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Mattarella: solidarietà trasforma e produce sviluppo e benessere

Roma, 26 set. (askanews) – “La solidarietà trasforma e produce sviluppo e benessere, la solidarietà fa diventare tutti decisamente migliori”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di chiusura delle iniziative a carattere sociale a Castelporziano.

“Questo incontro è una felice consuetudine perché sottolinea un’esperienza importante per la Tenuta di Castelporziano. Questa tenuta appartiene al popolo italiano. E quindi è bene che venga conosciuta dal più ampio numero di persone possibile. Necessariamente vi sono dei limiti di accesso legati all’esigenza di preservare l’ambiente, ma abbiamo voluto abbattere altri limiti”, ha aggiunto il capo dello Stato.

“Grazie all’impegno generoso della struttura e del personale del Quirinale, alcune barriere sono state soppresse, rimosse, eliminate. E questa esperienza che ogni anno si rinnova è una testimonianza di quel che si può fare se si vuole”, ha detto ancora Mattarella.

“La nostra Repubblica è costituita prima che dalle istituzioni dalla sua comunità, dalle persone, persone diverse, ma di uguali dignità. Con diverse potenzialità, differenti nella creatività e nei talenti, ciascuna dotata di una irripetibile originalità, di una ricchezza preziosa che moltiplica il patrimonio comune del nostro Paese. Il primo passo è quello di consentire a tutti a ciascuno di esprimere la propria personalità, di esprimere il meglio di sé stessi”, ha concluso.

Incriminato l’ex direttore dell’Fbi James Comey, accusò Trump per il Russiagate

Roma, 26 set. (askanews) – L’ex direttore dell’Fbi James Comey, incriminato per falsa dichiarazione e ostruzione alla giustizia, rischia fino a cinque anni di carcere, ha dichiarato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in un comunicato.

In precedenza la rete ABC aveva riportato che Comey era stato formalmente accusato di due capi d’imputazione: falsa dichiarazione e ostruzione alla giustizia. Comey ha affermato di essere innocente e di essere pronto a dimostrarlo in tribunale. La giornalista della CNN Kaitlan Collins ha poi riferito che l’ex direttore dell’FBI dovrebbe consegnarsi alle autorità venerdì.

“Se condannato, Comey rischia fino a cinque anni di carcere. Le pene effettive per i crimini federali sono in genere inferiori al massimo previsto. Un giudice federale distrettuale determinerà la sentenza dopo aver considerato le Linee guida statunitensi in materia di condanne e altri fattori previsti dalla legge”, ha affermato il Dipartimento di Giustizia.

Il caso riguarda il cosiddetto Russiagate. Dopo le elezioni presidenziali del 2016, le autorità statunitensi avviarono un’indagine sulle presunte collusioni tra Donald Trump e la Russia, basandosi su un dossier dell’ex ufficiale dell’intelligence britannica Christopher Steele, ma poi le accuse caddero.

Una revisione della CIA ha concluso lo scorso luglio che la Valutazione della Comunità di Intelligence (ICA) del 2016 sulla presunta ingerenza russa nella campagna elettorale statunitense era stata condotta con anomalie, come il coinvolgimento eccessivo dei vertici delle agenzie, tra cui l’allora direttore della CIA John Brennan, Comey e l’allora capo della DNI James Clapper.

Alla Camera l’evento “Scegliere di essere genitori”

Roma, 26 set. (askanews) – Si tenuto alla Camera dei Deputati l’evento “Scegliere di essere genitori oggi. Il punto su natalit, condivisione della cura e conciliazione in Italia”, organizzato sotto l’egida dell’On. Elena Bonetti, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto.

” stata una giornata particolarmente importante perch ha portato al tavolo i punti di vista dei soggetti che maggiormente possono lavorare sulle politiche a sostegno della genitorialit e del lavoro femminile. Penso al mondo dell’impresa, al mondo dell’associazionismo, il mondo anche scientifico di una valutazione d’impatto della salute e la salute dei bambini al centro del dibattito”.

L’iniziativa ha presentato due ricerche di grande rilievo: il whitepaper “Rimuovere le barriere alla maternit”, realizzato da Valore D con Fuori Quota in collaborazione con Bain & Company, e lo studio “State of Southern European Fathers” promosso in Italia da Centro Salute delle bambine e dei bambini, condotto da Equimundo in Italia, Spagna e Portogallo sulla paternit e la condivisione della cura. Abbiamo parlato con Barbara Falcomer, Direttrice Generale Valore D:

“Abbiamo identificato in questo studio le cinque fasi della vita lavorativa di una donna, a partire dal recruitment, da quando fuori da un’azienda, da una realt lavorativa, e fino al rientro dalla maternit, per cercare di individuare quelli che possono essere gli strumenti per contrastare questa penalty della maternit e dell’avere dei figli”.

Infine intervenuta Annina Lubbock Sociologa delle Pari opportunit e consulente del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini: “La ricerca stata condotta in tre paesi, Italia, Spagna e Portogallo, sulla paternit e la condivisione della cura. molto interessante perch vengono fuori somiglianze e diversit, in tutti e tre i paesi abbiamo i padri che sicuramente stanno facendo pi di quello che facevano una volta, per l’Italia indietro rispetto agli altri due paesi, nel senso che in Italia ci sono dei divari di genere nella cura che sono ancora molto pi pronunciati”.

Una giornata di confronto in cui sono state approfondite le possibili azioni legislative e di policy per favorire una pi equa distribuzione dei carichi di cura e sostenere le scelte genitoriali.

Usa, nuovi dazi di Trump: al 50% su mobili e cucine, al 100% sui farmaci (ma per l’Ue non superano il 15%)

Roma, 26 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha annunciato l’introduzione di un dazio del 100% sui prodotti farmaceutici delle aziende che non costruiranno stabilimenti negli Stati uniti, con effetto dal primo ottobre.

“A partire dal primo ottobre 2025, imporremo un dazio del 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un’azienda NON STIA COSTRUENDO il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America. ‘STIA COSTRUENDO’ sarà definito come ‘aver avviato i lavori’ e/o ‘essere in fase di costruzione’. Pertanto, non verrà applicato alcun dazio su questi prodotti farmaceutici se la costruzione è già iniziata”, ha scritto Trump su Truth Social.

Ma per i farmaci europei i dazi applicati dagli Usa non supereranno il 15%, secondo l’accordo firmato con gli Stati Uniti: ha successivamente precisato il portavoce aggiunto della Commissione, Olof Gill. “Gli Stati Uniti intendono garantire tempestivamente che l’aliquota tariffaria, composta dalla tariffa Npf (tariffa della nazione più favorita, ndr) e dalla tariffa imposta ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, applicata ai prodotti originari dell’Unione Europea soggetti alle misure della Sezione 232 su prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname, non superi il 15%”, precisa il portavoce. “Questo chiaro massimale tariffario onnicomprensivo del 15% per le esportazioni dell’Ue rappresenta una garanzia che non si verificheranno dazi più elevati per gli operatori economici europei. L’Ue è l’unico partner commerciale ad aver raggiunto questo risultato con gli Stati Uniti”, precisa il portavoce.

“L’Ue e gli Stati Uniti continuano a impegnarsi per l’attuazione degli impegni della Dichiarazione congiunta, esplorando al contempo ulteriori ambiti per esenzioni tariffarie e una più ampia cooperazione”.

Trump ha annunciato anche l’introduzione di un dazio del 50% su cucine componibili, mobili da bagno e prodotti correlati, con effetto dal primo ottobre.

“Imporremo un dazio del 50% su tutte le cucine componibili, i mobili da bagno e i prodotti associati a partire dal primo ottobre 2025. Inoltre, applicheremo un dazio del 30% sui mobili imbottiti. La ragione di ciò è la massiccia ‘inondazione’ di questi prodotti negli Stati uniti da parte di altri Paesi. È una pratica molto scorretta, ma dobbiamo proteggere, per motivi di sicurezza nazionale e altri motivi, il nostro processo manifatturiero”, ha scritto Trump su Truth Social. Nel nome della difesa dei produttori americani, il presidente Usa ha annunciato inoltre dazi al 25% sulle importazioni di camion pesanti negli Stati Uniti.

Milano-Cortina, Achille Lauro, Flavia Pennetta e Bagnaia primi tedofori

Roma, 26 set. (askanews) – L’attesa è quasi finita: a due mesi esatti dall’accensione della Fiamma Olimpica, Fondazione Milano Cortina 2026 annuncia oggi i primi sei tedofori dei Giochi 2026. I nomi appena svelati fanno parte dei 10.001 tedofori che saranno protagonisti del Grande Viaggio che il 6 dicembre partirà da Roma per attraversare l’Italia e arrivare, dopo un percorso straordinario lungo due mesi, allo stadio di San Siro a Milano per la Cerimonia di Apertura del 6 febbraio 2026. Si tratta di tre straordinari talenti che rappresentano al meglio l’anima contemporanea e innovativa dello Spirito Italiano dei prossimi Giochi Invernali, e di tre storie dal forte impatto sociale e ispirazionale che incarnano i valori della Fiamma Olimpica, simbolo di unità e pace.

I primi volti noti dello spettacolo e dello sport sono Achille Lauro, artista dall’identità inconfondibile, tra le personalità più interessanti della scena musicale italiana; Flavia Pennetta, icona del nostro tennis, vincitrice degli US Open 2015 e di 4 Billie Jean King Cup con la maglia azzurra; e Francesco Bagnaia, due volte campione del mondo di MotoGP e una in Moto2, simbolo di coraggio, determinazione e velocità.

Le storie che ispirano sono quelle di Andrea e Franco Antonello, testimoni di resilienza e amore. Andrea, giovane con autismo, e suo padre Franco hanno scelto di trasformare la sfida della disabilità in un viaggio straordinario, portando un messaggio universale di speranza e inclusione.

Con loro, Dario Pivirotto, classe 1936, originario di Vinigo di Cadore, che ha già portato la Fiamma Olimpica nel corso dei Giochi di Cortina 1956 e Torino 2006, nel segno di una continuità e di un legame tra generazioni che dimostra come la passione per lo sport non si spegne mai.

E, infine, Lucia Tellone, chef abruzzese che ha ridato vita al forno comunitario del suo paese, rimasto spento per 35 anni. Da cinque anni insegna gratuitamente a bambini e adulti l’arte del pane, dimostrando come un gesto semplice possa diventare simbolo di comunità, condivisione e rinascita.

Il percorso di avvicinamento al Viaggio della Fiamma sarà raccontato attraverso tre momenti di annuncio, ognuno destinato a svelare nuove emozioni e storie uniche: 26 settembre 2025: presentazione dei primi Tedofori; 26 ottobre 2025: secondo annuncio con nuovi protagonisti; 26 novembre 2025: accensione della Fiamma Olimpica a Olimpia;

Viaggio della Fiamma Olimpica 63 giorni di viaggio, 60 città di tappa e 12mila chilometri da percorrere toccando tutte le 110 province della penisola. Il Viaggio inizierà il 26 novembre 2025 a Olimpia, con l’accensione del sacro fuoco che arriverà poi in Italia, a Roma, il 4 dicembre da dove, due giorni dopo, inizierà il suo percorso. Sarà a Napoli a Natale e festeggerà il nuovo anno a Bari; il 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla Cerimonia d’Apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano facendo il suo ingresso allo Stadio di San Siro, la sera di venerdì 6 febbraio 2026.

Il percorso è pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo.

Coca-Cola e Eni sono i Presenting Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica che accompagneranno questo straordinario momento che segna l’ultimo tratto di strada prima dell’inizio dei Giochi di Milano Cortina 2026.

L’inizio in Grecia La storia del Viaggio inizierà in Grecia, con la tradizionale accensione della Fiamma a Olimpia il 26 novembre 2025. Il 4 dicembre 2025 è prevista la Cerimonia di consegna della Fiamma Olimpica ad Atene, mentre il 6 dicembre il fuoco Olimpico accenderà Roma e l’Italia intera con l’inizio del Viaggio.

Date chiave 26 novembre 2025: accensione Fiamma a Olimpia; 4 dicembre 2025: consegna Fiamma ad Atene e arrivo in Italia a Roma; 6 dicembre 2025: partenza a Roma del Viaggio della Fiamma Olimpica; 23 dicembre 2025: arrivo a Napoli; 31 dicembre 2025: Capodanno a Bari; 26 gennaio 2026: arrivo a Cortina nel giorno del 70° anniversario della Cerimonia di Apertura dei Giochi del 1956; 6 febbraio 2026: Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici a San Siro.

Costa (Ue) all’Onu: l’aggressione russa all’Ucraina minaccia tutti noi. Nuova allerta droni in Danimarca

Roma, 26 set. (askanews) – L’aeroporto di Aalborg, nel nord della Danimarca, ha dovuto essere di nuovo chiuso nella serata di ieri a causa di un nuovo allarme droni, prima di riaprire dopo la mezzanotte, ha annunciato la polizia danese. Aalborg era già stato chiuso per un’incursione di droni. La chiusura dello scalo ha costretto un volo KLM da Amsterdam a invertire la rotta e ha portato alla cancellazione di un volo Scandinavian Airlines da Copenaghen, secondo i siti di tracciamento dei voli e delle compagnie aeree. Tuttavia, al momento, le autorità non hanno formalmente confermato la presenza di droni.

Il Paese è in stato di massima allerta a seguito di un’ondata di incidenti nei suoi cieli da lunedì. Il primo ministro Mette Frederiksen ha denunciato ieri gli “attacchi ibridi” e ha avvertito che i sorvoli dei droni “potrebbero aumentare”. Le autorità danesi non hanno ancora identificato l’origine di questi dispositivi, ma “c’è principalmente un Paese che rappresenta una minaccia per la sicurezza europea, ovvero la Russia”, ha commentato Frederiksen.

Oltre alla Danimarca sono numerosi gli episodi di sconfinamento dello spazio aereo di droni non autorizzati attribuiti alla Russia o caccia russi, registrati negli ultimi tempi, in Polonia, Romania, Norvegia, Estonia. Ieri sono stati intercettati vicino allo spazio aereo lettone cinque caccia di Mosca, mentre il Norad ha rilevato in Alaska bombardieri russi nella zona dello spazio aereo internazionale, in questo caso non hanno violato quello statunitense o canadese.

E l’ambasciatore russo in Francia, Alexei Meshkov, ha dichiarato in un’intervista a RTL che l’eventuale abbattimento di un aereo russo da parte della Nato – in caso di violazione dello spazio aereo dell’Alleanza – equivarrebbe a una dichiarazione di guerra. “Sarà una guerra, cos’altro è possibile?” ha osservato ieri Meshkov alla radio RTL, rispondendo a una domanda sulla possibile reazione della Russia. “Sono parecchi gli aerei che violano il nostro spazio aereo, accidentalmente o meno. Nessuno li abbatte”, ha aggiunto l’ambasciatore. Meshkov ha anche affermato che l’Europa non ha fornito “nulla di tangibile” per dimostrare il coinvolgimento della Russia negli incidenti con i droni in Europa. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel suo intervento all’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York ha sottolineato che l’aggressione della Russia “non minaccia solo l’Ucraina: minaccia ogni nazione in questa Assemblea. Se accettiamo l’invasione russa dell’Ucraina, nessun paese sarà mai al sicuro”. In Ucraina, ha ricordato Costa, “una nazione sovrana è stata brutalmente attaccata da un membro permanente del Consiglio di Sicurezza, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. Una palese violazione della sovranità, dell’integrità territoriale, del rispetto dei confini riconosciuti a livello internazionale e del diritto di scegliere il proprio destino. Principi che vincolano tutti i membri delle Nazioni Unite”. “C’è – ha rilevato il presidente del Consiglio europeo – una sola causa profonda di questa guerra: il rifiuto della Russia di accettare il diritto dell’Ucraina di scegliere il proprio destino. Per oltre tre anni, questa guerra ha causato vittime innocenti, distrutto città e alimentato l’insicurezza globale. La nostra sicurezza collettiva è legata alla resilienza dell’Ucraina”. L’Unione europea – ha sottolineato Costa – è ferma nel sostenere l’Ucraina. Nella sua lotta per una pace giusta e duratura. Nei suoi sforzi per porre fine alle uccisioni e portare la Russia al tavolo dei negoziati. Nella sua futura ricostruzione. Nel fornire garanzie di sicurezza per prevenire futuri attacchi. Nel suo percorso verso la piena adesione all’Ue”.

“Continueremo a fare pressione sulla Russia – ha assicurato – affinché ponga fine a questa guerra. Chiediamo negoziati significativi, un cessate il fuoco immediato e una pace giusta e duratura. Questa non è la sola lotta dell’Ucraina. È una lotta per i principi che tutti noi abbiamo a cuore”, ha concluso Costa.

L’odio finto evocato solo per propaganda

C’è qualcosa di molto ambiguo e di poco autentico nel confronto politico che si sviluppa da qualche giorno intorno all’“odio”.

Poiché la politica è una contesa non ci si può illudere che si tratti di una competizione priva di qualche asprezza.

Ma anche ogni contesa degna del nome dovrebbe sempre poter contare su un insieme di pratiche, regole, consuetudini capaci di renderla meno arbitraria di quanto spesso non avvenga.

Un’ambiguità di fondo

Invece la nostra contesa appare fondata su un’ambiguità.

Il quotidiano bollettino della reciproca propaganda appare segnato da una crescente drammaticità, mentre lo svolgimento della vita politica, se appena lo si guarda in controluce, segnala un gran numero di involontarie (ma obbligate) somiglianze tra i contendenti.

Non siamo gli Stati Uniti

Noi non siamo gli Stati Uniti. Almeno non ancora.

Di là dell’oceano ci può essere un commander in chief che si compiace di dire che lui gli avversari li odia. Trasformando il lutto in un grido di guerra.

Da noi, invece, l’odio che si denuncia è quello (assai più improbabile) degli avversari di turno.

Non è un grido di guerra. Ma è un lamento. Più finto che vero.

Il rischio di un abisso

Il fatto è che l’odio finto, evocato per propaganda, può essere quasi altrettanto nocivo di quello più vero.

Poiché fa da esempio e da moltiplicatore. Spingendo gli uni e gli altri, giorno dopo giorno, a scavare un vero e proprio abisso per proteggere le loro somiglianze dai rischi di qualunque forma di collaborazione.

Che quell’abisso finisca per poi inghiottire i buoni e i cattivi, i nostri e i loro, è una scommessa il cui esito appare fin troppo scontato.

Fonte: La Voce del Popolo – 25 settembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia

Cittadinanza “per meriti speciali” ad una giornalista americana: una riflessione necessaria

Anche le piccole cose possono far nascere qualche riflessione più generale.

Mi riferisco al conferimento della cittadinanza italiana “per meriti speciali” promossa dal Governo Meloni, su proposta del Ministro degli Esteri, a favore della giornalista americana Maria Bartiromo.

Ne scrivo non perché il fatto sia – in sé – censurabile: analoghe procedure sono state adottate in passato da questo e da altri Governi. E neppure perché la suddetta giornalista è conosciuta come una accanita tifosa del Presidente Trump.

Le contraddizioni del sistema

Mi viene spontaneo farlo perché, nel mentre si concedono tali cittadinanze “per meriti speciali” a personaggi in vista, le procedure per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai cittadini stranieri che da anni vivono nel nostro Paese – e concorrono alla costruzione del suo benessere economico ed alla tenuta del suo sistema previdenziale e sociale, a fronte del drammatico inverno demografico che lo connota – sono sottoposti alle forche caudine per ottenerla.

Per non parlare della latitanza delle Istituzioni Nazionali rispetto al tema della cittadinanza per i minori stranieri nati in Italia e ormai pienamente inseriti nel nostro sistema scolastico e sociale.

Diritto d’asilo e tempi biblici

Non solo. Anche per il riconoscimento del diritto di asilo garantito dalle normative internazionali passano anni.

Cito l’esempio di una famiglia di pachistani, arrivati molti anni fa a Trento in quanto perseguitati in patria per motivi religiosi (sono di fede cattolica): il padre lavora regolarmente in una impresa trentina e la madre si occupa dei loro tre bambini. Hanno avuto il riconoscimento formale del diritto di asilo dopo tre o quattro scandalosi, lunghi anni dalla richiesta.

Quali meriti sono davvero “speciali”?

Ecco, tornando al tema della cittadinanza italiana: quali sono i “meriti” per averla riconosciuta?

A me pare che siano più “speciali” quelli che possono esibire i tanti stranieri che vivono ormai stabilmente nelle nostre comunità; si comportano correttamente; concorrono alla crescita delle nostre attività economiche; rispettano le nostre regole, adeguando ad esse – senza abiurarla – la loro peculiare cultura; affidano l’educazione e la formazione dei loro figli alle nostre Scuole e considerano ormai questo il loro Paese.

Mi sembrano meriti molto più “speciali” di quelli testimoniati dalla giornalista americana in parola.

Post scriptum

La signora pare avere antiche origini italiane, come il cognome lascia capire.

Ma proprio il Governo Meloni ha recentemente molto ristretto i criteri per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti dei nostri emigrati all’estero. Evidentemente non per tutti.

The Weeknd rielabora il brano "São Paulo" con la brasiliana Anitta

Milano, 26 set. (askanews) – Venerdì 26 settembre 2025. È da oggi disponibile in radio una rielaborazione inedita del brano di The Weeknd “São Paulo”, featuring la star brasiliana Anitta. Il singolo fa parte del bundle uscito lo scorso venerdì 19 settembre, già disponibile su tutte le piattaforme digtali, e contenente anche tre nuove versioni della traccia estratta dal sesto album in studio di The Weeknd “Hurry Up Tomorrow”.

“São Paulo” è un brano dalle sonorità dark e trascinanti, che mescola la voce calda e ipnotica di The Weeknd con l’energia esplosiva di Anitta, creando un connubio magnetico e vincente. Il singolo viene quindi rielaborato e riproposto in quattro versioni inedite, ognuna delle quali offre alla traccia una nuova prospettiva: sono infatti ora disponibili la versione “Singolo”, più breve e di fortissimo impatto, la versione “Live from São Paulo”, registrata nel 2024 a un concerto dell’artista che si è tenuto nella città che dà il tiitolo alla canzone, la versione “Instrumental”, con solo la base musicale del singolo, e la versione “Acapella”, che al contrario prevede solo le voci dei due artisti.

“São Paulo” è uno dei brani più amati dell’album “Hurry Up Tomorrow”, con quasi mezzo miliardo di ascolti solo su Spotify, oltre un milione di ascolti a settimana su Amazon Music e un incremento costante di streaming su tutte le piattaforme digitali. La canzone è anche andata più volte virale su TikTok, accumulando oltre 7 miliardi di visualizzazioni totali tra tutti i video che ne hanno fatto uso. L’amore del pubblico per questo brano è altrettanto palpabile anche al di fuori del regno digitale, e “São Paulo” è diventato a tutti gli effetti uno dei momenti accolti con maggior entusiasmo ai live di The Weeknd, che sta attualmente concludendo il suo tour del Nord America. L’artista tornerà però presto ad esibirsi nel 2026 con “After Hours Til Dawn”, il suo tour mondiale che lo porterà anche in Italia per tre imperdibili date allo Stadio San Siro di Milano il 24, 25 e 26 luglio, affiancato da Playboi Carti.

Fin dalle prime ore dopo la sua uscita, “Hurry Up Tomorrow” si è rivelato un successo. L’album, infatti, ha segnato un nuovo record come miglior debutto su Spotify nel 2025 con 58 milioni di stream. “Hurry Up Tomorrow” ha inoltre conquistato all’uscita la #1 nella chart Billboard200, diventando il più grande debutto di sempre di The Weeknd nella classifica, e raggiungendo la vetta delle chart Top Album Sales, R&B/Hip Hop e R&B Albums. Anche in Italia il successo di “Hurry Up Tomorrow” non è tardato: l’album, infatti, ha debuttato #2 nella Chart FIMI sia degli album sia di CD, Vinili e Musicassette più venduti della settimana.

Poco dopo l’uscita dell’album, The Weeknd ha rilasciato i videoclip ufficiali di “Cry For Me”, “Open Heart” e “Red Terror”, e ha rilasciato sui suoi canali il trailer ufficiale di “Hurry Up Tomorrow”, il film che l’ha visto come autore e protagonista affianco a Jenna Ortega e Barry Keoghan. Il lungometraggio, scritto e diretto da Trey Edward Schults per Lionsgate, è uscito anche nelle sale italiane come film evento il 23, 24 e 25 giugno. Il thriller psicologico è stato creato per raccontare visivamente la storia narrata nell’omonimo album di The Weeknd, che ha curato la colonna sonora del film insieme a Daniel Lopatin. “Hurry Up Tomorrow” rappresenta il capitolo finale della straordinaria trilogia di The Weeknd, composta dai precedenti “Dawn FM” (disco di platino in Italia) e “After Hours” (triplo disco di platino in Italia), mostrando anche un lato più personale dell’artista.

The Weeknd si è ormai affermato anche come superstar da record: nel 2024 è infatti diventato il primo artista nella storia ad avere 27 canzoni con oltre 1 miliardo di streaming ciascuna su Spotify, mentre all’inizio di questo mese il suo brano “Blinding Lights” è diventato il primo al mondo a raggiungere i 5 miliardi di ascolti su Spotify, oltre a essere stato certificato come brano R&B/Hip Hop con la migliore performance nella classifica Billboard Hot R&B/Hip Hop Songs del ventunesimo secolo. The Weeknd è riuscito a superare anche il suo stesso record di artista con il maggior numero di ascoltatori su Spotify, arrivando a un picco di oltre 120 milioni di ascoltatori mensili.

The Weeknd ha conquistato solo in Italia 50 dischi di platino e 21 dischi d’oro, diventando l’artista (uomo) internazionale più certificato in Italia nel 2024, collezionando 28 platini e 6 ori solo in quell’anno.

Come Putin prepara la sua nuova escalation

Come già evidenziato, il bilaterale di Ferragosto tra Trump e Putin alla Joint Base Elmendorf-Richardson di Anchorage non ha proposto nulla di costruttivo: quel red carpet steso in onore dell’illustre ospite ha lasciato in totale imbarazzo il Presidente USA, ricordando implicitamente che dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca (e nella magniloquenza del programma elettorale) aveva affermato che la guerra in Ucraina si sarebbe conclusa in pochi giorni.

L’incontro ha semmai rafforzato le mire strategiche del capo del Cremlino, che si era presentato a quell’appuntamento ostentando una non scalfibile sicurezza.

Pechino e l’asse anti-occidentale

Il successivo vertice di Pechino, alla presenza dei leader del rassemblement anti-occidentale con tanto di parata militare e sfoggio di potenza bellica nucleare, non ha inviato al mondo alcun segnale di distensione e di pace, ma un messaggio di coesione, compattezza, minaccia e forza.

Trump continua a tessere una tela che ricorda quella di Penelope: facendo e disfacendo, promettendo e smentendo, minacciando dazi come deterrente ritorsivo alle emergenze di una nuova geopolitica (da lui stesso incautamente provocata).

Deve combattere su due fronti: quello del consenso interno, centrato sul progetto MAGA, e quello esterno, dove nelle relazioni internazionali predilige l’ostensiva mediazione con i tradizionali nemici piuttosto che rinsaldare i legami con i tradizionali alleati occidentali.

Le difficoltà dell’Europa e l’esempio di Draghi

Ciò ha creato non pochi problemi a Zelensky e ai leader europei: Putin si è sempre sottratto a ogni tentativo di incontro finalizzato a una tregua e ha continuato a bombardare l’Ucraina, sommersa da attacchi crescenti di droni, dimostrando che lui la pace non la vuole se non come resa incondizionata di Kyiv e annessione dei territori.

La balbettante Europa, tra conciliaboli, meeting e strette di mano, non è andata oltre la 19ª sanzione contro la Russia. Viene da chiedersi quale deterrente abbiano indotto nelle mire espansive del Cremlino le 18 precedenti, se oggi Putin conta di disporre di 700 mila soldati schierati sul campo.

Fondamentalmente USA ed Europa non hanno saputo leggere i segnali di debolezza della Russia, che di fatto ha lasciato sul campo più vittime di quante ne abbia disseminate, nonostante la devastante distruzione del territorio ucraino, recentemente in particolare nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv, Kherson, Kyiv, Poltava, Sumy, Zaporizhzhia, Nizhyn, Chernihiv e il massacro della popolazione civile.

Il disimpegno di Trump, che considera la guerra russo-ucraina una faccenda che tocca all’Europa risolvere, e le incertezze dei Paesi del vecchio continente hanno enfatizzato un’immagine dirompente e dilagante della Russia.

Mario Draghi, a cavallo del suo rapporto sul futuro della competitività europea, ha più volte e in almeno due occasioni ufficialmente esposto un piano che – bypassando retorica e indecisione – sarebbe stato risolutivo e avrebbe mandato Mosca in default economico-finanziario: evitare qualunque finanziamento indiretto della Russia attraverso l’acquisto del suo gas e del suo petrolio (sull’oro nero va registrata la recentissima analoga raccomandazione dello stesso Trump rivolta all’Europa, che fa parte del copione “vedetevela voi”).

L’esercitazione Zapad 2025 e le provocazioni aeree

Putin ha continuato a tessere la sua strategia a un tempo espansiva e provocatoria: con la Bielorussia ha dato il via all’esercitazione militare congiunta Zapad 2025, con l’impiego di 13 mila uomini e il dispiegamento del missile ipersonico Oreshnik, un’arma a lungo raggio in grado di essere equipaggiata con testate atomiche, presente sia a Kaliningrad che in Bielorussia.

Contemporaneamente – ritorcendo spudoratamente le responsabilità verso la NATO e i Paesi europei confinanti, da sempre accusati di atti di provocazione – ha iniziato a saggiare le reazioni dei Paesi limitrofi con la violazione dei loro spazi aerei attraverso l’incursione di aerei e droni senza piani di volo e con i transponder spenti: ci hanno provato in Polonia, Romania, Estonia, Lituania, arrivando ad essere intercettati sopra gli aeroporti di Copenaghen e Oslo.

Il segnale è chiaro: da un lato l’operazione Ovest (Zapad) 2025 potrebbe diventare una riedizione via terra dell’“operazione militare speciale” (non dimentichiamo che i confini con la Finlandia sono presidiati da truppe russe), dall’altro, con le provocazioni dei sorvoli oltre confine, Putin vuole saggiare le reazioni diplomatiche, politiche e militari dei Paesi Nato.

L’Ucraina diventerebbe una tappa intermedia di espansione in Europa: non è fantapolitica, perché i segnali sono eloquenti.

Moldova, Transnistria e le elezioni condizionate

Putin sta tentando di condizionare le elezioni in Moldavia (le autorità locali hanno sequestrato 600 mila euro provenienti dalla Russia per comprare i voti) e si aprirebbe un fronte di accesso all’Ucraina passando da Odessa e la Transnistria.

Ma c’è una terza via che il Cremlino sta orchestrando: intese o disimpegni delle forze politiche populiste, con una prospettiva di escalation che fa leva sulla disgregazione dell’unità europea.

Non è affatto estraneo a questa logica – che si alimenta di affiliazioni ideologiche striscianti e sobillazioni popolari – ciò che sta accadendo in Francia: di fatto Macron (non solo perché dispone del nucleare) è il leader europeo più inviso al Cremlino.

Non è tempo di distinguo e disimpegni: specialmente nell’U.E. servono compattezza e unità d’intenti, l’essere unisoni nel cogliere i potenziali pericoli.

Il ruolo di Trump e l’urgenza di una visione

Uno studio ONU – che pare fatto apposta per rendere l’Europa ancora più debole e vulnerabile – stabilisce che in 100 ore Putin potrebbe impadronirsi del continente. Ma non è produttivo enfatizzare allarmismi: davvero la visione e la lungimiranza di Mario Draghi sarebbero un valore aggiunto che farebbe leva sull’intelligenza tattico-strategica, piuttosto che sul frettoloso riarmo militare, inviso a molti, anche se drammaticamente necessario.

In questo momento contare sul sostegno di Trump è come perdersi nello sconquasso internazionale provocato dalla sua imprevedibilità.

Uno che fa di tutto per screditare la scienza e la medicina ufficiale (The Wall Street Journal riferisce che lui e Kennedy sconsigliano tachipirina e vaccini per l’epatite B perché provocherebbero l’autismo), che disprezza Harvard e considera uno spreco finanziare università, studi e ricerca pura e applicata, mentre dedica più attenzione agli accordi con la Cina per una partnership su TikTok, alimenta timori e incertezze che dobbiamo invece scrollarci di dosso, risolutamente.

Sergio Zaninelli, una vita per la ricerca e l’insegnamento

Una lunga vita spesa nell’ambito della ricerca e dell’insegnamento, in gran parte all’interno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di cui fu rettore nel passaggio di secolo. Sergio Zaninelli, morto il 23 settembre scorso, nasce a Milano il 24 maggio 1929. Laureatosi in giurisprudenza, nel 1959 inizia la carriera accademica presso la cattedra di Storia economica della facoltà di economia dell’Ateneo del Sacro Cuore. Dal 1966 al 1969 è incaricato di Storia del movimento sindacale, di Storia economica e di Storia dell’agricoltura.

Dalla facoltà di Trento al ritorno alla Cattolica

Nel 1970 è chiamato come straordinario di Storia economica presso la facoltà di sociologia della Libera Università degli Studi di Trento e, dal 1973, come ordinario. La sua carriera accademica lo vede, prima dal 1973 al 1974, preside della facoltà di sociologia dell’Università di Trento, e dal 1974 al 1978 preside della facoltà di economia della stessa università.

Alla morte di Mario Romani, nel 1975, rientra nell’Ateneo del Sacro Cuore dove diviene titolare della cattedra di Storia economica nella facoltà di economia, incarico che manterrà fino al 2004, conservando sino al 1996 anche l’insegnamento di Storia del movimento sindacale.

Il legame con Romani e la Cisl

Gli anni di intensa collaborazione con Romani lo portano a lavorare con la Cisl, dove Romani era direttore del Centro Studi e dell’Ufficio Studi dal 1950 al 1969, offrendo un contributo innovativo alla cultura sindacale del Paese.

Zaninelli conserverà un intenso ricordo di quegli anni, sentendo un debito morale oltre che scientifico verso Mario Romani, per lui figura di riferimento, così come lo saranno Giuseppe Lazzati e Giancarlo Brasca. Come il suo maestro Romani, è chiamato dal rettore Lazzati come prorettore dell’Ateneo dal 1980 al 1983; preside della facoltà di economia dal 1983 al 1992; e rettore dal 1998 al 2002.

Direzioni, incarichi e impegno culturale

Dal 1975 al 2005 è direttore dell’Istituto di Storia economica e sociale e direttore dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia. Dal 1989 al 1994 è membro del Comitato scientifico-organizzatore delle Settimane sociali.

Nel periodo 2000-2007 è membro del Comitato permanente dell’Istituto Toniolo di Studi Superiori; nel 2012 è chiamato alla presidenza dell’Istituto Auxologico Italiano.

Come rettore dell’Università Cattolica, di fronte alle nuove sfide, promuove una rivisitazione dello spirito originario dell’Ateneo attraverso una profonda opera di approfondimento cui dedica i corsi di aggiornamento culturale:

  • Roma 1999, Formazione delle risorse umane e sviluppo locale: quale ruolo per l’Università;
  • Brescia 2000, L’Università per un sistema formativo integrato;
  • Milano 2001, Università e imprese: nuovi scenari per l’istruzione superiore e i sistemi professionali.

Ricerca storica e contributo scientifico

Ricco è il contributo scientifico, dato in particolare nella ricerca storica, avendo ben presente come la conoscenza del passato aiuti alla comprensione del presente.

Rilevante la sua attività scientifica: sarà tra l’altro presidente della Società italiana degli storici dell’economia per il quadriennio 1996-2000.

La sua produzione risente del lungo rapporto personale avuto con Mario Romani. Come è stato notato in occasione della pubblicazione del volume di studi in suo onore, ha consolidato e approfondito l’intuizione originaria: la rilevanza della storia economica nell’ambito delle discipline storiche e dunque l’apporto che essa può dare alla comprensione dei grandi processi.

In questa prospettiva Zaninelli ha coltivato due generi storiografici a lungo considerati minori: la storia del lavoro e la storia del movimento sociale cattolico.

L’eredità storiografica

La trentennale attività di Sergio Zaninelli alla direzione dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia è documentata nel volume da lui curato: Alla scuola di Mario Romani. Un trentennio di attività dell’Istituto di storia economica e sociale e dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia (1975-2004), edito da Vita e Pensiero nel 2004.

Fonte: L’Osservatore Romano – 25 settembre 2025

Titolo originale: Tra le pieghe del movimento sociale cattolico – Un ricordo di Sergio Zaninelli

[Si ringrazia il direttore del giornale vaticano per l’autorizzazione a ripubblicare l’articolo di Preziosi]

Istat, a settembre migliora fiducia consumatori e imprese

Roma, 26 set. (askanews) – A settembre migliora il clima di opinione dei consumatori (da 96,2 a 96,8) e risulta in lieve aumento l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese (da 93,6 a 93,7). Lo ha reso noto l’Istat.

Tra i consumatori, si evidenzia un complessivo miglioramento delle opinioni sulla situazione economica generale, sulla situazione corrente e su quella futura: il clima economico sale da 97,0 a 98,8, il clima corrente aumenta da 99,2 a 99,9 e il clima futuro cresce da 92,2 a 92,6; il clima personale rimane sostanzialmente stazionario (da 95,9 a 96,0).

Quanto alle imprese, l’indice di fiducia aumenta nelle costruzioni e nei servizi di mercato (da 101,3 a 101,5 e da 95,1 a 95,6, rispettivamente) mentre rimane invariato nella manifattura (a 87,3) e diminuisce nel commercio al dettaglio (da 102,7 a 101,6).

Euro digitale, Cipollone: semplifica pagamenti per cittadini e imprese

Roma, 26 set. (askanews) – “La digitalizzazione sta rivoluzionando il panorama dei pagamenti e il suo futuro. Con il mutare delle tecnologie e delle preferenze, stiamo reintepretando il nostro ruolo di emittenti di moneta di banca centrale”. Lo ha affermato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce, alla conferenza “The future of payments: CBDC, digital assets and digital capital markets” organizzata dall’Università Bocconi, dal Centre for Economic Policy Research e dalla Banca centrale europea.

“È fondamentale garantire che dalle trasformazioni derivino innovazioni autentiche in grado di migliorare la vita delle persone e l’efficienza delle nostre economie, preservando allo stesso tempo la stabilità finanziaria. A tal fine, il dialogo tra ricerca e politiche non è soltanto auspicabile – ha proseguito – ma necessario”.

In questo contesto “la Bce, insieme alle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, ha già compiuto passi importanti in questa direzione. Abbiamo modernizzato il nostro regime di sorveglianza alla luce della rapida trasformazione del mercato dei pagamenti. Stiamo lavorando per offrire nel corso per prossimo anno il regolamento in moneta di banca centrale delle operazioni con tecnologia a registro distribuito (distributed ledger technology, Dlt)”.

“E ci stiamo preparando a emettere una forma digitale di contante per le operazioni quotidiane: un euro digitale”, il tema della conferenza. Cipollone ha illustrato i risultati delle sperimentazioni condotte finora. “Hanno coinvolto circa 70 soggetti tra commercianti, banche, operatori fintech e ricercatori, (e) dimostrano che la moneta di banca centrale può sostenere l’innovazione: offre nuove applicazioni, promuove la crescita del mercato e, in ultima analisi, semplifica i pagamenti e i processi giornalieri per cittadini e imprese. Il successo di questa iniziativa – ha detto Cipollone – ci incoraggia a proseguire in questa direzione”.

Euro digitale, Bce: sperimentazioni mostrano potenziale innovativo

Roma, 26 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha pubblicato i risultati del lavoro effettuato finora con una nuova piattaforma di consultazioni con società e enti privati di diverse tipologie sullo sviluppo del progetto per l’euro digitale (Digital euro innovation platform).

Da queste consultazioni sono emerse diverse “potenzialità” per questa versione digitalizzata della valuta di banca centrale, tra cui la possibile creazione di un sistema integrato per la memorizzazione del ricevute che consentirebbe ai singoli di salvare in un’unica ubicazione i dati di tutte le transazioni effettuate con l’euro digitale. La Bce assicura che questa banca dati sarebbe accessibile unicamente ad acquirenti e venditori, e non all’Eurosistema delle Banche centrali.

I lavori hanno riguardato anche i cosiddetti pagamenti “condizionati”, ad esempio che scattano unicamente alla consegna di un bene ordinato, o all’arrivo in orario del mezzo di trasporto, ma anche i pagamenti, chiamati “pay-per-use” in cui viene erogato un ammontare proprorionale unicamente alla quantità di prodotto o servizio utilizzato.

Secondo il rapporto pubblicato dalla Bce, l’euro digitale potrebbe anche migliorare l’accessibilità e ridurre la frammentazione delle diverse soluzioni presenti nel settore dei trasporti. Oppure aiuterebbe a sviluppare sistemi per calcolare quale sia la soluzione più economica, per esempio sulle su car sharing o simili.

In generale, secondo lo studio, i lavori condotti finora “hanno dimostrato che l’euro digitale ha il potenziale per spingere l’innovazione introducendo nuove funzionalità, migliorando la collaborazione tra pubblico e privato e offrendo soluzioni pratiche per le situazioni di pagamento quotidiane”.

I privati, imprese o enti che hanno partecipato alla piattaforma sono stati suddivisi in due categorie: “visionari”, focalizzati sulle idee che potevano dimostrare come l’euro digitale potrebbe sbloccare l’innovazione, e “pionieri” che invece si sono concentrati sulla sperimentazione tecnica dei pagamenti condizionati.

In calce al rapporto da Bce elenca circa una settantina di aziende e enti che hanno contribuito all’iniziativa. Tra questi per l’Italia compaiono Abi Lab, l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, Gft Italia, Hype S.p.A., Medical Srls, Next Digital Platform Srl, l’Osservatorio sull’innovazione digitale del Politecnico di Milano, Postepay S.p.A., la scuola di management Sda Bocconi e il Fintech Lab Baffi Center dell’Università Bocconi.

Da segnalare che tra le imprese coinvolte compare anche il gigante del commercio online Amazon, non autonomamente ma all’interno di un consorzio, battezzato Digi-Trade a cui partecipano anche CargoX, Deutsche Bank, Stripes e Swift. Alcuni anni fa, la partecipazione di Amazon ad alcune attività esplorative sull’euro digitale era stata oggetto di contestazioni a carico della Bce durante un’audizione al Parlamento europeo. (fonte immagine: ECB).

Ponte Stretto, Salvini: ai primi di novembre l’avvio dei lavori

Roma, 26 set. (askanews) – “E’ giusto che la Corte dei Conti in questi due mesi di tempo chieda tutti i chiarimenti possibili. Conto che entro i primi di novembre ci sia l’ok definitivo e a Messina e Reggio Calabria vedranno gli operai per l’apertura dei lavori”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque News su Canale 5, a proposito dell’avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina. “L’opera dovrebbe essere pronta in sette anni”, ha aggiunto.

Padel, via a main draw FIP Silver Torino: esordio per gli azzurri

Roma, 25 set. (askanews) – Parte venerdì il tabellone principale maschile del FIP Silver Mediolanum Cup di Torino, torneo della Federazione Internazionale Padel in corso fino al 28 settembre al Palavillage di Grugliasco. Attesissimo – si legge in una nota – l’esordio di Alvaro Montiel, 20 anni, talento puro nato in Spagna ma di origine italiane e appena convocato per la prima volta in Nazionale in vista degli Europei del mese prossimo. Alvaro ‘El Dragon’ Montiel si allena proprio a Torino e a Barcellona e giocherà da numero uno nel torneo l’argentino Juan Cruz Belluati. In scena andranno anche due glorie azzurre: Riccardo Sinicropi, argento europeo nel 2024 e Daniele Cattaneo, oro in quelli del 2019. Per la coppia numero 6 in tabellone è in arrivo il “derby” contro Matteo Rosingana e Edoardo Zecchinelli.

Tra le altre teste di serie spiccano Luciano Capra e Aimar Goñi; occhi puntati pure su Javi Ruiz, vincitore del FIP Silver di Palermo, insieme a Martin Abud contro Alessandro Tinti e Steve Piernicola Straquadaini. E poi un giocatore speciale: il polacco Jerzy Janowicz, ex n.14 ATP e semifinalista a Wimbledon nel 2013. L’ex tennista, che a Torino gioca in coppia con lo spagnolo Adrian Rodriguez, esordirà nel tardo pomeriggio contro la coppia franco-belga Rouanet-Huysveld. In attesa delle top 20 mondiali e delle azzurre vicecampionesse d’Europa, il tabellone femminile si apre invece con la giovanissima Aurora Buscaino – 19 anni, grande prospetto del padel italiano – in campo con la belga Noemi Sermant di fronte a Chiara Giaquinta e Teresa Casero. Tra le italiane spazio anche Campigotto/Cascapera contro Ronchini/Dellagnese.

Calcio, Genoa-Empoli 3-1, rossoblu ai quarti di finale di Coppa

Roma, 25 set. (askanews) – Il Genoa batte in rimonta l’Empoli e passa agli ottavi di finale di Coppa Italia dove troverà l’Atalanta. I gol di Frendrup, Marcandalli ed Ekhator ribaltano l’iniziale vantaggio di Saporiti su punizione per il 3-1 finale. Completa il turno Torino-Pisa alle 21.00.

In attesa delle ultime due sfide dei sedicesimi, questi sono gli ottavi di finale già certi.

Parte sinistra: Juventus-Udinese Lazio-Milan Bologna-Parma Atalanta-Genoa

Parte destra: Napoli-Cagliari Inter-Venezia Fiorentina-Como

C’è una interlocuzione in corso fra la Cei e la Flotilla

Roma, 25 set. (askanews) – “C’è un’interlocuzione in corso tra la Cei e la Flottiglia, io penso che questa interlocuzione andrà avanti anche nei prossimi giorni”. Lo ha affermato al Tg1, in collegamento dall’imbarcazione Karma, della Global Sumud Flotilla, il deputato del Pd democratico Arturo scotto.

“Noi non abbiamo rifiutato nessun tentativo, i parlamentari sono qui ad accompagnare la flottiglia, per dargli una garanzia in più – ha aggiunto Scotto -. Ringraziamo il cardinale Pizzaballa per il lavoro che sta facendo, vedremo nei prossimi giorni come evolverà. I governi, rispetto a questo tentativo, è meglio che stiano un passo indietro”.

Il teatro rivoluzionario e immersivo de La Fura dels Baus a Milano

Milano, 25 set. (askanews) – Sono dirompenti, rivoluzionari, trasgressivi e ribelli, sono gli attori della compagnia catalana La Fura dels Baus che portano in scena Sons: ser o no ser” (“Suoni, essere o non essere”), ispirato all’Amleto di Shakespeare, uno spettacolo totale per la prima volta a Milano come racconta Carlus Padrissa, tra i fondatori della compagnia e regista dello show.

“Parla direttamente all’attitudine dell’essere umano. Di essere o non essere. Essere vuole dire, dire no al genocidio, essere vivi e sensibili rispetto a quello che sta succedendo nel mondo”

“Sons: ser o no ser” unisce teatro fisico, video immersivo a 360 gradi, scenografie digitali e suono surround, immergendo lo spettatore in un viaggio tra la vita e la morte, la ragione e la follia, la libert e la responsabilit.

“Il teatro immersivo della Fura richiede che il pubblico si alzi dalla sedia, deve stare in piedi, un gioco interattivo con gli attori, lo spettatore pu decidere dove stare se ai margini della sala o vicino agli attori fino a sentirne l’odore e il calore. uno spettacolo da seguire con tutti i sei sensi, anche quello della coscienza interiore”.

La Fura rompe ancora una volta la “quarta parete” e spinge lo spettatore fuori dalla propria zona di comfort, con una proposta che mescola arte, tecnologia ed emozione in un linguaggio unico e dirompente. Un messaggio universale che fa riflettere ed emoziona.

“Il teatro della Fura ti fa tornare vivo, tira fuori quello che hai dentro per ascoltare, sentire e poter anche dire di no”.

Lo spettacolo debutta il 28 novembre, in esclusiva nazionale, alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 14 dicembre 2025.

The Guardian: Microsoft blocca all’Idf l’accesso alla tecnologia di sorveglianza

Roma, 25 set. (askanews) – Il colosso dell’informatica Microsoft ha interrotto l’accesso dell’esercito israeliano alla tecnologia utilizzata per gestire un potente sistema di sorveglianza che raccoglieva milioni di telefonate di civili palestinesi effettuate ogni giorno a Gaza e in Cisgiordania. Lo rivela in esclusiva il Guardian.

Alla fine della scorsa settimana – scrive il quotidiano britannico -, Microsoft ha comunicato ai funzionari israeliani che Unit 8200, l’agenzia di spionaggio d’élite dell’esercito, aveva violato i termini di servizio dell’azienda archiviando l’enorme quantità di dati di sorveglianza sulla sua piattaforma cloud Azure, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della situazione. La decisione di interrompere la possibilità per Unit 8200 di utilizzare parte della sua tecnologia deriva direttamente da un’inchiesta pubblicata dal Guardian il mese scorso. L’inchiesta ha rivelato come Azure venisse utilizzato per archiviare ed elaborare la quantità di comunicazioni palestinesi in un programma di sorveglianza di massa.

Fitwalking For Ail, insieme a sostegno della ricerca ematologica

Roma, 25 set. (askanews) – Si tenuta a Roma presso il Circolo del Tennis del Foro Italico, la conferenza stampa di presentazione della Fitwalking for AIL 2025, la camminata solidale non competitiva organizzata da AIL giunta alla sua 9 edizione, in programma domenica 28 settembre. La Fitwalking for AIL nasce per celebrare la Giornata Mondiale della Leucemia Mieloide Cronica e anche quest’anno rientra tra le attivit legate al progetto Ambiente e Salute. Da oltre 55 anni AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) sostiene la ricerca scientifica, garantisce assistenza ai pazienti e alle loro famiglie e promuove l’importanza dell’attivit sportiva come strumento di miglioramento della qualit della vita. Abbiamo parlato con Giuseppe Toro Presidente Nazionale Ail:

“Noi con questa iniziativa cerchiamo di promuovere le buone pratiche, soprattutto per quanto riguarda il movimento. Il movimento fondamentale sia nella prevenzione delle malattie, ma anche nel corso delle malattie. Abbiamo decine e decine di studi scientifici di alto livello che considerano l’attivit fisica parte integrante della cura contro i tumori”.

Un appuntamento che cresce di anno in anno in tutta Italia dove si cammina da nord a sud in ben 38 citt per raccogliere fondi a favore dei malati ematologici. . poi intervenuta Maria Christina Cox Ematologa Policlinico Tor Vergata, docente di Esercizio fisico adattato per la prevenzione delle malattie oncologiche, Universit San Ra aele di Roma:

“Queste iniziative sull’esercizio fisico, sull’attivit fisica nei pazienti con tumori ematologici, in realt promuove anche qualcosa che ha delle solide basi scientifiche. Infatti ormai assolutamente dimostrato che l’attivit fisica ha un ruolo importantissimo per promuovere proprio la qualit di vita e la sopravvivenza dei pazienti che hanno un tumore o hanno un tumore del sangue”.

Con la Fitwalking AIL vuole puntare l’attenzione sull’importanza dell’attivit fisica, che rappresenta una vera e proprio terapia. Abbiamo parlato con Corrado Girmenia Responsabile UOSD di Pronto soccorso e Accettazione ematologica, Policlinico Umberto I di Roma:

” importante che chi ha una malattia del sangue o un tumore del sangue o una qualsiasi patologia che debilitante, quanto sia importante mantenere la performance fisica proprio per non cadere in una spirale di depressione e di inagibilit che va contro i successi di cura. Quindi le attivit anche naturali come il Fitwalking, che per esempio di cui parliamo adesso, rappresentano uno strumento importante per mantenere la performance della persona e poter affrontare le cure nel modo migliore”.

Per partecipare alla camminata basta visitare il sito ufficiale fitwalking.ail.it e seguire le istruzioni per l’iscrizione. Il movimento fa parte del progetto di cura, per questo la cosa pi importante camminare tutti insieme domenica in un grande abbraccio collettivo, che unisce l’Italia intera nella lotta ai tumori del sangue.

Corte Ue diritti dell’uomo: infondato il ricorso di Cospito contro il 41bis

Milano, 25 set. (askanews) – La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo ha respinto come “manifestamente infondato” il ricorso presentato dal legale di Alfredo Cospito, contro l’applicazione del 41 bis al caso del 58enne militante anarchico insurrezionalista, e la compatibilità con il suo stato di salute minato da un lungo sciopero della fame durante il quale ha perso 35 chili. Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di reclusione nel carcere di Sassari.

“Abbiamo sempre avuto ragione! Anche la Cedu riconosce la perdurante pericolosità di Cospito, la rete criminale e terroristica di appoggi esterni. La Corte ha aggiunto che Cospito promuoveva la lotta armata e incitava alla violenza contro le istituzioni dello Stato. Non basta lo sciopero della fame. Non ci siamo piegati! Abbiamo difeso il carcere duro. Nessuna tolleranza verso il terrorismo e verso chi predica la violenza anarco terroristica” ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (FdI), aggiungendo che “oggi si chiude con la vittoria della legalità non solo sul terrorismo anarchico ma anche sulla criminalità organizzata che, saldandosi con Cospito, voleva conseguire il risultato di scardinare il carcere duro. Difenderemo sempre carcere duro e ergastolo ostativo – ha concluso il sottosegretariio – per contrastare terrorismo interno e internazionale e criminalità organizzata”.

Netanyahu ha ordinato un attacco a San’a durante il volo per New York

Roma, 25 set. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato di lanciare l’attacco a San’a, contro il gruppo yemenita Houthi, mentre era in volo per New York. Lo ha reso noto l’ufficio del premier, citato dal Times of Israel.

Secondo il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, l’aviazione israeliana ha lanciato “un potente attacco” contro numerosi obiettivi “dell’organizzazione terroristica Houthi a San’a”, tra cui “diversi campi militari, compreso quello dello Stato Maggiore Houthi”. Secondo Katz, con l’azione nello Yemen l’aviazione ha “eliminato decine di terroristi Houthi e distrutto depositi di droni e di munizioni”.

Gli attacchi aerei messi a segno oggi dall’aviazione israeliana nella capitale San’a hanno preso di mira quartieri residenziali e una centrale elettrica. Lo ha detto una fonte locale all’agenzia di stampa yemenita Saba.

Il governo israeliano ha affermato di aver colpito siti del gruppo Houthi.

Design e alte performance, Huawei presenta la serie di smartwatch GT6

Parigi, 25 set. (askanews) – Forte della conferma per il secondo trimestre consecutivo al primo posto nel mercato globale dei dispositivi indossabili con una quota del 20,2% Huawei ha lanciato ufficialmente a Parigi la serie Huawei Watch GT 6. Fedeli alla tradizione della GT Series, i nuovi smartwatch, ora disponibili in Italia, uniscono uno stile ricercato e funzionalit avanzate.

“Ci che rende speciale la serie GT il suo design molto bello che riflette ci che le persone desiderano quando indossano un orologio – ha spiegato Andreas Zimmer, Head of Product Huawei Europe – Quindi non sembra uno smartwatch, ma ha tutte le funzionalit di uno smartwatch. Nel GT6 abbiamo incorporato tutti gli aggiornamenti tecnici come una maggiore durata della batteria, una migliore precisione di posizionamento e le nuove funzionalit per il ciclismo, lo sci, il trail running”.

Huawei Watch GT 6 Series dotata di una batteria con tecnologia avanzata ad alto contenuto di silicio che offre una autonomia estesa fino a 21 giorni con uso quotidiano per il pro e il Gt6 da 46 mm.

Le serie integra anche un sistema di posizionamento Sunflower potenziato. In sport come il trail running, il ciclismo o l’escursionismo il gps ancora pi preciso assicura di rimanere sulla giusta traccia e di non perdersi in aree remote grazie anche a metriche di performance pi affidabili, come passo, distanza e dislivello.

Lo schermo dei nuovi smartwatch raggiunge una luminosit massima di 3000 nits, assicurando una visibilit cristallina anche sotto la luce diretta del sole. Sono quattro le nuove modalit di allenamento avanzate: la potenza di pedalata virtuale nel ciclismo e funzionalit migliorate per il trail running, lo sci e il golf.

Il monitoraggio della salute poi ottimizzato con il nuovo sistema TruSense che grazie al suo rilevamento multidimensionale, offre analisi dettagliate e un monitoraggio cardiovascolare costante, garantendo una cura completa per corpo e mente, giorno e notte.

Huawei Watch GT 6 garantisce infine la piena compatibilit con tutti gli smartphone, sia iOS che Android, rendendo il suo ecosistema di funzioni disponibile a un pubblico universale.

Gaza, la Flotilla ha respinto la proposta del governo di consegnare gli aiuti a Cipro

Roma, 25 set. (askanews) – La delegazione italiana del Global Movement to Gaza, a nome del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, ha comunicato oggi alle autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta ieri su una possibile deviazione degli aiuti in direzione Cipro, per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del patriarcato latino di Gerusalemme.

“Ribadiamo che la nostra missione rimane fedele al suo obiettivo originario di rompere l’assedio illegale e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza, vittima di genocidio e pulizia etnica. Qualsiasi attacco o ostruzione alla missione costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale e un atto di sfida all’ordinanza provvisoria della Corte internazionale di giustizia che impone a Israele di facilitare gli aiuti umanitari verso Gaza”, ha affermato la delegazione nella GSF.

“Continuiamo a chiedere al Governo una risposta netta, severa e seria, in linea con il diritto internazionale”, ha proseguito, segnalando che “oggi gli attacchi israeliani a Gaza hanno già ucciso un totale di 30 persone. Il recente bombardamento di una abitazione familiare ha ucciso 11 persone tra cui anche bambini. Questa cifra è destinata a salire a fronte delle ultime incursioni dell’esercito israeliano in corso nel campo profughi centrale di Bureij e nel quartiere di Tal al-Hawa, a Gaza City. Dal 7 ottobre 2023 Israele ha ucciso almeno 65.419 persone e ne ha ferite 167.160. Si ritiene che migliaia di altre siano sepolte sotto le macerie”.

Flotilla, 58 eurodeputati chiedono a von der Leyen di attivare Frontex

Roma, 25 set. (askanews) – Sono 58 gli eurodeputati che hanno sottoscritto l’appello lanciato dall’eurodeputato del Movimento 5 stelle Danilo Della Valle e indirizzato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, perché attivi la missione navale Frontex per la possibilità che sia necessario soccorrere gli equipaggi della Global Sumud Flotilla diretti a Gaza con gli aiuti umanitari, in caso di nuovi attacchi israeliani alle imbarcazioni della missione internazionale. Lo riferisce una nota. Oltre alle firme degli europarlamentari 5 stelle, fra gli italiani ci sono esponenti di AVS, Ignazio Marino, Leoluca Orlando, Cristina Guarda, e del Pd: Lucia Annunziata, Brando Benifei e la vicepresidente dem dell’Europarlamento Pina Picierno.

“Le notizie che arrivano dalla Global Flotilla sono drammatiche”, sottolinea della Valle in una nota. “La marina israeliana potrebbe attaccare nuovamente nelle prossime 48 ore e mettere a repentaglio sia gli obiettivi umanitari della missione sia l’incolumità stessa dei passeggeri”.

“La Commissione europea – sottolinea l’esponente M5S – finora ha espresso solo qualche frase di solidarietà di circostanza, ma adesso deve assumere un ruolo attivo coordinando le attività di protezione delle imbarcazioni. Insieme a ben 58 europarlamentari di The Left, Greens, S&D e dei Non iscritti, che ringrazio, abbiamo inviato una lettera a Ursula Von der Leyen per chiedere un intervento urgente di Frontex. Questa agenzia per statuto coordina e supporta operazioni di ricerca e soccorso in mare, al fianco delle autorità degli Stati membri, utilizzando droni e velivoli per monitorare imbarcazioni vulnerabili e a rischio, esattamente com’è il caso delle 50 imbarcazioni di Flotilla. Ieri, dopo l’attacco dei droni israeliani, una nave Frontex è già intervenuta nelle acque territoriali greche in virtù del suo attuale mandato. Questo precedente dimostra che se c’è la volontà politica allora si può fare. A Ursula Von der Leyen chiediamo di intervenire con urgenza per attivare i mezzi di Frontex al fine di prevenire nuovi attacchi e garantire protezione immediata a tutti i cittadini europei presenti nelle imbarcazioni applicando in maniera estensiva il regolamento che istituisce Frontex”.

“L’Ue ritorni a essere umana: a Gaza si muore di fame, l’assedio israeliano va rotto portando aiuti e generi alimentari”, conclude Della Valle.

Cucinelli: pieno rispetto regole Ue per le attività nel mercato russo

Milano, 25 set. (askanews) – La casa di moda Brunello Cucinelli, ha confermato “con fermezza il pieno rispetto delle regole comunitarie in merito all’attività nel mercato russo” e ha detto di valutare “azioni legali a tutela della sua reputazione e degli interessi di tutti i suoi stakeholder”. Questi i punti chiave della nota diffusa dalla maison umbra dopo che il titolo era stato sospeso a Piazza Affari, affossato da un report di Morpheus Research che la accusava di avere violato le sanzioni imposte dall’Ue alla Russia, mantenendo i negozi aperti e praticando sconti aggressivi per smaltire il magazzino.

“Le verifiche effettuate dall’Agenzia delle dogane italiane – si legge nella nota a difesa di Cucinelli – hanno accertato il pieno rispetto delle procedure così come non sono state rilevate segnalazioni da autorità doganali straniere che potessero prefigurare triangolazioni commerciali” per quanto riguarda le attività della casa di moda in Russia. “L’incidenza del mercato russo sul nostro fatturato si è ridotta di oltre due terzi rispetto al 2021 risultando oggi intorno al 2% – prosegue Cucinelli – Il valore delle esportazioni verso la nostra filiale russa è passato dai 16 milioni di euro del 2021 ai 5 milioni euro del 2024; dati questi disponibili ogni anno nel nostro bilancio”.

La società spiega che “all’inizio del conflitto, abbiamo scelto di mantenere inalterata la nostra struttura locale continuando a garantire salari pieni ai dipendenti e venditori e onorare i contratti di affitto, come sempre fatto in ogni parte del mondo anche in situazioni straordinarie. Attualmente il nostro personale offre, su richiesta dei clienti finali, un servizio di assistenza all’interno del nostro showroom. Il prodotto utilizzato è quello regolarmente spedito in Russia entro i limiti stabiliti dall’Unione Europea e la parte residuale dell’inventario consegnato prima dell’introduzione delle sanzioni. In questo modo siamo in grado di generare localmente le risorse necessarie per sostenere stipendi e affitti”.

Inoltre per quanto riguarda “gli spazi dedicati al marchio all’interno di più ampie strutture multi-brand” questi “rimangono operativi. Con i partner wholesale agiamo nel pieno rispetto delle regole comunitarie fornendo loro solo la parte di collezione consentita entro i limiti di valore fissati”.

“Crediamo – conclude – che questi valori possano risultare esaustivi nel dimensionare correttamente questo argomento e nell’escludere anche qualsiasi ipotesi su un utilizzo del mercato russo per la riduzione del magazzino e lo smaltimento delle rimanenze”.

Calcio, Uefa valuta la sospensione di Israele

Roma, 25 set. (askanews) – L’Uefa starebbe valutando la sospensione di Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali. Secondo quanto riportato dal Times, una decisione in merito è attesa già la prossima settimana, con la maggioranza dei membri favorevole alla misura.

Un eventuale stop avrebbe conseguenze pesanti: la nazionale israeliana verrebbe esclusa dal percorso di qualificazione ai Mondiali 2026 e il Maccabi Tel Aviv non potrebbe più proseguire la propria avventura in Europa League.

Il ministro israeliano dello sport, Miki Zohar, ha dichiarato ai media locali di essere “al lavoro con il premier Benyamin Netanyahu per impedire questa mossa”, sottolineando la volontà politica di evitare una sanzione che avrebbe un impatto rilevante sul movimento calcistico nazionale.

Israele è inserito nel gruppo I delle qualificazioni mondiali, lo stesso dell’Italia. In classifica la Norvegia è al comando con 15 punti in cinque partite e una differenza reti di +21. Gli Azzurri, guidati dal ct Gennaro Gattuso, inseguono a quota 9 con quattro gare giocate e una differenza reti di +5. L’eventuale esclusione di Israele spalancherebbe quasi automaticamente all’Italia la strada verso gli spareggi, garantendo il secondo posto nel girone e un passo decisivo verso la qualificazione.

Rc Auto, Ivass: nel II trim prezzo medio +3,7%, rincari rallentano

Roma, 25 set. (askanews) – Nel secondo trimestre si sono ulteriormente smorzati i rincari dei prezzi sull’RC Auto, che tuttavia nella Penisola proseguono a ritmi ben superiori rispetto all’inflazione generale. Secondo l’ultima rilevazione dell’Ivass, il prezzo medio della garanzia r.c. auto è pari a 415 euro sul periodo in esame, in aumento su base annua del 3,7% in termini nominali. In termini reali, tenendo conto dell’inflazione, l’aumento è del +2%.

“Il trend di crescita, su base annua, è in decelerazione rispetto al primo trimestre del 2025 (in cui la variazione annua è del +4,1%) e rispetto al secondo trimestre del 2024 (in cui la variazione annua è del +7,0%). Il premio medio risulta poi inferiore del 17,7% rispetto al secondo trimestre del 2014.

Ad aprile l’inflaizone generale in Italia era stata pari al 2,1% annuo, a giugno all’1,7%.

Secondo l’Ivass, a livello territoriale, la metà delle province italiane registra premi superiori ai 389 euro. Nelle province più costose (il 25% delle provincie più care) si superano i 418 euro. Le variazioni annue del premio medio nelle singole province si collocano tra il +1,4% e il +5,6%, con gli aumenti più consistenti ad Aosta (+5,6%), Roma (+5,6%) e Viterbo (+5,5%). Oltre un terzo delle province presenta un incremento del premio medio superiore al dato nazionale.

Permane, poi il divario territoriale: a Napoli si pagano in media 264 euro in più rispetto ad Aosta. Il differenziale è stabile su base annua e in forte riduzione (-44,9%) rispetto al secondo trimestre del 2014.

L’Ivass segnala inoltre che la diffusione della scatola nera è in lieve calo, con una percentuale di dispositivi installati nel secondo trimestre 2025 pari al 17,2% delle autovetture rispetto al 18,1% dell’anno precedente. La percentuale di polizze con scatola nera è particolarmente rilevante in alcune provincie del Sud come Caserta (56,7% degli autoveicoli) e Napoli (45,5%). Su base annua, le maggiori riduzioni si registrano a Caserta (-4,5%) e Crotone (-3,9%).

Flotilla, Crosetto chiarisce: la fregata Alpino sostituirà la Fasan

Roma, 25 set. (askanews) – La fregata Alpino sostituirà, non si sommerà alla Fasan a sostegno della Global Sumud Flotilla. Lo ha precisato oggi il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo il suo intervento a Camera e Senato per informative urgenti “Come ho detto con chiarezza, sia in Parlamento sia all’uscita, non ci saranno due navi contemporaneamente impiegate nell’area. La fregata Alpino sostituirà infatti la fregata Fasan, che rientrerà alla propria missione originaria”, ha chiarito il ministro. “Per ripetere, anche in questo caso ciò che ho detto con chiarezza in Parlamento, le unità navali italiane non svolgono funzioni di scorta, né usciranno dalle acque internazionali, qualora la flottiglia dovesse decidere di forzare il blocco israeliano. Anzi uno degli obiettivi è quello di scongiurare tale eventualità ed evitare possibili conseguenze negative”, ha continuato Crosetto.

“Il Ministero degli Esteri, in stretto coordinamento con la Difesa, ha già offerto una soluzione concreta per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari, e ha assicurato la presenza in prossimità dell’area di una nave militare, pronta a fornire assistenza e soccorso. Resta tuttavia indispensabile che la flottiglia non tenti di forzare il blocco: esporre vite umane a rischi in acque nelle quali non sarebbe possibile intervenire in soccorso non avrebbe alcun senso e comporterebbe pericoli inutili”, ha detto ancora Crosetto.

“Come ho ribadito alle Camere – ha concluso -, repetita iuvant, sia l’Ambasciata che lo Stato Maggiore della Difesa israeliano erano stati informati prima e sono costanti i contatti per monitorare ogni possibile problematica. Così come ogni azione e decisione è coordinata con il ministero degli esteri.”

Tennis, Sinner parte in scioltezza a Pechino: Cilic ko in due set

Roma, 25 set. (askanews) – Esordio senza difficoltà a Pechino per Jannik Sinner. Al ritorno in campo dopo la finale degli US Open, l’azzurro ha battuto il croato Marin Cilic con un doppio 6-2 in un’ora e 20 minuti di gioco. Una partita senza storie, dominata dall’inizio alla fine da Sinner. L’azzurro è stato impeccabile al servizio, fondamentale che non ha aiutato Cilic che ha messo in campo meno del 50% di prime. Non solo servizio, ma tanta solidità negli scambi per il n. 2 al mondo che ha commesso appena 10 errori gratuiti nella sua partita. Sinner accede così al 2° turno in cui affronterà il francese Terence Atmane, nel remake della semifinale di Cincinnati.

La Russia dice che la Danimarca ha "inscenato" l’incursione dei droni

Roma, 25 set. (askanews) – Gli incidenti che hanno provocato la chiusura di più di un aeroporto in Danimarca sono una provocazione inscenata e la parte russa respinge categoricamente le speculazioni su un suo coinvolgimento. E’ quanto ha dichiarato oggi l’Ambasciata russa a Copenaghen.

“E’ chiaro che gli incidenti che hanno causato le interruzioni registrate negli aeroporti danesi sono una provocazione inscenata. Saranno senza dubbio usati come pretesto per un’ulteriore escalation delle tensioni nell’interesse di forze che cercano con ogni mezzo di prolungare il più possibile il conflitto ucraino ed estenderlo ad altri Paesi. La parte russa respinge categoricamente qualsiasi speculazione assurda sul suo coinvolgimento”, ha affermato l’ambasciata in un comunicato su Telegram.

L’Ucraina: abbattuti 2 aerei russi Antonov in Crimea

Roma, 25 set. (askanews) – L’intelligence militare ucraina (Gur) ha distrutto nella notte due aerei da trasporto tattico russi Antonov An-26 in un’operazione sulla penisola di Crimea. Lo ha riferito lo stesso Gur che in precedenza aveva riportato l’abbattimento di un bombardiere russo Su-34 nelle prime ore del mattino sul fronte di Zaporizhzhia.

L’Aeronautica militare ucraina nel suo aggiornamento quotidiano ha inoltre segnalato l’abbattimento di 150 dei 176 droni lanciati dalla Russia contro il suo territorio, sempre durante la notte. In totale 13 impatti di droni sono stati segnalati su otto siti e detriti di droni abbattuti su un sito.

Cinema, dal 4 ottobre a Roma l’ottava edizione di VerticaMovie

Roma, 25 set. (askanews) – Si svolgerà il 4 ottobre a Roma alla Casa del Cinema di Roma, l’ottava edizione del VerticaMovie, il primo festival internazionale di audiovisivi in formato verticale, nato nel 2018 da un’idea e da una convinzione del direttore artistico Salvatore Marino, secondo cui il formato dello smartphone non è solo un modo di guardare, ma anche un nuovo modo di raccontare.

Un festival che ripudia la guerra, che unisce, che parla a tutti e a tutti dà voce, attento ai nuovi talenti da scoprire cui dare spazio e visibilità, e fedele negli anni al green e alla sostenibilità, temi al centro delle storie narrate dai cortometraggi che arrivano da tutto il mondo rigorosamente in 9/16, stesso formato del grande schermo creato ad hoc su cui vengono proiettati. Originalità e innovazione le parole chiave. “Nuove forme di socialità, ma anche fratture silenziose nei legami e nello sguardo. È in questo contesto che il video verticale si afferma – ha detto Salvatore Marino – oggi la maggior parte dei contenuti online segue questa forma. Una nuova grammatica visiva, nata dai nostri ritmi digitali, dalla mobilità e dalla necessità di connessione istantanea. Il verticale non è solo un formato: è una lente sul nostro tempo, un modo nuovo di guardare il mondo, dove l’esperienza fisica e quella digitale si intrecciano in un dialogo inedito, sospeso tra realtà e riflesso. Come ricordava Peter Greenaway, la visione verticale ci accompagna da secoli: osserviamo il mondo dall’interno delle nostre abitazioni attraverso le linee di finestre, porte e cornici. Lo smartphone non ha inventato nulla, ha semplicemente riportato la verticalità al centro della percezione visiva”.

Tra le novità di questa edizione, “una nuova mascotte che “rappresenta la verticalità e il tema del Green”, ha rivelato il direttore artistico, i premi sono infatti delle giraffe, gli animali più verticali al mondo e rappresentanti di una natura selvaggia, stampate in 3D con polimeri vegetali biodegradabili, e quindi non inquinanti”.

Al VerticalMovie è stato riconosciuto un sostegno da parte del Comune di Roma attraverso Zetema e il patrocinio della Città metropolitana di Roma.

Quest’anno il programma del Festival propone anche una retrospettiva delle opere più sorprendenti passate di qua. Cinque le Sezioni dei cortometraggi in concorso suddivise per temi trattati: Vertical Green (ecologia, sostenibilità, energie rinnovabili, rispetto per l’ambiente), Vertical Voices (diritti umani, uguaglianza di genere, comunità LGBTQ+, minoranze etniche, disabilità, fragilità sociali), Vertical Song (videoclip di canzoni), Vertical AI (realizzate esclusivamente con l’ausilio dell’intelligenza artificiale), Vertical Open (tema libero).

Durante la serata del 4 ottobre saranno premiati i vincitori di ogni sezione, oltre a quelli per la miglior regia, miglior sceneggiatura, migliore fotografia, miglior montaggio, migliore colonna sonora originale, miglior soggetto. E il vincitore assoluto per la miglior opera VerticalMovie Festival. A decretarli, la giuria presieduta da Silvia Scola. La cerimonia di premiazione sarà preceduta da un pomeriggio di incontri con alcuni protagonisti del cinema: Edoardo Pesce, Michela Volpato, Valentina Mancuso e da un panel dedicato all’AI con la consigliera di Città Metropolitana Tiziana Biolghini, l’assessore alla cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e il produttore cinematografico Claudio Bucci moderato da Andrea Lucatello.

Flotilla, Conte: basta vittimismo Meloni, restituisca dignità a Italia

Milano, 25 set. (askanews) – “La Flotilla è un’iniziativa di centinaia e centinaia di cittadini di ben 44 Paesi, quindi non si giustifica il vittimismo cronico della presidente di Meloni che di fronte a cittadini che non vogliano essere indifferenti al genocidio ha detto che è un attacco nei suoi confronti”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine di una iniziativa elettorale a Pisa.

“Meloni piuttosto restituisca dignità all’Italia, che è un Paese di saldi valori, e adotti quelle espressioni così aggressive e di condanna nei confronti di Netanyahu non nei confronti di queste centinaia di persone. E soprattutto adotti iniziative concrete come l’ebargo totale delle armi”, ha concluso sul punto Conte.

Svizzera, Banca centrale tiene tassi a 0 mentre si trascina nodo dazi

Roma, 25 set. (askanews) – In Svizzera i tassi di interesse sul franco restano a zero, mentre l’inflazione si mantiene a sua volta su valori trascurabili e soprattutto mentre prosegue il braccio di ferro con gli Usa sui dazi commerciali. “La pressione inflazionistica è rimasta praticamente immutata – rileva la Banca nazionale svizzera nel comunicato sulle ultime decisioni monetarie -l’inflazione è leggermente aumentata, passando da -0,1% in maggio allo 0,2% in agosto”.

“Nel suo scenario di base la Banca nazionale si attende che nei prossimi trimestri la crescita dell’economia mondiale risulti contenuta. Le prospettive economiche per la Svizzera si sono offuscate a causa del netto aumento dei dazi statunitensi. Questi dovrebbero frenare soprattutto le esportazioni e gli investimenti”, si legge.

A differenza della Ue, che ha raggiunto un accordo sui dazi con l’amministrazione Trump, Berna ha ancora la partita in corso. Secondo l’istituzione monetaria “particolarmente colpite sono le imprese dell’industria meccanica e orologiera, mentre le conseguenze per altri rami, in particolare nel settore dei servizi, sono finora limitate. Pertanto, molti indicatori congiunturali continuano a segnalare una situazione stabile e una crescita moderata. Per l’intero 2025 la Banca nazionale si attende tuttora un aumento del Pil compreso fra l’1% e l’1,5%, mentre per il prossimo anno, alla luce dei dazi e dell’elevata incertezza, si aspetta una crescita di poco meno dell’1%. In tale contesto la disoccupazione dovrebbe progredire ulteriormente.

“Le prospettive economiche per la Svizzera permangono incerte. I rischi principali risiedono nella politica commerciale statunitense -conclude la Banca centrale – e nell’andamento dell’economia mondiale”.

MotoGp, Marquez: "Titolo della svolta, mia seconda vita in MotoGP"

Roma, 25 set. (askanews) – A un passo dal nono titolo mondiale, Marc Marquez non nasconde l’emozione alla vigilia del Gran Premio del Giappone a Motegi. Per lui, quello che si avvicina non sarà un successo come gli altri, ma il simbolo della rinascita.

“Questo sarà il titolo della svolta, la chiusura del periodo più difficile della mia carriera – ha spiegato in conferenza stampa -. Le ultime stagioni sono state molto complicate, ho perso due o tre anni di carriera perché ero a casa. Questa è la mia seconda vita in MotoGP. Sarà come chiudere un cerchio iniziato cinque anni fa con un infortunio molto grave”.

Il campione spagnolo ammette di aver imparato molto nel lungo periodo di convalescenza: “Sono un pilota e amo l’adrenalina, ma ho compreso che bisogna anche moderare i rischi, rispettare il proprio fisico e i tempi di recupero dopo gli infortuni”.

L’emozione è inevitabile: “Impossibile non pensare a cosa sto vivendo, soprattutto quando tutti ti chiedono di continuo che cosa provo. Le emozioni sono sempre presenti e costanti”.

Alla domanda se questo titolo avrà più valore del primo, vinto nel 2013, Marquez non ha dubbi: “Allora ero emozionatissimo, incapace di controllare il mio stato d’animo. Questa volta, ripeto, sarà il titolo che mi permetterà di voltare pagina”.

Il duello con il fratello Alex tiene viva la suspense: “Tutti pensano che sia fatta, che sia semplice fare tre punti più di lui, ma in realtà non è affatto scontato perché mio fratello sta guidando molto bene da inizio anno. Quindi, se non sarà qui in Giappone, aspetterò: prima o poi arriverà”.

Sulla strategia, Marquez è chiaro: “Nessuna. Voglio vivere questo appuntamento giorno per giorno, concentrarmi su prove, qualifiche e gara sprint. Devo partire almeno dalla seconda fila e vincere sabato. Solo allora capirò dove sono”.

Infine, uno sguardo oltre i numeri: “I titoli contano, certo, ma la cosa più importante quando mi ritirerò sarà che la gente mi ricordi come uno che ha dato tutto in pista. Come in questo campionato, che avrà un valore speciale per me, più alto degli altri. Per tutto quello che è successo prima”.

Soldi libici, l’ex presidente Sarkozy colpevole di associazione a delinquere

Roma, 25 set. (askanews) – L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy (2007-2012) è stato riconosciuto colpevole di “associazione a delinquere” tra il 2005 e il 2007. Lo riferisce Le Figaro, che titola “Finanziamento libico”. Nicolas Sarkozy dichiarato colpevole di associazione a delinquere, assolto dalle accuse di corruzione”.

L’ex capo dello Stato francese è stato infatti assolto dalle accuse di “ricettazione, appropriazione indebita di fondi pubblici e corruzione passiva”, spiega il quotidiano francese.

Si è aperta giovedì l’udienza presso la Corte penale di Parigi per pronunciare la sentenza nel caso di sospetto finanziamento libico della campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007. L’udienza si è aperta poco dopo le 10 e Sarkozy era presente, precisa Le Figaro.

Crosetto Manda un’altra nave verso la Flotilla, "noi non corresponsabili del genocidio"

Roma, 25 set. (askanews) – Una seconda nave della Marina militare italiana, la fregata lanciamissili Alpino, verrà inviata in eventuale soccorso e protezione della Global Sumud Flotilla, la carovana navale internazionale con a bordo anche molti italiani che porta aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’informativa urgente alla Camera sugli attacchi avvenuti nella notte tra il 23 e il 24 settembre contro le navi civili.

“Quello che abbiamo potuto fare era di inviare una nave in questo momento, alla quale si aggiungerà un’altra nave, Alpino, che è già partita e che dispone di altre capacità, casomai servissero, ma non è nostra intenzione muovere le navi militari per porre guerra a un paese amico”, ha affermato il ministro della Difesa.

“Noi siamo lì a tutelare i cittadini italiani come lo siamo stati, come lo sono le navi della Marina militare quando ci sono situazioni di pericolo nel Mar libico per i pescatori italiani quando si avvicinano troppo alla costa libica. È lo stesso meccanismo di tutela che parte e che parte sempre. Ma il nostro obiettivo adesso deve essere un altro, prendere atto e far capire i rischi che si possono correre, che possono correre indipendentemente dal fatto che stiano andando a fare del bene”, ha continuato Crosetto.

“Ma la possibilità di reazione una volta che saranno al di fuori delle acque internazionali e entreranno nelle acque di un altro Stato che considera quest’operazione della Flottiglia quasi un atto ostile. E allora ci stiamo muovendo, ci eravamo già mossi nei giorni scorsi, avendo e avevamo convinto il governo israeliano di dare una base in cui i beni avrebbero potuto essere scaricati, è stato rifiutato dai rappresentanti della Flottiglia”, ha segnalato il ministro.

“C’è un altro tentativo adesso di coinvolgere Cipro con la CEI, con la Chiesa, in modo tale che gli aiuti siano dati alla Chiesa sia la Chiesa a trasferirli a Gaza. Ringrazio il ministro (degli Esteri) Antonio Tajani per l’attività che sta conducendo da giorni da questo punto di vista. L’obiettivo è quello di aiutare a far arrivare gli aiuti a chi ne ha bisogno e contestualmente tutelare ognuna delle persone che sono a bordo della Sumud Flotilla. Questo è quello che ci siamo imposti, questo è il modo con cui ci siamo mossi e con cui ci muoveremo anche nelle prossime ore”.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’informativa urgente al Senato sugli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla, ha affermato oggi di non sentire “alcuna corresponsabilità con nessuna azione” del governo Netanyahu nei confronti di Gaza e della popolazione palestinese.

“Non sta a me dare l’interpretazione autentica delle parole del Presidente del Consiglio, però ci provo. Io penso che intendesse, come le intendo io, che parole tipo ‘siete corresponsabili del genocidio non aiutano il governo italiano a fare tutto . Perché il Presidente del Consiglio, come me e come il Ministro (degli Esteri) Antonio Tajani, non sente alcuna corresponsabilità con nessuna azione fatta e costretta dal Governo Netanyahu nei confronti di Gaza e della popolazione palestinese”, ha affermato Crosetto.

“Io rivendico con forza il fatto che il primo aiuto occidentale, e non solo occidentale forse, che è arrivato ai palestinesi è stata nave Vulcano. Ed è una cosa di cui tutti noi dovremmo essere fieri, come dell’operazione futuro Gaza, come del fatto che i primi supporti dell’operazione giordana di aiuto a Gaza sono stati gli elicotteri italiani. Per cui io affronto la situazione e questa situazione con la stessa attenzione che dedichiamo ogni giorno, come Forze Armate e come Difesa, ad ogni cittadino italiano”, ha continuato il ministro.

La Danimarca ha riaperto gli aeroporti dopo l’avvistamento dei droni

Roma, 25 set. (askanews) – Gli aeroporti nella Danimarca occidentale hanno riaperto dopo essere stati chiusi per ore a causa dell’ingresso di droni non identificati nel loro spazio aereo durante la notte.

L’aeroporto di Aalborg, utilizzato per voli commerciali e militari, è rimasto chiuso per tre ore a causa di incursioni di droni nella tarda serata di mercoledì, secondo quanto riferito dalla polizia danese mentre l’aeroporto di Billund, il secondo più grande della Danimarca, è stato chiuso per un’ora.

Droni sono stati osservati anche nei pressi degli aeroporti di Esbjerg e Sonderborg, così come presso la base aerea di Skrydstrup, sede di alcuni caccia danesi F-16 e F-35.

Secondo la polizia nazionale danese, i droni hanno seguito uno schema simile a quelli che avevano bloccato i voli all’aeroporto di Copenaghen nella tarda serata di lunedì e nelle prime ore di martedì.

Canottaggio, Italia campione del mondo nel quattro di coppia

Roma, 25 set. (askanews) – L’Italia è campione del mondo nel quattro di coppia maschile di canottaggio. Allo Shanghai Water Sport Center, dove sono in corso i mondiali, prestazione autoritaria per Giacomo Gentili, Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Luca Chiumento salgono sul gradino più alto del podio. Dopo l’argento olimpico a Parigi, la barca azzurra domina la finale: in testa fin dai primi 500 metri, il margine sugli inseguitori cresce fino al traguardo, con Gran Bretagna e Polonia che completano il podio. Si tratta del primo titolo iridato per l’Italia in questa specialità dopo 7 anni: l’ultima affermazione risaliva al Mondiale di Plovdiv 2018. Per Gentili, Panizza e Rambaldi questa vittoria arriva anche in memoria del compagno Filippo Mondelli, che era parte della barca a questa disciplina e venne a mancare nell’aprile 2021. Un successo per la barca resa epica da Giampiero Galeazzi che nel 2000 a Sydney ribattezzò dei Cavalieri delle acque, una barca speciale per l’Italia perché nelle ultime dieci edizioni olimpiche per cinque volte è salita sul podio. È la prima medaglia iridata conquistata sotto la nuova direzione tecnica di Antonio Colamonici. La finale non ha risparmiato emozioni nemmeno in campo femminile: il due senza italiano composto da Laura Meriano e Alice Codato sfiora il podio e si classifica quarto, dietro a Romania, Francia e USA. (Foto Kowacic/Canottaggio.org )

Marche, Ricci: Acquaroli si nasconde dietro maschera Meloni

Milano, 25 set. (askanews) – “Domenica si vota per le Marche non per il presidente del Consiglio, e dopo 5 anni Acquaroli si nasconde dietro la maschera della Meloni: vuol dire che sono stati 5 anni di nulla”. Lo ha detto il candidato del centrosinistra Matteo Ricci, durante il confronto con il presidente uscente Francesco Acquaroli su SkyTg24. “Chi si accontenta della mediocrità, voti per la continuità. Chi vuole una Regione più autorevole, sa che qui c’è una coalizione e un candidato pronti a ridare speranza ai marchigiani. Questa è la posta in gioco e la nostra proposta è di grande cambiamento”.

Emofilia, con la ricerca non pi ostacolo a vita sportiva

Roma, 25 set. (askanews) – Lo sport come strumento di benessere e salute, il golf come metafora di equilibrio e di presenza, l’emofilia come malattia rara da raccontare e rendere visibile: nasce da questa unione di intenti The HemoGolf Challenge, l’appuntamento che vede Roma e Rieti trasformarsi nel palcoscenico di un torneo internazionale capace di coniugare agonismo, solidariet e divulgazione scientifica.

La manifestazione, ideata e coordinata da BIOVIIIx per sostenere FedEmo – Federazione delle Associazioni Emofilici – e patrocinata dalla Federazione Italiana Golf, si svolta il 23 settembre al Golf Club Marco Simone di Roma e far tappa il 27 settembre al Golf Club Centro d’Italia di Rieti, con 32 squadre partecipanti e circa 200 golfisti, tra professionisti e amatori, uniti nel segno dell’inclusione e della responsabilit sociale.

“Negli anni l’Italia – ha sottolineato Luigi Ambroso, Vicepresidente di FedEmo – si sempre pi evoluta nella cura dell’emofilia e rimane uno dei paesi in cui l’emofilia meglio curata; l’accesso ai farmaci pi o meno garantito da nord a sud, ovviamente ci sono delle diversit per quanto riguarda l’assistenza per esempio protesica in cui nel tempo si sono ridotti molto i centri specializzati. Rimane sempre il bisogno di un supporto psicologico perch comunque per i genitori, la diagnosi, un esordio di una malattia rara mette un po’ a disagio e c’ sempre la paura di ci che non si conosce e poi lentamente insomma questo problema viene risolto”.

L’emofilia una malattia emorragica congenita rara causata da un deficit dei fattori della coagulazione. Oggi, secondo il registro dell’Istituto Superiore di Sanit, in Italia si contano circa 2.650 persone con emofilia, su un totale europeo di poco pi di 34.000 pazienti. I sintomi pi caratteristici sono le emorragie articolari e gli ematomi muscolari, con conseguenze che, nel tempo, possono compromettere gravemente la qualit della vita. Fino a pochi decenni fa lo sport era sconsigliato, ma l’introduzione diffusa della profilassi dagli anni ’90 ha cambiato radicalmente la prospettiva, permettendo a chi vive con l’emofilia di praticare attivit fisica e condurre una vita familiare, lavorativa e sociale pi libera.

“CI ha spinto l’idea di dare un messaggio ai pazienti che con le adeguate cure – oggi sono molto avanzate – tutti possono fare qualsiasi tipo di sport, non c’ alcuna limitazione”, ha aggiunto Davide Rosiello Ceo BioVIIIX.

La competizione romana si avvalsa del sostegno del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e ha visto la presenza di Perry Parker, campione professionista statunitense affetto da emofilia. “Penso sia importante che i ragazzi di oggi si rendano conto di quanto siano fortunati. Sono fortunati perch possono sottoporsi a trattamenti profilattici che consentono loro di praticare sport. So che a volte qualcosa che non vorremmo fare. Non vogliamo sottoporsi a trattamenti. una seccatura. Ma non la vedete in questo modo. Consideratelo un vantaggio: potete assumere farmaci profilattici che vi consentono di praticare sport, di essere normali, di fare ci che volete. Quindi, accettatelo!”, l’invito di Perry Parker.

ParCO, un nuovo hub del contemporaneo nell’Oltretorrente di Parma

Parma, 25 set. (askanews) – La citt di Parma, nominata Capitale Europea dei Giovani 2027, si avvia ad ideare un nuovo hub dedicato al contemporaneo: ParCO, Parma Contemporanea, il progetto pensato nel cuore dell’Oltretorrente, all’interno del complesso dell’Ospedale Vecchio, uno dei pi antichi edifici italiani di architettura ospedaliera utilizzato come tale fino al 1926. Situato nel quartiere Oltretorrente, in un contesto urbano vivo e multiculturale, lungo l’attuale via d’Azeglio e con l’affaccio posteriore sul Parco Ducale, l’edificio un ambiente ideale per dare forma a un laboratorio culturale aperto, inclusivo e radicale in ascolto delle sfide contemporanee e in continuit con il prestigioso passato della citt. L’Ospedale Vecchio fondato nel 1201, oggi presenta una maestosa architettura rinascimentale quattrocentesca a croce su due piani, attualmente oggetto di un importante intervento di restauro e rifunzionalizzazione voluto dal Comune di Parma che in questi anni ha investito e lavorato per riconsegnarlo alla citt.

In occasione della presentazione in anteprima degli spazi in corso di ristrutturazione, il sindaco di Parma, Michele Guerra ha spiegato la nascita del progetto: “Siamo in uno spazio importantissimo per la citt di Parma, l’Ospedale Vecchio che risale al XIII secolo e che stato per questa citt un luogo di cura, di prossimit e di solidariet importantissimo. Ha attraversato un cantiere enorme, 15 milioni di euro spesi per riportarlo alla condizione in cui oggi e la grande domanda che la citt si fatta come utilizzare oggi questo spazio restituito al pubblico. Abbiamo ragionato insieme a Parma, io ci sto! e insieme a tanti attori che sulla citt stanno da molti anni ragionando insieme attorno ai temi culturali e abbiamo pensato di fare uno spazio del contemporaneo”.

L’idea nasce da una proposta dell’Associazione Parma, io ci sto! in sinergia con il Comune di Parma, e con il contributo strategico dello studio londinese The Place Bureau. A seguito, infatti, dell’esperienza maturata da Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, frutto di una partnership pubblico-privata, stato avviato un percorso di riflessione condivisa con gli stakeholder del territorio da cui scaturita una sfida ambiziosa: dare forma a uno spazio culturale radicalmente contemporaneo, concepito come motore di visione, partecipazione e dialogo con il tessuto urbano e sociale.

Corrado Beld, consigliere di Parma, io ci sto! ha illustrato le future fasi del progetto: “Lanceremo una call internazionale per selezionare una guida, un manager culturale in grado di condurci alla costituzione di questa realt entro dodici mesi e poi nel primo triennio una programmazione che vuole essere internazionale attorno ai tre temi fondanti identificati dall’ascolto della citt: la produzione, quindi residenze artistiche per produrre opere nuove insieme alle aziende del territorio; la sostenibilit, quindi il pianeta in una citt che sta cercando di diventare carbon neutral entro il 2030; la democrazia per una nuova cittadinanza che in questo quartiere contribuir a costruire la Parma del futuro”.

Il primo momento pubblico di apertura e confronto previsto per sabato 27 settembre 2025, con un forum internazionale che verr ospitato negli spazi dell’Ospedale Vecchio dal titolo Dialoghi e visioni su Arte, Comunit e Innovazione con la partecipazione di Rossella Biscotti, Arturo Galansino, Andrea Lissoni e Francesco Manacorda. Contemporaneamente e fino al 7 novembre sar attiva sul sito di parmacontemporanea.org una call internazionale per individuare la figura che elaborer il progetto ambizioso e visionario per la nascita di ParCO.

Poetico, innovatore e contemporaneo: Milano celebra Man Ray

Milano, 25 set. (askanews) – Un innovatore che ha attraversato il Novecento lasciando una traccia profonda e radicale, anche se forse meno sottolineata rispetto a quella di altri artisti. Palazzo Reale a Milano dedica una retrospettiva a Man Ray, cha parte dal suo innovativo approccio alla fotografia per poi allargare il discorso a tutta la sua pratica.

“Prima di tutto – ci ha detto Pierre-Yves Butzbach, curatore della mostra milanese insieme a Robert Rocca – abbiamo voluto aprire una finestra su Man Ray come fotografo, perch da questo punto di vista non ancora cos tanto conosciuto, pi noto come cineasta e creatore di oggetti. Quindi abbiamo veramente voluto dare uno spaccato di questo mondo e raccontare un creativo che ha utilizzato molti media”.

In realt alcuni degli scatti in mostra sono diventati veri e propri pilastri dell’arte d’avanguardia del Novecento, sia a livello di scelte stilistiche, sia di tecniche per la ripresa, divenute poi seminali per generazioni di artisti venuti dopo di lui. E proprio la ricchezza di metodologie rende Man Ray un artista che, a 135 anni dalla nascita, continua ad apparire contemporaneo.

“La sua modernit – ha aggiunto Butzbach – sta nelle immagini, delle immagini che sono dei modelli che non appartengono a un’epoca particolare, potrebbero essere state scattate ieri. E poi c’ una grande poesia, che si sviluppa sia nelle immagini sia negli oggetti”.

La mostra “Man Ray – Forme di luce” presenta circa trecento opere, tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. Il percorso espositivo copre l’intera parabola creativa dell’artista attraverso i suoi principali temi e motivi ispiratori: gli autoritratti, i ritratti, la figura femminile, i nudi, le rayografie e le solarizzazioni, la moda, i multipli e i ready-made, e infine il cinema.

Bce: tassi invariati mentre inflazione al 2% con prospettive stabili

Roma, 25 set. (askanews) – Nell’area euro “l’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo di medio termine del 2 per cento e la valutazione sulle prospettive resta pressoché invariata”. In questo quadro di stabilità, nella sua ultima riunione operativa (l’11 settembre) il Consiglio direttivo della Bce “ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento”. E per le scelte future l’istituzione ribadisce che “seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione”.

“Il Consiglio – recita il Bollettino economico pubblicato oggi dalla Bce – è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria.

“Il Consiglio direttivo non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”, ribadisce l’istituzione.

Bce: si rafforza convergenza sullo spread tra Italia e Francia

Roma, 25 set. (askanews) – Tra inizio giugno e i primi giorni di settembre “i rendimenti dei titoli di Stato francesi sono aumentati di 20 punti base, raggiungendo il 3,5 per cento, circa. I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono invece scesi di 6 punti base, rafforzando la tendenza di più lungo periodo verso una convergenza dei differenziali di rendimento (gli ‘spread’) dei titoli sovrani francesi e italiani”. Lo rileva la Banca centrale europea nel suo ultimo Bollettino economico.

Questa mattina, dopo un avvio di seduta poco mosso i rendimenti dei Btp italiani decennali si attestano al 3,59%, secondo Mts 85 punti base al di sopra dei tassi dei Bund tedeschi equivalenti (2,74%). I rendimenti degli Oat decennali francesi segnano il 3,57%, con uno spread sulla Germania di 82 punti base. Lunedì scorso i differenziali si erano appaiati dopo che venerdì, a mercati chiusi, Fitch aveva rivisto al rialzo il rating sull’Italia, mentre un’altra agenzia, Dbrs aveva tagliato quello sulla Francia (come aveva fatto la stessa Fitch qualche giorno prima).

Il periodo in esame nella pubblicazione della Bce è compreso tra il 5 giugno e il 10 settembre 2025. Secondo lo studio i tassi a breve termine privi di rischio dell’area dell’euro sono aumentati, mentre i tassi privi di rischio a più lungo termine sono rimasti sostanzialmente invariati.

Nel frattempo i mercati azionari dell’area dell’euro non hanno evidenziato tendenze significative e hanno continuato a registrare risultati inferiori rispetto a quelli statunitensi, mentre le più deboli aspettative sugli utili delle società non finanziarie, soprattutto gli esportatori esposti ai dazi statunitensi, sono state ampiamente compensate dai risultati positivi del settore finanziario.

Seoul: Kim Jong Un ha 2.000 kg di uranio arricchito

Roma, 25 set. (askanews) – La Corea del Nord si presume possieda fino a 2.000 chilogrammi di uranio altamente arricchito, poiché negli ultimi anni il Paese ha cercato di espandere in maniera significativa le proprie capacità nucleari. Lo ha dichiarato oggi il ministro dell’Unificazione Chung Dong-young durante una conferenza stampa, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Yonhap.

“E’ urgente fermarlo. Anche in questo stesso momento, le centrifughe di uranio in quattro siti (in Corea del Nord) sono in funzione e probabilmente stanno accumulando materiali nucleari”, ha affermato Chung.

“Le stime (degli esperti) suggeriscono che la Corea del Nord possieda fino a 2.000 kg di uranio altamente arricchito al 90% o più”, ha aggiunto, sottolineando che tra i 10 e i 12 kg sono sufficienti per produrre una bomba.

Chung ha valutato che ormai è impossibile convincere la Corea del Nord ad abbandonare il proprio programma nucleare attraverso sanzioni internazionali, affermando che la ripresa dei colloqui tra Corea del Nord e Stati uniti potrebbe invece rappresentare una “svolta” negli sforzi di denuclearizzazione bloccati. “Sarebbe auspicabile che (i colloqui tra Corea del Nord e Stati Uniti) si tenessero il prima possibile”, ha dichiarato il ministro.

La loro ripresa, una volta realizzata, potrebbe anche contribuire a riaprire i rapporti intercoreani interrotti, e il governo farà “il massimo” per creare un ambiente favorevole al dialogo tra Pyongyang e Washington, ha aggiunto.

Le osservazioni di Chung sono arrivate pochi giorni dopo che il leader nordcoreano Kim Jong Un, in un recente discorso a una riunione parlamentare di rilievo, ha ribadito l’interesse del regime a riprendere i colloqui con il presidente Usa Donald Trump, a condizione che venga abbandonata la richiesta di denuclearizzazione. Kim, tuttavia, ha escluso colloqui con Seoul e respinto l’ipotesi di unificazione delle due Coree.

Nonostante la resistenza di Pyongyang, l’amministrazione di Lee Jae-myung resta impegnata a perseguire la pace con la Corea del Nord attraverso il dialogo e gli scambi. Nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite all’inizio di questa settimana, Lee ha sottolineato che l’era dell’ostilità e del confronto nella penisola coreana deve finire, dichiarando che Seoul non ha intenzione di compiere atti ostili.

In una recente intervista alla BBC, Lee ha inoltre affermato che Seul accetterebbe un possibile accordo tra il presidente statunitense Donald Trump e Kim per congelare i programmi nucleari del Nord come “alternativa realistica” sulla via della denuclearizzazione finale.

Tra Charlie Kirk e Ilaria Salis: contro le derive del populismo

Martedì 23 settembre, la commissione per gli Affari giuridici del Parlamento europeo ha votato per confermare l’immunità di Ilaria Salis, la cui revoca era stata richiesta dal governo ungherese. La Salis è stata glorificata dalla sinistra più radicale. Un simile processo di beatificazione avviene a destra per Charlie Kirk, dopo il tragico omicidio. Commenti sguaiati hanno fatto seguito ai due eventi. Addirittura è stata allestita una cerimonia di commemorazione alla Camera. E nessuno solleva dubbi sull’opportunità di commemorare un esponente la cui narrativa era piena di venature razziali, sostegno all’uso delle armi e un richiamo a una sorta di crociata sui temi etici.

Il vuoto al centro

In un dibattito politico tanto confuso, manca tutto quello che c’è in mezzo, ovvero quella sterminata prateria di elettori che non si sentono rappresentati né dalla retorica di Kirk, né tanto meno dai comportamenti di Salis. E che, soprattutto, sono stanchi di una politica da stadio fra opposte fazioni di tifosi che si accusano reciprocamente di creare un clima d’odio.

La posta in gioco a Bruxelles

In attesa del voto in Plenaria ad ottobre, la destra europea (Patrioti, quindi Lega), dopo aver candidato Kirk al premio Sakharov per la libertà di pensiero, ha accusato la scelta di alcuni eurodeputati popolari di “salvare” l’eurodeputata italiana. Ma ci sono ragioni politiche profonde. La valutazione politica è chiara: la narrativa anti Ue dei putiniani d’Europa non si ferma. Orban è ormai il principale alleato di Putin in Ue.

Popolarismo contro populismo

Il Parlamento doveva essere coerente con quanto più volte votato in merito alla mancanza di indipendenza del sistema giudiziario ungherese, una delle ragioni per cui Budapest è sotto articolo 7 da anni. Non a caso, il principale oppositore di Orban, Péter Magyar, anche lui Popolare, ha rotto con Fidesz (e con la moglie ex guardasigilli) proprio per questioni giudiziarie. Per il PPE è stata anche un’occasione per blindare Magyar (anche per lui l’Ungheria ha chiesto di togliere l’immunità, e anche nel suo caso la richiesta è stata respinta) come candidato presidente di tutte le opposizioni alle elezioni del prossimo aprile, forte di un 31% preso alle Europee dello scorso anno con un partito creato in poche settimane.

La differenza tra popolarismo e populismo

Insomma, realismo e concretezza nell’interpretazione dei valori fondamentali dell’Ue e del Popolarismo. Questa la cifra della differenza fra popolarismo e populismo, che sia di destra o di sinistra. Se il PPE e i governi a guida PPE adoperassero sempre lo stesso metro, mettendo al centro della politica i bisogni di famiglie e imprese, avremmo senza dubbio un’Europa migliore. È un buon approccio. L’augurio è che si prosegua in questa direzione.

La politica è progetto e non anatema

Lo sappiamo da tempo. La politica è ridotta, prevalentemente se non quasi esclusivamente, ad insulto, calunnia, diffamazione, attacco personale, delegittimazione morale e criminalizzazione politica. Purtroppo si tratta di un clima pesante che si è progressivamente affermato man mano che i partiti democratici e popolari sono scomparsi, le culture politiche si sono eclissate e la politica si è ridotta a puro scontro personale.

I pastoni dei Tg

Ne abbiamo un esempio quotidiano ascoltando i fatidici “pastoni” dei vari Tg. Sfiorano quasi il ridicolo non solo per la clamorosa assenza di qualsivoglia contenuto politico e progettuale ma perché il tutto si riduce, e puntualmente, a un noiosissimo attacco personale. Pappagallescamente tutti i capi della sinistra dicono ogni giorno che Giorgia Meloni “deve vergognarsi” – qualunque sia il tema all’ordine del giorno – e il centrodestra replica, altrettanto puntualmente, che la sinistra gioca allo sfascio e al “tanto peggio tanto meglio”. Per non parlare delle interviste o, peggio ancora, di ciò che viene sentenziato nei comizi o urlato nelle manifestazioni di piazza. Sempre lo stesso disco rotto.

Due condizioni per invertire la rotta

Ora, questa deriva si può invertire a due sole condizioni. Se non intervengono, e anche rapidamente, rischia di consolidarsi un costume che sostanzialmente azzera tutto ciò che è seppur lontanamente riconducibile a una politica pensata, elaborata e progettata.

La prima condizione è battere alla radice la deriva della delegittimazione morale e della criminalizzazione politica dell’avversario. Una deriva che neanche ai tempi di un Pci antisistema e alternativo all’Occidente era praticata. Certo, la contestazione violenta contro la Dc e le scelte dei suoi governi era all’ordine del giorno, ma non degenerava quasi mai – salvo l’accanimento contro alcuni leader come Donat-Cattin o Andreotti – in un sistematico attacco personale. Un vizio che storicamente alberga a sinistra e che si è ulteriormente rafforzato negli ultimi anni con l’irruzione dei partiti populisti, estremisti e massimalisti.

La seconda condizione riguarda invece tutti, ma soprattutto il centrodestra: va archiviata la stagione dei partiti personali. Finché la politica coincide con l’empatia e la fortuna dei capi partito – quasi sempre indiscussi e indiscutibili – la crisi sarà destinata a radicarsi sempre di più, alimentando la logica dell’insulto reciproco.

Dal conflitto sterile al progetto

Senza affrontare questi due nodi, decisivi per la qualità della nostra democrazia, ogni ipotesi di recupero di credibilità della politica è compromessa. E con la politica, anche il destino dei partiti e delle stesse istituzioni democratiche.

Ecco perché passare dagli anatemi al progetto è, oggi, la vera sfida della politica contemporanea. Chi non fa nulla per cambiare o finge di non vedere, lavora solo per affinare, rafforzare e consolidare le derive antidemocratiche, populiste e qualunquiste cui assistiamo da troppo tempo.