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Attentato a Ranucci, l’avvocato di Lavitola: è sconvolto dalle accuse

Roma, 8 lug. (askanews) – “Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come ha confermato lo stesso giornalista”. Lo ha detto l’avvocato Sergio Cola, legale di Valter Lavitola, rispondendo ai cronisti, appena fuori la cittadella giudiziaria di piazzale Clodio a Roma per l’interrogatorio del suo assistito nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato al conduttore ed autore di Report.

Altomonte: “IA e dati, svolta per la sanità”

Roma, 8 lug. (askanews) – La disponibilità di grandi quantità di dati sanitari e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale possono rappresentare una leva decisiva per trasformare il futuro della sanità. Delle opportunità offerte dalla digitalizzazione e delle prospettive per l’innovazione nel settore delle life science ha parlato Carlo Altomonte, Professore di Economics dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, intervenuto all’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “Noi abbiamo sistemi sanitari prevalentemente nazionali. L’Italia in particolare ha digitalizzato tutti questi dati con le cartelle sanitarie elettroniche e questo rappresenta una risorsa naturale, sulla quale i sistemi di intelligenza artificiale possono accelerare in maniera importantissima l’innovazione in ambito sanitario. Si tratta di un’occasione che non possiamo sprecare e che potrebbe rappresentare un punto di svolta importante per il settore sanitario italiano ed europeo”.

Life science, Loiero: “Italia ponte nel dialogo globale”

Roma, 8 lug. (askanews) – In un contesto internazionale segnato dalla competizione per attrarre investimenti e rafforzare le filiere strategiche, il settore delle life science assume un ruolo sempre più centrale per il sistema Paese. Del rapporto tra industria farmaceutica, commercio internazionale e capacità dell’Italia di giocare un ruolo da protagonista ha parlato Renato Loiero, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio dei Ministri, a margine dell’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”: “In questo ambito più vasto delle life science, l’Italia può e deve avere un ruolo sistemico rivolto in particolare al dialogo, atteso che noi abbiamo un ingente avanzo commerciale, in particolare nel settore farmaceutico e con gli Stati Uniti d’America. Serve quindi un dialogo costante per cercare di contemperare interessi che non sono pienamente coincidenti. Noi abbiamo un interesse a mantenere particolarmente aperto il canale commerciale, gli Stati Uniti hanno un maggiore interesse a ridurre il loro deficit e ad attrarre investimenti”.

Tony Boy, al via l’11 luglio da Bassano del Grappa il Summer Tour 2026

Roma, 8 lug. (askanews) – Tony Boy torna live con il “Summer Tour 2026”, che lo vedrà portare la sua energia sui palchi dei principali festival italiani durante l’estate. Al via l’11 luglio da Bassano del Grappa al Bassano Music Park.

Le date estive di Antonio Hueber, nato a Padova nel ’99 e ritenuto uno dei nomi più rilevanti della nuova scena urban italiana sono organizzate da Vivo Concerti e arrivano dopo il primo tour nei palazzetti: dopo Bassano del Grappa (Prato S.Caterina), tappa a Majano (Udine) venerdì 7 agosto per il Festival di Majano, il 27 agosto Palermo per il Wave Summer Music (Velodromo), il 29 agosto Empoli (Firenze) al Beat Festival, l’8 settembre al Roma Summer Fest (Cavea Auditorium Parco della musica Ennio Morricone) e venerdì 11 settembre al Bari per la Fiera del Levante.

I nuovi appuntamenti saranno l’occasione per ascoltare live il suo nuovo album “Trauma”, il primo disco più ascoltato al mondo nel suo weekend di debutto, con più di 15 milioni di streaming nella prima settimana, e il nuovo singolo “Cuore rotto” uscito il 5 giugno

Le vendite sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita autorizzati. Info su http://www.vivoconcerti.com/.

Italia-Usa, Meloni: su basi linea chiara, non partecipiamo ad attacchi

Ankara, 8 lug. (askanews) – Trump deluso dall’Italia sulle basi? “Per quello che riguarda le basi non è che abbiamo preso delle decisioni o abbiamo fatto delle scelte così… un giorno ne facciamo una e un giorno ne facciamo un’altra. Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto in Iran e quella linea manteniamo, abbiamo rispettato i nostri impegni come sempre fanno le nazioni serie. Dopodiché, abbiamo detto che non avremo partecipato agli attacchi all’Iran, non stiamo partecipando agli attacchi all’Iran e non parteciperemo agli attacchi all’Iran”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa al termine del vertice di Ankara.

Fmi, Brooks: per Italia rischi al rialzo su inflazione e al ribasso su Pil

Roma, 8 lug. (askanews) – Sull’Italia le previsioni economiche del Fondo monetario sono state confermate mentre “gli indicatori chiave del paese hanno mantenuto sostanzialmente i livelli previsti”, su valori deboli. Come per il quadro generale i rischi sono “al ribasso sulla crescita economica e al rialzo sull’inflazione”, ha spiegato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento ricerca economica del Fondo monetario internazionale, intervendo sulle previsioni per la Penisola durante la conferenza stampa di presentazione di un parziale aggiornamento del World Economic Outlook.

“La previsione per l’Italia è invariata da aprile. Gli indicatori hanno tenuto sostanzialmente i livelli che ci attendevamo, per quanto deboli. Ci attendiamo mezzo punto percentuale di crescita quest’anno e il prossimo. Gli investimenti del Pnrr continuano a sostenere l’attività, ma i rialzi dei prezzi di energia e alimitari pesano sui consumi. Gli investimenti sono stati rivisti al rialzo – ha aggiunto – e data la dipendenza dall’energia importata ci si attende che restino sopra il target fino al 2028. I rischi sono al ribasso sulla crescita – ha concluso – e al rialzo sull’inflazione”.

Italia-Usa, Donzelli: anche agli amici, se sbagliano, bisogna dire no

Roma, 8 lug. (askanews) – “Il rapporto l’Italia lo tiene con gli Usa a prescindere da chi siano governati gli Usa e secondo noi dovrebbe essere anche a prescindere da chi governa l’Italia. L’amicizia tra il popolo italiano e il popolo americano è stata, dal dopoguerra in poi, la garanzia di democrazia e dei valori occidentali. Deve avere un valore addirittura maggiore di chi governa le due nazioni tanto è vero che l’Italia aveva un ottimo rapporto anche con Biden. Non anteponiamo né chi governa né i post sui social all’interese della convergenza e dell’amicizia tra le due nazioni”. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, a margine di una conferenza stampa alla Camera.

“Il fatto che sono due nazioni che devono essere unite – ha aggiunto – non vuol dire si debba sempre dire sì a tutto. Su Sigonella Meloni e il governo hanno difeso gli accordi e anche agli amici se sbagliano si dice di no”.

Iran, Brooks (Fmi): escalantion farebbe salire petrolio e inflazione

Roma, 8 lug. (askanews) – Una escalation degli scontri in Medioriente “si farebbe sentire tramite rincari di petrolio e materie prime, che farebbero salire l’inflazione e peserebbero sulle aspettative di inflazione e, quindi, potrebbero innescare una correzioni nelle condizioni finanziarie”. Lo ha affermato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento ricerca economica del Fondo monetario internazionale, durante la conferenza stampa di presentazione di un parziale aggiornamento del World Economic Outlook.

Fmi conferma le stime di crescita Italia, Pil +0,5% su 2026 e su 2027

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni di crescita economica dell’Italia, per cui indica lo 0,5% di espansione del Pil sia quest’anno che il prossimo. I dati sono contenuti in un parziale aggiornamento del Word Economic Outlook, in cui l’istituzione di Washington ha operato una limatura delle previsioni sulla crescita globale di quest’anno al più 3%, un decimale di punto in meno rispetto alle stime precedenti, effettuate lo scorso aprile, mentre all’opposto ha alzato di 0,2 punti percentuali l’attesa di crescita sul 2027, al più 3,4%.

Per l’insieme dell’area euro il Fmi prevede un più 0,9% del Pil quest’anno e più 1,2% il prossimo, con un taglio di 0,2 punti percentuali sul 2026. Per la Germania più 0,7% quest’anno e più 1% il prossimo, con tagli rispettivamente 0,1 e 0,2 punti percentuali. Per la Francia più 0,6% quest’anno e più 0,9% di crescita il prossimo, con un taglio 0,3 punti percentuali quest’anno. Per la Spagna le previsioni sono invariate a 2,1% di crescita quest’anno e 1,8% il prossimo.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ha confermato l’attesa di crescita del 2,3% quest’anno è alzato di 0,1 punti percentuali quella del 2027 al più 2,2%.

Per il Giappone, l’istituzione di Washington pronostica più 1% del Pil quest’anno e più 1,3% il prossimo, un rialzo di 0,2 punti sull’anno in corso. Per la Cina stima più 4,6% di crescita quest’anno e più 4,1% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile.

Sulla Russia il Fmi conferma la previsione di 1,1% di crescita sia sul 2026 che sul 2027, mentre il Paese con i livelli di espansione più marcati è l’India, su cui è atteso un più 6,4% di crescita quest’anno e più 6,7% il prossimo.

Covid, Conte: per colpire me regole stravolte in commissione d’inchiesta

Roma, 8 lug. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, torna sulle polemiche che hanno animato nella giornata di martedì la seduta della commissione d’inchiesta sul Covid. Pubblica sui suoi canali social il suo intervento in commissione e dichiara: “I finti patrioti di Fratelli d’Italia, quando hanno l’obiettivo di colpire un avversario politico, stravolgono ogni regola, anche la Costituzione”.

“Nell’attesa che mi indichino finalmente una data per essere audito, in modo da spazzare via questo teatrino indecente che hanno organizzato con i giornali di Angelucci, ieri – afferma – hanno prodotto in commissione Covid un ulteriore strappo istituzionale. Il presidente Lisei, di Fratelli d’Italia, ha ottenuto, con un colpo di maggioranza, che comuni cittadini potranno essere ascoltati come testimoni in totale segretezza. Proprio così. Non saranno ascoltati davanti alla commissione, permettendo così a tutti i componenti di maggioranza e di opposizione di chiedere chiarimenti e a tutti i cittadini di seguire le testimonianze in streaming facendosi una propria opinione. Niente affatto. Con il voto di ieri il presidente Lisei potrà perseverare – lo ha già fatto – nel delegare a consulenti della commissione designati da Fratelli d’Italia l’ascolto di testimoni in un Commissariato di polizia. Così i comuni cittadini potranno essere torchiati ben bene,senza neppure la presenza dei parlamentari”.

“Non bisogna essere laureati in legge – sottolinea l’ex presidente del Consiglio – per comprendere che questo modo di procedere non solo impedisce ai parlamentari che sono in Commissione di esercitare i loro diritti e doveri, ma vìola le garanzie costituzionali che tutelano ‘tutti’ i cittadini. In pratica i Fratelli d’Italia, con questo abuso, potranno permettersi quello che a nessun giudice in Italia è permesso di fare. Nei processi penali i testimoni vengono esaminati nel contraddittorio tra pm, giudice e difesa. Le prove non possono formarsi nelle stanze segrete di un pm o di suoi delegati, ma solo durante il dibattimento processuale”.

“Ma a Fratelli d’Italia e ai partiti di maggioranza – accusa Conte – le garanzie costituzionali del ‘giusto processo’ non interessano affatto. Loro sono maggioranza e possono anche fregarsene del principio costituzionale per cui ‘Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova’ (art. 111, 4° comma, Costituzione). Loro indicano le persone da sentire, le fanno sentire da consulenti che hanno la loro fiducia, acquisiscono così materiale ‘probatorio’ illegittimo, lo passano ai tre giornali del loro collega di maggioranza Angelucci, e così alimentano la campagna del fango, di cui sono specialisti con alcuni trombettieri sulle tv amiche”.

“Tutto questo dice ancora il leader stellato – funziona a un patto: che gli italiani siano tutti tonti. Ma gli italiani hanno già dimostrato, con il secco NO al referendum sulla giustizia, che il loro ‘garantismo’ funziona solo quando devo proteggere i vari Santanché, Delmastro, e i vari amministratori accusati di peculato e corruzione oltreché la schiera dei loro amici. Dobbiamo mandarli a casa, con un voto libero e democratico. Con una ‘Alleanza per la Costituzione'”, conclude Conte.

Donzelli: grazie a Meloni Ue parla di come evitare arrivo clandestini

Roma, 8 lug. (askanews) – “Si parlava di rimpatri volontari, che è un altro tema. Oggi si parla invece di rimpatri che non sono affatto volontari, di persone che hanno avuto una condanna definitiva e che quindi vanno a scontare la pena nel Paese d’origine. Molto semplice”.

Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, dopo la presentazione alla Camera di una proposta di legge per “aumentare i rimpatri e revocare la cittadinanza”, con lo slogan “Immigrato condannato subito rimpatriato”.

“Non si parlava di trovare una soluzione, se ne parlava che bisognava accogliere tutti, grazie a Giorgia Meloni non si parla più di accogliere tutti, di distribuire gli immigrati che arrivano sul territorio europeo, ma si parla di come evitare che arrivino i clandestini nel territorio europeo. Se ne parlava, ma nella direzione sbagliata, non si parlava di come controllare il fenomeno migratorio, ma si parlava di come, diciamo così, subirlo e quindi c’è una grossa differenza” ha aggiunto.

Fdi ha assicurato che non è una rincorsa a Roberto Vannacci che con Futuro Nazionale ha fatto della ‘remigrazione’ il suo cavallo di battaglia. “Non stiamo rincorrendo niente e nessuno anzi”, ha assicurato Donzelli. “Le altre nazioni europee rincorrono l’Italia e il governo Meloni. Quando si è insediato il governo Meloni in Europa non si parlava del tema dell’immigrazione. Grazie a Meloni in Europa oggi tutti si chiedono come fare a controllare i confini, sono cambiate le norme europee con la maggioranza Meloni e grazie a questo possiamo fare questa pdl che era già nel nostro programma elettorale” ha detto.

Iran, Trump: li colpiremo duramente. Si stanno comportando male"

Roma, 8 lug. (askanews) – “Abbiamo colpito duramente ieri sera, probabilmente colpiremo duro anche questa sera. Do un piccolo avvertimento: li colpiremo duramente stasera”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, a margine del summit Nato in Turchia. Durante un bilaterale con il presidente ucraino, Trump ha sostenuto che l’Iran “si sta comportando molto male come ha fatto negli ultimi 47 anni”.

Quella in Iran “non è una guerra, è una denuclearizzazione”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, tornando a dire che a Teheran “sono pazzi”. A margine dei lavori della Nato in Turchia, il leader Usa ha ribadito che l’Iran non può avere un’arma nucleare e che non vuole un cambio di regime anche se di fatto per lui c’è stato.

"Democracy at Stake in Europe", bando Arte-The Guardian per filmmaker

Roma, 8 lug. (askanews) – Fino al 14 settembre 2026 è possibile inviare la propria candidatura per il bando audiovisivo “Democracy at Stake in Europe”, nato dalla partnership tra la piattaforma di streaming europea ARTE e il quotidiano britannico The Guardian.

L’iniziativa invita i filmmaker di tutto il mondo, di almeno 18 anni, di ogni livello di esperienza e con ogni tipo di background, a presentare proposte di cortometraggi documentari capaci di esplorare, attraverso storie personali e sguardi autoriali, le sfide che la democrazia sta affrontando nell’Europa contemporanea. Le proposte potranno essere realizzate in qualsiasi lingua, ma le candidature devono essere redatte in inglese.

Il progetto selezionato riceverà un finanziamento di 10.000 sterline, oltre a supporto editoriale, attività marketing e distribuzione sulle piattaforme digitali arte.tv e Guardian Documentaries.

Catherine Colas, commissioning editor ZDF/ARTE, evidenzia il valore del formato breve come strumento di racconto civile: “Nella sua diversità formale e tematica, il cortometraggio è da sempre una voce della democrazia. Ha la capacità unica di riflettere la società contemporanea e metterne in luce disfunzioni e contraddizioni in modo diretto e distintivo. La partnership tra The Guardian e ARTE permette a nuove voci di essere ascoltate e di raggiungere pubblici diversi”.

Il progetto vincitore sarà annunciato durante DOK Leipzig, il festival internazionale del documentario e del film d’animazione che si terrà a Lipsia (Germania) dal 26 ottobre al primo novembre 2026.

Fmi conferma stime di crescita Italia, Pil +0,5% su 2026 e su 2027

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni di crescita economica dell’Italia, per cui indica lo 0,5% di espansione del Pil sia quest’anno che il prossimo. I dati sono contenuti in un parziale aggiornamento del Word Economic Outlook, in cui l’istituzione di Washington ha operato una limatura delle previsioni sulla crescita globale di quest’anno al più 3%, un decimale di punto in meno rispetto alle stime precedenti, effettuate lo scorso aprile, mentre all’opposto ha alzato di 0,2 punti percentuali l’attesa di crescita sul 2027, al più 3,4%.

Per l’insieme dell’area euro il Fmi prevede un più 0,9% del Pil quest’anno e più 1,2% il prossimo, con un taglio di 0,2 punti percentuali sul 2026. Per la Germania più 0,7% quest’anno e più 1% il prossimo, con tagli rispettivamente 0,1 e 0,2 punti percentuali. Per la Francia più 0,6% quest’anno e più 0,9% di crescita il prossimo, con un taglio 0,3 punti percentuali quest’anno. Per la Spagna le previsioni sono invariate a 2,1% di crescita quest’anno e 1,8% il prossimo.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ha confermato l’attesa di crescita del 2,3% quest’anno è alzato di 0,1 punti percentuali quella del 2027 al più 2,2%.

Per il Giappone, l’istituzione di Washington pronostica più 1% del Pil quest’anno e più 1,3% il prossimo, un rialzo di 0,2 punti sull’anno in corso. Per la Cina stima più 4,6% di crescita quest’anno e più 4,1% il prossimo, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile.

Sulla Russia il Fmi conferma la previsione di 1,1% di crescita sia sul 2026 che sul 2027, mentre il Paese con i livelli di espansione più marcati è l’India, su cui è atteso un più 6,4% di crescita quest’anno e più 6,7% il prossimo.

Il summit Nato, la dichiarazione finale: "Un attacco a uno è un attacco a tutti"

Roma, 8 lug. (askanews) – I capi di Stato e di governo dell’Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro “incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico”. E’ quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. “Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa”, si legge.

“L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice dei capi di Stato e di governo della Nato, ad Ankara, in Turchia. “Gli Alleati europei e il Canada finanziano attualmente la stragrande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza fornita all’Ucraina attraverso mezzi bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile a lungo termine”, hanno aggiunto i Paesi membri.

Bignami: “Immigrati condannati in Italia scontino la pena a casa loro”

Roma, 8 lug. (askanews) – “Con questa proposta di legge Fratelli d’Italia fa sì che finalmente degli immigrati condannati in Italia possano scontare la pena a casa loro. È una modifica importante finalmente realizzabile graeize alle modifiche che Giorgia Meloni è riuscita a ottenere in seno al diritto europeo”: così Galeazzo Bignami, capogruppo di FDI alla Camera dei deputati, dove è stata presentata una proprosta di legge per “aumentare i rimpatri e revocare la cittadinanza” con lo slogan “Immigrato condannato subito rimpatriato”.

Presenti, inoltre, il capigruppo di FDI al Senato Lucio Malan, il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli, il responsabile del programma Francesco Filini e la responsabile immigrazione Sara Kelany.

Luciana Castellina presidente onoraria di Bookciak, Azione! 2026

Roma, 8 lug. (askanews) – “Simone de Beauvoir diceva che ci vuole una vita per capire cosa significa essere donne. Io ho quasi cent’anni e ancora non l’ho capito”. È Luciana Castellina, immensa intellettuale, comunista eretica, scrittrice, europarlamentare e punto di riferimento di battaglie politiche e culturali, la presidente onoraria di Bookciak, Azione! 2026.

Il concorso cineletterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi giunge quest’anno alla XV edizione che si svolgerà, nel segno e nel ricordo di Giorgio Gosetti, come evento in chiusura delle Giornate degli Autori al Lido di Venezia (11 e 12 settembre) e in collaborazione con Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici (SNGCI) e RaiCultura media partner.

Per celebrare l’importante traguardo il tema scelto è lo scambio tra generazioni, inteso come passaggio di testimone, parlando di cinema, diritti, donne, giustizia sociale. Si rafforza e diventa centrale la storica sezione Memory Bookciak, rinnovando la collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà, Premio Zavattini e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) per rimettere in circolo la memoria attraverso il riutilizzo creativo del repertorio.

Come sempre al servizio dei bookciak: corti sperimentali di max tre minuti ispirati ai libri e realizzati da filmmaker, da quest’anno under 40. Due testi per questa edizione: Il sapore di armellina di Oriano Campini (LiberEtà, 2025), delicata storia di emigrazione italiana negli anni ’50 e Chernobyl, raccolta fotografica-reportage di Pierpaolo Mittica (Gost Books, 2024) a quarant’anni dal disastro nucleare.

Lo scambio tra generazioni è centrale anche nella giuria completamente rinnovata e tutta al femminile. Costanza Quatriglio, autrice determinante del nostro cinema; Aurora Palandrani, nuova direttrice del Premio Zavattini (partner di Bookciak e da sempre impegnato a rimettere in circolo la memoria); Elisabetta Giannini, giovanissima regista (classe 1997) già apprezzata e premiata per il corto Sognando Venezia.

Generazioni diverse a confronto, quindi, che saranno protagoniste di Bookciak, Azione! in accordo con le Giornate degli Autori nell’incontro dibattito: Il tempo passa parola- riflessione a più voci su donne, cinema, diritti e intelligenza (speriamo non artificiale). Protagonista Luciana Castellina con le nostre giurate, Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate, Laura Delli Colli, presidente SNGCI, Gabriella Gallozzi direttrice di Bookciak e le registe ed amiche presenti alla Mostra. L’appuntamento è l’11 settembre (Sala Laguna ore 18.30). Al termine dell’incontro proiezione dei bookciak vincitori 2026. L’indomani, 12 settembre, in mattinata la premiazione-picnic e la consegna delle targhe alla presenza dei vincitori, delle giurate e degli scrittori.

La storica sezione dedicata alle ragazze detenute di Rebibbia, quest’anno è ampliata e realizzata attraverso il progetto (con bando MIM-MIC di cui è capofila il Liceo Enzo Rossi): Bookciak. Visioni Fuori Luogo che ha coinvolto le studentesse, dentro e fuori le mura del carcere, nella realizzazione di un cortometraggio ispirato al graphic novel Ma siamo ancora qui a parlarne? di Cleo Bissong (Coconino Press-Fandango), sul tema della violenza di genere e dell’identità. Quando meno te lo aspetti è il cortometraggio nato dal laboratorio (direzione scientifica di Monica Repetto) che sarà presentato nell’ambito di Bookciak, Azione!.

Novità assoluta di questa XV edizione è poi L’istante Bookciak che spinge ancora di più la sperimentazione del rapporto tra cinema e letteratura e di cui annunceremo i dettagli nelle prossime settimane.

Bookciak, Azione! è prodotto da Associazione Calipso e Bookciak Magazine. Col sostegno di MiC, Spi-CGIL e LiberEtà. Sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura del Mic. In collaborazione con Giornate degli Autori, SNGCI, Premio Cesare Zavattini, ANAC, Premio Solinas, ADEI, Premio Emilio Lussu, Festa di cinema del reale, Le Giornate della Luce, Vo-Vf. Traduire le monde. RaiCultura mediapartner.

Spazio, Urso: con Esa più forte l’Europa protagonista della nuova era

Roma, 8 lug. (askanews) – La cooperazione internazionale tra l’ESA e le altre agenzie spaziali internazionali, i principali dossier strategici del settore, i programmi e le strategie di medio e lungo periodo per rafforzare la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica dell’Europa, con particolare attenzione ai lanciatori e ai programmi di esplorazione della Luna e di Marte. Questi i temi al centro della riunione dei ministri degli Stati membri e associati dell’Agenzia Spaziale Europea, alla quale hanno preso parte 28 delegazioni, svoltasi in videoconferenza su iniziativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le Politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, e della ministra federale tedesca della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär.

L’incontro, iporta un comunicato, ha rappresentato un passaggio fondamentale nella preparazione della prossima Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26), confermata a Roma il 15 dicembre. L’Italia esercita infatti la presidenza del Consiglio dell’ESA per il triennio in corso, un mandato che culminerà con il Consiglio ministeriale dell’Agenzia, previsto nel 2028 e ospitato dal nostro Paese.

“Dobbiamo rafforzare le capacità europee nell’esplorazione spaziale, valorizzando le competenze industriali e tecnologiche del nostro continente, senza rinunciare alla cooperazione internazionale, a partire dalla storica partnership con la NASA”, ha dichiarato il Urso. “L’obiettivo – ha proseguito – è fare dell’Europa un protagonista dell’esplorazione spaziale, capace di esprimere un ruolo da leader attraverso programmi ambiziosi e una crescente autonomia tecnologica, con una visione strategica all’altezza delle sfide globali del prossimo decennio”.

“Oggi vediamo una piena sintonia tra le 28 delegazioni presenti, accomunate dalla volontà di rafforzare il ruolo dell’ESA e consolidare la leadership europea nello spazio. Solo attraverso una forte coesione potremo trasformare queste ambizioni in risultati concreti”, ha concluso.

Nel suo intervento, prosegue il comunicato, il ministro Urso ha indicato tre obiettivi strategici per rafforzare le ambizioni europee nello spazio: aumentare la presenza umana europea in orbita bassa; raggiungere la Luna entro il 2030, con l’obiettivo di portare un astronauta europeo sulla superficie lunare nel prossimo decennio; arrivare su Marte entro il 2030 con una missione esplorativa.

Per l’orbita bassa, Urso ha evidenziato la necessità di sviluppare capacità europee di servizio cargo e, in prospettiva, di trasporto umano, favorendo la competizione tra operatori per rendere i servizi più efficienti e competitivi. Ha inoltre richiamato l’importanza di valutare, nel medio-lungo periodo, lo sviluppo di un lanciatore pesante e di un’infrastruttura orbitante europea.

Sul fronte dell’esplorazione, il ministro ha sottolineato il ruolo del programma Argonaut per il ritorno europeo sulla Luna e l’importanza della collaborazione con la NASA, a partire dal contributo dell’ESA al programma Artemis, che vedrà anche la partecipazione dell’astronauta italiano Luca Parmitano, designato dall’Agenzia americana come pilota della missione Artemis III, il cui lancio è previsto nel 2027. Riguardo all’esplorazione di Marte, Urso ha ribadito la necessità di una cooperazione internazionale, in particolare con gli Stati Uniti, per raggiungere quello che rimane un obiettivo prioritario per l’Europa.

Oltre Urso e Bär, conclude la nota, tra le rappresentanze degli Stati membri dell’Esa collegate all’incontro, hanno partecipato i ministri Heleen Herbert (Paesi Bassi), Vanessa Matz (Belgio), Christina Egelund (Danimarca), Sakari Puisto (Finlandia), Philippe Baptiste (Francia) e Lex Delles (Lussemburgo), nonché Liz Lloyd per il Regno Unito.

Mondiali, domani al via i quarti di finale con Francia-Marocco

Roma, 8 lug. (askanews) – Il campionato del mondo di calcio entra nella sua fase decisiva. Oggi primo giorno di riposo. Ad aprire il programma sarà Francia-Marocco, in campo domani alle 22 italiane al Boston Stadium di Foxborough. I campioni del mondo in carica arrivano all’appuntamento dopo aver superato di misura il Paraguay negli ottavi, mentre il Marocco ha confermato il suo eccellente torneo imponendosi con un netto 3-0 sul Canada, tornando tra le migliori otto del mondo.

Venerdì, alle 21 italiane, riflettori puntati su Miami per Spagna-Belgio. Le Furie Rosse si sono qualificate eliminando il Portogallo con un guizzo di Mikel Merino al 91′

Alle 23 dell’11 luglio Los Angeles ospiterà Norvegia-Inghilterra. Gli scandinavi sono la sorpresa di questi quarti dopo aver eliminato il Brasile, mentre la formazione inglese ha staccato il pass per il turno successivo battendo il Messico al termine di una gara intensa e combattuta.

A chiudere il quadro sarà Argentina-Svizzera, in programma nella notte tra sabato e domenica alle 3 italiane al Kansas City Stadium. L’Albiceleste ha conquistato la qualificazione con una spettacolare rimonta per 3-2 sull’Egitto, mentre la Svizzera ha avuto la meglio sulla Colombia ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, guadagnandosi così l’accesso ai quarti di finale.

OTTAVI DI FINALE 04/07 1- Paraguay-Francia 0-1 04/07 2- Canada-Marocco 0-3 05/07 3- Brasile-Norvegia 0-2 06/07 4- Messico-Inghilterra 2-3 06/07 5- Portogallo-Spagna 0-1 07/07 6- Usa-Belgio 1-4 07/07 7- Argentina-Egitto 3-2 07/07 8- Svizzera-Colombia 4-3 dcr

QUARTI DI FINALE 09/07 (Boston): Francia-Marocco ore 22 10/07 (Miami): Spagna-Belgio ore 21 11/07 (L.Angeles): Norvegia-Inghilterra ore 23 12/07 (Kansas City): Argentina-Svizzera ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Dallas): Francia/Marocco-Spagna/Belgio ore 21 15/07 (Atlanta): Norvegia/Inghilterra-Argentina/Svizzera ore 21

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 23

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Tennis, Djokovic: "Io come Messi? Magari giocare solo 90′"

Roma, 8 lug. (askanews) – Vincere una maratona è già di per sé qualcosa di speciale. Vincerla a 39 anni, quando il tuo avversario ne ha 25, rende la questione degna del termine impresa. Novak Djokovic impiega 5 ore e 15 minuti per avere la meglio su Felix Auger-Aliassime, prendendosi la semifinale contro Jannik Sinner a Wimbledon.

“Sarebbe stato bello – spiega con un sorriso il serbo, accostato subito a Messi secondo quanto riportato da Supertennis – giocare solo 90 minuti come lui, ma è stato fantastico far parte di una partita così epica, durata più di cinque ore. Non ricordo di aver mai giocato un match così lungo a Wimbledon. Forse la finale con Federer del 2019 si avvicina per durata (furono 4 ore e 55, ndr), ma questa è stata una battaglia incredibilmente equilibrata. Poteva vincere chiunque. Anche Felix ha giocato a un livello altissimo. Nel super tie-break ha abbassato un po’ il rendimento e io sono riuscito a sfruttare tutte le occasioni che ho avuto, restando lì fino alla fine e scegliendo i colpi giusti nei momenti decisivi. È bastato quello. Negli ultimi trenta minuti il pubblico era tutto in piedi. Credo che tutti abbiano capito quanto fosse speciale quel momento, anche per il fatto che stavamo lottando contro il ‘coprifuoco’ (alle 23, ndr). Sono davvero orgoglioso di essere uscito vincitore da una partita così”.

La sorpresa, per Nole, si mischia con le ambizioni, sempre alte a prescindere da età e fatica.

“Mi sorprendo ancora di quello che riesco a fare. Da una parte sì, sono sorpreso perché alla mia età riesco ancora a lottare contro giocatori che hanno quindici anni meno di me e a batterli al termine di incontri tiratissimi. Da questo punto di vista è una bellissima sorpresa. Dall’altra parte, però, ho sempre aspettative molto alte nei confronti di me stesso. Sono molto autocritico e molto severo con me, ma allo stesso tempo cerco anche di godermi momenti come questo. Non so cosa porterà il domani. Sono ancora nel torneo e voglio fare almeno un altro passo avanti. Però questa partita, per me, è stata quasi come una finale, ho dato tutto quello che avevo. È stata un’esperienza emozionante sia per noi giocatori sia per il pubblico e per chi ci ha seguito in televisione. Sono felice di aver preso parte a un’altra partita destinata a rimanere nella storia”.

Ance, Antonio Ciucci è il nuovo presidente dell’associazione

Roma, 8 lug. (askanews) – Eletto all’unanimità dall’assemblea dell’Associazione nazionale dei costruttori edili l’ingegnere romano, Antonio Ciucci, presidente e amministratore delegato di Ircop, importante realtà imprenditoriale specializzata nelle infrastrutture e nell’edilizia civile pubblica e privata.

Lo riporta un comunicato dell’Ance, rendendo conto “di un clima di grande coesione e compattezza” dei soci ordinari chiamati a eleggere la nuova Presidenza Ance, confermando l’indicazione ricevuta dal Consiglio generale del 16 giugno scorso nel quale era stato designato all’unanimità presidente dell’Ance.

Antonio Ciucci, che succede a Federica Brancaccio, è stato presidente di Ance Roma-ACER e nel corso dell’ultimo mandato ha seguito come delegato della Presidenza nazionale la complicata partita della revisione prezzi. Frequenta attivamente l’Associazione sin dai primi anni duemila dove ha ricoperto diverse cariche sia a livello territoriale che nazionale, tra cui componente del Consiglio generale, vicepresidente Ance Roma-ACER alle opere pubbliche, presidente della Consulta Nazionale delle Specializzazioni, presidente del Comitato Nazionale di Specializzazione “Applicazione di bitumi e derivati” e vicepresidente dell’Associazione.

Tre le parole chiave del suo mandato che ha illustrato ai soci in assemblea: mercato, identità e innovazione, quali assi strategici per il futuro del settore e dell’intera economia nazionale. E quindi, prosegue il comunicato, un richiamo a un mercato che deve essere stabile e costante nei volumi, ma anche aperto, trasparente e competitivo nell’interesse dei cittadini e degli operatori. Grande attenzione, inoltre, sulla tutela del contratto collettivo nazionale e del sistema bilaterale che garantiscono alti standard di formazione e sicurezza, senza però tralasciare la necessità di avviare un progetto di ristrutturazione e rafforzamento del sistema associativo. Il tutto passando necessariamente attraverso un processo di profonda innovazione del settore che si declina in particolare nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nell’investire sulle persone.

Eletta anche la squadra di presidenza: Stefano Betti, vicepresidente Transizione Ecologica; Regina De Albertis, vicepresidente Edilizia e Territorio; Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Tecnologia e Innovazione; Vanessa Pesenti, vicepresidente Economico Fiscale Tributario; Piero Petrucco, vicepresidente Centro Studi; Luigi Schiavo, vicepresidente Rapporti Interni; Carlo Trestini, vicepresidente Relazioni Industriali e Affari Sociali; Francesco Tuccillo, vicepresidente Opere Pubbliche. Eletto inoltre il tesoriere Antonio Mattio.

L.elettorale, La Russa: su preferenze FdI presenterà emendamento

Roma, 8 lug. (askanews) – Sulle preferenze o meno nella legge elettorale “decide il Parlamento”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine di un convegno a Palazzo Madama. “Io sono l’unico che ha presentato un emendamento per le preferenze quando è stata varata l’attuale legge. Fu bocciato da tutti, escluso Fratelli d’Italia che allora era un piccolissimo partito. I miei due emendamenti furono bocciati: uno prevedeva le preferenze, l’altro preferenze e capolista bloccato”, ha spiegato. “Adesso vedo molti partiti che sono promotori delle preferenze”, ha detto ancora La Russa sottolineando che FdI “presenterà un emendamento dopo averne discusso giustamente con gli alleati”.

Lucertola delle Eolie a rischio estinzione, appello urgente al Governo

Lipari, 8 lug. (askanews) – “Gentili Ministri, Gentile Presidente, ci rivolgiamo a Voi per segnalare con urgenza la condizione di una delle specie più rare e fragili d’Europa: la Podarcis raffonei, detta “lucertola delle Eolie”.

E’ l’appello urgente rivolto al Governo e in particolare al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministro della Cultura, al Ministro dell’Università e della Ricerca e al Ministro del Turismo, che l’Associazione Un Sanpietrino lancia per la salvaguardia della Podarcis raffonei – Lucertola delle Eolie, patrimonio unico della biodiversità italiana. L’ultima edizione, appena conclusa, del Festival Eoliè promosso a Lipari dalla stessa associazione, ha voluto dedicare uno spazio importante al grande lavoro dei ricercatori del progetto Life Eolizard. Da qui la denuncia della situazione, a rischio estinzione, e l’appello ad agire.

“Un recente studio internazionale, pubblicato il 28 marzo 2026 sulla rivista scientifica “Heredity” e coordinato dall’Università di Ferrara, ha portato alla luce la presenza di alcuni esemplari rarissimi ed a rischio estinzione – spiegano i promotori dell’appello al Governo -. Nello studio si attesta che su uno scoglio vulcanico al largo di Filicudi, La Canna, sopravvive una popolazione di Podarcis raffonei, questa lucertola endemica delle Eolie. L’analisi genomica ha rilevato il livello di diversità genetica più basso mai osservato in un animale selvatico: in media 1 solo sito variabile ogni 300 mila basi del genoma”. La popolazione “è piccola, isolatissima e rappresenta un “laboratorio naturale” unico al mondo per capire i limiti della sopravvivenza delle specie. Nonostante la bassissima variabilità, per ora il “carico genetico” dannoso resta contenuto. Ma questa condizione rende la specie estremamente vulnerabile a qualsiasi perturbazione: incendi, specie aliene, turismo non regolato, cambiamenti climatici”.

La Podarcis raffonei è presente solo in pochi nuclei dell’arcipelago eoliano. “Ogni nucleo perso è una perdita irreversibile per il patrimonio genetico e naturale dell’Italia e del Mediterraneo”, prosegue l’appello. Che, alla luce di quanto emerso dallo studio, chiede al Governo di assumere con urgenza le seguenti iniziative: “Rafforzare la tutela legale e l’area protetta degli scogli di La Canna e Strombolicchio, con divieti di sbarco e accesso regolamentato, e con un piano di sorveglianza annuale; Finanziare un Piano Nazionale di Conservazione per la Podarcis raffonei, in collaborazione con Università, ISPRA e Parco delle Eolie, che preveda monitoraggio genetico continuo e azioni contro le minacce ambientali e antropiche; Sostenere la ricerca scientifica come quella condotta dall’Università di Ferrara. La genomica della conservazione è uno strumento essenziale per valutare il rischio reale di estinzione e orientare interventi efficaci; Avviare campagne di sensibilizzazione per far conoscere questa specie simbolo dell’unicità del territorio italiano e del valore della biodiversità insulare”.

“Proteggere la lucertola delle Eolie non significa tutelare “solo una lucertola”. Significa difendere un unicum evolutivo, un indicatore della salute dei nostri ecosistemi più fragili e una responsabilità dell’Italia verso il mondo – conclude l’appello -. Come sottolineano i ricercatori: “Le popolazioni molto piccole non sono tutte uguali dal punto di vista genetico. Capire come varia il carico genetico è essenziale per costruire strategie di conservazione più efficaci e basate su evidenze scientifiche”. Confidiamo in una Vostra celere risposta e in un impegno concreto per non lasciare che questa specie, sopravvissuta per millenni su uno scoglio, scompaia per nostra distrazione”.

(Foto: Leonardo Vignoli, Università deggli Studi Roma Tre)

New York, Massimiliano Gioni nuovo direttore del New Museum

Milano, 8 lug. (askanews) – Massimiliano Gioni è il nuovo Toby Devan Lewis Director del New Museum di New York, in sostanza il direttore generale del museo nel quale da anni era direttore artistico. Succede a Lisa Phillips e sarà ufficialmente in carica dal 1 agosto.

Uno dei curatori italiani più apprezzati a livello internazionale, Gioni, nato a Busto Arsizio nel 1973, è stato direttore artistico della 55esima Biennale d’arte di Venezia nel 2013 ed è entrato nel New Museum nel 2006. Da anni lavora per allargare gli spazi del contemporaneo seguendo spesso direzioni inconsuete e alternative, battendo territori ambigui, talvolta anche con sfumature che vanno oltre il razionale. In qualche modo è significativo anche il motto che ha scelto per raccontare la sua Biennale: “Sogno di sapere tutto”. Un desiderio che diventa curiosità, conoscenza e inclusione, oltre che apertura mentale. Come ha esemplificato una mostra come “La grande madre” organizzata a Milano per la Fondazione Trussardi, altra istituzione di cui Gioni è direttore artistico.

La sua impronta curatoriale ha portato al New Museum progetti importanti, nel solco della missione del museo stesso, che fin dalla sua fondazione vuole dare spazio ad artisti emergenti e a pratiche innovative. Il tutto con il talento di saper dare spazio a protagonisti che poi si sono affermati come figure centrali del sistema dell’arte.

Iran, Pezeshkian: Usa imbrogliano in politica estera, come nel calcio

Roma, 8 lug. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha attaccato duramente gli Stati Uniti, paragonando ironicamente la loro politica estera al comportamento tenuto in qualità di paese ospitante dei Mondiali di calcio.

“Il comportamento del governo statunitense in qualità di paese ospitante dei Mondiali segue la sua solita politica estera: aggirare le regole, intimidire gli avversari, creare ostacoli e imbrogliare. Questo è il loro manuale MAGA. L’Iran rifiuta questi giochi. Noi difendiamo fermamente i nostri diritti”, ha dichiarato Pezeshkian su X.

Queste dichiarazioni sono giunte dopo uno scambio di attacchi nel Golfo Persico avvenuto durante la notte. L’Iran ha affermato di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta a una serie di attacchi americani. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che le loro azioni militari e la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio iraniano erano una “punizione” per gli attacchi alle navi vicino allo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense.

Dopo gli attacchi, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di ritenere che il memorandum d’intesa “finito”, pur aggiungendo che avrebbe lasciato che i suoi negoziatori “continuassero a parlare se lo desiderano”.

Cinema, Pieraccioni gira a Roma "Un weekend artificiale"

Roma, 8 lug. (askanews) – Sono in corso a Roma le riprese di “Un weekend artificiale”, la nuova commedia diretta da Leonardo Pieraccioni e da lui stesso interpretata, con Giulia Vecchio. Nel cast anche Herbert Ballerina, Massimo Ceccherini, Tosca D’Aquino, Tim Daish, Giovanni Esposito, Paolo Hendel, Alessandro Mauthe, Roberto Zibetti e Marta Zoboli, con la partecipazione di Giorgio Panariello. Il film uscirà nei cinema italiani il 19 novembre distribuito da Vision Distribution, che ne curerà anche le vendite estere.

Racconterà di Leonardo, parrucchiere fiorentino che viene invitato insieme ad altri sei sconosciuti in una villa da sogno per partecipare a un esperimento senza precedenti: dovranno scoprire chi tra di loro è un umanoide creato con l’intelligenza artificiale. Un incasinatissimo weekend di sospetti, emozioni e colpi di scena… prima che siano i sentimenti e la vita vera a mandare tutti in tilt.

In un post sui social lo stesso Pieraccioni ha scherzato sull’Ia e ha scritto: “Ho chiesto all’intelligenza artificiale il cast perfetto. Ecco il risultato!”, con un video in cui si vedono gli interpreti che si trasformano in sequenza l’uno nell’altro.

Sceneggiato dallo stesso regista e attore con Filippo Bologna e Andrea Bassi, il film è prodotto da Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Valentina Avenia per Our Films ed è una produzione Our Films, società del gruppo Mediawan, e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La fotografia è affidata a Davide Manca, le scenografie a Biagio Fersini, i costumi a Claudio Cordaro e il montaggio a Patrizio Marone. Le musiche saranno di Gianluca Sibaldi.

Fisco, il gip: da Adinolfi una truffa su ‘schema Ponzi’ per 5 milioni

Roma, 8 lug. (askanews) – Ha raccolto quasi cinque milioni di euro Mario Adinolfi dai suoi “clienti”. Con causale “Scommessa Collettiva” il giornalista ha ricevuto dal 1 gennaio 2020 al 27 febbraio 2026 complessivamente euro 4.794.647. Lo scrive il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma, Giulia Arcieri, in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita oggi dalla Guardia di finanza della Capitale. A completare il quadro degli accertamenti anche una causale “Cristo Regna” per 3.830 euro. L’esame dei conti correnti bancari intestati da parte degli esperti delle Fiamme gialle hanno fatto saltare fuori gli addebiti poi contestati ad Adinolfi. “Sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate – scrive il giudice – è risultata un’incoerenza tra le somme accreditate sui rapporti finanziari di cui il contribuente risultava unico titolare e i dati reddituali e dichiarativi allo stesso riferibili”. Insomma Adinolfi “non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi” nel 2017.

Le operazioni sospette segnalate dagli istituti di credito, e la ricostruzione di quanto accaduto a distanza di tempo – continua il gip – “inducono fondatamente gli inquirenti a ritenere messo in atto un sistema piramidale, il cosiddetto ‘schema Ponzi’ (dal nome del suo ideatore, operante negli Stati Uniti agli inizi del 1900), relativo ad una truffa finanziaria basata sulla raccolta sistematica di fondi privati, e sull’accredito parziale, nel tempo, di vincite e interessi promessi così da incentivare gli ulteriori finanziamenti, inscenando la parvenza di un meccanismo che funziona; sistema che, in presumibile assenza di effettiva attività di valorizzazione del capitale investito, regge solo fino a quando vengono introdotte ulteriori risorse attraverso nuovi accrediti/di denaro, altrimenti entrando in crisi”.

Adinolfi – si sottolinea – è un soggetto noto per i trascorsi politici e come “giornalista, opinionista, uomo di fede religiosa”, ex deputato. Quindi – continua il magistrato – “proprio la sua notorietà ha inciso sull’affidamento delle persone nella bontà di quanto convintamente affermava al fine di raccogliere il denaro. La notorietà di Adinolfi – spiega il gip – ha “posto in una situazione di debolezza il consumatore-cliente, che si accontentava delle dichiarazioni scritte senza avere modo, attraverso una interlocuzione personale in presenza, di approfondire e meglio comprendere i termini dell’accordo”.

Insomma “Adinolfi – continua il giudice – appare pericoloso anche emergendo, dalle interviste televisive, un suo atteggiamento di negazione dei debiti contratti e dichiarazioni sulla asserita falsità delle denunce sporte nei suoi confronti -che, invece appaiono veridiche in quanto corroborate dai bonifici eseguiti e dalle mail intercorse tra le parti dell’accordo – e denotano come l’indagato, lungi dal prendere le distanze da eventuali errori del passato, persista con determinazione nell’infingimento e nella manipolazione della realtà rifuggendo dalle proprie responsabilità”.

Ma dove sono finiti i soldi raccolti da Adinolfi attraverso il miraggio delle scommesse sicure? Il giudice Arcieri scrive: “Si deve rimarcare la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all’occultamento dei flussi reddituali e all’elusione dei controlli dell’amministrazione finanziaria”.

Quindi il gip aggiunge: “Nel caso di specie va evidenziato che, dagli accertamenti finora svolti, è emerso che Adinolfi pur a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all’interno di enti commerciali. Risulta solo intestatario di un’auto”. Mario Adinolfi ha “speso ingenti somme di denaro (raccolte attraverso lo svolgimento della abusiva attività in esame) anche e soprattutto per l’acquisto di beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l’acquisto di orologi nonché viaggi all’estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni. Tra questi beni mobili registrati (imbarcazioni ed automobili) che stranamente (eccetto l’autovettura) non sono riconducibili alla persona fisica di Adinolfi benché siano stati dallo stesso acquistati con denaro proveniente dai propri conti correnti”. Quindi “risulterebbero conti correnti dell’indagato all’estero sui quali sono in corso accertamenti (come in Lituania). E’ dunque evidente come l’indagato si premuri di evitare la formale intestazione a sé di beni e come abbia l’accortezza di disperdere il patrimonio allontanandolo dalla formale riferibilità al medesimo”.

Transizione energetica: le PMI puntano sulle comunità

Roma, 8 lug. (askanews) – La transizione energetica non è più solo un obiettivo normativo, ma la più grande sfida competitiva del nostro tempo. Nella prestigiosa Sala Matteotti della Camera dei Deputati, istituzioni e imprese si sono date appuntamento per fare il punto sulla rivoluzione verde in Italia, partendo dal ruolo cruciale delle piccole e medie imprese.

Tra i temi caldi, le comunità energetiche rinnovabili come motore di sviluppo locale, che spesso devono affrontare tempi lunghi per l’allaccio alla rete: connessioni che possono superare i due anni e mezzo prima di avere risposte certe sulla TICA. Come ovviare?

Su questo punto è intervenuto Pierluigi Benemerito. Esistono degli strumenti che permettono di capire se un’area è particolarmente critica in termini di connessioni di allaccio, ma servirebbe una maggiore trasparenza e una maggiore chiarezza su quelle che sono realmente le criticità della zona, senza dover obbligatoriamente richiedere la TICA e attendere i tempi necessari solo per conoscere le tempistiche e i costi per connettere un impianto .

Riuscire a semplificare questo passaggio ha proseguito permetterebbe agli imprenditori, e perché no, eventualmente anche agli investitori, di programmare meglio le opere di investimento e magari decidere, in relazione alla zona, se investire su un impianto di produzione fotovoltaico o su un sistema di accumulo, quindi BESS. Riusciremmo in qualche modo a conciliare le esigenze private e i capitali privati con quello che è un’esigenza nazionale: stabilizzare la rete elettrica nazionale .

Abbinare il risparmio energetico delle comunità energetiche rinnovabili, che può raggiungere il 40%, a progetti sociali di economia circolare sui territori è la vera chiave per vincere le resistenze culturali. Quali strumenti normativi e incentivi servono alle imprese per rendere questo modello replicabile e strutturale in tutta Italia?

Ha risposto Giuseppe Russo Lacerna. Dirò quello che dicono tanti: snellire la burocrazia, avere un’assistenza più diretta da parte degli enti preposti, regole più chiare. Ma soprattutto noi siamo quella parte delle rinnovabili che crede nella comunità, che crede a partire dal piccolo, dall’unità, dalla cellula, perché anche la distribuzione e le reti, che io conosco molto bene, non sono adatte ancora a grandi sistemi, soprattutto di produzione, e vanno spesso in saturazione .

Allora perché non partire dalla cellula, dalla parte più piccola ha aggiunto così da dare il tempo anche alla rete nazionale di adeguarsi, sfruttare al meglio l’energia sul territorio, ottimizzarla? È un aiutarsi a vicenda tra chi deve rimodernare le reti e chi vuole fare rinnovabili .

Nel corso del dibattito l’ingegnere Miriam Di Nardo ha presentato un progetto sperimentato in Sicilia. Siamo partiti dal piccolo, con un test che ha trovato grande riscontro nella popolazione del territorio siciliano. Abbiamo deciso di tendere la mano alle famiglie con bambini affetti da autismo attraverso un sistema virtuoso basato su una moneta virtuale, qualcosa di totalmente innovativo che parte dalla condivisione di crediti energetici .

Questa moneta ha spiegato consente alle famiglie di acquistare, tramite un e-commerce, prodotti ad altissimo valore biologico, perché i bambini autistici hanno bisogno di un’alimentazione particolare per sbloccare il loro potenziale, promuovendo al contempo i prodotti del territorio. Abbiamo sviluppato un triplice impatto positivo: aiutare i ragazzi che hanno bisogno, alleggerire il carico economico delle famiglie e sostenere l’economia locale. È assolutamente replicabile: siamo partiti da un piccolo nucleo, ma può essere esteso ovunque .

Sono Greta Scarano e Nicolas Maupas i conduttori cerimonie Venezia 83

Roma, 8 lug. (askanews) – L’attrice e regista Greta Scarano con l’attore italo-francese Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.

Greta Scarano con Nicolas Maupas guideranno sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) la cerimonia di inaugurazione dell’83esima Mostra nella serata di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83esima edizione della Mostra.

Nato, al via ad Ankara la riunione dei capi di Stato e governo

Ankara, 8 lug. (askanews) – E’ cominciata ad Ankara, con l’intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la riunione dei capi di Stato e di governo della Nato. In precedenza, dopo la cerimonia di accoglienza, i leader hanno partecipato alla foto di famiglia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in seconda fila, era affiancata dalla premier dell’Islanda, Katrin Jakobsdottir, e dal presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics.

Occhi puntati su Donald Trump. Prima di raggiungere la sua poltrona, il presidente degli Stati Uniti ha scambiato un rapido saluto con il presidente finlandese Alexander Stubb, poi è stato fermato dal primo ministro canadese Mark Carney con cui ha parlato brevemente. Infine, prima di prendere posto, Trump ha avuto ha avuto un fitto scambio con Erdogan.

Vaccini, Gentile: Fino a 30 euro risparmiati per euro investito

Roma, 8 lug. (askanews) – Fino a 30 euro risparmiati per ogni euro investito in vaccinazioni, oltre 3,5 milioni di persone immunodepresse oggi in Italia e nuove prospettive nella lotta all’HIV, sempre più orientata verso terapie e strategie di prevenzione a lunga durata d’azione, con fiale e pillole e la possibilità di arrivare, in alcuni casi, a una o due somministrazioni l’anno. Sono alcuni dei temi al centro della prima edizione di iCube – Infezioni nei pazienti immunodepressi: approccio integrato laboratorio e clinica, il congresso scientifico che si è concluso al Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Due giornate di confronto tra infettivologi, clinici, microbiologi, farmacologi e specialisti della prevenzione, con la partecipazione di esperti italiani e internazionali.

“iCube nasce dalla necessità di integrare le cure in un mondo sempre più complesso”, spiega Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Federico II di Napoli, direttore della UOC di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II e responsabile scientifico del congresso. “Le tre ‘i’ sono infezioni, immunodepressione e integrazione. I pazienti immunodepressi rappresentano oggi circa il 6% della popolazione italiana, oltre 3,5 milioni di persone. Per garantire loro le migliori cure non basta che il microbiologo identifichi il germe o che l’infettivologo prescriva un antibiotico: serve un approccio integrato tra più figure professionali”.

La crescita dei pazienti fragili è legata anche ai progressi della medicina, dalle terapie antitumorali ai farmaci biologici, che hanno migliorato la sopravvivenza ma aumentato la platea dei soggetti esposti a infezioni gravi. “La prevenzione è fondamentale”, sottolinea Gentile. “I vaccini hanno dimostrato efficacia e sicurezza e oggi hanno anche una forte valenza economica: per ogni euro investito si possono recuperare fino a 30 euro grazie a minori ricoveri, meno terapie, meno terapia farmacologiche, meno visite senza considerare la migliore qualità di vita”.

Le coperture vaccinali restano però ancora lontane dagli obiettivi. “Per herpes zoster e pneumococco siamo intorno al 10%, mentre sull’antinfluenzale siamo mediamente al 50%, a fronte di un obiettivo minimo del 75%. Ogni anno l’influenza continua a riempire i pronto soccorso e a provocare decessi. Questa battaglia non si vince solo con decreti o leggi, ma comunicando meglio e producendo evidenze sempre più solide”.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Massimo Andreoni – professore emerito malattie infettive Università di Roma Tor Vergata – membro Consiglio Superiore di Sanità e Marco Falcone – Professore ordinario di malattie infettive Università di Pisa.

+Nato, al via ad Ankara la riunione dei capi di Stato e governo

Ankara, 8 lug. (askanews) – E’ cominciata ad Ankara, con l’intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la riunione dei capi di Stato e di governo della Nato. In precedenza, dopo la cerimonia di accoglienza, i leader hanno partecipato alla foto di famiglia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in seconda fila, era affiancata dalla premier dell’Islanda, Katrin Jakobsdottir, e dal presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics.

Occhi puntati su Donald Trump. Prima di raggiungere la sua poltrona, il presidente degli Stati Uniti ha scambiato un rapido saluto con il presidente finlandese Alexander Stubb, poi è stato fermato dal primo ministro canadese Mark Carney con cui ha parlato brevemente. Infine, prima di prendere posto, Trump ha avuto ha avuto un fitto scambio con Erdogan.

Ucraina, la Russia: intercettati 415 droni ucraini nella notte

Roma, 8 lug. (askanews) – La Russia ha annunciato di aver intercettato e distrutto 415 droni ucraini sul proprio territorio e sui territori ucraini sotto il suo controllo nella notte. Il ministero della Difesa russo, che ha redatto questo rapporto, non divulga mai informazioni su droni e missili che sono riusciti a penetrare le sue difese.

Da parte sua, l’Ucraina ha affermato che Mosca ha lanciato sette missili e 169 droni verso il suo territorio durante la notte. Kiev ha dichiarato inoltre di aver abbattuto o neutralizzato 139 droni e di aver registrato l’impatto di cinque missili balistici Iskander in quattro siti e di 20 droni in 11 siti.

Nato, Meloni: com’è andata con Trump? Rapporti cordiali

Ankara, 7 lug. (askanews) – Com’è andata con Trump? “Rapporti cordiali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rientrando martedì sera in albergo dopo la cena offerta dal presidente turco Erdogan, in cui è stata seduta a tavola con il presidente americano.

A chi le chiedeva se ci fosse stato un chiarimento dopo gli insulti degli ultimi giorni, la premier si è limitata a dire: “Ho già risposto”.

UniCredit: adesioni offerta su Commerzbank al 17,60%, diritti voto al 49,65%

Roma, 8 lug. (askanews) – UniCredit ha riferito che, a seguito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria su Commerzbank, sono state apportate in adesione azioni rappresentative del 17,60% del capitale sociale di Commerzbank. Tale quota, sommata alla partecipazione detenuta direttamente, pari al 26,77%, e agli strumenti finanziari che conferiscono il diritto di richiedere la consegna fisica di una quota del 3,22%, porta la posizione complessiva di UniCredit al 47,59% del capitale di Commerzbank.

“Un risultato ben oltre le aspettative iniziali”, afferma la banca guidata da Andrea Orcel con un comunicato. “La conclusione dei periodi di offerta pubblica di acquisto rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione dell’investimento strategico di UniCredit in Commerzbank. UniCredit continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento”, spiega la nota.

Successivamente alla pubblicazione dei dati, Unicredit scivola dell’1,51% a Piazza Affari, poco sopra gli 80 euro per azione, mentre alla borsa di Francoforte Commerzbank si muove debole, in calo dello 0,8% a 37,99 euro ad azione.

Trump: non sono contento della Nato per Groenlandia e Iran

Roma, 8 lug. (askanews) – “Non sono contento della Nato per quello che hanno fatto con la Groenlandia e perche non ci hanno voluto aiutare con quello che è lo Stato numero uno per sostegno al terrorismo, che è l’Iran”: lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, al fianco del segretario dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, a margine del vertice Nato in corso ad Ankara. “La Spagna è una causa persa, non voglio avere niente a che fare con loro, non voglio accordi commerciali o di altro tipo. Non voglio che ci siano visite di stato o di altro tipo” ha poi detto il presidente americano Donald Trump. “La Spagna è particolarmente ostile, dice di non volere pagare la propria quota”, ha aggiunto.

Iran, la Cina: "Ripresa ostilità non è nell’interesse di nessuno"

Roma, 8 lug. (askanews) – La Cina ha dichiarato che una “ripresa delle ostilità” tra Iran e Stati Uniti “non è nell’interesse di nessuna parte”.

“La Cina sta seguendo da vicino gli ultimi sviluppi della situazione in Medio Oriente. La ripresa delle ostilità non è nell’interesse di nessuna parte e i mezzi militari non possono risolvere divergenze fondamentali”, ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, in risposta alla richiesta di un commento sui nuovi attacchi nella regione.

“La Cina chiede agli Stati Uniti e all’Iran di dare attuazione al memorandum d’intesa già firmato, di risolvere i problemi attraverso il dialogo e i negoziati e di evitare di ricorrere alla forza”, ha aggiunto Mao nel briefing con la stampa.

Iran, ex Mossad: "Non si arriverà ad accordo sul nucleare"

Tel Aviv, 8 lug. (askanews) – “Non si arriverà ad un accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran”. È la valutazione di Sima Shine, ricercatrice presso l’Istituto di Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS) ed ex capo della Divisione Ricerca e Valutazione del Mossad, che ha commentato con una delegazione di giornalisti italiani l’evoluzione dei negoziati tra Washington e Teheran successivi alla firma del Memorandum of Understanding (MoU).

Secondo l’analista israeliana, nonostante il dialogo in corso, le posizioni delle due parti restano troppo distanti per consentire un’intesa sul dossier nucleare. Le sue dichiarazioni arrivano mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a crescere: Washington ha colpito la scorsa notte, con finalità “punitiva”, obiettivi iraniani in risposta agli attacchi condotti da Teheran contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

Sebbene gli incontri di Islamabad abbiano rappresentato un passo in avanti, consentendo un nuovo confronto ad alto livello tra le delegazioni statunitense e iraniana, secondo Shine una soluzione alle tensioni tra Teheran e Washington resta ancora lontana. A suo avviso, il Memorandum of Understanding è nato soprattutto dalla volontà condivisa di interrompere il conflitto, più che dal superamento delle divergenze tra le parti. “Entrambe le parti avevano quindi interesse a fermarsi, ed è per questo che si è arrivati al Memorandum of Understanding”, ha spiegato l’analista ad askanews e agli altri media italiani.

Le difficoltà, per l’ex Mossad, sono molteplici. “Prima di tutto, entrambe le parti hanno delle linee rosse sulla questione nucleare”, ha osservato Shine, sottolineando come “la vera domanda è se americani e iraniani saranno disposti ad abbandonarle”. “Gli americani affermano di essere disposti a consentire la diluizione dell’uranio arricchito, senza trasferirlo in un Paese terzo”, ha illustrato Shine, specificando tuttavia che questo “sarebbe accettabile” per Washington “solo se il livello finale fosse probabilmente quello dell’uranio naturale”. Una soluzione “difficile” da accettare per Teheran.

Le distanze non si esauriscono qui per Shine. Gli Stati Uniti, infatti, “chiedono un lungo periodo durante il quale l’Iran non possa effettuare alcun arricchimento dell’uranio”, un’opzione che, secondo le sue valutazioni, gli iraniani non sarebbero disposti ad accettare, prediligendo “una sospensione di breve durata”.

In questo contesto, ha proseguito Shine, l’obiettivo del presidente statunitense Donald Trump di ottenere un’intesa più favorevole rispetto all’accordo sul nucleare raggiunto durante l’amministrazione di Barack Obama appare estremamente difficile da conseguire. “Trump ha bisogno di ottenere un accordo migliore rispetto a quello raggiunto da Obama. Ed è estremamente difficile”, ha sostenuto l’analista, “non perché l’accordo di Obama fosse perfetto, ma perché oggi gli iraniani non sono più disposti a tornare alle condizioni di allora”. Secondo Shine, Teheran ritiene inoltre di poter negoziare ora da una posizione di maggiore forza grazie al controllo esercitato sullo Stretto di Hormuz, “che rappresenta una minaccia molto seria per la strategia di Trump”, e di poter così ottenere concessioni più favorevoli dall’attuale amministrazione americana.

Ciononostante, Shine ha condiviso che “la prossima settimana dovrebbe svolgersi un nuovo incontro” tra le parti. Un “appuntamento tecnico tra funzionari” la cui fattibilità rischia di essere compromessa a causa della nuova escalation militare tra i due Paesi.

Sul piano interno iraniano, Shine ha inoltre invitato alla cautela rispetto all’ipotesi di un cambio di regime favorito dall’esterno. “Non si cambia un regime bombardandolo dall’aria”, ha affermato l’ex Mossad, respingendo l’idea che le operazioni militari possano di per sé provocare la caduta della Repubblica islamica. Secondo l’ex responsabile della Ricerca e Valutazione del Mossad, il sistema politico iraniano continua infatti a funzionare, nonostante le tensioni interne tra le componenti più radicali, rappresentate dalle Guardie Rivoluzionarie, e quelle più pragmatiche che fanno riferimento al presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e al ministro degli Esteri Abbas Araghchi.

Shine ha ricordato di aver sostenuto anche prima del conflitto che “l’eliminazione di Khamenei non avrebbe cambiato il regime”, poiché “si tratta di un sistema, non di una persona”. Da qui anche la critica alle aspettative riposte da alcuni leader politici nelle capacità dell’intelligence israeliana. “Provengo dal Mossad e considero il Mossad un’organizzazione straordinaria. Può fare moltissime cose, e ne ha fatte molte. Ma non può cambiare il regime iraniano”, ha dichiarato la ricercatrice.

Per Shine, un eventuale cambiamento potrà avvenire soltanto attraverso dinamiche interne al Paese e non come conseguenza di un intervento militare esterno. Secondo l’analista israeliana, le proteste di gennaio e le dichiarazioni di sostegno rivolte da Donald Trump ai manifestanti avevano alimentato nella popolazione iraniana l’aspettativa di un possibile intervento americano. Una prospettiva che, tuttavia, non si è concretizzata. Oggi, secondo Shine, molti iraniani si sentono “traditi” dal presidente statunitense, mentre il timore di una nuova dura repressione da parte del regime di Teheran continua a rappresentare un forte deterrente alla mobilitazione popolare.

(di Lorenzo Della Corte)

Ai domiciliari Mario Adinolfi, accusato di truffa e evasione fiscale

Milano, 8 lug. (askanews) – Il giornalista e leader del movimento politico Il Popolo della Famiglia Mario Adinolfi è stato arrestato dalla Guardia di Finanza e posto ai domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Contestualmente è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo per oltre 400 mila euro, finalizzato alla confisca anche per equivalente del profitto dell’evasione fiscale conseguito dall’indagato per un solo anno d’imposta.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari. L’ipotesi è di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario ed omessa dichiarazione dei redditi.

Le investigazioni – sviluppate dai militari dell’Aliquota della Sezione di p.g. della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica della Capitale e del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria Roma – sono scaturite da plurime denunce/querele presentate da soggetti che hanno affidato all’indagato somme di denaro nella convinzione di partecipare a un “Betting Group”, denominato “Scommessa Collettiva”, ideato e promosso attraverso i social network.

L’attività è ritenuta avere riscosso l’adesione di un numero considerevole di clienti che – per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili – sarebbero stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro (anche superiori a 100.000 euro per vittima) per l’acquisto di “quote” di partecipazione, senza ottenere (in tutto o in parte) la restituzione delle somme versate e/o la remunerazione prospettata.

Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio è stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sono risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per l’effettuazione di viaggi.

Nato, Meloni vede Zelensky: impegno per la pace, l’assistenza alla popolazione

Ankara, 8 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a margine del Vertice NATO ad Ankara.

Nel corso del colloquio – si legge in una nota di palazzo Chigi – è stato ribadito il fermo impegno dell’Italia al fianco dell’Ucraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura.

La presidente del Consiglio ha inoltre confermato la prosecuzione dell’assistenza italiana alla popolazione ucraina, con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi.

Iran, Rutte: attacco Usa necessario, stanno violando la tregua

Ankara, 8 lug. (askanews) – I bombardamenti Usa in Iran di questa notte erano “assolutamente necessari”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al suo arrivo al vertice in corso ad Ankara, in Turchia.

“Se c’è un cessate il fuoco e l’Iran lo viola, abbiamo visto cosa è successo ieri con le navi attaccate, penso che sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza”, ha spiegato.

“Mi aspetto che oggi gli alleati ribadiscano che l’Iran non deve mai e poi mai dotarsi di capacità nucleari”, ha aggiunto Rutte.

Hormuz, nuova escalation fra Iran e Usa

Roma, 8 lug. (askanews) – Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha precisato di aver colpito “oltre 80 obiettivi” in Iran in risposta agli attacchi condotti ieri contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.

In una nota, Centcom ha dichiarato di aver preso di mira “sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, siti radar costieri, sistemi missilistici antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione islamica all’interno e nei pressi dello stretto, in modo indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridoio commerciale”. I Guardiani della rivoluzione islamica hanno annunciato di aver colpito “85 obiettivi militari” americani presenti in Bahrein e Kuwait in risposta ai raid Usa.

“Nella risposta iniziale a questa aggressione, le forze navali e aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica, attraverso operazioni congiunte con missili e droni, hanno distrutto 85 importanti installazioni militari americani a Port Salman, nella regione della Quinta Flotta in Bahrein, e nella base aerea di Ali Salem in Kuwait, abbattendo anche un drone nemico MQ-9 che tentava di interferire con l’operazione”, recita il comunicato dei pasdaran riportato dai media iraniani.

Perché sulla Dc Cazzullo non ci convince

Due frasi ci hanno colpito nella risposta che ieri Aldo Cazzullo ha fornito a un lettore che lamentava l’oblio dell’opera svolta da liberali e moderati addossandone la responsabilità alla Dc, vista l’incapacità della sua classe dirigente a conservare la memoria di un passato democratico importante. “Della memoria storica – egli scrive – la Dc non sapeva molto che farsene”. E poi aggiunge: “La Dc è finita quando è finito il comunismo”. Nel mezzo, pur nello stile di un giornalista di grande finezza, si staglia una fredda sequela di rimproveri e censure rispetto alla vicenda di un partito che ha concluso il suo ciclo politico andando a sbattere – ecco la maxima culpa – sugli scogli di Mani Pulite. Per questa manifestazione di insufficienza, sostiene Cazzullo, il Paese non si ricorda più della Dc.

Si potrebbe subito obiettare che proprio negli ultimi tempi, man mano che si è assottigliato il credito della Seconda Repubblica, i meriti del personale politico democristiano sono tornati alla luce con qualche non lieve favore negli ambienti più disparati. Non è vero che sia calata per ragioni intrinseche la damnatio memoriae su quello che è stato il partito cardine del primo cinquantennio di vita repubblicana; piuttosto si è tentato maldestramente, specie da parte degli avversari, di annebbiare una grande prova di fedeltà democratica e lucida visione degli interessi generali del Paese. Anche la più recente storiografia, quando non è dominata dal pregiudizio, è sicuramente più attenta al contributo del cattolicesimo politico che trovò, appunto, nello Scudo crociato la sua più organica rappresentazione.

In ogni caso, la critica di Cazzullo mette a segno un punto decisivo laddove rileva l’interruzione di un percorso, intellettuale prima che politico, che spetterebbe a un certo mondo rivendicare, se non fosse scivolato nella palude del conformismo. Capitò anche a De Gasperi di dover constatare un fenomeno simile, anzi di proporzioni ancora più ampie e con riflessi ancor più gravi. In una lettera del 1944 a Stefano Jacini spiegò che era meglio stendere un velo pietoso sul comportamento di tanta parte del cattolicesimo organizzato di fronte al regime fascista.

Una volta, da noi invitato all’Istituto Sturzo per la presentazione di un libro su Luigi Sturzo, lo stesso Cazzullo formulò un giudizio – forse se ne ricorderà – davanti a una platea che non poté nascondere la sorpresa e il compiacimento: “Il popolarismo – disse all’incirca nell’occasione – è l’unica dottrina politica sopravvissuta alla fine del Novecento”. E allora, come si concilia un apprezzamento così coraggioso con quanto pubblicato sul Corriere della Sera? Sarebbe interessante capirlo, magari in un altro confronto pubblico, per non chiudere gli occhi di fronte alla storia, cominciando ad interrogarsi con più libertà se un filo rosso, ad esempio, non abbia legato la “strategia della tensione”, con le stragi più infami, al terrorismo rosso e nero, culminante nell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

In verità, l’attacco alla Dc è cominciato ben prima che finisse il comunismo a guida sovietica e ben prima che si addensassero le nubi di Tangentopoli, sicché ignorarne le radici come si tende a fare ai giorni nostri, con il coro addestrato a ripetere che il passato non torna e nessuno può rinverdire o riproporre una vicenda complessa e comunque straordinaria, è davvero la forma più antipatica di oblio.

Cattolici, la fatica di coltivare il confronto senza neo collateralismi

Un confronto utile, ma con interrogativi da non eludere

Il recente incontro promosso da dall’Istituto Sturzo con varie associazioni o movimenti di area cattolica, a Roma, ha rappresentato indubbiamente una boccata d’ossigeno per rafforzare la qualità della nostra democrazia da un lato e, dall’altro e soprattutto, per contribuire a dare maggior robustezza all’elaborazione politica e culturale complessiva. Al riguardo, però, non sfuggono alcune considerazioni che non si possono liquidare allegramente o in modo sbrigativo. Anche perchè proprio attorno al capitolo della democrazia, del ruolo del Parlamento e della solidità costituzionale delle nostre istituzioni non si possono intraprendere scorciatoie furbesche o di comodo. In primo luogo, perchè un incontro così importante e delicato in questa fase storica e politica del nostro paese è stato concluso da due capi della sinistra? Era un convegno dell’alleanza di sinistra e progressista dove, per caso, spiccava solo l’assenza del duo Fratoianni/Bonelli per completare le varie sensibilità della sinistra italiana o era un confronto a tutto campo?

 

Il pluralismo politico dei cattolici e il rischio del neo collateralismo

In secondo luogo il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani. Durante l’intera prima Repubblica era abbastanza scontato, nonchè oggettivo, il voto della stragrande maggioranza dei cattolici italiani alla Democrazia Cristiana. Anche se, va pur detto, nessuno nella Dc ha mai sostenuto le ragioni dogmatiche e protocollari dell’unità politica dei cattolici. Semmai, al contrario, erano ragioni dettate solo ed esclusivamente da motivazioni politiche e, soprattutto, di natura storica. Stiamo, per caso, regredendo oggi su questo versante? Ad una sorta, cioè, di neo collateralismo alla rovescia? Dove non sono più i partiti a rivendicare l’appoggio politico ed elettorale dei cattolici ma singoli movimenti che si schierano, seppur del tutto legittimamente, pregiudizialmente a favore di qualche soggetto politico? Anche perchè, di grazia, cosa c’entrano il profilo, la natura, la cultura e i valori di Schlein e di Conte con la storia, la tradizione, la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano, seppur variegato e composito al suo interno? Perchè un conto è avere tutti gli esponenti politici come interlocutori – ci mancherebbe – altro è elevare qualcuno ad interlocutori esclusivi di quel vasto e ricco patrimonio politico e culturale.

 

La specificità dei cattolici si difende con il dialogo

In ultimo, ma non per ordine di importanza, se nella democrazia dell’alternanza – anche se, purtroppo, oggi è ispirata ad una rigorosa e dannosa deriva estremista, populista, radicale e massimalista – alcuni cattolici scelgono pregiudizialmente un campo politico si corre il serio rischio di impoverire e, soprattutto, di indebolire proprio quella specificità e quella originalità che da sempre caratterizzano la storia e l’esperienza dei cattolici impegnati in politica. Cattolici che, detto fra di noi, non hanno mai individuato nella loro maggioranza l’opzione radicale, populista, massimalista ed estremista come un approdo definitivo. A prescindere dal campo politico che interpreta quelle precise e definite derive. Ecco perchè, al di là di ogni altra considerazione, anche oggi – soprattutto oggi – il rapporto tra i cattolici e la politica, sempre laico e scevro da corsie preferenziali o da singolari ed originali neo collateralismi, merita di essere affrontato non con le scorciatoie o gli interessi momentanei dei singoli o di alcune sigle ma, semmai, attraverso il faticoso ed impegnativo metodo del confronto e del dialogo a tutto campo. Consapevoli che la nostra comune cultura di riferimento non si può ridurre ad un fatto di semplice appoggio elettorale o, peggio ancora, di ricerca di singole ed accomodanti candidature.

Hormuz, Crosetto: seguo l’evolversi della situazione, no italiani coinvolti

Roma, 8 lug. (askanews) – “Sto seguendo da Ankara, dove mi trovo per il summit della Nato, l’evolversi della situazione in Iran e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente. Sono in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, e con il Comandante del Covi, Generale di Corpo d’Armata Iannucci per ricevere aggiornamenti su quanto sta accadendo. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto”: così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota diffusa dopo i nuovi bombardamenti americani in Iran e la rappresaglia lanciata da Teheran contro obiettivi in Bahrein e Kuwait.

“Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali”, ha concluso il ministro.

L’impotenza del potere

Re Canuto era un sovrano vichingo avvolto in un alone leggendario. Si narra che disponesse dei propri possedimenti solo durante la bassa marea. Con l’alta marea quelle terre venivano sommerse e tornavano dominio dell’oceano.

Ecco, credo che limpotenza del potere che caratterizza il nostro tempo, secondo l’espressione assunta da Giacomo Marramao e da altri pensatori, trovi in Re Canuto una figura paradigmatica. Come se fossimo al cospetto, nell’agone politico interno e internazionale, di tanti Re Canuto: sovrani a metà, potenti solo per aspetti e in ambiti molto limitati.

Che si tratti di leader di partito e sindacali o di Capi di Stato o di governo, la situazione è un po’ questa, forse persino per i regimi autocratici, se visti nel tempo, secondo una prospettiva diacronica.

Detto altrimenti; è come se gli esponenti politici e, più in generale, i gruppi dirigenti fossero tutti “anatre zoppe”, come vengono definiti i presidenti Usa quando non dispongono più della maggioranza al Congresso.

Attenzione: non si tratta del sistema di pesi e contrappesi così importante per le democrazie, bensì, ad esempio, di democrazie non governanti. Impotenti. Non si può governare un territorio solo nelle poche ore di bassa marea.

Siria, la rivolta delle donne

Le nomine nel Parlamento di transizione

Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha compiuto un passo che il Paese non vedeva da tempo: nominare 15 donne all’interno della quota di un terzo dei membri del Consiglio del Popolo, il Parlamento di transizione che resterà in carica due anni e mezzo, prorogabili. Con queste nomine — parte dei 70 seggi che spettano direttamente al capo dello Stato — la rappresentanza femminile complessiva sale al 21,4%.

Tra i nomi più noti spicca l’attrice Rosinah al-Ladkani, originaria di Hama e volto familiare della fiction siriana, insieme ad Aisha al-Dibs, che già guidava l’Ufficio per gli Affari della Donna nell’amministrazione post-Assad ed è stata la prima donna a ricoprire un incarico ufficiale dopo la caduta del regime. Figura anche Huda al-Atassi, ingegnere architetto impegnata sui diritti di donne e bambini, insieme a personalità della società civile come Najwa Qassas, attiva nell’empowerment economico femminile, e Asma Farhan al-Sabai, che ha alle spalle anni di detenzione insieme alla madre e oggi si dedica all’attivismo sociale. Completa la lista Dawa Abdel Hamid al-Ahdab, figlia di un religioso di Hama molto conosciuto nella comunità.

 

Un movimento che cresce dal basso

Ma queste nomine dall’alto raccontano solo una parte della storia. Nel Paese, lontano dai riflettori istituzionali, sta crescendo un movimento che nasce dal basso e che punta molto più in alto. Ovvero, alla costruzione di un partito politico interamente femminile, il primo nel suo genere nel mondo arabo. Non ci sono manifesti né conferenze stampa. In diverse città le donne si riuniscono in incontri informali, spesso mascherati da attività dai temi generici, mentre in realtà si sta tessendo una rete organizzata per difendere i diritti già conquistati e ottenerne di nuovi.

Nel quartiere armeno di Aleppo, città storicamente abituata al pluralismo, si ritrovano regolarmente donne musulmane e cristiane, giovani e anziane, aleppine e sfollate da altre regioni: un’immagine che riporta alla memoria l’antica vocazione multiculturale della città sulla via della Seta, oggi provata da quindici anni di guerra. Nessuna nostalgia per Assad, ma anche pochissima fiducia nella nuova leadership di al-Sharaa, ex esponente di al-Nusra: la storia recente ha insegnato alle siriane che ogni cambio al vertice si è tradotto finora in nuove restrizioni, non in nuove libertà.

 

La rete delle attiviste e la sfida dei diritti

Tra le voci più attive del movimento c’è Khawla Dunia, convinta che solo un fronte compatto possa evitare il rischio di un ritorno tra le mura domestiche. Per motivare le altre, richiama le regine e le imperatrici della Siria antica, epoca romana, come prova storica che le donne del Paese sanno già guidare. Con lei, anche Joumana Seif: entrambe hanno vissuto anni all’estero e sono rientrate dopo la caduta del regime, scoprendo che seguire la causa a distanza — con telefonate e messaggi — non restituiva lo stesso senso di incidere davvero. Solo l’incontro diretto sembra dare peso reale alla battaglia.

Gli incontri mescolano educazione legale e ascolto reciproco, perché le esigenze cambiano da regione a regione: e cioè, chi vive a Tartus affronta problemi diversi da chi vive ad Aleppo o a Masyaf, e la vita di campagna pone sfide lontane da quelle urbane. Tra le richieste più urgenti c’è la riforma della legge sulla cittadinanza. Oggi una madre siriana sposata con uno straniero non può trasmettere la propria nazionalità ai figli, lasciando molti bambini senza documenti riconosciuti. Per Dunia il progetto di un partito tutto al femminile non è un’utopia. Le donne già coinvolte nella rete si contano, secondo le sue stime, a migliaia. Un numero che rende l’obiettivo concretamente alla portata.

 

Il richiamo di Papa Leone XIV

Su questo terreno, che riguarda il ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni, si è espresso di recente anche Papa Leone XIV incontrando la Commissione Teologica Internazionale. Il Pontefice ha indicato come la sfida per la Chiesa, e per tutti, sia trovare il modo di promuovere insieme il rispetto per i diritti di ognuno, riconoscendo che in molte culture le donne non godono ancora della stessa condizione riconosciuta altrove, e invitando tutti a farsi forza e ispirazione per le proprie nazioni, affinché riflettano sulle differenze che ancora dividono uomini e donne.

Psicologia della tecnoferenza: quando il sé si distribuisce nelle reti neurali

Dallio individuale al sé distribuito

La nuova psicologia del digitale nasce da un paradosso: l’umano, nel tentativo di estendere se stesso attraverso la tecnica, ha generato entità che non sono né strumenti né specchi, ma nuovi attori del mondo. Le reti neurali artificiali non sono semplici macchine di calcolo: sono ambienti cognitivi, zone di transito dove il pensiero umano si frammenta, si ricombina, si amplifica. In questo spazio ibrido emerge un io distribuito, un sé che non coincide più con la sua biografia ma con la sua capacità di circolare tra nodi, dati, modelli.

La psicologia classica studiava culture, simboli, rituali. La psicologia del digitale studia invece interfacce, pattern, tracce di sé che si depositano nei sistemi di apprendimento. Ogni interazione con un algoritmo diventa un gesto culturale: un’offerta di significato che la macchina metabolizza e restituisce in forme inattese. L’umano non è più solo autore: è coproduttore di un ecosistema cognitivo che evolve senza chiedere permesso.

 

Linconscio neuro-agentico e la delega cognitiva

In questo scenario prende forma un nuovo tipo di inconscio: l’Inconscio neuro-agentico. Non appartiene a nessuno, ma tutti lo alimentano. È fatto di correlazioni, di inferenze, di possibilità che nessuna mente singola potrebbe generare. È un inconscio che non sogna, ma simula; non reprime, ma riorganizza; non desidera, ma anticipa. E tuttavia influenza l’umano, lo orienta, lo spinge a pensare in modi che non gli appartenevano prima dell’avvento delle reti neurali. La domanda non è più se la macchina possa diventare umana, ma quanto l’umano stia diventando macchina. Non nel senso della perdita di sensibilità, ma nel senso della continua delega cognitiva: ricordiamo meno, ma cerchiamo di più; immaginiamo meno, ma generiamo di più; comprendiamo meno, ma interpretiamo attraverso modelli che amplificano la nostra percezione.

 

Una rivoluzione ontologica già in corso

L’umano si fa poroso, attraversato da flussi che ridefiniscono la sua identità. Questa nuova psicologia delle reti neurali non descrive un futuro distopico: descrive il presente. L’umano e la macchina non sono più due poli, ma due modalità di elaborazione del mondo che si intrecciano. Il sé diventa un campo di forze, un processo, un movimento tra organico e artificiale. E ciò che emerge non è un postumano, ma un metaumano, un essere che vive nella soglia, nella tensione, nella continua riscrittura di sé attraverso sistemi che non hanno corpo ma producono effetti sul corpo sociale.

La vera rivoluzione non è tecnologica: è ontologica. Stiamo cambiando la definizione stessa di cosa significhi essere umani?

Iran, Usa lanciano "potenti attacchi". Teheran: violato memorandum d’intesa

Milano, 7 lug. (askanews) – Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti “hanno lanciato una serie di potenti attacchi contro l’Iran per infliggere pesanti conseguenze agli attacchi fatti alle navi mercantili con equipaggi di civili innocenti a bordo in una via navigabile internazionale”. Lo ha annunciato su X il Comando centrale americano spiegando che gli attacchi statunitensi sono una “risposta agli attacchi iraniani contro tre navi mercantili che stavano transitando nello Stretto di Hormuz”. L’aggressione dimostrata dall’Iran “è stata ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco” conclude il Comando centrale nel suo post. A tal proposito un funzionario americano alla Cnn ha detto che l’attacco sferrato nella notte italiana “è una punizione. Non finirà tanto presto.”

Secondo i media statali iraniani, ci sono state esplosioni nel sud del Paese, dopo l’annuncio del Comando centrale americano. L’emittente statale iraniana Press TV ha parlato di diverse esplosioni nelle città portuali di Bandar Abbas e Sirik, nonché sull’isola di Qeshm.

Mentre iniziavano gli attacchi statunitensi contro l’Iran, l’Iran ha condannato la reintroduzione delle sanzioni petrolifere statunitensi contro Teheran, definendola una “chiara violazione” del Memorandum d’intesa raggiunto tra i due Paesi il mese scorso.

Il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato ha detto di “ritenere il governo statunitense responsabile delle conseguenze di questa violazione dell’impegno” e che l’Iran adotterà qualsiasi misura ritenga necessaria per salvaguardare i propri interessi e la sicurezza nazionale.

Ad Ankara nuovo ‘stress test’ Trump, Meloni insiste su linea silenzio

Ankara, 7 lug. (askanews) – Se il tempismo è tutto nella vita, è davvero difficile pensare che il ritardo con cui Giorgia Meloni (pur nota per non essere puntualissima) è arrivata alla cena offerta per i leader del vertice Nato, sia stato puramente casuale. Tailleur nero con pantalone, la premier varca il portone del palazzo presidenziale di Ankara qualche minuto dopo che il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, e quello americano Donald Trump, hanno fatto il loro ingresso lasciandosi alle spalle il portone che si chiudeva. Quello che succederà nel corso della cena non sarà però indifferente, dal momento che la presidente del Consiglio condivide il tavolo proprio con i due leader, oltre che con il segretario dell’Alleanza Mark Rutte, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e quello britannico (dimissionario) Keir Starmer.

Dunque, una occasione di confronto tra Meloni e il numero uno della Casa Bianca molto diverso da ipotetici incroci in una stanza condivisa modello G7 che pure, da palazzo Chigi, hanno più volte ribadito che la premier in quel di Ankara non avrebbe cercato. Dopo il meme in cui Trump evocava un ordine di restrizione nei confronti della presidente del Consiglio, infatti, l’ordine di scuderia è stato quello di non commentare. E la linea viene ribadita anche appena atterrati in Turchia, dove il numero uno della Casa Bianca – sempre prodigo di dichiarazioni – rispondendo a una domanda dei giornalisti è tornato proprio sulla questione dei suoi rapporti con Meloni, con un approccio un po’ bastone e carota. Da una parte la carezza, “mi piace, è una brava persona”, dall’altra lo schiaffo, “non c’è stata per noi, ha rifiutato di aiutarci”.

Di certo – ma non era difficile – toni meno violenti di quelli usati recentemente che però a palazzo Chigi non commentano alla stregua di quanto fatto in occasione del siluro dell’altro giorno. Intanto perchè usare la parola disgelo, che in questo caso sarebbe decisamente esagerata, non ha portato bene in occasione del summit di Evian. Ma soprattutto perché ormai la premier è consapevole che Trump potrebbe continuare in questa altalena all’infinito e ciò che le hanno insegnato queste ultime settimane – viene spiegato – è che la prima regola deve essere quella di non fidarsi perché ciò che viene detto un giorno potrebbe essere ribaltato completamente il giorno seguente.

L’obiettivo di questo summit, dunque, è principalmente quello di ribadire che l’Italia è impegnata a mantenere i suoi impegni sulle spese della difesa ed evitare di prestare il fianco a un nuovo show del tycoon che continua ad accusare gli alleati di non fare abbastanza proprio sul fronte della sicurezza mondiale. Al di là degli attacchi personali, d’altra parte, Meloni è in buona compagnia nei cahier de doléances del numero uno della Casa Bianca verso i leader europei. Anche dalla Turchia, infatti, riserva una bordata in particolare a Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna ree di avergli “rifiutato l’aiuto”. “Ma perché stiamo spendendo centinaia di miliardi di dollari e loro non sono lì per noi?”, l’affondo. Ironia della sorte, tutti paesi con i cui leader Trump si ritrova a tavola stasera.