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Quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio

Roma, 4 giu. (askanews) – In occasione della Giornata Internazionale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno, Fondazione UNA – Uomo, Natura e Ambiente ha reso noti i risultati della quinta edizione dell’Operazione Paladini del Territorio. Un progetto che, anno dopo anno, continua a registrare un’ampia partecipazione e a consolidare il proprio ruolo nella tutela dell’ambiente.

Sono infatti già stati coinvolti oltre 1.200 volontari in tutta Italia, coordinati da più di 90 sezioni locali delle principali associazioni venatorie nazionali. Grazie al loro impegno, ad oggi sono state rimosse dall’ambiente oltre 27 tonnellate di rifiuti, inclusa una significativa quantità di materiali pericolosi potenzialmente dannosi per la salute pubblica e per gli ecosistemi.

Le attività di pulizia hanno interessato decine di aree verdi distribuite in oltre 30 province italiane, dal Nord al Sud del Paese, contribuendo al recupero di parchi urbani, boschi, argini fluviali, zone rurali e spiagge. Un risultato che evidenzia la capillarità organizzativa e il ruolo attivo delle associazioni venatorie nella cura del territorio.

Rafforzata, inoltre, l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso attività di educazione ambientale. Nella sola primavera del 2026, infatti, i volontari hanno dedicato oltre 300 ore di formazione nelle scuole primarie e secondarie, affrontando temi come la biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la prevenzione del degrado ambientale.

Attiva da oltre dieci anni nella promozione di iniziative concrete a favore dell’ambiente, Fondazione UNA conferma il proprio impegno anche attraverso collaborazioni con realtà internazionali come IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) e Mountain Partnership. Il progetto è stato realizzato con il supporto delle associazioni venatorie socie Federcaccia, Enalcaccia e Arcicaccia, oltre che delle istituzioni locali.

Taormina Film Festival, Tiziana Rocca: parata di star per il pubblico

Roma, 4 giu. (askanews) – Da Russell Crowe a Helen Mirren, da Jane Campion a Holly Hunter, da Aaron Eckhart a Emile Hirsch, e ancora Giancarlo Giannini, Fernanda Torres, Lina Sastri, Serena Brancale, Levante, Can Yaman, Franco Nero e molti altri. Tante le star attese al Taormina Film Festival, in programma nella rinomata località siciliana dal 10 al 14 giugno.

“Il mio obiettivo è riempiere il Teatro antico da 6.000 posti”, ha annunciato la direttrice artistica Tiziana Rocca presentando la 72esima edizione del festival alla Stampa estera a Roma.

“A Taormina il pubblico può incontrare le star – ha assicurato – io obbligo gli attori internazionali a condividere, a farsi le foto sul red carpet, a fermarsi con il pubblico, Taormina è un festival diverso, va verso la gente”.

Inaugurazione in grande stile con la presentazione in anteprima per l’Italia del primo episodio della nuova stagione della serie “House of the Dragon”, prequel di “Game of Thrones”, alla presenza di quattro protagonisti: Steve Toussaint (Lord Corlys Velaryon), Harry Collett (Jacaerys Velaryon), Bethany Antonia (Baela Targaryen) e Phoebe Campbell (Rhaena Targaryen). “E ci sarà una sorpresa”, ha anticipato Tiziana Rocca.

Tra le novità di questa edizione, il ritorno del concorso internazionale e una nuova sezione per i cortometraggi girati in Sicilia.

“L’obiettivo era rafforzare il concorso con una giuria d’eccezione con due premi Oscar come Jane Campion (anche presidente) e Holly Hunter” – ha detto Rocca, annunciando anche un omaggio a “Lezioni di piano” – e in cui figurano la costumista Miyako Bellizzi, la casting director Francine Maisler, Akinola Davies Jr., la Head of Global Marketing di Amazon MGM Studios Sue Kroll e Pietro Castellitto per l’Italia.

In concorso per l’Italia “Piccolo miracolo” di Guido Chiesa con Marco D’Amore e Greta Scarano.

Grande attesa anche per l’attrice premio Oscar Helen Mirren, che riceverà il Taormina Film Festival Achievement Award durante una serata speciale dedicata ad Anna Magnani, in cui sarà proiettata la versione restaurata di “Bellissima” di Luchino Visconti a 75 anni dall’uscita del film; e per il “Gladiatore” Russell Crowe, con il suo nuovo film, “Bear Country” di Derrick Borte, presentato come evento speciale, nel cast Luke Evans, Teresa Palmer, Nina Dobrev e Aaron Paul; Russell Crowe riceverà anche il premio alla carriera al Teatro Antico.

Nella sezione Fuori Concorso tra i tanti titoli verrà presentato “The Struggle for Mother Water” di Michael Zelniker, serie documentario sulla crisi idrica globale e la lotta delle donne. Inoltre, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Ampio spazio dedicato alle donne come nella passata edizione: in programma il panel, “Donne oltre lo sguardo” con la madrina, Anna Valle, le giurate Jane Campion, Holly Hunter, Francine Maisler, Miyako Bellizzi, a cui si uniranno Clotilde Courau, Fernanda Torres, Francesca Archibugi, Romana Maggiora Vergano e Malika Ayane.

La direttrice artistica ha ricordato anche la grande attenzione rivolta ai giovani: anche in questa edizione ci sarà la giuria del Campus Giovani, che assegnerà il Cariddino d’Oro, formata grazie alla collaborazione con la sezione regionale Anec Sicilia.

Felice Panebianco, Sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha aggiunto: “Era difficile fare meglio dello scorso anno, il bilancio si fa alla fine, ma i presupposti per dire che ci siamo impegnati a fare un ottimo lavoro ci sono già tutti”.

Stragi ’93, M. Berlusconi: mio padre protagonista lotta a criminalità organizzata

Roma, 4 giu. (askanews) – “Tutto questo accanirsi su una tesi insensata, cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia, ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”. Lo afferma in una nota Marina Berlusconi commentando l’archiviazione dell’inchiesta sulle stragi mafiose.

“La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia”, sottolinea.

“È la sesta volta che l’assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri”, aggiunge la figlia dell’ex premier.

“Sono stati i governi Berlusconi – osserva – a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti. Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l’ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell’ingiustizia resta per sempre”.

Stragi ’93, Marina Berlusconi: giustizia resta emergenza, non si accantoni tema

Roma, 4 giu. (askanews) – “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un’immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”. Lo dichiara in una nota Marina Berlusconi in merito all’archiviazione dell’inchiesta di Firenze.

Ddl nucleare, Pichetto: ok Camera passo importante per futuro energetico

Roma, 4 giu. (askanews) – “Con l’approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio”. Ad affermarlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

“Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza.In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro. Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese”, ha aggiunto il ministro.

Pichetto ha poi spiegato: “la bolletta arriva indistintamente nelle case e nelle imprese di tutti gli italiani. Per questo il nucleare non è una bandiera politica o ecologica: è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni. Questa è una scelta di concretezza, non di ideologia. Una scelta di Libertà. Più sicurezza energetica, più indipendenza, più Italia”.

Libano, Palazzo Chigi: ferma condanna per uccisione peacekeeper serbo Unifil

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento”. Così in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah. Il governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione”, conclude.

Fitto: erogata all’Italia la IX rata del Pnrr, 12,8 miliardi

Roma, 4 giu. (askanews) – “Oggi la Commissione europea ha erogato all’Italia 12,8 miliardi di euro nell’ambito del PNRR e di NextGenerationEU. Risorse che finanziano riforme e investimenti in settori strategici per il futuro del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, istruzione, ricerca, sanità, energia, mobilità sostenibile e sostegno alla competitività. Con questa nona rata, l’Italia raggiunge l’85% delle risorse previste dal Piano. Un risultato importante che conferma il percorso di attuazione del PNRR e il suo contributo alla crescita e alla modernizzazione dell’Italia”. Lo afferma su X il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Iran, Wsj: Trump riprenderà la guerra solo se saranno uccisi soldati Usa

Roma, 4 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confidato privatamente ai suoi collaboratori che prenderà in considerazione la possibilità di porre fine al cessate il fuoco con l’Iran solo se Teheran ucciderà soldati americani. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti statunitensi, le quali hanno insistito sul fatto che la tregua di alcune settimane nei bombardamenti aerei rimane intatta nonostante un flusso costante di violenti scontri.

La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce – scrive ancora il quotidiano – che Trump potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, per evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente.

Trasporto aereo, Rixi (Mit): sempre più centrale, cresce più di media Ue

Roma, 4 giu. (askanews) – “Il trasporto aereo è sempre più centrale e i dati oggi ci dicono che il traffico, specialmente quello passeggeri, cresce più del Pil e più della media europea. Bisogna investire dove si cresce, perché un settore che ha un futuro può vedere il nostro Paese protagonista. Il trasporto areo e il trasporto marittimo sono i settori che crescono di più nel nostro Paese e consentono di dare una spinta a tutto il sistema logistico”. Lo ha affermato il viceministro a Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, nel suo intervento al convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso a Roma dall’Enac per la presentazione del Fact Book 2026, il rapporto annuale del Centro ITSM – ICCSAI Transport and Sustainable Mobility.

“La nostra visione è che il nostro sistema paese è in competizione soprattutto con gli altri sistemi, europei ma soprattutto i sistemi catapultuali fuori dal continente europeo”.

I trasporti devono “consentire al nostro Paese di superare quella difficoltà geografica dovuta alle barriere fisiche al nord delle Alpi e al sud al mare.È evidente che questo è un grande tema – ha proseguito Rixi – che può consentire al secondo paese a livello europeo di poter continuare a crescere e poter avere un ruolo all’interno e l’Europa anche di grande logistica”.

“Questa è la sfida che abbiamo davanti, questi sono gli obiettivi. Ovviamente dal nostro punto di vista avere le maggiori informazioni possibili sull’andamento dei mercati, confrontarci con i protagonisti del settore, cercare di precedere le tendenze globali è quello che ispira una visione di un paese che non dovrebbe avere una cultura regressiva”.

Rixi ha elogiato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma. “Io vi ringrazio per quello che è stato fatto fino adesso, soprattutto per quello che si farà. Ci tenevo però a parlare anche del tema dei traffico merci, su cui voglio ritornare, perché è evidente che per avere un profondo equilibrio nel sistema e riuscire ad avere una capacità aeroportuale equilibrata sul tema delle merci abbiamo bisogno ancora di fare degli importanti passi in avanti. Quindi questo è un tema su cui penso che bisognerà lavorare nei prossimi anni”.

“Quindi io vi ringrazio per il lavoro che fate, ringrazio ovviamente le compagnie, gli operatori, anche chi ha redatto questo Factbook che credo particolarmente significativo. Credo che serva perché ogni tanto fare il punto di dove stiamo arrivati e riuscire a capire dove si potrà andare è un elemento fondamentale anche per rivedere quelle che sono le dinamiche o quelle che sono le prospettive del settore che a mio avviso vanno aggiornate. Perché con l’ideologia si fa poca strada, quindi dobbiamo attenerci ai fatti, cercare di prevedere il futuro e cercare di invitare il settore a emanciparsi, a fare investimenti e a cercare di avere una visione sempre più alta sulle sfide che ci aspetteranno”.

Israele tenta rilancio turismo in attesa di una nuova normalità

Gerusalemme, 4 giu. (askanews) – Dopo il crollo del turismo dovuto prima alla pandemia e poi alle guerre seguite al 7 ottobre 2023, c’è una parte di Israele che vuole gettare il cuore oltre l’ostacolo, lavorando a quando il Paese potrà di nuovo godere di una situazione di stabilità e tornare ad essere una meta attrattiva come in passato. Parliamo di un settore che nel 2019 aveva toccato livelli record, facendo registrare oltre 4 milioni e mezzo di visitatori internazionali, di cui 200.000 italiani, e un contributo pari al 2,6% del Pil nazionale. Poi i voli con Tel Aviv sono stati ridotti al minimo e il flusso di visitatori in arrivo dall’estero, nonostante il rapido recupero dopo il Covid, è praticamente collassato per la seconda volta.

“Siamo passati da 3.000 visitatori al giorno al nulla o quasi di oggi, forse 100 persone, e sono tutte israeliane” racconta una dipendente del sito archeologico di Cesarea, il secondo più importante del Paese dopo Masada, altrettanto deserto.

A soffrire è però anche il turismo religioso, verso i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, che attiravano pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo.

“Noi – ricorda Giuseppe Gaffurini, frate minore dei Custodi di Terra Santa e presidente del Santo Sepolcro – ormai siamo diversi anni che passiamo da un’attesa a un’altra. Attese tutte frustrate come ha dimostrato il tempo. In questo momento, non ci sono pellegrini anche perché i pellegrinaggi devono essere organizzati per tempo, le compagnie aeree ancora non si sono aperte, e quindi se continuerà questa tregua, chiamiamola così, per diversi mesi allora è possibile sperare che in ottobre-novembre qualcosa cominci a muoversi, ma purtroppo penso che perderemo tutta l’estate”.

In attesa di una nuova normalità, che tarda ad arrivare, il Paese si è comunque preparato, realizzando ad esempio nuove indagini archeologiche a Gerusalemme, difficili in un contesto di maggiore affollamento, e organizzando iniziative che cercano con ostinazione di costruire un futuro di convivenza tra i popoli. È il caso di “The way to Jerusalem”, cammino intereligioso di 111 chilometri da Tel Aviv alla Porta di Jaffa, nelle Città Santa, che mira a riprodurre, con tanto di credenziali e alloggi per pellegrini, il clima di spiritualità e fratellanza dell’itinerario di Santiago o della Via Francigena.

“Abbiamo capito e scoperto – racconta la cofondatrice Yael Tarasiuk – che la via dei pellegrini passa sopra il tempo, sopra la situazione politica e sopra tutto. È come una gabbia che ti protegge dal rumore esterno perché quando cammini con qualcuno e parli con le persone vedi che la maggior parte della gente vuole soltanto vivere la propria vita in pace”

Un messaggio di speranza che fatica a farsi largo, anche se le autorità professano ottimismo, confidando nella resilienza già dimostrata in passato dal settore.

“Vediamo il movimento che sta tornando – osserva Kalanit Goren, Head of Hosting Department Israel Minister of Tourism – anche grazie a delle compagnie aeree che stanno tornando proprio adesso da giugno da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti e qui speriamo che questo sia un segno di ripresa per il nostro bellissimo Paese. Il turismo è soprattutto ponte tra culture e amicizia”

Anche dall’Italia qualcosa si muove, con la ripresa da luglio dei voli tra Roma e Tel Aviv da parte di Ita Airways, e per un Paese come Israele che aveva fatto del turismo uno dei simboli della propria apertura internazionale, con le elezioni del prossimo autunno alle porte, la sfida non è soltanto economica, ma anche politica e d’immagine.

Unifil: un Casco Blu ucciso e due feriti nel sud del Libano

Roma, 4 giu. (askanews) – Un Casco Blu della missione Unifil in Libano è morto questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Lo riferisce la stessa missione Onu su X.

Due altri caschi blu, che hanno anch’essi riportato ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil, ha aggiunto la missione.

“Poco dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, il soldato gravemente ferito è stato trasportato in aereo in un ospedale di Beirut, dove è deceduto a causa delle ferite riportate”, ha riferito la missione Unifil.

“Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. Il nostro pensiero va anche alla pronta e completa guarigione dei soldati feriti”, ha aggiunto la missione.

Unifil ha avviato “un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente” ed “ha rilevato un numero sempre maggiore di traiettorie e impatti di proiettili nel sud del Libano”. “La violenza deve cessare”, ha insistito la missione.

“Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la loro incriminazione”, ha sottolineato la missione Onu.

“Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra”, ha concluso Unifil.

Khamenei: i nemici dell’Iran hanno subito una "profonda umiliazione"

Roma, 4 giu. (askanews) – L’Iran ha inferto un “colpo decisivo” ai suoi nemici israeliani e americani, che hanno subito una “sconfitta” e ora cercano di “seminare dubbi, disperazione, paura, sospetto e discordia”, ha dichiarato la Guida suprema Mojtaba Khamenei in un messaggio letto a suo nome in occasione dell’anniversario della morte dell’ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica.

“Pertanto, per contrastare queste forze maligne, tutti devono neutralizzare il loro sinistro piano rimanendo saldi e lucidi, preservando l’unità, la coesione e la fiducia reciproca e rifiutando di allearsi con il nemico”, ha continuato. “A questo proposito, il ruolo delle autorità è fondamentale”, ha detto ancora. “Qualsiasi atto che possa seminare pessimismo e frustrazione tra la popolazione viene percepito come una forma di appeasement nei confronti del nemico di questo Paese e del suo popolo”, ha concluso Mojtaba Khamenei.

Delfin, pace sul riassetto tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico

Milano, 4 giu. (askanews) – Passo decisivo per il via libera al riassetto della holding degli eredi Del Vecchio. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, Leonardo Maria Del Vecchio si è impegnato a ritirare ogni causa avanzata in Tribunale e lo stesso ha fatto suo fratello Rocco Basilico. A questo punto, a quattro anni dalla scomparsa del fondatore della dinastia, verrà sbloccato l’empasse sull’eredità di Leonardo Del Vecchio e si potrà procedere al riassetto della holding, con Leonardo Maria pronto a salire al 37,5% di Delfin acquistando il 25% delle azioni dai fratelli Luca e Paola.

Nelle scorse settimane, Rocco Basilico si era rivolto al tribunale del Lussemburgo per contestare le delibere approvate il 27 aprile dai soci di Delfin, sull’acquisto delle quote da parte di Leonardo Maria e sull’aumento del limite imposto alla distribuzione dei dividendi (ora pari all’80% dell’utile netto). Rocco Basilico a fine aprile si era opposto ad entrambe le delibere, per poi decidere di impugnare le decisioni dell’assemblea davanti al giudice del Granducato. Un ricorso che all’epoca fu definito “infondato” dalla stessa Delfin che aveva ribadito la validità delle delibere assembleari.

Delfin è la holding lussemburghese che custodisce l’eredità di Leonardo Del Vecchio. La società detiene, tra le altre partecipazioni, il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Monte dei Paschi di Siena, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit.

Venice Climate Week, il flash mob di Pistoletto che sposa la Laguna

Venezia, 4 giu. (askanews) – Un flash mob artistico per inaugurare in piazza San Marco la seconda edizione della Venice Climate Week. Michelangelo Pistoletto, storica figura dell’arte italiana, ha celebrato insieme a molte persone un nuovo e sostenibile “matrimonio d’amore con la Laguna di Venezia”. “Questo matrimonio – ha detto Pistoletto ad askanews – è il principio di una visione nuova che per me è poi quella che porta verso il Terzo Paradiso dove due elementi che sono nel simbolo del Paradiso che sono io, tu e al centro noi. Allora io posso essere la persona, tu sei la laguna, sei Venezia, insieme facciamo questo matrimonio e quindi sono come due anelli che si sposano e il terzo anello è quello del matrimonio e quindi c’è un matrimonio della natura con l’artificio e della persona con la società”.

La performance, che ha visto la composizione del celebre simbolo del Terzo Paradiso, è stata preceduta dalla letture di dichiarazioni di intenti ispirate ai principi dell’ecologia e del riconoscimento della Laguna come una persona. Idee e suggestioni che ci parlano della necessità di un nuovo approccio, anche filosofico, al tema dell’ambiente e della crisi climatica. E l’arte, anche in questo campo, gioca un ruolo di primo piano. “L’arte e la cultura – ha aggiunto Michelangelo Pistoletto – sono il seme del pensiero, sono il seme della dinamica attiva dell’essere umano. L’essere umano è creativo, crea, l’arte è creazione, quindi bisogna ripartire dall’arte, bisogna ricreare”.

E serve farlo per evitare che la crisi diventi irreversibile e che la rassegnazione generi una drammatica inevitabilità storica.

Playoff Nba, New York vince a San Antonio e va 1-0

Roma, 4 giu. (askanews) – Gara-1 delle Finals Nba è dei Knicks, che superano i San Antonio Spurs in Texas 105-95 e già orientano le finali. I New York Knicks faticano nel primo tempo, chiuso a -7, e nel 3° quarto sembrano sul punto di cedere quando San Antonio tocca il +14. New York, però, sulle spalle del suo leader Jalen Brunson (30 punti) e di Karl-Anthony Towns (18 punti e 12 rimbalzi), prima torna in partita e poi domina gli ultimi 2 minuti, chiudendo la sfida con un parziale di 11-0 che vale il colpo in trasferta e il punto dell’1-0 nella serie. Agli Spurs non bastano i 26 punti e 12 rimbalzi di un Victor Wembanyama in difficoltà al tiro (6/21) e 16 punti e 8 rimbalzi in uscita dalla panchina del rookie Dylan Harper.

Questo il programma delle Finals

San Antonio Spurs-New York Knicks 0-1

Gara 1: San Antonio Spurs-New York Knicks: 95-105 Gara 2: San Antonio Spurs-New York Knicks: 6 giugno ore 2.30 Gara 3: New York Knicks-San Antonio Spurs: 9 giugno ore 2.30 Gara 4: New York Knicks-San Antonio Spurs: 11 giugno ore 2.30 Gara 5: San Antonio Spurs-New York Knicks: 14 giugno ore 2.30* Gara 6: New York Knicks-San Antonio Spurs: 17 giugno ore 2.30* Gara 7: San Antonio Spurs-New York Knicks: 20 giugno ore 2.30*

* se necessario

Murri e il Risorgimento: genesi del partito della nazione?

Dobbiamo partire dal libro di Sergio Zoppi – Dalla Rerum novarum alla democrazia cristiana di Murri, il Mulino, 1991- per fare luce sul cambio di prospettiva che interessò il movimento cattolico all’indomani dell’enciclica di Leone XIII. George Bernanos, nel suo Diario di un parroco di campagna, la fece rievocare dal curato di Torcy con queste parole: “… voi la leggete tranquillamente con l’orlo delle ciglia, come una qualunque pastorale di quaresima. Alla sua epoca ci è parso di sentir tremare la terra sotto i piedi”.

Gli anni a cavallo del Novecento suonano il de profundis  del vecchio intransigentismo: vecchio, innanzi tutto, perché aggrappato a una retorica stanca che nascondeva una volontà di tregua nella lotta tra cattolici e liberali. Si andava esaurendo la polemica per il vulnus di Porta Pia. Non risuonava più negli incontri periodici dell’Opera dei Congressi l’eco dell’invettiva pronunciata da don David Albertario a Bergamo nel 1977: “Per lottare con energia dobbiamo odiare il nemico, odiarlo di un odio razionale, frutto della cognizione intima che di lui ci è d’uopo; odiare cordialmente, odiare con tutte le forze dello spirito, odiare sempre, odiare collo scritto, coi fatti, colle parole, odiare in modo che l’odio divenga natura nostra e tutti la veggano, la sentano, l’imitino o la temano; odiare come in cielo si odia il peccato, odiare tanto, che l’odio al liberalismo uguagli l’amore alla fede e a Dio”. Acqua passata. Il mondo clerico moderato, con alla testa il conte Paganuzzi, tanta verve corrosiva e sprezzante l’aveva archiviata senza clamore.

Cosa era successo, a parte la stanchezza degli uomini? Nei moti del ‘98, a Milano, cattolici e socialisti avevano condiviso la protesta popolare contro l’aumento del prezzo del pane. La repressione del generale Bava Beccaris provocò un numero imprecisato di morti e feriti. Lo stesso don Albertario fu arrestato insieme a Filippo Turati e Anna Kulishoff. Si chiudeva così, tra sgomento ed allarme della pubblica opinione, l’ingloriosa parentesi del governo Di Rudinì. Ebbene, se le classi dirigenti liberali toccavano con mano l’urgenza di una nuova fase politica, di cui saranno interpreti prima Zanardelli e poi Giolitti, anche i cattolici prendevano coscienza del logoramento del tradizionale paradigma antiliberale. Adesso il pericolo si materializzava nell’ascesa impetuosa del socialismo e la risposta, in nome di un’istanza d’ordine a fronte della conclamata fragilità dello Stato postrisorgimentale, gettava le basi per quella convergenza contro gli estremisti che avrebbe portato dopo un decennio o poco più al Patto Gentiloni (1913).

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Uno spazio aperto per ricostruire il Centro politico

Un tempo straordinario tra potenza e smarrimento

Viviamo un tempo straordinario. Di scoperte, di cambiamenti e pure di deragliamenti. Ma ogni generazione, compresa la nostra, è chiamata a dare forma e a plasmare il proprio tempo. Nella “Laudato Si’” papa Francesco ci mette in guardia: “Mai l’umanità ha avuto tanto potere!”. Ma niente ci dice che lo saprà utilizzare al Bene.

Papa Leone XIV nella recente Magnifica Humanitas si spinge anche oltre: “Costruire il futuro, escludendo Dio” è una tentazione antica e sempre nuova che va contrastata. Se queste considerazioni possono valere per tutti, valgono particolarmente per i cattolici che intendono impegnarsi in politica.

 

La politica come edificazione della Civitas Dei

Ma se l’imperativo di misurarsi sul terreno della politica deve avere come obiettivo primo quello di riportare Dio nella quotidianità e i contenuti di fede in disponibilità della Modernità e quindi, di rendere concreto e vivo l’impegno di ciascuno a edificare la “Civitas Dei”, non secondario è avere chiare le modalità, il come di questo ambizioso disegno vada costruito e perseguito.

La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) costituisce un patrimonio ed una fonte surgiva insostituibile e sempre attuale. Leone XIV ci è tornato su più e più volte: la DSC ci educa a riconoscere che, piu importante dei problemi e delle risposte da dare ad essi, è il modo con cui queste questioni vengono affrontate.

E ancora: “Chiedo a tutti…di unire le forze per edificare il Bene”. Oppure: “Raccomando la Cultura del Dialogo, perché il Bene Comune va individuato insieme, memori che Gerusalemme sarà ricostruita non grazie alla iniziativa di singole persone ma attraverso una responsabilità condivisa”. E infine: “Nessun uomo, da solo, è sufficiente a sostenere il peso della sfida”.

 

Fare squadra per tornare protagonisti

Noi di PIattaforma Popolare da tempo stiamo percorrendo questa strada cercando di dare forma e concretezza a questa metodologia, consapevoli che oltre a dare risposte e fornire soluzioni è prioritaria la capacità di fare squadra, di dialogare e di unirsi.

Il tornare uniti va considerata una precondizione ineliminabile se si vuole rendere il nostro ruolo concreto e percepito. Per questo Piattaforma Popolare non ha voluto oggi strutturarsi in Partito, nemmeno in Associazione: tutti passaggi che saranno declinati più avanti.

Piattaforma Popolare si qualifica per essere uno spazio aperto. Un punto di incontro, di aggregazione, di messa in comunione delle diverse esperienze. Un luogo di elaborazione autentica e di innovazione concreta.

 

Un’iniziativa autonoma oltre i poli

Nasce come iniziativa umanitaria, civica, popolare dai chiari orizzonti sovranazionali.

E pur collocandosi nel solco delle esperienze cristianamente ispirate mira anzitutto a superare la frammentazione (che ci ha portato alla irrilevanza) per favorire la messa a terra di una Rete Unitaria di quanti, sia soggetti che persone, vogliano ritornare protagonisti nel “centro politico”, tanto riferito al quadro nazionale che alla  dimensione europea.

Coerentemente la sua operatività si svilupperà fuori e distante dagli schieramenti bipolari oggi in campo, sia del centrodestra che del centrosinistra. Sicché la sua qualificazione sarà contrassegnata da “autonomia e indipendenza” proprio in omaggio alla tesi che pone il nostro patrimonio di valori quanto meno alla pari delle grandi culture politiche europee, segnatamente dei socialisti e dei liberali.

Il gesto che pensa: riscoprire la scrittura a mano

Dalla Silicon Valley al ritorno del corsivo

Tra le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, una in particolare merita attenzione al di là del clamore mediatico quotidiano: il ritorno della scrittura corsiva a partire dalle Elementary School. Per gli addetti ai lavori e le famiglie degli alunni rappresenta pur sempre un’inversione di tendenza per certi aspetti sorprendente visto che dai sistemi scolastici a matrice linguistica anglosassone era partita la lunga stagione delle tecnologie applicate alla didattica.

A cominciare dal New Jersey e dalla Pennsylvania l’onda lunga del ripensamento si è estesa finora a 27 Stati della Confederazione e promette di non fermarsi qui, nella patria della Silicon Valley.

 

La lezione finlandese dopo il fallimento digitale

In Europa avevamo già rubricato la retromarcia della Finlandia che dopo aver abolito nel 2016 l’uso del corsivo (residuando il solo stampatello) e l’introduzione generalizzata di tablet, computer e smartphone nell’apprendimento della letto-scrittura è ritornata alle metodologie tradizionali, visti gli scadenti risultati ottenuti dalle tecnologie pervasive: al termine del primo ciclo di istruzione si era infatti appurato che gli alunni non erano in grado di mettere la propria firma sotto un elaborato né di scrivere con carta e matita la lista della spesa.

Troppo affidamento ad hardware e software produceva una sorta di dipendenza totale dalle dotazioni digitali in uso, banalmente messe in crisi dal consumo di una batteria o dalla mancanza di energia elettrica. Il coordinamento oculo-manuale andava inoltre scemando e riducendo le abilità pratiche al solo premere dei tasti: qualcosa di ripetitivo e atrofizzante, il keyboarding favoriva il coding, abituava all’applicazione di algoritmi, introduceva alle applicazioni dell’I.A. ma riduceva gli spazi vitali della creatività, spostando l’attenzione verso il mondo virtuale senza favorire la connessione con il mondo reale.

 

Neuroscienze, memoria e pensiero critico

Soprattutto le prove di verifica al termine della scuola primaria accertavano un azzeramento della manualità correlata all’uso del pensiero poiché lo scorrere della penna su un foglio era sostituito dalla digito pressione della tastiera. In un mondo globalizzato ciò che accade in un angolo del pianeta si riscontra altrove: le scuole americane sono arrivate successivamente a queste conclusioni in modo sovrapponibile alle deduzioni dei pionieri dell’elettronica e il ritorno alla scrittura manuale sta prendendo la sua rivincita.

Si può affermare che le metodologie tradizionali sono rimaste sottotraccia per alcuni anni nei sistemi scolastici che hanno vissuto la stagione dell’introduzione massiva e totalizzante delle tecnologie ma ora stanno lentamente riappropriandosi del diritto di cittadinanza nel ritorno alla manualità attraverso il ripristino della scrittura in corsivo.

Ci si è accorti che a lungo andare gli alunni dipendendo totalmente degli strumenti elettronici perdevano appunto quella creatività espressiva – lungamente preconizzata dalla cultura tramandata – che inizia con una calligrafia personale e porta tutto sommato a modelli comunicativi più semplici e più efficaci: soprattutto più personali e liberi.

Proprio negli USA i paladini delle neuroscienze con i loro studi hanno dimostrato come il corsivo stimoli la sinergia tra i due emisferi cerebrali, perfezioni la motricità fine (la capacità di coordinazione dei piccoli muscoli di dita, mani e polsi) e migliori la capacità di memorizzazione a lungo termine. In modo molto più incisivo rispetto all’uso di un device elettronico.

Ricordando la celebre tassonomia di Benjamin Bloom (conoscenza-comprensione-applicazione – analisi- sintesi e valutazione) senza contare la programmazione curricolare a partire delle teorie di Jerome Bruner o l’enfasi sul problem solving come traguardo formativo nella costruzione del pensiero critico, si sta materializzando una riscoperta delle metodologie e della didattica tradizionale più affine al perseguimento di risultati tangibili in tema di abilità pratiche, a partire dal saper leggere, scrivere e far di conto.

 

Disconnessione educativa e ritorno alla persona

Ciò che sembrava esaustivo e surrogatorio, addirittura sostitutivo come l’uso di strumenti digitali sta rivelando invece quanto sia importante e decisivo consolidare apprendimenti che favoriscano la connessione tra mente-pensiero e manualità- capacità esecutive nella stesura di un testo, addirittura insieme al corsivo si sta consolidando l’attitudine ad una bella e personale calligrafia, un segno distintivo di identità e personalità.

Senza contare che almeno a scuola si può offrire ai ragazzi-studenti l’opportunità di uno stacco rispetto allo smanettamento compulsivo delle tastiere che occupa gran parte delle loro giornate, a casa, nella messaggistica con gli amici e nel tempo libero: una vera e propria cura disintossicante, un metodo a valenza pedagogica ed educativa che introduce pause di disconnessione dagli schermi, impegnando i giovani utenti a regolare il proprio pensiero rispetto ai ritmi intensivi e frenetici della cultura digitale, favorendo la riflessione e la rilettura di ciò che si scrive.

Si tratta di argomentazioni che ritroviamo intatte nelle “Indicazioni nazionali” che il Ministero dell’istruzione e del merito ha redatto in previsione dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Come sottolineato in più occasioni dallo stesso Ministro Sen. Valditara si tratta di contemperare ratio e traditio, innovazione e cultura consolidata con un approccio di metodo che prediliga l’et-et rispetto all’aut-aut, favorendo i processi di continuità rispetto alle drastiche soluzioni alternative, riscoprendo ad esempio il valore della lettura, l’importanza dei libri e la capacità espressiva nei componimenti scritti, che devono restare a fondamento del processo formativo pur essendo gradualmente affiancati dall’uso di tecnologie che favoriscano gli apprendimenti, senza cadere in una loro riduttiva facilitazione poiché la vera cultura implica motivazione, impegno e dedizione, immedesimazione nella costruzione di un sapere consapevole e lentamente interiorizzato.

 

Francesco Provinciali
(Fondazione Varenna per l’infanzia e l’adolescenza)

Il dubbio e la libertà di pensare oltre le vecchie appartenenze

 Le nuove ombre sulla democrazia

Le riflessioni di Walter Veltroni, al solito lungimiranti e sature di futuro senza nostalgie del passato, mi trascinano spesso nel vicolo — per me ancora più che cieco — delle sfide sociali e culturali, oltre che politiche e tecnologiche, che la democrazia dovrà affrontare nei prossimi anni.

Mi preoccupa, sopra ogni cosa, un futuro ancora inesplorato nelle sue possibili ricadute autoritarie e antidemocratiche, favorito da un inatteso quanto pericoloso bisogno di un leader solitario, forte e indisturbato, capace di concentrare poteri sempre maggiori.

E mi allarma, forse più di ogni altra cosa, l’uso sempre più esteso dell’intelligenza artificiale nelle decisioni e nella comunicazione sociale e politica, nelle mani di una ristrettissima élite ultraricca proprietaria di tecnologie e algoritmi manipolatori. Sono gli stessi gruppi che hanno già trasformato il capitalismo industriale democratico e liberale – con lo Stato come elemento di equilibrio – in un capitalismo finanziario ultraliberista, elitario e insofferente verso ogni mediazione pubblica capace di limitare il potere delle grandi lobby economiche, ormai pronte a invadere, o che forse hanno già invaso, la stessa democrazia politica.

 

Il percorso culturale di Veltroni

A Veltroni va riconosciuto il merito di essere riuscito, pur provenendo da una formazione e da una militanza giovanile rigidamente comunista, segnata dall’idea di un internazionalismo rivoluzionario e proletario, ad abbandonare progressivamente quelle categorie, diventando un convinto europeista senza, grazie a Dio, essere accusato di trasformismo.

Ha saputo leggere i cambiamenti culturali e sociali, prendendo le distanze dalle pseudo-razionali e materialistiche certezze del comunismo storico. Senza rimpianti.

Ed è riuscito a introdurre nelle sue analisi incertezze, perplessità e perfino dubbi sulla complessità sociale e culturale del nostro tempo. Quella complessità che, mi permetto di dire, è sempre stata presente nel pensiero di Aldo Moro, evocata dal leader democristiano nel tentativo di sollecitare riflessioni fuori dagli schemi semplificatori, alternativi e polarizzati che dominavano la politica dei suoi giorni, a partire dagli stessi ambienti della Democrazia Cristiana.

 

Dialogo, pluralismo e superamento degli schemi

Veltroni ha fatto capire che occorre evitare posizioni rigide e definitive suggerite dal proprio retroterra storico. A partire dal riconoscimento di chi appare diverso; passando attraverso il pluralismo culturale e politico, la valorizzazione dei principi cristiani di fraternità e uguaglianza; fino ad arrivare all’idea di sussidiarietà e al rispetto delle realtà sociali, locali e comunitarie.

Tutti temi mai realmente valorizzati da un marxismo statalista e centralizzato come quello incarnato oggi da Vladimir Putin. Anche se, va detto, il liberismo spettacolare di Donald Trump, con la sua quotidiana democrazia-mediatica, non appare meno insidioso.

In diverse occasioni Veltroni ha lasciato intendere che il nostro tempo richiede esitazione, prudenza e capacità di valutazione anche verso chi riteniamo distante dai nostri valori. Così, ad esempio, ha parlato di Giorgia Meloni definendola – pur con molte riserve sulle sue politiche sociali – “la migliore di tutto lo schieramento post-missino”.

Si è così aperto ai tempi nuovi e all’incontro che questi tempi sembrano sollecitare, leggendo nella prospettiva del dialogo, di evidente matrice morotea, i segnali di una trasformazione già in corso. Una trasformazione che richiede soprattutto il camminare insieme e lo stare insieme – non dico “Fratelli tutti”, per non offenderlo – mettendo in discussione antichi convincimenti e appartenenze storiche spesso riproposte con l’illusione di poterle conservare intatte.

 

Da Sturzo a Bobbio: le categorie che non bastano più

Dopo che Veltroni ha più volte lodato Papa Francesco per la sua attenzione ai poveri e alla pace, ho avuto spesso l’impressione che abbia fatto propria anche la lezione di Luigi Sturzo: quella dello sforzo di leggere criticamente e sociologicamente la società concreta che si ha davanti, evitando nostalgie, riduzionismi individualistici e fughe astratte.

Non intendo tessere l’elogio di Veltroni. So bene che esistono altri politici e intellettuali, provenienti anche dal cattolicesimo democratico e sociale, che da tempo ragionano in modo analogo sui cambiamenti sopraggiunti. Ho solo tentato di mostrare come, spesso, tra persone diverse per formazione e cultura politica possano nascere sorprendenti sintonie.

Soprattutto quando si prende atto del logoramento delle categorie tradizionali di destra, centro e sinistra. Categorie abusate quotidianamente e ormai profondamente incrinate dagli eventi degli ultimi trent’anni. Anche Norberto Bobbio, riflettendo su questi mutamenti, arrivò a sostenere che la vera distinzione andasse ricercata non più tra destra e sinistra, ma tra chi crede nell’uguaglianza e chi invece accetta la disuguaglianza.

 

La società liquida e il valore del dubbio

Viviamo dentro una società “liquida”, composta da individui isolati, disintermediati, interamente giocati sul rapporto tra individuo e social network. Una società che ha fatto evaporare le tradizionali definizioni di borghesia, classe operaia, ceto medio, impiegati, professionisti e perfino quella di classe dirigente.

Una liquidità senza spessore culturale, denunciata molti anni fa da Franco Ferrarotti, quando sosteneva con forza la necessità di investire sull’inculturazione. Ricordo che solo pochi anni fa l’Istat informava che il 38% delle famiglie italiane era composto da nuclei privi di libri in casa o con meno di venticinque volumi.

E questa liquidità si è trasferita anche nel mondo cattolico, attraversato da una secolarizzazione senza precedenti e da una religiosità sempre più riservata, intimistica e personalizzata, proprio come i partiti di oggi.

Concludo. Lo stimolo a questo mio appunto è venuto da un editoriale di Veltroni apparso pochi giorni fa sul Corriere della Sera, “La difesa del dubbio”, dedicato a una frase di Francesco De Gregori contro le certezze categoriche di alcuni artisti suoi colleghi.

Veltroni si soffermava sulle virtù che hanno alla loro base la “vasta” libertà del pensare senza vincoli. Virtù che dovrebbero caratterizzare l’uomo e la donna del nostro tempo. Virtù di grande realismo cognitivo che, dati i tempi che viviamo, dovrebbero accompagnarci costantemente, aiutandoci a liberarci dai pregiudizi ed evitando le cattedre morali e i diktat di chi presume di possedere la verità storica e sociale.

“Si può stare da una parte – scrive Veltroni – ma con la testa libera, senza doversi sentire richiamare a ortodossie che non esistono più, per fortuna”.

Kriptia New York Forum 2026, focus sulla sicurezza aziendale

New York, 3 giu. (askanews) – Il prossimo giugno presso la St. John’s University – Manhattan Campus, Astor Place, a New York City, si terrà il Kriptia New York Forum 2026, appuntamento internazionale dedicato al rapporto tra financial crime, corporate security, governance, investigazioni e gestione del rischio.

L’evento, dal titolo “From Financial Crime to Corporate Security: Managing Risk in a Volatile World”, nasce con l’obiettivo di favorire un confronto qualificato tra università, mondo finanziario, industria, professionisti della sicurezza, compliance, investigazioni e rappresentanti istituzionali.

In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, evoluzione delle minacce ibride, crescente pressione regolatoria e nuove vulnerabilità per imprese e istituzioni, il Forum, con la media partnership del Gruppo VNY (La Voce di New York, America Oggi News Agency, Radio ICN) e di askanews intende offrire uno spazio di dialogo tra Stati Uniti e Italia sulle strategie più efficaci per prevenire, comprendere e gestire i rischi emergenti.

Il programma prevede interventi e momenti di confronto con esperti provenienti dal mondo accademico, finanziario, giornalistico, corporate e della sicurezza, con il contributo di rappresentanti di realtà internazionali come NASDAQ, Citi, Intesa Sanpaolo, PARC Solutions LLC, St. John’s University, Università degli Studi di Palermo e Kriptia International.

Tra i temi al centro dell’incontro vi saranno il contrasto al crimine finanziario, l’evoluzione delle strategie di enforcement, le sanzioni internazionali, la financial intelligence, la compliance, la protezione degli asset strategici, le minacce interne, la governance del rischio e il ruolo sempre più centrale della corporate security nei processi decisionali delle organizzazioni.

Il Forum rappresenta anche un’occasione per rafforzare il dialogo transatlantico tra competenze accademiche, istituzioni, imprese e professionisti, promuovendo un approccio integrato alla sicurezza e alla resilienza organizzativa.

A moderare i lavori, tra gli altri, sarà Lori Ioannou, giornalista e contributor per The Wall Street Journal, già senior editor of special reports per CNBC. Tra gli speaker figurano inoltre David Shafer, Head of Global Security at NASDAQ, Pawneet Abramowski, CEO & Founder di PARC Solutions LLC, Howard Spieler, Global Lead Sanctions Risk presso Citi Bank, Marco Ranieri, Insider Threat Manager presso Intesa Sanpaolo Bank, e Manuel Di Casoli, President of Kriptia International.

In una fase storica in cui la sicurezza non può più essere letta solo come tema operativo, ma come leva strategica per la tutela degli interessi economici, reputazionali e istituzionali, il Kriptia New York Forum 2026 si propone come un momento di riflessione concreta su come imprese, università e istituzioni possano collaborare per anticipare le minacce e costruire modelli di protezione più efficaci, segnala La Voce di New York.

New York, capitale globale della finanza e crocevia internazionale di competenze, diventa così il luogo simbolico per avviare un confronto tra esperienza americana ed europea su alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: criminalità finanziaria, sicurezza aziendale, governance del rischio e protezione degli asset strategici.

Venice Climate Week, Intesa Sanpaolo: sostenibilità scelta strategica

Venezia, 3 giu. (askanews) – “In uno scenario geopolitico caratterizzato dalle tensioni che tutti i giorni leggiamo e vedendo quelli che sono gli impatti climatici, sempre più tangibili sull’economia reale, come Intesa Sanpaolo siamo convinti che la sostenibilità debba essere una scelta, non solo di tipo valoriale o di compliance, ma una scelta strategica. Proprio per questa ragione l’abbiamo inserito nel nostro nuovo piano di impresa, 2026-2029, confermando l’impegno non solo verso la decarbonizzazione con tutti i nostri target settoriali e i target sulle linee di business e le emissioni proprie, ma anche favorendo e supportando le imprese nella loro transizione, in particolare transizione elettrica e da questo nuovo piano adattamento climatico”. Lo ha detto ad askanews Laura Maida, responsabile ESG Steering di Intesa Sanpaolo, a margine della partecipazione alla Venice Climate Week.

“Se siamo convinti che il percorso di decarbonizzazione sarà sempre più accidentato e che quindi dovremo affrontare in misura maggiore gli impatti del cambiamento climatico – ha aggiunto – vorrà dire che di adattamento dovremo tutti occuparci in maniera più convinta”.

Fine vita, maggioranza stoppa esame aula Senato. Opposizioni: affossato ddl

Roma, 3 giu. (askanews) – Ennesima battuta d’arresto sull’iter del fine vita in Parlamento, probabilmente fatale. Almeno di questo sono convinte le opposizioni che attaccano il centrodestra che, in Senato, ha impedito l’avvio dell’esame in aula del ddl del dem Bazoli (sostenuto da tutti i gruppi di minoranza) chiedendone il rinvio nelle commissioni Giustizia e Affari sociali. Peccato che a decidere l’approdo in aula nella giornata odierna del fine vita fosse stata una capigruppo, all’unanimità. Lo scontro politico è così ‘servito’. A domanda dei cronisti, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si smarca: “Il Parlamento è sovrano. Io il mio lavoro l’ho fatto: quello di convincere tutti che fosse corretto portarlo in aula” ma la “democrazia è questa” e “da presidente del Senato non posso rammaricarmi per una decisione presa dal Senato”.

Per la segretaria del Pd Elly Schlein è “vergognoso che la destra abbia affossato una proposta che porta la firma di tutti i senatori di tutte le opposizioni” ed è “indegno” perché “vuol dire che la maggioranza non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso, tra l’altro nel giorno in cui un’altra donna – Lucia da Trieste – ha dovuto andare altrove (in Svizzera, n.d.r.) per trovare una risposta”. Bazoli, per parte sua, fa notare che “manca un anno al voto, cosa si torna a fare in commissione? Non prendete in giro gli italiani”. Per Bazoli la destra scappa dalle sue divisioni interne. Al voto di oggi, spiega, che “era procedurale”, il centrodestra è arrivato “compatto” (88 ‘sì’ contro ’59’ no). Quando bisogna invece esprimersi “sugli emendamenti in aula, su temi che investono i diritti civili, il voto è segreto” e quindi “il centrodestra teme defezioni” tra le sue fila.

“Il Parlamento – dice il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli – non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Servono regole chiare, certe e rispettose della dignità delle persone, nel solco di quanto indicato dalla Corte costituzionale”. Per Peppe De Cristofaro (Avs), “la destra non vuole una legge sul suicidio medicalmente assistito e non ha nemmeno il coraggio di fare questa cosa alla luce del sole” utilizzando una “farsa”. Di ennesimo “schiaffo” parla il segretario di +Europa Riccardo Magi: “anche oggi – affonda – la destra approva la legge domani”.

La capogruppo di Fi Stefania Craxi assicura che il ritorno in commissione “non è una strategia dilatoria” ma il tentativo di individuare una “sintesi” che possa avere i ‘numeri’ per passare. “Difficilmente” ci riuscirebbe il testo Bazoli, aggiunge. Invitando poi a non “gridare allo scandalo” e “mettere da parte gli slogan e costruire convergenze, anziché alimentare divisioni”.

La richiesta di rinvio era stata preannunciata nei giorni scorsi quando in commissione, sempre con un voto a maggioranza, si era deciso di ‘tenere’ il testo base Zanettin (Fi) – Zullo (Fdi) e di fissare un nuovo termine per gli emendamenti il 9 giugno. A riaprire il ‘dossier’, all’interno del centrodestra, dopo mesi di stallo, era stata proprio Forza Italia che ha deciso di proporre delle modifiche tentando una mediazione con Fratelli d’Italia che invece sul fine vita frena. Anche se il relatore Ignazio Zullo tiene a puntualizzare che l’obiettivo è “arrivare a una proposta di legge quanto più condivisa possibile per il bene degli italiani, evitando velleità ideologiche”.

Resta defilata la Lega, che lascia la libertà di coscienza, con il presidente dei senatori Massimiliano Romeo che si limita a osservare che “si cercherà di arrivare a un testo che comprenda tutte le sensibilità”.

Le opposizioni bocciano il testo dei relatori, in particolare perchè viene escluso un ruolo al servizio sanitario nazionale. Si vedrà il 9 giugno se su questo punto ci sarà qualche effettiva novità.

Nel frattempo, oggi si sono tenute due audizioni, volute dal centrodestra, quelle dell’istituto superiore di sanità (Iss) e del Cnr. Che per la seconda volta sono state invitate ad esprimersi. Con una ‘coda’ polemica. Il tema era quello dei dispositivi per l’autosomministrazione dei farmaci per il suicidio assistito. Il Cnr ha inviato una memoria scritta nella quale ha sottolineato che non esistono allo stato strumenti “regolarmente autorizzati all’immissione in commercio con marchio Ce”. Ma il dispositivo utilizzato recetemente da una paziente in Toscana è stato messo a punto dal Cnr, ha fatto notare il Pd.

Energia, ok Ue a flessibilità (con paletti) per Italia. Meloni: indichiamo via

Roma, 3 giu. (askanews) – Una serie di richiami, ma anche un via libera che consente a Giorgia Meloni di dire che “l’Italia indica la strada all’Ue” e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che Bruxelles “ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. La Commissione apre infatti alla possibilità di estendere la clausola nazionale di salvaguardia per la difesa anche a misure per affrontare la crisi energetica. E sebbene il commissario Valdis Dombrovskis precisi che “non copre le misure che sovvenzionano l’uso di carburanti fossili, come le riduzioni non mirate della tassazione”, tipo il taglio delle accise, e che “servono misure temporanee e mirate, che non alimentino la domanda di carburanti fossili perché ora fronteggiamo uno shock dell’offerta”, la presidente del Consiglio può cantare vittoria per essere riuscita a portare a casa, dice, “un risultato molto importante, un risultato che in molti consideravano impossibile, ma che abbiamo costruito con determinazione e con pazienza e che conferma la capacità dell’Italia di far valere i propri interessi e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso all’intera Europa”.

Per Meloni questo “ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”.

Ma cosa significa per l’Italia la possibilità per gli Stati membri di una flessibilità aggiuntiva, fino allo 0,3% del Pil?Premesso che la flessibilità della spesa per la sicurezza energetica può riguardare solo misure che riducano la dipendenza dalle fonti fossili, non ne aumentandone quindi la domanda, e che incrementino la resilienza del sistema energetico, riducendo le dipendenze dall’esterno, è chiaro che la Commissione non prenderà in considerazioone misure come quelle già prese dall’Italia riguardo alla riduzione delle accise sui carburanti, o eventuali sussidi agli autottrasportatori come compensazione dei rincari sugli stessi carburanti, e qualunque misura di sostegno che abbia l’effetto di ridurre i costi pagati per le fonti fossili.

Sarebbero ammissibili invece tutte le misure per ridurre la dipendenza da carburanti fossili e promuovere la decarbonizzazione, per accelerare l’elettrificazione (compresi gli investimenti per lo sviluppo delle reti elettriche, lo stoccaggio di elettricità e le batterie), per il risparmio di energia e per l’espansione delle fonti di energia pulite.

La possibilità per un paese di superare di un punto e mezzo percentuale la soglia del 3% del deficit/Pil con la propria spesa per la difesa (e fino allo 0,3%, all’interno di questo margine, per la sicurezza energetica), senza che questo comporti l’apertura di una procedura Ue per deficit eccessivo non può riguardare oggi l’Italia. Questo perché questa clausola vale solo per i paesi che non sono sotto procedura. Invece, i paesi in deficit eccessivo, come attualmente l’Italia, se utilizzano la clausola dovranno comunque tornare sotto la soglia del 3% del Pil, senza che sia scomputata dal deficit la spesa per la difesa, prima di poter uscire dalla procedura.

A che può servire, dunque, la nuova flessibilità dello 0,3% del Pil proposta oggi per le misure energetiche che non aumentano la dipendenza dalle fonti fossili? La riposta, fornita da fonti qualificate della Commissione, è che l’Italia potrà spendere per il 2026 e per il 2027, per finanziare questo tipo di misure, lo 0,3% del Pil, in più rispetto al percorso di riduzione della spesa netta per sette anni che è stato fissato per il Paese per mettersi in regola, secondo quanto previsto dal nuovo Patto di stabilità. Ma al termine dei sette anni, l’Italia dovrà comunque aver riassorbito la spesa aggiuntiva per le misure energetiche, e soprattutto dovrà avere il suo debito pubblico dell’ultimo anno in diminuzione, rispetto all’anno precedente, e il trend di riduzione confermato anche nelle previsioni per i due anni seguenti.

Domani alla Camera primo ok a riforma elettorale, muro opposizioni

Roma, 3 giu. (askanews) – Primo voto domani alla Camera sulla riforma elettorale targata centrodestra: la commissione Affari Costituzionali adotterà come testo base il cosidetto Bignami bis, un proporzionale con premio di governabilità e liste bloccate già modificato rispetto all’articolato originario per correggere i punti più a rischio incostituzionalità. Modifiche che non hanno cambiato la posizione delle opposizioni sintetizzata questa mattina dalla chiusura totale della segretaria del Pd, Elly Schlein: “Non ci sono novità, continuiamo a non vedere le condizioni per un dialogo sulla proposta fatta dalla destra”.

Oggi si è svolto un ciclo di audizioni sul nuovo testo che ha confermato le perplessità sulla norma che esclude il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta dal computo generale, non facendo pesare i voti degli elettori delle due regioni a statuto speciale sul risultato complessivo del premio. Una disposizione che inficia il principio dell’eguaglianza del voto e potrebbe non passare al vaglio della Corte Costituzionale. La maggioranza ne aveva già preso nota studiando una correzione che sarà proposta in fase emendativa. Esclusa l’ipotesi – invero per gli sherpa del centrodestra mai esistita – di inserire la modifica in un testo ter, quello sul Trentino non sarà l’unico cambiamento. Il centrodestra lavora anche a un emendamento per ridurre il numero delle circoscrizioni all’estero (nella legge attualmente in vigore sono 4 per entrambi i rami del Parlamento) portandole a 2 per la Camera e per il Senato. Non cambia per ora – nonostante le pesanti critiche – la scelta delle due tipologie di liste bloccate: quelle presentate a livello di ciascun collegio plurinominale (con massimo sei candidati) e quelle a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio.

Sia Fdi che Noi Moderati che Futuro Nazionale con Vannacci hanno annunciato nelle scorse settimane un emendamento da presentare in aula per l’introduzione delle preferenze andando incontro a una altamente probabile bocciatura col voto segreto. Mentre oggi è circolata l’ipotesi – non confermata da chi si occupa da vicino del dossier – di un ritocco anche alla norma del Bignami bis che prevede che la coalizione, insieme al programma elettorale, presenti anche il nome “della persona da indicare come proposta per l’incarico di presidente del Consiglio”. Seppure sulla costituzionalità della disposizione (la nomina del capo del governo è prerogativa del Capo dello Stato) gli esperti auditi in commissione si siano divisi, secondo alcune indiscrezioni il centrodestra potrebbe optare per indicare il capo della coalizione, mutuando una formula del Porcellum sopravvissuta tra l’altro alla scure della Consulta su quella legge.

Per quanto riguarda le opposizioni, l’orientamento è di presentare soltato emendamenti soppressivi. Il campo largo ragiona anche sulla possibilità di ostacolare l’approvazione delle modifiche che saranno proposte dalla maggioranza in commissione in modo da spostare la battaglia in aula dove, secondo la minoranza, non è esclusa l’ipotesi che il governo già dalla Camera possa ricorrere al voto di fiducia.

Energia, Meloni: con ok flessibilità 14 mld da spendere in tre anni

Roma, 3 giu. (askanews) – “La Commissione europea ha accolto la richiesta italiana di avere maggiore possibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica e questo ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video postato sui social, corredato dalla frase “L’Italia ancora una volta indica la strada all’Ue”.

Fine vita, Schlein: maggioranza affossa legge, gravissimo

Roma, 3 giu. (askanews) – “La maggioranza ha affossato la nostra proposta di tutte le opposizioni per una legge sul fine vita, è gravissimo”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a margine di un evento a San Giovanni Rotondo. Quanto accaduto, aggiunge, è “la dimostrazione che questa destra non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso seguendo quello che già la Corte costituzionale ha spiegato”.

“Noi – ha proseguito – dobbiamo continuare a insistere, ma trovo vergognoso che la destra con il voto di oggi al Senato abbia affossato una proposta che – ripeto – porta la firma di tutti i senatori di tutte le opposizioni. E’ da anni che stiamo provando a farla passare, si sono fatte decine e decine di audizioni, ci hanno fatto fare più audizioni sul fine vita che non sulla riforma costituzionale, che per fortuna gli italiani hanno bloccato”.

“Però – ha concluso la Schlein – è indegno: vuol dire che la maggioranza non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso, tra l’altro nel giorno in cui un’altra donna – Lucia da Trieste – ha dovuto andare altrove per trovare una risposta. Ecco noi continueremo a insistere su una legge per il fine vita insieme alle altre opposizioni”.

Marisa Merz, la danza delle ore: progetto espositivo per Torino

Milano, 2 giu. (askanews) – Al Museo del Novecento di Milano alla presenza di Tommaso Sacchi Assessore alla Cultura della Città di Milano, Rosanna Purchia Assessora alla Cultura della Città di Torino, Paola Casagrande Vice Presidente Fondazione CRT e Gianfranco Maraniello Direttore Area Musei d’arte moderna e contemporanea del Comune di Milano è stato presentato il progetto curatoriale per la celebrazione del centenario della nascita di Marisa Merz che coinvolgerà tre istituzioni a Torino dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027. Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista: Marisa Merz – La danza delle ore.

Ne hanno parlato ad askanews alcuni dei curatori del progetto.

Beatrice Merz: “È un progetto molto grande, molto bello, molto emozionante e soprattutto ha visto la convergenza di molte persone dei diversi musei in un desiderio comune di riuscire appunto a esporre il più possibile i lavori di Marisa e far vedere quello che è stata la sua sperimentazione per anni. Quindi il fatto di fare questa mossa in tre atti ci aiuta tutti a vedere quanto è stata un’artista polivalente e sperimentale”. La Fondazione Merz presenta, a cura di Beatrice Merz e Sébastien Delot, il lato più inatteso della ricerca dell’artista, attraverso una selezione di opere organizzate intorno all’idea di processo e trasformazione. Tema centrale è l’approccio di Marisa alla scelta e alla distribuzione dei materiali, insieme alla sua modalità del fare e comporre le opere: le opere, talvolta apparentemente effimere, nascono da un processo di continua evoluzione, fatto di variazioni sottili attraverso cui l’artista si avvicina progressivamente all’essenza dei suoi soggetti.

Chiara Bertola: “Questo progetto che si articola in tre capitoli differenti alla GAM si focalizzerà sull’aspetto più privato, intimo e declinerà proprio le opere storiche che ci saranno nella mostra in questa dimensione, un po’ per sottolineare come l’opera diciamo sempre germinativa e sperimentale di Marisa Merz sempre teneva insieme la dimensione dell’arte con quella della vita”. Alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea a cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi, il percorso espositivo prenderà avvio dal concetto di casa-studio- laboratorio, lo spazio generativo e trasformativo per eccellenza, in cui la dimensione dell’arte coincide con quella della vita. La mostra è l’occasione per restituire al pubblico dopo un attento restauro del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria l’opera in collezione GAM Living Sculpture del 1966.

Francesco Manacorda: “Questa è una mostra veramente speciale perché è una collaborazione tra tre istituzioni torinesi che hanno messo insieme le forze, l’intelligenza e le strategie per riuscire a fare quella che sarà veramente la mostra più grande mai fatta su Marisa Merz. Celebriamo i cent’anni della nascita e questa è stata l’occasione per la città, dove lei ha vissuto e che ha anche plasmato e formato molto le sue opere, di dedicarle veramente la retrospettiva più importante che ci sia mai stata e che forse mai ci sarà”. L’esposizione al Castello di Rivoli, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, è l’occasione per ricostruire e proporre nuovamente al pubblico l’installazione E il naufragar m’è dolce in questo mare, importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi replicarla lo stesso anno alla 39. Biennale Arti Visive di Venezia. L’installazione, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del Castello di Rivoli, sarà il fulcro espositivo da cui si dirameranno temi e ricerche.

Marisa Merz – La danza delle ore è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT.

Nick Cave, Gorillaz, Richard Ashcroft e altri big a "La Prima Estate"

Roma, 3 giu. (askanews) – La grande musica internazionale, esclusive italiane e artisti attesi da tempo. Su un palco unico a pochi passi dal mare, in una cornice naturale che abbraccia i colori dell’estate tra il Tirreno e le Alpi Apuane, ‘La Prima Estate’ torna per la sua quinta edizione dal 19 al 21 e dal 26 al 28 giugno al Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore, in Versilia.

Una line-up di alto profilo che vede tra i protagonisti Jack White, per la prima volta in Italia da solista, e i Gorillaz con il nuovo album fresco di stampa. Con loro, in esclusiva italiana per il festival: Richard Ashcroft, Nick Cave & The Bad Seeds, Twenty One Pilots, The Libertines, The Wombats, The Hives, Wolf Alice, Wet Leg, Emiliana Torrini, Nation of Language e Don West.

Sleaford Mods, Dove Ellis, Ewan Sim, The Ramona Flowers e Midnight Generation – insieme a una speciale serata italiana con Marlene Kuntz, Ministri, Casino Royale e SI! BOOM! VOILÀ! – completano un cartellone di qualità, capace di guardare oltre i trend del momento.

Scenario prestigioso ed evocativo si conferma Parco BussolaDomani, che diversi anni fa ospitò Frank Zappa e Miles Davis, e ora per le passate edizioni de La Prima Estate ha applaudito artisti quali St. Vincent, Air, Fontaines DC, Michael Kiwanuka, Jamiroquai, Anderson. Paak e nel 2023 l’unica data italiana di Lana Del Rey.

Consolidando la novità dell’anno scorso, il festival rinnova il proprio impegno verso i talenti emergenti della scena italiana con Next Stage: La Prima Estate. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Detune di Milano, ha visto la partecipazione di 24 artisti in sei serate di live e una giuria composta da musicisti, produttori e giornalisti ha selezionato i vincitori. Sei sono i nomi che apriranno ogni serata del festival: il 19 giugno doppio appuntamento con il garage punk ironico e schizofrenico dei Jagwari e con Unadasola, duo di Pietrasanta che intreccia sonorità pop alternative a una scrittura intensa e personale. Il 20 giugno danno il via alla serata italiana i milanesi Verìda, capaci di fondere attitudine rock, ricerca sonora ed eleganza stilistica, mentre il 26 giugno tocca alle atmosfere intime e profonde di Sara Parigi. Bhadmari sale sul palco sabato 27 per proporre l’aperto contrasto tra il suo immaginario fiabesco e testi crudi e diretti; domenica 28 sono invece gli Aurevoir Sofia a salutare il pubblico con il loro travolgente mix di punk hardcore e melodia.

Poliedrico e imprevedibile, per la prima volta in Italia da solista e dopo anni di lontananza dal nostro Paese, è Jack White ad aprire la V edizione de La Prima Estate venerdì 19 giugno. Tra i nomi più amati e attesi, il leggendario co-fondatore dei The White Stripes – inseriti da quest’anno nella Rock & Roll Hall of Fame – ha regalato recentemente al suo pubblico due nuovi brani, arrivati a due anni di distanza dall’acclamato album “No Name”, celebrato dalla critica tra i migliori progetti musicali del 2024. Ad accendere il palco prima dell’artista di Detroit sarà la band svedese a cui lo stesso White ha dichiarato di ispirarsi: i The Hives. Definiti una forza della natura dalla BBC e consacrati da Joe Strummer dei Clash come coloro che hanno salvato il rock, si confermano tra le formazioni più frenetiche, vitali e influenti della propria generazione.

Sabato 20 giugno salgono sul palco alcuni dei nomi più autentici del rock alternativo italiano. A partire dall’esibizione dei Marlene Kuntz, che celebrano i trent’anni de “Il Vile”, vera pietra miliare inserita da Rolling Stone tra i 100 dischi italiani più belli di sempre. I Ministri promettono un viaggio tra i loro storici successi e le novità dell’ultimo album “Aurora Popolare”, con brani carichi di rabbia e attesa, e del nuovo EP appena uscito “Canzoni Ombra”. Un altro anniversario prestigioso per i Casino Royale con il tour “Sempre Più Vicini RELOADED”: un’occasione speciale per reinterpretare, trent’anni dopo, l’album simbolo del loro percorso. Ad accendere la giornata è l’energia dei SI! BOOM! VOILÀ!, nati dall’incontro tra Roberta Sammarelli, Davide Lasala, Giulio Ragno Favero, Giulia Formica e Michelangelo Mercuri (N.A.I.P.). Con l’omonimo album d’esordio si affermano come una formazione che vive di pura urgenza e ritmo.

Domenica 21 giugno chiude il primo weekend una grande serata dal DNA interamente britannico, capace di riunire quattro protagonisti di epoche e sensibilità diverse. Richard Ashcroft, The Libertines e The Wombats salgono sul palco de La Prima Estate per la loro unica data italiana, anticipati dai The Ramona Flowers, il quintetto di Bristol caratterizzato dal riconoscibile sound tra rock ed elettronica. Se con i The Verve prima, e una fortunata carriera solista poi, Ashcroft ha firmato pagine fondamentali del brit-pop grazie a una scrittura intensa e a live di grande impatto emotivo, prima di lui la scena sarà tutta per l’energia viscerale dei The Libertines – una delle formazioni più influenti guidata dal carisma di Pete Doherty e Carl Barât – e i The Wombats, tra le realtà più longeve e amate degli ultimi anni.

Venerdì 26 giugno è atteso Nick Cave con i fedeli The Bad Seeds, fautori di uno dei live più emozionanti al mondo. Insieme, sono pronti a ripercorrere quattro decenni di una carriera leggendaria fino alle atmosfere dell’ultimo album ‘Wild God’. A caricare di energia la giornata, il ritorno al festival degli Sleaford Mods, tra le formazioni post-punk più incisive e riconoscibili degli ultimi anni, con il nuovo disco ‘The Demise Of Planet’. Ancora, ecco le sonorità più intime e avvolgenti di Emiliana Torrini, la cantautrice islandese di origini italiane capace di muoversi tra dream pop, folk e atmosfere nordiche; e l’intensa scrittura indie-alternative di Dove Ellis, una delle voci più interessanti della nuova scena internazionale.

Vero fenomeno globale e un Grammy portato a casa, sabato 27 giugno i Gorillaz festeggiano i loro primi 25 anni con il nuovo disco “The Mountain” e un nuovo live che segna un atteso ritorno dopo quattro anni dall’ultima data in Italia. Insieme alla formazione capitanata da Damon Albarn, una band simbolo del rinnovamento del pop-rock britannico come i Wolf Alice, che arriva a Lido di Camaiore dopo una serie di sold out, partecipazioni nei principali festival mondiali e la recente performance all’iconico Saturday Night Live UK. Li precede uno dei progetti più originali della scena synthpop contemporanea, i Nation of Language, che si sono guadagnati l’attenzione internazionale con la loro sensibilità elettronica e il loro lirismo umano; e il soul moderno ed elegante di Don West.

Domenica 28 giugno il gran finale è affidato ai Twenty One Pilots. Forti di decine di certificazioni multiplatino, di un Grammy per la memorabile Stressed Out e di miliardi di streaming globali, portano in Versilia l’ultimo lavoro “Breach”, uscito nel 2025. Prima di loro le Wet Leg, il duo dell’Isola di Wight tra le realtà più dirompenti, brillanti e amate dell’alternative rock attuale; e i messicani Midnight Generation, capaci di conquistare il pubblico con un sound magnetico che fonde ispirazioni anni ’70, retro-pop, funk ed elettronica in una chiave squisitamente contemporanea.

La Prima Estate quest’anno ha organizzato nuovi servizi per rendere ancora più facile raggiungere il festival senza auto: è stato introdotto un servizio di navette dedicate da Firenze e Pisa con collegamenti diretti di andata e ritorno verso il Parco BussolaDomani. I concerti iniziano alle 18,30 e terminano intorno a mezzanotte.

Tra i partner di questa edizione spicca l’ingresso di American Express come Powering Partner del festival, una collaborazione che contribuisce ad arricchire ulteriormente l’esperienza del pubblico attraverso servizi dedicati, corsie d’accesso riservate ai Titolari di Carta American Express e nuove attivazioni all’interno del Parco BussolaDomani. Si conferma inoltre Warsteiner come Birra Ufficiale del festival e Acqua Silva come Acqua Ufficiale. Debutta inoltre al festival Pepsi, Cola Ufficiale della manifestazione, mentre Santa Cristina si conferma Vino Ufficiale con un wine bar dedicato all’interno del Parco BussolaDomani. Gruppo Montenegro è Official Mixology Partner dell’evento con Cointreau e gli altri brand del gruppo, protagonisti di uno spazio cocktail dedicato e presenti nei punti bar del festival. TicketOne è partner del festival e ticketing agent ufficiale della manifestazione, mentre UNA Hotels ospita anche quest’anno HANGOVER sul rooftop dell’UNA Hotel Versilia Lido, diventato negli anni uno dei luoghi simbolo degli incontri e delle conversazioni del festival. Il Comune di Camaiore e la Regione Toscana sono i partner istituzionali.

Virgin Radio è la radio ufficiale e trasmetterà in diretta dalla venue durante i pomeriggi del festival; ogni sera sarà inoltre protagonista di un DJ set dei suoi talent prima dell’esibizione dell’headliner di giornata.

Un anno dopo “Filiere d’Impatto”: come procede il progetto SIMEST

Capua, 3 giu. (askanews) – 10 accordi firmati con imprese champions e grandi prospettive di crescita. Ad un anno dal suo avvio, il progetto “Filiere d’Impatto”, promosso da SIMEST coadiuvato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tira le somme. Obiettivo centrale di Simest, è il sostegno alle imprese del nostro territorio. Aerosoft è l’esempio concreto che meglio descrive il lavoro di Simest.

L’intervento dell’amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: ” A 40 anni dalla sua nascita, Aerosoft oggi è una società di ingegneria con una dimensione consolidata sul territorio nazionale. Abbiamo una presenza su tutto il territorio, ma guardiamo anche all’estero, perché nei primi anni 2000 abbiamo iniziato un processo di internazionalizzazione che ci ha portato prima in America, poi abbiamo fatto scelte durature e definitive acquisendo una società in Francia, a Tolosa. Ci siamo spostati anche in Germania per il comparto automotive e oggi, oltre a una società di ingegneria, siamo anche una società di produzione.”

Grazie all’adesione al Progetto Filiere, Aerosoft ha potuto usufruire dei fondi della Misura Africa di Simest.

Le parole di Andrea D’Aguanno, responsabile finanziamenti agevolati area centro-sud Simest: “La misura consente di finanziare spese per strutture, formazione, investimenti in digitale o in macchinari, con possibilità di beneficiare del fondo perduto ed esenzione della garanzia. Da oltre un anno abbiamo avviato il progetto filiere con l’obiettivo di collaborare con i principali champions di settore e di supportarne l’intera catena del valore. “

L’intervento dell’amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: “Noi abbiamo avuto merito creditizio per un finanziamento di un milione di euro. Simest, in qualità di partner finanziario strategico, ha supportato Aerosoft nella crescita, ma ha anche garantito la possibilità di destinare risorse a condizioni agevolate a investimenti su nuovi impianti e al consolidamento di impresa.”

Tedua si prepara per il suo primo San Siro e annuncia nuovi live

Milano, 3 giu. (askanews) – È iniziato il conto alla rovescia per “San Siro Tedua”, l’imperdibile evento che il 24 giugno vedrà Tedua per la prima volta protagonista allo Stadio G. Meazza di Milano, prossimo al sold out e per il quale restano disponibili solo gli ultimi biglietti del terzo anello, dove festeggerà insieme ai fan i 10 anni dall’uscita di “Aspettando Orange County”.

Dopo la festa di San Siro, nel 2027 Tedua tornerà live nei principali palasport italiani con “Ted Ryan tour”, un tour che partirà il 21 gennaio con una data zero a Jesolo e toccherà Bologna, Torino, Roma e Milano. 21 gennaio 2027 | Jesolo @ Palazzo del Turismo (DATA ZERO) 23 gennaio 2027 | Bologna @ Unipol Arena 26 gennaio 2027 | Torino @ Inalpi Arena 28 gennaio 2027 | Roma @ Palazzo dello Sport 31 gennaio 2027 | Milano @ Unipol Forum I biglietti del tour saranno disponibili: Pre-sale Mastercard dalle ore 11:00 di venerdì 5 giugno General sale dalle ore 11:00 di lunedì 8 giugno

Per info: Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “ab0m6.r.sp1-brevo.net” www.livenation.it

Sul palco, Tedua presenterà per la prima volta live, anche alcuni brani contenuti in “Ted Ryan”, il suo nuovo mixtape, uscito pochi giorni fa, che ha debuttato al #1 della classifica degli album più venduti della settimana e della classifica cd, vinili e musicassette.

16 tracce che segnano un’ulteriore evoluzione nel percorso artistico di Tedua, con quell’estetica ispirata al mondo della serie tv The O.C., ma filtrata attraverso le sue esperienze personali. È così che l’immaginario diventa crudo e diretto, senza compromessi e con una scrittura particolarmente incisiva e priva di sovrastrutture.

Il mixtape contiene anche feat. con Anna, Ernia, Latrelle, Nerissima Serpe, Sayf:

Rap Leggenda Faxxx feat. Latrelle Uno+Gangsta feat. Nerissima Serpe Mai Felpa Nera feat. Anna Too Late Hoola Hop feat. Ernia Volare Freestyle Giovane e bello feat. Sayf Gli Anni Gravità feat. Latrelle Blue Veliero di carta Chuniri Lettera a Tedua

L’album è disponibile nella versione CD e LP. L’artwork della copertina è di Marco Giacobbe.

Successo per “Chic Shoes Bag in Town” di Marzia Mango

Roma, 3 giu. – (servizio Pubbliredazionale) Successo per “Chic Shoes Bag in Town” di Marzia Mango l’evento esperienziale che ha regalato un primato italiano a Piazza dei Martiri, nel cuore del salotto buono di Napoli. Migliaia di persone hanno invaso la piazza per toccare con mano la realtà di un brand nato online e diventato un vero e proprio fenomeno di costume, culminato nel lancio di ben 6.500 borse in limited edition. A dominare la scena è stata un’installazione monumentale unica in Italia, un pop-up store accolto in una riproduzione fedele, lunga 5,94 metri e alta ben 7 metri, di uno dei due modelli di borsa più iconici creati dalla designer e imprenditrice napoletana Marzia Mango. La struttura modulare – realizzata in legno, resina e polistirolo dopo oltre un anno di intenso lavoro di squadra, supportato strategicamente da Massimiliano Salemme e dall’agenzia MsCompany – ha trasformato in realtà un’immagine concettuale inizialmente creata con l’Intelligenza Artificiale. Al suo interno è stato allestito il cuore operativo dell’evento: un desk di ritiro per i prodotti acquistati online. Un’emozionata Marzia Mango, la cui storia rappresenta il manifesto della giovane imprenditoria femminile del Sud (partita a soli 18 anni da un piccolo negozio a Pozzuoli per poi espandersi a Fuorigrotta e quintuplicare il fatturato), ha commentato il successo con gli occhi lucidi: “Sono arrivate tante clienti da fuori Napoli, da tutta Italia e anche dall’estero proprio per l’evento, dimostrando un affetto che è andato oltre ogni mia più rosea aspettativa. Si è verificato esattamente quello che desideravo. Negli ultimi anni Chic Shoes si è focalizzato tantissimo sull’online, ma sentivo che mancava questo ritorno alla realtà fisica, la possibilità di guardare negli occhi e incontrare le mie clienti. Dato che la struttura di 7 metri è completamente modulabile e si sposta, posso già anticipare che il mio desiderio è ripetere l’evento e portarlo in altre città italiane.”

Il successo di Piazza dei Martiri è solo un tassello della strategia di espansione di Chic Shoes. Dopo il lancio della collezione estiva Mykonos, il brand è pronto a consolidare definitivamente il legame fisico con il proprio territorio: è stata infatti confermata la prossima apertura di un nuovo store in Via Epomeo, a Napoli.

Caporalato, Meloni: sconvolti da omicidio braccianti, Italia non arretra

Roma, 3 giu. (askanews) – “L’orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell’area in cui si sono svolti i fatti, rappresenta un passo importante verso l’accertamento della verità e delle responsabilità. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro familiari. L’Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia”. Lo scrive in un post su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Padel, Italy Major: Luigi Carraro e Paquito Navarro ricevuti dal Papa

Roma, 3 giu. (askanews) – Il presidente della Federazione Internazionale Padel (Fip), Luigi Carraro, e il campione spagnolo Paquito Navarro sono stati ricevuti oggi da papa Leone XIV in occasione del BNL Italy Major Premier Padel di Roma che si sta disputando al Foro Italico. Un incontro promosso insieme ad Athletica Vaticana, l’associazione polisportiva ufficiale della Santa Sede che, dal 2022, è riconosciuta ufficialmente dalla Fip.

Nel corso dell’udienza, si legge in un comunicato stampa, Carraro ha donato al Pontefice la racchetta ufficiale del Major di Roma, quale simbolo di uno sport, il padel, che negli ultimi anni ha saputo conquistare milioni di praticanti nel mondo grazie alla sua capacità di favorire l’incontro, la condivisione e la partecipazione, al di là di età, provenienza e cultura.

L’incontro assume un significato particolare alla luce del recente messaggio con cui papa Leone XIV ha dedicato la propria intenzione di preghiera del mese di giugno allo sport, diffondendo un pensiero pubblicato lunedì scorso sulla rete mondiale di preghiera di Sua Santità, nell’ambito della campagna ‘Prega con il Papa’.

“Lo sport – le parole del Pontefice – sia sempre una scuola di fraternità e non di sterile rivalità, uno spazio d’incontro e non di esclusione, una via di pace e non di violenza”, ringraziando poi per il dono dello sport “per coloro che glorificano Dio con l’esercizio del corpo, per le amicizie che nascono sul campo e per la gioia di giocare in squadra”. Valori che trovano nel padel una naturale espressione. Nato come disciplina fondata sulla collaborazione e sul gioco di squadra, il Padel è oggi uno dei fenomeni sportivi globali più rilevanti, capace di creare relazioni e unire persone di nazionalità, lingue e culture differenti attraverso una passione comune.

“È stato un grande onore poter incontrare Sua Santità e consegnargli la racchetta da Padel ufficiale del torneo di Roma, simbolo di uno sport che promuove amicizia, rispetto e inclusione”, ha dichiarato il presidente della FIP Luigi Carraro. “Le parole di Papa Leone XIV – ha proseguito Carraro – rappresentano un messaggio importante per il mondo dello sport e richiamano valori che il Padel vive quotidianamente sui campi di ogni singolo Paese. Lealtà, socializzazione, autentico spirito sportivo, scambio di esperienze tra persone di culture e lingue differenti, sono i principi che ritroviamo nel Major di Roma e in ogni evento organizzato e promosso dalla FIP”.

Seguendo le parole del Pontefice, la racchetta donata dal presidente Carraro non vuole essere semplice omaggio istituzionale, ma simbolo concreto di uno sport inclusivo e relazionale perfettamente coerente con il messaggio di Leone XIV. La presenza di Paquito Navarro, giocatore simbolo per il pubblico del Major di Roma e tra gli atleti più rappresentativi e apprezzati del circuito internazionale, ha ulteriormente sottolineato il valore educativo dello sport e il ruolo degli atleti come ambasciatori di correttezza, impegno e rispetto reciproco.

All’udienza hanno partecipato anche il Deputy CEO di Premier Padel, David Serrahima, e il CEO di Bullpadel, Alfredo Peñalver. Un momento di grande valore simbolico per il movimento internazionale del Padel, che continua a crescere nel mondo portando con sé quei principi di inclusione, amicizia e dialogo che rendono lo sport uno dei linguaggi più universali del nostro tempo.

Bollani in tour con Tutta Vita Live, il 6 giugno si riparte da Ravenna

Roma, 3 giu. (askanews) – Stefano Bollani si prepara a un’estate di concerti che lo vedrà protagonista su alcuni dei palchi più prestigiosi d’Italia con una serie di progetti: il tour attraverserà diverse dimensioni artistiche, alternando grandi ensemble, concerti in solo, collaborazioni inedite e incontri con musicisti d’eccezione.

Tra gli appuntamenti più attesi, quelli con “Tutta Vita Live” e la formazione All Stars, una schiera di fuoriclasse del jazz, da Enrico Rava a Paolo Fresu, da Daniele Sepe ad Antonello Salis, Ares Tavolazzi e Roberto Gatto, insieme a tre giovani talenti della scena contemporanea: Frida Bollani Magoni, in arte Frida, Matteo Mancuso e Christian Mascetta. Al via il 6 giugno dalla Rocca Brancaleone di Ravenna per il Ravenna Festival (sold out), poi il 29 giugno “Tutta Vita Live” farà tappa nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica a Roma per il Roma Summer Fest e Summertime 2026, a seguire il 6 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS) per Tener-a-mente Festival (sold out), il 9 luglio a Perugia per Umbria Jazz e il 13 luglio al TAM Teatro Arcimboldi Milano. Tutti i concerti saranno preceduti dalla proiezione del film Tutta Vita.

L’eclettico artista milanese si esibirà dal vivo anche con altri progetti. Il 19 luglio porterà il suo live Piano Solo alla Rocca di Bertinoro (FC) per Entroterre Festival con cui chiuderà il tour in Sardegna il 29 luglio al Dromos Festival di Tharros (Cabras).

Il 7 giugno, per Pesto Music Festival, l’Opera Teatro Carlo Felice di Genova ospiterà il concerto che riunisce sullo stesso palco Stefano Bollani, Danilo Rea e Dado Moroni per un progetto che si sviluppa come un flusso libero di idee, citazioni, momenti lirici e passaggi di brillante ironia, dove la musica nasce sul momento e ogni esecuzione diventa unica anche grazie al feeling che i tre musicisti riescono a creare con il pubblico.

Il 3 luglio, in occasione della 50esima edizione di Monfortinjazz, nel suggestivo scenario en plein air dell’Auditorium Horszowski a Monforte d’Alba (CN) Stefano Bollani salirà sul palco insieme a Enrico Rava per una rappresentazione sonora del profondo e duraturo legame fra due icone della scena musicale nazionale e internazionale, un concerto in cui il pubblico si troverà davanti un’intesa magica e palpabile, che nasce dalla combinazione perfetta fra la vena poetica e melodica di Rava e il pianismo estroverso, spesso giocoso, ma sempre elegante e colto, di Bollani. Prima del concerto ci sarà la proiezione del film Tutta Vita.

Il 5 luglio Bollani tornerà in trio ma questa volta insieme a Bernardo Guerra e Gabriele Evangelista – per un live in equilibrio costante tra libertà espressiva, ascolto reciproco e ricerca sonora in cui i tre musicisti si muovono attingendo da un repertorio che attraversa jazz, musica classica, tradizione napoletana e composizioni originali – all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (UD) per il Lignano Summer Live Festival; la stessa formazione si esibirà l’11 luglio sulla Scalinata di San Bernardino a L’Aquila per I Cantieri dell’Immaginario, all’interno del cartellone di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Inoltre, il 17 luglio e il 18 luglio Bollani sarà ospite – per la Rhapsody in Blue di Gershwin – dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding rispettivamente alla Basilica di Massenzio a Roma e nella cornice unica di Piazza del Campo a Siena per l’ormai celebre Concerto per l’Italia, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, un rito collettivo capace di unire grande musica, spazio iconico e partecipazione del pubblico.

Formula1, il Mondiale sbarca a Monaco, Vasseur: "Week end unico"

Roma, 3 giu. (askanews) – Il Mondiale di Formula 1 approda nel Principato per uno degli appuntamenti più iconici della stagione: il Gran Premio di Monaco, gara di casa di Charles Leclerc, sesta prova del Mondiale 2026.

Il tracciato cittadino del Principato, lungo 3.337 metri, resta uno dei più tecnici e impegnativi del calendario, dove muretti, curve lente e pochissimi punti di sorpasso rendono fondamentali precisione e qualifica. Anche nel 2026 la sessione del sabato si conferma decisiva per le ambizioni di gara.

La stagione introduce una nuova generazione di monoposto, più corte, strette e leggere rispetto al recente passato, con maggiore agilità nei tratti lenti e nei cambi di direzione. Un’evoluzione tecnica che potrebbe incidere in modo particolare proprio a Monaco, dove la capacità di avvicinarsi ai muretti e costruire fiducia giro dopo giro è determinante.

Dopo l’esperimento del doppio pit stop obbligatorio introdotto nel 2025, il Gran Premio torna al format tradizionale, con piena libertà strategica per i team. In un contesto in cui la gestione energetica assume un ruolo sempre più centrale, il weekend del Principato rappresenta un banco di prova significativo per l’equilibrio tra recupero e utilizzo dell’energia.

Il programma prevede le prime prove libere venerdì alle 13.30 e alle 17, la terza sessione sabato alle 12.30 e le qualifiche alle 16. Il Gran Premio prenderà il via domenica alle 15 sulla distanza di 78 giri, pari a 260,286 chilometri.

Il team principal Ferrari Fred Vasseur ha sottolineato la particolarità del weekend: “Quello di Monaco è sempre un weekend unico. È una pista dove qualifica, fiducia ed esecuzione contano più del solito e dove ogni dettaglio può fare la differenza. Per Charles è una gara speciale, a casa sua, davanti ai suoi tifosi. Il nostro approccio non cambia: dobbiamo restare concentrati e mettere entrambi i piloti nelle migliori condizioni possibili”.

Solidarietà Documentaristi e 100autori ad attivisti detenuti in Libia

Roma, 3 giu. (askanews) – “I/Le Documentarist? Anonim?, Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani – e 100autori esprimono la propria profonda preoccupazione per la detenzione in Libia di Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia, membri della missione internazionale della Global Sumud Flotilla impegnata in iniziative di solidarietà con la popolazione civile di Gaza. Da giorni familiari, amici, colleghi e organizzazioni della società civile seguono con apprensione l’evolversi della situazione, in attesa di notizie certe sulle loro condizioni e sui tempi del loro rilascio”. Lo si apprende da un comunicato, mentre la detenzione degli attivisti del Land Convoy trattenuti in Libia è stata prolungata.

“Come autrici, autori, documentariste e documentaristi – si legge nel testo – crediamo fermamente nel valore della testimonianza diretta, dell’impegno civile e della libertà di movimento e di informazione, valori che Domenico, regista, membro del nostro gruppo e socio Doc/it, incarna da sempre con rigore, generosità e coerenza”.

“Per questo guardiamo con grande preoccupazione alla vicenda che coinvolge lui, Dina e gli altri attivisti attualmente trattenuti. Chiediamo alle autorità libiche di procedere senza ulteriori ritardi alla loro immediata liberazione e di consentire il rapido rientro in Italia”, scrivono le associazioni, lanciando poi un appello al Governo italiano, al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’Ambasciata d’Italia e a tutte le istituzioni competenti “affinché si attivino con la massima urgenza attraverso ogni canale diplomatico disponibile per garantire la tutela dei due cittadini italiani e favorirne il ritorno nel nostro Paese nel più breve tempo possibile”.

Infine, i/le Documentarist? Anonim?, Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani – e 100autori rivolgono a “Domenico, a Dina e ai loro familiari la nostra piena solidarietà e vicinanza”.

Tennis, Roland Garros, Sabalenka eliminata ai quarti

Roma, 3 giu. (askanews) – Aryna Sabalenka esce di scena nei quarti di finale del Roland Garros 2026, battuta dalla russa Diana Shnaider al termine di una rimonta in tre set. La n.1 del mondo si impone nel primo set 6-3 e conduce anche nel secondo parziale, avanti 5-3 e servizio, prima di subire la rimonta dell’avversaria.

Shnaider vince il secondo set 7-5 e domina il terzo 6-0, chiudendo la partita e conquistando l’accesso alla semifinale. Nel match la bielorussa commette numerosi errori e subisce il parziale decisivo che ribalta completamente l’inerzia dell’incontro.

In semifinale la russa affronterà la polacca Maja Chwalinska, protagonista di un’altra sorpresa del torneo. La tennista, proveniente dalle qualificazioni, ha eliminato nei quarti Anna Kalinskaya con il punteggio di 7-6, 6-3, conquistando così l’accesso alla sua prima semifinale Slam.

Francesco De Carlo torna in Italia col tour nei teatri Limbo

Milano, 3 giu. (askanews) – Francesco De Carlo – primo comico italiano a esibirsi al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon – torna in Italia con Limbo, il nuovo tour che ritornerà nei principali teatri italiani il 4 giugno 2026. I malviventi, il romanzo d’esordio pubblicato da Rizzoli il 19 maggio scorso, è stato presentato presso la Rizzoli Bookstore di New York, confermando il successo internazionale del comico.

La tournée prenderà il via domani da Lecce (4 giugno 2026 – Teatro Apollo) per poi proseguire a Firenze (5 giugno 2026 – Teatro Puccini), Cagliari (7 giugno 2026 – Teatro Massimo), Perugia (10 giugno 2026 – Teatro del Pavone), Genova (11 giugno 2026 – Politeama Genovese), Ancona (12 giugno 2026 – Teatro delle Muse / Marche Teatro), Milano (15 giugno 2026 – Teatro Arcimboldi), Roma (16, 17 e 19 giugno 2026 e 5 luglio 2026 – Teatro Brancaccio), Napoli (18 giugno 2026 – Teatro Troisi), Bologna (23 giugno 2026 – Teatro Celebrazioni), Vicenza (24 giugno 2026 – Teatro Comunale Città di Vicenza), Torino (25 giugno 2026 – Teatro Alfieri), Policoro (MT) (27 giugno 2026 – Parco Siris), Catania (29 giugno 2026 – Zafferana Etnea) e Palermo (30 giugno 2026 – Villa Filippina). Info e biglietti su francescodecarlo.com.

Limbo, è uno spettacolo che mescola stand-up e storytelling, esplorando il limbo tra il desiderio di partire e il bisogno di restare. Ambientato nel quartiere Portuense di Roma, dove Francesco è nato e cresciuto, il racconto prende forma quando, tornando un giorno nel suo quartiere, si ritrova a incontrare vecchi amici e bulli di zona, finendo coinvolto in una giornata pericolosamente fuori dall’ordinario che lo costringerà a scegliere tra le sue radici romane e il sogno americano.

Questo percorso creativo prosegue con I malviventi, il romanzo d’esordio pubblicato da Rizzoli il 19 maggio. Il libro, che intreccia humour nero e suspense in una vicenda dove il grottesco prende progressivamente il sopravvento, è stato presentato il 1° giugno a New York, presso il Rizzoli Bookstore, insieme alla giornalista Simona Siri. Nei prossimi mesi seguiranno altre due presentazioni, a Roma e Milano, tra giugno e luglio.

Inoltre, I malviventi sarà disponibile all’acquisto in tutte le tappe del tour grazie a un apposito book corner curato da Rizzoli.

Si apre la Venice Climate Week: “Torniamo a parlare del clima”

Venezia, 3 giu. (askanews) – A poca distanza dalla prima grande ondata di caldo che ha investito l’Italia e in una Venezia in cui la pioggia e l’estate si alternano da ore, si è aperta la seconda edizione della Venice Climate Week, un evento che vuole rappresentare “un appello collettivo all’azione e un ecosistema vivo di dialogo e azione e un incontro di scienziati, istituzioni, cittadini, innovatori, attivisti e artisti”, insieme per immaginare un futuro dentro e oltre la crisi climatica.

“Era novembre, ero venuto a Venezia per un sopralluogo – ha raccontato ad askanews Riccardo Luna, che insieme a Sara Roversi e Cristiano Seganfreddo organizza e cura l’evento veneziano, ricordando le origini del progetto -, Trump aveva appena vinto le elezioni e ho pensato che il presidente poteva cancellare i provvedimenti sul cambiamento climatico, ma non può cancellare il cambiamento climatico. Ho visto Venezia, mi sembrava il palcoscenico ideale per creare un evento mondiale, globale, che riunisce scienziati, attivisti, policy maker e leader industriali interessati a questo cambiamento”.

L’edizione 2026 della Week è dedicata al tema dell’acqua, con il titolo di “Planet Aqua, Planet Peace”, e presenta una vasta platea di ospiti, uno dei quali è Jeremy Rifkin, studioso e pensatore che da decenni lavora sui temi della sostenibilità e della transizione e proprio all’acqua ha dedicato il suo libro più recente. “Quello che sta succedendo – ha detto Rifkin ad askanews – è che stiamo iniziando a capire che questo pianeta acquatico è molto più potente di quanto pensassimo. E la nostra piccola specie è molto più piccola e meno significativa nel grande schema delle cose. Il motivo per cui ho scritto ‘Planet Aqua’ e per cui ho dedicato così tanto tempo all’acqua è che ora dobbiamo iniziare a ripensare a come adattarci all’acqua, invece di costringere l’acqua ad adattarsi a noi”.

Adattamento, lo sappiamo, è una delle parole chiave del nostro tempo di crisi ed è sempre più necessario trovare modi per renderla concreta. “L’obiettivo – ha aggiunto Luna – è creare reti di consenso e di collaborazione fra le persone, fra le istituzioni, fra le aziende, fra le città che sono i protagonisti del cambiamento. L’idea è creare dei momenti in cui le persone si possono incontrare e costruire progetti che contribuiscono a cambiare le cose. Le cose non si cambiano con una bacchetta magica, si cambiano con tanti piccoli progetti che vanno nella direzione giusta”.

A inaugurare la Venice Climate Week, che ha come immagine simbolo un’opera di Emiliano Ponzi, è stato un flash mob artistico di Michelangelo Pistoletto, che in piazza San Marco ha celebrato un nuovo e sostenibile matrimonio con la Laguna di Venezia. “C’è stata una regressione negli ultimi anni sul tema del climate change – ha concluso Cristiano Seganfreddo – per cui bisogna reinventare una relazione che sia più sensuale con il clima e l’arte ci può aiutare proprio a vedere nuovi immaginari, perché l’arte è creazione, se non è creazione non è arte”.

Ospitati nelle Procuratie di Piazza San Marco, negli spazi di Generali, gli incontri della Venice Climate Week vibrano dell’urgenza del tema e della necessità di rimetterci, tutti, a pensare a una relazione diversa con il pianeta che ci ospita. (Leonardo Merlini)

Venice Climate Week, “Con Trump ci aspettano altri anni difficili”

Venezia, 3 giu. (askanews) – “La presidenza Trump entrerà nei libri di storia e siamo solo a un anno e mezzo di mandato. Ancora ieri ha cancellato un progetto importante per il monitoraggio degli oceani negli Stati Uniti. Mancano due anni e mezzo, saranno due anni mezzo complicati. Il fatto che tante aziende, tante istituzioni, tante persone abbiano deciso di venire qua a Venezia per parlare di questo in questo momento è un grande segnale. Oggi è momento più complicato per parlarne, non ne parla più nessuno. Lo facciamo noi”. Lo ha detto ad askanews Riccardo Luna, uno di creatori e curatori della Venice Climate Week, la cui seconda edizione è dedicata la tema dell’acqua.

“La fragilità dobbiamo riconoscerla – ha aggiunto Luna – è una condizione dell’essere umano, non è una cosa da cui scappare. Siamo fragili, però siamo anche resilienti, ci sappiamo adattare al cambiamento e sappiamo sopravvivere. Venezia lo ha fatto per tutta la sua storia e dobbiamo farlo anche noi”.

"Francesco De Gregori. Nevergreen", il docufilm in onda su Rai 3

Milano, 3 giu. (askanews) – Il progetto “Nevergreen (Perfette Sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di Francesco De Gregori, è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano due anni fa. Da lì, è arrivato alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen”, di Stefano Pistolini, e nei cinema di tutta Italia distribuito da Nexo Studios. Il percorso prosegue nel 2026.

“Francesco De Gregori. Nevergreen”(prodotto da OUR FILMS, società del gruppo Mediawan, Friends TV, Darallouche e Caravan) domani, giovedì 4 giugno, sarà trasmesso per la prima volta in prima serata su Rai 3 e successivamente rimarrà disponibile su RaiPlay.

Il docufilm racconta la residenza del 2024 al Teatro Out Off di Milano: 20 concerti nel corso di un mese durante i quali il cantautore ha proposto ogni sera, a un pubblico di sole 200 persone, una scaletta selezionata tra una settantina di canzoni che considera le meno conosciute della sua produzione – o addirittura le “perfette sconosciute”, le nevergreen, mai insignite del titolo di “evergreen”.

Non l’ennesimo biopic celebrativo, non un rituale film-concerto, piuttosto un film immerso dentro la sua musica, capace di muoversi tra quelle canzoni, nella penombra del teatro, nelle emozioni delle serate e degli incontri estemporanei. Sul palco la band di Francesco De Gregori. Con la partecipazione di Malika Ayane, Elisa, Jovanotti, Ligabue e Zucchero.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette sconosciute)” (Caravan, Friends & Partners / distribuzione Sony Music Italy), un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al Teatro Out Off. Il progetto mette al centro una dimensione artistica rara: quella dell’ascolto profondo, del dettaglio, della vicinanza emotiva tra palco e platea, conservando il calore e l’intensità di quella residenza milanese. L’album sarà disponibile in digitale, CD e doppio vinile. Dopo il successo della residenza del 2024 (20 concerti dal 29 ottobre al 23 novembre), Francesco De Gregori tornerà questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore.

Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. L’intimità dei due teatri creerà un’atmosfera ogni sera irripetibile.

Fandango riporta in sala "Diaz", a 25 anni dai fatti del G8 di Genova

Roma, 3 giu. (askanews) – A 25 anni dai tragici fatti accaduti alla scuola Diaz a Genova durante il G8, Fandango riporta in sala – come evento speciale il 15, 16 e 17 giugno 2026 – Diaz di Daniele Vicari.

Uscito nel 2012, già Premio del Pubblico alla Berlinale, 4 David di Donatello e 3 Nastri D’Argento, “Diaz” di Daniele Vicari, protagonisti Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, è considerato all’unanimità un film fondamentale per il cinema di denuncia italiano. Attraverso una ricostruzione rigorosa e senza sconti, racconta la brutale irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001, mettendo in scena la sistematica sospensione dei diritti che si è verificata durante quei giorni che hanno segnato uno spartiacque nel contesto sociopolitico e culturale nazionale.

Per molti un film imprescindibile, accolto da un consenso collettivo di critica e pubblico, Diaz ha aperto uno squarcio su una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana.

Genova, luglio 2001. Durante il G8, 300 poliziotti e 70 agenti di un reparto speciale fanno irruzione nella scuola Diaz, dove hanno trovato riparo 93 giovani provenienti da diverse nazioni e impegnati in una protesta pacifica contro il summit. Nel film si racconta proprio il violento attacco delle forze dell’ordine sui manifestanti disarmati e semiaddormentati. Ma le immagini raccontano anche della zona rossa blindata, delle cariche della polizia sui manifestanti su Via Tolemaide e le vie limitrofe, dell’omicidio di Carlo Giuliani a piazza Alimonda.

Diaz di Daniele Vicari è una produzione Fandango, in co-produzione con Mandragora Movies (Romania) e Le Pacte (Francia), in associazione con Sofica A Plus Image 3 ed il supporto di Centrul National al Cinematografiei, realizzato con il contributo dei Beni Culturali – Direzione Cinema e la partecipazione della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige e della BLS.

Nastri d’Argento "Grandi Serie" a Luisa Ranieri, Verdone e Guanciale

Roma, 3 giu. (askanews) – È Luisa Ranieri ad inaugurare il palmarès dei Nastri d’Argento Grandi Serie che saranno consegnati sabato prossimo 6 giugno al Teatro San Carlo di Napoli, nella serata organizzata dai Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) che annunciano oggi i primi premi della sesta edizione della manifestazione ancora una volta realizzata in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.

L’attrice riceverà ancora un Nastro d’Argento non solo per la sua eccellente interpretazione nella serie di Rai Fiction “La Preside” – nata da un’idea di Luca Zingaretti – trasmessa da Rai 1 con la regia di Luca Miniero, ma anche per la cura e l’impegno appassionato con il quale ha trasformato in un racconto molto amato la storia di un personaggio come Eugenia Liguori, coraggiosa Preside di Caivano, leader di resistenza e cambiamento in un territorio difficile, segnato dalla violenza e a lungo dall’assenza delle istituzioni. Un luogo che, grazie all’impegno della ‘vera’ Preside e ora alla tenacia di un’attrice speciale, è diventato anche un simbolo di speranza.

A Luisa Ranieri dalla stampa del cinema un riconoscimento che celebra dunque non solo il talento, ma anche la passione con la quale, anche impegnata nella produzione (Bibi Film Tv, Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction) e nella scrittura, ha siglato una nuova tappa in una carriera costruita con coerenza attraverso scelte coraggiose, dando anima e corpo al suo ruolo e al suo lavoro, in una prova di grande sensibilità civile.

In questa sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie, realizzati con il supporto del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, main partner SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il premio “Personaggio dell’anno” va a Carlo Verdone, che con l’autoironia in quattro atti di “Vita da Carlo”, si è confermato maestro assoluto della commedia anche nella grande serialità, nella quale ha inserito, in quest’ultima stagione, il suo nuovo film “Scuola di seduzione”. A lui va un riconoscimento che rappresenta la chiusura di un cerchio: si conclude infatti l’avventura di una serie Paramount+ – nata nella factory De Laurentiis – di ispirazione dichiaratamente autobiografica e di spudorata sincerità, che ci ha regalato un ritratto irresistibile, implacabile e autentico del suo privato. Qualità alle quali Verdone ha saputo aggiungere quest’anno il suo inconfondibile tratto comico anche nel secondo titolo ideato per Paramount+, il film “Scuola di seduzione”, conferma della sua capacità unica di leggere la contemporaneità, anche attraverso il cambiamento dei rapporti sentimentali.

Questo premio, che i Giornalisti assegnano a Carlo Verdone proprio nell’anno del 40esimo anniversario di “Troppo Forte”, sottolinea ancora una volta un talento che continua a sorprendere, in un rapporto di forte empatia con il pubblico, al quale Carlo continua a regalare un cinema costruito sulla sua inconfondibile cifra “melancomica”.

In un anno che lo ha visto grande protagonista, con un record di ben quattro titoli di successo, un Nastro d’Argento speciale è stato assegnato, infine, dal Direttivo dei Giornalisti Cinematografici a Lino Guanciale, volto iconico della serialità, interprete fra i più poliedrici e amati del nostro panorama, a coronamento di una stagione straordinaria, in cui ha interpretato ruoli tra loro diversissimi: dalla profondità emotiva della serie arrivata alla sua terza stagione “Il Commissario Ricciardi” basata sugli omonimi romanzi di Maurizio de Giovanni, con la regia di Alessandro D’Alatri e poi di Giampaolo Tescari, alla tensione civile de “L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro” di Michele Soavi, fino all’umanità non convenzionale di “Le libere donne” (liberamente tratta da “Le Libere donne di Magliano” di Mario Tobino) sempre con la regia di Soavi (tutti e tre titoli Rai), e al registro brillante di Scuola di seduzione di Verdone (Paramount+).

Un riconoscimento alla sua straordinaria capacità di incarnare personaggi molto diversi tra loro con la stessa intensità e rigore: sia quando dà corpo a grandi figure della letteratura, sia quando si misura con la cronaca o esplora le sfumature della commedia, Guanciale sa sempre lasciare il segno, dimostrando una maturità artistica che lo rende a pieno titolo uno dei volti più rappresentativi e amati della grande serialità italiana.

Nei prossimi giorni l’annuncio dei Premi di quest’edizione votati come da tradizione dai giornalisti iscritti, ai quali il Direttivo Nazionale aggiunge riconoscimenti e segnalazioni per film e talenti oltre le nomination. Il palmarès includerà anche il Nastro d’Argento SIAE per la sceneggiatura e i Premi Nuovo Imaie. Sarà inoltre assegnato anche il Premio della Fondazione Claudio Nobis.

Con il MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, main partner, un grazie agli sponsor e ai partner ufficiali: Italo Treno, Demba Group, GE-Gruppo Eventi e Chateau d’Ax, Campo Marzio, Benedetta Riccio e al maestro orafo Michele Affidato per la realizzazione dei Nastri d’Argento.

A cura del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) presieduto da Laura Delli Colli è stata condivisa da Paolo Sommaruga (Vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni con la collaborazione di Maurizio di Rienzo e Fabio Falzone per il Consiglio Nazionale. Segreteria organizzativa SNGCI Susanna Rotunno.

La raccolta dei voti e lo spoglio sono affidati, come sempre, al Notaio Alessandra Temperini.

Euro digitale, Cipollone: oltre 50 candidature per l’esercizio pilota

Roma, 3 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha ricevuto oltre 50 manifestazioni di interesse da operatori di servizi di pagamento per partecipare all’esercizio pilota che lancerà in preparazione dell’euro digitale. Lo ha riferito Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo intervenendo in audizione alla Commissione affari economico e monetari del Parlamento europeo.

“Le adesioni ricevute mostrano un buon bilanciamento tra modelli di business, anche tra banche grandi e piccole e sulla copertura tra paesi. Annunceremo quali operatori saranno stati selezionati a luglio con la prospettiva di iniziare lo sviluppo nel terzo trimestre di quest’anno. L’esercizio pilota è atteso iniziare nella seconda metà del 2027”, ha detto.

30 anni tra innovazione e benessere animale

Rimini, 3 giu. (askanews) – FORZA10 conferma il proprio impegno nella ricerca scientifica e nello sviluppo di soluzioni nutrizionali per cani e gatti, celebrando 30 anni di ricerca, innovazione e specializzazione nel settore in occasione del Congresso SCIVAC di Rimini, principale appuntamento nazionale dedicato alla medicina veterinaria. Un’occasione per consolidare ulteriormente la presenza del marchio sui mercati internazionali. Ne ha parlato Giorgio Massoni, General Manager FORZA10, parte del Gruppo Nasta Petfood: “Quest’anno FORZA10 compie trent’anni. Siamo partiti dall’esperienza pratica sul campo in ambito veterinario e dall’osservazione clinica. In questi trent’anni abbiamo costruito la nostra identità su un elemento chiave: la nutrizione, che rappresenta un elemento fondamentale per la prevenzione e la salute di cani e gatti. Questo ci ha portato a investire in ricerca e sviluppo in tutti questi anni, quindi su nuovi ingredienti, formule, materie prime e tecnologie produttive”.

L’export rappresenta il 30% del fatturato aziendale, risultato sostenuto anche dalla sinergia con il gruppo Nasta Petfood. A Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova, dove si trova la sede produttiva dell’azienda, vengono realizzate ogni anno 15.000 tonnellate di prodotti destinati a oltre 20 Paesi. Tra le iniziative sostenute da FORZA10 c’è la campagna #IONONTIABBANDONO, patrocinata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Bergamo e dalla Regione Lombardia.

“#IONONTIABBANDONO è una campagna sulla consapevolezza contro l’abbandono e sull’adozione responsabile. Come si può partecipare? Basta scattare una foto con il proprio animale e taggare #IONONTIABBANDONO sui social. Un messaggio semplice, ma di grande impatto e potenziale, soprattutto in vista della stagione estiva. L’abbandono è un atto molto crudele, ma soprattutto una mancanza di responsabilità, cultura e consapevolezza” ha dichiarato Eleonora Pinello, Responsabile Canale Veterinario FORZA10, parte del Gruppo Nasta Petfood.

Una testimonianza dell’attenzione dell’azienda verso la promozione di una corretta cultura della convivenza con gli animali da compagnia.

Taekwondo, ecco il Roma Grand Prix. Nepi; Foro cittadella dello sport

Roma, 3 giu. (askanews) – “Il Foro Italico si conferma sempre più come una straordinaria cittadella dello sport internazionale, capace di ospitare nello stesso momento eventi di altissimo livello come il World Taekwondo Roma Grand Prix, il Bnl Italy Major Premier Padel e il Golden Gala”. Così Diego Nepi, amministratore delegato di Sport e Salute, in occasione della conferenza stampa di presentazione del World Taekwondo Grand Prix al via da domani al Foro Italico.

“È la dimostrazione di una visione vincente – sottolinea ancora Nepi – fondata su impianti polifunzionali e adattabili a discipline diverse, che consentono di ampliare l’offerta sportiva e di generare importanti ricadute per il turismo e l’economia del territorio. In questo contesto il Roma Grand Prix rappresenta un appuntamento di assoluto prestigio, con centinaia di atleti provenienti da tutto il mondo. Accanto ai grandi campioni, però, voglio sottolineare il valore del Torneo Kim e Liù, il più importante evento giovanile europeo della disciplina, che porterà al Foro Italico oltre 1.800 bambine e bambini. È qui che si costruisce il futuro. Un ringraziamento particolare va alla Fita per il lavoro che svolge non solo nella promozione dell’attività agonistica, ma anche sul piano sociale e umanitario. Le iniziative sviluppate insieme alla Taekwondo Humanitarian Foundation, al Governo italiano e al Ministro per lo Sport e i Giovani dimostrano, ancora una volta, come lo sport possa essere un autentico ponte tra popoli e culture, offrendo opportunità concrete a chi vive situazioni di difficoltà”.

“Le storie degli atleti rifugiati accolti in Italia – conclude Nepi in una nota – e la partecipazione delle giovani ragazze provenienti dal campo di Azraq rappresentano un messaggio di speranza, inclusione e pace che dà al taekwondo un valore che va ben oltre la competizione sportiva”.

I costi nascosti nella logistica del largo consumo

Milano, 3 giu. (askanews) – (In collaborazione con GS1 Italy) – Nella filiera del largo consumo si nascondono costi evitabili che pesano fino al 20%. È quanto emerge dalla nuova ricerca di GS1 Italy, realizzata in ambito ECR Italia con il Politecnico di Milano e la LIUC Università Cattaneo, che ha analizzato 48 casi reali tra industria e grande distribuzione. Ritardi, errori di consegna, dati non condivisi e scarsa integrazione tra operatori generano inefficienze che incidono su margini e qualità del servizio.

Per GS1 Italy la chiave per ridurre questi costi passa da collaborazione, digitalizzazione e regole comuni lungo tutta la supply chain. Un cambio di approccio che può migliorare efficienza e competitività dell’intero sistema. Ha commentato Bruno Aceto, CEO di GS1 Italy: “Abbiamo deciso di lavorare con il mondo accademico per capire, più nel dettaglio, quali sono le ragioni di questi extracosti nella filiera e abbiamo ricavato delle indicazioni molto precise, molto puntuali, che ci consentono di capire che cosa fare. Una call to action per tutti gli operatori, a implementare delle soluzioni che sono già ben note per ridurre questi costi in un contesto di grande pressione, soprattutto dal punto di vista dei costi energetici. Quindi una grande opportunità per la filiera di recuperare e aggredire dei costi che non sono necessari”.

Dallo studio emerge che, per la distribuzione organizzata, puntualità delle consegne, qualità dei dati e coordinamento operativo sono oggi elementi decisivi per abbattere gli extra-costi e rendere più efficiente la gestione della filiera.

“Questa ricerca ha un merito importante, che è quello di evidenziare i costi nascosti, dandogli anche una dimensione molto significativa, parliamo all’incirca del 20%. Lavorando in un mondo dove dobbiamo stare attenti ai decimali, perché con i costi logistici si tratta proprio di aggiustamenti di decimali, il 20% invoglia anche nel cercare di mettere a terra quelli che sono gli elementi che la ricerca mette a disposizione. Sicuramente ci concentreremo, da subito, sugli elementi che potremo gestire internamente da soli senza i fornitori. Poi concentreremo gli sforzi sull’attività di collaborazione di filiera in modo tale da aprire tavoli condivisi con il fornitore, cercando poi di intervenire sui processi propri” ha dichiarato Giuseppe Bertini, Direttore Logistica e Supply Chain di Coop Italia.

Anche dal punto di vista dell’industria alimentare, la gestione delle informazioni e l’integrazione dei processi logistici diventano fattori strategici per ridurre sprechi e inefficienze nei trasporti e nei magazzini.

“Per Mondelez Italia, gli elementi più impattanti e prioritari emersi dalla ricerca che dobbiamo affrontare, riguardano principalmente la disottimizzazione degli ordini, i rifiuti alla consegna e gli allestimenti personalizzati con tutta la gestione operativa che ne deriva lungo la filiera logistica. E’ importante osservare quanto, lato GDO, tali non conformità a ricevimento rappresentino un’inefficienza. Questo conferma, ancora una volta, quanto sia fondamentale affrontare tali temi, in modo congiunto e strutturato, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra industria e distribuzione. Io sono felice di confermare che, in Mondelez, siamo sulla strada giusta” ha aggiunto Monica Bosotti, Customer Service & Logistic Director del Gruppo Mondelez International in Italia. Secondo GS1 Italy, misurare gli extra-costi e rafforzare la collaborazione tra produttori e GDO sarà sempre più centrale per costruire una filiera del largo consumo più efficiente, sostenibile e competitiva.

Torna "Appuntamento in giardino": 300 aperture in tutta Italia

Milano, 3 giu. (askanews) – Un’occasione per far conoscere giardini normalmente poco visitabili e per arricchire le possibilità di fruizione dei giardini regolarmente aperti, con il coinvolgimento di giardinieri, botanici, paesaggisti, proprietari privati e gestori pubblici, importanti fondazioni e realtà associative con l’obiettivo di raccontare l’universo del giardino, la sua fragilità, la sua rilevanza culturale e ambientale, la sua importanza per il benessere dei singoli e della comunità. Ecco le principali coordinate di “Appuntamento in giardino”, evento di sensibilizzazione dedicato ai parchi e giardini d’Italia. Un patrimonio culturale vivo, da riscoprire e da vivere attraverso aperture e attività. L’iniziativa, promossa da APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia in collaborazione con Ales S.p.A., ha l’obiettivo di invitare il grande pubblico a (ri)scoprire la ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani. L’edizione 2026, che ha come tema “La Vista”, vuole essere un invito a moltiplicare gli sguardi sul giardino, a decifrarne la complessità, a raggiungere l’invisibile attraverso il visibile. Pensata come un’autentica ‘festa del giardino’, la manifestazione si svolge il 6 e 7 giugno in contemporanea in 20 Paesi europei, in accordo con l’iniziativa Rendez-vous aux jardins.

L’edizione 2026 si caratterizza per la più ampia partecipazione di sempre: 300 giardini in 20 regioni, con oltre 420 eventi organizzati, tra visite guidate, letture, conferenze, laboratori, concerti. Tra i partecipanti, oltre 70 giardini sono stati beneficiari di finanziamento NextGenerationEU. Nell’anno conclusivo dell’Intervento 2.3 del PNRR Cultura la loro partecipazione ad Appuntamento in Giardino costituisce un’occasione per presentare al pubblico gli interventi di restauro realizzati.

L’iniziativa, che beneficia del patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Commissione europea, di ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani e del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, è stata presentata oggi a Roma, nello Spazio Esperienza Europa David Sassoli di piazza Venezia.

La manifestazione consentirà al pubblico di spaziare dai luoghi storici emblematici ai piccoli giardini amatoriali, dagli orti botanici ad ambiti più contemporanei. Il Ministero della Cultura è presente con alcuni dei suoi siti più rilevanti, come i giardini medicei di Boboli e la Villa di Cerreto Guidi, il Real Bosco di Capodimonte, il Castello di Agliè e Villa Pisani a Stra. Molto importante, come di consueto, la partecipazione di Dimore storiche private (sono oltre 50 i soci ADSI partecipanti), che apriranno i propri prestigiosi giardini: tra questi, il Palazzo La Marmora e la Tenuta Berroni in Piemonte, Villa da Schio e il Castello di Roncade in Veneto, Villa Togni Averoldi in Lombardia, La Cervara in Liguria, Villa Le Corti in Toscana, Villa Negri Arnoldi in Umbria, Villa Bell’Aspetto nel Lazio, il Castello di Depressa in Puglia, Villa Tasca a Palermo. Importante la partecipazione di giardini lucchesi, in collaborazione con l’Associazione delle Ville e dei Palazzi Lucchesi -socio APGI- che quest’anno festeggia il proprio quarantennale: tra questi il Palazzo Pfanner, Villa Mansi, Villa Forci, la Tenuta Maria Teresa. Numerosi anche i siti Fai-Fondo Ambiente Italiano che, insieme all’Associazione Dimore storiche italiane (ADSI) e ad altre importanti istituzioni, è socio fondatore APGI. Partecipano all’edizione 2026 ben 14 siti FAI, come il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento, Villa della Porta Bozzolo in Lombardia e Villa Rezzola in Liguria, il cui giardino è stato appena restaurato con un finanziamento PNRR.

Ampia anche la partecipazione dei Comuni, oggi più che mai consapevoli che i parchi e giardini, oltre ad offrire fondamentali servizi ecosistemici, possono essere luogo di apprendimento e socialità, oltre che un importante fattore attrattivo: da Lavis, in Trentino, dove si trova l’inedito e spettacolare Giardino dei Ciucioi a Potenza, la cui Villa del Prefetto -restaurata con fondi PNRR- ha restituito alla cittadinanza un’area verde storica, con una rinnovata vocazione di spazio civico. Da sottolineare è anche il ruolo attivo dei cittadini nel concorrere alla gestione del patrimonio collettivo: è il caso del Giardino Cairoli di Roma (I Municipio), gestito con impegno civico dai volontari dell’Associazione Huffer. Interessante, infine, la partecipazione di reti territoriali, come quella piemontese dei “Giardini delle Essenze”, che coinvolgerà numerosi giardini nelle province di Cuneo e di Asti, un’area che, da sempre, si contraddistingue per produzioni di erbe.

L’edizione 2026 si caratterizza, inoltre, per la scelta di coinvolgere giovani poeti che, in alcuni giardini, leggeranno pagine del Cantico delle creature, insieme a versi propri: testimonianza di una generazione che continua a cercare, anche attraverso la scrittura, una relazione fraterna con la natura e con il paesaggio. È una sensibilità che richiama anche la tradizione francescana, dove il creato non è semplice sfondo contemplativo. Come ha osservato il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, “quella visione continua ancora oggi a interrogare il nostro modo di stare dentro il mondo”.

“Con i suoi oltre 400 eventi, Appuntamento in Giardino è oggi un’iniziativa apprezzata in termini di partecipazione da parte del pubblico, anche grazie alla sempre più acquisita consapevolezza che i giardini costituiscono autentici ‘musei a cielo aperto’ in virtù del loro inestimabile valore: elemento distintivo della tradizione culturale italiana e fattore chiave per preservare l’identità dei luoghi”, commenta Ludovico Ortona, Presidente APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

“Anche in questa edizione Ales, società in house del Ministero della Cultura e socio fondatore di APGI, conferma il proprio ruolo strategico nella valorizzazione dei giardini storici – evidenzia Fabio Tagliaferri, Presidente e AD Ales Spa -. Anche grazie alle risorse messe a disposizione da NextGenerationEU, e più nello specifico dagli interventi previsti nell’ambito del Pnrr Cultura, vengono consolidate e potenziate le condizioni affinché i giardini possano essere curati, conosciuti e frequentati”.

“L’ammontare dell’investimento PNRR del Ministero della Cultura destinato ai parchi e giardini storici è di 300 milioni di euro ripartiti in 3 aree di intervento – spiega Angelantonio Orlando, Direttore Generale Unità di Missione per l’Attuazione del PNRR del MiC -: restauro e valorizzazione di oltre 120 parchi e giardini storici selezionati su base di avviso pubblico per 190 milioni di euro; restauro e valorizzazione di 5 rilevanti parchi e giardini storici, individuati dal MiC per 100 milioni di euro; intervento di censimento di oltre 5000 parchi e giardini e formazione di 1260 giardinieri d’arte per 10 milioni di euro”.

“Il PNRR ha rappresentato per i Parchi e i Giardini Storici una vera e propria linfa vitale e propulsiva, innanzitutto in termini di capacità progettuale – sottolinea Luigi Scaroina, Dirigente SERVIZIO I – Attuazione dei progetti del PNRR – MiC -. Come Unità di Missione siamo al lavoro per far sì che i suoi effetti non si esauriscano, ma diano vita a un profondo cambio culturale in materia di restauro e gestione, attraverso la diffusione delle azioni più innovative della misura”.

Energia, Giorgetti: soddisfatto, la Commissione Ue recepisce le nostre proposte

Roma, 3 giu. (askanews) – “Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. Lo dichiara in una nota il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti commentando la proposta di allargare la Nec difesa all’energia, formalizzata oggi dalla Commissione UE.

“Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo – prosegue Giorgetti – il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche degli indicatori contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà nella gestione della finanza pubblica italiana”.

Ue, Italia resta in procedura deficit eccessivo con altri 8 Paesi

Roma, 3 giu. (askanews) – L’Italia resta sottoposta a procedura europea per deficit eccessivo. Nei documenti pubblicati nell’ambito del “Pacchetto di primavera”, la Commissione europea afferma di ritenere che “complessivamente l’Italia ha attuato i suoi impegni in maniera soddisfacente”, anche se i dati non consentono ancora una conclusione della procedura stessa.

“In merito agli Stati sottoposti a procedura per deficit eccessivo, la Commissione europea oggi raccomanda al Consiglio di abrogare la procedura per Malta. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione considera che sono state intraprese azioni per correggere i deficit eccessivi. Per questo a questo stadio non sono necessari altri passi”, si legge.

Bruxelles invece ha preparato un rapporto per valutare il rispetto del criterio del deficit da parte di Bulgaria, Germania, Estonia, Lettonia e Slovenia. “E alla luce delle valutazioni contenute del rapporto, ritiene che a questo stadio sia opportuna l’apertura della procedura per deficit eccessivo per la Bulgaria”, dice il comunicato.

Guardando più specificatamente all’Italia, nella Comunicazione complessiva sul Semestre europeo, la Commissione rileva che nel 2025 la crescita della spesa ha superato i limiti raccomandati dal Consiglio, sia in termini di variazione annua sia in termini cumulati, ma solo in maniera marginale in quest’ultimo caso. “La spesa netta per il 2026 è prevista al di sotto dei limiti raccomandati sia in termini annuali sia in termini cumulati. Per questo, si valuta che l’Italia sia inadempiente per il 2025 ma che sia prevista adempiente sul 2026. La deviazione del 2025 richiede una valutazione complessiva. Tenendo conto del calo nominale del deficit – prosegue la Commissione – della correzione prevista della situazione di deficit eccessivo del 2026 e della limitatezza della deviazione del 2025, si considera che l’Italia abbia assunto misure efficaci”.

“Per questo – dice la Commissione – la procedura per deficit eccessivo è tenuta in sospeso”.

Per quanto riguarda le riforme e gli investimenti previsti nel periodo di aggiustamento, secondo la commissione al 30 aprile 2026 apparivano “ampiamente in carreggiata” in Italia.