Roma, 3 ago. (askanews) – “Grazie al Giubileo dei Giovani, Roma ha vissuto giornate straordinarie, impregnate di fede, gioia e speranza. Ricorderemo per molto tempo l’emozionante veglia di ieri sera sulla spianata di Tor Vergata, con oltre un milione di giovani arrivati da tutto il mondo per ascoltare il Santo Padre e pregare insieme a lui. “Aspirate a cose grandi. Non accontentavi di meno”, ha detto Papa Leone XIV nella messa conclusiva di oggi. Parole potenti, che rimarranno impresse nella memoria di tantissimi e di cui tutti noi faremo tesoro”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Nuoto, Benedetta Pilato: "Una medaglia che ci voleva"
Roma, 3 ago. (askanews) – “Sono contentissima, non posso direi altro. La condizione è quella che è ed il tempo non è eccezionale, ma in questi contesti conta mettere la mano davanti”. Così Benedetta Pilato dopo il bronzo nei 50 rana ai mondiali di Singapore. “Questa medaglia – continua – ci voleva tanto, ho sempre raccontato i miei problemi e quanto ci combatta e la stagione è stata difficile. E’ una medaglia frutto dell’abnegazione e del lavoro. Non è facile salire sul podio mondiale per la quinta volta consecutiva. Questa è la gara che mi ha fatto conoscere e da cui è partita la mia carriera. Voglio anche fare i complimenti ad Anita (Bottazzo ndr) perché ha difeso alla grande i colori azzurri nei 100 che sono stati duri da vedere da spettatrice” Soddisfatta anche Bottazzo: “Io sono molto felice per la mia stagione e il mio mondiale. Ho cambiato tante cose nella mia vita e sto raccogliendo i frutti. Benedetta è un grande esempio per me: prima della gara mi ha tranquillizzate e consigliata. Il quarto posto brucia, ma non mi lamento e guardo avanti con grande fiducia”. Benedetta Pilato, dopo Federica Pellegrini (10) e Simona Quadarella ( 8 ), è diventata la terza italiana a collezionare almeno sei podi individuali nei Campionati mondiali in vasca lunga, il primo dei quali ottenuto da quattordicenne. (Foto Andrea Masini e Giorgio Scala / DeepBlueMedia.eu)
Pallavolo, l’Italia si ferma in finale. Vince la Polonia
Roma, 3 ago. (askanews) – Si chiude con la medaglia d’argento al collo il percorso della Nazionale maschile alla Volleyball Nations League 2025, superata questa sera, al Beilun Sport and Arts Centre, dalla Polonia con il punteggio di 0-3 (22-25, 19-25, 14-25).
Gli azzurri, capitanati da Simone Giannelli e guidati in panchina da Ferdinando De Giorgi, al Beilun Sport and Arts Centre sono saliti sul secondo gradino del podio al termine di un percorso lungo, iniziato l’11 giugno a Quebec City, in Canada, proseguito poi a Chicago e a Lubiana e concluso oggi con una medaglia d’argento alle Finals in Cina. Sul terzo gradino del podio della VNL 2025 è salito il Brasile che nella finale per il terzo e quarto posto ha superato in rimonta per 3-1 (23-25, 25-20, 25-23, 25-19) la Slovenia. Purtroppo oggi gli azzurri non sono riusciti a ripetere le prestazioni viste contro Cuba nei quarti e Slovenia in semifinale. Dall’altra parte della rete la Polonia dopo aver vinto con non poca fatica il primo set, ha tenuto sempre in mano il pallino del gioco nel secondo e terzo set e conquistato la vittoria finale. Questa medaglia è stata conquistata dopo un cammino fatto di 12 vittorie complessive. È arrivata al termine di un torneo nel quale tutti gli azzurri coinvolti hanno dato il loro determinante contributo a un risultato che mancava all’Italia maschile dal 2004 (allora la manifestazione si chiamava World League). (Foto Federvolley)
Tajani: "Israele comprenda la priorità di salvare vite umane"
Roma, 3 ago. (askanews) – “Lo abbiamo detto, basta bombardamenti a Gaza. Liberazione totale degli ostaggi, bisogna costruire la pace. Dobbiamo aiutare il popolo palestinese. Abbiamo già deciso di accoglierne altri 50 e l’Italia è il Paese di cui siamo orgogliosi che ha accolto il maggior numero di profughi da Gaza e stiamo curando in tutte le regioni d’Italia decine e decine di bambini palestine. Altri cinquanta arriveranno nei prossimi giorni, più tutti gli aiuti umanitari che stiamo dando”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani da Reggio Calabria dove ha partecipato agli Stati Generali del Mezzogiorno.
“Però basta bombardamenti, il popolo palestinese non ha colpa. I criminali sono quelli di Hamas. Sono loro che hanno compiuto l’orribile strage del 7 ottobre. Sono loro che tengono in condizione disumane ancora gli ostaggi. Sono loro che si fanno scudo del propro popolo. Però basta diciamo anche a Israele. Hamas deve uscire dalla storia del popolo palestinese. Ma Israele deve comprendere che c’è una priorità che è la salvezza di centiania di migliaia di vite umane”, ha concluso il titolare della Farnesina.
Europa-Usa, Follini parla di capitolazione dei popolari: dunque, che fare?
La firma di Ursula von der Leyen sotto l’accordo commerciale con gli Stati Uniti non è l’esito malinconico di una trattativa difficile, bensì l’atto finale di una resa ingloriosa. Lo scrive senza mezze misure Marco Follini sulla Stampa dell’altro ieri, dando già nel titolo dell’articolo – “La capitolazione dei popolari” – il senso di un’analisi stringente e severa. Si chiude una fase, carica di equivoci, che ha visto per lungo tempo la Cdu di Kohl e Merkel esercitare sui “moderati” della Seconda Repubbluca – tutti schierati a destra – il fascino della continuità di una bella vicenda politica e garantire una comoda copertura al connubio con il berlusconismo.
Una certa ragione, non condivisa dai popolari usciti a testa alta dalla battaglia contro Buttiglione, pareva pallidamente resistere. Dissolta la Dc, in Italia non rimaneva che aggrapparsi, come che sia, all’esperienza dei democristiani tedeschi e a quella, pur controversa, del Partito popolare europeo. L’europeismo era l’orgoglio – questa la tesi – di una storia mantenuta in piedi dagli eredi di Adenauer. “E invece è toccato principalmente a loro, Vdl e Merz, ultimi democristiani muniti di un briciolo di autorità, l’assai dubbio onore di mettere soprattutto la loro firma sotto la capitolazione dell’accordo sui dazi”.
Il pensiero di Follini è lucido, ma sfiora la rassegnazione
L’articolo di Follini è un atto di accusa amaro, ma non infondato. E tuttavia lascia trapelare, forse involontariamente, un senso di impotenza che si nutre di fatalismo. I “democristiani residui”, di cui lui stesso si riconosce parte, sembrano ormai destinati solo alla malinconia, al ricordo del “cappotto di De Gasperi”, ovvero a quel decoro che circondò il viaggio in America dell’allora Presidente del Consiglio.
Eppure, proprio da qui bisogna ripartire, dal decoro e dall’orgoglio. Perché se il Ppe ha smarrito la sua rotta – come denuncia anche Vitaliano Gemelli nel suo intervento del 23 luglio scorso sul Domani d’Italia, con il titolo inequivocabile “L’Europa ha bisogno di un PPE restituito alle sue origini Dc” – allora è venuto il momento di fare il punto, senza più rimandare.
Il tempo di una nuova “Camaldoli europea”
Due anni fa, il cardinale Matteo Zuppi lanciava l’idea di una “nuova Camaldoli europea”. Un appello accolto con favore e distrazione, che ha continuato a maturare in ambienti diversi, con sensibilità e accenti non sempre omogenei, ma convergenti su un punto: senza una nuova classe dirigente, radicata nell’umanesimo d’ispirazione cristiana, l’Europa è destinata a perdere sé stessa.
Lo scenario globale, segnato da tensioni geopolitiche e da populismi aggressivi, richiede una risposta culturale e politica, non tecnocratica. E il Ppe, nella sua attuale forma, non è più il contenitore adeguato per rilanciare l’europeismo di Adenauer, Schuman e De Gasperi. Né quello, per stare al più recente passato, di Kohl e Angela Merkel.
È tempo di seminare
Si tratta allora di raccogliere la sfida di una ricostruzione. È un’occasione per rimettersi in gioco, senza presunzione ma con fervore. Bisogna guardare lontano, con l’ambizione di seminare oggi ciò che domani potrà fiorire. Il “cappotto di De Gasperi” non è solo un’icona da rimpiangere, piuttosto è un’eredità da riscattare.
D’altronde la dura realtà lo impone, visto la débâcle sui dazi. “Non s’è visto all’opera – spiega ancora Follini – lo spirito conciliante dei democristiani d’una volta. Piuttosto una rassegnazione inedita che costringe anche noi, ultimissimi democristiani, a chiederci se non era il caso di battersi con uno spirito meno irenico di quello messo in mostra al cospetto del presidente americano tra un tiro e l’altro della sua possente mazza da golf”.
Ora, chiunque si ritrovi concettualmente in questa categoria di “ultimissimi democristiani”, non ha il dovere di guardare a un nuovo orizzonte politico?
P.S. Due segnalazioni. Il dibattito politico in corso sull’europeismo di tradizione cattolico-democristiana vede particolarmente impegnati gli amici dei “liberi e forti” (Alef) di Ettore Bonalberti. Su un piano diverso, con approfondimenti di grande rilievo culturale, avanza la riflessione di un qualificato gruppo di lavoro – Gruppo Europa Domani – che vede tra i principali protagonisti Enzo Scotti, Luigi Paganetto, Mons. Vincenzo Paglia, Sergio Fabbrini.
Altri morti per fame e per il fuoco israeliano nelle ultime 24 ore a Gaza
Roma, 3 ago. (askanews) – Fonti mediche a Gaza hanno segnalato oggi altri sei decessi nelle ultime 24 ore per carestia e malnutrizione. Secondo l’agenzia di stampa palestinese WAFA, che cita medici, si tratta di sei adulti. Questo porta a 175 il numero di persone morte per carestia o malnutrizione nella Striscia di Gaza, tra cui 93 bambini.
Almeno 18 persone sono state uccise questa mattina da colpi d’arma da fuoco e bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza, riporta l’agenzia di stampa palestinese WAFa. Tra queste vittime, almeno 13 sono state uccise mentre cercavano di procurarsi aiuti umanitari, ha aggiunto. I corrispondenti dell’agenzia, citando fonti mediche, hanno riferito di almeno nove morti a causa di colpi d’arma da fuoco israeliani vicino ai centri di distribuzione degli aiuti a nord di Rafah. Due persone sono state uccise anche in un attacco aereo israeliano su una scuola che ospita rifugiati nel quartiere di al Amal, a ovest di Khan Younis, e tre in un attacco contro un raduno di civili a est di Gaza City. Inoltre, almeno quattro persone sono state uccise e altre sono rimaste ferite in un attacco contro persone in attesa di aiuti umanitari vicino al corridoio di Netzarim, nella Striscia di Gaza centrale, ha riportato sempre l’agenzia di stampa palestinese.
Il Papa: siamo con i giovani di Gaza e Ucraina, un mondo diverso è possibile
Città del Vaticano, 3 ago. (askanews) – “In comunione con Cristo, nostra pace e speranza per il mondo, siamo più vicini che mai ai giovani che subiscono i mali più gravi, causati da altri esseri umani. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra”. Lo ha detto Papa Leone nell’Angelus al termine della messa a Tor Vergata.
“Miei giovani fratelli e sorelle, – ha quindi aggiunto rivogendosi ai giovani – voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”.
Sta per tornare il grande caldo
Milano, 3 ago. (askanews) – Sta per finire questa lunga fase instabile che ha caratterizzato il cuore dell’estate italiana. Ultimi rovesci al Centro-Sud, poi anticiclone ed escalation termica. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un netto cambio di rotta delle condizioni meteo a partire già dalla giornata di domenica 3 agosto, ma sarà nella nuova settimana che si avvertirà un totale stravolgimento dello scenario atmosferico.
Nel dettaglio, la domenica si aprirà con residua instabilità, caratterizzata da rovesci e temporali sparsi che interessano le regioni centrali, ma in particolare quelle del medio versante adriatico. attenzione a possibili forti temporali la sera in Abruzzo. Anche le zone interne del Sud Italia non saranno risparmiate da queste precipitazioni ma in modo più localizzato, che rappresentano gli ultimi strascichi di un fronte perturbato. Le temperature rimarranno contenute, attestandosi su valori in linea con le medie stagionali.
Dopo questa breve parentesi di maltempo, la situazione meteorologica è destinata a cambiare radicalmente. Già a partire da lunedì 4, l’anticiclone delle Azzorre inizierà a espandersi verso l’Italia, portando un deciso miglioramento delle condizioni atmosferiche, ad eccezione di qualche piovasco su Puglia e Basilicata. La stabilità tornerà a dominare la scena quindi, regalandoci giornate soleggiate e temperature gradevoli, con massime che non supereranno i 30-32°C.
Il vero e proprio cambio di rotta però si avrà a partire da giovedì 7, quando l’anticiclone delle Azzorre cederà il passo a una più aggressiva rimonta anticiclonica africana. L’aria calda proveniente dal Nord Africa si riverserà sul Mediterraneo, investendo in pieno l’Italia, in particolare il Sud e le Isole. Le temperature subiranno un’impennata notevole, con massime che si spingeranno oltre la soglia dei 35°C in molte regioni. Nel corso del prossimo fine settimana, non sono esclusi picchi che potrebbero toccare i 38°C, confermando così l’arrivo di una vera e propria ondata di calore.
Soltanto all’estremo Nord si potrà continuare a godere di un aspetto termico “piacevole” per essere agosto, sebbene anche qui le temperature siano previste in deciso aumento rispetto ai valori registrati nei giorni passati.
Secondo le ultime proiezioni, l’influenza dell’anticiclone dovrebbe mantenersi salda almeno fino a metà agosto. Questo significa che la prima parte del mese sarà caratterizzata da condizioni meteorologiche stabili e soleggiate in quasi tutta Italia. Le anomalie termiche positive saranno una costante, con temperature che si manterranno spesso al di sopra delle medie stagionali.
Una situazione ideale, insomma, per chi ha in programma di godersi le vacanze al mare o in montagna. L’assenza di perturbazioni significative garantirà cieli sereni e giornate perfette per le attività all’aperto.
Joan Thiele annuncia le date del suo tour indoor
Milano, 3 ago. (askanews) – Il tour estivo di Joan Thiele è ancora in corso e sta confermando, data dopo data, la forza del suo legame con il pubblico e la profondità della sua dimensione live.
Dopo l’annuncio della prima tappa invernale a Milano, si aggiungono ora tre nuovi appuntamenti indoor: il Joanita Tour farà tappa il 10 dicembre 2025 al Locomotiv Club di Bologna, l’11 dicembre a Largo Venue di Roma e il 12 dicembre al New Age di Roncade (TV).
I biglietti per tutti gli show indoor saranno disponibili a partire dalle ore 11:00 di martedì 29 luglio sui circuiti di vendita ufficiali.
Saranno quattro occasioni speciali per ritrovare dal vivo l’atmosfera intensa e raffinata di Joanita, l’album che ha segnato una nuova fase del percorso artistico di Joan Thiele, sostenuto dal successo del brano ECO e dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo.
Un’opportunità unica per immergersi nell’universo sonoro di una delle voci più personali e riconoscibili della nuova scena italiana, capace di coniugare visione artistica, sensibilità e presenza scenica.
Tartaruga marina approda alle Cinque Terre, possibile nidificazione a Monterosso
La Spezia, 3 ago. (askanews) – Massima attenzione a Monterosso, alle Cinque terre, per la possibile nidificazione nei prossimi giorni da parte di una tartaruga marina Caretta caretta. In seguito al suo avvistamento nei giorni scorsi sulla spiaggia di Monterosso da parte di due turiste, il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha attivato il protocollo di segnalazione dell’Area Marina Protetta, allertando immediatamente le autorità competenti e intervenendo tempestivamente sul posto con i propri tecnici. Il comportamento dell’animale, secondo l’ente di protezione ambientale delle Cinque Terre, suggerisce una possibile esplorazione per la deposizione delle uova: non si esclude un suo ritorno nei prossimi giorni per nidificare.
Il Parco ha quindi rafforzato il monitoraggio della zona ed è in contatto con il GLIT – Gruppo Ligure Tartarughe, rete di esperti attiva dal 2021 che comprende l’Acquario di Genova, ARPAL, Università di Genova (DISTAV) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
La Caretta caretta è l’unica specie di tartaruga marina che nidifica regolarmente in Italia.È protetta e a rischio di estinzione, minacciata da diversi fattori, tra cui cambiamento climatico e impatti antropici. Negli ultimi anni, con l’aumento delle temperature marine, l’areale di nidificazione si sta spostando verso nord, rendendo le coste liguri un potenziale nuovo habitat. L’avvicinamento alla spiaggia può avere diverse motivazioni, come la ricerca di un sito idoneo alla nidificazione, ma anche il disorientamento causato da luci artificiali o dalla presenza umana.
Anniversario Montale, mercoledì anteprima nuovo volume "Artisti alle Cinque Terre"
La Spezia, 3 ago. (askanews) – Mercoledì 6 Agosto alle 21,30 al molo dei Pescatori di Monterosso al Mare alle Cinque terre (Sp)- nell’ambito della rassegna Cinque Terre – Un mare di libri, il Parco Nazionale delle Cinque Terre- viene presentato in anteprima il volume realizzato per Laterza “Artisti alle Cinque Terre”, realizzato con il sostegno dell’Ente Parco in occasione del centenario della prima pubblicazione di Ossi di seppia (1925-2025) e del cinquantesimo anniversario del Premio Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale (1975-2025).
Un’opera che racconta come il paesaggio delle Cinque Terre abbia ispirato il lavoro di scrittori, pittori, fotografi e poeti. Un racconto polifonico che, attraverso l’arte, rivela l’anima profonda di questo territorio unico.Intervengono il Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre e del Parco Letterario Eugenio Montale Lorenzo Viviani,il Sindaco di Monterosso Francesco Sassarini, il Presidente dei Parchi Letterari Stanislao de Marsanich, i curatori del volume Marco Ferrari ed Emanuela Cavallo, gli esperti del Parco Letterario E. Montale e delle Cinque Terre Cristina Currarini e Carlo Torricelli.
Green Sea Project, alle Cinque Terre completato il trapianto di Poseidonia oceanica
Roma, 3 ago. (askanews) – Rifiorisce il mare delle Cinque Terre: al largo della costa di Monterosso, è stato completato a cura del Parco Nazionale il secondo trapianto di Posidonia oceanica, nell’ambito del progetto “GREEN SEA” per la riforestazione dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, in un contesto ambientale in continua evoluzione. La Posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mediterraneo (non precisamente un’alga), dotata di radici, fusto e foglie. E in grado di produrre fiori e frutti. Le sue praterie sottomarine sono tra gli ecosistemi più produttivi e biodiversi del pianeta.
Secondo gli ultimi rilevamenti, l’inizio del 2025 è stato il più caldo mai registrato nel bacino del Mediterraneo.Le temperature superficiali del mare sono rimaste costantemente al di sopra della media storica, senza mostrare segni del consueto raffreddamento stagionale, a causa di un livello di partenza già insolitamente alto dovuto al riscaldamento globale. Queste condizioni straordinarie rappresentano una seria minaccia per la biodiversità marina del Mediterraneo, in particolare per le specie più vulnerabili come Posidonia oceanica, endemica di questo mare.
Dopo il lancio nel 2024, il progetto Green Sea ha raggiunto un’importante fase: il completamento del secondo trapianto e il primo ciclo di monitoraggio scientifico, che ha restituito risultati incoraggianti sia in termini di attecchimento che di stabilità dell’intervento. L’iniziativa, realizzata dall’International School for Scientific Diving – ETS (ISSD) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova (DISTAV) e con il sostegno della Fondazione Deutsche Bank Italia, punta a ripristinare tratti di fondale restituendo vitalità a un ecosistema marino fondamentale per la biodiversità e la salute del nostro mare.
I risultati del primo anno hanno fatto registrare un attecchimento al 60%. Il primo monitoraggio, effettuato nel febbraio 2025 sul trapianto eseguito nel settembre 2024 (100 m²), ha evidenziato un tasso di sopravvivenza delle talee intorno al 60%, un dato positivo e in linea con la letteratura scientifica, anche considerando le condizioni meteo-marine avverse del periodo invernale. Le biostuoie, realizzate in materiali naturali e biodegradabili, si sono dimostrate stabili e ben integrate con il substrato. Le talee, posizionate manualmente dai subacquei scientifici di ISSD e DISTAV, mostrano già segni di radicamento.
Con il secondo trapianto altri 100 m² di fondale è stato riforestato. Nel giugno 2025 è stato completato il secondo intervento di trapianto, con la posa di 8 biostuoie (6,2 × 2 m) alla profondità di 22 metri, per una copertura totale di altri 100 m². Su di esse sono stati trapiantate 97 patches, per un totale di 1940 talee. Il materiale vegetale raccolto è costituito da talee naturalmente distaccate dal moto ondoso, riducendo l’impatto sulla prateria esistente. Ad oggi, sono state trapiantate complessivamente circa 4.000 talee.
Un progetto partecipato e sostenibileLe operazioni sono state condotte da subacquei tecnici e scientifici, con mezzi a basso impatto ambientale, tra cui l’imbarcazione elettrica messa a disposizione dall’Area Marina Protetta delle Cinque Terre. I trapianti vengono effettuati alla profondità di 22 metri, dove il tempo operativo utile per i subacquei è di circa 40 minuti per evitare tappe di decompressione. Ogni intervento è pianificato per massimizzare la sopravvivenza delle talee e assicurare la rigenerazione naturale dell’ecosistema. Il secondo monitoraggio scientifico è stato già effettuato nel giugno 2025: i dati sono attualmente in fase di elaborazione e saranno diffusi dopo la pausa estiva.
Secondo Stefano Acunto, Direttore International School for Scientific Diving – ETS (ISSD) “un solo m² di prateria in buona salute produce fino a 20 litri di ossigeno al giorno. Nel caso specifico del progetto Green Sea: i 200 m² di prateria finora impiantati si stima che potrebbero quindi arrivare a produrre fino a 4000 litri di ossigeno al giorno. Le praterie forniscono servizi ecosistemici per un valore compreso tra 8 e 18 milioni di euro all’anno. Tra i diversi servizi forniti, la posidonia agisce come difesa naturale contro l’erosione costiera: la regressione di 1 metro del suo limite può causare un arretramento, stimato fino a 15 metri, del litorale sabbioso.”
“Questo intervento – ha sottolineato Monica Montefalcone, PhD in Scienze del Mare Professore Associato in Ecologia Seascape Ecology Lab, DiSTAV, Università di Genova-rappresenta il primo esperimento di riforestazione di Posidonia oceanica condotto al limite inferiore del suo range batimetrico, a 22 metri di profondità. L’operazione, oltre a generare benefici ecologici rilevanti per la biodiversità, costituisce un caso di studio di grande interesse scientifico per comprendere la resilienza della specie in condizioni ambientali estreme”.
“La doppia identità del Parco, che abbraccia sia l’ambiente terrestre sia quello marino – ha dichiarato Presidente il Presidente del Parco nazionale area marina protetta Cinque Terre Lorenzo Viviani – ci vede impegnati nella tutela dei polmoni verdi, emersi e sommersi. La prateria di Posidonia di Monterosso, tra le più estese e monitorate della Liguria, è un ecosistema straordinario: produce ossigeno come un bosco e offre rifugio e nutrimento a numerose specie marine. Partecipare attivamente a questo progetto è per noi motivo di orgoglio. Il patrimonio di biodiversità dell’Area Marina Protetta rende questo territorio un luogo privilegiato per ricerca e interventi di ripristino ambientale, ma anche un punto di riferimento per l’educazione ambientale e la divulgazione scientifica.”
Cristianesimo d’ordine o Vangelo di libertà? Riflessioni sull’intervista di Ruini.
Il Cardinale Ruini ha dichiarato (ieri alla Stampa, ndr) che la Premier Meloni “è davvero brava e governa bene”. Ha poi indirettamente beatificato Silvio Berlusconi – col quale, da Presidente della Cei, strinse uno strettissimo sodalizio – affermando che, purtroppo, il figlio Pier Silvio non ha lo stesso carisma.
Secondo il Cardinale, la Premier Meloni è brava perché difende le “radici cristiane”. Del resto, al tempo, disse che a Romano Prodi, cattolico integerrimo ma “adulto”, preferiva Silvio Berlusconi, benché il rapporto tra gli stili di vita di quest’ultimo e la morale cattolica fosse rappresentato unicamente dal fatto che aveva una zia monaca.
Una questione di libertà della Chiesa
Ogni cittadino – Cardinale o meno che sia – ha ovviamente il diritto di pensarla politicamente come meglio crede. Si tratta però di capire se questi sbandierati abbracci aiutano la Chiesa a rapportarsi in modo libero, autonomo, profetico e corretto col potere.
La stagione “ruiniana” – col suo organico sostegno alla cultura berlusconiana, che ha aperto la strada alla stagione del populismo individualista – non mi pare abbia prodotto buoni risultati in questo senso per la Chiesa italiana e men che meno per il suo radicamento nella società.
L’alleanza fra Trono e Altare – a condizione che il Trono si dichiari “defensor fidei” e che l’Altare rinunci alla sua libera profezia – è infatti questione di epoche per fortuna lontane nella storia.
Una Chiesa “nel mondo”, non “del mondo”
Il Cardinale dà oggi voce a una sensibilità presente nel mondo cattolico italiano e non solo italiano, che non è la mia e, se posso osare, non mi pare neppure sia quella di Papa Francesco e ora di Papa Leone.
È l’idea della Chiesa come setta (l’America trumpiana ne è un esempio) e non come veicolo di evangelizzazione e di costruzione di un umanesimo libero rispetto ad ogni potere, perché segno di speranza e di liberazione; una Chiesa che è “nel mondo”, ma non “del mondo”.
È la risposta sbagliata alla crisi del “senso” religioso che la secolarizzazione portata agli estremi ha prodotto nelle nostre società. Di fronte ai cambiamenti epocali del nostro tempo, si pensa che l’evocazione, spesso strumentale, delle antiche “radici cristiane” da parte del potere politico sia sufficiente per affrontare “i cieli nuovi e le terre nuove” che la storia impone.
Il rischio dell’ideologia cristiana al servizio del potere
Mutatis mutandis, ovviamente, è ciò che pensa il Patriarca di Mosca Kirill, quando benedice Putin come difensore della cristianità contro i disvalori decadenti della democrazia liberale.
Non è così che la Chiesa può testimoniare la sua profezia. E non è così che i cittadini di fede cristiana, nei diversi loro campi di impegno e nel rispetto del valore della laicità della Politica, potranno ancora ritrovare il sentiero di una loro proficua presenza nella vita pubblica. Tema peraltro urgente e fondamentale di fronte alla deriva delle nostre democrazie.
Né la Chiesa nella sua peculiare missione pastorale, né i singoli cittadini cristiani nell’esercizio del loro dovere di laica responsabilità nelle “cose terrene” possono però pensare di risolvere il problema della loro crisi di carisma affidandosi a un Potere che – da chiunque sia detenuto – agisca come sponsor dall’alto delle cosiddette radici cristiane della società.
Radici, peraltro, spesso solo retoricamente affermate, ma sconfessate proprio nei campi più profetici del messaggio evangelico.
Il Giubileo dei giovani: là dove rinascono le radici
Casualmente, l’uscita pubblica del Cardinale Ruini ha coinciso con il grande Giubileo dei Giovani nella spianata di Tor Vergata. Più di cinquecentomila giovani di tutto il mondo hanno incontrato il Papa, il quale ha risposto alle loro domande di futuro con un messaggio coraggioso di futuro.
Credo che sia piuttosto qui che le “radici cristiane” possono trovare nuova e fresca linfa per rigenerarsi. In Italia e nel mondo.
Il partito nuovo in mezzo a noi
Dal punto di vista della fantasia creativa applicata alla politica, alla voce “partito nuovo di centro” corrispondono così tanti tentativi, maturati nel complicato trentennio post-prima repubblica, dei quali forse neanche gli addetti ai lavori riescono più a tenere il conto.
Non appena si provi a cambiare il punto d’osservazione, dall’elenco delle sigle alle concrete strategie politiche, si scorge, non senza una certa sorpresa, un diverso panorama politico.
L’epifania del partito di centro
Dall’inizio di questi anni ’20 un “partito nuovo” – di centro, perché in sostanziale continuità con l’epoca democristiana, pur senza nostalgie e ben orientato alle sfide del secolo presente – si è manifestato all’opera. In modo trasversale.
Da che cosa lo si capisce? Da una serie di scelte, negli ambiti strategici, legate dal seguente criterio: ciò che per circa 30 anni non si è più potuto fare, è tornato in qualche modo di nuovo praticabile sia sotto il profilo culturale che nelle scelte di governo.
Pensiamo al Piano Mattei per l’Africa, al rafforzamento dei legami con gli Stati della sponda Sud del Mediterraneo, ma anche all’accentuazione del ruolo dello stato in settori strategici, in un clima da nuova Iri: dall’energia, alle telecomunicazioni, dalle autostrade, alla siderurgia, dal settore creditizio a quello della difesa, a quello della finanza pubblica, con il ritorno alla preferenza degli investitori interni, famiglie e aziende, per l’acquisto dei titoli pubblici anziché di quelli internazionali. In un tale contesto si collocano anche grandi operazioni private, impensabili nei decenni scorsi, dal valore altamente simbolico, come la recente acquisizione da parte di un gruppo italiano della rete italiana di supermercati di un noto colosso francese della grande distribuzione.
I meriti di Matteo Renzi
Una svolta che sul piano interno ha dei fautori identificabili. Fra cui Matteo Renzi. Un paio di iniziative per cui si è battuto l’ex premier, la candidatura di Sergio Mattarella al Quirinale al primo mandato e la determinazione nel perseguire la caduta del governo Conte II per sostituirlo con quello di Mario Draghi, bastano a far passare in secondo piano i molti errori politici che pure, a giudizio di molti, ha commesso nella sua ormai lunga carriera politica.
Ma se, come sembrerebbe, l’emergere nella politica italiana di un simile “partito nuovo” sta ormai conducendo alla conclusione della fase successiva a quella della “prima repubblica”, occorre chiedersi come mai la fase iniziata dopo la fine della Democrazia cristiana si sia esaurita proprio in questi anni.
Profonda interazione fra politica italiana e ordine globale
Qui entra in gioco una costante che da sempre condiziona la politica italiana. Già manifestatasi in passato come fattore K, si tratta dell’influenza che l’ordine internazionale vigente esercita sull’Italia, Paese che, per la sua oggettiva centralità nel mondo, funge più di altri da termometro dei cambiamenti. Così la “prima repubblica” poté affermarsi solo nel contesto dell’applicazione meticolosa degli accordi di Yalta, dai quali una classe dirigente all’altezza delle sfide seppe massimizzare i vantaggi. Non fu un caso che quella classe dirigente non sopravvisse al venir meno di quell’ordine globale. E il passaggio dall’ordine bipolare a quello unipolare ebbe le conseguenze che conosciamo sulla politica, sulla società e sull’economia italiane.
Ma ora ci troviamo di nuovo in una fase di profondo mutamento dell’ordine globale con un tumultuoso passaggio dall’unilateralismo al multilateralismo. E questo cambiamento geopolitico non ha tardato a provocare cambiamenti in Italia. Esso è, in ultima analisi, il fattore determinante nell’aver creato le condizioni adatte al riemergere del ‘partito nuovo”. Si tratta di un elemento imprescindibile per comprendere le dinamiche in atto nella politica italiana.
Il popolarismo nel “partito nuovo”
Se ci si pone in questa prospettiva, stante la piena legittimità nel costituire sigle nuove, per lo più funzionali alla asfittica (per la democrazia) logica bipolare, ritengo che la cosa più importante da fare per chi crede nella straordinaria attualità dell’eredità politica e culturale del popolarismo, diviene quella di mettersi in sintonia con questo “partito nuovo” indiscutibilmente di centro, che dagli inizi degli anni ’20 sta sempre più dettando l’agenda della politica italiana, peraltro in un milieu mediatico e culturale che gli è intrinsecamente ostile. Questa è la via, dissipando innaturali mescolanze al centro, come quella con i radicali, capace di suscitare interesse dei ceti medi e popolari del Paese verso una proposta politica forte nel governo della nuova Italia post seconda repubblica, capace di produrre concreti miglioramenti sulle loro vite e sulle loro aspettative di futuro.
Mattarella difende la verità sulla strage di Bologna
Nel quarantacinquesimo anniversario della strage del 2 agosto 1980, la Repubblica ha rinnovato la propria fedeltà alla memoria e alla verità. Una data che continua a segnare la coscienza civile del Paese, simbolo del punto più drammatico di quella “notte della Repubblica” evocata da Sergio Zavoli: una stagione di sangue iniziata con Piazza Fontana e durata oltre un decennio.
Un discorso denso di significato
Nella giornata di ieri, 2 agosto, il Presidente Sergio Mattarella ha pronunciato un discorso denso di significato, riaffermando con fermezza la necessità di custodire la verità storica e giudiziaria sulla strage alla stazione di Bologna.
Un messaggio rivolto all’intera comunità nazionale, e in particolare alle nuove generazioni, affinché nessuno dimentichi la matrice neofascista dell’attentato, né le complicità di apparati deviati dello Stato. Il Capo dello Stato ha voluto anche sottolineare il ruolo insostituibile delle associazioni dei familiari delle vittime, il cui coraggio civile ha permesso di rompere il silenzio, superare i depistaggi e individuare mandanti e fiancheggiatori.
La sentenza della Corte di Cassazione
Mattarella ha richiamato la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, emessa il 1° luglio scorso, che ha condannato Paolo Bellini – ex militante di Avanguardia Nazionale – come esecutore materiale della strage. Una verità accertata che rafforza la legittimità della memoria e della giustizia repubblicana.
Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato con forza che la democrazia italiana è “espressione di una comunità coesa”, in grado di respingere chi ha tentato di seminare terrore e sovvertire le istituzioni. Un passaggio che definisce, con nettezza, il senso profondo della resilienza democratica del nostro Paese.
Non si possono tollerare ambiguità
Il riferimento implicito a talune ambiguità ancora presenti nel dibattito pubblico non è passato inosservato. Le parole del Capo dello Stato contrastano infatti con dichiarazioni recenti provenienti da ambienti della destra, che continuano a mettere in discussione le sentenze della magistratura.
Emblematico il caso dell’ex portavoce del Presidente della Regione Lazio, Marcello De Angelis, e non meno significativa l’assenza, da parte della Presidente del Consiglio, di un’assunzione chiara e inequivoca sulla responsabilità politica dell’eversione neofascista. L’insistenza su una “verità da cercare” può rischiare di indebolire quella già conquistata con anni di battaglie civili e processi faticosi.
Il Quirinale come custode della memoria repubblicana
Anche per questo, il ruolo del Presidente Mattarella appare oggi più che mai essenziale: garante dei valori costituzionali, riferimento morale in un tempo segnato da incertezze, custode di una memoria che non si piega alla retorica né alle revisioni interessate.
Il suo intervento del 2 agosto conferma quanto la funzione del Quirinale sia centrale nel mantenere viva la tensione etica della democrazia italiana. Il ricordo della strage di Bologna non è solo un esercizio commemorativo, ma un impegno quotidiano per la giustizia, la verità e la libertà.
San Mauro: “Golden power? L’Europa ha estratto il cartellino rosso”.
Professore di Diritto dell’Economia all’Università La Sapienza di Roma, già consulente giuridico presso istituzioni nazionali ed europee, Cesare San Mauro interviene sul caso che ha scosso il sistema bancario italiano: il ritiro dell’Offerta Pubblica di Scambio di UniCredit verso BPM, a seguito delle prescrizioni imposte dal Governo con il golden power.
Professore, cosa rende particolare il caso UniCredit–BPM rispetto ad altre operazioni del risiko bancario?
Nel caso specifico il Governo ha attivato il golden power imponendo una serie di prescrizioni che hanno portato UniCredit a ritirare l’OPS. Tuttavia, tali vincoli non sono stati applicati in operazioni analoghe, come quella del Monte dei Paschi su Mediobanca o della BPER sulla Popolare di Sondrio. Questo solleva dubbi sull’uniformità e sulla legittimità del criterio adottato. È bene ricordare che UniCredit, per struttura e sede, è a tutti gli effetti una banca italiana: lo attestano i depositi, la rete territoriale, il personale, la giurisdizione competente.
La normativa europea ammette strumenti di tutela come il golden power?
Sì, ma con limiti ben precisi. Il golden power nasce per proteggere settori strategici — difesa, telecomunicazioni, infrastrutture essenziali — da acquisizioni che minaccino l’interesse nazionale, soprattutto da capitali extra-UE. L’estensione a settori come finanza e assicurazioni è avvenuta in via eccezionale durante la pandemia. Applicarlo tra operatori europei senza un pericolo grave e attuale significa violare i principi fondamentali dei Trattati, a partire dalla libera circolazione dei capitali.
Quindi l’Italia rischia una procedura d’infrazione?
Assolutamente sì. La lettera della Vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, è molto chiara: l’interpretazione italiana del golden power nel caso UniCredit-BPM contrasta con il Regolamento europeo sulle concentrazioni — che ha lo stesso valore della legge — e con lo spirito dei Trattati. Se il Governo manterrà questa linea, non solo rischia pesanti sanzioni, ma alimenta un precedente pericoloso che potrebbe ritorcersi anche contro le imprese italiane all’estero.
E il fatto che anche Francia o Germania pongano vincoli simili?
Non può essere una giustificazione. Se altri Stati pongono ostacoli alle imprese italiane, anche loro agiscono contro il diritto europeo e subiscono condanne. Ma due torti non fanno una ragione. In uno Stato di diritto, non può prevalere la logica del fatto compiuto: alla legge del più forte dobbiamo opporre la rule of law. È questo il segno distintivo dell’Europa a cui apparteniamo.
Cesare San Mauro
Professore associato di Diritto dell’Economia – Università La Sapienza – Roma
Chiusa con un dance floor la 41esima edizione di Bolzano Danza
Milano, 2 ago. (askanews) – Si è chiusa venerdì 1 agosto con il dance floor partecipato condotto dalla compagnia francese MazelFreten sul palco del Teatro Comunale di Bolzano la quarantunesima edizione di Bolzano Danza, la prima del triennio diretto dal duo Anouk Aspisi e Olivier Dubois: una festa per il pubblico per suggellare un progetto che ha fatto del pubblico il suo centro, dimostrandosi capace di coinvolgere appassionati, addetti ai lavori e giornalisti dalla regione e da tutto il Paese.
“Bolzano Danza ha inaugurato quest’anno un nuovo capitolo della sua storia ha dichiarato Monica Loss, direttrice generale della Fondazione Haydn confermando la sua posizione a livello internazionale tra le principali manifestazioni dedicate alla danza a livello europeo e aprendo ulteriormente il suo sguardo per abbracciare tutti i linguaggi del contemporaneo. Ha ospitato alcuni tra gli artisti e le compagnie più importanti del panorama globale (Ballet Preljocaj, Gisèle Vienne, Mette Ingvartsen, François Chaignaud), senza dimenticare quell’attenzione per il territorio e la Comunità che da sempre lo contraddistingue, e rafforzando questo legame grazie a progetti nuovi ed inediti come ExtraDanza la grande festa della danza in collaborazione con Südtiroler Kulturinstitut (SKI) che ha riunito centinaia di appassionati sui Prati del Talvera , BoDA il nuovo cuore pulsante della manifestazione, che ha saputo ridare vita al centralissimo Parco dei Cappuccini e gli Open Lab, che hanno segnato l’apertura di un interessante dialogo con alcune delle eccellenze scientifiche della regione. Un racconto prezioso, che ha attraversato in due settimane di intensa programmazione undici luoghi differenti della città rappresentandone perfettamente le anime e unendo le diverse community che la abitano”.
“Nel 2025 hanno spiegato i due direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois abbiamo sollevato un soffio con Insurrection, primo atto di una trilogia immaginata come un movimento: dal turbamento alla riconciliazione. Nel 2026 apriremo Horizon, secondo atto: un tempo per consolidare una comunità sensibile, porosa, gioiosa che reinventa insieme, crea insieme e mantiene lo sguardo aperto verso il futuro. Con la volontà di ampliare l’invito agli artisti ed interpreti Internazionali ed italiani, ritroveremo artisti fedeli, come Mette Ingvartsen, che presenterà Skate Park, un’opera energica e urbana accompagnata da un laboratorio con skater locali. Più performance animeranno il cuore della città, trasformando Bolzano in un palcoscenico vivo e condiviso, dove nuovi spazi diventeranno teatro di esperienze inattese. Avremo anche il piacere di presentare una creazione inedita che unirà musica dal vivo e danza contemporanea in una forma nuova e audace. L’evento ExtraDanza assumerà una portata nuova: più ampia, più gioiosa, più aperta, riunendo abitanti e visitatori attorno alla danza come linguaggio comune. Nuovi luoghi insoliti prenderanno vita durante il festival, rafforzando il radicamento urbano e territoriale di Bolzano Danza. E naturalmente, BoDA rimarrà il nostro punto di ritrovo un luogo per pensare insieme, celebrare, incontrarsi”.
Formula1, Leclerc: "Oggi non capisco niente"
Roma, 2 ago. (askanews) – Una pole position incredibile, da fenomeno assoluto. Charles Leclerc ha battuto le due McLaren di Piastri e Norris, che avevano letteralmente dominato nelle tre sessioni di prove libere. Il monegasco non ha nascosto la propria emozione al termine delle qualifiche: “Oggi non capisco niente, è stata una sessione estremamente difficile. È stato complicato arrivare nel Q3, poi le condizioni sono cambiate. Sapevo di dover fare un giro pulito, ma non mi aspettavo di arrivare primo. È una delle mie migliori pole position, sicuramente la più inattesa. E non ho parole”, Leclerc si è concentrato anche sulla gara, che scatterà domani alle 15: “La partenza e la curva 1 saranno il momento chiave, ma io farò di tutto per mantenere il primo posto. Questo dovrebbe renderci la vita meno difficile”.
Anche Oscar Piastri, secondo a 26 millesimi da Leclerc, ha sottolineato la prestazione eccezionale del pilota della Ferrari: “È stato veloce tutto il weekend, le cose sono cambiate e ha fatto un ottimo lavoro. Complimenti a lui. Non mi aspettavo di arrivare dietro una Ferrari”. L’australiano partirà comunque davanti a Lando Norris, il suo avversario per il titolo: “Non è stata la migliore delle prestazioni, non siamo riusciti a migliorare. Ma comunque il secondo posto va bene”.
Ciclismo, impresa Ciccone che vince a San Sebastian
Roma, 2 ago. (askanews) – L’Italia torna a trionfare nella Classica di San Sebastian: impresa solitaria per Giulio Ciccone che torna in gara dopo la caduta sfortunatissima all’ultimo Giro e lo fa in grande, imponendosi in terra spagnola. Successo numero dodici per l’abruzzese della Lidl-Trek, uno dei più belli dell’intera carriera. Una vittoria che mancava addirittura dal 2003, quando ad imporsi fu Paolo Bettini davanti a Ivan Basso e Danilo Di Luca. L’abruzzese è riuscito ad evadere dal gruppo proprio assieme al messicano secondo all’ultimo Giro d’Italia. I due hanno guadagnato una quarantina di secondi sugli inseguitori e si sono andati a giocare il successo sull’ascesa decisiva del giorno: Murgil-Tontorra. Sulle durissime pendenze Ciccone ha fatto la differenza staccando il proprio rivale e tenendo il passo anche su un rimontante Christen. Nella successiva discesa Ciccone ha incrementato il gap e si è andato a prendere un successo bellissimo sul lungomare basco, arrivando a braccia alzate
Formula1, Magia Leclerc: Ferrari in pole in Ungheria
Roma, 2 ago. (askanews) – Incredibile all’Hungaroring: la Ferrari di Charles Leclerc è in pole position nel GP Ungheria. Un giro da fenomeno del monegasco, che dopo una sessione tra mille difficoltà è autore di un colpo da maestro e si mette alle spalle le velocissime McLaren. “Sono primo? Cosa? Mamma mia!” esulta incredulo via radio il ferrarista. Piastri (secondo) si ferma a 26 millesimi dal tempo di Charles. Terzo, invece, Lando Norris (+0.041) davanti alla Mercedes di Russell. In grande spolvero le due Aston Martin con le due vetture in quinta e sesta posizione. Fuori Hamilton e Antonelli in Q2. Lewis Hamilton litiga costantemente con la SF-25, eloquente il gestaccio alla fine del suo giro, e in gara partirà dodicesimo.
Fonti Chigi: da oggi Italia collabora a consegna aiuti a Gaza
Roma, 2 ago. (askanews) – “Nell’ambito di un’operazione umanitaria internazionale guidata dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania e con la partecipazione di altre Nazioni europee, l’Italia questa mattina ha iniziato ad offrire la sua collaborazione operativa alla consegna di aiuti alla popolazione di Gaza mediante lanci aerei oggi operati con velivoli degli Emirati”. Lo rendono noto fonti di Palazzo Chigi.
“Grazie all’azione del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Difesa, l’Italia continuerà a ripetere tali operazioni anche nei prossimi giorni in raccordo con i partner più stretti, a partire dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania”, spiegano le stesse fonti.
“Parallelamente a questo sforzo in termini di aiuti umanitari, l’Italia resta impegnata a sostenere l’obiettivo di un cessate il fuoco che apra la via al termine permanente delle ostilità e al rilancio di un processo politico verso una pace giusta e duratura, basata sulla soluzione dei due Stati”, concludono.
Si chiude la 19esima Biennale Danza: oltre 21mila presenze
Milano, 2 ago. (askanews) – Si conclude oggi, sabato 2 agosto, il 19esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, registrando 21.043 presenze, +18% rispetto alla scorsa edizione. In crescita la partecipazione dei giovani, studenti e under 26, che segna +26% rispetto al 2024.
Diretto da Wayne McGregor che lo ha intitolato alla potenza generativa degli artisti visti come creatori dei miti contemporanei, Myth Makers, il festival ha portato in laguna oltre 160 artisti presentando, attraverso la radicalità dei tanti diversi linguaggi della danza, 8 prime mondiali, 7 europee, 5 italiane.
Quest’anno il Leone d’oro alla carriera ha celebrato Twyla Tharp e il suo Jubilee Tour, e confermato con il Leone d’argento Carolina Bianchi, autrice, regista, performer fuori da ogni canone. Accanto alle due artiste, il festival ha conquistato il pubblico con le evoluzioni aeree di Yoann Bourgeois accompagnate dalle musiche di Patrick Watson, con la potenza dei cyber danzatori di Chunky Move, la furia aspra di Virginie Brunelle, la ritualità originale di Aakash Odedra, la fisicità post-punk del duo Bullyache e quella nervosa e surreale di Tânia Carvalho. E ancora le ultime generazioni con Mattia Russo e Antonio De Rosa della compagnia Kor’sia, Philippe Kratz alla testa della storica formazione Nuovo Balletto di Toscana, e soprattutto i giovani danzatori e coreografi di Biennale College, punto di forza del festival. A loro sono stati affidati cinque lavori ponendoli a confronto con altrettanti approcci alla danza: dal riallestimento di In C di Sasha Waltz a The Remaning Silence di Anthony e Kel Matsena, quasi un secondo tempo di The Herds, la performance di arte pubblica che aveva anticipato il festival a giugno, fino alle due nuove opere di Wang Le, Coexistence, e AI’M di Tamara Fernando e Matthew Totaro, vincitori di Biennale College coreografi.
Gran finale questa sera con due nomi importanti: il maestro della coreografia contemporanea William Forsythe al Teatro alle Tese con Friends of Forsythe e Marcos Morau al Teatro Malibran con l’ormai storica compagnia La Veronal per la prima mondiale di La mort i la primavera.
Basket, a Riccione la fase finale delle Estathé 3×3 Italia finals
Milano, 2 ago. (askanews) – E’ Riccione la città che ospita la fase finale, per la categoria Open, delle Estathé 3×3 Italia Finals 2025, atto conclusivo dell’Estathé 3×3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito dedicato all’attività 3×3 organizzato dalla Federazione italiana pallacanestro in collaborazione con Master group sport.
Un tour, partito da Alba il 31 maggio, che in due mesi ha toccato 18 Regioni italiane con oltre 100 tornei tra Circuito Elite (tornei Master e Top) e Circuito Classic. Sui campi allestiti in Piazzale Roma, a Riccione, sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 Femminili che prenderanno parte all’evento finale che assegnerà i titoli Open 2025. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Debrecen (29-31 agosto) del Fiba 3×3 world tour, il tour più importante al mondo del 3×3.
La località romagnola per la prima volta vede protagoniste nello stesso palcoscenico atleti senior e atleti giovanili (finali Under 14, Under 16, ed Under 18, Maschili e Femminili), a dimostrazione di un tour sempre più inclusivo.
“Siamo felici di poter contribuire alla crescita dello Street basket in Italia perché da sempre siamo vicini al mondo dello sport, ai suoi valori, orgogliosi del coinvolgimento sempre più ampio di tutto il settore giovanile a testimoniare l’importanza dello sport per un corretto stile di vita, come mezzo di conoscenza reciproca, di rispetto e di inclusione, dove prima di ogni risultato conta il divertimento”, ha commentato Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato Ferrero Commerciale Italia, che ha partecipato alla presentazione delle Finals insieme a Roberta Frisoni, assessora a Turismo, commercio, sport della Regione Emilia-Romagna, Simone Imola, assessore allo Sport Comune di Riccione, Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro, e Antonio Santa Maria, direttore generale Master group sport.
Le Estathé 3×3 Italia Finals 2025 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica.
“La quinta edizione dell’Estathé 3×3 Italia Streetbasket Circuit, ormai giunta alla conclusione, è stata un successo straordinario, con oltre 100 tornei sul territorio che hanno coinvolto nelle piazze italiane migliaia di appassionati -ha commentato Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro – La Federazione italiana pallacanestro sta continuando a investire nel movimento 3×3, lavorando, con l’aiuto dei comitati regionali, sulla formazione di arbitri e ufficiali di campo e sull’attività giovanile, che in questa stagione è stata strettamente connessa al circuito senior. Per la prima volta è la stessa località a ospitare Finali Open e Finali Giovanili: un segnale concreto di crescita, appartenenza e inclusività, di cui siamo particolarmente orgogliosi. A Riccione sono presenti atleti e atlete di altissimo livello, a conferma della qualità raggiunta dal circuito. Guardiamo con fiducia anche al futuro Azzurro: a settembre la Nazionale 3×3 Open Maschile tornerà a disputare l’Europe Cup dopo nove anni di assenza. L’obiettivo è crescere ancora, per qualificarci ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 sia con la Nazionale maschile sia con quella femminile”.
Giubileo, i giovani accampati a Tor Vergata in attesa del Papa
Milano, 2 ago. (askanews) – Tende, bandiere di diverse nazionalit e musica: i giovani da tutto il mondo sono accampati a Tor Vergata in attesa dell’arrivo del pontefice per il Giubileo dei giovani. Forze di polizia, Protezione civile, steward, Vigili del fuoco e Ares 118 hanno dato vita al sistema sicurezza, accogliendo i pellegrini pronti ad attendere le liturgie che saranno celebrate a partire da questa sera dal Santo Padre.
Giubileo, il Papa: atteso un milione di giovani, per me è un privilegio
Milano, 2 ago. (askanews) – “Più di mezzo milione, dicono, forse un milione di giovani che sono venuti da tanti Paesi del mondo. Per me è un privilegio”. Lo ha detto Papa Leone XIV, ricevendo in udienza gli artisti che animeranno l’incontro dei giovani a Tor Vergata. Per il Santo Padre, “è una benedizione poter partecipare in questa missione, in questo servizio, come Vescovo di Roma, come Santo Padre, conoscendo soprattutto la fede, l’entusiasmo e la gioia che condividiamo e che dà voce a quello che abbiamo nel nostro cuore, e che è soprattutto il desiderio di trovare la felicità, la gioia, l’amore; di sperimentare la fede anche con i doni che il Signore ci ha dato: la musica, il ballo e tante forme artistiche che voi condividerete questo pomeriggio con i giovani”. È veramente un dono per noi tutti e per tutta la Chiesa, e vi ringrazio sinceramente – ha sottolineato ancora il Pontefice -. Grazie a voi per questo momento e chiedo a Dio che vi benedica e vi aiuti ad accompagnare questi giovani che hanno anche tanto bisogno di trovare la vera gioia, la vera felicità che troviamo tutti in Gesù Cristo”.
Tesla condannata a pagare 243 milioni di dollari per un incidente mortale con Autopilot
Roma, 2 ago. (askanews) – Una tribunale della Florida ha stabilito che Tesla è stata in parte responsabile di un incidente mortale avvenuto nel 2019 che ha coinvolto un veicolo dotato del software di assistenza alla guida dell’azienda, Autopilot, assegnando ai querelanti quasi 329 milioni di dollari di danni. Tesla dovrà pagare un terzo dei danni compensativi e l’intero importo dei danni punitivi, per un totale di 243 milioni di dollari di danni. Lo riportano i media Usa.
In particolare il Wsj spiega come sia “la prima volta che una giuria riconosce un risarcimento danni in una causa relativa alle funzionalità di assistenza alla guida di Tesla e rappresenta un grave ostacolo per l’ azienda di veicoli elettrici di Elon Musk”.
“La giuria ha concluso che la casa automobilistica non ha fornito sufficienti avvisi o istruzioni per la funzione Autopilot della Tesla Model S del 2019 coinvolta nell’incidente, rendendo l’auto irragionevolmente pericolosa. La giuria ha assegnato ai querelanti 129 milioni di dollari di risarcimento danni e 200 milioni di dollari di risarcimento danni punitivi”.
Trump ha detto che i 2 sottomarini nucleari ora sono "più vicini alla Russia"
Roma, 2 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che due sottomarini nucleari da lui inviati in seguito alla presunta minaccia avanzata al Paese da Dmitry Medvedev, vicepresidente russo del Consiglio di Sicurezza, sono ora più vicini alla Russia.
Trump ha annunciato ieri in un post su Truth Social il dispiegamento di due sottomarini nucleari in “regioni appropriate” in risposta ai recenti commenti di Medvedev.
“Beh, un ex presidente russo che ora è a capo di uno dei consigli più importanti, Medvedev, ha detto cose molto brutte, parlando di nucleare. E quando si nomina la parola ‘nucleare’, sapete, mi si illuminano gli occhi e dico: ‘Meglio stare attenti’, perché è la minaccia definitiva”, ha detto Trump in un’intervista con Newsmax, alla Casa Bianca nella serata di ieri.
Trump ha confermato di aver inviato due sottomarini nucleari “nella regione”. Alla domanda se fossero ora più vicini alla Russia, Trump ha risposto: “Sono più vicini alla Russia. Sì, sono più vicini alla Russia”.
Tornerà il gran caldo, dopo i temporali e le grandinate
Milano, 2 ago. (askanews) – Erano 5 anni che non pioveva il 2 agosto su tutto il Nord: quest’anno una fase anomala di maltempo colpirà tutto il settentrione e anche le regioni centrali, proprio all’inizio delle vacanze estive agostane.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma la persistenza del peggioramento in atto, associato ad una depressione centrata sulla Danimarca: un fronte freddo causerà diffusi temporali nelle prossime ore al Nord e poi via via verso il Centro. Al Sud il tempo sarà ancora buono e con temperature leggermente sotto la media del periodo.
Nel dettaglio, fino al pomeriggio del sabato si prevedono forti fenomeni su gran parte del Nord Italia e localmente anche tra Alta Toscana e Marche; in seguito avremo ancora rovesci sul Nord-Est, ma anche in Piemonte, Toscana, Umbria e Marche.
Attenzione poi ad una linea temporalesca molto attiva, prevista nella notte tra sabato e domenica tra Toscana, Emilia Romagna e medio Adriatico con fenomeni localmente insistenti fino al pranzo della domenica; in seguito la fase clou del maltempo dovrebbe attenuarsi e lasciare spazio a schiarite anche al Centro-Nord, seppur con residua instabilità sulla fascia adriatica. Il Sud vivrà invece un weekend soleggiato, salvo nubi in arrivo tra Puglia e Basilicata. In sintesi, durante questo primo fine settimana di agosto il cielo brontolerà in modo sonoro; avremo forti temporali al Nord e poi anche su parte del Centro, si temono altre grandinate e colpi di vento a causa della marcata differenza tra le masse d’aria che si stanno fronteggiando: da una parte ritroviamo l’aria calda estiva italiana, dall’altra l’aria polare scandinava in discesa verso le nostre spiagge come fanno i turisti di quelle zone in questa stagione; l’invasione scandinava quest’anno sarà sia turistica sia meteorologica.
Dopo questa fase di temporali forti, il meteo ci riserverà un’altra sorpresa di opposto carattere: da lunedì il sole tornerà prevalente su tutta l’Italia salvo residui ultimi scrosci al Sud e sul medio versante adriatico; e soprattutto, da giovedì arriverà, purtroppo, una nuova ondata di caldo africano!
Saliremo sulle montagne russe del meteo: prima forti temporali, grandine e temperature autunnali (al Centro-Nord), poi caldo africano con solleone, canicola ed afa opprimente. Agosto inizierà dunque in modo anomalo, sembrerà più una mezza stagione che il mese estivo per eccellenza, il mese delle ‘ferie di Augusto’, del Ferragosto: a tal proposito, va detto che il bel tempo della prossima settimana durerà incontrastato almeno fino a Ferragosto.
Strage di Bologna, Mattarella: fu un attacco ai valori della Costituzione
Roma, 2 ago. (askanews) – “La strage della Stazione di Bologna ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile”. Lo afferma il capo dello Stato Sergio Mattarella nell’anniversario della strage.
“Il 2 agosto di quarantacinque anni fa, con i corpi straziati, i tanti morti innocenti, la immane sofferenza dei familiari, lo sconvolgimento di una città e, con essa, dell’intera comunità nazionale, è nella memoria del Paese”.
Ricorda Mattarella: “Bologna, l’Emilia-Romagna, l’Italia, risposero con prontezza e fermezza, esprimendo tutta la solidarietà di cui sono capaci, respingendo il disegno destabilizzante, le complicità presenti anche in apparati dello Stato, le trame di chi guidava le mani stragiste”.
Aggiunge il presidente: “Nel giorno dell’anniversario, si rinnovano alle famiglie delle vittime i sentimenti di vicinanza. Espressione di una comunità coesa che aderisce a quei principi democratici, che gli artefici della strage volevano cancellare, generando paura per minare le istituzioni, cercando di spingere il Paese verso derive autoritarie, con responsabilità accertate grazie al tenace lavoro di Magistrati e servitori dello Stato”.
Conclude Mattarella: “Merita la gratitudine della Repubblica la testimonianza dell’Associazione dei familiari delle vittime, che ha sempre tenuto accesa la luce sul percorso che ha portato a svelare esecutori e mandanti, prezioso esempio di fedeltà ai valori costituzionali, specie per i giovani”.
Nordio: se le toghe cavalcano il referendum rischiano l’umiliazione
Roma, 2 ago. (askanews) – I toni usati da opposizione e “parte della magistratura” hanno reso “difficile un confronto” sulla separazione delle carriere, e il referendum rischia di trasformarsi in una “umiliazione” delle toghe. Lo dice il Guardasigilli Carlo Nordio in una intervista a Repubblica.
“Ho paura di vincere il referendum, dopo un dibattito cruento che veeda coinvolta la magistratura. Perché se questa si accodasse alla politica, o peggio ne guidasse la carica, una sconfitta sarebbe un’umiliazione che inciderebbe sulla sua credibilità, già pericolosamente crollata. E da cittadino e da magistrato non me lo auguro”. Per il ministro “la giustizia è lacrime e sangue e non può essere strumentalizzata a fini elettorali”.
Per quanto riguarda la sentenza della Corte Ue sui paesi sicuri dove poter rimpatriare i migranti, Nordio nega che sia stata bocciata la linea del governo e commenta: “La sentenza riconosce come legittimo ciò che abbiamo fatto: cioé designare tramite un atto legislativo un Paese terzo come ‘Paese di origine sicuro'”. Quindi aggiunge che certamente i giudici hanno il potere di controllare i provvedimenti ma “quel sidacato deve essere effettivo e motivato. Il giudice deve accertarsi dell’affidabilità delle informazioni su cui fonda il suo convincimento, di cui deve fornire adeguata motivazione. E questo non si può dire sia sempre avvenuto. Non è un dettaglio”.
"Popolare" di Michele Bravi feat.Mida inversione remix
Milano, 2 agi. (askanews) – Dopo il grande successo in radio e in digitale, “Popolare” di Michele Bravi feat.Mida (Pastore Studio under exclusive license to M.A.S.T./Believe) è uscita con una versione remix eccezionale firmata dal re della dance, Gabry Ponte.
Il remix regala al sound del brano un groove elettronico, arricchito dal tocco magico di Gabry Ponte, fresco del suo recente concerto sold out a San Siro, il San Siro Dance, che lo ha consacrato come il primo DJ della storia a esibirsi da headliner sul leggendario palco dello stadio milanese, davanti a 56mila persone.
Accanto ai suoni, i colori, gli stimoli visivi del Mardi Gras di New Orleans si accostano le atmosfere clubbing, in un’esplosione di energia travolgente che celebra il folklore.
Con “Popolare” Michele Bravi dedica un capitolo della sua storia musicale alla carnalità della Louisiana, alla passionalità della musica di strada e alla percussività del Mississippi.
“Ho voluto personalmente coinvolgere Gabry Ponte in questa rivisitazione del brano. Ero certo che la stoffa del suo sound avrebbe aggiunto colori inaspettati al pattern di tessuti che già la canzone includeva in sé”.
“Quando Michele mi ha mandato la sua canzone ho capito che poteva nascere una bella collaborazione, è stato divertente realizzare questo remix!”, queste le parole del DJ-producer.
Nel singolo, trova spazio anche uno dei giovani artisti di punta della scena pop attuale: Mida, che è nato a Caracas e ha trascorso i primi anni della sua vita in Venezuela. ?”Popolare” è anche un videoclip esplosivo e bizzarro, che vede protagonisti personaggi del mondo della tv, della musica, del cinema, dello sport e dell’entertainment in generale, tutti accomunati dall’essere “popolari”, nel senso di avere nel sangue l’istinto alla trasversalità, all’inclusività, al folklore. Ognuno con il proprio stile interpreta la canzone, divertendosi e lasciandosi coinvolgere dal suo ritmo: Carlo Conti, Fiorella Mannoia, Chiara Ferragni, Gerry Scotti, Simona Ventura, Maria Grazia Cucinotta, Ilenia Pastorelli, Il Gabibbo, Enzo Miccio, Angelo Madonia, Giulia Stabile, Vanessa Incontrada, Edoardo Prati…e tanti altri.
Siglato accordo tra Sony Music Entertainment Italy e Ballandi Music
Milano, 2 ago. (askanews) – Siglato un accordo tra Sony Music Entertainment Italy e Ballandi Music, la nuova etichetta discografica del gruppo Ballandi.
La Major distribuirà – in fisico e in digitale – il repertorio artistico di Ballandi Music, nuova realtà nata con l’obiettivo di scoprire e valorizzare talenti emergenti provenienti da contesti spesso periferici rispetto ai centri tradizionali dell’industria discografica.
«Siamo molto felici per questa partnership con un’azienda che rappresenta la storia della televisione italiana – commenta il Presidente e CEO Sony Music Entertainment Andrea Rosi – e che storicamente ha sempre avuto idee e intuizioni all’avanguardia. Siamo certi che anche nel campo musicale confermerà questa tradizione e Sony è pronta a fornire tutti i servizi necessari».
Attraverso questo accordo, Sony Music metterà a disposizione di Ballandi Music la propria rete di distribuzione capillare e un accesso qualificato al mercato nazionale e internazionale.
Le parole di Herzog, uno spiraglio tra le macerie di Gaza
Le dichiarazioni del presidente israeliano Isaac Herzog, affidate al social network X, non passano inosservate. Se da un lato egli ribadisce con fermezza la posizione d’Israele in merito alla guerra in corso, dall’altro, pur in tono difensivo, introduce parole che suonano nuove — almeno nel linguaggio ufficiale — nel riconoscere il dolore dei civili palestinesi di Gaza. Una frase su tutte, in apparenza semplice, segna un punto di discontinuità: “Non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza”.Herzog esprime “rispetto” per il presidente italiano Sergio Mattarella, definito “amico”, ma si dice “rattristato” da alcune sue recenti affermazioni. Tuttavia, la risposta non è quella tipica del muro contro muro diplomatico: c’è piuttosto un tentativo di dialogo, di chiarimento, di apertura.
L’amicizia con Mattarella e la questione degli ostaggi
“Mattarella ha avuto ragione ad affermare che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre” — riconosce Herzog — e subito ricorda che 50 ostaggi israeliani sono ancora prigionieri, “trattenuti in condizioni disumane nei tunnel di Hamas”. Ma aggiunge un passaggio significativo: “La loro intollerabile sofferenza, l’agonia delle loro famiglie e la sofferenza dei civili di Gaza, che non vogliamo, potrebbero finire oggi” se gli ostaggi fossero liberati.
Il presidente israeliano assicura che Israele ha accettato diverse proposte di cessate il fuoco, tutte respinte da Hamas. E ribadisce: “Israele non ha intenzione di uccidere indiscriminatamente. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza”. È un’affermazione che non basta certo a placare le critiche internazionali, ma nella quale si coglie almeno la consapevolezza che il tempo della guerra non può durare in eterno.
Il rispetto del diritto internazionale
In un passaggio meno difensivo e più riflessivo, Herzog ammette che “gli errori accadono in guerra” e che Israele “sta facendo tutto il possibile per migliorare la situazione”. Rivendica il rispetto del diritto internazionale “in condizioni quasi impossibili”, contrapponendolo alla condotta di Hamas, che “viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani”.
Parole che, certo, restano nel solco della narrazione ufficiale, ma lasciano spazio — almeno tra le righe — a un possibile ripensamento strategico. La pressione diplomatica, non solo europea, e l’appello reiterato di Mattarella alla “proporzione” e al rispetto della dignità umana, sembrano aver smosso le acque.
Verso settembre, tra pause e svolte
In un’estate segnata dalla paralisi diplomatica e dalle sofferenze sul campo, la dichiarazione di Herzog rappresenta forse il primo segnale — tenue, prudente, ma non per questo irrilevante — di una possibile svolta. Il nodo resta quello del rilascio degli ostaggi, ma anche della volontà reale, da entrambe le parti, di fermare la spirale di violenza.
Mattarella, nel suo intervento, non ha negato il diritto di Israele a difendersi, ma ha chiesto con forza di uscire dalla logica della distruzione e dell’odio. Le parole di Herzog, pur segnate da cautela, sembrano aver raccolto almeno in parte quell’appello.
Asia, un continente sotto pressione: frontiere mobili, nazionalismi rigidi.
Come non bastassero le guerre che ci sono già, il mondo in questi ultimi mesi ne ha rischiate altre due, una delle quali potenzialmente devastante. Il teatro è quello asiatico, ovvero il continente che per molti analisti segnerà il tempo del pianeta in questo secolo.
Taiwan e l’incognita americana
Il continente nel quale, detto ora qui solo per inciso, si trova Taiwan, con il suo carico di generale pericolo per tutti, posta la reiterata determinazione della Cina nel considerarla una propria provincia e conseguentemente nel volerne tornare in possesso entro la metà del secolo o anche prima; e posta la parallela difesa della sua autonomia sempre patrocinata dagli Stati Uniti. Anche se, occorre dire, ora con la nuova e imprevedibile Amministrazione americana tutto è possibile: pure – come qualcuno comincia a temere fra i politici formosiani – che essa divenga una merce di scambio con Pechino nella partita economica che Donald Trump sta giocando col resto del mondo.
Preah Vihear: diplomazia, dazi e confini
Cominciamo dallo scontro più recente e meno inquietante ma non per questo non importante, quello fra Thailandia e Cambogia. L’oggetto del contendere è un antico tempio hindù, chiamato Preah Vihear, dal 2008 Patrimonio UNESCO. Ritenuto un “simbolo dell’identità nazionale” dai cambogiani, la sua attribuzione a Phnom Penh da parte dei colonizzatori francesi, oltre un secolo fa, una decisione sancita nel 1962 dalla Corte Internazionale di Giustizia, non è mai stata accettata dai thailandesi, che ritengono le alture ove esso si trova appartenenti al proprio territorio. Oltre il tempio, dunque, è una questione di confini (e sono ben 817 i km che separano i due paesi).
La tensione si protrae da decenni e ha condotto ad uno scontro armato durato 5 giorni che ha rinnovato quello del 2010, con qualche decina di morti e feriti, e che si è concluso con la mediazione della Malesia (presidente di turno dell’ASEAN) grazie (anche e forse soprattutto) alla minaccia di Trump di elevare i dazi al 36% per entrambi i paesi: sia per l’alleata Thailandia, sia per la meno vicina, ma non ostile, Cambogia. Ai colloqui ha partecipato anche la Cina, che naturalmente non può permettersi di delegare una disputa asiatica alla sola gestione statunitense.
India e Pakistan: lo spettro nucleare e la guerra dell’acqua
Più grave la tensione registratasi in maggio fra India e Pakistan. Due nazioni nucleari, nemiche da sempre, ovvero sin da quando, nel 1947, la fine dell’impero britannico consentì ai musulmani dell’area di fondare il loro stato, appunto il Pakistan, a ovest dell’India. Da allora le dispute territoriali fra le due nazioni si sono susseguite con regolarità: la principale riguarda il mitico Kashmir, fonte di numerosi scontri nel tempo (i più intensi furono nel 1971, assai prossimi ad una guerra vera e propria).
Questa volta la miccia è stata accesa da uno sconfinamento in territorio indiano – nella zona turistica della Valle di Pahalgam – da parte di un gruppo terroristico pakistano, il “Fronte della Resistenza”, di formazione jihadista, con l’uccisione a sangue freddo di ben 26 persone.
Nuova Dehli accusa Islamabad senza mezzi termini di proteggere, se non addirittura di favorire, queste milizie e dunque ha approntato una reazione molto dura: non tanto per i bombardamenti aerei effettuati, che hanno prodotto un certo numero di vittime, quanto per la sospensione del Trattato del 1960 sulle acque dell’Indo, ovvero il blocco delle acque dei fiumi che vanno verso occidente, verso il Pakistan. Un atto di guerra totale perché significa privare del bene più prezioso un’intera popolazione. E infatti il premier pakistano Shebbaz Sharif ha minacciato come ritorsione l’uso della bomba atomica (ormai la Russia ha
fatto scuola…).
Una tregua fragile su un continente inquieto
La tregua presto siglata è definita da tutti alquanto fragile. Ma per ora regge. Senza però far cessare il timore di una deflagrazione degli scontri in un conflitto vero e proprio. Il dialogo fra le parti è infatti sostanzialmente minimo, per non dire inesistente, e dunque basta un nuovo episodio violento per far precipitare la situazione. Che potrebbe a quel punto farsi molto, molto seria.
In Asia i nazionalismi sono assai forti, hanno radici antiche, religiose e non solo, e rappresentano il carburante principale cui attinge chi gestisce il potere. Molto fuoco dunque cova sotto la cenere, anche da quelle parti.
Riconoscere o no lo Stato di Palestina? Un dilemma politico, linguistico e morale
Di recente al Presidente della Francia si sono aggiunti Canada, Singapore, San Marino, Portogallo, Gran Bretagna così che sono complessivamente 147 le nazioni che al mondo che hanno già riconosciuto lo Stato della Palestina ed altri prossimamente si aggiungeranno a questo elenco.
Si tratta di una presa di posizione che può costituire una buona palestra per capire se si ha la forza effettiva per mettere pace da quelle parti dove ad oggi risultano morti, a causa della fame, 89 bambini oltre a circa 200 adulti. Può darsi che invece ci si palleggi soltanto la palla senza sapere in quale porta segnare e soprattutto se farlo.
Una partita tra Stati e simboli
È un peccato che non ci si allarmi per piaghe simili che segnano tante popolazioni africane ma insomma non è il momento di mettersi a guardare ora troppo per il sottile.
I Pro Palestina ne vogliono riconoscere la soggettività e l’istituzione dello Stato con la speranza, se non la convinzione, che questa possa contribuire ad un piano di pace. Quelli che non si aggregano dicono che in questo modo non si fa che fare un piacere ad Hamas.
I confini geografici con relative frontiere, ad oggi mobili, non sembrano chiari ma è questione per adesso su cui è meglio non attardarsi.
Il verbo “riconoscere” sotto processo
Riconoscere è uno verbo che si fa forte del prefisso “ri” che ingarbuglia una situazione già non fluida fin dal punto di partenza. Già il solo ”conoscere” ha coinvolto pensatori e filosofie restando comunque una ambizione incompiuta. Nel mentre ci si dice certi di sapere di una materia, ne vien fuori, a tamburo battente, un aggiornamento che costringe continuamente ad una rincorsa su una gara che non ha mai un traguardo.
“So di non sapere” era la furbizia di Socrate che subito si arrendeva davanti al dominio di una conoscenza che scappava per sua natura dalle mani andandosene per fatti suoi, incurante di chi credeva di averla finalmente in possesso.
A voler fare gli speciosi si potrebbe sostenere che se presumo di conoscere una cosa non si comprende come possa “riconoscerla”, cioè conoscerla nuovamente. È una impellenza di doppiaggio che sa di idiozia.
Se conosco una cosa sfugge la ragione e la necessità di doverci ancora una volta tornarci su. Forse ci si potrebbe accontentare nel dire che si conosce lo Stato della Palestina o, meglio ancora, ne si prende atto senza aggiungervi altri rafforzativi.
In attesa di settembre
Forse per tirarsi fuori dagli impicci e dagli impacci grammaticali il nostro Governo ha dichiarato che questa decisione è per ora prematura evitando di dire immatura.
Ciò che è prematuro lascia aperta la porta ad una evoluzione positiva per il futuro, mentre immaturo sembra incline ad una condanna a morte perché indica come una negazione delle possibilità.
Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, uno che con le parole ci sa fare, ha tagliato corto sulla situazione ricordando che è già una decina d’anni che si è proceduto in tal senso.
In fin dei conti ciò che importa è che alla Palestina non le si faccia tana, dandole una identità solo per poi metterla fuori rango, secondo le regole dei bimbi quando ci si rincorreva ad acchiapparella facendo fuori l’avversario di turno, mettendolo fuori gioco.
A settembre, con il riaffacciarsi di un primo fresco, le idee saranno più chiare, meno annebbiate, e “conosceremo” gli esiti di tanti buoni o cattivi propositi.
I partiti non sono tribunali morali
La recente “sentenza” di assoluzione preventiva del capo dei 5 Stelle, Conte, sulla candidatura di Ricci a Presidente della Regione Marche ripropone un capitolo pericoloso e inquietante sulla natura dei partiti. Certo, i partiti populisti con una chiara e netta identità giustizialista – e i 5 Stelle, sin dalle origini, sono l’interpretazione più autentica di questa deriva – fanno del moralismo, di norma a corrente alternata, la stella polare cui affidarsi nella concreta battaglia politica.
Le alleanze non si fondano su (pre)giudizi morali
Ma il dato di fondo a cui dobbiamo dare una risposta seria e convincente, a prescindere dal comportamento concreto dei populisti, è che i partiti – o ciò che resta di loro – non possono trasformarsi in una sorta di “tribunali morali” permanenti.
Le alleanze politiche, cardine fondamentale di ogni sistema democratico, non possono essere il frutto e la conseguenza di valutazioni moralistiche o pseudo giudiziarie. La valutazione sui singoli candidati, ovviamente legittima e discrezionale da parte di ogni partito, non può trasformarsi in una sentenza di assoluzione o di colpevolezza sulla base di giudizi astratti e moralistici. Fuorché qualcuno pensi di avere il monopolio esclusivo e totalizzante della moralità, della giustizia, della trasparenza e della correttezza etica e politica.
Un pericolo per la Costituzione repubblicana
Ma questo – è bene ricordarlo – accade nei regimi dispotici e dittatoriali disciplinati dal fondamentalismo religioso e dogmatico. Si tratta, cioè, di sistemi alternativi alla democrazia e ai principi liberali e, per quanto riguarda il nostro Paese, di un impianto pseudo-culturale del tutto estraneo ed esterno ai valori e ai principi della stessa Costituzione repubblicana.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, i partiti – qualsiasi partito – non possono trasformarsi in tribunali morali ed etici permanenti che distribuiscono patenti di legittimità, di agibilità, di trasparenza giudiziaria e di moralità personale necessari per partecipare all’attività politica e istituzionale.
Un sistema del genere sarebbe semplicemente devastante per la qualità della nostra democrazia e per la stessa credibilità delle istituzioni democratiche.
Il populismo mina la democrazia alla radice
Il vero tarlo corrosivo di questa deriva democratica ha un nome preciso: populismo. Se il populismo – che poi si trascina dietro i peggiori vizi della politica, dal trasformismo all’opportunismo, dal giustizialismo al moralismo – continua a condizionare i comportamenti della politica italiana, non possiamo stupirci se la nostra democrazia appare fragile ed esposta al vento di estremismi che rischiano di minarla alla radice.
Il populismo, al riguardo, e di qualsiasi marca sia, era e resta il peggiore nemico della democrazia e, con essa, dei valori e dei principi costituzionali.
Il rischio di normalizzare la deriva
Ecco perché chi si allea oggi con i populisti, soprattutto quando hanno una vena giustizialista e vagamente moralistica, corre il rischio non solo di sdoganare definitivamente quella deriva nella cittadella politica italiana ma, ancor più gravemente, di condividere quel sistema di disvalori che sono e restano agli antipodi di una sana e trasparente democrazia liberale, sociale, solidale e, soprattutto, costituzionale.
Dopo parole Medvedev Trump ordina ridispiegamento di due sottomarini nucleari
Roma, 1 ago. (askanews) – “Sulla base delle dichiarazioni altamente provocatorie dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, ora Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ho ordinato il riposizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate, nel caso in cui queste dichiarazioni insensate e provocatorie fossero più di questo”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul proprio social Truth.
“Le parole – prosegue Trump – sono molto importanti e spesso possono portare a conseguenze indesiderate, spero che questo non sia uno di quei casi”.
Lunedì, Medvedev aveva affermato di considerare come una minaccia e un passo verso la guerra tra Usa e Russia l’imposizione di ultimatum da parte di Trump per l’accettazione, da parte di Mosca, di un cessate-il-fuoco con l’Ucraina. In risposta, il presidente Usa aveva duramente criticato Medvedev per le sue dichiarazioni, sottolineando che l’ex delfino di Putin sta “entrando in un territorio molto pericoloso”.
Trump: dopo parole Medvedev ridispiegamento 2 sottomarini nucleari
Roma, 1 ago. (askanews) – “Sulla base delle dichiarazioni altamente provocatorie dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, ora Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ho ordinato il riposizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate, nel caso in cui queste dichiarazioni insensate e provocatorie fossero più di questo”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul proprio social Truth.
“Le parole – prosegue Trump – sono molto importanti e spesso possono portare a conseguenze indesiderate, spero che questo non sia uno di quei casi”.
Lunedì, Medvedev aveva affermato di considerare come una minaccia e un passo verso la guerra tra Usa e Russia l’imposizione di ultimatum da parte di Trump per l’accettazione, da parte di Mosca, di un cessate-il-fuoco con l’Ucrina. In risposta, il presidente Usa aveva ha duramente criticato Medvedev per le sue dichiarazioni, sottolineando che l’ex delfimo di Putin sta “entrando in un territorio molto pericoloso”.
Banche italiane in linea o sopra Cet1 medio Ue in stress test Eba
Roma, 1 ago. (askanews) – Le maggiori banche italiane coinvolte nell’ultima tornata di stress test dell’Eba mostrano risultati per lo scenario avverso sostanzialmente in linea o molto superiori alla media del campione monitorato dall’autorità bancaria europea. Il “riferimento” è un coefficiente patrimoniale Cet1 al 12 percento, misurato a fine 2027 per l’insieme delle 64 banche coinvolte nella simulazione.
Secondo le tabelle fornite dalla stessa autorità, Intesa SanPaolo a fine 2027 disporrebbe di un Cet1 al 12%, UniCredit Cet1 al 12,50%, Mps Cet1 al 17,11%, Bpm Cet1 all’11,41%, Bper Cet1 al 14,10% e Iccrea Cet1 al 21,30%. (fonte immagine: EBA).
Gaza, Herzog: rattristato dalle parole di Mattarella
Roma, 1 ago. (askanews) – “Nutro grande rispetto per il Presidente della Repubblica” italiana, “il mio amico Sergio Mattarella. Per questo motivo sono rimasto rattristato da alcuni aspetti delle sue recenti dichiarazioni sulla situazione a Gaza e ho sentito il bisogno di chiarire i fatti”. Lo scrive su X il presidente israeliano Isaac Herzog.
Mattarella, prosegue Herzog, “ha avuto ragione ad affermare che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre. Delle centinaia di persone innocenti prese in ostaggio da Hamas in quel giorno buio, 50 rimangono prigioniere, trattenute in condizioni disumane nei tunnel di Hamas. La loro intollerabile sofferenza, l’agonia delle loro famiglie e la sofferenza dei civili di Gaza, che non vogliamo, potrebbero finire oggi se tutti gli ostaggi venissero rilasciati. Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco mediate. Hamas ha ripetutamente respinto gli accordi e si è rifiutato di rilasciare gli ostaggi. Israele – sottolinea il presidente Herzog – non ha ‘intenzione di uccidere indiscriminatamente’. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza. Sì, gli errori accadono in guerra e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza. Stiamo facendo tutto il possibile per migliorare la situazione. Agiamo secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili. A differenza del nostro nemico, che viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani”.
Bce: banche bruciano meno capitale rispetto ai passati stress test
Roma, 1 ago. (askanews) – Anche il campione allargato preso in considerazione dalla Banca centrale europea, per la nuova tornata di stress test Ue, mostra che le banche dell’area euro risultano “resilienti rispetto a uno scenario di grave peggioramento dell’economia”. Lo afferma l’istituzione di Francoforte, dopo la pubblicazione dei risultati della simulazione appena completata assieme all’Eba, l’autorità bancaria europea.
Oltre alle 51 grandi banche dell’area euro che facevano parte del campione di 64 istituti di credito di tutta l’Ue del test Eba, la Bce ha messo alla prova altre 45 banche di medie dimensioni, per un totale di 96 banche rappresentative dell’83% del settore nell’area euro.
Nello scenario avverso ipotizzato, complessivamente le banche sottoposte alla simulazione subirebbero perdite per 628 miliardi di euro, tra operazioni di credito, esposizioni di mercato e rischi operativi, a fronte di 548 miliardi di euro di perdite registrate nella simulazione del 2023.
Ma “nonostante queste perdite, il consumo patrimoniale è stato più basso dei precedenti stress test”. Questo miglioramento del risultato in termini di perdite patrimoniali “è principalmente dovuto alla maggiore redditività delle banche – rileva la Bce con un comunicato – sostenuta da tassi di interesse più elevati e qualità degli impieghi stabile”.
Tuttavia “la sostenibilità di questi elevati livelli di utili resta incerta e può differire tra le banche”, aggiunge la Bce.
Per l’insieme delle banche coinvolte, la misura più utilizzata per i livelli di solidità patrimoniali, il coefficiente Cet1 esce dallo scenario avverso al 12%, a fronte del 10,4% cui calava nello stress del 2023. Questo corrisponde alla perdita di 4 punti percentuali pieni rispetto al livello iniziale.
Secondo la Bce, i risultati della simulazione suggeriscono che i livelli attuali dei margini di sicurezza patrimoniali sono in grado di sostenere la capacità del settore bancario europeo di affrontare shock avversi.
La Bce ricorda che lo stress non è un elemento con “promossi o bocciati”, ma piuttosto serve ad aiutare le banche a migliorare le loro pratiche di gestione del rischio e alle autorità di vigilanza a valutare la resilienza del settore.
Stellantis: vendite luglio -12%, quota cala al 26%. Nei 7 mesi -11,7%
Milano, 1 ago. (askanews) – Stellantis chiude il mese di luglio con immatricolazioni in calo del -12,1% a 35.038 veicoli, pari a una quota del 26% (-2,1pp). Lo si apprende da un’elaborazione Stellantis su dati Dataforce. Nei primi 7 mesi le immatricolazioni sono diminuite dell’11,7% a 281.454 veicoli, pari a una quota del 28,9% (-2,6pp). Il mercato è in calo del 5,11% a luglio e del 3,75% nei primi sette mesi.
Fra i brand Stellantis, a luglio in crescita Fiat (+8,1% a 11.061), Citroen/Ds (+2,3% a 4.100), Alfa Romeo (+13,7% a 1.953 auto) e Maserati (+13% a 182). In calo Jeep (-13,8% a 4.938), Peugeot (-24,2% a 4.820), Opel (-34,3% a 2.739), e Lancia (-71,2% a 800).
Nei 7 mesi bilancio positivo per Alfa Romeo (+35,2% a 18.795 auto) e Peugeot (+7,3% a 53.813). In calo tutti gli altri brand: Fiat (-11,6% a 93.535), Jeep (-6,2% a 41.837), Citroen/Ds (-12,9% a 40.401), Opel (-17% a 24.728), Lancia (-77,6% a 6.168) e Maserati (-25,1% a 1.202).
Auto, immatricolazioni luglio -5,1% a 118.493, nei 7 mesi -3,7%
Milano, 1 ago. (askanews) – Mercato dell’auto ancora in calo a luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono diminuite del 5,11% a 118.493 unità. Nei primi 7 mesi la flessione è del 3,75% a 973.396 unità
I trasferimenti di proprietà sono stati 510.989 a fronte di 480.488 passaggi registrati a luglio 2024, con un aumento del 6,35%.
Il volume globale delle vendite mensili, pari a 629.482, ha interessato per il 18,82% vetture nuove e per l’81,18% vetture usate.
A guidare la classifica delle 10 auto più vendute è Fiat Panda (8.935 auto), seguita da Dacia Sandero (4.370), Jeep Avenger (3.517), Dacia Duster, Toyota Yaris Cross, Toyota Yaris, MG ZS, Peugeot 208, Ford Puma e Volkswagen T-Roc.
Fra le case auto a luglio Stellantis registra una quota di mercato del 26%, seguita da Volkswagen al 16,4% e Renault 12,2%. Fra gli altri brand bene i cinesi con MG del gruppo Saic al 3,16% con MG ZS al 7° posto fra le auto più vendute, Byd che sale all’1,7% e Omoda Jaecoo di Chery all’1,2%. In crescita DR/Evo all’1,94%. Male Tesla che con il -5% di luglio vede la quota scendere nei 7 mesi allo 0,7% a 6.925 auto (-34,7%).
Piazza Affari e le altre europee hanno chiuso in forte calo nel giorno dei dazi
Roma, 1 ago. (askanews) – Giornata da dimenticare per Piazza Affari che nel giorno dopo la firma dell’ordine esecutivo del presidente statunitense Donald Trump sui dazi al 15% per l’Europa cede il 2,55% a 39.942 punti. Lo spread chiude in lieva rialzo a 86 punti base, con un rendimento del 3,53%.
Sul listino, sotto pressione i titoli bancari con i ribassi di Fineco (-5,80%), Intesa (-5,57%) e Bps (-4,49%). Vendite anche sul titolo saipem che lascia sul terreno il 4,69%.
Sul fronte opposto, in evidenza quest’oggi il titolo Campari che ha compiuto un vero e proprio rally guadagnando il 7,95% sull’onda dei conti del primo semestre. Avanzano anche Nexi (+1,40%) e Inwit (+1,16%).
Le borse europee chiudono la settimana in forte calo sui dazi Usa. Francoforte cede il 2,59%, mentre Londra perde un più contenuto 0,70% per i dazi più favorevoli rispetto alla Ue. Male anche Parigi in ribasso del 2,91% e Madrid che cede l’1,92%
Banche, stress test Eba: "Resilienti anche nello scenario grave"
Roma, 1 ago. (askanews) – “I risultati confermano che le banche europee sono in grado di restare resilienti anche in un ipotetico scenario di grave peggioramento economico”. Lo afferma l’Eba, l’autorità bancaria europea, dopo i nuovi stress test eseguiti sulle principali banche dell’Unione Europea, 64 istituti che rappresentano il 75% del settore.
Lo scenario avverso simulato dall’autorità Ue implica un grave deterioramento del quadro macroeconomico globale, innescato da un aumenti delle tensioni geopolitiche, frammentazione del commercio, anche a seguito di ulteriori rialzi dei dazi commerciali, e persistenti difficoltà nelle catene di approvvigionamento.
In questo quadro, “le banche europee, nonostante perdite totali per 547 miliardi di euro”, principalmente su crediti e mercati “manterrebbero solide posizioni patrimoniali e la loro capacità di continuare a supportare l’economia”, dice l’Eba.
Nello scenario avverso verrebbero “bruciati” complessivamente 370 punti base (3,7 punti percentuali) del coefficiente patrimoniale Cet1, che al termine dell’esercizio (2025-2027) risulta del 12%. Secondo l’Eba “la forte generazione di cassa ha aiutato le banche a compensare in parte le perdite e ad accusare una minore perdita patrimoniale rispetto all’esercizio del 2023”.
L’autorità rileva che le banche hanno iniziato la simulazione con livelli di redditività e patrimoniali più elevati rispetto agli anni passati. Inoltre, pur essendo sensibili ai rischi, hanno mostrato maggiori capacità di assorbire le perdite tramite la generazione di utili. Al tempo stesso e le banche mostrano “maggiori vulnerabilità sul credito e sui rischi di mercato, che sono i maggiori contributori alle perdite” dovute allo stress simulato.
“La forte per performance delle banche dell’Ue nello stress test 2025 è rassicurante, tuttavia – conclude l’Eba – mantenere livelli patrimoniali adeguati resta essenziale per salvaguardare la sicurezza del sistema bancario”. (fonte immagine: EBA).
Crosetto: dal 9 agosto al via il lancio di aiuti italiani a Gaza
Roma, 1 ago. (askanews) – “Nel rispetto delle indicazioni del Governo, ho dato il via libera a una missione che coinvolgerà assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare per il trasporto e l’aviolancio di beni di prima necessità destinati ai civili di Gaza, duramente colpiti dal protrarsi del conflitto. L’avvio operativo è previsto nelle prossime ore, con l’invio di un ‘advance party’, che si occuperà delle attività preparatorie e di coordinamento con le autorità locali. I nostri primi aviolanci sono programmati e potrebbero avvenire già a partire dal 9 agosto, per consentire al Maeci di completare l’approvvigionamento dei generi alimentari e il loro trasporto in Giordania”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Libia, Meloni vede Erdogan e Dabaiba: impegno per stabilità verso elezioni
Roma, 1 ago. (askanews) – “Il presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno dell’Italia per la stabilità, l’unità e l’indipendenza della Libia e il sostegno a un processo politico, a guida libica e con la facilitazione delle Nazioni Unite, che conduca ad elezioni”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo la visita a Istanbul della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha incontrato il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il primo Ministro del governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba.
I tre leader hanno concordato di continuare i lavori da subito a livello tecnico per individuare azioni concrete da condurre congiuntamente in un quadro di tempo ben definito.
Migranti, Meloni da Erdogan: rafforzare cooperazione e sostenere Libia
Roma, 1 ago. (askanews) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata oggi a Istanbul dove ha avuto un incontro trilaterale con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e con il primo Ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba.
Nel corso dell’incontro, spiega una nota della presidenza del Consiglio, i tre leader hanno discusso il rafforzamento della cooperazione per rispondere alle sfide comuni, a partire da quella della gestione dei flussi migratori.
Ricordando gli “eccellenti” risultati raggiunti in questo ambito con la Turchia, il Presidente del Consiglio ha sottolineato “l’opportunità di valorizzare le lezioni apprese applicandole anche per il sostegno all’azione del Governo di Unità Nazionale libico in ambito migratorio”.
In questo quadro, il presidente Meloni ha discusso con i suoi interlocutori una serie di linee d’azione per combattere le reti criminali internazionali di trafficanti di esseri umani, migliorare la prevenzione dei movimenti irregolari e sostenere la Libia nella gestione della pressione migratoria cui è sottoposta.
Trump se la prende ancora con Powell della Fed
Roma, 1 ago. (askanews) – Usa/ Usa, Trump contro Powell: “E’ un disastro, abbassa i tassi” Presidente Usa continua a chiamarlo “Too Late”
Roma, 1 ago. (askanews) – Prosegue lo scontro tra il presidente degli Stati uniti Donald Trump e Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Trump ha attaccato sul proprio profilo Truth Powell scrivendo: “Jerome ‘Too Late’ Powell è un disastro. ABBASSA I TASSI!”. “La buona notizia è che i dazi stanno portando miliardi di dollari negli Stati uniti!”, ha concluso il presidente.
Dazi, auto non incluse in ordine Usa su 15% per l’import dalla Ue
Roma, 1 ago. (askanews) – L’ordine esecutivo emanato ieri dall’amministrazione Trump negli Usa, che riconduce al 15% i dazi sulla maggior parte delle importazioni dalla Unione europea, lascia ancora fuori – almeno per ora – il settore delle auto e delle componenti per l’auto, sottoposto attualmente a dazi del 27,5%, nonostante fosse inteso fare parte dell’accordo politico sui dazi al 15% raggiunto domenica scorsa: E’ quanto si apprende da Bruxelles.
Come ha affermato stamattina dal commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, l’ordine Usa è “un primo passo” della attuazione degli accordi raggiunti. La Commissione Ue assieme agli Usa continua a lavorare per finalizzare una dichiarazione congiunta, come era stato concordato domenica scorsa. (fonte immagine: European Union).


















































