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venerdì, 13 Febbraio, 2026
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Pandorogate, cade l’aggravante su truffa: estinto il reato, assolta per improcedibilità Chiara Ferragni

Milano, 14 gen. (askanews) – Assolta per improcedibilità dovuta all’estinzione del reato: si è chiuso così il processo per Chiara Ferragni, la nota influencer e imprenditrice finita sul banco degli imputati per il caso ribattezzato “Pandorogate”. Lo ha deciso del Tribunale di Milano al termine del processo che vedeva l’influencer imputata per truffa aggravata in relazione alle campagne promozionali del “Pandoro Balocco Pink” Christmas” nel Natale del 2022, e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni”, commercializzate da Dolci Preziosi nel 2021 e 2022.

Due operazioni commerciali che, secondo l’accusa formulata dai pm Cristian Barilli e Eugenio Fusco, sarebbero state “mascherate” da iniziative benefiche, facendo ottenere all’influencer un “ingiusto profitto” stimato complessivamente in 2 milioni e 225 mila euro, più altri benefici non calcolabili legati al “ritorno di immagine”. Da qui la richiesta dei pm di condannare l’influencer a 1 anno e 8 mesi per truffa aggravata.

Assoluzione anche per gli altri 2 protagonisti della vicenda: Fabio Damato, ex braccio destro dell’influcer, e Francesco Cannillo, presidente del cda di Cerealitalia.

La sentenza di doversi procedere, emessa dal giudice monocratico Ilio Mannucci Pacini, è legata al mancato riconoscimento dell’aggravante contestata dai pm della minorata difesa dei consumatori e follower.

Caduta l’aggravante, infatti, il reato è stato automaticamente stato riqualificato in truffa semplice e dunque dichiarato estinto per improcedibilità.

A differenza della truffa aggravata, reato per il quale l’autorità giudiziaria può procedere d’ufficio, per la truffa semplice è necessaria una querela della parte offesa. Querela che, in questo caso specifico, venne prima presentata ma poi ritirata dal Condacons dopo l’accordo di risarcimento raggiunto in sede extragiudiziale con l’influencer.

Grande Impero, week end di solidarietà a Roma

Roma, 14 gen. (askanews – Grande Impero, azienda leader nella panificazione artigianale, ha concluso la sua iniziativa di solidarietà con un gesto significativo. A partire dalle ore 18.30, i volontari del Progetto Missionario, che da anni collaborano con la Banca dei Talenti, hanno distribuito coperte, vestiario e panini freschi preparati con il pane Grande Impero, accompagnati da bevande calde, ai senzatetto di Roma. I volontari, che definiscono affettuosamente i senzatetto “amici di strada”, hanno reso possibile questa importante azione, che ha visto la partecipazione attiva della comunità locale.

L’iniziativa di raccolta, avviata lo scorso mese in occasione della Giornata della Famiglia, ha unito tutta la grande famiglia di Grande Impero, composta da ben 26 etnie diverse. La distribuzione di beni e cibo ha rappresentato il culmine di un progetto volto a restituire un po’ di calore a chi vive ai margini della società, grazie anche alla collaborazione con la Basilica del Sacro Cuore a Castro Pretorio, che da anni sostiene il “Progetto Missionario”.

“Questa giornata segna il culmine di un’iniziativa che nasce dal cuore della nostra azienda e che dimostra quanto sia fondamentale lavorare insieme per il bene della comunità,” ha dichiarato Antonella Rizzato, Amministratore Delegato di Grande Impero. “Il pane che prepariamo ogni giorno è un simbolo di accoglienza e inclusione. Oggi, con questo gesto, vogliamo restituire un po’ di calore a chi vive ai margini della società, mettendo al centro la solidarietà, che è la vera ricchezza.”

Oltre alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità, la serata è stata anche un’importante occasione di incontro per la famiglia di Grande Impero e per la comunità locale. La presenza dei volontari del Progetto Missionario, che quotidianamente sono al fianco degli “amici di strada”, ha reso l’iniziativa ancora più significativa, simbolo di impegno, di cura reciproca e di solidarietà.

“Il nostro lavoro quotidiano non è solo fatto di panificazione, ma anche di responsabilità sociale,” ha aggiunto Antonella Rizzato. “Con questa campagna, non vogliamo solo donare ciò che abbiamo, ma anche costruire legami duraturi con la nostra città e le persone che la vivono, creando una rete di solidarietà che va oltre i confini aziendali.”

Concludendo l’iniziativa, Grande Impero ribadisce il proprio impegno a favore di una comunità più inclusiva e unita, dove ogni gesto di solidarietà può fare la differenza.

Infarto, parodontite fattore di rischio largamente sottovalutato

Roma, 14 gen. – Un’infiammazione alle gengive può aumentare il rischio di infarto? la risposta, oggi, è meno controintuitiva di quanto si pensi. Sempre più studi scientifici indicano la parodontite come un fattore di rischio cardiovascolare rilevante, eppure ancora largamente sottovalutato.

A richiamare l’attenzione sul tema è il Dott. Alessandro Piccolo, dello Studio Dentistico Piccolo di Milano, che sottolinea come la bocca non sia un compartimento isolato dal resto dell’organismo: “La parodontite è un’infezione cronica. Quando persiste, alimenta uno stato infiammatorio sistemico che può avere effetti anche sul sistema cardiovascolare”.

I dati confermano questa connessione. Studi pubblicati sul Journal of Periodontology mostrano che i pazienti con parodontite avanzata hanno fino al doppio delle probabilità di sviluppare patologie cardiache. Anche l’American Heart Association riconosce una correlazione significativa tra parodontite e aumento del rischio di infarto, pur senza parlare di causalità diretta. Una meta-analisi del 2021, basata su oltre 60 studi clinici, evidenzia inoltre un incremento del 20-25% del rischio di eventi cardiovascolari nei soggetti con malattie parodontali.

Secondo Alessandro Piccolo, dello Studio Dentistico Piccolo di Milano, il punto critico è la scarsa consapevolezza: “Molti pazienti considerano il sanguinamento gengivale un problema minore. In realtà può essere il segnale di un’infiammazione che non resta confinata alla bocca”.

Il quadro che emerge è chiaro: prendersi cura delle gengive non è solo una questione estetica o locale, ma una scelta di prevenzione che riguarda anche la salute del cuore.

Groenlandia nel mirino di Trump: gli interessi Usa nell’Artico

Roma, 14 gen. (askanews) – Cosa vuole Donald Trump nell’Artico? Il presidente americano ha rilanciato con forza l’idea di prendere il controllo della Groenlandia, definita una “priorità di sicurezza nazionale” per gli Stati Uniti a fronte di minacce securitarie emanate da Cina e Russia. L’idea non è nuova, anzi, era già stata avanzata e respinta nel 2019. Oggi riemerge con toni violenti e minacciosi in un contesto globale completamente mutato, segnato dalla competizione tra grandi potenze e dalla corsa alle risorse strategiche.

LA MINACCIA CINESE?

La Casa Bianca ha insistito sulla necessità di contrastare l’influenza cinese in questa regione sempre più strategica. Pechino dichiara il proprio interesse per l’area definendosi si dal 2018 uno “Stato vicino all’Artico” e promuove una “Via della seta polare”. La Federazione Russa ha avviato un corso di cauta apertura alla cooperazione con la Cina nella regione artica dal 2022, quando con l’invasione dell’Ucraina è entrata in rotta di collisione con i Paesi artici (tutti membri Nato) e in generale con l’Occidente. In ogni caso la presenza cinese resta limitata: tre rompighiaccio contro oltre quaranta russi e nessuna infrastruttura militare né tantomeno controllo diretto in Groenlandia.

I tentativi cinesi di investimento sull’isola ci sono stati (dagli aeroporti di Nuuk e Ilulissat alla base di Gronnedal, oltre a progetti minerari) ma sono stati bloccati o sono falliti: le stesse autorità danesi o groenlandesi sono intervenute in tal senso.

PRESENZA MILITARE USA CONSOLIDATA

Gli Stati Uniti dispongono di una consolidata presenza militare in Groenlandia. La base di Pituffik (ex Thule) ospita l’ avamposto militare americano dislocato più a Nord su scala mondiale. Vi si trova un radar cruciale per il sistema di difesa antimissile nordamericano. Data la vicinanza a questa latitudine tra Russia e America, tramite l’Artico si realizza il concetto di Second Strike Capability, ovvero della certezza che un eventuale attacco atomico darebbe all’avversario la possibilità di rispondere, vanificando il vantaggio iniziale.

IL FATTORE CLIMA

Il cambiamento climatico agisce da moltiplicatore di importanza strategica della Groenlandia. La riduzione della banchisa artica – dimezzata rispetto agli anni Ottanta – apre nuove rotte marittime e rende accessibili territori finora coperti dai ghiacci. Con oltre 44.000 chilometri di coste, la Groenlandia diventerebbe una porta d’accesso privilegiata per rotte artiche sempre più navigabili e quindi imprescindibile per i commerci globali, dato che la rotta artica permetterebbe trasporti da e per l’ Asia orientale in tempi molto più veloci e meno costosi rispetto agli itinerari attuali, essenzialmente il Mar Rosso e in seconda battuta il periplo dell’Africa.

I MINERALI CRITICI, VERA POSTA IN GIOCO?

La maggioranza degli analisti ritiene che al centro dell’interesse americano vi sia soprattutto l’accesso ai minerali critici. La Groenlandia possiede 25 dei 34 minerali considerati strategici dall’UE, tra cui terre rare, grafite, cobalto e rame. Le sue riserve di terre rare, stimate in 1,5 milioni di tonnellate, sono paragonabili a quelle degli Stati Uniti.

Questi materiali sono fondamentali per transizione energetica, industria tecnologica e difesa. La Cina controlla circa il 90% della capacità mondiale di raffinazione e ha già usato questa posizione come leva geopolitica, imponendo restrizioni all’export nel 2025. Va sottolineato che l’estrazione resta molto complessa e molto poco praticata al momento, a causa di infrastrutture limitate, instabilità normativa e in generale tempi lunghi. Gli esperti di settore stimano 10-15 anni e miliardi di dollari prima di una produzione significativa, con il paradosso che la raffinazione dovrebbe comunque avvenire in Cina.

In ogni caso un orizzonte interessante per gli Stati Uniti che restano dipendenti dalle forniture cinesi, nonostante gli sforzi per sviluppare miniere e capacità di riciclo interne. L’integrazione del Groenlandia nello spazio economico statunitense offrirebbe infatti una fonte alternativa di approvvigionamento, riducendo per l’America un elemento di vulnerabilità strategica che pesa molto in questa fase di sviluppi tecnologici e turbolenze globale. In questa ottica, sì, la minaccia cinese resta sensibile.

Calcio, Fabio Paratici nuovo ds della Fiorentina

Roma, 14 gen. (askanews) – Fabio Paratici è il nuovo direttore sportivo della Fiorentina e sarà operativo a partire dal 4 febbraio 2026. L’ex dirigente di Juve e Tottenham assumerà l’incarico nel club viola subito dopo aver chiuso la sessione invernale di mercato con il club inglese Paratici ha dichiarato: “Voglio ringraziare il Tottenham per aver accolto il mio desiderio di tornare in Italia e di unirmi alla Fiorentina. Questa opportunità, unita alla necessità di rimanere nella mia terra natale, mi ha portato a questa decisione”.

Ripensare il "Sistema Paese": la visione internazionale di Fabio De Furia

Roma, 14 gen. (askanews) – È online su L’Imprenditore l’intervento “Perché il concetto di Sistema Paese va ripensato, non difeso”, firmato da Fabio De Furia, imprenditore e dirigente italiano di rilievo internazionale, tra i principali promotori di connessioni tra Italia e Stati Uniti nei settori dell’innovazione, e delle relazioni economiche e scientifiche.

De Furia, Presidente della Miami Scientific Italian Community, è riconosciuto come architetto di reti strategiche tra ricerca, impresa e comunità italiana negli USA, capace di tradurre talenti e progetti italiani in opportunità concrete nei contesti globali. La sua esperienza internazionale gli permette di osservare il Sistema Paese non solo come concetto istituzionale, ma come ecosistema vivo, dinamico e connesso, che cresce grazie ai protagonisti che ogni giorno operano nei mercati e nei centri di ricerca internazionali.

Nel contributo redazionale, De Furia lancia un messaggio chiaro e provocatorio: il Sistema Paese tradizionale, basato su narrazioni centralizzate e istituzionali, non basta più. Oggi la reputazione internazionale dell’Italia si costruisce attraverso imprese, ricercatori, professionisti e comunità italiane nel mondo, e richiede strumenti e strategie aggiornate per valorizzare questa rete diffusa di eccellenze.

Secondo De Furia, il Sistema Paese non va difeso a oltranza, ma ripensato come una rete viva, capace di connettere persone, competenze e organizzazioni, generando fiducia, collaborazione e visibilità internazionale. Le istituzioni, in questo contesto, devono evolvere da portavoce a facilitatori di relazioni, sostenendo chi già agisce con successo sui mercati globali.

Il messaggio è chiaro: non si tratta di rinnegare l’identità italiana, ma di aggiornare strumenti, linguaggio e azioni per renderla efficace in un mondo in rapida trasformazione.

Carlo Conti: Madonna a Sanremo? "Impossibile, strada non percorribile"

Milano, 14 gen. (askanews) – Madonna al Festival di Sanremo? La smentita arriva direttamente da Carlo Conti, intervenuto durante il seminario sulla kermesse canora alla Scuola di giornalismo di Perugia. “Credo sia abbastanza impossibile che Madonna possa venire al festival di Sanremo- ha detto Conti, parlando agli allievi del master- si è creato questo cortocircuito perché Madonna ha cantato “la bambola” di Patty Pravo, che è una delle artiste in gara. Ma non credo sia percorribile questa strada”. Incalzato dalle domande dei giovani praticanti della Scuola di Perugia, Conti ha raccontato il suo stato d’animo, alla vigilia del suo quinto festival da conduttore e direttore artistico. “E’ una macchina a ciclo continuo, in cui la preparazione comincia il giorno dopo la chiusura del festival precedente”. Ma durante le cinque giornate della gara, Conti e’ rilassato:” per me è un momento di divertimento, mentre tutti sono in tensione, io mi scambio messaggi nella chat con Panariello e Pieraccioni”. Come ha convinto Laura Pausini ad affiancarlo alla conduzione in tutte e cinque le serate? “Ho capito che aveva una gran voglia di farlo, di mettersi in gioco e di divertirsi con me- dice Conti- Laura è molto spontanea, se riusciremo a tirar fuori questa sua caratteristica, lavorando molto sull’improvvisazione, senza nulla di scritto, sarà una chiave vincente”. Poi svela la sua soddisfazione più grande: quando, “finito il festival, salgo in macchina e accendo la radio, dove trasmettono le canzoni di Sanremo”.

Von der Leyen: la Groenlandia può contare sull’Ue. Trump: inaccettabile che non sia sotto il controllo Usa

Roma, 14 gen. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel corso della conferenza stampa odierna di presentazione del prestito all’Ucraina, ha dichiarato che la Groenlandia “può contare” sull’Unione europea. “La Groenlandia fa parte della NATO e, quando parliamo di sicurezza nell’Artico, questo è uno dei temi centrali dell’Alleanza. Sappiamo che il collante tra gli alleati è sempre il principio chiaro: uno per tutti, tutti per uno. La NATO è quindi uno dei forum in cui integrare i diversi interessi in gioco”, ha spiegato von der Leyen. “La Groenlandia appartiene al suo popolo, quindi spetta alla Danimarca e alla Groenlandia – e solo a loro – decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia”, ha precisato la presidente von der Leyen.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dal canto suo ha ribadito la sua posizione e ha affermato che qualsiasi soluzione diversa dal possesso statunitense della Groenlandia è “inaccettabile”. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per ragioni di sicurezza nazionale” ha scritto oggi sul proprio profilo Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La NATO dovrebbe farsi promotrice del processo per consentirci di ottenerla. SE NON LO FACCIAMO NOI, LO FARANNO RUSSIA O CINA, E QUESTO NON ACCADRÀ!”, ha proseguito Trump. “Dal punto di vista militare, senza l’enorme potenza degli Stati Uniti – gran parte della quale ho costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più elevato – la NATO non sarebbe una forza o un deterrente efficace, nemmeno lontanamente. Loro lo sanno, e lo so anch’io”, ha specificato il presidente Trump. “La NATO diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia sotto il controllo degli STATI UNITI”, ha aggiunto Trump, osservando che “qualsiasi soluzione diversa da questa è inaccettabile”.

Ma le dichiarazioni di Trump trovano sempre di più l’avversione dei Paesi europei. Una violazione della sovranità della Groenlandia avrebbe “conseguenze a cascata senza precedenti”, ha avvertito oggi il presidente francese Emmanuel Macron, in merito al desiderio degli Stati Uniti di impossessarsi di questo territorio autonomo danese. “Non sottovalutiamo le dichiarazioni sulla Groenlandia. Se la sovranità di un Paese europeo e alleato fosse compromessa, le conseguenze a cascata sarebbero senza precedenti. E la Francia segue la situazione con la massima attenzione e agirà in piena solidarietà con la Danimarca e la sua sovranità”, ha dichiarato il presidente francese, secondo quanto riportato alla stampa dalla portavoce del governo Maud Bregeon.

Crans-Montana, ragazzo trasferito per problemi respiratori. Domani il Papa incontra i familiari delle vittime

Milano, 14 gen. (askanews) – “Uno dei ragazzi feriti a Crans Montana ricoverato l’ospedale Niguarda è stato trasferito al Policlinico di Milano nelle scorse ore. Il trasferimento nasce da una decisione collegiale frutto della collaborazione, attivata sin dal primo momento dell’emergenza, tra i migliori specialisti del nostro sistema sanitario per garantire la più alta qualità di cura a tutti i ragazzi coinvolti in questa terribile tragedia”. Lo ha comunicato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.

“Il paziente, che non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, ha però una grave insufficienza respiratoria – prosegue Bertolaso – che purtroppo si è innestata su una patologia precedente e occorre che sia sottoposto a procedure specifiche per questo tipo di problematica. Il Policlinico di Milano riveste per la Lombardia il ruolo di coordinatore nella gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave e possiede un’elevata esperienza clinica nell’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), metodologia grazie alla quale il sangue viene prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso, permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire mentre l’ECMO supporta la funzione respiratoria”.

Papa, domani riceve familiari ragazzi morti a Crans-Montana In Vaticano

Città del Vaticano, 14 gen. (askanews) – I familiari dei ragazzi deceduti nella tragedia di Crans-Montana in Svizzera, saranno ricevuti domani in udienza da Papa Leone, che li riceverà nel Palazzo apostolico alle 12.15. La conferma è giunta oggi.

Gci

Bce: Ue può compensare dazi Usa riducendo del 2% barriere interne

Roma, 14 gen. (askanews) – Una riduzione limitata e realistica delle barriere commerciali che permangono tra i Paesi della Unione europea, a dispetto del “mercato unico”, permetterebbe nel corso del tempo di controbilanciare gli effetti negativi dovuti ai dazi approntati dagli Stati Uniti: è la stima di uno studio pubblicato dalla Banca centrale europea, anticipato oggi rispetto al Bollettino economico che verrà integralmente diffuso domani.

“Le previsioni dei tecnici della Bce calcolano che il rialzo dei dazi e l’incertezza peserà cumulativamente sul Pil per 0,7 punti percentuali sul periodo tra il 2025 e il 2027. Le nostre simulazioni – sostengono gli autori dello studio – mostrano che ottenere una riduzione di solo il 2% delle barriere su beni e servizi all’interno del mercato unico potrebbe, sul lungo termine, compensare pienamente l’impatto previsto sul Pil dei maggiori dazi Usa. Questo porterebbe a un aumento del commercio intra Unione europea di circa il 3%”.

Questa strada non garantirebbe un impatto immediato per sostituire la perdita di commercio con gli Stati Uniti: ogni aggiustamento strutturale nell’ambito del mercato unico richiederebbe un certo periodo per materializzarsi, precisano gli autori.

Secondo l’analisi della Bce, le restrizioni e le frizioni sugli scambi tra paesi della Unione europea alle frontiere restano elevati e equivalgono a dazi del 67% sul commercio di beni e addirittura al 95% sugli scambi di servizi.

Si tratta di stime che vanno a considerare tutta una serie di fattori, tra cui gli oneri regolamentari e amministrativi ma anche, ammettono gli autori “fattori potrebbe non essere fattibile né desiderabile eliminare tramite interventi politici” come preferenze, la tendenza a privilegiare le produzioni nazionali o la limitata “commerciabilità” di alcuni beni o servizi.

Calcio, Allegri: "A Como saremo senza Füllkrug e Pavlovic"

Roma, 14 gen. (askanews) – Alla vigilia del recupero di campionato contro il Como, Max Allegri rompe subito il ghiaccio con una scelta insolita: “Troppo freddo per la t-shirt ultimamente…”, scherza il tecnico, sfidando la scaramanzia che lo aveva visto imbattuto con la maglietta portafortuna. E aggiunge subito: “Il campionato non finisce domani”, un chiaro segnale che parlare già di ipotetica fuga dell’Inter non ha senso.

Sulla formazione, Allegri è chiaro: “Fullkrug è fuori assieme a Pavlovic, che ha nove punti di sutura. Vediamo Fullkrug per domenica, mentre Pavlovic dovrebbe tornare con la Roma, aspettiamo. Leao? Rafa sta bene. Per Gimenez se ne riparla a fine marzo”. Una maglia sarà quasi sicuramente per Leao e, aggiunge il tecnico, “De Winter domani deve giocare per forza sul centro-sinistra, perché Pavlovic non c’è”. Nessuna chance di ripetere Estupiñan, “molto negativo a Firenze”.

Sulla possibilità di rinforzi a gennaio, Allegri non si lascia trascinare dall’emotività: “Sono molto contento dei ragazzi a disposizione, è un buon gruppo, con questi arriviamo fino alla fine”. Nessuna pressione pubblica sul mercato, dunque, mentre nelle ultime ore la trattativa per un difensore sembra arenata.

Sul Como e su Fabregas, Allegri evita personalismi: “Non è Fabregas contro Allegri, è Como contro Milan, perché Fabregas e il Como stanno facendo un ottimo lavoro. È un Como sbarazzino, pressa bene, ha giocatori di buona qualità tecnica. Fabregas allena solo da tre anni ma ha fatto un ottimo lavoro, bisogna fargli i complimenti”. E sul campo leggermente più largo: “Non cambia assolutamente niente, più spazi ci sono, più è facile giocare”.

Il tecnico guarda anche oltre la partita di domani: “Dopo Como avremo un’altra partita con il Lecce, tutt’altro che facile, poi la Roma. Bisogna tenere equilibrio, nervi saldi, spalle larghe”.

Sulla tattica, possibile novità in difesa: “La difesa a quattro può essere una soluzione, poi dipende dalle caratteristiche e dai giocatori a disposizione”. Nessuna sorpresa in attacco: “Per schierare tre attaccanti dovrei averne almeno uno in panchina, ora che non abbiamo Fullkrug sarebbe abbastanza rischioso”. Così, avanti con la coppia Leao-Pulisic, con Nkunku pronta alternativa.

Infine, Allegri racconta un’esperienza più leggera, quella dell’essere tedoforo per Milano-Cortina: “È stata una bellissima esperienza, c’era tantissima gente, lo sport è una cosa meravigliosa, è importante per la crescita dei bambini”. E sui ricordi d’infanzia: “Quando ero bambino mi ha ispirato Tomba, quando scendeva lui si fermavano le scuole. Ma io per non andare a scuola non avevo bisogno di Tomba…”.

Ucraina, Dombrovskis: nuovo maxi prestito Ue sarà senza scadenza

Roma, 14 gen. (askanews) – Un prestito senza scadenza. Tecnicamente, un prestito con rinnovo automatico alla scadenza, salvo che la Russia (circostanza quantomai improbabile) paghi i danni di guerra e di ricostruzione all’Ucraina. E’ la soluzione che la Commissione europea ha messo in piedi per la proposta sul nuovo maxi finanziamento a Kiev, come ha spiegato il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis, durante una conferenza stampa congiunta con la presidente, Ursula von der Leyen e la commissaria all’allargamento, Marta Cos.

“Non ci sta una scadenza fissata per questo prestito – ha detto – sarà automaticamente rinnovato e la condizione per l’Ucraina per ripagarlo è che la Russia paghi i costi di ricostruzione”.

Il pacchetto approntato ha un valore indicato in 90 miliardi di euro. Secondo Von der Leyen, con questa iniziativa “mostriamo una priorità politica molto chiara per il sostegno all’Ucraina”. E il ricorso al meccanismo Ue di “cooperazione rafforzata significa che c’è una vasta maggioranza di Paesi che supportano questo impegno comune per assicurare i mezzi”.

Un aspetto integrante di questa proposta “è anche che l’Ue si riserva il diritto di utilizzare i proventi degli asset congelati alla Russia per ripagare questo prestito. E in più – ha ricordato Dombrovskis – abbiamo messo il congelamento degli asset russi su pianta stabile, piuttosto di doverlo rinnovare ogni sei mesi”.

Ucraina, domani flash mob Team Vannacci: stop soldi a Kiev

Milano, 14 gen. (askanews) – L’associazione ‘Il Mondo al Contrario – Il Team Vannacci Roma Caput Mundi’ organizza un flashmob per domani alle ore 10.30, in Piazza del Parlamento a Roma. L’iniziativa – spiega una nota – “intende sottolineare il pensiero del gen. on. Roberto Vannacci in merito alla richiesta di interrompere i finanziamenti a Kiev per l’invio di armi e di destinare le risorse ai cittadini italiani”.

“Se all’Italia mesi ed anni di questo inutile conflitto russo-ucraino qualcosa hanno insegnato, è che non serve un ‘decreto Ucraina’ ma che oggi serve un decreto Italia”, si afferma nella nota del Team Vannacci Roma. “Una politica saggia tutela esclusivamente gli interessi nazionali e del proprio elettorato. Questa guerra, all’Italia, non ha portato niente di buono: meno esportazioni, meno impresa, costo dell’energia alle stelle, manifattura in crisi e ingenti risorse sottratte al nostro stato sociale e finite, in buona parte, in corruzione, cessi d’oro, ville e yacht di lusso. Dopo quattro anni, continuare a inviare armi e denaro non aiuta il processo di pace; al contrario lo prolunga e lo rende più difficile. La pace serve oggi, perché domani ci costerà molto di più. In Italia, intanto, chi muore sono i capotreni accoltellati; chi soffre sono le vittime di stupri, rapine, furti, molestie e crimini in gran parte commessi da stranieri che permangono illegalmente sul nostro territorio; chi trema di angoscia sono le madri che attendono un messaggio dalle figlie per sapere se sono arrivate sane e salve a scuola. I nostri interessi sono altri: incrementare gli ormai insostenibili livelli di sicurezza, fermare l’invasione di immigrati che stanno islamizzando la nostra patria, migliorare la sanità, abbattere il Green Deal che ha desertificato la nostra manifattura, aiutare gli agricoltori traditi dall’accordo col Mercosur, abbassare il prezzo dell’energia che soffoca le imprese e le famiglie, rilanciare l’industria, ridurre le tasse, aumentare i salari, aiutare i pensionati e tornare padroni a casa nostra. La maggioranza degli italiani lo ha capito e dice basta. Per questo, alla faccia di Von der Leyen, basta armi e basta soldi a Zelensky. Oggi serve un decreto Italia, non l’ennesimo decreto Ucraina. Io non cambio idea e, in coerenza con quanto fatto e votato finora a Bruxelles e con ciò che ho sempre sostenuto, dico no alla conversione in legge del decreto sulle armi all’Ucraina. A tutti i parlamentari dico che il vostro voto favorevole prolungherà il conflitto e la sofferenza. Occorre fermare tutto questo con coraggio e coerenza”.

Iran, Conte: no azioni militari, diritto non vale "fino a un certo punto"

Roma, 14 gen. (askanews) – Il Movimento 5 stelle era pronto a votare la risoluzione unitaria contro la repressione in Iran, approvata stamane in commissione Esteri al Senato, ma le forze che l’hanno promossa hanno rifiutato di inserire il passaggio contro eventuali interventi militari esterni. Lo ha scritto il leader del M5S, Giuseppe Conte, in un post sui suoi canali social. “Sentite cosa è successo. Oggi – ha sottolineato l’ex premier – c’era la risoluzione sull’Iran al Senato che noi avremmo votato insieme alle altre forze politiche, visto che siamo al fianco di chi si ribella al regime iraniano, che abbiamo sempre condannato per come soffoca le libertà e reprime nel sangue il dissenso. Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina ‘Meloni-Tajani’ per cui il diritto internazionale vale… ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta”.

“Per il governo Meloni – ha osservato ancora il presidente del M5S – il diritto internazionale non vale per il criminale Al-Masri, che ha rimpatriato con gli onori di un volo di Stato. Non vale nella Striscia di Gaza, dove il governo italiano è rimasto complice silente del genocidio compiuto dal governo Netanyahu. Non vale in Venezuela dove Meloni ha dichiarato ‘legittimo’ il blitz militare americano, con la conseguenza che al governo c’è adesso la numero 2 di Maduro, mentre a cambiare realmente è stata la governance del petrolio. Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato, rotoleremo nel più completo disordine mondiale. Altro che corsa al riarmo, precipiteremo nel caos della massima insicurezza e, quindi, della più umiliante servitù per sperare in una protezione”.

“La comunità e gli organismi internazionali hanno tante leve da usare sul fronte economico e diplomatico per cambiare le cose. Condividiamo ogni forma di sostegno vero, concreto, rispettoso del diritto internazionale ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell’autodeterminazione del popolo iraniano”, ha concluso Conte.

Tennis, il dilettante Smith batte Sinner e vince il Million 1 Point

Roma, 14 gen. (askanews) – Clamoroso sulla Rod Laver Arena di Melbourne, dove a portarsi a casa il milione di dollari australiani (circa 570mila euro) è il dilettante Jordan Smith, che agli ottavi del Million Dollar 1 Point Slam aveva eliminato Jannik Sinner che aveva sbagliato la battuta, i professionisti avevano una sola chance di battuta. Fuori anche Alcaraz contro la greca Sakkari. “Non ho parole Proverò a investire quei soldi perché il mio desiderio è comprare una casa. Ero felice dopo la prima vittoria, ma così è davvero un’esperienza incredibile!”, le parole dell’australiano vincitore del torneo. Jordan Smith, 29enne australiano vincitore del campionato del New South Wales, ha battuto nell’ordine Smith, Sinner, Anisimova, Pedro Martinez e Joanna Garland. Anche Garland, attuale n°117 della classifica WTA ed eliminata al primo turno delle qualificazioni del torneo di singolare femminile – era infatti riuscita ad avere la meglio di grandissimi giocatori e giocatrici: Varvara Lepchenko, Alexander Zverev, Nick Kyrgios, Maria Sakkari e Donna Vekic. In finale però la giocatrice di passaporto di Taipei ha avuto un po’ fretta, colpendo rapidamente in corridoio e consegnando così la vittoria al dilettante Smith. Un torneo-esibizione che ha funzionato, con i professionisti spesso più tesi dei dilettanti a causa della pressione e con alcuni siparietti divertenti. Un’idea che, ne siamo certi, verrà replicata in futuro anche da altre federazioni. Nel mentre Smith si porta a casa appunto un assegno da un milione, a cui si aggiungono 50mila dollari per il suo club. L’automobile messa in palio dallo sponsor è invece andata ad Alec Reverente, anche lui dilettante australiano che ha superato nel match valido per ‘la macchina’ proprio Jordan Smith.

Ucraina, ex premier Tymoshenko indagata per corruzione. La leader della rivoluzione arancione: accuse assurde

Roma, 14 gen. (askanews) – Yulia Tymoshenko, ex primo ministro ucraino e leader della rivoluzione arancione ucraina, è indagata per corruzione, secondo quanto riferisce l’Ufficio Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina (NABU).

Il Nabu, in un comunicato diffuso questa mattina, ha evidenziato che, secondo le indagini condotte insieme alla Procura specializzata anti-corruzione (Sapo), Tymoshenko risulterebbe a capo di un meccanismo corruttivo che interesserebbe 20 deputati del parlamento ucraino.

Sulla base delle informazioni diffuse dalle autorità ucraine, emerge che “l’indagata avrebbe avviato trattative con alcuni parlamentari per istituire un meccanismo strutturato e sistematico di corruzione, finalizzato a garantire un comportamento favorevole durante le votazioni”.

“Non si trattava di accordi occasionali”, rileva l’Agenzia ucraina, “bensì di un sistema stabile di collaborazione, che prevedeva pagamenti anticipati ed era concepito per operare su un lungo periodo”.

“Ai deputati coinvolti sarebbero state fornite istruzioni su come votare e, in alcuni casi, anche su quando astenersi o non partecipare alle votazioni”, specifica il Nabu.Tymoshenko ha confermato le perquisizioni nella sede del partito, che, a suo dire, sono durate tutta la notte, e ha dichiarato di “respingere tutte le accuse assurde”.

“Respingo categoricamente tutte le accuse assurde. Sembra che le elezioni siano molto più vicine di quanto sembrasse. E qualcuno ha deciso di iniziare a fare piazza pulita dei concorrenti”, ha scritto l’ex primo ministro.

(foto di archivio)

Chiara Ferragni in Tribunale per la sentenza: tranquilla e fiduciosa

Milano, 14 gen. (askanews) – “Sono tranquilla e fiduciosa”: così Chiara Ferragni ha illustrato il proprio stato d’animo al suo arrivo al Tribunale di Milano dove oggi è attesa la sentenza della processo nel caso giudiziario ribattezzato “Pandorogate”, relativo alle sponsorizzazioni del “Pandoro Balocco Pink Christmas” nel Natale del 2022, e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” di Dolci Preziosi nel 2021 e 2022.

Sono decine di giornalisti italiani e internazionali arrivati al palazzo di giustizia di Milano. Ferragni rischia 1 anno e 8 mesi di carcere (a tanto ammonta la richiesta di pena formulata per lei dal pm Cristian Barilli e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco) per truffa aggravata e continuata. Secondo la ricostruzione dei magistrati milanesi, le due operazioni commerciali sarebbero state “mascherate” da iniziative benefiche, facendo ottenere all’influencer un “ingiusto profitto” stimato complessivamente in 2 milioni e 225 mila euro, più altri benefici non calcolabili legati al “ritorno di immagine”.

Milano, 14 gen. (askanews) – In particolare, stando alla ricostruzione della pubblica accusa, con la sponsorizzazione del Pandoro ‘Balocco’ avrebbe indotto “in errore un numero imprecisato di acquirenti” convinti che con il proprio acquisto del pandoro “Pink Christmas”(al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, mentre la società Balocco aveva già destinato 50mila euro a favore del nosocomio torinese: una quota fissa non legata al numero delle vendite effettive.

Lo stesso schema sarebbe poi stato replicato con le uova di pasqua commercilizzati da Dolci Preziosi: anche in questo caso, sostiene l’accusa, i messaggi promozionali lanciati dall’influencer nel corso della campagna avrebbero indotto i consumatori a credere che l’acquisto contribuisse direttamente alla beneficenza, quando invece le donazioni erano già state effettuate a monte in misura fissa.

Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, Ferragni è innocente. La parola passa al giudice monocratico Ilio Mannucci Pacini. L’esito del processo dipenderà dal riconoscimento o meno dell’aggravante contestata dalla procura. Il reato di truffa aggravata e infatti procedibile d’ufficio, mentre per procedere sulla truffa semplice serve una querela della parte offesa. Querela che, in questo caso specifico, venne prima presentata e poi ritirata dal Condacons dopo l’accordo di risarcimento raggiunto il sede extragiudiziale con l’influencer. Sul piano pratico, significa che se il giudice non riconoscerà l’aggravante della “minorata difesa” dei consumatori, il reato di truffa verrà dichiarato estinto e Ferragni verrà prosciolta con una sentenza di non doversi procedere.

L’Iran ha avvisato i Paesi vicini: se attaccati, colpiremo le basi Usa

Roma, 14 gen. (askanews) – Teheran ha avvisato i paesi vicini che attaccherà le basi Usa presenti nel loro territorio in caso di un intervento militare americano in Iran. Lo ha detto una fonte iraniana alla Reuters, secondo cui Teheran ha chiesto agli alleati degli Stati Uniti nella regione di “impedire a Washington di attaccare l’Iran”.

“Teheran ha detto ai paesi della regione, dall’Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia, che le basi statunitensi in quei paesi saranno attaccate”, se gli Stati Uniti prenderanno di mira l’Iran, ha aggiunto la fonte.

Sicurezza, Salvini: in arrivo provvedimento con proposte Lega

Roma, 14 gen. (askanews) – Il sottosegretario all’Interno “Molteni ha illustrato le proposte sul pacchetto sicurezza che sostanzialmente accolgono tutto quello che la Lega chiedeva su sgomberi, espulsioni, minori non accompagnati, restringimento su cittadinanze, ricongiungimenti familiari, tutela delle forze dell’ordine”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, lasciando la riunione con i Dipartimenti del partito in corso alla Camera.

C’è incertezza sui tempi di presentazione in Consiglio dei ministri tuttavia: “Bisogna decidere se fare un decreto legge o un disegno di legge. Bisogna prima vedere il veicolo, noi abbimo chiuso il contenuto. Se il veicolo sarà un dl o ddl per me è indifferente”.

Gaza, nasce un governo tecnico palestinese di "professionisti indipendenti": ecco la lista dei nomi

Roma, 14 gen. (askanews) – L’attivista politico palestinese Samer Sinijlawi ha pubblicato su X la lista dei membri del comitato tecnico palestinese per la Striscia di Gaza che dovrebbe essere annunciato formalmente oggi, sottolineando che il suo insediamento segnerà “l’inizio di una nuova fase di governo per Gaza, caratterizzata da competenza, responsabilità e ricostruzione, piuttosto che da un governo di fazioni”.

“Questo gabinetto è composto da professionisti indipendenti di Gaza che non appartengono né all’Autorità Nazionale Palestinese né ad Hamas – ha rimarcato Sinijlawi – si tratta di persone radicate nella società, nell’economia e nelle istituzioni di Gaza, molte dei quali hanno vissuto la guerra, ne hanno sopportato le conseguenze e sono rimaste impegnate con le loro comunità durante i mesi più difficili”.

Il comitato sarà guidato da Ali Shaath, l’ex vice ministro per i Trasporti dell’Autorità palestinese, “una stimata figura accademica e politica, nota per il suo approccio tecnico, la sua indipendenza e il suo impegno di vecchia data nella governance, nello sviluppo e nelle riforme istituzionali”.

L’ingegnere Ayed Abu Ramadan, presidente della Camera di Commercio di Gaza, sarà responsabile per il Commercio e l’Economia. Sinijlawi lo descrive come “una figura di spicco dell’economia e del settore privato a Gaza, ampiamente noto per il suo ruolo nel sostenere la vita commerciale durante il blocco e il conflitto e per aver promosso meccanismi concreti di ripresa economica basati sulle capacità locali”.

L’ingegnere Omar Shamali, sarà responsabile del Portafoglio Telecomunicazioni, mentre l’attivista e direttore di Agricultural Relief, Abdul Karim Ashour, si occuperà di Agricoltura.

Il direttore della Palestinian Medical Relief Society, Aed Yaghi, si occuperà della Sanità, mentre il Presidente dell’Università della Palestina, Jaber Al-Daour, sarà responsabile dell’Istruzione.

L’ingegnere e consulente finanziario, Bashir Al-Rais, si occuperà delle Finanze, mentre il consigliere municipale di Rafah, l’ingegnere Ali Barhoum, sarà responsabile per l’Acqua e gli Affari Municipali.

Hana Tarzi, avvocato e “voce di spicco della società civile, che rappresenta l’impegno comunitario, il coordinamento umanitario e l’esperienza vissuta dal tessuto sociale di Gaza durante la guerra”, si occuperà di Affari sociali e delle Donne.

Arabi Abu Shaaban sarà responsabile del Portafoglio dell’Autorità Territoriale, mentre Mohammad Bseiso guiderà il Portafoglio della Giustizia. Sinijlawi ha infine indicato i generali Mohammad Tawfiq e Mohammad Nasman come responsabili della Polizia e degli Affari di Sicurezza.

“Questo sviluppo non è semplicemente un cambio di nome, è un cambiamento strutturale. Gaza sta entrando in una fase che dà priorità alla ricostruzione rispetto alla militarizzazione, alle istituzioni rispetto alle fazioni, alla fornitura di servizi rispetto agli slogan, alla ripresa economica rispetto alla dipendenza, alla dignità, responsabilità e vita normale rispetto all’emergenza permanente – ha commentato Sinijlavi – ci si aspetta che il governo tecnico si concentri sulla ricostruzione delle infrastrutture fondamentali, sul ripristino dei servizi pubblici, sulla stabilizzazione dell’economia, sul coordinamento degli sforzi umanitari e di sviluppo e sulla preparazione di Gaza per una riforma della governance a lungo termine e la sua integrazione regionale”.

“Per la prima volta in molti anni, a Gaza viene offerto qualcosa che le è stato negato per troppo tempo: la possibilità di essere governata dal suo popolo, per il suo popolo, pensando al futuro”, ha concluso.

(di Simona Salvi)

Pandorogate, Chiara Ferragni in Tribunale per la sentenza: sono tranquilla e fiduciosa

Milano, 14 gen. (askanews) – “Sono tranquilla e fiduciosa”: così Chiara Ferragni ha illustrato il proprio stato d’animo al suo arrivo al Tribunale di Milano dove oggi è attesa la sentenza della processo nel caso giudiziario ribattezzato “Pandorogate”, relativo alle sponsorizzazioni del “Pandoro Balocco Pink Christmas” nel Natale del 2022, e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” di Dolci Preziosi nel 2021 e 2022.

Sono decine di giornalisti italiani e internazionali arrivati al palazzo di giustizia di Milano. Ferragni rischia 1 anno e 8 mesi di carcere (a tanto ammonta la richiesta di pena formulata per lei dal pm Cristian Barilli e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco) per truffa aggravata e continuata. Secondo la ricostruzione dei magistrati milanesi, le due operazioni commerciali sarebbero state “mascherate” da iniziative benefiche, facendo ottenere all’influencer un “ingiusto profitto” stimato complessivamente in 2 milioni e 225 mila euro, più altri benefici non calcolabili legati al “ritorno di immagine”.

In particolare, stando alla ricostruzione della pubblica accusa, con la sponsorizzazione del Pandoro ‘Balocco’ avrebbe indotto “in errore un numero imprecisato di acquirenti” convinti che con il proprio acquisto del pandoro “Pink Christmas”(al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, mentre la società Balocco aveva già destinato 50mila euro a favore del nosocomio torinese: una quota fissa non legata al numero delle vendite effettive.

Lo stesso schema sarebbe poi stato replicato con le uova di pasqua commercilizzati da Dolci Preziosi: anche in questo caso, sostiene l’accusa, i messaggi promozionali lanciati dall’influencer nel corso della campagna avrebbero indotto i consumatori a credere che l’acquisto contribuisse direttamente alla beneficenza, quando invece le donazioni erano già state effettuate a monte in misura fissa.

Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, Ferragni è innocente. La parola passa al giudice monocratico Ilio Mannucci Pacini. L’esito del processo dipenderà dal riconoscimento o meno dell’aggravante contestata dalla procura. Il reato di truffa aggravata e infatti procedibile d’ufficio, mentre per procedere sulla truffa semplice serve una querela della parte offesa. Querela che, in questo caso specifico, venne prima presentata e poi ritirata dal Condacons dopo l’accordo di risarcimento raggiunto il sede extragiudiziale con l’influencer. Sul piano pratico, significa che se il giudice non riconoscerà l’aggravante della “minorata difesa” dei consumatori, il reato di truffa verrà dichiarato estinto e Ferragni verrà prosciolta con una sentenza di non doversi procedere.

Fontana: giustizia è uno dei pilastri su cui si fonda democrazia

Roma, 14 gen. (askanews) – “La giustizia è uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia ed è al servizio dei diritti e delle libertà di ogni individuo. Essa contribuisce a garantire la pari dignità sociale e l’uguaglianza di tutte le persone davanti alla legge”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, intervenendo in apertura alla presentazione del libro “Una nuova giustizia” del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla Camera.

“Questo è un principio cardine della nostra Carta richiamato nelle aule dei tribunali. È onere di tutti adoperarsi per realizzare gli strumenti necessari a darle concreta ed effettiva attuazione”, ha aggiunto.

Morta a 76 anni Valeria Fedeli, ex ministra Istruzione. Schlein: grande perdita. Meloni: impegno appasionato

Roma, 14 gen. (askanews) – E’ morta a 76 anni Valeria Fedeli, dirigente sindacale, senatrice con il Pd nel 2013 nominata anche vicepresidente del Senato, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il governo Gentiloni. Numerosi i messaggi di cordoglio, un cordoglio bipartisan, che ricordano il suo appassionato impegno politico, espresso anche dalle più alte cariche istituzionali.

“La scomparsa di Valeria Fedeli è un grande dolore e un’enorme perdita per tutta la comunità democratica. Nel corso della sua vita da politica, ministra dell’istruzione, sindacalista e femminista ci ha dato un contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza. Si è battuta fino all’ultimo per l’eguaglianza, per la dignità del lavoro e per la piena parità di genere, per i principi costituzionali cui ha sempre ispirato sia la sua militanza politica che il suo significativo lavoro istituzionale”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Le dobbiamo essere tutte e tutti grati per il suo impegno appassionato e instancabile, che continuerà a ispirarci e che porteremo avanti. Ci stringiamo ad Achille Passoni e ai suoi familiari, come a tutte e tutti quelli che le hanno voluto bene e che con lei hanno condiviso questo cammino”, conclude.

“Si è spenta a soli 76 anni Valeria #Fedeli, dirigente sindacale, senatrice, valente ministra nel governo che ho presieduto. Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace”, scrive così Paolo Gentiloni su X. rmi con Valeria, apprezzando la sua tenacia, la sua capacità d’ascolto, la sua autonomia e libertà di pensiero. La sincerità, la schiettezza nell’esprimere i suoi pensieri e le sue posizioni ci hanno permesso di costruire un rapporto personale e di amicizia che conserverò per sempre”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ricorda Valeria Fedeli.

“Valeria – prosegue il leader sindacale – ci lascia un segno indelebile del suo lungo impegno sindacale e politico. Una donna ‘sindacalista, riformista, femminista e di sinistra’ come lei amava definirsi”.

“Un impegno iniziato come delegata sindacale fino a ricoprire incarichi di direzione nazionale nella Cgil, nelle sue categorie e all’interno del sindacato europeo. Ad Achille Passoni e a tutti i suoi cari l’abbraccio e l’affetto mio e di tutta la Cgil”, conclude Landini.

“La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convizione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore”. E’ quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Valeria Fedeli, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Alla sua famiglia rivolgo le mie sentite condoglianze, nel ricordo del suo impegno appassionato e sincero”. Così in una nota il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Oggi per me è un giorno triste, apprendo con grande dolore la notizia della scomparsa di Valeria Fedeli, collega senatrice con cui ho collaborato nell’esperienza da vicepresidenti del Senato durante la diciassettesima legislatura. Un percorso condiviso che ha permesso a entrambi di conoscersi meglio, di apprezzarci reciprocamente, di scoprire affinità di valori: per questo oggi parlo addio ad un’amica, non solo a una semplice collega”.Lo afferma il sen. Roberto Calderoli.

“Valeria Fedeli – continua – ha servito questo Paese in vari ruoli, da sindacalista, poi appunto da senatrice, quindi da ministro per l’Istruzione, ha lavorato per difendere i diritti delle donne, di tutti i lavoratori, dei giovani, del loro futuro. La voglio ricordare anche per il suo impegno contro la violenza sulla donne, con l’associazione ‘Se non ora quando’. Faceva politica per le persone, per i diritti, con passione vera, ma anche con competenza, per questo la apprezzavo, anche se poi le nostre visioni politiche potevano essere distanti. Sapere che Valeria è stata portata via da un brutto male, per chi come me combatte la battaglia infinita contro un tumore da oltre 13 anni, mi fa sentire ancor più vicino in questo momento di dolore. Condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari”.

L’aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in ricordo della ex senatrice Valeria Fedeli, scomparsa a 76 anni.

La figura di Fedeli, che è stata vicepresidente di Palazzo Madama nella XVII Legislatura, è stata ricordata dal vicepresidente Gian Marco Centinaio in apertura di seduta.

Morta a 76 anni Valeria Fedeli, ex ministra Istruzione. Schlein: grande perdita. Meloni: impegno appasionato

Roma, 14 gen. (askanews) – E’ morta a 76 anni Valeria Fedeli, dirigente sindacale, senatrice con il Pd nel 2013 nominata anche vicepresidente del Senato, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il governo Gentiloni. Numerosi i messaggi di cordoglio, un cordoglio bipartisan, che ricordano il suo appassionato impegno politico, espresso anche dalle più alte cariche istituzionali.

“La scomparsa di Valeria Fedeli è un grande dolore e un’enorme perdita per tutta la comunità democratica. Nel corso della sua vita da politica, ministra dell’istruzione, sindacalista e femminista ci ha dato un contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza. Si è battuta fino all’ultimo per l’eguaglianza, per la dignità del lavoro e per la piena parità di genere, per i principi costituzionali cui ha sempre ispirato sia la sua militanza politica che il suo significativo lavoro istituzionale”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Le dobbiamo essere tutte e tutti grati per il suo impegno appassionato e instancabile, che continuerà a ispirarci e che porteremo avanti. Ci stringiamo ad Achille Passoni e ai suoi familiari, come a tutte e tutti quelli che le hanno voluto bene e che con lei hanno condiviso questo cammino”, conclude.

“Si è spenta a soli 76 anni Valeria #Fedeli, dirigente sindacale, senatrice, valente ministra nel governo che ho presieduto. Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace”, scrive così Paolo Gentiloni su X. rmi con Valeria, apprezzando la sua tenacia, la sua capacità d’ascolto, la sua autonomia e libertà di pensiero. La sincerità, la schiettezza nell’esprimere i suoi pensieri e le sue posizioni ci hanno permesso di costruire un rapporto personale e di amicizia che conserverò per sempre”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ricorda Valeria Fedeli.

“Valeria – prosegue il leader sindacale – ci lascia un segno indelebile del suo lungo impegno sindacale e politico. Una donna ‘sindacalista, riformista, femminista e di sinistra’ come lei amava definirsi”.

“Un impegno iniziato come delegata sindacale fino a ricoprire incarichi di direzione nazionale nella Cgil, nelle sue categorie e all’interno del sindacato europeo. Ad Achille Passoni e a tutti i suoi cari l’abbraccio e l’affetto mio e di tutta la Cgil”, conclude Landini.

“La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convizione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore”. E’ quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Valeria Fedeli, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Alla sua famiglia rivolgo le mie sentite condoglianze, nel ricordo del suo impegno appassionato e sincero”. Così in una nota il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Oggi per me è un giorno triste, apprendo con grande dolore la notizia della scomparsa di Valeria Fedeli, collega senatrice con cui ho collaborato nell’esperienza da vicepresidenti del Senato durante la diciassettesima legislatura. Un percorso condiviso che ha permesso a entrambi di conoscersi meglio, di apprezzarci reciprocamente, di scoprire affinità di valori: per questo oggi parlo addio ad un’amica, non solo a una semplice collega”.Lo afferma il sen. Roberto Calderoli.

“Valeria Fedeli – continua – ha servito questo Paese in vari ruoli, da sindacalista, poi appunto da senatrice, quindi da ministro per l’Istruzione, ha lavorato per difendere i diritti delle donne, di tutti i lavoratori, dei giovani, del loro futuro. La voglio ricordare anche per il suo impegno contro la violenza sulla donne, con l’associazione ‘Se non ora quando’. Faceva politica per le persone, per i diritti, con passione vera, ma anche con competenza, per questo la apprezzavo, anche se poi le nostre visioni politiche potevano essere distanti. Sapere che Valeria è stata portata via da un brutto male, per chi come me combatte la battaglia infinita contro un tumore da oltre 13 anni, mi fa sentire ancor più vicino in questo momento di dolore. Condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari”.

L’aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in ricordo della ex senatrice Valeria Fedeli, scomparsa a 76 anni.

La figura di Fedeli, che è stata vicepresidente di Palazzo Madama nella XVII Legislatura, è stata ricordata dal vicepresidente Gian Marco Centinaio in apertura di seduta.

Bankitalia, migliorano giudizi imprese su economia, saldo resta negativo

Roma, 14 gen. (askanews) – Nel quarto trimestre dello scorso anno è migliorato il saldo dei giudizi delle imprese in Italia (tra positivi e negativi) sull’economia, pur restando negativo. Resta predominante la quota di aziende che ha espresso giudizi di stabilità, senza particolari differenze tra settori; mentre i giudizi delle imprese di maggiore dimensione sono divenuti meno sfavorevoli. I giudizi sull’andamento della domanda totale e di quella estera sono migliorati sia rispetto alla scorsa rilevazione sia rispetto a quella del periodo corrispondente nel 2024, esposto a una maggiore incertezza riguardo alle conseguenze delle politiche commerciali degli Stati Uniti.

Lo riporta la Banca d’Italia nella sua ultima indagine sulle aspettative di inflazione e crescita delle aziende, condotta tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025 presso imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti.

Secondo l’analisi, è quindi proseguito il graduale miglioramento dei giudizi sulla situazione economica generale in atto dal secondo trimestre 2025. Il saldo tra le imprese che hanno riportato un’espansione della domanda complessiva e quelle che ne hanno indicato una contrazione è risultato pari a 9 punti percentuali (da uno nel terzo trimestre). Il saldo dei giudizi sulla domanda totale, si legge, è rimasto nettamente più alto nelle costruzioni (21 punti) e nei servizi (13) che nell’industria in senso stretto.

Le imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi si attendono che le vendite si espanderanno nel primo trimestre del 2026, rileva Bankitalia. Il saldo tra le imprese che prefigurano un aumento della domanda e quelle che ne attendono una contrazione è stato particolarmente elevato tra le imprese con almeno mille addetti (39 punti percentuali, da 29 nella rilevazione precedente). Nelle costruzioni il saldo si è invece ridotto (a 26 punti, da 38 del trimestre precedente), pur rimanendo su un livello più elevato rispetto agli altri settori.

Le attese a tre mesi sulle esportazioni sono migliorate rispetto all’indagine precedente, in particolare nei servizi, dove il saldo è aumentato di 9 punti percentuali (a 13); nell’industria il saldo è cresciuto meno ma ha raggiunto livelli più elevati (a 21 punti). Le imprese, dice ancora lo studio, continuano a prevedere un aumento dell’occupazione nei successivi tre mesi, a un ritmo sostanzialmente invariato rispetto alla precedente indagine nell’industria in senso stretto e nei servizi, più sostenuto nelle costruzioni. Rispetto alla rilevazione di fine 2024 è diminuita la quota di imprese che si attende un aumento nominale dei salari nei prossimi 12 mesi superiore al 4 per cento, in particolare per le aziende dell’industria e dei servizi (a 4, da 8).

Per il complesso delle imprese l’aumento del salario nominale, a parità di inquadramento, atteso per i prossimi 12 mesi si colloca in media al 2,2 per cento. Il saldo negativo dei giudizi delle imprese sulle condizioni economiche nei prossimi tre mesi è lievemente migliorato nell’industria e nei servizi (a -3 punti da -6), beneficiando dell’attenuazione degli effetti negativi dell’incertezza imputabile a fattori economici e politici e alle politiche commerciali. Nelle costruzioni il saldo è rimasto positivo, ma si è ridotto rispetto alla passata rilevazione (a 3 punti da 7) per via del peggioramento delle attese delle imprese la cui attività è fortemente dipendente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Gaza, nasce un governo tecnico palestinese: ecco chi ne farà parte

Roma, 14 gen. (askanews) – L’attivista politico palestinese Samer Sinijlawi ha pubblicato su X la lista dei membri del comitato tecnico palestinese per la Striscia di Gaza che dovrebbe essere annunciato formalmente oggi, sottolineando che il suo insediamento segnerà “l’inizio di una nuova fase di governo per Gaza, caratterizzata da competenza, responsabilità e ricostruzione, piuttosto che da un governo di fazioni”.

“Questo gabinetto è composto da professionisti indipendenti di Gaza che non appartengono né all’Autorità Nazionale Palestinese né ad Hamas – ha rimarcato Sinijlawi – si tratta di persone radicate nella società, nell’economia e nelle istituzioni di Gaza, molte dei quali hanno vissuto la guerra, ne hanno sopportato le conseguenze e sono rimaste impegnate con le loro comunità durante i mesi più difficili”.

Il comitato sarà guidato da Ali Shaath, l’ex vice ministro per i Trasporti dell’Autorità palestinese, “una stimata figura accademica e politica, nota per il suo approccio tecnico, la sua indipendenza e il suo impegno di vecchia data nella governance, nello sviluppo e nelle riforme istituzionali”.

L’ingegnere Ayed Abu Ramadan, presidente della Camera di Commercio di Gaza, sarà responsabile per il Commercio e l’Economia. Sinijlawi lo descrive come “una figura di spicco dell’economia e del settore privato a Gaza, ampiamente noto per il suo ruolo nel sostenere la vita commerciale durante il blocco e il conflitto e per aver promosso meccanismi concreti di ripresa economica basati sulle capacità locali”.

L’ingegnere Omar Shamali, sarà responsabile del Portafoglio Telecomunicazioni, mentre l’attivista e direttore di Agricultural Relief, Abdul Karim Ashour, si occuperà di Agricoltura.

Il direttore della Palestinian Medical Relief Society, Aed Yaghi, si occuperà della Sanità, mentre il Presidente dell’Università della Palestina, Jaber Al-Daour, sarà responsabile dell’Istruzione.

L’ingegnere e consulente finanziario, Bashir Al-Rais, si occuperà delle Finanze, mentre il consigliere municipale di Rafah, l’ingegnere Ali Barhoum, sarà responsabile per l’Acqua e gli Affari Municipali.

Hana Tarzi, avvocato e “voce di spicco della società civile, che rappresenta l’impegno comunitario, il coordinamento umanitario e l’esperienza vissuta dal tessuto sociale di Gaza durante la guerra”, si occuperà di Affari sociali e delle Donne.

Arabi Abu Shaaban sarà responsabile del Portafoglio dell’Autorità Territoriale, mentre Mohammad Bseiso guiderà il Portafoglio della Giustizia. Sinijlawi ha infine indicato i generali Mohammad Tawfiq e Mohammad Nasman come responsabili della Polizia e degli Affari di Sicurezza.

“Questo sviluppo non è semplicemente un cambio di nome, è un cambiamento strutturale. Gaza sta entrando in una fase che dà priorità alla ricostruzione rispetto alla militarizzazione, alle istituzioni rispetto alle fazioni, alla fornitura di servizi rispetto agli slogan, alla ripresa economica rispetto alla dipendenza, alla dignità, responsabilità e vita normale rispetto all’emergenza permanente – ha commentato Sinijlavi – ci si aspetta che il governo tecnico si concentri sulla ricostruzione delle infrastrutture fondamentali, sul ripristino dei servizi pubblici, sulla stabilizzazione dell’economia, sul coordinamento degli sforzi umanitari e di sviluppo e sulla preparazione di Gaza per una riforma della governance a lungo termine e la sua integrazione regionale”.

“Per la prima volta in molti anni, a Gaza viene offerto qualcosa che le è stato negato per troppo tempo: la possibilità di essere governata dal suo popolo, per il suo popolo, pensando al futuro”, ha concluso.

Dai Golden Globes alla Mole: scultura "Marty Supreme" al Museo Cinema

Roma, 14 gen. (askanews) – La corsa trionfale di Marty Supreme prosegue e fa tappa a Torino, dove da oggi 14 gennaio 2026 la scultura del personaggio interpretato da Timothée Chalamet sarà esposta al Museo Nazionale del Cinema di Torino, all’interno della Mole Antonelliana, in una delle salette VR e si protende verso l’Aula del Tempio, quasi a invitare i visitatori a giocare con il protagonista del film. Un ritorno a Torino per Marty Supreme, che è stato presentato in anteprima il 26 novembre 2025 al 43esimo Torino Film Festival con un secret event screening.

La scultura di Marty Mauser è stata ideata come parte dell’experience immersiva dedicata al film Marty Supreme a Lucca Comics &Games 2025 e ospitata originariamente presso il padiglione I Wonder/A24 per tutta la durata della manifestazione.

La statua di Timothée Chalamet/Marty Mauser nasce come un’opera scenica autonoma, capace di condensare in una sola presenza fisica l’energia, il carisma e l’immaginario del film. Alta quasi tre metri, la scultura restituisce il personaggio in una posa iconica, sospesa tra ambizione, ironia e tensione eroica, trasformando Marty in una figura mitica, a metà tra campione pop e anti-eroe contemporaneo. L’experience è stata ideata dalla creative director Lulu Helbaek, show concepter e creative director di fama internazionale, e realizzata dallo studio FoLl.iA, con il contributo artistico dello scultore e scenografo Dominique Gaucher, con oltre trent’anni di esperienza internazionale.

Momento d’oro per l’attore, che ha appena conquistato il suo primo Golden Globe ed è in corsa per gli Oscar, dopo le nomination ai BAFTA e agli Actor Award, con una performance già definita “straordinaria”, “perfetta”, “sensazionale”.

Dopo gli straordinari risultati al box office USA (oltre 70 milioni di dollari, stabile nella top 5 dalla sua uscita il 25 dicembre 2025, già il miglior incasso di sempre per A24) e ancora i vari riconoscimenti tra cui le recenti DGA Award nomination per Josh Safdie e la PGA Award nomination per il miglior produttore, Marty Supreme si conferma come il film cult della stagione.

Un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina, ironia e tensione emotiva, diretto con ritmo sfrenato e interpretato magistralmente da un Timothée Chalamet da Oscar (anche produttore del film). Al suo fianco, un cast stellare che include Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma.

Prodotto da A24, Marty Supreme è diretto da Josh Safdie, anche produttore e autore della sceneggiatura con Ronald Bronstein, e uscirà nei cinema italiani il 22 gennaio 2026 con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Su Canale 5 debutta Risiko – Sfide di potere condotto da Federico Rampini

Milano, 14 gen. (askanews) – Debutta questa sera, in seconda serata su Canale 5 “Risiko – Sfide di potere”, il nuovo programma di Videonews condotto da Federico Rampini, prodotto da Stand by me per RTI-Mediaset.

Sei territori per sei episodi, ciascuno dedicato a un leader o a un’area chiave del risiko globale. L’ambientazione è New York, da dove Rampini osserva il pianeta, raccontando le grandi sfide del futuro e i protagonisti del nuovo equilibrio globale.

Si parte dagli Stati Uniti di Donald Trump, decisi a rilanciare la propria egemonia con una guerra commerciale, e non solo, senza precedenti. Si prosegue con la Cina di Xi Jinping, potenza sempre più all’avanguardia e insidiosa, che contende la scena tecnologica all’America. Poi la Russia militarista e aggressiva di Vladimir Putin, l’Arabia Saudita del principe Mohammed bin Salman. Ancora l’Europa, di fronte al riarmo della Germania voluto dal cancelliere Friedrich Merz, e infine l’Africa, con giovani nazioni protagoniste di un continente in grande trasformazione. Non manca il racconto dell’Italia e delle conseguenze che le tensioni internazionali hanno sul nostro Paese.

Protagonista della prima puntata è l’America di Donald Trump, partendo dalle sue origini nella New York del potere immobiliare per arrivare alla Casa Bianca con passaggi su quanto accaduto in Venezuela e un approfondimento anche sulle origini del trumpismo.

Trump contestato da un operaio replica mostrando il dito medio

Roma, 14 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato contestato da un lavoratore iscritto al sindacato durante la visita a uno stabilimento della Ford a Dearborn, nel Michigan, e ha risposto alzando il dito medio. Lo riporta la stampa americana.

Il contestatore, identificato come TJ Sabula, ha bollato Trump come “protettore di pedofili”, in una allusione alla gestione da parte dell’amministrazione americana dei dossier Epstein.

Trump ha risposto, secondo la lettura del suo labiale, con un’espressione volgare e mostrando il dito medio all’operaio. Sabula, 40 anni, è stato sospeso dal lavoro in attesa di un’indagine, ma ha dichiarato di “non avere alcun rimorso”. Un portavoce della Casa Bianca ha difeso la reazione di Trump definendola “appropriata” nei confronti di un “folle” che urlava oscenità.

Tecnica, capitale e smarrimento dell’umano: Falsitta indaga la crisi del nostro tempo

Il fluire degli eventi della Storia, nella sua ininterrotta continuità, finisce per caratterizzare l’evoluzione del pensiero e le sue declinazioni esistenziali. Da tempo questa epoca pare dominata dal tema dei rapporti tra uomo e tecnica, fino ai più recenti sviluppi dell’IA, della digitalizzazione (che secondo Gordon E. Moore, fondatore di Intel, è il motore del mondo) come processo irreversibile e del metaverso, rappresentazione simbolica della declinazione del reale nel virtuale.

Si tratta di una deriva del Novecento che già Martin Heidegger aveva anticipato intuendone sviluppi e conseguenze, seguito da Walter Benjamin, Ernst Cassirer e che molti illustri filosofi hanno poi ripreso, basti considerare i saggi di Emanuele Severino, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, per rimanere dalle nostre parti. Capitalismo dominante e globalizzazione dilagante hanno favorito questa emergenza tematica che non riguarda solo la dimensione antropologica in senso stretto, ma suscita e richiama riflessioni ontologiche e assiologiche, fino ad interrogarsi sui destini dell’umanità, in un contesto caratterizzato dall’accelerazione vorticosa impressa dall’innovazione e dal conseguente spaesamento di senso e di orientamento.

Quel rifugiarsi nel presente per viverlo e dominarlo segnala una carenza di memoria del passato, travolto dai cascami che la tecnica produce attraverso la tecnologia, e un’incapacità di progettare modelli di vita pur circoscritti ad un futuro di medio o breve termine: non sembra una scelta, ma una sorta di soccombenza individuale e sociale messa in risalto dallo stesso 59° Rapporto Censis.

La consapevolezza della posta in gioco

Vittorio Emanuele Falsitta – autore de Il crepuscolo dell’umano edito da Cantagalli – dimostra di avere profonda consapevolezza della posta in gioco, senza tuttavia cadere nell’errore di una retorica pedagogia della moralizzazione dei processi tecnologici. L’etica sta al centro, ma il pragmatismo non è espunto.

L’uomo calcolato

Il suo saggio si apre con un’immagine inquietante, quella dell’uomo calcolato: un uomo, cioè, che crede di pensare e agire liberamente, ma in realtà è determinato da algoritmi e piattaforme che plasmano non solo il pensato, ma anche il pensabile. Aggiungerei anche i condizionamenti subìti dallo stesso pensiero pensante: nell’immediatezza di ogni scelta necessitata hic et nunc, viene infatti da chiedersi quanto l’atto del pensiero sia ingabbiato da schemi predeterminati, dall’omologazione culturale e dalle soluzioni preconfezionate che circolano alla stregua di prodotti commerciali, in una sorta di compra-vendita nel surrettizio libero mercato delle idee. Si tratta di una sorta di congiunzione astrale tra tecnica e capitalismo che domina uomo e pensiero.

Efficienza, calcolo e neutralizzazione del male

La logica dell’efficienza e del calcolo, alla base del pensiero tecnico, arriva a modificare anche la percezione del male, che viene razionalizzato e quindi neutralizzato in nome dell’utile e del bene, svuotato della dimensione della gratuità in nome dell’efficienza.

“La tecnica, intesa come pensiero, e il capitalismo (ormai ridotto all’ideologia del profitto e dell’accumulazione), tendono infatti a costituire un unico pensiero che condiziona l’agire dell’uomo. Il pensiero umano rischia di essere sostituito da un nuovo pensiero frutto della fusione del capitalismo e del pensiero tecnico. Il nuovo pensiero interviene sulla volontà umana, o per meglio dire sui processi che la formano, introducendo in via esclusiva i parametri della razionalità, efficienza, calcolo, tipiche della tecnica”.

La regia del capitale

Di questa stretta interrelazione che lega tecnica e capitalismo l’immaginario collettivo tende ad enfatizzare aspetti positivi o negativi, con i relativi condizionamenti, della prima: in realtà si comprende come Falsitta imputi al secondo una sorta di regia occulta che si avvale della tecnica e dei suoi prodotti tecnologici per snaturare umanità e pensiero critico come mezzi di espressione liberi e razionali”.

“Non la tecnologia, ma il capitalismo è ciò che va colpito.”

Falsitta propone l’introduzione di Distretti Economici Digitali fondati su White Paper, micro-costituzioni che ne definiscono le regole e i principi, il cui rispetto è garantito dalla tecnologia Blockchain. In questo scenario, l’IA svolgerebbe un ruolo di vigilanza imparziale. L’obiettivo dei Distretti è la costruzione di un’economia civile digitale: mercati che non servano il profitto fine a sé stesso, ma la dignità del lavoro e la redistribuzione della ricchezza. “Vaste programme”, direbbe De Gaulle, ma certamente nobilitato nelle intenzioni.

Scuola, educazione e pensiero critico

Leggendo queste interessanti deduzioni viene da pensare che occorra cominciare dalla scuola: educare al rispetto della dignità umana e formare il pensiero critico come finalità di ogni seria formazione. Ma si tratta di una personale opinione che non inficia il valore delle argomentazioni dell’autore del saggio. Sarebbe forse utile ottimizzare i compiti delle istituzioni esistenti, responsabilizzando politica e singoli cittadini, piuttosto che creare organismi suppletivi di controllo, che finirebbero per implementare l’esistente con nuove sovrastrutture di vigilanza i cui compiti sarebbero da definire e spiegare in modo comprensibile ai cittadini senza produrre nuova burocrazia.

Purtroppo si osserva come proprio nella scuola tecnica algoritmi e produzione tecnologica degenerino spesso da mezzi a fini, rendendo più complicata la comunicazione didattica che sta alla base di ogni utile apprendimento. L’educazione sentimentale dovrebbe essere invece valorizzata come mezzo efficace di discernimento e stimolo alla creatività: ChatGPT, ad esempio, può tornare utile se non sostituisce il ragionamento; formule e acronimi servono se non offuscano il significato delle parole.

L’addestramento serve fino a quando riesce a dominare il pensiero tecnico anziché esserne soggiogato. Esiste una dimensione spirituale, contemplativa, meditativa alla quale non si può rinunciare, a scuola e nella vita.

Vittorio Emanuele Falsitta (Milano, 1966), giurista e filosofo, è una voce originale nel dibattito contemporaneo su diritto, economia, tecnologia e difesa delle libertà dell’uomo. Direttore scientifico del Centro di Ricerca sulla Fiscalità Etica nell’Università Europea di Roma ove già Professore Straordinario di Diritto Tributario, è stato deputato alla Camera e relatore della riforma fiscale durante il secondo Governo Berlusconi.

Quando restare è un atto civile: il Sud come Bene Comune

Una questione non più solo economica

La questione meridionale continua a riaffiorare nel dibattito pubblico come una ferita mai rimarginata, spesso ridotta a cifre, ritardi e divari. Ma oggi il nodo vero non è più soltanto quanto il Sud cresca, bensì se i suoi territori siano ancora messi nelle condizioni di generare futuro. In molte aree del Mezzogiorno – e in Basilicata in modo emblematico – il rischio più grave non è la povertà materiale, ma la sottrazione sistematica di possibilità, soprattutto per le giovani generazioni.

Non siamo più di fronte soltanto a una questione economica o infrastrutturale. La questione meridionale è diventata una questione civile, che interroga la qualità della nostra democrazia e il modo in cui intendiamo il Bene Comune. Interroga il rapporto tra territori e istituzioni, tra generazioni, tra sviluppo e cura. Interroga, soprattutto, il senso del restare.

Il restare come scelta generativa

Nel linguaggio dominante, restare è spesso associato all’immobilità, alla rinuncia, talvolta al fallimento. Muoversi, partire, lasciare sembra invece coincidere con il progresso. Eppure, proprio oggi, restare può tornare a essere una scelta alta, non difensiva ma generativa. Può diventare un atto civile, perché riguarda non solo la biografia individuale, ma il destino delle comunità e dei territori.

Il territorio come Bene Comune

Pensare il territorio come Bene Comune significa superare una visione puramente funzionale o estrattiva dello sviluppo. Il territorio non è uno sfondo neutro, né una riserva da sfruttare o da abbandonare, ma un bene vivente, fatto di persone, relazioni, ambiente, lavoro, memoria. È il luogo in cui si intrecciano diritti, doveri, opportunità. È lo spazio in cui prende forma concreta l’idea di cittadinanza.

Quando un territorio si svuota, non perde soltanto abitanti. Perde legami, fiducia, capacità di futuro. Lo spopolamento non è mai solo demografico: è sociale, culturale, istituzionale. È un processo di disumanizzazione silenziosa che colpisce in modo particolare le aree interne del Mezzogiorno.

La Basilicata rende questo processo visibile con particolare chiarezza. Regione interna, a bassa densità abitativa, con fragilità infrastrutturali e servizi spesso discontinui, essa rappresenta una sorta di cartina di tornasole delle contraddizioni del nostro modello di sviluppo. Ma proprio per questo può diventare laboratorio di una visione alternativa, in cui il territorio non è pensato come periferia da compensare, ma come luogo generativo da rigenerare.

Umanizzare il territorio significa prendersene cura in modo integrale: garantire diritti essenziali, valorizzare il capitale umano, proteggere l’ambiente, promuovere lavoro dignitoso, sostenere comunità capaci di partecipazione. Significa riconoscere che sviluppo e cura non sono in opposizione, ma devono procedere insieme.

Basilicata come laboratorio di futuro condiviso

Nel linguaggio della pianificazione si parla spesso di “aree pilota”. Ma forse, oggi, è più appropriato parlare di laboratori civili: luoghi in cui sperimentare politiche pubbliche capaci di tenere insieme salute, lavoro, ambiente, educazione, welfare. Luoghi in cui la complessità non viene semplificata, ma affrontata in modo integrato.

La Basilicata, per dimensione e complessità, consente questo tipo di sperimentazione. Qui la scala è ancora umana, le criticità sono evidenti, le interdipendenze sono immediate. Ogni scelta in un ambito produce effetti sugli altri. La sanità incide sulla coesione sociale, il lavoro sulla possibilità di restare, l’educazione sulla qualità della cittadinanza, l’ambiente sulla sicurezza e sul benessere collettivo.

In questo senso, la Basilicata può essere letta come laboratorio di futuro condiviso: non modello chiuso, ma spazio aperto di apprendimento, in cui sperimentare un diverso modo di intendere lo sviluppo, fondato non sull’estrazione di valore, ma sulla cura del vivente.

Cooperare invece di competere

Una delle eredità più pesanti che il Mezzogiorno porta con sé è la frammentazione. Regioni che competono tra loro per risorse scarse, territori che si percepiscono come rivali, politiche che procedono in parallelo senza integrarsi. Questa logica competitiva, spesso importata da modelli estranei alla storia e alla struttura del Sud, ha prodotto più indebolimento che sviluppo.

Occorre un cambio di paradigma: cooperare invece di competere, integrare invece di frammentare. La co-progettazione interregionale non è una tecnica, ma una postura culturale e politica. Significa riconoscere che molte delle grandi sfide – sanità, mobilità, lavoro, ambiente, spopolamento – non possono essere affrontate efficacemente entro confini amministrativi rigidi.

Basilicata, Puglia, Campania, Calabria condividono fragilità strutturali e potenzialità complementari. Metterle in dialogo significa trasformare la contiguità geografica in responsabilità condivisa. Significa costruire reti invece di confini, alleanze invece di competizioni sterili.

I benefici di questa cooperazione sono molteplici: per i cittadini, che vedono migliorare l’accesso ai servizi e alle opportunità; per le istituzioni regionali, che rafforzano la capacità di programmazione e di attrazione delle risorse; per le comunità locali, che possono partecipare a progetti più solidi e di lungo periodo; per il Paese, che riduce le disuguaglianze territoriali e rafforza la coesione nazionale.

Giovani e restanza: un patto da ricostruire

Parlare di restanza senza parlare dei giovani significherebbe eludere il cuore della questione. I giovani non sono una categoria da “trattenere”, ma soggetti di futuro, portatori di visione, competenze, desiderio di senso. Ai giovani non si può chiedere di restare in nome dell’identità o dell’appartenenza. La restanza non è un dovere morale, né una prova di resistenza.

Diventa possibile solo quando esiste un patto di fiducia credibile tra territori e generazioni, fondato su opportunità reali: lavoro dignitoso, servizi accessibili, mobilità, partecipazione, qualità della vita. In questo senso, la cooperazione interregionale può diventare una leva decisiva, se orientata a politiche coordinate su formazione, lavoro e innovazione sociale.

Restare, per un giovane, non significa fermarsi. Significa poter scegliere. Significa sapere che il proprio territorio riconosce valore al suo progetto di vita. Ogni giovane che resta – o che torna – è il segnale che un territorio ha saputo prendersi cura del proprio futuro.

Restare come atto civile

Quando restare diventa un atto civile, il Sud smette di essere periferia e torna a essere luogo generativo di Bene Comune. Non solo per sé, ma per l’intero Paese. La Basilicata, assunta come laboratorio di futuro condiviso, mostra che l’umanizzazione non è un’utopia astratta, ma un criterio operativo capace di orientare politiche, progettualità, alleanze.

Il futuro non si attende. Si costruisce. Insieme.

 

Rosapia Farese (Roma, 1947), autrice e saggista, è Presidente e co-fondatrice dell’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS. 

Con un percorso che intreccia impresa, ricerca sociale e impegno civile, promuove progetti nazionali su salute, ambiente, educazione e lavoro. 

Autrice di numerosi articoli e contributi culturali, porta avanti una visione di umanesimo civile che unisce etica, responsabilità e innovazione sociale per costruire una società più giusta e sostenibile.

 

Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale 

Ha sede in Roma, “c/o Studio Catallozzi”, Via Bevagna 96, 00191 Roma; sede operativa in Via Anagnina 354, 00118 Roma. Riferimenti: e-mail fareretebenecomune@gmail.com; sito ufficiale www.fareretebenecomune.it

Egemonia senza progetto: la riflessione di Bascone sull’imperialismo americano

La dottrina Donroe

L’aggressione militare ordinata da Donald Trump contro il Venezuela, analizzata da Francesco Bascone sula “Rivista il Mulino”, va oltre il consueto schema dell’intervento straniero: non è solo un’operazione di regime change, né una mera interferenza negli affari interni di Caracas. È, piuttosto, la manifestazione di un progetto egemonico più ampio, caratterizzato da una logica di potere che calpesta il diritto internazionale e rifugge da una bussola strategica coerente. 

Bascone osserva come Trump abbia narrato l’azione non come una giustificazione né come una spiegazione razionale, ma come una proclamazione di capacità militare totale, esaltata nella conferenza stampa del 3 gennaio. Una mossa che richiama, nelle intenzioni, lo spirito della dottrina Monroe — qui ribattezzata ironicamente Donroe doctrine — ma senza il rigore strategico che accompagnò la versione ottocentesca. 

Interessi reali o vanità personale?

Se apparentemente l’intervento mira al controllo delle risorse petrolifere venezuelane, Bascone sottolinea che tale motivazione è paradossale: gli Stati Uniti sono esportatori netti di energia e non hanno bisogno materiale di quelle risorse. Piuttosto, il desiderio di impadronirsi del petrolio riflette una combinazione di interessi geopolitici e di politica interna, inclusa la prospettiva di contributi elettorali da parte delle compagnie energetiche. 

L’articolo evidenzia come il blitz sia più probabile espressione di una hybris politica, una sorta di orgoglio di potenza personale, che soddisfa l’idea di una leadership forte e determinata: il presidente si paragona ai predecessori, affermando di essere in grado di usare l’apparato militare con una determinazione senza precedenti. 

Verso un ordine mondiale a “sfera di influenza”?

Questa azione invia segnali forti non solo all’America Latina — da Colombia, Cuba e Messico, fino al Brasile — ma anche alle grandi potenze nucleari come Russia e Cina. Bascone osserva come ogni grande potenza eserciti il proprio dominio nelle rispettive aree d’influenza, senza che il resto del mondo possa facilmente contraddirla. In questo quadro, la difesa di sponde come l’Ucraina o Taiwan rischia di essere poco credibile se non supportata da un progetto strategico unitario alle spalle. 

Nei confronti di Pechino, ad esempio, le minacce statunitensi per contrastare l’influenza cinese sono in palese contraddizione con la politica di deterrenza e contenimento portata avanti anche dai predecessori di Trump. Bascone pone un interrogativo cruciale: prevale il paradigma delle sfere di influenza, regolato dal diritto del più forte, o quello del contenimento cooperativo? 

Un impero senza visione strategica

L’articolo, nel suo giudizio complessivo, descrive quindi un’aggressione che non è guidata da una strategia chiara, ma piuttosto da un miscuglio di interessi di potere, economici e personali. Secondo Bascone, l’operazione in Venezuela rischia di assumere i contorni di un imperialismo del XXI secolo che non ha né una bussola normativa né una direzione strategica coerente con il diritto internazionale.  

 

Per leggere il testo integrale dell’articolo clicca qui

https://www.rivistailmulino.it/a/imperialismo-senza-bussola

Genova, in piazza contro il regime in Iran: “Diamo voce al popolo”

 

 

Genova, 13 gen. (askanews) – La comunità iraniana è scesa in piazza a Genova per chiedere la fine del regime in Iran e protestare contro la dura repressione delle rivolte nel Paese. Circa 200 manifestanti, tra cui anche cittadini genovesi, si sono radunati nella centrale piazza Matteotti nonostante la pioggia, sventolando bandiere dell’Iran, intonando slogan ed esponendo cartelli a sostegno delle proteste contro il regime degli ayatollah.

“Il regime sta uccidendo il popolo iraniano ma il mondo tace”; “L’Iran è isolato da 5 giorni senza internet: dateci voce”; “Il governo ha ucciso almeno 12mila persone nella proteste dei giorni scorsi”; “Questa non è una protesta civile, è una rivoluzione”, si legge su alcuni dei cartelli portati in piazza dalla comunità iraniana. Farbod Alirezaei, portavoce della comunità iraniana a Genova, ha spiegato:

“Siamo uniti non soltanto a Genova ma in tutta Italia e in tutto il mondo per essere la voce del popolo iraniano che è da più di 5 o 6 giorni che non ha più l’accesso al mondo. Siamo in un blackout totale. La comunità iraniana fuori dall’Iran è da più di 5 o 6 giorni che non riesce a contattare i propri familiari. Siamo qui per alzare la voce e dire che tutto il mondo deve fare attenzione a quello che sta accadendo in Iran. Dobbiamo capire che il popolo iraniano sta battagliando con le mani vuote contro un regime che ha tutte le armi e che sta continuando a sparare alla gente con proiettili veri”.

Alla manifestazione in segno di solidarietà hanno partecipato anche diversi esponenti del centrodestra e del centrosinistra ligure.

 

Alle origini della relazione tra l’arte e la tecnologia

 

 

Torino, 13 gen. (askanews) – Il titolo della mostra, “Electric Dreams” può farci pensare ai mondi di Philip Dick oppure alla musica del secondo Bob Dylan e sono suggestioni buone, che in qualche modo dialogano con il progetto espositivo dedicato agli sperimentatori dell’arte elettronica, coloro che in qualche modo ci hanno fornito le prime chiavi di una possibile interpretazione per il mondo che abitiamo oggi, in simbiosi totale con la tecnologia. La mostra, organizzata dalla Tate Modern di Londra è ora arrivata in una nuova versione alle OGR di Torino, con la co-curatela di Samuele Piazza.

“È una mostra molto ambiziosa – ha detto Piazza ad askanews – perché sono cinque decenni di ricerca condensati in altrettante sale, quindi si passa dal primo dopoguerra, dagli anni 50 fino ai primi anni 90, da un momento di forte espansione tecnologica a uno in cui alcune tecnologie come i personal computer arrivavano nelle case di tutti e quindi la mostra è un po’ una sorta di antologia, ovviamente che non pretende di avere alcuna completezza, ma documenta alcuni passaggi fondamentali in cui gli artisti si interfaccano con tecnologie emergenti, da una parte cambiando la loro pratica in risposta a tecnologie che arrivavano, a materiali nuovi, a possibilità inedite, ma dall’altra anche guidando questo processo di innovazione”.

Il sottotitolo dell’esposizione è molto importante: “Art & Technology Before the Internet”, e ci porta in spazi che ci appaiono come il passato, ma in realtà contengono le radici del presente e del futuro, e soprattutto hanno già in sé tutte le domande, oltre che un profondo senso di scoperta di nuove forme di linguaggi, sulla relazione tra noi e la tecnologia.

“Pensare a come gli artisti possano in realtà incidere su come la tecnologia e sull’etica della tecnologia al di fuori di quella che è il complesso industriale e militare per cui spesso vengono creati è fondamentale – ha aggiunto Samuele Piazza – e in un tempo di intelligenza artificiali, di quantum computing, di tecnologie nuove è interessante pensare a nuovi modelli ripartendo da quelli che sono questa sorta di recente archeologia ma vedere quello che ha funzionato, quello che non ha funzionato, quali sono stati i modelli virtuosi, quali sono state le frizioni, e capire come queste cose possono essere applicate in un contesto che è ovviamente molto mutato”.

In questo passaggio, nell’appropriazione fatta dagli artisti di prerogative che erano fino ad allora rimaste sono nella sfera del potere, c’è in gesto più forte, l’operazione culturale che prova a gettare una nuova luce e una nuova prospettiva su una storia che stiamo vivendo mentre viene scritta.

 

Salvini non molla su "Strade sicure" (e fa innervosire Crosetto)

Roma, 13 gen. (askanews) – È ancora la sicurezza il terreno di confronto scelto dalla Lega per marcare la propria identità all’interno della maggioranza. E oggi scende in campo il segretario e vice premier Matteo Salvini, per ribadire ancora una volta: “Non è il momento per togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi è un momento in cui c’è bisogno di ancora più divise nelle strade e nelle stazioni”. In attesa di giovedì, quando in commissione Difesa della Camera il Carroccio porterà una risoluzione che chiede di aumentare i militari impegnati in Strade sicure. Un’insistenza che alla fine ha provocato la reazione piccata del ministro della Difesa Guido Crosetto, che si è detto “molto deluso per le tante, troppe, e per me inutili polemiche inventate ad arte solo per far finta di risolvere problemi che non sono mai esistiti”, assicurando che la riduzione dei militari di Esercito, Marina e Aeronautica impegnati nel presidio del territorio avverrà solo quando potranno essere sostituiti da Carabinieri neo assunti. Presa di posizione che riceve il plauso del presidente del Senato Ignazio La Russa, che da ministro della Difesa lanciò l’operazione. E che Salvini in serata commenta così: “Perfetto. Il mio obiettivo è di confermare le attuali divise e aggiungerne altre, quindi va benissimo”. Anche se conferma la risoluzione del Carroccio.

Del resto il confronto si protrae da diversi giorni, da quando Giorgia Meloni ha rilanciato l’iniziativa di Fratelli d’Italia in materia, scatendando la reazione del Carroccio che sul tema ha costruito la sua identità nazionale. Del resto, sul tema sicurezza Salvini ha costruito i suo migliori risultati: “Il 30% arrivò quando Matteo era ministro dell’Interno e veniva identificato con la lotta ai clandestini. Senza il Viminale è iniziato il calo nei consensi, ora non possiamo cedere ulteriormente”, ragiona un deputato leghista.

A maggior ragione nel momento in cui Luca Zaia inizia a delineare una linea alternativa a quella di Salvini, meno schiacciata sulla destra estrema e nel giorno in cui due deputati abbandonano il gruppo per transitare nel misto, in attesa – si dice – di entrare in Forza Italia. “Sanno che molto difficilmente saranno rieletti con la Lega, vanno dove credono di avere qualche chance in più e dove non devono versare 3000 euro al mese al partito”, li liquida un ex collega di gruppo. Consapevole dei rumors che voglioni altri deputati leghisti in procinto di compiere lo stesso passo. Senza contare l’attivismo del generale Vannacci, che già lancia la campagna per l'”atto secondo” del suo Mondo al Contrario, dal titolo evocativo: “Remigrazione”: appuntamento il 15 marzo a Montecatini, ma già è iniziato il battage.

Ma Salvini anche su questo rilancia: se due deputati escono, “possono entrarne altri”, dice affacciando l’ipotesi di nuovi ingressi nel Carroccio.

Salvini non molla su "Strade sicure" (e fa innervosire Crosetto)

Milano, 13 gen. (askanews) – È ancora la sicurezza il terreno di confronto scelto dalla Lega per marcare la propria identità all’interno della maggioranza. E oggi scende in campo il segretario e vice premier Matteo Salvini, per ribadire ancora una volta: “Non è il momento per togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi è un momento in cui c’è bisogno di ancora più divise nelle strade e nelle stazioni”. In attesa di giovedì, quando in commissione Difesa della Camera il Carroccio porterà una risoluzione che chiede di aumentare i militari impegnati in Strade sicure. Un’insistenza che alla fine ha provocato la reazione piccata del ministro della Difesa Guido Crosetto, che si è detto “molto deluso per le tante, troppe, e per me inutili polemiche inventate ad arte solo per far finta di risolvere problemi che non sono mai esistiti”, assicurando che la riduzione dei militari di Esercito, Marina e Aeronautica impegnati nel presidio del territorio avverrà solo quando potranno essere sostituiti da Carabinieri neo assunti. Presa di posizione che riceve il plauso del presidente del Senato Ignazio La Russa, che da ministro della Difesa lanciò l’operazione. E che Salvini in serata commenta così: “Perfetto. Il mio obiettivo è di confermare le attuali divise e aggiungerne altre, quindi va benissimo”. Anche se conferma la risoluzione del Carroccio.

Del resto il confronto si protrae da diversi giorni, da quando Giorgia Meloni ha rilanciato l’iniziativa di Fratelli d’Italia in materia, scatendando la reazione del Carroccio che sul tema ha costruito la sua identità nazionale. Del resto, sul tema sicurezza Salvini ha costruito i suo migliori risultati: “Il 30% arrivò quando Matteo era ministro dell’Interno e veniva identificato con la lotta ai clandestini. Senza il Viminale è iniziato il calo nei consensi, ora non possiamo cedere ulteriormente”, ragiona un deputato leghista.

A maggior ragione nel momento in cui Luca Zaia inizia a delineare una linea alternativa a quella di Salvini, meno schiacciata sulla destra estrema e nel giorno in cui due deputati abbandonano il gruppo per transitare nel misto, in attesa – si dice – di entrare in Forza Italia. “Sanno che molto difficilmente saranno rieletti con la Lega, vanno dove credono di avere qualche chance in più e dove non devono versare 3000 euro al mese al partito”, li liquida un ex collega di gruppo. Consapevole dei rumors che voglioni altri deputati leghisti in procinto di compiere lo stesso passo. Senza contare l’attivismo del generale Vannacci, che già lancia la campagna per l'”atto secondo” del suo Mondo al Contrario, dal titolo evocativo: “Remigrazione”: appuntamento il 15 marzo a Montecatini, ma già è iniziato il battage.

Ma Salvini anche su questo rilancia: se due deputati escono, “possono entrarne altri”, dice affacciando l’ipotesi di nuovi ingressi nel Carroccio.

Strage di Crans Montana, revocati gli arresti domiciliari a Jessica Moretti

Roma, 13 gen. (askanews) – Il Tribunale delle misure coercitive del Cantone Vallese ha deciso di imporre a Jessica Moretti, titolare insieme al marito del bar “Le Constellation” di Crans Montana, misure sostitutive alla detenzione preventiva. Con questa decisione è stata così accolta una richiesta del pubblico ministero. Alla titolare del locale nell’esclusiva stazione sciistica in Svizzera – teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali ragazzi di nazionalità italiana – erano stati inizialmente inflitti gli arresti domiciliari.

Si tratta delle misure classiche – riporta Rts, la Radio televisione svizzera – consistenti nel divieto di lasciare la Svizzera, nell’obbligo di depositare tutti i propri documenti d’identità e di soggiorno presso il Pubblico Ministero, nell’obbligo di presentarsi quotidianamente a un commissariato di polizia per firmare e nell’obbligo di versare garanzie adeguate, ha indicato il Tribunale. “La determinazione delle garanzie richiede un’istruzione accurata, il loro ammontare sarà stabilito successivamente”, ha precisato il Tribunale. Secondo il Tribunale delle misure coercitive, visto che il pm non aveva richiesto la detenzione preventiva, questa misura non poteva essere ordinata. In questa fase dell’inchiesta, per Jessica Moretti vale la presunzione di innocenza.

Salvini: Crosetto perfetto, ora aggiungere altre divise a Strade sicure

Roma, 13 gen. (askanews) – “Perfetto. Il mio obiettivo è di confermare le attuali divise e aggiungerne altre, quindi va benissimo: c’è una risoluzione della Lega questa settimana in commissione Difesa alla Camera per il potenziamento dell’operazione strade sicure”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, commentando il post del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha spiegato che l’operazione “Strade sicure” ha la stessa consistenza dello scorso anno.

Arriva Barbie con l’autismo. Per Mattel è inclusiva ma fa discutere

Roma, 13 gen. (askanews) – Ha uno spinner rosa che si aggancia al dito, aiuta a ridurre lo stress e a migliorare la concentrazione, così come cuffie alle orecchie con cancellazione del rumore e un tablet con app che facilitano la comunicazione nel quotidiano. Mattel ha lanciato la Barbie con autismo, sviluppata in collaborazione con ASAN (l’Autistic Self Advocacy Network), organizzazione no profit che difende i diritti delle persone autistiche.

É pensata, spiega l’azienda, per “rappresentare i modi con cui le persone autistiche vivono, elaborano e comunicano con il mondo che le circonda”, e affinché sempre più bambini possano “identificarsi e sensibilizzarsi con Barbie”. Fa parte della collezione Fashionistas, che comprende Barbie di etnie e fisicità diverse e differenti condizioni o disabilità. Tra le più recenti, quella con il diabete di tipo 1.

La sua uscita fa già discutere. Per la Dott.ssa Stefania Stellino, presidente dell’Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo (ANGSA) Lazio è un’operazione riduttiva e pericolosa, che rischia anzi quasi di “creare il mostro”. Si è cercato dice di rappresentare una disabilità invisibile. “Si è cercato di mettere insieme quante più caratteristiche dell’autismo in un’unica bambola, creando però possibilità di confusione, perché una bambina che giocherà con quella bambola si aspetterà che tutte le persone autistiche abbiano quelle caratteristiche, cosa che non è così. A volte il cercare di essere inclusivi e ridurre le distanze può produrre anche l’effetto contrario. Secondo la maggior parte delle persone che vive l’autismo tutti i giorni, questo tipo di rappresentazione produrrà molta confusione nei bambini che dovrebbero invece imparare a convivere con le differenze, accettandole, senza etichettare o stigmatizzare certi comportamenti”.

Referendum, "guerra" di ricorsi sulla data del 22-23 marzo

Roma, 13 gen. (askanews) – La data del referendum sulla riforma della magistratura al 22-23 marzo, fissata lunedì dal Consiglio dei ministri, sta accendendo una guerra a colpi di carte bollate.

Ieri il Comitato dei 15 giuristi che sta raccogliendo le firme popolari per il referendum sulla riforma Nordio, aveva annunciato la presentazione di un ricorso urgente al Tar del Lazio con cui chiedere la “sospensiva cautelare” della delibera del Cdm. Oggi l’atto è stato inviato alla sede di via Flaminia.

“Dopo aver scritto per darne doverosa e preventiva informazione alla Presidenza della Repubblica, abbiamo depositato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio per l’annullamento della delibera del Cdm che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per il referendum sulla legge di revisione costituzionale promosso dai parlamentari”, ha spiegato Carlo Guglielmi, portavoce del comitato che ha raggiunto quasi le 400mila firme.

A stretto giro è arrivata la risposta del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi. Il presidente, Gian Domenico Caiazza, ha annunciato che il suo comitato si costituirà “davanti al Tar del Lazio per opporsi alla richiesta di sospensiva della delibera di convocazione del voto referendario per il 22 e 23 marzo prossimi, avanzata dal Comitato per il No”.

E intanto è partita la campagna di M5s con lo slogan ‘No al referendum salva casta’. L’iniziativa, che sarà ‘capillare’, prevede azioni ed eventi su tutto il territorio nazionale con il contributo del presidente Giuseppe Conte, di Giuseppe Antoci, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, e con attività sui profili social del MoVimento.

Domani mattina, alla Camera, è anche in programma la presentazione del libro del ministro Guardasigilli Carlo Nordio “Una nuova giustizia”.

Migliaia di morti dall’inizio delle proteste in Iran

Roma, 13 gen. (askanews) – Almeno 734 manifestanti sono stati uccisi in Iran dall’inizio del movimento di protesta contro il governo, ha annunciato oggi l’Ong iraniana Iran Human Rights (Ihr), con sede in Norvegia, aggiungendo che il bilancio effettivo delle vittime potrebbe essere nell’ordine delle migliaia.

Iran Human Rights “continua a ricevere segnalazioni di migliaia di morti in diverse città e province dell’Iran”, ha dichiarato l’organizzazione, dopo oltre due settimane di proteste.

Caso Epstein, i Clinton non intendono testimoniare alla Camera

Roma, 13 gen. (askanews) – L’ex presidente Bill Clinton e l’ex segretario di Stato Hillary Clinton non intendono presentarsi per le deposizioni previste sul caso Jeffrey Epstein davanti alla Commissione di vigilanza della Camera questa settimana. Lo hanno annunciato in una lettera di otto pagine, inviata al presidente della commissione, il senatore James Comer.

“Ogni persona deve decidere quando ha visto o sopportato abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e la sua gente, a prescindere dalle conseguenze”, hanno scritto i Clinton nella lettera, aggiungendo: “Per noi, questo è il momento”.

Comer ha annunciato che la prossima settimana presenterà la procedura formale per oltraggio al Congresso contro Clinton e la moglie. L’ex presidente compare in almeno una foto di quelle rese pubbliche dal fascicolo giudiziario relativo al finanziere pedofilo morto suicida in carcere.

Repressione in Iran, l’Italia e numerosi Paesi europei convocano gli ambasciatori di Teheran

Roma, 13 gen. (askanews) – “Oggi ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l’ambasciatore dell’Iran in Italia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella sua informativa urgente alla Camera. La decisione è in linea con quella di numerosi governi europei a fronte della sanguinosa repressione delle proteste in Iran.

Come la Farnesina, infatti, anche il ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione spagnolo ha convocato oggi l’ambasciatore iraniano in Spagna, Reza Zabib, per esprimere la condanna del governo spagnolo per la violenta repressione dei manifestanti in Iran.

Anche il ministro degli Esteri olandese David van Weel ha annunciato oggi di aver convocato l’ambasciatore iraniano all’Aia “per presentare una protesta formale contro la violenza perpetrata durante le proteste in Iran”. Stessa scelta per il Portogallo, che ha convocato l’ambasciatore iraniano per condannare la “violenta repressione” delle proteste. Il Ministro degli Esteri portoghese, Paulo Rangel, ha convocato l’ambasciatore iraniano “per trasmettere personalmente la ferma condanna, già ribadita nei giorni scorsi, della violenta repressione delle manifestazioni” contro il regime di Teheran. Anche il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Noel Barrot, ha annunciato di fronte ai deputati che la Francia ha convocato l’ambasciatore iraniano a Parigi per denunciare la “violenza di stato che si è abbattuta ciecamente sui manifestanti pacifici”. “Non ci fermeremo qui: non può esserci alcuna impunità per coloro che puntano i fucili contro manifestanti pacifici”, ha affermato il capo della diplomazia francese, facendo riferimento alle sanzioni “rapide” contro Teheran promesse dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Stesso annuncio della ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, che di fronte ai deputati britannici, ha dichiarato che il Regno Unito ha convocato l’ambasciatore dell’Iran a Londra per denunciare la “più brutale e sanguinosa repressione contro le manifestazioni” degli ultimi anni. “Su mia istruzione, il segretario di Stato per il Medio Oriente ha convocato l’ambasciatore dell’Iran per sottolineare la gravità del momento ed esigere dall’Iran che risponda ai terribili resoconti che riceviamo”, che parlano di “migliaia di morti”, ha precisato.

Mentre, il governo irlandese ha annunciato oggi di aver deciso di rinviare la cerimonia di presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore iraniano a Dublino. Questa decisione “è stata presa alla luce delle proteste in Iran degli ultimi giorni, che hanno causato un numero molto elevato di morti e feriti, nonché un’interruzione delle comunicazioni”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri irlandese in un comunicato all’Afp.

Il ministero degli Esteri tedesco ha reso noto di aver convocato l’ambasciatore iraniano a Berlino e ha esortato Teheran “a porre fine alla violenza contro i suoi cittadini e a rispettare i loro diritti”. “Le brutali azioni del regime iraniano contro il suo stesso popolo sono scioccanti”, ha aggiunto il ministero in un messaggio pubblicato su X.

Venezuela, Conte: molto preoccupati, dottrina Trump crea caos

Roma, 13 gen. (askanews) – “Siamo molto preoccupati per la piega che stanno prendendo” le relazioni internazionali. “Gli Stati Uniti d’America hanno tirato fuori dal cassetto la dottrina Monroe” che è “oggi rivista da Trump” in “dottrina Donroe” che è “ben diversa e gravemente preoccupante e insidiosa” perché gli Usa “non riconoscono più il diritto internazionale”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in occasione del suo intervento alla Camera sull’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani sul Venezuela.

“Attenzione – ha detto Conte – c’è qualcosa di nuovo e diverso perché non riconoscere più” il diritto internazionale “significa predisporre un nuovo ordine di caos e completo disordine”.

Trump: "Patrioti iraniani continuate a protestare, l’aiuto sta arrivando. Gli assassini pagheranno

Roma, 13 gen. (askanews) – “Patrioti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE! PRENDETE IL CONTROLLO DELLE VOSTRE ISTITUZIONI!!!”. Così ha scritto il presidente Donald Trump in un post su Truth Social, suggerendo ai manifestanti iraniani di annotare “i nomi degli assassini e dei responsabili delle violenze. Pagheranno un prezzo altissimo”.

Trump ha aggiunto che “L’AIUTO STA ARRIVANDO”, lasciando aleggiare la minaccia di un intervento statunitense. Il presidente ha chiarito di aver “annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché non cesseranno le insensate uccisioni dei manifestanti”. E in chiusura del post l’acronimo ” MIGA!!!”, cioè Make Iran Great Again, ricalcando il suo motto MAGA (Make America Great Again”.

Groenlandia, al Congresso USA una legge per l’annessione

Roma, 13 gen. (askanews) – L’annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti entra nel vivo del dibattito parlamentare statunitense, trasformandosi in una questione concreta. “La parte più difficile deve ancora venire”, ha avvertito oggi in conferenza stampa la premier danese Mette Frederiksen, insieme al suo omologo groenlandese Jens-Frederik Nielsen, che ha ribadito come Nuuk scelga la Danimarca rispetto agli Stati Uniti.

Ieri, il deputato repubblicano Randy Fine ha presentato alla Camera dei Rappresentanti il “Greenland Annexation and Statehood Act”, un progetto di legge che, se approvato, conferirebbe al presidente Donald Trump l’autorità di “annettere” o “acquisire” la Groenlandia.

Un passo compiuto significativamente alla vigilia dell’atteso vertice di domani alla Casa Bianca tra il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e i ministri degli Esteri danese e groenlandese. Nella notte la Casa Bianca ha diffuso un fotomontaggio in cui il presidente Trump appare affacciato a una finestra, osservando una carta della Groenlandia, con la didascalia: “monitorando la situazione”.

PRESENTATO AL CONGRESSO IL “GREENLAND ANNEXATION AND STATEHOOD ACT”.

Ieri, il deputato repubblicano Randy Fine, ha presentato alla Camera dei Rappresentanti statunitense il “Greenland Annexation and Statehood Act”, un progetto di legge che, se approvato, darebbe a Trump – rispetto allo Stato americano – l’autorità di “annettere” o “acquisire” la Groenlandia.

“Con l’intensificarsi della competizione globale nell’Artico, gli Stati Uniti non possono permettersi di consentire a potenze avversarie di acquisire influenza su una delle regioni strategicamente più importanti del mondo”, si legge nel comunicato stampa del deputato americano.

Secondo il deputato Fine, “Cina e Russia continuano ad espandere aggressivamente la loro presenza nella regione, mentre anni di politiche deboli sotto Joe Biden hanno permesso all’America di erodersi”, pertanto, prosegue il deputato, “il Greenland Annexation and Statehood Act autorizza il Presidente a intraprendere qualsiasi azione necessaria per annettere o acquisire la Groenlandia come territorio degli Stati Uniti. La legge richiede inoltre la presentazione al Congresso di un rapporto completo che delinei le modifiche alla legge federale necessarie per ammettere definitivamente la Groenlandia a diventare uno stato ufficiale degli Stati Uniti”.

“Per troppo tempo, la leadership americana è rimasta a guardare mentre i nostri avversari intaccavano il nostro predominio geopolitico”, ha proseguito il deputato Fine. “Il mio disegno di legge proteggerà la nostra patria, garantirà il nostro futuro economico e garantirà che l’America, non la Cina o la Russia, stabilisca le regole nell’Artico. Ecco cosa significano la leadership e la forza americana”, ha precisato il membro del Congresso.

AUTORIZZAZIONE AD ANNETTERE O ACQUISIRE GROENLANDIA

Leggendo la proposta di legge condivisa dal deputato statunitense, emerge che il Congresso autorizzerebbe il presidente degli Stati Uniti “a intraprendere tutti i passi ritenuti necessari, anche mediante la ricerca di negoziati con il Regno di Danimarca, per annettere o altrimenti acquisire la Groenlandia come territorio degli Stati Uniti”.

Una volta completata l’annessione o l’acquisizione, prosegue il bill, “il Presidente dovrà presentare al Congresso un rapporto contenente le modifiche alla legislazione federale che riterrà necessarie per ammettere il territorio appena acquisito come Stato, al fine di accelerare l’approvazione congressuale di tale stato della Groenlandia dopo l’adozione di una costituzione che il Congresso determinerà essere repubblicana nella forma e conforme alla Costituzione degli Stati Uniti”.

COPENHAGEN E NUUK: “PRESSIONE INACCETTABILE”

La prima ministro danese Mette Frederiksen, nel corso della conferenza stampa congiunta con l’omologo groenlandese Jens-Frederik Nielsen oggi a Copenaghen, ha annunciato che la Danimarca si trova ad affrontare una “pressione inaccettabile” da parte degli Stati Uniti, il loro più stretto alleato, sulla Groenlandia, avvertendo che “la parte più difficile deve ancora venire”.

Nei suoi commenti introduttivi, la premier danese Frederiksen ha dichiarato che “non è stato facile” per la Danimarca “resistere a pressioni completamente inaccettabili da parte del nostro alleato più stretto per una generazione”.

Tuttavia ha avvertito che “ci sono molti segnali che la parte più difficile ora è davanti a noi”. La Danimarca deve difendere i principi di “non poter cambiare i confini con la forza … né acquistando un altro popolo, e che i piccoli Paesi non debbano temere i grandi Paesi”, ha proseguito la leader danese, ribadendo che Copenaghen “non cerca il conflitto, ma il messaggio è chiaro: la Groenlandia non è in vendita”.

Infine, la primo ministro ha ribadito che la NATO deve “difendere la Groenlandia tanto quanto ogni altro millimetro del territorio dell’Alleanza”.

Il primo ministro della Groenlandia Jans-Frederik Nielsen, consolidando la posizione espressa da Frederiksen, ha ribadito che la Groenlandia non è in vendita e ha insistito sul fatto che il territorio “sceglie la Danimarca rispetto agli Stati Uniti”. “Una cosa deve essere chiara a tutti: la Groenlandia non vuole essere posseduta dagli Stati Uniti, la Groenlandia non vuole essere governata dagli Stati Uniti, la Groenlandia non vuole far parte degli Stati Uniti”.

“Scegliamo la Groenlandia che conosciamo oggi, che fa parte del Regno di Danimarca”, ha precisato Nielsen.

DOMANI VERTICE ALLA CASA BIANCA

Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha confermato questa mattina in conferenza stampa che lui e la primo ministro degli Esteri groenlandese Viviane Motzfeldt incontreranno domani alla Casa Bianca il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio.

Il ministro degli Esteri danese, nel corso della conferenza stampa odierna, ha affermato che la Danimarca e la Groenlandia hanno richiesto l’incontro per discutere di persona le ultime novità sulla Groenlandia dopo i commenti sempre più assertivi dei funzionari statunitensi, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sulla loro ambizione di controllare il territorio. (Di Lorenzo della Corte)

Crans-Montana, Tajani: evidenti negligenze, accertare ogni responsabilità. Giusto che Italia sia parte civile

Roma, 13 gen. (askanews) – “Molto è stato detto e scritto in merito alle cause della tragedia di Crans-Montana. Non spetta a me formulare giudizi in questa sede. Voglio però rassicurare quest’Aula: il Governo sta seguendo sin dall’inizio, con la massima attenzione, l’evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia. Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni al Senato sulla strage di Capodanno a Crans-Montana.

“É quindi giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta non a qualche famiglia, ma a tutte le famiglie italiane”, ha aggiunto.

“C’è una richiesta forte che sale da tutto il popolo italiano: giustizia. Non spetta a me fare i processi sommari, sono sempre stato garantista e lo sono anche in questa fase ma essere garantisti non significa non fare di tutto perché si accerti la verità e perché chi è responsabile, se ci sono delle responsabilità, abbia le sanzioni corrispondenti alla gravità di ciò che è successo”, ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella replica della sua informativa alla Camera.

“Vogliamo sapere cosa di chi sono le responsabilità, alcune sembrano evidenti, ci sono stati degli arresti, ma vogliamo che si vada avanti e ritengo assolutamente giusto che l’Italia si costituisca parte civile del procedimento penale”, ha sottolineato il ministro.

“Seguiremo con grande attenzione le indagini italiane che sono affidate alla Procura di Roma” e “assicureremo piena collaborazione e sostegno istituzionale, laddove richiesto, anche all’autorità giudiziaria italiana”, ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella sua informativa urgente alla Camera sulla strage di Capodanno a Crans-Montana.

“L’avvocato generale dello Stato – ha spiegato Tajani – è già in contatto anche con la procura generale elvetica, come con la procura generale di Roma. La ricerca della verità è un dovere. Soprattutto perché la morte di questi ragazzi non può essere vana. Anche a casa nostra dobbiamo cercare di essere severi nei controlli per far sì che non accada più quello che è successo a Corinaldo, ricorderete, o quello che è successo a Crans Montana”.

“Ci sono delle cose che io ritengo debbano essere fatte, non sono il solo a decidere”, come sull’utilizzo delle “bottiglie con i fuochi d’artificio in un locale”, ha inoltre proseguito Tajani. “Ne ho parlato poco fa anche con il ministro dell’Interno: faremo in modo che anche le verifiche e i controlli da tutte da parte delle amministrazioni siano sempre più accurati. Perché per guadagnare mille o diecimila euro in più non si può mettere a repentaglio la vita di ragazzi”, ha concluso il vicepremier.

Il governo: forte preoccupazione per la situazione in Iran, al lavoro con i partner Ue e del G7 per soluzione

Roma, 13 gen. (askanews) – “Il governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze”. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Insieme ai partner europei e del G7 – rende noto il comunicato – il governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”.

Iran, P.Chigi: forte preoccupazione, al lavoro con G7 per soluzione

Roma, 13 gen. (askanews) – “Il governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze”. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Insieme ai partner europei e del G7 – rende noto il comunicato – il governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”.

Napoli, Conte squalificato per due giornate dopo l’espulsione

Roma, 13 gen. (askanews) – Due giornate di squalifica per il tecnico del Napoli Antonio Conte. È questa la decisione del Giudice Sportivo, che gli ha inflitto anche un’ammenda di 15mila euro: il tecnico azzurro era stato espulso per le proteste furiose al 71′ nella sfida a San Siro contro l’Inter, in occasione del rigore per il fallo di Rrhamani su Mkhitaryan. Conte è stato squalificato per due giornate “Per avere, al 26° del secondo tempo, rivolto un’espressione ingiuriosa agli Ufficiali di gara; successivamente, dopo la notifica del provvedimento di espulsione, calciava platealmente via un pallone, si avvicinava con fare intimidatorio a stretto contatto del Quarto Ufficiale protestando platealmente e ripetendo nuovamente frasi ingiuriose e offensive, solo grazie all’intervento dei propri dirigenti abbandonava il recinto di giuoco; infrazione segnalata dal Quarto Ufficiale; per avere, inoltre, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, reiterato tale atteggiamento pronunciando frasi insultanti riguardanti gli Ufficiali di gara; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale”.