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Contagio da Hantavirus, Pregliasco: pochissimi casi da umano a umano

Milano, 6 mag. (askanews) – “La gran parte degli Hantavirus conosciuti si trasmette solo attraverso le urine, le feci di roditori infetti. I casi di trasmissione interumana sono ad oggi molto limitati, legati soprattutto a stringenza di vicinanza, di vicinanza familiare”. Lo ha spiegato ad askanews il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale e direttore Sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, approfondendo il funzionamento del virus Hantavirus, che ha contagiato alcune persone su una nave da crociera; al momento si contano tre vittime, mentre l’Oms è entrata in campo per contenere il focolaio.

Dai primi test, per alcuni casi confermati sulla nave, si tratterebbe proprio dell’Hantavirus Andes trasmissibile da umano a umano, non solo dai roditori, ma anche in questo caso, Pregliasco rassicura: “Il contatto vuol dire sicuramente un contatto con liquidi biologici, con una vicinanza anche respiratoria, davvero i casi ad oggi di contatto interumano sono veramente così pochi che ancora non c’è chiarezza su questa modalità e capacità, un po’ come poi si è approfondito con il Covid rispetto ai droplets e al volume di maggior rischio di contatto”, ha spiegato.

Riguardo ai sintomi di questo virus Pregliasco ha spiegato che è “una patologia presumibilmente sottostimata perché per molte persone decorre in modo asintomatico o con sintomi aspecifici, però per alcuni può avere, come in questo caso, problematiche pesanti a livello respiratorio o anche emorragico o anche a livello gastroenterico”.

Flotilla, Scotto (Pd) chiede “liberazione immediata Thiago e Saif”

Roma, 6 mag. (askanews) – “Chiediamo la liberazione immediata di Saif e Thiago, quello a cui abbiamo assistito è un sequestro, è un’inaccettabile violazione del diritto internazionale e della sovranità dell’Europa. Occorre una iniziativa europea per scortare la Global Sumud Flotilla e farla arrivare finalmente a Gaza”: lo ha dichiarato il deputato del Pd Arturo Scotto, che nel 2025 ha partecipato alla missione della flotilla, a margine della presentazione del suo libro “Flotilla” nella sala Berlinguer di Montecitorio, in riferimento ai due attivisti – il brasiliano Thiago Avila e il cittadino spagnolo di origini palestinesi Saif Abukeshek – prelevati dalla Marina israeliana in acque internazionali al largo di Creta e poi trasferiti in Israele il 29 aprile scorso.

Cbi Società Benefit approva il bilancio 2025 e rivela utili del +14%

Roma, 6 mag. (askanews) – L’assemblea dei soci di Cbi Società Benefit ha approvato il bilancio 2025, che segna ricavi in aumento del 14% e un margine operativo lordo al 21%. I dati confermano il successo dei servizi digitali. Le verifiche di Cbi Name Check sono state 150 milioni al mese, mentre il servizio Check Iban è cresciuto del 36%.

Il presidente Salvatore Maccarone spiega cosa ci sia dietro questa crescita e quali siano gli obiettivi per il 2026: “È stato un bilancio soddisfacente, ma è soddisfacente anche per tutto quello che è accaduto e che ha portato poi a questi numeri che sono effettivamente lusinghieri. Il Cbi durante questo anno ha fatto delle cose che si sono anche legate allo sviluppo del sistema dei pagamenti in sede europea e quindi questo ha comportato la elaborazione di alcune iniziative che sono poi alla base anche del successo che ha consolidato anche attività che venivano svolte in precedenza che con il consolidarsi sul mercato di CBI hanno prodotto numeri più importanti e che siamo contenti di poter offrire ai nostri soci e continuare a lavorare per il mercato. Io cosa che tengo sempre a sottolineare è che noi siamo una società che opera non per realizzare un profitto che vada a favore dei soci, ma per migliorare un servizio o produrne di nuovi creando delle economie a livello di sistema e per il pubblico che di questi servizi poi si gioverà”.

In occasione dell’assemblea, la Società Benefit ha presentato anche la relazione di impatto, confermando il proprio impegno per l’innovazione sostenibile del settore finanziario. Maccarone ha delineato le sfide strategiche previste per il 2026:

“Il 2026 è un anno molto impegnativo. È un anno impegnativo perché il meccanismo dei bonifici istantanei si consoliderà e quindi quello che il Cbi ha fatto dovrà farlo ancora in misura più importante nel corso dell’anno, perché ricordo che l’attività è cominciata alla fine del 2025 e sta crescendo con numeri assolutamente importanti nel 2026. Poi a questo si aggiungerà l’impegno derivante dal nuovo ruolo che il Cbi acquisirà attraverso la successione nel sistema di compensazione che era gestito dalla Banca d’Italia, il BI-COMP, e che ora sarà attribuito a Cbi. Quindi un anno di impegno, ma anche di risultati che sicuramente si produrranno e di cui noi siamo assolutamente soddisfatti”.

Minetti, Nordio annuncia causa civile contro Mediaset e ‘È sempre carta Bianca’

Milano, 6 mag. (askanews) – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dato mandato all’avvocato Giulio Micioni del Foro di Roma, per avviare azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset, a seguito del sostegno alla diffusione di notizie relative al ‘caso Minetti’, andate in onda durante la puntata della trasmissione “E’ sempre Cartabianca” del 28 aprile 2026. Lo scrive il Ministero di via Arenula in una nota.

Il comunicato fa notare che si tratta di notizie e dichiarazioni, per le quali si è resa necessaria la smentita in diretta dello stesso ministro, considerate lesive dell’immagine dell’uomo e della istituzione che egli rappresenta. Nel caso di vittoria della causa civile, l’eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori.

Tennis, Matteo Arnaldi al secondo turno a Roma

Roma, 6 mag. (askanews) – Matteo Arnaldi (n.106 ATP) dopo la splendida cavalcata vincente al Sardegna Open della scorsa settimana conferma l’ottimo momento di forma vincendo un match tutt’altro che facile sul Centrale del Foro Italico contro lo spagnolo Jaume Munar (n.38 ATP, vicino al proprio “best” di n.33), 63 36 63 lo score conclusivo dopo due ore e 33 minuti di gioco. Matteo vola al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia, dove lo aspetta una sfida affascinante e impegnativa contro Alex De Minuar, n.8 ATP e sesto nel seeding degli IBI26 (un precedente, vinto dall’australiano nello Slam di Melbourne edizione 2024).

Milano, strategie d’investimento di L&G al Salone del Risparmio

Milano, 6 mag. (askanews) – Al Salone del Risparmio, Legal&General punta su ETF e innovazione per rispondere alle nuove esigenze degli investitori, tra ricerca di reddito, sostenibilità e accesso sempre più digitale ai mercati.

Tra le soluzioni presentate, strategie orientate alla qualità e alla distribuzione di reddito, come ETF con cedole mensili, accanto a tematici legati ai grandi trend globali, in particolare sul fronte della clean energy e della gestione sostenibile dell’acqua.

“Il tema che portiamo è quello dei dividendi, i dividendi globali e di qualità. Quindi un portafoglio diversificato, che cerca di andare a prendere le azioni che pagano i dividendi più alti, ma che abbiano anche i bilanci di qualità. Il secondo tema che portiamo, invece, è più specifico ed è legato alla clean energy. Abbiamo visto che con la crisi petrolifica è tornata l’importanza delle fonti alternative e quindi tutto il tema del solare, dell’eolico, delle smart grid, all’interno di un ETF sulle rinnovabili, è un tema sicuramente di interesse” ha dichiarato Giancarlo Sandrin, Deputy Head of Wholesale Distribution Europe di L&G.

Accanto ai prodotti, al centro anche l’evoluzione della distribuzione: partendo dall’esperienza tedesca, il modello si fa sempre più digitale e ETF-friendly, con l’obiettivo di rendere gli investimenti più accessibili e attivare la liquidità inattiva.

“Il tema della digitalizzazione è fondamentale per gli investitori che si approcciano al mondo degli ETF. Digitalizzazione vuol dire conoscenza dei mercati, vuol dire anche formazione su cosa significa costruire un portafoglio ben diversificato in ETF, piattaforme che offrono la possibilità anche di selezionare i migliori ETF sul mercato e, non da ultimo, piattaforme di negoziazioni digitali che consentono agli investitori di poter costruire un portafoglio ben diversificato in ETF, con costi veramente accessibili” ha aggiunto Sandrin.

Tra innovazione di prodotto e trasformazione dei canali, gli ETF si confermano strumenti chiave per un risparmio più efficiente, con uno sguardo sempre più orientato al lungo periodo.

Schlein rilancia: disponibili a confronto con Giuli su riforma cinema

Roma, 6 mag. (askanews) – “Abbiamo sentito le parole del ministro Giuli su un’occasione da non sprecare per sostenere il settore del cinema e dell’audiovisivo. Ribadiamo la nostra disponibilità, è uscito da poco un comunicato di tutte le opposizioni unite, che ribadiscono la nostra disponibilità a un confronto per sostenere un settore in difficoltà, quello del cinema e dell’audiovisivo, che è un settore strategico del nostro Made in Italy”: così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione nella Sala Berlinguer a Montecitorio, del libro del deputato Arturo SCotto “Flotilla: in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”.

“Chiaramente il confronto a partire dalle nostre proposte già calendarizzate. Perché se questa occasione di confronto c’è, è perché le opposizioni hanno chiesto la calendarizzazione delle nostre proposte. Ad esempio quella di un’agenzia pubblica e indipendente sul cinema che possa promuoverlo e valorizzarlo, ma anche quella delle tutele che servono per le lavoratrici e i lavoratori del settore, a partire dal ripristinare l’indennità di discontinuità come era stata pensata”, ha aggiunto Schlein.

Nucleare, Pichetto: ragionevole chiusura iter legge delega entro anno

Roma, 6 mag. (askanews) – E’ “ragionevole” ipotizzare la conclusione dell’iter per l’approvazione e l’attuazione della legge delega sul nucleare “entro la fine dell’anno”. Così il ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, parlando con i cronisti alla Camera.

Per quanto riguarda la “accelerazione” sul progetto, emersa oggi dal vertice di governo con Giorgia Meloni, Pichetto ha sottolineato che “l’accelerazione riguarda il rispetto dei tempi previsti, alla Camera e poi al Senato. Poi c’è da fare i decreti attuativi, entro la fine dell’anno o subito all’inizio del 2027”.

Pichetto, conversando con i giornalisti, ha anche evidenziato che “il clima è completamente cambiato” tra i cittadini rispetto al tempo del referendum che disse no al nucleare: questo “per la crisi energetica, ma anche per l’informazione all’opinione pubblica”.

Torna Nuova Scena, il rap show che scova nuovi talenti

Milano, 6 mag. (askanews) – Nuova Scena, il rap show prodotto da Fremantle, torna solo su Netflix con la terza stagione ogni lunedì, a partire dal 22 giugno. Nove episodi, uno in più rispetto alle edizioni precedenti, con una giuria che si fa ancora più forte: accanto agli ormai iconici Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain si aggiunge Guè, altra leggenda della scena che alza il livello della competizione per scovare i nuovi talenti del rap italiano. I primi quattro episodi – disponibili da lunedì 22 giugno – avranno una struttura totalmente rinnovata: i giudici si riuniranno nella prima puntata per le audition, che quest’anno apriranno la fase di selezione, alla ricerca dei migliori rapper emergenti, tra brani originali e battle di freestyle. Per completare lo scouting, infine, Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e Guè ascolteranno nuove promesse della scena a Lugano, Bologna e Milano, affiancati da alcune icone urban. Chi supererà le final audition verrà messo alla prova nei quattro successivi episodi – disponibili da lunedì 29 giugno – con sfide sempre più intense: cypher, una prova inedita sui sample, elemento di grande novità di questa edizione, videoclip e featuring. Solo i migliori accederanno alla finale di lunedì 6 luglio, in cui gli artisti si sfideranno per l’ultima volta e uno solo vincerà il premio di 100.000 euro. La terza stagione di Nuova Scena, prodotta da Fremantle Italia, è scritta da Marco Curti, Matteo Lenardon, Paola Papa, Sonia Soldera, con Alessandra Colombo, Vincenzo Maiorana, Alessandra Tomaselli, per la regia di Alessio Muzi. Le prime due stagioni di Nuova Scena hanno lasciato decisamente il segno: gli inediti dei concorrenti che sono arrivati alle fasi finali dello show (videoclip e finale) hanno raggiunto in totale quasi un miliardo di stream, considerando tutte le piattaforme musicali e social. Numeri che confermano come lo show sia ormai una delle vetrine più seguite per il rap italiano, capace di scovare nuovi e promettenti talenti.

Hector Villanueva al Forum Comunicazione 2026

Roma, 6 mag. – Nel contesto delle trasformazioni che investono le società contemporanee, segnate dalla crisi dei linguaggi pubblici, dalla digitalizzazione delle relazioni e dall’emergere di nuove forme di frammentazione sociale e culturale, il Forum Comunicazione 2026 si configura come uno dei principali luoghi di elaborazione teorica e professionale sul ruolo della comunicazione nella costruzione del senso collettivo. L’evento si è svolto presso la Sede di Assolombarda a Milano ed è organizzato da Comunicazione Italiana in collaborazione con Assolombarda.

Giunto alla sua diciannovesima edizione, il Forum rappresenta una piattaforma stabile di confronto tra impresa, istituzioni, cultura e innovazione, in cui la comunicazione è intesa non solo come funzione operativa ma come infrastruttura simbolica e culturale della società contemporanea. Il programma include Talk Show, Tavoli Tematici, Workshop e momenti di dialogo tra C-Level manager e professionisti del settore, con l’obiettivo di ridefinire linguaggi, modelli e responsabilità nell’ecosistema digitale.

Il tema dell’edizione 2026, ‘Tone of Voice: la voce delle organizzazioni tra linguaggio, fiducia e tecnologia’, pone al centro la parola come elemento costitutivo dell’identità organizzativa e della fiducia, in un contesto di iperconnessione e trasformazione tecnologica che ridefinisce profondamente il linguaggio e le sue responsabilità.

Nel quadro teorico del Forum si colloca il contributo congiunto di Biagio Maimone e Héctor Villanueva, che si configura come una proposta di nuovo umanesimo della comunicazione, fondato sulla parola come principio generativo di relazione, coesione, integrazione e lotta alla povertà economica e morale. Biagio Maimone, giornalista e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, nonché Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, è autore del volume ‘La comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario’, nel quale sviluppa una visione della parola come strumento di relazione e dialogo, in contrasto con le derive di una comunicazione distorta e aggressiva tipica di una parte dei social e dei media. In tale prospettiva, il suo contributo si colloca all’interno di una riflessione più ampia sul rinnovamento del giornalismo e della comunicazione contemporanea, orientata al futuro e profondamente attenta alla dimensione sociale, nella quale l’atto comunicativo si configura come responsabilità etica e impegno civile. La sua proposta si fonda su una comunicazione creativa intesa come pratica etica e sociale, capace di ricostruire legami e promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e della dignità della persona, anche come risposta concreta alle diverse forme di povertà materiale e immateriale che attraversano la società contemporanea. In questo quadro, l’attività di Maimone si distingue per una costante attenzione alle istanze degli ultimi e degli esclusi, configurando un modello di giornalismo socialmente impegnato e orientato alla promozione del bene comune. Per il suo impegno nel dare voce a persone che vivono il disagio della povertà, è stato definito “il giornalista dei poveri”. Inoltre, a breve prenderà vita l’associazione Progetto Vita e Umanità, iniziativa volta a promuovere una comunicazione al servizio degli ultimi e degli esclusi, in linea con una visione che coniuga etica della parola, responsabilità sociale e prospettive di sviluppo umano integrale.

Héctor Villanueva, Responsabile Area America Latina e Caraibi della Federazione Eurandina e fondatore di Milano Siamo Noi, sviluppa una prospettiva centrata sull’integrazione interculturale e sulla costruzione di una nuova identità sociale. La parola viene intesa come spazio di relazione e inclusione, capace di valorizzare i “nuovi italiani” come espressione di una cittadinanza plurale in evoluzione, fondata sul dialogo tra culture, lingue e religioni e sulla partecipazione attiva alla vita sociale del Paese. Tale visione si estende anche alla necessità di contrastare le disuguaglianze e le nuove forme di esclusione che alimentano povertà sociale ed educativa.

La Chiesa del dialogo di Papa Francesco e la Chiesa missionaria di Papa Leone XIV vengono assunte come riferimento etico, spirituale e di grande respiro del pensiero di Maimone e Villanueva, nella prospettiva di una comunicazione che si apre alla dimensione trascendente dell’umano, coniugando responsabilità sociale, visione universale e costruzione del bene comune, in un orizzonte orientato alla dignità integrale della persona e alla fraternità tra i popoli.

L’incontro tra queste visioni genera una lettura condivisa della relazione umana come pratica pedagogica e trasformativa, fondata su un’architettura simbolica capace di costruire ponti tra individui, comunità e sistemi culturali differenti.

In questa prospettiva si inserisce la proposta della nuova materia scolastica “Comunicazione e Linguaggio”, avanzata da Maimone e Villanueva e sostenuta anche da Angelo Bertoglio. L’obiettivo è introdurre sin dalla scuola primaria un percorso formativo dedicato alla consapevolezza dei linguaggi e dei media, come strumento di educazione critica e di autodifesa rispetto agli ecosistemi digitali.

La proposta si configura anche come risposta educativa ai fenomeni di bullismo, cyberbullismo e odio sociale, promuovendo un uso consapevole della parola, lo sviluppo dell’empatia e la responsabilità relazionale sin dalle prime fasi dell’istruzione, con una funzione preventiva rispetto alle povertà educative e relazionali che alimentano esclusione e marginalità.

All’interno del Forum Comunicazione 2026, Maimone e Villanueva partecipano al Tavolo Tematico “Comunicazione & Terzo Settore”, dedicato a “Comunicare il no-profit: impatto, credibilità e governance del racconto”, nel quale i processi narrativi vengono analizzati come dispositivi di legittimazione sociale e costruzione della fiducia.

Il tavolo affronta il rapporto tra narrazione, impatto sociale e responsabilità etica, ponendo l’accento sulla necessità di coniugare efficacia espressiva e trasparenza, evitando semplificazioni e valorizzando la complessità dei processi del Terzo Settore.

La conduzione è affidata a Tullia Cautiello, Content & Music Development per For Human Relations, Presidente, Co-Founder e Tesoriere dell’Associazione For Human Community, con funzione di regia e mediazione del dibattito tra prospettive accademiche, istituzionali e professionali.

Intervengono inoltre Lea Barzani (CBM Italia Onlus), Andrea Compagnucci (ANFOLS), Beatrice Frascatani (ALDA), Francesca Lucci (Fondazione Alberto Sordi), Debora Piovesan (UNICEO), Pier Raffaele Spena (FAIS ONLUS) e Antonella Zaghini (Guna). Nel complesso, il contributo dei protagonisti si configura come una proposta di nuovo umanesimo della comunicazione, in cui lam parola diventa fondamento di integrazione interculturale e interreligiosa e strumento di costruzione di una società fondata su dialogo, relazione, responsabilità del linguaggio e lotta concreta contro ogni forma di povertà materiale, culturale ed educativa.

“La comunicazione, in quanto arte profondamente umana, deve assumere un ruolo decisivo e non più rinviabile nella lotta alla povertà economica e alla povertà morale. Coloro che operano nell’ambito della comunicazione e del giornalismo, oltre a narrare la verità e a promuovere la giustizia, sono chiamati ad assumere una responsabilità etica e civile non eludibile: dare voce a quanti vivono condizioni di disagio, esclusione e invisibilità sociale, sottraendoli alla marginalità simbolica oltre che materiale. Non bisogna smarrire la missione originaria della comunicazione e della narrazione: costruire ponti tra le persone, generare consapevolezza critica e contribuire alla piena dignità degli individui e delle comunità, soprattutto delle più fragili. In questo orizzonte, solidarietà, sostenibilità e spiritualità non costituiscono un’opzione retorica, bensì delineano la traiettoria necessaria e irreversibile del futuro dell’umanità, configurandosi come una trilogia assiologica imprescindibile. Ogni forma di comunicazione sia essa istituzionale, aziendale, politica, sociale, culturale o sportiva deve necessariamente fondarsi su tali principi, pena la propria irrilevanza etica e il rischio di contribuire alla disgregazione del tessuto sociale. Solo attraverso questo equilibrio valoriale è possibile articolare un linguaggio autentico e responsabile, capace non solo di orientare le coscienze, ma di incidere concretamente sui processi di trasformazione sociale, promuovendo uno sviluppo realmente umano, inclusivo e sostenibile. Senza una parola che si faccia responsabilità e relazione, non può darsi giustizia sociale né un autentico futuro condiviso”, hanno dichiarato Maimone e Villanueva.

Bmw batte le stime e punta a compensazione per dazi Usa

Milano, 6 mag. (askanews) – Bmw festeggia in Borsa dopo i conti del primo trimestre, sostenuta da un margine auto migliore delle attese e dalla conferma della guidance 2026, nonostante dazi Usa, Cina e tensioni geopolitiche. Il gruppo si attende un secondo semestre più forte con il roll-out dei modelli Neue Klasse. Il titolo ha chiuso in rialzo del 5,4%, meglio del Dax (+2,2%) e dell’indice Euro Stoxx di settore (+4%).

Bmw ha chiuso il trimestre con ricavi in calo dell’8,1% a 31 miliardi di euro e utile netto a 1,67 miliardi (-23,1%). Nell’Automotive i ricavi sono scesi del 7% a 27,1 miliardi, l’Ebit è calato del 33,5% a 1,34 miliardi, e il margine al 5%, dal 6,9%, restando al centro della guidance annua 4-6%. Il free cash flow della divisione è salito a 777 milioni, da 413 milioni, grazie alla riduzione degli investimenti (-39%) dopo il picco per lo sviluppo della Neue Klasse, costato complessivamente 10 miliardi di euro.

Sui conti auto hanno pesato dazi, Cina, cambi e materie prime. Il Cfo Walter Mertl ha quantificato in circa 400 milioni l’impatto negativo di cambi e materie prime e in circa 700 milioni quello di volumi, mix e prezzi rispetto al primo trimestre 2025. I dazi Usa hanno ridotto il margine Ebit di circa 1,25 punti nel trimestre; Bmw prevede per il 2026 un impatto analogo sul margine Automotive, dopo circa 1,5 punti nel 2025.

Il Ceo Oliver Zipse ha ridimensionato il rischio di un aumento dei dazi Usa sulle auto europee dal 15% al 25%, definendolo una “pressione negoziale” sull’Ue perché rispetti l’accordo commerciale con Washington. Nella call, Zipse ha detto che Bmw sta discutendo con l’amministrazione Usa una accordo di “compensazione”: l’ingresso negli Stati Uniti di un’auto importata dall’Europa per ogni vettura prodotta negli Usa ed esportata. A riguardo un portavoce Bmw ha confermato ad Askanews che “è in corso un costante confronto con l’amministrazione Usa e con Bruxelles”.

In Cina le consegne sono calate del 10% a 144mila unità, facendo comunque meglio di un mercato in flessione di oltre il 17%. Il Ceo ha ribadito che la Cina “resterà il più grande mercato del gruppo”. Sulle partnership industriali in Europa con costruttori cinesi, Zipse ha escluso la necessità di accordi: “non abbiamo bisogno di ridurre la capacità”.

Riguardo le tensioni in Medio Oriente che pesa per l’1,5% delle consegne, Bmw scommette sul fatto che il conflitto sia temporaneo e indica un impatto limitato nel primo trimestre (vendite -7%). Il rincaro del prezzo dei carburanti spinge intanto la domanda di auto elettriche in Europa: gli ordini Bev sono aumentati di oltre il 60%, sostenuti anche dal successo dei nuovi modelli. La iX3 elettrica, primo modello della Neue Klasse, ha già raccolto oltre 50mila ordini. Negli Usa invece cresce l’interesse per motori termici efficienti.

Quella sui conti del primo trimestre è stata l’ultima call di Oliver Zipse da Ceo di Bmw. Il manager lascerà l’incarico dopo 35 anni in Bmw il 13 maggio e sarà sostituito da Milan Nedeljkovic, attuale responsabile della produzione. In apertura Zipse ha ricordato Alessandro Zanardi, pilota e ambassador del brand, definendolo “un esempio per il mondo”.

Passante Bologna, Priolo: Paese non può permettersi di stare fermo

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Penso che non se lo possa permettere il sistema Paese. Ogni weekend, ogni incidente c’è un problema sul nodo di Bologna. Non se lo può permettere Bologna, non se lo può permettere la Riviera, non se lo può permettere Milano quando qualcuno viene giù per andare a Firenze. Non possiamo rimanere in questo stato dell’arte”. Lo ha dichiarato l’assessora alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo, a margine del convegno sulla ricostruzione, facendo il punto con i cronisti sul progetto del Passante di Bologna.

“Il presidente e il ministro si sono sentiti telefonicamente perché abbiamo bisogno di concludere il lavoro che abbiamo fatto – ha spiegato Priolo -. Stiamo aspettando una convocazione a Roma. Durante l’incontro vedremo il famoso protocollo che dovremo sottoscrivere come Regione, Ministero, Aspi, Comune di Bologna e Città metropolitana. Ho visto che Aspi ha presentato il Pef, quindi credo che il Ministero si stia prendendo tempo per verificare come le opere che abbiamo chiesto siano collocate nel nuovo piano economico-finanziario”.

“Si tratta di capire le tempistiche con cui verranno date le risorse, perché ci sono progetti esecutivi che vorremmo già partissero – ha aggiunto l’assessora -. Il tracciato in sede del passante è stato rivisitato, deve essere rifatto, per cui dobbiamo decidere il calendario degli interventi. A forza di star fermi i costi delle opere continuano a crescere, non ce lo possiamo più permettere”.

Spionaggio, Cassazione: 20 anni di carcere per Walter Biot

Roma, 6 mag. (askanews) – Condanna definitiva a 20 anni di reclusione per Walter Biot, l’ex ufficiale della Marina militare italiana arrestato la sera del 30 marzo 2021 mentre passava documenti segreti Nato ad un diplomatico russo. I giudici della Cassazione hanno confermato il giudizio d’appello e accolto in sostanza richiesta espressa stamane dall’avvocato generale dello Stato, Marco Dall’Olio.

Finisce così in un palazzo di giustizia, quasi vuoto, il caso del capitano di fregata che venne colto in flagrante dal Ros dei carabinieri mentre dava una micro SD, con dentro 181 fotografie di dossier riservati, ad un agente di Mosca. Il momento della cattura di Biot, come ricordato stamane, non fu una sorpresa. I magistrati lo avevano già messo nel mirino da alcuni giorni.

In particolare Biot il 18, 23 e 25 marzo 2021 scatta numerose foto a documenti sia in formato cartaceo che visualizzati sullo schermo della propria postazione di lavoro. Le telecamere nascoste dagli investigatori provano tutto. Nessun dubbio per gli inquirenti. Basta seguire le tracce e scatta la trappola. Lo 007 russo ha una carta d’identità diplomatica e dopo alcune formalità viene accompagnato all’aeroporto ed espulso. Biot non ha parole. Nel suo borsello ci sono cento banconote da 50 euro, il prezzo della corruzione.

Il processo a carico di Biot “ha consentito di appurare che era munito di nulla osta di sicurezza di livello SS/Cosmic/UE avendo perciò accesso alle informazioni classificate, anche in virtù dell’incarico di ‘ufficiale alla sicurezza designato’ presso il reparto”. Rispetto a quel che contenevano le schede di memoria nascoste nella scatola di farmaci le carte erano “del tutto indivulgabili, indipendentemente dall’apposizione del segreto di Stato da parte della Presidenza del consiglio dei ministri”.

L’ex ufficiale sta già scontando in carcere la condanna definita della magistratura militare, a 29 anni e 2 mesi, per la violazione del segreto militare in cambio di denaro. La detenzione nel carcere di Velletri e l’attività dei corsi di studio e recupero è il giorno dopo giorno con la quale Biot si deve confrontare. Da ora in avanti.

Nessuna spiegazione è mai stata offerta sul perché sia finito a fare l’informatore di un diplomatico russo. “Era uno molto rispettato ed anche pignolo sul lavoro”, dice adesso un collega di allora. “Nessuno che lo conosceva poteva aspettarsi un coinvolgimento del genere da parte sua”, continua il militare. Le indagini fiscali e patrimoniali, avviate all’epoca dell’arresto di Biot, non hanno mai portato a trovare traccia chiara e netta di una presunta ricchezza accumulata nel tempo.

I quattro figli, la moglie, la villetta vicino Pomezia con un mutuo ancora da pagare. Era questa la realtà di Biot quando a bordo della sua auto raggiungeva gli uffici del terzo reparto di politica militare dello Stato maggiore della difesa. Non si riesce a capire perché andasse poi nel parcheggio di un supermarket, tra Spinaceto e la Pontina, per incontrarsi con un agente russo. Le motivazioni economiche, con lo stipendio che non bastava mai, non definiscono il quadro. Anzi, ogni cosa resta avvolta nella nebbia, come in un romanzo di cappa e spada, o di spionaggio.

Riccardo Ponzio si prepara ad una nuova stagione con AF Corse

Pineto, 6 mag. (askanews) – Il 10 maggio, al Misano World Circuit, si darà il via alla stagione 2026 del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance. In tanti, ai nastri di partenza, che ambiscono alla vittoria finale, tra cui, certamente Riccardo Ponzio. Classe 97, il pilota nativo di Pescara può contare su un’esperienza al volante già consolidata che lo accredita tra i favoriti per vederlo, a fine competizione, sul gradino più alto del podio.

Le sensazioni di Riccardo Ponzio alla vigilia della nuova stagione: “Questo è il terzo anno con AF Corse, vengo da due stagioni molto positive dove abbiamo centrato anche le vittorie assolute, ma quest’anno penso sarà l’anno giusto per puntare al titolo. L’equipaggio è di livello e il team è di primo ordine come la sua storia dimostra”.

E sui compagni di abitacolo: “Francesco Braschi e Andrew Rackstraw sono due compagni perfetti per questo campionato Endurance. Io credo che le qualità di tutti e tre messe insieme potranno farci puntare non meno che alle posizioni di vertice”.

La grande novità è il kit Evo: “La 296 GT3 che ho usato negli ultimi tre anni è una macchina già di per sé molto molto buona di partenza, hanno sviluppato il kit Evo che ha dato degli ottimi risultati soprattutto in scia con le altre macchine, quindi soprattutto nella situazione di gara dovrebbe avere dei grossi vantaggi e adesso questa domenica vedremo come andrà”.

E sull’esperienza consolidata nel tempo che lo ha portato fin qui: “L’esperienza accumulata negli ultimi 3-4 anni nel GT italiano è importantissima, spero di portare il mio bagaglio di esperienza a tutto l’equipaggio e che questo possa essere l’arma in più per farci puntare finalmente al titolo tricolore”.

Esordio il 10 maggio al Misano World Circuit, poi si continua il 21 giugno a Monza, per poi passare il 6 settembre all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e concludere l’1 novembre al tempio del Mugello. 4 incontri, da non perdere, e un solo vincitore. Per Ponzio è giunto il momento di entrare, in maniera definitiva e stabile, nei grandi del Gran Turismo Endurance.

Mattarella: Italia in momenti difficili esprime formidabili risorse

Gemona del Friuli, 6 mag. (askanews) – “Il nostro Paese conserva formidabili risorse morali di umanità e senso di unità, che sa esprimere nei momenti più difficili, prezioso patrimonio sociale e civile. E’ accaduto in Friuli. Era già accaduto prima altrove. E questa storia generosa si è sovente riproposta”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento a Gemona del Friuli per il consiglio regionale straordinario del Friuli Venezia Giulia, in occasione del 50esimo anniversario del terremoto del 1976.

Dfp, Conte: Governo si attivi in Ue per rivedere Patto di stabilità

Roma, 6 mag. (askanews) – “Gli stipendi crollano di quasi l’8 per cento rispetto a 4 anni fa, salgono i prezzi della benzina dopo l’ultimo decreto, la pressione fiscale è ai massimi dai tempi di Monti. Qui il toro va preso per le corna e siamo già fuori tempo massimo: abbiamo presentato un atto a firma del nostro Filippo Scerra per premere in questi giorni in Parlamento sul Governo affinché si attivi urgentemente e con la massima forza in Europa per rivedere immediatamente il Patto di stabilità che gli stessi Meloni e Giorgetti hanno sottoscritto, commettendo un errore storico che, a causa dei vincoli che ci siamo autoimposti, non ci permette di investire su una rete di protezione contro la crisi economica ed energetica”. Lo ha scritto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un post sui suoi canali social.

A giudizio dell’ex premier “bisogna rivedere i vincoli europei e dare vita a un nuovo Recovery con investimenti comuni come nel 2020. Abbiamo anche chiesto che il Governo venga in aula a garantire che un eventuale scostamento di bilancio sia destinato alle emergenze dei cittadini e che non ci sia un solo euro sulla spesa militare. Al Governo non se la possono cavare con un decreto lavoro che non mette fuorilegge gli stipendi da fame e non mette un euro in più in tasca ai lavoratori, con gli slogan delle briciole di un piano casa di 10 anni, presentato a fine legislatura”.

“I cocci lasciati per terra sono talmente numerosi che sarà complicato rimettere in carreggiata il Paese, ma noi ci siamo e abbiamo già dimostrato che si può fare. Anche nei contesti più difficili”, ha concluso Conte.

Sal Da Vinci annuncia il nuovo album Per sempre sì: parla d’amore

Milano, 6 mag. (askanews) – A meno di una settimana dal debutto sul palco dell’Eurovision Song Contest di Vienna, Sal Da Vinci annuncia oggi il suo nuovo album Per sempre sì, omonimo del brano vincitore di Sanremo, in uscita il prossimo 29 maggio e da ora disponibile in preorder.

Il disco segna un nuovo capitolo artistico e personale, in cui Sal Da Vinci continua a esplorare il tema dell’amore nelle sue molteplici sfumature. Un progetto fatto di storie e frammenti di vita quotidiana, tra esperienze personali e racconti in cui il pubblico può riconoscersi, sempre guidato da una cifra autentica e profondamente umana.

Intanto, la popolarità della title track Per sempre sì continua a crescere: il brano ha già superato oltre 24 milioni di stream su Spotify e milioni di visualizzazioni su YouTube, affermandosi come una delle colonne sonore di questo 2026.

L’annuncio dell’album arriva inoltre a pochi giorni da un altro momento importante: proprio la scorsa settimana l’artista ha annunciato la tripletta nella sua Napoli, con l’aggiunta della terza data all’Arena Flegrea il 27 settembre.

Per Sal in arrivo un’estate di intensa attività live, tra rassegne e grandi palchi in tutta Italia, che culminerà proprio con le date napoletane, prima del ritorno in autunno nei teatri, dove porterà il suo mondo in una dimensione più raccolta e narrativa.

Calendario aggiornato del tour estivo 2026 Giovedì 9 luglio 2026 | Locarno, Moon+Stars Mercoledì 15 luglio 2026 | Benevento, BTC Music Festival (Piazza Cardinal Pacca) Sabato 18 luglio 2026 | Cattolica (RN), Arena della Regina Martedì 21 luglio 2026 |Cervere (CN), Anima Festival (Anfiteatro dell’Anima) Lunedì 27 luglio 2026 | Este (PD), Este Music Festival Giovedì 30 luglio 2026 | Agrigento, Festival Il Mito (Live Arena) Sabato 1 agosto 2026 | Francavilla al Mare (CH), Piazza Sant’Alfonso Mercoledì 5 agosto 2026 | Golfo Aranci (SS), Golfo Aranci Mon Amour (gratuito) Venerdì 7 agosto 2026 | Giovinazzo (BA), Levante Arena Sabato 8 agosto 2026 | San Pancrazio Salentino (BR), Forum Eventi Lunedì 10 agosto 2026 | Santa Maria di Castellabate (SA), Villa Matarazzo Mercoledì 12 agosto 2026 | Cirò Marina (KR), KrimiSound Festival (Arena Saracena) Giovedì 13 agosto 2026 | San Nicola Arcella (CS), Arcella Open Air Sabato 15 agosto 2026 | Lucera (FG), Lucera Music Lights Festival (gratuito) Domenica 16 agosto 2026 | Tottea (TE) XX Edizione Notte Azzurra Martedì 18 agosto 2026 | Sabaudia (LT), Arena del Mare BCC Roma Giovedì 20 agosto 2026 | Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli Giovedì 3 settembre 2026 |Roma, Roma Summer Fest (Cavea – Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) Venerdì 25 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea Sabato 26 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea Domenica 27 settembre 2026 | Napoli, Arena Flegrea NUOVA DATA

Teatri 2026 Mercoledì 7 ottobre 2026 | San Marino, Teatro Nuova Dogana Venerdì 9 ottobre 2026 | Roma, Auditorium Conciliazione Lunedì 12 ottobre 2026 | Brescia, Teatro Clerici Mercoledì 14 ottobre 2026 | Torino, Teatro Colosseo Venerdì 16 ottobre 2026 | Padova, Gran Teatro Geox Domenica 18 ottobre 2026 | Bologna, Europauditorium Martedì 20 ottobre 2026 | Milano, Teatro Arcimboldi Venerdì 23 ottobre 2026 | Bitritto (BA), Palatour Martedì 3 novembre 2026 | Firenze, Teatro Verdi Giovedì 5 novembre 2026 | Catania, Teatro Metropolitan Sabato 7 novembre 2026 | Avellino, Teatro Gesualdo Lunedì 9 novembre 2026 | Ancona, Teatro delle Muse

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

E’ morto Ted Turner, il fondatore della Cnn

Roma, 6 mag. (askanews) – Ted Turner, fondatore dell’emittente statunitense Cnn è morto oggi all’età di 87 anni: lo riferisce l’emittente americana.

L’imprenditore di Atlanta, originario dell’Ohio, ha costruito un impero mediatico che comprendeva la prima superstazione via cavo e canali popolari per film e cartoni animati, oltre a squadre sportive professionistiche di Baseball come gli Atlanta Braves.

La Cnn ricorda i trascorsi del suo fondatore: Turner fu un velista di fama internazionale; un filantropo che fondò la Fondazione delle Nazioni Unite; un attivista che si batté per l’eliminazione globale delle armi nucleari; e un ambientalista, svolgendo un ruolo cruciale nella reintroduzione dei bisonti nell’ovest americano.

Nel 1991, Turner è stato nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time per aver “influenzato le dinamiche degli eventi e trasformato gli spettatori di 150 paesi in testimoni istantaneamente della storia”.

Turner alla fine vendette le sue reti a Time Warner e in seguito si ritirò dal settore, ma continuò a esprimere orgoglio per la Cnn, definendola il “più grande successo” della sua vita.

“Ted era un leader profondamente coinvolto e impegnato, intrepido, impavido e sempre pronto a seguire il proprio intuito e a fidarsi del proprio giudizio”, ha dichiarato Mark Thompson, Presidente e CEO di Cnn Worldwide, in un comunicato. “È stato e sarà sempre lo spirito guida di CNN. Ted è il gigante sulle cui spalle poggiamo, e oggi tutti noi ci prenderemo un momento per ricordarlo e per onorare il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo”.

Turner lascia cinque figli, quattordici nipoti e due pronipoti.

Biennale, protesta palestinese al Padiglione Israele: “No genocidio”

Venezia, 6 mag. (askanews) – Protesta filo palestinese davanti al padiglione di Israele alla Biennale d’arte di Venezia. Un gruppo di attivisti e di artisti ha manifestato per protestare contro la presenza dello Stato ebraico, gli slogan erano “No al padiglione del genocidio”, “No morte a Venezia”, “No art washing”.

Pd, de Pascale: Madia lascia? scelta personale non fatto politico

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Dispiace sempre quando qualcuno esce, però mi sembra sinceramente più una scelta personale che un fatto politico. Non mi sembra che siano avvenute recentemente prese di posizione o atti del Pd che abbiano determinato un cambiamento della linea rispetto a quella degli ultimi tre-quattro anni”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, a margine del convegno sulla ricostruzione, commenta l’addio di Marianna Madia al Partito democratico.

“Quando si va verso le elezioni c’è sempre qualche smottamento, a volte per ragioni facilmente comprensibili – ha aggiunto de Pascale -. Ma sono molto convinto che alle prossime elezioni politiche il Partito democratico prenderà molti più voti di quelli che aveva preso la volta scorsa, e che alla fine il perimetro del Pd sarà più largo di quello di cinque anni fa”.

Calcio, Abete incontra i club di B: "Vado avanti"

Roma, 6 mag. (askanews) – Concluso l’incontro tra Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, e i club della Lega Serie B. Un confronto definito “positivo” dallo stesso Abete, che ha sottolineato l’importanza di un dialogo approfondito in una fase delicata per il sistema calcio.

“Importante che ci siano approfondimenti dei problemi in questa fase. L’obiettivo è che le componenti parlino dei problemi del calcio. Bisogna legittimare un percorso e dare delle priorità”, ha spiegato il presidente LND al termine della riunione.

Abete ha poi ribadito la volontà di proseguire nel percorso già avviato: “Io vado tranquillamente avanti e la presentazione di una candidatura che determina e facilita un percorso nei 40 giorni successivi di approfondimenti delle tematiche. Sappiamo come vanno le cose. Se non c’è competizione tutti dicono vediamo che fa il presidente”.

Nel suo intervento, il dirigente ha posto l’accento non tanto sulla figura del presidente federale quanto sulla necessità di una sintesi condivisa: “Il problema non è la qualità del presidente federale ma la capacità di trovare insieme la sintesi dei problemi esistenti. Se non si fa questo nessuno può risolvere i problemi”.

Dopo l’incontro con Abete, sarà ora il turno di Giovanni Malagò, presidente del Coni, proseguire il ciclo di confronti con i club della Serie B.

Alluvione Emilia-R., Curcio: in arrivo l’ordinanza per le imprese

Bologna, 6 mag. (askanews) – “A breve uscirà l’ordinanza per le imprese per gli eventi del 2024 che conterrà, tra le altre cose, le semplificazioni già previste per i privati. Rispetto all’anno scorso abbiamo un incremento importante, oltre due terzi in più rispetto alle richieste effettuate, e questo significa che c’è un movimento importante”. Lo ha dichiarato il commissario alla Ricostruzione Emilia-Romagna Fabrizio Curcio al convegno organizzato in Regione da RemTech e Ansfisa.

“Oggi il commissario ha un quadro chiaro delle cose che deve fare, soprattutto sulla ricostruzione pubblica – ha spiegato Curcio -. Abbiamo la famosa ordinanza 57 che stabilisce le 6.368 opere sotto la responsabilità del commissario. A giorni apriremo nel nostro portale la possibilità per tutti, cittadini, amministrazioni ed enti, di controllare lo stato dell’arte per comune e per soggetto attuatore delle singole opere”.

Sul fronte delle risorse, Curcio ha ricordato che “il governo con il decreto legge 65 ha messo a disposizione un miliardo per le tre regioni, 919 milioni per l’Emilia-Romagna. Il Dpcm di suddivisione è nella fase finale, il commissario lo ha proposto a febbraio”.

Alluvione E-R, Sogesid: 136 cantieri in programma, 78 entro agosto

Bologna, 6 mag. (askanews) – “Abbiamo un programma di 136 cantieri in corso. Di questi è previsto che 100 partiranno operativamente tra settembre e ottobre, e i primi 78 già entro il mese di agosto”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato al convegno sulla ricostruzione organizzato in Regione Emilia-Romagna da RemTech e Ansfisa.

“Siamo in una fase importante e anche critica, se vogliamo, perché è la fase di attivazione dei cantieri – ha spiegato Stravato -. L’apertura dei cantieri significa temi di esproprio, temi di accesso alle aree, ma questo lo stiamo affrontando di concerto con i Comuni e con la Regione, in maniera da accelerare tutti questi passaggi. La pianificazione è completa, lo stato di attuazione è definito, è una questione di tempi, ci possono essere sfasamenti di un mese prima o un mese dopo”.

“Il lavoro che si sta facendo è veramente di squadra con il commissario, con la Regione, con i Comuni – ha concluso l’ad di Sogesid -. Lo spirito è che chi ha la possibilità faccia un passo avanti per risolvere il problema”.

"Immaginaria": il cinema delle donne a Roma, tra politica e desiderio

Roma, 6 mag. (askanews) – Dall’8 al 10 maggio il Cinema Nuovo Sacher di Roma accoglie la XXI edizione di “Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women”, appuntamento di riferimento per il cinema indipendente delle donne. Tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi con registe e attrici per dare spazio a narrazioni ancora marginalizzate nei circuiti mainstream e riflettere sul ruolo del cinema indipendente contemporaneo.

La XXI edizione di Immaginaria è dedicata a Edda Billi (1933-2026), figura storica del movimento femminista e lesbico italiano, recentemente scomparsa. Attivista, teorica e poetessa, lesbica dichiarata, ha attraversato più di cinquant’anni di lotte influenzando generazioni di donne. Tra i suoi contributi fondamentali, la fondazione del Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, la partecipazione all’occupazione di Via del Governo Vecchio e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

Testimonial di Immaginaria è Federica Rosellini, regista, drammaturga, performer e musicista elettronica, tra le voci più originali e visionarie del teatro italiano contemporaneo. Due premi UBU, Premio Hystrio Mariangela Melato, Artista Associata del Piccolo Teatro di Milano, direttrice del Festival delle Colline Torinesi e fondatrice della compagnia Ariel dei Merli. Ha portato in scena lavori potenti e radicali tratti da Mary Shelley, Paul B. Preciado, Virginie Despentes, Hildegard von Bingen. Autrice del libro Carne blu e docente di Regia Teatrale presso il DAMS dell’Università di Torino. È l’incarnazione perfetta dello spirito ribelle e creativo di Immaginaria.

Il festival prende il via con la serata inaugurale venerdì 8 maggio alle ore 20, seguita dalla proiezione evento di “When Night is Falling” (1995), della regista canadese Patricia Rozema, presentato per la prima volta in Italia nella versione recentemente restaurata in 4K. Considerato un pilastro del cinema indipendente, “When Night is Falling” ha lasciato un segno indelebile nella rappresentazione delle relazioni fra donne, conquistando il pubblico di tutto il mondo per la sua capacità di raccontare il desiderio femminile con autenticità e forza poetica. A distanza di trent’anni dalla sua uscita, “When Night is Falling” mantiene intatta la sua carica rivoluzionaria.

Tra gli appuntamenti di punta, la prima italiana del documentario “A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot” di Annie Laurie Medonis, che sarà presente al festival insieme alla produttrice associata Julie Zimmermann e all’assistente di produzione Victoria Torres Bolaños per un incontro con il pubblico dopo la proiezione. Il film preserva la memoria del Bloodroot di Bridgeport, Connecticut: ristorante vegano, libreria e spazio di resistenza femminista e lesbica, rimasto aperto per quasi cinquant’anni e chiuso dopo la scomparsa di una delle sue fondatrici, Selma Miriam.

Immaginaria dedica uno spazio speciale al cortometraggio italiano, con una selezione di opere e il panel di discussione dal titolo “Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo”. Ne discuteranno – moderate da Domizia De Rosa di WIFTM Italia – le registe Giulia Cosentino, Perla Sardella, Bianca Arnold, Moss Berke, Anna Coccoli e l’attrice Dharma Mangia Woods. L’incontro intende offrire visibilità a un formato spesso sottovalutato che si conferma invece spazio privilegiato di libertà e possibilità espressiva.

Il festival presenta opere – lungometraggi, documentari e corti – provenienti da tutto il mondo che affrontano temi quali la maternità e l’omogenitorialità, l’identità e la scoperta di sé, la rappresentazione e la visibilità, il corpo e la sessualità, l’età e l’invecchiamento, la discriminazione e le barriere istituzionali, gli spazi comunitari di resistenza.

Quattro i lungometraggi in programma: oltre a When Night is Falling di Patricia Rozema, in cartellone “Hot Milk”, diretto da Rebecca Lenkiewicz, produzione anglo-greca che segue Sofia (Emma Mackey), giovane donna che ha dedicato la vita alla madre malata (Fiona Shaw) e che ad Almería scopre l’amore e la libertà grazie all’incontro con Ingrid (Vicky Krieps). Il francese Des preuves d’amour presentato al Festival di Cannes 2025, segna il debutto di Alice Douard nel lungometraggio, con due interpreti d’eccezione, Ella Rumpf e Monia Chokri: Céline e Nadia aspettano una figlia, ma per Céline, madre non biologica, il riconoscimento legale è una battaglia contro stigma e ambiguità giuridiche. Chiude la selezione “The Queen of My Dreams”, commedia drammatica pakistano-canadese, scritta e diretta da Fawzia Mirza: Azra, giovane lesbica musulmana trasferitasi in Canada per studiare, alla morte del padre è costretta a tornare nella casa d’infanzia in Pakistan e a confrontarsi con la madre severa.

Tre dei quattro documentari in programma esplorano il tema della memoria da prospettive diverse. Oltre a “A Culinary Uprising: the Story of Bloodroot” di Annie Laurie Medonis, che ricostruisce la storia del ristorante Bloodroot, Sally, della statunitense Deborah Craig, porta sullo schermo una figura chiave del femminismo lesbico negli Stati Uniti, oggi quasi dimenticata: attivista, scrittrice e docente, Sally Gerheart ha combattuto le battaglie degli anni Settanta con carisma e radicalità. Il quarto documentario, il canadese “Bulletproof – A Lesbian’s Guide to Surviving the Plot”, di Regan Latimer, è un viaggio ironico e personale che analizza il potere delle serie TV nel modellare l’immaginario e l’identità LGBTQ+.

Quindici i cortometraggi presentati, di cui quattro in anteprima italiana e tre di animazione provenienti da Belgio, Canada, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Stati Uniti e Australia.

Il claim che accompagna la XXI edizione è The Power of Love, una visione dell’amore come forza rivoluzionaria e potenza trasformatrice capace di sovvertire le strutture del potere patriarcale. L’amore tra donne, l’amore per la libertà, l’amore come pratica di autodeterminazione e solidarietà sono gli strumenti con cui costruire mondi nuovi. In un’epoca segnata da violenza, guerra e oppressione, rivendicare il potere dell’amore è una dichiarazione di forza: l’amore è un atto politico radicale.

Immaginaria gode dei seguenti patrocini: UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali; Università degli Studi della Tuscia – GEP (Gender Equality Plan); Centro Sperimentale di Cinematografia – CSC; Accademia di Cinema e Televisione Griffith – Roma. Questi i partner del festival: MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Queer Culture – Milano; LGBT+ History Month Italia 2026; Women in Film, Television & Media Italia – Roma.

Gaza, la proposta di Mladenov ad Hamas riscrive il piano di pace Trump

Roma, 6 mag. (askanews) – “Un ultimatum” che “riscrive completamente il piano” di pace del presidente Donald Trump per la Striscia di Gaza: così è stata definita la proposta presentata dal direttore del Board of Peace, Nickolay Mladenov, ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi nelle scorse settimane. Stando a quanto appreso dalla testata israelo-palestinese +972, la proposta prevede che “tutte le fazioni palestinesi a Gaza devono accettare il disarmo completo di armi pesanti e leggere, pena la ripresa dell’offensiva israeliana”, senza avere garanzie né tempistiche sul ritiro israeliano dall’enclave palestinese.

Come ricorda la testata, l’accordo entrato in vigore lo scorso ottobre prevedeva il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani da parte di Hamas in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi, del ritiro delle forze israeliane fino alla Linea Gialla e della cessazione immediata di tutte le operazioni militari. Successivamente, Israele avrebbe dovuto facilitare l’ingresso a Gaza di una Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) e del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, garantire un minimo di 600 camion di aiuti al giorno e fornire 200.000 tende e 60.000 alloggi temporanei. Dopodichè sarebbero dovuti iniziare i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco, che prevedeva un graduale ritiro israeliani e disarmo di Hamas.

“Hamas conosce Mladenov da oltre un decennio, dal suo precedente ruolo di Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2015 e il 2020, e lo aveva incontrato regolarmente durante le sue visite a Gaza per allentare le tensioni con Israele”, ricorda la testata, secondo cui “questa volta i leader di Hamas sono rimasti scioccati dal suo comportamento”. Le fonti sentite da +972 hanno raccontato che “Mladenov ha avanzato la proposta verbalmente, non per iscritto, e ha chiesto una risposta immediata”. Quando è stato chiesto più tempo per consultazioni interne, il rappresentante del Board of Peace ha concesso una settimana.

“La tempistica prevista dalla proposta subordina la sospensione degli attacchi israeliani su Gaza all’accettazione da parte di Hamas e delle altre fazioni palestinesi del principio del disarmo completo. Allo stesso modo, Mladenov ha posto l’accettazione del disarmo completo come prerequisito per l’ingresso a Gaza sia della Forza internazionale di stabilizzazione sia del Comitato Nazionale per l’amministrazione di Gaza, così come di eventuali alloggi temporanei”, ha precisato la testata, che ha visionato una copia della proposta “annonatata dai mediatori”.

“Il piano prevede inoltre il disarmo completo di armi pesanti e leggere e lo smantellamento totale di tunnel e altre infrastrutture militanti nel 58% di Gaza attualmente controllato dall’esercito israeliano, entro 60 giorni. Chiede che Hamas e le altre fazioni forniscano tutte le informazioni su dove si trovino le loro infrastrutture in quelle aree, il tutto senza alcun ritiro israeliano o dispiegamento della Forza internazionale di stabilizzazione. Nel corso di questi 60 giorni, le fazioni palestinesi sono inoltre tenute a interrompere tutte le attività militanti, comprese le parate – ha aggiunto la testata – dal 30esimo al 90esimo giorno, anche ‘Gaza Ovest’, ossia la zona attualmente controllata da Hamas, verrebbe ‘bonificata’ da tutte le armi ‘pesanti’. Le fazioni palestinesi dovrebbero consegnare tutti i loro razzi, fucili e ordigni esplosivi e consentire la completa distruzione di tutti i tunnel e le infrastrutture militanti, anche in questo caso senza alcun ritiro israeliano”.

Nel corso dei negoziati che avevano portato al cessate il fuoco, i mediatori americani e arabi avevano distinto tra “armi offensive”, che rappresentano una minaccia per Israele, come razzi o tunnel che attraversano il confine con Israele, e “armi difensive”. La proposta di Mladenov ha invece introdotto i termini “armi pesanti” e “armi personali”: tutte le armi “pesanti”, tra cui AK-47 e Kalashnikov, dovrebbero essere consegnate entro il novantesimo giorno. Dal 91esimo al 250esimo, verrebbero registrate e raccolte tutte le “armi personali” e solo una volta accertata l’assenza di qualsiasi arma, Israele inizierebbe un ritiro limitato e “graduale”, in un arco di tempo non precisato, fino a una cosiddetta “Linea Rossa”, per cui manterrebbe il controllo di circa il 38% di Gaza.

La rimozione delle macerie e la ricostruzione, secondo la proposta di Mladenov, inizierebbero solo a partire dal giorno 251. Da quel giorno, Israele inizierebbe a ritirarsi verso un “perimetro di sicurezza” che gli consentirebbe di controllare il 20% di Gaza, inclusa gran parte dei terreni agricoli dell’enclave. Israele rimarrebbe a Gaza a tempo indeterminato fino a quando “non sarà adeguatamente al sicuro da qualsiasi possibile recrudescenza della minaccia terroristica”.

Due leader di Hamas, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno detto di considerare questa proposta “catastrofica” e un trucco del premier israeliano Benjamin Netanyahu per riprendere la guerra o mantenere Gaza in una situazione di stallo. Il gruppo palestinese ha presentato la sua risposta a Mladenov a metà aprile, ribadendo che prima di procedere verso il disarmo, Israele deve rispettare tutti gli impegni previsti dalla prima fase del cessate il fuoco.

Il “modello Berlusconi” per affrontare le crisi di oggi in politica estera

Roma, 6 mag. (askanews) – Sembra passato un secolo da Pratica di Mare, da quell’incontro tra Bush e Putin fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Un incontro che avrebbe dovuto segnare la fine della guerra fredda, mentre la storia è andata in un’altra direzione. Ma proprio per questo alcuni dei protagonisti di quella stagione provano a rilanciare il “modello Berlusconi” nei rapporti internazionali: il dialogo, sempre, tra Usa e Russia, tra occidente e mondo arabo. Sergio Castellaneta e Marco Carnelos sono stati consiglieri diplomatici del Cavaliere e ripercorrono la sua politica estera nel libro “Berlusconi, il mondo secondo lui”. Lo fanno dialogando con Massimo D’Alema e Angelino Alfano in un incontro organizzato da Bistoncini and partners di Fabio Bistoncini.

“Come Bistoncini partners dopo avere letto il libro abbiamo pensato di organizzare questo evento perché dalla lettura del ventennio di politica estera berlusconiana si possono anche trarre indicazioni su come leggere la politica estera di oggi.. che cambia sempre più velocemente”, spiega Fabio Bistoncini.

Come spiega Castellaneta “il libro è sicuramente sull’attività politica, internazionale del presidente Berlusconi, ma è soprattutto sul ‘metodo Berlusconi’, quello che lui ha utilizzato in quegli anni e che potrebbe essere un punto di riferimento in politica estera”.

D’Alema racconta un episodio inedito, quando all’indomani della vittoria di Berlusconi nel 2001 venne chiamato da Gianni Agnelli che lo invitò a casa per un colloquio urgente. C’era anche Henry Kissinger, preoccupato che il nuovo governo potesse abbandonare la tradizionale linea di politica estera italiana. Insieme al presidente della Fiat chiese a D’Alema di convincere l’ambasciatore Renato Ruggiero ad accettare la nomina a ministro degli Esteri. Un episodio, sottolinea, che rivela “quanta diffidenza ci fosse” nei confronti del leader di Fi. Ma, aggiunge, “Berlusconi fu in realtà un continuatore della tradizionale politica estera del nostro paese”.

Di certo, aggiunge Alfano, è improprio paragonare Berlusconi a Trump “nella sostanza della linea politica non si somigliano per niente”. La prospettiva del leader di Fi – spiega – “aveva sempre al centro l’idea di occidente. Non mi sembra che questa idea sia compatibile” con la visione dell’attuale presidente Usa”. La linea del leader di Forza Italia in politica estera, sottolinea Alfano, è stata “coerente con la tradizione italiana”, quella inaugurata da Alcide de Gasperi.

E appunto, Castellaneta chiude ricordando l’incontro di Pratica di Mare, che definisce “una delle grandi intuizioni di Berlusconi, cioè considerare la Russia parte integrante dell’Europa”: “Purtroppo viviamo in un’epoca di antagonismi, di divaricazione, non solo in Italia. In tutto il mondo. È importantissimo ritrovare un clima di condivisione, di concordia, per difendere gli interessi nazionali, italiani”.

Contagiato da hantavirus trovato in Svizzera, era sulla nave da crociera

Roma, 6 mag. (askanews) – Le autorità sanitarie svizzere hanno rilevato un caso di contagio da hantavirus in un paziente che aveva realizzato una crociera nell’Atlantico: lo ha reso noto il Ministero della Sanità elvetico. “Una persona infetta da hantavirus è in cura presso l’Ospedale Universitario di Zurigo. Il paziente è un uomo rientrato in Svizzera che in precedenza si trovava a bordo della nave da crociera dove sono stati segnalati diversi casi di infezione da hantavirus”, si legge nel comunicato diffuso dal ministero. Un test effettuato presso il laboratorio dell’Ospedale Universitario di Ginevra ha confermato la positività al virus, conclude la nota.

Intanto, le autorità sanitarie sudafricane hanno dichiarato di aver identificato il ceppo Andes dell’hantavirus, che può essere trasmesso da persona a persona, in due passeggeri che si trovavano sulla nave da crociera dove è in corso un focolaio dell’infezione.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha osservato che il virus delle Ande, una specie specifica di hantavirus, è presente in Sudamerica, principalmente in Argentina e Cile.

L’hantavirus può trasmettersi da persona a persona, sebbene ciò sia raro e la diffusione della malattia sia in genere contenuta poiché si trasmetterebbe solo attraverso contatti ravvicinati, come ad esempio condividendo il letto o il cibo, affermano gli esperti sentiti dall’AP. Il ministero della Salute sudafricano ha dichiarato che i risultati provengono da test effettuati sui passeggeri dopo che erano stati fatti sbarcare dalla nave e trasportati in aereo in Sudafrica. Uno dei passeggeri, un cittadino britannico, è ricoverato in terapia intensiva in un ospedale sudafricano. Gli esami sull’altra passeggera sono stati effettuati post mortem, dopo il suo decesso in Sudafrica.

Tv, dal 9 giugno su Sky "The Miniature Wife-Un piccolo problema"

Roma, 6 mag. (askanews) – Una premessa fantascientifica (il rimpicciolimento della moglie) diventa metafora degli squilibri di potere all’interno del matrimonio in “The Miniature Wife – Un piccolo problema”, con la candidata agli Emmy Awards Elizabeth Banks (Sorelle sbagliate) e il due volte vincitore dell’ Emmy Matthew Macfadyen (Succession). La serie, dramedy in dieci episodi, arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now dal 9 giugno, come annunciato dal trailer rilasciato online.

Basata sul racconto breve di Manuel Gonzalez, la serie segue Lindy (Banks) e Les (Macfadyen) Littlejohn: lei una scrittrice Premio Pulitzer che, dopo il clamoroso successo del suo romanzo d’esordio, si ritrova bloccata in una crisi creativa che dura da 18 anni; lui uno scienziato ossessionato dalla gloria, sul punto di realizzare la sua più grande scoperta scientifica nel tentativo di risolvere la fame nel mondo. Tuttavia, anni di scontri tra ego, un cambiamento negli equilibri economici della coppia e una totale mancanza di comunicazione hanno portato il loro matrimonio sull’orlo del collasso. Quando un incidente di laboratorio riduce Lindy a soli 15 cm di altezza, il già fragile equilibrio di potere nel loro matrimonio esplode in una battaglia esilarante e graffiante tra orgoglio, rancore e amore. Accanto a Banks e Macfadyen nel cast anche O-T Fagbenle nei panni di RPW, Zoe Lister-Jones in quelli di Vivienne, Sian Clifford nel ruolo di Terry e Sofia Rosinsky che sarà Lulu. Cast ricorrente: Ronny Chieng, Aasif Mandvi, Rong Fu, Tricia Black. Crediti della serie: creatori, showrunner e produttori esecutivi Jennifer Ames e Steve Turner; Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen sono anche produttori esecutivi, insieme a Michael Aguilar, Michael Ellenberg e Lindsey Springer.

Greg Mottola è regista dei primi e degli ultimi due episodi, nonché produttore esecutivo. Altri registi: Bertie Ellwood, Fernando Frias e Miguel Arteta. Alle sceneggiature Jennifer Ames, Steve Turner, Marisa Wegrzyn, Vivian Barnes, Hiram Martinez, Suzanne Heathcote, Noelle Valdivia, Neda Jebelli.

Paul McCartney ha svelato il suo primo duetto con Ringo Starr

Milano, 6 mag. (askanews) – Intervenendo ieri ad un evento speciale dedicato ai fan presso gli Abbey Road Studios di Londra, Paul McCartney ha svelato il suo primo duetto in assoluto con Ringo Starr. Intitolata “Home to Us”, la canzone uscirà venerdì 8 maggio, ed è il secondo singolo estratto dal prossimo album di Paul, “The Boys of Dungeon Lane” in arrivo il 29 maggio.

Paul ha sorpreso 50 fortunati fan invitati per un’esclusiva anteprima del suo nuovo album, unendosi a loro all’interno dello Studio Due di Abbey Road per condividere i retroscena delle nuove canzoni e delle registrazioni.

Dopo “Days We Left Behind”, accolta con grande entusiasmo, “Home to Us” è il primo duetto in assoluto di Paul con Ringo Starr e vede la partecipazione di Chrissie Hynde e Sharleen Spiteri ai cori. La canzone è stata creata attorno a una linea di batteria che Paul ha chiesto a Ringo di registrare per l’album con il produttore Andrew Watt, ed è l’unica canzone di “The Boys of Dungeon Lane” che vede la partecipazione di un batterista ospite. Paul suona la maggior parte degli strumenti nel nuovo disco, proprio nello spirito del suo album di debutto da solista del 1970, “McCartney”.

Parlando di “Home to Us”, Paul ha raccontato: «Ringo è passato in studio e ha suonato un po’ la batteria. Ho detto ad Andrew che avremmo dovuto registrare un brano e mandarglielo. Quindi questa canzone è stata pensata interamente per Ringo. Nello scrivere la canzone parlo delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo era di Dingle, ed è stata dura. Ha raccontato che veniva derubato mentre tornava a casa, perché lavorava. Anche se era pazzesco, per noi era casa. Ho scritto la canzone partendo da quell’idea e l’ho mandata a Ringo. Lui mi ha rispedito una versione in cui aveva aggiunto solo qualche riga al ritornello, così ho pensato che forse non gli piacesse. L’ho chiamato e mi ha detto che pensava volessi che cantasse solo una o due righe, e io gli ho detto che mi sarebbe piaciuto sentirlo cantare tutto il brano. Così abbiamo preso la mia prima strofa, la seconda di Ringo, e abbiamo fatto un duetto. Non l’avevamo mai fatto prima. Poi volevamo dei cori e mi è venuta l’idea che sarebbe stato bello sentire delle ragazze. Chrissie Hynde ha detto che l’avrebbe fatto, e Sharleen Spiteri, pure. Sono amiche. Così l’hanno fatto.”

Da quando è stato annunciato il nuovo album, “The Boys of Dungeon Lane” è stato accolto con grande entusiasmo dai fan e dai media di tutto il mondo, e oggi l’attesa ha raggiunto il culmine. I fan presenti, visibilmente emozionati, hanno descritto l’esperienza come un sogno incredibile che si è avverato.

“The Boys of Dungeon Lane” non è solo il primo nuovo album solista di Paul McCartney in oltre cinque anni; è una raccolta rivelatrice di storie mai condivise prima, ricordi personali e alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo. Rivolgendo lo sguardo verso l’interno, Paul rivisita gli anni formativi che hanno plasmato sia la sua vita, sia le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. L’album è senza dubbio il suo più personale e introspettivo fino ad oggi, con storie inedite che trasportano l’ascoltatore indietro nel tempo, dove tutto è iniziato. Le nuove canzoni mostrano Paul in uno stato d’animo sincero, vulnerabile e riflessivo, mentre scrive con rara apertura della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della resilienza dei suoi genitori e delle prime avventure con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania. “The Boys of Dungeon Lane” è la storia prima della Storia.

Luciano Ligabue live speciale per inaugurare l’Unipol Dome di Milano

Milano, 6 mag. (askanews) – Il Liga sarà protagonista de La prima notte – Music Opening Ceremony, uno show unico che inaugurerà stasera il palco dell’Unipol Dome nel quartiere Santa Giulia. Sarà il primo artista a esibirsi in questa spettacolare venue, segnando così l’inizio di una nuova era per il live entertainment in Italia. Il cantautore di Correggio battezzerà il palco del nuovo tempio degli spettacoli live in città, dopo il debutto della location in occasione delle Olimpiadi invernali, come stadio del ghiaccio. Restano perplessità sulla logistica, per trasporti e parcheggi, e sui costi dell’imponente struttura. Per gestire l’afflusso di migliaia di spettatori, Comune e Atm hanno messo a punto un piano mobilità che prevede l’istituzione di una zona rossa e una gialla con divieti e limitazioni attorno all’Arena con un potenziamento del trasporto pubblico, con orari estesi e navette dedicate.

Dopo il successo dello scorso anno alla RCF Arena di Reggio Emilia e alla Reggia di Caserta, Luciano Ligabue prosegue la sua cavalcata di successi con attesissimi 4 eventi a giugno negli stadi di Bibione, Roma, Torino e Milano e con il gran finale nei principali palasport italiani da settembre, che partirà dall’Arena di Verona.

Le grandi feste partiranno dagli stadi a giugno: il 5 giugno allo Stadio Comunale di Bibione (Venezia) si terrà la data zero Certe notti a Bibione a cui seguiranno i grandi eventi live Certe notti a Roma il 12 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, Certe notti a Torino il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e Certe notti a Milano il 20 giugno (a un anno esatto da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano (Sold out). Le celebrazioni per il trentennale di “Certe notti” e dell’album “Buon Compleanno Elvis”, che nel 1995 hanno segnato uno dei momenti più importanti della carriera del Liga, e il ventennale del primo Campovolo proseguiranno a settembre e ottobre con un tour che si preannuncia imperdibile.

Da settembre il gran finale: 14 città e 14 appuntamenti unici che non prevederanno repliche per rendere ogni “notte” speciale e irripetibile; una grande festa che partirà il 22 settembre dall’Arena di Verona e che si concluderà il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026.

In attesa dei live italiani, prosegue Certe notti in Europa, il tour partito il 1° maggio da Barcellona che toccherà anche Parigi, Londra, Utrecht, Bruxelles, Lussemburgo e Zurigo.

Iran e Usa sarebbero vicini ad un memorandum di una pagina per porre fine al conflitto. Ecco cosa prevede

Roma, 6 mag. (askanews) – Stati Uniti e Iran si stanno avvicinando a un memorandum di una pagina per mettere fine al conflitto. Lo ha riportato Axios.

Secondo Axios, che cita due funzionari americani, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con la Repubblica islamica su questo documento di una pagina redatto per porre fine alla guerra e per stabilire un quadro per negoziati più dettagliati sul programma nucleare.

Tra le disposizioni prese in considerazione, secondo Axios, l’accordo prevederebbe che l’Iran si impegni a una moratoria sull’arricchimento nucleare e che gli Stati Uniti accettino di revocare le sanzioni e di sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Inoltre, l’intesa contemplerebbe la revoca di entrambe le parti delle restrizioni sul transito attraverso lo stretto di Hormuz.

Secondo Axios, gli Stati Uniti attendono risposte iraniane su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. Il testo ha tuttavia precisato che non è ancora stato concluso nulla, pur indicando che le parti non erano mai state così vicine a un accordo dall’inizio della guerra.

La pratica di Marinella Senatore alla Casa di The Human Safety Net

Venezia, 6 mag. (askanews) – Un’esperienza corale di trasformazione attraverso l’arte e la parola, che ha coinvolto persone a Varsavia, Palermo e Mestre, e ora la mostra su tutto il lavoro fatto: La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie a Venezia presenta la mostra “We Rise by Lifting Others”, culmine del progetto dell’artista Marinella Senatore che ha lavorato con famiglie con bambini tra 0 e 6 anni a rischio esclusione sociale, a fianco di ONG che sono partner di The Human Safety Net.

“Io sono stata attivista per tanti anni – ha detto Senatore ad askanews – però capisco bene la differenza tra essere artista ed essere attivista, non era solo un discorso di innescare dei processi ma anche di dare l’opera. L’opera è molto importante, è la restituzione finale di un processo ma è anche un monumento, proprio un monumento celebrativo a tutto lo sforzo collettivo che abbiamo fatto insieme ai partecipanti”.

In mostra gli arazzi realizzati insieme ai partecipanti, un monumento luminoso e le immagini del lavoro fatto con i bambini e le famiglie, in un’idea di inclusione e crescita attraverso l’arte. E il coinvolgimento delle persone non si ferma. “Io prevedo degli incontri e dei workshop e dei laboratori con me, che sono proprio il fondamento della mia pratica – ha aggiunto l’artista – anche per mostrare a chiunque vorrà come lavoro con le persone. Quindi nei prossimi mesi ci sarà questa programmazione e poi i partecipanti più vicini come zona verranno, ma stiamo anche lavorando per portarne altri provenienti da Palermo e dalla Polonia”.

I progetti di Marinella Senatore sono da sempre animati da una prospettiva sociale, che in questo caso ha trovato un dialogo fertile con l’impegno della Fondazione The Human Safety Net, per questo la mostra negli spazi della Casa veneziana risuona ancora di più. “È una casa dove mostriamo il risultato di questo progetto, di questo sforzo che è durato quasi un anno – ha concluso Marinella – e i principi che ci legano, perché legano la mia pratica alla pratica di The Human Safety Net”.

Inaugurata nei giorni della preview della Biennale Arte, la mostra resta aperta al pubblico fino al 22 marzo 2027.

L’Onu: Israele deve liberare subito gli attivisti della Flotilla. Abukeshek e Avila detenuti senza accuse

Roma, 6 mag. (askanews) – “Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e portati in Israele, dove continuano a essere detenuti senza alcuna accusa formale”: lo ha dichiarato oggi il portavoce dell’Ufficio Onu per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, sottolineando che “non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”.

Al-Kheetan ha quindi chiesto che “si indaghi” sui resoconti dei “gravi maltrattamenti” subiti da Abukeshek e Avila, e di “chiamare a risponderne i responsabili”.

Gli avvocati di Adalah, l’organizzazione palestinese che assiste i due attivisti catturati in acque internazionali dalla marina israeliana, al largo di Creta, hanno riferito che sia Avila, cittadino brasiliano, che Abukeshek, palestinese con cittadinanza spagnola, sono tenuti in isolamento, in celle costantemente illuminate da luci ad alta intensità, una pratica che, secondo Adalah, è studiata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Entrambi vengono bendati ogni volta che escono dalle loro celle, anche durante le visite mediche, una pratica che Adalah ha definito “una grave violazione degli standard etici medici”.

Avila ha poi raccontato ai legali di essere stato sottoposto a lunghi interrogatori, nel corso dei quali è stato minacciato di essere “ucciso” o di rimanere “100 anni in prigione”. Adalah ha riferito che gli interrogatori si sono concentrati principalmente sulla missione della Flotilla. Secondo gli avvocati, i due attivisti sono accusati di “collaborazione con il nemico in tempo di guerra”, di aver contattato un agente straniero e di aver sostenuto un'”organizzazione terroristica”.

“Chiediamo la fine del ricorso da parte di Israele della detenzione arbitraria e di una legislazione antiterrorismo vaga e generica, incompatibile con il diritto internazionale in materia di diritti umani – ha aggiunto il portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani – Israele deve inoltre porre fine al blocco di Gaza e deve consentire e facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia palestinese assediata, in quantità sufficienti”.

Apre la Biennale, lo spazio dell’arte oltre tutte le polemiche

Venezia, 6 mag. (askanews) – Piove, dopo giorni di sole, sulla prima giornata di pre apertura della Biennale Arte 2026, “In minor keys”, progettata da Koyo Kouoh e realizzata poi da un team curatoriale di suoi assistenti. Piove ed è probabilmente giusto così, sia per un tributo di malinconia alla curatrice scomparsa improvvisamente un anno fa, sia per il clima di polemiche feroci che ha accompagnato la gestazione e ora l’apertura della manifestazione: la presenza della Russia, di Israele, l’assenza di artisti italiani, la mancata partecipazione dell’Iran, le tensioni tra la Biennale, il governo e anche la Ue, le dimissioni della giuria e il posticipo della premiazione. In tutto questo nessuno ha parlato di arte. Piove, si diceva, e viene da pensare che, in effetti, non poteva essere altrimenti.

Ma al di là della pioggia la mostra esiste, si è rivelata nella sua ricchezza di pratiche e mondi, nella sua volontà di allargare lo spazio dell’arte e mostrare il lavoro di artisti che sono profondamente calati nella contemporaneità e che ci permettono di cambiare prospettiva.

“Quello che vedete nella mostra – ha spiegato ad askanews Rasha Salti del team curatoriale – sono in primo luogo artisti con i quali Koyo ha lavorato per molto tempo, quindi rappresentano veramente il suo modo, ma allo stesso tempo ci sono anche artisti che noi le abbiamo proposto, pratiche che ha scoperto attraverso di noi, che sono in una fertile conversazione con quelli che lei aveva pensato per questa Biennale”.

Una mostra che fa quello che una Biennale dovrebbe fare, ossia guarda alle manifestazioni più vive del sistema dell’arte, accoglie territori, fisici e mentali, che a lungo sono stati esclusi da un discorso occidentale-centrico, guarda alla pratiche che ragionano concretamente sul presente e, ancora più nello specifico, riflette su parole come speranza, futuro, spiritualità.

“Uno degli obiettivi di questa mostra fin dall’inizio, fin dall’idea da cui Koyo è partita e su cui ha costruito relazioni e lavoro – ha aggiunto Siddhartha Mitter, un altro dei curatori – era che avesse un’anima, lo spirito. E senza preoccuparci di quello che i critici potevano dire, perché la cosa più importante è il pubblico, e io penso che oggi possiamo dire che questa mostra ha un’anima e se in qualche modo raggiunge altre anime è già un successo”.

Nella mostra ci sono artisti che utilizzano la struttura della seduta spiritica, altri che creano vestiti rituali e propiziatori; ci sono film che raccontano la storia di un Robin Hood africano e alberi d’ulivo che ruotano sulla loro base; c’è tanta pittura, soprattutto nel rinnovato Padiglione centrale, ma senza nessun gusto, potremmo dire, “orientalista”, no, quello di cui si ragiona è la nostra vita sul pianeta terra, riguarda tutti noi. E poi, e probabilmente questa è la parte più intensa, ci sono tante grandi installazioni all’Arsenale, che utilizzano la scienza e la tecnologia, ma che guardano come primo aspetto all’essere umano, anche in questo mondo in guerra e in mezzo alle polemiche. (Leonardo Merlini)

Bce, Cipollone: salgono le probabilità che si debbano alzare i tassi

Roma, 6 mag. (askanews) – “Nel complesso, la situazione attuale sembra discostarsi dallo scenario di base delle nostre proiezioni di marzo, accrescendo la probabilità che si renda necessario un aggiustamento dei nostri tassi di riferimento”. Lo ha affermato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce nel suo intervento al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 a Milano.

“La guerra in Iran e Medio Oriente sta già avendo un effetto su prezzi e volumi. Le quotazioni di petrolio e gas hanno subito un’impennata, alimentando l’inflazione a breve termine. Inoltre, iniziano ad emergere inoltre tensioni dal lato dell’offerta, ad esempio in relazione ai carburanti per l’aviazione. Se durerà a lungo – ha detto – l’attuale shock potrebbe avere implicazioni significative per il nostro obiettivo di inflazione a medio termine e per le prospettive economiche dell’area dell’euro”.

Eurozona, attività imprese terziario cade a minimi 62 mesi ad aprile

Roma, 6 mag. (askanews) – Ad aprile l’attività delle aziende del terziario per l’insieme dell’eurozona è caduta ai minimi da 62 mesi a questa parte, secondo l’indice S&P Global Pmi, sceso a 47,6 punti, a fronte di 50,2 punti di marzo (50 punti è la soglia di neutralità). L’economia dell’area euro si contrae per la prima volta in quasi un anno e mezzo, afferma S&P Global con un comunicato, con l’inflazione che continua a crescere mentre i prezzi di vendita hanno segnato il maggior aumento da tre anni.

“I dati di aprile confermano i precedenti segnali di un’economia che scivola in contrazione”, dice Chris Williamson, capo economista di S&P Global Market Intelligence. “Finora il settore terziario è stato colpito più duramente, con le aziende a contatto col cliente che hanno sofferto restringimenti dei margini significativi dovuti al duplice impatto dell’impennata dei prezzi energetici e dell’interruzione dei trasporti”.

Il settore manifatturiero “ha mostrato resilienza accumulando scorte, a causa dei timori di ulteriori impennate dei prezzi e di strozzature negli approvvigionamenti. Nei prossimi mesi, man mano che le scorte vengono smaltite, tutto ciò non solo smorzerà la crescita manifatturiera, ma, se si concretizzeranno i timori su rifornimenti e prezzi, avrà anche un effetto domino sull’economia terziaria, che conta sulle richieste dell’industria, soprattutto alimentare e certamente quella dei combustibili raffinati”, aggiunge.

Peraltro “il timore è che, con una crescita economica già in forte contrazione dall’inizio del conflitto, l’aumento dei tassi di interesse” che potrebbe operare la Bce “potrebbe peggiorare questa iniziale crisi”, conclude. (fonte immagine: Europea Union).

Antitrust: indagine su Glovo e Deliveroo, "ingannevoli" sull’etica (specie riguardo alla gestione dei rider)

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato di aver avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23 S.A., Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l.) e un’istruttoria nei confronti di Deliveroo Italy Srl per possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari.

Le società, spiega l’Antitrust con un comunicato, avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero.

In particolare ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. Ieri, si legge, i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l., e nella sede della società Deliveroo Italy Srl.

Il Papa: la Chiesa deve dire parole chiare contro guerre e sfruttamento

Città del Vaticano, 6 mag. (askanews) – La Chiesa è “custode di una speranza che illumina il cammino”, ma essa “è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV nella sua catechesi, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, davanti a migliaia di fedeli. Proseguendo le sue riflessioni sui temi toccati dal Concilio Vaticano II e, in questo caso, puntando sulla Costituzione dogmatica “Lumen gentium”, il pontefice ha ricordato che “Gesù ha dato inizio alla Chiesa proprio annunciando questo Regno di amore, di giustizia e di pace”.

Antitrust: indagine su Glovo e Deliveroo, "ingannevoli" sull’etica

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato di aver avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23 S.A., Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l.) e un’istruttoria nei confronti di Deliveroo Italy Srl per possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari.

Le società, spiega l’Antitrust con un comunicato, avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero.

In particolare ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. Ieri, si legge, i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l., e nella sede della società Deliveroo Italy Srl. (fonte immagine: AGCM).

Gaza, il Board of Peace non obbligherà Israele a rispettare la tregua se Hamas non accetterà il disarmo

Roma, 6 mag. (askanews) – Il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti e incaricato di dare attuazione al piano di pace per la Striscia di Gaza non intende obbligare Israele a rispettare i termini del cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre, se Hamas non accetterà il piano per il suo disarmo. E’ quanto emerge da un documento riportato dal Times of Israel, che sottolinea che, sebbene il rappresentante del Board of Peace, Nickolay Mladenov, abbia avvertito sul rischio di una ripresa del conflitto in caso Hamas rifiuti di deporre le armi, “nel documento si spinge molto oltre, affermando che non ci si aspetta che Israele metta fine agli attacchi a Gaza o garantisca l’ingresso degli aiuti umanitari”.

“Il rifiuto di Hamas di accettare il quadro di riferimento entro un lasso di tempo ragionevole, come stabilito dal Board of Peace e dopo aver consultato le parti, renderà tali impegni nulli e privi di effetto”, ha scritto Mladenov nel documento, una lettera sottoscritta anche dall’alto funzionario americano Aryeh Lightstone e inviata al capo del governo tecnico palestinese che dovrebbe insediarsi a Gaza.

Hamas ha sempre sostenuto che non si può passare alla questione del disarmo, prevista dalla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco, prima che sia stata data piena attuazione alla prima fase che, oltre allo scambio di ostaggi e prigionieri, prevede un aumento degli aiuti umanitari nella Striscia, l’apertura del valico di Rafah per l’uscita dei feriti bisognosi di cure e il ritiro parziale delle forze israeliane.

Nella lettera non si afferma chiaramente che Israele ha violato i termini previsti dalla prima fase, ma vengono indicati otto punti chiave, tratti in gran parte da un allegato dell’accordo di cessate il fuoco, sostenendo che Israele si è nuovamente impegnato a rispettarli. Ad esempio, scrive il Times of Israel, viene citata la clausola dell’accordo di ottobre che stabilisce che “tutte le operazioni militari, compresi i bombardamenti aerei e di artiglieria e le operazioni di individuazione degli obiettivi, saranno sospese”; si afferma che Israele si è impegnato di nuovo a “sospendere tutte le operazioni militari”.

Altri punti dell’accordo di cessate il fuoco che Israele si è impegnato di nuovo a rispettare riguardano l’ingresso a Gaza di 4.200 camion di aiuti umanitari ogni settimana, la riapertura completa del valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto, l’ingresso di materiale per la costruzione di rifugi, di forniture mediche e di attrezzature utili per la riparazione delle infrastrutture, e il ritiro delle truppe israeliane fino alla Linea Gialla. Negli ultimi mesi le forze israeliane hanno ampliato unilateralmente la zona della Striscia delimitata dalla Linea Gialla che, secondo l’accordo, sarebbe dovuta rimanere sotto il loro controllo solo in via temporanea.

“La decisione degli inviati del Board of Peace di richiedere prima garanzie israeliane su questioni specifiche sollevate da Hamas e poi di esporle nella lettera sembra un implicito riconoscimento del fatto che Israele ha violato i termini chiave della prima fase”, ha sottolineato il Times of Israel, aggiungendo che “Mladenov e Lightstone appaiono soddisfatti delle garanzie ottenute da Israele, scrivendo nella lettera che la palla è ora nel campo di Hamas”.

Nella missiva, infatti, i due funzionari fanno sapere di aver presentato ad Hamas a inizio aprile un “quadro per il suo disarmo e il ritiro delle Forze di difesa israeliane”, che prevede la graduale consegna di tutte le armi nell’arco di otto mesi. Hamas ha respinto il quadro, sostenendo che la consegna delle armi potrà avvenire solo nell’ambito di un quadro che porti alla creazione di uno Stato palestinese, secondo quanto hanno riferito da diplomatici arabi.

Mladenov ha incontrato ieri a Gerusalemme il premier israeliano Benjamin Netanyahu, scrivendo poi su X di aver avuto una “discussione positiva e importante”. Secondo il Times of Israel, Israele si starebbe preparando a riprendere le operazioni militari a Gaza.

Bruxelles: la Biennale di Venezia violerebbe le sanzioni Ue se includesse il padiglione della Russia

Roma, 6 mag. (askanews) – La Biennale di Venezia violerebbe le sanzioni dell’Unione europea se includesse il padiglione nazionale della Russia. È l’avvertimento che Bruxelles ha lanciato – scrive il Financial Times – al governo italiano della premier Giorgia Meloni, mentre la controversia sulla partecipazione di Mosca si intensifica prima dell’apertura della prestigiosa manifestazione culturale.

La Commissione europea ha avvertito Roma e gli organizzatori della Biennale, in lettere che il quotidiano ha potuto visionare, che consentire la partecipazione della Russia violerebbe il divieto di “fornire servizi” al Cremlino, poiché il padiglione russo è di proprietà del governo di Vladimir Putin.

“Non rispettando le sanzioni Ue, la Biennale ha messo in discussione il proprio obbligo di garantire il rispetto dei valori dell’Unione europea”, ha scritto l’agenzia della Commissione per la cultura in una lettera agli organizzatori dell’evento.

“Qualsiasi costo sostenuto dalla Russia per consentire la partecipazione della delegazione di artisti alla Biennale avvantaggia la Biennale stessa e sembra configurarsi come una fornitura indiretta di sostegno economico”, si legge in un’altra lettera inviata dalla Commissione al governo italiano. La decisione del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di consentire alla Russia di allestire una mostra nel proprio padiglione nazionale per la prima volta dall’invasione dell’Ucraina nel 2022 – prosegue il Ft nel suo articolo – ha messo in imbarazzo il governo Meloni.

Kiev ha dichiarato che la prestigiosa rassegna internazionale “non deve diventare un palcoscenico per la riabilitazione dei crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro il popolo ucraino e il nostro patrimonio culturale”.

Bruxelles ha chiesto “chiarimenti sugli accordi tra la Biennale e il governo russo per valutarne la compatibilità con la normativa sulle sanzioni”, si legge nella lettera. Un portavoce della Commissione ha confermato l’esistenza delle lettere in una dichiarazione al Financial Times e ha affermato che la Biennale ha 30 giorni di tempo per rispondere.

“Gli eventi culturali finanziati con denaro dei contribuenti europei dovrebbero tutelare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione: valori che non sono rispettati nella Russia odierna”, ha aggiunto il portavoce.

La Biennale ha dichiarato in una nota ieri di aver “verificato e rispettato tutte le normative nazionali e internazionali”, aggiungendo di aver “operato nell’ambito e nei limiti delle proprie competenze”. A marzo la Commissione aveva minacciato di revocare una sovvenzione triennale da 2 milioni di euro alla Biennale, affermando di “condannare con fermezza” una decisione “non compatibile con la risposta collettiva dell’Ue alla brutale aggressione della Russia”.

Tuttavia, Buttafuoco, nominato nel 2024 per guidare l’edizione di quest’anno, ha resistito alle pressioni di Bruxelles e del ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli per riconsiderare la partecipazione della Russia, affermando di essere profondamente impegnato nella libertà di espressione. La settimana scorsa Meloni ha dichiarato di non essere d’accordo con la decisione di Buttafuoco di consentire la partecipazione della Russia, ma che la Fondazione Biennale opera in modo autonomo senza interferenze del governo.

Carburanti, prezzo benzina al massimo da due anni e mezzo

Roma, 6 mag. (askanews) – Continua a salire il prezzo della benzina, spinto, oltre che dall’aumento delle accise, anche dalle quotazioni internazionali: questa mattina il prezzo medio nazionale alla pompa tocca il massimo da oltre due anni e mezzo, dall’11 ottobre 2023. Sostanzialmente stabile invece il gasolio.

Questa mattina 6 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,934 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), gasolio a 2,042 euro/litro (-1). Il Gpl è a 0,821 euro/litro (+1), il metano a 1,572 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina self è a 1,989 euro (+8), il diesel a 2,112 euro (-2), il Gpl a 0,928 euro (+1) e il metano a 1,594 euro (invariato).

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio.

Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,928 euro/litro (compagnie 1,936, pompe bianche 1,912), diesel self service a 2,046 euro/litro (compagnie 2,050, pompe bianche 2,038). Benzina servito a 2,060 euro/litro (compagnie 2,104, pompe bianche 1,978), diesel servito a 2,183 euro/litro (compagnie 2,225, pompe bianche 2,106). Gpl servito a 0,827 euro/litro (compagnie 0,840, pompe bianche 0,813), metano servito a 1,573 euro/kg (compagnie 1,571, pompe bianche 1,574), Gnl 1,514 euro/kg (compagnie 1,530 euro/kg, pompe bianche 1,501 euro/kg).

Sulla benzina self service Eni è a 1,950 euro/litro (2,152 il servito); IP a 1,936 (2,097 servito); Q8 a 1,936 (2,083 servito); Tamoil a 1,935 (2,006 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,045 (2,254 servito); IP a 2,060 (2,228 servito); Q8 a 2,053 (2,219 servito) e Tamoil a 2,043 (2,125 servito).

Fino al 30 giugno a Via Veneto "Armonie del Corpo"

Roma, 6 mag. (askanews) – Dal primo maggio e fino al 30 giugno Via Veneto vive in una nuova, vitale prospettiva grazie alla mostra d’arte statuaria en plein air “Armonie del Corpo” della scultrice romana – padovana d’adozione – Rabarama. Nota a livello internazionale per i suoi lavori spesso monumentali – ma a Roma, per l’occasione, in dimensione intermedia – che affrontano il tema del corpo umano in una sorta di realismo magico tra cultura yogi e coloratissime decorazioni, i suoi pattern altamente simbolici attingono dal mondo i-ching, dalla numerologia e dalle rune, in una caleidoscopica riflessione in chiave figurativa sulle eterne connessioni tra l’uomo e il cosmo.

L’esposizione è patrocinata da Regione Lazio, Roma Capitale – Municipio I e in collaborazione con Philart, Am-Arte e Associazione “Via Veneto”. Il taglio del nastro avverrà il giorno 14 maggio alle ore 18.00 a Largo Federico Fellini.

Rabarama, alias Paola Epifani, è nata nel 1969 a Roma ed è oggi artista d’esperienza alla testa di un gruppo di talenti emergenti cresciuti grazie a Philart, dopo un lungo corso nel panorama internazionale, anche in chiave trasversale come ad esempio la fortunata collaborazione con Cirque du Soleil. “L’Arte di Rabarama è spesso molto aggressiva, non solo per lo spettatore ma anche per il creatore”, ha affermato George S. Borge, direttore esecutivo del Museum of Art di Boca Raton a Miami. Nel 2021 Rabarama ha partecipato alla 54esima Biennale di Venezia con l’opera monumentale ‘Abbandono’ e le sue opere sono state esposte nelle più importanti capitali fra cui Parigi, Firenze, Cannes, Miami, Shangai. Rilevanti istituzioni pubbliche e private hanno scelto di acquistare le sue opere, tra le tante vale nominare il Museo d’Arte della Biennale di Pechino, lo Sculpture Space di Shangai, il Copelouzos di Atene e il Comune di Reggio Calabria che espone presso il Lungomare Falcomatà tre opere monumentali.

Il principale organizzatore della mostra è Artevents Mazzoleni, realtà attiva dal 2004 nel panorama artistico italiano, con cinque gallerie sul territorio nazionale e una consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi artistici e culturali. Al suo fianco un nuovo modello di attore nel panorama europeo al servizio del futuro delle arti figurative, Philart di Bologna: senza alcun precedente a cui ispirarsi o con cui misurarsi, Philart è una società inedita, nata allo scopo di sostenere la produzione di nuovi e promettenti artisti e giovanissimi talenti, Philart seleziona prima gli artisti su cui investire, in una prospettiva di ampio respiro e non a scopo di lucro, quindi li sostiene in tutto il percorso produttivo nell’innovativo atelier di Padova, accompagnando poi i giovani talenti fin nella ricerca e creazione di occasioni di visibilità e lavoro, intrattenendo rapporti con le principali gallerie ed istituzioni internazionali.

A partire dal 7 maggio e per tutto il periodo della mostra Philart ha inoltre voluto aprire una challenge fotografica (info su philart.it) per creare un maggior coinvolgimento nella condivisione e diffusione dell’evento: tra tutte le foto ne sarà poi scelta una che rifletta maggiormente lo spirito del concorso, e che verrà omaggiata con un sorpresa “by Rabarama”.

Centro: dove la politica deve ricominciare

Caro Direttore,

non c’è più tempo. Non c’è più tempo per il piccolo cabotaggio delle sigle, per le geometrie elettorali costruite a tavolino, per le caselle da occupare, per i candidati sistemati secondo equilibri interni, correnti, fedeltà e convenienze di apparato.

Non c’è più tempo per una politica che continua a muoversi dentro liturgie consumate, ereditate da un Novecento che ha già mostrato fino in fondo le sue grandezze, ma anche le sue ambiguità, le sue degenerazioni, le sue macerie.

Un Paese reale lasciato ai margini

Il Paese soffre, e la politica troppo spesso recita se stessa. Recita nei talk show, nei congressi, nei tavoli delle alleanze, nelle formule di sopravvivenza, nelle parole d’ordine buone per un titolo e inutili per una riforma. Intanto crescono il lavoro povero, la solitudine sociale, la crisi della sanità pubblica, il disagio giovanile, la frattura educativa, lo svuotamento delle periferie, l’abbandono delle aree interne, la sfiducia verso le istituzioni.

A tutto questo si aggiunge una stortura che pesa come una pietra sulla qualità della nostra democrazia: una legge elettorale che ha progressivamente amputato il rapporto vivo tra cittadini e rappresentanti. Da anni gli elettori vengono chiamati a votare liste, sigle, simboli, coalizioni, ma sempre meno persone riconoscibili, radicate, scelte davvero dal basso. I candidati troppo spesso non emergono da una comunità, da una storia territoriale, da una responsabilità pubblica verificabile; vengono calati dall’alto, composti in liste bloccate, ordinati secondo equilibri interni, fedeltà correntizie e convenienze di apparato.

È una logica assurda: si chiede ai cittadini di credere nella democrazia mentre si riduce il loro potere di scelta; si invoca la partecipazione mentre si costruisce un sistema che la mortifica; si parla di rappresentanza mentre la rappresentanza viene sequestrata da pochi decisori. Così il Parlamento rischia di non essere più il luogo in cui il Paese si riconosce, ma lo specchio deformato di accordi preventivi, fedeltà verticali e candidature senza volto. E quando il cittadino non può scegliere davvero chi lo rappresenta, non ci si deve poi stupire se si allontana, se diserta, se guarda alla politica come a un teatro chiuso, abitato sempre dagli stessi attori.

Le responsabilità della sinistra

Alla sinistra bisogna dire parole chiare, senza indulgenze e senza compiacimenti. Non basta più intonare Bella ciao se poi non si ha il coraggio di scendere nelle faglie vive del Paese, là dove la frattura sociale attraversa il lavoro, la sanità, la scuola, le periferie, il ceto medio impoverito, le famiglie consumate dall’ansia del domani. La memoria antifascista è una cosa seria, troppo seria per essere ridotta a liturgia identitaria, a rito consolatorio, a medaglia morale appuntata sul petto quando il pensiero arretra e la giustizia sociale resta senza casa. Perché una memoria che non diventa riforma, prossimità, salario giusto, sanità accessibile, scuola viva e periferia abitata, rischia di trasformarsi in canto senza popolo, in parola nobile ma disincarnata, in eco di una storia che non riesce più a farsi promessa.

La sinistra deve guardare la propria crisi senza indulgenze. Ha parlato per anni di popolo, ma spesso ha smarrito il popolo reale. Ha evocato gli ultimi, ma talvolta ha abitato i salotti dei penultimi. Ha difeso i diritti, ma non sempre ha saputo difendere i salari. Ha parlato di sanità pubblica, ma non può ritenersi estranea a processi di aziendalizzazione, marginalizzazione territoriale e privatizzazione strisciante che hanno lasciato intere comunità con il sospetto amaro di essere state abbandonate.

C’è gente che si è sentita tradita guardando la propria busta paga, nella fatica quotidiana di arrivare a fine mese, nella solitudine dei quartieri degradati e periferici che storicamente avrebbero dovuto costituire il cuore pulsante di una cultura progressista. Non basta pronunciare la parola “uguaglianza” se poi non si costruiscono strumenti capaci di renderla visibile. Non basta dire “welfare” se i servizi territoriali arretrano. Non basta parlare di giovani se poi la scuola viene trattata come un edificio da ritoccare con qualche intervento del PNRR, e non come la principale infrastruttura democratica del Paese.

La scuola di oggi non è quella di trent’anni fa. Incontra fragilità emotive più profonde, diseguaglianze familiari più complesse, povertà educative più stratificate, nuove solitudini digitali, adolescenti che non chiedono prediche ma adulti credibili, presenze competenti, spazi di ascolto, orientamento e futuro. Parlare di disagio giovanile senza ripensare radicalmente la scuola, la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, gli spazi educativi, lo sport di base, la cultura e la prevenzione significa restare nella retorica.

Le illusioni della destra

Alla destra bisogna rivolgere una critica altrettanto netta. Non si governa un Paese trasformando ogni paura in consenso. Non si costruisce sicurezza seminando diffidenza. Non si difendono le comunità indicando nello straniero il capro espiatorio permanente, il corpo estraneo su cui scaricare le inquietudini di una società impoverita, impaurita, disorientata.

La destra contemporanea sembra spesso rinchiudersi dentro un immaginario di pascolo identitario, dove il muro appare più rassicurante del ponte, dove l’identità viene confusa con la recinzione, dove la patria non è più responsabilità comune, ma rifugio emotivo contro il mondo. Il problema non è amare la propria terra. Il problema è trasformare l’amore per la propria terra in ostilità verso chi arriva da altrove. Il problema non è chiedere ordine. Il problema è ridurre ogni questione sociale a un problema di controllo, pattugliamento, confine, emergenza.

Una comunità non vive di sola paura. Vive di fiducia, scuola, sanità, lavoro, cura, relazioni, istituzioni credibili. Vive di quartieri non abbandonati, di paesi interni non lasciati morire, di periferie non nominate solo in campagna elettorale, di giovani non usati come categoria retorica buona per un convegno.

Crisi dellimmaginazione politica

Siamo davanti a qualcosa di più profondo della semplice crisi dei partiti. È una crisi dell’immaginazione politica, una povertà dello sguardo, una fatica collettiva nel pensare ancora un destino comune. La sinistra spesso non sa più pronunciare la parola popolo senza abbassare la voce; la destra la stringe in un recinto, trasformandola in appartenenza chiusa.

Da una parte resta il rischio del moralismo sterile; dall’altra avanza il rischio del risentimento organizzato. E intanto, tra queste due povertà, il Paese reale resta spesso senza nome, senza ascolto, senza casa.

In mezzo, però, ci sono gli italiani in carne e ossa: lavoratori poveri, giovani precari, anziani soli, insegnanti sfibrati, medici e infermieri allo stremo, famiglie che rinunciano alle cure, ragazzi che si sentono senza domani, territori che non chiedono propaganda ma presenza.

Un luogo per ripensare la politica

Per questo, Direttore, Le propongo una cosa semplice e ambiziosa: proviamo a dare ulteriore forma, anche attraverso questo giornale, a una riflessione che in parte è già aperta e che oggi chiede forse un supplemento di coraggio, di profondità, di ascolto. Non si tratta di aggiungere una rubrica ornamentale, né di costruire l’ennesimo spazio di commento dove ciascuno conferma ciò che già pensa. Si tratta, piuttosto, di consolidare un luogo.

Un luogo che profumi di politica nel senso più alto del termine. Non politica come tattica, ma come cura della città, come lettura del dolore sociale, come capacità di pensare riforme strutturali prima ancora di usarle come formule d’ordine.

Un luogo in cui si possa ragionare seriamente di sanità pubblica, scuola, lavoro povero, disagio giovanile, immigrazione, aree interne, periferie urbane, casa, denatalità, anziani, solitudine, cooperazione sociale, nuova questione meridionale, crisi dei corpi intermedi, partecipazione democratica, riforma della rappresentanza.

Facciamolo senza rigurgiti ideologici. Senza la superiorità morale di chi pensa che basti cantare Bella ciao per avere capito la storia. Senza la muscolarità rancorosa di chi vorrebbe trasformare ogni piazza, ogni porto, ogni scuola, ogni parola straniera in un problema di ordine pubblico. Facciamolo rispettando le idee di ciascuno, ma chiedendo a ciascuno di uscire dalla propria trincea.

La democrazia non muore solo quando viene assaltata. Muore anche quando diventa prevedibile, quando non sorprende più, quando non ascolta più, quando riduce il pensiero a schieramento e lo schieramento a tifoseria.

Incontriamoci. Forse Roma può essere il luogo più adatto, anche simbolicamente: non per centralismo, ma perché resta il grande teatro italiano delle fratture e delle possibilità. Incontriamoci con studiosi, amministratori, educatori, operatori sociali, medici, insegnanti, imprenditori, giovani, credenti e non credenti, persone che abbiano però una condizione comune: non accontentarsi più delle formule morte.

Non c’è più tempo

Abbiamo bisogno di una cultura della responsabilità: una cultura capace di tenere insieme libertà e giustizia, identità e apertura, sicurezza e accoglienza, diritti e doveri, istituzioni e comunità. E lo dico anche con un po’ di Vangelo in mano, senza imporlo a nessuno: perché ci ricorda che nessun uomo è scarto, che nessuna comunità si salva da sola, che il povero è un volto, che lo straniero è una domanda alla nostra umanità.

Il Paese ha bisogno di meno slogan e più pensiero. Meno appartenenze gridate e più responsabilità condivise. Meno correnti — correnti d’acqua ormai putrida — e più sorgenti. Sorgenti di idee, studio, confronto, proposte. Perché la politica, quando torna a essere seria, non serve a occupare spazi. Serve ad aprire strade.

E allora, Direttore, apriamolo questo spazio. Anzi, questo luogo. Facciamolo ora. Perché non c’è più tempo.

– La risposta del direttore Lucio D’Ubaldo –

 

Caro Palmieri,
la tua lettera coglie un punto essenziale: il tempo delle liturgie è finito e serve un luogo – o più luoghi – dove la politica torni a pensare. Su questo c’è piena consonanza. Ma proprio perch
é l’urgenza è reale, dobbiamo scongiurare l’illusione di una scorciatoia: non si tratta di inaugurare uno spazio tutto “nostro” pensando di trasformare, con qualche artificio, questa confort zone in una realtà politicamente attrattiva.

Il confronto che invochi, in verità, è già in atto — diffuso, irregolare, talvolta carsico. Il compito di un giornale come il nostro non è sovrapporvisi, ma accompagnarlo, riconoscerlo, farlo emergere, senza pretendere di ricondurlo a una linea precostituita.

Un luogo autentico nasce così: non per decisione, ma per sedimentazione; non per proclamazione, ma per ascolto. Se sapremo tenere aperto questo spazio, senza ansia di egemonia, allora potremo davvero contribuire a quella ricostruzione che tu chiedi.

Il resto verrà – speriamo in tempi brevi – se saremo fedeli a questo metodo.

Diritti dei lavoratori e lavoro: serve un progetto politico

Il 1° maggio di quest’anno ci ha ricordato, per l’ennesima volta, che ci sono articoli costituzionali – nello specifico l’art. 1 e l’art. 3 – che da troppo tempo vengono disattesi se non addirittura violati. Disattesi e violati dalla politica, dal legislatore e da chi, di volta in volta, guida il nostro Paese.

Ora, non si tratta, semplicemente, di scagliare la pietra contro il nemico politico di turno. Anche perché si tratta di una violazione che coinvolge molti partiti, moltissimi governi e buona parte delle ultime classi dirigenti politiche.

La crisi del lavoro e linsufficienza delle risposte

Perché lavoro non dignitoso, crisi e debolezza dei salari, crescenti disuguaglianze sociali e aumento esponenziale della povertà e dell’emarginazione non possono essere affrontati, e possibilmente risolti, con gli strumenti desueti della propaganda, della demagogia o con le ricette del populismo antipolitico nostrano.

Questi sono temi che richiedono cultura politica, sensibilità sociale, preparazione e competenza di settore e, soprattutto, una vera e credibile progettualità politica. Senza questi ingredienti la cosiddetta “questione sociale”, che poi si intreccia con le politiche dello sviluppo e della crescita, non riesce ad essere adeguatamente affrontata.

Le lezioni della tradizione politico-sociale

Certo, ci sono state stagioni politiche nel passato in cui questi temi, anche se si manifestavano con forme e modalità diverse rispetto alla fase contemporanea, hanno trovato partiti ed esponenti politici che erano autentici e qualificati interlocutori e punti di riferimento.

A cominciare, per fare un esempio storico, dalla sinistra sociale di ispirazione cristiana. Ovvero, la storica corrente della Democrazia Cristiana che faceva capo prima a Giulio Pastore, poi a Carlo Donat-Cattin e infine a Franco Marini. Una sinistra sociale democristiana a cui si aggiungevano, seppur con minor incisività politica, la sinistra socialista e alcuni, sporadici, pezzi della stessa storia comunista.

Senza un luogo politico, solo scontro demagogico

Ricordo queste concrete esperienze perché senza un luogo politico organizzato, la questione sociale, come purtroppo confermano le dinamiche di questa confusa fase storica, si riduce ad essere un tema che genera uno scontro quotidiano fra opposti demagogismi.

Da una parte si moltiplicano risorse finanziarie inesistenti; dall’altra si esalta il poco che si fa, spacciandolo come elemento risolutore della questione sociale.

Listanza sociale diventi Stato”

Ed è proprio per queste ragioni, semplici ma essenziali, che si impone una presenza politica – e quindi culturale e programmatica – che sappia trarre da una persistente, ormai endemica, questione sociale la chiave per ridurre le disuguaglianze e, al contempo, far sì che “l’istanza sociale diventi Stato”, per dirla con una felice espressione pronunciata dallo storico “ministro dei lavoratori”, Carlo Donat-Cattin, all’indomani dell’approvazione dello Statuto dei lavoratori nel maggio del 1970.

Ovvero, e detto con parole più semplici, che ogni progetto legato alla crescita e allo sviluppo del Paese non può mai prescindere, o dimenticare, un’altrettanto necessaria e indispensabile politica sociale.

Ridare voce al cattolicesimo sociale

Ecco perché, al di là della formazione di nuovi partiti, nuovi equilibri e nuove coalizioni, una delle priorità politiche vere è oggi quella di ridare voce, fiato e gambe a una presenza politica e culturale che affonda le sue radici nel pensiero e nella tradizione del cattolicesimo sociale del nostro Paese.

Senza nostalgie o rimpianti, ma con la consapevolezza che tutto ciò che è riconducibile al suo patrimonio ideale può ancora offrire criteri, metodo e visione per affrontare le sfide del presente.

Longevità senza risultati: il paradosso del governo più stabile

In questi giorni si celebra il record che colloca l’esecutivo Meloni al secondo posto nella storia repubblicana per durata. La cosa che sfugge ai più, soprattutto a chi è intento a festeggiare il record, è che la longevità governativa toglie ulteriormente alibi a questa maggioranza per tutti agli obiettivi non raggiunti e per la situazione di difficoltà in cui versa il Paese.

La durata non è un merito in sé

La longevità governativa avrebbe infatti consentito di incidere in modo significativo sulla situazione, considerato anche che quello in carica è – checché ne dica la Premier – il governo più fortunato della storia repubblicana. Nessun precedente governo ha potuto infatti contare su un tesoretto unico e irripetibile come i duecentonove miliardi del PNRR.

Nessun precedente governo ha potuto contare su un significativo aumento del gettito fiscale; un aumento dovuto da un lato all’aumentata pressione fiscale (che ha raggiunto quasi il 44% con un aumento di oltre tre punti percentuali negli ultimi tre anni) e dall’altro al minor numero di lavoratori e lavoratrici che non riescono più ad andare in pensione grazie (si fa per dire!) all’inasprimento delle misure previste dalla legge-Fornero. Si, proprio grazie a quella legge che la destra e Salvini in particolare avevano promesso di abolire come primo atto del nuovo governo.

Il nodo dei conti pubblici

In questi quattro anni la maggioranza governativa ha motivato i tagli agli investimenti e il mancato sviluppo, come anche la riduzione di retribuzioni e potere d’acquisto, con la necessità di tenere i conti pubblici in ordine con l’obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione per lo sforamento del parametro UE del 3% nel rapporto Debito pubblico/PIL.

Peccato che a fronte di questi sacrifici imposti al paese reale l’Italia non sia riuscita a scendere al di sotto del 3,1% rimanendo quindi assoggettata alla procedura europea di infrazione. Il mancato raggiungimento del parametro UE comporterà un’ulteriore difficoltà per impostare delle politiche economiche espansive per la prossima manovra di bilancio e sarà quindi molto improbabile che si possa aprire una fase di crescita per l’Italia.

I maldestri tentativi di scaricare la colpa sul superbonus del 110% possono funzionare solo con chi ha la memoria corta e non ricorda i proclami a difesa dello stesso superbonus fatti dai leader di tutti i partiti, a cominciare proprio da Meloni e Salvini; ma oggi fa ovviamente comodo tentare una rimozione tattica di quelle posizioni assunte all’epoca anche con una certa determinazione.

Un record che rischia di ritorcersi contro

Oggi di fronte a questa situazione l’esecutivo più stabile e duraturo della storia non potrà certo lamentarsi per non aver avuto le risorse o il tempo necessario per governare e per fare le necessarie riforme. Ecco perché la sbandierata longevità governativa genererà un effetto boomerang per un inutile ed improduttivo record di galleggiamento, utile solo a chi nonostante tutto continua a gestire potere, nomine e risorse pubbliche.

Pacelli, Pio XI e il caso Mundelein: la Santa Sede non cede al Reich

Tra le pagine più significative del periodo trascorso da Eugenio Pacelli a fianco di Pio XI come segretario di Stato vi è certamente quella relativa alla difesa del cardinale arcivescovo di Chicago, George William Mundelein, il quale il 18 maggio 1937 in un discorso a porte chiuse con i suoi preti aveva pronunciato parole durissime contro Adolf Hitler: «Forse mi domanderete come sia possibile che una nazione di sessantasei milioni di uomini, e di uomini intelligenti, si voglia sottomettere a uno straniero, a un tappezziere austriaco, e uno schiappino per giunta, a quanto mi dicono, e a pochi soci come Goebbels e Göring i quali decidono di ogni mossa del popolo germanico».

Il cardinale arrivava a ipotizzare polemicamente che i cervelli di sessantasei milioni di tedeschi fossero stati asportati senza che gli interessati se ne siano accorti. Era un intervento pesantissimo, pronunciato senza alcuna preoccupazione diplomatica da un ecclesiastico che viveva a migliaia di chilometri di distanza dall’Europa. Le sue parole vengono rilanciate sulle prime pagine di tutti i giornali americani.

Il 24 maggio l’ambasciatore tedesco von Bergen chiede e ottiene di vedere il cardinale segretario di Stato, al quale consegna un foglio con l’intestazione dell’ambasciata di Germania, senza data e senza firma, in cui è trascritta una dura protesta del governo di Berlino per le parole dell’arcivescovo di Chicago. Pacelli risponde a voce, ma quello stesso giorno fa giungere a von Bergen la trascrizione di quanto da lui detto la mattina: «Alla comunicazione fattami or ora di un discorso di Sua Eminenza il Signor Cardinale Mundelein mi permetto di rispondere con una constatazione e con una contro-domanda. 1) Non sono solito di pronunciarmi su discorsi, dei quali — come nel caso presente — non si ha ancora un testo ineccepibilmente sicuro. 2) Anche se si avesse già un tale testo, non sarei in grado di prendere posizione circa la comunicazione fattami, prima di ricevere una risposta chiara, definitiva e soddisfacente alla seguente domanda: che cosa ha fatto il Governo germanico, che cosa intende esso fare nell’avvenire contro le basse ingiurie e diffamazioni, contro le vituperose calunnie, che si ripetono ogni giorno in giornali e periodici tedeschi, come nei discorsi anche di preminenti personaggi, contro la Chiesa, le istituzioni ecclesiastiche, il Papa, i Cardinali, i Vescovi, i Sacerdoti e via dicendo? Per alleggerire il compito a Vostra Eccellenza, risponderò io stesso alla prima parte della domanda: il Governo germanico — malgrado tutte le rimostranze — non ha fatto nulla contro tutto ciò. Al contrario: esso stesso ne porta la responsabilità, perché uffici dello Stato e del Partito, e specialmente il Ministero della propaganda, organizzano e dirigono in gran parte un simile atteggiamento nelle pubblicazioni e nei discorsi, o per lo meno lo favoriscono e lo promuovono con tutti i mezzi. Alla seconda parte della contro-domanda concernente l’avvenire può darle risposta soltanto il Governo germanico. La Santa Sede attende, come ho detto, una risposta in merito, chiara, definitiva e soddisfacente».

La protesta veniva dunque rispedita con forza al mittente: la Santa Sede chiedeva conto al governo del Reich delle tante proteste per la violazione del concordato rimaste senza alcuna risposta. Il 29 maggio l’incaricato d’affari dell’ambasciata tedesca Fritz von Menshausen consegnava una nuova minacciosa nota a Pacelli, il cui scopo era quello di ottenere una pubblica sconfessione di Mundelein da parte del Vaticano. «Il Governo germanico — si legge nel documento — è costretto a constatare che la Santa Sede lascia sussistere senza correggerli quegli attacchi pubblici inqualificabili di uno dei suoi più alti dignitari contro la Persona del Capo dello Stato germanico e con ciò li copre di fatto davanti agli occhi del mondo».

Quest’ultima formale protesta non poteva rimanere senza risposta. Papa Ratti convoca dunque una riunione dei cardinali membri della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, che si tiene a Castelgandolfo, alle ore 11 del 20 giugno 1937, ed è presieduta personalmente dal Pontefice. La relazione introduttiva è affidata al cardinale Pacelli.

Ecco la trascrizione delle sue parole: «La Santa Sede non può essa stessa correggere o deplorare il discorso dell’Em.mo Mundelein. Sarebbe un atto di debolezza che non farebbe che rendere ancora più superbi i capi del nazionalsocialismo e lo stesso Hitler, che nella sua auto-illusione crede che tutto il mondo debba subito inchinarsi dinanzi a lui. Certamente la parte del discorso del cardinale Mundelein riguardante le parole contro il capo dello Stato germanico è stata poco felice. Egli potrebbe come da sé dare qualche pubblica spiegazione. Siccome però il Governo germanico ha pubblicato la Nota dell’ambasciatore alla Santa Sede del 29 maggio, il pubblico in tal caso penserebbe facilmente che quella dichiarazione del card. Mundelein sia stata fatta dietro ordine e suggerimento della Santa Sede, la quale apparirebbe così di aver finito col cedere alla imposizione del governo».

Il brano è molto eloquente e fa emergere ancora una volta quale sia il pensiero di Eugenio Pacelli su Hitler. Emerge anche l’abilità con cui il cardinale presenta il problema al papa e agli altri collaboratori della Segreteria di Stato, facendo in modo che l’arcivescovo di Chicago non debba ritrattare neanche una parola di quanto ha detto. Pio XI si associa e fa proprio il parere espresso da Pacelli definendolo «il Cardinale nostro segretario di Stato per cui non vi è elogio che basti».

Nella risposta, trasmessa da Pacelli all’ambasciata tedesca quattro giorni dopo la riunione, si afferma che Mundelein non rappresentava né parlava a nome della Santa Sede, e che il suo discorso non era pubblico. Inoltre, viene fatto notare che l’arcivescovo di Chicago è un libero cittadino il quale si era avvalso del diritto garantitogli dalla Costituzione del suo Paese di manifestare il proprio giudizio su persone e fatti accaduti in Germania che erano offensivi nei confronti del Papa e della Chiesa. Il Vaticano non si rifiutava di discutere il caso Mundelein, ma ribadiva che per farlo erano necessarie condizioni di parità, e dunque il governo del Reich doveva fornire adeguate spiegazioni e risposte alle tante proteste inoltrate invano dalla Santa Sede. La reazione tedesca non approda dunque a nulla. Anzi, il 17 luglio 1937, accogliendo un gruppo di pellegrini provenienti da Chicago, Pio XI elogerà la città americana e il «loro magnifico cardinale arcivescovo, così sollecito e zelante nella difesa dei diritti di Dio e della Chiesa per la salute delle anime».

Addio a Evaristo Beccalossi, idolo dell’Inter anni ’80

Roma, 6 mag. (askanews) – È morto a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex attaccante dell’Inter e simbolo del calcio nerazzurro tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Nato a Brescia il 12 maggio 1956, Beccalossi è stato uno dei protagonisti più amati dai tifosi interisti, grazie al suo talento, alla fantasia e a un carattere fuori dagli schemi. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.

Arrivato all’Inter nel 1978, vive le stagioni più importanti della sua carriera sotto la guida di Eugenio Bersellini, contribuendo alla conquista dello scudetto 1979-80 e della Coppa Italia 1981-82. Con la maglia nerazzurra colleziona 216 presenze tra campionato e coppe, segnando 37 gol, tra cui una memorabile doppietta nel derby del 28 ottobre 1979.

Giocatore di grande classe, dotato di dribbling e colpi di tacco, “il Becca” entra nell’immaginario collettivo anche per episodi iconici, come i due rigori sbagliati in sette minuti contro lo Slovan Bratislava in Coppa delle Coppe nel 1982. Un momento diventato leggendario anche grazie al celebre monologo del comico Paolo Rossi.

Dopo l’esperienza all’Inter, lascia Milano nel 1984 per approdare alla Sampdoria, prima di chiudere la carriera nel 1991 dopo aver vestito anche le maglie di Monza, Barletta e Pordenone. Negli anni successivi resta legato al calcio come opinionista televisivo e dirigente, ricoprendo anche il ruolo di capo delegazione delle giovanili della Federcalcio.

Beccalossi è morto nella notte nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da tempo dopo un malore accusato nel gennaio 2025. Avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni. Figura amata e autentica, lascia un ricordo indelebile tra i tifosi e nella storia del calcio italiano.

Iran, le notizie più importanti del 6 maggio sulla guerra

Roma, 6 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di mercoledì 6 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-07:40 Tutte in deciso rialzo le principali borse asiatiche sulla scia dell’allentamento delle tensioni nello stretto di Hormuz. Vola Seoul (+6,56%), Tokyo chiusa per festività.

-07:30 Petrolio, Brent in flessione a 108,79 dollari al barile (-0,98%).Wti scende a 101,13 dollari (-1,13%)

-07:06 L’asse Teheran-Pechino si attiva mentre la crisi in Medio Oriente entra in una fase diplomatica incerta. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto colloqui oggi a Pechino con il suo omologo cinese Wang Yi.

-07:00 Il presidente Usa Trump ha annunciato la sospensione del suo “Project freedom” per scortare le navi nello Stretto di Hormuz per vedere se “un accordo potesse essere finalizzato e firmato” con l’Iran.

Iran, Trump ha annunciato la sospensione del suo Project Freedom per scortare le navi nello Stretto di Hormuz

Roma, 6 mag. (askanews) – Donald Trump ha annunciato la sospensione del suo “Project freedom” per scortare le navi nello stretto di Hormuz, il tempo necessario a vedere se “un accordo potesse essere finalizzato e firmato” con l’Iran, dopo quelli che il presidente degli Stati Uniti ha definito “grandi progressi” nei negoziati.

“Tenuto conto dell’enorme successo militare” e dei “grandi progressi compiuti verso un accordo completo e definitivo con i leader iraniani”, il “Project freedom (…) sarà sospeso per un breve periodo per vedere se l’accordo può essere finalizzato e firmato”, ha scritto il repubblicano sul suo social Truth.