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Mattarella: è tempo di sfida per made in Italy, serve coraggio e visione

Roma, 17 set. (askanews) – “E’ un tempo di sfida, vale per il made in Italy e ovunque per l’economia, le crisi inducono alla trasformazione e richiedono visione e coraggio, anche nell’industria bisogna guardare avanti non indietro”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a conclusione della cerimonia per il centenario di Francesco Merloni a Fabriano.

“Merloni diceva che alla conclusione delle crisi emergono coloro che si sono preparati alla ripresa successiva: un messaggio che indica un percorso da seguire”, ha aggiunto il capo dello Stato

Cdp, Scannapieco: accordo con Confindustria per sostenere le imprese

Roma, 17 set. (askanews) – L’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e Confindustria “serve soprattutto a far conoscere al mondo delle imprese, che un mondo resiliente, forte, un’eccellenza italiana, quelli che sono gli strumenti che Cassa Depositi e Prestiti pu mettere a disposizione. “Oggi abbiamo, con il nuovo piano strategico, deciso di sostenere direttamente imprese anche pi piccole, di prendere pi rischio, crediamo che ci sia un tema di competitivit e che le imprese devono crescere, devono essere di dimensioni maggiori. L’idea di andare in giro, non avere una Cassa statica, ma una Cassa che va sul territorio, che lo fa insieme al Confindustria, per spiegare tutte le opportunit che possono essere offerte per sostenere la competitivit italiana”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco, a margine della firma dell’intesa con Confindustria.

RemTech, Pichetto Fratin: prevenzione e stop abbandono aree interne

Ferrara, 17 set. (askanews) – “C’ un cambiamento climatico notevole” e bisogna “valutare le conseguenze dell’abbandono delle aree interne” con “azioni di adattamento rispetto a eventi che prima erano eccezionali, oggi ahim sono ordinari”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, al RemTech Expo di Ferrara.

“Non c’ un’unica soluzione”, per prevenire gli eventi causati dai cambiamenti climatici, “non c’ un meccanismo solo con una norma, solo con un intervento finanziario per dare delle risposte”, ha spiegato Pichetto. “I temi che dobbiamo affrontare sono: innanzitutto renderci conto che c’ un cambiamento in corso, un cambiamento climatico notevole che porta automaticamente a indirizzare le nostre azioni da un lato nella prevenzione”. Quindi “quando parliamo di prevenzione parliamo di prevenzione nelle opere, ma anche di valutare quelle che sono le conseguenze dell’abbandono delle aree interne – ha proseguito il ministro – della diminuzione quindi demografica su intere aree del paese e dall’altro nelle azioni quindi di adattamento, di pre-adattamento rispetto a eventi che prima erano eccezionali, oggi ahim sono ordinari e inoltre naturalmente la celerit nell’intervento anche post perch a questo punto sta diventando determinante”.

Centrosinistra,Bonaccini: candidato premier Lo sceglieremo quando sarà momento

Roma, 17 set. (askanews) – “Mancano due anni alle politiche. Parliamo spesso di nomi e cognomi, ma i cittadini vogliono sapere cosa proponiamo per costruire un’alternativa che non sia solo una coalizione contro Meloni o contro la destra”. Lo ha detto il presidente del Pd Stefano Bonaccini, parlando a ‘Start’ su Sky Tg24, commentando le parole di Dario Franceschini sul profilo ideale del candidato premier.

Bonaccini ha poi aggiunto: “Silvia Salis? Una sindaca straordinaria. Adesso mi concentrerei a vincere le regioni alle prossime regionali, poi quando sarà il momento sceglieremo la leadership più adeguata”.

Smotrich: Gaza è una "miniera d’oro immobiliare" da spartire con gli Usa

Roma, 17 set. (askanews) – Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha affermato che la Striscia di Gaza è una “miniera d’oro immobiliare” e che sta trattando con gli americani su come spartirla dopo la guerra.

C’è “una bonanza (ricco giacimento, Ndr) immobiliare” a Gaza che “si autofinanzia” e “ho già avviato negoziati con gli americani”, ha affermato l’esponente di estrema destra durante una conferenza immobiliare a Tel Aviv, così come riportato dai media israeliani.

“Abbiamo investito molti soldi in questa guerra. Dobbiamo vedere come distribuiremo il terreno in percentuale”, ha proseguito Smotrich, aggiungendo che “la demolizione, la prima fase del rinnovamento della città, l’abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solo ricostruire”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha più volte espresso il desiderio di trasformare la Striscia di Gaza in una sorta di “Riviera” controllata dagli Usa.

Il mese scorso, il Washington Post ha scritto che l’amministrazione Trump stava valutando un progetto per la ricostruzione postbellica di Gaza che avrebbe posto la Striscia sotto il controllo degli Stati Uniti per un decennio. Tra le ipotesi circolate, anche quella di un compenso da 5mila dollari per quei palestinesi che vogliono lasciare la Striscia.

I piani di Trump – ricorda il Times of Israel – sono stati respinti dai palestinesi, dal mondo arabo e da gran parte della comunità internazionale.

Danza, NID Platform 2025 dall’1 al 4 ottobre a Civitanova Marche

Roma, 17 set. (askanews) – NID Platform – la nuova piattaforma della danza italiana, vetrina itinerante ideata per promuovere e diffondere la più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale, si svolgerà quest’anno a Civitanova Marche, dall’1 al 4 ottobre 2025.

La manifestazione, alla sua nona edizione, vuole offrire visibilità a compagnie affermate e ad altre emergenti, valorizzando la molteplicità di espressioni che animano la scena coreutica contemporanea; favorire nuove cruciali connessioni con realtà estere, in una prospettiva di rilancio e apertura internazionale della nostra scena; chiamare a raccolta artisti e personalità di spicco nonché programmatori e distributori italiani e stranieri, appassionati, istituzioni, giornalisti che, come in un vero e proprio festival, potranno assistere, nell’arco di quattro giorni, a un programma articolato di spettacoli e performance.

Nata nel 2012 come manifestazione biennale, su iniziativa di alcuni operatori della distribuzione della danza riuniti in R.T.O. (Raggruppamento Temporaneo di Operatori – ADEP/FEDERVIVO-AGIS), e divenuta annuale da due anni, NID Platform 2025 è realizzata con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del MiC, della Regione Marche, del Comune di Civitanova Marche e dell’Azienda Teatri di Civitanova. AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali – Circuito Multidisciplinare Regionale è il partner capofila e organizzatore nominato quest’anno da R.T.O.

Il titolo scelto per questa nuova tappa del format è “Dance, singular plural”, a sottolineare sia la pluralità di linguaggi, forme e visioni attraverso cui si declina oggi la danza contemporanea, sia la varietà delle possibili connessioni che ne possono alimentare l’evoluzione. Il programma offre una esauriente panoramica della coreografia italiana con 24 proposte nelle due sezioni: “Programmazione” – con 16 produzioni selezionate di cui 3 spettacoli “Fuori Formato” più 2 compagnie ospiti – e “Open Studios”, 6 progetti “in attesa di debutto” mostrati in versione work in progress.

Tra i protagonisti, alcuni tra i nomi più riconosciuti a livello internazionale e giovani autori emergenti che stanno ridefinendo i linguaggi del movimento. Fra gli ospiti: Jacopo Godani, eccellenza italiana sulla scena internazionale, già al fianco di un artista del calibro di William Forsythe, con la sua recente creazione per Spellbound Contemporary Ballet; Enzo Cosimi, uno dei capiscuola della coreografia d’autore italiana; Alessandro Sciarroni, Leone D’Oro alla carriera per la danza alla Biennale di Venezia 2019; Silvia Gribaudi, singolare e consolidato talento, portatrice di un suo sguardo ironico e dissacrante sulla fisicità; Monica Casadei, con il suo intimo affondo nello Stabat Mater di Gioachino Rossini, creazione per la sua compagnia Artemis danza; Simona Bertozzi, voce significativa del panorama coreutico contemporaneo indipendente in Italia, qui con la sua nuova creazione per la storica compagnia Balletto Teatro di Torino.

Tra i nomi emergenti, Giovanni Insaudo, miglior coreografo emergente 2024 per la rivista Danza&Danza, ospite a Civitanova con il recente lavoro per Dancehauspiù; Vittorio Pagani, danzatore con esperienze internazionali; la danzatrice e coreografa Camilla Monga; Virginia Spallarossa coreografa e direttrice della compagnia Déjà Donné, realtà italiana tra le più attive in ambito nazionale e internazionale; il duo Kor’sia, ovvero Mattia Russo e Antonio De Rosa, residenti a Madrid, al lavoro per Resexstensa.

Nel libro "Lavoro Tossico" l’ambiente professionale che ti avvelena

Roma, 17 set. (askanews) – Il bullismo non esiste solo nelle scuole. Dilaga anche negli ambienti professionali: dalle aziende ai ministeri, dagli ospedali alle università. A metà tra saggio e inchiesta giornalistica, il libro “Lavoro Tossico” della giornalista e scrittrice Isabella Schiavone analizza il mondo del lavoro tossico, terreno fertile per burnout, straining e mobbing.

Nel panorama lavorativo italiano, sempre più persone soffrono di stress e conseguenze devastanti sulla salute mentale e fisica. Schiavone affronta questa realtà analizzando le dinamiche tossiche che caratterizzano gli ambienti professionali moderni e offrendo soluzioni concrete per chi si trova intrappolato in situazioni lavorative dannose. Spesso il lavoro tossico si autoalimenta attraverso una perdita di obiettività collettiva da parte della dirigenza e la creazione di clan e sotto clan con regole tutte personali, basate su una visione parziale e perlopiù annebbiata della realtà professionale, dove la calunnia può valere più della realtà.

Per Gianni Riotta, che ha scritto la prefazione e ha partecipato alla presentazione il 14 settembre scorso a Roma, “Lavoro tossico” è un atto di giornalismo civile, di quelli che non urlano come i talk show sguaiati, ma trasformano con gentilezza, non cercando vendette, ma verità. Alla fine della lettura, ci si sentirà forse più fragili ma anche più autentici e consapevoli, forse, anche, un po’ più liberi, sottolinea.

Uno spaccato del mondo professionale in Italia e non solo, dove le persone sono sempre più demotivate e stressate da un sistema che deve necessariamente reinventarsi. Dietro all’insoddisfazione cronica che molti vivono, alla richiesta di rallentare e cambiare vita, si cela qualcosa che non va nella cultura stessa del lavoro. La società della performance sta mangiando se stessa e partorendo un movimento di ritorno.

Attraverso testimonianze reali, dati scientifici e analisi approfondite, “Lavoro tossico” esplora i meccanismi del mobbing, dello straining e del burnout, fornendo strumenti pratici per riconoscere i segnali di un ambiente tossico e strategie efficaci per proteggere il proprio benessere.

Isabella Schiavone è una giornalista, scrittrice, istruttrice Mindfulness. Ha lavorato 20 anni al Tg1, dove ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Luchetta Hrovatin con un’inchiesta sulla droga a Scampia; il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, il Diversity Media Awards, il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti. È Ambasciatrice Telefono Rosa per l’impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori. Ha scritto due romanzi presentati al Premio Strega, Lunavulcano e Fiori di mango, ed il saggio Pratico, ergo sum. Ha insegnato teoria e tecnica del giornalismo radiotelevisivo a Tor Vergata.

Manovra, Orsini: parte dialogo con governo, crescita priorit

Roma, 17 set. (askanews) – Sul fronte della manovra “adesso noi stiamo cominciando a dialogare con il governo. ovvio che anche un tema di questa mattina del fatto che comunque l’accordo siglato con Cassa Depositi e Prestiti va tutto verso la crescita e la competitivit del nostro Paese. Quindi per rendere competitivo il nostro Paese e dare crescita al nostro Paese serve – ha spiegato – sicuramente innovazione, ricerca e sviluppo e investimento. Per noi sono fondamentali perch noi non dobbiamo mai dimenticarci che impresa e lavoro sono la stessa cosa, lavoro e impresa sono la stessa cosa. Noi dobbiamo tutelare il nostro tessuto imprenditoriale, i nostri lavoratori, ma oltre a questo serve anche essere competitivi con il resto del mondo. Penso alla Cina o agli Stati Uniti che stanno cercando di attrarre a s anche le nostre imprese. Per fare questo dobbiamo investire a innovare”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’evento ‘Insieme per il futuro delle imprese’, promosso da Cassa Depositi e Prestiti.

Business Intelligence, fattore strategico per la crescita delle aziende

Roma, 17 set. (askanews) – Nell’era dei dati la Business Intelligence un fattore strategico per la crescita delle aziende, ma barriere culturali, organizzative e di competenze non consentono ancora di sfruttarne al meglio gli strumenti: una mancanza di consapevolezza che pu condizionare la loro competitivit. E’ quanto emerge da un’indagine svolta da Luiss Business School su un campione di 400 Piccole e Medie Imprese.

Lo studio – presentato durante l’evento ‘Il dato intelligente come asset strategico di impresa’, organizzato dalla Luiss Business School in collaborazione con Qoobi – evidenzia l’attribuzione di una scarsa rilevanza alla Business Intelligence da parte delle aziende: il 27% la utilizza in maniera completa, ma solo il 14% la considera molto importante e il 40% non svolge nessuna attivit in questo ambito.

Matteo Caroli, Associate Dean per la sostenibilit e l’impatto, Luiss Business School: “E quindi l’importanza di aumentare la divulgazione e far capire la grande importanza che questo ha per essere competitivi. La vera sfida per le piccole e medie imprese che devono trovare le risorse per potersi dotare di questi strumenti”.

La Business Intelligence permette di passare dalla semplice lettura del dato alla sua sistematizzazione e valorizzazione, per misurare l’effettiva forza delle azioni aziendali. E’ il modello su cui punta Qoobi, azienda che ha creato un software di Business Intelligence basato su algoritmi proprietari.

Giancarlo della Porta, Responsabile Relazioni Strategiche Qoobi: “Un vero e proprio navigatore strategico che supporta imprenditori e manager a prendere le decisioni per guidare al meglio la loro azienda. I vantaggi sono sicuramente avere una gestione pi efficiente, andando a migliorare tutta la parte dei ricavi, del rapporto con la propria filiera, andare ad efficientarla e a ridurre anche quelli che sono gli oneri finanziari”.

La ricerca della Luiss Business School indaga anche sulla disponibilit delle imprese ad investire in Business Intelligence.

Matteo Caroli, Associate Dean per la sostenibilit e l’impatto, Luiss Business School: “Nei prossimi anni un circa 40% delle aziende pensa di investire in business intelligence, quindi siamo sulla buona strada: le aziende hanno compreso evidentemente che fondamentale lavorare sui numeri e quindi faranno degli sforzi per potersi avvantaggiare al meglio della conoscenza derivante dai dati”.

L’obiettivo dunque colmare la carenza di una cultura del dato, fabbisogno che ancora accomuna gran parte delle imprese italiane.

Atletica, Furlani: "E’ successo qualcosa di magico"

Roma, 17 set. (askanews) – “Non so se è tutto vero. È successo qualcosa di magico stasera, inizio con i ringraziamenti soprattutto a mamma, che ha fatto un lavoro incredibile in pedana”. Così Mattia Furlani dopo l’oro vinto nel salto in lungo ai mondiali di Tokyo. “È stato un anno di crescita fantastico – prosegue – fino a due anni potevo solo sognare tutto questo, adesso è realtà. Abbiamo lavorato tantissimo grazie al mio team fantastico e alla mia famiglia. Ringrazio anche un po’ me stesso, anche se il lavoro è ancora tanto e spero sia solo l’inizio. Faccio ciò che amo fare, ed è la cosa più bella di tutte, anche dell’oro. Grazie a tutta l’Italia: questa medaglia è per tutti voi”

Amplifon: Listening to our planet, -42% di emissioni dirette

Milano, 17 set. (askanews) – Amplifon, leader mondiale nelle soluzioni e nei servizi per l’udito ha avviato una nuova strategia climatica denominata “Listening to our Planet”. Dedita a ridurre le emissioni gas serra e contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015 per contrastare il cambiamento climatico. Abbiamo parlato con Francesca Rambaudi – Amplifon Global Investor Relations & Sustainability Senior Director:

“I nostri obiettivi sono chiari e misurabili. Entro il 2030 puntiamo a ridurre le emissioni cosiddette di scopo 1 e 2, quindi le emissioni dirette di gaserra dell’azienda, del 42%, e nello stesso arco temporale ci impegniamo a ridurre le emissioni di scopo 3, quindi le emissioni indirette, quali quelle derivanti da beni e servizi acquistati, dalla logistica, dagli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, dai nostri franchisee, del 25%. La nostra strategia prevede infine un forte coinvolgimento attivo della nostra catena del valore. Ci impegniamo infatti affinch il 44% dei fornitori di beni e servizi acquistati abbiano obiettivi di riduzione delle emissioni basate sulla scienza entro il 2030”.

Un impegno concreto che attraverso la riduzione di emissioni dirette e indirette nel medio termine, sposa perfettamente il piano di sostenibilit lanciato da Amplifon lo scorso anno. Ha cos concluso Francesca Rambaudi – Amplifon Global Investor Relations & Sustainability Senior Director:

“Il nostro piano di sostenibilit, che abbiamo chiamato Listening Ahead, stato lanciato inizialmente nel 2020 e successivamente integrato con nuovi e ambiziosi target a inizio del 2024 con obiettivi fino al 2030. In questo piano sono gi presenti due obiettivi chiave per la riduzione delle emissioni, il raggiungimento del 100% di energia elettrica rinnovabile certificata e il 60% di vetture ibride o elettriche della nostra flotta aziendale entro il 2030”.

La nuova strategia climatica diventa quindi per Amplifon un’occasione di crescita anche e soprattutto attraverso la sostenibilit.

Aeroporti, Sea sospende a Linate servizio di ricnoscimento facciale

Roma, 17 set. (askanews) – La società di gestione aeroportuale Sea comunica la sospensione del servizio di riconoscimento facciale “FaceBoarding” all’aeroporto di Milano Linate. Tale decisione, spiega la società, fa seguito al provvedimento notificato dal Garante per la Protezione dei dati personali, in conclusione a una serie di verifiche sul sistema aeroportuale e basato principalmente sull’Opinion 11/2024 non vincolante del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati Personali rilasciata per un caso ritenuto similare.

Per Sea, primo gestore in Italia a utilizzare questa tecnologia, il Garante ha disposto la misura della limitazione provvisoria del trattamento dei dati biometrici attraverso il sistema “FaceBoarding” nelle more della conclusione dell’istruttoria.

“Sea – si legge in una nota – ha inteso fornire attraverso il FaceBoarding un servizio che rafforza la sicurezza negli aeroporti con un sistema che, rispettoso di tutte le norme in materia di privacy e disponibile solo per i maggiorenni che lo richiedano e si registrino al servizio, garantisce ed agevola i passeggeri offrendo loro un’esperienza di viaggio più sicura, più veloce e fluida, in linea con i servizi tecnologici innovativi”.

“Sea, ritenendo di essere compliant con le norme di riferimento, sta collaborando attivamente con l’Autorità per chiarire tutti gli aspetti relativi al trattamento dei dati e per ottemperare alle richieste pervenute. L’obiettivo primario di Sea rimane quello di garantire la sicurezza e la privacy dei passeggeri, in linea con le normative vigenti – conclude la nota -. Sea auspica che la situazione si risolva quanto prima e di ripristinare il servizio ‘FaceBoarding’ a beneficio di tutti i passeggeri”.

The Zen Circus, esce il 26 settembre il nuovo album "Il Male"

Roma, 17 set. (askanews) – “Il Male” è il titolo del nuovo disco di The Zen Circus, in uscita in formato digitale il 25 settembre e in formato fisico il 26 settembre per Carosello Records.

La band ha inoltre annunciato le date di presentazione instore dell’album: lunedì 29 settembre a Pisa presso la Feltrinelli di Corso Italia alle 18, mercoledì 1 ottobre alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano alle 18.30 e giovedì 2 ottobre presso la Feltrinelli di Via Appia Nuova alle 18.

Undici tracce per uno dei loro lavori più crudi e diretti in cui il tema del dolore viene affrontato nelle sue molteplici forme. In un presente dominato dall’apparenza che offre risposte facili e poche domande e che ci spinge a nascondere il nostro lato oscuro dietro un’immagine tanto perfetta quanto falsa da proporre al mondo, si profila un futuro in cui frustrazione, rabbia e odio rischiano di diventare la norma nei rapporti e nella vita quotidiana.

La band mette al centro il Male: lo interrogano, lo ascoltano, lo combattono. Perché ignorarlo non lo cancella, ma lo alimenta. Difendono l’imperfezione e l’incoerenza come parte dell’essere umani, riconoscendo nella fragilità e nella fallibilità un tratto comune.

Ad arricchire il racconto artistico dell’album una tavola originale*, il “Malefico Presente”, firmata da Enzo Sferra, storico illustratore della rivista satirica intitolata anch’essa “Il Male”, nata nel 1978 e diventata simbolo di un approccio irriverente e anarchico alla critica politico-sociale. L’opera, concepita come omaggio visivo ai temi e ai brani del nuovo disco intreccia allegorie e citazioni che uniscono la satira dissacrante di Sferra all’attitudine ribelle e poetica del gruppo, creando incontro tra satira, musica e cultura alternativa. La tavola originale sarà contenuta dall’edizione in vinile nero a tiratura limitata, un vero inserto d’autore che rende la versione un autentico pezzo da collezione.

Così gli Zen introducono il disco: “Il Male è ovunque. Ma cosa è? Il dolore fisico, una malattia? Cattiveria gratuita? Un tratto naturale umano? Sofferenza? La contrapposizione al Bene?

Siamo davvero sicuri che escluderlo dalla estetica della società contemporanea non porti a farlo crescere e rinforzare ancora più nel profondo? Delle varie facce del Male (e di molto altro) tratta questo disco. Raccontate utilizzando quella urgenza espressiva che da un pò di tempo avevamo abbandonato: sala prove, chitarra, basso, batteria e rabbia”.

“Il Male” arriva a tre anni di distanza dal precedente lavoro ed è stato annunciato con un’originale televendita apparsa sui social: un’esilarante pillola video che, oltre a comunicare nel loro stile inconfondibile l’arrivo del nuovo disco, invita a chiamare il numero (+39) 02 401 365 89, veicolo di sorprese e anticipazioni sino all’uscita dell’album.

Formula1, Vasseur: a Baku servirà la perfezione"

Roma, 17 set. (askanews) – Va in scena questo fine settimana il Gran Premio dell’Azerbaigian, diciassettesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 e ultimo in Europa prima del rush finale in Asia e America. Il Baku City Circuit, con i suoi 6.003 metri tra rettilinei infiniti e tratti cittadini strettissimi, promette come sempre una gara imprevedibile, caratterizzata spesso dall’ingresso della Safety Car.

A richiamare l’attenzione sull’importanza della preparazione è stato il team principal della Ferrari, Fred Vasseur: “Quello di Baku è sempre un fine settimana stimolante, con il tracciato che combina lunghi rettilinei e un settore centrale molto tecnico. Di solito le gare sono imprevedibili e ricche di opportunità, e per questo è importante eseguire tutto alla perfezione e concentrarci su noi stessi per sfruttare al massimo il pacchetto a disposizione”.

Il manager francese ha sottolineato il lavoro svolto dalla squadra in vista del weekend: “La squadra ha lavorato sodo per affinare la preparazione e le operazioni in pista e sappiamo che in gare come questa, su un circuito cittadino, ogni dettaglio può fare la differenza. Il nostro obiettivo è mettere insieme tutti gli elementi per ottenere un risultato importante con entrambi i piloti”.

Il programma prevede prove libere venerdì e sabato, qualifiche sabato pomeriggio e la gara domenica alle 15 locali (13 CEST) sulla distanza di 51 giri per 306,049 km complessivi.

La Commissione Ue propone restrizioni al commercio e sanzioni a Israele

Bruxelles, 17 set. (askanews) – La Commissione europea ha approvato oggi a Bruxelles una proposta, che verrà ora presentata al Consiglio Ue, per la sospensione di alcune disposizioni commerciali dell’Accordo di associazione tra l’Ue e Israele, e diverse altre proposte di sanzioni personali contro i terroristi di Hamas, i ministri israeliani estremisti e i coloni ebrei violenti in Cisgiordania. La Commissione ha deciso inoltre di sospendere il suo sostegno bilaterale a Israele, a eccezione dei fondi destinati alla società civile e a Yad Vashem (il Memoriale dell’Olocausto). Questo inciderà in particolare sulle future assegnazioni annuali tra il 2025 e il 2027, nonché sui progetti di cooperazione istituzionale in corso con lo Stato ebraico e sui progetti finanziati nell’ambito del Fondo di cooperazione regionale Ue-Israele.

“L’avanzata del governo israeliano a Gaza City – ha detto l’Alta Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, Kaja Kallas, presentando le decisioni della Commissione in una conferenza stampa oggi a Bruxelles, rappresenta una nuova escalation del conflitto e aggraverà ulteriormente la crisi umanitaria. Oggi – ha riferito – ho presentato un robusto pacchetto di sanzioni contro i terroristi di Hamas, contro i ministri estremisti del governo israeliano, e contro i coloni violenti in Cisgiordania e le entità che sostengono l’impunità” dei loro atti”. Inoltre, “la Commissione ha adottato una proposta per sospendere parzialmente le concessioni commerciali”, ovvero la riduzione o l’azzeramento dei dazi secondo la clausola della “nazione più favorita”, prevista nell’Accordo di Associazione con Israele.

“Voglio essere molto chiara: l’obiettivo – ha precisato l’Alta Rappresentante – non è punire Israele; l’obiettivo è migliorare la situazione umanitaria a Gaza. Tutti gli Stati membri concordano sul fatto che la situazione a Gaza è insostenibile. La guerra – ha sottolineato Kallas – deve finire, le sofferenze devono cessare e tutti gli ostaggi devono essere rilasciati. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per raggiungere questi obiettivi. E non dobbiamo inoltre perdere di vista i pericolosi sviluppi in Cisgiordania che riducono la fattibilità della soluzione dei due Stati”.

Le misure prese o proposte oggi erano state annunciate dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso al Parlamento europeo “sullo stato dell’Unione”, mercoledì scorso a Strasburgo. “Le proposte – spiega una nota della Commissione – fanno seguito a una verifica del rispetto da parte di Israele dell’articolo 2 dell’Accordo di associazione” con l’Ue, “in cui è stato rilevato che le azioni intraprese dal governo israeliano rappresentano una violazione di elementi essenziali relativi al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici”, un circostanza che “autorizza l’Ue a sospendere unilateralmente l’Accordo”.

La violazione, precisa la nota, “si riferisce in particolare al rapido deterioramento della situazione umanitaria a Gaza a seguito dell’intervento militare di Israele, del blocco degli aiuti umanitari, dell’intensificazione delle operazioni militari e della decisione delle autorità israeliane di portare avanti il piano di insediamento nella cosiddetta area E1 della Cisgiordania, il che mina ulteriormente la soluzione dei due Stati”. La nota riporta poi una dichiarazione di von der Leyen: “I terribili eventi che si verificano quotidianamente a Gaza – afferma la presidente della Commissione – devono cessare. È necessario un cessate il fuoco immediato, un accesso illimitato a tutti gli aiuti umanitari e il rilascio di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas”.

“L’Unione europea – ricorda ancora von der Leyen – – rimane il principale donatore di aiuti umanitari e un incrollabile sostenitore della soluzione dei due Stati. Riflettendo su questi impegni di principio e tenendo conto dei gravi sviluppi recenti in Cisgiordania, proponiamo di sospendere le concessioni commerciali con Israele, sanzionare i ministri estremisti e i coloni violenti e sospendere il sostegno bilaterale, senza compromettere il nostro lavoro con la società civile israeliana o con Yad Vashem”. La sospensione delle principali disposizioni commerciali dell’accordo significa, in pratica, che le importazioni da Israele perderanno il loro accesso preferenziale al mercato dell’Ue e saranno pertanto soggette ai dazi normalmente applicati a qualsiasi altro paese terzo con cui l’Unione non abbia un accordo di libero scambio.

Questa proposta, che rientra nella politica commerciale comune dell’Unione, deve essere adottata dal Consiglio Ue a maggioranza qualificata. Una volta adottata la decisione il Consiglio di associazione Ue-Israele sarà informato della sospensione, che entrerà in vigore 30 giorni dopo la notifica.

Resta da vedere, comunque, se Germania e Italia aggiungeranno il proprio sostegno a questa decisione, o se formeranno una minoranza di blocco in Consiglio Ue votando contro o astenendosi.

Quanto alle sanzioni, il pacchetto contiene quattro progetti di atti giuridici diversi, con nove proposte di inserimento nella lista nera riguardanti riguardanti ministri e coloni israeliani accusati violazione dei diritti umani, e con un elenco di 10 nuovi membri del ‘politburo’ di Hamas. Per queste decisioni è necessaria l’unanimità degli Stati membri favorevoli in Consiglio Ue. In questo caso, basterebbe il veto di un solo paese (è attesa in particolare la decisione dell’Ungheria) a bloccare tutto.

Per la sospensione del sostegno finanziario bilaterale, infine, la Commissione può procedere da sola, semplicemente non stanziando i fondi che erano programmati nel Quadro di bilancio pluriennale per quest’anno e fino al 2027. Si tratta di circa 6 milioni di euro all’anno nel’ambito dello strumento “Global Europe” per il Vicinato, lo sviluppo e la cooperazione, e di 14 milioni di euro in totale nell’ambito dei progetti di cooperazione istituzionale bilaterale, e nel quadro dei cosiddetti “Accordi di Abramo”.

Tennis, Berrettini: dopo Hangzhou anche Tokyo e Shanghai

Roma, 17 set. (askanews) – Matteo Berrettini giocherà l’Atp 500 di Tokyo. Il tennista romano è entrato in tabellone nel torneo giapponese, così come il francese Benjamin Bonzi, approfittando di due posti rimasti liberi: uno riservato a un alternate e l’altro a una widl card non utilizzata. Per Berrettini sarà la seconda presenza al torneo di Tokyo dopo l’avventura dello scorso anno, chiusa al secondo turno per ritiro contro Fils a causa di un problema agli addominali. Sarà il secondo dei tre impegni di Berrettini nello swing asiatico, che inizierà ad Hangzhou e, dopo Tokyo, proseguirà a Shanghai.

Berrettini tornerà in campo nella giornata di giovedì (secondo match dalle 7.30 italiane) ad Hangzhou, contro il lucky loser ceco Dalibor Svrcina, n. 99 della classifica mondiale. Una sfida che segnerà il rientro nel circuito di Matteo 80 giorni dopo il match perso a Wimbledon contro il polacco Majchrzak.

Tennis, Davis: per l’Italia esordio con l’Austria

Roma, 17 set. (askanews) – Sarà l’Austria l’avversaria dell’Italia nei quarti di finale della Final 8 di Coppa Davis in programma dal 18 al 23 novembre a Bologna Fiere nella SuperTennis Arena. Pochi minuti fa, in Piazza Maggiore è stato sorteggiato il tabellone che insieme all’Italia vede inserite le sette nazioni reduci dai Qualifiers. Le teste di serie sono state assegnate in base al ranking per nazioni (la quarta è stata decisa attraverso un apposito sorteggio vista la parità di punteggio tra Repubblica Ceca e Argentina).

Ecco di seguito gli accoppiamenti per la Final 8 di Coppa Davis: (1) Italia vs Austria (3) Francia vs Belgio (4) Repubblica Ceca vs Spagna (2) Germania vs Argentina

La Germania è indecisa sul sostegno alle sanzioni Ue contro Israele

Roma, 17 set. (askanews) – Il governo tedesco non ha ancora deciso la sua posizione in merito alle proposte dell’Ue di imporre sanzioni a Israele per la sua guerra a Gaza. Lo ha affermato il portavoce del governo, Stefan Kornelius. “Siamo a conoscenza delle proposte per le sanzioni” a Israele. “La Commissione Ue ne sta discutendo da diversi giorni. Saranno presentate oggi e il governo tedesco non si è ancora espresso in modo definitivo”, ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, interpellato in merito nel corso di una conferenza stampa. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – ricorda il Times of Israel – ha dichiarato la scorsa settimana che l’Ue avrebbe proposto sanzioni contro “ministri estremisti e coloni violenti”, nonché un congelamento parziale dei rapporti commerciali. Tuttavia, ha ammesso che sulla questione mancava unità di vedute tra gli Stati membri.

Artissima 2025, la fiera come processo per creare valore condiviso

Torino, 17 set. (askanews) – Sono 176 le gallerie, italiane e internazionali, che prenderanno parte alla 32esima edizione di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino, quest’anno intitolata “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”. A dirigerla, per il quarto anno, c’è Luigi Fassi. “La fiera – ha detto ad askanews – da un lato riparte necessariamente da zero perché, essendo innanzitutto un’impresa commerciale, va disegnata e rimessa in opera l’anno successivo. Tuttavia si parte in realtà con un grande capitale. Da un lato il capitale, come dire, immateriale dell’essere la 32esima edizione. Ho già avuto modo di dirlo, Artissima, fa tantissimo scouting. Noi cerchiamo, in maniera scientifica e mirata di viaggiare molto, nel convincimento mio che le gallerie bisogna andarle a trovare a casa loro per capire cosa realmente stanno facendo, quali sono sono le loro urgenze, le loro esigenze”.

La fiera torinese è anche un’occasione per riflettere sullo stato del collezionismo nel nostro Paese, alla luce della riduzione dell’IVA, per esempio, ma anche di una congiuntura che resta complessa. Ma tra gli intenti di Artissima c’è anche quello di ascoltare chi collezione arte contemporanea. “C’è in questo momento, a mio avviso – ha aggiunto Fassi – una spinta crescente da parte del collezionismo a ad avere il sollievo di un mercato dal volto umano, di un mercato borghese, di un mercato che possa affacciarsi su gallerie che condividono questo approccio, un indirizzamento verso un collezionismo borghese che possa comprare con fiducia, con una certa passione culturale, non per investimento, con la possibilità di parlare di arte, di rendere la transazione commerciale un’operazione anche intellettuale”.

Un altro degli elementi su cui il direttore insiste è la relazione con le istituzioni della città: musei, fondazioni, soggetti pubblici e privati. Perché Artissima, pur essendo una fiera internazionale, vive nel territorio e vuole essere un elemento di valorizzazione, vuole innescare un processo che va oltre i tre giorni dell’evento all’Oval. “È chiaro – ha concluso Luigi Fassi – che la fiera è Torino, è tutta la città di Torino. Questo è fondamentale. Non c’è Artissima senza le istituzioni della città. Non ci sono istituzioni della città in quella settimana, se non c’è Artissima. Una fiera non può accadere in un territorio in un territorio residuale, in un territorio stanco, in un territorio più o meno desertificato. La fiera è proprio un cuore pulsante che deve deve mettere a regime delle energie che devono essere sul territorio. E questa messa a regime consente poi non solo di valorizzare quello che c’è, ma di attrarre da fuori”.

Anche per il 2025 Intesa Sanpaolo è Main Partner di Artissima. “Rinnoviamo e rafforziamo il nostro legame con Artissima – ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della banca e direttore generale delle Gallerie d’Italia – grazie alla crescente sinergia con le Gallerie d’Italia, che si arricchisce ogni anno di contenuti e di visioni condivise. Per l’edizione in arrivo, anticipiamo all’Oval un nuovo progetto fotografico realizzato dal museo di Piazza San Carlo. L’originale racconto intorno alla fotografia, tra le forme espressive più efficaci e interessanti dell’arte attuale, è il nostro contributo di quest’anno a una delle più importanti fiere di arte contemporanea in Italia”.

L’appuntamento con Artissima 2025, per mettere alla prova tutte queste idee, è fissato dal 31 ottobre al 2 novembre.

Bce stima altre moderazioni per dinamica salari nell’area euro

Roma, 17 set. (askanews) – Un indicatore previsionale della Banca centrale europea sulle retribuzioni contrattuali per l’area euro segna nuove attenuazioni, portandosi all’1,7% annuo per la prima metà del 2026, a fronte del 2,1% della seconda metà del 2025 e del 4,3% della prima metà di quest’anno. Lo riporta la stessa istituzione di Francoforte, spiegando che i dati suggeriscono delle dinamiche salariali più moderate e stabili per la prima metà del prossimo anno, tuttavia la copertura dei dati resta limitata.

L’indicatore della Bce (wage tracker) riguarda i contratti collettivi dei vari Paesi e elabora una stima sulla crescita delle retribuzioni parzialmente corretta dalle erogazioni una tantum. Quantifica così un più 4,6% nel 2024 e il più 3,2% sull’intero 2025. Senza effettuare le correzioni, incrementi risultano rispettivamente del 4,8% (lo scorso anno) e del 2,9% per l’anno in corso.

La Bce monitora l’andamento delle retribuzioni per valutarne il possibile impatto in termini di pressione inflazionistiche. L’istituzione persegue un livello medio di carovita del 2%, livello a cui secondo gli ultimi dati di Eurostat l’inflazione è rimasta stabile ad agosto.

Alla Camera presentato il docufilm “World Without Cows”

Roma, 17 set. (askanews) – stato presentato alla Camera dei Deputati il docufilm World Without Cows prodotto dall’organizzazione americana Planet of Plenty, un progetto di Alltech. Il documentario ipotizza un mondo senza allevamento e gli effetti economici, ambientali, sociali e in particolare di sicurezza alimentare, che ne deriverebbero. Un’occasione per fare un punto sul comparto italiano ed europeo, che negli ultimi ha registrano un trend negativo, mettendo in guardia sulla scomparsa di un settore strategico come quello dell’allevamento, fondamentale per l’intera filiera agroalimentare.

Abbiamo parlato con l’Onorevole Fabrizio Benzoni, membro della Commissione Attivit Produttive della Camera dei Deputati:

“La filiera una filiera molto importante che rischierebbe solo di essere spostata altrove con gli stessi rischi, visto che l’atmosfera non ha confini nell’aria. Di conseguenza il tema come ragionare in maniera non ideologica per portare degli investimenti che facciano s di ridurre i rischi, ma mantenere una filiera molto importante per il nostro paese”

Un settore quello dell’allevamento spesso vittima di disinformazione. poi intervenuta la dott.ssa Caterina Avanza, responsabile agricoltura di Azione e Segretaria generale dell’intergruppo zootecnia sostenibile del Parlamento Europeo.

“La cattiva informazione sull’allevamento va arginata per una regione semplice, oggi abbiamo meno del 7,5% di allevatori che hanno meno di 35 anni, quindi la questione di chi produrr la carne e il latte per le prossime generazioni in Europa, in Italia e in Europa, un problema serio”.

Un docufilm che stimola una riflessione aperta sul ruolo dell’allevamento bovino nel mondo e sulle sfide legate alla nutrizione globale. Cos ha parlato Andrea Capitani General Manager di Alltech Italia:

“Il documentario ha lo scopo di allargare un po’ il punto di vista, di creare una discussione e dare un punto di vista che sia oggettivo e soprattutto basato sulla scienza. Quindi per far s che alla fine lo spettatore possa avere altri punti di vista per poter capire l’importanza dei ruminanti sul nostro ecosistema”.

Ma davvero si pu pensare ad un mondo senza allevamento? Questo il commento del prof. Giuseppe Pulina, Ordinario di Etica e sostenibilit degli allevamenti all’Universit di Sassari:

“Pensare di far scomparire centinaia di milioni di cappi dall’oggi al domani veramente impossibile per una serie di motivi. Prima di tutto perch una volta che dovessimo liberarli loro si riprodurrebbero e dovremmo avere problemi molto maggiori di quelli che abbiamo oggi nel tenerli custoditi e curati. In secondo luogo perch pi di un miliardo di persone ha la propria vita legata agli animali e queste persone stanno nei paesi in via di sviluppo. Consideriamo anche il fatto che far fuori tutti i ruminanti, i bovini in particolare, significherebbe aggravare un problema nutrizionale che gi oggi piuttosto importante come ci dice la FAO”.

La visione di World Without Cows rappresenta un invito a collaborare, come individui e come societ, per il benessere del futuro dell’intera umanit.

Parte a Campobasso la nuova iniziativa “C’ Posto per te”

Campobasso, 17 set. (askanews) – In Molise parte l’iniziativa “C’ Posto Per Te”, un’idea creata ad hoc da Sviluppo Lavoro Italia e dalla regione. Il progetto, che nasce con l’idea di permettere di trovare nuovi posti di lavoro nella regione, come raccontato dalla presidente Paola Nicastro, si svolger nelle giornate del 16 e 17 settembre e ha gi raccolto i primi successi.

“L’iniziativa nasce gi da qualche mese e abbiamo fatto diverse edizioni di questa tappa, nasce con l’idea di portare i servizi ai cittadini, quindi sono le istituzioni che vanno dalle persone piuttosto che aspettare le persone che arrivano nei nostri uffici. Portiamo conoscenza, formazione, informazione, opportunit di lavoro e organizziamo diverse attivit dal recruiting day all’attivit di orientamento alle attivit di formazione perch molti ragazzi delle scuole verranno coinvolti anche in corsi online di intelligenza artificiale”.

Un’iniziativa, come ci tiene a sottolineare anche l’assessore di finanza e bilancio del Molise Gianluca Cefaratti, che ha come principale obiettivo quello di offrire anche ai giovani, opportunit di lavoro che permettano anche di non lasciare la regione.

“Oggi abbiamo un numero di persone sicuramente importante che sta lavorando ai centri per l’impiego, il contatto e l’approccio con i lavoratori da un lato e con le aziende dell’altro molto importante e stiamo lavorando per migliorare questo contatto e migliorare questo rapporto che probabilmente anche a causa del personale scarso di questi mesi aveva creato in qualche maniera ostacolo per l’incontro tra domande e offerte di lavoro”.

Con pi di 30 aziende che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, “C’ posto per te” si dimostrato uno strumento valido ed efficace che ha permesso a diverse persone di trovare opportunit lavorative, migliorando il tasso di occupazione riducendo anche lo spopolamento.

Cordialità di Salvini con l’ambasciatore russo alla festa, le polemiche

Milano, 17 set. (askanews) – Ieri sera al ricevimento offerto dall’ambasciatore cinese in Italia “ho incontrato l’ambasciatore russo come decine di altri ambasciatori. Sono stato invitato come esponenti di Pd o Fdi all’ambasciata cinese, e se qualcuno ti saluta lo saluti: l’ambasciatore russo, quello spagnolo, tanti diplomatici… Come è giusto che sia se vuoi avere bone relazioni e ricostruire un dialogo. Se invece si parla solo di guerra, assumi militari per mandarli a morire al fronte. Non è il mio obiettivo, ma penso di nessuno. Preferisco una stretta di mano a uno sguardo rabbioso”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di Telelombardia. “Ribadisco che se dobbiamo chiedere agli italiani dei sacrifici per assumere militari e carabinieri, li vorrei usare sui treni nele stazioni, fuori dalle scuole, non mandarli in Russia a combattere. Non penso che a Cinisello Balsamo o al Corvetto vadano a dormire con la preoccupazione dell’invasione russa, piuttosto il problema sono le presenze clandestine o straniere indesiderate, su cui dobbiamo fare di più”, ha concluso.

“Nel frattempo, sull’Ucraina governo e maggioranza navigano tra le parole preoccupate del ministro Crosetto, sulla necessità di rafforzare lo scudo italiano in caso di attacchi, e quelle del capogruppo della Lega, Romeo, che si dice certo che la Russia non sia un pericolo. Per non saper né leggere né scrivere, nel frattempo, il vice premier Salvini non trova di meglio che essere deferente e affettuoso verso l’ambasciatore russo che ieri ha duramente attaccato il nostro Paese. Sarebbe utile sapere cosa pensa Giorgia Meloni del compartamento del suo Vice Premier. Il nostro Paese condanna il regime di Mosca e queste ambiguità non fanno altro che danneggiare la già bassa credibilità dell’Italia nello scenario internazionale”. Questa la reazione del presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

Così sulla questione, dal canto suo, il segretario di +Europa, Riccardo Magi: “Il vicepresidente del Consiglio italiano, Matteo Salvini, leader del secondo partito della maggioranza del governo Meloni, bacia e abbraccia l’ambasciatore russo, Paese che dopo aver invaso l’ucraina, aver ucciso migliaia di civili, aver rapito i bambini strappandoli alle loro famiglie, sta attaccando l’Europa, violando lo spazio aereo Nato. A questo punto, il vero problema che ha il nostro Paese non è capire se sia prioritario il fronte orientale con la necessità di rafforzamento delle difese europee come sostenuto da Crosetto o il fronte del Mediterraneo centrale come sostiene Salvini per buttarla in caciara. Il vero problema è il fronte interno al governo italiano, il vero problema, anche sotto il profilo della sicurezza nazionale, è avere ai vertici del governo di un Paese fondatore dell’UE e membro della Nato, un vicepresidente del Consiglio che apertamente tifa per Putin che ha dichiarato di fatto guerra all’Ue. Come facciano i ministri Tajani e Crosetto a consentirlo non si capisce, come Meloni possa accettare tutto questo è assurdo”.

“Lo scontro tra Salvini e Crosetto è un problema per l’Italia. Non c’è una linea nel governo e questo ci fa perdere credibilità”. Lo ha detto Davide Faraone, vice-presidente di Italia Viva, ad Agorà. “Così come è un problema per l’Italia Salvini che abbraccia l’ambasciatore russo mentre i nostri militari sono impegnati a respingere i droni russi in Polonia. Servono investimenti per la difesa ma l’appiattimento su Trump ci ha fatto calare le braghe al 5% senza esplorare la via dell’esercito unico europeo in ambito Nato, che ci farebbe risparmiare risorse. Le potremmo destinare a una manovra che per l’ennesima volta, da quando governa Giorgia Meloni, non vedrà il taglio delle tasse né investimenti in sanità”, ha concluso.

Mentre scrive su Facebook il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir: “Nelle ore in cui la moglie di Alexey Navalny certifica che il marito – come noto prigioniero in un carcere russo all’altezza del Circolo Polare Artico – è stato avvelenato a morte dal regime di Mosca, il nostro vicepremier Salvini non trova niente di meglio che abbracciarsi platealmente (‘calorosi baci’ narrano le cronache) nella festa dell’ambasciata cinese al Parco dei Principi. E’ lo stesso ambasciatore che ha rivolto in questi mesi dichiarazioni di fuoco contro il Presidente della Repubblica e la Presidente del Consiglio. Ed è sempre più evidente che il governo si sta spaccando, su una vicenda rilevantissima e destinata a segnare i prossimi anni: il tema della geopolitica e della difesa comune. L’abbraccio di Salvini a Paramonov – spiega – significa una serie di messaggi in bottiglia mandati ‘urbi et orbi’. A Putin, per garantirgli che nel governo c’è una corrente filorussa evidente e pronta alla pugna. A Meloni, per mettere un ‘warning’ sulla sua volontà di egemonizzare in tutto e per tutto la destra italiana e la coalizione di governo. A Crosetto, per rimandare al mittente la richiesta del ministro della difesa che con toni accorati e preoccupati ha richiesto maggiori fondi nella prossima legge di bilancio sostenendo l’inadeguatezza del nostro sistema di sicurezza nazionale. A Tajani, per fargli sapere che la politica estera del governo non è appannaggio esclusivo di Palazzo Chigi e Farnesina, come invece si affanna ripetere ad ogni piè sospinto il ministro degli Esteri e altro vicepremier, respinto al mittente dal suo collega”. “L’abbraccio di ieri – conclude Borghi – è il sintomo di uno scontro interno, di uno sfibramento costante, di una compattezza andata in frantumi dentro la maggioranza su un tema così importante e delicato”.

Niccolò Fabi si prepara al suo tour teatrale in tutta Italia

Milano, 17 set. (askanews) – Mancano meno di 20 giorni alla partenza del tour teatrale di Niccolò Fabi che, nei mesi di ottobre e novembre, attraverserà la penisola calcando i palchi dei principali teatri d’Italia con uno spettacolo che si preannuncia intenso, coinvolgente e profondamente emotivo.

Sarà l’occasione per ascoltare dal vivo i brani del suo ultimo album, “Libertà negli occhi”, ma anche per riscoprire alcune delle canzoni più amate del suo repertorio.

La scaletta, pensata con cura, guiderà il pubblico in un vero e proprio viaggio interiore: intimo e collettivo al tempo stesso, in cui le parole si intrecceranno alla musica per creare un’atmosfera immersiva e sospesa.

Sarà un tour che celebra la bellezza dell’ascolto, la potenza della parola e il valore della condivisione artistica. Un invito a rallentare, a guardarsi dentro e, soprattutto, a lasciarsi attraversare dalla musica.

L’appuntamento è tra meno di un mese e sul palco, insieme a Niccolò Fabi, ci saranno gli artisti che hanno condiviso insieme a lui il percorso creativo del nuovo album e che sono da sempre parte integrante del suo universo musicale: Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco, Filippo Cornaglia. A loro si uniscono i giovani Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, che hanno partecipato alla registrazione dell’album nella baita di montagna in Val di Sole e che il cantautore ha conosciuto grazie all’esperienza presso Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini.

Questi tutti gli appuntamenti di “Libertà negli occhi Tour”: 04 ottobre – Auditorium 10 settembre 1943 – Isernia | data zero 09 ottobre – Teatro Alighieri – Ravenna 11 e 12 ottobre – Teatro Arcimboldi – Milano 13 ottobre – Europauditorium – Bologna 15 ottobre – Teatro Colosseo – Torino 17 ottobre – Teatro Splendor – Aosta (Nuova data) 19 ottobre – Auditorium Santa Chiara – Trento 20 ottobre – Gran Teatro Geox – Padova 25 ottobre – Teatro Lyrick – Assisi (PG) 26 ottobre – Teatro Massimo – Pescara 04 novembre – Teatro Augusteo – Napoli 05 novembre – Teatro Team – Bari 07 novembre – Teatro Metropolitan – Catania 08 novembre – Teatro Golden – Palermo 11 novembre – Teatro Nuovo Giovanni da Udine – Udine 12 novembre – Teatro Regio – Parma 14 novembre – Palazzo dei Congressi – Lugano (CH) 16 novembre – Teatro Goldoni – Livorno 17 novembre – Teatro Verdi – Firenze 19 e 20 novembre – Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – ROMA

I biglietti per le date del tour sono disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali. I biglietti per la nuova data di Aosta sono disponibili a partire dalle 13:30 di oggi, mercoledì 17 ottobre.

Per tutte le info: https://magellanoconcerti.it/tour/171/niccolo-fabi-liberta-negli-occhi-tour-2025

“Libertà negli occhi”, decimo album di inediti di Niccolò Fabi uscito per BMG, è il risultato di una vera e propria residenza artistica in una baita di montagna. Un modo antico, ma abbastanza inusuale di questi tempi, di pensare alla creazione di un disco.

M.O., film su ragazzo palestinese rappresenterà Israele agli Oscar

Roma, 17 set. (askanews) – Il ministro della Cultura israeliano, Miki Zohar, ha annunciato tagli ai finanziamenti per gli Ophir Awards, la versione israeliana degli Oscar, dopo che il premio per il miglior film è stato assegnato a un film su un adolescente palestinese. “The Sea”, scritto e diretto da Shai Carmeli Pollak e scelto per rappresentare Israele agli Oscar, racconta la storia di un ragazzo palestinesi di Ramallah che cerca di raggiungare per la prima volta la spiaggia, ma viene fermato dalle forze israeliane.

Il film presenta un cast composto principalmente da attori palestinesi, nati e residenti dentro i confini israeliani. Il giovane protagonista del film, il tredicenne Muhammad Gazawi, ha vinto il premio come miglior Attore e, nel suo discorso di ringraziamento, ha lanciato un appello perchè tutti i bambini possano “vivere e sognare senza guerre”. Complessivamente il film ha ottenuto cinque premi e alla cerimonia tenuta ieri Carmeli Pollak ha partecipato indossando la maglietta con su scritto “un bambino è un bambino”.

In una dichiarazione rilasciata oggi dal ministero, Zohar ha definito “vergognosa” la vittoria di “The Sea”, sottolineando che il film ritrae i soldati israeliani in una luce negativa. “Non c’è schiaffo più grande in faccia ai cittadini israeliani dell’imbarazzante e distaccata cerimonia annuale degli Ophir Awards – ha affermato il ministro nella nota riportata dal Times of Israel – a partire dal bilancio 2026, questa patetica cerimonia non sarà più finanziata con i soldi dei contribuenti. Sotto la mia supervisione, i cittadini israeliani non pagheranno di tasca propria una cerimonia che sputa in faccia ai nostri eroici soldati”.

Da parte sua, il direttore dell’Accademia israeliana per il Cinema e la Televisione, Asaf Amir, ha espresso apprezzamento per la scelta di “The Sea”: “Di fronte agli attacchi del governo israeliano al cinema e alla cultura israeliani, e agli appelli di alcune parti della comunità cinematografica internazionale a boicottarci, la selezione di ‘The Sea’ rappresenta una risposta potente e risonante. Sono orgoglioso che un film in lingua araba, nato dalla collaborazione tra israeliani e palestinesi, rappresenti Israele nella competizione per gli Oscar”.

Manovra, Orsini: 8 mld l’anno per investimenti, no assalto a diligenza

Roma, 17 set. (askanews) – “Alla vigilia della manovra quello che ci preme è evitare l’assalto alla diligenza e lavorare con il governo per un piano triennale da 8 miliardi l’anno per sostenere gli investimenti, a partire da quelli in innovazione e digitalizzazione, con incentivi stabili, estendendo le semplificazioni burocratiche della Zes unica a tutta Italia. È necessario sostenere la patrimonializzazione e ridurre il carico fiscale delle imprese, occorre confermare e rafforzare il Fondo di Garanzia per le pmi e prevedere misure per attivare i risparmi di famiglie e investitori istituzionali a beneficio della nostra economia”. Ad affermarlo è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione dell’evento inaugurale Roadshow di Cdp e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’.

“La produttività del manifatturiero, locomotiva del Paese, torna ad arretrare dopo una fase di crescita sostenuta: nel 2023 ha registrato un -2,4%, segnale che impone una svolta sugli incentivi per la crescita e sugli investimenti”, ha spiegato Orsini.

Quarant’anni di musica al Suzuki Jukebox con Antonella Clerici

Milano, 17 set. (askanews) – La grande musica degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000, accende la prima serata Rai dal Palaolimpico di Torino con gli interpreti originali delle canzoni che negli anni ci hanno fatto sognare e ballare. Due serate evento in onda giovedì 18 settembre e venerdì 19 settembre in prima serata alle 21.30 su Rai1, condotte dalla straordinaria Antonella Clerici con la partecipazione di Clementino che, come una sorta di incursore, in alcuni momenti dello show, condurrà il pubblico in un viaggio fatto di groove, ritornelli e melodie dei fantastici quarant’anni di musica che Suzuki Jukebox – La notte delle hit vuole celebrare. Lo show andrà in simultanea su Radio2 con la conduzione di Martina Martorano e in diretta streaming su Rai Play.

La storia della musica italiana e internazionale dal vivo con un cast di grandi artisti che porteranno in scena l’energia delle loro hit storiche e di grande successo. Una celebrazione potente della musica che unisce, scalda e conquista, attraverso un viaggio nel tempo tra ricordi e canzoni simbolo di più generazioni. La grande festa di Suzuki Jukebox – La notte delle hit è pronta a far ballare il pubblico di ogni età, proveniente da tutta Italia, nell’evento musicale più atteso dell’anno!

Ecco la line-up ufficiale degli artisti, vere icone della musica nazionale e internazionale che calcheranno il palco, facendo prendere così forma alle due serate.

Giovedì 18 settembre: Anastacia, Gipsy Kings by Diego Baliardo, Michael Sembello, Alcazar, Le Vibrazioni, Zero Assoluto, Alexia, Leee John, Marco Ferradini, Fausto Leali, Tony Hadley.

Venerdì 19 settembre: Earth Wind & Fire Experience by Al McKay special guest Greg Moore, Cutting Crew, Andreas Johnson, Jenny from Ace of Base, Former Ladies of The Supremes, Boney M. – Maizie Williams, Gemelli Diversi, Rettore, Nomadi, Ryan Paris, Le Orme, Johnson Righeira, Paolo Belli.

Germania, lascia il carcere il principale sospettato della scomparsa di Maddie McCann

Roma, 17 set. (askanews) – Christian Brueckner, 48 anni, principale sospettato della scomparsa della bambina britannica Madeleine McCann, avvenuta in Portogallo nel 2007, ha lasciato oggi il carcere di Sehnde, nel nord della Germania, dove ha scontato una pena di sette anni per stupro. Stando a quanto riportato dai media tedeschi, l’uomo ha lasciato il carcere sull’auto del suo avvocato.

Nel 2019 era stato condannato per aver violentato una donna americana in Portogallo nel 2005. Lo stupro avvenne a Praia da Luz, la località turistica sulla costa meridionale del Portogallo dove Maddie, 3 anni, scomparve 18 mesi dopo.

La polizia tedesca indaga su Bruckner dal 2017, ma non ha raccolto prove sufficienti per un mandato di arresto o per l’incriminazione.

Fumetti, il 20 è Batman Day: la metro Ottaviano diventa Gotham City

Roma, 17 set. (askanews) – I fan del super-eroe “pipistrello” sono pronti a celebrare in tutto il mondo il Batman Day sabato 20 settembre 2025. Cuore dei festeggiamenti, un evento ai Warner Bros. Studio Tour Hollywood a Los Angeles: un’esperienza immersiva di un giorno, con un tour degli iconici studi Warner Bros. a tema Batman, per esplorare il dietro le quinte dei film, ammirare i costumi, i gadget e le diverse Batmobile originali provenienti dai Warner Bros. Discovery Global Archives and Preservation Services.

Era il 1939 quando sul fumetto DC Detective Comics #27 faceva la sua prima apparizione Batman, uno dei personaggi a fumetti più longevi al mondo. Bruce Wayne, capace di distinguersi non per i superpoteri ma per la sua intelligenza, abilità e ingegno tecnologico, nel corso di questi 86 anni è diventato una star della cultura pop, tra fumetti, programmi tv, cartoni animati, film e molto altro.

In Italia per celebrarlo per due settimane, fino a domenica 28 settembre, i fan avranno la possibilità di immergersi nel mondo di Batman. La stazione della metropolitana Ottaviano di Roma per l’occasione sarà tematizzata con un mix affissioni fisiche e digitali per ricreare le atmosfere di Gotham City, tutte ispirate a elementi leggendari dell’universo di Batman come l’Arkham Asylum o Iceberg Lounge. Sabato 20 settembre le celebrazioni saranno annunciate con un’edizione straordinaria della The Gotham City Gazette e l’artista Solo&Diamond realizzerà direttamente in metropolitana un’opera dedicata al più grande detective del mondo e al tema “Be The Hero”, che vuole essere un invito a seguire le orme del personaggio e diffondere il bene anche senza superpoteri.

Ma i festeggiamenti in Italia non finiscono qui: sono previsti programmazioni televisive e attività ad hoc, videogames, uscite editoriali, iniziative retail e prodotti tematizzati. In tv, proprio il 20 settembre, su Boing ci sarà una maratona di episodi dello show “Teen Titans Go!”, con protagonista Batman, dalle 8.30 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 19.30. Su Cartoonito invece la maratona di episodi della serie animata “Batwheels”, con i veicoli della Bat-Family, che verrà anticipata dallo speciale “L’origine segreta delle Batwheels” a partire dalle 13.40. Su Boomerang, da lunedì 15 settembre, parte la settimana dedicata a Batman, con nuovi episodi di “Batwheels”, mentre sabato 20 settembre, giorno del Batman Day, ci sarà una maratona pomeridiana della serie che anticiperà i nuovi episodi.

Durante il Batman Day i fan del Cavaliere Oscuro potranno scoprire di più su questo personaggio. Sui canali del gruppo Warner Bros. Discovery Italia – Food Network, DMAX, e Warner TV, nell’arco dell’intera giornata, verranno proposte su schermo curiosità e approfondimenti su Batman con grafiche dedicate alle celebrazioni del Batman Day.

Warner Bros. Games, TT games, DC e LEGO Group hanno recentemente annunciato l’uscita nel 2026 di LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, il nuovo videogioco open world d’azione e avventura che invita i giocatori a seguire Bruce Wayne nel suo epico viaggio per diventare l’eroe di Gotham City. Uscirà nel 2026 per PlayStation5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC su Steam ed Epic Games Store.

Inoltre, Panini Comics celebra la sua potenza narrativa; nel volume antologico Batman Day 2025 – I tanti volti del Cavaliere Oscuro cinque storie raccontano le più importanti sfaccettature dell’eroe di Gotham per neofiti ed esperti: dal mystery ambientato all’estero in cui Batman fa il detective alle storie gotiche in cui lo vediamo alle prese con situazioni al limite del soprannaturale.

Durante il mese di settembre, per celebrare il Batman Day, i principali store di giocattoli prevederanno una speciale promozione che prevede un omaggio a tema Batman. Inoltre, Warner Bros. Discovery Global Consumer Product (WBDGCP) annuncia una collezione di prodotti dedicata al mondo di Batman, in collaborazione con OVS, Spin Master, Mattel e Lego.

Il Papa, profonda vicinanza al popolo di Gaza. Situazione inaccettabile. Subito cessate-il-fuoco

Città del Vaticano, 17 set. (askanews) – “Esprimo la mia profonda vicinanza al popolo palestinese di Gaza, che continua a vivere nella paura e a sopravvivere in condizioni inaccettabili, costretto con la forza a spostarsi ancora una volta dalle proprie terre”. Così Papa Leone al termine dell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro chiedendo nuovamente il cessate-il-fuoco.

“Davanti al Signore Onnipotente, che ha comandato ‘non ucciderai’ e al cospetto dell’intera storia umana ogni persona ha sempre una dignità inviolabile da rispettare e da custodire”, ha poi detto il Pontefice.

“Rinnovo l’appello al cessate-il-fuoco, al rilascio degli ostaggi, alla soluzione diplomatica negoziata, al rispetto integrale del diritto umanitario internazionale. Invito tutti ad unirsi alla mia accorata preghiera, affinché sorga presto un’alba di pace e di giustizia”, ha, quindi, concluso Papa Leone.

Euro digitale, Cipollone: modernizzare la moneta di banca centrale

Roma, 17 set. (askanews) – La digitalizzazione “sta limitando il ruolo del contante e aumentando la nostra dipendenza da fornitori di servizi di pagamento digitali non europei”. In questo quadro Bce e Eurosistema delle banche centrali vogliono “modernizzare la moneta di banca centrale”, e il progetto chiave su cui puntano in questo ambito è quello dell’euro digitale. Lo ha spiegato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce, dove ha la delega sui sistemi di pagamento, durante un video collegamento con il comitato esecutivo dell’Abi, riunito a Milano.

Oltre all’euro digitale le banche centrali dell’area valutaria lavorano su nuove tecnologie per il regolamento di operazioni all’ingrosso e sull’interconnessione transfrontaliera con le giurisdizioni non Ue. Questo mentre “la tokenizzazione e la tecnologia a registro distribuito (distributed ledger technology, Dlt) potrebbero rivoluzionare le operazioni finanziarie”. Al momento “nessuna soluzione di pagamento europea consente di effettuare pagamenti digitali in tutta l’area dell’euro”, ha detto Cipollone.

Inoltre “nuove attività di regolamento potrebbero reintrodurre frammentazione e rischio di credito”, mentre “le tensioni geopolitiche stanno accrescendo i rischi di frammentazione nel sistema finanziario mondiale”.

Secondo Cipollone, l’euro digitale offrirebbe maggiore praticità quotidiana, essendo disponibile per tutti e, avendo corso legale, accettato in tutta l’area dell’euro per qualsiasi pagamento digitale. Inoltre “standard e rete di accettazione aperti offrirebbero una piattaforma per l’innovazione e portata paneuropea”. E anche la governance per la sua gestione sarebbe europea, posto che l’euro digitale offrirebbe anche funzionalità offline.

L’euro digitale sarebbe una versione digitalizzata della valuta di banca centrale (Cbdc), strumento su cui puntano l’Ue, con la Bce e la Commissione europea, e su cui stanno lavorando diverse economie nel mondo, tra cui la Cina o il Brasile. Non è invece nei piani degli Stati Uniti: qui infatti l’amministrazione Trump ha esplicitamente vietato alla Federal Reserve e alle altre agenzie federali di sviluppare Cbdc, additandole, in un ordine esecutivo del gennaio scorso, come “una minaccia alla stabiltà finanziaria, al diritto alla riservatezza dei cittadini e alla stessa sovranità Usa”.

Gli Usa puntano piuttosto sulle Stablecoin, una tipologia di criptoasset che cercano di offrire stabilità nel valore aggancaindosi ad un attivo sottostante, nel caso degli Usa il dollaro o titoli di Stato in dollari. Quasi specularmente nella Ue le stablecoin vengono viste con aperta diffidenza, sia perché collegate al volatile e a volte opaco universo delle cripto, sia perché generalmente ritenute un mezzo che potrebbe essere utilizzato per entrare in competizione con la moneta sovrana dei Paesi Ue e in particolare dell’eurozona. (fonte immagine: ECB).

Schlein: Parlamento umiliato per coprire divisioni maggioranza

Roma, 17 set. (askanews) – “Avete proceduto su questa riforma a suon di forzature umiliando il Parlamento e i vostri stessi parlamentari: quando si è mai vista una riforma costituzionale che nei quattro passaggi d’aula non subisce nemmeno una minima modifica?”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in aula alla Camera nel corso della seduta fiume sulla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati. “Chi ha scritto la Costituzione – ha ricordato – ha previsto quattro passaggi proprio per ascoltare e riflettere, per favorire il dialogo tra maggioranza e opposizione. Ci troviamo invece oggi a fare questa discussione da soli”.

“Avete blindato la riforma: l’avete blindata per la vostra debolezza, per le vostre divisioni, avete respinto ogni emendamento, anche quelli di buon senso come quello sulla parità di genere nel sistema elettivo del CSM: non avete ascoltato non soltanto noi dell’opposizione, ma nemmeno gli autorevoli e trasversali pareri di esperti delle associazioni dei giuristi, non avete tenuto in considerazione le audizioni. Avete ignorato i numerosi appelli di costituzionalisti e penalisti”, ha incalzato Schlein.

“La verità – ha concluso – è che a voi non sta a cuore il buon funzionamento dello Stato, non vi interessa affrontare i problemi reali della giustizia e degli italiani: vi serve questa riforma come baratto al vostro interno per uno scambio di potere indecente tra giustizia, premierato e autonomia differenziata che è l’unico collante che tiene insieme questo governo. Con quale irresponsabile e colpevole leggerezza state mettendo mano ai pesi e contrappesi sani della Costituzione che reggono la nostra democrazia? Non vi guida il bene dei cittadini, ma la sete di potere, non l’amore per la giustizia, ma la furia ideologica di chi si vuole innalzare al di sopra della legge e della giustizia e dei giudici”.

Il Volo annuncia il ritorno Live nei palasport nel 2026

Milano, 17 set. (askanews) – Il Volo ha annunciato, direttamente dal palco dei Tim Music Awards, il ritorno Live nei palasport 2026 (prodotto da Friends & Partners), cinque nuovi appuntamenti nei principali palazzetti italiani; il trio partirà il 7 dicembre 2026 da Milano @ Unipol Forum, e proseguirà il 12 dicembre a Firenze @ Nelson Mandela Forum, il 17 dicembre a Roma @ Palazzo dello Sport, il 19 dicembre a Torino @ Inalpi Arena, e concluderà il tour il 20 dicembre a Bologna @ Unipol Arena.

Sarà un’occasione unica per assistere dal vivo alle straordinarie performance di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, che chiuderanno l’anno con una serie di appuntamenti all’insegna della tradizione musicale italiana.

L’annuncio di Live nei palasport 2026 arriva dopo la partecipazione a Grace for the World, un evento musicale e televisivo di portata mondiale in Piazza San Pietro, in cui Il Volo è stato l’unico ospite italiano insieme ad importanti artisti internazionali. Il 2025 è stato un anno straordinario per il trio, che è stato protagonista a maggio di Tutti per uno – Viaggio nel tempo, il loro show insieme a numerosi ospiti nel prestigioso Palazzo Te di Mantova, commemorativo del cinquecentenario della costruzione, e dopo la pubblicazione il 29 agosto di Live At The Valley Of The Temples, l’album live registrato nel suggestivo Tempio della Concordia nella Valle dei Templi di Agrigento.

Prima di queste date italiane, tra ottobre e dicembre 2025 Il Volo sarà protagonista di Live In Concert, un tour che toccherà le principali capitali europee e l’America Latina, confermando il loro status di ambasciatori della musica italiana nel mondo.

Le prevendite per le nuove date di LIVE NEI PALASPORT 2026 sono disponibili su Ticketone. Ulteriori informazioni su: https://www.friendsandpartners.it/

www.ilvolomusic.com – www.instagram.com/ilvolomusic/?hl=it – www.facebook.com/ilvolomusic/



Nato, Rutte incontra Rama su nuovo porto militare in Albania

Milano, 17 set. (askanews) – “L’Albania è un alleato fedele. Quest’anno l’Albania raggiungerà il 2% di spesa per la difesa,il che è un grande impegno”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in una conferenza stampa con il Primo Ministro albanese Edi Rama a Bruxelles, che ha ringraziato definendolo anche “un amico personale”. Rama a sua volta ha parlato di un rilancio dell’industria della difesa nazionale. “Vogliamo fare di più, e ora stiamo avviando una rinascita della nostra industria militare, siamo molto ansiosi di discutere del lavoro ulteriore che potremmo fare per rendere possibile il nuovo porto militare di “Greenfield” a Porto Romano” ha detto Rama. “Siamo qui anche per discutere insieme di come possiamo accedere al Programma Safe dell’Unione Europea, che, in termini di sicurezza, va oltre il perimetro dei paesi dell’UE e può essere vantaggioso anche per i paesi NATO in Europa”, ha detto Rama.

Porto Romano è un simbolo del nuovo corso militare dell’Albania e posiziona Tirana come attore all’interno della NATO, grazie anche alla sua posizione geografica strategica. Il progetto include anche lo sviluppo di infrastrutture stradali e ferroviarie connesse al porto, rendendolo un punto fondamentale per eventuali operazioni sul Fianco Est della NATO. Recentemente la nave comando della Sesta Flotta degli Stati Uniti, ‘Uss Mount Whitney’, è attraccata a Porto Romano e il fatto è stato segnalato dall’ambasciata degli Stati Uniti d’America a Tirana come “una nuova fase della modernizzazione militare dell’Albania”.

Rutte ha sottolineato a più riprese quanto Tirana stia facendo per l’Ucraina. “L’Albania – ha notato Rutte – sta sviluppando la sua base industriale per la difesa, anche attraverso le sue imprese statali, il che è importante, perché abbiamo bisogno di una base industriale per la difesa più solida in tutta la NATO. State aiutando molto sull’Ucraina, ad esempio, attraverso i nostri comandi a Wiesbaden, dove abbiamo una delegazione albanese, ma anche attraverso la formazione linguistica per piloti da caccia e tecnici”.

Per poi aggiungere: “Partecipate alle forze terrestri straniere in Lettonia e Bulgaria. Siete attivi in Kosovo attraverso la KFOR, quindi state davvero dando il massimo, anche se l’Albania non è l’alleato più grande, ma sta facendo molto, e quindi voglio davvero ringraziarvi per essere un alleato così forte”.

“Sappiamo che la NATO può contare sull’Albania. Sapete che l’Albania può sempre contare sulla NATO”, ha chiosato Rutte.

Lagarde: finanza non bancaria salita al 400% del Pil dell’area euro

Roma, 17 set. (askanews) – Per l’insieme dei Paesi dell’area euro, la dimensione complessiva del settore della finanza non bancaria è lievitata al 400% del Pil oggi, a fronte del 140% cui si attestava nel 1999. Ora i gruppi della finanza non bancaria – come fondi pensione, fondi speculativi fintech e altre entità che non hanno licenza bancaria – rappresentano il 60% dell’intera finanza nell’area valutaria e sono profondamente collegati con le stesse banche. Lo ha rilevato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde nel suo intervento in apertura della 10cima conferenza sulla ricerca dell’istituzione.

“I settori bancari e non bancari non stanno solo cambiando rapidamente, sono anche altamente interconnessi. Ad esempio nell’area euro l’esposizione delle banche ad attività delle non banche sono considerevoli e, in media – ha detto – rappresentano il 10% del totale degli attivi totali delle banche più rilevanti”.

A tutto questo si aggiunge il fatto che “la tecnologia amplifica sia la velocità sia la portata con cui questi rischi si materializzano”, ha proseguito. Ha citato il marzo del 2023 quando tre banche statunitensi collassarono in pochissimo tempo, circa cinque giorni. Si trattava di istituzioni profondamente legate alle fintech e alle aziende tecnologiche californiane.

Il tema della finanza non bancaria è al centro della prima sessione di lavori della conferenza dell’istituzione, la seconda riguarda le banche.

“Le autorità di vigilanza devono restare in guardia sui rischi per la stabilità finanziaria, facendosi aiutare dalla ricerca di punta. Questi rischi possono presentarsi sotto nuove spoglie, mentre le aziende utilizzano terminologie oscure, o nascondersi nel linguaggio dell’innovazione. Ma in sostanza i rischi di fondo sono i soliti sospetti: liquidità, leva finanziaria , rischi di fuga di capitali per le banche e rischi di corse al ritiro e sulle riserve per le Stablecoin”, ha concluso.

La formazione al centro della 21esima Giornata del Contemporaneo

Roma, 17 set. (askanews) – Sabato 4 ottobre 2025 si celebra la ventunesima edizione della Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione annuale promossa da AMACI con il sostegno della Direzione Generale Creativit Contemporanea del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

In occasione della conferenza stampa, il presidente di AMACI Lorenzo Balbi ha illustrato la tematica del 2025 e la scelta dell’immagine del manifesto affidata al collettivo Atelier dell’Errore: “Un cenno al tema di quest’anno. Come sapete, da qualche anno con le direttrici e i direttori dei musei AMACI, dei 26 musei pubblici di arte moderna e contemporanea italiane, abbiamo deciso di dare un tema, un tema trasversale che possa in qualche modo unire tutte le realt che partecipano alla Giornata del Contemporaneo. Quest’anno il tema scelto quello della formazione, una formazione intesa come un processo ampio e plurale che attraversa educazione, ricerca, scambio di esperienze e sapere. Una riflessione appunto che abbiamo condiviso con le direttrici e i direttori dei musei in continuit con la giornata di studi online che stata organizzata dall’associazione a marzo scorso dal titolo “Studiare al museo, studiare il museo”, un momento di importante studio e approfondimento a cura di Elisabetta Barisoni ed Emma Zanella che stato un po’ anche lo spunto per capire come approcciare un tema e aumentarne la portata proprio attraverso la Giornata del Contemporaneo. Da anni i musei di arte contemporanea attraverso le artiste e gli artisti e i loro dipartimenti portano avanti un impegno costante sul fronte della formazione per favorire una pi ampia conoscenza e comprensione dell’arte. Ma con questa Giornata del Contemporaneo desideriamo compiere un passo ulteriore, oltre questa consapevolezza, immaginare che la formazione sia uno strumento, un processo realmente condiviso che non fluisce soltanto dai musei e dalle istituzioni culturali verso i propri pubblici, ma che si alimenta dalle domande, dalle suggestioni, dalle urgenze, dalle prospettive che provengono dai pubblici stessi. questo un po’ l’ambito che vogliamo lanciare come messaggio di questa 21 Giornata del Contemporaneo. Solo in questo modo pensiamo che il dialogo che si instaura possa essere autentico, continuo e reciproco, capace di rendere i musei luoghi sempre pi vivi e partecipati. Dal 2006 AMACI affida a un artista di rilievo, a un collettivo di rilievo nazionale, internazionale, italiani, la realizzazione dell’immagine guida della manifestazione. Per l’edizione 2025 le direttrici e i direttori dei musei AMACI hanno ritenuto che la commitenza pi giusta visto anche il tema che vogliamo affrontare con questa giornata del contemporaneo era all’Atelier dell’Errore. Il 4 ottobre alla GAMeC, galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo, museo AMACI, inaugurer una grande mostra antologica sui primi dieci anni del collettivo Atelier dell’Errore 2015-2025″.

Il Papa ai leader religiosi: impegno comune per la pace, uniti per difendere la dignità umana"

Roma, 17 set. (askanews) – “Il futuro che immaginiamo – un futuro di pace, fraternità e solidarietà – richiede l’impegno di tutte le mani e di tutti i cuori. Quando i leader religiosi si uniscono per difendere i più vulnerabili della società, piantano alberi per prendersi cura della nostra casa comune o alzano una voce unitaria a sostegno della dignità umana, testimoniano la verità che la fede unisce più di quanto divida. In questo modo, la sinergia diventa un potente segno di speranza per tutta l’umanità, rivelando che la religione, nella sua essenza, non è fonte di conflitto, ma fonte di guarigione e riconciliazione”. Così Papa Leone XIV in un messaggio, in inglese, ai leader delle religioni mondiali e tradizionali riuniti da oggi 17 settembre ad Astana, in Kazakhstan, fino al 18, per l’VIII Congresso. Un evento al quale nel 2022 partecipò anche Papa Francesco.

“La ‘sinergia per il futuro’ – scrive ancora Prevost – non è uno slogan astratto, ma una realtà viva che ha già dato i suoi frutti” e “la sinergia religiosa possa promuovere la pace e la convivenza globale. Abbiamo assistito allo stesso spirito nell’ultima riunione di questo Congresso nel 2022, dove leader di diverse fedi, tra cui Papa Francesco, si sono riuniti per condannare la violenza e l’estremismo, sostenere la cura dei rifugiati e invitare tutti i leader a lavorare insieme per la pace. Questi impegni di alto livello si riflettono in azioni concrete: quando si verificano disastri naturali, quando i rifugiati sono costretti a fuggire o quando le famiglie soffrono di povertà estrema e fame, le comunità religiose spesso si uniscono, lavorando fianco a fianco per portare sollievo e speranza a chi ne ha più bisogno”.

“Preghiamo fianco a fianco, serviamo spalla a spalla e parliamo con una sola voce ovunque sia in pericolo la dignità umana”, conclude Leone XIV.

Ucraina, Zelensky: serve una posizione chiara di Trump. Incontrare Putin in Alaska è stato un errore

Roma, 17 set. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel corso di un’intervista rilasciata alla giornalista Yalda Hakim di Sky News, ha chiesto al presidente statunitense Donald Trump una “posizione chiara” sulla fine della guerra.

“Prima di porre fine alla guerra, voglio davvero che tutti gli accordi siano in vigore. Voglio avere un documento che sia sostenuto dagli Stati Uniti e da tutti i partner europei. Questo è molto importante. Per far sì che ciò accada, abbiamo bisogno di una posizione chiara da parte del presidente Trump”, ha osservato il presidente Zelensky nel corso dell’intervista con Yalda Hakim.

In merito al rapporto tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, Zelensky ha affermato che, secondo lui, il vertice in Alaska è stato un errore, in quanto ha aiutato a riabilitare il Cremlino e non ha portato effetti per la pace. “Credo che l’incontro in Alaska (tra Putin e Trump, ndr) sia stato un errore. Ha dato molto a Putin” ha rappresentato il presidente Zelensky, sottolineando che si sarebbe potuto ottenere molto di più per la pace con un incontro trilaterale.

Secondo il presidente ucraino è fondamentale che gli Stati Uniti “non diano spazio a Putin, sennò non sentirà mai la necessità di interrompere questa guerra”. Per fermare le ostilità, ha osservato Zelensky, è necessario usare la forza, “l’unico linguaggio che comprende” il Cremlino.

Infine, in merito allo sconfinamento nei cieli polacchi da parte dei droni russi, Zelensky ha sostenuto che Mosca “sta mettendo alla prova la Nato”. “Vuole vedere a cosa è pronta, di cosa è capace, sia diplomaticamente che politicamente, e come reagirà la popolazione locale”, ha aggiunto.

“Inoltre, secondo me, l’altro messaggio che stanno inviando è: ‘Non osate fornire all’Ucraina ulteriori sistemi di difesa aerea, perché potreste averne bisogno voi stessi'”, ha precisato il capo di Stato ucraino.

Forze invisibili e caso, le installazioni cinetiche di Yuko Mohri

Milano, 17 set. (askanews) – Assemblaggi, sculture cinetiche, oggetti trovati, strani strumenti musicali che reagiscono a fenomeni naturali, l’elemento del caso come motore della creazione artistica. Pirelli HangarBicocca ha presentato, con il consueto sguardo trasversale e internazionale sulle pratiche contemporanee, la mostra “Entanglements” della giapponese Yuko Mohri. “Ho incontrato molti bellissimi momenti in questo spazio – ha detto l’artista ad askanews – e ho portato sette progetti dal Giappone e ho cercato di installarli nel miglior modo possibile affinch collaborassero tra loro nell’esposizione”.

La mostra la pi estesa personale di Mohri mai realizzata in Europa. Il titolo, letteralmente “intrecci, grovigli”, evoca i legami invisibili e le interazioni complesse che esistono e sussistono tra oggetti, forze, suoni e persone. A curarla, insieme a Vicente Todol, stata Fiammetta Griccioli. “Ci invita a guardare come le forze invisibili che ci circondano – ci ha spiegato a curatrice – come l’aria, la forza di gravit, i campi elettromagnetici, la polvere, sono in realt elementi fondamentali del nostro quotidiano. Lei rende questi elementi visibili attraverso le sue installazioni cinetiche che con ironia dialogano tra di loro”.

L’artista vuole creare un’unica scenografia visiva e sonora attraverso una programmazione imprevedibile delle opere presenti per dare vita a un’esperienza collettiva, cinetica e acustica per i visitatori. L’idea guida di ciascuna installazione sta in un elemento che svolge il ruolo di forza motrice per innescare e attivare un particolare circuito dinamico. “Per esempio in mostra abbiamo l’opera Flutter – ha aggiunto Fiammetta Griccioli – in cui un acquario con dei pesci rossi che diventano i compositori di quest’opera. Attraverso il loro moto perpetuo all’interno dell’acquario e dei sensori posti i pesci attivano un antico organo centenario della Yamaha che Yuko Mohri ha modificato per l’occasione”.

Il percorso tra le installazioni immaginato come uno spazio organico, contorto e intrecciato attraverso alcune parole chiave: errore, improvvisazione e feedback. Termini che, gi cos, tramettono una forte sensazione di provvisoriet, incertezza e opportunit. Che spesso sono le condizioni necessarie per creare arte interessante.

“Per motivi di sicurezza”

Nell’ottobre del 1940 i tedeschi istituirono a Varsavia un ghetto riservato al mezzo milione di ebrei presenti, per separarli dal resto della popolazione. La gestione dell’area fu affidata ad autorità ebraiche locali.

La sopravvivenza nel ghetto peggiorava di giorno in giorno, i viveri venivano gradatamente rastremati, bambini senza più genitori giacevano moribondi sui marciapiedi.

I nazisti presero spunto da un gruppo di resistenti armati per rompere gli indugi e decidere “per ragioni di sicurezza” lo smantellamento definitivo di tutto il ghetto.

Un linguaggio che si ripresenta

La direttiva fu emanata da Heinrich Himmler: Himmler, e nel suo grottesco buon senso è un manifesto che da sempre contrassegna queste tragedie:

«Per motivi di sicurezza ordino che il ghetto di Varsavia sia smantellato, dopo aver trasferito all’esterno il campo di concentramento e avere in precedenza utilizzato tutte le parti delle case e i materiali di qualsiasi tipo che possono comunque servire. La demolizione del ghetto e lo spostamento del campo di concentramento sono necessari, perché altrimenti non porteremo mai la calma in Varsavia e, permanendo il ghetto, non si potrà estirpare la delinquenza». (16 febbraio 1943)

Gli Stroop della storia

L’operazione fu affidata a Jūrgen Stroop, generale SS, un tipo deciso e tracotante, senza le turbe del comandante di Auschwitz Rudolph Höss.

Cominciò il 19 aprile 1943: masserizie giù dalle finestre, quartieri incendiati, popolazione deportata.

Fu dichiarata conclusa il 16 maggio, quando Stroop mandò un catalogo (Rapporto Stroop) di foto a Berlino con la scritta: «Il ghetto non esiste più».

Catturato, fu impiccato a 57 anni, nel 1952, nei luoghi stessi del ghetto.

Nota redazionale

In copertina l’immagine di Jürgen Stroop e qui si può leggere il suo ritratto biografico.

https://www.liberationroute.com/it/stories/452/jurgen-stroop

Camminare insieme, oppure separati e da soli?

Ci sono momenti nella storia degli Stati in cui è necessario essere più uniti possibile, evitando i particolarismi provocati soprattutto dai leader e dalle lotte politiche fra i tanti gatti e le tante volpi presenti nei partiti. Quello che viviamo è uno di questi momenti. Non è forse un caso che, a tale proposito, Aldo Cazzullo nel suo ultimo libro su Francesco d’Assisi citi la metafora realistica di Bergoglio della “stessa e unica barca” dove dobbiamo salire tutti, dal momento che “…nessuno si salva da solo”.

L’identità e il rischio del localismo

Mescolare vini diversi e di gusto distinto è un gran peccato. Si sa: ogni vino ha infatti le sue caratteristiche e la sua identità, financo territoriale. Diciamola allora tutta senza scandalizzare. Perché è un’operazione veramente difficile traslocare nella società politica questo paradigma caratteristico del pluralismo enotecario senza cadere nella trappola dell’identitarismo localistico, recintato e sbarrato: segno di un romantico sovranismo nazional-patriottico delle differenze. Quello senza “ponti”, ma fuori dalla storia; e quello con alti “muri” di protezione filo-spinati, ma fuori dalla realtà.

La diversità dei vini esiste. E l’eterogeneità dei gusti è il frutto di un reale pluralismo di terre, uve, aromi e profumi. Un pluralismo che, traslato nella società, ha anche un suo concreto riscontro. E, con tutte le dovute distinzioni, un riscontro anche descrittivo, sociologico e antropologico, che bisogna però sempre saper maneggiare e interpretare con pinze e guanti sterilizzati.

Una società plurale

La società nella sua articolazione non è mai un corpo antropologico unico e solido, uno spazio di vita compatto e omogeneo. Anche se, spesso fraintendendo in maniera tragica, si trasforma in una distinzione di razze, territori, lingue e tradizioni da non contaminare e disturbare.

Una società plurale, la nostra, dunque. Che, secondo una vulgata crescente, bisognerebbe lasciare in pace nel suo cantuccio geopolitico e culturale. Respingendo o isolando in Albania gli stranieri e gli emigranti – tutti delinquenti, come ripete Salvini – che intendono entrare. Governando con lungimiranza gli sbarchi, ma mettendo nel conto che il nostro Paese è in progressiva decrescita demografica, e che l’Italia del futuro avrà bisogno di giovani.

Dalla polis al comunitarismo

Un punto centrale del Demos e della Polis iniziali, di origine greca, da cui ha poi preso le mosse la democrazia moderna, è stato infatti sempre quello di interpretare, rappresentare e rispettare al meglio le città. Le diversità locali e il popolo della città, le persone dei diversi luoghi dove si è nati, si vive e si lavora.

Il comunitarismo è nato sul finire dell’800, frutto della dicotomia “Comunità e Società” proposta da un bravo sociologo tedesco: Ferdinand Tönnies (Gemeinschaft-Gesellschaft, 1887). Questo studioso, anche se radicalizza un poco la differenza dei rapporti sociali fra i due termini e nasconde un rimpianto verso una realtà comunitaria preindustriale e settecentesca, fa comunque capire le trasformazioni culturali e sociali in atto ai suoi tempi, con le quali dovevano – e dobbiamo ancora oggi – fare sempre i conti.

Una Società composta da individui separati e isolati, ognuno che pensa ai fatti suoi; e una Comunità fatta di persone in relazione, che pensa anche ai fatti degli altri. Una Società dell’“IO” e una Comunità del “NOI”.

Localismi e bene comune

Differenze tra locale e generale ce ne sono. Ma il loro rispetto andrebbe bene sino a quando il locale non si chiude a riccio e non si isola, a volte geloso della sua specifica diversità. Sino a quando, insomma, non si trasforma in localismi molto ben definiti dalla Treccani come “…tendenza a impostare e risolvere i problemi di natura politica o sociale da un punto di vista angustamente locale, senza tenere conto della situazione generale…”.

Localismi, per farla breve, che pensano solo al bene particolare dei pochi, e non al bene comune dei molti. Come ha tentato di fare la Lega di Bossi con la sua “Padania Libera” e con il seguito delle “Autonomie differenziate” di Salvini. Tutto questo però si è proposto perché si è guardato solo allo spazio locale.

Quando però si alza lo sguardo e si sale un solo gradino guardando alla società globale entro cui oggi viviamo, e con la quale dobbiamo misurarci con tutti i suoi venti di guerra sulla scena e con quelli che si prevedono, dobbiamo per forza cambiare i paradigmi del localismo e di quelle differenze fra nemici interni, utili solo alla lotta politica interna e alle elezioni.

La sfida sovranazionale

C’è una dimensione sovralocale, sovracomunitaria e sovranazionale, geopolitica, che arrivati a questo punto ci interpella e ci sfida, e con cui bisogna misurarsi. Che è assurdo pensare di affrontare con tante separate e solitarie barchette.

La prova più urgente è da subito quella europea, su cui Sergio Fabbrini – con la sua Europa da federare e unire politicamente – ci invita ogni santo giorno a riflettere dalle pagine del Sole 24 Ore.

E c’è una realtà che, tra le morse di due autocrati maniacali come Trump e Putin, ma non solo loro, ci preoccupa molto e ci spinge ad alzare lo sguardo per guardare lontano dal dito e dal nostro buon vino locale. Lontano dai localismi chiusi e circoscritti, dai partitini dello zero virgola, e dal sovranismo rispolverato, sollecitandoci a stare insieme e uniti il più possibile, pur nella dichiarata diversità.

Unità politica contro il narcisismo dei leader

Questa esigenza – urgente – deve anche sollecitare ad essere più coesi nelle weltanschauung, nelle risposte, negli obiettivi, perfino nei programmi dei partiti politici, senza cui la frammentazione divisiva fra amici e nemici sotto i nostri occhi avrà partita vinta.

Mi riferisco al finto pluralismo che viviamo. Quello che, ad esempio, abbiamo sperimentato nelle ultime elezioni con ben 27 partiti diversi che alcuni, per evitare il ridicolo, si sono coalizzati, e diversi solo per la faccia del leader fondatore del partito.

Credo molto poco che, di fronte alle rivoluzioni epocali dietro l’angolo e già avviate da tempo, ci possano essere 27 risposte diverse, a misura dei 27 leader sulla scena italiana, con 27 programmi, obiettivi e risposte differenti alle sfide comuni a tutti.

Mi auguro solo che si acquisti un poco di gusto verso quella dimenticata Fratelli Tutti, che si rispetti un sano pluralismo e una sana dialettica, rivolti al bene comune e non al narcisismo dei leader.

Le forze armate avanzano a Gaza City. L’esodo dei palestinesi: l’Idf apre nuova via a Sud

Roma, 17 set. (askanews) – Il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha annunciato ai residenti di Gaza City l’apertura di una “una via di transito temporanea” verso il sud della Striscia di Gaza a fronte dell’avanzata delle forze armate.

In un post su X, il portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha dichiarato che il transito attraverso Salah al-Din Street sarà possibile dalle 12 di oggi fino alle 12 di venerdì 19 settembre. Fino ad oggi gli abitanti di Gaza City hanno lasciato la città attraverso la strada costiera, mentre Salah al-Din Street è un’arteria interna alla Striscia.

La droga e il mastino di Basketville

Si legge sul Corsera che nei pressi di Milano c’è un parco chiamato delle Groane frequentato da tossici che ambulano come le anime dell’Inferno alla ricerca di una dose che è pari alla fatica di Sisifo: appena ti sei fatto devi cominciare da capo e non conosci tregua. È gente che non si astiene dal proprio impegno. Corpi che vagano in continuazione come anime morte. Hanno per legge di vita la costanza di introdursi in vena il solo futuro per loro possibile.

Il bosco chiamato parco

È una umanità persa che malgrado tutto non smarrisce mai la speranza di incontrare una dose che li rifocilli. In realtà si muovono in un bosco e sarà per questo che lo ingentiliscono in “parco”, una forma più domabile e che fa meno paura, dove è facile entrare e uscire e non brancolare fuori rotta.

La crocefissione della ragazza

Chi ha scritto l’articolo, se si fosse ben compreso, racconta di aver incontrato una ragazza che ha conosciuto una crocefissione diversa da come ce la figuriamo. L’albero è il corpo che muove tra gli arbusti puntando almeno l’ombra di uno spacciatore che possa farsi generosamente carne. La ragazza ha inchiodato sulla pelle della caviglia tre siringhe, neanche i soldati romani avrebbero saputo fare di meglio. Non si è fatta tre “pere”, ne sarebbe bastata una per soddisfarla almeno per un po’. Si è infilzata a quel modo per scaricarsi il rimasuglio di altri più fortunati che hanno potuto fare loro il pieno. In mancanza di soldi si prova a prendere un eventuale scampolo di goccia rimasta nei cilindri già usati di altri, fondi di siringhe che forse hanno ancora qualcosa da darle. Si tratta di lacrime più forti di quelle che avrebbe se restasse a secco.

L’armonia nera delle Groane

Da quelle parti c’è una bella armonia: si consumano dosi ed esistenze nella stessa misura, che vanno sotto braccio sapendo che ciascuna ha bisogno dell’altra. Quel posto prende il nome dalla presenza di alberi di ontano nero come è nero il buio che lo colora, una pianta che nasce a ridosso di rive o di terreni paludosi dove possono affondare i destini di un’umanità che sparirà lentamente evitando inutili schiamazzi. Tutto attorno le foglie morte sanno il fatto loro.

Tra crack e Baskerville

Lo chiamano parco forse perché sono parche le dosi che girano sulla sua terra, mai abbastanza per quante se ne desiderano. Il mercato è in affanno, le richieste sono sempre superiori all’offerta che, sbagliando, credono di fare loro la voce grossa.

Dicono che Groane stia anche per brughiera, qualcosa che ricorda la location de Il mastino di Baskerville che più fedelmente dovrebbe essere tradotto nel “Segugio di Baskerville”. Alle Groane non è la storia di un cane mostruoso che fa morire d’infarto il protagonista Sir Charles. Nelle Groane non ci sono nobili da far fuori ma poveri disgraziati che fiutano la pista di uno spacciatore per poi giocare semmai l’inutile arma della pietà, l’opposto di una espressione demoniaca. Chiedono allo spietato che le foraggia di essere ogni volta uccise per continuare a vivere finché possibile.

La spaccatura più pericolosa

Si sono trovate tracce di vita su Marte, forse si è di proposito trasferita su quel pianeta, che è privo di vegetazione in cui infrattarsi. Coppie in amore o volte alla morte non potranno nascondersi in alcun modo.

Andare per parchi è cosa da evitare. Un ragazzino di otto anni è stato massacrato da alcuni suoi coetanei con una spranga di ferro, direbbe la legge, per futili motivi. Non è chiaro dove fossero i genitori. C’è una droga che prende il nome di “crack”, una crepa che fa crepare chi la prenda per amica. C’è una spaccatura più pericolosa in cui si è caduti, la droga al suo cospetto è una inezia. È l’assurdo che non stupisce più nessuno.

Al tempo d’oggi meglio evitare di andare a piedi nudi nel parco, si potrebbe incontrare qualche crocefisso e perdere per sempre la fede.

Il fuoco di Annalisa, tra Borges ed Eraclito

C’è grande attesa per l’uscita, il 10 ottobre prossimo, del nuovo album della cantautrice Annalisa: “Ma io sono fuoco”. Un titolo di cui l’artista stessa e non pochi commentatori stanno già spiegando il senso. Vi è, ad esempio, il rimando a un brano del bellissimo saggio di Jorge Luis Borges “La nuova confutazione del tempo”. Le cose mutano e, insieme, tornano; cambiamo e restiamo noi stessi. Per dirla con Francesco Guccini, “io son sempre lo stesso, sempre diverso”. È il mito dell’araba fenice, che risorge dalle proprie ceneri. In altre parole: il fuoco brucia e divora, il fuoco fa rinascere. 

Del resto, il tema della metamorfosi è stato anticipato, tra l’altro, dal recente brano singolo della stessa cantante “Maschio”, intimamente legato al tema dell’empatia.

Insomma: non si tratta solo di un fenomeno del costume e del tempo libero. Come continua a insegnarci Kant, l’arte esprime quel che non si può propriamente concettualizzare e, in tal modo, dà da pensare. Allude, evoca, suggerisce. 

Proprio per questo, mi sento di rinviare “il fuoco di Annalisa” a quello di Eraclito, il filosofo di Efeso del VI-V secolo a.C., sul quale rifletto da anni. Poniamoci in ascolto di un frammento: “Questo ordine, lo stesso per tutte le cose, non è stato fatto da dio o da uomo, ma era ed è e sempre sarà fuoco eterno, che si accende secondo misura e si spegne secondo misura”. Il fuoco non è mai uguale a se stesso, muta in ogni istante, eppure è perenne. Come dire: il divenir altro da sé e il restar sestessi.

Ecco, forse anche la politica, per ricongiungersi alla vita delle persone in carne e ossa, dovrebbe porgere cuore e orecchio a fenomeni e considerazioni del genere: altrimenti, come affrontare questioni come l’identità e l’alterità, il disagio dei ragazzi, degli anziani o di tantissime donne, l’incredibile accelerazione della velocità dei cambiamenti, i vissuti di smarrimento individuali e collettivi?

 

Giovagnoli: “La democrazia è minacciata da paura e sovranismi”

«Se guardiamo a molti Paesi del mondo di oggi, la democrazia non è necessariamente la soluzione perfetta per ogni cosa». Papa Leone XIV lo indica nell’intervista rilasciata a Elise Ann Allen per il libro León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI, in uscita il 18 settembre e di cui ieri, 14 settembre, sono stati pubblicati, da Crux ed El Comercio, alcuni estratti. Prevost sottolinea a questo proposito, e in relazione alla vita della Chiesa, la necessità che si preservi il concetto della «sinodalità», necessaria «per andare avanti insieme». Concetti resi noti alla vigilia dell’odierna Giornata internazionale della democrazia, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007, con la convinzione della necessità di doversi fermare ogni anno a riflettere sullo stato di salute della democrazia nel mondo, che oggi appare quanto mai essere una irraggiungibile aspirazione. «I segnali d’allarme non sono stati ascoltati — spiega Agostino Giovagnoli, storico, professore emerito all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano — e ora individualismo, neoliberismo, populismo e sovranismo, stanno erodendo la democrazia».

Professor Giovagnoli, l’allarme che viene espresso ripetutamente, da più parti, riguarda i rischi che la democrazia corre, in Europa e non solo. Più volte sono stati denunciati segnali di derive autoritarie e violente. Segnali che nel tempo sono stati forse sottovalutati. Cosa raccoglie oggi il mondo?

Credo che queste riflessioni siano state sostanzialmente dei segnali d’allarme, purtroppo però spesso inascoltati, cioè non abbiamo voluto credere che la democrazia, e anche la pace che ad essa è legata, fossero davvero in pericolo. Non abbiamo capito che l’individualismo stava corrodendo la democrazia, che il neoliberalismo da una parte, il populismo dall’altra, sono entrambi delle contraffazioni della democrazia, quindi dei tarli che la erodono dall’interno senza che si veda questo processo. Non abbiamo voluto credere che il sovranismo è un grande pericolo per la democrazia. Segnali diversi su questioni diverse, ma tutti convergenti nel metterci in guardia. È evidente che la situazione è molto difficile, per non dire drammatica. I fatti ci costringono ad aprire gli occhi e ci costringono a prendere posizione, perché la crisi di democrazia è radicale, quindi, per certi versi, credo che oggi sia di nuovo un tempo di impegno e di scelte, in cui dobbiamo far tesoro di queste riflessioni, di questi segnali d’allarme che forse non abbiamo ascoltato abbastanza, perché oggi se li mettiamo insieme, ci permettono di avere un quadro chiaro della situazione e quindi, diciamo, in qualche modo di svegliarci da un sonno che, a questo punto, sta diventando molto pericoloso.

Si è ipotizzato più volte che potesse spesso esserci la paura all’origine degli attuali, spesso atroci, comportamenti umani, così come dell’incapacità di reagire traendo lezione da un passato spesso fatto di guerre, dittature, orrori, persecuzioni e massacri. È possibile, secondo lei, che ci sia la paura all’origine di tanta dilagante disumanità? Perché la democrazia non riesce a farsi largo, a guadagnare terreno?

La paura è sicuramente un problema. Da un lato è una risorsa, la paura serve per allarmare il nostro corpo e il nostro organismo di fronte a un pericolo. In realtà, viene però spesso strumentalizzata e rilanciata, enfatizzata, per cui quella che è una reazione istintiva, che ha una sua ragion d’essere, blocca anche una riflessione, che invece è fondamentale. In altre parole, se noi abbiamo la sensazione di correre un pericolo, la prima cosa che ci viene in mente, istintivamente, è difenderci colpendo l’avversario, e quindi si genera un ciclo vizioso, perché paura vuol dire colpo su colpo, e quindi poi paura che cresce all’infinito. E i nemici della democrazia lo sanno molto bene, tant’è vero che la sfruttano, la strumentalizzano e così via. Dunque, per certi aspetti, dobbiamo aver «paura della paura», capirne le cause, che ci sono naturalmente, e che sono profonde, va capito che è effettivamente in corso una destrutturazione di un ordine mondiale che poi è una destrutturazione delle nostre società che oggi sono polarizzate proprio in conseguenza della crisi della democrazia. Vediamo la polarizzazione in tutte le società occidentali, in modo particolare negli Stati Uniti, dove prevale la logica dell’odio. Addirittura si parla di rischio di guerra civile. Direi che in Europa c’è un po’ più di resistenza a tutto questo, ed è uno dei motivi per cui l’Europa oggi è così importante, anche a dispetto del disprezzo che spesso la circonda perché ritenuta irrilevante, ma che in realtà non è, proprio perché è un patrimonio sotto tanti punti di vista. Dopodiché è vero che la democrazia fa fatica, ma questo è un po’ sempre vero, perché, in definitiva, la democrazia si contrappone alla legge del più forte, che oggi, come in altri momenti della storia, sembra prevalere, e quindi la legge della violenza, della guerra, mentre la democrazia non usa la forza per imporsi. Noi però oggi siamo deboli, anche perché ci facciamo un po’ ipnotizzare da questa forza, dalla legge del più forte, che sta diventando una specie di religione, insomma una religione della violenza, dell’odio. Però c’è anche da dire che la legge del più forte è stupida, non risolve i problemi, li complica. E credo quindi che ci sia una battaglia tra la democrazia e la legge del più forte che è aperta, dall’esito imprevedibile, per cui possiamo ancora credere e sperare che la democrazia abbia un futuro.

Pace e democrazia, non può esserci l’una senza l’altra. Lei stesso, professore, lo ha appena indicato. Di fronte agli occhi della umanità però appare tutt’altro…

Che appaia tutt’altro, cioè che non appaia questo nesso fra democrazia e pace, è vero. Ma questo è uno degli abbagli del nostro tempo, perché in realtà, il legame è molto stretto. La pace è tante cose, la pace è un dono di Dio, quindi qualche cosa di incommensurabile. La pace si esprime in tanti modi importanti, dalla nonviolenza, al disarmo. Però, diciamo che negli ultimi secoli la pace ha significato un certo ordine internazionale, o almeno, le maggiori chance di pace sono venute da una certa stabilità di un ordine internazionale democratico, perché basato sul diritto, sul diritto dei popoli, sul diritto dei più deboli. Oggi quello che è impressionante è che la pace come la guerra, sta diventando un business, cioè «se conviene faccio la pace». Vuoi che ti aiuti contro l’aggressore? Dammi le terre rare. Vuoi far finire la guerra tra Congo e Ruanda? Dammi il cobalto. Dopo le distruzioni di Gaza facciamo una riviera di lusso e poco importa che fine fanno i palestinesi. Ecco, c’è questo tradimento di una pace fondata sul diritto e soprattutto sul diritto dei più deboli, e comunque tutti hanno diritto alla pace, ma questo oggi viene negato e questo secondo me dimostra, quanto sia fondamentale il nesso fra pace e democrazia.

Professore, a chi nuoce, a chi dà fastidio, la democrazia?

Ai grandi poteri, ai grandi poteri economici, ai grandi poteri politici, a tutti i grandi poteri che vogliono togliere ai popoli qualunque potere. Sono le Big Tech, che oggi condizionano sempre più la nostra vita quotidiana che, per motivi di business, ci stanno educando all’odio, perché, dal punto di vista economico, è proprio conveniente il conflitto, lo scontro, l’odio che noi viviamo sui social che sono fatti in un certo modo, per cui più noi ci scontriamo e più i padroni dei social, che ormai è evidente che ci sono, guadagnano. La democrazia poi dà fastidio, per esempio, ai nemici dell’Europa. L’Europa oggi è schiacciata fra Trump e Putin. Erosa all’interno dalle forze sovraniste e nazionaliste. Ecco, questi sono i nemici dell’Europa e della democrazia insieme. Che sono tanti. Per questo dico che la battaglia è aperta e richiede un soprassalto di responsabilità da parte di tutti, anche di noi, dell’individuo comune, perché è l’unico modo poi per rispondere a questi poteri che altrimenti possono fare quello che vogliono

E allora chi può essere in grado di salvarla la democrazia. Le religioni, secondo lei, potrebbero farcela?

Io credo che il ruolo delle religioni sia molto importante, perché al fondo la lotta fra democrazia e antidemocrazia è anche una lotta religiosa, perché quella dell’odio, della violenza, è una religione che non a caso ha i suoi predicatori. Predicare odio significa generare violenza e questo è il contagio della religione dell’odio. Da questo punto di vista le religioni, chiamiamo storiche, quelle devono, io credo, difendere la democrazia e la pace. Certo, c’è sempre il timore di essere accusati di fare politica, di essere da una parte e dall’altra. Ma io credo che oggi sono in gioco, con la crisi della democrazia, dei valori di fondo e soprattutto il riconoscimento della dignità di qualunque essere umano, vero fondamento della democrazia. E da questo punto di vista c’è poco da discutere, perché al fondo di questa dignità di esseri umani c’è molto cristianesimo, al fondo della democrazia c’è il cristianesimo che significa, appunto, essere dalla parte degli esseri umani e, in particolare, dei più deboli.

Proporzionale e cancellierato: la sfida che passa per la raccolta delle firme

Lo scorso 10 settembre, nella Sala stampa della Camera, il Comitato Iniziative Popolari ha presentato due proposte di legge che mirano a riaccendere il dibattito sul sistema elettorale. Una materia che, seppur in via informale, continua a essere terreno di confronto tra maggioranza e opposizione. Difficile, tuttavia, che Giorgia Meloni si orienti verso una “vera” proporzionale. Invece, in contrasto con l’ipotesi di cancellierato, non emerge alcun ripensamento della maggioranza di centrodestra sul progetto di “premierato elettivo”: un progetto che divarica le posizioni, mettendo in aperto contrasto – si deve desumere – i promotori delle iniziative qui descritte con la strategia della destra.

Proporzionale senza soglie

Il primo testo depositato è una legge ordinaria che intende restituire piena centralità ai cittadini. La proposta introduce un sistema proporzionale puro, senza soglie di sbarramento e senza premi di maggioranza. Gli elettori avrebbero la possibilità di esprimere fino a due preferenze di genere diverso. Nel caso in cui non venisse indicata alcuna preferenza, scatterebbe automaticamente quella per il capolista del partito votato.

Cancellierato in alternativa al premierato

La seconda proposta, di rango costituzionale, guarda invece alla forma di governo. Si propone di introdurre un modello ispirato al “cancellierato tedesco”: un premier votato a Camere congiunte, con la facoltà di nominare e revocare i ministri, ma sfiduciabile soltanto attraverso il meccanismo della sfiducia costruttiva, che obbliga il Parlamento a indicare contestualmente il successore. È l’opposto della logica del premierato elettivo, che affida agli elettori la scelta diretta del capo del governo e riduce, secondo i critici, le prerogative del Capo dello Stato.

Il senso politico dell’iniziativa

Alla conferenza stampa hanno preso la parola i promotori: l’avvocato Mattia Orioli, presidente del Comitato; il giurista ed ex senatore Enzo Palumbo; il saggista politico Ettore Bonalberti; l’ex deputato Mario Tassone; l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta; l’ex segretario generale della CISL Raffaele Bonanni; e Andrea Levico, autore di diversi studi sul tema.

L’iniziativa si muove nel solco della partecipazione popolare e intende rafforzare le istituzioni democratiche. I testi integrali delle due proposte, insieme alla possibilità di firmare online e riascoltare la conferenza stampa, sono disponibili sul sito e sui canali social del Comitato Iniziative Popolari

Nuove risorse di fronte alla quarta rivoluzione industriale

«Siamo nella quarta rivoluzione industriale e, se in passato erano fondamentali ferro e rame, oggi andiamo oltre, verso la ricerca di nuove risorse». Così Paolo Mazzoleni, presidente della Società italiana di mineralogia e petrologia, ha aperto i lavori del congresso nazionale congiunto della società da lui presieduta e della Società geologica italiana, in corso a Padova.

Per Mazzoleni la questione è strategica non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa. «Le grandi potenze si stanno organizzando. Anche noi dobbiamo convergere verso nuovi orizzonti su cui fondare il futuro. E non partiamo da zero: la geologia e le Scienze della Terra hanno sempre continuato a studiare le risorse del territorio».

Dalla didattica al territorio italiano

L’Italia, ha sottolineato il presidente della Società mineralogica, può contare su un patrimonio di ricerca e formazione che non si è mai interrotto: università ed enti pubblici hanno investito nello studio delle materie critiche, mentre la cartografia geologica consente oggi di conoscere con precisione ciò che il territorio può offrire.

«Spesso si pensa a guerre legate alle materie prime rare, ma molte innovazioni sono nate da elementi comuni: carbonio, silicio, idrogeno. L’importante è avere conoscenza e capacità pratica di individuarli e sfruttarli. L’Italia non sarà mai indipendente dalle importazioni, ma un contributo rilevante può venire dalla ricerca interna», ha spiegato Mazzoleni.

Lo sguardo, infine, si spinge oltre: «C’è la corsa allo spazio, la sfida futura che forse non vedranno i nostri figli ma i nostri nipoti. Eppure sarà lì che si giocherà il futuro».

L’urgenza climatica

Il congresso ha dato voce anche alla comunità dei geologi impegnati sul fronte ambientale. «Il riscaldamento globale che viviamo oggi deriva dalle emissioni di CO₂ degli ultimi decenni. Anche fermandole ora, il pianeta continuerebbe a scaldarsi», ha ricordato Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana, che riunisce oltre 1.100 scienziati.

La sfida, ha insistito Carosi, è «azzerare le emissioni da combustibili fossili e rendere le città resilienti, riducendo il consumo di suolo». È un appello che lega strettamente il destino della geologia con quello delle politiche ambientali: lo studio delle risorse e la capacità di interpretare i mutamenti del territorio diventano strumenti imprescindibili per affrontare l’emergenza climatica.

Un’agenda scientifica che guarda lontano

A Padova sono attesi più di 1.100 contributi, suddivisi in 38 sessioni. I temi spaziano dalle biogeoscienze al clima, dalla tettonica alla geochimica, dalla vulcanologia alla sismologia, senza trascurare le applicazioni industriali legate a mineralogia e petrografia.

Un mosaico di ricerche che conferma il ruolo centrale delle Scienze della Terra nell’affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Non soltanto l’approvvigionamento delle risorse e la lotta al cambiamento climatico, ma anche l’apertura verso un orizzonte inedito, quello dell’esplorazione spaziale. È lì che, tra qualche decennio, si misurerà la capacità delle nuove generazioni di trasformare conoscenza scientifica e innovazione tecnologica in futuro condiviso.

Kodokushi, la solitudine estrema che segna il Giappone

Come riporta AsiaNews, in Giappone il termine kodokushi (孤独死) indica la morte di una persona sola in casa, scoperta soltanto dopo giorni o settimane. Non si tratta di episodi sporadici, ma di un fenomeno sociale sempre più diffuso. I dati dell’Agenzia nazionale di polizia parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025 si sono registrati 40.913 decessi in solitudine domestica, quasi 3.700 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E in oltre un quarto dei casi (11.669 persone) la morte è stata scoperta solo dopo otto giorni.

Radici culturali e sociali

Le cause principali rimandano all’invecchiamento della popolazione – un abitante su quattro ha più di 65 anni – ma non solo. “Sempre più persone vivono lontano dal luogo d’origine, dove c’era la famiglia o la comunità di riferimento. In città ci si conosce poco e costruire legami diventa faticoso”, osserva padre Marco Villa, missionario del Pime a Koshigaya, alla periferia di Tokyo. In Giappone, aggiunge, esiste anche una forte “ritrosia a chiedere aiuto”: prevale la paura di disturbare gli altri, con la conseguenza di affrontare in totale autonomia i propri problemi.

Il servizio del Centro “Mizu Ippai”

Per rispondere a questa emergenza, padre Villa ha dato vita nel 2012 al Centro d’Ascolto Mizu Ippai (“un bicchiere d’acqua”). È un luogo di sostegno per persone sole, compresi gli hikikomori, giovani e adulti che vivono in auto-isolamento. “La solitudine che incontro è sconvolgente – confida –. Spesso arrivano notizie di persone trovate morte in casa dopo giorni. A volte persino chi ha rapporti sociali rischia di cadere in questa condizione”. Il centro coinvolge volontari che offrono ascolto non solo nella sede, ma anche in luoghi pubblici come la stazione ferroviaria, punto naturale di incontro.

Le istituzioni e le nuove sfide

Il governo giapponese ha iniziato a promuovere reti territoriali e strutture di supporto, per incoraggiare momenti di aggregazione. Sono tentativi importanti, ma la sfida resta enorme. Per molti, infatti, la solitudine viene “colmata” dal dialogo con strumenti tecnologici o persino con l’intelligenza artificiale. “Un ragazzo mi ha confidato che l’AI è l’unica a capirlo – racconta il missionario –. Ma non può sostituire la relazione umana”.

La chiave, secondo padre Villa, sta nella semplicità dei gesti: “Basta poco per invertire la rotta: creare occasioni di incontro, diventare amici di chi vive in solitudine, offrire un aggancio umano. È da lì che può nascere la speranza”.

[Rielaborazione da un servizio di AsiaNews]

Calcio, Chivu difende Sommer e valuta Lautaro

Roma, 16 set. (askanews) – Cristian Chivu parla chiaro prima dell’esordio in Champions contro l’Ajax: “Lautaro lo valuteremo domani e vedremo se lo avremo a disposizione”. Il tecnico difende con fermezza Sommer: “Non è giusto mettere Sommer in piazza e tirargli i sassi. Non mi sembra bello dal punto di vista umano”. Sommer ha dimostrato il suo valore anche in passato, e cambiare portiere “perché lo chiede il popolo” non è una soluzione che Chivu considera opportuna. Stima anche per Di Gennaro e per Martinez: “Ha la sua chance”.

Sulla mentalità della squadra, Chivu torna spesso: “La squadra per me è forte”, ha detto, ricordando il derby con la Juventus: “Guardando solo il risultato allora si può puntare il dito. Sappiamo cosa vuol dire perdere il derby d’Italia ma bisogna anche guardare le cose fatte bene durante la partita”. Per lui manca “poco per dare continuità a quello che di buono stiamo facendo. Manca poco anche per dare morale alla squadra”.

Chivu spiega che non ha parlato di un cambio in porta, rifiutando pressioni esterne: “Uno con la sua esperienza, il suo valore è giusto rimanga in porta”. Riferendosi a Sommer, sottolinea che un ragazzo nella difficoltà “ha bisogno di essere aiutato”.

Parlando dell’Ajax, dove ha vissuto come giocatore, Chivu ammette: “Sono grato per quello che ho vissuto ad Amsterdam. Mi ha fatto fare un passo importante”. Dall’esperienza olandese prende “la cultura dell’approccio alla partita”, mescolata a ricordi italiani, definendo la scelta dell’Inter “un passaggio di carriera”.

Domani sera l’Inter affronta l’Ajax: “Sarà una partita tosta”. Chivu sa che sarà fondamentale partire bene, riconoscendo che l’Ajax “abbina esperienza e gioventù, è anche ben allenata e ha velocità”.

Chivu respira fiducia sul futuro, pur consapevole delle critiche: “La squadra sta facendo di tutto per uscire dalla situazione. Si tratta solo di risultati”.

Under the Sun, Beyond the Skin: Furla Series a GAM Milano

Milano, 16 set. (askanews) – Per la settima edizione del programma Furla Series, Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano presentano Under the Sun, Beyond the Skin, una mostra personale di Sara Enrico, a cura di Bruna Roccasalva visitabile negli spazi all’aperto del giardino di Villa Reale fino al 13 dicembre 2025.

La curatrice Bruna Roccasalva, direttrice artistica di Fondazione Furla, ha raccontato ad Askanews il progetto e le opere: “Under the Sun, Beyond the Skin una mostra personale di Sara Enrico ed il settimo appuntamento di Furla Series, un programma di mostre promosso da Fondazione Furla realizzato in collaborazione con i pi importanti musei italiani. In particolare questa mostra la quinta che realizziamo insieme alla Galleria d’arte moderna ed la prima mostra che insieme organizziamo completamente all’aperto. Sara Enrico la prima artista italiana di questo programma, un’artista che lavora principalmente con la scultura, una scultura che lei intende in modo molto fluido, ibrido, che si apre a contaminazioni con altri ambiti come l’architettura, la coreografia, la sartoria. Il progetto di mostra nasce da una riflessione sul giardino come luogo in cui la natura funzionale al progetto paesaggistico, ovvero un luogo costruito dall’uomo modellato secondo canoni estetici, filosofici, sociali, in cui elementi naturali e sovrastrutture culturali si integrano, interagiscono tra loro. Ed partendo da una riflessione su questo dualismo, su questo binomio tra natura e artificio che l’artista ha immaginato come una sorta di paesaggio nel paesaggio attraverso una serie di sculture che abitano il parco senza cercare di mimetizzarsi, ma anzi cercando al contrario di generare una sorta di tensione e di contrasto tra ci che nasce spontaneamente nel giardino e ci che frutto invece di un gesto voluto: quindi tra la flora del parco e una sorta di vitalit sintetica nel senso di artificiale. Il progetto mette insieme lavori molto diversi tra loro: lavori iconici della produzione dell’artista, interventi site specific, nuove produzioni, che se da un lato dialogano con la complessit formale e culturale del giardino, dall’altro offrono anche un’immersione nell’universo di San Enrico, nel suo modo di confrontarsi con i materiali, nelle suggestioni di cui si nutrono le sue opere, soprattutto nel suo modo di intendere e approcciare la pratica scultorea”.

Sara Enrico un’artista italiana la cui ricerca ruota attorno alle nozioni di superficie, corporeit e materiali, esplorate attraverso la scultura. Combinando materiali come cemento, tessuto e acciaio con un uso intuitivo delle tecnologie digitali, l’artista si confronta con processi trasformativi in una relazione fluida tra corpo, abito e spazio. L’artista ha realizzato cinque interventi dislocati in punti diversi del parco, lungo un percorso che lo attraversa, seguendo le sue linee architettoniche, i pieni e i vuoti, la verticalit e l’orizzontalit.

Le sculture della serie The Jumpsuit Theme sono installate sulla terrazza della Villa e nel Tempio d’Amore. Queste opere, tra le pi conosciute della produzione dell’artista, sono nate da una ricerca sulla tuta a T inventata dal futurista Thayaht nel 1919, e sono realizzate colando cemento e pigmento in una cassaforma morbida di tessuto tecnico con chiusure a zip. La posa sdraiata di queste figure dalle sembianze vagamente antropomorfe, pone l’accento su una dimensione orizzontale che sembra fare eco a quella che domina la facciata della Villa, e fa da contrappunto alla sequenza verticale delle statue che sormontano la balaustra. L’orizzontalit e il ritmo degli elementi, proseguono nella variopinta scultura di grandi dimensioni Beyond the Skin, installata sulla distesa di prato antistante la Villa. L’opera composta da ventitr elementi ricavati da una serie di blocchi industriali di gommapiuma nautica rivestiti con un tessuto tecnico usato per l’abbigliamento sportivo. I particolari motivi di questi tessuti sono stati realizzati dall’artista manipolando un frammento di tela da pittura sul piano dello scanner mentre la luce in movimento e rielaborando digitalmente i dati ottenuti dall’interazione tra la luce dello scanner e il bianco della tela. Proseguendo nel percorso che dal prato porta verso l’interno del giardino, il visitatore incontra Carriers, un intervento site-specific che si concentra su una serie di elementi preesistenti all’interno del parco: i frammenti del tronco di un bagolaro monumentale abbattuto da una tempesta. L’artista recupera i pezzi del tronco e cambia la loro postura, sollevandoli parzialmente da terra attraverso dei supporti arancioni in ferro che sembrano rianimarli. Delle gomme siliconate gialle completano le opere. Le due sculture Bodiless Observer chiudono il percorso espositivo. Nascono da una riflessione sull’atto stesso del guardare e dal desiderio di Enrico di creare una relazione con lo spazio attraverso uno sguardo diventato ggettuale. Le opere, realizzate in vetro e cemento, hanno una forma circolare e concava, come fossero gusci di cui possibile osservare sia l’interno che l’esterno.

Fondazione Furla – nata a Bologna nel 2008 per volont della presidente di Furla Giovanna Furlanetto – dal 2016 prosegue nella sua missione di sostenere l’arte contemporanea con Furla Series, un ciclo di mostre dedicate al contemporaneo organizzate in collaborazione con importanti istituzioni d’arte italiane. La Fondazione si impegna anche su un altro fronte promuovendo un programma espositivo tutto al femminile pensato per celebrare e promuovere il contributo fondamentale delle donne nella cultura contemporanea.