Mi sento molto fiducioso, sia per i risultati sia per le sensazioni che ho sulla moto. Mi sento più veloce e sembra che ormai abbiamo una soluzione per ogni problema, riuscendo sempre a individuare quella corretta”.

Bezzecchi, reduce dalla vittoria dello scorso anno a Mandalika, riconosce invece che la pressione è soprattutto sui due contendenti al titolo: “La pressione è un po’ di più su Jorge e Marc”. Per il pilota Aprilia l’obiettivo è restare nella partita iridata, sfruttando anche le caratteristiche di una pista che potrebbe esaltare la sua moto.

Tennis, Sinner iscritto all’One Point Slam degli Australian Open

Roma, 8 ott. (askanews) – C’è un primo possibile impegno nel calendario di Jannik Sinner per il 2027. Il n. 1 al mondo è tra i partecipanti annunciati al One Point Slam degli Australian Open, l’evento che mette in palio un milione di dollari australiani, in cui si gioca un solo punto per partita. Oltre a Sinner, figurano anche Carlos Alcaraz, Coco Gauff e Naomi Osaka. Il One Point Slam è in programma mercoledì 13 gennaio (durante l’Opening Week) sulla Rod Laver Arena e vedrà protagonisti 32 giocatori, tra tennisti professionisti, giocatori provenienti dai circoli australiani e wild card. Sinner aveva partecipato alla prima edizione del One Point Slam lo scorso gennaio, venendo eliminato a sorpresa dall’australiano Jordan Smith, poi vincitore della competizione.

“Il One Point Slam è diverso da qualsiasi altro evento nello sport mondiale – ha spiegato Tom Larner, Chief Tennis Officer di Tennis Australia – Avere stelle come Sinner, Alcaraz, Gauff e Osaka già confermate, insieme ai tennisti australiani che si qualificheranno attraverso le competizioni locali, rappresenta esattamente lo spirito di questo evento: unire le persone attraverso il tennis in modo emozionante e inclusivo”.