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Roma, partorisce e getta il figlio ancora vivo nel water: il corpo trovato giorni dopo in un tombino

Roma, 17 mag. (askanews) – Una donna di origine nigeriane di 29 anni è stata arrestata dalla Polizia con l’accusa di aver ucciso il figlio subito dopo il parto gettandolo in un water.

I fatti sono avvenuti lo scorso ottobre, quando la ragazza si è recata al Pronto soccorso accusando un malore. I medici si sono accorti che aveva appena partorito, ma lei ha negato tutto e ha dato una versione inverosimile, cui i sanitari non hanno creduto. Avvisate le forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Velletri, sono partite le indagini della Squadra mobile e del Commissariato di Frascati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna – già madre di due bambini – era incinta tra la 25ma e la 26ma settimana, quando è andata a casa di amici in un’abitazione nel comune di Montecompatri (alle porte di Roma) e nel bagno si è indotta il parto. Ha dato alla luce un bambino, nato vivo, e poi lo ha spinto all’interno del water, facendolo scivolare a forza nelle condutture. Il corpo è stato trovato qualche giorno dopo dagli investigatori in un tombino collegato allo scarico dell’abitazione. Grazie all’esame del Dna è stato poi possibile confermare che è stato partorito dalla 29enne.

Con questi elementi la Procura di Velletri ha chiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Velletri l’emissione della custodia cautelare in carcere per la donna, eseguita qualche giorno fa dagli agenti della squadra mobile di Frascati, che dopo alcuni giorni di ricerche hanno trovato la 29enne nella borgata di Finocchio e l’hanno portata a Rebibbia. I due figli della donna sono stati affidati ad una parente.

Israele intensifica gli attacchi: almeno 115 morti nei raid israeliani a Gaza delle ultime 24 ore

Roma, 17 mag. (askanews) – Almeno 115 palestinesi sono stati uccisi da raid aerei israeliani nelle ultime 24 ore, secondo fonti locali citate da Al Jazeera. Si tratta delle prime fasi dell’operazione militare “Gideon’s Chariots”, annunciata dall’esercito israeliano.

A migliaia di civili è stato ordinato di evacuare il nord della Striscia, mentre proseguono intensi bombardamenti. Le autorità israeliane parlano di una “fase iniziale” dell’operazione, che potrebbe estendersi nelle prossime ore.

Braga (Pd):Italia valorizzi posizione strategica nel Mediterraneo

Napoli, 16 mag. (askanews) – “L’Italia in una posizione strategica nel Mediterraneo per lavorare a un futuro di sostenibilit che metta al centro la questione della sicurezza energetica, della transizione verso una minore dipendenza dalle fonti fossili. Ha un progetto di cooperazione e di pace con l’altra sponda del Mediterraneo, costruendo occasioni di crescita economica, di sicurezza e interscambio energetico e di sviluppo sostenibile. Oggi pi che mai, di fronte alle sfide che attraversano il mondo e investono il Mediterraneo, crocevia di rotte commerciali ma anche di scambi culturali ed economici, importante che l’Italia valorizzi fino in fondo la sua posizione strategica e lavori su una visione di sviluppo sostenibile, di cooperazione e di pace” ha detto Chiara Braga, presidente del Gruppo deputati Pd, a Napoli, a margine del convegno ‘La geostrategia del mare: l’interesse nazionale e il futuro sostenibile dell’Italia’, promosso dall’Associazione nazionale per il Clima Globe Italia in occasione del tour Mediterraneo Vespucci con il Villaggio IN Italia.

Giorgetti: calo spread non era scontato, frutto di tanto lavoro

Genova, 17 mag. (askanews) – “Bisogna essere ottimisti perch da pessimisti si vive male. Stiamo migliorando, questo un dato. Non era scontato, frutto di tanto lavoro, tanta seriet. Il fatto che venga riconosciuto da tutti nel mondo, dai mercati finanziari che sono notoriamente impietosi, dovrebbe far piacere a tutti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se la premier Giorgia Meloni sia stata troppo ottimista parlando dello spread, a margine di un evento elettorale a Genova. Oggi il differenziale tra i rendimenti di Btp e Bund decennali si attestato a quota 100 punti base.

Droni russi fanno 9 morti a Sumy poche ore dopo i colloqui a Istanbul

Roma, 17 mag. (askanews) – Un attacco con droni russi ha colpito un minibus passeggeri nella città di Bilopillja, nella regione nord-orientale ucraina di Sumy, causando nove morti e quattro feriti, secondo quanto riferito dalle autorità ucraine.

L’attacco è avvenuto stamattina, poche ore dopo i primi colloqui diretti tra Mosca e Kiev dalla primavera del 2022 e come allora svoltisi a Istanbul. Il round negoziale è terminato senza sostanziali passi avanti riguardo un possibile accordo di cessate il fuoco. Entrambe le parti hanno concordato uno scambio di 1.000 prigionieri di guerra, ma i negoziati si sono chiusi dopo meno di due ore, senza altri progressi.

Le autorità regionali di Sumy hanno definito l’attacco di stamane “un crimine di guerra deliberato contro civili”, sottolineando che il veicolo colpito stava trasportando persone fuori dalle zone direttamente minacciate dai combattimenti, la maggior parte donne anziane. Tre dei feriti versano in gravi condizioni.

Per l’insediamento di Papa Leone XIV leader da tutto il mondo

Roma, 17 mag. (askanews) – Saranno oltre 180 le delegazioni ufficiali straniere presenti a Roma in occasione della messa solenne di inizio pontificato di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro. Tra capi di Stato, di Governo e rappresentanti delle principali istituzioni internazionali, si prevede un imponente afflusso di autorità da ogni parte del mondo.

A rappresentare Washington sarà il vicepresidente J.D. Vance, mentre da Bruxelles sono confermate la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.

Attesi i principali leader europei: tra i primi a confermare, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. Per il Regno Unito, non sarà presente Re Carlo né il principe William (che aveva rappresentato la corona ai funerali di Papa Francesco), ma arriverà il principe Edoardo, duca di Edimburgo, accompagnato dalla moglie Sophie.

Confermata dalla Spagna la presenza di Re Felipe VI e della Regina Letizia. Dal Belgio, tornano a San Pietro anche Re Filippo e la Regina Mathilde, presenti già ai funerali di Papa Francesco.

Presenti anche il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz, succeduto a Olaf Scholz; il primo ministro canadese Mark Carney, e il premier australiano Anthony Albanese, recentemente rieletto. Da Israele è atteso il presidente Isaac Herzog.

Non ci sarà invece il presidente argentino Javier Milei, inizialmente dato per presente ma trattenuto in patria da impegni elettorali. Dubbi anche sulla presenza di alcune teste coronate europee, come la principessa Carolina di Monaco.

Il clima è carico di aspettative internazionali: la presenza di tanti leader può favorire colloqui diplomatici paralleli, in un momento delicato per la pace globale, tema al centro del primo messaggio pubblico del nuovo Pontefice. E in questo contesto resta da sciogliere l’interrogativo sulla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Omofobia, Mattarella: cammino contro discriminazioni ancora lungo

Roma, 17 mag. (askanews) – “Il cammino da percorrere contro le discriminazioni è ancora lungo”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.

“Trentacinque anni fa – osserva il capo dello Stato – l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di rimuovere l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, ponendo così fine a una classificazione insensata e segnando l’inizio di un cambiamento culturale e sociale sulla strada della pari dignità dei cittadini”.

“I dati più recenti dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ci ricordano tuttavia che il cammino da percorrere contro le discriminazioni è ancora lungo. Troppe persone sono ancora vittime di episodi di bullismo a causa del proprio orientamento sessuale, di violenze, spesso consumate nel silenzio degli ambienti familiari, vivono nel timore di poter essere se stessi”.

“Contrastare ogni forma di emarginazione è un dovere sancito dalla Costituzione, rafforzato dagli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale. Un principio che deve vivere nella realtà quotidiana, patrimonio comune che deve vedere il coinvolgimento attivo, consapevole e responsabile di ciascuno. Il tema della Giornata odierna – il potere delle comunità – richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti”.

Coez torna alle origini con sonorià pop nell’album 1998

Milano, 17 mag. (askanews) – Esce venerdì 13 giugno “1998”, l’album di Coez che segna ufficialmente il ritorno del cantautore alle sonorità pop. Il nuovo progetto discografico, contenente gli ultimi due singoli Mal di te e Ti manca l’aria, sarà presentato in anteprima esclusiva durante tre concerti già sold out – prodotti e organizzati da Vivo Concerti – che si terranno a Londra, nel cuore di Camden: l’1 giugno al Dingwalls, il 2 giugno al Jazz Cafè e il 3 giugno al The Dublin Castle.

Il disco è disponibile da oggi in pre-order nei formati CD e CD autografato e in tre edizioni in vinile: nero standard, giallo autografato e una versione deluxe con cover alternativa autografata e numerata.

1998, il settimo album in studio di Coez, è un disco che attinge dalle sonorità e dall’immaginario degli anni ’90, ispirandosi alla musica e ai racconti che hanno accompagnato l’adolescenza del cantautore. Coez ritorna alle origini per dare inizio a un nuovo viaggio introspettivo attraverso lo stile che lo ha reso un punto di riferimento nel cantautorato italiano contemporaneo: una fusione di intimità e malinconia, con influenze pop e urban.

Con 15 anni di carriera, 63 dischi di platino e 23 dischi d’oro all’attivo, 1998 arriva dopo la collaborazione di Coez con Frah Quintale – nata dalla loro intesa artistica e dalla condivisione delle origini musicali oltre che da un’amicizia decennale – con il quale ha calcato anche i palchi dei principali palazzetti italiani collezionando numerosi sold out con il Lovebars Tour. Il progetto ha ulteriormente consolidato il prestigio di Coez nel panorama musicale contemporaneo, dopo il precedente successo del suo l’album “Volare” (2021) e il tour nei club italiani, con 15 date sold out e i principali brani come “La musica non c’è “, certificato otto volte platino, “È sempre bello”, riconosciuto come il brano più ascoltato su Spotify Italia nel 2019 e “Faccio un casino”, brano certificato cinque volte platino.

La novità del Circolo Matteotti: è questo il futuro del riformismo cristiano?

Il battesimo del Circolo Giacomo Matteotti, nuovo luogo di confronto dei riformisti dentro e fuori del Pd, pone subito l’interrogativo sulla consistenza dell’iniziativa milanese. La prima impressione, infatti, è di una certa vaghezza di obiettivi. Ferma restando la volontà di costruire occasioni di confronto, evidentemente a motivo della ridotta possibilità di farlo tra le ristrette mura del Nazareno, manca all’appello quella che potremmo definire la connotazione strategica. Non si capisce se i promotori puntino a smuovere le acque per correggere la politica della Schlein o per andare oltre l’esperienza del PD.  

Non aiutano al riguardo le parole di Lorenzo Guerini, benché improntate a sano pragmatismo. «Sono dentro questa iniziativa […] perché le idee circolino. È più facile farlo a Milano rispetto ad altre realtà e dobbiamo pensare a questa iniziativa come qualcosa capace di produrne di analoghe in altre parti d’Italia, con un messaggio che parte da qua […] C’è bisogno di riforme nel nostro paese e credo che se non c’è un mondo progressista che si intesta la battaglia delle riforme non possiamo pensare di lasciarla ad altri». Bene, e allora? Sembra che il metodo sopravanzi il merito della questione.

Bisogna spingere più a fondo l’analisi sul “che fare”. La radicalizzazione del PD non è un dato accidentale, passibile di aggiustamenti a seconda delle circostanze e per effetto della tenuta dell’area riformista; bensì costituisce un fattore strutturale che segna ormai la natura e la forma di un’opposizione votata all’oltranzismo.

La scelta della Schlein rispecchia il modello di una sinistra un po’ wokista (alla Ocasio-Cortez) un po’ operaista (alla Landini). Da ciò deriva l’idea che solo un’alternativa frontale, osteggiante in blocco l’attuale maggioranza di governo, possa giovare alla espansione dei consensi specialmente con il ritorno alle urne di un popolo disilluso dalle mene governiste del “vecchio” PD. Ecco pertanto che si materializza l’abbandono del partito unitario dei riformisti, con l’ambizione di una terza via social-riformista e popolare, non già l’articolazione – sempre possibile – di una proposta comunque ancorata a un progetto fondativo. La Schlein rompe, anzi ha rotto, la continuità: la scelta referenderia contro il Jobs Act ne è la riprova più vivida.

In questo quadro, il ruolo dei riformisti è destinato a scemare man mano che prosegue e si consolida – e come può essere altrimenti con l’approssimarsi delle elezioni? – l’asse tra PD AVS e M5S. Più ancora, ad esser franchi, si presenta disperata l’impresa degli ex popolari: ogni giorno che passa la loro specificità, mancando del necessario respiro politico e organizzativo, si riduce a lotta di sopravvivenza. Magari a rimorchio – absit iniura verbis – del drappello socialista del Circolo Matteotti.

È questo il futuro che si prospetta, questa la speranza che vince o dovrebbe vincere il rischio della marginalità? La storia del cattolicesimo politico – da Murri a Sturzo, da De Gasperi a Moro – è stata riformatrice non per imitazione, ma per convinzione e postura: ha saputo unire libertà e giustizia sociale, autonomia dei corpi intermedi e centralità del lavoro, senza mai scivolare nel dirigismo statalista o nel malthusianesimo tecnocratico. Oggi, di fronte alla “involuzione radicale” del PD e alla necessità di rilanciare un’area politico-culturale riformista, i cattolici democratici non possono semplicemente “esserci”. Devono ritrovarsi.

Dibattito | La sinistra che espelle il centro regala il futuro alla destra

L’apertura a Milano del circolo Matteotti ha permesso di riunire insieme esponenti della galassia centrista e riformista dell’opposizione. L’evento ha coinvolto esponenti della minoranza democratica, molti dei quali con una posizione differente da quella della segreteria sui prossimi referendum, esponenti di Azione, Italia Viva e piùEuropa. 

La rimpatriata riformista ha contribuito a riprendere molti spunti di riflessione, già citati da Mattarella e Draghi a Coimbra, e tragicamente fuori dal dibattito politico, non un ultimo anche durante il question-time della premier in Parlamento. Il ruolo centrale dell’Europa, la difesa della libertà in Ucraina, l’ingiustificabile strategia dei dazi e il rapporto con Trump, i futuri referendum: tutti temi importanti e sui quali all’interno delle forze di opposizione esistono notevoli contrasti. 

Non sono forse questi i temi sui quali si registrano oggi le principali differenze tra un populista come Conte e i riformisti sparsi nelle varie galassie di centro e nel PD? L’incontro ha dato voce ad una parte di popolazione, sicuramente minoritaria ma decisiva, che spesso trova poco spazio per farsi ascoltare, vuoi perché dispersa in mille rivoli, vuoi perché dal partito guida dell’opposizione spesso si alzano veti. 

Basta vedere cosa è successo dopo la doverosa e coraggiosa presa di posizione di alcuni riformisti del PD in merito ai referendum. Dopo la lettera a Repubblica, infatti, dalla maggioranza del partito sono partiti attacchi, tanto duri da farmi chiedere: ma loro non erano testardamente unitari?

Come già detto in precedenza, sembra che questo spirito unitario sia rivolto solo verso alcuni: 5 Stelle e Verdi-Sinistra; mentre gli altri devono essere relegati al silenzio e devono seguire la leader del PD, anche quando sono in disaccordo. Mi dispiace ma non può funzionare così. Se la leader del PD vuole essere riconosciuta come leader della coalizione, deve adottare veramente uno spirito unitario, accettando e accogliendo anche le idee e le posizioni di chi la pensa diversamente da lei.

Non solo, se le opposizioni vogliono veramente divenire maggioranza ed essere alternativa al centro destra, non potranno mai essere competitivi senza accogliere all’interno dei propri programmi le posizioni e i gruppi di ispirazione centrista e riformista. Lo dicono tutti i sondaggi, lo dirà forse anche l’esito del referendum, l’hanno già detto i risultati delle elezioni regionali in Basilicata e Liguria, ma lo dice in generale la storia della Repubblica italiana: la sinistra senza il centro non è mai stata competitiva e non lo è nemmeno oggi.

Quando la sinistra si polarizza e si estremizza, ripudia i compagni di battaglia centristi o riformisti, si condanna a perdere e lascia praterie infinite ai partiti del centro destra. La segretaria del PD dovrebbe comprenderlo e cambiare atteggiamento verso le storiche istanze centriste. Ci vuole coraggio, ci vogliono prese di posizioni importanti e non le astensioni, come quella sulla così detta “legge Sbarra”.

Ben venga l’iniziativa del circolo Matteotti, ci vuole coraggio anche tra di noi riformisti, il coraggio di alzare la voce e di dire la nostra, il coraggio di mettersi in gioco e di mettere da parte gli individualismi, il coraggio di abbandonare le vecchie case, se ormai lontane, e di costruirne una nuova, dove tutti possono essere accolti. Ci vuole coraggio, d’altra parte se si sceglie di adottare il nome di un sincero democratico come Matteotti, bisogna essere all’altezza del suo spirito e del suo esempio. Non dobbiamo aver paura!

PS: il nome di Matteotti non appartiene alla storia dei popolari ma appartiene di diritto alla storia dell’Italia democratica, sarebbe bello se oltre a Milano, si creassero altri circoli di questo tipo gemellati tra di loro. Magari a Roma, vista la vicinanza del Vaticano, si potrebbe intitolare l’iniziativa a don Sturzo, così da unire con un filo la storia riformista più laica e quella popolare.

Chiudersi nella paura non può essere il destino dell’Europa

Che cosa resta dell’Europa oggi nel cuore di chi la vive? È ancora il sogno dei padri fondatori o è diventata un meccanismo stanco, impaurito, che ha smarrito la propria anima?

Viviamo in un tempo in cui si costruiscono muri più in fretta di quanto si costruiscano scuole. In cui il suono delle armi sovrasta quello del dialogo. Non è più il tempo delle scuse o dei rinvii: è il tempo di chiederci, con coraggio, che Europa vogliamo essere.

Un’Europa che si chiude nella competizione o un’Europa che si apre alla cooperazione? Perché la nostra vocazione non è diventare una potenza fra le potenze. È diventare un ponte tra mondi, un laboratorio di dialogo, di dignità, di pace.

Difendere l’autodeterminazione dei popoli, ascoltare le voci ai margini, custodire la pluralità delle identità: questo è il nostro compito. E sì, oggi più che mai, disarmare le parole è il primo passo per disarmare i fatti. Non lo dico io: lo ha detto Papa Francesco, e oggi lo ribadisce Leone XIV, ricordandoci che la pace vera nasce dall’umiltà e dall’incontro.

Ma attenzione: non possiamo più permetterci illusioni. La guerra non è un incidente, è un sistema.

Divide le nazioni, ma anche i vicini, le comunità, perfino chi condivide ideali. Contamina tutto ciò che tocca.

Eppure la storia europea ci insegna un’altra strada. Erodoto, Eschilo, Socrate hanno posto le basi di una cultura che non temeva l’altro, ma lo cercava. La Dichiarazione Schuman nacque da questa stessa audacia: ex nemici che scelgono di condividere, invece che dominare.

Questo è il lascito europeo: non chiudersi nella paura, ma aprirsi per coraggio. Non appiattire le differenze, ma comporle in armonia. Non innalzare confini, ma costruire ponti.

E allora, torniamo alla domanda iniziale: che cosa resta dell’Europa? La risposta dipende da noi. Dalla nostra volontà di essere più che un mercato o un’alleanza: di essere uno spazio di umanità condivisa, capace di visione. Perché la grandezza dell’Europa non si misurerà dalla sua forza, ma dalla sua capacità di accogliere il mondo senza perdere sé stessa.

 

[Intervento svolto il 15 maggio al Parlamento europeo – Bruxelles]

L’unità sindacale è ai minimi storici, dobbiamo esserne preoccupati

L’unità sindacale nel nostro paese ha conosciuto alti e bassi. Una realtà quasi sempre riconducibile alla strategia delle singole organizzazioni sindacali e, soprattutto, alle concrete volontà e scelte dei rispettivi leader. Ma, comunque sia, è indubbio che ogni qualvolta si incrina il tema, peraltro decisivo ed essenziale per la stessa qualità della nostra democrazia, della unità sindacale è per la semplice ragione che qualche organizzazione privilegia la competizione politica e partitica rispetto alla missione principale che riguarda lo stesso sindacato. È il caso, nello specifico, del concreto comportamento della Cgil, e soprattutto del suo segretario genarle Landini, in questa precisa fase politica del nostro paese. Del resto, è abbastanza evidente, nonché oggettivo a tutti coloro che non hanno pregiudizi ideologici, che quando un sindacato diventa un attore decisivo – se non addirittura ‘l’attore’ – della contesa politica in un paese rinuncia, di fatto, ad esercitare il suo antico ruolo per intraprenderne un altro. Ormai non fa neanche più notizia. 

Quando si parla del cartello progressista e di sinistra alternativo al centro destra non si citano soltanto i tre partiti che fanno parte di quello schieramento – e cioè il Pd della Schlein, i populisti dei 5 stelle e il partito del trio Fratoianni/Bonelli/Salis – ma si indica proprio nella Cgil il punto di rifermento essenziale e nevralgico per costruire quel progetto politico e auspicabilmente di governo. Al punto che molti osservatori sostengono, e anche giustamente, che non si sa più se è la Cgil che detta l’agenda politica ai tre partiti o se sono i tre partiti che la dettano alla Cgil. 

Certo, per fermarsi agli ultimi due fatti politicamente molto rilevanti, è indubbio che il peso della Cgil di Landini nel condizionare e nell’orientare le scelte dei tre partiti è stato decisivo se non addirittura determinante. Mi riferisco, nello specifico, alla vicenda dei quesiti referendari del prossimo 8/9giugno e, soprattutto, alla recente e solenne bocciatura al Senato della legge che prevede l’applicazione dell’art. 46 della Costituzione repubblicana in merito alla partecipazione dei lavoratori alla vita concreta delle aziende e delle imprese nel nostro paese. Un provvedimento fortemente voluto dalla Cisl e che va a riempire un vuoto che durava da 77 anni ma che, al contempo, ha registrato, puntualmente, la bocciatura senza appelli della Cgil e, di conseguenza, dei tre partiti della sinistra italiana. Scelte concrete, cioè, che confermano in modo persino plateale che ormai c’è un collegamento organico e diretto tra i comportamenti dello storico ‘sindacato rosso’ e i rispettivi partiti dello schieramento progressista.

Ora, e al di là di qualsiasi altra valutazione politica, è abbastanza evidente che quando l’unità sindacale è a rischio o in crisi come in questi ultimi tempi, sono gli stessi lavoratori che rischiano di pagare il prezzo più salato. Sia perché diminuisce il potere contrattuale nei confronti dei datori di lavoro e sia perché la polarizzazione politica ed ideologica compromette il ruolo e la mission storica e specifica di un’organizzazione sindacale come prevede e scrive la stessa Costituzione.

Ecco perché lo sforzo di ricostruire una vera, autentica e credibile unità sindacale – come non si stancava di ripetere, sempre, un grande dirigente sindacale nonché autorevole leader politico, ma dopo la sua militanza nella Cisl, Franco Marini – resta una delle priorità del nostro sistema democratico. Certo, molto se non tutto dipende da chi guida le singole organizzazioni. Perché se l’obiettivo principale resta quello di partecipare attivamente al gioco politico nei vari partiti e schieramenti sarà lo stesso sindacato a perdere progressivamente peso e autorevolezza. Tra i lavoratori e nella stessa società.

Nbc: amm. Trump lavora piano per spostare 1 mln palestinesi in Libia

Milano, 17 mag. (askanews) – Secondo quanto riferito da fonti alla NBC News, l’amministrazione statunitense sta lavorando a un piano per trasferire in modo permanente fino a un milione di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Libia.

“L’amministrazione Trump sta lavorando a un piano per trasferire 1 milione di palestinesi in Libia. I dettagli sono poco chiari e non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo, ma il piano è stato preso in seria considerazione al punto che l’amministrazione ne ha discusso con la leadership libica” si legge nei titoli.

Il piano è stato preso in considerazione così seriamente dall’amministrazione del presidente Donald Trump che si sono già tenute delle discussioni preliminari con i leader libici, hanno detto alla NBC News due fonti a conoscenza della questione e un’ex fonte governativa.

In cambio dell’ospitalità dei palestinesi, la Libia riceverebbe miliardi di dollari di fondi dall’amministrazione statunitense, che gli Stati Uniti avevano congelato alla Libia più di un decennio fa, hanno aggiunto le fonti.

Non è stata ancora presa una decisione definitiva sul piano. Secondo alcune fonti, l’amministrazione israeliana ha ricevuto informazioni sulle discussioni dell’amministrazione Trump in merito al piano.

Moody’s toglie al debito statunitense la tripla A

Milano, 17 mag. (askanews) – L’agenzia di rating Moody’s ha declassato il rating del debito statunitense da Aaa ad Aa1, aggiungendo un outlook stabile, citando l’onere di bilancio che il governo deve affrontare a causa degli elevati tassi di interesse.

“Questo declassamento di un livello sulla nostra scala di rating di 21 livelli riflette l’aumento, avvenuto in oltre un decennio, dei rapporti tra debito pubblico e pagamento degli interessi a livelli significativamente più elevati rispetto a quelli dei titoli di Stato con rating simile”, ha affermato l’agenzia di rating in una nota.

“I governi che si sono succeduti e i funzionari eletti non sono riusciti a concordare misure per invertire la tendenza, il che ha portato a un deficit annuale significativo. Non crediamo che si possano ottenere riduzioni di spesa e deficit con la legge di bilancio attualmente in discussione”, ha dichiarato l’agenzia in una nota.

Gli Stati Uniti stanno registrando un enorme deficit di bilancio, poiché i costi degli interessi sul debito del Tesoro continuano ad aumentare a causa di una combinazione di tassi più elevati e di un maggiore debito da finanziare. Il deficit fiscale ha raggiunto quota 1.050 miliardi di dollari da inizio anno, il 13% in più rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’afflusso di dazi ha contribuito a ridurre parte dello squilibrio il mese scorso.

Moody’s si è dimostrata restia a mantenere il debito sovrano statunitense al massimo rating possibile, e con questo, l’agenzia, attiva da 116 anni, si allinea ai suoi rivali. Standard & Poor’s ha declassato gli Stati Uniti da AAA ad AA+ nell’agosto 2011, e anche Fitch Ratings ha ridotto il rating degli Stati Uniti da AAA ad AA+ nell’agosto 2023.

Sempre nella giornata di venerdì diversi repubblicani sorprendentemente, il pacchetto di tagli fiscali e di tagli al bilancio promosso dal partito di Donald Trump non ha ricevuto il sostegno della commissione bilancio della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Solo 16 hanno votato a favore, mentre 21 hanno votato contro quando il pacchetto è stato esaminato dalla commissione bilancio, scrive NBC News. Ciò significa che una manciata di repubblicani si è unita ai democratici nel votare no.

Moody’s prevede “deficit ancora maggiori nel prossimo decennio, con una spesa in aumento e entrate stabili. Ciò aumenterà il peso del debito sulle finanze pubbliche”.

Tuttavia, l’economia statunitense resta “unica” per via della “sua profondità, dell’elevato reddito che genera, del suo forte potenziale di crescita e della sua capacità di innovare e rafforzare la sua produttività”, il che spinge l’agenzia a mantenere le sue prospettive stabili per l’immediato futuro.

Tennis, Sinner: "Roma posto speciale, darò tutto"

Roma, 16 mag. (askanews) – “Ieri mi sono sentito benissimo in campo, oggi dopo mezz’ora ero 61 sotto. Posso giocare meglio a tennis, voi tifosi mi avete dato una mano pazzesca. Abbiamo girato una partita in cui non mi sono sentito benissimo in campo” ha detto Jannik Sinner al termine della semifinale degli Internazionali BNL d’Italia vinta contro Tommy Paul.

“Sono arrivato qui che volevo fare due o tre partite, e sono in finale: è incredibile. Mi dà tanta fiducia per il Roland Garros comunque vada. Questo è un posto speciale, darò tutto in finale” ha spiegato.

Coppa Italia Femminile, domani a Como la finale Juventus-Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – L’ultimo atto di una stagione di calcio femminile esaltante. La Juventus per centrare la doppietta scudetto-Coppa Italia; la Roma, alla quinta finale di fila, per tenersi stretta un trofeo già conquistato un anno fa a Cesena. Sabato allo stadio ‘Giuseppe Sinigaglia’ di Como (calcio d’inizio alle 18, diretta su Rai 2 e Sky Sport 1 e in streaming su RaiPlay e NOW) si assegna la Coppa Italia Femminile Frecciarossa: sono arrivate alla finale le squadre vincitrici delle ultime cinque edizioni, con le bianconere capaci di alzare il trofeo nel 2019, nel 2022 e nel 2023 (negli ultimi due casi in finale proprio contro la Roma) e le giallorosse vincitrici della Coppa Italia nel 2021 e nel 2024. Sono giorni di festa per la Juventus, campione d’Italia e premiata all’Allianz Stadium, ma ha avuto modo di festeggiare anche la Roma, che con la vittoria a Firenze ha conquistato la terza posizione utile per la qualificazione alla Women’s Champions League. Ma sarà una festa anche al ‘Sinigaglia’, con 6.500 biglietti già emessi e la possibilità di acquistare i tagliandi nel giorno della partita anche al botteghino dello stadio. In tribuna, tra gli altri, il Ct della Nazionale femminile Andrea Soncin e il campione del mondo Gianluca Zambrotta.

“Giochiamo in una delle location più belle che ci potessero capitare – le parole in conferenza stampa dell’allenatore bianconero Max Canzi -. Credo che la scelta di Como sia stata giusta, per un evento che sta suscitando grande interesse. L’obiettivo della stagione era quello di qualificarci alla Champions e di entrare in Europa anche per l’anno prossimo, oltre ad andare avanti in Coppa Italia. Abbiamo anche vinto lo scudetto e siamo arrivate in fondo alla Coppa Italia dopo un percorso non facile. Il viaggio che ci ha portato fin qui è stato bellissimo, ora dobbiamo chiudere il cerchio”. Canzi, nel corso della stagione, ha più volte evidenziato la forza del gruppo, che ha disputato tante finali; per lui, invece, sarà la prima. “Ho la fortuna di avere delle ragazze che hanno giocato tante finali, che ne hanno vinte tante: stanno dando una mano a me e alle più giovani. Un gruppo di ragazze meravigliose: abbiamo fatto questo viaggio insieme dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti e non poteva esserci cosa più bella che giocarci una finale”.

Tra le protagoniste dei tanti viaggi della Juventus, anche Martina Rosucci: “Una finale si descrive da sola, in uno stadio così bello, e che testimonia quando sia importante aprire i grandi stadi per queste partite. Per noi è un orgoglio poter giocare qui, una partita tra le due squadre che nel femminile hanno fatto meglio negli ultimi anni. Sarà una partita senz’altro combattuta, che noi vogliamo vincere per completare una stagione stratosferica. Abbiamo festeggiato a sufficienza lo scudetto all’Allianz e celebrato l’addio di Sara Gama: ci siamo concentrate di nuovo, per una partita che si prepara da sola”. Rosucci ha anche festeggiato il ritorno in Nazionale: “Leggere il mio nome nella lista delle convocate è stata un’emozione che non si può descrivere”.

Morale alto in casa Juventus ma anche in casa Roma. Una stagione che alle giallorosse ha già riservato la vittoria in Supercoppa Frecciarossa contro la Fiorentina e che la squadra di Alessandro Spugna vuole chiudere nella maniera migliore. “Quando una squadra come la Juve vince lo scudetto e lo vince così, è ovvio considerarla favorita – spiega l’allenatore -. Ma noi ci giocheremo tutte le nostre carte per portare a casa il trofeo. Entrambe le squadre giocheranno a viso aperto per le proprie caratteristiche. Troveremo una Juve di corsa e di ripartenze: noi cercheremo di imporre il nostro gioco sin dall’inizio. I dettagli faranno la differenza”. Tra le convocate c’è anche la canadese Viens: “E’ importante averla recuperata, si sta allenando con il gruppo da qualche settimana”. Mancherà invece Giulia Dragoni, oltre a Giada Greggi. “Prima di giocare con la Fiorentina ho detto che non ci sarebbe stata miglior partita per preparare una finale. Ci siamo arrivate un po’ strette perché ce la siamo complicata, ma è stata una grande settimana di lavoro, con giocatrici attente e concentrate. Il risultato positivo ci ha permesso di lavorare al meglio: siamo cariche per poter fare la partita giusta per riportare la coppa a Roma”.

La solleverebbe Manuela Giugliano, che ha già deciso con un gol su rigore la sfida di sabato scorso a Firenze: “Mi interessa poco segnare, preferisco alzare la coppa – spiega la centrocampista -. E’ un trofeo importante per entrambe: lo è per il nostro percorso dopo una stagione difficile, questo dovrà essere un punto da cui ripartire l’anno prossimo per migliorare sempre di più”. Arriveranno tanti tifosi anche da Roma: “Siamo molto felici di vedere che ci saranno tante persone, questo significa che il nostro mondo è bello e fa gioire tanta gente che ci viene a seguire. Bisogna continuare a investire sul movimento, sulle strutture, sugli staff, sul far arrivare in Italia tante giocatrici forti. Noi, dal canto nostro, cercheremo di dare a tutti lo spettacolo che meritano di vedere. La chiave tattica? Vincere tutti i duelli e avere la palla, anche perché non troveremo una squadra scarica”.

Tennis, Sinner in finale agli Internazionali di Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – Quarantasette anni dopo Adriano Panatta un tennista azzurro torna in finale agli Internazionali d’Italia. È Jannik Sinner che in semifinale ha battuto l’americano Tommy Paul con il punteggio di 1-6, 6-0, 6-3 in un’ora e 43 minuti di gioco.

Una vittoria in rimonta per il n. 1 al mondo, bravo a reagire dopo un avvio in ombra e un primo set perso con un netto 6-1.

Sinner ha alzato il livello e cambiato marcia dal secondo set in poi, tornando a comandare negli scambi e ritrovando l’aiuto del servizio. Alla 25esima finale Atp in carriera, Jannik tornerà in campo domenica alle 17 contro Carlos Alcaraz:

Ucraina, a Tirana vertice ‘volenterosi’ con Trump ma senza Meloni

Tirana, 16 mag. (askanews) – La sesta riunione della Comunità politica europea poteva rappresentare per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’opportunità per ricucire col gruppo dei Paesi ‘Volenterosi’ per l’Ucraina, dopo le polemiche legate alla sua mancata partecipazione di persona (era solo in videocollegamento) al vertice di sabato scorso a Kiev. Quella di Tirana invece, è invece diventata occasione – dopo un primo, promettente scambio di vedute con Starmer, Tusk, Zelensky e Von der Leyen – di ulteriori frizioni.

“La ferita che la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha inflitto al sistema internazionale basato sulle regole continua a produrre effetti destabilizzanti”. Per questo, “bisogna insistere con determinazione per raggiungere finalmente un cessate il fuoco incondizionato e un vero accordo di pace”, nonostante ieri “il mondo abbia potuto vedere chi era veramente disposto a sedersi al tavolo delle trattative e chi no”, aveva detto Meloni nel suo intervento al summit, ribadendo con forza le accuse alla Russia e il sostegno incondizionato a Kiev. Una posizione perfettamente in sintonia con la stragrande maggioranza dei Paesi che sostengono l’Ucraina. Tuttavia, su come convincere Mosca ad accettare quantomeno un cessate il fuoco, la premier è apparsa immediatamente essere un passo indietro, come in ritardo, quando si è saputo che i leader dei Paesi ‘Volenterosi (Francia, Regno Unito, Polonia) – notizia fatta filtrare dall’Eliseo – si erano riuniti senza di lei a margine della Cpe per parlare, presente Zelensky, addirittura col presidente Usa Donald Trump in videocollegamento.

Tanto che dall’Italia il leader del M5s Giuseppe Conte ne aveva approfittato immediatamente per sottolineare che “per l’ennesima volta in questi giorni decisivi, mentre i leader dei Paesi europei e Zelensky si confrontano con Trump sulla guerra in Ucraina, l’Italia non c’è”. “A Tirana – aveva rincarato la dose Angelo Bonelli, di Avs – Meloni è stata esclusa ancora una volta, fa la comparsa mentre l’Italia viene tenuta fuori dalle decisioni che contano”. “Giorgia Meloni ovvero l’Influencer ininfluente. Che umiliazione per l’Italia”, ha scritto su X il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

E mentre la notizia del vertice tra i ‘Volenterosi’, Zelensky e Trump apriva la maggior parte dei siti di informazione italiani – che insistevano sulla mancata partecipazione della premier -, Meloni, impegnata nel frattempo in un bilaterale col padrone di casa Edi Rama, ha intuito che non poteva lasciare all’opposizione un’occasione per attaccarla.

“Rispetto a questo dibattito sulla mancata presenza italiana nelle riunioni tra Gran Bretagna, Francia, Polonia, Germania e Ucraina, io devo ribadire una cosa che ho già spiegato diverse volte: cioè che l’Italia ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina – ha sottolineato Meloni dop aver convocato un brevissimo punto stampa nel bel mezzo di Piazza Scanderbeg -. Non avrebbe senso per noi – ha spiegato la premier – partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità. Credo che sia un fatto di chiarezza e di coerenza e a chi si lamenta” di questo, “l’opposizione per esempio, chiedo la stessa chiarezza e la stessa coerenza. Cioè: ci si chiede di partecipare a questi formati perché dovremmo mandare le truppe in Ucraina o ci si chiede di partecipare a questi formati per fare una foto e poi dire di no? Perché in queste cose bisogna essere seri, e io sono una persona seria”.

Una linea che, oltre ad evidenziare le contraddizioni delle opposizioni sul tema del sostegno all’Ucraina, ha il vantaggio di cementare la maggioranza di governo, con la Lega contrarissima a interventi diretti dei nostri militari sullo scenario ucraino. E infatti il leader leghista Salvini ha immediatamente dettato: “No all’invio di anche un solo militare italiano in Ucraina. Il governo è compatto, chiaro, coerente. Non cambieremo idea”.

Peccato che, secondo il presidente francese Emmanuel Macron, nella riunione dei ‘Volenterosi’ non si sia parlato di inviare truppe. “Credo che ci sia un errore di interpretazione, la discussione che abbiamo avuto era per ottenere un cessate il fuoco in Ucraina, non c’è stata una discussione sull’invio di truppe né” sabato scorso a Kiev “né oggi”, ha detto Macron in conferenza stampa a Tirana rispondendo a una domanda sulle parole di Meloni. “Abbiamo discusso di pace e garanzie sicurezza. Guardiamoci dal divulgare false informazioni, ce ne sono a sufficienza di quelle russe”, ha sottolineato il presidente francese.

Usa, pacchetto fiscale di Trump respinto da Commissione Bilancio

Milano, 16 mag. (askanews) – Sorprendentemente, il pacchetto di tagli fiscali e di tagli al bilancio promosso dal partito di Donald Trump non ha ricevuto il sostegno della commissione bilancio della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Solo 16 hanno votato a favore, mentre 21 hanno votato contro quando il pacchetto è stato esaminato dalla commissione bilancio, scrive NBC News. Ciò significa che una manciata di repubblicani si è unita ai democratici nel votare no.

“La Commissione Bilancio della Camera, guidata dal partito repubblicano, ha votato per respingere un pacchetto radicale per l’agenda del presidente Donald Trump, infliggendo un’imbarazzante battuta d’arresto al presidente della Camera Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, e ai leader repubblicani” specifica la tv americana sul suo sito.

Il pacchetto di proposte di risoluzione è lungo più di mille pagine e comprende diverse migliaia di miliardi di dollari.

Il presidente della Camera dei rappresentanti Mike Johnson si propone di far approvare il pacchetto, denominato “The One Big Beautiful Bill Act”, entro la prossima settimana.

La Commissione Bilancio è una delle ultime fasi prima del voto plenario della Camera dei Rappresentanti. Lì la maggioranza repubblicana è marginale.

L’agenzia di stampa AP descrive gli sviluppi di venerdì come una battuta d’arresto scioccante per Trump e i repubblicani.

Execus, la MarTech italiana racconta le sfide future

Milano, 16 mag. (askanews) – Execus S.p.A., societ capofila dell’omonimo Gruppo attivo nel digital marketing, Ad-tech e social selling, annuncia l’ingresso di un nuovo amministratore delegato, Giorgio Spina, al fianco di Andrea stecconi (CEO) e Gianni Adamoli nuovo Presidente del CDA.

Abbiamo intervistato Giorgio Spina, CEO di Execus:

“Execus nasce con l’obiettivo di intercettare e anticipare i cambiamenti di mercato, trasformando ogni nuova esigenza in un’opportunit di business per i nostri clienti. La nostra forza risiede nella capacit di crescere lungo due direttrici complementari. Da un lato, sviluppiamo la crescita organica attraverso una rete estesa di consulenti specializzati, che ci consente di mantenere un contatto diretto e continuo con PMI e grandi aziende, comprendendone in profondit le esigenze e proponendo soluzioni su misura. Dall’altro lato, come societ quotata, possiamo perseguire una strategia di crescita inorganica, acquisendo e integrando realt innovative, spesso dotate di tecnologie proprietarie altamente avanzate ma con difficolt a raggiungere pienamente il mercato. La nostra piattaforma agisce come acceleratore di crescita: aiutiamo queste aziende a svilupparsi pi rapidamente, favorendo la valorizzazione e la diffusione delle loro soluzioni tecnologiche, con l’ambizione di costruire insieme una crescita esponenziale condivisa.”

Tra le principali sfide, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, gi integrata nei servizi offerti da Execus. Su questo intervenuto anche il Andrea Stecconi, CEO del Gruppo:

“Execus si posiziona come uno dei principali attori del settore MarTech grazie alla capacit di offrire soluzioni concrete e ad alto valore aggiunto per il marketing digitale, soprattutto nel mondo delle PMI. Siamo pionieri anche nel campo della sostenibilit digitale: con Green Web Meter, la nostra piattaforma proprietaria, siamo riusciti a innovare il mercato, offrendo un servizio unico che non solo migliora le prestazioni tecniche dei siti web – in termini di velocit, efficienza e user experience – ma anche il loro impatto ambientale. Green Web Meter utilizza un algoritmo validato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che consente di misurare e ridurre le emissioni di CO legate al traffico web, rendendo il digitale pi sostenibile.

Parallelamente, abbiamo sviluppato altre soluzioni che sfruttano a pieno l’intelligenza artificiale per fare delle survey automatizzate (NPS, CSI, ecc.) raccogliendo feedback personalizzati, in tempo reale, dai propri clienti. In questo modo, aiutiamo le PMI e le grandi aziende non solo a digitalizzarsi, ma anche a farlo in modo competitivo, rafforzando il loro posizionamento nel mercato globale.”

Innovazione, nuove tecnologie, alta professionalit. Execus S.p.A. ribadisce il suo impegno al fianco dell’imprenditoria italiana.

Acampora (CCIA Frosinone-Latina): per imprese valori nuovi

Roma, 16 mag. (askanews) – “Questo il secondo di un ciclo di incontri fortemente voluto dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina insieme alla Comunit Nuovi Orizzonti con persone straordinarie che hanno fatto impresa in maniera etica e solidale. E noi vogliamo far capire che esiste un altro modo di fare impresa, di stare sul mercato, dove non c’ soltanto la ricerca del profitto e del guadagno ma c’ anche il modo di lavorare per gli altri in un momento dove secondo me tutti noi compreso il sistema delle imprese abbiamo bisogno di valori e nuovi orizzonti”.

Lo ha affermato Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, in occasione dell’iniziativa solidale di Banca Mediolanum “Il nostro primo pensiero dar loro una seconda possibilit”. Un contributo di 265.122 euro stato donato da Banca Mediolanum e Fondazione Mediolanum all’associazione internazionale Nuovi Orizzonti, per sostenere il Progetto Cittadella Cielo, un’iniziativa dedicata a giovani e famiglie in situazioni di grave disagio sociale.

Grande attesa a Cagliari: il 19 maggio arriva Nave Amerigo Vespucci

Milano, 16 mag. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci, dopo il successo del Tour Mondiale, è ora impegnata nel Tour Mediterraneo che toccherà complessivamente 18 tappe e si concluderà a Genova il prossimo 10 giugno, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Marina Militare.

La 14esima tappa del Tour Mediterraneo Vespucci sarà, dal 19 al 22 maggio, a Cagliari presso la Banchina Ichnusa. Nave Amerigo Vespucci arriverà a Cagliari nella tarda sera di lunedì 19 maggio dopo aver veleggiato nel Golfo di Cagliari insieme con Luna Rossa, l’imbarcazione vincitrice della Unicredit Youth America’s Cup, e ripartirà dal capoluogo sardo giovedì 22 maggio nelle prime ore della mattinata.

Al suo arrivo Nave Amerigo Vespucci sarà accolta dalla Cerimonia di Benvenuto alla quale prenderanno parte le autorità civili e militari. Ad accompagnare l’arrivo della Nave Scuola della Marina Militare ci saranno anche la Banda musicale della Brigata “SASSARI” e la Fanfara dell’Accademia Livorno, che si esibirà anche a favore del pubblico nel corso delle giornate di sosta.

L’iniziativa del Tour Mediterraneo Vespucci nasce da un’idea del Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuta dalla Difesa e da 12 Ministeri, per raccontare e condividere l’esperienza internazionale del Tour Mondiale che per 20 mesi ha portato in 30 Paesi all’estero la cultura, la storia, l’innovazione, la gastronomia, la scienza, la ricerca, la tecnologia e l’industria che fanno dell’Italia un Paese universalmente apprezzato. Il progetto è una produzione in partenariato pubblico-privato di Difesa Servizi spa e Ninetynine.

Alcune iniziative accompagneranno la presenza a Cagliari di Nave Amerigo Vespucci in occasione della 14ª tappa del Tour Mediterraneo: Martedì 20 maggio alle ore 9.00 a Ozieri (Sassari), presso il Teatro Civico “Oriana Fallaci”, il Capitano di Vascello Giuseppe Lai Comandante di Nave Amerigo Vespucci, ozierese di nascita, riceverà il “Premio Lions Ozieri alla cultura e impegno sociale” che ogni anno dal 1982, viene assegnato dal Premio Logudoro insieme al Lions Club Ozieri a personalità che si sono distinte in questi campi.

Il 20 maggio alle ore 9.00 tornerà a bordo di Nave Amerigo Vespucci la Fondazione Francesca Rava con una visita educativa a favore di un gruppo di ragazzi coinvolti nel progetto “Borse Blu”, ideato insieme alla Marina Militare per fornire a giovani provenienti da situazioni e contesti di fragilità economica e familiare, nuovi strumenti a sostegno del loro futuro.

Coloro che hanno effettuato la prenotazione sul sito www.tourvespucci.it potranno salire a bordo della Nave Scuola della Marina Militare esibendo il QR code rilasciato in fase prenotazione.

Tecnologia, innovazione e design: i nuovi smartwatch Huawei

Berlino, 16 mag. (askanews) – Una combinazione di alta tecnologia, innovazione e design. Huawei ha dato forma alla sua idea di un futuro sempre pi smart, presentando a Berlino i nuovi orologi intelligenti: il Huawei Watch 5 e il Huawei Watch Fit 4 Pro, oltre al Watch Fit 4, tutti compatibili con iOS e Android, sono pronti per il mercato della tecnologia indossabile.

Fedele al suo design quadrato, il Watch Fit 4 Pro, con uno spessore di soli 9,3 mm, si distingue per la sua estrema leggerezza e vestibilit. Tra le novit figurano il tracking per sport acquatici, un sensore barometrico che offre dati sui dislivelli per misurazioni outdoor pi precise e il supporto a modalit avanzate come trail running professionale, immersioni fino a 40 metri e golf di livello pro.

“Il Watch Fit 4 Pro il nostro ultimo orologio sportivo e fitness – ha spiegato Andreas Zimmer, Head of Product Huawei Europe – Credo che alcuni dei punti di forza siano sicuramente il fatto che super sottile e realizzato con materiali estremamente resistenti, titanio e zaffiro. Quindi perfetto per gli sport all’aria aperta, l’escursionismo o anche gli sport acquatici, per monitorare la propria forma fisica e mantenersi in salute e in forma”.

Lo smartwatch dotato del sistema TruSense per un monitoraggio sportivo e della salute sempre pi completo e intelligente con funzionalit di livello professionale, dal monitoraggio del cuore a quello del sonno, interruzioni comprese. Uno schermo luminosissimo a 3000 nit garantisce una facile lettura anche al sole, mentre la batteria garantisce fino a dieci giorni di autonomia.

Passando al Watch 5: “Questo orologio rivoluzionario perch ha per la prima volta un sensore laterale in grado di misurare parametri come l’ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca e l’ECG. un orologio incentrato sulla salute, che ti permette di tenere sempre sotto controllo i parametri vitali e le metriche pi importanti”, ha sottolineato il manager di Huawei.

Come un classico saturimetro, il sensore laterale permette la misurazione diretta, tramite la punta delle dita, dell’ossigeno nel sangue in appena dieci secondi. “Penso che la migliore innovazione sia sicuramente XTAP, un nuovo sensore, disponibile per la prima volta su uno smartwatch. Di solito gli smartwatch hanno un solo sensore. Con XTAP, per la prima volta, abbiamo uno smartwatch con due sensori, uno inferiore e uno laterale, in modo da avere pi dati, pi accurati e pi veloci che mai per assicurarsi di essere in salute”, ha concluso Zimmer.

Ma l’interazione uomo-macchina non finisce qui. L’aggiunta delle gesture, per un utilizzo ancora pi naturale e intuitivo, permettono di attivare o disattivare funzionalit dello smartwatch, letteralmente, con uno schiocco di dita.

Amazon e Code.org insieme per promuovere l’educazione STEM

Milano, 16 mag. (askanews) – Amazon e Code.org hanno organizzato per il terzo anno consecutivo un appuntamento pensato per promuovere e valorizzare l’educazione STEM nel nostro Paese, con l’obiettivo di ispirare e motivare gli studenti a scoprire tutte le opportunit che il mondo della tecnologia ha da offrire. Le due realt collaborano da anni per sostenere l’educazione in Italia, con l’obiettivo di integrare le tecnologie nella formazione dei pi giovani. L’evento Passa al Livello Successivo, che si svolto presso l’Istituto Salesiani Sant’Ambrogio Opera Don Bosco di Milano, ha celebrato la connessione tra tecnologia e creativit: in questa occasione sono stati presentati programmi e percorsi di formazione che Amazon, Amazon Web Services (AWS), Code.org e le aziende partner mettono a disposizione per le scuole e gli studenti, individuando le materie STEM come la chiave per sbloccare infinite possibilit nel mondo professionale, dall’arte alla musica, dall’innovazione alla comunicazione. Abbiamo parlato con Rita Malavasi, Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Amazon in Italia:

“Amazon si impegna a portare il proprio contributo nelle comunit in cui lavora e lo fa partendo da quella che la sua identit, che legata al digitale, alla tecnologia, all’innovazione. Lo facciamo attraverso la formazione perch investire nei giovani e nelle competenze un modo per assicurare che tutte le persone possano cogliere l’opportunit che la transizione digitale porta a tutti i giovani”.

Amazon si propone di supportare l’intero ciclo formativo dei giovani nel mondo del digitale, a partire dalla scuola per arrivare alla formazione professionale, puntando su percorsi pratici e orientati al lavoro.

Nel 2024 ha infatti annunciato l’impegno a supportare 200.000 talenti in Italia nell’ambito dell’educazione STEM entro la fine del 2026, per accrescere e sviluppare competenze in ambito digitale e avvicinare i ragazzi al mondo delle carriere in campo tecnologico.

All’evento ha preso parte anche Alessia Cappello, Assessora con delega allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, che ha sottolineato l’impegno delle istituzioni locali per preparare giovani al futuro digitale. La citt di Milano si pone come guida nell’innovazione, con un forte orientamento verso il mondo del lavoro.

“Progetti come quello di oggi sono fondamentali per aiutare e supportare l’inserimento, oltre che la formazione di ragazze e ragazzi nel contesto STEM. Come Comune di Milano, insieme sempre ad aziende, come appunto anche Amazon, stiamo cercando di realizzare dei progetti, laboratori, anche conferenze, presentazioni, eccetera, nelle scuole, proprio durante quella settimana che stata considerata a febbraio la settimana delle materie STEM, in un rapporto pubblico-privato che funziona, di successo, e pertanto stiamo cercando di arrivare proprio nelle scuole, di qualsiasi livello, elementari, medie e anche licei, per raccontare quanto importante e quanto utile sapere e conoscere delle materie STEM proprio per il futuro di queste ragazze e di questi ragazzi”.

Amazon e i suoi partner mirano quindi a creare un ecosistema educativo che colleghi istruzione e lavoro, favorendo l’accesso a un futuro professionale ambizioso e soddisfacente nel mondo del digitale. Per raggiungere questo obiettivo fondamentale la collaborazione tra aziende private, istituzioni e realt appartenenti al mondo dell’istruzione, per dare vita a una sinergia che possa fare la differenza per il futuro dei giovani nel digitale.

Tennis, Errani e Paolini in finale: "Gioia e soddisfazione"

Roma, 16 mag. (askanews) – Con una prestazione quasi impeccabile Sara Errani e Jasmine Paolini staccano il pass per la seconda finale consecutiva agli Internazionali BNL d’Italia (con Jas che diventa la prima italiana dopo 11 anni a centrare entrambe le finali: l’ultima era stata… Sara Errani nel 2014). In semifinale le campionesse in carica di Roma, terze favorite del seeding, hanno battuto per 64 64, in un’ora e 22 minuti di partita, Mirra Andreeva e Diana Shnaider, seste teste di serie, nella sfida remake della finale per l’oro olimpico ai Giochi di Parigi 2024 vinta dalle azzurre. Entrambe le coppie hanno messo a referto 18 vincenti ma le russe hanno commesso ben 34 gratuiti, Sara e Jas solo 25.

“C’é davvero tanta gioia e soddisfazione – le parole a caldo di Errani -. E’ stata una partita davvero tosta ma siamo state tutte e due molto solide, direi tatticamente perfette”. “E’ sempre difficile giocare contro di loro perché sono davvero due ottime singolariste”, aggiunge Paolini, che a Roma sarà in campo in entrambe le finali. “Jas è fortissima, sta facendo una settimana pazzesca – sottolinea Sara – devo solo ringraziarla perché sta facendo uno sforzo enorme a giocare sia singolo che doppio”. Poi gli auguri ai ragazzi: “Un grosso in bocca a lupo a ‘Muso’ e Jannik: sogniamo una finale tutta italiana”, dice Jas. “Forza Lori e Jannik”, le fa eco Sara: “Che bello essere italiani”.

Ucraina,Meloni: non ci si chieda di fare foto senza mandare truppe

Tirana, 16 mag. (askanews) – “Non avrebbe senso per noi partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità. Credo che sia un fatto di chiarezza e di coerenza e a chi si lamenta” di questo, “l’opposizione per esempio, chiedo la stessa chiarezza e la stessa coerenza. Cioè: ci si chiede di partecipare a questi formati perché dovremmo mandare le truppe in Ucraina o ci si chiede di partecipare a questi formati per fare una foto e poi dire di no? Perché in queste cose bisogna essere seri, e io sono una persona seria”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa in piazza Scanderbeg a Tirana dopo il bilaterale con il premier albanese Edi Rama a margine del vertice della Comunità politica europea.

Ucraina, Meloni: senza senso partecipare a riunioni su invio truppe

Tirana, 16 mag. (askanews) – “Rispetto a questo dibattito sulla mancata presenza italiana nelle riunioni tra Gran Bretagna, Francia, Polonia, Germania e Ucraina, io devo ribadire una cosa che ho già spiegato diverse volte: cioè che l’Italia ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina. Non avrebbe senso per noi partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità. Credo che sia un fatto di chiarezza e di coerenza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa in piazza Scanderbeg a Tirana dopo il bilaterale con il premier albanese Edi Rama.

Execus, nuovo corso con Giorgi Spina e Andrea Stecconi

Milano, 16 mag. – Execus S.p.A. cambia volto e si rilancia. La societ a capo dell’omonimo gruppo operante nei settori del digital marketing, dell’Ad-tech e del social selling, ha comunicato la staffetta al vertice nel ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione. Sar infatti Giorgio Spina a guidare Execus al fianco di Andrea Stecconi verso i prossimi obiettivi aziendali, come rafforzare il posizionamento come partner strategico per le PMI e grandi imprese. Abbiamo parlato con Giorgio Spina, CEO Execus:

“Execuse nasce proprio con l’obiettivo di poter cavalcare questo momento di mercato con tutti questi cambiamenti che ci sono. In tal senso proprio la natura di Execuse, di azienda quotata in borsa, che ci permette di farlo. Siamo nati proprio per quello, per crescere in due direttive in particolare. La prima, quella organica, attraverso la nostra rete di consulenti che ci permette di essere molto vicini a quello che sono le esigenze del mercato, soprattutto in una fascia di clienti che sono PMI e large corporate. L’altra invece quella inorganica, che tipica delle aziende quotate in borsa perch ci permette oggi di conoscere in continuazione altre aziende che magari hanno delle tecnologie straordinarie ma magari non riescono a fare l’ultimo miglio del mercato per arrivare appunto dai clienti. Noi qui siamo sicuramente una piattaforma che pu permettere, attraverso la rete, attraverso il nostro posizionamento e le nostre disponibilit, di poter prendere queste aziende, anche aziende di medie e grandi dimensioni magari, aggregarle con noi e poterle accelerare per poter effettivamente vedere una crescita esponenziale di quello che la tecnologia che avevano a disposizione”.

Tra le sfide principali quella che chiama in gioco l’intelligenza artificiale, gi integrata e nativa nei servizi di Execux. Opportunit da sfruttare e da cogliere per tutte le aziende. poi intervenuto Andrea Stecconi, CEO Execus:

“Execus si posiziona come leader nel settore Martech perch implementa soluzioni che fanno la differenza nel sopporto al marketing digitale nel mondo delle PMI. Execus pioniera anche nelle performance digitali dei siti web grazie alla piattaforma proprietaria che si chiama Green Web Meter. Questa l’unica piattaforma con una tecnologia e un algoritmo validato anche dal CNR che permette di ottimizzare quelli che sono le performance e anche l’impatto dei siti web per quel che riguarda le emissioni di CO2. Abbiamo sviluppato una soluzione basata sull’intelligenza artificiale che monitora tutti i bandi e tutte quelle che sono le soluzioni di finanza agevolata e questo permette alle nostre aziende e clienti di valutare la miglior soluzione per finanziare i propri progetti in ambito digitale non. Grazie a queste tecnologie aiutiamo le PMI e le grandi aziende a colmare il divario digitale e a rafforzare la competitivit creando valore in modo sostenibile”.

Innovazione, nuove tecnologie, alta professionalit. Execus Group ribadisce il suo impegno al fianco dell’imprenditoria italiana.

In collaborazione con Execus Group

Pinacoteca di Brera, i busti del Canova per la bellezza ideale

Milano, 16 mag. (askanews) – Pinacoteca di Brera e Banca Ifis riportano a Milano la bellezza ideale di Antonio Canova. Dal 16 maggio 2025, apre al pubblico “La bellezza e l’ideale. La collezione Canova di Banca Ifis e la Pinacoteca Viaggiante”, la nuova rassegna interamente dedicata ad Antonio Canova che ha come proprio fulcro i 12 busti dello scultore neoclassico che Banca Ifis ha recuperato e restaurato per portarli, insieme alla Pinacoteca di Brera, per la prima volta a Milano.

Oltre ai 12 busti provenienti dalla collezione di Banca Ifis, il percorso espositivo arricchito anche dal ritorno a Brera dopo oltre cento anni della Vestale, busto in marmo realizzato da Antonio Canova tra il 1818 e il 1819. A questa, si aggiunge inoltre una serie di piccole riproduzioni in smalto dei dipinti della collezione di Giovanni Battista Sommariva, politico e collezionista d’arte, vicino alle istanze napoleoniche, donate da Emilia Sommariva Seillire nel 1973 alla Pinacoteca.

L’iniziativa, curata da Chiara Rostagno e Valentina Ferrari, consolida la collaborazione tra la Pinacoteca di Brera e Banca Ifis, iniziata lo scorso dicembre con la mostra dedicata a Mario Ceroli, che ha inaugurato gli spazi di Palazzo Citterio.

Sondaggio choc sui femminicidi in una chat di studenti a Bassano, Valditara: grave, scuola prenderà provvedimenti

Roma, 16 mag. (askanews) – Sondaggio choc sulla chat di un gruppo di studenti in un istituto superiore a Bassano, in cui si chiede chi meritasse di più di essere uccisa tra Giulia Tramontano, Mariella Anastasi, Giulia Cecchettin, donne vittime di femminicidi. “Quanto accaduto nella chat di un gruppo di ragazzi di Bassano del Grappa lascia molta amarezza e dimostra un alto grado di immaturità e di insensibilità. La scuola saprà prendere i provvedimenti opportuni non solo per sanzionare comportamenti così gravi, ma anche per richiamare alla cultura del rispetto”, ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Voglio ricordare a questo proposito che le nuove Linee guida sulla educazione civica prevedono per la prima volta che l’educazione al rispetto, in specie verso le donne , sia ora un obiettivo di apprendimento che deve essere imparato e su cui si dovrà essere valutati. Le nuove Linee guida contemplano inoltre nuove modalità didattiche (e fra queste il peer tutoring) che riteniamo possano essere particolarmente efficaci per far crescere la maturità e la consapevolezza fra i giovani e per educare a relazioni positive e rispettose. Proprio a questo proposito Indire ha ricevuto l’incarico di formare i docenti alle buone pratiche su un tema per noi decisivo”, conclude il ministro.

Comunanza, il ministro Urso alla Beko: “Compiuta un’impresa”

Comunanza (Ascoli-Piceno), 16 mag. (askanews) – Il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a un mese dall’accordo al Mimit che ha permesso di salvaguardare la fabbrica, scongiurandone la chiusura e salvando centinaia di posti di lavoro ha fatto visita allo stabilimento marchigiano Beko di Comunanza, per il quale da una prospettiva di chiusura totale si passati a un taglio di 80 dipendenti su 330, con uscite volontarie e incentivate con nuovi investimenti. E’ stata anche l’occasione per incontrare sindacati e politici e parlare con i dipendenti della multinazionale turca che produce lavatrici, che hanno passato momenti difficili:

“Sembrava impossibile salvare Comunanza e ci siamo riusciti tutti insieme. – ha detto il ministro Urso – Io sono qui per ringraziare i lavoratori, le lavoratrici di questo stabilimento di non aver mai mollato, stato il sistema Italia che si mosso a tutela di questo stabilimento e di tutti gli altri stabilimenti del gruppo che rimarranno in attivit con investimenti importanti e significativi, oltre trecento milioni di euro, e secondo il principio che abbiamo sempre voluto perseguire: nessun licenziamento, se c’ qualche esubero l’uscita dev’essere volontaria e incoraggiata ed quello che sta accadendo. Ricordo bene quando ad Istanbul nel momento decisivo incontrai i titolari della grande famiglia Koc, la pi grande famiglia industriale turrca che aveva realizzato questo investimento e gli disse quali erano le nostre linee rosse, invalicabili, i nostri obiettivi, mantenere in attivit tutti gli stabilimenti, nessun licenziamento salvare Comunanza che il cuore produttivo e industriale qui nelle Marche”.

Tutta la soddisfazione del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Sappiano bene quello che rappresenta questo stabilimento per questa area – ha detto Aquaroli – ma non solo per questa area. E’ un risultato importante su cui vigilare, sappiamo bene che stata una trattativa lunga e dal nostro punto di vista anche molto estenuante perch abbiamo visto e messo in campo tutte quelle che erano le risorse ed energie diplomatiche e non solo Dobbiamo ringraziare il territorio, i sindacati che hanno dato una grande opera di collaborazione fondamentale per questo traguardo che rappresenta anche il futuro e la speranza per un futuro importante della industria manufatturiera marchigiana in questo territorio”. Un lavoro d’equipe che ha permesso un risultato che solo qualche mese fa sembrava impensabile “Siamo innanzitutto fiduciosi del fatto che il governo le istituzioni e i sindacati insieme all’azienda come ha anche ribadito il ministro nel corso suo intervento – ha detto Maurizio David Sberna Direttore Relazioni Esterne Beko Europe – abbiano potuto lavorare bene insieme. Il futuro si costruisce di tre principali aspetti: il primo poter rendere sostenibile la produzione a Comunanza e crediamo che il piano ci aiuti a farlo; il secondo quello di poter continuare a lavorare proficuamente con governo e sindacati per le soluzioni di un settore che oggettivamente si trova in grande difficolt e il terzo punto quello che crediamo che la forza delle persone e delle competenze come ha anche ribadito il presidente Acquaroli e il nostro ceo Ragip Balcioglu possano fare la differenza per poter permettere a questo sito un futuro sostenibile e di lungo periodo”.

Trentini dopo 181 giorni di carcere in Venezuela riesce a parlare con la famiglia: spero di tornare presto

Roma, 16 mag. (askanews) – Alberto Trentini, l’operatore umanitario italiano detenuto in carcere in Venezuela da 181 giorni, ha telefonato a casa, dove spera di tornare presto. Lo hanno confermato fonti di Palazzo Chigi, con riferimento ad una anticipazione di Repubblica.it. Trentini ha rassicurato la famiglia: mangia e prende le medicine di cui ha bisogno e spera di tornare presto in Italia. Della vicenda si era interessata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che l’8 aprile scorso aveva sentito la la madre di Trentini, Armanda Colusso, rassicurandola sull’impegno del governo per la liberazione del figlio.

Almeno 93 i morti nei raid aerei israeliano a Gaza

Roma, 16 mag. (askanews) – È salito ad almeno 93 il numero dei morti nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza effettuati nella scorsa notte: è quanto riporta l’Associated Press citando fonti sanitarie palestinesi. Il bilancio precedente parlava di 74 vittime. I bombardamenti hanno colpito soprattutto la località di Beit Lahiya e il campo profughi di Jabalia; secondo i servizi di soccorso palestinesi sotto le macerie vi sarebbero ancora numerose vittime.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della sanità del Territorio costiero dal 18 marzo – data di ripresa degli attacchi dopo la tregua – ad oggi il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è di 2.700 morti e 7.800 feriti.

A Tirana colloquio tra Macron, Merz, Starmer, Tusk e Zelensky, con la telefonata di Trump

Roma, 16 mag. (askanews) – Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer, Donald Tusk e Volodymyr Zelensky si sono incontrati a Tirana a margine di un vertice, poco dopo la conclusione di un ciclo di colloqui russo-ucraini in Turchia. Lo ha annunciato l’Eliseo, mentre il portavoce del presidente ucraino, Sergei Nykyforov, ha informato che i cinque hanno parlato telefonicamente con Donald Trump.

In precedenza il presidente ucraino aveva chiesto una “forte reazione” qualora i colloqui in Turchia fossero falliti. Macron, da parte sua, ha affermato che la Russia “non ha alcuna volontà” di concludere un cessate il fuoco in Ucraina e che sarà necessaria “una maggiore pressione” per costringerla a farlo.

Secondo una fonte diplomatica ucraina contattata in Turchia dall’agenzia di stampa France Presse, i negoziatori russi “hanno presentato richieste inaccettabili che vanno oltre quanto discusso prima dell’incontro”, tra cui il ritiro delle forze di Kiev da “gran parte del territorio ucraino” prima che venga instaurato il cessate il fuoco richiesto dall’Ucraina e dai suoi alleati. Questa fonte ha tuttavia specificato che una ripresa dei colloqui venerdì è ancora “possibile”, ma non ancora “pianificata”.

I leader di Ucraina, Francia, Germania, Gran Bretagna e Polonia hanno avuto una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha dichiarato il portavoce di Volodymyr Zelensky, al termine dei colloqui tra delegazioni russa e ucraina a Istanbul.

“Il presidente Zelensky, il presidente Macron, il cancelliere Merz, il primo ministro Starmer e il primo ministro Tusk hanno avuto una conversazione telefonica con Donald Trump”, ha dichiarato Sergiy Nykyforov in un messaggio ai giornalisti.

Tennis, Errani-Paolini in finale di doppio a Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – La finale del doppio femminile a Roma vedrà ancora protagonisti i colori azzurri. Sara Errani e Jasmine Paolini, detentrici del titolo, completano una straordinaria semifinale e si qualificano per il secondo anno consecutivo in finale: battute in due set (6-4, 6-4) le russe Andreeva e Shnaider. Un traguardo straordinario per Errani a 38 anni, mentre per Paolini saranno adesso ben due le finali da affrontare nel weekend insieme a quella del singolare, contro Gauff.

Circolo Mario Mieli dice che la Santa Sede chiude a comunità LGBTQIA+

Roma, 16 mag. (askanews) – “La famiglia è dove ci sono amore, responsabilità e cura, non solo dove c’è tradizione”: lo ha dichiarato Mario Colamarino, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

In seguito alle recenti dichiarazioni di Papa Leone XIV, secondo cui “la famiglia è fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società”, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è intervenuto con un comunicato per ribadire che la famiglia non è una realtà immutabile né universalmente definita. “In contrasto con i timidi tentativi di apertura degli ultimi anni portati avanti da Papa Francesco, la nuova rotta tracciata da Papa Leone XIV segna un netto ritorno a visioni politiche più conservatrici e tradizionaliste”, si legge nel testo.

“Tali affermazioni si rifanno a una visione ‘naturalistica’ e conservatrice che considera l’unione eterosessuale e patriarcale come fondamento dell’ordine sociale – ha proseguito Colamarino – Tuttavia, numerosi studi antropologici, storici e giuridici smentiscono questa impostazione, dimostrando che non esiste un’unica forma di famiglia valida per tutte le società”.

Secondo il presidente dello storico circolo romano, “antropologi e storici hanno chiarito che le strutture familiari, i ruoli di genere e le relazioni affettive sono fortemente influenzati dal contesto culturale, geografico ed economico, e non da presunte ‘leggi naturali’. Anche il concetto di famiglia affettiva, così come lo conosciamo oggi, è una costruzione storica relativamente recente, risalente al XVII secolo”.

Dal punto di vista giuridico – ha precisato – l’evoluzione è altrettanto chiara: le Corti Costituzionali di diversi Paesi, compresa l’Italia, e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), hanno riconosciuto il diritto al riconoscimento familiare anche per coppie omosessuali e non sposate.

Inoltre, numerose ricerche dimostrano che le famiglie omogenitoriali assolvono pienamente alle funzioni sociali, educative ed emotive attribuite a ogni struttura familiare, smentendo ogni pregiudizio ideologico, afferma. “Difendere una sola forma di famiglia come legittima significa ignorare la complessità delle relazioni umane e negare diritti fondamentali a milioni di persone. La famiglia non può essere ridotta a un modello unico fondato su presunte tradizioni immutabili. Va intesa come uno spazio di amore, responsabilità e cura”, ha concluso Mario Colamarino.

Il Circolo ribadisce con forza che appellarsi a una presunta “natura” immutabile serve più a giustificare esclusioni che a tutelare legami. Una società democratica e inclusiva deve saper riconoscere e valorizzare la pluralità delle esperienze familiari, garantendo pari dignità a tutte e tutti.

“La fine del mondo”, il nuovo singolo di Bobby Solo

Roma, 16 mag. – Bobby solo, mito della musica italiana, torna a stupire con un nuovo singolo travolgente intitolato “La fine del mondo”, che unisce il groove inconfondibile del great American blues a uno stile narrativo unico, capace di far riflettere e sorridere allo stesso tempo.

Nel brano “La fine del mondo” Bobby Solo fonde ironia, leggerezza e una profondit tutta da scoprire e lo fa con quell’ eleganza, quel disincanto e quell’ energia, che, da sempre, lo contraddistinguono . Il brano disponibile su tutte le piattaforme digitali. La produzione artistica reca la firma di Michele Schembri, che ha saputo esaltare la voce e il carisma senza tempo dell’artista, costruendo un sound moderno, tuttavia radicato nella tradizione blues pi autentica.

Scritto da Bobby Solo, Antonio e Sabatino Salvato, il brano distribuito da Virgin Music Group per AMA Urban Music. Il brano “La fine del mondo” destinato a lasciare il segno, come altre famose canzoni dell’artista. Un ritorno, quello di Bobby Solo, senza dubbio potente, raffinato, e sorprendentemente attuale.

Mattarella: nelle carceri italiane ci siano sempre più valori Costituzione

Roma, 16 mag. (askanews) – “Il Convegno per il “50° anno dell’ordinamento penitenziario” costituisce un’importante occasione per compiere un bilancio e riflettere sul nostro sistema detentivo in un contesto particolarmente critico. É necessario un forte impulso e uno sforzo congiunto di tutte le parti interessate, affinché la vita penitenziaria assicuri sempre il pieno rispetto dei diritti dei detenuti – in particolare di quelli più vulnerabili – nell’adempimento dei principi della Costituzione, ispirandosi al senso di umanità che essa prescrive. La dignità umana non conosce zone franche di esclusione. É questa la premessa che offre ai detenuti, attraverso percorsi lungimiranti, il recupero e l’accesso ai valori della socialità e della legalità. Auspico che dal Convegno possano emergere spunti e proposte utili a inverare sempre più, anche nelle carceri italiane, i valori della Costituzione e rivolgo a tutti i presenti cordiali auguri di buon lavoro”. Questo il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Coordinatrice Nazionale Magistrati di Sorveglianza, Monica Amirante.

Carceri, Mattarella: assicurare pieno rispetto diritti dei detenuti

Roma, 16 mag. (askanews) – “É necessario un forte impulso e uno sforzo congiunto di tutte le parti interessate, affinché la vita penitenziaria assicuri sempre il pieno rispetto dei diritti dei detenuti – in particolare di quelli più vulnerabili – nell’adempimento dei principi della Costituzione, ispirandosi al senso di umanità che essa prescrive”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla Coordinatrice Nazionale Magistrati di Sorveglianza, Monica Amirante, in occasione del Convegno per il 50° anno dell’ordinamento penitenziario.

"Nei sogni non si muore", Beabaleari presentano il nuovo disco a Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – Il 9 maggio è uscito “Itaca è il divano”, il nuovo singolo delle Beabaleari, duo formato da Diana Tejera e Beatrice Tomassetti. Il brano è il primo estratto dal loro secondo album, “Nei sogni non si muore”, pubblicato da Maqueta Records e distribuito da ADA Music, che sarà presentato ufficialmente il 16 maggio all’Angelo Mai, a Roma.

“Itaca è il divano” è uno sguardo sulla condizione umana che si muove per paradossi. Il divano, simbolo di immobilità e stasi, viene presentato come una nuova Itaca – luogo del ritorno, ma anche della contemplazione. Non si tratta di un capriccio linguistico. Il tema attraversa l’intero progetto discografico.

Il senso generale è quello di una poetica del fermarsi, che le due autrici descrivono come “viaggio nell’interiorità, nell’immaginazione e nelle derive del pensiero”. Il singolo introduce un disco che, secondo Tejera e Tomassetti, “oscilla tra no sense e filosofia quotidiana”. Le sonorità restano ancorate a un pop d’autore, con influenze indie ed elettroniche che restano sullo sfondo. “È un album profondamente italiano – dicono – perché unisce il disincanto all’ironia, il desiderio alla malinconia, e la realtà all’assurdo”.

Le Beabaleari sono attive dal 2021. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Diana Tejera, cantautrice e produttrice con un passato nei Plastico (gruppo arrivato a Sanremo nel 2002), e Beatrice Tomassetti, autrice e musicista con esperienze nel teatro e nella produzione audiovisiva. Le loro prime pubblicazioni hanno attirato l’attenzione di alcuni curatori musicali e registi. Diversi loro brani sono finiti in colonne sonore per RaiPlay e fiction televisive, tra cui Chi vuole parlare d’amore?, Scuola di danza e Gerri, serie diretta da Giuseppe Bonito in onda su Rai 1.

Nel 2022 pubblicano Dove si nascondono i megalodonti, primo singolo ufficiale, seguito da Come dorme un pesce e Come l’acqua sulla luna. Nel 2023 vincono il Non War Token Contest e si esibiscono al MEI di Faenza. Il loro quarto singolo, Meglio se Baleari, viene scelto per la colonna sonora di una serie prodotta dalla Rai.

Tante le partecipazioni nel nuovo album, tra cui Pier Cortese (voce in Archeologie plastiche), Chiara Civello (co-autrice e corista in Polpo di Fulmine), Pietro Casadei (co-produttore di diversi brani), Fernando Pantini, Ersilia Prosperi, Raffaele Trapasso, Giampaolo Scatozza e Max Baldassarre. La masterizzazione è stata affidata a Carmine Simeone, ai Forward Studios. Alcuni brani del disco, come Io non amo la fine, vedono la partecipazione di ospiti noti, in questo caso la cantante Angela Baraldi

IBSA celebra 10 anni di NAHYCO nella medicina estetica

Roma, 16 mag. (askanews) – Una tecnologia rivoluzionaria che dieci anni fa ha ridefinito l’approccio alla medicina estetica. Si tratta della NAHYCO Hybrid Technology, brevettata da IBSA nel 2015, innovazione nel campo della medicina estetica rigenerativa, che mira a rallentare il processo di invecchiamento e ad ottenere miglioramenti estetici mediante la rigenerazione tissutale.

Michela Zazzaron, Medico Estetico e Membro del Comitato Scientifico di Agor, ha illustrato i connotati della medicina estetica rigenerativa: “Nell’ambito della medicina estetica noi mutuiamo il concetto di rigenerazione in quanto lo scopo della medicina estetica rigenerativa quella proprio di andare a ripristinare il tessuto di cui noi ci occupiamo, quindi la cute, il sottocute e in parte anche il muscolo, che abbiano subto un danno in conseguenza del processo di invecchiamento. E quindi questo il fil rouge che fisiopatologicamente unisce la rigenerazione alla medicina estetica”.

Andrea Giori, Head of Preclinical & Clinical Research IBSA, ha dichiarato: “La passione per l’acido ialuronico una passione che parte molto da lontano. Noi abbiamo iniziato a lavorare ben pi di dieci anni fa sull’acido ialuronico in altre aree terapeutiche con anche farmaci e abbiamo acquisito una certa esperienza. Grazie a questa esperienza ci siamo resi conto che potevamo anche utilizzare l’acido ialuronico, non solo per patologie vere e proprie, ma anche per aiutare la rigenerazione ad esempio della pelle”.

In particolare, il processo termico brevettato alla base della NAHYCO prolunga la permanenza dell’acido ialuronico nei tessuti, senza la necessit di ricorrere ad agenti chimici, e ne aumenta la concentrazione mantenendo allo stesso tempo un alto profilo di sicurezza e le propriet fisiche ottimali del prodotto.

“L’acido ialuronico pu essere sfruttato anche per migliorare l’attivit cellulare attraverso il miglioramento della matrice extracellulare e, pertanto, diventa uno strumento potentissimo nella medicina rigenerativa, nella vera medicina rigenerativa, quella che si pone di arrivare al rimodellamento naturale attraverso il miglioramento della qualit dei tessuti”, ha affermato Antonello Tateo, Responsabile Unit Operativa di Chirurgia Plastica dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano.

Il decimo anniversario della tecnologia NAHYCO stato celebrato a Roma ed ha rappresentato l’occasione per osservare quanto l’evoluzione tecnologica abbia contribuito ad un cambio di paradigma nella medicina estetica: da un approccio trasformativo, focalizzato sulla singola ruga o imperfezione, ad una visione qualitativa e olistica, in cui il paziente accompagnato in un percorso di rigenerazione a 360.

In collaborazione con Ibsa

Natali (AssoNext), Crescita e debito: Pmi guardino alla Borsa

Roma, 16 mag. – “La parola magica per l’economia ‘crescita’ che non si pu finanziare solo con l’indebitamento bancario, anche perch le banche hanno fortemente ridotto il loro raggio d’azione. Una delle possibilit accedere in borsa al mercato per le piccole e medie imprese dedicato proprio a finanziare l’equity. Gli imprenditori devono modificare la loro mentalit perch il mercato pu dare soldi ma va aumenta la trasparenza, bisogna certificare i bilanci, comunicare e fare road show se si vogliono conquistare nuovi mercati”. Lo ha dichiarato Giovanni Natali, presidente AssoNext, nel corso del convegno “Nuove opportunit per le Pmi: finanza straordinaria, quotazione sul mercato EGM, supporto di Simest a sostegno dello sviluppo”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Eraldo Turi. Giuseppe Puttini, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli, responsabile dell’Osservatorio Mercato dei Capitali del CNDCEC e moderatore dell’incontro, ha sottolineato come “l’IPO rappresenti una tappa cruciale nel percorso evolutivo di un’azienda e un fattore chiave per la crescita del valore per gli azionisti. Aprire il capitale a investitori esterni accelera lo sviluppo imprenditoriale, migliorando al contempo la credibilit sul mercato e agevolando operazioni di fusione e acquisizione. L’ingresso in Borsa potenzia inoltre le strategie di internazionalizzazione e offre benefici sia sul fronte strategico sia su quello finanziario. Dal punto di vista delle relazioni – ha proseguito Puttini -, l’IPO accresce la visibilit e la fiducia da parte di investitori, clienti e partner, rendendo l’azienda maggiormente appetibile per possibili alleanze strategiche e collaborazione con altre realt del settore”.

Secondo Vincenzo Moretta, numero uno della Fondazione Odcec di Napoli, quotare anche una piccola impresa in Borsa rappresenta un’opportunit di accesso al capitale di terzi, in grado di fornire all’imprenditore le risorse necessarie per rilanciare il proprio business. L’Ordine di Napoli intende lanciare un forte segnale all’economia locale, promuovendo incontri con i principali protagonisti della finanza straordinaria per mantenere aggiornati gli operatori su un tema cruciale per la ripresa del territorio”.

Puntare sulla crescita la priorit anche per Diego Selva, direttore Investment banking Banca Mediolanum: “Viviamo un complesso momento di trasformazione che vede il sovrapporsi di diversi fenomeni tali per cui l’asticella della crescita per le Pmi si alzata significativamente. La finanza straordinaria pu essere uno strumento valido per le Pmi come catalizzatore della crescita. Rispetto a qualche anno fa c’ una maggiore conoscenza di queste opportunit ma bisogna ancora superare qualche resistenza da parte dell’imprenditore e dei suoi consulenti ma per gli operatori di mercato il ruolo proprio quello di spiegare e illustrare i vantaggi di questo percorso”. L’importanza dell’aggiornamento continuo su queste materie stata sottolineata da Giovanni Reale, responsabile Equity Capital banca Mediolanum: “Sempre pi spesso la finanza straordinaria, alternativa al tradizionale credito bancario, offre strumenti sempre pi forti con sempre pi liquidi per una crescente platea di aziende. E’ opportuno avere aggiornamenti continui sulle evoluzioni del mercato per poter valutare con attenzione i pro e i contro di finanziamenti che possono garantire un pi veloce processo di crescita alle aziende, maggiore flessibilit e alleggerire il carico di molte imprese”. Per Emanuele Colombo, head of special situation Clessidra Factory: “La gestione del circolante, ricorrendo al factoring, una soluzione che continua a diffondersi con un mercato in forte crescita che consente di traslare il rischio dal cedente ai suoi fornitori. Veicolare queste opportunit fondamentale e il dialogo con i commercialisti, che sono un canale di diffusione prezioso, sempre pi importante per noi”.

Le conclusioni sono state affidate a Tiziana Catuogno (Officine Cst): “Ci sono tante opportunit per le Pmi offerte dai veicoli di cartolarizzazione, strumenti innovativi che in Italia andrebbero sviluppati di pi. A noi interessa che le aziende e i loro consulenti conoscano gli strumenti che mettiamo a disposizione per aumentare le capacit di investimento delle imprese stesse”.

In collaborazione con Odcec Napoli

Internazionali di tennis, Mattarella domani al centrale per Jasmine Paolini

Roma, 16 mag. (askanews) – Ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a tifare Jasmine Paolini all’ultimo atto del torneo sul Centrale del Foro Italico. Lo ha annunciato il presidente della Fitp Angelo Binaghi. L’azzurra ha conquistato la finale degli Internazionali 11 anni dopo l’amica Sara Errani (l’ultima a riuscirci a Roma) e sfiderà Coco Gauff.

“Arrivano notizie straordinarie. L’ultima stamattina, bellissima: il presidente Mattarella sarà presente domani alla finale femminile”, è stato l’annuncio di Binaghi a ‘Storie Italiane-Rai1’. Il presidente della Fitp ha ricordato che il tennis italiano “aveva invitato agli Internazionali il Presidente della Repubblica durante l’ultima visita al Quirinale, quando eravamo andati per festeggiare la Davis e la King Cup. ‘Presidente’, avevamo detto, ‘venga perché può essere l’anno buono’ – ha aggiunto-. Ci sono tennisti e tenniste italiane che giocano per riportare la vittoria in Italia dopo 50 anni. Il Presidente Mattarella – ha concluso – è stato di parola: sarà qui per tifare Paolini, per quella che per noi sarebbe un’impresa storica”.

Lotta all’abbandono del vetro: Ichnusa si prende cura del territorio

Milano, 16 mag. (askanews) – Ispirare il cambiamento. Un cambiamento non pi rimandabile se a ridosso di un’area protetta, tra canneti e graminacee, l’irresponsabilit dell’uomo in grado di abbandonare decine e decine di bottiglie di birra vuote, lattine, scarpe e persino la batteria di un’auto. Siamo a Quartu Sant’Elena, a ridosso del Parco Regionale Molentargius, tra le zone umide pi importanti d’Europa (per la ricchezza della biodiversit), dimora preferita dei fenicotteri rosa (e altri uccelli acquatici). Da qui Ichnusa, che produce la sua birra a pochi chilometri nello stabilimento di Assemini, ha scelto di partire per la nuova “stagione” della raccolta delle bottiglie di vetro abbandonate nell’ambiente. Per confermare il legame con la sua terra ma anche per ispirare il cambiamento:

“Il legame con il territorio e con quest’isola nasce da un percorso molto lungo – ci ha raccontato Leo Gasparri, responsabile comunicazione di Ichnusa – noi abbiamo iniziato a collaborare nel 2018 con Legambiente, abbiamo iniziato prima ad occuparci delle spiagge abbiamo fatto poi un progetto di riforestazione che si concluso proprio all’inizio di quest’anno e oggi siamo qui invece per la seconda edizione de Il nostro impegno di questa campagna che ha un messaggio forte ‘Se deve finire cos non beveteci nemmeno’ e che non solo un messaggio di sensibilizzazione ma anche una campagna di azioni concrete. Andremo avanti per tutto maggio e tutto giugno e quest’anno la novit che avremo anche delle tappe nella penisola”.

Estendere l’iniziativa alla Penisola, dove oggi finiscono i due terzi della birra Ichnusa prodotta in Sardegna, una delle novit della seconda edizione della campagna che quest’anno si affianca ad altre due iniziative: una donazione diretta di 30mila euro a Legambiente Sardegna e un’asta benefica organizzata sempre da Legambiente Sardegna in cui un rifiuto come la bottiglia di birra vuota diventa una piccola opera d’arte:

“Legambiente promuove un’asta che avr come oggetto le bottiglie Ichnusa abbandonate nell’ambiente raccolte durante iniziative di volontariato lo scorso anno – ha spiegato Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna – Queste bottiglie trasfigurate grazie all’opera di alcuni moralisti sardi diventeranno appunto oggetti in vendita in un’asta di beneficenza I cui introiti sosterranno iniziative di Legambiente Sardegna affini perch noi vorremmo lavorare in maniera analoga con i rifiuti spiaggiati raccolti in alcune spiagge simbolo della nostra isola”.

Sono 15 le bottiglie Ichnusa recuperate e decorate a mano da sei muralisti sardi che poi finiranno all’asta. Un segno dell’impegno del birrificio di Assemini che da tempo porta avanti investimenti per accrescere la sostenibilit anche al suo interno. Come nel caso del progetto vuoto a buon rendere, destinato al fuori casa e che negli ultimi mesi ha introdotto un’ulteriore innovazione per ridurre i consumi idrici ed elettrici

“Si tratta di bottiglie che possono durare anche venti anni e andare avanti indietro dal birrificio anche 100 volte – ha evidenziato Gasparri – ognuna di queste bottiglie potrebbe raccontare una storia. Per farlo abbiamo fatto investimenti per avere performance di sostenibilit sempre migliori. Un esempio? Abbiamo sostituito la macchina che sciacqua le bottiglie e abbiamo installato la macchina lavabottiglie che utilizza gli ultrasuoni”.

Una novit recente che uno dei tasselli dell’impegno di Ichnusa a tutela dell’ambiente e della terra dove nasce. Una terra a cui rende omaggio con un murale realizzato dall’artista sassarese Andrea D’Ascanio, in arte Sardomuto, che col suo Polpo a rendere urla un monito: la bellezza della nostra terra passa dal nostro senso di responsabilit, dalla nostra cura.

Pace giustizia verità: il discorso di Papa Prevost agli Ambasciatori

Eminenza,
Eccellenze,
Signore e Signori,
la pace sia con voi!

Ringrazio S.E. il Sig. George Poulides, Ambasciatore della Repubblica di Cipro e Decano del Corpo Diplomatico, per le cordiali espressioni che mi ha rivolto a nome di tutti voi e per il suo instancabile lavoro, che porta avanti con il vigore, la passione e la simpatia che lo contraddistinguono, doti che gli hanno meritato la stima di tutti i miei Predecessori incontrati in questi anni di missione presso la Santa Sede e, in particolare, del compianto Papa Francesco.

Desidero poi esprimervi gratitudine per i numerosi messaggi augurali seguiti alla mia elezione, come pure per quelli di cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco, che li hanno preceduti e che sono pervenuti anche da Paesi con i quali la Santa Sede non intrattiene relazioni diplomatiche. Si tratta di un significativo attestato di stima, che incoraggia l’approfondimento dei rapporti reciproci.

Nel nostro dialogo, vorrei che prevalesse sempre il senso di essere famiglia – la comunità diplomatica rappresenta infatti l’intera famiglia dei popoli –, che condivide le gioie e i dolori della vita e i valori umani e spirituali che la animano. La diplomazia pontificia è, infatti, un’espressione della cattolicità stessa della Chiesa e, nella sua azione diplomatica, la Santa Sede è animata da una urgenza pastorale che la spinge non a cercare privilegi ma ad intensificare la sua missione evangelica a servizio dell’umanità. Essa combatte ogni indifferenza e richiama continuamente le coscienze, come ha fatto instancabilmente il mio venerato Predecessore, sempre attento al grido dei poveri, dei bisognosi e degli emarginati, come pure alle sfide che contraddistinguono il nostro tempo, dalla salvaguardia del creato all’intelligenza artificiale.

Oltre che ad essere il segno concreto dell’attenzione dei vostri Paesi per la Sede Apostolica, la vostra presenza oggi è per me un dono, che consente di rinnovarvi l’aspirazione della Chiesa – e mia personale – di raggiungere e abbracciare ogni popolo e ogni singola persona di questa terra, desiderosa e bisognosa di verità, di giustizia e di pace! In un certo senso, la mia stessa esperienza di vita, sviluppatasi tra Nord America, Sud America ed Europa, è rappresentativa di questa aspirazione a travalicare i confini per incontrare persone e culture diverse.

Tramite il costante e paziente lavoro della Segreteria di Stato, intendo consolidare la conoscenza e il dialogo con voi e con i vostri Paesi, molti dei quali ho avuto già la grazia di visitare nel corso della mia vita, specialmente quando ero Priore Generale degli Agostiniani. Confido che la Divina Provvidenza mi accorderà ulteriori occasioni di incontro con le realtà dalle quali provenite, consentendomi di accogliere le opportunità che si presenteranno per confermare nella fede tanti fratelli e sorelle sparsi per il mondo e di costruire nuovi ponti con tutte le persone di buona volontà.

Nel nostro dialogo vorrei che tenessimo presente tre parole- chiave, che costituiscono i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede.

La prima parola è pace. Troppe volte la consideriamo una parola “negativa”, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto, poiché la contrapposizione è parte della natura umana e ci accompagna sempre, spingendoci troppo spesso a vivere in un costante “stato di conflitto”: in casa, al lavoro, nella società. La pace allora sembra una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra, poiché, per quanto ci si sforzi, le tensioni sono sempre presenti, un po’ come la brace che cova sotto la cenere, pronta a riaccendersi in ogni momento.

Nella prospettiva cristiana – come anche in quella di altre esperienze religiose – la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa è però un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi.

In quest’ottica, ritengo fondamentale il contributo che le religioni e il dialogo interreligioso possono svolgere per favorire contesti di pace. Ciò naturalmente esige il pieno rispetto della libertà religiosa in ogni Paese, poiché l’esperienza religiosa è una dimensione fondamentale della persona umana, tralasciando la quale è difficile, se non impossibile, compiere quella purificazione del cuore necessaria per costruire relazioni di pace.

A partire da questo lavoro, che tutti siamo chiamati a fare, si possono sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista. Ciò esige anche una sincera volontà di dialogo, animata dal desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. In questa prospettiva è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo, occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte, poiché, come ricordava Papa Francesco nel suo ultimo Messaggio Urbi et Orbi, «nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo» [1].

La seconda parola è giustizia. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia. Come ho già avuto modo di accennare, ho scelto il mio nome pensando anzitutto a Leone XIII, il Papa della prima grande enciclica sociale, la Rerum novarum. Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, la Santa Sede non può esimersi dal far sentire la propria voce dinanzi ai numerosi squilibri e alle ingiustizie che conducono, tra l’altro, a condizioni indegne di lavoro e a società sempre più frammentate e conflittuali. Occorre peraltro adoperarsi per porre rimedio alle disparità globali, che vedono opulenza e indigenza tracciare solchi profondi tra continenti, Paesi e anche all’interno di singole società.

È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» [2]. Inoltre, nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato.

La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio.

La terza parola è verità. Non si possono costruire relazioni veramente pacifiche, anche in seno alla Comunità internazionale, senza verità. Laddove le parole assumono connotati ambigui e ambivalenti e il mondo virtuale, con la sua mutata percezione del reale, prende il sopravvento senza controllo, è arduo costruire rapporti autentici, poiché vengono meno le premesse oggettive e reali della comunicazione.

Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione. La verità però non è mai disgiunta dalla carità, che alla radice ha sempre la preoccupazione per la vita e il bene di ogni uomo e donna. D’altronde, nella prospettiva cristiana, la verità non è l’affermazione di principi astratti e disincarnati, ma l’incontro con la persona stessa di Cristo, che vive nella comunità dei credenti. Così la verità non ci allontana, anzi ci consente di affrontare con miglior vigore le sfide del nostro tempo, come le migrazioni, l’uso etico dell’intelligenza artificiale e la salvaguardia della nostra amata Terra. Sono sfide che richiedono l’impegno e la collaborazione di tutti, poiché nessuno può pensare di affrontarle da solo.

Cari Ambasciatori,

il mio ministero inizia nel cuore di un anno giubilare, dedicato in modo particolare alla speranza. È un tempo di conversione e di rinnovamento e soprattutto l’occasione per lasciare alle spalle le contese e cominciare un cammino nuovo, animati dalla speranza di poter costruire, lavorando insieme, ciascuno secondo le proprie sensibilità e responsabilità, un mondo in cui ognuno possa realizzare la propria umanità nella verità, nella giustizia e nella pace. Mi auguro che ciò possa avvenire in tutti i contesti, a partire da quelli più provati come l’Ucraina e la Terra Santa.

Vi ringrazio per tutto il lavoro che fate per costruire ponti fra i vostri Paesi e la Santa Sede, e di tutto cuore benedico voi, le vostre famiglie e i vostri popoli. Grazie!

 

[Testo integrale del Discorso di Sua Santità Leone XIV – Vaticano, 16 maggio 2025]

Lavoro, Mattarella: non vi può essere pace senza salari equi

Torino, 16 mag. (askanews) – “Non vi può essere pace duratura senza salari equi, senza protezione sociale, senza rispetto delle libertà sindacali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Torino alla Cerimonia di apertura dell’Anno Accademico della Scuola di Sviluppo del Centro internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, “molto opportunamente dedicato a tre concetti fra di loro intimamente collegati: apprendimento, giustizia sociale e, appunto, pace”.

Principi, quelli richiamati dal Capo dello Stato, “che sono anche alla base della nostra convivenza civile. La Costituzione italiana delinea con chiarezza un modello di società in cui il lavoro è al tempo stesso fondamento della Repubblica, strumento di realizzazione personale e leva, appunto, di giustizia sociale”.

Mattarella ha ricordato che “fin dalla sua nascita, all’indomani della Prima Guerra Mondiale, l’OIL ha legato il suo mandato proprio alla pace, ponendola in diretta relazione alla giustizia sociale. L’intuizione originaria si conferma ancora oggi di straordinaria attualità”.

Ucraina, Meloni: abbiamo visto chi è davvero disponibile alla pace, il resto è propaganda

Tirana, 16 mag. (askanews) – Sull’Ucraina “si è visto in queste ore, rispetto a una certa propaganda, chi sia disponibile a fare dei passi importanti in favore della pace e chi invece sia chiaramente meno disponibile. Penso però che non dobbiamo gettare la spugna, penso che dobbiamo insistere per un cessate il fuoco incondizionato e insistere per un accordo di pace serio, che preveda garanzie di sicurezza per l’Ucraina e lavorare anche in questi formati per questo obiettivo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo arrivo ai lavori della Comunità politica europea a Tirana.

C’è stato un lungo scambio di opinioni tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il premier britannico Keir Starmer, quello polacco Donald Tusk, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della sesta riunione della Comunità politica europea in corso a Tirana, prima della foto di famiglia. Meloni ha poi lasciato il capannello mentre gli altri leader hanno continuato il colloquio. Il presidente francese Macron ancora non era arrivato.

Trump lancia l’allarme: a Gaza, la gente muore di fame

Roma, 16 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che “la gente muore di fame” a Gaza e che la guerra sarà “risolta”, in un discorso alla stampa durante un forum economico ad Abu Dhabi.

“E Gaza…bisogna risolvere questo problema, molta gente muore di fame, succedono molte cose brutte”, ha affermato.

Gli aiuti non arrivano a Gaza dal 1 marzo, con Israele che sostiene che nella Striscia siano arrivati sufficienti aiuti umanitari durante un cessate-il-fuoco di sei settimane e che Hamas ne abbia rubato gran parte. Nelle ultime settimane, tuttavia, i funzionari delle Idf (Forze di Difesa israeliane) hanno iniziato ad avvertire i vertici politici che l’enclave palestinese è sull’orlo della fame.

Nel tentativo di aggirare il gruppo terroristico, i funzionari israeliani sono stati coinvolti attivamente nella creazione di una nuova organizzazione chiamata Gaza Humanitarian Foundation (GHF), promuovendo una nuova iniziativa in cui gli aiuti saranno distribuiti soltanto da un piccolo numero di siti nel sud di Gaza, garantiti da appaltatori americani. Solo i rappresentanti preventivamente approvati potranno ritirare le derrate alimentari una volta ogni due settimane dai siti di distribuzione, prima di trasportare le scatole in una parte separata di una nuova zona umanitaria che circonda la città rasa al suolo di Rafah.

Lavoro, Mattarella: non vi può essere pace senza salari equi

Torino, 16 mag. (askanews) – “Non vi può essere pace duratura senza salari equi, senza protezione sociale, senza rispetto delle libertà sindacali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Torino alla Cerimonia di apertura dell’Anno Accademico della Scuola di Sviluppo del Centro internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, “molto opportunamente dedicato a tre concetti fra di loro intimamente collegati: apprendimento, giustizia sociale e, appunto, pace”.

Principi, quelli richiamati dal Capo dello Stato, “che sono anche alla base della nostra convivenza civile. La Costituzione italiana delinea con chiarezza un modello di società in cui il lavoro è al tempo stesso fondamento della Repubblica, strumento di realizzazione personale e leva, appunto, di giustizia sociale”.

Mattarella ha ricordato che “fin dalla sua nascita, all’indomani della Prima Guerra Mondiale, l’OIL ha legato il suo mandato proprio alla pace, ponendola in diretta relazione alla giustizia sociale. L’intuizione originaria si conferma ancora oggi di straordinaria attualità”.

Ucraina, Von der Leyen: intensificheremo la pressione su Putin finché non sarà pronto alla pace

Roma, 16 mag. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso oggi di aumentare la pressione su Mosca finché il presidente russo Vladimir Putin non sarà “pronto per la pace” nei colloqui con l’Ucraina. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

“Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky era pronto a un incontro. Il presidente Putin non si è presentato. Questo dimostra una cosa: il presidente Putin non vuole la pace”, ha dichiarato a Tirana, dove i leader europei sono riuniti per il il vertice Cpe. “Noi – ha aggiunto – vogliamo la pace e dobbiamo intensificare la pressione finché il presidente Putin non sarà disposto a questo”.

Sotto un clima più autunnale che primaverile, le delegazioni sono arrivate a piazza Scanderbeg, nel cuore di Tirana, per la sesta riunione della Comunità politica europea. Il primo ad arrivare è stato Dick Schoof, il premier dei Paesi Bassi, accolto sul red carpet dal premier albanese Edi Rama.

Poi è stata la volta della presidente della Moldavia Maia Sandu, del premier spagnolo Pedro Sanchez e dell’Alta rappresentante della politica estera Ue Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione. Arrivato anche il segretario generale della Nato Mark Rutte.