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venerdì, 23 Gennaio, 2026
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M.O., Mattarella a militari: grazie per quanto fate in punto nevralgico

Roma, 19 dic. (askanews) – “Svolgere insieme compiti assistenza e informazione è particolarmnete impegnativo. Vi rinnovo gli auguri e complimenti e grazie per il vostro compito”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alla sede del COVI nel collegamento in video conferenza dal Comando Operativo di vertice Interforze per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Nel collegamento il capo dello Stato ha parlato sia con il Civil military coordination center nato dopo gli accordi di Sharm el Sheik a Tel Aviv sia con la missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi a Gerusalemme. A loro ha detto: “Siete in un punto nevralgico sotto lo sguardo del mondo, un compito delicato con una grande quantità di problemi e di estremo impegno anche per questo grazie e complimenti per quello che fate”.

L’Europa tiene: 90 miliardi per Kiev e ancora congelati gli asset russi

In piena notte, dopo un negoziato complesso e tutt’altro che scontato, il Consiglio europeo ha raggiunto l’unanimità su un nuovo e decisivo sostegno all’Ucraina: un prestito da 90 miliardi di euro, a tasso zero, garantito dal bilancio dell’Unione europea. Un risultato politicamente rilevante, perché scongiura il rischio di un nulla di fatto e conferma che, anche sotto pressione, l’Europa è ancora capace di decidere insieme.

Accantonata – almeno per ora – l’ipotesi più radicale dell’utilizzo diretto dei beni russi congelati, il Consiglio ha scelto la strada più tradizionale ma immediatamente praticabile: debito comune europeo, uno strumento già sperimentato e ormai entrato nel lessico della governance Ue.

Il nodo degli asset russi e il ruolo della Germania

La discussione sugli asset russi immobilizzati resta però centrale. Proprio la Germania, che pure era stata tra le principali sostenitrici della loro confisca diretta, ha svolto un ruolo decisivo nel favorire il compromesso. Berlino ha accettato di rinviare l’uso dei beni congelati, senza rinunciarvi sul piano politico e giuridico, per evitare blocchi e ritardi nell’aiuto a Kiev.

Il messaggio è chiaro: pragmatismo oggi, fermezza domani. Prima viene il sostegno immediato all’Ucraina; la questione dei risarcimenti russi resta aperta, ma incardinata nel rispetto del diritto internazionale.

Merz: Una soluzione pragmatica, senza ulteriori ritardi”

A rivendicare il risultato è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha parlato apertamente di una scelta di responsabilità. «Sono lieto – ha dichiarato – che dopo intensi negoziati siamo riusciti a prendere questa decisione all’unanimità. In questo modo possiamo ricorrere a strumenti europei collaudati e sostenere l’Ucraina immediatamente, senza ulteriori ritardi».

Merz ha chiarito anche il meccanismo politico e finanziario dell’accordo: il prestito dovrà essere rimborsato solo dopo che la Russia avrà pagato i risarcimenti dovuti. In caso contrario, ha avvertito, l’Unione si riserva di ricorrere ai beni russi congelati, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Un segnale politico che rafforza lUnione

Il compromesso raggiunto a tarda notte non è soltanto una soluzione tecnica. È un segnale politico: l’Unione europea, pur tra divergenze e sensibilità diverse, riesce ancora a produrre decisioni comuni su dossier strategici. La scelta del prestito europeo rafforza la credibilità dell’Ue come attore politico e finanziario e rilancia, una volta di più, il tema del debito comune come strumento di sovranità condivisa.

In un contesto globale instabile, l’Europa tiene.

Putin ha detto che il congelamento degli asset è una rapina

Roma, 19 dic. (askanews) – Russia/*Putin su congelamento asset russi in Ue: è “una rapina” “Le conseguenze sono molto gravi per i rapinatori”

Roma, 19 dic. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso della conferenza stampa odierna, ha dichiarato che il congelamento dei beni russi non è “un furto”, bensì “una rapina”. “‘Furto’ non è la definizione corretta per questo”, ha rappresentato Putin nel corso della conferenza stampa, specificando che “il furto è compiuto di nascosto. Qui invece avviene alla luce del sole, quindi si tratta di una rapina”. “Le conseguenze sono molto gravi per i rapinatori”, ha osservato il presidente russo, aggiungendo che questa iniziativa “mina la fiducia” anche di altri Stati nei confronti dell’Unione europea.

Aumentano le infezioni respiratorie. Infuenza, la variante K è prevalente

Roma, 19 dic. (askanews) – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dall’8 al 14 dicembre, è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti (vs 12,4 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 19 dicembre.

Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%). Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente. Tuttavia, i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche. Inoltre, stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia.

L’intensità è molto alta in due regioni (Campania e Sardegna), alta in Sicilia, media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Durante la settimana 2025-50 sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet. Dalle analisi effettuate 1436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 influenza B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per VRS, 86 (2,4%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) Rhinovirus, 89 (2,5%) Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 64 (1,8%) virus Parainfluenzali, 62 (1,7%) Adenovirus, 21 Bocavirus e 12 Metapneumovirus.

Aumentano le infezioni respiratorie. Infuenza, la variante K è prevalente

Roma, 19 dic. (askanews) – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dall’8 al 14 dicembre, è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti (vs 12,4 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 19 dicembre.

Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%). Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente. Tuttavia, i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche. Inoltre, stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia.

L’intensità è molto alta in due regioni (Campania e Sardegna), alta in Sicilia, media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Durante la settimana 2025-50 sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet. Dalle analisi effettuate 1436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 influenza B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per VRS, 86 (2,4%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) Rhinovirus, 89 (2,5%) Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 64 (1,8%) virus Parainfluenzali, 62 (1,7%) Adenovirus, 21 Bocavirus e 12 Metapneumovirus.

Del Vecchio jr rileva 30% del Giornale, punta a polo italiano informazione

Milano, 19 dic. (askanews) – LMDV Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 30% de Il Giornale. L’ingresso di LMDV Capital, sottolinea una nota, avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale.

“Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale”, ha dichiara Leonardo Maria Del Vecchio, fondatore e azionista di LMDV Capital. “Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità”.

L’operazione si inserisce nel più ampio percorso avviato da LMDV Capital nel settore dei media e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale, spiega la società. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media.

LMDV Capital conferma così la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale. Il progetto prevede la costruzione di una piattaforma editoriale integrata, fondata su: valorizzazione dei brand storici della stampa italiana; accelerazione della trasformazione digitale (siti, app, podcast, video, prodotti premium e modelli di abbonamento); utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni, senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali; risorse professionali, persone che operano all’interno della struttura editoriale che rappresentano il capitale umano su cui si fondano crescita, credibilità e identità del gruppo.

Mr.Rain ha pubblicato a sorpresa il singolo ‘Casa in fiamme’

Milano, 19 dic. (askanews) – Dopo la pubblicazione di ‘Effetto Michelangelo’ Mr.Rain, il cantautore multipremiato con 24 dischi di platino e 5 dischi d’oro, pubblica a sorpresa il singolo ‘Casa in fiamme’ (Warner Records/Warner Music Italy) prodotto da Dardust, che sarà fuori ovunque da venerdì 19 dicembre.

“La scelta di chiudermi per un anno in studio per scrivere nuove canzoni – spiega Mr.Rain – mi ha permesso di prendermi il tempo necessario per raccontare, attraverso la musica, il mio mondo nel modo più autentico possibile. Ora sento la voglia e la necessità di far ascoltare al mio pubblico tutto ciò che ho creato”.

‘Effetto Michelangelo’ e ‘Casa in fiamme’ rappresentano l’inizio di questo nuovo percorso.”

‘Casa in fiamme’ scritto dallo stesso Mr.Rain, Federica Abbate, Dardust e Lorenzo Vizzini, è una fotografia mossa: due persone che restano mentre tutto intorno crolla. Non sanno se ciò che le tiene unite sia amore o la paura di restare sole, ma si stringono forte, abbracciate dentro una casa in fiamme, nell’ultimo tentativo di non perdersi del tutto’.

Mr.Rain nell’ultimo anno si è anche dedicato al suo progetto spagnolo, e dopo il grandissimo successo del brano ‘Superhéroes’ con Beret, disco di platino in Spagna, ha pubblicato altri due singoli in Spagna, prima in coppia con Zetazen e poi con Walls. Attualmente Mr.Rain è al lavoro anche sul suo prossimo album in uscita nel 2026.

Antitrust impone più trasparenza sull’autonomia delle auto elettriche

Roma, 19 dic. (askanews) – L’Antitrust ha concluso con impegni quattro procedimenti istruttori avviati nei confronti di Stellantis Europe, Tesla Italy, Byd Industria Italia e Volkswagen Group Italia relativi all’adeguatezza e alla trasparenza delle informazioni pubblicizzate sulla autonomia di percorrenza chilometrica dei veicoli elettrici, sulla perdita di capacità delle batterie e sulle limitazioni della garanzia convenzionale sulle batterie. Lo riferisce una nota.

In particolare, grazie agli impegni resi vincolanti dall’autorità, i siti web delle società saranno rivisti e rinnovati nella loro struttura in modo che le informazioni su autonomia chilometrica dei veicoli elettrici (non limitate alla mera indicazione di un valore teorico), sui fattori che la influenzano, sulla perdita della capacità di carica della batteria e sulle condizioni e limitazioni di operabilità della relativa garanzia convenzionale siano presentati in maniera chiara, completa e in un’unica sezione dedicata.

Il consumatore avrà, quindi, la possibilità di disporre subito di informazioni relative alle caratteristiche principali dei veicoli elettrici. Sempre grazie agli impegni accolti dall’autorità verrà inserito uno strumento di simulazione dell’autonomia dei veicoli, che terrà conto dei principali fattori, tra cui le diverse modalità di utilizzo, che incidono sull’autonomia, consentendo al consumatore di poter confrontare le vetture della stessa fascia presenti sul mercato e di orientare meglio la propria scelta.

Sarà anche possibile ottenere una quantificazione, seppur indicativa, dei principali fattori che influenzano l’autonomia effettiva di un veicolo elettrico e il degrado della batteria nel tempo. Infine, verranno inserite informazioni complete e dettagliate sul mantenimento della capacità di carica della batteria (State of Health) ai fini della garanzia convenzionale e sulle condizioni e limitazioni di operatività della stessa. Tutti gli impegni dovranno essere attuati entro 120 giorni.

Inoltre, Stellantis, Byd e Volkswagen assicureranno un miglioramento nel livello di efficienza della batteria dei veicoli elettrici commercializzati, prevedendo, nell’ambito della garanzia convenzionale, un aumento della soglia dello State of Health della batteria a beneficio dei consumatori. (fonte immagine: AGCM).

Giappone, i tassi della banca centrale ai massimi da 30 anni

Roma, 19 dic. (askanews) – Anche se limitato ai tradizionali 0,25 punti percentuali (25 punti base) il rialzo ai tassi di interesse deciso oggi dalla Banca del Giappone ha una notevole guardato in prospettiva, dato che porta il riferimento principale sul costo dello yen ai massimi da trent’anni a questa parte.

La decisione è stata unanime, secondo quanto spiegato dall’istituzione guidata dal governatore Kazuo Ueda, che resta aperta alla possibilità di ulteriori aumenti. Il livello attuale dei tassi nippon, lo “0,75% circa”, è più elevato dal 1995.

Questo tenuto conto che il Giappone ha avuto la peculiarità di attraversare un lunghissimo periodo di deflazione, seguito da bassissima inflazione, negli ultimi decenni, a dispetto di politiche monetarie estremamente espansive da parte della stessa banca centrale.

Contestualmente i rendimenti dei titoli di Stato nipponici decennali hanno oltrepassato il 2%, portandosi ai massimi dal 1999. In calo lo yen, con il dollaro che sale a 156,68 sulla valuta nipponica. Al tempo stesso il dollaro guadagna anche sull’euro, che in mattinata si lima 1,1704. La borsa di Tokyo ha chiuso con un rialzo dell’1,03%.

Le decisioni sono giunte all’indomani del Consiglio direttivo della Bce, che invece ha mantenuto al 2% i tassi di riferimento dell’area euro, poco prima la Banca d’Ingilterra a aveva ridotto di 0,25 punti i tassi sulla sterlina, al 3,75%.

Elodie esce con il primo album live The Stadium Show

Milano, 19 dic. (askanews) – Elodie esce con il primo album live The Stadium Show (Live @ San Siro 2025), il primo album live, disponibile in formato doppio CD con quattro cover diverse: Magnetica, Erotica, Galattica, Audace, una per ciascuno degli atti che hanno composto lo spettacolo dal vivo.

Il disco The Stadium Show (Live @ San Siro 2025) arriva a sorpresa dopo un anno di grandi traguardi, come regalo speciale per i suoi fan, prima della pausa del 2026 e in attesa del ritorno live nei palazzetti nel 2027. Il progetto nasce dalla data evento di Milano allo Stadio San Siro dello scorso giugno, appuntamento che ha segnato una svolta nella carriera dell’artista. Alla data milanese è seguito il live allo Stadio Maradona di Napoli, che l’ha consacrata come la prima donna a salire sul palco dello stadio napoletano.

Con The Stadium Show (Live @ San Siro 2025), l’artista sceglie di fermare il tempo e lasciare una traccia indelebile di quell’esperienza, un album pensato per far rivivere e ricordare l’atmosfera dello Stadio di Milano restituendone la struttura narrativa ispirata alle quattro figure femminili che abitano l’universo dell’album: quattro archetipi, quattro energie, quattro visioni del femminile che si alternano, si confrontano e si fondono in una narrazione intima, potente e visivamente immersiva.

Dopo aver recentemente concluso il tour nei palasport “Elodie Show 2025”, con il quale ha attraversato l’Italia suggellando un percorso artistico in continua evoluzione, Elodie tornerà alla dimensione live con una nuova tournée annunciata a sorpresa “Elodie Show 2027”, prodotto da Vivo Concerti. Il tour partirà dal Palaprometeo di Ancona (DATA ZERO – Sabato 24 aprile 2027), farà tappa al Palazzo dello Sport di Roma (giovedì 29 aprile 2027) per proseguire al Teatro Palapartenope di Napoli (martedì 4 maggio 2027), al Palaflorio di Bari (sabato 8 maggio 2027), all’Unipol Forum di Milano (giovedì 13 maggio 2027), al Mandela Forum di Firenze (martedì 18 maggio 2027) e concludersi all’Unipol Arena di Bologna (sabato 22 maggio 2027).

Il 2025 è stato per Elodie un anno di successi e conferme, iniziato con la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Dimenticarsi alle 7”, certificato oro, e proseguito con la pubblicazione del quinto album “Mi Ami Mi Odi”, entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI, con oltre 183 milioni di stream e certificato oro come l’omonimo singolo. Si aggiunge a ciò anche la certificazione oro del brano “Yakuza” con Sfera Ebbasta. Elodie ha inoltre conquistato il secondo posto come artista donna più ascoltata in Italia su Spotify nel 2025 ed è stata insignita di due prestigiosi riconoscimenti in ambito cinematografico, il Nastro d’Argento come Miglior attrice non protagonista per il film “Fuori” di Mario Martone e il Premio ANEC – Talenti Emergenti, a conferma di un talento capace di esprimersi con forza e credibilità in più linguaggi artistici.

Il sogno del presepe. Storie e simboli dell’immaginario popolare

Il presepe francescano e quello napoletano raccontano due storie che si completano. A Greccio, al tempo di Papa Onorio III, Francesco d’Assisi, nel 1223, realizza il primo presepe vivente, mettendo in scena il racconto della Natività: l’essenziale, con la mangiatoia, il bue e l’asino. Il mistero di Dio entra nella storia nella forma più fragile, concentrandosi sull’istante sacro in cui il divino diventa visibile.

Il presepe napoletano, fiorito tra Seicento e Settecento, compie un passo ulteriore: non isola il sacro, ma lo immerge nel mondo. Le strade si affollano, le botteghe si aprono, le osterie risuonano di voci. La grotta, spesso, non domina la scena, restando un silenzioso centro attorno a cui tutto continua a vivere.

Anche il pescatore e il cacciatore

Nel corso del tempo, questa rappresentazione dell’umanità si arricchisce di figure e situazioni proprie della cultura artistica e popolare: nei presepi, trovano il loro posto statuine come il pescatore e il cacciatore. Il pescatore, intento a gettare la rete – probabilmente un richiamo a San Pietro – rappresenta la vita e la speranza che continua nonostante tutto. Il cacciatore, invece, incarna la morte, la natura crudele e inevitabile.Non possono mancare i Re Magi, poi i musicisti – in particolare gli zampognari – la lavandaia, simbolo della purezza e della verginità di Maria, l’oste, la pollivendola, i compagni di bevute e altri personaggi.Ognuno di loro, così come gli animali, il mercato, il fiume e il ponte, porta un messaggio simbolico: tutto, in una notte gelida, ruota attorno alla Sacra Famiglia. Giuseppe e Maria trovano ospitalità grazie alla bontà di un umile pastore, Gelindo, che apre loro la sua stalla, dove riposa un bue.

Il sonno come origine del mondo

 Tra i personaggi più affascinanti e simbolicamente potenti delle raffigurazioni presepiali spicca il pastore Benino. Non è un caso che due tra i più celebri capolavori scenici della tradizione si aprano con un personaggio addormentato: nella Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci (1698), la scena iniziale è occupata da Benino, figlio di Armenzio, immerso in un sonno profondo. La sua figura si ispira al passo evangelico che narra l’annuncio degli Angeli ai pastori dormienti. Nel presepe, Benino viene raffigurato disteso all’ombra di un albero, e la tradizione popolare vuole che tutto il presepe nasca dal suo sonno: le colline e i sentieri, i pastori in cammino, persino la luce che illumina la grotta. Se Benino si svegliasse, il presepe svanirebbe.

La Cantata dei Pastori conserva ancora oggi la sua vitalità, essendo rappresentata a Napoli e in altre province meridionali come narrazione collettiva che intreccia memoria storica e attualità.

Due secoli dopo, Eduardo De Filippo apre Natale in casa Cupiello(1931) con Luca Cupiello addormentato. Anche lui sogna un presepe, un mondo ordinato e riconciliato mentre intorno la realtà si mostra fredda e dolorosa. Benino e Luca Cupiello si rispecchiano a distanza di secoli: entrambi dormono, entrambi tengono in vita un mondo fragile che potrebbe dissolversi al risveglio. Il presepe esiste finché qualcuno continua a sognarlo.

La Meraviglia

Se qualcuno dorme, qualcun altro si ferma. È il pastore della Meraviglia: non porta doni, non sa cosa offrire, resta immobile con le braccia aperte e lo sguardo spalancato. La leggenda popolare narra che viene rimproverato per essersi presentato a mani vuote ma viene difeso dalla Vergine: il suo dono è lo stupore, un’emozione ingenua, pura, quasi infantile, che afferma che davanti al mistero non tutto deve essere spiegato.

Stefania e la ferita che arriva alla grotta

Tra i sentieri compare Stefania, pastorella senza figli. Per vergogna – anticamente alle donne nubili era vietato visitare chi aveva appena partorito – nasconde una pietra sul ventre, fingendo di essere incinta per avvicinarsi alla grotta. Il giorno dopo Natale, la pietra si trasforma in un bambino: Stefano, il primo martire, celebrato il 26 dicembre. Il miracolo non cancella la ferita, ma la attraversa. Stefania rappresenta l’umanità che cerca di mascherare il dolore e che, proprio dove teme il rifiuto, trova accoglienza.

Una sospensione cosmica

 Il presepe è una sospensione del tempo. È notte, ma non passa. Tutti si muovono, ma nulla si conclude: il mondo trattiene il respiro davanti a un punto fragile, un bambino nella paglia. Accanto alla mangiatoia, il bue e l’asino custodiscono la vita: il bue, paziente testimone del mistero el’asino, paradossalmente regale, re che entra nella storia senza trionfo.

Un sogno che ritorna

 Forse ogni presepe domestico è ancora il sogno di Benino o quello di Luca Cupiello: un mondo fragile fatto di muschio, luci e gesti ripetuti. Sappiamo che durerà poco, che verrà smontato, ma anche che tornerà. Come Geppetto nella sua bottega, creiamo la vita da un sogno ostinato. Nella favola di Pinocchio, il povero falegname realizza un burattino da un pezzo di legno imperfetto; eppure lo immagina figlio prima ancora che lo diventi davvero. Il presepe funziona allo stesso modo: è un mondo fatto a mano, fragile e provvisorio, che prende vita solo perché qualcuno decide di crederci, almeno per un po’.

Sarà anche per questo che, nei presepi di casa, accanto ai personaggi canonici compaiono figure intime, quasi segrete. Nel mio presepe, ogni anno non può mancare la statuina del ciabattino, un piccolo omaggio a Emilio, il calzolaio del mio paese a cui ero tanto legato da bambino. Ci passavo spesso durante l’anno, ma nei freddi inverni mi trattenevo più a lungo: Emilio teneva il piccolo braciere sotto il suo banchetto, e io mi scaldavo lentamente, respirando l’odore intenso di fumo e colla che si mescolava a quello dell’umido e al suo sguardo malinconico. Seduto accanto a lui, ascoltavo le sue storielle e osservavo le sue mani induriteridare vita a ciò che sembrava perduto. Ancora oggi, quel volto, quel mestiere e quella memoria non sono solo semplici ricordi: vivono nel racconto del presepe, portando con sé l’affetto di chi li custodisce.

 

Ogni statuina è un ponte tra sacro e vissuto

Il presepe non riproduce Betlemme fedelmente, ma trova un posto per lenostre storie dentro una storia più grande. Ogni statuina aggiunta è un ponte tra sacro e vissuto, tra mito e memoria.

Alla fine, costruire il presepe significa continuare il sogno di Benino, tenere viva la fragile speranza di Luca Cupiello o dare forma al gesto di Geppetto.

Finché qualcuno, ogni Natale, prenderà il tempo di far nascere di nuovo quel piccolo mondo, continuerà a raccontare la meraviglia di un sogno che ritorna.

L’Europa sociale che Trump vuole demolire

La Dottrina Truman e lidea di welfare

Nella sua furia distruttrice anche solo dell’idea di una Europa unita, Donald Trump demolisce quella che venne al tempo denominata “Dottrina Truman”. Quel Presidente, in un discorso al Congresso – era il 1947 –, rimasto famoso e divenuto storico, spiegò che l’assistenza economica e militare che gli Stati Uniti avrebbero garantito all’Europa, continente distrutto dal devastante conflitto terminato da poco, avrebbe dovuto aiutare gli Stati interessati (ovvero quelli che gli Accordi di Yalta avevano collocato nell’Occidente politico e non solo geografico) a migliorare le condizioni di vita delle loro popolazioni anche attraverso, e anzi soprattutto, programmi di sicurezza sociale. Sostanzialmente, il welfare.

Quello “stato sociale” rimasto debole e marginale negli USA e che invece – anche grazie alle risorse economiche non spese per la difesa militare, a carico in gran parte della NATO finanziata per lo più da Washington – i governi democristiani e socialdemocratici delle nazioni europee vollero e seppero promuovere e sviluppare.

 

Contro la propaganda sovietica

 

Naturalmente, non è che Truman fosse uno sprovveduto. Dietro questo impegno finanziario americano c’era l’interesse a garantire il consenso popolare ai governi alleati, respingendo con i fatti – ovvero la crescita economica e il progresso sociale – la propaganda sovietica veicolata dai partiti comunisti, soprattutto in Francia e in Italia, tesa a rimarcare le ineguaglianze di classe e la povertà diffusa prodotte dal “sistema capitalistico”.

Poiché nell’Occidente europeo, a differenza dell’Oriente soggiogato dall’URSS, democrazia e libertà di espressione erano valori pienamente affermati e fondativi delle nazioni alleate degli Stati Uniti, era fondamentale – questo il ragionamento sviluppato a Washington – aiutarle nella ricostruzione (ed ecco il Piano Marshall), ma anche nella successiva crescita, in modo che la povertà venisse sconfitta e la propaganda comunista avesse conseguentemente sempre minor presa.

LItalia, il centro-sinistra e il via libera americano

Una linea ribadita e confermata nel tempo. Quando, ad esempio, sul finire degli anni Cinquanta in Italia Fanfani e Moro cominciarono a ipotizzare un allargamento al Partito Socialista dell’area governativa, l’Amministrazione Eisenhower nella sostanza non oppose una resistenza assoluta all’idea. Nella forma sì, naturalmente. E l’ambasciata di via Veneto non lesinò inviti alla cautela e pure qualche velata minaccia. Ma al fondo condivideva la tesi – affermatasi progressivamente in termini maggioritari nella DC e portata avanti dalla segreteria Moro – che bisognava favorire, con l’industrializzazione del Paese, la crescita economica e con essa le condizioni di vita della popolazione tutta.

Un miglioramento sociale che avrebbe contribuito a indebolire il comunismo italico: un obiettivo mai venuto meno a Washington. Questa considerazione venne confermata e ovviamente rafforzata dalla successiva Amministrazione Kennedy. L’apertura al PSI ne sarebbe stato il corollario politico.

Dalla fine della Guerra fredda al risentimento americano

In un qualche modo quella linea ha retto per altre tre decadi. Ma il cambiamento di scenario intervenuto con la fine dell’Unione Sovietica ha eroso alla base la Dottrina Truman e così, nel corso dei due decenni successivi, ha prevalso negli USA un crescente risentimento nei confronti di un’Europa ancora protetta dal dispositivo militare statunitense pur a fronte di un nemico scomparso, e capace pertanto di continuare a garantire condizioni di vita migliori al ceto sociale più debole e anche a quello medio rispetto a quelle consentite in America.

Non poteva durare. Già con Bush jr. i Repubblicani avevano virato verso una relazione meno accondiscendente con l’Europa occidentale, ma poi anche i Democratici – arrivati alla Casa Bianca con Obama – avevano spostato il focus sul Pacifico (“Pivot to East Asia”) e avevano posto il tema dell’incremento del contributo NATO al 2% del PIL. Ora Trump, alla sua maniera offensiva, tira le fila di questo processo. E ci presenta il conto.

Il progetto MAGA: un mondo senza Europa

Ma non finisce lì. Vuole non solo farci pagare un alto prezzo per una protezione militare che potrebbe non garantire più. Dietro di lui il movimento MAGA desidera di più: vuole la distruzione della UE. Vuole favorire il nazionalismo riemergente nei Paesi dell’Unione. Vuole rimodellare il mondo senza l’Europa.

Craxi, oltre il processo della Storia. Cosa ci racconta il saggio di Martini.

L’incipit di questa seconda edizione del libro di Fabio Martini “Controvento. La vera storia di Bettino Craxi”, pubblicato da Rubbettino, contiene un’affermazione che dovremmo mandare a mente, ogni volta che ci si esprime – nell’immediatezza degli eventi – sul presente che sta diventando passato prossimo: da sempre la Storia (con la S maiuscola) si ripensa e si riscrive più volte in modo direttamente proporzionale al trascorrere del tempo. Più ci si allontana dai fatti e più la loro narrazione viene rivisitata, più i contorni delle vicende e dei loro personaggi vengono focalizzati con meno enfatizzazione emotiva e più discernimento critico.

E’ una regola non scritta che trova conferma ‘ molti anni dopo’ per usare una celebre espressione di Gabriel Garcia Marquez,  senza che si debba cadere forzatamente in una sorta di revisionismo di maniera, addirittura la narrazione acquisisce dettagli – persino inediti – che emergono a poco a poco e inducono a ripensamenti perché nei corsi e ricorsi storici di vichiana memoria il passato si compara con il presente e quella che un tempo appariva come verità scontata e assoluta viene invece contestualizzata per essere meglio interpretata, con maggior discernimento critico.

Anche la biografia personale e politica di Bettino Craxi, politico controverso e carico di vitalismo dirompente e persino intemperante, non sfugge a questa rilettura e va inquadrata con più approfondite conoscenze e maggiore rigore epistemologico nell’analisi retrospettiva e nella sua valutazione aggiornata.

Dobbiamo essere grati all’autore di questo saggio perché non tutti coloro che si cimentano nella rivisitazione storiografica conservano una certa, necessaria terzietà della narrazione.

La cultura contemporanea appare sempre più caratterizzata da effetti speciali e caricature già scontate, sia che riguardino lo svolgersi degli eventi o che più direttamente si riferiscano ai loro protagonisti mentre il tutto viene archiviato in modo tipizzato per voltare pagina troppo frettolosamente.

Colpisce nella lettura del libro di Martini l’intreccio sistematico e cercato tra dimensione personologica, persino caratteriologica e racconto degli eventi – anche nei minimi dettagli – fino a diventare un tutt’uno, come di solito accade ai leader politici che lasciano una traccia importante del loro passaggio.

Senza considerare che – inquadrando un’esperienza politica e istituzionale – le riserve, le critiche e i giudizi sommari sono dettati da divergenze di vedute che non integrano per sé stesse il concetto di verità: che vengano da destra o da sinistra o finanche dal centro esse sono un mix tra considerazioni oggettive motivate da visioni e prospettive diverse ma anche da fattori soggettivi che non sempre vengono considerati per tali.

Se c’è stato un leader politico che più di altri ha subìto sommari processi di piazza – dalle monetine lanciate all’uscita dell’Hotel Raphael alla lunga vicenda di Mani Pulite – questi è stato senz’altro Bettino Craxi.

Forse per un altro politico di rango come Giulio Andreotti si potrebbe esprimere questa considerazione, anche se per motivazioni diverse, laddove la caratura personale dell’uomo finisce per diventare un vulnus alla sua militanza politica e ai risultati che ne sono derivati. La Storia va riletta, ripensata e a volte riscritta, specie se origina da contesti epocali complessi e di affrettata, superficiale lettura, mixati al furor di popolo o al giustizialismo come deriva dell’immaginario collettivo che sostituisce la Giustizia attraverso un sistema mediatico che sempre meno fa differenza tra sospetti e prove o cerca un colpevole a tutti i costi.

Guardando lo spettacolo desolante di una politica sparigliata e litigiosa, personalizzata e priva di un retroterra di formazione culturale e di orientamento ideologico, come quella odierna e volgendo lo sguardo al passato non possiamo non cogliere un ordine di grandezza inversamente proporzionale, ai temi e ai loro protagonisti.

Ciò sia con riferimento alle questioni di politica interna e agli indirizzi di governo del Paese, sia in un’ottica più ampia e globale, che riguarda la rilevanza internazionale delle emergenze in fieri a cominciare dalle guerre e dal nuovo ordine mondiale per come va configurandosi, con specifico riferimento alla dimensione europea: sempre più enfatizzata come fattore dirimente nello scacchiere delle relazioni diplomatiche e politiche e delle loro ricadute ma sempre incerta, enfatica ma meno carica di convincimenti forti e di motivazioni, soprattutto di visioni lungimiranti in ordine alle vie di uscita praticabili.

La vicenda di Sigonella – che l’autore giustamente ricorda come momento cruciale di crisi nei rapporti tra Italia e USA (Reagan Presidente) – dimostrò come il piglio decisionista con cui Craxi è passato alla Storia – risolse (anche con un atto di forza) ciò che nel Medioriente e in Ucraina oggi non si riesce a districare perché la polarizzazione USA- RUSSIA-CINA rende l’Europa un soggetto debole ed emarginato, che ha perduto strada facendo antiche e più nobili velleità, incapace di imboccare con decisione un percorso condiviso.

L’autore del libro si sofferma sull’ascesa politica di Craxi prima nel partito e poi nel concerto dei rapporti politici e istituzionali in particolare con la DC e il PCI e – segnatamente – con i loro leader.

Certamente lo scopo palese di Craxi era quello di rivendicare una considerazione paritetica per il PSI: operazione riuscita vista l’ascesa a Palazzo Chigi e l’elezione di Pertini alla Presidenza della Repubblica. Non era solo una questione di potere: Craxi intuiva l’emergenza dei valori della laicità dello Stato e la crescita nel Paese di questioni critiche per un partito a ispirazione confessionale come la Dc, il declino ideologico del PCI e persino la necessità di ridiscutere con lo stesso Berlinguer i rapporti di forza nella sinistra, di cui il PSI faceva parte a pieno titolo, mirando peraltro ad una differenziazione di visione e prospettive a livello di politica interna e internazionale.

La critica dell’epoca la definiva ‘politica dei due forni: al governo nazionale la stretta alleanza con la DC e i satelliti del pentapartito, negli enti locali l’alternativa degli accordi con il partito comunista, laddove possibile.

Si può rileggere oggi, in epoca di bipolarismo e di polarizzazione post-ideologica quella stagione come espressione del principio della governabilità come valore?

Da un punto di vista di coerenza etica e politica c’erano e residuano dubbi ma il pragmatismo delle scelte necessitate a conferire priorità all’essere dentro piuttosto che al restare fuori tuttavia li dissolveva in nome della rivendicazione della centralità del partito che non accettava più una logica di subordinazione da una parte o dall’altra. D’altronde quella rivendicazione craxiana dell’Italia come “grande Paese” entrerà nella narrazione di molti leader politici e di quasi tutti i Presidenti del Consiglio, con accenti via via sinceri o retorici.

Ma l’autore pone l’accento su eventi inconfutabili: l’iniziativa umanitaria per salvare Aldo Moro, la citata elezione a capo dello Stato di Sandro Pertini, il sorpasso del 1987 , che si riferisce al momento in cui il PIL italiano superò quello del Regno Unito, facendo dell’Italia la sesta potenza economica mondiale, (un risultato legato sia a ricalcoli statistici sia al boom economico degli anni ’80 sotto i governi di Bettino Craxi e i suoi alleati democristiani, nonostante la crescita esponenziale del debito pubblico) la “forzatura” dell’Atto unico europeo del 1985 come preliminare per il Trattato di Maastricht, restano pietre miliari nella storia politica di Craxi presidente del Consiglio italiano. La vicenda di Tangentopoli spazzò via i partiti della cd. “Prima Repubblica”: è storia nota che ha cambiato radicalmente l’ordine delle cose e i rapporti tra politica e magistratura.

Ma già poco tempo dopo tutto sembrava essere tornato come prima, come ricordava in un memorabile editoriale sul Corsera del 15/2/2013 Antonio Polito (“Il marcio e il caos”), descrivendo tre mali rimasti irrisolti: la politica declinante, la giustizia debordante e la corruzione dilagante. Craxi fu forse lo statista che pagò più di tutti la stagione di Mani Pulite, fino all’esilio e alla morte.

Ma di quella campagna mediatica restano ombre e opacità non risolte. Ho in mente il titolo del libro (uscito nel 2016) di due autorevoli esponenti del pool del Tribunale di Milano (che avevo intervistato a margine della vicenda giudiziaria ormai chiusa): “La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo”.  Oltre la dimensione prosaica e narrativa resta l’impressione di un largo margine di umanissimo, comprensibile ripensamento.

La legge è uguale per tutti ma il concetto (e la pratica) di giustizia può essere diverso: un assioma di fronte a cui impallidisce persino il dilemma sulla separazione delle carriere. Oltre i fatti, oltre il giudicato, oltre le derive connotative successive resta nella memoria condivisa lo storico discorso di Craxi (tenuto alla Camera dei Deputati il 3 luglio 1992) nel pieno della vicenda di tangentopoli, sul tema del finanziamento politico: “E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale.

I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.

Nessuno si alzò allora né mai si è alzato dopo, come a dimostrare che tutto sarebbe proseguito più o meno come prima. Nessuno ha giurato, nessuno è stato dichiarato spergiuro.

Quel discorso e le sue ricadute nelle coscienze individuali e collettive segnano il confine tra un grande statista capace di pronunciarlo mettendosi in gioco e la pletora di ominicchi che hanno sempre preferito simulare e farsi da parte, “come se l’alito di Dio non vi avesse soffiato dentro – per usare l’espressione di un filosofo dell’800 – né il diavolo vi avesse pur qualcosa suggerito”.

Pensioni, Schlein: Meloni campionessa di incoerenza, agli italiani mente

Roma, 18 dic. (askanews) – “Non è la prima volta che mente agli italiani, ma sulle pensioni la Presidente del Consiglio si dimostra campionessa di incoerenza. Ha tradito tutti gli impegni presi in campagna elettorale, quando con Salvini promettevano di abolire la legge Fornero”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein

“Promettevano – prosegue Schlein- di abbassare l’età pensionabile, stanno facendo l’opposto: la aumentano. Promettevano di alzare le pensioni minime a mille euro, invece le hanno aumentate di un paio di caffé. Hanno cancellato Opzione Donna, e anziché introdurre una pensione di garanzia per i giovani, hanno cercato di fregarli pure sul riscatto della laurea . Un tradimento che grava tutto sulle spalle di chi lavora e ha fatto sacrifici e vede nella pensione un sacrosanto diritto a un futuro dignitoso. Noi staremo dalla loro parte e ci opporremo ai colpi di mano di un governo ormai precipitato nel caos e che litiga su tutto.”

Al Sistina Chapiteau Musical "Moulin Rouge", 50.000 biglietti venduti

Roma, 18 dic. (askanews) – Al Sistina Chapiteau prosegue il successo di “Moulin Rouge! Il Musical”, uno dei titoli più amati dal pubblico e ispirato al celebre film di Baz Luhrmann, a dieci settimane dal debutto lo spettacolo diretto da Massimo Romeo Piparo ha già superato la soglia dei 50.000 biglietti venduti.

Il regista Piparo ha pertanto deciso di proseguire le repliche – al momento fino al 15 febbraio – rispondendo alle continue richieste degli spettatori. Annunciato per sei settimane, poi prorogate a 12, ora si punta al magnifico traguardo delle 16 settimane di programmazione.

Con un allestimento da kolossal con un palco di oltre 30 metri e la colonna sonora suonata dal vivo, oltre a costumi e coreografie mozzafiato, “Moulin Rouge! Il Musical” diventa anche uno degli appuntamenti più attesi per Capodanno.

Lo spettacolo, per la prima volta in Italia, è prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures – nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway.

Forza Italia, Tajani: rinnovamento? Saranno iscritti a decidere leader

Milano, 18 dic. (askanews) – “Il rinnovamento sono i congressi, in un partito che vuole avere una base sempre più ampia: siamo quasi a 200mila iscritti e dopo la morte di Berlusconi ne erano rimasti 6mila… È giusto che gli iscritti scelgano i propri dirigenti, dopo un dibattito approfondito. Io sono sempre favofrevole alla discussione e chi vuole offrirsi e dare la propria disponibilità al partito è bene che lo faccia”. Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, in una intervista a Dritto e rovescio che andrà in onda stasera su Retequattro.

“Io ho dedicato gran parte della mia vita a Forza Italia e continuo a farlo. Sono uno dei fondatori di Forza Italia e credo di aver dato un contributo importante per il rinnovamento. Io sono stato eletto dal congresso, la legittimazione democratica è fondamentale, saranno sempre gli iscritti a decidere quali dovranno essere i leader locali, regionali, nazionali. Quindi ben venga il dibattito ma credo che questo partito abbia già dato un grande segnale anche dal punto di vista culturale”, ha concluso sul punto Tajani.

Al summit Ue Meloni e Macron bloccano Mercosur, su Ucraina si tratta a oltranza

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – Sabato Ursula von del Leyen non potrà firmare l’accordo commerciale con i Paesi Mercosur. La presidente della Commissione era attesa per questo in Brasile, ma Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno bloccato tutto, costringendo l’esecutivo comunitario a un rinvio, probabilmente a gennaio.

Il primo a uscire allo scoperto, nei giorni scorsi, era stato Macron, che questa mattina, appena arrivato al Consiglio europeo, ha ribadito la posizione ancora contraria al via libera della Francia. Intanto, Bruxelles era ‘assediata’ dalla manifestazione degli agricoltori, protagonisti anche di scontri con la polizia belga, che aveva proprio la contrarietà all’Accordo col Mercosur tra le sue motivazioni principali.

“Riteniamo che i conti non tornino e che questo accordo non possa andare avanti così com’è”, ha detto il presidente francese, che ha precisato; “Siamo favorevoli agli scambi” ma “serve reciprocità”. Macron ha anche spiegato di averne parlato più volte con Meloni rilevando che “anche lei ritiene che la questione non sia ancora pronta per essere votata”. Per cercare di convincerli si è mosso direttamente il presidente brasiliano Lula, presidente di turno del Mercosur, che dopo aver sentito nei giorni scorsi Macron questa mattina ha chiamato Meloni.

“Lei – ha rivelato Lula – mi ha spiegato che non è contraria all’accordo; sta solo affrontando un problema politico a causa degli agricoltori italiani, è in imbarazzo ma è sicura di poterli convincere ad accettare l’accordo”. E ha aggiuto: “Ci ha chiesto di pazientare al massimo un mese”. Frasi che forse hanno creato disagio a Palazzo Chigi, che a strettissimo giro ha inviato una nota spiegando che “il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi”.

Il Mercosur non era comunque un punto all’ordine del giorno del Consiglio europeo, chiamato oggi a prendere una difficilissima decisione sul finanziamento dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky, intervenuto oggi al summit, ha ribadito che una decisione “deve essere presa entro la fine di quest’anno” e che l’opzione preferibile è quella dell’uso degli asset russi congelati perchè così “la Russia comprenderebbe che è colpevole”. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha assicurato che “non lasceremo mai questo Consiglio senza una decisione definitiva per garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026 e il 2027”.

Dunque ci si prepara a una seduta fiume, anche in notturna e se necessario domani. Per l’suo degli asset c’è da convincere il Belgio (che teme le ritorsioni di Mosca) ma anche Italia, Malta, la Bulgaria. Roma – è noto – avrebbe preferito la strada del debito comune garantito dal bilancio europeo, ma contrari a questa ipotesi ci sono la Germania, l’Olanda e gli altri frugali. Se questa ipotesi richiede l’unanimità – impossibile, quantomeno a causa dell’Ungheria – per l’uso degli asset si può procedere a maggioranza qualificata e appare dunque l’unica via percorribile. Salvo che, era un’ipotesi che si affacciava ieri, non si decida per un prestito ponte (per circa 4 miliardi al mese) in attesa di trovare la soluzione definitiva.

A pomeriggio inoltrato, è in corso un lavoro di mediazione, a livello tecnico, con il Belgio, per portare un nuovo testo relativo al prestito di riparazione alla discussione dei leader. Una fonte qualificata europea assicura che ci sono “progressi” ma come andrà a finire è molto difficile dirlo.

Manovra, Conte: governo che succede? Siamo nel caos totale

Roma, 18 dic. (askanews) – “Chiedo al governo e alle forze di maggioranza cosa sta succedendo? E’ normale che ci siano emendamenti, controemendamenti, correttivi” alla manovra di bilancio “ma qui siamo nel caos totale, nelle ultime 48 ore è successo di tutto”, “erano partiti che volevano migliorare la legge Fornero e non solo l’hanno peggiorata ma si sono inventati un emendamento che va a sacrificare chi ci ha messo dei soldi per riscattare la laurea”. Lo afferma in un video sui social il presidente M5s Giuseppe Conte.

Poste Italiane, francobollo celebra 2500 anni fondazione Napoli

Roma, 18 dic. (askanews) – Poste Italiane celebra con uno speciale francobollo, che raffigura il golfo di Napoli e il Vesuvio, i 2500 anni della fondazione della citt partenopea. Ad accompagnare il TG Poste tra le bellezze del capoluogo campano, dal Real Teatro San Carlo al Palazzo Reale fino alla Galleria Umberto I, il portalettere Fulvio, una vera e propria guida tra le luci della citt pronta per il Natale. Nel video il servizio del TG Poste

Pd, Schlein in serata a Genova. In dubbio incontro con Salis

Genova, 18 dic. (askanews) – La seduta fiume del Consiglio comunale di Genova per la votazione del bilancio potrebbe impedire alla sindaca Silvia Salis di incontrare la segretaria del Pd Elly Schlein in visita questa sera nel capoluogo ligure. Schlein è infatti attesa alle 20 nella sede dell’organizzazione umanitaria Music for Peace per un incontro con il presidente Stefano Rebora nell’ambito del festival “Che Stella” organizzato dalla stessa associazione.

A mettere a rischio il possibile rendez-vous con la sindaca di Genova, la probabile prosecuzione fino a notte inoltrata, come accaduto ieri, della seduta del Consiglio comunale. La segretaria dem incontrerà invece quasi sicuramente il candidato unitario per la segreteria provinciale del Pd Francesco Tognoni.

La Bce conferma i tassi e vuole "tenersi aperte tutte le opzioni"

Roma, 18 dic. (askanews) – Sembra allontanarsi l’ipotesi di un nuovo taglio ai tassi di interesse da parte della Bce. Oggi l’istituzione di Francoforte ha nuovamente confermato al 2% il principale riferimento per l’area euro, il tasso sui depositi. E nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde ha eloquentemente avvertito che l’istituzione vuole “tenersi aperte tutte le opzioni”.

Anche quella di un aumento dei tassi, quindi, che tuttavia appare anche più remota di quella di un taglio. “Abbiamo riconfermato che siamo in una buona posizione, ma questo non significa che siamo statici – ha detto -. Oggi la decisione è stata presa all’unanimità, ma c’è anche una visione unanime che tutte le opzioni devono restare sul tavolo e che dobbiamo attenerci all’approccio del ‘volta per volta’, con nessun percorso predeterminato, né alcuna mossa. E’ stata una visione unanime”. Questo, in risposta a chi le chiedeva se la prossima eventuale variazione dei tassi sarà un taglio, o piuttosto un rialzo.

La Bce ha intanto rivisto al rialzo le sue previsioni sulla crescita economica dell’area euro. Ora per quest’anno prevede un più 1,4 percento del Pil, cui dovrebbe seguire un più 1,2 percento nel 2026 e un più 1,4 percento nel 2027. Ha modificato quelle sull’inflazione, che restano abbastanza allineate con il suo obiettivo del 2% nel medio termine. Ora per quest’anno prevede 2,1% nel 2025, cui dovrebbe seguire 1,9% nel 2026 e 1,8% nel 2027. Lo scorso settembre la Bce prevedeva 2,1% di inflazione su quest’anno, 1,7% nel 2026 e 1,9% nel 2027.

E questi cambiamenti previsionali, a loro volta, sembrano allontanare lo scenario di nuovi tagli. Non solo la crescita economica dell’area tiene, ma in più si faranno sentire gli effetti dei dazi aggiuntivi sulle merci importate dalla Cina, tra cui quelli sui piccoli pacchetti, e anche gli effetti dei controversi meccanismi europei (Ets) di autotassazione dell’energia.

Ad ogni modo, oggi “non c’è stata nessuna discussione su tagli o rialzi dei tassi”, ha chiarito la presidente. L’unica cosa certa è che al momento non si profilano cambiamenti allo status quo.

Altro tema caldo quello dell’Ucraina, e dei nuovi aiuti che l’Unione europea vorrebbe elargirle facendo leva sui titoli che ha congelato alla Russia. Lagarde si è detta fiduciosa che i leader Ue troveranno una soluzione, ma ha nuovamente chiuso e in maniera netta a qualunque ipotesi che veda la Bce mettersi a fare da garante per la piattaforma belga Euroclear – presso cui sono depositati gli asset russi bloccati dalla Ue – in caso di dispute legali internazionali lanciate da Mosca. Perché questo violerebbe i trattati europei.

Sui nuovi aiuti “c’è del lavoro in corso e non spetta a noi, spetta ai leader decidere. E data l’importanza della questione, e quello che c’è in ballo, sono pienamente fiduciosa che troveranno una soluzione”, ha affermato. “Potrebbe essere nel solito modo europeo, con tanti giri e che richiede tempo. E che solleva speculazioni sul fatto che funzioni o no. Ma sono fiduciosa che troveranno una soluzione – ha ribadito – perché è troppo importante”.

Ma al tempo stesso “siamo un’area del mondo che si si fregia di rispettare lo stato di diritto – ha detto ancora Lagarde -. I leader decideranno, sono certa che ci sono soluzioni che possono essere dibattute e costruzioni che possono essere elaborate. Ma non sta alla Banca centrale incoraggiare o sostenere un meccanismo in cui verremmo chiamati a infrangere l’articolo 123 dei Trattati Ue. Il finanziamento monetario non è consentito nel trattato e non ti puoi attendere da me – ha chiarito – di approvare ex ante un meccanismo in cui ci sarebbe finanziamento monetario, mi sembra piuttosto ovvio, grazie”.

Infine, con un discreto anticipo rispetto alla sua scadenza – tardo 2027 – la presidente è stata anche oggetto di domande sul suo successore. “Non ho alcun candidato favorito, ci stanno tantissimi candidati ottimi, Isabel (Schnabel) è una di loro, ma è pieno e sono sicura che ce ne saranno di più in futuro. Trovo estremamente soddisfacente, in un certo senso, che così tanta gente voglia avere il mio lavoro: è un lavoro fantastico, per qualcosa di rilevante, che conta per la vita della gente e per la nostra valuta, l’euro”.

“Ma per quanto riguarda la nazionalità – ha aggiunto a chi la interpellata sull’ipotesi che, per la prima volta, possa essere un tedesco – non ho nulla da dire. Starà al Consiglio europeo e la decisione verrà presa fuori da questa bella istituzione. Sta a loro decidere”.

Per quanto riguarda Schnabel, che attualmente siede già nel direttorio Bce in quanto componente del Comitato esecutivo, Lagarde ha rilevato che in passato sono stati formulati pareri secondo cui non si poteva rilevare la presidenza dopo un mandato nel direttorio. Ma ha aggiunto che questo aspetto andrebbe riesaminato a livello legale.

Sul tutto “grazie, avrete tanto tempo per fare queste domande”, ha aggiunto, sollevando le sopracciglia (visto che mancano circa due anni). A fine conferenza stampa ha comunque augurato buon Natale e buone festività ai presenti. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: ECB 2025).

Terna, nel 2025 entrate in esercizio nuove opere per 800 milioni

Roma, 18 dic. (askanews) – Rafforzare la sicurezza energetica del paese e contribuire al percorso di transizione. Terna, la societ che gestisce la rete elettrica in alta tensione, accelera sugli investimenti e quest’anno mette in esercizio infrastrutture per circa 800 milioni di euro. Dal 2023 il valore degli interventi giunti alla piena operativit supera 2 miliardi di euro.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “A partire dal 2023 abbiamo messo un esercizio nuove opere per oltre 2 miliardi di euro, e sono interventi concreti che rendono la trasmissione dell’energia pi sicura e flessibile in molte aree del Paese. Penso al nuovo collegamento sottomarino con l’Elba, al potenziamento della rete siciliana, alla nuova interconnessione con l’Austria. Infrastrutture sostenibili che rafforzano la Rete e permettono di integrare pi energia rinnovabile”.

Nel corso del 2025 sono stati realizzati oltre 300 km di collegamenti elettrici. Tra le opere principali, quelle per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 km di elettrodotti interrati o in Sicilia, il completamento della direttrice Patern-Pantano-Priolo, opera chiave per il sistema elettrico regionale.

Oltre alle opere messe in esercizio, ci sono le infrastrutture gi autorizzate che nel solo 2025 ammontano a interventi per circa 1 miliardo di euro. Opere che vanno dal Nord al Sud Italia per una rete pi efficiente, dalla Brianza Ovest, a La Spezia, dal riassetto del Quadrante Sud-Ovest di Roma, alla realizzazione della nuova stazione elettrica di Perdasdefogu in provincia di Nuoro.

Dal 2023 sono stati autorizzati progetti di Terna di rilevanza nazionale ed europea.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “Nello stesso periodo abbiamo ottenuto l’autorizzazione per 84 nuovi progetti per il valore record di oltre 6 miliardi di euro. I pi importanti sono gi in costruzione grandi opere che uniscono il paese e rendono la rete pi efficiente, capace di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dei punti di generazione alle aree con maggior consumo. la conferma della nostra capacit di esecuzione e continueremo cos per garantire all’Italia un sistema elettrico pi affidabile e pronto per le sfide del futuro”.

Roma, a Palazzo Venezia esposto lo Scudo di Garibaldi di Ximenes

Roma, 18 dic. (askanews) – Edith Gabrielli, direttrice del Vive-Vittoriano e Palazzo Venezia, a Roma, ha presentato un’opera che unisce qualità esecutiva a un alto valore simbolico: il cosiddetto Scudo di Garibaldi, realizzato da Antonio Ximenes, che viene esposto dopo un importante intervento di restauro. A precedere l’inaugurazione della mostra, la conferenza di Valerio Terraroli dal titolo “Lo Scudo di Garibaldi. Antonio Ximenes e la celebrazione del mito garibaldino” presso la Sala del Refettorio di Palazzo Venezia. A introdurre, insieme alla Direttrice del Vive, il Colonnello Paolo Befera, Comandante del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo di esposizioni “Reintegrazioni. Dai depositi al percorso di visita”. Obiettivo del ciclo è la reintegrazione nel percorso museale aperto al pubblico di una serie di opere, a oggi custodite nei depositi, scoperte e rivalutate criticamente grazie al progetto di catalogazione sistematica delle collezioni del Vive – ideato e diretto da Edith Gabrielli con la collaborazione di Alessandro Tomei, Barbara Agosti e Valerio Terraroli – confluito nella realizzazione di un catalogo online sul sito dell’Istituto stesso.

Esposto presso la Sala Altoviti fino al 12 aprile 2026, lo Scudo di Garibaldi, in bronzo cesellato, nonché parzialmente dorato e argentato, fu realizzato dal siciliano Antonio Ximenes su commissione del popolo siciliano per celebrare Giuseppe Garibaldi e l’eroica impresa dei Mille. L’opera si ispira al clipeo classico (il grande scudo in metallo, rotondo e bombato, utilizzato dai soldati greci e romani) e vede al centro la testa dorata e a tutto tondo dell’Eroe dei Due Mondi, ai lati, i nomi delle città siciliane conquistate e, sul bordo, incisi, i nomi dei garibaldini che parteciparono alla suddetta spedizione. Trafugata nei primi anni 2000, la scultura è stata recuperata nel 2019 grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) e restituito al Museo Centrale del Risorgimento, ritrovando oggi una rinnovata leggibilità grazie a un oculato intervento di restauro eseguito dal Consorzio Artificia.

“Il cosiddetto Scudo di Garibaldi di Antonio Ximenes rappresenta un vero capolavoro di arte celebrativa di fine Ottocento, recuperato al patrimonio dello Stato grazie al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. L’opera, realizzata per commemorare Giuseppe Garibaldi e la spedizione dei Mille, torna alla visione del pubblico in seguito a un accurato e sapiente restauro. L’obiettivo di ‘Reintegrazioni’ è proprio quello di coinvolgere i visitatori in un’esperienza di conoscenza ed approfondimento storico-artistico delle collezioni del Vive”, ha dichiarato Edith Gabrielli.

La Cnn: la Russia usa la flotta ombra anche come strumento di spionaggio

Roma, 18 dic. (askanews) – Personale marittimo russo con legami con i servizi segreti del paese sarebbe coinvolto in attività di spionaggio nelle acque europee lavorando segretamente su navi della “flotta ombra” russa che trasporta petrolio. Lo hanno riferito in esclusiva alla Cnn da fonti di intelligence occidentali e ucraine.

Negli ultimi mesi, alcune delle navi della cosiddetta “flotta ombra”, spesso registrate a nome di paesi non collegati, hanno assunto nuovi membri d’equipaggio poco prima di lasciare i porti. La Cnn ha visionato due liste di equipaggi di queste navi. Il personale è prevalentemente non russo, ma i documenti riportano anche alcuni nomi russi e i dettagli del loro passaporto in fondo all’elenco. Parlando con diverse fonti di intelligence, la Cnn ha stabilito che molti di questi uomini sono impiegati da una società russa segreta chiamata Moran Security. Alcuni di loro sono mercenari che in precedenza hanno lavorato per compagnie militari private russi, come il famigerato gruppo Wagner.Moran è un’agenzia di sicurezza privata con legami con l’esercito e l’intelligence russa, secondo fonti di intelligence occidentali. L’azienda è stata sanzionata nel 2024 dal Tesoro degli Stati Uniti per aver fornito “servizi di sicurezza armati” a imprese statali russe al fine di “intensificare la pressione sulla Russia per la sua continua guerra crudele e immotivata contro l’Ucraina”.

Il personale della Moran è stato imbarcato su diverse petroliere della flotta ombra russa e spesso sono gli unici russi a bordo, sostengono fonti di intelligence sia ucraine che occidentali.

L’intelligence ucraina ha affermato di aver assistito all’introduzione di questo personale a bordo della flotta ombra circa sei mesi fa, mentre una fonte dell’intelligence occidentale ha aggiunto che, in un’occasione, il personale della Moran ha scattato fotografie di installazioni militari europee da una delle navi.

Corteo agricoltori a Bruxelles, scontri polizia-manifestanti

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – Momenti di tensione nel quartiere europeo a Bruxelles per la manifestazione degli agricoltori, mentre è in corso il Consiglio europeo. In piazza, secondo la polizia belga, 8 mila persone e un migliaio di trattori.

La polizia ha usato idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti in Place du Luxembourg. Contro gli agenti sono stati lanciati ortaggi ma anche pietre, bottiglie e petardi.

Al momento la situazione appare sotto controllo, con la polizia che controlla a distanza i manifestanti.

Sci, Odermatt vince in Val Gardena, Paris è terzo

Roma, 18 dic. (askanews) – Un eterno Dominik Paris torna sul podio della Val Gardena: il campione azzurro è terzo nella prima discesa sulla Saslong, su percorso accorciato, recupero della prova non disputata a Beaver Creek, alle spalle di Marco Odermatt e di Franjo Von Allmen.

Il campione della Val d’Ultimo fa segnare il miglior riscontro nel primo e ultimo intermedio, cedendo per soli 19 centesimi di secondo rispetto all’1’24″48 che vale ad Odermatt il 50esimo successo della carriera. Sale invece a quota 51 il bottino complessivo dei podi di Paris nel massimo circuito, il 33esimo in discesa. Si tratta della quarta volta per Paris sul podio in Val Gardena: nel 2014 era stato terzo in discesa e secondo il giorno dopo in superG, mentre nel 2023 ha saputo imporsi proprio in discesa. In una gara più volte rimandata per via delle nuvole basse ferme sul tracciato, Paris ha saputo scrivere un’altra pagina della propria leggenda, con soli 4 centesimi di gap rispetto a Von Allmen, secondo a 0″15 dal connazionale.

Se Paris vola sul podio, gli altri azzurri volano nelle parti alte della classifica: Florian Schieder in crescendo è sesto a 0″57, un solido Mattia Casse è settimo a 0″67, Giovanni Franzoni nono a 0″74, Christof Innerhofer è 12esimo a 0″91 con Benjamin Alliod 14simo a 0″94 per cogliere il miglior risultato della carriera. Numeri che tratteggiano una maiuscola prova di squadra: la tappa dolomitica di Coppa del Mondo si apre così con eccellenti riscontri per il team Italia che può guardare con grande e giustificata fiducia al superG di domani e alla discesa – sul percorso integrale della Saslong di sabato. Caduta poco dopo un minuto di gara per Nicolò Molteni, apparentemente senza conseguenze; non è partito Guglielmo Bosca.

Il nuovo successo stagionale permette ad Odermatt di allungare ancor più in vetta alla generale: 605 punti gli consentono di doppiare Kristoffersen, secondo a quota 302, con Haugan terzo a 281; Paris è il migliore azzurro in dodicesima posizione con 174 punti; Odermatt guida a punteggio pieno la classifica di discesa, davanti a Von Allmen (130) e Paris (100).

La Russa: un onore il Papa al Senato, visita felice e inaspettata

Roma, 18 dic. (askanews) -” stato un grande onore, un grande momento di raccoglimento per i credenti, ma penso anche per i non credenti per quello che la bianca figura del Papa rappresenta come anelito di amore di pace, specie in vicinanza del Santissimo Natale”. Cos il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha commentato la visita di Papa Leone XIV alla mostra sulla Bibbia di Borso d’Este, in esposizione al palazzo della Minerva.

“Voglio ringraziare il segretario generale” del Senato, Federico Toniato “per avere organizzato e resa possibile questa inaspettata e per noi felicissima occasione di visita del Santo Padre. venuto in forma privata – ha spiegato La Russa – ecco perch non abbiamo potuto estendere l’invito anche alle altre cariche dello Stato e all’altro ramo del Parlamento, perch ci stato detto che era una visita in forma privata. il secondo Papa che viene al Senato in questa legislatura ed venuto a visitare La Bibbia che noi esponiamo. La seconda mostra che facciamo durante il Giubileo, la prima era su San Francesco”.

Passante Bologna, Priolo: firma protocollo tra gennaio-febbraio

Casalecchio di Reno, 18 dic. (askanews) – “Con il Ministero e con Aspi abbiamo condiviso le opere che devono rientrare in questo nuovo protocollo che contiamo di firmare tra gennaio e febbraio, che contiene ovviamente la rivisitazione e ottimizzazione del Passante”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, a margine dell’iniziativa di Anas a Casalecchio alla presenza del ministro Salvini.

“Confermo quello che dice il ministro, nel senso che anche il direttore delle concessioni sta lavorando insieme ad Aspi per la definizione di questo Pef che Aspi deve presentare – ha proseguito Priolo -. Abbiamo gi definito alcune opere di adduzioni che entreranno in questi lavori come i ponti sul Reno che per noi sono molto importanti, ma anche la ridefinizione della Complanare Nord e probabilmente ci sar una quarta corsia dell’autostrada in virt della Complanare, il nodo di Funo che per noi molto importante”.

“Diciamo che i contenuti dei lavori che dovremmo fare sono sul tavolo del protocollo – ha concluso l’assessore -. E’ ovvio che la definizione del Pef sar quello che definir i lavori dal punto di vista proprio operativo, per vero che ci stiamo lavorando ed vero che entro gennaio questo quadro sar concluso”.

Il Cremlino: pronti a valutare i cambiamenti all’accordo di pace

Roma, 18 dic. (askanews) – La Russia sta preparando i contatti con gli Stati Uniti per capire quanto siano cambiati i principi precedentemente concordati per una soluzione in Ucraina in seguito ai contatti con Kiev e l’Europa, ha affermato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Vedremo cosa succederà a questo insieme di principi e come Zelensky e gli ucraini li abbiano influenzati. Per capire quanto siano cambiati, stiamo preparando i contatti necessari con gli americani”, ha detto Peskov.

Papa XIV in visita a sorpresa al Senato, la sua prima volta

Roma, 18 dic. (askanews) – Visita a sorpresa di Papa Leone XIV a Piazzale della Minerva al Senato, per la mostra sulla Bibbia di Borso d’Este.

Accompagnato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, stato accolto dal presidente del Senato Ignazio La Russa mentre il coro polifolico del Senato ha intonato il canto natalizio “Adeste fideles”. Il Pontefice rimasto al Senato una ventina di minuti.

Musica, nuovo album e tour mondiale nel 2026 per Matteo Mancuso

Roma, 18 dic. (askanews) – Matteo Mancuso ha annunciato il suo nuovo tour mondiale: più di 50 date tra Stati Uniti, Regno Unito ed Europa e in Italia ad aprile.

Classe 1996, tra i talenti della nuova generazione di musicisti, applaudito da Joe Bonamassa, Dweezil Zappa e Eric Johnson, apprezzato da Stefano Bollani, Enrico Rava e Paolo Fresu, Mancuso ha conquistato la comunità globale della chitarra elettrica, al punto da essere inserito anche nella playlist String Theory di Spotify dedicata ai maestri contemporanei dello strumento con oltre 160mila abbonati.

Un successo che viaggia sul doppio binario dell’analogico e del digitale. Grazie ai suoi video su Instagram, YouTube e TikTok ha raggiunto milioni di persone. La sua tecnica, che fonde jazz, fusion, fingerstyle e una musicalità modernissima, ha trovato l’apprezzamento di due dei più importanti e influenti creator del mondo della chitarra elettrica. Infatti, sia Rick Beato che Paul Davids hanno intervistato Matteo Mancuso dedicandogli puntate monografiche e definendolo senza mezzi termini “il miglior chitarrista del mondo”.

Il tour accompagnerà il lancio del suo nuovo album, che presenterà in anteprima esclusiva in Italia in formato fisico, prima della pubblicazione mondiale su tutte le piattaforme.

Il nuovo tour internazionale partirà il 23 gennaio 2026 dal famoso NAMM di Los Angeles (California), attraverserà gli Stati Uniti fino a Washington e Chicago, per poi approdare in Italia il 9 aprile a Catania, toccando poi i principali capoluoghi italiani tra cui Roma e Milano, per chiudersi infine ad Atene il 16 maggio.

Anas: abbattuto ultimo diaframma galleria di Casalecchio di Reno

Casalecchio di Regno, 18 dic. (askanews) – Completato lo scavo della galleria Casalecchio sul cantiere dello stralcio nord del nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno nella città Metropolitana di Bologna. “Lo stralcio sud è il completamento del collegamento infrastrutturale della Val di Reno con un investimento previsto di circa 76 milioni”. Lo ha dichiarato Eutimio Mucilli, Chief Operating Officer di Anas e Commissario straordinario, alla presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, dell’assessora regionale Irene Priolo e del sindaco Matteo Ruggeri.

“Abbiamo appaltato i lavori, è un appalto integrato. Ho approvato recentissimamente il progetto esecutivo e quindi si prevede di poter consegnare i lavori nel mese di gennaio 2026 – ha proseguito Mucilli -. L’intervento è lungo 2 km circa, che parte dallo svincolo di Faianello agganciandosi allo stralcio nord per un tratto di circa 50 metri con una sezione a quattro corsie, poi diventa una sezione a due corsie fino a raccordarsi con la nuova Porrettana”.

“Non è un’opera complessa come questa, non essendoci gallerie, ci sono solo due viadotti di circa uno di 190 metri e l’altro di 65 metri – ha aggiunto il commissario -. Il tempo utile per l’esecuzione dei lavori è di circa 620 giorni. Si completa un’opera fondamentale per la città, la regione e tutti gli utenti”.

La galleria artificiale a doppia canna dello stralcio nord ha una lunghezza di 1,2 km e costituisce circa il 50% della nuova bretella stradale che avrà un’estesa complessiva di 2,1 km. Si prevede il completamento dei lavori e l’apertura al traffico dello stralcio nord nel corso della stagione estiva del 2026. Investimento complessivo quasi 190 milioni di euro.

Ucraina, Lagarde: fiduciosa che leader torveranno una soluzione

Roma, 18 dic. (askanews) – Sui nuovi aiuti dalla Ue all’Ucraina “c’è del lavoro in corso e non spetta a noi, spetta ai leader decidere. E data l’importanza della questione, e quello che c’è in ballo, sono pienamente fiduciosa che troveranno una soluzione”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Potrebbe essere nel solito modo europeo, con tanti giri e che richiede tempo. E che solleva speculazioni sul fatto che funzioni o no. Ma sono fiduciosa che troveranno una soluzione – ha ribadito – perché è troppo importante”.

Tuttavia ha anche ribadito che la Bce non intende appoggiare alcuna ipotesi che preveda una violazione dei trattati Europei, come quella che la voleva essere garante di eventuali cause internazionali a carico di Euroclear, la piattaforma belga di deposito titoli presso cui sono congelati gli asset della Russia che la Ue vorrebbe usare a favore di Kiev.

“Siamo un’area del mondo che si si fregia di rispettare lo stato di diritto – ha detto ancora Lagarde -. I leader decideranno, sono certa che ci sono soluzioni che possono essere dibattute e costruzioni che possono essere elaborate. Ma non sta alla Banca centrale incoraggiare o sostenere un meccanismo in cui verremmo chiamati a infrangere l’articolo 123 dei Trattati Ue. Il finanziamento monetario non è consentito nel trattato e non ti puoi attendere da me – ha chiarito – di approvare ex ante un meccanismo in cui ci sarebbe finanziamento monetario, mi sembra piuttosto ovvio, grazie”. (fonte immagine: ECB 2025).

Gerasimov: la Nato si prepara all’ "inevitabile" scontro con la Russia

Roma, 18 dic. (askanews) – L’Unione Europea vuole prolungare le operazioni militari per indebolire la Russia e ristrutturare la NATO in vista di un “inevitabile” scontro diretto con la Russia, ha dichiarato oggi il capo di Stato maggiore delle forze armate russe Valery Gerasimov.

“Le dichiarazioni politiche di alcuni leader europei suggeriscono di prolungare le operazioni militari, il che, a loro avviso, esaurirà le forze del nostro Paese e consentirà alla NATO di ristrutturare la sua ‘macchina militare’ in vista di un inevitabile scontro diretto con la Russia”, ha affermato Gerasimov durante un punto stampa per gli addetti militari stranieri.

La crisi in Ucraina si sta sviluppando come una guerra per procura tra l’Occidente e la Russia, un fattore chiave nel delineare la situazione politico-militare, ha aggiunto Gerasimov, il quale ha evidenziato che “la fonte principale delle crescenti minacce militari alla sicurezza della Federazione Russa è l’Occidente collettivo, che non ha abbandonato il suo obiettivo dichiarato di infliggere una sconfitta strategica alla Russia”.

Lagarde: sui tassi tutte le opzionalità devono restare sul tavolo

Roma, 18 dic. (askanews) – Sui tassi di interesse al Consiglio direttivo della Bce “abbiamo riconfermato che siamo in una buona posizione, ma non significa che siamo statici. Oggi la decisione è stata presa all’unanimità, ma c’è anche una visione unanime che tutte le opzionalità devono restare sul tavolo e che dobbiamo attenerci all’approccio del volta per volta, con nessun percorso predeterminato, né su alcuna mossa. E’ stata una visione unanime”. Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, ha risposto a chi le chiedeva se la prossima eventuale variazione dei tassi della Bce sarà un taglio, piuttosto che un rialzo. (fonte immagine: ECB).

Usa, Inflazione novembre +0,2% mensile, +2,7% annuo, sotto attese

New York, 18 dic. (askanews) – L’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è cresciuto dello 0,2%, nei due mesi compresi tra settembre e novembre 2025. Il dato annuale ha mostrato un rialzo del 2,7%, mentre gli analisti avevano previsto un rialzo del 3,1%. I dati pubblicati hanno saltato il mese di ottobre a causa dello shutdown del governo.

Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2% nei due mesi terminati a novembre. Rispetto a un anno prima, il dato “core” è cresciuto del 2,6%, contro attese al +3%. I prezzi energetici sono scesi dell’1,1% nei due mesi presi in esame. I prezzi dei generi alimentari sono cresciuti dello 0,1% nei due mesi conclusi a novembre. Su base annuale i prezzi dell’energia sono cresciuti del 4,2% e quelli alimentari del 2,6%.

Emma svela le date del tour estativo nei principali festial

Milano, 18 dic. (askanews) – Dopo l’annuncio dei due grandi concerti negli Ippodromi di Roma (2 luglio) e Milano (9 settembre), oggi – giovedì 18 dicembre – Emma svela le date che quest’estate la vedranno protagonista sui palchi dei principali festival d’Italia con il suo LIVE TOUR 2026.

Ai due attesi show negli ippodromi, primi due appuntamenti dell’artista in questi luoghi iconici, si aggiungono nuovi concerti in tutta Italia in cui Emma porterà sul palco tutta la sua grinta, la potenza del suo repertorio e i brani che hanno segnato la sua storia musicale, da quelli che hanno fatto ballare generazioni di fan ai nuovi successi.

Questi tutti i concerti di Emma attualmente in programma quest’estate: 02 luglio – Roma – Ippodromo delle Capannelle (Rock In Roma) 04 luglio – Brescia – Brescia Summer Music 10 luglio – Cervere (CN) – Anima Festival 11 luglio – La Spezia – La Spezia Estate Festival 15 luglio – Riccione – Riccione Music City 16 luglio – Mirano (VE) – Mirano Summer Festival 18 luglio – Pisa – Pisa Summer Knights 19 luglio – Genova – Altraonda Festival 24 luglio – Palermo – Dream Pop Fest 25 luglio – Catania – Sotto Il Vulcano Fest 01 agosto – Ancona – Piazza Cavour 02 agosto – Pescara – Zoo Music Fest 04 agosto – Follonica (GR) – Follonica Summer Nights 09 settembre – Milano – Ippodromo Snai San Siro (Milano Summer Festival)

I biglietti per i concerti degli ippodromi sono già disponibili su TicketOne, mentre i biglietti per le nuove date saranno disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali a partire dalle ore 14.00 di domani, venerdì 19 dicembre. Per info: friendsandpartners.it e magellanoconcerti.it Dopo l’uscita del suo ultimo singolo “Brutta Storia”, brano accolto con grande entusiasmo da pubblico e critica e che ha raggiunto anche il vertice delle classifiche radiofoniche generali, il 2025 di Emma si chiude con risultati straordinari. Nell’ultimo mese, infatti, a distanza di oltre dodici anni dalla sua pubblicazione, il brano “L’amore non mi basta” è tornato a dominare le classifiche streaming italiane, raggiungendo il primo posto della Top50 di Spotify Italia; risultato che ha reso Emma la terza artista italiana solista nel corso dell’ultimo decennio a raggiungere questo traguardo. Il brano ha totalizzato oltre 120 milioni di stream RTD e più di 75.000 creazioni su TikTok, trasformandosi in uno dei casi musicali più significativi dell’anno, grazie a un fenomeno virale sui social che ha visto il pezzo adottato come colonna sonora di contenuti legati al calcio e alla nostalgia sportiva.

Ucraina, Zelensky: con l’uso dei suoi asset la Russia capisce che è colpevole

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – “Alcuni Paesi sono scettici” sull’utilizzo degli asset russi e “alcuni Paesi sono contro l’Ucraina”, ma il prestito di riparazione sarebbe preferibile perché “la Russia comprenderebbe che è colpevole”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Bruxelles.

“Non vorrei parlare a nome dei leader su quale formato è possibile per l’aiuto. Sappiamo che la maggior parte dei leader sostiene il prestito di riparazione, e ci sono leader che sostengono altri strumenti. Penso, parlando a nome dei leader, qualunque sarà il risultato di oggi, siamo uniti su una cosa: che non possiamo permetterci di lasciare l’Ucraina senza risposta. In questi giorni, abbiamo una minaccia: 45-50 miliardi di deficit. Di sicuro, il deficit potrebbe essere ancora maggiore”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Bruxelles.

“Non sapevamo con certezza – ha aggiunto – come si sarebbero svolti gli eventi quest’anno. Stiamo parlando di fare tutto il possibile per porre fine alla guerra. Nel prossimo futuro, tutti i nostri sforzi saranno volti a trovare una via diplomatica per porre fine a questa guerra. Ma sentiamo anche altri messaggi, dai russi, che ora parlano più di guerra che di pace, ed è per questo che l’Ucraina deve essere forte. Non si tratta solo di 45-50 miliardi. Un tale deficit non riguarda la linea del fronte, riguarda la capacità di combattimento dell’Ucraina nel suo complesso. È molto importante, comporta rischi elevati per l’Ucraina. Quindi sono contento di aver avuto l’opportunità di parlare oggi”.

Salvini: Passante Bologna intervento meno invasivo e costoso

Casalecchio di Reno (Bo), 18 dic. (askanews) – “Con gli enti territoriali stiamo ragionando su come impattare il meno possibile col Passante e quindi con un intervento meno invasivo, meno pesante, meno costoso e meno lungo nel tempo”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in occasione dell’abbattimento da parte di Anas dell’ultimo diaframma della nuova galleria Casalecchio sul cantiere di realizzazione del nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, stralcio nord.

“Siamo in costante contatto con la Regione, ho messaggiato col governatore anche questa mattina – ha proseguito Salvini -. In discussione c’ il nodo ovviamente di Autostrade per l’Italia del piano economico finanziario. Ho chiesto, ma non solo da ministro, anche da utente autostradale, che i fondi diano una mano in un momento economico delicato, quindi che non incassino tutte le centinaia di milioni di euro di dividendi, che non chiedano un aumento dei pedaggi autostradali eccessivo e che mettano a terra i miliardi di euro di cantieri che si erano impegnati a mettere a terra”.

Askatasuna, Pd: no a doppi standard, a quando lo sgombero di Casa Pound?

Roma, 18 dic. (askanews) – “Davanti al plauso unanime della maggioranza per lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, chiediamo a Piantedosi: quando assisteremo allo sgombero di CasaPound a Roma? Il Partito Democratico denuncia con forza i doppi standard nella gestione della legalità: mentre le occupazioni dei centri sociali vengono sgomberate rapidamente, CasaPound mantiene da oltre vent’anni una sede illegale in un palazzo pubblico in una zona centrale di Roma. Chiediamo al Governo di intervenire senza ulteriori ritardi, rispettando la legge e i valori costituzionali della Repubblica”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.

Mostre, un omaggio a Versace al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Roma, 18 dic. (askanews) – Apre da domani al pubblico la mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, diretto da Fabrizio Sudano, in occasione degli ottant’anni dalla nascita di Gianni Versace. L’esposizione, che intreccia moda, arte e archeologia mettendo in dialogo il linguaggio creativo del fondatore della Maison Versace con le radici della Magna Grecia, è curata da Sabina Albano e Fabrizio Sudano ed è in programma dal 19 dicembre 2025 al 19 aprile 2026.

La mostra si configura come un omaggio alla forza simbolica e all’immaginario classico che hanno attraversato l’opera dello stilista restituendo il legame profondo tra la sua visione creativa e la cultura antica della sua terra natìa. Il percorso espositivo si sviluppa nel piano mostre del Museo e si articola in diverse sezioni tematiche, tra cui Città Madre, Visioni del Sud, Codice Versace, una ricostruzione del suo studio e un nucleo dedicato ai bozzetti per il costume e il balletto, testimonianza delle collaborazioni con Maurice Béjart, John Cox e Roland Petit.

Attraverso una selezione di oltre 400 pezzi, fra abiti, accessori, complementi di arredo appartenenti alla Home Collection e materiali d’archivio, provenienti da collezioni private, la mostra ricostruisce l’estetica di Gianni Versace, la sua costante ispirazione al mondo greco-romano, dai motivi a Meandro alla figura della Medusa, icona della Maison e simbolo di potente bellezza apotropaica.

In dialogo con i reperti archeologici della Magna Grecia e della Calabria protostorica, romana, tardo antica e bizantina, l’allestimento crea un percorso immersivo che mette in scena la continuità tra mito e modernità, tra classicità e linguaggio contemporaneo. Nell’esposizione, i capi e gli accessori realizzati dallo stilista reggino sono affiancati da una selezione di reperti archeologici, in un intreccio di suggestioni visive che ne disvelano i richiami all’antico; ornamenti in bronzo e in argento, ceramiche figurate, affreschi, decorazioni architettoniche e sculture offrono un piccolo ma significativo spaccato sul complesso linguaggio culturale del mondo antico, con particolare riferimento proprio a quelle tipologie di oggetti e iconografie che ispirarono le creazioni di Gianni Versace.

Tra i reperti più significativi, la lastra in stucco proveniente dalla chiesa di Santa Maria Theotokos di Terreti (RC), risalente al XI secolo d.C. che torna ad essere esposta dopo più di 15 anni, i frammenti di affresco con figure di pesci dalle Terme Romane di Reggio Calabria, del I-II secolo d.C., nuovamente visibili dopo un accurato intervento di restauro e una statuetta femminile in terracotta, con lunga veste e mantello, proveniente da Rosarno (RC).

L’allestimento è arricchito da reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro (MT), tra cui un’antefissa con volto di Medusa e una Pelike (vaso per contenere liquidi) a figure rosse, entrambe di IV secolo a.C., eccezionalmente esposti a Reggio Calabria come frutto di una sinergica collaborazione tra luoghi e istituti della cultura.

“Con questa mostra abbiamo voluto riportare Gianni Versace alle sue radici, restituendo il dialogo profondo che la sua visione creativa ha sempre intrattenuto con la storia e con l’identità culturale della Calabria” ha dichiarato Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e curatore. “Il MArRC ha realizzato questo progetto come un ponte simbolico tra antico e contemporaneo: da un lato le collezioni del Museo reggino, che ospita i Bronzi di Riace e numerose testimonianze figurative della Magna Grecia; dall’altro l’immaginario di uno stilista che ha saputo trasformare quei riferimenti in un linguaggio estetico riconosciuto in tutto il mondo. La forza di questa esposizione risiede nel mostrare come la classicità non sia un patrimonio immobile, bensì una riserva inesauribile di significati che continua a ispirare l’arte e la creatività contemporanea. Siamo orgogliosi di presentare un percorso che intreccia memoria, identità e innovazione, offrendo alla comunità e ai visitatori uno sguardo nuovo sul legame tra il nostro territorio e uno dei suoi figli più illustri”.

La maggior parte dei capi appartiene alla Private Collection di Antonio Caravano, così come tutta la Home Collection – dalle sedute ai cuscini, dalle lampade ai piatti decorati – e alla Fashion Archive di Franco Jacassi, fra cui la splendida serie di bottoni, oltre alla collezione di Tonino Serranò.

“La mostra nasce con l’intento di restituire Gianni Versace nel contesto culturale che ne ha profondamente orientato la visione creativa, evidenziando il rapporto strutturale e non episodico che la sua opera ha intrattenuto con l’eredità dell’Antico” ha affermato Sabina Albano, curatrice.

Completano l’esposizione le fotografie di Roberto Orlandi, che raccontano gli inizi, le collaborazioni, le copertine e le modelle di spicco degli anni ’90 vestite da Versace, insieme a una selezione di ritratti più intimi che offrono nuove prospettive sulla sua figura. E ancora, due ritratti emblematici e complementari dello stilista, firmati da Helmut Newton e da Alice Springs.

Gb, Banca d’Inghilterra taglia tassi di 0,25 punti al 3,75%

Roma, 18 dic. (askanews) – La Banca d’Inghilterra ha deciso di rompere gli indugi e di ridurre i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali, con cui ora il riferimento ufficiale sulla sterlina scende al 3,75%. La mossa era stata in parte resa più probabile del recente calmieramento dell’inflazione nel Regno, ma è stata comunque stata controversa e passata con un voto a risicata maggioranza: 5 favorevoli e 4 contrari. Questi ultimi, secondo quanto riporta un comunicato della Bank of England avrebbero preferito mantenere i tassi al 4%.

L’istituzione rileva che l’inflazione media nel Regno è scesa al 3,2%, restando comunque al di sopra dell’obiettivo del 2%, ma che ora è atteso che continui il percorso discendente in maniera più rapida.

Il Papa: siamo oltre la legittima difesa ma alla destabilizzazione planetaria

Città del Vaticano, 18 dic. (askanews) – Il mondo sta vivendo un drammatico tempo di conflitti, la “terza guerra mondiale a pezzi” evocata a più riprese da Papa Francesco. Un tempo nel quale occorre ritrovare speranza e forza, perché la pace è possibile ed è a portata di mano e perché siamo ormai scivolati in schemi politici che sono andati al di là dello stesso principio, pur accettato dalla dottrina, della legittima difesa spinti da una sorta di “destabilizzazione planetaria”. A sostenerlo è Papa Leone XIV nel suo forte Messaggio per la 59.ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio prossimo sul tema: “La pace sia con tutti voi: Verso una pace ‘disarmata e disarmante'”.

“Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacita di dire che la pace è vicina”, scrive il Papa nel suo Messaggio, notando però che “se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica”.

Prevost arriva a notare come “nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze”.

“Molto al di là del principio di legittima difesa sul piano politico tale logica contrappositivà – è uno dei passaggi forti del suo pensiero – è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità”.

Supercoppa, Chivu: "Calhanoglu c’è, da valutare se da titolare"

Roma, 18 dic. (askanews) – L’Inter vuole tornare ad alzare un trofeo dopo un anno di amarezze seguito allo storico scudetto della seconda stella. Per i nerazzurri la strada passa da due vittorie nelle prossime due partite, a cominciare dalla semifinale di domani contro il Bologna di Vincenzo Italiano, diventato negli ultimi anni una vera e propria bestia nera.

Cristian Chivu, però, predica concentrazione assoluta sul presente: “Vincere subito un trofeo per me non cambierebbe nulla, non sono a caccia di reputazione. Mi godo la crescita della squadra. Dall’inizio della stagione ci siamo promessi di giocare ogni partita con voglia e ambizione. Visto che siamo qui, anche se forse non lo meritiamo perché l’anno scorso non abbiamo vinto nulla, vogliamo giocarci tutto fino in fondo”.

Il tecnico romeno ha poi elogiato il gruppo: “È un piacere e un onore allenare questi ragazzi. Si sono messi in gioco nonostante difficoltà e amarezze. È un gruppo unito, affamato. Come staff abbiamo lavorato per riportare fiducia, autostima, passione e gioia per questo gioco, che a volte è meraviglioso e a volte bastardo”.

Sul piano pratico, Chivu non farà calcoli di formazione, anche se in caso di finale l’Inter avrebbe un giorno di riposo in meno rispetto a Milan o Napoli: “Non ci interessa. Anche Calhanoglu è recuperato e siamo pronti a giocarci le nostre possibilità al massimo”. Gestione delle energie che ha inciso anche sull’arrivo in Arabia Saudita, avvenuto con un giorno di ritardo rispetto agli anni precedenti: “Avrei voluto arrivare ancora più tardi, ma il viaggio è lungo. Inoltre qui abbiamo trovato freddo”.

Infine, il focus sull’avversario: “Il Bologna è una squadra scomoda per tutti, non solo per noi. Hanno energia e il loro modo di giocare può mettere in difficoltà chiunque”. E sugli scontri diretti: “Abbiamo battuto la Roma, ma per vincere bisogna sempre meritare. Nessuno regala nulla: l’importante è uscire dal campo a testa alta, sapendo di aver dato tutto”.

In Italia animali domestici in crescita: sono in quasi 4 famiglie su 10

Milano, 18 dic. (askanews) – In Italia quasi quattro famiglie su dieci convivono con almeno un animale domestico. E’ quanto emerge dai dati dell’Istat relativi al 2024 e contenuti nell’Indagine multiscopo “I cittadini e il tempo libero”, che indicano che oltre 10 milioni di nuclei familiari, pari al 37,7% del totale, ospitano uno o più animali in casa. La quota risulta in crescita rispetto al 2015, quando si attestava al 36,2%, e conferma un trend di aumento lento ma continuo dopo una lunga fase di stabilità.

Il confronto storico mostra infatti che tra il 2006 e il 2015 la presenza di animali domestici nelle famiglie italiane era rimasta sostanzialmente invariata, oscillando attorno al 36%. L’incremento osservato nell’ultimo decennio, pari a 1,5 punti percentuali, segnala un cambiamento graduale negli stili di vita e nelle scelte familiari. Nel complesso, si stima che nelle abitazioni italiane vivano circa 25 milioni e 500mila animali domestici.

Cani e gatti restano di gran lunga gli animali più diffusi. Nel 2024 il 33,9% delle famiglie possiede almeno un cane, un gatto o entrambi. In particolare, il 22,1% dei nuclei familiari dichiara la presenza di uno o più cani, mentre il 17,4% convive con uno o più gatti. Tra le famiglie che ne possiedono, il numero medio è pari a 1,3 cani e 1,8 gatti, a conferma di una diffusione che spesso va oltre il singolo animale.

Decisamente più contenuta risulta invece la presenza di altre tipologie di animali. I pesci sono presenti nel 3,2% delle famiglie, mentre circa il 6% dichiara di possedere animali diversi da cani e gatti. All’interno di questo gruppo prevalgono uccelli e tartarughe, rispettivamente presenti nell’1,5% e nell’1,3% dei nuclei. Nel tempo si osserva una lieve riduzione della quota di famiglie con animali diversi da cani e gatti, scesa all’8,1% nel 2024.

Le differenze territoriali restano marcate. Il Centro Italia registra la quota più elevata di famiglie con animali domestici, pari al 42,7%. Seguono il Nord-est con il 40,3% e il Nord-ovest con il 38,5%. La presenza risulta invece meno frequente nelle Isole, dove la quota scende al 34,3%, e nel Sud, che si ferma al 31%. Il dato territoriale si intreccia fortemente con la dimensione demografica dei Comuni.

Nei grandi centri urbani la convivenza con animali domestici è meno diffusa rispetto ai Comuni di piccole dimensioni. Nei Comuni centro delle aree metropolitane solo il 29,4% delle famiglie possiede uno o più animali, mentre la quota sale al 45% nei Comuni compresi tra 2mila e 10mila abitanti. Il valore più elevato si registra nei Comuni con meno di 2mila residenti, dove quasi una famiglia su due, il 47,7%, accoglie animali in casa. Un risultato che riflette anche una maggiore disponibilità di spazi abitativi e di aree verdi. La stessa dinamica emerge osservando separatamente cani e gatti. Nei piccoli centri il 29,4% delle famiglie possiede almeno un cane, a fronte del 15,1% rilevato nei Comuni centro delle aree metropolitane. Per i gatti il divario è analogo, con il 27,7% delle famiglie nei piccoli Comuni contro il 12,5% di quelle residenti nei grandi centri urbani.

La diffusione degli animali domestici è associata anche a caratteristiche socio-economiche. La quota di famiglie con animali sale al 45,5% quando il titolo di studio più elevato in famiglia è almeno il diploma di scuola superiore, mentre scende al 30,2% tra i nuclei con un livello di istruzione non superiore alla licenza media. Si osserva inoltre una relazione, seppur moderata, con le risorse economiche disponibili: tra le famiglie che dichiarano condizioni economiche ottime, il 41,6% ospita animali domestici, una percentuale superiore alla media nazionale.

La composizione della famiglia incide in modo significativo sulla presenza di animali domestici. Nel 2024 i nuclei con figli grandi risultano quelli più propensi ad accogliere animali in casa. Oltre la metà delle coppie con figli di 14 anni e più, pari al 51,2%, convive con uno o più animali domestici. Seguono le famiglie monogenitore con figli della stessa fascia d’età, che raggiungono il 48,8%.

Anche tra le coppie con figli più piccoli la presenza è rilevante, con il 42,5% dei nuclei che dichiara di avere animali domestici, una quota analoga a quella osservata tra i monogenitori con figli sotto i 14 anni. Particolarmente significativa è la crescita delle coppie senza figli con componenti sotto i 65 anni: nel 2024 il 47,9% di queste famiglie ospita animali domestici, a fronte del 38% registrato nel 2006 e del 42% nel 2015, con un aumento complessivo di quasi dieci punti percentuali.

La presenza di animali risulta invece più contenuta tra le persone sole. Tra gli individui di 65 anni e più che vivono da soli solo il 22,7% possiede animali domestici, mentre la quota sale al 30,8% tra le persone sole con meno di 64 anni. Considerando in particolare cani e gatti, sono ancora una volta le coppie con figli di almeno 14 anni a mostrare le percentuali più elevate, pari al 46,7%, seguite dalle famiglie monogenitore con figli grandi e dalle coppie senza figli sotto i 65 anni.

L’Indagine Istat analizza anche l’impegno diretto nella cura degli animali domestici nel tempo libero. Nel 2024 il 38,1% delle persone di 11 anni e più dichiara di prendersi cura di animali domestici. Di queste, il 23,8% svolge tale attività con assiduità, almeno una volta alla settimana, mentre il 14,3% lo fa in modo più sporadico. La frequenza della cura aumenta con l’età fino alla fascia 45-64 anni, per poi diminuire oltre i 65 anni. Tra i giovani di 11-24 anni il 20,2% si prende cura degli animali con frequenza settimanale, una quota che sale al 24,3% tra i 25 e i 44 anni e raggiunge il 28,8% tra i 45 e i 64 anni. Dopo i 65 anni il valore scende al 18,8%.

Le differenze di genere risultano evidenti. Le donne mostrano una maggiore propensione alla cura degli animali domestici rispetto agli uomini, con uno scarto di circa sei punti percentuali. Nel 2024 il 26,6% delle donne si occupa degli animali almeno una volta alla settimana, contro il 20,1% degli uomini. Il divario è presente in tutte le classi di età, raggiunge il massimo tra i 45 e i 64 anni e tende ad annullarsi tra le persone più anziane.

La maggiore partecipazione femminile alla cura degli animali si conferma anche considerando la condizione occupazionale. Tra le donne occupate, il 33,8% dichiara di dedicarsi alla cura degli animali domestici con frequenza almeno settimanale, mentre tra gli uomini occupati la quota si ferma al 22,3%.

Asset russi, la Banca centrate russa: ci rivarremo contro le banche europee

Roma, 18 dic. (askanews) – La Banca Centrale Russa ha dichiarato di voler recuperare dalle banche europee le perdite subite a causa del blocco dei suoi asset presso la Corte arbitrale russa.

“In relazione ai continui tentativi delle autorità dell’Unione Europea di sequestrare/utilizzare illegalmente, senza il consenso della Banca di Russia, i suoi asset situati presso istituti finanziari dell’Ue, anche attraverso l’immobilizzazione a tempo indeterminato dei suoi asset, la Banca di Russia, in conformità con la sua posizione precedentemente dichiarata sulla tutela dei propri interessi, annuncia che recupererà dalle banche europee le perdite causate dal blocco e dall’utilizzo illegale dei suoi asset presso la Corte arbitrale russa, per un importo pari agli asset detenuti illegalmente e ai mancati profitti”, ha affermato la Banca centrale russa in una nota ripresa dalle agenzie di stampa del Paese.

La scorsa settimana la Banca di Russia ha avviato una causa alla Corte Arbitrale di Mosca contro la società belga Euroclear per ottenere il risarcimento dei danni.

Presentata la Relazione Annuale del Fondo Fon.Te.

Roma, 18 dic. (askanews) – Presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, stata presentata la Relazione Annuale di Fondo Fon.Te., fondo pensione complementare dedicato ai dipendenti delle aziende del terziario. Una Relazione che ha preso in esame il bilancio del 2025, come spiegato da Maurizio Grifoni, Presidente del fondo Fon.Te., e da Walter Rizzetto, Presidente Commissione Lavoro alla Camera.

“Negli ultimi 15 anni, il Fondo Fon.Te. ha dato un rendimento intorno al 118%, quindi significa che, chi apporta capitale, chi porta questo denaro per il proprio risparmio previdenziale, lo vede attraverso gli investimenti che facciamo sulle imprese e aziende italiane ed europee che stanno rendendo molto. In pi, con tutti i processi che siamo riusciti a rigenerare e riqualificare, siamo molto pi veloci anche nelle prestazioni e quindi chi ha bisogno, chi ha necessit del proprio denaro riesce a ottenerlo molto in fretta” ha dichiarato Grifoni.

“I numeri citati ci raccontano di una storia che fondamentalmente sta avanzando, di un percorso che sicuramente intraprendente, ma soprattutto di un percorso che, se ben comunicato, pu creare effettivamente un grande interesse rispetto ad un tema di fondamentale importanza. Il mercato del lavoro cambiato, quindi tutto questo, unito ad una solida base di informazioni finanziarie, e anche minimamente economiche, pu partire dai fondi, per arrivare alle aziende, per triangolare con la politica proprio per cercare di sfruttare al meglio questo coefficiente di trasformazione importante che i fondi riescono a mettere a terra, cercando di garantirsi un futuro previdenziale sufficiente o pi che sufficiente” ha aggiunto Rizzetto.

La collocazione delle forme pensionistiche complementari, in ambito welfare, trova espressione nel numero delle prestazioni e nel capitale erogato. Ne ha parlato Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera: “Coloro che arrivano in questo comparto vedono in Fondo Fon.Te. un interlocutore affidabile. Oltre 10% di adesioni in pi rispetto all’anno scorso, un patrimonio superiore ai 6 miliardi e mezzo, indicano una solidit importante. La crescita dell’occupazione femminile si riverbera anche qui nelle adesioni delle donne a questo fondo, cos come quella dei giovani che sono un comparto importante”.

All’evento, sono inoltre intervenuti: Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attivit Produttive della Camera; Antonio Misiani, Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato; Elena Leonardi, Segretario Commissione Affari sociali, Sanit, Lavoro pubblico e privato Previdenza sociale del Senato; Mario Pepe, Presidente COVIP, e Anna Maria Selvaggio, Direttore Generale di Fondo Fon.Te.

Metsola: c’è l’accordo Parlamento-Consiglio UE sulla lista dei Paesi terzi sicuri

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – “Accordo raggiunto! L’Europa dispone ora di un elenco comune di paesi di origine sicuri e di norme aggiornate sull’applicazione del concetto di paese terzo sicuro”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

“Gli accordi raggiunti tra il Parlamento e il Consiglio europei – spiega – rendono il sistema di asilo europeo più efficiente, più flessibile e più armonizzato. Queste nuove disposizioni rafforzeranno le frontiere, accelereranno le procedure e sosterranno gli Stati membri sotto pressione. Si tratta di un passo importante verso la piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo”.

Bankitalia, in 2024 eliminati 6 mld di sofferenze da bilanci banche

Roma, 18 dic. (askanews) – Lo scorso anno sono state eliminate dai bilanci delle banche italiane posizioni a sofferenza per circa 6 miliardi. Il dato, pari a circa 1,4 volte il valore dei nuovi ingressi, è inferiore al 2023 in termini sia assoluti (9 miliardi), sia di incidenza percentuale sulle sofferenze in essere alla fine dell’anno precedente (37% contro il 44%). Lo riporta la Banca d’Italia, aggiungendo che la riduzione rispetto al 2023 è stata determinata principalmente dalle minori cessioni (passate da 5 a 3 miliardi) ed è riconducibile al progressivo ridimensionamento delle consistenze, che ha ridotto le esigenze di cessioni massive.

Le strategie di gestione dei crediti deteriorati sono ora basate su un contributo più equilibrato delle diverse leve gestionali, prosegue Bankitalia nell’ultima Nota sulla stabilità finanziaria: l’ammontare delle posizioni chiuse internamente è risultato equivalente a quello delle cessioni sul mercato (3 miliardi).

I dati aggiornati sui tempi di smaltimento delle sofferenze confermano i progressi conseguiti negli ultimi anni, si legge, attribuibili sia alla riduzione delle consistenze che ai miglioramenti degli intermediari nella gestione di questi crediti: la quota delle posizioni chiuse entro tre anni dalla classificazione a sofferenza è pari all’87% (88% nel 2023). Le cessioni di inadempienze probabili si sono mantenute stabili, pari a circa 4 miliardi.

Nel 2025 in Italia stabili i casi di cancro, calano i decessi

Roma, 18 dic. (askanews) – Nel 2025, in Italia, sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di cancro, un numero che segna una sostanziale stabilità rispetto al 2024, con una tendenza alla diminuzione alla luce della progressiva riduzione dei casi negli uomini. I dati emersi ieri pomeriggio da parte della Commissione Europea confermano per la prima volta in Europa un calo dell’1,7% dei casi complessivi, addirittura del 2,6% in Italia. Lo si legge nel volume “I numeri del cancro in Italia 2025”, presentato a Roma. È la pubblicazione ufficiale, giunta alla quindicesima edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio Nazionale Screening (Ons), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPeC-IAP).

La tendenza è dovuta, da un lato, alla diminuzione totale della popolazione, dall’altro alla riduzione delle diagnosi di tumore del polmone nei maschi. Un trend positivo, a cui si accompagna un complessivo calo del 9% dei decessi oncologici negli ultimi 10 anni nel nostro Paese, ancora più evidente nelle neoplasie del polmone (-24%) e del colon-retto (-13%). Sono dati migliori rispetto alla media europea e si traducono in una sopravvivenza a 5 anni più alta nei tumori più frequenti, cioè in quelli della mammella (86% rispetto a 83%), colon-retto (64,2% rispetto a 59,8%) e polmone (15,9% rispetto a 15%). Nel nostro Paese, inoltre, in 5 anni (2020-2024), è aumentato il numero di cittadini che aderiscono ai programmi di prevenzione secondaria. Per lo screening mammografico la copertura è passata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024, per il test del sangue occulto nelle feci (per la diagnosi precoce del tumore del colon retto) dal 17% al 33% e per lo screening cervicale dal 23% al 51%.

Significativo il recupero delle adesioni anche nel Meridione, dove è triplicata la copertura: la mammografia è aumentata dal 12% al 34%, il test del sangue occulto fecale dal 5% al 18% e lo screening cervicale dal 12% al 37%. Tuttavia, permangono criticità, come l’elevata mobilità sanitaria regionale al Sud per interventi chirurgici per tumore della mammella, con indici di fuga tre volte superiori a quelli del Centro-Nord. In Italia, nel 2023, sono stati effettuati 66.351 interventi per carcinoma mammario (61.128 nella Regione di residenza, 5.223 fuori Regione): a livello nazionale la percentuale di chirurgia mammaria in mobilità è pari a circa l’8%, ma si va dal 5% al Nord al 15% al Sud. Resta ancora molta strada da percorrere anche sul piano della prevenzione primaria, cioè degli stili di vita sani. In Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.

“Grazie al progresso terapeutico, che introduce in pratica clinica nuove indicazioni e nuove sequenze di trattamento, e al prolungamento del tempo di cura, il carico di lavoro per le strutture sanitarie cresce notevolmente, molto più di quanto aumentino la forza lavoro e gli ospedali – afferma Massimo Di Maio, Presidente Aiom -. E i campanelli d’allarme per il numero di medici e infermieri del Servizio Sanitario Nazionale suonano in continuazione, non ultimo per fenomeni che giocano contro la tenuta del servizio pubblico. Che, al contrario, rappresenta una ricchezza del Paese, che va difesa in ogni modo. E, allora, abbiamo sempre più bisogno di prevenzione, sia per far diminuire il numero di persone che si ammalano sia per fare le diagnosi, laddove si può, più presto, quando la probabilità di guarire è più alta e l’impegno terapeutico, per il paziente e per il Servizio Sanitario Nazionale, è minore”. “Le disuguaglianze sociali nell’accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti a rischio rappresentano sfide urgenti, che richiedono un’azione decisa e coordinata – aggiungr il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella prefazione del libro -. Il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 è una risposta concreta a queste sfide: dall’integrazione dei percorsi assistenziali, al potenziamento della prevenzione, fino allo sviluppo della ricerca. L’epidemiologia dei tumori sta cambiando e la prevenzione è la leva strategica su cui investire. Promuovere stili di vita sani e incrementare l’adesione ai programmi di screening organizzati sono attività strategiche per ridurre il rischio di sviluppare molti tipi di tumore, consentire una diagnosi precoce e intercettare tempestivamente la malattia. Abbiamo stanziato risorse per ampliare la fascia di età da sottoporre agli screening del cancro della mammella e del colon retto. Così come garantiamo fondi per la Rete italiana per lo screening del cancro del polmone. Il nostro obiettivo è inserire quanto prima anche questo screening nei programmi gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, con l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza sarà introdotto un programma di sorveglianza attiva per i tumori ereditari della mammella e dell’ovaio”.

“Crediamo nella capacità delle Istituzioni di programmare in maniera tempestiva perché, dietro la formalità dei Livelli Essenziali di Assistenza, vi sono i bisogni dei pazienti, che richiedono il rispetto dei tempi oltre che dell’appropriatezza delle prestazioni. L’ottimismo, però, non cancella i problemi – sottolinea Francesco Perrone, Presidente Fondazione Aiom -. La tossicità finanziaria, cioè l’impatto economico del cancro, continua a colpire in Italia. Bisogna tutelare il diritto alla salute e contenere le disequità, ancora troppo evidenti. È grande anche il bisogno di cure palliative, da associare alle terapie antineoplastiche, per evitare che il fine vita si traduca in un momento di abbandono. La nostra società scientifica ha più volte evidenziato la necessità che il disegno di legge in materia di morte medicalmente assistita non escluda il Servizio Sanitario Nazionale, il solo in grado di garantire tutti i percorsi integrati, incluse le cure palliative simultanee. Ci auguriamo che il legislatore rispetti la dignità e i diritti dei pazienti oncologici, in maniera equa, e non demandi ad altri decisioni che vanno condivise in un contesto di alleanza terapeutica”.

In 5 anni (2020-2024) è migliorata l’adesione ai programmi di prevenzione secondaria, anche nel Meridione. Restano però importanti differenze fra Nord e Sud. Nel 2024 sono state invitate 16.218.860 persone e 6.481.002 hanno effettuato i test di screening. Per la mammografia, nel 2024, la copertura ha raggiunto il target accettabile, pari al 50%, ma vi sono sensibili differenze geografiche, con valori pari al 62% al Nord, al 51% al Centro e al 34% al Sud. La copertura dello screening colorettale si attesta al 33% e, in nessuna delle macro-aree, viene ottenuto il target accettabile del 50%, con il Nord vicino all’obiettivo (46%), mentre Centro (32%) e Sud (18%) sono decisamente più lontani. La copertura dei due esami per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina, test HPV e Pap test, si attesta al 51%, appena sopra al target accettabile, ma anche in questo caso le differenze territoriali sono ampie, passando dal 62% al Nord, al 51% al Centro fino al 37% al Sud. A prescindere dal dato medio nazionale, la variabilità tra macro-aree è ancora consistente, anche se va evidenziato il positivo impegno delle Regioni del Sud, che hanno registrato sensibili miglioramenti nell’ultimo quinquennio.