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Ex Ilva, accordo per vendita al fondo Usa Flacks, Stato terrà 40%

Roma, 30 dic. (askanews) – La ex Ilva passa nelle mani del fondo di investimenti e di venture capital statunitense Flacks Group. Ad ufficializzare l’accordo il fondatore e presidente del fondo Usa, Michael Flacks, che con un comunicato spiega di aver “raggiunto un’intesa con il governo italiano per rilevare Ilva, il più grande produttore di acciaio integrato europeo”.

Lo Stato italiano resterà “partner strategico” con una quota del 40% mentre il fondo Usa “dispone di un’opzione per rilevare un 40% addizionale in futuro, a riflesso della nostra focalizzazione sul lungo termine per questa partnership industriale”, precisa Flacks.

“Questa acquisizione – dice ancora il finanziere Usa – assicura un futuro di lungo termine a una storica piattaforma industriale, a supporto di 8.500 lavoratori qualificati e rafforza delle catene di approvvigionamento europee cruciali per automotive, costruzioni e infrastrutture”.

A Flacks sulla ex Ilva “ci stiamo impegnando fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, anche tramite l’elettrificazione e il miglioramento degli altoforni, facendo progredire la decarbonizzazione, l’efficienza e la crescita sostenibile”. (fonte immagine: Flacks).

Calcio, Rocchi: "Pronto a dimettermi se non si crede ad arbitri"

Roma, 30 dic. (askanews) – Parole nette, senza mediazioni. A Open Var, su Dazn, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi risponde alle polemiche seguite a Udinese-Lazio e alla convalida del gol di Davis, finito sotto accusa per un presunto tocco di mano. “Se qualcuno non crede nella nostra buona fede io domattina lascio”, dice Rocchi, chiamato in causa anche dopo le proteste della Lazio.

Entrando nel merito dell’episodio, Rocchi spiega: “Sono due tocchi di mano. Nel primo va valutata solo la qualità del tocco a centrocampo e non è punibile. Poi c’è il tocco di Davis: l’immediatezza è qualcosa di immediato, colpo di mano, controllo e tiro. Questa non lo è”. Il designatore chiarisce che non esiste un numero preciso di secondi per definire l’azione, ma sottolinea come la situazione non rientri nel concetto di immediatezza previsto dal regolamento.

Rocchi ammette però la necessità di maggiore chiarezza: “È una regola sulla quale va fatta chiarezza, lo dico io per primo. Dobbiamo dare risposte il più precise possibile. Il termine ‘immediatezza’ ci mette in difficoltà”. Per questo, annuncia che la clip verrà inviata all’Ifab: “Io non sono la legge, ma voglio confrontarmi. Da appassionato di calcio non puoi non annullare un gol dove c’è un tocco di braccio, ma il regolamento è chiaro”.

Poi il passaggio più duro, legato alla fiducia nel sistema arbitrale: “Non entro in argomenti politici, ma sia a Simonelli sia a Gravina ho detto e ripeto questo: se qualcuno non crede nella nostra buona fede io domattina lascio. Io vengo qui e faccio sentire i nostri audio. Se qualcuno pensa che non siamo onesti intellettualmente, non è un problema mio”.

Durante la trasmissione viene anche diffuso l’audio della sala Var relativo a Lazio-Udinese: “Glielo calcia addosso e non è punibile. Valutiamo che è sempre lui che gioca, non è proprio immediato, fa un dribbling, ma non è immediato. Confermiamo. Rete regolare”.

Infine, un passaggio su Lecce-Como e sulla manata di Nico Paz, giudicata in modo diverso tra Var e arbitro: “Queste situazioni non vanno sanzionate. O sono fallo e giallo o non sono niente”, la chiosa di Rocchi.

Per Piazza Affari un 2025 da record: +30%, miglior rialzo dal 2000

Roma, 30 dic. (askanews) – La Borsa di Milano si appresta a chiudere il 2025 con un rialzo da record, un più 30% dell’indice principale, il Ftse-Mib in base ai dati aggiornati alla chiusura di ieri, che visto l’andamento positivo di oggi, ultima sessione dell’anno, appaiono destinati a incrementarsi ulteriormente. Si tratta del guadagno più consistente dal 2000, secondo quanto riporta Borsa Italiana nella sua “Sintesi annuale 2025”.

L’indicatore ha toccato un picco a quota 44.793 punti il 12 novembre, ma nel pomeriggio naviga a un livello più elevato dopo aver segnato 44.987 punti, al momento destinato ad aggiornare il record. Il minimo annuale, invece, pari a 32.731 punti è stato segnato il 9 aprile. Guardando all’indice Ftse Italia All Share, anche in questo caso il bilancio 2025 è di un aumento del 30% (massimo annuale e massimo storico con 47.452 punti il 19 dicembre 2025; minimo 34.769 punti il 09 aprile 2025). Infine, il Ftse Italia Growth chiude l’anno con una variazione positiva più contenuta, pari all’8%.

Al 30 dicembre 2025, prosegue un comunicato, il numero complessivo di società quotate sui mercati di Borsa Italiana, Gruppo Euronext, è pari a 411. Nel dettaglio: su Euronext Milan 199 società (di cui 62 sul segmento Star), su Euronext Growth Milan 212 società. Nel 2025 sono state registrate 21 ammissioni su Euronext Growth Milan (di cui una sul segmento professionale) e hanno riguardato: UBALDI COSTRUZIONI, HAIKI+, COM.TEL, TRADELAB, METRIKS AI, GIOCAMONDO STUDY, TECNO, DEDEM, ENERGY TIME, BRAGA MORO, OTOFARMA, RINO PETINO, VINEXT, FRIENDS, E.T.S., MARKBASS, PIÙ MEDICAL, KALEON, RT&L, gAIn360, TELMES.

La capitalizzazione complessiva delle società quotate al 29 dicembre 2025 si attesta a 1.042 miliardi di euro, pari al 47,2% del Pil dell’Italia.

Secondo Borsa Italiana gli scambi di azioni sono stati in aumento rispetto all’anno precedente, e hanno raggiunto una media giornaliera di 3,5 miliardi di euro (+31,1% rispetto all’anno 2024) e una media di oltre 370.000 contratti (+22,8%). La media giornaliera del controvalore è la più elevata a partire dalla crisi finanziaria del 2007/2008.

Complessivamente, si legge, sono stati scambiati oltre 93 milioni di contratti e un controvalore che ha superato 868 miliardi di euro. Il massimo giornaliero per contratti, che ha rappresentato anche il massimo storico, è stato raggiunto il 07 aprile 2025 con oltre 1,4 milioni di contratti scambiati. Per controvalore, il 04 aprile 2025 si sono superati i 9 miliardi di euro.

Unicredit è stata l’azione più scambiata sia per contratti che per controvalore, riporta ancora Borsa Italiana, con oltre 5 milioni di contratti per un totale di oltre 91 miliardi di euro. Nel 2025 il totale della raccolta è stato di circa 124 milioni di euro da parte delle 21 ammissioni sui mercati di Borsa Italiana. In aggiunta ci sono state 13 operazioni di aumento di capitale in opzione con un controvalore di circa 1,5 miliardi di euro. Nel 2025 le OPA sono state 23 per un controvalore di circa 2,2 miliardi di euro.

Lavrov: i crimini di Kiev ostacolano la soluzione della crisi ucraina

Roma, 30 dic. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato oggi in una nota stampa di essere “certo che l’essenza razzista del regime di Kiev e il cinismo dei suoi sponsor esterni siano ben visibili ai membri responsabili della comunità internazionale, i quali non possono non comprendere che senza la cessazione di questa politica criminale non è possibile il successo dei negoziati per il raggiungimento di una soluzione affidabile e duratura della crisi ucraina”. “L’obiettivo principale di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra è quello di preservare un regime (quello ucraino, ndr) che sogna di essere aiutato a sopravvivere e a continuare a controllare una qualche porzione di territorio, dove – in violazione di tutte le norme del diritto internazionale – la lingua russa e i media in lingua russa sono vietati per legge, il cristianesimo ortodosso canonico è perseguitato, i monumenti della storia e della cultura russe vengono demoliti, si coltivano l’ideologia e le pratiche naziste e oppositori politici e semplici dissidenti sono sottoposti a dure repressioni”, ha sottolineato Lavrov, riferendosi all’attacco contro la residenza statale del Presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod.

Terrorismo, davanti al gip Hannoun nega finanziamenti ad Hamas

Genova, 30 dic. (askanews) – Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Silvia Carpanini, nel carcere genovese di Marassi, il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi per il popolo palestinese, si avvalso della facolt di non rispondere, ma ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee.

“Ha rilasciato dichiarazioni spontanee anche perch non ha neanche iniziato a leggere gli atti, che sono tantissimi. Quindi il nostro consiglio stato quello di rilasciare dichiarazioni spontanee. Ha rivendicato la sua attivit di raccolta fondi per attivit determinate e precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, quindi Gaza, Cisgiordania e campi profughi, ha negato di aver mai finanziato direttamente o indirettamente Hamas e ha anche precisato che la sua attivit iniziata nei primi anni ’90”. Cos Fabio Sommavigo ed Emanuele Tambuscio, avvocati difensori di Hannoun.

“Ha spiegato con un po’ di dettagli per quanto possibile – hanno aggiunto i legali – come ha funzionato la raccolta fondi e la distribuzione prima e dopo il 2023 con i grandi cambiamenti che ovviamente tutto questo ha avuto nel 2023 e ha sempre chiarito che mai ha voluto o consentito che aiuti da lui raccolti e arrivati a Gaza fossero etichettati, distribuiti o utilizzati da Hamas per i fini propri di Hamas”.

Terrorismo, legali di Hannoun: “Contanti raccolti sempre dichiarati”

Genova, 30 dic. (askanews) – ” da anni che ha i conti bloccati, ha chiesto in tutti i modi di modificare questa situazione e ha specificato che l’unico modo per portare aiuti, con numerosissime richieste di persone che volevano donare, era fare una raccolta in contanti che tutte le volte sono stati dichiarati in uscita in aeroporto”. Lo hanno detto Fabio Sommovigo ed Emanuele Tambuscio, avvocati difensori del presidente dell’Associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi per il popolo palestinese, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Silvia Carpanini nel carcere genovese di Marassi.

“Hannoun una persona molto posata e molto consapevole. Non ce l’ha precisato ma penso che fosse confortato”, hanno risposto a un cronista che gli chiedeva se il loro assistito si fosse accorto del presidio di solidariet di luned sera davanti al carcere genovese di Marassi.

Calcio, Gravina: "Il calcio merita più attenzione"

Roma, 30 dic. (askanews) – Un modello sempre più vicino a quello di un'”impresa sociale”, radicato sul territorio e capace di accompagnare la tutela e la valorizzazione del benessere della comunità nazionale. È il quadro che emerge dalla decima edizione del Bilancio integrato Figc, che fotografa l’evoluzione della gestione della Federcalcio, oggi forte di 1,5 milioni di tesserati.

Limitando l’analisi al solo ambito del professionismo, il sistema calcio garantisce al Paese un ritorno fiscale e previdenziale pari a 20,5 euro per ogni euro investito, con un impatto socio-economico definito eccezionale. Un settore che genera quasi sette miliardi di ricavi diretti e contribuisce al Pil per 12,4 miliardi.

Parallelamente, l’ecosistema calcio conferma il proprio impegno sui fronti dei diritti umani e della tutela ambientale. Tra le iniziative più significative, il progetto “Valori in rete”, che ha coinvolto quasi un milione di studenti in attività educative e formative.

“Per la sua capacità unica di unire, il calcio ha una responsabilità che va oltre la competizione – sottolinea il presidente della Figc, Gabriele Gravina -. Per questo la Federazione ha intrapreso un percorso strutturato nel campo della sostenibilità sociale e ambientale, con l’obiettivo di rendere il calcio un motore di cambiamento e di valore duraturo per la comunità”.

Il Bilancio integrato, aggiunge Gravina, “rendiconta i risultati di un anno di straordinaria evoluzione, in cui abbiamo affrontato sfide apparentemente lontane dal nostro mondo ma capaci di generare un impatto molto positivo”. Inclusione, valorizzazione dei giovani, educazione, tutela della salute e dell’ambiente sono alcuni dei temi che confermano il calcio come una piattaforma sociale unica, sempre più centrale per la società civile.

Incidente alla funivia di Macugnaga, 4 feriti e 100 persone bloccate

Roma, 30 dic. (askanews) – Dalle 11:30 di oggi i vigili del fuoco, con personale del Soccorso Alpino e Guardia di Finanza, sono impegnati nel comune di Macugnaga (Verbano-Cusio-Ossola) per un incidente che ha coinvolto le due cabine della funivia Al Moro, le quali hanno impattato contro le strutture delle stazioni di monte e di valle.

L’urto, spiegano i vigili del fuoco, ha causato il fermo dell’impianto, lasciando circa 100 persone bloccate alla stazione superiore. A valle si registra il ferimento del manovratore, mentre nella cabina a monte risultano feriti 3 dei 15 passeggeri.

Sul posto sono al lavoro due elicotteri Drago 166 e Drago 61 dei vigili del fuoco per l’evacuazione delle persone bloccate in quota a seguito del fermo dell’impianto.

Manovra, le misure da Irpef a rottamazione

Roma, 30 dic. (askanews) – Via libera finale della Camera dei deputati in seconda lettura alla legge di bilancio 2026 da circa 22 miliardi di euro, senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato. La manovra diventa quindi legge dopo il voto di fiducia di ieri e una lunga maratona notturna per l’esame degli ordini del giorno.

Una manovra, ha rivendicato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, improntata alla prudenza e che dovrebbe portare l’Italia ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo già nel 2026, con un anno di anticipo rispetto all’obiettivo concordato con Bruxelles.

‘Il punto fondamentale di questa manovra è una cosa di cui si è parlato per molto tempo e di cui si è parlato pochissimo in Aula: noi di fatto abbiamo detassato gli aumenti contrattuali fatti nel settore privato, oltre ad aver aumentato e chiuso tutti i contratti pubblici che erano da anni fermi’ ha sottolineato Giorgetti dopo il voto di Montecitorio ‘Questo ha significato e significa aumenti concreti dei salari e degli stipendi dei lavoratori dipendenti. Una cosa che ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro’.

L’esame nel merito si è tenuto quest’anno al Senato, sollevando le proteste dell’opposizione per il passaggio solo formale alla Camera. Il percorso a Palazzo Madama è stato non privo di inciampi. L’esame in Commissione ha cambiato profondamente il testo approvato in Consiglio dei ministri con al centro la riduzione dal 35% al 33% del terzo scaglione Irpef per i redditi fino 50mila euro, il rifinanziamento del fondo sanitario, il prelievo dal settore bancario e la nuova pace fiscale in 54 rate.

Non sono mancati i momenti di tensione in maggioranza culminati con lo stop della Lega alle misure sulle pensioni in materia di riscatto della laurea e di finestre pensionistiche poi ritirate dal governo. Marcia indietro anche sugli emendamenti di FdI che puntavano a reintrodurre la vendita della cannabis light e ad alzare la soglia del contante a 10mila euro. Stop in extremis pure alla riapertura del condono edilizio del 2003, allo scudo per le imprese con lavoratori sottopagati, all’allentamento dei vincoli sulle ‘sliding doors’ tra authority ed aziende vigilate.

Profondamente rivisto il pacchetto per le imprese, oggetto di un emendamento omnibus presentato dal governo. Particolarmente travagliato anche l’iter della norma sull’oro della Banca d’Italia approvata alla terza formulazione dopo una trattativa con la Banca Centrale Europea. Precisato che appartiene al ‘Popolo Italiano’ (maiuscolo nel testo della norma ndr.).

Complessivamente la manovra prevede maggiori entrate per 10,5 miliardi di euro e maggiori uscite per 14,6 miliardi. Di seguito le principali misure. TAGLIO SECONDA ALIQUOTA IRPEF AL 33%

Una delle misure principali della manovra è il taglio dal 35 al 33 per cento della seconda aliquota dell’IRPEF fino a 50.000 euro di reddito con un meccanismo di sterilizzazione del beneficio per i redditi superiori a 200.000 euro. Il costo della misura è di circa 2,9 miliardi in termini di minori entrate nel 2026, e di circa tre miliardi di euro a regime.

ROTTAMAZIONE QUINQUIES

Arriva una nuova definizione agevolata dei debiti fiscali affidati alla riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Previsto il pagamento delle somme dovute più le spese per le procedure esecutive e di notificazione in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali di pari importo con un tasso d’interesse del 3%. La misura prevede minori entrate stimate pari a 1,48 miliardi di euro per il 2026, 613,78 milioni di euro per il 2027, 451,66 milioni di euro per il 2028.

AUMENTO DEL FONDO SSN

La manovra prevede un incremento del livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per un importo di 2.382,2 milioni di euro per l’anno 2026, 2.631 milioni di euro per l’anno 2027 e 2.631,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028.

RIFINANZIATA CARTA ‘DEDICATA A TE’

Previsto il rifinanziamento del Fondo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per soggetti con ISEE non superiore a 15.000 euro, tramite la carta ‘Dedicata a te’, con 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

RISERVE AUREE BANKITALIA SONO DEL POPOLO ITALIANO

Nel rispetto del Trattato Ue si stabilisce che le riserve auree gestite e detenute dalla banca d’Italia, come iscritte nel bilancio di quest’ultima, appartengono al popolo italiano. CEDOLARE AFFITTI BREVI AL 21% ANCHE CON PIATTAFORME

La cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21% sul primo immobile affittato anche se si utilizzano piattaforme online. Sale al 26% per il secondo immobile. Dal terzo immobile l’affitto diventa diventa attività d’impresa.

STRETTA SU DEDUCIBILITA’ PERDITE BANCHE

Arrivano 605 milioni in due anni dalla stretta sulla deducibilità fiscale delle perdite accumulate dalle banche. La norma riduce la percentuale di compensazione del maggiore imponibile derivante dalla mancata deduzione per svalutazione crediti con perdite ed ecceddenze ACE dal 45% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. La relazione tecnica prevede un gettito di 305 milioni di euro nel 2026 e 300 in più nel 2027.

SU IRAP BANCHE FRANCHIGIA 90MILA EURO. ESCLUSE SIM e SGR

Arriva una franchigia di 90mila euro sull’aumento di due punti percentuali dell’Irap per banche ed assicurazioni oltre all’esclusione dalla maggiorazione di Sim, SGR, Sicav e holding industriali. La nuova disposizione riduce il gettito dell’aumento Irap a 962 milioni nel 2026 (-190 milioni) a 1069 milioni nel 2027 (-269 milioni) e a 1058 milioni nel 2028 (-277 milioni).

SOGLIA DETASSAZIONE DIVIDENDI SCENDE AL 5%

La soglia per accedere al regime di esclusione della tassazione di dividendi derivanti da partecipazioni, inizialmente prevista al 10%, viene ridotta ad una misura non inferiore al 5 per cento o ad un importo non inferiore a 500 mila euro.

A BILANCIO DELLO STATO 2,5 MILIARDI DA FONDO COESIONE

Previsto il versamento al bilancio dello Stato di somme del Fondo per lo sviluppo e la coesione iscritte nel conto residui del Ministero dell’economia per un importo di 1.532 milioni per il 2026 e di 1.000 milioni per il 2027. Arriva anche la riduzione complessiva di 500 milioni di euro del FSC per il triennio 2026-2028. A BILANCIO DELLO STATO 7 MILIARDI DA PNRR

Disposto il riversamento al bilancio dello Stato di somme giacenti sui conti di tesoreria istituiti per la gestione del PNRR, per 5.943 milioni di euro nel 2026, 1.000 milioni di euro nel 2027 e 159 milioni di euro nel 2028. Questi importi restano acquisiti all’erario.

TAGLIATI FONDI PER PENSIONI PRECOCI E LAVORI USURANTI

Arrivano tagli al fondo per l’accesso al pensionamento anticipato dei lavoratori precoci, quelli che hanno almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento del diciannovesimo anno di età. L’autorizzazione di spesa viene ridotta di 20 milioni di euro nel 2027, di 60 milioni nel 2028 e di 90 milioni a decorrere dal 2029. Prevista una ulteriore riduzione di 140 milioni nel 2033 e di 190 milioni dal 2034. Arriva un taglio di 40 milioni a decorrere dal 2033 anche al fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in attività usuranti. La dotazione del fondo, attualmente pari a 233 milioni di euro, scende quindi dal 2033 a 193 milioni di euro.

TFR A FONDO ANCHE PER AZIENDE SALITE A 40 DIPENDENTI

L’obbligo di versare il Tfr al fondo complementare scatta dal 2026 anche per le imprese che abbiano superato i 50 dipendenti dopo la loro costituzione. In via transitoria per il biennio 2026-2027 l’obbligo è limitato ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 è invece prevista l’estensione dell’obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40.

STOP CUMULO FONDO PER PENSIONE ANTICIPATA

Salta la possibilità di cumulare la rendita dei fondi complementari per raggiungere la soglia minima dell’assegno pensionistico accedere alla pensione anticipata di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi. La norma consente un risparmio sulla spesa crescente da 12,6 milioni nel 2026 a 130,8 milioni nel 2035. TASSA DI 2 EURO SUI PACCHI SOTTO 150 EURO

Arriva la tassa di 2 euro sui pacchi di valore non superiore a 150 euro provenienti da paesi extra-Ue. La norma, si legge nella relazione tecnica, riguarderà circa 327 milioni di spedizioni e porterà un gettito di 122,5 milioni nel 2026 e 245 milioni a regime dal 2027 in poi.

RITENUTA DI ACCONTO 1% SU FATTURE TRA IMPRESE

Istituita una ritenuta d’acconto per le fatture tra imprese. Per il 2028 la ritenuta viene introdotta con un’aliquota ridotta dello 0,5% che poi sale all’1% dal 2029. Il gettito della misura viene calcolato in 734,5 milioni di euro che poi salgono a 1.469 a decorrere dal 2029 quando l’aliquota sale all’1%.

RADDOPPIA ALIQUOTA TOBIN TAX

Raddoppiano le aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. La norma porta la tassazione sul trasferimento di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi dallo 0,1% allo 0,2% se la cessione avviene su mercati regolamentati e dallo 0,2 allo 0,4% negli altri casi. Sale dallo 0,02% allo 0,04% l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza. Previsto un maggiore gettito di 337,3 milioni a decorrere dal 2026.

AUMENTO ACCISE SU SIGARETTE E DIESEL

Previsto l’aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato (maggior gettito pari a 213 milioni per l’anno 2026, 465,8 per il 2027 e 796,9 nel 2028) e la modifica delle aliquote dell’accisa sulla benzina e sul gasolio portandole entrambe a 672,90 euro per 1.000 litri.

SALE AL 12,5% TASSAZIONE PREMI INFORTUNI RC AUTO

Per i contratti RC auto stipulati o rinnovati a decorrere dal 1 gennaio 2026 sale dal 2,5 al 12,5 per cento la tassazione sui premi per infortunio al conducente e dal 10 al 12,5 per cento quella sui premi per assistenza stradale. AUMENTA DAL 18% AL 21% ALIQUOTA SU PARTECIPAZIONI

Aumenta l’aliquota dell’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni, dal 18 al 21 per cento.

CREDITO IMPOSTA AGGIUNTIVO PER ZES UNICA

Entra in manovra un contributo aggiuntivo sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti realizzati entro il 15 novembre 2025 nella ZES unica Mezzogiorno, riconoscendo per il 2026 un’integrazione pari al 14,6189% dell’importo già richiesto.

FONDO 1,3 MLD PER TRANSIZIONE 4.0

Viene incrementato di 1,3 miliardi di euro nel 2026 il fondo per Industria 4.0, limitatamente agli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025. Il limite di spesa passa quindi da 2,2 miliardi di euro a 3,5 miliardi di euro.

ACCONTO ASSICURAZIONI SUL CONTRIBUTO AL SSN

Introdotto un meccanismo di versamento da parte delle assicurazioni di un acconto pari all’85% dell’importo versato nell’anno precedente del contributo al Servizio Sanitario sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti.

PER IL PIANO CASA 200 MLN

Arriva una dotazione di 200 milioni di euro per finanziare il piano casa nel biennio 2026-2027.

DETASSAZIONE AUMENTI ANCHE PER 2024 E FINO 33MILA EURO

Per i contratti rinnovati dal 2024 arriva una tassazione agevolata al 5%, sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 gennaio 2026. La platea dei beneficiari viene estesa dai redditi fino a 28mila euro e portata a 33mila. ALZATO DI 140 MLN TETTO SPESA FARMACEUTICA

Alzato di altri 140 milioni di euro dal 2026 il tetto per la spesa farmaceutica per acquisti diretti (+0,1 punti) dopo l’aumento di 0,2 punti stabilito nel testo base della legge di bilancio. Per coprire l’intervento viene ridotto il Fondo per i farmaci innovativi che quindi a decorrere dal 2026 è ridotto da 1.300 milioni di euro annui a 1.160 milioni di euro annui.

NUOVI PROGETTI PER AMPLIARE PRODUZIONE ARMI

Per potenziare la produzione di armamenti e sistemi d’arma, il Ministro della difesaindividua le attività, le aree, le opere e i progetti infrastrutturali destinati alla realizzazione, all’ampliamento, alla riconversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa, riconosciuti come strategici per la difesa nazionale.

TAGLIO FONDO CINEMA 90 MLN NEL 2026, 200 MLN DAL 2027

Arriva un taglio del Fondo per il cinema e l’audiovisivo di 90 milioni nel 2026 e di 200 milioni a decorrere dal 2027. La dotazione del Fondo passa quindi da 700 a 610 milioni l’anno prossimo e da 700 a 500 milioni a decorrere dal 2027.

TAGLIO DI 10 MLN NEL 2026 ALLA RAI

Prevista una riduzione di 10 milioni di euro per il 2026, delle entrate versate a titolo di canone di abbonamento e destinate alla RAI che ‘dovrà far fronte con misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione’.

PER CONI E SPORT&SALUTE 40 MLN IN PIU’

Arrivano 40 milioni di euro in più per CONI e Sport e Salute. In particolare vengono stanziati 30 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2026, a Sport e salute Spa, e 10 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2027, al CONI. SOGLIA ESENZIONE ISEE PRIMA CASA 200MILA EURO IN GRANDI CITTA’

La soglia di esenzione ai fini Isee del valore della prima casa viene innalzata a 91.500 euro per tutti a viene ulteriormente aumentata a 200.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane. La soglia viene ulteriormente incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

ALTRI 2 MLN A FONDO MOROSI INCOLPEVOLI

Incrementato lo stanziamento del fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

FUNZIONARI MEF IN CDA SOCIETA’ PARTECIPATE

Introdotta la facoltà di autorizzare i dipendenti del Ministero dell’economia e delle finanze a fare parte degli organi di amministrazione e di controllo di società partecipate, anche indirettamente, dallo Stato.

INTERESSI ROTTAMAZIONE QUINQUIES RIDOTTI AL 3%

Il tasso di interesse per le rate della nuova rottamazione, la cosidetta quinques, passa dal 4 per cento annuo al 3 per cento annuo.

RIAPRE TERMINE PER DOMANDE RESPINTE AL FIR

Riapre il termine per accedere al Fondo di Indennizzo dei Risparmiatori in per chi aveva presentato domanda entro il 18 giugno 2020 ma se l’era vista respinta anche parzialmente per carenze documentali e procedurali. Previsto un tetto massimo di spesa per l’erogazione degli indennizzi e per gli oneri di gestione di 80 milioni di euro per il 2026 in termini di competenza.

FONDO DA 20 MLN PER ACQUISTO LIBRI SCOLASTICI

Arriva un fondo da 20 milioni di euro l’anno da ripartire tra i comuni per l’erogazione di contributi da destinare ai nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro per contribuire alle spese per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, destinati alla scuola secondaria di secondo grado. CONTRIBUTO DI 1.500 EURO PER RETTE SCUOLE PARITARIE

Introdotto un contributo fino a 1.500 euro per gli studenti che frequentano una scuola paritaria secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado, appartenenti a famiglie con reddito ISEE non superiore a euro 30.000. Il contributo è riconosciuto nel limite di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2026.

FONDO 7 MLN ALLE SCUOLE PER INIZIATIVE CONTRO VIOLENZA DONNE

Arriva un fondo da ripartire tra i comuni, con una dotazione di 7 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027 in favore delle scuole secondarie di primo e secondo grado per incentivare e sostenere in tutto il territorio nazionale attività educative in materia di contrasto della violenza contro le donne.

40 MLN PER POLIZZE ASSICURATIVE FORZE ORDINE

Arrivano 40 10 milioni per ciascuno degli anni 2026, 2027, 2028 e 2029, per un totale di 40 milioni di euro, da destinare alla stipula di apposite polizze assicurative per la tutela legale e la copertura delle responsabilità civile verso terzi a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per eventi dannosi non dolosi causati a terzi nello svolgimento del servizio.

NUOVO CONCORSO WIN FOR ITALIA TEAM

Arriva ‘Win For Italia Team’ un nuovo gioco numerico a totalizzatore nell’ambito di quelli ‘Win for Life’. Il concorso avrà un montepremi pari al 65% della raccolta e la la quota di prelievo erariale derivante dalla raccolta, ‘al netto della quota spettante alle regioni a statuto speciale, è riassegnata al capitolo, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano’. PACCHETTO ENTI LOCALI

Nel corso dell’esame in Commissione è stato approvato un pacchetto di 63 emendamenti sugli enti locali concordato tra maggioranza e opposizione. Tra le misure approvate, un allentamento dei vincoli sull’indebitamento delle province che potranno contrarre mutui non solo per edilizia scolastica e strade. Cade anche il divieto si spesa in relazioni pubbliche, convegni e mostre.

Rinviato di tre mesi, al 31 luglio, il termine per l’approvazione tariffa Tari. Prorogata poi l’autorizzazione a rinegoziare i mutui contratti dagli enti locali. Arriva anche una semplificazione dei rimborsi delle obbligazioni emesse dagli enti locali e la possibilità di iscrizione all’albo dei segretari comunali anche dei borsisti idonei non vincitori del bando 2024.

Con un’altra norma approvata viene introdotto uno riscadenzamento da 10 fino a 20 anni dei tempi per la restituzione delle anticipazioni concesse ai comuni in dissesto. Arriva anche più flessibilità per gli avanzi liberi degli enti locali che potranno essere usati anche per spese correnti ed investimenti oltre che per l’estinzione di prestiti.

Un altro emendamento approvato stabilisce che fino a fine 2028 non si applica il blocco dei trasferimenti dovuti agli enti locali in caso di mancata presentazione nei termini di legge dei documenti contabili alla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP) e dei questionari per la determinazione dei fabbisogni standard.

Riassegnati poi i residui 2023-24 del Fondo per contenziosi relativi a calamità allo stesso fondo a valere sul 2026. Contestualmente viene abbassata dal 50 al 40 per cento la soglia delle spese per risarcimenti rispetto alla spesa corrente necessaria per accedere al fondo. Viene prorogata di 12 mesi della possibilità di conferire incarichi ai segretari comunali iscritti nella fascia iniziale di accesso in carriera.

Via libera alla proroga anche per il 2025-2026 delle cinque regioni individuate per la determinazione dei fabbisogni sanitari standard nel 2024 e alla proroga di due anni fino al 2027 degli incarichi dei consulenti della cabina di regia della crisi idrica. Arriva poi la regolarizzazione del personale a tempo determinato assunto da almeno tre anni negli Uffici speciali per la ricostruzione di regioni ed enti locali.

Governo, Conte: sembra un circo ma è realtà, e non fa ridere

Roma, 30 dic. (askanews) – “La Presidente Meloni esulta per le rate dei 209 miliardi che abbiamo portato noi e su cui loro si astenevano mentre ci urlavano ‘criminali’ in pandemia. Salvini fa un teatrino contro invii di armi in Ucraina e aumento dell’età pensionabile (altro che cancellazione della “Fornero”!) e poi vota entrambi. Tajani prometteva pensioni minime a 1.000 euro per tutti e invece hanno tagliato le pensioni di cittadinanza e in Manovra mettono 3 euro nei cedolini dei pensionati minimi. Sembra un circo ma purtroppo è la realtà. E non fa ridere”. Lo scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte.

Referendum, Nordio: presumo e auspico si tenga prima di Pasqua

Roma, 30 dic. (askanews) – “Per evitare che un domani ci possano essere delle contestazioni, e andiamo alle calende greche, per ora non abbiamo fissato la data” per il referendum sulla giustizia “e vediamo di conciliare le situazioni. Sicuramente bisognerà decidere prima o dopo, quindi presumo e auspico che sarà prima di Pasqua, nella seconda metà di marzo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando con i cronisti alla Camera.

“Inutile dire che non abbiamo minimamente paura. Dal mio punto di vista avremo più tempo per spiegare le nostre ragioni. Resta però il problema tecnico che slittare dopo Pasqua produrrebbe anche una tensione magari politica che sarebbe il caso di evitare perché non vogliamo che venga snaturato il referendum, che si dica ‘Meloni sì-Meloni no’, come è stato fatto in precedenza”, ha aggiunto.

A chi chiedeva di possibili interlocuzioni col Quirinale, poi, Nordio ha risposto: “No, su questo no. Noi ieri in Consiglio dei ministri non abbiamo deciso nulla. Però il problema esiste da un punto di vista tecnico e magari per evitare conflitti, ricorsi o polemiche che si protraggono anche dopo una costituzione elettorale si può cercare una situazione di compromesso”.

Manovra, Meloni: seria e responsabile, altro passo per Italia più solida

Roma, 30 dic. (askanews) – “Il Parlamento ha approvato la Legge di Bilancio 2026. È una manovra seria e responsabile, costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social dopo il via libera definitivo della Camera.

“Proseguiamo – aggiunge – nel percorso di riduzione dell’IRPEF per il ceto medio, nel sostegno alla natalità e al lavoro, nel rafforzamento della sanità pubblica e nel supporto a chi investe, produce e crea occupazione. Abbiamo lavorato per rendere strutturali misure già avviate e per rafforzare quelle che incidono realmente sulla vita quotidiana degli italiani, mantenendo fede agli impegni assunti”.

“Un altro passo avanti per dare certezze alla nazione e continuare a costruire un’Italia più solida, competitiva e capace di guardare al futuro con fiducia”, conclude la premier.

Ucraina, von der Leyen: l’adesione porterà beneficii per l’intera Europa

Roma, 30 dic. (askanews) – “Ottima discussione oggi con i leader europei sul nostro sostegno all’Ucraina, alla sua sicurezza e alla ricostruzione del Paese”, ha scritto sul proprio profilo X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“In definitiva, la prosperità di uno Stato ucraino libero risiede nell’adesione all’Ue”, ha osservato la leader europea.

“Si tratta anche di una garanzia di sicurezza fondamentale di per sé. L’adesione non avvantaggia solo i Paesi che entrano; come dimostrano le successive ondate di allargamento, ne beneficia l’intera Europa”, ha concluso von der Leyen.

Manovra, Schlein: promesse tradite, dopo 3 anni colpa di altri?

Roma, 30 dic. (askanews) – “E’ una manovra di promesse tradite: dovevate abolire la Fornero e avete allungato l’età pensionabile e abolito opzione donna, dovevate abolire le accise e le avete aumentate. E’ sempre colpa di qualcun altro? Dopo 3 anni di governo non vi crede più nessuno”. Così Elly Shclein nella dichiarazione di voto sulla legge di bilancio alla Camera.

“Siamo a fine anno per i vostri litigi costanti rischiando l’esercizio provvisorio”, ha aggiunto “è una manovra che aiuta i più ricchi, lo dice l’Istat, date 440 euro in più a chi guadagna 199 mila euro”.

Manovra, Schlein: sbagliata perchè non riduce diseguaglianze

Roma, 30 dic. (askanews) – “La prima preoccupazione degli italiani sono sanità e spesa. Molti italiani non sono tornati a casa nelle feste perchè non si potevano permettere il biglietto. Negli ultimi 4 anni Istat dice che i costi alimentari sono aumentate del 25 per cento e gli stipendi si sono ridotti del 9 per cento. Un italiano su dieci rinuncia a curarsi: è la carne viva delle disugueglianze che sono aumentate e su cui questa manovra non interviene” perciò è “sbagliata, va in direzione sbagliata, di austerità e lo state rivendicando”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella dichiarazione di voto sulla legge di bilancio alla Camera.

Palazzo Chigi: l’Italia presenta richiesta pagamento della nona rata Pnrr

Roma, 30 dic. (askanews) – Oggi l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento dell’ottava rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 1° dicembre scorso sul raggiungimento di 32 obiettivi, di cui 16 target e 16 milestone.

Nella stessa giornata – si legge in una nota di Palazzo Chigi – l’Italia ha trasmesso alla Commissione anche la richiesta di pagamento della nona e penultima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, anch’essa pari a 12,8 miliardi di euro. La richiesta segue i lavori della Cabina di regia PNRR del 22 dicembre, durante i quali è stato verificato il conseguimento di 50 obiettivi, suddivisi in 34 target e 16 milestone, comprendenti riforme e investimenti strategici per sostenere la crescita economica e sociale dell’Italia.

Stasera su Rai 1 lo Speciale Premio Tenco 2025, con Malika Ayane

Milano, 30 dic. (askanews) – Questa sera, martedì 30 dicembre, andrà in onda in seconda serata su Rai 1 lo Speciale Tv Premio Tenco 2025, ultima edizione della principale rassegna italiana della canzone d’autore svoltasi a Sanremo (Imperia) dal 22 al 25 ottobre. Alla conduzione dell’appuntamento sul piccolo schermo l’eclettica cantautrice Malika Ayane, che accompagnerà gli spettatori attraverso le esibizioni degli straordinari artisti che si sono alternati sul palco del Teatro Ariston nelle tre serate che rappresentano il culmine della rassegna e che dedicherà degli approfondimenti alla storia del Club Tenco dalle sue origini a oggi.

Dal 2020 il racconto televisivo della manifestazione culturale e musicale unica in Europa e al mondo viene prodotto da iCompany in collaborazione con il Club Tenco.

«Raccontare il Premio Tenco in televisione è una responsabilità che vivo da sei anni con lo stesso entusiasmo del primo giorno – racconta Massimo Bonelli, produttore della speciale tv e CEO di iCompany – Il Tenco è una storia lunga più di mezzo secolo, un patrimonio culturale del nostro Paese. Tradurlo in un format TV di 80 minuti significa trovare ogni volta un equilibrio in grado di restituirne profondità e complessità. Per me è un onore occuparmene grazie alla fiducia di Stefano Senardi, Sergio Sacchi, Graziella Corrent e di tutto il Direttivo del Club Tenco, nel ricordo affettuoso di Sergio Staino, che per primo volle affidarmi questo progetto.

Il programma di quest’anno è attraversato dai luoghi e dalle voci che hanno reso unica l’edizione 2025, un lavoro che abbiamo portato avanti con cura, intrecciando musica e immagini di una Sanremo che custodisce la vera anima della rassegna. Il Premio Tenco è un viaggio che si rinnova. È un racconto potente della musica d’autore come sguardo, come ricerca, come memoria viva della nostra cultura popolare»

Il tema del 2025, “Con la memoria”, filo conduttore che ha accompagnato l’intera rassegna, ha invitato a riflettere sui grandi eventi del Novecento e sul loro impatto sulla musica, e ha rappresentato uno dei criteri con cui il Direttivo del Club Tenco ha assegnato i Premi Tenco alla carriera, conferiti a personalità che hanno dato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale. In questa edizione i riconoscimenti sono stati attribuiti a Baustelle, Goran Bregovic, Ricky Gianco, Daniele Silvestri e Tosca.

Sul palco del tempio italiano della musica sono stati premiati anche i vincitori delle Targhe Tenco 2025, assegnate da una giuria composta da esperti, giornalisti e addetti ai lavori: Lucio Corsi per “Volevo essere un duro” (Migliore album in assoluto e Migliore canzone singola), La Niña per “Furèsta” (Migliore album in dialetto), Anna Castiglia per “Mi Piace” (Migliore album opera prima), Ginevra Di Marco per “Kaleidoscope” (Migliore album di interprete) e Caroline Pagani per “Pagani per Pagani” (Migliore album a progetto).

Inoltre, in questa edizione, sono stati assegnati il Premio Tenco all’operatore culturale a Tito Schipa Jr. e il PREMIO Yorum – riconoscimento istituito in collaborazione con Amnesty International Italia per dare visibilità agli artisti e alle artiste che, mettendo spesso a rischio la loro stessa vita, lottano per la libertà e i diritti umani in tutto il mondo – alla memoria di Refaat Alareer, poeta e attivista palestinese morto nel 2023, insieme a suo fratello, sua sorella e i suoi tre figli in un attacco aereo israeliano nel nord di Gaza. Il riconoscimento è stato consegnato al cantautore e giornalista Nabil Bey Salameh, co-fondatore del gruppo italo-palestinese Radiodervish, alla presenza di Federico Lera di Amnesty International Italia. Quest’anno per la prima volta il Grup Yorum, che ha dato il nome a questo riconoscimento, si è esibito sul palco dell’Ariston.

Il Premio SIAE, riconoscimento conferito dalla Società Italiana degli Autori ed Editori, è stato assegnato a Mimmo Locasciulli in occasione dei cinquant’anni dalla sua iscrizione alla SIAE, avvenuta con il deposito del brano “Canzone di Sera”.

Oltre agli artisti premiati, tanti ospiti d’eccezione hanno incantato la platea dell’Ariston: Paolo Angeli, Arianna Antinori, Guido Baldoni, Pierdavide Carone, Gianni Coscia, Simone Cristicchi con Gnu Quartet, Alessandro D’Alessandro, Lamante, Alessio Lega, Emma Nolde (che in questa edizione ha aperto la rassegna, come da tradizione con il brano di Luigi Tenco “Lontano Lontano”) Moni Ovadia, Giovanna Famulari, Michele Gazich, Omar Pedrini Con Massimo Priviero, Ricky Portera, David Riondino Con Sara Jane Ceccarelli, Scraps Orchestra, Michele Staino e Stefano Tessadri.

Terrorismo, i legali di Hannoun: contanti raccolti sempre dichiarati

Genova, 30 dic. (askanews) – “E’ da anni che ha i conti bloccati, ha chiesto in tutti i modi di modificare questa situazione e ha specificato che l’unico modo per portare aiuti, con numerosissime richieste di persone che volevano donare, era fare una raccolta in contanti che tutte le volte sono stati dichiarati in uscita in aeroporto”. Lo hanno detto Fabio Sommovigo ed Emanuele Tambuscio, avvocati difensori del presidente dell’associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi per il popolo palestinese,ádopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Silvia Carpanini nel carcere genovese di Marassi.

“Penseremo – hanno aggiunto gli avvocati Sommavigo e Tambuscio rispondendo alla domanda di un cronista – se presentare ricorso al Riesame e se decideremo di farlo lo depositeremo nei termini”.

Manovra, concluso nella notte l’esame degli Ordini del giorno. Oggi il voto finale

Roma, 30 dic. (askanews) – Si è concluso alla Camera dei deputati intorno alle 4.30 del mattino di oggi l’esame degli ordini del giorno alla legge di bilancio.

Tra gli odg che hanno ottenuto parere favorevole del governo quello della Lega sulla sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita.

L’esame della manovra riprenderà oggi alle 11 con le dichiarazioni di voto cui seguirà il voto finale sul provvedimento che diventerà legge in seconda lettura.

Il ‘freddo russo’ sfiora l’Italia: a Capodanno crollo delle temperature

Roma, 30 dic. (askanews) – Arriverà nelle prossime ore l’irruzione artica dalla Russia verso l’Europa sud-orientale, quando tutti i Balcani, l’area carpatica danubiana, la Grecia, la Turchia e il Mar Nero saranno raggiunti da una massa d’aria gelida. L’Italia sarà solo sfiorata dall’aria russa ma il termometro scenderà comunque in modo sensibile: si passerà, infatti, da valori piuttosto miti per il periodo (anche 6-7°C oltre la media) a punte 7-8°C sotto la stessa media. In pratica le temperatura crolleranno di 13-15°C soprattutto in montagna e sulla fascia del Medio Adriatico.

Le prossime ore vedranno, dunque, il passaggio di testimone tra una fredda fine del 2025 e un Capodanno 2026 gelido per metà: infatti, subito, dal pomeriggio del primo giorno dell’anno e soprattutto dal 2 gennaio, la rotazione dei venti da sud riporterà un tepore anomalo e anche tante piogge sparse. Sono le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it.

Nel dettaglio, spiega, il 30 dicembre registreremo il passaggio di aria artica russa ad est dell’Italia la quale provocherà dal pomeriggio-sera nevicate fino a quote collinari tra Basse Marche, Abruzzo e Molise; si assisterà anche a dei locali piovaschi al Sud mentre al Nord il tempo rimarrà stabile e bello salvo nebbie sulla Pianura Padana orientale. L’ultimo dell’anno sarà più asciutto, soleggiato ma decisamente più freddo: come non succedeva da anni, a mezzanotte quasi tutta l’Italia brinderà con temperature intorno allo zero o leggermente sotto. Anche Roma e Napoli a mezzanotte saranno fredde: il brindisi sarà localmente ghiacciato con valori anche sottozero.

Sul resto del Paese i valori sottozero previsti tra Firenze e Perugia; anche Bologna, Milano e Torino saranno “freddine”, anche se su queste città il clima rigido di San Silvestro non sarà una novità. L’anomalia del brindisi 2026 sarà infatti nelle temperature molto basse anche al Sud, ad eccezione della Sicilia dove invece sono attese nubi sparse e anche qualche piovasco. Stessa sorte anche per la Sardegna con più nubi, meno freddo e qualche goccia.

Tutto cambierà con il 2026: la rotazione dei venti da Ostro e Libeccio spingerà aria più mite e più umida con piogge attese su tutto il versante tirrenico e poi al Nord (localmente già dal pomeriggio di Capodanno).

Ucraina, Zelensky: nel 2026 può esserci la pace

Roma, 30 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che vi sono grandi possibilità di porre fine alla guerra nel 2026, a causa dei problemi di mobilitazione incontrati dalla parte russa.

“Il numero dei loro soldati sta diminuendo, perché fino a quest’anno era in crescita. Hanno mobilitato 43.000 persone ogni mese, firmato contratti e quest’anno, per la prima volta nell’intero periodo, il numero di persone mobilitate e il numero di perdite sono diventati esattamente gli stessi. Quindi, quest’anno, nel 2025, vediamo che per la prima volta le dimensioni del loro esercito hanno smesso di aumentare. Speriamo quindi che nel 2026 saremo in grado di fermare completamente questa guerra”, ha detto Zelensky in un’intervista all’emittente statunitense Fox News.Il leader ucraino ha specificato che se la guerra non verrà fermata, Putin dovrà prendere una decisione sulla mobilitazione, cosa impopolare nella società civile russa. Questa decisione potrebbe comportare problemi interni, motivo per cui la leadership russa sta cercando di evitare questa opzione, ha osservato il presidente ucraino.

“Ecco perché credo che ora noi e i russi ci troviamo in una situazione in cui gli Stati Uniti possono accelerare significativamente la transizione verso la pace”, ha affermato Zelensky.

Terrorismo, davanti al gip Hannoun nega i finanziamenti ad Hamas

Genova, 30 dic. (askanews) – “Ha rilasciato dichiarazioni spontanee anche perché non ha neanche iniziato a leggere gli atti, che sono tantissimi. Quindi il nostro consiglio è stato quello di rilasciare dichiarazioni spontanee. Ha rivendicato la sua attività di raccolta fondi per attività determinate e precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, quindi Gaza, Cisgiordania e campi profughi, ha negato di aver mai finanziato direttamente o indirettamente Hamas e ha anche precisato che la sua attività ha iniziata nei primi anni ’90”. Lo hanno detto Fabio Sommavigo ed Emanuele Tambuscio, avvocati difensori del presidente dell’associazione palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso raccolte fondi per il popolo palestinese,ádopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Silvia Carpanini nel carcere genovese di Marassi.

“Ha spiegato con un po’ di dettagli per quanto possibile – hanno aggiunto i legali – come ha funzionato la raccolta fondi e la distribuzione prima e dopo il 2023 con i grandi cambiamenti che ovviamente tutto questo ha avuto nel 2023 e ha sempre chiarito che mai ha voluto o consentito che aiuti da lui raccolti e arrivati a Gaza fossero etichettati, distribuiti o utilizzati da Hamas per i fini propri di Hamas”.

Ue, Fitto: erogata ottava rata Pnrr Italia, 12,8 mld

Roma, 30 dic. (askanews) – “Oggi la Commissione europea ha erogato l’ottava rata del Pnrr italiano, pari a 12,8 miliardi di euro. Un risultato che conferma il solido ritmo di attuazione del Piano e la qualità delle riforme e degli investimenti realizzati”. Lo annuncia sui social Raffaele Fitto, vice presidente della Commissione europea.

“Questa nuova tranche – aggiunge – sostiene interventi strategici in settori chiave come pubblica amministrazione, appalti pubblici, economia circolare, gestione dell’acqua, digitalizzazione, energie rinnovabili, contrasto alla povertà energetica, turismo, istruzione, ricerca, innovazione, occupazione, assistenza domiciliare e ricerca medica, con benefici già concreti per cittadini e imprese in tutto il Paese”.

Astensionismo, oltre il luogo comune: un’analisi rigorosa de “il Mulino”

Un tema decisivo, spesso banalizzato

L’astensionismo è ormai uno dei dati strutturali della vita democratica italiana ed europea. Se ne parla molto, spesso in modo frettoloso: come segno di protesta indistinta, come rifiuto della politica, talvolta come “nuovo partito” silenzioso.

Proprio contro queste semplificazioni si muove l’articolo “Gli astensionisti”, firmato da Vittorio Mete e Dario Tuorto, pubblicato su il Mulino, che merita di essere letto e discusso per la serietà dell’impianto analitico.

Una galassia, non un blocco politico

Il primo merito del contributo è quello di smontare con decisione l’idea del cosiddetto “partito degli astensionisti”. Chi non vota, spiegano gli autori, non costituisce un soggetto omogeneo, né sul piano sociale né su quello politico.

L’astensione è piuttosto una galassia di comportamenti diversi: c’è chi non vota per disillusione, chi per disinteresse, chi per difficoltà materiali, chi in modo intermittente, alternando partecipazione e assenza alle urne.

In questa prospettiva, l’astensionismo non è una scelta politica coerente, ma il risultato di fattori molteplici che cambiano nel tempo e nei contesti.

Le cause: istituzioni, politica, società

Mete e Tuorto ricostruiscono il fenomeno richiamando la letteratura sociologica e distinguendo tre ordini di cause.

Da un lato, fattori istituzionali: regole elettorali, modalità di voto, complessità o accessibilità delle procedure.

Dall’altro, fattori politici: la qualità dell’offerta, la percezione della posta in gioco, la credibilità dei partiti.

Infine, fattori sociali e personali: livello di istruzione, integrazione sociale, reti relazionali, senso di efficacia politica.

È dall’intreccio di questi elementi – e non da una singola ragione – che nasce la rinuncia al voto.

Una questione democratica, non solo numerica

L’articolo insiste su un punto centrale: l’astensionismo non è solo un problema di percentuali, ma di rappresentanza e disuguaglianza democratica.

Quando a non votare sono soprattutto alcuni gruppi sociali o alcuni territori, il rischio è quello di una politica sempre più distante da chi resta ai margini, con un circolo vizioso che indebolisce ulteriormente la fiducia nelle istituzioni.

Un invito alla lettura

Proprio per questo il contributo de il Mulino si segnala per il suo tono equilibrato e non ideologico. Non propone ricette miracolistiche, né scorciatoie populiste. Invita piuttosto a capire prima di giudicare, distinguendo tra facilitazione del voto e ricostruzione di un rapporto di fiducia tra cittadini e politica.

P.S. Per chi voglia approfondire con serietà il tema dell’astensionismo, l’articolo di Vittorio Mete e Dario Tuorto rappresenta una lettura utile e ben documentata.

Il testo è disponibile sul sito della rivista il Mulino a questo link: Gli astensionisti

Difendere l’identità non è integralismo

Un dibattito che viene da lontano

Negli anni ’80 c’era un dibattito vivace, e anche un confronto molto acceso, nel mondo cattolico italiano tra i sostenitori della “cultura della presenza” e i fautori della “cultura della mediazione”.

Il primo fronte, per così dire, era guidato dal movimento di Comunione e Liberazione e, soprattutto, dal suo braccio politico e operativo che era il Movimento Popolare. Nello specifico, erano i paladini della riaffermazione dell’identità cattolica, soprattutto di fronte a un impetuoso vento che soffiava e che si può sintetizzare nel termine di secolarizzazione.

A questa corrente, ben radicata nell’area cattolica italiana, si contrapponevano i cattolici che aderivano e propugnavano la cosiddetta “cultura della mediazione”. Una corrente interpretata dai cattolici democratici, o cattolici progressisti: cattolici più disponibili e più orientati al dialogo e al confronto con le altre culture e con i nuovi filoni di pensiero che avanzavano in una società tendenzialmente post-ideologica.

Cosa è cambiato?

Ora i tempi sono irrimediabilmente cambiati, ma alcune costanti riemergono dal passato.

Seppure, come si suol dire, mutatis mutandis. Il mondo cattolico, di fatto, non esiste più nella sua organicità; la secolarizzazione della società è ormai un fatto strutturale e permanente e, di conseguenza, sono mutati radicalmente i termini della contesa.

Eppure, le categorie della “presenza” e della “mediazione” sono riemerse come un fiume carsico e, soprattutto, continuano a condizionare il dibattito nella società contemporanea. Certo, con altre sfide e di fronte a uno scenario molto diverso rispetto a quello del passato. Ma, del resto, com’è naturale che sia.

Identità o adattamento?

Perché oggi la vera sfida – almeno per noi cattolici, ma non solo per i cattolici, come è ovvio e persino scontato – è capire se difendere la nostra identità culturale, spirituale, democratica e soprattutto occidentale sia ancora una scommessa possibile, oppure se dobbiamo adeguarci, e rassegnarci, a un “nuovo corso” di cui non si sa ancora bene dove possa approdare.

In forma radicalmente diversa rispetto a un passato anche solo recente, si tratta dunque di capire se dobbiamo riaffermare – guarda un po’ – le ragioni della “presenza”, e quindi della difesa di un’identità sempre più sbiadita e a tratti persino indecifrabile, oppure se dobbiamo privilegiare le ragioni di una rinnovata “mediazione” con altre culture, altre religioni, altri sistemi politici e statuali radicalmente diversi, se non addirittura alternativi, rispetto al tradizionale modello occidentale, sul piano culturale, sociale, religioso e politico.

Una sfida che riguarda lEuropa

Ecco perché le categorie di “presenza” e “mediazione” sono destinate, curiosamente, a rinnovarsi e a riproporsi nello scenario politico contemporaneo. Non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto sul versante europeo.

Alla fine, il vero nodo da sciogliere – forse oggi più di ieri – resta quello di lavorare per difendere, seppure rinnovandola, la nostra identità, oppure di limitarsi a svenderla progressivamente ma irreversibilmente. La sfida è epocale, e il metodo scelto per affrontarla – “presenza” o “mediazione” – non è affatto secondario.

Il passato, anche quando lo si vorrebbe cancellare o rimuovere, è destinato a riemergere in tutta la sua complessità.

Il tempo che viviamo ci chiede di più: un impegno vivo per il 2026

Immaginiamo un mondo in cui ogni individuo sente di avere un ruolo fondamentale nel migliorare la propria comunità, dove ogni azione, per quanto piccola, contribuisce al benessere collettivo.

Questo è il mondo che l’attivismo e la cittadinanza attiva cercano di costruire. In un’epoca caratterizzata da sfide globali senza precedenti, la partecipazione dei cittadini alle dinamiche sociali, politiche ed economiche non è solo un diritto, ma un dovere morale.

 

Attualizzare il Manifesto per lUmanizzazione della Società.

Il Manifesto per lUmanizzazione della Società non è nato per essere archiviato come una dichiarazione d’intenti, ma per restare aperto, interrogante, capace di evolvere insieme al tempo che abitiamo. Il 24 novembre ha rappresentato un momento fondativo: una sintesi alta di pensiero, ascolto e responsabilità collettiva. Oggi, però, quella sintesi chiede un passo ulteriore: lattualizzazione. Non una riscrittura opportunistica, bensì un atto di fedeltà alla realtà. Perché la realtà cambia, accelera, ferisce. E un Manifesto che voglia incidere deve saper restare vivo.

 

Perché attualizzare: la necessità strategica del bene comune oggi

Viviamo in un’epoca segnata da atomizzazione sociale, frammentazione individualistica, solitudini diffuse. Le reti tradizionali di protezione – familiari, comunitarie, territoriali – si sono indebolite; il legame sociale è spesso sostituito da connessioni intermittenti; la fiducia, prima infrastruttura del vivere comune, si è erosa. In questo contesto, ridare significato al bene comune non è un esercizio teorico, ma una necessità strategica: significa dotarsi di una bussola etica e civile per orientare sviluppo, politiche pubbliche e scelte quotidiane verso inclusione, sostenibilità e dignità della persona.

Attualizzare il Manifesto significa passare dalla visione allimpegno, dal “dire” al “fare”, dalla proclamazione dei valori alla loro traduzione in pratiche verificabili. È un atto politico nel senso più alto: prendersi la responsabilità di generare futuro. In questo senso, il Manifesto è un processo: invita a partecipare, a firmare, a co-progettare, a monitorare. Chi aderisce non sottoscrive solo un testo: accetta di essere parte di un cammino.

 

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Ucraina, una trattativa che riguarda il mondo

Un negoziato ancora avvolto nellincertezza

Nessuno sa, ad oggi, quale sarà l’accordo finale sul destino e sulla prospettiva dell’Ucraina.

Nessuno lo sa per un motivo semplice: l’oggetto della trattativa – i territori da cedere o da mantenere, da un lato, e la sicurezza dello Stato ucraino dall’altro – resta nella piena discrezionalità del Presidente americano e del dittatore russo, dove, purtroppo, opinioni e soluzioni cambiano con una rapidità impressionante. E a prescindere.

Ma, al di là di questo dato, decisivo e determinante ai fini di un accordo complessivo e della cessazione di un conflitto che dura ormai da oltre tre anni, esistono alcune costanti che non possono essere taciute.

Il protagonismo americano e il ritorno della diplomazia

La prima costante riguarda il protagonismo politico e diplomatico del vertice del potere americano.

Un protagonismo che è frutto del carattere e dell’approccio del nuovo Presidente, ma che – è inutile negarlo – ha introdotto una svolta positiva anche in vista della fine del conflitto russo-ucraino.

Continuare a contrastare, demolire o criminalizzare la politica e lo stesso approccio del nuovo potere degli Stati Uniti d’America appare sterile. Al di là di simpatie, condivisioni o pregiudiziali politiche, culturali e ideologiche, si tratta semplicemente di prendere atto che con Trump è tornata una concreta volontà di ricostruire un percorso di pace. Difficile, contorto, contraddittorio e confuso, ma reale.

Come, del resto, è già avvenuto per la questione mediorientale.

UnEuropa meno subalterna, ma ancora incompiuta

In secondo luogo, l’Europa è tornata, lentamente ma progressivamente, a farsi sentire.

Non siamo certo alla stagione storica di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Tuttavia è indubbio che, forse secondo lo slogan “di necessità virtù”, i principali Paesi europei stanno recuperando un ruolo politico più incisivo.

Un ruolo che supera l’esclusivo dominio franco-tedesco e la subalternità degli altri Stati. Certo, dall’Europa ci si aspetta molto di più, ed è giusto pretenderlo. Ma sarebbe intellettualmente disonesto sostenere che l’Unione sia ferma al palo o che giochi un ruolo del tutto aleatorio nello scacchiere internazionale.

Si intravede, piuttosto, un soprassalto di dignità politica, imposto anche dalle nuove, inedite e drammatiche vicende che attraversano il pianeta.

La politica estera come misura della credibilità

Infine – ma non per ordine di importanza – la politica estera è tornata centrale nelle agende politiche nazionali.

Ed è un segnale positivo. La centralità della politica estera è infatti la precondizione per la credibilità, la maturità e l’autorevolezza di un partito, di una coalizione e, soprattutto, di un governo. E di una classe dirigente.

Non esiste una vera cultura di governo quando proprio sulla politica estera si balbetta, si è incerti o, peggio ancora, si inseguono le mode del momento.

LUcraina come nodo del futuro europeo

Ecco perché dalla soluzione della “questione ucraina”, oggi ancora avvolta nelle nebbie della trattativa, dipende non solo il destino – decisivo – di una regione cruciale per gli equilibri della geopolitica mondiale, ma anche il futuro dell’Europa e dei singoli Paesi europei.

Una trattativa che riguarda l’Ucraina, certo. Ma che, in realtà, riguarda il mondo intero. Ucraina, una trattativa che riguarda il mondo

Calcio, risultati e classifica di Serie A, Roma quarta

Roma, 29 dic. (askanews) – Questi i risultati del campionato di serie A dopo Roma-Genoa 3-1

Diciassettesima giornata: Parma-Fiorentina 1-0, Lecce-Como 0-3, Torino-Cagliari 1-2, Udinese-Lazio 1-1, Pisa-Juventus 0-2, Milan-Verona 3-0, Cremonese-Napoli 0-2, Bologna-Sassuolo 1-1, Atalanta-Inter 0-1, Roma-Genoa 3-1.

Classifica: Inter 36, Milan 35, Napoli 34, Roma 33, Juventus 32, Como 28, Bologna 26, Lazio 24, Atalanta, Udinese, Sassuolo 22, Cremonese, Torino 21, Cagliari 19, Parma, Lecce 17, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9

Diciottesima giornata: venerdì 2 gennaio ore 20.45 Cagliari-Milan, sabato 3 gennaio ore 12.30 Como-Udinese, ore 15 Genoa-Pisa, Sassuolo-Parma, ore 18 Juventus-Lecce, ore 20.45 Atalanta-Roma, domenica 4 gennaio ore 12.30 Lazio-Napoli, ore 15 Fiorentina-Cremonese, ore 18 Verona-Torino, ore 20.45 Inter-Bologna.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Ucraina, Conte: scommessa militare fallita, oggi negoziato difficile

Roma, 29 dic. (askanews) – “C’è un negoziato in corso difficile e i paesi Ue si affannano cercando di tener testa all’iniziativa di Trump. Mi è stato contestato di essere filoputiniano perchè ho detto dall’inizio di impostare un negoziato ma la scommessa militare che è stata fatta è fallita. Questo negoziato sarà a condizioni peggiori di quelle che avremmo avuto sul tavolo prima. Perchè non è stato fatto prima? E’ stato Biden a dire facciamo la scommessa militare e Draghi e Meloni lo hanno ripetuto a pappagallo”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte a In Onda su La7.

Per Consulta legge Toscana su fine vita non illegittima ma punti inconstituzionali

Roma, 29 dic. (askanews) – Con la sentenza numero 204 del 2025 la Corte costituzionale ha respinto le censure statali sull’intera legge regionale toscana numero 16 del 2025, in tema di aiuto al suicidio, ma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse sue disposizioni.

La Corte ha ritenuto che nel suo complesso la legge regionale sia riconducibile all’esercizio della potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute e persegua la finalità di “dettare norme a carattere meramente organizzativo e procedurale, al fine di disciplinare in modo uniforme l’assistenza da parte del servizio sanitario regionale alle persone che – trovandosi nelle condizioni stabilite da questa Corte nella sentenza n. 242 del 2019, così come ulteriormente precisate nella sentenza n. 135 del 2024 – chiedano di essere aiutate a morire”.

Numerose sue disposizioni hanno però illegittimamente invaso sfere di competenza riservate alla legislazione statale.

Più precisamente, la Corte ha dichiarato incostituzionale l’articolo 2, che direttamente individua i requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito facendo espresso rinvio alle sentenze n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024.

Secondo la sentenza, la disposizione viola la competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile e penale, in quanto alle regioni è ½precluso cristallizzare nelle proprie disposizioni principi ordinamentali affermati da questa Corte in un determinato momento storico – in astratto, peraltro, anch’essi suscettibili di modificazioni – e oltretutto nella dichiarata attesa di un intervento del legislatore statale». La legislazione regionale, infatti, in riferimento a delicati bilanciamenti, “che attengono essenzialmente alla materia dell’ordinamento civile e penale, non può pretendere di agire in via suppletiva della legislazione statale, per così dire ‘impossessandosi’ dei principi ordinamentali individuati da questa Corte”.

L’articolo 4, comma 1, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo limitatamente alle parole “o un suo delegato” in quanto, consentendo la presentazione dell’istanza anche a quest’ultimo, “deroga vistosamente al quadro normativo fissato dalla legge numero 219 del 2017, nel quale la procedura medicalizzata di assistenza al suicidio è stata inquadrata dalla giurisprudenza di questa Corte”.

Incostituzionali sono stati dichiarati anche gli articoli 5 e 6, in tutte le parti in cui prevedono stringenti termini per la verifica dei requisiti di accesso al suicidio medicalmente assistito e la definizione delle relative modalità di attuazione.

Ferma rimanendo la necessità di una sollecita presa in carico dell’istanza del richiedente, la Corte ha ritenuto che questa disciplina invada la competenza legislativa statale in materia di ordinamento civile, in quanto coinvolge scelte che necessitano di uniformità di trattamento sul territorio nazionale. Inoltre, la fissazione di termini stringenti contrasta con i principi fondamentali desumibili dalla legge numero 219 del 2017, che invece “valorizza e promuove la cosiddetta alleanza terapeutica”, per cui deve essere “sempre consentita la possibilità di svolgere tutti quegli approfondimenti clinici e diagnostici che la Commissione, multidisciplinare e coinvolgente diverse competenze (tra cui quelle psichiatriche, palliative, psicologiche, medico legali, eccetera), ritenga appropriati”, anche “attraverso la concreta messa a disposizione di cure palliative efficaci”, “nella prospettiva di prevenire e ridurre in misura molto rilevante la domanda di suicidio assistito”.

È stato dichiarato incostituzionale anche l’articolo 7, comma 1, che, disciplinando il supporto al suicidio medicalmente assistito, impegna le aziende unità sanitarie locali ad assicurare il supporto tecnico e farmacologico nonché l’assistenza sanitaria per la preparazione all’autosomministrazione del farmaco autorizzato. Nel confermare quanto stabilito dalla sentenza n. 132 del 2025, la Corte ha ritenuto che la disposizione regionale viola la competenza concorrente in materia di tutela della salute, in quanto “non si pone come attuazione nel dettaglio di preesistenti principi fondamentali rinvenibili nella legislazione statale, ma come una illegittima ‘determinazione’ degli stessi da parte della legislazione regionale”.

La dichiarazione di incostituzionalità ha anche riguardato i commi 2, primo periodo, e 3, del medesimo articolo 7.

Il primo in quanto “facendo esplicito riferimento a un livello di assistenza sanitaria ulteriore, evoca comunque e illegittimamente, dal punto di vista dell’assetto costituzionale delle competenze, la categoria dei ‘livelli essenziali di assistenza’”, interferendo quindi su definizioni riservate al legislatore statale.

Il secondo laddove prevede che la “persona in possesso dei requisiti autorizzata ad accedere al suicidio medicalmente assistito può decidere in ogni momento di sospendere o annullare l’erogazione del trattamento”. In caso di suicidio medicalmente assistito, infatti, “non vi è propriamente alcuna ‘erogazione’ di un trattamento che possa essere sospeso o annullato (come invece nelle ipotesi di eutanasia attiva, riconducibili nell’ordinamento italiano alla fattispecie di omicidio del consenziente), ma piuttosto un’assistenza dei sanitari a una persona che dovrà compiere da sé la condotta finale che direttamente causa la propria morte”.

Immuni da censure sono state invece ritenute le altre disposizioni contenute nella legge regionale. La Corte – si legge in una nota – “ha ritenuto che l’introduzione di una disciplina a carattere organizzativo e procedurale come quella impugnata non possa ritenersi preclusa dalla circostanza che lo Stato non abbia ancora provveduto all’approvazione di una legge che disciplini in modo organico, nell’intero territorio nazionale, l’accesso alla procedura medicalizzata di assistenza al suicidio. Infatti, nei limiti sopra precisati, i principi fondamentali della materia sono già desumibili dalla legislazione vigente, letta alla luce della sentenza della Corte”.

Campania, inizia XII legislatura ma per ora niente giunta Fico

Napoli, 29 dic. (askanews) – In Campania al via la XII legislatura del consiglio regionale, ‘battesimo’ nell’Aula per il neo presidente Roberto Fico, ma ancora nessun assessore nei banchi del parlamentino campano del Centro direzionale di Napoli.

“Siamo agli sgoccioli, a breve la giunta sarà annunciata – ha rassicurato il nuovo governatore al termine della seduta odierna del Consiglio -. Non ci sono ritardi, la legge ci dice che possono passare fino a dieci giorni dall’insediamento del consiglio regionale per la nomina della giunta, quindi, siamo perfettamente nei tempi di legge. Prendiamo il tempo giusto per la migliore giunta possibile”. Fico ha assicurato di essere “tranquillo” e “riposato” dopo la pausa natalizia, ma il mancato annuncio della nuova squadra di governo ha fatto storcere il naso a diversi esponenti della minoranza che hanno colto l’occasione per puntare il dito contro il nuovo governo del cosiddetto campo largo.

Voci di corridoio rilevano che il cerchio è quasi chiuso e che Fico stia soltanto smussando gli ultimi angoli. I nomi che circolano sono diversi, ma si aspetta l’ufficialità. Intanto, molti i politici al loro primo incarico in Regione e qualche riconferma. I primi incarichi votati dall’Aula sono stati l’ex assessore della giunta comunale di Napoli guidata da Gaetano Manfredi, Luca Faella Trapanese (Movimento 5 Stelle) e l’imprenditore Giuseppe Fabbricatore (FdI), eletti vice presidenti del Consiglio. Lucia Fortini, ex assessore della giunta De Luca (A testa alta) e Michela Rostan (Lega) sono i consiglieri segretari mentre Raffaele Aveta (M5s) e Livio Petitto (Forza Italia) sono i questori, rispettivamente, alle Finanze e al Personale.

Presidente del consiglio, Massimiliano Manfredi, ingegnere 52enne esponente del Pd e fratello del sindaco partenopeo, Gaetano Manfredi. Capo dell’opposizione il principale sfidante di Roberto Fico, il vice ministro degli Affari esteri eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli. Tra i banchi dell’Aula ha fatto il suo ingresso pure l’ex ministro e giornalista Rai, Gennaro Sangiuliano, anche lui esponente del partito di Giorgia Meloni.

Adesso si aspetta solo di iniziare a lavorare: dal discorso ai consiglieri del nuovo presidente le cose da fare sono tante, ma senza dimenticare – come riconosciuto da Fico – quello che è stato fatto in questi ultimi dieci anni dal suo predecessore, Vincenzo De Luca.

Tensioni e ‘giallo’ in extremis. Ok a dl Ucraina (senza Salvini e Crosetto)

Roma, 29 dic. (askanews) – Roma, 29 dic. (askanews) – Finisce con un paradosso: il provvedimento più delicato, quello su cui le forze politiche di maggioranza discutono da mesi pubblicamente e privatamente, viene approvato in un minuto o poco più nell’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno, per giunta in assenza di due dei principali ‘protagonisti’: Matteo Salvini e Guido Crosetto. Insomma, quella che doveva essere la scena madre di questo film dura di fatto pochi fotogrammi.

Il governo dunque dà il via libera al decreto che proroga per altri dodici mesi gli aiuti all’Ucraina, quello che dall’esecutivo Draghi in poi dà copertura ai vari pacchetti (dodici quelli inviati finora). D’altra parte l’accordo in maggioranza era già stato chiuso nei giorni scorsi, con tanto di colloquio a suggellare tra il leader della Lega e Giorgia Meloni. Eppure, nella giornata in cui arriva l’ok in extremis c’è il tempo per un ulteriore ‘giallo’. In mattinata circola una bozza del testo del provvedimento che, come da intesa raggiunta in maggioranza, non è una semplice fotocopia dei precedenti, perché nelle premesse enfatizza l’importanza degli sforzi “a livello internazionale per il raggiungimento di una soluzione di pace” e perché affida “priorità” agli aiuti “ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici”. Tutte aggiunte richieste dai salviniani per ‘vestire’ il provvedimento con un’aura più pacifista. Non era però l’unica differenza, giacché sembrava destinato a cambiare anche il titolo del decreto con la cancellazione di una parola ben precisa: “militari”.

L’ipotesi di sbianchettare quel termine, però, dura il tempo necessario a far esultare via social il leghista Claudio Borghi: “Un lavoro eccellente”. E tuttavia pochi minuti dopo la convocazione ufficiale del Consiglio dei ministri certifica che il decreto che entra nella riunione ha il titolo identico a quelli degli anni passati, aggettivo ‘militari’ compresi. “Diciamo che a qualcuno a quanto pare difetta lo stile”, “l’importante è che non cambi il testo”, commenta Borghi dopo la doccia gelata.

Il risultato alla fine è quello che dopo mesi di tribolazioni interne alla maggioranza consente a tutti di parlare pubblicamente di soddisfazione. “I suggerimenti della Lega sono stati recepiti e si è data priorità agli strumenti difensivi, logistici e sanitari per aiutare la popolazione civile Ucraina, piuttosto che ad altro”, fanno sapere da via Bellerio. Allo stesso tempo, però, dal ministero della Difesa fanno notare che, parola più parola meno, la sostanza non cambia e l’Italia invierà i suoi aiuti esattamente come prima in base a quanto sarà più necessario. Lo dice in pratica anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Andiamo avanti con quello che abbiamo sempre fatto”, spiega. Le tensioni, insomma, restano sul tappeto. La stessa assenza di Matteo Salvini diventa un caso anche se dal suo staff, così come da quello di Guido Crosetto, il forfait viene giustificato con semplici “motivi personali”.

L’ultimo dell’anno sembrava dover essere anche il Consiglio dei ministri che avrebbe fissato la data per il referendum confermativo sulla separazione delle carriere. E, invece, alla fine il tema non è stato proprio affrontato. Nelle intenzioni di chi gestisce la partita nel governo, in particolare il Guardasigilli Nordio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’idea sarebbe ancora quella di celebrare la consultazione entro fine marzo anche perché diversamente si andrebbe a metà aprile, considerando che la prima domenica di quel mese è Pasqua. E, tuttavia, a pesare sono una serie di incognite. Rispettando i tre mesi per la raccolta delle firme anche da parte dei cittadini, come da prassi dal 2001, non sarebbe possibile celebrarlo prima del 28-29 marzo che però è la domenica delle Palme. Nel Pd sono convinti che proprio la decisione dei partiti di opposizione di annunciare ieri il sostegno a questa iniziativa (che è partita il 22 dicembre) abbia convinto l’esecutivo a rallentare la deliberazione. Fonti di governo, tuttavia, lasciano intendere che una grande attenzione sulla scelta della data, e in particolare sul non creare vulnus alle prerogative dei cittadini, sarebbe arrivata direttamente dal Quirinale. Per il momento, quindi, tutto rinviato a gennaio.

Al via l’ottavo tour in Cina per il Piccolo Coro dell’Antoniano

Roma, 29 dic. (askanews) – Le bimbe e i bimbi del Piccolo Coro dell’Antoniano, diretto da Margherita Gamberini, per l’ottava volta tornano in Cina per una tournée sold out.

I bimbi del Piccolo Coro si muovono insieme alle loro famiglie e allo staff dell’Antoniano in una formazione composta da 42 elementi. In programma, tra martedì 30 dicembre 2025, e il 3 gennaio 2026, 6 concerti: si comincia con 4 spettacoli a Shanghai allo Shanghai Culture Square (capienza 1800 posti) e si prosegue con la tappa al Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino (capienza 1900 posti) per concludere il viaggio con gli ultimi 2 live show.

Nella scaletta dei concerti, protagoniste restano le canzoni dello Zecchino d’Oro, dai tormentoni intramontabili, tra cui “Il valzer del moscerino”, “Le tagliatelle di nonna Pina”, “Volevo un gatto nero”, ai successi più recenti come “Per un pezzetto di terra” e “Ci pensa il vento” (brano vincitore della 68ª edizione), alternate a contenuti divertenti e ad altri più riflessivi.

In scaletta anche due duetti, che il Piccolo Coro eseguirà con il coro gemello di Shanghai, il Piccolo Coro Hydrangea: “Lo stelliere” e “Raro come un diamante”, due brani del repertorio dello Zecchino d’Oro, che sono stati adattati con una parte di testo in cinese e una in italiano proprio per permettere ai due gruppi corali di cantarle insieme.

Sono in tutto 54 i concerti con cui il Piccolo Coro, fin dal 2015 è stato accolto dai numerosi fan cinesi che, con il loro entusiasmo, hanno affollato – oltre al Shanghai Culture Square e al Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino – negli scorsi anni anche il Children’s Art Theatre di Shanghai e nel 2016 il Tian Qiao Performing Art Center di Pechino.

Ancora una volta il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna porta in Cina tre importanti bandiere: oltre a rappresentare il “made in Italy” della musica per l’infanzia, il Coro infatti è anche ambasciatore Unicef dal 2002 e portavoce del riconoscimento Unesco dello Zecchino d’Oro tra i Patrimoni per una Cultura di Pace dal 2008. Al coro è conferito, inoltre, il ruolo di Portavoce della Solidarietà dell’Antoniano, istituzione dei Frati Minori che si occupa principalmente di solidarietà, intrattenimento e comunicazione sociale.

Il Piccolo Coro dell’Antoniano, diretto da Margherita Gamberini, è uno dei cori più conosciuti al mondo, composto da 59 bambine e bambini dai 4 ai 12 anni.

Webuild, contratto da 660 mln per Linea 10 metropolitana Napoli

Roma, 29 dic. (askanews) – Webuild, in consorzio, ha vinto un contratto da circa 660 milioni di valore totale per la realizzazione di una prima tratta del Lotto 1 della nuova Linea 10 della metropolitana di Napoli. Il lotto, riporta la società con un comunicato, è parte di un più ampio progetto che prevede un investimento complessivo stimato di oltre 3,1 miliardi, destinato a rivoluzionare la mobilità nell’area nord-orientale della città.

La Linea 10 sarà “driverless”, si legge, e permetterà, a regime, ad oltre 400.000 cittadini di usufruire di un collegamento rapido e sostenibile con il centro città e con la rete dell’alta velocità ferroviaria.

Con questa nuova aggiudicazione Webuild, alla guida del consorzio che realizzerà il Lotto 1 della Linea 10, rafforza il suo ruolo nello sviluppo delle infrastrutture strategiche del Sud Italia dove sta realizzando 19 progetti per un valore complessivo aggiudicato di oltre 15 miliardi, che danno occupazione a 8.700 persone, tra diretti e terzi (dato al 30 giugno 2025), con 7.600 fornitori diretti coinvolti da inizio lavori.

Haber porta Pinketts a teatro: la prima di "Mi piace il bar" a Pompei

Roma, 29 dic. (askanews) – Sarà Alessandro Haber il protagonista di “Mi piace il bar”, trasposizione teatrale dell’omonimo testo di Andrea G. Pinketts: lo spettacolo, che segna il ritorno di Nello Petrucci al teatro in veste di regista, è in programma in prima nazionale assoluta il venerdì 2 e sabato 3 gennaio 2026 (alle 21) a Pompei, presso il teatro “Di Costanzo-Mattiello”. Ingresso gratuito con prenotazione su EventBrite.

C’è un luogo in cui il mondo si posa, si racconta e si trasforma. Un luogo dove le anime si sfiorano, a volte si urtano, altre si riconoscono nel silenzio di un bicchiere mezzo pieno. Quel luogo è il bar: rifugio dei viandanti della mente, teatro spontaneo dell’umanità, specchio sincero e spietato della nostra identità più fragile e luminosa. Da questa intuizione nasce “Mi piace il bar”, il nuovo progetto teatrale di Nello Petrucci. Un debutto che unisce visione artistica, sensibilità cinematografica e una profonda attenzione agli spazi come luoghi dell’anima.

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo testo di Andrea G. Pinketts (1960-2018), figura di culto della letteratura italiana contemporanea, narratore feroce e ironico delle notti milanesi, investigatore dell’animo umano. A incarnarne la voce, il corpo e la poesia è Alessandro Haber, tra i più grandi interpreti del panorama teatrale italiano. Haber restituisce un Pinketts autentico e vibrante, fatto di ironia tagliente, malinconia e poesia sotterranea.

Accanto a lui, Demetra Bellina attraversa la scena come una presenza sensibile e intensa, dando voce a un controcampo emotivo fatto di parola, canto e silenzio. La sua interpretazione accompagna e amplifica il racconto, diventando eco dell’anima, sguardo laterale e risonanza intima del mondo evocato sul palco.

A sostenere l’atmosfera dello spettacolo, le musiche originali di Bret Roberts, cantautore e attore statunitense, le cui sonorità evocative creano un ponte emotivo tra testo, interpreti e pubblico, trasformando il bar in una dimensione sospesa tra memoria e rivelazione.

Diretto da Nello Petrucci – artista e filmmaker – lo spettacolo non si limita a raccontare un autore o un luogo, ma diventa una riflessione profonda sui margini e sui centri dell’esistenza, sui sogni versati sul bancone, sui destini che si sfiorano in una notte qualsiasi. “Mi piace il bar” non è solo un monologo: è un incontro, un rito civile, una soglia. Il bar diventa un porto minimo, un osservatorio del reale, una casa per solitudini che, per un istante, si trasformano in comunità. Un luogo in cui il pubblico non osserva, ma vive il bar: lo respira, lo attraversa, riconoscendosi nei suoi silenzi, nei suoi lampi di umanità, nei bicchieri dimenticati sul bancone.

Qui, tra un’anima stanca e una frase sospesa, emerge il nostro io più autentico. È un atto d’amore verso le persone e i luoghi che custodiscono le nostre storie. Un omaggio alla fragilità, alla resistenza, alla comunità invisibile che ogni bar, da sempre, continua a ospitare. Un dialogo vivo tra letteratura, teatro, musica e vita reale.

Lo spettacolo “Mi piace il bar”, patrocinato dal Comune di Pompei, è prodotto da Art and Change e gode del sostegno dell’associazione Amici di Andrea Pinketts.

Calcio, Infantino, in futuro il fuorigioco a figura intera

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha riacceso il dibattito sulla regola del fuorigioco, proponendo che in futuro un attaccante venga considerato in fuorigioco solo quando l’intero corpo è oltre l’ultimo difensore, e non più semplicemente in linea con una parte del corpo che può toccare il pallone (ad eccezione di mani e braccia). Nel corso del World Sport Summit di Dubai, Infantino ha spiegato che l’obiettivo è quello di rendere il gioco più offensivo e spettacolare, riducendo le interruzioni e sfruttando al meglio tecnologie avanzate come il VAR per migliorare le decisioni arbitrali. L’idea di modificare la regola non è nuova: nel mondo del calcio si parla da anni di un possibile adeguamento che favorisca maggiormente gli attaccanti, riprendendo proposte già avanzate in passato da figure come Arsène Wenger, secondo cui non dovrebbe essere fuorigioco se anche solo una parte del corpo dell’attaccante resta in linea col difensore. Forbes

La proposta apre un capitolo importante nella discussione sull’evoluzione del gioco, ma resta da vedere se e quando l’organo che decide le regole, l’International Football Association Board (IFAB), darà il via libera a una modifica così significativa.

Calcio, Supercoppa, addio Riad si torna a finale unica

Roma, 29 dic. (askanews) – Addio Riad, forse si torna alla finale unica per la Supercoppa: è l’idea di Ezio Maria Simonelli, presidente della Serie A, che però precisa che a decidere deve essere il Consiglio di Lega.

“Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale – ha detto Simonelli a Radio Anch’io Sport – Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo liberi di scegliere luogo e formato. La mia idea è quella di tornare alla formula classica: finale unica tra vincitrice del campionato e vincitrice Coppa Italia. Se si andrà verso la finale unica, la data potrebbe anche essere all’inizio del campionato, come in passato. Ma sono scelte che riguardano il Consiglio di Lega, come del resto anche il luogo della finale”.

Simonelli ha anche replicato alle polemiche su Milan-Como a Perth, dopo l’annullamento dell’appuntamento. “Non voglio entrare in polemica con il ministro dello sport Abodi. Parlare di superficialità quando da mesi i nostri uffici erano in continuo dialogo con i vertici del calcio europeo e mondiale mi sembra ingeneroso, è un po’ strumentalizzare l’accaduto per dire al pubblico quel che vuole sentirsi dire”.

“Da tifoso – ha aggiunto – posso capire che giocare una partita a 13mila km da noi sarebbe stato anomalo, penalizzante per i tifosi, ma era una scelta non della Lega ma dei club interessati. La Lega ha solo portato sul tavolo una serie di proposte e quella dell’Australia era di gran lunga la più vantaggiosa. Ma le condizioni poi si sono dimostrate impraticabili. Secondo me, era volontà fin dall’inizio da parte dell’AFC quella di non voler far giocare questa gara. Non si voleva che l’Italia fosse la prima a rompere questo tabù ed è stata sbarrata la porta. Dal punto di vista commerciale, questa è un’occasione persa”.

Ma non si potevano invertire, è stato chiesto, le due partite tra Milane Como e giocare quella a San Siro il 15 gennaio? “Non è facile trovare questi incastri anche con le tv. Se non si è fatto quel cambio, è perché era oggettivamente difficile farlo. A questo punto – ha proseguito Simonelli – la partita si farà a San Siro nella prima data utile. Dovremo aspettare il 31 gennaio, data in cui si decideranno i playoff di Champions League per stabilire quando San Siro sarà libero anche dall’Inter e uno di quei mercoledì sarà piazzata la gara, il prima possibile”.

Il presidente della Serie A ha parlato anche dei play off della nazionale per i Mondiali. “Da parte di tutti i club, c’è la massima volontà di aiutare Gattuso. Spostare una giornata di campionato è molto difficile, il calendario è molto serrato. Sullo stage le società hanno dato la loro disponibilità. Da parte nostra cercheremo di fare il possibile per aiutare il ct, se lo merita”. Per il 2026, insomma, l’auspicio è “che la Nazionale ci porti finalmente a rigiocare il Mondiale e che poi si possa fare un Mondiale degno della nostra tradizione”.

Simonelli ha ribadito la sua idea di anticipare le serali alle 20 (“ma sul fatto che possa concretizzarsi presto ho qualche dubbio, ci sono delle forti resistenze. Sono le tv che devono convincersi”), ha parlato delle lamentele per il pallone arancione (“una scelta non felice: abbiamo ricevuto tante giuste proteste su questo, ci sono persone che non riescono a vederlo per il daltonismo. Abbiamo chiesto al nostro fornitore di anticipare la fornitura di nuovi palloni ci vorrà qualche tempo”) e infine è tornato a parlare della richiesta di riportare la A a 18 squadre. “Non riguarda solo la Serie A, ma tutto il movimento calcistico professionistico. Il 15 gennaio la federazione ha convocato a Roma un tavolo di lavoro con le leghe sulle riforme dei campionati”.

A Riad ha fatto discutere la foto di De Laurentiis seduto sui gradini dello stadio e non in tribuna autorità al suo fianco. “Sbavature diplomatiche? No, assolutamente. Era nel royal box, aveva lasciato il suo posto alla figlia Valentina. Ha preso un posto normale in tribuna: essendo scaramantico, in quel momento si è seduto sulla gradinata e visto che la semifinale era andata bene per il Napoli ha preferito sedersi sempre lì. Nessuno sgarbo”.

Zelensky: attacco alla residenza di Putin? Storia falsa

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha smentito le parole del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e ha accusato la Russia di mentire.

Il presidente ucraino, sul proprio canale Telegram, ha affermato oggi che Mosca sta cercando di creare un contesto informativo per l’escalation, poiché i progressi nelle relazioni tra Ucraina e Stati Uniti rappresentano “un fallimento per i russi”.

“I russi hanno inventato chiaramente una storia falsa su un presunto attacco a una residenza del dittatore russo, in modo da avere una giustificazione per continuare gli attacchi all’Ucraina, in particolare contro Kiev, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra. Una tipica tattica bugiarda dei russi, che tra l’altro hanno già colpito Kiev, incluso l’edificio del Gabinetto dei Ministri dell’Ucraina”, ha scritto Zelensky.

“L’Ucraina non compie passi che possano indebolire la diplomazia. La Russia fa sempre questi passi. Questa è una delle tante cose che ci distinguono”, ha proseguito il leader ucraino. “È importante che il mondo non resti in silenzio e che i russi non sabotino il percorso verso la pace”, ha concluso Zelensky.

Calcio, Sarri operato al cuore, intervento ok

Roma, 29 dic. (askanews) – Problemi di salute per mister Maurizio Sarri, che nelle ultime ore è finito sotto i ferri per un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia PFA a causa di un riscontro di fibrillazione atriale. Questo il comunicato ufficiale della Lazio sull’allenatore 66enne:

“La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia PFA. L’intervento, eseguito dal professor Andrea Natale, pioniere a livello internazionale e con oltre trent’anni di esperienza nel trattamento di tale patologia, si è svolto con esito positivo.

All’intervento era presente il Medico Sociale della S.S. Lazio, dott. Italo Leo. Il Mister riprenderà regolarmente nei prossimi giorni la guida della squadra. La S.S. Lazio e il Mister ringraziano il Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i pazienti”.

Lavrov: "Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Putin"

Roma, 29 dic. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che Kiev ha tentato di colpire la residenza del presidente russo Vladimir Putin questa notte.

“Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Stato di Putin con 91 droni, tutti distrutti”, ha annunciato Lavrov.

Il ministro ha altresì affermato che “la Russia non lascerà senza risposta l’attacco dei droni ucraini alla residenza presidenziale russa”.

Nella notte del 29 dicembre, le Forze Armate ucraine hanno tentato di attaccare la residenza del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod con 91 droni. Tutti i droni sono stati distrutti. Non ci sono stati danni al suolo, secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

“Tali azioni sconsiderate da parte dell’Ucraina”, ha osservato Lavrov, “non rimarranno senza risposta”. “Gli obiettivi degli attacchi di ritorsione e i tempi della loro attuazione sono già stati determinati”, ha aggiunto il ministro.

Un tributo a Primo dei Cor Veleno con un vinile mai pubblicato prima

Roma, 29 dic. (askanews) – Per ricordare Primo a 10 anni dalla sua scomparsa, Aldebaran Records – in collaborazione con il padre Mauro Belardi, i Cor Veleno e Ibbanez – pubblicherà per la prima volta in vinile il singolo di Primo & Squarta “CDCE (Carne Da Campagna Elettorale)”.

Uscito originariamente nel 2013 e finora disponibile solo tramite il videoclip su YouTube, il brano arriverà su supporto fisico a partire proprio dal primo gennaio 2026. Prodotto da Squarta e mai distribuito sulle piattaforme streaming, il pezzo nasce con l’intento di raccontare la campagna elettorale delle elezioni politiche di quell’epoca. Nella traccia è presente un sample vocale di Neffa estratto da “Cani Sciolti”, mentre la regia del videoclip è firmata da Ibbanez.

Questa nuova edizione 10th Anniversary comprenderà anche la versione strumentale e a cappella, ma sarà anche impreziosita dal remix realizzato da Big Joe e relativa strumentale. Il vinile, un 12″ da 180 grammi rosso trasparente con incisione DMM, sarà stampato in sole 300 copie. Il progetto grafico, curato da Ibbanez e sviluppato tenendo conto dei gusti di Primo, unisce approccio artigianale e ricerca artistica. Ogni copia, assemblata a mano, sarà unica e differente dalle altre: sono previste diverse combinazioni cromatiche, per una tiratura di 50 pezzi ciascuna. La realizzazione utilizza la tecnica del toner transfer con 6 frame estratti dal videoclip scelti come sfondo della cover, sovrapposti agli stencil bicolore di Primo e Squarta e del titolo e del brano. All’interno della sleeve sarà inclusa una cartolina in formato A5, che riprende alcuni frame del video e riporta i crediti del disco, impaginata come un manifesto da campagna elettorale. Il preorder di “CDCE (Carne Da Campagna Elettorale)” sarà disponibile dal primo gennaio in esclusiva sul sito di Aldebaran Records.

(Copyright Photo Riccardo Lancia)

Sì del Cdm al decreto aiuti all’Ucraina (slitta scelta data referendum separazione magistrati)

Roma, 29 dic. (askanews) – Si è concluso a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri.

Una riunione molto rapida nella quale è stato approvato il decreto per gli aiuti all’Ucraina ma, a quanto si apprende, non è stata fissata la data del referendum per la separazione delle carriere.

In Consiglio dei ministri “non si è parlato” della data per il referendum della giustizia, ha confermato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, lasciando palazzo Chigi al termine della riunione.

Terna: con Tyrrhenian Link record posa cavo elettrico sottomarino

Roma, 29 dic. (askanews) – Per la prima volta a livello mondiale, un cavo di potenza in corrente continua ad alta tensione stato installato a una profondit di 2.150 metri. A farlo stata Terna, la societ che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, che ha stabilito cos un nuovo record con la posa del primo tratto del Ramo Ovest del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che collegher Sicilia e Sardegna.

Giuseppina Di Foggia, Ad e Dg Terna: “Oggi abbiamo scritto una pagina di storia dell’ingegneria. Il Tyrrhenian Link ha raggiunto i 2,150 m di profondit, un record mondiale per un cavo elettrico sottomarino e questo risultato dimostra l’abilit di Terna nell’affrontare sfide tecnologiche ed implementare soluzioni inedite”.

Nei prossimi mesi il medesimo record di profondit sar raggiunto nella seconda tratta del Ramo Ovest.

Il progetto Tyrrhenian Link comprende inoltre il Ramo Est, che collegher la Campania alla Sicilia. In questo tratto, la posa del primo dei due cavi si conclusa a maggio, mentre all’inizio di dicembre stata avviata l’installazione del secondo. Il Tyrrhenian Link rappresenta l’opera pi importante di Terna con una lunghezza complessiva di circa 970 km, un investimento totale di 3,7 miliardi di euro. Il progetto un tassello fondamentale per il sistema elettrico italiano: aumenter la capacit di scambio elettrico tra le isole e la penisola favorendo in questo modo l’integrazione del mercato elettrico nazionale, garantendo cos maggiore stabilit e sicurezza al sistema di Sardegna, Sicilia e Campania, ma al sistema tutto, contribuendo anche al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec).

Giuseppina Di Foggia, Ad e Dg Terna : “Il Tyrrhenian Link, migliorer stabilit, sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico e entro l’inizio del prossimo anno completeremo la posa del primo cavo del Ramo ovest. A maggio avevamo concluso la posa del primo cavo della tratta Est fra Sicilia e Campania, il collegamento sottomarino pi lungo mai realizzato da Terna”.

L’anno che verrà: gli eventi di politica internazionale 2026

Roma, 29 dic. (askanews) – Salvo un cessate il fuoco che al momento sembra incontrare troppi ostacoli, a febbraio la guerra in Ucraina compierà quattro anni, mentre a novembre i democratici americani sperano di riconquistare a novembre il controllo della Camera o del Senato, per arginare l’iperpresidenzialismo di Donald Trump. Il 2026 si annuncia anno inquieto, di molte incognite e numerosi importanti eventi già in calendario. I principali, di seguito.

Il primo GENNAIO la Bulgaria entra nell’eurozona, dopo avere soddisfatto i criteri di convergenza ma con una situazione politica interna instabile, con sette elezioni in tre anni e mezzo. Elezioni legislative anticipate sono previste per il 2026, in coincidenza con le presidenziali (il presidente Radev, figura di stabilità, non è rielegibile).

A FEBBRAIO scade il New START, ultimo trattato per il controllo delle armi nucleari tra USA e Russia, aumentando il rischio di una nuova corsa agli armamenti. Sia Mosca che Washington hanno segnalato la disponibilità a negoziare una proroga, ma per il momento non vi sono passi concreti a indicare un accordo in tal senso.

Sempre a FEBBRAIO cade il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, da vedere se con una tregua finalmente raggiunta o con la guerra sempre in corso.

A MARZO la Cina adotta il suo 15esimo piano quinquennale, documento che definisce le priorità economiche e tecnologiche. Il Piano traccia le linee guida strategiche del Partito Comunista per i prossimi cinque anni, con un approccio che mira a conciliare crescita economica, stabilità sociale e sicurezza nazionale. L’obiettivo è consolidare il ruolo guida del Partito in tutti gli ambiti.

In APRILE Donald Trump è atteso in Cina per un vertice bilaterale con il presidente Xi Jinping, sullo sfondo di tensioni commerciali e tecnologiche, che si riflettono direttamente sulla questione di Taiwan.

L’UNGHERIA va alle urne e l’esito del voto avrà concrete ricadute sulle politiche Ue. Dopo quattordici anni di potere ininterrotto, per la prima volta, il partito Fidesz del premier Viktor Orban è superato nei sondaggi da Tisza, un nuovo movimento di destra pro-europeo guidato da Péter Magyar. L’esito del voto appare al momento molto incerto.

A MAGGIO vota la Colombia appuntamento che assume particolare rilievo non solo per le implicazioni sul fronte interno ma per le relazioni con Stati Uniti e Venezuela.

Nel mese di GIUGNO la Francia ospiterà il G7.

A LUGLIO in Turchia ci sarà il vertice della Nato, cruciale per la risposta al conflitto in Ucraina che a quel punto potrebbe essere arrivata a una tregua.

A SETTEMBRE si terranno nella Federazione Russa le elezioni legislative, in genere considerate una formalità ma che tale non saranno se in un contesto post-bellico. Le difficoltà dell’economia in particolare potranno pesare sul voto e sull’affluenza, al di là del controllo sui procedimenti elettorali.

Si voterà anche in Svezia, dove è prevista un’avanzata dei partiti euroscettici. Mentre le elezioni regionali in Germania (Sassonia-Anhalt, Berlino, Meclemburgo) sarannno un importante test per il cancelliere Merz e la coalizione di governo.

A OTTOBRE il presidente brasiliano Lula Da Silva cercherà un quarto mandato, con la destra divisa tra i sostenitori dell’ex presidente Flavio Bolsonaro e altri candidati.

A NOVEMBRE le elezioni più attese, quelle di midterm negli USA. Dopo la vittoria alle presidenziali del 2024, Donald Trump ha ereditato un Congresso diviso: una maggioranza risicata alla Camera e un Senato con 53 repubblicani su 100. Le elezioni di midterm vedono in palio tutti i 435 seggi della Camera, un terzo del Senato e 36 governatorati. La tednenza storica è che il partito del presidente perda terreno a metà mandato.

A DICEMBRE gli Stati Uniti ospiteranno il vertice del G20.

Ucraina, Putin: forze ucraine retrocedono su tutto il fronte

Roma, 29 dic. (askanews) – “Le unità delle Forze armate ucraine si stanno ritirando ovunque, lungo l’intera linea di contatto”: lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una riunione con i vertici militari.

Putin ha inoltre sottolineato la necessità di garantire la sicurezza degli oblast di frontiera: “Si tratta di un compito molto importante, poiché garantisce la sicurezza delle regioni di confine della Russia e nel 2026 sarà sicuramente necessario continuare questo lavoro”, ha concluso.

Zelensky delinea la road map dei negoziati fino al vertice con i "russi"

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un lungo scritto sul proprio canale Telegram, ha rappresentato la road map dei prossimi giorni di negoziati, annunciando che “se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i ‘russi'”.

“Nei prossimi giorni vogliamo un incontro a livello dei consiglieri per la sicurezza nazionale. Rustem Umerov ha già preso contatto con tutti i consiglieri, americani ed europei. E penso che questo incontro si terrà in Ucraina”, ha scritto Zelensky.

In seguito, ha proseguito il leader ucraino, si prevede “un incontro a livello dei leader europei, dapprima con l’Ucraina in una composizione ampia: la ‘Coalizione dei volenterosi plus'”. Di questo incontro Zelensky ne ha già parlato sia con il presidente francese Emmanuel Macron, sia con il presidente statunitense Donald Trump.

“In questo incontro concorderemo i documenti a livello dei leader. E poi prepareremo un incontro con il Presidente Trump e con i leader europei”, ha chiarito Zelensky, aggiungendo che “tutti siamo seriamente intenzionati a fare in modo che questi incontri si svolgano a gennaio. E dopo di ciò, se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i ‘russi'”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oggi, in un lungo scritto sul proprio canale Telegram, ha affermato la propria volontà di sottoporre a Referendum il piano di pace di 20 punti delineato con gli Stati Uniti e i partner europei, nonostante l’ostilità russa a questa opzione.

Il piano in 20 punti debba essere approvato tramite referendum”, ha scritto Zelensky, sottolineando che questa “sarebbe la firma storicamente più forte che conferisce forza a questo documento, e vorremmo davvero farlo”.

“Naturalmente, non tutti hanno un atteggiamento positivo verso questa idea, perché porta inevitabilmente a una manifestazione di volontà aperta non di una sola persona, non di 450 persone, ma di milioni di persone”, ha sottolineato Zelensky, evidenziando che “l’atteggiamento dei russi nei confronti del referendum non è positivo, perché un referendum richiede un’infrastruttura di sicurezza. Ciò significa che è necessario un cessate il fuoco, e i russi non vogliono concederci un cessate il fuoco per il numero di giorni necessari a svolgere il referendum. Si tratta di 60 giorni. È una questione molto complessa, e la Russia vuole continuare a fare pressione su di noi prolungando la guerra, con missili, artiglieria e così via. Per questo stiamo lottando”.Per il leader ucraino “è molto importante che questa sia l’espressione della volontà del popolo ucraino, che la nazione ucraina accetti questa pace e sostenga questo piano. Per questo il referendum è uno strumento potente. Gli ucraini, che hanno sofferto più di tutti in questa guerra, devono essere felici della fine della guerra e del formato di questo accordo. Questo è ciò che si intende per pace giusta”.

Basket, la Fip al Trapani: "Lesa immagine del basket italiano"

Roma, 29 dic. (askanews) – Il braccio di ferro tra Federbasket e Trapani Sharks entra in una fase ancora più tesa. Dopo le parole durissime pronunciate ieri dal direttore sportivo Valeriano D’Orta al termine della sconfitta casalinga contro Varese – con la minaccia di una possibile mancata presentazione a Bologna nel prossimo turno, sullo sfondo della vicenda dei mancati pagamenti e della penalizzazione in classifica – è arrivata la risposta ufficiale della Fip.

La Federazione Italiana Pallacanestro ha convocato d’urgenza un Consiglio federale straordinario, al termine del quale ha diffuso un comunicato dai toni molto fermi. Nel testo, il Consiglio ha ribadito la correttezza dell’operato federale nella gestione della vicenda, respingendo con decisione qualsiasi accusa di “volontà persecutoria” e sottolineando come l’azione della Fip sia stata esclusivamente finalizzata al rispetto delle regole di partecipazione al massimo campionato.

Allo stesso tempo, la Federazione ha giudicato il comportamento della società Trapani Shark “gravemente lesivo dell’immagine dell’intero movimento”, conferendo all’unanimità al presidente federale un ampio mandato per valutare e intraprendere ogni iniziativa utile alla tutela della credibilità del sistema, comprese eventuali azioni di carattere legale.

Nel comunicato viene inoltre chiamata in causa la Lega Basket Serie A, invitata ad assumere tutte le decisioni di natura endoassociativa necessarie per evitare che la credibilità del campionato venga ulteriormente compromessa. La crisi tra Trapani e le istituzioni del basket italiano, dunque, non accenna a rientrare e rischia di avere ripercussioni immediate sul regolare svolgimento del campionato.

BSF e Ripartiamo APS: missione umanitaria in Thailandia

Roma, 29 dic. – La prima missione umanitaria realizzata da BSF in collaborazione con Ripartiamo APS non stata solo un viaggio, ma un incontro di sguardi, sorrisi ed emozioni. L’iniziativa ha portato aiuto sul campo e ha restituito ai partecipanti consapevolezza, senso di responsabilit e il desiderio autentico di continuare a fare del bene.

Per BSF, fare impresa significa anche prendersi cura delle persone. La missione stata vissuta da una squadra in grado di unire competenze professionali, cuore e senso di responsabilit. Hanno partecipato Roberta Taschetti, Membro del Consiglio di Amministrazione, Carlo Rosario, Medico, Specialista e Progettista Gare, Cinzia Russo, Responsabile dell’Area Amministrazione, Finanze e Controllo, e Calogero Garzia, Coordinatore Tecnico e Supervisore delle Squadre Operative – Area Bonifiche e Manutenzioni.

Questi professionisti – segnala il video comunicato stampa – “hanno scelto di mettersi in gioco e hanno rappresentato al meglio i valori umani di BSF, dimostrando come l’impegno verso gli altri possa essere parte integrante della cultura aziendale”.

Autostrade, da gennaio pedaggi +1,5% con adeguamento tariffe

Roma, 29 dic. (askanews) – Dal primo gennaio 2026, per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico – Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026. Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e della Autorità di regolazione dei trasporti. Lo riferisce il ministero di Infrastrutture e trasporti, spiegando con un comunicato che si tratta di decisioni su cui lo stesso dicastero non può più intervenire.

“La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori – afferma il Mit -. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”.Per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, precisa il Mit, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti. Una variazione pari all’1,925% è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.

Infine, è riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46% per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima.

Autostrade, da gennaio i pedaggi aumenteranno dell’1,5%

Roma, 29 dic. (askanews) – Dal primo gennaio 2026, per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico – Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026. Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e della Autorità di regolazione dei trasporti. Lo riferisce il ministero di Infrastrutture e trasporti, spiegando con un comunicato che si tratta di decisioni su cui lo stesso dicastero non può più intervenire.

“La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori – afferma il Mit -. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”.

Per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, precisa il Mit, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti. Una variazione pari all’1,925% è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.

Infine, è riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46% per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima.