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Sciopero Cgil, Salvini: “Bassissima adesione la migliore risposta”

Roma, 12 dic. (askanews) – “Ero nella sala operativa di Ferrovie dello Stato. il venerd classico di sciopero, stiamo per garantendo ad esempio sulla tratta Roma-Milano il 100% della percorrenza dell’alta velocit. Al di l delle idee di ciascuno, siamo in democrazia, se abbiamo appena rinnovato il contratto a 90.000 ferrovieri, con un aumento medio di 230 euro al mese, piuttosto che nella scuola a un milione e 200mila insegnanti e personale per un aumento medio superiore ai 200 euro e che i lavoratori le lavoratrici vedono cosa sta cambiando, e poi agiscono di conseguenza. E mi sembra che le bassissime percentuali di adesione che garantiscono lo studio, la mobilit e la salute oggi a milioni di italiani sono la risposta migliore che si potesse dare”. Cos il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Ponte ex dell’Industria restaurato a Roma dall’Anas.

Zakharova: è il momento peggiore dei rapporti Russia-Italia dalla seconda guerra mondiale

Roma, 12 dic. (askanews) – I rapporti tra Russia e Italia “stanno attraversando la crisi più grave dalla Seconda Guerra Mondiale” a causa delle “pressioni da parte della Nato”. Lo ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nel corso di un webinar per il Global Fact-Checking Network riportato dall’agenzia di stampa Tass.

“Ricordiamo certamente il ruolo dell’Italia” nella Seconda Guerra, ha detto Zakharova, “ma ricordiamo e apprezziamo anche il periodo positivo delle nostre relazioni, durato 80 anni, un periodo di tempo considerevole durante il quale abbiamo avuto una cooperazione altamente costruttiva con l’Italia”.

FT: il piano di pace prevede l’Ucraina in Ue entro il 2027

Roma, 12 dic. (askanews) – L’Ucraina dovrebbe entrare a far parte dell’Unione europea l’anno prossimo, in base a una proposta sostenuta da Bruxelles nei negoziati per porre fine alla guerra della Russia, una mossa che trasformerebbe l’approccio del blocco all’ammissione di nuovi membri.

L’adesione all’UE entro il 1° gennaio 2027 è specificata nell’ultima bozza di una proposta di pace che funzionari ucraini ed europei hanno presentato a Washington, hanno riferito al Financial Times persone informate sul contenuto del documento. Secondo il quotidiano britannico, il sostegno degli Stati Uniti al piano significherebbe anche che il presidente statunitense Donald Trump potrebbe spingere il primo ministro ungherese Viktor Orbßn, che finora ha ostacolato il processo di adesione dell’Ucraina, a ritirare il suo veto.

Esma, Giorgetti: prematuro ampliarne vigilanza su mercati nazionali

Bruxelles, 12 dic. (askanews) – La recente proposta legislativa della Commissione europea per la creazione di un mercato finanziario unico più integrato e semplificato nell’Ue “va nella giusta direzione”, ma sono necessari “un coordinamento molto più solido tra autorità di vigilanza europee e nazionali”, e poi non disponiamo di “una infrastruttura europea per la gestione delle crisi”, e “una rete di sicurezza comune europea”; senza tutto questo, sarebbe “prematuro” il rafforzamento della supervisione dei mercati finanziari dell’Ue da parte dell’Esma (la “European Securities and Markets Authority”, con ha sede a Parigi), con un ruolo accresciuto anche nella vigilanza diretta a livello nazionale.

E’ quanto ha detto, in sostanza, il ministro italiano dell’Economia e Finanza, Giancarlo Goorgetti, durante un dibattito con i colleghi dei Ventisette durante il Consiglio Ecofin oggi a Bruxelles.

La riforma in discussione prevede che l’Esma assuma poteri di vigilanza diretta su piattaforme di negoziazione transfrontaliere significative, alcune infrastrutture di mercato come controparti centrali e depositari, e su tutti i fornitori di servizi relativi alle cripto-attività.

“Accogliamo con favore l’iniziativa – ha detto Giorgetti nel suo intervento – e siamo pronti a impegnarci in un dialogo aperto e costruttivo. Questo pacchetto è di grande portata, tecnicamente e politicamente complesso, e merita una valutazione attenta”.

“Per questo – ha osservato – ritengo necessario costruire un percorso ordinato, con discussioni tecniche accompagnate da verifiche politiche regolari.

Ma “per compiere progressi concreti verso questo obiettivo dobbiamo essere in qualche modo ancorati alla realtà, e la realtà ci dice appunto – ha sottolineato il ministro – che la vigilanza diretta è oggi in qualche modo prematura. L’Esma – ha rilevato – ha un’esperienza limitata nella vigilanza diretta dei diversi ambiti, e non ha ancora sviluppato la capacità operativa necessaria per svolgere tale ruolo. Inoltre, è fondamentale mantenere un certo grado di prossimità alle attività sottoposte a vigilanza, affinché la vigilanza stessa sia efficace”.

“Ultimo punto, ma non per questo meno importante: la gestione di eventuali crisi – ha spiegato Giorgetti – continuerebbe a essere affrontata a livello nazionale. Non disponiamo né di una infrastruttura europea per la gestione delle crisi, né di una rete di sicurezza comune europea. Quindi una vigilanza diretta a livello europeo – ha avvertito – dovrebbe andare di pari passo con un meccanismo di salvaguardia comune a livello europeo, che possa intervenire nell’ipotesi in cui tale vigilanza fallisca”.

“Quindi, abbiamo l’esigenza di realizzare un mercato integrato europeo – ha indicato il ministro – attraverso un meccanismo giuridico di cooperazione e di coordinamento molto più solido e vincolante, sia in senso verticale, tra autorità di vigilanza europee e nazionali, sia in senso orizzontale, ossia tra le autorità nazionali dei diversi Stati membri e tra le diverse autorità di vigilanza europee”.

A questo fine, secondo Giorgetti il pacchetto proposto dalla Commissione europea “va nella giusta direzione rafforzando la governance dell’Esma e introducendo un Consiglio esecutivo efficace le cui funzioni e poteri dovranno essere discussi. Ritengo inoltre – ha aggiunto – che un confronto sull’assetto di governance e sui poteri di convergenza della vigilanza debba essere avviato con riferimento all’Eiopa (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, ndr). E condividiamo l’orientamento della Commissione di rivedere i meccanismi di funzionamento dell’Esma per rafforzarne il ruolo”.

Infine, ha concluso Giorgetti, “sosteniamo pienamente il confronto su come la convergenza della vigilanza e la cooperazione tra le autorità nazionali ed europee debbano essere potenziate attraverso meccanismi vincolanti per la condivisione delle informazioni, la supervisione quotidiana e la risoluzione delle controversie”.

Euro digitale, Giorgetti: fare di più per costi piccoli esercenti

Roma, 12 dic. (askanews) – Il governo dell’Italia appoggia il progetto sull’euro digitale ma chiede che si faccia di più per garantire costi più bassi possibili a favore di piccoli negozi ed esercenti. E’ la posizione illustrata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti nel suo intervento oggi durante l’Ecofin su questo capitolo. “Aiuterebbe sia la diffusione dell’euro digitale, sia la continua digitalizzazione dell’economia europea. In questo senso – ha detto – confermiamo il nostro impegno a offrire un contributo un concreto anche nelle fasi successive del negoziato in sede di trilogo, con l’obiettivo di contenere i costi di accettazione dell’euro digitale e renderlo ancora più attrattivo per i piccoli esercenti”.

“Vorrei ringraziare la Presidenza danese per l’impegno profuso e gli encomiabili risultati raggiunti”, ha iniziato Giorgetti. “L’Italia ribadisce il sostegno al rafforzamento della moneta unica e il raggiungimento di un accordo in Consiglio sulla proposta di regolamento in materia di euro digitale, e, in particolare, su tutto il single currency package”.

Con questo pacchetto “verrà preservata l’accettazione del contante nei pagamenti al dettaglio, e si rafforzerà il ruolo dell’euro nell’era digitale, attraverso l’introduzione di una valuta digitale di banca centrale. In un contesto geopolitico in rapido cambiamento l’euro digitale – ha rilevato – assicurerà l’autonomia strategica nel settore dei pagamenti in Europa, ne aumenterà l’innovatività e renderà più competitivo l’euro nei confronti delle altre valute internazionali. Tra le principali priorità strategiche esaminate durante il negoziato, un modello di remunerazione equilibrato è un elemento necessario per il successo dell’euro digitale”.

“A tale proposito – ha rimarcato Giorgetti – pur riconoscendo che il compromesso raggiunto garantisce agli esercenti un livello di onerosità per l’accettazione dei pagamenti in euro digitale inferiore rispetto alle commissioni attualmente previste per i pagamenti con carta, continuiamo a credere che la proposta debba tutelare maggiormente i piccoli esercenti e limitare l’impatto che le commissioni potrebbero avere sulle transazioni di importo limitato”.

Dai droni ai dati: l’oceano pi trasparente con l’IA

Milano, 12 dic. (askanews) – Dai droni ai dati, per rendere i mari pi trasparenti: puliti e vivi. Questo mezzo subacqueo stato creato da Cosma, progetto che ha sede nei laboratori di robotica dell’istituto oceanografico francese di La-Seyne-sur-mer, in Francia.

Combina l’acquisizione di dati tramite droni sottomarini autonomi con la loro interpretazione basata sull’intelligenza artificiale.

“Utilizziamo veicoli subacquei autonomi per ispezionare i fondali marini – spiega Quentin Chenevier a margine dell’evento di Amazon Web Services a Las Vegas, (Aws re:Invent) – che raccolgono immagini con cui il nostro team di data science, composto da me e un collega, in grado di ricostruire un modello 3D del fondale marino, un gemello digitale. Facciamo il riconoscimento delle specie e degli habitat per identificare le specie protette e localizzarle. Stiamo anche iniziando a rilevare oggetti artificiali come rifiuti o, ad esempio, ordigni inesplosi”.

Dati che, se aperti, accessibili e su scala globale, permettono di rendere sempre pi “trasparenti” gli oceani, in termini di biodiversit, sicurezza, ambiente.

Pmi, Cicero (Valore Impresa): presidio economico di qualit

Roma, 12 dic. (askanews) – A Roma si tenuta l’assise nazionale di Valore Impresa, gli Stati Generali delle Pmi, che ha delineato il perimetro operativo della Centrale Consortile e le direttrici della Legge Annuale PMI. Il messaggio del Ministro Urso ha confermato l’avanzamento del DDL e il ruolo strategico dell’Art. 4. Imprese, mondo accademico e Parlamento hanno analizzato i nuovi strumenti per stabilit, competitivit e capitale umano. Nel video il commento del presidente d Valore Impresa Gianni Cicero, che nella sua relazione si soffermato su continuit normativa e strategia industriale.

Nella sua dichiarazione ha affermato: “L’Art. 4 rappresenta una piattaforma di metodo e strategia che valorizza la vitalit del sistema produttivo italiano. Le PMI costituiscono un presidio economico che esprime qualit, ingegno e continuit. Valore Impresa promuove strumenti e processi orientati a consolidare questa energia, generando un ecosistema competitivo che produce valore per il Paese.”

Tajani: l’Italia è a favore dell’utilizzo dei beni russi, scegliere lo strumento migliore

Roma, 12 dic. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine delle giornate di studio del PPE, il partito popolare europeo, oggi in Germania, ha rappresentato ai cronisti la postura italiana in merito all’utilizzo dei beni russi congelati all’Euroclear. “L’Italia è a favore (dell’utilizzo dei beni russi, ndr)”, ha affermato il ministro, aggiungendo che “ci sarà un dibattito politico su quello che sarà lo strumento migliore per aiutare l’Ucraina”.

“Noi avevamo sempre detto che avevamo qualche riserva, non tanto sulla scelta politica, quanto sulla base giuridica per l’utilizzo dei ‘frozen asset'”, ha proseguito Tajani, spiegando che “potrebbe esserci anche un altro strumento per finanziare l’Ucraina”.”E’ un dibattito in corso”, ha precisato Tajani, aggiungendo che “al Coreper si è votato per congelare i beni e poi vedremo cosa si farà”, ha continuato il ministro.

“L’Italia”, ha ribadito Tajani, “vuole aiutare l’Ucraina e il tema è più giudirico che altro”.

Milano-Cortina, Abodi: Brignone speciale, le auguriamo di esserci

Borca di Cadore (BL), 12 dic. (askanews) – “C’ qualcosa che rende speciale Federica Brignone ed proprio questo suo sentimento che un corroborante metabolico. Sono convinto che prover fino alla fine per esserci e per essere competitiva, perch Federica non sa partecipare soltanto, vuole dimostrare di essere migliore anche delle altre”. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, a margine del convegno “Il Park Hotel des Dolomites. La montagna che accoglie da 120 anni” al Th Borca di Cadore.

“Ho letto stamattina che il suo primo sogno quello di poter essere il portabandiera, noi glielo auguriamo con tutto il cuore. Il secondo sogno, che strettamente collegato, quello di vederla in pista”, ha proseguito Abodi. “Dipende tutto dalla sua capacit di soffrire, di recuperare il pi possibile. Io credo che la volont, la determinazione aiutino anche l’organismo a rigenerarsi pi velocemente e pi efficacemente”. Il ministro ha espresso fiducia per l’intera squadra azzurra in vista dell’appuntamento olimpico. “L’auspicio che la nostra squadra si possa presentare al meglio delle condizioni. Abbiamo gi dei segnali che arrivano dalle varie competizioni delle Coppe del Mondo che tutto sta convergendo proprio sull’appuntamento olimpico. Credo sia importante dimostrare di essere pronti a partire dal 6 febbraio”.

“Questo vale per tutti gli altri atleti e le altre atlete, da Bassino a Tabanelli, tutti quelli che hanno avuto qualche incidente di percorso e stanno cercando di recuperare”, ha sottolineato il ministro. “Questo un appuntamento storico non soltanto per tutti noi che ospitiamo, per la nazione che si presenta al mondo, ma anche per gli atleti che continueranno le competizioni. Questa per speciale e quindi esserci determinante per loro e anche per noi”, ha concluso Abodi.

In Iran arrestata premio Nobel Narges Mohammadi

Roma, 12 dic. (askanews) – Le forze iraniane hanno arrestato oggi la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi e diversi altri attivisti durante una cerimonia di lutto nella città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran. Lo riporta su X la Fondazione Narges Mohammadi, precisando di aver ricevuto “informazioni attendibili secondo cui Narges Mohammadi è stata arrestata con violenza dalle forze di sicurezza e di polizia durante la cerimonia commemorativa del settimo giorno di Khosrow Alikordi”, un avvocato per i diritti umani.

“Secondo fonti non confermate”, ha aggiunto la Fondazione, sarebbero stati arrestati anche altri attivisti.

Debellini (Th): Cortina si apra a valle, riscatto bellunese

Borca di Cadore (BL), 12 dic. (askanews) – “Mi aspetto che Cortina questa volta sappia avere quell’apertura interessante, strategica di capire che tutta la valle fa il suo successo”. Lo ha dichiarato Graziano Debellini, presidente di Th Group, a margine dell’evento di riapertura del “Th Borca di Cadore – Park Hotel des Dolomites”.

“Noi siamo una delle realt che compongono la valle, non siamo nel tabernacolo di Cortina – ha proseguito Debellini -. Tutta la valle, tutti i piccoli paesini delle Dolomiti Bellunese devono meritare quel riscatto che non avvenuto con le Olimpiadi del 1956”.

Occorre quindi “metterci tutti insieme, essere molto pi solidali, fare in qualche modo una cordata importante perch il bellunese non resti un posto di emigranti o un posto dove si va solo a lavorare nelle occhialerie – ha concluso il presidente – Il turismo deve avere il suo posto”.

Ecofin approva dazi Ue da 3 euro su piccoli pacchi commercio online

Bruxelles, 12 dic. (askanews) – Il Consiglio Ecofin ha concordato, oggi a Bruxelles, di applicare un dazio doganale fisso di 3 euro sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro che entrano nell’Ue, principalmente tramite commercio elettronico, a partire dal primo luglio 2026.

La decisione fa seguito all’impegno assunto dal Consiglio nel novembre 2025 di lavorare a una soluzione semplice e temporanea per riscuotere dazi doganali su tali merci il più presto possibile nel 2026.

Questa misura temporanea risponde al fatto che attualmente questi pacchi entrano nell’Ue in esenzione da dazi, creando conseguentemente una situazione di concorrenza sleale per i venditori dell’Ue, come ha sottolineato il commissario europeo all’Economia Valdis DOmbrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Ecofin. Una nota del Consiglio ricorda che questo comportava anche “rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali”.

I dazi temporanei di 3 euro per pacco verranno applicati dal primo luglio prossimo fino all’entrata in vigore dell’accordo permanente per tali pacchi, concordato nel novembre 2025, che eliminerà completamente la soglia di franchigia doganale. A quel punto, a tutte le merci di valore inferiore a 150 euro potranno essere applicati i dazi doganali alle normali tariffe Ue per i singoli prodotti.

I dazi riscossi verranno destinati al bilancio Ue, al netto della parte che sarà trattenuta dagli Stati membri per i costi amministrativi di gestione. Questa misura è distinta dalla proposta di una cosiddetta “commissione di gestione”, attualmente in discussione nel contesto del pacchetto di riforma doganale e del quadro di bilancio Ue pluriennale 2028-2034.

L’aliquota decisa oggi sarà applicata a tutte le merci che entrano nell’Ue per le quali i venditori extra-Ue sono registrati presso lo sportello unico per le importazioni (Ioss) dell’Unione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Questo comprende il 93% di tutti i flussi di commercio elettronico verso l’Ue. La Commissione valuterà periodicamente se l’aliquota debba essere estesa alle merci in arrivo nell’Ue vendute da operatori non registrati nell’Ioss.

Tv, "Il dono" la storia della medium Sonia Benassi arriva su Raiplay

Roma, 12 dic. (askanews) – Sarà disponibile dal 15 dicembre su Raiplay e il 15 gennaio su Rai 5 “Il dono”, docufilm di Niccolò Lorini e Pantaleone A. Megna prodotto da Moon Life Film in collaborazione con Colorado Film e Pagliai Film Group, distribuito da Colorado Film. Racconta il percorso di alcune persone che affrontano un lutto profondo e che, attraverso un incontro con la medium Sonia Benassi, ritrovano una forma di continuità affettiva.

Il documentario nasce da un incontro professionale che prende una direzione inattesa: circa tre anni fa Pantalone, uno dei registi, ascolta per la prima volta un brano del compositore Boris Mayer, marito di Sonia, e ne rimane così colpito da volerlo incontrare per un proprio lavoro. A quella visita a Parma lo accompagna la moglie, Doriana. Nel corso di una seduta privata, alla quale Doriana partecipa senza rivelare nulla della morte della madre biologica, Sonia inizia a scrivere e le restituisce un messaggio attribuito a una donna che si presenta come Rita, “tua mamma”, riportando dettagli personali che lei non aveva comunicato. Lo sconcerto di Doriana e il turbamento, inatteso, di chi fino ad allora si era dichiarato scettico diventano il punto di partenza di un’indagine: i registi tornano da Sonia, raccolgono la sua storia e le testimonianze di genitori che, dopo averla incontrata, raccontano un modo nuovo di attraversare il lutto.

La medianità è presente, ma non è il centro del film: ciò che emerge è il cambiamento nel modo di guardare all’assenza. Accanto alla storia di Sonia, infatti, intervengono anche una scienziata, un sacerdote e un giornalista. Tre sguardi differenti, talvolta distanti, che aiutano a mantenere il racconto aperto, equilibrato, lontano da conclusioni precostituite. Il film offre risposte e apre un ampio spazio. A collegare queste prospettive c’è Daniele Bossari. Il documentario segue storie di persone che hanno vissuto la perdita di un figlio, di un familiare, di una presenza fondamentale.

Sciopero della Cgil, Salvini: bassissima adesione è la migliore risposta

Roma, 12 dic. (askanews) – “Ero nella sala operativa di Ferrovie dello Stato. È il venerdì classico di sciopero, stiamo però garantendo ad esempio sulla tratta Roma-Milano il 100% della percorrenza dell’alta velocità. Al di là delle idee di ciascuno, siamo in democrazia, se abbiamo appena rinnovato il contratto a 90.000 ferrovieri, con un aumento medio di 230 euro al mese, piuttosto che nella scuola a 200mila insegnati e personale per un aumento medio superiore ai 200 euro e che i lavoratori le lavoratrici vedono cosa sta cambiando, e poi agiscono. E mi sembra che le bassissime percentuali di adesione che garantiscono lo studio, la mobilità e la salute agli italiani sono la risposta migliore che si potesse dare”. Lo ha affermato il ministro di Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Ponte ex dell’Industria restaurato a Roma dall’Anas.

Milano-Cortina,Portabandiera Fontana-Pellegrino, Brignone-Mosaner

Roma, 12 dic. (askanews) – Decisi i quattro portabandiera azzurri per la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, in programma il prossimo 6 febbraio. A Milano, i due alfieri azzurri saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino, a Cortina d’Ampezzo l’onore toccherà a Federica Brignone e Amos Mosaner. Arianna Fontana, con 11 medaglie olimpiche vinte nello short track, è l’atleta azzurra ad aver vinto più medaglie nei Giochi invernali ed è a solo due medaglie dal record storico di Enrico Mangiarotti (scherma). Federico Pellegrino ha vinto due argenti nella sprint di fondo nel 2018 e 2022. Federica Brignone ha conquistato un argento olimpico nel 2022 e due bronzi nel 2018 e nel 2022. Amos Mosaner, in coppia con Stefania Constantini, ha portato in Italia la prima medaglia d’oro nella storia del curling azzurro, trionfando nel doppio misto a Pechino 2022.

Urban Value by Ninetynine celebra i primi 10 anni di progetti

Roma, 12 dic. (askanews) – Presso la sede dell’Associazione Civita a Piazza Venezia, si sono celebrati i primi 10 anni di progetti di rigenerazione urbana temporanea realizzati da Urban Value by Ninetynine. Da quando ha precorso i tempi nel lontano 2011, con la riapertura al pubblico del “Palazzo della Civilt Italiana”, ad oggi, questa realt intervenuta su luoghi esistenti non pi utilizzati e in stato di abbandono, con l’obiettivo di riattivare gli spazi per un periodo transitorio, in attesa di destinazione d’uso definitivo. Ne ha parlato Simone Mazzarelli, fondatore e amministratore delegato di Urban Value by Ninetynine: “Urban Value in questi 10 anni si occupata di sanare una ferita per il territorio. Immobili abbandonati, che erano trascurati, non potevano far altro che rimanere chiusi al loro destino, fin quando una conversione definitiva non li avesse trasformati in altro. Ma in quel periodo transitorio non potevano che essere ricettacolo di potenziali occupazioni, comunque di ferita per il territorio. Urban Value si occupata di questo, sanare questa ferita, riempiendo questo tempo, questo spazio, di contenuti e opportunit che hanno ridato poi vita a tantissime attivit”.

Un fenomeno che, dopo anni di sperimentazioni in alcune citt italiane, ha preso piede nel dibattito nazionale, grazie al coraggio e alla sperimentazione di alcuni player pubblici come Cassa Depositi e Prestiti e Agenzia del Demanio. Ne hanno parlato Marco Sangiorgio, AD Giubileo S.P.A. 2025, e Alessandra Dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio.

“Noi come Cassa Depositi e Prestiti ci trovammo ad acquisire una serie di immobili ex pubblici e avevamo il problema di valorizzarli, di farli diventare qualche cosa di diverso per il futuro. A un certo punto ci siamo resi conto che poteva essere molto interessante inventare un utilizzo temporaneo per quelle aree, per farle conoscere alla cittadinanza, per farle diventare qualche cosa di conosciuto e non di sconosciuto e chiuso” ha dichiarato Sangiorgio.

“Noi abbiamo cominciato con Urban Value a Napoli con Palazzo Fondi. E’ stata un’esperienza bellissima, molto attrattiva per la citt. Il bene stato utilizzato per parecchi anni in tutta la fase di progettazione che non stata molto breve, come noi sappiamo spesso le fasi si prolungano. Oggi comunque il bene orientato verso gli usi governativi, ma abbiamo fatto tesoro di quella che stata l’esperienza di Urban Value all’interno di Palazzo Fondi. Quindi in alcune aree proseguiremo con un’apertura alla collettivit, alla cittadinanza, che ha amato tantissimo questo salotto nella citt” ha aggiunto Dal Verme.

All’evento hanno preso parte: Nicola Maccanico, Vice Presidente di Associazione Civita; Sabrina Alfonsi, Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale; Tobia Zevi, Assessore a Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale; Alessandra Dal Verme; direttore Agenzia del Demanio; Marco Sangiorgio, amministratore delegato Giubileo 2025 S.p.A.; Riccardo Capecchi, presidente della Fondazione Lottomatica; Simonetta Giordani, segretario generale di Associazione Civita e Simone Mazzarelli, fondatore e amministratore delegato di Urban Value by Ninetynine.

IA, rivoluzione in gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Roma, 12 dic. (askanews) – Una rivoluzione che impatta in maniera determinante nella vita del professionista e dal punto di vista clinico. L’avvento dell’intelligenza artificiale in gastroenterologia ed endoscopia digestiva per i professionisti una sorta di sliding doors, un’innovazione destinata a cambiare questa tipologia di esami. In Humanitas Mater Domini a Castellanza, in provincia di Varese, dopo la fase di sperimentazione scientifica diventata una prassi consolidata.

Questa struttura sanitaria, insieme a molte altre operanti in regione, stata inserita in una campagna di comunicazione per raccontare le eccellenze sanitarie lombarde, lanciata da Aiop Lombardia, l’associazione, presieduta da Michele Nicchio, che rappresenta 107 strutture della sanit privata accreditata operanti sul territorio,.

“In una colonscopia, per fare un esempio concreto, il supporto dell’intelligenza artificiale determinante. Un aiuto che supporta il medico in tutte le fasi dell’esame e permette di indentificare determinate patologie con precisione” spiega il dottor Benedetto Mangiavillano, responsabile del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva.

In termini di prevenzione, nelle campagne di screening per l’identificazione dei tumori del colon retto questa innovazione da un contributo sostanziale. Ma non la sola, gli endoscopi ad alta definizione hanno permesso di fare, nel corso del tempo, un ulteriore salto di qualit.

“La presenza dell’anestesista durante tutto il corso dell’esame – racconta il dottor Mangiavillano – garantisce una colonscopia senza dolore per il paziente che, non muovendosi, consente al medico di operare con maggiore efficacia”.

In gastroenterologia l’intelligenza artificiale trover presto nuove applicazioni.

Imprese, Istat: produttività dell’Italia ferma a +0,3% dal 1995 al 2024, Ue +1,5%

Roma, 12 dic. (askanews) – Il tasso medio annuo di crescita della produttività del lavoro in Italia nel periodo 2014-2024 è stato pari allo 0,3% contro una media Ue a 27 del +1,1%. Si tratta dello stesso livello dal 1995 al 2024, “decisamente inferiore” alla media Ue a 27 del +1,5%. Lo rende noto l’Istat che per il 2024 evidenzia come tutti gli indicatori di produttività risultano in flessione: la produttività del lavoro diminuisce dell’1,9% (-2,7% nel 2023) per effetto di un aumento delle ore lavorate maggiore del valore aggiunto.

“Questa riduzione è principalmente determinata dalle marcate flessioni nella produttività del lavoro in alcuni comparti dei servizi”, spiega l’Istat.

Riguardo ai risultati provvisori del 2024, la flessione della produttività del lavoro registrata in Italia (-1,9%) è risultata molto più ampia della Germania (-0,5%). Spagna e Francia hanno invece segnato una dinamica positiva della produttività del lavoro, con un aumento, rispettivamente, dell’1,3% e dello 0,8%, tassi di crescita entrambi superiori a quello medio dell’Ue27 (+0,2%).

Upside, l’evento gaming che proietta l’Italia al futuro

Roma, 12 dic. (askanews) – Sono stati presentati presso l’e-Gokart di Parco de Medici a Roma i risultati del progetto ‘Upside’, la prima competizione gaming orientata verso le tecnologie emergenti. Il progetto realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), con un partenariato costituito da: Universit degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, ente capofila del progetto, Mkers Spa, Politecnico di Bari, WINDTRE BUSINESS e il Centro di Competenza Meditech.

Il Prof. Michele Ruta del Politecnico di Bari ha dichiarato: “Il progetto Upside il prototipo di un caso di studio; tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e il 5G sono state incluse in un gioco nel quale, non soltanto gli utenti si confrontano tra di loro, ma in realt si interfacciano con agenti sintetici guidati dall’intelligenza artificiale, il tutto in un contesto digital, cio in un contesto nel quale l’interazione diretta avviene anche in concomitanza con l’interazione verso delle entit digitali che non sono fisicamente presenti”.

Thomas De Gasperi, Presidente di Mkers, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Credo che il mondo del gaming sia ormai sempre di pi parte della cultura, della quotidianit. Gaming vuol dire narrativa, coinvolgimento e anche quotidianit. Noi abbiamo sfruttato il videogioco perch un’esperienza condivisa e mette tante persone d’accordo, ma anche competizione. Abbiamo utilizzato questo strumento cos attrattivo per fare anche ricerca”.

L’innovazione che distingue il progetto ‘Upside’ dunque l’allestimento di un’esperienza di gioco immersiva, coinvolgente ed interattiva tramite l’integrazione delle tecnologie pi emergenti come le infrastrutture 5G e l’intelligenza artificiale, gettando uno sguardo ad un tema di estrema attualit come la cybersecurity.

La Fao: la disponibilità dell’acqua rinnovabile pro capite è diminuita del 7% in 10 anni

Roma, 12 dic. (askanews) – La disponibilità di acqua rinnovabile pro capite ha continuato a diminuire di un ulteriore 7% nell’ultimo decennio, mentre la pressione sulle già scarse risorse di acqua dolce sta aumentando in diverse regioni. E’ quanto emerge dall’Aquastat Water Data Snapshot del 2025, pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao).

L’aggiornamento fornisce una panoramica globale dell’evoluzione della disponibilità e dell’utilizzo dell’acqua, presentando nuovi dati su irrigazione, efficienza e stress idrico. Per acqua rinnovabile si intende l’acqua dolce che si rigenera naturalmente attraverso il ciclo idrologico, che include evaporazione, condensazione e precipitazioni.

Gli ultimi dati mostrano che alcune regioni, in particolare l’Africa settentrionale e l’Asia occidentale, continuano a operare con dotazioni di acqua dolce estremamente limitate. Paesi come il Kuwait e il Qatar si classificano tra i paesi con il più basso consumo di risorse idriche rinnovabili pro capite al mondo.

Anche i prelievi di acqua dolce sono aumentati in diverse regioni negli ultimi anni, aumentando la pressione su bacini fluviali e falde acquifere già sotto stress. L’agricoltura rimane il settore che consuma più acqua a livello globale, rappresentando il 72% dei prelievi in molte regioni.

In Nord Africa, la disponibilità di acqua dolce pro capite rimane tra le più basse a livello globale, mentre i prelievi sono aumentati del 16% negli ultimi 10 anni. In Asia occidentale, che nello Snapshot include la maggior parte dei paesi del Medio Oriente, la rapida crescita demografica e la domanda agricola stanno contribuendo ad aumentare la pressione sulle limitate risorse idriche. Al contrario, alcune regioni con una disponibilità idrica relativamente maggiore devono ancora affrontare una crescente concorrenza tra i settori, in particolare dove l’urbanizzazione e l’agricoltura irrigua stanno trainando la domanda.

I dati evidenziano anche ampie disparità nell’irrigazione e nell’efficienza nell’uso dell’acqua. In alcune parti dell’America Latina e dell’Asia, l’irrigazione supporta un’ampia quota della produzione agricola, mentre nell’Africa subsahariana i terreni irrigui rappresentano solo una piccola frazione del totale dei terreni coltivati, riflettendo le persistenti lacune nell’accesso alle infrastrutture idriche. Lo Snapshot segnala miglioramenti nell’efficienza nell’uso dell’acqua in diverse regioni, mentre i livelli di stress idrico rimangono elevati o molto elevati nei paesi in cui i prelievi superano regolarmente le risorse rinnovabili.

Il rapporto presenta valori aggiornati per i due indicatori monitorati nell’ambito dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 6.4, monitorando l’efficienza nell’uso dell’acqua e lo stress idrico. Sebbene l’efficienza sia complessivamente migliorata, gli elevati livelli di stress sottolineano la necessità di continui sforzi per gestire l’acqua in modo sostenibile e rafforzare la resilienza alla crescente domanda.

Exclusive Padel Cup, il circuito si chiude nel weekend a Milano

Roma, 12 dic. (askanews) – La quinta edizione della Exclusive Padel Cup chiude in bellezza. Sabato 13 e domenica 14 dicembre, il circuito amatoriale organizzato da Msp Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, e da Exclusive, la carta di credito premium del Gruppo Intesa Sanpaolo, fa tappa al Padel Palace di Milano, club esclusivo di proprietà di diversi personaggi del mondo dello spettacolo: Diletta Leotta, Alessandro Borghese, Junior Cally, Gabriele Corsi, Max Giusti e il manager Umberto Chiaramonte.

Un viaggio, quello della Exclusive Padel Cup, iniziato da Palermo e proseguito – ricorda una nota – a Roma e a Treviso nel club di Adriano Panatta, e che avrà come tappa finale Milano, dove il padel negli ultimi anni è diventato una vera e propria religione. E come accaduto nelle precedenti tappe, non mancheranno gli ex calciatori in campo: al Padel Palace si esibiranno Dario Marcolin e Cristian Brocchi. Con loro, tra gli altri, l’ex mezzofondista Gennaro Di Napoli e il telecronista di Sky Sport Gianluigi Bagnulo.

Come accaduto nelle prime tre tappe della Exclusive Padel Cup, tutto esaurito nelle iscrizioni al torneo riservato alla categoria ‘non classificati’ o mai classificati oltre la terza fascia e diviso in tre categorie, maschile, femminile e misto. Il circuito Exclusive Padel Cup premierà i finalisti di ogni categoria con premi speciali e materiale tecnico firmato Babolat.

“Essere ospiti del Padel Palace di Milano per quest’ultima tappa della Exclusive Padel Cup ci riempie d’orgoglio – ha spiegato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di MSP Italia -. Anche questa edizione del torneo ha fatto registrare grandi numeri, e per questo non posso che ringraziare tutti i partecipanti e Intesa Sanpaolo che ci ha confermato la sua fiducia”.

Milano-Cortina, Ghedina: amareggiato di non essere testimonial

Milano, 12 dic. (askanews) – “Da cortinese, per le Olimpiadi mi aspettavo di poter essere tra i testimonial, di mettere la mia faccia in un evento così importante. Invece, si sono dimenticati di me e questo mi ha sorpreso e amareggiato. Tanti pensano che io lo sia, ma invece non è così. Credo che il campione locale debba rappresentare il territorio, e un coinvolgimento me lo sarei aspettato. In compenso, sarò però uno dei tedofori”. Lo ha detto il 56enne Kristian Ghedina ospite de “Il Salotto di Zenato”, gli incontri culturali promossi da Nadia Zenato nella sua Cantina di Peschiera del Garda (Verona).

Ghedina, in libreria con la sua autobiografia “Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce”, ha poi parlato delle strutture di Olimpiadi di Milano-Cortina: “I 5 Cerchi devono lasciare un’eredità: un’Olimpiade è un treno ad alta velocità con tanti contributi esterni, quindi, se non si è degli sprovveduti, bisogna riuscire a cogliere l’occasione. Bisognerà però anche essere bravi – ha proseguito – a far sì che le strutture e le infrastrutture che vengono fatti servano anche per il dopo. Va bene per le Olimpiadi ma abbiamo visto in queste ultime edizioni invernali in Russia e Cina, che sono fuori luogo, hanno realizzato delle cattedrali nel deserto e questo non deve succedere nel nostro Paese. Dobbiamo cercare – ha continuato – di fare delle strutture, e penso che lo stiamo facendo, che servano per il dopo. Questo è quello che deve lasciare un’Olimpiade”.

Sugli italiani favoriti alle Olimpiadi, il campione di sci ha spiegato che “Vinatzer ha fatto un paio di belle gare e ora deve essere bravo a mettere insieme due manche, perché ha la possibilità di fare sia Slalom che Gigante. Poi sicuramente Paris e Goggia saranno anche loro dei nostri cavalli di battaglia. Attenti però agli outsider – ha evidenziato – che magari non sono i favoriti ma proprio per questo, visto che in stagione non hanno fatto risultati, arrivano con la testa un po’ più libera. Tanto volte succede proprio così, speriamo quindi che stavolta sia un italiano”.

Sui suoi mancati successi alle Olimpiadi, “Ghedo” ha precisato che “ne ho fatte cinque ma non sono mai riuscito a vincere, anche se mi sono sempre preparato nel migliore modo possibile. Sono arrivato alla conclusione che io ho perso perché in un evento così grande vieni privato della tua identità, della tua libertà e sei solo uno strumento alla distribuzione del sistema. In un evento così grosso – ha sottolineato – non sei più te stesso, non riesci più a fare un programma delle cose che vuoi, perché le cose sono veramente tante da fare. Hai un sacco di esigenze nei confronti di tutti e di tutti e non riesci a ritagliarti del tempo per te, cosa che per me era fondamentale”.

Su Alberto Tomba ha ricordato che con lui “negli anni Novanta abbiamo portato il ‘rock ‘n’ roll’ dove prima si ascoltavano solo i cori alpini. La gente restava a casa per guardare le nostre gare, abbiamo fatto appassionare il grande pubblico allo sci, un po’ quello che sta succedendo oggi nel tennis con Sinner”.

“Ascoltare storie come quella di Kristian Ghedina ci ricorda che ogni percorso, nello sport, come nel vino e nella vita, nasce dal coraggio di mettersi in gioco e dal rispetto per il tempo” ha commentato Nadia Zenato, ricordando che “nella nostra azienda viviamo questa dimensione ogni giorno: nulla si costruisce nella fretta, tutto richiede cura, attenzione, capacità di evolvere rimanendo fedeli alle proprie radici. È lo stesso spirito che anima i ‘Salotti di Zenato’, un luogo dove ci confrontiamo con persone che portano visioni autentiche e ci aiutano a guardare il futuro con più consapevolezza”.

Alimentazione, non solo dieta sana ma anche nutrizione adeguata

Roma, 12 dic. (askanews) – “Nourishment as a Right: Can We Make It a Reality?”, ovvero “Il diritto all’alimentazione: possiamo trasformarlo in realt?”. questo il titolo dell’intervento del Professor Frederic Leroy, docente di Microbiologia e Biotecnologie dell’alimentazione presso la Facolt di scienze e bioingegneria della Vrije Unversiteit di Bruxelles, all’interno di un convegno sulla sicurezza alimentare organizzato da Renew Europe – sotto il patrocinio dell’eurodeputato belga Benoit Cassart, allevatore e copresidente dell’Intergruppo sulla Zootecnia Sostenibile – presso il Parlamento Europeo.

In risposta alle crescenti sfide sanitarie e ai consigli alimentari spesso contrastanti, un gruppo di scienziati guidati dal Professor Frederic Leroy ha lanciato infatti una nuova ricerca scientifica riassunta nella Nourishment Table, ossia una vera e propria “Tavola Nutrizionale”, uno schema innovativo progettato per aiutare le persone a fare scelte alimentari informate.

Ma cos’ la Nourishment Table? E da dove nasce l’esigenza di introdurla?

“Abbiamo registrato globalmente problemi di salute – spiega Leroy -. Obesit, malattie croniche legate alla dieta e carenze nutrizionali continuano ad aumentare nonostante decenni di raccomandazioni ufficiali. Le linee guida tradizionali non hanno fatto dunque il loro lavoro con risultati sempre peggiori anno dopo anno. C’ quindi la necessit di un nuovo approccio alla nutrizione”.

Serve allora una alternativa centrata sul concetto di nutrimento piuttosto che su prescrizioni ideologiche di “cibo sano”. Ma come la Tabella della Nutrizione interpreta e sostiene la Dieta Mediterranea?

“La Tabella della Nutrizione, per come stata disegnata per enfatizzare il cibo nutriente, cio che contiene proteine e macronutrienti, lasciando molta flessibilit laddove la dieta mediterranea risponde perfettamente a questi requisiti perch si basa su cibi eccezionali che rispondono alle tradizioni e alle migliori opzioni testate nel tempo”.

Infine, come avete lavorato, lei e il suo team internazionale, alla composizione della Nuorishment Table?

“Per essere certi di lavorare sulle migliori evidenze possibili abbiamo combinato esperienze provenienti da diverse discipline, storici dell’alimentazione, archeobotanici, specialisti in medicina basata sulle prove, in sicurezza e processazione degli alimenti, in una visione concettuale globale provando a unificare posizioni altrimenti frammentate, armonizzando le evidenze”.

Risultato, secondo Leroy, la proposta di uno schema alimentare basato su evidenze scientifiche, ampio e capace di adattarsi ai cibi regionali e culturalmente sensibili. In questo modo, ciascuno pu scegliere cosa mangiare in base ai propri fabbisogni nutrizionali, alle tradizioni alimentari e alle preferenze personali.

L’intelligenza artificiale per le PMI come Internet nel 2000

Roma, 11 Dic. – Nel 2000, quando Jeff Bezos parlava di una “libreria online” e molti commercianti italiani liquidavano Amazon come “una moda americana”, pochi immaginavano che vent’anni dopo il gigante di Seattle avrebbe ridefinito le regole del retail globale. Oggi Alessandro Ciciarelli, fondatore di IntelligenzaArtificialeItalia.net, vede lo stesso schema ripetersi con l’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese. “La storia si ripete sempre due volte”.

Vent’anni fa, mentre Amazon costruiva la sua infrastruttura logistica e perfezionava algoritmi di raccomandazione, i negozi tradizionali continuavano a considerare internet una curiosit per smanettoni. “Ricordo perfettamente le reazioni degli imprenditori di allora”, racconta Ciciarelli. “Dicevano che i clienti italiani non avrebbero mai comprato online, che mancava il rapporto umano, che era troppo complicato. Dicevano che alle persone italiane piace il calore del negozio, e siamo finiti a provare le scarpe in negozio per poi comprarle su amazon.. Gli stessi argomenti che sento oggi quando propongo l’integrazione dell’IA nei processi aziendali”. Il risultato di quella miopia strategica sotto gli occhi di tutti: migliaia di attivit commerciali chiuse, interi comparti industriali costretti a reinventarsi in corsa, un’intera generazione di imprenditori che ha scoperto troppo tardi di essere diventata irrilevante.

Ma c’ una differenza fondamentale tra la rivoluzione di Amazon e quella dell’intelligenza artificiale: la velocit. “Amazon ha impiegato vent’anni per affermarsi globalmente”, spiega Ciciarelli. “L’IA sta trasformando interi settori in due anni, non venti. Chi pensa di avere tempo per osservare e decidere con calma si sbaglia di grosso”. I numeri gli danno ragione: il mercato italiano dell’intelligenza artificiale cresciuto del 58% nell’ultimo anno, raggiungendo 1,2 miliardi di euro. Ma soprattutto, le aziende che hanno integrato strumenti di IA nei loro processi stanno registrando incrementi di produttivit compresi tra il 25% e il 45%, cifre che in un mercato competitivo rappresentano la differenza tra prosperare e sparire.

L’imprenditore ha identificato tre errori ricorrenti che le PMI stanno commettendo, gli stessi che vent’anni fa condannarono molte attivit tradizionali. Il primo la sottovalutazione: “Molti vedono l’IA come un gadget tecnologico, non come una leva strategica. come se nel 1999 avessero considerato un sito web una semplice brochure digitale”. Il secondo la delega: “Si affidano a consulenti improvvisati o acquistano software preconfezionati, senza sviluppare competenze interne. la strada pi veloce per diventare dipendenti da fornitori esterni”. Il terzo la frammentazione: “Introducono strumenti di IA senza una visione d’insieme, creando inefficienze invece di miglioramenti. come avere dieci siti web diversi invece di un ecosistema digitale coerente”.

“La lezione di Amazon dovrebbe averci insegnato che le transizioni tecnologiche premiano chi anticipa, non chi segue”, conclude Ciciarelli. “Ma soprattutto, che il costo dell’inazione sempre superiore a quello dell’azione. Vent’anni fa, costruire un e-commerce costava decine di migliaia di euro e richiedeva mesi di lavoro. Oggi, integrare l’IA in un’azienda pu richiedere poche settimane e investimenti contenuti. Non abbiamo pi scuse per restare indietro”. Il messaggio chiaro: la storia offre sempre una seconda opportunit, ma mai una terza. E stavolta, il tempo per coglierla si sta esaurendo molto pi rapidamente di quanto molti immaginino.

Convegno nazionale ANUSCA, ISTAT tra censimento e iure sanguinis

Milano, 12 dic. (askanews) – Si tenuto a Cesenatico il 44esimo convegno nazionale di ANUSCA, Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe, intitolato.a Paride Gullini e che come argomento presentava “I servizi demografici protagonisti della trasformazione nell’era digitale, tra nuove forme e diritti in evoluzione”. Alle giornate di tavole rotonde e incontri ha preso parte anche l’ISTAT, con uno stand e con il direttore centrale per le Statistiche Demografiche e Censimento della popolazione e delle abitazioni dell’istituto, Saverio Gazzelloni, che ha relazionato sui primi risultati dell’anno 2025 e sulle prospettive 2026 in materia di censimento della popolazione e revisione anagrafica.

“Il messaggio importante che abbiamo voluto dare in questo incontro – ha detto Gazzeloni – stato quello di concepire queste operazioni di revisione anagrafica come con qualcosa che va a regime, perch il censimento passando da decennale ad annuale ovviamente impone dei ritmi di produzione che poi devono portare a un conteggio specifico di popolazione. Quindi gli operatori dei comuni impareranno progressivamente a operare nell’arco di 3 o 4 mesi ogni anno, a differenza dei 2 anni e mezzo di attivit che riguardarono la revisione del 2011”.

Un altro tema affrontato dagli interventi delle persone dell’ISTAT ha riguardato i risultati dell’indagine condotta in collaborazione con ANUSCA sul tema delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. “I risultati presentati oggi nella relazione – ha spiegato Giancarlo Gualteri, primo ricercatore di ISTAT – sono il frutto soprattutto di una relazione presentata in Parlamento dall’ISTAT rispetto alla nuova normativa sulle acquisizioni di cittadinanza di iure sanguinis e confermano la necessit di questo intervento normativo perch evidenziano come queste acquisizioni di iure sanguinis negli ultimi anni siano diventate un fenomeno veramente imponente”.

Altro aspetto centrale nel convegno di ANUSCA stato quello del rapporto con la tecnologia e ci si dato come obiettivo “tracciarne il cammino nel pieno dell’era digitale, verso un futuro che deve essere affrontato vivendo i cambiamenti da protagonisti”.

Banca centrale della Russia minaccia l’Ue: reagiremo se usa gli asset russi

Roma, 12 dic. (askanews) – La banca centrale russa ha avvertito i 27 Paesi dell’Unione europea che impugnerà in tutte le sedi giudiziarie disponibili qualsiasi utilizzo, senza il suo consenso, degli asset russi immobilizzati.

In una nota diffusa oggi, il Banco di Russia ha dichiarato che l’attuazione delle normative annunciate in precedenza dalla Commissione europea porterà all’avvio di azioni legali contro ogni atto, diretto o indiretto, che comporti l’uso non concordato dei suoi beni. L’istituzione ha precisato che tali ricorsi saranno presentati “in tutti gli organismi disponibili”, compresi i tribunali nazionali, le corti giudiziarie di Paesi terzi, le organizzazioni internazionali, i collegi arbitrali e altre istanze giudiziarie internazionali.

Secondo il comunicato, l’obiettivo è arrivare all’esecuzione delle eventuali decisioni giudiziarie sul territorio degli Stati membri delle Nazioni unite. La banca centrale russa ribadisce così la propria opposizione a qualsiasi forma di utilizzo degli asset congelati senza un accordo esplicito, segnalando la disponibilità a un contenzioso su scala globale contro le misure adottate dall’Ue.

Manovra, domani la Cisl in piazza per un patto della responsabilità

Roma, 12 dic. (askanews) – “Migliorare la manovra, costruire un patto”: è questo il titolo della manifestazione nazionale che la Cisl terrà domani in piazza Santi Apostoli, a partire dalle 9.30, all’interno del “Cammino della responsabilità”, la campagna di mobilitazione con cui la confederazione di via Po ha attraversato in queste settimane il Paese per sostenere le richieste di modifica alla legge di bilancio e rilanciare il patto sociale su lavoro, crescita, coesione.

All’iniziativa parteciperanno delegazioni di lavoratori, pensionati, quadri e dirigenti delle federazioni, delle regioni e dei territori. Il programma della giornata prevede l’intervento sul palco di delegati e pensionati della Cisl, in rappresentanza delle diverse categorie. Le conclusioni, in tarda mattinata, sono affidate alla leader Daniela Fumarola.

“Saremo in piazza per ribadire ciò che va cambiato nella legge di bilancio, che per noi deve rappresentare il primo tassello di un accordo neoconcertativo tra Governo e parti sociali su lavoro, crescita e coesione – dice Fumarola – l’Italia deve rilanciare le politiche di sviluppo in vista della conclusione del Pnrr nel 2026. Quando verrà meno il principale volano degli investimenti pubblici, dovremo avere una strategia solida e condivisa per dare forza e continuità a politiche di sviluppo e di coesione, innovazione, sicurezza, qualità e stabilità dell’occupazione, assumendo impegni reciproci e utilizzando bene ogni euro a disposizione. Siamo convinti che sarebbe un errore non percorrere la strada del dialogo in una fase così complessa. Sul patto si misura il reale riformismo delle istituzioni e delle forze sociali. Questa è la sfida che lanceremo sabato. La Cisl è pronta, in assoluta autonomia dalla politica, come sempre nella sua storia”.

Bce: nel 2026 stress test su 110 banche sui rischi geopolitici

Roma, 12 dic. (askanews) – La Banca centrale europea ha lanciato una nuova serie di stress test, stavolta focalizzati sui rischi geopolitici su cui si dovranno cimentare il prossimo anno 110 banche vigilate direttamente dall’istituzione europea. Una simulazione di resistenza “inversa”, (reverse stress test): un esito predeterminato viene prescritto e ogni banca definisce lo scenario in cui si materializzerebbe questa situazione, spiega la Bce con un comunicato.

Questo specifico stress test della Bce completerà le simulazioni effettuate quest’anno dall’Autorità bancaria europea (Eba), ma appunto con una focalizzazione sui rischi geopolitici.

La Bce spiega che i rischi geopolitici sono un fattore che può avere un impatto a più livelli sulle banche, dato che possono avere ricadute sul credito, sui mercati, sulle liquidità, sui modelli di attività, sulla governance e sui rischi operativi. Possono anche influenzare gli istituti tramite una molteplicità di canali, tra cui i mercati finanziari, le entrate, e la sicurezza delle operazioni bancarie.

I rischi geopolitici restano al centro delle priorità fissate dalla vigilanza bancaria della Bce e per il periodo 2026-2028.

Ex Ilva, arrivate due offerte da Bedrock Industries e Flacks Group

Roma, 12 dic. (askanews) – I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (AS), Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli, e di Ilva in amministrazione straordinaria (As), Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi, rendono noto che, entro il termine fissato alla mezzanotte dell’11 dicembre 2025, sono pervenute due offerte per l’acquisizione dei complessi aziendali facenti capo agli stabilimenti ex Ilva.

Le proposte, informa una nota, entrambe relative all’acquisto di tutti i complessi aziendali, provengono da Bedrock Industries e Flacks Group.

Le due offerte sono state regolarmente depositate secondo quanto previsto dalle procedure e i commissari straordinari procederanno ora all’esame delle proposte per valutarne la completezza e la conformità ai requisiti indicati nel bando.

La procedura di gara rimane comunque aperta: come previsto dal bando, eventuali ulteriori soggetti interessati potranno presentare una propria offerta purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute.

Ucraina, Trump: basta giochetti, si rischia la Terza guerra mondiale

Roma, 12 dic. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver recentemente intimato di fermare i “giochetti” riguardanti l’accordo ucraino, avvertendo che il conflitto potrebbe sfociare nella Terza Guerra Mondiale.

“Non ha alcun impatto reale sugli Stati Uniti a meno che non sfugga al controllo… Cose come questa finiscono in una terza guerra mondiale. E l’ho detto l’altro giorno. Ho detto, tutti continuano a fare giochetti del genere. Finiremo in una terza guerra mondiale e non vogliamo che accada”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, parlando della situazione ucraina.

Il presidente degli Stati Uniti non ha specificato a chi si stesse rivolgendo in merito al conflitto globale. “Pensavo che fossimo molto vicini con la Russia a raggiungere un accordo. Pensavo che fossimo molto vicini con l’Ucraina a raggiungere un accordo”, ha anche detto Trump. Gli Stati Uniti cercano un accordo, sebbene non siano coinvolti nel conflitto in sé, ma soltanto nei negoziati, ha aggiunto. L’Ucraina e l’Europa vogliono che gli Stati Uniti contribuiscano a risolvere la situazione, ha aggiunto Trump.

Il Wall Street Journal ha riportato ieri che Trump, durante una recente telefonata, ha chiesto ai leader di Germania, Francia e Regno Unito di esercitare pressione su Volodymyr Zelensky affinché accetti i termini del piano di pace proposto dagli Stati Uniti, che richiederebbe significative concessioni territoriali e una limitazione delle dimensioni militari dell’Ucraina. Nel frattempo, Trump ha dichiarato ai giornalisti che, durante la telefonata con i leader europei, ha usato “parole piuttosto forti” per discutere dell’Ucraina.

Da metà novembre, gli Stati Uniti stanno promuovendo una nuova proposta di pace per l’Ucraina. Il 2 dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. La visita dei rappresentanti statunitensi in Russia era legata alla discussione del piano di pace statunitense per l’Ucraina.

Landini: grande partecipazione allo sciopero, il Paese vuole un cambio di rotta

Firenze, 12 dic. (askanews) – “La grande partecipazione che vediamo oggi dimostra che c’è un Paese che chiede un cambio di rotta e non si rassegna all’idea che le disuguaglianze siano inevitabili”. Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando a margine della manifestazione di oggi a Firenze.

“Questa piazza rappresenta lavoratori, pensionati, studenti, persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese – ha detto Landini- e che non trovano nella legge di bilancio risposte adeguate ai loro bisogni”. Secondo Landini, “serve una politica industriale, serve investire nel lavoro stabile e sicuro, serve rafforzare la sanità e l’istruzione pubblica”. “Non chiediamo privilegi – ha concluso Landini – ma scelte giuste che rimettano al centro il lavoro e la coesione sociale”.

“Questa legge di bilancio non affronta l’emergenza salariale e sociale che milioni di persone stanno vivendo nel nostro Paese e continua a scaricare i costi della crisi su lavoratori, pensionati e giovani”, ha dichiarato Landini. “Abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, una sanità pubblica in difficoltà, pensioni sempre più povere e una precarietà che colpisce soprattutto le nuove generazioni – ha aggiunto – ma nella manovra non vediamo risposte strutturali a questi problemi”. Secondo Landini, “servirebbe una riforma fiscale che faccia pagare di più a chi ha di più e un grande piano di investimenti pubblici”, mentre “si continua invece a ridurre il ruolo dello Stato e dei servizi essenziali. E’ per questo che siamo in piazza oggi – ha concluso Landini – perché il lavoro e la dignità delle persone devono tornare al centro delle scelte politiche”.

Auto, FT: Bruxelles studia agevolazioni a piccole elettriche Made in EU

Roma, 12 dic. (askanews) – La Commissione europea sta studiando una proposta per creare una categoria speciale di auto elettriche fabbricate nella Ue di dimensioni e peso contenuti, che godrebbero di speciali esenzioni, semplificazioni sul quadro normativo da rispettare e accesso privilegiato ad alcune infrastrutture di parcheggio e ricarica. Lo riporta il Financial Times, secondo cui in base ai meccanismi allo studio questi particolari veicoli godrebbero di 10 anni di esenzioni dalle nuove normative e dagli standard euro sette che entreranno in vigore il prossimo anno.

Il tutto allo scopo di consentire un rilancio di competitività per le case europee rispetto alla concorrenza cinese. Secondo il quotidiano, un aspetto ancora sotto esame è il peso massimo consentito per queste auto, al momento individuato a 1,5 tonnellate.

Questa nuova categoria è stata battezzata “Séjounette”, dal nome del commissario europeo francese responsabile dell’industria, Stehane Séjouné che sta lavorando alla proposta.

Bernini, Fratoianni: deve dimettersi,spettacolo indecente ad Atreju

Roma, 12 dic. (askanews) – “La ministra Bernini ieri pomeriggio ha offerto uno spettacolo indecente. L’ennesimo. L’Italia non merita una ministra che offende i giovani studenti di medicina, li definisce “inutili”, li sbeffeggia chiamandoli “poveri comunisti”, solo perché hanno avuto l’ardire di criticarla”. Lo scrive su Facebook il leader Avs Nicola Fratoianni.

“Dalle parti del governo evidentemente – prosegue il segretario di Sinistra Italiana – sono allergici alle critiche, forse pensano di essere diventati i capi di un sultanato, ma l’Italia è una democrazia.Chieda scusa e si dimetta, anche per aver prodotto il disastro del semestre filtro – conclude Fratoianni – che sta causando molti danni agli studenti di medicina”.

Il mito di Moby Dick in una mostra enciclopedica e inafferrabile

Genova, 12 dic. (askanews) – Moby Dick uno dei grandi romanzi dell’umanit, un capolavoro anomalo e unico, che proprio per queste caratteristiche ha creato una mitologia, tanto evidente quanto inafferrabile e molteplice. Con lo stesso spirito Palazzo Ducale a Genova e la sua direttrice Ilaria Bonacossa hanno immaginato una mostra che ripercorresse nei secoli questo mito: sfida enormemente affascinante, ma complessa, che ha portato a un risultato avvolgente, sempre diverso, imprevedibile e, alla fine, riuscito, soprattutto nell’essere aperto e senza pretese di risposte definitive. Potremmo dire perfetto nel suo essere, ontologicamente, solo perfettibile.

“Io avevo in testa non l’estetica della mostra, ma il racconto – ha detto la direttrice ad askanews – cio il fatto che si partisse dal libro e come il libro, che pieno di incisi, che continua a andare fuori tema, la mostra doveva fare questo per aver forza, cio non illustrare il romanzo, ma usare tutti i temi del romanzo facendoli propri perch il romanzo in realt veramente moderno e volendolo leggere in chiave ancora pi contemporanea forse anche una metafora dell’America di oggi, che a forza di volere e di non ascoltare finisce a picco”.

La mostra ha la stessa vocazione enciclopedica del libro di Melville, vero esempio di romanzo totale, e la declina con una passione ossessiva, ma mai univoca: si passa dalle cancellature di Isgr ai libri arpionati di Elisabetta Benassi, dalla tassonomia di Mark Dion alle sculture di Marzia Migliora, dalla stanza di Clara Hastrup regolata dal movimento dei pesci in un acquario, alla stupenda sala dedicata a Joan Jonas e alle sue mimesi con il corpo dei pesci e con il mare, fino alle sculture geometriche di Claudia Losi, che ci dicono della bianchezza della balena, ma anche di come il suo corpo, una volta cacciato, veniva sezionato. E poi c’ l’opera video che, in qualche modo, il cuore dell’esposizione: “Vertigo Sea” di John Akomfrah.

“L’idea era – ha aggiunto Ilaria Bonacossa – artisti che parlassero di balene, ma che in qualche modo aprissero questa idea della balena, quindi non illustrazioni di balene, ma se penso al film di Akomfrah, che per me era centrale perch un film che parla del mare come bellezza, come violenza racchiude l’idea di cos’era la baleneria ma anche perch si sono riusciti a salvare le balene; il suono delle balene allestendo la cappella del doge in quel modo, quella stata una visione molto iniziale: questa idea di poter venerare la balena quasi come un animale capace di parlarci di una dimensione. in fondo questo animale un dinosauro, per un mammifero, respira, per un pesce, insomma talmente tutto che non pu che essere affascinante”.

“Moby Dick – La balena”, co-curata da Thyssen Bornemisza Art Contemporary, una mostra di continue storie che hanno tempi e destini diversi. Non mai una semplice rappresentazione, tanto che Achab, il personaggio chiave del libro insieme al capodoglio bianco, in fondo non c’. Ma proprio questa sorta di assenza lo rende sempre presente al fianco del visitatore, come se lo guidasse, anche ad ascoltare il canto delle balene, che pu essere un’esperienza commovente, ma pure il segnale di una caccia che sta per iniziare. E quando, nella notte pi nera, la lancia del capitano si cala silenziosa in mare, l nasce la letteratura contemporanea. Anche di questa emozione segreta ci parla, seppur indirettamente come nel libro cristallizzato di Tacida Dean, la mostra di Genova. (Leonardo Merlini)

Il mito di Moby Dick in una mostra enciclopedica e inafferrabile

Genova, 12 dic. (askanews) – Moby Dick è uno dei grandi romanzi dell’umanità, un capolavoro anomalo e unico, che proprio per queste caratteristiche ha creato una mitologia, tanto evidente quanto inafferrabile e molteplice. Con lo stesso spirito Palazzo Ducale a Genova e la sua direttrice Ilaria Bonacossa hanno immaginato una mostra che ripercorresse nei secoli questo mito: sfida enormemente affascinante, ma complessa, che ha portato a un risultato avvolgente, sempre diverso, imprevedibile e, alla fine, riuscito, soprattutto nell’essere aperto e senza pretese di risposte definitive. Potremmo dire perfetto nel suo essere, ontologicamente, solo perfettibile.

“Io avevo in testa non l’estetica della mostra, ma il racconto – ha detto la direttrice ad askanews – cioè il fatto che si partisse dal libro e come il libro, che è pieno di incisi, che continua a andare fuori tema, la mostra doveva fare questo per aver forza, cioè non illustrare il romanzo, ma usare tutti i temi del romanzo facendoli propri perché il romanzo in realtà è veramente moderno e volendolo leggere in chiave ancora più contemporanea è forse anche una metafora dell’America di oggi, che a forza di volere e di non ascoltare finisce a picco”.

La mostra ha la stessa vocazione enciclopedica del libro di Melville, vero esempio di romanzo totale, e la declina con una passione ossessiva, ma mai univoca: si passa dalle cancellature di Isgrò ai libri arpionati di Elisabetta Benassi, dalla tassonomia di Mark Dion alle sculture di Marzia Migliora, dalla stanza di Clara Hastrup regolata dal movimento dei pesci in un acquario, alla stupenda sala dedicata a Joan Jonas e alle sue mimesi con il corpo dei pesci e con il mare, fino alle sculture geometriche di Claudia Losi, che ci dicono della bianchezza della balena, ma anche di come il suo corpo, una volta cacciato, veniva sezionato. E poi c’è l’opera video che, in qualche modo, è il cuore dell’esposizione: “Vertigo Sea” di John Akomfrah.

“L’idea era – ha aggiunto Ilaria Bonacossa – artisti che parlassero di balene, ma che in qualche modo aprissero questa idea della balena, quindi non illustrazioni di balene, ma se penso al film di Akomfrah, che per me era centrale perché è un film che parla del mare come bellezza, come violenza racchiude l’idea di cos’era la baleneria ma anche perché si sono riusciti a salvare le balene; il suono delle balene allestendo la cappella del doge in quel modo, quella è stata una visione molto iniziale: questa idea di poter venerare la balena quasi come un animale capace di parlarci di una dimensione. in fondo questo animale è un dinosauro, però è un mammifero, respira, però è un pesce, insomma è talmente tutto che non può che essere affascinante”.

“Moby Dick – La balena”, co-curata da Thyssen Bornemisza Art Contemporary, è una mostra di continue storie che hanno tempi e destini diversi. Non è mai una semplice rappresentazione, tanto che Achab, il personaggio chiave del libro insieme al capodoglio bianco, in fondo non c’è. Ma proprio questa sorta di assenza lo rende sempre presente al fianco del visitatore, come se lo guidasse, anche ad ascoltare il canto delle balene, che può essere un’esperienza commovente, ma pure il segnale di una caccia che sta per iniziare. E quando, nella notte più nera, la lancia del capitano si cala silenziosa in mare, lì nasce la letteratura contemporanea. Anche di questa emozione segreta ci parla, seppur indirettamente come nel libro cristallizzato di Tacida Dean, la mostra di Genova. (Leonardo Merlini)

Relazioni atlantiche: chiamati a scegliere

Più che del campo largo Meloni dovrebbe preoccuparsi della Casa Bianca. Infatti la brutale accelerazione imposta da Donald Trump alle relazioni atlantiche porterà scompiglio anche in casa nostra e metterà ulteriormente in tensione la nostra politica estera ed europea. Facendo esplodere una contraddizione che fin qui l’equilibrismo della premier ha potuto tenere sotto controllo.

Un equilibrio sempre più difficile

Che Meloni fino ad ora abbia gestito questo dossier con tutta la prudenza del caso era ovvio e forse perfino meritorio. Ma adesso quel nodo sta venendo al pettine. E di qui in avanti non basteranno le parole accorte e levigate della diplomazia a cavarci dall’imbarazzo.

Infatti dagli Usa è in arrivo una bufera di cui si può già intuire tutta la portata. Cosa di cui gli altri partner europei appaiono ben consapevoli. E il governo italiano, però, un po’ meno.

 

Lora delle scelte geopolitiche

Ora, può essere che l’Europa regga l’urto reinventando se stessa. E può essere che il suo periclitante equilibrio venga sconvolto buttando all’aria quel tanto di unità di cui siamo stati capaci.

In un caso e nell’altro il governo italiano si troverà a dover scegliere. O salire in ritardo sul carro dei volenterosi. Oppure battere la strada solitaria di un nazionalismo fuori tempo massimo. In un caso e nell’altro si tratterà di rischiare. E soprattutto di svelare la vera vocazione globale di questa maggioranza.

Un problema speculare ai dilemmi che l’opposizione a sua volta non riesce a sciogliere. Ma che esercitano un peso ben maggiore sulle spalle di chi si trova a governare. Per una volta, restare prudentemente in bilico non potrà essere la soluzione.

Fonte: La Voce del Popolo – 11 dicembre 2025

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Il conservatorismo “ingenuo” di Meloni contro il “ri-sorgimento” di Del Noce

Un conservatorismo ridotto alla retorica dell’identità

Nel suo intervento all’Acquario Romano, Giorgia Meloni definisce il conservatorismo come l’atto di “difendere ciò che si ama, ciò che ci ha resi ciò che siamo”, affermando che oggi “farlo è rivoluzionario, perché viviamo in un’epoca che ci spinge nella direzione opposta”.

La premier insiste sull’idea che una civiltà che “demolisce le cose belle e povere che ha creato” perda se stessa, e che solo “le identità forti non temono gli altri”. Anche l’apertura al mondo – sostiene – richiede prima “orgoglio di ciò che si è”, perché “quando si imparano le lezioni del passato allora si può saltare nel futuro”.

È una linea comunicativa coerente con la retorica internazionale dei conservatori, ma riduce la tradizione a un’operazione difensiva: preservare, custodire, resistere. Una prospettiva politicamente efficace, ma concettualmente povera, quasi banale rispetto alla complessità del pensiero a cui spesso la Destra si richiama.

Del Noce: la tradizione non conserva, ma fa ri-sorgere

Augusto Del Noce – spesso evocato ma raramente compreso – non pensava in termini conservatori. La sua categoria chiave non era “conservare”, bensì ri-sorgere: un’idea che trae origine dal nostro Risorgimento come evento storico, ma che egli eleva a categoria filosofica.

Per Del Noce, la tradizione non vive nella difesa dell’identità, ma nella capacità di rigenerare ciò che ci precede. Il passato è vero quando “risorge” come possibilità nuova, non quando viene protetto come reliquia.

In questo senso, tradizione e progresso non sono termini opposti: la tradizione autentica è progressiva nel suo ri-sorgere, mentre il progresso senza radice diventa mero movimento.

Il nucleo delnociano è lontano dalla retorica dell’identità forte: la tradizione è creativa, non identitaria; generativa, non difensiva.

Perché Meloni e Del Noce non convergono

La premier conclude il suo discorso affermando di essere “dalla parte giusta della storia”. Del Noce avrebbe diffidato profondamente di una simile affermazione: la storia non assegna patenti morali. Chiede invece discernimento, responsabilità e capacità di rinnovare ciò che si eredita.

La distanza teorica è evidente:

– Meloni interpreta la tradizione come ciò che si deve custodire per non indebolirsi;

– Del Noce la vede come ciò che deve ri-sorgere per diventare nuovamente vera.

Il risultato è che il conservatorismo identitario della premier difficilmente può incontrare la tradizione creativa del filosofo cattolico. Finché questa divergenza resterà inevasa, l’appello a Del Noce rimarrà un richiamo ornamentale, non una linea culturale.

La sinistra e il mito eterno della superiorità morale

Una radice antica della cultura politica italiana

La superiorità morale, o etica, non è affatto una invenzione recente della politica italiana. Non lo è perché è una cifra distintiva, nonché storica, della sinistra italiana. Una cifra, questa sì, che arriva da lontano. Perché la “diversità morale” era già un aspetto costitutivo del vecchio Pci e, non a caso, lo storico leader Berlinguer teorizzò la cosiddetta “alternativa morale al sistema di potere della Democrazia Cristiana” nel 1980. Un progetto fondato esclusivamente su quella superiorità morale ed etica che si è tramandata lungo l’intera filiera della sinistra italiana per esplodere poi in questi ultimi anni in modo persin macroscopico. Certo, era una prassi già massicciamente impiegata contro la Dc e in particolare contro quasi tutti i suoi principali leader e statisti. Salvo alcuni esponenti della sinistra interna più compiacenti con i voleri e i diktat dei comunisti dell’epoca.

Il giudizio morale come barriera al confronto politico

Ora, come emerge quotidianamente dai vari talk televisivi di approfondimento politico de La7, emittente saldamente guidata da conduttori politicamente schierati, è particolarmente difficile avviare un confronto politico civile, nonché costruttivo, con un interlocutore che si ritiene, anche senza dirglielo apertamente, moralmente inadatto a ricoprire determinati incarichi politici e soprattutto istituzionali. Perché non soltanto esiste un irriducibile pregiudizio politico ed ideologico nei confronti dell’avversario/nemico. Ma, su tutto, c’è una valutazione morale, e quindi etica, che delegittima alla radice qualsiasi possibilità per il nemico politico di poter ambire a governare. A livello locale come, e a maggior ragione, a livello nazionale.

Quando il progetto politico viene sostituito dal moralismo

Ecco perché, a volte, la carenza della politica, della proposta politica e del progetto politico vengono semplicemente sostituiti da altri ingredienti che, guarda caso, sono fondamentalmente anti-politici. E ricorrere sistematicamente alla superiorità morale ed etica, ieri come oggi, conferma il vizio egemonico ed intollerante della sinistra italiana. In tutte le sue multiformi espressioni. Anche perché è perfettamente inutile, come fanno molti ex dirigenti del Pci, esaltare e valorizzare oggi l’esperienza della Dc e il magistero pubblico di molti suoi leader e statisti dopo averli sistematicamente e scientificamente criminalizzati. A livello politico, culturale, di governo e soprattutto sul versante personale e morale.

Senza rimozione del pregiudizio non c’è alternanza

Basti pensare alle vicende di Donat-Cattin ed Andreotti, di Forlani o di Rumor, di Piccoli o Cossiga – solo per citarne alcuni – per rendersene conto. E sin quando questo pregiudizio, morale ed etico, non sarà radicalmente rimosso ed azzerato, non ci potrà essere una vera e propria democrazia dell’alternanza. Perché l’alternanza c’è nella misura in cui si riconosce l’interlocutore o avversario per quello che è. E non per quello che si vorrebbe che fosse.

Francia, la Messa tridentina riapre un dibattito che sembrava spento

Un dibattito che nessuno si aspettava

C’è qualcosa di sorprendente, quasi contro-intuitivo, nel dibattito che si è riacceso in Francia attorno alla Messa tridentina. Un Paese che da decenni si descrive come il laboratorio dell’indifferentismo religioso europeo — laïcité severa, cattolicesimo in caduta libera, parrocchie desertificate — scopre improvvisamente che la questione liturgica mobilita, divide, incuriosisce. “La Croix”, quotidiano cattolico tra i più autorevoli, dedica ora ampio spazio a un fenomeno che fino a pochi anni fa sarebbe apparso residuale: fedeli che partecipano con naturalezza tanto alla Messa secondo il rito ordinario quanto alla liturgia tridentina, pregando in francese e in latino senza percepirlo come una contraddizione.

Non solo comunità “tradi”

Secondo il giornale, non si tratta più soltanto delle comunità “tradi” (tradizionaliste) legate al rito preconciliare, né dei nostalgici di un passato idealizzato. Nel tessuto ecclesiale francese, sempre più frammentato, emergono gruppi di giovani e famiglie che vivono l’alternanza fra i due riti come un fatto normale. Una pratica che smonta lo schema rigido imposto negli ultimi anni dal dibattito polarizzato attorno al motu proprio “Traditionis custodes” di papa Francesco: da una parte i difensori della riforma liturgica del Vaticano II, dall’altra i custodi della forma antica. In Francia, però, accade qualcosa di diverso: la porosità tra i due mondi cresce, e la liturgia tradizionale non rappresenta più un’area di resistenza identitaria.

Lindifferenza non spiega tutto

La domanda è perché tutto questo avvenga proprio in Francia, Paese che dovrebbe essere più refrattario a simili discussioni. Forse perché, in una società colpita dal declino delle appartenenze, il linguaggio liturgico — antico o riformato — diventa uno spazio identitario sorprendente. Non identitario in senso politico, ma come luogo dove si percepisce ancora un “di più” simbolico, una verticalità che sfugge al consumo immediato.

La Francia, che pure si mostra indifferente alla religione, continua infatti a produrre minoranze vive, capaci di riaprire domande che sembravano sepolte: sul sacro, sulla bellezza, sul senso della tradizione. Così il dibattito sulla Messa tridentina, lungi dall’essere una questione per specialisti, diventa un piccolo laboratorio sociale e culturale, oltre che religioso. Un Paese che proclama la sua “laicità” come dogma non disdegna di interrogarsi ancora — forse più di prima — sulla forma della propria eredità spirituale.

Una sorpresa che riguarda tutta lEuropa

Che alcuni cattolici francesi preghino indifferentemente in latino e in francese non è solo una curiosità liturgica: è il segnale che, sotto la superficie, l’immaginario religioso continua a muoversi, a riorganizzarsi, a sorprendere.

In un continente che tende a confinare la fede nella sfera privata o nostalgica, la Francia dimostra ancora una volta la sua capacità di rompere gli schemi. Anche — e forse soprattutto — quando si parla di liturgia.

Decreto Ucraina agita ancora maggioranza. Fi: problema serio se Lega non vota

Roma, 11 dic. (askanews) – Una serie di riunioni che si susseguiranno anche nei prossimi giorni. In vista di una settimana, la prossima, che Ursula von der Leyen, considera “decisiva” per il conflitto in Ucraina. L’Europa prova a fare muro a favore di una pace “giusta e sostenibile” che – sono sempre le parole della presidente della Commissione – non contenga “i semi di futuri conflitti”. Oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a una videoconferenza con la coalizione dei Volenterosi e il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky. Ed è possibile che lunedì voli a Berlino per prendere parte a un vertice al quale però, come ha spiegato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, non si sa ancora se parteciperà anche Donald Trump.

E proprio il ruolo degli americani in questo processo di pace resta il passaggio più delicato per l’Unione che vuole scongiurare un loro disimpegno. “Stiamo lavorando affinché le garanzie di sicurezza includano serie componenti di deterrenza europea e siano realmente affidabili”, ha dichiarato Zelensky, rimarcando che la presenza e il sostegno degli Stati Uniti restano essenziali per questo obiettivo strategico. Ulteriori colloqui di pace tra americani e ucraini con gli europei dovrebbero proseguire sabato a Parigi, dove è prevista anche la presenza dell’Italia con il consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio.

Durante la videoconferenza di oggi, viene spiegato, la presidente del Consiglio avrebbe ribadito i concetti già espressi nell’incontro di un’ora e mezza di martedì scorso con il leader di Kiev. L’intenzione di palazzo Chigi resta sempre quella di avere un ruolo attivo, di ponte, tra le due sponde nel nome, come spiegato appunto due giorni fa, della “importanza dell’unità di vedute tra partner europei e americani”.

Una esigenza che Meloni ha sempre rimarcato sullo scenario internazionale ma che è importante anche sul fronte interno, dove la Lega continua a chiedere di “scommettere sul processo di pace” e sulle capacità di Trump mostrandosi dubbiosa sulla possibilità di votare quel decreto – che dovrebbe approdare nell’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno, il 29 dicembre – che consente di prorogare di altri dodici mesi l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev. Se la Lega non lo votasse “sarebbe certamente un serio problema politico, non ci sono dubbi”, dice l’azzurro Raffaele Nevi rimarcando l’ovvio, ossia che una tale spaccatura su un tema così importante di politica estera non potrebbe non avere conseguenze sul governo. Una delle ipotesi è quella di inserire una dicitura che contempli l’impegno a prendere in considerazioni eventuali sviluppi positivi verso la fine del conflitto.

Ancora prima che si arrivi al varo del decreto, d’altra parte, la premier sarà in Parlamento per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo che affronterà proprio la questione delle misure per utilizzare gli asset russi, altro tema delicato sul fronte interno visto che nel partito di Salvini si auspica addirittura che tornino presto a Mosca. Mercoledì la premier riferirà, prima alla Camera e poi al Senato, e anche in quell’occasione sarà necessario presentare una risoluzione su cui la maggioranza possa tutta concordare.

Domani lo sciopero generale Cgil: trasporti a rischio disagi

Roma, 11 dic. (askanews) – Domani la Cgil sciopera contro una manovra di bilancio ritenuta “ingiusta”. L’astensione dal lavoro interesserà tutti i settori, pubblici e privati, per l’intera giornata. In programma ci sono manifestazioni in numerose città, da Nord a Sud. Il segretario generale, Maurizio Landini, parteciperà al corteo di Firenze. Il cui concentramento è previsto alle 9 in piazza Santa Maria Novella, per poi giungere in piazza del Carmine dove il leader sindacale prenderà la parola per il comizio conclusivo. A Roma la manifestazione partirà alle 9 da Piazza Vittorio Emanuele II per terminare in via dei Fori Imperiali. Con lo sciopero generale la Cgil chiede al Governo di cambiare rotta e di aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva, dire no al riarmo, investire in sanità e istruzione e attuare vere politiche industriali.

Uno sciopero generale si fa “per creare naturalmente un problema, ma anche perché se ne parli”, dice Landini. In ogni caso “la legge prevede che lo sciopero sia annunciato molti giorni prima, che siano garantiti i servizi essenziali e che non si possano sommare scioperi nello stesso settore – afferma – una legge voluta dal sindacato per garantire i cittadini e, quindi, non è vero che non teniamo conti dei disagi dei cittadini”.

Il numero uno della confederazione di corso d’Italia aggiunge che “domani le piazze saranno piene . Le condizioni di vita sono peggiorate”. La Cgil non è isolata anche perché Cisl e Uil “hanno scelto altre forme di mobilitazione – conclude – siccome le risposte del Governo sono state negative, coerentemente, proseguiamo con la nostra battaglia”.

Nel trasporto pubblico locale (autobus, tram e metropolitane) lo stop sarà di 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia, stabilite a livello locale. A Milano mezzi pubblici fermi dalle 8.45 alle 15; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; a Genova dalle 9 alle 17.30 e dalle 20.30 a fine servizio; a Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Firenze dalle 8.15 alle 12.30 e dalle 14.30 a fine servizio (stop alla tramvia dalle 9.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio); a Napoli dalle 9.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio (il personale Eav della Circumvesuviana sciopera dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio); a Bari dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15,30 a fine servizio (il personale delle Ferrovie Sud Est sciopera dalle 8 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio); a Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20.30 a fine servizio; a Palermo dalle 8.30 alle 17.30 e dalle 20.30 a fine servizio. E’ esentato dallo sciopero il personale di Atac a Roma.

Nel trasporto ferroviario stop al personale addetto alla circolazione dei treni dalle 00.01 alle 21. Sono garantiti i treni a lunga percorrenza secondo gli accordi con le aziende (Trenitalia, Ntv) e rientranti nel periodo interessato dallo sciopero, sia quelli programmati nelle fasce orarie 6-9 e dalle 18 alle 21 del giorno di effettuazione dello sciopero del trasporto regionale. Nei porti i lavoratori si fermano per un’intera prestazione giornaliera. Lo sciopero sarà effettuato garantendo i servizi minimi indispensabili.

Nel trasporto marittimo nei collegamenti con isole maggiori ritardi di 24 ore alla partenza della nave (ad esclusione di linee e servizi essenziali); nei collegamenti con isole minori sciopero dalle 00.01 alle 24 (ad esclusione di linee e servizi essenziali). Stop dalle 00.01 alle 24 anche per rimorchio portuale, ormeggio, battellagio e pilotaggio, garantendo i servizi minimi. Per i taxi sciopero di 24 ore, articolato all’interno dei turni, garantendo i servizi minimi. Scioperano dalle 00.01 alle 24 per un’intera prestazione lavorativa gli addetti alla viabilità di autostrade e Anas (verranno garantiti i servizi minimi funzionali ad assicurare la sicurezza della circolazione stradale).

Scioperano dalle 00.01 alle 24 per un’intera prestazione i lavorativa del trasporto merci e logistica (vengono garantiti i trasporti di beni e prodotti essenziali), guardie ai fuochi, appalti ferroviari (addetti pulizia treni, stazioni, uffici, servizi accessori, ristorazione, accompagnamento treni notte), autonoleggio con conducente (garantite le fasce di garanzia 7-9 e 17-19) e senza, Rent a Car, noleggio con conducente (garantite le fasce di garanzia 7-9 e 17-19), soccorso stradale, gestione parcheggi e sosta, autoscuole, servizio scuolabus (il giorno 12 il personale sciopera per il solo servizio di ritorno dall’istituto scolastico), impianti a fune e trasporti funebri. E’ stato esentato dallo sciopero il settore del trasporto aereo per una proclamazione precedente.

La visione di Pierrakakis, neoeletto presidente dell’Eurogruppo

Bruxelles, 11 dic. (askanews) – “Le vecchie distinzioni che esistevano in Europa, con cui sono cresciute generazioni di europei, tra Nord e Sud, Est e Ovest, tra i cosiddetti paesi ‘frugali’ e i cosiddetti ‘spendaccioni’, sembrano essersi attenuate”, perché oggi devono tutti affrontare molte “sfide comuni” per le quali occorrono “politiche comuni”; c’è bisogno di conseguire “risultati concreti” per attuare le raccomandazioni dei rapporti di Mario Draghi sula competitività dell’economia europea e di Enrico Letta sul rafforzamento e completamento del mercato unico, e per questo serve “più cooperazione” tra gli Stati membri e “un’attenzione particolare al raggiungimento di risultati con agilità e rapidità”. E’ quanto ha detto, in sintesi, questa sera a Bruxelles, Kyriakos Pierrakakis, Ministro dell’Economia e delle Finanze della Grecia, che è stato eletto oggi nuovo presidente dell’Eurogruppo.

“Mi sento profondamente onorato – ha esordito Pierrakakis, in un intervento a sorpresa al termine della conferenza stalpa finale dell’Eurogruppo – della fiducia che i miei colleghi hanno riposto in me. Desidero ringraziarli sinceramente per la loro fiducia e per lo spirito di cooperazione dimostrato durante tutto questo processo. E desidero rendere un omaggio speciale a due persone eccezionali”. Il primo è il suo predecessore, l’irlandese Pascal Donohoe, “per la sua leadership negli ultimi anni, un vero costruttore di consenso all’interno dell’Eurogruppo”. Il secondo è l’altro candidato in lizza, il vicepremier e ministro delle Finanaze belga Vincent Van Petighem “per il modo costruttivo e collegiale con cui si è impegnato durante questo processo ” per eleggere il nuovo presidente dell’Eurogruppo. “Inutile dire che non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lui”.

“Negli anni a venire – ha annunciato Pierrakakis -, il mio obiettivo sarà quello di lavorare per mantenere l’Eurogruppo come un organismo unito e con obiettivi condivisi, concentrandoci sulla nostra moneta comune, sui nostri interessi economici comuni e sul progetto europeo, fondato sui valori fondamentali dell’Unione”.

“Ci sono due lezioni – ha continuato – che mi sono diventate più evidenti in queste ultime settimane e durante la mia partecipazione all’Eurogruppo di quest’anno. La prima è che le vecchie distinzioni che esistevano in Europa e all’interno delle quali sono cresciute generazioni di europei, le distinzioni tra Nord e Sud, Est e Ovest, i cosiddetti ‘frugali’ e i cosiddetti ‘spendaccioni’, sembrano essersi attenuate. E questo perché le sfide che affrontiamo sono abbastanza comuni, sono molto simili. Ci sono – ha ricordato Pierrakakis – sfide comuni in materia di difesa derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina. Abbiamo sfide comuni in materia di innovazione tecnologica, squilibri macroeconomici comuni che dobbiamo affrontare e che dobbiamo correggere. E a questo proposito – ha sottolineato -, anche le politiche che condurremo dovrebbero essere comuni”.

“Il secondo punto – ha aggiunto – riguarda proprio questo: il rapporto Draghi e il rapporto Letta: le politiche proposte dalla Commissione europea sono presenti. Sappiamo cosa dobbiamo fare, ma la nostra strategia dovrebbe diventare sinonimo di risultati concreti. Abbiamo bisogno di più cooperazione, più collaborazione, e di un’attenzione particolare al raggiungimento di risultati con agilità e rapidità. Ed è su questo che intendo concentrarmi mentre realizzeremo i programmi dell’Unione del risparmio e degli investimenti, del mercato unico, dell’euro digitale, e rafforzeremo le basi finanziarie dell’Eurozona, realizzando al contempo la crescita”.

Infine, Pierrakakis ha voluto spendere alcune parole sul suo paese, la Grecia, e sul suo popolo. “Credo che siano passati 10 anni da quando il dibattito qui a Bruxelles verteva – ha ricordato – sull’uscita o meno della Grecia dall’Eurozona. Eppure, la Grecia ha resistito. E questa è una testimonianza, direi, di molte cose. È una testimonianza della forza collettiva di un popolo. È una testimonianza della solidarietà europea ricevuta nel momento più difficile. È una testimonianza della mentalità riformista del governo di Kyriakos Mitsotakis nel realizzare riforme e cambiamenti. Ed è anche una testimonianza della piena comprensione collettiva di una generazione sia dei rischi dell’autocommiserazione che delle opportunità delle riforme. E lo dico perché questa lezione non è puramente nazionale. È fondamentalmente europea, in definitiva”.

“Affronterò questa responsabilità – ha concluso Pierrakakis – con umiltà e determinazione, impegnato a collaborare con tutti gli Stati membri per ottenere risultati significativi per i nostri cittadini e rafforzare le fondamenta di un’Europa forte, sicura di sé e pronta per il futuro”.

Social, Floridia: grande sfida è salvare persone da povertà digitale

Roma, 11 dic. (askanews) – “L’obiettivo di questo Intergruppo Parlamentare sui social network è quello di approfondire i temi della dipendenza digitale e l’uso consapevole degli smartphone”. Lo ha detto la presidente dell’Intergruppo Parlamentare Barbara Floridia, nel corso di una conferenza stampa al Senato assieme al vicepresidente dell’Intergruppo, Filippo Scerra, e al professor Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico e presentatore televisivo.

“In maniera trasversale noi legislatori dobbiamo capire e conoscere meglio questa dipendenza dai social che non riguarda solo i giovani ma anche gli adulti. Dobbiamo approfondire il tema e capire qual è l’evoluzione antropologica che si sta sviluppando per poterla normare o quantomeno per capire quelle azioni collettive che servono per proteggere i diritti e le libertà dei cittadini e delle cittadine”, ha spiegato la senatrice M5s.

“La nuova sfida, anche come legislatori, è quella di salvare le persone dalla povertà digitale, dalla povertà cognitiva e dalla perdita di sovranità personale, perché i nostri dati sono nostri e dobbiamo sapere quando i privati li usano, perché li usano e come li usano”, ha proseguito Floridia.

I social network contribuiscono a creare una “disinformazione costante, un deficit cognitivo e una dipendenza che contribuiscono ad allontanare le persone dalla vita reale, dalle relazioni sociali. Sono rischi che mettono in crisi l’intera società e anche la partecipazione democratica alla vita politica perché spesso i cittadini pensano che scrivere sui social equivalga a partecipare al dibattito pubblico e così non è”, ha spiegato Floridia sottolineando che il primo incontro dell’Intergruppo Parlamentare sarà il 15 gennaio sarà dedicato ai social e il mondo dell’infanzia.

“Tra i primi atti dell’Intergruppo ci sarà l’invito a intervenire in audizione al primo ministro australiano, Anthony Albanese, per approfondire la legge che ha reso l’Australia il primo Paese al mondo a vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni e a imporre alle piattaforme obblighi stringenti di bloccare o disattivare gli account degli under 16, con sanzioni milionarie per chi non si adegua”, ha aggiunto Floridia. “Vogliamo comprendere a fondo l’impatto di questa misura e trarne eventuali spunti per l’Italia”.

Da parte sua Schettino si è rallegrato dell’iniziativa. “E’ un inizio, abbiamo piantato un primo seme. E’ una bella cosa perché questa situazione dei social è un caos e nessuno ha la bacchetta magica per risolverla, ma noi adulti stiamo prendendo coscienza e secondo me anche i ragazzi perché sta salendo un po’ la nausea dell’uso eccessivo degli smartphone. Credo che si debbano coinvolgere i ragazzi un po’ più grandi, i ventenni, credo che ci daranno delle bellissime idee per trovare gli equilibri giusti”.

Unem, transizione ancora al passo: serve realismo per accelerare

Roma, 11 dic. (askanews) – Rispetto al 2024 la domanda mondiale di energia aumentata dell’1,8% su una media degli ultimi 15 anni dell’1,6%. Se si estende lo sguardo al 2000 l’incremento diventa del 58%, a fronte di un aumento della popolazione mondiale del 34%. Un progresso significativo della domanda che, nonostante l’attenzione verso la transizione energetica, continua a essere soddisfatta in larghissima parte dalle fonti fossili. Nel 2025 il petrolio si confermato ancora la prima fonte di energia a livello mondiale, con una quota superiore al 33%. Seguono il carbone, intorno al 27%, e il gas naturale, circa il 25% con le rinnovabili al 9% rispetto al 6% del 2015, mentre il nucleare si posiziona poco oltre il 5%. Uno scenario non diverso da quello europeo e italiano. Anche qui il petrolio si conferma la prima fonte di energia con il 42% (praticamente come nel 2000) e il gas consolida il suo 24%. Le rinnovabili si attestano intorno al 15% rispetto al 3% del 2000, “spiazzando” soprattutto il carbone e marginalmente il nucleare. Questo il quadro tracciato da Unem, Unione energie per la mobilit che ha presentato il preconsuntivo 2025 alla vigilia di una scadenza importante per la Ue, quella del 16 dicembre, con il dossier automotive sul tavolo in cui potrebbe essere presa la decisione di una revisione del divieto imposto alla vendita di nuove auto con motore a combustione interna a partire dal 2035. Unem ha messo in evidenza come i valori attuali del mix energetico siano non troppo lontani da quelli di venti anni fa, a riprova di come il percorso di transizione sia pi lento di quanto spesso venga rappresentato nel dibattito pubblico e come ancora una volta ogni indicazione debba seguire realisticamente un principio di neutralit tecnologica.

Gianni Murano, Presidente Unem: “Mai come in questo momento c’ bisogno di voltare pagina. Abbiamo detto pi volte, oggi il nostro preconsuntivo, che il futuro non pi quello di una volta e in effetti vero. Sono cambiate le priorit, sono diverse le strategie, l’assetto diciamo geopolitico fa s che noi dobbiamo assicurarci anche della sicurezza degli approvvigionamenti e quindi essere certi anche di quello che potr essere il futuro da un punto di vista energetico. I biocarburanti, e in particolare la libert tecnologica e quindi la possibilit di centrare la decarbonizzazione ma in modi diversi e sempre pi liberi, quindi non non mettendo nessun divieto ad alcuna tecnologia, sono la soluzione che noi ci aspettiamo che arrivi dal dalla commissione il 16 dicembre”.

Una spinta in particolare in Italia in questa direzione potrebbe arrivare secondo Unem dall’impiego delle risorse fiscali derivanti dall’allineamento tra accise del diesel e della benzina. “L’allineamento delle accise genera un flusso di cassa positivo di circa 600 milioni di euro l’anno e noi quello che chiediamo che una parte di questo flusso di cassa, che comunque fuso di cassa positivo, quindi in pi chi arriva alla fine dal dal settore dei carburanti venga dedicato alla conversione alla trasformazione del nostro settore per avere un settore sempre pi dei carbonizzato, sempre pi moderno e quindi favorire la conversione e non la fine del nostro settore”.

Sulla necessit di una razionalizzazione delle norme a livello europeo intervento anche il professor Ennio Cascetta, Coordinatore dell’osservatorio Sunrise Most: “I dati sono molto chiari diciamo basta metterli insieme e volerli leggere. Dal 2005 al 2019 le emissioni di CO2 dovute al trasporto su strada in Italia si sono ridotte del 18%, dal 2019, quindi pre Covid, a oggi sono aumentate del 4%, quindi mentre nei 20 anni precedenti se ha avuto una decarbonizzazzione trasporto stradale negli ultimi cinque anni c’ stata una ri-carbonizzazione nonostante le norme nonostante, gli incentivi perch evidentemente si semplificato la complessit di un mercato enorme e articolatissimo come quello del trasporto su strada che vede insieme lo scooter 50 con un Tir da 40 tonnellate tutti consumano tutti e emettono e il l’ipotesi che si fatta semplificativo a livello europeo e cio che il miglioramento e il passaggio all’elettrico individuata come unica opzione tecnologica nel breve periodo, perch 2030 domani mattina, stata un’assunzione che n nei fatti non stata confermata dal mercato. Le persone hanno continuato a comprare veicoli a combustione interna anche nei paesi pi virtuosi in Italia e fra i meno virtuosi, ma i paesi pi virtuosi come Norvegia, Danimarca, Olanda, eccetera, eccetera vero che si vendono molti pi veicoli elettrici rispetto a quanti se ne vendono in Italia, ma l’uso del petrolio per l’autotrazione in questi anni aumentato”.

Un invito a tagliare i costi energetici per le imprese per dare slancio alla produttivit, in uno scenario in cui la crescita del Pil destinata a rallentare arrivato dal direttore del Centro studi di Confindustria, Alessandro Fontana: “La cosa principale che noi paghiamo, sia famiglie che imprese, pagano l’energia pi di quanto non venga pagata in altri paesi europei e pi di quello che viene pagata fuori dall’Europa. Quindi siamo sicuramente danneggiati questo in termini sia di potere d’acquisto delle famiglie e che quindi sottraggono risorse ai potenziali consumi, e sia per le imprese perch gli aumenti i costi di produzione e quindi questa la priorit. Quella di agire sulla riduzione dei costi di energia quantomeno allineati almeno agli altri paesi europei con costi superiori agli Stati Uniti, ad esempio e ovviamente a Cina quindi gi questo il minimo necessario da fare”.

Investimenti senza precedenti per il gruppo Fs, 18 mld solo nel 2025

Roma, 11 dic. (askanews) – Investimenti senza precedenti quest’anno per il gruppo Ferrovie dello Stato italiane, con oltre 18 miliardi di euro, di cui circa sette miliardi dedicati all’attuazione del Pnrr e con una traiettoria complessiva che prevede ulteriori 177 miliardi entro il 2034. In pratica, per quest’anno, gli investimenti realizzati dal gruppo sono paragonabili, per grandezza, alla Manovra di bilancio che il Governo si appresta a varare.

Nel primo anno di attuazione del Piano Strategico 2025-2029, presentato alla presenza del vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, il gruppo ha avviato una traiettoria di trasformazione industriale e di sviluppo infrastrutturale con un’accelerazione decisiva nella qualit del servizio, promuovendo una mobilit sempre pi moderna, sostenibile e orientata al viaggiatore, come racconta l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Antonio Donnarumma:

“Io sono molto soddisfatto di come sta rispondendo l’organizzazione di ferrovie dello stato che ricordo la pi grande azienda infrastrutturale italiana con quasi centomila dipendenti con complessit endogene ma anche esogene molto importanti e nei suoi 120 anni di storia ha raggiunge il picco massimo mia raggiunto di investimenti con circa 18 miliardi in un solo anno e circa 7 miliardi di Pnrr”.

Per quanto riguarda la flotta, 241 sono i nuovi mezzi tra treni e bus consegnati nel primo anno di Piano, fra cui il Frecciarossa 1000 di nuova generazione, mentre sono stati 577 milioni i passeggeri trasportati nel 2025 e 253 milioni all’estero, con una crescita del 15%.

Buone notizie anche sull’operativo, con pi di 35mila treni riportati in orario con una crescita della puntualit nell’Alta velocit di circa tre punti percentuali, come prosegue Donnarumma: “La puntualit migliorata di diversi punti percentuali dall’anno scorso a quest’anno, ma il dato pi significativo lo abbiamo avuto confrontando il mese di luglio del 2024 che stato oggettivamente un mese molto complesso tanto da merita gli onori della cronaca, con il luglio del 2025 con dieci punti di percentualit superiori”.

Il Piano Strategico e il relativo aggiornamento puntano a generare valore sostenibile nel lungo periodo, rafforzando la solidit finanziaria del Gruppo e la capacit di sostenere un volume di investimenti inedito per dimensione e impatto sul sistema della mobilit.

Confermati anche gli obiettivi economici fissati al 2029: 20 miliardi di euro di ricavi, 3,5 miliardi di euro di Ebitda e un risultato netto pari a 500 milioni di euro, coerenti con la traiettoria di crescita prevista per i prossimi anni.

Panetta: "Mario Draghi ha cambiato la storia economica"

Roma, 11 dic. (askanews) – Alla Banca centrale europea Mario Draghi “ha cambiato la storia economica, da una situazione di grande difficoltà abbiamo avuto fase di stabilizzazione e maggiore serenità sui mercati”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nella sua “laudatio” in occasione della cerimonia per il conferimento a Mario Draghi del premio Bancor, dell’associazione Guido Carli e Banca Ifis, a Roma.

Era il periodo del “whatever it takes”, che “non fu un colpo di teatro – ha ricordato Panetta – ma una strategia ben studiata” e lanciata con “tempismo”, una delle diverse qualità di Draghi, e che risultò efficace anche per la credibilità di chi pronunciava le suddette parole.

Alla Banca d’Italia Draghi ha portato “un cambiamento verso la modernizzazione, vi do un esempio banale – ha proseguito -: prima di lui era impensabile telefonare al governatore sul cellulare, soprattutto per chi non aveva un posizione molto alta. Fu un cambiamento importante, una innovazione alla Banca d’Italia, dove le regole si rispettano”.

E poi l’ex governatore, ex presidente della Bce e del Consiglio dei ministri ha diverse “qualità personali: la prima è la curiosità intellettuale – ha detto Panetta – discute con chiunque. Invece è allergico e non sensibile agli ossequi. E poi voglio sottolineare l’apertura mentale, è quella che nel 2014-2015 gli ha permesso di capire che l’Europa rischiava la deflazione e che la linea che prevaleva in Europa del ‘non possiamo fare nulla’ era la più comoda e anche la più sbagliata”.

“Un’altra qualità – ha detto Panetta – è che non sta fermo: quando si è fatta una opinione, poi decide e ed agisce e non ha paura di prendersi delle responsabilità”.

Fi, Pier Silvio torna a chiedere rinnovamento, Tajani minimizza

Roma, 11 dic. (askanews) – “Facce nuove, idee nuove, programma nuovo”. Pier Silvio Berlusconi torna a chiedere un rinnovamento di Forza Italia e riporta a galla uno dei problemi strutturali del partito fondato dal Cavaliere. L’età media alta, il ricambio generazionale mai avvenuto, è una vecchia storia. Il leader Antonio Tajani, verso cui il figlio del Cavaliere ha espresso “gratitudine” per aver “tenuto in piedi il partito” dopo la morte del padre, “cosa tutt’altro che facile”, replica dall’India di “essere perfettamente in sintonia” con l’ad di Media for Europe, di “essere a favore del rinnovamento” e spiega che è esattamente “quello che stiamo facendo”. Insomma, “tutti i consigli sono preziosi” ma già “stiamo facendo emergere i giovani”.

La reazione tranquilla del vicepremier, tuttavia, non mette al riparo il partito dagli interrogativi su come cogliere un invito che non è più episodico ma, come fa notare un forzista a favore della linea del cambio generazionale, “pressante e ripetuto nel tempo”. La sollecitazione, arrivata ieri sera durante la tradizionale cena di Natale presso gli studi Mediaset di Cologno Monzese, è la seconda in cinque mesi. Anche a luglio scorso, a margine della presentazione dei palinsesti Mediaset, Pier Silvio aveva evidenziato che “il problema di Forza Italia è che sono anziani, non dico anagraficamente. Sono anziani per mentalità. Ci vorrebbe una iniezione di forze nuove”.

Nel frattempo, però, ci sono state le elezioni regionali e nella quasi totalità Forza Italia si è attestata come secondo partito della coalizione di centrodestra, davanti alla Lega. In un contesto di stabilità, in cui non è alle viste un calo di consensi di Giorgia Meloni, di cui Tajani, dati alla mano, è l’alleato numero uno, il ‘monito’ di Pier Silvio Berlusconi si scontra con la realtà e diventa, per ora, una velleità: “Fai parte di una cosa che forse vince di nuovo le elezioni politiche, non puoi immaginare di scalare il centrodestra”, analizza un forzista.

L’unica cosa che si potrebbe fare in questa fase, immaginano alcuni esponenti azzurri, è un cambio dei capigruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri. Ma anche in questo caso, ragiona chi parla a difesa di Tajani, “entrambi i gruppi, sia quello della Camera, che quello del Senato sono cresciuti”, quindi quantomeno servirebbe “una via di uscita dignitosa”. Il commento di Gasparri, raggiunto al telefono, è lapidario: “Ha parlato Tajani in maniera splendida”.

Chi si è sentito messo da parte dall’attuale classe dirigente azzurra guarda con “speranza” alle mosse di Roberto Occhiuto, governatore della Calabria, dove Fi è primo partito con il 17.98% più il 12,39% della lista del presidente. Mercoledì 17 dicembre, nella sede della stampa estera, quel Palazzo Grazioli, per anni residenza romana di Silvio Berlusconi, Occhiuto ha convocato l’evento “In libertà”, una delle parole simbolo della discesa in campo del Cavaliere e della sua storia politica. Oggi Occhiuto non commenta le parole di Pier Silvio ma nelle scorse settimane ha incontrato Marina Berlusconi, alimentando i retroscena sul fatto che gli eredi del fondatore di Fi lo considerino il profilo adatto a imprimere un nuovo corso. Tanto che al pranzo riservato con Occhiuto è seguito un incontro chiarificatore con Tajani. “L’iniziativa di Occhiuto è un sasso nello stagno, smuove le acque”, commenta un’osservatore attento delle dinamiche azzurre. E dà voce ai 2/3 dei voti del partito che vengono dal Sud mentre la classe dirigente viene dal Lazio e i Ministri dal Nord.

Sullo sfondo resta il tema della discesa in politica di Pier Silvio: “Non è un tema che oggi esiste. Tutte le mie energie sono dedicate a Mfe, alla nostra Europa e quelle che rimangono alla mia famiglia che è il centro della mia vita”, si schermisce lui. E a chi gli fa notare che nel 2027 avrà la stessa età di quando il padre Silvio scese in politica, replica con una battuta: “Questo lo avevo detto io… Oggi la scienza porta la vita ad allungarsi, c’è tempo..”. Tema solo rinviato dunque ma al pressing sul partito non rinuncia. “Io e Marina ci appassioniamo ai destini di Forza Italia. Siamo onesti: è naturale. Tra i lasciti di mio padre, uno dei più grandi, se non il più grande, è proprio Forza Italia”.

Il greco Pierrakakis eletto nuovo presidente dell’Eurogruppo

Bruxelles, 11 dic. (askanews) – I ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno eletto, oggi a Bruxelles, Kyriakos Pierrakakis, Ministro dell’Economia e delle Finanze della Grecia, Presidente dell’Eurogruppo. Il nuovo Presidente entrerà in carica il 12 dicembre 2025 e ricoprirà il suo mandato per due anni e mezzo. La prima riunione dell’Eurogruppo sotto la presidenza di Pierrakakis è attualmente prevista per il 19 gennaio 2026.

In lizza c’era anche un altro candidato, il vicepremier e ministro delle Finanze belga, Vincent Van Peteghem. A favore di Pierrakakis si era dichiarato, tra gli altri, il ministro tedesco delle Finanze, Lars Klingbeil, parlando alla stampa al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo, questo pomeriggio a Bruxelles.

Il fatto che l’Eurogruppo sarà guidato da un ministro greco, sostenuto dal collega tedesco, è un segno dei tempi cambiati, e un simbolo del “riscatto” della Grecia. Una situazione lontanissima da quella della crisi dell’Eurozona inziata circa quindici anni fa, e del “salvataggio” della Grecia 10 anni fa, quando il ministro tedesco dell’epoca, Wolfgang Schauble, chiedeva l’espulsione di Atene dall’euro a causa della disastrosa situazione delle sue finanze pubbliche. “Esattamente 10 anni fa predisponemmo, come Eurogruppo, le condizioni per il salvataggio della Grecia. Oggi è una nazione forte che celebriamo”, ha detto alla stampa subito dopo il voto il ministro francese delle Finanze, Roland Lescure, aggiungendo che questa “è una storia di solidarietà ed efficienza in Europa”.

L’Eurogruppo, ricorda una nota del Consiglio Ue, “è un organismo informale in cui i ministri degli Stati membri dell’Eurozona discutono questioni di interesse comune relative alla condivisione dell’euro come moneta unica. Il suo compito principale è garantire uno stretto coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri dell’Eurozona. Mira inoltre a promuovere le condizioni per una crescita economica più forte ed è responsabile della preparazione delle riunioni dell’Eurosummit (la riunione dei capi di Stato e di governo dei paesi partecipanti all’euro, ndr) e del loro follow-up”. L’Eurogruppo si riunisce solitamente una volta al mese, alla vigilia della riunione del Consiglio Affari economici e finanziari (Ecofin).

La prima riunione dell’Eurogruppo si tenne il 4 giugno 1998 a Lussemburgo. Il primo presidente dell’Eurogruppo fu il lussemburghese Jean-Claude Juncker, a cui sono poi succeduti l’olandese Jeroen Dijsselbloem, il portoghese Mário Centeno e l’irlandese Paschal Donohoe.

Nordio: indulto? Pi ragionevole evitare carcere preventivo

Roma, 11 dic. (askanews) – “Stiamo lavorando per una ridefinizione della situazione carceraria e dei criteri di carcerazione in tre direzioni: la pi importante in questo momento la detenzione differenziata di tossicodipendenti che pi che essere delinquenti da punire sono malati da curare. Serve una detenzione differenziata presso le comunit con adeguato controllo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine del dibattito ad Atreju sulla riforma della giustizia.

Inoltre, ha aggiunto, c’ “un 15% di detenuti non sottoposti a condanna definitiva, molti vengono prosciolti, quindi la detenzione risulta ingiustificata. Trovo pi ragionevole evitare si entri in prigione prima del processo, quando si presunti innocenti, pi che liberarli, sia pure per indulgenza, dopo la condanna quando si colpevoli conclamati”.

Migranti, Nordio: nuovo regolamento Ue pietra miliare, risolve incertezze

Roma, 11 dic. (askanews) – Il nuovo regolamento Ue sui paesi sicuri e i rimpatri “risolve al 99% tutte le incertezze giurisprudenziali che esistevano prima soprattutto sul concetto di paese sicuro, sulla competenza a determinare questa condizione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando ad Atreju al termine del dibattito sulla riforma della giustizia.

A chi gli chiede se le nuove regole riguardino chi ha gi un decreto di espulsione, Nordio risponde: ” una situazione che andr valutata caso per caso anche perch si trattato di una serie di discussioni che vanno approfondite ma in linea generale posso rispondere sicuramente che una pietra miliare verso la risoluzione del problema che aveva creato tante incertezze”.

“Il concetto di paese sicuro seguiva dei criteri che potevano essere esposti a varie interpretazioni. Io ho criticato in alcune sentenze il fatto che non motivavano caso per caso quale fosse la ragione per cui quel paese era ritenuto sicuro o non sicuro. Oggi il fatto che la competenza a definire sicuro un paese sia devoluta a questo organo che ha gi fatto un elenco e che quindi vincolante per i nostri giudici render superflua qualsiasi altra interpretazione pi o meno differente”, ha concluso.