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In Toscana la seconda tappa di “In Cammino con la Svizzera”

Pienza (Si), 26 feb. (askanews) – Si svolge in Toscana la seconda tappa del progetto In Cammino con la Svizzera. L’Ambasciatore di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, ha avviato la visita della regione con una camminata lungo il celebre “Sentiero dell’Arte e dell’Anima” di Pienza (Siena), accompagnato da Urs Rechsteiner, presidente della Fondazione FUR che ha donato il sentiero alla città, e dalla Vicesindaca e Assessora alla Cultura, Angela Vegni.

“Questo percorso culturale, naturalistico, con queste panchine -spiega Roberto Balzaretti Ambasciatore di Svizzera in Italia- si sposa perfettamente con uno degli elementi del nostro progetto che è quello di lasciare nei luoghi che visitiamo una panchina. A volte, come si dice in francese, il caso fa benissimo le cose. Alla comunità doniamo proprio una panchina dove ci si può sedere, discutere, confrontarsi, trovare un equilibrio”

“Mi ha fatto molto piacere che anche l’ambasciatore svizzero abbia voluto vedere questo sentiero”, sottolinea Urs Rechsteiner Presidente Fondazione FUR. “Il sentiero dell’arte e dell’anima è nato con questo intento: creare uno spazio in cui paesaggio, arte e comunità possano incontrarsi e dialogare”.

Il sentiero panoramico si snoda tra natura e installazioni contemporanee, dove paesaggio, silenzio e opere artistiche dialogano con la Val d’Orcia, invitando alla contemplazione e alla riflessione interiore.

“Questo percorso -osserva Angela Vegni Assessore Cultura e vicesindaco di Pienza- è nato proprio per decongestionare il nostro centro storico in un rapporto nuovo tra paesaggio e arte contemporanea”

La panchina simbolo In Cammino con la Svizzera, realizzata con materiali riciclati, è stata donata al Comune.

Durante le date in Toscana sono previsti incontri a livello istituzionale, scientifico, economico, culturale e universitario.

Fondazione Elpis, Sofia Schubert racconta la programmazione 2026

Milano, 26 feb. (askanews) – In occasione della presentazione negli spazi espositivi della Lavanderia della mostra Smooth Operator, prima personale in Italia di Villiam Miklos Andersen a cura di Gabriele Tosi, la Fondazione Elpis ha illustrato la programmazione 2026. Fondata nel 2020 da Marina Nissim, la Fondazione Elpis sostiene la produzione artistica contemporanea con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. L’identità della Fondazione è strettamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto nazionale diffuso che dal 2020 ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ogni regione. Nato dall’incontro diretto di giovani artisti con i luoghi e le comunità locali, il progetto promuove una pratica artistica fondata sulla relazione e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale dei territori.

Sofia Schubert, responsabile mostre e residenze artistiche della Fondazione Elpis, ha raccontato ad askanews le novità del 2026: “La mostra Smooth Operator di William Miklos Anderson a cura di Gabriele Tosi apre la programmazione 2026 di Fondazione Elpis che si arricchisce ulteriormente. Non solo avremo la programmazione della Lavanderia, ovvero lo spazio espositivo in cui abbiamo lavorato fino adesso. Abbiamo una nuova sede che si trova accanto alla Lavanderia e che si chiama la Villa dove abbiamo oltre ai nostri uffici uno spazio espositivo che di settimana in settimana si anima attraverso una serie di public program. Abbiamo iniziato la settimana scorsa con il primo palinsesto che prevede una serie di laboratori. Abbiamo anche un terzo polo accanto a questi due che è Atelier Elpis, ovvero la sede del nostro programma di residenze d’artista. Dopo aver iniziato con la prima edizione l’anno scorso, il progetto continua anche nel 2026; si trasforma leggermente e vedrà protagonisti di volta in volta due artisti che hanno partecipato negli anni scorsi a Una Boccata d’Arte e che sono invitati a ritrovarsi in residenza a Milano portando quelle che sono state le loro esperienze di Una Boccata d’Arte e reintegrarle nel contesto urbano di Milano entrando in una sorta di conversazione. Iniziamo la settimana prossima con Gabriele Ermini e Caterina Morigi che saranno qui con noi per due mesi e che presenteranno poi i risultati di questo periodo di ricerca a metà maggio proprio nello spazio espositivo della Villa. Vogliamo stringere sempre di più i rapporti con questa rete di artisti che di anno in anno incontriamo in tutta Italia, ma anche con i curatori che ci accompagnano ormai da sei anni. La mostra Smooth Operator di William Miklos Anderson a cura di Gabriele Tosi è proprio un esempio di questo continuo intrecciarsi di esperienze perché William e Gabriele sono stati protagonisti due anni fa del progetto presentato in Toscana”.

In questa nuova geografia, la programmazione 2026 è un dispositivo che unisce ricerca, produzione, formazione e restituzione pubblica della Fondazione Elpis. I diversi luoghi, la Villa, la Lavanderia, Atelier Elpis, e il progetto diffuso Una Boccata d’Arte – concorrono a definire un unico orizzonte di lavoro, basato sulla relazione tra pratica artistica e contesto.

Sanremo, qualche anticipazione di Carlo Conti sulla terza serata

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Questa sera, per la terza serata, “parliamo di pace con Laura Pausini con uno straordinario momento di spettacolo con Heal the World, brano di Michael Jackson” insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano. Lo hanno annunciato in conferenza stampa anticipando la scaletta della terza serata del Festival di Sanremo.

Questa sera verrà assegnato il primo titolo dell’edizione 2026, ovvero il vincitore delle Nuove Proposte. Sarà assegnato anche il Premio Mia Martini e il Premio Sala Stampa assegnato dalla sala Lucio Dalla. Ci saranno anche l’attore Fabio De Luigi e Virginia Raffaele. Momento clou l’interpretazione di Eros Ramazzotti e Alicia Keys, che si esibiranno per la prima volta con il brano “Aurora” in italiano.

Allianz: ricavi gruppo 2025 a 187mld, in Italia premi per 15,5 mld

Milano, 26 feb. (askanews) – Il gruppo assicurativo Allianz ha chiuso il 2025 con volume d’affari globale a 186,9 miliardi di euro, +8,1% in un anno, e un utile netto core degli azionisti che è cresciuto del 10,9% a 11,1 miliardi di euro. Il Solvency Ratio è aumentato di 10 punti percentuali al 218%, sostenuto da un’eccellente generazione di capitale.

Per l’esercizio 2026, Allianz prevede un Utile Operativo di 17,4 miliardi di euro, più o meno un miliardo di euro.

In Italia i Premi complessivi sono aumentati a 15,5 miliardi di euro (contro 13,6 del 2024), con una crescita interna del 14,3%, cui ha contribuito la performance particolarmente rilevante del segmento Vita. L’Utile Operativo nel Paese si è attestato a 1,4 miliardi di euro, in linea con il 2024, confermandosi ad un livello eccellente, con un solido aumento del 5,6%2.

“Nel 2025 Allianz Italia ha saputo gestire con perizia i costi dei sinistri, assorbendo la quasi totalità della spinta inflattiva degli stessi”, ha detto Giacomo Campora, Amministratore Delegato di Allianz S.p.A.. “Per il 2026 la strategia mira alla crescita della base clienti, offrendo servizi e prodotti di eccellenza con la migliore rete di Agenti Professionisti e Consulenti Finanziari, sostenuti dalle più moderne tecnologie e da sistemi di intelligenza artificiale applicata”.

Primo Ciak per "Delitto al Club Privé", un noir di Stefano Calvagna

Roma, 26 feb. (askanews) – Sono iniziate a Roma le riprese di “Delitto al Club Privé”, noir contemporaneo diretto da Stefano Calvagna (Bombolo – Core de’ Roma; Baby Gang; Non escludo il ritorno; Il Lupo; Il peso dell’aria; L’uomo spezzato), prodotto da Nicola Archilli e dalla Poker Film 2005 LTD e interpretato, tra gli altri, da Andrea Misuraca (Rocky Giraldi), Gianfranco Zedde (Bombolino), Domenico Diele, Emanuele Cerman, Claudio Vanni, Giada Colafrancesco, Giulia Morgani, Niccolò Calvagna, Giulia Diamond, Saverio Vallone, Giulia Di Quilio, Lucia Batassa, Stefano D’Orazio, Cristiano Pittarello, Antonio Flamini, Patrizio Pellizi, Eugenio Stefanizzi e Valter Lucarelli.

Delitto al Club Privé racconta una città dove il confine tra legge e crimine è sottile e dove la verità non libera, ma mette in pericolo chi la possiede, perché detenuta esclusivamente dai potenti: coloro che prendono le decisioni e restano fuori da ogni intercettazione. Il film rende omaggio al genere poliziottesco italiano, in particolare a Delitto al Blue Gay (1984) di Bruno Corbucci, richiamandone lo spirito e il tono, attraverso i personaggi di Rocky Giraldi e Bombolino, idealmente figli del cinema di Tomas Milian e Bombolo.

Sul versante tecnico del film, la direzione della fotografia è affidata a Matteo De Angelis, le scenografie a Paolo Nicoletti, il sonoro a Yann Fadanelli, i costumi ad Agostina Imperi, mentre le musiche saranno firmate da Paolo Vivaldi e il montaggio da Roberto Siciliano.

Ambientato a Roma, descritta come una città stanca, attraversata da un potere silenzioso che non ha più bisogno di nascondersi, Delitto al Club Privé si apre con il commissario Alfieri che nel suo ufficio ai piani alti del Ministero, viene convocato da due figure istituzionali. Il colloquio è teso, allusivo. Non si parla ancora di un delitto, ma di un pericolo più grande: qualcuno ha creato un archivio digitale che contiene informazioni capaci di compromettere equilibri delicatissimi tra criminalità, affari e istituzioni. Poche ore dopo, in un luogo apparentemente lontano da quei corridoi del potere, l’ingranaggio si inceppa. Al Flirt Club Privé, locale notturno esclusivo dove sesso, droga e denaro scorrono senza morale, l’avvocato Ferreri viene trovato morto in una stanza privata. Con lui c’era Elena, una donna che vive ai margini di quel mondo e che si ritrova, improvvisamente, al centro di qualcosa di più grande di lei. Elena scopre il cadavere, riesce a trattenere il panico e nasconde la chiavetta USB che Ferreri le ha lasciato poco prima di morire, avvelenato. La nasconde su di sé e attraversa il locale fingendo normalità, mentre intorno la musica continua a battere e i corpi a muoversi come se nulla fosse accaduto. Fuori dal club, Elena fugge nella notte. Alfieri affida il caso al suo uomo di fiducia, Rocky Giraldi, poliziotto sboccato, ironico, apparentemente fuori luogo, che, per quanto grezzo, è retto nell’animo e pronto a far prevalere la giustizia a costo di ogni altra cosa.

Sanremo, Ermal Meta: paradosso oggi, scrolliamo bimbi morti e gattini

Sanremo, 26 feb. (askanews) – “Il silenzio è il grande tema di oggi. Questa canzone parla del paradosso del mondo in cui viviamo oggi, se non ascolti il testo ti verrebbe voglia di ballare, ma se ascolti le parole ti rendi conto di quello che dice e questo sembra il mondo di oggi in cui scrollando sui telefonini vedi gattini, feste, palestra, poi c’è la guerra, bambini che muoiono, e ancora gattini…. è tutto uguale e sullo stesso piano. Io ho voluto fare una canzone specchio del mondo in cui viviamo e per il fatto che oggi fanno più rumore gli adulti dei bambini e da genitore questo mi preoccupa”. Così Ermal Meta in conferenza stampa a Sanremo, parlando della sua canzone in gara, “Stella stellina”, che parla di una bambina morta a Gaza nella guerra.

Milano-Cortina, 6 Paesi boicotteranno l’apertura delle Paralimpiadi

Roma, 26 feb. (askanews) – Sono già sei i Paesi che hanno annunciato di voler boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina per protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di autorizzare sei atleti russi e quattro bielorussi a partecipare ai Giochi sotto la propria bandiera. Il primo Paese a farlo, lo scorso giovedì 19 febbraio, è stata l’Ucraina, seguita nei giorni successivi da Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Polonia e Finlandia. La cerimonia di apertura è prevista per il 6 marzo a Verona. “Vogliamo garantire – ha spiegato martedì scorso il ministro degli Esteri finlandese Sari Rautio – che i nostri atleti possano realizzare i loro sogni paralimpici nonostante la guerra in corso in Europa, che inevitabilmente getta un’ombra sui Giochi di Milano-Cortina. D’altra parte, il minimo che possiamo fare è esprimere la nostra opposizione alle decisioni del Comitato Paralimpico Internazionale riguardanti gli atleti russi boicottando la cerimonia di apertura, come richiesto dall’Ucraina”. “Comprendiamo che molti paesi non siano soddisfatti di questa decisione, ma è stata presa attraverso un processo molto democratico – aveva dichiarato all’Afp Craig Spence, rappresentante del Comitato Paralimpico, dopo le prime defezioni -. Abbiamo sottoposto questa decisione al voto di tutti i nostri membri, che hanno votato a favore del ritorno di Russia e Bielorussia”.

Scherma, la sciabola maschile azzurra in ritiro a Parigi

Roma, 26 feb. (askanews) – La sciabola azzurra si prepara a Parigi per il grande appuntamento “di casa” previsto tra il 6 e l’8 marzo sulle pedane di Padova, dove andrà in scena la 67^ edizione del “Trofeo Luxardo”, la più antica tappa di Coppa del Mondo di specialità.

Presso le strutture dell’INSEP (l’Institut national du sport, de l’expertise et de la performance), centro statale francese di eccellenza nelle attività sportive, sei sciabolatori del CT Andrea Terenzio stanno rifinendo la preparazione in un probante allenamento collegiale internazionale che dà l’opportunità di confrontarsi con i colleghi transalpini e di altri Paesi.

Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre, Matteo Neri, Cosimo Bertini e Dario Cavaliere, guidati dal Commissario tecnico Andrea Terenzio e con il supporto del maestro Leonardo Caserta e del fisioterapista Ferdinando Margutti, stanno lavorando intensamente per la tappa più attesa del circuito di Coppa del Mondo. Il “Luxardo 2026” sarà presentato ufficialmente lunedì 2 marzo, in conferenza stampa, presso la venue di gara della Kioene Arena dove venerdì 6 marzo scatteranno le qualificazioni, sabato 7 sarà la giornata clou della prova individuale e domenica 8 si disputerà il Team Event.

Un evento che vedrà la Nazionale azzurra di sciabola maschile per la prima volta dopo dieci anni sulle pedane di casa da campione del mondo a squadre in carica, e che sarà trasmesso in diretta e in esclusiva per l’Italia su SKY Sport.

Sanremo, Ermal Meta: “bestemmia è cancellare Gaza e la Palestina”

Sanremo, 26 feb. (askanews) – “Oggi gli adulti fanno molti più rumore dei bambini, lo trovo preoccupante. È un silenzio che a volte ci autoinfliggiamo. Non si possono usare certe parole, non si può dire Gaza, Palestina, come se fosse una bestemmia ma la bestemmia è tutt’altro, è il fatto che vengano cancellate. Questa è la bestemmia”. Così Ermal Meta parlando in conferenza stampa del suo brano “Stella stellina” in gara a Sanremo, che parla di un bambina morta per la guerra a Gaza. “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio” aveva già detto al termine della sua esibizione nella seconda serata.

MotoGp, Bagnaia: "La moto mi piace nei test, pronto per la stagione"

Roma, 26 feb. (askanews) – Francesco “Pecco” Bagnaia arriva alla stagione 2026 con fiducia e serenità, dopo test positivi che hanno confermato il feeling con la sua Ducati. Il tre volte campione del mondo si sente motivato e pronto a lottare nelle posizioni di vertice, senza eccessiva pressione.

“E’ corretto, sono estremamente contento di iniziare la stagione, è sempre bello. La moto mi piace, i test sono andati bene. È un momento bello, quindi cerchiamo di sfruttarlo” ha dichiarato il pilota torinese.

Nei test, Bagnaia ha apprezzato la possibilità di spingere al cento per cento: “Rispetto allo scorso anno, i test sono andati decisamente meglio e tutto fa sperare in una buona stagione o in un buon inizio. L’obiettivo sarà cercare di essere costanti, veloci e poi vedremo più avanti”.

Dal punto di vista psicologico, il pilota si dichiara sereno e felice: “Sarà una stagione lunga, difficile, con molti contendenti. L’importante sarà essere uno di quelli e non vedo l’ora che inizi”.

Bagnaia ha sottolineato la continuità con la GP25: “Poche differenze rispetto alla GP25, ma quelle giuste: sono più a mio agio nella guida. Nei test ho capito che il potenziale c’è e bisogna sfruttarlo”. E sulla scorsa stagione: “È stata una lezione importante. Si può sempre imparare dalle difficoltà, restare calmi e apprezzare ogni risultato, evitando gli errori commessi in passato”.

Sul rapporto con Gigi Dall’Igna, Bagnaia è chiaro: “No, imparare da soli è la cosa migliore”. L’obiettivo rimane chiaro: ambire alla top 3 ogni weekend, sfruttando la migliore moto della griglia.

Sanremo, gli ascolti della seconda serata: 59,5% share e oltre 9 milioni

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Sono stati 9 milioni e 53mila, pari al 59,5% di share, i telespettatori che, nella media, hanno seguito la seconda serata del Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti. La prima serata i telespettatori erano stati 9 milioni e 600mila, pari al 58% di share. L’anno scorso, invece, i telespettatori nella media della seconda serata furono 11,8 milioni e 800mila, pari al 64,6% di share.

Nella prima parte – dalle 21.46 alle 23.34 – 11 milioni 531mila spettatori, share 58,2%. Nella seconda parte – dalle 23.39 all’1.10, 5 milioni e 947mila spettatori, share 62,7%.

Il picco di share è stato registrato alle 00.48 (66,1%) con lo show di Lillo “urlatore di Mambo”, dopo l’omaggio a Ornella Vanoni. Il picco in termini assoluti, con l’ingresso di Pilar Fogliati -che ha interpretato il personaggio ‘Uvetta’ – si è registrato alle 21.47 con 13 milioni e 706 mila telespettatori.

Rispetto alla prima serata (58% share), la seconda serata recupera 1,5% rispetto al debutto, ma calano leggermente i telespettatori in termini assoluti. Conti riduce anche il gap rispetto allo scorso anno. Ieri aveva perso 7 punti percentuali, mentre oggi il divario – sempre rispetto alla seconda serata 2025 – si riduce a 5,1%.

De Lise (Commercialisti): affiancheremo la Chiesa di Napoli

Roma, 26 feb. (askanews) – “L’insediamento del nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli nella sede di ‘Casa Bartimeo’ rappresenta un segnale chiaro e significativo. Vogliamo affiancare la Chiesa di Napoli e l’impegno di don Mimmo Battaglia nella preziosa attività svolta quotidianamente a favore della comunità, contribuendo concretamente a lasciare un segno positivo sul territorio. I commercialisti possono offrire un supporto determinante non solo alle attività economiche, ma anche al tessuto sociale della città. Il nostro obiettivo è aiutare imprese, lavoratori e famiglie, mettendo a disposizione competenze professionali, responsabilità e sensibilità umana, unendo alla professionalità anche il valore dell’impegno e della solidarietà”. Lo ha dichiarato Matteo De Lise, neopresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, a margine della seduta di insediamento del nuovo Consiglio a ‘Casa Bartimeo’. La struttura, voluta dal Cardinale di Napoli don Mimmo Battaglia, ospita un poliambulatorio e sportelli d’ascolto per le persone in difficoltà, insieme a una comunità residenziale per persone fragili.

“Ci impegneremo a trasformare in azioni concrete le proposte presentate. A partire da oggi avvieremo una raccolta fondi a sostegno di questa struttura – ha aggiunto De Lise – con l’obiettivo di contribuire all’acquisto di una sonda e delle attrezzature necessarie a rafforzare l’accoglienza, sia spirituale sia sanitaria, delle persone che qui trovano assistenza e supporto. Si tratta di un’iniziativa di grande valore sociale, rivolta ai più fragili, che riteniamo meriti il pieno sostegno e la partecipazione dell’intera categoria professionale”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è valorizzare il ruolo centrale del dottore commercialista nella vita quotidiana di cittadini e imprese. Intendiamo avviare un dialogo costante con tutte le istituzioni, offrendo al tempo stesso un supporto concreto alla comunità. Siamo convinti che le competenze economiche e fiscali rappresentino una leva fondamentale per il rilancio della città e lavoreremo per promuovere una nuova cultura dell’economia e dell’impresa – ha concluso il numero uno dell’Odcec di Napoli – , fondata su legalità, correttezza e responsabilità, capace di avvicinare anche i più giovani alla nostra professione”.

Prima dell’insediamento, i consiglieri eletti hanno visitato la Basilica di San Pietro ad Aram, le Catacombe e il magico Pozzo di Santa Candida. A fare gli onori di casa, il direttore di Casa Bartimeo Gennaro Pagano, che insieme al ViceDirettore della Caritas Don Riccardo De Santis, ha informato sulle opere di Carità della struttura, e sulle altre opere di solidarietà della Chiesa di Napoli. Ha portato poi i saluti del Cardinale, Monsignor Gennaro Matino, vicepresidente Chiesa di Napoli ETS: “In un tempo di guerre la pace parte anche da ragioni economiche che abbiano un significato. Fare pace significa distribuire il bene, chi ha di più lo metta a disposizione di chi ha bisogno. Il sostegno dei commercialisti, anche in termini di solidarietà, al progetto di Casa Bartimeo per rendere possibile la liberazione di chi vive nella fragilità, è prezioso. Oltre ai numeri bisogna avere il cuore e la mente rivolti a percorsi di giustizia e di pace e quello di oggi è un altro passo importante in questa direzione”. Nel corso della prima riunione è stato deliberato il completamento della governance: Immacolata Vasaturo (vicepresidente), Mario Michelino (consigliere segretario) e Raffaele Ianuario (consigliere tesoriere).

L.elettorale, pronto testo riforma maggioranza, in giornata in Parlamento

Roma, 26 feb. (askanews) – E’ stato raggiunto nella notte, a quanto si apprende, un accordo in maggioranza sul testo di riforma della legge elettorale. L’intesa siglata nella riunione fiume degli sherpa che si è tenuta ieri dovrà ora essere suggellata dai leader, ma – sempre secondo quanto viene riferito – il testo dovrebbe essere depositato già nelle prossime ore.

Si tratta dunque di una legge proporzionale con premio di maggioranza per chi supera la soglia del 40%. Non ci sono le preferenze caldeggiate da Fdi che però non rinuncia a presentare un emendamento in merito durante l’esame del provvedimento. Resta invece l’ipotesi del ballottaggio qualora nessuno ottenesse il 40% dei voti, sul quale invece si erano registrate le resistenze degli alleati. Non ci sarà il nome del candidato premier sulla scheda che sarà però indicato nel programma che i partiti presenteranno al Viminale.

Ue, Urso: sospendere Ets in attesa della revisione, è tassa sulle imprese

Milano, 26 feb. (askanews) – “Il sistema Ets, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del CBAM”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo ieri sera a Bruxelles alla riunione dei Paesi ‘Friends of Industry’, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei – tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca – per coordinare le posizioni in vista del Consiglio Competitività.

Nel confronto tra i ministri dell’Industria, sottolinea una nota del Mimit, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del CBAM e riforma dell’Ets, rilevando come entrambi gli strumenti dovranno essere pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea. Un’impostazione, quella sostenuta dall’Italia, che ha contribuito significativamente a orientare il documento finale condiviso dai Paesi partecipanti.

Lo stesso orientamento sarà ribadito stamane da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici – ha spiegato Urso -. Il sistema Ets, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività. Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. CBAM ed ETS devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.

Stellantis chiude 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi euro

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari per la revisione della strategia sull’elettrico, la cui diffusione è più lenta del previsto, e per rimettere al centro la libertà di scelta dei clienti con un’offerta completa di alimentazioni, incluso il diesel.

I ricavi netti sono stati pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi nel primo semestre del 2025. Le consegne sono state pari a 5,5 milioni di auto, in aumento dell’1%. La perdita operativa rettificata è stata di 842 milioni di euro con un margine Aoi negativo di -0,5%. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi di euro. L’impatto dei dazi Usa è stato di 1,2 miliardi di euro, per il 2026 la stima è di 1,6 miliardi di euro.

“I risultati dell’esercizio 2025 riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà di scelta dei clienti. Nella seconda metà dell’anno abbiamo iniziato a vedere i primi segnali positivi di progresso”, ha detto il Ceo, Antonio Filosa.

La seconda metà del 2025, ovvero i primi sei mesi pieni sotto la guida del nuovo Ceo Antonio Filosa, ha visto un miglioramento della crescita dei ricavi e del flusso di cassa industriale. I ricavi netti di Stellantis sono aumentati del 10% a 79,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2024. La perdita netta è di 20 miliardi di euro, rispetto a -127 milioni del I semestre. Il risultato operativo adjusted è negativo per -1,38 miliardi con un margine negativo del -1,7%. Il flusso di cassa industriale del secondo semestre, negativo per 1,5 miliardi di euro, rappresenta un miglioramento di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024.

Le consegne hanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, +11% rispetto al secondo semestre 2024. Tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi. In evidenza il Nord America +39% a 825mila auto che beneficia delle azioni intraprese per la riduzione delle scorte. La nuova ondata di prodotti amplia la copertura del mercato con l’aggiunta di prodotti in nuovi segmenti e opzioni di motorizzazione in Nord America, Europa allargata, Sud America e Medio Oriente e Africa.

La liquidità industriale disponibile era di 46 miliardi di euro alla fine del 2025. Per preservare una struttura patrimoniale solida, il Cda ha autorizzato la sospensione del dividendo 2026 e l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

Stellantis conferma la guidance finanziaria e prevede un ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Per il 2026 il gruppo prevede un miglioramento progressivo di ricavi netti a singola cifra. In miglioramento anche il margine Aoi e free cash flows industriali dopo 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Stellantis stima miglioramenti progressivi dal primo semestre al secondo semestre 2026.

La resistenza di Kiev e la nuova consapevolezza europea

Una guerra che ha cambiato l’agenda europea

A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina si può affermare che questa drammatica guerra, purtroppo lungi dal concludersi – la telefonata di Trump a Zelensky rilancia il percorso negoziale, ma restano dubbi sulla volontà di Mosca a imboccare la strada della pace – ha posto nell’agenda dell’UE alcuni temi di fondo che erano già conosciuti ma sistematicamente evasi, nella consapevolezza di quanto dirimenti essi fossero.

L’aiuto politico e finanziario che l’Europa ha assicurato al paese aggredito si è rivelato un collante di sicura importanza, ma ancora non sufficiente per decidersi al gran passo: una più stretta unione capace di adottare una comune politica estera e di difesa, con i costi economici conseguenti (ma con l’ambizione di esercitare un ruolo di rilievo nel mondo).

Il mutamento della postura americana

Durante la prima fase del conflitto gli Stati Uniti non hanno lesinato sostegno politico, economico e militare a Kyiv. Il Presidente Biden aveva correttamente inquadrato l’aggressione russa come uno dei sempre più numerosi scontri fra democrazie e autocrazie o dittature. Il tutto all’interno di un disegno che considerava ancora l’Europa un tassello fondamentale – ancorché non più decisivo come era stata lungo tutto il periodo della Guerra Fredda – della politica internazionale USA.

Ma un anno fa è arrivato Trump e quel sostegno e quella visione sono venuti meno. Un grosso problema per Zelenskyi, come si è visto e come si vede. Una sveglia rumorosa, però, per gli europei: ora consapevoli che una fase nuova si è aperta e con essa occorre confrontarsi senza suggestioni nostalgiche di un tempo che si è chiuso. Probabilmente per sempre.

Una consapevolezza ancora incompleta

Tale consapevolezza non è però piena. E questo è un problema grande. Perché rischia di condannare gli europei ad un ruolo minore nello scenario mondiale di questo secolo.

Non è piena innanzitutto per la scarsa capacità, ma direi pure propensione, delle attuali classi politiche dirigenti nel guardare al futuro senza rimanere avaramente avvinghiati ad un eterno presente: oggi più che mai, essendo la fugace e superficiale lettura dei social il parametro di riferimento, il giudizio al quale tutto sottomettere.

Democrazia fragile e consenso emotivo

Non è piena, però, anche perché la inesorabile logica democratica esige un consenso popolare che oggi è difficile veicolare lungo l’asse del ragionamento, della conoscenza dei problemi, della valutazione approfondita delle conseguenze derivanti da una scelta piuttosto che da un’altra.

Di nuovo, la superficialità emotiva imperante, la divisione di ogni questione in un conflitto fra bianco e nero senza alcuna disponibilità al confronto favoriscono l’emersione di populisti alla ricerca di un facile consenso basato sulla denigrazione dell’avversario, immediatamente identificato come “nemico”.

L’avanzata del neo-nazionalismo

E così sta ovunque emergendo – ora pure nelle principali nazioni del continente – un sentimento avverso all’unità europea: oggi ancora minoritario ma molto più forte di ieri e ormai in grado di proporsi elettoralmente quale realistico candidato alla guida dei governi nei diversi paesi.

Questo neo-nazionalismo populista verrà sostenuto dagli Stati Uniti di Donald Trump. Un fatto di una gravità assoluta, che dovrebbe a questo punto motivare gli europei ad una reazione adeguata. Per ora solo intravista, anche se le nette parole pronunciate a Monaco dal Cancelliere Merz sono state a tal proposito un messaggio non certo banale né scontato.

Ucraina, banco di prova del futuro europeo

Ecco allora che la difesa dell’Ucraina dalla Russia assume, ancor più rispetto agli anni scorsi, un rilievo decisivo per il futuro dell’Europa: con tutto quello che Europa significa in termini di libertà, democrazia, sviluppo sociale, prevalenza del diritto.

Ed ecco perché sul tema non sono ammissibili calcoli opportunistici, piccole furbizie, ambiguità mascherate da spirito pacifista e quant’altro. Troppo presenti, al momento, nella politica italiana. Al governo e all’opposizione.

La Dc impediva la radicalizzazione politica. E oggi?

La radicalizzazione come nuovo paradigma del confronto pubblico

La radicalizzazione della lotta politica è ormai diventata un asset fondamentale del confronto pubblico nel nostro paese. Una deriva che, purtroppo, ci riporta indietro negli anni, a un periodo in cui non solo la delegittimazione morale e politica dell’avversario — o del nemico — era quasi un dogma, ma si ricorreva a ogni espediente pur di sconfiggerlo. Fu la stagione riassunta con uno slogan tanto efficace quanto inquietante: gli “opposti estremismi”.

 

Il ruolo della Dc come diga democratica

Quando ricordiamo quella stagione, non possiamo ignorare un tassello squisitamente politico decisivo per governare quella fase storica ed evitare esiti avventurosi e imprevedibili: la presenza di un partito capace di ergersi a diga contro una deriva antidemocratica. Quel tassello si chiamava Democrazia Cristiana.

Un partito popolare e di massa, interclassista, dotato di una solida cultura di governo e capace di essere un luogo politico inclusivo, rigorosamente fedele ai principi costituzionali. Non li predicava soltanto: li praticava quotidianamente. Non a caso fu duramente contestato tanto dalla sinistra comunista ed extraparlamentare quanto dalla destra estrema e parafascista. Grazie al suo ruolo politico, culturale e istituzionale fu possibile attraversare quella stagione senza mettere in discussione le fondamenta democratiche del paese.

Quella stagione è oggi sufficientemente conosciuta, ma le pregiudiziali ideologiche della sinistra e della destra non sono affatto rimosse: continuano a permeare la narrazione politica contemporanea. Ciò rende ancora più urgente una domanda di fondo alla luce della radicalizzazione che caratterizza il dibattito odierno.

 

Esiste oggi un soggetto capace di garantire equilibrio democratico?

La domanda è semplice e insieme complessa: esiste oggi un partito in grado di garantire un ordine democratico in sintonia con l’impianto costituzionale, senza alimentare radicalizzazione e polarizzazione ideologica?

L’attuale sinistra radicale, massimalista e populista è in grado di assolvere questo compito?

La destra conservatrice, sovranista e di governo può declinare concretamente questo ruolo politico e costituzionale?

Sono interrogativi legittimi. La radicalizzazione permanente — evidente anche nelle dichiarazioni quotidiane degli esponenti dei principali schieramenti — rischia di sfociare in una crisi della democrazia e nella conseguente perdita di credibilità delle istituzioni.

 

Rileggere l’esperienza dc a fronte dell’emergenza democratica odierna

Proprio rileggendo il ruolo esercitato dalla Democrazia Cristiana per decenni, forse sarebbe opportuno trarne insegnamento per affrontare l’emergenza democratica contemporanea. Ciò implica abbandonare definitivamente le pregiudiziali ideologiche, morali e politiche che hanno alimentato per lungo tempo la criminalizzazione della classe dirigente democristiana.

Una classe dirigente composta da leader e statisti, non da comprimari o dilettanti in cerca d’autore: una lezione che resta attuale per chiunque abbia a cuore la stabilità democratica e la qualità della vita istituzionale del paese.

Dibattito. La riforma della giustizia tra propaganda e realtà

Un dibattito nato sotto il segno della polarizzazione

Tra qualche settimana avremo l’onore di esercitare il nostro diritto democratico di scelta sulla nuova riforma della giustizia; tuttavia, il clima che si respira nel Paese è tutto fuorché onorevole.

Sin dal suo concepimento nella culla parlamentare, la riforma è stata vittima di fronti populisti opposti che hanno estremizzato le posizioni, rendendo impossibile un confronto sereno. Questa condizione non ha consentito di individuare soluzioni alte e condivise. È la prima sconfitta, imputabile in egual misura a maggioranza e opposizione.

Con l’avvio della campagna elettorale il dibattito si è ulteriormente inferocito. Da entrambe le parti sono arrivati commenti disdicevoli e fake news che non aiutano il cittadino a formarsi un’opinione autonoma.

Esiste un solo anticorpo contro questo virus bipopulista: leggere la riforma (qui il link per chi fosse interessato a seguire il mio consiglio). Gli articoli sono pochi: non si tratta di un impegno gravoso.

Cosa la riforma non risolve

Occorre anzitutto sfatare alcune false convinzioni. La riforma non affronta i problemi strutturali del sistema giudiziario italiano, come quelli riguardanti la certezza della pena, i tempi lunghissimi dei processi, la gogna mediatica per indagati non condannati, la tutela effettiva della presunzione di innocenza. Si tratta di questioni cruciali che restano sostanzialmente intatte.

La riforma non assoggetta la magistratura alla politica, né al Parlamento né al Governo. L’articolo 3 ribadisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, composto da magistrati della carriera giudicante e requirente.

Questo è un punto dirimente, spesso travisato: non si profilano derive antidemocratiche in stile ungherese. Il principio montesquieiano della separazione dei poteri resta pienamente salvaguardato.

Composizione dei consigli e equilibrio istituzionale

La quota dei componenti eletti dal Parlamento e nominati dal Presidente della Repubblica rimane pari a un terzo; i restanti membri sono scelti tra i magistrati.

La componente di origine politica resta dunque minoritaria, come avviene attualmente.

Consigli e funzioni vengono definitivamente separati: un magistrato inquirente non potrà più decidere sulla carriera di un magistrato giudicante e viceversa.

Questo principio non indebolisce l’autonomia, ma la rafforza: il giudicante non sarà più esposto all’influenza dell’inquirente e reciprocamente.

Si tratta di un assetto coerente con le democrazie liberali: separazione chiara dei poteri nelle istituzioni e, per analogia, “unbundling” nell’economia per evitare concentrazioni di potere.

Nessuna limitazione dell’azione investigativa

Il magistrato requirente non perde poteri né libertà d’azione. Se così fosse, si dovrebbe ammettere che l’appartenenza alla stessa categoria del giudicante gli conferisce oggi un vantaggio improprio, il che sarebbe incompatibile con i principi democratici.

La riforma non incide su tipologie di reato né sul perimetro delle indagini: nessuna inchiesta viene limitata.

Il nodo irrisolto della meritocrazia

Se i principi democratico-liberali non vengono intaccati, resta però una vittima potenziale: la meritocrazia.

Il sorteggio non costituisce un criterio meritocratico di selezione per ruoli istituzionali; rappresenta piuttosto un colpo al cuore del principio di competenza. L’idea appare come l’ultimo retaggio del grillino “uno vale uno”, già allegoricamente descritto da Orwell ne La fattoria degli animali.

Si sostiene che serva a ridurre il peso delle correnti, ma il rimedio rischia di essere sproporzionato. Non sarebbe stato preferibile rendere eleggibili magistrati prossimi alla pensione? Una soluzione simile avrebbe garantito competenza ed esperienza nei consigli e contribuito a spezzare i meccanismi di scambio di potere interni alle correnti.

Se l’opposizione avesse partecipato al confronto parlamentare con spirito costruttivo, avrebbe potuto incidere su questo punto; se la maggioranza avesse evitato uno scontro identitario con la magistratura, il testo avrebbe potuto essere migliore. Così non è stato.

Illusioni politiche e stabilità dell’esecutivo

È illusorio pensare che una vittoria del No comporterebbe le dimissioni dell’attuale esecutivo.

Se esiste una differenza netta tra centrodestra e centrosinistra in Italia, è che la destra non cade nel tafazzismo: quando si tratta di restare al governo, mantiene nervi saldi e fronte compatto anche nelle difficoltà.

In un clima dominato da slogan e contrapposizioni, il compito del cittadino resta quello più difficile e più nobile: comprendere, distinguere, decidere. Solo così il voto potrà tornare ad essere un esercizio di responsabilità democratica, non l’eco di una tifoseria.

Patty Pravo, cantatrice delle emozioni

Emozioni e sentimenti: una dicotomia da ripensare

Sarebbe da approfondire il rapporto che lega emozioni e sentimenti. Più volte ho rilevato l’enfasi posta dai media e, più in generale, dal mondo dello spettacolo sulle emozioni, tendenzialmente intense, talora violente e, insieme, effimere, a discapito dei sentimenti, più delicati e stabili.

“Opera”, il brano sanremese di Patty Pravo, tuttavia, dischiude, ai miei occhi, un nuovo orizzonte. L’emozione può rappresentare la “miccia” del sentire. La scintilla che accende il fuoco. 

Per dirla con la canzone, può condurci in una dimensione altra rispetto a quella ordinaria. L’emotività, dunque, come transito e passaggio che ci porta nell’universo dei sentimenti, di un sentire più acuto e profondo di quello consueto.

La ragazza del Piper e il volto notturno dell’amore

Nicoletta Strambelli, del resto, canta da sempre le emozioni: rimane, in tal senso, “la ragazza del Piper”. Le “sue” emozioni, però, alludono al sentire, ai sentimenti, fin dal brano “Ragazzo triste”.

Così all’artista che mi lascia intravedere il superamento della dicotomia emozioni versus sentimenti dedico qualche piccolo verso: “Sì, Patty / l’emozione dischiude una dimensione altra, / tu canti la notte / diverso volto / della vita / e / dell’amore”.

Sanremo, Pilar Fogliati interpreta "Uvetta"

Sanremo, 25 feb. (askanews) – L’attrice Pilar Fogliati, co-conduttrice della seconda serata del Festival di Sanremo, abito in raso argentato monospalle e drappeggiato, ha sfoggiato sul palco dell’Ariston le sue celebri “vocine” e trasformazioni in diversi personaggi, proprio come in uno dei suoi film, “Romantiche” che ha messo in luce il suo talento camaleontico. Visibilmente emozionata in veste di co-conduttrice, arrivando sul palco ha esordito: “Ma davvero sono qui? È proprio vero che Sanremo è Sanremo”. Ha poi introdotto Tommaso Paradiso.

Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Roma, 25 feb. (askanews) – Bruxelles, 25 feb. (askanews) – Il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, ha inviato alla stampa questo pomeriggio una dichiarazione in cui precisa che cosa esattamente l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti chiariscano riguardo all’accordo di Turnberry sui dazi, in modo che entrambe le parti possano procedere alla sua attuazione.

L’accordo raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, in Scozia (poi formalizzato da una “dichiarazione congiunta”) è stato rimesso in discussione dalla sentenza della Corte Suprema di venerdì scorso, 20 febbraio, che ha bocciato la base giuridica usata dall’Amministrazione americana per i dazi all’importazione di gran parte dei prodotti europei negli Stati Uniti. Questi dazi, secondo la “dichiarazione congiunta”, dovevano avere un’aliquota massima del 15% (contro l’azzeramento dei dazi europei sulla maggior parte dei prodotti industriali Usa).

Ma successivamente il presidente Trump ha deciso l’imposizione generalizzata, con un’altra base giuridica, di nuovi dazi temporanei per il 10% sulle importazioni, aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti con i paesi che godono della clausola Npf, ovvero di “nazione più favorita”. I dazi Npf per la maggior parte dei prodotti dell’Ue sono inferiori al 5%, e quindi, sommandoli ai nuovi dazi Usa aggiuntivi del 10%, si resterebbe sotto la soglia massima concordata del 15%. Per alcuni prodotti europei, tuttavia, i dazi Npf superano il 5%, e in questi casi è necessario che gli Stati Uniti spieghino come intendano rispettare il tetto “onnicomprensivo” al 15% previsto nella “dichiarazione congiunta”.

Inoltre, la Commissione europea si aspetta anche che l’Amministrazione Usa chiarisca come procederà dopo la scadenza dei nuovi dazi temporanei fissati al 10% (con la nuova base giuridica, hanno una durata limitata a 150 giorni), sempre per garantire il rispetto dell’accordo con l’Ue e “la stabilità e prevedibilità” di cui gli operatori di entrambe la parti hanno bisogno per continuare a sviluppare il commercio transatlantico. á á á á á á “A partire dal 24 febbraio – ricorda Gill nella sua dichiarazione -, sono entrati in vigore i dazi statunitensi annunciati nella Proclamazione del 20 febbraio sulla ‘Imposizione di un supplemento temporaneo all’importazione per affrontare problemi fondamentali dei pagamenti internazionali. L’aliquota applicabile è del 10%, in aggiunta ai dazi Npf esistenti. Alcune categorie di prodotti – spiega Gill – rimangono esenti, come aeromobili e componenti di aeromobili, prodotti farmaceutici e prodotti energetici”. Inoltre, “non è previsto alcun cumulo con i dazi esistenti della Sezione 232 (ad esempio su acciaio, automobili, camion, legname)”.

Come ha la Commissione aveva già sottolineato con una nota domenica scorsa, 22 febbraio, ricorda il portavoce, “l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti onorino i propri impegni stabiliti nella Dichiarazione congiunta (l’accordo con gli Usa, ndr), così come l’Ue mantiene i propri impegni. In particolare, i prodotti dell’Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti dei dazi oltre il massimale chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato”, ovvero il 15%.

“Per quanto riguarda le esportazioni dell’Ue verso gli Stati Uniti – rileva Gill -, nella maggior parte dei casi il dazio Npf è inferiore al 5%. Tuttavia, per una percentuale limitata (il 7%) di queste esportazioni verso gli Usa, il dazio Npf è superiore al 5%”.

Questo significa, aveva spiegato lo stesso Gill durante il briefing quotidiano per la stampa, oggi a Bruxelles, che la somma con i nuovi dazi del 10% porterebbe in questi casi a un’aliquota superiore al 15%. “Pertanto, logicamente, se gli Stati Uniti si sono impegnati a rispettare gli accordi, allora dovranno rispettare la soglia del 15%. Stiamo aspettando che ci spieghino in modo chiaro e dettagliato come questo funzionerà”.

“Gli Stati Uniti – si legge ancora nella nota diffusa dal portavoce della Commissione – hanno dato chiare indicazioni che i termini dei loro accordi, come la Dichiarazione congiunta Ue-Usa, saranno rispettati. Pertanto l’Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per garantire che ciò avvenga e per ottenere chiarezza sulle misure concrete che garantiranno la certezza giuridica e operativa”.

“Inoltre – aggiunge Gill -, gli Stati Uniti hanno descritto la situazione attuale come una fase di transizione, che durerà fino a 150 giorni. Anche in questo caso, l’Ue sta dialogando con gli Stati Uniti affinché forniscano chiarezza il più rapidamente possibile su eventuali ulteriori misure che potrebbero adottare” dopo la scadenza di questo termine”.

D’altra parte, “continuiamo anche a negoziare ulteriori esenzioni sui dazi, in linea con il nostro approccio coerente in materia di attuazione della Dichiarazione congiunta. La Commissione – sottolinea il portavoce – garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea. Le aziende e gli esportatori dell’Ue devono beneficiare di un trattamento equo, prevedibilità e certezza del diritto”.

“La Commissione continua a consultarsi strettamente con il Parlamento europeo e gli Stati membri. La posizione espressa nella nostra dichiarazione del 22 febbraio gode di un ampio sostegno”, riferisce ancora Gill, e conclude ricordando che ieri il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, parlando all’Europarlamento, aveva osservato come sia “imperativo proseguire il processo di attuazione degli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione congiunta”, e in questo senso aveva sottolineato che anche l’Ue “deve restare fedele al nostro accordo”.

Calcio, impresa Atalanta: elimina al 98′ il Borussia Dortmund

Roma, 25 feb. (askanews) – Impresa dell’Atalanta. La squadra di Palladino travolge 4-1 il Borussia Dortmund, rimonta il 2-0 subito in Germania ed è qualificata agli ottavi di finale di Champions. Decisivo un rigore perfetto di Samardzic al 98′, assegnato al Var per un intervento falloso di Bensebaini su Krstovic a seguito di un clamoroso errore del portiere Kobel. La Dea aveva sbloccato il match con Scamacca al 5′ e raddoppiato già prima dell’intervallo con Zappacosta. Nella ripresa i gol di Pasalic e di Adeyemi prima dell’apoteosi finale

Fdi celebra Giorgia figlia del popolo vs sinistra al caviale: è solo a metà dell’opera

Roma, 25 feb. (askanews) – “Figlia del popolo si nasce, si prosegue ma siamo soltanto a metà dell’opera, ne vedremo delle belle”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, chiude così la presentazione del libro di Italo Bocchino “Giorgia, la figlia del popolo. Perché Meloni piace agli italiani”. L’incontro presso la Galleria Alberto Sordi di Roma, davanti alla libreria Mondadori, come il saggio, è l’occasione per ripercorrere l’ascesa della presidente del Consiglio e del suo partito, la “fiaba” come la chiama l’autore, del gruppo di amici e compagni di partito che l’hanno sempre sostenuta.

Ad ascoltare Bocchino, La Russa e la sorella della presidente del Consiglio Arianna, capo della segreteria politica di Fdi, moderati dalla giornalista Hoara Borselli, in prima fila diversi ministri: Giuseppe Valditara, Eugenia Roccella, Nello Musumeci, Orazio Schillaci, Maria Elvira Calderone, Elisabetta Casellati. Restano vuoti i posti riservati ad Anna Maria Bernini e Daniela Santanchè. Ci sono Giovanni Donzelli, l’ex presidente del Senato Gianfranco Fini, Gennaro Sangiuliano (“Per me rimane ministro a vita”, confessa La Russa). Si fa vedere Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi e attivista per i diritti Lgbtq.

La contrapposizione, nel dibattito, è tra Giorgia Meloni figlia del popolo e le elité, l’intellighenzia. Giorgia rimasta coerente, empatica, vicina al popolo, radicata mentre la sinistra il popolo lo ha dimenticato: “Sono forti le nostre idee – rivendica La Russa – la storia di un percorso coerente, chiaro e mai rinnegato. La sinistra indica Giorgia Meloni in termini dispregiativi ‘borgatara’. Una volta per la sinistra essere vicino alle borgate era un titolo di merito. Oggi la sinistra del caviale radical chic si qualifica per il cambiamento del linguaggio nei confronti dei figli del popolo”.

“Giorgia – insiste – appartiene a una generazione che ha fatto della coerenza, della meritocrazia e dell’identità la propria stella polare. Senza perdere la coerenza di un percorso iniziato nell’immediato dopoguerra, ha saputo cogliere le trasformazioni nostre, della società, della vita politica italiana fino a raccogliere in un unico partito i conservatori italiani che sono più ampi della quota di italiani di destra che già Fini aveva raccolto col 15%”.

Ma il “successo” di Fdi non è soltanto nel “brand” di Giorgia Meloni, come lo definisce Bocchino che annuncia la traduzione in arabo del suo libro. È Arianna a ricordare che la premier “non è sola, ha dietro una comunità di uomini e donne”. La capo della segreteria politica di Fdi ricorda “il dolore per la dispersione del popolo della destra negli anni difficili in cui ci perdemmo nel Popolo della Libertà” e poi il ritrovarsi. “Oggi stare qui con Fini in prima fila è una bellissima immagine. La storia della nostra comunità è un percorso di coerenza, di rapporto costante con gli elettori nei circoli. Non abbiamo mai inseguito il consenso o il potere, il potere è sempre stato uno strumento per costruire, non abbiamo interessi se non quelli dei cittadini”.

Referendum, Tajani invoca maggior impegno Fi: dopo Sanremo diamo il massimo

Roma, 25 feb. (askanews) – “Sono convinto che il Sì prevarrà. Tutti i sondaggi approfonditi, non quelli fatti su 50 persone, dicono che il Sì è in abbondante vantaggio” ma “tra il sondaggio e il voto c’è tutta la campagna elettorale e bisogna uscire di casa e andare a votare”. Antonio Tajani chiama le truppe di Forza Italia al massimo impegno sul referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia. Nel corso della segreteria del partito convocata alla Camera, a porte aperte ai cronisti nel corso del suo lungo intervento, parla di “clima positivo” ma si capisce che il mese che manca al voto del 22 e 23 marzo e l’avanzata del fronte del no preoccupano. “Non dobbiamo perdere neanche un voto. Dobbiamo far capire che si vince anche solo per un voto”, esorta.

Non vuole scomodare i suoi nella settimana del Festival di Sanremo, sarebbe anche improduttivo, la manifestazione canora monopolizza praticamente l’80% della programmazione televisiva ma, avverte, “dal giorno successivo al Festival di Sanremo dovremo impegnarci al massimo”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri parla solo dell’impegno del suo partito e non raccoglie le critiche che arrivano da Nazario Pagano, deputato abruzzese, alla Lega. Il presidente della commissione Affari Costituzionali e segretario regionale Fi Abruzzo, a porte chiuse, prende la parola davanti alla segreteria, e, secondo quanto viene riferito, lamenta uno scarso impegno del partito di Salvini nella sua regione. Tajani, come detto, non raccoglie. Invita a concentrarsi sull’impegno azzurro su quella che è una battaglia storica del partito fondato da Silvio Berlusconi.

Nessuna critica agli alleati neanche negli interventi del senatore Pierantonio Zanettin e del deputato Enrico Costa, impegnati fin dal primo giorno pancia a terra nella battaglia referendaria. Giorgio Mulè, cui è stato affidato il coordinamento della campagna, sottolinea l’importanza degli eventi piccoli, capillari, in ogni singolo comune, anche il più remoto dove bisogna andare e raccogliere consenso più che nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano.

Nel pomeriggio Matteo Salvini, che ha sempre annunciato l’impegno di ogni sezione e dei 500 sindaci della Lega per il sì al referendum, oggi ha presenziato alla segreteria del partito nel Lazio dalla quale è emerso che la Lega “si sta muovendo a sostegno per il Sì alla riforma e nei prossimi fine settimana il partito continuerà ad essere presente nelle piazze di Roma e del Lazio con i banchetti informativi”.

Dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, intanto arriva l’invito a frenare “le esagerazioni, le provocazioni, le fake news” che stanno caratterizzando la campagna referendaria perché, avverte, il rischio è che si crei “una confusione” che può indurre i cittadini “a disertare” le urne. Intervenendo alla presentazione del libro di Italo Bocchino, la seconda carica dello Stato ricorda che “il rispetto per la magistratura fa parte dei valori della destra” e che quindi “la riforma non può essere vista come qualcosa che manchi di rispetto alle toghe”. Accanto a lui è Arianna Meloni ad assicurare che se dovesse prevalere il no al referendum costituzionale “non succederà niente. Non arriveranno le cavallette ma si perderà un’occasione. Credo sia una buona riforma”. La sorella della premier ribadisce che “non è un voto sul governo, ci saranno le politiche il prossimo anno”.

Sanremo, seconda serata con 15 big e le nuove proposte

Roma, 25 feb. (askanews) – Festival di Sanremo 76esima edizione, seconda serata: sul palco dell’Ariston come co-conduttori, insieme a Carlo Conti, ci sono l’attrice Pilar Fogliati, Lillo Petrolo (attore e autore) e Achille Lauro. Vengono eseguite 15 canzoni in gara (su 30) che verranno votate dal pubblico con il televoto e attraverso la giuria delle radio. La serata numero due vedrà la gara delle nuove proposte, sul palco con Gianluca Gazzoli. Fra i big, prima a cantare Patty Pravo, mentre a chiudere sarà Ditonellapiaga. Di seguito la diretta con i momenti salienti dello spettacolo.

-20:32 Pilar fogliati e Lillo Petrolo in collegamento col Tg1 prima dell’inizio: battute sulla famosa scala dell’Ariston. Fogliati: “Dichiaro che guardo i piedi”. Lillo mostra invece un passo incrociato per scendere i famigerati gradini.

L.elettorale, trattativa al rush finale in maggioranza. Verso stop preferenze

Roma, 25 feb. (askanews) – Si sono incontrati in mattinata a via della Scrofa. E poi si sono riaggiornati nel pomeriggio. E andranno avanti finché non ci sarà un accordo. Forse. Perché se è vero che la trattativa nel centrodestra per presentare una proposta comune di riforma della legge elettorale sembra arrivata al rush finale, al momento – a tavolo ancora in corso – il pronostico del confronto resta un classico 1-X-2. Da una parte c’è Fratelli d’Italia che vuole chiudere la partita e depositare un testo in settimana, dall’altra gli alleati che però condividono l’urgenza fino a un certo punto. Di mezzo c’è il tiro alla fune su alcuni punti ancora controversi, inevitabilmente alimentato dalla necessità di guardare ai propri interessi.

Fatto l’impianto ormai condiviso di un proporzionale con premio di maggioranza che scatta sopra il 40%, i nodi da sciogliere restano: preferenze, ballottaggi, quote per l’assegnazione del premio tramite listino, grandezza dei collegi. Ed è esattamente su questi punti che gli sherpa del centrodestra si stanno confrontando in una sorta di consultazione permanente. Stamattina si sono dati appuntamento alle 12 nella sede di Fratelli d’Italia e sono andati avanti fino alle 15.30 circa per poi rivedersi alle 18.30, stessa location. Nel mentre, una pausa che ha consentito, per esempio, agli emissari leghisti Andrea Paganella e Roberto Calderoli, di votare la fiducia sul Milleproroghe al Senato, al responsabile Organizzazione meloniano Giovanni Donzelli di fare un salto alla presentazione del libro di Italo Bocchino su Giorgia Meloni e agli azzurri, Stefano Benigni e a Alessandro Battilocchio, di prendere un caffè alla buvette della Camera. Ma anche a tutti quanti di riferire e confrontarsi con i propri leader di riferimento prima di riavviare i lavori del tavolo.

Per Fratelli d’Italia le preferenze restano una questione di principio e il mandato affidato dalla premier era quello di difenderle in ogni modo. E, tuttavia, le resistenze degli alleati (insieme al terrore che la sola parola ha già generato nei peones) avrebbero per il momento spinto a soprassedere. Il che, spiegano i meloniani, non vuol dire rinunciarvi: se non saranno nel testo saranno infatti riproposte con un emendamento durante la discussione. Che, per inciso, al momento appare più probabile possa cominciare da Montecitorio.

Se sulle preferenze Fdi avrebbe scelto di fare di necessità virtù, non ci sarebbe però nessuna intenzione di rinunciare al ballottaggio previsto nel caso che nessuno raggiunga la soglia del 40%. A Lega e a Forza Italia l’opzione non piace affatto. C’è anche l’appiglio per smontarla: il caso Trentino Alto Adige. Proprio come accade per la Valle d’Aosta, infatti, l’assegnazione dei seggi segue regole autonome. Come si fa quindi ad applicare un eventuale ballottaggio? Fratelli d’Italia è convinta che esista un meccanismo che possa risolvere la questione, per gli alleati invece è la dimostrazione che l’opzione del ballottaggio andrebbe accantonata. Altro nodo sul tavolo è quello della definizione dei collegi, ovvero se vadano modificati aumentandone la grandezza (come vorrebbero i meloniani) o lasciati come sono (come preferirebbe Fi).

Fin qui le questioni più strettamente tecniche. C’è poi un nodo squisitamente politico ancora da sciogliere. Una volta stabilito come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza – ossia attraverso dei listini che assegnano 70 deputati e 35 senatori a chi vince – la domanda posta dagli alleati alla premier è: con quali quote ce li dividiamo? A loro giudizio, viene spiegato, il criterio andrebbe definito prima. C’è anche chi avrebbe suggerito di fare una distribuzione alla pari, un terzo a testa. Per Fratelli d’Italia questa però è una trattativa che va affrontata solo in un momento successivo.

I semi, la poesia e la cura: la Biennale (in assenza) di Koyo Kouoh

Venezia, 25 feb. (askanews) – La 61esima Biennale d’arte di Venezia sarà la Biennale pensata e progettata da Koyo Kouoh, anche se la curatrice camerunense-svizzera è scomparsa nel maggio 2025. Ma il suo lavoro era stato impostato e il team dei curatori che lei aveva scelto lo ha portato e lo porterà avanti nello spirito della sua idea. “In Minor Keys”, questo il titolo scelto da Koyo, è stata presentata a Venezia in una conferenza stampa intensa e appassionata, che in qualche modo andava in cerca di un suo centro di gravità permanente.

“Si è come gli alberi – ha detto ad askanews Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia – l’albero è presente, l’albero ha le foglie, ha i frutti, perde le foglie, perde i frutti, perde anche se stesso e le radici che restano se ne vanno, ma i semi invece camminano e il team di Koyo sono il seme che ha generato attraverso il suo progetto, attraverso le sue fronde, attraverso la presenza, e in virtù della sua assenza, la meraviglia dimostra che prossimamente tutti noi e tutti voi vedrete”.

La mostra internazionale prevede 111 partecipanti, tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Con l’obiettivo di restituire e ampliare una geografia relazionale, intessuta nel corso di una vita e fondata sull’incontro. E, sia nei discorsi dei curatori, sia nell’intervento di Buttafuoco due termini sono risuonati in particolare: poesia e cura. “Sono parole che diventano sinonimi – ha aggiunto il presidente – sono parole che insieme legano e qui, entra in gioco la religio, il tenere insieme le cose, la cura, ovvero la complessità dell’esistenza del mondo, delle relazioni e la consapevolezza della, ho usato a posto un termine ispirato dalla presenza di Stefano Zecchi, della gettatezza. Noi siamo quindi qui e ora e dunque nel progetto di un’esistenza che ci vede responsabili rispetto a ciò che abbiamo intorno”.

Un intreccio tra anima e intelletto, l’attenzione alle pratiche e alle relazioni processuali, la meraviglia opposta al cinismo, i riferimenti letterari a James Baldwin, a Toni Morrison e ai Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez: il mondo di “In Minor Keys”, anche se ancora non del tutto svelato, si rivela già come una foresta di possibilità in divenire, che avrà attenzione anche per le performance e l’effimero. E quel concetto di Heidegger dell’uomo gettato nel mondo può rivelarsi un’occasione in più, pur nella mancanza che è l’elemento caratteristico di questa Biennale. “Emotivamente il primo pensiero che ho avuto – ha concluso Buttafuoco – è stato quello della bacchetta che viene appoggiata sul leggio quando è completato il lavoro di Turandot, è completato nell’incompletezza e nel suo essere incompleto apre e squaderna le nuove visioni”.

La Biennale d’arte di Koyo Kouoh apre al pubblico il 9 maggio prossimo, quest’anno, poiché la curatrice non li aveva ancora individuati, i Leoni d’oro alla carriera non saranno assegnati.

NYTimes: Epstein Files mancanti sulla denuncia di una donna (all’epoca bambina) contro Trump

Roma, 25 feb. (askanews) – Nella grande mole di documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense sulle indagini su Jeffrey Epstein mancano alcuni materiali chiave relativi a una donna che aveva sporto denuncia contro il presidente Donald Trump. Lo scrive il New York Times.

Si tratta – spiega l’analisi del quotidiano – di promemoria dell’Fbi che riassumono gli interrogatori condotti dopo le accuse presentate nel 2019 da una donna che, dopo l’arresto di Epstein, si era fatta avanti per dichiarare di essere stata aggredita sessualmente decenni prima, quando era minorenne, sia da Trump che dal finanziere.

L’esistenza dei promemoria è stata rivelata da un indice, reso pubblico, che elencava il materiale investigativo relativo al racconto della donna. Secondo tale indice, l’Fbi ha condotto quattro interrogatori in relazione alle affermazioni della donne e ha redatto riassunti per ciascuno di essi. Tuttavia, solo un riassunto dei quattro colloqui, che descrive le sue accuse contro Epstein, è stato pubblicato dal Dipartimento di Giustizia. Gli altri tre risultano mancanti.

I fascicoli pubblici non includono nemmeno le note a pie’ di pagina degli interrogatori, che l’indice indica come parte del fascicolo. Il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato note simili in relazione agli interrogatori dell’Fbi con altri possibili testimoni e vittime.

I funzionari Dipartimento di Giustizia non hanno spiegato direttamente perché i promemoria relativi alle affermazioni della donna non siano stati resi pubblici. La mancanza di questi documenti accresce gli interrogativi – chiosa il New York Times – su come il Dipartimento di Giustizia abbia gestito la pubblicazione dei documenti su Epstein, resa obbligatoria da una legge firmata da Trump lo scorso anno, in seguito alle pressioni bipartisan del Congresso.

“Parchi, arma segreta”, il saggio di Camaiora

Roma, 25 feb. (askanews) – Un saggio si interroga sulle potenzialità dei Parchi, come leva di tutela dell’ambiente ma anche di sviluppo. Andrea Camaiora, giornalista e docente universitario, imprenditore della comunicazione, si confronta in un volume di recente pubblicazione su quella che chiama “l’arma segreta italiana”. Camaiora, che si è a lungo occupato di tematiche di comunicazione applicate ai criteri ESG, mostra come i parchi italiani soffrano non tanto di una mancanza di valore, quanto di una cronica invisibilità simbolica. Raccontati con linguaggi burocratici o ridotti a sfondi turistici, restano ai margini dell’immaginario collettivo. Da qui l’urgenza di una “ecologia narrativa”: raccontare i parchi per restituirne la complessità e le potenzialità turistiche ed economiche, coinvolgendo comunità locali, scuole, artisti, ricercatori, cittadini. La comunicazione – nel pensiero di Camaiora – non è dunque un accessorio, ma una leva di trasformazione sociale. Nel saggio pubblicato da Editoriale scientifica, l’autore a proposito dei parchi scrive che “sono i nuovi giacimenti petroliferi” e dunque “il loro rilancio, la loro messa a sistema con istituzioni e mondo privato, è un dovere”. “Con alcuni esperti, in questo saggio mi sono confrontato su un modo moderno, contemporaneo, coretto di concepire l’idea del parco naturale, capace di rappresentare una leva per lo sviluppo economico”, spiega l’autore.

E allora – si legge nel saggio – “preservarli è un dovere e un investimento al tempo stesso. Ma tutelarli non significa chiudersi in un immobilismo irragionevole. Occorre valorizzarli, culturalmente e turisticamente, senza per questo violentarli”. Dal Cilento alle Cinque Terre, dalle Dolomiti Friulane al Gargano, il saggio analizza storie, modelli, esperienze, inseguendo la sfida di “abitare i parchi senza consumarli”.

“Al centro, dunque, un’idea nuova di parco, fatta di una governance più manageriale, più moderna e di istituzioni che cooperano tra loro in maniera più efficace”, conclude Camaiora

Schlein: governo approvi legge su ‘rider’ e su salario minimo

Roma, 25 feb. (askanews) – Il governo deve approvare la legge sul salario minimo e anche una normativa a tutela dei ‘rider’. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, a margine di una iniziativa pubblica. “La magistratura sta cercando di fare luce sullo sfruttamento dei rider. Io penso che la politica non possa stare a guardare. Chiedo di nuovo al governo di approvare una legge sul salario minimo, perché sotto i nove euro all’ora non è lavoro, ma è sfruttamento”, ha detto.

“Serve poi – ha aggiunto – una legge specifica di tutela dei rider che non hanno diritti, non hanno tutele, non hanno assicurazione, non hanno malattia. L’Europa si è già mossa in questa direzione, l’Italia deve approvare una legge specifica di tutela dei rider e lo deve fare tenendo a mente che non c’è spazio in questo paese per lo sfruttamento. Non ci deve essere spazio per lo sfruttamento lavorativo”.

Sanremo, J-Ax “politico”: governo non conta… decidono Usa e finanza

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Anche noi stiamo disfando (sic) la sanità pubblica e la stiamo privatizzando, ma non siamo ancora al punto degli americani. Anche noi stiamo giustificando il capolarato di grandi multinazionali che fanno lavorare la gente con dei turni assurdi, con dei sottopagati, però non l’abbiamo ancora fatto in maniera così veloce come gli altri, quindi il nostro immobilismo senza merito in un certo senso ci sta premiando”.

Così J-Ax, parlando a margine della conferenza stampa a Sanremo, in cui ha risposto, avendo una compagna americana, a domande sull’America di Trump, di cui, ha detto, “penso male”. E parlando anche di attualità italiana, ha aggiunto:

“Il nostro essere è sempre come un piede in due scarpe…, non mi fate parlare del governo…, dico almeno se volete essere la destra fare la destra veramente…, perché in realtà dobbiamo sempre cercare il cerchiobottismo, il neutralismo, far pareggiare gli equilibri, la politica non comanda nulla, amministra, quindi devono amministrare e chi sta al di sopra di loro, cioè la finanza, gli dice cosa fare qui e negli Stati Uniti; a noi ce lo dice il presidente degli Stati Uniti cosa dobbiamo fare e poi ce lo dice la finanza, quindi quando realizzi tutte queste cose, ‘dì qualcosa di positivo sulla Meloni’ non conta più nulla. A noi ci lasciano fare una guerra orizzontale quando l’unica guerra che dovrebbe essere combattuta oggi è verso l’alto, verso quel 0,1% che detiene tutto il potere e tutte le ricchezze del mondo, ci distraggono facendoci litigare fra di noi e a questo serve la politica, a distrarci in modo che non ci accorgiamo che al di sopra di loro c’è chi veramente controlla tutto”.

Poste Italiane a Sanremo, il progetto Polis porta il co-working

Roma, 25 feb. (askanews) – Entro la fine dell’anno saliranno a 250 i co-working di Poste Italiane attivi in tutto il Paese grazie al programma Spazi per l’Italia. L’iniziativa, che rientra nel più ampio progetto Polis – volto a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei piccoli centri – punta a dar vita alla rete di spazi di lavoro condivisi più diffusa del Paese. Ottanta saranno realizzati in comuni con meno di 15 mila abitanti, rafforzando la presenza di Poste Italiane sul territorio e favorendo lo sviluppo economico. In Liguria oltre ai co-working già operativi a Sanremo, Genova e La Spezia, nuove aperture sono previste a Imperia, Savona, Alassio e Santa Margherita Ligure ampliando le aree di lavoro dedicate a privati, professionisti e imprese. Il servizio del TG Poste.

Sanremo, Luché: Basta critiche su autotune, quel palco emozione forte

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Emozionante perché è un one shot. Non hai la possibilità di cantare con il pubblico che già conosce la canzone, non hai quel tifo. Ti metti a nudo per la prima volta davanti a tutti con un brano inedito. E’ dura, è dura, il 90 per cento delle mie energie andavano nel cercare di controllare l’ansia e la paura di sbagliare”: così il rapper Luché in conferenza stampa a Sanremo dopo la prima serata del festival.

“E’ un’emozione davvero forte, un’esperienza che però ti fa crescere anche come artista e persona, perché devi imparare a controllarti e rimanere concentrato”, ha aggiunto.

“Sfido chiunque a salire su quel palco e restare calmi come se cantassi a un karaoke. Io poi sono un rapper, mi affaccio alla melodia da poco, non mi definisco un cantante. Si sentono storie di cantanti che cantano da quando erano piccoli a cui tremano ancora le gambe. E’ un’emozione davvero forte da gestire”, ha sottolineato.

“Sulle critiche riguardo l’autotune, siamo nel 2026, ci rimango un po’ così. Io rispetto i gusti di tutti, ma nel mio pezzo non c’è solo l’autotune, ma 5 o 6 effetti sulla voce per creare un sound internazionale, utilizzato in tutto il mondo, non capisco perché ancora qualcuno storce il naso. Ridurlo solo all’autotune scredita anche il lavoro del sound engineer”, ha ribadito.

“Il Labirinto – ha proseguito parlando del suo brano – è un po’ una metafora della vita, di una relazione, è anche un po’ una metafora del mio cervello da cui alcuni pensieri non riescono mai a uscire. Credo che nella vita si esca e si rientri in questo labirinto più di una volta, il che fa anche bene, perché stare dentro la nostra testa ci può far capire molte cose di noi. Se se ne esce, bisogna uscirne più formati e consapevoli, la consapevolezza di noi stessi credo sia la chiave per risolvere molti problemi. La canzone parla un po’ di me, un po’ di una relazione da cui queste due persone non riescono a uscire e forse non ne vogliono uscire”, ha concluso.

Accresce, costruire una comunità educante a Cagliari

Roma, 25 feb. (askanews) – Il progetto Accresce, attivo nel quartiere Marina di Cagliari, ha l’obiettivo di creare una comunità educante capace di rafforzare il legame tra scuola, famiglia e territorio. Il quartiere infatti, caratterizzato da una forte multiculturalità, presenta diverse criticità, che Accresce punta a superare creando spazi inclusivi e partecipativi. Tra questi ci sono gli aperitivi di comunità: “Incontri informali di tutta la comunità educante, dagli educatori agli abitanti del quartiere agli studenti e alle istituzioni che iniziano insieme un percorso per conoscersi meglio, discutere e progettare azioni concrete” – spiega Federico Melis, responsabile operativo progetto Accresce.

Tra le altre azioni intraprese c’è anche il manifesto di comunità, un documento che raccoglie le proposte dei vari attori locali – scuole, educatori, commercianti, famiglie e istituzioni – impegnandosi a lavorare insieme per migliorare il benessere dei bambini e dei giovani.

“La condivisione delle attività tra grandi e piccoli è fondamentale, proprio per ricucire un muro che si è creato nel tempo in questo quartiere, spesso teatro di malamovida – spiega Tiziana Ligas, insegnante presso l’I.C. Satta -Spano-De Amicis – condividendo le attività, gli uni e gli altri potranno conoscersi e apprezzare le qualità migliori reciproche”.

Grazie a laboratori creativi, attività culturali e la rigenerazione degli spazi pubblici, Accresce restituisce alla comunità la possibilità di riappropriarsi degli spazi comuni, stimolando la partecipazione e promuovendo una maggiore coesione sociale. Accresce è un progetto selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

La connessione allunga la vita, l’evoluzione dello spot Tim

Sanremo, 25 feb. (askanews) – All’apparenza un revival: Massimo Lopez e lo spot anni ’90 della “telefonata che allunga la vita”, diventato cult. In realtà, la nuova campagna di comunicazione Tim, lanciata al 76esimo Festival di Sanremo di cui è main partner. Non è un’operazione nostalgia ma racconta l’evoluzione e la trasformazione digitale del Paese che il Gruppo ha seguito e accompagnato, diventando piattaforma integrata di servizi digitali. Il nuovo spot è firmato dal regista Paolo Genovese e unisce passato e presente: il fortino di trent’anni fa racconta un nuovo presente e guarda al futuro.

Sandra Aitala, VP Brand Strategy, Media and Commercial Communication di TIM spiega: “Abbiamo visto che cosa poteva essere un simbolo che rappresentasse l’Italia e la comunicazione. Abbiamo scelto di farlo con uno spot iconico che racconta la Tim degli anni novanta, la Sip, che è lo spot iconico del Fortino”.

“Abbiamo raccontato la storia di Tim, questa storia che evolve da una cornetta, da una telefonata che allunga la vita, a una connessione che allunga la vita, perché oggi Tim non è soltanto connessione, è energia e servizi digitali e assicurazione, quindi tantissime cose a disposizione dei clienti per rendere la vita sempre più facile e sempre più accessibile”, aggiunge.

Intelligenza Artificiale protagonista al Tim Ai Data Lab, l’hub digitale del Gruppo dove si analizza in tempo reale il sentiment del pubblico sui social network. Nella prima serata ci sono state oltre 12 milioni di interazioni.

“Siamo sul pezzo, tutti i giorni analizziamo i dati, li mandiamo in conferenza stampa. Abbiamo individuato tre picchi: il primo picco quando c’è stato l’omaggio al maestro Vessicchio, il secondo sull’esibizione di Arisa e il terzo con la signora Gianna Pratesi”, sottolinea Tredicini.

Mentre tra le iniziative legate alla sostenibilità, c’è il progetto #RompiLaBolla, con cui Tim promuove un uso più critico e consapevole del digitale.

“Il nostro invito soprattutto ai più giovani è a sollevare un attimo gli occhi dal telefono e a scoprire la profondità del mondo che ci circonda che sicuramente è molto ma molto interessante”, conclude il responsabile.

Sanremo, Eddie Brock in campo col suo team per una sfida a calcetto

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Dal palco al rettangolo di gioco, Eddie Brock dopo aver calcato per la prima volta lo scenario dell’Ariston ha deciso di scendere in campo letteralmente- per tornare a giocare a pallone come quando ha scoperto di essere tra i Big del Festival. Dalle 10.30 alle 12.30 ha organizzato una partita di calcetto insieme a giornalisti e influencer dando vita a una sfida tra Team Eddie Brock e Team Corax presso l’ASD Junior Soccer Football Club, con telecronaca d’eccezione affidata a Riccardo Mancini (dazn).

Sanremo, Arisa: Mondo privilegia il maschile, ma le cose cambieranno

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Mi piacerebbe tantissimo che ci fossero più donne e mi incuriosisce il fatto che ce ne siano sempre meno. Ma non ho ascoltato le canzoni presentate. Certamente siamo in un mondo che privilegia il maschile, le cose cambieranno, io me lo sento”. Così Arisa durante la conferenza stampa al Festival di Sanremo.

“Sono una grande sostenitrice della possibilità che in futuro le cose possano migliorare. Penso che siamo in cammino verso il cambiamento e l’affermazione”, ha aggiunto l’artista che nella prima serata è entrata in Top5, tra le canzoni più votate dalla sala stampa.

“Dobbiamo essere forti e dalla nostra parte – ha sottolineato – questa cosa si deve instaurare veramente e non deve essere solo chiacchiere. Io vedo sempre di più la complicità. In questo ultimo anni vedo sempre più la complicità e la voglia di starci vicine fra di noi. E dobbiamo crederci e portare avanti con purezza e verità questo sentimento di sorellanza”, ha concluso Arisa.

Ucraina, Cremlino: incontro Putin-Zelensky-Trump solo per firmare accordi. Il nodo la questione territoriale

Roma, 25 feb. (askanews) – Un incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina a livello presidenziale può avvenire per “finalizzare l’accordo”, ha sottolineato oggi il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. “Qui dobbiamo concordare che i tre presidenti dovrebbero incontrarsi solo per finalizzare accordi o, come dicono gli americani, un accordo. Questo è probabilmente vero”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

Inoltre, Peskov ha sottolineato come l’invito a Zelensky di recarsi a Mosca resta valido. “Putin mantiene sempre la parola data”, ha sottolineato Peskov. Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha definito la questione territoriale la più complessa nell’accordo ucraino, rispondendo alle domande di un cronista russo. “La questione dei territori è la più difficile”, ha detto Peskov.

Giustizia, Conte a Nordio: state realizzando disegno di politica criminale

Roma, 25 feb. (askanews) – “Sin dall’inizio state realizzando un disegno di politica criminale, a partire dalla norma su rave party, un’oscenità andata in Gazzetta Ufficiale e poi finalmente modificata perché criminalizzavate persone che si riunivano per ascoltare musica. Da lì è stato tutto un crescendo. Oggi abbiamo tantissime nuove fattispecie di reato con decine e decine di inasprimenti di pene. Avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata da parte dell’Unione europea, avete ridimensionato completamente il traffico di influenze illecite e lei, signor ministro, ha fatto una crociata nei confronti delle intercettazioni”. Così il presidente di M5s, Giuseppe Conte, a Palermo a un evento sul referendum sulla riforma della magistratura, assieme al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, presente sul palco.

Calcio, Vanoli: "Esame di maturità, la squadra sta crescendo"

Roma, 25 feb. (askanews) – Fiorentina attesa domani dal ritorno dei playoff di UEFA Europa Conference League contro il Jagiellonia Bialystok. Alle 18.45, allo stadio Stadio Artemio Franchi, i viola ripartono dal 3-0 conquistato all’andata in trasferta. Alla vigilia ha parlato l’allenatore Paolo Vanoli, tra prudenza e ambizione.

“È un esame molto importante. Il focus è affrontare la partita con il vantaggio dell’andata, provando a vincerla e pensando anche a risparmiare energie per il campionato che ha la priorità”, ha spiegato il tecnico. “Siamo stati bravi all’andata, ma è un esame di maturità. In passato l’attenzione ci ha portato a sprecare tante energie”.

Vanoli non esclude rotazioni: “Più giochi e meglio è. La Conference per noi deve essere qualcosa di bello, che ti fa crescere. Chi scenderà in campo dovrà farlo al meglio. Non dobbiamo calare l’attenzione, perché lo Jagiellonia è una squadra organizzata tecnicamente. Dobbiamo difendere il risultato provando a vincere e preservare energie in vista della trasferta con l’Udinese, che è il nostro focus primario”.

Sulla responsabilità europea: “Non sento la responsabilità di portare avanti il calcio italiano, ma quella di portare avanti la Fiorentina nel calcio internazionale. Non bisogna sottovalutare nessun avversario, tutti stanno crescendo”.

Il tecnico ha poi fatto il punto sul momento della squadra: “Stiamo crescendo. Sarà una stagione in cui soffriremo fino all’ultima partita. Abbiamo fatto passi importanti nel capire come affrontare le gare. La vittoria nel derby non è stata solo tre punti, ma un segnale per i tifosi. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, fino alla fine ci sarà da lottare per salvarsi”.

In conferenza stampa Vanoli ha ribadito: “L’aspetto più importante è il passaggio del turno. Vincere aiuta a vincere. Dobbiamo migliorare nella gestione degli ultimi minuti”. Un passaggio anche sugli avversari: “Mi piace come giocano, pressano bene. Mi hanno dato spunti innovativi, sono organizzati e hanno un allenatore interessante”.

Infine sulle condizioni di Gudmundsson: “Si è allenato a parte, oggi sarà in gruppo e spero di dargli minutaggio”. E una riflessione sul calcio internazionale: “Da anni si è aperto in tutto il mondo ed è in continua evoluzione. A volte c’è l’ignoranza di sottovalutare questi campionati, ma il livello cresce ovunque”.

Calcio, Italiano: "Perdiamo Miranda, Heggem è a mezzo servizio"

Roma, 25 feb. (askanews) – Vigilia europea per il Bologna atteso dal ritorno dei playoff di Europa League contro il Brann. Domani alle 21, allo stadio Renato Dall’Ara, i rossoblù difenderanno l’1-0 conquistato all’andata in Norvegia. Alla vigilia ha parlato l’allenatore Vincenzo Italiano, tra rispetto per l’avversario e fiducia nei progressi della squadra.

“Il calcio norvegese è in grande crescita, vanno rispettati al massimo. Siamo in vantaggio di un gol ma bisogna confermarlo contro una squadra organizzata, che cercherà di metterci in difficoltà”, ha spiegato Italiano, invitando i suoi a non sottovalutare l’impegno: “Parlando di percentuali direi 51% noi e 49% loro. Dobbiamo sfruttare il nostro stadio”.

Il tecnico ha sottolineato i miglioramenti difensivi delle ultime settimane: “È cresciuta l’attenzione nel non possesso, concediamo meno e abbiamo trovato più solidità. La produzione offensiva è rimasta, ma abbiamo tolto qualche pallone pericoloso di troppo quando attaccavamo”. Due vittorie consecutive in campionato hanno restituito fiducia: “Abbiamo ritrovato autostima, ora vogliamo andare avanti in Europa”.

Sul fronte formazione, Miranda resterà fuori tre settimane, mentre Heggem è recuperato ma non al meglio. Possibile adattamento sulla corsia sinistra. In avanti, riflettori sulla coppia Castro-Bernardeschi: “Le partite le vincono i giocatori di qualità. Castro ha fatto giocate decisive, Berna con il rigore è stato determinante. C’è margine per rivederlo a livelli alti: è un animale, sta tornando”.

Infine un passaggio su Nicolò Zaniolo, dopo il saluto nel post partita: “Pensavo non fosse successo nulla, invece aveva il naso sanguinante. Ho grande stima di lui, è un patrimonio del calcio italiano e può ancora mostrare le sue qualità”.

Obiettivo chiaro: superare il playoff e continuare il cammino europeo, senza distrazioni. “Concentriamoci su domani – ha concluso Italiano – poi penseremo al resto. Tutto è ancora in essere e può succedere di tutto”.

I semi, la poesia e la cura: la Biennale (in assenza) di Koyo Kouoh

Venezia, 25 feb. (askanews) – La 61esima Biennale d’arte di Venezia sarà la Biennale pensata e progettata da Koyo Kouoh, anche se la curatrice camerunense-svizzera è scomparsa nel maggio 2025. Ma il suo lavoro era stato impostato e il team dei curatori che lei aveva scelto lo ha portato e lo porterà avanti nello spirito della sua idea. “In Minor Keys”, questo il titolo scelto da Koyo, è stata presentata a Venezia in una conferenza stampa intensa e appassionata, che in qualche modo andava in cerca di un suo centro di gravità permanente.

“Si è come gli alberi – ha detto ad askanews Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia – l’albero è presente, l’albero ha le foglie, ha i frutti, perde le foglie, perde i frutti, perde anche se stesso e le radici che restano se ne vanno, ma i semi invece camminano e il team di Koyo sono il seme che ha generato attraverso il suo progetto, attraverso le sue fronde, attraverso la presenza, e in virtù della sua assenza, la meraviglia dimostra che prossimamente tutti noi e tutti voi vedrete”.

La mostra internazionale prevede 111 partecipanti, tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Con l’obiettivo di restituire e ampliare una geografia relazionale, intessuta nel corso di una vita e fondata sull’incontro. E, sia nei discorsi dei curatori, sia nell’intervento di Buttafuoco due termini sono risuonati in particolare: poesia e cura. “Sono parole che diventano sinonimi – ha aggiunto il presidente – sono parole che insieme legano e qui, entra in gioco la religio, il tenere insieme le cose, la cura, ovvero la complessità dell’esistenza del mondo, delle relazioni e la consapevolezza della, ho usato a posto un termine ispirato dalla presenza di Stefano Zecchi, della gettatezza. Noi siamo quindi qui e ora e dunque nel progetto di un’esistenza che ci vede responsabili rispetto a ciò che abbiamo intorno”.

Un intreccio tra anima e intelletto, l’attenzione alle pratiche e alle relazioni processuali, la meraviglia opposta al cinismo, i riferimenti letterari a James Baldwin, a Toni Morrison e ai Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez: il mondo di “In Minor Keys”, anche se ancora non del tutto svelato, si rivela già come una foresta di possibilità in divenire, che avrà attenzione anche per le performance e l’effimero. E quel concetto di Heidegger dell’uomo gettato nel mondo può rivelarsi un’occasione in più, pur nella mancanza che è l’elemento caratteristico di questa Biennale. “Emotivamente il primo pensiero che ho avuto – ha concluso Buttafuoco – è stato quello della bacchetta che viene appoggiata sul leggio quando è completato il lavoro di Turandot, è completato nell’incompletezza e nel suo essere incompleto apre e squaderna le nuove visioni”.

La Biennale d’arte di Koyo Kouoh apre al pubblico il 9 maggio prossimo, quest’anno, poiché la curatrice non li aveva ancora individuati, i Leoni d’oro alla carriera non saranno assegnati. (Leonardo Merlini)

A Fondazione Elpis Smooth Operator di William Miklos Anderson

Milano, 26 feb. (askanews) – Fondazione Elpis presenta negli spazi espositivi della Lavanderia dal 27 febbraio 2026 Smooth Operator, prima mostra personale in Italia di Villiam Miklos Andersen a cura di Gabriele Tosi. Nella celebre canzone di Sade, lo smooth operator è un escort internazionale senza sentimenti, che proprio nel distacco emotivo trova la condizione per ottenere accesso, mobilità e ascesa sociale: Andersen assume questa figura come metafora critica del presente. Attraverso sculture, installazioni e progetti relazionali, l’artista indaga da una prospettiva queer i sistemi economici contemporanei.

Il curatore Gabriele Tosi ha raccontato ad askanews le diverse parti dell’esposizione: “Fuori dallo spazio nel cortile di Fondazione Elpis c’è un oggetto molto strano, un veicolo particolare che viene dalla guerra fredda, è un blindato al cui interno qualcuno lo ha convertito e ne ha fatto una sauna. Nella prospettiva dell’artista questo oggetto simboleggia lo stato sociale scandinavo che è caldo e confortevole per chi riesce a entrare, assicura comfort anche quando fuori fa freddo e le condizioni sono proibitive, ma è molto difficile da spostare, da ricollocare altrove o comunque è molto facile essere esclusi da questo scenario di benessere. Questo l’artista lo dimostra con il viaggio che ha fatto con questo blindato dalla Svezia fino qua a Milano ed è un viaggio pieno di imprevisti, di incidenti, di attivazioni in contesti particolari che viene raccontato in un film girato con un altro artista che si chiama M.B. Pedersen e con un DJ che ha sonorizzato l’intera mostra che si chiama Walter Bernath.

William Miklos Anderson è un artista queer che si occupa di come i sistemi economici e logistici normativizzino o comunque influenzino i comportamenti dell’individuo all’interno della società. Il suo lavoro compie una strategia di deviazioni visive ma anche performative che prendono questi sistemi logistici votati all’ottimizzazione, votati alla massima efficienza e ne fanno qualcosa di altro, qualcosa di leggermente deviato dove il corpo e i sensi riconquistano un ruolo centrale. I materiali sono molto importanti, per esempio il legno che è odoroso, tattile e caldo. Queste immagini dietro di me, per esempio, sono immagini colte dall’artista a livello fotografico a Rungis, che è un mercato alla periferia di Parigi ed è il mercato più grande del mondo di ingrosso di prodotti freschi. Questo lavoro che si chiama Transactions mette in luce le mani che lavorano, sono delle zoomate sulle mani, le mani che lavorano in questo mercato per dimostrare la latenza del rapporto umano e il rapporto con i grossi sistemi dell’economia e della logistica.

La mostra indaga il concetto di comfort, come per ottenere benessere nel nostro quotidiano spostiamo cose, spostiamo noi stessi e siamo disposti anche a fare qualcosa di forte per proteggere il nostro comfort dagli agenti esterni e da quello che succede intorno a noi. Si sviluppa sui tre piani di Fondazione Elpis con un atteggiamento ambientale: al piano interrato la mostra diventa quasi un club, un club notturno queer con Radioso e Smooth Operator – DJ set; al piano terra raccontiamo la relazione che un individuo ha con il sistema logistico economico della contemporaneità con la serie Transactions e con Just-in-time e Smooth Operator; al piano superiore uno strano ufficio negozia intimità e moduli dell’economia contemporanea con le Cabin”.

Attraverso l’impiego di materiali e tecniche che attivano dimensioni tattili, olfattive e percettive, William Miklos Andersen sollecita un coinvolgimento diretto del corpo del visitatore con oggetti solitamente percepiti come neutri e funzionali. Sculture in bronzo, lavori in legno e acrilico, strutture modulari e cabine dialogano con dispositivi provenienti da ambienti di lavoro e spazi semi- pubblici distributori d’acqua, arredi tecnici trattati come frammenti di un sistema più ampio che promette cura attraverso il controllo, rivelando la dimensione politica dei dispositivi quotidiani.

Il progetto è prodotto da Fondazione Elpis con il contributo della New Carlsberg Foundation, della 15. Juni Fonden, della Danish Arts Foundation, della Knud Hojgaard Fond e della Den Hielmstierne- Rosencroneske Stiftelse.

Ucraina, Tajani: Draghi inviato Ue? Prima decidiamo cosa fare

Roma, 25 feb. (askanews) – “Che” in Europa “si debba parlare con una voce sola” sull’Ucraina “è assolutamente fondamentale, perché senza Europa non si può neanche concludere la guerra perché le sanzioni le ha imposte l’Europa e spetta all’Europa toglierle. Nel documento del G7” di ieri “si parla del ruolo fondamentale che deve avere l’Europa, quindi si va in questa direzione, poi chi rappresenterà l’Europa è da vedere”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo alle domande dei cronisti all’uscita del Palazzo dei grupppi parlamentari della Camera.

A Tajani è stato quindi chiesto se il nome per rappresentare la Ue sulle trattative per una soluzione al conflitto in Ucraina possa essere quello di Mario Draghi. “Vediamo che cosa si decide di fare – ha risposto il ministro -, l’importante è il principio, poi chi deve rappresentare l’Europa si vedrà”.

Calcio, gli arbitri per la Serie A: Sozza per Roma-Juventus

Roma, 25 feb. (askanews) – Sarà Simone Sozza l’arbitro designato per Roma-Juventus, in programma all’Olimpico domenica alle 20.45. Massa invece dirigerà Cremonese-Milan. Per Inter-Genoa c’è Fabbri. Colombo arbitrerà il Napoli, di scena a Verona sabato alle ore 18.

Questo il quadro completo dei direttori di gara per la 27ªgiornata di Serie A: Parma – Cagliari (venerdì 27 febbraio ore 20.45): Massimi Como-Lecce (sabato 28 febbraio ore 15): Fourneau Verona-Napoli (sabato 28 febbraio ore 18): Colombo Inter-Genoa (sabato 28 febbraio ore 20.45): Fabbri Cremonese-Milan (domenica 1 marzo ore 12.30): Massa Sassuolo-Atalanta (domenica 1 marzo ore 15): Marchetti Torino-Lazio (domenica 1 marzo ore 18): Abisso Roma-Juventus (domenica 1 marzo ore 20.45): Sozza Pisa-Bologna (lunedì 2 marzo ore 18.30): Feliciani Udinese-Fiorentina (lunedì 2 marzo ore 20.45): Pairetto Attenzione, però, anche alla B. Due nomi rubano l’occhio. Il primo è quello di La Penna, designato per Sudtirol-Venezia: l’arbitro della sezione di Roma 1 tornerà ad arbitrare dopo un turno di stop successivo alle polemiche del derby d’Italia. Mentre non sarà fermato Piccinini, nonostante le polemiche del match di San Siro tra Milan e Parma (il gol di Troilo dopo il blocco di Valenti su Maignan e un rigore non dato a Loftus-Cheek, gli episodi più discussi). Sarà il quarto uomo in Spezia-Reggiana. Stop invece per Chiffi dopo Atalanta-Napoli.

Calcio, Kalulu: "Rosso con l’Inter? Ho spento il telefono"

Roma, 25 feb. (askanews) – Intervistato dall’Equipe Pierre Kalulu ha parlato dell’episodio che l’ha visto coinvolto assieme ad Alessandro Bastoni in Inter-Juvenuts. Il difensore bianconero vuole pensare solamente alle prossime gare di campionato, ma soprattutto al match più vicino: il ritorno di Champions contro il Galatasaray, nel quale la Juventus dovrà rimontare il difficilissimo 5-2 dell’andata per cui l’ex Milan non vuole trovare scuse. Ecco le sue parole al quotidiano sportivo francese: “Frustrazione? Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle”. “Non credo che la partita contro l’Inter abbia influito su quella contro il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita. Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no”. Sugli obiettivi con la Juve: “Voglio continuare così, solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene”.

Esce 2 marzo "Orcolat", film Savonitto a 50 anni dal sisma in Friuli

Roma, 25 feb. (askanews) – Quando la terra trema il mito si risveglia. È quello che racconta il film documentario “Orcolat” di Federico Savonitto, presentato a Roma, nella Sala Ufficio Stampa della Camera dei Deputati a Montecitorio.

Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, il film ripercorre il trauma e la rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terribile sisma che lo colpì nel 1976, prima a maggio, poi a settembre. Un viaggio che intreccia mito e realtà, esplorando le teorie sismiche e la leggenda dell’Orcolat – creatura mitologica associata ai terremoti locali – per raccontare la resilienza straordinaria di un popolo capace di rinascere davanti alla tragedia, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Il documentario arriverà nelle sale dal 2 marzo distribuito da Kublai Film, nei giorni in cui ricorre l’anniversario della scomparsa del cronista friulano (5 marzo 2025).

Insieme a quella di Bruno Pizzul, molte sono le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi legati a quel territorio e a quegli avvenimenti — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo, tra gli altri — che contribuiscono a creare nel documentario un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti e di Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria profonda del Friuli, dove il terremoto del ’76 non è solo un evento storico ma una ferita ancora viva nel paesaggio e nelle coscienze.

A presentare il film mercoledì 25 febbraio a Roma erano presenti il regista, con i produttori e la famiglia di Bruno Pizzul, in particolare i figli Silvia e Fabio.

“Sono cresciuto ascoltando molto spesso racconti su quel grande trauma – ha raccontato il regista, Federico Savonitto – gradualmente ho iniziato a percepirlo come uno spartiacque collettivo tra un prima e un dopo. Orcolat nasce dal desiderio di raccontare il terremoto del Friuli non come un evento concluso, ma come una presenza ancora attiva, un movimento sotterraneo che continua a interrogare il territorio, la memoria e l’identità di chi lo abita. Fin dall’inizio ho sentito la necessità di costruire un racconto capace di tenere insieme mito e realtà, scienza e leggenda, passato e presente, evitando qualsiasi forma di pacificazione o di retorica commemorativa. La scelta di affidare la narrazione a Bruno Pizzul è stata centrale. La sua voce porta con sé un Friuli arcaico, atavico, fatto di misura, oralità e silenzi: un mondo che il sisma del 1976 ha in parte cancellato. Pizzul non è solo un narratore, ma un testimone del tempo, una voce che attraversa il film con una distanza sobria e profonda, capace di evocare ciò che non c’è più e, allo stesso tempo, di restituire il peso della consapevolezza maturata negli anni. Orcolat è, in definitiva, un film sull’ascolto: della terra, delle sue fratture visibili e invisibili, e delle storie che continuano a muoversi sotto la superficie del tempo”.

Questo il ricordo di Fabio Pizzul, intervenuto in conferenza stampa insieme alla sorella Silvia: “Nostro papà aveva preso molto sul serio questo lavoro di narratore del documentario, perché aveva un ricordo molto preciso di quei fatti storici. Dal punto di vista emotivo è una vicenda molto coinvolgente quella del terremoto per noi che siamo legati a quel territorio. Nel maggio del ’76, quando è avvenuta la prima scossa, ero appena andato a letto dopo aver visto il ‘Carosello’ e ricordo bene di aver sentito tremare il palazzo anche se vivevamo a Milano. E anche delle scosse che si sono registrate a settembre ho un ricordo molto nitido. Era come se ci fosse una forza ancestrale che si sprigiona e ti entra dentro; per i friulani è un’immagine estremamente forte e solo chi ha vissuto veramente il terremoto può capire. Siamo un popolo molto legato alla propria terra e vedere o, meglio ancora, sentire, che la terra a cui sei tanto legato si ribella contro di te con una forza che ti travolge, diventa qualcosa di molto potente e significativo. Fortunatamente però questa forza ancestrale si è trasformata in qualcosa che ha segnato la rinascita di quel territorio, creando anche un elemento di coesione per i friulani che in quel periodo erano lontani dalla propria terra. Trovo che il cinema possa essere veramente il mezzo più potente per restituire questo nostro pezzo di storia avvenuto cinquant’anni fa”.

“Il film nasce dal desiderio di far dialogare generazioni diverse attorno a un’esperienza che ancora oggi definisce l’identità di un territorio, e che può insegnare molto sulla capacità collettiva di rinascere dopo la distruzione”, ha commentato Marco Caberlotto, produttore Dublai Film.

“Con Orcolat abbiamo sentito la necessità di restituire voce e dignità a una memoria collettiva che appartiene non solo al Friuli, ma a tutto il Paese”, ha aggiunto, in conclusione Lucio Scarpa, produttore Dublai Film. “Il terremoto del 1976 non è soltanto un evento tragico: è la dimostrazione di come una comunità possa rinascere attraverso il legame umano, la solidarietà e la cultura. Raccontarlo con gli occhi e le parole di chi ne è stato protagonista, e con la narrazione di Bruno Pizzul, significa trasformare il dolore in racconto, e la memoria in futuro”, ha concluso.

Sabato 28 febbraio il documentario sarà presentato in anteprima al Pordenone Doc Fest dove è stato selezionato tra gli appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest in attesa della XIX edizione del festival del cinema documentario di Cinemazero. La proiezione sarà accompagnata dal regista e dai produttori di Kublai Film.

Orcolat è prodotto da Lucio Scarpa e Marco Caberlotto una produzione Kublai Film con Rai Cinema, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dell’ARLeF, con il patrocinio dell’Associazione dei Comuni terremotati del Friuli e dell’Ente Friuli nel mondo.

A Sanremo stasera Achille Lauro-Pilar Fogliati e Lillo

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Seconda serata ricca di co-conduttori e ospiti. Ci saranno 15 big in gara; ad affiancare il conduttore e direttore artistico Carlo Conti ci sarà come sempre Laura Pausini. Per questa serata sul palco anche Achille Lauro, l’attrice Pilar Fogliati e Lillo. Premio alla carriera di questa sera a Fausto Leali.

Tra gli ospiti le campionesse olimpiche Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, e sugli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra. Non ci sarà invece Arianna Fontana, “che ha 40 di febbre”, ha annunciato la Rai.

Dal palco Suzuki si esibirà Bresh, mentre continua lo show di Max Pezzali dalla Costa Crociere. Questa sera ci saranno le semifinali delle nuove proposte.

La Svizzera annuncia fondi straordinari per le vittime di Crans Montana

Roma, 25 feb. (askanews) – Un contributo di solidarietà di 50mila franchi a tutti i feriti gravi e alle famiglie delle persone decedute nell’incendio di Capodanno del bar “Le Constellation” di Crans-Montana. Lo ha proposto il Consiglio federale elvetico che, è stato spiegato oggi durante una conferenza stampa, così come riporta la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana, vuole predisporre un pacchetto straordinario di sostegno volto a rispondere alle necessità immediate delle vittime e a favorire soluzioni rapide, evitando lunghe e complesse procedure giudiziarie.

Il Consiglio federale – spiega Rsi – ha infatti approvato una mozione con cui propone un contributo di solidarietà di 50mila franchi per sostenere le vittime e i congiunti in modo rapido e semplice sul piano amministrativo, aiutarli a superare difficoltà finanziarie nell’immediato e sgravarli nel breve periodo. I beneficiari saranno gli stessi del contributo vallesano di aiuto immediato, vale a dire le famiglie dei deceduti e le persone ospedalizzate in seguito al rogo.

Il Governo, si legge in una nota, considera questo gesto un segno tangibile di cordoglio e vicinanza da parte dello Stato e della società.

L’erogazione dovrebbe avvenire nel più breve tempo possibile, ragion per cui il Governo chiede al Parlamento di dichiarare urgente la nuova legge federale necessaria allo stanziamento.

Landini: il controllo giudiziario su Deliveroo conferma il sistema di caporalato

Roma, 25 feb. (askanews) – “L’intervento della Procura di Milano, con il controllo giudiziario su Glovo e ora su Deliveroo, conferma un sistema di caporalato che denunciamo da anni, sia in tribunale che con inchieste sul territorio”. Lo dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Va garantito a questi lavoratori – aggiunge – un salario dignitoso e un orario pieno, attraverso l’applicazione di un contratto nazionale sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e, laddove sussistano realmente condizioni di lavoro autonomo, parità di tutele, retribuzione e diritti sindacali. Il lavoro su piattaforma non può essere più una zona grigia in cui si negano i diritti di rappresentanza e si ammette lo sfruttamento lavorativo”. “Anche se questa è una sconfitta del sistema contrattuale è evidente che, rispetto a situazioni di sfruttamento, è bene che la Procura intervenga”. Lo ha detto il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell’incontro con Confapi e riferendosi al controllo giudiziario disposto per Deliveroo relativo alla vicenda del caporalato sui rider.

“In alcuni casi – ha sottolineato – le denunce le abbiamo fatte noi. E’ chiaro che sono uno strumento utile per dimostrare che quelli che altri chiamano contratti non sono altro che forme di sfruttamento di lavoratori”.