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Separazione carriere, Nordio: impropria tiritera, non è attentato a Costituzione

Roma, 30 ott. (askanews) – “In questo senso mi riferivo alla litania petulante che ho sentito ancora ieri di una legge punitiva nei confronti della magistratura in quanto questa separazione era stata prospettata e niente meno che da Giuliano Vassalli quando ha fatto promulgare il suo codice di procedura penale, Vassalli era un eroe della resistenza che ha lottato per liberare Pertini e Saragat prigionieri a Regina Coeli. Trovo improprio che si ripeta quindi questa tiritera sull’attentato alla Costituzione e via discorrendo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo l’approvazione definitiva in Senato della riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere in magistratura.

Separazione carriere, approvata la riforma della giustizia, opposizioni protestano. Meloni: traguardo storico

Roma, 30 ott. (askanews) – La riforma costituzionale della giustizia è stata approvata nell’aula del Senato con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti. Si tratta della quarta e ultima lettura conforme, secondo le previsioni dell’articolo 138 della Costituzione. Il testo originario prodotto dal Governo e firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e da Nordio, non è stato mai modificato dal Parlamento.

Il passo successivo, essendo mancata, come previsto, la prescritta maggioranza dei due terzi, sarà il referendum confermativo, per il quale tanto la maggioranza quanto l’opposizione hanno fatto sapere di essere intenzionate ad avviare le procedure (firme di un quinto dei parlamentari di una Camera o di 500mila elettori o richiesta da parte di cinque Consigli regionali).

Dopo il voto di approvazione definitiva della riforma della Costituzione che prevede la separazione delle carriere dei magistrati, la nascita di due Csm e l’istituzione di un’alta corte disciplinare, nell’aula del Senato è scattata la protesta di Pd, M5s e Avs. I senatori dell’opposizione che hanno votato contro (Iv si è astenuta mentre Azione ha votato a favore) hanno alzato dei cartelli rossi con la scritta bianca “No a pieni poteri”.

“Cartelli un po’ eccessivi e contrari al regolamento”, ha commentato il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

“Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Ponte Stretto, Salvini: risponderemo a Corte, pronti a nuovo ok Cdm

Roma, 30 ott. (askanews) – “Sono tranquillo e determinato. Abbiamo calendarizzato i prossimi passi. Primo il Consiglio dei ministri, a giorni informerò i colleghi su come andiamo avanti, mettere in sicurezza i fondi necessari all’opera che siamo determinati a portare avanti. Attendiamo con estrema serenità e tranquillità i rilievi della Corte dei conti a cui siamo convinti di poter rispondere punto su punto perché abbiamo rispettato tutte le normative. Mi sarebbe piaciuto partire con i cantieri già a novembre, se dovremo tornare in Cdm ai primi di dicembre rimandando in Corte dei Conti tutte le nostre motivazioni per proseguire con l’opera lo faremo. A quel punto arriverà un passaggio definitivo delle sezioni riunite a inizio gennaio e quindi partiremo a febbraio”. Lo ha detto il vice premier e ministro delle Infrastrture Matteo Salvini, parlando fuori da Palazzo Chigi al termine del vertice di governo sul Ponte sullo Stretto.

Separazione carriere, Meloni: traguardo storico, parola a cittadini

Roma, 30 ott. (askanews) – “Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Separazione carriere, via libera definitivo del Senato alla riforma

Roma, 30 ott. (askanews) – La riforma costituzionale della giustizia è stata approvata nell’aula del Senato con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti. Si tratta della quarta e ultima lettura conforme, secondo le previsioni dell’articolo 138 della Costituzione. Il testo originario prodotto dal Governo e firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e da Nordio, non è stato mai modificato dal Parlamento.

Il passo successivo, essendo mancata, come previsto, la prescritta maggioranza dei due terzi, sarà il referendum confermativo, per il quale tanto la maggioranza quanto l’opposizione hanno fatto sapere di essere intenzionate ad avviare le procedure (firme di un quinto dei parlamentari di una Camera o di 500mila elettori o richiesta da parte di cinque Consigli regionali).

Ponte Stretto, Donzelli: da Corte dei Conti una spudorata forzatura

Roma, 30 ott. (askanews) – “Non c’ ombra di dubbio che sia un’invasione di campo” da parte della Corte dei Conti. Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi.

“Fermare un’opera infrastrutturale cos importante perch non si vuole cliccare su un link… Credo che sia un po’ forzato stabilire che i documenti debbano essere inviati per forza in forma cartacea. Mi sembra una chiara e spudorata forzatura. Il ruolo della Corte controllare non impedire, ci sono rilievi assurdi come quello del link. Se ci sono motivi seri si sarebbero potuti concentrare su quelli”.

Ponte Stretto, Donzelli: decide Cdm ma credo sia giusto andare avanti

Roma, 30 ott. (askanews) – “Il Consiglio dei ministri decider come riterr pi opportuno ma credo che sia necessario andare avanti e credo che il governo faccia bene a non farsi fermare da alcuni che sfruttano e interpretano il loro ruolo per alterare le scelte che spettano al governo”.

Cos Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fdi, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi, a proposito dell’ipotesi di una nuova approvazione in Cdm dell’atto sul Ponte sullo Stretto.

“Ognuno svolga il proprio ruolo. Il governo fa bene ad andare avanti con le scelte che non sono un capriccio ma sono le promesse fatte ai cittadini”, ha concluso.

La detective zombie Mortina debutta su Rai Yoyo e RaiPlay

Roma, 30 ott. (askanews) – Una nuova e irresistibile protagonista è pronta a conquistare i piccoli spettatori: Mortina, la bambina zombie che ha già fatto innamorare milioni di lettori nel mondo, debutta in una nuovissima serie animata. La serie prodotta da Cartobaleno (Italia) e Treehouse Republic (Irlanda) con la partecipazione di RAI Kids e RTÉ KIDS (Irlanda) è tratta dall’omonima serie di libri scritta e illustrata da Barbara Cantini, edita da Mondadori.

L’opera è co-finanziata dall’Unione Europea tramite il programma MEDIA, prodotta con il sostegno dei fondi per gli investimenti nell’audiovisivo del Ministero della Cultura, della Regione Toscana, del Governo dell’Irlanda e Screen Ireland. L’animazione è certificata secondo il disciplinare EcoMuvi per la sostenibilità ambientale.

I primi tre episodi verranno presentati in anteprima all’interno delle attività organizzate da Rai Kids in occasione del Lucca Comics & Games venerdì 31 ottobre alle ore 9.30 presso l’Auditorium San Girolamo. I primi 26 episodi da 12 minuti saranno disponibili in anteprima esclusiva su RaiPlay a partire da venerdì 31 ottobre alle ore 18.00 e dal 3 novembre la serie andrà in onda in prima TV su Rai Yoyo, dal lunedì al sabato alle ore 16.35. La serie animata è tratta dai libri scritti e illustrati da Barbara Cantini, editi da Mondadori.

Mortina è un vero caso editoriale internazionale: la serie di libri è stata tradotta in trenta Paesi e conta 600.000 copie vendute. La saga, composta da sei volumi principali, diversi speciali e spin-off, approda ora sul piccolo schermo con un mix di mistero, humor e tenerezza.

La serie racconta le avventure della giovane detective dalla pelle pallida, i capelli corvini e il sorriso contagioso che, però, non è una bambina come tutte le altre… è una zombie! Mortina però non spaventa, ma con la sua simpatia e il suo cuore grande dimostra che la diversità è una ricchezza e non un difetto.

Ambientata nella straordinaria Villa Decadente, dove Mortina vive con la zia Dipartita, la serie segue le indagini della protagonista insieme alla sua “Squadra del Mistero”: il fedele levriero Mesto, il cugino sapientone Dilbert e gli amici vivi-vivi Nora e Leo.

Tra enigmi, strane creature e segreti nascosti, ogni episodio unisce umorismo a misura di bambino e temi universali come l’amicizia, l’accettazione di sé e il coraggio di essere diversi. Mortina insegna ad accettarsi con ironia e cuore, in modo giocoso e intelligente, regalando spunti di riflessione con inaspettata e “vitale” leggerezza. L’animazione in 2D della serie valorizza lo stile grafico poetico e gotico dei libri, con un linguaggio visivo che mescola fiaba e mistero.

Euro digitale, la Bce lancia la fase di sviluppo: emissione nel 2029

Firenze, 30 ott. (askanews) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea – che ha in corso una due giorni di riunioni a Firenze, che si concluderà a metà giornata con le decisioni di politica monetaria delle 14 e 15 – ha stabilito di avviare l’ultima fase sul progetto dell’euro digitale, quella di “sviluppo”, che segue la fase appena completata di preparazione.

Con un comunicato, la Bce puntualizza che la decisione ultima sul sé emettere un euro digitale sarà presa sé e quando sarà stata adottata la legislazione europea necessaria. “Sulla base del presupposto che i colegislatori lo faranno nel corso del 2026 – si legge – un progetto pilota e delle transazioni iniziali potrebbero avvenire attorno alla metà del 2027. L’intero Eurosistema (delle banche centrali-ndrt) dovrebbe essere a quel punto pronto per una potenziale prima emissione dell’euro digitale durante il 2029”.

Originariamente l’intento della Bce era di avviare questa fase di sviluppo una volta che fosse stata approvata la legislazione a livello di Unione europea. Tuttavia, specialmente a livello di Parlamento Ue i lavori di esame di questo tema procedono più lentamente di quanto vorrebbe l’istituzione monetaria, peraltro il Consiglio (i governi) solo di recente ha affermato di voler procedere. E così ora la Bce decide di “valicare il Rubicone”.

Questo tenuto presente che l’istituzione potrebbe risentire anche di una certa pressione dovuta al moltiplicarsi di iniziative sulle Stablecoin, che nella Ue si teme possano essere utilizzate anche come mezzo di pagamento, minando il ruolo e la sovranità pubblica sull’ambito monetario.

La strategia di Bce e Commissione Ue è molto diversa da quella degli Usa, dove l’amministrazione Trump messo al bando le valute pubbliche digitali, temendo che possano essere usate come strumento di controllo sui cittadini, al punto da vietare alla Federal Reserve (la banca centrale) e alle altre agenzie federali di svilupparne delle versioni Usa. Washington punta invece sulle stablecoin in dollari.

Tornando alla Bce, “l’euro, la nostra moneta condivisa, è un segno dell’unità europea in cui si ripone fiducia – ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde citata nel comunicato -. Stiamo lavorando per rendere la sua forma più tangibile, il contante, adattata al futuro, ridisegnando i modernizzando le nostre banconote e preparando l’emissione dell’euro digitali”.

In questa nuova fase la Bce si concentrerà su tre principali aree: preparazione tecnica, con lo sviluppo delle fondamenta infrastrutturali per l’euro digitale; impegno del mercato, collaborando con gli operatori che forniscono servizi di pagamenti, commercianti, imprese attive sul commercio e consumatori per definire un quadro di regole; e, terzo, fornendo supporto tecnico al processo legislativo.

“Questo non è soltanto un progetto tecnico, ma uno sforzo collettivo per mettere il sistema monetario europeo in condizioni di superare le prove del futuro”, ha commentato Piero Cipollone, l’esponente del Comitato esecutivo della Bce, responsabile dei sistemi di pagamento. “Un euro digitale assicurerà che la gente possa godere dei benefici del contante, anche nell’era digitale”.

La decisione avviene mentre il direttorio si trova a Firenze, ospitato dalla Banca d’Italia che ha organizzato la riunione nella città di Firenze. E ora fissa una data di completamento, il 2029, su un progetto lanciato nel 2020, in piena fase di restrizioni alle attività imposte dai governi a motivo del Covid, che avevano anche innescato un netto aumento dei pagamenti online e digitali. All’epoca il responsabile dell’iniziativa era l’attuale governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, che in quell’anno ricopriva il ruolo che ora spetta a Cipollone. (fonte immagine: ECB 2025).

Ponte sullo Stretto, la corte dei Conti: le critiche rispettino i magistrati

Milano, 30 ott. (askanews) – “Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati”. Lo riporta in una nota la Corte dei Conti, all’indomani della decisione sulla delibera del Cipess per il Ponte sullo Stretto. “Il rispetto della legittimità – prosegue la nota – è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti”.

Corte Conti: valutati solo profili giuridici, no giudizi su Ponte Stretto

Milano, 30 ott. (askanews) – La Corte dei conti tramite la Sezione di controllo di legittimità si è espressa, nella giornata di ieri, su profili strettamente giuridici della delibera Cipess, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera. Lo riporta in una nota la Corte dei Conti all’indomani dello stop alla delibera del Cipess dello scorso 6 agosto sul Ponte sullo Stretto di Messina.

“Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati”, prosegue la nota della magistratura contabile alla luce delle polemiche divampate a partire dalla serata di ieri. “Il rispetto della legittimità – prosegue – è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti”.

Trump: con Xi intesa su Ucraina, chip e terre rare

Roma, 30 ott. (askanews) – Trump ha dichiarato oggi che lui e il presidente cinese Xi Jinping hanno concordato di collaborare per trovare una soluzione al conflitto in Ucraina nel summit che hanno tenuto a Busan, in Corea del Sud. “L’Ucraina è stata un tema molto importante. Ne abbiamo parlato a lungo e lavoreremo insieme per vedere se possiamo ottenere qualche risultato. Lui ci aiuterà e collaboreremo sulla questione ucraina”, ha detto Trump ai giornalisti dopo il suo incontro con Xi.

Trump, tra le altre cose ha detto di avere discusso di semiconduttori con il presidente cinese Xi Jinping durante il loro incontro a Busan in Corea del Sud, aggiungendo che la Cina avvierà negoziati con il colosso statunitense Nvidia. “Parliamo di chip. Il presidente diceva che abbiamo già inviato molti chip in Cina, molti di quelli avanzati, e come ha detto, Nvidia parlerà con la Cina per vedere cosa è possibile fare. I chip Blackwell, naturalmente, non sono stati discussi. Ci siamo concentrati sui controlli all’esportazione della Cina sulle terre rare, che continueranno a essere fornite, ed è una cosa piuttosto importante”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Dalla visione all’azione: i vincitori degli UN SDG Action Awards 2025

Roma, 30 ott. (askanews) – Changemaker e iniziative che stanno trasformando le disuguaglianze in opportunità per milioni di persone in Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria e Turchia sono stati premiati durante l’ottava edizione della cerimonia “Heroes of Tomorrow: UN SDG Action Awards”, tenutasi a Roma ieri sera, mercoledì 29 ottobre, accompagnata dalle esibizioni live di Diodato e dell’attivista nigeriana Cill.

Selezionati tra oltre 5.500 candidature provenienti da 190 paesi, i vincitori sono stati scelti tra 9 finalisti in tre categorie: Creatività, Resilienza e Changemaker.

In un raro ex aequo, il premio “Changemaker” di quest’anno ha onorato due persone eccezionali la cui determinazione ha ridefinito il significato di cambiamento duraturo: Julienne Lusenge, attivista per i diritti umani, ha dedicato decenni alla difesa delle donne, alla lotta contro la violenza e alla costruzione della pace nella Repubblica Democratica del Congo, trasformando l’avversità in cambiamento e il coraggio in forza collettiva. “Ringrazio la UN SDG Action Campaign a nome di tutte le donne, ragazze, uomini e ragazzi congolesi che ogni giorno lottano per la pace, la giustizia e la dignità”, ha dichiarato Sandrine Lusamba per conto di Julienne Lusenge; e Jin Dawod, costretta a fuggire dalla guerra in Siria, ha fondato una piattaforma di salute mentale che offre supporto psicologico a migliaia di persone sfollate, dimostrando che la cura può superare ogni confine. “Vorrei aver potuto dire alla me più giovane che avrebbe trovato la luce e trasformato il dolore in scopo. A chi si trova nel punto più buio della propria vita direi: io sono il tuo messaggio dal futuro. Questo premio non è la fine, è l’inizio”, ha detto Jîn Dawod.

Il vincitore del premio Creatività arriva dalla Nigeria, dove 33 milioni di persone affrontano insicurezza alimentare acuta: si chiama “Smartel” ed è un progetto che utilizza sistemi idroponici — un metodo di coltivazione senza suolo — per creare nuove opportunità di lavoro per donne, giovani e piccoli agricoltori. “A ogni giovane sognatore che mi ascolta oggi, ricordate che siamo il ponte tra i fallimenti del passato e le benedizioni del futuro. Ora è il momento migliore per agire. Svegliatevi, costruite con sensibilità, innovate con amore e affrontate le sfide più grandi del mondo, perché potete farlo”, ha dichiarato Smart Israel, fondatore di Smartel Agri-Tech.

Vincitore del premio Resilienza è CUFA, Central Única das Favelas, una realtà nata in Brasile che trasforma le favelas in vivaci centri di talento, creatività e innovazione, coinvolgendo milioni di persone nel mondo e ridefinendo lo sviluppo—dalla comunità, per la comunità. “CUFA significa Centrale Unificata delle Favelas. Si tratta di offrire supporto e opportunità a comunità, bambini, donne e uomini. Vogliamo che tutti vivano senza povertà e disuguaglianza”, ha detto Marcus Vinícius Athayde, Presidente di CUFA.

Infine, la Campagna #IBelong dell’UNHCR ha ricevuto la Menzione d’Onore per il suo movimento globale decennale volto a porre fine all’apolidia per milioni di persone. Maha Mamo, rappresentante della Campagna #IBelong, ha commentato: “Sono stata apolide per 30 anni. L’apolidia è una gabbia invisibile. Hai sogni, potenziale, tanto da offrire, ma ti vengono negati diritti fondamentali: istruzione, sanità, libertà di movimento. La campagna #IBelong dell’UNHCR mi ha dato identità, cittadinanza e una casa”.

“Tutti possiamo essere eroi di domani. Non lasciamoci paralizzare dal peso delle disuguaglianze. Lasciamoci ispirare dal potere delle possibilità. Perché il futuro non è qualcosa che ereditiamo, è qualcosa che costruiamo insieme”, ha dichiarato la direttrice globale della UN SDG Action Campaign Marina Ponti.

Diodato ha aperto e chiuso la cerimonia con due brani: una versione di “Us and Them” dei Pink Floyd e la sua “L’atto di Rivoluzione”, entrambi incentrati sul tema della serata: changemaker che costruiscono ponti tra realtà parallele. “Tutti possono cambiare il mondo con le azioni. Stasera siamo con persone che lo stanno facendo, lavorando per il pianeta e per le persone, grazie di cuore”, ha commentato Diodato.

Gli “Heroes of Tomorrow: UN SDG Action Awards”, programma di punta della UN SDG Action Campaign, sono resi possibili grazie al partenariato con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il ministero federale tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (BMZ).

Trump ha annunciato la ripresa dei test nucleari Usa dopo decenni

Roma, 30 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti, Donald Trump, ha annunciato stamattina a Gyeongju, in Corea del Sud, di aver ordinato al Pentagono di avviare test nucleari “su base di parità” con Russia e Cina, introducendo improvvisamente la questione nucleare poco prima del suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping per un vertice commerciale di alto livello. L’annuncio rappresenta una svolta rispetto a decenni di politica nucleare statunitense e potrebbe avere ampie ripercussioni sui rapporti con gli avversari di Washington. L’ultimo test nucleare americano risale al 1992, prima che il presidente George H.W. Bush imponesse una moratoria alla fine della Guerra fredda.

Nel suo messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che il processo “inizierà immediatamente”, in risposta ai programmi di test di altri Paesi. La dichiarazione è arrivata dopo che la Russia aveva annunciato il successo del test del siluro nucleare Poseidon e di un missile da crociera a propulsione nucleare. Esperti di controllo degli armamenti hanno espresso allarme per l’annuncio, definendolo “inutile e destabilizzante”. Il post di Trump arriva mentre la Cina sta ampliando rapidamente il proprio arsenale nucleare. Secondo le stime del Dipartimento della Difesa, Pechino potrebbe superare le 1.000 testate entro il 2030, contro le 3.700 degli Stati uniti e le 4.300 della Russia.

Trump ha sostenuto che la decisione è volta a ristabilire l’equilibrio strategico con Mosca e Pechino. Tuttavia, l’iniziativa rischia di contraddire il messaggio del presidente, che negli ultimi mesi ha cercato di accreditarsi come “presidente della pace” e di ottenere un riconoscimento internazionale in tal senso. L’annuncio è stato diffuso poco prima dell’incontro tra Trump e Xi Jinping a margine del vertice Apec in Corea del Sud. Durante il faccia a faccia, Xi ha dichiarato di essere “lieto di rivedere” il presidente americano dopo “molti anni”, sottolineando che i due Paesi possono “aiutarsi reciprocamente a raggiungere il successo” nonostante le divergenze.

Pil, Istat: nel III trimestre crescita ferma, su anno +0,4%

Roma, 30 ott. (askanews) – L’economia dell’Italia è ferma. Nel terzo trimestre si stima che il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente e sia cresciuto dello 0,4% in termini tendenziali. Lo ha reso noto l’Istat.

Il terzo trimestre del 2025 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, di una diminuzione in quello dell’industria e di una stazionarietà in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.

La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%.

Nel terzo trimestre 2025, “l’economia italiana è rimasta stazionaria sui livelli del trimestre precedente, dopo la lieve flessione nel secondo trimestre dell’anno. In termini tendenziali, si è registrata una crescita dello 0,4%, in rallentamento rispetto ai primi due trimestri del 2025. La stazionarietà nella dinamica congiunturale del Pil nel terzo trimestre lascia inalterata la stima della crescita acquisita per l’anno 2025, che si conferma pari allo 0,5%”, è il commento dell’Istat.

“La sostanziale stazionarietà dell’economia, che si delinea sulla base delle informazioni preliminari e parziali disponibili per le stime a 30 giorni, è il risultato di una crescita del valore aggiunto del comparto primario, di una riduzione, più contenuta, di quello dell’industria e di una stabilità di quello dei servizi. Dal lato della domanda, si rileva un contributo positivo della componente estera netta al quale si associa un corrispondente contributo negativo della domanda interna (al lordo delle scorte)”, conclude l’Istat.

Pil, l’Istat: crescita ferma nel terzo trimestre, sull’anno +0,4%

Roma, 30 ott. (askanews) – Nel terzo trimestre si stima che il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente e sia cresciuto dello 0,4% in termini tendenziali. Lo ha reso noto l’Istat.

Il terzo trimestre del 2025 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, di una diminuzione in quello dell’industria e di una stazionarietà in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%.

Volkswagen: utile operativo 9 mesi -58%, impatto dazi Usa 5 mld

Milano, 30 ott. (askanews) – Il gruppo Volkswagen ha registrato nei primi nove mesi del 2025 un utile operativo di 5,4 miliardi di euro, in calo del 58% rispetto ai 12,8 miliardi dello stesso periodo del 2024, con un margine operativo ridotto al 2,3% (dal 5,4%). I ricavi consolidati sono saliti lievemente a 238,7 miliardi di euro (+1%), sostenuti dalla crescita dei marchi Core e Progressive che ha compensato il calo del gruppo Sport Luxury. L’impatto dei dazi Usa per il 2025 è stimato in 5 miliardi di euro.

Il direttore finanziario e operativo Arno Antlitz ha parlato di “un quadro misto”: da un lato il successo commerciale dei modelli termici ed elettrici, con un’auto elettrica su quattro venduta in Europa appartenente al Gruppo; dall’altro, “un risultato finanziario significativamente più debole”, appesantito dal ramp-up di veicoli elettrici a minor margine e da oneri straordinari per 7,5 miliardi di euro. Questi includono dazi più elevati, l’adeguamento della strategia prodotto di Porsche e una svalutazione dell’avviamento.

Escludendo tali effetti, il margine operativo sarebbe stato del 5,4%. “I dazi commerciali più elevati e i conseguenti effetti negativi sui volumi ci pesano fino a 5 miliardi di euro su base annua – ha detto Antlitz – e continueranno a farlo. Per questo dobbiamo attuare con rigore i programmi di performance e le misure di efficienza”.

Le vendite globali del Gruppo sono salite a 6,6 milioni di veicoli (+1%), con crescite in Sud America (+13%), Europa occidentale (+4%) e Europa centrale e orientale (+11%), che hanno compensato i cali in Cina (-2%) e Nord America (-11%). In Europa occidentale gli ordini sono aumentati del 17%, con quelli per le auto 100% elettriche in forte espansione (+64%), pari al 22% del totale.

Nel dettaglio dei brand group, il comparto Core (Volkswagen, Škoda, Seat/Cupra, Veicoli Commerciali) ha migliorato il risultato operativo del 7% a 4,7 miliardi con margine stabile al 4,4%. Il gruppo Progressive (Audi, Lamborghini, Bentley, Ducati) ha visto l’utile scendere del 26% a 1,6 miliardi (margine 3,2%). Il gruppo Sport Luxury, trainato da Porsche, è negativo per 200 milioni (contro +3,8 mld nel 2024), penalizzato da dazi Usa, costi di materiali e riassetto industriale. Traton, la divisione dei veicoli commerciali pesanti (Man, Scania, Navistar), ha registrato un utile operativo di 1,7 miliardi (-46%). La controllata software Cariad ha ridotto la perdita operativa a 1,5 miliardi (-0,6 mld anno su anno), mentre Volkswagen Financial Services ha migliorato il risultato del 37% a 2,9 miliardi.

Il flusso di cassa netto dell’area Automotive è sceso a 1,8 miliardi (-47%) per via di minori flussi operativi, esborsi legati ai dazi statunitensi e all’acquisto di ulteriori quote Rivian.

Per l’intero esercizio 2025, Volkswagen prevede ricavi in linea con l’anno precedente e un margine operativo tra il 2 e il 3%. La generazione di cassa netta è attesa a zero a causa di investimenti e costi di ristrutturazione. Gli investimenti della divisione Automotive sono attesi al 12-13% dei ricavi, la liquidità netta intorno ai 30 miliardi di euro. La guidance si base sull’assunzione di una adeguata disponibilità di chip.

Trump-Xi, sorrisi e strette di mano ma niente accordo sui dazi

Roma, 30 ott. (askanews) – Alla fine, le aspettative di molti rispetto all’attesissimo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a Busan, in Corea del Sud, sono andate deluse. Il vertice non ha prodotto un accordo commerciale complessivo tra le due prime economie del mondo, come pure il numero uno americano aveva ventilato, non ha prodotto neanche un comunicato congiunto. Solo alcuni annunci parziali, come il taglio dei dazi su alcuni prodotti cinesi legati al fentanyl e aperture sui chip, e tanti sorrisi e strette di mano.

Il summit si è tenuto nella base aerea di Gimhae. I due leader si sono stretti la mano, hanno sorriso, hanno fatto dichiarazioni di circostanza. Xi ha detto che Cina e Usa devono essere “partner e amici”, perché è la storia che glielo impone. “Ho sempre creduto che lo sviluppo della Cina vada di pari passo con la vostra visione di rendere l’America di nuovo grande”, ha affermato ancora il presidente cinese. “Sono pronto a continuare a lavorare con lei per costruire una base solida nelle relazioni tra Stati uniti e Cina e creare un clima favorevole allo sviluppo dei nostri due Paesi”.

Xi ha auspicato che Cina e Stati uniti si concentrino sui benefici a lungo termine della cooperazione, evitando di “restare intrappolati in un circolo vizioso di ritorsioni reciproche”, secondo quanto ha riferito l’agenzia statale Xinhua nel resoconto diffuso al termine dei colloqui. “Il commercio e la cooperazione economica – ha detto ancora – devono rimanere il motore delle relazioni tra Cina e Stati uniti, non un ostacolo o un punto di scontro”.

Il faccia a faccia è durato 100 minuti, molto meno di quanto prospettasse Trump alla vigilia. Alla fine, il capo della Casa bianca dall’Air Force One l’ha definito un incontro “straordinario”, in cui s’è preso “un eccellente gruppo di decisioni”. E ha dato anche un voto: “12 su 10”. Però ha dovuto ammettere che si è concluso senza un accordo commerciale, pur sostenendo di ritenere che questo verrà “presto” perché tra le due potenze “non ci sono molti ostacoli seri”.

Probabilmente, non ha contribuito a rendere più fruttuoso l’evento neanche l’annuncio, fatto a ridosso del summit da Trump, di una ripresa dei test nucleari americani, che erano stati fermati da una moratoria in vigore ormai dal 1992. Trump ha detto di averla decisa perché altri li stanno conducendo e di non ritenere che questa decisione possa inasprire la situazione globale, già pesantemente deteriorata.

Tra gli annunci fatti da Trump alla fine dei colloqui con Xi, c’è il dimezzamento da 20% al 10% dei dazi Usa sui prodotti cinesi correlati alla produzione del fentanyl, l’oppioide considerato responsabile di una vera e propria epidemia di dipendenze negli Stati uniti. Chissà se nelle trattative ha pesato la sensibilità di Xi al tema. Ieri il New York Times ha segnalato che il presidente cinese, quando ancora era un oscuro funzionario, teneva sulla sua scrivani un poema di Lin Zexu, il funzionario imperiale cinese che cercò di bloccare il contrabbando di oppio della Compagnia delle Indie britannica e di tanti trafficanti anche statunitensi (spesso appartenenti a grandi famiglie americane che devono la loro fortuna proprio a questo sporco commercio). L’azione di Lin, celebrato oggi come un eroe nazionale, portò alle Guerre dell’Oppio (1839-1842 e 1856-1860) che ebbero effetti disastrosi per la Cina.

Ora, a parti rovesciate, è Washington che accusa Pechino di favorire il traffico di uno stupefacente. Trump, però, oggi ha annunciato il taglio del dazio. “Come sapete, avevo imposto un dazio del 20% alla Cina per il fentanyl che entrava nel Paese, un dazio elevato, e sulla base delle dichiarazioni di Xi di oggi l’ho ridotto al 10%. Quindi ora è del 10% invece del 20%, con effetto immediato”, ha dichiarato a bordo dell’aereo presidenziale diretto a Washington.

Un altro tema cruciale affrontato nel vertice, secondo Trump, è stato quello delle restrizioni alle esportazioni di terre rare, cruciali per le industrie tech, da parte della Cina, e della fornitura di chip avanzati per l’intelligenza artificiale da parte Usa. Xi ha detto che Pechino parlerà con Jensen Huang, il fondatore del gigante NVIDIA, “per vedere cosa è possibile fare”. Non si è discusso degli avanzati chip Blackwell, ha detto ancora Trump. Ci si è invece concentrati sulle terre rare “che continueranno a essere fornite, ed è una cosa piuttosto importante”.

Per quanto riguarda gli aspetti politici, Trump ha detto che con Xi ci sarà una collaborazione per aiutare a portare a termine la guerra in Ucraina, ma non è stato affrontato il tema scottante degli acquisti cinesi di petrolio russo. Un’altra patata bollente, la questione di Taiwan, non è stata altrettanto toccata tra i due leader, che hanno tenuto il summit più breve tra quelli che hanno mai fatto tra loro.

Invece Trump ha confermato la tempistica dei prossimi vertici con Xi. Ad aprile si recherà in visita di stato in Cina, mentre il leader di Pechino si recherà negli Stati uniti in seguito e i due si vedranno o a Washington o a Palm Beach, ha dichiarato il presidente americano.

Stellantis: +13% ricavi e consegne III trim a 37,2 mld e 1,3 mln unità

Milano, 30 ott. (askanews) – Stellantis chiude il terzo trimestre del 2025 con un aumento del 13% dei ricavi netti a 37,2 miliardi di euro, trainato principalmente dalla crescita in Nord America, Europa allargata e Medio Oriente e Africa, mentre il Sud America ha registrato una moderata diminuzione.

Le consegne consolidate ammontano a 1,3 milioni di unità, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente (152mila unità in più), con la maggior parte dell’incremento da attribuirsi ad un miglioramento del 35% in Nord America, soprattutto grazie alla stabilizzazione delle dinamiche degli stock, in cui l’iniziativa di riduzione delle scorte presso i concessionari statunitensi aveva temporaneamente ridotto la produzione.   Alla fine del terzo trimestre sono stati lanciati 6 dei 10 nuovi modelli previsti per il 2025. Altri lanci nel quarto trimestre riporteranno sul mercato diversi modelli con volumi, espressione delle scelte strategiche già intraprese da Stellantis per garantire ai clienti libertà di scelta. Sono iniziati gli ordini per la Dodge Charger Scat Pack (2 porte) con motore Sixpack, la Dodge Charger Daytona a quattro porte, la Jeep Cherokee, la Fiat 500 Hybrid e la DS No.8.

Le giacenze totali di 1,252 milioni di unità (stock di proprietà di 363 mila unità) al 30 settembre 2025 è in aumento del +4% rispetto a fine giugno, con una gestione disciplinata delle scorte combinata al lancio di diversi nuovi modelli.   Lo slancio delle vendite negli Stati Uniti è migliorato, con un aumento del 6% nel terzo trimestre rispetto all’anno precedente. Una tendenza riscontrabile nei marchi Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, che portano il gruppo a una quota di mercato mensile dell’8,7% a settembre, la più alta degli ultimi 15 mesi. Un altro traguardo fondamentale raggiunto nel mese di settembre è stato il ritorno sul mercato del Ram 1500 con motore Hemi V8.   Nell’Europa allargata, diversi modelli introdotti di recente, tra cui Citroën C3, C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda, hanno favorito un miglioramento della quota di mercato nel segmento B, sostenuto dall’aumento della produzione. I ricavi netti sono aumentati del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La quota di mercato nell’Ue30 è scesa al 15,4%, a causa dei cali di mercato in Francia e in Italia, dove Stellantis ha una maggiore esposizione, e di una quota di mercato moderatamente inferiore nel segmento veicoli commerciali.   Al di fuori del Nord America e dell’Europa allargata, le vendite aggregate sono cresciute del 6% rispetto all’anno precedente, guidate dal Medio Oriente e dall’Africa, parzialmente compensate dal Sud America.

Stellantis conferma la propria guidance finanziaria per la seconda metà del 2025, che prevede un miglioramento dei ricavi netti, del margine Aoi e del flusso di cassa industriale netto.

“Il terzo trimestre ha evidenziato progressi sequenziali positivi e una solida performance rispetto all’anno precedente, con il ritorno alla crescita dei ricavi. Si tratta di un risultato incoraggiante e proseguiamo nel rafforzare questi progressi”, ha detto il Ceo, Antonio Filosa.

Il futuro può aprirsi a un popolarismo “liberal”: anche il riformismo è passato.

[…] Può tutto questo renderci soddisfatti dell’esistente e accontentarci nella conservazione e magari solo nella migliore distribuzione interna delle grandi conquiste del passato?

Eppure tutti questi problemi sono avvertiti, da più parti ed anzi forse da tutti. Alcuni anzi hanno alimentato ed alimentano movimenti e spinte, impulsi generosi di volontariato, battaglie su questo o quel punto, iniziative sociali e civili diverse. Inoltre sono insorti fatti e fenomeni nuovi che attendono risposte mentre resta, sia pur latente, come sí è detto, un vasto patrimonio di analisi, di spinte, di tensioni inappagate.

Ci sarebbe bisogno di unificare istanze, domande, bisogni diversi in un nuovo progetto culturale; di mettere insieme in una nuova e più alta sintesi tutte le spinte che animano il mondo d’oggi.

Un mettere insieme che non significhi mortificazione di niente o di nessuno, che non omologhi, in una appiattita uniformità, l’infinita varietà delle persone, delle comunità, delle cose. Un mettere insieme che riesca a coniugare l’inarrestabile spinta verso la universalizzazione con il rispetto di ogni particolarità, di ogni etnia, di ogni autonomia.

In questo senso si potrebbe dire che ci sarebbe bisogno di riscoprire una ispirazione religiosa, almeno nell’accezione etimologica della parola religio nel suo significato di mettere insieme le diversità rispettandole.

Si colloca qui inoltre la necessaria riscoperta, nel senso più profondo del termine dell’idea di popolo, così diversa da quella di massa, essendo, l’uno espressione di una sintesi della ricchezza delle diversità e, l’altro, appiattimento mortificante di ogni diversità e riduzione di tutto ad una somma di individui eguali ed egualmente considerati come semplici numeri.

Il popolo è il soggetto proprio della democrazia. La massa è il concetto portante così di una superata visione collettivistica come dell’attuale diffuso consumismo e del materialismo edonistico del vivere.

Una visione popolare dunque potrebbe essere una prima fondamentale indicazione di nuova cultura politica, fatta di rispetto di ogni varietà ed espressiva pertanto di una fondamentale ragione di tolleranza, di umiltà, di ascolto continuo e costante verso ciò che emerge come verso ciò che è altro. Caratterizzata perciò da un atteggiamento “liberal”, parola che non si identifica né tanto meno si esaurisce nel liberalismo, cosi come storicamente si è venuto affermando. “Liberal” significa piuttosto la continua insoddisfazione verso qualsiasi soluzione raggiunta, verso qualsiasi storia fatta e la propensione, invece, a ricercare un assetto sempre nuovo, più giusto, più garante di tutte le libertà dell’uomo. Per cio stesso significa anche il rifiuto di qualsiasi arroganza, di qualsiasi manicheismo, di qualsiasi tentazione di affermare una propria presunta diversità superiore fatalmente faziosa, e di demonizzare l’altro, l’avversario o anche solo chi la pensa  diversamente.

Una nuova cultura popolare, “liberal”, continuamente innovatrice e riformatrice, religiosamente ispirata, forse anche articolata in varie esperienze territoriali fra di loro federate, che cerchi non tanto di imporre, quanto di far crescere, una nuova ed alta coscienza civile, volta a rimuovere le condizioni e gli ostacoli che tuttora, e volta a volta, impediscono la piena manifestazione dell’uomo e delle sue libertà: questa sia pure nei termini estremamente generici usati, potrebbe essere una via possibile, un obiettivo da porsi, una speranza da alimentare, un impegno da assumere.

Certo, questo non è un discorso che riguardi il breve periodo o, come già si è detto, la corta distanza. È invece un auspicio per il medio o, più probabilmente, il lungo termine.

È almeno possibile, d’altra parte, che tutti gli attuali soggetti politici partecipino del carattere proprio della fase di transizione che si vive. In essa svolgono un ruolo comunque ineludibile ed importante, ma, nel procedere di tale fase, potrebbero anche, per così dire ed in qualche modo, consumarsi o, come diceva Aldo Moro, dar vita a scomposizioni per ricomposizioni. In fondo al processo, perciò, potrebbero definirsi una condizione ed un assetto nuovi, ora non facilmente prevedibili.

Dovunque allora, sotto l’ombra di qualsiasi tradizionale etichetta, resistono aspirazioni autentiche di libertà, di giustizia, di rinnovamento, e qui, in questo ampio retroterra, che liberati da vecchie e superate rigidità intellettuali, forse, fin d’ora, si potrebbe e si dovrebbe lavorare, innanzitutto sul piano culturale, per colmare il solco della crisi e tentare di costruire il nuovo. Questo riguarda tutti ma riguarda essenzialmente le nuove generazioni, verso le quali si può e si deve avere fiducia e nutrire speranza.

P. S. Lo scritto è tratto da R. Misasi, Storia di un Libero Comune. Dall’esperienza antica di Orvieto provocazioni e pensieri per oggi, Prefazione di Giuseppe De Rita, Rubbettino, 1998, pp. 436-437

Ricordo di Alda Merini: il silenzio e il perdono possono renderci migliori

Sono trascorsi quasi sedici anni dalla scomparsa di Alda Merini, anima bella e sofferente, ricca di umanità e passioni (“poeti si nasce, non si diventa”): le siamo tutti debitori di sentimenti ed emozioni che la sua esperienza umana e letteraria ci hanno lasciato in dono come scintille di luce in uno scrigno prezioso.

L’incontro ai Navigli

Spinto dalla curiosità di conoscere alcuni testimoni del nostro tempo — e scoprendo, frequentandoli, che il loro essere grandi coincide spesso con una naturale vocazione alla semplicità, essendo capaci di lasciarsi attraversare dai marosi della vita conservando l’innocenza del cuore, la lucidità della ragione, le rare virtù della dignità e del pudore — ebbi la fortuna di incontrarla nella sua casa dei Navigli a Milano e di realizzare l’ultima intervista della sua vita. Un dono incommensurabile, per la straordinaria personalità della donna e dell’artista.

“Le ho lasciato la porta aperta”

L’avevo contattata con titubanza, mi ero presentato come “persona desiderosa di conoscerla”: mi aveva sorpreso il suo assenso a ricevermi. Suonando due giorni dopo alla sua porta di casa ebbi il timore di un suo ripensamento: sull’uscio era incollato un perentorio avviso — “non si ricevono giornalisti per interviste” —.

Ma poco dopo sentii la sua voce: “Entri pure, le ho lasciato la porta aperta”.

Era a letto, sorseggiava una granita e fumava la fedele sigaretta. Mi accolse con un senso di ospitalità che non potrò mai dimenticare, mi fece sedere a fianco a sé.

Una donna ferita e luminosa

Parlammo della sua vita, delle sue sofferenze fisiche e spirituali: la malattia, le cure, le percosse. Traspariva dal suo volto e dalle sue parole il senso della sua straordinaria personalità: ci sono persone non comprese, rese disadattate o dimenticate dalla vita cui si riservano tardivi riconoscimenti postumi. Così è stato per lei.

Mi raccontò aneddoti personali — il cappotto che si fece prestare da un’assistente sociale per ritirare un premio alla Scala, l’invito in TV per una investitura ad un premio Nobel in cui lei stessa non aveva creduto, la sua vocazione alla maternità, il disprezzo per i luoghi comuni alimentati dalla TV e dalle tecnologie: “la gente non parla, blatera”… —.

Il dolore e la fede

Emanava un grande senso di sofferenza fisica (dopo una recente operazione) compensato da “visioni straordinarie”, da un rapporto intimo e confidenziale con Dio e la preghiera: “L’uomo ha fame di un miracolo che gli spieghi la verità. Io credo che Dio sia buono, la fiducia in Dio è per me l’unica fonte di consolazione”.

Aveva una visione concreta e disincantata della sua stessa vita: “Il genio è come un implume che vuole crescere ma c’è la gente che glielo impedisce e se lo divora”.

La forza del silenzio

La casa era disadorna, persino trascurata: ma si capiva che il suo pensiero era altrove, che sono i sentimenti e la sensibilità del cuore i valori da coltivare e alimentare.

“Il silenzio per l’artista è una fonte d’oro: saper tacere. Purtroppo l’umanità tenta di impedire le occasioni di silenzio, l’uomo vuole riempirlo e distrugge il pensiero che deriva dal silenzio”.

Non potei tacerle una domanda che si è rivelata risolutiva per capire, ogni volta che ci ripenso, la sua visione della vita.

“Cosa può renderci migliori, più buoni?”.

“Il perdono – mi rispose – come sentimento più alto”.

Olanda, successo del centro liberale e progressista, in calo ultradestra e socialisti

Il quadro che emerge dal voto, al netto di possibili oscillazioni — pur modeste — nell’attribuzione finale dei seggi, indica con chiarezza una svolta politica nei Paesi Bassi: vince l’area di centro liberale e progresdista, mentre arretrano ultradestra e socialisti.

Una svolta  nel cuore d’Europa

I liberal di D66, guidati da Rob Jetten, si affermano come primo partito, incarnando un riformismo pragmatico e riformatore che ha saputo parlare al Paese reale, soprattutto alle nuove generazioni.

La forza di questo risultato sta nella proposta di un ambientalismo responsabile, capace di coniugare sostenibilità e competitività economica, insieme a un approccio razionale al tema dell’immigrazione, fondato su inclusione e responsabilità. D66 ha rappresentato per molti elettori, giovani in particolare, l’alternativa credibile a una destra nazionalista logorata e a una sinistra incapace di rinnovarsi.

Il vento neo-europeista dei giovani

Sul fronte cristiano-democratico, il CDA, membro del Partito Popolare Europeo, registra un risultato stabile, segno di una tradizione che resiste nel tessuto civico del Paese. Anche questo contribuisce a rafforzare il profilo di un’Olanda che si getta alle spalle l’estremismo della destra nazionalista e xenifoba.

Ma la spinta decisiva è venuta appubto dal voto giovanile, che ha premiato la serietà dei programmi e la visione europeista di lungo periodo. Il successo di Jetten (D66) rilancia l’idea di un centro dinamico, europeista e progressista, in grado di rinnovare l’immagine stessa dell’Olanda nel contesto dell’Unione. Come ha dichiarato lo stesso leader:

Bruxelles può brindare

“Il voto dimostra – ha detto a tarda sera Jetten – che c’è un’ampia maggioranza di partiti politici più europeisti e desiderosi di collaborare con i nostri partner europei, e che è possibile sconfiggere i movimenti populisti e l’estrema destra.”

Bisognerà attendere qualche settimana o qualche mese per conoscere la composizione del nuovo governo, ma intanto si profila il riallineamento dei Paesi Bassi alla politica di sostegno al processo di sviluppo e integrazione dell’Europa. A Bruxelles si può brindare.

Russia, la guerra infinita e il miraggio della vittoria come riflesso retorico

Nel suo articolo pubblicato da AsiaNews (leggi qui), Stefano Caprio osserva che la lunga guerra in Ucraina “si allontana sempre di più dal traguardo annunciato”.

Il 2025, scrive, “è l’anno più violento e sistematico dei quattro anni di guerra, ma senza aver ottenuto risultati concreti”.

A fronte delle perdite e dell’usura economica, la Russia non sembra in grado di modificare il corso del conflitto, mentre l’Ucraina resiste, pur a prezzo di immense sofferenze civili. “Né la Russia, né l’Ucraina sono veramente in grado di cambiare il carattere della guerra”, sottolinea l’autore, segnalando il rischio di un lungo stallo militare e politico.

L’ombra della propaganda e la realtà sociale

Caprio descrive una Russia segnata da contraddizioni profonde. Mentre la propaganda insiste sulla “grande vittoria”, la realtà mostra un Paese stanco, appesantito da sanzioni e isolamento internazionale. L’economia, pur sostenuta dagli introiti energetici, comincia a mostrare segni di stagnazione e diseguaglianze crescenti.

Il “miraggio della vittoria” — scrive l’autore — “è divenuto più un riflesso retorico che un obiettivo concreto”. La retorica patriottica, continua, “non riesce più a compensare le ferite materiali e morali di un conflitto che ha travolto intere generazioni”.

Un bivio storico per Mosca

La riflessione conclusiva è amara: dopo quattro anni di guerra, la Russia non può più illudersi di una rapida soluzione. L’articolo invita a interrogarsi sul senso stesso della vittoria, mentre “la distanza fra le ambizioni politiche e la realtà militare” si allarga ogni giorno di più.

In questo scenario, AsiaNews legge nel logoramento russo non solo un fallimento strategico, ma anche “una crisi morale e culturale”, che tocca l’identità stessa del Paese.

Calcio, Serie A. Il riscatto dell’Inter

Roma, 28 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan, Inter 18, Como 16, Juventus, Bologna 15, Cremonese 14, Atalanta 13, Udinese, Torino 12, Lazio 11, Sassuolo 10, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Mattarella sprona l’Ue ("Urge accelerare") ma la difende da tutti i nemici

Firenze, 29 ott. (askanews) – Mattarella a tutto campo a Firenze in difesa, uno per uno, dei capisaldi dell’Unione europea: euro, Bce, diritti e democrazia, multilateralismo. Un discorso articolato che il presidente pronuncia al termine della sua giornata fiorentina – iniziata con la visita alla mostra su Beato Angelico a Palazzo Strozzi che, a detta di tutti, l’ha “estasiato” – davanti a una platea molto particolare: il Consiglio direttivo della Bce che per due giorni, sotto la guida della presidente Christine Lagarde, si è riunito sulla sponda dell’Arno, a Palazzo Corsini, per discutere di politica monetaria.

Mattarella prende la parola, dopo che la presidente della Banca centrale europea ne ha tessuto le lodi con argomentazioni così inoppugnabili (“in un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”) che sul volto del Capo dello Stato compare un sorriso quasi imbarazzato. Ma dura un istante perché poi Mattarella pronuncia un discorso in cui difendere l’Ue da tutti i suoi, numerosi, nemici, interni ed esterni, senza però risparmiarle critiche.

L’Unione ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ma “non sono sufficienti” e l’irrilevanza internazionale “non ce la possiamo permettere”, quindi, dice Mattarella, “occorre ritrovare slancio e coraggio”, quelli che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione fino all’adozione della moneta unica. Insomma, “è urgente accelerare” e l’Ue ha tutte “le carte in regola” per farcela, visto che “dispone di risorse umane e materiali straordinarie” e “rimane un baluardo della democrazia”. Per questo non può rinunciare al “dovere di contribuire allo sviluppo di un ordine internazionale fondato sulla pace”.

Detto questo, indietro non si torna. Mattarella cita (e difende) uno ad uno gli strumenti e i principi politici che animano e fanno funzionare – non sempre benissimo, ma euro e Bce sono simboli intangibili dell’integrazione – l’Unione. Lo fa in una delle città che più hanno creduto nel sogno europeo, patria di quel Giovanni Spadolini – a cui il presidente ha reso omaggio oggi, a cento anni dalla nascita, con una visita all’omonima Fondazione e biblioteca, sulla collina di Arcetri – europeista di stretta osservanza e alfiere di un’idea illuminista dell’Europa. Lo fa il giorno dopo la visita a Roma del premier ungherese Viktor Orban che, tra un’udienza con il Papa e un incontro a Palazzo Chigi, non ha risparmiato picconate all’Ue che “non conta nulla” sullo scacchiere internazionale. In passato da parte di Orban non sono mancate nemmeno critiche all’euro.

Mattarella riafferma alcuni capisaldi. Innanzitutto la moneta unica che fu “frutto di coraggio e visione”: oggi, dice, “non possono esserci dubbi che quel coraggio e quella visione sono stati premiati” e questo lo sanno i cittadini dei Paesi che hanno aderito che hanno visto “tutelato il potere di acquisto dei loro redditi e dei loro risparmi”. Poi la Bce che ha sempre “assolto il proprio mandato anche in momenti difficili”. E, ancora, il sistema multilaterale che certo andrà adeguato ai tempi che sono cambiati, ma non può essere messo in discussione se si vuole un mondo basato sulla pace e sul rispetto della dignità umana.

Infine, l’omaggio al presidente forse più europeista di tutti, Carlo Azeglio Ciampi. Usa le sue parole Mattarella per dire che permane una “condizione di zoppìa” dell’Unione, ovvero “l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata”. Ed è su questo che si deve lavorare, subito.

Calcio, Como-Verona 3-1: lariani quarti

Roma, 29 ott. (askanews) – Il Como torna a sorridere al “Sinigaglia” dopo il mezzo passo falso di Parma, superando 3-1 il Verona in una serata di pioggia e carattere. La squadra di Fabregas ha imposto da subito il proprio gioco, trovando il vantaggio con Douvikas di testa su cross di Valle dopo un palo colpito da Nico Paz su punizione. Gli ospiti hanno reagito con orgoglio, e un errore in uscita di Butez e Caqueret ha regalato a Serdar il gol del momentaneo pareggio. Nella ripresa, però, i lariani hanno ritrovato ritmo e fiducia: un perfetto colpo di testa di Posch su cross di Caqueret ha riportato avanti i padroni di casa. Nel finale, il Verona ha spinto con decisione ma ha trovato sulla sua strada un Butez in serata di grazia. A chiudere i conti ci ha pensato Vojvoda in contropiede, regalando al Como un successo preziosissimo che lo proietta, con pieno merito, in zona Champions.

Calcio, Juventus-Udinese 3-1: i bianconeri tornano al successo

Roma, 29 ott. (askanews) – La Juventus di Brambilla torna a vincere dopo 8 partite. I bianconeri, che non segnavano da 4 gare, hanno battuto 3-1 l’Udinese allo Stadium. Gara sbloccata al 5′ da un rigore di Vlahovic, poi il pari di Zaniolo nel recupero del primo tempo. Nella ripresa i bianconeri continuano ad attaccare e tornano in vantaggio con Gatti al 67′, poi Yildiz la chiude su rigore al 96′. Chiellini a Dazn: “Esonero di Tudor sofferto ma necessario. Spalletti? Non c’è nulla di firmato”

Calcio, Serie A. La Roma aggancia il Napoli in testa

Roma, 28 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, ore 20.45 Bologna-Torino, Genoa-Cremonese, Inter-Fiorentina, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan 18, Como 16, Inter, Juventus 15, Bologna 14, Atalanta 13, Udinese 12, Cremonese, Torino, Lazio 11, Sassuolo 10, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Ponte Stretto, Corte dei Conti nega il visto, Salvini: andiamo avanti

Roma, 29 ott. (askanews) – La Corte dei Conti ha di fatto bocciato la delibera del Cipess – il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile – che lo scorso agosto aveva spianato la strada al progetto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Con una decisione giunta in serata, a seguito della Camera di consiglio della Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, che era iniziata stamattina, la Corte ha riferito di “non aver ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera”.

A stretto giro è giunta la risposta del vicepremier e ministro responsabile di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini. “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico”, ha affermato.

“In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora – ha aggiunto il vicepremier – visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”.

Altrettanto rapida e non meno dura la replica del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”.

“La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di Governo – ha aggiunto la premier – sostenuta dal Parlamento”.

Che non fosse positivo l’orientamento dei giudici contabili era apparso già abbastanza evidente durante l’adunanza pubblica di questa mattina, quando sotto la presidenza di Ermanno Gramelli il Consigliere Carmela Mirabella aveva elencato una lunga serie di rilievi e dubbi, tra cui sullo stesso organismo che ha deliberato il via libera, il Cipess, invece del Mit, sulla mancanza delle competenze tecniche alla base delle decisioni, ad esempio per la tutela della salute, su schede “non aggiornate” e anche un richiamo ad un parere del Consiglio del lavori pubblici risalente al 1999. “La politica si è sostituita ai soggetti competenti”, ha sostenuto Mirabella.

Il governo potrà comunque procedere. In caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei conti, l’amministrazione può infatti chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso.

In questo caso la Corte dei conti pronuncia a Sezioni riunite, le quali, ove non ritengano venute meno le ragioni del rifiuto, ordinano la registrazione dell’atto e vi appongono il visto con riserva. L’atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del governo, e la Corte può trasmettere periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva.

Mattarella sprona l’Ue ("Urge accelerare") ma la difende da tutti i nemici

Firenze, 29 ott. (askanews) – Mattarella a tutto campo a Firenze in difesa, uno per uno, dei capisaldi dell’Unione europea: euro, Bce, diritti e democrazia, multilateralismo. Un discorso articolato che il presidente pronuncia al termine della sua giornata fiorentina – iniziata con la visita alla mostra su Beato Angelico a Palazzo Strozzi che, a detta di tutti, l’ha “estasiato” – davanti a una platea molto particolare: il Consiglio direttivo della Bce che per due giorni, sotto la guida della presidente Christine Lagarde, si è riunito sulla sponda dell’Arno, a Palazzo Corsini, per discutere di politica monetaria.

Mattarella prende la parola, dopo che la presidente della Banca centrale europea ne ha tessuto le lodi con argomentazioni così inoppugnabili (“in un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”) che sul volto del Capo dello Stato compare un sorriso quasi imbarazzato. Ma dura un istante perché poi Mattarella pronuncia un discorso in cui difendere l’Ue da tutti i suoi, numerosi, nemici, interni ed esterni, senza però risparmiarle critiche.

L’Unione ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ma “non sono sufficienti” e l’irrilevanza internazionale “non ce la possiamo permettere”, quindi, dice Mattarella, “occorre ritrovare slancio e coraggio”, quelli che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione fino all’adozione della moneta unica. Insomma, “è urgente accelerare” e l’Ue ha tutte “le carte in regola” per farcela, visto che “dispone di risorse umane e materiali straordinarie” e “rimane un baluardo della democrazia”. Per questo non può rinunciare al “dovere di contribuire allo sviluppo di un ordine internazionale fondato sulla pace”.

Detto questo, indietro non si torna. Mattarella cita (e difende) uno ad uno gli strumenti e i principi politici che animano e fanno funzionare – non sempre benissimo, ma euro e Bce sono simboli intangibili dell’integrazione – l’Unione. Lo fa in una delle città che più hanno creduto nel sogno europeo, patria di quel Giovanni Spadolini – a cui il presidente ha reso omaggio oggi, a cento anni dalla nascita, con una visita all’omonima Fondazione e biblioteca, sulla collina di Arcetri – europeista di stretta osservanza e alfiere di un’idea illuminista dell’Europa. Lo fa il giorno dopo la visita a Roma del premier ungherese Viktor Orban che, tra un’udienza con il Papa e un incontro a Palazzo Chigi, non ha risparmiato picconate all’Ue che “non conta nulla” sullo scacchiere internazionale. In passato da parte di Orban non sono mancate nemmeno critiche all’euro.

Mattarella riafferma alcuni capisaldi. Innanzitutto la moneta unica che fu “frutto di coraggio e visione”: oggi, dice, “non possono esserci dubbi che quel coraggio e quella visione sono stati premiati” e questo lo sanno i cittadini dei Paesi che hanno aderito che hanno visto “tutelato il potere di acquisto dei loro redditi e dei loro risparmi”. Poi la Bce che ha sempre “assolto il proprio mandato anche in momenti difficili”. E, ancora, il sistema multilaterale che certo andrà adeguato ai tempi che sono cambiati, ma non può essere messo in discussione se si vuole un mondo basato sulla pace e sul rispetto della dignità umana.

Infine, l’omaggio al presidente forse più europeista di tutti, Carlo Azeglio Ciampi. Usa le sue parole Mattarella per dire che permane una “condizione di zoppìa” dell’Unione, ovvero “l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata”. Ed è su questo che si deve lavorare, subito.

Bce, Panetta: la moneta è presidio di democrazia e simbolo di fiducia

Roma, 29 ott. (askanews) – “Dal fiorino d’oro di Firenze alla moneta unica europea, fino alle sfide della finanza digitale, il cammino della moneta ha attraversato secoli di innovazioni tecniche, istituzionali e culturali. Dopo l’abbandono dell’oro come ancoraggio, la moneta fiduciaria è divenuta il fondamento dei sistemi economici moderni. Ma proprio perché basata sulla fiducia, essa richiede istituzioni solide, credibili e soprattutto indipendenti: le banche centrali. Oggi, in Europa, il compito di custodire questa tradizione e proiettarla nel futuro spetta all’Eurosistema. In un mondo attraversato da rivoluzioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e nuove incertezze, la BCE e le banche centrali nazionali sono chiamate a garantire stabilità e sovranità monetaria, preservando la fiducia collettiva”.

Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento “Moneta e fiducia, dal Rinascimento all’era digitale” in occasione del Consiglio direttivo dalla Bce che si svolge oggi e domani a Firenze, a Palazzo Vecchio.

“Il palazzo che oggi ci accoglie, Palazzo Vecchio, è un simbolo straordinario della storia e della continuità delle istituzioni. Attualmente sede del Comune di Firenze, tra il 1865 e il 1871 ospitò il Parlamento nazionale, quando la città fu capitale del giovane Regno d’Italia. Le sue radici – ha ricordato Panetta – affondano però molto più indietro nel tempo: fu costruito oltre sette secoli fa per accogliere la Signoria della Repubblica fiorentina, l’organo di governo cittadino che riuniva i rappresentanti delle Corporazioni delle arti e dei mestieri, un vero e proprio Consiglio direttivo dell’epoca, espressione di una città autonoma, prospera e vitale”.

“In quei secoli Firenze conobbe uno sviluppo eccezionale, affermandosi come capitale economica, culturale e finanziaria d’Europa1. Un’esperienza lontana nel tempo, ma ancora capace di ispirarci nell’affrontare le sfide del presente”, ha proseguito.

E oggi “nell’epoca delle grandi trasformazioni, la moneta pubblica resta un bene pubblico, un presidio della democrazia economica, un simbolo della fiducia condivisa. È stata definita ‘il sistema di mutua fiducia più universale e più efficiente che sia mai stato concepito'”.

Secondo il governatore di Bankitalia “la moneta pubblica non è soltanto uno strumento economico: è il patto di fiducia che contribuisce a tenere unita ogni comunità. Da Firenze, origine di tante innovazioni monetarie e istituzionali, rinnoviamo l’impegno dell’Eurosistema a custodire, rafforzare e tramandare questa fiducia – ha concluso – affinché ogni generazione la riceva intatta e la trasformi in risposta alle sfide del proprio tempo”. (fonte immagine: Banca d’Italia)

Ponte Stretto, Salvini: decisione Corte dei Conti danno al Paese, andiamo avanti

Roma, 29 ott. (askanews) – “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico. In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”. Lo afferma il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini con una nota dopo il no della Corte dei Conti al visto sulla delibera Cipess.

Separazione carriere, Conte: raccogliamo firme parlamentari per referendum

Roma, 29 ott. (askanews) – “La realtà ci spinge adesso a raccogliere, ve lo anticipo, le firme di un quinto dei parlamentari per avere un referendum e per avere il giudizio vostro, di voi cittadini”. Lo ha detto, parlando della riforma costituzionale dell giustizia, il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo alla presentazione del libro di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato “Stragi d’Italia. Il caso Almasri e tutto quello che Giorgia Meloni e il governo non vogliono ammettere”.

L’obiettivo della riforma, ha affermato l’ex premier, “è allontanare il pubblico ministero dall’alveo della giurisdizione e una volta allontanato, potrà essere messo più facilmente sotto l’influenza, sotto il tacco del governo, del potere politico di turno”.

Marocco, ore d’attesa per decisione dell’Onu sul Sahara Occidentale

Es-Smara (Sahara Occidentale), 29 ott. (askanews) – C’è grande attesa in Marocco per la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che giovedì 30 ottobre deve decidere se rinnovare o meno il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (Minurso).

Si voterà su una bozza di risoluzione che punta a chiarire lo status del Sahara Occidentale, territorio che è conteso da Rabat e dal Fronte Polisario pro-indipendenza. La mozione sostenuta dagli Stati Uniti mira a rafforzare la prospettiva di uno status autonomo sotto la sovranità marocchina. Il voto cade alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Marcia Verde del Marocco, la grande manifestazione che nel 1975 di fatto portò la Spagna ad abbandonare il Sahara Occidentale.

Grazie a un incessante lavoro diplomatico, i principali partner internazionali del regno di Muhammad VI, dagli USA alla Cina, dai Paesi arabi alla Russia passando da molti Stati europei, si dicono pronti a sostenere Rabat per mettere fine a una disputa territoriale che va avanti dal 1976 e che si fonda sulla difficile eredità post coloniale. Il conflitto del Sahara occidentale è stato in gran parte congelato dal cessate il fuoco nel 1991, sebbene negli anni non siano mancati disordini legati a quella che è conosciuta come come l’Intifada per l’indipendenza.

La risoluzione è ancora solo una bozza, ma potrebbe portare a un voto decisivo su un conflitto territoriale che ha a lungo destabilizzato la geopolitica nordafricana. La pacificazione di questo vasto e desertico territorio, ricco però di materie prime, potrebbe favorire la stabilizzazione della ragione attraverso investimenti e infrastrutture, su cui il Marocco già da decenni sta puntando.

Ponte Stretto, Corte Conti: no al visto di legittimità

Roma, 29 ott. (askanews) – La Corte dei Conti non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera del Cipess dello scorso 6 agosto sul Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto riporta un comunicato, la decisione è stata assunta dalla Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte, all’esito della Camera di consiglio.

Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni.

Tennis, Sinner bene a Parigi, battuto Bergs

Roma, 29 ott. (askanews) – Jannik Sinner inizia bene al Masters 1000 di Parigi: l’azzurro è agli ottavi grazie alla vittoria su Zizou Bergs con il punteggio di 6-4, 6-2 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Una partita sempre in controllo per Sinner che ha indirizzato i due set allo stesso modo, strappando il servizio al belga in apertura. Poi grande gestione del n. 2 al mondo che non ha mai sofferto nei propri turni di battuta e nel secondo set ha guadagnato anche un secondo break. Alla 22esima vittoria consecutiva su cemento indoor, Sinner tornerà in campo giovedì contro l’argentino Francisco Cerundolo.

Fed taglia ancora i tassi al 3,75%-4% e ferma dimissioni titoli

Roma, 29 ott. (askanews) – Nuovo taglio dei tassi di interesse da 0,25 punti base da parte della Federal Reserve, che al tempo stesso ha annunciato che interromperà la sua manovra di dismissione di titoli a partire dal 1 dicembre. Con un voto ad ampia maggioranza, il direttorio della Banca centrale Usa (Fomc) ha deciso di ridurre i tassi di riferimento sui fed funds a una forchetta del 3,75%-4%.

Secondo la Fed, la crescita negli Stati Uniti procede a un ritmo moderato, il mercato del lavoro ha mostrato un rallentamento e il tasso di disoccupazione è leggermente risalito. In questo quadro l’inflazione è a sua volta leggermente aumentata e resta in qualche misura elevata, secondo l’istituzione monetaria.

La fed ha un doppio mandato: controllare l’inflazione ma anche cercare di massimizzare i livelli di occupazione. (fonte immagine: Federal Reserve).

Idee tech, il meglio delle startup al Ces Unveiled Europe

Amsterdam, 29 ott. (askanews) – Le idee delle startup raccontano da che parte sta andando l’innovazione. Queste alcune delle pi interessanti trovate al Ces Unveiled Europe di Amsterdam, l’evento che anticipa i focus del Ces di Las Vegas (dal 6 al 9 gennaio 2026), l’appuntamento di tecnologia consumer pi atteso.

“Crediamo che l’Ai passer dal cloud ai dispositivi fisici” dice l’italiano Fabrizio Del Maffeo, che guida la startup di chip olandese Alexera AI e offre una soluzione integrata: hardware e software open source, da cui ognuno pu sviluppare la propria soluzione per l’intelligenza artificiale.

Splendohealth ha pensato una piattaforma che combina i dati di tecnologie indossabili, come frequenza cardiaca e metabolismo per la preparazione fisica in vista di interventi, per il fitness sport, ma anche per usi professionali: dall’allenamento dei militari a quello degli astronauti

“La privacy prima di tutto” dicono i fondatori di Sentistic: ancora sensori intelligenti che oltre ad analizzare i dati in modo anonimo, con l’Ai rilevano non solo il movimento ma anche il contesto, ad esempio evitando falsi allarmi e sprechi di energia.

BlueHeart utilizza la termoacustica, una tecnica che consiste nel creare onde sonore in un circuito chiuso per generare calore e freddo in edifici residenziali, mentre dal rumore che LVEnergy produce energia: fabbriche, concerti, karaoke, ovunque ci siano rumori – almeno 65 decibel – e vibrazioni il dispositivo le cattura e genera watt.

Cento giorni a Milano-Cortina, attesi 2.900 atleti da tutto il mondo

Milano, 29 ott. (askanews) – Mancano esattamente cento giorni alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Il 6 febbraio, allo stadio di San Siro, prenderà il via l’evento sportivo globale che vedrà protagonisti circa 2.900 atlete e atleti da tutto il mondo. Cento giorni all’appuntamento con la storia: i Giochi torneranno in Italia a vent’anni da Torino 2006 e a settanta da Cortina 1956. Il conto alla rovescia è stato celebrato a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione, alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, del Ceo Andrea Varnier e dell’assessore allo Sport del Comune di Milano, Martina Riva. All’evento è intervenuto, in collegamento, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“I meno 100 giorni ai Giochi hanno per noi un valore simbolico molto importante. Da anni lavoriamo per promuovere una società più inclusiva e attiva, collaborando con scuole, università, luoghi di lavoro e partner. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che l’impatto di Milano Cortina 2026 non si esaurisca in due mesi di competizioni, ma continui nel tempo – ha dichiarato Malagò -. Questa visione di lungo periodo si sta già traducendo in risultati concreti, grazie ai progetti che realizziamo in sinergia con i nostri stakeholders: dal miglioramento dell’accessibilità delle linee metropolitane di Milano ai progetti educativi e sociali in tutta Italia per promuovere il movimento, la sostenibilità e la parità di genere. È questo, per noi, il vero significato dei Giochi: un cambiamento che nasce prima dell’evento e la cui legacy continuerà molto dopo la sua conclusione”.

Durante l’evento sono stati presentati i podi ufficiali e sono stati annunciati 12 nuovi tedofori appartenenti al team dei digital ambassador di Milano Cortina 2026. Sono: gli Autogol – attori, conduttori radio e tv che saranno i narratori ufficiali del Viaggio della Fiamma – i content creator Sofia Dalle Rive, Ludovica Tomasoni, Stefano Maiolica, Alessandro Santaterra, Margherita Pontecorvo, Emanuele Mauri, Mirko Tassin, l’attore e content creator Tommaso Cassissa, la music performer Roberta Branchini, la chef creator Ludovica Gargari e il cane Chico, primo Digital Ambassador a quattro zampe nella storia dei Giochi.

Dopo l’accensione della torcia olimpica il 26 novembre a Olimpia, il viaggio della fiamma prenderà ufficialmente il via il 6 dicembre 2025 da Roma. Un percorso lungo 63 giorni che attraverserà tutta l’Italia, fino a raggiungere il grande appuntamento del 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro: la cerimonia di apertura dei Giochi. Saranno 10.001 i tedofori che avranno l’onore di portare la fiamma olimpica.

I podi, realizzati da Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con lo studio Cavaletti + Pagliariccio, uniscono design contemporaneo e artigianato italiano, incarnando l’identità di questa edizione attraverso gradienti cromatici e sfumature che ne esaltano dinamismo e identità visiva. Il progetto si distingue per alcune caratteristiche chiave ù essenzialità, modularità, unicità e dinamismo ù principi guida che hanno ispirato non solo il design dei podi, ma l’intero sistema di oggetti e scenografie ideate per le Victory Ceremonies. Realizzati in legno e metallo, i podi si adattano alle diverse discipline, individuali e di squadra – possono infatti accogliere fino a dieci atleti per medaglia – e sono completamente accessibili grazie a rampe e cordoli anticaduta, pensati per rispondere alle esigenze degli atleti paralimpici.

Lagarde: continua a salire fiducia italiani nel presidente Mattarella

Roma, 29 ott. (askanews) – “In un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante un incontro a Firenze del direttorio Bce con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Parlare davanti a un servitore pubblico di questa levatura devo ammettere che può far aumentare la preoccupazione di essere all’altezza della situazione e di riuscire a dare voce alle sfide che l’Europa si trova a dover affrontare. E per questo – ha detto Lagarde – per aiutarmi in questo compito ho deciso di invitare due celebri fiorentini”.

La presidente Bce si è quindi cimentata nel racconto di un dialogo immaginario tra due storici personaggi della Firenze rinascimentale, Giovanni de’ Medici e Niccolò Machiavelli. La riunione è stata organizzata e ospitata dalla Banca d’Italia, presente con il governatore Fabio Panetta che a sua volta è intervenuto alla cerimonia.

Pd, Prodi: leadership si conquista con programma chiaro

Milano, 29 ott. (askanews) – “Io dico che la leadership si conquista, soprattutto quando ci sono metà degli italiani che si astengono, dicendo loro: ‘Io voglio fare questo, questo e questo’. Uno deve avere un ampio spettro d’interesse”. Lo dice Romano Prodi a Circo Massimo in onda stasera sul Nove.

“Quello che sta avvenendo adesso nel Pd è interessante: finalmente si comincia ad avere una articolazione. Non si è ancora arrivati ad approfondire programmi, ma c’è un’articolazione nella discussione e nelle posizioni. Noi facemmo la Fabbrica del programma: decine di migliaia di persone sono state chiamate” a partecipare, perchè “la democrazia vuol dire popolo”.

Istat, Conte: continua crollo salari ma Meloni dice no a proposte

Milano, 29 ott. (askanews) – “Bisogna intervenire subito. La Presidente Meloni non può continuare a dirci che ‘i numeri sul lavoro parlano chiaro’, che sul lavoro va tutto bene e che gli stipendi aumentano, perché poi c’è la realtà: oggi Istat evidenzia che i salari reali degli italiani crollano di quasi il 9% rispetto a gennaio 2021”. Lo dichiara il presidente del M5s Giuseppe Conte. “Mentre la Germania ufficializza l’aumento del salario minimo, che salirà a 13,90 euro l’ora nel 2026 e a 14,60 euro l’ora nel 2027, in Italia aumentano solo rimborsi per Ministri e Sottosegretari”. ” Siamo ancora in attesa che Meloni faccia qualcosa rispetto alle proposte che le abbiamo portato ad agosto 2023 per aumentare gli stipendi di milioni di lavoratrici e lavoratori. Ci ha detto no al salario minimo, alle misure per far aumentare il potere d’acquisto di 6 milioni di persone che guadagnano meno di 1.000 euro al mese e dei cassintegrati che vedono esplodere le ore di Cig autorizzate. Aspettiamo che risponda alla proposta di allargare la no-tax area e rafforzare in maniera importante l’assegno unico sui figli introdotto dal mio Governo. Finora chi prometteva soldi ‘con un click’ – ha concluso Conte – ha solo messo una montagna di miliardi sulle armi con una firma”.

Bending Spoons acquisisce Aol da Yahoo dopo finanziamento da 2,8 mld

Milano, 29 ott. (askanews) – La società tecnologica Bending Spoons ha stipulato un accordo definitivo per acquisire Aol, il portale web e fornitore di servizi email, da Yahoo. L’acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, soggetta alle consuete condizioni di chiusura e alle approvazioni normative.

Per finanziare l’acquisizione di Aol e future operazioni di M&A, Bending Spoons ha annunciato il completamento con successo di un pacchetto di finanziamento del debito da 2,8 miliardi di dollari. Il pacchetto comprende linee di credito term loan A e term loan B, insieme a impegni incrementali di revolving credit facility, forniti da banche di primo piano.

“Aol è un’azienda iconica e amata, in buona salute, che ha resistito alla prova del tempo e che, a nostro avviso, possiede un potenziale inespresso – ha dichiarato Luca Ferrari, Ceo e cofondatore di Bending Spoons – Secondo le nostre stime, Aol è uno dei dieci provider di posta elettronica più utilizzati al mondo, con una base di clienti altamente fidelizzata che conta circa 8 milioni di utenti attivi al giorno e 30 milioni al mese. Intendiamo investire in modo significativo per aiutare il prodotto e l’azienda a prosperare. Bending Spoons non ha mai venduto una società acquisita: siamo certi di essere i giusti custodi a lungo termine di Aol e non vediamo l’ora di servire la sua ampia e fedele base di utenti per molti anni a venire”.

Aol sarà un nuovo marchio globale a unirsi al portafoglio di Bending Spoons. Il mese scorso, Bending Spoons ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Vimeo, la cui chiusura è prevista per il quarto trimestre del 2025, soggetta alle consuete condizioni e approvazioni, comprese l’approvazione degli azionisti di Vimeo e le autorizzazioni regolamentari richieste.

“Aol e Yahoo condividono una lunga storia, e il nostro nuovo team ha apprezzato l’opportunità di riportare Aol alla crescita – ha affermato Jim Lanzone, Ceo di Yahoo – Questa operazione ci consentirà di concentrarci più a fondo sulle roadmap ambiziose che abbiamo pianificato per i prodotti principali di Yahoo, assicurando al contempo che AOL continui a prosperare sotto la nuova proprietà”.

“Da quando i fondi Apollo hanno acquisito Yahoo nel 2021, abbiamo contribuito a guidare un processo di reinvestimento trasformativo nelle attività di media digitali e tecnologia per il consumatore, generando solide performance in tutto il portafoglio Yahoo – ha dichiarato Reed Rayman, presidente del consiglio di amministrazione di Yahoo e partner di Apollo – Riteniamo che questa operazione posizioni Aol al meglio per la sua prossima fase, mentre Yahoo accelera gli investimenti nelle sue principali proprietà e nelle esperienze basate sull’intelligenza artificiale”.

Cultura, BIPM: piano condiviso per gestione siti Patrimonio Mondiale

Milano, 29 ott. (askanews) – Promuovere il confronto tra tecnici e amministratori sui temi prioritari legati al Patrimonio Mondiale partendo dalla comune responsabilità di tutela e gestione dei siti; costruire una consapevolezza di valori relativi al Patrimonio Mondiale e alle designazioni Unesco nei siti italiani attraverso la ricerca di un linguaggio comune. Sono questi alcuni degli obiettivi presentati nell’incontro “Enhancing Our Heritage Toolkit 2.0: uno strumento per la gestione dei siti Patrimonio Mondiale”, patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che si è svolto venerdì 24 ottobre a Roma, presso la sala del Carroccio in Campidoglio.

L’incontro, promosso dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale (BIPM) che oggi riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella World Heritage List, è stato organizzato grazie al finanziamento della Legge 77/2006, sotto la guida del coordinatore scientifico e responsabile del sito del Centro Storico di Firenze, Carlo Francini, e con la preziosa collaborazione dei rappresentanti delle principali istituzioni che operano nel campo del Patrimonio Mondiale: ICCROM, ICOMOS, IUCN, Ufficio regionale per la scienza e la cultura dell’UNESCO in Europa, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e il Ministero della Cultura italiano.

Nel corso del convegno, oltre a presentare i risultati emersi durante questo percorso di confronto e condivisione con i referenti del Patrimonio Mondiale, è stato dedicato un focus all’Enhancing Our Heritage Toolkit 2.0. Per Alessio Pascucci, presidente dell’associazione BIPM, “con questa quinta data del nostro progetto finanziato dalla legge 77 chiudiamo un percorso che ha visto la partecipazione di oltre 350 persone e cinque incontri fatti in online o in presenza che hanno dimostrato la grande sinergia che c’è tra la nostra associazione e la gestione dei territori. Crediamo che progetti come questi che debbano essere replicati e possano essere un punto di riferimento chiaro per tutti gli amministratori locali che si trovano nei propri territori a gestire il complesso ma straordinario patrimonio iscritto alla lista dell’Unesco”.

Per Carlo Francini, coordinatore scientifico di BIPM, “il confronto fra site manager ed esperti sul tema del patrimonio mondiale ha avuto il merito di contribuire ad accrescere lo spirito di responsabilità nella condivisione di best practice legate alla gestione ottimale siti patrimonio mondiale la cui protezione richiede un’azione collettiva. Come Associazione riteniamo che quello della condivisione di idee e progetti sia uno dei principi cardine per elaborare un piano rivolto a tutti i livelli di governo responsabili dell’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale, comprese le autorità regionali, nazionali e locali”.

Per Enrico Vicenti, Segretario Generale Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, “la Commissione ha tenuto a concedere il patrocinio a questo progetto in considerazione dell’importanza di instaurare un dialogo tra tecnici e amministratori del Patrimonio Mondiale e delle diverse designazioni su temi fondamentali quali la governance, i sistemi di gestione, la valutazione di impatto. Intendiamo essere di supporto per sviluppare insieme futuri passi concreti come tavoli di lavoro e reti di collaborazione tra i siti del Patrimonio Mondiale”.

Istat, Schlein: Meloni nega realtà, i dati raccontano un’altra storia

Roma, 29 ott. (askanews) – “Giorgia Meloni continua a negare il crollo degli stipendi, ma i dati Istat raccontano un’altra storia: dal 2021 i salari reali degli italiani sono calati del 9%”. lo dice la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.

“Questo – aggiunge – significa che, in media, chi lavora perde uno stipendio all’anno. L’inerzia del governo Meloni sta portando sempre più famiglie in difficoltà: stipendi bassi e prezzi in crescita rappresentano la vera emergenza del Paese. Sempre Istat oggi dice che 5,6 milioni di lavoratori ancora attendono i rinnovi contrattuali. Adesso servono politiche serie, non propaganda”.

Conclude la Schlein: “Con i nostri emendamenti alla legge di Bilancio chiediamo misure concrete per restituire potere d’acquisto alle famiglie e dignità al lavoro. E continuiamo a chiedere una cosa semplice e a costo zero con le altre opposizioni: un salario minimo”.

Report, Bonelli: Ghiglia deve dimettersì se Sangiuliano inviò a lui suoi ricorsi

Roma, 29 ott. (askanews) -“Quello che emerge dall’inchiesta di Report è di una gravità assoluta. Se è vero che l’ex ministro Sangiuliano ha inviato i propri ricorsi direttamente a un componente del Garante della Privacy in quota Fratelli d’Italia, Agostino Ghiglia, che poi li avrebbe fatti inserire tra i temi urgenti da trattare, siamo di fronte a un fatto inquietante, che mina la credibilità e l’indipendenza di un’Autorità di garanzia dello Stato. Agostino Ghiglia deve dimettersi immediatamente. Non è tollerabile che un membro del Garante della Privacy, chiamato a garantire terzietà e imparzialità, intrattenga rapporti diretti con esponenti del governo o del partito di maggioranza. È così che il partito di Giorgia Meloni imbavaglia la stampa non allineata ai voleri del governo: esercitando pressioni, dirette o indirette, su chi dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini, non gli interessi di chi governa”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Se gli organismi di garanzia e le Authority hanno relazioni con i partiti di governo – denuncia Bonelli- è in gioco il corretto funzionamento della nostra democrazia. È il metodo Orban, da cui la premier ha evidentemente imparato”

Robotica, benessere digitale e Ai: le anticipazioni sul Ces 2026

Amsterdam, 29 ott. (askanews) – Robotica, salute digitale, Ai e computer quantistici. Kinsey Fabrizio, presidente di Cta, l’associazione Usa che organizza il Ces di Las Vegas, ha anticipato ad askanews i focus dell’edizione 2026, che si svolger dal 6 al 9 gennaio.

“Vedrete molte soluzioni e tecnologie di intelligenza artificiale, ovviamente e molta robotica – ha detto dal Ces Unveiled di Asmterdam – questa sar una categoria importante sia per il mercato consumer, con la robotica umanoide e la robotica intelligente per la casa, sia per le imprese, con aziende come Siemens che presenteranno la loro tecnologia robotica per la produzione industriale – poi avremo un mix davvero eccezionale di soluzioni indossabili incentrate sulla salute, il benessere e dispositivi medici”.

L’intelligenza artificiale sar un tema chiave, ha detto Fabrizio annunciando una nuova area.

“Abbiamo una nuova sezione del Ces chiamata ‘Ces Foundry’, focalizzata su intelligenza artificiale, blockchain e tecnologia quantistica, ma anche la mobilit avanzata sar un tema importante: non solo la tecnologia dei veicoli, ma anche le tecnologie agricole e per l’edilizia industriale”.

Haiti, almeno 20 morti per le inondazioni provocate dall’uragano Melissa

Roma, 29 ott. (askanews) – Almeno 20 persone, tra cui 10 bambini, sono morte a causa delle inondazioni di un fiume ad Haiti causate dall’uragano Melissa, hanno riferito le autorità locali all’agenzia di stampa AFP.

Altre 10 persone risultano disperse, secondo quanto dichiarato dalla protezione civile del Paese.

Si ricorda che oggi ad Haiti si prevedono inondazioni improvvise e frane “catastrofiche” in alcune zone. Il Paese caraibico è significativamente meno sviluppato rispetto ai suoi vicini ed è probabile che subisca “danni ingenti e isolamento delle comunità”.

Mali, la Farnesina invita gli italiani a lasciare subito il Paese

Roma, 29 ott. (askanews) – Il Ministero degli Esteri invita tutti gli italiani presenti in Mali a lasciare immediatamente il Paese. “A seguito del crescente e significativo blocco dell’afflusso di carburanti su tutti gli assi stradali verso il Mali, ad opera di gruppi terroristici – spiega la Farnesina in una nota -, si registra una grave penuria di carburante in tutto il Paese, con impatti significati sull’erogazione di elettricità, che potrebbe causare un ulteriore peggioramento del quadro di sicurezza anche nella capitale Bamako”.

“Il Ministero degli Affari Esteri sconsiglia” dunque “di effettuare viaggi nel Paese, in ragione delle tensioni legate a tali criticità. I connazionali già presenti in Mali sono invitati a lasciare quanto prima il Paese e a verificare di aver segnalato la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a Bamako, sul sito DoveSiamonelMondo.it oppure sull’App Viaggiare Sicuri”.

Maltempo, in arrivo piogge e temporali sui settori occidentali

Milano, 29 ott. (askanews) – Un’area di bassa pressione, in avvicinamento dalla Francia, porterà correnti sud-occidentali caldo umide, con conseguenti precipitazioni, da sparse a diffuse, sui settori occidentali del nostro Paese, anche localmente a carattere temporalesco sulle aree costiere e sulle isole maggiori.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, mercoledì 29 ottobre, precipitazioni, da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria e Toscana, in estensione all’Emilia-Romagna. Attese, dal primo mattino di domani, precipitazioni, da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Sardegna e Lazio, specie lungo i settori costieri, in estensione dalla tarda mattinata alla Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 30 ottobre, allerta gialla per rischio meteo-idro su parte di Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Sardegna e sugli interi territori di Umbria e Sicilia.