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Carceri, Mattarella: sovraffollamento grave e insostenibile

Roma, 30 giu. (askanews) – “Il sistema carcerario è contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffolamento nonchè da condizioni strutturali inadeguate di molti istituti nei quali sono necessari interventi di manutenzione e ristrutturazioni da intraprendere con urgenza nella consapevolazza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia ma deve includere ambienti destinati alla socialità, all’affettività, alla progettualità del trattamento”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione della Polizia penitenziaria.

“So che ogni giorno cercate di assolvere il vostro compito con sacrificio e professionalità, un impegno reso più difficile dalle preoccupanti condizioni del sistema carcerario”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Il Consiglio Ue proroga le sanzioni alla Russia per sei mesi

Roma, 30 giu. (askanews) – Il Consiglio europeo ha prorogato oggi le misure restrittive economiche dell’Ue, “in considerazione delle continue azioni della Federazione Russa che destabilizzano la situazione in Ucraina, per altri sei mesi fino al 31 gennaio 2026”: lo ha reo noto lo stesso Consiglio in un comunicato.

Le sanzioni, introdotte per la prima volta nel 2014, sono state significativamente ampliate da febbraio 2022 “in risposta all’aggressione militare immotivata, ingiustificata e illegale della Russia contro l’Ucraina”.Le sanzioni attualmente in vigore consistono in un ampio spettro di misure settoriali, tra cui restrizioni al commercio, alla finanza, all’energia, alla tecnologia e ai beni a duplice uso, all’industria, ai trasporti e ai beni di lusso. Tra queste rientrano anche: il divieto di importazione o trasferimento di petrolio greggio e di alcuni prodotti petroliferi via mare dalla Russia all’Ue, la de-SWIFTizzazione di diverse banche russe e la sospensione delle attività e delle licenze di trasmissione nell’Unione Europea di diverse fonti di disinformazione sostenute dal Cremlino. Inoltre, misure specifiche consentono all’Ue di contrastare l’elusione delle sanzioni.

“Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui, in particolare, il divieto dell’uso della forza, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall’Ue e, se necessario, adottare misure supplementari”, conclude il comunicato.

Cinema, a Riccione la 14esima edizione di Ciné-Giornate di Cinema

Roma, 30 giu. (askanews) – Al via la 14esima edizione di Ciné – Giornate di Cinema, manifestazione promossa da ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali) in collaborazione con ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici), con la partecipazione di ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), sostenuta dal MiC, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Emilia-Romagna Film Commission e dal Comune di Riccione, prodotta e organizzata da Cineventi.

Dopo aver inaugurato gli appuntamenti riccionesi per il pubblico con il palinsesto di Ciné in Città, martedì 1 luglio entra nel vivo la convention business che proseguirà fino al 4 luglio all’interno del Palazzo dei Congressi.

Ad aprire i lavori di Ciné (ore 14.45, Sala Polissena) sarà il consueto convegno a cura di Box Office, incentrato quest’anno su Produzione italiana e nuovi linguaggi narrativi. L’incontro moderato da Paolo Sinopoli (Responsabile Box Office), sarà l’occasione per riflettere sull’evoluzione del cinema nazionale, tra modelli produttivi emergenti e forme espressive in trasformazione, con interventi di: Isabel Aguilar (sceneggiatrice), Paolo Del Brocco (amministratore delegato di Rai Cinema), Marta Donzelli (produttrice di Vivo Film), Giampaolo Letta (vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film), Annamaria Morelli (ceo di The Apartment), Massimo Proietti (ceo di Vision Distribution e Deputy Managing Director di Universal Pictures International Italy).

La Sala Concordia aprirà le porte alle ore 16.45 con la cerimonia di inaugurazione della 14esima edizione alla presenza di Alessandro Usai (presidente ANICA), Luigi Lonigro (presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici ANICA), Benedetto Habib (presidente Unione Produttori ANICA), Mario Lorini (presidente ANEC), Fabio Abagnato (direttore Emilia-Romagna Film Commission), Daniela Angelini (sindaca Comune di Riccione).

Le convention, momento centrale della manifestazione, prenderanno il via alle ore 17.30 con Universal Pictures, seguita da I Wonder Pictures (ore 18.45), che presenteranno i loro listini per la prossima stagione. Tanti i registi e i protagonisti che durante la manifestazione si daranno appuntamento a Riccione per mostrare e raccontare ciò che arriverà in sala nei prossimi mesi. Accanto ai nomi già annunciati, tra cui Diego Abatantuono, Geppi Cucciari, Andrea Di Stefano, Pierfrancesco Favino, Paolo Virzì, Valerio Mastandrea, Michele Riondino, Massimiliano Bruno e Edoardo Leo, nuovi ospiti si aggiungono alla manifestazione. Saranno infatti presenti all’interno della convention di Notorious Pictures Monica Guerritore per Anna, Diego Abatantuono, Max Angioni e il regista Volfango De Biasi per Esprimi un desiderio, mentre per PiperFilm arriveranno Lillo Petrolo, Naska e Maurizio Lastrico per Tutta colpa del rock di Andrea Jublin, Claudio Amendola per Fuori la verità di Davide Minnella e Edoardo Leo per Per te di Alessandro Aronadio.

Spazio anche alle anteprime con La famiglia Leroy di Florent Bernard (ore 20.00, Cinepalace, proiezione aperta anche al pubblico), commedia francese con protagonista Charlotte Gainsbourg, al cinema a settembre con Wanted Cinema, e Warfare – Tempo di guerra (ore 22.00, Cinepalace, proiezione riservata a esercenti e stampa, con prenotazione), film A24 di Alex Garland e Ray Mendoza, esperienza immersiva nella sconvolgente realtà dei conflitti moderni, in uscita ad agosto con I Wonder Pictures.

La serata proseguirà con Ciné in città, il programma di appuntamenti gratuiti per il pubblico che trasformerà Riccione in una sala cinematografica a cielo aperto. Protagonista della serata sarà Anna Foglietta, attrice e presidente della Onlus Every Child Is My Child, che presenterà il suo nuovo progetto video È come sembra, realizzato nell’ambito del laboratorio artistico promosso dalla Fondazione Una Nessuna Centomila e prodotto da AssoConcerti, sul tema della violenza di genere. Il talk sarà moderato da Piera Detassis (giornalista e presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello), cui seguirà la proiezione di Questi fantasmi!, adattamento dell’omonima commedia di Eduardo De Filippo interpretato da Anna Foglietta e Massimiliano Gallo per la regia di Alessandro Gassmann.

Martedì 1 luglio prende il via anche Ciné Camp – Il camp di cinema per gli under 18, la sezione di cinema di Ciné dedicata a ragazzi e ragazze dai 10 ai 17 anni, in collaborazione con Giffoni Film Festival, con film, laboratori e incontri con le star. I giovani appassionati avranno la possibilità di partecipare ai laboratori di Set cinematografico (a cura di Almost Famous Produzione), di Improvvisazione scenica (a cura di Giffoni Film Festival) e di Animazione (a cura di Movimenti Productions), oltre che di rivedere sul grande schermo un classico dell’animazione come Lilli e il Vagabondo di Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson (ore 19.30, Arena).

Istat, Renzi: con Meloni le famiglie stanno sempre peggio

Roma, 30 giu. (askanews) – “Grazie al Governo Meloni la pressione fiscale del primo trimestre 2025 è aumentata rispetto al primo trimestre 2024: +0.5%. Grazie al Governo Meloni l’inflazione è aumentata: +1.7% soprattutto per l’aumento del prezzo dei beni alimentari (+3.5%). Grazie al Governo Meloni il carrello della spesa sale al 3.1% contro il 2.7% di maggio. Grazie di cuore al Governo Meloni, insomma: le famiglie italiane stanno sempre peggio. Ma l’Influencer dice che va tutto bene. Servono subito misure per le famiglie, gli operai, i giovani”. Lo scrive sui suoi profili social Matteo Renzi.

Elton John a Capri, concerto privato nella Certosa di San Giacomo

Capri, 30 giu. (askanews) – Anche Elton John a Capri. La superstar britannica stata protagonista di un concerto privato nel chiostro grande della Certosa di San Giacomo durante l’evento organizzato dall’armatore greco John Coustas, numero uno della Danaos Corporation, per celebrare il battesimo del figlio.

Ospite del magnate greco, che ha scelto l’isola per ben tre giorni di festeggiamenti, Elton John si esibito in una applauditissima performance canora al pianoforte durante un party blindato ed esclusivo. Alcuni media lo davano a Venezia al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, ma sir Elton John era a Capri, dove arrivato su uno yacht insieme al marito.

stato avvistato pi volte sorridente in questi giorni per le stradine di Capri, in taxi o seduto ai tavolini dei bar all’ora dell’aperitivo.

Bce conferma il suo obiettivo di inflazione al "2% simmetrico"

Roma, 30 giu. (askanews) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha confermato l’obiettivo di inflazione “simmetrico al 2%” sul medio termine. E in una revisione della sua strategia istituzionale ha mantenuto “tutti gli strumenti di politica monetaria” attualmente disponibili.

Con una comunicazione, che verrà seguita oggi alle 13 da una conferenza stampa della presidente Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane, l’istituzione monetaria spiega che questo obiettivo di inflazione (a cui fissa il suo mandato istituzionale di preservare la stabilità dei prezzi) richiede “un’azione adeguatamente incisiva o persistente in risposta a scostamenti ampie durevoli dell’inflazione dall’obiettivo in entrambe le direzioni”.

Secondo le intenzioni della Bce questo “contribuirà a evitare il disancoraggio delle aspettative di inflazione e il radicarsi degli scostamenti dell’inflazione dall’obiettivo”. La Comunicazione non sembra contenere novità di rilievo. La revisione della strategia era stata decisa nell’ambito di una revisione periodica stabilita in occasione del precedente riesame, che risale al 2020-2021. “La prossima valutazione è prevista per il 2030”, dice ancora la Bce.

Secondo Lagarde, citata nel comunicato, la valutazione ha consentito di “verificare il nostro strumentario e affinare la nostra strategia. Ci fornisce una base ancora più solida per condurre la politica monetaria e assolvere il nostro mandato di mantenere la stabilità dei prezzi in un contesto sempre più incerto”.

Tutti gli strumenti di politica monetaria ai quali attualmente ricorre il Consiglio direttivo rimarranno disponibili. Il loro utilizzo in qualsiasi momento continuerà a essere subordinato a un’analisi di proporzionalità approfondita. “La loro scelta, struttura e applicazione saranno abbastanza flessibili da consentire di rispondere agilmente alle variazioni del contesto di inflazione”, dice ancora la Bce.

Nelle decisioni di politica monetaria il Consiglio direttivo, oltre a tenere conto della traiettoria più probabile dell’inflazione e dell’economia, considera altresì i rischi e l’incertezza che le circondano, anche attraverso l’opportuno utilizzo degli scenari e delle analisi di sensibilità. La prima riunione periodica di politica monetaria del Consiglio direttivo che darà applicazione alla strategia aggiornata, conclude la Bce, sarà tenuta il 23-24 luglio 2025.

L’Istat: a giugno l’inflazione sale all’1,7%, carrello spesa a +3,1%

Roma, 30 giu. (askanews) – A giugno l’inflazione ha registrato una variazione del +0,2% su base mensile e del +1,7% su giugno 2024, da +1,6% del mese precedente. E’ la stima provvisoria diffusa dall’Istat.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione (da +2,7% a +3,1%); accelerano anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,5% a +2,1%). La dinamica tendenziale dell’indice generale risente dell’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +3,5% a +4,2%) e lavorati (da +2,7% a +3%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,6% a +2,9%), oltre che dell’attenuarsi della flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -1,1% a -0,8%). Decelerano, invece, i prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +29,3% a +22,7%) e si amplia la flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (da -4,3% a -4,6%).

Nel mese di giugno l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,9% a +2,1%), mentre quella al netto dei soli beni energetici resta stabile (a +2,1%).

La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si accentua lievemente (da +0,8% a +1%), come anche quella dei servizi (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce seppur di poco, portandosi a +1,7 punti percentuali da +1,8 del mese precedente.

La variazione congiunturale positiva dell’indice generale è dovuta prevalentemente all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%) e dei Beni alimentari lavorati (+0,6%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-2,9%) e non regolamentati (-1,1%) e di quelli dei Beni alimentari non lavorati (-0,4%).

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,4% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +1,7% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

Una stangata sta per abbattersi sulle vacanze estive degli italiani. Lo afferma il Codacons, commentando i dati preliminari sull’inflazione diffusi dall’Istat.

“A giugno – avverte l’associazione dei consumatori – i prezzi registrano un aumento medio del +1,7% su anno che, in termini di spesa e considerati i consumi totali delle famiglie, equivale ad un maggiore esborso pari a +559 euro annui per la famiglia ‘tipo’, +761 euro per un nucleo con due figli”.

Tuttavia, “nonostante un tasso generale di inflazione sotto controllo, tutte le voci legate al turismo hanno registrato a giugno una decisa crescita, che segue il trend al rialzo iniziato già nel mese di maggio: i prezzi dei voli nazionali, ad esempio, a giugno rincarano del +38,1% su anno, le tariffe dei traghetti del +19,6%, quelle dei Servizi ricreativi e sportivi (piscine, stabilimenti, palestre, parchi divertimento, ecc.) del +7,7%, i prezzi dei Pacchetti vacanza nazionali del +8,7%”.

Gli alberghi rincarano del +2,9% su anno mentre i listini di case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +5,8%.

Come emerso dai vari monitoraggi Codacons relativi all’andamento delle tariffe turistiche, “i listini del settore stanno registrando aumenti sostenuti, ora certificati anche dall’Istat – denuncia l’associazione – Rincari che appaiono del tutto ingiustificati, e che comporteranno un sensibile aggravio di spesa a carico dei cittadini che si sposteranno per trascorrere giorni di villeggiatura fuori casa nel periodo estivo, realizzando una stangata sulle vacanze egli italiani”.

Riforme, Calenda: serve assemblea costituente 100 membri non ricandidabili

Roma, 30 giu. (askanews) – Un’assemblea eletta, di 100 membri non ricandidabil alle elezioni politiche successive, che riscriva tutta la seconda parte della Costituzione. E’ la proposta contenuta in un disegno di legge presentato dal leader di Azione Carlo Calenda e dal presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto nel corso di una conferenza stampa al Senato.

“È nostra convinzione, non da oggi – ha spiegato Calenda – che non ci sarà, a parte la separazione delle carriere, anche in questa legislatura alcuna riforma costituzionale. Non ci sarà perché tutto il processo di discussione della riforma costituzionale finisce inevitabilmente per essere preda di logiche che sono politiche e contingenti. L’altro elemento sostanziale è che oggi il 36% degli italiani ritiene il sistema democratico un sistema incapace di attuare qualsiasi cosa, cioè letteralmente un sistema che non riesce a produrre risultati. E da queste due elementi nasce un pericolo gigantesco per la democrazia perché se da un lato noi abbiamo nella seconda parte della Costituzione un sistema disfunzionale, dall’altro non riusciamo a cambiarlo in nessun modo. Ecco perché noi riteniamo che l’unico sistema che abbia una qualche plausibilità di funzionare è, ispirandosi all’assemblea costituente, quello di avere un’assemblea, eletta in un’elezione popolare con un sistema proporzionale, di 100 membri che abbia l’incarico precipuo di ridiscutere tutta la seconda parte della Costituzione fermando ogni processo di riforma costituzionale nel mentre”.

“I membri di questa assemblea – ha proseguito il leader di Azione – avrebbero però le ragioni di un’incompatibilità ad essere candidati nelle liste dei partiti delle liste e delle elezioni politiche successive, perché il vantaggio del singolo parlamentare costituente eletto diventerebbe a quel punto quello di portare a casa la nuova Costituzione, indipendentemente dalle dinamiche politiche contingenti”.

Istat: crescono il potere d’acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie (I trimestre)

Roma, 30 giu. (askanews) – Il potere d’acquisto delle famiglie, nei primi tre mesi dell’anno, si conferma su “un sentiero di crescita che, iniziato nel primo trimestre 2023, era stato interrotto solo durante l’ultimo trimestre del 2024”. Nello stesso arco temporale, i dati mostrano un lieve aumento della propensione al risparmio, stimata su livelli relativamente alti rispetto a quelli medi degli ultimi tre anni. Lo ha reso noto l’Istat spiegando che, nel primo trimestre dell’anno, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9%, scontando un aumento dello 0,9% dei prezzi.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente in termini nominali, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2%.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 9,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre dell’anno, il tasso di investimento delle famiglie consumatrici si è attestato all’8,9%, invariato rispetto al trimestre precedente, a fronte di una crescita degli investimenti fissi lordi del 2% e del già segnalato aumento del reddito lordo disponibile.

Calcio, Chivu: "Maltempo? Spero in decisioni prima del match"

Roma, 30 giu. (askanews) – “Thuram sta bene, Frattesi torna in Italia per svolgere alcuni accertamenti. Siamo qui per onorare questa competizione. Il Fluminense ha qualità, esperienza e intensità. Servirà la nostra migliore versione. L’allerta meteo? Spero che si prenda una decisione prima della partita, siamo atleti professionisti”. Parola di Christian Chivu, tecnico dell’Inter che questa sera affronta il Fluminense negli ottavi di finale del Mondiale per club. “Siamo pronti a salire di livello come siamo stati dall’inizio. Siamo qui per onorare questo torneo, per onorare ciò che la nostra società rappresenta nel mondo. Lo siamo stati dal primo giorno. Abbiamo avuto qualche giorno di riposo, ci siamo allenati in condizioni diverse rispetto a quelle a cui eravamo abituati dall’altro lato, in cui faceva più fresco. Siamo pronti per essere la miglior versione nostra, faremo di tutto per passare il turno”. Thuram “ha smaltito quel problema alla coscia che aveva, si è allenato e sta bene, ora sta a me decidere se inserirlo dall’inizio o no”. Se l’Inter dovesse passare il turno potrebbero arrivare altri giocatori: “Quando siamo partiti da Milano abbiamo pensato agli imprevisti portando più giocatori e aggregando dalla Primavera, ci hanno permesso di alzare il livello perché si sono calati subito nel livello della competizione. Nel calcio gli infortuni capitano, alcuni giocatori si portano dietro dei problemini, qualcuno è riuscito a recuperare, altri non ce l’hanno fatta come Frattesi e abbiamo deciso di rimandarli a Milano per accertamenti, anche per evitare che si creassero rumori che non avrebbero fatto bene né a loro né al gruppo. Adesso potranno fare qualche giorno di vacanza e curarsi, non so se qualcun altro arriverà, sono scelte che dovremo fare a porte chiuse, lo scoprirete dopo”. SU Fluminense-Borussia Dortmund dice: “Era la prima partita del torneo. Si sono calati subito nella competizione e forse si sono accontentati di non perdere, nonostante abbiano provato a portarla a casa. Nella fase a gironi hai tre partite per rimediare alla classifica, mentre domani sarà partita secca con eventuali supplementari e rigori. Dal punto di vista delle ambizioni, dell’intensità si proverà fino in fondo. Avere le antenne alzate su eventuali errori e cercare di sbagliare meno possibile, ma allo stesso tempo sfruttare gli errori degli avversari. La temperatura non è facile per nessuno, loro sono squadra che ha esperienza è può mettere in difficoltà chiunque”. Che partita si aspetta: “Tutte le squadre rimaste nella competizione hanno l’ambizione di andare avanti e di giocare un quarto di finale. Il Fluminense ha qualità, esperienza e intensità. La partita col River è stata molto utile da questo punto di vista, noi abbiamo dovuto alzare i giri in campo. Domani sarà più o meno la stessa cosa, bisognerà farsi trovare pronti. Dovremo calarci subito in quello che la partita offrirà. Abbiamo un precedente che mi fa ben sperare che saremo pronti e all’altezza” Su Benfica-Chelsea e sull’allerta meteo: “Spero che visto che c’è un’allerta si prenda una decisione prima della partita. Se si va allo stadio e ci dicono che dobbiamo aspettare due ore diventa difficile per la preparazione di una partita. Sono tanti dettagli, come si mangia, quando si beve, siamo atleti professionisti e per esprimerci al meglio per 120′ dobbiamo essere pronti sotto tutti i punti di vista. Spero che per domani mattina se c’è un’allerta si decida prima in modo che non influisca sulla qualità della partita e sulla preparazione dei calciatori”. Infine i complimenti a Thiago Silva: “Ha avuto e sta avendo una carriera pazzesca. E’ uno dei migliori difensori della storia del calcio, l’ho sempre apprezzato. E’ un gran difensore e una splendida persona, per me negli ultimi 30 anni può essere facilmente considerato tra i migliori del suo ruolo”

Il linguaggio come opera totale, Barbara Kruger al Guggenheim Bilbao

Bilbao, 30 giu. (askanews) – Una possibile risposta alla domanda su che cos’ e cosa rappresenta l’arte contemporanea: la mostra “Another day. Another night” che il Museo Guggenheim di Bilbao dedica a Barbara Kruger anche questo, un’immersione, letterale, in uno spazio di senso che restituisce la dimensione fisica, intellettuale e politica di una pratica artistica cruciale che si sgancia dall’idea tradizionale di “opera”, per farsi, nei fatti, mondo. Per “essere” come strumento che scava nel senso profondo dell’inafferrabile presente.

“Ritengo che questa mostra – ha detto ad askanews la curatrice dell’esposizione, Lekha Hileman Waitoller – sia un intervento artistico totale, perch l’arte ovunque, ma non necessariamente appesa alle pareti. Ci sono opere alle pareti, chi sono lavori enormi a pavimento, ci sono schermi giganti e schermi liberi. Ci sono opere sonore in tutto lo spazio espositivo. La cacofonia che si genera tra le cose da guardare, da attraversare, da ascoltare o che ci circondano parte della sua strategia per portarci a pensare a questi messaggi che ci provengono da tutte le parti, e al modo in cui hanno effetti su di noi e danno forma a come comprendiamo il mondo”.

Nata nel 1945, Barbara Kruger da decenni utilizza lo stile della comunicazione di massa per creare lavori che lanciano messaggi – visivi, sonori o su scala monumentale – che indagano le strutture di potere e di controllo, le dinamiche persuasive e le limitazioni continue di libert e diritti che caratterizzano la nostra vita in un’Occidente travolto dal consumismo e dal conformismo. L’arma di Kruger il linguaggio, il suo strumento l’appropriazione degli stilemi della pubblicit e il metodo ribaltarne il senso, strappando il velo dell’ipocrisia, sia commerciale sia politica. I suoi motti, per esempio “I Shop therefore I Am”, o “Your Body Is a Battleground”, fotografano la realt, e a Bilbao possono anche dialogare a distanza con i truismi di Jenny Holzer, che nel museo da sempre molto presente.

“Penso che la vera qualit del lavoro di Barbara Kruger – ha aggiunto Lekha Hileman – sia che identifica questi problemi con l’umanit, e che si tratta di problemi ricorrenti nel corso della storia, che non spariranno. Lei riesce a descriverli con frasi molto chiare e concise”.

In un certo senso c’ una chiarezza totale, ma, al contempo, tutto resta ambiguo, inafferrabile, distante come il vero potere e i veri persuasori. E le voci che sussurrano ovunque messaggi rassicuranti generano quasi pi ansia delle denunce esplicite.

Tutta la mostra al Guggenheim una grande unica installazione, che coinvolge gli spazi espositivi del museo, che, se possibile, oggi si svelano ancora di pi nella loro potenza, ma anche i pavimenti e utilizza il linguaggio, compresa la lingua basca, cos importante per l’identit della regione, come un grimaldello per ogni certezza. Sfruttando anche brillantemente quegli strumenti digitali che sono una delle grandi infrastrutture del pensiero dominante – e spesso unico – del nostro mondo di oggi. Che qui finalmente possiamo guardare con occhi differenti.

Show di Achille Lauro al Circo Massimo: 10 giugno 2026 all’Olimpico

Milano, 30 giu. (askanews) – L’annuncio arriva alla fine della prima data al Circo Massimo: Achille Lauro sarà il 10 giugno 2026 allo Stadio Olimpico di Roma, live di apertura della stagione musicale allo stadio della Capitale del prossimo anno. Con uno show di oltre due ore, l’artista romano ha infiammato il pubblico nella prima delle due date romane. “Sono cresciuto con le canzone dedicate alla mia città – ha detto in un incontro stampa prima di esibirsi al Circo Massimo, ieri sera – ed esibirmi al Circo Massimo è qualcosa di impensabile”.

“Usciamo da un periodo bellissimo – ha aggiunto Lauro – stiamo cercando di uscire da quello che il mercato impone. Dopo un paio di anni di ricerca musicale, in giro per il mondo, a cercare la nostra identità, la conseguenza è stata questo periodo stupendo: prima con “Amore disperato”, poi l’esperienza con X Factor – con il pubblico che ha scoperto anche un mio lato caratteriale forse sconosciuto – poi Sanremo, con “Incoscienti giovani” – una sorta di diamantino – infine la dedica alla mia città, Amor, come una dedica a una donna”.

Ed è proprio con Amor che Achille Lauro ha aperto il suo show – 32mila presenze nelle due date – per poi proseguire con Bam Bam Twist fino a Amore disperato, Rolls Royce e Incoscienti giovani. Il gran finale è con “C’est la vie” e “16 marzo”. L’artista annuncia: “Qualcosa che sogno da quando ho 10 anni sta per avverarsi”; parte il trailer che condensa i suoi 10 anni di carriera, prima di lanciare il suo primo stadio: 10 giugno 2026, Olimpico.

“La fine del 2025 e tutto il 2026 lo dedicherò principalmente ai live e alla musica – ha aggiunto Lauro – credo che ci sia bisogno nel mercato di musica di estrema qualità. L’obiettivo per il mio futuro è di uscire dalle logiche discografiche”. Insomma, “iniziare un nuovo percorso di una musica più Queen che radio italiane”. Spiega ancora: “Una musica senza logiche o strutture imposte, senza schemi, con l’intenzione di essere liberi”.

Achille Lauro commenta anche chi ha polemizzato sui ‘corpetti’ indossati da Marco Mengoni nel suo tour. “Credo che Marco sia grande, musicalmente e anagrafcamente, per decidere cosa sia meglio per il suo spettacolo. Credo sia una scelta ponderata e voluta. Lo show è stato molto impattante, e anzi complimenti per quello che hanno messo in scena”.

Al Circo Massimo la protagonita resta la musica: 29brani in scaletta che condensano le diverse anime dell’artista in cinque momenti scanditi da altrettanti look sia classici che rock.

I pezzi sono tutti riarrangiati con la direzione musicale di Daniele Nelli e quella esecutiva di Marco Lanciotti affinché abbiano tutti un nuovo sound che suoni come quello di Comuni Mortali, il suo settimo album,certificato oro e da subito al primo posto della classifica Fimi degli album più venduti e in vetta alla Top album Debut Global di Spotify.

Sul palco con lui un’inedita formazione che vede lafusione della band (Daniele Nelli – chitarra, Marco Lanciotti – batteria, Gregorio Calculli – pianoforte,Nicola Iazzi – basso, Riccardo Castelli – chitarra,Mattia Tedesco – chitarra), di 40 musicisti tra fiati, archi, cori, percussioni e l’accompagnamento, in alcuni brani, della cantante lirica Valentina Gargano.

Tutti i successi senza tempo, le ballad, la tradizione mescolata alle sonorità più moderne, epoche e generi diversi, il live non può che partire con tutta la super band sul palco, Lauro in abito rosso, con AMOR, la sua dedica a Roma e ultimo singolo “Roma, lusingato di essere qui questa notte. Siete stupendi. Finalmente a casa!” “È incredibile tornare nella mia città, e trovarvi così. Qui, da dove siamo partiti, senza sapere dove stavamo andando e soprattutto senza sapere dove arriveremo noi”.

Si prosegue sulle note di Bam Bam Twist, 1969, Dannata San Francisco per poi passare a un momento più intimo, esaltato dai suoni degli archi e delle percussioni, vestito in total black. Su Perdutamente il pianoforte sale sospeso verso l’alto, accompagnato dalla voce della cantante lirica Valentina Gargano, e ancora Cristina, il brano omaggio a sua madre e a tutte le mamme “questa è la carezza che non ho dato, per chi ama in silenzio, per chi non chiede nulla in cambio, per tutte le madri coraggiose, per la persona più importante della mia vita” per arrivare poi a un pensiero sui “tempi difficili come quelli che il mondo sta attraversando” dove è importante ricordare che “l’amore è l’unica cosa che resta”.

E ancora Me ne frego, il brano che sintetizza la sua anima più ribelle, quella che lo ha caratterizzato già dagli albori rendendolo sin da subito un artista fuori dagli schemi “C’è chi si veste di apparenze, chi si nasconde dietro maschere. Noi no. Non ce ne freghiamo” e Amore disperato, la canzone che “dedico alla persona che mi ha salvato la vita”.

Cambia lo scenario, tuta di pelle e occhiali da sole: Rolls Royce, al suo fianco l’amico di sempre Boss Doms (sul palco unicamente per questo brano) per restituire al pubblico l’iconica performance che ha stupito tutta l’Italia nel Sanremo 2019. Su Dirty Love entrano anche i fiati ad arricchire l’ensemble e su Latte + Lauro lancia un provocante invito al suo pubblico “se avete ancora i vestiti addosso sentitevi liberi di toglierli” e prima di dedicargli Incoscienti giovani, il brano dell’ultimo Sanremo, lo ringrazia per “avergli salvato la vita”.

Non può mancare un medley con i successi più sfacciati,Pessima, Cadillac, Bulgari, Thoiry, in jeans e maglietta nera. Si arriva verso il gran finale, in total white, con la formazione dei musicisti al completo per i brani Barabba III, La bella e la bestia, Nati da una costola, e poi “Abbiamo tutti vite diverse, ma siamo tutti così simili, così legati dalla stessa storia”: C’est la vie.

Intanto non si arresta la catena di sold out per il tour nei palazzetti 2026, arriva il tutto esaurito anche per la data di Eboli, Bologna, la seconda di Firenze e per la terza tappa al Forum di Milano. La Maison Damiani ha accompagnato Lauro durante il concerto, con i gioielli delle collezioni di Alta Gioielleria Mimosa e la collezione di fine jewelry Belle Epoque. Il tour è prodotto da Friends & Partners, i biglietti sono disponibili sul sito di Ticketone e nei punti vendita autorizzati. Gli eventi al Circo Massimo di Roma sono organizzati daFriends & Partners e The Base, in collaborazione con l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Frecciarossa è il treno ufficiale del concerto, RTL 102.5 è media partner ufficiale dei live di Achille Lauro al Circo Massimo 2025 e dei Palazzetti 2026.

Tajani: l’Iran era a un passo dalla bomba atomica e ci riproverà

Roma, 30 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald “Trump vuole dimostrare che l’arrivo della nuova amministrazione (americana, ndr) provoca cambiamenti nel mondo, ma è una missione molto complicata, perché in Medio Oriente c’è questa presenza dell’Iran che è preoccupante perché è in grado di produrre la bomba atomica: c’era quasi arrivata e ci riproverà se non si arriva ad un accordo che disinneschi questo pericolo”. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Morning News su Canale 5.

Secondo il titolare della Farnesina, “bisogna lavorare molto”. “L’Italia sta svolgendo un ruolo importante anche per cercare di far organizzare, magari a Roma, l’incontro tra l’Iran e gli Stati Uniti, un incontro che dovrebbe ripetere quelli che già si sono svolti per due volte a Roma, e altri sono stati svolti in Oman, per far sì che si possa arrivare ad una stabilità dell’area, perché dall’Iran dipende moltissimo anche ciò che accade in Israele”, ha commentato Tajani.

Continua l’ondata di calore, ma stanno per arrivare forti temporali

Milano, 30 giu. (askanews) – L’Italia continua a sopportare l’ondata di calore causata dall’Anticiclone Pluto con temperature estreme in tutto il paese. Per giorni, i valori massimi hanno costantemente superato i 34-36°C da Nord a Sud. Sabato 28 giugno, lo zero termico è stato registrato a un’altitudine eccezionalmente elevata, circa 5100 metri. Tuttavia, questa alta pressione africana mostra segnali di indebolimento e un potenziale cambiamento imminente.

Secondo il sito www.iLMeteo.it il mese di giugno finirà sotto l’influenza della canicola africana con temperature estreme per il periodo, ma si intravedono dei movimenti all’orizzonte. Nella giornata di lunedì 30 il tempo risulterà stabile e soleggiato ovunque, ma dal pomeriggio nasceranno i primi temporali sulle Alpi con i nuclei che gradualmente si metteranno in moto verso alcuni tratti delle alte pianure. La nuvolosità invece potrebbe coprire gran parte dei cieli del Nord, rendendo la serata particolarmente pesante, quasi soffocante. Sarà il primo segnale però di un cambiamento.

Sebbene la settimana si prospetti decisamente calda, sarà piuttosto turbolenta al Nord. Infatti alcuni refoli di aria più fresca riusciranno a entrare in questo brodo, e adesso basta davvero poco per far esplodere l’atmosfera. È attesa infatti molta instabilità pomeridiana sui rilievi settentrionali ma non solo, i temporali, con grandine annessa, potrebbero raggiungere anche le aree pianeggianti. Scenari che verranno analizzati passo dopo passo con i modelli più risoluti.

Nessun cambiamento invece per il Centro-Sud che continuerà a restare nella morsa del caldo rovente, ma c’è una novità. In base agli ultimi aggiornamenti modellistici prende sempre più forma un peggioramento vero e proprio delle condizioni meteo nel fine settimana. Una perturbazione atlantica potrebbe entrare in area mediterranea e sconfiggere definitivamente l’Anticiclone Pluto.

Nel dettaglio lunedì 30 al Nord sono attesi temporali sulle Alpi, in nottata sul Triveneto; al Centro sole e caldo estremo; sl Sud sole e caldo. Martedì 1 luglio al Nord temporali sparsi, anche in pianura, caldo intenso; al Centro sole e caldo estremo; al Sud sole e caldo. Mercoledì 2 sono attesi al Nord sole e caldo, temporali sui monti; al Centro sole e caldo estremo, acquazzoni sull’Appennino; al Sud sole e caldo. La tendenza è quella verso un break temporalesco e calo termico nel weekend 5-6 luglio.

Il capo della Cia: le capacità nucleari di Teheran riportate indietro di anni

Roma, 30 giu. (askanews) – Il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha dichiarato in un’audizione a porte chiuse ai parlamentari statunitensi che gli attacchi militari americani hanno distrutto l’unico impianto iraniano di conversione dei metalli, infliggendo una enorme battuta d’arresto al programma nucleare di Teheran, che richiederà anni per essere superata.

Secondo un funzionario statunitense citato dall’Ap, che ha parlato a condizione di anonimato, Ratcliffe avrebbe sottolineato la comunità dell’intelligence ha valutato che la stragrande maggioranza dell’uranio arricchito accumulato dall’Iran è rimasta probabilmente sepolta sotto le macerie delle centrali nucleari di Isfahan e Fordow, due dei tre principali impianti presi di mira dagli attacchi statunitensi.

Ma anche se l’uranio fosse rimasto intatto, la perdita dell’impianto di conversione dei metalli impedirà di fatto a Teheran di costruire una bomba per gli anni a venire, ha affermato il funzionario.

Atletica, Italia campione, Mei: "Traino per tutto lo sport"

Roma, 30 giu. (askanews) – Emozione nelle parole del presidente FIDAL Stefano Mei, al secondo successo in questa veste nell’Europeo per Nazioni, l’evento simbolo di quella Coppa Europa che tante volte lo ha visto protagonista in passato. “Abbiamo dimostrato ancora una volta – le parole del Presidente – che l’atletica traina tutto lo sport italiano. Vincere la Coppa Europa di atletica non è una sciocchezza, vincere medaglie in atletica è la cosa più difficile di tutte. Ho detto ai ragazzi venerdì, nella nostra riunione, che il giorno prima avevo perso un’altra competizione, di quelle per persone un po’ più grandi, un po’ più anziane, e non mi era piaciuto per niente. E ho chiesto loro di non prendere questa abitudine e di continuare a vincere come hanno fatto in questi quattro anni. Mi hanno dato retta, ne sono contento”. Brillano gli occhi, al presidente della FIDAL, per una squadra solida come roccia. “Orgoglioso? Sì, molto, anzi, moltissimo. In queste occasioni mi sembra di tornare a vestire la maglia azzurra. E’ ovvio che non sia la stessa cosa, mi piacerebbe poter essere al fianco dei ragazzi durante la gara. Però cerco di esserci il più possibile”.

L’analisi finale, e la scelta di un protagonista assoluto. Probabilmente inatteso. “Abbiamo fatto più punti della scorsa edizione, e tutti pensavano che non saremmo riusciti a bissare. Meno vittorie, è vero, ma con tantissimi podi. E con i ragazzi, anche quelli che non hanno fatto performance straordinarie, che hanno dato il massimo in campo, a cominciare da Lorenzo Patta, che considero il simbolo di questa edizione della manifestazione: ha portato il suo punto anche da stirato”. Chiusura con una battuta. “Il mio sogno era vincere per un punto soltanto, ma devo dire che è meglio così…”. (Foto Grana/Fidal)

Atletica, Italia campione d’Europa a squadre

Roma, 30 giu. (askanews) – La sera è dolce sulle tribune dello stadio Vallehermoso, città di Madrid. L’Italia impone ancora la sua regola, come due anni fa in Polonia, a Chorzow, vincendo in terra di Spagna il secondo titolo europeo consecutivo, perla straordinaria di una collana che non smette mai di brillare. Vince la compattezza di squadra degli azzurri, le cui tre vittorie (dopo quella di Nadia Battocletti nei 5000 metri di venerdì, arrivano oggi quelle di Leonardo Fabbri nel peso, con 21.68, e di Larissa Iapichino nel lungo cn 6.92) fanno da contraltare alle sette del 2023, quando a vincere era stata probabilmente una formazione con più punte ma meno “profonda” di questa, che rappresenta al meglio un’atletica italiana cresciuta e oggi ancor più solida nelle sue radici. La giornata conclusiva vive anche sui secondi posti della staffetta 4×400 mista (record italiano abbassato di oltre un secondo a 3:09.66 con Edoardo Scotti, Virginia Troiani, Vladimir Aceti e Alice Mangione), e di Eseosa Desalu nei 200 metri (20.18, v. +1.8). (Foto Grana/Fidal)

Calcio, Mondiale per club, Bayern ai quarti, ora il Psg

Roma, 30 giu. (askanews) – Gol e spettacolo nel quarto ottavo di finale del Mondiale per Club, dove il Bayern Monaco supera il Flamengo con un combattuto 4-2 e stacca il pass per i quarti di finale. Una sfida ad alta intensità, ricca di episodi e capovolgimenti di fronte, con Harry Kane assoluto protagonista.

Partenza lampo per i bavaresi, che dopo appena 9 minuti si ritrovano avanti di due gol: un’autorete di Pulgar apre le marcature, seguita dal raddoppio del solito Kane, pericoloso fin dai primi minuti. I brasiliani, però, non si lasciano abbattere e al 33′ accorciano le distanze con Gerson, ex Roma e Fiorentina. La reazione tedesca non si fa attendere e, poco prima dell’intervallo, Goretzka firma il 3-1.

Nella ripresa, il Flamengo riapre nuovamente la partita grazie a un rigore trasformato da Jorginho, ma ogni speranza di rimonta si infrange al 73′, quando Kane sigla la sua personale doppietta chiudendo definitivamente i conti. Finisce 4-2 per il Bayern, che vola ai quarti di finale dove affronterà il Paris Saint-Germain di Luis Enrique. Il Flamengo esce a testa alta, dopo aver tenuto testa a una delle favorite del torneo.

La Russia: le organizzazioni internazionali ignorano i crimini di guerra di Kiev

Roma, 30 giu. (askanews) – Le organizzazioni internazionali stanno ignorando le accuse di crimini di guerra commessi dall’esercito ucraino contro la Russia, ha dichiarato Yulia Zhdanova, nuovo capo della delegazione russa ai colloqui di Vienna sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti.

“I nostri diplomatici a Vienna, Ginevra e New York hanno presentato centinaia di pagine di prove alle loro segreterie negli ultimi anni, ma tutto finisce nell’oblio, probabilmente sotto la pressione degli sponsor occidentali di Kiev”, ha lamentato Zhdanova.

La diplomatica russa ha descritto questa situazione come “vergognosa per le strutture internazionali”.

In Messico trovati i resti di 381 corpi in un crematoio abbandonato

Roma, 30 giu. (askanews) – I resti di 381 corpi sono stati trovati in un crematorio abbandonato nella zona di Granjas Polo Gamboa a Ciudad Jußrez, in Messico, che serviva un’agenzia di pompe funebri ma non cremava i cadaveri, ha riportato il quotidiano La Jornada.

L’agenzia è accusata di frode: consegnava ai parenti dei defunti ceneri che non appartenevano ai loro cari, ha riportato il quotidiano, citando la procura regionale.

Secondo quanto precisato, i resti sono stati trovati all’interno di un piccolo edificio, simile a un condominio con cinque o sei stanze, dove centinaia di corpi erano ammucchiati a causa di “negligenza criminale”.La procura ha arrestato due persone, il proprietario del crematorio e uno dei dipendenti, che saranno incriminate per reati relativi a manipolazione impropria di resti umani, violazione delle norme sanitarie, sepoltura non autorizzata e frode.

Gli investigatori stanno attualmente verificando l’operato delle agenzie funebri che hanno collaborato con questo crematorio.

L’Iran: gli Usa devono escludere altri attacchi prima di nuovi colloqui

Roma, 30 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti devono escludere ulteriori attacchi contro l’Iran se vogliono riprendere i colloqui diplomatici sul nucleare di Teheran, ha dichiarato alla Bbc il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi.

Il diplomatico ha affermato che l’amministrazione Trump ha comunicato all’Iran, tramite mediatori, di voler riprendere i negoziati, ma “non ha chiarito la propria posizione” sulla “questione molto importante” di ulteriori attacchi durante lo svolgimento dei colloqui.

Takht-Ravanchi ha affermato che non è stata concordata alcuna data per un possibile ritorno ai colloqui e di non sapere cosa ci sarà all’ordine del giorno, dopo che Trump ha suggerito che i colloqui potrebbero svolgersi questa settimana.

“In questo momento stiamo cercando una risposta a questa domanda: assisteremo alla ripetizione di un atto di aggressione mentre siamo impegnati nel dialogo?”, ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti devono essere “abbastanza chiari su questa questione molto importante” e “su cosa ci offriranno per creare la fiducia necessaria per un tale dialogo”.Takht-Ravanchi ha affermato inoltre che l’Iran “insisterà” per poter arricchire l’uranio per quelli che definisce scopi pacifici, respingendo le accuse secondo cui Teheran si starebbe segretamente muovendo verso lo sviluppo di una bomba nucleare.

Seconco il vice ministro, all’Iran è stato “negato l’accesso al materiale nucleare” per il suo programma di ricerca: quindi – ha aggiunto – è necessario “fare affidamento su noi stessi”.

“Il livello di tale arricchimento può essere discusso, la capacità può essere discussa, ma dire che non si dovrebbe avere arricchimento, che si dovrebbe avere arricchimento zero, e che se non si è d’accordo, si bombarda, questa è la legge della giungla”, ha affermato il viceministro degli Esteri.

Dazi, il Canada revoca la digital tax alle aziende Usa per accordo con Trump

Roma, 30 giu. (askanews) – Il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riprenderanno i colloqui commerciali, con l’obiettivo di raggiungere un accordo tra i due Paesi entro il 21 luglio. Lo ha riferito il ministero delle Finanze canadese, aggiungendo che è stata presa la decisione di cancellare la tassa sui servizi digitali per le aziende tecnologiche americane, nel tentativo di far progredire i colloqui commerciali con Washington.

“Per sostenere tali negoziati, il Ministro delle Finanze e del Reddito Nazionale, l’Onorevole François-Philippe Champagne, ha annunciato oggi che il Canada abrogherà la tassa sui servizi digitali (DST) in previsione di un accordo commerciale globale reciprocamente vantaggioso con gli Stati Uniti”, si legge in una dichiarazione.

“In linea con questa decisione, il Primo Ministro Carney e il Presidente Trump hanno concordato che le parti riprenderanno i negoziati al fine di raggiungere un accordo entro il 21 luglio 2025”, si aggiunge.

Usa di Trump, diritto e rovescio

Accade che qualche giorno fa una madre e un figlio siano stati arrestati negli Stati Uniti dopo l’udienza del tribunale di Los Angeles per la convalida dello status di rifugiato.

È prassi corrente che gli agenti federali si appostino fuori dai tribunali per beccare facilmente i clandestini che vanno davanti al giudice nella speranza di mettersi a posto con la legge. Nello specifico, oltre alla madre honduregna, sono stati arrestati anche i due figli di 9 e 6 anni, e tutti sono stati poi portati in un centro di detenzione.

Ricorre il caso che il più piccolo soffra di leucemia e che, alla pomposa esibizione della pistola da parte dei “gringos”, se la sia fatta addosso per la paura, restando inzuppato per chissà quanto tempo, oltre a essere a corto – ed a secco – di medicine.

Sangue bianco, sangue freddo

La leucemia denuncia un “sangue bianco”, un eccesso di bianco, un lindore che pure ai tutori dell’ordine non dovrebbe dare fastidio. Quella malattia, come è noto, può manifestarsi in forma acuta, subacuta o cronica.

Ciò che è certo è che gli uomini della legge non abbiano brillato di acume nell’agire mostrando, risoluti, gli aculei da sparo anche quando non era necessario; ma ormai il guaio è fatto.

Forse non hanno tenuto conto dell’antica distinzione tra sangue sottile e sangue denso e, senza pensarci troppo sopra, non ci sono andati appunto per il sottile: hanno voluto andare al sodo, senza troppi preamboli di delicatezza.

Avranno pensato che in quella famiglia di irregolari corresse sangue caldo e quindi fosse opportuno tirare fuori, potenzialmente, anche un bazooka. Dunque, hanno agito con il sangue freddo richiesto per l’occasione.

Il corpo vulnerabile e il potere cieco

Sembra che ai primordi della medicina, la teoria umorale di Ippocrate di Coo prevedesse che il sangue facesse squadra con il flegma, la bile gialla e quella nera.

Così che all’umore del sangue corrispondeva un temperamento sanguigno; alla bile gialla, un carattere collerico; con la bile nera si era malinconici, mentre si era flemmatici a causa del flegma.

Non è chiaro quale sia adesso l’umore del piccolo recluso. Comunque stiano le cose, gli si è raggelato il sangue, il suo tessuto connettivo si è fatto di ghiaccio e, per la paura, si è fatto la pipì addosso.

I suoi globuli rossi sono di colpo impalliditi, quelli bianchi si sono arresi all’invasione dei transformers che improvvisamente li insidiavano, e le piastrine avevano atroci sensi di colpa per essere additate da impiastri dalla società del buon ordine.

Il diritto alla delicatezza

L’Honduras è il paese della profondità delle acque. La gente di quel posto è abituata a perdersi negli abissi delle strade del mondo per non farsi trovare e per mettere radici nascoste lì dove non spetta accoglienza.

Non importa che, secondo Goethe, il loro “succo particolare” sia secondo i canoni o, al contrario, pallido e bianchiccio e avrebbe quindi bisogno di una sistemata, di una pennellata di colore fiammante.

Nei centri di detenzione si accolgono quelli a cui non spetta un diritto perché fuori dalle regole stabilite, ed è giusto così. Dovrebbe, in ogni caso, guardarsi con attenzione all’uso del potere.

Detenere indica un possesso e un mantenimento. Vi si accompagna comunque un sostenere: non solo il proprio diritto, ma anche chi versa in difficoltà o è in una situazione di debolezza.

A quel bambino balbetterà chissà per quanto tempo un sangue già in crisi, che si incrocerà con la pipì che tenterà di ungerlo per sbloccarne i meccanismi. Corre voce che i bimbi siano sacri, e si resta in attesa di chi se lo ricordi.

Il ritorno del brigantaggio nella coscienza nazionale

Un rinnovato interesse storiografico

Negli ultimi anni, la storiografia sul brigantaggio postunitario ha attraversato una fase di profondo rinnovamento, alimentata sia da un avanzamento delle ricerche accademiche, sia da una crescente attenzione pubblica al tema, innescata anche dal dibattito sul ruolo del Mezzogiorno nell’Unità d’Italia. Il fenomeno del brigantaggio, per lungo tempo relegato tra le pieghe di una narrazione nazionale semplificata, è stato gradualmente restituito alla sua complessità storica, sociale e politica, diventando terreno fertile per la rilettura critica della costruzione dello Stato unitario.

L’anniversario del 150° dell’Unità d’Italia (2011) ha rappresentato una tappa significativa di questo processo, aprendo spazi di confronto ma anche tensioni interpretative. Accanto alla ricerca storiografica più rigorosa, si è sviluppato un discorso pubblico fortemente divaricato: da una parte, posizioni nostalgiche e rivendicative, che hanno alimentato una “controstoria” del Risorgimento centrata su un paradigma vittimario del Sud; dall’altra, letture storiche più articolate, che hanno messo in luce il carattere plurale del brigantaggio e la sua collocazione in un contesto di guerra civile e di crisi del modello statuale preunitario.

Risorgimento e brigantaggio: un conflitto dentro l’unificazione

In questo rinnovato panorama interpretativo, la storiografia ha compiuto passi significativi. Franco Molfese, autore del fondamentale Storia del brigantaggio dopo l’Unità (1964), restauna figura centrale negli studi sul brigantaggio meridionale. Il suo lavoro ha contribuito a inquadrare il fenomeno come una forma di protesta sociale, legata alla mancata riforma agraria – secondo un’impostazione in parte influenzata da Gramsci – e alle profonde delusioni delle masse contadine. In una fase successiva, storici come Piero Bevilacqua, Salvatore Lupo, Paolo Macry, Carmine Pinto e altri studiosi hanno posto l’accento sulla dimensione politica e ideologica del fenomeno. In questa prospettiva, la rivoluzione nazionale avrebbe rappresentato il momento di rottura che innescò una reazione controrivoluzionaria, assumendo i contorni di una guerra civile. Il cosiddetto “grande brigantaggio” è stato così interpretato non solo come esito della crisi del Regno delle Due Sicilie – legata all’immobilismo di Ferdinando II, ai limiti della sua classe dirigente, alla debolezza interna e all’isolamento sul piano internazionale – ma anche come una reazione articolata al progetto di unificazione nazionale, in cui confluirono resistenze sociali, istanze legittimiste, interessi locali e tensioni religiose. Un discorso a parte merita, infine, la Sicilia, le cui élite si schierarono in larga parte a favore del nuovo Stato, segnando una traiettoria differente rispetto ad altre province meridionali.

Dalla propaganda borbonica alla memoria identitaria

Nel biennio 1861-1863, con l’offensiva delle bande armate e l’istituzione della Commissione d’inchiesta parlamentare, si assiste a una radicalizzazione dello scontro: i Borbone, pur in esilio, alimentano un vasto movimento clandestino, sostenuto da settori del clero, da esponenti dell’aristocrazia e da alcune aree dell’apparato militare. In questo contesto, si afferma una propaganda reazionaria che contrappone il “mito del Regno felice” all’idea di una “piemontesizzazione” del Sud, veicolando una memoria della sconfitta che ancora oggi trova eco in molte narrazioni identitarie.

Questo repertorio discorsivo si è radicato in ambiti eterogenei: dalla memorialistica popolare alla pubblicistica, dalla produzione letteraria a quella cinematografica. La rete e i social media hanno avuto un ruolo centrale nell’amplificare voci alternative e spesso semplificatorie, in cui la storia viene riletta alla luce di un presente segnato da profonde disuguaglianze territoriali. Si fa leva su una sensibilità diffusa che interpreta il passato come chiave per comprendere le fratture ancora vive tra Nord e Sud.

Una storia contesa: il brigantaggio tra revisionismi e ricerca storica

Lungo l’ampio dibattito sul brigantaggio e sulla questione meridionale, emerge con chiarezza una faglia profonda che attraversa l’Italia: una frattura che tende ad allargarsi nei momenti di crisi politica e identitaria, come oggi, quando anche i media rilanciano l’attenzione sul brigantaggio. Ne deriva una rivisitazione del tema, talvolta in chiave revisionista, condizionata dalla crisi dei grandi partiti di massa e dal ritorno di interpretazioni ideologiche del passato.

Tuttavia, è sul versante della ricerca storica che si è avviato un processo più profondo di revisione critica. Una nuova generazione di studiosi ha adottato approcci interdisciplinari e ha valorizzato l’uso delle fonti. Si è così affermata una lettura che mette in evidenza come la monarchia borbonica tentasse di strumentalizzare il dissenso, trasformando il brigantaggio in uno strumento politico funzionale alla propaganda legittimista. A differenza dei Savoia – che seppero affidarsi a consiglieri moderni come Cavour – i Borbone rimasero ancorati a posizioni di retroguardia, incapaci di cogliere la soluzione costituzionale e di interpretare i segni della modernità.

Il Mezzogiorno e la costruzione della nazione

L’attuale centralità del brigantaggio nel dibattito pubblico riflette la permanenza di una frattura irrisolta nella memoria nazionale. Il tema continua a suscitare interrogativi sul significato della nazione, sulla narrazione della sua costruzione e sul ruolo che il Mezzogiorno ha avuto – e ha – in questo processo. Il volume di Carmine Pinto La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870, è considerato un’opera di riferimento per comprendere il brigantaggio come conflitto civile interno al processo di unificazione, inquadrato nel più ampio contesto europeo dell’Ottocento. Come scrive Pinto: «La prima guerra italiana si combatté nel Mezzogiorno», e fu un conflitto che vide opporsi non soltanto eserciti e bande, ma due visioni del mondo: da un lato, un assolutismo in declino ma ancora radicato nella tradizione e nella religione; dall’altro, un’idea di Stato liberale e costituzionale, spesso incapace però di cogliere le specificità territoriali e culturali del Sud.

In questo senso, lo studio del brigantaggio non è solo una ricostruzione del passato, ma un esercizio critico per comprendere le radici profonde della storia italiana. Un banco di prova per la storiografia e per la maturità del discorso pubblico nel misurarsi con i conflitti della modernità e le narrazioni che ne derivano.

Contro l’illusione dell’ordine perfetto: una critica del conservatorismo

[…] Solo nei casi apparentemente più semplici siamo in grado di dimostrare come le azioni libere dei singoli individui possano generare un ideale di ordine che non rispetti le loro intenzioni; un esempio di questo genere consisterebbe, secondo Hayek, nel modo in cui si formano i sentieri in una zona disabitata e accidentata. I movimenti umani in quella zona tendono a conformarsi a un modello ben definito che, pur essendo il risultato di decisioni deliberatamente prese da molte persone, non è stato consapevolmente progettato da nessuno.

Tornando alle domande iniziali, appare evidente che, per il sottoscritto, definirsi conservatore non significa nulla in sé, non rilevando nulla di particolarmente significativo del presente che meriti di essere conservato, almeno così com’è, in maniera statica. In secondo luogo, non credendo che la realtà possa essere divisa in maniera manicheistica in bene e in male, sono altresì consapevole del fatto che bene e male sono intrinsecamente intrecciati e che ogni tentativo di epurare definitivamente il male dalla storia fallisce miseramente, importando sempre nuovi mali contro cui vale la pena combattere; la civitas Dei e la civitas hominum sono le due disposizioni che albergano nel cuore di ciascuno e pretendere di instaurare un ordine politico, economico e culturale che abbia definitivamente sconfitto il male è solo l’ultima delle tentazioni del serpente: eritis sicut Deus scientes bonum et malum. Infine, a mo’ di corollario, ritengo che non si disponga di alcun apparato che ci consenta di conoscere il verso della storia e penso seriamente che tale verso non esista nella storia, ma che riposi nelle scelte di ciascuna persona; in caso contrario, la presunta necessità storica finirebbe per negare la concreta libertà umana che ritengo sia l’unica ragione per la quale valga la pena vivere.

Dunque, concordo con Breschi quando afferma che il conservatore che ragionasse così sarebbe meramente speculare al progressista: «Sarebbe uno che afferma che ieri è sempre meglio di oggi». In tal senso, non sono un conservatore poiché non ritengo che si possa mai dire “hic manebimus optime. Innanzitutto, non esiste un qui, dal momento che il tempo è dinamico e, nell’istante stesso in cui pronuncio l’avverbio, dovrei già aggiornare la posizione; ma non esiste neppure uno stare, perché la nostra condizione nel mondo avviene nel tempo e, con il tempo, condivide la dimensione dinamica; infine, non esiste un ottimo, dal momento che la realtà è sempre un “bona mixta malis”.

Per leggere l’articolo completo

https://lisandermag.substack.com/p/perche-non-sono-un-conservatore-ragioni?sfnsn=scwspwa

Padel, Rubio e Ruiz conquistano il Fip Silver Palermo

Roma, 29 giu. (askanews) – Si è chiusa con numeri da record la FIP Silver Mediolanum Padel Cup al Country Time Club di Mondello. Oltre tremila spettatori – si legge in una nota – hanno seguito il torneo che ha visto in campo 140 giocatori suddivisi in 70 coppie, tra cui più di venti atleti della top 100 mondiale e numerosi giovani talenti italiani tra cui le stelle internazionali Alex “Captain America” Ruiz e l’ex numero uno del mondo Maxi Sanchez, grandi favoriti della vigilia.

Nella finale maschile ad avere la meglio sono stati però Javi Ruiz e Gonzalo Rubio, che si sono imposti con un netto 6-2 6-3, sorprendendo gli avversari. A fine gara Maxi Sanchez ha riconosciuto la superiorità degli avversari: “Hanno giocato una partita fantastica e meritato di vincere”, mentre Ruiz ha ringraziato il pubblico per l’accoglienza ricevuta a Palermo. Tra le donne, protagonista assoluta Giulia Dal Pozzo, 20 anni, che insieme alla spagnola Anna Ortiz ha conquistato il titolo femminile. La coppia, già vincitrice di tre tornei nel circuito CUPRA FIP Tour su quattro disputati in coppia, ha dominato la finale contro le fortissime spagnole Sofia Saiz Vallejo e Marina Lobo con il punteggio di 6-3 6-1 in poco più di un’ora. Dal Pozzo, 20 anni, ha commentato con emozione il successo: “Ringrazio questo pubblico meraviglioso che ci ha sostenuto, abbiamo sentito il calore in campo”.

La giocatrice, uno dei talenti più promettenti della New Wave italiana del padel al femminile, pensa già ai prossimi impegni: la prossima settimana sarà al FIP Silver di Treviso con la nuova compagna Xenia Clasca.

Show Achille Lauro per la prima data al Circo Massimo

Roma, 29 giu. (askanews) – Achille Lauro infiamma il Circo Massimo di Roma nella prima delle due date – sold out – del tour nella Capitale. L’artista – davanti a 14mila fan – ha aperto il concerto con il brano “Amor”, una dedica alla città di Roma, per poi proseguire sulle note di Bam Bam Twist, passando per i grandi successi, fino a Amore disperato, Rolls Royce e Incoscienti giovani. “Buonasera Roma, sei pronta alla tua notte? Finalmente a casa!”, ha detto aprendo lo show.

Al Circo Massimo la protagonita resta la musica: 29 brani in scaletta che condensano le diverse anime dell’artista in cinque momenti scanditi da altrettanti look sia classici che rock.

Sul palco con lui un’inedita formazione che vede la fusione della band (Daniele Nelli – chitarra, Marco Lanciotti – batteria, Gregorio Calculli – pianoforte,Nicola Iazzi – basso, Riccardo Castelli – chitarra,Mattia Tedesco – chitarra), di 40 musicisti tra fiati, archi, cori, percussioni e l’accompagnamento, in alcuni brani, della cantante lirica Valentina Gargano.

Seconda data il primo luglio, quando saranno in 18mila.

Formula1, Norris trionfa in Austria. Doppietta Mclaren, Leclerc terzo

Roma, 29 giu. (askanews) – Lando Norris è il re del Gran Premio d’Austria 2025. Il pilota britannico della McLaren ha conquistato una vittoria spettacolare e combattuta, portando a casa una doppietta per il team di Woking con Oscar Piastri che si è assicurato il secondo posto. Il podio è stato completato da Charles Leclerc su Ferrari, in una gara ricca di colpi di scena fin dal primo giro. L’atmosfera era elettrica al Red Bull Ring, ma la tensione è esplosa subito dopo lo spegnimento dei semafori. Una partenza fulminante di Norris e Piastri ha visto l’australiano scavalcare Leclerc per la seconda posizione. Tuttavia, l’attenzione si è subito spostata al contatto tra Max Verstappen (Red Bull) e Kimi Antonelli (Mercedes) al primo giro. L’incidente, causato probabilmente da un bloccaggio dell’asse anteriore della Mercedes, ha messo fuori gioco entrambi i piloti, costringendo la Direzione Gara a schierare immediatamente la Safety Car. Verstappen, che non si ritirava per incidente da 86 Gran Premi (l’ultima volta a Monza nel 2021), ha visto la sua gara finire prematuramente. Alla ripartenza, con Norris al comando, la gara si è trasformata in una battaglia interna tra le due McLaren. Piastri ha messo sotto pressione il compagno di squadra, con un duello ruota a ruota al giro 11 che ha tenuto tutti col fiato sospeso. Norris è riuscito a mantenere la posizione, ma la sfida è rimasta aperta per gran parte della corsa. Nel frattempo, la Ferrari di Leclerc ha mantenuto la terza posizione, cercando di tenere il passo delle scatenate McLaren. Diversi pit-stop hanno rimescolato le carte a metà gara: Piastri è rientrato ai box al giro 25, seguito da Leclerc al giro 26 e Norris al giro 53, con quest’ultimo che ha ripreso la testa del GP dopo la sosta di Piastri. La gara non è stata esente da altri momenti di tensione. Al giro 31, un contatto tra Tsunoda e Colapinto ha portato a un’investigazione e una penalità di 10 secondi per il pilota giapponese. Anche Colapinto è stato investigato per una manovra pericolosa su Piastri al giro 55, ricevendo una penalità di 5 secondi. Da segnalare anche il ritiro di Albon al giro 16. Negli ultimi giri, Piastri ha cercato di ricucire il gap su Norris, arrivando a 1.8 secondi dal leader. Nonostante un piccolo danno all’ala anteriore della sua monoposto, Norris ha mantenuto un ritmo impeccabile, resistendo agli attacchi del compagno di squadra. Al giro 70, l’ultimo passaggio, Norris ha tagliato il traguardo in testa, conquistando una meritata vittoria e sigillando una giornata trionfale per la McLaren. Ottima la gara anche di Bortoleto, che ha conquistato punti diventando il più giovane brasiliano a farlo nella storia della Formula 1. Prossimo appuntamento il 6 luglio a Silverstone.

MotoGp, Bagnaia in agrodolce: "Il terzo posto è il massimo"

Roma, 29 giu. (askanews) – Pecco Bagnaia chiude terzo nel GP d’Olanda di MotoGP, un risultato che non lo soddisfa pienamente: “Un po’ agrodolce perché potevo fare di più e ho avuto difficoltà, il passo non era male e ho cercato di chiudere il distacco dai primi, ma non ci sono riuscito. Il terzo posto è il massimo che potevo fare. Bisogna prendere le cose positive di questo weekend e continuare così”, dice.

“Per me, che voglio sempre di più, accetto un terzo posto come quello di Aragon rispetto a quello di oggi. Perché eravamo più veloci e forti, e io non riesco a spingere come vorrei. Sono entrato in gara troppo tardi, mi devo prendere troppi rischi per avvicinarmi a quelli davanti e la situazione è complicata. La moto è complicata, ma dobbiamo lavorare per fare passi avanti”.

Sui motivi delle difficoltà: “La moto mi limita nella staccata in ingresso, poi durante la gara sono veloce ma mi mancano i primi giri di gara perché nei primi tre sono sempre competitivo, poi ho il drop e poi torno a essere forte. Il passo c’era, qua addirittura ho pensato di vincere anche se non riesco a dimostrarlo. Do tutto, in ogni situazione, ma non ne veniamo a capo”. Un passo indietro rispetto all’anno scorso: “La pista era uguale, le gomme pure, ma è la moto che non ci permette di fare quello che dobbiamo. Anche Marc era in difficoltà, ha vinto perché riesce a guidare meglio nonostante i problemi. La moto è nervosa e ne ha poco, stiamo cercando di analizzare per capire e tornare a fare il ritmo dello scorso anno”.

Matteo Bocelli annuncia il nuovo album Falling in Love

Milano, 29 giu. (askanews) – Matteo Bocelli annuncia a sorpresa il nuovo album, Falling in Love che sarà disponibile dal prossimo 12 settembre e in pre-order da oggi, 25 giugno per Decca Records / Verve Music / Republic Records (https://emirecordsitaly.lnk.to/fallinginlove).

Con questo secondo progetto discografico l’artista si conferma a tutti gli effetti come la nuova voce dell’adult pop globale.

E insieme all’annuncio della release, è uscito anche il primo singolo To Get To Love You, scritto insieme a Amy Wadge (cantautrice vincitrice di un Grammy Award con Ed Sheeran per Thinking Out Loud), una ballad struggente ispirata dalla melodia de La Leçon Particulière, iconico film di Michel Boisrond del 1968.

«Essere un Bocelli è sia un privilegio che una responsabilità» – ha detto Matteo Bocelli – «Non ho mai voluto fuggire dall’incredibile eredità di mio padre, ma vorrei che il mio pubblico ascoltasse la mia voce, le mie emozioni e la mia idea di amore», confermando la volontà di tracciare un proprio percorso artistico, autentico e personale.

Falling in Love è un album autobiografico, ricco al tempo stesso di romanticismo e vulnerabilità, con brani passionali come Amnesia d’amore (Petretta, Catitti e Bocelli) e ballate pop come If I Can’t Have You. Ogni traccia combina la potenza della tradizione classica con il racconto moderno, grazie al lavoro di scrittura fatto in prima linea da Matteo stesso, che ha co-scritto tutte le canzoni con autori di fama internazionale come Amy Wadge (Ed Sheeran), Toby Gad (Beyoncé, John Legend), Martin Terefe (Jason Mraz, James Morrison), Iain Archer (Snow Patrol, Jake Bugg) e Johan Carlsson (Ariana Grande, Maroon 5), o Petrella.

Dopo aver terminato il suo primo world tour tutto sold out nei teatri di tutto il mondo, e l’esibizione da protagonista al suo primo Teatro del Silenzio, attesa per il 24 luglio, Matteo presenterà il suo disco in un mini tour mondiale partendo da New York l’11 Settembre, Los Angeles il 16 Settembre, per poi seguire ad Ottobre in Lituania, Estonia, Finlandia, Polonia, Svezia, Danimarca, Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra, Irlanda e Portogallo.

Questa la tracklist completa di “Falling in love”:

1. To Get to Love You 2. Falling in Love 3. Mi Historia Entre Tus Dedos 4. Love Like This 5. Loving You 6. Glimpse of Happiness 7. Naive 8. If I Can’t Have You 9. Amnesia d’amore 10. Angel in Disguise 11. Caruso

MotoGp, Marquez trionfa ad Assen ed eguaglia Agostini

Roma, 29 giu. (askanews) – Marc Marquez conquista il Gp di Assen al termine di una gara al cardiopalma. Lo spagnolo consolida ulteriormente la sua leadership nel mondiale. Una gara ricca di emozioni, sorpassi mozzafiato e un finale al fulmicotone che ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo metro. Per lo spagnolo 68ª vittoria nella top class, eguagliando il leggendario Giacomo Agostini. Un risultato che lo proietta sempre più nella storia del motociclismo. Secondo un fantastico Bezzecchi che prova fino alla fine, ma invano, di attaccare il leader del mondiale. Il podio è completato da un combattivo Pecco Bagnaia al terzo posto, che ha saputo stringere i denti e portare a casa punti importanti per il campionato. Negli ultimi giri tensione palpabile. Bezzecchi è incollato agli scarichi di Marquez, l’ultimo giro è spettacolo puro, con il pilota italiano che tenta il tutto per tutto per superare il campione spagnolo. Nonostante gli sforzi e una gara da incorniciare, Bezzecchi si deve accontentare di una meritatissima seconda posizione. In classifica mondiale Marc Marquez guida con 307 punti davanti al fratello Alex (239), Bagnaia (181) e Morbidelli (139).

Enav: l’avaria dei radar dovuta a connettività gestita da Tim. Sempre garantita sicurezza traffico aereo

Milano, 29 giu. (askanews) – L’avaria di ieri sera al sistema di trasmissione dati radar presso il Centro di Controllo d’Area (Acc) di Milano, responsabile della gestione del traffico aereo sul nord ovest d’Italia “ha riguardato la connettività che consente l’afflusso dei dati radar alla sala operativa e che è garantita da un fornitore esterno di telecomunicazioni, ovvero Tim”. La precisazione arriva dall’Enav (Ente nazionale per l’assistenza al volo) che sottolinea: “L’avaria ha interessato sia il collegamento principale sia quello di riserva della rete operativa Enet, che collega in modo ridondato tutti i siti Enav. Le altre componenti della rete – comprese quelle relative a voce, dati di volo, informazioni meteo e Notam – hanno continuato a funzionare regolarmente, così come i sistemi di elaborazione e presentazione dell’Acc”.

Il guasto avvenuto ieri sera al sistema di trasmissione dati radar presso il Centro di Controllo d’Area (Acc) di Milano, responsabile della gestione del traffico aereo sul nord ovest d’Italia “pur avendo avuto origine da cause esterne, è stato gestito con efficacia e tempestività, limitando al minimo l’impatto operativo e garantendo la sicurezza del traffico aereo in ogni fase”. Lo sottolinea l’Enav che in una nota precisa di aver “attivato immediatamente il proprio sistema di emergenza basato su connettività satellitare, gestito da un provider alternativo. Questo sistema, pur offrendo prestazioni ridotte, è stato fondamentale per garantire la gestione sicura dei voli già presenti nello spazio aereo italiano al momento dell’evento”.

“Parlare di vulnerabilità del sistema di controllo è da irresponsabili o, nella migliore delle ipotesi, da chi ignora la materia cercando la sola strumentalizzazione”. Così l’Amministratore Delegato dell’Enav, Pasqualino Monti, fa il punto sull’avaria al sistema di trasmissione dati radar presso il Centro di Controllo d’Area (Acc) di Milano che ieri sera ha portato a un blocco temporaneo
del traffico aereo sul nord ovest d’Italia. “Siamo un’azienda che offre un servizio strategico e delicato e per questa ragione utilizziamo le migliori tecnologie e i migliori professionisti di cui si possa disporre – sottolinea Monti -. Ciò ci rende indiscutibilmente il miglior Service Provider Europeo”.

Caldo verso nuovi record: fino a 40 gradi a Roma, Milano, Napoli e Firenze

Milano, 29 giu. (askanews) – L’Anticiclone Pluto non molla la presa sull’Italia; anzi, nei prossimi giorni è prevista un’ulteriore pulsazione che farà aumentare le temperature fino a 38-40°C in molte delle nostre città almeno per tutta la prima parte di Luglio.

Antonio Sanò, fondatore del sito iLMeteo.it, conferma la fase meteo climatica anomala in arrivo con valori termici di circa 7-8°C in più rispetto a quanto ci si aspetterebbe in questo periodo; altro che Estate mediterranea, sembrerà di essere ai Tropici.

Le previsioni meteorologiche indicano che anche la prossima settimana sarà caratterizzata da un caldo eccezionale in Italia, associato all’anticiclone africano Pluto, guardiano del quarto cerchio infernale della Divina Commedia. Questa vastissima area di alta pressione abbraccerà tutta l’Europa, dalla Penisola Iberica, alle Isole Britanniche fino al cuore del continente. Il nostro Paese si troverà proprio nel mezzo di questo campo anticiclonico e, oltre al tanto sole, dovremo fare i conti con temperature da record, anche peggio della famigerata estate del 2003.

A Milano per esempio il termometro potrebbe superare i 37-38°C per 5 giorni di seguito, un evento senza precedenti nella storia climatica della città! Stesso discorso anche per Firenze, Roma e Napoli; inoltre sulle basse pianure del Nord e nelle zone interne del Centro si potrebbero toccare punte di 39-40°C durante le ore più calde.

Il caldo non darà tregua nemmeno dopo il tramonto: aspettiamoci infatti le cosiddette “notti tropicali”. In ambito climatologico ed epidemiologico (effetti delle temperature sulla salute), questo termine ha un significato ben preciso: è un indicatore climatico che identifica le notti con temperatura minima maggiore di 20°C. È un valore internazionale definito dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), serve per monitorare i cambiamenti climatici in atto. Ebbene per tutta la prossima settimana i valori termici faticheranno a scendere sotto i 25/28°C specie nelle grandi città dove il mix tra temperature e umidità renderà il disagio fisico maggiore. In alcune zone si registreranno temperature minime percepite intorno ai 30°C persino durante la notte.

Da segnalare solamente il rischio di temporali (martedì 1 e venerdì 4 luglio) sulle zone alpine, in locale sconfinamento fin verso le pianure di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con tutto il calore accumulato il rischio sarà, ancora una volta, quello degli eventi meteo estremi come nubifragi e grandinate di grosse dimensioni.

“Faremo sicuramente la nostra parte nel momento in cui avremo una prospettiva più definita”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, parlando in un’intervista a La Stampa di quello che sarà il sostegno del governo ai settori più colpiti da un eventuale accordo sui dazi con gli Usa. “Trovare un’intesa tra Washington e Bruxelles entro il 9 luglio è fondamentale”, afferma Foti, perché “da troppo tempo navighiamo nell’incertezza e nessuno, né l’Ue né gli Usa, riesce a offrire un quadro chiaro ai propri operatori economici: questo danneggia il mercato di entrambi i Paesi”.

Il Senato Usa approva la legge di bilancio di Trump. Musk: suicidio politico per i Repubblicani

Roma, 29 giu. (askanews) – Con 51 voti a favore e 49 contrari il Senato degli Stati Uniti ha approvato la legge di bilancio voluta dal presidente Donald Trump: è quanto riporta la Nbc.

Il provvedimento prevede dei tagli alle spese federali ma anche delle generose esenzioni fiscali, motivo per cui la Commissione Bilancio del Congresso ha avvertito che sia il deficit che il debito sono destinati a crescere.

Per questo motivo il “Big beautiful bill” voluto da Trump ha incontrato l’ostilità non solo dei Democratici ma anche di non pochi esponenti e sostenitori Repubblicani che ne hanno di fatto ritardato l’adozione in Senato.

Il commento di Elon Musk, sul suo profilo di X, non si è fatto attendere: è il “suicidio politico” del partito Repubblicano, ha scritto. I sondaggi mostrano che questa legge è un suicidio politico per il Partito Repubblicano”, scrive Musk che allega le rilevazioni secondo cui la maggior parte dei cittadini statunitensi intervistati ritiene che il disegno di legge di Trump non farà che aumentare il deficit di bilancio.

Lo stesso Musk aveva fatto notare in precedenza che il deficit di bilancio degli Stati Uniti avrebbe raggiunto i 25mila miliardi di dollari, un debito insostenibile.

Il Papa: il mondo è lacerato, serve unità e la comunione di tutte le Chiese

Milano, 29 giu. (askanews) – “Oggi è la grande festa della Chiesa di Roma, generata dalla testimonianza degli Apostoli Pietro e Paolo e fecondata dal loro sangue e da quello di molti altri martiri. Anche ai nostri giorni, in tutto il mondo, vi sono cristiani che il Vangelo rende generosi e audaci persino a prezzo della vita. Esiste così un ecumenismo del sangue, una invisibile e profonda unità fra le Chiese cristiane, che pure non vivono ancora tra loro la comunione piena e visibile. Voglio pertanto confermare in questa festa solenne che il mio servizio episcopale è servizio all’unità e che la Chiesa di Roma è impegnata dal sangue dei Santi Pietro e Paolo a promuovere la comunione tra tutte le Chiese”. Lo ha detto Papa Leone XIV affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano prima della recita del l’Angelus davanti a fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

“L’unità nella Chiesa e fra le Chiese, sorelle e fratelli, si nutre di perdono e di reciproca fiducia. A cominciare dalle nostre famiglie e dalle nostre comunità”, ha sottolineato ancora il Pontefice che poi ha aggiunto: “Gli Apostoli Pietro e Paolo, insieme con la Vergine Maria, intercedano per noi, affinché in questo mondo lacerato la Chiesa sia casa e scuola di comunione”.

Massiccio attacco russo: droni e missili sull’Ucraina. Mosca: le sanzioni non ci costringeranno a trattare

Roma, 29 giu. (askanews) – Massiccio attacco russo sull’Ucraina, colpito tutto il territorio con 477 droni, la maggior parte Shahed russo-iraniani, 60 missili, colpiti anche edifici residenziali. E’ il bilancio di un’altra notte di guerra che fa il presidente ucraino su X, sottolineando che “i servizi di emergenza stanno intervenendo ovunque sia necessario”. Zelensky informa anche della morte di un pilota ucraino: “Tragicamente, mentre respingeva l’attacco, il nostro pilota di F-16, Maksym Ustymenko, è morto. Oggi ha distrutto 7 obiettivi aerei. Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi commilitoni. L’aviazione ucraina sta eroicamente proteggendo i nostri cieli. Sono grato a tutti coloro che stanno difendendo l’Ucraina”. “Mosca – ricorda il presidente ucraino – non si fermerà finché avrà la capacità di lanciare attacchi massicci. Solo questa settimana, sono stati lanciati più di 114 missili, oltre 1.270 droni e quasi 1.100 bombe plananti. Putin ha deciso molto tempo fa che avrebbe continuato a fare la guerra, nonostante gli appelli mondiali alla pace. Questa guerra deve finire: è necessaria una pressione sull’aggressore, così come la protezione”. “L’Ucraina – ribadisce Zelensky – deve rafforzare la sua difesa aerea, lo strumento che meglio protegge le vite umane”, ovvero i sistemi antimissile americani, “che siamo pronti ad acquistare”. “Contiamo sulla leadership, sulla volontà politica e sul sostegno degli Stati Uniti, dell’Europa e di tutti i nostri partner. Ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando”. Dal canto suo Mosca avverte che la Russia non può essere costretta al tavolo delle trattative con la forza o altre pressioni ma “solo con la logica e l’argomentazione”: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Commentando il 18esimo pacchetto di sanzioni approvato dall’Unione Europea, Peskov ha inoltre criticato l’arma delle sanzioni, che a suo dire arrecano maggiori danni a chi le adotta che non al loro obbiettivo.

“Quanto più grave è un pacchetto di sanzioni, cosa che consideriamo illegale, tanto più gravi sono le conseguenze per loro… Dopotutto, si tratta di un’arma a doppio taglio”, ha concluso. “Occidente non può sconfiggere strategicamente la Russia “Scontro senza precedenti” Stessa linea il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo il quale l’Occidente sta iniziando a capire di non essere in grado di infliggere una sconfitta strategica alla Russia: “Abbiamo legami molto stretti in tutti i settori, e sono di particolare importanza, soprattutto nell’attuale situazione internazionale molto difficile e radicalmente mutata, in cui assistiamo a uno scontro senza precedenti tra il nostro Paese e l’Occidente collettivo, che ha deciso ancora una volta di muoverci guerra e infliggere una sconfitta strategica alla Russia, usando il regime nazista di Kiev come ariete. L’Occidente non è mai stato in grado di farlo, e neanche questa volta non funzionerà. Probabilmente stanno iniziando a capirlo”, ha concluso.

"Felini" è il nuovo brano di Venerus con Marco Castello

Milano, 29 giu. (askanews) – “Felini” è il nuovo brano di Venerus con Marco Castello, disponibile da venerdì 4 luglio su tutte le piattaforme digitali per Asian Fake / Emi Records.

A distanza di quasi due anni dalla pubblicazione del suo ultimo album “Il Segreto” e dopo l’uscita del singolo “Ti Penso”, Venerus, tra le voci più visionarie della scena italiana, torna con un brano che profuma d’estate e salsedine, accompagnato dal cantautore e polistrumentista Marco Castello.

In “Felini” lo sciabordio delle onde del mare entra nella traccia insieme alle voci degli artisti e agli accordi della chitarra, registrati in presa diretta su una spiaggia di Ortigia. “Felini” è un piccolo incantesimo: la fotografia sonora di un’estate mediterranea, intima e vibrante, che celebra la semplicità e l’autenticità del gesto musicale condiviso, un brano che racconta la poesia di un momento.

“Felini è una canzone che è nata a un passo dal mare, e lì ha voluto restarci. Conosco Marco da qualche anno, attraverso la sua musica, e poi siamo diventati molto amici. Tutto è nato dal riconoscersi, e dal volersi bene. Siamo tornati in Sicilia e Sili ha registrato me e Marco che suonavamo la canzone in riva al mare, in una spiaggia vicino Ortigia. Pietro, seduto dietro di noi, sussurrava col flauto sulle nostre note. Niente di più, niente di meno. La magia di una storia, e dei pochi suoni che le rendevano giustizia.”

Venerus è atteso in diversi appuntamenti live questa estate, a seguire il calendario in aggiornamento: 17 luglio – longlake festival – Lugano 24 luglio – riverock festival – Assisi (pg) 25 luglio – polifonic festival – Fasano (br) 03 agosto – sottosopra festival – Castelfranco veneto 21 agosto – factory area festival – Catanzaro 22 agosto – transumare festival – Pineto (te)

Il linguaggio come opera totale, Barbara Kruger al Guggenheim Bilbao

Bilbao, 29 giu. (askanews) – Una possibile risposta alla domanda su che cos’è e cosa rappresenta l’arte contemporanea: la mostra “Another day. Another night” che il Museo Guggenheim di Bilbao dedica a Barbara Kruger è anche questo, un’immersione, letterale, in uno spazio di senso che restituisce la dimensione fisica, intellettuale e politica di una pratica artistica cruciale che si sgancia dall’idea tradizionale di “opera”, per farsi, nei fatti, mondo. Per “essere” come strumento che scava nel senso profondo dell’inafferrabile presente.

“Ritengo che questa mostra – ha detto ad askanews la curatrice dell’esposizione, Lekha Hileman Waitoller – sia un intervento artistico totale, perché l’arte è ovunque, ma non necessariamente appesa alle pareti. Ci sono opere alle pareti, chi sono lavori enormi a pavimento, ci sono schermi giganti e schermi liberi. Ci sono opere sonore in tutto lo spazio espositivo. La cacofonia che si genera tra le cose da guardare, da attraversare, da ascoltare o che ci circondano è parte della sua strategia per portarci a pensare a questi messaggi che ci provengono da tutte le parti, e al modo in cui hanno effetti su di noi e danno forma a come comprendiamo il mondo”.

Nata nel 1945, Barbara Kruger da decenni utilizza lo stile della comunicazione di massa per creare lavori che lanciano messaggi – visivi, sonori o su scala monumentale – che indagano le strutture di potere e di controllo, le dinamiche persuasive e le limitazioni continue di libertà e diritti che caratterizzano la nostra vita in un’Occidente travolto dal consumismo e dal conformismo. L’arma di Kruger è il linguaggio, il suo strumento è l’appropriazione degli stilemi della pubblicità e il metodo è ribaltarne il senso, strappando il velo dell’ipocrisia, sia commerciale sia politica. I suoi motti, per esempio “I Shop therefore I Am”, o “Your Body Is a Battleground”, fotografano la realtà, e a Bilbao possono anche dialogare a distanza con i truismi di Jenny Holzer, che nel museo è da sempre molto presente.

“Penso che la vera qualità del lavoro di Barbara Kruger – ha aggiunto Lekha Hileman – sia che identifica questi problemi con l’umanità, e che si tratta di problemi ricorrenti nel corso della storia, che non spariranno. Lei riesce a descriverli con frasi molto chiare e concise”.

In un certo senso c’è una chiarezza totale, ma, al contempo, tutto resta ambiguo, inafferrabile, distante come il vero potere e i veri persuasori. E le voci che sussurrano ovunque messaggi rassicuranti generano quasi più ansia delle denunce esplicite.

Tutta la mostra al Guggenheim è una grande unica installazione, che coinvolge gli spazi espositivi del museo, che, se possibile, oggi si svelano ancora di più nella loro potenza, ma anche i pavimenti e utilizza il linguaggio, compresa la lingua basca, così importante per l’identità della regione, come un grimaldello per ogni certezza. Sfruttando anche brillantemente quegli strumenti digitali che sono una delle grandi infrastrutture del pensiero dominante – e spesso unico – del nostro mondo di oggi. Che qui finalmente possiamo guardare con occhi differenti. (Leonardo Merlini)

Da Domani all’ospedale Sant’Andrea di Roma la mosta ‘CURARTE’

Roma, 29 giu. (askanews) – L’arte come strumento di cura, benessere e rinascita personale. Questo il messaggio di ‘CURARTE’, la mostra d’arte che sarà inaugurata domani all’interno del reparto di Medicina Nucleare, realizzata dall’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, azienda pubblica di alta specializzazione della Regione Lazio e policlinico integrato con Sapienza Università di Roma.

Nove artisti di arte contemporanea (A-Wibaa, Paola Ermini, Isolina Mariotti, Barbara Todini, Paolo Signore, Maria Cristina Menichelli, Paola Contessa, Silvia Valeri, Vittoria Ferrarelli) che con l’esposizione delle loro 14 opereoffrono l’occasione per sottolineare l’importanza di ogni forma di arte (disegno, pittura, musica, danza, scrittura, teatro, ecc.) nel cammino verso il benessere psicofisico,ribadendo che il vero valore non sta nell’esteticità di un’opera ma piuttosto nella forza della forma creativa capace di esplorare l’intimo di chi la realizza.

Un’iniziativa che fa da prologo ad un progetto sul quale la Direzione Aziendale sta lavorando per rendere permanente l’esposizione di opere di Arte Contemporanea anche in altri reparti dell’ospedale Sant’Andrea per rendere gli spazi più accoglienti, in un’atmosfera più confortevole capace di tutelare la dignità della persona anche nei suoi momenti di fragilità. Perché l’arte in corsia non è solo un gesto estetico, ma un vero e proprio atto di cura che rafforza il legame tra ospedale e territorio.

“Prendersi cura della persona non significa solo guarirne il corpo, ma anche accompagnarla nel suo vissuto, offrendo strumenti per affrontare la malattia con maggiore forza e serenità. Vedere oltre la malattia, ascoltare il bisogno silenzioso che accompagna ogni cura: il bisogno di sentirsi accolti, riconosciuti, sostenuti. È in questo spazio intimo, dove scienza e umanità si incontrano, che ha preso forma la mostra che ospitiamo presso il nostro reparto di Medicina Nucleare”, spiega Francesca Milito, direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea.

“L’arte è uno strumento privilegiato, capace di dare forma a nuove percezioni, stimolando la mente ad ampliare i propri orizzonti, a rielaborare l’esperienza del dolore e a riscoprire la bellezza anche nei momenti di maggiore fragilità. Un incontro con la creatività e la bellezza che arricchisce i pazienti, tanto quanto diviene un’occasione di crescita e di sensibilizzazione per gli operatori della salute. Un’esperienza che apre spazi inediti di comunicazione, alimenta la dimensione empatica e umanizza il contesto clinico” sottolinea il Prof. Erino Angelo Rendina, Preside Facoltà di Medicina e Psicologia Sapienza Università di Roma.

“In Europa e ultimamente anche in Italia diverse sono le iniziative volte ad arricchire l’esperienza ospedaliera attraverso forme artistiche. Un esempio di questa tendenza è il rinnovo del reparto di Medicina Nucleare dove è stato trasformato il corridoio di ingresso in uno spazio espositivo per opere pittoriche di alta qualità artistica. In questo modo, pazienti, familiari e operatori del servizio sanitario possono vivere un’esperienza arricchita da forme, colori ed emozioni. Inoltre, gli artisti hanno l’opportunità di esporre i propri lavori in un contesto originale e significativo”, aggiunge il Prof. Alberto Signore, Direttore UOC Medicina Nucleare Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea.

Il catalogo è scaricabile sul sito dell’Ospedale.

Ministero della pace, ovvero Ministero del nulla

Un’etica intermittente: il caso italiano

Gli italiani sono un popolo strano, e lo diceva Ennio Flaiano lodando le capacità di saltare sui carri vincenti. Allo stesso tempo, sono disillusi e disincantati. Da tempo non frequentano le urne e non sembra vogliano cambiare il trend. Disaffezionati alla politica partecipata dal basso – quando in parte è preconfezionata dai partiti – virano decisi verso il disinteresse per quello che succede veramente nel Paese, fino a quando non trovano un argomento etico sul quale riversare il poco entusiasmo rimasto: la pace.

Tra Machiavelli e Moneta: pacifismo d’occasione

Il Paese non è proprio fatto di pacificisti e di pacificatori, a partire da Cesare con il notissimo detto cesariano riproposto dal capo del Governo – si vis pacem, para bellum – al Machiavelli con la sua “ragione di Stato”, ai governi totalitari subiti dai più, fino ai giorni nostri con l’aumento delle spese militari per la difesa interna ed esterna. In effetti, non annoveriamo un premio Nobel per la pace dal 1907, quando fu attribuito al giornalista Ernesto Teodoro Moneta, insieme a Louis Renault.

Moneta ricevette il premio per il suo impegno a favore della pace, della giustizia internazionale e dell’arbitrato; uno sherpa della pace, di destra, liberale e massone, che resta uno sconosciuto nell’opinione pubblica e pure nei consessi storici. Lo dico per carità di patria: nel 1907 c’era il Regno; nell’Italia repubblicana, di Nobel per la pace niente. L’unica candidatura: quella dell’artista Michelangelo Pistoletto (Biella 1933 – vivente).

Ministeri e illusioni istituzionali

Ma tant’è: siamo un popolo anche di sognatori, e così, ritenendoci pacificatori e pure pacifisti, ci facciamo prendere dalla “fola” del Ministero della pace. Il che non depone a nostro favore. Primo, perché questo è il Paese con la più alta burocrazia strutturata di tutta Europa, al pari dell’Unione Europea, e per questa ragione abbiamo da dieci anni programmi di snellimento della burocrazia. Pensare di risolvere le questioni reali – insieme a quelle ideologiche – creando una struttura burocratica interna al Governo dedicata alla pace è un ossimoro politico-istituzionale o, se si vuole, una “cantonata” istituzionale. Di Ministeri per “il nulla” ne abbiamo memoria nel periodo dittatoriale, per esempio.

Secondo aspetto: il Ministero è una struttura organizzativa interna con cui il Governo decide di operare secondo il mandato ricevuto; possono crescere o diminuire in funzione delle esigenze del singolo Governo. Chiederlo adesso significa solo accettare che questo Governo duri per lo meno per il tempo necessario alla sua istituzione (qualche settimana) e alla sua entrata in funzione (qualche mese). Se poi il Governo cade o finisce la sua corsa naturalmente, non comporta necessariamente che il Governo subentrante recepisca la stessa struttura organizzativa. A meno che – a pensare male si fa peccato ma talvolta ci si azzecca – non si voglia condizionare surrettiziamente il Governo futuro, alla faccia della libertà politica e istituzionale.

Tra pia illusione e marketing politico

E quand’anche non si voglia malignamente pensare al perfido gioco politico-istituzionale, c’è il terzo motivo, altrettanto spergiudicato: quello di voler portare il popolo “al Governo”. Lo strumento dell’iniziativa popolare è quello di sollecitare le Istituzioni – quindi anche il Governo – a prendere una decisione politica nell’interesse dei molti che l’hanno proposta, ritenendo democraticamente che sia nell’interesse di tutti.

La sollecitazione popolare la si può provocare con i mezzi tecnologici per la maggiore – i social media – o con quelli più tradizionali, ma poco usati oggigiorno, della legge di iniziativa popolare. In entrambi i casi si presuppone che l’alto numero di sottoscrittori/partecipanti contribuisca a definire l’importanza della cosa. La storia patria, però, è piena di iniziative pure importanti naufragate miseramente nel disinteresse di molti. Questo dovrebbe essere già di lezione nei nostri tempi.

Ma poiché di ideali e spinte protagonistiche ciascuno di noi italiani non è mai sazio, tutti parlano di azioni concrete per la pace – internazionale (di quella interna facciamo ammenda) – e, dovendosi attribuire un’autorevolezza che non si ha, ci si precipita ad occupare uno spazio che forse nessuno di quelli che contano davvero guarderà con un minimo di condiscendenza.

E qui, con la dovuta malignità che la storia ci ha insegnato nel tempo riguardo al nostro Paese, dovremmo ricorrere alla favola tedesca del Pifferaio di Hamelin, dei topi-bambini rapiti dal suono del piffero, per comprendere che non a tutte le “fole” dobbiamo correre dietro, anche quando esse ci sembrano giuste – direi quasi sacrosante – piene di buone intenzioni (chi negherebbe mai che la pace debba essere perseguita?).

Ma come si sa: le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni.

Serve davvero un Ministero per sentirci migliori?

Ed infine, quand’anche noi italiani – per sentirci pacificatori e pacifisti in pace con la nostra coscienza collettiva, che ci vuole popolo buono di animo gentile (è una vulgata, ma ci fa piacere pensarlo come dato di fatto) – abbiamo davvero bisogno di un “Ministero della pace” per trovare uno spazio degno di rappresentanza e di peso politico, tanto la nostra voce appaia insignificante ai più?

L’autonomia dei Popolari, unica via per contare ancora

Autonomia politica e culturale, non nostalgia

Lo so che è spiacevole dirlo con franchezza. Ma, purtroppo, è la verità. Almeno la verità politica e culturale. Perché quando parliamo dei Popolari, della loro storia, della loro cultura, del loro pensiero e, soprattutto, della loro concreta modalità organizzativa per essere presenti nella società italiana, siamo costretti a dire una cosa molto semplice ma, appunto, oggettiva.

Ovvero, l’esperienza storica dei Popolari e del popolarismo di ispirazione cristiana ha un senso e può dispiegare una sua vera influenza politica e programmatica nella misura in cui è forte della sua autonomia. Autonomia politica, culturale ed organizzativa.

Certo, non esiste un metodo fisso ed indiscutibile nel declinare una presenza politica di quest’area culturale. Occorre, come ovvio, tenere conto dell’evoluzione e del cambiamento della società e delle sue concrete dinamiche politiche. La nascita, per fare un solo esempio, dei partiti plurali – o meglio, dei cartelli elettorali plurali – ha, di fatto, cancellato la specificità dei partiti identitari che avevano caratterizzato la politica italiana per svariati decenni.

Ma, anche su questo versante, non possiamo dimenticare o aggirare il vero tema in questione. Ossia, i partiti plurali che sono decollati negli anni hanno rafforzato oppure, al contrario, hanno sostanzialmente annichilito la cultura e il pensiero dei Popolari?

Sinistra e destra: adattamenti senza eredità

Questa era, ed è, la vera domanda a cui prima o poi occorre dare una risposta. Una risposta corale, però. E cioè, non la devono fornire solo coloro che sono approdati a sinistra nel Pd – oggi, sotto la guida Schlein, radicalmente estranea ed esterna a quella sensibilità culturale e a quel progetto politico – ma anche tutti coloro che hanno individuato nel centrodestra un luogo che poteva garantire maggior agibilità politica per il popolarismo di ispirazione cristiana.

Non credo che, né nell’un caso né nell’altro, si possa arrivare alla tranquilla conclusione che ci siano stati dei risultati politici e programmatici significativi e ragguardevoli. Perché in entrambi i casi il tutto si è risolto, purtroppo, in una banale sistemazione ad personam o di piccoli gruppi che sopravvivono in virtù della gentile concessione di una manciata di seggi parlamentari da parte dell’azionista di turno della coalizione. Sarebbe questo, di grazia, l’obiettivo per cui ci si può ritenere soddisfatti per il futuro e la prospettiva della cultura e del pensiero del popolarismo di ispirazione cristiana?

Sistema elettorale e destino popolare

Certo, tutti noi sappiamo che lo strumento elettorale non è una variabile indipendente al riguardo. Quante volte abbiamo ascoltato, durante l’esperienza della DC e anche molti anni dopo il tramonto di quel partito, la riflessione di leader e statisti di quella stagione sostenere che “siamo nati con la proporzionale e saremmo destinati a soccombere senza un sistema proporzionale”. Profezia che, del resto, si è puntualmente avverata.

Ora, però, almeno su un punto non possiamo non essere d’accordo, al di là delle varie opzioni politiche dei Popolari e del conseguente pluralismo politico che li caratterizza nell’attuale stagione pubblica del nostro Paese. E cioè: solo una ritrovata e consapevole autonomia politica ed organizzativa del mondo e dell’area Popolare può ridare smalto, prestigio ed autorevolezza a questa storica tradizione.

Il rischio di ridursi a comparse

L’alternativa, purtroppo, già la conosciamo perché è quella che ci viene fornita quotidianamente. E cioè, sul versante della sinistra, la banale e grigia riedizione “dei cattolici indipendenti eletti nelle liste del Pci”. Cioè una fine ingloriosa e politicamente sterile, del tutto ininfluente ed irrilevante. Sul versante della destra, una moltiplicazione di sistemazioni ad personam altrettanto impotente e debole nella capacità di condizionare la costruzione del progetto politico di quell’area.

Sui “partiti personali” che si autodefiniscono di centro è inutile soffermarsi, perché da quelle parti il tutto coincide con il vitalismo e l’umore quotidiano del capo partito.

Coraggio e coerenza, per essere avanguardia

Ecco perché, al di là di molte analisi sofisticate e dotte, forse è sufficiente recuperare un pensiero di Guido Bodrato, pronunciato in un suo qualificato intervento nel 2019 a Torino, ricordando i 100 anni della nascita di Carlo Donat-Cattin. Diceva Bodrato in quella occasione, ricordando proprio il magistero pubblico dello statista piemontese, che “la politica è innanzitutto coraggio. Non è mai retroguardia ma sempre avanguardia”. E, soprattutto, “capacità di far prevalere la coerenza delle proprie convinzioni al semplice calcolo degli interessi”.

Un monito che valeva ieri, vale oggi e, piaccia o non piaccia, varrà anche domani.

Un’intesa fragile tra Congo e Ruanda

Un “turning point” celebrato a Washington

Un “turning point”. Un punto di svolta nelle relazioni fra i due paesi, così è stato presentato dai firmatari l’accordo siglato a Washington, sotto un grande ritratto del generale Colin Powell, grazie alla mediazione qatariota e con la regia di Marco Rubio, segretario di stato USA.

In questo mondo in guerra abbiamo tutti talmente bisogno di buone notizie che oggi questa, anche se riguarda un continente sempre tenuto ai margini dai media occidentali, viene enfatizzata (per la verità in alcuni paesi, come Gran Bretagna e Francia, più che in altri, quali il nostro) forse oltre il dovuto, se si va un po’ più a fondo, scavando nella notizia.

Smentite incrociate e realtà minerarie

In ogni caso l’accordo dovrebbe porre termine ai combattimenti in atto da anni nell’area di confine fra i due paesi centrafricani: ognuno dei due si impegna a rispettarli, da ora in avanti. Messa così, pare tutto molto semplice. La realtà è invece un po’ più complessa.

Repubblica Democratica del Congo e Ruanda non sono stati mai, ufficialmente, in guerra. Il punto era il sostegno che il secondo avrebbe fornito ai guerriglieri congolesi del Gruppo M23, in conflitto con l’esercito regolare di Kinshasa e in controllo di una vasta area nell’oriente del grande paese. Ricca di minerali pregiati. Dettaglio della massima importanza, ovviamente.

Ora il Ruanda si impegna a non sostenere M23 (ma ribadisce di non averlo mai fatto) e il Congo per parte sua assicura di non aiutare (ma di non averlo mai fatto, guarda caso) le Fdlr (Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda), milizie locali che agiscono contro il governo di Kigali. M23 ha già dichiarato di non riconoscere l’accordo: ideato, elaborato e firmato – sostiene – senza la sua partecipazione. E quindi non è disponibile alla prevista smobilitazione.

Trump, Nobel e… business

Ma ciò non pare interessare a Donald Trump, che con la consueta modestia ha dichiarato che meriterebbe il Nobel anche solo per questo risultato pur sapendo che non glielo daranno (ingiustamente, ovvio) ma soprattutto (ed è qui la parte più succosa dal suo punto di vista, che è il solito, ovvero il business) che con questo accordo dalla Casa Bianca fortemente voluto e conseguentemente architettato gli USA si sono assicurati “una larga parte dei diritti minerari della RdC”: probabilmente la vera e unica ragione dell’impegno dell’Amministrazione in questa partita.

Insomma, l’accordo è un po’ fumoso ma potrebbe anche sospendere effettivamente gli attriti fra i due paesi. In attesa di vederne gli sviluppi, come dire, visto il contesto generale ci si può accontentare.

Solo una domanda può puntare oltre

“Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre.”

In questa frase di “C’è nessuno?” di Jostein Gaarder si concentra un’intuizione essenziale: è la domanda, non la risposta, a custodire il movimento della vita e del pensiero. Un’idea tanto semplice quanto controcorrente, in un tempo che spesso premia l’efficienza delle risposte più che la profondità delle domande.

Nel piccolo, prezioso romanzo di Gaarder, del 2020, un dialogo tra un bambino e un misterioso visitatore da un altro mondo si trasforma in un viaggio filosofico, lieve e sorprendente. Mika, l’ospite extraterrestre, afferma:

“Nel posto da cui vengo ci inchiniamo sempre quando qualcuno fa una domanda acuta… E più profonda è la domanda, più profondo è l’inchino”.

È un gesto simbolico, ma eloquente: inchinarsi di fronte a una domanda significa riconoscerne la forza, il valore, la possibilità di aprire orizzonti. La domanda, se autentica, merita rispetto. È segno di vita interiore.

La cultura occidentale contemporanea è affollata di risposte, ma spesso disabitata di domande. Eppure, solo le domande generano ricerca, relazione, fede. Anche le Scritture iniziano con un interrogativo: “Dove sei?” (Gen 3,9). E il Risorto chiede: “Chi cercate?”, “Mi ami?”. La domanda, nella Bibbia, non è debolezza, ma atto generativo. Mette in cammino.

Persino la preghiera, quando non è automatismo, è forma di domanda: domanda di senso, di relazione, di luce. Non tutto va capito, non tutto va detto: ma tutto può essere domandato. La domanda non pretende, attende. Si apre.

In un’epoca che tende a semplificare, recuperare la dignità del chiedere è un gesto culturale e spirituale. Forse anche educativo. Perché solo chi sa porsi domande resta in cammino. E solo chi si inchina davanti a una domanda riconosce che la verità non si possiede: si cerca.

Anche la politica, oggi più che mai, avrebbe bisogno di questa postura silenziosa.

Troppe parole, troppe certezze, troppa fretta di concludere. Eppure governare non è solo rispondere: è saper reggere le domande che restano, quelle che vengono dal dolore, dalla storia, dal futuro che preme.

Un buon politico è colui che non ha fretta di chiudere, ma coraggio di ascoltare. Colui che non si protegge dietro risposte prefabbricate, ma si lascia ferire da ciò che non sa. Perché solo chi accoglie il dubbio può custodire la speranza.

Ciò che manca, spesso, non è un piano o una soluzione, ma un gesto semplice e alto: inchinarsi davanti a una domanda. Non per debolezza, ma per rispetto. Non per rinunciare, ma per servire meglio. Chi avrà il coraggio di fare spazio a una domanda senza volerla subito risolvere?

Il caldo rovente non ferma la festa dei 54mila fan di Gabry Ponte

Milano, 28 giu. (askanews) – Vengono da tutta Italia e anche dall’estero per ballare a San Siro con Gabry Ponte, una serata evento unica perchè è il primo Dj della storia a calcare il leggendario palco dello stadio milanese. Con 54.102 biglietti venduti a un prezzo medio di circa 60 euro e 56.000 presenze previste, il Meazza si trasforma in una gigantesca dancefloor al ritmo delle hit che in 25 anni di carriera hanno fatto di Gabry uno dei Dj più amati. Una grande festa all’insegna del divertimento, in cui verranno celebrati tutti quei successi che hanno fatto scatenare intere generazioni: da Blue (Da Ba Dee) a Tutta L’Italia. “Ho cercato di lavorare allo spettacolo come per qualsiasi altro set che faccio, però è successo di tutto in questo anno da Sanremo, a San Marino a Eurovisione. Arrivo a San siro a 50 anni suonati, non ho avuto tempo di pensare, ma siamo riusciti a portare a casa un bel risultato – ha raccontato ai giornalisti Gabry Ponte poco prima di iniziare il live-. Quando abbiamo annunciato San Siro, arrivavamo da un tour nei palazzetti che era andato ben oltre le aspettative, ed è andato sold out in poco tempo. Non lo avevamo pianificato ma eravamo sicuri di avere i numeri”.

Su Milano un caldo torrido, con temperature che nel pomeriggio hanno toccato e superato i 40 gradi: “Questa è una sfida, ma cercherò comunque di far ballare tutti – aggiunto Gabry Ponte – E’ un concerto inusuale quello di un dj rispetto a quello di cantante, io costruisco un’onda, un flow che è graduale, ho tanti brani storici e tanti brani nuovi, non ho voluto rinunciare a nulla, ma comunque ho margine di manovra e di improvvisazione durante la serata”. Gabry ha tenuto a precisare che non ci saranno appelli politici o contro la guerra e ha spiegato il motivo: “Lascerò spazio alla musica che deve fare il suo lavoro cioè unire le persone, in tutte le epoche ci sono conflitti che dividono, ma voglio che stasera la gente si diverta e faccia una bella festa”. Il Dj Producer italiano promette di portare in scena uno show che unisce brani da cantare e tracce dal sound più duro e da ballare, con una produzione dal respiro internazionale, tipica dei grandi festival. Uno spettacolo curato in ogni dettaglio, dove ogni elemento – visual, effetti speciali, effetti pirotecnici e giochi di luci – sarà perfettamente sincronizzato con la musica. “Sono agitatissimo, anche se ho tanta esperienza, ma prima di salire in consolle sono sempre in ansia perché bisogna creare una sintonia con pubblico. Se dovesse accadermi di salire in consolle senza ansia penso che sarebbe l’ultima volta” ha concluso Gabry prima di far tremare i muri del Meazza.

Accordo G7 su global minimum tax (con esenzioni per Usa). Giorgetti: onorevole compromesso

Roma, 28 giu. (askanews) – “L’accordo formalizzato in sede G7 sulla global minimum tax è un compromesso onorevole trovato con l’amministrazione americana che protegge le nostre imprese dalle ritorsioni automatiche originariamente previste dalla clausola 899 dell’Obbba all’esame del Senato Usa. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione e favorire il dialogo”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, dopo l’accordo raggiunto al G7 sulla tassazione globale delle multinazionali che prevede esenzioni per gli Usa.

Fip Silver Palermo, baby Dal Pozzo elimina la numero uno Marchetti

Roma, 28 giu. (askanews) – Scontro tra “sorelle d’Italia” al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Palermo. La 20enne Giulia Dal Pozzo, astro nascente del padel tricolore e fresca di pre-raduno con la Nazionale, ha eliminato nei quarti di finale la coppia composta dalla numero uno italiana Giorgia Marchetti – vicecampionessa d’Europa e bronzo mondiale – e dalla spagnola Barbara Las Heras, prime del seeding.

In coppia con l’italo-sammarinese Anna Ortiz, Dal Pozzo – si legge in una nota – si è imposta al termine di una battaglia durata oltre due ore con il punteggio di 6-3 3-6 7-6, riscattando la sconfitta subita meno di un mese fa contro le stesse avversarie al FIP Silver di Perugia. “Stavolta abbiamo mantenuto la calma nei momenti cruciali e ci siamo dette che potevamo superarle di nuovo – ha dichiarato Dal Pozzo – Ci abbiamo creduto senza mollare e siamo felicissime”.

Domani, nella prima semifinale in programma dalle 9.30 al Country Time Club di Mondello, Dal Pozzo e Ortiz affronteranno altre due azzurre di spicco, Emily Stellato e Giulia Sussarello, già battute in finale nel FIP Silver di Norvegia una settimana fa. A confermare il livello della giovane azzurra è la stessa Stellato: “Hanno vinto perché ci hanno creduto di più in una partita molto combattuta e spettacolare. Giulia migliora senza sosta e non ho dubbi che presto sarà in Nazionale. È una delle grandi promesse per il futuro del padel italiano”.

Tennis, Sinner: "Panichi e Badio via? Nulla di eclatante"

Roma, 28 giu. (askanews) – “Non è successo nulla di eclatante. Sono cose che capitano nello sport. A volte bisogna prendere strade differenti come ho fatto io”. Così Jannik Sinner commenta la decisione di aver interrotto la collaborazione con il preparatore atletico Panichi e il fisioterapista Badio. “Non c’è una ragione specifica. Abbiamo fatto un grande lavoro assieme, la finale del Roland Garros è stato un traguardo eccezionale, raggiunto grazie a tutta la squadra. Ma ho deciso di fare qualcosa differente. Al momento non abbiamo pensato a sostituti, non è il periodo adatto. Capisco che il timing sia stato strano ma avendo lavorato molto prima non subirò ora le conseguenze di questa decisione. Quando è maturata? Dopo il torneo di Halle”. “Cosa cerco nelle persone che collaborano con me? Innanzitutto voglio che ci sia un rapporto di fiducia sia con me che con il resto del team. Mi ispiro molto anche al lavoro di cuoco di mio padre, in cucina bisogna andare d’accordo con le persone per lavorare assieme. Ma ora non ci voglio pensare, devo affrontare un torneo importante”. Si volta pagina: “Mi sento in una condizione mentale ottimale e sono pronto a giocare. Non penso al passato, quello che è successo è successo. Ad Halle non avevo avuto molto tempo per riposare, è andata come è andata ma il livello era alto, come lo sarà qui. Sono fiero di essere qui da numero uno e pronto per giocare a tennis”. Sulle difficoltà specifiche per l’erba: “Innanzitutto il movimento, è quello che mi condiziona di più. Poi anche lo stile di gioco e delle partite, sull’erba di sicuro c’è bisogno di un po’ più di improvvisazione”. Un periodo in cui si è apprezzata la collaborazione con Bocelli: “Nei mesi in cui non ho giocato ho pensato potessi fare un video con lui e ho avuto l’opportunità di conoscerlo. Far parte del video è stato qualcosa di speciale, lui è un artista straordinario e mi è piaciuto conoscere dinamiche diverse da quelle in cui sono di solito. Si tratta di una cosa molto bella che porterò ancora con me, sono onorato di aver fatto ciò” Collaborazioni anche con Gucci: “Io sono italiano, Gucci è un marchio italiano e sono felice che ci sia questa connessione. Ho un ottimo rapporto con la famiglia, sono orgoglioso anno dopo anno di far parte di questo brand. Mi piace fare domande, conoscere cose diverse rispetto al tennis, anche se magari non sono sempre un tipo alla moda”. Infine la scelta di giocare a New York il doppio misto con Emma Navarro: “Ci siamo conosciuti ieri per la prima volta, non ci eravamo mai parlati o scritti qualche messaggio prima d’ora. Il torneo vuole che giochiamo insieme, anche in base a certe combinazioni, dunque la scelta non è stata così casuale. Sono contento di giocare con lei e spero non si arrabbi visto che è molto più brava di me con le volèe. Sono davvero contento di fare questa cosa, credo possa portare molto intrattenimento tra i tifosi. Sarà eccitante, le coppie sono di alto livello e non saranno sempre le stesse. Spero che prima della partita avremo modo di parlare ancora tra di noi”.

MotoGp, Bagnaia: "Il mio stile di guida non adatto a questa moto"

Roma, 28 giu. (askanews) – Pecco Bagnaia ha commentato su Sky il 5° posto nella Sprint di Assen: “Ho avuto un grandissimo passo per tutto il weekend, ancora più del solito. Però per l’ennesima volta non riesco a essere incisivo e aggressivo nelle Sprint. Sto provando a cambiare il mio DNA, la mia guida fluida non sta più funzionando con questa moto. Entro in pista e do il 100% in ogni situazione, ci sto provando in tutti i modi”. “Per tutto il weekend, questa volta ancora più del solito, ho un grandissimo passo e riesco a essere molto veloce. Pochi piloti, se non nessuno in questo weekend, erano più veloci. Però anche in gara oggi, per l’ennesima volta nella Sprint, non riesco a essere incisivo e aggressivo. Devo frenare presto, non ho molto grip, mi superano tutti. Nonostante poi, durante la gara, sono più veloce dei piloti che ho davanti rimango lì a guardare sperando nell’errore di qualcuno per poter superare e andare avanti”. E’ strano vedere che, con la stessa moto, non riesca a fare i tempi che facevi: “Sicuramente è difficile dare una risposta perché di anno in anno possono cambiare un po’ le condizioni. Credo che se fossi riuscito a mettermi davanti il passo gara sarebbe stato un po’ più veloce, ma con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte. Sono rimasto là dietro. Onestamente il mio feeling, al livello di quest’anno, è abbastanza buono. Riesco a trovarmi abbastanza bene. Però in generale nelle varie staccate, se compariamo l’anno scorso e quest’anno, ho una moto abbastanza più nervosa, anche nei cambi di direzione”

Formula, Lando Norris in pole in Austria, Leclerc secondo

Roma, 28 giu. (askanews) – Lando Norris conquista la pole position del Gran Premio di Austria. Splendido giro dell’inglese, che chiude in 1.03.971. Secondo, a sorpresa, Charles Leclerc. Il monegasco si è messo alle spalle l’altra McLaren di Oscar Piastri. Quarta posizione per Lewis Hamilton: prestazione migliore dell’anno in qualifica per la Ferrari. Prima seconda fila da pilota del Cavallino per il 7 volte iridato. Quinto George Russell, dietro di lui Liam Lawson. Settimo Max Verstappen, in difficoltà per tutta la qualifica. Scatterà dall’ottava casella invece Gabriel Bortoleto, sorpresa di giornata insieme a Lawson. Nono Kimi Antonelli, chiude la top ten Pierre Gasly. A partire dalla pole sarà dunque Norris, chiamato a riscattarsi anche in gara dopo il brutto errore commesso in Canada. Domani il Gran Premio scatterà alle 15.00.

Al Pride di Budapest anche Pd, M5s, +Europa e Calenda. Schlein: non si può vietare l’amore per legge

Roma, 28 giu. (askanews) – Al Pride che si tiene oggi a Budapest nonostante il divieto del governo del primo ministro Viktor Orban partecipano anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader di Azione, Carlo Calenda, una delegazione del M5S e di +Europa. “Siamo qui al Pride Budapest per difendere la libertà e la democrazia. Siamo qui per esprimere piena solidarietà al popolo ungherese e alla comunità LGBTQIA+. Siamo qui per affermare che nella nostra Unione Europea, quando si colpiscono i diritti di qualcuno, si colpiscono i diritti di tutte e tutti noi. Siamo qui per dire che non si può vietare l’amore per legge. Non si può cancellare la nostra differenza per legge. Non si può cancellare l’identità di genere. Non si possono cancellare i nostri corpi perché esistono. E oggi li stringeremo così forte insieme, che gli odiatori non passeranno. No pasaran!”. Così su Facebook la segretaria del Pd Elly Schlein, postando anche alcune foto con in componenti della delegazione del Pd nella capitale ungherese. La delegazione del Pd con la segretaria Elly Schlein è arrivata a Budapest per il Pride e sta incontrando gli italiani che sono in piazza, i rappresentanti di Arcigay e tante altre associazioni. Nella delegazione, ci sono: Alessandro Zan, Annalisa Corrado, Cecilia Strada, Brando Benifei e tanti consiglieri comunali e regionali.

“Oggi sono a Budapest per ribadire che vietare un Pride in uno Stato membro dell’Ue è inaccettabile. La libertà di manifestare è un diritto fondamentale e l’Unione europea ha il dovere di agire contro il divieto imposto da Orban. La Commissione europea deve fare di più: le parole di circostanza non bastano di fronte a una deriva autoritaria che colpisce i diritti e le libertà di tutti. Se oggi si può vietare un Pride senza conseguenze, domani potrà accadere altrove. Magari in Italia, dove Giorgia Meloni sembra seguire passo passo il manuale Orban”. Così Alessandro Zan, europarlamentare e responsabile Diritti nella segreteria del Partito Democratico.

“Per un liberale la cosa più importante sono i diritti individuali, il diritto di scegliere chi amare e manifestare. Oggi questi diritti sono a rischio. E oggi siamo a Budapest per protestare sul fatto che l’Ungheria di Orban non è più uno stato europeo, compra energia da Putin, mette il veto sulle sanzioni contor la Russia, limita la libertà della magistratura. Questo non è accettabile”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, il quale si trova a Budapest per la manifestazione del Pride proibito dal premier ungherese, insieme al vicecapogruppo vicario alla Camera e segretario regionale Lombardia, Fabrizio Benzoni, la deputata Giulia Pastorella e la vicesegretaria del partito Francesca Scarpato.

“Per un liberare bisogna dire con grande chiarezza che o ci si riconosce nei valori europei o si va fuori dall’Europa perché noi abbiamo dato un sacco di soldi all’Ungheria e non possiamo avere in Europa una quinta colonna di Putin”, ha sottolineato Calenda, che per l’occasione ha posato anche in una foto con Schlein.

“Quest’anno, il governo ungherese ha vietato il Budapest Pride, dopo anni di intensificazione delle restrizioni alla libertà. Il divieto non è solo un attacco a una comunità, ma un attacco alle libertà personali, alla riunione pacifica e ai valori europei. Questo è un attacco alla libertà che rappresentiamo. Il silenzio non è un’opzione, oggi siamo in piazza al fianco di Momentum e del popolo ungherese per difendere tutte le libertà di cui tutti parliamo”,scrivono in una nota il segretario di Più Europa Riccardo Magi e il presidente Matteo Hallissey, che guida la delegazione di +E al Pride di Budapest.

“Le libertà civili non sono nazionali, sono europee. Quando i diritti vengono smantellati in un paese dell’UE, l’intera Unione si indebolisce”, concludono.