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La lunga storia del Ponte sullo Stretto

Era uno dei sogni del Cavaliere, diventato uno dei progetti sui quali il ministro Salvini sta esercitandosi in un doppio salto mortale. il primo, rispetto alla storia e alla tradizione politica del suo partito, già difensore con il Senatur delle ragioni del Nord contro i “ terroni” del Sud; il secondo, con la permanente realtà di una fortissima opposizione, per ragioni diverse e trasversali a questo progetto

Non vorrei entrare sulla disputa sull’opportunità o meno del ponte sullo stretto, capace di garantire un più forte collegamento tra la nostra amata Sicilia al resto del continente, ritenendo che, garantite le condizioni di fattibilità e la sostenibilità ambientale e finanziaria dell’opera, non credo si dovrebbero opporre pregiudiziali di tipo ideologico.

 

Reazioni sbagliate da parte del governo

Ciò che trovo, invece, del tutto inappropriate sono le modalità con cui il ministro dei trasporti e il capo del governo hanno reagito allo stop deciso dalla Corte dei conti al progetto.

Ho scritto a caldo che, dopo la bocciatura decisa dalla Corte dei conti, il governo Meloni ha  annunciato un progetto di riforma che è sembrato ispirato dalla volontà di ritorsione contro le magistrature, proprio nel giorno in cui il Parlamento stava approvando il progetto di separazione delle carriere. Una reazione quella della Meloni e di Salvini che evidenzia una incomprensibile confusione tra magistratura ordinaria e magistratura contabile, considerando che la Corte dei conti è un organo di rilievo costituzionale, con funzioni di controllo e giurisdizionali, previsto dagli articoli 100 e 103 della Costituzione italiana, che la ricomprende tra gli organi ausiliari del Governo.

Un governo che contesta le decisioni di un organo di rilievo costituzionale, ausiliario del governo stesso, non è avvenimento frequente nella storia repubblicana, ma, in questo caso, è prevalsa una reazione dell’esecutivo oggettivamente rabbiosa, che ha attivato immediatamente un serrato confronto politico.

Da un lato, quelli che, dal tempo del Cavaliere, accusano la magistratura (in questo caso le magistrature) di invadenza impropria sull’azione del governo; dall’altro, quelli che sono preoccupati per questo che appare un altro tentativo di  destabilizzazione dell’equilibrio dei poteri su cui si basa la nostra Repubblica.

La Corte dei conti è stata al merito della questione

Venendo al merito, a me pare, che la Corte dei conti si sia limitata a esaminare procedure e costi, come rientra nel suo compito istituzionale. Dai dubbi sulla delibera con cui il comitato interministeriale Cipess aveva dato il via libera al progetto alla richiesta di chiarimenti ed elementi informativi su quella delibera. «Risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione – scriveva la Corte – difettando, a sostegno delle determinazioni Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell’iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori». Sui costi, la Corte incalzava sul «disallineamento tra l’importo asseverato dalla società Kpmg» il 25 luglio scorso – quantificato in 10 miliardi e 481 milioni – e quello di 10,508 miliardi «attestato nel quadro economico approvato il 6 agosto» per un’opera il cui costo finale dovrebbe arrivare a 13,5 miliardi. Cioè quasi 3 volte tanto quei 4,6 miliardi previsti nel contratto originale del 2006 con Eurolink, consorzio incaricato della costruzione, quando la normativa Ue stabilisce che se i costi di un’opera aumentano di oltre il 50% bisogna indire una nuova gara d’appalto. Dito puntato anche su aspetti tecnici come le stime di traffico, in relazione «al piano tariffario di cui allo studio redatto dalla TPlan Consulting». Infine, tra gli aspetti procedurali si metteva in evidenza anche che, «con riferimento alla fase progettuale, non risulta in atti il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (voto 220 del 1997)»

Rilievi importanti

Insomma, rilievi assolutamente importanti che il governo, dopo la sfuriata iniziale, si è immediatamente impegnato a chiarire con risposte precise sui diversi punti rilevati. Dall’”andare avanti comunque”, si è passati, così, al più prudente manzoniano:” adelante con juicio”, tenendo anche presente le gravi responsabilità cui ministro e governo andrebbero incontro, nella malaugurata ipotesi, che la Corte bocciasse in via definitiva il progetto. Le spese sino ad ora sostenute, infatti, sarebbero, in quel caso, del tutto illegittime, e gli organi di governo responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere del danno erariale causato. Così, almeno, secondo lo Stato di diritto vigente in Italia.

Il tramonto dell’unità sindacale

Verrebbe quasi da dire che c’era un tempo l’unità sindacale. Ovvero, l’unità tra le grandi confederazioni del sindacato italiano: la Cgil, la Cisl e la Uil.

Certo, tutti conosciamo – e lo si dice senza alcuna polemica – il profilo e la personalità di alcuni grandi leader del sindacalismo del nostro Paese del passato rispetto a quelli contemporanei: da Franco Marini a Luciano Lama, da Giorgio Benvenuto a Pierre Carniti, da Bruno Trentin a Pietro Larizza e molti altri.

Ma non è sul profilo dei vari leader sindacali che si deve richiamare l’attenzione. Semmai, la riflessione va concentrata sulle ragioni che hanno portato al superamento, se non addirittura all’archiviazione, della storica unità sindacale.

Le cause della frattura

La ragione fondamentale consiste nella progressiva trasformazione del ruolo, della mission e della funzione di alcune organizzazioni sindacali – nello specifico, della Cgil.

È un fatto oggettivo che lo storico e glorioso “sindacato rosso” sia diventato, a tutti gli effetti, un vero e proprio attore politico.

Fa parte organica del cosiddetto campo largo, cioè della coalizione di sinistra e progressista; partecipa attivamente e quotidianamente al dibattito su tutti i temi che sono in cima all’agenda politica del Paese; organizza manifestazioni e scioperi che prescindono radicalmente dagli interessi concreti e immediati dei lavoratori – che dovrebbero essere, comunque la si pensi, gli interlocutori privilegiati di un’organizzazione sindacale – e, infine, attacca sistematicamente un governo che ritiene un avversario sociale e un nemico politico e ideologico.

Il modello alternativo della Cisl

A fronte di questo comportamento politico, c’è un’altra organizzazione – la Cisl – che interpreta il ruolo del sindacato in modo diametralmente alternativo.

Resta fedele alle radici storiche di un sindacato che punta al merito delle questioni sul tavolo; che non coltiva pregiudiziali politiche o ideologiche nei confronti del governo di turno; che fa della contrattazione locale e nazionale la propria ragion d’essere; che non è organicamente legato a nessun partito o coalizione; che non partecipa alla costruzione di un’alternativa politica a un governo considerato nemico di classe e che, infine, lavora concretamente per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e dei ceti popolari.

Insomma, l’esatto contrario di ciò che fa, ormai da molti anni, la Cgil a guida Landini.

La posizione della Uil

La Uil, infine, dopo aver assecondato per molto tempo la strategia politica e “frontista” della Cgil di Landini, ultimamente ha ripreso a declinare un ruolo più tradizionale: quello di un sindacato che concentra l’attenzione sui principali problemi al centro del confronto tra le parti sociali e il governo.

Cercando sempre, come ricordava l’indimenticabile Franco Marini, “di chiudere i contratti” e non soltanto “di evocarli”.

L’unità sindacale come valore da ritrovare

Ecco perché, senza alcuna pregiudiziale o forzatura, è evidente che l’unità sindacale – sempre auspicabile e necessaria – non è semplice da ricostruire, in un clima che registra una distanza quasi siderale tra le varie concezioni del ruolo e della mission del sindacato nella società contemporanea.

Purtroppo, l’assenza di una vera e convinta unità sindacale è anche all’origine di una crisi della qualità della democrazia, come ricordava spesso proprio un grande leader politico e sindacale, Carlo Donat-Cattin.

Un’unità che, comunque sia, va coltivata e sempre ricercata. Anche al di là di ciò che pensano i singoli leader e capi sindacali del momento.

Sudan, un orrore che non si vuole guardare

La conquista, dopo diciotto mesi di assedio, della città di al-Fashir – capoluogo del Darfur settentrionale – da parte delle Rapid Support Forces (RSF) del generale ribelle Mohammed Dagalo, detto Hemetti, può imprimere una svolta decisiva al sanguinoso conflitto sudanese.

La determinazione e la ferocia con le quali le milizie hanno condotto la loro offensiva si erano già palesate con nettezza lo scorso aprile, quando occuparono il gigantesco campo rifugiati Zamzam (mezzo milione di esseri umani) nel sud della città, ove uccisero oltre duemila persone. Terrorizzate, molte altre fuggirono dal campo e ripiegarono entro le mura della città, andando così a intrappolarsi, perché da al-Fashir non si poteva uscire.

Verso una nuova divisione del Paese

Dopo l’insediamento di un governo parallelo a Nyala, nel sud del Paese, e ora – dopo la capitolazione dell’ultima città del Darfur ancora controllata dal governo centrale – si può dire che la regione occidentale, da nord a sud, è controllata da Hemetti, mentre quella orientale resta sotto il governo insediato a Port Sudan.

Potrebbe essere il preludio di una nuova divisione del Paese, dopo quella avvenuta con la nascita, nel 2011, del Sud Sudan. A questo punto forse auspicabile, a fronte di due anni e mezzo di guerra civile devastante per le popolazioni coinvolte. Ma non così facile da immaginare, anche solo in considerazione del recente fallimento del tentativo di mediazione per un cessate-il-fuoco condotto a Washington da Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto.

 

L’avanzata di Hemetti

Vi è anzi la possibilità che Hemetti, sull’abbrivio del successo ottenuto nel Darfur, possa puntare alla conquista dell’intero Sudan.

L’agenzia Reuters ha riportato le parole non equivoche del vice comandante delle RSF, Abdelrahim Dagalo:

“La nostra liberazione di al-Fashir è la liberazione del Sudan, la strada per Port Sudan. Stiamo arrivando e arriveremo pesantemente.”

La situazione quindi resta aperta e ogni evoluzione è possibile. Molto dipenderà anche da quanto ulteriore supporto riceveranno i contendenti dai loro sostenitori esterni: in primo luogo l’Egitto per la Sudanese Armed Force (SAF) del generale al-Burhan e gli Emirati Arabi Uniti per la RSF.

La tragedia umanitaria

Fin qui le notizie militari e politiche. Ma le più gravi, tragiche e raccapriccianti riguardano i massacri che continuano a registrarsi sul terreno.

Quella del Sudan è, secondo le Nazioni Unite, la più grande crisi umanitaria del secolo. Ma da noi, a esclusione della stampa specializzata, si continua a non parlarne.

Dentro al-Fashir, la popolazione – originariamente di un milione di abitanti – è rimasta intrappolata per un anno e mezzo, e la conclusione dell’assedio si è tramutata in un autentico bagno di sangue.

Secondo lo Humanitarian Research Lab dell’Università di Yale, oltre duemila civili disarmati sono stati uccisi, con un livello di violenza paragonabile alle prime 24 ore del genocidio in Ruanda del 1994.

Secondo osservatori internazionali contattati dall’Associated Press, la conquista di al-Fashir ricalca nei metodi quella di Geneina, capitale del Darfur occidentale, dove nel 2023 vennero uccisi 15.000 civili.

L’orrore negli ospedali

Riprese video mostrano – ancora secondo il Guardian – “dozzine di uomini disarmati colpiti e giacenti a terra esanimi, circondati da combattenti delle RSF”.

Altri video, seppur non verificati da fonti indipendenti, mostrano decine di corpi sparsi accanto a veicoli incendiati.

Le RSF hanno altresì ammazzato medici, infermieri, pazienti e familiari presenti nell’ospedale della città.

Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus, “più di 460 persone sono state uccise nel reparto maternità del medesimo ospedale”.

In un post su Facebook, il Sudan Doctors Network, un gruppo di medici che monitora per quanto possibile gli eventi della guerra civile, ha denunciato: “Le RSF hanno ucciso a sangue freddo chiunque incontrassero dentro l’ospedale”.

Pulizia etnica e barbarie

Omicidi, violenze e stupri sono stati prevalentemente rivolti contro persone di etnia non araba, il che conferma la matrice delle RSF: discendono dalle milizie arabe Janjaweed, che durante il regime del dittatore Omar al-Bashir, agli inizi del secolo, si macchiarono di crimini esprimenti una volontà di “pulizia etnica” nei confronti delle popolazioni non arabe residenti nel Darfur.

Un orrore che pare senza fine.

Marocco in festa per ok Consiglio sicurezza piano Sahara occid.

Es-Smara, 31 ott. (askanews) – Il Marocco è in festa per il risultato della votazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che doveva decidere se rinnovare o meno il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO). Su iniziativa degli Stati Uniti di Donald Trump, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha dato venerdì il suo sostegno al piano marocchino di autonomia del Sahara occidentale considerato essere la soluzione “più fattibile” per il territorio contestato, nonostante l’opposizione dell’Algeria.

La risoluzione adottata con 11 voti a favore, nessuno contro e 3 astensioni – l’Algeria ha rifiutato di partecipare al voto – ritiene che il piano di Rabat del 2007, un’autonomia sotto la sovranità marocchina, “potrebbe rappresentare la soluzione più fattibile” e quindi essere “la base” di futuri negoziati per risolvere questo conflitto vecchio di 50 anni. Nel Sahara Occidentale era tutto pronto per l’annuncio: tra luminarie, festoni, bandiere e ovunque foto del re Mohammed si è vissuta col fiato sospeso la decisione dal Palazzo di Vetro.

Anche nelle altre città del Marocco si sono sentiti clacson in festa con bandiere sventolate ovunque.

La votazione del Consiglio di Sicurezza Onu arriva alla vigilia dell’anniversario della Marcia verde del Marocco. Si tratta di un evento cruciale nella storia del paese magrebino che ebbe luogo nel novembre 1975 quando circa 350.000 marocchini disarmati, rispondendo all’appello del re Hassan II, marciarono nel territorio del Sahara occidentale, allora sotto il controllo spagnolo, per affermare la sovranità del Marocco. Nonostante la sua natura pacifica, la marcia verde portò la questione del Sahara Occidentale all’attenzione mondiale. Dopo anni di sconti si arrivò a un cessate il fuoco nel 1991, su cui da allora vigilano appunto i Caschi blu delle Nazioni Unite.

Il Marocco da anni si sta muovendo sia sul fronte diplomatico che su quello economico per esercitare tutta la sua influenza sul territorio, come dimostra l’importante convegno che si è tenuto a Es-Smara nel cuore del Sahara Occidentale. Durante i lavori si è parlato di ingiustizie storiche subite dai popoli africani e dalle loro diaspore, come la colonizzazione, la tratta degli schiavi e l’espropriazione delle risorse, continuano a causare danni sociali, economici e culturali. Ministri di numerosi Stati africani, parlamentari, accademici e leader della società civile hanno riflettuto sulle ferite lasciate dall’eredità coloniale in una prospettiva che guarda alla giustizia riparativa come a un approccio morale, legale e diplomatico fondamentale per il futuro del continente. Sono stati firmati accorti economici e di scambio culturale bilaterali e multilaterali.

Un lungo lavoro diplomatico che ha portato la svolta attesa da Rabat. (di Alessandra Velluto)

Campari, Procura di Monza sequestra 1,2 mld alla holding Lagfin

Milano, 31 ott. (askanews) – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, su disposizione della Procura di Monza, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del capoluogo brianzolo per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro nei confronti della holding di diritto lussemburghese Lagfin Sca, per il reato di “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici” e per “responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”.

In una nota, la Procura spiega che l’indagine, sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, ha preso avvio da una verifica fiscale nei confronti della predetta holding la quale, a seguito di un’operazione straordinaria di “fusione per incorporazione”, ha assorbito la propria controllata italiana, detentrice del pacchetto azionario di maggioranza di Davide Campari Milano. Gli approfondimenti “hanno permesso di constatare che, all’atto della fusione, non sono state dichiarate le plusvalenze dal cosidetto ‘exit tax’ per oltre 5,3 miliardi di euro maturate in capo alla società italiana oggetto di incorporazione e non tassate al momento della loro fuoriuscita dal territorio nazionale come previsto dalla normativa fiscale”.

In particolare, il gruppo societario, attraverso una serie di complesse operazioni, ha solo formalmente trasferito gli asset detenuti dalla società italiana a una branch domestica neo costituita, mentre le gestione effettiva del ramo d’azienda finanziario veniva esercitata a livello di casa madre estera. Il sequestro è stato integralmente eseguito attraverso l’apposizione del vincolo sulle “azioni ordinarie” della società partecipata dalla holding lussemburghese, fino a concorrenza dell’importo disposto nel decreto, corrispondente all’imposta non versata all’atto del trasferimento all’estero della società incorporata.

Separazione carriere, Conte: riforma pro-politici, è tornata la casta

Roma, 31 ott. (askanews) – “Il Governo dovrebbe preoccuparsi degli stipendi reali degli italiani e di tagliare le tasse .E invece si dedica a tutt’altro: alla riforma della giustizia che però serve solo a salvare i politici. La realtà è che stiamo ritornando ai tempi della casta. Ai cittadini servirebbe semmai una giustizia pi rapida ed efficiente. Ma nella riforma approvata dal Parlamento non c’è nulla di tutto questo”. Lo ha affermato il presidente M5s Giuseppe Conte, rispondendo sulla riforma della Magistratura a margine di un comizio a Lecce con Antonio Decaro.

Giustizia, Mantovano: pieni poteri? Sono di chi blocca espulsioni

Roma, 31 ott. (askanews) – I “pieni poteri” non sono quelli che vuole il governo ma i “pieni poteri sono di chi per via giudiziaria blocca la politica sull’immigrazione impedendo le espulsioni perché nessuno Stato di quelli di provenienza è sicuro”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervistato a ‘Cinque minuti’.

“I pieni poteri – ha detto ancora – sono di chi blocca la politica industriale fermando per esempio gli impianti dell’ex Ilva con un sequesto di cui non si sa niente da mesi. Pieni poteri sono di chi a fronte di 162 persone denunciate per i disordini di qualche settimana fa nel centro di Roma non dà nessun seguito di indagine e rilascia in libertà gli unici due arrestati. Credo che vada usata la specificazione rispetto ai pieni poteri”.

Makaya McCraven apre Roma Jazz Festival, poi David Murray e altri big

Roma, 31 ott. (askanews) – Giunto alla 49esima edizione, torna dall’1 al 23 novembre il Roma Jazz Festival fra l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, la Casa del Jazz e il Monk, sconfinando quest’anno anche nella celebre Abbazia di Fossanova a Priverno (Lt), il più antico esempio di architettura gotico-cistercense in Italia. Ventitré giorni di programmazione con artisti provenienti da tutto il mondo, dalle grandi star ai più appassionati innovatori di un genere che non conosce confini; produzioni speciali, progetti dedicati ai più piccoli e due appuntamenti che immergono il jazz nella dimensione teatrale.

Makaya McCraven, David Murray Quartet, Joe Sanders, Bilal, Camilla George, Amaro Freitas, Peter Erskine Dr.Um Band, Jemma Collettivo, Dock in Absolute, L’Antidote, Alina Bzhezhinska e HipHarp Collective con Tony Kofi e Brian Jackson, Sade Mangiaracina con Bonnot e Gianluca Petrella, Hakan Basar Trio, Adrien Brandeis, Gilad Atzmon con Daniel Bulatkin, Bernhard Wiesinger, Cecile McLorin Salvant, le Fiabe Jazz, Gianrico Carofiglio, Giovanni Guidi, Paolo Damiani con Rosario Giuliani sono i protagonisti di una programmazione ispirata al pensiero e alle parole di due figure storiche come Martin Luther King e John Coltrane, come sottolinea il direttore artistico Mario Ciampà: ‘Ogni anno mi impegno a individuare il tema più attuale e le tendenze emergenti, cercando di metterli in scena attraverso le storie dei musicisti. Certo, in momenti così difficili parlare di armonia e gentilezza, può sembrare paradossale. Quindi mi sono ispirato al pensiero di Martin Luther King Jr. – ‘La vera pace non è solo l’assenza di guerra, ma la presenza della giustizia e l’armonia dell’anima con l’universo’ – e alla figura di John Coltrane – ‘La mia musica è l’espressione spirituale di ciò che sono: la mia fede, la mia esperienza, il mio essere’ – affinché la musica e questo festival possano essere veicolo per l’esplorazione interiore e la ricerca di una pace universale’.

Il programma si apre il primo novembre in Auditorium con il concerto di Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago fra gli artisti più innovativi e influenti della scena contemporanea. McCraven è un vero e proprio “sintetizzatore culturale”, noto anche per essere “beat scientist” grazie alla straordinaria capacità di manipolare e ricombinare classici del jazz per creare nuovi brani.

Il giorno seguente 2 novembre sempre in Auditorium appuntamento con uno dei sassofonisti più autorevoli e stimati in ambito internazionale, David Murray. Con oltre 200 album all’attivo, arriva al festival con il suo nuovo energico e vibrante quartetto composto da tre giovani musicisti di talento: Marta Sanchez al pianoforte, Luke Stewart al basso e Russell Carter alla batteria.

Un vero evento speciale nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica è quello del 3 novembre, quando Gianrico Carofiglio, accompagnato dal sassofono di Piero delle Monache terrà una coinvolgente orazione civile, dal titolo ‘Il potere della gentilezza in jazz’, sul tema della gentilezza come strumento di opposizione all’autoritarismo dilagante: “La gentilezza non è remissività ma una scelta consapevole e coraggiosa che implica responsabilità e presenza nel mondo”, afferma lo scrittore.

Quello con Carofiglio è il primo di due appuntamenti del Festival che incrociano il jazz con la dimensione letteraria e teatrale. Il 20 novembre infatti, alla Casa del Jazz, arriveranno Paolo Damiani al contrabasso, Rosario Giuliani ai sassofoni insieme al percussionista russo Sasha Mashin e all’attrice Barbara Bovoli per ‘Un fil di fumo’, una storia affascinante, omaggio al celebre scrittore Andrea Camilleri nell’anno del centenario dalla nascita.

Tornando in Auditorium Parco della Musica, il 4 novembre spazio al talento poliedrico del bassista, polistrumentista e compositore americano Joe Sanders, che arriva al festival con il suo ultimo progetto ‘Parallels’ che rappresenta il punto di maturità artistica, confermandolo come uno dei protagonisti del jazz contemporaneo.

Fra gli appuntamenti più attesi del Roma Jazz Festival, per mercoledì 5 novembre il palco sarà riservato a Bilal, uno dei nomi più rispettati del panorama musicale mondiale, un artista che ha conquistato pop star come Beyoncè e artisti del calibro di Jay-Z, Erykah Badu, The Roots, Kendrick Lamar e Solange.

Dalla scena jazz londinese arriva invece il 7 novembre in Auditorium Camilla George, sassofonista e compositrice nata in Nigeria e cresciuta nella capitale britannica.

Attesissimo anche il concerto per pianoforte solo di uno dei talenti più originali della sua generazione, Amaro Freitas, in programma al festival sabato 8 novembre. Nato a Recife, in Brasile, Freitas esprime un elegante intreccio tra le radici profonde della tradizione ritmica brasiliana – in particolare dei ritmi vivaci del nordest, come il frevo e il baião – e le sperimentazioni sonore tipiche del jazz contemporaneo.

Promette di essere indimenticabile il pomeriggio (ore 18) di domenica 9 novembre quando sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica saliranno cinque vere leggende del jazz per un grande omaggio alla musica fusion: Peter Erskine, fra i batteristi più influenti al mondo, oltre cinquant’anni di carriera alle spalle e collaborazioni con Weather Report, Joni Mitchell e Steely Dan; Mike Mainieri, vibrafonista e fondatore degli Steps Ahead, che ha rivoluzionato la fusione tra jazz, rock ed elettronica collaborando con artisti come Paul Simon e David Bowie; John Beasley, pianista e compositore noto per aver collaborato con Miles Davis e aver creato la MONK’estra; Bob Sheppard, sassofonista tra i più richiesti della scena jazz e pop, che negli anni ha condiviso il palco con Chick Corea, Herbie Hancock e Stevie Wonder; e, infine, Matthew Garrison, figlio di Jimmy Garrison (bassista di John Coltrane), vanta collaborazioni con Joe Zawinul, Joni Mitchell, Steve Coleman, Pat Metheny, John Mclaughlin, John Scofield, Chaka Khan e molti altri. Tutti insieme sono la Peter Erskin Dr.Um Band.

Dai grandi nomi si passa nei due giorni seguenti alle formazioni più giovani che interpretano meglio le nuove tendenze del jazz. Il 10 novembre si esibirà il collettivo Jemma. Doppio appuntamento invece il giorno seguente, martedì 11 novembre: alle 19.30 alla Casa del Jazz il concerto dei Dock in Absolute, talentuosa formazione progressive dal sound dinamico e sorprendente e dalle melodie ipnotiche, con 3 album all’attivo per l’etichetta CAM JAZZ; mentre alle 21 in Auditorium Parco della Musica appuntamento con il jazz mediterraneo e meditativo de L’Antidote, band composta da tre virtuosi: Bijan Chemirani, maestro delle percussioni iraniane, Redi Hasa, violoncellista albanese e Rami Khalifé, pianista libanese. Il loro repertorio, di rara eleganza strumentale, è il vero antidoto contro i veleni del nostro tempo.

Una vera pioniera del jazz contemporaneo è l’arpista ucraina Alina Bzhezhinska, artista che sta rivoluzionando il ruolo di questo strumento nel panorama musicale, miscelando abilmente acid-jazz, trip-hop ed elettronica, ispirata da artisti come Alice Coltrane e Dorothy Ashby. Il 12 novembre in Auditorium Parco della Musica si esibirà con la band in un grande omaggio ad Alice Coltrane insieme al sassofonista Tony Kofi e al polistrumentista Brian Jackson.

Il crossover stilistico ed espressivo ritorna anche il giorno seguente, giovedì 13 novembre sempre in Auditorium, con l’esplosivo live del pianista e compositrice Sade Mangiaracina con il dj e producer Bonnot (Assalti Frontali) e al trombonista italiano più apprezzato in ambito internazionale, Gianluca Petrella.

Dall’area mediterranea arriva anche il pianista di Istanbul Hakan Basar, giovanissimo rappresentante del pulsante sound turco che arriva al Festival il 14 novembre alla Casa del Jazz.

Il Roma Jazz Festival 2025 rimane alla Casa del Jazz anche il 15 novembre con il concerto per piano solo del francese Adrien Brandeis.

Il 21 novembre, il festival prosegue ancora alla Casa del Jazz con il live di Gilad Atzmon/Daniel Bulatkin European Quartet, una delle formazioni più sorprendenti in circolazione. Sassofonista, clarinettista, polistrumentista e autore, Gilad Atzmon è una figura di spicco del jazz britannico e arriva al festival con la sua nuova formazione europea composta dal pianista ceco Daniel Bulatkin, il bassista ucraino Taras Volos e il batterista slovacco Dušan Cernák.

Il 22 novembre sempre alla Casa del Jazz appuntamento con un quintetto di assoluto rilievo internazionale guidato dal sassofonista e compositore austriaco Bernhard Wiesinger. Al suo fianco ci saranno la pluripremiata vibrafonista taiwanese Chien Chien Lu, “astro nascente del vibrafono”, come l’ha definita Downbeat; il chitarrista canadese vincitore del Montreux Jazz Festival International Guitar Competition 2014 Alex Goodman che negli anni ha collaborato con autentici giganti come, ad esempio, John Patitucci; il russo Boris Kozlov, bassista con due Grammy all’attivo e collaborazioni con leggende del calibro di McCoy Tyner; e l’austriaco Christian Salfellner, tra i batteristi più stimati in tutta Europa.

Il Roma Jazz Festival 2025 si chiude in grandissimo stile il 23 novembre in Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica con l’attesissimo concerto di Cecile McLorin Salvant.

Oltre ai grandi concerti in programma a Roma fra l’Auditorium Parco della Musica e la Casa del Jazz, il Roma Jazz Festival per questa 49° edizione presenta in prima assoluta un progetto speciale nel meraviglioso scenario dell’Abbazia di Fossanova a Priverno in provincia di Latina, il più antico esempio di architettura gotico-cistercense in Italia. Domenica 8 novembre alle ore 18 si terrà il concerto del pianista Giovanni Guidi con la Priverno Jazz Orchestra diretta dal maestro Mario Corvini dal titolo Il Cantico delle Creature, un imperdibile evento pensato per celebrare gli 800 anni dalla composizione della celebre opera del Santo di Assisi.

Infine, al Festival tornano anche i concerti dedicati ai più piccoli con Fiabe Jazz, un format/spettacolo di teatro e musica di Teatro Popolare d’Arte che rilegge alcune delle fiabe più celebri al ritmo di jazz. 2 gli appuntamenti in programma alle 11 del mattino in Auditorium Parco della Musica: il 2 novembre Aladino e il Genio della musica e l’8 novembre Kappuccetto rosso.

Prodotto da IMF Foundation in co-produzione con Fondazione Musica per Roma, il Roma Jazz Festival 2025 è realizzato con il contributo del MIC – Ministero della Cultura e il sostegno del Municipio 1 di Roma Capitale.

Trump pubblica foto dei bagni della Casa Bianca: "Marmo statuario"

Roma, 31 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo account Truth Social una serie di fotografie dei bagni della Casa Bianca, definendoli con orgoglio rifatti e splendidamente restaurati.

Tra le immagini condivise figura in particolare quella del cosiddetto Lincoln Bathroom, accompagnata dal commento: “Il bagno Lincoln della Casa Bianca è stato ristrutturato: marmo statuario altamente lucidato”, con riferimento al marmo statuario utilizzato per il rivestimento.

L’ex presidente aveva già più volte manifestato il suo interesse per i dettagli estetici della Casa Bianca e per i lavori di manutenzione condotti durante il suo primo mandato. L’attuale condivisione rientra in una serie di post recenti con cui Trump ha voluto mostrare, secondo le sue parole, “il ritorno del vero splendore e della cura dei simboli americani”.

Tete de Bois, fuori il nuovo brano "Il Vangelo secondo Pier Paolo"

Roma, 31 ott. (askanews) – Domenica 2 novembre esce “Il Vangelo secondo Pier Paolo”, la nuova canzone dei Têtes de Bois, pubblicato a cinquant’anni esatti dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Un omaggio musicale e poetico che intreccia memoria, visione e geografia affettiva.

Un brano che si fa viaggio tra i cieli del Friuli, tra la pianura e i sobborghi, tra le ombre del passato e la luce ostinata del presente, dove ogni pietra, ogni voce sembra ancora parlare di lui. Un cammino reso possibile da incontri straordinari, con persone e luoghi che custodiscono la memoria di Pasolini: Ezio Vendrame, il calciatore poeta; le ragazze friulane che offrirono mele e acqua ai deportati diretti ai lager; le tappe del Giro d’Italia vissute con Sergio Staino e la sosta davanti alla tomba di Pier Paolo. Fino a Barile, la Betlemme lucana, dove Il Vangelo secondo Matteo continua a risuonare come una preghiera laica, sospesa tra terra e cielo.

“Conosco i cieli lunghi del Friuli – racconta Andrea Satta parlando del nuovo brano – Sono stato amico di Ezio Vendrame, il calciatore geniale di Napoli e Lanerossi, quello che, mentre si stava avviando, palla al piede, verso la porta avversaria, vide Piero Ciampi in tribuna, lasciò andare il pallone al suo rotolare e corse a salutarlo, quello che ce l’aveva con l’amore che gli faceva male. Un poligono irregolare, Ezio, e di poligoni regolari in Friuli purtroppo ce ne sono, ma solo per sparare. Lui era un cerchio con gli spigoli, due scarpe sinistre, un poeta degli spicchi neri e bianchi del pallone e in quelli bianchi, sporchi di erba, scriveva. Conosco i cieli del Friuli perché una volta un altro Andrea mi portò alla fine della pianura, ai piedi delle Alpi, e mi fece incontrare le ragazze che sessant’anni prima avevano rischiato le loro fragili vite di adolescenti per offrire mele e acqua ai deportati destinati ai lager nazisti, appuntandosi nomi e indirizzi cui dare una speranza, urlati dall’interno dei vagoni piombati verso il nulla. E quei cieli li conosco perché nel 2009, nel Giro d’Italia di ciclismo che ci divertimmo a vivere per L’Unità, si andava con Staino a incontrare i vivi e i morti che avevamo a cuore: Carlo Scarpa alla tomba di Brion, a casa di Marco Paolini, a casa di Tonino Guerra, alla tomba di Pier Paolo. A veglia, a guardia, della tomba solo una rosa bianca di plastica e una lampada epilettica, ora si-ora no, tanto precaria quanto inutile sofferenza con il sole di maggio. Ci guardammo con Anna e il suo occhio azzurro punk e con Bruna-Bibi, lì con noi con la sua eleganza andina”.

“Quei cieli lunghi – prosegue Satta – li ho ritrovati in Basilicata, nel 2014, con mia moglie Timi, Maurizio e i ragazzi di Barile, il paesino disteso come un vecchio insonne sul vulcano del Vulture e il profilo di camaleonte rivolto alle nuvole e alle stelle. Era un anniversario tondo del Vangelo secondo Matteo e Barile, nel film, era stata Betlemme. Con noi Furio Colombo, che a Pasolini aveva fatto l’ultima intervista, la Madonna adolescente di allora che, ormai adulta, quel bambino di paese cullava come un Dio cui far prendere sonno. C’erano Giovanna Marini e il Lamento di Pasolini. I cieli lunghi del Friuli che l’anima conserva ovunque. Quei cieli, con la complicità del vento, si riaffacciano ancora oggi a geometrie variabili, fra i tabù dei platani e le greggi di ragazzi del sabato sera, i tetti distratti da assonanti e stilizzate grondaie in rame e nuove ristrutturazioni, fast generation al Pigneto. Più larghi e sereni quei cieli li puoi vedere, però solitari, a pochi passi da lì, fra gli archi del Mandrione, ben più sinceri, nella Roma popolare dove da bambino non dovevo superare il ponticello che dopo era pericoloso e mai avvertimento di mamma fu più trasgredito”.

“In quei paraggi viveva Tarzanetto, uno dei ragazzi di vita di Pasolini. Il ragazzetto che si lanciava dagli alberi nelle marrane e nelle zanzare che ora insieme a lui, vengono a casa nostra preparare le patate in padella. Ci fu in estate di patate e zanzare. Nei cieli trasferiti sopra a Villa Gordiani, però ho visto il fantasma di Pier Paolo giocare a pallone. Era lui, ne sono certo, tanti anni dopo e tanti anni fa, quando ci andavo io in quel campo di fantasmi con gli amici a giocare. Potrei dirvi come la partita andò a finire, ma il mio sogno sarebbe farlo attraverso una appassionata radiocronaca di Francesco Repice”, conclude.

Artissima, Eastcontemporary: momento per incontrare il mondo

Torino, 31 ott. (askanews) – “Qui incontro curatori, collezionisti, non solo italiani, ma soprattutto internazionali, proprio da tutte le parti del mondo. Ogni anno diverse persone, ma anche ogni anno la stessa comunit di collezionisti e curatori che tornano. E per me questo importante perch magari non riesco a vederli dall’altra parte, ma qui ci incontriamo ogni anno. Inoltre Torino una citt interessante con tutte le istituzioni e infatti un momento speciale perch oltre a fare la fiera sto curando una mostra in collaborazione con l’associazione Barriera che stata fondata dai collezionisti locali e l abbiamo creato una mostra collettiva che un po’ raccoglie e racconta tutta ricerca che ho cercato di portare in Italia. La ricerca molto specifica perch mi concentro soprattutto sull’Europa centrale dell’Es e sulle ricerche artistiche che provengono da diverse regioni che hanno un qualche passato post-sovietico”. Lo ha detto ad askanews Agnieszka Fafarek, fondatrice e direttrice della galleria Eastcontemporary di Milano, commentando il senso della partecipazione ad Artissima 2025.

Manga, supereroi e film: i cosplayer di Lucca Comics

Lucca, 31 ott. (askanews) – I personaggi di fumetti, videogiochi e film passeggiano per le strade del Lucca Comics and Games. il momento dell’anno in cui i cosplayer conquistano la cittadina toscana durante l’evento dedicato a comics, videogiochi, serie e film pi atteso dell’anno.

Artissima, le Gallerie d’Italia presentano Anastasia Samoylova

Torino, 31 ott. (askanews) – Intesa Sanpaolo Main Sponsor di Artissima 2025 e nel suo stand all’Oval le Gallerie d’Italia presentano una mostra della fotografa Anastasia Samoylova, “IMAGE CITIES”, che anticipa un grande progetto espositivo del 2026 del museo torinese. Ce l’ha presentata il vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Torino, Antonio Carloni.

La presidente del Parlamento europeo Metsola a Roma il 3 e 4 novembre

Roma, 31 ott. (askanews) – La Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola sarà a Roma lunedì 3 e martedì 4 novembre. Al centro della visita una serie di incontri istituzionali con il sindaco della capitale ed ex eurodeputato Roberto Gualtieri e con i vertici di Coldiretti e Confagricoltura. Lo rende noto il Parlamento europeo in un comunicato.

Gli incontri con gli stakeholder del settore agricolo avvengono mentre in Europa entra nel vivo sia il dibattito sulla riforma della Politica agricola comune, PAC, che i negoziati per il prossimo quadro finanziario pluriennale della UE per il periodo 2028-2034.

La presidente parteciperà, inoltre, all’evento organizzato da Formiche, gruppo di informazione e di dibattito politico-culturale, lunedì 3 novembre e interverrà, assieme al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla cerimonia ufficiale di apertura del SIGMA Summit il 4 mattina.

Trump nega la decisione di colpire obiettivi militari in Venezuela

New York, 31 ott. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha negato di aver preso la decisione di colpire obiettivi militari all’interno del Venezuela, contraddicendo un resoconto dei media secondo cui avrebbe dato l’approvazione all’attacco. Trump ha risposto “no” quando oggi i giornalisti sull’Air Force One gli hanno chiesto se avesse preso una decisione in merito. Venerdì mattina, il Miami Herald aveva riferito che l’amministrazione Trump aveva deciso di attaccare le installazioni militari in Venezuela e che gli attacchi potrebbero avvenire da un momento all’altro.

Tennis, Auger-Aliassime vola in semifinale a Parigi



Roma, 31 ott. (askanews) – Felix Auger-Aliassime continua la sua corsa al Masters 1000 di Parigi e si qualifica per la semifinale battendo nettamente Valentin Vacherot con il punteggio di 6-2, 6-2. Un successo che pesa non solo per il canadese, ma anche per Lorenzo Musetti, che vede ora vacillare la sua posizione nella corsa alle ATP Finals di Torino.

Prima dell’incontro, Musetti occupava l’ottavo posto nella Race, ultimo utile per strappare il pass. Con i 90 punti conquistati, però, Auger-Aliassime si avvicina pericolosamente, portandosi a 3.595 punti contro i 3.685 dell’italiano.

Se il canadese dovesse raggiungere la finale, la distanza diventerebbe praticamente incolmabile. Una vittoria a Parigi lo proietterebbe infatti oltre quota 3.800 punti, estromettendo Musetti dalla top eight.

Per difendere le sue chance, Musetti ha deciso di chiedere una wild card per il torneo di Atene, ultima tappa utile per accumulare punti. Sarà un’operazione d’emergenza, una corsa contro il tempo e contro la pressione, per non vedere sfumare la prima qualificazione alle Finals in casa.

Auger-Aliassime, invece, prosegue il suo momento di forma e in semifinale affronterà uno tra Alex De Minaur e Alexander Bublik, entrambi ancora in corsa per un posto a Torino.

Il Venezuela è nel mirino degli Usa

Roma, 31 ott. (askanews) – L’amministrazione Trump ha selezionato potenziali obiettivi in Venezuela che potrebbero essere attaccati nell’ambito della lotta al narcotraffico, ha riportato il Wall Street Journal (Wsj), citando responsabili statunitensi anonimi.

“L’amministrazione Trump ha identificato obiettivi in Venezuela che includono installazioni militari utilizzate per il narcotraffico, secondo fonti statunitensi a conoscenza della questione. Hanno indicato che se il presidente Trump decidesse di procedere con attacchi aerei, invierebbero un chiaro messaggio al leader venezuelano Nicolas Maduro: è ora di dimettersi”, ha riportato il quotidiano. Secondo uno dei responsabili, “i potenziali obiettivi presi in considerazione includono porti e aeroporti controllati dai militari presumibilmente utilizzati per il narcotraffico, comprese installazioni navali e piste di atterraggio”.

Allo stesso tempo, il quotidiano sottolinea che il presidente Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sugli attacchi.

Gli Stati Uniti stanno conducendo una campagna militare nella regione, sostenendo di combattere il narcotraffico.

Woody Allen: "Non credo festeggerò i miei 90 anni"

Roma, 31 ott. (askanews) – Ospite eccezionale questa mattina a Radio2 Social Club condotto da Luca Barbarossa e con Ema Stokholma, Woody Allen. Il celebre regista è intervenuto in collegamento, dopo aver pubblicato il suo primo romanzo “Che succede a Baum?” e in vista del suo 90° compleanno.

“Ho sempre voluto scrivere un libro, ma non avevo mai tempo tra un film e un altro. Finalmente sono riuscito ad avere un bel lasso di tempo necessario per riflettere e mettere insieme le idee”, ha spiegato Allen, “Trascorro molto tempo da solo, come chiunque scriva, però quando finisco esco con tantissime persone perché devo realizzare i film e questo richiede mesi di lavoro e tanta, tanta gente”.

“Con me stesso non ho mai bisogno di parlare in realtà”, ha proseguito, “non mi è mai capitato di essere proprio in disaccordo con i miei pensieri, ma ci sono una serie di questioni che emergono quando penso e delle volte è un po’ difficile decidere anche quale parte vuoi poi far emergere. Volevo scrivere un libro serio, che avesse un senso vero e proprio, ma anche interessante, come è lo sfondo di molti miei film. Questo è il modo in cui normalmente lavoro: in maniera molto seria, ma sempre con un pizzico di humor”.

E a proposito dei suoi lavori ha spiegato: “Generalmente non mi capita di fallire come succede ai miei protagonisti, spesso le persone si identificano nei personaggi dei miei film, che emergono da storie che ho vissuto io stesso, letto nei giornali. Ma troppo realismo sarebbe poco interessante e per questo tendo ad utilizzare l’iperbole”. Vero e proprio mito internazionale, Allen ha detto: “Mi è successo nella vita di incontrare delle persone il cui lavoro era per me grande oggetto di ammirazione. Ci vuole qualche minuto per riprendere la concentrazione, capire chi è la persona che stai guardando sullo schermo, che hai sempre ammirato, e iniziare a fare delle chiacchiere pensando che è una persona comune, come te. Questi miti non sono così diversi da lavoratori normali: hanno gli stessi problemi, anche se nello show business si guadagna qualcosina in più”.

“Il lavoro è prendere la propria mente ed estraniarla da quelli che sono i problemi più seri della vita”, ha raccontato il regista, “La parte migliore di questo è che richiede del tempo che ti impone di pensare, tenendo la tua mente occupata e lontana dalle cose veramente serie e preoccupanti della tua vita. Il lavoro può avere risultati negativi ma non distruggerti. Bisogna sempre fare del proprio meglio quando si fa una scelta: a volte si sbaglia, a volte no, ma nella vita non c’è niente di certo”.

A proposito dell’imminente compleanno ha spiegato: “Non credo che festeggerò perché so che sto invecchiando e chiaramente gli acciacchi aumentano, non è un momento così felice da festeggiare, non sono 25, sono 90 questa volta. In realtà non sento alcun sollievo nell’invecchiare, anche se si dice che si diventa più intelligenti, più saggi, ma in realtà il corpo sviluppa sempre più difficoltà. È un po’ triste probabilmente ma la vita funziona così, non abbiamo scelta. Personalmente non penso che ci sia qualcosa oltre la vita terrena, posso solo fare delle ipotesi, però nessuno lo sa, ma non penso che sia possibile”, ha detto ancora, “Se dovessi esprimere un desiderio vorrei buona salute per me e per la mia famiglia, non mi interessa dell’aspetto fisico, o essere dotato di un talento particolare, l’importante è essere in forma e avere una famiglia che ci ama. L’amore non credo sia una cosa pianificabile: bisogna immergersi in ambienti sociali, aprirsi, e forse succede. Ma sono solo probabilità”.

Infine, non è mancato un commosso ricordo per Diane Keaton, recentemente scomparsa: “È stata una parte enorme della mia vita. L’ho amata, abbiamo vissuto insieme per qualche anno, e lei è sempre stata la mia grande amica. Ha avuto anche grande influenza sul mio lavoro che ho sempre voluto condividere con lei e avere la sua opinione prima ancora di realizzare film, ma anche dopo averlo realizzato. Ho riso tantissimo con lei, milioni di volte, perché abbiamo un senso dell’umorismo estremamente compatibile. Gran parte del mio modo di vedere la vita è come se io l’avessi guardata attraverso i suoi occhi, e ho visto cose che non ho mai visto prima. Posso dire che la sua influenza su di me è stata un’influenza grandissima e lei rimane per me la più grande”.

Artissima, Galleria Continua: la fiera ha ancora pi potenziale

Torino, 31 ott. (askanews) – “Artissima fa parte della nostra storia, siamo stati anche nel comitato organizzatore perch Torino una citt viva e molto attenta alle nuove proposte. una fiera italiana, ma anche con un’apertura nel mondo e quindi fa molta ricerca e poi la stagione dei tartufi, che non un elemento da scartare, perch fa parte un po’ di questo stile italiano di vivere con piacere e anche portare contenuti e senso al piacere”. Mario Cristiani, co-fondatore di Galleria Continua, una delle pi note sulla scena internazionale, ha spiegato cos il senso della presenza ad Artissima 2025.

“Non so da quanti anni veniamo qui – ha aggiunto – e abbiamo fatto parte anche del comitato proprio per cercare di sostenere una fiera molto importante, che ha un potenziale ancora pi grande di quello che sta esprimendo. Il direttore Fassi bravissimo e anche quelli che l’hanno preceduto e questo ha fatto s che la fiera abbia avuto una linea di crescita continua”.

Giorgia Meloni: lo Spazio è un dominio strategico

Roma, 31 ott. (askanews) – “Lo Spazio è un dominio strategico. È una priorità difendere i nostri asset, in orbita e a terra, senza rinunciare all’autonomia di giudizio e di azione. Sovranità tecnologica vuol dire anche questo: capacità di decidere, proteggere e reagire”. Lo afferma la presidente Giorgia Meloni, alla seconda edizione degli Stati Generali Space Economy.

“Ma la sovranità – aggiunge – non esiste senza persone. Il futuro si costruisce con il capitale umano. Continueremo ad investire nei dottorati e nelle scuole d’eccellenza, nei percorsi STEM, nella sinergia tra pubblico e privato, in una presenza più forte nelle organizzazioni internazionali. Perché non ci accontentiamo di partecipare ma vogliamo essere protagonisti, con donne e uomini ai vertici dei processi decisionali europei e globali nel settore spaziale. È un obiettivo che intendiamo perseguire con determinazione. L’Italia è pronta ad aprire una nuova via, forte di una storia che ha pochi eguali. Siamo eredi della visione del generale Broglio, che ha permesso all’Italia di diventare la terza Nazione al mondo – la prima dell’Europa Occidentale – a lanciare autonomamente un satellite. Un’impresa frutto non di un colpo di fortuna, ma della determinazione di un popolo che ha creduto nelle proprie capacità. Oggi possiamo fare lo stesso. Possiamo costruire un ecosistema di primo piano in questo ambito, con servizi affidabili e valore commerciale; abbiamo l’opportunità di contribuire da protagonisti alla nascente economia lunare, grazie a tecnologie e standard che portino il marchio italiano; intendiamo valorizzare ulteriormente lo Spazio come strumento di cooperazione internazionale, come dimostra anche il Piano Mattei per l’Africa. È nostra intenzione potenziare il centro spaziale di Malindi in Kenya, farne un hub continentale di formazione ed eccellenza e siamo pronti a collaborare con l’Agenzia Spaziale Africana, recentemente istituita al Cairo dall’Unione Africana”.

Cosa pensa il sindaco di Nagasaki di un eventuale Nobel per la pace a Trump

Roma, 31 ott. (askanews) – In Giappone il sindaco di Nagasaki, Shiro Suzuki, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “non è degno del Premio Nobel per la Pace” se i test nucleari dovessero effettivamente riprendere negli Stati Uniti. Ieri il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver ordinato la ripresa di test nucleari. “Questo è del tutto inaccettabile – ha affermato Suzuki su Asahi Tv – Se i test nucleari dovessero riprendere immediatamente, non sarebbe degno del Premio Nobel per la Pace”.Secondo il sindaco, la decisione di Trump “calpesta le sincere aspirazioni delle persone in tutto il mondo, compresi i sopravvissuti ai bombardamenti atomici, che hanno lavorato instancabilmente per creare un mondo libero dalle armi nucleari”. Anche Satoshi Tanaka, direttore di Nihon Hidankyo, Confederazione giapponese delle organizzazioni delle vittime delle bombe atomiche e all’idrogeno, ha espresso la sua profonda indignazione per la decisione del presidente degli Stati Uniti.

Israele, Ben Gvir mostra detenuti palestinesi e chiede pena di morte

Roma, 31 ott. (askanews) – In un video postato sul suo canale Telegram e che sta diventando virale, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano ed esponente di estrema destra, Itamar Ben Gvir, si mostra mentre visita una prigione in cui sono detenuti palestinesi che, secondo Israele, hanno partecipato agli attacchi di Hamas del 7 ottobre.

Ben Gvir indica i prigionieri stesi sul pavimento a faccia in giù, le mani legate dietro la schiena, e afferma: “Guardateli oggi. Ricevono le condizioni minime. Ma c’è ancora qualcosa che deve essere fatto: la pena di morte per i terroristi”.

“Questi ragazzi, i Nukhba (unità delle forze speciali dell’ala militare di Hamas, ndr), che sono venuti per uccidere bambini, donne, i nostri neonati. Guardateli oggi. Ricevono le condizioni minime. Ma c’è ancora qualcosa che deve essere fatto: la pena di morte per i terroristi”, afferma Ben Gvir nel video.

Capitan Findus diventa un eroe dei fumetti a Lucca Comics

Lucca, 31 ott. (askanews) – Dopo Capitan Harlock e Capitan America, al Lucca Comics and Games un altro Capitano approdato nel mondo del fumetto. E il verbo non usato a caso: si tratta di Capitan Findus, l’iconico volto del marchio di surgelati, che con la sua barba bianca e il suo spirito d’avventura diventato una vera icona generazionale. Grazie alla collaborazione tra Findus e la Scuola Internazionale di Comics, trenta giovani talenti della Scuola hanno reinterpretato le avventure del Capitano attraverso una serie di strisce illustrate. Tra rotte tra i ghiacciai, baie misteriose e incontri con squali e sirene, i ragazzi hanno dato vita a storie inedite per un progetto autoriale completo. A raccontare il senso dell’iniziativa Fabio Massimo Governatori, Cluster Marketing Manager di Findus Italia.

“Partecipare a questo evento per noi un modo per essere a contatto con un mondo che quello del fumetto, che crediamo sia capace di parlare ad adulti, a bambini, con un linguaggio molto semplice e sicuramente fantasioso. Per questo ci venuto subito in mente il nostro Capitan Findus, che un personaggio multigenerazionale, da sempre vicino alle famiglie, un punto di riferimento per i pi grandi e i pi piccoli”.

Una giuria di esperti ha selezionato le cinque opere migliori, che sono state protagoniste di una limited edition dei Bastoncini Findus. Le confezioni, per la prima volta, hanno ospitato estratti delle tavole e reinterpretazioni del logo del Capitano. Parallelamente il pubblico ha potuto votare online la propria preferita. Un’occasione anche per i giovani artisti di confrontarsi con un progetto professionale reale, come ha sottolineato Jessica Ferreri, direttrice della sede di Reggio Emilia della Scuola Internazionale di Comics.

“Tutti coloro che hanno partecipato, e come ripeto sono stati in tanti che hanno voluto cogliere questa opportunit, si sono misurati. Innanzitutto con la scrittura e il disegno di una storia. Inoltre alcuni proprio per la prima volta si sono dovuti mettere alla prova con un progetto reale, con un’azienda tra l’altro della caratura internazionale come Findus”.

A vincere stato Matteo Montanari, classe 1995, premiato proprio a Lucca dal Capitano in persona. Un modo per dire che il grande viaggio di Capitan Findus nel mondo dei fumetti appena cominciato.

CUPRA FIP Finals 2025: l’elite del padel mondiale in campo a Shanghai

Roma, 31 ott. (askanews) – Trentadue coppie per l’atteso, grande appuntamento finale del CUPRA FIP Tour 2025, che vedrà in campo l’elite del padel mondiale. E sarà un appuntamento storico con le CUPRA FIP Finals, per la prima volta in scena sui campi di Shanghai, in Cina, dal 3 al 6 dicembre prossimi allo Jiangwan Sports Center. Le CUPRA FIP Finals, che vedranno in campo i migliori giocatori e le migliori giocatrici del più vasto circuito mondiale di padel – si snoda su 5 continenti, 48 paesi e 318 tornei nel 2025 tra maschile e femminile – sono organizzate dalla Federazione Internazionale Padel e il supporto della Chinese Tennis Association.

A partecipare saranno 16 coppie maschili e 16 femminili: in palio, 225 punti del Ranking FIP per i vincitori (e 135 per la finale, 70 per la semifinale, 40 per i quartii di finale e 20 per chi perde al primo turno e 90mila euro di prize money, equamente divisi tra uomini e donne.

Le coppie con accesso diretto sono quelle che, durante la stagione agonistica si sono aggiudicate insieme la vittoria nei tornei PLATINUM e GOLD del circuito CUPRA FIP Tour. I restanti posti nel main draw maschile e femminile saranno assegnati in base al Ranking FIP.

Pirelli, Urso: Sinochem? Su strada giusta, governo farà sua parte

Milano, 31 ott. (askanews) – “Credo che siamo sulla strada giusta e penso che questo possa servire a questa azienda importante e strategica dell’Italia di competere al meglio nei mercati più avanzati a cominciare ovviamente da quello degli Stati Uniti”. Così il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, parlando a margine della visita all’area R&D di Pirelli a Milano, a proposito del dialogo in corso tra il governo e i soci dell’azienda di pneumatici, tra cui i cinesi di Sinochem.

“Sappiamo che siamo sulla strada giusta e c’è la consapevolezza da parte di tutti che occorra trovare la migliore soluzione per garantire lo sviluppo di questa tecnologia all’avanguardia nel mondo”, ha detto il ministro riferendosi alla tecnologia Pirelli Cyber tyre. “Penso che saremo e saranno in condizioni di raggiungere l’obiettivo – ha concluso – perché il governo ovviamente svolgerà sin in fondo la sua parte”.

Sui tempi “non dico nulla”, è stata la risposta di Urso che a chi lo incalzava se fosse pensabile una soluzione entro la primavera-estate in concomitanza col rinnovo del Cda ha risposto: “Queste sono scelte di competenza degli azionisti, io credo che una soluzione sia auspicabile e che giungerà in tempo utile perché l’azienda possa finalmente agire pienamente nei mercati più significativi e promettenti, a cominciare da quello americano. Quindi stiamo lavorando per quando ci compete perché poi in realtà sono gli azionisti che troveranno la soluzione giusta, noi abbiamo creato le condizioni perché ciò accadesse”.

Periferica, a Roma il festival che racconta le periferie

Roma, 31 ott. (askanews) – Fino al 29 novembre 2025 si svolge al Centro Culturale “Gabriella Ferri” di Roma la seconda edizione di Periferica, il festival che racconta le periferie del mondo attraverso suoni, voci e linguaggi diversi. Dopo il successo della prima edizione, il progetto diretto da Alessandra Evangelisti e Stefano Cioffi sceglie di radicarsi in un unico luogo, simbolo della periferia creativa del IV Municipio, per un mese di concerti, spettacoli e laboratori a ingresso gratuito.

Dopo Max Paiella e il suo viaggio musicale Roma / New Orleans – Andata e Ritorno, il festival prosegue con il secondo spettacolo in programma: Madri d’Europa, scritto e interpretato da Alessandra Evangelisti con le musiche dal vivo eseguite da Serena Sansoni.

Un reading teatrale che intreccia voce, memoria e musica per dare parola alle grandi donne che hanno costruito l’Europa e che fino ad oggi sono state troppo spesso dimenticate. Madri d’Europa è un viaggio emozionante attraverso le biografie di cinque figure femminili che, con coraggio e determinazione, hanno segnato il cammino verso un’Europa più giusta, libera e unita. : donne visionarie, ribelli, resistenti. Le loro storie si intrecciano in un racconto corale che restituisce profondità e anima alla narrazione storica del Novecento europeo.

Ogni monologo rappresenta la voce di una di queste donne in un momento cruciale della propria vita. Raccontare le loro vite ci fa capire da dove nasce il loro impegno fondato sui valori della pace, della libertà, della giustizia e della solidarietà. La performance dà vita a questi personaggi complessi e straordinari, restituendo loro una dignità che va oltre la loro singola esistenza, elevandole a icone di una storia collettiva che ha segnato l’evoluzione dell’Europa.

La scelta musicale, che spazia da Tracy Chapman a David Bowie, dai canti delle suffragette americane a pezzi originali, contribuisce a rendere la performance contemporanea, mantenendo un tono pop capace di coinvolgere un pubblico trasversale per età e sensibilità. Lo spettacolo nasce da un progetto di Fondazione Museo Storico del Trentino e Fondazione Alcide De Gasperi, i testi sono scritti da Alessandra Evangelisti e Federica Chiusole.

Le “Madri” di questo racconto sono cinque voci simboliche dell’Europa del Novecento. Simone Veil, sopravvissuta all’Olocausto, avvocata, politica e ministra, una delle figure più emblematiche del movimento europeo. La sua lotta per i diritti delle donne e per la pace la porterà nel 1979 a diventare la Presidente del primo Parlamento Europeo eletto a suffragio universale. Louise Weiss, pacifista e attivista per il diritto di voto alle donne, è una delle prime voci a battersi per l’integrazione europea e la parità di diritti. Insieme alle sue compagne dà vita al Movimento delle Suffragette francesi e fonda la rivista Le Femme Nouvelle. All’età di 89 anni viene eletta al Parlamento Europeo.

Ursula Hirschmann, antifascista e fondatrice del movimento Femmes pour l’Europe, è stata parte fondamentale del Movimento Federalista Europeo. Grazie a lei e ad altre sue compagne il “Manifesto di Ventotene” è arrivato in Italia e sul continente. Eliane Vogel-Polsky, avvocata e attivista belga, è una figura centrale del movimento per i diritti delle donne in Europa: il suo lavoro per l’integrazione della parità di genere all’interno del mondo del lavoro e delle politiche europee è fondamentale, ed è stata la prima a battersi per la parità salariale tra uomini e donne. Sophie Scholl, giovane studentessa e parte del gruppo di resistenza tedesca “La Rosa Bianca”, è una delle figure più commoventi e tragiche della storia della Seconda Guerra Mondiale. Il suo monologo narra il sacrificio di una donna che, con incredibile coraggio, ha combattuto contro il regime nazista, rifiutando di arrendersi alla dittatura e diventando un simbolo di speranza e resistenza contro l’oppressione.

La Croce Rossa: Israele revochi il divieto di visita ai detenuti palestinesi

Roma, 31 ott. (askanews) – Un alto responsabile del Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) ha esortato Israele a revocare il divieto imposto al gruppo di visitare i detenuti palestinesi, negando che costituiscano una minaccia per la sicurezza. Non c’è “alcun modo in cui le nostre visite possano rappresentare una minaccia per la sicurezza o una minaccia per la sicurezza nazionale” per Israele, ha dichiarato il direttore generale dell’Icrc Pierre Krahenbuhl all’Afp in un’intervista.

A Roma “Spain Talks”, un confronto sul turismo sostenibile in Spagna

Roma, 31 ott. (askanews) – Si tenuta a Roma, all’interno degli Horti Sallustiani, la seconda edizione di “Spain Talks” in Italia, organizzato dall’Ufficio del turismo spagnolo e sponsorizzato da Turismo di Lanzarote e dalla Comunitat Valenciana. “Spain Talks: Caring for the Future” rientra in un ampio ventaglio di iniziative volte a valorizzare la Spagna come leader globale in materia di sostenibilit, favorendo lo scambio di idee e la collaborazione tra professionisti del turismo e operatori.

Nel corso dell’incontro stato analizzato l’impatto del turismo sull’ambiente, sull’economia e sulla societ, per promuovere pratiche orientate verso un modello turistico pi sostenibile. Gonzalo Ceballos Watling, Consigliere del Turismo di Spagna in Italia, ha spiegato: “La settimana scorsa abbiamo approvato, il nostro governo ha approvato, un piano, una strategia per il turismo 2030, ed una sfida con le persone al centro, che sono i turisti, i residenti e i lavoratori. Le persone che fanno comunit”.

Alla tavola rotonda su “Territorio, gastronomia e sostenibilit: sfide e opportunit per un turismo responsabile” intervenuto l’AD di Turismo Lanzarote, dove quest’anno stato commemorato il 30esimo anniversario della firma della Prima Carta Mondiale di Turismo Sostenibile. Hctor Fernndez Manchado, Amministratore Delegato di Turismo Lanzarote, ha affermato: “C’ una pressione legislativa affinch i cittadini, i turisti e le mete turistiche avanzino nella dimensione della sostenibilit. Per fortuna ci che sta accadendo e le Canarie e Lanzarote vogliono andare in questa direzione, essere la punta di lancia fra le mete turistiche che interpretano meglio la sostenibilit e anche frenare l’impatto del cambiamento climatico che si sta soffrendo in tutto il mondo”.

In questa edizione di “Spain Talks” c’ stato un confronto anche sul tema del turismo rigenerativo. Carmen Sahuquillo, Responsabile Area Marketing e Comunicazione Agncia Valenciana del Turismo, ha spiegato: “Noi stiamo lavorando da un lato nella gestione ambientale, per migliorare tutto ci che costituisce l’impronta dei visitatori, il consumo energetico e la cura dell’ambiente. Ma non solo, anche nella gestione economica affinch il turismo sia un generatore di economia e lavoro, che apporti valore alla cittadinanza. E anche dal punto di vista del cittadino, per fare pi comunit, preservare e recuperare la cultura tradizionale e i valori delle nostre destinazioni turistiche”.

Dell’importanza dell’agricoltura e della gastronomia locale, dei SIPAM, ovvero i Sistemi Importanti del Patrimonio Agricolo Mondiale per il turismo, che in Spagna sono sei, ha parlato la Vicedirettrice dell’Ufficio per il Cambiamento Climatico, la Biodiversit e l’Ambiente della FAO: “Uno dei criteri principali dei SIPAM proprio fare in modo che il turismo non rompa l’identit culturale e l’organizzazione comunitaria, cio che l’esperienza turistica si basi su questo valore di comunit, per un prodotto turistico molto autentico, in cui siano presenti valori, la vendemmia, i prodotti gastronomici, per sapere come una comunit si organizzata in queste pratiche tradizionali” ha affermato Piedad Martn, Vicedirettrice dell’Ufficio per il Cambiamento Climatico FAO .

L’evento si concluso con la cerimonia di consegna dei Premi per la Sostenibilit Turistica, articolati in quattro categorie: Media Award, Ambassador Award, Ecperience Award, Business Award.

A Roma la quinta edizione del Convegno Nazionale AIL

Roma, 31 ott. (askanews) – Si tenuta a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi, la quinta edizione del Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma. Al centro dell’appuntamento l’importanza della prevenzione nel contrasto alle neoplasie del sangue e l’incidenza sul tema degli stili di vita e dell’alimentazione.

Giuseppe Toro, Presidente AIL, ha dichiarato: “Siamo molto contenti di come oggi si combatte il cancro e, in particolare, le neoplasie del sangue; i risultati raccolti finora sono molto importanti. importante, invece, lavorare ancora sul concetto di prevenzione. Lavorando sui fattori di rischio potrebbero essere evitati il 40% dei casi di cancro. Ambiente e stili di vita sono fattori che incidono sulla formazione di patologie tumorali”.

Aurelio Angelini, Presidente del Comitato Nazionale Educazione alla Sostenibilit Agenda 2030, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Tante ricerche scientifiche di natura medica ed epidemiologica ci confermano che l’ambiente ha un forte impatto sulla societ. Anche i costi sanitari sono appesantiti da una serie di patologie che potrebbero essere ridotte con stili di vita differenti e attraverso una riduzione delle emissioni in atmosfera”.

L’incontro AIL ha riunito studiosi, medici, nutrizionisti, psicologi e sociologi per analizzare quanto proprio gli stili di vita possano influenzare anche il decorso delle patologie onco-ematologiche. Ampio spazio stato riservato anche all’incidenza dei fattori ambientali sui tumori pediatrici.

“Si visto che, dai genitori ai figli, si trasmettono dei fattori che possono portare a determinate malattie. I genitori, per questo motivo, devono stare attenti a condurre la propria vita evitando quei fattori di rischio ormai conosciuti”, ha affermato Gemma Gatta, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

La quinta edizione del Convegno Nazionale ha rappresentato l’occasione per AIL di presentare il Manifesto per la tutela del diritto universale alla salute per un sistema sanitario equo, efficiente e centrato sulla persona, un documento nato per promuovere un approccio integrato alla prevenzione oncologica.

A Monza la prima edizione di Spark! Innovation Summit 2025

Milano, 31 ott. (askanews) – Si tenuta gioved 30 ottobre la prima edizione dello Spark! Innovation Summit, il primo grande evento italiano dedicato all’Open Innovation, che rappresenta un mercato di oltre 600 milioni di euro. All’Autodromo Nazionale di Monza, sede del summit, si sono incontrati pi di 600 tra manager e imprenditori e oltre 100 startup, dando vita a un momento di confronto tra idee, tecnologie emergenti e partnership. A raccontarlo Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match, organizzatore di Spark!.

Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match, ha dichiarato: “L’Innovation Summit il primo grande evento sull’open innovation in Italia che rappresenta un mercato dal valore di 600 milioni all’anno e che necessitava di ricevere uno spazio per esprimersi”.

Il programma del summit stato denso, arricchito da numerosi panel e speaker: sessioni su HR Tech, cybersecurity, venture capital e intelligenza artificiale con la partecipazione di leader d’innovazione, imprenditori e speaker prestigiosi. L’evento ha raccontato un’Italia in pieno fermento, dove la collaborazione tra aziende e startup quasi raddoppiata negli ultimi sei anni (dal 33% nel 2018 al 62% nel 2024) e, solo nel primo semestre del 2025, le startup italiane hanno attratto investimenti per 545 milioni di euro.

“Il networking fondamentale perch la base del concept di Spark!, ovvero creare la scintilla che connette startup e aziende”, prosegue Emanuele Manzotti.

Lo Special guest di Spark! stato Daniil Kvyat, ex pilota di Formula 1 e primo nella storia a sfidare in pista un’auto guidata dall’intelligenza artificiale, che porter la sua testimonianza e il suo punto di vista unico sulla sfida tra uomo e IA.

“L’intelligenza artificiale, in questo momento, il vero game changer. Le aziende che stanno adottando questa soluzione stanno facendo la differenza sul mercato”, ha infine concluso Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match.

La giornata culminata con la cerimonia di premiazione degli Open Innovation Awards 2025, il contest di Innovation Match che celebra le collaborazioni pi rilevanti tra grandi aziende e Innovation Provider.

Hazanavicious: dopo fronte ucraino racconto la violenza dentro di noi

Firenze, 31 ott. (askanews) – France Odeon, il festival di cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti che si tiene a Firenze, giunto quest’anno alla diciassettesima edizione, ha aperto ufficialmente con Michel Hazanavicius. Il regista premio Oscar per “The Artist” arrivato in Italia per presentare il suo libro “Carnets d’Ukraine”, nato da un viaggio nelle trincee del Donbass. L ha incontrato uomini e donne travolti dalla guerra e, attraverso disegni e testimonianze, ha realizzato uno spaccato toccante di umanit resistente.

“Quando iniziata la grande invasione in Ucraina ho organizzato un’asta per vendere oggetti di cinema che appartenevano a registi, attori, attrici e abbiamo raccolto 250mila euro”, ha spiegato il regista. “Li abbiamo mandati in Ucraina e sono andato l. Un militare poi mi ha chiesto se volevo andare al fronte e con questo libro oggi continuo a raccogliere fondi da inviare a loro. Quello che mi ha colpito di pi stato vedere una societ esattamente uguale a tutte le altre in Europa, che per in guerra. Mi ha colpito la consapevolezza che hanno di vivere qualcosa che pi grande di loro, il fatto che sanno che stanno scrivendo una pagina di storia e lo stanno facendo con coraggio e fierezza”.

Dieci anni fa il regista francese aveva girato un film sulla guerra in Cecenia, “The Search” e anche il suo prossimo, “La Troisime Main”, toccher il tema dei conflitti, anche se attraverso il linguaggio del fantastico. “E’ un film fantasy, che comincia durante il primo conflitto mondiale e si sviluppa negli anni ’20. – ha detto azanavicius – Tratta soprattutto della violenza che si innesca nei giovani quando li si manda in guerra e della difficolt a convivere con questa violenza dopo la fine del conflitto. E’ un modo anche per parlare della violenza che dentro tutti noi: oggi non ci sono solo i combattimenti al fronte, viviamo in un mondo dove esistono guerre culturali, economiche, razziste, identitarie e molti di noi sono dentro questi conflitti. E’ un film su come conviviamo con questo nemico che in noi e ci impedisce di vivere”.

Calcio, Spalletti alla Juve: "Obiettivo scudetto"

Roma, 31 ott. (askanews) – “Prevale la voglia di riportare la Juve ad alti livelli più che il riscatto per la Nazionale, anche se ho rispetto del lavoro di Tudor che saluto caramente e della attuale classifica”. Così Luciano Spalletti nella conferenza stampa di presentazione come nuovo tecnico della Juventus. “Igor – continua il suo omaggio al tecnico esonerato – è una persona splendida e un grande professionista. Sono certo di trovare una squadra in buona condizione mentale e ben allenata. Dobbiamo lavorare per arrivare ai traguardi che ci siamo posti. Il valore della rosa? Sta racchiusa nel motivo per cui ho accettato di venire: se non avessi creduto nelle potenzialità perché avrei dovuto accettare un contratto di 8 mesi?”

Spalletti ha sottolineato l’importanza del proprio comportamento quotidiano come strumento di influenza sui giocatori: “Non so per quanto potrò incidere, so qual è il mio comportamento dalla mattina quando mi alzo, sono convinto che attraverso il comportamento che avrò i calciatori possano entrare in una mentalità che gli possa dare qualcosa… So che la differenza la faranno sempre i calciatori, non c’è ombra di dubbio, però avere complicità nel fare le cose e fidarsi delle nostre capacità può portarci risultati.”

Il nuovo tecnico ha parlato anche del suo approccio tattico: “Oggi per me è il primo allenamento e siccome ho rispetto del lavoro fatto precedentemente può darsi che si dia continuità a quello che ho trovato… Ci sono presupposti per dare seguito a quello che è stato fatto fino adesso. Chiaro che ci sono anche dei calciatori che preferirebbero giocare in caselle un po’ differenti… Ma vorrebbe dire che si andrà a fare qualcosa di diverso con la difesa a 4 anziché a 3.”

Riguardo alla mentalità con cui intende far ripartire la Juventus, Spalletti ha spiegato: “L’autodisciplina fa sempre la differenza. Attenzione, disponibilità a diventare amici nello spogliatoio perché attraverso l’affetto e l’amicizia una squadra può ritrovarsi a un livello superiore.”

Sulle aspettative e la pressione del club: “Sono sensazioni bellissime perché sappiamo tutti qual è la storia di questo club, l’organizzazione di questo club, sappiamo che c’è un’aspettativa alta però entrare in contatto diretto è sempre una bellissima emozione.”

L’aeroporto di Fiumicino celebra i 65 anni con Mattarella

Fiumicino, 31 ott. (askanews) – L’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino festeggia i 65 anni di attività. L’evento si è aperto con la visita del Capo dello Stato all’Innovation Hub del Terminal 1, il primo acceleratore di startup in un aeroporto europeo. Hanno preso parte alla presentazione anche i vertici di Edizione, il presidente Alessandro Benetton e l’amministratore delegato Enrico Laghi, i vertici di Mundys, il presidente Giampiero Massolo e l’amministratore delegato Andrea Mangoni, i vertici di Aeroporti di Roma, il presidente Vincenzo Nunziata e l’amministratore delegato Marco Troncone e il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma.

“Aeroporti di Roma celebra oggi un anniversario storico, mantenendo lo sguardo costantemente rivolto al futuro e agendo come un vero e proprio laboratorio di innovazione. Grazie al lavoro svolto negli ultimi anni e a una costante collaborazione tra pubblico e privato, il Leonardo da Vinci è diventato il miglior aeroporto d’Europa per qualità dei servizi e uno dei più sostenibili al mondo. Siamo orgogliosi, come azionisti, di aver supportato questo continuo percorso di rinnovamento, messo in campo anche grazie a un investimento di oltre 3 miliardi di euro, solo negli ultimi dieci anni. Continueremo a fare la nostra parte, sostenendo lo sviluppo sostenibile dello scalo, che genererà benefici importanti e duraturi per il territorio. Ringrazio di cuore, a nome di tutto il Gruppo, il Presidente della Repubblica, che ci ha onorato della sua presenza, incontrando anche i giovani imprenditori del nostro Innovation Hub”, ha dichiarato Alessandro Benetton.

“Considero un privilegio aver potuto illustrare, davanti al Presidente della Repubblica e qui a Fiumicino, porta d’ingresso e lustro del nostro Paese, il percorso di rinascita del trasporto aereo italiano nel post-Covid – ha aggiunto Di Palma -. Dopo una crisi senza precedenti, il settore è tornato tra i più dinamici del Paese, motore di sviluppo e garanzia di mobilità per oltre 200 milioni di passeggeri, in un’ottica di sostenibilità e integrazione intermodale”.

Nel corso del suo intervento, il ceo di ADR Troncone ha ricordato le parole di incoraggiamento del Capo dello Stato per l’intero settore del trasporto aereo, in occasione della sua ultima visita del 2022, nel periodo della ripartenza post-Covid, e ha ripercorso l’evoluzione del “Leonardo da Vinci” come motore della crescita civile e industriale del Paese. Troncone ha poi rimarcato il valore strategico del Piano di sviluppo: “un Piano che unisce attrattività e tutela del territorio, progresso e bellezza, occupazione e sostenibilità, valorizzando al massimo la comunità territoriale a cui apparteniamo e con la quale manteniamo un dialogo costante e costruttivo. È certamente un grande progetto industriale. Ma è per noi, innanzitutto, un impegno civile: perché un’infrastruttura così strategica appartiene al Paese intero ed è il frutto di una visione che si realizza ogni giorno, grazie alle persone che la rendono possibile”.

A margine dell’evento, ADR ha donato al Capo dello Stato una medaglia d’argento commemorativa coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ispirata al disegno originale del 1960 dello scultore bulgaro Assen Peikov, autore della celebre statua di Leonardo che accoglie i passeggeri in aeroporto.

"La ribellione è una virtù", in un libro storie di disobbedienza civile

Roma, 31 ott. (askanews) – TS Edizioni pubblica, anche in formato e-book, “La ribellione è una virtù. Storie, avventure e ritratti di disobbedienza civile”, di Mario Lancisi in collaborazione con Maria Zipoli. “L’obbedienza non è più una virtù”, scriveva don Lorenzo Milani e con una citazione del sacerdote fiorentino si apre il testo che l’autore dedica ai bambini di Gaza: “La scuola deve tendere tutta nell’attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le dice: ‘Povera vecchia, non ti intendi più di nulla!’ e la scuola risponde con la rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo, felice soltanto che il suo figliolo sia vivo e ribelle”. In un’epoca in cui la democrazia vacilla e la Costituzione è tradita, l’obbedienza non è più una virtù.

Mario Lancisi, giornalista e scrittore, ci guida in un viaggio audace, dalle tragedie greche ai fronti contemporanei, per riscoprire il coraggio della ribellione. Dalle battaglie di don Milani e Gandhi, che con i loro “no” hanno cambiato la storia, alle voci indomite dell’Italia di oggi. Leggiamo alcune testimonianze. Don Massimo Biancalani, che accoglie i migranti contro ogni norma disumana: “La mia vocazione è segnata dall’indicazione forte di papa Francesco che ha descritto la Chiesa come un “ospedale da campo dopo una battaglia”. Un’immagine potente e efficace che sottolinea l’importanza della cura, della vicinanza e della misericordia nella vita della Chiesa. In particolare, per i più deboli e fragili”.

Storie di persone ordinarie che compiono atti straordinari. Sottolinea l’autore: “Ecco: essere vivi e ribelli. Il nostro viaggio tra i disobbedienti del nostro tempo si propone di raccontare storie di ribellione a sistemi sociali, economici e politici ingiusti che schiacciano le persone anziché promuoverle”.

Gr Parlamento: Severini Melograni torna con "La Sfida della Solidarietà"

Roma, 31 ott. (askanews) – Oggi, venerdì 31 ottobre, alle ore 20,30, torna “La Sfida della Solidarietà”, su Radio Rai GR Parlamento. Paola Severini Melograni dialoga con Mario Andreose, editore, traduttore e tra i più grandi talent scout dell’editoria italiana dopo la scomparsa di Bobi Bazlen. In questa puntata parlerà del suo ultimo libro, “Un’educazione veneziana”, (La Nave di Teseo).

“O Anche No” torna invece con un doppio appuntamento per la prossima settimana: sabato 8 novembre, in seconda serata su Rai 3, in occasione della Giornata Mondiale che si celebra ogni anno l’11 novembre – dedicheremo uno speciale a un tema delicato, ma necessario: quello delle cure palliative e del fine vita, per raccontare cosa significa accompagnare una persona nella fase più fragile, con rispetto, competenza e – soprattutto – con umanità.

Domenica 9 novembre invece, la trasmissione tornerà con il consueto appuntamento, ore 10.20 circa e in replica il lunedì notte, ore 1 circa, sempre su Rai 3.

Il Papa: l’intelligenza artificiale può isolare ulteriormente i giovani

Roma, 31 ott. (askanews) – “Oggi, nei nostri contesti educativi, preoccupa veder crescere i sintomi di una fragilità interiore diffusa, a tutte le età. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi silenziosi appelli di aiuto, anzi dobbiamo sforzarci di individuarne le ragioni profonde. L’intelligenza artificiale, in particolare, con la sua conoscenza tecnica, fredda e standardizzata, può isolare ulteriormente studenti già isolati, dando loro l’illusione di non aver bisogno degli altri o, peggio ancora, la sensazione di non esserne degni”. Così Papa Leone XIV incontrando a Piazza San Pietro i partecipanti al Giubileo del Mondo Educativo. “Il ruolo degli educatori, invece, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana”, ha detto ancora.

Pista 500 in Pinacoteca Agnelli: nuova opera di Paul Pfeiffer

Torino, 31 ott. (Askanews) – Sulla Pista 500 la Pinacoteca Agnelli presenta Vitruvian Figure (Juventus), la nuova opera commissionata e prodotta dalla Pinacoteca in occasione della seconda edizione del Premio Pista 500 in collaborazione con Artissima vinto nel 2024 da Paul Pfeiffer.

Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ci ha introdotto l’opera e l’artista: “”Sulla pista 500, questa straordinaria pista dove venivano testate le macchine quando il Lingotto era ancora la fabbrica della FIAT, ora trasformata in un giardino urbano e in un giardino in cui presentiamo sculture, installazioni e commissioniamo opere ad artisti, presentiamo una nuova opera dell’artista americano Paul Pfeiffer, l’artista che ha vinto l’anno scorso ad Artissima il Premio Pista 500, un premio che viene assegnato da una giuria internazionale ad un artista a cui poi viene commissionata un’opera che viene presentata in occasione dell’Artissima successiva. Paul Pfeiffer un artista che da trent’anni lavora sull’analisi di eventi di massa che possono essere appunto eventi sportivi ma anche raduni religiosi, concerti pop e su cosa succede quando ci troviamo insieme ad una massa di persone e come la nostra individualit viene in qualche modo cambiata e trasformata. Ispirato dalla realt di Torino e della tifoseria italiana e calcistica, Paul ci ha chiesto di collaborare con Juventus e ha elaborato questo progetto inedito che presentiamo sulla pista che si articola in due parti distinte. L’immagine del billboard in cui rappresenta l’Allianz Stadium, lo stadio della Juventus a Torino, espanso per accogliere un milione di persone e poi un’installazione sonora sotto la Bolla in cui rappresenta un mix audio che sono appunto i cori delle tifoserie registrate dal vivo da un team di tecnici durante la partita Juventus-Inter del 13 settembre”.

Le registrazioni sono state post prodotte per enfatizzare come il coordinamento dei canti, degli slogan, e del ritmo dei tamburi trasforma la moltitudine in una voce unica. Sul billboard, Pfeiffer ha utilizzato un software di modellazione 3D per espandere digitalmente l’Allianz Stadium, arrivando a una capienza di un milione di posti. Con questa immagine, l’artista sembra suggerire come, in futuro, la tecnologia potrebbe colmare il divario tra l’interazione fisica collettiva e l’esperienza virtuale mediata dagli schermi digitali individuali. Attraverso un chiaro riferimento a Vitruvio, autore dell’unico trattato di architettura giunto fino a noi dall’antichit (risalente al I secolo a.C.), Pfeiffer elabora un nuovo stadio digitalmente manipolato. L’architettura millenaria viene cos proiettata in un ipotetico futuro, lasciando allo spettatore il compito di riflettere sulle possibili implicazioni urbane, comportamentali, sociali e politiche.

Pd, Schlein: articolo Foglio su Prodi destituito di fondamento

Roma, 31 ott. (askanews) – “L’articolo de Il Foglio che ipotizza una candidatura di Romano Prodi nelle liste del Pd alle elezioni europee del 2024 è totalmente destituito di fondamento. Quasi banale ma evidentemente utile specificare che tra me e lui non ci sono mai state interlocuzioni rispetto al tema oggetto dell’articolo”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Sono vicina al Professore – aggiunge – per la strumentalizzazione delle sue vicende personali e private e rispedisco al mittente ogni tentativo di mettere me o il Pd in contrapposizione con un punto di riferimento del centrosinistra italiano quale è il Professor Prodi”.

Il 6 novembre sciopera il personale delle farmacie

Roma, 31 ott. (askanews) – Incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro di giovedì 6 novembre i circa 60mila dipendenti delle farmacie private in tutta Italia, a sostegno del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. Lo sciopero, indetto dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, segue l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione svolta il 20 ottobre scorso, dopo la rottura del tavolo negoziale con l’associazione datoriale di settore Federfarma, che continua a mostrarsi “indisponibile a riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti dai propri associati incrementi retributivi e soluzioni normative in linea con l’aumento del costo della vita, rispondenti alle caratteristiche professionali degli stessi e confacenti al contesto lavorativo nel quale operano”.

Le tre organizzazioni sindacali ricordano che “le farmacie private sono un presidio sanitario e sociale essenziale per il Paese”, e che “il servizio offerto va ben oltre la dispensazione dei farmaci. La professionalità delle farmaciste e dei farmacisti rappresenta il primo punto di riferimento per milioni di cittadini in tema di salute, assistenza e prossimità sanitaria – sottolineano -. Il ruolo professionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie merita rispetto e riconoscimento concreti, non parole vuote”.

Le tre federazioni ribadiscono di “aver sempre perseguito un confronto costruttivo, avanzando proposte concrete e sostenibili per un rinnovo contrattuale che garantisca: giusti adeguamenti salariali; migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; riconoscimento della professionalità, anche in relazione alla farmacia dei servizi; percorsi formativi volti a valorizzare le competenze del personale”.

“Federfarma torni al tavolo di trattativa con le organizzazioni sindacali confederali favorendo una rapida conclusione del negoziato – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – e dimostri di voler tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private riconoscendo un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione”.

Lo sciopero è stato proclamato a copertura dell’intero turno di lavoro: a Roma migliaia di farmaciste e farmacisti si ritroveranno dalle 9.00 a piazza San Giovanni, angolo Via Carlo Felice.

Pd: Meloni condanni i cori fascisti nella sede di Fdi a Parma

Milano, 31 ott. (askanews) – “Questa volta la matrice è chiara: giovani inneggiano al duce in una sede di FdI. Per questo chiediamo alla premier Meloni di condannare senza esitazione un episodio grave che offende una città e la storia di un paese. Meloni dovrebbe ricordare ai suoi, soprattutto ai più giovani, che governa democraticamente eletta perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita. E dovrebbe ricordare ai suoi giovani, di cui va tanto fiera, che la Costituzione su cui ha giurato è nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo”. Lo affermano in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo PD alla Camera dei deputati e al Senato, dopo la diffusione di un video relativo alla sede FdI di Parma.

Al Teatro Ghione di Roma in scena "Peter Pan"

Roma, 31 ott. (askanews) – Al Teatro Ghione di Roma, sabato 1 e domenica 2 novembre, Margot Theatre, presenta, Peter Pan, regia, Valentina Cognatti con Cristiano Arsì, Serena Borelli, Andrea Carpiceci, Martina Grandin, Luca Morciano, Patrick Passini, Michelangelo Raponi, Francesco Savi, Alice Staccioli, il corpo di ballo composto da Martina Muscolo, Ilaria Pochini, Sofia Stocchi, Rachele Tozzi, il coro Margot Acting School e le coreografie di Verdiana Profazi.

In una notte magica, i fratelli Wendy, John e Michael Darling incontrano Peter Pan, un ragazzo che non vuole crescere. Guidati dalla polvere di fata della scintillante Trilli, i bambini volano verso l’Isola che Non C’è, un mondo dove la fantasia prende vita e i sogni non finiscono mai. Lo spettacolo, coinvolgente e ricco di atmosfere incantate, trasporta il pubblico in un viaggio onirico attraverso paesaggi straordinari: dal cielo stellato ai boschi incantati, passando per il covo dei Bimbi Sperduti e il veliero del temibile Capitan Uncino. Le luci vibranti e i costumi sgargianti aggiungono un tocco di magia, immergendo grandi e piccini in un’avventura senza tempo. Tra musiche, coreografie e dialoghi frizzanti, alternando momenti di grande ironia e scene che invitano alla riflessione, “Peter Pan “celebra il potere della fantasia e l’importanza di sognare.

Ogni scena è una finestra su un mondo diverso, dove onirismo e realtà si mescolano, invitando il pubblico a riscoprire il bambino interiore che vive in ognuno di noi. Un’esperienza immersiva che ispira a credere nell’impossibile e a non smettere mai di sognare.

Alice Neel in Pinacoteca Agnelli a Torino: la pittrice delle persone

Torino, 30 ott. (Askanews) – Alice Neel una delle grandi pittrici del Novecento, con una forte tensione sociale e di vicinanza alle persone. Oggetto di una riscoperta negli ultimi anni, ora il suo lavoro approda anche alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ci ha introdotto nel progetto espositivo: “Il titolo ‘I am the Century’ – ha spiegato ad askanews – deriva dal fatto che lei stessa ha detto in un’intervista che se avesse mai scritto un’autobiografia l’avrebbe intitolata Il secolo sono io, proprio perch era nata a gennaio del 1900 e poi morir nel 1984 e quindi la sua vita attraversa davvero tutto, quasi tutto il secolo XX. una pittrice che per tutta la sua vita rimane proprio dedicata alla pittura figurativa e in particolare alla pittura di persone. Lei non amava parlare di ritratti e di ritrattistica proprio per quest’idea che secondo lei l’idea di ritratto rimandava in qualche modo una concezione molto aulica di ritratti della nobilt o di ritratti papali, mentre lei per tutta la vita si dedica proprio alla rappresentazione di qualsiasi tipo di persona e di tutto il ciclo della vita, quindi la mostra esplora proprio questo interesse nelle persone che vanno da i suoi familiari, i suoi amici, persone che incontra per strada. Lei visse per la maggior parte della sua vita a New York e poi soprattutto a partire dagli anni Sessanta quando inizia a diventare pi celebre abbiamo anche ritratti di artisti, curatori, personalit del mondo dell’arte. molto interessante come vadano proprio da raffigurazioni di neonati fino a raffigurazioni di persone molto anziane e addirittura c’ anche il caso dell’unico ritratto che lei fece di suo padre che ritrae morto dentro la bara, un ritratto che fece a memoria, subito dopo il funerale. Lavorava direttamente sulla tela con il pennello e con l’olio, quindi senza nessun disegno preparatorio, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, come si vede anche in questo caso, una natura morta non un ritratto, ma cristallizza questo stile, che diventer proprio il suo stile pi famoso e pi riconoscibile caratterizzata da questa linea blu che delinea i contorni, la tecnica del non finito, tutte queste parti che rimangono vuote e dall’uso della tela che viene lasciata bianca, cos come viene preparata”.

Flashback Art Fair, senza titolo per essere ancora pi accoglienti

Torino, 31 ott. (askanews) – Una contemporaneit senza tempo, che esplora temi di oggi anche attraverso punti di vista diversi: nel centro artistico indipendente Flashback Habitat di corso Giovanni Lanza 75 a Torino si tiene la 13esima edizione di Flashback Art Fair.

“Untitled, il non titolo di quest’anno – ha detto ad askanews Alessandro Bulgini, direttore artistico di Flashback Habitat – decreta proprio la nostra necessit di abbattere i confini e quindi di essere molto accoglienti. Avessimo dato un titolo, probabilmente avremmo costretto gli operatori del settore e anche le aspettative a vincolarsi entro dei concetti. Sempre di pi, quindi, la nostra intenzione quella di creare un non luogo dove chiunque possa essere protagonista con la propria offerta culturale”.

I progetti espositivi sono diversi, si parla di responsabilit e impegno dell’arte, ma anche di Gaza e di riflessioni sulla materia, senza dimenticare le performance e le immagini in movimento. Sempre all’insegna del motto della fiera: tutta l’arte contemporanea.

“Quest’anno come al solito ci sono tante cose importanti che apparentemente vanno in contrasto, in frizione, cos non : per noi il confronto – ha aggiunto Bulgini – diventa proficuo. Tante cose, non le voglio dire perch quest’anno ancora di pi sono forti, i confronti sono molto importanti, contemporaneissimi, teniamo da conto l’attualit pi che mai e riteniamo che riversarla in un luogo dove sono presenti appunto quelle che sono le opere rinomate diventa per noi un miracolo alchemico”.

Olimpiadi 2026, la House of Switzerland unisce Milano e Cortina

Milano, 31 ott. (askanews) – In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la Svizzera presenta la House of Switzerland Italia, un progetto che prenderà vita in due sedi, a Milano e a Cortina d’Ampezzo, per celebrare lo spirito olimpico e quello alpino, intrecciando sport, cultura, innovazione e sostenibilità.

Dal 4 febbraio 2026 la sede milanese sarà ospitata al Centro Svizzero di via Palestro, mentre dal 6 febbraio aprirà anche quella di Cortina d’Ampezzo, all’interno dell’area dello Stadio Olimpico. In entrambe le località, la House of Switzerland offrirà ai visitatori un luogo di incontro e scoperta, dove seguire le gare sui maxischermi, partecipare a eventi, degustare specialità elvetiche e vivere l’atmosfera dei Giochi in uno spazio aperto e conviviale.

“House of Switzerland è più di uno spazio espositivo: è una casa di dialogo e amicizia” afferma l’ambasciatore Alexandre Edelmann, capo di Presenza Svizzera, spiegando che “racconteremo un Paese che si impegna ogni giorno nell’innovazione e nella cooperazione, valori che trovano la loro espressione nelle nostre Alpi, ponte naturale con l’Italia”.

La House of Switzerland Italia 2026 sarà dedicata allo spirito alpino, inteso non solo come patrimonio culturale ma come fonte di ispirazione e di creatività. Tradizione, senso di comunità, resilienza e precisione dialogano con l’innovazione e il progresso, creando un ponte tra passato e futuro. Il progetto proporrà un calendario di eventi e incontri gratuiti che racconteranno la relazione tra Svizzera e Italia e le prospettive condivise per lo sviluppo sostenibile delle Alpi.

Il concept visivo scelto per l’iniziativa è Flora Alpina, ispirato alla bellezza naturale dei fiori di montagna, simbolo di forza e armonia. A Milano, nel cortile del Centro Svizzero, sarà allestito un giardino alpino con specie floreali autoctone, un invito a riscoprire la connessione con la natura e la luce anche nel cuore della città.

La presentazione del progetto ha raccolto il sostegno delle istituzioni italiane. Martina Riva, assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, ha commentato: “Milano e la Svizzera condividono molto più di un confine. Condividono una visione dello sport come strumento di sostenibilità e inclusione, la ricerca dell’eccellenza e la convinzione che il dialogo tra territori e culture sia la chiave per costruire un futuro più equo e connesso. House of Switzerland sarà un laboratorio di idee e relazioni che arricchirà il cammino verso i Giochi”.

Anche Cortina d’Ampezzo sarà protagonista dell’iniziativa. “Lo spirito olimpico unisce popoli e generazioni nel segno del rispetto e della passione” sottolinea Giorgio Da Rin, assessore allo Sport del Comune di Cortina. “Accogliere la House of Switzerland significa condividere un messaggio di amicizia e pace che lo sport sa trasmettere”.

La House of Switzerland Italia 2026 racconterà una Svizzera moderna e multiculturale, in dialogo con l’Italia e con le sue montagne. Un progetto che, attraverso il linguaggio dell’arte, della scienza e dello sport, vuole restituire la complessità e la vitalità dell’arco alpino, non solo come paesaggio naturale ma come spazio condiviso di cooperazione e innovazione.

Disputa politica ed esito delle vicende giudiziarie

Un eccesso di impunità e forse un eccesso di spirito punitivo. Da una parte il Presidente americano, che mostra tutta l’intenzione di voler fare a meno di quei contrappesi istituzionali che regolano la democrazia d’oltreoceano. Dall’altra l’ex presidente francese assicurato alle patrie galere e oggetto dello scherno degli altri detenuti.

Sono due esempi degli eccessi a cui può portare la disputa politico-giudiziaria.

Il precedente americano

Non è una novità che Trump non tenga in gran considerazione le norme dello Stato di diritto. La cosa s’è già vista poco più di quattro anni fa, quando fu dato l’assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori più scatenati. Crimine dal quale essi furono poi prontamente graziati (e magari perfino ringraziati da chi li aveva mandati allo sbaraglio).

Il caso francese

Mentre è nuova, e del tutto inedita, la reclusione di un ex presidente europeo, sulla base di accuse che non sta a noi giudicare, ma che pure destano un minimo di scalpore. Se non altro, perché si tratta di una prima volta.

Il riflesso italiano

Tutto questo non dovrebbe riguardare le dispute politiche di casa nostra. Almeno al momento. Ma ora che sembra sempre più inesorabile il cammino che ci conduce verso il referendum sulla riforma meloniana, qualche domanda dovremo pur farcela. E cioè se sia ancora possibile tracciare una linea di separazione tra la disputa politica e l’esito delle vicende giudiziarie. Oppure se il nostro destino sia quello di litigare all’infinito su queste controverse materie. Che poi, se lungo questo tormentato confine non siamo solo noi a litigare, resta una magra consolazione.

Fonte: La Voce del Pololo, 30 ottobre 2025.

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Tajani tra Meloni e l’Europa: la resistenza del moderato solitario

Il condottiero inatteso

Molti ne avevano vaticinato il fallimento e l’uscita di scena in tempi stretti, gravato dall’eredità troppo pesante per le sue spalle del padre fondatore di Forza Italia, nonché suo mentore insostituibile.

Invece, a due anni dalla scomparsa di Berlusconi, dopo passaggi elettorali non facili da padroneggiare e condizioni di precarietà nella gestione di Forza Italia – anzitutto per il sospetto di essere poco gradito ai figli del defunto leader di Arcore – Antonio Tajani resiste ed insiste nel ruolo di condottiero della residua compagine azzurra.

Il garante dell’equilibrio di governo

Sarebbe sbagliato, a questo punto, non cercare di capirne i motivi, quasi che la sua resistenza fosse legata a circostanze puramente fortuite.

Intanto, si è guadagnato il titolo di “moderatore” nel complicato mondo del centrodestra, ricavandosi uno spazio prezioso tra la volitiva leadership della Meloni e l’irruenza indomabile di Salvini. Con il suo tono pacato appare agli occhi della pubblica opinione come il garante di un equilibrio di governo altrimenti impossibile, vista la divaricazione su temi di assoluto rilievo.

L’europeismo come collante

Toni che fungono da copertura a una forma d’intransigenza laddove entrano in gioco questioni di principio e d’indirizzo strategico, quali ad esempio la collocazione o gli impegni dell’Italia in politica estera.

Il suo europeismo, suffragato dalla consolidata esperienza ai vertici del PPE, fa da collante in una coalizione attraversata – e manco tanto sotterraneamente – da pulsioni anti-Bruxelles. Anche volendo, della sua funzione equilibratrice la Meloni non può prescindere, pena l’immediato contraccolpo nelle relazioni con gli ambienti che contano in sede europea.

I problemi di una coalizione contraddittoria

Ebbene, questa rimarchevole funzione politica “al centro” del blocco nazional-sovranista rischia di patire, in prospettiva anche breve, un processo di erosione morale e politica.

È evidente, infatti, che in vista delle elezioni del 2027 l’equivoco di una coalizione intimamente contraddittoria – con il partner di maggioranza (FdI) indeciso sulla scelta di campo, non essendo ancora chiaro il suo pieno ancoraggio alla visione europeista – non potrà reggere se non a patto di una conversione integrale al modello della “internazionale trumpiana”.

La prova decisiva

Ma si può immaginare che Forza Italia, e per essa Tajani, retroceda dal suo posizionamento nel contesto politico e istituzionale del Vecchio Continente, facendosi risucchiare dall’onda trumpiana?

Ecco allora che la sfida diventa ancora più netta e senza sbocchi nel mare magnum dell’ambivalenza. Spetta a Tajani organizzare un ipotetico nuovo quadro, anche perché la stessa famiglia Berlusconi potrebbe sentirsi obbligata a coniugare gli interessi aziendali in modo da non confliggere con un’Europa sempre più orientata a difendersi dall’estremismo dei partiti nazionalistici e xenofobi, facenti sponda ora con Trump e ora con Putin.

L’ora delle decisioni

Il compito di Tajani si presenta dunque impegnativo. Non sarà agevole dispiegare un sapiente moderatismo sul palcoscenico della perdurante ossessione sovranista, più o meno esplicita.

Il tempo non è molto, le decisioni urgono.

Meloni e Schlein, un duello quotidiano

Ha ragione Marco Follini quando sostiene che la politica ormai si consuma quasi quotidianamente in un greve e poco edificante dibattito tra le due guerrigliere politiche nostrane: Giorgia Meloni ed Elly Schlein.

L’una e l’altra si contendono la leadership politica del futuro, potendo la prima contare sul consenso di un’area che non si riconosce in quel radicalismo che sembra ormai fare breccia nel maggior partito di opposizione; la seconda, invece, forte del consenso ricevuto alle primarie di due anni orsono, immagina di poter fare e disfare a modo proprio nella prospettiva di varcare finalmente la soglia di Palazzo Chigi.

Lo spettacolo della politica

Qualcuno, anzi molti potrebbero dire: niente di nuovo sotto il sole!

La politica italiana è ormai degradata a semplice scena, a puro spettacolo, a rappresentazione falsa di una realtà che ha in Donald Trump il massimo esponente, ma anche lo splendido esempio di una pochezza ideale e culturale che non ha precedenti nella storia dell’Occidente e, soprattutto, negli Stati Uniti d’America.

Potremmo dire senza esagerare che la democrazia mondiale ormai segna il passo in favore di una sorta di autocrazia che pare abbracciare le singole personalità politiche dell’uno e dell’altro schieramento.

Il culto del personalismo

In altri termini, siamo di fronte al culto del personalismo, a quel famoso “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria che mortifica non solo il dibattito interno ai partiti, ma che pensa addirittura di poter fare a meno del corpo elettorale – nel senso di partecipazione attiva nella stesura delle linee politiche programmatiche, a destra come a sinistra – sul quale dovrebbe fondarsi ogni autentica democrazia partecipata.

Il Pd e la tentazione dello scontro

La ripresa del dibattito interno al Partito Democratico (salutata con favore dal padre nobile di questo partito, Romano Prodi), se da un lato mette sul tappeto l’evanescenza di una proposta e di una presenza politiche, dall’altro stenta a prendere il largo di fronte alla proposta radicale dell’attuale segretaria, tutta incentrata a costruire e portare avanti il partito dello scontro costi quel che costi.

Ci saranno nuovi incontri, nuovi convegni, ma tutto si risolverà all’interno del massimalismo di Elly Schlein, che pensa di poter vincere le elezioni con un semplice muro contro muro, dimenticando che il DNA del riformismo è fatto di programmi seri, di risposte concrete da dare alla quotidianità dei problemi della gente e non di slogan meloniani per accendere gli animi.

L’astensionismo ignorato

Di fronte a questo marasma, però, entrambe le leader dei due schieramenti tacciono volutamente rispetto a un dato che aumenta sempre di più, di elezione dopo elezione: la continua crescita dell’astensionismo, che ha superato ormai abbondantemente il cinquanta per cento degli aventi diritto al voto.

Anzi, per la Giorgia mondiale e per la Elly nazionale questo dato assenteista avvantaggia le rispettive posizioni politiche personali e di parte: meno gente vota, più è possibile controllare e indirizzare il voto, ben sapendo che chi decide di non votare non si ritrova né nell’uno né nell’altro schieramento.

Una speranza ancora viva

In termini calcistici potremmo dire che si tratta di battitori liberi che non collocano la loro scelta né per la destra né per la sinistra; in termini religiosi, invece, si tratta di attendisti, ossia di coscienze che non hanno perso la speranza.

La speranza di un futuro politico diverso, che scaturirà quasi involontariamente con la fine di questo indecente teatrino e la nascita di qualcosa di nuovo che, con il coraggio delle idee e delle proposte, sappia intercettare le aspettative, i desideri e le potenzialità della maggioranza degli italiani, soprattutto dei più giovani.

Il coraggio della rinascita

Allora, il futuro politico di questo Paese, svilito da questa destra urlatrice e inconcludente, appartiene al coraggio delle idee, al coraggio di uomini e donne che proprio oggi non possono tirarsi indietro e devono saper spendere questo tempo nel segno della moralità, del servizio e della rinascita complessiva dell’Italia.

Senzatomica: “Riprendere i test nucleari è un passo indietro per l’umanità”

La Fondazione Be the Hope, promotrice del progetto “Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, esprime profonda preoccupazione per il ritorno dei test e per le recenti minacce d’uso delle armi atomiche.

Una regressione pericolosa

«Anche se il significato preciso del termine test non è stato chiarito – si legge nella nota – l’idea stessa di tornare a sperimentare armi nucleari rappresenta un passo indietro grave e pericoloso per la sicurezza globale, per la dignità umana e per la vita del pianeta».

Ogni test colpisce persone, comunità e natura, lasciando dietro di sé sofferenze, malattie e devastazione ambientale. Non si tratta di esperimenti “scientifici”, ma di esplosioni reali che amplificano la paura, la divisione e la minaccia dell’annientamento reciproco.

La memoria del dolore

La storia dei test nucleari è una storia di dolore e ingiustizia.

Otto Paesi – Cina, Francia, India, Corea del Nord, Unione Sovietica, Pakistan, Regno Unito e Stati Uniti – hanno fatto esplodere oltre 2.000 ordigni in superficie, sottoterra e sott’acqua.

I soli 528 test atmosferici hanno liberato una forza distruttiva pari a 29.000 bombe di Hiroshima.

Ognuna di queste esplosioni ha lasciato dietro di sé territori contaminati, acque avvelenate e intere popolazioni segnate da tumori, infertilità e traumi che ancora oggi si trasmettono di generazione in generazione.

Il male assoluto

Le armi nucleari rappresentano, afferma Senzatomica, “l’espressione del male assoluto creato dall’essere umano: la volontà di distruggere, la negazione radicale della vita e della dignità di ogni persona”.

Ogni bomba, ogni test, ogni minaccia è la manifestazione di una sfiducia profonda nell’umanità stessa, il segno di una cultura che considera normale la possibilità di annientare tutto.

La via della fiducia

«Non può esserci sicurezza nella minaccia della distruzione – conclude la Fondazione –. La vera sicurezza nasce dal dialogo, dal rispetto reciproco e dalla fiducia tra i popoli».

Finché le armi nucleari esisteranno, esisterà la minaccia del loro uso: testarle significa già usarle.

Per questo Senzatomica invita istituzioni e governi a sostenere il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), in vigore dal 2021, e ad aderire al principio del “Non Primo Uso” (No First Use), passo concreto verso la riduzione del rischio atomico e la costruzione di una nuova fiducia tra le nazioni.

Calcio, Classifica Serie A. La Lazio aggancia il Torino

Roma, 30 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo dopo Pisa-Lazio 0-0

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0, Cagliari-Sassuolo 1-2, Pisa-Lazio 0-0.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan, Inter 18, Como 16, Juventus, Bologna 15, Cremonese 14, Atalanta, Sassuolo 13, Udinese, Torino, Lazio 12, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona, Pisa 5, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Sogesid, pubblicata la Relazione Semestrale: ecco tutti i dati

Milano, 30 ott. (askanews) – Bilancio positivo e orizzonte luminoso. Questo l’impatto della Relazione Semestrale di Sogesid S.p.A. – Societ di ingegneria ambientale dello Stato – presentata nell’iconico scenario di Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari a Milano. I primi sei mesi del 2025 fanno registrare una crescita significativa: il valore di produzione tocca quota 29,1 milioni di euro, un aumento dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Abbiamo parlato con l’Ing. Errico Stravato, Amministratore Delegato Sogesid S.p.A.:

” stata impostata una riorganizzazione che ha puntato sul management, su una gestione di processo, che consente di poter mettere in campo pi interventi coordinandoli e potendoli gestire. Questo cambio di passi ha innescato immediatamente degli effetti positivi nell’ambito della societ. Ha assorbito questo processo, il personale e tutta l’organizzazione si messa a disposizione e ha perseguito questo obiettivo comune. Oggi questo risultato un grande lavoro di squadra”.

E le prospettive non sono da meno. Si stima infatti un risultato netto atteso di 1,15 milioni di euro, un valore di produzione superiore a 71 milioni e un margine operativo lordo di crescita dell’88,5%. poi intervenuto l’Ing Roberto Mantovanelli, Presidente Sogesid S.p.A.:

“La relazione semestrale di Sogiosid conferma i positivi dati di bilancio che avevamo annunciato al termine dell’esercizio 2024. Questo per noi un motivo di particolare orgoglio perch quando siamo arrivati in questa societ molto importante per lo Stato italiano, che era in una situazione difficile, la nostra missione stata quella nel corso del nostro mandato di restituire credibilit e riportare questa azienda importantissima che ha grandi professionalit in acque sicure”.

Risultati ottimi trainati da Servizi Tecnici e di Ingegneria, dalla linea Dissesto Idrogeologico e dagli incrementi delle altre attivit. Lo scenario chiaro: Sogesid prosegue nel suo obiettivo, quello di delinearsi sempre pi come punto di riferimento concreto per le Amministrazioni Centrali e non solo. Su temi ambientali, dissesto e transizione verde.