Home Blog Pagina 241

L. Elettorale, Meloni: no iniziativa governo, per me ok proporzionale

Roma, 4 lug. (askanews) – “Le leggi elettorali sono di competenza parlamentare. Non c’è nessuna iniziativa del governo. Personalmente penso che sarebbe positiva una legge elettorale che vada bene anche quando venisse approvata la riforma del premierato e personalmente penso che la legge giusta sarebbe il proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del candidato premier di ogni coalizione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento al Forum in Masseria di Bruno Vespa.

Ius scholae, Meloni: non è nel programma di governo

Roma, 4 lug. (askanews) – “Il centrodestra è composto da forze politiche diverse, con sensibilità diverse. C’è un programma di governo che delinea le azioni da compiere. Io penso che sarebbe utile per tutti concentrarci sulle priorità indicate nel programma, la riforma della cittadinanza non è tra queste. Poi io penso che non sia corretto concedere la cittadinanza a un minore quando i genitori sono ancora stranieri e dopo 10 anni si ha la cittadinanza con l’attuale legge. Poi ci si può occupare delle rigidità amministrative, si potrebbe lavorare sulle complicazioni. Ma sarebbe un bene concentrarsi sulle priorità del programma”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento al Forum in Masseria di Bruno Vespa.

Zelensky: colloquio molto importante con Trump, lavoreremo insieme per rafforzare protezione nostri cieli

Roma, 4 lug. (askanews) – Sul proprio canale X, il presidente dell’Ucraina, Volodomyr Zelensky ha rappresentato la telefonata intercorsa con il presidente americano Trump: “Oggi abbiamo discusso della situazione attuale, inclusi gli attacchi aerei russi e gli sviluppi più ampi sul fronte. Il presidente Trump è molto ben informato e lo ringrazio per la sua attenzione all’Ucraina. Abbiamo parlato delle opportunità nella difesa aerea e abbiamo concordato di lavorare insieme per rafforzare la protezione dei nostri cieli. Abbiamo anche concordato un incontro tra i nostri team”.

“Siamo pronti per progetti diretti con gli Stati Uniti e crediamo che questo sia di fondamentale importanza per la sicurezza, soprattutto quando si tratta di droni e tecnologie correlate”, ha aggiunto il presidente ucraino.

"Italian Rugby Day": a Johannesburg il secondo evento del 2025

Roma, 4 lug. (askanews) – Prosegue il percorso di promozione del Made in Italy attraverso il rugby azzurro, ambasciatore del brand Italia e della candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO nel mondo. Mercoledì 2 luglio, presso il quartier generale della Nazionale Italiana Maschile a Johannesburg, sede del raduno in vista del secondo Test Match del Tour Estivo contro il Sudafrica, si è svolto il secondo appuntamento del 2025 con l'”Italian Rugby Day”.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – la Federazione Italiana Rugby e l’Ambasciata d’Italia in Sudafrica, si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del sistema Paese, con l’obiettivo di coniugare sport, impresa e diplomazia culturale. Dopo il positivo debutto dello scorso febbraio a Londra, alla vigilia della sfida contro l’Inghilterra valida per il Guinness Sei Nazioni, il format si conferma una vetrina internazionale per il brand Italia, con gli Azzurri nel ruolo di ambasciatori dei valori identitari del rugby e della qualità italiana nel mondo.

A fare da cornice all’evento, un momento di confronto moderato dal giornalista Neil Andrews, che ha visto la partecipazione di Ross Vintcent, terza linea azzurra con radici sudafricane, accanto a numerose personalità istituzionali: l’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica Alberto Vecchi, il Direttore di ICE Johannesburg Giovanni Luca Atena, il Ministro dello Sport, delle Arti e della Cultura della Repubblica del Sudafrica Gayton McKenzie, il CEO di Macron Gianluca Pavanello e la leggenda del rugby sudafricano Naas Botha.

“La giornata odierna, oltre a consolidare la partnership pluriennale con ICE, rappresenta un’importante occasione di promozione per il nostro movimento e per le aziende italiane che ci affiancano – ha dichiarato Carlo Checchinato, Direttore Commerciale della Federazione Italiana Rugby -. Il rugby, con i suoi valori e il suo linguaggio universale, si conferma un efficace strumento di visibilità per il Sistema Italia, contribuendo a rafforzare il posizionamento del nostro Paese anche fuori dal campo”.

“La presenza della Nazionale Italiana Rugby in Sudafrica rappresenta un’opportunità eccellente per promuovere il Made in Italy e rafforzare i legami tra i nostri due Paesi. Il rugby è uno sport che unisce le persone e crea legami duraturi, e sono felice di vedere come la nostra Nazionale stia contribuendo a diffondere la passione per lo sport e la cultura italiana in Sudafrica” ha dichiarato Alberto Vecchi, Ambasciatore d’Italia in Sudafrica.

“La presenza della Nazionale Italiana di Rugby in Sudafrica è un’opportunità ideale per promuovere il Made in Italy. La cucina italiana, in particolare, è un ambasciatore eccellente del nostro Paese, e sono sicuro che gli appassionati di rugby sudafricani apprezzeranno la nostra gastronomia tanto quanto il nostro sport” ha dichiarato Giovanni Luca Atena, direttore di ICE Johannesburg.

Schlein: pedaggi più cari da agosto, da Meloni tasse e propaganda

Roma, 4 lug. (askanews) – “Tasse e propaganda, nient’altro. Anche oggi Giorgia Meloni prova a mettere una tassa in più, stavolta sugli italiani che vanno in vacanza. Vuole aumentare i pedaggi autostradali da agosto, per colpire quando c’è più traffico per le ferie. E lo fa con un emendamento presentato all’ultimo su un decreto, perché in fondo l’unica necessità e urgenza dei decreti del governo è quella di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Abbiamo già presentato un sub-emendamento per fermarli. Sono tre anni che governano bloccando il salario minimo e non facendo nulla sul caro vita e le bollette più care d’Europa, almeno abbiano la decenza di smetterla di aumentare le tasse generalizzate su tutti mentre sfornano un condono al mese per i furbi”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in una nota.

Nuoto, 34 azzurri convocati per i mondiali di Singapore. Chi sono

Roma, 4 lug. (askanews) – La città-stato di Singapore è pronta per ospitare i Mondiali di nuoto. La 22ª edizione della rassegna iridata è in programma dal 27 luglio al 3 agosto alla World Aquatics Championships Arena: per l’appuntamento più importante della stagione il direttore tecnico Cesare Butini ha convocato 34 azzurri, di cui 18 uomini e 16 donne.

Nelle gare maschili scenderanno in vasca Federico Burdisso, il campione olimpico dei 100 dorso Thomas Ceccon, Simone Cerasuolo, Carlos D’Ambrosio, Luca De Tullio, Marco De Tullio, Leonardo Deplano, Stefano Di Cola, Christian Bacico, Manuel Frigo, Christian Mantegazza, il campione olimpico dei 100 rana Nicolò Martinenghi, Massimiliano Matteazzi, Filippo Megli, Alberto Razzetti, Ludovico Blu Art Viberti, Lorenzo Zazzeri e il capitano Gregorio Paltrinieri, che dal 16 al 20 luglio sarà impegnato anche nelle gare di nuoto in acque libere.

Al femminile spazio a Lisa Angiolini, Matilde Biagiotti, Anita Bottazzo, Costanza Cocconcelli, Sara Curtis, la più esperta del gruppo con i suoi 32 anni Silvia Di Pietro, Francesca Fangio, Sara Franceschi, Anita Gastaldi, Anna Chiara Mascolo, Emma Virginia Menicucci, Sofia Morini, la più giovane atleta azzurra con i suoi 17 anni Bianca Nannucci, Benedetta Pilato, Chiara Tarantino e la detentrice del titolo negli 800 e nei 1.500 stile libero Simona Quadarella.

“La direzione tecnica della squadra nazionale ha mantenuto l’impegno, più volte ribadito, di favorire il ricambio generazionale attraverso la partecipazione ad un evento mondiale – sottolinea il direttore tecnico Cesare Butini -. Riteniamo che sia indispensabile per i più giovani acquisire esperienza internazionale di alto livello e aiutarli ad inserirsi in un gruppo eterogeneo formato da campioni e da valori medi importanti. Sono sicuro che gli atleti più esperti ne favoriranno l’integrazione. Anche per questo motivo abbiamo iscritto tutte le staffette”.

Butini sottolinea poi come la rassegna iridata di Singapore sia il primo grande evento del percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028: “I Mondiali saranno difficili perché aprono un nuovo quadriennio, quindi i paragoni con il passato sarebbero fuorvianti. Insieme ai tecnici delle società, seguendo l’indirizzo federale, cerchiamo di lavorare per formare atleti forti che assicurino ciclicità di risultati. L’auspicio è che i giovani migliorino e i più esperti mantengano i loro elevati standard di rendimento, fungendo da esempio e alimentando l’emulazione. Siamo fiduciosi, ma anche consapevoli che solo con il massimo impegno, personale e di gruppo, si potranno ottenere buoni risultati”. Di seguito il programma e gli orari nel dettaglio. (agc)

Al via i saldi estivi (ufficiali), sei italiani su dieci pronti a comprare

Roma, 4 lug. (askanews) – I saldi si confermano tra gli eventi promozionali più attesi dagli italiani. Per le vendite di fine stagione estive, che prenderanno il via domani in quasi tutte le regioni (con l’eccezione di Trento e di Bolzano), già 6 italiani su 10 hanno pianificato un acquisto, per un giro d’affari stimabile intorno ai 3,5 miliardi di euro. Una risposta di pubblico che conferma l’alto gradimento dei saldi da parte dei consumatori, anche in un contesto in cui le famiglie spendono con prudenza. L’alto interesse è ancora più notevole se si considera il dilagare di offerte anticipate e pre-saldi fuori dalle regole: stimiamo che 6,5 milioni di consumatori abbiano già acquistato con lo sconto prima della partenza ufficiale dei saldi. È quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti-Ipsos sui saldi estivi.

È il 62% degli italiani che ha già deciso di approfittare dei saldi estivi 2025. La percentuale cresce tra le donne e tra chi vive al Sud, entrambi 67%. Un ulteriore 32% si riserva di decidere in base alla qualità delle offerte: una fetta non trascurabile che conferma come la leva promozionale sia decisiva, ma non automatica. Pochissimi dichiarano apertamente che non faranno acquisti (3%), mentre un altro 3% è ancora indeciso. Circa un quarto di chi è interessato ad acquistare lo farà nel fine settimana di partenza dei saldi, sabato 5 e domenica 6 luglio.

Tra chi ha già pianificato uno o più acquisti per i saldi estivi 2025, il budget medio previsto è di circa 218 euro a persona, che scende a 136 euro per chi non lavora. La fascia di spesa più comune è però quella attorno ai 100 euro, scelta da un intervistato su quattro. Ma non manca chi punta più in alto: il 16% prevede di spendere 200 euro, mentre una minoranza (circa il 7%) arriva o supera i 300 euro. I giovani (18-34 anni) mostrano una maggiore prudenza, con una media di 178 euro, contro i 234 euro degli over 35. Sul piano territoriale, si spende di più al Nord (241 euro) e meno nelle regioni del Sud e delle Isole (196 euro), confermando le differenze geografiche nella propensione al consumo.

Sono le calzature le regine dei saldi estivi 2025: oltre la metà dei consumatori che hanno già deciso cosa acquistare (53%) metterà ai piedi scarpe nuove: sandali, sneakers, zeppe o mocassini. Subito dopo, nella lista dei desideri, compaiono t-shirt, top e bluse (50%), seguiti da pantaloni, gonne e maglieria leggera (entrambi al 38%). Anche abiti (37%) e intimo (31%) mantengono una quota rilevante, mentre costumi da bagno e accessori da spiaggia (28%) segnalano una voglia di vacanze che inizia a farsi sentire. L’abbigliamento sportivo è al 27%, seguono camicie (25%), pigiami (13%) e giacche (9%). In media, chi pensa di approfittare dei saldi progetta di acquistare quasi quattro prodotti (3,76 a persona), a testimoniare che si punta su pochi pezzi ma scelti con cura.

Per gli acquisti dei saldi estivi 2025, la maggior parte dei consumatori prevede un comportamento multicanale: sei su dieci (61%, ma tra i giovani è il 69%), infatti, acquisteranno sia online che in negozio fisico. Quest’ultimo, però, resta centrale: circa un terzo (32%) di chi vuole comprare prevede di affidarsi esclusivamente ai punti vendita tradizionali, mentre il 7% sceglierà di fare shopping solo online. Il negozio continua, del resto, ad essere percepito come il canale più affidabile per veridicità degli sconti, sicurezza e convenienza degli acquisti, con un voto medio assegnato dai consumatori di 7,1 (contro i 6,9 del web e il 6,8 delle grandi catene). Un risultato significativo, vista l’attenzione dei consumatori: il 70% degli intervistati sostiene di verificare sempre il prezzo pieno su cui è applicato lo sconto del prodotto in saldo.

“I saldi restano un momento fondamentale, sia per i consumatori sia per le imprese del dettaglio moda. Un’occasione di acquisto consapevole e conveniente da un lato, e una leva importante per il commercio – ma anche per il turismo – dall’altro. Servono però dei correttivi: bisogna fare chiarezza e porre un argine al dilagare dei presaldi irregolari, che minano la leale concorrenza, e va anche rivista la data d’avvio, oggi troppo vicina all’inizio dell’estate e quindi poco funzionale per molti operatori”, commenta la presidente di Fismo Confesercenti, Benny Campobasso.

Formula1, Hamilton il più veloce nelle prime libere a Silverstone

Roma, 4 lug. (askanews) – Lewis Hamilton (1’26″892) finisce la prima sessione di prove libere davanti a tutti per la prima volta da quando è in Ferrari. È un’ottima Scuderia quella che si è vista finora a Silverstone: buona simulazione passo gara, soprattutto del britannico, e la SF-25 sembra ben bilanciata. Le due McLaren sono ovviamente sempre lì, alle spalle di Lewis e davanti a Leclerc, 4°, prima con Norris e poi con Piastri. Le due papaya hanno migliorato il passo gara nel corso della loro simulazione. Bene anche Russell, 5°, che in diversi frangenti della sessione ha dettato il passo. Antonelli 9° davanti a Verstappen.

Illumia Padel Cup, a Castenaso la quarta edizione

Bologna, 4 lug. (askanews) – Torna lo spettacolo del padel al Country Club di Castenaso, Bologna e l’appuntamento ormai una tradizione di inizio estate. Trentadue ex calciatori professionisti si sono dati battaglia sui campi della Illumia Padel Cup, giunta alla sua quarta edizione.

Gabriele Corazza, Direttore Commerciale di Illumia, ha dichiarato: “Noi ci occupiamo da sempre di vendita di energia elettrica e gas. Abbiamo avuto quest’idea di mettere insieme i campioni, sostenendo la Mongolfiera Odv; ci occupiamo di energia e, questi campioni che ogni anno si sfidano a padel esprimono proprio un’energia pazzesca e quindi, proprio per questo motivo, abbiamo dato inizio a questo connubio”.

Ideatore della due giorni della manifestazione, l’ex calciatore della Bologna, Thomas Locatelli: ” stato un grande successo perch, grazie a questa iniziativa, abbiamo avuto la possibilit di riunire una famiglia, composta da tantissimi giocatori che credono in questo progetto, che ogni anno fa del bene divertendosi. Per me un onore adesso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo”.

A spuntarla in Champions League femminile sono risultate Francesca Piccinini e Laura Calvo. L’ex pallavolista Francesca Piccinini ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “A Pallavolo ero pi abituata e mi allenavo molto di pi, quindi ero pi tranquilla e pi sicura di me, in quel campo l era tutto pi semplice. Nel padel sto arrivando piano piano, per ancora non mi sento all’altezza, per mi diverto, quello l’importante”.

Ad aggiudicarsi la Champions League maschile stato il tandem composto da Toni e Caccarelli. In Coppa Italia hanno trionfato il Papu Gomez insieme a Nicola Amoruso, mentre in Europa League si sono imposti Nicola Pozzi e Massimo Maccarone. L’ex centravanti dell’Empoli ha dichiarato: ” sempre bello vincere, soprattutto dopo due giorni intensi con tante partite, con caldo, per sempre una bella cosa perch comunque siamo abituati a essere competitivi. Poi alla fine l’importante secondo me stare due giorni insieme, stare bene, ridere, scherzare e poi la vittoria la ciliegina sulla torta”.

Benessere, il miglior chirurgo plastico al mondo italiano

Roma, 4 lug. – L’eccellenza italiana nella medicina conquista un nuovo primato mondiale. Secondo l’ultima classifica internazionale stilata dall’agenzia di ranking scientifico Alper-Doger (AD Scientific Index), il Prof. Pietro Gentile, Professore Associato di Chirurgia Plastica presso l’Universit di Roma “Tor Vergata”, stato riconosciuto come il miglior chirurgo plastico al mondo.

La selezione ha coinvolto oltre 1.200 scienziati, provenienti da 221 nazioni e affiliati a pi di 24.500 istituzioni accademiche. Il docente dell’Universit di “Tor Vergata” non nuovo a riconoscimenti di rilievo. Gi nel 2024 era stato premiato al primo posto nella categoria Chirurgia Plastica Rigenerativa dallo stesso AD Scientific Index, e in precedenza aveva raggiunto il vertice della classifica europea Expertscape per l’uso di tecniche innovative come il lipofilling e le cellule vasculo-stromali (SVF).

“Ricevere questo riconoscimento un grande onore, frutto di anni di studio e dedizione assoluta alla ricerca scientifica – ha dichiarato il Prof. Gentile -. stato un percorso difficile, ricco di ostacoli e rifiuti, ma ogni difficolt stata trasformata in opportunit. Auguro a tutti di non arrendersi mai.” Questo importante traguardo rafforza il ruolo dell’Italia come leader nel panorama medico internazionale, in particolare nei campi della chirurgia plastica, ricostruttiva, estetica e rigenerativa.

La qualit, la competenza e l’umanit che contraddistinguono i professionisti italiani continuano a farsi apprezzare e riconoscere in tutto il mondo. Ancora una volta, l’Italia – grazie alle sue menti – si conferma protagonista sulla scena scientifica globale.

Canale 5, I Viaggi del Cuore con Don Davide torna in Tunisia

Roma, 4 lug. (askanews) – Si conclude in Tunisia la stagione de I Viaggi del Cuore, con una puntata che racconta un Paese ricco di storia, spiritualit e bellezza. Una terra di incontri e convivenze, dove il Mediterraneo accoglie popoli, culture e fedi diverse, da secoli intrecciate nel rispetto reciproco.

Il viaggio si svolge a Djerba, isola emblematica della Tunisia, dove la presenza cristiana, musulmana ed ebraica ha dato vita a un modello di coabitazione unico. La chiesa di San Giuseppe, la moschea Fadhloun e la sinagoga di El Ghriba testimoniano un dialogo silenzioso ma profondo, fatto di gesti quotidiani e memoria condivisa.

Tra le tappe anche il villaggio di Erriadh, trasformato in museo a cielo aperto grazie al progetto Djerbahood, e il quartiere ebraico inserito nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. A completare il racconto, le ceramiche tradizionali di Guellala, le escursioni a cavallo lungo la costa e la cucina locale, dove ogni piatto diventa racconto di identit e incontro. Un’ultima puntata che saluta il pubblico con uno sguardo autentico su una Tunisia viva, accogliente e profondamente umana.

Come sempre, la trasmissione ospiter anche alcuni tra gli autori pi significativi del panorama editoriale italiano, in collaborazione con Edizioni San Paolo. In ogni viaggio ci sar il supporto di Famiglia Cristiana per approfondimenti di attualit e per uno spazio sulle ultime uscite editoriali. E non mancher la presenza di Missioni don Bosco, che racconter il suo operato in Argentina, aiutandoci ad avere uno sguardo sul Mondo.

I Viaggi del Cuore ha ricevuto recentemente due importanti riconoscimenti. Il 21 giugno 2024, il programma ha ottenuto il Premio Moige, consegnato a Roma nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. In seguito, il 15 marzo 2025, stato assegnato il premio giornalistico “Premio Buone Notizie – Edizione speciale In Giubileo”.

I Viaggi del Cuore un format tv ideato e prodotto da Elio Angelo Bonsignore per Me Production insieme alla produttrice per Mediaset R.T.I. Consuelo Bonifati. Conduttore Don Davide Banzato (nel ruolo anche di coautore); autrice Martina Polimeni; registi Alberto Magnani e Andrea Pecci. Nella sua durata di 40 minuti si propone di raggiungere tutti credenti e non, grazie ad un taglio culturale ed investendo mezzi consistenti per una qualit di immagini di alto livello. Gode del patrocinio della Santa Sede con il Dicastero per l’Evangelizzazione.

I manager italiani al Campus cole The Skill in Corsica

Roma, 4 lug. (askanews) – Anche quest’anno l’appuntamento estivo pi atteso per la formazione dei manager italiani si fa sulle spiagge francesi. in corso, infatti, dal 3 al 6 luglio il Campus cole The Skill, la summer school dedicata alla comunicazione strategica, al media training, al crisis e reputation management che si svolge in Corsica, nel dipartimento della Haute Corse. Docenti di eccezione per quella che stata concepita come una “vacanza-studio” con alternanza tra momenti di studio e approfondimento e altri di svago e divertimento. Tre le lezioni che caratterizzano questa seconda edizione: l’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, tra i pi apprezzati al vertice delle aziende di Stato, spiegher come “persone e numeri sono ingredienti fondamentali e vincenti per un’impresa”, mentre il presidente di MBDA Italia, Giuseppe Cossiga, stimoler i partecipanti al corso sulla “sfida della complessit” che si pone quotidianamente di fronte a un manager.

Il terzo intervento, dedicato al public speaking, sar svolto dall’attore Filippo Contri, protagonista di diverse pellicole apprezzate nell’ultimo periodo, ma anche dello spettacolo teatrale Brokeback mountain e noto al grande pubblico per aver interpretato la parte della figlio di Verdone nella serie televisiva “Vita da Carlo”.

Al centro, quindi, top manager provenienti dai settori Nucleare e Difesa, i pi centrali nel dibattito pubblico odierno, ma anche un artista per rispettare la multidisciplinariet e lo spirito di contaminazione caro ai promotori del corso. Accanto ad Artizzu, Cossiga e Contri, gli esperti di comunicazione della scuderia The Skill, da Federica Fantozzi a Giovanni Cioffi, da Lorenzo Munegato a Giorgio Lainati, gi vice presidente della commissione di Vigilanza Rai e consigliere per la comunicazione di Palazzo Chigi per 10 anni con Silvio Berlusconi.

L’evento, organizzato dalla business unit Learn The Skill, ha visto nel tempo l’adesione di importanti realt: Deloitte, Novartis, Cattolica Assicurazioni, Max Mara, gli studi professionali Bandera, SZA e Fornari e Associati, ma anche le principali organizzazioni della sanit privata accreditata, come Aiop Lombardia e ARIS.

Ai lavori prendono parte quest’anno, tra gli altri, Angle Bastiani, presidente dell’ufficio del turismo della Corsica, e il parlamentare francese e vice presidente del movimento Rpublicains, Franois-Xavier Ceccoli.

Per il promotore dell’iniziativa, il Ceo del Gruppo The Skill, Andrea Camaiora, “La summer school si conferma un’idea felice. Campus cole rappresenta la scelta illuminata di alcune organizzazioni di valorizzare i propri talenti con questa esperienza. Mi piace sottolineare come l’effetto di allontanamento dai problemi quotidiani che regala ogni isola, l’esperienza internazionale e la scelta di assicurare momenti di relax e riflessione rappresentano la chiave del successo di questa quattro giorni”.

Altroconsumo promuove i conti Banco Posta

Roma, 4 lug. (askanews) – L’indagine realizzata da Altroconsumo ha riconosciuto i conti di Poste Italiane come i pi convenienti nelle categorie Famiglie, Pensionati e Giovani. Il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante conquista il primo posto grazie a una riduzione significativa dell’Indicatore Complessivo dei Costi. Il servizio del TG Poste

Ponte Stretto, Bonelli scrive a Meloni: non rispetta criteri Nato

Roma, 4 lug. (askanews) – “Il governo, stamattina, rispondendo a una mia interpellanza e usando il condizionale, ha affermato che il ponte potrebbe essere “un’infrastruttura coerente con le linee guida Nato” e quindi essere considerato infrastruttura militare. Se il governo decidesse di inserirla come opera militare, allora dovrebbe essere rifatta la progettazione e la presidente Meloni non potrebbe portare al CIPESS l’approvazione di un’opera che è stata progettata come opera civile .Alla luce della risposta del governo alla mia interpellanza, ho inviato una lettera urgente alla presidente Meloni affinché, nella sua qualità di presidente del CIPESS, non proceda all’approvazione di un’opera che presenta evidenti carenze progettuali e che non risponde ai criteri di progettazione NATO”.Lo comunica il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“La Nato -argomenta Bonelli- utilizza un’apposita e complessa classificazione dei carichi prodotti dai mezzi militari, denominata MLC (Military Load Classification), cui attenersi nella verifica dei ponti esistenti e nella progettazione di quelli da realizzare. Questi criteri prevedono carichi quasi-statici e dinamici assai più severi di quelli normalmente utilizzati per i ponti a uso civile. Il progetto del ponte sullo Stretto non ha mai considerato i criteri NATO né calcolato gli effetti di tali, e assai più gravose, azioni sulla struttura. Inoltre, il franco navigabile del ponte sullo Stretto è di 65 metri, mentre le maggiori portaerei del mondo hanno un’altezza di 80 metri. Questo significa che il ponte rappresenta un ostacolo al passaggio delle navi militari”.

"Passaggi Festival": informare anche su temi divisivi, obiettivo raggiunto

Roma, 4 lug. (askanews) – “Raccontare il presente cercando nel passato e mirando al futuro; affrontare temi divisivi come il gender o la questione israelo-palestinese; dare a tutte le idee, anche le più ostiche e ostili, la possibilità di essere rappresentate, senza intenti pedagogici o ideologici, ma solo con la consapevolezza che il compito di un festival di libri è quello di informare, non di educare: questi erano e sono i nostri obiettivi, e li abbiamo raggiunti anche in questa tredicesima edizione”. Così Giovanni Belfiori, direttore e ideatore di Passaggi Festival, l’evento dedicato alla saggistica conclusosi a Fano domenica scorsa con la visita di un autore ‘particolare’, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha presentato il suo libro “Antico presente”.

Circa 200 i relatori di questa edizione che hanno dato vita a cinque giorni di cultura con 93 libri presentati, cui si sono aggiunti 27 laboratori e conversazioni per bambini e adulti, sette premiazioni, due visite guidate, due firmacopie senza presentazione e due mostre organizzate dal festival per un totale di 28 giorni di esposizione, il tutto gestito da 102 fra volontari e studenti del liceo Nolfi-Apolloni, impegnati in Pcto.

Imponente la rassegna stampa con oltre 450 ritagli e ottimo l’impatto dei social: oltre 1 milione di visualizzazioni Facebook e 1 milione e 300mila Instagram, mentre sono state 480mila le pagine visitate del sito passaggifestival.it. Dichiara il sindaco Luca Serfilippi: “La conclusione di questa edizione di Passaggi Festival conferma quanto la cultura sia capace di generare partecipazione. Continueremo a sostenere eventi di questa portata che fanno crescere Fano e ne valorizzano l’identità”, e prosegue l’assessore al turismo e ai grandi eventi Alberto Santorelli: “Anche quest’anno la città ha risposto con entusiasmo a un festival che unisce bellezza, parole e confronto. Ringraziamo chi ha reso possibile questa manifestazione, dimostrando che Fano può essere un punto di riferimento culturale di rilievo nazionale”.

“Passaggi ogni anno stupisce con la qualità degli ospiti e col pubblico che porta a Fano – commenta Giorgia Latini, vice presidente della commissione Cultura della Camera dei Deputati – questa edizione è stata segnata positivamente dalla presenza del ministro della Cultura Giuli, col quale ho lavorato al decreto Cultura. Ben 34 milioni di euro per sostenere editoria, biblioteche, librerie e in generale la filiera del libro, questo non toglie che occorra rivolgere un’attenzione specifica ai festival letterari nazionali e certo Passaggi è fra i principali appuntamenti italiani”.

“Passaggi di quest’anno – dichiara poi il presidente del festival Cesare Carnaroli – ha prodotto quella chimica che non ti aspetti e che lo ha reso uno dei più efficaci dei tredici svolti. Efficace sul piano della comunicazione specialmente domenica, dove la contemporanea Giuli/Jebreal è stata un’apoteosi di partecipazione, con un dibattito che continua ancora oggi su giornali e social in modo positivo, senza eccessive sbavature da tifoseria”.

Il vice direttore Ludovica Zuccarini rivolge la sua attenzione al Pincio, dove la rassegna “Fuori Passaggi ha offerto spunti di riflessione e dialogo attraverso la voce di Rula Jebreal, Riccardo Pedicone, Ghemon, Natasha Stefanenko, Gabriele Parpiglia ed Ettore Bassi, che con i loro libri hanno portato al centro della scena tematiche attuali. Un momento speciale è stato il Premio Fuori Passaggi, conferito ai Modena City Ramblers, per la loro capacità di raccontare storie che attraversano il tempo e la coscienza civile del nostro Paese”. Così, infine, il presidente del consorzio albergatori di Fano, Luciano Cecchini “Passaggi ha incrementando l’affluenza turistica di tutte le età, facendo registrare quest’anno oltre a 500 ospiti, ben 1.800 presenze”.

Già annunciate le date del 2026: dal 24 al 28 giugno.

Fine vita, Cnf: otto avvocati su 10 chiedono una legge chiara

Roma, 4 lug. (askanews) – Il 77 per cento degli avvocati italiani tra i 25 e i 44 anni sostiene l’introduzione di una legge sul fine vita e si dichiara favorevole ad ampliare l’attuale platea di persone che possono accedervi, secondo i requisiti stabiliti dalla Corte Costituzionale, e a semplificare le procedure previste. Il 31% degli intervistati si dice d’accordo ad aprire anche all’ipotesi di eutanasia attiva.

I dati emergono da un’indagine Ipsos, commissionata a marzo dal Consiglio Nazionale Forense, che ha coinvolto un campione di 5.500 avvocati, per analizzare l’orientamento della categoria su un tema di crescente rilevanza nel dibattito etico, giuridico e civile del Paese.

“La voce degli avvocati è chiara: serve una legge sul fine vita che tuteli la libertà e la dignità della persona, senza ambiguità né zone grigie. Ora che il Parlamento sta discutendo il testo, è il momento di decidere con coraggio e responsabilità”, afferma il presidente del Cnf, Francesco Greco.

Sei avvocati intervistati su dieci (62%) si dichiarano favorevoli al diritto di ogni individuo di scegliere le proprie cure di fine vita, inclusa l’eutanasia. Tra gli under 45, la percentuale sale oltre il 70 per cento. Il consenso complessivo arriva all’82% se si includono coloro che sono favorevoli solo in casi molto specifici e controllati. Tra gli avvocati con più di 74 anni, questa posizione è condivisa dal 28%. Solo il 12% degli intervistati si oppone per motivi etici o religiosi, mentre il 5% è indeciso.

Sul fronte del testamento biologico, sette intervistati su dieci, soprattutto nella fascia d’età 25-34 anni, lo considerano uno strumento fondamentale per esprimere le proprie volontà sui trattamenti medici in caso di incapacità. La percentuale sale a nove su dieci includendo anche chi si dichiara favorevole ma con alcune riserve. A livello personale, uno su due, specialmente tra i più giovani, è favorevole a soluzioni come il suicidio assistito o l’eutanasia attiva qualora un familiare soffra di una malattia incurabile. I contrari sono il 12%.

Sei avvocati su dieci riconoscono il proprio ruolo cruciale nel supportare i clienti in decisioni così delicate, garantendo piena consapevolezza delle implicazioni legali e la tutela dei diritti in ogni fase, con informazioni giuridiche complete e aggiornate nel rispetto delle volontà.

La complessità e delicatezza delle situazioni da gestire, anche in presenza di dissenso tra cliente e familiari, rappresenta la principale sfida secondo sette intervistati su dieci. Inoltre, per quattro su dieci, la normativa in continua evoluzione ne complica l’interpretazione e l’applicazione. Circa un terzo degli intervistati sottolinea che ciò ha ricadute sulla responsabilità professionale dell’avvocato, rendendo necessario un aggiornamento costante.

Guardando all’estero, il 31% degli avvocati indica come modelli più efficaci quelli di Paesi Bassi e Belgio, dove eutanasia attiva e suicidio assistito sono regolamentati per maggiorenni capaci di intendere e volere, affetti da malattie incurabili che causano sofferenze insopportabili.

Ucraina, il Cremlino: una soluzione diplomatica al momento è impossibile

Roma, 4 lug. (askanews) – Una soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina “al momento non è possibile”, ha dichiarato oggi il Cremlino tramite il portavoce Dmitri Peskov, confermando l’assenza di sviluppi negoziali per porre fine al conflitto, emersa dalla telefonata ieri tra i presidenti americano Donald Trump e il russo Vladimir Putin.

Durante la conversazione telefonica Putin ha ribadito che Mosca resta interessata a raggiungere gli obiettivi della “operazione militare speciale” anche per via politica e diplomatica, ha affermato oggi Peskov.

Il Cremlino ha anche commentato le parole di Trump sulla sua frustrazione per l’assenza di progressi negoziali sull’ Ucraina. “Siamo attenti a tutte le affermazioni del presidente Trump”, ha detto il portavoce.

Luiss Business School, il Networking Day per gli studenti MBA

Roma, 4 lug. (askanews) – Una giornata di colloqui individuali tra aziende multinazionali e italiane provenienti da settori molto differenti, dalla banca al lusso, al retail, ai beni di largo consumo, che incontrano gli studenti MBA full time della Luiss Business School. Si tenuto a Villa Blanc a Roma il Networking Day, concepito per creare connessioni che poi possono mettere le basi per futuri processi di selezione.

“L’MBA Networking Day – ha detto ad askanews Cristiano Busco, direttore MBA full time della Luiss Business School – si caratterizza per l’attenzione al singolo e soprattutto per proporre ai nostri studenti un ecosistema attivo di aziende partner, alumni e manager per creare opportunit e e aggiungere valore”.

Il programma pensato per accompagnare gli studenti in un processo di crescita personale e professionale che coinvolge mindset, visione strategica e capacit di leadership. L’obiettivo sviluppare non solo conoscenze tecniche e gestionali, ma anche consapevolezza di s, attitudine al cambiamento e capacit di operare in contesti complessi e globali. E gli studenti ci arrivano con una preparazione dedicata.

“Abbiamo rivisto i loro curricula – ha aggiunto Silvia Ticolpe, Head of Career Services della Luiss Business School – simulato colloqui di selezione, li abbiamo preparati sui settori industriali differenti, sulle diverse competenze richieste e abbiamo lavorato anche molto sulle competenze soft, quelle competenze chiave, utilissime al successo di un processo di selezione”.

Espressione del dialogo continuo tra accademia e impresa, l’MBA Networking Day consolida le corporate relations della Scuola e si inserisce nella pi ampia strategia della Luiss Business School, che punta su un modello educativo basato su personalizzazione, attenzione al singolo e costruzione di un’esperienza formativa su misura.

Oggi il picco del caldo con il "bollino rosso" in 20 città, poi giù le temperature

Roma, 4 lug. (askanews) – Ultime ore di afa e caldo asfissiante sull’Italia: in particolare al Nord è in arrivo una perturbazione che provocherà un abbassamento delle temperature.

Secondo l’aggiornamento quotidiano del ministero della Salute del bollettino sulle ondate di calore, oggi sono 20 le città da “bollino rosso” (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campopasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo); nessuna città in “bollino arancione”.

Domani, sabato 5 luglio, le città da “bollino rosso” scendono a 15 (Ancona, Bologna, Bolzano, Campopasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste e Viterbo); “bollino arancione” per Cagliari.

Per domenica 6 luglio è attesa la vera svolta: l’afa inizierà ad abbandonerà la Penisola a partire dalle regioni del Nord e le città con “bollino rosso” calano a 7 (Ancona, Bologna, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Pescara), Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo); 4 città con “bollino arancione” (Bari, Cagliari, Messina, Reggio Calabria).

Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili.

Mostra Venezia, "La Grazia" di Sorrentino apre l’82esima edizione

Roma, 4 lug. (askanews) – “La Grazia”, scritto e diretto da Paolo Sorrentino e interpretato da Toni Servillo e Anna Ferzetti sarà il film d’apertura, in prima mondiale in concorso, dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera (27 agosto – 6 settembre 2025). Lo ha annunciato la Biennale di Venezia. Sarà presentato mercoledì 27 agosto 2025 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia).

“Sono molto felice che ad aprire l’82esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia sia il nuovo, attesissimo film di Paolo Sorrentino – ha dichiarato Alberto Barbera – mi piace ricordare che uno dei più importanti e apprezzati autori italiani a livello internazionale esordì proprio alla Biennale di Venezia nel 2001 con il suo primo film, L’uomo in più, nei miei primi anni da Direttore artistico. Un legame con la Mostra consolidato nel corso degli anni con la presentazione fuori concorso dei primi episodi della serie The Young Pope (prima e seconda stagione) e, soprattutto, con È stata la mano di Dio che, nel 2021, si meritò il Leone d’argento-Gran Premio della Giuria. Il ritorno in concorso di Paolo Sorrentino avviene con un film destinato a lasciare il segno per la sua grande originalità e forte sintonia con il presente, che il pubblico della Mostra avrà il piacere di scoprire nella serata d’apertura”.

“La Grazia”, scritto e diretto da Paolo Sorrentino, è un film Fremantle, prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle, da Numero 10, e da PiperFilm che distribuirà il film in Italia.

Banche, Bankitalia: incidenti operativi e di sicurezza +45% nel 2024

Roma, 4 lug. (askanews) – Sono balzati del 45% lo scorso anno gli incidenti operativi e di sicurezza segnalati da banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica, con 188 episodi. Nella maggioranza dei casi (79% del totale) sono stati incidenti operativi, in aumento del 59%, e la causa principale è rappresentata da malfunzionamenti, principalmente legati al software. Gli incidenti cyber segnalati sono invece saliti dell’8%. E’ la fotografia scattata dal rapporto “Framework segnaletico di Vigilanza degli incidenti operativi o di sicurezza – Analisi orizzontale 2024”, elaborato dalla Banca d’Italia.

Dei 188 incidenti segnalati, l’analisi precisa che il numero di singoli eventi a cui si riferiscono risulta in diminuzione (-9%), ma gli stessi hanno coinvolto, in media, più intermediari.

Guandando ai cyberattacchi, quelli di tipo DDoS sono in decisa diminuzione rispetto all’anno precedente (-75%), mentre aumentano tutte le altre tipologie di attacchi, tra cui gli attacchi di tipo malware, che comprendono anche i ransomware, gli attacchi condotti tramite accesso non autorizzato e gli attacchi di social engineering. La maggior parte degli attacchi cyber è riconducibile a threat actor noti e in sporadici casi gli attacchi informatici hanno provocato impatti economici non trascurabili.

Nel 65% del totale degli incidenti segnalati (operativi e cyber) è coinvolto un fornitore di servizi (era circa il 45% nel 2023), in misura maggiore 1) per gli incidenti operativi rispetto a quelli cyber (per cui rispettivamente il 72% e il 40% ha coinvolto un fornitore) e 2), dice ancora lo studio, per le banche less significant (86%), Ip e Imel (71%) rispetto alle banche significant (44%).

L’elevato numero di incidenti che coinvolgono un fornitore di servizi conferma come l’interconnessione tra i vari soggetti nel mercato rappresenti un rischio per gli intermediari, data la possibilità che problemi sulle terze parti esterne al perimetro di supervisione si ripercuotano sui soggetti vigilati. Anche nel 2024 la maggior parte degli incidenti (circa l’80%) ha interessato i servizi di pagamento (ATM, web e mobile banking, pagamenti all’ingrosso, ecc.), che continuano a essere principalmente affetti da incidenti operativi.

L’interruzione della disponibilità e della continuità dei servizi rappresenta la principale conseguenza degli incidenti. Gli incidenti hanno prodotto mediamente circa 21 ore di interruzione dei servizi, un dato in deciso aumento rispetto alle 9 ore del 2023, principalmente a causa di eventi relativi a fornitori. Gli incidenti che hanno impatti sulla disponibilità dei servizi rilevanti e su un significativo numero di clienti rappresentano il 22% del totale.

Secondo l’analisi, poi, gli impatti economici degli incidenti sono di norma non rilevanti, tranne in 7 segnalazioni (sulle 188) che hanno riportato un impatto economico superiore a € 2 mln. Si tratta in particolare di conseguenze di attacchi di social engineering diretti verso gli organi apicali degli intermediari, di attacchi malware diretti ai sistemi degli intermediari, di IT change errati o di errori operativi.

Roma, esplosione in distributore: “Come una bomba atomica, mostruoso”

Roma, 4 lug. (askanews) – ” stata una bomba atomica, ha spaccato tutti i vetri e le finestre di due case, una cosa mostruosa” racconta un residente. Un boato che si sentito per tutta Roma poco dopo le 8 del mattino. Una enorme colonna di fumo nero visibile da molte parti della citt.

esplosa una cisterna presso un distributore di carburante in via dei Gordiani, nel quartiere Prenestino. L’esplosione ha coinvolto uno sfasciacarrozze vicino, causando uno scoppio

a catena di varie automobili a gpl. Sul posto vigili del fuoco, polizia, ambulanze. Ci sono almeno 8 agenti feriti e un vigile del fuoco.

Vetri rotti e finestre scoppiate negli edifici intorno. Molti i residenti che sono fuggiti dalle loro abitazioni dopo la deflagrazione fortissima. L’area stata delimitata, ed stato chiesto agli abitanti di non uscire di casa.

Assopetroli: transizione energia sia realistica e non ideologica

Roma, 4 lug. (askanews) – “La transizione energetica non andrà dritta. Avrà un percorso più articolato. Meglio accettarlo e impegnarsi seriamente per governare con razionalità, piuttosto che inseguire illusioni”. Lo ha affermato il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti, che in apertura dell’assemblea generale 2025, che si è svolta ieri a Palazzo Wedekind a Roma, ha richiamato la necessità di un approccio realistico e non ideologico.

Rossetti ha messo in guardia contro il rischio di una transizione energetica imposta dall’alto, sottolineando come “le politiche europee, pur appellandosi alla neutralità tecnologica, la tradiscono nei fatti”, rivelandosi “spesso inefficaci, o persino controproducenti”. Da qui, riporta un comunicato, la rivendicazione del ruolo strategico della filiera rappresentata da Assopetroli-Assoenergia.

“Investire in questa filiera è prudente, diligente, necessario. È parte essenziale della transizione possibile, che è diversa da quella sognata”, ha osservato Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, che ha offerto una lettura geopolitica della transizione energetica nel contesto del nuovo disordine globale. Secondo Minniti, “Il futuro dell’Italia e dell’Europa si gioca in Africa. Il Green Deal deve funzionare davvero, perché quei Paesi detengono oggi pezzi fondamentali non solo per le risorse energetiche, ma anche per il futuro tecnologico, a cominciare dalle terre rare. Non possiamo ignorare quello che sta accadendo, perché la tensione ci riguarda direttamente dal punto di vista energetico: da quando abbiamo dovuto diversificare la nostra dipendenza dalla Russia, ci siamo rivolti proprio all’Africa”.

Nel primo panel di discussione, moderato da Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana, Alberto Clô, economista ed ex Ministro dell’Industria, ha proposto una riflessione critica sulla transizione energetica, mettendo in evidenza la sua natura non lineare e l’urgenza di rivedere il Green Deal europeo alla luce della sicurezza energetica e dei costi.

Lapo Pistelli, Direttore Relazioni Internazionali di Eni, ha sottolineato l’incoerenza delle attuali normative europee sui biocarburanti e la necessità di una strategia industriale fondata sulla neutralità tecnologica. Salvatore Carollo, si legge, esperto di mercati petroliferi, ha evidenziato gli effetti paradossali delle politiche ambientali occidentali, che hanno penalizzato la raffinazione senza ridurre l’inquinamento globale. Saverio Gaboardi, Presidente del Cluster Lombardo della Mobilità, ha portato il punto di vista dei territori, denunciando l’esclusione di tecnologie mature e competitive dalle attuali strategie europee.

Ha chiuso i lavori un secondo panel istituzionale, dedicato al ruolo della politica nel conciliare obiettivi climatici, economici e sociali. La discussione ha toccato i ritardi nella decarbonizzazione dei settori chiave, le sfide dell’elettrificazione e il bisogno urgente di realismo politico e tecnologico per una transizione realmente sostenibile.

Ai lavori sono intervenuti Paolo Borchia (Capo Delegazione Lega al Parlamento Europeo, Gruppo Patrioti per l’Europa); Nicola Procaccini (Eurodeputato FdI, Copresidente Gruppo ECR); Dario Nardella (Eurodeputato PD, Gruppo S&D); Silvia Fregolent (Senatrice e Responsabile Ambiente Italia Viva); Ettore Rosato (Deputato e Vicesegretario Azione); Luca Squeri (Deputato e Responsabile Energia Forza Italia).

Mattarella a Trump: consolidare partenariato su equità e prosperità

Roma, 4 lug. (askanews) – Tra Usa e Italia ci sono “proficui scambi a livello economico, culturale e sociale – che si avvantaggiano dell’apporto della dinamica comunità italo-americana” che “contribuiscono ad uno storico partenariato che intendiamo continuare a consolidare su basi di equità e reciproca prosperità”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trumpun in occasione della celebrazione dell’Independence Day.

Massiccio attacco russo su Ucraina ore dopo telefonata Putin-Trump

Roma, 4 lug. (askanews) – Nella notte, le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco su oltre una decina di obiettivi nella capitale ucraina, colpendo anche aree residenziali. Lo ha riferito Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev, precisando che almeno otto persone sono rimaste ferite e diversi edifici a più piani sono stati danneggiati in due distretti della città.

La nuova ondata di attacchi è arrivata poche ore dopo una telefonata di quasi un’ora tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Trump, che si è detto “frustrato”, ha ammesso che non è stato compiuto alcun progresso verso un accordo di cessate il fuoco, sottolineando lo stallo diplomatico e la crescente tensione sul fronte ucraino. Putin ha da parte sua confermato che la Russia non intende arretrare rispetto agli obiettivi dichiarati.

I russi hanno lanciato 550 droni Shahed e vari tipi di droni esca da Bryansk, Kursk, Primorsko-Akhtarsk, Shatalovo, Oryol, Millerovo e Lipetsk, ha detto l’Aeronautica militare ucraina. Il territorio preso di mira è stata la capitale, Kiev, ha specificato.

Secondo quanto riportano i media ucraini, l’allarme è scattato nelle prime ore dopo la mezzanotte, quando l’Aeronautica ucraina ha rilevato il lancio di numerosi missili, tra cui almeno un missile balistico diretto verso la capitale. Poco dopo è stata avvertita una forte esplosione e colonne di fumo si sono alzate in varie zone del centro città. Droni sono stati uditi sorvolare l’area, secondo quanto riportato da giornalisti presenti sul posto.

L’attacco conferma la dinamica di escalation dei raid russi che nelle ultime settimane hanno preso di mira infrastrutture civili e militari in tutta l’Ucraina. Secondo il ministro degli Esteri ucraino, nel mese di giugno sono stati lanciati oltre 330 missili (di cui quasi 80 balistici), 5.000 droni d’attacco e altrettante bombe plananti.

Boato a Roma, esplosione in un distributore: diversi feriti tra i soccorritori

Roma, 4 lug. (askanews) – Un fortissimo boato ha scosso questa mattina Roma: ad esplodere, pochi minuti dopo le ore 8, una cisterna presso un distributore AGIP in Via dei Gordiani, quartiere di Centocelle, zona est della Capitale.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e 118.

Una decina le persone rimaste ferite nell’esplosione: tra queste sono risultati bisognosi di cure otto agenti della Polizia di Stato ed un operatore del 118. Per un Vigile del fuoco si è reso necessario il trasporto in ospedale.

Dalla deflagrazione è scaturito un incendio – tutt’ora in corso – che ha coinvolto diverse strutture, aree verdi e materiali nell’area.

Come riferiscono alcuni residenti, l’esplosione ha coinvolto un deposito giudiziario nei pressi del distribuitore, causando uno scoppio a catena di varie automobili a GPL. Seriamente danneggati i palazzi che si trovano nei pressi del distributore esploso.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue le conseguenze dell’esplosione e ha sentito il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, tenendosi in stretto contatto con il Sottosegretario Alfredo Mantovano, costantemente informato dalle autorità competenti, con particolare attenzione alla salute delle persone coinvolte.

Air France Klm si lancia alla conquista della scandinava Sas

Roma, 4 lug. (askanews) – Air France Klm si lancia alla conquista del pieno controllo della compagnia aerea scandinava Sas. Con un comunicato, il gruppo franco olandese annuncia che dall’attuale 19,9% del capitale salirà al 60,5%, rilevando interamente le partecipazioni di Castlelake e Lind Invest, mentre lo Stato danese manterrà la sua quota del 26,4%, così come i seggi che controlla nel consiglio di amministrazione. Air France Klm invece otterrà la maggioranza del Cda.

Secondo quanto riporta un comunicato, l’operazione dovrebbe perfezionarsi nel secondo trimestre del 2026, ovviamente soggetta alle autorizzazioni richieste. Per quanto riguarda il valore della transazione, Air Klm si limita a riferire che “verrà determinato al momento del perfezionamento sulla base delle ultime performance finanziarie di Sas, inclusi l’Ebit e il debito netto”. In ogni caso “sarà allineato con le prospettive finanziarie del gruppo sul medio termine”. (fonte immagine: Air France Klm).

Mps, Lovaglio: "Convinto che porteremo a termine" Ops su Mediobanca

Roma, 4 lug. (askanews) – “Sono convinto che le condizioni di efficacia” dell’Offerta pubblica di scambio (Ops) su Mediobanca “si realizzeranno tutte. E quindi mi sembra evidente che porteremo a termine l’operazione”. Lo afferma l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, in una intervista al Sole 24 Ore all’indomani della pubblicazione del documento di offerta.

Documento che prevede una soglia minima di adesione di appena il 35%. “Su Mediobanca siamo determinati a raggiungere l’obiettivo del 66,7% del capitale – risponde il manager su questo punto -. E siamo certi che gli azionisti di Mediobanca apprezzeranno la nostra operazione. La soglia minima ha una natura prettamente tecnica. E il 35% rappresenta un livello che riteniamo ci consentirebbe di esercitare comunque il controllo di fatto”.

Quanto al prezzo previsto dalle condizioni di scambio “è equo e corretto. Oggi Mediobanca quota 1,4 volte il patrimonio netto tangibile e 11,4 il price/earning (il rapporto tra prezzo e ricavi-ndrt), valori che riflettono anche questa particolare fase del mercato. A Mps, invece, non viene ancora riconosciuto il giusto valore dei fondamentali, considerato che il pice to book è a 0,73 il price earning a 7,1. Ma ci sarà un rerating una volta conclusa l’operazione”.

Su questa operazione e in generale sul comparto, “il settore bancario è un punto di svolta – dice Lovaglio -: la dimensione non è un’opzione, è una necessità per rimanere competitivi e svolgere il proprio ruolo di sostegno a famiglie e imprese. Bisogna fare un passo in avanti ed evoluzione del modello di fare banca”.

Hamas verso ok a proposta di tregua: cosa prevede l’accordo

Roma, 4 lug. (askanews) – Hamas sarebbe pronto ad accettare la nuova proposta di cessate il fuoco con Israele. Fonti del movimento estremista, citate dal quotidiano saudita Al-Sharq Al-Awsat, riferiscono una risposta ufficiale positiva potrebbe arrivare entro stamattina, dopo che Hamas ha cominciato ieri a informare interlocutori regionali e internazionali della sua intenzione. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che “lo sapremo nelle prossime 24 ore”.

I dettagli della proposta, in base a quanto diffuso dall’emittente egiziana Al-Rad, delineano un accordo strutturato della durata di 60 giorni, sostenuto da garanzie internazionali fornite da Egitto, Qatar e Stati Uniti. Il documento prevederebbe anche un impegno personale diretto del presidente Donald Trump, che svolgerebbe un ruolo di supervisione politica nella fase di implementazione.

Secondo il piano, già nel primo giorno della tregua Hamas rilascerebbe otto ostaggi vivi, mentre l’esercito israeliano (IDF) avvierebbe un ritiro graduale dal Nord della Striscia di Gaza. Dopo una settimana, sarebbero restituiti a Israele i corpi di cinque ostaggi deceduti. Il decimo giorno, Hamas fornirebbe informazioni e prove mediche sullo stato degli ostaggi ancora detenuti, mentre Israele condividerebbe dati sui palestinesi arrestati a partire dal 7 ottobre 2023.

Nel corso del mese successivo, l’accordo prevede ulteriori fasi: il trasferimento di altri cinque corpi al trentesimo giorno, la liberazione di due ostaggi vivi al cinquantesimo giorno, e infine la consegna di otto corpi il sessantesimo giorno.

Parallelamente al rilascio degli ostaggi, Israele consentirebbe l’ingresso immediato di aiuti umanitari a Gaza e il ritiro militare proseguirebbe verso sud. Questi sarebbero i punti che Hamas indica come più rilevanti per accettare la tregua. Durante il periodo di tregua, le parti aprirebbero anche negoziati più ampi riguardanti la liberazione degli ultimi ostaggi, la sicurezza a lungo termine della regione, la governance post-Hamas a Gaza e la possibilità di un cessate il fuoco permanente.

La Voce del Popolo | Non esiste il centro di gravità permanente

Il ritorno di un classico

Puntuale come un treno veloce d’altri tempi il dibattito sul centro ha ripreso la sua centralità nel confronto politico. A dispetto di errori e delusioni, la ricerca di una via di mezzo tra le estreme resta infatti un classico del nostro dibattito politico. E tanto più quando sembra avvicinarsi la fine di un ciclo.

C’è un problema, però. Ed è che il centro che rispetta il gioco bipolare e cerca di far sentire la sua flebile voce all’interno dei due principali contenitori appare come un orpello, inutilmente pretenzioso. Mentre il centro che nega il valore di quel gioco appare a sua volta come una velleità, troppo ambiziosa per le sue deboli forze.

Né geometria, né ossessione

Così, oscillando di continuo tra ambizioni troppo furbe e disegni troppo onirici, il centro finisce per perdere le poche occasioni che questa stagione politica sembra ancora offrirgli. Il punto è che il centro non può essere una geometria. Dovrebbe essere una politica. E cioè una visione del paese. Soprattutto, dovrebbe accettare l’idea del rischio, perfino dell’imprudenza.

Quel continuo muoversi stando sempre bene attenti a non oltrepassare nessuna linea rossa e anzi all’occorrenza cercando il benestare dei propri alleati più robusti finisce per essere la negazione di ogni sua ragione. Diventa così una sorta di “ossessione” come ha scritto Pino Pisicchio. Troppo circospetta per appassionare, troppo ripetuta per sembrare nuova, troppo misurata per cambiare gli equilibri che la politica s’è data fin qui.

\Il centro di gravità permanente esiste solo nella canzone di Battiato. Ma per l’appunto non è di una canzone che hanno bisogno i pochi centristi rimasti sul palco.

Fonte: La Voce del Popolo – 3 luglio 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Popolari, come superare la frammentazione. Adesso serve un ‘federatore’

Un fervore positivo, ma disordinato

C’è un gran fervore, ed è indubbiamente positivo, attorno alla ricostruzione di un luogo politico centrista, riformista e di governo. Un fervore che, però, si scontra puntualmente con l’esibizionismo muscolare e il protagonismo di singoli che, purtroppo, accentuano ancor di più l’irrilevanza del centro e, con il centro, anche quella dei cattolici popolari e sociali che si riconoscono in quell’ipotetico progetto politico. E le due risposte necessarie ed indispensabili per raggiungere questo obiettivo sono semplici e al tempo stesso complesse. Serve, cioè, favorire e promuovere concretamente da un lato un processo di ricomposizione politica ed organizzativa dell’area popolare presente nel nostro Paese e, dall’altro, individuare un ‘federatore’ vero, credibile e autorevole di questo mondo che sappia unire le varie schegge e superare e battere gli inutili esibizionismi che si manifestano quotidianamente. Questi sono e restano i veri obiettivi a cui si deve, prima o poi, dare una risposta convincente a livello politico e anche organizzativo.

La triste alternativa della marginalità

Del resto, l’alternativa a questa modalità è prendere atto della dispersione e della frammentazione dell’area popolare e cattolico-sociale e ridurla a una banale appendice di qualche partito e dei rispettivi schieramenti. E non dobbiamo nemmeno stupirci se poi ci sono esponenti del tutto estranei ed esterni al centro e al cattolicesimo popolare e sociale che si prendono cura anche di come organizzare un’eventuale presenza di questo mondo all’interno delle rispettive coalizioni. L’ormai famosa “tenda” o “accampamento” di Bettini e di Renzi. Lo possiamo definire solo come un epilogo alquanto mesto e triste. Ma che, comunque sia, c’è.

 

Il nodo del federatore, oggi più che mai

Ecco perché, adesso, sarebbe opportuno concentrare l’attenzione sul profilo del ‘federatore’ di quest’area culturale senza inventare a giorni alterni federatori che durano lo spazio di un mattino perché frutto e conseguenza del proprio egocentrismo insanabile ed incommensurabile.

Siamo al bivio: coraggio o irrilevanza

Ora, e senza ulteriori approfondimenti ed equivoci, forse siamo arrivati a un bivio. Al bivio decisivo. E cioè, o c’è la volontà concreta di dar vita, mutatis mutandis, a una organizzazione politica strutturata che rilanci una politica di centro, un centro dinamico, un progetto riformista e di governo e che, al contempo, sappia anche recuperare sino in fondo il pensiero, la tradizione e la cultura del popolarismo di ispirazione cristiana per riproporlo nelle concrete dinamiche della politica italiana oppure ci si rassegna definitivamente ed irreversibilmente ad essere gregari, periferici e marginali. Perché, al fondo, questa è la posta in gioco. Ed è dalla risposta a questa duplice domanda che, come ovvio, si traduce con atteggiamenti e comportamenti alternativi, capiremo se c’è ancora la volontà per dare un futuro e una prospettiva al popolarismo di ispirazione cristiana, o se, invece, si decide – tutti insieme, al di là delle singole sfumature – di archiviare questa storica e gloriosa esperienza politica, culturale, programmatica e anche etica sotto qualche “tenda”.

Una politica del coraggio, come ci insegnava Bodrato

Forse oggi sarebbe necessaria quella “politica del coraggio” citata alcuni anni fa da Guido Bodrato ricordando il magistero politico, sociale e culturale di Carlo Donat-Cattin. Quel coraggio che è sempre necessario ed indispensabile ma che in alcuni tornanti è semplicemente decisivo e determinante.

La piazza del tempo perduto

“La piazza è mia!”… “La piazza è mia!” gridava o bisbigliava il matto del paese nel film Nuovo Cinema Paradiso e anche noi ragazzi, senza rivendicarne la proprietà, avevamo una piazza tutta nostra dove trascorrere le sere d’estate.

Era un luogo di ritrovo spontaneo, sempre aperto ai nuovi ingressi in paese: i ragazzi venivano lì quando le loro famiglie si trasferivano ad abitare e si faceva amicizia.

Lasciavano i loro piccoli centri per venire in quei palazzoni grigi e anonimi di periferia, spinti dalle migliori opportunità di lavoro che la città sapeva offrire: si sono sistemati e integrati tutti, ma l’insieme è in genere diventato come altrove un quartiere dormitorio con poche attrazioni e senza identità.

Unagorà di periferia

Scendere in piazza faceva parte dei riti quotidiani della giornata, in genere eravamo tutti ragazzi: non perché l’ambiente fosse misogino, ma che allora le ragazze se ne stessero prevalentemente a casa era un segno dei tempi.

Solo qualche anno più tardi sarebbero venute anche loro e qualche coppia per la vita si sarebbe formata pure tra noi.

Nel suo piccolo era una vera e propria agorà, il centro di un paese che pure non aveva centro e faceva parte di una periferia come tante, ma gli ingredienti della polis c’erano tutti.

Chi ci torna adesso trova tutto come prima, quando i ragazzi della mia età ci andavano per fare quattro chiacchiere o una partita al pallone.

Forse si è perduto lo spirito di un tempo che era fatto di estro e improvvisazione, di divertimenti a buon mercato, di lunghe conversazioni sulle cose della vita, a cominciare da quelle del presente di allora – che ci sembrava sostenibile, a differenza di oggi – per proseguire con le speranze di un futuro che immaginavamo affascinante e migliore di come poi invece è stato.

Tra giochi, sogni e pentolini dacqua

Forse i nostri discorsi e i nostri sogni avrebbero ispirato qualche pagina a Pasolini, Moravia, Pavese o la trama di un film al mio Maestro Pupi Avati.

Non c’erano telefonini e computer, videogiochi o tablet, non esistevano chat e l’intelligenza ‘artificiale’: ci bastava confrontarci su quella ‘naturale’, ci si sedeva tutti lì, sui gradini dell’abitazione del curato e si parlava, anche fino a notte fonda, scrutando le stelle.

I divertimenti non mancavano e alcuni erano – commisurandoli all’epoca – spassosi e trasgressivi.

Ricordo un’anziana signora che abitava sulla piazza e quando noi continuavamo imperterriti a giocare a pallone fino a tardi, si acquattava dietro alle persiane piccole e strette delle sue finestre e poi, improvvisamente, con un gesto ampio e teatrale ci rovesciava addosso un pentolino d’acqua.

Don Gianni e la grammatica della lealtà

[…] A modo suo ci conosceva tutti e ci voleva bene.

Non abbiamo mai imbrattato i muri con gli spray, non compivamo gesti di teppismo, non aggredivamo le vecchiette per borseggiarle.

Nessuno sapeva ancora cosa fosse il bullismo, ma quello svago un po’ irriverente e infantile gli sarebbe stato distante anni luce, era tutto un altro tipo di atteggiamento.

Naturalmente non eravamo una generazione di santi e ognuno ha vissuto le sue personali eccezioni.

Di peccati ne abbiamo commessi, ma c’era forse meno malizia nell’architettarli e più ingenuità nel metterli in pratica.

Ci pensava Don Gianni a metterci bonariamente in riga: ci sapeva fare con tutti, non ho mai incontrato un sacerdote così aperto al dialogo sincero e all’amicizia spontanea verso i giovani.

Ci ha insegnato i valori veri della vita, primo fra tutti la lealtà verso gli amici, e penso di potergli esprimere – a nome di tutti – un sincero e convinto ringraziamento.

Sotto i lampioni, prima dellalba

Poche volte, da contare sulla punta delle dita, si faceva l’alba e la trasgressione consisteva nell’aspettare la prima focaccia del mattino presso uno dei tanti forni della zona, mentre i nostri genitori dormivano sonni tranquilli.

Nella piazza e nei suoi paraggi ci siamo cresciuti, la nostra adolescenza l’abbiamo vissuta lì e poi ognuno è andato per la sua strada.

Ma quei muri scrostati, quegli intonaci consumati come le ardesie dei gradini, quel selciato sono rimasti nel cuore di tutti coloro che sono passati di lì, ne sono certo.

Il tempo andato e il genius loci

Penso di poter affermare – guardandomi intorno e osservando la deriva inarrestabile di decadenza dei costumi sociali, la mancanza di progetti condivisi, il diffuso rancore collettivo e la diffidenza che oggi pervadono le relazioni umane fino a far venir meno il valore quasi ‘certificativo’ della parola data, della stretta di mano – che si tratta di tempi che non torneranno più, nello spirito, nel cuore e nelle menti: per questo diventa importante ricordare e considerare con nostalgia ma anche con un pizzico di ironia quella stagione irripetibile della nostra vita.

Ci si rende conto, guardando a ritroso, che avevano ragione i nostri vecchi quando ci insegnavano che le tradizioni, i valori vanno conservati come primo apprendimento della vita: rispettarsi, volersi bene, divertirsi in modo spensierato senza scordarsi di dare il giusto peso alle cose, a cominciare dal sapersi accontentare di ciò che avevamo, pur senza precludere l’animo ai sogni e alle speranze.

Trovo che oggi questo concetto si sia ribaltato e allora diventa più importante apparire che essere.

Questo è – in genere – il prevalente messaggio che riceviamo dai nuovi maestri di vita, primi fra tutti la televisione e i social, per non parlar del resto.

Un amico di tante fantasticherie e compagno di altrettante innocenti scorribande mi diceva spesso in quelle sere d’estate illuminate dai lampioni, ora fermi, ora ondeggianti al soffio della tramontana, in un silenzio irreale: “verrà un giorno che questi muri parleranno, qualcuno dovrà scrivere qualcosa su quello che ha visto questa piazza”.

Di gente ce n’è passata e ho anche saputo che qualcuno non c’è più.

Ma sono certo che ognuno di noi, tra quelli che sono rimasti – sparsi nei mille rivoli che per scelta, necessità o destino la vita ti para davanti e più o meno generosamente ti propone – serba un ricordo grato e indulgente verso quegli anni di amicizia e di frequentazione: non tutte le parole dette tra noi e non tutti i passi calpestati su quel selciato sono stati inutili e perduti.

La nostra era l’adolescenza di tanti ragazzi che, forse ingenuamente, credevano in un mondo migliore.

I passaggi generazionali conservano pur sempre un loro valore recondito, anche nella cronaca che poi si fa storia.

Correvano gli anni che qualcuno ha definito ‘irripetibili’: rivisitando il passato e confrontandolo con il presente molte cose sono davvero cambiate, sulla scia del progresso, e certamente non tutte in meglio.

Ma ancora oggi, qui e altrove – in piena epoca di globalizzazione e di melting pot sociale, immedesimati nella rivoluzione tecnologica che ha radicalmente modificato la nostra vita – se uno vuol cercare il genius loci, ciò che rimane del tempo andato e gli conferisce una particolare identità, lo può trovare nella piccola o grande piazza del suo paese, tra ricordi, fantasie e immaginazione.

Populismo e post-liberalismo: la sfida di Lasch alla religione del progresso

Un dibattito tra Hayek e Jefferson

(…) Lasch intercetta alcune delle principali vertenze relative all’interpretazione della storia contemporanea, a cominciare da quella sul liberalismo e sul capitalismo. Si pensi soltanto a come tali temi abbiano interessato il dibattito nelle scienze sociali all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, un dibattito alimentato dalle opere di Karl Polanyi, Joseph Schumpeter e Friedrich von Hayek, solo per citare alcuni importanti scienziati sociali, i quali si sono interrogati sul futuro post totalitario.

Lasch si inserisce in tale dibattito, criticando profondamente quella corrente del pensiero conservatore americano, chiamata neoconservatorismo, che, dalla metà degli anni Settanta giunge fino agli anni Novanta, teorizzando l’ideale del capitalismo democratico come massima espressione dell’esperimento americano, lasciatoci in eredità dai Padri fondatori; un ideale che comporta l’implementazione delle istituzioni politiche, economiche e culturali, facendo ricorso alla democrazia, al capitalismo e al pluralismo.

A questa interpretazione dell’American way of life, Lasch contrappone quella del populismo così come definito nel brano con il quale abbiamo introdotto il presente articolo, una tradizione del pensiero politico americano che Lasch fa discendere da uno dei grandi Padri fondatori, Thomas Jefferson, in opposizione a un altro grande Padre: Alexander Hamilton. Il marchio di fabbrica del suo populismo è la critica alla nozione di progresso, il senso del limite, il rispetto per il sentimento della gente comune e il profondo realismo.

In tal senso, condividiamo la posizione di Marsonet, secondo il quale, il populismo e il conservatorismo di Lasch sono tutt’altro che un’esaltazione passatista di un ipotetico mondo che fu.

La critica al liberalismo e leredità cristiana

In questo marchio di fabbrica possiamo cogliere il senso della critica di Lasch al liberalismo, che lo storico statunitense identifica con il progressismo, inteso come sbocco necessario del liberalismo classico.

Una critica oggi sposata da buona parte dell’agenda culturale proposta dagli attuali teorici del post-liberalismo che sta alla base di un certo consenso ottenuto da Donald Trump.

Un’agenda, quella post-liberale, che intende ridefinire il patto originario che diede vita all’esperimento americano non più su basi liberali, ma su premesse che negano la grande intuizione che fu del padre conciliare John Courtney Murray, di Luigi Sturzo e del politologo Michael Novak: la locuzione “We hold these truths” rappresenta il punto di incontro tra liberalismo e cristianesimo.

Decennale di Utilitalia: i dati sull’evoluzione delle utilities

Roma, 3 lug. (askanews) – Un valore della produzione salito dai 38 miliardi del 2015 ai 68 miliardi del 2025 e una crescita degli occupati, che in dieci anni sono passati da 90.000 a 104.000. Sono alcuni dei dati sull’evoluzione del comparto delle utilities emersi oggi nell’Assemblea generale di Utilitalia, organizzata a Roma in occasione del decennale della Federazione. In particolare il comparto del settore idrico ha vissuto importanti evoluzioni nel corso degli ultimi 10 anni, con significativi passi in avanti e nuove sfide da affrontare. Abbiamo parlato con Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia:

“Il messaggio che vogliamo lanciare quello di continuare su questa strada efficientando le nostre imprese quindi liberando energie e costi per finanziare gli investimenti ma stiamo chiedendo, stiamo proponendosi a Roma che a Bruxelles di mantenere un importante intervento di finanziamento pubblico per affrontare questi piani di investimento davvero importanti e indispensabili”.

Tra i nodi da sciogliere figurano gli investimenti relativi alle gestioni “in economia”, dove gli enti locali si occupano direttamente del servizio idrico: qui gli investimenti crollano a 29 euro per abitante. Uno sguardo, quindi, ai prossimi 10 anni della Federazione. poi intervenuto Luca Dal Fabbro, vicepresidente vicario di Utilitalia:

“Dobbiamo fare investimenti sulla raccolta delle acque, la siccit impone una maggiore efficienza nel recuperare l’acqua che piove sui nostri territori, pensate che solo dieci anni fa raccogliamo il 15 per cento dell’acqua meteorica, oggi sono l’undici, stiamo perdendo capacit di raccolta dell’acqua, dobbiamo riprenderci questa capacit, farla crescere, poi dobbiamo recuperare le acque reflue e rivalorizzarle per esempio per l’agricoltura, dobbiamo depurare le acque in maniera pi efficiente, anche dei nuovi inquinanti come le microplastiche, come i FAS, abbiamo grandi sfide”.

Una giornata che ha visto Utilitalia non solo festeggiare i propri 10 anni d’attivit ma anche commentare i dati sull’evoluzione del comparto sia in campo idrico, che di rifiuti urbani e nel campo energetico.

"Passaggi Festival": informare anche su temi divisivi, obiettivo raggiunto



Roma, 3 lug. (askanews) – “Raccontare il presente cercando nel passato e mirando al futuro; affrontare temi divisivi come il gender o la questione israelo-palestinese; dare a tutte le idee, anche le più ostiche e ostili, la possibilità di essere rappresentate, senza intenti pedagogici o ideologici, ma solo con la consapevolezza che il compito di un festival di libri è quello di informare, non di educare: questi erano e sono i nostri obiettivi, e li abbiamo raggiunti anche in questa tredicesima edizione”. Così Giovanni Belfiori, direttore e ideatore di Passaggi Festival, l’evento dedicato alla saggistica conclusosi a Fano domenica scorsa con la visita di un autore ‘particolare’, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha presentato il suo libro “Antico presente”.

Circa 200 i relatori di questa edizione che hanno dato vita a cinque giorni di cultura con 93 libri presentati, cui si sono aggiunti 27 laboratori e conversazioni per bambini e adulti, sette premiazioni, due visite guidate, due firmacopie senza presentazione e due mostre organizzate dal festival per un totale di 28 giorni di esposizione, il tutto gestito da 102 fra volontari e studenti del liceo Nolfi-Apolloni, impegnati in Pcto.

Imponente la rassegna stampa con oltre 450 ritagli e ottimo l’impatto dei social: oltre 1 milione di visualizzazioni Facebook e 1 milione e 300mila Instagram, mentre sono state 480mila le pagine visitate del sito passaggifestival.it. Dichiara il sindaco Luca Serfilippi: “la conclusione di questa edizione di Passaggi Festival conferma quanto la cultura sia capace di generare partecipazione. Continueremo a sostenere eventi di questa portata che fanno crescere Fano e ne valorizzano l’identità”, e prosegue l’assessore al turismo e ai grandi eventi Alberto Santorelli: “anche quest’anno la città ha risposto con entusiasmo a un festival che unisce bellezza, parole e confronto. Ringraziamo chi ha reso possibile questa manifestazione, dimostrando che Fano può essere un punto di riferimento culturale di rilievo nazionale”.

“Passaggi ogni anno stupisce con la qualità degli ospiti e col pubblico che porta a Fano – commenta Giorgia Latini, vice presidente della commissione Cultura della Camera dei Deputati – questa edizione è stata segnata positivamente dalla presenza del ministro della Cultura Giuli, col quale ho lavorato al decreto Cultura. Ben 34 milioni di euro per sostenere editoria, biblioteche, librerie e in generale la filiera del libro, questo non toglie che occorra rivolgere un’attenzione specifica ai festival letterari nazionali e certo Passaggi è fra i principali appuntamenti italiani”.

“Passaggi di quest’anno – dichiara poi il presidente del festival Cesare Carnaroli – ha prodotto quella chimica che non ti aspetti e che lo ha reso uno dei più efficaci dei tredici svolti. Efficace sul piano della comunicazione specialmente domenica, dove la contemporanea Giuli/Jebreal è stata un’apoteosi di partecipazione, con un dibattito che continua ancora oggi su giornali e social in modo positivo, senza eccessive sbavature da tifoseria”.

Il vice direttore Ludovica Zuccarini rivolge la sua attenzione al Pincio, dove la rassegna “Fuori Passaggi ha offerto spunti di riflessione e dialogo attraverso la voce di Rula Jebreal, Riccardo Pedicone, Ghemon, Natasha Stefanenko, Gabriele Parpiglia ed Ettore Bassi, che con i loro libri hanno portato al centro della scena tematiche attuali. Un momento speciale è stato il Premio Fuori Passaggi, conferito ai Modena City Ramblers, per la loro capacità di raccontare storie che attraversano il tempo e la coscienza civile del nostro Paese”. Così, infine, il presidente del consorzio albergatori di Fano, Luciano Cecchini “Passaggi ha incrementando l’affluenza turistica di tutte le età, facendo registrare quest’anno oltre a 500 ospiti, ben 1.800 presenze”.

Già annunciate le date del 2026: dal 24 al 28 giugno.

Padel, Coppa dei Club MSP: tutto pronto a Trani per finali nazionali

Roma, 3 lug. (askanews) – Per la prima volta in dieci edizioni, la finale nazionale della Coppa dei Club MSP di padel, il più grande campionato amatoriale a squadre d’Italia, sbarca in Puglia. Da venerdì 4 a domenica 6 luglio, si legge in una nota, al Padwel Club di Trani saranno 16 le squadre che si giocheranno il titolo in uno dei territori più affascinanti del Sud Italia, che regalerà al movimento amatoriale italiano una location d’eccellenza. Il Padwel Club può contare infatti su dieci campi indoor e due outdoor, a due passi da Trani, autentica perla della Puglia, famosa per la sua bellezza storica e culturale.

Il programma delle finali prevede tre giorni all’insegna di sport, passione e condivisione. La fase a gironi, con quattro raggruppamenti da quattro squadre ciascuno, prenderà il via venerdì 4 alle 15: sabato 5 sarà la volta dei quarti di finale e delle semifinali dei tabelloni play off e play out, mentre la finale si giocherà domenica dalle 9.45. Le 16 squadre che sognano il titolo arrivano da 11 regioni d’Italia: Lazio, Lombardia, Veneto, Molise, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Emilia-Romagna, Campania, Toscana e ovviamente Puglia, rappresentata proprio dal team di casa, il Padwel Trani. Tra le formazioni in gara spiccano campioni regionali come Eschilo TPiscine All Star (Lazio), Russi Padel (Emilia-Romagna), Bamm (Sardegna), Collalbrigo Padel (Veneto), Ternana Padel (Umbria), oltre ai campioni uscenti della Bombonera (Abruzzo). Chiudono il tabellone TC Break Point Nettuno (Lazio), Superpadel (Umbria), Follonica Sporting Club (Toscana), Acquara Sport (Campania), Padel Club Tolcinasco (Lombardia), Pro Parma (Emilia Romagna), Monclub Crew (Molise), Tiki Padel e Anxa Sport Village (entrambe abruzzesi). Il Lazio, con sei vittorie, domina l’albo d’oro, seguito da Toscana, Emilia-Romagna e Abruzzo, con una vittoria ciascuna.

Con il Tolcinasco giocherà Nicola Amoruso, che si presenterà a Trani con i suoi tre fratelli formando una squadra a dimensione familiare; nel Pro Parma, invece, in campo un altro ex calciatore come Stefano Morrone (centrocampista, tra le altre, di Parma e Palermo), che giocherà assieme al figlio Leo, 13 anni, il più giovane partecipante alle finali nazionali. Negli anni, campioni come Luca Marchegiani, David Pizarro, Vincent Candela, Giampiero Maini e Andrea Conti — quest’ultimo ha ospitato nel 2024 la finale di Roma e Provincia nel suo circolo, il Conti Sport City — hanno calcato i campi della Coppa dei Club, portando visibilità e passione al padel amatoriale italiano. Da non dimenticare, inoltre, la presenza degli ex calciatori durante le finali nazionali MSP Italia delle precedenti edizioni: Paolo Di Canio, Christian Panucci e Luigi Di Biagio.

Accanto alla Coppa dei Club, si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la finale nazionale di padel mixto, giunta alla sua terza edizione. Un evento unico nel suo genere, in cui atleti normodotati e atleti con disabilità motoria giocheranno nella stessa metà campo, dimostrando che lo sport può essere uno straordinario strumento di inclusione, partecipazione e rispetto reciproco. Le 15 coppie partecipanti arriveranno da Viterbo, Rieti, Latina, Roma, Milano, Monza e Varese. “Sostenere anche quest’anno il Padel Mixto al fianco di Sportinsieme Roma, rappresenta per noi un esempio concreto di come sia possibile contribuire attivamente allo sviluppo dello sport e alla crescita della comunità – dichiara Giuliano Guinci, Public Affairs, Sustainability & Retail Operations Director del Gruppo Entain in Italia -. Lo sport è parte del nostro DNA e crediamo nella sua capacità di generare inclusione e coesione sociale. Nel tempo abbiamo scelto di investire in progetti costruiti su collaborazioni solide con partner che condividono i nostri principi, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e generare un impatto positivo e duraturo. Attraverso il CSR Award, sosteniamo organizzazioni del terzo settore in tutta Italia, promuovendo iniziative che vanno oltre l’ambito sportivo e contribuiscono concretamente al benessere collettivo”.

Ma l’evento non sarà solo competizione: sabato sera, tutte le squadre si ritroveranno per un momento di festa e condivisione al suggestivo White Party in riva al mare, su una delle spiagge più affascinanti della zona. Saranno presenti oltre 400 persone, tra atleti, accompagnatori e appassionati, in un’atmosfera informale ed elegante che celebra lo spirito di aggregazione e amicizia che da sempre anima la Coppa dei Club.

“Quest’anno abbiamo festeggiato la decima edizione della Coppa dei Club, migliorando ulteriormente il record di squadre iscritte, a dimostrazione di come il format piaccia e come questa competizione sia ormai radicata su tutto il territorio nazionale – ha spiegato il responsabile padel di MSP Italia, Claudio Briganti -. Ci avviciniamo a una fase finale che si annuncia come sempre emozionante in una location straordinaria come Trani. Ringrazio il Padwel Club per l’organizzazione e faccio l’in bocca al lupo alle 16 squadre finaliste, in un weekend in cui celebreremo ancora una volta il carattere inclusivo e aggregativo del padel”.

Chiesta al Senato legge "Live for all" per i concerti accessibili

Milano, 3 lug. (askanews) – Dopo decine di segnalazioni e articoli che raccontano le esperienze limitanti e spesso discriminatorie vissute da spettatori e professionisti dello spettacolo con disabilità, oggi in Senato, si è svolta la conferenza stampa “Una Legge Live For All”.

L’evento, promosso dal Sen. Ivan Scalfarotto e organizzato dal Comitato per i concerti accessibili e dall’Associazione di categoria Al.Di.Qua.Artists – Alternative Disability Quality Artists, ha portato all’attenzione delle istituzioni e di tutto il mondo della politica i diritti, troppo spesso negati, delle persone con disabilità per un accesso equo al mondo degli spettacoli dal vivo.

Per Al.Di.Qua.Artists e per il Comitato Concerti accessibili erano presenti in Senato Chiara Bersani, Valeria Carletti, Marina Cuollo, Federica D’Alessandro, Flavia Dalila D’Amico, Riccardo Di Lella, Marilena Lafornara, Haydée Longo, Alessandro Marziano, Giorgia Meneghesso, Lisa Noja, Simone Riflesso, Sofia Righetti, Arianna Talamona, Valentina Tomirotti, Serena Tummino.

Il gruppo di attivisti, dopo un anno dal lancio del Manifesto Live for All, sottoscritto da quasi 30mila persone su Change.org, e dopo cinque anni di attività di Al.Di.Qua.Artists, ha chiesto in particolare norme e misure capaci di realizzare in concreto un sistema spettacolo che non lasci indietro nessuno: dalle persone con disabilità nel pubblico ai professionisti sul palco.

La richiesta passa attraverso la ripresa urgente dell’esame della proposta di legge n. 1536 in materia di partecipazione agli spettacoli dal vivo delle persone con disabilità. A riguardo, viene stigmatizzata l’interruzione dell’iter della proposta, ferma ormai da mesi in Commissione Cultura alla Camera dei deputati ed è stata sottolineata la necessità della celere approvazione degli emendamenti presentati a tale provvedimento che riflettono le istanze espresse nel Manifesto Live for All. Dall’altro lato, si richiede l’assunzione di impegni precisi da parte del Governo per garantire i diritti di artist? e lavorator? dello spettacolo con disabilità, assicurando pari opportunità e il pieno riconoscimento della loro professionalità.

Ius scholae, Donzelli (Fdi): se sinistra spera in crisi di governo rimarrà delusa

Roma, 3 lug. (askanews) – “La nostra posizione sulla cittadinanza è nota, diciamo che si è anche un po’ rafforzata con il referendum. Poi ovviamente non siamo sotto lo stesso partito, come ha detto lo stesso Tajani, ciascuno ha le proprie sensibilità, se a sinistra qualcuno spera che ci sia la crisi del governo Meloni su questo tema rimarrà deluso, come sempre”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, parlando, a margine della festa di Fratelli d’Italia Roma, della proposta di legge di riforma della cittadinanza che Forza Italia che il partito azzurro sarebbe pronta a votare con l’opposizione.

“Quando arriverà” in Parlamento una proposta di legge, “se arriverà, si discuterà e si affronterà nei temi, la nostra posizione è nota, non è un caso che crea particolare tensione il fatto che Forza Italia abbia una posizione diversa dalla nostra. Il nostro programma è chiaro e su questo noi ci atteniamo”, ha aggiunto Donzelli.

Gaza,Schlein: Netanyahu va fermato, Meloni esca dal suo silenzio

Roma, 3 lug. (askanews) – “Il Guardian riporta che altre 94 persone sono state uccise a Gaza da bombardamenti israeliani nel corso di questa notte, di cui 45 mentre tentavano di ottenere aiuti umanitari. Due giorni fa 21 persone, tra cui molte donne e bambini, assassinati in un internet cafè di Gaza mentre tentavano di comunicare con l’esterno. Il governo di Netanyahu continua con i sui crimini atroci e sta deliberatamente militarizzando gli aiuti e colpendo i luoghi più affollati di chi cerca il pane. Netanyahu va fermato”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein

“Continueremo a incalzare Giorgia Meloni – prosegue la leader Pd- affinché esca dal suo silenzio e condanni fermamente i crimini di Netanyahu, è ormai in gioco anche la dignità del nostro Paese. Se vogliono dare un contributo alla pace in Medio Oriente sospendano l’accordo di collaborazione UE-Israele e il Memorandum di collaborazione militare tra Italia e Israele e riconoscano finalmente lo Stato di Palestina, come fatto da Spagna, Norvegia e Irlanda”.

“L’assemblea parlamentare dell’OSCE per iniziativa dei membri d’opposizione della delegazione italiana, tra cui i nostri Enzo Amendola e Alessandro Alfieri che ringrazio – sottolinea ancora Schlein- ha inserito nella risoluzione finale la necessità che i paesi membri riconoscano lo Stato di Palestina. Non ci stancheremo di ripeterlo, ogni giorno. Cosa ancora sta aspettando il Governo Meloni?”

Calcio, Klopp ricorda Diogo Jota: "Ho il cuore a pezzi"

Roma, 3 lug. (askanews) – Lo ha portato al Liverpool, comprandolo dal Wolverhampton. Nel giorno della sua morte, avvenuta in un incidente stradale in Spagna (e di suo fratello André Silva), Jurgen Klopp è emozionato e il suo messaggio sui social è da brividi: “Questo è un momento in cui faccio fatica a dire qualcosa. Deve esserci uno scopo più grande, ma io non lo vedo. Sentire la notizia della morte di Diogo e di suo fratello André, mi ha spezzato il cuore. Diogo è stato non soltanto un giocatore fantastico, ma anche un grande amico, un marito e un padre amorevole e premuroso. Ci mancherà tantissimo. Tutte le mie preghiere, i miei pensieri e la forza possa andare a Rute, i ragazzi, la famiglia, gli amici e tutti quelli che li amano. Riposa in pace”.

La Corte costituzionale: i trattenimenti dei migranti nei Cpr non rispettano la legge sulla libertà personale



Roma, 3 lug. (askanews) – La disciplina vigente in materia di trattenimento dei migranti nei Centri di permanenza per rimpatri non rispetta la riserva di legge in materia di libertà personale ma spetta al legislatore integrarla. Lo ha deciso la Corte costituzionale con la sentenza numero 96, depositata oggi.

Le questioni di costituzionalità, su cui si è pronunciata la Consulta, erano state sollevate dal Giudice di pace di Roma, chiamato a convalidare provvedimenti di trattenimento di stranieri in un centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). Il rimettente aveva denunciato che il trattenimento si svolge secondo modalità e procedimenti non disciplinati da una normativa di rango primario, in violazione della riserva assoluta di legge prevista dall’articolo 13, secondo comma, della Costituzione; aveva inoltre lamentato l’omessa previsione di standard minimi di tutela giurisdizionale, con disparità di trattamento rispetto ai detenuti in carcere, che usufruiscono delle garanzie dell’ordinamento penitenziario.

La Corte ha riaffermato che il trattenimento nei CPR implica un “assoggettamento fisico all’altrui potere”, incidente sulla libertà personale. La sentenza ha quindi ritenuto sussistente il vulnus denunciato con riguardo alla riserva assoluta di legge, in quanto la disposizione censurata reca una normativa del tutto inidonea a definire, con sufficiente precisione, quali siano i “modi” della restrizione, ovvero quali siano i diritti delle persone trattenute nel periodo – che potrebbe anche essere non breve – in cui sono private della libertà personale, disciplina rimessa, quasi per intero, a norme regolamentari e a provvedimenti amministrativi discrezionali. Le questioni sollevate in riferimento agli articoli 13, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione sono state, tuttavia, dichiarate inammissibili, avendo la Corte evidenziato che non è ad essa consentito porre rimedio al riscontrato difetto, ricadendo sul legislatore il dovere ineludibile di introdurre una normativa compiuta, la quale assicuri il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità della persona trattenuta.

A sua volta – si legge ancora nella nota della Consulta -, la questione riferita agli articoli 2, 3, 10, secondo comma, 24, 25, primo comma, 32 e 111, primo comma, della Costituzione è stata dichiarata inammissibile per incompleta ricostruzione del quadro normativo, riguardo all’operatività, a tutela dei diritti della persona trattenuta, oltre che dello strumento risarcitorio generale di cui all’articolo 2043 del codice civile, altresì del rimedio di cui all’articolo 700 del codice di procedura civile. Il ricorso alla tutela preventiva cautelare assicurata dall’articolo 700 del codice di procedura civile ben può, infatti, giustificarsi contro le violazioni o le limitazioni dei diritti fondamentali, subite da chi sia trattenuto presso un Cpr, non oggetto di puntuale disciplina da parte del testo unico dell’immigrazione.

Dazi, von der Leyen: puntiamo ad un accordo di principio con Usa

Roma, 3 lug. (askanews) – L’Ue punta a “un accordo di principio” sui dazi con gli Usa entro il 9 luglio (la scadenza che aveva fissato il presidente americano Donald Trump con la sua “pausa” di 90 giorni dopo la data in cui li aveva annunciati), perché comunque non ci sarebbe tempo per entrare nei dettagli. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua conferenza stampa congiunta con la premier danese Mette Frederiksen, ad Aarhus, in Danimarca, in occasione dell’inizio della nuova presidenza semestrale di turno del Consiglio Ue, che sarà esercitata dal governo di Copenaghen.

“Come sempre nei negoziati – ha osservato von der Leyen – non si sa mai quando si arriverà a una conclusione positiva”. Nel negoziato sui dazi con gli Usa “noi puntiamo al 9 luglio. È un compito enorme, perché abbiamo il più grande volume commerciale a livello mondiale tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, 1.500 miliardi di euro”, e un negoziato su queste enormi quantità è “molto complesso”.

“In effetti – ha sottolineato -, ciò a cui puntiamo è un accordo di principio, perché con un tale volume di scambi in 90 giorni un accordo nei dettagli è impossibile. Un accordo di principio: questo è ciò che ha fatto anche il Regno Unito, e per quanto ne so ci sono solo due paesi finora al mondo che hanno concluso con un accordo di principio”.

“I negoziati con gli Stati Uniti – ha ricordato la presidente della Commissione – sono in corso proprio in questo momento. Il commissario Maros Sefcovic (responsabile per il Commercio, ndr) è a Washington oggi. Noi siamo pronti per un accordo. Vogliamo una soluzione negoziata. Ma, com’è noto, allo stesso tempo, ci stiamo preparando all’eventualità che non si raggiunga un accordo soddisfacente. Per questo motivo ci siamo consultati su una ‘lista di riequilibrio’ (una lista di beni Usa da sottoporre a eventuali contro dazi, ndr), e – ha avvertito von der Leyen – difenderemo gli interessi europei, se necessario. In altre parole, tutti gli strumenti sono sul tavolo”. Intanto, ha proseguito la presidente della Commissione, “stiamo procedendo con i nostri partner, con il Messico e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, ndr), e puntiamo a un accordo con l’India entro la fine dell’anno. Nell’attuale panorama economico, l’Europa ha una responsabilità importante: quella di promuovere un sistema commerciale libero, aperto ed equo. Pertanto, sosteniamo pienamente i progressi della riforma della Wto”, l’Organizzazione mondiale del commercio.

Von der Leyen è quindi tornata sull’idea, che aveva prospettato al Consiglio europeo la settimana scorsa, di lavorare alla creazione di una sorta di “mini Wto” alternativo, lanciando un partenariato commerciale basato sulle regole tra l’Ue e il Cptpp (“Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership'”), che comprende paesi asiatici e americani.

“Parallelamente – ha detto -, perseguiamo la nostra cooperazione strutturale con i paesi firmatari del Cptpp, per sfruttare – ha concluso la presidente della Commissione – il vasto potenziale del commercio basato su regole”.

Ius Scholae, Conte: Fi? Se non è chiacchiera agostana facciamolo subito

Roma, 3 lug. (askanews) – “Spero che non sia una chiacchiera estiva come avvenne l’anno scorso durante la calura agostana. Noi non aspettiamo altro. Il Movimento Cinque Stelle, se ci parlate di Ius scholae, è la nostra battaglia di anni su cui non abbiamo trovato la possibilità di confrontarci in parlamento in modo concreto. Quindi se davvero Fi è conseguente ci riempie il cuore”. Lo ha detto il presidente M5S Giuseppe Conte, nel transatlantico della Camera.

“Anzi direi che la questione è così importante che potremmo anche rinunciare a un po’ di ferie. Per ritrovarci qui e farlo subito”, ha aggiunto Conte.

Morgan a processo per stalking nei confronti di Angelica Schiatti

Milano, 3 lug. (askanews) – Continua lo scontro giudiziario e via social tra Morgan e Angelica Schiatti. L’ufficio stampa della Cantante ed ex di Morgan ha condiviso la seguente nota: “A seguito delle esternazioni e delle dichiarazioni recentemente pubblicate sui propri canali social dal signor Marco Castoldi in arte Morgan, in ordine al processo che lo vede imputato presso il tribunale di Lecco per i reati di stalking aggravato e diffamazione nei confronti della signora Angelica Schiatti, la parte quanto la legale precisano – al fine di garantire un’informazione precisa, equilibrata e rispettosa dei Diritti degli interessati – che il percorso di giustizia riparativa richiesto dall’imputato e a cui ha aderito, partecipando a sessioni separate, la signora Angelica Schiatti, si è concluso con “esito di non fattibilità dei programmi fra Marco Castoldi e Angelica Schiatti”, pertanto, non per l’abbandono del percorso da parte della signora Schiatti, come erroneamente è stato riportato.

L’ulteriore rinvio della causa al prossimo 9 settembre 2025 è stato disposto dal Magistrato, in seguito alla riserva assunta in ordine alla questione di legittimità costituzionale di cui all’art. 162 ter cp sollevata alla scorsa udienza del 1 luglio 2025 dalla difesa dell’imputato. Non risponde, pertanto, al vero la circostanza dichiarata che il magistrato “abbia accolto l’eccezione preliminare sollevata dalla sua difesa, poiché il fatto contestato non ha carattere di particolare gravità”. L’articolo 162 ter C. P., inoltre, concerne l’estinzione del reato per condotte riparatorie, ma il legislatore ha escluso che possa applicarsi al reato di stalking, dunque non per il caso in questione”.

Questa notte Morgan ha pubblicato due nuovi video, subito rimossi, rivolti all’ex con cui è in causa: “Che vuoi dalla mia vita? Non mi interessi, sei una psicopatica! Ficcatelo in testa. Questa qui vuole diventare famosa tirandomi in mezzo”.

Bce, alcuni nel Consiglio ritengono già espansivi i livelli dei tassi

Roma, 3 lug. (askanews) – L’ultimo taglio dei tassi della Bce è stato deciso al termine di una ampia discussione, al Consiglio direttivo del 5 e 6 giugno scorsi, durante la quale alcuni componenti avevano inizialmente espresso la preferenza per confermare i livelli del costo del danaro.

Secondo quanto riportano i verbali della riunione, pubblicati oggi dall’istituzione monetaria, alla fine solo un componente del Consiglio si è espresso contro il taglio, gli altri si sono uniti al consensus per la nuova riduzione, ma la natura del dibattito lascia pensare che i segnali di pausa sui tagli – per la riunione di luglio – hanno alle spalle elementi che potrebbero rendere ulteriori riduzioni non facili da far approvare.

Secondo i verbali, infatti, alcuni esponenti del direttorio hanno sostenuto che già ai livelli attuali i tassi dell’area euro potrebbero essere considerati “in territorio espansivo”.

A inizio mese la Bce ha ridotto di altri 0,25 punti percentuali i livelli di riferimento per l’eurozona, con cui il tasso che resta più utilizzato come guida, quello sui depositi, è sceso a 2%.

Sul versante di coloro che vorrebbero una linea più morbida, alla riunione di inizio giugno “sono state espresse preoccupazioni che l’inflazione possa finire sotto il livello obiettivo” per il medio termine (18 mesi), riportano ancora i verbali. In questo ambito il 2026 potrebbe risultare un anno importante, perché le aspettative di inflazione potrebbero incorporare i risultati delle trattative salariali con effetti di secondo livello, in questo caso al ribasso, sull’inflazione.

Secondo i “falchi” invece, ovvero coloro che premono per una linea più rigorosa sul versante monetario, i rischi di avere un’inflazione sotto il livello obiettivo “vanno visti come limitati fino a quando non ci sarà un netto deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro”. Inoltre i livelli di inflazione potrebbero risultare sostenuti dall’emergere di pressioni al rialzo, specialmente dalle politiche di bilancio.

E qui “è stato obiettato – riporta ancora il documento – che dopo 7 tagli i tassi ora sono nettamente in territorio neutrale e forse in territorio espansivo”. Questo potrebbe anche essere suffragato dai dati delle indagini sul credito bancario.

Ad ogni modo, con la decisione del nuovo taglio dei tassi “il Consiglio direttivo è ben posizionato per navigare l’elevata incertezza che si prospetta (questo è il segnale di pausa per luglio, che viene ribadito nel documento-ndrt) mentre potrà disporre di una piena opzionalità per le riunioni future, per gestire i rischi bivalenti di inflazione in un’ampia gamma di scenari”. Secondo la Bce la partita sui dazi commerciali presenta infatti rischi sia al rialzo che al ribasso sul caro vita dell’area euro.

All’opposto, alla riunione di giugno è stato considerato che il mantenimento dei tassi al livello precedente avrebbe fatto aumentare il rischio di vedere l’inflazione finire sotto il valore obiettivo (2% simmetrico). (fonte immagine: ECB 2025).

Tragedia nel calcio, muore in un incidente Diego Jota del Liverpool

Roma, 3 lug. (askanews) – Tragedia nel calcio inglese, e non solo. Diogo Jota, giocatore portoghese del Liverpool (28 anni) ha perso la vita assieme al fratello André Silva (26 anni, anche lui calciatore professionista nella Serie B portoghese) in un incidente stradale avvenuto poco dopo la mezzanotte nella provincia di Zamora, in Spagna. Secondo le prime ricostruzioni la Lamborghini su cui viaggiavano è uscita di strada e ha preso fuoco dopo lo scoppio di uno pneumatico. L’incidente è avvenuto nelle prime ore di giovedì 3 luglio, alle 00:30 al chilometro 65 della A-52, all’altezza della cittadina di Cernadilla (Puebla de Sanabria). Nato nel 1996, portoghese, al Liverpool dal 2020 dopo aver raggiunto il calcio inglese con la maglia del Wolverhampton nel 2017. Coi reds ha vinto cinque trofei, compresa l’ultima Premier del 2025. L’inizio della sua carriera nel suo Portogallo col Paços Ferreira, poi Atletico Madrid e Porto prima del calcio inglese. Con la nazionale portoghese aveva vinto due volte la Nations League. Con 26 presenze e 6 gol Diogo Jota ha contribuito alla vittoria del Liverpool nella Premier League 2024/2025. Lo scorso 8 giugno Diogo Jota aveva vinto – per la seconda volta in carriera – la Nations League con la maglia del Portogallo. In finale sconfitta la Spagna.

Morte Jota, il cordoglio del calcio internazionale

Roma, 3 lug. (askanews) – Cordoglio nel mondo del calcio per la morte dell’attaccante del Liverpool Diego Jota. La Federazione portoghese è stata tra le prime a ricordare il calciatore scomparso: “La Federcalcio portoghese e l’intera comunità calcistica portoghese sono profondamente sconvolte dalla morte di Diogo Jota e di suo fratello André Silva, avvenuta questa mattina in Spagna”. Diogo Jota aveva iniziato nel suo Portogallo col Paços Ferreira, poi Atletico Madrid e Porto (in prestito) prima del calcio inglese. Uomo decisivo nella risalita in Premier del Wolverhampton dalla Championship nel 2018, poi il Liverpool: parte come riserva, guadagna spazio, gioca e segna. Vince cinque trofei, tra cui l’ultima Premier League. Ricordo anche da Cristiano Ronaldo: “Eravamo insieme in nazionale, ti eri appena sposato. Alla tua famiglia, a tua moglie e ai tuoi figli mando i miei pensieri e auguro a loro tutta la forza del mondo. So che sarai sempre con loro. Riposate in pace, Diogo e André, ci mancherete tutti” ha scritto. Anche l’Atalanta è in lutto per la morte di Diogo Jota in un incidente stradale. L’attaccante del Liverpool fu grande protagonista da avversario a Bergamo nel girone di Champions League il 3 novembre 2020, segnando una tripletta nel 5-0 della squadra allora allenata da Jurgen Klopp. Il portoghese segnò i due gol inglesi nel primo tempo e l’ultimo nel secondo dopo quelli di Salah e Mané. “Atalanta BC esprime il proprio profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa di Diogo Jota e del fratello André Silva. Il Club si stringe con solidarietà e rispetto alle famiglie colpite, al Liverpool FC e al Penafiel FC”, si legge nel tweet del profilo ufficiale del club bergamasco su X. Il Liverpool si dice “devastato” sui social. Il Primo Ministro portoghese Luis Montenegro: “La notizia della morte di Diogo Jota, atleta che ha onorato il nome del Portogallo, e di suo fratello è inaspettata e tragica. Porgo le mie più sincere condoglianze alla famiglia. È un giorno triste per il calcio e per lo sport nazionale e internazionale”. Verrà infine osservato un minuto di silenzio in occasione di tutte le partite di oggi e di domani di UEFA Women’s EURO 2025 in memoria del nazionale portoghese e attaccante del Liverpool Diogo Jota e di suo fratello André Silva, tragicamente scomparsi in un incidente stradale

Domani il picco di caldo: 20 città con il bollino rosso

Milano, 3 lug. (askanews) – Si placherà nel fine settimana l’ondata di afa e caldo asfissiante sull’Italia. La conferma arriva dal Bollettino sulle ondate di calore diramato dal ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore.

Oggi sono infatti 18 le città da “bollino rosso” saranno ancora 18 (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campopasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona, Viterbo) e 2 quelle da “bollino arancione” (Pescara e Venezia).

Il picco del caldo è atteso per domani, venerdì 4 luglio, quando le città con “bollino rosso” saliranno a 20 (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campopasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo) mentre a Napoli scatterà il “bollino arancione”.

Il primo calo delle temperature è atteso per sabato quando il numero delle città con “bollino rosso” scenderà a 15 (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campopasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo), con Brescia, Milano, Torino, Venezia e Verona che dal “bollino rosso” passano al “bollino giallo”.

Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili.

Ambasciatore Usa Fertitta per 4 luglio racconta sue origini italiane

Roma, 3 lug. (askanews) – (di Cristina Giuliano) Il fattore “Italian roots” ha avuto un peso specifico nella sera di ieri a Villa Taverna. La celebrazione della festa del 4 luglio, l’Indipendenza americana, conclusasi con lunghissimi fuochi d’artificio – un quarto d’ora circa – ha visto una presenza politica importante e molto significativa, a partire dal capo dell’esecutivo italiano, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo discorso Meloni non ha mancato di annotare alla base del legame tra le due “nazioni sorelle” quei “20 milioni di italoamericani che hanno contribuito per generazioni alla prosperità degli Stati Uniti d’America”. E tra quei 20 milioni c’è, con dichiarata fierezza, il padrone di casa della serata, l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia Tilman J. Fertitta, impeccabile anfitrione con il piglio sicuro del businessman e la capacità molto texana del “Thinking Big”, ovvero il pensare in grande.

Oltre al plauso e all’affetto rivolto alla rappresentanza politica e istituzionale – “Noi amiamo il primo ministro Meloni in America” – Fertitta ha riflettuto con i suoi ospiti sul significato storico (e per lui anche personale) delle radici italiane. Ha ricordato i forti legami tra Usa e Italia, ha espresso il suo apprezzamento per l’opportunità di servire come ambasciatore nella nostra Penisola, senza trascurare l’onore e la gratitudine. Ha menzionato l’importanza della relazione italoamericana, esprimendo contemporaneamente il proprio supporto alle politiche del “Buy American” del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Non ha dimenticato l’importanza degli studenti statunitensi che sono in Italia, enfatizzando il significato che ha per loro e quindi per gli Usa, l’efficientissimo Consolato Generale americano a Firenze: “abbiamo parlato con il presidente Trump e l’amministrazione di quanto sia importante mantenere quell’ufficio aperto, per sempre”. Per notare inoltre che “ci sono oltre 40.000 studenti statunitensi che scelgono di studiare all’estero in un Paese meraviglioso come l’Italia, molto più di qualsiasi altra nazione in questo grande mondo in cui viviamo”, ha aggiunto.

Ma la parte forse più commovente del discorso dell’ambasciatore è stata quella espressamente dedicata alle “Italian roots”: “Negli ultimi 20 anni, ho visitato l’Italia molte volte e ho potuto ammirarne la bellezza e il calore della gente. È un’ospitalità senza pari. Il mio bisnonno lasciò l’Italia nel 1887 per costruirsi una nuova vita in America, ed è uno dei motivi per cui sono qui stasera”, ha detto Fertitta, per poi aggiungere un pensiero davvero toccante ai suoi antenati: “vorrei solo che potessero vedere che sono tornato qui oggi per rappresentarli. È un grande onore, date le mie origini italiane, essere ambasciatore degli Stati Uniti in questo grande Paese e rappresentare la mia eredità” ha dichiarato.

A nessuno sfugge che Fertitta, con la sua biografia, è anche un caso esemplare di successo degli italiani in America. E il suo arrivo in Italia, oltre ad essere un segnale politico eloquente, cade alla vigilia di importanti traguardi e festeggiamenti per gli americani. Il prossimo anno saranno infatti i 250 anni dell’Indipendenza: anniversario fondamentale che gli americani chiamano “America250” (america250.org), per il quale proprio questo 4 luglio inizia il countdown mentre si prepara un’importante iniziativa per ispirare il pubblico internazionale a esplorare la ricca storia, il patrimonio, i paesaggi mozzafiato e la cultura a stelle e strisce lungo tutto il 2026 (anche grazie a una partnership strategica tra America250 e Brand Usa, l’organizzazione ufficiale di promozione turistica della nazione e alla campagna “America the Beautiful”). E sempre nel 2026 compirà 100 anni l’iconica e leggendaria Route 66 che attraversa gli Stati Uniti d’America e per la quale il Texas di Fertitta è proprio a metà strada.

E il turismo insieme con le “Italian roots”, è una voce importante, che racconta lo stretto legame reciproco tra i due Paesi. “Oltre 17 milioni di americani hanno le loro radici in Italia. Oltre 275.000 americani scelgono di vivere qui oggi perché è un Paese meraviglioso e, cosa più importante, oltre 14 milioni di persone si recheranno in Italia quest’anno, più di qualsiasi altra nazione al mondo” ha detto l’ambasciatore. “Questo vi dice cosa pensano gli americani dell’Italia”, ha aggiunto.

Attacchi israeliani a Gaza: 94 morti nelle ultime ore, molti mentre cercavano di ricevere aiuti umanitari

Roma, 3 lug. (askanews) – Il numero di palestinesi uccisi nei raid aerei e nelle sparatorie avvenuti durante la notte a Gaza è salito a 94: lo hanno reso noto il ministero della Salute dell’enclave palestinese, gestito da Hamas, e fonti ospedaliere locali. Di queste vittime, almeno 45 stavano tentando di ricevere aiuti umanitari, hanno confermato le stesse fonti.

Intanto Hamas avrebbe accettato le garanzie contenute nell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza proposte dagli Stati Uniti: è quanto pubblica il quotidiano saudita Asharq citando fonti vicine ai negoziati.

In particolare, la proposta prevede che mentre sono in corso le trattative parti si asterranno dal riprendere le operazioni belliche.

Che i negoziati possano poi andare a buon fine è però un altro discorso: secondo altre fonti citate dallo stesso quotidiano la proposta presentata ad Hamas dai mediatori non contiene in sostanza nessun nuovo elemento e appena qualche modifica secondaria rispetto al testo precedente.