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Albanese e "il monito" ai giornalisti. Meloni: la libertà di stampa va difesa senza ambiguità

Milano, 29 nov. (askanews) – “La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sui social in cui – senza nominarla – sembra far riferimento alla Relatrice Onu Francesca Albanese, che oggi all’evento organizzato dal Global Movement to Gaza a Roma Tre, ha condannato l’assalto a La Stampa auspicando però che l’episodio sia “monito” alla redazione del quotidiano per “tornare a fare il proprio lavoro”.

Per la premier “è molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza.Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso”.

Tra chi ha preso posizione anche Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, che sui social X – senza fare nomi – scrive un messaggio senza ambiguità: “Aggredire la redazione di un giornale con azioni squadristiche è un atto intollerabile, e non esiste alcuna ragione che possa giustificarlo. Solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti de La Stampa”. Anche su X il messaggio Albanese lamentava comunque distorsioni mediatiche e la mancanza di risalto alle manifestazioni in piazza “oscurate da questa singola notizia”, ovvero l’assalto alla redazione de La Stampa.

Oggi tra i tanti cartelli contro il governo che si leggono nella manifestazione a Roma in favore di Gaza e contro il riarmo, le immagini della presidente del consiglio Giorgia Meloni e dei ministri Salvini, Tajani, Crosetto con sotto la frase “Complice di genocidio”. Tanti i volti del movimento Pro Pal presenti alla manifestazione. Da Greta Thunberg a Moni Ovadia, dalla portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, agli attivisti Thiago Avila e Vincenzo Follone. Durante la manifestazione, quando il corteo è arrivato al Colosseo, è stata data alle fiamme una bandiera a stelle e strisce degli Stati Uniti d’America. “Viva Maduro, viva Chavez, per i popoli in lotta dell’America Latina”, è stato scandito al megafono. “Giù le mani dal Venezuela”, è stato scandito dagli slogan.

(foto da video sui social)

Emis Killa annuncia la tracklist di "Musica Triste"

Milano, 29 nov. (askanews) – In attesa dell’uscita del suo nuovo album, “Musica Triste”, previsto per venerdì 5 dicembre, Emis Killa annuncia la tracklist ufficiale. Per svelare i titoli delle canzoni che comporranno il nuovo album, un progetto in cui sonorità, linguaggio e stile rappresenteranno la quintessenza del rap, l’artista ha condiviso sui suoi social un video dall’atmosfera misteriosa e al contempo intima, mentre, seduto al pianoforte, suona la Sonata No. 14 “Moonlight” di Beethoven, in un’unione unica tra la sua anima hip-hop e la controparte classica. Il disco, tredicesimo progetto discografico dell’artista, tra album, EP e Mixtape, sarà composto da 15 tracce che si arricchiranno presto anche dei nomi degli ospiti che hanno preso parte al nuovo lavoro di Emis Killa, al momento ancora non svelati. “Musica Triste”, a distanza di oltre due anni dall’ultimo album “Effetto Notte”, certificato disco di platino, porterà con sé tutta la carica hip-hop di uno dei nomi più affermati della scena, con una penna che si preannuncia essere più affilata che mai e che riserverà grandi sorprese artistiche in chiave rap. “Musica Triste” è già in preorder nei formati fisici CD e LP, di cui sono disponibili le varianti CD autografato, LP rosso autografato, LP nero marmorizzato rosso e LP nero marmorizzato rosso autografato e in presave su tutte le piattaforme digitali.

L’album completa un anno all’insegna della musica e dei grandi eventi live per Emis Killa. Dopo la pubblicazione di “In auto alle 6:00”, collaborazione con l’artista e amico di lunga data Lazza, infatti, lo show evento EM16 è stato la continuazione in grande stile della celebrazione dell’hip-hop e della carriera di Emis Killa, in seguito al successo di EM15 nel 2024.

L’impegno di Apab per una “democrazia del cibo”

Firenze, 29 nov. (askanews) – Unire qualit, diritti, sostenibilit e nuove opportunit per chi vuole coltivare e trasformare la terra in modo responsabile, riuscendo a rimanere sul mercato, e avvicinando produttori biologici e biodinamici alle scuole, alle mense, in generale alla collettivit. Quello della “democrazia del cibo” uno dei temi centrali del 39esimo convegno nazionale dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica Apab, dal titolo “Agricoltura come Arte sociale”.

“Quindi cosa vogliamo fare? Vogliamo portare gli agricoltori, i loro prodotti, nelle mense, nei ristoranti, nelle mense pubbliche, negli ospedali, dove c’ bisogno di alzare la qualit e soprattutto far capire al sistema Paese che la via della trasformazione nel modello agricolo, bio, una via che fa la differenza”, spiega il presidente di Apab, Carlo Triarico. “I territori, se si uniscono insieme, per esempio, come con i biodistretti, e la nuova potenziale capacit di aggregazione sui territori -aggiunge- insieme possono coinvolgere la popolazione per un salto di qualit di cui abbiamo bisogno in Italia”.

Apab si muove di concerto con tutte le principali sigle che, a vario titolo, dall’ambientalismo alla biodiversit, alla filiera corta, condividono questi obiettivi: “Oggi – commenta Lucio Cavazzoni Presidente del Bio-distretto dell’Appennino Bolognese – parlare di democrazia del cibo vuol dire parlare anche di democrazia e di possibilit, di opportunit di lavorare la terra e di ritornare ad un’agricoltura e ad un allevamento artigiani. Artigiano perch questa la modalit che ci consente la relazione con la natura, con la terra, con tutto il vivente”

Dal convegno di Firenze parte un tour europeo che passer l’11 dicembre da Roma, per rilanciare la Dichiarazione di Bruxelles e promuovere politiche alimentari sostenibili.

Calcio, Genoa-Verona 2-1: prima vittoria per De Rossi

Roma, 29 nov. (askanews) – Sorride il Genoa di Daniele De Rossi che batte il Verona in rimonta 2-1. È il Verona a spingere di più, rendersi pericoloso e a trovando il gol del vantaggio con una ribattuta vincente di Belghali. Il gol nasce da un errore di Østigård, che si lascia vincere dal pressing da Mosquera. I padroni di casa, tuttavia, non demordono e riacciuffano la gara con Lorenzo Colombo. L’attaccante rossoblù, imbeccato con una palla alta di Vitinha, non lascia scampo a Montipò dal centro dell’area.

Tutt’altro Genoa nella ripresa, che soffre, soprattutto dopo il gol, e porta a casa una vittoria preziosissima. Rossoblù più pericolosi in avvio, soprattutto con Vitinha, al quale viene annullata anche una rete per fuorigioco al 50esimo. Ciononostante, i padroni di casa aumentano la pressione e, dopo il palo colpito da Østigård, vanno in vantaggio con Thorsby al 62esimo. Il norvegese capitalizza un gran cross verso l’area di Ellertsson e insacca alle spalle di un incolpevole Montipò. Nel finale forcing del Verona, vicino al pari prima con Orban e poi con Giovane.

Formula1, Sprint in Qatar: Ferrari lontanissima dal podio

Roma, 29 nov. (askanews) – Amaro sfogo di Charles Leclerc 13esimo) e Lewis Hamilton (17esimo) dopo la Sprint del Qatar in cui hanno chiuso lontanissimi dal podio. “Nelle prove libere avevamo provato una modifica sul feeling dello sterzo ma non aveva funzionato – le parole di Leclerc – In gara non so proprio dire cosa sia successo. Mi hanno detto che c’era qualcosa di rotto al posteriore ma non era così. Forse qualcosa davanti invece. Di sicuro nei primi giri la mia unica preoccupazione era cercare di stare in strada. E anche dopo non avevo possibilità di attaccare i miei avversari”.

“Dove vorrei essere piuttosto che qui? Mah, magari in spiaggia, a fare surf, oppure in montagna. Ho bisogno di stare un po’ con la mia famiglia e di ritrovare la mia energia – le parole di Hamilton – La notte scorsa sono rimasto sveglio fino alle sei, praticamente non ho dormito pensando a come migliorare la macchina, a cosa fare di più e a dare informazioni migliori. Soprattutto per i ragazzi ai box e anche per quelli in fabbrica a Maranello. Non molliamo, continuiamo a spingere e nonostante tutte le difficoltà che stiamo vivendo io rimango positivo”.

Il piano di pace per Gaza, stenta a prendere forma la forza di stabilizzazione

Roma, 29 nov. (askanews) – Stenta a prendere forma la Forza internazionale di stabilizzazione prevista dal piano di pace del presidente americano Donald Trump per la Striscia di Gaza, a fronte delle crescenti preoccupazioni dei paesi disposti a inviare truppe riguardo alla possibilità che i soldati possano essere costretti a usare la forza contro i palestinesi. Lo riporta il Washington Post.

L’Indonesia, che aveva annunciato la propria disponibilità a inviare fino a 20.000 uomini, sta ora valutando il dispiegamento di un contingente molto più ridotto, secondo funzionari di Giacarta. Anche l’Azerbaigian, che avrebbe dovuto inviare truppe, sta ora rivalutando la situazione, secondo quanto affermato da funzionari a conoscenza delle discussioni. E nessun paese arabo si è impegnato finora a inviare soldati.

“Un mese fa, la situazione era migliore”, ha detto al Wp un funzionario regionale a conoscenza delle discussioni. Stando alla risoluzione approvata il 17 novembre scorso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Forza internazionale di stabilizzazione ha il mandato di “smilitarizzare” la Striscia di Gaza, garantire la sicurezza dei confini e proteggere i civili e le operazioni di soccorso.

“Vogliono che la Forza internazionale di stabilizzazione entri a Gaza e ripristini, tra virgolette, la legge e l’ordine e disarmi qualsiasi resistenza – ha detto un alto funzionario del ministero degli Esteri indonesiano – è questo il problema. Nessuno vuole farlo”.

Secondo fonti al corrente dei piani Usa, la Forza di stabilizzazione dovrebbe contare su 15.000-20.000 soldati. L’obiettivo è che venga dispiegata “all’inizio del 2026”, ha detto un funzionario statunitense, aggiungendo: “Stiamo valutando degli impegni. Nessuno invierà truppe dal proprio Paese senza comprendere i dettagli della missione”.

Formula1, Piastri vince la Sprint in Qatar

Roma, 29 nov. (askanews) – Oscar Piastri torna a sorridere nella notte di Doha, riportandosi al centro della scena con una vittoria che rimette in moto le sue ambizioni iridate. Il successo nella Sprint del Qatar pesa doppio: restituisce fiducia al pilota McLaren dopo settimane complicate e, soprattutto, regala due punti preziosi nella rincorsa al compagno di squadra Lando Norris. Sullo sfondo, Max Verstappen continua a inseguire, stringendo i denti in un weekend difficile per la Red Bull ma riuscendo comunque a contenere i danni. A due gare dalla fine, con 50 punti ancora disponibili, il Mondiale resta una storia tutta da scrivere. Alla vigilia Verstappen aveva chiarito che la Sprint sarebbe stata una gara di sopravvivenza: “resistere” era l’unico obiettivo realistico dopo una qualifica deludente e una RB20 tormentata dal bouncing. Missione compiuta: l’olandese ha guadagnato due posizioni al via e chiuso in quarta piazza, alle spalle di un terzetto composto dal vincitore Piastri, dalla Mercedes di George Russell e da Lando Norris. Il risultato permette a Verstappen di perdere un solo punto dal leader del Mondiale: ora il suo distacco è di 25 lunghezze. Piastri ne approfitta e riduce a 22 lo svantaggio dal compagno di box. Il duello per il titolo resta così un triangolo ancora matematicamente aperto, con McLaren e Red Bull attese al decisivo confronto delle ultime due tappe

Il Papa: è urgente richiamare alla pace, unità e riconciliazione

Città del Vaticano, 29 nov. (askanews) – “Quanto sentiamo urgente, oggi, questo richiamo! Quanto bisogno di pace, di unità e di riconciliazione c’è attorno a noi, e anche in noi e tra noi!”. Lo ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia pronunciata al Volkswagen Arena di Istanbul, l’impianto al coperto che sta ospitando la celebrazione della messa presieduta dal pontefice.

“Come possiamo contribuire a rispondere a tale domanda? – si è pi chiesto Papa Prevost – Ci facciamo aiutare, per capirlo, dal ‘logo’ di questo viaggio, in cui uno dei simboli scelti è quello del ponte”, è stato il suo richiamo.

“Tale immagine può farci pensare anche al famoso grande viadotto che in questa città, attraversando lo stretto del Bosforo, unisce due continenti: Asia ed Europa. Ad esso, col tempo, si sono aggiunti altri due passaggi, cosicché attualmente i punti di congiunzione tra le due sponde sono tre. – ha quindi proseguito nella sua omelia – Tre grandi strutture di comunicazione, di scambio, di incontro: imponenti a vedersi, eppure tanto piccole e fragili, se paragonate agli immensi territori che collegano”, ha, quindi, concluso.

Mattarella: totalitarismi e razzismi non trovino più giustificazione

Roma, 29 nov. (askanews) – “In un tempo di cambiamenti così rapidi e profondi, avvertiamo ancor più il dovere di rendere testimonianza affinché le guerre, i totalitarismi, i razzismi, le discriminazioni vengano respinte e mai più trovino indifferenza, o peggio, giustificazione”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente Dario Venegoni in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED.

“Conoscere e non dimenticare è necessario per costruire il futuro, riaffermando e radicando i principi di dignità della persona su cui poggiano la libertà, la pace, la giustizia, la democrazia, conquiste di civiltà che sono costate grandi sofferenze ai nostri padri e che ogni generazione ha il compito di rafforzarne i presupposti civili e morali”, ha sottolineato Mattarella nel messaggio.

“L’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti, Medaglia d’oro al merito civile, sin dalla fine della guerra, ha tenuto alta la memoria e trasmesso ai più giovani i valori della Costituzione e gli ideali della Resistenza, cui contribuirono, con eroica dedizione, gli internati nei lager”, ha ricordato il capo dello Stato, concludendo: “La Repubblica, con spirito di riconoscenza, saluta i partecipanti all’Assemblea dell’ANED, nell’ottantesimo anniversario della fondazione”.

Assalto alla redazione de La Stampa: identificate 34 persone

Roma, 29 nov. (askanews) – Sono 34 le persone identificate dagli agenti della Polizia di Stato di Torino in relazione all’assalto avvenuto a Torino nella redazione del quotidiano “La Stampa”, nel corso delle manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Tra i soggetti segnalati anche attivisti vicini al centro sociale Askatasuna e a diversi collettivi studenteschi.

Ieri pomeriggio un centinaio di manifestanti “Pro Pal”, durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri si è allontanato dal corteo e,  al grido di slogan come “giornalista terrorista, sei il primo della lista”, ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro a Torino del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: “Fuck Stampa” e in verde “Free Shahin”, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

(foto dai social)

Riformisti dem a Prato battono un colpo: ci siamo e non molliamo

Prato, 29 nov. (askanews) – Anche qui di ruggine, volendo, ce ne sarebbe. Qui, dove a fare gli onori di casa è l’ex sindaco, campione di preferenze alle ultime Regionali, con oltre 22mila voti, ma tenuto fuori dal Giani bis. Ma la mission della reunion a Prato dei riformisti Dem non è questa, non è né la polemica locale né quella nazionale. Non è ‘sparare’ a zero sui “compagni di Montepulciano”, sull’area che appoggia, con varie sfumature, la segretaria Elly Schlein, ma dire forte e chiaro che dentro il Pd i riformisti – presenti stamani Giorgio Gori, Lorenzo Guerrini, Filippo Sensi, Simona Malpezzi – sono vivi e vegeti, che vogliono dire la loro e che non molleranno, non toglieranno il disturbo. Anche in questa storia dem, storia di città toscane e di Capitale, c’è un Matteo, ma non è quel Matteo di cui il Pd conserva imperitura memoria.

Matteo Biffoni, neo consigliere regionale ed ex sindaco di Prato, lo mette subito in chiaro cosa sono venuti a fare al cinema Garibaldi: “Chi ha la passione della politica oggi può essere qui come da un’altra parte, noi siamo qui per aprire il dialogo con imprese e manifatture perché il Pd riprenda questa discussione, questo è il compito del Pd e noi non vogliamo abdicare in alcun modo”. Quindi, non ci sono “lese maestà” a dire certe cose, né volontà di sovvertire gli esiti del congresso che “rispettiamo” ma, anzi, “con un pizzico di arroganza – avverte Biffoni – pensiamo di essere parecchio utili”. Al Pd, ovviamente. Anche se, osserva Filippo Sensi, senatore Dem, “questo riformismo fa paura e prurito, soprattutto dalle nostre parti e saluto i compagni della mozione Montepulciano. Noi ci siamo eccome e restiamo”.

Del resto, lo va dicendo da giorni Giorgio Gori, da Prato non esce un “posizionamento” dell’area riformista ma escono una serie di proposte. Le elenca proprio lui, l’ex sindaco di Bergamo ed ora europarlamentare, tenendosi lontanissimo dalla polemica politica – come dalla postura del frontman – per declinare, invece, le “idee” (“estendere a tutte le pmi i benefici fiscali oggi riconosciuti solo a chi investe in start up innovative”; corsie rapide per la “buona immigrazione”, quella dei “profili qualificati”, abbattimento dei costi dell’energia, Irpef ribassata per i giovani, per dirne alcune), quelle che servono a dire che “qua abita la sinistra amica delle imprese”. Seduto in prima fila Lorenzo Guerrini, presidente del Copasir, tace e ascolta.

E’ la sinistra che, insomma, piace a Marco Bentivogli, ex leader dei metalmeccanici della Cisl, che dal palco di Prato, applauditissimo, ricorda che “essere riformisti è avere l’obbligo della realtà”. E poi che, tanto per tornare in ambito sindacale, “politicizzare il conflitto di classe” non ha fatto bene ai corpi sociali, che devono innanzitutto rappresentare una “condizione”, più che un’idea. E si sa quanto sia stato amaro, e non esaurito, il dibattito sul Pd “partito delle ztl”. Applausi anche per Tommaso Nannicini, ex sottosegretario del governo Renzi, “preoccupato dalle culle vuote, ma anche dagli aerei pieni di giovani che lasciano l’Italia”, e un applauso particolarmente convinto a Lucia Aleotti, vice presidente di Confindustria per il Centro studi, quando dice che i migranti che “servono” alle imprese “non sono quelli che stanno dintorno alle stazioni”.

Poi i big se ne vanno e restano i militanti locali, quelli che hanno scelto Prato invece che Montepulciano. “Chissà se Matteo avrà la forza o se gli faranno passare la voglia”, sussurrano, uscendo dal cinema Garibaldi. E anche stavolta è un altro Matteo ma il discorso, a distanza di tanti anni, sembra lo stesso.

Mattarella: totalitarismi e razzismi non trovino più giustificazione

Roma, 29 nov. (askanews) – “In un tempo di cambiamenti così rapidi e profondi, avvertiamo ancor più il dovere di rendere testimonianza affinché le guerre, i totalitarismi, i razzismi, le discriminazioni vengano respinte e mai più trovino indifferenza, o peggio, giustificazione”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente Dario Venegoni in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED.

Nazismo, Mattarella: non dimenticare necessario per costruire futuro

Roma, 29 nov. (askanews) – “Conoscere e non dimenticare è necessario per costruire il futuro, riaffermando e radicando i principi di dignità della persona su cui poggiano la libertà, la pace, la giustizia, la democrazia, conquiste di civiltà che sono costate grandi sofferenze ai nostri padri e che ogni generazione ha il compito di rafforzarne i presupposti civili e morali”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED, al Presidente Dario Venegoni.

“L’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti, Medaglia d’oro al merito civile, sin dalla fine della guerra, ha tenuto alta la memoria e trasmesso ai più giovani i valori della Costituzione e gli ideali della Resistenza, cui contribuirono, con eroica dedizione, gli internati nei lager – sottolinea il capo dello Stato -. La Repubblica, con spirito di riconoscenza, saluta i partecipanti all’Assemblea dell’ANED, nell’ottantesimo anniversario della fondazione”.

Sfera Ebbasta raddoppia San Siro dopo il fulmineo sold out

Milano, 29 nov. (askanews) – Fulmineo sold out per Sfera Ebbasta e il suo iconico show $€LEBRATION allo Stadio San Siro di Milano: polverizzati in poche ore i biglietti per l’8 luglio 2026, confermando una volta in più la straordinaria forza d’impatto del Trap King.

Un successo talmente esplosivo da spingere Sfera a raddoppiare l’appuntamento annunciando una seconda infuocatissima data nella Scala del Calcio, prodotta da Vivo Concerti e in programma il 9 luglio.

San Siro si prepara a illuminarsi per due serate consecutive a ritmo di $€LEBRATION: una doppia data-evento per ripercorrere e celebrare -hit dopo hit- i 10 anni di musica di Sfera, che gli sono valsi ad oggi 234 Dischi di Platino, 35 Dischi d’Oro e l’affetto incondizionato del suo pubblico.

I biglietti per la nuova data saranno disponibili su www.vivoconcerti.com dalle ore 14:00 di oggi (28 novembre), e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di mercoledì 3 dicembre. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Manovra, Uil: cambiare su fisco, sanità e pensioni. A gennaio confronto sul welfare

Roma, 29 nov. (askanews) – La Uil riconosce al Governo di aver accolto la proposta di detassare gli aumenti contrattuali. “Prendiamo atto di questo risultato e lo portiamo a casa”, dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri che, però, chiede di aumentare il tetto a 40mila euro e fare di più su fisco, sanità e pensioni.

A sostegno di queste richieste la confederazione sindacale ha riunito, a Roma, duemila delegati per suggerire modifiche e miglioramenti alla manovra durante l’iter parlamentare. Bombardieri ha anche lanciato l’idea di un confronto sul welfare, a partire da gennaio, con istituzioni e parti sociali. “Dobbiamo affrontare una discussione bipartisan che coinvolga tutti, senza che a pagare il prezzo delle scelte siano sempre i lavoratori – ha detto il numero uno della Uil – aprire una discussione per analizzare che cos’è lo stato sociale oggi e quale sarà la condizione del welfare domani”.

Pur affermando che “il pluralismo sindacale è una ricchezza”, Bombardieri ha invitato Cgil e Cisl a “ricostruire un percorso unitario. Dimentichiamo le difficoltà e le diversità di vedute. Misuriamoci sui temi di questo Paese e proviamo a farlo insieme”. Intanto, sulla manovra le tre confederazioni hanno fatto scelte contrapposte: oggi l’iniziativa della Uil, venerdì 12 dicembre lo sciopero generale proclamato dalla Cgil e il giorno successivo la manifestazione della Cisl in piazza Santi Apostoli, a Roma, per un patto sociale su lavoro, crescita e partecipazione.

“La detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri – spiegato Bombardieri – e apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione, ci permettiamo di dire su come applicare l’articolo 39 della Costituzione. La contrattazione risente di tanti problemi per i contratti in dumping, per associazioni datoriali inesistenti e organizzazioni sindacali che non esistono. E’ arrivato il momento di discutere di questi temi”.

Ci sono tuttavia “altri problemi che non sono stati risolti dalla legge di bilancio – ha aggiunto – riguardano il fisco perché si continua ad avere l’idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare; la sanità con 6 milioni di persone che non si curano più; le pensioni e noi continuiamo a insistere per riavere Opzione donna nella formulazione originale e una pensione di garanzia per i giovani”.

Il segretario generale della Uil ha infine sollecitato un’assunzione di responsabilità da parte di esecutivo, comune di Taranto e Regione Puglia sulla vertenza dell’ex Ilva. “E’ sostanzialmente chiusa – ha concluso – bisognerebbe avere il coraggio di dire che l’Ilva è chiusa, dire che per salvaguardare 12.000 posti di lavoro bisogna guardare al futuro. Le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Ognuno si assuma la sua responsabilità. Comune di Taranto e Regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità”.

Schlein con i ‘suoi’ a Montepulciano: "si riparte da noi" per alternativa

Montepulciano (Si), 29 nov. (askanews) – “Si riparte da noi”. Può essere questo lo slogan della tre giorni a Montepulciano (Si) organizzata da Dems di Andrea Orlando, AreaDem di Dario Franceschini ed ex Articolo 1 di Roberto Speranza, in un momento di snodo, con la tornata delle regionali appena conclusa e lo sguardo alle Politiche del 2027.

Le componenti del Pd che hanno sostenuto al congresso la mozione della segretaria Elly Schlein ‘Parte da noi’, hanno deciso di confrontarsi tra “chi crede nel cambiamento” del partito, riaffermando la leadership della segretaria e mettendo sul tavolo le questioni più urgenti, dal ‘disordine mondiale’ (“per indicare finalmente il posizionamento giusto del Pd sulle questioni internazionali”) al referendum sulla giustizia, dal lavoro alle diseguaglianze, i temi di un programma da costruire che peserà sulle future alleanze.

A Montepulciano è arrivato anche chi aveva ‘puntato’ su Stefano Bonaccini durante le primarie e che poi si è spostato verso Schlein: Dario Nardella (oggi Area Dem) e i neo-ulivisti di Crea, come Anna Ascani e Marco Meloni. Anche Gianni Cuperlo che aveva sostenuto Schlein in seconda battuta, dopo essersi ritirato. Diversi i parlamentari presenti: Provenzano, Misiani, Sarracino e Rossomando (Dems), Sereni e Di Biase (Area Dem), Fornaro, Scotto, Guerra e Stumpo (ex Art.1) e poi Serracchiani, Boldrini.

Nella tensostruttura allestita ai giardini di Poggiofanti si sono registrate oltre 1.200 persone in vista delle conclusioni della tre giorni che terrà la segretaria, domani alle ore 12,30.

“Sentivamo tanto il bisogno di stare insieme, di poterci confrontare, di immaginare un Paese differente e offrire un tetto a chi ha creduto e a chi crede nel cambiamento del Pd, a chi ha scelto di cambiare con noi questo Paese. A Montepulciano si rafforza la costruzione di una alternativa plurale, credibile, alla peggiore destra della storia del Paese”, ha detto nel suo intervento il deputato e membro della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, il quale ha affermato: “Da qui ribadiamo che non arretreremo sui grandi passi in avanti fatti sulla linea politica dal Partito democratico e dal suo gruppo dirigente in questi due anni”.

Mps-Mediobanca, Schlein: ruolo opaco di governo e Mef

Roma, 29 nov. (askanews) – “Il quadro che emerge dall’inchiesta in corso sulla operazione di MPS su Mediobanca conferma le gravi preoccupazioni che abbiamo espresso nei mesi scorsi, in particolare per il ruolo opaco del governo e del MEF. L’unico interventismo in economia lo ha dimostrato favorendo scalate di cordate considerate amiche, anziché far rispettare il corretto funzionamento delle regole di mercato. La magistratura farà il suo lavoro, ma Giorgetti venga subito a riferire in Aula per chiarire al Paese tutti gli aspetti di questa vicenda”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Ucraina, Zelensky nomina Umerov capo negoziatore

Roma, 29 nov. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa (NSDC) Rustem Umerov, al posto dell’ex capo del suo ufficio Andriy Yermak, a capo della delegazione per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti, i suoi alleati e la Russia, secondo un decreto pubblicato oggi sul sito web di Zelensky.

“Umerov Rustem Enverovich, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina, è a capo della delegazione”,per la partecipazione ai negoziati con gli Stati Uniti e altri partner internazionali dell’Ucraina, nonché con i rappresentanti della Russia, per raggiungere una pace giusta e duratura si legge nel decreto.

La delegazione comprende anche il consigliere del capo dell’ufficio presidenziale Oleksandr Bevz, il capo dell’intelligence della difesa Kyrylo Budanov, il capo di Stato maggiore Andrii Hnatov, il capo dei Servizi segreti esteri Oleh Ivashchenko, il viceministro degli Esteri Sergiy Kyslytsya, il vicesegretario del NSDC Yevhen Ostryansky e il vicepresidente dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina Oleksandr Poklad.

Il vicecapo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Vadym Skibitskyi, è stato aggiunto alla delegazione.

Lista stupri in un liceo, Valditara: fatto grave, va sanzionato duramente

Roma, 29 nov. (askanews) – “Quanto successo al liceo Giulio Cesare con pesanti offese sessiste rivolte ad alcune studentesse è un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”, così in una nota il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, dopo che in un liceo della capitale, sui muri dei bagni, è apparsa una scritta “lista stupri” con i nomi di alcune ragazze. “Verificheremo anche – ha proseguito il ministro – come stanno andando all’interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile. Nella scuola italiana non vi è spazio per la violenza e la discriminazione”.

Oltre 1.200 bambini e ragazzi a "Cartoons on the Bay – Winter Edition"

Roma, 29 nov. (askanews) – Oltre 40 appuntamenti tra masterclass, laboratori, jam session a cui hanno preso parte più di 1.200 studenti, incontri esclusivi con il doppiatore Fabrizio Vidale, voce di Eddie Murphy e Jack Black, con Alessandro Rack, regista e sceneggiatore di film d’animazione come “Gatta Cenerentola”, Stefano Bessoni, maestro della stop-motion, con Stefano Argentero, regista specializzato in animazioni con la plastilina: è stata una Winter Edition dai grandi numeri, sempre promossa da Rai e realizzata da Rai Com in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti. La manifestazione ha portato a L’Aquila anche 40 opere dell’illustratore Tony Wolf. Nella giornata di chiusura è arrivato anche l’Amministratore Delegato di Rai Com Sergio Santo.

A Palazzo dell’Emiciclo, nei primi giorni della manifestazione, il via è stato con il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Roberto Santangelo. La forza dell’animazione, dell’immaginazione e della creatività digitale sono state una chiave per parlare con il sorriso a bambini e ragazzi, del loro presente e del loro futuro, nelle masterclass sulle professioni dell’animazione come negli incontri a cura di UNICEF e Moige. Preso d’assalto il laboratorio Roblox Jam Session su game design e creatività digitale, gran festa per i 50 anni dell’Ape Maia. Protagonisti della parata finale, presa d’assalto dai bambini aquilani, le mascotte di Lampo e Milady dei 44 Gatti (Rainbow), Ape Maia e Milo (DeAPlaneta), Lampadino e Caramella (Animundi). Insieme a loro i cosplayer di Buzz Lightyear, Capitan Uncino, Geppetto, Piton, Sailor Moon, Biancaneve, Mercoledì, Morticia, Deadpool & Wolverine, Zoro & Rufy (One Piece), Barbie, Spiderman, McGrannit & Piton e Mary Poppins.

Ad attendere i bambini in Piazza dell’Emiciclo il Truccabimbi a tema Mortina (Cartobaleno Animation Studio). A L’Aquila anche Rai Pubblica Utilità, al lavoro per rendere accessibili attraverso la Lingua dei segni italiana gli incontri con bambini e ragazzi. Cartoons on the Bay – Winter Edition 2025 rimane disponibile su RaiPlay con una serie di contenuti speciali disponibili al link raiplay.it/cartoonsonthebay-winter.

“Siamo molto soddisfatti del successo della Winter Edition di Cartoons on the Bay, un evento che ha visto protagonisti L’Aquila e l’intera regione – dichiara Sergio Santo, Amministratore Delegato di Rai Com – la manifestazione è stata accolta sempre con entusiasmo e partecipazione. La Regione Abruzzo ha dimostrato ancora una volta grande attenzione verso la cultura, l’innovazione e l’educazione dei giovani, permettendo a Cartoons on the Bay di crescere e di continuare a essere un punto di riferimento per il settore. Siamo particolarmente felici di aver visto i ragazzi delle scuole della città rispondere a questo format innovativo. Un grazie alla Regione, al Comune e tutte le istituzioni che hanno reso possibile questa edizione”.

“Siamo molto contenti della risposta dell’Aquila che ci ha dato una prova d’affetto straordinaria in questa centralissima location, Palazzo dell’Emiciclo, che la Regione Abruzzo ci ha messo a disposizione – afferma Adriano Monti Buzzetti, Direttore Artistico di Cartoons on the Bay – a stupirci e a entusiasmarci è stata soprattutto la risposta delle scuole, bambini delle elementari, ragazzi del liceo coinvolti allo stesso modo da una proposta didattica originale che ha cercato di combinare momenti spettacolari e di approfondimento su temi sociali, a una vetrina dei mestieri della nuova creatività digitale. Una bellissima prova che speriamo potrà crescere ancora nel prossimo futuro”.

Il successo della manifestazione si è reso possibile grazie alla collaborazione del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo Lorenzo Sospiri, dell’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Abruzzo Roberto Santangelo, del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Massimiliano Nardocci.

Cresce l’uso dei FANS per la febbre in adulti e bambini

Arezzo, 29 nov. (askanews) – In Italia l’uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) per il trattamento del dolore acuto aumentato significativamente negli ultimi anni: vengono utilizzati nel 68% dei casi, contro il 44% della media europea. Lo ha rilevato Clicon in un’analisi osservazionale su un campione di 12 milioni di assistibili nel periodo 2019-23. Ne ha parlato Roberto Nasorri, Referente Arezzo FIMMG: “Il dolore rappresenta una delle problematiche sociali che coinvolgono il 70/80% dei pazienti con dolore lieve-moderato, che rappresentano a loro volta il 30/40% della popolazione generale. Cosa significa questo? Un impatto quotidiano negli ambulatori dei medici di medicina generale, un impatto quotidiano con gli specialisti del dolore, algologi, palliativisti, anestesisti che si dedicano alla riduzione della sintomatologia dolorosa con un intervento multidisciplinare, che pu rappresentare ora, oggi, sempre di pi l’obiettivo a cui noi dobbiamo anelare”.

Eppure un trattamento non adeguato del dolore acuto limita autonomia, vita sociale e capacit lavorativa. Per questo importante un approccio multidisciplinare che integri medico di famiglia, specialisti e supporto riabilitativo, riducendo cos l’impatto su persone e sistema sanitario. Discorso ancor pi valido in ambito pediatrico. A conferma le parole del Dottor Antonio D’Alvino, Presidente FIMP: “La febbre e il dolore sono due condizioni molto frequenti in et pediatrica ed fondamentale che il pediatra di famiglia le approcci nella maniera pi corretta da un punto di vista di evidenze scientifiche. Non necessariamente la febbre va trattata con un antipiretico, ma va gestita soltanto nel caso in cui comporti un’alterazione delle abitudini quotidiane del bambino. Diversamente, per la condizione del dolore necessario sempre trattarla. Il paracetamolo il farmaco di prima scelta, ed quello che d, nella stragrande maggioranza dei casi, usato a dosaggi

corretti, ottime risposte terapeutiche”.

Troppo spesso la consultazione fai-da-te online pu influenzare negativamente le decisioni dei pazienti compromettendo l’appropriatezza terapeutica, in questo senso l’alfabetizzazione digitale dei pazienti gioca un ruolo centrale. Ne ha parlato Gian Luca Comandini, Fondatore You&Web: “Al giorno d’oggi, pi del 60% delle persone su questo pianeta, sono nate dopo il 1990, generazione X, generazione Z e cos via. Dal 2005 in poi, la maggior parte di loro pensa “Prima googlo e poi decido”. Questo un problema per il proliferare delle fake news, che si stima possano viaggiare e diffondersi pi velocemente del 70% rispetto a fonti autorizzate, fonti originali e fonti ufficiali, ed un problema per il fenomeno dell’autodiagnosi, o per meglio dire la cosiddetta “cybercondria”, cio la paura che le nuove generazioni hanno che il medico si stia sbagliando e che fanno meglio ad autodiagnosticarsi il problema che hanno”.

Software a rischio radiazioni solari, richiamati seimila Airbus A320. Voli cancellati in tutto il mondo

Roma, 29 nov. (askanews) – Le compagnie aeree di tutto il mondo hanno cancellato e ritardato i voli in vista del fine settimana, dopo che Airbus ha annunciato ieri di aver ordinato riparazioni immediate a 6.000 jet della sua famiglia A320, in un richiamo che ha interessato oltre metà della flotta globale dopo un incidente, avvenuto il 30 ottobre, al volo da Cancun a Newark, dell’americana Jet Blue, costretto ad un atterraggio di emergenza in Florida, che ha rivelato che l’intensa radiazione solare può compromettere i dati essenziali per il funzionamento dei comandi di volo.

L’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA), principale autorità di certificazione per gli aeromobili A320, ha emesso l’istruzione ieri sera come “azione precauzionale”. La correzione prevede principalmente il ripristino del software precedente ed è relativamente semplice, ma deve essere eseguita prima che gli aerei possano tornare a volare, secondo il bollettino alle compagnie aeree visionato da Reuters.

La battuta d’arresto sembra essere tra i più grandi richiami che hanno colpito Airbus nei suoi 55 anni di storia e arriva poche settimane dopo che l’A320 ha superato il Boeing 737 come modello più consegnato. Al momento in cui Airbus ha emesso il suo bollettino agli oltre 350 operatori dell’aereo, erano in volo circa 3.000 jet della famiglia A320.

A Milano, la quarta edizione di “Come corre la bike economy”

Milano, 29 nov. (askanews) – La bicicletta stata la protagonista indiscussa della quarta edizione di “Come corre la Bike Economy” l’evento promosso da Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. Un’occasione per fare il punto su un settore in crescita, che nelle tre province conta 231 imprese, oltre il 40% della filiera lombarda, con pi di 600 addetti.

Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha dichiarato: ” il quarto evento dedicato alla bike economy. La Camera di Commercio di Milano crede molto in questo progetto e pedala per far correre sempre di pi la bicicletta. All’evento hanno partecipato gli esponenti nazionali ed internazionali pi importanti per la bike economy”.

La Camera di commercio punta con decisione sulla filiera delle due ruote: dal 2023 investe in formazione, innovazione e servizi mirati per creare entro il 2027 un hub di riferimento sul territorio per l’intero ecosistema della bici.

“La formazione rappresenta un ruolo importante per tutti gli attori del sistema. Abbiamo iniziato quest’attivit tre anni fa su esplicita richiesta degli operatori. La formazione stata svolta con oltre 300 allievi e oltre il 50% delle persone formate ha trovato occupazione nel settore o ha aperto una propria azienda nel campo”, ha infine concluso Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Un impegno che sottolinea lo scopo della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi: sostenere le imprese e far crescere un’economia delle due ruote sempre pi forte e competitiva.

La "lista stupri" in un liceo di Roma, l’opposizione rilancia l’educazione affettiva a scuola

Roma, 29 nov. (askanews) – Una “Lista stupri”, una scritta affiancata da un elenco di nomi di ragazze è stata trovata incisa sui muri dei bagni del liceo Giulio Cesare di Roma. “La comparsa nei bagni di una ‘lista stupri’ con i nomi di studentesse al liceo Giulio Cesare è un fatto di una gravità intollerabile. Non è una bravata: è l’ennesima manifestazione di una cultura patriarcale che considera i corpi delle donne oggetti da insultare, intimidire, controllare. È un atto di violenza pura. Siamo vicine alle ragazze coinvolte, al collettivo Zero Alibi e alla dirigente scolastica che hanno denunciato con coraggio quanto accaduto. Cancellare una scritta non basta. Serve un lavoro culturale profondo, e questo lavoro si chiama educazione affettiva e al rispetto: un percorso strutturale nelle scuole italiane, unico strumento capace di prevenire violenza, stereotipi e sopraffazioni”. Lo dichiarano Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd in commissione istruzione a Camera e Senato “Auspichiamo che i responsabili vengano individuati e che la scuola sia sostenuta nelle iniziative di tutela e sensibilizzazione. Ma soprattutto, aggiungono, chiediamo che le istituzioni assumano finalmente la responsabilità di introdurre percorsi seri di educazione sessuo-affettiva in ogni grado di scuola: perché la prevenzione si costruisce ogni giorno, non solo nelle ricorrenze o di fronte a episodi inqualificabili come questo. Siamo al fianco della comunità del Giulio Cesare e continueremo a batterci perché ogni scuola sia un luogo sicuro, libero da violenza e discriminazioni. La dignità delle ragazze non si tocca. Mai”, concludono “Una ‘lista stupri’ sui muri di una scuola fa male, ferisce. È il segnale di una cultura degradata e degradante che non possiamo ignorare. Chi fa finta di niente, chi minimizza, si rende parte del problema”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, in merito alle scritte apparse nei bagni del Liceo Giulio Cesare di Roma.

“Nel Governo c’è ancora chi sostiene che la scuola non debba occuparsi di educazione sessuale e affettiva. È un errore blu. Parlare di consenso, rispetto, relazioni sane, aiuta a capire i limiti, le responsabilità, le parole che fanno male, per non ritrovarci con altri muri sporchi di violenza. L’educazione è prevenzione, è sicurezza. Invece oggi il ministro Valditara parla di sanzioni e indagini, ma non basta punire dopo, serve agire prima. E per farlo servono esattamente quei percorsi educativi che il Governo continua a ostacolare o a svuotare”.

“La violenza contro le donne nasce da una cultura che condona, giustifica, normalizza. E per cambiarla è necessario insegnare il consenso come fondamento di ogni relazione. Chi si oppone – conclude – se ne assuma la responsabilità”.

A Riccione il XVI Congresso Nazionale IG-IBD

Riccione, 29 nov. (askanews) – Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Si apre una nuova fase della ricerca che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale.

Prof. Claudio Fantini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Universit degli Studi di Cagliari e Segretario Generale IG IBD, ha dichiarato: “Il congresso rappresenta l’occasione per affrontare diversi temi, dall’innovazione terapeutica fino alla gestione dell’innovazione tecnologica relativa al monitoraggio delle MICI”.

Nel corso dei tanti tavoli di confronto, i medici hanno tracciato il quadro di un settore in rapido cambiamento, illustrando come stiano evolvendo sia gli strumenti terapeutici sia il modo di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.

Cristina Bezzio, Medico Gastroenterologo presso IBD Unit Gastroenterologia Humanitas Rozzano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione nella gestione delle MICI grazie anche all’approvazione di diversi nuovi farmaci che vantano diversi meccanismi d’azione. Accanto a questa evoluzione, cambiato anche il nostro approccio verso la gestione dei pazienti ed un diverso monitoraggio”.

Il Congresso ha posto inoltre al centro il valore della multidisciplinariet: la complessit delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo pi efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

“Abbiamo affrontato diverse tematiche che vanno dalla terapia alla gestione multidisciplinare delle patologie”, ha affermato Angela Variola, Responsabile UOS Centro Malattie Rettointestinali IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD ha scelto di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni pi avanzate. Il futuro della cura si costruisce oggi, i giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo.

Le dimissioni di Yermak, l’ex capo di gabinetto ucraino: non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte

Roma, 29 nov. (askanews) – Il New York Post riporta di aver ricevuto ieri notte un messaggio di testo da Andriy Yermak, ex capo dello staff di Volodymyr Zelensky, dimessosi di recente a seguito di uno scandalo di corruzione, in cui ha affermato di prepararsi a combattere i Russia.

“Andrò in prima linea e sono pronto ad affrontare qualsiasi ritorsione”, ha scritto Yermak, secondo il New York Post, in un messaggio che il giornale descrive come “appassionato”. “Sono una persona onesta e rispettabile”, ha aggiunto l’ormai ex capo dell’amministrazione presidenziale.

Il New York Post riferisce inoltre che Yermak ha scritto di essere “disgustato dalle vili osservazioni” di cui è bersaglio e “ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità”. Ricordando di essere stato al fianco del presidente ucraino fin dal primo giorno dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, Yermak ha affermato, secondo il New York Post, di non voler “creare problemi a Zelensky” e quindi di voler andare “in prima linea”. Andriy Yermak non ha specificato quando intende andarsene né a quale unità desidera unirsi. Il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak, dimessosi ieri, avrebbe dovuto recarsi negli Stati Uniti per negoziare un “accordo di pace”, hanno dichiarato due responsabili ucraini al media americano Axios. Secondo queste fonti, Yermak si sarebbe dovuto recare a Miami per colloqui con Jared Kushner e Steve Witkoff. L’obiettivo era finalizzare un accordo di principio tra Washington e Kiev prima che Witkoff e Kushner si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.

Una delle fonti ha aggiunto che le dimissioni del braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, “hanno interrotto i negoziati”, sottolineando al contempo che non avrebbero cambiato la posizione dell’Ucraina su come porre fine alla guerra. Volodymyr Zelensky ha annunciato venerdì, nel suo discorso quotidiano alla nazione sui social, che il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, si era dimesso dopo che la sua abitazione è stata perquisita dagli investigatori dell’agenzia anticorruzione. “Il capo di gabinetto Andriy Yermak ha presentato le sue dimissioni. Sono grato ad Andriy per il fatto che la posizione ucraina nei negoziati sia sempre stata rappresentata da lui esattamente come avrebbe dovuto essere. È sempre stata una posizione patriottica. Ma voglio che non ci siano voci o speculazioni”, ha detto ancora Zelensky. “Per quanto riguarda il nuovo capo dell’ufficio, domani mi consulterò con coloro che potrebbero guidare questa istituzione”, ha concluso il presidente.

Yermak era considerato da molti il secondo uomo più influente in Ucraina, dopo Zelensky.

A seguito delle dimissioni del suo braccio destro Andriy Yermak, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato che l’Ucraina sarà rappresentata ai colloqui di pace da Andriy Hnatov, capo di Stato maggiore delle Forze armate ucraine, Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa nazionale, e da rappresentanti del ministero degli Esteri e dei servizi segreti. Il presidente ha aggiunto che gli incontri con la parte americana avranno luogo a breve.

Assalto alla redazione della Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano.

Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti, passando da un bar, ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

(in foto, frame del video dell’assalto diffuso da La Stampa sui social)

Venezia, tornano a San Marco i lampadari artistici di Murano

Venezia, 29 nov. (askanews) – I portici di Piazza San Marco a Venezia si trasformano anche quest’anno in una galleria d’arte per ospitare i lampadari dell’iniziativa “Murano illumina il Mondo”: dodici opere che resteranno installate sotto le Procuratie fino a marzo 2026.

“Per la terza volta – ha spiegato ad askanews Matteo Silverio, coordinatore del progetto Murano illumina il Mondo – i maestri muranesi si sono messi in gioco e insieme a dodici artisti internazionali hanno realizzato dodici opere, dodici sculture di vetro associando quella che la loro maestria, la loro bravura con la creativit e l’estro di designer e artisti di fame internazionale”.

Gli esiti sono affascinanti, ci sono forme classiche e altre pi ardite, rimandi alle morfologie viventi e composizioni perfettamente geometriche. Ma soprattutto c’ il tema della luce. “Il lampadario – ha aggiunto il coordinatore – un oggetto molto difficile, molto complesso, perch c’ il vetro, c’ una struttura e c’ anche l’illuminazione. In questo sono stati molto bravi e soprattutto hanno sperimentato tanto, mettendosi in gioco e realizzando letteralmente dei capolavori sempre diversi”.

L’esposizione in Piazza San Marco anche un modo per riportare al centro dell’attenzione il comparto del vetro, che a Murano ha la sua anima storica pi antica. “Questa un’occasione importantissima – ha concluso Matteo Silverio – questo il salotto di Venezia dove tutti i giorni sotto cui le Procuratie passano migliaia di persone e la maggior parte sono stranieri. Quindi un’ottima vetrina, un ottimo modo anche per mostrare la vitalit di un comparto che ormai a quasi mille anni di storia continua a sorprendere il mondo”.

Museo Correr, una mostra tra la calligrafia e la tipografia

Venezia, 29 nov. (askanews) – Una mostra che ragiona sulla relazione tra calligrafia e tipografia, unendo culture diverse, nell’ambito della rassegna annuale “East West Calligraphy” , che propone masterclass, incontri e conferenze dedicati alla calligrafia. Nella Sala delle Quattro Porte del Museo Correr di Venezia ospitata l’esposizione “Caratteri”.

“Noi ci concentriamo ogni anno sul mettere in dialogo scritture diverse di culture calligrafiche diverse, normalmente Oriente e Occidente – ha spiegato ad askanews Monica Viero, responsabile degli archivi e delle biblioteche della Fondazione Musei Civici di Venezia, co curatrice della mostra con Monica Dengo -. Quest’anno la mostra propone infatti un dialogo tra scrittura occidentale, presentando due artisti statunitensi, e scrittura orientale: presentiamo quest’anno due artisti coreani. La mostra si concentra sull’alfabeto quindi sugli alfabeti fonetici e sul sistema di scrittura molto comprensibile. opere che sono esposte in mostra sono tutte opere che veicolano anche un significato oltre che un segno”.

Gli artisti in mostra sono i coreani Kim Doo Kyung e Kang Byung-In e gli statunitensi Thomas Ingmire e Amos Paul Kennedy Jr. Le loro opere sono poi accompagnate da documenti storici conservati al Correr. Ed interessante seguire anche l’aspetto pi filosofico che distingue le culture calligrafiche.

“Mentre in Oriente la calligrafia rimane un punto fermo fondamentale della formazione della persona, dell’individuo, della sua ricerca anche personale, anche interiore, anche filosofica – ha aggiunto Monica Viero – in Occidente questo invece viene via via nel corso del tempo a perdersi, per rimanere invece uno strumento, uno strumento che veicola significati ed quello che noi proponiamo esponendo delle opere che non sono pi manoscritte, ma sono stampate”.

“Caratteri” comunque invita a riflettere sul valore universale della scrittura come traccia dell’umano, luogo di incontro tra mente, corpo e cultura, e strumento di dialogo tra tradizione e contemporaneit.

Assalto a redazione La Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano. Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

Touchpoint, premio speciale per Ital Communications e Mosaico Studio

Milano, 29 nov. (askanews) – Ital Communications e Mosaico Studio si sono aggiudicate il Premio Speciale “Impact ADV: la Comunicazione che ispira”, assegnato nell’edizione 2025 dei Touchpoint Awards Strategy. Il riconoscimento, promosso da Oltre La Media Group, celebra ogni anno il brand positioning e le strategie di comunicazione pi innovative ed efficaci.

“L’evento – ha detto ad askanews Andrea Crocioni, direttore editoriale di Oltre La Media Group e direttore di Touchpoint – dedicato alle migliori strategie di marca, quindi sfileranno sul palco le pi importanti campagne realizzate dalle agenzie italiane e internazionali. L’obiettivo quello di far vedere il meglio dei progetti che sono realizzati nell’ultimo anno. Progetti che ispirano, progetti che sono in grado di guidare i prossimi passi di questa industry”.

l Premio “Impact ADV: la Comunicazione che ispira” stato assegnato per le attivit di comunicazione e advertising realizzate in occasione del World Meeting on Human Fraternity 2025, un evento internazionale di grande rilievo, capace di distinguersi per l’impatto globale e per la forza con cui ha promosso valori universali come la fraternit, il dialogo e l’inclusione.

“Noi – ha detto Domenico Colotta, founder di Ital Communications – ci ispiriamo nel nostro lavoro ai principi dell’etica del lavoro e rispecchiano i principi della Santa Sede, quindi la trasparenza nella comunicazione, il rispetto della persona, della dignit umana. Teniamo conto del controllo delle fonti di informazione e quando divulghiamo le informazioni lo facciamo con spirito critico che poi lo stesso spirito di chi si informa, che deve sempre interrogarsi sulla veridicit delle fonti”.

Nel corso della serata sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: il progetto “Memor.IA”, realizzato da GB22 per Pulsee Luce e Gas, si aggiudicato il Grand Award 2025. “Per noi – ha concluso Gianpaolo Rossi, founder di Oltre La Media Group e Fabbrica di lampadine – questo premio fondamentale e importante, perch da un lato premiamo l’eccellenza in Italia della comunicazione, ma dall’altra parte anche un momento in cui in una volta sola abbiamo tutti i migliori progetti da visionare e mettendoli insieme unendo i puntini possiamo capire dove sta andando la comunicazione in Italia. Diciamo che la caratteristica che abbiamo in confronto ad altri premi che noi abbiamo una giuria che fatta da 50 % della mondo delle agenzie, degli operatori della comunicazione, e 50 % dal mondo delle aziende proprio per riuscire ad avere una valutazione che sia completa”.

Nel complesso dal premio emerso anche che il mondo della comunicazione in continua evoluzione e che, dopo il periodo, per cos dire, di riflusso del post pandemia, oggi la creativit viva e si torna a osare.

Nicea, la forma della fede tra memoria e discernimento

Il viaggio di papa Leone in Libano e in Turchia, lo sappiamo, ha un notevole significato pastorale e un valore simbolico formidabile. Proprio a Nicea, nel 325, il cristianesimo prendeva una forma più precisa. Prender forma vuol dire anche definire, definirsi e, dunque, porre dei confini, magari provvisori. Il compianto pastore metodista Sergio Aquilante, grazie a cui mi sono accostato alla Bibbia, parlava a volte, anche per rispondere alle domande che gli rivolgevo copiose, del Concilio di Nicea-Costantinopoli. Sì, perché il Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) completava il precedente. Non a caso, ci si riferisce al Credo niceno-costantinopolitano.

A esso fanno riferimento le principali tradizioni cristiane, d’Oriente e d’Occidente, pur con una varietà di letture e di sensibilità; e pur ponendo esso dilemmi che avrebbero conosciuto una lunga, millenaria gestazione.

Dogma: confine o custodia dell’essenziale?

La mentalità contemporanea tende a guardare con diffidenza al concetto stesso di dogma, inteso come l’unica opinione vera e valida. Proprio quello che il filosofo Salvatore Veca definiva lo spazio pubblico cacofonico odierno, con le sue mille e mille voci e i suoi miliardi di cinguettii telematici, tuttavia, ci aiuta a comprendere l’importanza di porre dei punti fermi.

Fin dai primi secoli della nostra era fiorirono interpretazioni differenti e non di rado radicalmente contrastanti delle Scritture e della tradizione stessa. Come non disperdere alcuni “nuclei di verità”, alcune strutture portanti, alcuni passaggi essenziali della fede? Il rischio che si smarrissero in mille rivoli era fortissimo; il rischio, dunque, della perdita e della dissipazione.

Pluralità e identità: la sfida della continuità

Quei “dogmi”, cioè, non andrebbero intesi come monoliti; il pericolo non è nella diversità o nella pluralità in sé, costitutive, al contrario, del messaggio cristiano (si guardi, tra l’altro, all’Antico e al Nuovo Testamento o ai quattro Vangeli), bensì, appunto, nel perder l’essenziale e, di conseguenza, nel perdersi.

Si pensi, al giorno d’oggi, al bisogno di discernere fra le notizie e le fake news. Ecco, anche i secoli e i millenni che ci hanno preceduto conoscevano le loro fake news, i loro rumors, le maldicenze e tanti altri motivi di confusione. Da quella Babele di stimoli e controstimoli alcuni elementi andavano preservati, protetti, magari semplicemente rispetto al fluire del tempo e all’oblio. Senza con ciò impedire o ingessare il dibattito e il confronto, sale e lievito della fede e della nostra comune umanità.

O si riparte dal basso o non si riparte

È dal 2012 che, con diversi amici, ci impegniamo per la ricomposizione politica dell’area cattolica: democratica, liberale e cristiano-sociale. Tanto sul versante della rifondazione democratico-cristiana – dopo la sentenza della Cassazione che aveva stabilito la mai intervenuta fine giuridica del partito storico – quanto su quello di una più ampia ricomposizione al centro, questi tentativi sono sin qui falliti. Tutte le operazioni per ricomporre i diversi frammenti della diaspora democristiana si sono infrante tra quanti puntano a collegarsi con l’area della destra (Rotondi e Merlo) e coloro che guardano a sinistra, come gli amici del Centro Democratico di Tabacci e altri collegati all’esperienza di Tempi Nuovi.

Perché occorre prima ricostruire le casematte

Personalmente continuo a ritenere, con gli amici di Iniziativa Popolare, che sarebbe più opportuno procedere prima alla ricomposizione delle diverse “casematte”, utilizzando l’opportunità di sostenere la raccolta firme per le due Leggi di Iniziativa Popolare (LIP): la prima per il ritorno alla legge elettorale proporzionale con preferenze (strumento funzionale alla rinascita di un centro politico nuovo, ampio e plurale, distinto e distante da destra e sinistra), e la seconda per l’introduzione del cancellierato sul modello tedesco. Si tratta di un tentativo per contrastare la deriva autoritaria del progetto di premierato della destra, che intende sovvertire l’equilibrio costituzionale dei poteri con un premio di maggioranza che ricorda la famigerata legge Acerbo, quella che permise a Mussolini la conquista “legale” del potere assoluto nel Parlamento italiano.

Avevamo sperato che le elezioni regionali – in cui vige la legge proporzionale, seppur con sbarramento – fossero l’occasione per favorire il progetto. Nel Veneto ci avevamo provato con la lista dei Popolari per il Veneto, il cui esito si è rivelato fallimentare: 9.000 voti al candidato Bui alla presidenza e 6.000 alla lista. Troppo pochi per ambire a riportare, dopo trent’anni, un candidato di area democristiana e popolare in Consiglio regionale.

Il tripolarismo e gli interessi particolari

Se a livello centrale scontiamo le difficoltà della ricomposizione – per il prevalere degli interessi “particulari” di capi e capetti impegnati a garantirsi qualche posizione sicura a destra o a sinistra – anche a livello regionale si è riscontrato, nonostante la proporzionale, il prevalere della tendenza tripolare dell’elettorato: tra l’astensione (oltre il 51%) e la preferenza per le coalizioni di destra o di sinistra.

Credo che, fatte queste verifiche, sia indispensabile tornare alla fondamentale esperienza sturziana della ripartenza dalla base. Finito il tempo dei grandi partiti portatori degli interessi e dei valori presenti nella realtà sociale, serve ricostruire momenti di partecipazione democratica, favorendo la nascita di comitati civico-popolari nei quali discutere, con elettrici ed elettori, di temi locali e globali.

Programma, valori e nuova classe dirigente

Noi cattolici democratici, liberali e cristiano-sociali dovremmo essere portatori di valori ispirati alla dottrina sociale cristiana e alla volontà di difendere e realizzare compiutamente quelli della Costituzione repubblicana, favorendo l’emergere di programmi locali e globali fondati sull’equilibrio tra ceti medi e classi popolari.

Quanto ai valori, siamo sostenuti dagli insegnamenti delle encicliche sociali della Chiesa cattolica, madre e maestra anche – e soprattutto – in questa fase di crisi drammatica dopo la fine della globalizzazione e l’emergere di nuovi autoritarismi che, superando il tempo dello Stato di diritto, stanno imponendo la legge del più forte a Oriente come a Occidente. Quanto alla mediazione degli interessi, ci soccorre la Costituzione dei padri fondatori, a partire dagli articoli 3 e 53.

Dall’incontro democratico dei comitati civico-popolari potranno emergere proposte amministrative condivise e, insieme, nuove classi dirigenti espressione diretta di quelle realtà. È un processo totalmente rovesciato rispetto al passato: deve nascere dalla base, non dalla sommatoria impossibile degli interessi contrapposti dei consumati interpreti della politica nazionale.

Non basta esserci: il Centro deve scegliere la rotta

L’agenda politica come leva di potere

Come tutti ben sappiamo, e da sempre, in politica conta chi detta l’agenda politica. E programmatica.

Al di là e al di fuori della stessa forza numerica ed elettorale. Basti pensare ad alcune correnti, come ad esempio alla sinistra sociale di Carlo Donat-Cattin nella Dc dove, malgrado la sua percentuale largamente minoritaria all’interno del partito, riusciva a condizionare la costruzione del progetto complessivo del partito. O all’esperienza del Ppi di Franco Marini e altri dirigenti Popolari dell’epoca che parteciparono attivamente all’elaborazione del progetto della coalizione di centro sinistra al di là, appunto, della forza numerica del partito.

E gli esempi si potrebbero, come ovvio, moltiplicare. Perchè nella politica, come quasi sempre capita anche se viviamo in un contesto post ideologico e a volte, purtroppo, anche post politico, il “potere delle idee”, come lo chiamava sarcasticamente Sandro Fontana, continua ad essere non una variabile indipendente ai fini della credibilità e della levatura della classe dirigente. Politica d amministrativa. A livello locale come a livello nazionale.

Oggi: dove può incidere il Centro?

Ora, e per venire all’oggi, c’è un aspetto che non possiamo non evidenziare. E cioè, dov’è possibile per chi crede nel progetto di un Centro riformista e di governo, plurale e autenticamente democratico e soprattutto per chi vuole praticare una credibile “politica di centro”, riuscire a dettare l’agenda politica? Pur non essendoci più quel ”potere delle idee” che ha caratterizzato larga parte delle classi dirigenti dei partiti della prima repubblica.

Tuttavia, al netto del cambiamento profondo della geografia politica italiana, è indubbio che si tratta di un’impresa quasi impossibile nel campo dell’attuale sinistra italiana. Per ragioni obiettive se non addirittura oggettive, come è ovvio per chiunque non sia accecato dall’ipocrisia o dalla propaganda. E questo perchè gli azionisti di maggioranza di quel campo sono semplicemente riconducibili alle diverse espressioni della sinistra italiana: da quella radicale a quella massimalista, da quella populista a quella estremista, da quella ideologica a quella classista e pan sindacale.

Per il resto, come si suol dire, c’è posto solo in tribuna per osservare la partita.

Nel centro destra l’agenda è chiusa

Nel campo avverso del centro destra, l’indubbia ed altrettanto oggettiva leadership politica, carismatica e di governo di Giorgia Meloni è talmente forte e palese che gli altri contributi politici e culturali sono certamente importanti ma drasticamente ininfluenti ai fini della concreta possibilità di condizionare il progetto politico complessivo della coalizione alternativa alla sinistra. Chi sostiene il contrario sa di dire una cosa non vera e neanche oggettiva.

Rileggere il “Patto per l’Italia”

Forse, e sempre restando sull’importanza di dettare l’agenda politica per quanto riguarda il progetto di un Centro riformista e di governo, forse è arrivato il momento di rileggere e riscoprire l’iniziativa di quel “Patto per l’Italia” elaborato nel lontano 1994 da Franco Marini, Mino Martinazzoli, Mario Segni e molti altri leader politici dell’epoca che ebbero il coraggio e l’intelligenza di costruire un autentico “polo di centro” che poi fu decisivo nelle elezioni successive.

Un “Patto” culturalmente plurale, politicamente riformista e socialmente avanzato che oggi dovrebbe avere anche il compito di mettere in discussione quel bipolarismo selvaggio e quella radicalizzazione del conflitto politico che sono all’origine della crisi della politica contemporanea e, forse, anche di un sempre più inquietante astensionismo elettorale.

Ecco perché il progetto di Carlo Calenda se adeguatamente costruito e radicato nei territori potrebbe essere una ghiotta occasione per far sì che il Centro riformista e di governo ritorni a dettare l’agenda politica.

Barone, dalla Calabria a San Marino: il filo umano dell’innovazione

Raccontare l’innovazione partendo dalla fede non è un esercizio retorico. Il 3 dicembre, alla Sala Marconi di Radio Vaticana, a Roma, studiosi, religiosi e giornalisti proveranno ad affrontare la domanda più difficile: come si conciliano competenza tecnologica e vita spirituale? L’occasione è la presentazione del volume Una vita da presidente, scritto dall’ing. Nicola Barone con Santo Strati. È un libro che abbiamo già segnalato, richiamando la biografia intensa e a tratti sorprendente di un uomo che ha fatto della visione un metodo.

Una fede che guida le scelte

Barone, attuale presidente di TIM San Marino, non si definisce un “tecnocrate”. Nella sua esperienza personale, l’impronta salesiana è stata decisiva: «sono nato analogico, oggi sono al 100% digitale», confessa. L’immagine non è solo ironica: indica un percorso formativo in cui l’ingegneria non è mai stata disgiunta dall’attenzione alle persone. San Giovanni Bosco — il santo dell’educazione concreta, dei laboratori e dei giovani — non è un riferimento ornamentale: è la matrice che segna l’idea di servizio. Così nascono scelte aziendali attente ai borghi remoti, agli “analfabeti digitali” e a quella fetta di popolazione che il progresso rischia di lasciare ai margini.

Dal Sud ai modelli europei

Già negli anni Ottanta, da presidente del Consorzio Telcal, Barone intuì che la Calabria potesse diventare un laboratorio di sperimentazione. Nessun miraggio industrialista, ma un’idea: portare la banda dove sembrava impensabile. Quelle prove, considerate “eccentriche”, avrebbero anticipato molte delle soluzioni che oggi chiamiamo smart cities. Un caso emblematico è Trento: il rimpiazzo del doppino con la fibra ha trasformato la città in un sistema urbano efficiente, competitivo, ben connesso alla vita economica. San Marino, poi, è l’altro tassello: piccola Repubblica, ma laboratorio europeo di innovazione, guidato da un approccio che non sacrifica la persona sull’altare della tecnologia.

Tra IA e responsabilità

Non stupisce che l’intelligenza artificiale trovi spazio nel dibattito. Qui non c’è entusiasmo acritico: Pino Nano mostrerà opportunità e rischi dell’IA applicata all’informazione, mentre Barone rifletterà sugli scenari a venire, senza timori né ingenuità. Con lui dialogheranno Giulia Fortunato, presidente della Fondazione Marconi, il gen. Gdf a.r. Luciano Carta, già presidente di Leonardo, mons. Donato Oliverio, Vescovo ed Eparca di Lungro, e Santo Strati, coautore del volume.

L’appuntamento del 3 dicembre rilancia dunque l’attenzione su Una vita da presidente. Non solo un libro di testimonianza, ma il punto d’incontro tra fede e innovazione: una lezione per chi crede che il futuro, se non include gli ultimi, non è progresso ma alibi.

Giornalisti in sciopero, il comunicato della Fnsi

Roma, 28 nov. (askanews) – “Le giornaliste e i giornalisti italiani sono in sciopero. Scioperiamo perché il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni e soprattutto perché riteniamo che il giornalismo, presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, non abbia avuto la necessaria attenzione da parte degli editori della Fieg: molti tagli e pochi investimenti, nonostante le milionarie sovvenzioni pubbliche”. E’ quanto comunica la Federazione nazionale della stampa italiana.

“In oltre 10 anni – si ricorda nella nota – la riduzione degli organici delle redazioni e la riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi, licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del contratto hanno avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini ad essere informati. In questi 10 anni i giornalisti dipendenti sono diminuiti, ma è aumentato a dismisura lo sfruttamento di collaboratori e precari: pagati pochi euro a notizia, senza alcun diritto e senza futuro. In questi 10 anni il potere di acquisto degli stipendi dei giornalisti è stato eroso dall’inflazione, quasi del 20% secondo Istat: per questo chiediamo un aumento che sia in linea con quelli degli altri contratti collettivi”.

A fronte di questa situazione, prosegue Fnsi, “gli editori hanno proposto un aumento irrisorio e chiesto di tagliare ulteriormente il salario dei neo assunti, aggravando così in modo irricevibile la divisione generazionale nelle redazioni. Non ne facciamo una battaglia corporativa. Pensiamo che un’informazione davvero libera e plurale, che sia controllo democratico, abbia bisogno di giornalisti autorevoli e indipendenti, che non siano economicamente ricattabili. Chiediamo un contratto nuovo, che tuteli i diritti e che guardi all’informazione con le nuove professioni digitali, regolando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ottenendo l’equo compenso per i contenuti ceduti al web. Vogliamo spingere gli editori a guardare al futuro senza continuare a tagliare il presente. Se davvero la Fieg tiene all’informazione professionale deve investire sulla tecnologia e sui giovani che non possono diventare manovalanza intellettuale a basso costo”.

“Lo deve a noi giornalisti, ma soprattutto lo deve ai cittadini tutelati dall’articolo 21 della Costituzione”, conclude Fnsi.

Nulla di buono con la maggioranza assenteista

Il balletto di Napoli e la questione di credibilità

Quel balletto così poco “istituzionale” (abbondiamo negli eufemismi) di Meloni e dei suoi cari sul palco di Napoli non ha portato fortuna alle truppe governative e ai suoi leader. Che in Campania avrebbero perso comunque, era chiaro.

Ma verranno ora rincorsi dal ridicolo di quella loro danza e dalla pochezza di quella parola d’ordine (“chi non salta comunista è”) che pure delizia la vociante platea dei loro tifosi più estremi. Il tema, sia chiaro, non riguarda la poca eleganza. Riguarda la minore credibilità.

La premier tra diplomazia e piazza

Infatti una premier che un giorno calca la scena diplomatica planetaria – anche con un certo talento, va detto – e che il giorno dopo scambia il palco di un comizio con la pedana di una discoteca rischia di perdere qualcosa di più di una tornata elettorale locale.

Quasi che la sua immagine a quel punto si sdoppiasse e, nell’ansia di piacere a tutti, finisse per perdere quel minimo decoro che è tanta parte di qualunque leadership si voglia cercare di costruire.

Regionali: il dato che conta è l’astensione

Ora, le elezioni regionali sono andate come si sapeva, e non c’è molto più da dire a questo riguardo. Salvo il fatto che ogni volta sempre meno gente va a votare e che ormai si sta consolidando una maggioranza assenteista che non promette niente di buono né agli uni né agli altri.

Ma per l’appunto se di questo si tratta non sarà con le trovate ad effetto che la politica potrà risalire quella china. Tanto più quando l’effetto appare così privo di buongusto. E privo anche, diciamolo, di una solida fiducia nelle proprie stesse argomentazioni.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 27 novembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia

Il Rapporto Giovani 2025 nelle mani del Santo Padre

Un gesto simbolico per la Chiesa e per il Paese

Nell’udienza generale di mercoledì 19 novembre, Giuseppe Fioroni – vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo – ha consegnato a Papa Leone XIV il Rapporto Giovani 2025. Il momento, immortalato in un incontro cordiale e raccolto, è stato l’occasione per rappresentare al Santo Padre il senso di un lavoro che, appena pubblicato, era già stato illustrato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due consegne, due vertici istituzionali, un’unica domanda: quale futuro percepiscono i giovani italiani?

I risultati: tra aspirazioni e costi psicologici della modernità

L’indagine fotografa un quadro nitido. Cresce il desiderio di stabilità professionale, ancora più che di successo economico. Il lavoro è sentito come dignità e non come pura prestazione. Le generazioni nate dopo il Duemila mostrano una sensibilità intensa verso la qualità delle relazioni e il tempo libero “protetto”, quasi come forma di difesa da un mondo competitivo e instabile.

Accanto alle aspirazioni, emergono le ombre: ansia da prestazione, fatica emotiva, percezione di esclusione. La retorica della “libertà totale” si infrange spesso contro un mercato del lavoro che resta segmentato, incerto, e che spinge molti giovani a rimandare scelte di vita fondamentali, dal matrimonio alla genitorialità.

Dal Quirinale al Vaticano: un messaggio di responsabilità

La presentazione a Mattarella ha posto l’accento sulla dimensione civile: il Rapporto non è un esercizio statistico, ma una bussola per le politiche pubbliche in tema di istruzione, transizione lavorativa, partecipazione sociale.

La consegna a Papa Leone XIV ha completato l’orizzonte: la Chiesa, come il Toniolo ricorda da un secolo, accompagna i giovani non come target, ma come soggetti con vocazione, speranza e dignità. Fioroni ha potuto spiegare al Santo Padre come le nuove generazioni vivano la fede come ricerca identitaria, non come appartenenza automatica: una fede fragile, ma non assente, che chiede luoghi di ascolto reale.

Oltre i numeri: una sfida culturale

Il Rapporto Giovani 2025 invita a cambiare paradigma: investire sui giovani non è beneficenza sociale, ma l’unica via per restituire coesione a un Paese che perde capitale umano e fiducia collettiva.

La politica è chiamata a generare percorsi di accompagnamento, la scuola a tornare comunità educante, la Chiesa a riconoscere che la pastorale non è un servizio di manutenzione della tradizione, ma un salto di responsabilità verso il domani.

La consegna del Rapporto al Santo Padre, sulla Piazza di San Pietro, non è quindi un gesto formale, ma un impegno affinché il tema delle nuove generazioni susciti l’interesse che merita: il Paese adulto deve tornare a guardare i giovani non dall’alto, ma nel profondo, come protagonisti del suo destino.

Crisi Cina–Giappone: Taiwan è il principale punto critico del pianeta

Trump, Xi e l’allarme a Taipei

A Taipei, quando Donald Trump ha scritto su Truth di aver concordato con Xi Jinping una sua visita a Pechino il prossimo aprile lodando al contempo le relazioni “estremamente forti” esistenti fra i due paesi, deve essere scattato l’allarme rosso, o quantomeno quello arancione.

Visti i precedenti con Putin, e considerato l’atteggiamento più generale che l’America MAGA sta tenendo con i propri alleati storici come gli europei, c’è da giurare che un brivido freddo sia corso lungo la schiena dei dirigenti politici taiwanesi.

Tokyo avverte Pechino, Xi reagisce

Le preoccupazioni sono aumentate, probabilmente, anche dopo che la neo-premier giapponese Sanae Takaichi ha reso nota la cordiale telefonata avuta col presidente statunitense, che gli ha espresso la sua amicizia e la sua disponibilità a sentirla in qualsiasi momento ma non ha fatto alcun cenno alla preoccupante crisi apertasi con la Cina dopo che da Tokyo era stato fatto sapere a Pechino (lo scorso 7 novembre) che un eventuale attacco mandarino a Taiwan comporterebbe un inevitabile dispiegamento delle Forze di Autodifesa giapponesi.

Un’affermazione che Xi ha preso molto sul serio, considerandola una inaccettabile intromissione nelle questioni interne cinesi se non addirittura una minaccia di natura militare. Come è noto, Taiwan è ritenuta essere parte integrante del territorio della Repubblica Popolare di Cina e un suo ritorno alla “Madre Patria” è ritenuto indifferibile dal governo e dal partito comunista.

Navi militari e sanzioni: l’arsenale di Xi

Xi ha pertanto informato della questione l’omologo americano, preavvertendolo che nessuna ingerenza giapponese sarà consentita. E immediatamente dopo ha inviato navi militari nelle acque contese col Giappone, nei pressi delle isole Senkaku (un arcipelago disabitato fatto di scogli che i cinesi rivendicano e chiamano Diaoyu).

Ha poi imposto limitazioni commerciali molto nocive per il paese del Sol Levante: sull’importazione ittica e soprattutto sul flusso turistico, una voce assai consistente nel bilancio di Tokyo (stiamo parlando di numeri importanti, sono oltre sei milioni i cinesi che hanno visitato il Giappone nell’anno in corso).

La Borsa di Tokyo col suo contestuale calo ha testimoniato in tempo reale la portata economica di queste misure e, conseguentemente, la gravità della crisi diplomatica.

Tokyo mette alla prova l’alleanza con Washington

Ma la posizione giapponese è netta, ed è quasi un test voluto per verificare la tenuta della sin qui solidissima alleanza con gli USA. Un test che interessa però anche alla Cina, ingolosita dall’altalenante atteggiamento tenuto da Trump nei confronti dell’Ucraina.

La questione è molto seria, e probabilmente è la più grave e minacciosa per la pace fra le tante che già travagliano il pianeta in questa nuova fase della Storia.

Taiwan come detonatore strategico

La Cina intende annettersi Taiwan entro un arco temporale ormai ristretto: lo ha dichiarato e da anni, rafforzando il proprio apparato militare e in particolare quello navale, sta attrezzandosi in tal senso.

L’isola che un tempo veniva chiamata Formosa per parte sua ha sviluppato un sistema di difesa detta “a porcospino” che rende una possibile invasione assai complicata per il nemico. Ma, essenzialmente, alla fine dipende dalla protezione garantita dagli Stati Uniti, che non per niente sin dall’inizio del nuovo secolo hanno spostato il baricentro delle proprie attenzioni geopolitiche dall’Atlantico al Pacifico.

Ora però “America first” e imprevedibilità trumpiana gettano un’ombra su questa certezza, indiscutibile sino a un anno fa.

Il messaggio di Tokyo: non solo per Pechino

La netta presa di posizione giapponese è stata accolta con grande favore, pertanto, a Taipei. Una posizione rafforzata dalla non casuale visita che il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha effettuato all’isola di Yonagumi, lontano poco più di cento chilometri da Taiwan: un segnale inequivocabile dell’importanza che Tokyo assegna all’indipendenza di Taipei.

Ma è Washington, oltre che Pechino, il vero destinatario del messaggio. Si attende risposta.

Louvre: quando la cultura diventa frontiera

Una dogana culturale

Il Louvre non introduce un semplice rincaro: disegna una linea di confine. I visitatori extra-UE pagheranno fino al 45% in più. Non per qualità del servizio, ma per provenienza. La cultura, nata come bene universale e democratico nel cuore della modernità europea, si trasforma in un bene condizionato: “tu sì, tu no”, a seconda del passaporto. È l’esatto contrario dell’intuizione rivoluzionaria che trasformò i palazzi reali in luoghi del popolo.

Il museo giustifica la scelta con ragioni tecniche: afflusso eccessivo, costi di sicurezza, restauri costosi. Problemi reali, che però chiamano risposte lunghe, cooperative e strutturali. Invece si preferisce la risposta più rapida: monetizzare, colpendo chi viene da fuori. Il turista argentino, lo studente coreano, la famiglia marocchina che ha risparmiato mesi per entrare al Louvre: tutti diventano “estranei da cui attingere”.

Il confronto europeo

Non è in discussione il diritto dei musei a sopravvivere. Il British Museum ha da anni un modello misto: accesso gratuito alle collezioni permanenti, ticket per mostre temporanee. Non umilia il visitatore, gli chiede una scelta. Il Prado gioca sugli orari di ingresso: fascia gratuita per cittadini e residenti, ma il turista non viene marchiato. Gli Uffizi adottano un pricing stagionale: non importa da dove vieni, importa quando arrivi.

Sono politiche perfettibili, talvolta discutibili, ma conservano un principio: non trasformano l’origine geografica in criterio morale. A Parigi, invece, la carta d’identità diventa variabile economica. Chi appartiene alla “comunità europea” paga meno perché “è dei nostri”. Chi no, contribuisce di più. Ed è qui che il discorso cambia: non parliamo più di gestione, ma di simboli.

Una frattura…di civiltà

Se i musei europei assumono la forma di bastioni territoriali, l’idea stessa di Europa si incrina. La cultura non serve a premiare o punire: serve a creare ponti. Gli extra-europei non sono un pubblico periferico, sono il pubblico naturale dei grandi musei. L’arte occidentale non vive senza il desiderio di chi viene da lontano, perché è proprio quello sguardo esterno a verificarne l’universalità.

Il Louvre — tempio di libertà creativa, di incontri fra civiltà, di contaminazioni — manda oggi un messaggio regressivo: la bellezza è a portata di mano, ma solo di chi appartiene alla nostra cerchia politico-istituzionale. 

Resa strategica

È una resa strategica. Invece di investire in educazione, cooperazione museale, politiche di contenimento intelligenti, si imbocca la scorciatoia della tariffa-profilo. A breve termine porta incassi. A lungo termine genera rancore, distanza, e una geografia culturale che assomiglia più a un checkpoint che a un ideale europeo.

Non è solo un museo che cambia. È la grammatica della cultura europea che si deforma. E, quando la bellezza smette di unire, la barbarie del mercato inizia a prenderne il posto.

Fip Silver Como, venerdì esordio per azzurre Sussarello e Parmigiani

Roma, 27 nov. (askanews) – Dopo la prima giornata di gare, il FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como si prepara al debutto di venerdì delle azzurre plurimedagliate agli Europei e Mondiali. Punto di riferimento della Nazionale, ricorda una nota, è Giulia Sussarello, l’atleta di casa: la numero 6 italiana – vicecampionessa europea nel 2024 con l’Italpadel, bronzo agli Europei di quest’anno e bronzo in carica anche ai Mondiali – scenderà in campo alle 17, insieme alla bresciana e collega in azzurro Martina Parmigiani, contro la coppia Jurkovic/Uriarte. “Giocare in casa è sempre qualcosa di speciale, una sensazione incredibile – racconta Sussarello a poche ore dal suo ritorno in campo – Avere vicino la famiglia, gli amici, tutte le persone che vengono per sostenermi, è una spinta enorme”.

Nel programma di venerdì è previsto l’esordio alle 14 di Emily Stellato, altra colonna della Nazionale e numero 4 del ranking italiano, insieme a Carolina Petrelli: per loro, il derby contro Campigotto/Cascapera. In primo piano anche Clarissa Aima e Caterina Baldi, quinta in Italia e top 100 mondiale, reduci dal successo nel FIP Bronze in Svezia. In evidenza le numero uno del seeding: la 18enne Claudia Escacena, già vicina alla top 100 mondiale e vincitrice di due tornei del circuito nel 2025, giocherà con la compagna Monica Gomez. La prima giornata al The Padel Resort ha fatto registrare una sorpresa nel tabellone maschile: Santino Giuliani e Fabian Oviedo hanno superato in due set l’azzurro Lorenzo Di Giovanni e Samuel Rivas. Avanzano invece agli ottavi gli italiani Simone Vaccari e Federico Galli, avanti dopo il doppio 6-3 su Berta/Jimenez.

A Como, intanto, si conferma l’impennata del padel: Secondo i dati della Federazione Internazionale Padel, dal 2021 i campi in provincia sono cresciuti del 621%, passando da 14 agli attuali 100; i club registrano un incremento pari al 271%. Como rientra così tra le prime cinque province lombarde per numero di campi dopo Milano, Brescia, Varese e Bergamo.

Atreju, Schlein: Meloni scappa ancora dal confronto

Roma, 27 nov. (askanews) – Giorgia Meloni “è scappata un’altra volta dal confronto, questa è la verità”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a ‘Piazzapulita’.

“Mi dispiace che Giorgia Meloni abbia rifiutato di fare il confronto con me, tanto più che l’anno scorso prima delle europee aveva accettato. Forse oggi faccio più paura, visti i risultati elettorali. Vuole fare il confronto anche con Giuseppe Conte? Benissimo portasse anche Matteo Salvini. Vuole fare il confronto di coalizione? Benissimo, portasse anche Tajani e noi portiamo anche Fratoianni e Bonelli. Facciamo un confronto di coalizione però”, ha concluso.

A Riccione il XVI Congresso Nazionale IG-IBD

Riccione, 27 nov. (askanews) – Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Si apre una nuova fase della ricerca che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale.

Prof. Claudio Fantini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Universit degli Studi di Cagliari e Segretario Generale IG IBD, ha dichiarato: “Il congresso rappresenta l’occasione per affrontare diversi temi, dall’innovazione terapeutica fino alla gestione dell’innovazione tecnologica relativa al monitoraggio delle MICI”.

Nel corso dei tanti tavoli di confronto, i medici hanno tracciato il quadro di un settore in rapido cambiamento, illustrando come stiano evolvendo sia gli strumenti terapeutici sia il modo di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.

Cristina Bezzio, Medico Gastroenterologo presso IBD Unit Gastroenterologia Humanitas Rozzano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione nella gestione delle MICI grazie anche all’approvazione di diversi nuovi farmaci che vantano diversi meccanismi d’azione. Accanto a questa evoluzione, cambiato anche il nostro approccio verso la gestione dei pazienti ed un diverso monitoraggio”.

Il Congresso ha posto inoltre al centro il valore della multidisciplinariet: la complessit delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo pi efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

“Abbiamo affrontato diverse tematiche che vanno dalla terapia alla gestione multidisciplinare delle patologie”, ha affermato Angela Variola, Responsabile UOS Centro Malattie Rettointestinali IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD ha scelto di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni pi avanzate. Il futuro della cura si costruisce oggi, i giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo.

"Matilda il Musical", al Teatro Sistina a Roma per le feste di Natale

Roma, 27 nov. (askanews) – Dopo il grande successo di pubblico e critica delle scorse stagioni, torna a grande richiesta al Teatro Sistina a Roma, nella nuova edizione, “Matilda il Musical”, firmato Massimo Romeo Piparo, che si arricchisce della presenza di due grandi interpreti, Sebastiano Somma e Roberta Lanfranchi.

L’attore, al suo debutto nel genere musical, vestirà i panni en travesti della Signorina Trinciabue (il ruolo interpretato da Emma Thompson nel film del 2022), la terribile preside della scuola frequentata da Matilda, una donna arcigna e cattiva che terrorizza studenti e insegnanti. Al suo fianco, un attesissimo ritorno: Roberta Lanfranchi nel ruolo dell’indimenticabile maestra Dolcemiele. Con loro, l’irresistibile Gianmarco Pozzoli, che darà vita al cinico e goffo papà di Matilda e, nel ruolo del titolo, Giulia Chiovelli, figlia d’arte e bimba prodigio, perfezionatasi all’Accademia del Sistina, che ha già incantato il pubblico nelle precedenti Stagioni.

Un cast di 30 artisti, tra gli altri, Elena Mancuso, Matteo Guma, Ilaria Fioravanti, Giovanni Papagni, oltre a straordinari giovani talenti. Musica dal vivo con direzione Musicale del Maestro Emanuele Friello e l’orchestra diretta da Federico Zylka.

In scena per le feste di Natale, da giovedì 4 dicembre al 4 gennaio 2026, lo spettacolo è basato sull’omonimo romanzo di Roald Dahl, uno dei libri più amati da tre generazioni, divenuto esilarante film grazie a Danny De Vito e consacrato su Netflix nella versione musical.

“Per molto tempo mi sono interrogato circa il grandissimo successo di ‘Matilda il Musical’ nel West end londinese, fin quando scelsi nel 2015 di vederlo pur con qualche riserva”, dichiara Massimo Romeo Piparo. “Ebbene da quella sera ho eletto Matilda uno dei miei musical preferiti, tornando a rivederlo altre tre volte. Una storia universale (tant’è che potrebbe essere ambientato ovunque da Londra a Roma, Da Tokyo a Sidney) che ha come eroine due figure femminili tanto attuali al giorno d’oggi: una bambina e una maestra. E contemporaneamente altre due donne anti-eroine, due figure negative come una madre ‘sbagliata’ e una Preside che stravolge il proprio ruolo di educatrice trasformandosi in aguzzino di giovani adolescenti. Con al centro un’unica figura maschile – quella del padre cinico e sprezzante di Matilda- che diventa zimbello in mezzo a tanta malvagità femminile. Ecco, in questo racconto, grazie allo sguardo attento e pungente di Roald Dahl, ci si ritrova buona parte delle grandi carenze contemporanee: l’educazione scolastica, il rapporto familiare, le dinamiche maschili, il potere disumanizzante della televisione. Matilda il Musical andrebbe fatto vedere in tutte le scuole di ogni grado, bisognerebbe portarci tutti i genitori di oggi ma anche quelli futuri convincendoli a trascorrere due ore immersi in questo racconto musicale che ‘rende migliori’. E proprio questo è l’auspicio mio personale: far cogliere la possibilità- forse l’ultima- di ripensare seriamente il ruolo di educatrici e educatori di chi si ritrova protagonista di quelli che restano sempre i due pilastri fondamentali della formazione dell’individuo: la Scuola e la famiglia”.

Lo spettacolo, con il libretto di Dennis Kelly e musiche e testi di Tim Minchin, è stato messo in scena in Gran Bretagna per la prima volta nel 2010, e da allora continua a girare il mondo, da Londra a New York, vincendo più di 55 premi – tra cui ben sette Olivier Awards (record nella storia degli “oscar” del West End), e cinque “Tony Awards”.

Meloni: pronta a confronto a tre con Schlein e Conte ad Atreju

Roma, 27 nov. (askanews) – “Leggo che Elly Schlein avrebbe finalmente accettato l’invito di Fratelli d’Italia a partecipare ad Atreju, ma solo in caso di un confronto diretto con me. Atreju è sempre stata una casa aperta al dialogo, anche con chi la pensa diversamente. Sono quindi pronta a confrontarmi con l’opposizione. Ma ritengo che al confronto debba partecipare anche Giuseppe Conte”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Per due ragioni: la prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo. Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio. La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno. Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi”, conclude.

Schlein: organizzazioni neofasciste vanno sciolte

Roma, 27 nov. (askanews) – “Non mi stupisce che abbiano cercato di fermare la pubblicazione del libro di Berizzi… Non dovremmo aver bisogno di altre prove la Costituzione parla chiaro: le organizzazioni neofasciste vanno sciolte. Sono state troppo a lungo sottovalutate, anche dalla nostra parte. Io l’ho sempre chiesto e le notizie che sono raccolte nel libro di Berizzi chiamano in causa anche la legge Anselmi: i finanziatori occulti. Io sono molto preoccupata perché il libro fa emergere come la violenza interna sia prassi in queste organizzazioni” che sono anche “maschiliste e maschiocentriche”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante la presentazione del libro di Paolo Berizzi, ‘Il libro segreto di Casapound’.

“E c’è anche il tentativo di riscrivere la storia e noi non lo consentiremo. La riflessione che mi fa fare il libro di Berizzi è quello della battaglia politica e culturale. C’è stata una saldatura tra queste destre estreme e le big tech” basta pensare a Elon Musk.

Forum Risk Management, le cure renali diventano green

Arezzo, 27 nov. (askanews) – Portare la sostenibilit ambientale nella pratica clinica: questo l’obiettivo della Green Nephrology o Green Dialysis, un approccio che unisce responsabilit ambientale, sicurezza dei pazienti e qualit delle cure nel trattamento della malattia renale cronica. Un tema al centro del dibattito alla ventesima edizione del Forum Risk Management, congresso di riferimento per tutti gli attori della Sanit italiana, in corso ad Arezzo.

Carlo Maria Alfieri, Professore Associato di Nefrologia presso l’Universit degli Studi di Milano, ha dichiarato: “Per ogni paziente, ad oggi vengono consumati 35.000 litri di acqua all’anno. La dialisi sta passando da una visione paziente-centrica ad un’ottica sostenibile. Si tratta di ottenere gli stessi risultati, potenzialmente anche migliori, a fronte di una sostenibilit ambientale migliore”.

La dialisi, terapia salvavita che sostituisce la funzione renale quando questa compromessa, riguarda circa 50.000 italiani e rappresenta una delle pratiche cliniche pi energivore e ad alto consumo di acqua. Per ogni paziente dializzato vengono impiegati in media pi di 35.000 litri di acqua all’anno e viene prodotta un’ingente quantit di rifiuti in plastica.

Alessandro Pellegrino, Ambulatory & Renal Channel Director di B. Braun in Italia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La sostenibilit un tema economico, ma anche umano e ambientale. Per la dialisi il nostro desiderio quello di contribuire a ridurre il consumo di acqua e di energia per una maggior sostenibilit dell’azienda e dell’intero sistema sanitario”.

Marco Pelle a Carnegie Hall apre celebrazioni 80esima Assemblea Onu

Roma, 27 nov. (askanews) – Per celebrare l’80esima Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 5 dicembre alla Carnegie Hall di New York, il ballerino e coreografo Marco Pelle aprirà l’evento “Better together” danzando Safe from Sleep, accompagnato dal vivo dal pianista cinese Byron Wei-Xin Zhou.

L’iniziativa è presentata dall’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR), dall’Ufficio del Presidente dell’80esima Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (PGA80) e dall’Accademia Internazionale per gli Studi Artistici e Culturali (IAA).

Safe from Sleep è una nota creazione di Pelle, entrata nel repertorio di tanti danzatori internazionali e ora danzata dal coreografo vicentino. È il racconto biografico di una storia d’amore interrottasi alla promessa di matrimonio. Commissionata nel 2023 dal Lake Tahoe Dance Collective in California, come apertura del festival, la coreografia è stata interpretata da Stephen Hanna, ex primo ballerino del New York City Ballet e performer a Broadway. Nel 2024, per le celebrazioni del duecentesimo anniversario del Museo Egizio di Torino, l’assolo è diventato un dialogo tra due interpreti articolato in tre parti – Bliss (Felicità), Loss (Perdita), Journey (Viaggio). Ora, grazie all’invito delle Nazioni Unite, si apre un nuovo capitolo: Safe from Sleep/Journey sarà eseguita dal suo creatore, primo italiano nella storia a danzare allo Stern Auditorium, il palco principale della Carnegie Hall.

“Ballare ‘Safe From Sleep’ in uno dei teatri più importanti al mondo, aprendo il galà annuale delle Nazioni Unite per l’80esimo anniversario della prima Assemblea Generale, è un onore immenso”, ha spiegato il coreografo residente del New York Theatre Ballet e Academic Fellow Bocconi. “Questo lavoro, nato come racconto personale e trasformato in danza, oggi rappresenta per me non un ritorno ma una partenza. Dopo molti anni lontano dalla scena, ho ritrovato il mio corpo e una nuova verità artistica: riparto dalla danza a cinquant’anni, con lo stesso sogno che mi incendiava da bambino e la consapevolezza di un viaggio che mi ha attraversato – da Vicenza all’Accademia di Montecarlo, fino a Merce Cunningham e ai grandi ballerini con cui ho il privilegio di lavorare. Questa occasione speciale è il momento giusto per iniziare un nuovo volo, senza barriere e senza paure, danzando la mia storia con gratitudine, autenticità e la magia che l’ha generata”.

Conte: Crosetto vuole mandare i nostri giovani in guerra

Roma, 27 nov. (askanews) – “Ai nostri giovani offriremo stipendi sicuri solo nell’esercito? Crosetto ha detto che porterà in Parlamento una proposta per riformare la leva militare. Stiamo arrivando a quello: mandiamo i nostri giovani in guerra”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in una intervista a ‘Dritto e rovescio’ che andrà in onda questa sera su Rete 4.

“Sono stato un profeta, mio malgrado: da tempo dico ‘guardate che se si programma un piano di riarmo, di buttare centinaia di miliardi nelle spese militari, poi vedrete che si porrà il problema di rafforzare il nostro esercito'”, ha aggiunto.

Migranti, Mattarella: mi chiedo cosa perdiamo con tanti morti?

Roma, 27 nov. (askanews) – “Guardo spesso quella fotografia e ogni volta mi chiedo chi sarebbe diventato quel ragazzino e cosa abbiamo perduto con la sua morte e quella di tanti altri”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo parte alla inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale ha parlato del ragazzo del Mali annegato insieme a tanti altri migranti 10 anni fa nel mar Mediterraneo.

Quel “ragazzino 14enne del Mali, portava la pagella cucita nei vestiti e non un passaporto o un altro documento di identità – ha detto il capo dello Stato – quel ragazzino voleva dimostrare di essere bravo e di venire in Europa per studiare”.