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Raid israeliano a Deir al-Balah: 15 morti, tra cui 10 bambini

Roma, 10 lug. (askanews) – Almeno 15 palestinesi, tra cui 10 bambini e tre donne, sono rimasti uccisi nell’attacco lanciato oggi dalle forze israeliane contro un punto sanitario di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dall’ufficio media dell’enclave palestinese, “il punto sanitario stava fornendo integratori alimentari e medicinali a un gruppo di bambini e donne malati”.

“Questo attacco diretto a una struttura medica umanitaria è una flagrante violazione di tutte le leggi internazionali e umanitarie e conferma i continui crimini dell’occupazione contro civili indifesi”, ha dichiarato l’ufficio in un comunicato riportato da al Jazeera, in cui si chiede alla comunità internazionale “di rompere il suo vergognoso silenzio”.

A Venezia un omaggio teatrale alla scienzata Lise Meitner

Roma, 10 lug. – Nell’ambito della conferenza internazionale FISMAT 2025 tenutasi l’8 luglio, promossa dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze Fisiche della Materia (CNISM) e ospitata al Campus San Giobbe dell’Universit Ca’ Foscari Venezia, stato presentato il docu-drama “Lise Meitner e la fissione nucleare”. L’evento si inserito nel fitto programma scientifico della conferenza, che ha coinvolto oltre mille studiosi da tutto il mondo, sotto la direzione dei professori Ezio Puppin (Politecnico di Milano) e Stefano Bonetti (Universit Ca’ Foscari Venezia).

Lo spettacolo stato ideato dal professor Giovanni Carlotti (Universit di Perugia), con la collaborazione del fisico Alessio Stollo. La realizzazione artistica firmata da Paola Tortora, direttrice dell’associazione culturale VintuleraTeatro, che ha curato scrittura, regia e interpretazione essendo interprete unica della pice. Attraverso una narrazione teatrale arricchita da oltre 200 immagini d’archivio e da un ricercato impianto musicale sempre a cura della Tortora, lo spettacolo restituisce la complessit della figura di Lise Meitner, fisica teorica perseguitata come donna e come ebrea, il cui contributo fu decisivo nella comprensione della fissione nucleare.

Intervenendo a margine della prima rappresentazione, la stessa Tortora ha spiegato il senso profondo del progetto con queste parole: “Raccontare Lise Meitner oggi al pubblico della conferenza internazionale FISMAT 2025, a distanza di ottant’anni dalle prime bombe atomiche, significa non solo raccontare parte fondamentale della storia della fisica, ma rimettere al centro il valore della coerenza tra scienza, etica e umanit ed il valore anche delle donne che hanno lottato in questi ambiti. In un secolo segnato da guerre, discriminazioni e uso bellico del sapere, Meitner non ha mai ceduto al compromesso, scegliendo il rigore e la responsabilit. La sua voce, spesso messa da parte, merita attenzione: non solo come scienziata, ma anche come testimone di un modo diverso di intendere la conoscenza e la coscienza. Questo documentario teatrale vuole dare forma a quella memoria invisibile, fatta di lettere, intuizioni, silenzi e resistenze. una riflessione sul rapporto tra potere e ricerca, e sull’urgenza, ancora attuale, di uno sguardo consapevole sul ruolo della scienza nella societ e della donna nella scienza.”

Dopo la prima a Gualdo Tadino per il giorno della memoria, e il debutto nazionale a Venezia, sono in programmazione nuove date in varie citt italiane, tra cui Milano, Torino, Parma, Roma, Perugia, Terni e Napoli, anche in versione in lingua inglese, per portare questa narrazione al pubblico pi ampio possibile.

Ucraina, Meloni ai Volenterosi: nostri sforzi complementari agli Usa

Roma, 10 lug. (askanews) – “Il lavoro che stiamo svolgendo per consentire a Kiev di ripartire economicamente e ricostruire ciò che è stato distrutto da oltre tre anni di guerra insensata è parte integrante degli sforzi che discuteremo in questo tavolo”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella call tra la stessa Meloni, l’inviato speciale Usa Keith Kellogg, il premier polacco Donald Tusk, quello ucraino Volodymyr Zelensky, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, tutti presenti alla Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina a Roma, con il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer collegati da Londra.

“Ovviamente – ha sottolineato la premier -, i nostri sforzi sono complementari a quelli dell’amministrazione statunitense nel costruire quella pace giusta e duratura che Kiev ha così spesso dimostrato di desiderare più di chiunque altro”.

Secondo Meloni “l’unità occidentale, come ho ripetuto più volte, è fondamentale e quindi sono particolarmente lieto che l’inviato speciale del presidente Trump per l’Ucraina, il generale Kellogg, e i senatori Graham e Blumenthal abbiano partecipato alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, ma anche per la prima volta a questo incontro e a questo tavolon e sono molto orgogliosa che ciò avvenga a Roma, quindi grazie per essere qui”, ha sottolineato la premier.

Blue Forum, Acampora: ora occorrono scelte coraggiose

Roma, 10 lug. (askanews) – “Occorrono scelte coraggiose” per affrontare i cambiamenti che il sistema economico globale sta subendo. E’ il tema centrale del panel di apertura della quarta edizione del Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum, in corso a Unioncamere a Roma. “La grande opera di valorizzazione del sistema mare del paese nata anche con questo Governo, perch il ministro Musumeci il primo ministro per le Politiche del mare di questa nazione, si riscoperta la nostra identit marittima, abbiamo lavorato sul piano triennale del mare”, ha spiegato Giovanni Acampora, Presidente Assonautica Italiana, Si. Camera, CCIAA Frosinone Latina. “Ora bisogna lavorare guardando avanti a scelte coraggiose, come ha rilanciato il nostro presidente Prete parlando del Ponte sullo Stretto di Messina, opera del mare che collega due territori che aspettavamo da tempo. Stessa cosa lavorare per le nuove tecnologie, i nuovi driver dell’innovazione ad esempio”, ha aggiunto. Acampora ha invitato anche a “lavorare sull’innovazione, sull’Intelligenza artificiale, sull’investimento tecnologico”.

"Big! Premio Francesco Di Giacomo", finali 11 e 12 luglio a Zagarolo

Roma, 10 lug. (askanews) – Due serate gratuite, sei band in concorso, ospiti straordinari e una grande orchestra residente per celebrare la musica e l’eredità artistica del cantante del Banco del Mutuo Soccorso. L’11 e il 12 luglio a Zagarolo, nello splendido Giardino Pensile di Palazzo Rospigliosi, si terrà la prima edizione del BIG! – Premio Francesco Di Giacomo, nato per rendere omaggio all’indimenticabile voce del Banco del Mutuo Soccorso, una delle figure più amate e significative della musica italiana, e per dare spazio a formazioni capaci di distinguersi per originalità, creatività e coerenza artistica con l’universo musicale e poetico di Francesco.

Al bando hanno risposto tantissime band da tutta Italia e, tra le candidature, una giuria di esperti – presieduta da Pino Marino e coordinata da Massimo Pasquini – composta da giornalisti, musicisti e operatori del settore, ha selezionato sei formazioni finaliste. Venerdì 11 luglio saliranno sul palco Light Pole, Heartache e LCD; sabato 12 sarà la volta di Pillheads, Ghost on Mars e I Marana. Ogni band presenterà due brani: uno originale e uno scelto dal repertorio di Francesco, tra la sua produzione solista e quella storica con il Banco del Mutuo Soccorso.

Grazie al supporto del main sponsor ZdB saranno assegnati 3 premi di produzione: un EP per il vincitore assoluto, un Singolo con videoclip per il secondo classificato, e un Singolo per la migliore interpretazione del brano di Francesco.

Entrambe le serate si arricchiranno della partecipazione di artisti di grande rilievo che porteranno sul palco contributi musicali e personali nel segno di Francesco: venerdì Gianni Nocenzi membro fondatore del Banco, Petra Magoni, coreAcore, Pino Marino e Andrea Rivera; sabato, Patrizio Fariselli, Peppe Servillo, Ashai Lombardo Arop, Francesco Di Gregorio, Antonello Colonna e la straordinaria coppia Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della Premiata Forneria Marconi.

Ad accompagnare le esibizioni sarà la Resident BIG!, una super band composta da musicisti che hanno condiviso il percorso musicale e umano con Francesco. Ne fanno parte Maurizio Masi, Alessandro Papotto, Paolo Sentinelli, Andrea Pettinelli, Maurizio Pizzardi, Adriano Viterbini, Stefano Saletti e i Têtes de Bois: Carlo Amato, Andrea Satta, Angelo Pelini, Luca De Carlo e Stefano Ciuffi.

Nel corso della manifestazione verrà presentato il brano inedito Bello Francesco, in uscita l’11 luglio su tutte le piattaforme digitali scritto da Andrea Satta, con la pre-produzione artistica dei Têtes de Bois, e prodotto da Lottoventisette di Lele Anastasi e Maurizio Masi. Hanno partecipato alla registrazione Elio, Petra Magoni, Tosca, Adriano Viterbini, Maurizio Masi, Alessandro Papotto e Claudia Delli Ficorelli.

A condurre le serate saranno Timisoara Pinto e Duccio Pasqua di Radio Rai. La direzione artistica del Premio è di Andrea Satta, l’ideazione di Antonella Caspoli. Il main sponsor dell’iniziativa è ZdB. L’ideazione ed elaborazione grafica del logo sono di La Douce.

L’evento, a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria su Eventbrite), è organizzato dai Têtes de Bois in collaborazione con il Comune di Zagarolo. Apertura porte ore 20 – Inizio spettacoli ore 21. Palazzo Rospigliosi Piazza della Indipendenza, 18, 00039 Zagarolo RM

Tutte le info sul sito: www.bigpremiofrancescodigiacomo.it PRENOTAZIONI PER L’INGRESSO SU: https://www.eventbrite.com/e/big-premio-francesco-di-giacomo-tickets-1461775372489 Ufficio stampa Premio BIG!: Fabiana Manuelli – stampa@fabianamanuelli.it

Ucraina, al via call ‘volenterosi’ da Roma. C’è Kellogg, Meloni chiama Starmer e Macron

Roma, 10 lug. (askanews) – E’ iniziato l’incontro in videoconferenza sulll’Ucraina tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’inviato speciale Usa Keith Kellogg, il premier polacco Donald Tusk, quello ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, tutti presenti alla Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina, e il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer collegati da Londra.

"Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia" su La7

Roma, 10 lug. (askanews) – Domenica 13 luglio, alle 11:45 su La7, va in onda la terza tappa del viaggio di “Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia”, il programma condotto da Stefania Capobianco a bordo dei convogli d’epoca della Fondazione FS Italiane.

Questa volta il treno attraversa la Sicilia, in un itinerario che intreccia storia millenaria, paesaggi scolpiti dal sole e suggestioni letterarie. Si parte da Palermo, tra arte e bellezza senza tempo, per raggiungere Agrigento e immergersi nell’atmosfera sacra della Valle dei Templi, tra le colonne doriche dell’antica Akragas.

Il viaggio prosegue verso la costa, fino a Porto Empedocle, borgo marinaro e terra natale di Andrea Camilleri, dove il tempo sembra essersi fermato. Ultima tappa la Scala dei Turchi, teatro naturale di vento e di mare, icona di una Sicilia che sa ancora sorprendere.

Al fianco della conduttrice, come sempre, il capotreno d’eccezione Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane e Amministratore Delegato di FS Treni Turistici Italiani.

“Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia” è una produzione DirAmare in collaborazione con la divisione Branded Content TV di CairoRcs Media, affidata ad Alessandro Valentini, Head of Business Tv.

Calcio, Milan-Como a Perth, serve solo l’ok dell’Uefa

Roma, 10 lug. (askanews) – La Figc ha dato parere positivo alla possibilità di giocare Milan-Como del prossimo febbraio a Perth, in Australia. Per poter delocalizzare la partita occorre ora il via libera formale da Fifa, Uefa, confederazione asiatica e federazione australiana ma le possibilità che si arrivi ad avere luce verde sono in aumento. L’approvazione dell’Uefa è considerata, dall’inizio di questa vicenda, il passaggio chiave.

San Siro a febbraio sarà occupato dalla cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali e Milan-Como, prevista per il weekend del 7-8 febbraio, potrebbe giocarsi in Australia. Il governo dell’Australia occidentale, la zona in cui si trova Perth, si è mosso per ospitare la partita, anche perché conosce il Milan da tempo: a Perth si è giocata l’amichevole Milan-Roma del 31 maggio 2024 e si giocherà la partita tra Milan e Perth Glory del 31 luglio. La Lega ha valutato l’ipotesi interessante e i club sono d’accordo.

Calcio, Italia undicesima nel Ranking Fifa

Roma, 10 lug. (askanews) – I persistenti risultati deludenti della Nazionale italiana di calcio hanno avuto un impatto significativo sulla sua posizione nel ranking FIFA, con gli Azzurri che scendono all’undicesimo posto a livello globale. E’ la prima volta dall’ottobre del 2020 (dove eravamo scesi fino al 12° posto). Il punto più basso è stata la 21^ posizione nel 2018, mentre l’ultima volta in vetta risale al lontano 2007. Questa retrocessione non è solo una questione di prestigio, ma comporta conseguenze pratiche dirette, in particolare per i futuri sorteggi dei tornei internazionali. Se l’Italia dovesse qualificarsi per la Coppa del Mondo 2026 attraverso i playoff, è quasi certo che sarà inserita nella quarta fascia, la più bassa.

Il rischio più immediato riguarda la prossima Coppa del Mondo del 2026 in Nord America. Il percorso di qualificazione è già iniziato in salita con una pesante sconfitta contro la Norvegia, che è costata la panchina a Luciano Spalletti. Ora, con Rino Gattuso al comando, l’Italia deve inseguire e sperare che la Norvegia perda punti per evitare i complessi playoff. Anche se gli Azzurri dovessero superare i playoff, la loro posizione attuale nel ranking li condannerebbe quasi certamente alla quarta fascia nel sorteggio dei gironi mondiali.

Attualmente, l’Argentina, campione del mondo in carica, si conferma in cima al ranking FIFA. Ecco le prime undici posizioni con i punteggi aggiornati:

Argentina con 1885.36 punti Spagna con 1867.09 punti Francia con 1862.03 punti Inghilterra con 1813.32 punti Brasile con 1777.69 punti Portogallo con 1770.53 punti Olanda con 1758.18 punti Belgio con 1736.38 punti Germania con 1716.98 punti Croazia con 1707.51 punti Italia con 1702.58 punti

Ferrero: accordo per acquisire Kellogg per 3,1 mld di dollari

Milano, 10 lug. (askanews) – Ferrero e WK Kellogg hanno siglato un accordo definitivo in base al quale Ferrero acquisisce Kellogg per 23 dollari per azione in contanti, per un valore aziendale complessivo di 3,1 miliardi di dollari.

L’acquisizione, spiega il gruppo di Alba in una nota, che include la produzione, la commercializzazione e la distribuzione del portafoglio di cereali per la colazione di WK Kellogg negli Stati Uniti , in Canada e nei Caraibi, fa parte del piano di crescita strategica di Ferrero e amplia l’offerta dell’azienda in più occasioni di consumo con marchi rinomati e amati e una forte rilevanza per i consumatori.

Almasri, Nordio: bufale per intimidirci e rallentare riforma giustizia

Roma, 10 lug. (askanews) – “Siamo in un momento di dirittura d’arrivo di una riforma epocale della giustizia, le provano tutte per rallentarla o intimidirci, a costo di inventarsi bufale solenni”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, entrando in Senato per il question time e riferendosi alla vicenda del libico Almasri, “Sul caso Almansri non c’è nessuna fuga” del Guardasigilli dal Parlamento “semplicemente perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole. ‘Sin novedad’ quello che ho detto a suo tempo in Parlamento è quello che direi ancora oggi.
La situazione non è assolutamente mutata. Il chiacchiericcio che è stato riportato dalla stampa è completamente infondato e quindi, se sarà necessario, chiariremo al momento opportuno eventuali altre novità, che peraltro ora non si presentano, se non come eventuali violazioni di atti riservati di cui non si riesce a capire come qualcuno sia arrivato in possesso. Questo sarà eventualmente oggetto di chiarimento da parte soprattutto delle autorità giudiziaria”.

Al via il Dionisio Festival, Giobbe Covatta apre la sesta edizione

Roma, 10 lug. (askanews) – Chiavari è pronta ad accendere i riflettori sulla grande prosa: domenica 14 luglio, alle ore 21:30, prende ufficialmente il via la sesta edizione del Dionisio Festival, la rassegna teatrale che dal 2019 anima l’estate ligure con nomi di primo piano della scena italiana. Ad aprire questa edizione sarà l’irriverente intelligenza comica di Giobbe Covatta, con lo spettacolo “70 – Riassunto delle puntate precedenti”, un irresistibile viaggio tra i suoi monologhi più celebri e riflessioni nuove, per festeggiare 70 anni di vita e 40 di carriera.

Un ritorno attesissimo per un festival che ha superato i 30.000 spettatori nelle passate edizioni, imponendosi come punto di riferimento nazionale per il teatro estivo all’aperto. Concepito e organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari con la direzione artistica dell’attore Davide Paganini, il Dionisio Festival si conferma come evento di qualità, accessibile a tutti: tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito.

“Il Dionisio Festival è cresciuto anno dopo anno fino a diventare un appuntamento simbolo dell’estate ligure. Quella che era nata come una scommessa culturale oggi è una realtà affermata ed elogiata dalla critica. La vera forza di questo festival è l’accessibilità: portiamo il grande teatro in piazza, lo rendiamo gratuito, lo mettiamo nelle mani e negli occhi di tutti, senza barriere” spiega Silvia Stanig, l’assessore alla Cultura del Comune di Chiavari.

Il festival si svolgerà come da tradizione nella scenografica Piazza Nostra Signora dell’Orto, con un cartellone trasversale che mescola comicità, poesia, teatro civile, musica e narrazione.

“Il Dionisio Festival è una scommessa vinta con il cuore – asserisce il direttore artistico Davide Paganini – siamo partiti con l’idea di fare teatro in modo autentico e popolare, e oggi ci ritroviamo con un pubblico affezionato e artisti straordinari. Questa edizione è la più ambiziosa di sempre: ci saranno risate, poesia, riflessioni e sorprese. Il teatro che ci piace è quello che fa pensare, ma anche quello che fa battere le mani e il cuore.”

Il programma 2025: 14 luglio – Giobbe Covatta in “70 – Riassunto delle puntate precedenti” Uno spettacolo “gastronomico” che mescola i grandi temi cari all’artista – religione, ambiente, vecchiaia, Sud del mondo – con la leggerezza della sua comicità intelligente. 22 luglio – Paolo Nani in “La Lettera”Un cult internazionale che racconta la stessa storia in 15 varianti teatrali, dal western all’horror, con ironia e maestria. 27 luglio – Giorgio Colangeli in “E quindi uscimmo a riveder le stelle”Un viaggio poetico tra Dante, Leopardi e l’anima umana, con uno degli attori più intensi del panorama italiano. 2 agosto – Roberta Bruzzone in “Favole da incubo”Un format tra divulgazione e teatro che rilegge fiabe e archetipi con l’occhio dell’analisi psicologica e criminologica. 6 agosto – Ascanio Celestini in “Poveri cristi”Un racconto corale che illumina con ironia e tenerezza le vite degli “invisibili” del nostro tempo. 10 agosto – Fabrizio Casalino in “Fin qui tutto bene”Satira e musica per una chiusura in leggerezza, firmata da uno dei volti più amati della comicità italiana. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno presso l’Auditorium San Francesco.

Cinema, torna Schermi Cinema Multipiazza: l’edizione V in 4 regioni

Roma, 10 lug. (askanews) – Torna Schermi Cinema Multipiazza, la rassegna cinematografica itinerante organizzata dall’associazione Divina Mania con la direzione artistica di Mauro Lamanna e la collaborazione di Gianmarco Saurino, che dal 2018 trasforma i quartieri popolari e le periferie in arene cinematografiche a cielo aperto.

Dopo il successo degli anni precedenti, che avevano coinvolto le piazze e i quartieri di Catanzaro, per la quinta edizione il progetto si espande, coinvolgendo quattro regioni – Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio – e toccando sei città – Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Foggia, Nicosia e Longone Sabino – per oltre venti appuntamenti gratuiti da luglio a settembre.

Fulcro del progetto è sempre quello di portare il grande cinema in luoghi in cui la programmazione culturale è limitata o spesso assente. Il Cine-furgone, con il suo schermo installato lateralmente, attraversa le periferie creando spazi di incontro, di formazione e di festa, con un ricco palinsesto di proiezioni, ma anche laboratori, workshop e masterclass, coinvolgendo direttamente le comunità locali e animando le piazze delle città.

Tanti gli ospiti d’eccezione che accompagneranno le proiezioni, contribuendo a trasformare ogni tappa della rassegna in un momento di incontro tra cinema, territorio e comunità. La quinta edizione prenderà il via a Catanzaro con tre serate consecutive: lunedì 21 luglio, nel quartiere Gagliano, con la proiezione de I due marescialli di Sergio Corbucci e la partecipazione di Giuseppe Scoditti; martedì 22 luglio, in Viale Isonzo, con La ricerca della felicità di Gabriele Muccino introdotto da Giancarlo Commare; mercoledì 23 luglio, nel quartiere di Santa Maria, Vincenzo Nemolato presenterà la proiezione di The Departed di Martin Scorsese.

La programmazione per il mese di luglio si sposterà nel Lazio a Longone Sabino per una serata realizzata in collaborazione con U Cinemittu, il cinema più piccolo d’Italia, dove domenica 27 luglio Luca Marinelli incontrerà il pubblico prima della proiezione di un classico della nostra commedia come I vitelloni di Federico Fellini. Giovedì 31 luglio il Cine-furgone approderà in Sicilia, a Nicosia, con Le sorelle Macaluso di Emma Dante alla presenza di una delle protagoniste del film, Donatella Finocchiaro.

Nel corso della lunga estate di Schermi Cinema Multipiazza 2025, saranno tanti altri i volti del cinema e della cultura che attraverseranno le piazze della rassegna, accompagnando le proiezioni e incontrando il pubblico. Tra i protagonisti già confermati Laura Adriani, Antonella Attili, i Fratelli D’Innocenzo, Anna Foglietta, Pilar Fogliati, Mariachiara Giannetta, N.A.I.P., Filippo Luna, Davide Manca, Pierpaolo Spollon, Giuseppe Spata, Gianmarco Saurino, Giacomo Triglia, e altri ospiti ancora da annunciare.

In libreria una guida insolita e divertente per scoprire la montagna

Roma, 10 lug. (askanews) – Esce domani in libreria ‘Montagna. Istruzioni per l’uso’ (Laterza), una guida insolita e divertente, opera prima di Giulia Negri, 35 anni, giornalista e divulgatrice scientifica, maestra di sci, da sempre grande appassionata della montagna, che Askanews ha intervistato per l’occasione.

Giulia, com’è nata l’idea di questo libro.

Negli ultimi anni ho visto cambiare molto la frequentazione estiva della montagna: se prima del Covid, al Passo del Tonale dove vivevo, si assisteva a un grande flusso di turisti solo nelle due settimane di Ferragosto, dopo questo evento il periodo si è dilatato, le presenze sono aumentate. Soprattutto, hanno iniziato a frequentare zone di alta quota anche persone che non c’erano mai state. Penso che l’idea di parlare e fare informazione sempre di più su questi temi sia nata lì, vedendo le difficoltà e gli errori di molti. Tra i ‘puristi’ e aspiranti tali si è molto diffuso il termine spregiativo ‘merenderos’, che farebbe riferimento ai turisti non abituali della montagna: non mi è mai piaciuto questo atteggiamento di superiorità nei confronti di chi magari ha meno competenze perché semplicemente non ha ancora avuto modo di imparare. Siamo tutti stati ‘merenderos’ in qualche fase della nostra vita, e lo siamo tutti nei confronti di qualcun altro, più preparato, con più esperienza… Per questo ho deciso di scrivere una guida che cercasse di dare le informazioni di base, però con tono leggero e ironico, partendo spesso dai miei errori. Primo, perché credo che per imparare sia necessario compiere anche degli sbagli – benché, magari, alcuni di quelli che ho fatto non ve li consigli. Secondo, perché personalmente ho sempre preferito imparare da chi mostrava empatia e comprensione per i miei dubbi e paure, piuttosto che da chi pontificava con tono sdegnoso. Terzo, perché amo profondamente la montagna, so quanto si tratti di territori fragili, e mi auguro che una maggiore consapevolezza permetta di compiere scelte migliori per questi ambienti. Spero che questo libro, prima di tutto, possa essere utile: se risparmierò anche solo qualche intervento al Soccorso Alpino, avrò raggiunto il mio obiettivo. Devo anche ringraziare il mio collega e amico Marco, che ha iniziato a fare trekking proprio mentre avevo cominciato a scrivere, e con le sue domande mi ha offerto degli ottimi spunti da approfondire tra le pagine…

Parlami del tuo rapporto con la montagna

Mentre stavo scrivendo i primi capitoli del libro, la mia mamma mi ha inviato per caso una fotografia che non avevo mai visto: avevo pochi mesi, e dormivo accanto a lei sulla coperta, in un prato, durante una camminata. Ho frequentato la montagna fin da piccolissima, in estate venivo a stare dai nonni nel paese dove vivo ora, a mille metri di altitudine, perché da sempre soffro molto il caldo e smettevo addirittura di mangiare. Per me questi luoghi rappresentavano anche la libertà, potevo andare da sola in paese o a fare un giretto nei boschi, cosa che invece non accadeva in città. L’amore per lo sci ha fortificato ulteriormente il tutto, da che io ricordi c’è sempre stato questo sogno nel cassetto di potermici trasferire: ogni volta che c’era da tornare in pianura avevo il magone, e non vedere più le cime intorno a me mi dava un leggero senso di mancanza d’aria. Adoro anche il mare, ma riesco a sopravvivere se non ho modo di andarci, mentre se sto troppo lontana dalle montagne soffro. Finiti gli studi, quando ho iniziato a collaborare con le testate, di fatto lavoravo da remoto e una volta che ero provvista di connessione internet poco importava dove mi trovassi. È stato in quel momento che mi sono resa conto di quanto sarebbe stato meglio spostarmi, e che avrei potuto realizzare l’altro sogno di bambina, quello di allenarmi e provare a diventare maestra di sci. Ci sono stati momenti complicati, come quando avevo un piede rotto, non faceva che nevicare e riuscire anche solo a fare la spesa o procurarmi i medicinali era una vera impresa… Una scelta di questo tipo, poi, porta con sé inevitabilmente una certa dose di solitudine, e obbliga a spostamenti più lunghi e onerosi sia per le questioni lavorative, che per ritrovarsi con i propri affetti. Ma i panorami, la calma che i piccoli paesi riescono a regalare, non hanno prezzo. Non credo che riuscirei mai a vivere in una grande città, circondata solo da cemento. In compenso, non ho mai scalato: ho provato un’unica volta, su una parete artificiale, molti anni fa. L’istruttore giocò un brutto tiro a noi ragazze: alla prima disse che aveva fatto un ‘nodo sapone’, e mentre scendeva, con tutto il peso sulla corda, le urlò che si stava sciogliendo. Io salii dopo di lei, ancora con il cuore in gola, le ginocchia che tremavano, una sensazione come di scossa elettrica nelle mani. Provo la stessa cosa, nelle dita, anche solo guardando i video di persone che arrampicano. È un grosso rimpianto, penso sia qualcosa di bellissimo… Per questo credo che il ruolo di chi insegna, di chi avvicina alle montagne e agli sport che vi si praticano, sia importantissimo; soprattutto quando si lavora con i bambini. Deridere, o criticare in malo modo, provocano allontanamento, sfiducia, se non addirittura odio. È una grande responsabilità e bisogna cercare di gestirla al meglio.

Secondo il Rapporto Uncem presentato la settimana scorsa si assiste a un risveglio della montagna. Negli ultimi cinque anni la popolazione nelle zone montane è cresciuta di centomila unità. Come ti spieghi questo fenomeno?

Innanzitutto bisogna capire cosa si intende con montagna: definirla è meno semplice di quanto si creda, basti pensare che, se guardiamo alla delimitazione giuridico-amministrativa, che fa riferimento all’elenco dei ‘comuni montani’ definiti dalla legge n. 991/1952, parliamo del 60% della superficie del territorio nazionale (più di 4.000 comuni su 7.901, tra i quali, per esempio, anche Roma e Cesena, che non sono magari i primi luoghi che immagineremmo, pensando alla montagna). La delimitazione statistica, invece, si basa sulla suddivisione del territorio nazionale per zone altimetriche, che sono definite di montagna se si trovano sopra i 600 metri di altitudine nell’Italia settentrionale e 700 in quella centro-meridionale (interna e litoranea). In questo caso staremmo parlando di 2.487 su 7.901 comuni italiani, ovvero del 35,2% della superficie nazionale. Già più sensato. Da quello che leggo, il rapporto Uncem parla di una crescita di 100.000 unità in 3.471 comuni di montagna: bisognerebbe quindi capire quali aree sono state conteggiate, per poter esprimere un parere circostanziato. In generale, quello che mi sento di dire è che è importante andare a fare un discrimine su quelle che sono davvero zone di montagna, per poter mettere in campo politiche e investimenti basati sulle specificità di questi territori: citando il Libro Bianco sulla Montagna, realizzato da UNIMONT (polo montano dell’Università Statale di Milano, su incarico del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri), a proposito di Trentino-Alto Adige, leggiamo come sia ‘una delle due regioni totalmente montane a mostrare la situazione migliore per quanto riguarda le imprese, l’occupazione e il reddito medio imponibile, a rimarcare che la montanità non costituisce di per sé un fattore limitante’. Quindi, in quei luoghi in cui i servizi essenziali non sono forniti solo sulla base della densità di popolazione – che in montagna è per forza di cose piuttosto bassa – e non si innesca quindi un circolo vizioso che allo spopolamento vede seguire ulteriore abbandono per mancanza dei servizi stessi, è plausibile che le persone possano scegliere la montagna per vivere. Soprattutto a fronte di temperature sempre più proibitive nelle zone di pianura. È possibile che questo fenomeno si sia intensificato nel momento in cui diversi luoghi di lavoro hanno permesso ai dipendenti lo smart working, soprattutto dopo il Covid, e grazie alla digitalizzazione. Per fare un esempio, a casa mia ho la fortuna di avere la fibra fino al mio appartamento, cosa che nell’abitazione di famiglia, appena fuori Pavia, ancora non c’è… Sempre con il Covid credo sia anche aumentata la consapevolezza di quanto sia importante il benessere personale, sia fisico che mentale, e quindi diverse persone potrebbero aver scelto di lasciare le grandi città in favore di comuni di dimensioni più ridotte, più a contatto con la natura. Siamo, però, nel campo delle ipotesi, penso sarebbe interessante andare a fare uno studio su questo tema…

Il cambiamento climatico sta cambiando la montagna? Se sì – come dimostrano gli scioglimenti dei ghiacciai – in che modo?

I cambiamenti sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti e tutte. Nel libro ho parlato soprattutto di quelli che ci colpiscono quando andiamo a camminare, ma dopo gli eventi dell’ultimo periodo direi che non si può non partire dalla questione del rischio idrogeologico: come le colate detritiche in Cadore, o a Bardonecchia, o la frana che in Svizzera, a fine maggio, ha raso al suolo il 90% del villaggio di Blatten, altri sono a rischio. Da un lato abbiamo eventi estremi sempre più violenti e frequenti, dall’altro c’è il problema dell’innalzamento delle temperature anche a quote molto elevate, che provoca la fusione del permafrost – ovvero di quello strato di suolo che, normalmente, rimarrebbe sempre ghiacciato -, rendendo instabili molte pareti rocciose. Come non ricordare, poi, anche il tragico crollo in Marmolada, avvenuto tre anni fa… Questi sono ormai, di fatto, pericoli di cui si deve tenere conto, sia vivendo in questi luoghi, che anche solo frequentandoli. Poi, appunto, la neve è più rara e dura meno, la copertura glaciale si riduce, la disponibilità di acqua potabile diminuisce – influenzando la produttività agricola, l’irrigazione, la produzione di energia idroelettrica -, l’erosione e il dissesto stanno accelerando, gli ecosistemi devono fare i conti con temperature molto diverse. Perdiamo specie animali e vegetali, ci ritroviamo a vivere eventi come Vaia, l’epidemia di bostrico ha colpito duramente i nostri boschi… Gli ambienti montani risentono più di altri del climate change, purtroppo.

Quali consigli ti senti di dare ai neofiti per avvicinarsi alla montagna in modo intelligente?

A chi vuole la risposta completa, consiglio di leggere il libro. Per chi desidera una breve anticipazione, suggerisco, se possibile, di iniziare con l’amico o l’amica, o il parente che ha più esperienza, o, se è qualcosa che può piacere, iscriversi magari a dei trekking di gruppo. Io non ne ho mai fatti moltissimi perché mi piace godermi il viaggio più che raggiungere la meta, e mi fermo sempre a fare fotografie, a controllare animali e piante, qualcosa che chiaramente quando sei con altri non è fattibile. Però su certi percorsi che non mi sarei sentita di fare da sola è stata un’ottima soluzione. Poi, non prefiggiamoci una certa destinazione solo perché super gettonata sui social se non abbiamo mai fatto nulla, cerchiamo qualcosa di semplice, soprattutto come dislivello – ovvero i metri che dovremo prima salire, poi scendere. Utilizziamo delle scarpe con un buon grip, se non le vogliamo acquistare apposta cerchiamo almeno nell’armadio quelle con la suola meno liscia, in modo che facciano più presa e non scivoliamo, portiamo con noi cibo, acqua e dei vestiti più pesanti – in quota fa sempre più freddo, e il meteo può cambiare rapidamente. Controlliamo quest’ultimo, magari non limitandoci alle app, se sono previsti temporali meglio cambiare meta o rinunciare. Rinunciare è il termine chiave: se non ci sentiamo sicuri, se vediamo che sta diventando buio, che sta arrivando il brutto tempo, che un passaggio sembra troppo difficile… Il vero obiettivo, quando si va in montagna, non è raggiungere il luogo X, ma è tornare a casa interi. Se abbiamo delle patologie, informiamoci con il nostro medico su eventuali controindicazioni o precauzioni, non dimentichiamo la crema solare anche in caso di nuvole. E, se vediamo degli animali, non avviciniamoci, non cerchiamo di toccarli: la natura non è quella che vediamo nei cartoni animati, anche gli erbivori sanno difendersi e come risultato rischiamo di farci male noi e far abbattere un animale – come i recenti eventi di cronaca ricordano.

M.O., Schlein: solidarietà ad Albanese, vergognoso silenzio governo

Roma, 10 lug. (askanews) – “Esprimo la mia solidarietà e quella del Partito Democratico a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, per il pesante attacco che sta subendo in queste ore da parte dell’amministrazione Trump, con le sanzioni annunciate da Rubio nei suoi confronti. Questo non è solo l’ennesimo attacco al multilateralismo da parte di Trump, ma anche la conferma del suo sostegno al piano criminale di Netanyahu in Palestina, che Albanese ha sempre denunciato con forza. E trovo vergognoso che il governo italiano non abbia detto una parola in difesa di una cittadina italiana che svolge un incarico così delicato presso l’ONU. Un silenzio di Meloni e Tajani che imbarazza l’Italia e che si aggiunge al loro immobilismo su quanto sta accadendo a Gaza e in tutta la Palestina”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Rubio vede Lavrov: incontro franco, serve road map verso tregua in Ucraina

Roma, 10 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti vogliono una road map per la fine della guerra in Ucraina, ha dichiarato il segretario di Stato americano Rubio dopo l’incontro a Kuala Lumpur con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, a margine della riunione ministeriale Asean. Un colloquio definito dal capo della diplomazia americana “franco e importante”, riferiscono le agenzie russe e internazionali. “Abbiamo bisogno di vedere una tabella di marcia per capire come questo conflitto possa concludersi. Abbiamo poi condiviso alcune idee su come potrebbe essere, e ovviamente riferirò tutto al presidente già questa sera, con la speranza che ci sia qualcosa su cui poter costruire,” ha detto Rubio ai giornalisti dopo l’incontro con Lavrov.

Start up italiana e stampa 3D, sfida vinta contro gli ostacoli

Roma, 10 Lug. (askanews) – Secondo una recente indagine, il settore della stampa 3D ha raggiunto un valore di 28,1 miliardi di dollari nel 2024, con un tasso di crescita annuo (CAGR) previsto tra il 18% e il 24%. Questo porter il mercato a valere oltre 57,1 miliardi di dollari nel 2028. “Le potenzialit sono enormi”, spiega Fabio Monteleone, ingegnere e amministratore di The Genesys, una startup innovativa che punta a rivoluzionare il settore. “Tuttavia, per un’espansione su larga scala necessario superare alcuni limiti. La complessit delle macchine le rende inaccessibili ai meno esperti, mentre l’impossibilit di controllare il numero di copie stampabili da un file dissuade le aziende strutturate dall’ingresso in questo promettente mercato”. Con The Genesys, Monteleone offre una soluzione concreta, introducendo un nuovo paradigma per il settore industriale che promuove un sistema produttivo decentralizzato e sostenibile.

The Genesys un sistema innovativo nato in Italia che sta gi rivoluzionando l’industria globale della stampa 3D. “La nostra tecnologia”, sottolinea Monteleone, “permette di stampare oggetti pubblicati nel nostro store da aziende e designer in modo semplice, accessibile e sicuro. Basta collegare il nostro hardware alla stampante per eliminare il complesso processo di slicing, garantendo una qualit di stampa superiore. Con un semplice click, possibile dar vita ai prodotti scelti dall’app o dal marketplace. “Questa tecnologia elimina la necessit di spedizioni, con i prodotti che prendono forma direttamente a casa degli utenti. “Gli unici limiti sono la fantasia e la creativit di aziende e creator”, continua Monteleone, “che possono trasformare un semplice file 3D in un prodotto tangibile ovunque nel mondo, riducendo drasticamente i costi di ingegnerizzazione, linee produttive e magazzino. Una vera rivoluzione di cui siamo orgogliosi.”

Fino ad oggi, i file 3D condivisi sui marketplace non permettevano di controllare il numero di copie stampabili, compromettendo la propriet del prodotto. “La nostra soluzione cambia le regole del mercato”, afferma Monteleone. “Con il nostro sistema brevettato basato sulla blockchain, possibile vendere modelli 3D in totale sicurezza, controllando perfino la tiratura delle copie stampabili.”

Grazie agli NFT, l’esperienza di stampa offerta all’avanguardia, utilizzando tecnologie di certificazione avanzate che garantiscono un controllo totale sulle vendite. “Ogni download corrisponde a una stampa effettiva grazie all’NFT ‘Right to Print’, che pu essere scambiato anche su piattaforme esterne. I file originali non vengono mai ceduti agli acquirenti, proteggendo cos i diritti di propriet intellettuale.”

Una volta completata la stampa, l’NFT ‘Right to Print’ viene eliminato e viene generato un nuovo NFT ‘Proof of Print’, che certifica l’originalit e la tracciabilit del prodotto. Questo sistema innovativo rappresenta una svolta per le aziende e i creator che vogliono mantenere il pieno controllo sulle proprie creazioni.

Ucraina, Meloni: dalla Russia nessuna disponibilità, su nulla

Roma, 10 lug. (askanews) – “Fin da subito Zelensky e l’Ucraina hanno accettato la proposta del cessate il fuoco incondizionato, così come hanno assicurato la disponibilità alla fase negoziale. Dall’altra parte nessuna disponibilità è fin qui è arrivata da parte russa, su nulla. Per questo, ed è stato oggetto del nostro dialogo, ribadiamo che secondo noi il percorso è chiaro ed è duplice: continuare a sostenere l’Ucraina e dall’altra parte mantenere, anzi rafforzare, la pressione sulla Russia, soprattutto utilizzando lo strumento delle sanzioni per una pace che sia giusta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa seguite al bilaterale col presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina, in corso al centro congressi La Nuvola di Roma.

“La pace – ha sottolineato Meloni – si costruisce con la deterrenza, è questa la linea che in maniera estremamente coerente questo governo ha mantenuto sin dall’inizio dell’invasione” russa.

Edilizia in crisi, ma a Milano si punta sulla democratizzazione

Roma, 10 Lug. – Il mercato delle ristrutturazioni edilizie sta affrontando una significativa contrazione dopo anni di crescita sostenuta dagli incentivi statali. Nel 2025, il bonus ristrutturazione in Italia scender dal 50% al 36%, con un impatto considerevole sui conti per i lavori di ristrutturazione domestica. Questo cambiamento normativo si inserisce in un contesto gi complesso: a Milano, le richieste di ristrutturazione sono calate nei primi mesi dell’anno rispetto al periodo precedente, segnalando difficolt crescenti per molte imprese del settore.

In questo scenario di incertezza, emergono approcci innovativi che puntano a rivoluzionare il mercato. Marco Porpora, Ceo di Ristrutturazione Smart MP, ha sviluppato un modello di business che sfida le logiche speculative che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni. ‘Ho notato che nel 2025 i fatturati si sono drasticamente abbassati rispetto ai tre anni precedenti, quando avevo chiuso con numeri altissimi. Mi sono fatto delle domande e ho analizzato a fondo la situazione’, racconta Porpora.

La sua analisi ha rivelato un problema sistemico: durante il periodo dei superbonus, molte imprese hanno gonfiato artificialmente i prezzi.’ Da questa consapevolezza nato il suo progetto con un approccio che punta sulla trasparenza dei prezzi e sulla qualit del servizio.

‘Non un’alternativa agli incentivi dello Stato, ma offre l’opportunit di ristrutturare a prezzi onesti, continuando a detrarre il 50% in 10 anni. Solo cos il cliente ha un vero vantaggio con la detrazione’, sottolinea Porpora.

Il modello si basa su un’attenta analisi dei costi e su economie di scala. L’imprenditore ha standardizzato le offerte per tipologie di intervento, dal bagno al monolocale completo, includendo anche elementi in omaggio come cucine o serramenti. ‘Questo approccio controcorrente sta gi dando i suoi frutti, trovando apprezzamento tra i potenziali clienti che si sentono al sicuro, senza sorprese finali’, afferma Porpora.

Nonostante il settore edilizio italiano preveda per il 2025 un volume di investimenti di quasi 78 miliardi di euro, con un aumento del 7,5% a valori deflazionati dopo incrementi del 13,8% nel 2024 e del 23% negli anni precedenti, la distribuzione di questa crescita non uniforme. Molte piccole imprese faticano a rimanere competitive in un mercato che ha visto l’ingresso di operatori improvvisati durante il boom dei bonus.

L’approccio proposto da Porpora rappresenta una risposta alle sfide che il settore edilizio dovr affrontare nei prossimi anni, con la progressiva riduzione degli incentivi statali e la necessit di tornare a un mercato pi trasparente e sostenibile

Dieci chili vecchi smartphone per salvare gli scimpanzé

Roma, 10 lug. (askanews) – Riciclare un vecchio smartphone (con le sue terre rare) può aiutare la sopravvivenza delle popolazioni di scimpanzé in natura. Soprattutto quelle che abitano la Repubblica Democratica del Congo, depositaria dell’80% delle riserve di coltan, con un’attività estrattiva che la rende secondo produttore mondiale nel mercato delle componenti elettroniche. Il parco Natura Viva a Bussolengo, in provincia di Verona, ricorda di ospitare l’unica colonia d’Italia di scimpanzé centrali, già “minacciati” di estinzione (Pan troglodytes troglodytes), e lancia la sfida: raccogliere 10 chilogrammi in 10 giorni tra cellulari, smartphone e tablet in disuso. Per poi divenire punto di raccolta permanente per questi dispositivi, in collaborazione con il Jane Goodall Institute Italia.

L’annuncio arriva in occasione della Giornata Mondiale degli Scimpanzé, che cade il 14 luglio e che verrà celebrata con una protagonista d’eccezione: Samy, la seconda scimpanzé più anziana d’Europa, che festeggia quest’anno 53 anni (più del doppio dell’aspettativa di vita in natura).

“Riutilizzare gli elementi preziosi contenuti negli apparecchi elettronici – spiega Katia Dell’Aira, responsabile Education della Fondazione del parco Natura Viva – resta oggi una delle soluzioni più efficaci per allentare la pressione mineraria che colpisce gli ecosistemi pluviali dell’Africa centrale. Si stima che in Italia restino chiusi in un cassetto circa 30 milioni di cellulari non più utilizzati. Una vera e propria “prigione” per 16 dei 17 elementi più rari della Terra, che potrebbero avere un ciclo di vita molto più lungo. Tra questi c’è anche il coltan, minerale estratto in un’area in cui qui vive quasi la metà delle popolazioni di scimpanzé centrale, in un habitat già molto fragile a causa di bracconaggio, malattie e conversione agricola. La conseguenza diretta è la perdita di habitat per interi gruppi di questa specie, che dipendono dagli alberi per cibo, rifugio e socialità. Vorremmo che il nostro pubblico, prima di venire a trovarci, “aprisse quel cassetto”. Perché i telefoni che non usiamo più sono riciclabili fino all’80% delle loro componenti. Ma prima si conferiscono, maggiore sarà la possibilità di ottenere elementi in buono stato da utilizzare ancora a lungo”.

A partire da sabato 12 luglio, il parco Natura Viva ospiterà 3 teche permanenti per accogliere i dispositivi elettronici in disuso. “Il primo traguardo – prosegue Dell’Aira – è raccogliere 10 chilogrammi di apparecchiature, che corrispondono a circa 60 smartphone. Sarà il Jane Goodall Institute Italia, grazie ai propri partner, a programmare la raccolta e la lavorazione successiva. Se partecipasse anche solo una piccolissima percentuale degli oltre 500.000 visitatori che ogni anno percorre questi sentieri, potremmo davvero dire di aver agito concretamente per la tutela degli scimpanzé. Con un gesto semplice, che può fare una grande differenza”.

Zelensky: la Conferenza di Roma è segnale di fiducia, sopravviveremo

Roma, 10 lug. (askanews) – La Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina “non è solo un incontro, un segnale politico di unità e ripresa” ma anche un luogo in cui sono stati registrati “risultati pratici, accordi”, con la “partecipazione di oltre 500 aziende”: si tratta di un segnale molto importante, un segnale di fiducia verso l’Ucraina, che sopravviveremo a questa guerra, ma anche che rafforza la stabilità comune dell’Europa”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in dichiarazioni congiunte alla stampa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, in corso a Roma.

Ucraina, Meloni: c’è interesse a investire e scommettere su Kiev

Roma, 10 lug. (askanews) – “L’incredibile partecipazione a questa conferenza è anche la prova del fatto che c’è un interesse concreto, reale a investire, a scommettere sull’Ucraina, sulla sua economia, su un futuro di prosperità per questa nazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa seguite al bilaterale col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a margine della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina, in corso al centro congressi La Nuvola di Roma.

“Chiaramente l’Italia – ha proseguito la premier – ritiene di essere assolutamente all’altezza di questa sfida e ha deciso di dare il suo contributo con risorse, con la firma di numerosissimi accordi, con la creazione di strumenti finanziari assicurativi per le aziende che intendono investire, che è un elemento particolarmente importante ma anche attraverso il contributo diretto di quelle aziende del nostro tessuto produttivo e voglio davvero ringraziare le aziende per il loro impegno senza il quale chiaramente nulla di tutto questo sarebbe possibil”, ha sottolineato la premier.

IIC Londra, Ippica come cultura e sviluppo: focus tra Italia e Gb

Roma, 10 lug. (askanews) – Una riflessione sull’ippica in Italia e nel Regno Unito e sul ruolo del cavallo inteso non solo come “animale che corre” ma come essere vivente che va tutelato dall’inizio alla fine della sua vita e che, con l’ippoterapia, puà offrire un grande contributo nella lotta alle dipendenze ed al disagio mentale. All’Istituto Italiano di Cultura di Londra si sono confrontati con il direttore generale per l’Ippica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Remo Chiodi gli esponenti più importanti dell’ippica britannica: un settore che oltre Manica, al di la dell’essere un fenomeno di costume con eventi social del calibro di Ascot, genera circa 85.000 posti di lavoro, produce lo 0,3% del PIL (5-6 miliardi di sterline all’anno) e porta nelle casse dello Stato £1-1,2 miliardi all’anno in entrate fiscali, tra tasse dirette (scommesse, reddito) e indirette (IVA, tasse societarie). Numeri enormi rispetto al settore in Italia, che è stato definito nell’incontro lo “sleeping giant”, il gigante dormiente dell’ippica mondiale.

Tuttavia, ribadisce Chiodi, “nel nostro Paese, grazie alla volontà del Ministro Lollobrigida e del Sottosegretario La Pietra, è partita un’azione di profondo rinnovamento e rilancio del comparto ippico, anche attraverso azioni di promozione e riposizionamento in sede internazionale e un nuovo brand, “Grande ippica italiana”, che punta a valorizzare le grandi eccellenze ippiche italiane, guardando al cavallo come atleta ma anche come elemento di cultura, di valorizzazione del territorio, di sostenibilità, di inclusione sociale, quale attore cardine nella riabilitazione di disabilità ed anche soggetto di temi artistici”.

Un impegno apprezzato da Brant Dunshea, CEO della potentissima British Horseracing Authority, e Paull Khan della European and Mediterranean Horseracing Federation, che hanno racccontato la storia di un modello di successo che, secondo il direttore Francesco Bongarrà, “può e deve essere replicato culturalmente ed economicamente in Italia”. “Nella consapevolezza – ha sottolineato Dunshea – che tutto passa innanztitutto dal rispetto dell’animale”. E da Londra Chiodi propone: “L’UNESCO riconosca il contributo del cavallo alla civiltà umana attraverso l’iscrizione del rapporto tra uomo e cavallo nella lista del patrimonio culturale immateriale mondiale”.

Papa: ognuno diventi protagonista della ‘rivoluzione’ della cura

Città del Vaticano, 10 lug. (askanews) – “Ogni parrocchia, ogni associazione, ogni gruppo ecclesiale è chiamato a diventare protagonista della ‘rivoluzione’ della gratitudine e della cura, da realizzare facendo visita frequentemente agli anziani, creando per loro e con loro reti di sostegno e di preghiera, intessendo relazioni che possano donare speranza e dignità a chi si sente dimenticato”. A chiederlo è Papa Leone nel suo Messaggio, reso noto oggi, in occasione della prossima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, giunta alla sua quinta edizione, voluta da Papa Francesco.

Una Giornata che si terrà il 27 luglio, sul tema “Beato chi non ha perduto la sua speranza”.

Guardando alle persone anziane anche nella prospettiva giubilare, scrive Papa Leone, “anche noi siamo chiamati a vivere con loro una liberazione, soprattutto dalla solitudine e dall’abbandono. Questo anno è il momento propizio per realizzarla: – aggiunge il Papa – la fedeltà di Dio alle sue promesse ci insegna che c’è una beatitudine nella vecchiaia, una gioia autenticamente evangelica, che ci chiede di abbattere i muri dell’indifferenza, nella quale gli anziani sono spesso rinchiusi”.

Papa Prevost fa poi notare come “le nostre società, ad ogni latitudine, si stanno abituando troppo spesso a lasciare che una parte così importante e ricca della loro compagine venga tenuta ai margini e dimenticata. Davanti a questa situazione, – è il suo invito – è necessario un cambio di passo, che testimoni un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la Chiesa”.

Questo nella consapevolezza che, scrive ancora il pontefice nel suo messaggio, se “è vero che la fragilità degli anziani necessita del vigore dei giovani, è altrettanto vero che l’inesperienza dei giovani ha bisogno della testimonianza degli anziani per progettare con saggezza l’avvenire”.

“Quanto spesso – conclude il Papa – i nostri nonni sono stati per noi esempio di fede e di devozione, di virtù civiche e impegno sociale, di memoria e di perseveranza nelle prove! Questa bella eredità, che ci hanno consegnato con speranza e amore, non sarà mai abbastanza, per noi, motivo di gratitudine e di coerenza”.

Milano, ecco la tre giorni dedicata all’oncologia del futuro

Milano, 10 lug. (askanews) – Tavole rotonde, convegni e panel per ragionare insieme sul futuro dell’oncologia. Arriva a Milano Midsummer School 2025, una tre giorni organizzata da Motore Sanit in collaborazione con Regione Lombardia e Istituto Europeo di Oncologia, con tutti i protagonisti del panorama istituzionale, imprenditoriale e medico. Abbiamo parlato con Romano La Russa, Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Regione Lombardia:

“Oggi indubbiamente una cosa sempre e comunque estremamente grave ma qualche speranza in pi rispetto al passato oggi la possiamo avere e questo solo ed esclusivamente dovuto alla grande ricerca che negli anni ci stata fatta in Italia, in particolare in Lombardia e la nostra regione, la regione Lombardia, a questo d molta importanza, molto peso ed per quanto riguarda la nostra sanit indubbiamente all’avanguardia e come primo punto senza la ricerca, ripeto, non si va da nessuna parte quindi la regione assolutamente impegnata al fianco di tutti gli ospedali, pubblici e privati”.

Oncologia del futuro e medicina di precisione tra i grandi blocchi tematici, per capire insieme le prospettive e gli scenari. Poi focus sulla stomia e su tutto ci che riguarda la qualit di vita dei pazienti oltre all’impatto delle infezioni del sito chirurgico sul paziente oncologico. Spazio poi all’innovazione e alle nuove sfide, come quella legata all’intelligenza artificiale e al Gemello Digitale Umano. poi intervenuto Alessandro Maiocchi, Innovation Hub Director Bracco:

“Alcuni aspetti dell’oncologia in particolare richiedono comunque l’intervento di tecnologie sempre pi avanzate a diversi livelli non solo quello diciamo del trattamento ma anche soprattutto quello dedicato alla comprensione della patologia e quindi la raccolta di informazioni, dati di vario tipo, proteomico, genomico e quant’altro che poi devono essere trattati, devono essere gestiti, devono essere analizzati al fine di generare un’informazione utile per uno sviluppo successivo sui nuovi trattamenti ma anche e soprattutto per gestione di pazienti sempre pi accurate e sempre pi personalizzate”.

Grande vicinanza anche del mondo istituzionale, fondamentale nel supportare e promuovere percorsi innovativi in tema di sanit. Infine abbiamo parlato con Marco Alparone, Vice Presidente e Assessore al Bilancio e Finanza Regione Lombardia:

“Noi abbiamo fatto della ricerca dell’innovazione e degli studi proprio perch da sempre i nostri istituti sono degli istituti dove questa ricerca e questa innovazione si fa, si fa attraverso anche per un ecosistema che deve tenere dentro universit, deve tenere dentro industria ma deve anche tenere dentro un sistema sanitario regionale che in grado di garantire tutto questo. Questa la grande sfida dell’innovazione, un’innovazione che passa dalla ricerca ma che deve trovare nel nostro sistema sanitario nazionale la risposta”.

Midsummer School 2025 trova il suo successo nella sinergia delle forze in causa e nella capacit di mettere a confronto mondi diversi verso lo scopo comune. La salute del paziente e l’innovazione dell’oncologia.

Rinnovabili, Pecoraro: da Sicilia grande contributo innovazione

Roma, 10 lug. (askanews) – “Importante ricordare come la pi grande isola del Mediterraneo, che la Sicilia, pu dare un grande contributo all’innovazione”. Lo afferma il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, in occasione dell’evento “Sicilia e Mediterraneo: rinnovabili, innovazione e green jobs per la blue economy” promosso da Fondazione UniVerde e Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli con main partner Renexia e con event partner Marnavi.

“L’impatto delle attivit antropiche e il cambiamento climatico stanno modificando la natura degli ecosistemi marini, comportando una grave perdita di biodiversit – ha spiegato Pecoraro Scanio nel corso del convegno -. necessario agire: l’UE ci chiede l’impegno a proteggere entro il 2030 il 30% delle superfici marine e terrestri ma c’ ancora molto da fare. La diffusione attenta e sostenibile dell’eolico offshore offre l’opportunit di creare zone protette in prossimit degli impianti a mare per il ripopolamento e il recupero degli habitat, nel rispetto delle rotte dei migratori e dei mammiferi marini. Dall’altro, dobbiamo tenere conto di soluzioni meno impattanti della dissalazione con impianti fissi, che in base alla ricerca scientifica possono essere molto rilevanti. anche una questione di buon senso evitare di disseminare le isole minori o interi arcipelaghi di dissalatori fissi, energivori e particolarmente dannosi per la salute umana e per gli ecosistemi costieri. L’ipotesi di adottare la nave dissalatore rappresenta la soluzione pi sicura, dal punto di vista sanitario e ambientale, per la fornitura di acqua potabile di qualit. L’indipendenza energetica ed idrica cos come le transizioni ecologica e digitale, si portano a compimento con le rinnovabili e con la capacit italiana di fare innovazione. Le best practice presentate oggi ne sono un chiaro esempio”.

Esce "Va bene, va bene così – Flashback mix" di Vasco Rossi

Milano, 10 lug. (askanews) – Dopo il successo dell’esclusivo cofanetto “Va bene, va bene così – live + live unreleased – 40th Rplay special edition” (Carosello Records / distribuzione Universal Music), Carosello Records, la storica etichetta di Vasco Rossi, omaggia ancora una volta l’icona rock con l’uscita di “Va bene, va bene così – Flashback mix”, remixato e arrangiato da Vince Pastano, chitarrista, produttore e direttore musicale di Vasco Rossi. “Va bene, va bene così”, è uno dei brani più intensi della carriera di Vasco che quest’anno il rocker ha inserito e interpretato integralmente nella scaletta del tour appena concluso, con oltre 610.000 spettatori per 14 date. La canzone, del 1984, unisce intensità emotiva, melodia immediata e un linguaggio fatto di sincerità e acuta introspezione. È una pietra miliare nella carriera di Vasco: un racconto di fine di un amore che diventa un inno alla vita e alla capacità di accettare, nonostante tutto, “così com’è”.

Il remix sarà finalmente disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio a partire dall’11 luglio. Il brano è accompagnato anche da un lyric video realizzato da Creative Studio. “Va bene, va bene così – Flashback mix”, regala nuove emozioni a uno dei brani più iconici di Vasco. Così commenta Vince Pastano la genesi del remix: “L’ispirazione per questa versione è nata cercando di immaginare in che modo il Vasco di oggi possa ricordare la fotografia di un momento di intimità fra un uomo e una donna, raccontato così bene dalla canzone.

Mi sono immaginato prima i colori, allora così accesi e vividi e oggi attenuati dal tempo, come una vecchia polaroid non perfettamente a fuoco. Questo poi musicalmente si è tradotto in suoni più riverberati, lontani, che si delineano in modo quasi tridimensionale, grazie anche al romanticismo dell’orchestra e alla scrittura delle relative parti. Ci tenevo poi a preservare la sensualità del sax di Rudy Trevisi, che è una caratteristica fondante del pezzo e che si accompagna in modo complice alle parole di Vasco, creando una suggestione indimenticabile”. Prima di questa data, i fan del rocker potevano ascoltare il brano solo esclusivamente all’interno della special edition da collezione pubblicata nel dicembre 2024 in occasione dei 40 anni dell’album “Va bene, Va bene così”. L’esclusivo cofanetto contiene sia le versioni rimasterizzate del disco originale del 1984, che 10 tracce tratte dal primo live di Vasco del 1983 mai pubblicate prima.

Sarà disponibile solo per il Blasco fanclub l’esclusivo 45 giri di “Va bene, va bene così – Flashback mix” che conterrà nel lato A il remix e nel lato B la versione instrumental del mix.

Roma, Pupi Avati e Michele Placido inaugurano la nuova sede Anac

Roma, 10 lug. (askanews) – L’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) ha inaugurato nei giorni scorsi a Roma la sua nuova sede in via Cimone 161, nel quartiere Montesacro (Municipio III). Uno spazio per le attività culturali e sociali dell’Anac, incontri, proiezioni, presentazione di libri, film e documentari.

All’inaugurazione hanno partecipato tantissimi soci e molti protagonisti del cinema e della cultura. A brindare insieme al presidente Francesco Ranieri Martinotti e ai consiglieri Mimmo Calopresti, Antonio Falduto, Giuseppe Gaudino, Alessandro Rossetti, Giacomo Scarpelli e Alessandro Trigona Occhipinti, tra i tanti presenti Pupi Avati, Michele Placido, Antonio Piazza, Fabio Grassadonia, Marco Pontecorvo, Paolo Bianchini, Vincenzo Vita, Giovanni Spagnoletti, Alessandro Rossellini, Roberto Perpignani, Nino Russo, Karin Proia, Raffaele Buranelli, Ferdinando Vicentini Orgnani e Ritanna Armeni. La sede è stata inaugurata dal presidente del Municipio III, Paolo Marchionne.

Nella nuova sede ci sarà l’importante archivio dell’Anac, con documenti fondamentali per la storia del cinema, che è stato dichiarato di “interesse storico particolarmente importante” dalla Direzione Archivi del Ministero della Cultura. La documentazione è a disposizione per studenti e ricercatori. A via Cimone avranno luogo anche le lezioni della Scuola di sceneggiatura “Leo Benvenuti”, diretta da Umberto Marino, che ogni anno forma 12 allievi. La sede diventerà quindi un luogo dove si potranno incontrare i giovani autori, per discutere e ragionare sui nuovi contesti creativi e produttivi. Una vera e propria Casa degli Autori.

L’Anac, che rappresenta gli autori cinematografici da oltre 70 anni, fondata nel 1952 e guidata da De Sica, Gregoretti, Maselli, Lizzani, Damiani, Pasolini, Bertolucci e oggi da Francesco Ranieri Martinotti, afferma ancor di più la sua presenza culturale in un momento di transizione molto difficile per tutto il settore, alle prese con i problemi del tax credit, dell’Intelligenza artificiale e del diritto d’autore in questi nuovi contesti. Una presenza anche su un territorio, Montesacro, molto vivo dal punto di vista culturale.

Bocciata con 360 voti contro 175 la mozione di censura a von der Leyen

Bruxelles, 10 lug. (askanews) – La mozione di censura che era stata presentata dai partiti di estrema destra contro la Commissione di Ursula von der Leyen è stata bocciata, senza sorprese, oggi a Strasburgo, dalla plenaria del Parlamento europeo, con 360 voti contrari, 175 favorevoli e 18 astensioni.

Il risultato è molto al di sotto della maggioranza richiesta per approvare una mozione di censura, pari a due terzi dei votanti (che erano 553), e ad almeno la maggioranza assoluta degli eurodeputati (361).

Bocciata con 360 voti contro 175 la mozione di censura a von der Leyen

Bruxelles, 10 lug. (askanews) – La mozione di censura che era stata presentata dai partiti di estrema destra contro la Commissione di Ursula von der Leyen è stata bocciata, senza sorprese, oggi a Strasburgo, dalla plenaria del Parlamento europeo, con 360 voti contrari, 175 favorevoli e 18 astensioni.

Il risultato è molto al di sotto della maggioranza richiesta per approvare una mozione di censura, pari a due terzi dei votanti (che erano 553), e ad almeno la maggioranza assoluta degli eurodeputati (361).

Ucraina, Meloni: per ricostruzione nasce nuovo fondo equity europeo

Roma, 10 lug. (askanews) – “Sono felice di annunciare il contributo dell’Italia alla nascita di un nuovo fondo equity a livello europeo” per la ricostruzione dell’Ucraina “e il messaggio che vogliamo lanciare oggi a imprenditori e imprenditori è molto semplice: non abbiate paura di investire, di costruire, di ricostruire in Ucraina, perché investire per la ricostruzione dell’Ucraina è un investimento, un investimento fruttuoso in una nazione che ha dimostrato resilienza, ma è anche un investimento nella pace, nella crescita dell’Europa nel suo complesso, un investimento nella sicurezza dei nostri cittadini”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento di apertura della sessione plenaria della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina.

“Investire in Ucraina – ha insistito la premier – significa investire in noi stessi. Perché, che vi piaccia o no, quello che succede in Ucraina riguarda tutti noi. Ecco perché dobbiamo essere orgogliosi dei risultati che stiamo raggiungendo oggi, tutti insieme”.

Ucraina, Von der Leyen: è una guerra di risorse e di valori

“Il nostro piano Defence Readiness 2030 sarà fondamentale” Roma, 10 lug. (askanews) – L’Ucraina è “la frontiera dell’innovazione militare”, ma “questa è una guerra di risorse e di sistemi di difesa concorrenti, tanto quanto una guerra di valori”. E’ quanto ha detto oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo intervento alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, che si è aperta questa mattina a Roma. “Quindi”, ha aggiunto, “dobbiamo continuare a investire nella difesa e nel primato tecnologico dell’Ucraina”. “Il nostro piano Defence Readiness 2030 sarà fondamentale. Metterà a disposizione le risorse e il margine di bilancio necessari per garantire un aumento della capacità militare. E stimolerà gli investimenti nelle capacità di difesa dell’Ucraina”, ha sottolineato von der Leyen. L’Europa è stata al fianco dell’Ucraina “fin dal primo giorno” e “oggi ci riuniamo in questa città eterna per dimostrare il nostro impegno duraturo” nei confronti di Kiev. “La nostra determinazione è incrollabile, il nostro sostegno incrollabile. Perché saremo sempre al fianco dell’Ucraina, per tutto il tempo necessario. Ora più che mai, l’Ucraina può contare sull’Europa. La nostra solidarietà continua su tutti i fronti: militarmente, finanziariamente e politicamente”, ha aggiunto Von der Leyen.

Ucraina, Zelensky: la Russia non si sta preparando alla pace

Roma, 10 lug. (askanews) – “La Russia non si sta preparando per la pace, Putin sta rifiutando qualsiasi tipo di proposta per la pace”. Lo ha detto il presidente ucraino Volidymyr Zelensky alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina in corso alla Nuvola, a Roma. Per fronteggiare gli attacchi della Russia, all’Ucraina “servono nuovi missili, servono nuovi sistemi di difesa”. “Incoraggio ad aumentare i fondi e i sistemi di difesa, servono più finanziamenti. Dobbiamo arrivare al punto che la produzione dei droni possa essere sostenuto da centinaia di aziende. Abbiamo bisogno di competenze, skill e tecnologie, tutto potrà essere utilizzato per proteggere non solo l’Ucraina ma tutti voi”, ha aggiunto Zelensky.

Ucraina, Meloni: riscriveremo insieme nuovo capitolo della sua storia

Roma, 10 lug. (askanews) – In apertura della Conferenza “abbiamo visto un video molto toccante ed emozionante, e la voce narrante dice che crediamo che insieme possiamo fermare l’oscurità e costruire un futuro solido. Questo è esattamente ciò che vogliamo fare. Vogliamo fermare l’oscurità. Vogliamo costruire un futuro solido. Vogliamo costruire un futuro all’altezza di un popolo fiero e orgoglioso come l’Ucraina”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento di apertura della sessione plenaria della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina.

“La guerra colpisce il futuro. L’abbiamo visto molte volte nella storia”, ma “in questo caso è stato diverso. In questo caso, il popolo ucraino ha guardato negli occhi il nemico e ha deciso di combatterlo, non perché gli piace combattere, ma perché ama ciò per cui sta combattendo. Riesce a vedere oltre questo conflitto. Ed è questo che ha permesso all’Ucraina di continuare a vivere, produrre, innovare e cercare una luce nell’oscurità più profonda”.

“Il nostro compito – ha sottolineato Meloni – è aiutare l’Ucraina. Lo faremo. Riscrivere questo nuovo capitolo della sua storia per amore della giustizia e per il futuro”.

Ucraina, Meloni: alla ricostruzione non partecipi chi ha finanziato la Russia

Roma, 10 lug. (askanews) – “La Russia incrementa gli attacchi contro i civili e colpisce le infrastrutture perché il disegno è di piegare gli ucraini con il freddo, la fame e la paura”, ma “è un piano che è fallito” perché “tutti hanno imparato che gli ucraini sono tenaci e perché la comunità internazionale si è schierata al suo fianco”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento di apertura della sessione plenaria della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina.

“Dovremo tenere conto di chi ha fatto tutto per impedire questa barbarie” e della “ricostruzione non dovranno beneficiarne qualle entità che hanno contribuito a finanziare la macchina della guerra russa”, ha aggiunto la premier.

Mecna ha pubblicato a sorpresa il suo nuovo EP "Introspezione"

Milano, 10 lug. (askanews) – Mecna ha pubblicato a sorpresa il suo nuovo EP, “Introspezione”, come lui stesso ha anticipato in una diretta Instagram che ha tenuto per i suoi fan ieri sera alle ore 21.30.

“Introspezione” racchiude i brani piano e voce di cui l’artista aveva fornito un’anticipazione solo su Instagram durante i mesi scorsi.

“È un progetto nato di getto, istintivo e con brani brevi ma intensi. Qui la scrittura è come un flusso di coscienza continuo, ogni brano ha un tema diverso, ma sono tutti in una qualche maniera collegati. Non ci sono batterie, non ci sono ritornelli predominanti, non ci sono intro. Le canzoni sono libere dalle strutture canoniche.” racconta Mecna.

L’EP è suonato e prodotto da Pierfrancesco Pasini e Fudasca, mentre i videoclip dei brani sono girati da registi diversi, a cui Mecna ha dato totale libertà creativa. Una libertà che lui stesso rivendica:

“sono tornato all’essenza di essere artista e all’esigenza totale per me di potermi esprimere liberamente, senza alcun tipo di ingerenze”, ha proseguito.

I video realizzati da Simone Peluso, Francesca Silvestri, Broga’s, Niccolò Bassetto, Mòndeis e Christian Kondic rendono chiara l’intenzione di Mecna di abbattere ogni barriera tra artista e ascoltatore, consegnando brani nudi e autentici in cui le immagini fanno da padrone, a riprova della grande cura estetica che Corrado infonde ai suoi progetti. Un progetto nuovo in cui non ci sono strategie, né si inseguono le logiche commerciali, ci sono solo musica, immagini e pura e semplice poesia.

Mecna si conferma una delle voci più credibili della scena contemporanea, capace di costruire connessioni profonde con il suo pubblico grazie a un’identità riconoscibile e in continua evoluzione.

Von der Leyen agli industriali: competitività al centro di tutto

Bruxelles, 10 lug. (askanews) – “Quando la nuova Commissione europea si è insediata, ho promesso che avremmo posto la competitività al centro di tutto ciò che facciamo. Ed è per questo che abbiamo sviluppato una nuova strategia economica e industriale. Una strategia che dà concretezza al rapporto di Mario Draghi sulla competitività”.

Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al settimo Forum franco-italiano Confindustria-Medef, questa mattina a Roma, spiegando che alla base di questa nuova strategia “ci sono tre pilastri chiave che ritengo essenziali per ottenere risultati per l’industria europea: semplificazione e rapidità; investimenti e innovazione; commercio e dazi doganali”.

“Nei primi sette mesi della nuova Commissione, abbiamo definito l’agenda per la competitività europea più ambiziosa degli ultimi decenni”, ha rivendicato von der Leyen. “Ma il vero lavoro è solo all’inizio, e potete contare su di noi – ha detto rivolta alle associazioni degli industriali italiani e francesi – per portarlo a termine. Allo stesso tempo, l’Europa conta su di voi. Con i nostri dialoghi strategici, dalla difesa all’automotive, dalla chimica alle industrie ad alta intensità energetica, vogliamo lavorare insieme all’industria, per l’Europa. Affinché il futuro delle vostre industrie continui a essere: Made in Italy, Made in France, e Made in Europe”.

La presidente della Commissione ha esordito riconoscendo che Italia e Francia sono “due dei motori dell’industria e dell’economia europea”, e ha poi sottolineato come l’Europa sia riuscita a mantenere la sua capacità industriale al centro della propria economia, al contrario di quanto è accaduto altrove, e in particolare negli Usa. “Non molto tempo fa – ha ricordato -, si credeva che le economie ricche avrebbero inevitabilmente abbandonato la produzione per dedicarsi ai servizi. Ma l’Europa non ha seguito questa strada tanto quanto hanno fatto altri. Il settore manifatturiero rappresenta ancora circa il 16% del valore aggiunto dell’Ue, rispetto a solo l’11% negli Stati Uniti. E sostiene circa 30 milioni di posti di lavoro, più del doppio rispetto agli Stati Uniti”.

“Oggi – ha osservato – siamo lieti di aver mantenuto la nostra forza industriale, perché ci fornisce una base inestimabile per il futuro. Una base per guidare la prossima ondata di innovazione, mentre le tecnologie avanzate rimodellano il nostro modo di produrre. Una base per soddisfare il nostro crescente bisogno di sicurezza in un mondo più ostile, soprattutto in un momento in cui le dipendenze vengono strumentalizzate. E in questo sforzo – ha rilevato -, Italia e Francia sono in prima linea. Che si tratti di difesa o di energia, stanno contribuendo a trasformare la strategia industriale europea in realtà, proprio quando ne abbiamo più bisogno”.

Von der Leyen è passata quindi al tema assolutamente prioritario e strategico per questa Commissione, della semplificazione delle norme Ue che pesano sulle imprese. “Allo stesso tempo – ha notato -, è chiaro che l’industria europea si trova ad affrontare forti venti contrari. Alcuni provengono dall’esterno: l’impatto di dazi e conflitti, o distorsioni commerciali interruzioni delle catene di approvvigionamento. Ma alcuni li abbiamo creati noi stessi, almeno in parte: dagli elevati prezzi dell’energia e dai pesanti oneri normativi, alla mancanza di capitali e alla difficoltà di accedervi. Dobbiamo difendere i nostri interessi, in un mondo in cui altri fanno esattamente lo stesso, e non sono più vincolati dalle stesse regole. Ma dobbiamo anche guardare al nostro interno e rimuovere le barriere che ci frenano. Quindi, su entrambi i fronti, il mio messaggio oggi è semplice: l’Europa – ha assicurato – capisce il problema. E si sta dedicando a questo”.

La presidente della Commissione ha spiegato a questo punto i tre pilastri della strategia per sostenere l’industria europea. “Il primo pilastro riguarda il miglioramento del funzionamento del nostro mercato interno. Operiamo in un contesto esterno più difficile, e questa è una sfida per un’economia come la nostra, dove le esportazioni rappresentano quasi un quinto del nostro valore aggiunto. Ma il partner commerciale più importante dell’Europa – ha sottolineato – è l’Europa stessa. Quasi il 65% dei nostri scambi commerciali avviene all’interno dell’area europea, che comprende Regno Unito, Norvegia e Svizzera. Quindi, se sfruttiamo appieno il potenziale del nostro mercato, possiamo offrire alle nostre aziende un porto sicuro. E possiamo dedicare molto meno tempo a preoccuparci di ciò che gli altri scelgono di fare. È qui che entrano in gioco la semplificazione e la rapidità: un punto che sento dall’industria, forse più di ogni altro, è la necessità di eliminare gli ostacoli che rendono difficile fare business in Europa”.

“Oggi – ha notato von der Leyen -, le aziende dell’Ue spendono circa il 2% del loro fatturato solo per rimanere in regola” con le normative. “Si tratta della metà di quanto spendono per l’energia, anche dopo lo shock energetico. Ecco perché la semplificazione è al centro dell’attenzione di questa Commissione. E vorrei essere chiara sullo spirito dei nostri sforzi di semplificazione: i nostri obiettivi climatici rimangono invariati, perché per pianificare gli investimenti serve prevedibilità, non politiche ondivaghe”.

Ma c’è differenza – ha rimarcato – tra fissare obiettivi chiari, e sovraccaricare le aziende di burocrazia. Un buon esempio è la nostra semplificazione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera”, il regolamento Cbam che imporrà dei “dazi climatici” alle importazioni di cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti ed energia elettrica importati nell’Ue da paesi che non hanno regimi per la riduzione delle emissioni analoghi all’Ets (“Emission Trade System”) europeo. “È un sistema che protegge dalla concorrenza sleale dei grandi inquinatori”. Ma il testo che era stato approvato, ha lamentato la presidente della Commissione “creava troppi obblighi di rendicontazione insostenibili per le piccole imprese e le piccole imprese a media capitalizzazione. Pertanto esenteremo queste aziende dal Cbam. Sono il 90% delle aziende, tuttavia, sono responsabili di meno dell’1% dei volumi di importazione e delle emissioni. L’impatto climatico di questa misura è quindi minimo. Ma il sollievo per le Pmi e le piccole imprese a media capitalizzazione è enorme”.

“È così che funzionano – ha spiegato ancora von der Leyen – i nostri pacchetti di semplificazione: i famosi pacchetti ‘omnibus’. Ne abbiamo già proposti sei, incluso quello sulla difesa, e proprio l’altro ieri abbiamo aggiunto un ‘omnibus’ per l’industria chimica. E ne proporremo altri per i settori più strategici”.

Ricostruzione Ucraina: KPMG chiama a raccolta le imprese

Roma, 10 lug. (askanews) – In vista dell’avvio della quarta edizione della Ukraine Recovery Conference, KPMG ha organizzato un side event per approfondire il ruolo della dimensione umana nel piano di ricostruzione dell’Ucraina.

Pier Luigi Verbo, Partner KPMG, Head of Public Sector, ha dichiarato: “Noi partiamo da un concetto che il capitale umano, le capacit, le competenze, i talenti siano il fattore strategico, la leva pi importante per consentire un programma di ricostruzione duraturo e sostenibile. In questa dimensione abbiamo deciso di approfondire durante il nostro side event come si affronta la riqualificazione e la ricostruzione del capitale umano anche attraverso la leva digitale e, allo stesso tempo, vogliamo analizzare il benessere economico ed il benessere in termini di salute mentale, fisica”.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di riunire rappresentanti di alto livello del settore pubblico e privato nel tentativo di ricercare sinergie che possano risultare strategiche per il piano di ricostruzione.

Rosanna Casella, Direttrice programmazione e controllo di gestione di INPS, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Credo che sia fondamentale per la ricostruzione in Ucraina creare una rete, quindi ritengo sia importante pensare da subito a un sistema in rete che garantisca una presenza fisica, ma anche una presenza digitale che metta in rete tutti i soggetti. In tal senso, sar importante definire un piano di azioni, condividerlo, stabilire quindi dei ruoli e lasciare spazio di crescita al ruolo che potranno avere i soggetti privati insieme ai soggetti pubblici per la presa in carico dei bisogni e la ricostruzione nei contesti socioeconomici nei quali la guerra ha maggiormente inciso”.

L’appuntamento organizzato da KPMG ha rappresentato l’occasione per approfondire tematiche al centro del piano di ricostruzione dell’Ucraina come il ruolo degli investimenti su persone, sulle competenze, sui sistemi sanitari e sull’inclusione digitale per promuovere resilienza e crescita sostenibile.

Dazi, Fumarola: a rischio filiere e 115mila posti di lavoro

Roma, 10 lug. (askanews) – “Siamo particolarmente preoccupati, non possiamo permetterci di perdere produzioni, filiere e 115mila posti di lavoro”. Lo ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo a Coffee Break e parlando di dazi.

“I settori più coinvolti sono automotive, farmaceutica, eagroalimentare – ha aggiunto – abbiamo chiesto che ci sia un’azione forte e non isolata da parte dell’Italia. Spetta all’Europa intervenire tutelando produzione e posti di lavoro e guardando a sbocchi commerciali nuovi. E’ fondamentale non interrompere il rapporto con Trum e gli Usa. Bisogna ragionare insieme, anche con le parti sociali”.

Oggi a Kuala Lumpur previsto incontro Rubio-Lavrov

Roma, 10 lug. (askanews) – Un incontro tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è in programma per oggi alle 18 locali (11 in Italia) a Kuala Lumpur, secondo il programma del Dipartimento di Stato Usa.

“18:00 ORA LOCALE. Il segretario Rubio incontra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a Kuala Lumpur, Malaysia”, recita il programma.

Già in mattinata, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva detto alle agenzie russe che si sta lavorando a un incontro Lavrov-Rubio in occasione degli eventi ASEAN a Kuala Lumpur.

Zelensky: lanciati dalla Russia nella notte 400 droni e 18 missili

Roma, 10 lug. (askanews) – “Ieri sera, la Russia ha lanciato un massiccio attacco combinato durato quasi dieci ore”, ha riferito Volodymyr Zelensky questa mattina in un messaggio pubblicato su Telegram, specificando che sono stati lanciati “18 missili, inclusi missili balistici”, e “circa 400 droni d’attacco, tra cui quasi 200 Shahed”. “L’obiettivo principale dell’attacco era Kiev e la sua regione circostante, ma sono state colpite anche le regioni di Cernihiv, Sumy, Poltava, Kirovohrad e Kharkiv”, ha aggiunto il presidente ucraino.

Zelensky ha invitato i suoi alleati occidentali a imporre nuove sanzioni a Mosca “più rapidamente”. “Questa è chiaramente un’escalation del terrore da parte della Russia”, ha lamentato. “Le sanzioni devono essere imposte più rapidamente e la pressione sulla Russia deve essere abbastanza forte da farle sentire davvero le conseguenze del suo terrore”, ha concluso.

Industria, l’Istat: a maggio produzione -0,7%. Nel trimestre +0,6%

Roma, 10 lug. (askanews) – A maggio l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un calo congiunturale dello 0,7% e una moderata crescita su base trimestrale (marzo-maggio) dello 0,6%. E’ quanto rileva l’Istat.

L’indice destagionalizzato cresce su base mensile solo per l’energia (+0,7%), mentre cala per i beni intermedi (-1%) e i beni di consumo (-1,3%). I beni strumentali risultano stabili. Al netto degli effetti di calendario, a maggio 2025 l’indice generale diminuisce in termini tendenziali dello 0,9% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 22 di maggio 2024). Si registrano incrementi tendenziali solo per l’energia (+5,3%). Calano, invece, i beni strumentali (-0,2%), i beni di consumo (-1,8%) e i beni intermedi (-2,7%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,1%), l’attività estrattiva (+5,1%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+4,7%). Le flessioni più rilevanti si riscontrano, invece, nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-5,6%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,2%), e nella produzione di prodotti chimici (-4%).

Meloni alla Nuvola di Roma alla Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina

Roma, 10 lug. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata al Centro congressi La Nuvola di Roma dove a breve prenderà il via la Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina 2025, co-organizzata dai Governi italiano e ucraino.

Alla Nuvola sono già arrivati il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier dei Paesi Bassi Dick Schoof.

Arrivati anche, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, i ministri della Cultura Alessandro Giuli, dell’Interno Matteo Piantedosi, del Lavoro Marina Elvira Calderone, del Turismo Daniela Santanchè, della Famiglia Eugenia Roccella, dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, della Giustizia Carlo Nordio, dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Askanews ancora insieme al Meeting Rimini

Roma, 10 lug. (askanews) – Nell’ambito della presentazione romana della 46ma edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, che prenderà avvio il 22 agosto 2025, è stato rinnovato, e ampliato, l’accordo di collaborazione tra l’agenzia di stampa askanews e il Meeting.

Askanews garantirà con i propri inviati la copertura informativa e il racconto con testi, immagini e video dell’appuntamento. Così come avvenuto in occasione delle ultime edizioni, supporterà, a livello di coordinamento, il team comunicazione del Meeting nella produzione di un flusso quotidiano di lanci relativo agli eventi in programma, che sarà rivolto a tutti i media e ai giornalisti accreditati.

Sempre in continuità, distribuirà, attraverso i propri canali di diffusione, contenuti video con l’obiettivo di raccontare ogni aspetto della manifestazione, approfondendo “esperienze e iniziative di costruzione che nascono dalla gratuità e dalla libertà”, al centro del Meeting 2025.

Tra gli elementi di novità, l’impegno condiviso a promuovere un corso di formazione, riservato agli studenti di giornalismo e ai professionisti, il cui programma sarà costruito attorno al tema dell’edizione del Meeting di Rimini 2026.

“La collaborazione con askanews è ormai sperimentata e ci accompagna ben oltre le sei giornate dell’evento”, dichiara il responsabile della comunicazione del Meeting, Eugenio Andreatta. “L’agenzia askanews / Meeting ci permetterà anche quest’anno di valorizzare aspetti “notiziabili” della manifestazione e consentirà ai colleghi giornalisti di poter seguire un numero maggiore di eventi. Inoltre, il corso di formazione sarà un’occasione importante per approfondire il tema del Meeting 2026 e anche la sua valenza strategica in chiave di comunicazione”.

“Siamo sinceramente felici – aggiunge Gianni Todini, direttore responsabile di askanews – di essere, anche nel 2025, partner di una manifestazione, la cui stella polare continua ad essere la realtà, che cresce negli spazi, unica nel suo genere per l’apporto di volontari dall’Italia e dall’estero. Con il nostro lavoro giornalistico, sulla base di una strategia cross-channel, saremo ancora al fianco delle persone, istituzioni, imprese e organizzazioni che si incontreranno e dialogheranno a Rimini, con una rinnovata attenzione ai mondi dell’informazione e della comunicazione sempre numerosi al Meeting, da cui la scommessa di un percorso formativo dedicato. Confidiamo di riuscire a trasmettere – conclude Todini – tramite questo servizio, che Noi siamo i tempi, come ha ricordato Papa Leone XIV citando Sant’Agostino”.

Pettenon Cosmetics ha presentato il quarto Bilancio di sostenibilit

Milano, 10 lug. (askanews) – Pettenon Cosmetics S.p.A. societ benefit attiva nel settore della cura professionale dei capelli, ha presentato il suo quarto Bilancio di sostenibilit, che conferma la centralit della strategia ESG nel modello di crescita del gruppo oltre che la convinzione che quella della sostenibilit sia l’unica via possibile per il futuro. “Ancora una volta – ha detto ad askanews Susy Perenzin, CFO del gruppo Pettenon Cosmetics – usciamo con dei risultati significativi sotto tutti gli aspetti della sostenibilit, in particolare, citando qualche numero, abbiamo ridotto del 21% il consumo idrico, abbiamo risparmiato 233mila kg di plastica vergine, questo grazie ad investimenti importanti che sono sempre stati fatti dalla nostra azienda, dal punto di vista strutturale e tecnologico. Nel 2025 abbiamo investito nell’ottimizzazione del reparto di soffiaggio e anche nella parte di integrazione appieno di quello che recupero delle acque. Siamo di nuovo riusciti ad ottenere la Carbo neutrality del nostro plant principale e anche del nuovo plant di Cartigliano e soprattutto siamo riusciti a ottenere la copertura totale del nostro fabbisogno energetico”.

L’attenzione alla filiera un altro elemento dell’impegno dell’azienda per una sostenibilit radicata nei valori Made in Italy: un modello che guarda a qualit, prossimit e tracciabilit, con l’88% degli approvvigionamenti proveniente da fornitori italiani. Ma nel bilancio ci sono anche molte voci legate all’aspetto delle persone. “Abbiamo destinato oltre 340mila euro – ha aggiunto la CFO – a progetti ad alto impatto del punto di vista sociale, abbiamo attivato il progetto di volontariato retribuito in azienda, quindi anche questo un passo molto importante e soprattutto abbiamo spinto molto su quello che per noi fondamentale a livello di cultura aziendale che l’inclusione”.

Questo si traduce an che in pari opportunit: il 60% della forza lavoro di Pettenon Cosmetics oggi rappresentato da donne, di cui pi della met ricopre ruoli di responsabilit. E il tema della sostenibilit, a tutti i livelli, oggi cruciale per l’intero settore della cosmesi. “Non pi sufficiente offrire prodotti – ha concluso Susy Perenzin – ma bisogna sapere da dove arrivano, che impatto hanno questi prodotti e quindi sicuramente un cambio culturale nel quale noi vogliamo essere in qualche modo promotori e non semplicemente seguire quello che il trend”.

Ucraina: la ricostruzione passa da Roma. Intervista al prof. Valeriy Heyets

“Innanzitutto, sono lieto di esprimerle la mia gratitudine per l’interesse dimostrato verso le attività del nostro Istituto“, mi dice il prof.Valeriy Heyets, Direttore dell’Institute for Economics and Forecasting dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina. “Desideriamo inoltre ringraziare di cuore tutti gli italiani che forniscono il più vario sostegno all’Ucraina in questo difficile periodo bellico, e per il loro aiuto ai rifugiati ucraini in Italia. Questo è per noi, e per l’Ucraina, un supporto di immenso valore!“.

La conferenza sulla ricostruzione, Ukraine Recovery Conference 2025, che si apre oggi a Roma è l’occasione per il mondo della ricerca ucraino, di cui il Prof. Heyets è uno dei massimi esponenti, per tracciare una roadmap per la rinascita del Paese: non semplice ricostruzione, ma trasformazione economica, sociale e istituzionale integrata con l’Europa. Si sta assistendo ad una primavera di idee e di progetti per la rinascita dell’Ucraina, che avviene in una delle fasi più dure della guerra, non senza analogie con quello straordinario contributo progettuale che ebbe come protagonisti molte personalità del cattolicesimo democratico e sociale, che proprio negli anni più bui dell’Italia, 1943-45, pose le premesse per la ricostruzione del nostro Paese.

Direttore Heyets, come ha influito la guerra sulle attività di ricerca dellIstituto di Economia e Previsione?

Nonostante le difficoltà del periodo bellico, siamo riusciti a preservare il nostro valore principale – il nostro team scientifico – e oggi l’Istituto continua a svolgere la sua missione, che è quella di fornire al Governo dell’Ucraina previsioni e programmi strategici. Oggi non basta ripristinare  serve un nuovo modello economico, capace di resistere a minacce ibride.

Come valuta lattuale situazione economica dellUcraina?

La situazione è difficile, perché una guerra feroce e su larga scala miete vite umane ogni giorno, compresi pacifici cittadini ucraini; le infrastrutture commerciali, energetiche e di trasporto, le abitazioni e la sfera sociale dell’Ucraina hanno subito distruzioni e danni significativi, perdite materiali e finanziarie durante i 3,5 anni di guerra; il mercato del lavoro nazionale e il potenziale lavorativo del Paese sono stati sconvolti dal fatto che milioni di ucraini sono diventati richiedenti asilo all’estero (in totale, secondo l’UNHCR, oggi ce ne sono 5,6 milioni nel mondo) o sfollati interni (4,5 milioni quelli riconosciuti).

Quali sono le vostre priorità per la Conferenza di Roma?

La ricostruzione postbellica dell’Ucraina deve basarsi su tre pilastri interconnessi: modernizzazione economica, rinnovamento istituzionale e politiche sociali di qualità.

All’URC2025, l’Ucraina punta a: mobilitare investimenti privati, ricostruire il capitale umano, con programmi per sfollati e veterani e rafforzare le comunità locali, cuore della decentralizzazione. Nel contesto dell’attuazione dei principi di qualità sociale nella ricostruzione postbellica dell’Ucraina, l’esperienza italiana può servire come preziosa fonte di ispirazione, dimostrando la resilienza delle istituzioni sociali anche di fronte alle turbolenze economiche.

Il testo integrale dell’intervista è disponibile su:

https://www.agendadomani.it/?p=16503_

Non solo equilibrio: il centro come visione

Da molto tempo si parla di nuova legge elettorale e di ricostituzione di un centro politico che possa raccogliere le istanze che da larga parte della società vengono avanzate e che non sono, oggi, adeguatamente rappresentate.

Un centro senza identità non può attrarre

Tuttavia, parlare di “centro” significa dargli, innanzitutto, un costrutto ideologico chiaro, identitario, in guisa da consentire una sua demarcazione di valori che si differenzi da “centrodestra” e “centrosinistra”, o, meglio, dai loro ormai sfuocati contorni che l’attuale legge elettorale impone per creare due raggruppamenti, spesso poco omogenei in ambiti molto importanti (pensiamo alla politica estera, alla bioetica, allo stato sociale).

Senza una delineazione compiuta di questa formazione politica in un Manifesto valoriale e propositivo, si rischia di cadere nel presentismo dell’attualità; condizione di confusione, priva di un disegno organico e di una correlativa speranza di cambiamento.

I riferimenti forti della Prima Repubblica

Al tempo della cosiddetta Prima Repubblica, le ideologie erano molto più definite e ciascuna proponeva un modello di società che ben si differenziava da quello degli altri.

Questo, naturalmente, favoriva la valutazione della proposta e l’adesione convinta ad essa della cittadinanza, che poteva ben comprendere le diversità e le opposizioni esistenti nei partiti politici e ciò indipendentemente dal fatto che potessero, poi, sorgere coalizioni per governare insieme.

Per esempio, il Partito liberale stava nell’area conservatrice della destra liberale, rispetto alla Democrazia cristiana, che era centrista.

Così le forze socialiste avevano visioni molto diverse rispetto a quelle liberali in materia di concetto di società e collettività, individuo, intervento statale, proprietà dei mezzi di produzione, tutela del lavoro.

Cattolici e laici, poi, avevano una loro distinzione chiara sui temi etici, di filosofia morale di vita (matrimonio, aborto, dignità dell’essere umano, aiuto verso i più poveri e bisognosi, affermazione del collegamento fra bene dell’individuo e bene della collettività, limitazione dell’avidità e degli egoismi, benessere sociale col contributo di tutti, per citarne solo alcuni).

Società o individuo? Linsegnamento cattolico

Per esempio, per i cattolici esiste sia l’individuo che la società (pluralità degli individui avvinti nel gruppo sociale).

L’utilitarismo del singolo, tradotto nella massimizzazione del proprio Io e del proprio vantaggio, scollegato da un fine più ampio di ordine generale, che tenga conto degli interessi degli altri consociati, non pare sia in linea con l’insegnamento della dottrina sociale.

Del pari, l’asservimento della dignità dell’uomo alla Tecnica, alla sperimentazione senza limiti di forme di Intelligenza artificiale su esseri umani, in nome di un concetto di progresso che non ha un telos, un fine, o, peggio, che viene fatto per potenziare soltanto alcuni individui a scapito di altri, magari per trarne profitto, non rientra nell’accettabilità morale della Tradizione cristiana, ad avviso di chi scrive.

E cosa dire del fatto che si sia diffusa una concezione che ha reso l’«homo oeconomicus» misura del tutto, per citare il celebre detto di Protagora?

L’agire “razionale” (aspetto molto contestato oggi dalle neuroscienze) dell’essere umano nel segmento economico è finito per diventare la traccia da seguire nell’agire umano in tutti gli altri settori della vita.

Politiche economiche e impoverimento sociale

Così, l’indice Gini (che misura le diseguaglianze di reddito) dell’Italia, nel 1982 era al 29,2. Nel 2021 era al 34,8.

Gli esiti di certe politiche di smantellamento dello stato sociale, di privatizzazione crescente di beni pubblici, di abdicazione all’attività di indirizzo politico dell’attività economica pubblica e privata (come tuttora prescrive l’art. 41 della Costituzione repubblicana) hanno portato anche conseguenze negative sul piano del benessere generalizzato di larghi strati della popolazione, che si è impoverita e che reclama la doverosa attenzione in chi ha a cuore la sorte dei più deboli.

Per esempio, in tema di crescita dei prezzi, siamo così sicuri che non si possano rivitalizzare strumenti giuridici per calmierarli, almeno per i beni di prima necessità?

Ricordiamo che dal 1944 al 1993 esisteva il Comitato Interministeriale dei Prezzi che si occupava proprio di questo.

La concorrenza, da sola, in diversi settori, non ha mostrato di poter davvero operare quella virtuosa esigenza di moderazione del prezzo che ci si aspettava per soddisfare le esigenze di un dignitoso vivere civile di base.

Una proposta ispirata ai valori cristiani deve partire dai contenuti

Ecco, un centro cattolico dovrebbe iniziare anche a definire il perimetro della propria società auspicata, affrontando, fra gli altri, anche questi temi, consapevole che, senza una chiara identificazione di ciò che potrebbe proporre, quella parte che vocazionalmente potrebbe sentirsi rappresentata non sarà tratta dal torpore della propria indifferenza elettorale.

L’uomo che sussurra a Ursula: dietro le quinte, il potere di Seibert

Alla guida dell’ufficio più vicino alla presidente, Seibert ne coordina l’azione politica e operativa con rigore e visione strategica. Se da un lato il suo ruolo è spesso descritto come essenziale per l’efficienza della Commissione, dall’altro suscita interrogativi sul modello decisionale interno alle istituzioni europee.

Un profilo tecnico-politico al centro della macchina europea

“Se vuoi far succedere qualcosa nella Commissione, chiama Seibert.” Questa frase, raccolta dal portale Politico Europe, sintetizza l’influenza che il funzionario tedesco esercita nella vita quotidiana del Berlaymont, la sede della Commissione Europea. Poco più che quarantenne, Seibert è considerato la mente organizzativa dietro la leadership di von der Leyen, alla quale è legato da un rapporto di fiducia e collaborazione consolidato nel tempo.

Il suo percorso istituzionale è cominciato al fianco dell’attuale presidente durante il suo incarico al Ministero della Difesa tedesco, dove si è distinto per discrezione e rapidità decisionale. Al momento della nomina a Bruxelles nel 2019, von der Leyen ha voluto Seibert con sé come capo di gabinetto, incarico che ha progressivamente assunto un rilievo politico oltre che amministrativo: ogni comunicato, nomina o negoziato internazionale passa sotto la sua supervisione.

Dossier Ucraina: coordinamento e interlocuzione internazionale

Uno dei momenti in cui il suo ruolo è emerso con particolare forza è stato l’avvio della guerra in Ucraina nel 2022. Secondo fonti giornalistiche europee, Seibert avrebbe avuto un ruolo determinante nel coordinare l’elaborazione dei pacchetti sanzionatori contro la Russia, mantenendo contatti diretti con gli Stati Uniti e altri attori internazionali. In quella fase, la Commissione ha potuto offrire una risposta tempestiva e coesa, contribuendo a rafforzare la posizione dell’Unione nel contesto di una crisi geopolitica di grande portata.

Un metodo di lavoro che suscita anche critiche

Nonostante l’efficienza attribuita alla sua azione, alcune critiche si concentrano sulla centralizzazione decisionale attorno alla sua figura. In ambienti interni alla Commissione si parla talvolta di “Berlaymont bottleneck” (il “collo di bottiglia” del Berlaymont), in riferimento alla percezione che molte decisioni cruciali vengano accentrate nel suo ufficio, rallentando l’iniziativa dei servizi e riducendo la collegialità del processo.

Secondo alcune fonti diplomatiche, Seibert è riconosciuto per le sue competenze e la sua visione, ma viene talvolta descritto come eccessivamente accentratore. In un contesto istituzionale come quello europeo, ciò riapre il dibattito sul bilanciamento tra leadership forte e inclusione nei processi decisionali.

Formazione, transatlantismo e visione strategica

Björn Seibert ha studiato tra Erfurt, Cambridge e il MIT. È ritenuto un convinto sostenitore del rafforzamento del legame transatlantico, considerato cruciale per la tenuta dell’Unione in un contesto globale segnato da competizione, innovazione e instabilità. Ha promosso il coordinamento strategico con gli Stati Uniti in settori chiave come energia, sicurezza e tecnologie digitali, cercando di mantenere un profilo operativo discreto, ma centrale.

Uno scenario in evoluzione

Con l’avvicinarsi della fine del mandato dell’attuale Commissione, il futuro ruolo di Seibert rimane oggetto di attenzione. Alcuni governi europei auspicano una gestione più trasparente e collegiale, pur riconoscendo l’importanza di una guida efficiente. Se da una parte il suo contributo ha segnato con decisione la traiettoria della Commissione von der Leyen, dall’altra resta aperta la riflessione su come conciliare efficienza e partecipazione, visione e pluralismo.

Nel quadro dell’Unione Europea, fondata sul principio della sussidiarietà e sulla collaborazione tra istituzioni e popoli, la figura di Seibert rappresenta una delle tante sfide della governance europea contemporanea: coniugare il decisionismo con il rispetto delle dinamiche condivise.

Un centro senza identità non può attrarre

Da molto tempo si parla di nuova legge elettorale e di ricostituzione di un centro politico che possa raccogliere le istanze che da larga parte della società vengono avanzate e che non sono, oggi, adeguatamente rappresentate.

Tuttavia, parlare di “centro” significa dargli, innanzitutto, un costrutto ideologico chiaro, identitario, in guisa da consentire una sua demarcazione di valori che si differenzi da “centrodestra” e “centrosinistra”, o, meglio, dai loro ormai sfuocati contorni che l’attuale legge elettorale impone per creare due raggruppamenti, spesso poco omogenei in ambiti molto importanti (pensiamo alla politica estera, alla bioetica, allo stato sociale).

Senza una delineazione compiuta di questa formazione politica in un Manifesto valoriale e propositivo, si rischia di cadere nel presentismo dell’attualità; condizione di confusione, priva di un disegno organico e di una correlativa speranza di cambiamento.

I riferimenti forti della Prima Repubblica

Al tempo della cosiddetta Prima Repubblica, le ideologie erano molto più definite e ciascuna proponeva un modello di società che ben si differenziava da quello degli altri.

Questo, naturalmente, favoriva la valutazione della proposta e l’adesione convinta ad essa della cittadinanza, che poteva ben comprendere le diversità e le opposizioni esistenti nei partiti politici e ciò indipendentemente dal fatto che potessero, poi, sorgere coalizioni per governare insieme.

Per esempio, il Partito liberale stava nell’area conservatrice della destra liberale, rispetto alla Democrazia cristiana, che era centrista.

Così le forze socialiste avevano visioni molto diverse rispetto a quelle liberali in materia di concetto di società e collettività, individuo, intervento statale, proprietà dei mezzi di produzione, tutela del lavoro.

Cattolici e laici, poi, avevano una loro distinzione chiara sui temi etici, di filosofia morale di vita (matrimonio, aborto, dignità dell’essere umano, aiuto verso i più poveri e bisognosi, affermazione del collegamento fra bene dell’individuo e bene della collettività, limitazione dell’avidità e degli egoismi, benessere sociale col contributo di tutti, per citarne solo alcuni).

Società o individuo? Linsegnamento cattolico

Per esempio, per i cattolici esiste sia l’individuo che la società (pluralità degli individui avvinti nel gruppo sociale).

L’utilitarismo del singolo, tradotto nella massimizzazione del proprio Io e del proprio vantaggio, scollegato da un fine più ampio di ordine generale, che tenga conto degli interessi degli altri consociati, non pare sia in linea con l’insegnamento della dottrina sociale.

Del pari, l’asservimento della dignità dell’uomo alla Tecnica, alla sperimentazione senza limiti di forme di Intelligenza artificiale su esseri umani, in nome di un concetto di progresso che non ha un telos, un fine, o, peggio, che viene fatto per potenziare soltanto alcuni individui a scapito di altri, magari per trarne profitto, non rientra nell’accettabilità morale della Tradizione cristiana, ad avviso di chi scrive.

E cosa dire del fatto che si sia diffusa una concezione che ha reso l’«homo oeconomicus» misura del tutto, per citare il celebre detto di Protagora?

L’agire “razionale” (aspetto molto contestato oggi dalle neuroscienze) dell’essere umano nel segmento economico è finito per diventare la traccia da seguire nell’agire umano in tutti gli altri settori della vita.

Politiche economiche e impoverimento sociale

Così, l’indice Gini (che misura le diseguaglianze di reddito) dell’Italia, nel 1982 era al 29,2. Nel 2021 era al 34,8.

Gli esiti di certe politiche di smantellamento dello stato sociale, di privatizzazione crescente di beni pubblici, di abdicazione all’attività di indirizzo politico dell’attività economica pubblica e privata (come tuttora prescrive l’art. 41 della Costituzione repubblicana) hanno portato anche conseguenze negative sul piano del benessere generalizzato di larghi strati della popolazione, che si è impoverita e che reclama la doverosa attenzione in chi ha a cuore la sorte dei più deboli.

Per esempio, in tema di crescita dei prezzi, siamo così sicuri che non si possano rivitalizzare strumenti giuridici per calmierarli, almeno per i beni di prima necessità?

Ricordiamo che dal 1944 al 1993 esisteva il Comitato Interministeriale dei Prezzi che si occupava proprio di questo.

La concorrenza, da sola, in diversi settori, non ha mostrato di poter davvero operare quella virtuosa esigenza di moderazione del prezzo che ci si aspettava per soddisfare le esigenze di un dignitoso vivere civile di base.

Una proposta ispirata ai valori cristiani deve partire dai contenuti

Ecco, un centro cattolico dovrebbe iniziare anche a definire il perimetro della propria società auspicata, affrontando, fra gli altri, anche questi temi, consapevole che, senza una chiara identificazione di ciò che potrebbe proporre, quella parte che vocazionalmente potrebbe sentirsi rappresentata non sarà tratta dal torpore della propria indifferenza elettorale.

Quella dittatura del prestazionismo che uccide anche i preti

Quella dittatura del prestazionismo che uccide anche i preti

 

Il 5 Luglio don Matteo Balzano, vice Parroco a Cannobbio, si è tolto la vita. Non tutti ce la fanno: qualcuno si sente sopraffatto dalla vergogna di non essere allaltezza dei propri ideali.

 

Antonio Payar

Una parrocchiana alle esequie: “Ricordo l’ultima tua confessione riguardo ad una morte che aveva colpito la nostra parrocchia, un gesto estremo. “Nessuno sa l’inferno che uno ha dentro per arrivare a un gesto estremo”.

I media ci hanno abituato a considerare i deficit nel clero mal che vada ricompresi nella sfera sessuale (e da cui parte la zolfa del celibato, etc.), poi magari qualche peccato di pecunia e mondanità, e fine. Di che cosa si parli quando si rammenta il prete oggi non lo sa nessuno: da Don Camillo a nulla.

Finita l’isola temporale della repressione conservatrice contro gli esponenti di scuola milaniana della disobbedienza e della contestazione alle istituzioni degli Anni ’70 (i Balducci, i Lutte, l’Isolotto ecc), anche il sacerdote è stato rifluito nel riflusso che ha sbaraccato le comunità e i collettivismi sorti con il ’68 e che ha ricondotto tutti – ma attenzione: ciascuno per conto suo – al nuovo paradiso del neocapitalismo liberista dove la società è un intralcio (“la società non esiste” della Thatcher, 1987) e dove le istituzioni della modernità non vanno combattute (in quanto ‘fasciste’, retrive, ecc) ma semplicemente smantellate (Reagan all’insediamento, in anticipo su Trump: “Lo stato non è la soluzione dei problemi, lo stato è il problema”, 1981).

Chi capisce più perché uno vada in Seminario oggi e ancor meno come ne esca? Se va bene sarà una sua questione personale, un po’ come voler fare il pilota di formula uno. D’altra parte non si dice ‘gli è venuta la vocazione’? Beato lui, tutti gli altri a cui non gli viene nulla se la devono smazzare con le frustrazioni del quotidiano.

Papa Francesco: più relazione, meno prestazione

Magari d’improvviso si scopre che c’è un prete perché si tratta di uno che si dà da fare a riempire la parrocchia di ogni sorta di attività, in un attivismo che spesso fa della parrocchia un servizificio dal piano pastorale impeccabile, dove tutto torna e tutto viene sistemato salvo l’incontrare gli squilibri che ammorbano chi è fuori (e dimenticando, come osservava Papa Francesco parlando alla Diocesi di Roma nel Maggio 2019, “che il Vangelo è una dottrina “squilibrata”. Prendete le Beatitudini: meritano il premio Nobel dello squilibrio! Il Vangelo è così.”).

“Ardere, non bruciarsi”, la trascurata ricerca sul burnout dei sacerdoti del Teologo Giorgio Ronzoni pubblicata quasi vent’anni fa

Sir, l’agenzia della Cei, riporta una riflessione di Giorgio Ronzoni, Parroco padovano e insegnante di Teologia Pastorale presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Partendo dal caso del suicido di Don Matteo Balzano a Cannobio, Ronzoni ricorda di aver condotto più di vent’anni fa una ricerca sul burnout dei preti della sua Diocesi. I risultati sono stati poi pubblicati su varie riviste e alla fine sono confluiti in un libro che curato da lui, Ardere, non bruciarsi (Edizioni Messaggero Padova), uscito a Gennaio 2008 (quasi vent’anni fa…).

La ricerca ebbe molta risonanza: nel 2018 fu citata addirittura da José Tolentino Mendonça (creato Cardinale l’anno successivo) quando tenne gli esercizi spirituali a Papa Francesco.

“Pochi mesi fa” – scrive Ronzoni – “una giornalista mi ha telefonato per chiedermi dati aggiornati su questo tema, ma ho dovuto risponderle con un po’ di vergogna che di queste ricerche, in Italia, non ne sono state condotte altre.”.

Ronzoni dice che la sua ricerca condotta a costo zero mise in luce un dato tutt’altro che sorprendente: il disagio diffuso tra i sacerdoti nei primi anni di ministero. “Passare dalla vita di seminario – regolare e regolata – a quella della parrocchia è un cambiamento che può mettere in crisi. In fin dei conti anche confratelli più sperimentati soffrono parecchio quando cambiano incarico: figuriamoci chi inizia una vita complessa come lo è quella del prete oggi. Inoltre, non dimentichiamo che i giovani preti sono presbiteri, cioè ‘anzianil’, solo sacramentalmente: per il resto sono giovani, e se il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani, dopo gli incidenti stradali, un motivo ci sarà.”.

Un prete giovane è diverso dai suoi coetanei? “Sì, ma non troppo.” – prosegue la riflessione Ronzoni – “Come quelli della sua età può sentire il bisogno di conferme da parte dei superiori e dei fedeli e per ottenerle può arrivare a spendersi oltremisura, magari con il timore – infondato, certo, ma per lui reale – di non essere più apprezzato se non riesce a raggiungere certe performance.

 

La vergogna di venire scoperti come inadeguati

Si potrà obiettare che un uomo di Dio non dovrebbe dipendere dal giudizio degli altri, rispondendo solo al Signore e alla propria coscienza. Ma ciascuno è quel che è, e per arrivare a essere quel che dovrebbe, se mai ci arriva, prima deve imparare a conoscere se stesso attraversando molte prove e prendendosi cura seriamente della propria formazione.”.

Non tutti ce la fanno: qualcuno abbandona il ministero, qualcuno viene a patti con una mediocrità tutt’altro che aurea, qualcuno si sente sopraffatto dalla vergogna di non essere all’altezza dei propri ideali, qualcun altro cade in depressione o si ammala”.

Tennis, Cobolli battuto, Djokovic in semifinale

Milano, 9 lug. (askanews) – Si ferma ai quarti il cammino da sogno a Wimbledon di Flavio Cobolli, battuto da Novak Djokovic con il punteggio di 6-7, 6-2, 7-5, 6-4 in poco più di tre ore di gioco. Una sconfitta a testa alta per il tennista romano, che al debutto in carriera sul Centrale dei Championships ha giocato alla pari con il sette volte campione del torneo. Flavio ha accusato un passaggio a vuoto nel secondo set, poi ha sempre lottato punto a punto, con carattere e coraggio. A fare la differenza sono stati pochi punti, vinti da Djokovic che ha alzato l’asticella nei momenti chiave. Per Cobolli resta un torneo da favola, quello del primo quarto di finale Slam e dell’ingresso in top 20 nel ranking Atp. Nole (che ha avuto un piccolo brivido nel finale, con una caduta in spaccata senza conseguenze sul primo match point) giocherà venerdì la 14esima semifinale in carriera a Wimbledon: di fronte ci sarà Jannik Sinner