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Trump promette ai leader arabi che Israele non annetterà la Cisgiordania

Roma, 24 set. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha promesso ai leader arabi, nel corso di un incontro che si è svolto ieri, che non permetterà al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di annettere la Cisgiordania. A riferirlo – scrive Politico – sono almeno sei persone a conoscenza della discussione.

Due di queste persone – prosegue la testata americana – hanno affermato che Trump è stato fermo sull’argomento e che il presidente ha promesso che a Israele non sarà permesso di annettere la Cisgiordania, governata dall’Autorità Nazionale Palestinese e non da Hamas.

AGIC, lo studio su impatti del gioco illegale sul settore

Roma, 24 set. (askanews) – Il gioco illegale impatta tanto dal punto di vista sociale quanto sull’economia del Paese. questa l’evidenza pi significativa emersa nel corso dell’evento “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria” organizzato da AGIC – Confindustria (Associazione Gioco e Intrattenimento in Concessione) presso l’Hotel Nazionale a Roma. In particolare, lo studio condotto per l’occasione da Luiss Business School ha mostrato che se il gioco regolamentato conta una spesa netta annua di 21 miliardi di euro con un gettito erariale pari a 11 miliardi di euro, il valore del gioco illegale fa contare circa 2 miliardi di euro di mancate entrate erariali.

Giuliano Guinci, membro del Board di AGIC: “Non c’ una soluzione unica ad un problema complicato come quello dell’offerta illegale di gioco in questo momento in Italia. Bisogna lavorare su pi livelli, a partire dalla competitivit delle aziende fino al contrasto del gioco illegale attraverso un sistema repressivo che sia efficace”.

Sotto il punto di vista sociale, invece, lo studio di Luiss Business School evidenzia che il 14% dei giocatori che accedono a piattaforme illegali lo fa inconsapevolmente e per tante ragioni diverse tra loro, facendo emergere dunque la necessit di una comunicazione efficace, trasparente e responsabile sul gioco legale.

” necessario intervenire anche sul tema della comunicazione” – prosegue Giuliano Guinci – “Perch la comunicazione un driver fondamentale per far capire innanzitutto la distinzione netta che c’ tra legale e illegale. Come evidenziato dalla ricerca c’ bisogno di lavorare soprattutto sulle fasce pi giovani per far s che passi il messaggio che nel gioco esiste un’industria legale che garantisce determinati elementi tra cui anche quello di favorire un gioco che sia responsabile e sostenibile”.

Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La comunicazione e l’educazione, soprattutto per le nuove generazioni, un aspetto decisivo. Nel nostro caso abbiamo implementato delle nuove forme di attivit di comunicazione, campagne educative per il grande pubblico di varie tipologie. Abbiamo cercato di rinnovarci sperimentando nuove strategie di comunicazione, come quella di raccontare cosa c’ dietro la macchina da presa, l’indotto, il lavoro, le storie stesse dei lavoratori che stanno dietro un film, una serie tv. In questo modo abbiamo creato anche un’empatia per trasmettere il messaggio che abbiamo il dovere di proteggere le storie di domani, dei futuri professionisti che vogliono entrare a far parte di questo settore”.

L’evento promosso da AGIC ha permesso dunque di condividere tra studiosi, enti di settore, aziende concessionarie ed istituzioni spunti sulle tematiche chiave per le sfide future del settore del gioco, tenendo a mente il valore dell’industria per l’economia ed il tessuto sociale del Paese.

Gaza, Scifoni: abbiamo fermato set di Doc, giusto metterci la faccia

Roma, 24 set. (askanews) – ” giusto metterci la faccia” ha detto Giovanni Scifoni, parlando della partecipazione allo sciopero generale per Gaza, insieme ai suoi colleghi sul set della serie Doc.

“L’altro ieri eravamo in manifestazione con i miei colleghi, abbiamo fermato il set, non abbiamo lavorato, creando dei disagi, eravamo insieme sul set di ‘Doc’ e lo abbiamo fermato, poi chiaramente arrivano le critiche e quelli che ti dicono: state l a prendervi il vostro spazio di celebrit, vi fate la vostra passerella, ma quale passerella? Se uno volesse cercare visibilit farebbe ben altro, ma molto importante metterci la faccia, perch alla fine il nostro lavoro ci d tanti privilegi e ogni tanto questi privilegi li devi utilizzare anche per fare il minimo sindacale del bene per qualcuno che sta in una situazione disperata.

Ilaria Salis si difende e contrattacca: sono fiduciosa, l’immunità sarà confermata

Bruxelles, 24 set. (askanews) – ‘Io sono fiduciosa che, al di là di quelle che sono le le posizioni politiche e le differenze politiche, nei miei colleghi comunque prevarrà il rispetto dello stato di diritto, il rispetto dei valori democratici, dei valori che sono propri dell’Europa. Sono convinta che questi saranno i valori che prevarranno anche nella della plenaria’. Lo ha affermato oggi a Bruxelles l’europarlamentare Ilaria Salis, eletta in Italia con Avs), durante una conferenza stampa del gruppo della Sinistra, dopo che ieri la commissione Affari giuridici (Juri) ha negato la revoca della sua immunità parlamentare, chiesta dal governo ungherese di Viktor Orban. La decisione definitiva verrà presa comunque dalla plenaria dell’Europarlamento, in ottobre.

‘Il voto di ieri nella commissione Juri rappresenta un segnale positivo e importante. Voglio ringraziare i colleghi – ha detto Salis – che hanno avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà e di riconoscere la gravità della situazione, nonostante la coltre di disinformazione e di propaganda innalzata dal regime di Orban e dai populisti di estrema destra. E nonostante alcune interpretazioni puramente tecniche che dimenticavano un fatto essenziale: senza un presupposto democratico condiviso ogni procedura inevitabilmente perde significato e validità’.

La Commissione europea, ha rilevato l’eurodeputata, ‘ha riconosciuto ciò che è evidente a chiunque osservi senza pregiudizi: in Ungheria lo stato di diritto è gravemente compromesso e la magistratura non è più indipendente, come anche lo stesso Parlamento europeo ha più volte rilevato. E io in un simile contesto – ha sottolineato – sarei sottoposta a una persecuzione certa e spietata. Questa persecuzione non è un’ipotesi, ne sono già stata vittima nei 15 mesi di detenzione preventiva trascorsi in condizioni disumane, sulla base di accuse pretestuose e mai verificate’.

‘E l’accanimento, motivato da ragioni ideologiche, non è mai cessato, anzi continua tutt’ora. Il governo ungherese – ha lamentato Salis -, per bocca dello stesso Orban non smette di diffamarmi, chiamandomi terrorista e minacciando di sbattermi in galera. Tutto questo senza nemmeno la decenza di attendere un verdetto, violando così il principio elementare della presunzione di innocenza, che è alla base di ogni Stato di diritto che sia degno di questo nome. Ma evidentemente non alla base di una democrazia illiberale, come la definisce compiaciuto Orban, non alla base di una ‘democratura’ come la definiscono invece gli scienziati politici’.

‘Da quando sono stata eletta al Parlamento europeo – ha aggiunto – l’odio del regime nei miei confronti si è ulteriormente intensificato. Non è un caso che la richiesta di revoca della mia immunità sia stata trasmessa il giorno successivo al mio intervento in plenaria, proprio di fronte a Orban’, durante il dibattito seguito all’intervento a Strasburgo del premier ungherese, nell’ottobre 2024, quando il suo governo aveva la presidenza di turno del Consiglio Ue.

‘E non è un caso – ha osservato Salis – che quando prendo la parola in aula io venga aggredita con insulti e diffamazioni dal gruppo dei Patrioti e soprattutto dai deputati ungheresi di Fidesz’, il partito di Orban. ‘Non è un caso che il portavoce di Orban abbia ripetuto più e più volte che il mio posto sarebbe la prigione e non il Parlamento. Tutto ciò dimostra una volontà precisa: silenziarmi e screditarmi in quanto eurodeputata attraverso il metodo della diffamazione e della minaccia. E qui non è in gioco soltanto la mia vicenda personale dunque, è l’indipendenza stessa del Parlamento europeo a essere sotto attacco, di fronte a un regime che minaccia di usare, e usa il potere giudiziario come un’arma politica’.

‘Dopo l’esito di ieri, guardo con rinnovata fiducia al voto in plenaria, che è prevista per ottobre. Confido che i miei colleghi sapranno confermare questa decisione, e respingere le pressioni dei populisti di estrema destra che vogliono sfasciare, distruggere l’Europa democratica. Voglio essere però molto chiara su un punto: la tutela della mia immunità parlamentare – ha puntualizzato Ilaria Salis – è fondamentale non per sottrarmi alla giustizia, ma per proteggermi dalla vendetta ungherese, da un processo ingiusto e da condizioni detentive disumane’.

‘Fin da quei giorni in cui ero in carcere a Budapest – ha ricordato -, ho sempre chiesto che il processo si svolgesse in Italia. L’ho ribadito anche in audizione a porte chiuse davanti ai membri della commissione Juri, e lo ribadisco pubblicamente oggi con forza: io auspico che le autorità italiane intervengano quanto prima al fine di tutelare una propria concittadina e di garantire che i suoi diritti fondamentali siano rispettati. La mia richiesta è chiara: voglio essere processata in Italia, non in Ungheria. Un processo con garanzie democratiche in quel paese è impossibile, lo sanno tutti; e negarlo significa essere in malafede. Per un dissidente politico, o per chiunque sia percepito come avversario del governo – ha accusato l’europarlamentare -, la giustizia in Ungheria è giustizia politica, ideologica, è vendetta, è propaganda’.

D’altra parte, ha precisato, ‘gli strumenti giuridici per aprire un procedimento in Italia esistono e spetta alle autorità italiane attivarli’. Il riferimento è agli articoli 8 e 9 del Codice penale, che prevede la possibilità, su richiesta del ministro della Giustizia, di giudicare e punire secondo la legge italiana una persona che abbia commesso un delitto in un Stato estero.

Insomma, ha concluso Salis, ‘questa battaglia non riguarda solo me, ma ha una valenza generale: riguarda la difesa dei diritti fondamentali, delle libertà democratiche e dell’indipendenza delle nostre istituzioni. E’ su questo terreno che si gioca oggi una partita cruciale: non solo per me, ma anche per l’Europa libera e democratica’.

Durante la conferenza stampa, un giornalista ungherese a cui era stata data la parola è andato di fronte a Ilaria Salis, le ha mostrato la foto di un uomo con il volto gonfio e le ha chiesto, in inglese: ‘Lei riconosce la foto di quest’uomo, che è stato picchiato a Budapest dai suoi compagni, e possibilmente da lei? lei riconosce questa persona?’

‘Rispondo subito al signore – ha replicato l’eurodeputata – perché sono stufa di ricevere accuse e diffamazioni: neanche la magistratura ungherese mi ha mai accusato di aver picchiato quella persona. Io ho già detto e ribadisco la mia innocenza, e questo è il motivo per cui chiedo di essere processata in un paese dove siano rispettate le norme dello stato di diritto, dove si abbia la possibilità di avere un processo equo. E questo spetterebbe, appunto, alle autorità italiane: aprire un procedimento a mio carico e mettere fine a questo processo farsa che si sta tenendo in Ungheria’.

A un altro giornalista che chiedeva se potesse raccontare che cosa sia successo effettivamente a Budapest quando fu arrestata e accusata di aver assaltato e picchiato dei manifestanti neonazisti, Salis ha risposto: ‘Certo: io mi ero recata a Budapest per prendere parte a una contro-manifestazione antifascista, che andava a criticare quello scempio che si vede tutti gli anni per le vie di Budapest durante la ‘Giornata dell’onore’, in cui ci sono militanti che sfilano con simboli e divise delle SS, in cui vengono intonati slogan che inneggiano all’olocausto. Ecco, fortunatamente c’è anche una contro- manifestazione’.

‘Quindi – ha ricordato ancora – mi trovavo a Budapest per prendervi parte, quando sono stata tirata giù da un taxi da parte di quella che poi ho scoperto essere la polizia ungherese, perché non si sono neanche qualificati. E lì per me è iniziata tutta questo vicenda, che poi mi ha portato a essere detenuta per 15 mesi nelle condizioni che tutti ormai conoscono, e a essere sottoposta a un processo che assolutamente – ha ribadito – viola qualunque presupposto democratico’.

Uomo spara e uccide in un centro immigrazione a Dallas, poi si suicida

New York, 24 set. (askanews) – Due persone sono state uccise questa mattina in una struttura dell’agenzia per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione (ICE) a Dallas, in Texas. Le vittime erano detenute nella struttura: una terza è stata ferita. L’attentatore, di cui al momento non si conosce l’identità, si è suicidato usando le stesse armi da fuoco impiegate nell’attacco.

Il Segretario per la Sicurezza Interna Kristi Noem ha scritto su X che “ci sono stati diversi feriti e decessi” e che “il movente non è chiaro”. L’edificio preso di mira dall’attentatore aveva ricevuto di recente un allarme bomba.

Zelensky all’Onu: le armi e non il diritto decidono chi sopravvive oggi

Roma, 24 set. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che, in un momento in cui il diritto internazionale retrocede, sono le “armi a decidere chi sopravvive” nell’agone internazionale. “Nessuno tranne noi stessi può garantire la sicurezza. Solo alleanze forti, solo partner forti e solo le nostre armi. Il XXI secolo non è molto diverso dal passato. Se una nazione vuole la pace, deve comunque lavorare sulle armi” ha detto in apertura il presidente Zelensky. “Non il diritto internazionale, non la cooperazione, ma le armi decidono chi sopravvive”.

“Il diritto internazionale non funziona appieno se non hai amici potenti che sono veramente disposti a difenderlo. Cosa possono aspettarsi davvero il Sudan, la Somalia, la Palestina o qualsiasi altro popolo che vive in guerra dall’Onu se per anni non ha avuto altro se non dichiarazioni e dichiarazioni”, ha chiesto il presidente all’Assemblea.

“La guerra della Russia contro il mio Paese continua – ha proseguito Zelensky – ogni settimana continuano a morire persone, eppure non c’è un cessate il fuoco perché la Russia rifiuta”. “La Russia ha rapito migliaia di bambini ucraini e noi ne abbiamo riportati indietro alcuni. E ringrazio, ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato. Ma quanto tempo ci vorrà per riportare indietro tutti coloro che l’infanzia scivola via più velocemente di quanto gli adulti riescano ad aiutare?”.

Mobrici torna, dopo più di due anni, con "Che serata stupida"

Milano, 24 set. (askanews) – Con il nuovo singolo “Che serata stupida”, in uscita venerdì 3 ottobre – in radio dal 10 ottobre – per Maciste Dischi / Epic / Sony Music Italia e prodotto da Federico Nardelli, Mobrici torna, dopo più di due anni, con un brano che esplora il desiderio e la contraddizione: l’attrazione per ciò che è imprevedibile, il fascino di una notte che mette a nudo paure e verità.

“Spesso nella vita mi sono concesso il lusso di sbagliare, di cambiare direzione anche all’ultimo istante o perfino di imboccare la strada che a prima vista sembra la più oscura – racconta l’artista – questo brano nasce dal desiderio di raccontare come l’imperfezione e la fragilità non siano una debolezza, ma la chiave per sentirsi davvero vivi. È il racconto di quando perdersi diventa l’unico modo per ritrovarsi, e di come dentro quell’errore, in fondo, ci sia spesso la nostra verità più autentica. Avevo bisogno di una canzone grande, di quelle da gridare insieme, perché certe emozioni non si possono sussurrare e vanno liberate a voce piena, senza paura”.

C’è un filo invisibile che lega da sempre le canzoni di Mobrici al cuore di chi le ascolta: una scrittura schietta e romantica, capace di trasformare fragilità e imperfezioni in poesia quotidiana. L’artista racconta l’errore come scelta possibile, la caduta come occasione per ritrovare se stessi. La sua penna, qui più diretta e intensa, mette in scena incontri sospesi, piccole fragilità e attimi in cui il confine tra sbaglio e scoperta si assottiglia. Il risultato è un invito a riconoscersi nelle contraddizioni e nelle emozioni non filtrate.

Fin dal debutto solista, l’artista ha saputo tramutare esperienze intime in emozioni condivise: dalla delicatezza di “Anche le scimmie cadono dagli alberi” a “Gli anni di cristo”, pezzi che hanno dato voce ai dubbi di una generazione. Con questo nuovo singolo conferma la sua cifra stilistica ma compie anche un passo in avanti: la scrittura si fa più immediata e viscerale, capace di mutare tensioni personali in un canto corale che arriva dritto all’ascoltatore.

Matteo Mobrici è un cantautore e vive a Milano. Nato batterista, passa ben presto a scrivere canzoni con una chitarra in mano all’età di 14 anni. È stato il frontman della band Canova, realtà di culto del panorama indie pop italiano. Da sempre spirito libero, autoironico ed inguaribile romantico, Mobrici è un multiforme cantautore sempre in bilico tra canzone d’autore e pop. Le sue sono storie minime per amori grandi, senza fronzoli e tanto suggestive, così autobiografiche da essere di tutti.

Usb: nuovo sciopero generale e agitazione permanente per Gaza

Milano, 24 set. (askanews) – L’Unione Sindacale di Base conferma “la decisione di proclamare un nuovo sciopero generale se la situazione dovesse precipitare. La parola d’ordine ‘Blocchiamo tutto’ è sempre più una necessità”. Lo si legge in una nota dell’Usb che lancia una mobilitazione permanente per “difendere la Flotilla”.

“Gli attacchi alla Flotilla stanno seguendo la tattica dello stillicidio e questo comporta la necessità di promuovere uno stato di agitazione permanente. C’è bisogno di organizzare tante piazze in tutto il Paese dove seguire il viaggio verso Gaza della Flotilla e da cui promuovere la mobilitazione ogni volta che serve. È l’Italia che deve diventare una sola Piazza Gaza”, scrivono.

Questa notte, ricostruisce la nota, la Global Sumud Flotilla è stata attaccata di nuovo. “Diverse imbarcazioni sono state danneggiate ma per fortuna nessuno degli equipaggi è stato colpito. Si è trattato di un nuovo atto di totale illegalità internazionale ai danni di una missione umanitaria che sta viaggiando in acque internazionali. Le autorità italiane non stanno protestando per quanto sta avvenendo né si stanno ponendo il problema di proteggere i nostri connazionali”. “L’Unione sindacale di base chiama alla mobilitazione in tutte le città già dalla giornata di oggi – si legge ancora – L’enorme riuscita dello sciopero generale di lunedì 22 settembre ci dice che tanta parte del Paese sostiene le ragioni della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese. Alla parola d’ordine “blocchiamo tutto”, che solo qualche giorno fa suonava velleitaria, hanno risposto in tantissimi paralizzando il Paese”.

"Discordia, armonia e altri stati d’animo" è il nuovo album di Mecna

Milano, 24 set. (askanews) – Mecna, uno degli artisti più riconoscibili della scena rap italiana, annuncia oggi “Discordia, armonia e altri stati d’animo”, il nuovo album fuori ovunque il 24 ottobre per EMI Records Italy/Universal Music Italia, accompagnato da una copertina scattata dal fotografo Piero Percoco e da due cover alternative: ognuna di esse rappresenta uno stato d’animo diverso e le molteplici sfaccettature dell’artista. Il disco è già disponibile in pre-order a questo link nei formati fisici LP Cover 1, LP Cover 2 autografato, CD Cover 3, CD Cover 2 autografato, assieme anche al vinile 10 pollici di “Introspezione”, l’EP uscito lo scorso luglio e ancora mai stampato. Ad anticipare il nuovo album sarà inoltre il brano “Ritratti”, disponibile da venerdì 26 settembre su tutte le piattaforme digitali.

Racconta Mecna di questo primo estratto «”Ritratti” è uno sfogo, una fotografia… anzi, direi una radiografia di dove sono e di come mi sento, guardando indietro e attorno a me, soprattutto nell’ambiente della musica, ma non solo.»

“Discordia, armonia e altri stati d’animo” arriva a distanza di due anni e mezzo dal suo ultimo album “Stupido Amore” e a pochi mesi dall’EP “Introspezione”, un lavoro che guarda anima, mente e cuore delle persone. E proprio portando avanti il percorso intrapreso con questo ultimo EP, “DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D’ANIMO” ruota intorno agli stati d’animo e a quelle emozioni universali che appartengono a tutti, valorizzate attraverso la cifra stilistica unica di Mecna: un linguaggio chiaro e diretto, capace al tempo stesso di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

«È un album a cui ho lavorato con calma e passione, un disco che ha vissuto tante vite e che si è trasformato molto durante il processo creativo» svela l’artista foggiano. «Ho cercato di mettere in primo piano la scrittura, come ho fatto nell’EP “Introspezione”, senza tralasciare la parte più melodica: meno presente rispetto ai miei lavori precedenti, ma capace, quando c’è, di rafforzare il racconto. Nel sound ho ricercato quella componente grezza e sporca che ho ritrovato nei progetti che più mi hanno colpito tra le uscite degli ultimi anni (Dominic Fike, Dijon, Mk.Gee, Bon Iver, Kevin Abstract, Rex Orange County). Non ho inseguito la perfezione, ma mi sono lasciato guidare dall’istinto e dall’immediatezza.»

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna compie ora, con questo nuovo progetto discografico, un viaggio sincero e profondo all’interno del complesso mondo delle emozioni, dove ogni parola ha un suo peso e al tempo stesso una delicatezza tale da riuscire a raccontare con coerenza la realtà filtrata attraverso i suoi occhi.

Torna il grande concerto per le donne con UNA NESSUNA CENTOMILA

Milano, 24 set. (askanews) – Domani, giovedì 25 settembre, Piazza del Plebiscito a Napoli ospiterà l’evento, già sold out, UNA NESSUNA CENTOMILA, il concerto straordinario in cui grandi artiste e artisti del mondo dello spettacolo italiano si uniscono sul palco contro la violenza sulle donne. Lo show sarà trasmesso prossimamente in prima serata su Canale 5.

Giunta alla sua terza edizione, UNA NESSUNA CENTOMILA arriva per la prima volta al Sud Italia. Una serata speciale, tra musica e impegno sociale in cui gli artisti si esibiranno sulle note di duetti inediti e performance emozionanti.

Con Annalisa, Ariete, Bigmama, Brunori sas, Coez, Elisa, Elodie, Emma, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, Anna Foglietta, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Gaia, Gigi d’Alessio, Malika Ayane, Noemi, Paola Turci, Rkomi, Rose Villain, Veronica Gentili. E con la partecipazione amichevole di Amadeus.

Le protagoniste e i protagonisti di questa edizione, ancora una volta si uniscono per dire basta ai femminicidi, dare un aiuto concreto ai centri antiviolenza che sostengono e supportano le donne nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza e sensibilizzare il pubblico contro questo fenomeno sociale e culturale.

Grazie al pubblico accorso in Piazza del Plebiscito e al sostegno dei partner saranno devoluti €500.000, ripartiti tra 10 centri antiviolenza italiani, individuati dalla Fondazione Una Nessuna Centomila tenendo conto dei progetti proposti dai centri, del lavoro da essi svolto e delle loro esigenze: – Calabria – Associazione Centro contro la Violenza alle Donne Roberta Lanzino, Cosenza – €50.000 euro

– Calabria – Centro Antiviolenza Mondo Rosa, Catanzaro – €50.000 euro

– Campania – Associazione Arcidonna Napoli – €50.000 euro

– Friuli Venezia Giulia – G.O.A.P. – Gruppo Operatrici Antiviolenza per le Donne, Trieste – €50.000 euro

– Lombardia – Cooperativa Sociale Butterfly, Brescia – €50.000 euro

– Lombardia – Associazione Donne Insieme Contro la Violenza, Milano – €50.000 euro

– Puglia – Associazione Io Sono Mia, Bari – €50.000 euro

– Sardegna – Associazione Donne al Traguardo, Cagliari – €50.000 euro

– Sicilia – Centro Antiviolenza Il Pettirosso, Ragusa – €50.000 euro

– Sicilia – Telefono Rosa Sicilia, Catania – €50.000 euro

Tennis, Sinner riparte da Pechino: ho lavorato su qualcosa di nuovo

Roma, 24 set. (askanews) – Jannik Sinner è pronto a tornare in campo al torneo ATP di Pechino, dove ha già trionfato nel 2023 e raggiunto la finale nel 2024. Il tennista italiano, reduce da una stagione altalenante, ha dichiarato di aver lavorato su “qualcosa di nuovo” durante la pausa estiva, concentrandosi principalmente sul miglioramento del suo gioco in campo.

Sinner ha sottolineato che i cambiamenti riguardano il lavoro tecnico e tattico, mentre l’organizzazione del team e la routine quotidiana sono rimaste invariate. Inoltre, ha accennato all’arrivo di un nuovo fisioterapista, Alejandro Resnicoff, con il quale sta collaborando per ottimizzare la sua condizione fisica. Sinner ha espresso entusiasmo per questa nuova fase del suo percorso, affermando: “Abbiamo riflettuto molto su quella finale. Abbiamo cambiato alcuni dettagli, a oggi la percentuale di errori è ancora un po’ troppo alta ma spero che anche questo andrà migliorando. E’ solo una questione di tempo, vediamo quanto ne servirà”. Senza fretta, senza paura di sbagliare: “Sono molto motivato. È fantastico lavorare su qualcosa di nuovo, poi vedremo come andrà a finire. Cerchiamo sempre di andare avanti. Un passo avanti è sempre meglio di due passi indietro. Vediamo cosa possiamo fare”. Dopo una stagione segnata da infortuni e risultati altalenanti, Sinner si prepara a sfidare Marin Cilic al primo turno del torneo cinese. Con una motivazione rinnovata e una condizione fisica in miglioramento, l’azzurro punta a riscattarsi e a chiudere l’anno con prestazioni all’altezza delle sue potenzialità.

Greta Thunberg: gli attacchi alla Flotilla non ci fermeranno

Roma, 24 set. (askanews) – L’attivista Greta Thunberg, imbarcata sulla Global Sumud Flotilla, ha assicurato che la carovana di navi diretta a Gaza non si fermerà per gli attacchi avvenuti nella notte, in un collegamento Instagram con la rapporteur Onu Francesca Albanese. “Stiamo bene, stiamo continuando in maniera imperterrita a navigare verso Gaza. Siamo molto determinati a continuare la nostra missione e siamo ogni giorno più vicini a Gaza per portare aiuti e rompere l’assedio”, ha detto l’attivista. “Eravamo consapevoli dei pericoli di questo tipo di attacchi. Non ci fermeranno, si tratta di una tattica per spaventarci”, ha detto ancora Thunberg, definendo l’attacco un atto di “guerra psicologica”.

Cardinale, Flora Canto: un’attrice con una straordinaria eleganza

Roma, 24 set. (askanews) – “Stanotte ho fatto le 2 per guardare i suoi film pi belli, talvolta uno dimentica…. Io sono stata molto legata a Monica Vitti, ad Anna Marchesini, e ieri guardando i film di Claudia Cardinale notavo questa straordinaria eleganza nel fare qualsiasi cosa; se dovessi scegliere qualcosa a cui ispirarmi di lei sarebbe la sua naturale eleganza”.

Cos Flora Canto, parlando di Claudia Cardinale, scomparsa a 87 anni, a margine della presentazione della nuova stagione del Teatro Brancaccio a Roma dove porter “Cantando sotto la pioggia”.

Disturbato il Gps di un jet spagnolo con la ministra su Kaliningrad

Roma, 24 set. (askanews) – Un jet militare spagnolo con a bordo la ministra della Difesa Margarita Robles ha riscontrato un “disturbo” nel segnale GPS questa mattina mentre sorvolava l’enclave russa di Kaliningrad, in rotta verso la Lituania. Lo ha riportato Reuters citando il ministero di Madrid.

Reuters ha riferito che, oltre a Margarita Robles, l’aereo trasportava anche parenti di aviatori spagnoli che fanno parte della nuova missione di difesa aerea della Nato sul fianco orientale (Eastern Sentry), lanciata all’inizio di settembre dopo che la Polonia ha abbattuto dei droni che avevano violato il suo spazio aereo.

Robles in Lituania doveva avere un incontro bilaterale con la sua omologa Dovile Sakaliene durante una visita alla base aerea di Siauliai, secondo l’agenda del governo spagnolo.

All’inizio di questo mese, l’aereo su cui viaggiava la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stato anch’esso interessato da un disturbo del segnale GPS durante l’avvicinamento a un aeroporto in Bulgaria. L’Ue ha attribuito l’incidente alla Russia.

Arriva "Il peccato di Eva", primo libro italiano sul Qatargate

Milano, 24 set. (askanews) – E’ “Il peccato di Eva” il primo libro italiano dedicato allo scandalo del Quatargate. Scritto da Giuseppe Guastella, giornalista del “Corriere della Sera” esperto di cronaca giudiziaria, e Lodovica Bulian, giornalista e inviata del programma “Quarta Repubblica” di Mediaset nonché collaboratrice de “Il Giornale”, racconta – con lo stile incalzante e pieno di colpi di scena tipico di un giallo – la storia incredibile di uno scandalo internazionale.

Impossibile trovare una vicenda e dei protagonisti tanto mediaticamente forti quanto lo sono l’affascinante Eva Kaili, greca, socialista, vicepresidente del Parlamento europeo, e suo marito Francesco Giorgi, collaboratore dell’ex parlamentare europeo Antonio Panzeri, per un racconto che mette insieme gli intrighi di una vera e propria spy story, tra servizi segreti, lobbisti internazionali, politici, affari, valigie piene di denaro, corruzione, rapporti sentimentali e famigliari.

Proprio l’ex parlamentare Panzeri, fondatore della ong Fight Impunity (Sconfiggiamo l’impunità), è da tempo pedinato dai servizi segreti belgi perché intrattiene strani rapporti con importanti e misteriosi personaggi del Qatar e del Marocco. Gli 007 non lo perdono di vista un momento. Da chi abbiano avuto la soffiata non si sa, forse dai servizi segreti di un paese arabo nemico del Qatar, forse dall’intelligence di uno stato europeo amico. Fatto sta che almeno dal 2021 lo intercettano e lo pedinano ovunque. L’inchiesta, che prenderà il nome di Qatargate, ha come protagonista un celebrato giudice istruttore a pochi mesi dalla pensione, che ambisce a un futuro in politica. Il suo nome è Michel Claise.

L’indagine disegna una presunta e gigantesca corruzione che porterà, tra gli altri, sia Kaili sia Giorgi in carcere, nonché al coinvolgimento dei propri famigliari, compresa la figlia della coppia, di appena due anni. La storia assume le sembianze di un vero e proprio teorema giudiziario. A oggi le prove della presunta corruzione non sono state trovate e le accuse si basano sulla confessione dello stesso Panzeri, che in questo modo ha visto ridotta la sua pena ad appena un anno di prigione. Se fosse confermato che l’ex parlamentare ha detto il falso, l’intera inchiesta crollerebbe. Intanto però sono state distrutte storie e carriere politiche.

Il “Peccato di Eva”, pubblicato da Fuoriscena, approderà nelle librerie il 26 settembre e verrà presentato in una conferenza in programma alle 18.00 nella sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera: insieme ai due autori, sarà presente la protagonista Eva Kaili.

Gaza, Crosetto invia una fregata per assistere gli italiani a bordo della Flotilla

Roma, 24 set. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha condannato oggi gli attacchi contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti, e ha annunciato di aver dato l’autorizzazione per l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare per garantire “assistenza ai cittadini italiani presenti sulla ‘Flotilla’”.

“In merito all’attacco subito nelle scorse ore dalle imbarcazioni della Sumud Flotilla, a bordo delle quali si trovano anche cittadini italiani, condotto mediante l’impiego di droni da parte di autori al momento non identificati, non si può che esprimere la più dura condanna. In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza”, ha affermato il ministro Crosetto.

“Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla ‘Flotilla’, questa notte alle 03.50, pur essendo in Estonia, dopo un confronto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, dopo aver condotto una valutazione (veloce e sommaria) dell’accaduto, mi sono sentito con il Presidente del Consiglio ed ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare, che era in navigazione a Nord di Creta, nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro, che sta già dirigendo verso l’area per eventuale attività di soccorso”, ha detto ancora il ministro.

“Di questa decisione – ha concluso – sono stati informati l’addetto militare israeliano in Italia, il nostro ambasciatore e l’addetto militare a Tel Aviv e l’Unità di crisi della Farnesina”.

(Immagine d’archivio dal sito della Marina Militare)

Roma, Arpe in dialogo e miti in musica con "Universi e Scenari Sonori"

Roma, 24 set. (askanews) – Prosegue al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma Mondi Sonori, il festival con concerti, lezioni d’ascolto e spettacoli che fanno dialogare culture e linguaggi diversi. Ideato e diretto da Sonia Martone, direttrice del Museo, il progetto si articola in quattro sezioni tematiche con la supervisione di altrettanti curatori: Congegni Sonori (Gianluca Dessì), Scenari Sonori (Stefano Saletti), Incanti Sonori (M°Germano Neri) e Universi Sonori (M° Giuseppe Lanzetta). Il fine settimana del 27 e 28 settembre propone due spettacoli di grande rilievo, affidati a due diverse sezioni del festival. Il biglietto d’ingresso di 6 euro consente anche la visita alle sale del Museo, custode di una collezione unica di strumenti antichi e rari.

Sabato 27 alle ore 17.30, per Universi Sonori, l’appuntamento è con le giovani arpiste Aran e Nora Spignoli Soria, gemelle nate a Barcellona nel 2006 e già affermatesi sulla scena internazionale. Allieve della Prof.ssa Susanna Bertuccioli e prossime alla laurea presso la Scuola di Musica di Fiesole, hanno formato il duo “Le Due Selene”, con cui hanno conquistato numerosi premi e borse di studio in concorsi internazionali in Italia, Spagna, Serbia, Stati Uniti, Hong Kong. Il programma presenta capolavori dal Settecento al Novecento: la Toccata di Pietro Domenico Paradisi (arrangiata da Henriette Renié), la Preghiera da Mosè in Egitto di Rossini (arr. John Thomas), la Fantasia op.35 di Louis Spohr, l’Impromptu op.86 di Gabriel Fauré, Parvis di Bernard Andrés e la Sonatine di Jean-Michel Damase. Chiusura affidata a Por una cabeza di Carlos Gardel, nella versione per due arpe realizzata da Susanna Bertuccioli con Aran e Nora Spignoli Soria.

Domenica 28 settembre alle ore 17.30 per Scenari Sonori Massimo Popolizio in La caduta di Troia, uno spettacolo che intreccia letteratura e musica. Massimo Popolizio, voce tra le più autorevoli del teatro italiano, interpreta il II libro dell’Eneide di Virgilio, dedicato alla distruzione di Troia. La parola poetica prende corpo in una vera e propria partitura, accompagnata dalle musiche originali di Stefano Saletti (oud, bouzouki, electronics), con Barbara Eramo (voce) e Pejman Tadayon (kemenché, ney, daf). Le sonorità antiche del Mediterraneo – dal ladino all’aramaico, dall’ebraico al sabir – si intrecciano con i melismi della voce e con strumenti di tradizione mediorientale, creando un affresco sonoro che esalta la potenza evocativa del poema virgiliano. «Attraverso le parole di Virgilio – spiega Popolizio – cerco di creare vere e proprie immagini, di far vedere ciò che è scritto».

Mondi Sonori è un progetto del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, parte dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma, diretto ad interim da Luca Mercuri. Biglietto di ingresso: 6 €, comprensivo della visita alle sale espositive del Museo prima degli spettacoli. Il festival è finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo nell’ambito del bando “Valorizzazione attività di spettacolo dal vivo svolte negli istituti e luoghi della cultura”.

IL FESTIVAL: Mondi Sonori, un nuovo e originale festival dedicato alla musica come esperienza trasversale, capace di intrecciare suono, parola, storia e immaginazione. Un progetto che abbraccia mondi culturali diversi e propone un ricco calendario di eventi tra concerti, lezioni d’ascolto, incontri e spettacoli, in programma fino al 31 ottobre 2025 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Roma. Con l’ideazione e la direzione artistica della direttrice del Museo l’Architetto Sonia Martone, Mondi Sonori ha debuttato con una?speciale anteprima sabato 17 maggio, con?Peppe Servillo,?attore, cantante e istrionico performer in scena con una lettura spettacolo di “Marcovaldo” di Italo Calvino.

Il festival si articola in quattro sezioni tematiche, ciascuna con un’identità ben definita: Congegni Sonori – strumenti musicali liuteria etnomusicologia e nuove pratiche esecutive (con la supervisione artistica di Gianluca Dessì); Scenari Sonori – la musica il teatro e la letteratura (con la supervisione artistica di Stefano Saletti); Incanti Sonori – la magia dell’Opera lirica, patrimonio dell’Umanità, guide all’ascolto e partecipazione pubblica (con la supervisione artistica del Maestro Germano Neri); Universi Sonori – Musica tra tradizione popolare, cinema e antiche sonorità (con la supervisione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta).

Fino alla fine di ottobre, Mondi Sonori ospita molti protagonisti della scena musicale contemporanea italiana e internazionale come: Ginevra Di Marco, voce tra le più raffinate e apprezzate della scena italiana; Faraualla, quartetto vocale femminile pugliese noto per l’originale esplorazione delle tradizioni vocali mediterranee, fra ricerca e sperimentazione sonora; Massimo Popolizio uno dei più grandi attori e registi teatrali contemporanei; Fabrizio Lopresti, attore e regista, impegnato nella divulgazione del teatro civile e nella valorizzazione della parola poetica; Enerbia, gruppo musicale specializzato nella valorizzazione della musica tradizionale dell’Appennino, tra strumenti antichi e atmosfere folk; l’Orchestra da Camera Fiorentina, storica formazione toscana attiva dal 1981, conosciuta per l’ampio repertorio che va dal barocco alla musica contemporanea; l’Orchestra Europa Incanto, impegnata nella promozione della musica classica tra i giovanissimi, protagonista di importanti progetti didattici e divulgativi; Pejman Tadayon: musicista, compositore e interprete di strumenti tradizionali persiani, riconosciuto ambasciatore della ricca tradizione musicale iraniana Riccardo Tesi, compositore, arrangiatore e virtuoso dell’organetto, tra i maggiori innovatori della musica folk e world italiana; Leonardo Gallucci, chitarrista e compositore, noto per l’uso della chitarra multicorde e per la sua versatilità che spazia tra diversi generi musicali; Barnaby Brown, ricercatore e musicista scozzese, esperto di strumenti antichi e tradizioni sonore celtiche, con una lezione-concerto che coniuga musica antica e archeologia; Stefano Tavernese, polistrumentista (mandolino, violino, banjo e chitarra) e uno dei maggiori esperti di musica nordamericana (old time e bluegrass) in Italia; Fabio Rinaudo, musicista e ricercatore, considerato tra i più autorevoli interpreti italiani della cornamusa irlandese (uilleann pipes) e della musica celtica; Aran e Nora Spignoli Soria, giovani interpreti e ricercatrici, impegnate nella riscoperta e nella valorizzazione delle tradizioni musicali popolari europee.

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, è parte dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione musei nazionali della città di Roma, diretto ad interim da Luca Mercuri. Con la sua ricca collezione di strumenti antichi, e del mondo, crea un connubio naturale tra musica ascoltata e cultura della musica. Mondi sonori è un progetto finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo nell’ambito del bando “Valorizzazione attività spettacolo dal vivo svolte negli istituti e luoghi della cultura e da parte di soggetti giuridici creati o partecipati dal ministero della cultura che si occupano di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale”

Teatro Verde, 40 anni di magia, storie e comunità

Roma, 24 set. (askanews) – Quarant’anni di teatro, quarant’anni di storie, emozioni e sogni condivisi. Il Teatro Verde di Roma festeggia un anniversario speciale: la 40ª stagione della Rassegna Nazionale Oltre la scena, insignita della Targa d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana. Un traguardo che consacra il Teatro tra le esperienze culturali più longeve e innovative del Paese, capace di parlare a generazioni di bambini, ragazzi, famiglie e scuole.

Un anniversario che segna la continuità di un percorso unico: quarant’anni di palcoscenico che hanno acceso e continuano ad accendere immaginazione, emozioni e pensiero critico. Il Teatro Verde con le sue proposte è stato capace di attraversare i decenni senza perdere la propria identità: in quattro decenni, sul suo palcoscenico sono andati in scena centinaia di spettacoli, coinvolgendo ogni anno decine di migliaia di spettatori.

Oggi, come allora, il sipario si apre con lo stesso entusiasmo del primo giorno, rilanciando una missione che unisce arte, educazione e senso di comunità. Un impegno che in occasione della 40ª stagione si arricchisce grazie al contributo della Fondazione Roma, a sostegno di una sempre maggiore accessibilità e accoglienza del pubblico.

Come sottolinea Franco Parasassi – Presidente della Fondazione Roma: “Sostenere il progetto “40 anni di Teatro Verde…E la storia continua” significa riconoscere e valorizzare un presidio culturale unico della Capitale, capace di avvicinare generazioni di bambini e famiglie al linguaggio del teatro. Con il nostro contributo vogliamo ribadire l’importanza di uno spazio che da quarant’anni promuove creatività, inclusione e accessibilità, offrendo a tutta la città laboratori, spettacoli e momenti di incontro. Il Teatro Verde rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa essere motore di crescita, dialogo e coesione sociale, valori che la Fondazione Roma sostiene con convinzione.”

IL LIBRO. E per raccontare questa lunga storia a settembre uscirà il libro dal titolo “Per filo e per sogno” – con la cura di Simona Orlando – che, come racconta Veronica Olmi, Direttrice Artistica del Verde “… è la nostra storia, e abbiamo chiesto a un burattino di scriverla, dal suo sguardo che da tempo osserva gli umani e che ascoltando e guardando tutto, leggendo scritti e ricordi nei vari decenni, a modo suo racconta. La Compagnia Teatro Verde – Nuova Opera dei Burattini infatti viene da lontano e di anni ne ha più di quaranta. Ma il teatro di fronte alla stazione Trastevere, ha alzato il sipario 4 decadi fa, scegliendo una stagione interamente dedicata alle nuove generazioni. E non si è più fermato. Una grande storia umana e artistica che racchiude mille storie, ma in particolare due: il cambio generazionale che a volte capita alle avventure longeve avvenuto dalla vecchia Compagnia Opera dei Burattini, passata per la Nuova Opera dei Burattini e poi divenuta Teatro Verde – n.o.b. E che rispecchia anche la storia di una società e di un mondo che cambia.”

IL CARTELLONE. Il sipario si apre il 27 e 28 settembre con La libreria fantastica, un universo surreale dove libri e personaggi prendono vita. Il 4 e 5 ottobre è la volta di L’ultimo cacciatore di draghi, favola avventurosa ispirata a Tolkien. Seguono l’11 e 12 ottobre Pollicino pop, che racconta la fiaba dal punto di vista della moglie dell’orco, e il 18 e 19 ottobre Scuola di magia, dove due apprendisti maghi pasticcioni imparano, grazie ai bambini, che ognuno ha i suoi tempi. Il mese si chiude il 25 e 26 ottobre con Il pifferaio di Hamelin, tra colpi di scena, burattini e canzoni.

Il 1° e 2 novembre prende il volo Controvento, con un impavido aviatore del 1913 e le sue gigantesche bolle di sapone. L’8 e 9 arriva In bocca al lupo, il viaggio di Michele nel bosco alla ricerca della mamma. Il 15 e 16 spazio a I tre porcellini – Il carretto delle storie, seguito il 22 e 23 da Trame su misura – Vol. 2, tra Cappuccetto Rosso e Rodari. Dal 29 novembre al 1° dicembre ecco Cenerentola e la scarpetta di cristallo, che ribalta i punti di vista della celebre fiaba. Dicembre, il mese delle feste, si apre il 2 e 3 con Un Babbo a Natale, storia di incontri inaspettati che cambiano la vita. Dal 4 al 7 tocca a Chi ha rapito Babbo Natale?, mentre dall’8 al 10 torna il classico Il Grinch. L’11 e 12 spazio a Babbo Natale va in pensione, dal 13 al 15 a La bottega dei giocattoli, e dal 16 al 22 1, 2, 3… Stella!. Il 27 e 28 dicembre chiude l’anno La bella addormentata, che tornerà anche a marzo. Il nuovo anno parte il 3 e 4 con I cavalieri della favola gioconda, seguiti il 5 gennaio da I vestiti nuovi dell’imperatore e il 6 da La Befana vien di notte. Il 10 e 11 gennaio arriva Il mago di Oz, il 17 e 18 Giufà e il mare, e il 24 e 25 In fondo al mare, che tornerà anche a febbraio. Dal 31 gennaio al 2 febbraio è in scena Chi ha paura del buio? (Toporagno e Sedanorapa). Dal 7 al 9 ecco I 4 musicanti di Brema, seguiti il 10 da Robin Hood nel castello di Nottingham. Dall’11 al 13 tornano le repliche di Scuola di magia, dal 14 al 17 La maga dei sogni, dal 21 al 23 La testa del chiodo, il 24 e 25 Il Sole suonatore e la Luna cantante, e dal 26 al 28 Zeus e il fuoco degli dei.

Il 1° e 2 marzo va in scena Odissea per giovani eroi, dal 3 al 6 tornano le repliche di La bella addormentata, dal 7 al 9 La bella e la bestia, e il 10 Ida e la bambina nuova. Dall’11 al 17 1, 2, 3… Cantate con me, dal 18 al 24 è il turno di Scope, stregoni e magiche pozioni, e dal 26 al 31 chiude il mese Hansel e Gretel, la strada nel bosco. Dopo una breve pausa per le feste pasquali, all’11 al 14 aprile va in scena Principessa Piccola e Mostro Gigante, seguita il 15 e 16 dalle repliche de L’ultimo cacciatore di draghi. Dal 18 al 20 tocca a Pinocchio – Una bugia vera, con nuove repliche il 21 e 22 per I vestiti nuovi dell’imperatore e il 23 e 24 per Il pifferaio di Hamelin. Dal 25 al 28 spazio a Il gatto con gli stivali, mentre il 29 e 30 tornano I cavalieri della favola gioconda. A maggio, il gran finale è affidato alle repliche di La libreria fantastica, dal 2 all’8, e a Il paese dei colori, dal 9 al 15, dove cinque regni scoprono che mescolare differenze può trasformare il mondo in una festa condivisa.

TANTI SPETTACOLI, MA NON SOLO. Accanto alla stagione e alla rassegna, il Teatro Verde è attivo tutto l’anno con un fitto programma di iniziative. Ogni settimana propone spettacoli: matinée per le scuole dal lunedì al venerdì alle ore 10 e, nel weekend, appuntamenti per le famiglie alle ore 17. Al pomeriggio è attiva la Scuola di TeatroVerde, con laboratori teatrali espressivi per bambini e ragazzi dai 4 ai 19 anni, frequentati ogni anno da oltre 150 partecipanti. Il Teatro esce poi dalle proprie mura con il progetto Teatro Verde a Motore, che porta gli spettacoli nei cortili delle scuole, nei parchi e nelle piazze, e con il Teatrino dei Burattini e il Cantastorie, pensati per entrare direttamente nelle classi e persino nelle case. A questo si aggiungono i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PTCO), le attività di formazione per adulti che si occupano di infanzia (in collaborazione con Anicia Scuola), le letture nelle librerie e nelle biblioteche, senza dimenticare le tournée in Italia e all’estero.

‘Accolgo con piacere, come Roma Capitale e a nome del Sindaco Roberto Gualtieri, il Teatro Verde dove, dal 1986, generazioni di bambini romani sono cresciuti e si sono avvicinati al teatro e all’arte. Oggi vengono celebrati i quattro decenni di attività, durante i quali cultura, comunità ed educazione si sono intrecciati: in un’epoca in cui i linguaggi cambiano rapidamente e i modelli di fruizione culturale si trasformano, luoghi come il Teatro Verde ci ricordano il valore della presenza fisica, dello stare insieme e della narrazione condivisa. Come Amministrazione continueremo a sostenere le realtà che, con il loro lavoro quotidiano, rendono Roma una città più giusta e più aperta e per questo ringrazio chi in questi anni ha costruito e custodito questo spazio: direttrici e direttori artistici, attrici, attori, tecnici, educatori, operatori culturali. Ma soprattutto grazie al pubblico che, con la sua presenza, ne ha fatto un luogo vivo’ dichiara Sabrina Alfonsi Assessora all’Agricoltura Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale

La Compagnia TEATRO VERDE è riconosciuta dal MIC – Ministero della Cultura dal 1979. È socia dell’UNIMA Italia (Unione internazionale della marionetta), è socia ASSITEJ; è socia AsT.Ra. Le attività della Compagnia sono realizzate con il contributo del MiC e la collaborazione del Miur, Università La Sapienza, Università Roma Tre, Università Tor Vergata, numerosi Comuni italiani e con decine di associazioni, cooperative, onlus, ong, case editrici e realtà territoriali che si occupano di cultura e di infanzia.

“Germogliazioni: Giovani primavera di comunit”

Roma, 24 set. (askanews) – Per il 57% degli italiani la citt in cui vivono non offre spazi e opportunit adeguati ai giovani, n luoghi che agevolino l’incontro di persone nuove e interessanti. Il contrasto delle disuguaglianze di opportunit per le nuove generazioni al centro di “Germogliazioni. Giovani primavera di comunit”, campagna promossa da Acri e Assifero con le quasi 200 Fondazioni associate, in occasione della tredicesima Giornata Europea delle Fondazioni. Dal 22 settembre al 1 ottobre partecipano 150 progetti in tutta Italia che ogni giorno offrono ai giovani esperienze accessibili di cultura, sport, conoscenza, socialit e lavoro.

Giorgio Righetti, Direttore Generale ACRI, ha dichiarato: “Celebriamo la 13 Giornata Europea delle Fondazioni, un appuntamento a cui abbiamo sempre partecipato perch si tratta di un momento importante per far conoscere alle comunit locali, al Paese ed all’Europa lo straordinario lavoro che viene condotto dalle Fondazioni. Quest’anno abbiamo scelto il tema dei giovani perch vogliamo rappresentare il volto duplice del rapporto tra societ e giovani”.

Antonio Danieli, Presidente ASSIFERO, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Sosteniamo una visione dei giovani proattiva e che guardi al futuro. Al di l di voler sostenere ambiti sempre pi innovativi, abbiamo il compito di condurre dei programmi che valorizzino i pi giovani”.

Tra i 150 progetti che partecipano a Germogliazioni ci sono iniziative molto diverse tra loro, accomunate dall’obiettivo di offrire nuove opportunit ai ragazzi. Una giornata, che grazie all’indagine di SWG, ha rilevato quanto per gli italiani manchino spazi adeguati per cultura e sport. In particolare maggiori opportunit per i giovani significherebbero crescita personale, sviluppo di talenti e partecipazione attiva alla vita sociale.

Dopo attacchi, la Global Sumud Flotilla invita a scrivere a Farnesina

Roma, 24 set. (askanews) – Dopo che la Global Sumud Flotilla ha denunciato “esplosioni, droni non identificati e interferenze nelle comunicazioni” nel corso della navigazione verso la Striscia di Gaza, il movimento ha invitato a scrivere alla Farnesina per chiedere maggiore tutela per l’equipaggio. Indetta inoltre una conferenza stampa alle 14 in Piazza Montecitorio.

Gira nelle chat e sui social il testo di una lettera che gli attivisti chiedono di inviare agli indirizzi del ministero degli Esteri, in paticolare a unita.crisi@esteri.it e gabinetto@esteri.it.

Nell’oggetto si invita a scrivere “Urgente – Richiesta di supporto per la Global Sumud Flotilla sotto attacco”. Il testo poi è il seguente:

“Gentilissimi, vi scrivo con urgenza a nome della Global Sumud Flotilla, che si trova attualmente in acque internazionali in missione umanitaria. Nelle ultime ore le imbarcazioni sono state ripetutamente prese di mira da droni e ordigni, con attacchi che mettono in pericolo la vita di tutti i partecipanti”.

E ancora: “La GSF ha già registrato esplosioni nelle vicinanze delle imbarcazioni e in alcuni casi è stata colpita, con danneggiamenti riportati, causati da potenti bombe sonore e sostanze urticanti. Chiediamo con urgenza: Un’immediata presa di posizione pubblica per condannare questi attacchi; La protezione dei partecipanti da parte delle istituzioni internazionali; La pressione diplomatica e politica sui responsabili per fermare queste azioni illegali”. Si chiede poi di firmare “A nome della Global Sumud Flotilla”.

Dopo il grave attacco nella notte, la Global Sumud Flotilla ha inoltre invitato la popolazione a una mobilitazione nazionale, i cui dettagli saranno resi noti durante una conferenza stampa indetta alle 14 in Piazza Montecitorio. “Sono invitate le realtà della società civile, sindacati e forze politiche che sostengono la Global Sumud Flotilla e il popolo palestinese per chiedere al governo la protezione dell’equipaggio e una risposta in linea con il diritto internazionale, contro i crimini e gli abusi di Israele”, si legge in un comunicato stampa diffuso dalla GSF.

Festival Letteratura Albanese, a Milano il FjalaFest

Roma, 24 set. (askanews) – Dal 26 al 28 settembre 2025 torna a Milano, negli spazi del Centro Culturale Slow Mill (via Volturno 32), la seconda edizione di FJALAFEST – Festival della Letteratura Albanese. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Dora e Pajtimit ASD APS e dal Centro Culturale Slow Mill, con il co-finanziamento di MEKI – Ministero dell’Economia, Cultura e Innovazione. Il Festival gode del patrocinio del Consolato della Repubblica d’Albania a Milano e del KKD il Consiglio di coordinamento della Diaspora, con la collaborazione di realtà associative e culturali italo-albanesi.

“Narrare l’Albania” è l’invito a scoprire e valorizzare la ricchezza culturale e letteraria albanese attraverso tre giornate di incontri, letture, presentazioni e dibattiti. Scrittori, studiosi, traduttori, editori e giornalisti dall’Albania e dall’Italia animeranno il programma, creando un autentico ponte culturale tra i due Paesi. Raccontare identità, memoria e contemporaneità, offrendo al pubblico una prospettiva nuova sulla letteratura e la cultura albanese, con particolare attenzione al dialogo interculturale e alla coesione sociale.

Il tema centrale è “Versus Europa. La letteratura e le sue responsabilità politiche” e affronta il rapporto tra scrittura, società e impegno civile. Attraverso tavole rotonde, dibattiti e incontri, autori e partecipanti si confronteranno su questioni cruciali: quale ruolo politico e sociale può assumere oggi la letteratura? E come si inserisce la produzione albanese nel panorama europeo?

Programma FJALAFEST 2025 Venerdì 26 settembre * Alle ore 19.00: Inaugurazione ufficiale di FjalaFest, a cui intervengono Besmir Rrjolli, Direttore artistico del centro culturale Slow Mill; Blendi Gonxhja, Ministro della cultura, turismo e dello sport dell’Albania; Anila Pojani, Console Generale della Repubblica d’Albania presso il Consolato Generale di Milano; Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia; Marzia Pontone, Presidente della Commissione Educazione del Comune di Milano, Dirigente del Ministero della Cultura italiano; Fabio Bottero, Assessore Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Milano; Stefan Capaliku, Curatore di FjalaFest 2025; Anxhela Paparizo, KKD-Keshilli Kordinues i Diaspores; Alda Bardhuli, Centro Nazionale del libro e della lettura. Moderazione a cura del giornalista Arber Agalliu. * Alle ore 20.30: buffet “Bukë e krypë e zemër”, detto albanese che, letteralmente, significa “Pane, sale e cuore”. Concetto che esprime la sacralità del cibo e della famiglia e simboleggia l’ospitalità, la generosità e l’accoglienza calorosa che gli albanesi offrono ai loro ospiti. * Alle ore 21.00: concerto di musica arbëreshë Një vend i ri di Giorgio Fusco.

Sabato 27 settembre, giornata dedicata agli incontri con gli autori e presentazioni di libri: * Alle ore 10.00: presentazione dell’Antologia “Versus Europa” – Stefan Capaliku e Fabio Rocchi. * Alle ore 10.30: Coffee break * Dalle ore 11.00 alle ore 13.00: reading letterari. Letture in lingua originale tratte dall’Antologia “Versus Europa”: Visar Zhiti, Selma Dino, Lulzim Haziri,Durim Taçi, Stefan Çapaliku, Virion Graçi, Ndue Ukaj, Ledia Dushi, Marsela Neni, Mark Lucgjonaj e Andreas Dushi. In italiano, a cura di Indri Shiroka. * Dalle ore 13.00 alle ore 16.00: pausa pranzo * Dalle ore 16.00 alle ore 16.30: “Cenni storici sulla traduzione in italiano della letteratura albanese” – Blerina Suta docente di albanologia presso l’Università di Napoli L’Orientale e Durim Taçi. * Dalle ore 16.45 alle ore 17.30: pratiche musicali e identitarie dei paesi arbëreshë – Nicola Scaldaferri, Ricercatore e Professore di Etnomusicologia e Analisi Musicale presso l’Università di Milano * Dalle ore 17.30 alle ore 18.00: coffee break * Dalle ore 18.00 alle ore 19.00: dibattito: Le responsabilità politiche della letteratura. Ne discutono: Visar Zhiti, Andreas Dushi e Matteo Mandala(in collegamento). * Dalle ore 19.00 alle ore 20.00: tavola rotonda: Editoria e traduzioni Livio Muci, Durim Taci e Julian Zhara. Modera Fabio Rocchi e Arber Agalliu. Alle ore 20:00: degustazione di cucina e vini albanesi a cura di Albchef

Domenica 28 settembre * Dalle ore 10.00 alle ore 10.30: presentazione dell’autore albanese Leonard Morava. Marlin Editore. Modera Arber Agalliu * Dalle ore 10.30 alle ore 11.00: presentazione del romanzo I volti della voce dell’autrice Enza Silvestrini. Iuppiter Edizioni. Modera Fabio Rocchi * Dalle ore 11.00 alle ore 11.30: presentazione: “Neet. I 7 volti di una generazione in attesa. I disagi, le aspettative e gli interventi possibili”. Con Federico Capeci, Valentina Meli, Endri Basha. Franco Angeli Editore. * Dalle ore 30 alle ore 13.00: cerimonia di premiazione: Assegnazione del Premio per la Migliore Traduzione dall’Albanese all’Italiano dell’anno.

"Cineterme", il 26 settembre il format tra cinema e terme

Roma, 24 set. (askanews) – Venerdì 26 settembre tornano ad accendersi i proiettori di “Cineterme”, il format che unisce la magia del cinema all’esperienza rilassante delle terme, nato dall’incontro tra l’innovativa Piattaforma Lago, Lago Film Fest, Hotel Terme Millepini e Y-40® The Deep Joy. Dopo i sold out della scorsa stagione e l’alto gradimento di pubblico, una serata unica che offrirà agli spettatori l’opportunità unica di vivere il cinema in una cornice suggestiva e rilassante: le piscine dell’Hotel Millepini di Montegrotto Terme, dove si unirà l’esperienza di visione cinematografica dei migliori film di 21 anni di Lago Film Fest, proiettati su un mega-schermo allestito a bordo piscina, a quella delle terme, dove il pubblico potrà godersi la proiezione comodamente immerso nelle calde acque salsobromoiodiche a 36°C.

Dal 2005 il Lago Film Fest ha allestito lo storico schermo all’interno del lago di Revine Lago con il pubblico assiepato in riva per la proiezione. In questa esperienza, invece, la prospettiva si capovolge: lo schermo sarà a bordo piscina, mentre il pubblico sarà in acqua.

Si inizia venerdì alle 18:30 con la visita guidata della piscina con acqua termale più profonda del mondo: Y-40® The Deep Joy, entrata nel Guinness World Record nel 2014 per la sua profondità di 42,15m. Sarà possibile attraversarla a -5 metri passeggiando all’interno del tunnel sommerso che consente di “immergersi” con lo sguardo in questo grande acquario umano fatto di apneisti e subacquei. Dalle 19:00 sarà possibile accedere allo stabilimento termale dell’hotel Millepini con le sue 3 piscine coperte e scoperte, sauna, grotta con cromoterapia e idromassaggio, cascate cervicali, biosauna e sauna finlandese; alle ore 19:30 live podcast in piscina, con intervista al regista Valerio Ferrara (già visto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021, nella selezione ufficiale del Festival di Cannes l’anno successivo e al debutto alla Festa del Cinema di Roma nel 2024) registrata in acqua.

Le proiezioni inizieranno alle 20:30 nella piscina esterna principale. Dopo la presentazione dei direttori della manifestazione, a inaugurare ufficialmente la serata lo stesso Valerio Ferrara che presenterà, ovviamente sempre in acqua, il suo corto Il Barbiere Complottista, nella selezione ufficiale del Festival di Cannes del 2022. A seguire una selezione delle animazioni più sorprendenti e visionarie proiettate nelle 20 edizioni del Lago Film Fest: dal disegno animato all’animazione 3D, passando per comedy, fantascienza, sperimentale ed erotico. Un viaggio visivo tra i corti più applauditi del festival, da tutto il mondo.

“Con questo nuovo format di CineTerme 2025 portiamo anche un estratto delle performance artistiche, con musica e ospiti illustri che popolano dal 2005 la riva del lago ed il borgo storico di Revine Lago, nel festival indipendente di cinema Lago Film Fest – racconta Carlo Migotto di Piattaforma Lago, realtà fondata con Viviana Carlet per creare progetti artisti e culturali in grado ripensare e reinventare luoghi, spazi e comunità attraverso il linguaggio del cinema e dell’arte – Siamo felici che grazie a quest’incontro con Millepini e Y-40 quest’idea che abbiamo iniziato a coltivare tanti anni fa si sia finalmente concretizzata”.

“CineTerme rappresenta un’esperienza nuova per i fruitori delle terme, ma anche un’inedita sala cinematografica per gli spettatori che si rilasseranno nell’acqua termale – preannuncia Giovanni Boaretto, executive manager di Y-40® The Deep Joy – A tutto questo abbiamo aggiunto l’esperienza di visita agli Y-40 Studios per fare scoprire un privilegiato set acquatico di numerose scene di film, pubblicità e video grazie alle produzioni nate nelle profondità dell’acqua termale”.

Bancomat diventa Official Partner Sport e Salute e progetto Illumina

Roma, 24 set. (askanews) – Bancomat e Sport e Salute insieme fino al 2027. È stata presentata oggi, al Circolo del Tennis del Foro Italico, la partnership che ha come obiettivo quello di promuovere un cambiamento concreto e duraturo, mettendo al centro i giovani, l’innovazione sociale e il valore del territorio. Un’alleanza strategica – si legge in una nota – che punta a rigenerare spazi, creare connessioni autentiche e rafforzare il ruolo delle comunità attraverso lo sport.

Cuore di questa collaborazione, prosegue la nota, è “Illumina”: il progetto ideato da Sport e Salute che nasce come risposta concreta alla necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri attraverso il linguaggio comune dello sport. Il progetto è rivolto ai Comuni con l’obiettivo di realizzare Spazi Illumina modulari, inclusivi, riconoscibili e funzionali per lo svolgimento di attività sportive e ricreative. Lo sport, in questo senso, diventa più di un’attività fisica: è un linguaggio comune, un’opportunità di crescita, un ponte tra generazioni e culture.

Illumina non è solo un progetto di riqualificazione urbana, ma un’idea di società in cui lo spazio pubblico torna a essere il centro della vita sociale, non più lasciato all’indifferenza. Illumina supera il concetto di progetto sportivo e diventa un movimento culturale e sociale che ridefinisce lo spazio pubblico, con un’estetica iconica. Si partirà insieme da un Comune Italiano coinvolgendo le comunità nella scelta delle discipline sportive, ma anche attraverso processi di co-design e arte partecipata, per generare così un circolo virtuoso di sostenibilità, sviluppo economico e benessere diffuso. La partnership ha tra gli obiettivi anche la valorizzazione dell’impatto sociale ed economico generato dallo sport praticato presso l’impianto sportivo.

_”Insieme a Bancomat vogliamo portare futuro e innovazione nei territori, costruendo luoghi dove lo sport diventa motore di inclusione, educazione e partecipazione civica. Vogliamo dare voce alle comunità, ai giovani, coinvolgendoli attivamente e trasformando le loro idee in realtà concrete. Non vogliamo aggiungere lo sport alla vita delle persone ma vogliamo trasformare lo sport nella forma più potente e naturale di vivere meglio, perché lo sport è vita”, ha dichiarato l’ad di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris.

“Siamo orgogliosi di sostenere il progetto Illumina, iniziativa che promuove sport, inclusione e socialità attraverso una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato. Per Bancomat, l’innovazione deve tradursi in strumenti concreti al servizio delle persone e del territorio. Con Sport e Salute, investiamo in spazi che favoriscono l’incontro, il gioco, la formazione ed il benessere, contribuendo alla costruzione di una società più consapevole, connessa e inclusiva”, ha affermato l’ad e direttore generale di Bancomat, Fabrizio Burlando. La Partnership tra Bancomat e Sport e Salute è più di un progetto: è una visione condivisa di un futuro più inclusivo, dove le comunità diventano più attive, connesse e consapevoli.

Flotilla, Conte: Netanyahu governo terrorista, non può essere alleato

Roma, 24 set. (askanews) – “Ormai il governo di Netanyahu, sul presupposto che queste iniziative coi droni siano tutte loro, è diventato un governo terrorista, è terrorismo di stato”: lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso della riunione on line con il gruppo parlamentare stellato del Senato in collegamento con il senatore Marco Croatti, impegnato su una delle imbarcazione della Global Sumud Flotilla attaccate questa notte.

“Voi – ha proseguito l’ex premier rivolgendosi agli attivisti che navigano in missione umanitaria verso Gaza – oggi siete in mare perchè c’è stata una incapacità della comunità internazionale nel prendere posizioni chiare, risolute nei confronti di un governo crimnale e rispetto a un genocidio che si sta realizzando sotto i nostri occhi da due anni. In Italia 500mila persone hanno sfilato pacificamente, salvo qualche caso isolato, a testimonianza del fatto che la società civile è avanti risp alla politica e al Governo. Anche voi siete una grande testimonianza, perché portate non solo generi alimentari ma significato politico: quello di non voltare la testa dall’altra parte”.

“Con attacchi di questa notte che non sono i primi, il governo Natanyahu sta dimostrando a tutta l’opinione pubblica internazionale… si sta manifestando nelle forme di un terrorismo di Stato. Abbiamo uno Stato – ha detto ancora Conte – che tramite il suo governo, deliberatamente, in qualsiasi contesto, dallo Yemen all’Iran, dalla Siria al Libano, dal Sinai a Creta, in qualsiasi situazione, che possa essere in qualche caso giustificata (perché a volte sono attacchi a terroristi) ma nella maggior parte dei casi come a Gaza con 20mila bambini sterminati, o come il vostro, è un governo che ritiene ormai di dettare qualsiasi regola, di affermare la legge del più forte in un ampio quadrante. Questo è un problema serio, che non riguarda soltanto la popolazione palestinese oggetto di un genocidio inaccettabile”.

“Se il nostro governo continua a considerare Netanyahu un alleato il patriottismo dov’è? Abbiamo dei cittadini italiani, anche parlamentari su barche che battono bandiera italiana, il Governo deve offrire misure di protezione concrete. Non si può permettere a Israele di dettare la legge del più forte, una legge criminale, e dettarla a chiunque a suo piacimento”, ha aggiunto il leader del M5S.

Rai Radio 1, Noemi condurrà nuovo programma "Non solo parole"

Roma, 24 set. (askanews) – Dopo un’estate di grandi successi con il Nostalgia Summer Tour alle battute finali, che la sta vedendo protagonista in più di 30 appuntamenti in tutta Italia, Noemi si prepara a vivere un autunno altrettanto intenso, arricchito da nuovi progetti e sfide artistiche.

Oltre all’esperienza televisiva come giudice di Io Canto Family su Canale 5, l’artista sarà infatti protagonista anche in radio: da venerdì 3 ottobre, ogni settimana dalle 15.00 alle 16.00, condurrà su Rai Radio 1 il nuovo programma Non solo parole, un appuntamento che le permetterà di portare la sua voce e la sua sensibilità in una veste inedita, aprendo un nuovo capitolo del suo percorso artistico e raccontando la musica italiana in un’esplorazione della storia della nostra canzone, tra aneddoti, ascolti guidati e interviste.

Parallelamente, Noemi si prepara a tornare sul palco con il Nostalgia Indoor Tour, la tournée nei teatri prodotta da Friends & Partners che culminerà il 20 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma, la sua prima volta su uno dei palchi più importanti della Capitale. La tournée prenderà il via con una data zero il 13 novembre al Teatro San Domenico di Crema.

Per motivi organizzativi il concerto inizialmente previsto il 5 dicembre 2025 al Teatro Metropolitan di Catania, è stato anticipato al 3 dicembre 2025 presso la stessa location. I biglietti precedentemente acquistati restano validi per la nuova data.

Sul palco, Noemi porterà tutti i grandi successi del suo repertorio e le canzoni del suo ultimo album NOSTALGIA, uscito lo scorso 28 febbraio per Columbia Records / Sony Music Italy: un viaggio sonoro tra ricordi ed emozioni, arricchito da influenze blues, cantautorato contemporaneo e ballad intense, con la partecipazione di importanti nomi della scena italiana come Colapesce, Mahmood, Blanco, Carl Brave, Neffa e Tony Effe.Non mancheranno i due brani con cui Noemi ha colorato l’estate 2025: “Non sono io”, una ballata intensa e introspettiva che riflette sull’amore e sull’autenticità in un mondo dominato dalla tecnologia, e “Oh ma”, il travolgente featuring con Rocco Hunt che unisce ritmo e freschezza alla sua voce inconfondibile.

Rai Radio, il ritorno "on air" di Federica Gentile

Roma, 24 set. (askanews) – Dopo l’annuncio ufficiale dei palinsesti Rai Radio, è confermato: Federica Gentile torna in Radio con un doppio appuntamento che segna il ritorno di una delle voci più iconiche e autorevoli del panorama radiofonico italiano. Perché, come si dice, il primo amore non si scorda mai.

La sua lunga carriera, che l’ha vista protagonista come speaker, conduttrice e dirigente radiofonica, è sempre stata caratterizzata da un tratto distintivo: la capacità di lasciare il segno non solo con il timbro caldo e riconoscibile della sua voce, ma anche con idee innovative che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio radiofonico contemporaneo. Da questo autunno, Federica Gentile sarà in onda su Radio1 con una nuova striscia quotidiana dedicata al Santo del giorno, condotta insieme a Don Walter Insero. L’idea è quella di recuperare un appuntamento “storico” della Rai, l’Almanacco del giorno, rivisto in chiave moderna. Uno spazio nel quale offrire spunti di riflessione a partire dalla storia del Santo del giorno declinata in chiave di intrattenimento. Non mancherà la musica, attraverso una canzone del giorno e racconti sulle principali feste e tradizioni (legate al santo) presenti sul territorio nazionale. Un viaggio tra aneddoti, spiritualità e curiosità che avvicinerà gli ascoltatori a storie senza tempo.

La domenica, invece, la ritroveremo su Radio2 dalle ore 13:45 alle ore 15:00, accanto a Federico Vespa, al timone di “Radio2 nel pallone”, il nuovo programma sportivo che nel weekend unisce passione sportiva e intrattenimento con uno stile inconfondibile.

Un ritorno che si inserisce in un autunno già ricchissimo di impegni: dalla TV, con “Playlist – Tutto ciò che è musica” su Rai2, ai nuovi progetti per RaiPlay, dove la vedremo in due format inediti: “Quelli che il cinema”, con Andrea Piersanti, e “Ci parliamo da grandi – Canzoni sotto la pelle”, insieme a Niccolò Agliardi.

Con il suo ritorno on air, Federica Gentile conferma ancora una volta la sua poliedricità e la centralità della sua voce e delle sue idee in una Radio che guarda al futuro senza dimenticare la propria anima.

L’Oms: nessuna prova scientifica sul legame tra autismo e uso di paracetamolo

Roma, 24 set. (askanews) – “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sottolinea che ad oggi non esistono prove scientifiche definitive che confermino un possibile legame tra autismo e uso di acetaminofene (o paracetamolo) durante la gravidanza”: è quanto si legge nel comunicato diffuso oggi dall’Oms, dopo che nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump ha sostenuto l’esistenza di una correlazione tra l’autismo e l’assunzione, da parte di donne in gravidanza, del farmaco Tylenol, a base di paracetamolo.

Nella nota si precisa che “a livello mondiale, quasi 62 milioni di persone (1 su 127) soffrono di disturbi dello spettro autistico, un gruppo eterogeneo di condizioni legate allo sviluppo cerebrale” e che “sebbene la consapevolezza e la diagnosi siano migliorate negli ultimi anni, le cause esatte dell’autismo non sono state ancora stabilite e si ritiene che possano essere coinvolti molteplici fattori”.

“Nell’ultimo decennio – ricorda l’Oms – sono state condotte ricerche approfondite, inclusi studi su larga scala, per esaminare i legami tra l’uso di paracetamolo durante la gravidanza e l’autismo. Al momento, non è stata stabilita alcuna associazione conseguente”. “Inoltre, esiste una solida e ampia base di prove che dimostra che i vaccini infantili non causano l’autismo”, ha proseguito l’Oms, sottolineando che “i primi studi che suggerivano un collegamento erano errati e sono stati screditati”.

“Dal 1999, esperti indipendenti che forniscono consulenza all’Oms hanno più volte confermato che i vaccini, compresi quelli con thimerosal o alluminio, non causano l’autismo o altri disturbi dello sviluppo”, ha aggiunto l’Oms, ricordando che “l’autismo e i disturbi del neurosviluppo sono tra le condizioni neurologiche e di salute mentale prioritarie al centro del dibattito al Quarto incontro di alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale di questo giovedì 25 settembre”.

“Come comunità globale, dobbiamo fare di più per comprendere le cause dell’autismo e il modo migliore per prendersi cura e supportare i bisogni delle persone autistiche e delle loro famiglie”, ha concluso l’Oms.

Flotilla, Schlein: Israele attacca Italia, Meloni non può tacere

Milano, 24 set. (askanews) – “Questa notte sono state attaccate in acque internazionali anche imbarcazioni con cittadini e cittadine italiane: è un attacco deliberato al nostro Paese da parte del governo israeliano”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein, a giudizio della quale “la presidente Meloni non può tacere di fronte a questo: dica cosa intende fare per garantire la sicurezza di questi italiani che operano nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario, perché, evidentemente, la sua azione fino ad ora è stata inefficace. Il governo ci dia spiegazioni sull’origine di questi droni, da dove partono e su quali iniziative intende intraprendere per permettere una navigazione sicura a tutto l’equipaggio”.

Per Schlein “l’attacco a Global Sumud Flotilla avvenuto questa notte è di estrema gravità e preoccupa moltissimo. Ero in contatto telefonico coi nostri parlamentari a bordo mentre esplodevano le bombe sonore sulle barche. Fortunatamente non risultano feriti, ma la violenza con cui i droni hanno cominciato ad attaccare le imbarcazioni – cariche di aiuti umanitari, è necessario ricordarlo – quando si trovano ancora a più di 500 miglia dalle coste di Gaza è inquietante. Avevo già chiesto in una lettera a Giorgia Meloni che il governo italiano vigilasse e garantisse l’incolumità agli equipaggi impegnati in questa missione umanitaria”.

Francesco Vezzoli: oggi pi che mai l’artista la sua identit

Milano, 24 set. (askanews) – “Per me non esiste un passaggio tra l’opera esposta e il libro, nel senso che, proprio perch viviamo nell’era digitale, un artista che si attaccasse con le unghie e con i denti all’aspetto specificamente materico del proprio lavoro sarebbe un po’ un ingenuo, secondo me. Oggi pi che mai l’artista la sua identit, e non semplicemente perch oggi una grande aspetto del dibattito culturale la questione identitaria, ma perch evidentemente tutto un grande flusso di immagini, di stimoli, di mostre che durano cinque minuti o cinque mesi, di gallerie che aprono, che chiudono, di musei che vengono usati per le motivazioni pi svariate. All’interno di questo gioco, forse a volte un po’ troppo veloce, all’interno di questa specie di borsa dell’arte, l’artista un’industria, per dire un paradosso, e in quanto industria l’artista deve mantenersi molto saldo rispetto alla propria identit”. Lo ha detto Francesco Vezzoli ad askanews in occasione della presentazione del suo nuovo libo, “Diva?”, edito da Skira.

Emofilia, con la ricerca non pi ostacolo a vita sportiva

Roma, 24 set. (askanews) – Lo sport come strumento di benessere e salute, il golf come metafora di equilibrio e di presenza, l’emofilia come malattia rara da raccontare e rendere visibile: nasce da questa unione di intenti The HemoGolf Challenge, l’appuntamento che vede Roma e Rieti trasformarsi nel palcoscenico di un torneo internazionale capace di coniugare agonismo, solidariet e divulgazione scientifica.

La manifestazione, ideata e coordinata da BIOVIIIx per sostenere FedEmo – Federazione delle Associazioni Emofilici – e patrocinata dalla Federazione Italiana Golf, si svolta il 23 settembre al Golf Club Marco Simone di Roma e far tappa il 27 settembre al Golf Club Centro d’Italia di Rieti, con 32 squadre partecipanti e circa 200 golfisti, tra professionisti e amatori, uniti nel segno dell’inclusione e della responsabilit sociale.

“Negli anni l’Italia – ha sottolineato Luigi Ambroso, Vicepresidente di FedEmo – si sempre pi evoluta nella cura dell’emofilia e rimane uno dei paesi in cui l’emofilia meglio curata; l’accesso ai farmaci pi o meno garantito da nord a sud, ovviamente ci sono delle diversit per quanto riguarda l’assistenza per esempio protesica in cui nel tempo si sono ridotti molto i centri specializzati. Rimane sempre il bisogno di un supporto psicologico perch comunque per i genitori, la diagnosi, un esordio di una malattia rara mette un po’ a disagio e c’ sempre la paura di ci che non si conosce e poi lentamente insomma questo problema viene risolto”.

L’emofilia una malattia emorragica congenita rara causata da un deficit dei fattori della coagulazione. Oggi, secondo il registro dell’Istituto Superiore di Sanit, in Italia si contano circa 2.650 persone con emofilia, su un totale europeo di poco pi di 34.000 pazienti. I sintomi pi caratteristici sono le emorragie articolari e gli ematomi muscolari, con conseguenze che, nel tempo, possono compromettere gravemente la qualit della vita. Fino a pochi decenni fa lo sport era sconsigliato, ma l’introduzione diffusa della profilassi dagli anni ’90 ha cambiato radicalmente la prospettiva, permettendo a chi vive con l’emofilia di praticare attivit fisica e condurre una vita familiare, lavorativa e sociale pi libera.

“Il golf l’occasione per vivere in posti spettacolari, ambientalmente protetti, momenti unici. Ed uno sport che possono fare tutti: bambini, giovani, e persone in et avanzata”, ha aggiunto Davide Rosiello Ceo BioVIIIX.

La competizione romana si avvalsa del sostegno del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e ha visto la presenza di Perry Parker, campione professionista statunitense affetto da emofilia. “Penso sia importante che i ragazzi di oggi si rendano conto di quanto siano fortunati. Sono fortunati perch possono sottoporsi a trattamenti profilattici che consentono loro di praticare sport. So che a volte qualcosa che non vorremmo fare. Non vogliamo sottoporsi a trattamenti. una seccatura. Ma non la vedete in questo modo. Consideratelo un vantaggio: potete assumere farmaci profilattici che vi consentono di praticare sport, di essere normali, di fare ci che volete. Quindi, accettatelo!”, l’invito di Perry Parker.

Abi, Patuelli: banche mai troppo solide, ma più flessibilità su Npl

Roma, 24 set. (askanews) – “La solidità delle banche non è mai troppa”, ma in Europa servono regole più flessibili per la ristrutturazione dei crediti deteriorati. Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell’Abi durante la su Lectio Magistralis all’università Link, a Roma.

“Per l’economia i rischi internazionali sono nuovamente cresciuti anche con crescenti problematiche nei cambi. Vi sono nuovi rischi di deterioramento del credito – ha avvertito – che necessitano di sempre prudenziali accantonamenti per il rafforzamento anche prospettico della solidità patrimoniale delle banche, premessa di economia solida”.

“Le banche – ha detto ancora Patuelli – debbono essere solide per accompagnare la crescita economica e affrontare le stagnazioni e le recessioni, per affrontare possibili crisi dei debiti sovrani ed ogni criticità, per superare gli stress test della Vigilanza e per prepararsi in anticipo ai requisiti patrimoniali delle regole di ‘Basilea’. Le banche debbono essere sempre molto solide anche in liquidità, soprattutto in presenza delle nuovissime tecnologie: negli Usa le crisi bancarie degli scorsi anni sono state crisi di liquidità”.

Secondo il presidente dell’Abi occorrono però “regole più flessibili per banche, imprese e famiglie per ristrutturare i crediti deteriorati: chiediamo che l’Autorità Bancaria Europea (EBA) renda meno rigida la normativa che molto limita le ristrutturazioni dei crediti. I rischi e le sfide per le banche non finiscono mai”.

Abi, Patuelli: nel mondo trasandatezza morale, occorre più etica

Roma, 24 set. (askanews) – “Il mondo vive eccessi di trasandatezza morale: occorre più etica. L’etica si dà troppo spesso per scontata. Per i cittadini è indispensabile la convinta consapevolezza della prevalenza dei principi costituzionali nel viver civile, con lo Stato come primo garante di tutte le libertà civili, economiche, sociali ed ambientali e dei doveri di tutti e di ciascuno. Nella Repubblica italiana l’etica è insita innanzitutto nei principi fondamentali della Costituzione”. Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell’Abi durante la sua Lectio Magistralis all’Università Link, a Roma.

“Rispettare le regole, emanate dalle Istituzioni legittime con metodi di libertà e di democrazia, rappresenta un minimo obbligatorio di principi etici – ha proseguito – che possono essere applicati da ciascuno, liberamente, anche con maggiore rigore. I codici etici sono un passo avanti di educazione e di consapevolezza”.

“Doveri e diritti sono inscindibili. I doveri e diritti costituzionali formano il cittadino. L’economia e la finanza, se sottratte all’influenza del diritto e della morale, se disgiunte dai principi, portano all’egoismo. L’etica deve prevalere anche sul diritto. Anche quando un’operazione economica è giuridicamente lecita, se essa contrasta con l’etica, questa non deve essere conclusa. Il minimo dell’etica – ha detto ancora Patuelli – è la legalità, l’applicazione di tutte le norme”.

Kellogg’s presenta la linea “Oaties” fra gusto e suono

Milano, 24 set. – Una nuova linea, fra gusto e suono. Kellogg’s ha presentato gioved 18 settembre l’innovativa gamma “Kellogg’s Oaties” con prodotti a base di avena per la colazione e spuntini che mira a un rivoluzionario equilibrio fra gusto e suono, come spiega Giuliana Gentile, Responsabile della Comunicazione di Kellanova Italia:

“Abbiamo lanciato oggi, presentato ufficialmente, la nostra nuova linea di prodotti Kellogg’s Oaties a base di avena croccante, sia nel formato cereali che nel formato snack barrette ed un prodotto con almeno il 55% di avena appositamente pensato per la famiglia nei vari momenti della giornata, quindi partendo dalla colazione ma anche come uno spuntino equilibrato e gustoso nei vari momenti della giornata”.

I nuovi prodotti vogliono soddisfare quei consumatori per i quali la croccantezza la vera protagonista del risveglio. Uno spunto che emerso dall’analisi realizzata da Kellogg’s in partnership con YouGov, presentata in esclusiva presso la “The Oaties House”.

“La ricerca con YouGov partita proprio dalla caratteristica insita nel prodotto. La texture, quindi i cuscinetti Otis, si caratterizzano proprio per questa croccantezza e cos con YouGov abbiamo voluto analizzare quelle che in generale sono le abitudini degli italiani a colazione ed un dato che importante, che quindi ci ha detto che eravamo proprio nella giusta strada che degli italiani la met di quelli che fanno colazione con i cereali apprezzano proprio il crunch quindi la croccantezza che sinonimo di leggerezza ed sicuramente un elemento importante per affrontare la giornata con buon umore”.

La ricerca ha evidenziato che 1 italiano su 3 associa la croccantezza a un suono piacevole, dichiarando che proprio quello “scrocchio” irresistibile stimola la voglia di gustare qualcosa di croccante. Da qui l’idea di Kellogg’s di dare voce alla sua ultima novit, trasformando la croccantezza in musica grazie alla collaborazione con l’artista sonora e compositrice Chiara Luzzana, che per l’occasione ha sviluppato “Bite Beats”, una soundtrack inedita, ispirata a Kellogg’s Oaties.

“Ho realizzato Bite Beats, ovvero la colonna sonora per Kellogg’s Otis registrando ciascun campione sonoro di ciascun cereale e ciascuna barretta per poterne realizzare un’opera sonora che possa enfatizzare il suono del crunch. Ciascun cuscinetto di cereale e ciascuna barretta stata registrata all’interno di una camera anecoica dove diventa ritmo, melodia e soprattutto esperienza sensoriale, uditiva oltre che di gusto”.

La nuova linea Kellogg’s Oaties gi disponibile in tutti i principali supermercati, ipermercati e canali di e-commerce in Italia.

(Servizio pubbliredazionale)

Attacco alla Flotilla "inaccettabile", è "pirateria", le opposizioni bloccano la Camera: governo intervenga

Roma, 24 set. (askanews) – “È un attacco indegno, inaccettabile. Mi sono messo in contatto con il nostro senatore Marco Croatti a bordo delle imbarcazioni della Flotilla verso Gaza e mi ha aggiornato sugli attacchi di stanotte alle barche, sui danni, sulle vele distrutte, evidentemente per sabotare questa missione umanitaria che ha la spinta di tutti coloro che non si girano dall’altra parte rispetto al genocidio del criminale governo Netanyahu a Gaza. Attacchi avvenuti in acque internazionali, nei pressi di Creta. Croatti è su una barca che batte bandiera italiana, fra quelle colpite stanotte. Ma che fine hanno fatto i patrioti al Governo? Meloni e Tajani difendano subito con fatti e azioni ferme e risolute la sicurezza di queste persone”. Lo scrive su Facebook il leader M5s, Giuseppe Conte su Facebook. “Non bastano le frasi di circostanza, serve un cambio di rotta politico, una chiara presa di parola e un chiaro intervento – del governo e della premier Meloni in primis – contro Netahyahu. Ci sono cittadini trattati alla stregua di terroristi su quelle barche, ci sono tante e tanti italiani che meritano di essere difesi. Non c’è più tempo”, conclude.

Intanto, gli esponenti delle opposizioni prendendo la parola alla Camera all’avvio dei lavori, hanno chiesto che sia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni a riferire in aula sulla situazione a Gaza, anche alla luce dell’attacco subito nella notte dalla Global Sumud Flotilla. Quanto avvenuto, ha detto Angelo Bonelli di Avs, “è stato un atto di pirateria e terrorismo internazionale, penso e mi auguro che dal Parlamento ci sia consapevolezza della gravità. Quello che chiediamo e che non possiamo credere che il governo non sappia, è chi ha dato il supporto logistico”.

“Abbiamo letto la dichiarazione di Tajani che ci ha lasciato interdetti. Di fatto – ha proseguito Bonelli – ha detto al governo israeliano di procedere con moderazione, che significa? Noi chiediamo che il governo italiano garantisca sicurezza agli equipaggi delle barche italiane e ai nostri parlamentari. Noi chiediamo anche formalmente che il presidente della Camera si metta in contatto con il presidente del Parlamento europeo, perché ci sono parlamentari italiani ed europarlamentari. Ancora una volta noi chiediamo alla premier italiana e al governo di non fuggire dal Parlamento, si reca a ‘Domenica In’ a parlare di pasticcini ma non viene qui a dire qual è la posizione del governo davanti a una pagina orribile e allo sterminio di un popolo. Noi chiediamo che la premier venga in aula e alla prossima informativa non ci mandi il ministro Tajani ma venga lei e ci dica perché il governo continua con questa ipocrisia”.

Subito dopo è intervenuta Laura Boldrini per il Partito democratico chiedendo di “avere chiarimenti dalla presidente del Consiglio. Per il M5s ha parlato la deputata Stefania Ascari che ha chiesto che il ministro della Difesa Guido Crosetto riferisca “subito” annunciando che “l’aula non va avanti fino a quando non si interviene per dare sicurezza e tutela” alla Flotilla. Dopodiché esponenti dell opposizioni hanno occupato i banchi del governo.

“I deputati e le deputate di Avs insieme alle altre opposizioni hanno occupato i banchi del governo nell’aula della Camera chiedendo la convocazione della conferenza dei capigruppo, iniziative immediate del ministro Crosetto a difesa della Flottiglia sotto attacco dei droni israeliani e le comunicazioni di Giorgia Meloni”, ha reso noto rende noto il vice capogruppo di Avs Marco Grimaldi.

La richiesta di una capigruppo è stata avanzata in avvio di seduta dagli esponenti delle opposizioni. Poi i capigruppo della Camera si sono riuniti nella sala del governo con il vicepresidente Giorgio Mulè per provare a concordare come proseguire i lavori dopo la richiesta dell’opposizione di una informativa del governo in aula in seguito all’attacco alla Flotilla. L’ipotesi è che venga a riferire il ministro della difesa Guido Crosetto, essendo sia la premier che il ministro degli esteri impegnati negli Stati Uniti all’assemblea generale dell’ONU.

Albe si racconta con il nuovo singolo “Alla fine sono io”

Milano, 24 set. (askanews) – Un brano tra passato e futuro, “Alla fine sono io” il nuovo singolo di Albe, terzo estratto dal suo primo album in arrivo nell’autunno 2025.

” stata scritta ed una canzone che parla al me bambino. l’unica canzone che fatta a collante in tutto l’album e far parte del prossimo album. stata scritta in modo molto naturale, stato un dialogo per dire al me bambino come vanno le cose, cosa cambiato e cosa no”.

Il giovane cantautore bresciano, che ha partecipato alla trasmissione Amici, parte nel suo racconto dalle cose piccole, dalla quotidianit.

“Mi piacerebbe rivolgermi a tutte le persone che come me vengono da un paesino, da una provincia, da piccole citt e come me hanno intrapreso strade che le hanno fatte crescere e traslocare per ampliare la loro vita e i loro orizzonti, nonostante siano sempre legati al loro punto di partenza. Mi piacerebbe parlare a quelle persone, le persone un po’ pi genuine pure che hanno degli ideali molto normali”.

Questo singolo apre uno spiraglio ancora pi intimo e personale sul suo percorso artistico, tra memoria, identit e visione del futuro. Nel cuore di Albe, all’anagrafe Alberto La Malfa, c’ la musica live e il rapporto diretto col pubblico.

“Mi piacerebbe mischiare il cantautorato, quindi l’ascolto di qualcosa, con delle performance belle, a livello musicale e non a livello di balli o scenografiche: io parlo di musica e di contenuti”.

Albe si prepara ad un autunno ricco di novit, con tanta nuova musica e l’atteso debutto discografico, pronto a ritrovare il suo pubblico in una dimensione sempre pi vicina e condivisa.

Dive, lacrime e un punto di domanda: nuovo libro di Francesco Vezzoli

Milano, 24 set. (askanews) – Una lacrima ricamata come simbolo di una pratica artistica che ha saputo unire le immagini della cultura di massa a una ricerca contemporanea di primo piano. Francesco Vezzoli uno degli artisti italiani pi celebri anche sulla scena internazionale, capace di creare opere che si muovono a pi livelli interpretativi. I famosi ritratti su cui intervenuto sono oggi racconti in un nuovo libro, “Francesco Vezzoli: Diva?”, edito da Skira.

“Il punto di domanda – ha spiegato l’artista ad askanews – la chiave di lettura di tutto il progetto editoriale, direi, nel senso che le persone per molti molti anni legittimamente hanno voluto dare una lettura glamour, celebrativa, del mio lavoro e questo era da me accolto come un fatto assolutamente naturale. Per questi sono dei lavori che hanno un aspetto concettuale e soprattutto anche visivo che appunto il mio intervento, cio la lacrima. Quindi ogni diva si porta con s un dolore, forse come ogni essere umano.Probabilmente c’ un aspetto psicologico dove le persone tendono un po’ a voler rimuovere il dolore, quindi le persone vedevano i miei ricami, vedevano la diva ma un po’ non vedevano la lacrima. Quindi questo punto di domanda sta al titolo esattamente come la lacrima sta all’icona. un modo di mettere in discussione il nostro rapporto con il glamour, con la bellezza, con tutte queste cose”.

Le opere di Vezzoli sulle grandi celebrit sono un’operazione concettuale che sposta il fulcro del lavoro dalla celebrazione della perfezione alla riflessione sulla vulnerabilit. Il suo ricamo, attivit storicamente associata alla figura femminile tradizionale, qui diventa un dispositivo artistico “sovversivo”, dicono i critici, che ribalta per intero la prospettiva. E infatti tutto il libro anche un invito a guardare le cose, anche le pi patinate, in modo diverso.

“Marlene Dietrich – ha aggio to Vezzoli – era una diva solitaria che pensava solo a come evitare le rughe, o in realt era una figura profondamente politica che aveva lasciato la Germania nel suo momento peggiore e che aveva pervicacemente rifiutato qualunque corteggiamento dei peggiori gerarchi nazisti? Alla fine ogni semplificazione un peccato di ignoranza”.

Il volume curato da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai,contiene un’intervista di Hans Ulrich Obrist a Vezzoli, una conversazione tra l’artista e Sophia Loren, e saggi critici di Nancy Spector e Donatien Grau.

Almasri, relatore Giunta: governo debole, ha agito per opportunismo politico

Roma, 24 set. (askanews) – “Alla luce di quanto emerso, deve affermarsi che i Ministri Nordio, Piantedosi e il sottosegretario Mantovano non abbiano perseguito né un interesse costituzionalmente rilevante né un preminente interesse pubblico, ma abbiano compiuto una scelta di mero opportunismo politico, fondata su timori generici e non suffragati da evidenze concrete, che mostrano la debolezza del Governo italiano dinanzi a bande armate che operano all’estero e che violano i diritti umani commettendo crimini internazionali”. Lo ha sostenuto Federico Gianassi, Pd, relatore in Giunta per le Autorizzazioni a Montecitorio sul caso Almasri, chiedendo di deliberare l’autorizzazione al processo per i componenti dell’esecutivo indagati a vario titolo per il rimpatrio dell’ufficiale libico nonostante la richiesta di arresto da parte della Corte Penale Internazionale.

“La debolezza del Governo rispetto a potenziali ricatti di milizie armate e a ritorsioni generiche – ha aggiunto Gianassi nella sua relazione – non sono sufficienti per consentire alla Giunta di concedere ai Ministri accusati di avere violato la legge l’immunità dal processo penale. La loro condotta ha determinato una grave violazione degli obblighi internazionali dell’Italia e ha compromesso l’interesse superiore della comunità internazionale a vedere perseguiti i responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità. Le scriminanti previste dall’articolo 9 della legge costituzionale n. 1 del 1989 non possono dunque trovare applicazione”.

“Resta, infine, la responsabilità politica di avere occultato la natura reale delle decisioni assunte, presentandole al Parlamento come inevitabili conseguenze giuridiche, quando in realtà sono state il frutto di un calcolo politico censurabile e di un cedimento a pressioni esterne. Una condotta che ha minato la credibilità internazionale dell’Italia e la trasparenza interna del rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento”, ha concluso.

ABK Group e Moooi portano gli animali estinti nella ceramica

Bologna, 24 set. (askanews) – Al Cersaie di Bologna, tra migliaia di metri quadri di piastrelle e superfici, spicca una colomba che si muove con grazia monastica, uno struzzo danzante che disegna geometrie nella sabbia e un gufo dallo sguardo ipnotico. Non uno zoo, ma la nuova frontiera della ceramica secondo Moooi, il brand del design eclettico che dopo vent’anni di arredi e luci decide di calpestare – letteralmente – nuovi terreni. La partnership con ABK Group segna l’ingresso nel mondo delle superfici ceramiche con “Nesting Room”, una collezione che promette di trasformare gli ambienti in rifugi meditativi.

“Pensiamo che la ceramica sia una delle superfici che ha bisogno d’amore – racconta Marcel Wanders, fondatore e direttore creativo di Moooi -. C’ molta bella ceramica in circolazione ma ha bisogno di un po’ di creativit in pi. Non possiamo fare solo pietre naturali tutto, abbiamo bisogno di pi di fantasia, pi di romanticismo, pi divertimento”. Wanders non nuovo alle provocazioni nel design. Questa volta l’ispirazione arriva da quella che definisce “l’idea dell’animale estinto” – creature fantastiche che esistono solo nell’immaginazione e che ora diventano texture e superfici in gres porcellanato. Per ABK, azienda modenese con oltre 30 anni di storia e circa 200 milioni di fatturato, rappresenta un salto nel lifestyle design di alta gamma. La scelta del partner italiano non casuale.

” sempre bellissimo lavorare con aziende italiane – prosegue Wanders -. Non devi spiegare perch fai qualcosa. Le persone credono che tu, come creatore, abbia le tue ragioni per fare le cose. C’ un rispetto e c’ un amore, c’ una passione per il design che non ha precedenti”.

“Sono superfici che vanno viste, raccontate e vanno anche abbinate ai prodotti Moooi che possono essere i prodotti per l’illuminazione, l’arredo e i complementi d’arredo, perch solo in questo modo riteniamo che passi il concetto di questo lifestyle cos desiderabile” ricorda Cristian Nizzoli, direttore marketing ABK Group.

Tre stanze dedicate al wellness e alla meditazione nello stand ABK raccontano questa prima collezione con animali dai nomi esotici, con una strategia precisa: portare il “lusso creativo” di Moooi in hotel, grandi progetti e residenze attraverso la rete distributiva in oltre 100 paesi.

Tennis, Berrettini torna a vincere all’esordio a Tokyo

Roma, 24 set. (askanews) – Matteo Berrettini torna a vincere e lo fa all’esordio del torneo ATP 500 di Tokyo. Il romano ha battuto al 1° turno lo spagnolo Jaume Munar, 40 del seeding, con i parziali di 6-4, 6-2 in poco più di un’ora e mezza. Per Matteo si tratta del primo successo dopo oltre quattro mesi: l’ultimo risaliva infatti al 10 maggio, 1° turno degli Internazionali d’Italia contro il britannico Jacob Fearnley. Per l’azzurro una prova convincente sotto ogni punto di vista, come dimostrano le statistiche: 9 ace, 65% di prime in campo, 8 palle break salvate e soprattutto 32 vincenti, di cui 23 con l’amato dritto. Al 2° turno attende uno tra il norvegese Casper Ruud (n.12 del ranking e 4 del seeding) e la wild-card giapponese Shintaro Mochizuki (n.106 ATP).

Usa, Jimmy Kimmel torna in onda e Trump minaccia azioni legali: "Un branco di perdenti"

Roma, 24 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere di essere pronto a una nuova azione legale contro l’emittente Abc per il ritorno in onda del programma del comico Jimmy Kimmel, sospeso la scorsa settimana dopo che il conduttore aveva accusato la destra americana di strumentalizzare politicamente l’assassinio di Charlie Kirk.

“Non posso credere che l’ABC abbia restituito il lavoro a Jimmy Kimmel. La Casa Bianca era stata informata dalla ABC che il suo programma era stato cancellato!”, ha scritto Trump su Truth, accusando poi Kimmel di essere “l’ennesimo braccio del DNC (Democratic National Committee, ndr)” e che quindi si tratterebbe di “un importante contributo illegale alla campagna elettorale”. Citando l’accordo legale raggiunto lo scorso anno con la testata per chiudere un contenzioso nato da un’intervista in cui sosteneva che il conduttore George Stephanopoulos lo avesse diffamato, Trump ha aggiunto: “Penso che metteremo alla prova la ABC su questo. Vediamo come va. L’ultima volta mi hanno dato 16 milioni di dollari. Questa sembra ancora più redditizia. Un vero branco di perdenti! Lasciamo che Jimmy Kimmel marcisca nei suoi bassi ascolti”.

Aprendo il programma, Kimmel ha ringraziato la Disney, proprietaria dell’Abc, per avergli permesso di tornare in onda, sottolineando che si tratta di una decisione che “li mette ingiustamente a rischio”.

“Il presidente degli Stati Uniti ha detto chiaramente che vuole che io e le centinaia di persone che lavorano qui veniamo licenziati. Il nostro leader celebra gli americani che perdono i loro mezzi di sussistenza perché non sa stare allo scherzo”, ha dichiarato il conduttore, rimarcando l’importanza di una “stampa libera”.

Gaza, la Flotilla denuncia nuovi attacchi con esplosioni e droni: non ci fermiamo

Roma, 24 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla ha denunciato “esplosioni, droni non identificati e interferenze nelle comunicazioni” nel corso della navigazione verso la Striscia di Gaza. “Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, ma non ci lasceremo intimidire”, si legge sui canali social della Flotilla, dove è stato pubblicato anche un video di una delle esplosioni.  L’attacco è avvenuto nella notte al largo di Creta, in Grecia. La flotta internazionale di 51 navi di diversi Paesi, a bordo delle quali anche parlamentari ed europarlamentari italiani, ha riferito via social che almeno 15 droni hanno sorvolato dall’una di notte le imbarcazioni a intervalli regolari di dieci minuti, registrando a seguire esplosioni a bordo. Il giornalista del sito americano Drop Site, Alex Colston, che si trova a bordo della Flotilla, ha riferito di “numerosi droni” che sorvolano l’area della navigazione, con “i capitani che coordinano le posizioni delle imbarcazioni e gli equipaggi che rimangono in stato di massima allerta, dopo almeno 12 esplosioni su nove imbarcazioni”. La Global Sumud Flottilla non ha esitato a indicare Israele come responsabile dell’attacco. Nei giorni scorsi erano stati denunciati un precedente attacco in acque tunisine e successivi sorvoli di droni in acque internazionali. “Esplosioni, droni non identificati e disturbo delle comunicazioni. Il limite cui Israele e i suoi alleati sono disposti a spingersi per prolungare gli orrori della fame e del genocidio a Gaza – ha denunciato Global Flotilla su X- è disgustosa. Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche. Ma non ci faremo intimidire, la nostra determinazione è più forte che mai. Queste tattiche non ci scoraggeranno dalla nostra missione di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio illegale. Ogni tentativo di intimidirci rafforza solo il nostro impegno. Non saremo messi a tacere. Continueremo a navigare”.

La Farnesina ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in missione a New York per
l’assemblea generale Onu, è stato subito informato dell’attacco. “La Flotilla – ricorda il ministero degli Esteri – incrocia in acque internazionali e ospita a bordo anche cittadini italiani, assieme a parlamentari ed europarlamentari”. E “a favore della loro incolumità, la Farnesina aveva fatto già
segnalazioni alle autorità di Israele affinché qualsiasi operazione che possa essere affidata alle forze amate di Gerusalemme sia condotta rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela”. Motivo per il quale il ministro Tajani ha chiesto all’ambasciata a Tel Aviv di assumere
informazioni e di “rinnovare” la richiesta già fatta al governo israeliano di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”.

La Moldova, nuovo fronte della guerra russa

Dnistrivka –  La Federazione Russa perde ingenti quantità di materiale umano, armamentario e denaro su tutti i fronti, tranne due: quello mediatico, su cui continua a investire con ottimi risultati (lo spazio informativo italiano ne è la riprova) e quello militare sul fianco di Kherson contro cui, dopo aver costretto gli abitanti del quartiere Korabel ad abbandonare le proprie case tempestandole con droni e colpi d’artiglieria, ha smesso di spingere accantonando per ora l’idea di sbarcarvi. Un motivo molto semplice collega entrambi quei versanti: dal momento che Mosca riesce a capitalizzare al meglio sforzi pur sempre ingenti ma assai minori rispetto a quelli con cui foraggia la sua macchina bellica – mirati a inquinare l’informazione nel resto del mondo – orientando l’opinione pubblica a suo favore, eventi come le prossime elezioni parlamentari di domenica in Moldova sono un autentico trampolino di lancio per proiettare le truppe russe laddove manu militari non sono riuscite ad arrivare.

La Moldova come anello mancante

Controllando quel piccolo Paese – frammentato, vulnerabile e non protetto dalla NATO né dall’UE – la Federazione Russa avrebbe il campo spianato per iniettarvi ulteriori forze militari oltre a quelle già esistenti e invadere la Bessarabia ucraina (ergo, le zone da cui sto scrivendo e la regione d’Odesa), l’oblast’ di Mykolaiv e poi ricongiungersi con quelle ora impantanate a Kherson.

Che la Moldova sia l’anello mancante del piano russo per strangolare l’Ucraina a Sud era già chiaro nel 2022, dal momento che fu proprio Aleksandr Lukashenko a preludere a tal fine durante un briefing col suo stato maggiore. In quell’occasione, il dittatore bielorusso mostrò la mappa a favore di telecamere puntando la bacchetta proprio sulla Moldova, a testimonianza d’un attacco pianificato per dividere l’Ucraina in quattro sezioni e tagliare ogni suo sbocco sul mare, ricongiungendo le truppe che ne stavano invadendo il settore meridionale con quelle separatiste della Transnistria.

Un piano di destabilizzazione politica

Secondo quanto già lo scorso giugno il primo ministro moldavo Dorin Recean riferì al Financial Times, Mosca intende farlo dispiegando in quell’enclave filorussa fino a 10.000 propri soldati a supporto dei 1.500 già presenti come “forze di pace”, proprio attraverso un governo moldavo compiacente frutto del voto di domenica prossima. Si tratterebbe d’un contingente pari a un terzo dell’attuale esercito moldavo, seduto sulla più grande polveriera d’epoca sovietica: la Santabarbara di Cobasna.

La denuncia di Maia Sandu

«Oggi vi dichiaro in tutta serietà che la nostra sovranità, indipendenza, integrità e il futuro europeo sono minacciati» – ha avvertito la presidente moldava Maia Sandu, denunciando come la Russia stia spendendo centinaia di milioni di euro per comprare centinaia di migliaia di voti in vista delle elezioni del 28 settembre.

Si tratta d’un rischio altissimo, potenzialmente in grado di stravolgere quell’amara realtà militare in cui Mosca ha finito per impantanarsi riuscendo a espugnare dopo tre anni e un milione di perdite umane subite appena l’1% di territorio ucraino in più di quanto già ne avesse azzannato nei primi mesi del 2022.

Denaro in valigia e voto comprato

Già lo scorso ottobre le autorità moldave intercettarono cittadini rientrati dalla Federazione Russa con denaro contante per 1,2 milioni di dollari, finendo per ricollegarli all’acquisto del voto d’almeno 130.000 elettori. Il fatto che il referendum sull’adesione all’UE – che Mosca intendeva sabotare – finì allora con un risicatissimo scarto dello 0,7% a favore della linea europeista dovrebbe far riflettere. Per questo la presidente Sandu ha esortato i suoi concittadini a impedire che il Paese s’arrenda agli interessi russi favorendo col loro voto i complici di chi vuole una Moldova debole, assoggettata a Mosca, con un sistema giudiziario corrotto e fuori dall’orbita euroatlantica.

Raid e finanziamenti illeciti

La Procura del Comune di Balti ha reso noto proprio ieri che, dopo oltre 30 perquisizioni e un arresto per il finanziamento con criptovalute di un partito politico legato alla Russia, il Centro Nazionale Anticorruzione ha sequestrato denaro contante per quasi 600mila euro. Si tratta del 250° raid effettuato nell’ambito di un’indagine su un piano sostenuto da Mosca per incitare rivolte di massa e destabilizzare il Paese in vista del voto, che ha portato finora a 74 arresti.

Due mesi fa Recean denunciò investimenti di denaro russo pari all’1% del PIL moldavo e massicce operazioni di propaganda online. Briciole in confronto a quanto Mosca spende da 43 mesi in missili, mezzi corazzati, campagne di reclutamento all’estero e appoggi a regimi come quello nordcoreano e iraniano che ne sostengono lo sforzo bellico. Denaro in valigia e menzogne sui social sono un mezzo molto più semplice con cui aprire alle urne un nuovo fronte della guerra.

Giorgio Provinciali è corrispondente di guerra

Da lui autorizzati, presentiamo qui l’articolo che esce oggi, con titolo diverso e diversa impaginazione, sul quotidiano “La Ragione” (a cui va il nostro ringraziamento).

Dopo la proposta di Franceschini

Il bipolarismo forzato nel quale è da troppi anni ingabbiata la politica italiana (limitandoci qui a parlare di casa nostra) induce politici di larga esperienza e riconosciuta qualità a teorizzare l’inevitabile e perfino necessaria radicalizzazione dello scontro – si spera, solo elettorale – fra le opposte coalizioni appositamente costituite per affrontarlo.

Galvanizzare i propri lettori?

Con la usuale chiarezza e il tradizionale disincanto è stato da ultimo Dario Franceschini a porre in chiaro la questione: poiché sempre meno gente si reca alle urne vince chi meglio riesce a galvanizzare, organizzare e indurre a votare i propri sostenitori o comunque i propri simpatizzanti.

E per farlo deve, naturalmente, ricorrere alla dialettica argomentativa e agli strumenti propagandistici più consoni ad uno scontro. Dunque non quelli programmatici bensì quelli pieni di punti esclamativi, di promesse, di forti dichiarazioni di alterità rispetto agli avversari dell’altro campo. Esercizio nel quale si applicano tutti o quasi i principali esponenti dei partiti, di maggioranza e di opposizione.

Un clima che divide

Poco importa, pare, a vedere come vanno le cose, se lungo questa china si dovesse pervenire a un clima di totale insofferenza dell’altro, individuato ormai come un nemico invece che un avversario nella legittima contesa democratica.

Per di più in una fase storica così preoccupante, questa è una china pericolosa in quanto potrebbe presto rendersi necessario un esercizio di unità nazionale che certamente non può essere favorito da un pregresso scontro continuo e privo di freni inibitori.

E poi, sono davvero sicuri, i leader dei partiti, che sia quella dello scontro permanente al limite dell’insulto la necessità che gli italiani non tifosi di questo/questa o di quello/quella (ovvero la maggioranza) avvertono per migliorare la condizione del Paese, la propria qualità della vita?

Il disagio dei cittadini

A tal proposito sarebbe utile per loro analizzare i risultati del sondaggio di Only Numbers di cui ha dato conto Alessandra Ghisleri lo scorso 21 settembre su La Stampa.

Laddove emerge chiaramente il “crescente disagio” nei confronti del “modo in cui si parla – e si urla – di politica”. Una “politica percepita come una continua guerra tra fazioni, incapace di spiegare con chiarezza contenuti, riforme e scelte”.

Un’estremizzazione favorita dai social media, un “ring digitale” dove la complessità della politica viene ridotta a “tifoseria da stadio”. È la chiusa logica dei follower, l’opposto del dibattito e del confronto, anche aspro ma pur sempre “confronto”. (Termine fra l’altro glorioso per chi come Dario, e pure per chi qui scrive, ha iniziato il proprio impegno politico nella Sinistra Dc).

Un nuovo spazio da interpretare

È dunque comprensibile il distacco di tante persone dall’interesse per una politica siffatta (l’opposto della buona Politica) e il conseguente abbandono delle urne elettorali.

Nell’interesse primario della nostra democrazia, che lo merita (anche nel ricordo di chi offrì la propria esistenza per poterla edificare), invece di guardare solo ai propri tifosi – sempre meno, peraltro – sarebbe opportuno ascoltare le voci di questi cittadini, maggioritari eppur privi di rappresentanza. Forse lì c’è uno spazio elettorale invero consistente, se solo lo si sapesse interpretare.

La tentazione, giusta, del Centro autonomo

Un Centro non fuori luogo

Se la tesi dell’amico Dario Franceschini risponde ad una verità politica e ad un quadro sufficientemente oggettivo – e probabilmente è proprio così – la tesi di ricostruire un Centro autonomo e distinto dai due schieramenti maggioritari non è affatto così peregrina o destituita di fondamento.

Se, cioè, la radicalizzazione del conflitto politico da un lato e la crescente polarizzazione ideologica dall’altro diventano i pilastri costitutivi attorno ai quali si costruiscono gli stessi equilibri politici, non dobbiamo affatto stupirci se all’orizzonte può tornare di attualità, e forse anche utile, un polo autenticamente e schiettamente centrista, riformista e di governo.

L’opportunità di un nuovo equilibrio

Certo, non si tratta di un polo politico che possa competere elettoralmente con i due blocchi principali. Ma è indubbio che se ritorna un sistema tendenzialmente proporzionale – e su questo versante ha ragione la Premier Giorgia Meloni ad impegnarsi in prima persona e sino in fondo – un progetto centrista non è affatto fuori luogo o fuori tempo.

Anzi, può diventare, e paradossalmente, un luogo non solo decisivo ai fini stessi della stabilità del sistema politico ma, addirittura, può essere l’elemento che misura la credibilità della stessa cultura di governo che esprimono i due schieramenti maggioritari.

Il clima politico avvelenato

Del resto, la radicalizzazione del conflitto politico è destinata ad aumentare sempre di più. Se neanche di fronte alle violente devastazioni di questi giorni ad opera dei cosiddetti “pro pal” nelle varie città italiane si è riusciti a dare una lettura politica comune da parte di molti partiti delle due coalizioni, non c’è affatto da stupirsi se un segmento crescente della pubblica opinione richiede anche e soprattutto una politica ispirata al buon senso, alla moderazione e al rispetto delle basilari norme democratiche e costituzionali.

È stato sufficiente registrare le dichiarazioni di Schlein, Fratoianni, Bonelli e Conte da un lato e di Salvini dall’altro per arrivare alla conclusione – abbastanza semplice e netta – che la delegittimazione morale e la criminalizzazione politica dell’avversario/nemico non sono più una semplice eccezione rivendicata da segmenti politici minoritari ma, paradossalmente, sono diventati quasi la regola principale di comportamento dei partiti e dei rispettivi gruppi dirigenti.

Il bisogno di un progetto riformista

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, la sfida – che dev’essere coerente nonché coraggiosa – di rilanciare, oggi, un progetto credibilmente centrista e di governo non è più un diversivo, una tentazione testimoniale o una scorciatoia opportunistica o meramente strumentale.

Forse ancora di più rispetto alla stagione del primo Ppi, c’è bisogno di centro, di cultura politica di centro e di un progetto politico autenticamente riformista. Perché se negli anni ‘90 la democrazia dell’alternanza si costruiva sulla base di un credibile centrosinistra alternativo ad un altrettanto credibile centrodestra, oggi siamo alle prese con una deriva radicale che estremizza inesorabilmente le singole posizioni a danno della qualità della democrazia, della credibilità delle istituzioni e, soprattutto, della stessa efficacia dell’azione di governo.

Una sfida da sostenere

Ecco perché chi si appresta a progettare un’offerta politica centrista, autonoma e distinta dai due schieramenti, va forse sempre di più assecondato e sostenuto.

Politica estera: lo Stato è ancora necessario?

Vogliamo iniziare questa breve nota con la citazione di un brano apparso nell’editoriale del n. 2/2025 di Aspenia (dal titolo La fine di un mondo, non del mondo, pag.5) che dice così:” L’interdipendenza economica non ha prodotto la pace, come riteneva una lunga tradizione di pensiero, da Kant in poi; ha aumentato la vulnerabilità”.

Il contesto della globalizzazione

L’espressione, presa in sé e per sé, coglie la realtà in cui siamo immersi; un contesto in cui il vento della cd. moderna globalizzazione (prima di quella attuale ricordiamo che la maggiore fu realizzata dall’impero britannico attraverso le conquiste coloniali, l’espansione commerciale, la rivoluzione industriale, l’introduzione di lingua ed istituti giuridici di common law e l’ internazionalizzazione della sterlina come moneta di riferimento ), dispiegata su matrice statunitense a partire dalla fine della guerra fredda, e fortemente imperniata sul controllo delle vie marittime di accesso ai continenti (premessa indispensabile per proteggere i traffici per mare), ha iniziato a spegnersi per il ritorno al più tradizionale realismo delle relazioni internazionali, imperniato su potere militare, zone di influenza, maggiore autarchia tecnologica, ridefinizione di vecchie alleanze e nascita di nuove, competizione estrema fra gli stati ed interventi pubblici nel mercato per indirizzarlo verso finalità spiccatamente più securitarie.

Un ritorno ciclico della storia

Chi conosce la storia non rimane, certamente, impressionato da tale nuova piega degli eventi, perché, per millenni, tutto ciò è stato il naturale scorrere degli umani comportamenti delle società sia nella declinazione di imperi o di regni, che in quello di repubbliche o città-stato.

Scriveva già Agostino nel De Civitate Dei (libro IV): “Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia? Quia et latrocinia quid sunt nisi parva regna?” (“se non praticano la giustizia che sono i regni se non bande di ladri di grandi dimensioni? E le bande di ladri, cosa se non piccoli regni?”)

Westfalia e la nascita dello Stato moderno

I concetti di sovranità e di Stato nazionale trovano la nascita con la pace di Westphalia che, nel 1648, terminò la Guerra dei trent’anni, iniziata per motivi religiosi, con lo scontro fra cattolici e protestanti, e che si era, ben presto, trasformata in una lotta serrata fra l’impero (esemplificato nell’universalismo aggregante di genti di differente lingua, religione e costumi) e le emergenti aspirazioni degli stati moderni, che desideravano affrancarsi dalla sua potestà.

A Munster ed Osnabruck, sedi della firma dei Trattati di quella Pace, per la prima volta, debutta la nuova forma di Stato e della sua Ragione (già teorizzata dal Machiavelli e dal Botero), che si configura giustificata esclusivamente dal perseguimento dei propri fini, senza più alcuna dipendenza dal potere religioso di qualsivoglia istituzione. Nasce, così, il principio dell’inviolabile potestas statuale sul territorio ed entro i suoi confini, con il suo corollario di uguaglianza fra le nazioni (argomenti su cui, nel 1600, il giurista olandese Ugo Grozio molto si soffermò, fondando la scuola del diritto naturale e principiando il diritto internazionale pubblico nella celebre opera De iure belli ac pacis).

Curiosamente, furono proprio due cardinali di Romana Chiesa, Richelieu e Mazzarino, gli artefici più eminenti di quel disegno basato sull’equilibrio di potenza e che prende il nome di politica realistica o realpolik.

Equilibrio, forza e deterrenza

Una forma, potremmo dire oggi, di intendere la sfera del Politico (in prevalenza sul versante dell’estero) come dipendente da parametri squisitamente materialistici (la forza militare e commerciale), con notevole anticipazione temporale rispetto al pensiero del più famoso ideatore di quella teoresi dialettica (il materialismo) in ambito economico e sociale: il filosofo di Treviri Karl Marx.

Gli studiosi di scienza della Politica ritengono quello il momento fondante del nuovo Ordine internazionale che oggi viene, di nuovo, ad essere riproposto come modello da raggiungere, dinanzi alla presa d’atto del fallimento del meccanismo onusiano nel prevenire e gestire i conflitti (sia pure nella declinazione più avanzata di un diritto umanitario, che giustifica un interventismo che costituisce eccezione al più tradizionale principio di non ingerenza negli affari interni di uno Stato di cui all’art.2.7 dello Statuto dell’Onu).

È, cioè, l’equilibrio delle forze che garantisce dall’aggressione altrui (la cd. deterrenza). Quando questo viene alterato, il sistema piomba nel rischio che qualche attore internazionale sia tentato dall’imporre la propria volontà agli altri, sottomettendoli.

La logica è, forse, brutale, ma ricordiamo che il Seicento è anche il secolo da cui scaturisce la concezione, tuttora attuale, di Stato come soggetto che ha il monopolio della forza ne cives ad arma ruant (affinché i cittadini non vengano alle armi). Il Leviatano di Hobbes forgerà tutta la Teoria statuale dei secoli successivi alla sua pubblicazione (1651).

Dai congressi alle guerre del Novecento

A questa concezione si ispirano il Congresso di Vienna (1814) e l’accordo di Yalta (1945), che hanno garantito delle paci durature agli europei.

Le varie altre guerre che, dal 1945 al 1990, si sono succedute, in fondo, possono essere considerate come momento di riaffermazione delle aree di influenza sancite nella capitale crimeana. Ci riferiamo, particolarmente, alla guerra di Corea, a quella del Vietnam e dell’Afghanistan (1979). Ed anche i conflitti armati di decolonizzazione in Indocina, Algeria, Angola, Malesia, Congo e Mozambico, per l’aiuto fornito ai contendenti dalle grandi potenze, possono essere annoverati quali loro appendici.

Il dopo Guerra fredda

Con la fine della Guerra fredda e con la caduta del contraltare geopolitico degli Usa, l’Urss, è sembrata avverarsi la profezia del politologo Fukuyama (nel suo The end of the history and the last man, Free Press, N.Y., 1992), destinata ad espandersi in tutto il globo, vale a dire il trionfo della liberaldemocrazia e del libero scambio, sotto l’egida dell’unica super potenza rimasta, quella statunitense.

Tuttavia, ben presto, con la grande crisi finanziaria del 2008 (in molta parte dovuta ad una speculazione non adeguatamente vigilata e limitata), le aspettative pacifiche neoliberiste della prima amministrazione Clinton (complice un frettoloso ingresso, nel 2001, della Cina nel WTO, guidato da intento prevalentemente economicistico di riduzione dei costi di produzione e di apertura di un nuovo mercato, ignorando proprio la teoria del bilanciamento delle forze di vestfaliana memoria) si sono, vieppiù, infrante, dinanzi all’uso dell’economia come mezzo di crescita di potenza di Pechino, prima e di altre potenze emergenti e revisioniste, ora ed hanno innescato ampie insoddisfazioni sociali fra la popolazione nordamericana (privata di posti di lavoro in Usa, spostati in Asia) accrescendo povertà, disuguaglianze ed erosione del ceto medio (in un’Unione confederale che manca da sempre di un diffuso Stato sociale, che è anche elemento di civiltà e di dignità umana).

Aspetti, questi, che si sono riversati negli esiti elettorali ben noti nel nostro continente ed oltre l’Atlantico (per una lettura critica, recente e di parte anglosassone, sul tema, si consiglia il saggio dello storico G. Gerstle, The rise and fall of neoliberal order: America and the World in the free Market Era, Oxford University Press, 2022).

Il ritorno dello Stato

Così essendo i tempi nei quali viviamo, il ruolo dello Stato ritorna ad essere protagonista, come dimostrano le posture assunte dalle maggiori potenze (Usa, Cina, Russia), da quelle in via di forte crescita, con collettività giovani e notevoli ambizioni (Turchia, Arabia, Iran, Brasile, Pakistan, Indonesia), dai Paesi vicini a noi per confini, tradizione, cultura, economia (i membri della UE); e come certificato anche dall’impossibilità di adottare decisioni all’unanimità fra i membri della Unione Europea in materia militare e di politica estera.

Il che, ovviamente, apre, però, la strada ad alleanze e trattati trasversali con altri partners europei con cui si registrano convergenze di ampio orizzonte.

Certamente non può essere sottaciuta l’incidenza dei conglomerati economico-tecnologici, i cui proprietari esercitano un peso cruciale nell’economia ed anche nella politica dell’Occidente, ma pensiamo che, comunque, per quanto essi dispongano di influenza, questa sarà preferibilmente dispiegata attraverso le istituzioni politiche cui afferiscono, più che in modo autonomo rispetto ad esse.

A tutt’oggi, infatti, non esiste un’alternativa più resistente e razionalmente giustificabile, anche in termini di consenso democratico, di quella espressa dal concetto vestfaliano di Stato, che ha costituito il fine del romanticismo, l’espressione del binomio popolo-istituzioni, l’ingresso delle masse nel governo della Res Publica, l’inveramento della volontà generale ideata da Rousseau.

* Orizzonte è uno pseudonimo

Cinema, è morta Claudia Cardinale: addio all’ultima grande diva

Roma, 24 set. (askanews) – Addio a Claudia Cardinale, una delle icone assolute del cinema italiano e internazionale. Nata a Tunisi il 15 aprile 1938 da una famiglia siciliana emigrata, cresce in un ambiente multiculturale che la segna profondamente. Proprio in Tunisia viene notata giovanissima grazie a un concorso di bellezza, trampolino che la porta a Roma, dove inizia un percorso destinato a farla diventare un mito del grande schermo.

Il debutto cinematografico arriva nel 1958 con I soliti ignoti di Mario Monicelli, in cui interpreta un piccolo ruolo che però attira subito l’attenzione di pubblico e critica. Negli anni successivi Claudia Cardinale si impone come uno dei volti più rappresentativi del cinema italiano, grazie a una bellezza magnetica unita a un talento interpretativo fuori dal comune. Collabora con i più grandi registi del Novecento, da Luchino Visconti a Federico Fellini, da Sergio Leone a Mauro Bolognini, conquistando una dimensione internazionale che la consacra come star mondiale.

Fra le sue interpretazioni più memorabili ci sono quelle ne Il Gattopardo (1963) di Visconti, dove al fianco di Burt Lancaster e Alain Delon incarna l’eleganza e il fascino della nobiltà siciliana, e ne 8½ (1963) di Fellini, film simbolo della modernità cinematografica. Indimenticabile anche il ruolo in C’era una volta il West (1968) di Sergio Leone, dove presta il volto a Jill, donna forte e misteriosa che resta nella storia del western.

La sua carriera non si limita però al cinema italiano. Cardinale lavora con registi francesi, americani e internazionali, affermandosi come attrice poliglotta e versatile, capace di interpretare personaggi intensi e complessi in più lingue. La sua presenza scenica diventa un marchio di fabbrica: uno sguardo inconfondibile, una voce calda e roca, una personalità che travalica lo schermo.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1993 e il David di Donatello alla carriera nel 2002. Più che i premi, però, ciò che resta è la sua immagine di diva autentica, lontana dagli eccessi, capace di mantenere una forte identità personale e un profondo legame con le proprie origini.

Claudia Cardinale è considerata una delle ultime grandi leggende viventi del cinema. La sua storia è quella di una ragazza nata in Nord Africa che, senza cercarlo, è diventata musa di grandi maestri e volto simbolo di un’epoca irripetibile della settima arte. Un’artista che ha saputo unire fascino mediterraneo, carisma naturale e una carriera che continua a brillare nella memoria collettiva.

Tajani: Favorevoli a riconoscimento Palestina, problema è Hamas

New York, 23 set. (askanews) – “Siamo sempre stati favorevoli al riconoscimento della Palestina. Il problema si chiama Hamas. Finchè esiste una parte di territorio palestinese controllato da Hamas e che Hamas tiene in ostaggio è impossibile riconoscere uno stato diviso in due”, ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani, al punto stampa a margine dell’80 Assemblea generale dell’Onu che si sta tenendo a New York. “Fuori Hamas, liberi gli ostaggi e noi siamo pronti a riconoscere la Palestina”, ha continuato Tajani.

Ucraina, Trump: la Nato deve abbattere i jet russi che violano lo spazio aereo

Roma, 23 set. (askanews) – Rispondendo a una domanda di una giornalista che ha chiesto se la Nato dovrebbe abbattere un aereo russo che viola lo spazio aereo dell’Alleanza, il presidente americano Donald Trump, al fianco dell’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, ha risposto: “Sì, (dovrebbe abbatterlo, ndr)”.

Quindi, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno un grande rispetto per la lotta che sta portando avanti l’Ucraina, è davvero straordinaria”.

Dopo aver dichiarato che la Nato dovrebbe abbattere un aereo russo qualora violasse lo spazio aereo di un paese appartenente all’Allenza Atlantica, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato però ai cronisti che il sostegno americano in favore degli alleati in questo caso “dipenderebbe dalle circostanze”.

Trump, nel punto stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che la guerra in Ucraina “sembra che non finirà presto”. “La Russia non appare così brillante. Doveva essere una cosa rapida per loro. Sembra invece che non finirà tanto presto”, ha affermato Trump. Inoltre, in merito alla situazione tra i due Paesi, Trump ha sottolineato le difficoltà russe. “L’economia russa – ha detto Trump – è in condizioni disastrose in questo momento. Sta crollando. L’Ucraina sta facendo un ottimo lavoro nel fermare questo esercito molto numeroso”. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato, inoltre, che dirà se si fida del presidente russo Vladimir Putin “tra circa un mese”. “Ve lo farò sapere tra circa un mese”, ha detto Trump ai giornalisti quando gli è stato chiesto se avesse aggiornamenti sui colloqui con Putin e se si fidasse di lui.

Trump oggi ha anche incontrato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite. “È un grande onore essere al fianco di una donna così potente e intelligente, nonché mia amica”, ha detto Trump. “Fa un lavoro fantastico nel governare tante nazioni diverse”. Von der Leyen ha poi scritto sul proprio profilo X di essere soddisfatta della conversazione avuta con il presidente statunitense Donald Trump, a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite.

“Buona conversazione con il presidente statunitense Donald Trump a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’ho ringraziato per il suo impegno nell’alleviare la sofferenza dei bambini ucraini scomparsi”, ha scritto von der Leyen, aggiungendo che “Europa e Stati Uniti lavoreranno fianco a fianco per riportarli a casa”.

In merito ai temi del loro incontro, von der Leyen ha affermato che i due leader hanno “discusso della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina” ed entrambi sono “d’accordo sulla necessità di tagliare rapidamente le entrate russe derivanti dai combustibili fossili”. “È esattamente ciò che l’Europa sta facendo con il nostro 19° pacchetto di sanzioni”, ha specificato la presidente.

“Aumentiamo la pressione, vietando le importazioni di GNL russo nei mercati europei e colpendo raffinerie, commercianti di petrolio e impianti di raffinazione in Paesi terzi”, ha proseguito von der Leyen, precisando che “entro il 2027, l’Europa avrà voltato definitivamente pagina rispetto ai combustibili fossili russi”.

Inoltre, von der Leyen ha affermato che nel corso del colloquio è sono state affrontate anche “le provocazioni del Cremlino, comprese le incursioni regolari nello spazio aereo europeo”.

“Si tratta di tentativi evidenti di mettere alla prova la nostra reazione. Per questo l’Europa sta accelerando gli sforzi in materia di difesa per rafforzare il fianco orientale”, ha osservato la presidente della Commissione von der Leyen.

Trump e von der Leyen, infine, hanno discusso anche “della situazione in Medio Oriente”, chiarendo che entrambi sono “concordi sul fatto che la sofferenza dei civili debba finire. L’Europa sostiene con fermezza la soluzione dei due Stati”.

Campionato Italiano Polo U.S. Polo Assn., da venerdì show a Roma

Roma, 23 set. (askanews) – Prima l’Europeo in Polonia, poi il Mondiale di Arena Polo negli Stati Uniti. Il campionato italiano di Polo U.S. Polo Assn 2025, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri, arriva – sottolinea una nota – nel momento migliore possibile, il periodo clou della stagione. Con la Nazionale reduce dal quarto posto europeo e in procinto di partire per Charlottesville (Virginia), le star del Polo – tra queste, anche Stefano Giansanti e Giordano Magini, convocati al pari di Mariano Raigal per il Mondiale di Arena Polo – scendono in campo da venerdì 26 settembre a domenica 5 ottobre al Roma Polo Club, uno dei ‘salotti’ del polo italiano, per un evento attesissimo e che nel 2024 vide la vittoria del team di UnoAerre Acquedotto Romano.

Saranno sette le squadre in campo, divise in due gironi, per un totale di 17 partite in programma: nel girone A, da tre squadre, sono state inserite S&K Team-Fideuram, Impresion Polo e Harpa-Farout, mentre nel girone B composto da quattro team ci saranno UnoAerre Acquedotto Romano, Moonlooker-La Cavallerizza, Cria del Mar e Agua Alta. Si qualificano per la finale le prime classificate di ogni girone, con le seconde che giocheranno la finale per il terzo posto e le restanti tre squadre che con la formula del round robin si sfideranno per il miglior piazzamento nella graduatoria.

L’ingresso alle tribune del Roma Polo Club sarà gratuito, con il Campionato Italiano che lo scorso anno si chiuse con il sold out e 1.500 spettatori presenti sugli spalti ad ammirare una disciplina che nel corso degli anni – tra il Polo tradizionale e l’Arena Polo, proposto al Galoppatoio con Italia Polo Challenge all’interno dello CSIO Piazza di Siena-Master d’Inzeo – ha saputo ritagliarsi uno spazio importante all’interno del calendario equestre nazionale.

Anche quest’anno, conclude la nota, tornerà domenica 5 ottobre l’appuntamento con ‘Polo for Smiles’, l’evento di charity a sostegno dei programmi medici di Operation Smile nei Paesi a basso e medio reddito.

Calcio, Coppa Italia: vincono Cagliari e Udinese

Roma, 23 set. (askanews) – Al via i sedicesimi di Coppa Italia: il Cagliari supera 4-1 il Frosinone e affronterà il Napoli nel prossimo turno. L’Udinese batte il Palermo 2-1 con il primo gol alla prima da titolare di Zaniolo e agli ottavi sfiderà la Juventus. Alle 21 Milan-Lecce. Mercoledì 24 settembre altre tre partite: alle 17.00 c’è Parma-Spezia seguita da Verona-Venezia alle 18.30 e Como-Sassuolo alle 21.00. Completano il turno Genoa-Empoli e Torino-Pisa, rispettivamente alle 18.30 e alle 21.00 di giovedì 25 settembre.