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Chi era Péguy? Un ossimoro vivente, cordialmente amato e cordialmente odiato

«Ero un ragazzino e, quasi di nascosto, sentii una delle conversazioni frequenti a casa mia tra Palmiro Togliatti, segretario del partito comunista, e don Giuseppe de Luca, il famoso amico di Giovanni XXIII, il celebre sacerdote romano, grande intellettuale di “Frontespizio”, amico di tanti uomini semplici e no».

Giaime Rodano — scomparso nel luglio del 2021 — sta raccontando il “suo” Péguy; una delle testimonianze più interessanti raccolte nel libro Il cristiano e l’anima carnale. L’attualità “inattuale” di Charles Péguy (Roma, Studium, 2025, pagine 194, euro 20, a cura di Massimo Borghesi, dedicato a Mimmi Cassola, la traduttrice de I misteri).

L’incontro tra Togliatti e De Luca, continua Rodano — curatore de La nostra giovinezza di Péguy nella versione degli Editori Riuniti del 1993 e, nel 2016 de Il denaro per l’editrice Castelvecchi — inizia proprio con una lunga conversazione sul redattore dei «Cahiers de la Quinzaine» anarchico, socialista, dreyfusardo, amico degli ebrei, cattolico, anticlericale, tradizionalista. Ma anche, in certo senso, anti-tradizionalista quando critica ogni indebita cristallizzazione della vita spirituale.

Un ossimoro vivente, cordialmente amato o cordialmente odiato spesso prima ancora di essere letto che — come scrive von Balthasar, citato da Borghesi — «è indivisibile e sta perciò dentro e fuori la chiesa, è la chiesa in partibus infidelium, dunque là dove essa deve essere (…) grazie al suo radicamento nel profondo dove mondo e chiesa, mondo e grazia si incontrano e si penetrano fino a rendersi indistinguibili».

Da qui nasce quel fascino trasversale che ha reso l’autore del Portico del mistero della seconda virtù un simbolo facilmente strumentalizzabile se interpretato in termini ideologici o politici, costantemente strattonato da destra e da sinistra e trasformato in un militante ante litteram di opposte fazioni.

«Poiché Péguy — continua von Balthasar — affonda in una zona che sta al di sotto di tutte le antinomie superficiali, resta, per tutti quelli che non sono in grado di seguirlo fin laggiù, uno spirito estremamente contraddittorio oppure il conciliatore di qualsiasi inconciliabilità: comunista e tradizionalista, internazionalista e nazionalista, estremo di sinistra ed estremo di destra, uno che sente con la chiesa e un anticlericale, un mistico e un giornalista arrabbiato, e via dicendo. Ma per chi può vedere il suo profilo profondo, tutte le sue linee apparentemente in urto tra loro si ordinano come tanti raggi che puntano a un centro. Partendo da questo centro egli risolve tutte le opposizioni».

La bussola che permette di orientarsi nella fluviale produzione dell’autore de Il mistero della carità di Giovanna d’Arco è il Caro cardo salutis di sant’Ireneo, il Leit-motif costante dell’Incarnazione. E il luogo dell’intersezione dell’eterno nel tempo dove ogni pellegrino può far esperienza dell’amore di Dio è Chartres, dove «la soglia ha l’altezza del gradino» come chiosa Giuseppe Frangi (in uno dei saggi precedentemente raccolti nel dossier Charles Péguy. A 150 anni dalla nascita a cura di Massimo Borghesi, nella rivista «Studium», 3, 2023). Un’oasi di luce nel buio del primo mondo integralmente post-cristiano della storia. Un’ipotesi — nota Frangi — che aveva assillato lo stesso Marcel Proust, anche lui arrivato a Chartres nel 1902 e che alla cattedrale fa riferimento più volte nella sua Recherche.

Proust confidava di temere che «la Francia si trasformasse in una spiaggia dove gigantesche conchiglie cesellate sarebbero apparse arenate, vuote ormai della vita che in esse aveva abitato». Partendo dal centro vitale e vibrante della sua fede, Péguy dialoga “davvero” con chiunque lo legga libero dai paraocchi del preconcetto, e «si può permettere — continua von Balthasar — un humor che inumidisce ogni cosa, un humor che è (…) meno complicato di quello di Claudel, una specie di superiore astuzia e bonarietà contadina, mediante la quale egli si distacca da tutta l’intellighenzia clericale-anticlericale che gli sta attorno come l’unico che è rimasto ben piantato nella sua terra».

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 4 aprile 2025

Ilja, lo starets di Kirill: una vita tra fede, profezia e Cremlino

Foto di jacqueline macou da Pixabay
Foto di jacqueline macou da Pixabay

Lo scorso 15 marzo è morto all’età di 93 anni nel celebre monastero di Optina Pustyn, nella Russia centro-meridionale, lo starets ortodosso Ilja (Nozdrin), il padre spirituale del patriarca di Mosca Kirill. Era stato insignito del più alto titolo monastico, quello di skhiarkhimandrit, “archimandrita con lo skhima”, un sovra-mantello con simboli che attestano i più alti voti della vita spirituale e delle regole ascetiche più rigide, come quelle degli anacoreti egiziani dei primi tempi di questa modalità speciale di vivere la fede cristiana. I funerali dello starets Ilja, celebrati dallo stesso patriarca Kirill tre giorni dopo la morte, sono stati un evento straordinario, per la massa di migliaia di partecipanti e la presenza di molti alti funzionari regionali e federali.

Negli ultimi anni la visita allo starets Ilja era diventata un appuntamento quasi obbligato per le stelle dello spettacolo, i politici e gli uomini d’affari dei più alti livelli. Lo stesso Vladimir Putin lo aveva incontrato più volte, assicurando di “volere molto bene allo starets, e di ascoltare sempre quello che ha da dirmi”. L’intera storia contemporanea della Chiesa russa si riflette nella vita dello starets, taumaturgo e profeta della “Ortodossia patriottica”, e la sua personalità ha molto influito su quelle del patriarca e del presidente.

L’autorevolezza degli startsy, i padri spirituali russi, non dipende mai dal loro ruolo formale nella vita monastica ed ecclesiastica in generale, anzi proprio la tradizione russa li esalta nella loro superiorità puramente “spirituale” che trascende ogni gerarchia, come afferma lo stesso scrittore Fëdor Dostoevskij nel capitolo iniziale dei Fratelli Karamazov, in cui raffigura proprio l’atmosfera di Optina Pustyn. L’intero romanzo, uno degli snodi fondamentali della letteratura e della cultura russa, è dedicato alla ricerca del “monachesimo nel mondo”, confrontando le diversità dei tre fratelli Dmitrij, Ivan e Aleša, i tre volti contraddittori dell’anima russa. Così Ilja Nozdrin è rimasto nell’ombra eremitica per i lunghi anni della semi-clandestinità sovietica, finché nel 2009 il patriarca Kirill ne ha sottolineato l’importanza per la sua stessa formazione, appena dopo l’elezione al trono patriarcale.

Nessun patriarca precedente aveva dichiarato pubblicamente il nome del proprio padre spirituale, né tanto meno se ne accennava nei documenti ufficiali. Quali fossero in realtà le relazioni tra Kirill e Ilja non è dato sapere, e lo starets non aveva cercato forme di notorietà in precedenza, se non per il fatto di incarnare l’immagine classica dell’anziano, significato appunto di starets, di bassa statura e con lunga barba fluente, una specie di oracolo in grado di prevedere gli eventi e di palesarsi misticamente nell’anima dei suoi devoti. I due si erano conosciuti nei giovanili anni Sessanta, quando portavano ancora i nomi di battesimo di Vladimir Gundjaev e Aleksej Nozdrin, negli studi del seminario di Leningrado sotto l’occhio vigile dei servizi del Kgb. Entrambi facevano parte dell’entourage ristretto del più carismatico tra i gerarchi russi dei tempi di Brežnev, il metropolita Nikodim (Rotov), che morì per un infarto a Roma nel 1978 tra le braccia del neo-eletto papa Giovanni Paolo I, prima ancora di compiere cinquant’anni.

Nikodim era anche il capo del dipartimento patriarcale per gli affari esterni, e divenne esarca patriarcale per l’intera Europa orientale, rappresentando il riferimento per le politiche di Ostpolitik dei governi europei e della Santa Sede nei confronti del potere sovietico. Il suo capolavoro fu l’accordo per la partecipazione di una delegazione ortodossa russa al Concilio Vaticano II, ottenendo l’impegno a non condannare esplicitamente il comunismo, e in generale Nikodim seppe raggiungere compromessi molto audaci con il regime, cercando in questo modo di proteggere la Chiesa da ulteriori persecuzioni, e guadagnando per i suoi gerarchi una serie di privilegi, facendoli equiparare agli agenti propagandisti della politica sovietica.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/La-morte-dell’ultimo-starets-62830.html

M5S, Conte vince la scommessa: tanti in piazza, non solo i suoi

Roma, 5 apr. (askanews) – “Oggi nasce una grande alternativa all’Italia del riarmo, dei tagli alla sanità, alla scuola, alle imprese. Li fermeremo. Tutti insieme. È solo l’inizio”. Sta in quel “tutti insieme” che Giuseppe Conte orgogliosamente proclama sui suoi canali social il senso della scommessa vinta dal Movimento 5 stelle, capace di chiamare in piazza a Roma decine di migliaia di persone e soprattutto di mettersi alla testa della protesta contro il riarmo europeo e per la fine del “genocidio” contro i palestinesi, secondo tema più citato dagli oratori sul palco dei Fori imperiali e più visibile nel corteo, per bandiere, striscioni e kefie dedicati alla tragedia in corso.

“Tutti insieme” perché stavolta in piazza non si è vista solo la capacità organizzativa del suo Movimento, ma una parte non marginale del “popolo” pacifista e della diaspora di quella sinistra che un tempo si autodefiniva “radicale”. Ma “tutti insieme” anche perché in piazza, con la presenza di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di AVS e con la delegazione del Partito democratico guidata da Francesco Boccia, si è manifestato un fronte di opposizione che per ora sembra non potere e non volere isolare i 5 stelle. “Calenda, cancella questa piazza”, cantavano i giovani M5S in testa al corteo, sbeffeggiando il leader di Azione che ha auspicato la “cancellazione” (politica) del Movimento.

“Siamo centomila!” l’annuncio di Conte dal palco, certamente esagerato ma tutt’altro che sorprendente a fronte di un corteo di massa superiore alle aspettative degli stessi organizzatori, certamente nell’ordine delle decine di migliaia, con la coda del corteo partita da piazza Vittorio Emanuele II quando ai Fori imperiali si affacciavano già le avanguardie della manifestazione. Piazza molto composta, tutto sommato silente come è tradizione per i 5 stelle che hanno una base lontana dalla militanza partitica tradizionale: “Viva l’Italia antifascista”, “fuori la mafia dallo Stato” e “Palestina libera” tra gli slogan più popolari nel corteo. E quando dal palco Barbara Spinelli, giornalista, ex europarlamentare e figlia di quell’Altiero coautore del Manifesto di Ventotene, critica il Pd per i suoi voti in Europa sul tema della guerra e del riarmo, solo qualche fischio non troppo partecipato sottolinea la distanza che ancora intercorre fra le due formazioni politiche che dovrebbero costituire l’ossatura del futuro centrosinistra. E se Sandro Ruotolo del Pd sottolinea con i cronisti che punti in comune ce ne sono, “siamo insieme – dice – per una Europa di pace non il riarmo dei 27 Stati, sono le destre europea e americana che non la vogliono l’Europa”, il verde Angelo Bonelli che invece fa parte della lista degli oratori ufficiali fa appello direttamente a Conte: “Abbiamo il dovere, lo dico a Giuseppe, di costruire una alternativa a una destra che sta sfasciando lo Stato e vuole fermare le politiche sul clima. Una maggioranza che non dice una parola sulla vergogna del genocidio del popolo palestinese”. Il suo alleato in AVS Nicola Fratoianni è sulla stessa lunghezza d’onda: “Questa destra è una destra che dobbiamo cacciare. A noi, insieme, uniti, la responsabilità di costruire una alternativa”, dice alla folla dei Fori.

Non a caso Conte, consapevole di non potersi limitare a motivare i suoi, apre il suo discorso con un sentito “grazie a chi è in piazza con idee diverse. Vi rispettiamo”. E conclude con una promessa: “Oggi si rompe la farlocca luna di miele che Meloni ha costruito con una parte degli italiani. Di qui parte l’alternativa a un governo vigliacco. Da qui partirà una grande onda che si farà sentire in tutta Italia e in tutta Europa”.

Il congresso della Lega accoglie Musk e rivuole Salvini al Viminale

Firenze, 5 apr. (askanews) – Giorgia Meloni aveva già detto di no, nei giorni immediatamente successivi all’assoluzione di Matteo Salvini. Ma ora la Lega insiste: il segretario deve tornare al Viminale, a guidare il ministero dell’Interno. E il congresso di Firenze accoglie con una standing ovation la proposta, lanciata per primo dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. Il diretto interessato resta seduto, impassibile. “Riflessivo”, dicono i suoi. Ma tutti coloro che interverranno a seguire, rilanceranno la richiesta: l’altro capogruppo Massimiliano Romeo, i vice segretari Andrea Crippa, Claudio Durigon. Insomma, tutti i vertici del partito a sostegno di un’ipotesi che riaprirà tensioni nel governo e nella maggioranza.

Del resto che la questione non fosse stata definitivamente accantonata lo si era capito quando su X il referente in Italia di Elon Musk, Andrea Stroppa, aveva battuto per giorni sul tema, sponsorizzando anche con un sondaggio il ritorno di Salvini al ministero dell’Interno. Sponsor pesante, Musk, che è entrato in campo al congresso sottolineando l’identità di vedute con la Lega su molte questioni. Quindici minuti di video collegmento da Washington, per insistere sulla “follia dell’immigrazione di massa”, per mettere in guardia dal rischio di “massacri in Europa” ad opera di terroristi, per insistere sulla necessità di mettere fine alla guerra in Ucraina, e per superare la questione dazi arrivando addirittura a ipotizzare una zona di libero scambio Ue-Usa con “zero dazi”.

Salvini gongola, incassa l’investitura di Musk e resta di lato sulla scena del congresso. Un breve saluto all’apertura delle assise, per sottolineare che è “il primo congresso nazionale” con delegati da tutta Italia, e tutto centrato sulle critiche all’Unione Europea, individuate come l’elemento di continuità con la vecchia Lega: da Umberto Bossi a Roberto Maroni, si vanno a ripescare gli attacchi di quasi 30 anni fa alla Ue. Per il resto, il segretario uscente e che sarà riconfermato domani, assicura l’unità della maggioranza: “La Lega e il governo sono una cosa sola, si mettano l’anima in pace Conte e Schlein. La Lega è garanzia che il governo avrà vita lunga, è il collante del governo”, dice Salvini, lasciando intendere che domani arriveranno i messaggi degli alleati di governo. Cioè probabilmente di Giorgia Meloni, ma non di Antonio Tajani.

Ma in realtà i messaggi dal congresso non sono rassicuranti per la maggioranza. La questione Viminale riaperta, e il confronto sulle Regionali che viene declinato così da Massimiliano Romeo: “A un certo punto con Meloni un discorso lo dovremo fare molto chiaramente: le regioni in cui governa la Lega devono restare alla Lega. Tutte. Lombardia compresa”.

Altro tema caldo, l’Autonomia e oltre, il federalismo fiscale e addirittura le macroregioni: “Qualcuno dice che siamo fedeli alla maggioranza? La fedeltà è dei cani, noi siamo leali che è un’altra roba. E alla maggioranza ricordiamo con molta lealtà che ci siamo presi l’impegno dell’Autonomia e delle riforme”, dice Luca Zaia. E Calderoli gli fa da sponda: “A volte bisogna alzare la voce”. Molinari rilancia le macroregioni care a Gianfranco Miglio e alla Lega della prima ora, e ancora Calderoli raccoglie l’invito: “Che bello sarebbe… Anche con i propri organi…”. Ovvero il vecchio Parlamento del Nord.

Quanto di queste spine resteranno davvero conficcate nel fianco della premier, lo si capirà domenica, con l’intervento conclusivo di Matteo Salvini. Che intanto ha portato a casa le modifiche statutarie che auspica disinneschino il dualismo con Vannacci: se prenderà la tessera potrà essere nominato vice segretario, ma prima di 7 anni di militanza non potrà fare il segretario. E i ogni caso, Salvini resterà in carica per i prossimi 4 anni, con l’allungamento di un anno della durata degli organi.

La classifica di serie A, Inter a +4 sul Napoli

Roma, 5 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Parma-Inter 2-2

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, Parma-Inter 2-2, ore 20.45 Milan-Fiorentina, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio 52, Fiorentina 51, Milan 47, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como 33, Verona 30, Cagliari 29, Parma 27, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

M5S, Pecoraro Scanio: in piazza per pace il doppio di piazza del Popolo

Roma, 5 apr. (askanews) – “Ai Fori imperiali circa 100.000 persone, almeno il doppio di quelle di piazza del Popolo superando ogni previsione. Governo e opposizioni ascoltino la richiesta di no alle armi ampiamente maggioritaria in Italia e in Europa”. Lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio rilanciando dal Colosseo, al corteo organizzato da M5s, l’appello per evitare la corsa al riarmo.

“Una straordinaria manifestazione per la pace, contro le armi e contro la guerra. Decine di migliaia di persone hanno partecipato con entusiasmo e determinazione: un successo davvero eccezionale”, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, presente all’evento.

“Ancora adesso – ha aggiunto – migliaia di persone continuano ad affluire, con il sorriso e con la voglia di impegnarsi per la pace. È fondamentale che Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle abbiano avuto la determinazione di promuovere questa manifestazione, dando voce a un sentimento diffuso in tutto il Paese”.

“Colpisce positivamente – ha concluso Pecoraro Scanio – la presenza di tante realtà, anche con opinioni diverse, unite oggi da un messaggio chiaro e condiviso: no al riarmo, no alla guerra. Sì alla pace”.

“É importante la partecipazione di Francesco Boccia e Annalisa Corradi del PD e di tante personalità della sinistra e di ecologisti come Michele Santoro, Loredana De Petris, Fassina e Cento ma soprattutto di tante associazioni e giovani. Serve un’alternativa di popolo alle destra basata su ideali comuni e proposte chiare e innovative che guardino ad un futuro ecodigital e di giustizia sociale e climatica e non su nostalgia delle pur rispettabili coalizioni del passato”.

Banca Generali: l’arte elemento per lo sviluppo socio-economico

Milano, 5 apr. (askanews) – Per il settimo anno consecutivo Banca Generali ha affiancato il Comune di Milano come main sponsor della Milano Art Week, nell’ottica di consolidare il proprio ruolo di mecenate per l’arte e di sostegno attivo per la cittadinanza. E anche per avvicinare il pubblico alle tematiche dell’arte contemporanea si tenuta al Museo del Novecento una tavola rotonda sul collezionismo, sul valore di certe opere cos come su fiscalit e investimenti.

“Questi tre ingredienti, la competenza da un lato, l’affidabilit e la riservatezza dall’altro – ha detto ad askanews Maria Ameli, Head of Wealth Advisory di Banca Generali – sono, dal mio punto di vista, un po’ i fattori critici di successo per sviluppare una vera e propria piattaforma nell’ambito dei servizi di Art Advisory. La domanda molto cresciuta cresciuta e si anche ampliata e raffinata e io ritengo che un modello olistico che si basi sui tre principi cardine che vi ho citato sia veramente di grandissimo supporto alle collezioni private, ma non solo a quelle private”.

Tante le riflessioni emerse dall’incontro, partendo dal valore dell’arte contemporanea, per arrivare ad approfondimenti su questioni di attualit come l’urgenza di abbassare l’aliquota ordinaria sulla cessione di opere d’arte, oggi al 22% o la necessit di assicurarle, sul ruolo di gallerie e fiere, oltre che sull’importanza del sostegno privato alle iniziative pubbliche.

“Il fatto che Banca Generali supporti ormai da anni l’Art Week – ci ha detto Vincenzo de Bellis, direttore Fiere e piattaforme espositive di Art Basel – testimonia il peso che Banca Generali d alla cultura e all’arte contemporanea. In particolare con Banca Generali si iniziato un percorso di supporto dell’arte italiana, soprattutto delle giovani generazioni dell’arte italiana con il progetto BG Art Talent che arrivato alla sua settima edizione. La cultura e l’arte in particolare sono secoli che testimonia la sua importanza come appunto nel suo ruolo di di sviluppo economico”.

E proprio l’idea di associare sempre di pi l’arte e la cultura al tema della crescita complessiva forse il concetto pi forte che, ormai da pi parti, gli operatori del settore vogliono mandare. “Dal nostro punto di vista – ha concluso Maria Ameli – le politiche culturali sono centrali nello sviluppo economico del nostro Paese e dei nostri territori”.

E il mercato dell’arte, spesso percepito come una sorta di parco divertimenti per super ricchi, in realt vuole mostrarsi anche come agente di sviluppo e di crescita sociale e formativo al di fuori dell’ambito di musei, collezioni e gallerie.

M5S, Conte: siamo in centomila!

Roma, 5 apr. (askanews) – “Un messaggio mi ha colpito in particolare, il signor Bruno sui social: ‘ho 93 anni, la guerra l’ho vista, non so quanto mi resta da vivere ma voglio venire in piazza a spiegare che la guerra fa male’. Dove sei Bruno? Eccolo! Non sei solo! Siamo in centomila mi dicono”. Così, con un omaggio a quello che potrebbe essere il manifestante più anziano in piazza, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha iniziato il suo intervento dal palco dei Fori imperiali. “Grazie a chi è in piazza con idee diverse. Vi rispettiamo”. .

M5S, Conte: siamo in centomila!

Roma, 5 apr. (askanews) – “Un messaggio mi ha colpito in particolare, il signor Bruno sui social: ‘ho 93 anni, la guerra l’ho vista, non so quanto mi resta da vivere ma voglio venire in piazza a spiegare che la guerra fa male’. Dove sei Bruno? Eccolo! Non sei solo! Siamo in centomila mi dicono”. Così, con un omaggio a quello che potrebbe essere il manifestante più anziano in piazza, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha iniziato il suo intervento dal palco dei Fori imperiali.

Lega, Musk collegato per 15 minuti: in Europa si rischiano massacri

Firenze, 5 apr. (askanews) – Un quarto d’ora di collegamento da Washington, per dialogare con Matteo Salvini su free speech, dazi, e immigrazione. Elon Musk irrompe nel congresso della Lega, realizzando gli auspici sussurrati negli ultimi giorni ma fino all’ultimo non ufficializzati dagli organizzatori. Ma il miliardario sudafricano e consigliere di Trump alla fine mantiene la promessa, e Giancarlo Giorgetti – che presiede il congresso – interrompe l’intervento del vice segretario Andrea Crippa per chiamare sul palco il segretario a “intervistare” Musk.

La prima domanda è sul lavoro di Musk al D.O.G.E., il Dipartimento per l’efficienza del governo affidatogli da Trump: “Tagliamo spese che non hanno senso di esistere ma ci attaccano violentemente”. Poi la discussione vira sul free speech: “La sinistra vuole censure, bavaglio, multe e impedire la libertà di parola”, alza la palla Salvini. E Musk raccoglie: “Si capisce chi è dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliato, guardando chi vuole limitare la libertà di espressione. Hitler, Mussolini, Stalin, avevano censure molto forti, ed è un segnale su chi sono i cattivi. Le limitazioni alla libertà di espressione sono di impostazione fascista, si dovrebbe vincere per le proprie idee, non perchè le altre sono state soppresse”.

Salvini sposta poi la discussione sulla “immigrazione di massa alimentata dalle sinistre”. Anche qui Musk raccoglie l’assist: “L’immigrazione di massa è una cosa folle – risponde Musk – che porterà alla fine di un Paese. Se pensiamo che ci sono 8 miliardi di persone al mondo, una piccola parte di queste persone che si sposta può trasformare un Paese di 60 milioni di abitanti in qualcosa di diverso perchè un Paese non è la sua geografia ma le persone che lo abitano”.

Altro spunto di Salvini, gli assalti ai concessionari alle tue auto: “C’è da preoccuparsi di questo clima di violenza?”. Ma Musk in questo caso sembra rispondere da un altro punto di vista, con riferimento agli episodi di terrorismo da parte di migranti: “Vediamo un aumento enormi degli attacchi in Italia e in Europa. Attacchi terroristici, alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, dei massacri veri e propri, perchè questa è la tendenza. Quale è il tasso di attacchi terroristici in Europa? Abbiamo gli attacchi con vittime che si susseguono, questo porterà a un vero massacro in Europa, le vostre famiglie, i vostri figli e i vostri amici sono tutti a rischio, i numeri parlano chiaro”. E Salvini chiosa: “Purtroppo sì”.

Poi il tema della pace in Ucraina: “Non ho rispetto per chi incoraggia la guerra, è qualcosa di veramente malvagio. A sinistra dicono che si può cedere alla Russia, ma non hanno un piano per il futuro e quindi stiamo mandando a morire queste persone per sempre, senza un piano: è inumano, crudele e non ha alcun senso. Ha ragione Trump, il massacro va interrotto, è arrivato il momento di fermarsi, questa macchina della guerra e della morte deve essere fermata. È ora di dire basta”. E Salvini: “La pensiamo esattamente alla stessa maniera”.

Poi Salvini si rivolge al Musk imprenditore, e chiede “un tuo messaggio per gli italiani in un momento in cui un sentimento antiamericano viene alimentato”. Con Musk che addirittura auspica un’area di libero scambio tra Europa e Usa. Con Salvini che chiude così: “Lo spazio di dazi zero è l’obiettivo di tutti. Grazie Elon per il tuo tempo, ti aspettiamo da amico quale sei anche in Italia”.

Tajani riunisce Fi e avvisa Salvini: non accetteremo derive anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – Un europeismo certo di antica data, ma rivendicato con orgoglio forse nuovo e più determinato. Sui rapporti dell’Italia con l’Unione europea, messi continuamente alla prova dall’alleato leghista al governo, Antonio Tajani, vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, non ha mai abbandonato i toni pacati che da sempre caratterizzano il suo discorso politico ma oggi, al Consiglio nazionale del partito, è apparso tutt’altro che conciliante.

“Sia chiaro – ha scandito appena arrivato al Palazzo dei Congressi – che noi difendiamo l’Europa e continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa e io non farei mai parte di un governo antieuropeo, questo dev’essere chiaro. Per fortuna mi pare che il presidente del Consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Ue” perché “noi non accetteremmo mai derive antieuropeiste. L’Italia è un Paese fondatore dell’Europa, non intendiamo rinnegare la nostra storia”.

Sullo sfondo, c’è il nuovo capitolo dell’eterna contrapposizione con il Carroccio e il suo leader Matteo Salvini in tema di Unione europea: vari esponenti leghisti da giorni invocano la necessità di una trattativa bilaterale Italia-Stati Uniti, escludendo la Ue, per ridurre al minimo i dazi messi in campo dal presidente Donald Trump. Lo ripete Salvini in apertura del congresso della Lega a Firenze, qualche ora dopo l’intervento del leader di Fi. “Io non faccio polemiche con nessuno – premette Tajani -, dico che è competente soltanto la Commissione Ue a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare nessun altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa normativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, non le ho scritte io, ma quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Come singoli Paesi europei, ha proseguito Tajani, “siamo deboli, per questo insisto sull’unità. Farci dividere, fare trattative individuali” con gli Usa “non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il potere contrattuale delle nostre imprese e indebolirle”.

Un concetto condiviso e ribadito dal presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, ospite d’onore dell’evento. “Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti – ha detto Weber -, soltanto un’Europa unita può opporsi ai dazi di Trump, bisogna discuterci e concludere un accordo basato su un commercio equo, e non sulla paura del commercio”.

Una posizione nettissima quella di Tajani, che nelle pieghe della sua lunga relazione ha lanciato stilettate meno esplicite all’alleato di governo, la Lega. Per esempio sul Mes: “Oggi c’è chi dice che bisogna fare di più per la spesa sanitaria” anziché spendere dei soldi per la sicurezza dell’Unione “ma era contrario al Mes. Noi dicevamo che il Mes bisognava prenderlo quando serviva perché poteva essere utile per tutelare la nostra salute”. Oppure, quando a proposito dell’export, ha ricordato che “grazie al mercato europeo noi esportiamo beni per oltre 200 miliardi ogni anno. Non dobbiamo mai dimenticarlo perché tutti quelli che parlano contro l’Europa non portano mai una prova per dire l’Europa fa danni all’Italia”. E ancora: “con l’iniziativa di oggi vogliamo dare un segnale politico forte agli ‘sfascisti’ e ai ‘pacifinti’ che manifestano non lontano da noi?”. Certo, il riferimento esplicito era al M5s, che si preparava a sfilare contro il riarmo per le strade di Roma. Ma l’aggettivo “sfascista” ha ricordato molto la bordata di Tajani di qualche giorno fa e che tutti avevano interpretato come rivolta contro Salvini: “Noi in Europa – aveva detto il leader di Forza Italia – dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze”.

Tajani riunisce Fi e avvisa Salvini: non accetteremo derive anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – Un europeismo certo di antica data, ma rivendicato con orgoglio forse nuovo e più determinato. Sui rapporti dell’Italia con l’Unione europea, messi continuamente alla prova dall’alleato leghista al governo, Antonio Tajani, vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, non ha mai abbandonato i toni pacati che da sempre caratterizzano il suo discorso politico ma oggi, al Consiglio nazionale del partito, è apparso tutt’altro che conciliante.

“Sia chiaro – ha scandito appena arrivato al Palazzo dei Congressi – che noi difendiamo l’Europa e continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa e io non farei mai parte di un governo antieuropeo, questo dev’essere chiaro. Per fortuna mi pare che il presidente del Consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Ue” perché “noi non accetteremmo mai derive antieuropeiste. L’Italia è un Paese fondatore dell’Europa, non intendiamo rinnegare la nostra storia”.

Sullo sfondo, c’è il nuovo capitolo dell’eterna contrapposizione con il Carroccio e il suo leader Matteo Salvini in tema di Unione europea: vari esponenti leghisti da giorni invocano la necessità di una trattativa bilaterale Italia-Stati Uniti, escludendo la Ue, per ridurre al minimo i dazi messi in campo dal presidente Donald Trump. Lo ripete Salvini in apertura del congresso della Lega a Firenze, qualche ora dopo l’intervento del leader di Fi. “Io non faccio polemiche con nessuno – premette Tajani -, dico che è competente soltanto la Commissione Ue a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare nessun altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa normativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, non le ho scritte io, ma quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Come singoli Paesi europei, ha proseguito Tajani, “siamo deboli, per questo insisto sull’unità. Farci dividere, fare trattative individuali” con gli Usa “non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il potere contrattuale delle nostre imprese e indebolirle”.

Un concetto condiviso e ribadito dal presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, ospite d’onore dell’evento. “Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti – ha detto Weber -, soltanto un’Europa unita può opporsi ai dazi di Trump, bisogna discuterci e concludere un accordo basato su un commercio equo, e non sulla paura del commercio”.

Una posizione nettissima quella di Tajani, che nelle pieghe della sua lunga relazione ha lanciato stilettate meno esplicite all’alleato di governo, la Lega. Per esempio sul Mes: “Oggi c’è chi dice che bisogna fare di più per la spesa sanitaria” anziché spendere dei soldi per la sicurezza dell’Unione “ma era contrario al Mes. Noi dicevamo che il Mes bisognava prenderlo quando serviva perché poteva essere utile per tutelare la nostra salute”. Oppure, quando a proposito dell’export, ha ricordato che “grazie al mercato europeo noi esportiamo beni per oltre 200 miliardi ogni anno. Non dobbiamo mai dimenticarlo perché tutti quelli che parlano contro l’Europa non portano mai una prova per dire l’Europa fa danni all’Italia”. E ancora: “con l’iniziativa di oggi vogliamo dare un segnale politico forte agli ‘sfascisti’ e ai ‘pacifinti’ che manifestano non lontano da noi?”. Certo, il riferimento esplicito era al M5s, che si preparava a sfilare contro il riarmo per le strade di Roma. Ma l’aggettivo “sfascista” ha ricordato molto la bordata di Tajani di qualche giorno fa e che tutti avevano interpretato come rivolta contro Salvini: “Noi in Europa – aveva detto il leader di Forza Italia – dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze”.

Il mistero dell’interpretazione, Thomas Schütte e la figura umana

Venezia, 5 apr. (askanews) – Inclassificabile, mutevole, ironico e inquieto. Sono quattro aggettivi che spesso capita di trovare associati al lavoro di Thomas Schütte, artista tedesco cui Punta della Dogana a Venezia dedica la prima grande retrospettiva in Italia, intitolata “Genealogies”. Un viaggio che in fondo ha a che fare con le domande fondamentali sull’umano, ma che prende spesso forme inattese e stranianti. E la mostra si muove lungo due filoni intrecciati.

“Il primo percorso – ha detto ad askanews Camille Morineau, co-curatrice della mostra – riguarda la scultura. Abbiamo 50 pezzi dalla collezione di Francois Pinault che sono davvero il centro della mostra. La maggior parte di loro sono veri capolavori ed erano stati esposti prima. E poi il secondo percorso, che è un dialogo con la scultura, e riguarda il disegno. E la maggior parte di queste opere non sono mai state viste, come quella alle mie spalle che è una serie di dipinti su grandi striscioni. È un secondo filone narrativo che va dagli anni ’70 a oggi ed è universo che si muove in parallelo rispetto a quello della scultura”.

La mostra veneziana vuole mettere in evidenza come la produzione su carta di Schütte sia centrale anche nel lavoro, più noto al grande pubblico, delle sculture, che pur nella loro imponenza, restano degli esempi chiari di non-monumentalità e di non-retorica: i corpi sono indefinibili, proteiformi, forse ibridi, le gambe affondano nel fango e l’identità è un’illusione. “Non si capisce come interpretare queste figure umane – ha aggiunto Jean-Marie Gallais, curatore della Pinault Collection e co-curatore della mostra – e c’è un collegamento con la storia dell’arte. Fin dall’inizio dell’umanità, rappresentiamo corpi umani, rappresentiamo gli altri. E la mostra è piena di domande affascinanti su come possiamo rappresentare qualcun altro”.

Domande che, come è giusto che sia, non diventano mai risposte, ma prendono tante possibili diverse strade, fino a convincerci che il punto di tutta la mostra è la nostra partecipazione a un mistero, probabilmente quello del nostro stesso essere umani. “Non è un mistero la realizzazione – ha aggiunto Gallais – questa è molto visibile. Si vedono tutte le tracce degli utensili, si vede a volte una certa struttura: si vedono i materiali che usa: acciaio, bronzo, vetro, ma anche argilla. E si vedono molte tracce della fabbricazione. Ma il mistero è nell’interpretazione e questa rimane aperta”.

Tra tante suggestioni possibili, tra le quali anche una sorta di tassonomia delle forme dell’immaginario di Thomas Schütte, ce ne è una che invece riguarda la storia espositiva recente di Punta della Dogana, come se un sottilissimo filo legasse in modo invisibile, ma presente, le grandi mostre che sono state ospitate qui e che in questo caso può prendere la forma di echi dell’esposizione di Damien Hirst del 2017 così come di quella del 2024 di Pierre Huyghe. Entrambe, a nostro avviso, indimenticabili.

Calcio, Monza-Como 1-3, comaschi a segno dopo un mese

Roma, 5 apr. (askanews) – Il Como torna a vincere dopo un mese e batte il Monza 3-1. Le speranze dei brianzoli sono durate 11 minuti. Al 5′ Mota torna al gol e porta in vantaggio i padroni di casa, subito raggiunti al 16′ da un diagonale di Ikoné, lanciato titolare al posto di Strefezza. Un errore di Pereira spiana poi a Diao la strada del vantaggio. Il match si chiude all’inizio della ripresa: Butez salva su Keita Balde e poco dopo Vojvoda si inventa il destro del 3-1. Il Como torna alla vittoria dopo oltre un mese, il Monza sempre più ultimo

La classifica di serie A, Como scatto salvezza

Roma, 5 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Como 1-3

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, ore 18 Parma-Inter, ore 20.45 Milan-Fiorentina, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 67, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio 52, Fiorentina 51, Milan 47, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como 33, Verona 30, Cagliari 29, Parma 26, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Pugilato, Vianello-Torres nella notte di Rai 2

Roma, 5 apr. (askanews) – L’occasione che Guido “The Gladiator” Vianello aspettava da tempo si concretizzerà, nella notte italiana tra oggi e domani, domenica 6 aprile, sul ring del Palms Casino di Las Vegas. Il pugile romano, alla vigilia del 31esimo compleanno – il 9 maggio – affronterà, nell’incontro più importante della sua carriera, lo statunitense Richard Torrez Jr., uno dei pesi massimi americani in rampa di lancio, tra i più promettenti della sua categoria.

“Kiki” Torres, infatti, ha alle spalle un buon record da dilettante, e prima di diventare professionista nel 2022, ha conquistato l’argento alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 nella categoria supermassimi. Da professionista, invece, vanta un record di 12-0, con 11 successi per KO.

Vianello, da parte sua, professionista dal 2018 – anche lui, nel suo passato dilettantistico vanta una partecipazione ai Giochi Olimpici, nel 2016 a Rio senza riuscire ad andare a medaglia – ha un record di 13 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio, e anche per lui, come per lo sfidante, 11 delle 13 vittorie sono arrivate per KO.

In caso di successo, quindi, per il massimo romano si spalancherebbero le porte di una chance per il titolo mondiale, in considerazione della sua posizione ai limiti della Top 10 nei vari ranking IBF, WBO, WBC e WBA. Il match tra Vianello e Torres jr, in programma intorno alle 4.00 del mattino di domani, sarà trasmesso in diretta – e in esclusiva – su Rai 2 – con collegamento già a partire dalle 3.30 – con il commento di Davide Novelli e Patrizio Oliva.

Convegno ABI Credito Finanza, FDC Consulting D-ESG prima linea

Roma, 5 apr. – Si svolta a Milano la terza edizione di Credito e Finanza, l’appuntamento promosso da Abi, dedicato al credito a famiglie e imprese e al mercato dei capitali. Due giorni di summit ai quali ha preso parte anche Francesco Di Ciommo. Il presidente di FDC Consulting Digital ESG, intervenuto nella sessione ‘Il credito per la transizione digitale ed ecologica, promuovendo l’importanza del cambiamento delle imprese, chiamate ad affrontare profondi cambiamenti culturali e alla possibilit di una trasformazione e rendicontazione virtuosa, diventando sostenibili, creando valore e aumentando di conseguenza le proprie performance. L’evento stato inserito proprio nella Settimana europea delle PMI promossa dalla Commissione Europea e il filone dedicato al Credito alle Famiglie realizzato in collaborazione con Assofin.

Tennis, Darderi in finale a Marrakech

Roma, 5 apr. (askanews) – Quattordici mesi dopo la prima volta, Luciano Darderi è di nuovo in finale in un torneo Atp. L’italoargentino ha staccato il pass per la finale dell’Atp 250 di Marrakech grazie alla vittoria su Roberto Carballes Baena, n. 51 al mondo, con il punteggio di 6-3, 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco. Una splendida partita di Darderi che ha espresso un tennis di alto livello contro un avversario che aveva vinto 13 delle ultime 14 partite disputate sulla terra rossa marocchina. Luli ha confermato l’ottimo stato di forma già visto al Challenger di Napoli e ha concluso il match con 23 vincenti e il 79% di punti con la prima di servizio.

Governo, Molinari: congresso Lega chieda che Salvini torni a Viminale

Firenze, 5 apr. (askanews) – “Il congresso deve chiedere a Matteo Salvini il sacrificio di tornare al Viminale”. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, dal palco del congresso di Firenze. “Uscito indenne dal processo di Palermo, Matteo Salvini è il miglior garante della sicurezza del Paese, l’unico che può darci un Paese più sicuro. Matteo pensaci – dice rivolto al segretario leghista e vice premier, seduto in prima fila in platea – perchè credo che qui saranno tutti quanti d’accordo”.

Usa, Trump: conseguenze dazi non facili, ma resistete

Milano, 5 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump afferma che le conseguenze dei dazi sulle importazioni negli Usa, entrati in vigore oggi non saranno facili, ma il loro esito sarà storico. “Questa è una rivoluzione economica, e vinceremo. Resistete!”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump su Truth in merito alla politica dei dazi appena varata, in un evidente appello agli americani. “Non sarà facile, ma il risultato finale sarà storico. Renderà l’America di nuovo grande!!!” ha aggiunto, mentre sono state annunciate in tutti i 50 stati azioni di protesta sotto l’egida “Hands off!”: si prevede che centinaia di migliaia di persone parteciperanno a più di 1.000 proteste in tutto il paese legate al movimento.

Trump ha commentato i nuovi dazi sulle importazioni sulla sua piattaforma social. Secondo Trump, i dazi sulle importazioni riporteranno posti di lavoro e aziende negli Stati Uniti. Descrive i dazi sulle importazioni come una rivoluzione economica. Da oggi le cosiddette tariffe base si applicano a tutti i Paesi. Si prevedono tariffe ancora più elevate per alcuni partner commerciali degli Stati Uniti che entreranno in vigore mercoledì.

Poi quanto a Pechino, Trump rincara la dose: “La Cina è stata colpita molto più duramente degli Usa, non c’è paragone. Loro, e molte altre nazioni, ci hanno trattato in modo insostenibile”.

Oggi il Ministero degli Esteri cinese afferma che il governo di Pechino ha adottato e continuerà ad adottare misure per salvaguardare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina alla luce dei dazi statunitensi.

Il ministero ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero “smettere di usare i dazi come arma per reprimere l’economia e il commercio della Cina e smettere di minare i legittimi diritti di sviluppo del popolo cinese”.

I commenti arrivano dopo che la Cina ha annunciato imposte aggiuntive del 34 percento su tutti i prodotti statunitensi e limitazioni all’esportazione di alcune terre rare, come ritorsione per l’introduzione da parte di Trump di un dazio aggiuntivo del 34 percento sui prodotti cinesi mercoledì, che ha portato i dazi totali sulla Cina quest’anno al 54 percento.

Inoltre secondo Bloomberg Trump stava per concludere un accordo con ByteDance, il proprietario cinese di TikTok, che avrebbe evitato il divieto dell’app negli Stati Uniti. Ma l’accordo è fallito proprio a causa dei nuovi dazi imposti dal leader americano contro la Cina.

Zaia: Vannacci vicesegretario della Lega? Prima prenda la tessera

Firenze, 5 apr. (askanews) – “No, no, io sono felicissimo cos. Non mi sono mai candidato. Se sono il Toto Cutugno della Lega? No, no!”. Cos Luca Zaia, presidente del Veneto, ha risposto ai giornalisti sul nuovo mandato di Matteo Salvini da segretario della Lega, a margine del congresso che si apre a Firenze.

Roberto Vannacci vicesegretario? “Perch questo accada bisogna che si tesseri innanzitutto. Al momento il problema non esiste, visto e considerato che per essere segretari bisogna essere tesserati”, ha risposto Zaia.

E se lo fa? “Io nasco e muoio in Lega, quindi non mi sposto da qui”, ha tagliato corto Zaia.

"Hands off!", sabato di proteste anti-Trump negli Usa e non solo

Milano, 5 apr. (askanews) – “Giù le mani!”, in inglese “Hands off!”: sono le proteste anti-Trump negli Usa che cercano di raggiungere un pubblico più vasto possibile. Oggi, si prevede che centinaia di migliaia di persone parteciperanno a più di 1.000 proteste in tutto il paese legate al movimento “Hands Off!”, incentrate sul presidente Donald Trump e sul miliardario Elon Musk. Oltre 150 gruppi politici hanno collaborato per organizzare quella che potrebbe essere la più grande giornata di protesta della seconda amministrazione Trump. “Il 5 aprile ci leviamo. Stanno smantellando il nostro paese. Stanno saccheggiando il nostro governo. E pensano che staremo a guardare” si legge sul sito dell’organizzazione, che offre una mappa delle iniziative.

Da Washington DC sino a Boston, dal New Mexico a Baltimora, le manifestazioni “Hands Off!” ruotano attorno al messaggio: “Non acconsentiamo alla distruzione del nostro governo e della nostra economia a beneficio di Trump e dei suoi alleati miliardari”, sempre secondo il sito web dell’iniziativa, che annuncia proteste di solidarietà sotto il marchio “Hands off” anche in Europa, in Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Austria e anche in Canada e Messico.

Le manifestazioni di sabato metteranno in risalto i tagli alla sanità, alla previdenza sociale e all’istruzione, spiega il New York Times. “Gli oppositori del presidente Trump stanno pianificando proteste per sabato in tutti i 50 stati per opporsi agli attacchi distruttivi del presidente contro i programmi sanitari federali e i dipendenti pubblici, un messaggio che, a loro dire, piace a un gruppo di americani politicamente eterogeneo” scrive la testata, mentre dal Senato americano è arrivata la luce verde al decreto legislativo che permette i tagli.

L’azione di massa, “Hands Off!”, è stata organizzata da Indivisible, MoveOn e diversi altri gruppi che hanno guidato le proteste sui diritti all’aborto, la violenza armata e la giustizia razziale durante la prima amministrazione Trump. Ma gli organizzatori hanno affermato che ora stanno lavorando con 150 partner locali, statali e nazionali per enfatizzare un nuovo messaggio.

Ampia risonanza anche sulla stampa locale. “Decine di migliaia di dipendenti federali hanno perso il lavoro negli ultimi mesi a causa dei tagli attuati dall’amministrazione Trump. Molti di questi tagli sono stati guidati da Musk e dal cosiddetto Department of Government Efficiency, che hanno preso di mira la spesa pubblica” scrive The Baltimore Banner. “I tagli ampi ai programmi e ai dipartimenti federali hanno avuto effetti a catena in tutto il paese, incluso il Maryland. La vicinanza dello stato a Washington e l’elevato numero di appaltatori e dipendenti federali hanno reso il Maryland particolarmente vulnerabile” aggiunge.

“Centinaia di raduni sono programmati in tutto il paese sabato e uno a Boston dovrebbe richiamarne decine di migliaia. Si chiama “Hands Off 2025″ e gli organizzatori si sono mobilitati in opposizione alle recenti mosse dell’amministrazione Trump” riporta NbcBoston. “Gli organizzatori prevedono la partecipazione di 25.000 persone alla marcia, che dovrebbe iniziare presso il chiosco della musica del Boston Common. Da lì, i dimostranti marceranno verso City Hall Plaza. Sono attesi diversi oratori di alto profilo, tra cui il senatore statunitense Ed Markey, la deputata Ayanna Pressley, il vicegovernatore Kim Driscoll e altri” aggiunge.

Una dozzina di città del New Mexico si uniranno alle proteste nazionali “Hands Off!”. “Sabato sono previste proteste contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una dozzina di città del New Mexico, come parte di uno sforzo di mobilitazione di massa nei capoluoghi di stato in tutto il paese e a Washington DC” annuncia SourceNM.

Dazi, Salvini: trattare con Usa e azzerare politiche suicide Ue

Firenze, 5 apr. (askanews) – “Queste ore dimostrano che c’è bisogno di studiare, capire, agire, in base a un obiettivo non a breve ma a medio e lungo termine. Con gli amici americani nel nome della qualità, dell’eccellenza, non competiamo sfruttando i bambini in fabbrica, ci deve essere la trattativa, sarà complessa e delicata ma è meglio negoziare che guerreggiare. Ma intanto si possono cambiare le politiche suicide del Green deal: la sbornia elettrica, i danni fatti all’automotive e agli agricoltori”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, aprendo il congresso del partito a Firenze.

M5S, Conte: non vogliamo riarmo, follia Europa in economia guerra

Roma, 5 apr. (askanews) – “Da questa piazza parte un messaggio forte e chiaro: non vogliamo un piano di riarmo che butti 800 miliardi e porti l’Europa in una economia di guerra”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.

“Vogliamo costruire – ha aggiunto l’ex premier – un percorso di pace e avere un’Europa che dia priorità alla sanità. Milioni di cittadini rinunciano a comprare farmaci e rinunciano alle cure; abbiamo bisogno di investire sul lavoro e abbiamo i salari più poveri d’Europa. Il futuro dei giovani non può essere nelle forze armate. No a questa follia peraltro senza un briciolo di difesa comune europea”, ha concluso.

M5S, Conte: opposizioni in piazza, piantiamo pilastro alternativa governo

Roma, 5 apr. (askanews) – “Questa è stata una piazza che abbiamo messo a disposizione di tutti e sono contento che le forze principali di opposizione siano qui rappresentate. Stiamo piantando un pilastro molto solido, fermo, per costruire una alternativa di governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.

“Perché – ha spiegato – avere un governo che ha svenduto il paese ai bisogni della Germania, tra l’altro con un progetto che disgregherà l’Europa creando ancora più divari e diseguaglianze anziché rafforzare il progetto comune vuol dire che è un governo che ha ulteriormente fallito. Il governo ha addirittura dichiarato che va rivisto il patto di stabilità, lo abbiamo detto in tutti i modi che quel patto di stabilità ci costringeva a tagliare 13 miliardi e lei solo adesso si rende conto dell’errore. Un fallimento che Meloni si porterà dietro per tutta la sua vita politica”, ha concluso Conte.

Calcio, Tudor: "Contro la Roma sarà importante, ma non decisiva"

Roma, 5 apr. (askanews) – Vigilia di Roma-Juventus, partita particolare per Igor Tudor che ha preso solo da pochi giorni in mano le sorti della formazione bianconera. La settimana, le parole di Igor Tudor “è andata bene e abbiamo lavorato su tutto. Sono contento della prima settimana piena, è stata una bella settimana. Abbiamo lavorato sulle due fasi, sui piazzati e sulla condizione fisica. Ho visto i ragazzi con la voglia di fare bene. È una partita importante, ma non decisiva. Affronteremo una squadra con una serie di risultati ottimi. Noi vogliamo pensare a noi stessi e fare le cose su cui stiamo lavorando.” Apprezzamenti a Claudio Ranieri: “Ranieri ha fatto la differenza, è sotto gli occhi di tutti. Mi sono sempre piaciute queste gare e penso anche ai giocatori. Le difficoltà ci sono ovunque, è una squadra ben organizzata, non bisogna focalizzarsi sui singoli.”. Una Juve che sembra si sia ritrovata: “Bisogna crescere partita dopo partita. Credo molto nel lavoro in settimana, dove si lavora su tutti i concetti. Dobbiamo lavorare su tutto: stile, struttura, identità, fase difensiva… una squadra come la Juventus non deve rinunciare a nulla. Ci sono etichette sugli allenatori, ma spesso non rispecchiano la realtà. Le squadre oggi devono lavorare su tutto e non trascurare nulla. Io ho trovato la squadra in un momento brutto, adesso ci siamo rialzati e abbiamo iniziato a pedalare. Quanto tempo servirà? Non lo so e non lo può sapere nessuno, è difficile da dire. Vedo già cose interessanti, poi vedremo domenica.”

Ue, Weber (Ppe): scioccati dai dazi Usa, ma dobbiamo anche reagire

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi europei, vogliamo mantenerlo, vogliamo avere una seria cooperazione con i nostri amici americani, ma se (Donald) Trump sta imponendo dazi sui nostri beni dall’Italia, allora dobbiamo anche reagire e, si spera, trovare un accordo sul punto di caduta, ritrovando un’intesa comune su come farlo”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber, parlando a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia.

“Sul fronte dei dazi, siamo prima di tutto sorpresi e persino scioccati da ci che sentiamo dall’America. Vogliono tagliare i legami, i legami di lunga data, stabiliti da decenni tra l’Ue e l’America. Ogni giorno, 5 miliardi di dollari attraversano l’Atlantico, attraverso il Nord Atlantico, e questo dimostra che i legami economici tra Europa e America sono forti” ha anche detto.

Ucraina, sull’attacco a Kryvyi Rih Zelensky critica l’ambasciatrice Usa

Milano, 5 apr. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alle parole dell’ambasciatrice statunitense Bridget Brink, la quale ha commentato l’attacco russo a Kryvyi Rih. Ne ha parlato sui social media, sottolinendo che la diplomatica non ha menzionato che il missile fosse russo. Zelensky ha definito “debole” la reazione della diplomatica statunitense per non aver riconosciuto che un missile russo ha colpito Kryvyi Rih.

Zelensky ha ringraziato i ministri degli Esteri di Repubblica Ceca, Finlandia, Lituania, Lettonia, Estonia e Austria, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaia Kallas, nonché le ambasciate di Giappone, Regno Unito, Svizzera e Germania per la loro “posizione di principio” sull’attacco russo.

La reazione dell’ambasciata statunitense è “spiacevolmente sorprendente”, dice Zelensky. “Un paese così forte, un popolo così forte e una reazione così debole. Hanno persino paura di dire la parola ‘russo’ quando si parla del missile che ha ucciso dei bambini”, ha detto. “Sì, la guerra deve finire. Ma per completarla non bisogna aver paura di chiamare le cose con il loro nome. Non dobbiamo aver paura di fare pressione sull’unico che continua questa guerra e ignora tutte le proposte del mondo per porvi fine. Dobbiamo fare pressione sulla Russia, che invece di un cessate il fuoco sceglie di uccidere i bambini. Dobbiamo introdurre sanzioni aggiuntive contro coloro che non possono sopravvivere senza colpire con armi balistiche i loro vicini. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare vite”. Venerdì mattina è stato segnalato un attacco aereo sulla città ucraina di Kryvyi Rih. Secondo le autorità ucraine, almeno 18 persone sono state uccise, tra cui nove bambini. Oltre 56 persone sono rimaste ferite, ha affermato il governatore Serhii Lysak, riporta il quotidiano The Kyiv Independent. L’attacco ha colpito una zona residenziale, dando fuoco a diversi edifici. Nelle immediate vicinanze del luogo dell’attacco si trovava un parco giochi. La città di Kryvyi Rih è la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver effettuato un attacco missilistico sulla città.

Ue, Weber (Ppe): sui dazi abbastanza forti solo se parliamo uniti

Roma, 5 apr. (askanews) – “Siamo abbastanza forti solo se l’Europa resta unita. Questo il mio messaggio”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber parlando a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia. Cosa pensa della posizione di Salvini? L’Italia dovrebbe parlare unilateralmente con gli Stati Uniti, anche senza l’Unione Europea?, gli stato chiesto. ” fantastico che abbiamo a livello nazionale molti buoni legami, buoni collegamenti” ha risposto Weber. Ha fatto il suo lavoro “Antonio Tajani, ministro degli Esteri con Rubio, per esempio. Anche la premier Meloni attiva nella cooperazione transatlantica, anche il nuovo cancelliere in Germania Merz far il suo lavoro, Macron sta facendo il suo lavoro, quindi siamo tutti impegnati. Va bene, ma dobbiamo farlo insieme”.

M5S, al via raduno contro riarmo. Conte chiama in piazza "popolo pace"

Roma, 5 apr. (askanews) – Bandiere del Movimento 5 stelle, bandiere della pace, qualche sparuta bandiera rossa, kefie palestinesi, ma anche cartelli e striscioni contro il riarmo, a difesa dell’Onu e per chiedere investimenti in istruzione e sanità: sono queste le presenze che iniziano a popolare piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Da qui partirà a breve il corteo verso i Fori Imperiali contro le scelte della Commissione europea e del governo italiano in materia di politica internazionale e di investimenti per le spese militari.

È duplice la sfida lanciata dal leader stellato Giuseppe Conte, con la convocazione “solitaria”, in origine, della manifestazione. Da un lato l’obiettivo è dimostrare che dopo aver toccato il fondo nelle urne europee del 2024, quando per la prima volta le sue liste sono scese sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale, il Movimento è vivo e vegeto ed è in grado di trascinare in piazza qualche migliaio di attivisti e simpatizzanti (e le folte avanguardie già in piazza sembrano dimostrare la tenuta dell’organizzazione a 5 stelle); dall’altro che sollevare le bandiere della pace consente agli ex “grillini” ormai liberatisi della presenza ingombrante del fondatore Beppe Grillo di fare da punto di riferimento per un campo più ampio, quello appunto dei pacifisti di area cattolica o di sinistra radicale. Un biglietto da visita importante in vista di qualsiasi negoziato con le altre forze di centrosinistra per alleanze a livello locale, regionale o – in prospettiva – nazionale.

Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i soci fondatori di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista. Annunciata al corteo anche una delegazione del Partito democratico guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia e composta da parlamentari e componenti della segreteria nazionale. Tra gli speaker che avranno spazio ai Fori imperiali attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.

Dazi, lunedì Netanyahu incontrerà Trump a Washington

Milano, 5 apr. (askanews) – Secondo quanto affermato sabato da funzionari israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe recarsi alla Casa Bianca lunedì per discutere con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dei dazi doganali annunciati di recente.

Sarebbe il quarto viaggio di Netanyahu a Washington dall’inizio della guerra a Gaza e il secondo da quando Trump è entrato in carica a gennaio. La visita renderebbe anche Netanyahu il primo leader straniero a negoziare di persona con Trump sulla nuova politica tariffaria radicale del presidente degli Stati Uniti , che includeva una tariffa del 17% sui beni israeliani.

L’ufficio di Netanyahu non ha confermato la visita, ma tre funzionari israeliani hanno confermato il viaggio a Reuters. L’invito a sorpresa di Trump è arrivato in una telefonata di giovedì con Netanyahu, che è attualmente in visita in Ungheria, quando il leader israeliano ha sollevato la questione delle tariffe, secondo i funzionari israeliani che hanno parlato a condizione di anonimato.

Dazi, Tajani: primo obiettivo ridurre al 10% quelli Usa, no panico

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potr dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea. “Non bisogna farsi prendere dal panico” ha aggiunto, “l’allarmismo non serve a nulla, nei momenti di difficolt bisogna tenere i nervi saldi”.

Dazi, Tajani: se salgono difficile spendere 5% del Pil per la difesa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Certamente se aumentano i dazi difficile arrivare al 5% del Pil per la difesa, cos come chiedono gli Stati Uniti. Noi arriveremo sicuramente al 2% che l’impegno che abbiamo preso con la Nato, poi vedremo cosa si potr fare. Certo se ci sono troppi dazi, ovvio che non si pu aumentare la spesa per la sicurezza”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei Congressi per il consiglio nazionale di Forza Italia, alla domanda se si possano conciliare politiche di riarmo e dazi.

Quirinale, Mattarella nomina 29 giovani Alfieri della Repubblica

Roma, 5 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’ a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Lo riferisce un comunicato del Quirinale.

Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il presidente Mattarella ha assegnato anche 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza. ‘Nuove vie per la solidarietà’, è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, con gli attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’.

Negli ultimi anni – si precisa in un comunicato del Quirinale – l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità. E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo.

Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica.

Difesa Ue, Weber (Ppe): se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra

Roma, 5 apr. (askanews) – “Se vogliamo mantenere la pace, dobbiamo rafforzarci, il miglior modo per creare la pace è prepararsi alla guerra, essere preparati per difendere noi stessi. Noi abbiamo un forte esercito italiano e abbiamo una forte industria italiana della difesa che possono beneficiare moltissimo degli investimenti” che si stanno profilando. Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia, in corso al Palazzo dei congressi.

Dl sicurezza, Maruotti (Anm): dà un messaggio inquietante

Roma, 5 apr. (askanews) – “E’ inquietante il messaggio del dl sicurezza, che sembra avere solo un duplice obiettivo: da un lato, creare nella collettività un problema che non esiste, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso”. Lo ha detto il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, nel corso del suo intervento al Comitato direttivo centrale che si tiene in Cassazione.

Calcio, addio dopo 25 anni di Muller al Bayern:"Non ho deciso io"

Roma, 5 apr. (askanews) – Thomas Müller, 35 anni, ha annunciato oggi che lascerà il Bayern Monaco a fine stagione, club in cui era entrato nel 2000, proveniendo dal settore giovanile. In un messaggio pubblicato su Instagram sotto forma di lettera ai tifosi del Bayern, ha spiegato che avrebbe voluto prolungare il suo contratto con il club per un’altra stagione, ma che la dirigenza ha “deliberatamente” deciso di non offrirgli un nuovo contratto. “Non è quello che avrei desiderato”, ha aggiunto. Entrerà di diritto tra i calciatori senza contratto

Formula1, Hamilton: "Spero che le scelte paghino in gara"

Roma, 5 apr. (askanews) – Lewis Hamilton cercava qualcosa in più dalla Ferrari dopo le libere del Gp di Suzuka: “Non l’ho trovato, altrimenti non sarei ottavo”, è il commento a caldo del britannico, che non può essere contento delle qualifiche di Suzuka che lo vedranno domani partire dalla quarta fila. Il sette volte campione del mondo preferisce guardare al percorso: “Esatto, ogni weekend lavoriamo tantissimo. Da una parte è bello vedere Charles così vicino alla prima fila, lui qui è molto veloce. Io invece da parte mia non sono riuscito a estrarre tutto il potenziale”. Da qui l’ottimismo in vista del GP che sembra celare valutazioni più ampie: “Io e Charles abbiamo scelto due strade diverse a livello di assetto, spero che le mie scelte paghino di più invece in gara”.

Formula1, Vasseur: "Passo avanti, preferisco Gp asciutto"

Roma, 5 apr. (askanews) – “Nel Q3 metti insieme tutto quello che hai – è il commento alla qualifica di Charles Leclerc da parte del team principal della rossa Frederic Vasseur -. Nel primo tentativo ha fatto un’ottima ultima chicane che è andata meno bene nel secondo tentativo, e che dobbiamo rianalizzare. Comunque è a un paio di decimi dalla McLaren, dobbiamo continuare a lavorare”. Ma non nasconde che Hamilton sia rimasto al di sotto delle aspettative: “Specialmente nel Q3, dopo che nel Q1 e nel Q2 era stato a livello di Charles, se non in uno dei due anche leggermente più avanti. Poi non è riuscito a mettere tutti gli elementi insieme, a volte fai un piccolo passo a livello di assetto e non è nella direzione giusta per via del vento e cose così: l’ultima sessione per lui è stata più una questione di condizioni che non sono andate”.

Formula1, Leclerc: "Abbiamo imparato molto"

Roma, 5 apr. (askanews) – Charles Leclerc analizza il quarto posto nelle qualifiche di Suzuka ai microfoni di Sky Sport: “Siamo mancati un po’ nel 1° settore. Non sono sorpreso da questo risultato, ci aspettavamo una McLaren e un Verstappen che andassero molto forti. Sapevamo di non poter fare un miracolo. Venerdì abbiamo fatto un grande step in avanti per massimizzare questa macchina, a volte serve di più imparare che fare il risultato. Penso che mi aiuterà anche per la gara e spero di poter tornare davanti. Abbiamo ottenuto il massimo”

Formula1, Verstappen in pole a Suzuka

Roma, 5 apr. (askanews) – Sarà Max Verstappen su Red Bull a partire in pole position nel GP del Giappone di Formula1, al via domattina (alle 7 ora italiana) a Suzuka. È la 41ª volta in carriera, la quarta di fila su questa pista, che l’olandese parte davanti a tutti: il campione del mondo in carica ha chiuso le qualifiche del sabato in 1’26″983, nuovo record della pista a Suzuka, davanti di un soffio rispetto alla McLaren di Lando Norris, secondo per soli 12 millesimi. Vicinissima anche l’altra McLaren di Oscar Piastri a 44 millesimi da Verstappen, in seconda fila col ferrarista Charles Leclerc che ha chiuso col 4° tempo a 0″335 dall’olandese. Solo ottava l’altra Ferrari di Lewis Hamilton a 0″627. Terza fila tutta Mercedes con Kimi Antonelli 6° a 0″572 preceduto dal compagno George Russell a 0″335 da Verstappen.

Dazi, Tajani: trattare con Usa competenza esclusiva Commissione Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che competente soltanto la Commissione europea per trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perch la competenza della Commissione europea esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual il diritto”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Tajani: non farei mai parte di un governo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: il primo obiettivo è ridurre al 10% quelli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potrà dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente solo la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva. Quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Governo, Tajani: non farei mai parte di esecutivo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente soltanto la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Dazi, Giorgetti: sangue freddo e no panico, serve approccio pragmatico

Cernobbio (Co), 5 apr. (askanews) – “Noi siamo impegnati a quella che potremmo definire una de-escalation con l’amministrazione Usa: il messaggio a mio giudizio è che non bisogna pigiare il pulsante, il bottone del panico”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento al forum Ambrosetti, parlando della guerra dei dazi innescata dal presidente Trump.

“Chiaramente le Borse agiscono in modo razionale e talvolta irrazionale, seguendo altri tipi di istinti – ha proseguito -. Quello che noi come governo dobbiamo fare è mantenere il sangue freddo, valutare esattamente gli impatti ed evitare di partire con una politica dei contro-dazi che sarebbe dannosa per tutti e soprattuto per noi. Questo approccio pragmatico e razionale lo porteremo a livello europeo”.

Tavoli per giocare e uno sguardo sociale: Play 2025 a Bolognafiere

Bologna, 5 apr. (askanews) – Stimolo intellettuale e creativo o puro divertimento, ma soprattutto occasione di incontro e socialit. Il gioco analogico il grande protagonista di Play 2025, il Festival del Gioco che per tre giorni porta alla Fiera di Bologna giochi di strategia e da tavolo, carte e scienza. Nel segno di un’idea di “Evolution” che il tema di questa edizione.

“Stiamo promuovendo la nostra formula ‘Entra, scegli, gioca’ – ha detto ad askanews Andrea Ligabue, direttore artistico di Play – e quindi l’idea sempre di una fiera interattiva con possibilit per il pubblico di imparare nuovi giochi, di giocare anche senza conoscere le regole e principalmente promuoviamo il gioco analogico, quindi abbiamo giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi tridimensionali e giochi di carte collezionabili. E il festival quest’anno organizzato in padiglioni tematici”.

Pi di 200 espositori, 3mila tavoli da gioco, un centinaio di associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti e pure i festeggiamenti per i 90 anni del Monopoly. la fiera continua a crescere e passando da Modena a Bologna ha ampliato ancora i propri orizzonti.

“Abbiamo avuto una crescita del quasi il 50% delle superfici espositive – ci ha spiegato Silvia Pozzi, Project di Manager Play -. Abbiamo superato i 44.000 m quadri di esposizione, quattro padiglioni, una crescita importante soprattutto del numero dei tavoli da gioco che era appunto il punto debole purtroppo della location precedente”.

Ma quali sono le novit del 2025? “Un’area dedicata ai giochi collaborativi – ci ha risposto Ligabue – e anche l’inaugurazione di un progetto che quello del Paese ospite in cui ogni anno ospitiamo autori e autrici di una nazione in particolare. Quest’anno abbiamo la Croazia come prima nazione ospite per il nostro festival”.

Tra i creatori di giochi collaborativi c’ Matteo Menapace. “Si strategizza insieme – ci ha detto spiegando come funzionano questi giochi – si parla, ci si scambiano idee, si crea un dialogo strategico che ti permette di affrontare problemi diversi, problemi di sistema, perch appunto non competendo contro altre persone, contro il cattivo di turno, per cos dire, si compete contro un sistema, contro una serie di processi sociali, ecologici, economici, politici e si lavora insieme per cambiare il sistema”.

Uno dei pi importanti ospiti internazionali, poi, Phil Eklund, leggendario ideatore di giochi scientifici, che ci ha parlato di come si pu declinare la parola “evoluzione”. “L’evoluzione dei giochi da tavolo – ci ha detto – che sono sempre stati giocati. Hanno una lunghissima storia di unione sociale tra persone e famiglie. Quindi, qui stiamo portando avanti la tradizione. La mia visione personale come game designer, che amo studiare e leggere e se scopro qualcosa sull’universo, sulle persone, sulla storia, su qualcosa che penso voglio condividerlo con le persone a cui piacciono i giochi”.

Ma i giochi analogici possono aiutarci anche a recuperare una componente sociale e, in qualche modo, pi umana? “La tendenza del futuro unire le persone – ha risposto Eklund – non segregarle nelle loro piccole stanze”. Anche questo uno dei temi pi interessanti che emergono da Play 2025.

Dazi, Meloni: dal panico i danni più gravi. Lunedì task force a palazzo Chigi

Roma, 4 apr. (askanews) – “Il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Nella giornata in cui le borse europee registrano le peggiori performance da cinque anni a questa parte (e Milano risulta la peggiore (-6,5%), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato ai colleghi riuniti a Palazzo Chigi per il Cdm la ragione per cui bisogna tenere i nervi saldi e non alimentare il panico sui mercati e tra i cittadini. “Pochi giorni fa – ha ricordato la premier – la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che ‘un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E’ certamente un impatto significativo – ha ammesso la premier -, ma di un ordine di grandezza affrontabile.

Molto diversa è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi ad una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema”.

Sotto accusa è la proposta, arrivata da più parti, di mettere subito in campo delle ritorsioni. Cosa che ha annunciato oggi la Cina, con controdazi del 34% su tutte le importazioni dagli Usa, e che ha scatenato l’ondata di panico sui mercati. La premier invece scommette su misure ‘ragionate’, da varare con calma, convinta che i dazi finiranno presto per rivelarsi un boomerang per gli Stati Uniti.

“La decisione dell’amministrazione Trump è sbagliata – ha ammesso Meloni -, perché le economie delle nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Ue ma anche gli Stati Uniti. Ciò detto – ha ribadito -, è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere”.

Ad ogni modo, ha aggiunto la premier, “ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare, ciascuno per la propria competenza, uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”.

“L’obiettivo – ha spiegato – è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha rassicurato.

Parte della soluzione, secondo la premier, potrebbe venire da novità sul fronte dell’Unione europea. “Possiamo sfruttare la difficoltà per passi avanti importanti in una fase che lo richiede”, aveva detto la premier a margine della visita alla nave Vespucci nel porto di Ortona (Chieti). Per esempio “lavorando sulla competitività delle nostre imprese”. E poi, ha aggiunto c’è “un tema aperto rispetto al Patto di stabilità, c’è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia che prevede una sospensione, una deroga al Patto di stabilità. Forse dovremmo ragionare di quello, o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il Patto di stabilità”. E poi, ha concluso, “dovremmo ragionare di sospendere le norme del Grean Deal sull’automotive”.

Su come affrontare questa nuova tempesta Meloni ha avuto nel pomeriggio anche uno scambio di vedute col premier britannico Starmer. “I due Leader – ha fatto sapere Palazzo Chigi – hanno avuto uno scambio sugli ultimi sviluppi internazionali e sul continuo rafforzamento della eccellente cooperazione bilaterale, concordando di proseguire il coordinamento su tutti i temi di comune interesse e sulle principali sfide globali”.

Intanto le opposizioni attaccano duramente la premier. “Meloni – ha detto ai microfoni del Tg1 il presidente del M5s Giuseppe Conte – è arrivata completamente impreparata ai dazi: la borsa crolla, sono a rischio migliaia di posti di lavoro. E notate la differenza: in Spagna” il premier “Sanchez vara un piano da 14 miliardi per le imprese”, mentre “in Italia Meloni dice che incontrerà gli imprenditori. La verità è che noi soluzioni o per le imprese, per l’export, per il caro bollette le abbiamo messe sul tavolo, ma Meloni le ha strappate”.

Secondo la segretaria del Pd Elly Schlein “Meloni è stata fino a qui ambigua, ha usato il condizionale fino al minuto prima che Trump annunciasse quello che già da tempo aveva detto e non ha messo in campo ancora alcuna risposta. Ora è necessaria una risposta unitaria europea che sia mirata e proporzionata, ma è necessario anche aprire nuove relazioni commerciali e sul versante interno serve una risposta del governo che tuteli le imprese e le famiglie, come sta facendo la Spagna”.