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Cervello e fisica quantistica: descrivere la stessa realt

Arezzo, 25 mag. (askanews) – Funzioni come la memoria, l’affettivit e la coscienza sono eventi immateriali: non si vedono e non si toccano, ma possiedono una loro esistenza reale quanto quella del mondo della materia. Questi e molti altri aspetti del funzionamento del cervello umano sono stati al centro della seconda edizione del Festival delle neuroscienze, una manifestazione che ha visto partecipare oltre 250 persone tra ricercatori, mondo della scuola e dell’arte, a San Giovanni Valdarno (Arezzo). Abbiamo parlato con il Dott. Luigi Ripamonti, giornalista scientifico e caporedattore del Corriere della Sera:

“Diciamo che affascinante capire quanto la fisica quantistica, che un mistero per tutti di fatto e di fatto incomprensibile, in realt entrata nella nostra vita, specialmente nella medicina, nelle neuroscienze, in modo fondamentale, importantissimo, ormai inevitabile direi. Per ancora pi affascinante pensare quanto questo ci aiuta a capire quali sono le propriet emergenti del nostro cervello e che conseguenze ha tutto ci dal punto di vista anche filosofico e sociale”.

Il Festival ha approfondito le propriet quantomeccaniche del cervello, documentate da evidenze sperimentali e comprovati modelli matematici. Una prospettiva innovativa che potrebbe contribuire a comprendere l’origine delle nostre funzioni cognitive ed emotive, mettendo in luce i limiti del pensiero scientifico classico. poi intervenuta Catalina Oana Curceanu, fisica, INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare:

“Ho parlato delle meraviglie della meccanica quantistica, del fatto che le propriet quantistiche, quali la sovrapposizione di stati piuttosto che non l’entanglement che fanno parte del mondo delle particelle, del mondo microscopico e che sono alla base della rivoluzione in tecnologia che viviamo e vediamo tutti, potrebbero essere anche alla base del vivente. Quindi siamo capaci di iniziare a studiare queste propriet squisitamente quantistiche nella biologia, la biologia quantistica”.

Un progetto, quello del Festival, di citizen science, che ha gettato ponti tra scienza ed espressione artistica attraverso esecuzioni musicali, simboliche della fisica classica e della fisica quantistica e la riduzione teatrale di “Copenhagen” di Michael Frayn, che mette in scena confronto tra ricerca, etica e responsabilit storica sull’uso del nucleare. Infine intervenuto Alessandro Rossi, neurologo, docente di Neurologia e Fisiologia Umana all’Universit di Siena, direttore scientifico della Fondazione Gianfranco Salvini e promotore del Festival:

“La fisica quantistica, le neuroscienze, le arti come la musica o come la pice teatrale che concluder, sono belle, quant’ bella l’arte, la poesia e quanto la poesia pu essere difficile, tanto pu essere difficile mettere insieme non solo scienziati che provengano da discipline diverse, ma anche artisti che si integrano in questo modo con la scienza”.

Il Festival si cos confermato un punto di riferimento per chi vuole esplorare le frontiere del pensiero scientifico, promuovendo un dialogo interdisciplinare che potrebbe ridefinire il future della scienza.

Lo "schiaffo" di Brigitte a Macron innesca polemiche online

Roma, 26 mag. (askanews) – Immagini che hanno fatto il giro del mondo, suscitando reazioni tra l’ilare, il curioso, il dubbioso. Riprese diffuse dall’Associated Press mostrano il presidente francese Emmanuel Macron ricevere una manata da una figura non direttamente ripresa, ma immediatamente diventa chiaro che è la moglie Brigitte appena la coppia presidenziale si affaccia al portello dell’aereo di stato transalpino atterrato all’aeroporto di Hanoi.

Dopo l’apparnete schiaffo, il capo dello Stato francese si mostra sorpreso, ma si volge rapidamente e saluta verso l’esterno. Poi, la coppia presidenziale scende la scaletta: Macron tende il braccio verso la moglie come fa di solito, ma lei non glielo prende e si aggrappa al corrimano della passerella. L’Eliseo ha inizialmente negato l’autenticità delle riprese, poi ne ha confermato la veridicità. Un collaboratore del presidente – secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse – ha parlato di una banale “piccola lite” tra coniugi. “E’ stato un momento in cui il presidente e sua moglie si sono sfogati un’ultima volta prima dell’inizio del viaggio, prendendosi bonariamente in giro”, ha infine commentato lunedì l’entourage di Emmanuel Macron ai giornalisti che seguono il tour. “S’è trattato – ha aggiunto – d’un momento di complicità. Non sarebbe dovuto essere materiale da dare in pasto ai complottisti”.

La coppia presidenziale francese ha iniziato da Hanoi un giro di circa una settimana in Asia sudorientale. Si recherà anche in Indonesia e a Singapore.

Calcio, Xabi Alonso nuovo allenatore del Real Madrid

Roma, 26 mag. (askanews) – Il Real Madrid ha annunciato il nome del suo nuovo allenatore. Salutato Carlo Ancelotti (che siederà sulla panchina della nazionale brasiliana), il prescelto è Xabi Alonso, reduce dai recenti successi alla guida del Bayer Leverkusen. Una scelta che era nell’aria, dato che il profilo di Xabi Alonso si sposa alla perfezione con quello ricercato da Florentino Perez. Una ex leggenda del Real che conosce già l’ambiente e che si è già dimostrato vincente anche come allenatore, regalando anche bel gioco. Per lui un triennale, con contratto che enterà in vigore il 1° giugno 2025 e scadrà nel 2028. Lunedì 26 maggio alle 12.30, invece, la presentazione ufficiale.

Calcio, Ancelotti in Brasile: sarà il nuovo ct

Roma, 26 mag. (askanews) – Carlo Ancelotti è arrivato in Brasile per iniziare la sua nuova avventura da ct della nazionale verdeoro. E’ sbarcato a Rio de Janeiro accolto con grande entusiasmo da centinaia di tifosi che poi lo hanno accompagnato in un hotel a Barra da Tijuca.

Lunedì Ancelotti avrà i suoi primi impegni come allenatore del Brasile. Sarà presentato ufficialmente dalla CBF e renderà noti i 23 convocati per le prossime partite di qualificazione alla Coppa del Mondo della Seleção: contro l’Ecuador il 5 giugno e il Paraguay il 10 giugno. L’italiano ha firmato un contratto fino al termine della Coppa del Mondo 2026.

Ancelotti ha concluso sabato 24 il suo secondo mandato al Real Madrid, dove ha accumulato un curriculum di successo. Con il club spagnolo, il tecnico ha vinto tre volte la Champions League, oltre a due titoli della Liga, tre Coppe del Mondo per Club, due Copa del Rey, tre Supercoppe UEFA e due Supercoppe di Spagna.

Ci sarà più caldo ma tempo ancora instabile

Roma, 26 mag. (askanews) – Anticiclone delle Azzorre protagonista ma non avrà lunga vita: Lunedì 26 Maggio l’Italia si troverà ancora protetta da una campana anticiclonica di matrice azzorriana. La giornata sarà in prevalenza soleggiata al Centro-Sud, mentre al Nord avremo il passaggio di nubi sparse ma con basso rischio di precipitazioni, almeno nelle ore mattutine. Infatti, dal pomeriggio non si escludono acquazzoni o temporali di calore sui rilievi, tipici della stagione. Temperature in aumento ma senza eccessi, decisamente gradevoli. Federico Brescia, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma generale stabilità grazie alla presenza dell’Anticiclone delle Azzorre, il grande assente delle ultime estati. Quando questo tipo di alta pressione interessa l’Italia, il nostro Paese sperimenta giornate in prevalenza soleggiate con qualche rovescio pomeridiano sui rilievi e nel peggiore dei casi anche nelle alte pianure adiacenti. Le temperature aumentano ma senza troppi eccessi, restando su valori accettabili e piacevoli per ogni attività all’aperto.

A conferma di ciò, possiamo dire che i termometri non supereranno i 30-32°C e le massime saranno comprese generalmente tra 24 e 27°C, con picchi di 28-30°C solo nelle zone interne della Puglia e della Sardegna.

Purtroppo non bisogna fare troppo affidamento a questa rimonta anticiclonica, in quanto sarà facilmente disturbata da correnti più fresche in discesa dal Nord Europa che riporteranno instabilità e un nuovo calo termico fino a martedì 27 giugno. La Penisola italiana si troverà in una sorta di “zona di convergenza” tra una massa d’aria più calda e una più fresca. Questo scenario provocherà il passaggio e la formazione di temporali, anche a carattere grandinigeno, dal Nord verso il Centro-Sud. Particolare attenzione alla Lombardia, infatti temporali piuttosto forti colpiranno la regione tra la notte e la mattinata di Martedì 27, colpendo anche Milano.

Una prima svolta meteo potrebbe esserci a partire da mercoledì 28 quando verremo interessati da una nuova rimonta anticiclonica, questa volta di origine africana, quindi con un netto aumento delle temperature e valori che tra sabato 31 e domenica 1 potranno superare diffusamente i 30°C al Centro-Sud. Ricordiamoci però che le fiammate africane hanno spesso vita breve, in particolare al Nord, infatti i modelli intravedono già possibili cambiamenti da domenica 1 giugno.

Calcio, Juve in Champions all’ultimo respiro. La classifica

Roma, 26 mag. (askanews) – La soffertissima vittoria al Penzo (3-2 con un rigore di Locatelli al 73′) vale il quarto posto per la Juventus. Venezia penultimo e retrocesso in B al pari dell’Empoli battuto in casa dal Verona. Il Lecce vince a Roma ed estromette la Lazio dalle coppe europee. La Roma passa agevolmente a Torino ed è in Europa League. La Fiorentina è in Champions League. Questi i risultati della 38esima e ultima giornata di serie A

Napoli-Cagliari 2-0, Como-Inter 0-2, Bologna-Genoa 1-3, Milan-Monza 2-0. Domenica 25 maggio ore 20.45 Venezia-Juventus, Lazio-Lecce, Empoli-Verona, Torino-Roma, Atalanta-Parma, Udinese-Fiorentina

Classifica: Napoli 82, Inter 81, Atalanta 74, Juventus 70, Roma 69, Fiorentina, Lazio 65, Milan 63, Bologna 62, Como 49, Torino, Udinese 44, Genoa 43, Verona 37, Cagliari, Parma 36, Lecce 34, Parma, Empoli 31, Venezia 29, Monza 18.

Elisa debutta a San Siro tra musica e impegno per l’ambiente

Milano, 26 mag. (askanews) – Vent’anni di carriera con talento e coerenza, che verranno celebrati con un debutto: Elisa il 18 giugno salirà per la prima volta sul palco dello stadio San Siro per un concerto-evento, sold out da mesi.

“Dal punto di vista musicale è un viaggio tra le mie canzoni con dei salti temporali anche importanti a volte perché io quando lavoro alla scaletta penso un po’ a due cose alla gente ovviamente e alla location cioè penso a dove siamo e che tipo di vibrazione c’è in quel posto. Questo è concerto speciale, importantissimo e lo spoiler un minimo, un po’ lungo. La scaletta è importante, è tosta, è molto varia e si spazia da un po’, si va in giro un po’ per tutti i miei album. Per fortuna, ho la grande fortuna che quello che piace a me è anche quello che piace al mio pubblico nel senso che le nostre canzoni preferite spesso coincidono e quindi sarà un po’ una playlist de nostre canzoni preferite” spiega Elisa incontrando i giornalisti a Milano.

Il live di San Siro parte con una dichiarazione d’intenti: fare musica su larga scala rispettando il pianeta.

“Ho sentito che avevo bisogno di fare di più, adesso che riusciamo a fare delle cose impattanti, in senso positivo e ci stiamo lavorando da tanto tempo con un team dedicato e tutto vedo che c’è proprio una differenza anche nei risultati e mi fa sentire proprio meglio al di là del fatto che sia inequivocabilmente la cosa giusta da fare mi fa sentire proprio meglio personalmente” racconta Elisa che da tempo è impegnata nella tutela dell’ambiente”.

Una produzione a impatto ridotto, materiali riciclabili, energia pulita, mobilità sostenibile e una campagna di sensibilizzazione promossa insieme a diverse realtà green. Il tutto a cominciare dall’uso del biocombustibile HVO al posto del gasolio (con una stima di riduzione del 70% delle emissioni). Un modello che Elisa spera di esportare.

“Se ci fosse questa inversione di rotta, questa tendenza insomma nuova a utilizzare un bio fuel per alimentare tutti questi eventi faremmo una differenza enorme. Quindi io spero anche che questo sia un po’ solo l’inizio. Ci sono state anche tante altre azioni importanti come quella della raccolta differenziata potenziata e il fatto di aver attivato un monitoraggio del carbon footprint dell’evento e questo aiuterà anche a studiare meglio gli aspetti legati alla sostenibilità”.

Ma l’impegno di Elisa non si ferma qui. Per compensare le emissioni nasce il progetto Plantasia – Parco Sonoro, un intervento di riqualificazione ambientale e culturale. Un’ex cava contaminata di 40.000 mq in via Quarenghi, a 2 km dallo stadio, sarà trasformata in un parco urbano, in collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Fondazione di Comunità Milano e Music Innovation Hub nasce.

“Ci saranno degli altoparlanti distribuiti per questo bosco, tra gli alberi, che in certi orari del giorno emetteranno della musica classica che è risaputo a fare bene alle piante, quindi sarà una bella esperienza passeggiare in questo bosco con la musica in diffusione”.

Il tutto realizzato grazie a tecniche di fito-bonifica. “La fito bonifica è la scienza per cui attraverso piante particolari che riescono a rinsanare il terreno e a bonificare il terreno inquinato da diversi tipi di sostanze chimiche. È una scoperta recente e quindi verrà fatto uno studio, verrà fatto un’analisi di questo terreno della Cava. In base alle sostanze chimiche rilevate dalle analisi, verranno piantate delle specifiche piante che riusciranno ad assorbire le sostanze tossiche e quindi a trasformare quel terreno in un bosco perfettamente sano che potrà essere frequentato dalle persone. Questo è un progetto bellissimo che è ovviamente molto costoso”.

Il progetto di Elisa a San Siro lascia così anche un’eredità tangibile alla città. L’esperienza di Elisa e dei suoi partner vuole diventare un riferimento per l’intero comparto musicale, mettendo a disposizione del settore strumenti, dati e buone pratiche. Il percorso di transizione ecologica della musica dal vivo continua: ogni tappa è un passo verso un modello di spettacolo più consapevole, responsabile e capace di generare impatto positivo. La musica e la natura si fondono in un progetto innovativo che vedrà la luce nella grande festa di San Siro, un’esperienza poetica e immersiva che promette di fare scuola.

Trump ha rimandanato i dazi del 50% all’Ue al 9 luglio

Roma, 26 mag. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente Usa Donald Trump, e che all’Ue avrà tempo fino al 9 luglio per raggiungere un accordo commerciale con gli Stati uniti, con una dilazione rispetto alla precedente decisione di Trump che aveva parlato di introdurre un dazio del 50% dal primo giugno.

“Ottima conversazione con presidente degli Stati uniti. L’Ue e gli Usa condividono la relazione commerciale più importante e stretta al mondo. L’Europa è pronta a portare avanti i colloqui in modo rapido e deciso. Per raggiungere un buon accordo, avremmo bisogno del tempo fino al 9 luglio”, ha scritto von der Leyen su X.

Il presidente statunitense Donald Trump aveva detto venerdì che è difficile fare affari con l’Ue, che i negoziati commerciali sono in stallo, e perciò aveva proposto di introdurre dal primo giugno tariffe del 50% sui prodotti europei.

Ucraina, Trump: Putin è impazzito, la smetta con gli attacchi

Roma, 26 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha avvertito che se Vladimir Putin tenterà di conquistare tutta l’Ucraina, questo porterà alla “caduta” della Russia, criticando anche Volodymyr Zelenskyy in un post di domenica sera su Truth Social. “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Vladimir Putin della Russia, ma gli è successo qualcosa. E’ assolutamente impazzito!” Trump ha scritto in un post sui social media, aggiungendo: “Sta uccidendo inutilmente molte persone, e non sto parlando solo dei soldati”.

La dichiarazione di Trump viene in un momento di inasprimento dei bombardamenti russi, in direzione contraria rispetto alla volontà di negoziare promossa dal presidente americano che ha portato ai primi colloqui diretti Russia-Ucraina da tre anni a questa parte. Ieri il presidente degli Stati uniti ha detto ai giornalisti che era “molto sorpreso” che Mosca avesse intensificato il bombardamento delle città ucraine nonostante gli sforzi del presidente degli Stati Uniti per mediare un cessate il fuoco. Spinto ieri da un giornalista a dire se ora stava seriamente considerando di “mettere più sanzioni sulla Russia”, Trump ha risposto: “Assolutamente. Sta uccidendo molte persone. Che diavolo gli è successo?

Nel suo post, Trump ha anche criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dicendo che il presidente ucraino non stava “facendo favori al suo paese parlando come fa”. Tutto ciò “che esce dalla sua bocca causa problemi, non mi piace, ed è meglio che si fermi”.

L’Ucraina ha lamentato ieri un violento attacco aereo, con almeno 13 morti. Si parla di qualcosa come 367 proiettili, almeno 69 dei quali missili, oltre a 198 droni e altri attacchi massicci.

Petriccioli, un addio in punta di piedi che fa rumore nella CISL

Martedì 20 maggio, Maurizio Petriccioli ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Segretario Generale della Federazione dei pubblici dipendenti della CISL. Le ragioni addotte sono “motivi di salute”, come riportato nella lettera inviata ai componenti del Consiglio Generale della FP.

In chi conosce Petriccioli si è subito alzato il livello di preoccupazione. È inevitabile chiedersi se davvero, in poche settimane, le sue condizioni siano peggiorate al punto da giustificare un passo indietro così brusco. Solo un mese fa, infatti, il congresso nazionale della Funzione Pubblica – svoltosi il 9 e 10 aprile a Firenze – lo aveva confermato alla guida con un largo consenso.

Salute o strategia?

Nel rispetto dovuto a ogni questione personale, il sospetto che ci sia dell’altro è legittimo. Anche perché chi conosce le dinamiche interne all’Organizzazione sa quanto sia ricorrente, negli ultimi anni, un certo metodo: progressivo indebolimento dei dirigenti più scomodi, fino a rendere inevitabile una loro uscita.

Il comparto del pubblico impiego è da sempre uno snodo strategico per la CISL. Storicamente radicato tra i lavoratori dello Stato, del parastato e della sanità, ha rappresentato anche un importante bacino di classe dirigente, soprattutto nella stagione mariniana. In questo senso, Petriccioli – già componente della segreteria confederale – fu “dirottato” verso la FP perché considerato poco allineato nell’era post-Bonanni. La sua uscita ora potrebbe rientrare in un disegno più ampio?

Gli equilibri futuri e la posta in gioco

C’è chi si chiede se la nuova Segretaria Generale non abbia interesse a indicare alla guida della FP un dirigente a lei più vicino. Lo capiremo presto, quando si conosceranno le decisioni di Daniela Fumarola: chi sarà il reggente, quale sarà la nuova squadra, con quali indirizzi.

Nel frattempo, a Maurizio Petriccioli va l’augurio sincero di pieno recupero. Al netto delle critiche – inevitabili per ogni dirigente – ha rappresentato una delle “teste pensanti” dell’Organizzazione. Forse avrebbe meritato di più.

La speranza è che la CISL non disperda il patrimonio politico e sindacale che la Funzione Pubblica ha rappresentato, anche in termini di cultura riformista e tradizione democratica. Un’eredità che Petriccioli, con coerenza, ha incarnato fino all’ultimo giorno di mandato.

A Gaza lenzuola bianche di morte

A Gaza va forte il mercato nero, Da quelle parti è diventato il nuovo gioco di società. Per una cipolla par che ci vogliano dodici euro e per un pomodoro otto euro e i soldi costano soldi che non ci sono. La fame rende famelici e gode della fama di essere sempre in prima fila sulle pagine dei giornali. 

E’ una posizione di avanguardia che non ha nulla a vedere con un richiamo alla responsabilità della comunità degli uomini quanto ad una esposizione ad un pericolo che non suscita più alcun allarme. 

Morte stanca, abusata, onnipresente

La stessa morte gira per quelle strade senza un navigatore ed un piano ben preciso su come guadagnarsi la giornata. La impegnano improvvisamente e peggio ancora continuamente, spossandola come non mai. Ne abusano oltre ogni limite mortificandone la dignità che si è guadagnata in migliaia di anni fin dalla nascita dell’uomo e che si è meritata mai mancando all’appuntamento che le è stato dato dall’ingaggio del destino. 

La sballottano con irriverenza, allo stremo, sanno che non può morire e che deve stare al gioco le piaccia oppure no. La sua condanna è che non può scappare e che per essa non sono contemplate dimissioni.

A Gaza si ruba la morte ancor prima della vita, si è ladri di respiro e si sta tutti in apnea per trattenere quella piuma di vita che ti resta addosso in attesa che ti scoppino i polmoni insieme alle bombe che piovono sui pensieri di una speranza a digiuno di indirizzi.  

La strage in casa della pediatra

La bellezza della morte è di essere sconosciuta alla giustizia, è libera di essere agìta, nuda da ogni criterio che le dia un ordine nel procedere. Sarà per questo che per alleggerire la tensione la maniera migliore è stata quella di sfoltire gli attori in scena. 

Se c’è un dolore che non si può rimuovere la soluzione è nel far fuori quelli che lo soffrono.  Quelli che si affannano a occuparsi del prossimo, per darne un po’ di sollievo, sono colpevoli di prolungare una agonia che prima o poi sfocerà in tragedia. 

Sarà per questo che è arrivata, come un pacco a sorpresa, una bomba in una casa di Khan Younis a sud di Gaza e ha fatto fuori nove di dieci figli di una pediatra che in quel momento era in ospedale a lavorare-. 

Il marito ed un figlio sono rimasti feriti, segno che l’arma non è stata poi così intelligente come ci si vanta. Sarà stato un modo pietoso per alleggerire quella donna, sia pur esperta di infanzia, dalle fatiche di tanto accudimento della sua prole.

L’esplosione ha bussato alle porte di quella abitazione forse un po’ frettolosamente, proprio come fanno i corrieri di oggi che hanno troppe consegne da fare e lasciano il pacco fuori dalla porta senza attendere di conoscere il destinatario.  

Per essere troppo precipitoso, l’ordigno ha sparso il fuoco della sua magica polvere da sparo risparmiando per errore una scheggia di quella famiglia troppo numerosa per reggere i fatti, che in ogni caso ha ceduto gran parte della sua sostanza.

La bomba non ha fatto un lavoro a puntino perché è difficile spiegare che nella vita ci si possa districare con un dito solo quando se ne avevano dieci in patrimonio. 

Hanno estratto i corpi carbonizzati dalle macerie e raccontano che fossero ancora sfrigolanti, forse per dare una ultima traccia al lavoro ancora da finire a perfezione.  La cottura a bagnomaria richiede un tempo che a Gaza è un lusso che manca.

La terra fumante 

Israele, più che terra bruciata, vuole fare suolo fumante dove ha deciso di occupare lo spazio altrui e radere a zero ogni stelo umano che incontra sul suo cammino. Le macerie valgono più dei cadaveri che sono solo ingombro. La ricostruzione del dopo è il solo affare che interessa.  

Hamas si è affezionata al bottino di ostaggi che conserva nei suoi forzieri. Se si rassegnasse alla povertà, restituendo la sua ricchezza, cesserebbero le ostilità e tutta la storia cadrebbe prima o poi nel dimenticatoio.

Sarà questo l’incubo dal quale rifuggire. Diventare un posto come gli altri porterebbe in depressione per prima le bombe che non vogliono tornare nei depositi bui in cui erano confinate. 

Nel mondo si stendono lenzuola bianche sui balconi per protesta e per coprire al cuore ciò che è. Sono lindi perché nessuno è in grado di appuntarci sopra parole di senso.

Nove decimi di vista è già un ottimo risultato per chi vuole leggere il futuro. Nove bimbi morti, di dieci fratelli che erano, una sporca decina, è il modo per rendere cieca la storia moncandola di ogni conclusione. Tutto deve restare com’è. Israele e Hamas possono esserne fieri.

Se Dante avesse visto l’inferno della Striscia

Così come padre Dante collocò molti dei suoi contemporanei nell’Inferno, anch’io immagino di mettere tra le anime dannate lo sterminatore di Gaza, Benjamin Netanyahu. Nella religione ebraica, infatti, non esiste un luogo post mortem dove essere retribuiti per quanto fatto in vita per l’eternità. L’anima del giusto, lasciato il corpo, si eleva alla fonte divina, unendosi agli avi che l’hanno preceduta. E qui c’è da chiedersi, senza alcun pregiudizio, che cosa stiano pensando i suoi antenati di ciò che Netanyahu sta compiendo in terra.

Tuttavia, nella tradizione ebraica esiste il Gehinom, una sorta di fucina spirituale, un luogo di purificazione temporanea dove l’anima si prepara all’ascesa finale verso il Gan Eden, il Giardino dell’Eden.

Volendo però assumere la visione tutta cristiana della retribuzione ultraterrena, occorre replicare all’inverso il peso della colpa, commisurando il dolore inflitto al dolore vissuto. Immagino dunque Netanyahu condannato a vivere per l’eternità in una Gaza infernale, devastata dai suoi stessi bombardamenti: viene dilaniato da una bomba, si ricompone, muore di fame per sei mesi, poi tutto ricomincia. Non c’è pentimento, perché le anime malvagie restano tali, ma la coscienza di quanto fatto diventa un supplizio più forte del dolore fisico.

Dove collocarlo, allora, nel regno dantesco? Forse nel settimo cerchio, tra i violenti contro il prossimo, in compagnia dei tiranni immersi nel sangue bollente del Flegetonte, colpiti dalle frecce dei Centauri.

Anche nel mondo pagano, tra Egizi e Greci, le punizioni ultraterrene abbondano. Da Tantalo, condannato alla fame e alla sete per aver servito il figlio come pasto agli dèi, alla pesatura dell’anima del dio Thot, dove il cuore del defunto più pesante della piuma viene divorato da Ammit, mostro ibrido composto da coccodrillo, leone e ippopotamo.

Ma, come Dante stesso avrebbe forse osservato, questo supplizio non riguarda solo un singolo uomo. È destinato anche a coloro che lo hanno sostenuto, che non hanno frenato la violenza, anzi, l’hanno giustificata in nome di una salvezza che va ben oltre le obiettive ragioni di difesa o conservazione del potere.

Fatto questo esercizio di immaginazione, è tempo della ragione. Per capire come, ancora oggi, l’uomo possa superare i limiti della convivenza civile, spingendosi verso l’abisso dell’annientamento dell’altro. La barbarie uccide prima l’anima e poi il corpo. Solo gli uomini giusti sanno sopportare il peso della pace.

Dal capitalismo all’innovismo: il cambio di paradigma di Deirdre McCloskey

Da tempo l’economista e storica americana Deirdre McCloskey invita a usare una parola nuova: innovismo al posto di capitalismo. Non è una provocazione semantica. È una proposta culturale, con radici profonde. Il “capitalismo” richiama la logica dell’accumulazione, del profitto, talvolta dello sfruttamento. Innovismo, invece, è la parola che McCloskey adopera per indicare la vera causa del “grande arricchimento” degli ultimi due secoli: non l’accumulazione, bensì l’innovazione.

Il punto è semplice e potente. Dal 1800 in poi, il reddito medio pro capite nei Paesi occidentali è cresciuto di trenta volte. Un balzo mai visto nella storia dell’umanità. Ma non è stata la concentrazione di ricchezza a produrlo. È stata la libertà delle persone comuni, artigiani, commercianti, ingegneri, scienziati, a “provare cose nuove”. A innovare. A rischiare. Questo, sostiene McCloskey, è stato possibile solo quando l’etica borghese – onestà, intraprendenza, dignità del lavoro – ha conquistato lo spazio sociale.

È un messaggio che parla anche al mondo cattolico. Non solo perché riconosce il valore del lavoro e dell’iniziativa personale, ma perché rilegge in chiave umana, e non materialista, lo sviluppo. In fondo, Leone XIII nella Rerum novarum già distingueva tra un’economia giusta, fondata sul lavoro e sulla solidarietà, e la “ricchezza egoistica” che offende la dignità. Oggi Papa Leone XIV ha rilanciato questa visione: una economia che non sacrifichi l’umano sull’altare della tecnica, ma orienti l’innovazione al bene comune.

L’innovismo, allora, può diventare una lente per leggere con rinnovata fiducia il rapporto tra economia, etica e persona. Non si tratta di glorificare il mercato in sé, ma di restituire valore a ciò che genera progresso vero: l’intelligenza, la libertà, la cooperazione, la responsabilità sociale. Questo è l’orizzonte su cui convergono la buona economia e il pensiero sociale cristiano. In un tempo segnato dalla polarizzazione tra turbo-capitalismo e neo-statalismo, la “terza via” dell’innovismo – e dei suoi presupposti morali – è una sfida attuale. Anche per chi, da credente, vede nel lavoro umano un riflesso del creare divino.

Orsini su dazi Usa al 50%: "Calma, e velocissimamente trattative"

Roma, 25 mag. (askanews) – Sui dazi al 50% annunciati dal presidente Usa Donald Trump “secondo me adesso cerchiamo anche di avere calma, perché quando cominciamo a pensare che in Europa abbiamo bruciato 140 miliardi (di capitalizzazione in Borsa-ndr)per la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, io capisco, ma mi auguro che quel braccio di ferro si chiuda in una stretta di mano”. E “serve fare presto, perché i 90 giorni per noi sono già già diventati il primo giugno”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervistato nell’ultima giornata del festival dell’economia di Trento, organizzato dal gruppo Sole24ore.

“Quindi occorre velocissimamente la trattativa”, ha insistito. “Oggi per un paese come il nostro, esportatore, pensare di perdere un mercato come quello degli Stati Uniti per noi è un problema. Perché è anche un nostro alleato storico. E’ ovvio che noi guardiamo sempre verso Occidente. Anche perché dobbiamo dirci che verso Oriente, e io sono per andare verso tutti i mercati, ma verso oriente noi abbiamo un saldo non positivo, ma negativo, perché la Cina ci porta più prodotti di quelli che compra”.

E “cosa succederà – ha detto ancora Orsini – in caso in cui gli Stati Uniti chiudono o chiudono un po’ di più alla Cina? La Cina cercherà di portare i prodotti in Europa, quindi su questi capitoli noi abbiamo bisogno di fare presto . Io mi auguro che il negoziato sia veloce tra Usa ed Europa”. E quello che c’è con Washington “non è un delta incolmabile. E’ un delta che io credo si possa superare – ha detto – perché il rischio qui è l’incertezza che c’è sulle imprese”. (fonte immagine: Festival economia Trento).

Confindustria, Orsini: "L’Europa cambi passo"

Roma, 25 mag. (askanews) – “E’ ovvio che, vediamo anche gli accadimenti di due giorni fa, con l’annuncio di Trump di dazi al 50%, che oggi l’Europa, e io sono europeista convinto, deve cambiare passo. Noi abbiamo bisogno che l’Europa riesca a cambiare passo, che sia molto più rapida nelle decisioni”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervistato nell’ultima giornata del festival dell’economia di Trento, organizzato dal gruppo Sole24ore.

“Credo che (l’Europa) abbia preso atto di alcuni errori fatti, di non aver messo più al centro l’industria”, ha proseguito. E “le industrie italiana e europee sono le migliori al mondo, perché hanno investito miliardi di euro per cambiare, per essere vicino all’ambiente e perché su tre imprenditori due dicono di essere vicini all’ambiente. Quello che è stato fatto lo dimostra: le nostre emissioni sono equivalenti al 6,7% in confronto a un 15% di Pil mondiale. E’ ovvio però che tutto quello che è stato costruito in termini di regolamentazione, quello che oggi abbiamo come eredità della precedente Commissione ci mette di fronte a una grande difficoltà competitiva”, ha avvertito.

“Ci sono documenti, come omnibus, dove si prende atto che alcuni errori sono stati fatti. Ma è come andare dal dottore e non avere la cura. A noi serve la cura – ha proseguito Orsini -e velocissimamente. Oggi le risposte sono lente e noi abbiamo bisogno di risposte veloci. E purtroppo oggi l’Europa nel costruire le risposte per l’industria non è così veloco. Abbiamo settori come la siderurgia, come il vetro, come la carta che sono penalizzate da norme, a confronto con altri paesi”. (fonte immagine: Festival economia Trento).

Il Papa si è insediato sulla cattedra di Vescovo di Roma

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – “Noi siamo tanto più capaci di annunciare il Vangelo quanto più ce ne lasciamo conquistare e trasformare, permettendo alla potenza dello Spirito di purificarci nell’intimo, di rendere semplici le nostre parole, onesti e limpidi i nostri desideri, generose le nostre azioni”. Una strada indicata ai cristiani da Papa Leone XIV nel corso dell’omelia durante la celebrazione della messa che ha presieduto in occasione dell’insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano. In questa dinamica di fede, ha aggiunto il pontefice, deve entrare in gioco un altro verbo: “ricordare, cioè tornare a rivolgere l’attenzione del cuore a ciò che abbiamo vissuto e appreso, per penetrarne più profondamente il significato e gustarne la bellezza”, ha aggiunto Papa Prevost.

Piazza Siena,Nepi Molineris (Sport e Salute) ‘svela’ Fontana Pupazzi

Roma, 25 mag. (askanews) – “L’emozione è fortissima, perché non c’è niente di più bello che lasciare grazia e bellezza in eredità alle nuove generazioni”. Così l’event director dello Csio di Piazza di Siena ‘Master d’Inzeo’ e ad di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, ha presentato il restauro della Fontana dei Pupazzi, un progetto di Sport e Salute legato al Concorso Ippico giunto alla 92esima edizione.

Nepi Molineris, dopo aver dato il via all’apertura dell’acqua della fontana, ha proseguito: “Questa bellezza diventa un messaggio potente sulla cura del nostro patrimonio artistico. Consentitemi di ringraziare chi, come i Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale, si batte tutti i giorni per proteggere questo patrimonio. Pensate che solo nel 2024 hanno recuperato oltre 80mila opere trafugate e oltre 40mila reperti archeologici”.

Nepi Molineris è tornato indietro nel tempo e ha ricordato: “Quando siamo partiti otto anni fa, c’era un velo di scetticismo legato al passato e l’obiettivo era riconquistare la fiducia delle istituzioni, della gente, di coloro che amano e proteggono la bellezza di Villa Borghese. Lo abbiamo fatto anno dopo anno, lavorando con passione e voglia”. La sostanza, al centro dei pensieri dell’ad di Sport e Salute: “Villa Borghese è uno dei luoghi più belli al mondo, che meriterebbe una Fondazione come Central Park a New York e come sta accadendo a Londra. Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme”.

Poi, i numeri in costante aumento del Concorso: “Sappiamo che andremo oltre il muro delle 60mila presenze e passiamo da 4,3 a 4,7 milioni di fatturato – ha dichiarato Nepi Molineris – abbiamo avuto qui i migliori e le migliori al mondo e poi le amazzoni e i cavalieri italiani che si mostrano sempre più giovani e forti anche grazie all’organizzazione di FISE e Sport e Salute”. E da domani, questa gemma del patrimonio culturale tornerà ai romani e ai turisti: “Riconsegniamo alle persone e alla città una delle immagini più ‘instagrammabili’ di Villa Borghese. Tutto questo grazie a intenti e armonie che creano fiducia: ringraziamo la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che ci ha permesso di regalare a Villa Borghese qualcosa di bello”.

Piazza di Siena, si chiude edizione record per presenze e fatturato

Roma, 25 mag. (askanews) – Un bilancio lusinghiero chiude il 92esimo Csio di Piazza di Siena, appuntamento che ha superato ogni aspettativa, sia per il bilancio spettatori sia per l’impatto mediatico. Da giovedì – spiega una nota – le tribune dell’Ovale immerso nel verde di Villa Borghese e le aree adiacenti hanno sommato 62mila spettatori, con un incremento del 10,7 per cento rispetto allo scorso anno, quando l’evento si chiuse con un turnover durante le giornate di gara di circa 56mila spettatori. Il fatturato ha raggiunto 4,7 milioni di euro contro i 4,3 dello scorso anno, a dimostrazione del valore economico dell’evento. Piazza di Siena non è una semplice competizione, ma è ormai diventata motore per turismo, economia e promozione della pratica sportiva.

I numeri – prosegue la nota – sono eloquenti: 600 cavalli in gara, 470 atleti provenienti da 18 Paesi, mentre l’intera area sportiva, tra atleti, staff e tecnici, ha portato a Roma 1.700 persone accreditate, in rappresentanza di 31 Paesi e di 5 continenti. La macchina organizzativa – contando i componenti del comitato organizzatore, corporate, servizio, sponsor, stampa e volontari – ha potuto contare sul lavoro di 1.315 uomini e donne.

Notevole anche la risonanza mediatica: a fronte dei 1.059 articoli – web, tv, radio e carta stampata – pubblicati sull’evento nell’edizione 2024, già alla mattina di domenica si era arrivati a 1.267, con una giornata di gara ancora da disputare. La copertura tv della Rai ha garantito ben 22 ore di diretta e 3 di sintesi, per un totale di 25 ore di contenuti, senza contare le repliche.

Sui canali social ufficiali di Piazza di Siena (il bilancio è aggiornato a sabato 24 maggio), +78.000 fan e followers su Facebook, Instagram, TikTok, con 5 milioni di Impressions, +250.000 Engagements e +300 Contents. E soprattutto, 4 milioni di visualizzazioni. Si conferma anche il successo di Italia Polo Challenge, il circuito di arena polo organizzato da Fise (Federazione italiana sport equestri) e The Chukker Company. La serata finale vissuta al Galoppatoio di Villa Borghese ha fatto registrare il tutto esaurito sulle tribune e una hospitality a bordocampo che ha superato del 50 per cento le presenze rispetto alla scorsa edizione.

Formula1, gara pazza a Monaco: vince Norris, secondo Leclerc

Roma, 25 mag. (askanews) – Lando Norris trionfa a Monte-Carlo dopo una gara ‘pazza’ con il doppio pit-stop obbligatorio. Secondo un super Leclerc, poi Piastri, Verstappen e Hamilton. Antonelli solo 18° dopo una strategia poco chiara della Mercedes. Ritiro per Gasly e Alonso, con soli cinque piloti a pieni giri. Mai vista una gara così. Funziona l’effetto ‘doppio pit-stop obbligatorio’ introdotto per questa gara e che ha reso la domenica della F1 nel Principato – tradizionalmente la più lenta del calendario – molto movimentata. Alla fine ha vinto la ‘solita’ McLaren, ma solo perché quello che non cambierà mai lungo le strette strade monegasche è la partenza che, ancora una volta, premia il poleman. E così, con uno start aggressivo al punto giusto, Norris ha tenuto la testa della corsa e vinto potendo contare su una monoposto che era e resta la più performante. Benissimo Leclerc, che dopo la delusione della pole sfumata va sul podio nella sua Monaco dopo una prova gagliarda, meditando il sorpasso fino alla fine. Terza l’altra Papaya di Piastri, mentre Verstappen chiude quarto dopo essere stato in testa senza la seconda sosta obbligatoria fino all’ultimo giro. Fatica enorme e pessima interpretazione della regola del pit obbligatorio per la Mercedes: le Frecce d’Argento di Russell e Antonelli non effettuano per buona parte della gara nessuna sosta a differenza degli altri e restano nei bassifondi del gruppo. Per il britannico anche un drive-trought per taglio della chicane. Prossima settimana Barcellona, con la nuova direttiva tecnica sarà un crocevia per la stagione.

Mosca: l’elicottero di Putin è stato attaccato nel Kursk

Milano, 25 mag. (askanews) – Nella regione di Kursk, nella Federazione Russa, l’elicottero del presidente russo Vladimir Putin sarebbe finito nell’epicentro di un attacco di droni ucraini. Lo ha riferito l’ufficiale militare russo, comandante di un’unità di difesa aerea, Yuri Dashkin, come riportato dall’agenzia russa TASS. Il 20 maggio Putin ha visitato la regione di Kursk. Un funzionario militare russo ha affermato che la Russia è stata oggetto di massicci attacchi da parte di droni tra il 20 e il 22 maggio. I russi riferiscono di aver abbattuto 1.177 droni durante questo periodo.

Dashkin ha anche osservato che durante la visita di Putin a Kursk è iniziato un “attacco attivo alla regione”. La difesa aerea russa avrebbe distrutto 46 droni.

“L’intensità dell’attacco durante il volo del presidente è aumentata significativamente”. L’elicottero che trasportava Putin “si è trovato di fatto al centro della reazione a un attacco di massa”, ha detto un militare russo.

Va notato che nella notte tra il 22 e il 23 maggio diverse regioni russe sono state attaccate massicciamente dai droni. Il Ministero della Difesa russo ha segnalato che ogni notte vengono abbattuti più di 150 droni. Sono state introdotte restrizioni temporanee al decollo e all’atterraggio degli aerei negli aeroporti di Mosca e della regione: Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky.

Equitazione, Piazza di Siena da record

Roma, 25 mag. (askanews) – Uno straordinario bilancio chiude il 92° CSIO di Piazza di Siena, appuntamento che ha superato ogni aspettativa, sia per il bilancio spettatori che per l’impatto mediatico. Dopo l’apertura con il tradizionale concerto serale del mercoledì, da giovedì le tribune dell’Ovale immerso nel verde di Villa Borghese e le aree adiacenti hanno sommato 62mila spettatori, con un incremento del 10,7% rispetto allo scorso anno, quando l’evento si chiuse con un turnover durante le giornate di gara di circa 56mila spettatori. Il fatturato ha raggiunto 4,7 milioni di euro contro i 4,3 dello scorso anno, a dimostrazione del valore economico dell’evento.

Spettacolo sul campo, ma anche fuori. L’evento si conferma punto di riferimento per gli amanti dello sport e non solo, grazie a un mix vincente che alla disciplina sportiva affianca arte, musica e cultura. Piazza di Siena non è una semplice competizione, ma è ormai diventata motore per il turismo, l’economia e la promozione della pratica sportiva.

ATLETI, STAFF E ORGANIZZAZIONE I numeri parlano chiaro: 600 cavalli in gara, 470 atleti provenienti da 18 Paesi, mentre l’intera area sportiva, tra atleti, staff e tecnici, ha portato a Roma 1.700 persone accreditate, in rappresentanza di 31 Paesi e di 5 continenti. La macchina organizzativa – contando i componenti del comitato organizzatore, corporate, servizio, sponsor, stampa e volontari – ha potuto contare sul lavoro di 1.315 uomini e donne.

MEDIA E SOCIAL Impressionante anche la risonanza mediatica: a fronte dei 1.059 articoli – web, tv, radio e carta stampata – pubblicati sull’evento nell’edizione 2024, già alla mattina di domenica si è arrivati a 1.267, con una giornata di gara ancora da disputare. La copertura tv Rai, ancora una volta di altissima qualità, ha garantito ben 22 ore di diretta e 3 di sintesi, per un totale di 25 ore di contenuti, senza contare le repliche.

Sui canali social ufficiali di Piazza di Siena (il bilancio è aggiornato a sabato 24 maggio), +78.000 fan e followers su Facebook, Instagram, TikTok, con 5 milioni di Impressions, +250.000 Engagements e +300 Contents. E soprattutto, 4 milioni di visualizzazioni. Una comunicazione capace non solo di valorizzare l’evento, ma anche di ispirare le nuove generazioni, promuovendo lo sport, il legame con il cavallo e uno stile di vita sano.

MotoGp, Bezzecchi e l’Aprilia trionfano a Silverstone

Roma, 25 mag. (askanews) – Un super Marco Bezzecchi vince il GP di Silverstone di MotoGp. Il pilota Aprilia ha chiuso davanti a Johann Zarco e Marc Marquez, che ha dovuto rimontare dopo un lungo che lo aveva fatto scivolare al 9° posto. 4° Morbidelli, 5° Alex Marquez. Out Quartararo, ritirato per problemi tecnici mentre era in testa con 4 secondi di vantaggio, e Bagnaia protagonista di una scivolata. Il ducatista perde il posteriore quando era 12esimo e deve dire addio alla gara. Ora Marc Marquez è a +24 su Alex Marquez e +72 su Bagnaia.

Zelensky definisce "terrorista" massiccio attacco aereo russo

Milano, 25 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky definisce “terrorista” il massiccio attacco aereo russo e chiede agli Stati Uniti di commentarlo. “Il silenzio dell’America e di altri Paesi non fa che incoraggiare (il presidente russo Vladimir) Putin”, scrive su Telegram, aggiungendo: “Qualsiasi attacco terroristico del genere da parte della Russia è motivo sufficiente per nuove sanzioni contro la Russia”.

In base al numero di missili lanciati, l’ultimo attacco russo è il più grande raid aereo della guerra, sebbene altri attacchi abbiano ucciso più persone.

“I russi hanno lanciato circa 300 droni d’attacco, la maggior parte dei quali erano “shaheed”” ha detto. “Quasi altri 70 missili di vario tipo, compresi quelli balistici. Gli obiettivi erano Kiev e la regione, le regioni di Zhytomyr, Khmelnytskyi, Ternopil, Chernihiv, Sumy, Odesa, Poltava, Dnipro, Mykolaiv, Kharkiv e Cherkasy. Attacchi deliberati alle città comuni. Gli edifici residenziali ordinari sono stati distrutti e danneggiati. A Kiev sono stati danneggiati i dormitori della facoltà di storia dell’università. Ci sono colpi alle imprese. Purtroppo ci sono dei decessi, anche tra i bambini. Le mie condoglianze”.

Per poi aggiungere forti critiche: “ogni attacco terroristico russo di questo tipo è motivo sufficiente per nuove sanzioni contro la Russia. La Russia sta prolungando questa guerra e continua a uccidere ogni giorno. Il mondo può anche essere in vacanza, ma la guerra continua, indipendentemente dai fine settimana e dai giorni feriali. Questo non può essere ignorato. Il silenzio dell’America e il silenzio di altri nel mondo non fanno che incoraggiare Putin”.

Elezioni Comunali, affluenza in calo: alle 12 è al 13,5%

Roma, 25 mag. (askanews) – Cala l’affluenza alle urne in tutti e quattro i comuni capoluogo in cui oggi e domani si vota per l’elezione diretta del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali. Alle ore 12 l’affluenza a Taranto è del 14,24 contro il 16% delle elezioni precedenti, a Matera al 13,39% (il precedente è del 14,9%), a Genova è al 13,3% (contro il 15,1%), a Ravenna il dato più basso: appena 11,8% (contro il 12,8% del 2021). Nella media nazionale l’affluenza si ferma al 13,5%, in calo rispetto alla precedente tornata che la vedeva al 15,4%.

Elezioni Comunali, affluenza in calo: alle 12 è al 13,5%

Roma, 25 mag. (askanews) – Cala l’affluenza alle urne in tutti e quattro i comuni capoluogo in cui oggi e domani si vota per l’elezione diretta del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali. Alle ore 12 l’affluenza a Taranto è del 14,24 contro il 16% delle elezioni precedenti, a Matera al 13,39% (il precedente è del 14,9%), a Genova è al 13,3% (contro il 15,1%), a Ravenna il dato più basso: appena 11,8% (contro il 12,8% del 2021). Nella media nazionale l’affluenza si ferma al 13,5%, in calo rispetto alla precedente tornata che la vedeva al 15,4%.

Oggi 2 milioni al voto per i sindaci, mini test in vista delle Regionali

Roma, 25 mag. (askanews) – Sarà per centrodestra e centrosinistra, per Giorgia Meloni e per Elly Schlein, una sorta di mini test in vista delle elezioni regionali d’autunno che si terranno in Campania, Marche, Puglia, Veneto e Toscana. La tornata di elezioni amministrative di oggi e domani ha, oltre al valore compiutamente locale, anche un’importanza nazionale nel senso di tastare il terreno, di misurare la temperatura del Paese e le preferenze per uno schieramento o per l’altro.

Si inizia oggi con quasi due milioni di italiani chiamati al voto per il primo turno di elezioni amministrative. Le urne sono aperte in 117 comuni e lo spoglio dei voti inizierà appena dopo la chiusura delle urne lunedì. In particolare vanno al voto, per l’elezione diretta del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali, quattro comuni capoluogo – Genova, Ravenna, Taranto e Matera – di regioni a statuto ordinario, alcune città che presentano sfide politiche interessanti come Assisi, Lamezia Terme, Rende e, infine, nove comuni in Sicilia, tutti commissariati (Palagonia, Castiglione di Sicilia, Montemaggiore Belsito, Prizzi, Favignana, Solarino, Realmonte, Raddusa e Tremestieri Etneo). I seggi sono dalle ore 7 alle 23 e domani, lunedì, dalle ore 7 alle 15, mentre eventuali ballottaggi sono in programma domenica 8 e lunedi 9 giugno insieme al referendum. In Sardegna sette comuni, tra cui Nuoro e Monastir, andranno al voto nell’election day dell’8 e 9 giugno.

A Genova il centrodestra, dopo l’addio al Comune dell’attuale governatore della Liguria Marco Bucci, ha candidato Pietro Piciocchi mentre il centrosinistra cerca la vittoria con un’alleanza larga, mettendo in campo l’ex atleta Silvia Salis, vice presidente vicaria del Coni ed ex martellista. In corsa anche Mattia Cruscioli per Uniti per la Costituzione, Antonella Marras per Sinistra alternativa, Raffaella Gualco per Genova unita, Francesco Toscano per Democrazia sovrana e popolare, Cinzia Ronzitti per il Partito comunista dei lavoratori.

A Taranto sono sei i candidati a sindaco e sia il centrodestra che il centrosinistra si presentano divisi all’appuntamento elettorale. A correre per la poltrona di sindaco ci sono Piero Bitetti (Pd), Francesco Tacente (civico di area centrodestra), Luca Lazzaro (FdI, FI, Noi Moderati), Annagrazia Angolano (M5S), Mirko Di Bello (civico) e Mario Cito (AT6- Lega d’azione meridionale). A Ravenna, invece, il centrosinistra ha trovato la quadra con un’alleanza larga guidata dal segretario provinciale del Pd Alessandro Barattoni (sostenuto da Pd, M5s, Avs, Partito Repubblicano e altre liste), mentre nel centrodestra si è consumata la divisione con la Lega e i candidati sono due: Nicola Grandi (FdI-FI) e Alvaro Ancisi (Lega). A Matera, invece, il centrodestra è compatto con Antonio Nicoletti, mentre nel centrosinistra si collocano l’ex sindaco del M5S Domenico Bennardi e il dem Roberto Cifarelli, in campo con una lista civica visto che quella del Pd non è presente. Candidati anche i civici Luca Prisco e Vincenzo Santochirico.

Ad Assisi, dopo il breve secondo mandato della sindaca Stefania Proietti eletta nel novembre scorso presidente della Regione Umbria, i candidati sindaco sono due, Eolo Cicogna per il centrodestra e Walter Stoppini per il centrosinistra. A Sulmona, in Abruzzo, i candidati sindaco sono quattro: Luca Tirabassi, presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, per il centrodestra, Angelo Figorilli, giornalista Rai in pensione, per il centrosinistra, Catia Puglielli, avvocata, per il polo civico riformista e Nicola Di Ianni, docente, in campo con una lista civica.

In Calabria sono ben 17 i comuni al voto. A Lamezia Terme l’ex senatrice del Pd Doris Lo Moro, appoggiata da subito dal M5s e poi anche dal Pd, affronterà il candidato del centrodestra Mario Murone e il civico Gianpaolo Bevilacqua. Anche Rende, dopo il lungo commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, torna al voto e dopo venti anni punta di nuovo a guidare la città l’ex sindaco Sandro Principe. Gli altri candidati sono Giovanni Bilotti, Marco Ghionna per il centrodestra, Rossella Gallo (M5s, Rifondazione comunista e Sinistra) e Luciano Bonanno (civico).

Gaza, Crosetto: Hamas va combattuta ma Netanyahu sbaglia

Roma, 25 mag. (askanews) – “L’Italia è storicamente amica di Israele. Proprio per questo, da amico, non posso far finta di non vedere ciò che di drammatico sta patendo il popolo palestinese. La sacrosanta guerra ad Hamas non rende moralmente accettabile la morte di innocenti, il blocco degli aiuti umanitari, la mancanza di cibo e cure. Per me la morte di un innocente, uomo, donna o bambino, deve essere giudicata nello stesso modo. A Gaza come in Ucraina o a Washington”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista al Tempo.

“Non possiamo pensare che qualcuno sia giustificato nel compiere atti contro innocenti. Si possono perdonare gli errori involontari ma non si può e non si deve accettare la normalità del danno collaterale. Tanto più quando diventa quello principale – sottolinea Crosetto -. Hamas va combattuta in ogni modo possibile ma non in questo, non infliggendo queste morti e queste sofferenze a civili innocenti. Queste sono le ragioni per cui faccio fatica a comprendere l’atteggiamento del Primo Ministro Netanyahu” per cui “l’Italia continuerà a difendere il diritto alla sicurezza di Israele, ma non smetterà mai di affermare con forza che il rispetto del diritto internazionale umanitario e la tutela delle vite innocenti devono sempre prevalere”.

Attacco russo nella notte in Ucraina, 12 morti (tra loro bambini)

Milano, 25 mag. (askanews) – In Ucraina, almeno 12 persone sono state uccise durante gli attacchi russi durante la notte. Lo segnalano i servizi di emergenza e le autorità locali. In particolare nella regione di Zhytomyr, nell’Ucraina occidentale, sono stati uccisi 3 minori: tutti e tre i bambini provenivano dalla stessa famiglia e sono deceduti in seguito all’attacco russo nella regione di Zhytomyr. I loro genitori sono stati ricoverati in ospedale, la madre è in gravi condizioni. Lo ha annunciato il ministro degli Interni Ihor Klymenko.

I tre minori avevano 8, 12 e 17 anni: sono tutti morti nell’attacco notturno nella regione di Zhytomyr. Altre 10 persone sono rimaste ferite nella zona. Le abitazioni private sono state distrutte e danneggiate. In particolare, nel distretto di Berdychiv sono stati danneggiati un edificio di cinque piani, case private e annessi.

Nella notte tra sabato e domenica la Russia ha attaccato diverse zone dell’Ucraina con 367 missili.

Ciò avviene il giorno dopo uno degli attacchi più potenti contro l’Ucraina dall’inizio dell’invasione su vasta scala nel 2022.

Calcio, Milan-Monza 2-0 tra le contestazioni, la classifica

Roma, 25 mag. (askanews) – Il Milan finisce il campionato con una vittoria (2-0 al Monza) ma il risultato passa in secondo piano nella serata in cui San Siro protesta con proprietà e dirigenza: dopo 15′ i tifosi della Curva rossonera lasciano lo stadio, freddo nei confronti dei giocatori. I gol nella ripresa: Gabbia sblocca di testa su corner, dopo 10′ raddoppia Joao Felix su punizione.

Napoli-Cagliari 2-0, Como-Inter 0-2, Bologna-Genoa 1-3, Milan-Monza 2-0. Domenica 25 maggio ore 20.45 Venezia-Juventus, Lazio-Lecce, Empoli-Verona, Torino-Roma, Atalanta-Parma, Udinese-Fiorentina

Classifica: Napoli 82, Inter 81, Atalanta 74, Juventus 67, Roma 66, Lazio 65, Milan 63, Bologna, Fiorentina 62, Como 49, Torino, Udinese 44, Genoa 43, Cagliari 36, Verona 34, Parma 33, Lecce, Empoli 31, Venezia 29, Monza 18.

Oltre le sigle, i cattolici nel cantiere della nuova Italia

Se si guarda alla condizione socioeconomica del Paese, allo stato reale del grado di partecipazione alla vita democratica, all’incertezza della situazione internazionale, si comprende come il contributo del pensiero sociale cristiano sia quanto mai utile e attuale, come pure nuove forme di impegno dei cattolici in politica. Talvolta però si rischia di perdersi in sentieri tortuosi e dalla destinazione incerta se non cieca, quando invece vi sono autostrade che chiedono solo di essere percorse.

Siamo nel pieno di un cambio d’epoca che in Italia è più avvertibile che altrove perché siamo il Paese all’incrocio dei mondi, che la geopolitica rende termometro e laboratorio del cambiamento su scala globale.

Gli assetti della prima repubblica riflettevano e traevano forza da un vantaggioso compromesso nazionale fra le forze in campo nel perimetro tracciato dagli accordi di Yalta. E infatti, con il venir meno della divisione bipolare dell’Europa, saltò il modello economico misto, pubblico privato, motore della rinascita italiana. Nella seconda repubblica si è sperimentato un certo qual ritorno a antiche sfere di influenza, da cui la presenza americana aveva preservato l’Italia.

Ma adesso i nuovi assetti che si stanno affermando fra Ovest e Est, Nord e Sud del mondo e all’interno dell’Occidente fra Stati Uniti ed ex potenze coloniali europee, stanno creando un nuovo equilibrio internazionale che necessariamente aprirà una nuova fase politica in Italia.

Si tratta, allora, di guidare il Paese oltre la seconda repubblica. Il bilancio degli ultimi trent’anni è pesante. Come ci dice l’Istat, abbiamo maggiori disuguaglianze, i ceti intermedi arrancano. Il sistema della rappresentanza è stato dissestato in profondità. Occorre superare diffuse solitudini e mancanza di fiducia nel futuro. L’integrazione europea va risvegliata e allineata ai tempi del cambiamento globale.

Prendere atto della fine, per implosione, della seconda repubblica costituisce la premessa di un lavoro di ricostruzione sociale e politico. Una rinascita che, sin dal governo Draghi, già è riscontrabile in alcune direttrici di politica economica, impensabili fino a qualche anno fa, nel settore del credito, dell’energia, delle telecomunicazioni, della difesa. A questa “nuova” declinazione del capitalismo che piacerebbe molto a Fanfani e che da quasi 80 anni è scolpita nella nostra Costituzione, non può mancare il contributo del cattolicesimo politico e sociale. E in effetti non sta mancando, una nuova Camaldoli nei fatti già è in corso, ma bisogna che il consistente apporto dato da esperti e intellettuali sia accompagnato da un contributo corale, da un coinvolgimento popolare nelle linee guida per la ricostruzione dell’Italia secondo il progetto delineato nella Costituzione e per il recupero dello spirito originario del progetto europeo, sorto per rendere impossibili nuove guerre civili europee e non per alimentarle indefinitamente. In questa prospettiva va recuperata la lezione di leaders come Moro, Fanfani, Andreotti, Mattei  precursori e fautori ante litteram di un mondo multipolare che ora vediamo edificarsi davanti ai nostri occhi.

Alla troppa enfasi su numeri, sigle, contenitori, e sotto-contenitori, che spesso accompagna il dibattito su un rinnovato impegno dei cattolici in politica, credo che occorra saper anteporre il primato di una visione adeguata ai tempi che attinge alla migliore tradizione del popolarismo per affrontare le nuove sfide del multilateralismo, del ritorno ad un’economia rispettosa della dignità umana e dell’ambiente, come già indicato da Leone XIV, di un umanesimo che abbracci e orienti l’uso delle nuove tecnologie.

Un digiuno per Gaza. De Toni: “Fermare l’offensiva militare nella Striscia“

Gli amministratori locali che nel 2024, in occasione della  Settimana Sociale dei cattolici italiani, hanno dato vita alla loro “Rete”, lanciano un appello accorato per la pace. L’iniziativa, promossa dal coordinatore Francesco Russo, invita a un digiuno collettivo – domani lunedì 26 maggio –  come gesto simbolico e civile contro l’orrore della guerra in corso a Gaza.

“È impossibile continuare ad assistere passivamente a quella che è una delle più grandi tragedie umanitarie della storia recente – si legge nella nota della Rete –. È colpevole rassegnarsi davanti a tanta sofferenza innocente. Nulla può giustificare quanto sta accadendo”.

A ispirare il gesto è l’appello di Papa Leone XIV, che ha invocato un cessate il fuoco immediato e l’ingresso sicuro di aiuti umanitari. «Ci uniamo alle sue parole – prosegue il comunicato – perché il prezzo di questa guerra lo stanno pagando i bambini, gli anziani, i malati. Non si può più tacere».

La proposta della Rete si rivolge non solo agli amministratori locali ma a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. “È anche un invito al nostro Governo e al Parlamento – sottolinea Russo – affinché, al di là delle appartenenze, la politica italiana si attivi con tutti gli strumenti disponibili per fermare questa spirale di dolore”.

Tra i primi firmatari figurano amministratori di diversa provenienza territoriale e politica: Alberto De Toni (sindaco di Udine), Giacomo Possamai (sindaco di Vicenza), Anna Maria Bigon (consigliera regionale del Veneto), Monica Canalis (Piemonte), Debora Ciliento (Puglia), Roberta Gaeta (Campania), Margherita La Rocca Ruvolo (Sicilia), Aldo Salaris (vicepresidente del Consiglio regionale della Sardegna), Giuseppe Irace (Segretario per le Persone e la Comunità) e Argia Albanese (Presidente MPPU).

Il sindaco De Toni, che è anche delegato Anci per l’Università e la ricerca, rafforza il senso dell’appello: “A Gaza si consuma una tragedia che desta ogni giorno sconcerto e sdegno per le immagini di distruzione, lutti e sofferenze. L’ultimo simbolo di questo scempio è la dottoressa palestinese che in ospedale si trova a riconoscere nove dei suoi dieci figli, morti sotto l’ennesimo bombardamento”. 

“L’Europa e quindi l’Italia – conclude De Toni – devono fare di tutto, in sede politica e diplomatica, per fermare l’offensiva militare nella Striscia. Anche con il digiuno vogliamo far sentire una parola di pace”.

O Bianco Veneto! Nonostante le difficoltà ci proviamo

Ho partecipato a un incontro degli amici DC padovani dell’associazione culturale “Centro studi storici della DC padovana”, organizzato in occasione della presentazione del libro di Luigi Marcadella e Lauro Paoletto, pubblicato da Edizioni EVE: Qualcuno era democristiano – La fine dell’unità politica dei cattolici tra Prima e Seconda Repubblica. Il volume raccoglie interviste a figure di rilievo come Gerardo Bianco, Rosy Bindi, Pier Ferdinando Casini, Pierluigi Castagnetti, Luigi D’Agrò, Marco Follini, Arnaldo Forlani, Franco Frigo, Paolo Giaretta, Settimo Gottardo, Clemente Mastella, Achille Variati.

Si tratta di una preziosa raccolta di testimonianze e riflessioni di attori che, a vario titolo, hanno contribuito alla vicenda politica della Democrazia Cristiana, tanto a livello nazionale quanto regionale, con particolare attenzione al contesto veneto.

Le parole di Franco Frigo

Ho seguito con interesse l’intervento di Franco Frigo, ex presidente della giunta regionale del Veneto, esponente di rilievo in una delle ultime stagioni dell’egemonia politica della DC nel cosiddetto “Veneto bianco”. Frigo ha sostenuto che una rinascita politica di un partito di ispirazione cattolica, come fu la DC, sia oggi impossibile. A suo avviso mancano le condizioni antropologiche, culturali e politico-sociali che resero possibile il successo del “partito-nazione” nel secondo dopoguerra.

Una tesi realistica, che tuttavia richiede di essere calata nella realtà di un sistema politico-elettorale segnato da una crescente astensione. In più della metà delle tornate elettorali recenti, infatti, oltre il 50% degli aventi diritto si è astenuto dal voto.

Il problema della rappresentanza

Questa astensione di massa rivela un malessere profondo: una parte consistente dell’elettorato non si riconosce né nella destra sovranista né in una sinistra smarrita nella sua identità. Il sistema maggioritario tende a costringere a una scelta binaria, mentre il sistema proporzionale – oggi accantonato – consentiva non solo di scegliere il partito più vicino per valori e interessi, ma anche di indicare con le preferenze i candidati da sostenere.

Oggi, invece, assistiamo al ritorno di liste bloccate, con candidati di fatto nominati dalle segreterie. Un meccanismo che esclude il cittadino dalla partecipazione diretta e contribuisce alla disaffezione.

Una proposta per il Veneto

Una larga parte di quel 51% di “renitenti al voto” coincide con il ceto medio produttivo e le classi popolari non rappresentate dalle attuali opzioni politiche. Per questo, pur riconoscendo che il progetto di ricostruire politicamente la DC non è stato realizzabile – come dimostra la frammentazione attuale e la recente sentenza del Tribunale di Roma sulla legittimità del nome e del simbolo – resta forte il bisogno di offrire rappresentanza a chi oggi ne è privo.

Nel Veneto, con l’iniziativa dei Popolari per il Veneto e il sostegno degli amici di Iniziativa Popolare, intendiamo ripartire dai valori del popolarismo, ispirati alla dottrina sociale cristiana e alla Costituzione repubblicana. L’obiettivo è costruire un nuovo centro politico, autonomo sia dalla destra sovranista sia da una sinistra priva di identità, attraverso il coinvolgimento delle realtà popolari presenti nelle sette province venete.

Un lavoro da costruire insieme

Stiamo lavorando a un programma per il Veneto 2025-2030 che sia all’altezza delle sfide dopo la lunga egemonia del centrodestra: da Galan all’attuale presidenza leghista, passando per il rischio – sempre più concreto – di un futuro affidato all’estrema destra.

È fondamentale far emergere una nuova classe dirigente con autentica passione civile, in grado di raccogliere l’eredità della migliore tradizione democristiana. Un patrimonio che ho cercato di raccontare nel mio libro Scuola di Democrazia Cristiana, scritto con Mons. Stenico, direttore de Il Popolo, dedicato alle biografie esemplari di tanti uomini e donne della DC che hanno servito le istituzioni repubblicane con “disciplina e onore”.

P.S.: Il libro Scuola di Democrazia Cristiana è acquistabile su Amazon: link diretto

Oltre l’ingombro della vita: l’attrazione tragica per la guerra

La Storia è drogata di passioni irrefrenabili che chiedono in continuazione nuove dosi di rischio per non cadere in depressione. Si abbevera di sconvolgimenti, gli stessi che alimentano un rapporto di amore che altrimenti si corrompe in una piatta quotidianità.

La guerra come necessità antropologica

Storia e Guerra si nutrono di azzardi continui, di esiti imprevedibili, di giochi che finalmente possano sfuggire di mano e fare macerie della logica dell’ordine di una noiosa convivenza. Il motore del mondo si accende soltanto a certe condizioni, altrimenti a star fermo si ingolfa e irrancidisce l’olio che ne fa muovere gli ingranaggi. Richiede ossessivamente una novità che superi appena quella precedente, non conosce sosta e detesta il limite che sembra, per scellerata legge divina, non debba mai superarsi.

La guerra è oggi l’esclusiva direzione di ricerca dell’uomo, il suo cimento per scoprire il colmo delle sue possibilità e delle sue ambizioni.

Morire per vivere: la gioia del limite superato

Questo è anche il tempo della chiarezza, nel quale è possibile riconoscersi per come si è. La filosofia e le altre arti del pensiero possono smettere di lavorare. Si è giunti una volta per tutte alla conclusione tanto indagata: la società degli uomini gode della guerra, e il resto gli è sostanzialmente estraneo.

La precarietà dell’esistenza sembra essere la sola cosa che spaventi gli uomini d’oggi; così la guerra, e con essa la morte, sono la soluzione a un’attesa che tormenta. Sono gli strumenti di un ritrovato potere, dove non si subisce la fine ma la si agisce a piacimento.

Gli uomini non si azzannano perché ci si calpesta i piedi in uno spazio troppo stretto per tutti, o solo perché afflitti dalla noia dei giorni. Guerra e morte traducono il coraggio di andare a vedere il punto del dopo, cosa c’è oltre l’ingombro della vita, la navigazione intrepida lì dove il mare si secca, l’esplorazione che svela l’ignoto.

È bene, per una volta, essere onesti e cambiare la narrativa buonista che non regge più alla prova dei fatti. L’uomo è per la morte e non per altro. Guerra e morte sono la gioia di una leccornia tutta da gustare.

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Francia, blackout Alpi Marittime: luce tornata in tutte le case

Milano, 24 mag. (askanews) – Tutte le case rimaste senza elettricità sono di nuovo alimentate. Lo ha riferito la francese RTE. Cannes e le sue zone limitrofe sono state colpite da una massiccia interruzione di corrente sabato 24 maggio. Secondo informazioni precedenti di RTE, 160.000 case erano senza elettricità.

Il comune di Cannes parla di “un incendio, con ogni probabilità, criminale” verificatosi nella sottostazione elettrica di Saint-Cassien a Tanneron (Var). Sono in corso indagini per confermare questa pista.

L’interruzione di corrente che ha interessato una parte della regione delle Alpi Marittime questo sabato 24 maggio non impedirà comunque al Festival di Cannes di concludersi come previsto. La cerimonia di chiusura – di questo festival molto impegnato e con posizioni coraggiose – che si terrà in serata e vedrà la premiazione della Palma d’Oro di uno dei 22 film in concorso. Si svolgerà “in condizioni normali”, hanno annunciato gli organizzatori.

In seguito all’interruzione di corrente che ha colpito la regione occidentale delle Alpi Marittime, “il Palais des Festivals è passato a un sistema di alimentazione elettrica indipendente”, hanno dichiarato gli organizzatori dell’evento.

L’interruzione di corrente si è verificata intorno alle 10 del mattino, mentre erano in corso diverse proiezioni al Palais des Festivals, interrotte per qualche minuto prima di riprendere.

“La nostra risposta è piuttosto semplice: i nostri generatori si avviano automaticamente. Quindi, in caso di interruzione di corrente, ripristiniamo la corrente pochi istanti dopo grazie ai nostri generatori”, ha spiegato a BFMTV Christophe Arnoult, direttore tecnico del Festival di Cannes.

Panahi vince Palma d’Oro a Cannes: ciò che conta è libertà

Roma, 24 mag. (askanews) – “Un simple accident” di Jafar Panahi ha vinto la Palma d’oro a Cannes 2025. Il film di Panahi è potente, magistrale, sovversivo; un atto d’accusa contro il regime iraniano. In “Un simple accident” un uomo riconosce l’aguzzino che aveva incontrato in carcere e si vendica. Panahi, che fu rinchiuso in prigione e ha conosciuto le minacce e le pressioni, ora è libero di viaggiare. A Cannes si affaccia dopo i 15 anni in cui non poteva lasciare il paese: tornerà coraggiosamente nel suo paese.

Il film è stato accolto da una lunga ovazione: “Difficile parlare, mettiamo via tutte le differenze, importante è la libertà del mio paese, nessuno ti deve dire cosa fare e cosa dire e il cinema te lo consente”, le sue parole. E le sue dichiarazioni dalla Croisette rimbalzano immediatamente sulla stampa israeliana, riprese fra gli altri da Times of Israel

Il Grand Prix del 78/o Festival di Cannes, il secondo per importanza dopo la Palma d’oro, assegnato dalla giuria presieduta da Juliette Binoche è stato vinto da “Sentimental value” di Joachim Trier. Il film parla di conflitti familiari di cui sono maestri gli autori del Nord Europa (Strindberg, Ibsen, Bergman…), di un padre ingombrante, regista di cinema che offre un ruolo alla figlia, attrice di teatro: dietro il suo rifiuto segreti di famiglia. Migliore attrice è a Nadia Melliti per il film “Le petit dernier” di Hasfia Herzi. Wagner Moura per “O Agente secreto”, di Kleber Mendoca Filho, che vince anche il premio della miglior regia. Premio Giuria ex aequo “Sirat” e “Sound of falling”. Migliore sceneggiatura ai fratelli Dardenne. Premio speciale a “Resurrection” di Bi Gan. Camera d’or a “The president’s Cake”. Palma d’oro per miglior corto a “I’m Glad You’re Dead Now”. “Fuori” di Martone è fuori dal palmarès.

Ucraina, Intelligence Usa (Dia): Putin pronto combattere fino 2025

Milano, 24 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir “Putin considera la guerra in Ucraina una lotta esistenziale contro l’Occidente che determinerà il posto della Russia nel mondo, la presa del potere di Putin e la sua eredità storica. Putin rimane fiducioso nella vittoria finale della Russia in Ucraina ed è pronto a ricorrere alla forza militare almeno fino al 2025”. Si tratta di un estratto della Valutazione delle minacce mondiali del 2025 per l’americana Defense Intelligence Agency (DIA) e presentata giovedì scorso alla sottocommissione per l’intelligence e le operazioni speciali della Camera dei rappresentanti.

Si afferma che la valutazione del rapporto della DIA ha lo scopo di “comunicare non solo quelle che consideriamo le minacce attuali, ma anche di mettere in luce le tendenze e le minacce future che dobbiamo affrontare”.

Nel rapporto che valuta le minacce globali nel 2025, si legge che la Russia teme un conflitto diretto con la Nato, poiché ritiene di non riuscire a sconfiggere l’Alleanza in uno scontro armato convenzionale. “Tuttavia, Mosca rimane pienamente in grado di impiegare capacità asimmetriche contro gli Stati Uniti e i suoi alleati, comprese campagne informatiche e di informazione, e in definitiva possiede una capacità di minaccia esistenziale con le sue forze nucleari strategiche in grado di raggiungere il territorio nazionale statunitense. La guerra in Ucraina rientra negli obiettivi più ampi di Putin: recuperare il prestigio e l’influenza globale che, a suo avviso, la Russia ha perso con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 ed esercitare il controllo sugli ex stati sovietici” si legge.

Nel 2025, la Russia prevede di spendere almeno 150 miliardi di dollari in spese legate alla difesa e alla sicurezza, con un aumento del 19%, al netto dell’inflazione, rispetto al 2024 e che rappresenterà circa il 40% del bilancio federale russo, dice il rapporto.

Mosca appare soddisfatta dell’attuale strategia di avanzamento, quindi sembra probabile che nel 2025 continuerà ad aderirvi per indebolire la capacità e la volontà dell’Ucraina di resistere, di attendere il sostegno occidentale e, in ultima analisi, di imporre le condizioni desiderate per una soluzione pacifica. “Almeno dal gennaio 2024, sabotatori filo-russi sono stati collegati a vari complotti di incendi dolosi, sabotaggi e omicidi contro obiettivi militari e civili in Europa, in un continuo tentativo di minare la coesione occidentale e il sostegno all’Ucraina. La Russia probabilmente considera un’escalation diretta contro la NATO controproducente per i suoi obiettivi di guerra, mentre il campo di battaglia generale tende lentamente a suo favore, e continuerà invece a ricorrere ad azioni segrete, operazioni di informazione, cyber e proxy in risposta al sostegno occidentale all’Ucraina” si legge.

“Putin è quasi certamente impegnato a raggiungere la vittoria in Ucraina, e i suoi obiettivi rimangono pressoché invariati dall’inizio della guerra: la neutralità ucraina e un’ulteriore spartizione dello Stato ucraino” aggiunge il rapporto.

In assenza di un accordo negoziato o, in alternativa, di un solido aiuto occidentale, le prospettive sul campo di battaglia probabilmente continueranno a evolversi lentamente a favore della Russia fino al 2025, sebbene i progressi russi sul campo di battaglia stiano rallentando e continuino a verificarsi a scapito di elevate perdite di personale e attrezzature. Dall’inizio della guerra, la Russia ha perso almeno 10.000 veicoli da combattimento terrestri, tra cui oltre 3.000 carri armati, oltre a quasi 250 aerei ed elicotteri e oltre 10 navi militari.

Calcio, il Genoa passa 3-1 a Bologna, classifica serie A

Roma, 23 mag. (askanews) – Festa con sconfitta per il Bologna che cade 3-1 in casa contro il Genoa nel giorno in cui celebra davanti ai suoi tifosi la conquista della Coppa Italia. Primo tempo letale per il Genoa che mette a segno tre gol con doppietta del 18enne Venturino alla prima da titolare in A. Di Vitinha il terzo gol. Ad Orsolini nella ripresa il compito di rendere meno pesante il passivo.

Napoli-Cagliari 2-0, Como-Inter 0-2, Bologna-Genoa 1-3, ore 20.45: Milan-Monza. Domenica 25 maggio ore 20.45 Venezia-Juventus, Lazio-Lecce, Empoli-Verona, Torino-Roma, Atalanta-Parma, Udinese-Fiorentina

Classifica: Napoli 82, Inter 81, Atalanta 74, Juventus 67, Roma 66, Lazio 65, Bologna, Fiorentina 62, Milan 60, Como 49, Torino, Udinese 44, Genoa 43, Cagliari 36, Verona 34, Parma 33, Lecce, Empoli 31, Venezia 29, Monza 18.

Marie Eder Ferrero, esordio super: a 17 anni vince a Piazza Siena

Roma, 24 mag. (askanews) – Doveva essere solo un test su un campo prestigioso e di altissimo livello tecnico. Ma per Marie Eder Ferrero – uno dei volti più giovani della famiglia piemontese leader dell’industria dolciaria mondiale – l’esordio a Piazza di Siena ha subito regalato la prima vittoria allo Csio di Roma, uno dei palcoscenici più importanti dell’equitazione mondiale. Appena 17 anni (ne compirà 18 a ottobre), Marie Eder – si legge in una nota stampa – è raggiante dopo il successo nella tappa romana di Italian Champions Tour, nel circuito Sport, conquistato insieme a Felipe Coutinho Mendonca Nagata, suo istruttore e compagno di squadra del Fhorse Team.

“La F l’abbiamo aggiunta per lei”, scherza il coach spiegando la scelta di un nome così particolare. È stato proprio con Coutinho che la giovanissima Marie Ferrero ha cominciato a montare, quando era poco più di una bambina: “L’equitazione non è una disciplina di famiglia – racconta al termine della gara -, ma a mio fratello piacevano molto i cavalli e gli piaceva molto fare delle passeggiate, mi aveva portato qualche volta con lui ma non era scattata la scintilla. Poi una volta andai a vedere una gara a cui partecipava una mia amica. Ho visto come saltava e mi sono detta: ‘ci provo'”.

Il feeling in questo caso è subito scattato con Felipe. “È stato il mio primo e unico e istruttore. Eravamo tra il 2019 e il 2020 – racconta – All’inizio ho montato un cavallo che era stato importante per lui, aveva fatto belle gare ma era a fine carriera”. E poi il colpo di fulmine: “La prima volta che ho saltato ho provato una sensazione spettacolare, indimenticabile”. Ora che la strada è imboccata, Marie sa che le pressioni aumenteranno, ma il sorriso non vacilla neanche un attimo: “Porto un cognome che a volte può provocare un po’ di pressione. Ma comunque ne sono fiera. Però prima viene Maria Eder e poi il cognome”.

Piazza Siena, in campo anche cavalli "rinati" da progetto Fise-Masaf

Roma, 24 mag. (askanews) – Al Galoppatoio di Villa Borghese è il giorno delle finali di Italia Polo Challenge, il circuito di arena polo organizzato da Fise e The Chukker Company. In questi giorni di gare, gli spettatori più attenti – spiega una nota – hanno osservato anche un ulteriore dettaglio: i numeri disegnati sulle zampe di alcuni cavalli scesi in campo al Galoppatoio. Quei numeri stanno a indicare i cavalli riaddestrati per il polo e che sono parte di un progetto presentato da Patricio Rattagan, ideatore di Italia Polo Challenge, e che vede protagoniste la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri), il Masaf e Save the Horse, associazione di volontariato per la tutela, la protezione, la salvaguardia e il benessere dei cavalli.

Un progetto – prosegue la nota – che si pone come obiettivo quello di dare una seconda carriera ai cavalli da corsa che, tramite un processo di riaddestramento, “è come se imparassero di nuovo a camminare”, come spiegato dallo stesso Rattagan. “L’idea è quella di istituire anche dei corsi di formazione, attraverso una doma dolce, per creare l’opportunità di salvaguardare i cavalli da corsa a fine carriera o quelli meno performanti, creando al tempo stesso una base fondamentale per la crescita del polo”.

E stasera, durante la cerimonia finale di Italia Polo Challenge – che si terrà stasera alle 21.45 tra Harpa/HPE/Veeam e Fope – sarà premiato anche il miglior cavallo riaddestrato tra quelli scesi in campo a Piazza di Siena.

Calcio, lunedì alle 15 la festa scudetto del Napoli

Roma, 24 mag. (askanews) – E’ in programma per lunedì 26 maggio alle ore 15 la parata del bus scoperto per festeggiare il quarto scudetto appena vinto dsl Napoli. A confermarlo è stato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Dopo la conferenza stampa in prefettura, tenuta in mattinata, sono stati presentati altri dettagli oltre al punto di partenza e quello di arrivo: “I pullman sfileranno dal Molo Luise all’incirca fino a piazza Vittoria. Avremo circa centomila posti disponibili perché abbiamo un sistema di safety e security per centomila posti – spiega Manfredi -, ma anche quattro maxischermi in città, alle estremità delle piazze, così che chi non riuscirà ad entrare nella zona potrà seguirla in questo modo”. Per l’occasione sarà prevista una chiusura al traffico in città, ma “sarà ridotta” rispetto a quella disposta per il match e la partita. Il giro della squadra che incontra la città e i tifosi sul lungomare “è il regalo che in primo luogo Aurelio De Laurentiis farà ai tifosi che l’aspettavano da tanto tempo – aggiunge Manfredi -. Io avevo un debito con la città e con i tifosi, perché due anni fa non si è potuto fare il giro del pullman. Questa volta c’è stata una perfetta sinergia e l’evento l’organizzeremo come Comune e come Calcio Napoli”.

MotoGp, Alex Marquez vince la Sprint a Silverstone

Roma, 24 mag. (askanews) – Alex Marquez conquista la sprint di Silverstone ed interrompe il filotto di vittorie del fratello Marc. Il pilota Ducati della Gresini Racing MotoGP è stato dominante mentre il Cabroncito, capito che non poteva andare ad attaccarlo si è accontentato senza rischi. In partenza Quartararo tiene la vetta, alle sue spalle Alex Marquez e Marc Marquez. Poi passa Marc con alle spalle Quartararo e Alex Marquez che a sua volta lo supera e si mette a caccia del fratello. Un errore di Marc lancia Alex che non ha più problemi fino al termine con Marc Marquez che non rischia e si accontenta. Alla fine vince Alex Marquez. Lo spagnolo precede Marc per 3.5 secondi, sul podio anche Diggia a 5.0. Quarto Bezzecchi a 5.6, quinto Zarco a 6.7, sesto Pecco Bagnaia a 7.0, Settimo Quartararo a 7.2, ottavo Acosta a 9.1. In classifica generale Marc Marquez sempre in vetta con 180 punti contro i 161 di Alex che si porta a -19. Terzo Pecco a 124,

Tennis, Cobolli vince il torneo di Amburgo

Roma, 24 mag. (askanews) – Flavio Cobolli è il nuovo campione dell’Atp 500 di Amburgo. Il tennista romano conquista il primo Atp 500 in carriera grazie alla vittoria in finale su Andrey Rublev: 6-2, 6-4 il punteggio in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Una partita di altissimo livello da parte di Cobolli, il coronamento di una settimana all’insegna della resilienza dopo le vittorie in rimonta su Sachko all’esordio e su Etcheverry in semifinale. Cobolli conquista così il secondo titolo Atp in carriera dopo Bucarest il mese scorso, il primo Atp 500. Certo del ritorno in top 30 (sarà n. 26 al mondo, suo nuovo best ranking), Flavio diventa il quarto campione italiano di sempre ad Amburgo dopo Bertolucci, Fognini e Musetti

Ciriani: sul terzo mandato Fugatti vuole prenderci a schiaffi

Trento, 24 mag. (askanews) – Non usa mezzi termini Luca Ciriani, il ministro per i Rapporti con il Parlamento di Forza Italia che ammette il dissidio in seno alla maggioranza sulla questione del terzo mandato che la Lega vorrebbe ma rigetta tutta la responsabilit sul presidente del Trentino Maurizio Fugatti.

“E’ tutto molto chiaro, c’era un accordo elettorale che prevedeva la vicepresidente per Fratelli d’Italia. Il terzo mandato non mi pare fosse nel programma essenziale del centrodestra, stata una impuntatura del presidente Fugatti mentre sarebbe bastato aspettare la sentenza della Consulta. Si voluto arrivare a questa frattura ma chi rompe paga e le conseguenze sono tutte sue, noi non possiamo prendere schiaffi e non fare nulla. Mi dispiace perch avrei preferito continuare sulla strada della collaborazione come faccio con tutti i ministri della Lega in Parlamento” ha detto Ciriani a margine del Festival dell’Economia a Trento”.

Le conseguenze? “Beh diciamo che il presidente Fugatti si mette contro il governo e Fratelli d’Italia, noi non staremo a guardare, se uno ti prende a schiaffi… noi di guance ne abbiamo soltanto due le altre le abbiamo finite”.

“Non una politica contro questo o quel governatore, c’ il rischio che la legge possa essere impugnata da qualche cittadino e questo creerebbe gravissimi problemi. La Consulta si gi espressa sulle regioni ordinarie, si esprimer anche su quella a statuto speciale, basta attendere. Non si capisce questa accelerazione; il problema stato interpretato dal presidente Fugatti in maniera completamente distorta ed stato preso come pretesto per una vendetta personale e politica che non possiamo accettare”.

Dazi, restroscena Wsj: ecco perché Trump si scatena contro l’Ue

Roma, 24 mag. (askanews) – Alla base dell’ultima sparata di Donald Trump contro l’Unione europea – ieri il presidente Usa ha minacciato di alzare i dazi al 50% sulle importazioni dall’Ue a partire da giugno – vi sarebbe l’irritazione di Washington per l’assenza di passi concreti su una serie di punti chiave nelle trattative. Secondo i Wall Street Journal “i consiglieri di Trump, riservatamente, hanno espresso frustrazione per il fatto che le controparti europee si muovono a rilento e sono riluttanti a fare offerte concrete su quelle che sono le preoccupazioni Usa”.

Tra queste, il quotidiano finanziario cita le commissioni sui servizi di streaming fornite dalla piattaforme americane, l’Iva – che Washington ora considera una sorta di dazio – le normative sull’auto, che sempre secondo gli Usa impediscono le vendite di veicoli statunitensi nella Ue, e le multe eccessivamente pesanti comminate dall’Antitrust e altri rami della Commissione europea alle società americane.

Sul tutto, dopo gli annunci di Trump è intervenuto anche il segretario di Stato al tesoro Usa, Scott Bessent, che ha insinuato che la Commissione europea stia negoziando per conto dei Paesi Ue senza che questi ultimi sappiano nemmeno cosa stia facendo.

Trump “ritiene che le proposte che abbiamo visto dalla Ue non siano state della stessa qualità di quelle che abbiamo visto da parte degli altri partner commerciali. Dobbiamo fare 18 accordi commerciali importanti. Ho lavorato con l’Asia, e qui sono stati fatti i passi in avanti importanti, con proposte interessanti – ha detto in una intervista a Fox News -. Spero che questo avvenga anche con la Ue”.

Secondo Beesent, inoltre “l’Ue qui ha un problema di azione collettiva. Ci sono 27 paesi, ma vengono rappresentati da un gruppo a Bruxelles. E alcune dei riscontri che ricevo è che i Paesi di fondo non sanno nemmeno quello che sta negoziando l’Ue per conto loro”.

Space Agritech Expo, a Venezia l’agricoltura guarda allo spazio

Venezia, 23 mag. (askanews) – Allo Space Agritech Expo di Venezia, il futuro dell’agricoltura guarda allo spazio. Esplorazione spaziale e sfide all’agricoltura nella giornata di approfondimento e confronto promossa da Regione Veneto e da Veneto Agricoltura.

Nella cornice internazionale di Space Meetings Veneto, supportata anche dalla Rete Innovativa Regionale AIR (Aerospace Innovation and Research). Collegamenti confermati da Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura: “Cosa ci ha insegnato questa giornata? Che per fare un collegamento fra Space Economy e agricoltura dobbiamo mettere in campo, come faremo dall’anno prossimo, due attori importanti: le organizzazioni dei produttori e le amministrazioni regionali, per dare spazio alla Space Economy anche nell’erogazione dei prossimi fondi comunitari”.

Non solo operatori globali della Space Economy e dei settori tecnologici emergenti, ma anche rappresentanti delle istituzioni come Federico Caner, Assessore al Turismo, Agricoltura e Fondi UE della Regione del Veneto: “Viviamo in una regione inserita nella Pianura Padana, dove le condizioni climatiche non ci permettono di fare agricoltura in maniera tranquilla e serena. Il cambiamento climatico ci impone nuove sfide e il tema dell’innovazione tecnologica fondamentale per produrre rispettando anche l’ambiente attraverso l’agricoltura sostenibile”.

Sul palco del primo panel, con focus sulla coltivazione in ambienti estremi, il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, Luca Salamone: “Il connubio spazio e agricoltura risale al passato e mi piace ricordare che gran parte dei dati satellitari sono utilizzati oggi per il monitoraggio delle culture e il supporto delle aziende agricole. Suddivisi in questo modo: quasi il 40% per il monitoraggio ambientale, il 20% le emergenze e il 25% proprio il supporto alle culture”.

Seguito da esperti come la professoressa Stefania De Pascale dell’Universit Federico II, e Franco Fossati di The Exploration Company, tra le figure di riferimento dell’imprenditoria spaziale.

Nel pomeriggio, spazio alle istituzioni con il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mul e gli europarlamentari Dario Nardella e Elena Donazzan. I rappresentanti di Cia, Coldiretti e Confagricoltura hanno testimoniato l’impegno del Veneto nel costruire un ecosistema pi innovativo, all’altezza delle nuove sfide globali.

Grosso black-out in Francia (dipartimento Alpi Marittime) per incendio doloso, Cannes in tilt

Roma, 24 mag. (askanews) – “Una grave interruzione di corrente sta attualmente colpendo la parte occidentale delle Alpi Marittime”. Lo ha annunciato in tarda mattinata il prefetto del dipartimento francese, precisando che Rte – il gestore della rete di trasmissione dell’elettricità – sta attualmente lavorando per “ripristinare la situazione”.

Secondo i primi risultati dell’inchiesta riportati dall’agenzia di stampa France Presse, un incendio doloso di una sottostazione ad alta tensione di Tanneron (Varo) ha provocato un’interruzione della rete Enedis. L’incendio è divampato verso le 2 del mattino ed è stato domato alle 7 del mattino grazie all’intervento di sette autopompe e venti vigili del fuoco, ha comunicato all’AFP la prefettura del dipartimento del Varo.

Il quotidiano Nice-Matin ha citato i nomi di diverse città colpite dal blackout: Antibes, Juan-les-Pins, Vallauris. Ci sono almeno 160mila abitazioni senza elettricità. Nel pomeriggio, Eric Ciotti, deputato delle Alpi Marittime, ha denunciato su X una situazione “estremamente grave”, affermando di temere “un’azione deliberata, persino terroristica”. Ha chiesto “trasparenza e risposte rapide”. Interessata anche Cannes, che sta ospitando il festival del cinema: negozi chiusi, proiezioni in ritardo e caos.

Sulla Croisette di Cannes, dove oggi è in programma la giornata conclusiva del celebre Festival del Cinema, questa mattina le proiezioni cinematografiche sono state interrotte per circa venti secondi, per poi riprendere grazie all’utilizzo di un generatore. La cerimonia di chiusura della 78esima edizione della rassegna, prevista per questa sera, potrà svolgersi “in condizioni normali”, ha comunicato alla France Presse l’ufficio stampa della manifestazione. Il Palais des Festivals è passato a un sistema di alimentazione elettrica autonomo, che consente il proseguimento di tutti gli eventi e le proiezioni programmati per oggi.

Rigenerazione territorio, Capaccioli: sostenibilit delle citt

Vicenza, 24 mag. – A margine del Seminario Tematico “Le soluzioni passive per l’efficienza e il comfort” tenutosi a Vicenza, Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia, ha dichiarato: “Anche oggi a Vicenza, presso questa magnifica sede di Confindustria Vicenza – Ance Vicenza, ringrazio il Presidente Claudio Pozza per aver reso disponibile questo spazio. Abbiamo saputo coniugare, dal punto di vista tecnico, contenuti di altissimo livello grazie al profilo dei nostri interventi e dei relatori che hanno deciso di contribuire a questa giornata. Credo che il numero di partecipanti collegati online e in presenza dimostri quanto la qualit di Green Building Council Italia nell’erogazione di momenti formativi e informativi sia fondamentale. Noi intendiamo continuare a essere il punto di riferimento nazionale nella divulgazione di contenuti in materia di sostenibilit in ambiente costruito, perch immaginiamo un percorso virtuoso che estenda il concetto di sostenibilit dai soli palazzi di nuova costruzione a una rigenerazione del territorio nazionale, guardando molto di pi alle periferie e ai quartieri, e che sia in grado di comprendere e interpretare anche la sostenibilit delle citt. Ci sta a cuore non solo un ambiente costruito ben fatto e performante, ma anche la capacit dell’essere umano di vivere socialmente gli spazi in cui Green Building Council Italia, insieme a sviluppatori, costruttori e progettisti, interviene, per tornare a immaginare un percorso di vita sostenibile e non quartieri di solitudine.”

In collaborazione con GBC Italia

Diritto Sportivo, Lepore: i rapporti con federazioni emergenti

Roma, 24 mag. – L’avvocato Lepore, Vicepresidente del Tribunale Nazionale Federale FIGC e Presidente MS Desk, nel corso del Convegno Diritto Sportivo che si tenuto oggi presso il Salone d’Onore del CONI, ha dichiarato:

“Nella doppia veste di Vice Presidente della sezione per tutele e onori del Tribunale federale e Presidente di MS Desk Italy, Italy Saudi Chamber, Business Chamber, far questo intervento oggi pomeriggio in questo prestigioso convegno in memoria dello scomparso avvocato e professore Mario Sanino, un esempio e un modello, un padre per tutta l’avvocatura. Parler proprio dei rapporti tra l’agente sportivo italiano e l’agente sportivo saudita come esempio sulle federazioni emergenti che in questo momento stanno affacciandosi in maniera preponderante nel sistema calcistico mondiale. Vedremo le differenze tra questi due sistemi e parleremo anche e soprattutto di quelli che sono i rapporti positivi che ci possono essere tra il nostro mondo calcistico e quello delle federazioni emergenti come quella saudita.”

Calcio, De Laurentiis: "Conte ha un contratto di tre anni"

Roma, 24 mag. (askanews) – “Io per 40 anni con 400 film non ho mai avuto un insuccesso, ho sempre vinto e stravinto: uscivamo a Natale con tanti film in concorrenza, arrivavamo sempre tra i primi tre. Io sazio? No, sono sempre affamato: non si deve creare la noia della continuità, ma la primizia e l’incoscienza dell’imprevisto”. A Radio Crc, Aurelio De Laurentiis parla nelle prime ore da presidente anche del quarto scudetto del Napoli, e ribadisce che non vuole fermarsi qui, anche se sulla Champions “non posso promettere nulla. Ma il Napoli c’è, è forte e crescerà sempre di più”. “Però – fa notare – al Maradona c’è un problema fondamentale: se vogliamo competere non possiamo avere una distanza così colossale dal campo. A Napoli abbiamo la fortuna di avere un pubblico che vale il dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo uomo in campo: se fosse vicino al campo sarebbe anche il ventesimo. Sto studiando i costi per la riattivazione del terzo anello e per prevedere 45 salottini”. Inevitabile la domanda su Antonio Conte: rimarrà alla guida della squadra? “State sereni, Conte è un grandissimo allenatore e un uomo straordinario – risponde il presidente -, che mi meraviglia sempre di più. Oggi andrà probabilmente a fare una preghiera per il piccolo Daniele e questo mi ha riempito di gioia. Non mettiamo carne a cuocere: ha un contratto di tre anni”. Poi l’annuncio: “Martedì andremo dal Papa, non ho voluto dirlo prima ai ragazzi”. Il giorno prima, quindi lunedì, ci sarà invece la ‘sfilata’ della squadra sul bus scoperto. “Il bus scoperto era stata una richiesta già nel terzo scudetto – rivela De Laurentiis -, è quanto appassiona di più i napoletani. Gioiamo e divertiamoci sempre in totale sicurezza, perché la salute è il bene più prezioso che ognuno di noi ha”.