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Supercoppa, Chivu: "Calhanoglu c’è, da valutare se da titolare"

Roma, 18 dic. (askanews) – L’Inter vuole tornare ad alzare un trofeo dopo un anno di amarezze seguito allo storico scudetto della seconda stella. Per i nerazzurri la strada passa da due vittorie nelle prossime due partite, a cominciare dalla semifinale di domani contro il Bologna di Vincenzo Italiano, diventato negli ultimi anni una vera e propria bestia nera.

Cristian Chivu, però, predica concentrazione assoluta sul presente: “Vincere subito un trofeo per me non cambierebbe nulla, non sono a caccia di reputazione. Mi godo la crescita della squadra. Dall’inizio della stagione ci siamo promessi di giocare ogni partita con voglia e ambizione. Visto che siamo qui, anche se forse non lo meritiamo perché l’anno scorso non abbiamo vinto nulla, vogliamo giocarci tutto fino in fondo”.

Il tecnico romeno ha poi elogiato il gruppo: “È un piacere e un onore allenare questi ragazzi. Si sono messi in gioco nonostante difficoltà e amarezze. È un gruppo unito, affamato. Come staff abbiamo lavorato per riportare fiducia, autostima, passione e gioia per questo gioco, che a volte è meraviglioso e a volte bastardo”.

Sul piano pratico, Chivu non farà calcoli di formazione, anche se in caso di finale l’Inter avrebbe un giorno di riposo in meno rispetto a Milan o Napoli: “Non ci interessa. Anche Calhanoglu è recuperato e siamo pronti a giocarci le nostre possibilità al massimo”. Gestione delle energie che ha inciso anche sull’arrivo in Arabia Saudita, avvenuto con un giorno di ritardo rispetto agli anni precedenti: “Avrei voluto arrivare ancora più tardi, ma il viaggio è lungo. Inoltre qui abbiamo trovato freddo”.

Infine, il focus sull’avversario: “Il Bologna è una squadra scomoda per tutti, non solo per noi. Hanno energia e il loro modo di giocare può mettere in difficoltà chiunque”. E sugli scontri diretti: “Abbiamo battuto la Roma, ma per vincere bisogna sempre meritare. Nessuno regala nulla: l’importante è uscire dal campo a testa alta, sapendo di aver dato tutto”.

In Italia animali domestici in crescita: sono in quasi 4 famiglie su 10

Milano, 18 dic. (askanews) – In Italia quasi quattro famiglie su dieci convivono con almeno un animale domestico. E’ quanto emerge dai dati dell’Istat relativi al 2024 e contenuti nell’Indagine multiscopo “I cittadini e il tempo libero”, che indicano che oltre 10 milioni di nuclei familiari, pari al 37,7% del totale, ospitano uno o più animali in casa. La quota risulta in crescita rispetto al 2015, quando si attestava al 36,2%, e conferma un trend di aumento lento ma continuo dopo una lunga fase di stabilità.

Il confronto storico mostra infatti che tra il 2006 e il 2015 la presenza di animali domestici nelle famiglie italiane era rimasta sostanzialmente invariata, oscillando attorno al 36%. L’incremento osservato nell’ultimo decennio, pari a 1,5 punti percentuali, segnala un cambiamento graduale negli stili di vita e nelle scelte familiari. Nel complesso, si stima che nelle abitazioni italiane vivano circa 25 milioni e 500mila animali domestici.

Cani e gatti restano di gran lunga gli animali più diffusi. Nel 2024 il 33,9% delle famiglie possiede almeno un cane, un gatto o entrambi. In particolare, il 22,1% dei nuclei familiari dichiara la presenza di uno o più cani, mentre il 17,4% convive con uno o più gatti. Tra le famiglie che ne possiedono, il numero medio è pari a 1,3 cani e 1,8 gatti, a conferma di una diffusione che spesso va oltre il singolo animale.

Decisamente più contenuta risulta invece la presenza di altre tipologie di animali. I pesci sono presenti nel 3,2% delle famiglie, mentre circa il 6% dichiara di possedere animali diversi da cani e gatti. All’interno di questo gruppo prevalgono uccelli e tartarughe, rispettivamente presenti nell’1,5% e nell’1,3% dei nuclei. Nel tempo si osserva una lieve riduzione della quota di famiglie con animali diversi da cani e gatti, scesa all’8,1% nel 2024.

Le differenze territoriali restano marcate. Il Centro Italia registra la quota più elevata di famiglie con animali domestici, pari al 42,7%. Seguono il Nord-est con il 40,3% e il Nord-ovest con il 38,5%. La presenza risulta invece meno frequente nelle Isole, dove la quota scende al 34,3%, e nel Sud, che si ferma al 31%. Il dato territoriale si intreccia fortemente con la dimensione demografica dei Comuni.

Nei grandi centri urbani la convivenza con animali domestici è meno diffusa rispetto ai Comuni di piccole dimensioni. Nei Comuni centro delle aree metropolitane solo il 29,4% delle famiglie possiede uno o più animali, mentre la quota sale al 45% nei Comuni compresi tra 2mila e 10mila abitanti. Il valore più elevato si registra nei Comuni con meno di 2mila residenti, dove quasi una famiglia su due, il 47,7%, accoglie animali in casa. Un risultato che riflette anche una maggiore disponibilità di spazi abitativi e di aree verdi. La stessa dinamica emerge osservando separatamente cani e gatti. Nei piccoli centri il 29,4% delle famiglie possiede almeno un cane, a fronte del 15,1% rilevato nei Comuni centro delle aree metropolitane. Per i gatti il divario è analogo, con il 27,7% delle famiglie nei piccoli Comuni contro il 12,5% di quelle residenti nei grandi centri urbani.

La diffusione degli animali domestici è associata anche a caratteristiche socio-economiche. La quota di famiglie con animali sale al 45,5% quando il titolo di studio più elevato in famiglia è almeno il diploma di scuola superiore, mentre scende al 30,2% tra i nuclei con un livello di istruzione non superiore alla licenza media. Si osserva inoltre una relazione, seppur moderata, con le risorse economiche disponibili: tra le famiglie che dichiarano condizioni economiche ottime, il 41,6% ospita animali domestici, una percentuale superiore alla media nazionale.

La composizione della famiglia incide in modo significativo sulla presenza di animali domestici. Nel 2024 i nuclei con figli grandi risultano quelli più propensi ad accogliere animali in casa. Oltre la metà delle coppie con figli di 14 anni e più, pari al 51,2%, convive con uno o più animali domestici. Seguono le famiglie monogenitore con figli della stessa fascia d’età, che raggiungono il 48,8%.

Anche tra le coppie con figli più piccoli la presenza è rilevante, con il 42,5% dei nuclei che dichiara di avere animali domestici, una quota analoga a quella osservata tra i monogenitori con figli sotto i 14 anni. Particolarmente significativa è la crescita delle coppie senza figli con componenti sotto i 65 anni: nel 2024 il 47,9% di queste famiglie ospita animali domestici, a fronte del 38% registrato nel 2006 e del 42% nel 2015, con un aumento complessivo di quasi dieci punti percentuali.

La presenza di animali risulta invece più contenuta tra le persone sole. Tra gli individui di 65 anni e più che vivono da soli solo il 22,7% possiede animali domestici, mentre la quota sale al 30,8% tra le persone sole con meno di 64 anni. Considerando in particolare cani e gatti, sono ancora una volta le coppie con figli di almeno 14 anni a mostrare le percentuali più elevate, pari al 46,7%, seguite dalle famiglie monogenitore con figli grandi e dalle coppie senza figli sotto i 65 anni.

L’Indagine Istat analizza anche l’impegno diretto nella cura degli animali domestici nel tempo libero. Nel 2024 il 38,1% delle persone di 11 anni e più dichiara di prendersi cura di animali domestici. Di queste, il 23,8% svolge tale attività con assiduità, almeno una volta alla settimana, mentre il 14,3% lo fa in modo più sporadico. La frequenza della cura aumenta con l’età fino alla fascia 45-64 anni, per poi diminuire oltre i 65 anni. Tra i giovani di 11-24 anni il 20,2% si prende cura degli animali con frequenza settimanale, una quota che sale al 24,3% tra i 25 e i 44 anni e raggiunge il 28,8% tra i 45 e i 64 anni. Dopo i 65 anni il valore scende al 18,8%.

Le differenze di genere risultano evidenti. Le donne mostrano una maggiore propensione alla cura degli animali domestici rispetto agli uomini, con uno scarto di circa sei punti percentuali. Nel 2024 il 26,6% delle donne si occupa degli animali almeno una volta alla settimana, contro il 20,1% degli uomini. Il divario è presente in tutte le classi di età, raggiunge il massimo tra i 45 e i 64 anni e tende ad annullarsi tra le persone più anziane.

La maggiore partecipazione femminile alla cura degli animali si conferma anche considerando la condizione occupazionale. Tra le donne occupate, il 33,8% dichiara di dedicarsi alla cura degli animali domestici con frequenza almeno settimanale, mentre tra gli uomini occupati la quota si ferma al 22,3%.

Asset russi, la Banca centrate russa: ci rivarremo contro le banche europee

Roma, 18 dic. (askanews) – La Banca Centrale Russa ha dichiarato di voler recuperare dalle banche europee le perdite subite a causa del blocco dei suoi asset presso la Corte arbitrale russa.

“In relazione ai continui tentativi delle autorità dell’Unione Europea di sequestrare/utilizzare illegalmente, senza il consenso della Banca di Russia, i suoi asset situati presso istituti finanziari dell’Ue, anche attraverso l’immobilizzazione a tempo indeterminato dei suoi asset, la Banca di Russia, in conformità con la sua posizione precedentemente dichiarata sulla tutela dei propri interessi, annuncia che recupererà dalle banche europee le perdite causate dal blocco e dall’utilizzo illegale dei suoi asset presso la Corte arbitrale russa, per un importo pari agli asset detenuti illegalmente e ai mancati profitti”, ha affermato la Banca centrale russa in una nota ripresa dalle agenzie di stampa del Paese.

La scorsa settimana la Banca di Russia ha avviato una causa alla Corte Arbitrale di Mosca contro la società belga Euroclear per ottenere il risarcimento dei danni.

Presentata la Relazione Annuale del Fondo Fon.Te.

Roma, 18 dic. (askanews) – Presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, stata presentata la Relazione Annuale di Fondo Fon.Te., fondo pensione complementare dedicato ai dipendenti delle aziende del terziario. Una Relazione che ha preso in esame il bilancio del 2025, come spiegato da Maurizio Grifoni, Presidente del fondo Fon.Te., e da Walter Rizzetto, Presidente Commissione Lavoro alla Camera.

“Negli ultimi 15 anni, il Fondo Fon.Te. ha dato un rendimento intorno al 118%, quindi significa che, chi apporta capitale, chi porta questo denaro per il proprio risparmio previdenziale, lo vede attraverso gli investimenti che facciamo sulle imprese e aziende italiane ed europee che stanno rendendo molto. In pi, con tutti i processi che siamo riusciti a rigenerare e riqualificare, siamo molto pi veloci anche nelle prestazioni e quindi chi ha bisogno, chi ha necessit del proprio denaro riesce a ottenerlo molto in fretta” ha dichiarato Grifoni.

“I numeri citati ci raccontano di una storia che fondamentalmente sta avanzando, di un percorso che sicuramente intraprendente, ma soprattutto di un percorso che, se ben comunicato, pu creare effettivamente un grande interesse rispetto ad un tema di fondamentale importanza. Il mercato del lavoro cambiato, quindi tutto questo, unito ad una solida base di informazioni finanziarie, e anche minimamente economiche, pu partire dai fondi, per arrivare alle aziende, per triangolare con la politica proprio per cercare di sfruttare al meglio questo coefficiente di trasformazione importante che i fondi riescono a mettere a terra, cercando di garantirsi un futuro previdenziale sufficiente o pi che sufficiente” ha aggiunto Rizzetto.

La collocazione delle forme pensionistiche complementari, in ambito welfare, trova espressione nel numero delle prestazioni e nel capitale erogato. Ne ha parlato Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera: “Coloro che arrivano in questo comparto vedono in Fondo Fon.Te. un interlocutore affidabile. Oltre 10% di adesioni in pi rispetto all’anno scorso, un patrimonio superiore ai 6 miliardi e mezzo, indicano una solidit importante. La crescita dell’occupazione femminile si riverbera anche qui nelle adesioni delle donne a questo fondo, cos come quella dei giovani che sono un comparto importante”.

All’evento, sono inoltre intervenuti: Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attivit Produttive della Camera; Antonio Misiani, Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato; Elena Leonardi, Segretario Commissione Affari sociali, Sanit, Lavoro pubblico e privato Previdenza sociale del Senato; Mario Pepe, Presidente COVIP, e Anna Maria Selvaggio, Direttore Generale di Fondo Fon.Te.

Metsola: c’è l’accordo Parlamento-Consiglio UE sulla lista dei Paesi terzi sicuri

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – “Accordo raggiunto! L’Europa dispone ora di un elenco comune di paesi di origine sicuri e di norme aggiornate sull’applicazione del concetto di paese terzo sicuro”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

“Gli accordi raggiunti tra il Parlamento e il Consiglio europei – spiega – rendono il sistema di asilo europeo più efficiente, più flessibile e più armonizzato. Queste nuove disposizioni rafforzeranno le frontiere, accelereranno le procedure e sosterranno gli Stati membri sotto pressione. Si tratta di un passo importante verso la piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo”.

Bankitalia, in 2024 eliminati 6 mld di sofferenze da bilanci banche

Roma, 18 dic. (askanews) – Lo scorso anno sono state eliminate dai bilanci delle banche italiane posizioni a sofferenza per circa 6 miliardi. Il dato, pari a circa 1,4 volte il valore dei nuovi ingressi, è inferiore al 2023 in termini sia assoluti (9 miliardi), sia di incidenza percentuale sulle sofferenze in essere alla fine dell’anno precedente (37% contro il 44%). Lo riporta la Banca d’Italia, aggiungendo che la riduzione rispetto al 2023 è stata determinata principalmente dalle minori cessioni (passate da 5 a 3 miliardi) ed è riconducibile al progressivo ridimensionamento delle consistenze, che ha ridotto le esigenze di cessioni massive.

Le strategie di gestione dei crediti deteriorati sono ora basate su un contributo più equilibrato delle diverse leve gestionali, prosegue Bankitalia nell’ultima Nota sulla stabilità finanziaria: l’ammontare delle posizioni chiuse internamente è risultato equivalente a quello delle cessioni sul mercato (3 miliardi).

I dati aggiornati sui tempi di smaltimento delle sofferenze confermano i progressi conseguiti negli ultimi anni, si legge, attribuibili sia alla riduzione delle consistenze che ai miglioramenti degli intermediari nella gestione di questi crediti: la quota delle posizioni chiuse entro tre anni dalla classificazione a sofferenza è pari all’87% (88% nel 2023). Le cessioni di inadempienze probabili si sono mantenute stabili, pari a circa 4 miliardi.

Nel 2025 in Italia stabili i casi di cancro, calano i decessi

Roma, 18 dic. (askanews) – Nel 2025, in Italia, sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di cancro, un numero che segna una sostanziale stabilità rispetto al 2024, con una tendenza alla diminuzione alla luce della progressiva riduzione dei casi negli uomini. I dati emersi ieri pomeriggio da parte della Commissione Europea confermano per la prima volta in Europa un calo dell’1,7% dei casi complessivi, addirittura del 2,6% in Italia. Lo si legge nel volume “I numeri del cancro in Italia 2025”, presentato a Roma. È la pubblicazione ufficiale, giunta alla quindicesima edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio Nazionale Screening (Ons), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPeC-IAP).

La tendenza è dovuta, da un lato, alla diminuzione totale della popolazione, dall’altro alla riduzione delle diagnosi di tumore del polmone nei maschi. Un trend positivo, a cui si accompagna un complessivo calo del 9% dei decessi oncologici negli ultimi 10 anni nel nostro Paese, ancora più evidente nelle neoplasie del polmone (-24%) e del colon-retto (-13%). Sono dati migliori rispetto alla media europea e si traducono in una sopravvivenza a 5 anni più alta nei tumori più frequenti, cioè in quelli della mammella (86% rispetto a 83%), colon-retto (64,2% rispetto a 59,8%) e polmone (15,9% rispetto a 15%). Nel nostro Paese, inoltre, in 5 anni (2020-2024), è aumentato il numero di cittadini che aderiscono ai programmi di prevenzione secondaria. Per lo screening mammografico la copertura è passata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024, per il test del sangue occulto nelle feci (per la diagnosi precoce del tumore del colon retto) dal 17% al 33% e per lo screening cervicale dal 23% al 51%.

Significativo il recupero delle adesioni anche nel Meridione, dove è triplicata la copertura: la mammografia è aumentata dal 12% al 34%, il test del sangue occulto fecale dal 5% al 18% e lo screening cervicale dal 12% al 37%. Tuttavia, permangono criticità, come l’elevata mobilità sanitaria regionale al Sud per interventi chirurgici per tumore della mammella, con indici di fuga tre volte superiori a quelli del Centro-Nord. In Italia, nel 2023, sono stati effettuati 66.351 interventi per carcinoma mammario (61.128 nella Regione di residenza, 5.223 fuori Regione): a livello nazionale la percentuale di chirurgia mammaria in mobilità è pari a circa l’8%, ma si va dal 5% al Nord al 15% al Sud. Resta ancora molta strada da percorrere anche sul piano della prevenzione primaria, cioè degli stili di vita sani. In Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.

“Grazie al progresso terapeutico, che introduce in pratica clinica nuove indicazioni e nuove sequenze di trattamento, e al prolungamento del tempo di cura, il carico di lavoro per le strutture sanitarie cresce notevolmente, molto più di quanto aumentino la forza lavoro e gli ospedali – afferma Massimo Di Maio, Presidente Aiom -. E i campanelli d’allarme per il numero di medici e infermieri del Servizio Sanitario Nazionale suonano in continuazione, non ultimo per fenomeni che giocano contro la tenuta del servizio pubblico. Che, al contrario, rappresenta una ricchezza del Paese, che va difesa in ogni modo. E, allora, abbiamo sempre più bisogno di prevenzione, sia per far diminuire il numero di persone che si ammalano sia per fare le diagnosi, laddove si può, più presto, quando la probabilità di guarire è più alta e l’impegno terapeutico, per il paziente e per il Servizio Sanitario Nazionale, è minore”. “Le disuguaglianze sociali nell’accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti a rischio rappresentano sfide urgenti, che richiedono un’azione decisa e coordinata – aggiungr il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella prefazione del libro -. Il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 è una risposta concreta a queste sfide: dall’integrazione dei percorsi assistenziali, al potenziamento della prevenzione, fino allo sviluppo della ricerca. L’epidemiologia dei tumori sta cambiando e la prevenzione è la leva strategica su cui investire. Promuovere stili di vita sani e incrementare l’adesione ai programmi di screening organizzati sono attività strategiche per ridurre il rischio di sviluppare molti tipi di tumore, consentire una diagnosi precoce e intercettare tempestivamente la malattia. Abbiamo stanziato risorse per ampliare la fascia di età da sottoporre agli screening del cancro della mammella e del colon retto. Così come garantiamo fondi per la Rete italiana per lo screening del cancro del polmone. Il nostro obiettivo è inserire quanto prima anche questo screening nei programmi gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, con l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza sarà introdotto un programma di sorveglianza attiva per i tumori ereditari della mammella e dell’ovaio”.

“Crediamo nella capacità delle Istituzioni di programmare in maniera tempestiva perché, dietro la formalità dei Livelli Essenziali di Assistenza, vi sono i bisogni dei pazienti, che richiedono il rispetto dei tempi oltre che dell’appropriatezza delle prestazioni. L’ottimismo, però, non cancella i problemi – sottolinea Francesco Perrone, Presidente Fondazione Aiom -. La tossicità finanziaria, cioè l’impatto economico del cancro, continua a colpire in Italia. Bisogna tutelare il diritto alla salute e contenere le disequità, ancora troppo evidenti. È grande anche il bisogno di cure palliative, da associare alle terapie antineoplastiche, per evitare che il fine vita si traduca in un momento di abbandono. La nostra società scientifica ha più volte evidenziato la necessità che il disegno di legge in materia di morte medicalmente assistita non escluda il Servizio Sanitario Nazionale, il solo in grado di garantire tutti i percorsi integrati, incluse le cure palliative simultanee. Ci auguriamo che il legislatore rispetti la dignità e i diritti dei pazienti oncologici, in maniera equa, e non demandi ad altri decisioni che vanno condivise in un contesto di alleanza terapeutica”.

In 5 anni (2020-2024) è migliorata l’adesione ai programmi di prevenzione secondaria, anche nel Meridione. Restano però importanti differenze fra Nord e Sud. Nel 2024 sono state invitate 16.218.860 persone e 6.481.002 hanno effettuato i test di screening. Per la mammografia, nel 2024, la copertura ha raggiunto il target accettabile, pari al 50%, ma vi sono sensibili differenze geografiche, con valori pari al 62% al Nord, al 51% al Centro e al 34% al Sud. La copertura dello screening colorettale si attesta al 33% e, in nessuna delle macro-aree, viene ottenuto il target accettabile del 50%, con il Nord vicino all’obiettivo (46%), mentre Centro (32%) e Sud (18%) sono decisamente più lontani. La copertura dei due esami per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina, test HPV e Pap test, si attesta al 51%, appena sopra al target accettabile, ma anche in questo caso le differenze territoriali sono ampie, passando dal 62% al Nord, al 51% al Centro fino al 37% al Sud. A prescindere dal dato medio nazionale, la variabilità tra macro-aree è ancora consistente, anche se va evidenziato il positivo impegno delle Regioni del Sud, che hanno registrato sensibili miglioramenti nell’ultimo quinquennio.

Supercoppa, Italiano: "Siamo il quarto incomodo"

Roma, 18 dic. (askanews) – Non è solo una semifinale di Supercoppa Italiana; per il Bologna è il punto esclamativo su un percorso di crescita iniziato anni fa. Alla vigilia del match contro l’Inter, l’allenatore rossoblù non nasconde l’orgoglio di trovarsi nel cuore pulsante del calcio arabo, pronto a giocarsi un trofeo in una cornice d’eccezione. Il tecnico esordisce analizzando l’impatto con la realtà saudita, tra strutture futuristiche e orizzonti mondiali: “Si vede che c’è l’intenzione di crescere sotto tutti i punti di vista. Lo stadio è all’avanguardia, i centri sportivi anche. Tra nove anni ci sarà il Mondiale e tutto avrà una accelerata importante”.

Essere a Riad è un premio per il club e per il presidente: “Vogliamo fare bene, anche per lui. Soffre quando perdiamo ed è uno spettacolo quando vinciamo. C’è grandissimo orgoglio”. Una soddisfazione che rimbomba anche nelle parole della storica bandiera Lorenzo De Silvestri, che ha voluto ringraziare i circa 500 tifosi in arrivo dall’Italia: “Loro sanno bene come siamo fatti, capiscono questo gruppo. C’è grande empatia, siamo una famiglia. È stata questa la chiave per tantissime vittorie”.

La gestione dei singoli: il caso Ferguson e il ritorno di Immobile L’attenzione si sposta poi sulla tenuta dei singoli, in particolare su Ferguson, apparso meno brillante nelle ultime uscite: “Non è una questione di condizione e minuti, sta alternando partite di grande attenzione e qualità, con altre meno lucide. Può capitare. È reduce anche da piccoli fastidi al ginocchio”.

La vera notizia è però il rientro di Ciro Immobile, pronto a dare il suo contributo anche se non dal primo minuto: “Dall’inizio non potrà esserci, non ha i minuti, ma a partita in corso può darci una grossa mano. C’è il timore di farsi male di nuovo, ma ora lo vedo tranquillo e libero. Averlo vuol dire personalità, gol ed esperienza”. Sul fronte difensivo, buone notizie da Lucumì e dal neo-aggregato Vitik, che danno respiro a un reparto che ha vissuto momenti di emergenza.

La sfida all’Inter: “Errori zero, superficialità sotto zero” Il ricordo della finale di Coppa Italia 2023 persa contro i nerazzurri è ancora vivo e funge da monito: “L’Inter aveva fatto una prestazione grandiosa. Per batterli servono errori e regali zero, e superficialità sotto zero. So che abbiamo le qualità per far male. Domani non puoi performare a livello normale, te lo chiede l’avversario”.

Il tecnico riconosce la forza del gruppo di Chivu, definendola una squadra “arrembante, che crea e propone novità tattiche”, ma il Bologna non parte battuto:

“Diciamo che noi siamo il quarto incomodo. Non siamo felici, di più. Siamo orgogliosi di essere qui e ci siamo meritati questo posto. Tutte le competizioni le stiamo affrontando con entusiasmo e fiducia”.

Un appuntamento con la storia Citando Lucio Dalla, l’allenatore chiude sottolineando l’eccezionalità del momento: “È l’emozione e la soddisfazione di giocarti un trofeo così importante contro squadre così forti. Questa partita servirà per un altro step di crescita”. Il Bologna non vuole essere una semplice comparsa: l’obiettivo è prolungare il soggiorno a Riad fino alla finale.

Assalto a La Stampa, in corso sgombero del centro sociale Askatasuna

Milano, 18 dic. (askanews) – Una vasta operazione della polizia, cominciata all’alba a Torino con perquisizioni all’interno del centro sociale Askatasuna e nelle abitazioni di alcuni militanti, sta proseguendo con lo sgombero dello stabile di corso Regina Margherita 47, in Borgo Vanchiglia, occupato abusivamente dal 1996. Il blitz, su delega dell’autorità giudiuziaria, è legato all’assalto di alcuni giorni fa da parte di militanti Propal nella redazione del quotidiano La Stampa.

All’interno della palazzina sono ancora presenti frequentatori abituali del centro sociale per il recupero, sotto il controllo degli agenti, di oggetti personali. In seguito interverranno le maestranze chiamate a bloccare gli accessi.

Durante l’operazione sono state trovate persone che dormivano ai piani superiori dell’immobile. Una circostanza che ha indotto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, a considerare decaduto il patto di collaborazione con i militanti in quanto un’ordinanza Comunale di inagibilità impone che lo stabile, dal primo piano in poi, debba restare vuoto.

Open Arms, Salvini dopo assoluzione: stanotte ho dormito bene

Casalecchio di Reno, 18 dic. (askanews) – “Ieri ero abbastanza teso, perché quando c’è di mezzo la tua libertà personale non è un discorso politico e dover spiegare a tua figlia e tuo figlio che il papà rischia di andare in galera perché sopra i 4 anni c’è la galera, non ci sono i lavori socialmente utili. Era qualcosa che non mi lasciava dormire tranquilla. Stanotte ho dormito bene”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine di un’iniziativa Anas a Casalecchio, commentando l’assoluzione definitiva nel caso Open Arms.

“Io ho ancora un anno e mezzo per chiudere tantissimi cantieri che abbiamo aperto e stiamo portando avanti. Noi abbiamo le Olimpiadi fra meno di due mesi – ha proseguito Salvini -. Sono determinato a far partire i cantieri del Ponte sullo Stretto, a portare avanti la Tav, il Brennero, l’alta velocità. Quindi nel prossimo anno e mezzo ho un’agenda abbastanza piena”.

“Voteranno gli italiani e poi decideranno gli italiani se tornare ad avere le politiche che attuai da ministro dell’Interno e qualcosa di utile al paese o no – ha concluso il leader della Lega -. Al di là della forma, posso dire che ieri ero abbastanza teso”.

Tajani: forti dubbi sulla base giuridica per l’uso degli asset russi

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – Il Consiglio europeo che si tiene oggi e venerdì 19 dicembre a Bruxelles dovrà fare la scelta giusta riguardo alle diverse opzioni sul tavolo per il prestito Ue a sostegno dell’Ucraina per i prossimi due anni; l’Italia è assolutamente a favore del sostegno a Kiev, ma ha “forti dubbi” sulla solidità della base giuridica dell’unica proposta che la Commissione considera percorribile, quella del prestito basato sugli asset congelati russi, e considera che bisogna evitare una scelta sbagliata in questo senso, che portasse a un ricorso russo con una vittoria di Putin. E’ quanto ha detto in estrema sintesi, a Bruxelles, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando alla stampa al suo arrivo al pre-vertice del Ppe in vista del Consiglio europeo.

Il ministro ha anche affermato di non avere “alcun dubbio” sul fatto che il decreto del governo per il sostengo dell’Italia all’Ucraina in campo militare sarà approvato entro la fine dell’anno, anche se è ancora in corso la discussione tra le forze della maggioranza.

“Il principio politico – ha osservato Tajani – è quello di aiutare l’Ucraina anche da un punto di vista finanziario. Bisogna vedere qual è lo strumento idoneo a raggiungere l’obiettivo. Ci sono più ipotesi sul campo: quella degli asset congelati poteva essere un’ipotesi, però – ha obiettato – bisogna vedere qual è la base giuridica. Noi abbiamo forti dubbi sulla base giuridica, perché qualora non fosse abbastanza solida e ci fosse un ricorso della Russia che portasse a dover restituire le somme erogate, sarebbe un problema, oltre a dare una vittoria a Putin, cosa che noi dobbiamo scongiurare. Per questo, bisogna lavorare e studiare, anche durante il Consiglio, qual è la soluzione migliore, fermo restando che bisogna aiutare l’Ucraina”.

A una domanda sulla discutibile gestione della vicenda da parte della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha privilegiato la scelta del prestito basato sugli asset russi congelati, nonostante i fortissimi dubbi di diversi Stati membri (tra cui l’Italia e il Belgio), e sostanzialmente ignorato le altre opzioni, come il prestito Ue basato su emissioni di debito comune, Tajani ha risposto: “Il problema è trovare la giusta soluzione. Sono mesi che si discute. Noi abbiamo sempre manifestato le nostre perplessità sulla base giuridica, non sul principio politico che la Russia debba risarcire l’Ucraina. Però le cose vanno fatte bene e soprattutto – ha insistito il ministro – non dovrebbero esserci appigli giuridici che possano poi far ottenere un risultato positivo alla Russia. Quindi andiamo avanti per individuare la migliore soluzione possibile”.

“Ci sono parecchie posizioni, è chiaro che su un tema del genere ci sono opinioni differenti, valutazioni positive e negative. Noi abbiamo manifestato dei dubbi, bisogna vedere durante il Consiglio quale migliore soluzione si possa trovare. Noi diciamo: non commettiamo errori, solo questo”, ha affermato ancora Tajani. A chi chiedeva se pensi che al Consiglio europeo si arriverà a una decisione su questo punto, oppure no, come dice il premier ungherese Viktor Orbßn, il ministro ha replicato: “Io credo che si debba arrivare a una scelta per finanziare l’Ucraina, poi bisogna vedere qual è lo strumento migliore da usare per finanziare l’Ucraina, su questo mi pare che ci sia direi generale: non possiamo lasciare Kiev da sola in questo momento in cui si procede verso una trattativa che mi auguro possa portare a un cessate il fuoco”.

“Quindi, ora dobbiamo aiutarla dal punto di vista finanziario; l’Italia – ha ribadito Tajani – è pronta a farlo; abbiamo soltanto manifestato delle riserve sulla base giuridica della possibilità di utilizzare i beni russi congelati; questo non significa che noi non vogliamo aiutare l’Ucraina dal punto di vista finanziario”. Ma “se non c’è la base giuridica, bisogna trovare un altro strumento. Il problema – ha ripetuto – non è se aiutare oppure no l’Ucraina, noi vogliamo aiutare l’Ucraina, siamo dalla parte dell’Ucraina, ma dobbiamo fare in modo che la scelta non sia una scelta che poi possa tornare a vantaggio di Putin. Perché se non c’è la base giuridica e poi bisogna restituire i soldi, e Putin vince una causa, non è che possiamo fare un regalo a Putin”.

A un giornalista che ricordava le parole del presidente russo, che ha definito i leader dell’Ue dei “maialini da latte”, il ministro ha riposto: “E’ un linguaggio un po’ da caserma: i ‘maialini’ sono leader eletti democraticamente dai popoli. L’Europa è continente dove ci sono delle democrazie, ogni leader è eletto da cittadini, bisogna rispettare la volontà popolare; la dobbiamo rispettare noi ma la devono rispettare anche gli altri. Non ci sono maialini, sono soltanto leader eletti. Si può più o meno essere d’accordo, Putin ha le sue posizioni, ma non c’è nessuno – ha sottolineato – che scodinzola dietro nessuno”.

Quanto al decreto italiano per la proroga di un anno del sostegno a Kiev, che è stato rinviato, alla fine dell’anno, Tajani ha confermato: “Lo sosterremo, adesso si discuterà per vedere quale sarà il contenuto, ma che ci sia un decreto io non ho alcun dubbio; ne parleremo nell’ambito del governo”.

E alla domanda se si tratterà di un sostegno militare, ha puntualizzato: “Noi non abbiamo mai parlato di presenza di militari lì, ma di sostegno con strumenti militari. Io credo che in questa fase si possa continuare a sostenere dal punto di vista militare l’Ucraina. Non siamo dei guerrafondai, non manderemo soldati italiani in Ucraina, non siamo in guerra con la Russia, questo lo abbiamo sempre detto. Non abbiamo mai autorizzato l’uso di armi italiane in Russia: questa è una scelta di un Stato che aiuta l’Ucraina. Questo è buon senso, moderazione, per risolvere anche qualche dibattito che c’è” all’interno della maggioranza di governo, perché, ha ricordato, “siamo tre forze politiche diverse. Vedremo – ha concluso Tajani – come si potrà risolvere” questa vicenda.

Ft: decisivo il voto dell’Italia al Consiglio Ue, scelte dolorose per Meloni

Roma, 18 dic. (askanews) – Le decisioni che il Consiglio europeo è chiamato a prendere questa settimana su asset russi e accordo con Mercosur stanno costringendo il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, “a fare scelte dolorose, che in genere ha cercato di evitare”. E’ quanto scrive il Financial Times, sottolineando che i “leader europei sono alle prese con due decisioni cruciali per le quali l’enigmatica premier italiana esprime un voto decisivo: la sostenibilità finanziaria dell’Ucraina e il futuro della politica commerciale dell’Ue”.

E “gli alleati di Meloni all’interno dell’Ue sperano” che la presidente del Consiglio si confermi “un attore europeo fondamentale”, come evidenziato lunedì scorso nell’incontro a Berlino, “in cui si discuteva della sicurezza dell’Ucraina e del continente”, quando era seduta al fianco del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“Abbiamo davanti a noi una settimana decisiva… che potrebbe davvero determinare la rilevanza dell’Ue come attore internazionale – ha detto al quotidiano britannico un alto funzionario tedesco – l’Italia è cruciale in questo senso”.Il Ft ricorda che l’amministrazione americana, con cui Meloni vanta “legami più stretti rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi dell’Ue”, ha fatto pressioni perchè Bruxelles lasci i beni russi congelati in modo che vadano poi a finanziare progetti di investimento nell’ambito di un accordo di pace tra Kiev e Mosca, “mettendo a dura prova la lealtà di Meloni a Trump”.

Riguardo all’accordo dell’Ue con il Mercosur, messo a punto nel corso degli ultimi 25 anni e che dovrebbe essere firmato questo fine settimana, ieri Meloni ha definito “prematura” la firma, allineandosi alla Francia nella richiesta di un rinvio che “i funzionari della Commissione temono possa far naufragare l’intesa”.

Manovra, Salvini: no allungamento età pensione, trovare soldi altrove

Casalecchio di Reno, 18 dic. (askanews) – “La posizione della Lega è chiara: qualcuno tecnicamente aveva ipotizzato di allungare l’età, di allungare le finestre, di rimettere in discussione anche il riscatto della laurea. No”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parlando di manovra e pensioni a margine di un evento con Anas a Casalecchio di Reno, nel bolognese.

“Siamo già uno dei paesi europei dove si lavora più a lungo, il sistema è virtuoso, regge, quindi se servono dei soldi, che servono sempre, si trovano in altre tasche – ha proseguito Salvini -. Non allungando l’età pensionabile, non mettendo in difficoltà chi ha fatto il riscatto della laurea”.

“Aggiungo una riflessione: complicare la vita ai condomini e rivalersi sui condomini che pagano alla faccia invece dei morosi che non pagano, non è argomento in discussione dal punto di vista della Lega”, ha concluso il ministro.

Calcio, Inzaghi all’Inter: "In Arabia ho trovato il Paradiso"

Roma, 18 dic. (askanews) – Simone Inzaghi, ora alla guida dell’Al-Hilal, ha trovato la sua dimensione a Riad. Nonostante debba fare i conti con un traffico caotico che mette a dura prova i nervi, l’ex tecnico nerazzurro descrive la sua nuova vita in Arabia Saudita con una parola definitiva: “Paradiso” come scrive la Gazzetta dello sport.

L’occasione della Supercoppa ha riportato l’Inter proprio a Riad, a pochi chilometri di distanza dal suo ex allenatore. Dopo l’addio seguito alla pesante sconfitta nella finale di Champions (5-0), i rapporti si erano raffreddati, ma Inzaghi ha deciso di rompere il ghiaccio. Simone ha contattato personalmente i vertici dell’Inter per proporre un incontro. Un saluto amichevole per riallacciare i rapporti con i vecchi amici dopo mesi di silenzio. L’incontro non avverrà nel ritiro nerazzurro al Four Seasons, ma in una sede neutrale, favorita dal rinvio dell’impegno di campionato dell’Al-Hilal. Sul campo, i numeri danno ragione a Inzaghi. Nonostante la ricca offerta economica (25 milioni netti a stagione), il tecnico sottolinea che lo stimolo agonistico rimane altissimo:

“Vengo da 13 successi consecutivi, non sono qui per riposarmi. Nessuno dei miei giocatori ha intenzione di andarsene, qui stiamo divinamente.” Attualmente secondo in classifica dietro l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, Inzaghi si gode la serenità di un ambiente meno pressante rispetto a quello italiano, lontano dalle critiche dei social media. Inzaghi vive in un lussuoso “compound” insieme alla famiglia e al suo storico gruppo di lavoro (da Farris a Ripert, fino alla novità Siviglia). Il club è inoltre pronto a inaugurare un centro sportivo all’avanguardia presso la Princess Nourah University, alzando ulteriormente l’asticella delle infrastrutture a sua disposizione.

Mentre l’Inter si prepara per i suoi impegni arabi, Inzaghi sembra aver trovato il giusto equilibrio tra l’ambizione di vincere e una qualità della vita che lo ha rigenerato, pronto a riabbracciare con serenità quel passato nerazzurro che tanto ha amato.

Ue, Fitto: risorse coesione garantite, no rischi per le Regioni

Roma, 18 dic. (askanews) – Non ci sono rischi per le Regioni di perdere le risorse dei fondi di coesione. Lo ha assicurato Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della commissione Ue per la coesione e le riforme, a margine della riunione della conferenza delle Regioni.

“Il tema delle risorse secondo me è garantito – ha detto – nel senso che la nuova impostazione del piano nazionale e regionale prevede un’importo complessivo di risorse che sono esattamente la somma delle risorse assegnate tanto per la politica di coesione quanto per la politica comune. C’è una nuova impostazione del bilancio, una nuova struttura, cosa differente dal rischio che viene immaginato di taglio delle risorse che non c’è. Oggi c’è una nuova impostazione del bilancio, con quattro capitoli, molto più semplificata. Di questi quattro capitoli tre sono di competenza europea e una di competenza degli Stati membri. Le risorse ci sono, si tratta di avere una nuova impostazione seguendo un modello che è differente rispetto al passato. La rigidità dei bilanci europei pluriennali ha comportato anche la difficoltà di affrontare le situazioni differenti che abbiamo avuto negli anni”.

Costa e von der Leyen vedono gli agricoltori: l’Europa vi sostiene

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno incontrato una delegazione dei rappresentanti degli agricoltori che manifestano a Bruxelles in occasione del summit europeo.

“In tempi di incertezza – scrivono Costa e von der Leyen in un post congiunto su X – i nostri agricoltori hanno bisogno di affidabilità e supporto. E l’Europa li sosterrà sempre. Con un sostegno forte e duraturo nel bilancio dell’Ue. Aiuti mirati per le piccole aziende agricole e familiari, nonché per i giovani agricoltori. E semplificazione per rendere più facile la vita quotidiana degli agricoltori. L’Europa è con voi, ora e in futuro”.

In crisi le rotte delle commodities agro-alimentari

Roma, 18 dic. (askanews) – Crisi geo-politiche, conflitti, imposizione di dazi, nuovi accordi commerciali. Ci che accadeva nell’arco di mezzo secolo oggi si concretizza in cambiamenti repentini nello spazio di poche settimane. E il mercato delle commodities, le materie prime che sino a pochi mesi addietro avevano provenienze certe e destinazioni altrettanto consolidate, costretto a subire un andamento a dir poco volatile, con conseguenze talora traumatiche anche sulla qualit delle materie prime stesse.

Emblematico il mercato dell’agroalimentare e in particolare delle forniture di cereali, che fatica a trovare assetti stabili anche per la qualit dei prodotti che le crisi in atto stanno proponendo come alternativi a quelli tradizionali.

Bureau Veritas con una presenza in oltre 140 Paesi, attraverso la sua Divisione Commodities, rappresentata in Italia da Inspectorate Italy, ha incrementato la sua attivit di controlli sulla qualit dei prodotti e sull’intera filiera che deve scontare oggi nuove origini e nuovi bacini produttivi.

Per quanto riguarda il territorio nazionale, i controlli sono aumentati del 15% rispetto al 2024, specialmente nella zona Adriatica dove lo scorso 4 Dicembre Inspectorate Italy ha inaugurato un nuovo Hub Operativo a Ravenna, assicurando una crescita organica in linea con la nuova strategia LEAP 28, che lega Bureau Veritas ai propri clienti come partner per la sicurezza sui controlli di quantit e qualit.

Sulle rotte globali emblematici i casi del grano e della soia, i cui scambi movimentano all’anno, rispettivamente, oltre 800 milioni di tonnellate a e circa 160 milioni di tonnellate di prodotto. Il primo faceva perno sul grano proveniente sempre dalle stesse fonti ed in un mercato aperto, con la fornitura diventata molto complessa, per le misure commerciali contro la Russia, imponendo come alternativi i grani prodotti negli Stati Uniti e in Canada.

Per quanto riguarda la soia, che vede l’Italia dipendere dall’estero per oltre l’85% del fabbisogno nazionale, le capacit di adattamento di un surveyor come Bureau Veritas sono ancora di pi messe alla prova da cambiamenti repentini nelle origini delle forniture per la Cina: prima dagli Stati Uniti, quindi (in conseguenza dei dazi) dal Brasile e ora (dopo le pur parziali intese commerciali) nuovamente dagli Usa.

Ma tutta la filiera delle forniture di commodities agro-alimentari sotto stress e ci comporta un incremento dell’attivit ispettiva a bordo delle navi. Lo stesso accade per trasporti ferroviari e quelli su strada.

Per Tomaso Migliaccio, Direttore della Divisione Commodities in Italia, nell’attuale contesto geo-politico caratterizzato da elevata instabilit e incertezza, i controlli sulle merci si confermano uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza alimentare, e dunque la salute del consumatore, e intercettare eventuali frodi.

Autotrasporto, Assotir: bene confronto al Mit su fondo rinnovo veicoli

Roma, 18 dic. (askanews) – “Molto positivo”. Così Assotir giudica il confronto tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le associazioni dell’Autotrasporto in merito alla definizione delle modalità attuative che porteranno alla predisposizione del decreto per l’erogazione dei 590 milioni di euro stanziati a favore del settore.

Nel corso della riunione i rappresentanti del ministero hanno illustrato i criteri-base del fondo per l’autotrasporto di 590 milioni di euro, attivo dal 2027 fino al 2031, che sarà dotato di una quota annuale di circa 100 milioni, che andranno ad incentivare gli investimenti per il rinnovo del parco veicolare, allo scopo di favorire il rinnovamento dello stesso.

“Nei prossimi giorni – spiega il segretario generale di Assotir, Claudio Donati – sarà fornita alle associazioni una prima bozza, su cui verranno fatte le eventuali osservazioni e proposte. Assotir non mancherà di dare il proprio apporto, affinché il fondo risulti effettivamente accessibile, snello, e fortemente orientato verso le piccole e medie imprese. Pensiamo che si debba dare atto al ministro Salvini – ha proseguito Donati – di aver mantenuto un impegno preso con il nostro settore. Si tratta di una misura significativa, che assume un rilievo strutturale, in quanto per cinque anni l’autotrasporto avrà uno strumento importante per favorire gli investimenti”.

Secondo il segretario generale di Assotir, però “questo non annulla le molte criticità del settore, una su tutte, la debolezza contrattuale dei trasportatori, che si traduce in una situazione di sotto-tariffazione generalizzata e, quindi, in difficoltà crescenti a far quadrare i bilanci. Da questo punto di vista, quello che succederà nella legge di bilancio, in approvazione al Senato, a partire dalla cancellazione dell’articolo 26, che comporterebbe il divieto di compensare il credito d’imposta derivante dalle accise sul carburante, è questione di importanza vitale su cui, nonostante le rassicurazioni ricevute per le vie brevi, dobbiamo continuare a tenere alta la guardia” conclude Donati.

Costa: non lasceremo il vertice senza una decisione sull’Ucraina

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – “La Commissione ha presentato diverse opzioni. Abbiamo lavorato molto bene, soprattutto su una di queste, che gode di un ampio sostegno nel Consiglio europeo. E posso garantire che lavoreremo su questo oggi e se necessario domani. Ma non lasceremo mai questo Consiglio senza una decisione definitiva per garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026 e il 2027”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al suo arrivo al vertice Ue.

Calcio, Botafogo, esonero lampo per Davide Ancelotti

Roma, 18 dic. (askanews) – Si chiude con un esonero amaro e prematuro la prima esperienza da capo allenatore di Davide Ancelotti. Il Botafogo ha ufficializzato la decisione di sollevare dall’incarico il tecnico trentaseienne dopo appena cinque mesi dal suo arrivo a Rio de Janeiro, nonostante un contratto in scadenza a dicembre 2026.

A pesare non sono stati soltanto i risultati deludenti. Sul piano sportivo, il club carioca ha chiuso il campionato brasiliano al sesto posto, a 16 punti dal Flamengo campione, ed è uscito agli ottavi di finale della Copa Libertadores contro la LDU di Quito. Un bilancio insufficiente per una squadra chiamata a difendere i titoli della stagione precedente.

Secondo quanto riferito da O Globo, tuttavia, la valutazione iniziale della società sul lavoro dell’ex assistente di Real Madrid e Napoli era stata complessivamente positiva, ma condizionata da un dato ritenuto allarmante: l’elevato numero di infortuni muscolari registrati durante la sua gestione.

Il punto di rottura definitivo sarebbe stato proprio questo. La dirigenza avrebbe individuato nel preparatore atletico Luca Guerra, uomo di fiducia di Ancelotti, il principale responsabile dei problemi fisici, chiedendone il licenziamento. Dopo un’apparente apertura iniziale, il tecnico italiano ha deciso di non rinunciare al suo collaboratore, provocando una frattura insanabile con il club. Da qui la decisione del Botafogo di interrompere immediatamente il rapporto.

A Torino perquisizioni nel centro sociale Askatasuna e nelle case dei militanti

Milano, 18 dic. (askanews) – La polizia di Stato sta eseguendo dall’alba di stamani perquisizioni al centro sociale Askatasuna di Torino e nelle abitazioni di alcuni suoi frequentatori. L’operazione è legata all’assalto di alcuni giorni fa da parte di militanti Propal nella redazione del quotidiano La Stampa. Lo stabile che ospita il centro sociale si trova in corso Regina Margherita, in Borgo Vanchiglia, ed è occupato abusivamente dal 1996.

“Quanto sta accadendo in queste ore ad Askatasuna a Torino non è una semplice perquisizione: lo Stato ha deciso di passare all’azione in modo deciso e concreto. A seguito dell’indegno assalto alla redazione de La Stampa e delle gravi violenze che hanno caratterizzato alcune delle manifestazioni degli ultimi mesi, ieri sono stati inviati in rinforzo a Torino oltre 300 poliziotti dei reparti mobili per sostenere l’azione delle forze dell’ordine sul posto. Non si tratta solo di una perquisizione dei locali e delle abitazioni: le autorità competenti sono pronte ad attuare lo sgombero dello stabile occupato, se necessario, per ristabilire legalità e ordine in una situazione che ha superato ogni limite tollerabile”. Lo ha scritto in una nota il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese.

“Esprimiamo il nostro plauso al ministro dell’Interno Piantedosi, al Capo della Polizia Pisani e alla Procura della Repubblica di Torino per la determinazione con cui si stanno contrastando metodi violenti e intimidatori che nulla hanno a che fare con la legittima espressione delle idee. Questo intervento è un segnale chiaro: la violenza antagonista non troverà spazio né impunità nel nostro Paese” ha aggiunto.

Discorso alla nazione di Trump: l’America è tornata più forte che mai

Roma, 18 dic. (askanews) – “L’America è tornata, più forte che mai”. Con questa rivendicazione il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è rivolto alla nazione per celebrare il suo primo anno alla Casa Bianca, attaccando duramente l’amministrazione Biden, rivendicando segnali di ripresa economica e annunciando un bonus per i militari finanziato, secondo lui, dai proventi dei dazi.

“Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando”, ha detto Trump nel suo discorso di una ventina di minuti dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca. “Dopo solo un anno, abbiamo ottenuto più di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare”, ha aggiunto. Il presidente americano ha annunciato che oltre 1,4 milioni di membri delle forze armate riceveranno un “warrior dividend”, un assegno da 1.776 dollari. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato, “Abbiamo incassato molti più soldi del previsto grazie ai dazi”.

Nel suo intervento, Trump è tornato ad attaccare l’amministrazione Biden su immigrazione, criminalità ed economia, tema che – secondo i sondaggi – resta la principale preoccupazione degli americani. Ha parlato di “affordability”, termine da lui in passato liquidato come una “bufala democratica”, attribuendo al suo predecessore l’aumento dei prezzi. Trump ha affermato di essere al lavoro per ridurre i costi di generi alimentari, farmaci ed energia. Ha detto che colpirà “le gigantesche compagnie di assicurazione sanitaria” per abbassare la spesa sanitaria. Ha inoltre anticipato che annuncerà presto il nuovo presidente della Federal Reserve, che sarà “qualcuno che crede in tassi di interesse molto più bassi”, e ha promesso per il prossimo anno “alcune delle riforme abitative più aggressive della storia americana”. Il presidente americano ha annunciato che oltre 1,4 milioni di membri delle forze armate riceveranno un “warrior dividend”, un assegno da 1.776 dollari. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato, “Abbiamo incassato molti più soldi del previsto grazie ai dazi”.

Nel suo intervento, Trump è tornato ad attaccare l’amministrazione Biden su immigrazione, criminalità ed economia, tema che – secondo i sondaggi – resta la principale preoccupazione degli americani. Ha parlato di “affordability”, termine da lui in passato liquidato come una “bufala democratica”, attribuendo al suo predecessore l’aumento dei prezzi. Trump ha affermato di essere al lavoro per ridurre i costi di generi alimentari, farmaci ed energia. Ha detto che colpirà “le gigantesche compagnie di assicurazione sanitaria” per abbassare la spesa sanitaria. Ha inoltre anticipato che annuncerà presto il nuovo presidente della Federal Reserve, che sarà “qualcuno che crede in tassi di interesse molto più bassi”, e ha promesso per il prossimo anno “alcune delle riforme abitative più aggressive della storia americana”.

Auto, Anfia: carico fiscale da record, nel 2024 salito a 83 mld

Roma, 18 dic. (askanews) – Nel 2024 il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana si attestava a 83,04 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto al 2023. Il peso di questo carico fiscale sulle entrate tributarie nazionali complessive si attesta al 13,4%, leggermente in calo rispetto all’incidenza registrata nel 2023 (13,6%) per effetto di un trend di crescita delle entrate tributarie nazionali1 (+5,6%) superiore a quello del gettito fiscale derivante dalla motorizzazione – crescono sia le imposte dirette (+8,3%) che quelle indirette (+2,3%), basate sui consumi. Lo rileva l’Anfia, Associazione nazionale filiera industria automobilistica con un comunicato.

“Nel 2024 il settore automotive stabilisce un nuovo record generando un gettito fiscale superiore agli 83 miliardi di euro”, commenta Roberto Vavassori, Presidente di Anfia. “Dei tre momenti impositivi del ciclo di vita contributivo degli autoveicoli, è sempre quello relativo all’utilizzo a pesare maggiormente sul totale delle entrate tributarie derivanti dal settore, di cui rappresenta il 79,2%, superando i 65 miliardi di Euro (+4,5% rispetto al 2023)”.

“Concorrono a realizzare una cifra così elevata voci di prelievo fiscale come quelle relative ai carburanti (39,73 miliardi di Euro) e all’IVA su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici (14,05 miliardi di Euro, in aumento del 15,5% rispetto al 2023). Al secondo posto – prosegue – si posiziona il gettito derivante dall’acquisto (versamento IVA, diritti MCTC e IPT), l’11,8% del totale, pari a 9,78 miliardi di Euro, in aumento del 5,5% rispetto al 2023 per l’effetto combinato del lieve calo (-0,5%) delle immatricolazioni di auto nuove e dell’aumento (+8,2%) dei passaggi di proprietà reali delle auto usate nell’anno 2024”.

“Il gettito derivante dal possesso, infine, vale il 9% del totale, ovvero 7,48 miliardi (+3% rispetto al 2023), pari al totale dei versamenti del bollo auto. Guardando al 2025, secondo le stime ANFIA, il carico fiscale sulla motorizzazione potrebbe rimanere pressocché stabile a 83 miliardi di Euro (-0,1%), anche considerando che, secondo le ultime previsioni, il mercato auto chiuderà l’anno con una contrazione intorno al 2,5% sul 2024”.

“Tengo a sottolineare – conclude il presidente Anfia – che in Italia l’incidenza del gettito fiscale derivante dal comparto sul Pil è la più alta tra i maggiori Paesi europei, attestandosi nel 2023, ultimo anno disponibile per questo tipo di confronto, al 3,7% contro una media attorno al 2,9%”. (fonte immagine: ANFIA).

Asset russi e accordo Mercosur, i nodi del Consiglio europeo

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – I leader europei stanno arrivando al Justus Lipsius Building di Bruxelles per un Consiglio europeo che si annuncia molto complesso. Ai lavori partecipa anche il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Il punto principale all’ordine del giorno – e il più difficile da risolvere – è quello del sostegno all’Ucraina. La proposta messa sul tavolo dalla Commissione per l’uso degli asset russi come base per il prestito Ue a sostegno dell’Ucraina trova l’opposizione di alcuni Stati, a partire dal Belgio, che teme ‘ritorsioni’ nei confronti della finanziaria Euroclear, che detiene il 90% degli asset di Mosca congelati (circa 185 miliardi). Anche Italia, Malta e Bulgaria hanno espresso forti perplessità.

“La nostra volontà di aiutare il popolo ucraino non è mai stata e non sarà mai in discussione”, ha detto ieri Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Parlamento, ma “abbiamo il dovere di cercare la soluzione più efficace per preservare l’equilibrio tra la fornitura di un’assistenza concreta all’Ucraina da un lato e il rispetto dei principi di legalità, sostenibilità e stabilità finanziaria e monetaria dall’altro”. Dunque, ha aggiunto, “siamo aperti a tutte le soluzioni e intendiamo privilegiare quella che meglio può garantire questo equilibrio, ma si tratta di decisioni complesse che non possono essere forzate”. I negoziati sono andati avanti anche nella notte per cercare una soluzione.

All’ordine del giorno anche un confronto sul nuovo Multiannual Financial Framework (il bilancio europeo); la difesa e la sicurezza; la situazione geoeconomica; l’allargamento. Non è all’ordine del giorno, ma i leader dovrebbero parlarne, l’accordo commerciale con il Mercosur: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen avrebbe dovuto firmarlo sabato prossimo in Brasile ma Francia e Italia hanno chiesto il rinvio per ulteriori approfondimenti.

Trump, discorso alla nazione: America è tornata più forte che mai

Roma, 18 dic. (askanews) – “L’America è tornata, più forte che mai”. Con questa rivendicazione il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è rivolto alla nazione per celebrare il suo primo anno alla Casa Bianca, attaccando duramente l’amministrazione Biden, rivendicando segnali di ripresa economica e annunciando un bonus per i militari finanziato, secondo lui, dai proventi dei dazi.

“Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando”, ha detto Trump nel suo discorso di una ventina di minuti dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca. “Dopo solo un anno, abbiamo ottenuto più di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare”, ha aggiunto.

Il presidente americano ha annunciato che oltre 1,4 milioni di membri delle forze armate riceveranno un “warrior dividend”, un assegno da 1.776 dollari. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato, “Abbiamo incassato molti più soldi del previsto grazie ai dazi”.

Nel suo intervento, Trump è tornato ad attaccare l’amministrazione Biden su immigrazione, criminalità ed economia, tema che – secondo i sondaggi – resta la principale preoccupazione degli americani. Ha parlato di “affordability”, termine da lui in passato liquidato come una “bufala democratica”, attribuendo al suo predecessore l’aumento dei prezzi. Trump ha affermato di essere al lavoro per ridurre i costi di generi alimentari, farmaci ed energia. Ha detto che colpirà “le gigantesche compagnie di assicurazione sanitaria” per abbassare la spesa sanitaria. Ha inoltre anticipato che annuncerà presto il nuovo presidente della Federal Reserve, che sarà “qualcuno che crede in tassi di interesse molto più bassi”, e ha promesso per il prossimo anno “alcune delle riforme abitative più aggressive della storia americana”.

Patty Pravo annuncia il nuovo "Opera Tour" nei teatri italiani

Milano, 18 dic. (askanews) – Patty Pravo annuncia il nuovo “Opera Tour” nei principali teatri italiani a partire dall’8 aprile 2026. Queste le prime date: 08 aprile 2026, Firenze (Teatro Verdi); 10 aprile 2026, Varese (Teatro Intred); 12 aprile 2026, Torino (Teatro Colosseo); 20 aprile 2026, Bologna (Teatro Europauditorium); 06 maggio 2026, Milano (Teatro Arcimboldi); 08 maggio 2026, Cremona (Teatro Infinity 1); 10 maggio 2026, Bergamo (Choruslife Arena); 14 maggio 2026, Padova (Gran Teatro Geox); 17 maggio 2026, Roma (Teatro Brancaccio). I biglietti saranno disponibili dalle ore 14 di giovedì 18 dicembre sui circuiti di prevendita abituali. Produzione di Antonio Colombi. Il calendario completo e aggiornato sarà disponibile sui canali ufficiali dell’artista.

Patty Pravo presenterà il brano “Opera” alla 76esima edizione del Festival di Sanremo; sarà la sua undicesima partecipazione alla massima competizione canora nazionale. A dirigere l’orchestra, il Maestro Valter Sivilotti. “Opera”, scritto da Giovanni Caccamo, farà parte del nuovo album di inediti dell’artista (il ventinovesimo della sua carriera) in uscita a marzo 2026 per Nar International – Ada/Warner Music Italy. L’album conterrà anche i due singoli pubblicati nel 2025: “Ho provato tutto” (scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle e prodotto da Taketo Gohara) e “Ratatan” (scritto da Marianne Mirage e Andrea Bonomo, e prodotto da Taketo Gohara e Marquis).

Da sei decenni protagonista indiscussa della canzone italiana, anche grazie al suo stile e vocalità inconfondibili, e a una personalità anticonformista, libera e sempre all’avanguardia, Patty Pravo ha stravolto i canoni relativi all’interpretazione femminile in Italia. La peculiare timbrica bassa e sensuale, le provocazioni e gli eccessi l’hanno resa un’icona di trasgressione. Artista raffinata e innovativa, ha sempre seguito ostinatamente il suo intuito musicale, esplorando generi musicali diversi tra loro, in un’evoluzione canora ed estetica costante che le ha permesso di restare sempre sulla cresta dell’onda. Hanno scritto per lei i più grandi autori italiani, e nel corso della sua lunghissima carriera ha venduto più di 120 milioni di dischi.

Monti: l’Europa non può essere la periferia dell’America di Trump

A un anno dall’inizio della seconda Presidenza Trump, quali conseguenze ha per l’Italia e per l’Europa la condiscendente vicinanza politica del capo del Governo italiano al Presidente degli Stati Uniti? Sull’Europa la linea di Trump è di una semplicità disarmante.

La strategia americana sullUnione europea

Primo: l’unione fa la forza. È interesse degli Stati Uniti che l’Unione europea non si rafforzi; meglio, anzi, se si disintegri.

Secondo: la diffusione del movimento MAGA in alcuni Paesi della UE può aiutare.

Terzo: chi ha il potere di regolare le big tech e l’intelligenza artificiale ha in mano il destino del mondo o, comunque, è in grado di sottrarsi a un esclusivo predominio americano.

Governi amici e Europa indebolita

L’ideale per Trump è avere Governi amici che – primo – si adoperino per impedire una maggiore capacità di decisione della UE, soprattutto opponendosi al superamento del potere di veto; secondo, condividano i valori MAGA più che i princìpi sui quali negli ottant’anni precedenti gli Stati Uniti erano divenuti il leader naturale dell’Occidente; terzo, siano sensibili alle pressioni del Governo americano e delle big tech affinché l’Unione europea sia docile ai loro indirizzi in materia di regolazione e tassazione in quel campo.

È facile cogliere in lei, signora Presidente, il leader politico che in Europa incarna meglio di ogni altro i desiderata del presidente Trump. Se questo sia un merito o un demerito ciascuno potrà giudicare. In me questo determina rammarico per il danno emergente e, ancor più, per il lucro cessante per l’Europa e per l’Italia.

Danno emergente e lucro cessante

Danno emergente: a me che partecipo alla vita pubblica senza aver mai avuto appartenenze politiche e sono altrettanto fiero di essere italiano ed europeo, dispiace che il mio Paese faccia una scelta di campo che lo colloca ai margini di valori quali lo Stato di diritto, la distinzione tra affari personali e affari dello Stato, che dà premio alla plutocrazia invece che alla meritocrazia e che non si fonda più sul multilateralismo.

Lucro cessante: proprio perché riconosco – e non da oggi – che lei, signora Presidente del Consiglio, è un leader politico di inconsueta capacità, in particolare sul piano internazionale, se lei nell’Unione europea si fosse impegnata e si impegnasse per costruire una maggiore integrazione europea e un’Europa più capace di decidere, con la stessa efficacia con la quale ottiene le maggioranze su temi specifici di policy che interessano a lei e al Governo italiano, l’Europa avrebbe forse già fatto e farebbe passi importanti come quelli che nella storia dell’integrazione europea sono stati altre volte determinati da leader italiani.

Costituzione e interesse nazionale

Infine, signora Presidente, lei ha giurato sulla Costituzione della Repubblica. Il presidente Mattarella ha chiarito recentemente che la scelta del dialogo e del multilateralismo, quella che oggi si declina nella difesa dell’Unione europea dalle pressioni autoritarie e identitarie che arrivano da Washington, è una scelta resa obbligata da due elementi: la nostra Costituzione e la tutela dell’interesse nazionale.

Ne deriva che chi sceglie di legittimare la dottrina Trump, chi si accontenta di essere il riferimento europeo dei poteri americani che vogliono un’Europa sottomessa ai poteri americani, io credo si schieri contro la Costituzione e certamente contro l’interesse nazionale.

Natale, identità e smarrimento dell’Occidente

Chissà perché l’aria natalizia in Italia porta sempre, ogni volta, scompiglio e confusione. Proprio in questo periodo, sempre, il rigurgito di laicismo e del politicamente corretto diventano i protagonisti indiscussi in un tempo che dovrebbe essere di serenità e di bontà. E questo, lasciatemelo dire, quando abbiamo alle porte una guerra della quale non abbiamo ancora compreso la reale gravità, tanto che molti di noi sonnecchiano ancora e rincorrono l’ideale di un Paese smilitarizzato, senza le sufficienti deterrenze per affrontare una possibile situazione militarmente critica.

 

Illusioni pacifiste e rimozione della realtà

C’è infatti chi ancora crede, compreso qualche politico al governo, che Putin stia facendo gli interessi dei poveri russi oppressi e non rincorra nessun sogno di gloria, o voglia ricostruire la cara vecchia URSS. Ma torniamo al punto di partenza: l’avversione al Natale, al presepe, ai canti natalizi, alla libertà di preghiera.

Costituzione e libertà religiosa dimenticate

Mi rammarico del fatto che tanti italiani non conoscano la nostra Costituzione. Gli articoli 19 e 20 parlano chiaramente del diritto a professare liberamente la propria fede, e l’articolo 20 dice testualmente:

“Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”.

Qualcuno si è chiesto se il provvedimento 284/2025 della Regione Emilia-Romagna sia costituzionale? Per me chiaramente non lo è. Ma da troppo tempo in Italia si emettono provvedimenti per tutelare la “sensibilità” altrui.

La sinistra delle minoranze e loblio del popolo

Criticamente punto il dito verso quella sinistra che sta tutelando solo le cosiddette “minoranze”, mettendo ancora una volta da parte famiglie, lavoratori, scuola, diritti delle donne. Ecco allora: via il crocifisso dai luoghi pubblici, non per la laicità dello Stato, ma per non turbare chi professa una fede diversa da quella cattolica; lo stesso dicasi per il presepe, l’albero di Natale, e così via.

Indignazioni selettive e umanità a doppio standard

In questo momento, con dispiacere e delusione, ho davanti agli occhi l’italietta che si indigna e scende in piazza, mettendola letteralmente a ferro e fuoco, per il popolo palestinese – e me ne diranno di tutti i colori – ma che poi resta indifferente di fronte ai continui massacri di cristiani in Africa e nel mondo, all’uccisione di uomini, donne, vecchi e bambini ucraini perpetrata dal regime di Putin, alla situazione delle donne in Afghanistan, Iran, Iraq.

Eppure, cari miei, la carne è carne dovunque e sempre. La violenza e la morte sono uguali ovunque, e non si può pensare a un’umanità di serie A e a un’altra di serie B, come purtroppo facciamo.

Radici smarrite e futuro in pericolo

A volte penso che ci lasciamo trascinare dalle mode e non riusciamo più a pensare con la nostra testa, e ancora di più con il cuore. Non condivido la politica di Trump, ma su una cosa forse ha ragione: tra vent’anni l’Europa culturalmente non esisterà più, l’Occidente non esisterà più, perché non crediamo più nei valori fondanti della nostra cultura, non riconosciamo le radici cristiane dell’Europa e siamo caduti in un imbarbarimento culturale e sociale senza precedenti, di cui le cronache sono piene.

Per questo sarebbe ora di tornare a pensare con la nostra testa. Sarebbe ora di cominciare a prendere seriamente in considerazione il nostro futuro e quello dei nostri figli, per non consegnarli al nulla, al vuoto di un’esistenza senza radici culturali e senza passato. Perché, in un mondo globalizzato, già preda dell’AI, possa ancora esserci una via di fuga, un ritorno a casa: quel posto della nostra vita dove ognuno si sente al sicuro.

Sandokan, tra fiaba e geostoria

Come milioni di italiani, sono rimasto di nuovo affascinato dal Sandokan televisivo di Rai1, come da bambino.

Uno dei motivi della seduzione della vicenda del “figlio della tigre” risiede, a parer mio, nella compresenza di ingredienti della fiaba e di ingredienti della geostoria. Da un lato, come per ogni fiaba che si rispetti, si tratta – come direbbe Propp – di un grande rito di iniziazione, sia per il re dei pirati sia per Marianna: una prova con mille insidie e difficoltà, fino al lieto fine.

Dall’altro, vi è un’articolazione geostorica degli eventi che supera abbondantemente gli schemi favolistici, assai semplici: il Console inglese, il Sultano, Londra e l’Italia sullo sfondo, i pirati, vicini alle tribù indigene ma da esse distinti. E poi vi è un legame sentimentale – quello, appunto, tra la figlia del Console, vera e propria eroina, e l’eroe – che oltrepassa di gran lunga lo schema fiabesco principessa–principe azzurro. Vi sono pathos, tensione reciproca, tormento, misteriosa alchimia d’amore, intesa fisica ed emotiva.

E, come molti hanno osservato, iconica è l’ultima scena: un grande uomo e una grande donna al timone di una nave, protesi verso un’isola mitica, verso l’utopia. Sospesi tra il sogno e l’orizzonte, tra il desiderio di giustizia sociale e la felicità di coppia.

Costa e i Balcani occidentali: l’Europa come scelta di futuro

Il futuro dei Balcani occidentali è nell’Unione europea. Con parole nette e prive di ambiguità, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha rilanciato da Roma il tema dell’allargamento come uno dei nodi strategici del presente europeo. Al termine del vertice con i partner della regione, Costa ha voluto riaffermare la solidità delle relazioni e la volontà politica dell’UE di accompagnare questo percorso fino in fondo.

 

Una scelta geopolitica prima ancora che tecnica

Nel ragionamento di Costa, l’allargamento non è un capitolo burocratico né un esercizio di ingegneria istituzionale. È, prima di tutto, una scelta geopolitica. Un’Unione più ampia – ha spiegato – significa un’Europa più sicura, più forte e più pacifica, capace di stabilizzare un’area che storicamente è stata attraversata da fratture, conflitti e interferenze esterne.

In un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalla competizione tra grandi potenze, i Balcani occidentali rappresentano un banco di prova decisivo: lasciarli in una zona grigia equivarrebbe ad accettare nuove vulnerabilità ai confini dell’Unione.

Prosperità condivisa e credibilità del progetto europeo

Il secondo argomento evocato da Costa riguarda la prosperità condivisa. Ogni precedente allargamento – ha ricordato – ha prodotto benefici non solo per i Paesi entrati, ma per l’intera Unione. Mercati più integrati, maggiore stabilità, nuove opportunità di crescita: l’esperienza storica smentisce la retorica difensiva che accompagna ciclicamente il dibattito sull’allargamento.

C’è poi una terza dimensione, forse la più politica: la credibilità dell’Unione europea. Se l’UE continua a presentarsi come un progetto attrattivo, deve essere in grado di mantenere le aspettative che essa stessa genera. Il fatto che il processo di allargamento proceda oggi a una velocità superiore rispetto agli ultimi quindici anni è, per Costa, un’opportunità da non sprecare.

Merito, non competizione

Un punto centrale del discorso riguarda il metodo. L’allargamento – ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo – è un processo basato sul merito, non una gara tra candidati. Chi avanza più rapidamente non deve essere rallentato dagli altri, ma può diventare un riferimento e uno stimolo per tutti. È una visione che rifiuta sia l’automatismo sia l’arbitrio politico, riaffermando il primato delle riforme e dell’impegno concreto.

Superare il passato per costruire il futuro

Al di là degli aspetti tecnici, Costa ha posto una questione di fondo: la scelta tra restare prigionieri del passato o procedere verso un futuro comune europeo, fondato su riconciliazione e cooperazione. Solo superando le eredità dei conflitti, i Balcani occidentali potranno assumere pienamente il loro ruolo di futuri membri dell’UE.

La strada non sarà facile, ha ammesso Costa, e alcune riforme saranno dolorose. Ma il processo di allargamento è anche un processo di trasformazione profonda, capace di ancorare il futuro della regione all’Europa attraverso la convergenza socioeconomica.

Una famiglia europea da completare

Il messaggio conclusivo è chiaro: l’Unione europea intende restare il partner più affidabile dei Balcani occidentali. Non per concessione, ma per convinzione. Perché quei Paesi fanno parte della famiglia europea, e l’Europa – se vuole restare fedele a se stessa – non può rinunciare a completare il proprio disegno politico e storico.

Fonte: dichiarazioni di Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, Askanews, Roma, 17 dicembre.

Centrosinistra, Conte: non sarò un ostacolo per il progetto

Roma, 17 dic. (askanews) – “Non sarò mai un ostacolo per la costruzione e la vittoria di un progetto progressista. Un progetto che sia ben dettagliato e strutturato, non annacquato”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo all’evento “Leader, visioni, futuro: il centrosinistra attraverso gli occhi degli italiani” organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom. L’ex premier ha ironizzato sulla tesi che il consenso personale che raccoglie nei sondaggi, nettamente superiore rispetto alle intenzioni di voto in fa va ore del suo partito, sarebbe un problema per l’alleanza col Pd di Elly Schlein: “Se volete mi faccio da parte, così risolviamo… ma io penso di essere una risorsa”.

Secondo Conte, che non ha escluso l’ipotesi di un ricorso alle primarie per l’individuazione del leader della coalizione progressista, “i criteri per scegliere la leadership sono in funzione della vittoria. Per ora stiamo lavorando responsabilmente ai programmi, poi decideremo il candidato più competitivo”, ha concluso.

Open Arms, Salvini: finalmente! Processo politico voluto da sinistra

Roma, 17 dic. (askanews) – “Finalmente… Cinque anni di processo, non so quanti milioni di euro pagati dagli italiani per un processo politico voluto dalla sinistra. E’ una bella serata… Io ho fatto quello che gli italiani mi hanno chiesto di fare votandomi”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa a 5 minuti su Rai 1, commentando la sua assoluzione al processo Open arms.

“Ringrazio l’avvocato Giulia Bongiorno, sono contento per i miei figli che sanno che il papà non è un pericoloso criminale e per gli italiani che si trovano a combattere con l’immigrazione clandestina. Il fatto di aver bloccato da ministro migliaia di sbarchi è stato riconosciuto come un diritto e un dovere” ha concluso.

Manovra, non ci sarà nessuna penalità per chi riscatta la laurea

Milano, 17 dic. (askanews) – “Sulle polemiche di oggi sul riscatto della laurea è bene fare chiarezza: non ci sarà alcuna penalità per chi ha riscattato o intende riscattare il titolo. Grazie a un sub-emendamento della Lega, a mia prima firma, si eliminano le disposizioni che avrebbero potuto introdurre effetti penalizzanti non giustificati. Un atto dovuto per ripristinare un quadro di equità e certezza per i contribuenti”. Così in una nota il senatore in commissione Bilancio a Palazzo Madama Marco Dreosto.

Ue, Meloni: opposizioni bugiarde e divise. Schlein: Salvini è il portavoce di Putin?

Roma, 17 dic. (askanews) – La frase è buttata lì, alla fine della replica alla Camera, rivolta direttamente agli “italiani che dovessero guardarci da casa”: “Chiedetevi perché l’opposizione ha bisogno di mentire”. E’ il mood con cui la premier, Giorgia Meloni, sceglie di rispondere alle critiche dei partiti della minoranza durante le comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio UE e su quello che il ministro Tommaso Foti definisce “come uno dei più difficili Consigli europei degli ultimi anni”. Da sciogliere c’è il nodo, complicato sia dal punto di vista giuridico che soprattutto politico, dell’uso degli asset russi congelati.

Ma come sempre il confronto va anche oltre i temi strettamente legati alle materie che da domani (e da stasera con riunioni informali) saranno al centro delle interlocuzioni dei leader a Bruxelles. Pur con le dovute differenze, determinate dal contesto più ‘istituzionale’, si tratta di fatto di una coda dei botta e risposta a distanza seguiti all’intervento con cui Giorgia Meloni ha chiuso Atreju. Un discorso particolarmente irridente nei confronti delle opposizioni, a cominciare da Elly Schlein. Anche questa volta il duello con la segretaria dem avviene a distanza, anche se a dettare i tempi in questo caso è proprio la liturgia parlamentare delle comunicazioni. A Montecitorio Giorgia Meloni parla in replica prima che a prendere la parola in dichiarazione di voto siano proprio Schlein, la grande assente alla manifestazione di Fdi, e Giuseppe Conte. E così, se la segretaria dem l’aveva accusata di non fare i conti con il “frigorifero vuoto” degli italiani, la presidente del Consiglio replica che è “irresponsabile” raccontare l’Italia “come se fosse un paese che ha masse di persone denutrite o sottonutrite per mancanza di derrate alimentari”. Stesso aggettivo che viene usato, questa volta contro Meloni, dal leader del M5s, Giuseppe Conte. “Dopo le firme irresponsabili messe senza passare da un voto degli italiani sul riarmo stia attenta alle firme che mette a nome degli italiani sugli asset russi. E’ pericolosissimo”, dice l’ex premier. In tema cibo anche lo scontro con il leader di Italia viva. “Mentre lei si entusiasma perchè la cucina italiana è patrimonio mondiale dell’Unesco ha notato che il costo degli alimentari è aumentato?”, “ecco – dice Matteo Renzi – io credo che il kebab sta a Giorgia Meloni come le brioche stavano a Maria Antonietta”.

Ma è proprio sul nodo delle trattative di pace in Ucraina e sull’uso dei beni di Mosca congelati che i toni del braccio di ferro si fanno più accesi. Elly Schlein, d’altra parte, ha gioco facile a ricordare il sostegno dato dalla portavoce del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov alle parole del leader della Lega, in particolare a quel riferimento sul fatto che nemmeno Napoleone e Hitler siano stati in grado di battere la Russia. “Matteo Salvini – chiede Schlein – è ancora il vicepresidente o ambisce a fare il portavoce di Mosca?”.

In più occasioni le opposizioni chiedono conto alla presidente del Consiglio delle differenze di vedute all’interno della maggioranza su un tema così strategico come quello del supporto a Kiev. Conte ironizza sulla scelta di parlare di “sostegno multidimensionale” all’Ucraina nella risoluzione di maggioranza per non toccare esplicitamente il tema delle armi. “Ipocriti”, accusa il leader M5s. La premier ammette l’esistenza di un “dibattito” interno, ma minimizza e, soprattutto, fa leva sul fatto che, per l’ennesima volta, il centrodestra sia riuscito – a differenza del ‘campo avverso’ – a presentare un unico testo. “Per votarla insieme non ci avete scritto niente. È facile così”, chiosa la segretaria dem. La premier, con sarcasmo, insiste invece sul fatto che le opposizioni abbiano presentato sei risoluzioni differenti. “Del resto – rileva – non vi riuscite a chiarire neanche se siate alleati oppure no”, “mi rendo conto che sulla politica estera la cosa sia ancora più complessa”.

Condominio, proposta di riforma, tutti dovranno pagare per i morosi

Roma, 17 dic. (askanews) – Condòmini in regola con i pagamenti passibili di essere chiamati a rispondere dei mancati pagamenti dei morosi verso terzi; pagamenti da e verso il condominio effettuabili solo in maniera tracciabile sul conto corrente; requisito della laurea per l’amministratore del condominio e obbligo di nomina di un revisore di un revisore dei conti terzo per i condomini più grandi. Sono alcuni degli elementi di una proposta di revisione delle normative presentata da un gruppo di parlamentari.

Secondo il testo depositato alla Camera – con firmatari i deputati Gardini, Montaruli, Osnato, Amich, Caretta, Colombo, De Corato, Giordano, Iaia, Marchetto Aliprandi, Polo – il contenzioso sulle controversie condominiali rappresenta oltre una causa sul civile su tre in Italia.

I procedimenti per la riscossione forzosa dei contributi condominiali non versati continuano ad aumentare. Nel frattempo salgono le impugnazioni di rendiconti e bilanci condominiali. Per questo i parlamentari promotori dell’iniziativa propongono una serie di modifiche al Codice civile “sulla disciplina delle parti comuni del condominio, sulla nomina e le attribuzioni dell’amministratore e del revisore condominiale, così come sulle attribuzioni dell’assemblea”.

Il testo prevede “requisiti più stringenti per l’accesso alle professioni e di affidare al ministero delle Imprese e del Made in Italy il compito di verificarne il possesso”. Secondo i proponenti “risulta ormai anacronistica la figura del condomino Amministratore”. Il testo prevede che “tutti i pagamenti effettuati per conto del condominio e in favore del condominio, sono eseguiti su specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio medesimo”.

Per i condomini più grandi, l’assemblea, con una maggioranza analoga a quella prevista per la nomina dell’amministratore “provvede alla nomina di un revisore condominiale certificato, terzo e indipendente, che verifichi la contabilità del condominio, certifichi il rendiconto condominiale redatto dall’amministratore”. E se non provvede il condominio, la nomina viene fatta dall’autorità giudiziaria “su ricorso di uno dei condomini”, dice ancora il testo. L’incarico dura due anni e non è tacitamente rinnovabile.

“I creditori possono agire sulle somme disponibili sul conto corrente condominiale per l’intero credito vantato e, in via sussidiaria, sui beni dei condomini nella misura della morosità di ciascuno. Per il residuo debito – si legge – dopo l’infruttuosa escussione dei morosi, i creditori possono agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti, i quali rispondono in proporzione alla quota di partecipazione alla spesa e hanno azione di regresso contro i morosi per quanto ancora dovuto da ciascuno di essi”.

Per quanto riguarda i requisiti di ammissibilità alla professione di amministratore, invece di “scuola secondaria di secondo grado”, è previsto “laurea, anche triennale, in maniera in materie economiche, giuridiche o scientifiche e tecnologiche”.

Meloni: strategia sicurezza Usa occasione per rafforzare Europa

Roma, 17 dic. (askanews) – “La nuova strategia di sicurezza americana afferma che l’Europa deve occuparsi della sua sicurezza perché gli Usa rivolgono prioritariamente la loro attenzione altrove. È un processo storico inevitabile. I grandi sostenitori di un’Europa più forte dovrebbero considerare questa come una occasione di rafforzare la nostra capacità di incidere e contare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replicando in aula al Senato al dibattito sulle sue comunicazioni in vista del consiglio europeo del 18 e 19 dicembre.

“Abbiamo sempre pensato che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Trump lo fa con toni assertivi ma è un dibattito che va avanti da qualche decennio. Abbiamo finto che questo fosse gratis, pensate che aver appaltato per decenni la nostra sicurezza non abbia avuto un costo in termini di condizionamento?”, ha aggiunto Meloni.

“L’Europa è stata vista dal lato americano come problematica sul lato delle spese militari insufficienti e della stagnazione economica ma ci sono problemi più profondi come il declino economico, il rischio della cancellazione della civiltà con le politiche migratorie, la perdita d’identità. Vogliamo un’Europa che rimanga europea. Non ce lo dovevano dire gli americani, queste cose le vado dicendo da svariato tempo”, ha concluso.

Centrosinistra, Conte: per ora non c’è alleanza ma non vogliamo andare da soli

Roma, 17 dic. (askanews) – “Al momento, per quanto riguarda il progetto nazionale, non abbiamo fatto ancora nessuna alleanza; c’è un dialogo ovviamente con le altre forze di opposizione e sicuramente noi stiamo lavorando per elaborare progetti da condividere. Quindi al momento tecnicamente, oggettivamente non c’è un’alleanza, ma ci stiamo lavorando. Non siamo assolutamente autoreferenziali, non pensiamo assolutamente che si possa vincere la prossima competizione alle elezioni politiche da soli”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a margine dell’evento “Leader, visioni, futuro: il centrosinistra attraverso gli occhi degli italiani”, organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom in collaborazione con EMG Different.

La Milano sommersa di Marco Nereo e Gala Rotelli all’Acquario

Milano, 17 dic. (askanews) – Una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente attraverso la visione di una Milano trasformata in un’Atlantide contemporanea, chiamata “Mitlantide”. il progetto artistico di Marco Nereo Rotelli e della figlia Gala Rotelli che viene presentato all’Acquario Civico di Milano, in una mostra curata da Riccardo Valentini, scienziato e Premio Nobel per la Pace 2023 con il gruppo IPCC.

“Stavo leggendo l’Atlantide di Platone – ha detto l’artista ad askanews – e per una sorta di induzione mi venuta Mitlantide, e siccome da tempo sto lavorando su un progetto di sostenibilit con gli interventi che ho fatto in Design Week e in Biennale con Riccardo Valentini, ho scelto questa volta, invece di un’installazione, di creare delle metafore, delle grandi metafore. E quindi nascono questi luoghi simbolo di Milano, luoghi simbolici, la stazione, il Duomo, sommersi in un mondo misterioso, ma anche che fa da monito”.

La parola un elemento fondamentale in tutta la ricerca di Rotelli e torna anche in questi lavori, come messaggio di consapevolezza, in un percorso che mette in dialogo arte e sostenibilit. “Io non voglio avere uno stile – ha aggiunto – magari una cifra che raccoglie pi stili, e quando io opero questi diventano quasi delle applicazioni, dei sistemi all’interno di un codice visivo”.

Gala Rotelli in mostra ha portato creazioni in vetro e oggetti significanti creati a partire da frammenti di plastica raccolti in mare. E naturalmente anche qui la parola poetica non manca. “Mi interessava molto – ha concluso Marco Rotelli – vedere che cosa poteva inventare Gala su un Mitlantide. In fondo ha inventato una cosa opposta alla mia, perch il suo un mondo incantato, il mio pi un mondo che fa da monito, che incute anche uno spasamento, visivo perlomeno”.

La dimensione del sogno per presente anche nella sezione della mostra intitolata “Underwater”, un’installazione immersiva luminosa e sonora realizzata con il musicista Alessio Bertallot. Tra arpe, riverberi e variazioni di luce, lo spettatore scivola in un blu profondo e onirico dove ciascuno pu trovare la propria risposta alla domanda sulla possibilit di respirare ancora.

Occhiuto: in FI nessuna corrente, ma una scossa al centrodestra

Roma, 17 dic. (askanews) – “Oggi ho voluto fare questo: chiamare imprenditori importanti che ci hanno raccontato la loro esperienza e la loro visione del paese. L’auspicio che questo stimolo possa davvero costituire non una corrente ma una scossa, che ha sempre a che fare con l’elettricit, ma non polverosa come le correnti che ormai esistono solo nel pi masochista dei partiti italiani. La scossa molto pi utile perch a volte d un elettroshock salutare”. Cos il governatore della Calabria e vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto parlando a margine dell’evento che si svolto oggi a Palazzo Grazioli a Roma, “In libert, pensieri liberali per l’Italia”.

“Tajani insieme a me e ad altri dirigenti ha assunto l’impegno collettivo che noi abbiamo condiviso di portare questo partito al 20%, mi pare che invece questo non stia ancora accadendo, galleggiamo tra l’8 e il 9 per cento, non per responsabilit di Tajani”, ha aggiunto.

“C’ la necessit che ciascuno di noi si assuma qualche responsabilit ulteriore, che dia un contributo di innovazione di idee, invitando a partecipare a questo lavoro anche imprenditori che non sono dirigenti di partito ma che possono darci qualche suggerimento”.

Riguardo a una sua eventuale candidatura al congresso ha risposto che “non all’ordine del giorno, a me piacerebbe vincere sui contenuti e mi piacerebbe poter essere tra quelli che aprono una discussione ad esempio sui diritti civili in Forza Italia, sui temi dell’inclusione”.

Meloni irritata con la Commissione frena sugli asset russi, accordo difficile

Bruxelles, 17 dic. (askanews) – Riguardo all’eventuale uso degli asset russi come base per il prestito Ue a sostegno dell’Ucraina il Consiglio europeo che si apre domani – presente anche Volodymyr Zelensky – è “aperto”. Che tradotto dal linguaggio diplomatico significa “al buio” se non nel caos. Nonostante i frenetici contatti di queste ore, infatti, la quadra non è stata trovata. E se è opinione condivisa da tutti che al summit una decisione dovrà essere presa, non pare facilmente superabile l’opposizione di alcuni Stati, in testa Belgio e Italia (con Giorgia Meloni irritata per come si è mossa Ursula von der Leyen). Per questo si inizia a parlare di una soluzione “ponte”, per prendere tempo senza far mancare i fondi a Kiev.

“La nostra volontà di aiutare il popolo ucraino non è mai stata e non sarà mai in discussione”, ha detto oggi Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Parlamento, ma “abbiamo il dovere di cercare la soluzione più efficace per preservare l’equilibrio tra la fornitura di un’assistenza concreta all’Ucraina da un lato e il rispetto dei principi di legalità, sostenibilità e stabilità finanziaria e monetaria dall’altro”. Dunque, ha aggiunto, “siamo aperti a tutte le soluzioni e intendiamo privilegiare quella che meglio può garantire questo equilibrio, ma si tratta di decisioni complesse che non possono essere forzate”.

Anche se ufficialmente non lo dice, la presidente del Consiglio è non poco infastidita per come la Commissione europea ha gestito questa partita. L’esecutivo comunitario, infatti, ha presentato un’unica soluzione operativa, ovvero l’utilizzo degli asset russi congelati, che si può fare a maggioranza qualificata. Questo perchè l’eventuale alternativa – il debito comune o prestiti da parte degli Stati membri comunque garantiti dal “margine” del bilancio Ue – non ha l’unanimità prevista. E allora facciamolo usando l’articolo 122 del Trattato sul funzionamemto dell’Unione (che prevede, appunto, la maggioranza qualificata) è stata, nella sostanza, la ‘minaccia’ italiana. Una possibilità che però fonti europee hanno oggi escluso. Contro l’uso del debito comune ci sono la Germania, l’Olanda e gli altri ‘frugali’, che infatti sono i maggiori sostenitori dell’utilizzo degli asset congelati. “C’è stata una grossa carenza da parte della Commissione – rivela una fonte diplomatica a Bruxelles – che aveva cominciato con tre opzioni, ma subito ne ha scartate due e si è focalizzata unicamente su quella adesso sul tavolo. La posizione del Belgio è però molto dura e mi pare rischioso arrivare al tavolo senza un piano B, almeno abbozzato”.

Il Belgio chiede precise e amplissime garanzie, a maggior ragione dopo che Fitch ha messo in “watch negativo” il rating di Euroclear, la finanziaria belga che ha in pancia il 90% degli asset russi, circa 185 miliardi di euro, “De Wever – spiegano le fonti diplomatiche – chiede garanzie ‘senza limiti’, sia quantitativi che per la durata temporale: condizioni difficilmente accettabili da molti Paesi”, tra cui l’Italia.

Roma – che smentisce di aver subito pressioni dagli Usa per ‘bocciare’ l’uso degli asset – teme anche ripercussioni a livello “reputazionale” perchè “se viene messa in discussione la credibilità economica di una istituzione come Euroclear nessuno è al riparo in particolare un paese come l’Italia che deve rifinanziare un ingente debito”, spiegano le fonti.

Se questa è la situazione al momento, quale può essere la via d’uscita? O il Belgio si ammorbidisce (e allora Meloni dovrebbe decidere cosa fare) oppure cede la Germania sul debito comune, cosa molto improbabile. Uno stallo che fa sì che si inizi ad affacciare l’ipotesi della soluzione ‘ponte’: un prestito di emergenza per far fronte alle spese di Kiev. Si tratterebbe di circa 4 miliardi al mese, in attesa di trovare un’intesa definitiva.

Calcio, FIFA, montepremi record per i Mondiali: 727 mln di dollari

Roma, 17 dic. (askanews) – Il Consiglio della FIFA, riunito a Doha, ha approvato un contributo finanziario senza precedenti da 727 milioni di dollari da distribuire dopo la Coppa del Mondo 2026. La fetta più consistente — 655 milioni — sarà destinata ai premi sportivi per le 48 nazionali partecipanti, con un incremento del 50% rispetto all’edizione precedente.

Il nuovo schema di distribuzione premia l’ampliamento del torneo e garantisce un sostegno economico significativo a tutte le federazioni qualificate. Le squadre eliminate nella fase a gironi (dal 33° al 48° posto) riceveranno 9 milioni di dollari ciascuna. Salgono a 11 milioni i premi per le nazionali eliminate ai sedicesimi (17°-32° posto), a 15 milioni per quelle fermate agli ottavi (9°-16°), e a 19 milioni per le eliminate ai quarti (5°-8°).

Più ricchi i premi per il podio: 27 milioni alla quarta classificata, 29 milioni alla terza, 33 milioni alla finalista sconfitta. Alla nazionale campione del mondo andranno 50 milioni di dollari.

A questi importi si aggiunge un contributo fisso di 1,5 milioni di dollari per ciascuna squadra a copertura dei costi di preparazione. In totale, ogni federazione partecipante avrà la garanzia di incassare almeno 10,5 milioni di dollari, a conferma della strategia FIFA di rafforzare la sostenibilità economica del calcio internazionale nell’era del Mondiale a 48 squadre.

Ocse e societ civile per la pace

Roma, 17 dic. (askanews) – Nella cornice solenne della Sala Matteotti della Camera dei Deputati, a Roma, si svolto il convegno promosso dall’associazione I Sud del Mondo ETS dal titolo “Ricostruire fiducia, ricostruire Paesi: Italia, OSCE e societ civile per la pace – Promuovere la pace tra Ucraina e Russia attraverso il dialogo, la sicurezza, la cooperazione e lo sviluppo umano”.

Un appuntamento intenso e partecipato, che ha dato vita a un confronto profondo tra istituzioni, mondo accademico e societ civile sul ruolo che l’Italia, insieme all’OSCE, pu e deve assumere nei delicati percorsi di pace e nei processi di ricostruzione delle terre ferite dalla guerra. Al centro del dibattito emersa con forza una convinzione condivisa: senza fiducia non pu esistere n stabilit n futuro. Ricostruire legami, prima ancora che infrastrutture, il primo passo verso uno sviluppo umano duraturo.

Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Colucci, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, di Pompeo Torchia e di Giuseppe Galati, il dialogo stato guidato con sensibilit e competenza da Claudia Conte, giornalista e portavoce ufficiale di Domus Europa – Centro di cooperazione Italia-Ucraina per la ricostruzione.

Hanno contribuito al confronto autorevoli voci del panorama politico e istituzionale: l’On. Emanuele Loperfido, Segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera; l’On. Eugenio Zoffili, Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare dell’OSCE; il Sen. Marco Scurria, Segretario della Commissione Politiche dell’Unione Europea; l’On. Enzo Amendola e l’On. Alessia Ambrosi. Accanto a loro, rappresentanti di primo piano del mondo internazionale e della cooperazione: Roberto Montella, Segretario Generale dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE; Roberto Bevacqua, esperto di analisi geopolitiche e geoeconomiche e Direttore del Krysopea Institute; Guido George Lombardi, Direttore dell’International Council for Economic Development; Nicola Graziano, Presidente di UNICEF Italia; e Marcello Fiori, Direttore Generale di INAIL.

Particolarmente toccante la testimonianza di Natalia Kholodenko, celebre psicologa ucraina, conosciuta come l'”Oprah Winfrey dell’Ucraina” per il suo lavoro ispiratore di aiutare le donne e le famiglie ucraine a superare i traumi della guerra, che ha raccontato il valore umano e terapeutico del programma “Maratona Psicologica Ucraina 2025”, dedicato al sostegno delle madri costrette a fuggire dalla guerra. A lei stato conferito il riconoscimento “Eccellenze Sud del Mondo”, in segno di gratitudine per l’impegno profuso a favore delle donne e dei bambini colpiti dal conflitto.

A chiudere i lavori, le riflessioni di Giulio Tremonti, Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, che ha richiamato la responsabilit politica e morale dell’Europa nel farsi promotrice di pace, dialogo e ricostruzione.

“Con questo convegno abbiamo voluto ribadire un messaggio semplice: senza fiducia non c’ pace, e senza pace non c’ sviluppo. La guerra tra Ucraina e Russia riguarda direttamente l’Europa e impone di non rinunciare al dialogo e alla diplomazia, anche nei momenti pi difficili. – queste le parole di Pompeo Torchia- Il nostro obiettivo stato quello di mettere insieme istituzioni, OSCE, mondo accademico e societ civile per passare dall’analisi alle proposte concrete: sicurezza, ricostruzione sostenibile e centralit delle persone. L’Italia, per storia e credibilit, pu giocare un ruolo importante nei percorsi di mediazione, nella ricostruzione e nel sostegno umano e sociale alle popolazioni colpite. La pace non un’utopia: una responsabilit condivisa.”

Un convegno che ha lasciato un messaggio chiaro e necessario: la pace non solo un obiettivo diplomatico, ma un processo umano, che nasce dall’ascolto, dalla cooperazione e dalla volont condivisa di ricostruire fiducia, insieme.

Vanoni e Sinner le statuine pi gettonate dei presepi a Napoli

Napoli, 17 dic. (askanews) – I personaggi che hanno fatto emozionare gli italiani durante l’anno che sta per concludersi animano le botteghe artigiane dei presepi di Via San Gregorio Armeno, tappa obbligata dei turisti nel centro storico di Napoli. Genny di Virgilio, maestro di San Gregorio Armeno, quarta generazione che porta avanti l’azienda di famiglia nata nel 1830:

“La statuina io la creo la notte, perch quando succedono fatti nel mondo, io il giorno dopo sono gi pronto con la notizia”, ha raccontato. “La statuina pi ‘cliccata’ dalla gente quella di Ornella Vanoni, Giorgio Armani, poi c’ Sinner e Baudo”, ha spiegato ad askanews. “E poi c’ la statuina di Maradona che resta una delle chicche dell’anno”, ha aggiunto il titolare, rivelando che oltre l’attualit si fanno anche statuine su richiesta.

Ovviamente non mancano i classici napoletani: Tot, Troisi, Eduardo. Mario Ferrigno, orgoglioso rappresentante della quinta generazione della storica bottega, dove tutto inizi nel 1836 con il trisavolo Salvatore Ferrigno:

“Spero di fare lo stesso con i miei figli in futuro”, si augurato Mario Ferrigno. “Il presepe non pi quello che era 200 anni fa, si evoluto, come tutto, progredisce. “Quest’anno i personaggi pi gettonati sono sicuramente Ornella Vanoni, che incarna una donna coraggiosa e intelligente”, ha confermato. “Stessa cosa con Sinner, che il campione italiano per eccellenza, dato che la nazionale di calcio non ci d i risultati sperati e anche James Senese, per Napoli una statuina molto richiesta, essendo stato un artista a cui la citt era molto legata”.

Invece Aldo Vucai, della ditta Alpa di Via San Gregorio Armeno, ha creato il “presalbero”: “Cos stato battezzato dalla stampa 5-6 anni fa, ne feci uno per una scommessa con una signora, che io non sarei riuscito a creare un presepe in un albero di Natale”, ha ricordato. “E da allora c’ un signore di Napoli che ogni anno viene e mi implora di farne uno per lui. E quest’anno ho ceduto”, ha ammesso.

Open Arms, assoluzione definitiva per Salvini

Roma, 17 dic. (askanews) – Assoluzione definitiva per Matteo Salvini in relazione al caso Open Arms. I giudici della VI sezione penale della Cassazione hanno confermato il giudizio del tribunale di Palermo e respinto il ricorso della procura siciliana. Le accuse contestate erano sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio.

“Con il termine soddisfazione si esprime meno di quello che sento in questo momento”. Lo ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno dopo la sentenza di assoluzione per Matteo Salvini nel caso Open Arms.

“Si tratta di un processo che non doveva nemmeno iniziare e questa soluzione di carattere definitivo evidenzia quello che ho sostenuto arringa: era totalmente totalmente fuori dal mondo il ricorso della procura, ma soprattutto che quello che qui ci interessa è la correttezza dell’operato di Salvini”, ha continuato la penalista.

L’avvocato Bongiorno ha poi detto “ho sempre detto che era un caso particolare” e poi spiegato: “Tutto questo è soltanto la conferma del fatto che è partito un processo che è veramente non doveva nascere e ciò ha confermato anche come avete visto dalle conclusioni della procura generale”, ha continuato.

Politecnico di Milano ha 2 nuovi edifici con 4.600 mq di laboratori

Milano, 17 dic. (askanews) – Una porzione di citt ha trovato una nuova armonia: il Politecnico di Milano ha inaugurato alla presenza della rettrice Donatella Sciuto due nuovi edifici con 4.600 metri quadrati dedicati ai laboratori; un momento storico per l’ateneo, frutto di un lungo passato. Le strutture in via Bassini ospiteranno il dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica (DCMIC) che porta il nome del premio Nobel “Giulio Natta”, nonch il dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB).

Per il primo un edificio a facciata nera a sei piani, la planimetria “a pettine” consente una netta separazione spaziale tra gli ambienti dedicati agli 88 laboratori e le aree per gli uffici, garantendo ulteriore sicurezza e condizioni igienico-sanitarie ideali. Vi si svolgeranno prevalentemente attivit di sintesi, trattamento di materiali e analisi per mezzo di tecniche cromatografiche, di estrazione e separazione. Oltre a un grande laboratorio didattico a piano terra per gli studenti in grado di contenere fino a 40 cappe chimiche.

“Una nuova infrastruttura tecnologica all’avanguardia che consente al Politecnico e al dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica di affrontare nuove sfide del contemporaneo. Per noi significa anche un momento di prossimit, ricongiungiamo quattro sedi del nostro dipartimento, alcune storiche, e offriamo a giovani volenterosi e curiosi di futuro prospettive che nascono da questa nuova struttura e da queste nuove strumentazioni. Siamo qui per loro e siamo qui anche per il nostro territorio, perch qui che nuovi imprenditori coraggiosi e visionari troveranno soluzioni ai loro problemi”, afferma Marinella Levi, direttore del dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano.

E come su una tastiera di un pianoforte, oltre ai tasti neri, c’ quello bianco. I circa 3.500 metri quadri su cui si estende il nuovo stabile del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, dagli esterni candidi, sono stati costruiti in continuit con l’Edificio 20 preesistente dove stato riqualificato il piano terra dell’ala ovest. Il nuovo fabbricato su quattro livelli, col piano terra che ospita una grande sala conferenze da 210 posti e due laboratori informatici, punta ad espandere la capacit di fare ricerca oltre a incentivare condivisione e aggregazione.

“Abbiamo pensato molto ai giovani, che oggi per noi sono una categoria importante: abbiamo avuto tanti ingressi di giovani ricercatori che hanno esigenze particolari, quindi abbiamo cercato di creare degli spazi che fossero particolarmente adatti ai loro modi di lavoro e a facilitare i momenti di aggregazione”, dichiara Sergio Savaresi, dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. “Abbiamo capito che un’esigenza importante per loro, abbiamo cercato non solo di andare verso spazi funzionali ma anche spazi che sono adatti a queste nuove generazioni che vogliamo valorizzare al massimo”, chiosa.

Grande rilevanza nella progettazione stata data anche al tema della sostenibilit: sui tetti sono stati collocati pannelli fotovoltaici che alimentano un impianto da 270 kW di picco; il condizionamento garantito dal trigeneratore del Polo Citt Studi. E l’acqua piovana sar recuperata e riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi.

Ciarrocchi (Confindustria Ceramica): Ue cambi direzione su Ets

Sassuolo (Modena), 17 dic. (askanews) – “Risposte non le abbiamo ricevute” dall’incontro a Bruxelles con l’industria ceramica europea per discutere degli effetti del sistema Ets e della necessit di un quadro normativo che garantisca regole eque, tutela del lavoro e capacit di investimento. Lo ha dichiarato Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, in occasione della presentazione del bilancio del settore a Sassuolo.

“Noi abbiamo presentato un documento, abbiamo parlato con vari esponenti della politica europea e con il vicepresidente Fitto: abbiamo ricevuto da tutti dei segnali non dico di accoglimento delle nostre istanze, ma di attenzione e speriamo che questa attenzione poi sfoci in provvedimenti – ha spiegato Ciarrocchi -. Non possiamo pensare che il mondo va in una direzione e l’Europa va dalla direzione opposta”.

“Il mondo cambiato in questi anni e, se non vogliamo suicidarci, dobbiamo per forza adeguarci a quello che la nuova situazione: la situazione americana, la situazione dei mercati come l’India che ci mettono in difficolt perch fanno delle produzioni in dumping sia ambientale che sociale – ha concluso il presidente -. Non possiamo noi andare avanti su quella direzione come se nulla fosse successo al mondo”.

Tutto esaurito al Circo Massimo per Cesare Cremonini

Milano, 17 dic. (askanews) – Cesare Cremonini è esattamente lì, dove ha sempre voluto essere. Forte di un repertorio che ha attraversato più generazioni, dal 1999 fin al successo di oggi, consolida il suo percorso live con un risultato straordinario: con 70 mila biglietti venduti conquista il Circo Massimo di Roma, registrando il tutto esaurito con sei mesi di anticipo.

Il concerto del 6 giugno apre ufficialmente il Cremonini Live26 e segna uno dei passaggi più significativi della sua carriera artistica. Il sold out al Circo Massimo (a capienza piena) non è solo un traguardo produttivo: è la conferma di un uomo capace di trasformare la propria musica in un’esperienza collettiva, in uno dei luoghi più simbolici della storia e dello spettacolo dal vivo in Italia.

“Sento questo tour di quattro grandi eventi come qualcosa di determinante” spiega Cesare, “più importante persino dei 13 stadi dell’estate scorsa. Saranno tutti concerti a capienza piena e daremo al pubblico un concerto che vorrei fosse un riferimento per il mondo live”.

Cesare Cremonini gioca in una dimensione del live italiano riservata a pochissimi artisti, dove il successo non è legato alla spinta del momento ma alla costruzione paziente di una carriera credibile. È la fascia in cui contano la continuità del lavoro artistico, l’affidabilità e le capacità sul palco e la forza di riempire luoghi complessi e altamente simbolici, tenendo insieme pubblico, repertorio e presente creativo. Un posizionamento che non nasce dall’urgenza “dell’hype” o da scorciatoie d’immagine ma dalla coerenza di un percorso riconosciuto nel tempo.

Il tutto esaurito di Roma proietta il Cremonini Live26 tra gli appuntamenti musicali più attesi della prossima estate e conferma una parabola artistica costruita con continuità, visione e qualità.

Il concerto romano è il primo dei quattro grandi eventi dell’estate 2026, che porteranno Cremonini nei principali spazi open air del Paese, con già più di 250.000 biglietti venduti:

6 giugno – Roma, Circo Massimo (SOLD OUT)

10 giugno – Milano, Ippodromo SNAI La Maura

13 giugno – Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (Ultimi biglietti disponibili)

17 giugno – Firenze, Visarno Arena

Parallelamente, Ragazze facili continua la sua crescita e si conferma nella Top Ten dei brani più trasmessi dalle radio italiane. Un risultato tutt’altro che scontato per un brano scritto che si allontana dalla retorica della classica canzone d’amore per raccontare, con lucidità e misura, le contraddizioni emotive e l’esposizione interiore dell’uomo di oggi.

Numeri della discografia, sold out e airplay raccontano solo una parte della storia. Il dato più rilevante è la forza della visione di Cesare Cremonini.

La sfida di Occhiuto: Fi galleggia, ora scossa liberale. Tajani: partito aperto

Roma, 17 dic. (askanews) – Da qui al congresso di Forza Italia del 2027 “manca un anno e mezzo e in un anno e mezzo succedono un sacco di cose”, quindi oggi la sua candidatura “non è all’ordine del giorno” ma prima ancora dell’assise annunciata ieri dal segretario Antonio Tajani, Roberto Occhiuto vuole “vincere sui contenuti”. Di sicuro, oggi, in una densa giornata politica, con il Parlamento impegnato dalla mattina alla sera nelle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, complice anche la scelta di un orario accorto – tra il primo intervento della presidente del consiglio e la sua replica – e l’abilità dell’organizzatore Andrea Ruggieri, il governatore della Calabria è riuscito a catalizzare l’attenzione di giornalisti e telecamere e a riempire la sala di Palazzo Grazioli a Roma per l’evento “In libertà”.

Non è il battesimo di una corrente, assicura, cose “polverose” da lasciare a quei “masochisti” del Pd, ma ne ha tutta l’aria. Anche perché seppure nella “riconoscenza” per Tajani che “ha consentito a Forza Italia di sopravvivere quando nessuno ci avrebbe scommesso”, ossia dopo la morte di Berlusconi, nasce proprio perché il partito del Cavaliere “naviga galleggiando tra l’8 e il 9%”, tradendo quell’impegno preso di arrivare al 20%. Occhiuto parla di “una scossa per il centrodestra”, dove a parte “l’ottimo lavoro” di Meloni “non ci sono altri fermenti”. Tocca a Forza Italia quindi fare “il pezzo di lavoro liberale che manca a questo governo” che su alcuni temi – diritti civili, inclusione – è “troppo conservatore”.

Occhiuto si scusa con gli imprenditori invitati all’evento nato come “un sasso nello stagno”, poi “via via montato, percepito come una corrente”: “Mi scuso. Non volevamo inserire i loro suggerimenti in un incontro politico”, dice prendendo la parola dopo i contributi dell’ad di Tim Pietro Labriola, di Paolo Barletta, di Tony West, vice presidente senior di Uber, di Eddie Wilson, ceo di Ryanair, di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. Lo ascoltano i parlamentari azzurri Tommaso Calderone, Cristina Rossello, Rita Dalla Chiesa, Alessandro Cattaneo, Francesco Cannizzaro, Giovanni Arruzzolo, Francesco Paolo Sisto, Giuseppe Mangialavori, Mario Occhiuto, Erica Mazzett, Matilde Siracusano, Patrizia Marrocco, Ugo Cappellacci, Raffaele De Rosa, Paolo Emilio Russo, Licia Ronzulli, Claudio Lotito, Annarita Patriarca, Isabella De Monte, Catia Polidori, Giorgio Mulè, Andrea Orsini. C’è l’ex di Fdi Manlio Messina, oggi deputato del Misto, Naike Gruppioni, eletta col terzo polo, poi rimasta con Iv, quindi passata a Fdi. Presente Fabio Roscioli, tesoriere FI, Matilde Bruzzone, nuora Paolo Berlusconi, Gianluca Gallo, assessore Regione Calabria, gli x parlamentari Fi Massimo Mallegni, Carlo Giacometto, Luca d’Alessandro. Poi Pierluigi Caputo, consigliere regionale FI Calabria, Nicola D’Agostino, deputato regionale FI Sicilia.

“E’ suggestivo ci vedessimo qui dove tutto è iniziato con Berlusconi. Credo ci sia uno spazio enorme per un partito che voglia recuperare quella tradizione e voglia aggiornarla”, spiega Occhiuto convinto di avere anche più chance di “poter concludere ciò che il Cavaliere ha iniziato” perché lui aveva come avversari “Prodi, Renzi, Letta”, oggi dall’altra parte ci sono “Schlein e la Albanese”. Se non ora quando. E a neanche tre mesi dalla presentazione a Telese del nuovo manifesto per la libertà di Fi, Occhiuto lo liquida: “Oggi non è il tempo per fare il manifesto di quello che di più liberale si può fare in questo paese. Oggi inizia un percorso”.

Il vicesegretario azzurro assicura: “Non ho altre ambizioni, il mio ruolo l’ho riavuto dai cittadini qualche settimana fa, i cittadini hanno apprezzato il coraggio. Penso che questo coraggio possa servire per costruire un partito che punti alla riforma liberale di cui il paese ha bisogno”. Ma nell’agenda è già segnato un secondo appuntamento come quello di oggi: “A febbraio, a Milano”. E chissà se in quell’occasione si affaccerà anche Marina Berlusconi che oggi Occhiuto dice di sentire e vedere spesso anche se “non c’entra nulla con questa iniziativa: questa iniziativa l’ho voluta io, gliel’ho raccontata ma la responsabilità è esclusivamente mia”.

Tajani, a Milano per la conferenza degli ambasciatori, minimizza: “Non ho frizioni con nessuno, Occhiuto è vicesegretario del partito. Io ho ottimi rapporti con tutti”. Ribadisce che “il rinnovamento di Fi è iniziato da quando io sono diventato segretario perché decidere di permettere ai nostri iscritti di scegliere la classe dirigente significa aprire il partito a chi vuole partecipare”.

Orban: la confisca degli asset russi non è più nell’agenda del Consiglio Ue

Roma, 17 dic. (askanews) – La Commissione Europea ha rimosso dall’agenda del Consiglio europeo la questione della confisca degli asset russi congelati: lo ha dichiarato il premier ungherese, Viktor Orban, sul suo profilo di X.

“Abbiamo vinto perché la Presidente della Commissione Europea (Ursula von der Leyen) ha dichiarato che farà marcia indietro e che la questione dei beni russi non sarà nemmeno all’ordine del giorno. I negoziati dietro le quinte e persino uno scontro ieri sera hanno portato a dei risultati e credo, se ho capito bene cosa ha detto oggi la Presidente della Commissione Europea – e credo di sì – che i beni russi non saranno sul tavolo delle trattative domani”, ha concluso.

Wuhan chiede 50 miliardi allo stato del Missouri: ci diffamarono per il Covid-19

Roma, 17 dic. (askanews) – L’Accademia cinese delle scienze e le autorità di Wuhan hanno avviato un’azione legale contro lo Stato americano del Missouri, chiedendo un risarcimento di circa 50 miliardi di dollari per presunti danni reputazionali ed economici legati alla gestione politica della pandemia di Covid-19. Lo ha reso noto l’ufficio del procuratore generale del Missouri, Catherine Hanaway, precisando che la causa civile è stata depositata presso il Tribunale intermedio del popolo di Wuhan, secondo quanto riferisce il South China Morning Post.

Tra i ricorrenti figurano il governo municipale di Wuhan, l’Accademia cinese delle scienze e l’Istituto di virologia di Wuhan, mentre tra i convenuti compaiono lo Stato del Missouri, rappresentato dal governatore Mike Kehoe, e due ex procuratori generali dello Stato, Eric Schmitt, oggi senatore Usa, e Andrew Bailey, attualmente vicedirettore aggiunto dell’Fbi.

Secondo i documenti depositati in tribunale, le controparti statunitensi sono accusate di aver tentato di “politicizzare” la pandemia, “stigmatizzare” la Cina e “manipolare” le indagini sull’origine del virus, sostenendo che Pechino avrebbe occultato informazioni cruciali e accumulato dispositivi di protezione individuale nelle fasi iniziali dell’emergenza sanitaria. La causa cinese rappresenta la risposta diretta a un’azione legale intentata cinque anni fa dal Missouri contro la Cina, il Partito comunista cinese e diverse istituzioni statali, culminata lo scorso marzo in una sentenza di un giudice federale statunitense che ha attribuito a Pechino la responsabilità di aver occultato l’epidemia iniziale. In quell’occasione, il tribunale Usa aveva riconosciuto al Missouri un risarcimento superiore ai 24 miliardi di dollari. L’allora procuratore generale Bailey aveva definito il verdetto “una vittoria storica”, affermando che lo Stato avrebbe cercato di recuperare l’intera somma anche attraverso il sequestro di beni cinesi.

Nell’azione avviata a Wuhan, i ricorrenti chiedono un risarcimento multiimiliardario e pretendono inoltre scuse pubbliche su piattaforme mediatiche internazionali e cinesi, tra cui New York Times, Cnn, Wall Street Journal, Washington Post, YouTube, Quotidiano del Popolo e Xinhua.

Il tribunale di Wuhan ha notificato che i convenuti dovranno rispondere entro tre mesi dalla ricezione degli atti, pena conseguenze processuali sfavorevoli. La causa è stata depositata il 30 aprile, lo stesso giorno in cui Pechino ha pubblicato un libro bianco sulla prevenzione, il controllo e la tracciabilità dell’origine del Covid-19, definendo la causa del Missouri “una farsa politicamente motivata” e annunciando “contromisure risolute” a tutela dei propri interessi legittimi.

Da parte statunitense, la procuratrice Hanaway ha liquidato l’iniziativa cinese come una “tattica dilatoria”, ribadendo l’intenzione del Missouri di riscuotere integralmente il risarcimento stabilito dai tribunali Usa. Eric Schmitt ha definito a sua volta la causa “priva di fondamento fattuale e giuridico”.